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2014

FITODEPURAZIONE:UN SISTEMA
NATURALE DI DEPURAZIONE
DELLE ACQUE REFLUE

Movimento cinque stelle


San Lucido
03/07/2014
1. CHE COS’È
La fitodepurazione è un sistema naturale di depurazione delle acque reflue domestiche,
agricole e talvolta industriali che sfrutta la capacità, che hanno alcune piante, di trasportare
tramite le radici ossigeno sui fondali acquatici e fornire un supporto ai batteri aerobi
fondamentali per la l’assorbimento di sostanze inquinanti (come l'azoto e il fosforo). Le specie
vegetali più idonee a svolgere un’ottima azine depurante sono dette macrofite (piante
superiori): Phragmites Australis conosciuta come la cannuccia di palude, il Papiro, Canna
indica, Typha, Iris. Quella particolarmente consigliata è la prima per tre ragioni: reperibilità su
tutto il territorio nazionale, basso costo ed elevata resistenza agli agenti atmosferici ed
inquinanti.

L'impianto di fitodepurazione si realizza mediante lo scavo di un bacino di dimensioni variabili


a seconda della portata e della tipologia di scarico. Se il terreno del fondo non è impermeabile,
il bacino viene impermeabilizzato con teli vari materiali, ad esempio PVC, di spessore idoneo. Il
bacino, una volta impermeabilizzato, viene riempito con materiale ghiaioso sul quale saranno
direttamente piantumate le diverse specie vegetali macrofite atte alla depurazione. All'interno
del letto di ghiaia, al passaggio delle acque reflue, si formano microrganismi che mettono in
atto reazioni biochimiche di degradazione delle sostanze inquinanti. All'uscita si ottiene
esclusivamente acqua depurata a norma di legge, senza alcuna produzione di fanghi. Il livello
del refluo all'interno del bacino di fitodepurazione è costantemente mantenuto 10/15 cm
sotto la superficie della ghiaia. L'impianto è calpestabile, senza affioramento di acqua in
superficie. Viene garantita così la totale assenza di cattivi odori e di insetti molesti.
Ai fini del buon funzionamento dell'impianto di fitodepurazione è necessario che le acque di
scarico subiscano una depurazione preliminare data da una fossa Imhoff al fine di rimuovere le
sostanze più grossolane presenti nei liquami in ingresso, per evitare intasamenti nei letti
filtranti. Dalla fossa Imhoff esce il refluo privato delle parti solide, che viene pompato sul “filtro
naturale

L'acqua passando attraverso il filtro subisce un processo di depurazione effettuato


prevalentemente da microrganismi aerobici. Le acque depurate vengono condotte in un
pozzetto di controllo e da lì possono essere rilasciate in corsi d'acqua superficiali senza creare
problemi d'inquinamento e di eutrofizzazione.
2. VARIETÀ DI IMPIANTI
Gli impianti possono essere suddivisi in base al passaggio del residuo in:

 Sistemi a flusso superficiale


Consistono in vasche o canali poco profondi al cui interno vengono fatte crescere piante
Galleggianti. Il flusso dell'acqua è orizzontale e l’altezza del livello dell'acqua varia in
relazione alle caratteristiche del refluo in ingresso, al livello di trattamento che si intende
raggiungere. Tali sistemi hanno anche una valenza naturalistica ma di contro richiedono
una superficie elevata.
 Sistemi a flusso sommerso o subsuperficiale orizzontale e verticale
Tali impianti sono costituiti da bacini impermeabili, riempiti con un substrato di materiale
inerte (sabbia, ghiaia) ove vengono piantumate macrofite emergenti radicate. Il principio
utilizza la capacità delle piante degli ambienti umidi di trasferire l’ossigeno dalle parti aeree
a quelle sommerse. I reflui dopo i pretrattamenti passano attraverso il pozzetto di controllo
di monte che serve a controllare il regolare deflusso del liquido e attraverso un pozzetto
dotato di filtri che fermano le particelle che non dovessero essere sedimentate.
Successivamente il liquido entra nel bacino di fitodepurazione che può essere a flusso
orizzontale o verticale. Il refluo passando attraverso il filtro subisce un processo di
depurazione e le acque depurate vengono convogliate nel pozzetto di controllo di valle, in
cui è posto anche un sistema a sifone per il controllo del livello nel bacino, e da lì vengono
inviate al corpo ricettore. In tale pozzetto si possono prelevare campioni di liquido per le
analisi. I sistemi a flusso subsuperficiale possiedono la caratteristica di ridurre il rischio di
odori e lo sviluppo di insetti e di garantire una maggiore resa depurativa. La superficie del
refluo non è mai a contatto diretto con l'atmosfera e quindi si ha una buona protezione
termica dei liquami nella stagione invernale.
Nel sistema a flusso sommerso orizzontale il flusso di acqua rimane costantemente al di
sotto della superficie del substrato e scorre in senso orizzontale grazie ad una leggera
pendenza del fondo del letto ottenuta con uno strato di sabbia sottostante il manto
impermeabilizzante. In questi sistemi il livello dell’acqua si posiziona poco al di sotto della
superficie pertanto l'ambiente all'interno dei letti risulta essere prevalentemente
anaerobico, però in corrispondenza dei rizomi delle eleofite si creano delle microzone
ossigenate, ben delimitate, che determinano lo sviluppo del film batterico aerobico.
L'alternanza di zone aerobiche e zone anaerobiche comporta lo sviluppo di diverse famiglie
di microrganismi.
In quello a flusso sommerso verticale Il flusso delle acque da trattare è verticale verso il
drenaggio sotterraneo. L'alimentazione avviene in modo intermittente tramite pompe
sommerse. Essi comprendono una serie di letti o vasche, composti di sabbia o ghiaia, che
supportano le piante. L'immissione dei reflui avviene nella parte alta e vegetata del letto,
mentre la fuoriuscita è posta al fondo delle vasche.
3. VANTAGGI E SVANTAGGI
Ne vediamo i vantaggi e gli svantaggi relativi all’impiego di questi impianti.

