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IL TEMPO DEI "BARBARI"

2 zione longobarda sull 'Italia settentriona dizione germanica e i modelli tardo-ro


I LONGOBARDI IN ITALlA le, mentre i ducati di Spoleto e Beneven mani conosciuti in Pannonia si manife
to cadranno solo nell'XI secolo SOttO i sta nella produzione delle caratteristicne
Guidati da re Alboino, i Longobardi Normanni. La Historia Longobardorum, crocette sbalzate in lamina d'oro. Forse
penetrano in Italia nel 568 sceEdendo composta presso la corte carolingia da cia-pp-rima ornamento ricamaw~ui vesti
dal Friuli e conquistano rapidamente Paolo Diacono alla fine dell'VII1 secolo, ti femminili, ma presto diffuse anche
ampie zone della penisola. Rimangono la fonte, sostanzialmente attendibile, nell'abbigliamento maschile, le pi anti
esclusi dalla dominazione longobarda i su cui si basa gran parte della nostra co che crocette presentano una decorazio
possedimenti bizantini (Ravenna e l'E noscenza sui due secoli di dominio lon ne naturalistica, affidata alla giustappo
sarcato, le regioni dell'estremo meridio gobardo in Italia. sizione di figure di animali stilizzati e
ne e le citt campane di Napoli, Amalfi e I Longobardi sono ricordati per la pri quindi a uno sviluppo intricato di girali
Paestum) e le terre pontificie, una Stri ma volta come gens nomade attestata vegetali dai quali emergono figurette
scia che attraversa l'Italia centrale esten presso le foci dell'Elba, col nome di zoomorfe. Queste caratteristiche sono
dendosi dal Lazio settentrionale alla Ro Winnili. Nel V secolo, scendendo verso ravvisabili anche negli oggetti prodotti
magna (fig. 6). le regioni danubiane, si accostano al in Italia, come le grandi fibule trovate a
Il regno longobardo risulta cos diviso !'Impero bizantino, e il loro contatto Nocera Umbra tra i resti di ri((I~. corre
in una parte pi compatta a nord (Lon con la civilt romana si fa diretto tra il di funerari (fig. 7).
gobardia Maior) e in una pi frammenta 520 e il 542, quando si trasferiscono nel Assoldati dall'imperatore bizantino
ria, divisa in ducati di sostanziale auto Norico e in Pannonia, l'attuale Romania. nella "guerra gotica", i primi Longobardi
nomia, a sud (Longobardia Minor).~1 Com' tipico delle popolazioni noma giungono in Italia nel 526 con le truppe
774, sconfiggendo le truppe del re Desi di, le espressioni artistiche longobarde comandate da Belisario e vi ritornano
derio nella battaglia delle Chiuse di Su p-rima della calata in Italia sono concen tra il 552 e il 553 per la campagna con
sa, Carlo Magno porr fine alla d0!!1ina trate sull'oreficeria. L'incontro tra la tra- dotta da Narsete contro Totila e Teia.

PANNONIA

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o.,~

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d
Corsica

DUCATO
ROMANO

Sardegna

_ Discesa di Alboino (568) ,g~ 7


- - Conquiste di Alboino (568-572) Palermo
D Dominio longobardo nel 638
1,111,6
Sicilia
Sedi di duchi longobardi Cartina dell'Italia longobarda.

AFRICA I, 111,7
Coppia di fibule, provenienti da Nocera Umbra - I stile animalistico - Roma,
6
Museo dell'Alto Medioevo

