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Giacomo Puccini

TOSCA
Melodramma in tre atti

Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa


dal dramma La Tosca di Victorien Sardou

PERSONAGGI

Floria Tosca celebre cantante soprano


Mario Cavaradossi pittore tenore
Il barone Scarpia Capo della Polizia baritono
Cesare Angelotti prigioniero politico evaso basso
Sagrestano baritono
Spolertta Agente di Polizia tenore
Sciarrone Gendarme basso
Un carceriere basso
Un pastore ragazzo

Un Cardinale; Il Giudice del Fisco; Roberti, esecutore di Giustizia;


uno scrivano; un ufciale; un sergente. Soldati, Sbirri, Dame,
Nobili, Borghesi, Popolo, ecc.

Lazione si svolge a Roma, giugno 1800.

Prima rappresentazione
Roma, Teatro Costanzi 19 gennaio 1900

1
Puccini: Tosca atto primo

ATTO PRIMO
La Chiesa di SantAndrea della Valle.
A destra la Cappella Attavanti. A sinistra un impalcato; su di esso un gran quadro coperto da tela. Attrezzi
vari da pittore. Un paniere. Entra Angelotti vestito da prigioniero, lacero, sfatto, tremante dalla paura,
entra ansante, quasi correndo. D una rapida occhiata intorno.

ANGELOTTI T! Nessuno! -
Ah! Finalmente! Nel terror mio stolto Avrei giurato che fosse ritornato
Vedea cef di birro in ogni volto. il Cavalier Cavaradossi.

(Ha un moto di spavento; poi torna a guardare (Depone i pennelli, sale sullimpalcato, guarda
attentamente intorno a s con pi calma a ricono- dentro il paniere.)
scere il luogo. D un sospiro di sollievo vedendo la No, sbaglio. Il paniere intatto.
colonna con la pila dellacqua santa e la Madonna)
La pila la colonna (scende dallimpalcato. Suona lAngelus. Il Sagre-
A pi della Madonna stano si inginocchia e prega sommesso:)
mi scrisse mia sorella Angelus Domini nuntiavit Mariae,
Et concepit de Spiritu Sancto.
(Si avvicina alla colonna. Angelotti cerca la chiave Ecce ancilla Domini,
ai piedi della Madonna. Non trova; agitatissimo Fiat mihi secundum verbum tuum.
cerca di nuovo. Angelotti fa una atto di scoraggia- Et Verbum caro factum est,
mento. Angelotti riprende a cercare. Finalmente,
Et habitavit in nobis
con un soffocato grido di gioia, trova la chiave)
Ecco la chiave! CAVARADOSSI
(dalla porta laterale, vedendo il Sagrestano in
(Additando la cappella Attavanti)
ginocchio)
ed ecco la Cappella!
Che fai?
(Preso da nuovotimore di essere spiato, si guarda
dattorno, poi si dirige alla cappella, con grande SAGRESTANO
precauzione introduce la chiave nella serratura, (alzandosi)
apre la cancellata, e scompare dopo aver richiuso il
Recito lAngelus.
cancello. Assoluto silenzio sulla scena. Il Sagre-
stano appare dal fondo: va da destra a sinistra, (Cavaradossi sale sull impalcato e scopre il quadro.
accudendo al governo della chiesa: avr in mano un una Maria Maddalena a grandi occhi azzurri con
mazzo di pennelli. Il Sagrestano si avvicina allim- una gran pioggia dicapelli dorati. Il pittore vi sta
palcato parlando ad alta voce come se rivolgesse la dinanzi muto attentamente osservando. Il Sagre-
parola a qualcuno). stano, volgendosi verso Cavaradossi e per dirigergli
la parola, vede il quadro scoperto ed esclama con
SAGRESTANO grande meraviglia)
E sempre lava!
SAGRESTANO
(Tic nervoso segnato da un rapido movimento del Sante ampolle! Il suo ritratto!
collo e delle spalle)
Ogni pennello sozzo CAVARADOSSI
peggio dun collarin duno scagnozzo. (volgendosi al Sagrestano)
Signor pittore
Di chi?
(Guarda verso limpalcato dove sta il quadro, sor-
preso vedendolo deserto.)
1
Puccini: Tosca atto primo

SAGRESTANO (riprende a lavare i pennelli)


Di quellignota CAVARADOSSI
che i d passati a pregar qui vena
Larte nel suo mistero
(con untuosa attitudine accennando verso la le diverse bellezze insiem confonde;
Madonna dalla quale Angelotti trasse la chiave) ma nel ritrar costei

Tutta devota - e pia. SAGRESTANO


(Queste diverse gonne
CAVARADOSSI
che fanno concorrenza alle Madonne
(sorridendo) mandan tanfo dInferno.)
vero. E tanto ellera
infervorata nella sua preghiera CAVARADOSSI
chio ne pinsi, non visto, il bel sembiante. il mio solo pensiero,
il mio solo pensier sei tu!
SAGRESTANO Tosca, sei tu!
(scandalizzato)
(continua a dipingere)
(Fuori, Satana, fuori!)
SAGRESTANO
CAVARADOSSI (asciuga i pennelli lavati, non senza continuare a
(al Sagrestano) borbottare)

Dammi i colori! (Scherza coi fanti e lascia stare i santi!


Ma con quei cani di volterriani
(Cavaradossi dipinge con rapidit, soffermandosi nemici del santissimo governo
spesso a riguardare il proprio lavoro, mentre il
Sagrestano va e viene, poi riprende i pennelli che (pone la catinella sotto limpalcato ed i pennelli li
lava in una catinella ai piedi dellimpalcato. Cava- colloca in un vaso, presso al pittore)
radossi rist di dipingere; leva di tasca un meda- non sha da metter voce!
glione contenente una miniatura e gli occhi suoi Scherza coi fanti e lascia stare i santi!
vanno dal medaglione al quadro).
(accennando a Cavaradossi)
Recondita armonia
di bellezze diverse! bruna Floria, Gi sono impenitenti tutti quanti!
lardente amante mia
(Eseguisce)
SAGRESTANO Facciam piuttosto il segno della croce.)
(a mezza voce, come brontolando)
(a Cavaradossi)
(Scherza coi fanti e lascia stare i santi!)
Eccellenza, vado?
(sallontana per prendere lacqua onde pulire i pen-
nelli) CAVARADOSSI
Fa il tuo piacere!
CAVARADOSSI
E te, beltade ignota, (continua a dipingere)
cinta di chiome bionde!
Tu azzurro hai locchio, Tosca ha locchio nero! SAGRESTANO
(indicando il cesto)
SAGRESTANO
Pieno il paniere
(ritornando dal fondo e sempre scandalizzato:) Fa penitenza?
(Scherza coi fanti e lascia stare i santi!)
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Puccini: Tosca atto primo

CAVARADOSSI della spenta repubblica romana!


Fame non ho.
(corre a chiudere la porta laterale)
SAGRESTANO ANGELOTTI
(con ironia, stropicciandosi le mani) (con mistero. Andando incontro a Cavaradossi)
Ah! Mi rincresce! Fuggii pur ora da Castel SantAngelo!
(ma non pu trattenere un gesto di gioia e uno
sguardo di avidit verso il cesto che prende ponen-
CAVARADOSSI
dolo un po in disparte. Fiuta due prese di tabacco) (generosamente)

Badi, quandesce chiuda. Disponete di me!

CAVARADOSSI TOSCA
(dipingendo) (Da fuori)

Va! Mario!

SAGRESTANO (alla voce di Tosca, Cavaradossi fa un rapido cenno


ad Angelotti di tacere)
Vo!
CAVARADOSSI
(sallontana per il fondo. Cavaradossi, volgendo
Celatevi! una donna gelosa.
le spalle alla Cappella, lavora. Angelotti, credendo
Un breve istante e la rimando.
deserta la chiesa, appare dietro la cancellata e
introduce la chiave per aprire). TOSCA
CAVARADOSSI (di fuori)
(al cigolio della serratura si volta) Mario!
Gente l dentro!
CAVARADOSSI
(al movimento fatto da Cavaradossi, Angelotti, (verso la porta da dove viene la voce di Tosca)
atterrito, si arresta come per rifugiarsi ancora nella
Cappella, ma, alzati gli occhi, un grido di gioia, Eccomi!
che egli soffoca tosto timoroso, erompe dal suo
petto. Egli ha riconosciuto il pittore e gli stende le ANGELOTTI
braccia come ad un aiuto insperato) (colto da un accesso di debolezza si appoggia
allimpalcato e dice dolorosamente:)
ANGELOTTI
Sono stremo di forze, pi non reggo
Voi? Cavaradossi! Vi manda Iddio!

(Cavaradossi non riconosce Angelotti e rimane CAVARADOSSI


attonito sullimpalcato. Angelotti si avvicina di pi (rapidissimo, sale sullimpalcato, ne discende col
onde farsi riconoscere; con tristezza) paniere e lo d ad Angelotti)
Non mi ravvisate? In questo panier v cibo e vino!
Il carcere mha dunque assai mutato!
ANGELOTTI
CAVARADOSSI Grazie!
(riconoscendolo, depone rapido tavolozza e pennelli
e scende dallimpalcato verso Angelotti, guardan-
dosi cauto intorno)
Angelotti! Il Console
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Puccini: Tosca atto primo

CAVARADOSSI passi ed un fruscio di vesti


(incoraggiando Angelotti, lo spinge verso la Cap-
pella) CAVARADOSSI
Sogni!
Presto!

ANGELOTTI TOSCA
Lo neghi?
Grazie!

