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febbraio 2018 – la Biblioteca di via Senato Milano 55

Sul Nolano

La vera storia dell’arresto
di Giordano Bruno
Il tradimento e il processo al filosofo

N
GUIDO DEL GIUDICE
el 2012 decisi di realiz- Zuane Mocenigo consegnò
zare un’intervista im- Giordano Bruno agli sgherri
maginaria a Giordano dell’Inquisizione, dopo averlo
Bruno,1 ricostruendo il dram- fatto sequestrare dai servi in casa
matico colloquio avvenuto nelle sua. Pura coincidenza? La de-
carceri romane tra il filosofo e il nuncia di Mocenigo, concordata
Maestro Generale dell’Ordine per sua stessa ammissione col
Domenicano Ippolito Maria Padre Inquisitore di Venezia, il
Beccaria da Monteregale. Fu lui domenicano Giovanni Gabriele
a recarsi nella cella del Nolano, da Saluzzo, venne presentata
accompagnato dal suo vice Pao- proprio durante lo svolgimento
lo Isaresi, nel dicembre del 1599, del Capitolo. Difficile pensare
per un ultimo tentativo di con- che non ne fosse a conoscenza la
vincerlo ad abiurare le sue idee. più alta autorità dell’Ordine,
Lo studio approfondito della processuale sia a Venezia che a nonché Commissario del Santo
biografia e del profilo psicologi- Roma. In particolare destò la Uffizio, presente in loco, sapen-
co di Beccaria mi convinse ben mia attenzione la circostanza do quanto egli tenesse all’irre-
presto di trovarmi di fronte a un che, dal 5 maggio al 1º luglio prensibilità dei suoi confratelli
protagonista di primo piano, fi- 1592, Beccaria si trovava a Vene- che, nella sua intensa opera di
no ad allora completamente tra- zia, nel convento dei SS. Gio- moralizzazione, fu sempre
scurato, della vicenda giudizia- vanni e Paolo, dove aveva convo- pronto a castigare severamente.
ria del filosofo. I risultati delle cato il Capitolo generale dei De- Per Beccaria, infatti, le principa-
mie ricerche misero in evidenza finitori dell’Ordine. li piaghe da eliminare erano da
il ruolo decisivo avuto dal Gene- Proprio in quei giorni, la un lato l’ignoranza, e dall’altro
rale nel corso dell’intero iter sera del 22 maggio, il nobile l’estrema libertà speculativa di
coloro che, pur valendosi di in-
Nella pagina accanto: Giuseppe Tramontano (1832-1916), Giordano Bruno gegno e doti coltivate proprio
rinchiuso nelle carceri di Roma rifiuta di sconfessare le sue dottrine (1867), Napoli, nelle aule dei seminari domeni-
Quadreria della Provincia. Sopra: Carlo Sellitto (1581-1614), Ippolito Maria cani, li mettevano al servizio del-
Beccaria, Napoli, Cappella del Santissimo Sacramento in S. Domenico Maggiore l’eresia anziché del cattolicesi-
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perseguito con implacabile rigo-


re dal Maestro Generale, con la
collaborazione del Padre Inqui-
sitore di Venezia. Mocenigo, ap-
passionato bibliofilo, era in con-
tatto con il libraio senese, Gio-
van Battista Ciotti, che costituì
un altro anello della catena che i
congiurati strinsero attorno al
Nolano. Ciotti conosceva bene il
filosofo: la sua rinomata marca
tipografica, all’insegna della Mi-
nerva, aveva stabilito una joint
Canaletto (1697-1768), Venezia, Campo Santi Giovanni e Paolo (1736-1740), venture con l’editore francofor-
Londra, Royal Collection tese Johann Wechel, contri-
buendo a diffondere enorme-
mo. Personaggi di riconosciuto non sia servita per ricompensare mente la fama di Bruno a Venezia
prestigio culturale come Gior- spie e delatori! Il Saluzzo era un attraverso i suoi libri. Era questa
dano Bruno e Tommaso Campa- uomo del cardinale di Santa Se- la strada giusta per arrivare a
nella rappresentavano nell’uni- verina Giulio Antonio Santori, il mettere finalmente le mani sul-
verso domenicano i principali quale premeva sul governo della l’inafferrabile Nolano!
