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Adalberto Libera AUTORE:

OPERA:
LUOGO:
COSTRUZIONE:
BIBLIOGRAFIA:
case a patio
quartiere Tuscolano, Roma
1950/54
Periodici: Urbanistica, 7, 1951 pp. 9-41;
Urbanistica, 17, 1955 pp. 103-110;
Urbanistica, 28/29, 1959 pp. 77-78
Casabella, 207, 1955, pp.34-35
Domus, 318, 1956, pp. 2-3
IL QUARTIERE
ll quartiere Tuscolano, tra i pi grandi complessi dell'lNA Casa,
realizzato tra gli anni 1950-60 ed composto da tre nuclei indipendenti,
per un totale di 112 fabbricati commissionati da 21 stazioni appaltanti.
Sorge su una superficie di oltre 35 ha. L'area pianeggiante e, gi
all'epoca della realizzazione, era ben servita dalle infrastrutture
pubbliche; era inoltre inserita all'interno di un Piano Particolareggiato,
elaborato nel 1949 sulla base del Piano Regolatore del 1931, che era
stato approvato pochi giorni
prima del contratto di vendita del terreno all'INA-Casa portando subito
un incremento della rendita posizionale.
Il programma edilizio dell'INA Casa al Tuscolano costituisce per Libera,
dirigente dell'Ufficio progetti dell'Istituto, l'occasione per rendere
concreti gli studi compiuti per lo spazio abitativo, argomento trattato nei
libretti di "Suggerimenti e norme" da lui curati per il Piano Ina Casa.
L'Unit abitativa nel quartiere lna Casa al Tuscolano corrisponde al lll
settore, ed situata al confine con la zona archeologica connotata
dagli archi dell'acquedotto di Claudio. L'area trapezioidale viene
organizzata all'interno secondo una propria trama geometrica in cui
l'elemento di connessione urbana costituito dal leggero arco di
ingresso.
L'unit abitativa con 200 alloggi presenta tre distinte tipologie: le case a
patio, l'edificio a ballatoio ed il blocco dei servizi.
ll modello scelto quello della "citt nucleare", un organismo
scalarmente ordinato: dalla stanza all'alloggio, dall'alloggio allo spazio
collettivo secondo una composizione geometrica prefissata.
L'idea-progetto si delinea dopo il viaggio in Marocco nel 1951. Libera
rimane colpito dalle abitazioni della casbah incastrate ed integrate tra
loro. ll clima, il modo di vivere, l'equilibrio tra intimit familiare e spazi di
aggregazione sociale sono la logica ed il fine progettuale e la casa, a
corte interna, il modulo compositivo dell'unit di abitazione nel
quartiere. Da Casablanca invia una cartolina a Foschini, nella
quale riportata una vista dall'alto della Medina e sul retro
scrive: "Ecco la INA-CASBA".
LA CASA A PATIO
Di fronte alle torri e agli smisurati edifici in linea di Muratori e De Renzi,
Libera, sceglie di sviluppare le potenzialit della casa bassa, dando vita
ad uno dei pi riusciti ed isolati esempi della sua attivit nel
dopoguerra.
Libera coglie l'occasione per sviluppare una moderna alternativa al
concetto dell'abitazione popolare maturato tra le due guerre
suggerendo, per contro, una soluzione che guarda esplicitamente alla
tradizione mediterranea. ll lotto a disposizione occupato quindi da
una serie di case a patio ad un piano, disposte intorno ad un parco nel
quale vi un unico elemento emergente: un piccolo edificio a
ballatoio di tre piani.
La "massima dimensione edilizia, minima dimensione urbanistica "
l'idea che sostanzia il progetto; Libera tenta una nuova strada tra "la
scala del quartiere residenziale" e la casa isolata, individuando nella
misura di 800-1000 abitanti la dimensione pi idonea per organizzare
collettivamente i servizi ed assicurare il controllo formale e tecnico del
progetto.
L'Unit di abitazione orizzontale per Libera un complesso
organicamente compiuto e definito, non suscettibile di ampliamenti;
pensata come un nucleo isolato dalla citt incastrata tra la via
Selinunte e la ferrovia e perimetrata da un massiccio muraglione
rivestito in opera poligonale di tufo. Dal parco, anch'esso recintato dalla
parete tufacea, si
staccano piccole strade pedonali che conducono ciascuna a 10 alloggi
e che costituiscono gli unici varchi nella continuit dell'opus incertum.
Nelle case a patio il tema dell'alloggio incentrato non solo sulla
razionale distribuzione degli spazi interni, ma essenzialmente sulla
dimensione sociale dell'abitare che si esprime nei rapporti con il
vicinato. Nell'organizzazione e nell'arredo degli spazi all'aperto - dalla
corte privata alle strade interne al parco - Libera mette a punto un
graduale percorso di avvicinamento alla citt, rivolto ad incoraggiare le
relazioni sociali; ogni strada pedonale, larga circa m 2,70, era arredata
con aiuole e con panchine di legno, di cui rimane un unico esemplare.
