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FONDAZIONE GUIDO PICCINI

per i diritti delluomo onlus

La cittadinanza universale
Il dibattito sulla cittadinanza universale riscuote un crescente interesse.
Recentemente la Fondazione Guido Piccini ha inviato una riflessione e documentazione
dellincontro tenutosi in Bolivia: Conferenza Mondiale dei Popoli per un Mondo senza Muri
verso la Cittadinanza Universale, sul diritto ad una cittadinanza globale senza frontiere e
contro ogni ostacolo culturale e reale perch ogni essere umano si senta libero cittadino del
mondo.
A proposito, Jacques Ramrez Gallegos, ricercatore del CELAG Centro Estratgico
Latinoamericano de Geopoltica fa unanalisi che aiuta ad approfondire la conoscenza di un
tema di sempre maggiore attualit e urgenza.
Quando guardiamo con coraggio, senza pregiudizi e senza veli, il complesso cammino
storico dellumanit, si coglie un panorama meraviglioso di diversit, frutto dellinfinita e
ricca diversit dellanima umana.
In questa ricchezza nasce e cresce il pluralismo universale della coscienza, della ragione,
della vita di ogni essere cos in ogni singola esperienza storica e nel percorso della storia
universale lumanit intera traccia il proprio cammino.
Come il sole risplende di giorno e la luna illumina la notte, cos v la storia diversa di
ogni essere e di ogni popolo.
E ovunque, nella diversit di tempo e di spazio, i sentieri di ogni essere umano, di ogni
comunit, di ogni popolo sono preziosi perch incarnano la ricchezza di ogni coscienza, di
ogni sapere, di ogni sensibilit che da persona si fa popolo e da popolo si fa umanit
nelluniversalit di ogni epoca e di ogni luogo.
Quando il falso progresso della storia umana esclude, emargina una comunit, un popolo,
impoverisce se stessa e inaridisce una sua fonte vitale.
La storia di ieri il fondamento della storia di oggi e delle sue conquiste, cos come la
ricchezza di ogni popolo ne il fondamento nella sua dimensione universale.
Rompere larmonia della comune e peculiare storia dei popoli significa seppellire una
radice essenziale della ricchezza dellintero percorso umano.
Le conquiste, dalle pi grandi alle pi piccole, non sono frutto soltanto di una parte
dellumanit, ma di un armonioso, anche se a volte difficile, concerto dei popoli di ieri e di
oggi.
Lumanit esprime, anzi crea, nello scorrere dei tempi unarmonia di note infinite, con
lapporto di ogni civilt.
Saper cogliere la bellezza, godere della bellezza e della ricchezza del passato arricchire
il nostro presente, renderlo capace di un nuovo futuro.
Ad ogni intelligenza libera e aperta non sfugge certo la visione di una terra senza
frontiere e senza muri di alcun genere perch ogni donna e uomo, in ogni angolo del mondo,
si senta a casa sua.
Renato Piccini

Fondazione Guido Piccini per i diritti delluomo onlus


via Terzago 11
25080 Calvagese della Riviera (BS) Italy
www.fondazionegpiccini.org
FONDAZIONE GUIDO PICCINI
per i diritti delluomo onlus

De-nazionalizzare la cittadinanza
Per un mondo senza muri verso la cittadinanza universale
Jacques Ramrez Gallegos
CELAG

Da tempo sottolineo come per le lotte dei migranti, per smettere di vederli come una
minaccia, come "altri", estranei, stranieri o extraterrestri, necessario progettare nuove
configurazioni politiche, giuridiche e identitarie.
Alcune correnti di pensiero - di cui anchio faccio parte hanno dato interessanti
contributi in questa direzione con numerosi studi in unottica transnazionale o post-nazionale;
a questi si aggiungono i movimenti sociali in difesa dei diritti delle persone in mobilit. Sono
cos emerse nuove proposte che sostengono un progetto politico di cittadinanza universale,
concretizzate in vari documenti e accolte in strumenti giuridici e politici di alcuni governi
progressisti, come nel caso della Costituzione dell'Ecuador del 2008 o la proposta della
Bolivia di cercare un mondo "senza muri verso la cittadinanza universale", discussa nella
Conferenza Mondiale che porta lo stesso nome.
Il concetto di cittadinanza, che ha subito molte variazioni nel corso della sua storia,
suscettibile di ulteriore trasformazione, se cambia il significato stesso di nazione e
dell'appartenenza ad essa. A questo si deve aggiungere l'esistenza di un regime internazionale
di diritti umani, la costituzione di spazi di integrazione sovranazionale tra gli altri, l'Unione
Europea, la Comunit Andina, Unasur , le stesse dinamiche della globalizzazione che
hanno dato il via alla circolazione di diversi tipi di beni, merci, persone, cos come
l'esistenza di nuovi spazi virtuali globali.
Attualmente esistono ambiti non-nazionali che permettono di rivendicare diritti ed
esercitare una cittadinanza oltre lo Stato-Nazione; di costruire identit collettive ed esperienze
di solidariet di portata globale; di ripensare lo status giuridico sostanziale della cittadinanza
formale come si intendeva agli albori delle repubbliche. Oggi molti paesi riconoscono
l'appartenenza, e quindi il riconoscimento di cittadinanza, per sanguinis ius e ius soli;
concedono diritti ai loro cittadini residenti all'estero; si riconosce la doppia nazionalit; si
accede e si accettano sentenze di tribunali internazionali; sono state costituite categorie che
riconoscono diritti a cittadini regionali: la cittadinanza europea, andina, sudamericana
La proposta dello Stato Plurinazionale della Bolivia di una Conferenza Mondiale dei
Popoli per un Mondo senza Muri verso la Cittadinanza Universale, un invito a difendere
tutti i migranti del mondo, come ha dichiarato il presidente Evo Morales, ed pure una
risposta a chi cerca la soluzione in una visione di sicurezza e di controllo che porta alla
costruzione di muri e steccati come meccanismo per contenere i flussi migratori. Al contrario,
la proposta e la risposta che viene dalla Bolivia al mondo intero un pianeta multinazionale
e una cittadinanza universale.
Sollevare il concetto di cittadinanza universale comporta la messa in discussione della
divisione del mondo in Stati-Nazioni e dell'esistenza di frontiere divisorie tra i popoli;
significa riprendere l'idea di comunit, fratellanza, accoglienza e bene comune per tutti i figli
e le figlie della Pachamama.
Questa lettura introduce implicitamente il concetto di una comunit immaginata su scala
planetaria (pianeta plurinazionale). Le comunit transnazionali di migranti non possono essere
semplicemente definite da mandati statali o da norme giuridiche, da limiti territoriali o dalla