Vantaggi:
 A fronte di una buona efficienza depurativa, in linea con i parametri tabellari di
abbattimento, presentano un a notevole semplicità costruttiva e gestionale tali da poter
essere controllati da personale non specializzato.
 Costi minimi di costruzione e manutenzione rispetto a quelli degli impianti di depurazione
tradizionali.
 Si tratta di sistemi molto elastici al variare del carico organico tanto da essere ideali per
utenze che fluttuano molto durante l’anno (villaggi turistici,
 alberghi, agriturismi, piccoli borghi turistici ecc.).
 Assenza di odori e di proliferazione di insetti nei sistemi a flusso sommerso.
 Creazione di un'area verde al posto di manufatti in cemento.
 Possibilità di riutilizzo dell'acqua depurata a scopi irrigui ma con opportuni accorgimenti.
 Riduzione dei consumi di energia elettrica rispetto ad un depuratore tradizionale.
 Funzionamento depurativo indipendente dall'assenza di energia o sovraccarico idraulico
fondamentali per il funzionamento dei processi di depurazione tradizionali.
 Un buon impianto di fitodepurazione, se ben realizzato e ben gestito, può durare più di 25
anni.

Svantaggi:

 Rispetto ai sistemi tradizionali sono necessarie delle superfici maggiori.


 Sono necessarie delle superfici possibilmente piane, difficilmente ricavabili in aree di
pendio.
 Costi di acquisizione del suolo sul quale costruire l'impianto.

4. LA NORMA DI RIFERIMENTO

Il Testo unico sull’ambiente (D.Lgs. 3 aprile 2006 n° 15) incentiva gli impianti di fitodepurazione
in quanto tecniche di depurazione naturale in possesso dei requisiti di “trattamento
appropriato” (allegato 3/5). Con riferimento alle comunità di piccole e piccolissime dimensioni
dove viene stabilito che: "Gli scarichi degli impianti di trattamento con potenzialità inferiore o
uguale a 2000 a.e. devono essere sottoposti ad un trattamento appropriato che garantisca la
conformità dei corpi idrici recettori ai relativi obiettivi di qualità o la tutela delle acque
sotterranee nel caso di scarico nel suolo. "

Inoltre, il suddetto testo, riconoscendo le problematiche che caratterizzano le piccole utenze,


specifica che tali trattamenti devono essere individuati con l’obiettivo di: rendere semplice la
manutenzione e la gestione, essere in grado di sopportare adeguatamente forti variazioni
orarie del carico idraulico e organico, minimizzare i costi gestionali.

Per tutti gli insediamenti con popolazione equivalente compresa tra 50-2000 a.e. si ritiene
auspicabile il ricorso a tecnologie di depurazione naturale quali il lagunaggio o la
fitodepurazione. Per capire di quale superficie si ha bisogno è necessario innanzitutto calcolare
il numero di abitanti equivalenti (a.e.) che l’impianto dovrà servire. L'Abitante Equivalente
(a.e.) è definito all'art.74 comma 1 lett. a) del D.Lgs. 152/06 come "carico organico
biodegradabile avente una richiesta di ossigeno a 5 giorni (BOD5) pari a 60 grammi di ossigeno
al giorno".

5. ESEMPI DI AZIENDE CHE SI OCCUPANO DEGLI IMPIANTI

Cercando sul web, è stato possibile reperire informazioni circa le aziende che si occupano degli
impianti di fitodepurazione delle acque di scarico. È interessante prendere nota dell’offerta
commerciale dell’azienda “Initram impresa Italia” il quale da la possibilità di scegliere tra un kit
di fitodepurazione, denominato FitoBox, ideale per il fai da te nel caso di impianti fino a 100
abitanti equivalenti. Il tutto è dimensionato in funzione degli abitanti equivalenti serviti e
permette di ottenere il trattamento appropriato delle acque di scarico conforme alla
normativa vigente. Il kit comprende tutto l’essenziale per l’impianto risparmiando i costi di
montaggio.