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Lucio Poma

Università di Ferrara

Storia dell’economia e della tecnologia


dalla rivoluzione industriale

Sintesi ragionata di
“Prometeo Liberato”

David S. Landes 1969


COSA SI INTENDE PER
“RIVOLUZIONE INDUSTRIALE”

In lettere minuscole designa


quel complesso di innovazioni
tecnologiche che, sostituendo
all’abilità umana le macchine
e alla fatica di uomini e
animali l’energia inanimata,
rendono possibile il passaggio
Un secondo significato è
dall’artigianato alla
usato per designare
manifattura dando vita a
qualsiasi cambiamento
un’economia moderna
tecnologico rapido e
significativo
Le stesse parole, ma con iniziale
maiuscola, possiedo un terzo
significato: indicano il primo
esempio storico di passaggio da
un’economia agricola e
artigianale a un’economia
dominata dall’industria e dalla
produzione meccanica
AL CENTRO DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE CI FURONO
TRE CAMBIAMENTI TECNOLOGICI INDIPENDENTI

I congegni meccanici
sostituirono l’abilità
dell’uomo
L’energia inanimata, in
particolare il vapore,
prese il posto della fatica
di uomini e animali

Estrazione del carbone

Ci fu un netto miglioramento nei


metodi di estrazione e
lavorazione delle materie prime,
in particolare nella industria
metallurgica e chimica
La giannetta (nome derivato dall'originale
inglese spinning Jenny) è una macchina
filatrice a lavoro intermittente e dotata di
fusi (mandrini) multipli, inventata attorno al
1765 a Stanhill in Inghilterra da James
Hargreaves, anche se alcuni indicano
Thomas Highs come possibile inventore.

Highs aveva una figlia di nome Jenny


che lavorava come filatrice (spinner in
inglese) e scelse di dare il suo nome
(spinning Jenny) alla macchina
filatrice che realizzò. Sembra che
James Hargraves apportò alcune utili
modifiche alla macchina di Highs,
brevettandola poi nel 1770.
L'introduzione della Jenny nell'industria
tessile permise di ridurre fortemente la
manodopera necessaria per la produzione
di filati poiché era in grado di fornire ad un
solo operaio la capacità di gestire otto o
più aste contemporaneamente.

Fu la prima grande
innovazione tecnica nel
settore tessile e quella che
aprì le porte alla rivoluzione
industriale, divenendo così un
simbolo dell'epoca
Storia dell’industria del cotone

1760 L’Inghilterra importava 2,5 milioni di libbre di cotone grezzo

Alimentava un’industria sparsa Tutto il lavoro veniva fatto a mano nelle case
per la maggior parte nelle dei lavoranti (a parte la tintura) a volte nelle
campagne del Lancashire piccolo botteghe dei maestri tessitori

1787 L’Inghilterra importava 22 milioni di libbre di cotone grezzo

La maggior parte della fibra consumata veniva


La manifattura del cotone era
pulita, cardata e filata per mezzo di macchine
seconda soltanto a quella della lana
azionate dall’acqua (negli stabilimenti oppure a
per numero di addetti e valore
mano nelle piccole botteghe

1837 L’Inghilterra importava 336 milioni di libbre di cotone grezzo

La manifattura di cotone era la più Tutte le maestranze (tranne numerosi tessitori


importante del regno per valore prodotto che utilizzano il telaio a mano) lavoravano in
capitale investito e numero di addetti stabilimenti sotto la disciplina di fabbrica
Storia dell’industria del cotone

Il prezzo del filato ero sceso ad un ventesimo rispetto a quello di un tempo

La più economica manodopera indù non poteva competere per qualità


e quantità con i filatoi intermittenti o continui del Lancashire

I filati di cotone inglesi si vendevano in tutto il mondo

Le esportazioni maggiori di un terzo del consumo interno avevano


un valore quadruplo di quelli dei filati di lana e dei pettinati

Il cotonificio era il simbolo della grande industria inglese

L’operario cotoniere era il suo maggiore problema sociale:


la nascita di un proletariato industriale
Macchina a vapore
sostituisce la forza
dell’uomo
Estrazione del carbone
Nuovi metodi di estrazione delle materie prime
Estrazione zolfo
CONCENTRAZIONE NELLA FABBRICA
La bottega ed il laboratorio casalingo cedettero il posto alla fabbrica