Pensiline, dal diverso disegno, forzano il ruolo dei varchi nella parete
tufacea, in contrasto
con il concetto di spazio chiuso che esprime il complesso.
Gli alloggi, da 5 a 9 posti letto, hanno planimetria ad L e sono aggregati
a gruppi di quattro. Tra i bracci della L sono ubicati i patii, "le vere
stanze all'aperto", tre dei quali sono accorpati al centro, mentre il
quarto, al fine di ottenere migliore esposizione, ubicato all'esterno; sui
patii affacciano le stanze da letto, mentre i servizi prospettano sulle
strade. La leggera inclinazione della copertura a falde, che si avverte
percorrendo le stradine, rafforza la dimensione orizzontale della piastra
edilizia.
La struttura portante costituita da murature leggere di conglomerato
di cemento e pomice, gettate in casseforme riutilizzabili di legno con
rivestimento metallico, e completate con una fodera esterna in laterizi;
le fondazioni pertanto sono risultate semplici e poco costose, complice
anche la buona qualit del terreno.
Questa impostazione ha ridotto i costi di costruzione.
La condizione attuale del complesso non sembra molto compromessa
e potrebbe apparire di scarso rilievo se non fosse che ci si trova di
fronte ad un esemplare unico in Italia sul tema dell'abitazione, e di tale
compiutezza formale da non consentire la minima alterazione.
L'EDIFICIO "DEGLI SCAPOLI"
Alla semplicit dell'organizzazione costruttiva delle case a patio e alla
leggerezza della volta di ingresso fa riscontro l'accentuazione
strutturale, e insieme monumentale, dell'altro elemento che partecipa
alla configurazione del complesso: la vigorosa intelaiatura portante
dell'edificio a ballatoio, che si solleva dal terreno tramite i sottili setti in
cemento armato. L'edificio, denominato 'degli scapoli' o 'per persone
sole', si sviluppa su 3 piani e comprende gli alloggi pi piccoli, da 3 a 5
vani. L'edificio, che si allineava inizialmente alla trama delle case
basse, nelle elaborazioni successive cambia orientamento, cosicch il
retroprospetto, sul quale si aprono le stanze, risulta esposto a sud. Una
successione fitta di esili portali, improntati all'ottimizzazione strutturale,
scandisce longitudinalmente il fabbricato. Una loggia costituisce l'unica
discontinuit del retroprospetto, cadenzato dal motivo delle trave e dal
ritmo serrato delle alte finestre alternato a quello dei telai del portico.
La raffinata eleganza non sar mai turbata dall'apertura disordinata
delle persiane, previste scorrevoli all'interno della muratura.
Tra i portali si inserisce, libera, la struttura in cemento armato della
scala che si avvolge intorno al setto portante.
PIANTA DI UN GRUPPO DI ALLOGGI
scala 1:100
SEZIONE SUI PATII scala 1:100
UNITA' DI ABITAZIONE ORIZZONTALE, PLANIMETRIA GENERALE
ESTERNO GENERALE IN UNA FOTO D'EPOCA
SCORCIO DI UNA STRADINA INTERNA
ALCUNI DISEGNI: A SINISTRA UNA STRADINA INTERNA, A DESTRA
VISTA DEI PATII
PATIO
ALLOGGIO
DISTRIBUZIONE DEGLI AMBIENTI
scala 1:200
STUDENTE: Mariangela Viceconte MATR:0630100437
SOGGIORNO
CUCINA
CAMERA DA LETTO
SERVIZI
SPAZI DI TRANSIZIONE E DI
COLLEGAMENTO
INGRESSO
SOGGIORNO DISIMPEGNO
BAGNO CAMERE
DA LETTO
PATIO CUCINA
CAMERA
DA LETTO
ALLOGGIO A ALLOGGIO B
ALLOGGIO C
ALLOGGIO D
ORGANIGRAMMA PER GLI ALLOGGI A-B-D
INGRESSO
SOGGIORNO DISIMPEGNO
BAGNO CAMERE
DA LETTO
PATIO CUCINA
CAMERA
DA LETTO
PATIO
ORGANIGRAMMA PER L' ALLOGGIO C
A
A
IL RETROSPETTO CON LA LOGGIA ALL'ULTIMO LIVELLO
DIMENSIONI DEI VANI
ALLOGGIO
DIMENSIONI
ALLOGGIO
DIMENSIONI
PATIO
A 66m^2 28.6m^2
B 94m^2 43m^2
C 75m^2 27m^2
D 79m^2 38m^2