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copresenza di persone in un determinato spazio. Le comunit si configurano in base


all'esistenza - attuale o passata, di fatto o immaginata - di esseri umani che, anche superando
limiti concreti o astratti, inventano modi di riaffermare e creare legami umani, convivenza e
affettivit. La cittadinanza universale ci invita a pensare e a costruire questi nuovi legami,
nuove soggettivit, nuove visioni del mondo e modi di essere "noi" soggetti di diritti su scala
planetaria; proposte che non possono essere comprese nellottica della teoria classica della
cittadinanza ancorata allambito nazionale. Da qui la necessit di nuovi paradigmi per de-
nazionalizzare la cittadinanza e passare da ius sanguinis e ius soli a ius domicile, vale a dire il
riconoscimento dei diritti di tutte le persone nel loro luogo di residenza.
Questo per non vuol dire che la cittadinanza universale significhi la distruzione degli
Stati, n ignorare i processi storici di formazione degli elementi di identificazione nazionale;
tanto meno nega la responsabilit dei governi a creare condizioni favorevoli per un esercizio
pieno e integrale dei diritti di tutti coloro che si trovano "nel loro territorio sovrano".
Proporre la cittadinanza universale significa chiedere che venga riconosciuto, nel
dibattito interno e internazionale, che la ragion d'essere delle strutture sociali, politiche,
economiche, qualunque sia il livello territoriale, l'essere umano - intrinsecamente
sociale, come ricordava ripetutamente Hanna Arendt -, che i suoi diritti sono inalienabili e
non devono essere condizionati da visioni mercantili di cittadinanza che riconoscono come
persone soltanto coloro che rispettano la loro parte del contratto.
La proposta di cittadinanza universale fa emergere lipocrisia e la malafede delle visioni
contrattualistiche nella costituzione dello Stato, le quali condizionano l'esercizio dei diritti
all'osservanza di obblighi; la cittadinanza universale richiede invece il riconoscimento di tutti
i diritti per tutte le persone in tutte le aree geografiche e sociali in cui si trovano.
Indubbiamente questa proposta discussa in Tiquipaya - Bolivia avr i suoi detrattori.
Abbiamo gi visto nel corso di questi anni ferree opposizioni alla concessione di diritti ai
migranti nei paesi di residenza. La proposta di cittadinanza universale oggetto di critiche e
soprattutto di incomprensione da parte di chi pensa che, nellincorporare questo principio
unilateralmente in quadri giuridici e politici, si risolvano magicamente tutti i problemi delle
persone in mobilit (e queste critiche vengono proprio da quei paesi che hanno il coraggio di
proporre nuovi paradigmi e non da quelli che deportano migranti in massa, costruiscono
centri di detenzione, militarizzano le frontiere o costruiscono muri).
Da qui l'importanza di una Conferenza Mondiale dei Popoli per un Mondo senza Muri
verso la Cittadinanza Universale, da qui la necessit di continuare a lottare per la libera
circolazione di tutti gli abitanti del pianeta, per la concessione di facilitazioni di residenza e di
diritti a tutti i migranti, ancor pi se sono rifugiati in fuga dalle guerre, dalla violenza, dalle
disuguaglianze e dal cambiamento climatico.
I problemi globali delle migrazioni richiedono soluzioni che pensino in primo luogo ai
pi deboli los de abajo , a quelle migliaia di persone anonime che per qualche motivo
dovettero attraversare una frontiera.

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