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Viaggio nel ThermoCompost... tra


letame di cavallo
Written by antonio on 25 Aprile 2015.

Creare acqua calda a 60° senza


TermoSolare
nuova Missione in Esplorazione
...

... verso la conoscenza pratica,


utile a raggiungere un nuovo
Obiettivo per il nostro Casale di
TempoDiVivere:
* Apprendere come ottenere
acqua calda a 60° GRATIS per
12-18 mesi da utilizzare nell'impianto di riscaldamento termosifoni e Acqua
Calda Sanitari del Casale.
* Produrre un ottimo HUMUS per i terreni circostanti.
* Eventualmente cominciare anche la sperimentazione per produrre
BioGas.
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Tutto questo vuol dire abbattere totalmente i costi GPL (acqua sanitari +
fornelli) e quelli della legna per la Stufa collegata al riscaldamento
termosifoni.

5 ore di auto per arrivare, da Marano sul Panaro, dove ha sede


l'associazione TempodiVivere, che è anche "casa mia" e di Andrea (il mio
comunardo di viaggio), per arrivare a frequentare il corso di
Thermocompost (ThC), della durata di 3 giorni, fatto in provincia di Rieti, in
montagna a 750 mt di altitudine, in mezzo a un paesaggio mozzafiato,
davanti alle cime del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Il docente Andrea Brugnolli e Miguel ci aspettano insieme agli altri corsisti,
che hanno già iniziato i lavori. Il corso si fa a casa di Miguel, un mega
casale di montagna, con terreni e boschi e laghetto, mucche e cavalli.
Questo luogo si chiama Tularù (vedi Facebook
(https://www.facebook.com/tularu.rieti)). Questo nome era il grido della
nonna di Miguel che chiamava a pranzo i familiari che erano fuori a
lavorare nelle campagne. Arriviamo in ritardo di un paio d'ore, c'eravamo
persi forse distratti dalla stanchezza e dalle chiacchiere. Brugnolli è lo
specialista dei Cumuli di ThermoCompost, ha una pratica e un'inventiva
stupefacente. Lui, di corsi pratici e di cumuli, ne ha già fatti diversi, uno
anche all'EcoVillaggio ALCATRAZ di Jacopo Fo'.
Brugnolli ha formato molte persone interessate a questo argomento.
E' un tema estremamente caro a noi di TdV, per tanti motivi, tra cui il
principale è l'auto-produzione energetica.
L'auto-sostentamento energetico è un tema "scottante" sul mercato delle
Energie Rinnovabili e le modalità per ottenerlo sono molto dibattute, sia per
questioni etiche, economiche e sostenibili per l'ambiente. Questa è una
delle soluzione che in questo momento mi intriga di più. Dal momento che
su internet ho visto il video di Brugnolli su come si realizza il
ThermoCompost e ho apprezzato la sua efficienza energetica, l'ho
contattato ... poi è venuto a trovarci e adesso stiamo andando ad un suo
corso.

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(http://original.livestream.com/alcatrazindiretta/share?clipId=pla_3b4de156-
2dc6-4855-a60d-a2d8ab70e3a0)Andrea Brugnolli spiega il
ThermoCompost

un po' di tecnica

La prima cosa che potrei affermare è:


un comune sistema TermoSolare (acqua calda prodotta dal Sole, quelli per
intendersi, con impianti appoggiati in genere sul tetto) è necessariamente
legato alla presenza del sole, quindi ... NO sole = NO acqua calda (né per i
termosifoni né per acqua sanitari) ... e questo al nord, potrebbe anche voler
dire molti giorni, invece nel caso del ThermoCompost si ottengono periodi
continuativi per tutto l'anno con qualsiasi condizione meteo (notte, freddo,
nebbie, sole, pioggia, ecc...).

