Sei sulla pagina 1di 16
MARCO BOLZANI GLI ANDREOLI DI MIRANDOLA E I CONCERTI POPOLARI MILANESI (1877-1887) EDIZIONI ie8 “AL BARNARDON” Guglielmo: la carriera di un concertista. Gugliemo Andreoli [senior] cellebre pianista naque in Mirandola li 22. aprile del 1835 da Evangelista Andreoli maestro di cembalo, e dall’Anna Campagnoli. Colpito il padre da dura disgrazia, tivolse gli occhi sopra del tenero fanciullo Guglielmo in allora dell’eta d’anni 7. ¢ lo applicd allo studio del cembalo [...]. Cosi hanno inizio i dettagliati Ceani storici che lo stesso Evange- lista si curd di compilare dopo la prematura morte del suo amatissimo secondogenito (13 marzo 1860). Tali memorie, che qui vengono ripor- tate pressoché integralmente, ci mostrano in modo esemplare il cursus honorum di un virtuoso della tastiera che esce dall’oscurita della pro- vincia e gradatamente raggiunge le pit ambite vette del concertismo internazionale: dai precoci studi guidati dal padre alle prime esibizio- ni come fanciullo prodigio, tali da meritargli l’inclusione nella rosa dei Fanciulli celebri d'Italia”, all'incontro con persone facoltose che generosamente gli consentono di continuare gli studi in Conservato- rio, favorendone poi l’ingresso nei salotti patrizi e quindi nel pit am- pio circuito delle pubbliche istituzioni concertistiche. Nonostante 1’i- nabilita, & il padre ad accompagnare il «giovinetto Guglielmo» nelle prime tournées attraverso |’Italia settentrionale, attento ad allacciare le utili conoscenze che abbiamo detto; e certamente vi avra contri- buito, agli occhi.dei mecenati, il suo stesso stato fisico, di persona ma- 19) Cfr, FRANCESCO BERLAN, II libro dell'emulazione, I Fanciulli celebri d'Italia antichi e moderni e glllustri italiani nella lora infanzia e vita [...] Biografie, racconti e bozzetti [...], Milano, Agnelli, 1863, pag. 71. In particolare é da ricordare la tournée del '47 nel Lombardo-Veneto, nella quale si esibisce insieme con altri due pianisti ancora pit ‘in erba’, anch’essi allievi di Evangelista: il fratello minore Carlo, allora nell’eta di serte anni, e certo Alfonso Ferrari di sei. «Il Cafft Pedrocchi» di Padova (25 luglio) recensisce uno di quei concerti con un articolo intitolato I Giovinetti del Signor Andzeoli, dove tra l’altro si legge: «Guglielmo, maestro gia della sua arte ed uscito vittorioso dalle pit difficili prove, suona solo; i due minori suonano dei pezzi a quattro mani. In questi due ultimi ammirerei una sorprendente esattezza nell’ese- cuzione, un si mirabile accordo non solo nella formazione materiale dei suoni, ma bensi nella loro espressione, che diresti quelle quattro manine appartenere ad una sola persona ed un solo spirito animare quei due corpicelli. Nel primo poi troverei congiunta I'esattezza alla somma agilita ¢ ad una straordinaria intelligenza della mu- sicale espressione, per il cui il suo suono é si variamente colorito e cosi finito che poco o nulla lascia a desiderare. Le pit intricate variazioni, le fantasie pid ardue dei celebri maestri tedeschi egli te le eseguisce con una sicurezza ed un brio che spesso si cercano nei pit provetti dell’arte [...]». 34 i | 2 terialmente impossibilitata a sostenere le sorti di un talento cosi pro- mettente. Dopo quasi sei anni di studi al Conservatorio di Milano, guidati dal rinomato maestro Antonio Angeleri, Guglielmo intra- prende un lungo e quasi ininterrotto «giro artistico» che lo porta nelle maggiori citté europee, cosi come in popolati centri turistici e terma- li, allora sede di intensa attivita musicale. Intanto, da Mirandola, Evangelista si mantiene costantemente in corrispondenza epistolare col figlio, da cui viene a sapere delle localita toccate, delle persone notabili conosciute, tanto nell’ambito dell’aristocrazia che in quello musicale, delle rivalita (solo accennate) con altri artisti, degli echi della stampa, nonché notizie, per noi pit interessanti, sui brani ese- guiti nei suoi concerti. Une dei generi compositivi pit in voga nella pratica concertisti- ca ottocentesca @ la Fantasia su temi d’opera — con le varianti pit o meno complesse e originali di Trascrizione (anche di Lieder 0 ro- manze), Parafrasi, Reminiscenza (Souvenir de...), ¢ poi Variazioni, Capricci, etc. In Italia questo genere gode di particolare fortuna (pur senza riuscire a raggiungere il modello lisztiano) e per l’incontrastato primato del melodramma, e in genere della vocalita, e per la mancan- za di una vera alternativa nel campo della musica assoluta (o «scienti- fica», come allora veniva definita non senza un certo disprezzo), cio® di quella delle Sonate e delle Sinfonie. [1 