Le macchine e l’energia richiese e resero possibile la concentrazione della manifattura


I cambiamenti generarono dei cambiamenti
Molti progressi divennero realizzabili solo in
seguito a progressi in campi collegati

INNOVAZIONI A GRAPPOLO

Macchina a vapore. Fu impossibile produrre un efficiente motore a


condensazione sino a quando migliori metodi di lavorazione dei metalli
non permisero di costruire cilindri accuratamente calibrati

CONNESSIONI A MONTE E A VALLE

Gli incrementi di produttività e di produzione consentiti da una determinata


innovazione non potevano non ripercuotersi sulle attività collegate

La domanda di carbone fece scendere gli scavi delle


miniere sempre più in basso, finché non divenne grave
il pericolo delle infiltrazioni d’acqua

La risposta fu la creazione di una pompa più efficiente,


la macchina a vapore atmosferica

L’offerta di carbone a basso costo fu un dono dal cielo per la siderurgia. La diffusione
delle manifattura tessile creò un nuovo fabbisogno di carbone e energia oltre che un
vorace appetito di ferro e ciò richiedeva altro carbone e altra energia
La città fabbrica
Il vapore rese possibile la città fabbrica che assorbiva inaudite quantità di ferro

La lavorazione del flusso


crescente dei manufatti
richiese grandi quantità di
sostanze chimiche: alcali,
acidi e coloranti, la cui
produzione consumava
montagne di combustibile
Tutti questi prodotti – siderurgici, tessili e chimici- dipendevano dal trasporto delle
merci su larga scala, per via di mare e di terra, dalle fonti di materia prima alle
fabbriche e da queste ai mercati vicini e lontani

Ferrovia Battello a vapore


Macchina a vapore

Battello a
vapore Lavorazione dei metalli

Carbone Siderurgia

Scavi più profondi


Città fabbrica
Infiltrazioni d’acqua

Nuova macchina
a vapore
Ferrovia Ferro

Tessile
La fabbrica fu qualcosa di più di una unità lavorativa
Il sistema di produzione fu basato su due nuovi protagonisti

L’operaio
L’imprenditore
Non più possessore ed
Che assume le erogatore dei mezzi di
maestranze, vende il produzione, ridotto al
prodotto finito, rango di “manodopera
anticipa il capitale che assume le
tecnico e ne sorveglia maestranze, vende il
l’uso prodotto finito, anticipa il
capitale tecnico e ne
sorveglia l’uso

Imprenditore e operaio sono legati l’uno all’altro dal rapporto economico il


“nesso salariale” e dal rapporto funzionale della sorveglianza e della
disciplina
DISCIPLINA NELLA FABBRICA
La disciplina della fabbrica richiese e creò un nuovo tipo di
operai, rotti all’inesorabile tirannia dell’orologio

La fabbrica racchiudeva i germi di un


nuovo progresso tecnologico, poiché
controllare il lavoro significa poterlo
razionalizzare

Specializzazione delle funzioni


produttive
Divisione sociale del lavoro
Storia dell’industria del ferro e dell’acciaio

Metallurgia
Processo chimico per ridurre il minerale a un metallo di conveniente purezza.
La reazione richiede grandi quantità di carbonio e di calore, e il combustibile
che serve ad un duplice scopo è messo in contatto con il minerale.

Il minerale contiene sostanze diverse dal carbonio (oli e zolfo e fosforo).


La carbonizzazione elimina le impurità volatili, ma non elimina le impurità minerali.