soggetti da sorvegliare, e parti- Serenissima affinché il filosofo
colarmente da tener d’occhio era fosse consegnato a Roma. Con la 
la loro produzione letteraria. Ec- sagacia tipica del pastore di ani- Ciotti, ricattato a causa dei
co spiegata l’attenzione vigile ri- me, individuò in Zuane Moceni- suoi traffici di libri proibiti, per i
volta ai libri, considerati dalla go che, secondo alcune fonti, era quali finirà ugualmente scomu-
Chiesa uno dei maggiori veicoli stato «savio all’eresia» del nicato anni dopo, non poté rifiu-
di diffusione delle idee eretiche. Sant’Uffizio, l’esca adatta ad at- tare di farsi garante dell’invito di
Bruno era controllato e seguito tirare Giordano Bruno nella città Mocenigo, spingendo di fatto il
da tempo ma, essendo contuma- lagunare. Il rampollo degenere Nolano verso la mortale tagliola.
ce, bisognava in tutti i modi ri- dell’illustre famiglia veneta fu Che fosse a conoscenza del com-
portarlo in Italia ed entrare in probabilmente soltanto l’esecu- plotto è dimostrato dalla deposi-
possesso delle sue opere. tore di un disegno ben conge- zione resa al processo: «Tutti co-
A testimoniare gli stretti gnato per far cadere Bruno in loro che avevano avuto a far seco
rapporti tra Beccaria e il Saluzzo trappola. All’epoca dell’invito, per simili cose erano restati mal
in quel periodo, nel libro dei fatto pervenire al filosofo a Fran- satisfatti, dicendomi di più:
conti del Generale, alla data del coforte, Beccaria si trovava già in “Non so come egli stia in Vene-
30 giugno, risultano versati 93 Veneto, per controllare che tutto tia, perché qui è tenuto per homo
ducati al Padre Reverendo In- andasse come previsto. che non habbi alcuna religione”.
quisitore di Venezia, che glieli Si trattò, insomma, di un Et questo è quanto so et ho inteso
aveva «imprestati». Chissà che piano orchestrato dai vertici del- di lui; il che havendo refferto al
almeno una parte di quei danari la gerarchia del Sant’Uffizio e detto signor Gioanni, quando fui
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ritornato dalla fiera, mi rispose: consueto ingenuo entusiasmo, di cero tranquillamente ambienta-
“Anch’io vo dubitando di questo; potersi far ‘capitano’ di un utopi- re e lasciarono che frequentasse
ma voglio veder che cosa posso co movimento di riforma univer- circoli prestigiosi come il ridotto
cavar delle cose ch’egli mi ha sale del sapere. A tal fine aveva Morosini, ove potesse apprezza-
promesso, per non perder in tut- condiviso le aspettative dei soste- re la liberalità di Venezia. Il sog-
to quello che gli ho dato, et poi lo nitori del Navarra, la cui ascesa giorno in casa Mocenigo rappre-
voglio remetter alla censura del portava a sperare in grandi rivol- sentò una specie di indagine pre-
Sant’Offitio”». Mocenigo gli gimenti politico-religiosi all’in- liminare prima dell’arresto, du-
aveva, dunque, confidato di voler terno dello stesso cattolicesimo. rante la quale il patrizio lo stimo-
denunciare Bruno all’Inquisizio- Bruno fece dapprima tappa a Pa- lò a esporre le sue idee, provocò
ne ma, degno compare del patri- dova, attirato dalla cattedra va- le sue opinioni blasfeme, con-
zio veneziano, il Ciotti si guardò cante di matematica, in attesa da trollò quali libri aveva con sé e
bene dall’avvisare l’ignaro filo- più di quattro anni di un degno quali stava preparando.
sofo delle intenzioni del suo successore dell’illustre studioso
ospite. Il piano funzionò alla per- siciliano Giuseppe Moleti. Per 
fezione perché fece leva su tre sostenere la sua aspirazione, po- Niente di casuale, dunque. I
note debolezze del Nolano: la ri- teva contare sul ruolo di procura- particolari romanzeschi di cui la
cerca di ospitalità in casa di un tore della ‘nazione’ studentesca vicenda fu rivestita in seguito
nobiluomo che potesse garantir- germanica, ricoperto nell’ateneo hanno molto di strumentale. La
gli un buon tenore di vita, la vo- dal suo allievo Hieronymus Be- storia tende spesso a esemplifica-
cazione all’insegnamento e il de- sler. Troppo poco per contrasta- re i giudizi, attribuendo colpe e
siderio di ritornare in Italia e ot- re la candidatura di Galileo Gali- meriti in modo manicheo, laddo-
tenere il perdono papale. In quel lei. Intanto faceva la spola con ve la verità è quasi sempre molto
periodo, Bruno era particolar- Venezia. Evidentemente non si più articolata e complessa.
