Sei sulla pagina 1di 151

ISTITUTO STORICO ITALIANO PER IL MEDIO EVO

NUOVI STUDI STORICI - 3

AGOSTINO PERTUSI

FINE DI BISANZIO E FINE DEL MONDO


SIGNIFICATO E RUOLO STORICO DELLE PROFEZIE
SULLA CADUTA DI COSTANTINOPOLI
IN ORIENTE E IN OCCIDENTE

Edizione postuma
a cura di ENRICO MORINI

ROMA
NELLA SEDE DELL'ISTITUTO
PALAZZO BORROMINI
1988
Ouoniam nostris sunt aptius prophe-
tata temporibus, in quos finis seculo-
rum, sicut Apostulos inquid (/ Cor. 10,
Il), pervenerunt, ut iam per ipsa que
nostris cernimus oculis vera esset creda-
mus ea que predicta sunt a patribus no-
stris (Petri monachi praefaciuncula ad
Sancti Methodii episcopi Paterensis ser-
monem de regnum cantium, etc., E. SAc-
KUR, Sibyllinische Texte und Forschun-
gen, Halle a. S. 1898 [rist. anast. Torino

::r /r o
1963], pp. 59-60).

L'
i

r;~~~:;~~"'"" .,...,.,..'"..~
';t'?" .
,

t
L~~- ..J

La pubblicazione stampata con il parziale contributo del CNR


dato alla Cattedra di Storia Bizantina dell'Ateneo di Bologna

ISSN 0391-8475
Stampato nello Stabilimento Editoriale Ptron- 40127 Quarto
Inferiore - Bologna - Dicembre 1988
NOTA DEL CURATORE

l. Premessa

Nei sette anni trascorsi dalla prematura scomparsa di Agostino Pertusi


hanno visto la luce due opere delle quali il compianto studioso non era
riuscito a vedere la stampa: Martino Segono di Novi Brdo vescovo di
Dulcigno. Un umanista serbo dalmata del tardo Quattrocento, pubblicata
nel 1981 nella collana Studi Storici dell'Istituto Storico Italiano per il
Medio Evo, a cura di Chiara Faragg:iana di Sarzana; e Testi inediti e poco
noti sulla caduta di Costantinop oli, uscita nel luglio 1983 presso i tipi
della Casa Editrice Ptron in Bologna, a cura di Antonio Carile, nella
collana da lui diretta Il Mondo Medievale. Sezione di Storia Bizantina e
Slava, vol. 4.
I motivi del ritardo nella stampa della presente opera sono anche
intrinseci : nel momento in cui l'autore fu costretto dall'inesora bile progre-
dire della malattia a sospendere il lavoro, essa era !ungi dall 'essere ultima-
ta. Una prima stesura dattiloscrit ta, completa di note, era accompagn ata
da numerose integrazion i, di diseguale ampiezza ed ancora manoscritte ,
al testo ed alle note; questo stato di incompiute zza confermato dal fatto
che l'Introduzio ne resta incompleta , mentre la Conclusion e, a giudicare
anche dall'elevato numero di integrazion i, sembra provvisoria . La stesura
dell'opera mostra i caratteri di un testo scritto di getto, se non dettato,
destinato - mi stato testimoniat o che questo era il metodo di lavoro del
Maestro- ad una globale revisione linguistica. Lo stadio non terminale in
cui si trovava l'opera - ben avvertibile ad un'attenta lettura della presente
edizione - non era tale da incoraggiar e chi prima di me si accinto ad
approntare il testo per la stampa. Ho tuttavia preso in mano le cartelle
contenenti tutto il materiale dell'opera, dattiloscrit to o vergato a mano,
motivato dal desiderio di compiere un estremo gesto di gratitudine e di
omaggio verso il Maestro che, attraverso la Biblioteca Pertusi del Diparti-
mento di Paleografia e Medievistic a dell'Univer sit di Bologna ed attraver-
so le iniziative di ricerca sviluppate dalla scuola del Carile, ha continuato
ad esercitare nei miei confronti una concreta influenza. Ma ero soprattut-
VIII NOTA DEL CURATORE
NOTA DEL CURATORE IX
to spinto dalla consapevol ezza che l'opera del Pertusi apre un campo di 1
alla fine dei secoli >> Anche se nella sua Cronografia lo Scholarios appog-
ricerca in cui mi si offriva l'opportuni t di entrare. Mi ha ulteriormen te
gia la sua affermazion e sulla teoria escatologic a della settimana cosmica e
stimolato a predisporre per la pubblicazio ne, nella massima aderenza alle
sull'interpr etazione tipologica dei giorni della creazione 2 , in realt alla ba-
indicazioni dell'autore, tutto questo materiale, l'avere appreso quanta pre-
se di questa credenza c' l'idea, fondamenta le nel pensiero politico bizanti-
mura il Pertusi nutrisse per il presente lavoro, quanto ne fosse spiritual-
no, che la aa.cn.da. dei Romei, cio l'Impero Romano Cristiano, monarchia
mente coinvolto per un'interiore partecipazi one del suo sentire, come mi
universale a riscatto della poliarchia precedente in stretto parallelo con la
ha rivelato la consorte del Maestro.
vittoria del monoteism o sull'errore del politeismo, era destinato a durare
La coscienza di tutto ci mi ha fatto sentire la responsabil it del
come istituzione sino alla fine dei tempi. Un testo tra i pi celebri nel
compito che mi veniva proposto; da essa scaturita la scelta di prendere
genere apocalittico bizantino e sicurament e tra i pi autorevoli, anche se
come criterio per la presente edizione la fedelt allo scritto del Maestro,
datato entro termini assai oscillanti (dal VII al IX secolo), l'Apocalisse
con il ricorso a procedimen ti assai vicini a quelli consueti nelle edizioni
contenuta nella Vita di s. Andrea Salos, esprime in termini espliciti la fede
critiche: quando parso opportuno, per ragioni stilistiche, espungere
che Costantinop oli, la Nuova Gerusalemm e 3 , resister a qualsiasi nemico
qualche parola, mi sono limitato a porla tra parentesi quadre e, quando
ho trovato necessario modificare qualche espressione dell'autore, ho po-
1
sto a pie' pagina, richiamata da uno o pi asterischi, la forma originale. Oeuvres compltes de Gennade Scholarios pubblies pour la premire fois par
Per evidenti ragioni di opportunit non ho per potuto denunciare l'ag- L. PETIT, X. A. SIDRIDtls et M. JUGJE, t. II: Traits polmiques sur la procession du
giunta delle parole sulla caduta di Costantinop oli, che ho creduto di dover Saint
2
Esprit, Paris 1929, p. 16, 11. 30-32.
Oeuvres compltes de Gennade Scholarios, cit., t. IV: Polmique contre Pl-
apportare al titolo. Ho premesso al testo una breve introduzion e nella thon. Oeuvres pastorales, asctiques, liturgiques, potiques. Correspondance. Chro-
quale pongo in evidenza i punti di maggior interesse di quest'ultim o nographie , Paris 1935, pp. 511, \. 18-512, l. 10. In un'opera precedente, conosciuta
studio del Pertusi in ordine soprattutto ai miei interessi di ricerca. come Confutazion e dell'errore giudaico, composta forse nel 1464, lo Scholarios
A lavoro ultimato desidero esprimere un sentito ringraziam ento alla aveva gi mostrato di credere alla scansione in sette millenni della storia del
mondo, per cui, essendo gli anni in cui egli scrive l'ultimo scorcio del settimo
Prof.ssa Franca Pucci Pertusi che mi ha incoraggiat o con stimoli preziosi millennio dalla creazione del mondo, cela fine vicina (Oeuvres ..., t. III: Oeuvres
in questa mia fatica, al Prof. Antonio Carile, che mi ha proposto questo polmiques. Questions thologiques . Ecrits apologtiques, Paris 1930, pp. 287, l.
lavoro e nello svolgiment o di esso stato nei miei confronti prodigo di 25-288, l. 10). Nella gi citata Cronografia ne fisser in anticipo la data al 1493-94,
consigli e di suggerimen ti, al Prof. Girolamo Arnaldi, Presidente dell'Istitu- preferendo la cronologia biblica della Settanta a quella di Giuseppe Flavio: deter-
mina questa sua scelta il fatto che calcolando sulla base della Settanta la scadenza
to Storico Italiano per il Medio Evo, nella cui collana Nuovi Studi Storici
del settimo millennio ravvicinata, conformeme nte alla constatazion e che al suo
quest'opera viene pubblicata. tempo i segni della fine sono gi stati dati. Si veda su questo punto quanto ha
scritto il Pertusi alle pp. 60-62 ed alle nn. 179-180 del presente lavoro. La tensione
escatologica presente nel pensiero di Giorgio-Gennadio Scholarios stata presa in
2. Le profezie su Costantinop oli fra escatologia ed ideologia politica esame soprattutto nei seguenti lavori: A. A. VAS!LIEV, Medieval Jdeas of the End of
the World: West and East, in Byzantion>>, 16 (1942-43), pp. 462-502, in part. pp.
497-499; l. SEvCENKO, The Decline of Byzantium seen through the Eyes of its lntellec-
Per noi per i quali giunta la fine del mondo (I Cor. 10, 11). In tuals, in Dumbarton Oaks Papers, 15 (1961), pp. 167-186, in part. p. 184; C. J. G.
questa frase paolina si esprime la certezza che, in una scansione del TURNER, Pages from the Late Byzantine Philosophy of History, in Byzantinische
tempo che abbia come criterio la soteriologia , il tempo della Chiesa Zeitschrift>>, 57 (1964), pp. 346-373, in part. pp. 365-372. Recentemen te ad un excur-
rappresenta l'estrema fase di vita del tempo e della storia, asserzione che sus sulle concezioni escatologich e dell'uomo <<bizantino, con esplicito riferimento
alla cosiddetta settimana cosmica, ha dedicato alcune pagine C. MANGO nel suo
di per s non esclude che la frase esprima anche la personale convinzione Byzantium. The Empire of New Rome, London 1980 (<<History of Civilisation), pp.
dell'Aposto lo che la fine dei tempi non fosse cronologica mente lontana. 201-217 ( il cap. 11, dal titolo: The Future of Mankind). In esse sono prese in esame
Questo inciso dell'Aposto lo nella sua prima lettera ai fedeli di Corinto anche
3
le convinzioni escatologiche di Gennadio Scholarios (ibid ., p. 213).
potrebbe essere estrapolato dal testo biblico e posto, anche nella seconda <<'H 1t6.~. i}!J.wv a.-.:"j i} va. 'IEpovo-a..--1)1-J.>>: The Andreas Salos Apocalypse. Greek
Text, Translation an d Commentary by L. RYDEN, in ,, Dumbarton Oaks Papers>>, 28
accezione, sulla bocca o sotto la penna della maggior parte degli intellet- (1974), p. 201, l. 8. L'attribuzion e di questo titolo alla (3ao-L.Evouo-a. -r.6.Lc; costituisce la
tuali, sia ecclesiastic i sia laici, dell'ultima Bisanzio. Valga per tutti la pi esplicita testimonianz a di quel procedimen to mentale che si esprimeva in
citazione di Giorgio Scholarios, monaco e patriarca col nome di Gennadio, un'insistente analogia tra i fasti dell'antica citt santa e quelli della nuova capitale
che nel Prinzo dialogo sulla processione dello Spirito Santo, del 1447, sul Bosforo: dallo stretto parallelismo stabilito da Eusebio tra le costruzioni co-
afferma perentoriam ente: sono i giorni dell'Anticri sto, che deve apparire stantiniane a Gerusalemm e (come la Rotonda e il martyrion) e gli oratori, i marty-
ria e le chiese dal medesimo sovrano edificati nella Bisanzio rinnovata, all'afflusso,
x :--:OTA DEL CURATORE NOTA DEL CURATORE XI

Sino alla fine perch stata data alla Madre di Dio e nessuno la strappe- ta in Ioann. 10, 28 e 29) 4
r dalle sue mani>> (con evidente ripresa dell'espressione giovannea ripetu- Una volta che la citt caduta ed i superstiti hanno assistito al succeder-
si inalterato dei giorni e delle notti in un mondo in cui non c' pi la
nella Costantinopoli del V secolo, di reliquie di provenienza palestinese, e princi- f3a.cn.da. dei Romei, il monaco Gennadio, divenuto il patriarca Gennadio II
palmente gerosolimitana, ad opera soprattutto di Pulcheria e di Eudocia, sino ed ormai sul punto di abbandonare il trono patriarcale, sente il dovere, di
all'ambizione di Giustiniano I di vincere Salomone, il costruttore del primo tem- fronte all'immane tragedia che, oltre ai lutti, aveva portato sul piano cultu-
pio gerosolimitano nella sua riedificazionc di Santa Sofia- anche se E. Stein ha rale all'aporia teologica di una Chiesa senza impero, di indirizzare al suo
avanzato sospetti sull'autenticit della celebre esclamazione giustinianea riportata- gregge cos provato una lettera pastorale. Ora proprio in questo scritto del
ci dalla Narratio de Sancta Sophia ( 27, in Th. PREGER, Scriptores Originum Con-
stantinopolitanaru m, I, Lipsiae 1901, pp. 101 sgg.; cfr. E. STEIN, Histoire du Bas-Em- 1455 lo Scholarios ribadisce le proprie convinzioni escatologiche, conti-
pire, II: De la disparitiun de l'Empire d'Occident l la murt de Justinien (476-565), nuando ad affermare che <<l tempo della fine vicino 5 ; se il mondo
Bruges 1947, p. 460, n. 3), il motivo, con tutta la sua pregnanza sul piano ideologico, sopravvissuto alla fine della monarchia universale cr istiana ci dovuto
era ben conosciuto, c non solo in ambito retotico (cfr. il paragrafo dal titolo Vain- alla pazienza misericordiosa di Dio, che ha concesso ai cristiani ortodossi
cre Salomon , che il Dagron dedica a qu esto tema nel suo libro Constantinople un 'ultima opportunit per una personale conversione ', l'unica rimasta do-
imaginaire, citato pi avanti, pp. 303-309, dove 1icorda l'espressione lam Salomo-
niaci sileat desctiptio templi ... >> di Flavio Cresconio Corippo [In /audem fustini
Augusti minoris, IV, v. 283, ed. AVEI!IL CAMEIW:>J, London \976; cfr. anche ed. U. J.
STACHE, Berlin 1976 e ed. S. ANTES, Paris 1981]) -,nonch le singolari corrisponden- nuova Costantinopoli. Questa corrispondenza Gerusalemme-Cos tantinopoli (cfr. G.
ze di misure tra edifici sacri costantinopolitani e la descrizione biblica del tempio P. MAJESKA, New Rome to New Jerusa/em: the Evolution of Constantinople as a
salomonico, per le quali rimanda a R. M. HARRISON, Salomon's Tempie and Excava- Pilgrim Goal, 10 1h Annua! Byzantine Studies Conference, Cincinnati, Ohio, 1984.
tions in Byz.antium, New Scientist>>, 13 (1983) ed il gesto di Eraclio che, recuperata Abstracts of Papers), a livello di procedimento mentale, rester in uso sino all'ulti-
la preziosa reliquia della croce sottratta dai persiani a Gerusalemme, non la resti- ma Bisanzio: Gennadio Scholarios, nella sua lettera pastorale sulla caduta di Co-
tuisce alla citt santa, ma la porta con s nella citt imperiale. Si veda a questo stantinopoli ( 5), in un passo dal tenore chiaramente apocalittico, in cui pone in
riguardo quanto ha scritto G. DAGRON, in Naissance d'une capitale. Constantinop/e rapporto i peccati di Israele, che avevano portato alla distruzione di Gerusalemme
et ses institutions de 330 451, Paris 1974 (Bibliothquc Byzantine publie sous la ed all'esilio babilonese, con quelli che hanno portato alla caduta della Citt nelle
direction de P. LEMERLE- E.tudes, 7), pp. 389 c 408-409- dove sviluppa un accenno mani dei Turchi, definisce <<la comune metropoli della piet, cio Costantinopoli,
presente in E. FENSTER, Laudes Constantinopolitan ae, Mi.inchen 1968 (<<Miscellanea questa nuova Gerusalemme>> (Oeuvres compltes de Gennade Scholarios, cit., t.
Byzantina Monacensia>> herausgegeben von H.-G. BECK, Hcft 9), p. 121, a proposito IV, cit., p. 217, li . 39-40). Per gli spiriti pi avvertiti dell'ultima Bisanzio un nuovo
dei cognomina della citt regia-, nonch in un suo pi recente lavoro (G. OAGRON, elemento "di assimilazione della capitale dell'impero dei Romei alla citt santa
Constantinop/e imaginaire. Etudes sur le recuei/ des Patria, Paris 1984 [<<Biblioth- dell'antico Israele viene tragicamente ad aggiungersi a quelli sinora considerati:
que Byzantine>> - E.tude, 8], pp. 18 e 303). Sul tema, che viene precisandosi nel V l'ineluttabilit del castigo per la misura, ormai colma, del peccato.
secolo, di Costantinopoli come nuovo reliquiario>> della cristianit, si veda A. M. 4
The Andreas Salos Apocalypse, ed . cit., pp. 201-202, IL 14-17.
0RSELLI in Antica e Nuova Roma nella storiografia del primo medioevo latino. 5
Oeuvres compltes de Gennade Scholarios, cit., t. IV, cit., p. 219, IL 6-7. Lo
fsidoro e Beda, in EAD., Tempo, citt e simbolo tra tardoantico e alto Medioevo, Scholarios ritorna con insistenza su questa idea, che diventa quasi un motivo
Ravenna 1984, pp. 49-80, in part. p. 55 e n . 38, e in Modelli di cultura cittadina ricorrente nella sua predicazione e nei suoi scritti ascetici e pastorali. Si legge nel
tardoantica: l'esempio di Sofronio di Gerusalemme, ibid., pp. 7-47, in part. p. 14 e n. suo Panegirico dei santi Apostoli ( 12), del 1456, l'affe1mazione che la f01ma di
38. Dagron postula che il canone 3 della sinodo costantinopolitana del 381, nel questo mondo passata (cfr. I Cor. 7, 31) ed vicino il giorno fissato per la fine di
sancire -.ti 7tpE<7~ELa -.fjs "<Lflfi<; per la sede dell'antica Bisanzio immediatamente tutti e di ciascuno>> (Oeuvres ... , t. I: Oeuvres oratoires. Traits thologiques sur la
dopo quella romana, se esplicitamente definisce Costantinopoli Nuova Roma, im- Providence et sur /'ime, Patis 1929, p. 184, Il. 20-21), ripresa ancora dieci anni pi
plicitamente la consideri Nuova Gerusalemme, non potendo essere l'una senza tardi in un'omelia pronunciata nella festa del martirio di s. Giovanni il Precursore
essere anche l'altra (DAGRON, Naissance d'une capitale, cit., p. 458). All'inizio del VI ( 1): l'esordio (-. 7tpoo([.ttov) della seconda venuta del Cristo lo si vede in atto
secolo comunque, nella Vita di s. Daniele Stilita (IO), <<Bisanzio, la citt di Costan- (vEpyw<; cpatvo[.tEvov)>> (!bid., p. 211, IL 14-15). Cos pure, in un'opera senile del nostro
tino, detta una seconda Gerusalemme>> (H. DELEHAYE, Les saints stylites, Bruxel- autore, il trattatello scritto per giustificare perch i miracoli fossero cos rari ai
les 1923 [Subsidia Hagiographica>>, 47). p. 12, Il. 13-14). Per converso- ma si tratta suoi tempi rispetto ai primordi del cristianesimo ( 10), riconosce che << segni della
di un'espressione del medesimo processo di .assimilazione- nella Vita di s . Basilio fine (xa-.ci7ta.u<7L<;) ora appaiono sempre pi manifesti (7tpooE.w<;) (Oeuvres ..., ci t., t.
il Giovane (944 o 952), scritta dal discepolo Gregorio presumi bi! mente verso la fine III, cit., p. 283, Il. 15-16). Del resto, gi nella sua breve apologia degli antiunionisti (
del X secolo, la Gerusalemme celeste descritta con tratti che volutamente richia- Il), scritta tra la fine del 1451 e l'inizio del 1452, il monaco Gennadio aveva scritto
mano la citt di Costantinopoli (Vita s. Basilii Junioris auctore Gregorio discipulo, che la fine, cio la trasmutazione di questo mondo, vicina, come si vede dalle
ed. A. N. VESELOVSKIJ, in <<Sbomik Otdelenija Russkago Jazyka i Slovesnosti Impe- circostanze (Ibid., p. 94, Il. 27-28), alludendo all'assedio che sempre pi ineluttabil-
ratorskij Akademii Naub, 46 [1889-1890]. suppl., p . 12 sgg.). Come osserva arguta- mente stringeva la citt, la cui caduta non poteva non coincidere con la fine del
mente il Mango (Byz.antium. The Empire of New Rome, cit., p. 216) l'agiografo mondo.
presenta il Paradiso non tanto come la nuova Gerusalemme, quanto come una 6
Oeuvres compltes de Gennade Scholarios, cit., t. IV, cit., p . 222, IL 11-20.
XII NOTA DEL CURATOR E
NOTA DEL CURATOR E Xlll
poche l'appello ad un ravvedim ento della Citt non aveva ottenuto ascolto.
moment o pi dramma tico della caduta della citt, l'attesa apocalitt ica
A questo punto le speculaz ioni sulla settiman a cosmica danno al e la
nostro tensione escatolog ica, quando, come racconta no Dukas e Chalkok ondylcs,
autore la certezza che il tempo residuo concesso all'uman it, nella situazio-
il popolo mosso da un'attesa spasmod ica di improba bili eventi
ne anomal a di una cristiani t senza impero, sar comunqu e di che si
breve collocan o ormai in una dimensio ne metastor ica (pp. 126-127). Tali
durata. La tensione escatolog ica, che traspare nel monaco- patriarca Genna- attese
oltre le illusioni, sorte e fomenta te nell'ora della disperaz ione, trovano
dio e che doveva essere condivis a da molti altri fra gli intellettu ali pun-
ed i tuale riscontro in un testo, sottopos to nel corso dei secoli e col variare
religiosi costantin opolitan i, pu forse offrire una spiegazio ne della dei
rarefa- luoghi a tanti interven ti o interpola zioni o adattame nti, da costituir
zione di nuove opere storiogra fiche nell'ultim a Bisanzio . Il Nicol si e a
soffer- posterior i un vero e proprio genere letterario , la Visio Danielis, corpus
mato su questa assenza, singolare in quanto la storiogra fia un geneJ-e di
di testi che di queste istanze paiono essere a Bisanzio l'espress ione e, al
letteratu ra che a Bisanzio , prima e dopo la cosiddet ta rinascen za dell'et tem-
po stesso, il pi importan te veicolo di diffusion e.
macedon ica attorno al X secolo, si era espressa quasi ininterro ttamente
. A questo nesso di timori e di speranze , sospesi tra la rassegna ta attesa
Notando che dal punto in cui hanno deposto la penna Niceforo Gregoras
e dell'inelu ttabile fine e la ferma fiducia in un definitiv o riscatto, l'indimen
Giovann i-Iosaf Cantacuz eno e cio rispettiv amente dal 14 novembr e ti-
1359, cabile Maestro che il Pertusi ha dedicato la sua ultima fatica,
morte di s. Gregorio Palamas , e dall'S ottobre 1364, ritorno sul trono patriar- questo
lavoro sul signific ato e ruolo storico delle profezie sulla caduta di Costanti-
cale di Filotea Kokkino s, nessuno ha ripreso a narrare i fatti, se non dopo
il nopoli . Lo stimolo per la ricerca sicurame nte venuto allo studioso
fatidico 29 maggio 1453, il Nicol attribuis ce questo fatto singolare ad scom-
una parso dalle sue raccolte di testimon ianze sulla caduta della Roma d'Orien-
<<failure de nerve negli ambienti culturali dell'ultim a Bisanzio 7 Mi sembra
te . Nei testi da lui scelti e pubblica ti l'autore ha colto un risvolto di
che la ragione vada cercata, anche a livello di mentalit , nell'atteg giamento quel-
l'avvenim ento non meno interessa nte, una proiezio ne dell'even to, peculiare
che vincolav a all'ormai prossim a ed ineluttab ile caduta della ~a.o.Ela.
dei rispetto alla sua eco nel mondo, che non ha lasciato indiffere nte il
Romei la fine di tutte le cose, il termine ultimo della storia umana_ finissi-
Pu mo studioso di storia della mentalit 10 : le profezie >>.
essere significa tivo, a riprova di ci, che subito dopo il 1453 la Bisanzio
Il Pertusi estende la sua indagine a diversi moment i di questa tensione
senza ~a.<rL.Euc;, o meglio senza il monarca cristiano universa le, la Bisanzio
profetica o apocalitt ica, dall'Apoc alypsis Methodii alla Visio Norsei,
sopravvi ssuta ad un mancato appunta mento con la fine della storia, dagli
espri- Oracula Sibyllina e dagli Oracula Leonis ai monume nti figurati, sino
ma proprio una fioritura di storici, da Sphrantz es a Dukas, da Kritobul alle
os a profezie occident ali ed a quelle islamich e, ma alle Visiones Danielis
Chalkoko ndyles. Se le Cronach e o le Storie registran o gli avvenim d nel
enti a suo lavoro il maggior spazio. La pluralit di Visiones Danielis circolant
memoria dei posteri, come si accorda la tensione escatolog ica con la i in
voca- diversi moment i ed in diverse aree dell'ecum ene bizantin a configur
zione di storico? La storiogra fia si fa tramite della contesta zione alla a l'esi-
legitti- stenza di un vero e proprio genere letterario , che ha il suo prototipo
mit metastor ica del nuovo potere, secondo l'analisi che il Carile ha nel
svilup- libro biblico di Daniele, con il quale le Visiones si pongono in diretta
pato nei suoi lavori sull'imm agine del Turco nella storiogra fia bizantin 8 conti-
a nuit testuale . Il legame tra queste Visiones e la loro fonte scritturis
Proprio ad alcuni di questi storici bizantini dell'ultim a ora, ormai tica
i non si manifest a solo nell'artif icio letterario (per cui, ad esempio, la cornice
primi esponen ti della cultura meta-biz antina, si deve una significa tiva
testi- del libro rapprese ntata di solito dal dialogo tra il profeta e l'arcange
monianz a della diffusion e di queste attese escatolog iche in tutti gli ambien- lo che
gli rivela il significa to delle visioni), ma anche nella loro stessa struttura
ti della societ bizantina , sino a divenire patrimon io comune nella coscien-
za collettiva del oij!J.oc;. In un moto spontane o di folla si manifest ano,
nel
Una serie di tre volumi: La caduta di Costantinopoli. I. Le testimoni anze
dei
7
Cfr. D. M . NzcoL, Church and Society in the Last Centuries of Byzantium contempo ranei. II. L'eco nel mondo . Testi a cura di A. PERTUSI, Milano 1976
,
(Sedi-
Cambridg tori greci e latini, Fondazione Lorenzo V alla); A. PERTUSI, Testi inediti e poco
e 1979 (The Birkbeck Lectures, 1977), p. 121 e n. 65. noti
8
A. CARI LE, Assimilaz ione o amlientam ento. Il problema dei rapporti fra
sulla caduta di Costantinopoli, edizione postuma a cura di A. CARIL.E, Bologna
arista 1983
crazie alla conquista ottomana di Bisanzio, in Studi albanologici, balcanici, (Il Mondo Medioevale. Sezione di storia bizantina e slava>>, 4).
ni e orientali in onore di Giuseppe Valentini s.j., Firenze 1986, pp. 247-259;
bizanti- 1
Cfr. A. CARIL.E, Agostino Per/usi (1918-1979), in Accademia Tudertina, XVIII
Io., La Convegno, Todi 1983, pp. 13-45 (cfr. anche ID., Agostino Pertusi [1918-1979]:
crudele tirannide : archetipi politici e religiosi dell'immaginario turchesco ritratto
da Bisan- di un maestro, in Rivista di Studi Bizantini e Neoellenici, N.S. 17-19
zio a Venezia, in AA.VV., Venezia e i Turchi, Milano 1985, pp. 70-85; Io., [27-29]
Bi/d wzd [1980-82], pp. 323-350; !D., Commem orazione di Agostino Pertusi [1918-1979}, in
Wirklichkeit der turchischen Welt in der bnantinis chen Geschich tsschreib Studi
ung bis Bizantini e Neogreci, Galatina 1983, pp. 25-41; !D., Agostino Pertusi, in Medioev
zum 12. Jahrhundert, in Rivista di Studi Bizantini e Slavi, 5 (1985), in
stampa. corso di Saggi e Rassegne, 5 [1980), pp. 211-229 e introduzi one a PERTUSl, Testi inediti o.
e
poco noti, cit., pp. I-XX).
XlV NOTA DEL CURATORE
xOTA DEL CURATORE xv
che risulta- come il libro biblico di Daniele -composita grazie all'incontro
di due procedimenti assai diversi, perch rispondenti a diverse esigenze: Roma>>- la Visio Danelis slava riportata alle pp . 81-89 il prezioso testimo-
quello propriamente profetico e quello pi direttamente apocalittico. La ne di una recensione greca per ora perduta, che il Pertusi data a poco dopo
dimensione profetica si esprime mediante la presentazione di eventi, signifi- la conclusione del regno di !rene (inizio del IX secolo) e come tale rap-
cati da visioni spesso spiegate dall'angelo, preannunziati come futuri, ma presentante di una delle pi antiche recensioni del testo greco originale>>
in realt gi accaduti, anche se da poco, o in via di svolgimento: il procedi- (p . 95). Da parte sua la Visi o Danielis slava riportata alle pp. 96-102, nelle
mento della profezia post eventum, mediante la quale gli autori intendono varie fasi di formazione del testo e nelle recensioni forniteci da diversi
dare una lettura teologica dei fatti recenti (come nel testo biblico) oppure codici, differenti nella toponomastica, documenta in maniera emblematica
emettere un giudizio politico sulla storia vissuta (come nelle Visiones Danie le modificazioni e le integrazioni a cui queste composizioni, per loro stessa
lis). La dimensione apocalittica riguarda invece la rivelazione degli avveni- natura, erano soggette. In essa ii canovaccio originale della Visio Danielis,
menti che sono riservati strettamente agli ultimi giorni . Essa segue sempre, com e testimonia la recensione del codice del monastero athonita di Kutlu-
come conclusione di tutta la rivelazione, la prima parte, che ho definito musiu, adattato a pi riprese, come si vedr, alle vicende di un ambito
profctica, ma nell'uso di questo procedimento testo ispirato e Visiones po- provinciale come quello siciliano. La recensione del codice di Belgrado
steriori sono pi nettamente differenziati. Mentre nel primo l'oggetto di presenta una ripresa del medesimo testo in ambiente bulgaro - secondo
questa parte apocalittica consiste essenzialmente in ci che la teologia l'ipotesi dell'editore del testo, l'Alexander, giudicata ragionevole dal Pertusi
scolastica definir come i Novissima (cfr. Dan. 12, 1-4), nelle seconde il (p_ 103) - per utilizzarlo alla luce della rivolta bulgara contro Alessio I
contenuto propriamente apocalittico prospetta, per l'estrema fase della sto- Comneno in concomitanza con la spedizione antibizantina di Roberto il
ria umana, e quindi ancora adun livello puramente terreno, degli sviluppi Guiscardo tra il 1078 e il1081. Se poi si considera la recensione athonita del
assolutamente fantastici, ma che tradiscono preziosi riferimenti di caratte- medesimo testo, nella quale mantenuta l'originaria ambientazione sicilia-
re ideologico. Perci dalla prima parte si deduce spesso l'orientamento na, si pu cogliere, sulla scia del Pertusi, che nella sua apparente unit esso
marcatamente politico dell'autore o dell'interpolatore della Visio, dalla se- in effetti il frutto di due successive amplificazioni, legate a diverse contin-
conda i suoi presupposti pi propriamente ideologici. genze storiche e, a mio avviso, determinate da intenti ben diversi. Alla
Attraverso i procedimenti della trasposizione e dell'attualizzazione trasposizione in ambiente provinciale si accompagna dunque, in questa
il ge nere letterario delle Visiones Danielis si mostra suscettibile di dilatarsi Visio, pi di una attualizzazione, tutte legate a diverse circostanze stori-
nello spazio e nel tempo 11 Tale caratteristica risulta evidente da un esame co-politiche e, di conseguenza, determinate da intenti ben diversi. La prima
comparativo di alcune recensioni di questo testo, soprattutto quelle slave, parte datata dal Pertusi, sulla base di elementi interni, agli anni 827-828, a
che il Pertusi ha riportato per esteso, in traduzione italiana. ~ opportuno prima cio dell'assedio di Siracusa dell'828 e della morte del qadi Asad (pp.
sottolineare l'importanza delle recensioni slave di qu('<;to testo: a parte la 107-108); a me pare che il tema di questa lettura profetica della storia
singolare evidenza del processo di adattamento -per cui gi nella Cronaca dell'isola, nel senso di una profezia posi eventum, sia la ribellione di un
di Nestore Iskinder il paleoslavo rusii, cio rossicce>>, che traduce gli <<tiranno, Eufemio, cio un atto di usurpazione nei confronti del ~a.cn.Ev<;,
E,a.vfi yvlJ, le Stirpi bionde >>, viene modificato in russii, cio abitanti di piuttosto che il passaggio in Sicilia degli arabi aglabiti, la cui presenza
Ros >>, in chiara funzione di supporto all'ideologia moscovita della terza nell'isola, connessa con questa guerra civile, risulta, a questo punto del
testo, ancora incipiente e validamente contrastata dai Romei. La seconda
parte invece databile alla fine del secolo, almeno a dopo 1'878, perch in
.
Il
?uesta caratteristica dei testi profetico-apocalittici orientali- dei quali i pi essa l'isola, e la stessa citt di Siracusa, appaiono ora saldamente in mano
drffusr sono I'Apocalypsis Methodii e la Visio Danielis nelle loro diverse recensioni agli arabi (pp. 107-108). Questa volta il problema centrale che emerge dalle
-, per cui ri_velano un'inesauri_bile capacit di dilatarsi nello spazio e nel tempo, pagine del testo , a mio avviso, il recupero dell'isola alla ~a.cr~.E(a. dei
stata ~en nlevat~ dal Pertusr nel decimo capitolo Il pensiero politico e sociale Romei, liberandola dal dominio islamico. Questa parte della Visio viene
bzzantzno dalla ft~e del secol~ VI al secolo XIII della Storia delle idee politiche,
ec~nomzche e soctalt! a cura dr L. FIRPO, II, Torino 1983, pp. 667-816. Le pseudo-pro-
cos ad essere una pice propagandistica di supporto ad un tentativo bizan-
fezre, !'er la prerogatr:-ra della p:ofezia apocalittica di porsi sempre sul piano della tino di riconquista dell 'isola. La natura intrinseca della Visio Danielis, che
metafrsrca della stona o megho ... della teologia della storia universale che nasce da una prospettiva rigorosamente stmica, quella della profezia post
~.n'a_mplifi?a~ione della teologia dell'uomo, acquisiscono la possibilit quasi ~i: eventum o del pamphlet propagandistico, per poi collocarsi, nella chiusa di
l mfr~rto ~~ nnnovarc ~a W~ri.a nella pr~fezia, cio di aggiornare una profezia con
nuovi epm recenti daLI stoncr presentati secondo i moduli della letteratura profeti- carattere apocalittico, in una dimensione metastorica, rende il testo adatta-
ca (lbtd., p. 707). bile ad ambienti e contingenze storiche diverse, mediante procedimenti
consueti nelle traduzioni, come adattamenti dei toponimi, specialmente
XVI NOTA DEL CURATORE ---------- ----------~N~O~T~A~D~E=L CURATORE XVII

nelle traduzioni slave, sino a costituire, nei suoi elementi di varietates e di ne tradizionale in questi testi apocalittici : (Dio) rappacifich er (h~Epwou)
adsimilatio nes, un vero e proprio genere letterario. le stirpi bionde ", per poi concludere con l'immagine del ~cwc.Eu escatolo-
La prima parte di queste Visiones, nella quale la storia viene rivissuta gico che alle stesse stirpi porter guerra (cr'tpa'tEVCTE~) a Roma ". Da que-
nella profezia, in una lettura che il Pertusi definisce <<catartica (p. 151), sto momento in poi, come osserva il Pertusi (p. 47), sar il secondo atteggia-
offre innumerevo li spunti di interesse per una lettura tematica della storia mento, quello ostile, ad imporsi in maniera assoluta, sino a divenire topico,
bizantina. Si vedano le suggestioni che vengono dal tema dei rapporti del- nella letteratura apocalittica bizantina. Senza entrare nel merito della vexa-
l'impero d"Oriente con la Cristianit d'Occidente : di tali rapporti possibile ta quaestio della datazione dell'Apocali sse di s. Andrea Salos -questione
cogliere per un'ampia diacronia tutta l'evoluzione nel circostanzia to capito- complicata dalle interpolazio ni (il Pertusi stesso, che data l'opera al IX
lo che lo studioso aveva dedicato al tema delle stirpi bionde>> (pp. 40-109). secolo, ammette in via di principio che il passo con il secondo accenno, in
Questa espressione , secondo i moduli classici dello stile apocalittic o- dove termini di ostilit, alle Stirpi bionde possa alludere all'espugna zione nor-
si designa, sotto il velo delle genericit rappresenta to da un attributo este- manna di Tessalonica del 1185 [p. 47]) -, va posto in evidenza il molo
riore, una realt ben nota ai contempor anei- nei nostri testi indica inequi- chiave di questa fonle come punto di passaggio in un radicale mutamento
vocabilmen te gli Occidentali : il termine tradizionale per presentare i Lan- di mentalit.
gobardi, o pi genericame nte gli Italiani, prima, e i Franchi, come erano Soltanto con la Visio Danielis greca A, che paradossalm ente fu la pi
chiamati i crociati, o i Francesi, in seguito. Le testimonian ze raccolte ed diffusa e comune a Bisanzio (p. 111), degli Occidentali (di cui pure si ricor
analizzate dal Pertusi permettono di constatare come il modo di porsi dei da, chiamando li figli della perdizionen , la dominazion e su Costantinop oli
nostri testi nei confronti della variegata realt univocame nte espressa con per cinquantas ei anni, cio l'impero latino), si torner a parlare in termini
questo termine descriva una parabola. Si passa infatti da una posizione pi positivi, nella figura quasi messianica del grande Filippo (pp .
chiara di amicizia- che si esprime costanteme nte attraverso l'azione positi- 115-121 ), la cui venuta in Oriente con diciotto nazioni sintetizza l'impossibi
va del rappacific are le stirpi bionde-, se non di esplicita alleanza, verso le attesa di un aiuto dall'Occide nte che inform di s, come un'ossessio ne,
gli Occidentali , ad una connotazio ne invece negativa, di decisa ostilit dei gran parte del fervore politico dell'ultima Bisanzio. Si tratta per di un
Romei nei loro confronti, per poi tornare ad avvertire gli Occidentali come testo che il Pertusi riconosce e ssere, nella sua recensione definitiva, relati
forze potenzialm ente amiche nel comune intento di ostacolare l'avanzata vamente tardo e di ambiente, come Creta o Cipro, pi vicino culturalme nte
dei Turchi . al mondo occidentale (p. 121).
Due testi, a questo proposito, sembrano emblematic i. Il primo l'Apoca- Il secondo testo sul quale mi soffermo , tra quelli relativi alle stirpi
lisse annessa alla Vita di s. Andrea Salos, testo della cui difficolt di datazio- bionde, il pi esplicito nel lasciar trapelare un aspetto di primaria impor
ne per l'estrema difformit di pareri degli studiosi gi si detto: il Pertusi tanza nell'ostilit dei Romei verso i Latini, il dissenso ecclesiale. Si tratta di
accetta l'opinione che vorrebbe questa agiografia composta nel IX secolo un passo dell'Apocal isse apocrifa di Leone di Costantinop oli. Dobbiamo al
(p. 43, n. 137), mentre la datazione pi bassa indubbiam ente quella propo- Pertusi il riconoscim ento dea piena affcr.enza del brano alla serie di quei
sta dal Mango, cio la seconda met del VII 12 In essa per la prima volta si passi che parlano, in termini di aperta ostilit, delle stirpi bionde . Il
parla delle Stirpi bionde n in termini di ostilit, ma nel contempo - e que- recente editore di questo testo, il Maisano, ha reso invece il termine !;avitcx.~
sto sembra importante -, a pochi paragrafi di distanza, si allude ad esse con sanguinari e, nella suggestione di precedenti euripidei 16 , ma bisogna
ancora in termini di amicizia. Infatti tiguardo a queste stirpi, senza alcun
dubbio gli Occidentali - solo in un punto, all'inizio dell'Apocali sse, questi
biondi sono esplicitame nte identificati con i Russi che nel 941 avevano annessa alla Vita di s. Andrea Salos testirnoniataci dai codici Vat. gr. 2010, del sec.
assalito Costantinop oli, ma si tratta d un passo che l'editore del testo, il XII, e Athen. gr. 2419, dell'anno 1296 (rispettivam ente C e K per l'editore). In questa
Ryden, si limita a segnalare in apparato, in quanto presente soltanto in due recensione lo !;a.vMv yvo esplicitamen te identificato con i russi- e precisament e
codici, e che anche il Mango, che pure lo prende in esame, considera un'in- con la stirpe il cui nome incomincia con la diciassettesi ma lettera dell'alfabeto
(greco), cio con la pw (xa.t E.oc 'to pw, jyouv 'to.poucrou, specifica il testo): The
terpolazion e 13 - , dapprima ci si esprime in termini di pace, con l'espressio
Andreas Salos Apocalypse, cd. cit., p . 201, in apparato alle Il. 14-20. Cfr. anche
MA)'.GO, The Life of St. Andrew the Fool Reconsidered, cit., p. 306 .
12 . The Andreas Salos Apocalypse, ed. cit., p. 202, l. 40.
C. MANGO, The Life of St. Andrew the Fao/ Reconside1ed, in Rivista di Studi 1
' Ibid., p . 207, Il. 133-134.
Bizantini e Slavi, 2 (1982) (Miscellanea Agostino Pertusi, t. II), pp. 297313, in " R. MAlSANO, L'Apocalisse apocrifa di Leone di Costantinopoli, Napoli 1975, pp.
part.
13
pp. 309-31 l. 7071, Il. 5662. Il passo euripideo al quale il Maisano fa riferimento Ifigenia in
Si tratta di un passo che compare in una versione pi ampia dell'Apocalisse Tauride, v.. 73 (cfr. Euripidis fabulae, ed. M. PLATNAVER, Oxonii 1938; ed. D. SA!IISONE,
XVIII NOTA DEL CURATORE NOTA DEL CURATORE XIX

sottolineare che nella letteratura apocalittica bizantina questa espressione sottesa alla prospettiva escatologica, con cui si chiudono le Visio11es apo-
un elemento topico per designare gli Occidentali. Il richiamo ad Euripide calittiche, culminante nella riconsegna a Dio sul Golgotha, da parte dell'ulti-
non sembra dunque pertinente. In questo passo i termini in cui presenta- mo (3a.cn.Evc; che avr finalmente vinto tutti i nemici, della corona da Dio
ta l'ostilit dell'Occidente nei confronti della cristianit orientale, si tratti ricevuta. Alla base di questo gesto ci sono due presupposti della concezione
dell'espugnazion e normanna di Tessa Ionica o dell'Impero Latino di Costan- teocratica del potere: la (3acn.da, in q-uanto data da Dio, non trasmissibile
tinopoli, vanno al di l delle generiche denunce di annientamento delle n alienabile, ma deve tornare a Dio ed il (3a.cn.Evc;, a sua volta, per cos
sante chiese di Dio e richiamano esplicitamente uno dei temi del dissenso dire l'icona terrena del celeste sovrano '". Il Pertusi riconosce come mode!-
tra le due chiese. Si tratta precisamente della controversia sugli azzimi; il
Pertusi preferisce a ragione la versione 't aL,viJ.OV, traducendo Sanzioneran-
no il (pane) azzimo>> (p. 48), mentre il Maisano corregge in -cv iL,v!J.ov, '" A stretto rigore la B~crLda terrena ad essere immagine (dxwv) della
traducendo S impadroniranno dcll'(uomo) puro>>, ipotesi che vanifica la Bcx.crLE(~ del Padre, mentre il B~crLEu piuttosto imitazione (!-l(TJcrL) del Logos-Cri-
sto 7te<!-lBcx.crL),Eu. Cos gi nel pensiero di Eusebio: si veda su questo punto R.
testimonianza relativa all'uso del pane azzimo o del pane lievitato nella FARI:-IA, L'impero e l'imperatore cristiano in Eusebio di Cesarea. La prima teologia
celebrazione eucaristica, alternativa che ebbe un ruolo di primo piano nel politica del cristia11esimo, Ziirich 1966 (Pontificium Athenaeum Salesianum, Faett!-
contenzioso tra la Chiesa romana e quella di Costantinopoli 17 tas Theologica, Bibliotheca Theologica Salesiana>>), pp . 107-127. Questa idea, eli
La seconda parte della Visio, il momento propriamente apocalittico del cui F. DvoR:-JIK (Early Christian and Byzantine Politica[ Philosophy. Origins and
racconto, forse meno suggestiva per lo storico. Sarebbe facile, per il
Background, Gluckstadt 1966 [Dumbarton Oaks Studies>>, IX]) ha messo in luce
dei precedenti in ambito mesopotamico (p. 36), pitagorico, prima ancora che plato-
commentatore del testo, tirarsi indietro osservando che da questo punto in nico (p. 249) cd infine pi genericamente ellenistico (pp. 269-277) fino all'epoca
poi, esaurita la parte storica, il seguito della narrazione completamente romana (pp. 537-553), per quanto riguarda il mondo classico, nonch in Filone (p.
fantastico, farcito di immagini e di moduli narrativi topici del genere apoca- 563), sar consegnata per sempre dall'opera del vescovo di Cesarea alla speculazio-
littico. C' stato forse uno slittamento dal piano storico, presente e ricono- ne teologico-politica dell'impero cristiano d'Oriente. Basta vedere come essa ritor-
ni nell'antologia di testi di teorica politica curata da E. BARKER (Social and Politi-
scibile sotto il velo oscuro dell'allegoria e della profezia post eventttm, al ca/ Thought in Byzantium from Justinian to the Las/ Palaeo/ogus. Passages /rom
piano metastorico; il modello biblico, a questo punto del testo, muta: si Byzantine Writers and Documents, Oxford 1957), soprattutto nelle pagine dedicate
passa da moduli prevalentemente danielici (gli imperi come bestie cd i a due opere del VI secolo, !'Esposizione dei capitoli parenetici di Agapeto diacono,
sovrani come corni della Visio Danielis slava B) a tratti pi marcatamente per cui cfr. la traduzione italiana di B. Cavarra in corso di stampa, cd il dialogo
Sulla scienza politica (pp. 54-88; Menae patricii cum Thoma referendario De scien-
giovannei (il tema dei due testimoni uccisi dall'Anticristo). Ma quest'ultima tia politica dia/ogus, ed. C. M. MAZZUCCHI, Milano 1982; cfr. anche: A. PERTUSI, l
parte, se letta in controluce, lascia scorgere, nei pi significativi particolati principi fondamentali della concezione del potere a Bisanzio. Per urz commento al
della narrazione, la filigrana dell'ideologia. L'ideologia imperiale bizantina dialogo Sulla scienza politica attribuito a Pietro patrizio [secolo VI], in Bulletti-
no dell'Istituto Storico Italiano per il Medio Evo e Archivio Muratoriano, 80
[1968], pp. 1-23), anche se sembrano esserci momenti, nella storia del pensiero
politico bizantino, in cui essa, pur senza essere rinnegata, risulta messa in ombra.
Lipsiae 1981), dove per, come osserva il Pertusi, il termine ha valore passivo Il Pertusi fa osservare che cos avviene, ad esempio, nella legislazione degli impera-
(rosse o meglio arrossate, perch insanguinate). Si veda la discussione che, in tori macedoni: nel Procheiron e nell'Epanagoge tale idea non appare esplicitamen-
ordine a questa traduzione del passo in questione, fa il Pertusi alla n. 146 (p. 48) del te testimoniata, a tutto vantaggio di un'altra accentuazione, che vede applicata
presente lavoro. piuttosto alla legge la dottrina dell'origine divina (A. CARILE, L'iconoclasmo fra
17
Sulla controversia degli azzimi, che ebbe il suo momento cruciale alla met Bisanzio e l'Italia, in Culto delle immagini e crisi iconoclasta, Atti del Convegno di
dell'XI secolo, si rimanda a lavori pi generali dedicati al cosiddetto scisma del studi, Catania 16-17 maggio 1984, Palermo 1986 [Quaderni di Synaxis>>, 2], pp. 13-54,
1054>>, come il classico, anche se ormai invecchiato nella prospettiva, studio di A. in part. pp. 42-43; A. PERTUSI, Il pensiero politico e sociale bizantino dalla fine del
MICHEL, Hwnbert und Kerullarios, 2 voli., Paderborn 1924-30, e, con un taglio deci- secolo VI al secolo Xlii, in Storia delle idee politiche, economiche e sociali, cit., p.
samente nuovo, lo stimolante lavoro di E. PETRUCCI, Rapporti di Leone IX con 696 - nella stessa opera il Pertusi ha steso anche il contributo dedicato a La
Costanlinopo/i, in Studi Medievali, 14 (1973), pp. 733-831. Cfr. anche G. BIANCHI, Il concezione politica e sociale dell'impero di Giustiniano, ibid., II, l, Torino 1985, pp.
patriarca di Grado Domenico Marango tra Roma e l'Oriente, in Studi Veneziani, 8 541-596 - ; ma i Capitoli parenetici al figlio Leone di Basilio I, il fondatore della
(1966), pp. 19-125. Per quanto riguarda propriamente la controversia sugli azzimi, si dinastia macedone, richiamano al sovrano il dovere di conservare pura ed incanta-
rimanda alle seguenti voci di repertori: F. CABROL, Azymes, in Dictionnaire d'Ar- minata, mediante la temperanza e la bont, l'immagine divina che egli rappresenta
chologie Chrtienne et de Liturgie, I/2, Paris 1924, cc. 3254-60 e O. MICHEL, Azyrna, [Basi/ii imperatoris Romanorum exhortationum capita sexagintasex ad Leonem fi-
in Reallexikon fiir Antike und Christentwn, I, Stuttgart 1950, cc. 1056-62, cd alle liwn, PG 107, c. XLIX A]). All'ideologia politica dell'impero cristiano d'Oriente, in
monografie di G. GAl.AVARIS, Bread and the Liturgy, Madison (Wisc.) 1970 e MARLON un momento cos determinante quale fu quello pre-giustinianeo e giustinianeo,
H. SMJTH III, 'And taking Bread .. .' Ceru/arius and the Azyme Controversy of 1054, sono stati recentemente dedicati i seguenti contributi: C. CAPIZZI, Potere ed ideolo-
Paris 1978 (Thologie Historique, 47). gia imperiale da Zenone a Giustiniano (474-527), in L'imperatore Giustiniano. Storia
xx NOTA DEL CURATORE

lo biblico di questo gesto il celebre passo paolina di I Cor. 15, 20-28, dove
preannunziat a la sottomissione finale del Cristo, vincitore di ogni nemico,
al Padre che gli ha sottomesso ogni cosa. Nei nostri testi, l'ultimo ~~!n.Ev
si sovrappone in questo gesto al Cristo, che pure sempre presentato in
atto di venire a concludere la storia. L'immagine adempie sino in fondo,
sino al limite estremo della storia, la sua funzione di imitazione>> del I.
prototipo, giusta l'osservazione penetrante del Pertusi, per cui la figura
centrale delle Visiones non il Cristo escatologico, ma il ~~oEu come INTRODUZIO NE
vendicatore ed ultimo rinnovatore della ~~o-t.d~; in conseguenza, la descri-
zione degli ultimi tempi, come genere letterario, non pi finalizzata alla
consolazione ed alla conversione, come nell'apocalitti ca classica, ma piutto-
sto all'esaltazione dell 'ultimo ~ML.Ev, cio dell'ideale della ~ML.EL~ (p. I secoli del tardo impero e del medioevo, sia in Oriente come in Occiden-
154). Quest'opera postuma del Pertusi, materialment e scaturita dall'ampio
te, sono pieni di pseudo-profez ie, di apocalissi apocrife e di leggende, che
ventaglio di indagini che l'autore aveva tracciato nel corso dei suoi lavori hanno a che vedere con le sorti dell'impero romano e delle citt capitali di
sulle testimonianze relative alla caduta di Costantinopo li e sull'eco di que- Costantinopo li e di Roma, (composte) nelle lingue pi diverse, dal latino al
sto evento nel mondo contemporan eo, attraverso i risultati a cui la ricerca greco, dal siriaco al persiano, dall'armeno all'arabo, dal copto allo slavo. Si
pervenuta, si colloca in stretta re'tazione con il filone di studio che il
tratta di profezie o apocalissi che talvolta dipendono l'una dall'altra, talvol-
ta sono indipendenti e rispecchiano situazioni locali, frequentemen te poi
Maestro ha dedicato al pensiero politico bizantino 19
vengono attribuite alla Sibilla, a profeti dell'Antico Testamento, ad aposto-
li, a padri della Chiesa, a patriarchi ed a imperatori (Sibille Tiburtina ed
Eritrea, Daniele, Esdras, Elia, XII Apostoli, Giovanni, Tommaso, Metodio,
Enrico Marini
Biblioteca A. Pertusi, Bologna, settembre 1986 Nersete il Grande, Gregorio di Nazianzo, Giovanni Crisostomo, Tarasio,
Gennadio, Costantino Magno, Leone il Saggio, ecc.) 1
In generale, come gi stato osservato 2, i testi profetici e apocalittici

1
Tra le pi recenti introduzioni allo studio delle apocalissi apocrife dell'Anti-
co e del Nuovo Testamento, fornite di ampia e aggiornata bibliografia, ricordia-
mo: O. ErssFELDT, The History of the Formation of the Old Testament: An Intro-
duction including the Apochrypha and Pseudoepigrapha and also the Works of a
Similar Type from Qumran, Oxford 1965, pp. 512-529; A.-M. DENIS, Introduction
aux pseudpigraph es grecs d'Ancien Testament, Leiden 1970, pp. 91-96, 111122,
163-169, 194-200, 309-314; A. H. McNEILE, An Introduction to the Study of the New
Testament, Oxford 2 1953, pp. 260-265; M. ERBETTA, Gli apocrifi del Nuovo Testa-
mento, III, Lettere e apocalissi, Torino 1969, pp. 149 sgg. (introd. e trad. ital. dei
testi apocalittici)(; P. FRUCHON, Sur /'interprtation des apocalypses, in Apocalypse
el thologie de /'esprance (Congrs de Toulouse, 1975), Paris 1977, pp. 385-440; B.
McGINN, Visions of the End. Apocalyptic Traditions in the Middle Ages, New
e mito, Atti delle giornate di studio di Ravenna: 14-16 ottobre 1976, Milano 1978, pp. York 1979.) Della bibliografia meno recente, ma tuttora valida, ricordiamo: F.
3-35; A. CARLLE, Consenso e dissenso tra propaganda e fronda nelle fo11ti narrative di DELAUNAY, Moines et Sibylles dans l'antiquit judo-grecque, Paris 1874; M. STEIN
et giustinianea, ibid., pp. 37-93; S. G. MAC CoRMACK, Christ and Empire, Time and SCHNEIDER, Apokalypsen mit polemischer Tendenz, Zeitschrift der Deutschen
Ceremonial in Sixth Century Byzantium and Beyond, in Byzantion, 52 (1982), pp. MorgenHindischen Gesellschaft, 28 (1874), pp. 627-660; W. BousSET, Beitriige zur
287-309. Cfr. anche A. Carile, Impero romano e Romnia, in Atti del II Seminario Geschichte der Eschatologie, Zeitschrift fiir Kirchengeschichte, 20 (1900), pp.
Internazionale di Studi Storici: Da Roma alla Terza Roma. La nozione di roma11o 103-131 e 261-290; H. WEINEL, Die spiitere christliche Apokalyptik, in Euchariste-
tra cilladinanza e universalit, Napoli 1984, pp. 247-261; Io., La Romnia fra territo- rion H. Gunkel, Gittingen 1923, pp. 141-173.
2
rialit ed ideologia, in Atti del III Seminario Internazionale di Studi Storici: Da Cfr. P. J. ALEXANDER, The Oracle of Baalbek. The Tiburtine Sibyl in Greek
Roma alla Terza Roma, Napoli 1986, pp. 409-419. Dress, Washington 1967 (Dumbarton Oaks Studies, X), pp. 75 sgg.; ID., Medieval
19
CARILE, Agostino Pertusi ... , Todi 1983, p. 36. Apocalypses as Historical Sources, The American Historical Review, 73 (1967/8),
pp. 997-1018; ID., Byzantium and the Migration of Literary Worksand Motifs. The
2 l. l~TRODl'ZIONE
I. INTRODUZIONE 3
nascono e vengono poi ripresi in momenti di gravi crisi dell'umanit, di
post eventum, che tratta di un periodo pi vicino al neo-profeta; e infine
sofferenze materiali e morali, di sconvolgimenti politici e religiosi, e voglio-
(ma non sempre), la prophetia de novissimis diebus, cio il discorso escato-
no esprimere la reazione dei contemporanei di fronte a tali avvenimenti
logico sugli ultimi giorni del mondo di impronta neo-testamentar ia (avven-
more apocalyptico. Il dolore sociale, apparentemente inspiegabile, sentito
to dell'Anticristo, lotta contro l'Anticristo, parusia di Cristo, giudizio uni-
come una colpa collettiva - specie nel medioevo - tende a ricorrere ai
versale).
simboli oscuri della profezia, presi a prestito dal popolo di Israele, per
Non meravigli il fatto di trovare spesso associata la fine del mondo
ritrovare in essi la ragione di un presente di sofferenza e la speranza in un
alla fine di Costantinopoli o di Roma: rientra perfettamente nel discorso
domani migliore e pi giusto dell'oggi. Si tratta, in sostanza, di una specie
escatologico di Cristo (M t. 24, 1-35; Mc. 13, 1-32; Le. 21, 5-32), in cui la fine
di filosofia della storia, o meglio di una teologia della storia che viene tratta
del mondo appare associata, bench distinta, alla fine di Gerusalemme,
da un presente sentito come al limite della sopportabilit umana; [e] in
per cui i neo-profeti si sentono in un certo qual modo autorizzati ad
generale la profezia contiene un giudizio su un passato (recente o meno
applicare il discorso alla <<nuova Sion>> o alla <<nuova Gerusalemme>>.
recente), pieno di tristezze e di delusioni, e una promessa di un futuro
Noi qui non ci occuperemo dei. testi profetici e apocalittici pi propria-
pieno di pace e di benessere morale, o anche materiale, fino a che non mente escatologici, ma solo di quelli cosiddetti storici>> cio di quei testi
sopravvengono gli ultimi tempi>> predetti dai profeti e da Cristo. che, pur ispirandosi a modelli biblici e pur contenendo talvolta parti finali
Se la profezia nasce o si rinnova in occasione di un avvenimento molto
escatologiche, hanno un contenuto di carattere storico e fanno riferimento
grave (ex eventu) o a qualche anno di distanza dallo sconvolgimento (post
alle sorti dell'impero romano e bizantino. chiaro che per i testi ricorren-
eventum), la promessa di un futuro migliore pu essere profetizzata o a ti occorrer distinguere le redazioni pi antiche da quelle pi recenti o
breve scadenza, se la normalit si gi ristabilita, oppure a lunga e lunghis-
recentissime e occorrer distinguere anche tra il valore in s, temporale e
sima scadenza, se la crisi continua, fino al punto da confondersi con le sorti
locale, di un testo profetico (riferito cio ad un certo momento storico) e
stesse del mondo, cio con l'escatologia, come se l'umanit, e per (lei) * il
l'interpretazione che stata data di quello stesso testo in un momento
profeta, che ne interpreta i sentimenti, sentisse il bisogno di calare la pro- successivo o da chi ha compiuto l'aggiornamento di esso o da chi lo cita o
pria fede contingente in una fede a carattere universale, cos da rendere pi da chi l'ha tradotto in altra lingua in epoca successiva, strumentalizzand o,
sicura la propria speranza in un avvenire migliore. per cos dire, tale testo ai propri fini religiosi e morali o anche sociali. Di
Certe profezie ricorrenti a distanza di tempo (per esempio, le profezie qui, per noi, deriva la necessit di considerare tali testi nella loro strati-
delle Sibille, dello pseudo-Metodio, dello pseudo-Daniele, ecc.), pur presen- ficazione nel tempo, allo scopo di comprendere meglio l'utilizzazione che
tandosi con testi pi o meno profondamente rimaneggiati, spesso non stata fatta di essi in periodi di tempo successivi. Si tratta di un'operazio-
sono altro che reinterpretazioni o aggiornamenti di testi pi antichi, cio ne di carattere interpretativo-sto rico difficile e delicata, ma che pu essere
adattamenti in funzione dei nuovi fatti storici verificatisi, simili in parte a oggi affrontata tenendo presenti le indagini che sono state fatte sui singoli
quelli pi antichi: il neo-profeta cerca cos di rendere pi credibile la testi dagli eminenti studiosi che ci hanno preceduto in questo campo.
propria profezia. Di qui anche quella partizione abbastanza caratteristica Ovviamente, trattandosi di testi che per loro natura sono volutamente
che si ritrova in questi testi: la visio ex eventu, che tratta del periodo pi oscuri o vaghi, rimarr sempre un margine di incertezza sull'interpretazio -
lontano, cominciando talvolta addirittura da Adamo ed Eva; il vaticinium ne che si pu dare oggi, temporalmente, di essi, e sul significato ultimo
che invece poteva darne il compositore originario o il rimaneggiatore o il
traduttore pi recente.
*lui A. Possiamo suddividere tutta questa particolare letteratura profetica in
due grandi categorie : l) i testi di tradizione cristiana e 2) i testi di
Legend of the Last Roman Emperor, Medievalia et Humanistica, NS 2 (1971), tradizione islamica.
pp. 47-68. E si veda anche: A. VASILIEV, Medieval Ideas of the End of the World:
W est and East, Byzantion, 16 (1942/3), pp. 462-502; G. PoDSKALSKY, Byzantinisclze (l'Autore ha lasciato il testo dell'Introduzione interrotto a questo punto)
Reichseschatologie, Miinchen 1972 (Miinchener Universitiits Schriften, 9), pp.
51-56. Accenni sul rapporto fra l'idea di decadenza a Bisanzio e il ruolo della
letteratura profetica si possono leggere in l. SEvc!::ENKO, The Decline of Byzantium
seen through the Eyes of its Intellectuals, Dumbarton Oaks PaperS>>, 15 (1961, pp.
167-186 e particolarmente p. 171; C. I. G. TURNER, Pages from Late Byzantine
Philosophy of History, Byzantinische Zeitschrift>>, 57 {1964), pp. 346-373.
Il.

LA TRADIZI ONE CRISTIAN A

A. Le leggende popolari ed i monumen ti figurati a Costantin opoli

Studiando i numerosi testi riguardan ti la caduta di Costantin opoli in


mano turca (1453), ci siamo imbattuti pi volte in allusioni o riferiment i
diretti a profezie e a leggende che in quel tempo si riteneva(n o) riferi(te) *
alla scompars a dell'imper o bizantino. opportun o forse riprender e qui il
discorso su di esse in modo assai pi approfond ito rispetto a quello svolto,
per ovvie ragioni di tempo e di spazio, in modo estremam ente sintetico nel
corso dei comment i ai vari testi, sia per precisare meglio certi punti, sia per
corregger e qualche errore in cui sono incorso, sia infine per chiarire, fin
dove possibile, i rapporti tra i vari testi apocalitti ci e profetici 3
Dalla massa dei testi di tradizione cristiana dobbiamo liberarci subito
di alcune leggende popolari, che non rientrano nel genere dei testi profeti-
ci che hanno avuto una pi lunga e pi costante tradizione letteraria, ma
che, ci malgrado , erano ben vive al momento della caduta di Costantin o-
poli e quindi vengono ricordate dagli scrittori del secolo XV.
Ecco, ad esempio, quanto scrive Nicol Barbaro alla vigilia dell'attacc o
finale dei Turchi:
Et anche l'eterno Dio volse dar questa cordial sententia per adimplir
tute profetie antiche, e masima la prima profetia che f san Costantin , el
qual xe a cavai suxo una colona aprexo de la giexia de Santa Sofia de
questa zit, che profetiza con la man e dixe: 'De qua vigner chi me desfa-
r', mostrand o la Natolia, zo la Turchia. L'altra profetia che dixe: 'quando
che el se trover uno imperado r che abia nome Costantin , fio d'Elena, soto
quelo imperio el se perder Costantin opoli'; l'altra profetia che dixe:
'quando la luna far signa! in cielo, de l a pochi zorni Turchi aver
Costantin opoli'; s che tute tre queste profetie si son stade, zo Turchi
pass in la Gretia, el se ha trovado l'imperad or che ha nome Costantin fio