Industria chimica nell’ottocento

Soltanto nel 1709 quando


una mescolanza semi
fortuita di minerale
abbastanza puro e di
carbone fu realizzata da
Darby a Coalbrookdale, il
ferro prodotto in altiforni a
coke diventò una realtà
commerciale.
Storia dell’industria del ferro e dell’acciaio

La diffusione del procedimento si ebbe solo mezzo secolo più tardi, dopo che in decenni
di tentativi empirici si fu acquisita una conoscenza della miscela e del prodotto finito tale
da permettere l’utilizzazione di materiali meno favorevoli dopo che il perfezionamento
dei forni consentì di ottenere le più alte temperature richieste.

Il carbone di legna o il coke usati


nell’altoforno debbono essere
Artiglierie Ansaldo
abbastanza porosi per offrire una
ampia superficie alla
combustione e abbastanza solidi
e rigidi per sopportare il peso
della carica.

Per questa ragione vi furono


parecchi limiti (prima della
ferrovia) al trasporto di entrambi i
combustibili: che una volta
sbriciolati dallo scuotimento e dal
maneggio diventano inservibili.
Storia dell’industria del ferro e dell’acciaio

Non tutto il carbone si presta a diventare coke metallurgico. Se è molto oleoso, il prodotto finale
della carbonizzazione sarà troppo vuoto internamente, e quindi friabile. Se è povero (o privo)
d’olio come l’antracite ne risulterà un prodotto troppo compatto per la combustione

Tuttavia esiste un certo margine di gioco. La metallurgia moderna ha progredito


molto nel miscelare quantità di carbone differenti e altrimenti inadatte per
produrre un coke soddisfacente.

Le differenze di qualità
comportano differenze di costo.
Nell’Ottocento la distribuzione del
carbone da coke (favorevole
all’Inghilterra e alla Germania) fu
un fattore cruciale per l’ubicazione
e la competitività delle imprese
metallurgiche
Storia dell’industria del ferro e dell’acciaio

Per una buona combustione nell’altoforno occorre una potente corrente d’aria
forzata. Quanto è più grande il forno tanto più forte deve essere la corrente.

I tentativi di aumentare il soffio dei tradizionali mantici di cuoio (per via dei forni più grandi) azionati ad acqua
furono nel complesso insoddisfacenti. Il problema venne risolto con la combinazione del cilindro di soffiatura in
ghisa (adottato nel 1760 da Carron) con la macchina a vapore rotativa (1776 nel forno di John Wilkinson)

Tuttavia esiste un certo margine di gioco. La metallurgia moderna ha progredito molto nel miscelare
quantità di carbone differenti e altrimenti inadatte per produrre un coke soddisfacente.

Le differenze di qualità comportano differenze di costo. Nell’Ottocento la distribuzione del carbone da


coke (favorevole all’Inghilterra e alla Germania) fu un fattore cruciale per l’ubicazione e la competitività
delle imprese metallurgiche
Storia dell’industria del ferro e dell’acciaio

Il prodotto dell’altoforno è la ghisa, un metallo duro troppo fragile per essere lavorato

Il solo modo per dargli forma è di gettarlo negli stampi ma anche così i pezzo risultanti non reggono
alla pressione alla tensione agli urti. Per trasformare questo tipo di ferro in un metallo lavorabile e
resistente agli sforzi occorre affinarlo eliminando la maggior parte del carbonio residuo

Del 1730 i forgiatori inglesi dedicarono sforzi e spese alla ricerca di una tecnica
più rapida e sicura che impiegasse combustibile minerale anziché vegetale
Per trovarla ci volle mezzo secolo

Introducendo un crogiolo di affinazione fu possibile utilizzare carbone a coke anziché carbone a legna.
L’operazione era ancora lenta e il prodotto ottenuto meno buono dei lingotti a carbone di legna, ma era
a più buon mercato e secondo una stima nel 1788 circa la metà del ferro saldato nel regno veniva
fabbricato con combustione minerale
Storia dell’industria del ferro e dell’acciaio

Henry Cort (brevetti del 1784) inventò un procedimento che decarburava la ghisa in una sola
fase scaldando e raffreddando alternativamente il metallo fino a poter separare la ghisa
malleabile grazie al suo più alto punto di fusione.