pubblico, abituato nel mi- gliore dei casi agli spettacoli operistici — laddove pil spesso ne cono- sceva soltanto le volgarizzazioni operate dalle bande municipali 0 reg- gimentali o le pid verosimili centonizzazioni delle Filarmoniche — il pubblico si ritrovava in questo genere strumentale che in qualche mo- do continuava a parlare la propria lingua; mentre l’interprete, che spesso coincideva col compositore, poteva esibire in gran profusione tutta la sua gamma dinamica, la scioltezza tecnica, la brillantezza del tocco, in una parola: il virtuosismo di cui era capace. Diciamo questo perché Guglielmo legé il proprio nome a quello di un campione in tal genere di repertorio: Adolfo Fumagalli. Usciti entrambi dalla scuola dell’Angeleri, il pitt giovane Guglielmo studia con particolare entusiasmo gran parte della produzione del pianista-compositore mi- lanese (soprattutto le Trascrizioni e le Fantasie su temi d’opera, ap- punto), presentandola nei suoi concerti a fianco delle omologhe com- posizioni di un Thalberg o di un Liszt. Avvenuta la precocissima morte del Fumagalli — anche questo lega il destino dei due artisti — la moglie scrive a Guglielmo, come si legge nei Cezni storici, perché continui a divulgarne le opere e nel 35 contempo gli fa dono di tutti gli inediti in suo possesso. Anche nelle proprie composizioni l’Andreoli dimostra di subirne l’influsso, non mancando nemmeno il «pezzo mancino», come lo chiama Rattalino, tanto frequente nella produzione del Fumagalli”. Vediamo ora il catalogo delle opere di Guglielmo Andreoli. E forse opportuno premettere una considerazione: tante volte in casi come il nostro la vera attivita compositiva seguiva ad una prima fase di vita artistica quasi esclusivamente dedita al concertismo; quella che ci rimane @ dunque da considerare come un corollario di quest’ul- timo. Notturnino per Pianoforte di Guglielmo Andreoli. Op. 1. Alla signora Irene Bo- selli. Milano, Ricordi, n. 24331 [1852]. Rimembranze di Senago. Polka salon per Pianoforte di G. Andreoli. Allamico Edoardo Simonetta. [Op. 2]. Milano, Ricordi, n. 24001 [1851]. Barcarola del Marino Faliero di Donizetti. Grande studio da concerto per Pia- noforte per la mano sinistra composto e dedicato a sua eccellenza il duca Anto- nio Litta Visconti Arese da Guglielmo Andreoli. Op. 5. Milano, Ricordi, n. 27933 [1856]. Melanconia. Melodia del maestro Campana trascritta per Pianoforte da Gugliel- mo Andreoli. Op. 6. A mad.lla Emilia Puzzi. Milano, Ricordi, n. 27934 [1856]. LAngellin della biondina. Melodia di A. Mariani trascritta per Pianoforte da Guglielmo Andreoli. Op. 7. Alla signora Rita Montignani. Milano, Ricordi, n. 27935 [1856]. Meditazione, nocturne per Piano Forte. London, 1856. Vanno inoltre menzionate le composizioni di cui si ha solo noti- zia dai Cenni storici che riportiamo qui di seguito: una trascrizione dal Trovatore, una Fantasia ed una Tarantella sui Vespri Siciliani, una «polka mazurka» ed un «Impromptu Caprice», sempre per pianofor- 20) Il quale per la sola mano sinistra scrisse le Fantasie «sulla Norma, sulla Lucia di Lammermoor, su I Lombardi alla prima Crociata, sa Roberto il Diavolo, sul Mosé» (cf. PIERO RATTALINO, Storia del pianoforte, Milano, il Saggiatore, 3* ed., 1983, pag. 124). 36 Gugliemo Andreoli senior. te. Mentre resta forse solo nei progetti la trascrizione di una Tarantel- la per violino del «Sig. Sasserno»”! (titolo che stranamente compare invece nel catalogo di Carlo Andreoli). Cenni storici sopra la vita del cellebre pianista Andreoli Guglielmo Guglielmo Andreoli cellebre pianista naque in Mirandola li 22. aprile del 1835 da Evangelista Andreoli maestro di cembalo, ¢ dall’Anna Campa- gnoli, Colpito il padre da dura disgrazia, rivolse gli occhi sopra del tenero fanciullo Guglielmo in allora dell’eta d’anni 7. lo applicé allo studio del cembalo, al quale spiegd tanta e tale disposizione che in pochi mesi poté fare con applauso il disimpegno del padre all’organo, disimpegno che prosegui per qualche anno. II padre del giovinetto non ammise, mentre istruivalo al- Torgano di iniziarlo alla buona e perfetta scuola di cembalista ed i progressi del giovinetto furono si rapidi che animarono il padre a produrlo sulle scene del Teatro di Mirandola la sera del 15. giugno 1844. ove esegui delle Varia- zioni di Czernij sopra opera il Pirata, ed un divertimento di Ansal sopra motivi dell’opera la Semiramide con tale precisione e bravura che fece mera- vigliare tutto l’uditorio, Nell’autunno dell’anno medesimo si produsse il gio- vinetto in diversi teatri del ducato di Modena, e si aquistd una fama di un talento e di un suonatore