Inoltre per questo nuovissimo sistema, il prodotto di scarto ottenuto alla fine
del ciclo dei 12-18mesi è un ottimo e abbondante Compost Vivo (HUMUS
dei Templari) utilissimo per rivitalizzare i terreni maltrattati o impoveriti. Si
parla dei Templari e del loro preparato per la pacciamatura (distribuzione di
uno strato di almeno 7 cm di humus sulla superficie da seminare)
nell'articolo linkato qui sotto. Comunque in rete ci sono molti altri siti che ne
parlano.
I Templari non lo utilizzavano come fonte di energia ma solo per produrre
dell'ottimo HUMUS.
fonte da selvatici (https://selvatici.wordpress.com/quaderni-
dellortigiano/composto-dei-templari/) [ ... Il composto dei templari è anche
conosciuto come “composto vivo di arbusti” al contrario di composti prodotti
con materiali morti in partenza: scarti di cucina, letami, segatura, ecc. o
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anche come metodo “Jean Pain” conosciuto per i suoi esperimenti sul
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biogas derivato dal composto. Il principio nato dall’osservazione, è molto
semplice: occorre rendere alla terra la sua fecondità, cioè riportargli
l’humus che secoli di produzione hanno estinto. Si deve ricreare il ciclo
naturale; non distruggere gli insetti che hanno tutti una loro utilità e che
lavorano per noi oltre a cercare di mantenere la continuità della catena
biologica per non creare disequilibri. La foresta è un valido esempio; tutto è
simile a come era all’inizio, è un insieme armonioso, nessuno ha mai visto
annaffiare la foresta eppure tutto cresce e gli alberi diventano centenari se
l’uomo lo permette. La foresta non ha bisogno di nessuno, fabbrica il suo
humus da se, gli insetti ci vivono bene e i predatori si incaricano di
mantenere l’equilibrio.
La stessa cosa può succedere con il nostro orto:
le piante possono e devono cavarsela da sole: lasciate a se stesse
capteranno la più piccola goccia di rugiada, si ripareranno dai rigori climatici
ripiegandosi su se stesse e avranno un ottima resistenza purché il suolo
che le nutre sia ricco in humus vivente ...]

il compostaggio del "non fare"

Questa tecnica permetteva ai Templari di non lavorare la terra (nel


senso che nessuna aratura era fatta).
Molte persone si relazionano al compostaggio come un
grande rituale considerato faticoso, proprio perché non
sanno usarlo.
La dipendenza che si ha dal compost, per arricchire il terreno, ha
fatto nascere molte ricette e molte tecniche e, tutte, richiedono un
notevole lavoro.

Se pensiamo all'obsoleto e vecchio sistema di rigirare le zolle, quello è


uno stupidissimo modo per impoverirle portando in superfice tutti i
microrganisi utili a rafforzare la terra, fino a renderli deboli e poveri di
nutrimenti.
Il colpo di grazia poi ... è cospargere i terreni con letame ad alta
concentrazione di azoto. Tutto questo lavoro e fatica, solo per ottenere
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qualità scadente dei prodotti e consumo inutile di petrolio. Alla fine, per
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rinforzare e proteggere la terra, poi vengono usati ancor più stupidamente i
concimi chimici e pesticidi.

Con l’agricoltura sinergica questa dipendenza si perde poiché andiamo a


ricreare la fertilità di un suolo selvaggio. Il nostro rapporto con il
compostaggio diventa, quindi, semplicemente dare ai rifiuti organici un
posto dove possano fermentare per trasformarsi in humus. Questo può
essere fatto senza alcun lavoro. C’è il compostaggio dei templari, questo
può essere chiamato il compostaggio del “non fare”.

Oggi inoltre, con le nuove conoscenze in campo energetico, possiamo


utilizzare questa saggia e antica pratica, anche come "generatore
biologico di energia" cioè, acqua calda e produzione di BioGas. Dietro
questa definizione un poco generica si nasconde una grande idea,
sviluppata e praticata dal francese Jean Pain (1928-1981), un agronomo
che per primo l'ha messa in pratica in Provenza. Si dice anche che si è
appropriato il merito di questa innovazione senza mai indicare che sono i
Templari che lo hanno stimolato e che hanno consegnato ai posteri i primi
insegnamenti per realizzare un progetto "naturale" per sostenere gli
interventi umani in agricoltura.

L'idea è, in sintesi, far decomporre materie organiche tramite una processo


naturale – il compostaggio – per ricavare energia (calore + gas
combustibile) e compost, un terricciato eccellente come fertilizzante in
agricoltura e giardinaggio. In questo modo, Jean Pain ha chiuso in modo
perfetto il cerchio della ecosostenibilità, senza ricorrere alla combustione
della biomassa e senza generare rifiuti da smaltire.
Il tutto, senza dover ricorrere a tecnologie avanzate o grandi investimenti:
un sistema perfetto, sotto l'aspetto della ecosostenibilità, e praticabile su
vasta scala da molti, se non da tutti. Oggi i tempi sono maturi per realizzare
nuove esperienze e apportare miglioramenti sui principi base, per dare
forza alle reti di migliaia di lavoratori eco-consapevoli, quelli delle economie
solidali che stanno ripopolando le terre con coltivazioni più sostenibili.