Due grandi vantaggi: era un


lavoro quindici volte più
rapido. Si poteva ottenere
una gamma illimitata di
quelle sagome grezze
standardizzate: travi, barre,
rotaie, destinate a costruire
l’ossatura dell’industria delle
costruzioni e dei trasporti
Nel tardo secolo XIX ci fu il declino dei settori che per primi si erano
modernizzati sostituiti dall’avvento di nuove industrie, imponenti
progressi nella chimica e dell’elettricità e su una fonte di energia
nuova e mobile: il motore a combustione interna.
Questo insieme di innovazioni passa sotto i nome di seconda
rivoluzione industriale

La tecnologia moderna non soltanto produce di più e più velocemente, ma


crea oggetti che non si sarebbero mai potuti produrre con i prodotti
artigianali del passato

Il più abile filatore a mano indù Tutte le fornaci della cristianità non
non avrebbe mai potuto avrebbero potuto produrre lastre di
realizzare un filato così fine e acciaio così grandi, lisce ed
regolare come quello del filatoio omogenee come quelle di un
intermittente moderno laminatoio
La tecnologia moderna ha creato cose inconcepibili
nell’era preindustriale

macchina fotografica radio

Aeroplano

Automobile

Uno dei principali stimoli della tecnologia moderna


è nella libera immaginazione

Ne è risultato un enorme aumento quantitativo e qualitativo dei beni e dei servizi che ha modificato il
modo di vita dell’uomo più di qualunque altra cosa dalla scoperta del fuoco. Nelle cose materiali
l’inglese del 1750 era più vicino ai legionari di Cesare che ai propri pronipoti
DUE DOMANDE FONDAMENTALI
PER LO STORICO DELL’ECONOMIA

Perché la rivoluzione industriale ebbe luogo


nell’Europa occidentale e non in altri posti?

Perché avvenne in Inghilterra


Perché avvenne in Europa occidentale

1
L’Europa occidentale era già ricca prima della rivoluzione industriale

La sua ricchezza era frutto di secoli di lenta accumulazione, basata a sua volta sull’investimento,
sulla appropriazione di risorse e di lavoro extraeuropei e su un progresso tecnologico di base,
non soltanto nella produzione dei beni materiali, ma anche nell’organizzazione e nel
finanziamento degli scambi e della distribuzione

2
L’Europa si industrializzò perché era pronta a farlo; e fu la prima ad
industrializzarsi perché essa sola era pronta

3
Il ruolo dell’iniziativa privata in occidente è forse unico

Più di qualsiasi altro fattore esso è alla base del mondo moderno. L’ascesa del commercio disgregò l’economia di
sussistenza della grande proprietà fondiaria medioevale e generò le città e i borghi che sarebbero diventati i
gangli nervosi della nuova società, sotto il profilo economico ma anche politico e culturale. Furono gli uomini
nuovi del commercio e della banca e dell’industria a realizzare l’incremento di risorse che finanziò le ambizioni di
quei sovrani e di quegli statisti che crearono la nuova figura politica dello stato nazionale. Gli affari fecero i re.
L’iniziativa privata venne ampliandosi, man mano che l’economia stessa si espandeva. Questa tendenza era
autopropulsiva: le economie più libere crescevano più liberamente
4
I re potevano fare e disfare gli uomini d’affari, ma il potere del sovrano
era costretto dalle necessità dello stato (il denaro era il nerbo della
guerra) e dalla concorrenza internazionale

I capitalisti potevano trasferire altrove le loro ricchezze e la loro iniziativa

5
Si ebbe una sempre maggiore garanzia di sicurezza dei propri beni

Fattore indispensabile all’investimento produttivo e all’accumulazione di ricchezza

Tale sicurezza aveva due dimensioni: nel rapporto di ciascun proprietario


con il sovrano; nel rapporto reciproco tra i membri della società

Il sovrano rinunciò, volontariamente o meno, al diritto e alla pratica di disporre in modo


arbitrario delle ricchezze dei propri sudditi. Ciò era collegato alla più ampia questione dello
status non soltanto economico ma anche politico dei ceti imprenditoriali