mente vulnerabile anche per un fidava dell’invito di Mocenigo e, Quando il filosofo annunciò la
altro motivo. Le mie ricerche sul prima di stabilirsi in casa sua, vol- sua intenzione di tornare a Fran-
breve soggiorno in Svizzera, che le prendere informazioni, allog- coforte (può darsi che avesse co-
precede strettamente lo sposta- giando per un paio di mesi, a sue minciato a subodorare qualcosa),
mento da Francoforte a Venezia, spese, in camere a locanda. No- Mocenigo temette che volesse
avvalorano, infatti, l’ipotesi che nostante l’impulsività, il Nolano sfuggire alla trappola tanto pa-
egli si trovasse nel pieno della sua non era quello sprovveduto che zientemente tesa. Immediata-
missione di «Mercurio in terra». si vuol far credere: in trent’anni mente partì il segnale, probabil-
In quel periodo egli cementò i di esilio, di insidie ne aveva scan- mente attivato da ordini superio-
suoi rapporti con l’ambiente de- sate tante. Se alla fine gli andò ri, che fece scattare l’arresto, on-
gli alchimisti rosacrociani, che male fu soprattutto perché i suoi de evitare che il Nolano sfuggisse
costituirono un’importante cel- nemici misero in atto una mac- per l’ennesima volta ai rapaci ar-
lula di quella setta di ‘giordanisti’ chinazione congegnata nei mini- tigli della «vorace Lupa Roma-
che doveva dare inizio alla fase mi particolari. I congiurati sep- na». Queste considerazioni
operativa della sua predicazione. pero attendere, comportandosi aprono nuovi scenari anche sul
La prolungata familiarità della con accortezza tale da trarre in processo veneto che, visto in
vita di corte con sovrani e leader inganno anche un uomo sospet- questa luce, assumerebbe i con-
politici lo aveva convinto, con il toso e braccato come lui. Lo fe- torni di una sceneggiata dall’esi-
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to stabilito in partenza, anziché vo: la sua entrata in scena, decisa


l’aspro conflitto di ordinamenti e e inflessibile, coincise con l’im-
di coscienze che si è voluto pre- provvisa accelerazione del pro-
sentare. Non a caso l’esito della cesso, dopo anni di letargo e
votazione finale, con cui fu stabi- continue sospensioni. Appena
lita l’estradizione, fu schiaccian- sei giorni dopo la seduta del 12
te: nell’urna si contarono 142 vo- gennaio 1599, la prima a cui par-
ti favorevoli e solo 10 contrari tecipò personalmente il Genera-
(20 gli astenuti). Si è voluta evo- le, in piena sintonia col cardinale
care la presunta indipendenza di Roberto Bellarmino, vennero
Venezia nei confronti di Roma sottoposte a Bruno le otto pro-
per giustificare la decisione del posizioni «sicuramente ereti-
filosofo di tornare in Italia ma, che» da abiurare.