* che si riferissero A

3
A. PERTusr, La caduta di Costantinopoli, I, Le testimonia nze dei contempora-
nei, II, L'eco nel mondo, Milano 1976 (Scrittori greci e latini, Fond. L. Valla), I,
pp. 357-358, 392-393, 448-449, 449-450, II, pp. 447-448, 456, 465, 470, ecc.
6 II. LA TRADIZIONE CR!STIA:-.IA
l!. LA TRADIZIONE CRISTIANA 7
d 'Elena, la luna bano fato signa! in zielo, tuta son adimplido, s che Dio
Secondo questa tradizione esistevano due dipinti sulla parete di destra
cus bano determinado de dar questa cuss fata sententia contra cristiani
e masima contra l'imperio de Costantin ' . del nartece della chiesa del (monastero) * di S. Giorgio dei Mangani, fonda-
to un po' prima del 1046 da Costantino Monomaco: nell'uso erano stati
Come abbiamo gi osservato altrove, il Barbaro allude a tre profetie: rappresentati in riquadri, in numero di ottanta, tutti gli imperatori, nell'al-
la prima riguarda non tanto la statua di Costantino Magno nel Forum tro, pure in riquadri, in numero di cento, tutti i patriarchi, sino alla fine di
Constantini su colonna di porfido, quanto la statua di Giustiniano nella Costantinopoli. Che tali dipinti esistessero ancora nel secolo XV non c'
piazza dell'Augusteon nei pressi di Santa Sofia, rappresentato a cavallo, alcun dubbio 8 Tuttavia mentre al tempo del viaggiatore russo rimanevano
volto verso l'Oriente, che con la sinistra teneva un globo crucigero, simbolo vuoti gli ultimi tre riquadri, al tempo di Leonardo di Chio e del Chalcocon-
dell'impero del mondo, e con la destra voleva indicare ai popoli dell'Anato- dyles non ne rimaneva vuoto che uno solo, quello appunto dell'ultimo Co-
lia, secondo l'interpretazione data gi dai bizantini del secolo XI 5, di rispet- stantino (XII), avendo inizio la serie con il primo Costantino (Magno). La tav. 8
tare le frontiere dell'impero. La seconda profetia sembra riferirsi a una terza profetia infine allude all'eclissi parziale della luna verificatasi nella
leggenda che nella forma in cui la tramanda il Barbaro ha testimonianza notte del 22 maggio, come segnala lo stesso Barbaro in altro punto del suo
soltanto nel secolo XV 6, ma che in altra forma viene attribuita addirittura Giornale 9 Ma, per quanto si sa, nessuno aveva predetto che si sarebbe
all'imperatore Leone il Saggio 7 verificato un fenomeno naturale del genere!
Ben pi antiche sono le leggende che correvano a Costantinopoli su
alcuni monumenti, colonne o statue, che decoravano alcune sue piazze o
4
Ed. E. CORNET, Giornale dell'assedio di Costantinopoli 1453 di Nicol Barbaro
P.V. corredato di note e documenti, Vienna 1856, p. SI ; PERTUSI, La caduta, cit., I, * convento A.
pp. 29-30.
5
Cfr. Georg. Cedren. Synops. histor., I, p . 556 Bonn.; Ioann. Zonar. Epit. hist., pronunciato E. DoNCKEL, Studien i.iber die Prophezeiung des fr. Telesforus von Co-
Hl. p . 274 Biittner-Wobst; R. JANIN, Constantinopole byzantine, Paris 2 1964 (Archi- senza (1365-1386), Archivum Franciscanum Historicum>>, 26 (1933), pp. (29-104),
ves de l'Orient Chrtien, 4 A), p. 74. Cfr. anche n. 23. osservando che la prima profezia della seconda serie (XVI = I) appariva citata
6 Cfr. soprattutto le
note di amanuensi sulla caduta di Costantinopoli pi o gi nel Vademecum in tribulatione di Giovanni di Rupescissa del 1356. Pi
meno contemporanee all'avvenimento, ed. P. ScHREINER, Die byzantinischen Klein- giustamente la Daneu Lattanzi (l Vaticinia Pontificum', cit., pp. 769 sg:g.) ha
chroniken, I, Wien 1975 (CFHB XII/l), pp. 370 (52, 4) e 684 (115, 1). Non sono sotto scritto: Non sembra che chi cur la traduzione avesse avuto l'intenzione di
forma di profezie, ma alludono chiaramente alla profezia di cui parla il Barbaro. farne la profezia di una serie di papi, poich, come dimostra l'esame dei codici
7
A Leone il Saggio, cio all'imperatore Leone VI (886-911), vengono attribuite pi antichi contenenti tali profezie (Vat. lat. 3822 e Panorm. Monreal.) soltanto
due profezie, una sulla caduta di Costantinopoli, l'altra sull'ultimo imperatore una di tali profezie (VI = XXI) viene riferita esplicitamente ad un papa. E. chiaro
della capitale d'Oriente. La prima si legge tra gli Oracula a lui attribuiti, l'Orac. dunque che occorre distinguere fra la traduzione che certo molto antica, del
X, PG 107, 1136 C (da confrontare con l'Orac. VIII, ibid.), che la critica pi secolo XIII, eseguita forse in ambiente monacale dell'Italia meridionale, donde
recente (cfr. C. MANGO, The Legend of Leo the Wise, Zbornik Radova Vizantoloski poi anche l'attribuzione a Gioacchino da Fiore, e l'applicazione ai papi, che pu
Institut, 6 [1960), pp. 62-65) ritiene non molto pi antico del secolo XII; tradotto beniss imo esser avvenuta nell'ambiente degli spirituali e dei fraticelli. La secon-
in latino nel secolo XIII e attribuito a Gioacchino da Fiore (cfr. Vaticinia sive da profezia si presenta in una forma del tutto particolare, cio, come ora diremo,
prophetiae abbatis Joachim et Anselmi episcopi Marsicani, ed. P. REGISELMUS, sotto forma di dipinto a lui attribuito, ma che, come ha dimostrato il Mango (The
Venetiis 1589, f. 43', Vaticin . XXV: Vae tibi civitas septem collis quando K littera Legend, cit., pp. 76-68), databile della fine del secolo XIV - inizio del secolo XV.
laudabitur in moenibus tuis ... >>; H. GRUNDMANN, Die Papstprophetien des Mittelal- Cfr. nota seguente.
ters, Archiv fiir Kulturgeschichte>>, 19, l [1928), pp. 77-138; A. DANEU LATTANZI, I 8
L'esistenza di questi dipinti testimoniata: a) da una descrizione di un
'Vaticinia Pontificum' ed un codice monrealese del secolo XIII-XIV, in Atti della pellegrino russo che ci pervenuta in duplice redazione, una databile del 1395
R. Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Palermo, ser. IV, 3, 1944, pp. 757-792) ha circa, l'altra del 1419-1422 (cfr. MANGO, The Legend, cit., pp. 74 n. 75, e 76 n. 90); b)
avuto una fortuna notevole in Occidente. da una notizia in un'opera di canonistica di Macario di Ancira del secolo XV (cfr.
Credo che sia difficile oggi ammettere l'ipotesi del Grundmann (Die Papstpro- MANGO, The Legend, ci t., p. 76); c) da Leonardo di Chio, Epistola ... ad Nicolaum
phetien, ci t., pp. 96 sgg.) che la raccolta dei Vaticinia de papis sia dovuta in parte papam, 4, ed. Ph. DETHIER, in Monumenta Hungariae Historica, XXI 1, pp. 565 e
a fra' Liberato, appartenente ai francescani spirituali del secolo XIII, il quale, di
in PG 159, 926 D - 927 A, di cui si parler pi innanzi; d) da Laonic. Chalcocond.,
ritorno nel 1304 dal suo esilio in Oriente (prima in un'isola del golfo di Corinto,
Hist., ed E. DARKO, Budapest 1927, II, p . 169 (cfr. MANGO, The Legend, cit., pp.
poi in Tessaglia), avrebbe portato con s e tradotto gli Oracula attribuiti a Leone
76-77). Su questi dipinti cfr. anche R. JANIN, La gographie ecclsiastique de
il Saggio facendone un'applicazione ai papi del suo tempo (Vaticinia I- l'Empire Byzantin, I, Le sige de Constantinople et le Patriarcat oecumnique, 3,
XV = XVI-XXXI delle edizioni a stampa), in parte invece all'ambiente dei frati- Les glises et les monastres, Paris 1969, p. 74.
celli fiorentini verso il 1375-1377 in lotta contro Gregorio XI (Vaticinia XVI- 9
CORNET, Giornale dell'assedio, cit., p. 46; PERTUSI, La caduta, cit., l, p . 26 e n.
XXX = I-XV delle edizioni a stampa). Gi, contro questa seconda ipotesi si era 106.
8 IL LA TRADIZ IONE CRISTIA NA
II. LA TRADIZ IONE CRISTIA NA 9
10
luoghi celebri L'autor e dei Patria Consta ntinopo leos,
che scrivev a verso laboree en forme d'empe reor, et cele si cha!t contrev
la fine del secolo X, segnala un discret o numero di monum al (cio, che cadeva
enti che recava- verso il basso). Car de Ione tens ere profeit ici qu'i avroit
no o iscrizio ni o figure che preann unciav ano il futuro, un empere or en
cio gli ultimi gior- Consta ntinobl e qui devoit estre gitez aval cele colump
ni della citt o le ultime storie della citt e della presa ne: et ensi fu cele
di essa 11 Natura l- sembla nce et cele prophe tie averee 15
mente tutte queste iscrizio ni o raffigu razioni profeti che
erano molto miste- 3) Giinthe r de Pairis, a sua volta scrive: De pyrami de autem
riose e solo degli esperti detti O'"''l).wnxo, "''WV &.7tO"''E.EcrJ.lchwv 12 illa, de qua
, cio, all'in- iste (scii. Mortifl us, Alessio V Murzuf lo) proiect us est,
circa, astrol ogi delle statue , erano in grado di leggerl quam et pleriqu e
e e di interpr etarle. column am vocant, aliquid notabil e dici potest ... , cui etiam,
Si noti che la tradizio ne di queste presun te profezi e tratte ut dicunt, diver
dai monum enti sae rerum imagin es ab antiquo insculp tae sunt, quae
era ancora ben viva agli inizi del secolo XIII, come Sibylla e vaticin ia et
ci testimo niano gli maxim e superio rem regno (leg . de superio ribus regnis)
storici della IV Crociat a, da Robert de Clari a Villeha variis dicuntu r figu-
rduin 13 ris exprim ere. Inter quas erant et navium figurae et quasi
l) Robert de Clari ricorda tra le meravi glie di Costan scalae de navibu s
tinopol i: a) une erectae , per quas viri armati ascend entes civitate m nihilom
grosse colombe>> ( = colonn a), quella di Giustin iano, di inus ibi scul-
marmo ricoper to 'di ptam expugn are et capere videba ntur. Hanc sculptu ram
bronzo , alla cui sommi t, S avoit une pierre, su cui Graeci usque ad
si avoit un empe- hoc tempus contem pseran t, nil minus possibi le reputan
reeur jet de coivre, seur un grant cheval de coivre, tes quam ut tantae
qui tendoit se main urbi suae tale quid unquam posset accider e. At ubi videru
vers paienis me; et avoit letres seur lui escrite s qui disoien nt scalas in navi-
t que juroit que bus nostris erectas , tunc demum illius sculptu rae iam
ja li Sarrasi n n 'aroien t triwes de lui, et en s'autre main recorda ti, seriosi us
tenoit une pume coeper unt illud et quod diu spreve rant formid are . Unde
d'or et une crois seur le pume ; b) due statue di bronzo et quidem lapidi-
en forme de bus malleis ferreis easdem imagin es contun dentes, plurim
femme , di cui una tendev a la mano verso Occide nte e i eas deform ave-
portav a un'iscri zio- rant, arbitra ntes se hoc modo infaust um in nostros auspici
ne che predice va la conqui sta della Citt: De vers Occide um rotorqu ere.
nt venron t chil Quae spes omnino utique cassa fuit et praefat am sculptu
qui Consta ntinobl e conque rront ; c) due colonn e cocleat ram veri signific a-
e, molto grosse e tivam exstitis se, certus rei exitus declara vit >> 16
molto alte, su cui << estoien t pourtra ites et escrite s par
prophe tie toutes les 4) L'anon imo della Chroni que de More a sua volta
aventu res et toutes les conque stes qui sont avenue s en scrive: et entre lez
Cousta ntinobl e, ne autres choses si fist faire (au temps de Lion le Philoso
qui avenir i devoien t, anzi vi erano raffigu rate le navi
franche in atto di moult grant qui est encore s devant l'ecglis e de Saint
=
phe) i. ( un) pillier
attacca re la citt, con iscrizio ni che disoie nt que de Sophie ; et la drecha
vers Occide nt ven- hert, et y escript lettres entaill s, lezque! les devisen t et
roient une gent haut tondu a costele s de fer qui Consta dient ainxi: 'de cy
ntinobl e conque r- sera desrou pez li faulx empere or de Consta ntinobl e'. Et
roient " . quant li marqui s et
li autre baron oyrent et virent les lettres ainxi entailli
2) Geoffro y de Villeha rdouin parla invece di una colonn es, si s'accor derent
a en mi la ville tout et dirent que, puisqu e ceste prophe sie estoit escript
auques , cio nella piazza di Xerolo phos, dalla quale fu e en cel pillier, car
precipi tato Alessio il estoit raison que elle fust ores acomp lie par cestui faulx
V Murzuf lo, su cui sarebb ero state rappre sentate delle empere or qui
ymage s de mainte s ainsi faussem ent avoit moudr i son seigneu r. Et lors
manier es ovrees el marbre ; et entre celes ymages si en firent monter celui
avoit une qui ere Morchu fle sus le pillier, et puis le desrou perren t aval;
et murut en tel
manier e 17
A questo propos ito merita [di] sofferm ar(si) * un momen
10 to su una di
Cfr. CH. DIEHL, De quelque s croyances byzanti nes sur la fin queste cosidd ette profezi e. L'autor e dei Patria ricorda
ple, Byzantinische Zeitschrift, 30 (1929/30), pp . 192196; de Constantino- in un punto che nel
Forum Consta ntini esistev ano, poste su colonn e, delle
Ideas, cit., pp. 493-494; MANGO, The Legend, cit., pp. 72-73. VASILIEV, Medieval compo sizioni figura-
11
Ed. TH. PREGER, Scriptores Originu m Constan tinopoli tanarum
1907, pp. 176, 11-12; 178, 1516; 191, 14-15; 206, 15-16, ecc. , II, Lipsiae
12
Ibid., pp. 191, 19 e 206, 16-17. * sofferm arci A
13
. ~IEHL, De quelques croyances, cit., pp. 195-196; GRUNDM
tten, clt., p. 86, n. l; A. CARILE, La cronach istica vene ziana
ANN, Die Papstprophe-
(secoli XIII-XV I) di 15
Geoffroy de Villehardouin, La conquet e de Constantinople,
fronte alla spartizi one della Romani a nel 1204, Firenze 1968, ed. E. FARAL, Pa-
The Legend, cit., p . 173. p. 178, n. 8; MANGO, ris 1938-1939 (= Classiques de l'histoir e de France au rnoyen
ge>>, 19), II, pp.
" Robert de Clari, La conqut e de Constantinople, ed. Ph. 116-117.
(= Classiques franais du moyen age , 40), pp. 8689
LAUER, Paris 1924 16
Gunthe r de Pairis, Historia Constan tinopoli tana, ed. P. RIANT,
e 104; A. M. NADA PATRONE, Exuviae sacrae
Roberto di Clari. La conquis ta di Costant inopoli (1198-12 constan tinopoli tanae, I, Genevae 1877, p. 112 e in PL 212,
16}, Genova 1972 pp. 17 Chroniq ue
249 BC.
221-222 e 225226. de More, ed. J. LoNGNON, Paris 1911, p. 18 ( = T Xpov"cv
' Mopw, ed. P. KALONAROS, Athenai 1940, pp. 38-39, 'toii
vv. 875 sgg.).
10 _ _ ::c_
II_ . _ceLA TRAD IZION E CRISTIANA
Il. LA TRAD IZION E CRIST IANA 11
tive (uv<r-tEt-Lcina. ivl,cpoa.) che narra vano
le storie di ci che avve rr della Si noti che sia l'ano nimo dei Patri a, sia
citt alla fine, opera di Apol lonia di Nicet a Chon iates, pong ono il
Tiana , <<Chiamato a quest o scopo presu nto simu lacro di Apol lonia nell'I
da Costa ntino il Gran de, e che su di ppod romo , e che nelle due fonti
esse il legge ndari o mago aveva appa re di bronz o, anch e se nel prim
inciso <<i nomi degli impe rator i sino alla o si parla di stele , nel secon do
fine del secol o 18 In un altro invec e di un'aq uila ad ali spieg ate. Molt
punto invec e ricor da che lo stess o Apol o proba bilme nte si tratta di due
lonia di Tiana avev a eleva to anche monu ment i diver si, l'uno a form a di stele
delle stele di bronz o nell'I ppod romo , su nell'I ppod romo , l'altro a form a
cui erano iscrit te <<tutte le storie d'aqu ila in un altro punto della citt, attrib
degli ultim i giorn i e delle cose futur e 19 uiti ambe due al famo so mago
Ora, a parte il fatto
nia visse nella secon da met del secol o che Apollo- e riferi ti al porte nto dei serpe nti. Non
I, ment re l'imp erato re Costa ntino diffic ile indov inare a quale
nella prim a met del secol o IV, ci che monu ment o dell'I ppod romo i Bizan tini
appa re veram ente curio so che allud esser o. Si tratta certo della
l'ano nimo dei Patri a aveva trasc ritto, cosid detta <<colonna serpe ntina (oggi
alcun e pagin e prim a, dalla Stori a in turco : Bur ma sutun , cio CO
roma na di Esich io Illust re di Milet o, lonna tronc a, perch non ne riman e
vissu to nel secol o VI, una legge nda che la parte inferi ore, poco pi d~
tutta diver sa sullo stess o Apol lonia . Esich cinqu e su otto metr i del monu ment o origin
io [avev a] racco nta[to ] che al ario), form ata da tre serpe nti
temp o del mitic o Byze s, presu nto fonda avvil uppa ti che un temp o soste neva no
tore della colon ia mega rese di con le loro teste un trepp iede d'oro
Bisan zio (seco lo VII av. Cr.), la citt venn con un vaso pure d'oro 22 Era un dono
e invas a da serpe nti e che il dio votiv o che gli Ateni esi aveva no
Nettu no li distru sse serve ndos i delle cicog fatto al temp io di Delfi nel 478 av. Cr.
ne. Ques te cicog ne per aveva - a ricor do e a ringr aziam ento della
no inqui nato le acqu e delle cister ne, perch vitto ria ripor tata sui Persi ani a Plate a
in ques te aveva no getta to i e a Salam ina. Costa ntino l'avev a
serpe nti uccis i. Allor a Apol lonia di Tiana fatta trasp ortar e a Costa ntino poli per adorn
avreb be scolp ito un grupp o di are l'Ipp odrom o, benc h fosse
tre cicog ne che si guard avan o [l'una . gi priva a quel temp o sia del trepp iede,
verso l'altra ] e ques to simu lacro sia del vaso d'oro . Ora, ~ not~
avreb be tenut o lonta no serpe nti e cicog 20 che alla base di tale monu ment o figur
ne ava un'isc rizion e in carat ten greci
Verso il secol o XII ques ta stess a legge arcai ci in cui erano ricor date le trent
nda prend e una nuov a forma : i uno citt confe derat e che aveva no
Bizan tini non aveva no meno fanta sia dei preso parte alla lotta contr o i Persi ani,
loro proge nitor i, gli Ellen i, che iscriz ione oggi in parte oblit erata
plasm avan o e ripla smav ano conti nuam dal temp o 23 Il monu ment o, riten uto
ente i loro miti! Lo storic o Nicet a certo molt o miste rioso per ~a su~
Chon iates, vissu to verso la fine del secol form a - e rimas e tale fino alla met del
o XII (t 1213), racco ntava , verso secol o XIX, quan do deglt scavi
la fine della sua Storia , che il famo so rivela rono l'iscr izion e -, eccit la fanta
mago Apol lonia di Tiana - non si sia degli astr ologi delle statu e, i
quali inven taron o la legge nda con varia
dice quan do - liber la citt di Bisan zio
dai serpe nti che l'avev ano invas a, zioni dei s~rpenti _e la libera~i?
costr uend o un'aq uila di bronz o ad ali spieg ne da essi da parte di un mago rimas to
ate che tenev a un serpe nte con famo so negli anna li della grecl ta.
i suoi artigl i e pone ndola su una colon Ma la stori a della libera zione dai serpe
na nell'I ppod romo . Pare che que- nti non dove va finire qui, anch e
st'aqu ila, che recav a incis i sulle ali i dodic perch essa era tropp o paga na, tropp o
i segni delle ore, funzi onass e poco Cos tantin iana , cos da esser
anch e come orolo gio solar e 21 credu ta e accet tata dai pii Bizan tini.
Quan do si sia form ata la nuov a
legge nda, ques ta volta cristi anizz ata,
diffic ile dire, ma certo prim a del
secol o XV. La cosa curio sa poi che essa
ci viene trasm essa da una fonte
slavo -russ a, cio nella parte proem iale
18
del Racc onto di Costa ntino poli di
PREGER, Scriptores, cit., p. 206, 14-20. Nesto re lskin der. Ecco quan to egli scrive
19
Jbid., p . 191, 13-22. :
20 " Quan do il luogo (in cui dove va sorge re
Ibid., I, Lipsiae 1901, pp . IO, 7-11, 5: cfr. la nuov a ~isan~io, ci? C?sta n- tav. l
B 270, 14-17. Semb ra che tale gruppo marm FHG IV 150-151 e F Gr Hist 390, III tinop oli) fu pront o, l'imp erato re riun i
poten ti, gli alti funz1 0nan ed L mae-
Strategion, cfr. JANIN, Constantinople, cit., oreo si trovasse nel quart iere dello stri; essi incom incia rono a proge ttare
le mura , le apertu~e, le ~orte del_l~
leggende di Apollonia di Tiana cfr. W. L. DULI pp . 104-105 e 405. Su quest a e altre citt e ordin di misu rare il luogo sotto
des anima ux nuisib les assure par Apall anius RE, Protection perma nente cantre lati di sette verst e in modo che tutta la tre ango latur e, di tr~cc1are tu~u .1
citt si trova sse tra 1 due ~an_: Il
11volution de san mythe , Byzantinische Zeitscde Tyane dans Byzan ce et Antioche. Mar Nero e il Mar Bian co ( = Mar di Marm
ara). E un serpe nte uscit o 1m
colarmente 252-262, con rinvio ad altre fonti hrift, 63 (1970), pp. 247-277 e parti
Credeno, ecc.). Inoltre, pi in generale, bizantine (Malala, Chron . Pasch.,
su
Apollonia di Tiana come fonte storica, Acm di lui cfr. F. GRosso, La vita di
e,
21
Nicet. Choniat. Hist., ree. l. A. van DIETEN, 7 (1954), pp. 333-532. 22 Cfr. JANIN, Canst antina ple,
cit., pp. 191-192; S. EYICE, Jstanbul, Petit
(CFHB 11/1), p. 651, 32-57. Forse esisteva un I, Berolini et Novi Eboraci 1975 travers les manu ments byzan tins et tures, guide
dromo, ma sulla collina detta 'AE"<6~ (=Aq monu ment o del genere non nell'Ippo- Istanb ul 1955, pp. 31-32.
lJ Cfr. H. SwoaoDA, Epigr
aphisch-histarische Beitriige. II. Die Jnsc~n .
pp. 306 e 490. Cfr. pure DuutlRE, Prote ctionuila), cfr. JANIN, Canstantinople, cit., Schlangensiiule van Kanst antin opel, Arch ft. der
perma nente , cit., pp . 263-264. aeologisch-Epigraphische Mittherlun
gen aus Oesterreich-Ungarn, 20 (1897), pp.
130-150.
12 Il. LA TRADIZ IONE CRISTIA!I/1\
II. LA TRADIZ IONE CRISTIA NA 13
provvi sament e dalla tana, strisci attrave rso il luogo
dall'alt o un'aqu ila piomb gi per afferra re il serpen te (design ato). Subito serpen te 27 , che invece il tema central e della leggen da
e ritorn verso l'al-
to: il serpen te allora cominc i a stringe rsi intorno all'aqui riporta ta da Nesto-
re. Qui ci troviam o di fronte a una leggen da che
tutto il popolo guarda vano l'aquila e il serpent e. L'aquil la. L'impe ratore e nello stesso tempo
vista per molto tempo, (poi) riappar ve voland o verso il a scompa rve dalla <tpulogo (un aivoc; di tipo esiodeo : la lotta dello sparvie
ro e dell'usi gnolo) c
basso e cadde con il che, a nostro avviso, trae le sue origini dalle preced enti
serpen te nello stesso luogo, vinta dal serpen te. La gente, leggen de sulla lotta
serpen te e raccols e l'aquila . L'impe ratore venne preso accorsa , uccise il
da grande spaven to, dei Bizanti ni contro i serpen ti che avevan o invaso la
riun i dotti ed i saggi e raccon t loro il segno (avuto) . citt.
Dopo aver medita to Si aggiun ga che nelle fonti riguard anti la fondaz ione, o
dissero all'imp eratore : 'Questo luogo sar chiama to "dei meglio , il restau-
ro dell'an tica Bisanz io e la fondaz ione di Costan tinopol
famoso e si ingran dir in tutto il mondo pi delle altre sette colli", sar i da parte di Costan -
trova tra due mari, sar battuto dalle onde marine e sarcitt; ma poich si tino Magno , sopratt utto nelle fonti bizanti ne pi
28
recenti , si trova una
la il simbol o del Cristia nesimo , il serpen te il simbol sconvo lto. L'aqui-
o del male, e poich
il serpen te ha ucciso l'aquila , cos il male trionfe r sul
Cristia nesimo . E
poich i cristian i hanno ucciso il serpen te e raccolt o l'aquila
tempo il Cristia nesimo sconfig ger di nuovo il male, conqui , dopo un po' di Panorm . gr. I.E.8, sec. XVI (cfr. DANEU LATTANZI, Il codice
... , (cfr. nota seguente),
sette colli e in essa domin er'. Il grande Costan tino ster la citt dei
pp. 35 ssg.).
malgra do coman d di trascriv ere le loro parole 24
si turb molto, ci Mare. gr. VII 3 (= 546), sec. XVI, fase. l, ff. 1-8;' fase. 2, ff. 10-22;
' '
fase. 3, ff . 23 ' -3 s',
fase. 4, ff. 47' -49' (doublet del Panorm.).
Mare. gr. IV 34 ( = 1382), sec. XVI.
Se tutta la parte proemi ale del Raccon to di Nestor e arieggi Mare. gr. IV 38 ( = 1365), sec. XVI.
a da vicino
quanto detto gi nei Patria, non si trova per in essi Mare. Ital. Xl 6 ( = 7222), sec. XVI, ff. 69 ,-98 , bis, con traduziO . . .
la leggen da della ne Itahana .
lotta tra l'aquila e il serpent e; n serve, a nostro avviso, Mare. gr. XI 32 ( = 1143), sec. XVI.
citare a propos ito Taurin. B.V. 27, sec. XV (?).
tav. 2 di questa leggen da gli Oracul a e le figuraz ioni simbol iche
attribu iti all'imp e- Paris. suppl. gr. 82, a. 1617.
ratore Leone il Saggio - cio gli Orac. I e Il e le figg. B. LAOURDAS, '0 MapxLav xw&s -roii TEwpyLO , _ , , ,
l e 2, in cui sono v K.ov-rta XaL ol :n:Epl Kprfr'Y] XPT/Cf.J.OL,
raffigu rati appunt o separa tament e un serpen te e un'aqu Kp'Y]-c~x. XpovLxci., 5 (1951), pp. 231-245.
ila - o il tardo . .
comme ntatore degli Oracul a (France sco Patrio Dalma B. KNis, Les Oracles di Lon le Sage d'aprs un livre
ta?) 25 , perch se d'Oracles byzantzn~ zllustrs
vero che l'Orac. I parla di un serpen te che avrebb e scosso rcemm ent dcouvert, 'AcpLpw~a a-ci} ~-v{j~'YJ -coii Ma.vovi}. TpLa.v-ca.c
profon damen te pv..LO'IJ, Thes-
la citt imperi ale e nell'Or ac. Il del signo re dei volatili saloniki 1960, pp. 155-188.
, cio dell'aqu ila, A. D. KOMINIS, llapa-rrypf}aEL El -ro XPT/Cf.J.OV, Awv-ro, _ _ . t
che verr meno quando la stella del giorno avr raggiun -rov l:oqJo_v, E1tE-cTJ~ <;
to il punto media- 'E-tct.LpEla.<; Bvt;av-.:wwv :E1tovliwv, 30 (1960-61), pp. 398-412 (recens
no del cielo 26 , pur vero che non si parla di una wne a Knos,
lotta tra l'aquila e il v.s.). -"
A. MARKOPOULOS, "Eva XELpoypaqJO a:n: T f.J.E.EVLX CT~ {JL{J.LOVT h R l d -
/XT/ Jo n Y an S TOV
M6.v-raEa-rEp (1Jiwoo-t.wp6~w, Mwv a-r' o l:oqJ6),
Mv{j~wv, 5 (1975), pp. 35:4~.
(Sulle profezie attribui te a Leone il Saggio, cfr. anche A.
24
NESTORE ISKINDER, Povest' o Car' grade, ed. archim. LEONJD, ses grecques de l'Apocalypse l'poque turque (1453-1821). AR?YRIO~, Les ~xe~e
des courant s idologiques au sein du peuple grec asserv1, The~s~l _ ~une hzsto1r~
in Pamiatn iki Esquzsse
drevnej pis' mennos ti i iskusstva, Xl, St Petersb urg 1886,
Emanue la Folco).
pp. 2-3 (trad. ital. di
reia Makedonikon Spoudo n, Seira Philologike kai Theolog omkz 1982 (Hetai-
zke, ~-5), PP.
25
Cos, ad esempio, I. DUJCEV, La conque te turque et la prise 27 Malgrad o
il rinvio di Dujcev alle figure degli Oracula, non c e traccia1?3-348).
ple dans la littrature slave de l'poque, in Medioevo bizantin de Constantino- di una lotta tra l'aquila e il serpent e, perch i c[ue a~irnali m ess~
o-slavo, III, Roma ~en_gono rapprese~t~tl
1971, p. 424 n. 4. separat amente : cfr. A. DAN EU LATTANZI, Il codice deg/1 _Oracolz
26 ~~ Leon~ della_Bz~lw
Orac. Leon. I-II, PG 107, 1129 AB e 1129 C-1132 A. teca Naziona le di Palermo, in Atti dell'VII I Congresso mtemaz
(Inseria mo a questo punto un prospet to, trovato manosc ritto zonale d t Studz Bzzan-
tini Studi Bizantini e Neo-ellenici, 7 (1953), pp. 35-39 e
tra le carte dell'au- tav. ~II figg. _1-2; lo., I
tore, relativo ai codici contene nti gli Oracula Leonis (per ma~oscritti ed incunab oli miniati della Sicilia, I, Bibliote
riferimento a MANGO, The Legend, ci t., pp. 78-80) e ad alcuni tale elenco l'autore fa Roma 1965, pp. 15-16 e tav. Hl 1-2 (cod. Panorm . Ms. l.E.8,
ca Nazwna le d1 Palermo,
rimand i bibliografici:) sec. XVI); MANGO, The
Oxon. Barocc. gr. 170, a. 1577: Leonis VI Imperat oris Vaticini Legend, cit., p. 60 e tav. l figg. 1-2. Cfr. pi innanzi n. 164.
a latino sermon e . .
donata 6 /du.s Aprilae (!), 1577 (fatto fare in Creta da Frances 28 Cfr. E. GREN, Zu den
Legend en von der Grundu ng Konstantznopels, lzv_estJ-
l'ammir aglio Giacomo Foscarini); altra copia: Collection Lord co Barozzi per ja na Bulgars kija Arkheologiceski Institut . Bulletin de I'Institu
say, n' 28 (cfr. P. LAWRBNCE RosE, A Venetian Patron and Mathem Bute di Rothe- t Archolog1que
Bulgare, 16 (= Sbomik G. Kacarov, I), Sofia 1950, pp.
Sixteen th Century: Francesco Barozzi (1537-1604), Studi atician of the 151-15?; E. ~ANNl; La
Veneziani, NS l fondazione di Costant inopoli in un passo del Chron. Pasch.,
[1977), pp. 119-153 e partic. 144-145 e ISO). m Attz dell VIII
Congresso, cit., pp. 416-419 (sulla questio ne dell'oracolo a cll:i
tavv. 3-4 Mare. gr. VII 22, a. 1590 (Cronaca di Giorgio Klontza allu~e Chron._Pasch:
s). p. 517 Dind.). Gli studios i che si sono occupat i della fondazw
fr. ms. coli. Uvarov, a. 1584-1595. (J. MAURICE, Les origines de Constantinople, in Centena
ne di ~os~antmopoh
Berolin . gr. 297, sec. XVI. ire de la So~zte Natzonal~
des Antiqua ires de France, Paris 1904, pp. 281-290; Io., Numzsm
atzque constantz-
nienne, II, Paris 1911, p. 481 e sgg.; L. BR~HIER, La fondatio
n de Constantinople,
14 II. LA TRADIZIONE CRISTIANA II. LA TRADIZIONE CRISTIANA 15
leggenda in cui, se non c' traccia di una lotta tra un'aquila e un serpente, probabilmente sulla leggenda in cui figura Apollonia di Tiana, che sem-
c' per ricordo di un prodigio in cui entrano come elementi molto impor- bra esser stata imbastita la storia della lotta tra l'aquila e il serpente raccon-
tanti delle aquile 29 Queste fonti raccontano che Costantino, dopo aver scar- tata da Nestore, storia che, per altro, ha una lunghissima tradizione nel
tato le citt di Serdica (Sofia) e di Sigeo (Troia) come sedi possibili della mondo orientale 32
nuova capitale della pars Orientis>>, fiss la sua preferenza su Calcedone. Sono stati sollevati dubbi sull'autenticit della parte proemiale del Rac-
Ma qui, quando gi i lavori di restauro della citt, devastata dai Persiani in conto di Nestore e si detto che essa ha un carattere compilativo ed stata
una loro incursione, erano iniziati, tutt'ad un tratto apparvero in cielo delle aggiunta in un periodo successivo alla stesura del resoconto di Nestore 33 ;
aquile, le quali pi e pi volte strapparono dalle mani dei costruttori le (a noi pare) * che abbia invece ragione lo Unbegaun, il quale ritiene che i
funi o le pietre e le trasportarono fino su Bisanzio, !asciandole poi cadere due racconti, quello della fondazione e quello della presa della citt, formi-
ivi, indicando cos prodigiosamente la sede voluta da Dio della nuova no un sol blocco e appartengano <<de toute vidence >> allo stesso autore".
capitale (anzi, in Cedreno si dice che a interpretare il prodigio fu un certo Baster osservare qui che il legame tra i due racconti duplice : l'autore
Euphrats appartenente al seguito dell'imperatore) ' 0: Dunque, tra le non vuole infatti mostrare: l) che la citt, fondata per consiglio divinO>>, sareb-
poche leggende di cui si volle circondare, a un certo momento, la fondazio- be stata poi destinata nei secoli ad esser il fulcro della lotta del cristianesi-
ne di Costantinopoli 31 , si nota la presenza sia di aquile, sia di serpenti; ma mo contro il paganesimo, sia quello pi antico (greco-romano), sia quello
pi recente (arabo-turco); 2) che la citt, malgrado tutte le cure di Costanti-
no e dei suoi successori, perch fosse dotata ampiamente di edifici di culto
ccRevue Historique, 119 [1915], pp. 241-272; D. LATHOUD, La conscration et la e fosse posta sotto la protezione della Vergine, cos che i suoi abitanti
ddicace de Constanti11ople, chos d'Orient, 23 [1924]. pp. 289-314 e 24 [1925), pp. potessero praticare liberamente e devotamente la loro fede cristiana,
180-201; A. FROLOW, La ddicace de Constantinople dans la tradition byzantine,
Revue de l'Histoire des Religions, 127 [1944]. pp. 61-127; G. DAGRON, Naissance caduta in mano degli infedeli, in quanto si era allontanata dalla religione e
d'une capitale. Constantinople et ses institutions de 330 451, Paris 1974, pp. 29 e aveva trasgredito le leggi divine. Si noti infine che esiste un terzo legame
sgg.) o anche della leggenda di Costantino Magno (V. BURCH, Myth and Constanti- tra i due racconti: l dove viene data l'interpretazione escatologica della
ne the Great, London 1927; E. GERLAND, Konstantin der Grosse in Geschichte und leggenda dell'aquila e del serpente si fa riferimento, senza alcun dubbio, a
Sage, Athen 1937), hanno dedicato ben poco spazio all'analisi delle leggende
riportate dalle fonti, poich la loro attenzione era concentrata tutta o quasi sui
motivi politici che presiedettero alla scelta della nuova capitale orientale. Anche
l'a rticolo di A. KIRPTSCHNIKOW, Bine volkstii.mpliche Kaiserchronik, Byzantini- * ma credo A
sche Zeitschrift, l (1892), pp. 309 sgg., che si occupa di una cronaca assai tarda,
del 1572, attribuita a Damasceno Studita, metropolita di Naupatto e di Arta, non p. 23, 2 sgg. De Boor; Anast. Chron. trip., p. 84, 15 sgg. De Boor; Georg. Monach.
contiene alcunch di nuovo rispetto alle fonti bizantine pi antiche circa il Chron. , II, p. 499, 8 sgg. De Boor, ecc. In Zosim. Hist. nova, ed. L. MENDELSSOHN,
dilemma della scelta fra Troade, Calcedone e Bisanzio. Lipsiae 1887, p. 87 invece si parla del trasferimento da Troia a Bisanzio come di un
29
Cfr. Georg. Cedren. Synops. histor., I, pp. 495, 22-496 Bonn; Ioann. Zonar. mutamento di pensiero di Costantino, ma poco pi avanti, pp. 93-95, cita un
Epit. hist., XIII 3, III, p. 13, 14 sgg. Btittner-Wobst; Const. Manass. Brev. hist., V, p. XPlJ<T!J.O<, della Sibili a Eritrea, su cui si veda la nota dell'editore, p. 93, lin. 8 app. cri t.
2341 sgg. ; Mich. Glyc. Chron., pp. 248-249 Bonn. Per la Cronaca dello ps.-Simeone E per l'oracolo, a cui si accenna in queste fonti, cfr. Anthol. Palat., XIV 115.
32
inedita cfr. le indicazioni del p. Halkin, Une nouvelle Vie ..., pp. 83 nn. 23 e 84 n. l; gi presente nel mito assiro-babilonese di Etana, cfr. G. FURLANI, Poemetti
Le rgne ... , pp. 17-21 (cfr. nota seguente). mitologici babilonesi e assiri, Firenze 1954, pp. 5 e 63 sgg.; G. RINALDI, Storia
30
Sulla leggenda di Euphratas, architetto e consigliere di Costantino, cfr. ora della letteratura della antica Mesopotamia, Milano 1957, pp. 135-137; G. FURLANI,
F. HALKIN, Une nouvelle Vie de Constantin dans un lgendier de Patmos, Analec- La civilt babilonese e assira, Roma 1929, pp. 201-202; S. H . LANGDON, The Legend
ta Bollandiana>>, 77 (1959), pp. 83-84; lo., L'empereur Constantin converti par of Etana and the Eagle, <<Babiloniaca, 12 (1931), pp. 1-56; J. B. PRITCHARD, Ancient
Euphratas, ibid., 78 (1960), pp. 3-17; Io., Le rgne de Co11stantin d'aprs la Chroni Near Eastern Texts relating to the Old Testament, Princeton 3 1969, pp. 114118. Il
que indite du psudo-Symon, Byzantion, 29-30 (1959-60) = Mlanges Ciro Gial1- tema dell'aquila e del serpente si ritrova anche nella letteratura greca, cfr. F. R.
nelli, pp. 7-27. Ma su Euphratas e la leggenda di Costantino profeta si veda pi ADRADOS, El tema del aguila de la epica acadia a Esquilo, Emerita, 32 (1964), pp.
innanzi. 267-282; ed probabile che sia stato gi utilizzato in qualche altra leggenda di
31
Nelle altre fonti riguardanti la fondazione di Costantinopoli, se non si parla fondazione di citt antica.
del prodigio delle aquile, si lascia per intendere che la scelta della citt avvenne 33
Cos afferma, ma senza alcuna prova, N. A. SMIRNOV, lstoriceskoe znacenie
per volere di Dio: cfr. Sozom. Hist. ecci., 3, l (edd. l. BIDEZ- G. C. HANSEN, GCS 50, russkoj 'Povesti' Nestora Iskindera o vzjatii Turkami Konstantinopolja v 1453,
Berlin 1960), pp. 51-53; Evagr. Hist. ecci., III 41 (PC 86 II, 2684 CD); Philostorg. Vizantijski Vremennik, 7 (1953), pp. 50-71 e particolarmente 55 sgg.
Hist. ecc/., II 9 (ed. J. BIDEZ, GCS 21, Leipzig 1913), pp. 20-22; Theod . Anagn. Hist. 34
B. UNBEGAUN, Les relations vieux-russes de la prise de Constantinop/e, Re-
trip., l, Epit. 27 (ed. G. C. HANSEN, GCS 54, Berlin 1971), pp. 13-14; Chron. Pasch., vue des tudes Slaves>>, 9, 12 (1929), p . 14 e in Selected Papers on Russian and
pp. 527-528 Bonn; Ioann. Malal. Chron., XIII, pp. 319-320 Bonn; Theoph. Chron., Slavonic Philology, Oxford 1969, p. 2.
16 II. LA TRADIZIONE CRISTIAN A Il. LA TRADiZIONE CRISTIANA 17

passi della Visio Danielis e dell'Apocalypsis Methodii 35, testi apocalittici Joachim autem abbas meo iudicio Constantinop olis iacturam in Papalista
che tornano poi nel corpo del Racconto (sulla) * caduta dell~ citta. denuntiat, cum dicit: 'Vae tibi, Septicollis, manibus truncatis, quasi auxilio
destitutam': Septicollis autem Graeci 1t't'cH.oq>ov vocant.
Prima per di affrontare questo problema, dobbiamo liberarci ancora
di due altre pseudo-profezie a cui accenna soprattutto Leonardo di Chio. Lasciamo un momento da parte le allusioni alle predizioni di Norse-
Dopo essersela presa con i Bizantini che avrebbero fatto un'unione non nus, vir sanctus e della cosiddetta Sibilla Eritrea, su cui ritorneremo pi
vera, sed ficta nel Concilio di Firenze (1439) e dopo aver affermato che la innanzi, e fermiamo la nostra attenzione sulle altre due allusioni, cio a)
catastrofe di Costantinopoli stata la conseguenza del loro atteggiamento all'<<execratio attribuita qui al papa Nicol I e b) al vaticinio attribuito a
contrario alla Sede di Roma, (Leonardo) fa loro carico di non aver ascolta- Gioacchino abate, cio a Gioacchino da Fiore. Pu sembrare curioso, ma
to quanto era stato predetto dai profeti 36 : l'<<execratio che ha inizio <<Vergentis in senium non del papa Nicol I-
come del resto avevo gi segnalato 37 - , bens del papa Innocenzo III. In
<<Idcirco non mirum si in poenam tanti criminis insperata mox tempe-
stas invaluit, quam Spiritu Sancto docti quoque a multis annis futuram realt di questo papa abbiamo due lettere con inizio molto simile, una del 5
esse praedixerunt. Sane ut beatissimi patris Nicolai primi, summi ponti gennaio 1199, inviata al vescovo di Siracusa (Lorenzo, 1189-1201), che inizia :
ficis, execrationem in pravos Graecos per illud: 'Vergentis in senium saecu- Vergente iam in senium saeculo, l'altra inviata al clero, ai consoli e al
li corruptelam' etc., praetermittamus ... (ricorda a questo punto la "tabula" popolo di Viterbo, del 25 marzo 1199, che inizia esattamente come quella a
dipinta attribuita a Leone il S aggio) ... Norsenus perinde, vir sanctus, sagit- cui allude Leonardo: <<Vergentis in senium saeculi corruptelam 38 Ma n
tariam gentem contra Constantinopolium futuram, cuius portum inclitum
caperet exterminandosque Graecos saeculis multis ante praedixit. Eri nell'una n nell'altra lettera - e la seconda addirittura una decretale- c'
threae autem nostrae de Graecorum iactura vaticinium legentibus patet. traccia di profezia o di visione profetica. Come ora ben chiaro, dopo gli
studi di Hageneder e di Maccarrone 39, le due lettere fanno riferimento agli
eretici e in particolare ai fautori dell'eresia catara (o patarinica) diffusasi
da Viterbo ad Orvieto ad opera di un certo Pietro Lombardo - da non
* della A confondere con l'omonimo maestro, di teologia -, detto nelle fonti <<doc
35
tor Manicheorum, che sfrutt la situazione politica della citt colpita dal
La frase poich si trova tra due mari, sar battuto dalle onde marine e sar l'interdetto papale in sostegno della dura politica temporale di Innocenzo
sconvolto deriva da Vis. Dan. gr., p. 41, 8 sgg. (ed. A. A. VAS!LIEV, Anecdota graeco III. Si tratta, in sostanza, di una condanna di ogni tipo di eresia e di tutti
byzantina, Moskva 1893) e Vis. Dan. gr. A, p. 46, 20 sgg. Vasiliev = p. 138, 7 sgg. (ed.
V. M. lSTRIN, Otkrovenie Mefodija Pawrskago i apokrificeskija videnija Daniila i coloro che in qualche modo la favoriscono.
vizantijskoj i slavianorusskoj literaturach, tenia v Imperatorskomi Obsestvi Isto Quanto all'altra profezia, chiaro che Leonardo si riferisce ai ben noti
rii i Drevnosteij Rossijskich pri Movskovskomi Universitety, 1898, l, II) = p. 140, 2 Vaticinia de papis ( = Papalista) attribuiti a Gioacchino da Fiore e ad Ansel-
(ed. H. SCHMOLDT, Die Schrift 'Vom jungen Daniel' und 'Daniels letzte Vision' Herau- mo Marsicana, come abbiamo gi segnalato; [ma] quello (per) che si legge
sgabe und Interpretation z.weier apokalyptischer Texte, Diss. Hamburg 1972). L'al-
tra frase: <<il cristianesimo sconfigger di nuovo il male, conquister la citt dei in tale raccolta (Vaticin. XXV: <<Vae tibi, civitas septem collis, l quando K
sette colli e in essa dominer , a sua volta, il succo della fabula de rege mendico littera laudabiliter in moenibus tuis l tunc appropinquabit, casus et de-
raccontata sia nella Vis. Dan. gr. B, p. 45, 18 sgg. Vasiliev =p. 137, 10 sgg. Istrin, s tructio l tuo rum potentum etc.) non che la traduzione latina dell'Orac.
sia, in modo un po' diverso, nell'Apoc. Meth gr. A., p. 40, l sgg. Istrin (ed. cit., in X famoso, attribuito a Leone il Saggio, e non reca lo stesso testo citato da
<< Ctenia v Imperatorskomi .. ., 1897, 4, I).
36
Poich il testo dato nelle edizioni del Dethier e in PG 159 molto manchevo-
le dal punto di vista critico, diamo qui un'edizione del passo (Epistola ... ad
Nicolaum papam, 4, gi cit., cfr. n. 8) sulla base dei migliori manoscritti 37
PERTUSI, La caduta, cit., l, p. 392.
MTVRAZ, gi usati per la nostra edizione del testo di Leonardo (cfr. PERTUSI, La 38
PL 214, 471472 = 0 . HAGENEDER- A. HAIDACHER, Die R egister In nocenz.' III. l.
caduta, cit., p. 121). Segnaliano le principali varianti : non mirum] nimirum Z Pontifikatsjahr, 1198/ 99, Texte, Graz.Koln 1964, pp. 743-744; PL 214, 537-539, Corpus
mox] mos R quam Spiritu Sancto] Spiritui Sancto Z futuram] um Z sane] Iuris Canonici, ed. E. FRIEDBERG, vol. Il, pp. 782-783.
sante R patris] p. A Nicolai M Migne: N. TVRZ, ceti. edd. nostri A summi 39
O. HAGENEDER, Studien zur Decretale 'Vergentis' (X, V, 7, 10). Ein Beitrag zur
Migne: s. codd. edd. vergentis] urgentis Migne curruptelam W(olfenb. 245) epist. Hiireteikergesetzgebung Innocenz' III, Zeitschrift der Savigny-Stiftung fiir Re
Innocent.: -la cett. codd. edd. Norsenus] Horsenus M Norserius Z Morsenus W chtsgeschichte. Kanonistische Abteilung, 49 (1963), pp. 138173 ; M. MACCARRONE,
edd. futuram] venturam Migne autem] etiam Migne legentibus] de gentibus R Studi su Innocenza III, Padova 1972 (<<Italia Sacra, 17), pp. 30-40; O. CAPITANI,
dum] cum edd. vae] vhe T veh Z manibus] moenibus Lonic. Belgran. destitu- Legislazione antiereticale e strumento di costruzione politica nelle decisioni nor-
tam] la Migne rc'tciocpov TR: trc'tciacpov M Erc'ta~ov\lo\1 Migne trc'tci~oU\Iov Dethier mative di Innocenza /Il, <<Bollettino della Societ di Studi Valdesi, 140 (1976),
om. AVWZ Lonic. Belgran. pp. 31-53, e altra bibliografia qui citata.
18 Il. LA TRADIZIONE CRISTIANA _ __ _ __ _ __ _ 1-'"1'--._cL:.:.Ac_c_T:_c:R_::A.:_:D::_:ciZIOt-.i E CRISTIANA 19
Leonardo 40 E pur vero che esso si avvicina a quello stesso vaticinio che Sibillini, giudeo-cristiani, composti in epoche diverse e successivamente
ricordato anche da Isidoro di Kiev, ma quest'ultimo, come vedremo 41 , si interpolati, che ebbero un ruolo fondamentale nella formazione delle pi
appella piuttosto alla profezia dello pseudo-Daniele. Per il momento rima- tarde profezie cristiane 43
ne un po' misterioso il testo iniziale del vaticinio citato da Leonardo. necessario partire proprio dai Libri Sibillini per comprendere meglio
la struttura e il contenuto delle profezie successive. E, come giusto,
bisogna fermare la nostra attenzione, innanzi tutto, sulla cosiddetta Sibil-
B. Le profezie cristiane pi antiche la Eritrea. Abbiamo gi visto che Leonardo di Chio la ricorda expressis
verbis : Erithreae autem nostrae de Graecorum iactura vaticinium legen-
Le profezie cristiane pi antiche concernenti la sorte finale di Costanti- tibus patet. Si potrebbe pensare che Leonardo alluda al libro VIII,
nopoli e del mondo traggono la loro origine o ispirazione, come modello, conosciuto gi da Eusebio (Oratio ad coetum sanctorum, 18) e da s.
sia dall'Apocalisse canonica di san Giovanni, sia da Apocalissi pseudo-epi- Agostino (de civ. Dei, 18, 23) come libro della Sibilla Eritrea, mentre, ad
grafe attribuite a profeti dell'A.T. o ad Apostoli, sia da Vite agiografiche in esempio, Lattanzio (Divin. lnst., VII 19, 9; 20, 2; VII 24, 12 ecc.) chiama
cui si trovano inserite delle visioni (Visio Macarii, s . IV; Visio Anastasiae, -libro dell'Eritrea il III. In effetti il libro VIII- come noto, estremamente
s. IV; Vita Danielis Stylitae , s. V; Vita Eutychii, s. VI; Visio Diadochi composito - presenta in alcuni punti un tono fortemente antiromano
42
Photicensis , s. VI; ecc.) (soprattutto ai vv. l-49 e 73-130), oltre che contenere brani semi-storici ed
(Oltre) A questi testi pi o meno apocalittici, ma di natura spesso molto escatologici. Tra quelli escatologici il pi noto quello che appare in
diversa, dobbiamo aggiunger(ne altri)*, come il Corpus degli Oracoli un'antica traduzione latina in s. Agostino (cfr. Orac. Sibyll., VIII
217-243 = August. de civ. Dei, XVIII 23, 1-27) "". Tuttavia n questo n altri
* aggiungere altri testi A passi del libro VIII hanno un significato particolarmente anti-imperiale e
men che meno contengono un vaticinio de Graecorum iactura. Non
4 Cfr.
n. 7. La raccolta, conosciuta anche sotto il titolo : Liber de surnmis ponri- possibile nemmeno che si tratti di un'altra traduzione medievale del libro
ficibus 0 Vaticinia circa apostolicos viros et ecclesiam romanam, pi~olte rista~ VIII, come il cosiddetto Seculare Sybyllinum, versione letterale verbum
pata a partire dall'ed. pr. del 1484 circa (cfr. H. GRUNDMANN, Studterz uber Joachun
von Fiore Stuttgart 1966, pp. 196-198), ovviamente non ha nulla a che vedere con le de verbo anteriore al secolo IX, o dei Versus Sybille, un centone tratto in
opere autentiche di Gioacchino da _Fiore. Anche il codice di Mo~reale (cfr. DANEU parte dal libro VIII, anteriore all'anno 719 45 : n l'una n l'altra di queste
LATTANZI, I Vaticinia pontificum', c1t., p. 788) reca la segue~te lez10ne ~el te_sto : <<V? due traduzioni qualificata come Sibilla Eritrea, n si trova in esse il
tibi civitas septicollis, quin (leg. quando) K !iter~ laudab1hter (leg. _-bJtur) '.n n:'cm- vaticinium di cui parla Leonardo. Egli allude ad un altro testo medieva- l
l
bus tuis. Tunc apropinquabit casus et destJuctJo tuorum potencmm et mdtcan- le, piuttosto tardo, cio al Vaticinium Sibille Erithee (sic), che ci giunto
tium in usticiam ... . nella sua forma pi estesa nella traduzione latina attribuita all'ammira-
1
' Cfr. p. 126 e n. 280. . . . . .
42 Tra gli apocrifi vetere-testamentari d carattere apocah~tJco-s~onco nc?rd.la- glio Eugenio di Palermo (s. XII) 46 proprio in questo Vaticinium, cono-
mo, al di fuori degli Oracoli Sibillini, !'Apocalypsis Esdrae m vane recensiOni e sciuto anche come Vasilographus o Basilographus, che si legge un chiaro
particolarmente quella siriaca (ed. J.-B. CHABOT, L'Apocalypse d'Esdras touchant
le Royaume des Arabes, <<Revue Smitique, 2 [1894]. pp. 242-250 e 333-3~), l'Apo-
calypsis Eliae, specialmente nella recensione copta (ed. G. STEINDORFF: Dze Apo~~
43
lypse des Elias, Leipzig 1899 [Texte und Untersuchungen, 17, 3], 1Ap?calypsts Ed. A. KURFESS, Sibyllinische Weissagurzgen, Ni:irdlingen 1951, con trad. ted.;
Baruch siriaca (ed. R. H. CHARLES, The Apocalypse of Baruch. Translatton Early trad. ital. dei lib. I-II, VI-VIII di ERBETTA, Gli apocrifi, cit., III, pp. 497-525; e della
Documents, I, London 1918), 1'Apocalypsis IV Esdrae (ed. Br. V!OLET- H. GRES- Sibilla Tiburtirza, ibid., pp. 530-535(; cfr. anche A. RZACH, in RE, II A (1923), cc.
SMANN, Die Apokalypsen des Esra und des Baruch in deutscher Gestalt,_ GCS 3_2, 2117-2183, specialmente il capitolo Sibyllinische Prophetie spaterer Zeit, cc.
Berlin 1924 su cui cfr. DENIS, Irztroduction, cit., pp. 91-96, 163-200; tra gh apocnfi 2169-2181).
neo-testam~ntari di particolare interesse, perch storico-apocalittici, l'Apocalypsis 44
Cfr. KURFESS, Sibyllinische Weissagungen, ct., pp. 170.182 e 342-343.
Thomae del sec. V, I'Apocalypsis S. Ioannis Theologi del sec. V-VI e I'Evangelium 45
Ed. B. BISCHOFF, Die lateinischen Vbe rse tzungen und Bearbeiturzgen aus den
XII Apostolorum del sec. VIII, su cui cfr. ERBETTA, GH apocrifi, cit., III, pp. Oracula Sibyllina, in Mlanges l. De Ghellinck, Gembloux 1951 (Museum Lessia-
387-392 4{)9-414 e 431-440. Per la Visio Macarii cfr, BHG 3 nn' 999w, 999; BHG Auct. num, Sect. Hist.>>, 13), pp. 121-147 e in Mittelalterliche Studien. Ausgewahlte
nn' 999wb_999w1; per la Visio Anastasiae, BGJt nn' 1868-1870; per la Vi~io Danielis Aufsatze zur Schriftkunde urzd Literaturgeschichte, I, Stuttgart 1966, pp. 150-171.
Stylitae, BHd n" 489 (inserita nella Vita, ed. H. DELEHAYE, Les .~amts sly_lztes, Bru;x:el- 46
Ed. O. HOLDER - EGGER, Italienische Prophetieen des 13. Jahrhurzderts . I.,
les-Paris 1923, p. 37, 16 sgg.); per la visione nella Vita Eutychtt (patr. d1 Cos\antmo- Neues Archiv der Gesellschaft fiir altere deutsche Geschichtskunde >>, 15
poli, t 582) cfr. PG 86, II, 2297 D; per la Visio Diadochi Photicensis cfr. BHG n" 2470 (1889-1890), pp. 155-173, e in una recensione pi breve e pi recente, ID., /talieni-
e Auct. n" 2470. sche Prophetieen, cit., Il, ibid., 30 (1905), pp. 328-335.
l

20 II. LA TRADIZIONE CRISTIANA --- - -... _ _ _ _ _!_!_._L:.:.A:._:T:...::R.::.A.::D:..:I~Z:.:.IO-:.:..:N.::::E~C~R~IS~T~I~A~N'."A'___ _ 21

cenno alla Graecorum iactura, in due punti, ma nell'un caso come Lasciando per un momento da parte la Visio Danielis in armeno, che
nell'altro il vaticinio ovviamente non allude alla caduta di Costantinopoli presenta senza alcun dubbio punti di contatto con la Sibilla Tiburtina
in mano turca, bens alla conquista latina del 1204 47 E cos, in effetti, assai pi che [non] con l'Apocalypsis Methodii, sia la Sibilla Tiburtina eh~
viene interpretato dai cronisti veneziani pi antichi 48 Malgrado le appa- l'Apocalypsis Methodii hanno i seguenti punti in comune:
renze, Salimbene de Adam nella sua Cronaca, in cui parla di una profezia a) ambe~~e suddividono la storia del mondo in et millenarie; [ma]
concernente la conquista latina come derivata da una Basilographya, non ment_re_ la Szbzlla Tiburtina la divide in nove millenni (da epoca imprecisa-
allude alla Sibilla Eritrea, ma come vedremo ad una Visio Danielis 49 ta, cwe dalla generazione del primo sole, fulgente, formata da uomini
Un altro testo sibillino, quello che ha avuto il maggior ruolo nella liberi e veritieri, fino all'apparizione dell'Anticristo nella generazione del
formazione delle profezie cristiane la cosiddetta Sibilla Tiburtina, il cui nono sole, tenebroso con un sol raggio), la Apocalypsis Methodii la divide
testo greco stato pubblicato recentemente 50, ma che era conosciuto (invece) in sette tempi (xp6voL) di un millennio ciascuno (da Adamo ed Eva
attraverso un(a versione latina) * della seconda met del secolo IV (c. 360 fino all'Antic:ist?, che appare 53 nel settimo settenario dei tempi>>, cio al
d. Cr.) interpolato in epoca medievale (secoli X-XI) 51 . sabato, e qumd1 alla fine del settimo millennio);
In effetti, malgrado [che] la Sibilla Tiburtina si presenti con caratteri- b) in ambedue trattano di epoche storiche, e cio la Sibilla Tiburtina
stiche diverse, esiste un certo rapporto strutturale tra la Sibilla Tiburtina, dalla nascita di Cristo, posta nel(la quarta generazione) *, fino ad Anasta-
la Visio Danielis in armeno e la cosiddetta Apocalypsis Methodii del ~io l (491-518), posto nell'(ottava generazione)**, l'Apocalypsis Methodii
VII-VIII secolo nella sua fom1a pi antica 52. mvece dalla caduta dell'impero persiano (629), alla fine del sesto millen-

*testo latino A * quarto millennio A


** ottavo millennio A
47Cfr. HOLDER- EGGER, Jtalienische Prophetieen, cit., p. 161: ceco preduce
(=Enrico Dandolo, doge dei Veneziani) hyrcum abigent, Bianciam prophana
bunt, edifcia denigrabunt, aururn eius per orbem et spolia dispergentur; virgines CJ_rac/e of Baalbek, cit., pp. 9:22); b) re~: lat. (KURFESS, Sibyl/inische Weissagungen,
humiliabuntur, optimates eius decalvabuntur, etc.; pp. 164-165: et cum pullus CI t., pp. 262-278)- Apoca/ypszs Method!!, a) ree. siriaca (cfr. M. KOMSKO, Das Riitsel
(=Alessio IV, imperatore di Bisanzio) vorabitur, corruent in Bianciam, decus et des Pseudc::-Me~hodius Byzantion>>, 6 [1931], pp. 273-296; ALEXANDER, Byzantiurn
gloriam subvertent ipsius; denigrabitur aurum, sanctum prophanabitur, flammis and the Mzgratwn, c_it., pp. 56 sg~.); ?l
ree. greca (ISTRIN, Otkrovenie, cit., Ctenia
tradentur edificia, decus femineum decalvabitur et ve resonabit undique. Nella 1~97, 4, I, pp. 5-5?, m due redazwm); c) ree. latina (SACKUR, Sibyllinische Texte,
recensione pi recente si legge invece (p. 330): et fiat Bizanie prophanatio, crt., P~ 60-96). Esrs~ono altre due recensioni latine dell'Apocalypsis Methodii pi
abigatur yrcus, virgines humilientur, aurum dispergatur, portantibus per orbem recenti, un~ pubbhcata da ISTRIN, Otkrovenie, cit., ibid., pp. 75-83 e un'altra
spolia clividentur, in predam et in derisum hominum habeantur. fortemente mterpolata pubblicata per la prima volta nei Monurnenta SS. Patrurn
48
In generale i cronisti veneziani pi antichi, a proposito della conquista orthodoxographa, I, Basileae 1555, pp. 387-389 e da ultimo nella Maxima Bibliothe-
latina del 1204, fanno riferimento al vaticinio della Sibilla Eritrea (HOLDER- EG- ca Vete:urn_ Patru._rn, III, Lugduni 1677, pp. 727-734, che non necessario tener
GER, Jta/ienische Prophetieen, cit., pp. 160-161); cos, ad esempio, Paolina da ~resentr qm per l nostri fini. Cos dicasi anche delle altre tre recensioni latine
Venezia (sec. XIV"') nella sua Chronica Venetiarum, Mario Sanudo Torsello u;terpolate ?eli~ Sibilla Tiburtina ricordate da Alexander (The Orac/e of Baa/bek,
(t 1337) nel suo Liber secreton1m fdeliwn Crucis (ed. (J.) BoKGARS, Gesta Dei per crt., P 9), dr cur ~ue soltanto pubblicate (MGH, Scriptores, XXII, pp. 375-376; c.
Francos, II, Hannoverae 1611, pp. 203-204, detto qui vaticinium Babylonicae ERD~AN~, E:zdkazsergla~be und Kreuzzugsgedanke irn 11. Jahrhundert, Zeit-
Sybillae>>) e Andrea Dandolo (t 1354) nella sua Chronica extensa (ed. E. PASTOREL schnft fur Krrchengeschrchte>>, 51 [1932], pp. 396-398; Sibyl KINDLIMANN, Die Erobe-
LO, RIS 12/1, Citt eli Castello 1938-1958, p. 279, 20-23). Si vedano i testi di Paolina rung von_ Konstantinofel als politische Forderung des Westens irn Hochrnittelal-
e del Torsello debitamente comparati in CARILE, La cronachistica, cit., pp. 178-180 te_': _Studzen zur Entwzcklung der Idee eines lateinischen Kaiserreichs in Bvzanz,
e p. 180 n. l. Per altre profezie contenute nella cronachistica veneziana provenien- Zunch 1969, pp. 146-149). Per la Visio Danielis armena, cfr. pi innanzi,' n. 57.
ti da altre fonti (ps.-Daniele, Oracu/a Leonis, iscrizione della tomba di Costantino, Secondo Komsko (Das Riitsel, cit., p. 285 sgg.) l'Apoc. Meth. syr. sarebbe stata
ccc ~ cfr. pp. 75-76 e nn. 203-204. composta ne1 pnmi_ anni ~el regno di Mu'awiya I (661-680); la versione greca
4 Cfr. pp. 67-68 e nn. 195-197. de;,e .a~er fat~o segmto subito dopo e quella latina verso la fine del secolo VII 0
50 ALEXANDER, The Oracle of Baalbek, cit., pp. 9-22. allrmz~o. ~eli V~II (cfr. Vat. Barb. lat. XIV 44, del secolo VII-VIII)(; sui testi
51 KuRFESS, Sibyllinische Weissagungen, cit., pp. 262-278, ma il paragone con il apocahttrcr attnbuiti a Metodio di Patara, cfr. ARGYRIOU , L es exegeses
, '
. grecques
testo greco parallelo pubblicato dall'Alexander, anche se non identico, ci induce crt., lP 96, 100, 103, 262, 271, 285, 348, 378 e 642). '
5
a pensare che le interpolazioni siano assai di pi di quelle indicate dal Kurfess . _La ~or;rce~ione del~a storia totale del mondo come composta da sette millen-
sulla base della precedente edizione di E. SACKUR, Sibyllinische Texte und For- m . di c~r l ultrmo cornspondente alla fine del mondo con la parusia finale di
schungen, Halle a.d.S. 1898 (rist. anast. Torino 1963), pp. 177-187. Cnsto, ~ molt~ antica, in quanto affonda le sue radici sia nelle concezioni
52 Alludo qui ai seguenti testi: Sibilla Tiburtina, a) ree. greca (ALEXANDER, The astrologrche onentali (babilonesi e iraniche), sia nella letteratura apocalittica
22 li. L!\ TRADIZIONE CR!STIA~A Il. LA TRADIZIONE CRISTIANA 23
nio, fino alle invasioni arabe del VII-VIII secolo, poste nel settimo mil- mondo in millenni, ma si ritrovano le epoche storiche (da Settimio Seve-
lennio; ro, forse, e poi pi chiaramente da Costantino I fino a Teoderico), l'avven-
c) ambedue giungono sino all'avvento dell'Anticristo , all'invio di Elia e to dell'Anticristo , il suo tentativo di corrompere il mondo e infine la
di Enoch da parte del Signore per combattere l'Anticristo, alla seconda parusia di Cristo. Si noti per che anche in alcune recensioni dell'Apoca-
parusia di Cristo e al giudizio universale; [ma] mentre la Sibilla Tiburtina lypsis Methodii (greca) come pure nelle varie recensioni della Visio Danie-
greca passa direttamente dall'apparizio ne dell'lipxwv TI}<; a1tw.da, e dalla lis greca manca la suddivisione delle et del mondo 58, ma spesso le
descrizione dei suoi portenti per ingannare gli uomini, all'invio di Elia ed Apocalypses e le Visiones iniziano con la settima generazione. Si tenga
Enoch, che vengono uccisi dall'Anticristo , e alla seconda parusia di Cristo, presente tuttavia che della Apocalypsis Methodii greca, o meglio di quella
il quale uccide l'Anticristo e giudica le nove generazioni 54, quella latina profezia che passa sotto il titolo di Apocalypsis Methodii vengono recensi-
presenta a questo punto una grossa interpolazion e, perch prima fa appa- te ben nove redazioni greche 59, di cui per solo due sono abbastanza
rire il princeps iniquitatis de tribu Dan, qui vocabitur Antichristus , che vicine alla recensione pi antica siriaca, altre due di contenuto uguale ma
fa prodigi e inganna il mondo, poi le genti ab aquilone>>, cio del nord, di in redazioni diverse, altre tre di contenuto probabilment e vicino alle
Gog e Magog, poi un rex Romanorum che combatte contro di esse, le precedenti ma inedite, due infine di contenuto completamen te diverso e
vince e va a Gerusalemme a deporre la corona e a consegnare il <<regnum non identificabili quindi con le precedenti 60
christianorum a Dio, infine l'Anticristo, che si insedia in domo Domini La parte finale dell'Apocalyp sis Methodii appare gi diffusa a Bisanzio
in Jerusalem 55 Ora, questa parte, assente nella versione greca, certo verso la fine del secolo X, perch si trova un'allusione abbastanza chiara
una interpolazion e tratta dalla Apocalypsis Methodii, perch proprio qui (ad) * essa nei Patria Constantinopo leos, l dove si parla del palazzo
che troviamo la stessa successione degli avvenimenti : apparizione dei imperiale di Bryas, sulla costa dell'Asia Minore, il cui impianto originario
popoli del nord (=Gag e Magog) che arrivano fino a Joppe, andata a potrebbe risalire agli imperatori Tiberio II e Maurizio (fine del secolo VI),
Gerusalemme del re dei Romani (ove regna per dieci anni), comparsa ma che venne rifatto in stile arabo califfale da Teofilo (prima met del
del figlio della perdizione (l'Anticristo) nato a Chorazin, allevato a secolo IX) 61 Secondo l'autore dei Patria 62 proprio in questo palazzo l'ulti-
Bethsaida e divenuto re di Caphamaum , della trib di Dan, salita del
re dei Romani sul Golgotha, dove si toglie la corona e ia depone sulla
croce, consegnando a Dio la sua ~acn.ELa, e infine insediamento dell'Anti- *di A
cristo nella casa di Dio a Gerusalemme 56 sempre nella Apocalypsis
Methodii che vengono descritti i prodigi dell'Anticristo , per ingannare gli Religions, 33 (1896), pp. 288-309 (trad. frane.); J. IssAVERDEN, The Uncanonical Wri-
uomini, la lotta di Elia ed Enoch (o di Elia, Enoch e Giovanni Evangelista) tin~{ of the Old Testament, Venice 1907, pp. 219-234 (trad. ingl.).
contro l'Anticristo allo scopo di smascherarlo e, alla fine, la parusia e il Cfr., per esempio, la Apocalypsis Methodii, pubblicata da IsTRIN Otkrovenie
cit., Ctenia>>, 1897, 4, I. pp. 67-74, e 1898, l, II, pp. 145-150. ' '
59 Cf
giudizio universale del Signore. r. B HG 3 nn. ; 2036-2036;r BHG Auct. nn.'. 2036-20368
Nella Visio Danielis in armeno 31 manca la suddivisione della storia del 60
Sono di contenuto affini alla recensione siriaca del VII secolo i testi BHG 3

2036 (IsTRIN, Otkrovenie, cit., Ctenia, 1897, 4, I, pp. 5-50, in duplice redazione); di
contenuto uguale ma in redazioni diverse i nn.' 2036b e 2036c (ISTRIN, ibid., pp. 51-66
giudaica, e si afferma gi agli inizi del III secolo: eli.. J. D~~ILOU, Lr: ~ypologie e 67-74; di quella di pp. 67-74 esiste anche una traduzione armena inserita nel cap.
millenariste de la semaine dans le christianisme primtt!{, V1g1hae Chnsuanae, 2 XXXII di Stphanos Orblian, Histoire de la Siounie, trad. de l'armnien par M.
(1948), pp. 1-16. Nell'Apoc. Meth . gr. A, pp. 26,6 sgg.; 35,9 sgg.; 44, 14 sgg. Istr~n e B.ROSSET, r. S~int-Ptersbourg 1~64 . P~ 89-?5; ~fr. i?oltre.n. 29l ; di contenuto proba-
nell'Apoc. Meth. lat. A, pp. 80, 88 e 93 Sackur, si p~rla appu~to. ~el SettimO bilmente v1cmo alle precedenll ma med1te 1 nn. 2036 , 2036, 2036"; di contenuto
tempo o del settimo secolo l dove si allude al penodo ormai v1cmo alla fine affatto diverso e non identificabili con le precedenti i nn.' 2036d e 2036' (!STRIN,
del mondo. Otkrovenie, cit., Ctenia, 1898, l, II, pp. 145-150 e 151-155). Tutta la materia sarebbe
" ALEXANDER, The Oracle of Baalbek, cit. p. 21, !in. 208 sgg. da ristudiare a fondo tenendo presenti anche quei testi delle Visiones Danielis che
55 figurano coome. exce.rpta a Methodio episcopo Patarensi: cfr. BHG 3 nn. 1 1874m,
KuRFESS, Sibyllinische Weissagungen, cit., p. 276 sgg. . .
56 Dell'insediame nto dell'Anticristo, o pi esattamente Auct . .1875 . Esistono mfne tre verswm slave pubblicate da IsTRIN, Otkrovenie, cit.,
dell'Imquo, danna-
to e avversario di Cristo nel tempio di Dio parla gi san Paolo nella Il Thess . Ctema>>, 1897, 4, I, pp. 84-131 e una in ceco, cfr. N. M. PETROVSKIJ K istorii 'Otkrove-
2, 1-4. nia Mefodija Patarskago ' v zapadno-slavjanskich literaturach, lz~estija Otdela Rus-
57 Ed. G. KALEMKIAR, Die siebente Vision Daniels, Wiener skafio Jazyka i Slovesnosti , 14, 3 (1909), pp. 75-94.
Zeitschrift fur die
Kunde des Morgenlandes, 6 (1892), pp. 109-136 (testo armeno pubblicato sulla JANIN, Constantinople , cit., pp. 146-147 e 492.
62
base di tre manoscritti), 227-240 (trad. ted.); F . MACLER, Les Apocalypses apocry- PREGER, Script. Orig. Constantinop., cit., II, pp. 268, 10-269, 2 (e app. crit. ree.
phes de Daniel, IV, L'Apocalypse armnienne de Daniel, Revue de l'Histoire des B).
24 II. LA TRADIZIONE CRISTIANA

mo imperatore di Costantinopo li avrebbe sentito il digrignament o dei


denti (~puy~6c;) e il grido di dolore della citt al momento in cui si sarebbe
recato a Gerusalemme per deporre nelle mani del Signore il suo diadema
e il suo regno.
La Apocalypsis Methodii appare nota a Nestore Iskinder e ad Abraham
III.
di Ankara. Nestore la ricorda in due punti del suo racconto: Questa era
la punizione inflittaci da Dio a causa dei nostri peccati, affinch si compis-
LE PROFEZIE ISLAMICHE (ARABE E TURCHE)
sero le profezie su questa citt fatte, durante il regno dell'imperato re
Costantino il Grande, dall'imperato re Leone il Saggio e da Metodio di
Patara. E ancora, alla fine : <<Voglio che tu sappia, o maledetto (s'intenda:
Magumet), che se tutte le predizioni fatte da Metodio di Patara e da Prima di passare a trattare delle altre profezie cristiane (ci sembra uti
Leone il Saggio e i segni su questa citt si sono avverati, anche _gli altri le) * esaminare un poco le profezie islamiche, a cui fanno riferimento gli
non andranno certo a vuoto, ma si avvereranno allo stesso modo>> 63 scrittori turchi, cio gli hadith, propriamente narrazioni o <<detti attribui-
probabile che ad essa alluda anche Abraham di Ankara, quando nel suo ti allo stesso Profeta. Ci sia permesso a questo proposito di citare alcune
Lamento pone questa frase sulla bocca dei musulmani : Costantinopo li, pagine di uno specialista come M. Canard che ha analizzato a fondo tutta
che mai la nazione turca era riuscita a conquistare, oggi nell'ultimo tempo questa letteratura 65 Integreremo di volta in volta le sue parole con indica-
Dio ce la diede in possesso 64 L'espressione giovannea (I lo. 2, 18), ma zioni tratte da studi pi recenti in materia 66
sembra alludere anche agli ultimi giorni descritti in alcune recensioni
dell'Apocalyp sis Methodii . Nessuno penser seriamente - egli scrive -che Mohammed abbia avu
to l'idea di una conquista di Costantinopo li. I fabbricanti di tradizioni si
sono compiaciuti di porre sulla bocca del profeta ogni sorta di predizioni
su avvenimenti che egli non poteva aver previsto, come ad esempio il cam-
biamento di dinastia (cio, dagli Omayyadi agli Abbasidi). Era naturale
per che gli si facesse(ro) predire le spedizi oni contro Costantinopo li e la
conquista della capitale bizantina e gli si attribuisse la conoscenza di tali
fatti in antecedenza nei loro minimi particolari. I numerosi hadfth che
parlano di questo avvenimento non possono risalire fino a lui. Essi sono
stati messi in circolazione non prima che Costantinopo li fosse diventata
uno degli scopi della politica musulmana, ed anche i pi antichi debbono
esser posteriori alle prime grandi spedizioni omeyyadi (cio, alla seconda
met del secolo VII). Sono stati inventati per scopi ben precisi. Alcuni di

* utile, io credo, A

65
M. CANARO, Les. expditions des Arabes contre Constantinople dans l'histoire
et dans la lgende, Journal Asiatique, 208 (1926), pp. 61-121 e particolarment e
63 PERTUSI, La caduta, cit., I, pp. 277, lin. 334-338 e 296-297, lin.
972-975. In 105-112.
realt, n l'Orac. X attribuito a Leone il Saggio (Guai a te, citt dei sette colli, 66
Cfr. A. ABEL, L'Apocalypse de Bahira et la notion islamique de Mahdi, An-
quando verr esaltata dentro le tue mura la ventesima lettera: allora sar vicina nuaire de l'Institut de Philologie et d'Histoire Orientales, 3 (1935) (Volume offert
la rovina e la perdizione ... : la ventesima lettera dell'alfabeto greco essendo K Jean Capart), pp. 1-12; L. MASSJGNON, Le Mirage Byzantin dans le Miroir Bagda
ben presto venne interpretata come l'iniziale di Konstantinos e quindi identifica dien d'il y a mille ans, ibid., 10 (1950), pp. 429-447; Io., Textes prmonitoires et
to con l'ultimo imperatore di Costantinopoli), n la Apocalypsis Methodii (siro commentaires mystiques relatifs la prise de Constantinople par les tures en 1453
greco-latina), avevano alluso chiaramente alla caduta della capitale. Ma si veda (= 858 Hg.), Oriens, 6, l (1953), pp. 10-17; G. LEVI DELLA VIDA, Costantinopoli
come lo stesso Nestore aveva applicato alcuni passi dell'Apocalypsis Methodii e nella tradizione islamica, in Atti dell'Accademia Nazionale dei Lincei, Rendiconti
della Visio Danielis alla leggenda della lotta tra l'aquila e il serpente (cfr. pi delle adunanze solenni, V 8 (1953), pp. 363-373; VASILIEV, Medieval Ideas , cit., pp.
indietro, n. 35) e alla fine del suo Racconto (cfr. pi innanzi, n. (205)). 471-476. E per il periodo pi recente cfr. J. DENY, Les pseudopropht ies concernant
64 PERTUSI, La
caduta, cit., Il, p. 514, lin. 109-111. les Tures au XVI' sicle, Revue des tudes Islamiques, 10 (1936), p. 212 sgg.
26 !II. LE PROFEZIE ISLA:I-11CHE lll. I.E PROFEZIE ISLAi\HCHE 27
essi rivelano una preoccupazione politica. Possono esser stati immaginati dell'ultima ora e all'apparizione del Dajjal o Anticristo musulmano 7'. Cos
al fine di legittimare le guerre lontane e di rafforzare le zelo dei credenti. la conquista della citt rinviata alla fine dei tempi. Forse queste tradizioni
Tale lo hadfth di Umm Haram sulle spedizioni marittime, per le quali gli cominciano ad esser messe in circolazione per indurre alla pazienza i con-
A~ab~ sentivano una certa avversione .. 'I. primi combatte_nti del mio popolo, quistatori, delusi per essersi sempre arrestati davanti alle mura di Costanti-
d1ce Il Profeta, che faranno una spediZIOne sul mare, SI acquisteranno dei nopoli e al vedere la potenza bizantina che continuava a mantenersi salda
meriti. -Io gli dissi allora', continua Umm Haram 'Sarei anch'io tra di loro di fronte alla potenza musulmana ... Troviamo un indizio di questa preoccu-
o Inviato di Dio? - Tu ci sarai, mi rispose, e aggiunse: I primi del mi~ pazione nel seguente hadith: 'Se il mondo non avesse a vivere pi che un
popolo che attaccheranno la citt di Cesare vedranno perdonati i loro pec- sol giorno, Dio lo prolungherebbe per permettere a un uomo della mia
cati.- Sarei anch'io tra di loro, o Inviato di Dio?- No, mi rispose' 67 Tale famiglia di sottomettere le montagne del Daylam e Costantinopoli' 75
pure anche quest'altro: 'Voi conquisterete certamente Costantinopoli. Eccel- Ci significa che questi due centri di resistenza cadranno senza alcun
lenti saranno l'emiro e l'armata che se ne impadroniranno' 68 Allo stesso dubbio, ma che forse bisogner attendere a lungo. Il Casanova 76 ha dimo-
modo da considerare anche lo had!th riferito da Ibn 'Abd al-Hakam, dove strato che gli hadfth, all'origine, associavano alla venuta dell'ultima ora,
si parla ad un tempo di Roma e di Costantinopoli: questa cadr per prima, non la presa di Costantinopoli, ma quella di Medina, considerata come il
Roma invece per seconda 69 Degli hadfth di questo genere hanno servito fine che dovevano raggiungere i primi credenti. Fu soltanto pi tardi, quan-
cos bene agli scopi che si prefiggevano i conquistatori che essi li hanno do l'ideale dei musulmani divenne Costantinopoli, che venne sostituito ne-
utilizzati per dare coraggio alle loro truppe ... Altri hadfth rivelano tendenze gli hadith questo nome a quello di Medina 77 In ogni caso, evidente che
di carattere pi propriamente dinastico. Mirano cio ad attribuire all'una o esso venne solo successivamente associato alla venuta dell'ora, perch nel
all'altra dinastia la gloria della conquista. La propaganda abbaside (cio pensiero di Mohammed la capitale bizantina non aveva nulla a che vedere
dal secolo VIII in poi) si serviva del seguente detto: 'Ci saranno pi di con la venuta dell'ultima ora 78
trenta califfi abbasidi. Sei di loro avranno lo stesso nome, altri tre avranno Sono numerosi gli hadfth di questo genere. La presa della citt sar
un nome uguale: [!']uno di loro conquister Costantinopoli' 70 La predizio- preceduta dall'apparizione della Malhama ( = battaglia) e seguta da quella
ne non doveva avverarsi . Tra i califfi abbasidi soltanto Harin ar-Rasld del Dajjal. Tutto ci avverr in sette mesi, oppure passeranno sette anni tra
potrebbe, a rigore, esser considerato come conquistatore di Costantinopoli la presa di Costantinopoli e l'apparizione del Dajjal. Al momento in cui i
(cio nella sua spedizione del 781-782 giunta fino a Chrysopolis, sul Bosfo- musulmani staranno per spartirsi le spoglie risuoner il grido: il Dajjal
ro) 71 . Ed certo per lusingare il califfo omeyyade Sulayman bin 'Abd al-Ma- presso di voi. Allora essi lasceranno tutto ci che hanno nelle mani e torne-
lik che stata inventata la tradizione secondo la quale Costantino~oli sareb- ranno a combattere il Dajjal 79 Questi hadith apocalittici sono p er loro
be stata presa da un califfo che portava il nome di un profeta' 2. natura oscuri. E lo diventano ancor pi quando aggiungono alle indicazioni
Sulayman ( = Salomone, consid erato come profeta dai musulmani) pen- vagh e sulla Malhama e sul Dajjal notizie pi precise sui segni precursori
:-u che la conquista della citt fosse riservata a lui ed [egli] invi una dell'ora. :f:. su questo punto che l'immaginazione dei fabbricanti di hadfth si
spedizione comandata da suo fratello Maslama (nel 715-717: passaggio del- sbrigliata di pi, accogliendo particolari numerosi che provengono da
lo stretto dei Dardenelli ad Abido, sbarco sulla costa della Tracia, assedi fonti molto diverse. Gli uni possono essere molto antichi e provenire da
per terra e per mare di Costantinopoli, distruzione della flotta araba con il fonti giudeo-cristiane, come la maggior parte degli hadfth sull'ultima
fuoco greco, ritirata dei musulmani) 73 Pu essere che lo had!th sia nato
dopo i fatti ai quali esso sembrerebbe alludere, allo scopo di spiegare la
spedizione. Infine, possediamo tutta una serie di hadfth politico-religiosi.
74
Sono quelli in cui la presa di Costantinopoli viene associata alla venuta Sul Dajjal (o ai-Dadjdjl), cio il mentitore, l'impostore, corrispondente
all'Anticristo, cfr. A. ABEL, art. al-Dadjdjal>>, in Encyclopdie de 1'/slam, II, Leyde-
Paris 1965, coli. 77-78; H. STIEGLECKER, Die Glaubenslehren des Islam, Paderborn-
Miinchen-Wien 1962, pp. 740-741.
75
67 Soyti- Hafnl, II, p. 267. Cfr. VASJLIEV, Medieval Ideas, cit., pp. 473-474.
Cfr. Buharl, Les traditions islamiques, trad . HoUDAS et MARAIS, II, p. 332. MASSIGNON, Le Mirage, cit., pp. 444-445, ricorda, a questo proposito, che un certo
Testo arabo di Buharl nel commentario di al-Kastalli.ni, VI. p. 230. Cfr. anche Hallaj, giustiziato nel 922 come falso profeta, al 400' colpo di frusta avrebbe
Soyti, Jdmi' al-Sagir, nel commentario di ai-Hafni, I, p. 353. detto: in questo istante Costantinopoli presa, e che un giurista sostenitore di
68 Soyti-
Hafnl, I, p. 250. Cfr. Muntahab Kanz al-' Ummal, Muttaki, VI, p. 12. Hallaj, Ab Bakr Qaffal, riusc a riunire un'armata di credenti del Khorassan per
Cfr. VASILIEV, Medieval ldeas, cit., pp. 472-473; MASSIGNON, Textes, cit., p. 11, e Le andare alla conquista di Costantinopoli nel 966: in tale circostanza avrebbe
Mirage, cit., p. 443. Il Massignon ha gi osservato che questo famoso hadfth detto: Noi speriamo, per grazia di Dio, in una pronta vittoria e prenderemo
figurava iscritto fino a poco tempo fa sul portale esterno di Seraskierat e figura Costantina la Sacra.
tuttora nell'atrio di Santa Sofia. 76
P. CASANOVA, Mohammed et la fin du monde, Paris 1911, p. 46 sgg.
IB Ibn 'Abd ai-Hakam, Futuh Misr, ed. ToRREY, p. 257. Muntahab Kanz al-' Um- 77
Cfr. anche VASILIEV, Medieval Ideas, cit., pp. 471-472.
mal, cit., VI, p. 15. 78
Sull'escatologia musulmana cfr. STIEGLECKER, Die Glaubenslehren, cit., pp.
70
Ibn 'Asak.ir, III, p. 288. 740-749; MASSIGNON, Le Mirage, cit., p. 443, n. 2.
71
Cfr. CANARD, Les expditions, cit., pp. 102-105. '" Cfr. Soyti- Hafnl, II, p. 372; Muntahab Kanz al-' Ummal, VI, pp. 20-21 e 51-52;
72
Cfr. CANARD, Les expditions, cit., p. 84. Moslim, Sahf!z, nel commentario di al-Kastalli.'ml a Buhri e nel commento di Na-
73 Cfr. ibid., pp. 80-102.
wawi, XII, p. 330, ecc.
28 Il!. LE PROFEZiE ISLAI\!ICHE - - - - - - - - - -
III. LE PROFEZIE ISLAMICHE
29
ora ... 80 Cos, la conquista di Costantinopoli associata allo 'splendor~ d!
Gerusalemme' 81 E questo induce a pensare alla 'nuova Gerusalemme, d1 bene dagli Arabi, confinano con la pura leggenda ... Nel loro insieme gli
cui parla l'Apocalisse. . . . . hadith relativi alle spedizioni contro Costantinopoli e alla sua conquista
Si vede in esso anche la d1struz10ne d1 Yatreb ( = montagne d t Utrub), sono riusciti a far apparire come ineluttabile la presa della citt e hanno
perch un hadith dice che Medina sar l'ultimo pa~se. dell'Islam a e~se~ contribuito a creare attorno ad essa una leggenda complessa 88
distrutto 82 Altrove la presa di Costantinopoli attnbUlta a 70.000 figh d1
!sacco: 'Avete mai sentito parlare di una citt di cui una parte guarda vers<;>
la terra e l'altra sul mare?- S, o Inviato di Dio! -L'ultima ora non verra Fin qui il Canard e gli altri studiosi che hanno approfondito il problema
prima che i 70.000 figli di !sacco non l'abbiano attaccat":. Quando porranno degli hadith arabi. I Turchi, eredi della religiosit islamica, che maturarono
l'assedio ad essa, non combatteranno con le lC?ro. ar:~m e n';m ~anceranno nella loro coscienza di musulmani questi detti attraverso non pochi com-
frecce Essi diranno - Non c' alcun Dio fuon d1 Dto, e- Dw e grande, e mentari, testi apocalittici ed anche poemi epici, al momento della conqui-
l'una delle due parti .della citt cadr. Al terzo grido e~si v! entrera~no' 83 I
commentatori pensano che si tratti senza alcun ~ubbw d1 Costantm_opol~. sta di Costantinopoli trovarono del tutto naturale ricordare alcuni di questi
(Forse ) *un adattamento arabo ~ella leggend~ b1bhca della presa d1 Ger~ hadith. Il pi citato, ovviamente, il pi famoso, quello che dice: cc Eccellen-
co ... Altri hadith sembrano provemre dalla stona stessa del_le lotte arabo-_bi- ti saranno l'emiro e l'armata che si impadroniranno di Costantinopoli: lo
zantine o dalle tradizioni che esse han fatto nascere. Certi ~J?lSOdl, reah o ricordano Qyvami, Mehemed Nesri e Kh6dja Sa'd ed-Din, anche ~e in mo-
leggendari, possono aver c?lpito gli sp!ri~i. a tal punto ~be SI _e pensato <;;he 89
do un poco diverso Ci che, in fondo, del tutto naturale.
potessero verifcarsene altn d~l _tut~o s_I~Ih all~ fine de1 tempi_ ... Un_ h-~~tth!
ad esempio, parla di tre spediZIOni, ~stmt<;: ciascuna _da fatt~ prec:!Sl. Vo1 Un po' meno naturale () forse trovare tracce del profetismo musulma-
farete tre spedizioni contro Costantmopoh. Nel~a. pnma vm _subirete un no in fonti occidentali. Eppure esse cominciano abbastanza presto, cio
disastro; nella seconda concluderete con i nemiC:I ':ma pace m base a~la praticamente con le prime Crociate, durante le quali il mondo occidentale
quale potrete costruire una moschea nella loro citta; comb":tteret~, voi e venne a contatto con il mondo orientale. La prima testimonianza, a (no-
loro, un nemico dietro la citt, poi voi ritorn.~rete.~.~o.st~ntmo~oh;,n<;:ll~
terza Dio vi far vittoriosi per effetto del solo tekbir lctoe del _gr_tdo D_w e stra) * conoscenza, si legge nei Gesta Francorum et aliorum Hierosolimita-
grande''): un terzo de~la ci~t _sar distrutto, un altre;> te_rzo sara_ mcen_~m~ norum, degli anni 1099-1100 90 Alla vigilia dell'assedio di Antiochia, conqui-
da Dio, e voi vi spartirete 1l nmanente terzo come SI m1~u_rano 1_ gram. ... . stata dai Crociati, posto da Kurbuqa, atii.beg di Mossul, che comandava il
L'allusione alla moschea richiama la leggenda della spedtZIOJ?e d1 M~slama, corpo di spedizione seldjukida 91 , agli inizi di giugno del 1098, pare che il
e il nemico 'dietro Costantinopoli' potrebbe essere la popolaziOne de1 Bulga- capo turco avesse chiesto un consiglio a sua madre e questa l'avesse dissua-
ri terribili avversari degli imperatori bizantini, che cr~aronC? non po_che
difficolt a Maslama 85 Un altro hadith dice che la co_nqlll~ta d1 Cost~ntmo so, facendogli presente la potenza militare dei Crociati. Kurbuqa allora
poli sar preceduta da una spedizione dei Rfun ( = _Bzzanttnz) che arnver~n chiese a sua madre donde avesse informazioni cos precise ed ella rispose:
no fino a Dabik o al-Amak (cio fino alla regione dt Aleppo) ... 86 e _un ~adtt~
descrive anche a lungo i combattimenti che avran~o luc;>go _tr~ 1 ~~m e I ccFili mi carissime, ecce sunt plus quam centum annorum tempora de
musulmani prima che appaia il Dajjal ... lfl. Questi detti ongu~~tJSl dalle quibus inventum est in nostra pagina et in gentilium voluminibus, quo-
profondit oscure delle tradizioni giudeo-cristiane comprese piU o meno niam gens christiana super nos foret ventura et nos ubique victura ac super
paganos regnatura et nostra gens illis ubique eri t subdita, sed ignoto utrum
modo an in futuro sint hec eventura. Ego utique misera sum te secuta ab
* possibile che non sia altro che A
* mia A
80
Si veda ora, ad esempio, l'analisi delle fonti della Apoca!i7si di Ba~fra, fatt~
da ABEL, L'Apocalypse, cit., pp. 5-12. In e~sa sarebbero conflm,tJ e1ementl_ denvat1
dalla Visio Danielis greca, daii'Apocalypsts Esdrae araba e dallApocalypsts Metho- 88
CANARO, Les expditions, cit., pp. 105-112.
89
dii. 81 Qyvimi, Racconto delle conquiste del sultano Mehmed, uad .. ted. di S.
Soytiti. Hafni, II, p. 126; Muntahab Kanz al-' Ummal, VI, p. 43; I b n H an b a l, GoKcE, Kivi.mi und Fetihni.me (Vergleichende Untersuchungen iiber Kiviimmi,
V, J?- 232; Ab Dawud, II, p. 136. Den Geschichtsschreib er und Fichter Sultan Muhammed des Erobers und seiner
2
Soyti . Hafni, I, p. 98. Zeit sowie ii.ber sein Fetihniime}, Miinchener Dissertation 1954, p. 52; Mehmed
83
Moslim, Sahfh, nel commento di Nawawi, XII, p. 330. Cfr. anche MASSIGNON, Nesri, Libro che descrive il mondo, PERTUSI, La caduta, cit., II, p. 265, !in. 138-141;
Textes, cit., p. 12 e Le Mirage, cit., p. 443. Khdja Sa'd ed-Din, Il diadema delle storie, PERTt:SI, ibid., p. 286, !in. 142-143.
84 90
Muntahab Kanz al-' Ummal, VI, p. 21. Gesta Francorum et aliorum Hierosolimitanoru m, ed. L. BRHIER, Histoire
ss Cfr. CANARO, Les expditions, cit., pp. 94-99. anonyme de la premire Croisade, Paris 1924 (== ccClassiques de l'histoire de France
86 Mos1im, Sahfh, cit., XII, p. 309; Muntahab Kanz al-' Umm{z!, VI, pp. 9-10. au moyen age, 4).
B7 Moslim, Sahfh, cit., XII, p. 312.
91
Su di lui cfr. R. GROUSSET, Histoire des Croisades et du Royaume frane de
frusalem, I, L'anarchie musulmane et la monarchie franque, Paris 1934, p. 96 sgg.
III. LE PROFEZIE ISLA:>.llCHE
30 III. LE PROFEZIE !SLAMICHE _ _ __ _ _ __ __:31