straordinario per la sua eta. Nel mese di 7bre 1845 ft condotto da suo padre nella provincia mantovana, ove suond in diverse sale € teatri con esito felicissimo e grandi encomi ed eloggi tributatigli da professori di quella citta e borgate come risulta da articoli pubblicati da di- 21 ) [A Tito Ricordi]. Nizza, 9 aprile 1854 Gentilissimo Signor Tito, giovedi 6 diedi il mio concerto in teatro, e Perng stesso mi disse averlo gia informato di cid; io passo ad altra cosa che m’interessa Esso abbia la gentilezza di farmi; conob- bi qui il Sig. Sasserno in una Soirée musicale ove suond una Tarantella a violino di un grande effetto, io naturalmente glie ne feci domanda per trascriverla a Piano, ¢ mi disse che se Lei Sig. Ricordi glie la stampava dandogli 100 copie che mé lavrebbe data, altrimenti no. Percid la prego a voler condiscendere al desiderio di questo Si- gnore affine di poter avere la Tarantella dalla quale potrei ricavare un gran effetto nei miei concerti € lei dei danari escitandola. Spero che non mi vorra negare questo favore per Lei di poca importanza. Non scriva a me la risposta ma a Sasserno stesso che egli poi prendera a fargli aver la Tarantella; la prego fare subbito cid perché cosi potrd suonarla a Genova nel mio concerto. [...] [Milano, Archivio Ricordi] 38 versi giornali, in particolare nel giornale di letteratura ¢ belle arti il Figaro, N° 76. venti settembre 1845. segnato l’articolo Cesare C. ove il giovinetto fu descritto per sorprendente nel tocco dell’istromento, nel quale dava al suiono una espressione sentita ed appassionata piena di verita corrisponden- te all’intendimento filosofico dell’autore del pezzo che eseguiva; notando pure in esso nei circoli in cui si presentava un complesso di pregi che merita- vano particolare menzione come erano i frizzi, i moti, e le frasi tutte sue da far meravigliare cellebri maestri, come si legge nella sudetta gazzetta [...]. Il giovinetto Andreoli portatosi a casa prosegui i suoi studi sotto il di lui padre, avente compagni di scuola Alfonso Ferrari di Modena, ora buon maestro in Milano ed il di lui fratello Carlo presentemente distinto Pianista che fa parlare sovente di se i giornali d’Italia Francia e di Londra ove ha fis- sato dimora. I progressi del giovinetto Guglielmo essendo stati tali da meri- tare di essere sottoposto ad una scuola pili estesa per composizione, di con- trapunto, e di un perfezionamento nell’arte; il di lui padre intraprese un viaggio per I’alta Italia col giovinetto Guglielmo unitamente ai sudetti com- pagni il Ferrari, ed il fratello Carlo percorrendo tutte le citta del Lombardo Veneto, ove il giovinetto Guglielmo sempre si distinse [...]. Arrivato il giovinetto alle aque di Reacoaro e prodottosi nei diversi sta- bilimenti, in particolare in quello del signor Giorgetti, ove trovavasi un scel- to numero di personaggi di diversi luoghi e citta, e fra questi molti milanesi, fu tanta l’impressione destata dal giovinetto, che il Signor Dottor Antonio Boselli milanese lo prese a proteggere con animo vetamente paterno, ed in- dusse il padre del giovinetto a condurlo subito a Milano, ove egli, il Signor Boselli, gli garantiva il compimento della cariera musicale del figlio. Il padre del giovinetto Guglielmo che ad altro scopo non mirava nel suo giro che di incontrare la providenza in socorso di si bel talento, tutto animoso si diresse a Milano, ove arivd il giorno 24. agosto 1847. Il Signor Dottor Antonio Bo- selli lo accolse in sua casa, gli procurd i mezzi di far sentire il fanciullo in pubblico, lo presentd alla piti alta societa milanese, ed interessd I’IIl.mo Si- gnor Conte Renato Boromeo, ed il Duca Litta a favore del giovinetto onde fosse sostenuto a loro spese nel I.R. Conservatorio, nel quale vi fi ammesso il giorno 7 dicembre del 1847. In conservatorio il fanciullo fi: sempre amato da tutti i Professori e compagni, negli esami né riportd il primo premio con medaglia d’argento e ft distinto nel ultimo suo esame finale col premio straordinario. In conservatorio il fanciullo fu fatto sentire pid volte, e la pri- ma che unitamente agli altri allievi, si fu nell’accademia, 0 saggio, del giorno 8. aprile 1850, ove il piccolo giovinetto si distinse eseguendo con incredibile maestria un Concerto con accompagnamento di tutt’orchestra di Kalkbrener in mi minore [...] Fi in una di queste circostanze che S.E. il Marchese Rai- mondo Montecuccoli udi il giovinetto Andreoli, e che d’allora fino ad artista finito ed in ogni circostanza gli fu largo mecenate, ¢ lo colmd di sommi tratti di gentilezza. Terminato gli studi a Milano il Guglielmo Andreoli si trattenne ivi