L’arcivescovo di Colonia voleva una barca per il vescovo di Munster, suo amico e ospite. Inviò i propri uomini a requisire un
vascello adatto (può darsi che gli abitanti di Colonia fossero tenuti ad assolvere a quell’obbligo a titolo di corvèe). Il figlio del
proprietario del battello si rifiutò di sottomettersi e radunati alcuni amici respinse gli armigeri dell’arcivescovo. La lite si allargò
e ne nacque un tumulto, che l’arcivescovo riuscì a placare con una dimostrazione di forza e con minacce di rappresaglie. Il
giovane però continuò ad alimentare malcontento ed a sommuovere la plebaglia.

Il sovrano imparò che era più facile , e a lungo andare più redditizio, espropriare indennizzando che
confiscare. Procedere a termini di legge o in forza di un arbitrato che requisire
6
Gli europei impararono a trattare gli uni con gli altri in materia di proprietà
sulla base di un accordo reciproco più che sulla forza. Del contratto tra eguali
dinanzi alla legge più che di vincoli personali fa superiore e inferiore

I capitalisti potevano trasferire altrove le loro ricchezze e la loro iniziativa

Pertanto nell’Europa occidentale, l’abuso del potere privato e il ricorso alla violenza
furono più rari e tesero a diminuire con il tempo. La “raison du plus fort” di La
Fontaine era riservata in misura sempre maggiore alle relazioni internazionali

Questi cambiamenti politici e giuridici, insieme con gli sviluppi economici e sociali,
scalzarono l’autorità signorile ed elevarono la condizione personale del contadino

Fattori di emancipazione dei contadini:


1. La Peste Nera e le successive epidemie, che modificarono improvvisamente il rapporto
fra terra e lavoro costringendo le classi proprietarie a offrire forti incentivi al fine di
attrarre e trattenere presso di se la manodopera necessaria alla coltivazione
2. L’inflazione prolungata del secolo XVI, per effetto della quale molti contadini che
avevano stipulato contratti d’affitto a lungo termine videro i loro oneri ridursi di pari
passo con il valore del circolante
3. Il fiorire delle città e dei borghi, che offrivano rifugio lavoro e libertà ai servi fuggiaschi
4. Alla rescissione dei vincoli personali e alla sostituzione del latifondo con la libera
impresa contadina.
7
L’estensione della manifattura commerciale dalla città alla campagna che permise
all’industria europea di attingere ad un serbatoio pressoché illimitato di manodopera a
basso costo e di produrre a prezzi tali che le aprirono i mercati mondiali

La terra era una merce sui “generis”: la facoltà di acquistarla o di


venderla era spesso rigidamente limitata a causa dei suoi diretti
riferimenti con il prestigio sociale e con il potere

L’accesso a numerose occupazioni era subordinato all’autorizzazione


ufficiale o all’assenso di corporazioni che avevano ogni interesse a
minimizzare la concorrenza escludendo i nuovi venuti

I governi cercavano di incanalare l’attività economica in un alveo


prestabilito. Di vietare come sleali un’ampia gamma di comportamenti che
oggi considereremmo perfettamente leciti, di scoraggiare le innovazioni
che avrebbero potuto danneggiare gli interessi precostituititi

In Cina l’istituzione di un monopolio statale del sale e dei metalli (sotto la dinastia
Han, 206 a.C. – 220 d.C.) costituì un efficace ostacolo allo sviluppo di un ceto
mercantile separato dagli interessi agrari.
Per questa ragione lo sviluppo di un capitale mercantile non portò alla formazione di
una classe capitalistica, ma il continuo rafforzamento della classe dominante agraria
8
Uno dei massimi vantaggi per l’Europa fu che i suoi primi capitalisti
imprenditori vissero e prosperarono in città stato indipendenti