Ale h (=Aleppo) urbe pulcherrim a, in qu~ speculando atque ingeniose Disperdet ur enim regnum Thurcorum tempore suo, quia sic est stabili-
p d respexi in celorum astra et sagaclter scrutata sum planetas et turo a Deo, et si(c) quidem, ut alloquitur, quod in mense iulio peribit re-
nman o signa sive sortes
duodecim m!lumer.as. 1n ets
omm.'b us repen
qu~m~am gens gnum et refugium Thurcorum . Et tunc verificabitu r pres(ci)enti a mea; ne-
t' a nos ubique est dev1ctura 1deoque de te t1meo valde, mm1s mesta, que menciar, quia illi populi successive venient prelia sicientes, et omnes
h
c ns 1an b o2
ne ex te remaneam or ata reges paganorum ab illorum populorum facie trepidabun t et formidabun t.
O Damieta! O D(amieta)! O D(amieta)! ve tibi et terminis circa te, in diebus
L'editore e commentat ore del testo, L. Brhier, ha gi mes~o in rilievo illius macri homini! Ubi est pulcritudo arborum tuarum et speciositas pal-
l' essione: in nostra pagina vuoi indicare il Corano, o meglio, direi marum tuarum? Omnes enim abscindent ur et vix eorum radices seu vesti-
c h e esattamente
espr . . a
d eg l'1 h a tt h ara b' gia remanere credantur. Ve campis Cayre! Usque ad forum enim camelo-
, la tradizione 1, mentre l' a l tra: m
. gentl-.
~~~m voluminibu s allude ai testi profetici cristiani (Apoc. Meth., Vis. Dan., rum prelia extendentu r et erunt belli corda dolore sonancia et parti nimia
angustia, noviter geniti infantes, noviter cooperti canicie veterascent ; et
ecc.) 93. L'indicazion e dell'anonim o dei Gesta m~ po' .tr?~~o ~aga per ~o t~~ occisorum cadaveri bus celi volucres saturabunt ur ac silvarum bestie suam
.
cog l1ere c on esattezza la fonte araba o greca .
a cm egh s1 e ISpirato, ma e g1a sitim extinguent sanguine mortuorum , et civitas Kayre subvertetu r ... 96
. s1gnificativo questo accenno m un testo cos1. ant1co . . ..
-e per d1 p1u
d 1 per se , .
. t timone oculare dell assedio dt. Antiochia . . .
- a profezie non solo Nulla in questa profezia ci permette di dire che sia veramente di origine
d l un es
. t' ma anche arabe. La stessa cosa s1. npete . . d l
m ue a tn. cromst1 . . d Il
e e islamica; anzi, tutto lascia credere che invece sia stata composta da un
b1zan 1ne, a
t cio nell'anonim o der. Gesta regts . H . .
enrtct secun t attn mta 'b B
a e- occidentale , il quale intravvide nella caduta di Damietta del 1219 un grave
Crocla e, f
d tt di Peterboroug h 94, il quale accenna pure a pro ez1e arabo-turch e colpo inferto alla potenza del sultanato, tanto pi che qui i seguaci del-
ne e 0 alla sconfitta d T
riguardo e1 urc h'1 se Id'JU k'd'
1 1: l'Islam sono detti pi volte pagani.
H
autem prophetia et astronomia Turcorum est, ql!od infra hoc Altro accenno di un occidentale a profezie arabo-turch e si legge in due
. " ~ec (ct'o nel 1188)
una pars Turcorum gladio p eribit, altera fugiet lettere di Bartolomeo di Giano degli anni 1438 e 1443 <n, cio al momento
t nenmum vero b b'
ultra arborem siccam, tert1a aptJZa 1tur. della grande invasione turca dei Balcani:
Nam publica inter Saracenos et Teucros fama divulgata defertur, insta-
Essa ripresa dal cronista Ruggero di Howden 95 : re tempus destruction is eorum, et iam praeteriisse , ut eorum quaedam
Erat tamen haec. prophetia et astronomia G:aeco~m et Turcorum prophetiae declarant.
f hoc trienmum una pars Turcorum gladiO penret et altera fuge-
quo d m ra . . b . <<Car la renommee est, entre eux Turs et Sarrazins, toute commune, que
ret ultra arborem s1ccam et tertla aptlzaretur .
j le tamps est venus qu'ilz doivent estre destruis, seloncq le tamps que
Ha ragione certo Ruggero di Howden a interpolare il testo precedente annoncha leur tres faux et tres mauvais prophete Mahomet.

agg1ungen do Graecorum,. perch in realt qui si accenna in modo speci- L'indeterm inatezza di questo accenno non ci permette di dire se Bartolo-
lico ad un passo della Vzs. Dan. gr. A. p. 46, 2-4.
lunga profezia giuntaci in quadruplic e redazione (in francese, in meo di Giano alluda proprio a un hadith coranico diffusosi nella zona
Una costantinop olitana nella prima met del secolo XV.
fi l'
spagno lo e ln latino) attribuita ora ad un certo Hannan, g 10 d'1 !sacco, .
uomo molto saggio della terra dei pagani, ora invece ad un non meglio
specificato figlio di Agap (o Acab), filosofo ~ scienzi.ato sd~rad~eno, parl~
1
96 Ed. R.
RoHRICHT, Quinti belli sacri scriptores minores, Pads 1882 (= <<Publi-
dell'assedio di Oarnietta del 1219 C del tentatiVO CrOCl;ltO l !Struggere l cation de la Socit de l'Orient Latin, sr. hist., t. II), pp. 205-228 e particolarmen-
sultanato ayyubita del Cairo. Non si sa quale sia la redazione originale: in te 218-219. Sulle intenzioni dei Crociati cfr. R. GROUSSET, Histoire des Croisades et
du Royaume frane de Jrusalem, III, La monarchie franque, Paris 1936, pp.
ogm cas 0 , tutte ripetono le stesse cose con parole diverse. Ecco, ad esem-

. . 207-242.
pio, quanto detto dJ Dam1etta: 97
Bartolomeo di Giano, Epistola de crudelitate Turcorum, PC 158, 1066 C
(lettera inviata al confratello Alberto da Sarteano a Venezia, datata 12 dicembre
1438); Epistola al priore di San Giovanni di Gerusalemme (data 3 febbraio 1443),
Gesta Francorum, cit., pp. 122-124.
92 ed. in Anchiennes cronicques d'Engleterre par Jehan de Wavrin, seigneur de
Ib 'd p 123. n. 3.
93 Foreste/, Choix de chaptres indits annots et publis ... par M11 e DuPONT, II,
94 c:si~ r~gis Henrici Il et Ricardi l, ed. W. STUBBS, The Chronicle
of the Reigns Paris 1859, p. 11 (la lettera datata 3 febbraio 1443 ci giunta soltanto in una
of Henry II. and Richa~-~ l. A.~. 1169-119~. Il, London ~867, pp. 52-53 (da una lettera antica traduzione francese). Su Bartolomeo di Giano e le sue lettere dall'Oriente
di ambasciatori inviati m One~te da F1hppo II, re di Francia). (Cfr. n. 192). cfr. A. PERTUSI, La situazione dell'Europa orientale dopo la caduta di Smederevo
95 Chronica Magistn Rogen de Hovedene, ed. W. STUBBS, II,
London 1869, p. (1439) in una lettera inedita di fra Bartolomeo di Giano, in Byzance et !es Slaves.
356. (Cfr. n. 192). Mlanges lvan Dujcev, Paris 1979, pp. 337-372.
32 III. LE PROFEZIE !SLAMICHE ------------------~l~ll~.~L~E~PROFEZIE__I_S_L_A_
M_IC_H__
E________ ________ ~3~
3
Ben pi precisa invece l'allusione a un hadith arabo-turc o, quello gi sparse. C' nella citt fortificata un santone che si attribuisc e il nome di
visto di Roma e Costantin opoli riferito da lbn'Abd al-Hakam , che si legge
Yavadud (cio Ya Vadud, 'o amante', uno degli epiteti di Alllih), che uno
in un passo dell'Orario ad regem Alfonsum tenuta dal greco-ven eziano Nico-
degli aiuti dello seikh Maksud. Finch costui non morir, non c' probabili
la Sagundino . Egli afferma che Mehmed II aveva organizza to la sua spedi-
t di conquista re la citt fortificata . Ma egli morir entro cinquanta giorni.
zione contro Costantin opoli nnixus vaticiniis et praedicat ionibus
E dicendo ci indic l'ora e il minuto preciso della presa della citt fortifica-
quibusdam quae sibi regnum Italiae et urbis Romae expugnati onem pro-
ta e alla fine rivel il segreto: Tu per, mio signore, mantieni con gran
mittunt; ait sibi concedi. coelitus Constanti ni sedem, hanc vero Romam
cura questo divino segreto, affinch resti tra noi. Fa' del bene ai soldati
esse, non Constanti nopolim videri aequum valdeque congruere quasi filiam
islamici e mostra il tuo buon cuore 102 Si noti che questo santone Yvadud
vi ceperit, hanc etiam matrem capere posse 98 Ma l'accenno non ci deve
Sultan, sotto il cui nome si nasconde un monaco cristiano (Gennadio ?),
meravigli are: il Sagundin o aveva partecipa to Costantin opoli alle trattati-
avrebbe profetizza to a sua volta che Mehmed non avrebbe riportato la
ve di pace con Mehmed, dopo la caduta della capitale bizantina, per conto
vittoria 103 E c' infine un'ultima profezia , che sarebbe stata nota ai cri
della Repubblic a di Venezia, come esperto, al fianco dell'amba sciatore Bar- stiani, riportata anch'essa da Evliy Celebi. <<l preti, i vescovi ed i patriar-
tolomeo Marcello (1453 luglio- 1454 aprile), ed possibile che egli abbia chi, egli scrive, riuniti in assemblea , avevano scoperto per mezzo dell'astro
avuto notizia di questo hadith proprio a Costantin opoli da qualche mem- logia che alla fine del tempo un Muhamm ad sarebbe venuto a distrugge re
bro della corte sultaniale . alcune migliaia di chiese; e che i suoi seguaci avrebbero preso Antiochia ,
Ma la storia delle profezie islamiche non finisce qui. Si sa che il famoso Gerusalem me, il Cairo e Costantin opoli; e dalla terra sarebbero venute
seikh Aq Sems ad-Din, al seguito di Mehmed durante l'assedio c la presa di alcune migliaia di navi a vele spiegate. Ed egli avrebbe avuto sulla testa il
Costantin opoli, fece pi di una profezia a questo proposito . Lo afferma egli berretto di giudice, sarebbe stato assiso su di una mula e avrebbe avuto ai
stesso nella sua lettera a Mehmed, perch la sconfitta, subita dai Turchi nel piedi degli stivali azzurri. E sarebbero passati ottocento cinquant'a nni (s'in-
Mar di Marmara il 22 aprile 1453 sembrava aver reso le sue profezie prive tenda: dall'inizio dell'Egira) quando questo Muhamm ad sarebbe venuto a
di fondamen to 99 . D'altra parte lbn Kemal conferma che Mehmed alla vigi- distrugge re le chiese e a vincere i popoli del Cairo, di Antiochia e di Gerusa-
lia dell'attacc o finale consult lo seikh Aq Sems ad-Din e questi lo assicur lemme. Naturalm ente i cristiani non credettero che tale profezia si riferis-
che il giorno dopo sarebbe entrato trionfator e a Costantin opoli ""'. Nella se a Mehmed, osserva Evliya Celebi, perch le ragioni che essi portavano
tradizione turca questa profezia collegata al ritrovame nto sotto le mura contro tale interpreta zione erano vane e insufficie nti 104 Osserviam o che
di Costantin opoli della tomba del famoso porta-ban diera del profeta Abu l'anno indicato (850 dell'Egira ) corrispon de all'incirca al 1453 (pi esatta-
Eyyub, morto durante un attacco contro Costantino poli (672), scoperta mira- mente 857 dell'Egira) , ma ci che ci fa dubitare sulla <<verit di questa
colosame nte appunto da Aq Sems ad-Dino poco prima dell'attacc o finale, o presunta profezia che si d gi per scontata la conquista del Cairo: se
secondo un'altra tradizione , poco dopo la conquista della citt 101 Comun- l'autore della profezia si riferiva alla caduta della dinastia dei Mamelucc hi,
que sia, certo che lo seikh in questione ebbe un ruolo notevole come questa non avvenne che nel 1517. E. difficile pensare che si riferisse alla
profeta. Evliya Celebi racconta (come) *, dopo dieci giorni di assedio della caduta della dinastia degli Ayyubidi (1250). L'espressi one alla fine del tem-
capitale, Mehmed dubitasse della vittoria finale, per la resistenza accanita po ci riporta d'altra parte alla Jette1atur a apocalitti ca, sempre molto oscu-
opposta dai Bizantini. Allora Aq Sems ad-Din rivoltosi al sultano pare che ra e assolutam ente leggendar ia, mentre l'altra dell'avven to di un Muham-
gli abbia detto: Mio signore, non angustiart i. Tu sarai il conquista tore di mad ci riporta, come si gi visto, agli hadfth della propagan da abbaside.
questa citt fortificata . proprio ci che noi ti abbiamo profetizza to. Ma
questo il compito, per ordine di Dio, delle armate che si trovano qui

*che A
102
PERTUSI, La caduta, cit., l, pp. 449-450.
103
98 PERTUS!, La caduta, Ma non pu trattarsi del patriarca Gennadio Scolario, ancora semplice
cit., Il, p. 132, lin. 68-73. monaco nel 1453, perch, per quanto ritenuto interprete di una iscrizione profeti-
99 PERTUSI, La
caduta, cit., l, p. 301. ca ritrovata proprio allora sulla tomba di Costantino I (cfr. pi innanzi, n. 176),
100 Cfr. PERTUSI, tav. 5
La caduta, cit., l, p. 461. non solo non profetizz la vittoria dei Bizantini, ma era profondam ente convinto
101 Sulla leggenda di Abu
Eyyil.b, che avrebbe partecipato alla spedizione del contrario: cfr. la sua lettera pastorale all'indomani della caduta della citt,
contro Costantinopoli di Yazid, figlio di Mu'wiya, cfr. CANARO, Les expditions,
PERTUSI, La caduta, cit., l, pp. 242-252.
cit., pp. 68-77. 104
PERTUSI, La caduta, cit., I, p. 450.
IV.

LE VISIONE S DANIELI S NELL'OR IENTE BIZANTI NO E IN


OCCIDEN TE FRA IL SEC. X E IL SEC. XV

Torniamo ora alle profezie cristiane. Esse ebbero sia in Oriente come in
Occidente una grande diffusione proprio per il loro carattere oscuro, misti
cheggiant e, apocalitti co; (erano) espresse per in un linguaggi o abbastanz a
vicino a quello popolare, cosicch anche un monaco non particolar mente
colto poteva essere in grado di darne una sua interpreta zione, applicand o
al suo tempo i presagi ivi descritti, con opportuni accomoda menti, tagli o
sostituzio ni o interpolaz ioni.

A. Le "Visiones Danielis orientali

Tutte le cosiddette Visiones Danielis, bench talvolta molto diverse per


contenuto , hanno come loro punto di partenza il libro biblico di Daniele ed
imitano soprattutt o la seconda parte di tale libro (capitoli 7-12, spiegazion e
dei sogni e delle visioni). altres important e ricordare che il libro di
Daniele citato esplicitam ente da Matth. 24, 15 a proposito della profezia
di Cristo sulla rovina di Gerusalem me: di qui, molto probabilm ente, un
altro motivo per attribuire a Daniele profeta molte di quelle Visiones che
trattavano profezie di carattere politico ed escatologi co. Abbiamo gi visto
che la stessa cosa successa anche per l'Apocalypsis Methodii, giuntaci in
pi versioni (siriaca, greca, latina, slava), ma nel caso delle Visiones Danie
lis la situazione ben pi complicat a e intricata 105 Abbiamo gi accennato
all'import anza della Visio Danielis armena 106 Queste recension i hanno per
noi un valore relativo, nel senso che non sembrano note agli scrittori del
secolo XV che parlano della caduta di Costantin opoli; esse tuttavia suscita
no il nostro interesse, sia perch costituisc ono un termine di paragone di
fronte alle varie recension i della Apocalyps is Methodii e della Visio Danie
lis, sia perch rappresen tano un punto di passaggio alle Apocaliss i compo
ste dopo le Crociate.

105
Un elenco di questi testi dato in BHd nn.' 1870' 1875 e Auct. 1870'1875b.
Ma si veda pi innanzi.
106
( Cfr. pp. 2122).
36 IV. LE VISIO:-IES DANIELIS IV. LE VISIONES DANIELIS 37
La pi antica, a quanto sembra, l'Apocalis se araba di Daniele 107, presen- titoli di esse sono molto desultori: ora appaiono nella forma pi semplice, e
ta all'inizio notevoli punti di contatto sia con il libro biblico di Daniele, sia cio <<Visione del profeta Daniele 111 o <<Ultima visione del profeta Danie-
con l'Apocalis se siriaca di Esdras 108 N questa, n le altre Apocaliss i danieli- le 112 o <<Visione del profeta Daniele dal quindices imo giorno della prigio-
che orientali mostrano di aver presente le versioni pi comuni dell'Apoca - nia fino alla discesa di Cristo e dalla discesa di Cristo fino al compime nto
lypsis Methodii e della Visio Danielis. Il punto che le accomuna la storia del secolo 113 o <<Visione del profeta Daniele sull'ultim o tempo e sul compi-
pi o meno vaga dell'espan sione degli Arabi: da Maometto ad Harun arRa- mento del secolo 114 o <<(Profezia) del monaco Daniele sulla Heptaloph os
sid (Apocaliss e araba), o da Mansur a al-'Adid, secondo Macler, oppure da ( = Settecolli, cio Costantin opoli) e sulle isole, quale sar il loro futuro 115 ,
Sulaiman e Ornar a al-Hakim, secondo Meinardu s (XIV Visione copta di talvolta invece (sono) attribuite a Metodio: <<(Profezia) di san Metodio, ve-
Daniele) 109, o da Ornar ad al-Mamun (Visione persiana di Daniele). I punti scovo di Patara, sulla presa di Costantin opoli e sul futuro santissim o impe-
chiave per comprend ere la data di composiz ione di questi testi storico-ap o- ratore che si sveglier come dal sonno e sull'Antic risto o Profezia del
calittici sono i seguenti : la lotta tra Arabi e Bizantini sull'Eufra te, in cui gli santo padre nostro Metodio, arcivescov o di Patara, sugli avvenime nti che si
Arabi rimangon o soccombe nti, cio, a nostro avviso, le grandi imprese di verificher anno alla fine del settimo secolo su richiesta dell'imper atore signo-
Giovanni Tzimisks e di Niceforo Foca nella seconda met del secolo X re Leone il Saggio (!) 116, talvolta infine (appaiono ) sotto forma di omelia:
(Apocaliss e araba di Daniele); il riferimen to al califfo Salah ad-Din <<Discorso del santo padre nostro Giovanni Crisostom o sulla visione di Da-
(1169-1193) (XIV Visione copta di Daniele); conquista del re dei Romani niele 117 Un po' pi uniformi appaiono i titoli nelle varie redazioni in lin-
dal vestito rosso, cio del principe crociato Goffredo di Buglione (1099) gue orientali; in armeno: <<La settima visione di Daniele>> 118 (<<settima>> per-
(Visione persiana di Daniele). Tutte terminano con la fine dei tempi, pre- ch il libro biblico di Daniele nella versione armena suddiviso in sei
ceduti dal sorgere di un <<re dei Greci che distrugge r gli Ismaeliti, dalla visioni, e questa, posta di seguito, viene classificat a come settima), in cop-
comparsa dell'Antic risto, dalla consegna del regno a Dio a Gerusalem me, to: La quattordi cesima visione di Daniele>> 119 (<<quat'tordicesima>> perch
dalla lotta di Elia ed Enoch contro l'Anticrist o e infine dal giudizio universa- anche qui il libro biblico di Daniele in copto suddiviso in tredici visioni),
le. Quest'ulti ma parte si presenta con notevoli varianti nelle tre Apocaliss i e (quando non sono) * senza titolo - [ma] deducibil e (per) dall'inizio del
la pi particolar e come redazione quella che si legge nella Visione persia-
na di Daniele, in cui l'autore si rivela per un Israelita preoccupa to di salva-
re soprattutt o i suoi correligio nari.
*o A
Abbiamo cos esaurito l'esame delle profezie cristiane di origine greco-
orientale. L'impress ione generale che si ricava da esse che tutte queste
111 3
presunte profezie siano nate in particolar i momenti storici, e particolar men- BHG 1873 = lSTRIN, Otkrovenie, cit., 1898, l, II, pp. 135139(; allo pseudoDa-
te in occasione della I Crociata, dei tentativi di altre Crociate, e (special- mele fa frequenti riferimenti ARGYRlOU, Les exgses grecques, cit., pp. 96, 103 e
348).
mente) * della IV e di quella della prima met del secolo XIV, e infine del 112
BHG 3 1874 = VASILIEV, Anecdota, cit., pp. 43-47; E. KLOSTERMANN, Analecta
progetto di spedizion e promosso dal papa Pio !1 110 zur Septuaginta, Exapla und Patristik, Leipzig 1859, p. 115-120; ma il cod. b (= Ven.
Mare. gr. VII 38, secolo XVI-XVII) ha: L'ultima visione del profeta Daniele su
Costantinopoli, sull'impera tore pacifico e sul compimen to (del secolo). Altro testo
B. Le [cosiddett e] simile reca invece il titolo: L'ultima visione del grande profeta Daniele manifesta-
Visiones Danielis greche taci da san Metodio di Patara, ed. E. KLOSTERMANN, Zur Apokalypse Daniels, Zeit
schf?ft fiir ?ie alttestame ntliche Wissenschaft, 50 (1895), pp. 148-150.
Occorre osservare, prima di tutto che i codici contenent i le Visiones " BHG 3 1874' = IsTRIN, Otkrovenie, ci t., pp. 140-142.
1
Danielis appaiono tutti piuttosto recenti (dal XIV al XVI secolo) e che i BHG 1872 = VASILIEV, Anecdota, cit., pp. 38-43; KLOSTERMANN, Ana/ecta, cit.,
p. 113, ha invece Apocalisse del profeta Daniele sul compimen to del mondo
(codd. Ven. Mare. gr. II 125, s. XV; Paris. gr. 947, a. !547; Paris. gr. 2180, s. XV).
115
BHG 3 1875 = IsTRIN, Otkrovenie, cit., pp. 143-144.
* particolarm ente A 116
BHQ 3 1873 = IsTRIN, Otkrovenie, cit., pp. 135-139 (codd. Patmiac. gr. 529 e
Harleyan. gr. 5734).
117
107
BHG 3 1871 = VASILIEV, Anecdota cit. pp. 3338.
Cfr. n. 120. 118
MACLER, Les Apocalypses, cit., p: 288: Cfr. n. 57.
108 CHABOT, L'Apocalypse d'Esdras, cit., pp. 242-250 e 333-346. 119
109
Ed. WOIDE, in Appendix ad editionem Novi Testamenti graeci e codice
Cfr. n. 119. Alexa~drino, Oxonii 1799, p. 140 sgg.; trad. frane. MACLER, Les Apocalypse
(' 10 Cfr. pp. 60). s, cit.,
III, LApocalypse copte de Daniel, Revue de l'Histoire des Religions>, 33 (1896), p.
38 IV. LE VISIONES DANIELIS>> IV. LE VIS!ONES DANIELIS 39
testo - come nel caso della redazione araba: Visione del profeta Daniele di 2) la Visio (de consummatione saeculi) che appare in un codice Vatica-
cui inform il suo discepolo Esdras a proposito di ci che avverr dei figli no e in un codice del Trinity College di Cambridge, vicina alla precedente
di Ismaele, figli di Agar la copta 120, o inserit(e) * all'interno di una Vita di redazione nella sua parte finale e alla redazione della Visio Leonis (cfr.
Daniele apocrifa, come il caso della redazione persiana 121 pi sotto) nella sua parte iniziale 124 ;
Rimane da chiarire un ultimo punto: va da s che noi faremo astrazio- 3) la Visio Leonis Costantinopolita ni, pubblicata recentemente nella
ne dalle visioni bibliche di Daniele nel testo greco dei Settanta o di sua duplice versione dal Maisano, perch anch'essa non ha nulla a che
Teodozione IZ2, perch esse non rientrano nella categoria di testi che tratta- vedere con la Visio Danielis 125 Secondo l'editore sarebbe da collocare
no in sostanza della lotta tra Arabi o Turchi e Bizantini, dell'avvento all'inizio del IX secolo (c. 809-813) e la profezia farebbe riferimento alle
dell'ultimo imperatore (fabula de rege mendico), della venuta dell'Anticri- persecuzioni degli iconoclasti 126 Ma anche qui - dall'apparizione del po-
sto e della parusia finale del Signore con relativo giudizio universale. polo dell'Oriente (cio Gog e Magog), dell'imperatrice !rene (la nefanda),
Anche in questo caso, come gi successo per l'Apocalypsis Methodii, poi di Costantino (il buono) e del <<giovane, qui di nome Archelao (<<inizio
occorre chiarire che non tutti quei testi che sono attribuiti a Daniele, per del male, carestia, siccit, cataclismi, ecc.), infine dell'Anticristo inganna-
il loro contenuto, possono esser identificati con quelle Visiones Danielis, a tore degli uomini (in quanto verr creduto Cristo stesso), che provocher
cui di solito fanno riferimento quegli scrittori dal XII al XV secolo che le sconvolgimenti e morti, poi di Enoch ed Elia, che smaschereranno l'Anti-
citano o che alludono ad esse in relazione alla caduta dell'impero d'Orien- cristo, fino alla nascita di un altro fanciullo, di nome Malchedone <<nelle
te. Cos, ad esempio, sono da considerare a parte le seguenti: dimore imperiali, che diventer adulto nel giro di sette ore, e infine al
l) la Visio che passa sotto il titolo Discorso di san Giovanni Crisosto- giudizio universale dell'Anziano dei giorni, mostra notevoli punti di
mo sulla visione di Daniele, perch non altro che un centone de!l'Apoca- contatto con la versione pi comune (nella quale) rientra per la questione
lypsis Methodii (siriaco-greco-lat ina) [ma) con interpolazioni dalla Vis . delle Stirpi bionde;
Dan. gr. e syr. "'; 4) la Visio s. Andreae Sali, che anch'essa una profezia su Costantino-
poli, ma tutta diversa 127 : l'unico punto che l'accomuna alla Visio Danielis
l'accenno alla consegna della corona e del regno da parte dell'ultimo
imperatore a Gerusalemme (cfr. sopra (e n . 254));
* inserita A
5) la Visio inedita del cod. Athen. gr. 2605, secoli XIV-XV, il cui conte-
nuto non noto, ma che dall'inc. e dall'expl. appare totalmente diversa
165; trad. ingl. O. MEINARDUS, A Commentary an the XIV'" Vision of Daniel accor- dalla Visio pi diffusa 128 ;
din?; to the Coptic Version, <<Orientalia Christiana Periodica, 32 (1966), p. 411. 6) il Vaticinium Danielis Oa( a-o~ 1t6.~ ~1t-rci.ocpE ... ecc. 129, perch non
2
F. MACLER, L'Apocalypse arabe de Daniel, publie, traduite et annote, <<Re- un testo a parte, ma si tratta di un'invettiva che si legge gi inserita nella
vue de l'Histoire des Religions>>, 49 (1904), p. 274; ed. R. J. H. GoTIHEIL, An Arabic
Version of the Revelation of Ezra, Hebraica, New-Haven, 4 (1887-88), pp. 15-17 (da Visio pi comune e che ha dato luogo poi a un nuovo testo apocalittico,
un ms. arabo diverso da quello utilizzato dal Macler: per errore attribuita a attribuito questa volta a <<Daniele monaco di chiarissima origine cretese,
Esdras). Su di essa cfr. G. GRAF, Geschichte der christliche arabischen Literatur, I, tardo e con italianismi ( = c, pi sotto) 130 Ma prima di affrontare il
Die Ubersetvmgen, Citt del Vaticano 1944 (= Studi e Testi, 118), p. 216.
121
H. ZoTENBERG, Geschichte Daniels. Ein Apokryph. herausgeg. und aus dem
Persischen uberset~t., Archi v fiir Wissensch. Erforschung des A. T.>>, ed. A. MERK, l 124
BHd 1871", inedito.
4, 1869, pp. 385-427; trad. frane .: J. DARMSTETER. L'Apoca/vpse persane de Daniel, in 125
R. MAlSANO, L'Apocalisse apocrifa di Leone di Costantinopoli, Napoli 1975,
Mlanges Renier (<<Bibl. de l'Beole des Hautes Btudes, 73), Paris 1887, pp. 405-420; pp . 67-112 e 117-120. = BHC 3 1871 e Auct. 1871.
MAcLER, Les Apocalypses, cit., II, L'Apocalypse persane de Daniel, <<Revue de l'Hi- 126 MAlSANO,
L'Apocalisse, cit., pp. 33-41. Cfr. n. 130.
stoire des Religions, 33 (1896), p. 42 sgg.; trad. ebr.: A. JELLINEK, Bet-ha-Midrash, V, 127
PC 111, 625-888 (capp. XXV-XXVI); VASILIEV, Anecdota, cit., pp. 50-58. Sulla
Leipzig 1873, pp. 117-130; trad. ted.: A. WUNSCHE, Aus Israel Lehrhallens, II, Leipzig sua interpretazione storica cfr. J . WORTLEY, The Warrior-Emperor of the Andrew
1908, pp. 57-78. Cfr. H. BurrENWIESER, art. Apocalyptic Literatur Neo-Hebraic, 13, Salos Apocalypse, Analeeta Bollandiana, 88 (1970), pp. 43-59; L. RYDEN, Zum Auf-
The Persian Apocalypse of Daniel, in Jew. Ene., I (1901), pp. 684-685; ID., Outline bau der Andreas Salos-Apokalypse, Eranos>>, 46 (1968), pp. 101-117.
of the Neo-Hebraic Apocalyptic Literature, Cincinnati 1901, pp. 43-44. 128
BHd 1874m.
112
BHC 3 nn.' 1870'-1870', e Auct. nn.' 1870xb_1870'h; cfr. PC 16, 2896-2901, 2840-2896, 129 3
BHG 1875 = IsTRlN, Otkrovenie, cit., pp. 143-144; KLOSTERMANN, Analecta zur
2901 -2905; H. B. SwETE, The Old Testament in Creek, III, Cambridge 1894, pp. Septuaginta, cit., p. 121.
577-585, 499-575, 587-593, ecc. 130
Pure di origine cretese l'altra versione della Visio Leonis che si legge nei
123
VASILIEV, Anecdota, cit., pp. 33-38. Non qui il caso di darne la dimostrazio- codd. Athen. gr. 2187, s. XV, e Sabait. gr. 128, s. XV-XVIII, ed. Maisano, pp.
ne: ogni lettore potr rendersi conto della cosa comparando i due testi. 117-125.
40 lV. LE V!SIONES DANIELIS
._ __I_V_. LE VISIONES DANIEUS _>> _ _ __ ___ _ __ 4.:..::.1

contenuto storico di queste profezie, (ci sembra) opportuno * tentare di


del genere saremo indotti a pensare, salvo dimostrazio ne del contrario, che
risolvere un problema di notevole importanza per la comprensio ne delle
lo pseudo-pro feta alluda ai popoli dell'Occide nte, e in particolare ai Franchi
profezie e per poterne dare un'interpre tazione storica, per quanto possibi-
(o Francesi) ed ai Longobard i (o Italiani: non necessariam ente della Longo-
le, accettabile.
bardia bizantina!).
Per comprende re bene il ruolo che queste stirpi bionde>> hanno nelle
profezie bizantine, occorrer esaminare la presenza di questa espressione
C. Il problema delle stirpi bionde>> nelle profezie greche su
nelle profezie, considerate via via in ordine cronologico . Quanto alla crono-
Costantinop oli e la fine d el mondo
logia delle singole profezie ci appoggerem o sulle opinioni gi espresse da
studiosi che ci hanno preceduto, sia per accettarle, sia per contestarle. Va
Spessissimo nelle profezie su Costantinop oli si incontra un'espressi one
da s che tale cronologia si basa sul contenuto generale di ogni singola
che sul primo momento ci lascia un po' perplessi. In quelle greche si parla
profezia, non sul fatto specifico della presenza dell'espress ione Stirpi
di l;a.vM yVTJ o di l;a.vi}v yvo, in quelle latine di natio flava cesarie>> di
bionde>>.
flava gens>>o gens blunda>>, in quelle slave di rusii rod , che si sarebbe-
Uno dei testi, tra i pi antichi, a mia conoscenza , in cui appaiono le
ro impossessa te di Costantinop oli. Ora, bene osservare che nelle fonti
stirpi bionde>> la Visio Danielis pubblicata dal Vasiliev, che allude, secon-
bizantine l'espression e consimile, !;a.vi} ~i}vTJ, appare gi canonizzata tra la
do l'Alexander, a fatti storici riguardanti la Sicilia verso gli anni 827-828 134,
fine del secolo VI e gli inizi del secolo VII a designare i popoli dei Franchi e
ma che in verit giunge sino alla fine del secolo IX, come vedremo. Ecco
dei Longobardi e di quelli che hanno uno stesso genere di vita . Cos si
una traduzione per quanto possibile letterale del passo che ci interessa:
afferma gi nello Strategicon (di)** Maurizio 131 , sulla base, molto proba-
bilmente, di una precedente tradizione che sembra essersi diffusa nel seco- Il Signore Iddio consegner nelle mani dei romei ( = Bizantini) Ismae-
lo V (con Prisco Panite, Claudiano, Agathias, ecc.) 132 La stessa espressione , le ( == il capo dei Saraceni opp. i Saraceni) e si compir il detto del profeta:
l;avM EWTJ, si ritrova negli scrittori di strategia e di tattica militare dei 'Consegner il peccatore nelle mani degli empi'. E voltosi indietro di nuovo
secoli IX e X (Leone VI imp., Problemata e Tacticae constitution es; Nicefo- richied er il loro sangue. E dopo di ci lascer andare ( 1bto.VO"E~) i suoi
messi ('rtp<r~w:;) tra le stirpi bionde (d "t' l;avM y vTJ) e assie me inseguiran-
ro Uranos, Tactica); e ancora nel secolo XIII in Giorgio Pachimere 133 Di no Ismael nelle sue regioni, e si compir (il detto) che 'il leone e il cucciolo
conseguenz a, ogni volta che incontrerem o nei testi profetici un'espressi one inseguirann o assi eme' ... E l'imperator e dei Romei inseguir Ismael fino al
confine. Poi l'imperator e andr (n.l}E~) nella grande Roma nel luogo detto
Chalkn zodon ( == Figura di bronzo?) che si trova col elevato ((O""t'cXIJ.Evov) e
lo batter con il suo flagello e spezzer la figura (?"t' s~oov) caduta come
* opportuno, io credo, A nube di polvere in un'aia estiva .. . E dopo di ci verranno (E),i}o u<r ~v) migliaia
** dello ps.- A di arconti (apxov"t"E<;) e porteranno a lui quantit enormi di oro, ed egli far
elargizioni (p6ya ) al suo popolo. E andr (H,l}E~) da Roma con una grande
moltitudine attraverso la terraferma sottometten do i popoli, e non c' chi
13 1 Cfr. Mauricii, Strategicon, ed. H . MIH!I.ESCU, Bucurel}ti
potr contrappor si a lui, perch il Signore Iddio con lui ... >>.
1970, pr., p. 40, 6
(l;avi}oi: ~i}vE.,-~v o~ov <I>pa:yyo,, AoyyL~6.plioL); III 5, p . 106, 25 ('t'oc t;a... i}oc ~i}"ll); IV l,
p. 140, l e XI PR e 3, pp. 262, 7-8 e 274, 16 (-co l;a vi}oi: Ei}vE<rLv, olov <l>pa:yyoLc;, Ho citato questo lungo brano perch ci permetter ora di porlo a para-
Aoyy~~lipooL xat c~1toc; 6~oo~aL"t"OL<; a\rrw'.l) (cfr. ora G. T. DENNIS, Das Strategikon
gone con un testo parallelo, cio con il .Ayo x "t'TJ'V Spa.<T~v "tou 11a.v~Tj..
des Maurikios, iibersetzung von E. GAMILLSCHEG, Wien 1981, CFHB 17); si veda A.
PERTUSI, Ordinamenti militari, guerre in Occidente e teorie di guerra dei Bizantini attribuito al Clisostomo , ma che in realt un centone dell'Apocal ypsis
(secoli VI-X), in Settimane di studio del Centro italiano di studi sull'alto medioe- Methodii (siro-greco- latina) con interpolazio ni tratte appunto da una Visio
vo, XV, Ordinamenti militari in Occidente nell'alto medioevo, Spoleto 1968, pp. Danielis molto vicina a quella che abbiamo ora (citato) * 135 Il brano che
673-675. ora tradurremo appartiene appunto a una di tali interpolazio ni :
132
Cfr. Prisc. Panit., fr. 16, in FHG IV 99; Claudian. In Rufin., II 110, e Bell.
Goth., 419, ed. Th. BIRTH, in MGH auct. ant., X, Berolini 1892, pp. (38) e (275);
Agathiae Hist., I 3, 4, ed. R. KEYDELL, Berolini 1967 (CFHB 2), p. 13, 3 sgg. * letto A.
133
Leon. imp. Problemata, ed. A. DAIN, Patis 1935; III 7, p. 31 ( = [ps.-]Maur.
Strat., III 5, 4); IV 3, p. 39 (= [ps.-]Maur. Stra!., IV, 1); XI 25, p. 72 (= [ps.-]Maur. 13
' Vis. Dan. gr., p. 39 Vasiliev; e su di essa cfr. ALEXANDER,
Strat., XI PR.); Leon. imp. Tact. Const., XVIII 80, PG 107, 965 AB (cfr. [ps.-]Maur. Medieval Apocalyp-
Stra!., XI 3); Niceph. Uran. Tact ., 51, cfr. A. DAI N, La Tactique de Nicphore ses, cit., pp. 1010-1017(; allo l;avi}v yvo accenna ARGYRIOU, Les exgses grecques,
cit., p. 103).
Ouranos, Paris 1937, p. 21 ; Georg. Pachym. de Mich. Pal. , I 18, PG 143, 488 B. 135
[Ioann. Chrysost.) Horn . de Vis. Dan. (= Vis. Dan. gr.), p. 36 Vasiliev. Cfr. pi
42 IV . LE VISIONES DANIELIS>>
IV. LE \"ISIONES DANIEL!S>> 43
E il Signore Iddio consegner Ismael nelle mani dell'imperato re per ordine di Dio si aprir. Eg li far regali con questo oro agli uomini. E
(~a.<n.wc;), e dopo di ci lascer andare (tbto<TU.Ei:) (i suoi messi?) nelle loro partir da Roma con una moltitudine di gente e andr alla Settecolli attra-
( ?) regioni e far una costruzione di navi e le orner (6pvEv<TE~). E altri suoi
verso la stessa strada di terraferma. E nessuno si opporr a lui, poich con
m essi (ci:yyouc;) invier (ci:?to<TnEi:) nelle parti pi interne di Roma e rappa-
lui il Signore Iddio ... >> .
cificher le stirpi bionde (TJJJ.Epwcm 't. t,a.vM EitvTJ) e insieme inseguiranno
Ismael. E allora si compir la profezia che dice: 'il cane e il cucciolo insegui-
ranno la bestia selvaggia'. E l'imperatore partito per Roma si diriger chiaro che questo testo, bench (di solito)* segua la prima Visio
(ELcr. ltE~) verso un luogo detto Longibardia e si opporranno a lui gli abitanti
di quel luogo; e avendoli mandati a chiamare entrer (EL<T.itE~) in Roma. E Danielis, a questo punto segue (o interpola) l'altro testo attribuito al Criso-
direttosi verso un luogo in cui era stato rinchiuso un tesoro, batter (xpouEL) stomo, pur compiendo ogni sorta di fraintendimen ti e di errori di tra-
con il suo flage llo verso l'immagine ('t" st!i8ov), in cui sta rinchiuso il tesoro. duzione.
Per ordine di Dio allora si aprir, e con esso far elargizioni (p6ya.c;) al suo Prima di tentare un'interpretaz ione storica di questi passi in cui un
popolo. E uscir (:t,t..itE~) da Roma con molto popolo e si diriger (:Jt.ln)
imperatore rappacifica le stirpi bionde>> vediamo un altro testo piuttosto
attraverso la terraferma nella citt dai sette colli (:v "TI 'E1t'tct.6cpl!J
11:6.E~ = Costantinopo li?) e non ci sar nessuno che si possa contrapporre a interessante, perch, oltre ad un brano parallelo a quelli ora visti, ne
lui, perch il Signore Iddio sar con lui .. . >>. contiene un altro di sapore molto diverso. Si tratta della Vita di s. Andrea
Sals, lo Stolto, in cui si leggono in du e punti diversi i due seguenti
opportuno far seguire (un passo della)* versione slava di un testo brani 137 :
che passa (sotto ) il titolo di Videnie Daniil, cio di Visione di Daniele 136 :

E il Signore Iddio consegner nelle mani dell'imperato re gli lsmaeliti,


dopo di che liberer tutti i suoi e costruir armi navali e invier le sue forze * per la maggior parte A.
nelle pa rti interne romane ( = di Roma), e rappacificher le barbe rosse (o
bionde: "rusye brady'') e cos caccer via lsmaele. E allora si compir il
detto: 'cos come il cane e il cucciolo di leone andranno a caccia insieme'. E
137
in questo modo l'imperatore andando a Roma arriver in un luogo che si Vita S. Andreae Sali, Vaticinium de rebus .futuris byzantinis, ed. A. A.
chiama Ivardja e resister anno (a lui) i Loing(h )i, che sono in quel luogo. Ed VASILIEV, Anecdota graeco-byzantina, Moskwa 1893, pp. 51 e 54, e recentemen-
egli acce ttando ci entrer in Roma ed arriver nel posto in cui nascosto te in Acta Sane t. Mai VI, Coro!!., Antverpiae 1688, pp . 91 * e 93*. Sulla datazione
lo scrigno. E dopo aver dato un colpo con la sua spada-flagello l dove si di questo testo i pareri degli studiosi sono diversi: SARA MURRAY, A Study of the
trova la casa di rame e la statua di rame in cui nascosto lo scrigno, questo Life of Andreas, the Fool for the Sake of Christ, Inaugural-Diss ertation zur Erlan-
gung der Doktorwiirde der Philosophische n Fakultat Sektion I der Ludwig-Maxi-
milians-Universitat Mtinchen, Borna-Leipzig 1910, pp. 27-31 , ritiene che la Vita sia
una historical nove! il cui fondo storico posto al tempo di Leone I (457-474),
ma in realt scritta nel IX-X secolo; A. A. VASILIEV, Michael III in apocryphal
* qui subito di seguito ]a A Literature, Byzantina-Metabyzantina>>, l (1946), pp. 237-248 e particolarment e p .
245, ritiene che vi sia descritto l'imperatore Michele III (842-867) e la sua lotta
vittoriosa contro gli Arabi; WoRTLEY, The Warrior-Emperor of the Andrew-Salos
Apocalypse, cit., pp. 43-59, ritiene invece che si tratti di Basilio I (867-886), perch
indietro n. 123. Nessuno, ch'io sappia, ha tentato di chiarire la datazione di nel testo detto di origine povera (tbt 7tEv[a.), come fu in realt Basilio.
questo testo. L'Alexander (Medieval Apocalypses, cit., pp. 998-999) assegna ad essa difficile decidere per l'una o l'altra tesi: anche Michele III proveniva da una
la data del IX secolo e credo che sia giusta, perch le interpolazioni sono tratte famiglia, quella di Michele Il, che era anch'essa non ricca, originaria di Amorio
da una Vis. Dan. molto simile a quella ora vista. in Frigia, la cui fortuna legata alla carriera militare di Michele Il. Le indicazio-
136
Videnie Daniil, ed. Istrin, p. 157. Ho tenuto presente anche l'edizione prece- ni storiche, nella Vita, sono molto vaghe e nessuna di esse decisiva per attribuir
dente di questo testo (pi completo) di P. S. SRECHKovr, Zbornik Popa Dragolia, le all'uno o all'altro di questi due imperatori. Pi prudentemente sar sufficiente,
<<Spomenik, Srpska Kraljevska Akademija>>, 5 (1890), pp. 10-11, e successiva di P. per i nostri fini, ritenere la Vita della seconda met del secolo IX. Cfr. RYDEN,
A. LAVROV, Apokrificeskie Teksty, Sbornik Otdelenija Russkago Iazyka i Slovesno- Zwn Aufbau des Andreas Salos-Apokalyp se, cit.; J. T. WORTLEY, The Life Andreas
sti Imp. Akademija Nauk, 67, 3 (1899), pp. 1-5. A differenza dell'Alexander (Medie- the Fool, in Studia Patristica, X, Berlin 1970, pp. 315-319(; Il Mango, in un contri-
val Apocalypses, cit., p. 1003), che ritiene questo testo una traduzione da un
buto assai recente, propone una datazione molto alta per la Vita di s. Andrea
originale greco perduto, ma molto vicino alla Vis. Dan. gr., pp. 38-43 Vasiliev, Salos, ritenendola composta all'inizio del regno di Giustiniano II, tra il 680 ed il
ritengo anch'io che derivi da un originale greco perduto, ma che a mezzo fra la 685 (C. MANGO, The Life of St. Andrew the Fool Reconsidered, Rivista di Studi
Vis. Dan. gr., pp. 38-43, e la Vis. Dan. gr., pp. 33-38, cio l'Omelia attribuita al Bizantini e Slavi, 2 [1982] [Miscellanea Agostino Pertusi, II], pp. 297-313, in part.
Crisostomo, perch presenta brani quasi identici o molto vicini, ora dell'uno ora pp. 305-308). Sulla Vita di s. Andrea Salos si veda anche ARGYR!OU, Les exgses
dell'altro testo .
grecques, cit., pp. 96, 100 e 262).
44 IV. LE VISIONES DANIELIS
- - - - - - ---- - - IV. LE VISIONES DANIELIS>> 45
(Iddi? adir~to contro l'empiet dei figli di Agar, cio contro i Saraceni
suscttera un zmperatore . che li distrugger;) porr poi la sua man~
oo Si noti che nel secondo testo, oltre [che] all'invio di ambasciatori,
destra .sul ~a_r~ e ral?paczfi,c~1er le stirpi bionde ('I!-IEPWcm >t. l;avM yv'lJ) e (comune al) * primo, si specifica che essi verranno spediti a Roma e che
ren~e_ra u~nh 1 suoi nem1c1 sotto le sue mani e il suo scettro (durer)
dod1c1 anm " addiverranno ad una pace e ad un'alleanza con <<le stirpi bionde; non
solo, ma si chiarisce che gi pronta una flotta per una spedizione per
<~Dopo che l'imperatore avr deposto la sua corona e l'avr consegnata portar guerra agli Ismaeliti, dopo che stata sancita una pace con loro, o
a D10 a Gerusalemme (_sul G.olgo~a) e avr dato a lui anche la sua anima, comunque dopo aver loro inflitto una grave sconfitta. Se [anche] questo
allor~ sorgeranno tre g10vam (vEW>tEpoL) in questa citt, impudenti e pazzi testo del secolo IX, come si ammette in generale, molto probabile che
che s1 far~nno la guerra l'un l'altro, e il primo di questi andr a Tessaloni:
c~, portera .la gu~rra alla _POPO!azione di essa per sette anni, e far portare in esso si alluda: l) alla grave sconfitta subta dagli Arabi a Poson
a1 sacer~ot1 ed a1 m~mac1 ~rm1 da guerra, e costruir grandi navi e andr nell'863, in cui mor l'emiro di Melitene; 2) all'invio della flotta bizantina
a Ro~a, e stando du;manz~ alle sue porte (porger il suo saluto) Allora 000 prima a Ragusa, nell'868, per Jiberarla dall'assedio dei Saraceni, poi nel-
portera !fu_erra alle stzrpz bwr~:de (cr>tpanvcrEL >t. l;avM yv'l]) e far navi e se l'Adriatico, nell'869, per aiutare Ludovico II a liberare Bari e la Puglia dai
n?e a~dra ,m ,mezzo al conoscmto e allo sconosciuto e accoglier gli stessi
(. 'tOV<; ctV'tOV<;) oo . Saraceni; 3) all'alleanza tra Basilio I e Ludovico II, tra 1'869 e 1'871, in
vista delle operazioni in Italia meridionale, alleanza che peraltro dur
breve tempo, a causa delle dispute insorte tra i due imperatori sulla
questione del titolo imperiale; 4) alla riconquista bizantina di Bari
dell'876, a seguito della richiesta della citt rivolta al governatore bizanti-
no di Otranto; 5) all'alleanza del papa Giovanni VIII con Basilio l,
nell'877-878, (perch) non spera** pi nell'aiuto di Carlo il Calvo, e al
riconoscimento o alla riabilitazione di Fozio nel Concilio Costantinopo-
li dell'879-880; 6) alle imprese vittoriose contro gli Arabi in Asia Minore
(878, alle Porte Cilicie), nello Ionio e in Sicilia (879-880, battaglia davanti
alle isole Lipari), in Italia meridionale (885, Niceforo Foca riconquista le
. Ecco un caso in cui lo stesso tema profetico, quello delle stirpi piazzeforti della Calabria e assoggetta i governatori longobardi, oltre che i
biOnde, sembra esser stato usato pi di una volta per esprimere due principi di Salerno, di Napoli e di Benevento, a Bisanzio) 140
situazioni storicamente diverse. Se il primo testo allude in generale a fatti
storie~ svoltisi nella prima met del secolo IX e pi in particolare ad * come nel A.
avvemmenti della Sicilia bizantina invasa dagli Arabi aglabiti dell'Ifriqiya ** non sperando A.
138
(Tunisi) , possibile che l'accenno ad uno scambio di ambascerie o ad
un invio di ambasciatori sia da riferire ai tentativi fatti dall'imperatore p.(ISI). Su queste ambascerie, prima a Ludovico il Pio, a Ingelheim (839), poi a
Teofilo prima con Ludovico, nel!'839-840, poi con Lotario, nell'842, per Venezia (840) e contemporaneamente in Spagna (839) presso il califfo omayyade
ottenere aiuti militari allo scopo di combattere l'invasione araba in Sici- 'Abd ar-Rahmin, infine di nuovo a Lotario (842) cfr. A. VASILIEV, Byzance et les
lia 139 Arabes, I, La dynastie d'Amorium (820-867), d. fran. par. H. GRGDIRE, M. CA-
NARD, C. NALLINO, E. HONIGMANN, C. BACKVIS, Bruxelles 1935, pp. 177-178. Come
noto, Venezia, dietro sollecitazione dell'ambasciatore bizantino, il patrizio Teodo-
13a A h .
sio, invi una flotta di 60 navi che venne distrutta dagli Arabi davanti a Taranto
. ne e se ntengo che I'A1exander (Medieval Apocalypses, cit., p. 1010 sgg.) (840); Ludovico il Pio invece non pot accedere alle richieste dei due ambasciato-
abbia ragiOne a porre gli avvenimenti a cui si allude in questo testo fra 1'827 e ri bizantini, Teodosio, vescovo di Calcedonia, e Teofane spatario, di attaccare gli
1'829, nella Sicilia bizantina agli inizi dell'invasione araba non mi sembra arbitra- arabi d'Africa, perch mor lo stesso anno (840); cos pure 'Abd ar-Rahmn, mal
rio_ ampliare il periodo stori.co a c~i ess? fa riferimento, ~per due ragioni: l) per- grado le promesse, non pot inviare aiuti, perch impedito da difficolt interne.
eh~, c?me se~pre accade d~ ~uesti testi, lo pseudo-profeta scrive post eventum, e L'ambasceria dell'842 doveva iniziare colloqui con Lotario per un matrimonio
q.m~dJ ~opo 1829; ~) perche l accenno alla rappacificazione delle stirpi bionde, tra la figlia di Teofilo e il figlio di Lotario, Ludovico; ma tutto and a monte per
CIOT3fei Franchi, nmarrebbe senza spiegazione plausibile. la morte dello stesso Teofilo (842). Il Vasi!iev, l.c., ha cercato di dimostrare che
Cfr. Genes . .Reg., pp. 71-72 Bonn.:. Theoph. Cont. Chron., p. 135, 37; Georg. tali ambascerie furono provocate non tanto dalla terribile sconfitta di Amorion
Cedren. ~ynops. hzst., Il, p. 138; Prudentn Annales Bertiniani, in MGH SS I, p. 434; (838), quanto dalla presa di Taranto (839) da parte degli Arabi di Sicilia.
Joann. D1ac. Chron. ven., ed. G. MONT!COLO, in FSI, IX, Roma 1890, p.(I09); Dandul. 140
Cfr. VASILIEV, Byzance et les Arabes, cit., I, pp. 249-256, e II, l, La dinastie
Chron. per extens. descr., ed. E. PASTORELLO, in RIS, XII l, Bologna 19381958, macdonienne (867-959), d. fran. par. M. CANARD, Bruxelles 1968, pp. 10-13, 14-21,
66-68, 68-70, 82-83, 95-99, 110-111, e le fonti ivi citate.
46 TV. LE VISIONES DANIELIS _ __ _ _ _ _ _ _ __ _::_IV. LE VISIONES DANIELlS
47
Quanto segue nella prima Visio Danielis, nel Discorso pseudo-crisosto- alluda alla spedizione normanna del 1185 contro Tessalonica, 142 anche se
meo e nella versione slava della Visio, anche se detto in modo un po' tale ipotesi non interamente da escludere, ma certo che in questo
diverso - e cio andata dell'imperatore a Roma, flagellazione del X(J. passo della profezia si parla dei rapporti con le Stirpi bionde non pi in
xv s~L0\1 ( = Figura di bronzo o Animale di bronzo) e sua distruzione, termini di pace, bens di ostilit. E in effetti nelle profezie che ora segui-
anivo degli arconti con l'oro, elargizioni al popolo, viaggio da Roma per ranno vedremo che si parler delle stirpi bionde>> sempre come popoli
terraferma sottomettendo i popoli; oppure: andata dell'imperatore a Ro- ostili ai Bizantini.
ma passando per la Longibardia, i cui abitanti gli si oppongono, entrata in Uno dei passi pi significativi forse in cui si accenna alle stirpi
Roma, ricerca del tesoro c flagellazione del(lo) s~LOV (figura o animale), bionde>> come profondamente ostili all'impero di Bisanzio si legge nella
apertura del tesoro ed elargizioni al popolo, viaggio da Roma per terrafer- [gi ricordata] profezia composita del Laud. gr. 27 . Barocc. 145 143 in cui si
ma verso la Citt dei sette colli (= Costantinopoli?) - potrebbe alludere allude con sicurezza all'impresa contro Cipro di Riccardo Cuor di Leone
appunto all'assoggettamento della Longobardia per opera di Niceforo Fo- durante la III Crociata nel 1101 (inc. Ai: (].'t aoL, 'tlj!J.ov, xExa.v!J.VTJ Ku7tpo.;):
ca nell'885. chiaro che tutto ci visto o immaginato come una gloria
personale dell'imperatore Basilio l, anche se questo imperatore non fu
"O'ta.V -;: savuov .ET].(].TlJO"EL XOO"!J.OV
axa.vi)(]. * 7tVp. TOU TE O O"\1 T )._ .
mai in Italia meridionale n a Roma. Ci che rimane abbastanza misterio- oT(J.v \jiExaE vETou aoL 7tEaouvT(J.L
so questo monumento che vien detto X(J..Xv s~1.ov O semplicemente (J.U aTE f.i.[).. -r:o 6f.l.OlOV -r:i!J axpLO(,
S~L0\1, flagellato e mandatO in frantumi dall'imperatore, (che] Sia CS 7topl){JO"EL ltOO"!J.OV v apva!;L l;v.Cva.L<;
so * o no il luogo in cui stava nascosto il tesoro. Mi chiedo se qui non si acpay] 7tEaouvT(J.L X(J.. 7tpa.-rTljaovTa.L vi'jaoL
Jt(J.. !-LXPL O"Tlji)ovc; TW\1 r7t7tW\I a!!J.(]. pEUO""lJ"
alluda alla famosa statua di bronzo di Marco Aurelio a cavallo, il cabal- i)pl]v'T)aov, xauaov X(J.. 7tvi)T)aov, i).C(].
lus Constantini dei Mirabilia e degli Itinerari(a) medievali, che, prima di T. vTLIX. y.p !J.PTJ Tou xt!J.O.T6<; aov
esser trasportato sul Campidoglio (nel 1530), stava a fianco della grande X(J.1:EX7topi)ljaEL T \ji(J.UXE\IOV lfl)vo<; ...
sala pluriabsidata del concilio del Patriarchio Lateranense, (la prima) **
residenza medievale dei papi 141 . L'atto della flagellazione e della distruzio- Quando la bionda (stirpe) depreder il mondo (ci sar) una spina di
ne che si suppone compiuto dall'imperatore bizantino certo simbolico, a fuoco (?) di O con L; quando le piogge torrenziali cadranno su di te (o
denotarne la pietas cristiana. Ma non che un'ipotesi in attesa di poter Cipro), allora il rosso ( = crociato) simile alla cavalletta distrugger il
mondo sulle (sue) arche di legno ( = navi), le isole cadranno e saranno
dare una spiegazione pi fondata storicamente. soggette alle stragi e il sangue scorrer fino al petto dei cavalli. Leva
La profezia inserita nella Vita di s. Andrea, anche se molto pi breve, lamenti, piangi e rattristati, o misera: le parti settentrionali della tua
non presenta nel primo passo una versione diversa rispetto a quelle ora regione saranno distrutte da un popolo altero ... >>.
viste. Dove invece cambia sostanzialmente nel passo successivo, in cui,
dopo l'andata dell'ultimo imperatore a Gerusalemme, la consegna della Una delle profezie pi antiche - se delle pi antiche si tratta - in
corona a Dio e la sua morte, uno dei tre giovani, impudenti e pazzi>>, cui riappare questa situazione di ostilit nei confronti delle stirpi bion-
prima andr a Tessalonica, e vi porter la guerra, poi a Roma, e anche de quella di Leone di Costantinopoli, nella sua De fine mundi homilia
qui porter la guerra alle Stirpi bionde>>. Mi sembra difficile che qui si (sicut praevidit Daniel propheta) ' 44 . Ecco quanto si legge in questa profe-

* t ii.xo:v}a. corruptum? A, ma cfr. p. 180, v. 243.


* esso sia A. 2
** l'antica A. ,. Cfr. Eustazio di Tessalonica, La espugnazione di Tessa/onica, ed. St. KYRIA
KIDES, trad. ital. di V. RoTOLO, p. 140, 15 sgg. in cui si allude a sogni di uomini
virt1'ipsi>>, rivelatori del futuro.
141
Cfr. pp. 70 e 180.
Cfr. F. HERMANIN, L'arte in Roma dal secolo VII al XIV, Bologna 1945 144
MAlSANO, L'Apocalisse apocrifa di Leone di Costantinopoli, cit. L'editore
( = Storia di Roma, XXIII), pp. 101-107; F. CASTAGNOLI C. CECCHELLI G. GIOVAN ritiene che questo testo sia stato composto al tempo di Niceforo I (802-811) o
NONI -M. ZoccA, Topografia e urbanistica di Roma, Bologna 1958 ( = Storia di subito dopo. A parte le gravi difficolt che insorgono circa le identificazioni
Roma, XXII), pp. 211-228 e particolarmente pp. 217-218. E pi in generale: Ph. dell'imperatrice !rene, Originaria della citt di Metone, brutta ed empia, del
LAUER, Le Palais du Latran, Paris 1911; C. CECCHELLI, Il Laterano, in Roma successivo imperatore Costantino, originario dell'Arabia, della citt di Ausitide>>,
nobilis, a cura di I. CsccHEITI, Roma s.a. (ma 1952), pp. 789-824. restauratore della fede, e del principe fanciullo di nome Archelao, deforme e
48 !\'. LE VISIONES DA.:-<IELIS
IV. LE \'ISIONES DA.NIELIS 49
zia ''5:
eh~ che ~ssi ~iano)_ come a genti crudeli e malvagie>>, che distruggono le
<<Ascolta come sar il principio di quei giorni brutti, amari e crudeli, ch~ese bJZanti~e e Impongono (o cercano di imporre) l'uso latino del pane
odiosi ai buoni e degni di compianto. Sorgeranno infatti all'inizio di essi le azimo, per cm <<non pochi appartenenti al clero cercano di sottrarsi con
stirpi crudeli, bionde (~avi}o:C) e malvagie nella Settecolli e annienteranno la fuga a tale imposizione. difficile dire a quale periodo faccia riferimen-
le chiese di Dio e sanzioneranno il (pane) azimo (xupLOucrw 't\1 IH;u~ov
Mais.; xup(wcr)oucrw -rv IH;u~ov legendum, cfr. infra) e fuggiranno via da to la profezia, se alluda alla spedizione dei Normanni contro Tessalonica
esse (opp. verso di lui) non pochi dell'ordine sacerdotale delle chiese di (1185), che era diretta contro Costantinopoli (sconfitta dei Normanni di
Dio e dei monaci: da ci tutti conosceran'no che la fine vicina (Matth. Sicilia a Mosinopoli e a Dimitritza, 7 novembre 1185) - e in Tessalonica
24, 32)>>. stessa devastarono chiese e monasteri facendosi beffe della liturgia bizan-
tma, come racconta Eustazio di Tessalonica: [che] anch'egli allude a profe-
Ha avuto torto, a nostro avviso, il recente editore di questo testo a zie di <<uomini virtuosi 147, i quali avrebbero predetto i mali di cui avreb-
correggere pesantemente e a dare di questo passo la traduzione che ha be sofferto l'impero; e Guglielmo II; sollecitato ad intervenire dopo il
dato, perch in tal modo ha svisato interamente il significato di questa massacro dei Latini a Costantinopoli nel 1182, avrebbe detto che ccavrebbe
profezia l<. Qui senza alcun dubbio si allude ai Latini (Normanni o Fran- coperto la stessa Costantinopoli con nembi di soldati e che da tali nubi
avrebbe fatto piovere morte e avrebbe inondato Andronico (I Comneno) e
148
i suoi>> -, oppure se alluda alla spedizione, ben pi grave per i Bizanti
guercio, predecessore dell'Anticristo, rispettivamente con !rene di Atene (797-802), ni, della IV Crociata, che si concluse con la conquista di Costantinopoli
con Costantino VI (780-797) e con Niceforo I (802-811), proposte dal Maisano
(ibid., pp. 39-40), a parte queste notevoli difficolt, rimane il fatto che in questo l'insediamento dei Latini in essa e l'imposizione della liturgia e del cler~
latini.
testo, come gi nei precedenti, si parla delle stirpi bionde, e in termini non di
pace, come nei testi del secolo IX, ma di guerra o di inimicizia (crudeli ... e In ogni caso, comunque si voglia interpretare sto~icamente il passo
malvagie), come nelle profezie pi tarde. sopra riportato della profezia di Leone di Costantinopoli, certo che esso
145
MAlSANO, L'Apocalisse, cit., pp. 70-71, !in. 56-62. fa riferimento ad un momento in cui a Bisanzio le <<stirpi bionde sono
146
Ecco la traduzione del Maisano (op. cit., p. 125): Ascolta come sar il
principio di quei giorni tristi, amari, crudeli, pietosi e disgraziati. Si leveranno considerate nemiche dell'impero. Del resto ad una situazione consimile ci
infatti al principio di essi delle stirpi crudeli, sanguinarie e malvagie nella Citt portano anche le altre profezie. Ecco, ad esempio, il passo della Visio
dei sette colli e faranno scomparire le chiese di Dio, e si impadroniranno dell'uo- Danielis greca pi comune e pi diffusa a partire almeno dal secolo XIV -
mo puro, e fuggiranno da loro non pochi dell'ordine sacerdotale, della Chiesa di i codici pi antichi che la riportano non vanno al di l del 1332/3 149 - in
Dio e dei monaci ecc.. L'espressione !;cx.v~cx.C non ha affatto senso negativo, cui si parla della stirpe bionda>> 150 :
come crede il Maisano (op . cit., p. 125, n. 57) e il rinvio a Eur. /ph. Taur., 73 non
ha alcun senso, perch in questo verso l'aggettivo !;<iv~' assume il valore di <<~ua~, guai a te, o Set~ecolli,_ ~ ca17sa di u~a tale ira (di Dio), quando
rossicce, arrossate insanguinate in quanto le chiome ('tp~)(WIJ.CX.'tcx.) sono (sarai) Circondata da molt1 eserc1t1 e signoreggiata da un esiguo comando
sporche di sangue (t!; cx.l!J.<i'twv); e oltre tutto, insanguinate non sanguinarie, e le tue ~ura cadr~nno come. fichi s_cossi (cruxL-f}.o:-ra) e il giovane marcer
il primo ha valore passivo, il secondo invece attivo. Quanto poi alla frase contr<;> dr te, (?PP- t1 calpestera), o misera Settecolli, porr il (suo) scettro e
xupLoiiaw 't\1 li~u!J.ov si noti che il Maisano ha corretto 't dei manoscritti in 'tv, n(;m nmarra m esso (? tv o:u-r~) e getter le sue mani sui santi altari di
trasformando il neutro in maschile (cosa davvero incredibile!) senza alcuna Dw; e le c?~e sante s_ar~nno ~is~~tte (.7toxp-f}croucrw) e saranno date ai figli
ragione valida, e che il verbo xupLoiicrLv appare sospetto: o si deve leggere della perdrzwn~. E SI nsveghera 1l serpente che dorme e colpir il giova-
xup(wcr)ouaw o anche xupaiicrLv (presente con valore di futuro, usato spesso nelle ne, avendo egh appeso la sua corona alla veste, render glorioso il suo
profezie), oppure xupL(Eu)oucrLv; ma credo che la prima correzione si adatti meglio nome t:Jer breve t_e mpo, ~a i _figl i della perdizione saldamente fermi volge-
al testo, perch qui si allude all'uso latino del pane azimo nell'eucarestia, uso che ranno 1 loro volti verso l occidente del sole, e cos il serpente che dorme
i Latini cercarono di imporre durante la loro dominazione. Come noto, la
questione degli azimi, insorta al tempo di Michele Cerulario (secolo XI), continu
con particolare veemenza polemica da una parte e dall'altra nei secoli XII e
XIII, fino al Concilio di Firenze (cfr. M. JUGIE, Theologia dogmatica Christiano-
rum Orientalium, I, Theologiae dogmaticae graeco-russicae origo, historia, fontes, 147
Cfr. n. 142.
Parisiis 1926, pp. 311-344; II, Theologiae dagmaticae ... expositio de sacramentis 148

seu mysteriis, Parisiis 1930, p. 232 sgg.; M. GoRDILLO, Theologia Orientalium cum 149
Eustazio di Tessalonica, La espugnazione, cit., p. 58, 26 sgg.
Latinorum comparata. Commentatio historica, I, Romae 1960, p. 208 sgg.); ma 150 C~r. SCHMOLDT, Die Sch~ift, cit., pp. 115-116 (Vat. gr. 1700, a. 1332-1333).

un'azione particolare svolsero i polemisti latini appartenenti all'Ordine dei Fratres Vzs. Dan. gr. A;p. 44 Vas1hev; KLOSTERMANN, Analecta zur Septuaginta, ci t., p.
Praedicatores, cio dei Domenicani, fra il 1228 e il 1252 (cfr. M. GORD[LLO, Theolo- 116; ID., Zur Apok~lypsis _Dan~els, ci t., p. 148; lsTRIN, Otkrovenie, cit., 1898, l, II, p.
gia Orientalium, cit., pp. 263-265 e bibliografia quivi citata). 136; SCHMOLDT, Dze Schnft, Clt., pp. 126-127; MACLER, Les apocalypses cit. V pp.
312-313. ' ' '
50 IV. LE \'ISIONES DA:\IELIS>> IV. LE VISIONES DANIELIS 51

dar la morte santa, e dominer nella Settecolli la stirpe bionda per sei e identificare con Alessio IV Angelo, [co-]imperatore con il padre Isacco II,
cinque anni (app. seicinque = 65?). E saranno piantat(i) * in essa dei riposto sul trono di Bisanzio dai Latini (l agosto 1203), il quale aveva
legumi e molti ne mangeranno per la vendetta dei santi ... .
accettato di sottomettersi a Roma e aveva promesso di pagare le spese
dei Crociati, e che il <<serpente che dorme potesse esser identificato con
Se da una parte l'accenno al giovane che marcia su Costantinopoli e
Alessio V Ducas detto Murzuflo, il quale suscit una sommossa, si fece
la conquista richiama da vicino un passo della Visio Danielis armena del
proclamare imperatore, gett in prigione !sacco II e fece strangolare
secolo VII 151 :
Alessio IV. Ora vero che Alessio IV era molto giovane- di circa 14 anni
Malheur aux hommes qui seront dans ce temps-l! Et le roi tournera -, che marci contro Costantinopoli ed entr in essa assieme ai Latini (17
son visage vers l'ouest; ensuite, malheur toi, la Ville aux sept collines, luglio 1203), che il suo regno ebbe breve durata (l agosto 1203- 5 febbraio
quand ton roi sera un jeune homme! En ce temps-l une grand affliction
t'a ttendra ... 1204) e che venne considerato come un eretico per aver fatto atto di
sottomissione al papa 155 e un traditore per aver consegnato la citt nelle
che, a sua volta, allude ad Apoc. 12, 5 ed a Orac. Sibyll. VIII 196, ed anche mani dei Latini; ma se Alessio V Ducas volle vendicare il suo tradimento
a un passo della Visio Danielis slav. B :
152 uccidendolo (qui, la <<morte santa), non si vede perch venga considerato
come un <<Serpente>>, che l'immagine biblica del demonio (Apoc. 12, 9: <<il
E ci saranno presagi sul giovane: in quei giorni gli altari di Dio serpente antico, che detto Diavolo): un appellativo che non si adatta
saranno orbati ... E il serpente che dorme si erger contro il giovane ... e il
giovane volger il suo viso verso il (suo) popolo insensato, dove i principi bene alla sua figura. lo credo invece che qui il <<giovane sia da identifica-
sono molti, e governer con pochi beni, e il giovane lottando vincer il re con l'ancor giovane Baldovino I di Fiandra, poco pi che ventenne,
serpente e soggiogher un cucciolo ... , proclamato imperatore il 9 maggio 1204, tanto pi che la menzione del
<<giovane che <<porr il suo scettro (cio che diventer imperatore, non
dall'altra [qui], in questa profezia, non si possono avere molti dubbi che si che sar restituito sul trono, come fu il caso di Alessio IV) fa seguito al
alluda alla IV Crociata 153, ma bisogna pensare che essa sia stata redatta crollo delle mura, cio alla seconda entrata dei Latini (12 aprile 1204). Il
dopo la riconquista bizantina del 1261, tanto pi che la durata del domi- regno di Baldovino dur in effetti per breve tempo (9 maggio 1204- 14
nio della stirpe bionda [fatta durare] sei e cinque anni- da intende- aprile 1205 e l'istituzione del nuovo impero latino comport gravi conse-
re o sessantacinque o cinquantasei -, [cio] all'incirca quanto dur la guenze sul piano religioso, come la sottomissione al papato, la creazione
dominazione dei Latini su Costantinopoli (1204-1261 = cio 57 anni effetti- di un patriarca latino, l'introduzione del clero e del rito latino, l'uso degli
vi). Si pu invece avere qualche dubbio su chi sia il giovane che marcia azimi, ecc., cose tutte che erano viste dagli ortodossi come espressioni di
contro Costantinopoli o la calpesta, che porr il (suo) scettro e rimarr eresia. Il <<serpente, che risvegliatosi colpir il giovane, si render
in esso, che getter le sue mani sui santi altari e li dar ai figli della glorioso per breve tempo, ecc. deve esser identificato con lo zar bulgaro
perdizione; e chi sia il serpente che dorme il quale dar la morte Kalojan, tradizionale nemico di Bisanzio - e per questo detto <<serpente
santa al giovane. Il Bousset 154 emise l'ipotesi che il <<giovane fosse da -, ma che in quell'occasione si affianc ai Bizantini contro i Latini, scon-
figgendo davanti ad Andrinopoli Baldovino l (14 aprile 1205) 156, che venne
fatto prigioniero e mor in carcere a Trnovo.
* piantate A. La presenza di un <<giovane che si impossessa dell'impero d'Oriente si
fa sempre pi frequente nelle profezie greche, e cos pure quella delle
<<Stirpi bionde. Ecco un altro curioso esempio tratto da una frammenta-
151
MACLER, Les apocalypses, cit., IV, p. 305. ria Visio Danielis che sembra da collocare anch'essa nel secolo XIII e che
152
IsTRIN, Otkrovenie, cit., 1898, l, II, pp. 159-160.
153 appare imparentata con la precedente profezia 157 :
Non credo che sia accettabile l'opinione dello Schmoldt (Die Schrift, cit.,
pp. 165-166): Zweifellos sind in der LVD (Vis. Dan.) mit dem 'blonden Ge <<Sorger un giovane (~Ep6.xLov) dal fianco di una zanzara e (venendo)
schlecht' germanische Vilker gemeint, aber nichts zwingt dazu, sie hier (wie dalla Libia con la stirpe bionda entrer nella Settecolli e la sottometter a
BousSET, Beitrage, p. 290 es tut) mit dem Kreuzfahren zu identifizieren, zumal
dann bewiesen werden miisste, dass diese in Konstantinopel Gemiise angepflanzt
haben. vero che nella profezia si dice: E saranno piantate in essa dei legumi 155
Lettera del 25 agosto 1203, PL 215, 236-237.
ecc., ma la frase, a nostro avviso, da intendere in senso metaforico, ad 156
Cfr. J. LONGNON, L'empire latin de Constantinople et la principaut de
indicare lo squallore della dominazione latina. More, Paris 1949, pp. 77-80 e 87-88.
154
Cfr. BOUSSET, Beitrage, cit., p. 290. 157
Cfr. IsTRIN, Otkrovenie, cit., 1897, 3, II, p. 318.
52 IV. LE VISIONES D
_A
_N_IE_L_I_S_>>_ _ _ _ _ __ _ _ _
IV. LE VISIONES DANIELIS>> 53
se stesso. Ed in quei giorni il Signore invier la sua ira sul volto della
Settecolli ed il fuoco la brucer e come un fico scosso sar distrutta (?). E Altra profezia che ricorda l'avvento della Stirpe bionda assieme ad
la stirpe bionda entrer nella Settecolli ed in essa rimarr per trecento un giovane biondo>> conservat a in un codice di Vienna ed indicata
giorni. E allora il Signore Iddio far sorgere l'uomo suo giusto e ricostrui- come Oracolo del profeta Daniele 159 Ecco l'inizio:
r le chiese bruciate e le far risorgere>>.
Guai a te, o Settecolli, quando lo scettro angelico dominer e su di te
A questa profezia fanno eco due oracoli in poesia 158
regner un biondo giovane e con la stirpe bionda entrer in te ... >>.
:
l) Reggia di Bisanzio, casa di Costantin o,
Roma, Babilonia e altra nuova Sion, Si noti che uguale inizio hanno altre due profezie pseudo-da nieliche,
anche tu impererai per tre volte trecent'an ni ma in particolar e una di esse, che dice 160:
meno una decina (opp. ventina).
Raccoglie rai l'oro delle genti come polvere Il Signore dice: 'Guai a te, o terra, quando lo scettro degli angeli
e impererai su tutte le province vicine. regner su di te' ... >>.
Ma te l'infocata (opp. l'ultimo fuoco) e (opp. e (la)) bionda gente
tutta ridurr in cenere e distrugger il tuo impero. Tuttavia, in quest'ulti ma non c' accenno alla Stirpe bionda e nemme-
Sarai di nuov'o come se tu non fossi mai stata prima, no nell'altra, che inizia 161:
finch il dito di Dio apparso dall'Orien te
riempir due dita della mano dissolta Guai a te citt Settecolli, le tue belle mura cadranno in rovina e un
che portano le lance, come soffi da fornace, giovane ti calpester e porr il suo scettro ed in esso non rimarr per il
con cui vendicher anno la morte paterna (app . l'eredit paterna) ... . fetore degli uomini ... .
2) Pensa al numero di mille due volte per tre
quando essi portano la fine con il settimo secolo: Non inverosim ile supporre che il redattore dell'Oracolo del codice di
la stirpe bionda giunger a Bisanzio ... Vienna abbia coniato il suo testo basandos i su un(a) * di quest(e) due
ultim(e profezie) **. [Si tenga presente, tra l'altro, che] L'espressi one <do
Si noti che nel primo di questi due ultimi oracoli la data abbastanz a scettro angelico o lo Scettro degli angeli pu essere interpreta to in
trasparent e: 3 x 300 = 900- 10 (app. 20) = 890 (opp. 880), la quale cifra duplice modo: o lo scettro, cio il regno, degli angeli di Dio (ma poco
sommata al 330 (o meglio al 325), anno della fondazion e di Costantin opoli, probabile ) oppure lo scettro degli Angeli, cio della dinastia bizantina
d un anno che varia dal 1205 al 1220. Ci che invece non chiaro il degli Angeli, da !sacco II Angelo ad Alessio V Ducas, sotto il quale ultimo
fatto che nella precedent e profezia il giovane conquista tore di Costanti- nel 1204 Costantin opoli cadde in mano dei Latini 162 [E si ricordi che] La
nopoli con la stirpe bionda>> fatto venire dalla Libia>> e nascere (?) terza profezia qui citata, derivata a sua volta da un Oracolo attribuito a
dal fianco di una zanzara. Quanto al toponimo Libia non credo che si Leone il Saggio, espressam ente menziona ta da Isidoro di Kiev e da Leo-
tratti di errore. Qui Libia>> potrebbe stare per Etiopia o per Africa>>, nardo di Chio a proposito della caduta di Costantin opoli in mano turca nel
163
pi in generale. Rimane invece per (noi) * piuttosto misterios a l'espressio - 1453
ne: << dal fianco di una zanzara>>. Se essa ha la sua origine in Gen. 35, 11 Lasciamo *** da parte altre profezie o oracoli pi tardi in cui si ritrova
(reges de lumbis tuis egredientu r, riferito a Giacobbe) , qui il termine menzione della stirpe bionda o di re germanici o francesi che in qualche
xwvwtjl rimane oscuro, a meno che non si tratti di un nome di luogo (cfr. modo potrebber o essere delle identificaz ioni del giovane biondo>> di alcu-
Plin. n.h. IV 12, 24: isola alle foci del Nilo), o del nome K6vwc,, per cui vedi
al comm. Vis. Dan. sl.A.
* uno A.
*me A. ** questi due ultimi testi A.
*** Lascio A.
158
Pseudo-Leonis imp. Oraculum de restitution e Constantinopoleos, PG 107,
1149; N. A. BEES, Jlf:p -roii ltnopT}fi.vOu XPTJ!7f.I.Oloy[ou -rfg -xpa-r:t-xf] Bt{J.toiJf}xT} -roii
159
BEpo.f.vou (Codex Graecus fai. 62 = 297) xal -r:ou iJpu.ou -r:ou Mapfi.apwfi.
vou Ba!7t.tii .. ,
Vindob. Suppl. gr. 172, ff. 38-39', secolo XVI; cfr. SCHMOLDT, Die Schrift,
Byzantinisch-Neugriechische Jahrbiicher , 13 (1936-37), p. 244 WDiamo tra paren- cit., p. 243 (trad. ted.).
160
tesi le varianti pi importanti delle due edizioni. E per l'altro oracolo, cfr. !STRIN, Vis. Dan. gr., p . 43 Vasiliev; p. 140 Istrin; p. 122 Schmoldt.
161
Otkrovenie, cit., 1897, 3, II, p. 321; BEES, llEp -r:oii ltnOPTJfi.vou XPTJI7f.I.Oloy[ou, cit., pp. Vis. Dan. gr., p. 149 Istrin; p. 190 Schmoldt.
222-223. 162
Cfr. SCHMOLDT, Die Schrift, cit., p. 157.
163
Cfr. p. 126 e n. 280.
_5_4_ _ _______.:_IV:_c__c:L:.::E:___\c='ISIONES DANIELIS _ _ _ _ _ _ _ _ _ _..:.!..:.V:...._:_L:.:E:._'::..'\.:...:.:'TSIONES DANIELIS 55
164
ne profezie , e veniamo ad un'altra profezia, attribuita questa volta all'im- lO <i xpci.l,ova. croLXE~a. x a. t 1tupt .va.LcrX[J.EVa., x a. t 1tL ohoLc;
peratore Costantino I. Si legge in duplice trascrizione, la prima del secolo xa>.xoupyfj[J.a.OW i]crlMc;, .M. ol] xa.t v v cii vtlnJ(ii XLOVL cra.upv
XV, la seconda del secolo XVI, inserite l'una appresso l'altra nel cod. Oxon. i}Eacrci.[J.Evoc; 1tpOq>TJ'tELac, .6yov cpi}y!;a.-o ov-wc, ELm~v 0\hoc, cr-a.upc, -oii
Laud. gr. 27, cartaceo miscellaneo, ai ff. 24'-25v e 58'-59v. ma la seconda pare Kup(ou 1tECTE~'ta.L v -ra.~c; ouvl]pa.~c; T)[.I.pa.Lc; -rwv crxawv xa.Lpwv>>. Ka.t t h
una copia della prima. lEu-rpou 1tL'tl]p1}crEwc; tlwv -rl]v 1t6w vE{JpwfJCTa?:o 0 rrvdJJf.a?:G xa.t 1tpc;
La leggenda di un Costantino profeta non interamente nuova. Come 15 -oc; 1ta.pEcr-rw-ra.c, a.u-ri;! -rn pW[.i.O.LXTI q>wvji Eq>l] ' "!l ~(a, ola. w aea
yEv-f}crna.L
vedremo [un po'] pi avanti, ad un certo momento, verso la fine del secolo -rji 1t6EL -ra.1h11 V -rji ~OOIJ.O."rLXTI ~OO[J.OU a.[wvoc; YJ!J.pq: ova.( CTOL, 1t-rci.oq>E
tav. 5 XV circolata una profezia attribuita a Costantino I, cio la presunta Ba.~u.wv, O"rL o XL.Lci.CTEL<; ' OL xa.t oua.t q>W E1tL ero(, OTE xpa?:f}rm T
iscrizione sulla sua tomba in caratteri tachigrafci interpretata, secondo la ci:yyEwvuJI.OV crxf}rr-rpov JI.ET -rou JI.dpaxo xal rruppou liJvou avEpxoJI.vou
tradizione, dal patriarca (Gennadio) Giorgio Scolario. Cos, anche il vene- o-rE crnvoxwp(a. xa.t i}).(tjJEL<; Ecr-ra.L xa.t XE"rOL oa.xpuwv xa.. [.i.1tpT)CTIJ.<; xa..
ziano Nicol Barbaro nel suo Giornale sulla caduta di Costantinopoli nel 20 1tOLopx(a. li.vEU L!J.OV, xa.t -r: -rdxTJ crou .1t iJ.1tpT)cr[J.oii xa.-a.crxa.cp-f}crov-ra.L
1453 parla di profetie antiche, come si visto 165, e masima la prima LXiJ.-f}CTH y.p UC, i}ELOUC, va.oc, -r 1tVp WC1EL XOVLOp'tOV. Ka.L fiVEVIJ.O.
profetia che f san Costantin 166 Non sembra dunque che la tradizione di (,)"AyLov v -ra.~c, TJ!J.pa.L<; hdva.Lc; (1;T)"rT)crOucrL) xa.t ox EupEi}-f}crE-ra.L, xa.t
un Costantino profeta sia molto antica, anche se, in ogni caso, anteriore al xa.ui}-f}crE'taL va.c; (prec(isamente) S. Sofia) v ~ 1tap(cr-aiJ.a.L li.vEU -rfjc;
secolo XIII, perch di questa profezia greca, che ora leggeremo, esiste CT'tTJTJ<; -oii 'tL(..I.Lou cr-a.upoii 'tolhou. Ka.. ot li.vi}pw1toL -fic, 1tOEwc, q>Eu!;ov'ta.L
una traduzione latina nel cronista veneziano Marco (c. 1292), ((cfr. pp . 25 E'tEpoc; 1tpc; hEpov xa.t OLXO'tOiJ.l]i}-f}crov'ta.L v -a~c; TJIJ.pa.Lc; crwiJ.a-ra. .vi}pw1twv
70-72)) *. Eccone il testo: iJ.EYLCT'tci.vwv xat l)vwv. Ka.t - OLIJ.OLpov -fic, 1tO.Ewc; o cr-a.i}-f}crE-ra.L xa.t
1ta.pa.aa.EUCTEL xa.t -, .v'tLxp -fjc, Bul,a.v-(ooc, XpLl,wl)-f}crov-a.L xat ot
llp6ppT)m; ?:OU v ay[o~ Kwvrn:avdvou ?:OU fUYCXou rrEp 1:f}; lJ.vl)pW'tOL ot cpuy6vnc; v -oi:c; opEcrL xa.t ~ouvo~c; 'tO.XTJCTOV'taL U1t LIJ.OU xa.t
ci:va.wcrEw f} JI.Eyri.T) ?:WV rr6.Ewv xa'ta"riJ.T)i}-f}crov-a.L 1to..o. v1t 'TI iJ.axaCpq., xat v i}a.).ci.crcrn /lLcp-f}crov-a.L, EVLoL
30 o v -o~c; opEcrw u1t 1t'tT)VWV xa.. l)l]p(wv .yp(wv (locrxl]}-f}crov-ra.L. Ka.
ME't. 't cl.7ta.p'tLcri}TjvaL 't. v '~"TI 1t6EL 1tci.V't1X 1tap: MLXIXTJ 'tOV
.xoucra.v'tEc; ot iJ.EYLcr't!ivEc; -a.iJ-a. .v-cpT)crav a.u-r(ii .:lL. ,t -ra.v-a.
'Acppci.-ou 'tci. n ouo EiJ.~o.a. 'tWV i}EIJ.E.LW(..I.Ci'twv, -.: 'ltEpCcr-rua. 'tWV xa.vci..wv
yEv-f}crov-ra.L, wiJ.YLCT'tE xa.. TjLOELOa'ta'tE ~a.crLEV>>; Ka. ~a.crLE<; d1tEV'
5 xa.. -, omci., cpi}a.crci.v-wv o CT'tT)L'tEiicraL xa.. -rT)v CT'tTJT)V -ou IJ.Eyci..ou
Kwvcr-a.v-rCvou crv 0 cr-raup{ii xa.t x-rLaci.v-.wv -rv va.v E7t' 6v6[.!.a-rL -rou-.ou,
Tj).i}EV o ~acrLE<; V TI 1t6EL, xa.. OTJ i}Ea.crci!-LEVoc; -rT)v xa..LCT"rT}V 'ta.U"rT}V
1t6.w xa.. EUq>pa.vi}dc, v a.'tji xa.. v -ra.~c, cr-r'l')wcrEcrw a.-ra.~ 'ltci.cra.L<; xa..iJ.TJV
xa.t -rai:c; oucr.v -rwv yuva.LXWV cr-ru.a.Lc; -ra.~c; EYOiJ.Va.Lc; Ka.ava. xa.. Ma.p(a
10 a-..oLXEi:a L': -xa L 7tupt L': 1taupL L 13 post xcd lac. suspicor, cfr. text. lat.
1tL't'TJp1Jatw L': 7tL ... wc; L 14 vt~PLI-11Jaa-..o scripsi: vEi}pu- L' 16 -..fj' L'L': -..au-rn L
* come vedremo A. ~OO(J.a't'LXfj l.~l61-1ou scripsi: tuOo(J.a't'tXfj Evo61-1ou LL' 19 xt-co L: xhot L' 20 .L~-LO L:
.ot~o L' 21 wud L': Etat L 22 -.. addidi 1','!)-..T]aouaL supplevi (cfr. !in. 36-37) ... oLc; ...
Codicis L fol. 24" madoris causa multum evanidum passirn vix legi potest. L: om L' 23 ifvtu L': ifvwv L 29 xa-..a'tl-1'!)ll1]aov-caL L: -ll'l'jaov L' 29-30 ~VLOL-7t suppl.
Vetustior transcriptio saec. XV cod. L indicatur sigla L, recentior autern saec. in mrg. L' 31 ~EyLa-..civtc; L 1 : 1-LEYLU'tciva.tc; LL' 32 i)toELOu-..a-..E L: ocLoEL- L'
XVI eiusdern codicis sigla L'
4 ouo ~[.l.~o.a cfr. Malal. Chron. Patr. Const. CO!Texi: oua[J.~oa. LL' 7ttpCa-rua
correxi: 7ttp(a-..'!)a LL' 5 .om: L': ). ... -c ... L o L': ... L 8 au-..a.i:c; correxi: av-..oi:c; LL'
9 a-..u.a.tc;-Map(a L': :ouva-..a. L Ka.L~cip-cupat * (LL') 14 Joann. 11, 33 16-18 cfr. Tzetz. Chil. IX 649-650 Oval aot, w 'Er--ccH.ocpt, iht ov
XLtciaEtc;, l XP'll"'l-lc; 7tijpxtv it-ctpo Kwva-..av-cLvou7to.(-caLc; ... Vis. Dan. gr. A, p. 44 Vas.-
136 Istr. x cd oua( C'O L, 'E1t-rciocpE, X -..ijc; 't'O La V't'f)<; pyijc; ... Vis. Da n. gr. c. p. I 43 Istr.
* donne martiri sante (cfr. Du CANGE, (c. 553)). Oua.C croL, 1tLc; 'E1t-raocpE ... Cfr. etiam Apoc. Leon. X l 19-21 Apoc. Meth . gr. A, p . 35

'" Cfr. Leon. Sap. Aenigmata (cod. Paris. Colbert. gr. 5104), in Du CANGE, Glossa-
Istr. xa. v -..<;i xa.tp<;i XELVI{J, i]-..oL 't'{ii ~001.1Cl't'LX<;i ~O[.l.l{l xpvi{J ... 7t.'f)fruvl)T]uE-ra.Ln
frHlj!Lc; 7tL -roc; .vllp<~mouc; xa.. 7t. -..: x-..T]v'f), xa.. itcr-..aL oq1c; xat L~c; ... Apoc. Me t h. gr.
rium mediae et infimae graecitatis, p. 1012; Orac. Theophili presbyteri romani, ed. C, p. 71 Istr. xa. dc; xt~vov -..v xatpv 1\-roL v I:~Oo[J.a't'LxQ ~06~w. xp6vw. ... xa.t
ISTRIN, Otkrovenie, cit., 1897, 3, II, pp. 319-320. Un testo molto tardo, del 1623, 1tT)lluvlh'laE-caL 'I'J \}(ljitc; 1tL -coc; .vllpt:mouc; xat 7tL -..: x-..-f)vT) ita-cat t~-LS xat OLI.16c; ...
identifica le stirpi bionde con i Kazaki, cfr. !STRIN, ibid., p. 273. 20-21 Vis. Dan. gr. A, p. 44 Vas.- 136 Istr. xat 't'cl wpai:<i O'OU n(x~ 1tEO'OUV't'O.L wc;
\'66" Cfr. p. 5). auxLTja-a ... 21-22 Apoc. Meth. gr. A., p. 33 Istr. tyoll-f)aE-..aL (-aov-ca.t) O v -..Q xa.tpQ
Cfr. p. 6 e n. 4. XELVW. (VI!") 't' 1tVEI-1Cl ...
56 IV. LE VISIONES . ::_D:.:_A.:.:N..::TI::E::L:::l.:.:S__ _ __ _ _ _ _ __
IV . LE VISIONES DANIELIS _ _ _ _ __ __ _ _ 5:...7_

0( -rlj 7tO.Ew 'tctV'tT]<; ~!;ctpxo~ cpovox-rovljcrctL EXOUCTL\1 lfvopct o(xa;~o\1


nuovo dunque in questa profezia torna l'allusione abbastanza chiara alla
.o(xwc;, h ~~<i xpa;uyljc; .yov-rEc; ' '.7tox-ra;vi}1]-rw .crE~Tjc;, 8v 1tciv-ra; -r.
conquista latina di Costantinop oli del 1204 e alle conseguenz e assai gravi
35 ~i}vT] xcpo~T]i}Tjcrov-rct~ xa;t -rpo~!;oucrw, o-r~ opE7tctvT]cp6poc; cr-rt xctt
per gli abitanti di essa e per la sorte dei suoi monumenti e dei suoi tesori.
-rE-rpci~T]voc; '. Kcd v 'tcti:c; CTX(hct~ Tj~pct~ 7t ~ttpctxo ~ctcr~.wc; crv -ri!J
Il fatto qui presentato in forma fortemente apocalittica : incendio del
mvE~ TJ~W\1 '.VEPXO~vou ~T]'tTJCTOUCT~\1 ct't\1 o( /ivi}pw7to~ -rljc; 7tO.EW<; XctL OUX
tempio (di Santa Sofia), terremoto che distrugge met della citt, sradica-
EpTjcroucr~. XctL oOE[ CTT!V EWV au-rou Ex O -rljc; 7t.Eup<ic; ctthou
mento o distruzione della zona di fronte ad essa (di Crisopoli o Dskiidar),
'.\lct~T]'tljcra.~ EXn ('tL<;) 't\1 ~Op0\1 O.U'tOU, O~ XO.L 7ta.paX.Tj'tO\I (Xct.)CTOUCTW o(
fuga della popolazion e e suo annientame nto o per fame o uccisa dalla
40 'tfic; 7tO.EW<; Xctt '.PXTJ)'\1 Xct'tGtCT'tTJCTOUCT~v '.vE.EL y.p -rv ~Gtcr~.EVO\I'tct XGtL -r.
spada o divorata dalle belve 1610 Tutto ci avverrebbe, secondo la profezia
Vct7to~ECva:v-ra: ~i}vT], xa:t o( cpuy6nEc; -rljc; 7t6.Ewc; crwi}Tjcrov-ra:~ v xct~pi!J -rou
di Costantino, perch gli t'!;a:pxoL, cio i capi della citt, si sarebbero
7tO.~ou, civl]p ot 'tO'tE ou XVPLEVCTEL -rljc; 7tO.Ewc; 'tGtV'tT]c;, xa:t ~acrL.EUCTGtL ~XEL
macchiati del sangue di un uomo giusto, considerato come empio, in
XVpLO<; ElE<; dc; -rl]v 7tO.L\I 'tGtV'tT]\1 !:wc; ou ~.i}n cX7tOXEL'tGt~, oc; CT'tL\1 6 .EW\1
quanto OpE7tctvTJcp6poc;, falcifero o falcato, e n-rp<i~T]voc;, di quattro
o
7t-rwxouc;, ctu-rou ~crov dcrt -r. 7tv-rE 7tpw-r6.Lct, l:lc; 7tl cr-rT].TJ<; t'er-ra: Lx a; t v
mesi>>. Poi, per incitamento di un giovane imperatore e del popolo suo
45 cr-rpoyyu.ttJ .(i}ttJ xa:lh'J~Evoc; 7tctp~cr-rct~vou a.u"tou xa:t cicr-rpoc; .
latino) sopraggiun to nella citt- cos intend(iamo ) * la frase introdotta da
1t6 -, i cittadini di Costantinop oli avrebbero fatto ricerche dell'uomo
Questo testo nuovo e sotto pi punti di vista interessant e contiene una
giusto, ma non l'avrebbero trovato; fatte per altre ricerche h "tljc;
nuova testimonian za sulla stirpe bionda. Rinviando ad altra sede un
7t.EVp<ic; a:u"tou, cio dalla parte sinistra di lui (oppure della citt, come
esame approfondi to di essa 167, limitiamoci qui ad osservare che anche in
in altre profezie?), trovato lo, l'avrebbero invocato come 7ta.p6.xT]"toc;, inter-
questa presunta profezia di Costantino Magno si prevede a Bisanzio nei
cessore, o consolator e, e posto a capo della citt. Il nuovo capo avreb-
settimo giorno del settimo secolo- espressione che si ritrova gi nei testi
be cos annientato il precedente giovane imperatore ed il suo popolo
profetici a partire da quello dello pseudo-Met odio: nel settimo periodo
(latino) e salvato in una battaglia i cittadini che si erano dati alla fuga. Da
settenario, cio nell'anno del mondo 7000 (- 5508 = 1492)- la dominazio-
quel momento per sulla citt avrebbe regnato non un uomo, ma il
ne di uno scettro dal nome angelico o dal nome d'angelo, e quindi di
Signore Iddio, fino a quando, dice la profezia, verr ci che riposto,
un imperatore della dinastia degli Angeli, assieme ad un giovane, cio,
cio colui che ha piet dei poveri e in mezzo a lui stanno le cinque
penso, di !sacco II Angelo (1185-1195, 1203-1204) assieme al figlio Ales-
primizie (?), il quale sar sulla colonna e assiso sulla pietra rotonda
sio IV (1203-1204), durante il cui regno un 7tUppv ~~oc;- si noti l'espressio-
circondato da una stella. assai difficile dare un'interpre tazione storica
ne nuova al posto di quella pi comune !;a:vi}v yvoc; - entrer in Costanti-
di questa seconda parte della profezia, ma non affatto da escludere che
nopoli, per cui ci saranno calamit, incendi, tribolazioni , fame, distruzione
ci fosse l'intenzione nello pseudo.pro feta di esprimere l'idea del ritorno
delle mura e delle chiese, dispersione della popolazion e della citt. Di
degli imperatori legittimi bizantini. E ci sembra legato all'idea di una
giusta vendetta contro coloro che condannaro no un ''uomo giusto, rite-
nendolo falcifero, cio simile all'Anticrist o 169, le cui mani (sono) ** ap-
35 [wT] L: [lVTJXO:L L' 39 <ivo:sTJ-riicro:L L: sTJ'tOCTO:~ L' "tL<; addidi: cfr. lat. quidem punto a forma di falce, e di quattro mesi. Credo che qui si alluda ad
1to:pax.TJ-rov xo:.crouow correxi: xo:po:x.TJ-twvcroucrw L 1to:po:X.lJ"toLoucrLv L' 42 Alessio V Murzuflo; (egli) *** si era effettivame nte macchiato di un grave
xup~EVCTH L L': xupLEvcrE L ~o:cr~.Evcro:L correxi: ~o:cTL.Evu L ~o:crL.EvCTEL L' 43 ou L: crou
1

L 8 scripsi: LL' ..Ewv L: ~..o:Lwv L' 44 8c; 1L'L: wc; L'


* intendo A.
** erano A.
35-36 Cfr. Orac. Leon. IV 3 apE1tO:VT]<p6pE, 'tE"tpa~l]Vv O"OL ypciq>w (de Andronico *** che A.
Comneno); x 5 oc; ~XE~ -ro oo:x-rv.ouc; O:V"tOV OpE1tO:VW"tOV<;, l o ECT"tL Op"Tto:vov -riic;
~PTJ~wcrEwc; ... 36 Vis. Dan. gr. A, p. 44 Vas- 136 Istr. xo:t ltCL"tTJCTH -. t.mp<ixtov Elt( erE,
'E1t-rci.oq>E ..mvi}, "t crxlj1t-rpov i}TjcrEL ... Vis. Dan. gr. C, p. 143 Istr. xo:t 7tCL'tTJCTEL -r 168 Ci furono certamente incendi, morti (circa 2000 secondo le fonti occidenta-
~ELpax1ov xat -r crxlj1t"tpov i}TjcrH ... 38 cfr. Est h. 13, 6 li) e soprattutto saccheggi di ogni genere: cfr. C. M. BRAND, Byzantium confronts
the West, 1180-1204, Cambridge Mass. 1968, pp. 260.265; A. CARJLE, Per una storia
dell'Impero latino di Costantinop oli (1204-1261), Bologna 1972, pp. 162166.
169
167 L'espressione si trova gi in Leon. Sap. Orac., IV 3, applicato ad Andronico I
Cfr. A. PERTUSI, Le profezie su Costantinop oli del cronista Marco e le loro
fonti bizantine, Studi veneziani, NS 3 (1979), pp. 13-46. Comneno che aveva ucciso il suo predecessor e al trono, Alessio II; cfr. MANGO, Tlze
Legend, cit. p. 64.
58 IV. LE VISIONES DANIELIS
------------------------ IV. LE <<VTSIONES DANIELTS 59
delitto- lo strangolamento del cugino Alessio IV [e la morte in prigione di 175
raro Nei non pochi manoscritti che la riport ano, contenenti in genera-
!sacco II e di Nicola Canabos] 170 - e [che] era considerato un traditore dai
le gli Oracula attribuiti a Leone il Saggio 176 , spesso accompagnata da tav. 5
Latini, ma [che] agli occhi dei Bizantini appariva come l'esponente della
una illustrazione in cui rappresentato il sepolcro di Costantino I e al
resistenza militare contro i Crociati 171 Il suo periodo di regno dur in
suo fianco il patriarca Gennadio in atto di scrivere l'interpretazione del-
effetti quattro mesi (elezione 28 gennaio; incoronazione 5 febbraio; caduta
l'iscrizione. E in effetti, alla fine si dice che l'interpretazione venne
13 aprile 1204). Dopo [di] aver tentato una estrema resistenza a Tzurulon
data dal patriarca Gennadio sotto il regno di Giovanni VIII Paleologo, <<a
(orlu) in giugno e poi a Mosinopoli, assieme ad Alessio III, che lo fece
1101 anni di distanza dalla morte del primo Costantino ; e poich il
accecare [per vendicare la morte di !sacco II e di Alessio IV], caduto nelle
redattore pone la morte di costui nel 329, l'iscrizione sarebbe stata inter-
mani dei latini (verso la met di luglio) venne da loro giustiziato in modo
pretata nel 1430. A parte il fatto che Costantino non mor nel 329, ma nel
crudele; (fu) precipit(ato) * dall'alto della colonna di Teodosio il Grande 172
337, e quindi la data pi esatta sarebbe quella del 1438, gi questo
Di qui la giusta vendetta di colui che invocato come intercessore poi
indicare gli anni non secondo l'era bizantina (cio 5508 + 329 = 5837,
messo a capo della citt, perch uccida l'imperatore (latino) e distrugga il
opp . 5508 + 337 = 5845, e quindi 5837 + 1101 = 6938, opp. 5845 + 1101
suo popolo, salvando cos la citt e gli abitanti di Costantinopoli, cio di = 6946), ma secondo l'era occidentale, appare abbastanza sospetto. Inol-
Michele VIII Paleologo tornato nella capitale nel 1261. Tuttavia lo pseudo-
tre il testo dell'iscrizione lascia chiaramente intendere quando essa venne
profeta non sembra cos sicuro che l'impero si salvi, perch si augura che fabbricata. Eccone una traduzione quasi letterale 177 :
regni sulla citt Iddio stesso finch non torni un imperatore che ha piet
dei poveri e <<che sta su una colonna, cio, penso, un nuovo Costanti-
173
no 175 A.
BANDURI, Imperium Orientale, Parisiis 1711, I. lib. VII, p. 185 (e cfr.
E veniamo alla famosa iscrizione che, secondo una tradizione tarda commento, II, pp. 871-872): Matthaei Cigala Cyprii de sepulcro Constantini Magni
sarebbe stata scoperta sulla tomba di Costantino I pochi anni prima della narra/io, cfr. M. CIGALA, Nova variarum historiarum synopsis, Venetiis 1637. Il
caduta di Costantinopoli, alla quale abbiamo gi accennato 174 Tale iscii Banduri segnala anche un'altra edizione contemporanea, quella posta alla fine
dell'edizione del Chronicon di Doroteo, metropolita di Monembasia, Venetiis
zione nella sua forma crittografica e in quella sciolta si legge nella ben 1637. I seguenti manoscritti contengono l'iscrizione della tomba di Costantino:
nota opera lmperium Orientale di Anselmo Banduri, il quale l'ha tratta, a Mare. gr. VII 3 (546), s. XVII, fase. 3, ff. 40'-41'; fase. 4, ff. 40' bis-41' bis; Correr
sua volta, dall'edizione data(ne) da Matteo Cigala in un libro piuttosto 1048 (Cron. Morosini), ff. 151"-153', con interpretazione italiana; Correr 1052 (Cron.
Morosini), f. 90'; Cicogna 2306 (2613), ff. 57'-58v, con traduzione italiana. Cfr. anche
BEES, flEpt TOU la-ropryJ.IVOU XPT/11J.IOOy{ou, cit., pp. 220-222.
m Cfr. BEES, flEpl .-ou lumpryJ.Ivou XPT/11J.IOoy{ou, cit., pp. 220-222; MANGO, The
* precipitandolo A. Legend, cit., pp. 78-79. Tra i pi importanti oltre il Berolin. gr. 297, da cui sono tav. 2
state tratte le immagini pubblicate dal Bees, ricordiamo i codd. Hafniens. gr.
2147, Scoria!. gr. Y. I. 16, Oxon. Barocc. gr. 145 e 170, Oxon. Laudian. gr. 27,
170 Vindobon. gr. 208, ecc. L'esistenza di un libro di XP"Ilr1!-LOL, con disegni e figure,
Sulla fine di Alessio IV, di !sacco II e di Nicola Canabos cfr. BRAND, riguardanti gli imperatori e le sorti di Costantinopoli, nella biblioteca imperiale
Byzantium,
171
cit., p. 251; CARILE, Per una storia, cit., pp. 144-147. testimoniata gi ai tempi di Leone V l'Armeno (813-820). Cfr. Theoph. Cont.
Geoffroy de Villehardouin, La conqute, ci t., p. 222; Nicet. Choniat. Hisr ., p. Chmn., I, 22, p. 36 Bonn. ( = ' O o XP"Ilr1!-L<; i) v L c(3v1..w:x, ov ><wc !3c!3.i'-!' d ><'i] v
565, 5 sgg. ed. van DIETEN, ed anche 570, 39 sgg.; Nicol. Mesarites, Epitaphios, ed. A. !3<1r1L.cx'ijv !3L!3.LoV-i)XT]V VCl1tOXEL[.I.EVo, ou XP"I]r1[.1.0 [LOVO~ '.1t.w, '... XClL [.I.Opcp< XCl
HEINSENBERG, Neue Quellen zur Geschichte des lateinischen Kaisertums und der axiJI-'-0.'<0. EXOUI1Cl 'tWV YEV"!]CTO[.I.VWV !3o.r1L.wv OL< XPW[.I.chwv, i'jv oilv .wv V"l]pLOV
Kirchenunion , I, in Sitzungsberichte der Bayerischen Akademie der Wissenschaf- [J.E[J.Opq>W[J.VOV, XL r1'tOLXELOV XEXClPClY[.I.VOV '.1t >tf} pd:XEW<; [J.XPL >tf} YClr1>tp au>to
ten, Philos.-Philol. und Hist. Klasse, 1922, Abhandl. 5, Mi.inchen 1923, p. 44; cfr. 'tOIJ"<OU xo.>tmv &.v-i) p "<L<; mVwv l6pa><L xo.LpLo.v tli(liou 1t."!]y'i]v ><0 OL< ><O XL). Cfr.
anche BRANO, Byzantium, ci t., p. 251 e n. 43 di p. 379; CARILE, Per una storia, ci t., p. (K.) KRUMBACIIER, Geschichte der byzantinischen Literatur, Mi.inchen 1897, pp.
144.
172 627-628, ma cfr. ps .-Sym. Cron. e Cedren. Comp. Hist ., II, p. 63 Bonn., che riferisco-
Nicet. Choniat. Hist., pp. 608, 61-609, 72; Villehardouin, La conqute, cit., pp. no in modo un po' diverso (MANGO, The Legend, cit., p. 62, n. 17); Nicel. Choniat.
116-117; Gi.inther de Pairis, Historia Constantinopolitana, cit., PL 212, 249 BC;
Hist., pp. 41, 10-13; 169, 93-99; 222, 68-70; 351, 72-73; 353, 34-354, 47; 355, 8-15; 419,
Chronique de More, ed. LONGNON, p. 18 (cfr. qui pi indietro n. 13). La tradizione
7-10 Bonn. cita spesso gli Oracula attribuiti a Leone, li definisce e ne d interpre-
poi largamente seguita da tutti i cronisti veneziani, cfr. n. 202. Cfr. pure JANIN,
Constantinople byzantine, cit., p. 82. tazione applicata a certi imperatori della dinastia comnena, su cui MANGO, The
173
L'espressione o &.1txn>taL fa pensare che si alluda qui ad un imperatore Legend, cit., pp. 62-65; Niceph. Gregor. Rom. Hist., I, p. 463 Bonn. parla anch'egli
tavv . 6-7 di un libro di autore sconosciuto in possesso degli imperatori in cui erano indica-
che giace, cio morto, e quindi alla leggenda del (3auL.E I-LCtPI-LC1PWJ.Lvo, che si Le le sorti dell'impero in scritture criptografiche e in figure (MANGO, The Legend,
presenta anch 'egli sotto le vesti di un povero e posto su di una colonna.
174
Cfr. n. 103. cit., pp. 65-66). .
177 Si tenga presente che
il testo sciolto dell'iscrizione presenta un greco assai
pi vicino al demotico che a quello letterario, mentre il testo introduttivo e finale
60 IV. LE VISI ONES DAJii!ELIS
IV. LE VlS! ONES DANlELIS>>
61
Nel la prim a indiz ione il regn o di Isma
la stirp e dei Paleo logi, si impa dro nir ele, detto Moa meth , distm gger preta zione , ne gara ntiva in un certo
colli, Cost antin opoli ) e regn er in essa; di Hept aloph os (=ci tt dei sette qual mod o l'aute ntici t, e in seco ndo
luog o perc h il falsa rio dove va esser
r le isole fino al Pont o E usino ( = Mar impe rer su molt i popo li, deva ste avev a Genn adio a inter preta re profe
e a cono scen za della tend enza che
dell'I stro ( = Danu bio). Nell' ottav a indizNero ), comp ir distr uzion i alle foci ticam ente gli avve nime nti del suo
( = Marea). Nella nona in dizio ne comp ione sotto mett er il Pelo ponn eso temp o. Di ques ta sua incli nazio ne abbi
amo pi di un docu ment o, ma uno
sette ntrio nali. Nella decim a indiz ione ir una sped izion e verso le regio ni in parti colar e meri ta di esser e qui
ricor dato: una brev issim a Chronogra-
altro temp o, si volg er cont ro i Dalm scon figge r i Dalm ati. Di nuov o, in phia che va da Adam o fino al 1472 179
parte li distr ugge r. E delle molt itudiati, susc iter una gross a guer ra e in anno tato alcun e curio se coincidenze>>
Vers o la fine di essa
Genn adio h~
foglie, in comi tiva porte rann o guer ra ni di Occi denta li, (num eros e come ?) stori che qual i segn i di una pross J
no Isma ele. Il suo disce nden te regn erper mare e per terra e scon figge ran- ma fine del mond o:
stirp e bion da assie me ai prec eden ti posse(anco ra) per poch issim o temp o. La l) fra il nom e del fond atore di Cost antin
opol i, Cost antin o I, e il .n~me
Isma ele, si impa dron irann o di Hept alopssori di struggera nno tutto quan to dell'u ltimo impe rator e, Cost antin o XII,
ci che rient ra in una tradl Z!on e
scate nera nno una guer ra civile atroc hos con i (s uoi ) privilegi. Allor a ben salda e molt o diffu sa verso la tav. 8
risuo ner per tre volte : 'Ferm atevi , ferme fino alla quin ta ora e una voce met del secol o XV;
2) fra il nom e del patri arca al temp o
gran de atten zione verso la parte destr atevi con timo re. Affre ttatev i con di Cost antin o I, cio Metr ofan e I
mira bile e corag gioso . Cost ui avret e a (e) trove rete un uom o illust re, (306/7-314), e il nom e del patri arca
come signo re, poic h mio amic o; e che resse la chies a greca poco prim
scegl iendo lo comp irete la mia volon della cadu ta della citt, cio Metr ofan a
t'. e II (1440-1443), poich , essen do il
patri arca Greg orio Mam mis dimi ssion
Le allus ioni stori che sono anch e tropp ario ed esule a Rom a, Genn adio
o chiar e, dall'i ndica zione delle riten eva che nel 1453 la sede fosse
indiz ioni (I= 1453; VIII = 1460; IX= vaca nte;
1461; X= 1462) all(e) [allu sione 3) fra la data della fond azion e di Cost
delle ] conq uiste succ essiv e di Meh med, antin opol i, 11 magg io -in realt
e cio dalla conq uista di Cost anti la data della cons acraz ione uffic iale della
napo li (1453), a quell e della More nuov a capi tale- , l'iniz io della sua
a (1460), delle coste del Mar Nero (1461 fine, 3 magg io - decis ione final e di Meh
e della Bosn ia (1462-1463). La sped izion ) med di attac care la citt - e la sua
e comp iuta da una molt itudi ne per cadu ta, 29 magg io;
mare e per terra non che la 4) fra quan to avev a pred etto un vatic inio,
croc iata prom ossa dal papa Pio Il seco ndo il quale sareb be stato
(1463-1464), la qual e non ebbe luog o l'iniz io della fine quan do aves se regn
a caus a del dece sso dello stess o papa ato un impe rator e il cui nom e fosse
(15 agos to 1464), ma che qui si d inizi ato con lO ( = Ioan nes) e aves se
anco ra come possi bile. Si noti infin gove rnato la chies a un patri arca con
che la parte finale della pres unta iscriz e le stess e inizia li ( = Iosep h), e quan
ione, dove si parla della Stirpe to avve nne con l'azio ne di Giov an-
bion da che distr ugge r Isma ele, si ispir ni VIII Paleo logo e del patri arca Gius
a diret tame nte alla Visio Danielis. eppe nel Conc ilio di Firen ze, per cui,
t evide nte dunq ue in qual e anno e per (con l'ade sione ) * all'un ione, si sareb
quale scop o stata fabb ricat a be verif icato uno scon volg imen to gra-
l'iscr izion e e la sua inter preta zione : vissi mo nella chies a e nell'i mper o;
cio verso il 1463, alla vigil a della
proc lama zione della croc iata di papa 5) infin e tra il racco nto bibli co della
Picco lomi ni, e allo scop o di prop a- creaz ione del mond o, seco ndo i~
gand arla press o le popo lazio ni grech qual e Dio al setti mo giorn o . si rip~s,
e del conti nente e delle isole in pred e .l a coi~ciden~a n~n lon~a~~ orma 1
al panic o, cos da dar loro una spera a con il comp imen to del setti mo m1ll
nza nella ricon quist a della liber t e enmo dell era b1za ntma (ctoe ~l 6980,
della pace . corri spon dent e al 1472), e quin di con
la fine stess a del mon do prev ista nel
Rima ne apert o un prob lema : come 7000 (cio , nel 1492), di cui la cadu
mai ques ta inter preta zion e della ta di Cost antin opol i non era che uno
presu nta iscriz ione costa ntini ana venn dei segn i prem onito ri.
178 e attrib uita al patri arca Genn a-
dio ? Inna nzi tutto perc h ques to nom Si noti che Genn adio avev a gi espre
e dava una certa auto rit all'in ter- sso ques t'ulti ma idea ** nel 1464,

sul luogo e l'epoca del ritrov amen to oltre


letterario. Ci sono due punti dell'iscrizi che dell'interpretazione in greco * adere ndo A.
one ** quest 'ultim a idea Gennadio l'aveva gi espre
circa si legge: xo:t -toc 1t1]~'!] xa.t 1:oc q>u.a che dann o adito a dubbi: l) a met ssa A.
. truvolij ecc.: forse da legge
1t1]~'!] w 1:oc q>va. ecc.; 2) un
po' pi innanzi, si legge: -t o !;a.v~v yvoc; re xa.t -toc
,;wv 7tpox-t6pwv ecc.: gi il Band uri lf.JJ.a. J.l.E-toc l'interpretazione, e difatti essa non figura
aveva spuri e: cfr. L. PETIT . X. A. SIDR IDS M.nemm eno tra le opere a lui attrib uite o
correzione che ci semb ra accettabile . Si propo sto di leggere -twv 7tpOXTIJ1:6pwv,
noti che nello ps.-Phrantzs, Chron., p. Scho larios, t . VIII, Paris 1936, App. IV, JUGIE , Oeuvres compltes de Georges
462, 20..21, ed. GREC U, si legge 7tpa;x-
sfacente.
t6pwv, che non d per un significato
soddi- 179 pp. 17 *19 *.
PETIT. SIDR !DS. JUGIE , Oeuvres compltes,
178
Va da s che il patri arca Gennadio E su di essa si vedano le osservazioni, ci t., t. IV, Paris 1933, pp. 508512.
non ha nulla a che spart ire con ibid., I, Paris 1928, pp. XIX-XX e IV, P
XXIX .
62 1\' . LE VJSIO NES DA\IIELIS IV. LE VISIONES DAI\:IELIS 63
in un passo del suo trattato Contro l'errore degli Ebrei 180, ci che comba- ... Ka;t ECTOV""t"!X' OL 'Acrcrvp'o' w T] ii.~-t~-to ""t"Tj ila;.riCTCTT] riva;pCil~-t1]""t"O' xc:d
cia con le credenze chiliastiche di derivazione pseudo-metodiana del seco- 1t!Xpa;.ri(3wcr' 1to.M. xwpa; ""t"i'j 'AV!X""t"o.i'j EW Xa;.X1]OVL!X ...
lo XV.
La citazione di una Visio Danielis in Liutprando ci pone il problema
delle traduzioni latine di questo testo, o meglio di una delle (sue) non
D. Il problema delle stirpi bionde nelle profezie di tradizione poche recensioni [di questo testo]. curioso osservare che, mentre ci sono
occidentale latina e slava pervenute traduzioni latine dell'Apocalypsis Methodii siro-greca, di cui una
molto antica, invece delle varie recensioni della Visio Danielis non ci sono
Senza alcun dubbio l'Occidente conobbe molto presto le Visio n es stori- pervenute traduzioni latine attraverso la tradizione diretta. L'unica tradu-
co-politiche dei Bizantini, o libri pseudo-profetici consimili, come la Sibilla zione latina di una Visio Danielis, [dal greco] - molto probabilmente dal
Eritrea, la Sibilla Samia, il <diber qui dicitur Vasilographus e via dicendo testo (greco) pi diffuso e pi comune verso la met del secolo XV -,
che contenevano predizioni sul futuro dell'impero orientale. Tuttavia di purtroppo, a quanto sembra, perduta, molto tarda. Si sa che Ubertino
una stirpe bionda o di un re biondo che avrebbero conquistato Costan- Pusculo, l'autore del poema Constarztirzopolis 184, aveva posto quasi in ap-
tinopoli non si trova traccia prima del secolo XIII. pendice al suo poema la traduzione latina della Visio Danielis. Abbiamo la
Liutprando di Cremona, che fu a Costantinopoli in missione diplomati- testimonianza molto chiara del Mazzuc(c)helli 1"'.
ca nel 968, scriveva a questo proposito nella sua Legatio 181 :
In fine del testo a penna, egli scrive nei suoi appunti sulla vita e le
Habent Greci et Saraceni libros quos pricm sive visiones Danielis opere del Pusculo, ch'esisteva presso al mentovato P. ( = P~dre Giusepl?e
vocant: ego autem Sibyllanos, in q uibus scriptum reperitur quot annis Maria) Gervasi, da noi veduto, del poema intitolato Conslantmopoleos (src)
imperator quisque vivat, que sunt futura eo imperitante tempora, pax an riferito di sopra ... , si leggeva la traduzione d'una profezia di Daniele e in
simultas, sec unde Saracenorum res an adverse. fine di essa queste p a role: 'Prophetia praeficta de libe llo graeco vetustissi-
mo et per multa saecula ante descripto de verbo ad verbum t ranscripta fuit
et in Latinum sermonem translata per Ubertinum Pusculum Brixiensem
chiaro che qui Liutprando non allude ai cosiddetti Coniectoria attri- anno scilicet post captam Constantinopolim 1454 in Pera' .
buiti anch'essi a Daniele, cio agli Oneirocritica o interpretazioni dei sogni
che correvano nell'alto medioevo orientale e occidentale sotto il nome di La testimonianza non di poco conto, anche se, (lo ripetiamo) *, tale
Daniele o di altri illustri personaggi, di cui parla Giovanni di Salisbury (c. traduzione sembra perduta, tanto pi se si tiene presente che essa rientra
1115-1150) nel suo Policratico (Il, 17) 182, bens alle Visiones Danielis che nella storia dell'interpretazione di questa profezia applicata proprio alla
hanno un notevole posto, come si visto, nella storia delle profezie. Ora, caduta di Costantinopoli. Ci malgrado, come dimostra gi la citazione di
poich nella profezia, a cui alludeva Liutprando, si diceva che sotto un re Liutprando e come dimostreranno altre citazioni che ora esamineremo,
malvagio e pacifico praevalere de ben t ad es o Assyrii ( = Saraceni), ut in l'Occidente dovette conoscere una delle recensioni della Visio Danielis o
Chalcedoniam usque ... potestative cuncta debeant obtinere, si deve pensa- direttamente in greco, o -ci che pi probabile- attraverso una versione
re che alluda ad un testo di una Visio Danielis, perduta, molto simile a latina anteriore al secolo XIII.
quello della Sibylla Tiburtina (e quindi, in parte, simile alla Visio Danielis Un discorso a parte meriterebbe il Liber Vasilographus che appare in
armena), in cui si legge 183 : Occidente verso la fine del secolo XII, pubblicato da O. Holder-Egger 186 ; il

180
PETIT- SIDRIDS- ]t;GIE, Oeuvres compltes, ci t., III, Paris 1930, p. 287, 8
sgg. * come ripeto A
18 1
Cfr. Liudprandi
3
Rel. de /eg. constantinop. , 39 (ed. J. BECKER, Hannoverac et
Lipsiae 1915 , in MGH, Script. rer. Gernz. in usum schol., 41, p . 195). KLOSTERMANN, anche Vis. Dan. armen., MACLER, Les apocalypses, cit., p. 293 (ove Cartagine sta
Analecta zur Septuaginta, cit., p . 114, aveva gi visto che la testimonianza di Liut-
prando si riferiva alla Vsio Danielis. certo per Calcedone, errore dovuto a un cattiva lezione dell'originale greco:
182 Ka:px'!Jowv per Xa.x1]wv).
Joannis Saresberiensis ... Policratici sive de nugis curialium et vestigiis 184
Sul Pusculo e il suo poema Constantinopolis, cfr. PERTUS!, La caduta, cit., l,
philosophorum libri VIII, ed. Cl. C. l. WEBB, l, Oxonii 1909., pp. 97-98; cfr. J. A. pp. 198-199.
FABRICIUS, Codex pseudepigraphus Veteris Testamenti, Hamburgi 2 1722, pp. I&S Vat. lat. 9283, s. XVIII, fase. 94 intitolato Pusculo, di 4 fogli. La nota si
1130-1136.
183 legge al f. 4 v.
Cfr. ALEXANDER, The Oracle of Baalbek, cit., p. 20, !in. 80 sgg.; e si veda 186
Cfr. nn. 46-48.
64 lV . LE VISIONE$ DA>l!ELIS
IV. LE <<VISIONES DANIELIS 65
titolo il seguente 187
:
Ecco il passo in questione con accanto le antiche interpreta zioni 190 :
Hic liber est extractus de libro qui dicitur Vaslogra pho, id est impe-
rialis scriptura, quam Sibilla Eriteha (sic) Babylonic a condidit ad petitio- <<Hinc Eneaden gloria in Bian-
nem Grecorum tempore Priami regis Troie ; quem Vedoxa (Brucell.: Doxo- ciam deducetur . Eritque nidus deli
pat, Doeopate r, Doctapate r, Daxopetri cett. codd., legend. Doxopate r) peri- catissimu s, qualis non fuit. Robu-
tissimus (pater) in Grecum transtulit de Chaldeo (sermone) , tandem de stum decus in muliebrem molli-
erario Emanueli s imperator is Grecorum eductum Eugenius regni Sicilie ciem convertet ur. Eruntque Danay
admiratus de Greco transtulit in Latinum . in robore delicato usque ad leo-
nero * LX pedum, donec catulos * id est Munucule ( = Manuele
eius ursus ** devoret, optimates Bi- Comneno )
Non qui nostro compito chiarire chi sia questo Doxopat er che ancenos obtenebre t, decus decal- ** s. Andronicu s tutor filiorum Ema-
avrebbe tradotto per primo questo testo dal caldeo , cio dall'arabo - vet femineum ; hinc aquila d esp ec- nuelis et pupillos decapitab it et sibi
possibile che si tratti di Nilo Doxopatri s, il ben noto autore dell'Orda dei ta ursum devoret, aquilam hyr- dyade ma imperii arrogabit
seggi patriarcal i I l!>! - , o quale sia il testo greco dal quale avrebbe fatto la cus *** obtenebre t, *** Alexius fr ate r eius
pullum **** **** s. Alexium filium Ysaac
sua traduzion e Eugenio di Pale1mo (c. 1130-1203) e se esso provenga voret aquile, sa ngui s effusus phy-
effettivam ente <<de erario dell'impe ratore Manuele I Comneno . Una cosa sis offendicu lum ***** in conspec- ***** id est peccatum contra
per ora certa, che non si tratta di un testo greco conservat o e che esso tu trinodi numinis clamitet fietque naturam
ha ben poco a che vedere con i testi profetici pseudo-da nielici greci a noi potantium in aquis Adriati-
cis ****** co ngregatio ; ceco predu- ****** s . Veneciis
giunti. Certamen te in questo testo si fa riferiment o esplicito alla conqui- ce t hyrcum abigent, Bianciam t s. duce Venetorum , qui erat cecus
sta latina di Costantin opoli del 1204, ma in termini diversi da quelli usati pro phan abunt, edificia denigra- ( = Enrico Dandolo)
nelle profezie greche 189 bunt, aurum eius per orbem et spo-
lia dispergen tur. Virgines humili a-
buntur, optimates eius decalvabu n-
187 HOLDER . EGGER,
Jtalienisch e Prophe tieen, cit., p. 155. Il termine << Basilogra- tur, hyrcus tt non balabit, gallu s tt s . imperator i Grecus
fus ritorna in una recensione pi tarda della Sibil!a Eritrea: Verba Erithee (sic) non cantabit, usque dum XLIII! or
phetonisse excerta de libro qui dicitur Basilograf us, quem Erithea Babillonica pedes ttt novemque polices tttt se- ttt id est anni
tempore Priarni ad petitionem edidit (HOLDER- EGGER, Italienisch e Prophetieen, mique r,re men surati discurran t, tttt id est menses
cit., IV, Die spiitere Bearbeitun g der Sibylla Erithea, Neues Archiv, 30 [1905], p . aquila Ht i' triceps volet et revolet, ttttt Hec cecinit e imperator e Frideri-
328). hyrcus iugalis in Bianciam reduce- co, propterea recapitula ntur inferius
188 Su Nilo Doxopatris tur .. .
cfr. V. LAURENT, L'oeuvre gographique du moine sici-
lien Nil Doxopatris, J:.chos d'Orient, 36 (1937), pp. 5-30.
189 (Il testo Come si vede, qui e in un altro passo un po' pi innanzi, in cui sono
ripreso da Paolino da Venezia, da Marin Sanudo Torsello e da
Andrea Dandolo (CARILE, La cronachistica, cit., p. 180, n. 1)). La redazione pi ripetute all'incirca le stesse cose 191 , si segue un testo diverso da tutti
completa (HOLDER - EGGER, ltaltenisch e Prophetieen, cit., pp. 155-173) r eca glosse
esplicative molto interessant i. Ci si pu porre qui il problema se, ad esempio,
Gioacchino da Fiore (1130-1202) abbia conosciuto la Visio Danielis o l'Apocalyps is op. cit., tav. XIV); 2) che i tre ultimi re sono: Mahomet, Mesemoth us e
Methodii , dato che qualche studioso, come L. ToNDELLI, Gioacchino da Fiore, Il Salahidin us , il quale ultimo proprie dicitur Antichristu s (TONDELLI, ibid.);
libro delle figure, I, Introduzio ne e commento , Torino 1940, pp. 18-19, ha parlato 3) che i rinvii a Daniele (dicitur in Danyele ... >>, legitur in Danyele ... >>,
ecc.)
appunto di derivazion e da tali testi, anche se in modo un po' troppo vago, riguardano il libro biblico di Daniele, non la Visio Danielis. Soltanto nella parte
dimostrand o cio di non conoscere bene tali testi. In realt, quando si esamina il finale, in cui si parla dell'avvent o di Satana, degli ultimi due Anticristi e della
contenuto della parte pi propriame nte apocalittic a del Liber figurarum (ed. L. loro opera di seduzione, dell'annien tamento igne et sulpure da parte di Dio e
ToNDELL!, Gioacchino da Fiore, Il libro, cit., II, Testo e tavole, Torino 1940, tav. della parusia finale di Cristo, c' qualche punto di contatto con le apocalissi
XIV; B. M. HlRSCH- REICH e M. M. REEVES, The Figurae of Ioachim of Fiore, medievali grecoorien tali. Ma basti vedere la confusione che viene fatta tra l'inter
Oxford 1972 (Oxford-Warburg Studies), tav. 21 , 22 e 23; cfr. H. GRUNDMANN , vento contro l'Anticristo di Elia e di Enoch nelle visioni orientali e l'intervento
Neue Forschung en iiber Jo achim von Fiore, Marburg 1950, pp. 20 sgg. e 85 sgg.; del solo Elia nel Liber figurarum (TONDELLI, ibid., aille qui designatus est in
M. M. REEVES, The influence of Prophecy in the later Middle Ages. A study in capite VII (scii. Salahidinu s) veniet occultus, sicut Johannes Baptista qui nescie-
Joachimism , Oxford 1969, pp. 293-392), si vede chiaramen te che Gioacchino non batur esse Helyas ... Unus enim Helyas premissus est a Domino, et tamen duo
ebbe a propria disposizion e n la Visio Danielis, n l'Apocalypsis Methodii. Baste venturi erant, quorum singulus dicebatur Helyas ... >>). chiaro che Gioacchino
r qui osservare: l) che Gioacchino, in contrasto con la tradizione grecoorien ta segue a questo punto una tradizione molto diversa - e diciamo pure, molto
le, fa nascere l'Anticristo in Occidente (Surget autem, ut putanms, ab Occidente confusa e contraddit toria - da quella seguta dai greco-orientali.
190
et veniet in adiutorium illius regis qui erit caput paganorum ... , cfr. ToNDELLI, HOLDER EGGER, Italienische Prophetieen, cit., I, pp. 160161.
191
Ibid., pp. 164165.
_6_6_ _______ _ 1\_'. LE \'lS!ONES DAN:.:IE:.:L:.:l:::S.....>> _ _ __ _ _ _ __
lV. LE VIS!ONES DANIELIS>> 67
quelli conosciuti, e in ogni caso - cosa estremamente importante - non si
riferita ad un certo Walter, un cavaliere dell'ordine dei Templari, suscitan-
fa ancora alcuna allusione alla stirpe bionda>> conquistatrice di Costanti-
do il risentimento dei Greci. Ma in sostanza essa appare una strana
nopoli.
mescolanza tra la profezia pseudo-danie\ica e la leggenda dei monumenti
La prima volta - a (nostra) * conoscenza - in cui invece si allude
istoriati, di cui si fanno eco, da una parte, Robert di Clari, Geoffroy de
chiaramente alla <<Stirpe bionda>>, o meglio ad un <<rex flavus>> che conqui-
Villehardouin, Giinther de Pairis e la Chronique de More, come si gi
ster Costantinopoli, ()** in due storici anglosassoni. Si tratta dell'anoni-
visto 194 , dall'altra, come ora vedremo, Salimbene de Adam.
mo autore dei Gesta regis Henrici Il et Ricardi I, attribuiti a Benedict of
opportuno riportare qui alcuni passi di Salimbene 195 :
Peterborough, e di Roger of Howden, autore di una Chronica, che si
limita a riassumere quanto detto gi nei Gesta 192 Esaminiamo dunque
<<Cum Blacherne palatium obsiderent (scii. Latini), Odighitria, id est
questa testimonianza. L'anonimo dei Gesta sta parlando di un'ambasceria beate Virginis ycona ab evangelista Luca Virgini conformata, ad confusio-
che sarebbe stata inviata da Filippo II Augusto, re di Francia, all'impera- nem hostium menibus superponitur, sed a La tinis reverentius adoratur.
tore Isacco II Angelo a Costantinopoli nel 1188. Gli ambasciatori avrebbe- Deinde Basilographya, id est regalis scriptura cuiusdam prophete Danielis
ro inviato verso il 1190 una lettera al re di Francia per informarlo sulla Achivi, qui de imperatorum Co nstan tinopolitanorum successionib':ls enig-
situazione in Siria in vista del progetto di Crociata. Ed ecco il punto in mata scripsit, producitur in medio. Ubi cum legeretur quod natta flava
cesarie ventura esset urbis excidio urbemque gravi expugnatura prelio,
cui si allude ad una profezia di Daniele 193 : tamen ad ultimum - quod in ipsos decidat - peritura, hoc facto confissi
Est autem et indubitabilis, sicut dicunt omnes, prophetia David (leg. Achivi repente irruunt in Latinos ... Adimpleta est itaque prophetia, quam
Danielis, ut in Chron. Rogerii) Constantinopolit ani, quod eo anno quo mathematicus quidam predixit Achivus: 'gaudete septem montes, sed non
Annunciatio Domini in die Paschae contingit, Franci restaurabunt Terram mille annos'. Nondum enim a Constantino millesimus advenerat annus,
Promissionis et stabulabunt equos suos in palmaria de Baldac et fgent quando Septemsolium, id est Constantinopolis , a summo gaudi.o tristicie
tentoria sua ultra arborem siccam, et lolium separabitur a tritico ... Ver- ruit in yma ...
bum autem illud quod senex Graecus de Astralix dixit domino Waltero Verba supraposita, sive sint Sibille sive alterius, intelligat unusquisque
Templario, unde ceteri Graeci offensi fuerunt, nunc implebitur, sicut di- secundum quod sibi videtur, quia in Constantinopolit ana civitate in eccle-
cunt: scilicet quod Latini imperabunt et dominabuntur in civitate Constan- sia sancte Sophye est quedam columna et quedam porta, in qua sunt
tinopoli; quia scriptum est in Porta Aurea, quae non fuit aperta ducentis historiate sculpture, que non intelliguntur, nisi cum fuerint comple ta que
anni s retro : 'Quando veniet rex flavus Occidentalis, ego per memet ipsum continent ...
aperiar' ... >> . Et tunc cognoverunt Greci quod completa erat illa prophetia que
sculpta erat in porta, siquidem multe prophetie ibidem sculpte sunt sive
in porta sive in porte columna, que non conoscuntur nisi cum fuerint iam
Si noti che qui la profezia duplice : (dap)prima *** fa espresso riferi- complete ... >>.
mento alla riconquista della Palestina - e sarebbe quella di Daniele -,
(poi)**** alla conquista di Costantinopoli da parte dei Latini. Quest'ulti- Si noti che Salimbene chiama qui <<Basilographya la regalis scriptu-
ma viene attribuita a un vecchio greco <<de Astralix>> (?), il quale l'avrebbe ra contenuta nella Visio Danielis greca, mentre Eugenio di Palermo
chiama <<liber Vasilographus >> la imperialis scriptura>> della cosiddetta
Sibilla Erithraea 196 Inoltre Salimbene conferma quanto ci raccontano i
mia A
** si legge A
194
*** la prima A Cfr. pp . 8-9.
195
**** la seconda invece A Chronica fratris Salimbene de Adam Ordinis Minorum, ed. O. HOLDER
EGGER, in MGH SS XXXII, Hannoverae 19051913, pp. 23-24, 25, 546 e 612. Su
192 Salimbene de Adam cfr. N. ScrvoLETTO, Fra Salimbene da Parma e la storia
Cfr. Gesta regis Henrici Il et Ricardi I, cd. STUBBS, cit., (cfr. n. 94); Chronica
Magistri Rogeri de Hovedene, ed. STUBBS, cit., (cfr. n. 95). Per le relazioni fra la politica e religiosa del secolo decimoterzo, Bari 1950; C. VIOLANTE, Motivi e
Chronica di Roger of Howden (t 1201 circa) e i Gesta attribuiti a Benedict of caratteri della Cronica di Salimbene, in Annali della Se. Norm. Sup. di Pisa,
Peterborough, cfr. la prefazione dello Stubbs all'edizione del testo di Roger of Lett.-St.Fil., Ser. II, 22 (1953), pp. 108-154; R. MANSELLI, art. Adam, Ognibene
Howden, The Chronicle, cit., l, London 1868, pp. LI-LXIV: Roger ha ripreso (dopo (Salimbene) de , Diz. Biog. !tal., l, Roma 1960, pp. 228-231; A. CARILE, Salimbene e
il 1192), in una riedizione della sua opera, i Gesta attribuiti a Benedetto [dopo il
la sua opera storiografica, Bologna 1971 (ma non tratta del passo qui citato:
1192 A]. tuttavia da tenere presente che Salimbene, o.f.m., era guelfo e seguace delle
193 dottrine gioachimite).
Cfr. Gesta regis Henrici II, cit., pp. 51-53 e il passo parallelo, ma abbreviato 196
in Chronica Magistri Rogeri, cit., pp. 355-356. Pare che effettivamente, secondo alcune testimonianze, le raccolte di profe
zie concernenti le sorti degli imperatori e dell'impero venissero dette Basilogra-
68 IV . LE VISIONES DANIELTS _ _ __ _ __ _ __ _ IV. LE VISIONES DANIELIS 69

cronisti delle Crociate sulle misteriose iscrizioni di Costantinopo li riguar- Il Carile 200 ha giustamente osservato:
danti la fine della citt. In ogni caso, Salimbene, a differenza dell'autore
dei Gesta Henrici II e degli altri cronisti della IV Crociata, questa volta
allude sicuramente ad una recensione della Visio Danielis, in cui era detto l'una al f. 79v, dopo la versione dell'Oraculum attribuito a Leone, e l'altra ai ff.
51'-53v. La prima, intitolata Profecia Merlini suona: Annis miHenis trecentis
che natio t1ava cesarie ventura esset urbis excidio urbemque gravi expu-
triginta duobus l Septuaginta tribus destructio Paduanorum l Visuum marcha
gnatura prelio, e ad un oracolo in cui era detto: gaudete septem mon- trium tota pessumdabitu r ipsa. l Venecie retem filii fletumque parentum l Causa
tes, sed non mille annos, che ricorda da vicino quello trasmessoci da erit salis bellumque inducet eosdem. Questa profezia, che fa riferimento al
Tzetzes 197. secolo XIV, molto probabilmente un'aggiunta posteriore alla Cronaca di Marco.
E veniamo ad un'altra testimonianza latina ben pi importante, quella L'altra riguarda l'avvento dell'Anticristo: << De Antichristo scire volens primo
notabitur quare sic vocatus est. Ideo scilicet, quia Christo in cunctis contraria
del cronista veneziano Marco (del 1292 circa), riferentesi alla IV Crocia- facit. Christus venit humilis, ille superbus. Christus venit humiles regere (leg.
ta 198. Questa volta, come ora vedremo, ci troviamo di fronte a tre testi erigere) et iustificare, ille econtra deiciet humiles et magnificabit peccatores,
profetici tradotti dal greco gi prima della fine del secolo XIII e disposti impios exaltabit et vicia que sunt contraria virtuti docebit, lege~ evangehcam
dal cronista Marco in successione continua come se appartenesser o ad un disputabit (leg. dissipabit), demonum culturam in munto revocab1t, vanam glo-
riam queret et omnipotentem deum se norninabit. Hic itaque Antichristus multos
solo testo originario 199
habebit sue malignitatis ministros, ex quibus iarn multi in mundo precessenmt,
qualis fuit Antiochus, Nero et Domicianus. Nunc quoque nostro tempore Antichri-
stum novimus esse. Quicumque enim laycus vel clericus, sive etiam monacus ,
pheia e che un codice della Visio Danielis, il Paris. gr. 2180, porti tale iscrizione contra justiciarn vivi t et sui ordinis regulam impugna[vi]t et q~od bonum _es~
al suo inizio : cos almeno afferma il Du CANGE, Gloss. med. et inf. graec., s.v., che blasphemat, Antichristus est et minister Sathane. Sed iam exordn~rn Ant1chnst1
rinvia a Pachym. De Mich . et Andr. Pal., VI 24 e al cod. Paris. 2980 (un errore per indicarnus (leg. videamus). Non autem dico ex proprio sensu, sed stcut cogor ve!
2180? ma n il KLOSTERMANN, Analecta zur Septuaginta, cit., p. 115, app. crit., n lo cogito, et in libris relegendo hec omnia scripta invenio. Sicut ergo aucto~es nostn
ScHMOLDT, Die Schrift, cit., p. 122, app . crit., che hanno utilizzato il codice per le (do cqncell.) dicunt Antichristum de populo Jude~rull_l nasc1tur ?e tnb_u pa~,
loro edizioni, danno un'indicazione del genere). secundum prophetarn, qui dicit: 'Fiat Dan coll~;~ber m via ce;astes_m se~mt~ -- Sic
197 Tzetz. Chil., IX, 278, vv. enim serpens in via sedebit et in semita ent, ut eos qu1_ s_em1taJ? ]Ustlctam
649-651, 662-663. Il valore della testimonianza di
Salimbene per datare il testo originale della Vis. Dan. greca era gi stato messo ambulabit (leg. justicie ambulant), feriat et veneno sue mahc1e occ1~at etc.''. A
in rilievo dal GRUNDMANN, Die Papstprophetie n, cit., pp. 83-86. parte alcuni spropositi, compiuti o da Marco o dall'amanuens e del codice venezia-
198 Sul cronista veneziano no, e a parte qualche lacuna, si tratta qui del testo di Adso~e, De ortu et tempore
Marco cfr. A. CARILE, Aspetti della cronachistica
veneziana nei secoli XIII e XIV, in La storiografia veneziana fino al secolo XVI. Antichristi, di cui si hanno pi redazioni (cfr. Adso Dervens1s, De ortu e_t tempore
Aspetti e problemi, Firenze 1970, pp. 77 e 90 sgg.; Io., La cronachistica, cit., p. 179, Antichristi necnon et tractatus qui ab eo dependunt, ed. D. VERHELST, m Corpus
nn. 1 5 e 188; E. PALADIN, Osservazioni sulla inedita cronaca veneziana di Marco Christianorum XLV Tumholti 1976, pp. 22-23). Che si tratti della versione di
(sec. XIIIex-XI0"), in Atti dell'Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti, 128 Adsone, qua ~ l le~gerrnente interpolata con quella di Alboino, provato da
(1969-1970), pp. 429-461 (e la sua tesi di laurea: L'inedita cronaca veneziana di alcune varianti (venit humiles; econtra; contraria virtuti [leg. -tibus]; m~lto~
Marco, secolo XIIJ'x, Fonti e testo, Fac. di Magistero dell'Univ. di Padova, a.a. ha be bit sue malignitatis; enim laycus; si ve etiam; etc.) che sono propne . d1
1965-66, con un'edizione provvisoria del testo, purtroppo a me inaccessibile); G. Adsone. Dopo il cap. Vita Antichristi, ff. 51r.53v (expl. <<postquam vero ege~nt
CRACCO, Societ e stato nel medioevo veneziano, Firenze 1967, pp. 344-346; ID ., Il potenciam quam tum temporis fiat quousque dominus veniat nullus est qui sc1~t,
pensiero storico di fronte ai problemi del Comune Veneziano, in La storiografia sed in dispossicione Dei maneat, quia ea divisim iudicabit quam ante omma
veneziana, cit., pp. 66-71; A. CARILE, Le origini di Venezia nella tradizione storiogra- secula iudicandum prefixit in secula seculorum. Amen>>) seguono 1 Versus de
fica, in Storia della cultura veneta, I, Dalle origini al Trecento, Vicenza 1976, pp. judicijs mundi, ff. 53v-54' (!ne. ludicijs signum tellus sudore rna?es~ e t l Ex celo
150-152; G. ARNALDI- L. CAPO, I cronisti di Venezia e della Marca Trevigiana dalle Rex adveniet per secla futurus l Scilicet in carne presens ut md1cet orbem;
origini alla fine del secolo XIII, ibid., pp. 397-399. Salvo il Carile (La cronachistica, Expl. <<Et celum novum erit et tera nova et candida et mare jam non erit et Deus
cit., Le.), che ha segnalato la profezia, tutti gli altri studiosi non hanno osservato regnabit con (sic) suis sanctis in secula seculorum._ Ame~). Ma tutt~ la pa_rte
l'importanza della profezia inserita da Marco nella sua Cronaca, ivi compresa la finale della Chronica un mlange di cose strane, m cui a fianco de1 Nomma
Paladin (Osservazioni, cit., pp. 458-459). (ff. 54v-62v). delle Novem pene inferni, dei Signa XV ante diem judicij (pp. 62'_-
199 Nel codice, ai ff. 76r-77v 63') ed altre scritture del genere, si leggono le Convenciones quas r_ex Baldo~r
precede il patto di Enrico Dandolo: /ne. lncipit
pactum et concordiam factam inter dominum Enricum Dandulurn dux Vene nus fecit beato Marco et domino Dominica Michaeli (1118-1129) ducr Venec (w-
cum principibus anno Domini MCCIII!. Nos quidam Henricus Dandulus Dei rum) anno Domini MCXXV indictione sexta VI non. maij (ff. 65'-67'"). un De
gracia Veneciarum atque Croaciae dux pro parte nostra vobiscum etc.; Expl. pasagio regis Francie Aluisio (a. 1248, ff. 67v-68'), poi un De virtutibus rosmarini
debeant iurarnenta teneri ad omnem honorem imperatori et irnperium facien- (ff. 68r-69v), Versi Michaeli Scoli (ff. 70r-7JV), De visione Tripoli Tyrie quod manus
dum iuxta omnem ordinem superius declaratum. Data Constantinopol i anno aparuit scribens super corporale (ff. 71"-72'), poi due lettere di papa Bonifacio,
Domini MCCIIII Mense Marcii Indictione VII. Segue subito dopo la prophe- ecc.
200
cia. Si noti che nella Cronaca di Marco si trovano inserite altre due profezie, CARILE, La Cronachistica, cit., pp. 178-179.
_7_0_________ lV. LE VTSIONE_S_ D_A_N_I_E_L_T_S__ _ __ _ _ _ __ _ IV. LE VTSTONES DANTELTS >> 71
<<L'intento apologetico dei Veneziani si esprimeva in un altro genere di incarnacione Domini usque ad primam synodum sunt ann cccxviii.
co~posizioni, le 'profezie': libelli sorti da precisi interessi politici, rac-
chmdono le tesi della propaganda politica nella forma di vat icinii , proba- Et consilidata est in solio columpna magna Constantini qui dicitur
bilmente post eventum. Non sfugge che il vaticinio, riferendo la serie dei Anilius. Et in dextera sua portabat malum sp(h)ericum, in qua