qualche tempo in compagnia del suo amico il cellebre Pianista Fumagalli in- di si portd in seno alla sua famiglia in Mirandola. Il primo giorno di 9bre del 1853. parti per Bologna fii ammesso in quella citta nelle principali fami- glie, e suond in casa della Ill.ma Signora Marchesa Conti Castelli ove lo sta- va attendendo numerosa e rispettabile adunanza la quale rest® meravigliata di tanta bravura, strinse amicizia con il violinista Emiliani il quale faceva parte di quella serata, fece la conoscenza del Principe Demidoff, il Signor Conte Sante Matteucci gli dimostrd straordinaria simpatia e tanti altri pure che sarebbe inutile il dire; lo stesso Golinelli, cellebre Pianista, gli usd i pid grandi tratti di stima e d’amicizia. LAndreoli in Bologna diede il suo concer- to nel Teatro della Principessa Ercolani, ne ebbe un splendido successo. La gazzetta L’arpa cosi si espresse «ogn’uno & costretto riconoscerlo ed ammi- rarlo come un nuovo astro del cielo armonico italiano». Ritornato a Miran- dola riparti per Milano in compagnia di S.E. il Marchese Montecuccoli li 2 dicembre ove si trattenne fino il 22. dello stesso mese, indi parti per Tori- no, in Torino fu ammesso in casa delli Signori Marchese di Breme, della Si- gnora Contessa Castiglione, del Marchese Solaro, della Contessa Cuccia, del Cavaliere Tonelli, del Conte Corsatti, e del Conte Duca Litta, a questo in segno di riconoscenza e di stima gli dedicd la sua bella composizione, lo stu- dio per la mano sinistra sulla barcarola dell’opera il Marin Faliero. In Torino diede tre concerti, uno nella sala dei Filarmonici, uno all’Hotel de Londra, un altro in Teatro. II suo successo fui grande in tutti tre i concerti [...]. Da Torino si portd l'Andreoli a Genova, ove vi giunse il 7. febbraio 1854. In Genova diede diversi concerti fu ammesso in molte famiglie fra le quali del Console inglese. Suond al Teatro Apollo, e gli fu fatta ripettere la canzone del Trovatore pezzo da esso trascritto per cembalo [...]. Lasciando Genova parti per Marsiglia in compagnia del Cavaliere violinista Sivori suo carissi- mo amico, col quale suond in Marsiglia al Teatro grande riportando i soliti applausi; indi, venne a Nizza di mare, ove si trattenne a tutto aprile, vi diede diversi concerti, fu festeggiato con ghirlande di fiori al ‘Teatro grande, come parla il foglio avvenire di Nizza N° 911, otto aprile 1854. Si riporté di nuo- vo a Genova e vi diede altri concerti; indi si imbarcd per la Toscana ove arri- vo ai primi di maggio: si produsse in tutte le citta del granducato. In Firenze vi si tratenne pit di tre mesi; il suo primo concerto in questa citta ebbe luo- go al Teatro Cocomero con molto successo. II ventisette maggio diede con- certo alla sala del Arte, ebbe numeroso concorso. II foglio la Scaramuccia del giorno 2. giugno ne parld dicendo che |’Andreoli «aveva messo in pace una parte dell’uditorio colla famiglia dei Pianisti, e di tutti i pezzi che esegui il pubblico ne rimase fanatizzato (»). I] Pirata poi 8. giugno da un lungo arti- colo di questo concerto dicendo «... ¢ un grido fu veramente quello che echeggid nella sala dopo la gran fantasia di Thalberg su I’Elisire, mirabil- mente eseguita. Non basto il pubblico volle un’altra volta gustarla, quasi per convincersi che la specie di prodiggio a cui aveva assistito era l’opeta del ta- 40 lento e null’altro». Alla domenica susseguente suond di nuovo nella sudetta sala ¢ giorni dopo al Teatto degli Infuocati e sempre con pari successo. La sera di martedi giorno 27 giugno si diede il suo ultimo concerto d’addio al LR. Teatro del Cocomero, ¢ in questo concerto esegul la gran fantasia milita- re di A. Fumagalli [...]. In Firenze scrisse due belle composizioni, una é la melodia Laugelin della Biondina, canto del M° Mariani, composizioni che né hanno parlato i fogli italiani e inglesi; in Firenze il soggiorno dell’Andreo- li fi brillantissimo perché avvicind le principali famiglie, fu convitato a pranzo dal principe Pognatoschi, da Madama la principessa Letizia Bona- parte principessa Solus, dal principe Corsini, dal Duca di Falco dal Principe Bacciocchi, e da tanti altri, in particolare accolto con molta distinzione dal grande Mossini il quale lo ricambid di una sua visita la famiglia Andreoli conserva tutte le lettere di questi personaggi di inviti all’'Andreoli. Da Firen- ze si portd a Pisa, Livorno, Prato, ai bagni di Lucca ove suond con tale suc- cesso da venir salutato per il Thalberg italiano. $i i primi giorni di 7bre, ad istanza del proprio Padre, l’Andreoli si portd alla Mirandola ove si trat- tenne sino al novembre, epoca in cui parti per Modena, ivi