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La cattedra del dubbio

SULLE REGOLE
Gherardo Colombo
Luned 8 febbraio 2016

Introduzione: Sante Ambrosi


Canzone: in fila per tre (Edoardo Bennato)
Presentazione: Emiliano Bezzon Sauro Tognotti
Video lettura con Elio e le storie tese: un paese immaginario cap.1 pg 11/15
PERCH PARLARE DI REGOLE? (Emiliano-Sauro)
Nella quotidianit, nel mondo del lavoro, nella politica, nei media si sente sempre pi spesso parlare
di regole violate, di corruzione, di abusi, di evasione fiscalela cultura contemporanea ormai
completamente permeata da concetti di illegalit ormai tollerati o, addirittura, condivisi.
Questo contesto socio culturale alimenta e sostiene la cultura dellillegalit, relegando il rispetto
delle regole e dei valori sottostanti ad un piano secondario o addirittura negativo: chi rispetta le
regole o chiede ad altri che le rispettano pu essere deriso o disprezzato.
Alla base di questa situazione c probabilmente una profonda ignoranza delle origini delle regole
che, inevitabilmente fanno parte della vita di ognuno: in fondo anche chi viola la legge rispetta delle
regole che, per, sono esattamente il contrario di quelle vigenti.
Per cui si pu concludere che un sistema di regole sia necessario, occorre capire quale debba
essere e per farlo occorre partire dai valori di fondo, prima di tutti quello delluguaglianza, da cui
deriva la migliore convivenza possibile tra umani.
Perch come scrive Gherardo colombo nel libro sulle regole: la giustizia non pu funzionare se il
rapporto tra cittadini e le regole malato, sofferto, segnato dallincomunicabilit. La giustizia non
pu funzionare se i cittadini non comprendono il perch delle regole.
Da La societa verticale (cap.9 pg 43)
* Un esempio emblematico costituito dallappartheid in Sudafrica, dove fino ai primi anni novanta
i bianchi (un quinto della popolazione) occupavano oltre l85 per cento del territorio, erano
destinatari del 75 per cento delle entrate, il tasso di mortalit infantile era dieci volte inferiore a
quello della popolazione nera, costretta a vivere in citt-ghetto, in un regime di costante repressione
e discriminazione.
In questo schema verticale di organizzazione della societ esiste un indice sintomatico della sintonia
che ciascuno ha dellevoluzione della specie: il livello occupato dalla gerarchia sociale.
Quanto pi lindividuo in alto, quanto pi ricco, potente, famoso, influente, tanto pi egli il
prodotto dello sviluppo della specie ed pi funzionale per lo sviluppo ulteriore. Per converso,
quanto pi in basso,povero, senza potere, sconosciuto e ininfluente, tanto pi la sua esistenza
talvolta indifferente, talaltra perfino dannosa allo sviluppo del genere umano.
Da questo punto di vista, la persona non un fine, non v salvaguardata, pu trasformarsi in
strumento per la promozione dei pi validi rappresentanti della specie destinati a loro volta a
promuoverla ulteriormente e pu (sarebbe da dire deve) essere eliminata quando non serve o reca
danno. Ne deriva che la giustizia consiste nel promuovere e tutelare le gerarchie; nel dare dignit ai
privilegi; nelleliminare, anche fisicamente, chi dannoso.
Spesso in ambito educativo di recupero della persona, abbiamo sentito o usato la frase:
cattivi non si nasce, lo si diventa, ma anche buoni non si nasce, lo si diventa e le due facce
non sono in contraddizione tra loro. Questo solo per mettere in luce che abbiamo bisogno
(forse non per tutti?) di educarci nella quotidianit alla giustizia, alle regole, educarci alla
convivenza.
Dobbiamo migliorare! Ma come venga organizzato lo stare insieme, il contenuto delle regole,
il valore che sta alla base, non interessa a nessuno? Tutto va bene? Non ha nessuna