fatti accaduti a decreti ineluttabili, stabiliti da Dio e 'letti' dai vaticinanti, scriptum erat latine: Tibi, Christus Deus, commendo urbem istam
gi prima dell'accadimento, toglie ogni dubbio morale circa il fatto stesso: 1O annos dcccvc et de revelacione qua revelata sunt que accident huic
gli conferisce anzi un alone misterioso e fatale di sentenza che si adem- urbi in novissimis diebus. Et posteaquam perfecta sunt omnia que
pie, seguendo il ritmo imperscrutabile di una volont che trascende la
volont umana. Il valore di tali composizioni va ricercato dunque nell'am- in pallacio sunt edificata a Michaele Eufrato, duo emboli fundamen-
bito della storia della mentalit; esse ci illuminano soprattutto sugli umo- torum columpnaria camerarum cum canalibus et residuis contin-
ri, sull'atteggiamento di chi, componendole, riflette sugli avvenimenti. Le gentibus usque ad Placoton, et erigentibus in ipso columpnas desu-
profezie veneziane sulla presa di Costantinopoli nei 1204 sono dunque la 15 per crucem Domini et columpnam Magni Constantini, edificantibus
risposta che si dette a Venezia, nel corso del '200, a quella perplessit
d'ordine morale, che non poteva non gravare anche sui conquistatori di autem in eodem loco templum sub nomine huius, venit imperator
Costantinopoli>>. in urbem et videns omnia edificata de novo in ipsa et eius decorem
et columpnarum erectiones omnes et columpnas duarum mulierum
Ci sembra opportuno darne qui per la prima volta l'edizione. Il primo que erant in Placoto(n) dictas Calamna et Maria, que clamant ele-
testo greco , a partire dalla linea 11 sgg., una profezia attribuita a 20 menta et igne consumpta omnia, sed et crucem stantem in colum-
Costantino Magno e si legge, ch'io sappia, in un solo codice, come si gi pna alta, exiluit super hec omnia, et incepit prophecias dicere in
visto 201, nell'Oxon. Laud. gr. 27, chart., secoli XV e XVI, ai ff. 24r-2S" a ai conspectu omnium dicens : Ista crux ffi Domini, quam videtis,
ff. 58r-59v, in duplice trascrizione; il secondo e il terzo testo, conservato cadet in diebus dolore plenis ultimorum temporum. Et post alte-
invece in due manoscritti, cio nei gi citati Oxon. Laudan. gr. 27, ff. 25v e rum diem conservabunt eam magnates sui in urbe>>. Et videns eam,
60r e Barocc. gr. 145, f. 70r, sono rispettivamente il secondo, pubblicato 25 divino spiritu motus, infremuit et dixit voce latina sic: O violencia
dall'Istrin, una recensione molto abbreviata e particolare di una Visio pure magna .fiet in urbe hac, in die septenario septimi seculi, sed
Danielis e il terzo, testimoniato in pi manoscritti e pi volte pubblicato veh tibi, civitas Septicollis, quia non venies ad mille. In septenario
con lezioni diverse, un Oraculum attribuito a Leone il Saggio. autem septimo anno erit tibi angustia et tribulacio magna, qualis
nunquam fuit, et clamor et rivuli lacrimarum, incendium et urbis
Ven. Mare. ltal. XI 124 (n" 6802 di colloc.), cart., cm. 20 x 30, secolo 30 captio sine fame quidem, et incendiis menia tua suffodientur, et
XV-XVI (datato 1503, ma copia di un codice del 1430), ff. 78r-79" tempia divina ignis tollet vento et turbine. Et Spiritus Sanctus in
lncipit prophecia de Constantinopolim inventa in quodam {Vasilo)gra- illis diebus non erit in hac urbe, sed templum istud, cui assistimus,
pho. comburetur absque columpna ista preciose crucis. Et homines
huius urbis fugient alius ad alium, et incidentur per medium corpo-
Narracio de Constantinopolim, quomodo condita est a Magno
Constantino, sicut dicit sanctus Ypolitus, in anno mdcccxviii maii
5 die xi" indictione xiii <>: Tunc enim inceniata est civitas. Nam ab
6 cccxviii V: leg. cccxxv (i.e. Concilium Nicenum) 8 Anilius (scii. 'Av-f}wc;)
l Vasilographo correxi (cfr. !in. 56): paragrapho V 5" addidi sphericum scripsi: spe- V 12 edificata scripsi: hediffi- V 12 duo emboli-13 con-
tingentibus V, corrupta videntur, cfr. gr. 14 Placoton (cfr. gr. II.axw-r6v) 17 edi-
ficata scripsi: he- V 19 P\acoton correxi (cfr. lin. 13-14): P1atoco V 21 exiluit
4-5 cfr. Patr. poleos, 55, II, pp. 142-143 Pr. 4> EW~ (= 5827) i:-rn -ro x6cr"'ov ... -rii
correxi: enituit V 24 conservabunt eam correxi: conservabant eum V 26 septena-
EVOEX<hn 'tOU Mai:ov "''l'JV<; -r. (yxalvLa -rTjc, 7tOEtOC, yty6vacrL xat 7tp00'1')'YOPEVI}'l'J n 7tOL<, rio corr.: -rii V 32 assistimus scripsi : asi- V
Kwvcr-rav-rLvotmoL<,. Zonar. Epit. hist., XIII 3, 5, p. 14, 11, sgg. Biittner-Wobst xa-r.
't'ijv EvOEXcl't'l']V 'tou Ma'iov "''Y]vc; 'tEE:'taL -r. 'tO:V't'YJC, (scii. K7t6EW<,) yEvi)La ti:-rouv
(yxalvLa E'tOVS EVLCT'ta"'vov 7tEV'taXLCTJ(LLOCT'tOV OX'taXOCTLOCT'tOV 'tpt.a:XOCT'tOV oyl6ou
(= 5838-5508 = 330). Qui il profeta (.cr'tp6vo"'oc;) Valente profetizz che la citt du- 11 sgg. cfr. Ilp6pp'!JCTL<;, l sgg. 14 e 19 Placoton, cfr. Zonar. Epit. hist., XIII 3, 24,
rer 696 anni (cio 696 + 330 = 1026), ci che contestato da Zonaras. Malal. p. 18, 2 sgg. Biittner-Wobst xa:t 7to. 7tpc; x6cr"'ov 'taV>'!J<; (scii. K7t6Ew<;) rrovacrLv,
Chron ., XIII, p. 321, 22 sgg. Dind. xat rm-rEcrEv op-.;i}v "'yci'Y]v "''l'J"L Mai~ -r4> xa' E7tL 1tliCTL o xat 6 xuxo-rtpi}c; xlwv 6 1topcpupovc;, cv (x 'Pw"'TJ<;, w yoc,, xo"'Lcri}v'ta:
Bu<;av'tl~ ... Chron. Pasch ., p. 520, 15 7tp 1tvn tliwv Ma!wv, -i}"'pq: liEU>pq: >'iic; xa-.;. 't')v .yopciv ECT>'!JCTEV, 7 xa-.;cr-rpw'taL )..,!}(vaL<, o.a~lv, cp'wv IIaXW'tV
~{3/ioJ-Lciloc;, tvliLx,.wvoc, -.;p("n'Jc; (sub anno 330). 'ltapwvo"'acr-.;aL, XaL 1t'a1hou )(ciXEOV v(/ipvCTE\1 aya"'a ... .yE>aL O 'tO 'Ao.6)..)..wvo
201 ElvaL cni]n 't' l:l.yaJ,Ut(ma in realt Costantino sotto forma di Apullo).
( Cfr. p. 55).
72 IV. LE <<VISIONES DANIELJS>> IV. LE V!SIONES DANIELIS>> 73
35 ra optimatum virorum et gencium. Et due partes huius urbis ab 65 subicietur ab eo. Et in diebus illis emit(t)et Dominus Deus iram
incendio comburentur et ea que sunt inter Biancium eradicabun- suam in Septicollem et igne comburet eam, et aratro arabitur, et
tur, et homines fugientes in montibus et collibus tabescent a fame, tamquam agitata a cane faciet. Et ingredietur flava gens in Septicol-
et concidentur multi e gentibus gladio eorum et proicientur in lem et in eam faciet ebdomadas quinque [ccclxv]; et post consuma-
mare; quidam autem in montibus a feris et avibus devorabuntur , cionem huius numeri suscitabit Deus iustum et sanctum hominem
40 similiter autem et homines qui sunt in circuitu urbis fient. Et hec 70 suum, et reedificabit Septicollem et iterum eam restituet reginam
audientes optimates eius dixerunt ad eum: Et quare evenient hec et dominam omnium civitatum, et sanctas ecclesias combustas su-
nostre urbi, o imperator?. Et imperator respondit ad eos quare: scitabit, et erit gaudium et exultacio fideli populo.
Quia homines huius urbis in illo tempore occident virum iustum
iniuste, ex uno clamore dicentes: 'Occidatur, quero omnes gentes
45 timebunt et trement, quia falcifer est'. In diebus illis surget adole-
scens cum gente nostra contra hanc urbem et eam; et tunc
pla(n)gent et lugebunt viri huius urbis et mulieres requirentes vi- 65 subicietur correxi (cfr. gr.): subicientur V ernittet scripsi: ernitet V 68
ccclxv seclusi
rum illum quero occiderunt, et nullus erit qui miser(e)atur eorum.
Post hec autem a latere interfecti viri requirere habetur quidam
50 mortem eius. Hunc homines huius urbis rogabunt et principem
constituent, qui habet iudicare paternum sanguinem suum, et peri- 67-72 Exc Vis. Dan. gr., p. 318 (Istrin, 1897, 3 II) 'Avau-cnu<Hx.L IJ.ELpcixLov H', ucpuoc;
met imperante(m) cum reliqua gente. Et qui fugerint ab hac urbe in (cfr. Gen. 35, 11 : reges de lurnbis tuis [scii. Iacob) egredientur) Kwvw1toc; xat C.1t
AL~UTJ<; J..LE-c savl}ou yvouc; <v -cfi 'E1t-ca:6cp<!J EiuEEuO'E-ca:L xat "Jto-cayi}uE-caL au-cTJ
tempore belli salvabuntur. lpse autem constitutus p1inceps non 'ltap' a-cou. Ka EV -cai:c; niJ.pa:Lc; xEiva:Lc; ESIX1tOO""tEEi: KupLoc; -c"jv py"jv a-cou E'JtL
dominabitur huius urbis, sed regnare habet Dominus, Deus noster, npuwnov -cijc; 'En-ca:cpou xa: 'ltUP xa-caxauO'EL au-c"]v xa: wc; (u)ux(L)fJa-cov C.'ItEpyC.O'E"tClL.
55 donec cui adiciet miserans qui est sedens super rotundum lapidem Kat ELO'EEUO'E"tClL -c savi}v yvoc; v -cfi 'E1t-ca:6q><!J xat v au-cfi 'JtOLTJO'EL "iJJ..Lpac;
in Vasilographio , stella sibi assistente; ipse autem est in medio -cpLaxoulac;. Ka -co-c< c.vau-cfJuEL KupLoc; El<c; -cv /J.vl}pwnov a-cou -cv olxa:LOv xat
c.voLxoboiJ.i}O'E'ta:L xxaul}duac; EXXT]ulac; xat c.vayELpEL a-cc.c; ... Orac. Gr., ibid., p. 321
quinque principum, ut hyrci percucientes sua capita. Ascende signi- Ate; -cptc; c.pdJ..LWV XLLov-cciooc; v6EL, l il-cav -cpiJ.a q>pouaL uv E~OOJ..LOV a(wva, l savi}v yvoc;
fer, omnia enim vexilla ad te venient tuumque sceptrum veniet in opiJ.TJ"tO:L 1tpc; Bul:,av-c[~ ... Vis. Dan. gr. A, p. 44 Vas. 136 Istr. xal xpaTf)O'EL E'JtL -ciJv
Jerusalem. David resil(i)ens olim, David et(iam) salvatus est olim . 'E1t-cC.ocpov -c savi}v Ei}voc; hl] ES xal nv-cE (<!;a'ltv-c<) ... Vis. Dan. Mare. (Klost. p.
118) -c IJ.ELpclXL0\1 ... XCl"tOLXi}O'EL t'Jt'a-cT]v wc; ~OOIJ.C.oac; -cpEi:c; ... cod. Mare. App. Class.
VII, 22, L 165'.(ed. Istrin, Otkrovenie, 1897, 3, II, p . 274).
60 2. De Vasilographio de Urbe, quomodo incendenda erat et traden
da Latinis
In septenario septimo resurget adolescens de lombo culicis a L = Laud. gr. 27
Lybia cum flava gente contra hanc urbem et intrabit in eam et B = Barocc. gr. 145

35 partes correxi: -tis V 38 e correxi: a V proicientur scripsi: prohy- V 41-42 hec 'Ex TWY opaaewv -co ii ay!ou rrporpf}-cou Llczvtf}.l..
nostre correxi: hiari V 44 gentes correxi: gentet V 45-46 adolescens: adho- V 47
plangent correxi: plagent V 48 rnisereatur correxi: misera- V 50 rogabunt correxi: 'Ava.u-cnu-ca:L IJ.ELpcixLov ES ucpuoc; Kwvw1toc; xa c.n AL~uTJ<; IJ.E-c -tou savi}ou yvouc; <v
-bant V 52 irnperantern correxi (cfr. gr. avEEi: ... ~ClO'LEuov-ca) curn correxi: con V -cfi 'E'It-ca:<p<!J duEEvuE-ca.L, xat v'Jto-ca.y'l]u<-ca:L au-cTJ 1tap' a-cou xat (v -c ace; TJIJ.paLc;
ante reliquia scripsit religq et delev. V 55 adiciet correxi (arz adiacet [cfr. gr. o EXELVaLc; ~ct'ltoO'-cEEi KupLoc; 9< -cT]v 6pyT]v a-tou 1tl 1tp60'W'Itov -cljc; 'E'It-ca.<pou, xa.t
ci.'ltoXEL-ca.L)?): adiecet V 56 Vasilographio scripsi: -fio V 59 resiliens correxi: -si- 'ltUp xa-caxa.UO'EL av-c"jv xa.t wc; O'UXL'l]a-cov C.'ItEpyaO'E"tClL. Kat duEEUO"E"tClL -c savi}v yvo
lens V etiarn explevi: et V EV -cfi 'E1t-taM<ptp, xa. tv a-cfi "JtoLi}O'EL i!IJ.pac; -cpLa.xouta.c; xa.t -c-cE c.vau-ci}uEL KupLoc;
60 Vasilographio scripsi: -fio V 61 de Latinis tamquam textus in V, sed titulus
9Ec; -tv /ivl}pw'ltOV a-cou -cv lCxaLov xat c.voLxoloiJ.'I]O'E'tClL xxaui}ELO'a.c; xxT]O'La.c; xa.t
novus videtur C.vEyEpEL a-tcic;.

59 II Reg. 6, 16 vidit regem David subsilientern I Reg. 19, 18 David autern


fugiens, salvatus est - sed in Vis. Dan. gr. A, p. 47 Vas.-139 Istr. xawc; y<L
'ltpo<pi}-cT]c; Lla~[o ... 'JtL ohov Lla~tl cp~oc; ~Lyac;>>. 4 6 Ec; orn. B 5 wc; O'UXL'l]a-cov Vis. Dan . gr. A, p. 44 V., 136, I. 116, 30-31 Kl wc;
cruxT][a-cov L woud x'l].a-cov B 8 :vEyEpEL L c.va.yELpEi: B.
74 IV. LE <<VISIONES DANIELIS
IV. LE VISJONES DA:-IIELIS 75
Byzancii tverbumt, mansio Constantini,
Si noti che in queste tre profezie si ritrova costante l'accenno alla
Roma, Babilon et Syon alia nova.
75
conquista di Costantinopoli da parte della Stirpe bionda con o senza un
Ter ter centum et tu regnabis annos,
adolescens (a: Surget adolescens cum gente nostra contra hanc urbem
Una in eis deficiente decima.
et incedet eam ... ; b: <<resurget adolescens ... cum flava gente contra hanc
Sicut pulverem congregabis gencium aurum
urbem et intrabit in eam ... ; c: <<sed te focus ultimus et gens blunda [
Et omnes tenebis circumstantes principatus.
totam comburet et tuam solvet potenciam ... ). [ed] Anche il cronista
Sed te focus ultimus et gens blunda
80 Marco, come gi Eugenio di Palermo e Salimbene de Adam, afferma che
Totam comburet et tuam solvet potenciam.
sono state <<trovate in un Vasilographus (liber) o Vasilographius de Urbe,
Eris tamen sicut non habens principium
cio in un Basilografo, raccolta di profezie riguardanti Costantinopoli, gli
Usque dum Dei digitus apparebit ab Oriente,
imperatori e la fine dell'impero d'Oriente. Ma c' pure un altro accenno
Manus extenta digitos implebit duos
che ci colpisce: l'allusione ad un Vasilographus figurato, simile quindi ai
Astas ducentes tfervenst sicut de camino
85 codici contenenti gli Oracula attribuiti a Leone 202, l dove dice: <<mise
Vindicaturas patrum mortem
rans qui est sedens super rotundum lapidem in Vasilographo stella sibi
Augebunt item circumquaque tui filii
assistente. Ma nessuno dei codici figurati (a noi pervenuti) contenenti
Tramites rectos sicut in circuitu stimulus,
gli Oracula * contiene una rappresentazione del genere, per cui bisogna
Item iuste vindicabunt passionem.
pensare che l'autore della prima profezia greca, quella di Costantino
Nova ergo vacua item erit
90
Magno, avesse ancora tra le mani una raccolta diversa dalle nostre.
Et melius regnabis in gentibus plusquam prius.
Ci che appare piuttosto straordinario il fatto che a Venezia circolas-
Et tua vestigia adorabunt qui sunt vicini,
se verso la fine del secolo XIII una traduzione di un testo greco profetico,
Glorie quidem domus Dei tueris.
quando la conoscenza del greco era ancora molto rara. Ma a Venezia
circolavano diverse profezie di origine greca, e ad un certo momento i
cosiddetti Vasilografi vengono attribuiti nel loro insieme al profeta Danie
le. Ecco, ad esempio, come citano tali fonti alcuni cronisti veneziani:
73 verbum V, corruptum ut videtur: /eg. vestibolum ve/ atrium (cfr. gr.) 76 deci-
ma: leg. vicena? (cfr. gr.) 78 omnes correxi: omnis V 81 principium correxi (cfr. Fazandosse uno d questo Andronicho imper.ador_[feze] lezer uno l!_bro
gr.): principatum V 84 fervens V, correctum, ut videtur: /eg. auras? camino corre (che) se chiamava Vasilografo, che sancto Dame! drxe ~aveaJato, ~ rera
xi: cainsvo V 85 patrum: /eg. patemam? 92 glorie correxi: gloria V scripto che uno Hursach (=!sacco II Angelo) ed cazena dellmpeno ...

... El corpo suo (cio, dell'imperatore Alessio V Murzufl9) fuo gitado


apresso una cellona in nela qual iera intaiade molte profecre, che dovea
73-92 Orac. Leonis de Cpoli: Bul;tzv"<o au'A.T}, trn(a Kwvcr"ttzv"t(vou, l 'PwfJ.'Y], Ba~u'A.wv vignir se diceno Daniel profeta la fece far quella, e m essa collana fuo
xa :Ecwv li'Y] va, l "<PLS "<PLS txa1:v xa cruvcip~Et E"t'YJ (xprho), l {J.t<i (lu) v au'toi: trovada intaiada de la morte del dito Marsiflo ... 203
cr"tEpOUCT'Y]. [ 5 ['O xouv i}po(cret "<WV wwv "t xpucr(ov [ XtzL 1tcicra /ip!;et "t 7tpt~
rpu'A.apx(cx] l 'A'A.'A.ci ('A.'A.'w) ere 1tup 0cr"tcx"tov (7tuptcr'tov) xcx ~cxvi}v yvo [1t<icrcxv "<E<ppwcrn
chiaro che a Venezia non si faceva molta distinzione tra le Visiones
xcxt 1: crv 'A.Ucrn xpci"to. l ifcrec (ifcrn) yp, 1tacv (1tci.cv yp) wcr1tep oUi'p~CXfJ.V'YJ [IO ifw
eeou l<ix"tuo rpcxvd (6rpi}e) s EW (if~w) l XEtp puE(CT'Yj (pwv-f}crne) ocxnu'A.ou 7tT}crn Danielis, gli Oracula attribuiti a Leone il Saggio e le leggende sulle colonne
ouo l CXLXfJ. (cxuxfJ.) q>poncx cxupa w ll: (ifw) XCXfJ.L\IOU. l E( (cxt) "t\1 7ttx'tp!iiov istoriate facendo di tutto un fascio. Come se ci non bastasse, i cronisti pi
ExOtx-f}croucrt {J.6pov (xijpov), [lf~oucrt (llsoucrt) O'cxui}c XUX.Oi}E\1 (XWXwi}ev) 't cr "tXVCX f tardi, c;me Paolo Morosini, ne aggiungono altre pi recenti, come quella
15 eui}ECcx (eui}w) WCT7tEp x xuxou 7tp XEV'tp(ov (cr'tpoui}(ov), l rp'or o(xcxcov (otxcx(oc)
x~t~<icrec (-~<icrcx) 't']v o(x'Y]v,l xatv'] "t omv Tj xacv'] 1tacv l'crec (ifcrn). l xa xpEL't"<ov
/ip~Et<; ,-wv i}vwv-!l7tEp (E'L7tEp) 7tatzt, l 'tOLS '(XVECTL CTOU 7tpOCT7tECT6V"tW\I 'tW\1 (om.) 7tcx[20
o6!;'Y] yp OLXO<; cr eeov XPl]fJ.CX"tLCTEt<; (o!;'Y] ... XPlJfJ.CX"t(crn l 'toi:c; LXVECTt ... 1tcx). * contenenti gli Oracula a noi pervenuti A.

202
3 xa cruvlip!;ec hl]: cruyxcx'tap!;Et<; d ii"t'Y] L 4 fJ.t<i L v cx\hot: VVtX'tl]<; L S-6 203
Cfr. n. 176.
'OrpucxpxCcx om. L 7 .'A.'A.ci L 1tvp 0cr'ta"<ov: 7tEptCT7tcxcr"tov L 8 'tE<ppwcrn: "<Erppwcrn L CARILE, La cronachistica, ci t., pp. 322, lin. 248 sgg. e 341-342, lin. 652 sgg. Cfr.
UCTEL xpa'to: xpa"to Mcrn L 9 ECTEL: e'C'Y] L yp: O L 10 <pCXVEi:: wrpi}'Yj L 11 anche per la prima di queste due profezie, ibid., pp. 354, 71 sgg.; 375, 78 sgg.;
puElCT'Y]: pu-f}creL L 12 rppov"tcx: rppov"tE<; L 13 Et usque ad finem orn. L 390, 101 sgg.; 426, 68 sgg.; 476, 65 sgg.; e per la seconda, ibid., pp. 372, 404 sgg.;
381, 311 sgg.; 400, 459 sgg.; 410, 94 sgg.
76 IV. LE VISlONES DANIELIS>>
IV. LE VISIONES DANIELIS>> _ _ __ 77
della presunta iscrizion e trovata sulla tomba di Costanti no Magno,
di cui si
gi parlato 204 testo si prestava , in quanto bastava operare una piccola sostituzi
one, o
meglio, tradurre l'aggettiv o greco l;o:vit6c;, che vale biondo>>, fulvo>>,
con lo
* * * slavo rusii>>, che vale biondo o fulvo>>, per passare a russii,
cio a
russO>>, e quindi interpret are la Stirpe bionda>> come Stirpe russa>>.
Que-
Veniamo ora alla tradizion e slava. I popoli slavi hanno tradotto sta sostituzi one, come ora vedremo , gi operante al tempo di
nella Nestore
loro lingua almeno tre volte l'Apocaly psis Methodii e tre volte, da tre Iskinder . Ecco i testi compara ti:
diver-
se recension i, la Visio Danielis 205 Ovviame nte non ci occupere mo
qui dei
testi pseudo-m etodiani, ma di quelli pseudo-d anielici, perch in
questi Nestore zoa pseudo-D aniele greco 209
ultimi che ritroviam o il problem a delle stirpi bionde>>. Non sappiam
o pur-
troppo quando tali traduzio ni siano state fatte, ma una di esse (risale)
certo ... La stirpe russa assieme ... e su Heptalop hos domi-
(a) prima della met del secolo XV. Si tratta soltanto di un brano
inserito ai preceden ti fondator i vincer ner la stirpe bionda per sei e
da Nestore Iskinder nella sua Povest' o Car'grad e (Raccont o di Costantin
opo- tutti gli Ismaeliti , riconqui ster cinque anni e saranno piantati
li) 206 Per renderei conto di quale testo abbia avuto tra le mani Nestore
sar la citt dei sette colli con i pos- in essa dei legumi e molti ne
opportun o porre a paragon e il testo dato da questo autore tradotto 5
in sessori preceden ti. Governe ran- mangera nno a vendetta dei san-
italiano, con il testo, pure tradotto in italiano, della Visio Danielis
greca no e reggeran no la citt dei set- ti ...
nella sua recensio ne pi diffusa e pi comune nel secolo XV, tenendo
ben te colli i Russi, popolo sesto e
presente che, a sua volta, Nestore deve aver utilizzato una traduzio ne
palco- quinto (opp. sessanta cinquesi -
slava a lui preceden te. Purtropp o nessuno dei testi slavi della Visio
Danie- mo), e sar piantato il grano e
lis, giunti fino a noi attravers o una tradizion e indipend ente, corrispo
nde a lO molti mangera nno da esso in
quello utilizzato da Nestore, per cui la citazione di questo autore
rimane vendetta ai santi ...
l'unica testimon ianza dell'esist enza di un testo slavo della Visio Danielis
di
cui si detto.
L'esame di questa traduzio ne ci riveler che i Russi, ad un certo momen-
Var. l-2 dominer ... bionda: dominera nno K stirpe: gente V 2-3 per
to, hanno interpret ato questa profezia in funzione di una loro ideologia
, cinque: per seicinque KADW 3 anni om. KAD 3-4 e saranno ... mangeran sei e
quella detta della terza Roma, secondo la quale il regno russo no om.
avrebbe K
dovuto prendere il posto dell'imp ero bizantino nel dominio mondial
e 2ffl. Il
Eroberun g Konstant inopels nach der Nikon Chronik iibersetzt und erliiutert,
zig 1943, p. 33, n . 75; DUJtEv, La conquete turque, cit., pp. 441-446; W. K. Leip-
2 MEDLIN,
D-ICfr. n. 175. Moscow and East Rome, Geneva 1952 (= tudes d'histoire conomiq ue,
politique
2il5 lsTRIN, Otkrovenie, cit., 1897, 4, I, pp. 84-100, 102-114 e 115-131 (prima, et sociale, I); D . STREMOUKHOFF, Moscow the Thirde Rome: Sources o[ the
seconda e terza trad. slava dell'Apocalypsis Methodii); 1898, l, II, pp. Doctri-
ne, Speculu m 28 (1953), pp. 84-101; N. ZERNOV, Moscow the Third Rome,
156-158 e London
15~-~62 _(prima e seconda trad. slava della Visio Danielis; 1937; W. PHILIPP, Ansatze zum geschicht lichen und politische n Denken
ma per la prima cfr. le im Kiewer
ediZIOni alla n. 136); una terza, come ora vedremo, citata da Nestore Russland , Breslau 1940; N. S. CAEV, 'Moskva Tretij Rim' v politicesk oj
Iskinder. praktike
Per 1'Apocalypsis Methodii e le prime allusioni ad essa nella letteratur a mssa moskovsk ogo pravitel'stva XVI veka ('Mosca terza Roma' nell'amm inistrazio
cfr ne
S. H. CROSS, ~he Earliest Allusion in Slavic Literature to the Revelatio politica di Mosca del XVI secolo), Istorices kie Zapiski, 17 (1945); D. OsoLENSK
Pseudo-Methodzus, Speculum 4 (1929), pp. 329-339. Gi nella Povest' ~s of
Russia's Byzantiu m heritage, Oxford Slavic Proceeding, l (1950); T. WASILEWS Y,
vremme- KI,
nych l~t (Racconto dei tempi passati, detta anche Cronaca di Nestore) del La p/ace de l'Etat russe dans le monde byzantin pendant le Moyen Age,
secolo "Acta
XII, SI. accenna in due punti (alle stirpi bionde,): a proposito Poloniae Historica>>, 22 (1970); F. v. LILIENFELD, Russland und Byzanz im
delle trib dei 14. und
Cumaru e delle genti rinchiuse nelle montagn e boreali da Alessand ro il 15. Jahrhund ert, in Proceedings o/ the XIII Intern. Congr. of Byz. Studies
Macedo- (Oxford
ne (cfr. Racconto d_ei tempi passati. Cronaca russa del secolo XII, a cura 1966), London 1967, pp. 105-115 = Suppl. Papers, Summari es,
di HoLA pp. 25-30 e partic.
PIA SBRIZIOLO, Tonno 1971, pp. 132 e 146). pp. 28-29; E. HoscH, Byzanz und die Byzanzide e in der Russische n Geschicht
206
Su que~to autore e il suo Racconto cfr. PERTUSI, La caduta, cit., I, e,
pp. Saeculum, 20 (1969), pp. 6-17.
261-266 e la b1bliografia ivi citata. 208 PERTUSI,
La caduta, I, cit., pp. 297-298.
2ffl Su cui cfr. H. ScHAEDER, Moskau das 209 ISTRIN, Otkroveni
e, cit., pp. 126, 18-19 e 137,3-138, 2; VASILIEV, Anecdota, cit.,
dritte Rom. Studien zur Geschichte
der politis~hen Theorien in der slavische n Welt, Hamburg 1929 (= <<Osteurop pp. 44, 26-29 e 45, 11-46, 13. In calce diamo le varianti dei codici: B = Barber.
sche StudJen, l), p. 30 sgg.; M. BRA UN- A. M. SCHNEIDER, Bericht a"i- gr.
iiber di e III 3; P = Patmiac. gr. 529; H = Harleyan . gr. 5734; K = Kutlumus .
gr. 217;
V = Vindob. philos. gr. 211 (58).
78 IV. LE VlSIONES DA~IELIS
IV. LE \"ISIONES DANIELIS 79
E sorger il grande Filippo ..~ e si lever anche il grande 40 ratore e gli daranno nella mano porteranno in Santa Sofia e lo
con diciotto popoli ed essi si ra- Filippo con diciotto lingue ed destra un'arma, dicendogli: 'Fat- incoronerann o imperatore e
duneranno nella citt dei sette e ssi si raduneranno a Heptalo- ti coraggio e vinci i tuoi nemici' porranno nella sua mano destra
l 5 colli, e scoppier una lotta co- phos e faranno scoppiare una (cfr. Dan. 10, 19). Noi allora una spada dicendogli : 'Fatti co-
me non se n' mai vista un'al- guerra quale non avvenne mai e prenderemo l'arma dell'angelo raggio e sii forte e vinci i tuoi
tra, e scorreranno per le valli e scorrer, come fiume, verso i 45 per vincere gli Ismaeliti, gli nemici' (cfr. Dan. 10, 19). Ed egli
per le vie della citt dei sette portici e verso le piazze, il san- Etiopi, i Frigi (o Franchi?), i sollevata la spada licevuta da-
colli fiumi di sangue umano, e gue degli uomini, e il mare si Tartari e ogni altra stirpe. Ed gli angeli colpir gli Ismaeliti,
20 il mare si agiter per il sangue intorbider per il sangue fino egli divider gli Ismaeliti in tre gli Etiopi, i Franchi, i Tartari ed
sino alla foce del Tes. Allora Vo- agli stretti di Abido. Allora gruppi: il primo lo vincer con ogni altra stirpe. E gli Ismaeliti
vus si lamenter e Skerolath in- Bous ( = il Forum Bovis) gride- 50 l'arma, il secondo lo battezze- Ii divider in tre gruppi: il pri-
comincer a piangere e Statho- r e Xerolophos ( = la collina r, il terzo lo scaccer con gran- mo Io colpir con la spada, il
rin dir: 'Fermatevi, fermatevi, del Forum Arcadii) pianger e de furia fino a Edynodubnj secondo lo battezzer e il terzo
25 pace a voi e vendetta per coloro
che non ascoltano. Andate nella
lo Stathorion dir: 'Fermiamo- (= ad una quercia?) e al suo lo inseguir con grande corag-
ci: pace a voi, a me basta que- ritorno si apriranno i tesori del- gio fino a Monodendrio n ; e al
parte destra della citt dei sette sta vendetta sui sordi. Andate 55 la terra, tutti si arricchiranno e suo ritorno si apriranno i tesori
colli e troverete un uomo che verso le parti di destra di Hepta- nessuno sar pi povero, e la della terra e tutti si arricchiran-
sta presso due colonne con i ca- lophos e troverete un uomo che terra d~tr otto volte di pi il no e nessuno sar pi povero, e
30 pelli canuti, saggio e buono, sta su due colonne, con gli oc- suo frutto, le armi degli eserci- la terra dar il suo frutto sette
che porta povere cose, dallo chi bassi, bianco (di capelli), ti si trasformeran no in falci. volte di pi, e le armi da guerra
sguardo acuto, mite di animo, giusto, misericordios o, con ve- 60 Ed egli regner trentadue anni diventeranno delle falci. Ed egli
di media altezza, con un segno sti povere, dallo sguardo severo e dopo ci un altro sorger da regner per trentadue anni, e
sulla gamba destra all'altezza ma di sentimenti miti, carico lui. E avendo previsto cos la dopo di lui regner un altro na-
35 del polpaccio. Prendetelo e inco- d'anni, che ha in mezzo al piede morte, andr a Gerusalemme to da lui per dodici anni. E que-
ronate lo imperatore'. E quattro destro un cavicchio di canna. per con$egnare il suo regno a sti prevedendo la morte andr a
angeli, datori di vita, lo prende- Prendetelo e incoronatelo impe- 65 Dio ( cfr. I Cor. 15, 24); e dopo Gerusalemme per consegnare il
ranno e lo porteranno in Santa ratore. E quattro angeli, portato- di ci regneranno i suoi quat- suo regno a Dio (cfr. I Cor. 15,
Sofia e lo incoronerann o impe- ri di vita, lo prenderanno e lo tro figli : il primo a Roma, il 24). E allora regneranno i suoi
secondo ad Alessandria, il ter- quattro figli: il primo a Roma,

14 essi si raduneranno : saranno turbati K 14-15 a Heptalophos : nella citt V


16 mai : mai cos grande K 17 scorrer: muover W 17-18 verso ... le piazze om.
W 18 piazze : piazze di Heptalophos K piazze della citt CD 21 agli stretti: alle
profondit PW di Abido: dell'abisso KPHW 23 Xerolophos: Xerolaphos ABCD
24 pianger: grider C 40 in Santa Sofia: nella santa chiesa di Dio detta Sofia W 43-44 fatti ... forte :
fatti coraggio, Giovanni K fatti coraggio Giov<~nni e sii forte PHW 44 vinci: e
domina e vinci K tuoi om. KPH 45 ed egli: in seguito V 47 colpir: sottomette-
25-27 lo Stathorion ... sordi: lo Stathorion dir: 'pace a voi questa vendetta' R r V 48-49 gli Etiopi ... stirpe om. K 48 Franchi: Frigi, Franchi W Tartari : Atari
lo Stathorion dir: 'Fermiamoci. Pace a voi (noi ABC), questa () la vendetta sui
ABC dopo Tartari add. gli Assiri V 49 gli Ismaeliti om K 50-52 il primo ...
sordi' ABCD lo Stathorion rimarr in attesa: 'Vi basti questa vendetta sui sordi'
V allora si fermeranno i cavalli e una voce dal cielo grider: 'Arrestiamoci, battezzer: il primo lo battezzer, il secondo lo colpir con la spada D 51
arrestiamoci. (Pace a voi, add. W). Basti a me questa vendetta sui disubbidienti colpir: spezzer B 53-54 inseguir ... Monodendrion: soggiogher in Oriente H
ed i sordi' HW 27 andate: del resto andate KPH 30-31 con gli occhi bassi: in 54 fino a Monodendrion: fino a Monodendro VABC fino a Colonia di Monoden-
atteggiamento umile KPHW 34-35 carico d'anni : sar pieno (d'anni?) ma splen- dro D 55 ritorno : volgersi indietro KPHV 56-57 e tutti si arricchiranno om. V
dente nel volto essendo un Elleno H 36 cavicchio: chiodo V dopo di canna add. 58-59 sette volte; cento volte P 60 delle falci : degli aratri H 61 trentadue:
e una voce da parte di un angelo annunzier HW 38-39 portatori di vita: trentacinque BW trentasei A om. K 61-62 e dopo ... un altro om. K 62 dopo di
portatori di fuoco V om. H lui: dopo la sua morte HW nato da lui om. W .64 la morte om. H andr: andr
da Heptalophos PB andato K 66 a Dio: a Dio e Padre VB suoi om. RV
80 - -- -- - --"I_V_. -'LE VISIONES DANIELIS IV. LE VISIONES DANIELIS 81
10 a Costantinopo li, il quarto a il secondo ad Alessandria, il ter della Visio Danielis armena, per il resto invece apparentato alla Apocalyp
70 Selum. zo a Heptalophos e il quarto a sis Methodii gr. e qua e l alla Visio Danielis gr. B . Ecco il testo con i
Tessalonica ... . rinvii in calce ai loci paralleli 211

Da questo paragone tra i due testi appare chiaro che Nestore e/o il suo
modello, pur commettendo non pochi errori di interpretazion e, si sono
serviti di un esemplare pi vicino a RVABCD che a KPHW. E in realt ha Visione e rivelazione del profeta Daniele
torto I'Istrin ad accogliere nel proprio testo le varianti di KPH al posto
delle lezioni di RV, accolte invece dal Vasiliev. Stretto parente di KPH Nel terzo anno del regno di Ciro sui Persiani fu inviato l'angelo
sembra essere in effetti W, le cui varianti sono state pubblicate dal Gabriele dal profeta Daniele c gli disse: Uomo prediletto, inclina
Klostermann, perch questi manoscritti recano due lezioni piuttosto im il tuo orecchio e dedica il tuo cuore, ed io ti riveler ci che si
portanti: l) allora si fermeranno (opp . si terranno ritti) i cavalli e una 5 compir negli ultimi tempi in quel giorno . Proprio io (sono), Gabrie-
voce dal cielo grider: 'Arrestiamoci , arrestiamoci. Basti a me questa le, che annunci alla Vergine la buona novella, la parola sovranna
vendetta sui disubbidienti ed i sordi' ; 2) Fatti coraggio, Giovanni, e sii turale del segreto che supera ogni intelletto. Iddio stesso e Signore
forte ... . Ora, mentre sarei incline ad accettare la prima di queste due salver molti nella (terra di) Israele. Dedica il tuo cuore e ascolta
varianti, perch potrebbe restituirei la lezione pi esatta in quel punto - e ci che accadr in ogni citt e paese. Dopo il compimento di ci
si tratterebbe in realt negli altri manoscritti di una corruzione paleogra 10 egli parl in modo profetico dell'Asia, del Ponto, della Frigia, della
fica -, mi sembra meno accettabile l'inserzione del nome Giovanni. Si Galazia, della Cappadocia, della Kambania (leg. Karpathos?), di
tenga presente che qui il profeta gi in piena atmosfera apocalittica Smirne, di Antiochia, di Alessandria, dell'Egitto, di Nicomedia, di
(cio non-storica, ma puramente fantastica), per cui ogni dato troppo Calcedonia, di Byza (=Bisanzio) e di Roma. (Ci sar allora) pianto
e carestia, (la gente) chieder il pane, perch tutto il raccolto (era
preciso diventa controproduc ente agli effetti della profezia. Ed quindi
vano cercare di identificare questo Giovanni - dato e non concesso che lo 15 stato) distrutto. Il fiume Nilo tremer e le sue figlie piangeranno
pseudo-Danie le l'abbia scritto - dal punto di vista storico. (.. .) Nicomedia verser il sangue degli uomini giusti e diventer
Del resto, che le menzioni di Filippo o di Giovanni nella Visio Danielis
siano interpolazion i tarde rispetto ad una redazione originaria priva di
esse, pu essere provato attraverso un esame delle altre due versioni
slave della Visio Danielis pubblicate dall'Istrin. 216 cfr. Vis. Dan. arm., pp. 290-295 M . <<Dans la troisime anne (de Cyrus le
Come sempre accade per le traduzioni slave di testi greci ben difficil- Perse) ... l'ange Gabriel, qui lui(= Daniel) avait dej t envoy auparavant, fut
mente si trova il testo greco esattamente corrisponden te ad una traduzio- encore envoy par le Seigneur et lui dit: 'Daniel, homme dsir (cf. Dan. 10, 11), je
te suis envoy par le Seigneur pour te dire des paroles et te montrer l'accomplis
ne, o perch il traduttore ha avuto sotto gli occhi un testo rimasto ai sement des jours, ce qui arrivera aprs la venue de la Parole qui est annonce
margini della tradizione o perch il traduttore ha rimaneggiato a modo par mon entremise ... Il y aura une Vierge en Israel; de la Parole elle concevra la
suo il testo originale 210 Il testo greco a cui sembra ispirarsi il primo testo, Parole (cf. Luc. 1, 26-33; Io. 1, 14), et celle-ci deviendra homme cause du monde,
di cui pubblichiamo qui per la prima volta una traduzione italiana, sem- et elle en fera vivre beaucoup d'entre Israe!. Fais bien attention et coute l'vne
bra in parte molto antico, perch (all'inizio) * appare molto vicino al testo ment imminent (qui arrivera) la fin des jours dans toutes !es vil!es et contres,
cause de l'iniquit des hommes' ... Et aprs qu'il eut achev de prononcer
toutes !es paroles prophtiques, il me parla au sujet de differentes villes et
contres : l'Asie, le Pont, la Phrygie, la Galatie, la Cappadoce, Karpathos, Smyrne,
* agli inizi A Antioche, Alexandrie, l'gypte, Nice, Nicomdie, Chartage (leg. Calcedonia), By-
zance, Babylone, Rome. Les pleures des fils et l'augmentation de la famine
69-71 il terzo ... a Tessalonica: il terzo a Tessalonica, il quarto a Byza W
(3 prediletto: desiderato apprendi e, var. di trad. )
21
Forse queste ultime due traduzioni sono state fatte in Bulgaria fra il X e il
XII secolo e passate poi in Russia nel secolo XIII o XIV, come successo anche 2
ll Il testo in versione slava antica si legge in ISTRIN, Otkrovenie, cit., pp.
per le traduzioni delle Apoc. Meth. : cfr. ISTRIN, Otkrovenie, cit., 1897, 3, II, pp. 159-162. La traduzione italiana di Emanuela Folco. A lei desidero esprimere qui
30-47; DUJCEV, La conquete turque, cit., p. 442.
il mio vivo ringraziamento .
82 IV. LE <<VISIO!\:ES DASIELIS
IV. LE VISIONES DANIELIS>> 83
deserta; gli ultimi scacceranno i primi e il nome del Signore sar
r un grande santuario; e i templi saranno oltraggiati come vedove
oltraggiato e (gli uomini) perderanno la loro fama (... ).
35 e questo scettro sar propenso alla guerra e amante della Croce (di
E dopo di lui sorger lo scettro della religiosit e sar potente, e
Cristo).
20 durante il suo regno si gioir; e dopo di lui sorgeranno due scettri e
In quei tempi ci saranno terremoti e segni sui mari e lotte e
regneranno molti anni in pace e in concordia e costruiranno citt e
tumulti di eserciti. Colui che fa(r) rimproveri, sar oggetto di
molti santuari. E dopo di loro sorgeranno dieci corni e regneranno
rimproveri da parte dei suoi potenti, ma non sar dominato da
su di te, Babilonia dai sette colli; e dopo di loro sorger un (altro)
40 mani umane. E ci saranno presagi sul giovane: in quei giorni gli
corno e regner per molto tempo, imporr la pace a tre re e
altari divini saranno violati come vedove ed i figli della disubbidien-
25 nascer oltraggio contro di lui. Un giovane sar suo difensore e uno
za lo oltraggeranno . Un serpente che dorme si erger contro il
scettro, portante il nome di una grande belva (... ) E i principi del
giovane, il cui nome significa Arta(s ), e il giovane volger il suo viso
suo regno saranno in pace e ci sar una grande calma, e quattro
verso il popolo imprudente, dove sono molti i principi e vincer per
eserciti si abbatteranno su di lui, ma egli non sar sottomesso a ma-
45 cose piccole. E il giovane lottando vincer il serpente e soggiogher
ni umane e la mano ( = la forza) dei suoi potenti non gli porter
un cucciolo di leone.
30 oltraggio. Dopo aver letto molti scritti, non diventer prudente, ma
Allora il Signore dir all'angelo della pace: Scendi e togli la
inventer molte eresie che renderanno famoso il suo nome. E non
pace dalla terra, affinch gli uomini si uccidano l'un l'altro >>. Il sole
ci sar in quei tempi fame di pane n di vino, ma in verit (anche)
si oscurer e ci saranno segni nei cieli fino a 7600 anni, e allora
ascoltando la parola divina far dell'eresia la (sua) fede e distrugge-
SO =
(soltanto) Iddio Pantocratore ( che tutto domina) calmer la sua
ira. E poi sorger uno scettro come da un lungo sonno, creduto
come morto, e sorger dall'Occident e e conficcher la sua spada in
ruinent la terre productive ... Les f.ls de l'gypte s'enfuiront, frapps par la Oriente, e la sua destra (leg. sinistra) verso le ossa (?) del Settentrio-
famine; tes richesse seront ananties; le Nil sera sec; tes princes seront extermi- ne, e vivr a lungo, e ci sar una grande letizia in quei giorni; e far
ns. Les filles de Nice seront dans le deuil et l'affliction cause de la captivit
de leurs parents et de leurs maris emmens par des hommes puissants ... Mal- 55 risorgere degli uomini e costruir molti altari in tutta la terra e
heur toi, Nicomdie ..., tu seras ruine cause du sang des hommes justes ... et tutto l'universo si riempir d'oro e d'argento, e la fertile terra dar
tu tombera jusqu'en enfer ... (cfr. Matth 19, 30 et 20, 16; Mare. 9, 34 et 10, 31 ; Lue. il suo frutto sette e cento volte, e si moltiplicher il vino e l'olio.
13, 30) - Vis. Dan. eopt., p. 411 Mein. And in the third year of Cyrus the Persian ...
a word was revealed to Daniel ... (Dan. 10, 1)>>.
19-22 Vis . Dan. arm., p. 15 M. Et un autre sceptre aussi est lev, il deviendra
tonnement fort et lev cause du nome et de la proclamation du Seigneur ... et 42-43 Vis. Dan. gr. A, p . 44 Vas., 136 Istr. Kat yEp~TJCTE"<CLL ocptc; XOLJ.LWJ.LEvo xat
1Cc:t't'ciJ;eL "t' IJ.ELpciXLOV ... )),
par la joie qu'il causera tous Jes hommes se rjouiront ... Et d'un sceptre sorti-
ront deux sceptres ... - Leonis Cpolit. de fine mundi horn., p. 88 Mais. Kat 'thE 47-48 Vis. Dan. gr. A, p. 43 Vas., 135 Istr. T'tE pE~ Kupwc; rav'toxpchwp l:vt 'tWV
y Ep~l]O'E'taL f:lacrL.E Enpo .ya~ xrxt cpo[:lOIJJ.LEVoc; 't\1 ElE6v, :>eat 'ltOLl\crEL ro).).. xrx..
.yy.wv a1hou .ywv 'KchE.~E xat pov 'tTt\1 ..l]~ELCLV xo:t 'toftV Elpl\VTJV c.r Tij yij
dc; 'tV X60"IJ.OV ... . xrxt 'ltOLTJ0'0\1 i:va rp<iywcrL\1 o( av~pW'ItOL .).).-f).wv 't. crapxa atnwv ... (cfr. Zaehar. 11,
9)' ..
22-25 Vis. Dan. eopt., p. 414 Mein. The fourth beast I saw being like a lion ... I
saw Len horns which carne up upon its head ... (cfr. Dan. 7, 8: Apoe. loann. 12, 3). 4S-49 cfr. Matth. 24, 29; Mare. 13, 24.
Cfr. etiam Vis. Dan. arm ., p. 296M. Un autre sceptre dominera en toi; il sera un 50-51 cfr. II Par. 12, 12; 29, IO; 30, 8; I Esdr. 10, 14; etc.
animai sauvage ... son cou comme le cou du taureau et ses yeux camme les yeux 51-57 Apoe. Meth. gr. A, pp. 40-43 Istr. To'tE alrpvt8lwc; havacr'tl]CTE'taL (r'a'toc;
~r:tcrL.E 'E).).-f)vwv ij'tOL 'PwJ.Lr:tLWV J.LE'tc. J.LEya.ov ~VJ.LOU xu.t ~V1tVLO'~l]crE'tr:tL XO'.iM'ItEp
du lion ... .
av~pwro c.r U'lt\IOV xa~wc; 'ltLW\1 OL\IOV, 0\1 .oyCl;ono oL av~pwroL wcrd \IEXpv ... oiho
i~E.EUCTE'tat l:r' CLI'toc; x 'tij ~a.<icrcrTJc; Al~wr(wv , xat [:l<i..EL poJ.LcpaCav xat pl\J.Lwcrw
25 nascer - difensore: gli nascer un figlio (di nome) Ponnos che gli succede- E'wc; 'E~pCJ.Lf:lov ... Ko:t v 'tQ 't.EL 'tou o:lwvoc; E'cr-rcXL Eucppocrl!vTJ rl 'tijc; yii xat
r, var. di trad. Cfr. Vis. Dan. Mare. App. gr. VII 22, ed !STRIN, Otkrov. 1897, 3, II, xo:'totxl]crovcrtv iiv~pw'ltoL l:v dpl\vn xat <ivotxoOoJ.Ll\crovcrLv 't.c; r6.ELc; xat
p. 274: Ka'tE.~crE'taL o:'tQ Kvw J.LELpclXLov civ'tL:{jr'twp a.,.ou xat 't crxijr-rpov a-roii .EU~Epw~-f)crov'tat oL LEpELc; x 'tW\1 <ivayxwv a'tWV ... v 'taU't!J 'totyapoiiv 't1j Etl'llvn
J.LEy<i.ov ~TJPLOV J.LW\1 (!). Ko:t oL apxovn 'tijc; f:lo:crL.Elac; a'tOU ilrovv 'tOU 'lta'tp6c; 'tOV v xa~(crovcrtv o[ il.v~pwroL l:rt 'tijc; yii J.LE't. xrxpli xo:t EcppocruvTJc; 'tpwyovn xo:l
Elpl]vn, Ecr'taL ( = E'crov'taL) xat ya.l\vn J.LEy<i.n. Kat ro.EJ.LOL 'tcrcrapEc; il~ovcrtv au ... v xal rlvovnc; ... - Apoc. Meth. lat. A, pp . 89-91 Sack. Tunc subito ... exiliet super eos
o xvpLEvil-f)crE'taL \rn: XELpwv J.LEp-n:wv xo:t T) xii: p 'tWV J.LEYLCT't.vwv a1hoii ou J.L+t rex Gregorum sive Romanorum in furore magna et expergiscitur tamquam homo
.8tx1\crovcrtv a'tv. 'Avayvoc; ro).).. ypo:cp. xat J.LTt crvvLEL O'.LpCTEL() ro)...c; a somno vini, quem extimabant homines tamquam rnortuum esse ... Hic exiet
l:mcr'tp\jiEL 'toii 86~acr~aL 't ovoJ.La a'tou xo:t oux ECT'tCLL v 'teLe; xatpoi:c; xElvotc; .LJ.Lc; super eos a mare Aethiopiae, et rnittit gladium et desolationern in Ethribum ...
ap'tOV oihE o'tvov, .).).'.).TJ~W 'tOU .xoiicro:L 't\1 BEo\1. Erit enim laetitiam super terram et commorabunt ur homines in pace et reedifica-
bunt civitates et liberabuntur sacerdotes de necessitatibus suis ... In hac igitur
84 IV. LE \'ISIONES DANIELIS>> IV. LE VISIONES DANIELc:I:.:S:__ __ __ _ _ __ _-8-::_5

Questi scettri faranno terminare ogni lotta sulla terra, e le armi viso alle isole circostanti, user violenza su di esse e imporr pace
di guerra e le spade affilate saranno (trasformate) in falci, e gli (a tutti) fino all'ultimo respiro; (poi) sar ucciso dalle mani degli
60 uomini decideranno di astenersi dalle guerre, e in quei giorni non uomini. E cos finir colui che venne dall'Occidente . E dopo di 'lui
ci saranno lotte. E quel principe si volger e ricorrer a Dio celeste, 75 sorger un altro (scettro) dalla Cappadocia, il quale far scorrere il
poich da lui saranno date tutte le cose buone, quali non c'erano sangue di sacerdoti e di molti saggi, e porter disonore a un grande
mai state in altro tempo. Nel dodicesimo anno del suo regno gli santuario, e per i cieli ci saranno dei segni: il sole (si cambier) in
uomini non pagheranno tributi, non ci saranno n offesi n offenso- oscurit, la luna in sangue, la terra fertile non dar i suoi frutti e ci
65 ri; ci sar gioia durante i suoi giorni ed egli terminer (la sua vita) saranno morti repentine per gli uomini e molti crolli e molte malat-
in pace. 80 tie a tavola. E sorgeranno tre scettri : il primo regner a Sette Colli
In seguito sorger lo scettro dell'Etiopia e avr potere su un (= Costantinopoli), il secondo a Roma, e il terzo a Silei ( = Silen,
forte regno, e lo temeranno coloro che abitavano nelle grandi terre, per Salurn, Tessalonica).
e la gente lo odier, e tremeranno davanti a lui coloro che abitano Ed Ismail entrer nella Sette Colli e non distrugger le isole
70 nelle isole vicine. E sorger uno scettro dall'Occident e e diranno gli adiacenti ed avr un numero di 70.000 navi, e il terzo (giorno?)
uomini: In verit il cane scaccia il leone. E l'Etiope volger il suo 85 entrer in citt. E verser molto sangue e grider con voce che
dice: Dov' il difensore della Sette Colli?>>. E allora ci sar un
grande frastuono nel cielo e un terremoto sulla terra all'unisono
pace sedcbunt homines super terra curn gaudio et laetitita cornedentes et sese con il (rumore) del cielo; e allora avr compimento la voce che
potantes ... . Cfr. ctiam Horn. de Vis. Dan. gr., p. 36 Vas., p. 230 Schm.: Apoc. dice: (Come) uno scaccia mille, (cos) due scacceranno diecimila.
Meth. gr. E, p. 146 Istr., et C, p. 72 Istr.
56-61 Vis Dan. gr. A, p. 46 V., 137 Istr. << ... :voLxih]crov-ra.L ol 111]cra.upol -rii yii xa.t
90 E ingagger contro di loro una grande battaglia e non rimarr di
;t<iv-rE 'lt~ou-r-f]cro,ucrL, ~a.t ouo,d EO''t(l\ 1tV'!<;' XO:L -~ Yii, OWO'EL -rv xa:pnv a:u-rii quel popolo che le abitazioni degli uomini, e lo Spirito divorer la
E1:-ra:na.crLova. xa.L -ra. ona. -ra. noEI-ILXO: yEv1Jcrov-ra.L EL<; opEna.va. ... - Apoc. Me t h. gr. gente di Ismail, e per anni essi saranno fatti schiavi nei bagni della
E, p. 147 Istr. Ka.l yEv-i]crov-ra:L i}ucrLa.cr-r-f]pL<I 1tO OEX-r -rt;> BEt;> v on -rii
olxou1-1vn ... xa.l na.vlJ-i]crE-rO:L (leg. n<ova.cril-f]-) cr(-ro xa:l oivo xa.l -r EA<ILOV xa:l
XPUcr X<IL -r apyupov v 'ltacrn -rn YTI XO:L XCL't0:1tO:UO'EL (3a.crL<<; XELVO<; ntiv-ra: '1tOE!-10V 77-78 Sib . Tib. gr., p. 22 Al. Tv ijLOV E'ltLO''tpE\)iEL (scii. apxwv -rii .nwda:) EL<;
7tL -rii yii X<IL 1tOL-i)CTWO'LV -r ap!-10:-ra. llU'tWV d op1t<IV<I ... . crx6-ro xa.t -r']\1 crE-i]vl]v d <ILJJ.a: ... - Vis. Dan. arm., p. 308 M. Aiors le soleil se
61-63 Apoc. Meth. gr. E, p. 147 Istr. Kcd oo~ticrn (3a:crLE<; XEL'JO<; -rv B<v O'tL v changera en tenbres, la lune en sang .... - Apoc. Meth . gr. A, p. 47 Istr.
-rii (3a.crLEL~ a:-ro EOWXEV a:-rt;> BE<; -r aya.il -rii y-~. ii ox EOWXEV ar, xa:-ra.(joii ME'tllO''tp<jiEL (scii. 6 ut -clic, a'ltwE(a:c;) -rv i]LOV EL<; O'XO'tO<; xa.t 't']V crE-i]Vl]V Etc;
X60'iJ.OU ... >>. a.riJ.a. - Apoc. Meth. lat. A, p. 94 Sack. convertit (scii. filius perditionis) enim sol
63-65 Vis. Dan. gr. A, p. 46 Vas., 137 Istr. Ka.l ... (3a:crLEucrn h<poc; ~ a:-ro E-.11 in tenebris et lunam in sanguinem - cfr. etiam Apoc. Meth. gr. B, p. 65 Istr. (cfr.
W ... - cfr. Vatic . de rebus fut. ap. Vitam S. Andreae Sali, p. 51 Vas. T0 o /sai. 13, IO et 24, 23; Ezech. 32, 7, etc.; Matth. 24, 29; Mare. 13, 24; Apoc. loann. 6,
SwoExti-rt;> E-rn >iic; (3a.crLda.c; a:u-ro (scii. -ro (3a.crLwc; -rwv 'PwiJ.a.twv) xiivcrov xa:t 12-13).
OWiJ.O:'tll ou Tj<jiE'tO:L (corr. Vasiliev: TJ'tO\I'tO:L cod.) ... X<IL o(x-~ oux EO''t(1L ;:-,-, OU'tE 80-82 cfr. aliter Vis. Dan. gr. A, p. 46 V., 137-138 Istr. Ka.l h-ro-cE ~a.crLEucroucrLv
:OLXWV OV'tE :OLXOUIJ.EVO<; ... XO:L EO''tCXL 7tO'] xa.p X<IL .ya.LO:CTL<; ... - Vis. Dan. gr. , ol -r.cr~a.pEc; ~tol , 1-l,v . npw-ro !v 'PwiJ.n, , oEv-rEpo v 'AE!;a.vopd~. -rp-
p. 41 Vas., p. 212 Schrn. Ka.l oux itcr-ca.L l .oLxwv l :oLxouJJ.EVO<; v -rotc; xa.Lpoi: -ro EV En-ra.o(jlt;> xa.L o >E-ra.p-ro v ElEcrcra.ovLxn ... .
X<tvoL ... ; cfr. Vis. Dan. gr. C, p. 144 Istr., p. 196 Schm. 83-85 Moslim, Sahih, ap. Kastallani, Comm. di Bu.hari, XII, p. 330: La dernire
65-66 Apoc. Meth . gr. E, p. 147 Istr. Ka.l cruvxoL-r1]11-i]crE't<IL (3a.crLEc; v heure de la ville ( = Constantinople ) ... ne viendra pas sans que 70.000 fils d'Isaac
Elp-i]vn ... . ne l'attaquent. Quand I'assigereont ... ils diront: 'Il n'y a Dieu que Dieu .. .'; au
67-74 Vis. Dan. (exc.), p. 311 Istr. (Oktrov., 1897, 3, II) Ka.l 1-lE-r'a:-rv troisime cri, ils entreront dans la ville (trad. CANARO, Les expditions, cit., p.
.va.cr-r-i]crE't<IL -r crxii7t-rpov ci7t -riic; Al11Lo1tCa: xa.l (3a.crLEucrEL U'ltp -riic; lcrxupic; 109).
(3a.crLE(a.. Ka.l (jl0(31]11-f]crov-ra.L a:-rv ol xa.-roLxov-r<c; v -ra.tc; iJ.<ytia.L xwpa.L xa.l ol 83-88 Apoc. Meth. gr. E, pp. 145-146 lstr. ... xa.l s<<ucrov-ra:L EL<; -r']v I-IEY<i1]V
7toi:'t <IL iJ.Lcr-l]croucrL a:u-rv x a. l -rpiJ.oucrL ol xa.-roLxoJv-r<c; v -ra.i:c; npa.~ vTjcroc ... xa.l owcrn Ba.(juwvCa.v -rii "Aya.p ulot ... xa.l XXEL a.rJJ.a: -rwv 'PwJJ.a:Cwv ... xa.l xpti~n iJ.Eytin -rii
o ALLo<jl -r npcrwnov au-ro EL<; 't']v r.pa.!; viicrov X<IL .va.yxticrn X<IL xpa.-r-i]crn EW<; -rii <PWVTI 'IcriJ.a.-I} vxa.uxJJ.Evo xa.l ywv 1to cr-cLv BE -rwv 'Pw1-1a.Cwv; ox itcr-rLv 6
crxchl] .va.'ltvoii xa.l (jlOVEu-i]crE-ra.L n -cwv .vlJpw1ttvwv XELpwv. - cfr. Vatic. de reb. ~o11lwv a.u-rou ... Ka.l yEvTjcrE-rttL i'ixo 1-1ya. h -co opa.vou xa.t crELCTIJ.<; <Pof3Ep xa.l
fut. ap. Vitam S. Andreae Sali, p. 53 Vas. T-rE EPXE't<IL (x) ALlLonta. :1t -co (jlWV'] x 'tOU ciyyou ~ OVp<IVOU ... .
npw-rou. x<p~-ro~ ~v (jl<ICTLv E't1J L(3' xa.-rXELV -riic; (3a.crLEta. o'a.xa. o-roc; :ya.l xa.l 88-89 Ibid., p. 147 Istr. Ka.l -r6-rE 7t1]pwl-i]O'E-ra.L yo 7tpocp1Jnx6 'llw
(ja:crLEUO'EL EV ELp1JVU ... . oL<i!;E'ttl.L 6 d XLCou XO:L SUo 1-lE'tG.XLVTJO'OUO'LV iJ.UpL<ilia.c;;' (cfr. Deu.t. 32, 30).
71 Vis. Dan. arm., pp. 296-298 M. Un autre sceptre dominera en toi; il sera un 90-94 Ibid., p. 146 Istr. Ka.t ... O'UV<iqlEL 1tOE!-IOV iJ.ya.v 1-lE't. -roii l'lvouc; xa.t -rwv
animai sauvage et ... sera battu par le chien ... Le chien opprimera l'animai ulwv -riic; "Aya.p ... xa.l O'uyxpo-r-f]crEL '1t6EiJ.OV tcrxupv iJ.E-r. -roii <'lvou xa.t xa.-ra.x<)JEL
sauvage ... et l'animai sauvage sera ananti par le chien ... . a.v-roc; ... xo.t cruyxonTjO'E-rttL 'IcriJ.a.'I. xa.l ol ulol -cfj "Aya.p lfw -ro ... .
86 lV. LE VIS!ONES DANlEUS lV . LE <<VISIONES DANIELIS 87
Sette Colli, ed Ismail diventer deserto e la stirpe greca cercher di 115 colli, quando Dio riverser dall'alto il vaso pieno di fuoco e ci
trovare le tracce di lsmail. saranno i segni e l'acqua sommerger le tue alte mura e non
95 Allora tre scettri entreranno in grande lotta tra di loro e gli rimarr in te neppure una colonna; e singhiozzeranno per te i
uomini suddivideranno i sacerdoti, i vescovi e gli igumeni, metteran- sovrani che navigano il mare e fuggiranno i poveri ed i mercanti e
no armi nel santuario, rivestiranno armi di guerra e ci saranno pianger ogni citt, paese ed isola, e diventer deserto l'impero
guerre intestine, e ci sar un grande spargimento di sangue, come 120 romano. E verr tolto lo scettro e verr dato ai Giudei a Gerusalem-
non c'era mai stato. E il sangue si mescoler con il mare per dodici me, e gli abitanti sulle isole vicine saranno violati.
100 miglia. Allora sorger un popolo fin allora sconosciuto, e la gente Sotto il regno di Dan apparir l'Anticristo nato da una vergine
che era rimasta sulla terra ferma si rifuger nelle isole vicine, e le maledetta e sar come uno schiavo che predica iniquit, e sar
isole si spartiranno a palmi. molto amato e buono: di dodici cubiti, i capelli suoi giungeranno
La signora 'ugorskaja' ( = ungherese, leg. 'tzesarskaja' =: imperia- 125 fin sotto ai piedi, avr al di sopra (della testa} tre sommit, i denti
le) si consolider come all'inizio, e ci saranno segni nel cielo e sulla nella parte superiore saranno di ferro (... }, la sua mano destra sar
105 terra carestie e terremoti ed anche morti repentine. di bronzo e le sue unghie e la mano sinistra saranno di due cubiti
E dalle costole del sud sorger una donna di altra stirpe e di lunghezza, avr un naso lungo, i suoi occhi sono come stelle che
immonda e comincer a regnare sulla Sette Colli. Guai a te, Babilo- brillano al mattino e sulla fronte Cristo scrive tre righe che rinnega-
nia dai sette colli, quando ella regner sulle tue viscere: sar sop- 130 =
no questi ( Cristo?).
presso il tuo splendore e sar rigettato ci che sacro! Guai a te,
110 maledetta Babilonia dai sette colli, poich tua la ricchezza, tua
la gloria! Infatti tu hai detto: <<Sono vestita con una veste di spine
senza purpurea e con un manto regale e non c' niente in me di
114-120 Apoc. Meth. gr. E, p. 148 Istr. Oua( O"OL, ~a..a("JtopE Ba~v.v, ... o-oL x.tVEL
miserabile, poich grazie a me regnano i sovrani, vivono i principi e KvpLo<; "t"]v pyi]v a-oou m1tIJ.1toucra(v) 11:up6c;. Kal -o <JiTJ.. -o "LXTJ xa_~a."JtEO"Er~aL
tutta la schiatta dei nobili. Guai a te, maledetta Babilonia dai sette xat o IJ.T! 6.1to1J.VEL tv crot d IJ."l <T"tu.oc; ~ou 1J.Ey6..ov KwvO"-oav~(vov (cfr. Leonis Orac.,
XIII 5, PG 107, 1137 C), LVa XEI ilPT}v-i]crWO"LV ot 1t.OV"tE<;, ~"Dv il6..acrcra_v. 'A1ta_pi}1]~naL
O xat 'J ~aO"L..Eta 6:11:' a_~ou xat loi}{]O"E~a v ~n 'PwiJ.n. Kat &.vaO"TTJO"E~a ;:_.pov
crxij11:~pov IJ.yav <x ~ii<; 'Iovla(ac;, OVOIJ.!l a~ou <l6.1J. ... .
95-100 Vatic. de reb. fut. ap. Vitam S. Andreae Sali, pp. 54-55 Vas. T6~E 122-123 Vis. Dan. arm., pp. 206-307 M. <<Alors l'Antichrist dorninera ... sera
&.vaO"~-IjO"ov~cu VEW~EpoL ~pEre; (~!lO"L.Erc;) ... xat ... av~oc; lwO"oVO"LV <i...-Ij.wc; 7t6.Ei.J.OV conu et nai:tra d'une vierge souille ... - Sib .Tib. lat., p. 185 Sack. In ilio
xail'av~oc; !c;xupv ... xat o 11:pw~oc; if.i}n [v 9EO"O"a.ov(xn ... xe~.t ~oc; LEpErc; xat ~oc; tempore surget princeps iniquitatis de tribu Dan, qui vocabitur Antichristus ... -
IJ.OVa!;ov~ac; (jlOpO"EL /1.pi.J.!X~!X 1tO.EIJ.LXa ... ~U (o( ~pEre; ~!XO"L.Erc;) Xpo~-ljO"OVO"L 1t6.EIJ.OV Apoc. Meth. gr. A, pp. 45-46 Istr. Kal ... cpav{]O"E~!XL 6 vic; ~iic; .1tw..dac; oil"toc;
IJ.yav ... X!XL YEVOIJ.VT]<; X01tij<; xui}-ljO"E~IlL !XLIJ.Il 'PWIJ.!XLWV .. . ~~E O"VYXEpaO"i}-ljO"E~!XL "i} yEvvii"ta.L Ei<; Xwpa~lv xat O:va.~pa<p{]O"E~aL Ec; BT]i}O"ai:l ... l vic; -oijc; .1tw.dac;
ila.aO"O"a ... h ~ou ai:IJ.a~oc; a.~wv .,.~al(ovc; LW ... - Apoc. Meth. gr. E, p. 146 Istr. yEvvii~aL h cpv.ijc; "tou <liiv ... - Apoc. Meth. lat. A, pp. 93-94 Sack. apparebit filius
T"tE xat o! (EpErc; "tWV 'PwiJ.a(wv l.piJ.a"ta. cpopO"oVO"Lv 1tO.EIJ.LX. xat o! t"JttO"XO"ltOL xa.t perditionis: hic nascitur in Chorozaim et nutrietur in Bethsaidam ... Est autem
"i}yOUIJ.EVOL o( EpLO"X61J.EVOL ... X!XL "t!XU~a. O ~a.O"L.E<; ExErvo O"V\Ia!;_ac; ... XllL yEv-ljO"E~!XV hic de tribu Dan '' - cfr. etiam Apoc. Meth. gr. B, p. 64 Istr.
1t.qJ.o<; xat !XLIJ.!X"tOXVO"La IJ.Eya.Tj, o!a o yyOVEV !l:11: X!l"ta~o.ijc; x60"1J.OV" X!XL 123-130 Apoc. Meth. gr. E, pp. 148-149 Istr. Kat ylvE~aL 11:apa.l6.crxa.oc; xat
(xE)paO"i}-lj.,.E"taL "t aliJ.a v ~n ia..6.<TO"TJ cr~al(ovc; LW ... - cfr. etiam Vis . Dan. gr. A, p. !p!XVTJO"E"ta.L \O"V)(O<; xat 1tpaocpv..i]c; xat li.xa.xoc;. T u<jloc; ~iic; '}.LXL!X<; a"tOU 1tTJXWV L xat
46 Vas., 138 Islr. al ~pt)(E<; ~c; i)..Lxlac; au~ou i.J.XP "tWV 11:olwv a.~ou, 1J.yac; lt. xat ~px6puqJOc;, xat ~
103-105 Apoc. Meth. gr. E, p. 147 Istr. Kat o!xoloiJ.-Ij<Tov~aL 1tii<Ta 11:6.Lc; xat ~xvoc; ~wv nolwv a"tou !J.ya, o[ cpila.IJ.ot a~ou wc; 6 cr~i]p npwt O:va-o..wv, ot
xtia't'pcx. ... . l6v~c; au"tou ot x6.-ow cr(oT]poc; xat ~ x6.~w crayvLov au-oou &.la.IJ.<iv~Lva, xat ~pax(wv
106-110 Ibid., pp. 147-148 Istr. Ka.t ~6~ XE..EUO"EL xupLO<; 9Ec; 1tUp E!; opavou ... a~ou lE!;L<; O"(OT]poc; xat EWVVIJ.O<; au~ou xa.xc;, i) O XErp au~ou 'J OE!;,L. 1tTJXWV 8',
xat 1tt<Tw au~ou ~aO"L.EVO"EL yV\I"j t11:t 'E11:"t6..ocpov IJ.Lap. xat 6...6cpv.oc; xat 1J.axp6<j~Tjc; IJ.IlXpop6.1TJ<; EOL<iilE"toc;. "EXEL o xal tic; "t 1J.hw1tov e~.~ov yp6.1J.IJ.a~a ~p(a., <i x
O"uyxabl]crE~!XL E"ltL ~ 1t.EVpv "tOV vw~ov ~iic; 'E1t~a..cpov ... Kal oa.( O"OL, 1t"t6..ocpE i xa.l ~ a OTJ.or '&.pvouiJ.aL', ~ x 'xat H;,a_pvoui.J.a'' (l Ioann. 2, 22), ~ i ~v
Ba~v.v, o~L ... 'J 6.yLo0"UvT] c;ov xat ot vaot O"ou 6.11:6 O"ou <pEu!;ov"taL xa.t 'J l6!;a. O"ov IJ.EIJ.Lilpoi.J.vov lp6.xov~a'- (cfr. Apoc. Zorob. hebr., Orat. Symeon. ben Yochay hebr.,
1tEO"Er~aL. Kat oa( croL, 7t"t6..ocpE Ba~v..v, ... - Vatic. de reb. fut. ap. Vitam S. Signa Messiae hebr.: il sera long de douze coudes ... et (sa tete} aura deux
Andreae Sali, p. 55 Vas. T"tE lL. ~ i.J."l ElvaL l.vlpa 1t "tLIJ."JV ... "t6~E &.vaO"~{]c;E~aL sommets; Apoc. apocr. Esdrae gr. et Apoc. apocr. Joann. gr. San oeil droit
yvva,o(v) a!O"Xpv ... xat ~ac;L.Eu<TEL v ~n 11:.EL ~au~n ( == Kwvcr"tav"twov"Jt.EL) ... ~~ camme l'toile du matin ... sur son front une inscription, Antichrist: M. PHILO-
X1tp'!' i.J.La\IEL ([eg. IJ.L!XVEi:) "tcX iyLa. i}uO"LilO"~{]pLa ... X!XL O"~p<jJEL "t 1tpO"W1tOV a.~c; (sci!. NENKO, Pseudopigraphes de l'Ancien Testament et manuscrits de la Mer Morte,
~iic; "Jt.Ewc;) xax6v ... cfr. etiam Vis. Dan. gr. B, p. 46 Vas., 138 Istr. Paris 1967, I, pp. 46, 52, 47-48) - Leonis Const. de fine mundi hom., p. 93 Mais. Kat
111-112 cfr. Matth. 27, 29; Ioann. 19, 2. O"TJIJ.Ei:ov t11:t "t IJ."twnov a~ov noyp6.cpov-oa ~p(a. ypa!J.IJ.a~a. ci ;;; xat , ~ov"tO""V
113-114 cfr. Prov. 8, 15-16. 'l.pVT]O"L<;' ... .
8__8______ _ __.::._IV_ .-=L=E VISIONES DANIEL!S
IV. LE <<VISIONES DANIELIS 89
[La gente di] Dan morir e ci sar una carestia, come non c'era
150 di frumento in tutto il mondo. Infatti la terra sar scossa, turbata e
stata da secoli, e la terra sar distrutta da un'altra carestia, e ci
saranno visi moribondi di uomini e apprtriranno in tutto l'universo annientata da un 'altra carestia e il cielo sar come di bronzo e le
i tremendi demoni. Guai a coloro che in quei giorni portano nel acque della terra si seccheranno, e secchi saranno i golfi ed i fiumi,
135 loro grembo dei piccoli! Giunger infatti per gli uomini la sofferen- e ci sar una grande sofferenza, come non c'era mai stata e i volti
za, e il giusto a stento si salver, poich appariranno gli spiriti degli uomini recheranno i segni della morte per fame.
155 Allora l'Anticristo prender nella sua mano (un pezzo) di pietra
impuri come sabbia del mare e tormenterann o gli uomini, e verran-
no strappati alle donne i loro piccoli che ancora succhiano il latte dicendo ad alta voce: Credete in me, ed io trasformer questa
materno e uccideranno gli uomini; e gli uomini invocheranno la pietra in pane>>. Ed i Giudei a Gerusalemme si inchinernann o davan-
140 ti a lui dicendo : Tu sei Cristo, colui che noi attendevamo e per te
morte, scoprendo le tombe dei (loro) morti, li invidieranno dicendo:
<<Benedetti, benedetti tre volte, perch non siete vissuti sino a (que- il popolo romano ci ha offeso>>. Allora l'Anticristo dir alla pietra
160 tagliata all'estremit: lo ho creato il cielo e la terra. Ti dico:
sti) ultimi giorni!. E chiederanno alle montagne e al mare di
'Pietra tagliata all'estremit, trasformati in pane' . E la pietra si
inghiottirli. Guai alla gente che vivr allora e a quelle che portano
trasformer in serpente. E dir ad alta voce all'Anticristo: Hai
in grembo (un figlio) in quei giorni! Allora ogni essere singhiozzer,
145 fatto ogni genere di iniquit. Dal momento che non sai creare,
e allora diranno in Giudea: <<Facciamo colui che possiede le Scrittu-
re Cristo re. perch mai ti sei offerto?. E allora usciranno due uomini dalle
165 nuvole ( == Enoch ed Elia) e un terzo dalla terra ( = Giovanni Teolo-
Sotto il regno dell'Anticristo in quel tempo la terra sar fertile,
go) e si presenterann o davanti all'Anticristo distruggendol o e dicen-
la vite lunga un cubito produrr mille grappoli e ci sar la mietitu-
dogli: <<Guai a te, (uomo) iniquo!. E allora egli uccider Enoch,
ra delle spighe, e (leg. ma?) in futuro non si otterr che una misura
Elia e quello che era uscito dalla terra. E avranno fine gli anni ed i
mesi affinch gli eletti possano salvarsi. Allora ogni popolo si con-
131-134 Apoc. Meth. gr. E, p . 149 Istr. Ton ytvi}crt-r~X~ .o~!J.c; j..I.y~Xc;, Se; ox
170 vertir al Signore.
yvt-ro mlmon liwc; -rou 11lwvoc; xtCvou x11t licrov-r~XL oL /fvi1pw7to~ ."TtovtxpW!J.EVOL. 'O
l(x~XLoc; !J.6.~c; crw~ETIXL ... x11t -r6-rE l;,E.Eucrov-r~XL -r. .x11i111pT11 7tVEU!J.I1T11 x11t -r.
Oa.L!J-6VLI1 ..., wc; "i) /f!J.!J.O<; -rfj i1a..!iCT<rr)<; ... . chiaro che il testo slavo della Visio Danielis ora visto non corrispon-
134-135 et 143-144 Sib. Tib. gr., p. 21 AL O11t -r11i:c; v y11cr-rpt XoUCT~X~c; x11t -r11i:c; dente a nessun testo greco conservato. Se le linee iniziali (2-18) ricalcano
ih].IX~OUCTIX~c; v -r11i:c; -i}!J.pl1~<; xEiv~XLc;! ... - Vis. Da n. arm., p. 308 M. Malheur aux un testo simile alla Vis. Dan. arm. e in parte minima alla Vis. Dan. copt.,
fernmes enceintes et celles qui allaitent dans les demiers jours - Leonis Const. in quanto coincidente con quella armena, quindi un testo molto antico
de fine mundi horn., p. 95 Mais. <<O11t o -r11i:c; tv y11cr-rpt txoucr11Lc; x11t -r11i:c; (sec. VII-VIII circa), ma con enormi lacune imputabili forse al testo greco
i11].11~oucr11L<; v txEivaLc; -rai:c; -i}!J.paLc;l (cfr. Matth. 24, 19; Mare. 13, 17; Luc. 21, 23).
135-146 Apoc. Meth. gr. E, p. 149 Istr. K11t xo..T]i1-i}crov-r11~ x11t 11-rot 7tE~p!i~ov-rtc; che aveva dinnanzi il traduttore slavo, per il resto la versione slava
-roc; XP~CTTLavoc; xat civaLpouv-r~X~ -rwv yuva~xwv -r. (3pcp1J xat ~X"rot i11].acroucr~v 11-rai:c;. appare una specie di mosaico di testi pi recenti, come l'Exc. Vis . Dan. gr.
KIXL TTE ~CTOV"raL o( avi1pw7tOL mxa.OU!J.EVOL -r\1 i1!i\IO'.TO\I xat ci\laCTXIi7t"r0vtE<; "r. conservato nel Mare. gr. App. VII 22 (n. 1466 inv.), la Vis. Dan. gr. B,
!J.Vl)!J.a""<a xat .yov""<tc; 'M11xapLoL xat ""<PLCT!J.ax!ip~oL CT""< CTEi:c; oL 7tpo-rt.w-rr)CTGt\l-rtc;, (),~ L'Apoc. Meth. gr. E ed anche, in parte, I'Apoc. Meth. gr. A 212 Se cos ha
ox tcpi1.cra""<E -r.c; '!J.pac; "ra.u-r~Xc;'. K11t aL xanpxo!J.Evo~ \1 -r"fi 1~a.acrcrn xat .yo\1-rtc;
'Ka"ra"TtL"rW "T!J.<ic; i1u~J.c; "rW\1 XU!J.<i"rwv CTOU XIXL ayi!X M..IXCTCTIX'. Kat "rO""tE i1PTJ\I"I]CTEL agito il redattore greco originale, possibile che lo abbia fatto di proposito,
7t<iCTI1 cr.pl; TW\1 'PW!J.IXLW\1. Kat CTU!J.f3ou.ov 7tOLljcroucrL ""<WV 'IouliaCwv E:i1voc; ... .yo\l""<tc;
'OEU"rE 7t0~-f}CTW!J.EV "rO\JTOV ""t\1 7tEp((3.E7t""tO\I /fv/p11 (311CTL.I1V'.
146-168 Apoc. Meth. gr. E, pp. 149-150 Istr. 'Ev ""<0 x11~p0 XEL\Itp yE\I"I]CTE""<aL
Ecpop(~X crC-rou ... xat d-.crxc; -rou x.l)!J.a-roc; x(311.Ei: (36-rpuc; p' ... x11t ECTTIXL XI1P7totp6poc; -i) 7tlXCTTJ<; <VO!J.i!Xc; XIXL d-.l~x(~X 7tE7t.TjpW!J.\IE, li eu OUVI1CT(1 ~ TL 7t0~Ei:c;;' ... XIXL -r6-rE
yTj ... XO'.L \1 -rc!J 7tpW"rlp ETEL IXTOU (scii. TOU 'A\1-rLxpicr-rou) X.EL\jlE~ 7t<iCTI1 x6p-roc; 7tL -rijc; !;t.tucro\1-r~X~ a\llpEc; y' ... xat ai /f.vopE<; o-roL o( y', ai luo x -rou op~Xvou x11t tic; x -rijc;
yijc; XIXL o !J.1 Epti1"fj Etc; o.ov "rV XOCTIJ.0\1 -il!J.LCTUV "TtL\I<iX~0\1 CTLTOU ... "rO"rE yE\I"I]CTETIXL -yfic;, x11t mpl7t11""<oucr~v E~7tpoui1E\I -tou 'A\1-tLXPLCT""<ou x11t .yo\1-rtc; 'Ov~X( croL, tp-y<i""<~X "tijc;
.o~!J.c; (crxupc; ... xat yEvljcrETIXL -i) yij WCT7tEp X~X.xc; x11t !;TJp~Xvi1ljcrE-r11L 1ti.CT11 (3o"r<i\11] ... .o~xLo.c; ...'. K11t Epwv o 'A\1-r(xp~cr-roc; -rou-rouc; -y' /fvlip~Xc; <\I~X.wcrtL 11v-roc; E\1 ~aX~XLPI:f ... >>.
X!XL !;1]pa\li11)crov-raL IXL .L!J.\IE<; xat o( 7tOTO'.!J.OL ... xat -r6-rt 'A \ITLXPLCT-roc; cipti: )..(fro\1 v
-rai:c; XEpcrtv a-rou xat .-ytv 'IlLCT""<Eucra-r !J.OL x11t yw -roc; .Chouc; -rou-rouc; 7toL1)crw
ifp""<ouc;'. K11t -r6-rE 7tpocrxuvl)croucrw aL 'Ioul~XLoL aL .yovnc; ':E EL Xp~cr-rc; 0\1 -i}!J.EL<; 212
i!;wx6!J.Ei1a XIXL l~!i CTE 7to... ..U7tT)CTEV Tj~<ic; -r yvoc; TW\1 XPLCTTLIX\IW\1' ... XO'.L O'.LpEL evidente che qui noi indichiamo questi testi non tanto come fonti delta
cpw\I"}v 'Av-rCxpLcr-roc; 7tp ""<\1 tixp"rO!J.0\1 7t-rpav .yov"rl1" Tvou &p-roe; .. .'. K11t Vis . Dan. sl. A, quanto come testi in parte paralleli. Questa Vis. Dan. sl. A tratta
7t11pl1x~X.oucrl1 1 1t"rp11 yCvE-ra.~ lp!ixoc;. K11t .yEL lp!ixoc; 7tpc; -r\1 'Av-r(xpLCT"ro\1 '"n dal cod. Tolstoi sl. I 56, ff. 150-154, del secolo XVII (?), contenente un Chrismolo-
gion (cfr. ISTRIN, Otkrovenie, cit. 1897, 3, II, pp. 299 sgg.) attribuito a Nicola
90 IV. LE VISl ONES DANI ELIS
IV. LE VISI ONES DANI EL!S 91
cio acco mod ando tali testi ad una parti
colar e situa zion e stori ca, a cui egli legge re Z-f]vwv, chiar o che si tratt
volev a fare rifer imen to con la profe zia: a del gene ro, non del figlio, di Leon
ma non affat to da esclu dere che a I, un capo isaur ico di nom e Tara e
sua volta , il tradu ttore slavo abbi a a sicod issa, nom inato da Leon e come~
sua volta inter pola to qua e l il te:to mest icoru m '', (spos o di)** Arian na, sorel do
origi nale, oggi perd uto. la dell'i mper atore , e [che dtven
Si pu tenta re di ident ifica re gli impe ne] impe rator e (474-475) alla mort
rator i qui elenc ati ed i fatti a cui e di Leon e I. Se invec e, come (noi
si allud e, ma evide nte che, tratta ndos credi amo) *'''', il guas to pi grav e
i di un testo apoc alitti co, in cui la e il nom e KwvO"'tO.C,, possi bile che
stori a spess o mesc olata alla visio ne sia da rifer ire ad altro impe rator e
fanta stica e profe tica, le ident ifica- bizan tino, cio ad Erac lio (610-641),
zioni hann o un carat tere ipote tico. Lasc salut ato spess o come <<nuovo Cost antin
iando da parte le linee inizia li che o per aver risca ttato la reliq uia
rical cand o il testo della Vis. Dan. della croce (Geo rg. Pis. In rest. S. Cruc
ann., semb rano fare rifer imen to ai is, 47, 49, 62); (egli )**** com batt
secol i II e III , a parti re dalla !in.
213 effet tivam ente <<quattro eserc iti, come
19 l'imp erato re ivi desig nato come dice il profe ta, [con tro] quell o
dell' usur pato re Foca e [con tro] quell
Sce ttro della religiosit>> non amm
ette dubb i: si tratt a di Cost antin o i dei Persian~, degli. Avar i. e .degl~
(324-337), su cui la Vis. Dan. ann. 214 I Arab i; dura nte il suo regn o si ebbe
si diffo nde con parti colar i molt o pi ro mol te eresi e (de1 sev~nam, de1
preci si. I <<due scettri>> che regn eran mono fisiti , dei mono teliti , ecc.); egli
no <<in pace e in concordia>> per molt fu <<amante della Croce>>, m quant~
anni cont inua ndo la polit ica relig iosa i (ne) ricup er la reliq uia vince ndo
di Cost antin o Mag no sono certo i il re persi ano Khos raw II. <<In quel
suoi figli, Cost antin o II e Cost anzo tempi>>, dice il testo , ci furon o <<ter
remoti e segn i sui mari>>,. e in eff~tt
350 e poi, da solo, Cost anzo II dal 350
II, che regn aron o assie me dal 327 al terre moti ci furon o a Cost antin opol i i
al 361. I diec i corni>> che segu ono nel 611, a Rom a nel 618, m Pale stma
dovr ebbe ro comp rend ere gli impe rator nel 632 m. Quan to ai <<presagi sul giova
i che vann o da Giuli ano (361-363) a ne>>, cred o che siano da riferi re al
Marc iano (450-457), inclu dend o tra giov ane figlio di Erac lio e di Eudo cia,
essi sia quell i dell'O rient e sia quell cio a Cost antin o III, mort o impr ov-
dell'O ccide nte, come l'aut ore avev a gi i visam ente dopo soli tre mesi di regn
fatto per Cost antin o II (in Occi den- o (11 febb raio- 12 magg io 64.1), avvel~
te) e per Cost anzo (in Orie nte) 215 nato, si dicev a, da Mart ina e da
L'im perat ore che segu e appa re sul Erac lona. E molt o prob abilm ente
serpente>> di cui si parla subit o dopo Il
prim o mom ento diffic ile da ident ifica da ident ifica re appu nto in Eracl~
re, in quan to si dice che rapp aci- na, cons idera to il respo nsab ile della
fiche r tre re e gli nasc er un figlio mort e di Cost antin o III, contr o 1l
(di nome ) Ponn os, che gli succeder> qual e moss e l'arm eno Vale ntino Arsa
opp. imp orr la pace a tre re e nasc > cide (Arsa kuni) , con le trupp e del-
er oltra ggio cont ro di lui. l'Asi a Mino re. Malg rado che Erac lona
[ma] L'ind icazi one che egli porte r si affre ttass e a inco rona re Cost ant:
il nom e di una gran de belva ci II, figlio di Cost antin o III, come co-im
perm ette di ident ifica rlo con Leon
e I (457-474), quali ficat o allo stess perato~e (~ettembre 641), [q~e~~l]
mod o nella Vis. Dan. arm. e copt. 216 o non riusc a sottr arsi alla depo sizio ne,
Certo , non rapp acifi
alla mut1 lazw ne del naso e all es1ho
ebbe un figlio di nom e Ponn os: ma c <<tre re>>, n a Rodi , con la mad re Mart ina, e cos
a ques to punt o ci deve esser e un il giov aniss imo Cost ante II sal al
guas to nel testo e forse anch e una trono a soli undi ci anni (fine sette
lacun a. Tra l'altr o, nel testo greco mbre 641), rima nend ovi fino al 668.
paral lelo, cons ervat o nel Mare . gr. App. A ques to punt o nel testo si inter calan
VII 22, f. 165' , il nom e del figlio o pass i che ritro viam o simil i
K6vwc:;, prob abile corru zione per nella Vis. Dan. gr. B e nell'Apoc. Meth
Z-f]vwv o per KwvO"'ttxc,. Se da . gr. A. Tutta via all'in izio si dice che
<<ci saran no segn i nei cieli fino a 7600
anni>>. Anch e amm etten do che ci sia
un error e nella tradi zion e del testo ;
non si sa poi come corre ggere , perc h
Spata rio. In effetti, se noi amm ettess imo se si legge <<6700 (ann us mun di) avre
App. V:II 22, una stran a Cronaca di base che l'Exc. Vis. Dan. gr. del Mare. gr. <<6600>>, (arri verem mo)* **** all'an no
mmo la data del 1192; se si legge
verso Il 1590 (cfr. G. MORAVCSIK, Byza ntino apoca littic a redat ta da Giorgio Klontzas 218
1092 Il prob lema vero non tanto
der Geschichte der Ti.irkvolker, Berlin 2 turcica, I, Die byzan tinisc hen Quellen
1958, pp. 275-276), fosse la fonte delle !in.
25-33, ne deriv erebb e che la prese nte Visio
tavv. 3-4 occor re tener prese nte che a sua volta slava poste riore al secolo XVI. Ma * come s dome stico rum da Leone A.
mento di diverse apocalissi e visioni apocr la Cronaca del Klontzas un raffazzona-
** che aveva sposa to A.
pu ritene rsi valida. Certo i testi abba ife pi antiche, e quind i l'ipotesi non *** io credo A.
stanz a recenti come la Vis. Dan. gr. B
~secol~ XIV) e ~'Ap.o~. Meth. gr. **** che A.
E (secolo
1 pass1 paral leh, c1 mduc ono a crede re XV), che pure figurano ampi amen te tra ***** ci porte rebbe A.
che la nostr a Visio slava nel suo testo
ori~i?ale greco non sia anter
iore al secolo XV.
Cfr. il comm ento di MACLER, Les apoca
214 lypses, cit., IV, pp. 290293.
Ibid., pp. 293-294. Cfr. GRUMEL, Chronologie, cit., p. 479.
2 17
215
E in effetti sono dieci in totale. 218Si potre bbe supp orre che tale data rappr
216 ha trasc ritto la profezia camb iando quell esent i l'ann o in cui l'aman1;1ense
Cfr. i passi in calce al testo . a origi naria del testo greco; ma m ta!
caso occo rrere bbe supp orre che il camb
iame nto sia stato voluto allo scopo dt
92 IV. LE <<VlSIONES DANIE LIS
----- ----- ---------- ----- ----- ----- ----- -- IV. LE VTSTO NES DANTE LIS
93
nella data, quant o nell'in terpre tazion e che si
deve dare di ci che detto facend oli uccide re (qui !'Etio pe ucciso da mani
in seguit o. Chi quest o scettrO>> che sorge r uman e e lo scett ro occi-
dall' occide nte del sole>> e dental e che finisce allo stesso modo ). L'altro
porter la sua spada cont ro l'orien te, appor scett ro dalla Cappadocia>>
tando gran de gioia>>, ric- pare propr io che sia Leone III, origin ario forse
chezza , fecond it, pace, duran te i suoi dodic i di Germ anicia , nella Siria
anni d regno ? E chi l'altro
Scett ro Etiope>> il cui forte regno>> sar temut setten triona le, ma ritenu to comu neme nte dell'Is 222
o da tutti e partic olarm en- auria , region e confin an-
te dagli abitan ti delle isole? chiaro che nel te con la Cappa docia, il quale si sollev con le
primo caso ci trovia mo di sue trupp e del tema (degli )
fronte alla ben nota leggen da dell'im perato re Anato lic(i)* contro il debol e Teodo sio III, venne
o re che sorge come da un procla mato imper atore
lungo sonno , credu to come morto , che si (18 aprile 716) ed entr in Costa ntinop oli il25
trova gi nell'A poc. Meth. marzo 717. Di questo imper a-
A siro-g reco-l atina del secolo VII-V III tore si dice infatti che far scorre re sang ue di
e che ha dato origin e alla leggen - sacerd oti e di molti saggi .
da neoell enica del IJ.IJ.PIJ.a.pw~J,\Ioc; ~a.cn.Liic;; nel Pare chiara qui l'allus ione alle persec uzion i
secon do caso all'alt ra leg- contro gli Ebrei (editto del
genda legata al roman zo di Aless andro in India 21 9 722 con cui li obblig ava al battes imo) e contro
(cf. anche la Vis. Dan. gli icono duli (contr oversi a
si. B). possib ile tuttav ia che il profet a abbia inseri icono clasta a partir e dal 726, editto contro
to qui questi due le icone del 730) 213 Molto
scett ri, miti ci in funzio ne simbo logica , tanto proba bilme nte i segni>> nei cieli e sulla terra
pi che, un po' pi avanti , prean nunci ano il grand e
con lo scett ro dalla Cappadocia>> (ci)'' sembr evento svolto si in quegl i anni, a cui il profet
a che si ritorn i ad un a allude chiara mente in
imper atore ben precis o, cio a Leone III detto chiave apoca littica subito dopo, cio il grand
l'Isaur ico. Se cos stanno le e assedi o di Costa ntinop oli
cose, da veder e nella lotta qui descri tta tra posto da Masla ma fra il 15 agosto 717 e il 15
lo scett ro che sorge dall'oc - agosto 718. Si noti che tale
cident e del sole e lo scett ro Etiope>>, comp evento fatto prece dere dalla profez ia della
endia ta nell'es pressi one pro- forma zione di tre scettri>>: a
verbia le: il cane scacc ia il leone>>, la lotta per Costa ntinop oli, a Roma , a Tessa lonica . Se
il potere fra Giusti niano II quelli di Costa ntinop oli e di
(685-695, 705-711) e gli usurp atori, Leonz io, gi Roma non prese ntano diffico lt (a Roma in
strate go dell'E llade -prov e- quel tempo domin ava il re
niente quind i dai territo ri occide ntali dell'im Liutpr ando, che nel 742 attacc l'esarc ato raven
pero -, che regn dal 695 al nate), quello di Tessa loni-
698, e Apsim aros, gi drung ario del tema maritt ca invece lascia sul primo mome nto un po' perple
imo dei Cibirr eoti, che ssi. Ma credo che qui s
regn col nome di Tiberi o III dal 698 al 705, alluda al regno dei Bulga ri al tempo di Terve
qui forse indica to come lo l. vero che il confin e del
scettr o etiope>> temu to dalle isole>> 211l_ noto primo imper o bulga ro non arriva va ancor a
che Giusti niano II, depo- fino a Tessa lonica , ma nei
sto nel 695, mutil ato del naso ed esiliat o a pressi di Filipp opoli, e che alle porte di Tessa
Chers on, riusc a rientr are a lonca non arriv che (alla
Costa ntinop oli nel 705 grazie all'aiu to di Terve line del secolo IX)** , ai tempi di Simeo ne,
l, khan dei Bulga ri - qui ma questo errore potreb be
proba bilme nte indica to come scett ro da occide essere un indizi o del tempo in cui la profez ia
nte>>, <<il cane che scacci a il venne redatt a o tradot ta in
leone 221
-, cos che pot trarre vende
zona slava. In ogni caso, certo che il regno
tta sia di Leonz io che di Apsim aros bulga ro aveva gi assun to
vaste propo rzioni al tempo d Aspar uch (verso
il 680) e che contin uava ad
espan dersi. Nel 712 Terve l, che aveva aiutat o
Giusti niano II a rientr are a
Costa ntinop oli nel 705, invase e devas t tutta
mi A. la region e della Tracia e
giunse fin sotto le mura di Costa ntinop oli
con il pretes to di vendi care
l'uccis ione di Giust iniano II. a questo punto
aggiornare, per cos dire, la pi antica profezia, che si parla nella profez ia
adatta ndola a tempi a lui pi dell'at tacco di Ismai l con 70.000 navi contro
vicini. come successo, ad esempio, per l'altra Vis. Costa ntinop oli e della sua
219 Dan. sl. B (cfr. pi innanzi). entrat a in citt nel terzo giorno . Evide nteme
Cfr. SACKUR, Sibylli nische Texte, cit., pp. 27-31. Di nte qui si allude appun to al
pia che comba tter contro un decimo como un impera tore di Jufio- grand e attacc o sferra to da Masl ma nell'es tate
e del 717, previs to gi nel
anche nella Vis. Dan. slav. B, come ora vedremo, rimarr soccombente si parla 715, quand o Anast asio II, per parar e l'offen siva,
aveva fatto conce ntrare a
220 ma in un contesto diverso.
Il nome Apsimaros sembr a di origine orientale. Rodi una flotta di notevo li propo rzioni , ma
parlan o di lui come drungario dei Cibirreoti Purtro ppo le fonti che risolto si, sia pure dopo un
(Theoph. Chron., p. 370, 24; Ni-
ceph. Syn. Chron., p. 40, 2) non ci dicono da quale
regione dell'impero provenisse.
Si noti per che in queste fonti si dice che egli era Anatolico A.
dei Coricioti, cio di una formazione milita re di un coma ndate dello stratos prima dell'inizio del secolo X A.
gente impor tata nella zona di H
Corico e l stanzi ata da altra regione forse orient
Porfrogenito, De thema tibus, Citt del Vaticano ale (cfr. A. PERTUSI, Costantino
1952, pp.
221
E noto che nella lettera tura apocal ittica il Cane>> 151-152). Sul proble ma dell'origine di Leone III cfr. OsrROG
222
capo barbar o, mentr e il leone un imper atore bizant design a in generale un ORSKY, Storia, cit., p. 188,
ino: cfr. MACLER, Les apoca- n . 43.
lypses, cit., IV, p. 290. Cfr. F. OOELGER, Regest en der Kaiser urkund en des
223

von 565-1453, I, Miinchen und Berlin 1924, p. 35, Ostrom ischen Reiche s
nn. 286 e 288 e p. 26, n. 294.
94 IV. LE VISIONES DA1\;IELIS>>
- - - - -- - - IV . LE VISIONES DANIELIS>> 95
anno di dura lotta per la difesa della capitale, in favore dei Bizantini. Si c con il suo successore, Omurtag, i Bizantini riuscirono a concludere una
sa che il khan Tervel, tornato amico dell'imperatore bizantino, contribu pace trentennale che permise loro di riparare i danni inferti al territorio
con i suoi Bulgari al successo delle armi bizantine. Ma qui si dice che bizantino dai Bulgari. Di qui si spiega l'allusione a lotte cruente attorno a
Ismail entrer>> nel terzo giorno nella capitale, anche se poi si ammette Costantinopoli (e il sangue si mescoler con il mare per- dodici miglia ... >>)
che venne scatenata contro gli Ismaeliti una grande lotta>> a tal punto da e alla ricostruzione <<come all'inizio>> della <<signora imperiale.
annientarli. Ricordiamo, prima di tutto, che, secondo la relazione del Infine nella Visio si accenna ad una donna di altra stirpe e immonda
Kitfb al-' Uyun, un'antica profezia islamica avrebbe promesso la conquista che sorger dalle costole del sud>> e che regner su Costantinopoli. L'allu-
della capitale ad un califfo portante il nome del profeta; ed era il caso di sione ad !rene, madre di Costantino VI, mi sembra qui trasparente. !rene,
Maslfuna, il cui nome completo era quello di Sulaymn bin ' Abd al-Malik moglie di Leone IV, era originaria di Atene e per di pi di famiglia
Maslma; in secondo luogo, che un'antica leggenda, riportata da Dionigi iconodula. Prese il potere nel 797 dopo aver compiuto un atto disumano e
di Tell-Mahre e da Karamni, vuole che Maslma abbia costruito la crudele, cio dopo aver indotto la guardia imperiale a tradire il proprio
cittadina fortificata di fronte a Costantinopoli, cio Galata, e che di l per figlio Costantino VI durante una spedizione in Asia Minore, a portarlo a
sette anni abbia sferrato attacchi contro la capitale, finch, venuto a patti Costantinopoli e a farlo accecare (15 agosto 797). noto che la politica
con Leone III, abbia ottenuto di visitare la citt. Entrato a cavallo dalla sconsiderata di !rene provoc il malcontento dei seguaci dell'iconoclasmo
Porta di Andrinopoli, vestito di bianco, cinto di due spade e con la lancia e quindi vari tentativi di complotto contro di lei ed i suoi ministri eunu-
in mano, si sarebbe avanzato fino a Santa Sofia, poi ottenuto l'omaggio di chi, Ezio e Staurakios, cosicch il 31 ottobre 802 !rene venne deposta ed
Leone che gli avrebbe baciato la mano, sarebbe entrato nella chiesa esiliata prima a Prinkipo e poi a Lesbo. Si comprende dunque perch il
sempre a cavallo, si sarebbe impadronito di una grande croce ornata di profeta elevi il suo lamento su Costantinopoli: Guai a te, Babilonia dai
pietre preziose e finalmente se ne sarebbe ritornato all'accampament o sette colli, quando ella regner sulle tue costole, quando sar soppresso il
accolto da grida di giubilo 214 Non da escludere che l'autore della tuo splendore e sar rigettato ci che sacro!>> 225 Come scrive il Brhier:
profezia abbia avuto presente una leggenda consimile, diffusasi gi alla <<Irne laissait l'Empire troubl et appauvri l'intrieur, diminu et sans
fine del secolo VIII. prestige l'extrieun>. Si noti che una posizione consimile nei confronti
Nel seguito della nostra Visio Danielis si afferma che <<allora i tre della donna malvagia e straniera>> si ritrova anche nella Vis. Dan. gr. B e
scettri saranno in lotta tra di loro. A parte i fronzoli apocalittici nella nell'Apoc. Meth. gr. E, oltre che, in modo diverso, nella Vis. Dan. sl. B. !in.
descrizione di questa guerra, credo che qui si alluda da una parte al 31-33, per cui pensabile che anche queste versioni siano nate in un
conflitto ideologico venutosi a creare tra Roma e Bisanzio, cio tra Costan- tempo abbastanza vicino al [periodo del] regno di !rene.
tino VI (780-797), sotto la reggenza della madre !rene, e Carlomagno Quanto segue nella profezia rientra nella tradizione degli scritti apoca-
(773-814) - a seguito della creazione del Sacro Romano Impero occidenta- littici: consegna dello scettro a Gerusalemme, avvento dell'Anticristo e
le, in cui si vide a Bisanzio una contrapposizione all'idea dell'unicit fenomeni naturali conseguenti alla sua comparsa, tentativo dell'Anticristo
dell'impero e della legittimit stessa dell'unico impero orientale -, dall'al- di convertire a s i popoli, comparsa nei cieli dei profeti Enoch, Elia e
tra al conflitto reale tra Bisanzio e il sempre pi forte impero bulgaro al Giovanni il Teologo, uccisi poi dall'Anticristo, ritorno alla fede.
tempo di Krum (803-814). Non si dimentichi che nell'811 la spedizione Se la nostra interpretazione storicamente corretta, occorrer ritenere
contro i Bulgari condotta da Niceforo I e da suo figlio Staurakios si questa versione slava della Visio Danielis come rappresentante di una
risolse in una spaventosa catastrofe per le armi bizantine, in cui trov la delle pi antiche recensioni del testo greco originale, collocabile a poco
morte lo stesso imperatore. Una sconfitta non meno grave subirono i dopo il tempo dell'imperatrice !rene (797-802). Di conseguenza questo
Bizantini combattendo contro Krum nell'814 a Versinikia, presso Andri- testo pi antico, a nostro parere, del testo slavo e greco, di ongme
nopoli, a tal punto che il khan dei Bulgari sferr poi un'offensiva che siciliana, che ora far seguito, collocabile nella sua forma pi pura, secon-
arriv fin sotto le mura della capitale bizantina. Il confine dell'impero bul- do l'Alexander, verso 1'827-828, ma in realt un po' pi tardo, come
garo si stava avvicinando minacciosament e ad Andrinopoli e Filippopo- vedremo.
li. Per fortuna dei Bizantini Krum mor improvvisament e (13 aprile 814)

224
Sulla leggenda di Maslma cfr. CANARO, Les expditions, cit., pp. 80-102 e
particolarmente 99-102. 225 L. BRHIER, Vie et mort de Byz.ance, Paris 2 1969, p. 90.
96 IV . LE <<VISIONES DANIELIS>>
IV. LE <<V!SIONES DANIEL!S>> 97
Ecco l'altro testo della Vis. Dan. slava:
Il primo corno, ponendo la mano sul proprio figlio, regner in
seguito per cinque anni. Guai a te, Babilonia dei sette colli ( = Co-
stantinopoli), perch regner in te colei che ha un solo seno
Visione del profeta Daniele sugli imperatori, sugli ultimi giorni e sulla (= l'Amazzone). Sorger un altro corno, un altro imperatore della
fine del secolo
35 stirpe Go fina ( = Gotica), che aveva il numero 812 (?), e il suo regno
sar solido e forte. Durante i suoi giorni poi apparir un popolo
p. 10 Sr. Venuto l'angelo Gabriele dal profeta Daniele disse parlando co- p. 2 Lavr. vigoroso l e combatter con lui; e questo popolo fuggir davanti al
s: Daniele, uomo ben accetto, sono stato mandato da te per
suo cospetto, e poi questo popolo torner, poich (l'angelo?) disse:
5 annunciarti e mostrarti gli ultimi giorni. Riponile ( = queste parole) L'imperatore si indebolir; render la sua anima in modo molto
nel tuo cuore. Ascolta coloro che vogliono opporsi alle genti a 40 miserevole a causa della malattia. Allora sorger dal suo seme un
causa dei loro peccati, perch essi vogliono vivere al di fuori di essi altro corno, ma sar di breve durata. E si lever un altro corno che
(?). Dopo avermi preso l'angelo mi pose su di un alto monte, dove vivr molto poco, ma pi degli altri; e sorger un altro corno con il
non c'era alcuna traccia umana, e l'angelo mi disse: Riponile nel nome di un angelo ed egli posseder il suo (del suo predecessore)
10 tuo cuore e ascolta. Ed ecco, quattro grandi bestie uscirono dal trono. Il quinto corno sorger e passer sette anni, e poi sorger un
mare ed anche quattro venti. E dissi all'angelo: Signore mio, chi 45 altro corno dalla prima lettera imperiale. Mentre egli avr il trono,
sono queste bestie venute fuori dal mare?>>. E l'angelo disse: Sono apparir un altro corno; bestemmier contro l'Altissimo e per la
i grandi imperi negli ultimi giorni. La prima bestia, che hai visto sua bestemmia morir miserabilmen te, e lo condurranno al Caccia-
simile ad un leone, l'impero di Savr. Esso si sollever contro tore ( = Kynegion). E dopo di lui sorger un altro corno sul trono,
15 l'altare e lo distrugger, e terr l'impero suo duramente e fortemen- crudele all'inizio per tutti quelli del territorio del suo impero. Du-
te per ventidue anni e quando sar finito con faccia impudente
oo
50 rante i suoi giorni sorgeranno quattro imperatori, due dall'Oriente,
contro il sommo Dio. Egli rimuover il sacerdote dal suo trono e oo due dall'Occidente , quattro venti che uscivano fuori e turbavano il
di Vaimij a causa di lui (?). E si lever dalla sua stirpe e da questo mare. Questi (imperatori) saranno cos: si affronteranno in una
impero uno che lo caccer dal suo trono. Dopo tre anni torner battaglia furiosa e si taglieranno l'un l'altro come l'erba dei campi,
20 l'imperatore, ma non lo uccider. E avranno paura i suoi maggioren- e vi sar molta confusione sulla terra. E si lever l'imperatore dalla
p. 10 Sr. ti. E sorger un altro l scettro dalla radice del suo trono e si chia- 55 =
Citt del sole ( Heliopolis, Baalbek) e li uccider e riporter una
mer di nome Firnonum, il quale si dar questo nome di animale(?), vittoria gloriosa ed entrer nella Settecolli e dar la pace agli
p. 156 Istr. e prender in moglie una donna della citt di Jelad (= Ellade, Gre- uomini. E dopo questo massacro beati saranno coloro che sono
p. l Lavr. cia). E sorger un altro scettro dal suo lombo, il cui nome si scrive morti nella fede. E invier alle forze (?) e alle parti occidentali delle
25 nella scrittura greca con la prima lettera dell'alfabeto, ma che in persone che in modo simile sono fedeli a lui e, arrivate queste nella
lettere romane inizia con l'ottava lettera. Egli, regnando con sua
madre, far risuscitare i morti. E quando far ci con perfidia, sua
60 terra ad occidente, gli abitanti della citt chiamata Tyranidi ( la =
madre porr le sue mani su di lui, cos come dissi io, Daniele,
all'angelo: Signore mio e principe degli angeli, ho visto questi
31 ponendo K: dopo aver posto B 34 corno K: scettro B 35 812 B: 81218 K
30 corni: sono gli imperi romani. Essi sorgeranno negli ultimi giorni. 4041 un altro como K: un'altra stirpe, suo figlio Gabriele B 42 como K: scettro
B 46 apparir K: dopodich apparir B corno K: stirpe di nome Edzla B 58
fede K: mia fede B 58 delle persone - 60 chiamata om B 60 Tyranidi, cfr.
l Visione- secolo B(elgrade(n)se) om. K(utlumusiens e) 3-21 om. K, mutilo 6 gr. Tvpo:wlc;: Tyinaridi K Turinidy, citt Sradica ( = Sredi = Serdica [Sofia] B
ascolta-7 essi: traduzione congetturale, testo molto oscuro 16 espressione in-
000

comprensibile: avendo tirato il suo vestito (o il suo cappello) 17 espressione


000
54-55 cfr. llis. Dan. gr. A, p. 46 Vas. <<Ka.l ifx'to'tE ~o:crLEucrovow ot 'tCTcro:pec; vlot
incomprensibile: il vestito (o il cappello) 27 madre K: madre Vasilia B i (scil. 'tov ~txcrLw<;) ... (a Roma, Alessandria, Settecolli, Tessalonica) xo:t o'toL
morti om. B 30 sono- romani K: l'impero romano B essi sorgeranno K: esso aT]Oj..La.XTJCTO:V'tE<; CT'tptx't07td)EuCJ'OVCJ'LV oo XO: crvyXpO'tTJCTOVCJ'L '!tOej..L0\1 aTJ.WV Xa.
sorger B oUiidc; S a.{m;:,v crwil't]cre'ttxL ... .
54-56 cfr. Sib . Tib. gr., p. 21, 205-206 Alex. <<Ko:t 1-LE't. 'ttxV'ttx vo:CT'tTJCTE'ttxL ~a.crLEc;
.1t 'H.(ov 7tO.ewc; xo:t 7tO.Ej..LTJCTH 'tV !3o:crLtx 't'ij 'Avtx'tO'ijc; xa.t ilo:vtx'tWCJ'EL tx'tOV ... cfr.
3-10 cfr. Vis. Dan. slav., p. 156 Istr. (cfr. Dan. 10, Il sgg.) Apoc. Elijah, 30, 5 (vers. Steindorff, p. 85: <<in jenen Tagben wird sich erheben ein
10-14 cfr. Dan. 7, 2 sgg. e 17 sgg.
Konig in der Stadt, die man die 'Stadt der Sonne' nennt).
98 IV. LE VISIONES DANIELIS
IV . LE VISIONES DANIELIS 99
Citt Ribelle, cio Siracusa) si ribelleranno, faranno una sortita e 80 gelo mi disse: Poich il Signore Iddio ama Ismaele, gli d la forza
inizieranno a far loro delle offese. E in seguito si solleveranno di impadronirsi della terra romana. Per i peccati di coloro che
coloro che erano in quella citt, ed ecco uccideranno costoro con la vivono in essa, verr tolto l'onore del sacerdote e verr meno il
spada. Ed essi si solleveranno l'un contro l'altro e si faranno guerra sacrificio della chiesa ed i sacerdoti saranno come le genti. In quel
65 l'un l'altro. E sorgeranno due tiranni ( = ribelli), il primo dall'orien- tempo, nel settimo secolo, quando finir il numero degli Ismaeliti e
te di questa (citt), il secondo dall'occidente, e si incontreranno l'un 85 il loro potere, che essi possedevano su di loro, e devasteranno
p. 157 lstr. con l'altro l nel posto chiamato Akrodunij ( = Achradina) e si uccide- Persia e Romnia ed altre isole esistenti vicino a Gerusalemme, sia
ranno l'uno con l'altro, cosicch il mare si tinger del loro sangue. Lakrija (leg. Kalabria, Calabria), sia Skilija ( = Sicilia). E dopo aver
E verr una donna incinta dalla parte di quella citt, dove in quei bestemmiato, diranno: 'Ed i Romani usciranno dalle nostre mani',
p. 3 Lavr. 70 giorni era avvenuto il presagio, l e dopo aver visto suo fratello senza dire ci segretamente. Partiranno da quella citt chiamata
disteso morto, battendosi il petto partorir il figlio suo e rimarr in 90 Tyranidij ( = Siracusa), e troveranno qualcuno con il segno di Dio
preda al dolore per molto tempo. E gli Ismaeliti penetrati all'estre- al centro di questa (citt) portando due recipienti di rame per
p . 11 Sr. mit di quell'isola l faranno molti saccheggi. Quando essi aniveran- metterei le briciole. Quando l'avranno preso - egli ha nome Stolke-
no al posto chiamato Marijainij ( = M ariani), il tiranno ( = ribelle) faleu -, lo condurranno ad Akrodunij ( = Achradina, sobborgo di
75 li stabilir in questo posto; ed arrivati nel luogo chiamato Juennei Siracusa), e qui subito lo ungeranno perch egli sia imperatore. Le
(= Enna), si dirigeranno in fretta l, (ma) non riusciranno a conqui- 95 genti lo ritenevano come morto. Egli uscir contro gli Ismaeliti con
starla. grande ira e con una gran quantit di gente, incontrer gli lsmaeliti
[Il.] E Daniele disse all'angelo: Dimmi, Signore mio, per quale in un luogo chiamato Perton (leg. Petrino, app. Pertene ?) e ingagge-
ragione sopraggiungono queste afflizioni in tutto il mondo. E l'an- r una battaglia furiosa contro di loro. E c' in quel posto una
sorgente con due bocche, in cui il sangue dei Romani e degli
100 lsmaeliti si mescoler. E il Signore Iddio consegner nelle mani
dell'imperatore gli Ismaeliti, dopo di che liberer tutti i suoi e
66 dall'occidente K: dall'occidente, da Glavinica B 67 Akrodunij K: Krodunii
B 70 presagio (lett. segno) K: segno a Pernik B 70-71 disteso morto K: essendo costruir armi navali e invier le sue forze nelle parti interne
diventata madre B (Alex.) .71 partorir om K 71-72 rimarr in preda al dolore K: romane e rappacificher le barbe rossicce (bionde) e cos caccer
abbraccer suo figlio B (Alex.) 73 isola K: isola del Danubio B 74 Marijainij K: p. 4 Lavr. via Ismaele. E allora l si compir il detto, che il cane e il cucciolo (di
Marijainii e in Mraka B 75 Juennei K: Jennei Veliklud B ma om. KB

86 Persia: lett. Persida KB (forse gr. IILO"LO(cxv) 90 Tyranidij, cfr. gr. TupcxwCc;:
Turinadij K Turanidy Sradica(= Sredi, Sofia) B 93 Akrodun' B: Askrodun' K
72-77 aliter Vis. Dan. gr., p. 39 Vas. Kcxl J.!E"t "tCX"tcx x7t:f]~ouO"LV xcxl )..oM~ouO"LV 97 dopo Perton aggiunge ci sono due colline dall'altra parte di Sredi ( = Sofia)
ulol 'IO"~a;Tj).. 7toqm)yovnc; ti.c; McxpLcxv xcxl J.!ET "ttxtha; E7tE.EUO"OV"tCXL 1tci.L\I ot utol 'I<1~T). B 99 Romani K: Ryrnsei B 103 cos B: anche K
Etc; 1:-i]v yfiv 1:fjc; 'E.Lvccxc; ol ~v x.l}"tOL, ot O lix.l}"tOL Ei.c; 1t6.w Tupawou ... >>.
78-119 cfr. Horn. de Vis. Dan. gr., pp. 36-37 Vas. K<Xl El7t0\l EyW ~CXVLTj. "t<\i ayy)..~
'KvpL ~ou, oL .,( 7tELO"fjMov cxl l)).(lj/EL<; aU..cxL 1:oi:c; XPLO""tLcxvoi:c;;' xal EL7tv ~oL li.yyE.oc; -.:wv 'lO"~aT)L"tWV J.!EO"-.:v yEv<7ilaL -.: cppcxp. Kal 7tapaowO"EL KvpLoc; 6 8Ec; -.:v 'IO"~ocT) Ei.c;
'Ovx ~"tL aya;1tq. KvpLoc; @E<; "t\1 'Jq~T). OLOWcm CXU"t(!i "tTl\1 ~OUO"La\1 "tO xpcx-.fjcrcxL Tfjc; yfic; )(ELpcxc; -rov (3cxO"L.wc; xocl ~ETOC -.:cx-tcx ci7t0<1"tEEi: EL<; 1:.c; )(Wpcxc; CXU"tWV xcxl 7tOLtlO"EL
"tW\1 'Pw~(wv, a.. OLOC "toce; ci~p-r(cxc; X<X"tOLXOVV"tWV v CXV"tij. Kcxl ciplll]O"E"tCXL T) "t L~ T) "tW\1
XCX"tCXO"XE\JTl\1 7t.o(wv XCX pVEV<1EL tx"tci. Ka( /f)...ouc; ciyy.ouc; CX"tou ci1to<1"tE.Ei: dc; "tOC
LEptwv xcxl xtttjiEL T) ilu<1a ci1t -rwv hx.l}<1LWv ... xcxl ~O"O\I"tCXL lEpEL<; Wc; xowc; cx6c;. 'Ev -r<!J tvo61:Epcx J.!Pll 1:fj 'PWI-l'IJ<; xat T)~EpWO"EL -.:oc ~a;vll ~llVl} xcxl ~oii OLw~ouO"L\1 -.:v 'lO"J.!a-{]..
xcxLP<\i lxt(v~. \"toL 1:<\i (3oo~1:Lx(!i xp6v~ <v ci> 7t.l}po"t<XL cipLil~c; -rwv 'Icr~lJkL-.:wv xcxt Kcxl "t"tE 7t.l}pwill]O"E"tCXL T) 7tpOCjll}"tELa ., .yO\J<1CX hL XUW'J xcxl crxu~vo OLW!;OUO"L\1 ciyp6v.
Tfjc; 0\J\ICXCT"tELa<; CXV"tWV, Tic; X<X"tEXpci"'l}CT<X\1, xcxl rwfJ~wcrcxv 'Pw~v(cxv "tE xcxl IILCTLOLa\1 X<XL Kcxl ci7tEp)(o~vou -roii (3aO"L.wc; v ""TI 'Pw~T) EL<7MEL Et 1:61tov .Ey6~Evov AwyyL(3cxpSCcxc;, xcxl
1:occ; .omocc; vl]O"ouc; EpLO"xo~vouc; 7t.TJO"tov 'Pw~T}c;, Kcx.cx(3pav xcxl l:LxELcxv, -rT)v civ"tL-ra~ov-tcxL cui"tv o( -roii 1:61tov txdvou, Kcx -.:ou-rouc; 7tapcxxcx.crcxc; dO".ilEL tv -rii 'PWI-l!l
xaou~Vl}v Tupcxw(ocx 7tO.Lv. T61:E (3.aO"q>T}~l]crcxv-.:Ec; o( 'Icr~T].t-taL poO"LV hL ox E)(OUO"LV
Kcxl tMwv tv 1:61ttp -rwl ov Tjv XEXEt<r~voc; ill}O"txup6c;, xpouEL J.!E-roc 1:o cppcxyytCou cx-ro Etc;
civappuO"Lv tx -.:wv )(ELpwv"J)J.!WV ot 'Pw~i:oL . T61:t cxtcpvLStwc; t!;lilwcrLv ot 'tijc; 7tO.Ewc; hE(Vl}c; -.: 1;61iov, i'vilcx t<1-.:lv il'l]<7txvpc; ci7toxExkELO"~vo, 1tpo<1-.:ci!;EL O @Eoii civoLxa-f]O"ov-rcxL (leg.
"tfic; xcx.ou~Vl}<; TupcxwCSoc; xcxl EpoO"L\1 s, cX7toxaM\jiEwc; @EOU ~CT0\1 Tfjc; CXV"tW\1 7t6.Ewc; -i)l]<rE-.:cxL), xcxt t!; oc<toO 1toLl]<1n pwya -r(!i .cx<(i cx1:o. Kcxl t~MEL ci1t 'Pw~TJc; ~E-.:oc 7tkdO"-rou
livilpw1t6v "tLvav ... xal -rou"tov xpcx"t-f}O"anEc; ciml.!;oucrLv cx-rv J.!)(pL o(Vl}c; (leg. .aoii xa;l cX7t.ilEL OLC 1:fjc; O""tEpEic; E.v. "tij 'E7t-t<XMcp~ 7tO.EL, xocl ox ~<1"tCXL civ-tLXELJ.!EVoc;
(' Axpcx)o(vl}c; ?) xaxEi: xpLO"ouO"Lv aV-tv Ei.c; (3cxcn..a;, ov Eixov ot /lvilpw7toL w<1El vtxpv ... OU..oc; cx-.:(!i, o-.:L KupLoc; 9E Tjv ~E-.:c cx"tou. Kcxt axoU<Til-f}crE"taL cp(3oc; cxu-.:oii lv 7ta"1]7t6kEL xcxt
E~EkEU<1E"tCXL dc; -.:oc; 'IO"~aTJ.(-.:cxc; tv -.:6mp "tLVL EYOJ.!v~ IIE"tp(v~ (v. l. Ilcxp-.:TJvfic;, cfr. Vis.
)(Wp(!' XC1L cXXOV<1CX<; b dc; 0LaX0<1LOO""tV XEq>cik<XLOV "tOU -tpLCXXOO""tOU xtcpcx.cx(ou cX1tOOpci<7EL ci1t
Dan. gr., p. 36) xcxt O"Uyxpo-.l]O"O\JO"L\1 7t.EJ.!OV LO")(Up6v. 'Ev s~ -t0 -t61t~ txdv~ E<1"tL\I cpptap -.;fie; 7t6.Ewc; -rfic; 'E1t"tCXcpov EL<; "t vo6"ttpov ~poc; -tfic; avcx-.:o.ijc; xcxl ci1tokEL"tCXL xcxxwc; .. .'
li(O""tOJ.!ov xcixti: cruyx6\jlov-tcxL ci..i}.ouc;, WO""tE x "tWV cxt~a-rwv "tWV 'Pw~(wv xcxl (cfr. Vis. Dan. gr., pp. 39-40 Vas.)
100 IV. LE VISIONES DANIELIS IV . LE VISJONES DANIELIS 101
--------------------~

105 leone) andranno a caccia assieme. E in questo modo l'imperatore innocente e le bestemmie contro la chiesa. E saranno molti all'as-
andando a Roma arriver in un luogo che si chiama Ivardija semblea, e l'imperatore sieder con loro, e si interrogheranno insie-
(= Longobardia) ed i Loinghi ( = Longobardi), che sono in quel me e rinnoveranno questa chiesa dei santi e (con) dei simboli, e
posto, resisteranno (a lui). Ed egli accettando ci entrer in Roma ricostruiranno gli altari distrutti. E non ci sar un umiliato ed un
ed arriver nel posto in cui nascosto lo scrigno. E dopo aver p. 5 Lavr. 135 offeso in l quei tempi, e lo scettro terminer con la pace. Dopo di
110 battuto con la sua spada-flagello l dove si trova la casa di rame e lui sorger un altro scettro; durante i suoi tempi sorgeranno dodici
la statua di rame in cui nascosto lo scrigno, questo, per ordine di imperatori dalle porte di diaspro e tremer la terra a causa dei loro
Dio, si aprir. Egli far regali con questo oro agli uomini. E partir visi e gli uomini avranno paura e si rifugeranno sulle montagne e
da Roma con una moltitudine di gente e andr alla Settecolli nelle caverne, e molti periranno, e non ci sar alcuno per seppellire
attraverso la stessa strada di terraferma; e nessuno si opporr a lui, 140 i (loro) cadaveri. Perch anche gli impuri di questa terra discende-
p . 158 Istr. l15 poich con lui il Signore Iddio. l E si sentir la paura dell'impera- ranno dalle montagne e mangeranno i corpi dei morti. E la terra
tore, il cui nome di 300 lettere [300]; in tutte le localit sentito sar macchiata da loro e nessuno riuscir ad opporre resistenza a
(invece) di 200 lettere [200]. La sua crudelt si diffonder dalla loro fino al tempo destinato ad essi. E quando finir il loro tempo,
Settecolli (fino) alle parti interne orientali della terra e morir il Signore invier uno degli archistrateghi e li sterminer. E poi
malamente. Ecco sorger un decimo corno che durer meno di un 145 sorger l'imperatore romano e si installer a Gerusalemme per
120 anno e combatter con un imperatore di Jutiopia (=Etiopia); e dodici anni, e in seguito apparir il figlio che fa perire ( = della
molti dei suoi maggiorenti fuggiranno verso di lui. Egli sterminer perdizione). Costui nascer a Sichuza ( = leg. Chorazin) e verr
l'imperatore di Jutiopia ed entrer nella Settecolli dall'Occidente e educato a Vitsaida ( = Bethsaida) e governer a Kapernaum ( = Ka-
terr il suo impero con tutta la forza, e si misurer con i suoi pharnaum). Guai a te, Chuzina ( = Chorazin), perch in te nato, e
nemici e li subordiner sotto i suoi piedi. E questo scettro regner
125 per trentadue anni e la sua collera e la sua ira sar contro coloro
che hanno rinnegato il Signore. E il paese si placher e ci sar una
grande gioia sulla terra, quale non ci fu mai. E i maggiorenti 135 dopo la pace aggiunge e il Signore Iddio lo placher B 141 mangeranno
K : cominceranno a mangiare la carne umana e bere il sangue delle bestie e
saranno uguali agli imperatori ed i poveri ai ricchi. Invier delle mangeranno B i corpi dei morti K : i corpi impuri dei morti B 147 Sichuza K:
genti ai quattro angoli del mondo ed esse raccoglieranno gli uomini nel villaggio di Chuza a Strumica K
130 di buona fede e che temono Dio, cercando di vendicare il sangue

136 Vis. Dan. gr., p. 41 Vas. Kctl civacr..i)cr"=ctLS htpov crxfi7t"=pov xa l 7tOLp.a;vE[ "'v
106 lvardija K: Vardija B 107 Loinghi B: Loighi K 114 stessa strada B: .ctv v dpi)vn ... ...
strada K di terraferma (o terrestre) KB 116-117 i numeri 300 e 200 ripetuti 138-141 ibid., p. 42 Vas. Ton cpEu!;ov.. ctL ol /ivlpW7tOL 1tL .. c.c; o7t.S "=fis yi'jc; xa.l ... oihwc;
derivano probabilmente da una glossa marginale 122 Jutiopia K: Jefiopia B ed lv'r]!;oucr~v . T. y.p iilv'l] "=OU ~opp. crl(wv crcipxctc; civlpW7tWv XctL 7tCVWV ctlp.ct wc; ilSwp .
entrer nella Settecolli K: il primo giorno del mese corrente di agosto passer, 144-161 cfr. ibid., p. 42 Vas. << Ka.l !J.n. "=ctV"=ct b:t.tvcrE"=ctL ~ctcrL.Ec; "'w" 'Pw-
Michail prender il potere imperiale e cominceranno i monti a fendersi, i pesci a >Lctiwv XGtL XlX"=OLXTJCTEL V ' !tpoucra..-/j~ E~Oo~ciO L XPOVOV, ... XlXL ~E"=. 't 7t.'I]pWlfiVctL "=V
morire nei fiumi e il Signore sar con lui sempre ed entrer in Salonicco B 124 OWOXct"=OV xp6vov XctL i]p.LO'U cpctv{]crt.. GtL utc; "=fie; t7tw.dctc;. Oihoc; y.p ytwchct~ Etc; xwp(ov
scettro K: scettro in Salonicco B 125 trentadue K : trentatre B 126 il paese K: ZiJ11 (leg. Xwpal,tv, cfr. Apoc. Meth . gr., p. 45 Istr.) xal civalpl..jlt"=a.L dc; Bulcra~o: (lcg.
tutto il paese B Btl) xal xct'tOLXTJCTEL d c; Kct7t Epv ao~ (... lac. suspicor) (cfr. Apoc. Meth . gr., p. 45 Istr.:
oa;[ CTOL Xwpa, oua;( CTOL B'l]cpCTct'S: XctL CTOL Kct7tEpVctOU~ ... ) OL6 .. , ~ctCTL.EUCTE\1 v ctU't'i; , 'E v
'tcti:c; 'J~pctLc; xtCvaLc; civa~{]crt'tctL ~ctCTL.tc; "'"'" 'Pw~a;Cwv xat 7tpocrtv!;t"=ctL 7tpc; KupLov
112 sgg.: cfr. Vitam s. Andreae Sali, p. 53 Vas. xatm .. cicrEL "=C.<; XE~pa.c; 1tcivw "'o opa.vou. Kat xa.. t.lEL MLXct'i}. cipxciyyt.oc; xal p~ "'
12~121 Vis. Dan. gr., p. 40 Vas . Kctl ol !J.EYLo"t.vt a.. oii cptv!;ov"=ctL cbt' a,.ou ... . cr"'1J.p.ct au.. oii crv "=0 !;u)..~ "'cii cr"'aupo v cJ hctvu (cr)l'l] oMtcrcr(a, oKvpLoc; 'J!J.wv 'l'l]croc;
124-127 cfr. Vis. Dan. gr., p. 41 Vas. Kpct"'i}cm o "' crxfi7t"=pov a.. ou h'l] )..W xat XpLCT't6c; (cfr. contra Apoc. Meth. gr., p. 45 Istr.: xat cipti: ~ctCTL.tc; "=Wv 'Pw~a;(wv "'
l!cr,.a;L 6 lu~ a .. ou d "'oc; cicrt~ovv"'ctc; 1tl KvpLov .. v 9t6v. Kctl ECT"=ctL dpi)v'l] 1tl CT"=(P,~O. ct1l..o Xctl 7tLl{]CTEL GtU"= V "''ci> Cl'"=GtUpci> XO:L x7tE"=ciCTct<; "=C<; XEtpa.c; ct'tOV dc; "=V
"=fie; yijc; o:a. o ytyovtv ci1t xct"=ct~o.fic; x6cr~ou oo' o p.'i) YEvTJCTE"=ctL P.XP' "'.o ... . oupctvv XctL 7tctpctOWCTEL 't'i)V ~ctCTL.tCa.v ct&tou "=ci> 8t0 Xct llct"=PL ... ). T6"=E 1tctpctOWCTEL
127-135 ibid., p. 41 Vas. Kctl ECTOV"=GtL ol ~EyLcr.. .vtc; ct .. oii wc; ~GtCTL.ti:c; XctL o( 1t"=WXOL w ~ctcrL.tc; "'"'" 'Pw~a;Cwv "'1)" ~ctcrL.tCa.v 'tQ 8tw xa;l na.. pC. Kat 't6'tE cpctvi}crE"=ctL u(c; "=fie;
7t.OVCTLOL. T6"'t cl7tOCT"=E.ti: ~O.CTL.tc; c:l.7tctv'tctXOV xctl cruvctlpoicrtL miV"=ctc; nc; y(ouc; xctl ci1tw.da.c; 7toLwv CT'IJP.Ei:a. ... (cfr. Apoc. Meth. gr., p. 47 Istr.: !J.E"=O.CT'tp.jln "'v ij.Lov Etc;
XOLXTJCTEL a;[p.a; cilJwwv XO.L U~pLV XX.'I]CTLWV ... XO.L tVOLXOOWP,TJCTEL 'tO<; vctoc; "=WV y(wv XGtL crx6.. oc; xat "'TJ" crE.{]v'l] v dc; a[p.a). Kal Eulc; ci1tocr"'E.ti: KvpLoc; "'oc; ltp&.7tov'tctc; a."tou 'Evwx
"'c. lucrLctCT'tTJpLct, xa;l ox EO"'=ctL i oLxwv i cioLxoup.tvoc; tv 'toi:c; xctLpoi:c; txdvocc; ... xat XGtL 'H).,(a;v ..., vwmov 7tclV'tWV .y!;oucrw ct .. v wc; .jiEUO'"='IJ" ... T6"=E 6pyLcrldc; utc; "=fie;
'TE.EU"t-f}a'EL 't O"Xfi1tTpOv a.'toi:i V E.pi]''oiTI ,l>. ci7tw.tiac; .vt.ti: "'oc; y(ouc; xdvouc; p.o.xaipq.. T6'tE cpavicrtL a,.v KvpLoc; ..., c;i Tj S6!;o: ...
r ~t~
IH,.

102 IV. LE VISIONES DANIELIS IV. LE VISIONES DA:-.IIELIS>> 103

150
a te, Vitsaida, perch in te stato educato, e a te, Kapernaum , 122 ed entrer nella Settecolli K; nel primo git?rno qel me_se con:ente _di
P:rch in te governa. Quando apparir il figlio della perdizione, agosto passer, Michail prender i_l pote;e tmP_erza!e e_ t montt c~mzn
l'Imperator e romano arriver al luogo del Cranio ( = Golgotha), por- ceranno a fendersi, i pesci a monre net fiumt, e tl Stgnore sara con
lui sempre, ed entrer in Salonicco B
r la sua corona sulla croce e pregher Dio, e levando le mani verso 124 scettro K: scettro in Salonicco B
il cielo egli consegner l'impero cristiano a Dio e al Padre. Dopo di 147 Sichuza K: nel villaggio di Chuza a Strumica K
155
che il figlio della perdizione comincer a fare prodigi e miracoli. E
si prosciughe ranno le sorgenti, e il sole egiziano (?) cambier in Secondo l'Alexander 227 , che ha studiato a fondo recentemen te le inter-
colore di sangue; ed apparirann o due uomini che non hanno prova- polazioni del codice di Belgrado, ci troveremm o di fronte a un interpolato-
to la morte, Junoch (= Enoch) (e) Ilija (=Elia), e con loro combat- re che, utilizzando la traduzione slavo-bulga ra pi antica, avreb~e, ~er
ter il figlio della perdizione e li uccider, e saranno crocefissi sul cos dire, bulgarizzato>> il testo, cio lo avrebbe adattato ad una situazw-
160 legno. Ges, Dio nostro, prender la loro anima dalla loro bocca. ne storica locale pi tarda. Sempre secondo l'Alexander , (egli) avrebbe
Gloria a Dio nostro nei secoli. Amen voluto fare riferimento al periodo 1078-1081, in cui, durante la spedizione
di Roberto il Guiscardo, la Bulgaria si sarebbe ribellata contro Alessio I
Comneno affiancando si al Normanno in sostegno del falso ex-imperato re
Prima di tentare di dare un'interpre tazione storica di questa seconda Michele VII. L'ipotesi ci sembra ragionevole , anche se i dati storici sono
Visio Danielis slava, sulla traccia gi segnata dall'Alexan der 226, opportu- applicabili alla profezia cos interpolata in modo piuttosto approssi~ato.
no, io credo, fare qualche considerazi one sul testo. Ci trasmesso da due Pi importante , ovviamente , stabilire il significato della traduzi?ne
codici, uno del monastero atonita di Kutlumus(i u), l'altro di Belgrado, slava non interpolata . Occorre notare, innanzi tutto, che mentre la pnma
andato distrutto purtroppo per eventi bellici. Quello di Kutlumus(i u), che parte (lin. 3-77) non ha riferimento preciso ad una Vis. Dan. gr. conserva-
non presenta le interpolazio ni di quello di Belgrado, di cui parleremo tra ta salvo qualche punto particolare in cui possibile procedere a un
poco, mutilo all'inizio (fino alla linea 21 della nostra traduzione) , e p~ragone con un testo greco parallelo - ma anche in questo _caso ,il tes~o
quindi non ci rimane che il codice belgradese per supplire la lacuna. Ma slavo d una versione differente -, la seconda parte segue pnma l Homtl.
questo codice, oltre che difficolt testuali (frasi quasi senza senso) e proba- de Vis. Dan. gr. attribuita al Crisostomo (lin. 78-119), pur con _fraintendi-
bilmente anche qualche lacuna all'inizio, presenta in pi punti delle inter- menti ed errori talvolta piuttosto grossolani, poi di nuovo la Vts. Dan. gr.
polazioni, perch si trovano delle aggiunte di toponimi bulgari accanto a A sino alla fine (lin. 121 e 124 sgg.), ma interpoland ola talvolta con l'Apoc.
dei toponimi siciliani e non siciliani e inseriti anche alcuni nomi propri: Meth. gr. A. Si osservi anzi che ad un certo punto il testo slavo (!in.
27 madre K: madre Vasilia B 147-151) permette di integrare una lacuna del testo greco. . .
40-41 un altro corno K: un'altra stirpe, suo figlio Gabriele B E veniamo al significato storico. La profezia inizia in modo simile ad
46 corno K: stirpe di nome Edzla B altre, cio con l'apparizion e a Daniele dell'angelo Gabriele, il quale
60 Tyranidi: Tyinaridi K Turinidy, citt Sradica (= Sredic ' Serdica ' Sofia) incaricato di svelare il futuro del mondo e gli ultimi giorni>>. Le quattro
B
66 dall'occiden te: dall'occiden te da Glavinica B grandi bestie>> ed i quattro venti sono certo deri;ati_ ~a Dani~le: e cos
70 segno K: segno a Pernik B pure la prima bestia simile ad un leone>> [pure] di ongme daruehca. Ma
73 isola K: isola del Danubio B mentre nel Daniele biblico ed in molti testi apocalittici vengono elencate
74 Marijainij K: Marijainii e in Mraka B tutte e quattro le bestie (1. leone con ali d'aquila, 2. orso co_n tre costole
75 Juennei K: Jennei Veliklud B
90 Tyranidij: Turinadij K Turanidy Sradica (= Sredic Sofia) B tra i denti, 3. pantera con quattro ali e quattro teste, 4. bestia m~s.truos~
97 dopo Perton aggiunge: ci sono due colline dall'altr~ parte di Sredic B con dieci corna) - e in esse gli interpreti moderni identificano gh Impen 228
dei Babilonesi, dei Medi e Persiani, dei Greco-Mace doni e dei Seleucidi

153 Dio K: il Signore Dio B 158 e om. KB 159 figlio K: principe B


227
P. ALEXANDER, Historical interpolation s in the Zbornik Papa Dragolia, in
226 Actes du XVI' Congrs Internationa l des Etudes Byzantines (Bucarest 6-12 sept.
Cfr. ALEXANDER, Medieval Apoca/ypses , cit., pp. 1010-1017; Io., Les dbuts des 1971), publis par !es soins de M. BERZA et E. STANESCU, III, Bucarest_l976,_ pp .. 23-38:
conquetes arabes en Sicile et la tradition apocalyptiqu e byzantino-sla ve, Bolletti- 22l! Cfr. Dan. 7, 1-7 e il commento in La Sacra Bibbia tradotta
dai t~st1 ongmah
no del Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, 12 (1973), pp. 1-37. e commentata a cura di S. GAROFALO F. VATTIONI- L. ALGISI, II, Tonno 1964, pp.
104 IV. LE VISIONES DANIELIS>> IV. LE <<VISIONES DAN!ELIS>> 105

-, nel nostro profeta si parla soltanto della prima bestia, simile ad un con perfidia>>; ma forse allude ai misfatti di Costantino VI perpetrati
leone identificata con 1'<dmpero di Savr. Credo anch'io, come ha gi contro lo zio Niceforo e gli altri fratelli di suo padre, contro i suoi
229
visto l'Alexander , che si tratti non pi dei quattro imperi danielici o ex-sostenitori del tema (degli) Armeniac(i) * e contro soprattutto la moglie
post-danielici di altre Apocalissi o Visioni apocrife, ma del regno di Leo- legittima Maria (questione moichenica). La serie degli imperatori roma-
ne III l'Isaurico (Savn> per <savn>), il quale, bench non abbia regnato ni>> continua con una caratterizzazione non sempre fedele di coloro che
22 anni, come dice il nostro testo, ma 24 (717-741), chiaramente riconosci- regnarono da !rene a Michele II e a suo figlio Teofilo
231

bile, in quanto di lui si dice che si sollever contro l'altare e lo distrugge- In effetti, gi nel caso del primo corno>>, l'espressione <<ponendo la
r e terr l'impero duramente e fortemente ... impudente contro il sommo mano sul proprio figlio>> appare per lo meno strana, a meno che non
Dio ... rimuover il sacerdote dal suo trono ... >>. L'allusione alla controver abbia un significato ostile, come fu in realt, in quanto !rene, opponendo-
sia iconoclasta e alla rimozione del patriarca Germano I abbastanza si ai continui misfatti del figlio, lo fece catturare e accecare, divenendo
trasparente. Il secondo imperatore il cui nome possibile che figurasse a cos, attraverso un grave crimine, imperatrice unica sul trono di Bisanzio.
questo punto del testo, che appare corrotto, certo Costantino V II suo regno dur esattamente cinque anni (797-802), come dice anche il
(741/2-775), suo figlio, che dovette lottare contro l'usurpatore Artavasdo, nostro testo, e l'espressione usata per designare la sua personalit dispoti-
suo cognato (e in effetti il testo dice: dalla sua stirpe>>), il quale aveva ca (<<l'Amazzone>>) quanto mai significativa. L'altro <<corno>> sembra c~e
sposato Anna, sorella di Costantino V (741-742). L'imperatore Costantino sia Niceforo I, l'ex-logoteta del tesoro imperiale (802-811), ma non sappia-
non <<torn dopo tre anni>>, ma alla fine del 742, e in realt non uccise mo se fosse veramente di stirpe <<gotica>> e non facilmente comprensibile
Artavasdo, ma lo fece accecare. La frase: e avranno paura i suoi maggio- quel numero 812. Fu per durante il suo regno che si verific~ ~n~ guerra
renti>> certo da riferire al regno di Costantino V in cui, dopo il concilio contro un popolo vigoroso>>: si tratta, io credo, delle tre spediZIOni contro
di Hieria (754), impervers il terrore contro gli iconoduli 230 II terzo impe- il khan dei Bulgari Krum, la prima arrestata da un complotto militare
ratore, chiamato nel testo <<Firnonum>> (e si tratterebbe del nome di un ad Andrinopoli (807), la seconda pure arrestata da una rivolta dei capi
animale), avrebbe preso in sposa una donna di Jelad>>, cio dell'Ellade. militari (809-810) e la terza svoltasi vittoriosamente con la conquista di
Malgrado la stranezza del nome Firnonum>> -derivato dal nome cazaro Pliska, ma conclusasi in modo tragico con la morte sul campo dello stesso
della prima moglie di Costantino V, di cui era figlio? -, non difficile Niceforo (26 luglio 811). Dopo di lui sal al trono il figlio (<<dal suo seme)
riconoscere in lui Leone IV (755-780), che spos !rene, originaria di Atene. Staurakios che regn in effetti per brevissimo tempo (dal 26 luglio al 2
Il quarto imperatore certo il giovanissimo Costantino VI (780-797) - la ottobre 811), deposto a seguito di una rivolta delle armate e del senato
cui lettera iniziale del nome non certo la prima dell'alfabeto greco n contro il tentativo del giovane imperatore di far riconoscere come impera-
l'ottava di quello latino, come dice il nostro testo: ma si tratta, io credo, trice la moglie Theophano. Qui probabilmente nel testo c' una ripetizio-
di una mascheratura voluta, cos da impedire una troppo facile identifica- ne, perch fra Staurakios e il successivo imperatore con il n~m~ di un
zione - che regn sotto la reggenza della madre Irene. Che cosa voglia angelo>>, cio Michele I, viene inserito un altro corno>>, che viVra ~olto
dire l'espressione: <<far risuscitare i morti, non chiara, a meno che non poco, ma pi degli altri>>, come dice il testo, mentre fra Staurakws e
si alluda qui al concilio di Nicea del 787 in cui venne ristabilito il culto Michele I non ci furono altri imperatori. Michele I Rhangab (811-820)
delle immagini. Poco chiara pure la frase successiva: quando far ci era il cognato di Staurakios, ma dovette superare un complotto dei soste-
nitori dei figli di Costantino V per assidersi sul trono. Il quinto <<como>>
che dura per sette anni certo Leone V (813-820), detto l'Armeno,
1086-1087. Tuttavia sull'identificazione dei quattro imperi cfr. J. W. SWAIN, The ex-stratego degli Anatolici. Quello successivo deve essere Michele II
Theory_ of th~ Four Monarchies. Opposition History under the Roman Empire, (820-829), fondatore della dinastia amorica, il quale, subito dopo la sua
Clas,~Ical _Ph!lo_logy, 35 (1940), pp. 1-21, secondo il quale, gi dal I-II secolo d.
Cr., !IdentificaziOne era la seguente: Babilonesi, Medi e Persiani Greco-Macedo- elevazione al trono, fece incoronare il figlio Teofilo. L'espressione <<della
ni, ~OII_Iani._ Nella Vis. Dan. copt. appare di nuovo cambiata ~egli imperi dei prima lettera imperiale>> o allude al fatto che fu il fondatore di q~esta
Persiani, de1 Romani, degli Elleni (cio dei Bizantini) e degli Ismaeliti (cfr. anche nuova dinastia di Amorion oppure al fatto che, appena eletto, emano un
n. 332).
229
ALEXANDER, Les dbuts, cit., p. 12, n. 19.
230
Cfr. le testimonianze di Teofane, delle Vite di alcuni santi e dei testi * Armeniaco A.
co~nessi co~ il concilio del 754 in H. HENNEPHOF, Textus byzantinos ad iconoma-
chram pertmentes, ed. H. H., Leiden 1969 (= Byzantina Neerlandica Ser A 231 Su di essi e la loro identificazione cfr. anche ALEXANDER, Medieval Apocalyp-
Textus 1), pp. 7, 28 sgg. e 58 sgg. '
ses, cit., p. 1000, n. 10, e In., Les dbuts, cit., p. 12, n. 9.
106 _ _ _I_V_._ LE << VISIONES I)A NIELIS>>
- - - - - IV. LE VIS IONES DANIELIS>> 107

decreto che interdiceva ogni discussione sul culto delle immagini. Certo, meglio sui partigiani lealisti e a impadronirsi della citt. Poi nomina
n Michele II n Teofilo poi, quando fu imperatore (820-829), furono [come] governatore di una provincia uno della sua fazione, chiamato
favorevoli al ristabilimento del culto delle immagini, ma pi [contrario fu] Balata nelle fonti arabe, il quale, a sua volta, si ribella a Eufemio e cerca
Teofilo che Michele II, in quanto nell'832 scaten una nuova persecuzione di impadronirsi del potere. I due si scontrano in battaglia nel sobborgo di
contro gli iconoduli (<<bestemmier contro l'Altissimo>>) 232 Tuttavia non Achradina: Eufemio battuto e fugge in Africa per chiedere l'intervento
affatto vero che sia morto <<miserabilmente>> dopo esser stato condotto al degli Arabi Aglabiti (presso l'emiro Ziyadat-Allah di Qayrawan) in suo
Kynegion, luogo in cui venivano fatte molto spesso le esecuzioni, bens di favore. 4) Da Siracusa viene una donna incinta, muore suo fratello ed ella
morte naturale.
d alla luce un bambino ed profondamente addolorata. L'allusione non
Nella frase che segue : <<e dopo di lui sorger un altro como sul trono, chiara, per l'Alexander 234, ma potrebbe trattarsi della sposa di Eufemio
crudele all'inizio per tutti quelli del territorio del suo impero >>, sembrereb- da lui abbandonata a Siracusa quando fugg in Africa. 5) Gli Arabi Aglabi-
be che il profeta voglia continuare la serie storica degli imperatori succes- ti (sott~ il comando di Asad) sbarcano all'estremit della Sicilia occidenta-
si a Michele II e a Teofilo; e la frase, in realt, potrebbe alludere, pi che le (a Mazara del Vallo, 17 giugno 827), devastano l'isola e passando per
al successore Michele III (842-867), al ribelle Tomaso, uno slavo del- Calatafimi (Qal'at Euphimi, Castello di Eufemio) giungono a Mariani (pro-
l'Asia Minore gi compagno d'armi di Michele II, il quale cerc di farsi babilmente l'attuale Marianopoli a nord di Caltanissetta) e qui il ribelle
passare per il deposto Costantino VI e che venne incoronato imperatore (Eufemio), che accompagna le truppe arabe, riesce a consegnare ad essi la
dal patriarca di Antiochia (821). Alla fine di quell'anno giunse a porre un citt. 6) Da Mariani gli Arabi marciano su Juennei o Jennei (Enna), dove
lungo assedio alla capitale, (ma fu) stroncato dalle forze militari fedeli a tentano invano di impossessarsi della poderosa fortezza, dissuasi dall'in-
Michele II e dall'aiuto del khan bulgaro Omurtag (823). In ogni caso tervento di rinforzi giunti in aiuto degli assediati. Fin qui le allusioni del
quanto detto subito dopo sui quattro imperatori, due dall'Oriente e due testo della Visio. Ci che pu apparire strano che in essa non si parli
dall'Occidente>> e sulla lotta accanita fra di loro, e cos pure sull'apparizio- affatto dell'assedio di Siracusa dell'828, in cui a seguito di un'epidemia,
ne dalla Citt del sole di un altro imperatore che eliminer duramente i che fece strage nel campo arabo, mor anche il qadi Asad, cosicch gli
quattro precedenti contendenti, non ha nulla a che vedere con la storia. Si Arabi furono costretti alla ritirata. Questo potrebbe far supporre che la
tratta di una reminiscenza della Vis. Dan. gr. A e della Sib. Tib. gr. e profezia sia stata scritta prima dell'inizio dell'assedio di Siracusa.
quindi di carattere nettamente apocalittico. Tuttavia la profezia non si arresta a questo punto, ma continua mu-
Ci malgrado, la storia riprende subito dopo, l dove si parla della tuando prima dal testo greco dell'Rom. in Vis. Dan. attribuita al Crisosto-
conquista araba della Sicilia. I punti base che risultano da un'analisi di mo (!in. 78-119), poi da quello della Vis. Dan. gr. A. (!in. 119-161). Qui, anzi,
questo passo (lin. 58-77), integrato con le notizie date dalle fonti arabe e abbiamo una possibilit di controllo sul modo (in cui)* il traduttore slavo
greche, secondo l'Alexander 233, sono i seguenti: l) L'imperatore bizantino si comportato nei confronti del testo originale greco, e risalta subito
(certo Michele II, verso 1'821-823, a seguito delle difficolt create dalla all'occhio dal paragone fra i due testi, che lo slavo molto spesso non ha
rivolta di Tomaso lo Slavo con l'assedio di Costantinopoli) invia dei capito affatto il greco : spesso traduce meccanicamente, travisando il sen-
messaggeri nelle province occidentali (cio in Sicilia e in Calabria). Questi so o facendo dire addirittura il contrario di quanto [detto] nel testo
arrivano a Siracusa e richiedono, molto probabilmente, nuove imposizioni originale. Per l'analisi storica di questa parte sar quindi opportuno basar-
fiscali per finanziare la guerra contro Tomaso. 2) Scoppia una ribellione si sul testo greco, non su quello slavo. Qui gli Arabi appaiono come gi
a Siracusa, la citt si divide in due fazioni ; a capo di una di esse si pone padroni di una buona parte della Calabria e della Sicilia, e in particolare
l'ex-turmarca della flotta siciliana Eufemio ed alcuni ribelli vengono ucci- di Siracusa, pieni di tracotanza nei confronti dei Bizantini (affermano che
si. 3) Insorgono altri disordini a Siracusa: due ribelli (o meglio, due capi i Romei non avranno possibilit di redenzione dalle loro mani ). Ora,
di fazioni) si scontrano ad Achradina, sobborgo a ovest dell'isola di Orti- Siracusa cadde in mano araba dopo sette attacchi per mare e per terra
gia. Si tratta probabilmente di altri disordini verificatisi a Siracusa dopo nell'878. Di conseguenza la profezia, tal quale a noi giunta, non
il processo intentato contro Eufemio per aver sposato una religiosa, fo-
mentati dallo stesso Eufemio. L'ex-turmarca della flotta riesce ad avere la

* come A
232
Cfr. H ENNEPHOF, Textus, cit., pp. 16-17 (testimonianza di Teofane Conti-
nuato).
233
AL EXAN DER, Medieval Apocalypses, cit., p. 1010 sgg. e Io., Les dbuts, cit., pp. 234 ALEXAN DER, Les dbuts, cit., pp. 17-18.
1-37.
'l

108
' ll
\

IV. LE VISIONES DANIEUS>> IV. LE <<VISIONES DANIELIS>>


l
109 'l

dell'827-28, come afferm a l'Alexa nder, ma di cinqua


nt'ann i dopo. Anzi, di . d r . contra con gli Arabi a Petri ne/Per tene/P erton \!
~~~~: ch~~~lee;o~:~i~o sia da identificare c~n. la :~~e~!~l~~ i~o:e~;:o-d~
pi di cinqua nt'ann i dopo, perch nel seguit o si precon ,
izza addiri ttura la
liberaz ione della Sicilia dal giogo arabo. ~ chiaro
~t~~!:u~~o,~;as:t:e::~,s~ae~~~~:~:~f::mq~~~i ~~ ~eggere <<Parthen6fn>>. La
che tutto ci visto
sub specie apocal ittica e per di pi innest ando
a questo punto la fa-
mosa leggen da dell'im perato re <<come mortO>> che ' h
risorge per vendic are , to da identif icare da una 1
l'onta della sconfi tta, ma non pi a Costan tinopo li,
come in altre Vis. Dan. ~org~nte ~.::e~u~~c~ ;a~~~:a con il cosidd etto Occhioparte con a amosa
della Zillica, cio
gr., bens a Siracu sa stessa. Infatti nel nostro
testo greco- slavo si dice che c~~ ~n~ue palle d'acqu a dolce sul lato sud-ov est dell'iso la di
gli abitan ti di Siracu sa trover anno per rivelaz ione Ortigia , poco
divina>> un uomo in distan ti dal <<Parthen6n>> (Duom o). h
mezzo alla citt - e nel testo slavo prend e il nome
di Stolke faleu, cio di Il resto del testo greco- slavo non a per nm. .molta import anza, perch
capo della sedia o <<del tronO>> -, lo condu rranno
nel sobbo rgo di Achra- puram ente apocal ittico. Per l'impe ratore di Etwpi. . -
dina e lo incoro nerann o imper atore. E questi marce a (e le vicend e succes
r contro gli Ismae liti . ** da la)*** Vis Dan. sl. A.
e si scontr er con loro a Petrin o (o Petrin e; oppur
e, second o altra lezione siveCert~l ~~esto testo gre~o-slavo della Vis_io Dani~lis, ancdh~ s~n~~ri~s , .1
della Vis. Dan. gr. A. Perten e o anche, second o la
versio ne slava, Perton ), . . d' uesto genere ~
dove, dice il nostro testo, <<c' ... una sorgen te con pi a~tico a_ noi g!Unt~l l S~ T al mo~eneto tuttav ia uno e1 P
della conqu ista araba. ~

