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Appunti, Alvar Aalto - Storia dell'architettura contemporanea -


a.a 2015/2016
Storia dell'architettura contemporanea (Politecnico di Milano)

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ALVAR AALTO (1898 – 1976 )

Tafuri, capitolo 14, pag 244 – 247


Con il Sanatorio di Paimio (1929 – 1933) e con la Biblioteca di Vijpuri (1927 – 1935),
Aalto definisce gli elementi portanti di una ricerca coerentemente perseguita fino alle sue
ultime opere.

A Paimio: architettura che riprende gli elementi del razionalismo europeo, ma la rotazione
dei corpi di fabbrica, l’obliquità degli attacchi, l'espressività delle testate (articolate con
fasce piene e vuote) creano un surreale dialogo tra forme astratte (stecche) e natura.
Sfrutta al massimo i vantaggi dell’orientamento per fini terapeutici: sud est blocco con
camere degenza (sfruttabile in mattinata), mentre nel pomeriggio i pazienti si spostano nel
corpo mense e soggiorno. Agli estremi del corpo delle degenze c’è un’articolazione
semplice di fasce piene e vuote (balconi e terrazze) che arricchiscono la testata
dell’edificio che è la parte più espressiva e emblematica del complesso.
Integrazione molto stretta tra design e architettura. La critica lo definisce una “trappola per
il sole”. Anticipa la tendenza di snodare variamente tra loro, sia per motivi orografici sia
funzionali sia di orientamento del gusto, corpi di fabbrica lineari e stereometrici.

A Vijpuri, al contrario, crea un complesso congegno distributivo e un elaborato sistema di


incastri spaziali. Nella sala delle conferenze inserisce un soffitto ondulato in legno,
giustificato da ragioni acustiche, che riprende le ricerche sui mobili in legno curvato e gli
esperimenti compositivi compiuti sulle “tavolette concrete” esposte a Londra nel 33, che il
critico del Times definirà “arte non oggettiva”. Il naturalismo imbocca la strada di
un’organicità astratta. La metafora e l’allusione appartengono al linguaggio, un’oscillazione
tra ricerca di significati atemporali e sottili richiami psicologici e sensoriali si installa al
centro della sua opera.

La sua poetica intimista, corretta da un severo controllo geometrico, appartiene alla villa
Mairea, Noormarku (1938 – 1939), costruita per l’industriale Gullischsen.

L’opera più significativa dell’anteguerra è il Padiglione Scandinavo all’Esposizione


Internazionale di New York 1939.
Spezza, comprime e amplia lo spazio mediante una grandiosa parete lignea ondulata e
aggettante, articolando percorsi su 4 livelli, raggiungendo una sintesi di sdoppiamenti
visuali e sorprendenti artifici plastici. Lo spettatore viene coinvolto in una narrazione e in
un gioco di coinvolgimenti.

Solo nel dopoguerra questa architettura si confronterà con la realtà urbana, rivelando i
propri limiti.

Tafuri, capitolo 18
Dal dopoguerra vengono messe in discussione, da parte delle giovani generazioni, le
ideologie del “Movimento Moderno”.
L’architettura di avanguardia appare fallimentare, poiché pretende di assumere un ruolo
guida nella pianificazione e civilizzazione: le “avanguardie tecnologiche”, da cui si era
fondata l’architettura moderna, subiscono un duro processo da parte di una generazione
che identifica gli orrori del conflitto con il mito dello sviluppo tecnico.
Dagli schematismi dell’International Style si passa a un recupero di istanze romantiche:
Al “razionalismo” si contrappone il metodo “organico”, le cui premesse sono nelle opere di
Wright e Aalto.