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EVO MEDIO

Nel 568 Alboino guida una vera e pro I, III, 8


pria invasione, conscio dell'indeboli Crocetta aurea nastriforme . VII sec. . Verona,
mento delle difese della penisola, fiacca Museo di Castelvecchio
te da decenni di guerre. Le cin si arren I, III, 9
dono una dopo l'altra quasi senza com Crocetta con testa di Cristo al centro - VII sec.
battere: i membri della classe senatoria, Cividale, Museo Archeologico
che avrebbero potuto organizzare la di
fesa, fuggono a Ravenna, a Roma o a Bi I, III, /0
sanzio. Milano cade nel 569 e Pavia, de Croce di Adaloaldo - inizio VII sec. . Monza,
Museo del Duomo
stinata a diventare la capitale del regno,
nel 572. I Longobardi, che pure costitui I, III, Il
'scono meno del cinque per cento della Legatura dell'Evongelorio di Teodolindo . inizio
popolazione, si abbandonano a un siste VII sec. . Monza, Museo del Duomo
matico saccheggio, durato fino al 591,
quando sale sul trono Agilulfo.
Il dominio~ngobardo viene sancito
dall'Editto di Rotari, composto in latino
nel 643 e diviso in circa quattrocento
'articoli, con il quale la legge longobarda
si sostituisce al dirino romano. Il popolo
Cnvasore, nonostante la politica filocat 8
tolica e filoromana di Agilulfo e di sua
moglie Teodolinda, stenta a integrarsi
con gli abitanti delle cin e delle campa
gne assoggenate, e si raccoglie in clan
familiari, le farae, di cui rimane memo
ria nei numerosi centri rurali chiamati
Fara, sparpagliati in runa Italia.
Le testimonianze artistiche risalenti ai
primi decenni della dominazione longo
barda sono scarsissime, ma eloquenti:
l'abbandono delle cin romane da parte
della classe dominante segna il declino.
dell'arte tardo-antica come stile della.
classe al potere, mentre il nuovo stil~
"barbarico", rifiutando la tradizione pre
cedente, introduce un linguaggio del tut
to nuovo.
l'oreficeria continua a essere anche
nel VI! secolo "arte-guida". Frequenti
sono le crocene, che sembrano ritagliate
in sonili lamine d'oro (figg. 8 e 9), men
tre appaiono, pi rari ma molto interes 9 lO
santi, esempi di monetazione e anelli-si
gillo con lene re latine e volti umani.
Per COntro, il vasellame ceramico tro
vato in numerose tombe mostra forme
alquanto rozze e modeste decorazioni
graffite geometrizzanti.
Accanto alle crocene pi semplici,
sulle quali tunavia compare il nervoso li
nearismo del disegno intrecciato, ven
gono prodoni gioielli di maggiore impe
gno, le "croci gemmate". Probabilmente
derivate da prototipi votivi palestinesi
portati in Italia dai pellegrini, queste
croci riprendono il motivo del Crocifis
so, gi presente nella tradizione paleo
cristiana e ravennate, come semplice
Imago Christi, un piccolo busto clipeato
al centro della croce: in tal senso si
gnificativa la Croce di Adaloaldo (conser
vata a Monza), dell'inizio del VII secolo,
in cui il Crocifisso compare a figura inte
ra (fig. 10). Le croci gemmate, talvolta
11

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IL TEMPO DEI "BARBARI"

mcsse in relazione con la contempora


nea produzione dei Visigori in Spagna,
segnano un capitolo impanante nell'o
reficeria longobarda. Le pierre dure che
le clecorano rispondono a un vivace gu
s[o del colore e sono inserire a freddo in
trafori appositamente preparati, talvolta
seguendo una distribuzione spaziale di
gusto tardo-antico.
Un orrimo esempio di tale tecnica la
copertura di evangelario donata da papa
Gregorio Magno a Teodolinda n~ 603,
forse realizzaca a Roma da un orafo che
si ispira alla. produzione longobard~ (fig.
Il). Pi rattinata la tecnica che preve
de una fitta rete di alveoli in cui le pie
tre, o pi frequentemente gli smalti e le
paste vitree fuse, vengono inserite a cal I, 111,12
Fibula a disco
do, come nella fibula a disco di Parma VII sec. - Parma,
(fig. 12). In una posizione mediana tra Museo Nazionale
l'oreficeria e la cultura materiale si col- di Antichit
12

I, III, 13
Lastra di una guarni
zione d'elmQ - VII sec.
Berna, Historisches
Museum

I, III, 14
Lastra di una guarni
zione d'elmo - VII sec.
Berna, Historisches
t'1useum

l, III, 15
Lastrina frontale di un
elmo - VII sec. - bron
zo dorato - Firenze,
Museo del Bargello