due bocch e, in cui si
mesco ler il sangu e dei Roman i e degli Ismaeliti>>
(cos il testo slavo), perc~e. ambhienltato. ne apar~~~ ~~a un pezzo pi antico , databi
possib ile c e a pnma le gli anni
oppure : dove c' una fonte con due bocche , e l . do 0 al mome nto
si scontr eranno gli uni 827-828, riutiliz zato ~uc_cessivamente c~~c~ s:s~~~
contro gli altri, cosicc h la fonte sar piena di sangu
e dei Roman i e degli in cui Bisanz io tento disper atame nte l neo
~=~'isoia, cos come la
Ismaeliti>> (testo greco) . In seguit o egli contin uer durant e la rivolta della
traduz ione slava ~enne_ ri~tilizza:~ l:e!t~~~l~i ~~tti
la sua lotta contro gli
Arabi, arman do una potent e flotta e invian do forze questi testi profeti ci o
notevo li nelle parti Bulga ria contro Bisanz w. c un P
intern e roman e >> (testo slavo), oppure : <<invier nelle
loro region i e prepa- apocal ittici.
rer delle navi e le armer , e mande r altri messa
ggeri suoi nelle parti pi
intern e di Roma>> (testo greco) , poi rappac ificher
le barbe rossicc e (bion-
de)>> (testo slavo) o le <<Stirpi bionde (testo greco)
e Cos caccer via * trasfor mata A
Ismaele>> (testo slavo) o insiem e darann o la caccia
a Ismaele>> (testo ** etc. A
greco) . Quant o segue non si stacca molto dai testi
consim ili gi visti, in *** cfr. A
cui si parla della rappac ificazi one delle <<Stirpi
bionde>> e abbiam o gi
fatto l'ipote si che in essi si alluda agli avveni menti
verific atisi fra 1'863 e
1'885 ai tempi di Basilio I. Di conseg uenza la nostra
profez ia greco- slava
da protra rre ancora nel tempo e da colloc are almen
o alla fine del secolo
IX.
Qui non rimane da chiarir e che un punto: la localit
di Petri no/Pet ri-
ne>> o Perte ne o Perto n 235 Sul primo mome nto
si sarebb e tentati di
identif icarla con la Petrine>> dell'/ti ner. Anton. , p.
96, a cui si fa corrisp on-
dere l'attua le <<Petralia Soprana>> sul versan te meridi
onale delle Madon ie
a sud di Cefal . Ma a parte il fatto che tale cittadi
na si trova a 1147 m.,
occorr e osserv are che non c' traccia nella storia
della conqu ista araba
della Sicilia di una battag lia di una certa impor tanza
nella zona di Petra-
lia Sopra na (ma vicina ad essa Geraci , conqu istata
nell'840); inoltre qui
si dice che <<in essa c' una Sorge nte a due bocche>
> . Dato che l'incor ona-
zione dell'im perato re posta ad Achra dina, sobbo
rgo di Siracu sa, e che