Unità politiche nelle quali l’influsso dell’aristocrazia terriera era necessariamente limitato

Le città non furono soltanto focolai di attività economica, ma anche


scuole di associazionismo politico e sociale, culle della borghesia
come classe consapevole di sé e dei propri interessi

9
L’elevato valore attribuito alla manipolazione razionale dell’ambiente

Scomponibile in due elementi: la razionalità e lo spirito faustiano di dominio dell’uomo e sulla natura

Si può definire razionalità l’adattamento dei mezzi ai fini è agli antipodi della superstizione
e della magia. I fini sono la produzione e l’acquisizione della ricchezza materiale.
Già nel Medioevo l’Europa fosse più libera dalla superstizione e più razionale nel
comportamento che altri parti del mondo
10
Etica protestante e spirito del capitalismo

Max Weber fu il primo a formulare l’ipotesi che l’ascesa del protestantesimo, in particolare
nella sua versione calvinista, abbia costituito un fattore di primaria importanza per la
creazione di un’economia industriale moderna nell’Europa occidentale

Weber sostenne che la dottrina calvinista della predestinazione avesse ingenerato nei credenti
un’ansia profonda circa la propria salvezza, che non potessi placarsi se non conducendo una vita
simile a quella che un predestinato stesso avrebbe condotto. Una vita di ascetismo mondano
durante la quale l’individuo avrebbe dedicato il proprio tempo e le proprie energie unicamente alle
attività meritorie quali la preghiera ed il lavoro, tendenti alla gloria di Dio.

Una siffatta regola di vita era propizia all’accumulazione della ricchezza: il buon calvinista era diligente,
parsimonioso, onesto ed austero. Questo costume di vita, all’inizio radicato nella dottrina religiosa,
giunse strada facendo esercitare forza propria. Vivere secondo quei dettami divenne importante, non
tanto perché offrisse una garanzia di possibile salvezza, quanto perché era il modo giusto di vivere.
Il mezzo era diventato un fine

Poche tesi storiche hanno suscitato tante controversie come quanto quella di Weber
e il dibattito non si è ancora spento
Obiezioni a Weber

1. Non fu il protestantesimo che promosse il capitalismo, ma viceversa.


Uomini d’affari tenaci, abili e affermati cercarono una sanzione morale
del proprio costume di vita e dei propri guadagni e la trovarono nel
protestantesimo
2. Non la religione ma il fatto di essere una minoranza perseguitata spiega
la superiore capacità creativa di determinate comunità protestanti.
Essendo loro precluso l’accesso alla università o il perseguimento di
rispettabili carriere nelle professioni liberali o al servizio dello stato, i
membri di queste comunità si volsero agli affari, dove operarono di più e
al meglio dei propri concorrenti. La coesione ed il mutuo sostegno li
avvantaggiavano rispetto agli estranei
3. Non vi è un legame empirico tra il protestantesimo e il successo negli
affari
Replica

1. E’ ragionevole sostenere che l’etica protestante abbia dato una sanzione


religiosa a norme di comportamento già affermatesi per conto proprio. Allo
stesso modo modelli positivi di natura etica o religiosa abbiano rafforzato lo
stimolo negativo a dare il meglio di sé proprio di chi appartiene a una
minoranza. L’insistenza sul valore del tempo, la condanna e la riprovazione
del piacere e dello svago (che chiamiamo puritanesimo) furono qualcosa di
più che una nuova versione della sete di ricchezza. Valsero ad imporre il
criterio dell’efficienza in ogni attività, anche non direttamente connesse con
l’acquisto e la spesa. Compimento di questo spirito di razionalità fu quella
che potremmo chiamare l’etica faustiana, il senso supremo della natura sulle
cose. L’uno rafforza l’altro. Il dominio sottintendeva l’adattamento dei mezzi
ai fini. Si tratta di un tema antico che risale ai miti di Dedalo e di Prometeo.
2.
3. Sebbene formulata da studiosi di chiara fama è palesemente erronea come
dimostra uno sguardo alla storia inglese, francese o tedesca
RAZIONALITÀ E CONOSCENZA
Le società occidentali delimitarono assai presto la linea di confine tra fantasia e
realtà, tracciando una distinzione netta fra lo spirituale e il materiale