suond al Teatro Comunale, indi a Corte, nelle principali nobili famiglie; il giorno 16. dicem- bre parti per Mantova. In questa citta pure si distinse molto suonando in sale e teatri. Gli furono fatte [...], e sommi eloggi nel foglio di Mantova chia- mandolo «onore e gloria del Conservatorio di Milano». Passd da Mantova a Verona. Suond al casino, alla filarmonica, gli furono fatti i ritratti, e festeg- giato con una serenata musicale; percorso Padova, Vicenza il giorno 10 feb- brajo atrivd in Venezia. Suond il suo primo concerto al Teatro San Gallo, con entusiasmo di tutto il pubblico; fu presentato alla Contessa di Cam- bord, ed alla Duchessa di Berrij. I] 26 marzo parti per Trieste, in questa citta diede molti concerti, suond al Teatro grande, al Casino Greco, al Casino Te- desco, né parld con gran lode i fogli l’osservator Triestino, ed il Diavoletto. Ai primi giorni di maggio si portd a Vienna. Affinche fosse terminata la sta- gione favorevole ai concerti nulla meno vi si trattenne due mesi. In Vienna l’Andreoli si fece udire in molte case, suond nella sala di Bésendorfer, dal Bésendorfer gli fi dato un magnifico cembalo sul quale l’Andreoli studid molto; suond una sera dal Principe Demidoff, fece conoscenza del amba- sciatore di Portogallo, che gli ft largo di molte gentilezze. A Vienna |’An- dreoli fu qualche settimana incomodato da inflamazione al basso ventre, ma si rimise subito. A Vienna si incontro con il Conte Boromeo, col quale pran- zd molte volte, fu pure a pranzo dalla Marchesa Bacella, si fece sentite in casa del Principe Gortahokoff; fece molta amicizia con il Pianista Derfel; quasi tutti gli editori di Vienna esposero i ritratti del Andreoli, cosa che ac- cade ben di rado quando gli artisti non sono prima sentiti in pubblico, e in grandi concerti. I] 27. giugno si portd a Praga; visitd il Conservatorio fece conoscenza di quei Professori; strinse amicizia con il Pianista Sulof; indi passd a Dresda, poi a Monaco, ed il giorno 28. del sudetto mese trovavasi a Karlsbad in Boemia; il 23. vi diede concerto in compagnia del cellebre BIRMINGHAM me LONDRA 2 TORQUAY & @ tuersa => BRUGES GAND@® BRUXELLES TOURMAL@ @ @ULIEcI NAMUR mons @ PARIGI 8 e's ‘ o TORINO ® = MARSIGLIA Le citta ove diede concerti Guglielmo Andreoli RSA e ) HOF@® @ RUXELLES } KARLSBAD e @ULIEcI PRAGA UR ‘ VIENNA MONACO ISCHL e ® BADEN SALISBURGO- AMBURGO DRESDA S.SALVATORE TRIESTE como @ BERGAMO @RECOARO vicenzag@ VENEZIA MILANO PAVIA @ VERONA® PADOVA® MANTOVA® @ wean GENOVA MODENA® BOLOGNA BAGNI @PRATO PIsAL® @ FIRENZE @ Livorno TORINO NIZZA Violinista Loab [Laub]. Andreoli vi fu salutato per uno dei pit grandi Pia- nisti del giorno da quel scelto uditorio tedesco. In seguito suond dal Princi- pe Esterhasij, da Svarzenberg, dalla Principessa dé la Lippa, e da molti Ba- toni; vi fece relazioni con dei personaggi Russi di alto rango, i quali lo vole- vano in compagnia loro in Russia onde si fosse fatto sentire a Pietro Burgo; in quell’epoca compose una polka mazurka molto graziosa... In agosto visitd molti luoghi della Germania, si portd a Salzburg, patria di Mozart e vi diede concerto, poi passd ad Hof, ove pure suond indi a Franzensbad ove diede due concerti con esito sempre straordinario, vi fece la conoscenza della Principessa Khewvchiillas, la quale lo fece fare molte conoscenze, lo forni di lettera per la Principessa Meternich, e per l’Arciduchessa Sofia; passd a Monaco, indi a Ischl ove il giorno 27. diede il suo concerto al quale vi inter- venne la Regina d’Olanda, poi si porto in Baviera indi a Baden e in tutti ‘quei luoghi di bagni diede concerto e sempre con esito felicissimo. Si portd pure a Baden Baden, a Vishaden, e di la direttamente ad Ostenda ove si tro- vo una quantita di forestieri, vi fece amicizia con il Pianista Schuloff, vi die- de tre concerti, dopo quelli della Gadda e del violinista Straus ed abbenché precedenti concerti di questi non fossero stati troppo felici, pure l’'Andreoli fece bene i suoi affari. Da Ostenda in compagnia del Principe Giorgio di Prussia il quale lo voleva seco a Berlino l’Andreoli si port di nuovo a Baden Baden vi diede due concerti fece amicizia col famoso Vivien, e col cellebre oboista Lavigna suonando seco in concerto piti volte, ¢ ne parlavano molto quelle gazzette; fece una scorsa ad Anversa indi ad Hamburg e diresse il suo viaggio per Bruselles, in viaggio fece conoscenza con Schott ringmato edito- re di Germania al quale |’Andreoli gli vendette alcune sue composizioni. Arivd in settembre a Bruselles ed ebbe subito occasione di essere presentato al grande platone della musica da dé Beriot: fu presentato