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“Umanizzazione”: attenzione ai fattori psicologici, uso espressivo dei materiali, rinnovato


interesse per le tradizioni locali, integrazione con l’ambiente: tutto ciò che le avanguardie
anteguerra avevano ignorato viene riproposto insieme a un nuovo mito: “nuovo
naturalismo”.
Si tratta di una riscoperta della NATURA, di un mito antitecnologico e neoumanistico
volto a realizzare un rapporto positivo con il pubblico, sulla base di linguaggi empirici e
confidenziali.
Nonostante l’utilizzo di forme della tradizione minore e popolare, appare evidente
l’analogia tra questi movimenti e il “realismo socialita”.
Questo fenomeno si estende notevolmente dal 1945 al 1955: tocca la California, coni il
“Bay Region Style”, l’edilizia delle New Town inglesi, il movimento “neoempirista”
scandinavo, il movimento “organico” in Italia.

L’opera di Aalto dal 1945 si pone in continuità e in alternativa a queste esperienze.


Elementi comuni sono un generico naturalismo e una fedeltà al “funzionalismo
psicologico”, ma Aalto è indubbiamente avverso ad ogni istanza programmatica in
quanto è intento solo a sviluppare le linee di un linguaggio già formato negli anni 30’.
Estraneo al naturalismo svedese e al populismo italiano, egli persegue la sua sintassi alla
cui base è un rapporto tra forme organiche e articolazioni geometriche, ricco di tensioni.
Architettura in cui l’elemento naturalista si stempera e si risolve in una successione di
forme volutamente ambigue, polivalenti e allusive.

Architetture che toccano alte punte qualitative:


Municipio di Saynatsalo 1949 – 52; Casa della cultura di Helsinki(1955 – 58);

Architetture che cadono nel manierismo di se stesso:


Università pedagogica di Jyvaskyla

Disegna oggetti di arredamento, per la ditta Artek, fondata da lui stesso con la moglie
Aino, come funzione del variato rapporto dei mobili con il corpo umano.

Dagli anni 50’ il linguaggio aaltiano  discorsi formali sempre più astratti:
Nella Casa della cultura di Helsinki (1955 – 58), le curve del volume compatto della
grande sala e la rarefatta geometria del blocco per uffici vengono saldati da una pensilina
che accentua il frammentismo dell’insieme (voluta dissonanza).
Il rapporto Architettura - Natura conferma l’autonomia del linguaggio aaltiano piuttosto
che dimostrare una reale complementarietà tra le due.
In realtà l’architettura aaltiana non è adatta a costruire tipologie urbane, tanto che appare
spesso spaesata in un contesto urbano: la sede della Società EnsoGutzeit a Helsinki
(1959 – 1962) malgrado le raffinate soluzioni di dettaglio, rivela una caduta di potenziale,
giustificabile in parte con l’instabile metodologia della stilistica aaltina. Perché è appunto
una stilistica vera e propria: innesta un metodo di progettazione del tutto tradizionale in un
vocabolario che parte dalla rimeditazione degli apporti delle avanguardie. Alla base di
questa stilistica c’è un gusto per l’ermetismo, un metafisico congelamento di forme
originariamente organiche e dinamiche, che contrasta stranamente con la “cordialità” del
design aaltiano, ma non con l’enfasi di molti suoi oggetti o arredi.

La dialettica tra astrazione e organicità, matrice del linguaggio Aaltiana, divene fonte di
narrazioni volutamente discontinue che cerca di inserire nella realtà urbana.
Il confronto con la città mette in luce i limiti della poetica di Aalto, il cui significato storico è
stato forse sopravvalutato. Con Aalto siamo fuori dai grandi temi che hanno reso

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drammatico il percorso dell’arcitettura contemporanea, le qualità delle sue opere sono


irriproducibili al di fuori della realtà appartata in cui essi sono radicati.