CAVARADOSSI CAVARADOSSI
(con passione)
Presto!
Lo nego e tamo!
(Angelotti entra nella Cappella.)
(Tenta di baciare Tosca)
TOSCA
(da fuori, stizzita) TOSCA
(con dolce rimprovero)
Mario! Mario! Mario!
Oh! Innanzi alla Madonna
CAVARADOSSI No, Mario mio,
(ngendosi calmo apre a Tosca)
(si avvicina lentamente alla statua della Madonna e
Son qui! dispone con arte, intorno ad essa, i ori che ha por-
tato con s)
(Tosca entra con una specie di violenza, guardando
intorno sospettosa. Cavaradossi si appressa a lascia pria che la preghi, e che linori
Tosca per abbracciarla. Tosca lo respinge brusca-
(Si inginocchia e prega con molta devozione,
mente)
segnandosi, poi salza. A Cavaradossi, che intanto
TOSCA si avviato per riprendere il lavoro)
Perch chiuso? Ora stammi a sentir - stasera canto,
ma spettacolo breve. - Tu maspetti
CAVARADOSSI sulluscio della scena
(con simulata indifferenza) e alla tua villa andiam soli, soletti.

Lo vuole il Sagrestano CAVARADOSSI


(che fu sempre soprappensieri)
TOSCA
A chi parlavi? Stasera!

CAVARADOSSI TOSCA
A te! luna piena
e il notturno efuvio oreal
TOSCA inebria il cor! - Non sei contento?
Altre parole bisbigliavi. Ov? (si siede sulla gradinata presso a Cavaradossi)

CAVARADOSSI CAVARADOSSI
Chi? (ancora un po distratto e peritoso)

TOSCA Tanto!

Colei! Quella donna!


Ho udito i lesti
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Puccini: Tosca atto primo

TOSCA TOSCA
(colpita dallaccento freddo di Cavaradossi) (reclinando la testa sulla spalla di Cavaradossi, che
quasi subito si allontana un poco guardando verso
Tornalo a dir!
la parte dove usc Angelotti)
CAVARADOSSI O mio amore!
Tanto!
CAVARADOSSI
TOSCA Or lasciami al lavoro.
(stizzita)
TOSCA
Lo dici male, lo dici male:
(sorpresa)
(carezzevole) Mi discacci?
Non la sospiri la nostra casetta
che tutta ascosa nel verde ci aspetta? CAVARADOSSI
Nido a noi sacro, ignoto al mondo inter, Urge lopra, lo sai!
pien damore e di mister?
Al tuo anco sentire TOSCA
per le silenziose (stizzita, alzandosi)
stellate ombre, salir
le voci delle cose! Vado! Vado!
Dai boschi e dai roveti,
(sallontana un poco da Cavaradossi, poi voltandosi
dallarse erbe, dallimo
per guardare, vede il quadro, ed agitatissima ritorna
dei franti sepolcreti
verso Cavaradossi)
odorosi di timo,
la notte escon bisbigli Chi quella donna bionda lass?
di minuscoli amori
CAVARADOSSI
(con intenzione)
(calmo)
e perdi consigli
La Maddalena. Ti piace?
che ammolliscono i cuori.
Fiorite, o campi immensi, palpitate
aure marine nel lunare albor,
TOSCA
piovete volutt, volte stellate! troppo bella!
Arde a Tosca folle amor!
CAVARADOSSI
CAVARADOSSI (ridendo ed inchinandosi)
Mi avvinci nei tuoi lacci Prezioso elogio!
mia sirena
TOSCA
TOSCA
(sospettosa)
(con abbandono)
Ridi?
Arde Tosca nel sangue il folle amor! Quegli occhi cilestrini gi li vidi
CAVARADOSSI CAVARADOSSI
Mia sirena, verr! (con indifferenza)
Ce n tanti pel mondo!

5
Puccini: Tosca atto primo

TOSCA CAVARADOSSI
Aspetta Aspetta (serio)

(sale sullimpalcato. Trionfante) Giuro!

E lAttavanti! TOSCA
(sempre con gli occhi rivolti al quadro)
CAVARADOSSI
(ridendo) Come mi guarda so!

Brava! CAVARADOSSI
Vien via!
TOSCA
(vinta dalla gelosia) TOSCA
La vedi? Tama? Di me beffarda, ride.

(piangendo) (Discende allindietro tenendo alte le sue mani in


quelle di Cavaradossi senza cessare di guardare
Tu lami? Tu lami? ilquadro)

CAVARADOSSI CAVARADOSSI
(procura di calmarla) (spinge dolcemente Tosca a scendere la gradinata)
Fu puro caso Follia!

TOSCA TOSCA
(non ascoltandolo, con ira gelosa) (con dolce rimprovero)
Quei passi Ah, quegli occhi!
e quel bisbiglio Ah! Qui stava
pur ora! CAVARADOSSI
(Tiene Tosca affettuosamente presso di s, ssandola
CAVARADOSSI negli occhi)
Vien via!
Quale occhio al mondo pu star di paro
TOSCA allardente occhio tuo nero?
qui che lesser mio safssa intero.
Ah, la civetta! Occhio allamor soave, allira ero!
Qual altro al mondo pu star di paro
(minacciosa)
allocchio tuo nero!
A me, a me!
TOSCA
CAVARADOSSI (rapita, appoggiando la testa alla spalla di Cavara-
(serio) dossi)
La vidi ieri, ma fu puro caso Oh, come la sai bene
A pregar qui venne larte di farti amare!
Non visto la ritrassi.
(maliziosamente)
TOSCA Ma falle gli occhi neri!
Giura!

6
Puccini: Tosca atto primo

CAVARADOSSI TOSCA
(teneramente) Tu no a stasera
stai fermo al lavoro. E mi prometti:
Mia gelosa!
sia caso o fortuna,
sia treccia bionda o bruna,
TOSCA a pregar non verr donna nessuna!
S, lo sento ti tormento
senza posa. CAVARADOSSI
Lo giuro, amore! Va!
CAVARADOSSI
Mia gelosa! TOSCA
Quanto maffretti!
TOSCA
Certa sono - del perdono CAVARADOSSI
(con dolce rimprovero)
CAVARADOSSI
Mia gelosa! Ancora?

TOSCA TOSCA
Certa sono - del perdono (cadendo nelle braccia di Cavaradossi e porgendo-
se tu guardi al mio dolor! gli la guancia)
No - perdona!
CAVARADOSSI
Mia Tosca idolatrata, CAVARADOSSI
ogni cosa in te mi piace; (scherzoso)
lira audace
e lo spasimo damor! Davanti alla Madonna?

TOSCA TOSCA
Certa sono - del perdono (accennando alla Madonna)
se tu guardi al mio dolor! tanto buona!
Dilla ancora
la parola che consola (Si baciano. Tosca, avviandosi ad uscire e guar-
Dilla ancora! dando ancora il quadro, maliziosamente gli dice:)

CAVARADOSSI Ma falle gli occhi neri!


Mia vita, amante inquieta, (fugge rapidamente. Cavaradossi rimane com-
dir sempre: Floria, tamo! mosso e pensieroso. Cavaradossi, rammentandosi
Ah ! lalma acquieta, di Angelotti, sta ascoltando se Tosca si allonta-
sempre tamo! ti dir! nata; socchiude la porticina e guarda fuori. Visto
tutto tranquillo, corre alla Cappella. Angelotti
TOSCA appare dietro la cancellata. Cavaradossi apre la
(sciogliendosi da Cavaradossi) cancellata ad Angelotti e si stringono affettuosa-
mente la mano)
Dio! quante peccata!
Mhai tutta spettinata! CAVARADOSSI
(ad Angelotti che naturalmente ha dovuto udire il
CAVARADOSSI
dialogo precedente)
Or va, lasciami!
buona la mia Tosca, ma credente
al confessor nulla tiene celato,
7
Puccini: Tosca atto primo

ondio mi tacqui. cosa pi prudente. ANGELOTTI


Temo del sole!
ANGELOTTI
Siam soli? CAVARADOSSI
(indicando)
CAVARADOSSI
La cappella mette
S. Qual il vostro disegno?
a un orto mal chiuso, poi c un canneto
che va lungi pei campi a una mia villa.
ANGELOTTI
A norma degli eventi, uscir di Stato ANGELOTTI
o star celato in Roma Mia sorella
M nota
CAVARADOSSI CAVARADOSSI
LAttavanti?
Ecco la chiave - innanzi sera
io vi raggiungo, - portate con voi
ANGELOTTI le vesti femminili
S ascose un muliebre
abbigliamento l sotto laltare (Angelotti va a prendere le vesti nascoste da sua
Vesti, velo, ventaglio sorella)

(si guarda intorno con paura) ANGELOTTI


Appena imbruni Chio le indossi?
indosser quei panni
CAVARADOSSI
CAVARADOSSI Per or non monta, il sentier deserto
Or comprendo!
Quel fare circospetto ANGELOTTI
e il pregante fervore (per uscire)
in giovin donna e bella
Addio!
mavean messo in sospetto
di qualche occulto amor!
CAVARADOSSI
Or comprendo!
Era amor di sorella! (accorrendo verso Angelotti)
Se urgesse il periglio, correte
ANGELOTTI al pozzo del giardin. Lacqua nel fondo,
Tutto ella ha osato ma a mezzo della canna, un picciol varco
onde sottrarmi a Scarpia, scellerato! guida ad un antro oscuro,
rifugio impenetrabile e sicuro!
CAVARADOSSI
(un colpo di cannone; i due si guardano agitatissimi)
Scarpia? Bigotto satiro che afna
colle devote pratiche la foia ANGELOTTI
libertina e strumento
Il cannon del castello!
al lascivo talento!

(con forza crescente) CAVARADOSSI


Fu scoperta
fa il confessore e il boia!
la fuga! Or Scarpia i suoi sbirri sguinzaglia!
La vita mi costasse, vi salver!
Ma indugiar no a notte mal sicuro
ANGELOTTI
Addio!
8
Puccini: Tosca atto primo

CAVARADOSSI RAGAZZI, CHIERICI, CONFRATELLI, ALLIEVI E


(risoluto) CANTORI DELLA CAPPELLA
Con voi verr! Staremo allerta! (si avvicinano al Sagrestano e lo attorniano, mentre
accorrono altri che si uniscono ai primi)
ANGELOTTI Ebben? Che fu?
Odo qualcun!
SAGRESTANO
CAVARADOSSI Fu spennato, sfracellato,
(con entusiasmo) piombato a Belzeb!

