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ARMANDO PETRUCCI

ALFABETISMO ED EDUCAZIONE GRAFICA DEGLI SCRIBI ALTOMEDIEVALI (SECC. VII-X)


in The Role of the Book in Medieval Culture, I, Turnhout 1986, pp. 109-131.

Il rapporto tra scriventi e scrittura non mai, e tanto meno lo stato nel medioevo, cos assolutamente e
chiaramente definibile come di solito si crede, con differenze nette fra alfabeti e analfabeti, tecnici della
scrittura e scriventi incolti.
Lalfabetismo, inteso come capacit di scrivere a qualsiasi livello di esecuzione, era nellEuropa, e
soprattutto nellItalia altomedievale, un fenomeno relativamente diffuso dal punto di vista sociale
soprattutto nelle citt pi sviluppate: Lucca e Milano nellVIII secolo, Salerno nel secolo seguente, Roma nel
secolo X e XI. Esso coinvolgeva la maggioranza degli ecclesiastici e parecchi laici e riguardava un notevole
numero di semialfabeti, capaci di scrivere in modo elementare e limitato; inoltre parecchi laici erano in
possesso di buone capacit scrittorie.
Il problema delleducazione grafica di coloro che scrivevano libri difficile da definire e da risolvere, sia
perch le informazioni e i dati diretti e indiretti che ne abbiamo sono scarsissimi, si perch leducazione
grafica degli scribi era condizionata da quella situazione generale di alfabetismo diversificato e complesso di
cui si detto e in cui molto spesso o a volte scrivere libri non era opera esclusivamente di chi sapesse
tecnicamente farlo in modo soddisfacente, ma di chiunque fosse in grado di scrivere in qualche modo.
Luniverso di coloro che nellalto medioevo occidentale scrivevano o provavano a scrivere libri era in
sostanza riducibile alle seguenti quattro categorie :
- Scribi veri e propri (costituiscono la maggioranza), cio copisti in possesso di una specifica
educazione alla copiatura di libri;
- Scriventi non (o non ancora) in possesso di una piena e specifica educazione grafica, che pure
tentano attraverso limitazione e linsegnamento, di scrivere libri o parti di libri;
- Puri e semplici scriventi, cio laici o ecclesiastici in possesso di un grado di alfabetismo medio o
basso;
- Uomini dotti, maestri, grandi ecclesiastici, che scrivono occasionalmente parti di libri o annotazioni.
Circoscriviamo la trattazione alla produzione libraria italiana dei secoli compresi tra il VII e il X.
Dallesame di alcuni manufatti (in particolare: Evangelario di Gundohinus del 754; Moralia di Gregorio
Magno del ms. Vat. Lat. 7809, attribuito dal Lowe alla fine dellVIII secolo; quattro codici miscellanei coevi,
ovvero CLA 413, CLA 483, CLA 352, CLA 653), potrebbe sembrare che il fenomeno della scribal
inexperience (Lowe) fosse fra VII e X secolo sostanzialmente costituito dal fatto che alcuni copisti educati
alle minuscole semicorsive o alla corsiva documentaria mal si adattavano a scrivere lonciale e ne
stravolgevano i criteri fondamentali di esecuzione. Ma non cos, perch la scribal inexperience si
manifestava anche a proposito di altri tipi di scrittura, svelando in tal modo lampiezza e i vari aspetti che il
problema di una corretta educazione tecnica dei copisti aveva assunto nellEuropa altomedievale.
Ne risulta in sostanza che nel periodo anteriore alla affermazione ed alla diffusione generalizzata degli
ideali della rinascenza grafica carolingia (e in alcune zone e settori anche dopo) i processi di educazione
grafica degli scribi erano assai vari e dipendevano dal grado di organizzazione delle singole comunit e
dallimpegno dei magistri locali; a volte potevano aversi casi di un faticoso ed imperfetto apprendimento
autodidattico; altre volte tale processo era facilitato dallimportazione di modelli.

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Sembra indubbio che la visione tradizionale della produzione libraria nel mondo altomedievale come di un
processo interamente concentrato nella realt degli scriptoria monastici o comunque ecclesiastici, debba
essere in qualche misura corretta, ammettendo anche, soprattutto per lItalia, la possibilit di esistenza di
modi e ambienti diversi di produzione: copisti singoli che copiano per s, scribes vagantes che si
spostavano da un centro allaltro, copisti occasionali appartenenti al mondo della documentazione, copisti
laici.
Appare certo che nelleducazione grafica degli scribi altomedievali molto spazio era lasciato, soprattutto nei
secoli VII e VIII, a processi autodidattici e allimitazione diretta di modelli.
Sembra ragionevole supporre che pure in questa fase siano esistiti settori separati di produzione libraria
informale, destinati alla conservazione e alla limitata propagazione di testi particolari, in genere tecnico
pratici.
Nel medesimo periodo nel mondo greco-bizantino, la diffusa burocratizzazione dello stato manteneva un
alto tasso di alfabetismo tra i funzionari laici e ci si rifletteva in una pi varia articolazione nella
committenza e nella produzione dei libri, cui appunto anche i laici partecipavano gi nei secoli IX e X in
percentuali non trascurabili.