importanza? Dobbiamo migliorare! Costruire il senso civico, il senso pubblico, mettere in atto
un processo della cultura delle regole di convivenza civile cosa che ci riguarda e ci
coinvolge in prima persona. E dobbiamo farlo insieme.
Nella storia la parola giustizia stata la parola magica che ha consentito di (giustificare)
fare di tutto. Dalla santa inquisizione alle bombe di Hiroshima e Nagasaki. Da Hitler a Stalin,
da Pol Pot in Cambogia a Pinochet in Cile fino ai nostri giorni. Da questi avvenimenti urge
la consapevolezza dei contenuti dei valori di cui queste leggi sono portatrici (e protettrici) e
questo si apre ad un altro orizzonte di societ, quella orizzontale.
Da La societ orizzontale (cap. 10 pg.48-49)
* Esiste un modo di intendere la comunit che non si basa sulle gerarchie, ma sullidea che
lumanit si promuova attraverso un percorso armonico in cui la collaborazione di ciascuno,
secondo le proprie possibilit, contribuisce allemancipazione dei singoli e al progredire della
societ nel suo insieme.
Lelemento fondamentale lesatto contrario di quello che porta alla sperequazione, alla
separazione e allesclusione. Lumanit non vive , non si emancipa, non progredisce attraverso la
selezione, ma prestando attenzione a ogni componente. Lorigine di questa idea sta nella
convinzione che ogni persona in s apprezzabile, costituisce un valore, una dignit. Tale modo di
intendere a sua volta una conseguenza del riconoscere nellaltro la stessa natura che ciascuno
vede in s. Il riconoscimento non limitato al gruppo di cui si fa parte: la persona si riconosce non
solo in s stessa, nei suoi familiari, nei (o in alcuni) compagni di classe, nei sostenitori della stessa
squadra di calcio, in coloro che abitano nello stesso quartiere, in chi frequenta la stessa chiesa, in
chi professa la stessa fede, in chi ha lo stesso colore della pelle, in chi parla la stessa lingua, in chi
manifesta le stesse idee.
Il riconoscimento dellaltro, di tutti gli altri, ha come effetto la percezione dellessere parte del
genere umano (e non di settori specifici dellumanit, come possono essere la famiglia, la scuola, la
tifoseria, il paese e via dicendo), e la consapevolezza dellesistenza di un collegamento con
ciascuno dei suoi componenti, costituiti dal comun denominatore della specie.
Il senso di appartenenza e lidentificazione con laltro provocano disagio per le difficolt e
soddisfazione per il loro benessere. Linsieme di ciascuno di questi sentimenti costituisce un tessuto
che lega chiunque partecipi allaggregato sociale: lo si pu chiamare solidariet (se si d a questa
parola il suo significato di consapevolezza di far parte della comunit e di disponibilit reciproca a
dare e ricevere aiuto al fine del miglior soddisfacimento delle necessit di ciascun membro della
societ).
Da Un tentativo di societ orizzontale: la costituzione italiana (cap. 22 pg.112-113-114)
Da dove nasce e perch nasce la Costituzione italiana. La C.I. conseguenza di un percorso
storico ferito da un autoritarismo sterile, senza risposte vere ai bisogni e doveri dei
cittadini, fine a se stesso e dittatoriale basato sullidea che un riferimento assoluto
vegliasse a tutti i livelli civili, mediatici, e religiosi del paese. Con regole e leggi esplicitamente
verticalistiche. Portando alla fame, alla distruzione e alla miseria la maggior parte del paese
italiano.
* Prima ancora che a livello planetario fosse enunciata la Dichiarazione universale dei diritti umani
(1948), in Italia entrata in vigore la Costituzione, ispirata dalle stesse convinzioni.
Una costituzione linsieme delle disposizioni che stabiliscono i principi di base attraverso i quali
regolare i rapporti tra le persone,che determinano il modello organizzativo della societ e
individuano i diritti inderogabili, inviolabili e insopprimibili, e i doveri ai quali non ci si pu
sottrarre. la legge fondamentale che informa tutte le altre norme emanate in uno stato. A grandi