Se ci assalgon, battaglia! RAGAZZI, CHIERICI, CONFRATELLI, ALLIEVI E


CANTORI DELLA CAPPELLA
(escono rapidamente dalla Cappella.)
Chi lo dice?
SAGRESTANO sogno!
(entra correndo tutto scalmanato gridando) fola!

Sommo giubilo, Eccellenza! SAGRESTANO


(Non vedendo neppure questa voltailpittore sullim- veridica parola;
palcato, rimane molto sorpreso) or ne giunse la notizia!

Non c pi! Ne son dolente! RAGAZZI, CHIERICI, CONFRATELLI, ALLIEVI E


Chi contrista un miscredente CANTORI DELLA CAPPELLA
(con fare untuoso) Si festeggi la vittoria!

si guadagna unindulgenza! SAGRESTANO


Tutta qui la cantoria!
E questa sera
Presto !
gran accolata
veglia di gala a Palazzo Farnese,
RAGAZZI, CHIERICI, CONFRATELLI, ALLIEVI E ed unapposita
CANTORI DELLA CAPPELLA nuova cantata
(alcuni, accorrendo tumultuosamente da ogni parte; con Floria Tosca!
con la massima confusione) E nelle chiese
inni al Signore!
Dove?
Or via a vestirvi,
non pi clamor!
SAGRESTANO
(spingendoli verso la sagrestia) (gridando)
In sagrestia Via via in sagrestia!

RAGAZZI, CHIERICI, CONFRATELLI, ALLIEVI E RAGAZZI, CHIERICI, CONFRATELLI, ALLIEVI E


CANTORI DELLA CAPPELLA CANTORI DELLA CAPPELLA
Ma che avvenne? (sghignazzando)
Ah ah ah ah!
SAGRESTANO
Nol sapete? (ridendo e gridando gioiosamente, senza badare al
Sagrestano che inutilmente li spinge a urtoni verso
(affannoso) la sagrestia)
Bonaparte scellerato Doppio soldo Te Deum Gloria!
Bonaparte
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Puccini: Tosca atto primo

Viva il Re! Si festeggi la vittoria! (fa cenno a due sbirri di seguirlo)


Questa sera
gran accolata!
SCARPIA
(ad altri sbirri, che eseguiscono)
SAGRESTANO Occhio alle porte,
Or via a vestirvi! senza dar sospetti!

RAGAZZI, CHIERICI, CONFRATELLI, ALLIEVI E (al Sagrestano)


CANTORI DELLA CAPPELLA Ora a te! Pesa
Serata di gala! le tue risposte. Un prigionier di Stato
Si festeggi la vittoria! fugg pur ora da Castel SantAngelo

(Saltellando e ridendo sgangheratamente) (energico)


Viva il Re! Te Deum e Gloria! S rifugiato qui
Si festeggi la vitto
SAGRESTANO
(Scarpia appare improvvisamente dalla porticina. Misericordia!
Alla vista di Scarpia tutti si arrestano allibiti come
per incanto. Seguono Scarpia, Spoletta e alcuni SCARPIA
sbirri)
Forse c ancora. Dov la Cappella
SCARPIA degli Attavanti?
(con grande autorit)
SAGRESTANO
Un tal baccano in chiesa! Bel rispetto! Eccola.

SAGRESTANO (va al cancello e lo vede socchiuso)


(balbettando impaurito)
Aperta! Arcangeli!
Eccellenza! il gran giubilo E unaltra chiave!

SCARPIA SCARPIA
Apprestate per il Te Deum. Buon indizio Entriamo.

(tutti sallontanano mogi; anche il Sagrestano fa per (entrano nella Cappella, poi ritornano: Scarpia,
cavarsela, ma Scarpia bruscamente lo trattiene) assai contrariato, ha fra le mani un ventaglio chiuso
che agita nervosamente; fra s)
Tu resta!
Fu grave sbaglio
SAGRESTANO quel colpo di cannone! Il mariolo
(sommessamente impaurito) spiccato ha il volo, ma lasci una preda
preziosa
Non mi muovo!
(agitandolo in aria)
SCARPIA un ventaglio.
(a Spoletta) Qual complice il misfatto
E tu va, fruga ogni angolo, raccogli prepar?
ogni traccia
(Rimane alquanto pensieroso, poi guarda attenta-
mente il ventaglio; ad un tratto egli vi scorge uno
SPOLETTA stemma, e vivamente esclama:)
Sta bene!
La marchesa
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Puccini: Tosca atto primo

Attavanti! Il suo stemma! SAGRESTANO


Certo!
(Guarda intorno, scrutando ogni angolo della il cesto del pittor
chiesa: i suoi occhi si arrestano sullimpalcato,
sugli arnesi del pittore, sul quadro e il noto viso (balbettando pauroso)
dellAttavanti gli appare riprodotto nel volto della
ma nondimeno
santa)
Il suo ritratto! SCARPIA
Sputa quello che sai.
(al sagrestano)
Chi fe quelle pitture? SAGRESTANO
(sempre pi impaurito e quasi piangendo gli mostra
SAGRESTANO il paniere vuoto)
(ancor pi invaso dalla paura) Io lo lasciai ripieno
Il cavalier Cavaradossi di cibo prelibato
Il pranzo del pittor!
SCARPIA
Lui!
SCARPIA
(con intenzione, inquirendo per scoprir terreno)
SAGRESTANO Avr pranzato!
(scorgendo uno sbirro che esce dalla cappella con il
paniere in mano) SAGRESTANO
Numi! Il paniere! Nella Cappella?

SCARPIA (facendo cenno di no colla mano)


(seguitando le sue riessioni) Non ne avea la chiave
n contava pranzar disse egli stesso.
Lui! Lamante di Tosca! Un uom sospetto! Onde lavea gi messo
Un volterrian! al riparo.
SAGRESTANO (Mostra dove aveva riposto il paniere e ve lo lascia.
(che avr esaminato il paniere, con gran sorpresa Impressionato dal severo e silente contegno di
esclama:) Scarpia, fra s)
Vuoto? Vuoto! (Libera me Domine!)

SCARPIA SCARPIA
Che hai detto? (fra s)

(vede lo sbirro col paniere) (Or tutto chiaro


la provvista del sacrista
Che fu? dAngelotti fu la preda!)

SAGRESTANO (Tosca entra ed nervosissima: va dritta allim-


(prende allo sbirro il paniere) palcato, ma non trovandovi Cavaradossi, sempre
in grande agitazione va a cercarlo nella navata
Si ritrov nella Cappella centrale dellachiesa: Scarpia, appena vista entrare
questo panier. Tosca, si abilmente nascosto dietro la colonna
ov la pila dellacqua benedetta, facendo imperioso
SCARPIA cenno di rimanere al Sagrestano; il quale, tremante,
Tu lo conosci? imbarazzato, si reca vicino al palco del pittore)
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Puccini: Tosca atto primo

Tosca? Che non mi veda. piena di santo zelo


(Per ridurre un geloso allo sbaraglio attingete dellarte il magistero
Iago ebbe un fazzoletto ed io un ventaglio!) che la fede ravviva!

TOSCA TOSCA
(ritorna presso limpalcato, chiamado con impa- (distratta e pensosa)
zienza ad alta voce) Bont vostra
Mario! Mario!
(Cominciano ad entrare in chiesa ed a recarsi verso
SAGRESTANO il fondo alcuni popolani)
(avvicinandosi a Tosca) SCARPIA
Il pittor Le pie donne son rare
Cavaradossi? Voi calcate la scena
Chi sa dove sia?
Svan, sgattaiol (con intenzione)
per sua stregoneria. E in chiesa ci venite per pregar
(se la svigna) TOSCA
TOSCA (sorpresa)
Ingannata? No! no! Che intendete?
Tradirmi egli non pu!
SCARPIA
(quasi piangendo)
E non fate
Tradirmi egli non pu! come certe sfrontate

(Fuori suonano le campane che invitano alla (indica il ritratto)


chiesa.) che han di Maddalena
SCARPIA viso e costumi
(ha girato la colonna e si presenta a (con intenzione marcata)
Tosca, sorpresa del suo subito apparire. e vi trescan damore!
Intinge le dita nella pila e le offre lacqua
TOSCA
benedetta; a Tosca, insinuante e gentile) (scatta pronta)
Tosca divina Che? Damore? Le prove! Le prove!
la mano mia
la vostra aspetta, piccola manina, SCARPIA
non per galanteria
ma per offrirvi lacqua benedetta. (mostrandole il ventaglio)
arnese da pittore
TOSCA questo?
(tocca le dita di Scarpia e si fa il segno della croce)
TOSCA
Grazie, signor!
(lo afferra)
SCARPIA Un ventaglio? Dove stava?
Un nobile
esempio il vostro. Al cielo (Entrano alcuni contadini)

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Puccini: Tosca atto primo

SCARPIA SCARPIA
L su quel palco. Qualcun venne (con marcata intenzione)
certo a sturbar gli amanti
Darei la vita
ed essa nel fuggir perd le penne!
per asciugar quel pianto.
TOSCA
TOSCA
(esaminando il ventaglio)
(non ascoltando Scarpia)
La corona! Lo stemma! lAttavanti!
Io qui mi struggo e intanto
Presago sospetto!
daltra in braccio le mie smanie deride!
SCARPIA
SCARPIA
(Fra s)
(Morde il veleno!)
(Ho sortito leffetto!)
TOSCA
TOSCA (con grande amarezza)
(con grande sentimento, trattenendo a stento le
Dove son?
lagrime, dimentica del luogo e di Scarpia)
Ed io venivo a lui tutta dogliosa (Entrano alcuni borghesi alla spicciolata)
per dirgli: invan stasera, il ciel sinfosca Potessi
linnamorata Tosca coglierli, i traditori!
prigioniera
(sempre pi crucciosa)
SCARPIA
Oh qual sospetto!
(Gi il veleno lha rosa! )
Ai doppi amori
la villa ricetto!
TOSCA
dei regali tripudi, (Con gran dolore)
prigioniera!
Traditor! Traditor!
SCARPIA Oh mio bel nido insozzato di fango!