235
L'Alexander nei suoi due studi citati non si sofferm a
abbast anza curioso. su questo toponimo
v.
IL PROBLEMA DELL'INTERPRETAZIONE STORICA DELLE
VISIONES DANIELIS

La Visio Danielis pi diffusa e pi comune a Bisanzio

Dobbiamo ora affrontare una questione piuttosto importante : quella


della datazione della Visio Danielis. Premettiamo che tale Visio si presenta
sostanzialmente in tre redazioni abbastanza vicine l'una all'altra, e le distin-
gueremo in A, B, C 236 La A sembra la versione pi diffusa (A = 10 codd.
recensiti: Istr. 135-139, Vas. 43-47 - 19 codd. Schmoldt) e pi Vera, nel
senso gi detto; B (B = l cod.: Istr. 140-142; Schmoldt manca) molto
vicina ad A, ma presenta qualche breve interpolazione e qualche omissione,
forse per difetto di traduzione; infine C (C = 2 codd.: l lstr. 143-144 e l
Klost. 121 - Schmoldt sec. edd. lstrin e Klostermann) si allontana notevol-
mente da A e da B, sia perch presenta molte omissioni, probabilmente
volontarie, opera cio del redattore, sia perch presenta delle interpolazio-
ni notevoli, tra cui la pi caratteristica quella in cui si specifica che
!'ultimo imperatore risorger dalla morte: ci che da collegare con la
versione del <<Re dei Romani della Apocalypsis Methodii, in cui si parla
appunto del risveglio di un imperatore creduto morto 137, versione che dar
poi origine alla favola tanto diffusa nella letteratura neo-ellenica del
Ma.p~a.pw~voc; Ba.cn~Iic;, cio del Re pietrificato o Re sepolto, studiata tavv. 5-6
largamente dal Bees 238
Veniamo dunque alla questione della datazione. Il Macler, dando una
versione francese della redazione greca pi comune della Visio Danielis,
osservava che, a differenza delle Visiones orientali (armena, araba, persia-
na e copta), quella greca lasciava molto a desiderare dal punto di vista
storico e, fermatosi unicamente sulla menzione del grande Filippo, con-

236
A= ISTRIN, Otkrovenie, cit., pp. 135-139; VASILIEV, Anecdota, cit., pp. 43-47;
KLOSTERMANN, Analecta zur Septuaginta, cit., pp. 115-120 e in Zeitschrift f. altte-
stam., cit., pp. 148-150; B = IsTRIN, Otkrovenie, cit., pp. 140-142; C= ISTRIN, Otkro-
venie, cit., pp. 143144; KLOSTERMANN, Analecta zur Septuaginta, cit., p. 121.
237
238
Cfr. !STRIN, Otkrovenie, cit., p. 143, 28-29 con ibid., p. 40, 2 sgg.
BEES, liEpl -rou iu-ropT)p.vou XP1Jup.oJ..oy[ou, ci t., pp. 203244 ..c;' e particolarmente
244y~244c;:
112 V. INTERPRETAZIONE DELLE VJSIONES _:_
D_A_N_I_E_L_IS_>_
>- - -- - V. INTERPRETAZIONE DELLE << VISIONES DANIELIS 113
eludeva rapidamente - e un po' superficialmente - che la Visio greca era prando e di Salimbene de Adam 247 , la Visio Danielis greca originaria (pa
nata al tempo delle Crociate e che il grande Filippo era da identificare re) * anteriore al secolo X, ma (sembra essersi) ** diffusa[si] soprattutto
con Filippo I, re di Francia (1052-1108), mentre il Giovanni, di cui si parla all'inizio del secolo XIII; nel secolo XV tradotta in latino dal Pusculo ed
nelle redazioni A e C era da identificare forse con Giovanni III Ducas Va- citata, come abbiamo visto <2' 8>, da Nestore Iskinder, ma nella forma (in
tatzs (1222-1254) 239 Il Bousset 240 ha pensato a Filippo II di Francia e lo cui)*** giunta fino a noi. t probabile per che tra il secolo X e il secolo
Schmoldt 241 a Filippo di Svevia, ma senza approfondire l'ipotesi; il Kam- XV questo testo sia stato sottoposto a dei rimaneggiamenti per <<aggiornar-
pers 242 infine riteneva che si trattasse di Filippo di Macedonia e che il lo agli eventi che si andavano verificando nella storia dell'impero bizanti-
Giovanni delle altre due redazioni (fosse) * una chiave apocalittica per Ales- no. Tuttavia, c' un punto essenziale, a nostro avviso, nella Visio Danielis
sandro Magno e (che) i quattro figli (fossero) i Diadochi. Il testo, a nostro greca, qu ale essa ci pervenuta, per affrontare il problema della sua
avviso, merita un pi attento esame dal punto di vista storico. t chiaro che datazione, ed l dove si parla di un'invasione dei <<popoli del nord>> che
trattandosi di un testo storico-apocalittico riesce difficile distinguere ci discenderanno <<fino al grande fiume e qui divisisi in quattro gruppi ,
che pu essere storico da ci che prospettato come futuro profetico, cio l'uno sconvolger la zona di Efeso, un altro quella di Malagina, un altro
immaginato, specie nella parte finale, di carattere pi chiaramente escatolo- ancora la regione di Pergamo e l'ultimo la provincia della Bitinia 24 9
gico. In ogni caso, non credo che possa costituire un punto di appoggio la
glossa su richiesta dell'imperatore signore Leone il Saggio che figura nel
titolo di un manoscritto 243 Il collegamento con Leone il Saggio (886-911)
poteva sembrare del tutto ovvio a quel lettore o a quell'amanuense che * sembra A
pensava agli Oracula famosi attribuiti a questo imperatore o alla tabula ** diffusasi A
nel nartece della chiesa di S. Giorgio dei Mangani, di cui si gi parlato 244 *** che A
Cos, l'altra glossa che si legge a proposito dell'espressione ~cxcn.EuCTEL v ero(
nel cod. Patm. 529: EwoEi: o -.: -.:wv IIcx.cxLo.6ywv 245 , pu essere la nota di un
247
lettore del tempo dei Paleologi (secoli XIII-XV). Potrebbe essere una spia Cfr. pi indietro, nn. 48, 181 e 195.
invece l'aggiunta di AltHo1tcx <l>pciyxouc; Tcx-.:cipouc; xcxt 11:icra.v a.u-.:wv yEvEv dei )""
49
Cfr. pp. 63 e 7680).
ISTR!N, Otkrovenie, cit., p . 136, 22-137, l = VASILIEV, Anecdota, cit., p . 45, 49.
codd. Patm. gr. 529 e Harleyan. gr. 5734 prima di 'lcrJJ.cxE.hcxc; del cod. Ku-
tlum. gr. 217 246 Mentre la menzione dei soli Ismaeliti, che dovrebbero esser Vis. Dan. A, p. 45 Vas., Apoc. Meth. interp., p. Vis. Dan. B, p. 140 Istr.
stati distrutti dall'ultimo imperatore, potrebbe portarci, al pi tardi, al tem- p. 136 lstr., p. 130 39, 5 Istr., p. 280
Schm. Schm.
po in cui i Turchi Seldjukidi ebbero il sopravvento sugli Arabi in Asia
minore (secolo XI), l'aggiunta dei Franchi e dei Tartari ci porta a un perio- T6-rE -rapaxh)uov-raL T6-rE .EU<TE't<XL T6-cE -rcxpa.xli}uE-raL -r:
xa -r: [xc1HH.l.EV<:t] ~)vl], 'Iu11a:i). f.v ilp~-L<X<TL xa. 1tC~oppa !lPlJ xa xctli}
do post-Crociate (secolo XIII). Ma non sono punti su cui ci si possa basare : li-rLVct d<TLV btt -r ~6pEL<X i:mtoLc; Jc.LVPLO'lt.auioLc;, H;E J.lEVCl mV!] OX yEV<T<X'tO
troppo nebulosi o troppo vaghi . Una cosa certa: [che] sulla base di Liut- !J.plJ, -r: cx(.lo~6pp<:t. Ka ).Eu<TE'tClL -r{jl 1CpWU'l !1-TJVl iip-rou d IJ.TJ xpa.c; xa 1;w-
XLV-f}<TOU<TL }.J.E't. OpU(.LU'tct -rf} YlhT] 1ClYE/lf}<;Ew JJ.6v. Ka uuyxwi}uouuL
-cou lu(.loii xa xa-ra~i}uov X<X uu.Mi~l]'tCl.L -r:c; 1tO- E<; apx:c; 't<T<T<Xpa.<; XCX
't<XL EW<; -cv !J.Y<XV 'JtO"t<X- ).EL<; djc; civcx-ro).'ijc; xa- owuou<TL -r. 1tp6uw1ta a.
* sia A (.LOV. Kct xopL<Tli}uov-r<XL -caxM1;wv 'ltct<Ta.c;. MEpL- -cwv E'lt OUCT(.L:c; (.LE't: opu
dc; -rucrcxpctc; ci.pxac;. Ka. crlT}CTE"tCXL o EL<; -rpia., xa. IJ.OU lu}.J.o xa xa-ra~i)<TE
YJ ~,.LV 1tpW'tl] XELJc.La<TEL -c Jc.LV ~v Jc.Lpoc; XE~,.L<i -ra 'wc; -rv ~-Lyav 1to
'" MACLER, Les apocalypses, cit., V, L'Apocalypse arabe de Danie/, Revuc de dc; -ri)v "ErpEaov, -i) o OEU <TEL EL<; "ErpEUOV, "t o -raJc.LV xa v-roJc.Lf> 7tctV
l'Histoire des Religions, 33 (1896), pp. 309316. -rpa. c; -r: Ma.ay~va, '>l hEpov EL<; llpy a!lov x<X "tE<; 'ltE<TW<TLV '>'J }.J.V JJ.a-
240
BoussET, Beitrage, cit., p. 290. o -.;phl] v 'AxpaXrX/l1WU -c /i).).o EL<; Ma.tfylva. XL~-LWV dc; "ErpE<TOV, T] O
241
SCHMOLDT, Die Schrift, cit., p . 174. lj-ro~ El -ri}v llpya!lov, -i) oEU-rpct dc; Lla11-a.'v ( =
242
F. KAMPERS, Alexander der Grosse und die Idee des Weltimperiums in o: -.:E-.:ap-rl] dc; Bd}uv[av. Bd)uvLo;? [Bosforo]), '>l
Prophetie und Sage, 1901, p. 148. O ( = Mct).liyLV<X ?) 't PL't'T]
243
44
Cfr. pi indietro, n. 116. dc; Euyo.ayavov, T] o:
{
45
Cfr. p. 7). -rE-rctp-clJ f.v 'AxpodJ!li;J
6
lSTRIN, Otkrovenie, cit., p. 135, 2 (app. crit.). ( = 'Axpaxci}.J.'ltOU / IIEp-
" Ibid., p. 137, 19 (app . crit.); VASILIEV, Anecdota, cit., pp. 45, 28-46, l accetta ya~,.Loc;) rnou p}.J.l]VEUE"tClL
l'aggiunta.
llpya!lo.
114 V. INTERPRETAZIONE DELLE \'ISIONES DANIELIS V. INTERPRETAZIONE DELLE VISIONES DANIELIS 115

Possiamo fare tre ipotesi: l) Il profeta alludeva alle invasioni arabe, Nicomedia (= Izmit), nel 1302 a Cizico (= Edincik), ove massacrarono gli
quando cio gli Arabi giunsero nel 795 ad Efeso, nel 796 ad Arnorion abitanti, nel 1308-9 in Bitinia e a Efeso ( = Ayasuluk), nel 1331 a Nicea
(presso Pergamo), nel 798 a Malagina e sul Bosforo (su cui si affaccia la (= Iznik), nel 1337 di nuovo a Nicomedia e poi a Pergamo ( = Bergama), e
regione della Bitinia) 250 Ma con[tro] questa prima ipotesi si scontrano infine nel 1340 sul Bosforo 252 Credo che questa terza interpretazione sia
due difficolt gravi: I) difficile identificare gli Arabi con i popoli del quella che veniva data nel secolo XV anche perch, come ora vedremo, si
nord, i quali sono (interpretati)* di solito apocalitticamente (come) ** i accorda con gli altri indizi che si possono trarre dal nostro testo. :t.
popoli di Gog e Magog e pi tardi (come)*** Turchi; II) non possibi- possibile, certo, che il profeta del secolo XIV abbia ripreso un testo pi
le che qui il profeta alluda agli Ismaeliti, perch di essi aveva parlato antico ; e ci gli sarebbe stato facilitato dal fatto che le conquiste degli
soltanto alcune righe prima come gi sconfitti, inseguiti fino a Colonia Osmanli in parte coincisero con quelle, ben pi antiche, degli Arabi e dci
( = Qaliniyat al-'Aufi degli Arabi; Sabin Qarahisar dei Turchi, a sud-ovest Turchi Seldjukidi.
di Trapezunte) e distrutti. 2) Il profeta alludeva ai Turchi Seldjukidi, Ora che le cose stiano proprio in questo modo pu esser provato dalle
quando cio questi, varcato il Sangario ( = il grande fiume?), giunsero allusioni che si leggono in altri punti della Visio Danielis. Per esempio, si
sino a Dorileo ( = EskiSehir dei Turchi, a poco pi di 200 km. a sud-est di dice a un certo punto che la razza bionda dominer su Heptalophos,
Izmit, l'antica Nicomedia di Bitinia) e poi, fra il 1081 e il 1092, conquistaro- cio su Costantinopoli, per sei e cinque anni 253 Subito dopo questo
251
no le citt costiere (Nicomedia, Nicea, Pergamo, Focea, Smirne, ecc.) (passo circa la) * razza bionda>>, e poco prima di parlare delle conquiste
Bench siano state conquiste di breve durata, che furono quasi annullate dei popoli del nord>>, si dice che <<n Oriente domineranno due (app. tre)
pochi anni dopo dalle riconquiste dei Crociati e dei Bizantini (1096-1097), pronoetai, cio previdenti (s'intenda: delle sorti dell'impero), e un altro
ci malgrado questa ipotesi interpretativa non completamente da scarta- (previdente) indipendente in Occidente 254 >>. Malgrado la variante. (tre>> al
re: potrebbe rappresentare qui il testo nella sua prima elaborazione, posto di due>>), pare qui evidente l'allusione alla ricostituzione di una
anche se l'affermazione dei Seldjukidi in Asia Minore avvenne pi tardi, parte dell'impero bizantino all'indomani della conquista latina, e cio
fra il 1182 e il 1184. La linea dei loro possessi tuttavia non andava al di l all'impero di Nicea, all'impero di Trebisonda e al despotato di Epiro,
di Dorileo, Cotieo ( = Kiitahya), Apamea ( = Mudanya), Laodicea ( = De- creati appunto fra il 1204-1205 255 Come se ci non bastasse, subito dopo si
nizli). :t. possibile per che all'inizio del secolo XIII fosse questa l'interpre- dice che <<quello d'Oriente>> assieme ad un <<lupo selvaggio>> scorticher gli
tazione che veniva data del passo in questione. 3) Il profeta alludeva ai Ismaeliti e li inseguir fino a Colonia 256 Ci che sembra una chiara
Turchi Osmanli e alle loro conquiste, quando costoro giunsero nel 1301 a allusione alla campagna condotta da Teodoro I Lascaris di Nicea assieme
a Leone II di Cilicia, re armeno, conclusasi con la sconfitta dell'emiro
Kai-Khusraw ad Antiochia nel 1211 257 .
* identificati A [Non] Rimane [dunque che] l'ultimo punto da chiarire, [quello] in cui
** con A si parla del grande FilippO>> (E sorger anche il grande Filippo con
*** con A diciotto lingue e si radureranno presso Heptalophos (var.: e saranno

Secondo la Schmoldt (p. 175), la redazione della Vis. Dan. sarebbe pi tarda di
quella dell'Apoc. Meth. interp.; ma non ha tenuto presente l'altra redazione, la
Vis. Dan. B. A proposito dell'espressione primo mese della nona indizione (-rQ * punto, in cui si parla della A
1tPW'<<!l iJ.TJVl -rfis v<i-rT) t7tLVE!J.TJCTEws) lo Schmoldt (pp. 172173) si chiede a quale
data si riferisca questa indicazione cronologica. Suppone che si alluda ad un asse
dio di Costantinopoli da parte degli Arabi: I) 674-678; II) 717-718. Ma tali date non m GROUSSET, L'Empire, cit., p. 605 sgg.; BRHIER, Vie et mort, cit., p. 340 sgg.; F.
corrispondono ad una IX indizione (che sono 666 e 711), come egli osserva, e TAESCHNER, The Ottoman Turk.s to 1453, in Cambridge Medieval History, cit., p. 758
quindi l'indicazione non di nessun aiuto. sgg.; PITCHER, An historical geography, cit., p. 37 sgg.; H. lNALCIK, The Ottoman
250
Theoph. Chron., pp. 456 (a. 6274), 463 (a. 6281), 465 (a. 6282) e 473 (a. 6291): cfr. Emfsire. The Classica[ Age 1300-1600, New York- Washington 1973, pp. 68.
53
BRf:HIER, Vie et mort, cit., p. 90. !STRIN, Otkrovenie, cit., p. 136, 18-19 (app. cri t.); VASILIEV, Anecdota, cit., p. 44,
251
R. GROUSSET, L'Empire du Levant. Histoire de la question d'Orient, Paris 26-27.
254
1946, pp. 170-173; F. TAESCHNER, The Turk.s and the Byz;antine Empire to the End of !STRIN, Otkrovenie, cit., p. 136, 19-21; VASILIEV, Anecdota, cit., pp. 44, 29-45, 2.
255
the Thirteenth Century, in The Cambridge Medieval History, IV, l, Cambridge 1966, BRf:HIER, Vie et mort, cit., p. 304 sgg.; OsTROGORSKY, Storia, cit., p. 391 sgg.
256
pp. 740-741; D. E. PITCHER, An Historical Geography of the Ottoman Empire, Leiden !STRIN, Otkrovenie, cit., p. 136, 21-22; VASILIEV, Anecdota, cit., p. 45, 24.
257
1972, p. 25. BRHIER, Vie et mort, cit., p. 2308; GROUSSET, L'Empire, cit., p. 595.
116 V. INTERPRETAZI ONE DELLE VTSIONES DAN!ELIS
V. INTERPRETAZI ONE DELLE VISIONES DANIELIS>> 117
turbati in Hepta1ophos) e scateneranno una guerra quale non ci fu mai, e
mente esistito. C' da osservare che non ci furono imperatori di questo
il sangue scorrer per i portici e per le piazze ... 258 Potrebbe trattarsi qui
nome a Bisanzio n re orientali (per esempio, in Armenia) che possano
di un Filippo del tutto immaginario, proiettato in un futuro apocalittico:
rivendicare per s un tal onore. Questo nome invece appare molto diffuso
in tal caso non si porrebbero problemi di identificazion e storica. Ma
in Occidente, nelle case regnanti di Francia e di Navarra, tra i titolari
poniamo che il profeta alluda ad un Filippo, principe o monarca, effettiva-
dell'impero latino di Costantinopo li e tra i duchi di Borgogna. E poich
questo grande FilippO>>, secondo le nostre ipotesi, potrebbe sorgere o
258 dopo le prime conquiste dei Turchi Seldjukidi o dopo le grandi conquiste
lsTRIN, Otkrovenie, cit., p. 137, 3-8; VASILIEV, Anecdota, cit., p. 45, 11-16. - dei Turchi Osmanli, occorrer cercarlo tra quei monarchi o quei principi
Secondo Bousset (Beitriige, cit., p. 290) i popoli del nord sarebbero i Bulgari, il
gran fiume il Danubio- in effetti nel 1205 i Bulgari con Kalojan, sollecitati dai occidentali che ebbero almeno l'intenzione di [ri]conquistar e Costantinopo-
Bizantini, assalgono i latini ad Andrinopoli e li sconfiggono (Baldovino preso li o di combattere contro i Turchi. Si possono anche qui formulare pi
prigioniero e Luigi di Blois muore); nel 1206 rinnovano gli attacchi in Tracia ipotesi, ma quattro di esse ci sembrano quadrare meglio dal punto di
contro Enrico di Fiandra - e i popoli della regione del sud>> forse i Normanni. vista interpretativo : l) Potrebbe trattarsi di Filippo II Augusto che prese
Lo Schmoldt (Die Schrift, cit., p. 174) giustamente sostiene che questa congettura
non provata; secondo lui pure inverosimile l'ipotesi che nel grande Filippo parte (1190-1192) alla Terza Crociata con Riccardo Cuor di Leone, dopo la
sia da vedere Filippo II di Francia (cio Filippo Augusto), come ha ipotizzato morte di Federico I Barbarossa (t 10 giugno 1190, annegato nel fiume
Bousset: Dieser ist nie in Kleinasien gewesen und hat K.pel nie bedroht. E. Selef nei pressi di Tarso). Si sa che i due principi soggiornaron o a lungo
vero che Filippo II non ha minacciato Costantinopoli, ma stato, se non in Asia in Sicilia (settembre 1190-marzo 1191), a Messina, alla corte di Tancredi,
Minore, certo in Siria, nella terza crociata con Riccardo Cuor di Leone! Sarebbe conte di Lecce, nipote bastardo di un figlio di Ruggero II, successo nel
forse meglio l'ipotesi del Macler, che si pronuncia per Filippo I, cos dice
Schmoldt (ibid.; ma Filippo I s che non partecip mai ad alcuna crociata!). regno nel gennaio 1190 a Guglielmo II e che infine partirono per la
Forse, dice sempre lo Schmoldt, il grande Filippo, le 18 lingue, ecc. un'allu- crociata in Terra Santa. Filippo Augusto, partito il 30 marzo 1191, sbarc
sione mitologico-apocalittica ai popoli del nord di Ezech. 38, 6. 15 e 39, 2, che davanti a S. Giovanni d'Acri il 20 aprile, mentre Riccardo Cuor di Leone,
secondo i'Apoc. Meth. gr. A, pp. 17 sgg. e 44 sgg. sarebbero stati chiusi con porte partito il 10 aprile, non arriv in Sicilia che il 7 giugno, dopo aver con-
di ferro da Alessandro Magno ai confini del nord>> (-,;. y.p PXOJ.l.EVa: EWTJ !i1t
quistato l'isola di Cipro. Come si gi visto <' 59 >, la spedizione di questi
~oppq. [.<; xa:-,;x.ELa-Ev 'A.~a:vlpo<; Ottobon.] ai}(oua-L a-cipxa:<; livllpw1twv xa.t 1tLVOUO"L
rt.rJJ.rt. ilTJpiwv w<; llwp xa:t a-il(oua-L -,;. lixrilla:p-,;a: xa:t o~c; xa:t a-xopn(ou<; xa:t 1tciv-,;a: -,;. due principi era stata collegata gi al loro tempo a due profezie danieli-
J.l.UO"rt.p. xrt.t ~ot.ux-,;. ilTJpLrt. xrt.t p7tE"t<. -,;. Ep1tOV"trt. !1tt 1:1j<; yijc; -,;ci "tE X"tTJVWOTJ xa:t -,;. che diffusesi proprio allora in Occidente e possiamo qui soggiungere che
vtxp. <rWJ.l.ll."trt. xa:t -,;. tx-,;pwJJ.a:"ta: -,;wv yuva:Lxwv, xa:t crcpci!;oucrLv v-i}ma: xa:t 1ta:pcicrxoucrL essa fece un grande effetto sui contemporane i. Il continuatore di Gugliel-
"trt.L<; J.l.T]"tplicrLV ll.U"tWV Xrt.L \jJTjcroucrL "t<. xpa: a:-,;wv X<XL X!11:OOV"tll.L a:-,;: xa:t cpilEpovcrL
mo di Tiro scrive:
-,;T}v yijv, etc.: Apoc. Meth. gr. A, p. 44 lstr.; cfr. Apoc. Meth. gr. B, p. 63, 11 sgg.;
Apoc. Meth. gr. C, p. 73, 6 sgg.; Apoc. Meth. lat. A, pp. 91-92 Sackur; Apoc. Meth. Tantost come il arriva, il fu reeu hautement et honoreement, ensi
lat. B, pp. 81-82 Istrin). Lo Schmoldt segue Kampers (Alexander der Grosse, ci t., p. come il afi.ert si haut home come est le roi de France. Les gens de l'ost
148) e crede che il grande Filippo sia Filippo di Macedonia. Ma allora meglio furent moult resbaudi et joiant de sa venue. Il amena en sa compaignie
l'ipotesi fatta da Istrin che nel testo della Vis. Dan. gr. A sia da leggere (p. 276): grant estoire de naves charges de vitaille et de maintes autres bones
"tO"tE -,;a:prt.xlll]a-ov"ta:L EilvT] -,;: xa.illjJJ.EVa. 1tL vo-,;ou yov(a.c; (. xa.ilELp~Ev 'A)..f.~a:vlpo<;) choses; et assez i ot en sa comrraignie barons et chevaliers, si come il
Myrt.<; ( -,;cv) <l>LL1t1tou (ul6). OEXrt.ox-,;w E'llvTJ, etc. aferoit la corone de France>> '
Forse meglio si potrebbe correggere:
"tO"tE "ta:pa:xil-i)a-ov-,;a:L i'llVT] "t<. xa:il(tLpy)jJ.Va: 1tL v61:ou yovta.<; (C.1t 'Ahl',livopou nv)
Mtyli(.ou -,;cv) <l>LL1t1tov (u~ov), oExa:ox-,;w Eilvn. etc.
E lo storico arabo Baha'ad-Din Ibn Shaddad scrive tra l'altro:
Ma sia il testo della Vis. Dan. gr. A, sia il testo della Vis. Dan. gr. B hanno: Quanto all'esercito del nemico, essi prome ttevano prossima ai nostri
esploratori e altri avamposti la venuta del re di Francia, gran personaggio
Vs. Dan. gr. A, p. 137 Istr. Vis. Dan. gr. B, p. 140 Istr. riverito, uno dei loro maggiori sovrani, cui obbedivano tutti gli es~rciti , in
... xa:t "trt.pa:xil-i)a-ov-,;a:L -,;. E'w., -,;. ... -,;6-,;t -,;a:pa:xll-i}a-ov-,;a:L ~ilVTJ 1tt vw-,;ov quanto giungendo lui assumeva il supremo comando ... Il suo arnvo fece
xa:il-i}~Evrt. !1tt vo-,;ou yovla:c;.
xal hwa. EWT] oux crli.Eucra:v 1tW1tO"tE Eic; un'enorme impressione : arriv con 25 galere piene d'uomini, armi e appa-
iyEpiJf}aETm 6 fl.yat; <P[..-n:not; fJ.ET 1t6.EjJ.OV )..i)trv oij.ov XLVT]ilijva:L
y.waawv GExaox-rw xai -rapax1Jf}aov-rat tv mpaxiJ-f}a-ETa! o xal cl fJ.lya <P[.!nno
0 'Enm.OtpC(J xal cruyxpo-rf}aoum n6- fl-ET y .wacrwv 1r/ xa cruvaxiJf}aov-ra! tv -rfl
259
.Efl.OV ... 'Enm.6<pf1 xal cruyxpo-rf}crwa! n6.EfJ.OV ... 1 Cfr. p. 66).
260L'estore de Eracles empreur et la conqueste de la terre d'autremer, in
Di conseguenza mi sembra che n l'identificazione con Filippo di Macedonia
n la correzione siano accettabili. Recueil des historiens des Croisades, A, Historiens Occidentau.x, I, Paris 1844, pp.
155-156; GRoussET, Histoire des Croisades, cit., III. Paris 1936, p. 47.
118 V. INTERPRETAZIONE DELLE VISIONES DANI_E_L_IS_>_>_ _ __ ~ V. INTERPRETAZIONE OELLE VISIONES DAMELIS 119