linee ha le stesse funzioni che in passato svolgeva il diritto naturale: come allora le leggi venivano
considerate giuste ( o ingiuste) a seconda della loro coincidenza (o del loro contrasto) con il diritto
naturale, cos a oggi solo legittimate dalla conformit della costituzione.
Si tornati, dunque, a valutare il diritto non in base alla sua paternit ( che comunque rimane un
presupposto essenziale, perch, ovviamente, le leggi possono essere emanate soltanto dalle
istituzioni incaricate di farlo), ma in base al suo contenuto.
Con la differenza che questo scelto tramite un accordo fra tutte i cittadini.
Lassemblea delegata a elaborare la Costituzione stata eletta a suffragio universale (con il
voto,cio, sia degli uomini sia delle donne, fino ad allora escluse dalle elezioni) il 2 giugno 1946, lo
stesso giorno in cui i cittadini italiano hanno deciso, tramite referendum, che lo stato assumesse la
forma di repubblica, ponendo cos fine alla monarchia. Il 27 dicembre 1947 la Costituzione stata
promulgata, e il primo gennaio 1948 entrata in vigore.
LItalia era da poco uscita dal fascismo, disegnato sulla falsa riga delle societ verticali, ove pochi
avevano la possibilit di incidere pesantemente sulla vita di tanti. Le manifestazioni del sistema
verticale in epoca fascista sono state davvero tante. Tra laltro, erano stati aboliti tutti i partiti
politici e i sindacati diversi dal partito e dal sindacato fascista (cui gli italiani sono stati
praticamente costretti a iscriversi: i pochissimi che si sono rifiutati sono stati collocati ai margini
della societ), con conseguente abolizione della libert di esprimere il proprio pensiero, di
associarsi, di riunirsi, di manifestare idee politiche diverse da quelle del regime. Tramite il
confino, misura di polizia introdotta nel 1926, le persone ritenute pericolose allordine nazionale
dello stato (e cio gli oppositori politici) erano state costrette a vivere emarginate in un comune, il
pi delle volte su una piccola isola, senza possibilit di allontanarsi. Con le leggi razziali del 1938 si
sono discriminate le persone di razza ebrea, imponendo loro una serie di divieti che li degradava
ad un livello bassissimo della gerarchia sociale sino a espellerli dalla comunit civile.
Appena usciti dal fascismo e dalla guerra, la situazione di fronte alla quale si trovava lAssemblea
costituente era peggiore di quella sulla quale si sarebbero poi pronunciate le Nazioni Unite. LItalia
aveva contribuito fattivamente al verificarsi dei disastri che avevano coinvolto il mondo intero. Si
trattava anche di rispondere ai crimini contro lumanit commessi durante il fascismo. Anche per
questo la presa di posizione della Costituzione italiana stata assai pi determinata e incisiva di
quella della Dichiarazione universale.
(video: intervento di Gherardo Colombo per Feltrinelli)
-centralit della personaDa Conseguenze della societ orizzontale (cap.13 pg 65)
* Il rispetto della persona comporta limposizione di alcuni limiti ai poteri dello stato nei confronti
dellindividuo. escluso, per esempio, che si possa procedere alla soppressione di qualsiasi
appartenente al genere umano da parte delle istituzioni; altrettanto rifiutate sono le intrusioni nella
fisicit della persona.
Da prima di tutto la persona ( cap. 23 pg 115/116)
* Limpianto complessivo della Costituzione costruito intorno al riconoscimento di valore e
dignit della persona. Proprio perch ciascuna persona un valore,). La Repubblica riconosce e
garantisce i diritti inviolabili delluomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge
la sua personalit, e richiede ladempimento dei doveri inderogabili di solidariet politica,
economica e sociale. (art.2 Principi fondamentali- Costituzione italiana)
E perch si sia tutelati allo stesso modo, tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono uguali
davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di
condizioni personali o sociali. Non un affermazione di principio, ma una norma di legge, un
impegno che vincola le istituzioni. Infatti, compito della Repubblica Italiana rimuovere gli
ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert e luguaglianza dei
cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i
lavoratori allorganizzazione politica, economica e sociale del paese. (art.3 Principi

fondamentali- Costituzione italiana). Esattamente il contrario della societ verticale, basata sulla
sperequazione e sulla strumentalizzazione della persona.
I principi contenuti in queste disposizioni sono la pietra angolare della Costituzione; tutto il resto
specificazione ed esplicitazione di quei principi fondamentali.
Nella prospettiva adottata, la guerra non consentita (la parola usata dal costituente ripudia, un
termine straordinariamente pi categorico di tutti i suoi sinonimi, che non consente interpretazioni
che lo ammorbidiscano) come strumento di aggressione alla libert altrui o di soluzione di
controversie internazionali.
LItalia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert degli altri popoli e come mazzo di
risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parit con gli altri stati, alle
limitazioni di sovranit necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le
Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. (art.11
Principi fondamentali- Costituzione italiana)
verso una conclusione.
* La storia un percorso, fatto di prima e dopo, di ieri , oggi e domani. un tragitto costituito da
una concatenazione di passi. Somiglia a un lungo e faticoso sentiero di montagna del quale non si
vede la fine
Nei confronti della storia la persona impaziente, vuole una soluzione immediata, esige
cambiamenti repentini
Perch la grande fatica che gli costa il singolo passo sembra sprecata, non vedendo la meta, non
percependo il percorso. Manca lidea del costruire, del collocare uno sullaltro i mattoni perch alla
fine si possa vedere la casa.
Il cammino verso la societ orizzontale fatto anche della percezione del tempo, della sua
dinamica, degli inciampi, delle cadute, delle soste, delle regressioni, delle riprese. Proprio come
accade sul sentiero di montagna.(pg 143/144)
Per salutarci
* Certo unosservanza assoluta di regole giuste non sar mai universale.
Ognuno di noi un essere umano, che si porta dietro ogni giorno tutte le sue imperfezioni, e che
non potr mai architettare e praticare forme di convivenza perfetta.
Certo, il male non pu essere estirpato del tutto dalla storia; e la natura umana, la sua finitezza
mortale essa stessa fonte frequente di angoscia e sofferenza. A tutto questo non possono porre
rimedio le regole e la loro osservanza.
In questi confini, la scelta consapevole, e la sua applicazione coerente, di tendere al modello sociale
basato sul riconoscimento dellessere umano stabilisce la direzione del percorso e qualifica ogni sua
tappa.
Pi si procede, pi si allargano le possibilit di vivere se stessi e ognuno degli altri come soggetti e
non come oggetti; di essere liberi e non sottomessi, cittadini e non sudditi.
un percorso infinito, nel quale, prima e pi della meta, conta il modo di essere sulla strada, la
coerenza di ogni gesto e di ogni parola rispetto al risultato finale.
il percorso, non il traguardo, a riempire la persona del proprio valore e della propria dignit.
Tutti noi siamo sul percorso, dipende da ognuno di noi dove questo ci porter. (pg 156)
Finale sulla canzone alla fiera dellest (Angelo Branduardi)