alla Duchessa Ha- milton Inglese la quale, la quale gli procurd di essere ammesso nella pit ele- vata societa. [...] Il giorno 17. gennaio 1856 fu scritturato per un concerto al Casino della citté di Gand ove suond tre pezzi e sempre sorprese; dopo fa scritturato per la citta di Bruselles e per altre citta del Belgio e sempre con lo stesso sucesso. II 13 febbraio suond a Mons in una di quelle grando societa musicali. L'1 di marzo suond a Liegi, il giorno 8 a Namurs, il giorno 10 di marzo suond a Tavernaj; fece una scorsa in Olanda, vi diede pochi con- certi indi si porté di nuovo a Bruselles, il giorno 17. aprile vi diede il suo concerto d’addio del quale ne parla assai I’Indipendenza Belga. In Bruselles compose una bella fantasia sui Vespri Siciliani ed una Tarantella sopta l’i- stessa opera; fi chiamato al Castello dal Principe di Prussia per far parte ad un concerto si portd di nuovo a Bruselles; nei sette mesi che dimord nel Belgio comincid alterarsi la sua salute ed a sviluparsi [svilupparsi] una lenta e lunga malattia per cui in quel tempo soffri diversi incomodi, si rimise ma non guari. Parti da Bruselles e arivo a Lilla ove diede concerto con gran suc- cesso indi si incamind per Londra ove arivé ai primi giorni di maggio. Fu subito accolto con molta distinzione da M. Puzzi Maestra di canto della pit 44 a a ee ee nk ee ee a a ee ee ee a OD ete alta aristocrazia di Londra suond al suo concerto che é uno dei pit grandi che abbia avuto luogo a Londra. Fu l’Andreoli ricevuto da Rotschid e nei primi mesi fece parte a molti concerti con gran sucesso. II giorno 24. maggio suond nel gran concerto classico di Ella e con questo concerto si mise ad istante a livello delle pit grandi celebrita, come Bottesini, Viotti, il foglio l'Ateneo di Londra giornale il pit critico disse che l’Andreoli poteva essere paragonato a Thalberg, e che aveva il tocco di Mendelson. La sua salute non gli permise di accettare una scrittura del impresario Julien e si porto ai a fare i bagni a Boulogne. Le guerre sofferte dagli artisti a Londra, e le fatiche sostenute avevano alterato di molto la sua malattia, da Boulogne ritornd a Londra indi a Cheltenham in campagna presso signori suoi amici onde mi- gliorare di salute, e non ritornd a Londra che alla fine di novembre con qual- che miglioramento ma non guarito. Artivato in Londra |’Andreoli fi scritu- rato da Jullien per uno de’ suoi concerti, [...]. Suond pure al Cristal Palace, ed ebbe successo uguale a quello di Jullien. Al concerto del Cristal Palace suond il Concerto Stiuk di Weber, ed il concerto in sol minore di Mendel- sohn. L’Andreoli scrisse in quei giorni un Impromptu Caprice originale, ed una trascrizione d’una melodia del suo amico Campana, pezzi molto piaciu- ti ne suoi concerti. LAndreoli ebbe successi tali che dopo il concerto del Cristal Palace ricevete lettera per portarsi a suonare in febbrajo in uno di quei concerti della citta di Bath; ricevette lettera da Parigi dalla moglie di Fumagalli Adolfo nella quale si rallegrava de’ suoi successi, e lo pregava in pari tempo a far conoscere e sentire le composizioni del povero Adolfo, ¢ lo regalé della fantasia sul Roberto il diavolo per la mano sinistra, e gli spedi pure tutte le composizioni inedite del Fumagalli. Verso la meta del mese di gennaio del 1857 parti per Torquai Devonshire; quivi si occupd in lezioni, e serate musicali, molestato assai perd dai ragiri invidiosi degl’altri maestri, o siccome luogo di un clima, dolce e temperato, e di grandi riunioni d’ingle- si, vi si trattenne fino ai primi di aprile, indi ritornd a Londra, in aprile, a maggio ebbe degli attacchi di petto che lo abbatterono molto, ¢ sotto la cura del bravo professore dottor Fabbrizi migliord ma non guari, Alla fine di maggio ebbe due concerti in uno suond un gran concerto con orchestra di Mozart, e nébbe molto successo; ne diede pure un altro, ai primi di giu- gno, ma la sua salute non era buona, e scriveva essere molto dimagrito ed aver molto bisogno del suo clima d’Italia. In giugno suond pure ad un gran concerto di Jullien, e questi lo voleva scritturare a vantaggiosissimi patti per fare seco lui il giro dell’America, ma furono tante le raccomandazioni del di lui padre che abbandond il pensiero. LAndreoli in quella staggione di con- certi suond molto, il suo concerto finale fu lucroso. Il suo nome era salito in tanta fama che legesi nel foglio il Diavoletto di Trieste N° 181. giorno 4 luglio 1857. che l’Andreoli fu fatto fra le cellebrita Europee italiane per far parte alle due grandi feste date a Londra in Hannover square Rooms; la prima il giorno dieci luglio 1857, in