(Gi il veleno lha rosa! ) (con pronta risoluzione)

(Entra un gruppo di pastori e di ciociare) Vi piomber inattesa!

SCARPIA (rivolta al quadro, minacciosa)


(melliuo) Tu non lavrai stasera. Giuro!
O che voffende,
dolce signora? SCARPIA
Una ribelle (scandalizzato, quasi rimproverandola)
lagrima scende
In chiesa!
sovra le belle
guancie e le irrora;
dolce signora,
TOSCA
che mai vaccora? (piangente)
Dio mi perdona Egli vede chio piango!
TOSCA
Nulla! (piange dirottamente; Scarpia la sorregge accom-
pagnandola alluscita, ngendo di rassicurarla.
(Vari noibili signori accompagnano alcune donne) Appena uscita Tosca, la chiesa poco a poco va
13
Puccini: Tosca atto primo
sempre pi popolandosi. Scarpia, dopo aver accom- CAPITOLO
pagnato Tosca, ritorna presso la colonna e fa un Adjutorum nostrum in nomine Domini
cenno: subito si presenta Spoletta. La folla si
aggruppa nel fondo, in attesa del Cardinale; alcuni RAGAZZI E FOLLA
inginocchiati pregano. Campane lontane ma sen-
sibili) Qui fecit coelum et terram

SCARPIA CAPITOLO
(A Spoletta) Sit nomen Domini benedictum
Tre sbirri Una carrozza Presto! seguila RAGAZZI E FOLLA
dovunque vada! non visto! provvedi!
Et hoc nunc et usquem in saeculum.
SPOLETTA
SCARPIA
Sta bene! Il convegno?
(Riprende con pi ardore; con ferocia)
SCARPIA A doppia mira
Palazzo Farnese! tendo il voler,
n il capo del ribelle
(Spoletta parte rapidamente con tre sbirri) la pi preziosa. Ah di quegli occhi
vittoriosi veder la amma
SCARPIA
(con un sorriso sardonico) (con passione erotica)
Va, Tosca! illanguidir con spasimo damor
Nel tuo cuor sannida Scarpia! fra le mie braccia illanguidir damor.

(esce il corteggio che accompagna il Cardinale (ferocemente)


allaltare maggiore: i soldati svizzeri fanno far
Luno al capestro,
largo alla folla, che si dispone su due ali)
laltra fra le mie braccia.
Va, Tosca!
(resta immobile guardando nel vuoto. Tutta la folla
(Cannone) rivolta verso laltare maggiore; alcuni singinoc-
chiano)
Scarpia
che scioglie a volo il falco RAGAZZI E FOLLA
della tua gelosia. Quanta promessa Te Deum laudamus:
nel tuo pronto sospetto! Te Dominum contemur!
Nel tuo cuor sannida Scarpia!

(ironico)
SCARPIA
(Riavendosi come da un sogno)
Va, Tosca!
Tosca, mi fai dimenticare Iddio!
(Scarpia sinchina e prega al passaggio del Cardi-
nale. Il Cardinale benedice la folla che reverente (singinocchia e prega con entusiasmo religioso)
sinchina)
SCARPIA, RAGAZZI E FOLLA
Te aeternum Patrem
omnis terra veneratur!

14
Puccini: Tosca atto secondo

ATTO SECONDO
Palazzo Farnese
La camera di Scarpia al piano superiore. Tavola imbandita. Unampia nestra verso il cortile del Palazzo.
notte. Scarpia seduto alla tavola e vi cena. Interrompe a tratti la cena per riettere. Trae di tasca
lorologio e nellatteggiamento e nella irrequietezza tradisce unansia febbrile)

SCARPIA Ella verr


Tosca un buon falco!
Certo a questora (torna alla tavola, e mescendosi da bere dice:
i miei segugi le due prede azzannano! per amor del suo Mario!
Doman sul palco Per amor del suo Mario al piacer mio
vedr laurora sarrender. Tal dei profondi amori,
Angelotti e il bel Mario al laccio pendere. la profonda miseria. Ha pi forte
sapore la conquista violenta
(suona campanella, entra Sciarrone) che il melliuo consenso. Io di sospiri
Tosca a palazzo? e di lattiginose albe lunari
poco mi appago. Non so trarre accordi
SCIARRONE di chitarra, n oroscopo di or
Un ciambellan ne uscia (sdegnosamente)
pur ora in traccia
n far locchio di pesce,
SCARPIA o tubar come tortora!
(a Sciarrone, accennando alla nestra)
(salza, ma non si allontana dalla tavola)
Apri.
Bramo. La cosa bramata
(dal piano inferiore - ove la Regina di Napoli, Maria perseguo, me ne sazio e via la getto
Carolina, d una grande festa in onore di Melas - si volto a nuova esca. Dio cre diverse
ode il suonare di unorchestra) belt e vini diversi Io vo gustar
quanto pi posso dellopra divina!
Tarda la notte.
(beve.)
(fra s)
SCIARRONE
Alla cantata ancor manca la Diva,
(entrando)
e strimpellan gavotte.
Spoletta giunto.
(a Sciarrone)
Tu attenderai la Tosca in sullentrata; SCARPIA
le dirai chio laspetto (eccitatissimo, gridando)
nita la cantata
Entri. In buon punto!
(Sciarrone fa per andarsene; richiamandolo)
(Si siede. Sciarrone esce per chiamare Spoletta,
O meglio che accompagna nella sala, rimanendo poi presso la
porta del fondo. Scarpia si siede e tuttoccupato a
(si alza, va ad una scrivania e scrive in fretta un cenare, interroga Spoletta senza guardarlo)
biglietto; consegnandolo a Sciarrone che esce)
SCARPIA
Le darai questo biglietto.
O galantuomo, come and la caccia?
(fra s)

15
Puccini: Tosca atto secondo

SPOLETTA SPOLETTA
(avanzandosi un poco ed impaurito. Fra s) (accenna di s col capo, aggiungendo subito)
(SantIgnazio maiuta!) Ei sa
dove laltro sasconde Ogni suo gesto,
Della signora seguimmo la traccia. ogni accento trada
Giunti a unerma villetta tal beffarda ironia,
tra le fratte perduta chio lo trassi in arresto!
ella ventr. Nesci sola ben presto.
Allor scavalco lesto SCARPIA
il muro del giardin coi miei cagnotti
(come sollevato da un peso)
e piombo in casa
Meno male!
SCARPIA
(Scarpia passeggia meditando: ad un tratto si arre-
Quel bravo Spoletta!
sta: dallaperta nestra odesi la Cantata eseguita
dai Cori nella sala della Regina. Dunque Tosca
SPOLETTA
tornata l sotto di lui)
(esitando)
CORO
Fiuto! razzolo! frugo!
(interno)
SCARPIA Sale, ascende luman cantico,
(si avvede dellindecisione di Spoletta e si leva ritto, Varca spazi, varca cieli,
pallido dira, le ciglia corrugate) Per ignoti soli empirei,
Profetati dai Vangeli,
Ah! LAngelotti?
A te giunge o re dei re!
Questo canto voli a te,
SPOLETTA a te questinno voli,
Non s trovato. sommo Iddio della vittoria;
Dio che fostiinnanzi ai secoli,
SCARPIA quetuman inno di gloria
(con rabbia crescente) alle cantiche degli angeli
or sunisca e voli a te, ecc.
Ah cane! Ah traditore!
Ceffo di basilisco, TOSCA
(gridando) (dallinterno)

alle forche! A te,


questinno di gloria
SPOLETTA Voli a te!
Or voli
(tremante, cerca di scongiurare la collera di Scar-
questuman inno di gloria ecc
pia)
Sale, ascende luman cantico ecc.
(Ges!) A te, o re dei re!

(timidamente) SPOLETTA
Cera il pittor (accennado allanticamera)
Egli l.
SCARPIA
(interrompendolo)
Cavaradossi?

16
Puccini: Tosca atto secondo

SCARPIA CAVARADOSSI
(Gli balena unidea e dice subito a Spoletta) (udendo la voce di Tosca, esclama commosso)
Introducete il Cavaliere. La sua voce!

(Spoletta esce) SCARPIA


SCARPIA (riprendendosi)
(a Sciarrone) v noto che un prigione
oggi fuggito da Castel SantAngelo?
A me Roberti e il Giudice del Fisco.

(Sciarrone esce. Scarpia siede di nuovo a tavola. CAVARADOSSI


Spoletta e tre sbirri introducono Mario Cavara- Ignoro.
dossi. Poi Roberti, esecutore di Giustizia, il Giudice
del Fisco con uno Scrivano e Sciarrone) SCARPIA
Eppur, si pretende che voi
CAVARADOSSI labbiate accolto in SantAndrea,
(altero, avanzandosi con impeto) provvisto di cibo e di vesti
Tal violenza!
CAVARADOSSI
SCARPIA (risoluto)
(con studiata cortesia) Menzogna!
Cavalier, vi piaccia
accomodarvi SCARPIA
(continuando a mantenersi calmo)
CAVARADOSSI e guidato
(deciso) ad un vostro podere suburbano
Vo saper
CAVARADOSSI
SCARPIA Nego. Le prove?
(accennando una sedia al lato opposto della tavola)
SCARPIA
Sedete (melliuo)

CAVARADOSSI Un suddito fedele


(riutando)
CAVARADOSSI
Aspetto. Al fatto. Chi mi accusa?

