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1 SECOLI DI POLIRONE, Committenza ¢ produzione artistica di un monastero benedettino Catalogo della mostra acura di Paolo Piva Volume I San Benedetto Po (Mantova) ‘Museo Civico Polironiano 12 aprile - 30 giugno 1981 Saggi di: M. Berro, F. Donella, E, Gazzani, P. Giarola, M. Stopazzola - M, Bolzani - R. Berzaghi - M. Carozzi - P. Carpeggiani - G. Castiglioni - R. Ferrari, R. Pigozzi, M. Sanguanini - P. Golinelli, F, Negrini - P. Piva - R. Signorini - S. Siliberti - G. Spinelli - G. Suitner Nicolini - C. Tellini Perina- F.G. Trolese junzjog o24ny IP suodyjog ¥ Bo{SMUE eI[NS 210N re la presenza della monastero benedettino occorre rileri to al ruolo di pi la Regula al can goriano é l'espr a della « corali- {2 » monastica benedettina, nella vita spirituale ¢ me nel lavoro e nell’assetto comunitario. E noto poi quanto i Benedettini abbiano contribuito allo studio e diffusione (attraverso gli scriptoria) del canto gre- goriano, anche in rapporto alla costituzione del re- pertorio liturgico-musicale ufficiale della Chiesa ro- mana (Gregorio Magno stesso proveniva dall’ordine di S, Benedetto) ¢, in generale, del pitt vasto patrimo- nio di musica « colta » medievale. Proprio per questa connaturata identita gregoria- na, la liturgia benedettina si¢ poi mantenuta (0 ha cer- cato di mantenersi) il pitt possibile aliena dall’impie- g0 di altre pratiche musicali; anche quando, a partire dall'Umanesimo, la Chiesa, come la corte del princi- pe, cominciava ad accogliere e promuovere compa- gini sonore piit complesse, polifoniche e strumentali. Indicativo a questo proposito & il movimento ri- formatore promosso, ai primi del 400, da Ludovico Barbo all'interno della Congregazione di S. Giustina (alla quale Polirone aderisce nel 1419-20). Per ripa- rare allo stato di decadenza spirituale ¢ liturgica (ol- tre che economica) degli ultimi decenni del secolo precedente, si pensa innanzitutto al ripristino della piit severa ‘tradizione gregoriana. A partire dal 1438, inoltre, la Congregazione assume una rigida posizio- ne proibizionistica circa I'uso dell’organo e di « mo- nocordia aut alia instrumenta ad sonandum », ¢ la pratica del canto « figurato » (contrappunto in stile fiorito su cantus firmus gregoriano) e polifonico (tan- to pitt, naturalmente, se di genere profano), in quan- to esercizi « que mentem a puritate devotionis et com- punctionis sepe deviant » (1). Riguardo all’organo, il Capitolo del 1438 dispone: « in nosiris monasteriis, que antiquitus non consueverunt habere organa, non fiant, sed etiam ubi consueverunt esse, per fratres nostros minime pulsentur, quorum non permittan- tur ulli addiscere » (2). Ben presto nasceranno tut- tavia le eccezioni a tale disposizione (3): al di la del- la questione liturgica, dovranno forse prevalere, da un lato un naturale e diffuso richiamo estetico, lega- to alla stessa evoluzione storica dell’organo e della letteratura ad esso destinata; dall’altro, l'occasione al prestigio culturale, utilizzata dai centri monasti- pusica in un i innanzitut- ato gia dal- o gre- ci sia al loro interno, sia nei confronti della Congre- sazione ¢ delle istituzioni, anche laiche, ad essa ester- ne. Ne fa esempio, tra i ntimerosi casi analoghi, la de- roga concessa in proposito al monastero di Polirone, in una Ordinatio capitolare del 1453 (prima testimo- nianza