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EVO MEDIO

loca la produzione longobarda di armi, Probabilmente riferibile a un sontuo


presenti tra i corredi funebri maschilI. so elmo da parata la lamina sbalzata,
Le impugnature delle spade presentano conservata nel Museo del Bargello di Fi
spesso una decorazione ottenuta con la renze (fig. 15), in cui si celebra il trionfo
tecnica dell'"!.lgeminatura", sottili strisce di Agilulfo, re dal 591 a1615. La lamina,
d'argento martellate all'interno di solhi per la rude espressivit e la tensione li
ricavati nel ferro, con effetti di Iineari neare, appare a prima vista un tipico
smo bicromo e astratto. Le lame sono prodottO di oreficeria "barbarica", men
invece SOttOposte al trattamento' della tre lo schema compositivo e la presenza
"da.maschinatt!.r:.a" per risultare pi fles delle due classiche Vittorie alate di fian
sbfli e resistenti alla tOrsione: il ferro co al trono del re (sia pure deformate in
viene aggreditO chimicamente e battuto modo quasi caricaturale) dimostrano lo
in modo tale da assumere una struttura a sforzo di operare una difficile contamina
fasce intrecciate. Il prodotto pi spetta tio tra la carica sintetica dell'arte longo
colare dell'arte degli armaioli longobardi barda e modelli classici.
sono gli scudi da parata, dischi di legno Il tentativo di realizzare un accordo
ricoperte di cuoio su cui vengono appli tra la nuova concezione artistica lon
cate piccole figure decorative in bronzo gobarda e la rivisitazione di motivi
con inedite caratteristiche di astrazione tardo-amichi confermata dalla cosid
lineare, di disegno scattante e dinamico detta Test[na di Teodolinda (fig. 16), an
come nei frammenti dello scudo di Sta teriore al 628. Il modello con tutta
bio, ora a Berna (figg. 13 e 14). probabilit una scultura bizantina, la
16

17 18

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Testa di Teodora (fig. 17), ma nella testi le di committenze artistiche. La maggior compatti precedenti paleocristiani tut
na longobarda viene meno ogni ricerca parte degli edifici eretti tra il VII e l'VIII tora ben riconoscibile nel battistero di
eli preziosa modellazione, in favore di secolo stata distrutta o radicalmente Lomello, caratterizzato anche da leggeri
una scarna definizione, tendente a una rimaneggiata, ma i frammenti architet profili decorativi (fig. 20).
stilizzazione essenziale e geometrizzan tonici e decorativi conservati nel Museo Costruita come cattedrale ariana da
te. Simili schematizzazioni sono presen Civico, le ricostruzioni grafiche e i resti Rotari (636-52), la chiesa di Sant'Euse
ti nella scultura dell'Egitto copto, ma il ancora visibili permettono di riconosce bio divenne fulcroCleIla conversione dei
parallelo pi stringente stato indicato re le caratteristiche di un'evoluzione in -Longobardi al cattolicesimo, promossa a
(A.M. Romanini) con lo scettro di Sutton senso decisamente anticlassico. Monza da Teodolinda e realizzata a Pa
Hoo (fig. 18), trovato nella tomba-barca Della chiesa suburbana di Santa Maria via da re Ariberto e dal vescovo Anasta
del re sassone Raedwald, risalente al in Pertica rimane un preciso disegno sio. Dell'antica costruzione rimangono
624-625 e pertanto coevo alla testina di settecentesco. Fondata nel 677, presen alcuni capitelli nella cripta, rimaneggia
Teodolinda. Il confronto tra la scultura tava una pianta ottagonale con un ta in epoca romanica (fig. 21). Si tratta
longobarda e le teste che decorano lo deambulatorio anulare e un giro interno di resti assai importanti, poich questi
scettro dimostra la sostanziale affinit di sei colonne (fig. 19). Su questo modu elementi architettonici mostrano un de
culturale tra la produzione italiana e lo "latino" si innestava un altissimo cor ciso scarto rispetto alla tradizione anti
quella dei Sassoni, popolazione migrata po centrale, con uno slancio del tutto ca, proponendo una nuova tipologia, ba
in Gran Bretagna nel V secolo e origina inedito, destinato a servire da modello sata ancora una volta su modelli desunti
ria, come i Longobardi, della zona del alla Cappella Palatina carolingia di dall' oreficeria. Lungi dall'inserirsi nel
fiume Elba. Aquisgrana e alla chiesa di Santa Sofia a solco dell'evoluzione degli ordini archi
Dal 625 al 774 Pavia stata capitale Benevento. L'espressivo verticalismo tettonici classici, i capitelli di Sant'Euse
del regno longobardo e centro principa- dell'ottagono centrale rispetto ai pi bio presentano f"rme senza precedeilti

19 20

I, III, 16 I, 111,19

T estina di T eodolinda - ante 628 - Milano. Museo del Castello Sforzesco Pianta della chiesa di Santa Maria in Pertica a Pavia.