SCARPIA (ironico)
E sia!
I vostri sbirri
(guarda sso Cavaradossi, prima di interrogarlo) invan frugar la villa.

SCARPIA SCARPIA
V noto che un prigione Segno che ben celato.

(ad udir la voce di Tosca che prende parte alla Can- CAVARADOSSI
tata si interrompe) Sospetti di spia!

17
Puccini: Tosca atto secondo

SPOLETTA SCARPIA
(offeso, interviene) (quasi paternamente, ritornando calmo)
Alle nostre ricerche egli rideva Via, Cavaliere, riettete:
saggia non cotesta
CAVARADOSSI ostinatezza vostra.
E rido ancor, e rido ancor! Angoscia grande, pronta confessione
eviter! Io vi consiglio, dite:
SCARPIA dov dunque Angelotti?
(terribile, alzandosi)
CAVARADOSSI
Questo luogo di lacrime! Non lo so.
(minaccioso) SCARPIA
Badate! Ancor, lultima volta: dov?

(nervosissimo) CAVARADOSSI
Or basta! Rispondete! Nol so!

(Irritato e disturbato dalle voci della Cantata va a SPOLETTA


chiudere con grande violenza la nestra; imperioso
(O bei tratti di corda!)
a Cavardossi)
Dov Angelotti? (Tosca, entra affannosa: vede Cavaradossi e corre
ad abbracciarlo)
CAVARADOSSI
SCARPIA
Non lo so.
(vedendo Tosca)
SCARPIA (Eccola!)
Negate avergli dato cibo?
TOSCA
CAVARADOSSI Mario, tu qui?
Nego!
CAVARADOSSI
SCARPIA (sommessamente a Tosca, che accenna daver
E vesti? capito)
(Di quanto l vedesti, taci,
CAVARADOSSI
Nego! o muccidi!)

SCARPIA SCARPIA
E asilo nella villa? (con solennit)
E che l sia nascosto?
Mario Cavaradossi,
qual testimone il Giudice vi aspetta.
CAVARADOSSI
(con forza) (Fa cenno a Sciarrone di aprire luscio che d alla
camera della tortura. Rivolgendosi a Roberti)
Nego! nego!
Pria le forme ordinarie Indi ai miei cenni

18
Puccini: Tosca atto secondo
( Il Giudice entra nella camera della tortura e SCARPIA
gli altri lo seguono, rimanendo Tosca e Scarpia. (prende una sedia, la porta di fronte a Tosca, vi si
Spoletta si ritira presso alla porta in fondo alla siede e la guarda ssamente)
sala. Sciarrone chiude luscio. Tosca fa un atto di
grande sorpresa: Scarpia, studiatamente gentile, la Davver?
rassicura; con gentilezza e galanteria)
TOSCA
SCARPIA (assai stizzita)
Ed or fra noi parliam da buoni amici.
Solo, s!
(accenna a Tosca di sedere)
SCARPIA
Via quellaria sgomentata
Quanto fuoco! Par che abbiate paura
TOSCA di tradirvi.
(siede con calma studiata) (rivolgendosi verso luscio della camera della tor-
Sgomento alcun non ho tura chiamando)
Sciarrone, che dice il Cavalier?
SCARPIA
(passa dietro al canap sul quale seduta Tosca e vi SCIARRONE
si appoggia) (apparisce sul limitare)
La storia del ventaglio? Nega.

TOSCA SCARPIA
(con simulata indifferenza) (a voce pi alta)
Fu sciocca gelosia Insistiamo.

SCARPIA (Sciarrone rientra chiudendo luscio)


LAttavanti non era dunque alla villa?
TOSCA
TOSCA (ridendo)
No: egli era solo. Oh, inutil!

SCARPIA SCARPIA
Solo? (serissimo, si alza e passeggia)

(indagando con malizia) Lo vedremo, signora.

Ne siete ben sicura? TOSCA


(lentamente, con sorriso ironico)
TOSCA
Nulla sfugge ai gelosi. Dunque, per compiacervi, si dovrebbe mentir?

(con insistenza stizzosa) SCARPIA


Solo! solo! No, ma il vero potrebbe abbreviargli
unora assai penosa

TOSCA
(sorpresa)
Unora penosa? Che vuol dir?
19
Puccini: Tosca atto secondo

Che avviene in quella stanza? (Sciarrone entra di nuovo nella camera della tor-
tura, chiudendo)
SCARPIA
SCARPIA
forza che si adempia la legge.
(a Tosca)
TOSCA Ed or la verit
Oh! Dio! Che avvien!
TOSCA
SCARPIA Chio lo veda!
(con espressione di ferocia e con forza crescente)
SCARPIA
Legato mani e pi
No!
il vostro amante ha un cerchio uncinato alle
tempia,
che ad ogni niego ne sprizza sangue senza
TOSCA
merc! (poco a poco riesce ad avvicinarsi alluscio)
Mario!
TOSCA
(balza in piedi) CAVARADOSSI
Non ver, non ver! Sogghigno di demone (interno; dolorosamente)
Tosca!
(ascolta con grande ansiet, le mani nervosamente
avvinghiate alla spalliera del canap)
TOSCA
CAVARADOSSI Ti straziano ancora?
(gemito prolungato)
CAVARADOSSI
Ahim!
(interno)
TOSCA No, Coraggio! Taci! taci! Sprezzo il dolor!
Un gemito? Piet, piet!
SCARPIA
SCARPIA (avvicinandosi a Tosca)
Sta in voi di salvarlo. Ors, Tosca, parlate.
TOSCA TOSCA
Ebben ma cessate!, cessate! (rinfrancata)
SCARPIA Non so nulla!
(avvicinandosi alluscio e aprendolo)
SCARPIA
Sciarrone, sciogliete! Non vale quella prova?
SCIARRONE (Fa per avvicinarsi alluscio)
(apparendo sul limitare)
Roberti, ripigliamo
Tutto?
TOSCA
SCARPIA No! Fermate!
Tutto.
(si frappone fra luscio e Scarpia, per impedire che
dia lordine)
20
Puccini: Tosca atto secondo

SCARPIA SCARPIA
Voi parlerete? (a Tosca)
Parlate
TOSCA
No!, No! TOSCA
(contro Scarpia) Che dire?

Ah mostro! SCARPIA
Lo strazi luccidi!
Su, via!
ah! luccidi!
TOSCA
SCARPIA
Ah! non so nulla! Ah!
Lo strazia quel vostro
silenzio assai pi. (disperata)
(Ride) dovrei mentir?

TOSCA SCARPIA
Tu ridi (insistendo)
allorrida pena?
Dite dov Angelotti?
SCARPIA
(incalzando Tosca)
(con entusiasmo)
Dite dov Angelotti?
Mai Tosca alla scena parlate, su, via,
pi tragica fu! dove celato sta?
Su, via parlate!
(Tosca, inorridita, si allontana da Scarpia che, preso
Ov?
da subitaneo senso di ferocia, si rivolga a Spoletta
gridando)
TOSCA
SCARPIA No! No! Ah! Pi non posso!
Aprite le porte Ah! Che orror!
che noda i lamenti! Ah! Cessate il martir!
troppo il soffrir!
(Spoletta apre luscio ponendosi ritto innanzi) Ah! Non posso pi!

CAVARADOSSI (si rivolge ancora supplichevole a Scarpia, il quale


(di dentro) fa cenno a Spoletta di lasciare avvicinare Tosca:
questa va presso alluscio aperto ed esterrefatta alla
Vi sdo! vista dellorribile scena, si rivolge a Cavaradossi)

SCARPIA CAVARADOSSI
(gridando a Roberti) (di dentro)
Pi forte! Pi forte! Ahim!

CAVARADOSSI TOSCA
(di dentro) (dolorosamente; presso la porta della camera della
tortura)
Vi sdo!
Mario, consenti
chio parli?

21
Puccini: Tosca atto secondo

CAVARADOSSI TOSCA
(di dentro, con voce spezzata) (si alza di scatto e subito con voce soffocata dice
No, no! rapidamente a Scarpia:)
Nel pozzo nel giardino
TOSCA
Ascolta, non posso pi SCARPIA
L Angelotti?
CAVARADOSSI
(di dentro) TOSCA
Stolta, che sai? che puoi dir? (soffocato)
S.
SCARPIA
(irritantissimo per le parole di Cavaradossi e SCARPIA
temendo che da queste Tosca sia ancora incorag- (forte, verso la camera della tortura)
giata a tacere, grida terribile a Spoletta:)
Basta, Roberti.
Ma fatelo tacere!
SCIARRONE
(Spoletta entra nella camera della tortura e nesce
poco dopo, mentre Tosca, vinta dalla terribile com- (apparendo sulla porta)
mozione, cade prostrata sul canap e con voce sin- E svenuto!
ghiozzante si rivolge a Scarpia che sta impassibile e
silenzioso.) TOSCA
TOSCA (a Scarpia)
Che vho fatto in vita mia? Assassino! Voglio vederlo.
Son io
che cos torturate! SCARPIA
Torturate (a Sciarrone)
lanima
Portatelo qui!
(scoppia in singhiozzi strazianti, mormorando)
(Appare Cavaradossi svenuto, portato dagli sbirri
S, lanima mi torturate! che lo depongono sul canap. Tosca corre a lui,
ma presa dallorrore alla vista di Cavaradossi
SPOLETTA tutto insanguinato, e sarresta coprendosi gli occhi
(brontolando in attitudine di preghiera) con le mani. Vergognosa della sua debolezza,
Tosca si avvicina a Cavaradossi coprendolo di baci
Judex ergo, cum sedebit,
e di lacrime. Sciarrone, il Giudice, Roberti, lo
Quidquid latet apparebit,
Scrivano escono dal fondo, Gli sbirri e Spoletta, ad
Nil inultum remanebit.
un cenno di Scarpia, rimangono.)
Nil inultum remanebit.
CAVARADOSSI
(Scarpia, prottando dellaccasciamento di Tosca,
va presso la camera della tortura e fa cenno di rico- (riavendosi)
minciare il supplizio) Floria!
CAVARADOSSI TOSCA
(straziante grido acuto e prolungato)
(coprendolo di baci)
Ah!
Amore