dopo tutto, la possibilità di farla In senso orario: Ettore Ferrari (1845- Secondo il Corsano, le per-
franca in un eventuale processo 1929), Il processo di Giordano Bruno, plessità di Bellarmino, la cui
veneto poteva essere per Bruno Roma, bassorilievo del basamento competenza si limitava alla storia
tutt’altro che una certezza. Anzi, della statua in Campo de’ Fiori; del dogma e all’esegesi scrittura-
i suoi nemici contavano proba- Seduta del Senato veneziano (sec. le, sarebbero state prevalente-
bilmente sul fatto che fosse la XVIII), Faenza, Pinacoteca mente teologiche. La concezio-
stessa Venezia a punirlo come Comunale; Carlo Perotti (XVIII ne volontaristica sostenuta dai
meritava. La fiducia nell’autono- sec.), Ritratto del cardinale Roberto gesuiti sarebbe stata incompati-
mia della Repubblica fu, dunque, Bellarmino (1756), Milano, Biblioteca bile con «la necessitazione e la
un altro punto debole su cui Bec- Ambrosiana. Nella pagina accanto naturalizzazione dell’attività di-
caria costruì la sua trappola, con- dall’alto: Giuliano Finelli (1601– vina», portate da Bruno alle
sapevole che, se non ci avessero 1653) Monumento funebre del estreme conseguenze. La distin-
pensato gli inquisitori veneti a si- cardinale Giulio Antonio Santori zione mi pare artificiosa, in
stemare l’eretico, il Vaticano (1634), Roma, Basilica di San quanto la coincidenza in Dio di
avrebbe ben saputo convincere la Giovanni in Laterano; Silla da Viggiù potenza e atto non è altro che il
Serenissima a consegnarlo. (1569-1622), Statua di Clemente VIII grimaldello di cui Bruno si serve
Anche nel processo roma- (1610), Roma, Cappella Borghese, per aprire le porte all’infinitismo
no il ruolo di Beccaria fu decisi- Basilica di Santa Maria Maggiore e alla pluralità dei mondi. In ogni
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caso, Bellarmino fu probabil- Sant’Uffizio. La relazione di struzione possono venire pro-


mente il teorico, Beccaria il car- Beccaria, pur lasciando traspari- prio da studi e ricerche focalizza-
nefice. Essi agirono di concerto: re una punta di orgoglio per il te sui personaggi collaterali della
il gesuita fornì le imputazioni al grande polemista che i domeni- storia, in particolare testimoni e
rigore punitivo del domenicano. cani erano stati in grado di for- giudici, viene da un saggio di re-
Anche Firpo poneva in dubbio il mare, sancirà il de profundis per il cente pubblicazione.2 Germano
ruolo preponderante nella con- confratello indegno e ribelle. Maifreda, basandosi sul ritrova-
danna di Bruno, assegnato dai La conferma che, in man- mento di documenti inediti, esa-
posteri a Bellarmino, che era en- canza degli atti ufficiali del pro- mina dettagliatamente la vicenda
trato nel collegio del Sant’Uffi- cesso, elementi utili alla sua rico- del frate cappuccino Celestino
zio soltanto il 5 febbraio del da Verona, al secolo Giovan An-
1597. Il suo primo contatto col tonio Arrigoni, il testimone-
filosofo avvenne nella visita ai chiave del processo a Bruno. La
carcerati del 24 marzo di quel- brillante ricostruzione parte dal-
l’anno, e si concluse con l’ordine la constatazione che, ogni qual-
di interrogare l’imputato stricte, volta il processo sembrò inca-
cioè con l’uso della tortura. È gliarsi nelle secche della carenza
evidente che lui e Beccaria ‘anda- di indizi e della fragilità dei capi
vano d’amore e d’accordo’, an- d’imputazione, si registrò l’en-
che riguardo ai metodi da usare. trata in scena di Celestino per as-
Due anni più tardi, nella seduta sestare colpi mortali alla strenua
del 9 settembre 1599, che sancì difesa del Nolano. Alla luce degli
nuovamente l’uso della tortura, elementi analizzati da Maifreda,
Beccaria fu l’unico a proporre il frate cappuccino si rivela il
che essa fosse grave e ripetuta e complice decisivo della congiu-
che, in base a ciò che avrebbe ra: una spia infiltrata nella cella
confessato, Bruno venisse imme- del filosofo, al fine di fornire alla
diatamente giudicato. corte quegli elementi accusatori
Nella decisiva seduta del 20 che non potevano, secondo i ca-
gennaio 1600 sarà sempre Bec- noni in uso, essere desunti dalle
caria a relazionare sull’esito degli sole accuse di Mocenigo, in
incontri avuti da lui e Isaresi con quanto parte in causa e animato
l’imputato, riferendo con evi- da evidente ostilità nei confronti
dente disappunto che Bruno si dell’imputato. Secondo l’autore
dichiarava pronto a difendere le del saggio «è legittimo anzitutto
sue tesi contro qualsiasi teologo. sospettare che una sapiente azio-
Il Nolano insomma voleva, come ne di regia abbia organizzato gli
sempre, la disputa, convinto co- interventi di Celestino come col-
m’era che nessuno avrebbe mai laboratore del Sant’Officio,
potuto tenergli testa in campo nell’ambito del processo contro
aperto. Ma la sportività non face- Bruno, fin almeno dal 1592».
va certo parte delle qualità del Una conclusione che conferma
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ed integra perfettamente l’ipote- gli sarà ingiunto dalla Santa Ro- famosi come Francesco Pucci.