Ciò che vedi tu lo devo vedere anche io. Questa comunicabilità dell’esperienza è alla base del
progresso scientifico e tecnologico perché rende possibile la trasmissione e l’accumulazione del
sapere. Invece le percezioni dell’esperienza religiosa sono altamente personali

Distinguendo con cura tra queste due forme di conoscenza, la cultura occidentale si è
salvata dall’impotenza materiale a prezzo forse di un certo impoverimento spirituale

Nel corso dei secoli l’Europa importò dall’Oriente un’intera gamma di fondamentali accorgimenti
tecnici. La staffa, la carriola, la manovella, la polvere da sparo, la bussola, la carta e molto
probabilmente la stampa. Molte di queste invenzioni provenivano dalla Cina.

Nondimeno lo conquiste della scienza mussulmana furono grandi e fu attraverso traduzioni arabe che i
classici della scienza greca furono tramandati all'Europa del basso medioevo. A quei tempi l’Europa era
la regione arretrata e l’Islam il progredito esportatore di conoscenza
Perché avvenne in Inghilterra

1
L'Inghilterra era assai fornita di lana grezza

Nessun paese era fornito con tanta dovizia di lana grezza e particolarmente della lana
e fibra lunga necessaria per i tessuti pettinati, più leggeri e resistenti

La manifattura rurale, esente dagli intralci di restrizioni corporative, era in condizione


di sfruttare al massimo il vantaggio di questa risorsa adattando il suo prodotto alla
domanda. Era libera di creare tessuti a buon mercato, forse meno robusti dei panni e
delle stoffe tradizionali, ma di uso comune e spesso più confortevoli

2
La mancanza di barriere doganali interne

La mancanza di barriere doganali interne o di gabelle feudali facevano dell'Inghilterra il più grande
mercato omogeneo d’Europa. Questa unità politica era rafforzata dalla geografia dell’isola. La
massa territoriale era modesta, la topografia agevole, la costa profondamente frastagliata.

Invece un paese come la Francia, con una popolazione più di tre volte maggiore, era suddiviso da
barriere doganali interne in tre grandi aree commerciali e da dazi arbitrari, da pedaggi e balzelli
antiquati e soprattutto dalle scarse comunicazioni, in un mosaico di cellule semi-autarchiche.
3
Il sistema fluviale

Dalla metà del Seicento in poi crescenti investimenti di risorse pubbliche e private
erano affluiti nell’estensione del sistema fluviale e nella costruzione di nuove strade e
ponti. Nel 1750 l’Inghilterra contava oltre mille miglia di corsi d’acqua navigabili

4
Elevato reddito pro capite

Nel mercato inglese il potere d’acquisto pro capite e il tenore di vita


era notevolmente più alti che sul continente.

Uno degli indici probanti del grado di agiatezza in Europa è il consumo di pane bianco.
Nel Settecento l’Inghilterra era nota come il paese del pane di frumento. (era un poco
esagerato, in larghe aree i cereali di base erano ancora la segala e l’orzo)

L’inglese era noto per portare scarpe di cuoio mentre il fiammingo o il francese aveva ai piedi gli
zoccoli; si vestiva di lana, mentre il contadino francese rabbrividiva in panni di lino, nobile tessuto
per la tavola o il letto ma riparo mediocre contro i rigori degli inverni europei

I salari in Inghilterra risultavano all’incirca il doppio che in Francia e anche più


alti rispetto alle regioni a est del Reno. In un’economia simile si hanno
funzioni produttive a più alta intensità di capitale
5
Una più eguale diffusione della ricchezza

L’ineguaglianza alimenta nei pochi il gusto di lussi e servizi


stravaganti, laddove l’uguaglianza incoraggia nei molti la
domanda di agi più solidi e sobri