NOTE DEL LIBRO


Titolo: sulle regole
Editore: feltrinelli
Collana: Universale economica. Saggi
Data pubblicazione: ottobre 2009
Prezzo: 7,50
Pagine: 156
CENNI BIOGRAFICI
Gherardo Colombo nato a Brioso, in provincia di Milano ora Monza Brianza, il 23 giugno 1946.
Ha conseguito la maturit classica nel 1965, si laureato in giurisprudenza allUniversit Cattolica
di Milano nel 1969. Dal 1970 al 1971 ha lavorato in una compagnia di assicurazioni, dalla quale si
dimesso per poter preparare il concorso per la magistratura. entrato in magistratura nel 1974 e,
dopo un anno di tirocigno, ha svolto le funzioni di giudice dal 1975 al 1978 nella VII sezione penale
del Tribunale di Milano.
Dal 1978 al 1989 stato Giudice Istruttore e , contemporaneamente, dal 1987 al 1989 stato
componente della commissione ministeriale per la riforma del codice di procedura penale che si
occupava della disciplina dei processi contro il crimine organizzato.
Dal 1987 al 1990 ha partecipato, come osservatore per conto della Societ Internazionale di Difesa
Sociale, alla Commissione Parlamentare di inchiesta sul terrorismo in Italia, e successivamente
stato consulente per la Commissione Parlamentare di inchiesta sulla mafia.
Dal 1989 al 2005 stato Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Milano.
Dallingresso in Magistratura fino al 2005 ha condotto o collaborato a inchieste celebri come la
scoperta della Loggia P2, Il delitto Ambrosoli, i c.d. fondi neri I.R.I., Mani pulite, i processi Imi-Sir,
Lodo Mondatori e Sme.
Dal marzo 2005 stato giudice presso la Corte di Cassazione.
Da Magistrato ha partecipato come relatore a numerosi convegni italiani ed internazionali su temi
quali la corruzione, il finanziamento illecito dei partiti, il falso in bilancio, il riciclaggio, la
cooperazione giudiziaria internazionale, lindipendenza della magistratura, il ruolo del pubblico
ministero e, su questi e altri temi ha tenuto conferenze in universit italiane ed estere.
Nel febbraio 2007 si dimesso dalla magistratura. Dal giugno 2007 stato nominato vicepresidente
e ora presidente della casa editrice Garzanti Libri. Dal luglio 2012 inoltre consigliere del
Consiglio di Amministrazione della RAI (ora dimesso).
ALCUNE PUBBLICAZIONI

Il riciclaggio, ed. Giuffr,1990


La legislazione antimafia, (con l. Magistro). ed. Giuffr, 1994
Il sistema degli appalti, (a cura di), ed. Giuffr, 1995
La legislazione antimafia addenda ( con L.Magistro), ed. Giuffr 1995
Come affrontare il processo penale (con A. Dal Moro), ed. Hoepli, 2001
Il vizio della memoria, ed. Feltrinelli, 1996
Ameni inganni, lettere da un paese normale (con C. Stajano), ed. Garzanti. 2000
Sulle regole, ed. Feltrinelli, 2008
Sei stato tu? (con A. Sarfatti), ed. Salani, 2009
Il peso della libert, (riflessione su il grande inquisitore di Fedor Dostoevski) ed. Salani, 2010
Educare alla legalit ( con A. Sarfatti), ed. Salani, 2011
Democrazia, ed. Bollati Boringhieri, 2011
Farla franca. La legge uguale per tutti. (con F. Marzoli), ed. Longanesi, 2012
Imparare la libert, ( con E. Passerini), ed. Salani, 2013
Il perdono responsabile. Perch il carcere non serve a nulla , ed. Ponte alle Grazie, 2013
La repubblica siamo noi (con R. de Ponticelli), ed. Salani, 2013