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realizzare un Thermocompost a costo zero

Nel mondo degli Ecovillaggi e in genere anche nel mondo dei RES (Reti
di Economia Solidale), esiste un modo per affrontare alcune realizzazioni
pratiche nel luogo dove si vive.

Non fare da solo ciò che potresti fare in tanti!

Che vuole dire anche:


non investire da solo quando anche gli altri vogliono partecipare alla
tua realizzazione tramite un corso, quindi diventano investitori loro stessi e
acquisiscono l'esperienza per ripetere a casa loro l'esperienza applicando
gli stessi principio. E' un processo virale che nella esecuzione di progetti
pratici ... funziona! Uno dei vantaggi di far parte delle reti solidali è proprio
questo.
Questo vale anche nel caso del ThermoCompost. I costi che andremo ad
affrontare per la realizzazione del nostro impianto saranno ampiamente
coperti dai corsi che andremo a fare nel corso degli anni a venire. Già dal
primo anno dovremmo andare in pareggio con i costi investiti. Ogni anno
vorremmo fare almeno due corsi per 2 impianti alternati.

Mi immagino già, le solite obiezioni che scattano in casi di innovazioni eco-


sostenibili, "ma se è così facile, perché non lo fanno tutti ..." oppure "perché
nessun giornale o televisione ne parla ..." oppure "sono centinaia di anni
che ariamo la terra ...", la risposta è implicita e scontata, come dimostra
anche il fatto che ancora nessuno ha l'intenzione di costruire e produrre in
serie un auto senza carburanti petroliferi, nonostante ci siano tutte le
tecnologie per farlo.
Provate a mettere in strada una auto che va ad acqua e poi ... vi
arriveranno le risposte che cercate per questa innovazione!

Questo sistema promette moltissimi vantaggi, anche la produzione di


BioGas!
Questi vantaggi li vogliamo a casa nostra, nella nostra vita e in quella di
tutti coloro che vorranno condividere questi progetti in OpenSource
Questo(condividere
sito utilizza idee,
i cookie anchesperimentazioni,
progetti, di terze parti. Utilizzando
persone,questo sito
ingegno acconsenti
ecc... senza al loro
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bisogno di brevetti o esclusive di produzioni !!!)

Ecco perché ne è valsa la pena


fare tutte quelle ore di viaggio e
aver pestato merda di cavallo e
travasato con i secchi decine di litri
di particolato (liquidi altamente
concentrati di microorganismi
attivi) per qualche ora.
Premetto che al nostro Casale TdV
faremo il corso, realizzeremo il
nostro cumulo insieme ai corsisti
che verranno da noi. Molto presto
proporremo la data nel nostro
calendario. Per chi volesse già
prenotarsi e/o essere informato
sulle modalità e sulle moltissime
altre informazioni può già farlo commentando qua sotto del suo interesse.
Divulgherò le notizie su un sito che andremo a creare appositamente per
questo scopo.

g l i a lt ri lo c h ia ma n o " la v o ra re " !