si da me avanzata cinque anni fa. mana Chiesa Cattolica». Una di- Già Luigi Firpo metteva in evi-
Peccato che Maifreda di- chiarazione tanto insolitamente denza3 le strane anomalie e lo
mostri di non conoscerla, o al- remissiva da parte sua fa suppor- stretto riserbo che, per volere
meno non ne fa menzione. Altri- re che la sera stessa del 9 settem- esplicito del Pontefice, circon-
menti, non avrebbe frettolosa- bre egli sia stato effettivamente darono il rapido processo del fra-
mente liquidato il ruolo avuto torturato. te cappuccino e l’ancor più cele-
nella vicenda da Beccaria, ricor- Il rigore particolare dimo- re, quasi furtiva, esecuzione, che
rendo a una ipotesi, quella di strato dal Generale nei confron- forniscono ampio sostegno alle
Diego Quaglioni, estremamente ti dei membri dell’Ordine Do- tesi di Maifreda. Clemente VIII
opinabile. Sostenere che l’acca- menicano è testimoniato anche in persona aveva imposto l’obbli-
nimento con cui il Gran Maestro dall’atteggiamento tenuto nei go del più assoluto silenzio a
si schierò per la tortura di Bruno confronti dell’altro grande per- chiunque avesse assistito al pro-
fosse in realtà un escamotage per seguitato dell’epoca, fra’ Tom- cedimento, dai membri della
salvarlo, in quanto forniva all’ac- maso Campanella. Da escludere Congregazione che avevano
cusato la possibilità di discolpar- quindi che Beccaria adottasse un ascoltato i verbali degli interro-
si, dimostra scarsa conoscenza atteggiamento protettivo nei gatori, ai confortatori che si era-
del personaggio. Come poteva confronti dei confratelli, e non no avvicendati fino al momento
Beccaria, che non conosceva per- fa meraviglia che la sua missione dell’esecuzione (la notte tra il 15
sonalmente il filosofo, essere si- in carcere, per l’ultimo tentativo e il 16 settembre 1599), per in-
curo che questi avrebbe resistito di persuasione, da me descritto durre il frate a pentirsi in extre-
alla tortura, addirittura «stretta e nel libro, non cavò un ragno dal mis. Approfondendo l’analisi di
ripetuta», quando notoriamente buco. questi elementi, l’autore arriva a
sotto tortura la maggioranza de- ipotizzare che l’esecuzione di
gli inquisiti finiva per confessare  Celestino possa essere stata tutta
qualunque cosa i carnefici aves- Maifreda, con prove assai una messa in scena per permette-
sero voluto? A tal proposito, Lui- convincenti, dimostra come i tre re ancora una volta al ‘collabora-
gi Firpo ha sostenuto che essa compagni di prigionia che diven- tore di giustizia’ di dileguarsi, e
non sarebbe stata autorizzata dal teranno i più accaniti accusatori che qualche ignoto malcapitato
Papa, in quanto il verbale di del Nolano: fra’ Celestino da Ve- sia stato bruciato al suo posto.
quella seduta non riporta alcun rona, Francesco Graziano e
esplicito pronunciamento in me- Francesco Maria Vialardi, «fu-
rito da parte del Pontefice. La rono personaggi spregiudicati,
decisione di sottoporre a tortura ambigui e ricattabili, sottoposti a NOTE
l’accusato, però, era solitamente duri procedimenti per accuse 1
G. Del Giudice, Io dirò la verità. Intervi-
demandata agli inquisitori che, molto gravi da cui uscirono illesi, sta a Giordano Bruno, Roma, Di Renzo Edi-
in quell’occasione, furono di pa- con ogni evidenza collegati da un tore, 2012.
rere unanime. Non fu certo per circolo di protezioni comuni». 2
G. Maifreda, Giordano Bruno e Cele-
caso che il giorno dopo, nel suo Nulla di insolito per l’epoca, co- stino da Verona. Un incontro fatale, Pisa,
XXI costituto, Bruno si disse me attestano analoghe vicende, Edizioni della Normale, 2016.
pronto a «riconoscere i suoi er- relative ad altri procedimenti 3
L. Firpo, Il processo di Giordano Bruno,
rori e fare tutto e qualunque cosa giudiziari nei confronti di eretici Roma, Salerno Editrice, 1993.