nota della presenza dell’organo a Polirone) do- ve si concede al monastero « [quod] possint facere pulsare organum per d. Paulum de Carpi monachum in codem monasterio, ac tenere instramenta ad id accomodata et uti eis non obstante constitutione quod per fratres non possint huiusmodi exerceri » (4) Dalla seguente testimonianza, organo del mona- stero sembra suscitare un certo interesse nel marche- se di Mantova, 0 per il suo pregio artistico 0 per es- sere stato da poco costruito ex novo. Si tratta di una lettera inviata dal monastero il 7 settembre 1480 da Federico Gonzaga al figlio Francesco: « Ilustris filit nostre carissime, poiché voressemo oldir questo or- gano de S. Benedicto tu vederai mandarce Alexandro dal organo; ma voressemo che ad ogni modo el fus- se qui ad hora de vespro, e per questo rispetto man diamoti questo messo batente. Ex. 8. Benedicto, VIT septembris. 1480 » (5). T] Cinquecento é un secolo di nuova fioritura eco- nomica ed artistica nel monastero, ed @ i secolo del- la polifonia. Professa a Polirone nel 1505 rimanen- dovi diversi anni, un compositore: Paolo da Ferrara. Di lui si conosce un libro di « Passiones, Lamentatio- nes, Responsoria, Benedictus, Miserere, multaque alia devotissima ‘cantica ad offitium hebdomadae sanctae pertinentia... », edito a Venezia nel 1565; ¢ ancora un‘opera composta di « Responsoria hebdo- madae sanctae », conservata in un manoscritto del 1592. Infine, sempre manoscritta (secolo XVI, senza anno), ci 2 pervenuta una « quarta pars » del mottet- to « Nigra sum, sed formosa... », contenuto in una miscellanea di mottetti, madrigali e canzoni, a firma di grandi nomi come Costanzo Festa, Marchetto Ca- ra, Bartolomeo Tromboncino, Josquin ec. (6). Secon- do il Menegazzo la figura di Paolo da Ferrara andreb- be « funzionalmente » associata a quella dellillustre confratello Teofilo Folengo (almeno nel periodo del- Ta documentata permanenza comune a Polirone, ne- gli anni 151215), egli stesso cultore dell'arte musi- cale e « entusiasta ammiratore di Josquin, il Dante della musica, secondo lui, e di Costanzo’ Festa, il Tosquin italiano » (7) Nel medesimo quadriennio, e precisamente nel 1514, si colloca un'iniziativa di notevole livello arti- stico, L’8 settembre di quell’anno il monastero stipu- la un contratto col Correggio perché siano dipinte Je ante e la cantoria dell’organo, magari in occasio- ne di un restauro o di un rifacimento dello strumen- to (8). Purtroppo siflatte tavole dipinte non esistono (piu) int Loco, rle — come possibili — tra le opere conosciute dell’artista, Quan- do, 38 anni dopo, il monastero commissionera la co- di un nuovo organo, nel contratto si con- verra come lorganaro possa « a suo piacere disfare Yorgano vecchio et servirse per lui a suo beneplaci- to» e che «lo monastero cede et renuntia al ditto maestro [...] organo vechio » (9); questo senza un accenno a cantorie ed ante dipinte, come invece sa- rebbe richiesto dall'opportunita di includerle o esclu- derle esplicitamente dalla cessione (secondo una prassi pit: volte riscontrata in casi analoghi). Cid pud voler dire che i dipinti correggeschi non vennero in effetti mai eseguiti; oppure che, precedentemente al- Ta stipulazione di quest'ultimo contratto, i monact li avevano gia tolti dalla loro collocazione e destinati di- versamente, Il_nuovo organo in questione & quello costruito nel 