I, 111,17 l,III, 20
Testa di T eodora VI sec. - Milano, Museo del Castello Sforzesco Pianta del battistero di Lomello.

I, 111,18
Scettro di Sutton Hoo - ante 624-625 - Londra, British Museum

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EVO MEDIO

22 23 24

I, III, 21 I, III. 23
Cripta della chiesa di Sant'Eusebio a Pavia. Capitello a "foglie d'acqua" della cripta della chiesa di San
t'Eusebio a Pavia.
I, 111,22
Capitello a fibula alveolata della cripta della chiesa di San I, 111,24
t'Eusebio a Pavia. Fibula "a cicala" del tesoro di Childerico - VI sec. - oro e
granati - Parigi, Bibliothque Nationale, Cabinet des M
dailles

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c suggeriscono l'ipotesi di una loro anti orientamenti commerciali e culturali dei rano, l'albero della vita tra draghi mari
ca decorazione con grosse pietre colora Longobardi: si sviluppano nuovi inreres ni) sono trattati con un senso puramen
re o pasre vi.rree. Uno di essi, diviso in si nei confronri della civilr classica, con te bidimensionale e grafico del rilievo,
un reticolo di campi chiusi triangolari, il moltiplicarsi vivace e un po' contrad staccato dal fondo in forza di un incisivo
ricorda da vicino lo schema delle fibule dittorio di disparati modelli figurativi, disegno e con un'energia di riduzione
alveolare (fig. 22), mentre un secondo, l'elaborazione di interessanri procedure dell'immagine a simbolo.
la cui articolazione viene assimilata na operative e tecniche. Il punro culminan Nonostante il miglioramenro dei rap
ruralisticamenre ad ampie "foglie d'ac te di questa apertura culturale, il cui ri porti con le popolazioni romane (con le
qua" (fig. 23), sembra ispirata alle cosid flesso-si coglie in una produzione artisti quali, peraltro, non si compie mai una
dette "fibule a cicala", un modello orien ca di notevole qualit, viene toccato du vera inregrazione) e lo sforzo culturale
tale diffuso in rutta l'oreficeria barbarica rante il regno di Liutprando (712-44), della "rinascenza" del tempo di Liut
europea (fig. 24). ed particolarmente ben documenrato prando, i Longobardi continuano a esse
Tra la fine del VII e l'inizio dell'VIII dai monumenri longobardi di Cividale re considerati un popolo invasore. L'e
secolo si assiste a un'imeressanre evolu del Friuli (cfr. scheda l). spansione della loro dominazione tocca
zione dell'arte longobarda, documentat; A Pavia, gli esempi meglio conservati il punto estremo con l'effimera conqui
da altri monumenti pavesi e dai resti della pluralit di stili nell'arte longobar sta della decaduta Ravenna, avvenuta
della chiesa di Sama Maria d'Aurona a da della prima met dell'VIII secolo so solo quattro anni prima della vittoria dei
Milano. no i due plutei (o frammenri di transen Franchi di Carlo Magno.
La presenza di riferimenti a diverse na) provenienti dall'Oratorio di San Mi~ La disfatta di Desiderio a opera dei
espressioni artistiche dell'area mediter cnele alla Pusterla (figg. 25-20. I motivi Carolingi, nel 774, stata a lungo salu
ranea sembra attestare una svolra negli naturalistici (due pavoni che si abbeve- tata come una "liberazione dai barba~",

25

26

I, III, 25 e 26
Plutei, provenienti dall'Oratorio di San Michele
alla Pusteria - prima met VII sec. - Pavia, Museo
Civico