onore di Shakespeare, e la seconda il quindici luglio in onore di Dante. Dopo i due concerti citati del dieci e quin- 45 dici luglio si ritird in campagna a riposarsi un poco. In agosto si portd a Bou- Jone a fare i bagni i quali non gli giovarono molto. In settembre si portd a Parigi per sollevarsi un poco sia della fatica che nel morale. Si trattenne tut- to il tempo che durd la festa dell’Imperatore e i divertimenti di quella citt& in quella circostanza; il giorno 23. settembre ritornd a Boulone pet ripren- dere la cura dei Bagni, in questo mentre fu a vedere il campo di Napoleone ed altri luoghi storici, li dieci del mese di 8bre ritornd a Londra; in Londra fi accolto da’ una inflamazione al fegato, che mediante una pronta cura pre- sto se né liberd; il medico perd lo consiglid di partire da Londra facendogli capire che la stazione invernale in quella citta lo avrebbe di nuovo fatto am- malare in modo alarmante e pericoloso, per cui alla meta di novembre parti per Torquai, e vi dimoré fino alla met’ di febbrajo del 1858. Mentre trovava- si a Torquai fu chiamato a suonare a Bath, ed a Birmingam indi ritornd a Torquai ove per il clima mite comincid a migliorare di salute, ma era miglio- ramento pit apparente che altro. In quella invernata cercava di divertirsi, pe- rd col massimo riguardo della sua salute, e in quei divertimenti perd e quelle serate di ballo e di musica aveva sempre rivolto il pensiero alla sua famiglia, ed alla Italia, mancando allora da molti anni, ed era sempre tormentato dal desiderio di ritornarvi. In Torquai sofferse una guerra indicibile dagli artisti che trovavasi cola, ma I’Andreoli aveva un nome troppo grande per essere danegiato, nulla meno cid gli reccava malattia ed inquietudine; portatosi cir- ca il giorno 13 febbrajo a Londra vi diede subito molti concerti di seguito. La sera 18 aprile 1858 fece due serate ¢ si affatico molto per cui si alterd di pid la sua salute, causa che non poté andare a Belfast in Irlanda a suonare ad un concerto in cui era scriturato. I] martedi della stessa settimana ancor- che in mal essere di salute suond all’Union Musicale ed esegui un duetto classico di Mendelson con il violoncellista Piatti. Il 30 aprile ebbe un altro concerto, ed il giorno tre maggio suond alla societa filarmonica ove esegui un concerto di Mozart assai difficile, e n&bbe molto successo stante che in- terpretava ed eseguiva la musica classica in modo incantevole preggio molto singolare in un artista cosi eminentemente italiano in gusto musicale. I] 24. giugno diede il suo concerto nella sala della Marchesa Devonlisire, Signora che era da molto tempo larga di gentilezze all’Andreoli, e fece bene i suoi affari in questo concerto di interesse tutto suo. I] giorno 14 Luglio lasciando Londra parti per I’Italia; arivd a Milano circa ai 20 di luglio, nessuno de suoi compagni lo ravisava perche era tutto cambiato. Fu veduto tanto volentieri da tutti i suoi Professori, prese aloggio alla bella venezia e vi stette fino che ebbe sentito l’accademia del saggio finale del Conservatorio per portarsi poi in seno alla sua famiglia in compagnia di suo fratello Carlo sortendo in quel- Tanno di conservatorio. Mentre si trovava a Milano si portd sul lago di Co- mo, fu alla fiera di Bergamo e spesso a San Salvatore in casa della Signora Boselli la stessa che lo aveva avuto in cura tutto il tempo de’ suoi studi in Milano. Finalmente il giorno sette di settembre alle ore dieci di sera in com- pagnia di suo fratello arivd in seno alla sua famiglia, la quale con qual gioia 46, lo vide ed abbraccid da ognuno si pud farne un giudizio. Nella sua aria si rimise un poco, si diverti in campagna a caccia; si fece sentire in propria casa ad una scelta societa di suoi cittadini; in ottobre fece una scorsa a Mila- no; ritornato a casa, e sentito da suoi concitadini il desiderio che avevano in teatro, egli vi condiscese e la sera sette novembre 1858 diede concerto nel teatro Greco Corbelli di Mirandola unitamente a suoi due fratelli Rosina e Carlo distinti pianisti; fra gli altri pezzi di musica il Guglielmo suond col fratello Carlo un gran Duo per due pianoforti; l’entusiasmo, e le chiamate al proscenio furono molte. Alla met& circa del mese di novembre si portd a Modena fit accolto ed ellogiato con suo fratello in casa di §.E. il Marchese Raimondo Montecuccoli, e questi gli fu come per i tant’anni addietro sem- pre cortese, colmandolo di gentilezze, ed usandogli mille riguardi. Portatosi a casa il 26 dello stesso mese si mise subito in viaggio per Londra, si fermd tre quattro giorni a Milano indi prosegui il suo viaggio fino a Parigi, ove, riposato