1552 dal celebre organaro bresciano Giovambat- tista Facchetti (10). I] lavoro si era reso necessario pitt che per ragioni di inefficienza tecnica dell’« orga- no vecchio », soprattutto per la sua ubicazione, resa liturgicamente inadeguata dalla di poco precedente ricostruzione giuliesca della basilica. A causa di que- sto, infatti, 'abate dovette l’anno prima aver esami- nato col Facchetti l'opportunita o meno « de remo- vendo organum ecclesize [...] de loco ad locum seu aliud novum organum construendo et aedificando super choro ecclesiae » (11). Alfine 'abate optd per un organo nuovo, destinandolo nel braccio destro del transetto, « super choro » (12). Dalle ordinanze capitolari del secondo Cinquecen- to relative a Polirone emerge la presenza in monaste- ro di un altro monaco compositore: Mauro da Pa- Iermo. Prima nel 1586 poi nel 1589, gli € concessa li- cenza dalla Congregazione perché vengano pubbli- cate sue « cantiones sacrae » (13). Confrontando que- ste indicazioni con le opere del compositore pervenu- teci (tre in tutto, stampate dall’editore veneziano Ric- ciardo Amadino), ci risulta un solo libro di « sacrae cantiones » a otto voci, uscito nel 1590 (14) (vero milmente corrispondente al « nullaosta » del 1589), Fi- gura poi un libro di Messe a cinque voci, edito nel 1588, per il quale l'anno prima era stata concessa fa- colta di pubblicare appunto « quasdam Missas har- monicas » (15). L'ultima opera conosciuta di Mauro da Palermo, per la quale non abbiamo trovato nes- sun riscontro nelle Ordinationes (16), € costituita da «Lamentationes ac Responsoria quae hebdomada sancta cantari solent, rithmis vocibus accomodata », a quattro voci, pubblicata nel 1597 (17). In questo quadro di compositori cinquecenteschi va poi citato Benedetto Luchino, celebre autore del- Ja « Chronica della vera origine et attioni dell’Ilma e fam.ma Contessa Matilda...» (Mantova, 1592), pro- fesso a Polirone nel 1539 ¢ ivi abate neli’estremo ar- co della sua vita (conclusasi nel 1599). Di lui ’Armel- lini tra Paltro riferisce: « Multa item Musica compo- suit valde pulchra, et venusta » (18). La fioritura musicale avutasi nel monastero du- rante il Cinquecento, nonostante la Regula e la rilor- ma della Congregazione operata nel secolo preceden- te, giunge fino al legittimo impiego, come dimostra il seguente documento del 1620, di altri strumenti ol- tre all'organo. Cosi scrive l'abate al duca di Mantova: «llustrissimo Signore et Patron Colendissimo, la compagnia delli violini non si trova al presente in mo- nasterio; venerano perd questa sera, onde operaro per ogni modo che dimattina sarano a servir VS. TiLma con li loro instrumenti, come io vorrei esser buona a servirla, come me li’confesso obligato; né intorno a questo occorendomi dirgli altri, li bacio la mano ¢ li auguro ogni compito desiderio, Da S. Be- nedetto i 29 febraro 1620 » (19). Tale orchestra d’archi (stabile, a quanto sembra), richiesta dal duca probabilmente in occasione di al- lestimenti carnescialeschi, doveva essere impiegata dai monastero come apparato liturgico, magari in circostanze particolarmente solenni; oltre che, for- se, per finalita pitt autonome, d'intrattenimento con- certistico. Ulteriori notizie musicali finora disponibili, rela- tivamente agli ultimi due secoli di esistenza del mo- nastero, riguardano lorgano. Dopo la pregevole ope- ra del Facchetti (1552), i primo organo documenta- to sara quello dell’organaro di Desenzano Giuseppe Bonatti, costruito nel 1726 (20), Ma prima di questo andrebbe forse collocato un lavoro del fiammin, Willem Hermans: ce ne da indicazione un altro fa- moso organaro, Giuseppe Serassi, senza tuttavia do- 537 cumentarla (21), | del presbiterio d Vinstallazione di quindi possibile organo Hermans cadere tra gli an nio infatti non si naro fiammingo, la Chiesa del Ges presso il Collegi Dell’organo ciato il contratte di note le carati Vorgano attuale | no € di altri regi restauro dei prin ma; mantiene po! giore; ¢ la prey L'ultimo interver tre che nell’opers to generale) nella del registro di So Concerto Viole « » voci, edito nel ta concessa fa- lam Missas har- sciuta di Mauro mo trovato nes- |, © costituita da hebdomada 1s accomodata », 17), cinquecenteschi jebre autore del- joni dell'M.ma e ova, 1592), pro- nell’estremo ar- ). Di lui 'Armel- | Musica compo- | monastero du- Regula e la rifor- secolo preceden- ome dimostra il iri strumenti ob juica di Mantova’ olendissimo, Ta | presente in mo- a, onde operaro no a servir VS. 2 jo vorrei esser sso obligato; né altri, li bacio la \derio. Da 8. Be- quanto sembra), ‘occasione di al. sere impiegata rico, magari in oltre che, for tenimento con- disponibili, rela- ssistenza del mo- la pregevole ope- sano documenta. snzano Giuseppe prima di questo » del fiammingo jone un altro fa- enza tuttavia do- cumentarla (21). D’altra parte, sulla campata sinistra del presbiterio della basilica Sono visibili tracce del- Vinstallazione di un organo, anteriore al 1678 (22). E. quindi possibile che questa fosse l'ubicazione di un organo Hermans. La data di costruzione potrebbe cadere tra gli anni 1660-1665: per questo quinquen- nio infatti non si hanno notizie sull'attivita dell'or naro fiammingo, che troviamo negli anni 1657-60 al- la Chiesa del Gest di Genova e poi nel 1665 a Roma, presso il Collegio Germanico (23). Dell’organo Bonatti non & ancora stato rintrac- ciato il contratto di costruzione e non ne sono quin di note le caratteristiche foniche e tecniche. Di esso Yorgano attuale mantiene numerose canne del Ripie- no ¢ di altri registri del Grand’Organo, in seguito al restauro dei primi del '900 operato dal veronese Giu- seppe Grigolli, al parziale rifacimento con clettrifi- cazione attuato nel 1943 dalla ditta Tamburini di Cre- ma; mantiene poi la collocazione, sopra la porta mag- giore; e la pregevole cassa, decorata nel 1743 (24). L'ultimo intervento risale al 1974 ed & consistito (ol- tre che nell'opera di ripulitura, intonazione e riasset- to generale) nella sostituzione, all’Organo Espressivo, del registro di Salicionale 8’ con un Flautino 2’, ¢ del Concerto Viole con tre file di Ripieno (25) 538 NOTE (1) Ctr. in proposite G. Catin, Pradizione e tendence in noyatrei nella nonmattea nella praticn tturgicomusicate tell congrezacione dS. Giustina in « Benedictia», XVIL {3}: pp 284299, in part pp. 254261. Ancora nel 1360 la Come sreyarione dispone peril onastero ai Polirone che « Nove thon antent caftum Rgurawrs J, fereatone>. Ey tonto alie composizion: profane, nel 1589 vengono condan- anno alle compouiion profane, fe 19 veagons, copia riz per i'simando bibliogralico generale di queste che So- Wo digposiion! patticolan ad anni) (PBI Leckisotty, Congregationte S. lustinae de Padua OS. Grdinattones Capitulorum