recchi, e i Franchi dettero gran segni di gioia, tanto da accendere quella inizi a causa della rivolta di Palermo (Vespri Siciliani) contro gli Angioini,
notte dei gran fuochi nelle loro tende. Questi fuochi erano impressionanti, sobillati da Pietro III d'Aragona e sostenuta da Michele VIII Paleologo 265
di proporzioni tali da dimostrare l'immenso loro apparecchio ... 261
Ma anche questa ipotesi ci sembra fragile, perch questo tentativo fu di
breve durata e non sembra che abbia avuto una particolare risonanza a
Si ricordi che oltre alle due profezie gi dette gli storici inglesi ne
Bisanzio.
aggiungono una terza turca:
4) Potrebbe trattarsi infine di Filippo VI di Valois, re di Francia
Haec autem prophetia et astronomia Turcorum est, quod infra hoc (1328-1350). Non si dimentichi che questo re, bench non sia mai stato in
triennium una pars Turcorum gladio peribit, altera fugiet ultra arborem Oriente e non abbia mai partecipato ad una crociata, fu al centro di una
siccam, tertia vero baptizabitur 262
campagna propagandistica in favore di una grande spedizione contro i
Turchi. A lui il papa Giovanni XXII indirizzava le sue bolle (1330-1333)
possibile dunque che il grande Filippo sia da identificare con
per la liberazione della Terra Santa e lui stesso, Filippo, si crociava a
Filippo II Augusto, re di Francia, ma come capo di una Crociata in
Melun (25 luglio 1332); a lui dedicava il suo Directorium il domenicano
Oriente, non come conquistatore di Costantinopoli <263 >.
Brocardo, (o (Burcardo) o Guglielmo d'Adam) che aveva preso parte attiva
2) Potrebbe trattarsi di Filippo di Svevia, fratello di Enrico VI (re)* di
all'unione tra la chiesa armena e quella latina ed era vissuto a lungo,
Germania (e aspirante al titolo imperiale), diventato, dopo la morte di
predicando la fede cristiana, in zona orientale, nel 1332; a lui, nello stesso
Tancredi (1194), re delle Sicilie, il quale sposando !rene, figlia di !sac-
anno, Marin Sanudo Torsello * inviava il suo Liber seaetorwn fideliwn
co Il, aveva sollevato pretese al trono costantinopolitano (dopo il 1195)
Crucis, che era un vero e proprio manifesto in favore della crociata 260 , e
presentandosi come vendicatore di !sacco II, deposto e accecato; [e fu]
quasi contemporaneamente il Sanudo aveva informato con lettere (1324 e
Filippo di Sevia [che] fece pressioni sui Crociati nel 1202 perch riponesse-
1326) l'imperatore Andronico II Paleologo della promozione dell'impresa, e
ro sul trono di Bisanzio il principe Alessio III Angelo, figlio di !sacco II,
questi nel 1327, gi alla fine della sua vita, aveva espresso il suo desiderio
e quindi suo cognato, riparato in Occidente dopo la morte del padre suo;
di addivenire a un accordo per una nuova unione religiosa. Nel 1332 suo
ma, come noto, la storia della conquista di Costantinopoli nel 1204 vide
figlio, Andronico III, che aveva sposato Anna di Savoia, si fece rappresenta-
poi sul trono Baldovino I di Fiandra e di Hainaut 264 Di conseguenza
re alle conferenze di Rodi dagli inviati di Venezia e concluse un'alleanza
(ci)*" sembra difficile che il grande Filippo sia da identificare con
con Venezia e con i cavalieri di Rodi contro i Turchi. Fu a questa alleanza
Filippo di Svevia.
che ader anche Filippo VI nel 1334, e con lui il papa Giovanni XXII c il re
3) Potrebbe trattarsi di Filippo di (Courtenay) ***, figlio di Baldovino
di Cipro 267 Nello stesso periodo di tempo, come ci informa Burcard, si era
II, imperatore titolare latino di Costantinopoli. Con il trattato di Orvieto
tra il papa Martino IV, Carlo d'Angi e Filippo di (Courtenay) *** (3 luglio
1281) si addiveniva a un progetto di restaurazione dell'impero latino, e nel * il Vecchio A
1282 Carlo d'Angi, con gli alleati Giovanni di Tessaglia, Stefano Uros
Milutin di Serbia e poi Giorgio I Terter di Bulgaria, cerc di procedere 265
BRHIER, Vie et mori , cit., pp . 328-329; OsTROGORSKY, Storia, cit., pp. 370-373.
alla r:iconquista di Costantinopoli; ma l'impresa venne stroncata ai suoi 266
Cfr. Brocardus, (( ?)), Directorium ad passagium faciendum, in Recueil des
historiens des Croisades. F. Documents armniens, II. Paris 1906, pp. 367-370; la
dedica ad serenissimum principem et dominum dominum Philippum, Francie
* imperatore A regem illustrem , in cui tra l'altro si dice: De Celsitudinis vestre sancto proposi!?,
**mi A domine mi rex in Romana curia fama celebri divulgata, exultat et JUbtlat orb1s
*** Taranto A totus, quod scicet ... pro emulacione Jegis, pro zelo fidei, pro liberacione terre
Christi sanguine consecrate, sumitis bellum Dei ... (ibid ., p. 368). -Marino Sanu-
261 do ... dictus Torsellus, liber secretorum fidelium Crucis super Terrae Sanctae re-
Nella sua opera An-nawadir as-su/taniyya wa 1-mahasin a/-yusufiyya (Gli cuperatione et conservatione, in (J.) BONGARS, Gesta Dei per Franois, Il, Hannove-
aneddoti sultaniali e le virt giuseppine), in F. GABRIELI, Storici arabi delle Crocia- rae 1611, II, pp. S-6 e 303 (ep. XIV). L'opera, composta fra il 1306 e il 1321, era
te, Torino 1957, pp. 199-200. stata dedicata al papa Giovanni XXII (cfr. F. STEFANI, Della vita e delle opere di
262
Gesta regis Henrici II, cit., pp. 52-53; Chronica Magistri Rogeri, cit., p. 356 Marin Sanudo Torsello, <<Atti dell'1st. Ven. di Se. Lett. e Arti>>, ser. V, 8 [1881-82],
(che aggiunge Graecorum prima di Turcorum). pp. 939-940; A. S. ATIYA, The Crusade in the Iater Middle Ages, New York 2 1965);
263
( Cfr. S. K.rNDLIMANN, Die Eroberung von Konstantinopels als politische For- cfr. D. JACOBY, Catalans, Tures et Vnitiens en Romanie (1305-1332): un nouveau
derung des Westens, Wiesbaden 1975). tmoignage de Marino Sanudo Torsello, Studi Medievali, 15. (1974), pp. 2.17-261.
264
BRHIER, Vie et mort, cit., pp. 294-297; 0STROGORSKY, Storia, cit., pp. 370-373. 267
ATIYA, The Crusade, cit., pp. 95-99, 125-126; BRilHIER, Vte et mort, c1t., pp.
120 V. INTERPRETAZI ONE DELLE VISIONES DANIELIS" V. INTERPRETAZI ONE DELLE VISIONES DANIELIS" 121
diffusa tra i Saraceni" una profezia secondo la quale gli Ismaeliti, cio i sua origine <<filo-occidentale, per cos dire, visto che viene esaltato in
Turchi, sarebbero stati sconfitti e distrutti da un principe di Francia>> 2 "'. essa non un imperatore bizantino, ma un monarca o un principe d'Occi
pur vero che la crociata prevista per il 1335 sfum subito a causa, da dente. Bisogna supporre dunque che essa sia nata o almeno (sia stata)
una parte dello scoppio della guerra dei Cento anni tra Filippo VI ed Edoar- interpolata in un ambiente greco favorevole all'Occidente: potrebbe esser
do III, e dall'altra [a causa] delle discordie insorte tra Venezia e Genova, Cipro o Creta. E non meraviglia quindi che una delle recensioni di questo
ma non c' alcun dubbio che essa suscit grandi speranze, sia in Occiden- testo sia di chiara impronta veneto-cretes e 270
te come in Oriente. Tutto sommato, (ci) * sembra che la prima e l'ultima Ma vediamo, comunque, i punti salienti della Visio:
ipotesi siano quelle che si accordano meglio al testo della Visio Danielis l) Il Signore ordiner la distruzione di due terzi degli uomini che
greca; e l'espressione usata dal profeta: il grande Filippo con diciotto abitano sulle coste, nelle isole, in Occidente e in Asia minore, dalla Frigia
lingue 269 , cio con popoli di diciotto nazioni, rimane pi comprensibile alla Siria, ad opera dei suoi angeli.
se rapportata sia all'impresa di Filippo Augusto e di Riccardo Cuor di 2) Invier poi delle locuste voraci che in diciotto mesi distruggerann o
Leone, sia a quella progettata da Filippo VI di Valois in cui erano coinvol gli uomini carichi di peccati; poi fuoco e acqua si abbatteranno su Hepta-
ti Francesi, Italiani, Veneziani, Ciprioti, i cavalieri di Rodi e gli stessi lophos.
Bizantini. In ogni caso, comunque si voglia identificare questo grande 3) Heptalophos sar circondata da armate, le sue mura crolleranno, e
Filippo" della Visio Danielis, pare ormai certo che esso sia da ricercare un giovane prender il potere, ma <<non rimarr in esso (sic: cio non
tra i Filippi dell'Occidente . In tal caso la Visio ci pone il problema della regner a lungo?), stender le sue mani sugli altari, li distrugger e li dar
=
ai figli della perdizione ( Baldovino I di Fiandra, nato nel 1171, a 33
anni, nel 1204, imperatore latino di Costantinopo li, e passaggio della
mi A
Chiesa bizantina ai Latini).
4) La <<razza bionda dominer su Heptalophos <<per sei e cinque anni
353-354; L. BR~HIER, L'Eglise et l'Oriente au Moyen Age. Les Croisades, Paris 3 1911, e si pianteranno in essa dei legumi ( = dominazione latina a Costantinopo
pp. 266-267. Brocardus, Directorium, cit., pp. 513-514: Ipsi (scii. Turchi) et Sarace- li per 56 anni e distruzione di ricchezze o di opere d'arte sacre e profane).
ni ... quandam adinveniunt prophetiam quod, in istis temporibus, debet eorum
secta aborninabilis et immunda per quendarn Francorurn principern destrui et 5) Due <<previdenti domineranno in Oriente e uno in Occidente; quello
deleri; et ideo quandocumqu e audiunt passagium ordinari, excidiosum prestolan d'Oriente assieme ad un lupo selvaggio scorticher gli Ismaeliti e li
tur cum magna formidine finem suum; quod et ego veraciter sum expertus cum perseguiter fino a Colonia ( = imperatori di Nicea e di Trebisonda in
essem in Perside ... Cum enim dominus papa Clemens passagium indixisset et Oriente e despota di Epiro in Occidente; Teodoro I Lascaris di Nicea con
apud illos de Perside verbum huiusmodi sonuisset, tantus timor et tremor eorum Leone III di Cilicia sconfigge l'emiro, Ka1-Khusraw ad Antiochia sul Mean
corda percussit ac si Francorum gladios ad spatulas habuissent. Cfr. anche
ATIYA, The Crusade, cit., p. 109, n. l. dro in Siria nel 1211).
268 6) I <<popoli del nord,, che si nutrono di sangue, si metteranno in
Les Sarrasins ... ont trouv une prophcie que, au temps prsent, leur
abhominable et orde secte estre destruite et dffaite par un prince de France ... movimento, giungeranno fino al <<grande fiume e di qui si dirigeranno in
Et quant nostre sainct pre le pape Clment commanda le passage d'oultremer, quattro distinti gruppi verso Efeso, Malagina, Pergamo e la Bi tini a ( = tri
et que !es nouvelles en vindrent jusques ceulx de Perse, une si grande freur et
paour leur navra !es cuers, camme s'ilz eussent j eu leur dos ]es espes des b dei Turchi Osmanli condotte prima da Osman poi da Urkhan che
Franois: cfr. ATIYA, The Crusade, cit., p. 109, n. l. varcano il Sangario e che entro il primo quarantennio del 1300 arrivano
zuo L'espressione ywcrcro: nel senso lingue parlate da popoli diversi e quindi appunto sino al Bosforo).
<<popoli gi nella Bibbia in riferimento alla confusione delle lingue della torre 7) Turbamento dei <<popoli del sud: si lever il <<grande Filippo che
di Babele (Gen. 11, 7) e alle lingue parlate dagli Apostoli dopo la discesa dello
con <<diciotto lingue, concentratesi a Heptalophos, porter una guerra
Spirito Santo (Act. 2, Il; congiunto con cpui], o:, Ei}vo: Apoc. 5, 9; 7, 9; !0, 11;
11, 9; 13, 7; 14, 6; 17, 15; I Cor. 14, 14; ecc.), cos inteso anche dai Padri della Chiesa spietata contro i <<popoli del nord, correr il sangue a Heptalophos e si
(cfr. Larnpe, s.v., p. 316). In vari passi biblici lo scambio lingua, populus o tribus arrosser di sangue il mare fino ad Abidos ( = si esprime la speranza in
evidente (2 Esdr. 13, 24: loquebantur iuxta linguarn populi et populi; !sai. una grande spedizione, formata da genti di diverse nazioni, comandata o
43, 24: <<et iurabit omnis lingua; 66, 18: <<venio ut congregem cum omnibus genti
bus et linguis; Dan. 3, 4: <<vobis dicitur populis, gentibus et linguis; 5, 19:
populi, tribus et linguae tremebant; 6, 25: universis populis, tribubus, linguis;
7, 15: populi, tribus et linguae servient; Rom. 14, 11; <<et omnis lingua confitebi 27 Cfr.
IsTRIN, Otkrovenie, cit., pp. 143-144. Cfr. anche nel cod . Mare. ital. Xl 6
tur Deo; Philip. 2, 11 : et omnis lingua confiteatur qui a Dominus Iesu Christus (n. 7222 dell'inventario), cart., s. XVI (c. 1571-1588), ff. 172v174': <<Pronostici di
in gloria est Dei Patris).
Daniele monaco (su Costantinopoli, Candia, ecc.).
_1_
2_2____V_. _l_NTER_P_R_E_T_A_ZI_O_N_E__ _DELLE VISlONES DANIELIS V. INTERPRETAZI ONE DELLE <<VISIONES DANIELIS 123
da Filippo II Augusto o da Filippo VI di Valois, re di Francia, che possa Gerusalemme , poco prima di morire, per consegnare il regno a Dio
distruggere i Turchi a Costantinopo li e nell'Asia Minore).
8) Allora Bous muggir, Xerolophos pianger e Stathorion dir: Ba-
(= cfr., come sopra).
11) Quattro suoi figli regneranno nel mondo, a Roma, ad Alessandria, a
sta, la vendetta sufficiente ( = la piazza del Forum Bovis, la collina di Heptalophos (cio a Costantinopol i) e a Tessalonica, ma si faranno reci-
Xerolophos e (il quartiere? di) Stathorion della citt di Costantinopo li procamente la guerra, arruoleranno anche i sacerdoti e si distruggerann o
cercheranno di far cessare la carneficina) 271
a vicenda 272
9) In quel momento, se andrete nella parte destra di Heptalophos, dice 12) Non trovandosi pi un uomo capace di regnare, succeder ad essi
il profeta, troverete un uomo su due colonne, con gli occhi bassi, coi una donna abominevole che regner su Heptalophos in modo tirannico, si
capelli bianchi, giusto, misericordios o, vestito poveramente, dall'aspetto creder dio e chieder di esser adorata.
severo ma di sentimenti miti. Quattro angeli lo porteranno in Santa Sofia, 13) Allora Heptalophos sar scossa a fondo e sar inghiottita nell'abis-
lo incoronerann o imperatore, gli porranno nella mano una spada e lo so e non rimarr visibile che (la collina di) Xerolophos; cos pure avverr
inviteranno a sconfiggere i nemici; ed egli colpir gli Ismaeliti [gli Etiopi, di Tessalonica e poco dopo di Smirne e di Cipro, travolte anch'esse da
i Franchi, i Tartari e ogni sorta di stirpi), una parte di essi colpendol(a) * una tromba marina.
con la spada, una parte battezzandola (cio convertendol a al cristianesi- 14) Apparir l'Anticristo, compir prodigi e portenti, e dominer per
mo), un'ultima parte infine perseguendol a fino a Monodendrio n (=cfr. tre anni e mezzo. Si verificherann o pesti, terremoti (e) inondazioni* .
pi innanzi, a proposito della fabula de rege mendico e della tradizione di 15) In seguito Dio far piovere sulla terra del fuoco e la terr sar
essa nel secolo XV). bruciata per trenta cubiti; invano la terra grider Sono vergine davanti a
10) Dopo un periodo di pace e di ricchezza durante il suo regno di 32 te, o Signore, i cieli si accartocceran no come fogli di carta, gli angeli
(o 36) anni, sorger un altro re che regner per 12 anni, e costui andr a suoneranno le trombe, si sveglieranno i morti e Dio porr alla sua destra i
giusti, destinati al Paradiso, e alla sua sinistra i peccatori, destinati alla
condanna eterna.
* colpendoli A Se si prescinde dalla parte pi propriamente apocalittica (dei paragrafi
8-15), in cui c' la solita venuta dell'Anticristo e la discesa del Signore per
271
Cfr. Tzetz. Chil. IX 617: <<Bous stesso grider e Tauro pianger>>. Sul Forum giudicare gli uomini, come in molte altre apocalissi o visioni anepigrafe -
Bovis e sulla collina di Xerolophos cfr. JANIN, Constantinople, cit., pp. 69-71 e ma qui si noti che mancano: l'intervento di Elia e di Enoch, la lotta da
439440. Il Forum Bovis era una piazza molto importante e vicino ad essa, sulla loro sostenuta contro l'Anticristo per smascherarlo ora come vittoriosi ora
collina di Xerolophos, si trovava il Forum Arcadii, altra piazza di una certa impor-
tanza. Lo Schmoldt (Die Schrift, cit., p. 313) vede in Bous il Bosforo; G. V. ZER- come perdenti, la vera e propria consegna del regno nelle mani di Dio da
SCHWITZ (Das mittelaltesliche Drama von Ende des romischen Kaisertum deutschen parte dell'ultimo imperatore che sale sul Golgota, ecc. -, ci sembra che
Nation und von der Erscheinung des Antichrist, Leipzig 1877, p. 179) ritiene che nella prima parte (paragrafi 1-7) i fatti storici a cui si allude siano abba-
Bous sia Bisanzio stessa. Che cosa fosse lo Stathorion o Stathorin non saprei dire : stanza chiari. Le altre due recensioni del testo della Visio Danielis, per
non lo trovo registrato nell'opera del Janin, n nel Ducange, n in altri lessici o quanto, come (abbiamo)** gi detto, con interpolazion i ed omissioni, non
repertori. Si tratta forse del Forum Tauri, altra piazza famosa della citt, il cui
nome qui potrebbe essere stato storpiato, oppure da leggere Statorium, un intaccano l'interpretazio ne storica che noi diamo della profezia.
possibile latinismo per colonna, come ha supposto il Klostermann (Analecta zur (Circa i) paragrafi 9-12 riguardanti la cosiddetta fabula de rege mendi-
Septuaginta, ci l., p. 117, n. 62), in riferimento allo u-,;u.oc:; di cui Orac. Lem1. Xlii, 5, co, (cio) la storia di un re degli Elleni o dei Romani che verr dal
Orac. Leon. IV, 1; BEES, llEpl -rou lrrrop"Y)fJ.vou XP"YJUfJ.O.oy[ou, cit., p. 214. A proposito di
Xerolophos a nulla serve la Lltf}y7)ut lJaufJ.aUTTj xal navu wpa[a ln xal wrp.tfJ.O 7rf.pl
-rij UTf}.7] TOU EEpo.rkpou, onoii f.pGUXf.Tat -r viiv lv 'V Kwvu-ravnvoun6.EG, 6no xa.f.LTat
6 -r6no uf}fJ.f.pOV nap TWV 'Ayap"Y)VWV 'Afipp na6.pt, pubbl. in PG 107, 1121-1140 dal * inondazioni e sommersioni A
Lambeck (Lambec(c)ius) e pi recentemente, tenendo presente oltre al cod. Amste- **ho A
lodamensis gr. 70, gi utilizzato dal Lambeck, anche il cod. Vindob. Suppl. gr. 72,
del secolo XVI, ff. 43'-63' da Jeannine Vereccken in una thse de licence dell'Univer- 272
Lo Schmoldt (Die Schrift, cit., p. 183) ritiene strano l'avvento dei quattro figli
sit di Lovanio, edizione di cui ho potuto prendere conoscenza grazie alla gentilez- a Roma, Alessandria, Heptalophos e Tessalonica; BoussET (Beitrage, cit., p. 280) e
za dell'autrice. Sulla colonna dello Xerolophos sarebbero stati scolpiti -,;o~ ~a<TL.Ec; MACLER (Les apocalypses, cit., p. 315) ritengono che il regno di Tessalonica sia
o.ouc:; xal1tciv"ta "t. <TU~~civ"ta EW<; Tic; <TU\I"tE.dac:; "tOU atwvoc; in base ad una profezia
quello creato nel 1179 e dato da Manuele Comneno a suo genero, Ranieri da Mon-
fatta da un certo <<filosofo Giovanni al tempo dell'imperatore Severo. Ma in realt ferrato, passato poi a Bonifacio da Monferrato e nel 1232 riunito all'impero di
poi non spiega nulla!
Nicea.
124 V. INTERPRETAZIONE DELLE VISJONES DANIELIS>>
V. INTERPRETAZIONE DELLE <<VISIONES DANIELIS>> 125
mare degli Etiopi>> o di un rex Grecorum, cuius nomen Constans, et ipse e mite, trovato a destra di Heptalophos, posto su due colonne, che verr
erit rex Romanorum et Grecorum che assoggetter gli Ismaeliti o che incoronato in Santa Sofia e che con la spada degli angeli ricaccer gli
distrugger le citt dei pagani ed i templi degli idoli, e poi di un altro re lsmaeliti fino a Monodendrion, mentre il regno sar consegnato a Dio dal
dei Romani che, dopo l'avvento dell'Anticristo e il sommovimento dei suo successore a Gerusalemme. Abbiamo gi notato che a questo punto le
popoli del nord>> (cio Gog e Magog), andr a Gerusalemme ove deporr
recensioni A e C della Visio Danielis presentano una notevole variante, in
le insegne regali e consegner il suo regno a Dio (sul Golgotha), (essa)
quanto il re, di nome Giovanni, <<apparir come risorto dai morti>>. Ma si
g~ presente nella Apocalypsis Methodii (siro-greco-latina) e nella interpola- tratta di una contaminazione con la versione dell'Apocalypsis Methodii, in
zwne finale della traduzione latina alto-medievale della Sibilla Tiburti-
cui si dice che il <<re dei Romani>> <<S sveglier come un uomo dal sonno,
na m. Questa storia si trasforma per in quella dell'uomo vecchio, povero quasi come un ubriaco, e gli uomini lo crederanno come morto e ridotto a
nulla>>, e questi porter guerra agli lsmaeliti e li assoggetter in schiavi-
273
t 274 Cos, nella recensione C dell'Apocalypsis Methodii troviamo gi l'in-
l) a) Apoc. Meth. gr. A, pp. 45-46 Istrin: il ~aO'~.E -rwv 'Pw~aCwv dopo aver
sconfitto l popoli del nord, chiusi dentro da Alessandro Magno andr a Gerusa-
len:u~e, quando apparir l'Anticristo \1 .. ~ 'lt.T]pWJ.UXTL -ro OEX<i-rou 'I~LO'EW xp6vou,
sahra sul Golgota, l dove fu crocifisso Cristo, prender la sua corona (apE~ ... -r
O'T~~a a.-ro) e la porr sulla croce e stendendo le sue mani verso il cielo mus. Qui postquam regnum suum feliciter gubemaverit, ad ultimum Hierosoli
consegner (1tapaowcm) la sua ~a.O'LELa a Dio, e sar sollevata nel cielo la croce mam veniet et in monte Oliveti sceptrum et coronam suam deponet. Hic eri t finis
as~ieme alla corona dell'imperatore (ultimo), perch la croce apparir di fronte a et consummatio Romanorum christianorumque imperii>>, ripreso dal rimaneg-
lut nella sua parusia come segno di vituperio per gli infedeli; b) Apoc. Meth. gr. giatore anonimo (ibid., pp. 46, 117-47, 131), da Alboino (ibid., pp. 71, 126-72, 140),
A, pp. 45-46 Istrin app. crit.; c) Apoc. Meth. lat. A, pp. 93-94 Sackur: dice, invece da altro anonimo sotto il nome di sant'Agostino (ibid ., pp. 101, 107-102, 122), da
che. ~aO'~.da, regnum christianorum>>. Inoltre, si noti che la versione latina pi Alcuino (ibid., pp. 122, 133-123, 147), nel De tempore Antichristi (ibid., pp.
antica dell 'Apocalypsis Methodii, anteriore al secolo VIII, segue il testo del!'Apoc. 134, 82136, 126: interpolato, qui l'ultimo imperatore detto Constans, da Sib. Tib.
Meth . gr. B {in apparato nelJ'ed. Istrin, e cio la lezione dei cod. Ottob. Vat. 192 lat., pp. 185-186 Sackur), attribuito a Metodio (ibid., p. 139, 82-94) e ad Anselmo
e Vindob. Medie. gr. 23) in cui si dice che cos si compiva la profezia di Davide (ibid., pp. 163, 77-164, 90). curioso osservare che tutti coloro i quali si sono
(Ps. 67, 32): in novissimis diebus Aethiopia praeveniet manus eius Deo (ma nel interessati delle profezie che parlano della leggenda dell'ultimo imperatore dei
test~ del_la Vulgat~ greca e latina manca in novissimis diebus>>, mentre in quello Romani (Kampers, Sackur, Kurfess, Erdmann, ecc.) non abbiano posto in relazio
eb;atco li testo mteramente diverso: cfr. La Sacra Bibbia, cit., vol. II, p. 188) e ne questa leggenda con la concezione politico-religiosa dei Bizantini. Il Sackur
pOI: <<et cumque exaltabitur crux in coelum sursum, etiam tradet continuo spiri (Siby/linische Texte, cit., pp. 41-45), che meglio ha analizzato questo punto della
turo suum Romanorum rex. Tunc distruetur ornnem principatum et potestatern. profezia, ritiene che esso rispecchi idee siriaco-gerosolimitane: ci che possibi
~) ~ib. Tib. lat., p. 1~6 ~ackur: il <<rex Romanorum>>, dopo aver sconfitto i po- le, tanto pi che la redazione originaria deli'Apocalypsis Methodii in siriaco.
poh dt . ~og ~ Magog, chiust d~ Ales.sandro Magno, veniet Ierusalem et ibi deposi Tuttavia non mi sembra che questo sia sufficiente a spiegare l'origine della
to c~pitts diademate et omm habttu regali reliquet regnum christianorum Deo leggenda, secondo la quale l'ultimo imperatore, dopo aver sconfitto tutti i suoi
Pat_n et Iesu Christo filio eius. Et cum cessaverit imperium Romanum, tunc revc- nemici, consegner a Dio Padre la sua corona regale.
labttur manifeste Antichristus ... >> (cfr. anche De tempore Antichristi ed. VERHELST 274
IsTRIN, Otkrovenie, cit., pp. 40, 1-41, l; SACKUR, Sibyllinische Texte, cit., pp.
(cit. pi sotto), pp. 134-136 = ed. KAMPERS, cit., p. 233). ' 89-90; manca nella Sibilla Tiburti11a latina. Come ha gi annotato il Sackur (op.
3) Vaticiniurn Sibyllae, ed. R. USINGER, MGH, SS XXII, Hannoverae 1872, p. cii., p. 89, n. 3) si tratta di una reminiscenza del Ps. 77, 65: et excitatus est
. 376 {del tempo di Enrico IV): dopo aver sconfitto Gog e Magog <<ascende t re x tamquam donniens dominus, tamquam potens crapulatus a vino e di una
Romanorum in Hierusalem in Golgotha locum, et tollet coronam dc capite suo el leggenda di origine orientale. Cfr. gi l'Orac. XIII (attr. a Leone il Saggio): Il
ponet super cruccm sanctam et expandet manus suas ad coclum et reddet re morto, il cui aspetto (app. forma) e volto non sono conosciuti, noto a molti,
g_num christianorum Deo et Patri, et cum assumpta fuerit in coclum crux sancta anche se nessuno !'(ha) [abbia A] mai visto. Apparendo improvvisamente come
Simul cum corona regis, tunc veniet dominus Iesus Christus vindicare seculum da ubriachezza, prender lo scettro di questo impero (app. di questa citt impe
per ipsum =anche Siby/la Cumana, ed. ERDMANN, Endkaiserglaube, cit., p. 398. riale). Una colonna infatti apparendo fatale (opp. chiusa, racchiusa) in cielo, un
4) Adso Dervensis, De ortu et ternpore Antichristi, ed. D. VERHELST, Tumholti araldo invisibile per tre volte grider fortemente: 'Affrettatevi ad andare verso la
1~76, P: 26, 109-123: lnde ergo dici t Paulus apostolus (Il Thess. 2, 3), 'nisi venerit parte occidentale di Heptalophos: troverete un uomo, mio amico, che vi abita.
dts_ces~Io primu~ id est, nisi prius discesserint omnia regna a Romano imperio, Conducetelo al palazzo imperiale, sapiente (cos trad. lat.: ~'11'116xpa\lov, non regi
qlll pndem_subdlta erant. Hoc autem tempus nondum venit, quia, licet videamus strato in nessun dizionario), amabile, mite, di acuta intelligenza, abilissimo so-
Romanum 1mperium ex maxima parte desttuctum, tamen, quandiu reges Franco- prattutto a conoscere il futuro'. E tu, o Heptalophos, avrai di nuovo l'impero
rum duraver!n~, qui .R<?man~m imp~rium ~enere. de ben t Romani regni dignitas ex (xp6.'to) (PG 107, 1138; BEES, llEp -roii l!lTDPrtf.Lvou XPT/Uf.LO.oy{ou, cit., pp. 226 e 235).
toto non penb1t, quta m regtbus sms stabtt. Qutdam vero doctores nostri dicunt MANGO (The Legend, cit., pp. 60-61) dice che tutto il gmppo degli Orac. XII-XVI tav. 2,
quo.d ~nus ex regibus Francorum Romanum imperium ex integro tenebit, qui 'i~ riguardano l'apparizione e la consacrazione del <<JiberatorKing. Cfr. N. PoLITES,
novtsstmo tempore' (Iudae 18) erit et ipse erit maximus et omnium regum ulti figg . 12-16
napa86aEL, Athenai 1904, I, p. 22 e II, pp. 658-674 c BEES, art. cit., pp. 244.
1
126 V. INTERPRETAZI ONE DELLE VISIONES DANIELIS
V. INTERPRETAZI ONE DELLE VISIONES DANIELIS 127
serzione della donna abominevole , che stata tratta, forse, dalla pi
275
probabilment e, di una contaminazio ne con altra profezia riguardante ap-
antica Visio Leonis Constantinop olitani, in cui ha pure un nome (!rene) 276, punto la colonna di Costantino Magno, a cui allude gi il Barbaro -, tutto
inserzione che si ritrova anche in due recensioni della Visio Danielis 271 , il resto proviene sicuramente dalla Visio Danielis. Anche il Chalcocondy-
oppure dall'Orac. Sibyll. VIII 278 les allude allo stesso testo o ad uno consimile. Egli narra che, ad un certo
La Visio Danielis greca, nella recensione pi diffusa e pi comune, momento, vedendo la rotta dei propri concittadini, coloro che erano addet-
chiaramente ricordata in diversi scrittori del secolo XV a proposito della ti alla custodia delle porte della citt gettarono al di l delle mura le
caduta di Costantinopol i. A parte la traduzione latina (perduta) di Uberti- chiavi delle singole porte, cos da costringerli a combattere fino alla
no Pusculo, gi ricordata <"'>, che ci dimostra quanto tale Visio tosse po- morte, e questo lo avrebbero fatto perch, secondo il Chalcocondyl es,
polare e quanto gli uomini di quel tempo la ritenessero profetica, ricor- erano convinti, Secondo una profezia diffusa per la Citt, che i nemici,
diamo che ad essa fanno espresso riferimento Isidoro di Kiev, gli storici una volta giunti fino al quartiere detto del Tauro inseguendo gli abitanti,
Ducas e Cbalcocondyl es, l'anonimo autore del Compianto di Costantinopo- sarebbero stati ricacciati indietro 283 Un'allusione alla stessa profezia,
li e soprattutto Nestore Iskinder. Isidoro cita nella sua Epistola ad Bessa- bench rielaborata poi in una leggenda un po' pi recente, si trova anche
rionem l'invettiva: Vae tibi, civitas septicollis, cum te adolescens obsede- alla fine del pi bel Compianto di Costantinopol i. Di fronte alle rovine
rit, quia tua moenia fortissima demolita sunt 280, che tratta senza alcun della citt e allo scempio delle cose sacre il poeta esclama: Vegliava
dubbio proprio dal nostro testo 281 Ducas, a sua volta, in un brano della forse l'angelo, come gli era ordinato? Lui che un giorno di l'ordine
sua narrazione della presa di Costantinopo li, ci conferma quanto fosse all'antico fanciullo, dicendo: 'Rester fin quando non verrai'. Il giovinetto
nota la profezia di Daniele. Egli racconta che al momento in cui i Turchi giunge, l'angelo se n' andato; ma non il giovinetto figlio dei fondatori:
irruppero nella citt la gente corse verso la chiesa di Santa Sofia, perch, un altro figlio giunto, prodromo d'Anticristo, e gli angeli ed i santi non
dice Ducas, aveva sentito dire gi molti anni prima da alcuni falsi profeti ci aiutano pi 284 La Visio Danielis parlava s di un giovane (cfr. paragra-
che la Citt sarebbe stata data ai Turchi, e che questi vi sarebbero fo 2), ma come conquistatore di Costantinopo li; e questo sia nella recen-
penetrati con la forza e avrebbero fatto a pezzi i Bizantini fino al punto in sione greca pi comune, sia gi nella pi antica recensione armena 285 Fu
cui si trova la Colonna di Costantino Magno; allora un angelo disceso dal facile identificare poi il giovane con il precursore dell'Anticristo , applican-
cielo con la spada in pugno avrebbe consegnato con la su& spada il regno do la profezia a Mehmed.
ad un uomo sconosciuto, semplice e misero, che si sarebbe trovato in
quel momento davanti alla Colonna, e gli avrebbe detto: 'Prendi questa
spada e vendica il popolo del Signore'. Allora i Turchi si sarebbero volti
in fuga e i Bizantini li avrebbero inseguiti e fatti a pezzi, cacciandoli non
solo dalla Citt, ma anche dall'occidente e dalle regioni orientali fino ai
confini della Persia nel luogo detto Monodendrio ... Tale er<t la credenza
dei Bizantini, fatta propria da loro molti anni prima, su ci che stava ora
accadendo 282 A parte il particolare della Colonna di Costantino, che non
corrisponde esattamente alla profezia danielica - ma si tratta, molto

275
!STRIN, Otkrovenie, cit., p. 147,36-37.
276
MAlSANO, L'Apocalisse, cit., p. 89, lin. 412-417.
277
ISTRIN, Otkrovenie, cit., pp. 138, 4-7; 141,29-33.
278
Orac. Sibyll. VIII 1945 (qui Cleopatra): cfr. H. JEANMAIRE, Le rgne de la
Femme des derrziers jours et le rajeunissement du monde, in Mlanges F. Cumont,
Paris 1936, pp. 296-304.
9
(
80
Cfr. p. 63),
PERTUSI, La caduta, I, cit., p. 70, !in. 74-76 (qui per errore ho rinviato al'Orac. 283
Ibid., p. 216 e n. 29.
Leon.
281
X, pur riconoscendo che in parte era diverso). 284
Ibid., pp. 376-377.
lSTRIN, Otkrovenie, cit., pp. 139, 7-10; 143, 1-3; VASILIEV, Anecdota, cit., p. 285
MACLER, Les apocalypses, ci t., IV, L'Apocalypse arrnnienne, cit., p. 305: Mal-
44, 15-19.
282 heur toi, la ville aux sept collines, quand ton roi sera un jeune homme! En ce
PERTUSI, La caduta, Il, cit., pp. 180-183 e n. 26.
temps-l une gran.de affliction t'atteindra ... .
VI.

LA VISIO NORSEI, PROFEZIA DI S. NERSETE IL GRANDE E


IL SERMO DE ANTICHRISTO DELLO PSEUDO-EPIFANIO

Citando il passo di Leonardo di Chio in cui elenca le profezie su Costan-


tinopoli abbiamo tralasciato di proposito di trattare di una profezia a cui
egli allude cos dicendo: Norsenus perinde, vir sanctus, sagittariam gen-
tem contra Constantinopolim futuram, cuius portum inclitum caperet exter-
minandosque Graecos saeculis multis ante praedixit. Il passo merita un
commento particolare, perch la profezia del cosiddetto Norsenus inedi-
ta ed anche molto rara nei manoscritti. Si legge in due soli codici, a mia
conoscenza: nel Vat. lat. 3822, s. XIV, ff. 112rv e nel Vat. Regin. lat. 132, s.
XIV, ff. 9Sv-97' 286 Ecco il testo completo di questa profezia con in calce le
varianti dei due codici:

V= Va t. lat. 3822, s. XIV, ff. 112rv


R = Vat. Reg(in). lat. 132, s. XIV, ff. 95v-97'

286
Il cod. Vat. lat. 3822, secolo XIV, cm 23 X 16, una miscellanea, scritta da
varie mani e contenente diverse profezie, ;oprattutto pseudo-gioachimite. La
Visio et prophetia Norsei si trova alla fine, dopo due pagine vuote di scrittura
(ff. 110-111). al f. 112'-v. Il suo contenuto stato descritto ampiamente da HoL-
DER- EGGER, Italienische Prophetieen, ci t., III, pp. 97-105. Qui anzi, a p. 105, dice di
aver trascritto la Visio, molto probabilmente con l'intenzione di studiarla e di
pubblicarla, ci che non fece, impedito, credo, dalla morte (t 1-11-1911, cfr.
Neues Archiv, 37, [1911-12], pp. 822-854, necrologio). Il cod. Vat. Regin. lat. 132,
secolo XIV, cm. 29,5 X 19,5, scritto da due mani. La l'i ff. 1'-48', che firma ivi:
Anno domino M'CCC'XL'VI' isti quaterni sunt scripti per manus Conradi indi-
gnissimi eruditoris parvulorum scole Pilgrimensis civitatis; la n i ff. 49'-105', in
cui compreso il nostro testo. La prima mano trascrive opere agostiniane, la
seconda invece opere di Gioacchino da Fiore (Super Apocalypsim), la Visio Nor-
sei, gli Excerpta de libro qui dicitur Vasilographus, i Versus Sibylle, una profezia
fatta a Roma nel 1293, .ecc. Anche questo codice stato brevemente descritto
da HoLDER- EGGER, Italienische Prophetieen, cit., III, p. 119 (ma scrive ff. 201"-202
al posto di 95v-97' e Fursei al posto di Norsei). Ringrazio qui di cuore l'amico
Augusto Campana che ha avuto la pazienza di rileggere con me i due codici.
Avverto che in generale seguo la grafia dei codici, salvo in pochi casi: per
esempio, !in. 4, ho scritto adhuc (al posto di aduc dei codd.), !in. 49 comederit
(cos R, ma commederit V), lin. 66 nondum (cos R, ma nundum V), !in. 106 paradi-
sus (cos V, ma paradysus R).
130 VI. LA VISIO NORSEI E IL SERMO DE ANTICHRISTO
VI. LA VISTO NORSET E I L SERMO DE ANTICHRISTO 131
Visio et prophetia Norsei viri Dei
primo, semen nequam, filius sceleratus. Ille destruet regnum Arme-
Postquam Bap, rex Armenorum, dedit potionem mortis sancto norum et comedet et non saturabitur, et farniliae suae non parcet, et
viro Norseo, iuxta paucos dies vocavit ad se episcopos et religiosos 25 sicut aquila velox erit. Et poculo martis potabit omnes gentes, et
et principes Armeniae et Georgianorum, qui erant praesentes, et di- capiet quendam dominum Graecum in terra Armenorum, et induet
5 xit eis: Appropinquate ad me, filii et conservi mei, dum adhuc sum gentem Christianorum periculo et dolore et tristicia, libertatem San-
in carne: praedicam vobis tribulationes et mala tempora quae ventu- ctae Ecclesiae destruendo. Et alii reges regnabunt de eadem gente,
ra sunt in mundo a gente sagittaria et a regibus orientalibus, qui donec perficiatur eorum tempus. Et postea auferentur quasi non
destruent terram et plenitudinem eius . Et prosperitatem quae ventu- 30 fuerint, contremiscet a facie eorum terra, auferent pacem de terra.
ra est post finem illorum, sicut Deus ostendit mihi in insula inhabita- Et in illis diebus interfectores erunt iudices, et partem Orientis dimit-
10 bili, in qua proiectus fui; quae volui annunciare vobis usque ad diem tent aliquantulum, ut confidant homines in eis. Et qui sapiens est
mortis meae. Cum appropinquabunt tempora illa gravia, reges Grae- fugiet ab Oriente in medio terrae et in Occidente et in maritimis. Et
corum debilitabuntur et minuentur et imbecilles erunt, et auferetur praevalebit tribulacio et fletus multiplicabitur, sanctitas delebitur,
ab eis fortitudo hominis et equi, et praedabitur terra eorum ab alieni- 35 altaria dissipabuntur, fames invalescet, inte rfectio Christianorum
genis et multiplicabuntur iniquitates. Et propter hoc consurgere fa- exardescet, civitates vacuae remanebunt, castra munita diruentur.
15 ciet Dominus ab Oriente gentem cuius natura levis et agilis, et erit Et erit miser qui in illo tempore erit in eis: gens enim illa honoratos
magnae astuciae, non de Persis, non de Corosinis, sed de genere et magnates sicut iumenta reputabit nemini deferens. Et terrebunt
Hysmael, terribilis aspectu et mirabilis longorum capillorum; cincti etiam insulas, et nemo audebit exire contra eos in proelium ; et qui
erunt arcu et sagittis, currente per totum mundum et destruent fines 40 egredietur contra eos, ex eorum ululatu territus fugiet. Altaria Dei
mundi, habentes equos veloces et pacientes laboris. In vindictam immundis manibus tractabunt, sine misericordia viros .et mulieres
20 nationum cruentabunt sagittas suas sanguine omnium gentium et, interfcient, iuvenes in servitutem redigent in regiones suas. Civitas
secundum quod dicit Ysaias 'sagittis parvulos interficient'. Et post autem quae vocatur Van integra manebit cum regione sua propter
primum regem illius gentis, secundus erit eiusdem nominis peior sanctas mulieres, scilicet sanctam Proximam et socias eius quae fue-
45 runt LXXII, quae venerunt de Roma, et ibi religiose Deo servierunt,
in qua cum veniet Filius Dei secundo adventu inveniet fidem. In toto
autem orbe erunt tempora amara, et non invenietur semen ad semi-
1 Visio-Dei V. Incipit Visio-Dei R 4 Georgianorum RV 1: -ginorum V 5 aduc V
11 illa tempora V 14 alienigenis iter. V 18 sagittis RV 1: -as V
29 quasi V: .q. (i.e. quae) R 33 maritimis R: -ma V 44 sanctas V: dictas R
Proximam VR (sed Rhipsimam legend., ut videtur) 46 tum R 47 amara R: ama-
20 cruentabunt ... suas, cfr. Deut. 32, 42: Inebriabo sagittas meas sanguine 21 ta(?) V
sagitlis ... interficient, !sai. 13, 18

24 comedet ... saturabitur, cfr. !sai. 9, 20: Cornedet ad sinistram et non saturabi-
2-5 Vie de saint Nerss, 12 <<Aprs cela, le roi Bab invita par trahison le grand tur 25 sicut ... erit, cfr. Iob 9, 26: Sicut aquila volans ad escam 30 contremi-
Nerss un festin, au vi!lage de Khakh dans le canton d'Egghiatz, afin de le faire scet ... terra, cfr. Nahum 1, 5: Contremuit terra a facie eius; Joel 2, 10: A facie eius
mourir par le poison ... Le roi Bab ... lui versa boire et, jetant du poison dans la contremuit terra 46 cum ... fidern, cfr. Luc. 18, 8: Verurntarnen Filius hominis
coupe, il la prsenta au saint. Lorsque Nerss eut bu, il remercia (Dieu) en disant: veniens ... inveniet fidem in terra?
'Sois bni, 6 Dieu, de ce que tu m'as jug digne de boire la coupe du martyre .. .'. Il
se leva et retourna son monastre. Tous !es princes et tous les gnraux arm-
niens ... , !es nobles, !es gouverneurs de provinces le suivirent en deuil et accabls 23-24 ibid., 13 Est le pays sera boulvers de fond en comble; des fortresses
de tristesse ... (Et ceux-ci), ai n si que !es veques, le conjuraient de prendre l'an ti do- inaccessibles seront emportes d'assaut par la nation des archers (Turks) ... Les
te. Mais le saint patriarche refusait, en disant: 'Je puis, de moi-meme avec l'aide de
saints lieu.x des siges du patriarca! deviendront !es demeures et !es habitations
mon Dieu, chasser de mon corps les souffrances .. .'
des nations palennes; !es routes frequentes deviendront dsertes par le manque
11-20 Vie de saint Nerss, 13 Les guerriers grecs perdront de leur nergie; d'hommes ... et !es hommes seront dans I'anxit, et la terre entire deviendra
leur pays sera opprim parla nation des archers (Turks); ils tomberont sous leur inquite et agite; !es gens instruites se rfugieront dans !es contres de I'Orient ....
joug, et beaucoup de provinces deviendront dsertes. Le monde sera dans l'anxi- 46 ps.-Epiphan. Sermo de Antichristo, XXXI, lin. 1299-1300 Et Filius hominis
t; il y aura des incendies, des inondations et des tremblements de terre et il se
veniens inveniet utique fidem in terra? 46-62 Vie de saint Nerss, 13 Avant cela
manifestera des prodiges et des phnomnes dans tous !es pays ... (cfr. 64-65)
( = la venue de l'Antichrist), la duret dominera et la charit se tairira; il y aura des
132 VI. LA VIS IO NORSEI E I L SERMO DE ANTICHRISTO >> VI. LA <<VI SIO NO RS EI >> E IL SERMO DE ANTIC H RISTO>> 133

nandum, neque messis erit ut metatur, sed terra fructifera vertetur vice eos de medio tollere, quia tempus eorum nondum impletum
in sterilitatem, et pro nimietate famis comedent homines hominum erit. In Constantinopoli plures nobiles morientur fame, quia ipsi an-
50 carnes multociens et in multis locis, et qui non comederit sine miseri- gustabunt portum et non dimittent naves intrare, et Dominus addu-
cordia morietur fame, et pro siti bibent homines urinas suas, et cor- 70 cet multas naves in manus eorum, et omne thesaurum Graecorum et
pora hominum erunt proiecta avibus coeli et non erit qui sepeliat. Armenorum portabunt in terram Persarum. Terram autem quae su-
Timor magnus erit habitantibus in terra; non poterunt ad plana con- biugabitur eis, pacem cum eis ipsis habens, prae nimia exactione
fugere nec latere in nemore nec in cavernis terrae refugium habere; angustabunt usque ad portas mortis, ita ut pater det eis filium pro
55 nec usquam invenietur pax. Capientur civitates et castra, terra Chri- tributo solvendo.
stianorum dividetur in hereditatem infidelibus, partes Orientis subiu- 75 Dum autem haec Joqueretur eis, dixerunt ei: Rogamus te, sancte
gabunt sibi et dimittent vivere in pace habitantes in eis, et partes pater, annuncia no bis de tempore ilio malo, si in diebus nostris futu-
Aquilonis subiugabunt sibi et meridiei et partes Occidentis usque ad rum est. Respondit: <<Non erit hoc in diebus vestris nec in diebus
mare Graecorum, et pulchrum portum Constantinopolis capient, quo- nepotum vestrorum, sed postquam implebuntur DC anni [in alio
60 niam a Deo dirigetur omne iter eorum in vindictam impiorum. lpsi DCC), cum erunt principes vestri in servitutem Graecorum, in diebus
autem non esurient neque sicient, nec nocebit eis aestus prae nimia 80 illis rapient regem Romanorum in terra Graecorum ; et dominabitur
laetitia, sed praecurrent orbem sicut praecursores Antichristi. De gens illa multo tempore, non tantum pro tempore unius hominis, sed
nostris autem principibus multi adhaerebunt eis qui multi erunt in multo plus. Et post illam magnam victoriam rex gentis illius cum
refugium. Reges autem Graecorum sicut ebrii et dorm1entes erunt omnibus exercitibus suis in magna moltitudine sicut aquae diluvii
65 prae angustia. Exibunt Franci et Romani et in locis plurimis pugna- veniet in partes Occidentis, et habitabit in litore maris Mediterranei,
bunt cum gente sagittaria et salvabunt multos, sed non poterunt una 85 et implebit totam patriam sua virtute, et multos portus angustabit.
Et mittet simulatorem nuncium, cui nomen Hostisan, quod interpre-
tatur sapiens, in civitatem regiam Constantinopolis, ut oboediant ei;
53 ad R: a V 55 nec R: ne V post capientur scr. ci et delev. V 59 pulcrum R quasi pacifice veniens, volens tamen ibi regnare, nuncius vero in-
Constantinopolis V: -in R 63 multi correxi (an inulti legend.?): multis RV trans civitatem et videns Christianorum fidem convertetur ibi Deo
90 favente. Postea consilium faciet cum rege Romanorum, cuius nomen
49-50 comedent ... carnes, cfr. !sai. 9, 20: Comedet ... unusquisque carnem bracchii K, et cum Normannis et Francis, qui cum eo venerunt in auxilium
sui vorabit 51-52 corpora ... sepeliat, cfr. Ps. 78, 3: Posuerunt morticina servorum civitatis, post revertetur ad dominum suum. Et rex cum Normannis
tuorum escas volatilibus coeli et non erat qui sepeliret 60 iter ... impiorum, cfr. et Francis, qui sunt cognati nostri, de consilio illius exibunt, et subi-
Ps. l, 6: Iter impiorum peribit; Prov. 12, 26: Iter autem impiorum decipiet eos 62 to interficient regem gentis sagittariae, et tunc exercitus illius corde
Antichristi, cfr. I Ioann. 2, 18: Et nunc Antichristi multi facti sunt 95 trepido fugiet, illi vero persequentur eos et omnes occident. Exerci-

famines, des tremblements de terre et une grande mortalit ... On ne rcoltera


point ce qu'on aura sem, et on ne mangera point ce que l'on aura plant, et il y 70 omne V: omne in R 78-79 in alio DCC seclusi, glossa in mrg. translata in
aura beaucoup de prodiges lors de la venue de l'Antichrist ... Les hommes de cette textu, ut videtur 79 cum V: cum vel tum R 84 partes R: parte V 85 sua V2 :
nation dvoreront la chair de leurs bras, c'est dire !es leur concitoyens, selon la suam RV 86 quod V: et R 87 Constantinopolis om. R. 90 post favente add. ve!
prophtie d'Esa'ie (9, 20) et la parole de Jean (2, 18) qui dit: 'Il y a beaucoup faciente V 91 venerunt R: -erint V 92 post: legend. postea
d 'Antichrists dans le monde .. .' 64-65 Vie de saint Nerss, 13 Les monarques
grecs vivront peu de teinps; ils s'occuperont point de la guerre, mais des impts,
du changement des institutions (re!igieuses), de l'examen de la foi que !es trois comme un jardin produisant abondamment toutes choses ... (cfr. 105-113); ps.-Epi-
conciles apostoliques ont tabli; ils branleront la croyance chrtienne d'une foule phan. Sermo de Antichristo, VII, !in. 324-335 ... impavide exeunt exercitus Romano-
de gens, et ce sera l que porteront leurs efforts et leurs proccupations. Les rum qui et magno et acri bello feriunt caeduntque gentem Kham seme! et bis
guerriers grecs etc. (cfr. 11-19); ps. Epiphan. Sermo de Antichristo, VI, !in. 294-299 atque etiam ter et pluries ... saeve caedentes omnes impios gladio quoscumque
Tamen fiet et praevaricatio in eo (scil. regno Graecorum), quia reges eorum, forte inveniunt in ea (scii. Jerusalem). Et manent illic per annos multos in armis
enervati cum sint, persequuntur corporum voluptates et languentes imbecilli sunt cum sint erga omnes hostes qui circa eos (sunt). Neque tamen possunt ferre victo-
in be!lis impiarum gentium Aelymaeorum et Tagik, Persarum et Curdistanorum, riam magnam su per alienigenas nationes ... >> 86-90 ps.-Epiphan. Sermo de Antichri-
dantes in manus illorum magna Dei dona ... 64-68 Vie de saint Nerss, 13 <<Ensui- sto, XV, !in. 802-807 Et statim venit (scii. Antichristus) in urbem Constantinopo-
te toutes !es contres chrtiennes seront sauves par !es braves armes romaines. lim manens ibi ... Et ipse fingit se ante christianos tamquam christianum cum
Le monde vivra en paix et sera dans la voie droite pendant longtemps; il deviendra Iudaeis autem curn sit tamquam sit nuntius illorum ... '
1
l

134 VI. LA VISIO NORSEI E IL SERMO DE ANTICHR!STO Vl. LA VISIO NORSEI >> E IL SERMO DE ANTICHRISTO 135

tus vero illorum qui eri t in medio terrae, hoc est in partibus Iheroso 115 vite sua: ordinabitur regnum et dominium in omni loco, et erit multo
limitanis, hoc audito fugiet, et Romani et Franci post illos euntes tempore in pace, et debita ordinatione ordinabitur et erit ecclesia;
occident illos. Tercia pars illorum qui fugerunt, in deserto Arabum principes vero de gente nostra, qui tunc erunt mixti curo Francis et
similiter Arabes velociores equis persequentes eos interficient. Tunc Latinis, capient civitatem Coris et eius regionem, et multas regiones
100 complebitur verbum Domini dicentis 'Percuciam et sanabo', quia liberabunt ab infdelibus. Et Christiani habitabunt ibi, et implebitur
non in perpetuum irascetur neque in aetemum comminabitur. Et 120 terra omni bono multis temporibus, ad laudem Dei onnipotentis Do-
tunc exaltabitur regnum Christianorum, et dispersi congregabuntur mini nostri Ihesu Christi, qui regnat in saecula saeculorum. Amen.
a quatuor parti bus orbis et ab insulis maris, et iterum plantabit eos
Dominus in locis suis et irrigabit eos rore misericordiae sua et aufe-
105 ret priora mala. Confortabitur autem gens Latinorum et Francorum Pu sembrare abbastanza strana, a prima vista, questa Visio et prophe
vehementer et capient civitatem sanctam Iherusalem et reaedifica tia attribuita a un non meno curioso <<Norseus, vir Dei. Eppure non
apparir poi tanto strana, se il nome Norseus - e non quindi Norse-
bunt destructa orbis. Et adhaerebunt eis de toto mundo et qui reman
serunt de Armenis, et eri t terra Christianorum sicut paradisus Dei, et nus come scriveva Leonardo di Chio- lo intenderemo come una cattiva
trascrizione o corruzione medievale del greco Nopcr<TTJc;, trascrizione a sua
auferetur ex toto gens sagittaria a facie terrae a gente catholica Fran
110 corum. Tunc eri t orbis in pace et reaedificabuntur ecclesiae, et infide- volta dell'armeno Nerses 287 Si tratta, in sostanza, di una profezia attribui
les erunt sub servitute Francorum. In tempore autem ilio dicent vivi ta a Nersete il Grande, patriarca armeno, discendente dalla famiglia di s.
Gregorio Illuminatore, evangelizzatore dell'Armenia, vissuto sotto i re
defunctis: 'Vae vobis, eo quod non pervenistis ad ista felicia tempo
ra!'. Tunc parum seminis multam messem afferet, et arbores fruc Arsk III (349-368) e Pap (369-374), che resse la sua chiesa dal 353 al 358 e
dal 364 al 373, anno della sua morte 288 Di lui possediamo una Vita in
tum dabunt tamquam fontes et quiescet quilibet sub ficu sua et sub

116 ecclesia correxi: -as V etclesia R 118 Cmis R: Toris V 121 Christi Amen
96-97 Ihero V: Iero R 100 complebitur iter. in mrg. v verbum add. in mrg. R R: Christi Amen fat V post Amen add. Explicit V Explicit visio et prophecia
107 et' VR: /egend. etiam? 107-108 Remanserunt R: -erint V 108 eri t o m. R sicut Norsei viri Dei R
V: quasi R 112 eo om. R
ront alors, la terre se renouvellera aussi et se couvrira d'une agrable verdure. Le
100 percuciarn ... sanabo, Deut. 32, 39 101 non ... comminabitur, Ps. 102, 9 paradis produira trente pour un, comme le paradis terrestre soixante pour un et
102-103 dispersi ... orbis, cfr. I sa. 11, 12: Et dispersos Juda colliget a quatuor plagis les cieux cent pour un. Il n'y aura plus ni labeurs, ni fatigues sur la terre ... , mais
terrae; Ezech. 20, 34 et 41 103-104 plantabit ... suis, cfr. Ierem. 32, 41: Et plantabo il y aura cles arbres aux fruits inpuisables. Il n'y aura plus ni peines, ni tristesse,
eos in terra ista; Amos 9, 15 114-115 Quiescet ... vite sua, cfr. III Reg. 4, 25: Unusquis mais seulement de la joie et de l'allgresse. A quelques-uns le Seigneur donnera
que sub vite sua et sub ficu sua; Mich. 4, 4: et sedebit vir ... subtus fcum suam . le paradis sur la terre ...

101-lll ps.Epiph an. Senno de Antichristo, XXX, !in. 12481254 Et statim cum
287
cxiverint ad aedificandas deletas ab immundo (scil. Antichristo) ecclesias Christi, Per le varie trascrizioni del nome armeno Nerses cfr. G. GARITTE, La 'Narra
necnon domus suas, omnes paritcr ad opera bona prompti animo (sunt); neque tio de rebus Armeniae', Louvain 1952 (Corpus Scriptorum Christianorum Orienta
est species peccatorum in corde cuiusquam, quoniam inventar malorum, qui effi. lium 132, Subsidia t . 4), pp. 62, 402, ecc.
288
ciebat ut peccarent constanter, nusquam iam in medio (est) ... ; ]in. 1269-1275 Ab Su di lui in generale, cfr. R. GROUSSET, Histoire de l'Armenie des origines
Oriente usque ad occasum solis et a septemtrione usque ad meridiem in omni 1071, Paris 1947, pp. 135-136, 145 sgg. e 148-149; N. AKINIAN, Die Reihenfolge der
bus terminis orbis terrarum, quocumque etiam fugerunt, cum exiverint, cito ve Bischofe armeniens de 3. und 4. Jahrhunderts (219439), Mlanges P. Peeters, I
niunt in suam quisque regionem ; et incipiunt acdifcare innocenter deletas eccle- Analecta Bollandiana, 67 (1949), pp. 85-86 (assegna a Nerses gli anni 339-372); M.
sias Christi necnon serere quae edant et bibant ... 105-113 Vie de saint Nerss, 0RMANIAN, L'Eglise armnienne, Antlias-Liban 1954, pp. 14-15, 172; P. PEETERS, Un
12 La cit sainte (Jrusalem) ne restera plus au pouvoir des Grecs; les Ismali- miracle des SS. Serge et Thodore et la Vie de S. Basile dans Fauste de Byzance,
tes s'en empareront, imposeront tribut aux Grecs jusqu'au temps o la nation Analecta Bollandiana, 39 (1921), pp. 65-69 e 76 (sul periodo della sua consacra
des braves s'approchera. Alors Jrusalem sera prise par la nation des Romains, zione episcopale); S. DER NERSESSIAN, Le Synaxaire armnien de Grgoire VII
qui s'appelle ]es Franks, et ils deviendront !es Grecs de leur tribut ... ; 13 Les d'Anazarbe, Mlanges P. Peeters, II, ibid., 68 (1950), pp. 261-285 e particolarmente
infdles seront repousss et tomberont sous le joug de la servitude rornaine. Les 268-284; GARITTE, La 'Narratio', cit., pp. 57, 62, 74-75, ecc.; M. VAN EsBROECK, Chro
hornmes plaindront ceux qui les auront prcds dans la vie et ceux qui n'auront nique armnienne, Analecta Bollandiana, 80 (1962), pp. 423-445 e soprattutto
pas proft de toutes ces flicits ... 113-121 ibid., 13 Les cieux se renouvelle- 433-435 (assegna le date 353-373, seguendo P. ANANIAN, La data e le circostanze
136 VI. LA VJSJO NORSEI E IL SERMO DE ANTICHRISTO VI. LA VISTO NORSEI>> E lL <<SERMO DE ANTlCHRISTO 137
armeno, tradotta in francese da J.-R. Emine, di notevole interesse stori- editore del Sermo de Antichristo attribuito a s. Epifania di Salamina, cio
co 289 Certo ha ragione il traduttore quando osserva che in essa, a fianco G. Frasson. Tuttavia occorre osservare subito che una Vita di Nersete ben
di passi antichi autentici, si trovano, a pi riprese, interpolazioni di note- pi antica, databile a prima del secolo V, doveva esistere, perch ad essa
vole estensione e aggiunte di epoca molto pi tarda 290 Pi recentemente sembra fare riferimento lo storico armeno Lazzaro di Pharp (c. 388-485), il
M. van Esbroeck esprimeva l'opinione, certamente esatta, pur non dando- quale nella sua Storia dell'Armenia accenna pi volte all'anatema lanciato
ne le ragioni, che la Vita di Nersete, tal quale essa ci giunta, dati dal patriarca Nersete contro il re Pap 292, episodio raccontato diffusamente
<<almeno dal secolo XII 291 e di opinione molto simile anche il recente nella Vita 293 E, d'altra parte, la Vita giunta a noi deve essere certamente
anteriore, di poco, all'inizio del secolo XII, perch alla nostra Vita e alla
profezia in essa contenuta accennano chiaramente gli storici armeni del
della consacrazione di S. Gregorio Illuminatore, Le Muson, 74 [1961], pp. 43-73 secolo XII, cio Matteo di Edessa (c. 1136) e Gregorio Prete (secolo XII),
e 317-360); ID., Tmoignages littraires sur les spoltures de Saint Grgoire I'Illumi- continuatore di Matteo 294 , che la applicano alle Crociate.
nateur, Analecta Bollandiana, 89 (1971), pp. 387-420.
289
Gnalugie de la famille de Saint Grgoire Illuminateur de l'Armnie et Vie
de Saint Nerss, patriarche des Armniens par un auteur anonyme du V' sicle,
in Collection des historiens anciens et modernes de I'Armnie, par V. LANGI.OIS, Il,
Paris 1869, pp. 17-44. Per le edizioni del testo armeno e per la Vita metrica di venti e delle quattro fiere, vera storia dei quattro re autocrati, e sul dominio dei
Arakhel di Ani, cfr. P. PI::ETERS, Bibliotheca Hagiographica Orientalis, Bruxelles pagani e le angustie che avverranno e sui re che morirono ([sic]) e sulla venuta di
1910, pp. 795, 174-176; 804. Fonti importanti per la storia del patriarca Nerses sono Cristo, Dio nostro e una traduzione di un'omelia attribuita a san Giovanni Criso-
le seguenti: Fausto di Bisanzio, Biblioteca storica, IV 3-7, 12-13, 15, SI; V 21-25, in stomo di contenuto simile, contenuta in altro codice dei Mechitaristi, molto proba-
Collection, cit., pp. 236-243, 247-249, 250-254, 267-268, 289-292; Lerubna di Edessa, bilmente di quella che ci giunta anche in greco e pubblicata da VASILIEV, Anecdo-
Storia di Abgar, VIII, ibid., I (1867), p. 330 (lettera di Abgar a Nerses); Giovanni ta, ci t., pp. 33-38), tenta di chiarire soprattutto se il testo armeno sia una traduzione
Mamikonian, Storia di Daron, l , ibid., p . 361; Mos di Chorene, Storia dell'Arme- dal g1eco. Purtroppo il Sargisean non conosceva allora che il solo testo latino
nia, II 33 e III 16, 2021 , 24, 27, 29-30, 33, 36-37, ibid. , II, pp. 97-98, 141-143, 145-150, interpolato dello pseudo-Metodio pubblicato nei Monumenta SS. Patrum orthodo-
153 (ed. anche in Mo'ise de Khorne, Histoire d'Amznie, texte armnien et traduc- xographa (cfr. n. 52), e quindi ogni illazione, anche per quanto riguarda la profezia
tion franaise ... par P. E. LE VAILLANT DE FLORIVAL, II, Venise 1841, pp. 35, 43-47, inserita nella Vita di san Nersete, rimane estremamente aleatoria, per difetto di
53, 61, 67, 69-71, 73, 77, 85, 89, 93); Lazzaro di Pharp, Storia dell'Armenia, XIII e informazione.
292
XV, ibid., pp. 270-272; GARITTE, La 'Narratio', cit., pp. 27, 18 e 62, 7475, 402, 406, Lazzaro di Pharp, Storia dell'Armenia, XIII, ed. cit., p . 270: ils (=!es grands
417-148, ecc. d'Armnie) attirrent sur eux l'anathme du saint homme de Dieu, Nerss le
290
Gnalogie, cit., in Collection, cit. Il, pp. 19-20. Grand, qui !es condemnait etre assujettis au joug de la servitude paienne (a. 428
291
VAN EsBROECK, Tmoignages, cit., p . 400; Pseudo-Epiphanii Sermo de Anti- circa); XV, p . 271 : camme l'avait prdit le bienheureux serviteur de Dieu, le
christo (armeniaca de fine temporum), introd., testo critico, vers. lat. e note di G. patriarche saint Nerss le Grand, et la nation tomba sous le joug ... des Perses ... >>;
FRASSON, Venezia 1976 (<<Bibliotheca Arrneniaca>>, Textus et Studia, 2), pp. LXVI, p. 272: en accomplissement de l'anathme du pontife Nerss le Grand etc .... C'est
n. 38 e LXXIX: <<E probabile, scrive il Frasson, che la parte autentica di que- dans ces !ermes et en d'autres encore plus sevres que le saint pontife frappa
st'opera risalga ad uno scrittore classico del secolo V>> (e in effetti viene attribui- d'a na th me la famille des Arsacides ... .
293
ta o a Mesrop il Grande, discepolo di Nersete, o a Mos di Chorene o anche a Gnalogie, ci t., in Collection, ci t., II, p. 36 sgg.
Mesrop presbitero); ma egli fa rilevare che in alcuni manoscritti la parte profeti- 294 Cfr. Recueil des historiens
des Croisades, Documents armemens, l, Paris
ca si presenta staccata dalla Vita stessa, senza titolo e senza nome d'autore. E 1869 (rist. anast., Fambourg 1967), p . 24, Matteo di Edessa, Cronaca: En l'anne
pi innanzi aggiunge che la Vita stata certo amplificata in epoche diverse con 545 de l're armnienne (26 febbr. 1096-24 febbr. 1097), s'accornplit la prophtie du
parti addizionali di carattere escatologico, fino ai tempi della prima Crociata. A patriarehe saint Nerss, relative l'expdition entreprise par les Romains
poco serve oggi Io studio di B. SARGISEAN, Mecin Nersisf ancayouac margarow- (Franks), et qu'il rvla aux satrapes et aux chefs de l'Armnie et leur annona
t'ean yoyn bnagira ew anor veray e)ac krkin xmbagrowt'iwnk' (=L'originale greco bien des annes auparavant. Ce qu'il avait prdit l'heure de sa mort ce grand
della profezia attribuita a Nerses il Grande e le sue successive redazioni), Bazma- saint, ce thaumaturge, cet homme de Dieu, nous l'avons vu de nos propres yeux
vep, 51 (1893), pp. 565-571 e 52 (1894), pp. 25-32, di cui ho potuto prendere se raliser dans notre sicle ... ; p. 193, Gregorio Prete, Cronaca: Dans la faibles-
conoscenza grazie all'aiuto della dott. G. Uluhogian. Il Sargisean, dopo aver se et l'impuissance de mon esprit, il me semble que si !es secours qui nous
ricordato che esistono traduzioni armene delle profezie dello pseudo-Metodio taient arrivs nous ont fait dfaut, il ne faut en chercher la cause que dans la
(segnala, oltre che la gi citata traduzione inserita da Stefano Orblian nella sua haine conue contre nous et dans l'accomplissement de la prdiction du saint
Storia della Siunia (cfr. n. 60), anche un'altra traduzione che sembra inedita nel homme de Dieu, le grand Nerss, notre Illuminateur, lequel, clair par une
cod. 20 della Biblioteca dei PP. Mechitaristi di S. Lazzaro di Venezia, un Oske- intuition suprieure et par une inspiration cleste, consigna dans son livre vridi-
p'orik cio una miscellanea di profezie contenente anche uno scritto Del nostro que au sujet des souverains des Romains 'qu'ils n'auront plus qu'une existence
santo padre Metodio Patrunio [ = di Patara] vescovo, dal commento del profeta trs-courte, qu'ils n'accorderont dsormais aucune attention la guerre, et n'au-
Daniele, che fece in seguito alle sue parole, dal commento alla visione dei quattro ront d'autre occupation que de lever des impts et de susciter des discussions
_13_8_ _ __ VI. LA VISIO NORSEI E IL SERMO DE A:-.ITICHRISTO>_> _ __ _ VI. LA \' ISIO NORSEl>> E IL SERMO DE ANTICHR!STO 139
Che rapporto c' fra la nostra Visio Norsei e la Vita di s. Nersete? C' d'Oriente. Ma le regioni cristiane saranno salvate dalle armi dei <<Romani>>
uno strettissimo legame, perch la Visio si ispira senza alcun dubbio alla (=Franchi?), il mondo torner in pace, ci sar di nuovo l'abbondanza dei
Vita armena. Non qui il caso di analizzare tuttavia la Vita, ma solo frutti della terra. Gli infedeli cadranno sotto il giogo dei <<Romani
quella parte di essa che contiene appunto la profezia di Nersete fatta in ( = Franchi?). Gli uomini compiangeranno coloro che li hanno preceduti e
punto di morte. Vediamone brevemente il contenuto 295 : che non hanno potuto approfittare di questa felicit.
l) Nersete, visto il comportamento peccaminoso del suo re Pap e il suo 4) Alla fine apparir l'Anticristo. Non regner n sugli Arabi, n sui
persistere nell'adulterio e nella depravazione, lo rimprovera duramente e Persiani, n sui pagani, ma sui servitori della Croce trionfante>> e sar
alla fine, disperando di farlo recedere, lo maledice e gli impedisce di anzi un rimprovero per gli Ebrei. Il segno della sua venuta sar il seguen-
entrare in chiesa. Allora Pap invita Nersete a un banchetto nel villaggio di te: dopo un tempo di felicit ci sar la discordia tra gli uomini e il regno
Khakh, nel cantone di keteac', e fattolo sedere sul suo trono lo invita a dei Greci sar annientato, come l'ha predetto Daniele, dall'Anticristo.
bere una coppa contenente vino avvelenato. Nersete, bench comprenda Questi sar un uomo perverso, della trib di Dan, nato nel villaggio di
l'inganno del re, beve il veleno, poi torna al suo monastero accompagnato Khorazin, della razza di Israele, figlio di Hrovmela e di Nerghimine (o
dai grandi e dai nobili am1eni. Rifiuta di prendere un contravveleno, e Neghidine o Melichine) e si chiamer Hrasim. Andato a Bisanzio, rag-
dopo aver espresso la sua gioia di lasciare questa vita in vista della giunger ivi le pi alte dignit imperiali, poi si impadronir del potere e
ricompensa celeste e aver perdonato i nemici che hanno voluto la sua affermer la sua dominazione sul mondo, sieder nella Chiesa di Dio, si
morte, d inizio alla sua profezia. Egli predice che cinquant'anni dopo la far adorare come un Dio e riempir il mondo di ogni male. Dio allora
sua morte (375 + 50 = 423) la dinastia degli Arsacidi scomparir e nello invier i profeti Enoch ed Elia per liberare gli uomini e preparare la
stesso periodo di tempo anche la carica patriarcale passer dalla famiglia seconda parusia di Cristo sulla terra. La terra si corromper e ci sar
di s. Gregorio Illuminatore ad altra famiglia. fame, sete, peste, mali. Allora l'Anticristo prender Enoch ed Elia e be-
2) Centocinquant'anni dopo la sua morte (373 + 150 = 523: in realt stemmiando l'Altissimo li far morire. Ma a quel punto apparir Cristo
quasi duecentocinquanta, a. 614) i Persiani prenderanno Gerusalemme, si nell'alto dei cieli, annienter l'Anticristo, e purificher il mondo; i morti
impadroniranno della s. Croce e questa non far pi ritorno alla citt risorgeranno .e Cristo divider i giusti dai peccatori. Dopo il giudizio
santa. Anzi la citt santa cadr poi in mano degli Ismaeliti ed i Greci universale non ci saranno pi n pene, n tristezze, ma gioia, allegrezza,
diventeranno loro tributari, fino a quando arriveranno i Romani, cio i abbondanza di frutti, come nel paradiso terrestre.
Franchi, i quali li libereranno da tributo e conquisteranno Gerusalemme. Se si procede ad un'analisi di questa profezia, ci si accorge subito che
La rovina dell'Armenia sar determinata dai dissensi interni e dai tra- essa composta di quattro blocchi, che potrebbero rappresentare anche
dimenti. ampliamenti successivi della profezia originaria di Nersete, cio di quella
3) I monarchi greci domineranno per poco tempo, si occuperanno pi profezia, molto probabilmente, che appariva gi nel testo del secolo V. Un
di imposizioni fiscali che di guerre, il loro paese sar oppresso dalla primo blocco riguarda la storia interna civile e religiosa dell'Armenia sino
nazione degli arcieri ( = Turchi) e alla fine cadr sotto il loro giogo. Ci alla met circa del secolo V. Baster qui ricordare che effettivamente la
sar un gran panico nel mondo e seguiranno incendi, inondazioni, terre- dinastia degli Arsacidi scomparve con Ardasir IV, detronizzato nel 428,
moti. Il patriarcato armeno rimarr vacante per diversi anni e le fortezze anno in cui ha inizio la dominazione persiana sull'Armenia. Qasi contem-
armene cadranno anch'esse sotto i Turchi. Gli uomini aivoreranno la poraneamente, cio dopo il patriarca Sahak il Grande (t 439), ultimo
carne delle loro braccia e appariranno nel mondo molti Anticristi, i luoghi discendente della famiglia di s. Gregorio l'Illuminatore, si ebbe la breve
santi diventeranno abitazioni dei pagani, le strade deserte, il cuore degli reggenza di Mesrop, poi la successione di Hovsep I di Hogotzim
uomini indurito per la paura, i sapienti si rifugeranno nelle contrade (440-454) 296 Il secondo blocco ha inizio con il ricordo della conquista di
Gerusalemme da parte dei Persiani (614) fino alla riconquista dei Crociati
(1099). Si ricordano infatti, dopo la conquista persiana, il breve periodo
thologiques'. Gregorio, citando il passo della profezia di Nersete, fa riferimento della riconquista bizantina d Eraclio (630-635) m, ma s dice anche, giusta-
al comportamento dell'imperatore Manuele I Comneno nella II Crociata, che fece mente, che la s. Croce non torn pi nella Citt santa, perch essa venne
di tutto per impedire la spedizione contro l'atabeg Nur ad-Dine l'assedio di Aleppo
nel 1159, cfr. GROUSSET, L'Empire, cit., pp. 229-231; BR~HIER, Vie et mori, cit., pp .
272-273, che definisce la spedizione di Manuele une vritable promenade militai-
re"i 950STROGORSKY, Storia, cit., pp. 350-351. 296
GROUSSET, Histoire, cit., pp. 182-189.
Gnalogie, cit., in Collection, cit., II, pp. 36-40. 297
Ibid., pp. 273-287.
140 VI. LA VISTO NORSEI E IL SERMO DE ANTICHRISTO
VI. LA VIS10 NORSEl E IL SERMO DE ANTICHRISTO 141
portata a Costantinop oli 298 ; poi la ripresa della citt da parte degli Arabi
(637), cosicch i Bizantini diventerann o tributari degli Ismaeliti (pratica- anzi furono gli 'Armeni a organizzare la riconquista con Jocelin II di
mente per le regioni della Siria e della Mesopotam ia fino alla conquista Courtenay (1146), sia pure per breve tempo perch, poco dopo, dovettero
crociata); infine la situazione turbata all'interno dell'Armeni a, caduta pri- fuggire davanti alle forze turche di Nurad-Din, figlio di Zengi, che ne
ma, nel 652, sotto gli Arabi, poi nel 1021 sotto i Bizantini, fino al 1064 299 Il compirono un vero massacro 303 Il quarto blocco infine chiarament e
terzo blocco ha inizio con il ricordo dell'inerzia della dominazion e bizanti- apocalittico . Non necessario intravveder e nell'Anticri sto, che regner
na in Armenia di fronte alla nazione degli arcieri, cio di fronte ai sui servitori della Croce trionfante>>, il primo sovrano di stirpe osmana,
Turchi Seldjukidi, i quali nel giro di un cinquanten nio (dal 1040 al 1092) 300 cio Osman I (1284-1324), che nel giro di pochi anni conquister tutta
giungerann o a conquistare quasi tutta l'Asia minore (sultanato di Rum), e l'Asia minore, mentre la Siria, la Palestina e la Persarmeni a cadranno
si estende sino alla met del secolo XIII, cio, cred(iamo) *, sino al sotto il dominio dei Mamelucch l. Si noti che quest'ultim a parte segue da
periodo dei regni latini d'Oriente. importante ricordare qui quanto vicino, pi che la Visio Danielis - malgrado quanto afferma l'autore della
scriveva Matteo di Edessa verso il 1136: Chi potrebbe descrivere le profezia di Nersete -, l'Apocalyps is Methodii siro-greca-l atina. La specifica-
disgrazie della nazione armena, i suoi dolori e le sue lacrime, tutto ci che zione che l'Anticristo verr dalla trib di Dan [ch]e nascer nel villag-
sofferse a causa dei Turchi nel tempo in cui il nostro regno aveva perduto gio di Khorazin>>L ecc.] viene proprio da quest'ultim o testo 30-1, ma si
i suoi capi legittimi che avevano tolto di mezzo i suoi falsi difensori, cio
l'impotente , l'effeminata , l'ignobile nazione dei Greci! ... Essi hanno distrut-
to il nostro trono nazionale, abbattuto questo muro protettore che forma-
303
vano le nostre truppe e i nostri guerrieri intrepidi ... Pieni di ripugnanza e GROUSSET, L'Empire, ci t., pp. 297-301, e per un quadro dei rapporti di parente-
la tra principi armeni e latini cfr. Recueil des historiens des Croisades. Documents
di disprezzo per le lotte di guerra e per il valore militare, essi cercarono arm nens, cit., I, pp. CXX.Ill-CXXIV.
di introdurre nella chiesa le dispute e i torbidi, abbandona ndo ogni resi- 304
!STRIN, Otkrovenie, ci t., pp. 45, 246, 6; SACKUR, Sibyllinische Texte, ci t., PP
stenza in fretta e furia contro i Persiani (cio i Turchi Seldjukidi) .. . 301 93-94. Cfr. anche !STRIN, Otkrovenie, cit., pp. 64, 5-26 (altra recensione dello ps.-Me-
Molto probabilme nte questa consonanza con la profezia attribuita a Nerse- todio), 82,7-24 (trad. lat.) 99,3 sgg., 113, 16 sgg. e 128, 19 sgg. (trad. sla~e). La ~rase
te non casuale. In effetti, dopo il disastro bizantino di Mantzikert (1071), .de tribu Dan figura gi nella traduzione latina interpolata della Stbtlla Ttbur-
tina, cfr. KURFESS, Sibyllinische Weissagungen, cit., p. 276. La stessa espressione
gli Armeni, volenti o nolenti, furono costretti ad emigrare in Cappadocia , si ritrova in Adsone di Montier-en-Der, Epistola ad Gerbergam reginam de ortu et
e poi nell'Anti-Ta uro, e solo a caro prezzo ottennero dal sultano Malik-sah tempore Antichristi, SACKUR, op. cit., p. 106, e in Aimone ~i Auxerre, _Expositio in
una certa protezione per la loro chiesa (dopo il 1098) 302 un periodo epistolam II ad Thessalonicenses, PL 117, 7-79 D-780 A, su cui cfr. da u!ttm?: .t;-'1 RAN-
difficile per la chiesa e spesso fra il 1036 e il 1166 si hanno degli anti-pa- GHERI, La 'Epistola ad Gerbergam reginam de ortu et tempore Anttchnstt dt Ad-
sane di Montier-en-Der e le sue fonti, Studi medievali, 14 (1973), pp. 677-732, e
triarchi. Inoltre, per quanto riguarda gli Armeni che gravitavano verso la particolarm ente 697, 719-724; pi tardi si incontra in un curioso e assai raro in-
contea di Edessa, bene chiarire che, dopo un periodo di torbidi durante cunabolo figurato intitolato: Antichristus. Auctoritates sanctorum doctorum de
i quali Baldovino I afferm il proprio dominio, gli Armeni godettero di adventu Christi ad iudicium cum preambulo et malicia Antichristi (alla fine: Im-
un periodo di discreta tranquillit in quanto associati al potere e stretta- pressum Mediolani per Maistro Philippo ditto Cassano et Alexandrum de Piliz~
nis del MCCCCLXXXXVI adi VI de Luio: Bibl. Braidense, AM. IX, 61c), fol. 2 :
mente legati da vincoli di parentela con la casata dei conti di Edessa, fino
Danielis CI capit.: 'Nascetur equidem Antichristus ex semine_lu~eorum de ~ribu
alla caduta della citt nelle mani dell'atabeg Zengi di Mossul (1144); Dan.' Genesis quadragessi mo nono capitulo: 'Fiat Dan coluber m via cerastes m sc-
mita mordens ungulas equi, ut cadat ascensor eius retro salutare tuum', id est
iudicium tuum expectabo Domine. Et ideo tribus Dan non ponitu: in cat~alogo
sanctorum neque in numero signatorum (cfr. Apoc. loann. 7, 4-17) mdestatwne~
* credo A (leg. in testationem? ) pessimi Antichristi, e fol. 3': <<Ut dicit be~tus Metho (stc)
martir ... : 'Nutrietur a Babilonis et Malachitis in civitate Corrozrum e~ Beths,ayd~
et regnabit in Capharnaum '. Su tale incunabo!o cfr. L. D?N~TI, La vtta dellAn_tt-
298
Sulla storia della S. Croce, cfr. A. PERTUSI, Giorgio di Pisidia, Poemi, I, cristo <<La Bibliofilia, 78 (1976), pp. 37-65. chiaro che qm viene fusa la tradiZio-
Panegirici epici, Ettal 1960 (Studia patristica et byzantina, 7. Heft), pp. 230-237. ne deilo pseudo-Dan iele con quella dello pseudo-Metodio. Sulla leggenda dell'An-
299
GROUSSET, Histoire, cit., pp. 296 sgg. e 569 sgg. ticristo in san Paolo cfr. B. RIGAUX, L'Antchrist et l'opposition au royaume
300
GROUSSET, L'Empire, cit., pp. 170-176. messianique dans l'Ancien et le Nouveau Testament, Gembloux-Paris 1932, p. 174
301
Matteo di Edessa, Cronaca, cap. 84, pp. 113-114, ed. (Ed. ) DULAURIER, Biblio- sgg.; Io., Saint Paul, Les pitres aux Thessaloniciens, Paris-Gembloux 1956, pp.
th~ue historique armniem1e, Paris 1858; GROUSSET, L'Empire, cit., pp. 174-175. 259-280; e pi in particolare sulla leggenda della sua nascita dalla trib di Dan,
02 cfr. W. BousSET, Der Antichrist in der tlberlieferung des Judentums, des Neuen
GROUSSET, L'Empire, cit., pp. 182-185.
Testaments und der alten Kirche, Gottingen 1895, p. 112 sgg.; J . TuRMEL, art.
142 VI. LA VIS!O NORSEI E IL SERMO DE ANTICHRISTO VI. LA VISIO NORSEI E IL <<SERMO DE ANTICHRISTO 143
allontana da esso l dove la profezia di Nersete lo fa andare a Bisanzio e Nersele, (abbiamo)* gi annotato in calce al testo quei 'passi che posso-
(fa che l si impadronisca) * del regno bizantino imponendo poi la sua no considerarsi paralleli. Ci che ci colpisce, a un certo punto, quanto
dominazione sul mondo. su questa parte apocalittica, di pura fantasia, dice l'autore della Visio a proposito dei Franchi e dei Normanni: qui
che veniva esercitata l'interpretazione o la reinterpretazione della profezia sunt cognati nostri. Ci che sostanzialmente vero, se si pensa ai rappor-
in epoca successiva. ti di parentela tra i conti di Edessa, i principi di Tiro e Sidone, d'Antio-
Esaminiamo ora il contenuto della Visio Norsei. Per quanto riguarda chia e di Cipro, ed i sovrani armeni discendenti di Rupen e di Hetum I,
la sua dipendenza - diretta o indiretta, qui poco importa - dalla Vita di dinasti della Piccola Armenia (Cilicia) 305 Questa frase pu essere una spia
e pu indurci a pensare che l'autore della Visio sia un armeno latinizzato,
per esempio, della regione di Edessa. Ecco, in breve, i punti pi salienti
* e l li fa impadronire A del suo contenuto:
l) Quando si avviciner l'ora della tribolazione la dinastia degli impera-
Antchrist, in Dict. de la Bible, I l, Pa1;s 1912, coll. 658-660; L. G!NZBl!Rl;, art. tori bizantini sar fortemente indebolita, avverranno incursioni e depreda-
Antichrist>>, in The Jewish Encyclopaedia, I, New York-London 1901, pp. 625-627; zioni di <<stranieri nelle regioni bizantine. lvi, in Oriente, appariranno
G. GONTHER, Der Antichrist, Oesterreichisches Jahrbuch, 50 (1970), pp. 141 degli lsmaeliti, provenienti non dalla Persia e nemmeno dal Khorassn,
175; M. E. STONE, art. Antichrist>>, in Encyclopaedia Judaica, III, Jerusalcm 1971,
coli. 60-62. L'Abel (art. al-Dadjdjah, ci t., p. 77) ha affermato che la prima tcstimo una <<gens sagittaria terribile a vedersi, con lunghi capelli, armata di
nianza di questa tradizione si troverebbe in s. Efrem Siro, Senno Il de fine extremo, archi e di frecce su veloci cavalli ( = Turchi). Dopo un primo loro re, ce ne
913, ed. T. J. LAMY, Sancii Ephraemi Syri hymni et semwnes, Malines 1882-1902, sar un secondo dello stesso nome, pi crudele del primo, malvagio e
t. III, pp. 187-212, ma non esatto. S. Efrem parla dell'Anticristo non solo nel Ser perverso, che attaccher il regno degli Armeni e lo distrugger, catturer
ma II de fine extremo, ma anche in altre omelie intitolate In adventum Domini
et de consummatione saeculi (edd. J. S. et S. E. AssEMANI, Sanati Ephraem Syri ope poi un <<dorninus Graecus in terra Arrnenorum, getter la popolazione
ra omnia quae exstant graece et latine, Il, Romae 1743, pp. 222-230 e III, Romae cristiana nell'angoscia e sopprimer la libert della chiesa armena. Poi
1746, pp. 134-143), dove viene variamente definito (<<figlio della perdizione, udra regneranno altri re della stessa gens: la terra tremer di fronte a loro e
go o <<serpente, belva, ecc.), ma non si dice affatto che esso venga dalla trib alle loro azioni di guerra.
di Dan, bens solo dal popolo giudaico. Nel Sermo II citato dall'Abel si parla 2) Per un po' una parte dell'Oriente verr lasciata in pace, ma i pi
anche di un populus, discendente da Agar, che verr fuori dal deserto, ma
come legatus filii perditionis, cio come uno dei segni dell'avvento dell'Anticri- saggi fuggiranno dall'Oriente verso l'Occidente (cio, verso le regioni occi-
sto. Del resto, gi il Bousset (Der Antichrist, cit., p. 109 sgg.) aveva chiarito che gli dentali dell'Oriente) e verso le zone costiere. Avverranno distruzioni, sac-
autori pi antichi (Commodiano, Efrem, Cirillo, Gerolamo, ecc.) parlano soltanto cheggi, uccisioni, profanazioni: le citt rimarranno deserte, [ed] i loro
dell'origine giudaica dell'Anticristo e che la prima testimonianza di una sua governatori locali considerati alla stregua di giumenti (e) le popolazioni
provenienza dalla trib di Dan si legge nel Commentum in Apocalypsim, 16, 12 di
tratte in schiavit. Solo la citt di Van rimarr intatta, protetta dalla
Andrea di Cesarea (secolo VI-VII), ripreso da Areta di Cesarea (cfr. PG 106, 281 B,
301 B, 386 C e 605 D, 632 A, 709 A; l'edizione di J. SCHMIDT, Studien zur Geschichte santa vergine Prossima ( = Rhipsima) 306 e dalle sue compagne. Ci saranno
des griechischen Jlpocalypsis-Texte, Leipzig 1956, a me inaccessibile). Gli studiosi tempi duri, di carestia, di farne, di siccit; la terra sar senza pace in
pi recenti (Turmel, Ginzburg, Stone, ecc.) ritengono che questa leggenda abbia
la sua origine nelle tradizioni giudaiche che volevano l'Anticristo come discenden-
te dalla stessa trib materna del Messia. Tuttavia, la combinazione tra Deut.
33, 22 (<<Fiat Dan coluber in via, etc.), Genes. 49, 17 e Ierem. 8, 16 con Matth. li, 23 *ho A
e Luc. 10, 13 (Vae tibi Corozain, etc.) sarebbe una tradizione che si incontra per
la prima volta nello pseudo-Metodio (cfr. BoussET, Der Antichrist, cit., p. 113). Per
305
i vari ritratti dell'Anticristo nella letteratura pseudo-epigrafa dell'Antico Testa Cfr. n. 296.
306
mento, cfr. M. PmLONENKO, J.-C. PICARD, J.-M. ROSENSTIEHL, FR. SCHMIDT, Pseudpi- Credo che occorra leggere Rhipsimam nel testo (!in. 44), come ho annota-
graphes de l'Ancien Testament et manuscrits de la Mer Morte, I, Paris 1967, pp. to nell'apparato critico, e non Proximarn, perch una santa di questo nome
45-60. A questi aggiungerei lo pseudo-Epifanio, Sermo de Antichristo, e Apocalyp- venerata dagli Armeni non esiste, mentre ben nota la loro venerazione per s.
sis de Daniel, ed. DARMSTETER, par. 27. Sulle leggende nate in Occidente attorno Rhipsime e le sue compagne (cfr. V. GRUMEL, La chronologie, Paris 1958 [Trait
all'atmosfera di risveglio delle Crociate, cfr. Libe/lus de Antichristo di Adsone, d'tudes byzantines, I], p. 329). Le sante, provenienti secondo la tradizione da
Plrinage de Charlemagne Jerusa/em, anteriore alla prima Crociata, ecc.; P. Roma, sono legate alla storia della vita di s. Gregorio Illuminatore narrata nel
ALPHANDERY, La chrtient et l'ide de Croisade, I, Paris 1954 (= L'evolution de Libro di Agatangelo, Acta SS. Sept, VIII, Anversae 1762, pp. 320-400; P. DE LAGAR-
l'humanit, XXXVIII), pp. 50-56 e 133-135 ((ed. it. a cura di A. M. ORSELLI, La DE, Agathangelus, in Abhandlungen der kaiserl. Gesel/schaft d. Wissenschaft zu
cristianit e l'idea di crociata [trad. di B. FosCHI MARTIN!], Bologna 1974, pp. 54-59 Gottingen, 35, l, 1888, pp. 4-87; G. GARIITE, Documents pour l'tude du livre
e 325-327)).
d'Agathange, Citt del Vaticano 1946 (Studi e Testi, 127), p. 362 sgg.
144 VI. LA VISIO NORSET E IL SERMO DE ANTICHRISTO \'I. LA VISJO NORSET>> E IL SERMO DE ANTTCHRISTO>> 145