due giorni prosegui il suo viaggio per Londra, ove dopo una setti- mana di sogiorno si porto a Torquai. LAndreoli perd sempre decadeva di sa- lute ed in Torquai lo molestava sempre una tosse, ¢ questa lo aveva attacato fino dal tempo che era venuto in Italia; ebbe pure delle affezioni al fegato, si curd sempre e si ebbe tanto riguardi che si mantenne in salute da poter fare la stagione dei concerti in Londra; ma fu vana speranza. Nel gennaio del 1859. trovandosi a Torquai, come si é detto, fi molto molestato dal male di fegato, e di reni, soffriva molta debolezza; fa chiamato in febbrajo a Lon- dra a suonare a dei concerti, ma atteso la sua poca salute non vi poté andare. Negl’ultimi giorni di febbrajo perd andé a suonare a Bath in un gran concer- to. La gazetta di Bath del giorno due di marzo ne parla a lungo, ma essendo in inglese non si cita. Da Torquai il 21. marzo si porta a Londra, per suonare alla Musical Union. I giorni venticinque 26. 27. aprile fu chiamato a suona- re in diverse citta. Il giorno 5 maggio andé a suonare a Waston apper movi, ed in tutti questi concerti ebbe i soliti successi; nei primi giorni di maggio a Londra vi fece un grande caldo in quella stazione, e pare ne provasse qual- che solievo, ma perd lieve; alla fine di maggio comincid a decadere e sentirsi agravato assai; e l’incostanza della stazione lo tenne fino alla meta di giugno in molto mal’affare, con tutto cid diede sempre lezioni e qualche concerto; alli 19 di giugno parti da Londra per Parigi, ove prese un appartamento per porsi sotto la cura di quei professori. Oltre la poca salute, il suo morale era molto abbattuto, ed abbenche si facessero grandi feste e illuminazioni in Pa- rigi per la vitoria riportata contro i tedeschi, pure altro lo consolavano che le lettere di suo padre, unico diceva che gli fosse sempre fedele, ed assiduo. nello scrivergli ogni dieci giorni. Fiducioso che quei professori lo potessero ristabilire in salute si trattenne in Parigi fino ai 23. di giugno ma non veden- do alcun miglioramento, parti per Torino ove giunse il 25, ci si trattenne tre giorni per riposarsi dal viaggio si faticoso tanto per il gran caldo che pel il movimento delle molte truppe, abbattuto e sfinito giunge in Modena ove si fermd quattro giorni in casa di S.E. il Marchese Montecuccoli, e dopo in 47 compagnia di suo fratello si portd alla Mirandola in braccio alla sua famiglia ove mediante il riposo e l’aria di campagna aveva fatto qualche miglioramen- to, ma avvicinandosi la stagione invernale, e questa abbatendolo molto, spe- rando che in un clima pit temperato potesse star meglio, li 17. novembre 1859. si parti dalla Mirandola, si fermo a Modena due giorni indi in compa- gnia di suo fratello Carlo si ports a Nizza di Mare in Piemonte, ove arivo il 25 9bre; ma la lenta e penosa tabe condanatolo subito al letto, non lascid di tormentarlo che rapendolo ai vivi il giorno 13 matzo 1860 alle ore cinque e mezza pomeridiane, ringraziando e benedicendo il proprio padre, a lui solo dovendo la bella posizione che aveva goduto in questo mondo. Egli spird nelle braccia di suo fratello Carlo, che negli ultimi quattro mesi di sua vita mai lo aveva abbandonato. Il Guglielmo Andreoli era il pitt gran sostegno di sua famiglia verso ja quale ha sempre tenuto rivolti gli occhi, e i suoi pensieri, cercando fino al- Pultimo momento di far sentire all’infelice suo padre i pit: grandi sollievi, ne esso ammettendo mai di fare a caso di questo tutto cid che le poteva ren- der meno triste la sua posizione, non lasciandolo in tutti i suoi viaggi mai pill di dieci dodici giorni senza sue notizie, carteggio che verso il padre ha tenuto fino quattro giorni prima di morire. La mancanza di questo giovine ha lasciato padre e famiglia nella desolazione ¢ nel pianto. LAndreoli era di poche parole, ma di umore allegro vivace, e di buona compagnia, e tratteneva molto nei circoli per la sua finitezza nel tratto, e per l’esperienza de suoi lunghi viaggi dei quali aveva con che molto a tratte- nere. Molte gazette hanno descritto l’Andreoli possedere qualita fisiche e morali simile a quelle di Adolfo Fumagalli, cioe carattere leale ed onesto, cuor sensibile e generoso, mente fervida, facolta musicali distintissime, mez- zi naturali straordinarj; queste erano le doti preziose che adornavano il su- blime Pianista; ma anch’egli come Fumagalli provd tutte le contrarieta ed amarezze per giungere a quella si bella meta che raggiunse; ma all’apice della vera sua gloria Iddio lo prese in Cielo a gloria pit’ duratura™>. 21 bis) Memoria autografa di Evangelista Andreoli (Bologna, Fondo Girati). 48