Generalium, Monwcasst mo, 1938 p36 G) Che G: cattin, op. cit.,p. 259 € sege. (3) Lecclsotth op et.’P- SL {5} A'SMn, Archivio Gonzaga, Copialettere 1b. 100, ¢, 71 IL proposita ef M. Bolan Nota storica sul orguno del do- saree reeggesce, ins Gazzetta di Mantova 20 dicem- Sie HH, $5 E8 ve tn particolare, sl dirime la possibile so- Prapposizone “deitidentita sdelforganista. mantovan con gusta di = Gian Andiea dt Alessandro dalLorgano » (proba. Silmente fig 'del precedente) 0 con quella dellorganaro Nenediano Alessandro ‘Trasuntine, pure indieato talora col nome dr Alessandro ait organ» ae (6) T ttol delle tre oper sond registrati in G. Gaspari, Gute eta Vitec Te ceo awate db Boiogy, Bologan 1892, p.286 (per le prime duc) © P, $2 (per later Bolo 1092. et Ie poms due) 9, 2 eer Jie Folengo (15121520), i « lalla Medioevate © Umanist- Gen Padova 1985, p. 382 ‘Qu B Menceatio, op. cit, p38 (8) Gin, E. Mencgaefo, op. tit. pp. 383384; inolire P. Pe sal Coreg tH tio df Botron im corte fnedito det Bis, Accasemia Polioniana, 8, Benedetto Po {UF gon modifiche cagglunte in « Gazzetia di Mantova >, 20 dicennbre 1974, p. 9. a ‘DP Ete Ta Convencione del monastero con Vorganaro GB Facehettt (nota 10), eollocata in ASMn, CLS, b. SH not Antonio Renovard! G34iss3), : (oy Suttorgano Paccheu eft. M. Bolzani, organo Fa chetii per il Monastero di S, Benedetto di Polirone (1552), in “EGrdtno AVC) pp. 1351S (Hi) Con atto del 2) fraggio 1351, che non mi & riuseito ai reperire, mache figura riassunto ‘ella stessa convenio- fe deh 1382 (emote 9) (2) Cin M'Bolzan, op,cit, p. 137, 13. ; 3) ASitn, CICS.” 5. 50 bbs: « Ordinationes capitulo- rum Casinentuin pro ingaasterio 8. Benedie’ Mantuant ab Bano ISet ad anum 1637». anni 1586 © 1589 C14}. Eltner, Blographiseh-Bibliographischies QuellenLe. sicont der Musiher wid Musikgelehvien der chvistlichen Zor ifeclinane ‘bis cur Mitte des 19. Jahrhunderts, Lipsia 1902, tomo Vit p. 3 (Gs) RYBitner, op. cit, p. 394. U8} Non £ Guid! previo che quest’opera sia stata com. posta, tome fe-due precedent, mentre f compositore era Rranato'@ Folirone "AF} H Itners op. ct, p. 39% questa opera & compresa anche in G. Gaspari, op, cit, p. 268, (18) M: Armellini, Bibliodheca benedictino-casinensis, 1, Assisi 1731, pp. 99-100. (19) AS'Mn, Archivio Gonzaga, 29 febbraio 1620; del doc. ha fornito un regesto il Davari (b. 16), (20) Cte, M. Bolan op. cit. 138, ms 14 (21) G. Serassi, Stati Organi” Lettere, Bergamo 1816, p. 33. (22) P. Piva, Giulio Romano e la chiesa abbaziale di Po- Tivone, in « Studi su Giulio Romano », Accademia Polironia- na, §, Benedetto Po 1975, p. 75. (23) Th, Culley, Organari Fiamminghi a S. Apoltinare a Roma, 11, in « LOrgano», V (1967), pp. 211-224 (24) P, Piva, op. cit, p. 87, n. 94 (25) Liorganio & a thasmi$sione elettrico-pneumatica; ha due tastiere di 61 tasti; la pedaliera, a raggiera, di 32 pedali. Riporto la disposizione dei soli registri reali, tralasciando anche gli accessor, comuni a quell i qnalungue altro orga GRANDORGANO ORGANO ESPRESSIVO Flauto 8 Flauto a camino ‘Tromba 8 Flauto in XIT Dulciana gs Flautino 2 Voce umana g Oboe & 16° Voce celeste 8 7 Gamba 8 a Bordone ie Ottava Eufonio e Decimaquinta Pienino, 3 file Ripieno grave, 3 file ‘Tremolo (XVXIXXXID) Ripieno acuto, 5 file (XXIEXAVIAXIX-XXXTTE-XXXVD) Violone 16, Bordone g Basso & Violoncello s PEDALE Subbasso 1s, Contrabbasso 16! 539