311
EVO MEDIO

mentre una pi attenta lettura storica e delle ricchissime signorie monastiche. le si conserva un importante ciclo di af
porta a considerare assai meno brusca e Nel VI secolo viene fondato sul Gar freschi del tempo dell'abate Epifanio
repentina la svolta culturale. Presso la gano il santuario di Monte Sant'Angelo, (824-42, fig. 28) messo in relazione da
c.Qrte di Carlo Magno, anche prima della uno dei principali luoghi di devozione alcuni studiosi con l'esistenza di una
battaglia delle Chiuse di Susa, operava della Longobardia Minor. Il santuario scuola di pittura e miniatura a Beneven
n infatti maestri visigmi, sassoni e an dedicato all'arcangelo Michele, partico to, aperta ad artisti longobardi o forse
che longobardi, grazie ai quali l'arte ca larmente venerato dai Longobardi (si ancora retta da maestri locali. Accanto
r1ingia ha POtuto valersi di un ampio pensi alla Sagra di San Michele, proprio al ricorso a schemi compositivi orientali,
raggio di contributi culturali. Un segno all'imbocco della "fa[ale" valle di Susa), caratteristica della scuola beneventana
di questa continuit la possibilit del e costruito, come d'abitudine, su un luo la stesura di colori luminosi e vibranti di
l'attribuzione tanto ad architetti longo go elevalO e ricco di grotte. I rimaneg lumeggiature, con un disegno sciolw,
bardi quanto a maestri carolingi della giamenti non consentono di riconoscere che manifesta rapporti con l'ane dell'I
chiesa del monastero di San Salvatore a l'archi[ettura antica, come peral[ro ac talia settemrionale.
Brescia (fig. 27), fondato da Desiderio cade a Montecassino, la potentissima AI[ri esempi di pittura beneventana si
ma rinnovato nel IX secolo. abbazia benedettina fondala nel 529, al trovano nelle chiese di San Biagio a Ca
Rispetto alle vicende della Longobar la quale d un decisivo impulso l'abate s[ellamare di Stabia e dei Santi Rufo e
dia Maior i ducati longobardi del Sud longobardo Gisulfo (797-817). Carponio a Capua e nella Grotta di san
hanno vita pi lunga, e rimangono auto Un al[ro centro monastico legalO alla Michele a Olevano sul Tusciano (fig.
nomi fino all'avvento dei Normanni, nel dominazione longobarda San Vincen 29). Il complesso pi importante per
secolo XI. La loro storia si intreccia pre zo al Volturno, fondalO alla fine dell'VIII il ciclo di affreschi nelle absidi la[erali di
sto con quella dei pmemi centri di CUllO secolo. Nella cripta della chiesa abbazia Santa Sofia a Benevento (fig. 30).

I, 111,27

Interno della chiesa di San Salvatore a Brescia.

27

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29
I, III, 28
Figure di sante - 824-42 - affresco - cripta della chiesa di San Vincenzo al
Volturno

1,111,29
Battesimo di Cristo - IX sec. - affresco - Olevano sul Tusciano, Grotta di
san Michele

1,111,30
Annuncio a Zaccaria - fine VIII - inizio IX sec. - affresco - 8enevento,
Chiesa di Santa Sofia

30

313
EVO MEDIO

Fondata da Arechi II nel 760, la chie


sa di Santa Sofia la pi importante co
struzione dei ducati longobardi meridio
nali. A pianta centrale (fig. 31), ha una
complessa stnlttura stellare con tre absi
di; l'espressiva frammentariet dello
spazio interno (fig. 32) suggerisce
L1n 'imprevedibile variet di scorci e un <> <>
ininterrotto dinamismo architettonico.
Il modello per lo slanciato corpo centra O O
le la chiesa longobarda di Santa Maria ~ ~
in Pertica a Pavia, mentre per l'articola
zione dei volumi sembra opportuno il ri
ferimento a modelli bizantini. Segno, <> ~ ~
questo, dell'apertura dei ducati longo
bardi a un dialettico rapporto con diffe ~ ~
renti modelli culturali, e non semplice O
mente di rifiuto, come in passato si
-
spesso ritenuto.
<> O
Il
~E
-
o
'

I '"
I, 111,31
Pianta della chiesa di Santa Sofia a Benevento.
(da Rusconi) rf o
o
I, III, 32
Interno della chiesa di Santa Sofia a Benevento.
31

32

314