Dopo la stanchezza del viaggio di andata, io e Andrea, ci siamo messi


subito a lavorare nella pratica ... gli altri corsisti compreso il docente
Brugnolli avevano già sistemato delle pietre in fondo alla vasca dove il
cumulo verrà poi successivamente rialzato fino a 3 metri di altezza, tra
ramaglie vive cippate (rami fini appena potati e sminuzzati) più letame di
cavallo e acqua. La base del cumulo è di 2,5 mt per 2,5 metri. Subito
vengono fuori problemi organizzativi sull'approvvigionamento necessario
dei materiali richiesti da Brugnolli.
Mi preoccupo un po' e sento dentro di me un calo di entusiasmo.
Manca il cippato, perché la macchina acquistata per l'occasione è troppo
piccola e lenta (forse di produzione cinese), per cui già in partenza
Questosappiamo
sito utilizza
chei cookie anchetutto
non finiremo di terze parti. Utilizzando
il cumulo. Decidiamo questo sito acconsenti
tutti insieme di al loro
utilizzo. Approfondisci
mettere (http://www.tempodivivere.it/informativa-sui-cookies.html)
tra i primi due piani del cumulo, solo due serpentine di poliuretano Ok
in cui scorrerà alla fine ACS (acqua calda sanitaria).
Tra mugugni e perplessità, tutti quanti riprendiamo l'opera in modo ultra
organizzato. Brugnolli in questo è uno stacanovista organizzato, anche con
niente, trova sempre il modo di motivare e ideare soluzioni nuove.
Il suo modo di vivere il gruppo mi piace moltissimo. Mi risuona moltissimo e
mi ritorna l'entusiasmo, trovo in lui e negli altri una bella energia di gruppo.
Andrea aveva preferito in varie occasioni, dedicarsi alla cucina. Dalle
esperienze fatte al Casale TdV sapeva già che in queste occasioni
avremmo mangiato tardi se nessuno avesse provveduto a preparare il
pasto in cucina. Forse senza di lui nemmeno avremmo mangiato comodi,
sereni e con gusto. Tutti gli hanno fatto i complimenti e sono rimasti
ultrasoddisfatti dei pasti. Voglio riconoscere ad Andrea un grandissimo
merito per questo sua scelta organizzativa. In fin dei conti lui ha fatto quello
che gli piaceva di più e tra varie puntate in mezzo a noi, ha anche trovato il
tempo per preparare un pranzo ed una cena e qualche merenda mentre io
mi occupavo degli aspetti tecnici teorici e pratici della preparazione del
cumulo.
Dopo la prima giornata, ho ritenuto ottimo il lavoro fatto da tutti, mi sento
molto soddisfatto, soprattutto per aver scambiato molte informazioni con
tutti e direttamente con Brugnolli, con il quale ci siamo accordati sulla
volontà di fare un corso presso TempoDiVivere o presso il Comune di
Marano sul Panaro per scaldare la loro palestra vicino all'isola ecologica.

In serata ci vediamo dei video molto interessanti su Jean Pain e, in seguito


ci sono dei bei confronti molto costruttivi tra corsisti e il docente. La
seconda sera riesco a spiegare ai corsisti anche il mio progetto della
Rochet-Stove ad accumulo di calore. Vedo molto interesse tra tutti i
presenti, compreso il Brugnolli che mi aveva ceduto per un'ora il posto di
docente per l'occasione. Durante e alla fine dei 3 giorni mi sono caricato
molto sul come procedere per fare conoscere a più persone possibile
questa tecnica.

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Antonio che spala merda!

io la chiamo ... passione per imparare a creare

Parlo molto con Brugnolli della possibilità di creare un sito apposito e


concorda con me sulla divulgazione e sulla reciproca collaborazione. La
mia esperienza per le innovazioni ha fiutato anche questa volta una
tecnologia ancora sconosciuta a molti, a moltissime aziende agricole, a
molti Ecovillaggi e Comunità, a moltissimi comuni che bruciano o
smaltiscono le ramaglie delle isole ecologiche in modo antiecologico e
dispendioso a livello economico. Mi sento pronto per affrontare un nuovo
percorso di conoscenza e condivisione con le Reti di Economia Solidale a
cui fanno parte moltissimi produttori agricoli. Brugnolli è da solo a
promuovere tutto questo, è in procinto di scrivere un libro e siamo
d'accordo che potremmo fare un buon lavoro di collaborazione integrando
le sue esperienze in materia e le mie di marketing e promozione virtuale,
anche attraverso corsi, fiere e workshop, promosse presso TdV e/o in giro
per l'Italia. Io e Andrea torniamo a casa arricchiti di esperienze personali e
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tecniche, chiacchierando in auto nel ritorno a casa progettiamo e sogniamo
utilizzo. Approfondisci (http://www.tempodivivere.it/informativa-sui-cookies.html) Ok
ad occhi aperti. Dal sogno alla realtà è un tema che proponiamo anche nei
nostri corsi di Scollocamento Solidale
(http://www.scollocamentosolidale.it/) che facciamo presso TdV. Per cui, il
prossimo passo è fare diventare reale e alla portata di tutti le tecniche per
auto-costruirsi il proprio ThC.

Come scaldare un'intera piscina


o una serra senza combustione!

Alcatraz: il Compost Heating. Come scaldare un'intera piscina sen…

Partecipa al progetto "ThermoCompost calore GRATIS", con la pagina


(https://www.facebook.com/thermocompost?fref=ts) FaceBook
(https://www.facebook.com/thermocompost?fref=ts)

Per restare informati clicca QUI


(http://www.scollocamentosolidale.it/thc-01)
Partecipa al prossimo Corso Teorico/Pratico o Webinar di
ThermoCompos Prossimi Eventi ThC
(http://www.tempodivivere.it/turismo-ecosostenibile/details/118-
2workshop-teorico-pratico-thermocompost-brugnolli.html)

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...
ricerca, sperimenta e crea in prima persona per scoprire anche TU
...
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