6
La mobilità agisce a favore della standardizzazione

In essa è insita l’emulazione e quest’ultima promuove la diffusione


di modelli di spesa in tutto il corpo della popolazione

Dove non c’è movimento tra i gruppi sociali distinzioni


chiare e inviolate di abbigliamento e modo di vita
fissano le gradazioni gerarchiche

I contemporanei si lagnavano del lusso delle classi inferiori che vestivano in modo da
confondersi con chi era più di loro. Era una esagerazione. Quella del popolino era
un’eleganza posticcia frutto di un attivo commercio di seconda mano.
Nondimeno la stessa domanda di indumenti smessi testimonia l’assenza o il declino delle
distinzioni tradizionali: il povero poteva indossare e indossava lo stesso abito del ricco
7
Dimensione della città

Già Londra da sola era un mostro. Defoe stimava nel 1725


che la città ospitasse un milione e mezzo di abitanti, quasi
un quarto della popolazione del regno

8
La marina mercantile

L'Inghilterra sviluppò una numerosa e aggressiva marina


mercantile e gli istituì finanziari atti a mantenerla

Di tutti i paesi del continente solo l’Olanda era in grado di rivaleggiare con la
Gran Bretagna al riguardo.
Ma il vantaggio relativo dell’Olanda stava nel commercio non nell’industria

L’esito del confronto tra la potenza mercantile olandese e la combinazione inglese


di forza mercantile e industriale non fu mai dubbio.
Il maggior pregio di un porto sta in un retroterra produttivo
9
Aumento delle esportazioni

L’aumento delle esportazioni ebbe l’effetto di accentuare le


pressioni che spingevano più alla standardizzazione che alla
differenziazione, più alla quantità che alla qualità

Il sacrificio della qualità alla quantità era una storia vecchia nelle manifatture inglesi

Ciò comportò l’adozione di nuovi metodi di produzione atti a far risparmiare


sui costi a scapito della solidità o dell’apparenza
L’uso del carbone invece della legna nell’arte vetraria o nella fabbricazione
della birra rappresenta l’esempio migliore.

Alla fine del XVII secolo le esportazioni inglesi di tessuti di lana erano circa il 30% della produzione
del settore. Nel 1740 le esportazioni erano la metà, nel 1772 poco meno della metà. In questo
importante settore la spinta principale veniva dal commercio di esportazione. La zona esportatrice
più attiva, lo Yorkshire, fu anche il centro manifatturiero di più rapido sviluppo
10
Orientamento al mercato

Questa prontezza ad abbandonare il vecchio per il nuovo a porre il profitto al


disopra dell’orgoglio (artigiano) implica un certo distacco del produttore dalla
produzione, un orientamento più al mercato che alla bottega

Alla fine del XVII secolo le esportazioni inglesi di tessuti di lana erano pari al
30% della produzione in questo settore. Nel 1740 era aumentata a circa oltre
la metà. In questo importante settore quindi la spinta maggiore sembrava
venisse dal commercio di esportazione

Si affacciava la tesi che la entità critica minima del mercato per indurre una rivoluzione
tecnologica era troppo ingente per essere fornita da un singolo paese. Solo l’assorbimento
di na larga parte della crescente domanda mondiale poteva fornire la spinta necessaria. Fu
la peculiare combinazione di circostanze economiche e politiche grazie a cui l’Inghilterra nel
Settecento poté procacciarsi una quota tanto ampia del commercio dei manufatti. Ciò
spiega come essa riuscì a compiere il salto “superiore” di produzione.
11
Stabilità della domanda interna

David Eversley confuta in modo stringente la facile accettazione delle esportazioni come settore
guida dell’economia inglese in via di rivoluzione.
Rilevando il peso e la relativa stabilità della domanda interna, argomenta che solo l’esistenza di
questo mercato sicuro giustificava e consentiva l’accumulazione di capitale nella manifattura

Comunque dalla fine del XVIII secolo le ondate degli investimenti


sembrano tener dietro agli aumenti delle vendite estere

12
Stabilità della domanda interna