preda a un panico grandissimo. Le regioni cristiane cadranno sotto il rakan in Armenia (1021) 307 Se la nostra interpretazione esatta, chiaro
dominio degli infedeli, che giungeranno fino <<ad mare Graecorum, si che il profeta della Visio parte dal terzo blocco dei fatti elencati nella
impadroniranno del bel porto di Costantinopoli e percorreranno le terre profezia della Vita di Nersete. Cos facile intravvedere nei due primi re
come precursori dell'Anticristo. Molti nostri principi>> (cio, armeni) della gens sagittaria>> Tughril Beg, che marcia con le sue bande contro il
aderiranno ( = si alleeranno) agli infedeli, mentre gli imperatori dei Greci Vaspurakan (1055-1062), e poi Alp Arslan (1063-1071) 308 , il quale nella
rimarranno inoperosi e passivi, come se dormissero>>. Giungeranno infine famosa battaglia di Mantzikert (26 agosto 1071) inflisse ai Bizantini una
i Francesi ed i Romani>> e combatterranno in pi luoghi questa gens grave sconfitta e fece prigioniero lo stesso imperatore bizantino, Roma-
sagittaria salvando molte persone, ma non riusciranno a distruggerla. A no V Diogene 309 L'Armenia si trov al centro del ciclone turco: cos,
Costantinopoli molti nobili>> moriranno di fame per il blocco operato scrive Matteo di Edessa, la nazione armena fu ridotta in schiavit e tutto
dagli infedeli. Le regioni a loro sottomesse, bench in pace con loro, il nostro paese fu inondato di sangue. La casa dei nostri padri venne
saranno oppresse dai tributi. distrutta, fu smantellata e croll sino alle fondamenta>> 310 I reges>> turchi
3) La pienezza dei tempi avverr seicento (o settecento) anni dopo la che succedettero ad Alp Arslan finirono per togliere la pace alla nazione
profezia, quando l'Armenia sar sotto dominio dei Greci. In quel tempo armena, per cui la popolazione con i suoi monarchi dovette emigrare in
gli infedeli rapiranno uri rex Romanorum in terra Graecorum>> e qui zona un po' pi tranquilla verso l'occidente, cio in Cappadocia (quelli del
domineranno a lungo. Poi un loro rex>> giunger con un grande esercito e Vaspurakan a Sivas, l'antica Sebaste; quelli di Ani a Lykandos. a sud.est
si stabilir sulla costa del MediterraneO>> e di l compir scorrerie verso i di Cesarea; quelli di Kars ad Amasia e a Comana, fra il 1021 e il 1064 311 I
porti (cristiani). Invier poi un suo messaggero, di nome Hostisan, un Bizantini, che avrebbero dovuto essere i loro protettori, anzich difender-
simulatore, alla citt regia, per ottenere la sottomissione di essa, ma li, distrussero per animosit religiosa gli ultimi rappresentanti delle tre
vedendo la fede dei suoi abitanti si convertir al cristianesimo. Poi far dinastie armene (1079-1080). Cos gli Armeni furono costretti di nuovo a
un Consilium con un rex Romanorum>>, il cui nome inizia con K ( C), = emigrare a sud-ovest della Cappadocia nella zona dell'Anti-Tauro, verso la
e con i Normanni ed i Franchi, ma far in seguito ritorno al suo signore; piana della Cilicia, a Haras, a Tarso, a Duluk, a Edessa (fondazioni delle
cos il rex>> ed i suoi alleati, Normanni e Franchi, usciranno anch'essi dal dinastie della Piccola Armenia, di Rupen I a Bartzeberd, e di Hetum I a
consilium>> e uccideranno il rex>> della gente sagittaria. L'esercito di Lampron, fra il 1080 e il ll50 112 Se la citt di Van, nel Vaspurakan, sia
costui, che si trover dalle parti di Gerusalemme, allora fuggir, inseguito rimasta integra>>, come dice l'autore della Visio, in quanto sotto la prote-
dai Romani e dai Franchi, i quali ne faranno a pezzi la terza parte. zione delle sante Ripsimite (cio Ripsime e le sue compagne), cosa che
4) A questo punto si avr la pienezza dei tempi: ci sar un ritorno dei rimane da chiarire, (dato che) * tutta la regione del Vaspurakan cadde
cristiani nelle regioni orientali, Latini e Franchi riprenderanno coraggio, sotto dominio turco dopo il 1071 1" . E rimane da chiarire anche l'altro
riconquisteranno Gerusalemme e ricostruiranno ci che era stato distrut- punto a cui accenna l'autore, cio (il) ** monastero o luogo di culto
to. Gli Armeni torneranno ad allearsi con loro, la terra diventer come un dedicato alle sante Ripsimite a Van. Il luogo ufficiale del loro culto
paradiso terrestre e la gens sagittaria sar cancellata dalla faccia della posto normalmente a Vafarsapat, a nord-est di Dwin, la capitale religiosa
terra; ci sar infine la pace e l'abbondanza, l'ordine e la tranquillit
religiosa e i nostri Armeni uniti ai Franchi ed ai Latini riconquisteranno
la citt di Kars e la regione che sta attorno ad essa. l cristiani potranno * in quanto A
prendere di nuovo dimora in quelle regioni e la terra diventer feconda e ** al A
ricca di ogni cosa buona per lungo tempo.
Si noti che anche qui, come gi nella Vita di Nersete, c' uno stacco
307
abbastanza netto tra la prima e la seconda parte. Nella prima si allude a GROUSSET, Histoire, cit., pp. 547-556; ID., L'Empire, cit., pp. 153-159.
308
fatti storici effettivamente accaduti. Si allude, ad esempio, abbastanza GRoussEr, Histoire, cit., pp. 585 sgg. e 610 sgg.; Io., L'Empire, cit., pp. 159 sgg.
e 161 sgg.
chiaramente, alla situazione dell'impero bizantino all'indomani della mor- 309
GROUSSET, Histoire, cit., pp. 626-629; ID., L'Empire, cit., pp. 164-168; C. CAHEN,
te di Basilio Il, quando, approfittando della guerra contro la Georgia, La campagne de Mantzikert d'aprs les sources musulmanes, Byzantion, 9 (1934),
venne compiuta l'annessione dell'Armenia all'impero tra il 1021 e il 1048. pp. 310
613-642; OsrROGORSKY, Storia, cit., p. 313; BRHIER, Vie et mort, cit., pp. 231-232.
Ed effettivamente in quello stesso periodo di tempo avvenne la prima 311
Matteo di Edessa, Cronaca, cit., cap. 88, p. 126.
grossa penetrazione di bande di Turchi Seldjukidi nella zona del Vaspu- GROUSSET, L'Empire, cit., p. 175.
312
Ibid., p. 176 sgg.
313
Cos ritiene GROUSSET, L'Empire, cit., p. 174.
146 VI. LA V!SIO NORSEI E IL SERMO DE ANTICHRISTO
VI. LA \' ISIO ~ORSEI>> E IL SERMO DE At-:TICHIUSTO>> 147
degli Armeni (Ejmiacin) Intanto, come noto, i Turchi Seldjukidi
314
cio, se ben intendo, un re o principe latino dei Crociati fatto prigioniero
conquistavan o quasi tutta l'Asia Minore, costituivano il sultanato di Rum dai Turchi in zona appartenente gi (o ancora) ai Bizantini. Si possono
(1092) e ritenevano quasi vassalle le principali citt della costa: [come] avanzare almeno tre ipotesi: si tratta o della cattura nella zona di Malatya
Nicea, Nicomedia, Focea, Smirne[. ecc.]. L'allusione successiva a una pre- (Melitene) di Boemondo I di Taranto, conte d Antiochia, da parte del
sunta conquista del bel portO>> di Costantinopo li- a meno che nel testo turco Gumuctekin ibn Danismend, e della sua prigionia a Niksar (Neocesa-
non sia da leggere cupient al posto di capient>>, ci che corrispondere b- rea) nel 1100; o di quella di Baldovino II, conte di Edessa, caduto prigio-
be meglio alla storia - da mettere in relazione, (crediamo ) *con il niero dei Turchi nella battaglia di Harran nel 1104; o di quella di Joce-
blocco operato dai Turchi e dai Peceneghi nel 10901091. Come si sa, in lin I di Courtenay, pure conte di Edessa, che cadde anch'egli prigioniero
quel tempo bande di Peceneghi, dalla parte di terra, e truppe turche, dalla dei Turchi nel 1123 318 A chiunque di questi personaggi il nostro autore
parte di mare, comandate queste ultime da Tzacha, emiro di Smirnc, alluda, il fatto rimane storicamente esatto. Ma a questo punto che i fatti
strinsero d'assedio Costantinopo li 315 . La capitale visse un inverno di mise storici non hanno pi nulla a che vedere con il resto della profezia, e
ria e d'angoscia, a causa anche delle abbondanti nevicate 316 probabile quindi si deve pensare che quanto segue (insediamento del rex>> infedele
che la frase pi innanzi: in Constantinop oli plures nobiles morientur sulle coste del Mediterraneo , invio del messaggero Simulaton> Hostisan
fame, quia ipsi angustabunt portum et non dimittent naves intrare>>, sia nella citt regale>>, sua conversione al cristianesimo , consilium>> del re
da riferire appunto allo stesso blocco del 10901091. verissimo in ogni infedele con il <<re dei Romani>>, con i Normanni ed i Franchi, ecc.) non
caso quanto scrive l'autore della Visio sul fatto che molti principi armeni altro che la parte vera e propria di carattere apocalittico, cio di una
aderiscono>>, cio vennero a .patti con i Turchi, mentre i Greci rimaneva- prospezione al futuro dei desideri del profeta. Che sia cos, possibile
no inoperosi nelle zone orientali. Basti pensare all'intervento del patriarca dedurlo da almeno due punti: l) la profezia di un supposto <<rex Romano-
armeno BarseV I presso il sultano Malik-sah dopo la caduta di Antiochia rum>> che avrebbe avuto un nome che iniziava con la lettera K. ha un
in mano turca (1098) e al patto intervenuto tra Filareto e lo stesso Malik esatto corrisponden te con quanto si legge nel testo interpolato in epoca
sah dopo la conquista di Edessa (1086-1087), ci che permise poi a Thoros medievale della Sibilla Tiburtina (<<Et post hos surget rex Salicus de
di ristabilire la sovranit armena su Edessa (1095), fino a quando non Francia de K nomine; ipse erit magnus et piissimus .. . [ecc.]>>) e con
giunsero i Crociati 317 Ed effettivament e, l'anno dopo i Crociati iniziavano quanto detto nell'Orac. Leon. X 1-2 ripreso alla lettera nel Vaticin. XXV
la loro conquista conclusasi con la (presa) ** di Gerusalemme nel 1099. attribuito a Gioacchino da Fiore (<<Vae tibi, civitas septem collis, quando
Quanto dice in seguito circa l'anno del compimento dei tempi (cio 373, K littera laudabitur ... [ ecc.]>>) 319; 2) l'andata qui del reX>> della gens
anno di morte di Nersete + 600 opp. 700 anni = 973 opp. 1073) ci condur- sagittaria o del suo <<nuntius>> a Costantinopo li sembra essere una traspo-
rebbe di nuovo a poco dopo la sconfitta bizantina di Mantzikert, ma credo sizione dell'andata a Bisanzio dell'Anticristo Hrasim 320 di cui parla gi la
che il calcolo oltre che incerto deve esser anche molto approssimato . profezia della Vita di Nersete: ambedue si impadronisco no del trono e
Tanto pi che, subito dopo si dice che un rex Romanorum>> sar rapito affermano la dominazione sul mondo. Ma qui nella Visio ucciso dal <<rex
in terra Graecorum. Non si tratta di una ripetizione di quanto ha detto Romanorum>> (alleato dei) * Normanni e (dei) ** Franchi, l invece viene
precedenteme nte: l era un rex Graecus>> che veniva catturato in terra annientato da Cristo nella sua seconda parusia. Ci che meraviglia un po'
Armenorum>>, qui invece [di] un rex Romanorum in terra Graecorum,

assieme ai A
*io credo A **ai A
** conquista A
318
314 Ivi infatti si erano rifugiate e ivi furono martirizzate. Nel Libro di Agatange- 319
GROUSSET, L'Empire, cit., pp. 203, 298, 300.
lo si dice anzi che a Va,larsapat furono costruite tre cappelle in loro onore sul
KURFESS, Sibyllinische Weissagungen, cit., p . 270; ERDMANN, Endkaiserglaube,
luogo stesso del martirio, in cui s. Gregorio Illuminatore depose i loro corpi (cfr. ci t., p. 397; MGH, SS. XXII, p. 376; Orac. Leon. X, PG 107, 1136 C; cfr. BEES, Jlp mu
lcrrop'T)p.vou XP'TJOtw.oy[ou, cit., p. 234.
Storia di Agantangelo, vers. ital. illustrata dai Monaci Armeni Mechitaristi rivedu- 320
ta ... da N. Tommaseo, Venezia 1843, pp. 137-138). <<Hrasim>> nome biblico: il sovrano Rasin I della Siria, che Iddio
31 5 OSTROGORSKY, Storia, avrebbe spinto a muover guerra contro Achaz, re di Giudea, e ad assediare
p. 329; BRHIER, Vie el mort, cit., pp. 249-251. Gerusalemme (cfr. IV Reg. 15, 37 sgg.; [sai. 7, l sgg.). Ma forse c' un'allusione ad
316 Cfr. Anna Comnena,
Alessiade, Il, 134-144 (ed. Leib). Hasim, figlio di Maometto, in quanto i figli di HaSim>> nel linguaggio escatologi-
317
GROUSSET, L'Empire, cit., pp. 182-185.
co indicano gli Ismaeliti (cfr. ABEL, L'Apocalypse de Bahtra, cit., p. 5).
148 VI. LA VISIO NORSEI>> E IL SERMO DE ANTICHRISTO VI. LA VISIO NORSEI E IL SERMO DE ANTICHRISTO 149

nell'ultimo quadro idilliaco di gioia e di felicit degli uomini dopo la sagittaria et salvabunt multos, sed feriunt caeduntque gentem Kham
distruzione dei Turchi l'accenno alla riconquista di Kars da parte degli non poterunt una vice eos de me- semel et bis atque etiam ter et plu-
Armeni. Ma ha tutta l'aria di essere questo un desiderio tutto particolare dio tollere, quia tempus eorum non- ries ... saeve caedentes omnes im-
dell'autore della profezia: non solo quindi un armeno latinizzato della duro impletum erit. pios gladio quoscumque forte inve-
niunt in ea (scii. Jerusalem). Et ma-
zona di Edessa, ma originario molto probabilmente della citt di Kars, nent illic per annos multos in ar-
sede di una delle pi antiche dinastie armene, quella dei Bagratidi! mis cum sint erga omnes hostes
Un testo armeno recentemente scoperto e pubblicato, il Sermo de qui circa eos (sunt). Neque tamen
Antichristo attribuito a s. Epifania di Salamina 321, conferma indirettamen- possunt ferre victoriam magnam su-
te le conclusioni a cui siamo giunti a proposito della Visio Norsei. L'auto- per alienigenas nationes .. .
re del Sermo de Antichristo, un contemporaneo o quasi dell'autore della
Visio Norsei - poich egli scriveva, secondo le ricerche dell'editore, G. Anche lo ps-Epifanio convinto, come gli autori della (Vita di s.
Frasson 322, verso il 1113-1149, quando la capitale armena di Ani era stata Nersete) " e della Visio Norsei, che si verificher non solo la riconquista
da poco riconquistata dal re David II di Georgia (nel 1124) 323 - , an- dei territori perduti (bizantini e armeni), ma anche l'avvento di un regno
ch'egli convinto che i Crociati siano stati dei liberatori per gli Armeni, ma pacifico in cui gli ultimi rappresentanti rispettivamente dell'impero bizan-
predice anch'egli, come l'autore della Vita Norsei, che i Franchi non tino da una parte (un Costantino) e del regno armeno dall'altra (un
riusciranno ad avere completa vittoria sui Turchi, malgrado le spedizioni Tiridate), (con)** a[! loro] fianco il papa di Roma e il katholiks degli
condotte contro di essi. quanto mai istruttivo porre qui a paragone due Armeni, rinnoveranno il patto di un tempo, cio il patto concluso al
punti del testo della Visio Norsei con quanto scrive lo pseudo-Epifanio: momento della conversione al cristianesimo del popolo armeno 326 [e]
Dopo la morte degli ultimi re e l'avvento dell'Anticristo (anche qui suo
Visio Norsei ps-Epifanio 324 arrivo fino a Costantinopoli, suo dominio in tutto il mondo, intervento di
62-63 Sermo VI , 294 sgg. Enoch e di Elia, lotta di questi contro l'Anticristo, morte dell'Anticristo) 3v,
Reges autem Graecorum sicut ebrii Tamen fiet et praevaricatio in eo (lo ps .-Epifanio) ** convinto che vi sar di nuovo il ritorno di un periodo
et dormientes erant prae angustia. (scil. regno Graecorum), quia reges di pace e di felicit, in cui le genti, scacciate un tempo dai loro territori,
eorum, enervati cum sint, perse-
quuntur corporum voluptates et potranno ritornarvi, rientrare nelle loro case, riedificare le loro chiese
languentes, imbecilli sunt in belli distrutte dagli empi e vivere in amore e in comunione evangelica fino
impiarum gentium Aelymaeorum all'ultima parusia di Cristo 328
et Tagik, Persarum et Curdistano- Questa Visio - lo si noti - fu nota non solo al nostro Leonardo di Chio,
rum, dantes in manus illorum ma- che la ricorda, ma anche ad un autore armeno che scrisse un Lamento per
gna Dei dona.

Visio Norsei ps.-Epifanio 325


63-66 Sermo VII, 324-335
Exibunt Franci et Romani et in lo- ... impavide exeunt exercitus Roma- * profezia di s. Nerses A
cis plurimis pugnabunt cum gente norum, qui et magno et aeri bello ** e A
*** dopo tutto ci A
321
Cfr. n. 291.
322
Pseudo-Epiphanii Sermo, cit., introd., pp. XLV-LIV. 326
Pseudo-Epiphanii Sermo, ci t., VIII, !in. 344 sgg., p. 38 sgg.; comm., p. 216 sgg.
323
Pseudo-Epiphanii Sermo, ci t., VIU, !in. 367-368; comm., p. 226. Nella profezia 327
Pseudo-Epiphanii Sermo, cit., XV-XVII, pp. 88-143; comm., p. 264 sgg. Si noti
si accenna pure alla liberazione di Antiochia e di Gerusalemme nel 1098-1099 (ibid., che anche qui, come nello pseudo-Metodio (cfr. n. 284) l'Anticristo designato
VI, !in. 318-320 e VII, !in. 327-331) e al patto del patriarca Gregorio III Pahlavouni come discendente de genere Dan, Khurazin, ab immundo adulteroque patre et
del 1113-1114 (ibid., VIII, !in. 470; introd., pp. L e LXXI sgg.). meretrice matre ... patris eius Romela et matris eius Melitene, ipsius autem Ra-
324
Pseudo-Epiphanii Sermo, cit., VI, !in. 294-299, pp. 31-33; comm., p. 210 (sulla sim ... Et ipse abalienatus a Deo, incolit Capharnai (Pseudo-Epiphanii Sermo, cit.,
questione della praevaricatio, gi all'interno della chiesa armena, di cui si parla a XV, !in. 772-777, pp. 90-91 e XVII, !in. 868-869, P 101; cfr. comm., pp. 269-276), mentre
VI, !in. 267 sgg.). l'altro particolare, che l'Anticristo facit bellum adversus sanctos et praevalet su-
325
Pseudo-Epiphanii Sermo, ci t., VII, !in. 324-335, pp. 34-37; introd., p. LXXXII e per eos (ibid., XVI, !in. 838-839, pp. 96-97), proviene da Vis. Dan. 7, 20.
comm., p. 211 sgg. 328
Pseudo-Epiphanii Sermo, cit., XXX, pp. 146-157; comm., p. 327 sgg.
150 \"r . LA VISLO :'\ORSEl >> F. TL SER!\.10 DE t\ NTJ CHR!STO

la capitale Istanbul, Arakhel di BaYes 319, poco dopo la caduta della citt.
Dopo aver compianto Bisanzio, profanata e distrutta dai Turchi, il Lamen-
to termina con una specie di profezia che opportuno porre qui a
paragone con la profezia de lla Visio. Ecco il testo tradotto dall'armeno:
VII.
Giacch il popolo dei Franchi si muover per volere del re immortale,
cosa di cui parlarono gi un tempo i santi padri divini, i quali parlavano
CONCLUSIONE
ispirati dallo Spirito Santo e raccontavano il futuro, circa la venuta del
popolo dei Franchi nel tempo dell'ultimo giorno. Tutto insieme il forte (Seconda stesura provvisoria)
popolo si muover, uniti insieme si accenderanno di amore divino. Verran-
no per mare e per terra, come le stelle innumerevoli, esortando tutti alla
guerra mandata da Dio. Prima prenderanno la citt di Costantinopoli, per
volere del Salvatore fortissimo, poi oseranno di pi e si slanceranno per
tutto il mondo. Entreranno nella terra d'Oriente e dist rugge ra nno tutto,
ruggendo come leoni si slanceranno contro gli infedeli. P re nde ranno la Quale fu dunque il significato e il ruolo storico delle profezie concernen-
citt di Gerusalemme, il luogo della vita del Signore, orneranno d'oro la ti la caduta di Bisanzio e la fine del mondo durante il medioevo bizantino?
porta del Sepolcro della Resurrezione, poich li avr raggiunti la pienez~a In che rapporto stanno le profezie con la storia politica e sociale di Bisan-
(dei tempi) secondo gli ordini di Cristo, come aveva detto nel Vangelo gi zio e del mondo orientale? Occorre premettere che la storia del mondo ha
da tempo il Figlio di Dio. Il popolo dei Cristiani esulter nella santa citt
di Gerusalemme e i pagani andranno in rovina, come polvere scompariran- un senso per il Cristianesimo, perch essa considerata un movimento
no annientati. Beato il giorno in cui vi incontrerete con (questa) buona ordinato e continuo verso un destino migliore- che quello della liberazio-
novella come il vecchio Simeone, che desider vedere il Salvatore. Si ne dell'uomo -, in quanto il cristiano crede che dopo la Croce esista un
afferm~r il vanto della Croce, del re gloriosamente crocefisso; il popolo principio di rigenerazione cosmica. La profezia apocalittica si pone sempre
dei pagani tutto insieme andr in rovina. Innumeri saranno le truppe dei
Franchi, come la sabbia sulla riva del mare; nessuno pu vincere la forte sul piano della metafisica della storia, o meglio, pi esattamente, della
stirpe dei Franchi. Come scintilla nella paglia si slanceranno contro gli teologia della storia universale, che , a sua volta, un'amplificazione della
infedeli e assaliranno il popolo turco, poich avverso alla santa Croce; teologia dell'uomo. Di conseguenza il piano su cui si pone il <<profeta>>
prenderanno tutte le terre ~e~ GI~ec~, giungeranno sino a ~~r ( ~gitto), = metastorico: ma la storia del mondo, soprattutto se vista in chiave dramma-
demoliranno le dimore degli 1doli, Il luogo del patto degli mfedeh ( = le tica e, oserei dire, catartica, ha un suo valore, in quanto in essa l'uomo
moschee). Giungeranno fino alla terra degli sah, e avanzeranno fino a
Dawrez ( = Tabriz), entreranno nel Khorassfm e faranno tutti prigionieri. conquista il passaggio verso la vita trascendente e verso quella soluzione
Tutto il mondo si illuminer ad opera dei credenti in Cristo, tutto il escatologica dell'universo che conoscibile attraverso la rivelazione. Di qui
mondo dei pagani sar cacciato dal mondo. Le chiese, che erano state la possibilit quasi all'infinito di rinnovare la storia>> nella profezia>>, cio
distrutte in ogni luogo, saranno riedificate; con il canto di benedizione a di <<aggiornare una profezia>> con nuovi e pi recenti <<dati storici presen-
Cristo questa terra tutta sar glorificata... I Franchi si uniranr:o agli tati secondo i moduli della letteratura profetica biblica e secondo le imma-
Armeni, e (gli Armeni) diventeranno ora guida del. fo~te. popolo dei Fran-
chi verranno per mare e per terra e saranno a nor dr amto, prenderanno gini, i ,.-67toL usati gi dai profeti autentici dell'Antico e del Nuovo Testa-
la ;egione dell 'Airarat, che la terra di (S. Gregorio) l'Illuminatore, regne- mento (da Daniele a Giovanni).
ranno a Ejmiacin, la citt santa di VaYarsapat .. . . Abbiamo visto nella parte introduttiva che la profezia assolve sostan-
zialmente a tre esigenze: 1) spiegare le <<cause>> di un presente di dolore
Due momenti, due desideri espressi in modo diverso, ma tendenti sentito come al limite della sopportazione umana; 2) infondere una speran-
ambedue a far risorgere un giorno la patria perduta degli avi. za in un futuro migliore o pi giusto dell'oggi; 3) concatenare il << passato>> e
Credo che poche volte sia dato nella storia delle profezie di poter il presente>>, quasi sempre di sofferenza, non solo con un futuro miglio-
documentare in modo cos organico e continuato l'evoluzione attraverso i re>> pi o meno vicino, ma anche con gli ultimi tempi>> predetti dai profeti
secoli di un testo profetico. e da Cristo stesso, cio con le sorti finali del mondo.
Ma al di l del significato religioso e metastorico della profezia apocalit-
329
Ed. H. A. ANASJAN, Haykakan aJbyowrner Byowzandiaji ankrnan rnasin tica, nella quale le genti del medioevo credevano fermamente e in cui rico-
Arrnienskie istocniki o padenii Vizantii ( = Le fonti armene sulla caduta di Bisan- nosciamo uno degli aspetti pi salienti della mentalit medievale, la lettera-
zio), Erevan 1957, pp. 64-73 (testo armeno) e 129-140 (trad. russa). La traduzione tura profetica pi tarda, a partire gi dall'apparizione dell'Apocalypsis Me-
italiana di Gabriella Uluhogian, a cui va il mio pi vivo ringraziamento. thodii siro-greco-latina (secolo VII-VIII) come anche della Visio Danielis
152 Vll. CONCLUSIONE Vll . CONCLUSIONE 153
armena (secolo VI-VII), viene ad assumere anche un altro significato, quel- In secondo luogo (la profezia) si appella al concetto della <<sacralit,
lo di carattere storico-politico, e quindi ideologico, che non pu essere della ~etcn.ELet data da Dio>> (ed anche del ~etcn.Euc; <<voluto da Dio), cio di
sottovalutato 330 Tra l'altro, uno degli aspetti pi curiosi e permanenti in origine divina, punto fondamentale della concezione teocratica del potere
tali profezie l'associazione o, se si preferisce, l'identificazione tra la fine dei Bizantini, per cui la ~acn.det data da Dio, non essendo trasmissibile
del mondo e la fine dell'impero romano-bizantin o. Questa identificazione si n alienabile ad altri, dovr tornare a Dio. Ma la concezione teocratica
appella a due concetti fondamentali e molto antichi: in primo luogo all'idea bizantina, che era basata sulla dottrina della imitazione di Dio>>, richiede-
gi biblica e poi anche romana e cristiana della aeternitas imperii, cio va che l'imperatore assomigliasse in tutto al suo Creatore- per cui, quando
della durata sino alla fine dei secoli dell'impero cristiano concepito come egli veniva meno al suo impegno spirituale, morale e politico, poteva essere
impero universale e identificato con il <<regno di Cristo. Gi in Dan. 2, 44 si considerato indegno della ~etcn.det. Di qui nelle profezie quelle raffigurazio-
legge: <l Dio del cielo far sorgere un regno che non perir mai, la cui ni negative tra lo storico e il fantastico di imperatori ritenuti indegni, spe-
sovranit non sar trasmessa ad altro popolo e che stritoler e distrugger cie quelli del periodo iconoclasta, immagini che sono da considerare alla
tutti quei regni (precedenti) e rimarr per sempre 331 Gli interpreti sono stessa stregua di critiche rivolte contro il potere imperiale, il quale, con la
tutti d'accordo nel vedere in questo regno imperituro o eterno il regno di sua condotta indegna, affrettava l'avvento degli ultimi tempi>>. L'imperato
Dio millenario e messianico che ha inizio con l'avvento di Cristo. La trasfor- re doveva sempre apparire non solo all'altezza della sua dignit, ma circon
mazione dell'impero da pagano a cristiano al tempo di Costantino Magno fuso di gloria e di trionfo. Cos, nella profezia, l'ultimo ~etcn.Euc;, prima
ha permesso ai profeti pi recenti di identificare il <<regno di Dio danielico dell'avvento dell'Anticristo e della fine del mondo, dopo aver sconfitto tutti
con il regno romano-cristiano , cio con l'impero romano-bizantino . Di con- i nemici dell'impero, riconsegner nelle mani di Dio sul Golgotha quella
seguenza, come il <<regno di Dio ha inizio e fine con Cristo, cos anche il corona che stata a lui concessa da Dio. Si noti in quest'ultimo concetto
<< regno cristiano temporale, che ha avuto inizio con l'adozione della religio- l'inscindibilit del rapporto fra il ~etcn.Evc; ed i suoi nemici, di volta in
ne di Cristo, non potr finire che quando finir il regno di Cristo nel mon- volta identificati nei Persiani, negli Arabi, nei Franchi, nei Turchi. Ma la
do. La profezia quindi, pur esprimendo la sua fede profonda in tale consegna della corona imperiale (da parte) dell'ultimo imperatore non
aeternitas soprannaturale, esprime per anche il timore che questa aeterni- potr avvenire che dopo la vittoria sull'ultimo suo nemico, cosicch egli
tas, legata temporalmente alla teoria danielica delle quattro monarchie 332 possa presentarsi al momento degli <<ultimi tempi come salvatore>> e
e ai sette o nove millenni del mondo previsti dai profeti, sia in realt molto <<restauratore>> dell'impero. In tal modo la descrizione della fine non pi
limitata e molto vicina al suo compimento.

l) 4 bestie = 4 monarchie (Dan.): Velleio Patercolo, Dionigi di Alicamasso, Claudia-


33
KoMSKO, Das Riitsel, cit., pp. 273-296. Infatti il Komsko aveva gi osservato a no.
proposito dell'Apoc. Meth.: Pseudomethodiu s war namlich ein warmer, sogar ein l. Babilonesi (Assiria) (leone con ali di aquila: Nabucodonosor)
fanatischer Anhiinger des byzantinischen Kaiseridee. Seine Apokalypse ist eigen 2. Medi (Media) o Medi e Persiani (orso con tre costole tra i denti)
tlich nichts anderes als ein politisches Pamphlet, im byzantinischen Interesse ver- 3. Persiani (Persia) o Macedoni (pantera con quattro ali e quattro teste)
fasst, um die Idee der Zugehdrigkeit zum Reiche in den von der Arabe m besetzten 4. Greco-Macedoni (Macedonia) (mostro con dieci coma [dieci re Seleucidi])
Gebieten wach zu erhalten und zu verhindem dass sich die christlichsyrische 5. Roma (Dionigi di Alicamasso)
Bevdlkerung in den neuen Stand des Dinge ohne Weitcres fri.ige ... Wir mi.issten 2) dal I secolo (Orac. !st., Orac. Sib., pseudo-Salomone, Ass. Moisis):
somit veraussetzen, dass Pseudomethodius, als Anhiinger der byzantinischen Kaise l. Babilonesi
ridee, zugleich ein iiberzeugter Anhiinger der Reichskirche d. h. ein Melkite war (p . 2. Medi e Persiani
291). 3. Elleni (Macedoni)
331
La Sacra Bibbia, II, Daniele, a cura di F. VATTIONI, Torino 1964, p. 1066. 4. Roma
332
Mentre nella visione biblica di Dan. 7, 1-28, le quattro bestie sono inter- Eusebio-Gerolamo:
pretate normalmente come i quattro regni dei Babilonesi, dei Medi, dei Persiani l. Babilonesi (Assiri)
e dei Greco-Macedoni, nella Vis. Dan. copta (cfr. anche Vis. Dan. araba) i regni 2. Persiani
sono ormai identificati in quelli dei Persiani, dei Romani, degli Elleni ( = Bizanti- 3. Macedoni
ni) e degli Ismaeliti. SWAIN, art. cit. (cfr. n. 218). (Cfr.) G. PoosKALSKY, Byzantinische 4. Romani
Reichseschatologie . Die Periodisierung der Weltgeschichte in den vier Grossreichen cfr. La Sacra Bibbia, II, Daniele, cit., pp. 1086-1087, interpreta:
(Daniel 2 und 7) und dem Tausendjiihrigen Friedensreiche (Apok. 20). Eine motivge l. Babilonesi
schichtliche Untersuchung, Mi.inchen 1972, pp. XII, 114 (= <<Mi.inchener Universitiit 2. Medi e Persiani
s-Schriften, Reihe der philosophischen Fakultat>>, 9). (Segue un prospetto della 3. Greco-Macedoni
successione dei regni:) 4. Seleucidi
154 vrr. co:-~cusJONE
\ .l l. CO:-ICLl:S JONE 155
un mezzo per un invito alla penitenza, come era nella letteratura apocalit lo greco ha voluto esprimere quelle speranze e quelle aspirazioni ad una
tica pi antica, ma un mezzo per esaltare il trionfo>> dell'ultimo imperato ris urrezione che h an dato luogo (al)l'ideale politico nazionale ellenico del
re; e in effetti la figura centrale delle profezie escatologiche bizantine non Risorgimento (e) poi a quella che si suole chiamare <da grande idea*.
tanto Cristo, che pure appare nella parusia finale, quanto il BetcnEu
come vendicatore ed ultimo rinnovatore della Betadet. [ chiaro che] A
sua volta questa ideologia non che una trasposizione sul piano tempora- * poi ... ideaL cio] prima di l'ideale ... Risorgimento A
le di quanto dice s. Paolo di Cristo e del suo regno:

Ora, invece, Cristo davvero risorto dai morti, primizia di quelli che si
sono addormentati nel sonno della morte. Poich la morte venne per opera
di un uomo, anche la resurrezione dai morti viene per opera di un uomo.
Come infatti tutti muoiono in Adamo, cos pure tutti in Cristo saranno
richiamati in vita. Ciascuno per nel suo ordine : primizia Cristo; quindi
quelli che alla sua venuta saranno di Cristo; poi, la fine! Allora egli (=Cri-
sto) rimetter il regno a Dio, il Padre, dopo aver dist1utto ogni principaw e
ogni dominazione e potenza (cio ogni potere ostile a Dio e al suo regno).
Bisogna infatti che, finch non abbia posto tutti i suoi nemici sotto i suoi
piedi (Ps. 111, 1), egli regni. L'ultimo nemico a essere eliminato sar la
morte. Dio, infatti, tutto ha posto sotto i suoi piedi (Ps. 8, 7). Ma quando
dice che tutto gli stato sottomesso, fa evidentement e eccezione colui che
tutto gli ha sottomesso ( = il Padre). Solo quando tutto gli sar sottomesso,
allora anche lo stesso Figlio si sottometter a colui che gli ha sottomesso
tutte le cose ( = al Padre), .affinch Iddio sia tutto in tutti>> (I Co r. 15,
333
20-28)

C' dunque al fondo delle profezie bizantine un'ideologia politico-religio-


sa ben precisa: come la fine dell'impero non pu avvenire che dopo aver
riportato l'ultimo trionfo sui suoi nemici terreni e poco prima dell'avvento
dell'Anticristo , os la fine del mondo non pu avvenire che dopo la vittoria
finale riportata da Cristo sull'Anticristo nella sua ultima parusia.
Si comprende quindi bene come nella met del secolo XV, in Oriente
come in Occidente, Mehmed II, il conquistatore di Costantinopo li e il di-
struttore dell'impero bizantino, sia stato presto identificato con l'Anticristo.
Caduta Costantinopo li non potevano non verificarsi i prodromi della disso-
luzione finale del mondo. [Ma] L'idea popolare che l'ultimo imperatore,
tav. 8 Costantino XII, non fosse morto nella battaglia disperata per la difesa del-
la citt, (ma) fosse stato [invece] sottratto da un angelo di Dio e nascosto
in una grotta sotto terra presso la Porta d'Oro, e da l sarebbe stato fatto
risorgere al momento in cui Dio avrebbe deciso di ricostituire l'impero
bizantino, divenne, sotto dominio ottomano, una tradizione tenace che,
affondando le sue radici nelle profezie pi antiche (Apocalypsis Methodii,
tavv. S-6 Visio Danielis, Oracula Leonis, ecc.), venne poi tramandata nella leggenda
del "etp"etpw"voc; Betcn~a, cio deil'impera tore pietrificato '' in cui il popo-

333
La Sacra Bibbia, III, La prima lettera ai Corinzi, a cura di N. PALMARINI,
Torino 1964, pp. 450-451.
APPENDICE I

Il vaticinio del 'filosofo' Brusone sulla conquista araba della Sicilia


ne/l'827

Quasi cinquant'anni fa S. G. Mercati segnalava al III Congresso inter-


nazionale di studi bizantini tenuto ad Atene nel 1932 l'esistenza di una
poesia inedita contenente un vaticinio attribuito al filosofo Brusone sulla
rivolta di Eufemio e la conseguente conquista araba della Sicilia (S. G.
MERCATI, Sur une posie indite dont on connait seulement les trois pre-
miers vers relats par le Pseudosimon et par d'autres chroniqueurs au
sujet de la rvolte d'Euphmius, in Actes du III' Congrs international des
Etudes Byzantines, Athnes 1932, pp. 111-113, riassunto della comunicazio-
ne). Malgrado l'importanza della scoperta e la sollecitazione in quella
sede del bizantinista H. Grgoire, che invit a pubblicarne il testo per
poterlo utilizzare nella traduzione dal russo dell'opera fondamentale di A.
A. Vasiliev (Byzance et les Arabes), tale poesia non venne mai pubblicata.
Anche chi pi recentemente ha ripreso lo studio della rivolta di Eufemio e
della conquista araba della Sicilia, pur accennando ad essa, non ha pensa-
to di darne un'edizione, sia pure provvisoria, n di approfondire in qual-
che modo l'analisi di tale testo (cfr. P. ALEXANDER, Historiens byzantins et
croyances eschatologiques, in Actes du XII' Congrs international d'Etudes
Byzantines, II, Belgrade 1964, p. 6; In., Les dbuts des conquetes arabes en
Sicilie et la tradition apocalyptique byzantino-slave, Bollettino del Centro
di studi filologici e linguistici siciliani, 12 [1973], pp. 16-17). Le ragioni
che finora hanno trattenuto gli studiosi dall'occuparsi di questo testo
appaiono ben comprensibili quando si va ad esaminare il codice vaticano
che unico lo contiene. Per s il codice non presenta grosse difficolt di
lettura, salvo qualche punto in cui le pagine sono mal ridotte, soprattutto
nei margini, ma il testo, tal quale si presenta nel codice, impone all'edito-
re un incredibile lavoro di restauro, sia per l'ignoranza crassa del copista,
che compie ogni sorta di errori nella trascrizione, per cui bisogna spesso
tirare a indovinare quali fossero le lezioni originali dell'autore, sia per il
senso oscuro e ambiguo della profezia, nella quale si allude a cose e a
fatti a noi ben poco noti.
Questo vaticinio non era completamente sconosciuto, perch i primi
tre versi di esso si trovano citati in quattro cronisti, nello pseudo-Simeone
Logoteta, in Teofane Continuato ripreso poi da Cedreno, in Giovanni
158 APPENDICE l APPENDICE l 159

Skylitzes e in Giovanni Zonara. Il primo di essi li cita a proposito di un l'altro, che si tratti di un nome fittizio, come pensa il Mercati (Sur une
incidente che si sarebbe verificato tra l'imperatore Michele II il Balbo e il posie indite, cit., pp. 112-113), visto che tale nome figura nella prosopo-
magistro>> Ireneo all'indomani della conquista araba di Creta e della grafia greca e latina come proprio di un discepolo di Pitagora, ma non
Sicilia (826-827). Rivolgendosi ad Il-eneo Michele gli avrebbe detto: <<Mi nemmeno da escludere, a mio avviso, che si tratti di un nome reale di un
rallegro, o magistro, poich la Sicilia si rivoltata>>. Al che Ireneo avrebbe itala-greco, conservatosi ancora nel secolo X, ed esistente del resto nel-
ribattuto: <<Ma non c' alcuna ragione di rallegrarsi, o signore >>. Poi, l'onomastica italiana attuale. Il termine cpt.crocpoc, non da intendere nella
rivoltosi verso alcuni dei maggiorenti della corte avrebbe citato appunto i sua accezione pi comune, trattandosi di un profeta, ma in quella pi
primi tre versi del vaticinio di Brusone: propriamente bizantina di monaco>>, cio di colui che si occupa della
<<L'inizio dei mali sopravverr sulla terra, vera>> filosofia, quella divina o spirituale (cfr. F. DoELGER, Zur Bedeutung
quando inizier a regnare il drago di Babilonia, von gnJ..6crorpo und rptoaorpla in byzantinischer Zeit, in Byzanz und die
assolutamente incapace di parlare e molto avido di danaro. europiiische Staatenwelt, Ettal 1953, pp. 197-208).
Rimane il problema dell'interpretazione storica della profezia, proble-
Se qui il drago di Babilonia>> Michele Il, come tutto lascia a crede- ma davvero arduo, perch, malgrado qualche scolio marginale che ci
re, pare difficile, molto difficile ammettere che il magistrO>> Ireneo abbia aiuta a chiarire le allusioni del vaticinante, il testo rimane di una oscurit
citato questa profezia, in cui il suo signore era cos manifestamente notevole, ben al di l dei testi profetici pi comuni.
indicato in termini tutt'altro che benevoli. Il vaticinio - chiaro - venne Facciamo un tentativo, pur essendo ben consci delle difficolt, poich
composto post eventum, cio molti anni dopo la conquista araba della conosciamo male la storia della rivolta di Eufemio e dell'invasione araba
Sicilia e la morte dello stesso Michele Il (829), da un itala-greco che non della Sicilia dell'827 (su cui cfr. A. A. VASILIEV, Byzance el les Arabes, l, La
ha amato il regno di Michele II e che l'ha ritenuto in qualche modo, dynastie d'Amorium (820-867), d. fran. par H. GRGOIRE, M. CANARO, C.
come ora vedremo, responsabile della catastrofe siciliana. E in effetti i NALLINO, E. HONIGMANN, Cl. BACKVIS, Bruxelles 1935, pp. 61-88, e ]e fonti
cronisti pi tardi ricordano questo dopo la morte di Michele Il. Certo arabe, pp. 287, 340-346, 356-359, 374-376, 379-381).
avanti il secolo X, perch la citazione pi antica, quella dello pseudo-Si- Il drago di Babilonia>> durante il cui regno inizieranno i <<mali>> sulla
meone, del secolo X, e perch il codice che ci ha conservato nella sua terra certo l'imperatore Michele II (820-829), perch detto balbuzien-
integrit il vaticinio del secolo X (opp. X-Xl). te>> e <<avido di danaro. L'espressione <<Babilonia, al posto di Costantino-
Si tratta del Vat. gr. 1257, membranaceo del secolo X, di cm. 21 X 17, poli, non deve meravigliare: normale quando si voglia designare la
di mano itala-greca, proveniente dal monastero di s. Bartolomeo di Trigo- capitale come citt del peccato. Notiamo subito che il profeta Brusone
na (diocesi di Mileto, in Calabria), fondato da s. Bartolomeo di Simeri, collega pi o meno direttamente la conquista araba della Sicilia, che ebbe
egumeno di S. Maria Hodigitria di Rossano (Patir), nel primo ventennio inizio il 17 giugno 827 (cfr. VASILIEV, Byzance, cit., p. 73) a due fatti: l) a
del secolo XII (cfr. G. MERCATI, Per la storia dei manoscritti greci di <<gravi imposizioni (fiscali)>> sulle isole (Creta, Sicilia, Cicladi); 2) a quan-
Genova, di varie badie basiliane d'Italia e di Patmo, Roma 1935, pp . 110, do ancora imperversava la pi furibonda tempesta>>, cio, come ci chiari-
114, 304; R. DEVRESSE, Les man.uscrits grecs de l'Italie Mridion.ale. Histoi- sce uno scolio marginale, all'epoca della rivolta di Tomaso lo Slavo. Ora,
re, classement, palographie, Citt del Vaticano 1955, pp. 14, n. 3, 18 e 19; mentre possibile che Michele II abbia aumentato la pressione fiscale
M. SCADUTO, Il monachismo basiliano nella Sicilia medievale. Rinascita e per risanare l'erario e per far fronte alla rivolta di Tomaso scoppiata
decadenza.- secoli XI-XIV, Roma 1947, pp . 194-195; S. G. MERCATI, Sul tipico all'indomani della sua ascesa al trono, invece da escludere che la rivolta
del monastero di s. Bartolomeo di Trigona, Archivio Storico per la Cala- di Eufemio e la conquista della Sicilia sia avvenuta quando ancora
bria e la lucania>>, 8 [1938], pp. 197-223), donato alla Vaticana dal card. imperversava>> la rivolta di Tomaso, conclusasi ad Arcadiopoli con la sua
Antonio Carafa (DEVREESSE, Les manuscrits, cit., p. 18) assieme alla sua uccisione nell'823. Forse Brusone vuoi mettere in rapporto la rivolta di
collezione di manoscritti. Il nostro testo contenuto nei ff. 36'-39'. Alla Tomaso con quella di Eufemio non tanto da un punto di vista temporale,
fine si legge: 1' ( = -c.oc,) :ETIXOI :Pfi X(PI:ET)E BOH(EI). In realt i versi quanto effettuale, cio di causa ed effetto. O meglio, sia Eufemio, da una
non sono p1t' ( = 180), ma 181; tuttavia bisogna sottrarre i primi cinque parte, sostenuto da un settore dell'armata navale siciliana, sia gli Arabi
versi, perch non fanno parte del testo originale della profezia, ma sono d'Africa, dall'altra, avrebbero approfittato dei turbamenti provocati dalla
un elogio di un lettore o dell'amanuense del cod. Vat. della perspicacia rivolta di Tomaso lo Slavo, per scatenare l'uno la sua rivolta contro il
profetica del poeta; e quindi in tutto 177. potere centrale, gli altri l'offensiva contro le isole di Creta e di Sicilia (cfr.
Chi sia il Brusone autore del vaticinio difficile dire. possibile, tra anche VASILIEV, Byzance, cit., pp. 22 sgg., 49 sgg., 61 sgg.). In realt,
160 APPENDICE I
APPENDICE I 161
Eufemio pare che sia stato nominato comandante della flotta siciliana stretto alle corde, fu indotto a rivolgersi all'emiro arabo Ziyadat-Allah, gi
dallo stratego del thema di Sicilia Costantino Suda (o Sudes) verso suo amico per un soggiorno precedente alla corte di Kairuan, il quale,
1'826-827, poco dopo che Costantino aveva preso possesso della sua carica non senza contrasti interni, accett di inviare una ilotta ed un esercito di
di governatore dell'isola. Si noti, inoltre, che il profeta Brusone parla, a uomini scelti in Sicilia al comando del <<qadi Asad Ibn al-Furat (cfr.
questo proposito, della banda dei quattro lupi selvaggi, e non difficile VASILIEV, By~ance, cit., pp. 67-74).
scorgere in questa espressione personaggi di grande rilievo, e cio Miche- Se l'analisi che abbiamo dato del primo brano di questo vaticinio di
le il Balbo (poi Michele II), Leone l'Armeno (poi Leone V) e Tomaso lo Brusone esatta - pur rimanendoci molti dubbi ed incertezze -, avremmo
Slavo, tutti un tempo alle dipendenze del comandante supremo dell'eserci- qui uno stralcio dci precedenti che condussero all'invasione araba della
to dell'Asia Minore Bardanio Turkos, che si era rivoltato contro l'imperato- Sicilia ncll'827 . Si noti che in esso non c' alcuna allusione alla storia
re Niceforo I nell'estate dell'803. L'origine dei mali dunque, secondo romanzesca del matrimonio di Eufemio con una (monaca) * che egli avreb-
Brusone, risaliva ben al di l dei tempi di Michele II il Balbo. Leone be strappato con la violenza da un (monastero)**, come narrano alcune
l'Armeno si era impossessato del potere, all'indomani della sconfitta sub- fonti bizantine (Theoph. Cont., pp. 81-82; Cedren., II, p. 97), storia che
ta da Michele I a Versinikia presso Andrinopoli (22 giugno 813) combat- posta all'origine della 1ivolta di Eufemio, perch l'imperatore sollecitato
tendo contro Krum, facendo irruzione in Costantinopoli con gli eserciti dai fratelli della sposa avrebbe ordinato di arrestarlo e di sottoporlo al
dell'Anatolia (10 luglio); Michele il Balbo, accusato di complotto contro supplizio.
Leone V nell'820 e condannato a morte, era stato posto sul trono dai suoi Quanto al secondo brano (vv. 46 sgg.) dobbiamo dire che, malgrado la
amici che erano penetrati nel palazzo imperiale e che avevano trucidato sua apparente chiarezza di dettato, non per niente chiaro a che cosa si
Leone V in Santa Sofia. riferisca. Forse una descrizione more apocalyptico della tragedia provo-
Qui Siracusa, come ci chiarisce la glossa marginale al v. 14, detta la cata nell'isola dalla prima invasione araba e delle lotte tra la popolazione
Tiranna, come in altre profezie greche e slave riguardanti la conquista e l'esercito di Asad che da Mazara del Vallo raggiunse, seguendo la costa
dell'isola (cfr. ALEXANDER, Les dbuts, cit., p. 12, n. 21), forse in ricordo dei meridionale dell'isola, Siracusa. Sembra di capire che quando si scaten
famosi antichi tiranni della citt, o anche, pi semplicemente, a indicare il l'offensiva di Asad la gente piena di paura si rifugi nelle grotte dell'inter-
suo ruolo di sede principale del governatore del thema di Sicilia, cio no -e non mancano certo zone nella Sicilia meridionale in cui la gente ha
dello stratego Costantino. In effetti Costantino si lev a difendere i diritti vissuto a lungo in grotte scavate sui fianchi di torrenti e di fiumare, come
dell'imperatore contro Eufemio, ma poi, come dice il nostro testo (sar Ispica -, cercando di sopravvivere alla bufera delle razzie e dei combatti-
presto serva del vorace), cadde nelle mani di Eufemio, che fece prigionie- menti, ora facendo atto di sottomissione per ottenere una tregua, ora
ro lo stratego e lo uccise. Nei versi che seguono (vv. 19 sgg.) (ci)* sem- resistendo con energia all'avanzata delle truppe arabe. Si sa, tra l'altro,
bra che si alluda appunto alla lotta tra i due, oppure alla lotta che si sca- che anche gli abitanti di Siracusa si rifugiarono nelle caverne, cio nelle la-
ten subito dopo l'eliminazione di Costantino Suda, tra Eufemio, che si era tomie attorno alla citt (cfr. VASILIEV, By~ance, cit., pp. 78-79, c ivi, Ibn
fatto proclamare imperatore, e un suo ex-partigiano, chiamato nelle fonti al-Athir, pp. 357-358; an-Nuwairi, p. 381) e che pi di una volta Eufemio
arabe Balata (o Palata) - cio un alto funzionario o un generale insignito fece il doppio gioco, incitando i Siciliani alla resistenza, cos che i Siracu-
del titolo aulico di curopalata o di palatino -, il quale era passato sani riuscirono a salvarsi grazie anche ad un'epidemia scoppiata nel cam-
dalla parte degli imperiali e con l'aiuto di suo cugino germano Michele, po arabo di cui rimase vittima lo stesso Asad (nell'828, cfr. VASILIEV,
governatore di Palermo, era riuscito a mettere in gravi difficolt Eufemio. Byzance, cit., p. 81). Tuttavia, ripeto, il contenuto di questo secondo brano
Che la seconda ipotesi sia pi accettabile mi sembra che si possa dedurlo non cos trasparente: troppe allusioni ci sfuggono e troppe lezioni del
dal fatto che, secondo il nostro testo, <<l'astro (cio il ribelle, la cui stella testo sono incerte o ambigue o discutibili. Ci rimane quindi il desiderio di
sembrava essergli favorevole) ... dopo aver combattuto con durezza per tre saperne di pi e di avere a disposizione un testo pi sicuro su cui poter
giorni, invier ambasciatori al suo peggiore amico e poi <<Spinger i lavorare dal punto di vista interpretativo con maggiore tranquillit.
serpenti intelligenti (o accorti) che con il loro capo avvolgeranno il suo
nemico (Balata) inseguendolo in modo invincibile con forza potentissi-
ma (vv. 19-27). (Ci) ** sembra che qui si alluda al fatto che Eufemio co- * suora A
** convento A
*mi A
**Mi A
162 APPENDICE
APPENDICE I 163
A.6yot Bpuawvo rpGoa6rpou & t6p.{3wv nEpl rwv taxfnwv f}fJEpwv xal
(Traduzione provvisoria in fogli manoscritti)
;[ r autJ{Jqa6tJEVa El rf}v ouatv
Vaticini del filosofo Brusone espressi in giambi sugli ultimi giorni e
My~crn Bpuaov, T) crocpw't"ci"t1l Mp~. su quali saranno gli eventi futuri in Occidente
6 1tciv"ta. TJIJ.L\1 !J.cp~vwc; x~"~uycicr~c;.
dlcp1")1J.O, ocpt'!]c; civOpcicr~\1 \IE\IEUXOcr~
O grandissimo Brusone, poeta abilissimo, tu che hai rivelato tutto
cro "tTI ypa.cp'[i "tW\1 IJ.E"tP1"\1J.vwv cr't"LXW\1,
5 EcX\1 \IOTJCiYJ wc; 17~J.~<; "t~<; #wc;. chiaramente a noi, di buon augurio tu apparisti agli uomini che acconsen-
tono ai tuoi scritti composti in versi commisurati, se qualcuno pensa che
'Apx'J Xa.XW\1 yE 7tpocrop~IJ.EL"t(J.~ "tTI xlJovt essi siano degnamente (espressione della) giustizia (divina).
O't"~\1 Xa.'t"cip~YJ 't"fj, Ba.~uwvoc; opcixwv,
L'inizio dei mali sopravverr sulla terra l quando inizier (a regnare) il
UcryW"t"to<; lX.p01")\I x~. cp~Mxpucroc; .(av
drago di Babilonia l ( = Costantinopoli ; Michele II il Balbo 820-829), com-
v-f]crouc; ovTjcrE~ IJ.ELsocr~ o' cix1J11o6cr~. pletamente incapace di parlare e molto avido di denaro; l sconvolger le
10 a.\1 "tll.ltEW\1 ~a.\la.7t.~E~ OO.O~<;, isole con pi gravi imposizioni (fiscali), l avvolger l'umile popolo (in) *
ov xa.. "t~pci~E~ "tE"tpc; ciyp[wv uxwv, inganni, quel popolo che sar turbato da una masnada di quattro lupi
E't~ xpa."t0u(J1")<; 7ta.yxa.XEIJ"tct"t1")<; ;,ci1"),. selvaggi ( = Bardanio Turkos, Leone Armeno poi Leone V, Tomaso lo
llOcrE~ Xpa."ta.~cX TJ X~.OUIJ.\11") 1tct.~~ Slavo, Michele il Balbo poi Michele Il?), l quando ancora imperverser la
cpwvn Tupa.woc; ~~va.cr't"TjaE~ xcip~v. pi furibonda tempesta (cio la rivolta di Tomaso lo Slavo 820-823). l (La
15 1-l~x-f]cra.c; a.u"tt;i xa.. "tup[a.v]voucra.c; Ma.v, citt) per sorte potente chiamata un tempo l col nome di Tiranna ( = Sira-
wc; Ecr"ta.~ lJaHo\1 otx"t1")(<;) "tOV 7ta~J.q>ciyou cusa) sollever il capo, l avendo combattuto contro di lui e dominato
assai, l cos che sar presto serva (o schiava) del vorace(= Eufemio?), l
~\11") CTUIJ.IJ.~XL(a.) "tt;i ~EXXE~IJ.Vtp,
strana alleanza con colui che si trova in (tale), l lui che le spade persegui-
ov xa.. ~J.cixa.~pa.~ xo~w[~ou]aw 't"o~J.wc;

*con A
:E 7 bta.w<rELEV li.v <rE -.wv <jJL<pp6vwv 12 6 E>wj.lci 14 1) 1tOL :Eup&.xou<ra. TJ
Tupa.w(

Tit. Bpvtrw\lo) Bpu<ro- v t&.1-1~wv] -~wv v <ru1-1~TJ""61-1va.] au1-1~'aw- v Su<rLv] SVm


v
l Bpv<T0\1 V: O"W\1 v' O"Oq>W"<<i"'TJ] <rocp- v 2 ucpet\IW<;] W<; v' - v 3 \IE'VEUX6trL] -6 .. ,
v 4 !J.E"'PTJ!J.'VW'V] !J.E"<pL v 5 :v] iv v \IOTJ"1J V: \IOEL- v' 6 .pxT) ps.-Sym., Theoph.
Cont., Io. Scylitz., Zonar.: .px'Jv V yE ps.-Sym., Theoph. Cont., Io. Scylitz.(VB),
Zonar.: o Io. Scylitz.(F) o lo. Scylitz.(ACMN) o lo. Scylitz.(E) 1tpotr8pa.!J.Ei:"<etL)
1tpotr8pa.!J.fi-c V 1tpornE<rEi:-ca.L Io. Scylitz., Theoph. Cont., Zonar.: 1tE<rEL"'et' ps.-Sym. -.fj
V 1: "''V xltov ps.-Sym., Theoph. Cont., Io. Scylitz., Zonar.: y;v6\IL V 7 ~-.a.v] ~ .. &"V
8 ovay.w..-.o (vel-y.waao) ps.-Sym., Theoph. Cont., Io. Scylitz., Zonar. : li
-.6-yoy-co V li.pOTJ\1 V ps.-Sym. : o .. o Theop. Con t., Io. Scylitz., Zonar. 9 \ITJ<rou] v(-
V !J.ELSO<l"L 8' &.xiJTJ06<rL coni. Alexander: ~~T]SW<l"EL oa.xiJTJOWO"EL v lO t;a.va.1t!;EL] -;T] v
06)..oc] -ou v 12 hL] ~..T] v 13 So<rEL] 8w- v xpa. .. a.L.] -a.L.v v' -E.v v f) xa.oU!J.VTJ] v
T]XEXOU!J.'VT] V 15 !J.CtXTJ<ret) !J.CtXOU<ra.c; V 16 fa-rt:tL) EhetL V o(X"<T]) o(xa.L"'U V 17
O"U!J.!J.CtXLet] !J.CtX'l v OLEXXEL!J.Vtp) OEXT]EX!J.\10\1 v 18 !-lci.XetLpetL] !J.CtXet(pa.c; v "<O!J.Wc;]
"<O!J.W<; V

6-8 ps.-Sym. p. 622, 5-7; Theoph. Cont. p. 84,7-9 (Cedren. Il, p. 99, 12-15); Io.
Scylitz. p . 48, 3-5 Thurn; Zonar. III, p. 352, 9-11 .
164 APPENDICE l
APPENDICE T 165
iitr-.pou 8p6IJ.o yp '].Lov -.Tj!;,EL 'tO'tE
teranno in modo acuto. l Il percorso dell'astro ( = il ribelle) infatti strugge-
20 8utrL 8 -.ou-.ou 1-l-TJ trXO'tLsoutra ~TJO"EL.
'Atr-.Tjp cpu-.wtrciiJ.Evo a-.tiJ Tipotr~ci.oL
=
r allora il sole ( lo stratega Costantino), l ma la caduta di quest'ultimo
sopravverr senza coprire di tenebre. l L'astro ( = il ribelle) generato si
xat 'tpEi: IJ.axT]tra 8utriJ.Evw ovv i}IJ.pa getter contro di lui ( = lo stratega) l e, dopo aver combattuto con animo-
nptr~n nponiJ.I)iEL np xaxtr'ta-.ov cpt.ov. sit per tre giorni, l invier ambasciatori al peggiore (suo) nemico. l Egli
"Etr'taL 8 nupp XaL xaxw-.a-.o IJ.polji, (=Eufemio?) sar un uomo (app. L'uomo sar) odiosamente fulvo (app.
25 Otr'tL<; XLVTJO"EL 'to voOUiJ.vou ocpEL<;, biondo) e malvagissimo, l il quale scuoter (app. spinger) i serpenti in
o~Ev xwT]tra -.v xa-.' au-.oii 8utriJ.cixw cattive condizioni ( = Arabi?), l donde (app. per cui) scuotendo(li) (opp.
n.T]!;EL 8Lw!;a E.v tr~vEL xpa-.Etr'tci-.w spingendoli) colui che () contro (app . in favore) di lui in modo invincibile
15-.av xa-.cip!;a yxat[ T]] trE L '<TI n6.E.L l avvolger inseguendolo con forza ( = esercito) potentissima. l Quando
inizier (la sua azione) si assider nella citt ( = di Siracusa); l di nuovo
Tici.w 8' d au-.v E.!;avEtr'tw iJ.a[xaCp~]
egli solleva tosi verso di lui ( = l'imperatore) con la spada, l (essi) lo
30 [a-.]v xa-.atr't-f}troutrLV, .}.}.' ov d 't.o
ridurranno (in angustie?), ma non in fin (di vita). l Per la quinta volta
[n]iJ.n'tov yp oihw EiJ.iJ.avw iJ.ciXTJV ~.EL
infatti vorr la battaglia in modo cos furibondo, l con malvagit (opp.
[xci]xn 8o\IT]tra '<L<; -.upavv68ou() -.p6nou con vilt) avendo scosso i modi dispotici l ... inizier il potere di coloro
[ ... ]Lva xa-.cip!;EL 'tWV 'tupaVVOUV'tWV xpci-.o che signoreggiano l ... infurier contro di lui avvicinandosi gli inganni agli
( ... ]L't'tEi:'taL Q:V'ttiJ 7tp00"7tE.citraV'tE<; 8o.oL uomini l ... come morti e vivi e annientando tutti gli inganni con le forze,
35 iJ.poi)JL 'tOU'tOV W<; VXUO"O"L swd 'tE (dominer con inganno le teste degli inflessibili ... ) l ... quando il quinto
(giorno) da lontano accadranno l tre di queste cose gravissime e tremen-
46 O'tQ:V 8 IJ.axpv 'taii-.a 7tiJ.7t'tTI cruvopaiJ.EL de, l voglio dire il terremoto, la bufera e il turbine, l fuggi lontano e nelle
't: 'tpLtrtr X<XL IJ.YLO"'ta 8T] 'tWV tauiJ.ci'tWV, tane delle volpi entra al pi presto l e vivendo dunque solitario l diverrai
trELO"iJ.ou, .aC.cmo xat xa-.aLyi8o .yw, grasso, attendendo alle sole necessit (o bisogni, o preghiere). l Esse
apportano infatti terrori infiniti con travagli: l tutti i principi dei mali
8C8patrxE TI6ppw xat IJ.OVai: ..w7txwv
sono scossi, l se l'una o l'altra di queste cose non si compiano allora, (se)
so ErtrLtL tci-.-.wv xat IJ.ovciswv viiv 1ti:o
vada verso l'astro e brevi tempi (vengano) allora, l passa il tempo atten-
i!trn trxo.ciswv E.v 8ETjtrEtrLv IJ.ovai:.
"A7t.E'ta yp cppoutrL 8ELv trv TiovoL,
miv-.E 8ovouv-.aL o~ xaxwv .pxTJy'taL,
EL 8' av-.. -. aiJ.cpW iJ.TJ 'tE.Etr~WtrL 'tO'tE,
55 ~6.n 7tp itr-.pov xat ~paxEi: xEi: xpo\lou
166 :\PPEN DlCE l
APPENDICE l 167
oLa:rpL~E xpa:tLO""t"TJV 06!:,cx.v 1tpoa~J.vwv.
dendo la gloria migliore. / Non giover mescolare alla sola (gloria) questa
M6vn yp "t"c.tU"t"l]\1 ouo' vf}aEL O"U!.J.i.J.i:!;c.tL, (?), l poich due volte innanzi tutto subito al potere giunger l del
E1td etc:; "t"c.tU"t"TJV 1tpw-.ov c.tihc:; 't0 xpcl.'tH potente e ai piedi (suoi) si getter (?) / con voci incessanti e sagge parole
''lSEL Xpc.t"t"OV\I'tOt:; Xc.tL 1tOO"L\I "t"E 1tp00"1tEO"Er di augurio; l rimane ostile a un tal modo di onorare; l di nuovo per
60 <pwvc.trc:; ci1tc.tua-.c.tLc:; xc.tt ao<pc.trc, EU<JlTJ!J.Lc.tL, avendo applaudito (app. avendo preparato) invia (ambascerie) al potente,
"t"OU'tOU "t"Li.J.WO"c.tL OUCTIJ.EV')c; 'tp01tOU i.J.EVEL, l uccide, scuotendolo, il cane che digrigna i denti e che fortemente
1tcl.w o 1t!J.7tEL cruyxpo't-f}crc.t yxpc.t"t"Et, selvaggio, l facendo cessare le pene dei congiunti l e lui purificando
XU\Ic.t ~PUXO\I'tc.t Xc.tL riypLOUI.J.E\10\1 IJ.yc.t interamente con le spade, l avviciner quei liberati che egli un tempo
X"t"EL\IEL ov-f}crc.t 7tPOCTjE\IW\I 1tc.tUW\I U1tc.tt;
sfugg, (troppo manifestamen te battagliero per coloro che percuotono e
tutte queste cose avendo compiuto sano e salvo.)
65 xa.t -.ov-.ov ll.pTJV xxa.~cx.Cpwv <pc.taycl.voLc:;
-f}crEL uMv'tct.C, ouc:; cX7tpcx.O"E\I 1taCX.L

[ ] integrazione di lacuna di ampiezza nota.


( ) integrazione al testo tradito.

56 xpa-.(tr"';'Y]V] xp<X't'Y]tr'ta v 1tpO<rJ..LVwv] J..LVOVv 57 ouo' v'l'jcrE~] OVOOVLO'W v


<TVJ..LJ..Li:~a:L] <TLVJ..LL~<XL V 59 i\l;u] i\l;n V 7tpO<T'1tE<rEi:] 7tpcr 1tO'EL V 60 EU<p'Y]J..Lt<XL<;] J..LELaL<; V
61 -.ou-.ov] -.o-.ovV OV<TJ..LEV')<;] J..LEVE;;c; V J..LEVEi:] J.LVE~ V 62 crv-yxpo-.i}crac;] crvvxpo- V
63 xal] x V
APPENDICE Il

La profezia pseudo-danielica dei codd. Laud. gr. 27 e Barocc. gr.


145 della Bodleiana di Oxford

Il testo che diamo qui in appendice quasi interamente inedito, salvo


le prime 73 linee pubblicate piuttosto male, con errori, lacune e senza le
parti poetiche, dall'Istrin, che conobbe soltanto il cod. Barocc. gr. 145. Si
tratta di un testo abbastanza curioso, perch, malgrado il titolo, non
soltanto un insieme di excerpta da apocalissi apocrife (ps.-Daniele, ps.-Me-
todio, Vaticinium s. Andreae Sali, ecc.), ma anche una rielaborazione
personale e, in parte, critico-esegetica, di questi testi fatta da qualche
studioso anteriore in ogni caso al secolo XV, ma collocabile forse, come
ora vedremo, tra la fine del secolo XIII e la seconda met del secolo XIV.
La cosa pi interessante costituita dal fatto di contenere brani di testi
apocalittici non giuntici per altra via, salvo quei passi che sono stati
indicati in calce al testo.
Non chiaro per quale ragione i singoli paragrafi, specie nelle pagine
iniziali, siano introdotti dalla formula: v-.o.v&o. SLCT'>OpEL'>O.L (opp. tcr-.opEL'>o.L,
lcr-.opovv'>(U, ecc.). Potrebbe semplicemente valere: <<vi (o qui) si racconta
(o si indaga, o si espone), ma potrebbe anche significare: <<vi (o qui) si
rappresenta (o viene rappresentato), come se l'autore del trattatello aves-
se avuto sotto gli occhi nello stendere queste note un libro di profezie
figurate, simile a quello, ben noto, attribuito a Leone il Saggio.
Quanto all'epoca in cui il presente trattatello sarebbe stato scritto
meritano di esser qui segnalati alcuni punti interessanti:
l) alla linea 135 indicata una data, A.M. 6660, cio l'anno 1152, e si
legge all'inizio di un brano che per il resto tratto da una recensione
della Vis. Dan. gr. B;
2) poche righe prima (lin. 132) si dice che la spada impugnata dal terzo
angelo sar diretta contro i Latini;
3) un po' pi innanzi (lin. 200 sgg.) si allude ad un imperatore
yyEWVUIJ.o<; che avrebbe compiuto stragi a Costantinopoli e che definito
l}.oLWiJ.voc;, cio <<mutevole o anche cattivo, <<alienato: possibile che
si alluda ad un imperatore della dinastia degli Angeli (!sacco II o Ales-
sio IV, ritenuti normalmente nelle profezie responsabili della conquista
latina della capitale), come qualche studioso ha interpretato una frase
170 APPENDICE Il
APPENDICE II 171
consimile della Vis. Dan. gr. B; e non si dimentichi che uguale indicazione
e che cerca di valutarie, propendend o alla fine per quella espressa dal
si ha gi nella profezia attribuita a Costantino Magno dove l'tiyyE.WvvJJ.ov
Crisostomo .
crxfj7t"tpov viene associato ad un <<giovane e al 1tuppv Ei}voc; (cio alla
In conclusione , l'autore pare una persona abbastanza colta, largamen-
stirpe bionda);
te interessata al problema delle apocalissi apocrife pi diffuse, ma un po'
4) nelle lin. 216 sgg. si allude poi ad una flotta <<alata che entra nel
arruffona, propensa a mescolare un po' troppo testi di varia provenienz a e
porto di Costantinop oli, ma il cui attacco, considerato un affronto, viene
di origine dubbia. C' da chiedersi, ad esempio, donde abbia tratto certe
poi vendicato col sangue da un altro imperatore tiyyE.Wvuf..Loc;: possibile
indicazioni o certe descrizioni (come quella dell'Anticri sto, che non corri-
che si alluda alla conquista latina di Costantinop oli del 1204 e alla ricon-
sponde a nessuna di quelle conosciute) o certi brani profetici. Ci si pu
quista di Michele VIII nel 1261;
chiedere pure se i brani poetici in dodecasilla bi di valore modesto e in
5) infine alle !in. 327 sgg. si allude chiarament e all'isola di Cipro in
fondo poco utili ai fini esplicativi siano opera sua. Comunque, che questi
preda alle fiamme e alle devastazion i: quasi certo che qui si allude alla
versi siano suoi o di un altro autore sconosciuto , ha un'importa nza relati-
III Crociata e alla conquista di Cipro da parte di Riccardo Cuor di Leone
va, perch anche il nome di chi ha composto il trattatello ci sfugge.
(1191); certe espressioni nella poesia che segue mi sembra che non lascino
Il testo conservato in due codici, per quanto mi consta: nel Laud. gr.
adito a dubbi (per esempio: , l;o:vi}v, per indicare il popolo conquistato -
27, cartaceo, miscellaneo , dei secoli XV e XVI, e nel Barocc. gr. 145,
re; f..lL.oc; <<il rosso, cio il crociato; u\jlo:uxEvov ~l}vo, <<gente superba,
membranac eo, miscellaneo , pure dei secoli XV e XVI. opportuno, (cre-
ecc.).
diamo) *, tenere presente il contenuto del cod. Laudian., perch il catalo-
Ora, se questi passi permettere bbero di collocare questa parte della
go del Coxe tutt'altro che chiaro su questo punto (cfr. H . O. CoxE,
profezia fra il 1152 e il 1204-1261 -e tra queste indicazioni ci sembra che
Catalogi codicum manuscript orum Bibliotheca e Bodleianae. Pars prima
rientri anche l'allusione ad una spedizione di un imperatore verso Tessalo-
recensionem codicum graecorum continens. Oxford 1853, pp. 508-509) .
nica per liberarla dai l;avM yvl] (!in. 456 sgg.), cio dai Normanni che la
Non vero che il codice contenga ai ff. 2450 e 58-65 una Constantini
conquistaro no e la tennero dal 24 agosto al 7 novembre del 1185 - altri
Magni praedictio, ma pi esattament e i seguenti pezzi:
passi invece ci porterebbe ro ad altre epoche. Per esempio l dove si parla
l) ff. 24'-25' llp6ppTJrn rou iv ay{ot Kwvrnavr{vou (copia pi antica, del
della 'Icr1tavCa e di 'PJJ.~Eva ( = Ravenna?) e della Ao:yyou~ap8Co: ( = Longo-
secolo XV) e 58'-60' (copia pi recente, del secolo XVI);
bardia bizantina, cio Italia meridionale ) come distrutte (lin. 361 sgg.), o
2) ff. 25'-46' (48) 'Ex rwv op6.aewv rou rcpoqrfp:ou !J.avdJ (copia pi antica
dove si allude all'impresa di un bulgaro di nome Argiro che avrebbe
del secolo XV) e 60'-65' (copia pi recente, incompleta , del secolo XIV),
sottomesso i popoli occidentali e fatto una ~vwcr1c; 7tCcr"tEwc; (lin. 439 sgg.).
costituito a sua volta di tre pezzi.
Se nel primo caso ci potrebbe essere un'allusion e alla caduta dell'Esarca-
a) 'Avacr-rT]aE"tc.tl JJ.E1pcix1ov X"t.., f. 25' (copia pi antica) e 60' (copia pi
to ravennate (756), e .quindi un'eco di una profezia molto antica, nel
recente), testo pubblicato gi dall'Istrin;
secondo riesce assai difficile dare una collocazion e cronologica all'impre-
b) Lr{xo 'taJ.Lf3ot d rflv rcu.7Jv r7} va 'NJJ.L7], inc. Bu1;avoc; o:).Tj x, ff.
sa di questo presunto bulgaro Argiro, perch di essa non si ha notizia
25'-26' (28) (copia pi antica) e 60' (copia pi recente), testo dell'Oracul um
nelle fonti storiche (cfr. J.-F. VANNIER, Les Argyroi, IX'-Xll' sicles, Paris
de Constantino poli attribuito a Leone il Saggio (PG 107, 1149-1150, con
1975).
varianti);
Abbiamo detto che l'autore del trattatello si propone anche degli inten-
c) flapex{36J..aGOV ... f.x rwv par7EWV x<, ff. 26' (28)-46' (48) (copia pi
ti critico-eseg etici. Baster segnalare qui che l'autore mostra di aver pre-
antica) e 60'-65' (copia pi recente, incompleta , fino alla lin. 222, lipcixovnc;
sente non solo pi di una versione dei testi apocalittici apocrifi segnalan-
crup(1;ouCTI "tWV EI~oxMvwv ).
done le diversit (cfr. lin. 546 sgg.; 699 sgg.; 842 sgg.), ma anche le diverse
Quanto al cod. Barocc. 145, come aveva gi indicato il Coxe (Catalogi ... ,
interpretazi oni che vennero date dai padri della Chiesa di alcuni punti
I, cit., pp. 247-251), contiene ai ff. 70'-79' (e non 80) l'operetta intitolata 'Ex
particolari, come sulla questione della Atl}lo7tCo: biblica (cfr. !in. 729 sgg.), e
rwv paaEwv rou rcporpfrcou !J.avt~, ma composta qui soltanto di due dei tre
pi ancora sul significato del termine "t xaxov usato da s. Paolo in II
pezzi gi indicati nel cod. Laud.:
Thess. 2, 6, a proposito del quale non manca di citare l'opinione di Giovan-
a) 'AVO:CT"tTJCTE"t<kl f..lEipOCXIOV X"t.., f. 70';
ni Crisostomo , ma mostra di conoscere anche le opinioni di Severiano di
b) llapEx{36J..awv ... ix rwv paaewv xr.l.., ff. 70'-79'.
Gabala, di Teodoro Mopsuesten o e di Teodoreto di Ciro. Non facile dire
se queste opinioni elencate a !in. 768 sgg. siano il frutto di letture dirette
o siano state mutuate da qualche catena esegetica; certo che le conosce
* io credo A
172 APPENDICE II
APPENDTCE TI 173
L'amanuense del Barocciano un pessimo trascrittore che compie
O"TJI-I.Ei:ov -r ~..ov -ri}v 1t.w ..wvo:L ohwc; ~La-ropEL"tO:L O
ogni sorta di errori, evidentement e perch comprende assai poco ci che
legge nel suo esemplare e ci che scrive egli stesso, a tal punto che il 5 oihwc; xo:ltw<; ypcicpTJ, o a..-Cxo
testo in pi di un punto diventa quasi incomprensib ile. Qua e l un L--ro:vp<; ..- xpci-ro<; 7tp<; 1]~wv .v-ro:..ci1;o:
lettore o un revisore ha corretto qualche parola. Ma ci che meraviglia di 't"TJV xcipLV "tO:V't"T)V "tTJV "lIJ.WV 7tpoaoxo:.
pi in questa trascrizione l'assenza di tutta la parte poetica, omessa, io 'Ev..-o:vlto: E~LO"'t"OpEL"t O: L &px-roc; xo:.xi} x o: t 'TtL "tV VW"tOV
credo, di proposito, perch ritenuta forse non essenziale ai fini della a..-Tj cpLci.TJ, xat ovo o-xv1-1.voL tmoxci..-wltEv o:-ri'j<; OE~L~ xat ovo
comprensione del testo profetico. Ma non c' alcun dubbio che il trascrit- 10 xvvE<; .uE:<; ltT].o:sovo-o:L o:..-!j, ile; ol IJ't"LXDL"
tore del cod. Barocciano avesse sotto gli occhi un testo fornito anche delle Ilo..ci, -rci.o:c; xcixLO""tE, ..-fj Owp(E)~ yvT],
parti poetiche: ne rimasta traccia l dove si accenna alla triste sorte 't"TJV EJO"'t"pocpov yp X~L~OV~VT] itctV
riservata a Cipro, in cui il Barocc. ha conservato il primo verso (Iin. 329) ..-l)v xltpo7toLv i:'vooltEv xpv7t-rEL<; 7t.civT]v,
della poesia dedicata appunto a tale isola.
wc; E~EVEt<; O xvvac; x--rpcpEL<; vovc;;
Il cod. Barocc. fece parte della biblioteca di Francesco Barozzi
15 xvvac; &:pT]yoc; XLVOVVWV EXEL<; ~aov,
(1537-1604), umanista, bibliofilo e matematico veneziano, che ebbe interes-
.).).' a'ltO:..cX~EL "rV .oyLO"~V xp6voc;,
si anche per le profezie : appartenne alla sua collezione il cod. Barocc. gr.
170 contenente gli Oracula attribuiti a Leone il Saggio, splendidamen te ocpL<; O 'ltciv..-n XCl't"O:VO:.WIJEL 't"cXXEL.
miniati (cfr. P. LAWRENCE Rose, A Venetian patron and mathematicia n of L..-Cxoc; ..-Tjc; 7t6.Ewc; L -.f)v lfpx..-ov xat -roc; ovo a-xv~vov<; xat
the sixteenth century: Francesco Barozzi [1537-1604}, Studi Veneziani, "tO<; OVO XVVO:<; 't"O<; yo:.OVXOVV"rO:<; O:'t"TJV"
NS I [1977], pp. 119-178 e particolarmen te pp. 144-145 ; C. MANGO, The 20 Xo:.xov7tO.L<; O ~ap~cipov<; 7tcl.Lv OXOV"
Legend of Leo the Wise, Zbornik Radova Vizantoloski lnstitut>>, 6 [1960), o-ro:v yp xvvwv ipxnv .{]\jln ~TJ't"pa,
pp. 78-79). otx-rCa..-a't"E, }p{JvT]o-ov dc; 1t.ou 1t.ci-roc;,
l due codici L ( = Laud.) e B ( = Barocc.) non sono copie di uno stesso 01tW<; EOV O"OU "rTJV c.PXTJV a'lto.ci~n<;.
archetipo, ma discendono da due subarchetipi diversi che hanno errori e 'Ev-ravlta E~Lo-..-opEi:'t"o:L avTJp ~aaL.Ec; h livo IJ.Epwv
lacune ciascuno in proprio, e quindi li terremo presenti ambedue per la 25 EtO"EPX~Evoc; dc; -ri}v ~O:O"L.LOO: 1t6.w 1t ciyy.ou OTJYOV~Evoc;, o
critica del testo. Purtroppo per la parte in poesia non rimane che L, e
o-..-Cxoc;
quindi il testo in questi punti meno sicuro, anche perch non si pu dire
L'ltEVOE, ivEp, olxi'jao:L 7tp<; ~o:aL.Coa,
che il poeta sia sempre molto perspicuo nelle sue modeste composizioni .
O~a:L 't" owpov Ex XELp<; O"'t"O:.i.J.VOV,
dp{]VTJc; -il~EL -r xpci-ro<; aov 7tpo}v~w;
flapEX{i6.atoV !JV @ijJ ay[~ X TWV opaaEWV '"COU ay[ou 7rporpf}'r:OU 30 ..-pt<; ..-p.c; XpO:'t"lJO"EL VLO:V"tO<; xo:. E~L
Llavti) xal x &aq;6pwv ay[wv .vapwv wv 6 {iaat.<; xo:~cp}d v y{jpEL ~"11 7tp<; yi'j<; 7tvlt~vo: .
q;t.oaorpw-ca-co; J\.wv auv'ijf,E., Exnaf. tawz?ou.E.vdxwt xal tf,ta-c6prpEv. 'Ev..-o:vlto: Lo-npOVV"tO:L 't"pEi:<; 7tEPL7tE7t.Ey~VOL opcixovnc; xo:t
-rpEi:c; VOL EU7tpE1tEL<; L7t7t6"tClL xpo:-rov-rEc; o6pu EV -ro:i:c; XEPO"LV
Etc; -r6vOE -rv LEpocpwv-r'r)V -rv v o:-rwv, xo:l. T} ~o:o-L.Evouao: 7t.L<;, xa. 7tpoa7topEvov..-o:L EV -r4>
t;) -rE--rpcmEVP(() a-rG"rw.
~o:p~cipl!J, oc; ~OE"tO:L ~V dvo:L -rv 'HEpo:X.o: bt'lt"rT]V, XO:L v -rQ 35 'l7t7tOOpo~C~ EL<; -roc; "Epw-ra<;, wv oL cr..-CxoL

~~'ltpoo-ltEv od;LQ 'TtOOL "tOV L'lt'ltOV o:"tOV i:'voov "tOV ovvxoc; dvo:L "t" AitT]~ v ~Vl!J ap~EL<; -rQ xpci"tEL,
..-oi:c; o-oi:<; YEVVTJ't"O:L<; v ..-pLO"L -roi:c; 7tpOO"W7tOL<;
cr-rEcpl]cpopovv-rwv 7tapX"1J -r xpci-ro,
l sgg. cfr. Patria Constantinop., ap. Script. Orig. Constantinopol., II, p. 137, 3
(xl.wv -cE-cpcbtEVpoc;)
4 .WVCl.\ ou-cw] Cl.UW'JCl.\OU "t"OU (sic.) B post oihwc; add. L1 8 "t"'J 'IW"t"O'I] "t"W'I 'JO"t"W'I
B lO .uti:c; correxi: \Ei:c; LB lTJa.sou<ra.\] -sa.uO""!J<; B 11 lwpEtf correxi: lwp~ L 16
.na.ci~E\ scripsi : -<i~'J L 21 Tji\J1J scripsi: Tji\JE L 25 fla.<r\(oa. n6w] (lMLECa.v B
Tit. l :y(~ om. L 3 <rwilouEn(xw L, corruptum : -cou ilEoii "!]p\"t"\XW B fort.
crv~-t~ouEU"t"\xwc;- l (Epoq>wv-c"l]'l LB: an lEpoq>civ-c"l]V <jl LB: -cQ Istr. <r-cw-ca.] l<r-cw B
30 -cptc; -cptc; scripsi: -cpEi:c; -cpEi: L 33 l6pv] lwpu L 34 npocrnopEuov-ca.\] -.tpono- B 36 v
~v~ dub. correxi: E'IE~v<;> L
174 APPENDIC E li