22
Puccini: Tosca atto secondo

CAVARADOSSI SCARPIA
Sei tu? (sorpreso)
Che vuol dir quellaria afitta?
TOSCA
(caldamente) SCIARRONE
Quanto hai penalo Un messaggio di scontta
anima mia!.. Ma il giusto Iddio lo punir!
SCARPIA
CAVARADOSSI Che scontta? Come? Dove?
Tosca, hai parlato?
SCIARRONE
TOSCA A Marengo
No, amor
SCARPIA
CAVARADOSSI (impazientito, gridando)
Davvero?
Tartaruga!
TOSCA
SCIARRONE
No!
Bonaparte vincitor!
SCARPIA
SCARPIA
(a Spoletta con autorit)
Melas
Nel pozzo
del giardino. Va, Spoletta! SCIARRONE
No! Melas in fuga!
(Spoletta esce: Cavaradossi si leva minaccioso
contro Tosca) (Cavaradossi con ansia crescente ha udito le parole
di Sciarrone, e nel proprio entusiasmo trova la forza
CAVARADOSSI
di alzarsi minaccioso in faccia a Scarpia)
Mhai tradito!
CAVARADOSSI
(si lascia cadere affranto)
(con grande entusiasmo)
TOSCA Vittoria! Vittoria!
(abbracciandosi stretta a Cavaradossi)
(Scarpia ssa cinicamente Cavaradossi)
Mario!
Lalba vindice appar
CAVARADOSSI che fa gli empi tremar!
Libert sorge, crollan
(cercando direspingerla)
tirannidi!
Maledetta!
TOSCA
TOSCA (disperata, avvinghiandosi a Cavaradossi cercando
Mario! di calmarlo))
Mario, taci, piet di me!
SCIARRONE
(irrompendo affannoso) CAVARADOSSI
Eccellenza! quali nuove! Del sofferto martir
me vedrai qui gioir
23
Puccini: Tosca atto secondo

Il tuo cor trema, o Scarpia, (cercando di forzare il passo sbarrato da Scarpia)


carnece! con te, con te!
Carnece! Carnece!
SCARPIA
SCARPIA
(respingendo Tosca e chiudendo la porta)
(sorride sarcasticamente)
Voi no!
Braveggia, urla! Taffretta
a palesarmi il fondo
dellalma ria!
TOSCA
Va! Moribondo, (come un gemito)
il capestro taspetta! Salvatelo!
Va, va!
SCARPIA
TOSCA
Io? Voi!
Piet! taci!
(si avvicina alla tavola, vede la sua cena interrotta e
(a Scarpia) ritorna calmo e sorridente)
Non lascoltate! La povera mia cena fu interrotta.
Piet! Piet!
piet di me! (vede Tosca abbattuta, immobile, ancora presso la
porta)
SCARPIA
Cos accasciata?
(irritato per le parole di Cavaradossi, grida agli
sbirri:) (gentilmente)
Portatemelo via! Via, mia bella signora,
sedete qui. Volete che cerchiamo
(Sciarrone ed gli sbirri simpossessano di Cavara-
insieme il modo di salvarlo?
dossi e lo trascinano verso la porta)

TOSCA (si siede, accennando in pari tempo di sedere a


Tosca)
Mario con te
E allor sedete e favelliamo.
SCARPIA
(forbisce un bicchiere col tovagliolo, quindi lo
Va, moribondo!
guarda a traverso la luce del candelabro)
TOSCA E intanto un sorso. vin di Spagna
(cercando di opporsi con tutte leforze)
(mescendo)
No! no!
Un sorso
SCARPIA (con gentilezza)
Va! va!
per rincorarvi.
TOSCA
TOSCA
Ah!
(siede in faccia a Scarpia, guardandolo ssamente.
(avvinghiandosi a Mario sempre pi opponendosi Appoggiando i gomiti sul tavolo, con le mani si
agli sbirri) sorregge il viso, e collaccento del pi profondo
disprezzo chiede a Scarpia:)
Mario! Mario!
Quanto?
24
Puccini: Tosca atto secondo

SCARPIA SCARPIA
(imperturbabile, versandosi da bere) (quasi inseguendola)
Quanto? S, tavr!

TOSCA TOSCA
Il prezzo! (accennado alla nestra)

(Scarpia ride) Piuttosto gi mi avvento!

SCARPIA SCARPIA
(freddamente)
Gi Mi dicon venal,
ma a donna bella In pegno il Mario tuo mi resta!
non mi vendo a prezzo di moneta,
no! no! TOSCA
Ah! miserabile lorribile mercato!
(insinuante e con intenzione)
A donna bella (le balena lidea di recarsi presso la Regina e corre
io non mi vendo a prezzo di moneta, verso la porta)
Se la giurata fede
SCARPIA
devo tradir
(che ne indovina il pensiero, si tira in disparte)
(con intenzione)
Violenza non ti far.
ne voglio altra mercede. Sei liberai. Va pure.
Questora io lattendeva!
Gi mi struggea (Tosca con un grido di gioia fa per uscire: Scarpia
lamor della diva! con un gesto e ridendo ironicamente la trattiene)
Ma pocanzi ti mirai Ma fallace speranza la Regina
qual non ti vidi mai! farebbe grazia ad un cadavere!
(eccitatissimo, si alza) (Tosca retrocede spaventata, e ssando Scarpia si
Quel tuo pianto era lava ai sensi miei lascia cadere sul canap: poi stacca gli occhi da
e il tuo sguardo Scarpia con un gesto di supremo disgusto e di odio)
che odio in me dardeggiava,
SCARPIA
mie brame inferociva!
(con accento convinto e con compiacenza)
(Si avvicina a Tosca che pur si alza sgomenta)
Come tu modii!
Agil qual leopardo
ti avvinghiasti allamante; Ah! In quellistante TOSCA
tho giurata mia! Mia! (con tutto lodio e il disprezzo)

(si avvicina a Tosca, stendendo le braccia: Tosca, Ah! Dio!


che aveva ascoltato immobile, impietrita, le lascive
parole di Scarpia, salza di scatto e si rifugia dietro SCARPIA
il canap) (avvicinandosele)
TOSCA Cos ti voglio!
Ah! Ah!

(inorridita corre alla nestra)

25
Puccini: Tosca atto secondo

TOSCA canap)
(esasperata) Sai quale oscura opra laggi si compia?
Non toccarmi, demonio! Todio, todio, L si drizza un patibolo!
todio, abbietto, vile!
(Tosca fa un movimento di disperazione e di spa-
(fugge da Scarpia inorridita) vento; il rullo di tamburi sallontana a poco a poco)

SCARPIA SCARPIA
Che importa?! (avvicinandosi)
Al tuo Mario,
(avvicinandosele ancor pi) per tuo voler, non resta che unora di vita.
Spasimi dira spasimi damore!
(Tosca affranta dal dolore si lascia cadere sul
TOSCA canap. Freddamente Scarpia va ad appoggiarsi a
un angolo della tavola, si versa il caff e lo assorbe
Vile! mentre continua a guardare Tosca)
SCARPIA TOSCA
(cerca di afferrarla) Vissi darte, vissi damore,
non feci mai male ad anima viva!
Mia!
Con man furtiva
quante miserie conobbi, aiutai
TOSCA
Sempre con fe sincera,
(si ripara dietro la tavola) la mia preghiera
Vile! ai santi tabernacoli sal.
Sempre con fe sincera
SCARPIA
(alzandosi)
(ricorrendo Tosca)
diedi ori agli altar.
Mia! Nellora del dolore
perch, perch Signore,
TOSCA perch me ne rimuneri cos?
Aiuto! Diedi gioielli
della Madonna al manto,
SCARPIA e diedi il canto
Mia! agli astri, al ciel, che ne ridean pi belli.
Nellora del dolore,
TOSCA perch, perch Signore, ah,
Aiuto! (singhiozzando)
(Tamburi da lontano piano avvicinandosi a poco a perch me ne rimuneri cos?
poco: al suono lontano dei tamburi Tosca e Scarpia
si arrestano) SCARPIA
(avvicinandosi di nuovo a Tosca)
SCARPIA
Odi? Risolvi!
il tamburo. Savvia. Guida la scorta
ultima ai condannati. Il tempo passa! TOSCA
Mi vuoi supplice ai tuoi piedi!
(Tosca, dopo aver ascoltato con ansia terribile, si
allontana dalla nestra e si appoggia, estenuata, al (Singinocchia innanzi a Scarpia)

26
Puccini: Tosca atto secondo

Vedi, SCARPIA
(a Spoletta)
(singhiozza)
Aspetta.
le man giunte io stendo a te!
(piano a Tosca)
(alzando le mani giunte)
Ebbene?
Ecco vedi
(Tosca accenna di s, poi piangendo dalla vergogna
(con accento disperato) affonda la testa fra i cuscini del canap)
e merc dun tuo detto,
SCARPIA
(avvilita) (a Spoletta)
vinta, aspetto Odi

SCARPIA TOSCA
Sei troppo bella, Tosca, e troppo amante. (interrompendo subito Scarpia)
Cedo. A misero prezzo Ma libero allistante lo voglio!
tu, a me una vita, io, a te chieggo un istante!
SCARPIA
TOSCA
(a Tosca)
(alzandosi, con un senso di gran disprezzo)
Occorre simular. Non posso
Va! - Va! - Mi fai ribrezzo! Va! - Va! far grazia aperta. Bisogna che tutti
abbian per morto il cavalier.
(bussano alla porta)
(accenna a Spoletta)
SCARPIA
Chi l? Questuomo do provveder.

SPOLETTA TOSCA
(entrando tutto frettoloso e trafelato) Chi mi assicura?

Eccellenza, lAngelotti SCARPIA


al nostro giungere si uccise.
Lordin chio gli dar voi qui presente.
SCARPIA (volgendosi a Spoletta)
Ebbene, lo si appenda
morto alle forche! E laltro prigionier? Spoletta: chiudi.

(Spoletta frettolosamente va a chiudere, poi ritorna


SPOLETTA presso Scarpia. Scarpia ssa con intenzione Spo-
Il Cavalier Cavaradossi? tutto pronto, letta che accenna replicatamente col capo di indovi-
Eccellenza! nare il pensiero di Scarpia )

TOSCA Ho mutato davviso


Il prigionier sia fucilato.
(Fra s)
(Dio massisti!) (Tosca scatta atterrita)
Attendi
Come facemmo col Conte Palmieri

27
Puccini: Tosca atto secondo

SPOLETTA SCARPIA
Unuccisione (con galanteria)
Partir dunque volete?
SCARPIA
(Subito con marcata intenzione) TOSCA
simulata! Come (con accento convinto)
avvenne del Palmieri! Hai ben compreso?
S, per sempre!
SPOLETTA
SCARPIA
Ho ben compreso.
Si adempia il voler vostro.
SCARPIA (va allo scrittoio; si mette a scrivere, interrompen-
Va. dosi per domandare a Tosca:)

TOSCA E qual via scegliete?


(che ha ascoltato avidamente, interviene) TOSCA
Voglio avvertirlo io stessa. La pi breve!

SCARPIA SCARPIA
E sia. Civitavecchia?

(a Spoletta, indicando Tosca) TOSCA


Le darai passo. S.

(marcando intenzionalmente) (Mentre Scarpia scrive, Tosca si avvicinata alla


tavola e con la mano tremante prende il bicchiere di
Bada:
vino versato da Scarpia, ma nel portare il bicchiere
allora quarta
alle labbra, scorge sulla tavola un coltello aflato
ed a punta; d una rapida occhiata a Scarpia che in
SPOLETTA quel momento occupato a scrivere - e con innite
(con intenzione) precauzioni cerca dimpossessarsi del coltello, che
poi dissimula dietro di s, appoggiandosi alla tavola
S. Come Palmieri e sempre sorvegliando Scarpia. Questi ha nito di
scrivere il salvacondotto, vi mette ilsigillo, ripiega il
(Spoletta esce. Scarpia, ritto presso la porta,
foglio; quindi aprendo lebraccia si avvicina a Tosca
ascolta Spoletta allontanarsi, poi trasformato nel
per avvicinarla a s)
viso e nei gesti si avvicina con grande passione a
Tosca) SCARPIA
SCARPIA Tosca, nalmente mia!
(cercando di abbracciarla) (ma laccento voluttuoso si cambia in un grido terri-
Io tenni la promessa bile - Tosca lo ha colpito in pieno petto.)

SCARPIA
TOSCA
(gridando)
(arrestandolo)
Maledetta!
Non ancora. Voglio un salvacondotto
onde fuggir dallo Stato con lui.

28
Puccini: Tosca atto secondo

TOSCA TOSCA
(gridando) Odi tu ancora! Parla!
Guardami!
Questo il bacio di Tosca!
Son Tosca! O Scarpia!
SCARPIA SCARPIA
(con voce strozza)
(soffocato)
Aiuto! muoio!
Soccorso, aiuto!
(Barcollando cerca di aggrapparsi a Tosca che
indietreggia terrorizzata) TOSCA
Ti soffoca il sangue?
Soccorso! Muoio! Ah!
SCARPIA
TOSCA
(rantolando)
(con odio a Scarpia)
Muoio!
Ti soffoca il sangue?
TOSCA
SCARPIA
(piegandosi sul viso di Scarpia)
(soffocato)
Muori dannato! Muorti! muori! muori!
Soccorso!
SCARPIA
SCARPIA
(senza voce)
(si dibatte inutilmente e cerca di rialzarsi, aggrap-
pandosi al canap) Ah!

Aiuto! (rimane rigido)

TOSCA TOSCA
Ah! morto! Or gli perdono!

SCARPIA (senza togliere lo sguardo dal cadavere di Scarpia,


va al tavolo, prende una bottiglia dacqua e inzup-
Muoio! muoio!
pando un tovagliolo si lava le dita, poi si ravvia i
capelli guardandosi allo specchio. Si sovviene del
TOSCA salvacondotto Lo cerca sullo scrittoio, ma non
E uccisoda una donna! lo trova. Lo cerca ancora, nalmente vede il salva-
condotto nella mano raggrinzita di Scarpia. Sol-
SCARPIA leva il braccio di Scarpia, che poi lascia cadere
Aiuto! inerte, rigido, dopo aver tolto il salvacondotto che
nasconde in petto.)
TOSCA E avanti a lui tremava tutta Roma!
Mhai assai
torturata! (Si avvia per uscire, ma si pente, va a prendere le
due candele che sono sulla mensola a sinistra e le
SCARPIA accende al candelabro sulla tavola spegnendo poi
(afevolendosi) questo. Colloca una candela accesa a destra della
testa di Scarpia. Mette laltra candela a sinistra.
Soccorso! muoio! Cerca di nuovo intorno e vedendo un crocesso
va a staccarlo dalla parete e portandolo religiosa-
(Fa un ultimo sforzo e poi cade riverso) mente si inginocchia per posarlo sul petto di Scar-
29
Puccini: Tosca atto secondo
pia. Tamburi lontanissimi. Si alza e con grande precauzione esce, richiudendo dietro a s la porta.
Sipario rapido)

30
Puccini: Tosca atto terzo

ATTO TERZO
La piattaforma di Castel SantAngelo.
A sinistra, una casamatta: vi collocata una avola, sulla quale stanno una lampada, un grosso registro e
loccorrente per scrivere: una panca, una sedia. Su di una parete della casamatta un crocisso: davanti a
questo appesa un lampada. A destra, Lapertura di una piccola scala per la quale si ascende alla piatta-
forma. Nel fondo il Vaticano e San Pietro.
Notte. Cielo sereno, scintillante di stelle. Si odono, lontano, la campanelle di un armento: di mano in
manovanno sempre pi afevolendosi.)

UN PASTORE CARCERIERE
(ragazzo a voce spiegata, ma molto lontano) (porgendo la penna al Sergente)
Io de sospiri. A voi.
Ve ne rimanno tanti
(Il Sergente rma il registro, poi scende dalla sca-
(Campanelle pi lontane, a oscillazioni distaccate, letta, seguito dal picchetto dei soldati)
disuguali)
CARCERIERE
Pe quante foje
(A Cavaradossi)
Ne smoveno li venti.
Vi resta unora
(Le oscillazioni delle campanelle dellarmento si Un sacerdote i vostri cenni attende.
estinguonoin lontananza)
Tu me disprezzi. CAVARADOSSI
Io me ci accoro, No! Ma unultima grazia
lampena doro io vi richiedo
Me fai morir!
CARCERIERE
(La luce incerta e grigia che precede lalba. Le Se posso
campane suonano mattutino. Un Carceriere con
una lanterna sale dalla scala, va alla casamatta e vi CAVARADOSSI
accende la lampada sospesa davanti al crocisso,
poi quella sulla tavola. Poi va in fondo alla piatta- Io lascio al mondo
forma e guarda gi nel cortile sottostante per vedere una persona cara. Consentite
se giunge il picchetto dei soldati, col condannato. chio le scriva un sol motto.
Si incontra con una sentinella che percorre tut-
(togliendosi dal dito un anello)
tallintorno la piattaforma e, scambiate colla stessa
alcune parole, ritorna alla casamatta, siede ed Unico resto
aspetta mezzo assonnato. Un picchetto, comandato di mia ricchezza questo anel!
da un Sergente di guardia, sale sulla piattaforma Se promettete di consegnarle
accompagnando Cavaradossi: il picchetto si arresta il mio ultimo addio,
e il Sergente conduce Cavaradossi nella casamatta, esso vostro
Alla vista del sergente il carceriere salza salutan-
dolo; il sergente consegna un foglio al carceriere;. CARCERIERE
questi lo esamina, poi siede alla tavola, apre ilregi- (tituba un poco, poi accetta e fa cenno a Cavara-
stro e vi scrive mentre interroga) dossi di sedere alla tavola)
CARCERIERE Scrivete
Mario Cavaradossi?
(Va a sedere sulla panca)
(Cavaradossi china il capo, assentendo.)

31
Puccini: Tosca atto terzo

CAVARADOSSI (guardando Tosca con intenzione)


(rimane alquanto pensieroso, quindi si mette a
scrivere; dopo tracciate alcune linee invaso dalle La prima
rimembranze, e si arresta dallo scrivere; pensando) sua grazia questa

E lucevan le stelle TOSCA


ed olezzava la terra (riprende il salvacondotto e lo ripone in una borsa)
stridea luscio dellorto
e un passo sorava la rena E lultima!
Entrava ella, fragrante,
mi cadea fra le braccia CAVARADOSSI
Oh! dolci baci, o languide carezze, Che dici?
mentrio fremente
le belle forme disciogliea dai veli! TOSCA
Svan per sempre
(scattando)
il sogno mio damore
Lora fuggita Il tuo sangue o il mio amore
E muoio disperato! volea Fur vani scongiuri e pianti.
E non ho amato mai tanto la vita! Invan, pazza dorror,
alla Madonna mi volsi e ai santi
(Scoppia in singhiozzi, coprendosi il volto colle Lempio mostro
mani. Dalla scala viene Spoletta, accompagnato dicea: Gi nei cieli
dal Sergente e seguito da Tosca: il Sergente porta il patibol le braccia leva!
una lanterna - Spoletta accenna a Tosca ove tro- Rullavano i tamburi
vasiCavaradossi, poi chiama a s il Carceriere: Rideva, lempio mostro rideva
con questi e col Sergente ridiscende, non senza gi la sua preda pronto a ghermir!
aver prima dato ad una sentinella, che sta in fondo, Sei mia? - S. Alla sua brama
lordine di sorvegliare il prigioniero. Tosca che mi promisi. L presso
in questo frattempo rimasta agitatissima, vede luccicava una lama
Cavaradossi che piange: si slancia presso a lui, e Ei scrisse il foglio liberator,
non potendo parlare per la grande emozione gli sol- venne allorrendo amplesso
leva con le due mani la testa, presentandogli in pari Io quella lama gli piantai nel cor.
tempo il salvacondotto: Cavaradossi, alla vista di
Tosca, balza in piedi sorpreso, poi legge il foglio che CAVARADOSSI
gli presenta Tosca)
Tu!? di tua man luccidesti? tu pia,
CAVARADOSSI tu benigna, - e per me!
Ah! Franchigia a Floria Tosca
TOSCA
TOSCA E CAVARADOSSI Nebbi le man
tutte lorde di sangue!
e al cavaliere
che laccompagna.
CAVARADOSSI
TOSCA (prendendo amorosamente fra le sue le mani di
Tosca)
(con entusiasmo)
O dolci mani mansuete e pure,
Sei libero!
o mani elette a bellopre e pietose,
a carezzar fanciulli, a coglier rose,
CAVARADOSSI a pregar, giunte, per le sventure,
(guarda il foglio; ne legge la rma) dunque in voi, fatte dallamor secure,
Scarpia! giustizia le sue sacre armi depose?
Scarpia che cede? Voi deste morte, o man vittoriose,
o dolci mani mansuete e pure!
32
Puccini: Tosca atto terzo

TOSCA (rimangono commossi, silenziosi)


(svincolando le mani) TOSCA
Senti lora vicina; (chiamata dalla realt delle cose, si guarda attorno
inquieta)
(mostrando la borsa)
E non giungono
Io gi raccolsi
oro e gioielli una vettura pronta. (si volge a Cavaradossi con premurosa tenerezza)
Ma prima ridi amor prima sarai
fucilato - per nta - ad armi scariche Bada!
Simulato supplizio. Al colpo cadi. al colpo egli mestiere
I soldati sen vanno e noi siam salvi! che tu subito cada
Poscia a Civitavecchia una tartana
e via pel mar! CAVARADOSSI
(La rassicura)
CAVARADOSSI Non temere
Liberi! che cadr sul momento, e al naturale.

TOSCA TOSCA
Liberi! (insistendo)

CAVARADOSSI Ma stammi attento di non farti male!


Con scenica scienza
Via pel mar!
io saprei la movenza
TOSCA CAVARADOSSI
Chi si duole
(la interrompe, attirandola a s)
in terra pi? Senti efuvi di rose?!
Non ti par che le cose Parlami ancora come dianzi parlavi,
aspettan tutte innamorate il sole? cos dolce il suon della tua voce!

CAVARADOSSI TOSCA
(colla pi tenera commozione) (si abbandona quasi estasiata, quindi poco a poco
accalorandosi)
Amaro sol per te mera morire,
da te la vita prende ogni splendore, Uniti ed esulanti
allesser mio la gioia ed il desire diffonderem pel mondo i nostri amori,
nascon di te, come di amma ardore. armonie di colori
Io folgorare i cieli e scolorire
vedr nellocchio tuo rivelatore, TOSCA, CAVARADOSSI
e la belt delle cose pi mire (esaltandosi)
avr sol da te voce e colore.
Armonie di canti diffonderem!
TOSCA
(con grande entusiasmo)
Amor che seppe a te vita serbare,
ci sar guida in terra, e in mar nocchier Trionfal,
e vago far il mondo riguardare. di nova speme
Finch congiunti alle celesti sfere lanima freme
dileguerem, siccome alte sul mare in celestial
crescente ardor.
(ssando come in una visione) Ed in armonico vol
a sol cadente, nuvole leggere! gi lanima va

33
Puccini: Tosca atto terzo

allestasi damor. CAVARADOSSI


(serio)
(Il cielo si fa pi luminoso: lalba)
Cos?
TOSCA
Gli occhi ti chiuder con mille baci TOSCA
e mille ti dir nomi damor. Cos.

(Suonano le 4 del mattino. Il Carceriere si avvicina (Dalla scaletta sale un drappello di soldati: lo
a Cavaradossi e togliendosi il berretto gli indica comanda un Ufciale, il quale schiera i soldati nel
lUfciale, poi preso il registro dei condannati, fondo; Seguono Spoletta, il Sergente, il Carceriere.
scende per la scaletta) Spoletta d le necessarie istruzioni. Cavaradossi
segue l Ufciale dopo aver salutato Tosca, la quale
CARCERIERE si colloca a sinistra, nella casamatta, in modo per
Lora! da poter spiare quanto succede sulla piattaforma.
Essa vede lUfciale ed il Sergente che conducono
CAVARADOSSI Cavaradossi presso il muro di faccia a lei; il Ser-
Son pronto. gente vuol porre la benda agli occhi di Cavaradossi:
questi, sorridendo, riuta. - Tali lugubri preparativi
TOSCA stancano la pazienza di Tosca.)
(sottovoce a Cavaradossi, e ridendo di soppiatto) TOSCA
(Tieni a mente al primo Com lunga lattesa!
colpo gi Perch indugiano ancor?
Gi sorge il sole
CAVARADOSSI
( quasi giorno)
(sottovoce, ridendo esso pure)
Perch indugiano ancora? una commedia,
(Gi.)
lo so ma questa angoscia eterna pare!
TOSCA (l Ufciale e il Sergente dispongono il pelottone dei
(N rialzarti innanzi soldati, impartendo gli ordini relativi)
chio ti chiami. )
Ecco! Apprestano larmi
Com bello il mio Mario!
CAVARADOSSI
(No, amore! ) (vedendo lUfciale che sta per abbassare

TOSCA la sciabola, si porta le mani agli orecchi


(E cadi bene.) per non udire la detonazione; poi fa cenno
con la testa a Cavaradossi di cadere, dicendo sca-
CAVARADOSSI
rica dei fucili )
(sorridendo)
L! Muori!
(Come la Tosca in teatro.)
(vedendo Cavardossi a terra gli invia colle mani un
TOSCA bacio)
(vedendo sorridere Cavaradossi) Ecco un artista!
(Non ridere) (il sergente si avvicina al caduto e lo osserva atten-
tamente: Spoletta pure si avvicinato; allontana il
Sergente impedendo gli di dare il colpo di grazia.
LUfciale allinea i soldati: il Sergente ritira la

34
Puccini: Tosca atto terzo
sentinella che sta in fondo, poi tutti, preceduti da (Si abbandona, piangendo disperatamente sul corpo
Spoletta, scendono la scala. Tosca agitatissima di Cavardossi)
ha sorvegliato questi movimenti temendo che Cava-
radossi, per impazienza, si muova o parli prima del SPOLETTA, SCIARRONE E ALCUNI SOLDATI
momento opportuno) (dal disotto; grida prolungate, lontane)

TOSCA Ah!
(con voce repressa)
SCIARRONE
O Mario, non ti muovere (dal disotto, gridando forte)
Savviano taci!
Vi dico, pugnalato!
(ascoltando chinata sulla scaletta duscita)
SPOLETTA E ALCUNI SOLDATI
Vanno scendono scendono
(dal disotto, gridando forte)
(Parendole che i soldati ritornino sulla piattaforma,
Scarpia?
si si rivolge di nuovo a Cavaradossi)
Ancora non ti muovere SCIARRONE
(dal disotto, c.s.)
(Corre al prospetto e, cautamente sporgendosi,
osserva di sotto. Mentre si avvicina a Cavaradossi) Scarpia.

Presto, su! Mario! Mario, su presto! SPOLETTA E ALCUNI SOLDATI


Andiamo! (dal disotto, c.s.)
Ah!
(toccandolo turbata)
Su! Su! SPOLETTA
(dal disotto, c.s.)
(scuotendolo)
La donna Tosca!
Mario! Mario!

(grido)
SCIARRONE E ALCUNI SOLDATI
(dal disotto, c.s.)
Ah!
Che non sfugga!
(con disperazione)
SPOLETTA E SCIARRONE
Morto! Morto! Morto!
(pi vicini)
(fran sospiri, e singhiozzi) Attenti agli sbocchi delle scale!
O Mario morto tu.. cos
SPOLETTA, SCIARRONE E ALCUNI SOLDATI
(gettandosi sul corpo di Cavaradossi) (vicinissimi)
Finire cos!! Attenti agli sbocchi delle scale!
(abbracciando la salma di Cavardossi) (Si ode un gran rumore di sotto. Spoletta e Sciar-
Tu, morto! morto! rone appaiono dalla scaletta)

(piangendo)
SCIARRONE
(additando Tosca a Spoletta, grida)
Mario Povera Floria tua!
Mario! Mario! lei!

35
Puccini: Tosca atto terzo

SPOLETTA (Spoletta fa per gettarsi su Tosca, ma essa balzando


Ah! Tosca, pagherai in piedi lo respinge cos violentemente da farlo quasi
ben cara la sua vita! cadere riverso nella botola della scala, quindi corre
al parapetto e dallalto grida)
TOSCA O Scarpia, avanti a Dio!!
Colla mia!
(Si getta nel vuoto. Sciartrone ed alcuni soldati,
saliti confusamente, corrono al parapetto e guarda-
nogi. Spoletta rimane esterrefatto, allibito. Sipa-
rio rapido.)

FINE DELLOPERA

36