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LEZIONE

Viaggio in Finlandia, luogo dove Aalto nasce e conduce la sua carriera da architetto.
Finlandia, nazione giovane fondata nei primi anni del 900’, prima della Seconda Guerra
Mondiale fu invasa dai Russi. In seguito ha subito la tragedia della 2 Guerra Mondiale e
ricostruzione un po silenziosa, poiché paese molto lontano, ma ha rappresentato per
l’Europa distrutta che cercava di risollevarsi una ventata nuova, grazie all’opera di Aalto
sia nell’architettura e nel design dove c’è molta integrazione tra le due materie: ogni
oggetto di design è integrato nello spazio architettonico.
La fortuna di Aalto diviene notevole per la cultura architettonica Europea dagli anni 50’ in
poi, durante la ricostruzione. In verità già Pagano e Persico avevano notato il talento
dell’architetto nei viaggi nel nord Europa. Egli rappresenta il Nord Europa, i paesaggi
nordici e la purezza di una nuova Europa.
Si afferma come architetto nel momento in cui si dibatte la crisi del Movimento moderno.
Essendo più giovane, affronta diversamente rispetto a Le C, Mies e Gropius  Libertà
geometrica dei volumi e fluenza formale (curve);
Lezione non in ordine cronologico.

CASA STUDIO, HELSINKI, 1935-36


Studia all’Accademia, viaggio illuminante in Italia e prende elementi dall’architettura
moderna europa:
 Funzionalità;
 Razionalità della pianta;
Frequenta i circoli d’architettura moderna.

Casa studio situata in un quartiere periferico di Helsinki


Cosa c’è di particolare in questa casa?
Da notare la semplicità degli spazi, luogo di soggiorno e pochi locali, precisione
geometricaRazionalità della pianta
Il prospetto Sintetizza il percorso creativo dell’architetto:
 Natura: pervade lo spazio abitativo;
 L’abitare è caratterizzato dalla comunione con la natura: rivestimento in legno
all’esterno con intonaco bianco; Novità rispetto alle architetture di quel periodo che
esibivano il cls armato o l’acciao
 Umanizzazione del Moderno: tentativo di togliere l’aura del materiale
tecnologicamente avanzato (cls, vetro, acciaio…) i precessi più ortodossi
dell’architettura moderna  materiali tradizionali (legno) per portare l’architettura
dentro la natura, la comunione tra architettura e natura letta attraverso il
rivestimento dello spazio.
Si distacca notevolmente dagli altri maestra Le C. con il calcestruzzo brutale, dall’elogio
della tecnica, il Baukunst, di Mies
Tentativo di comunione con la natura di Aalto DIVERSO dall’organicismo di Wright

I 3 elementi chiave di Aalto sono quindi Architettura + Natura + Umanesimo

Negli interni rispetta i canoni di un’architettura popolare, rurale e tradizionalepassato che


esplode. Oggi è una casa museo in cui ci sono gli oggetti di design degli anni 50’.
La comunione tra Arch Natura e Umanesimo è continua sia nell’interno che nell’esterno
poiché è trattata nello stesso modo. Legno curvato: materiale per eccellenza. Così come
il paesaggio dei laghi finlandesi. I suoi oggetti di design si ispirano ai paesaggi finlandesi.

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Spazialità: Articolazione su due o più livelli dello spazio all’interno di una bloccata
volumetria.
In questa casa notiamo nello studio livelli differenti: Parte bassa con tavoloni su cui
lavorano i collaboratori; scala porta a soppalco; architetto sta dopo la scaletta e dopo il
camino (nello studiolo c’è una scaletta che lo porta direttamente in casa).
Vita – lavoro come un'unica parte.
Linea curva come segno di comunione con il paesaggio. incastro di oggetti di design
nell’architettura. Pag. 11: incastro del tavolo nel pavimento.

Finlandia clima: estate mite – inverno rigidissimospazio aperto è vitale: in estate si vive
esclusivamente all’aperto  Spazi aperti

STUDIO DELL’ARCHITETTO, MUNKKINIEMI, HELSINKI, 1954 - 56


Aalto inizia a fare fortuna, lo studio si amplia e diventa meta di molti studenti.
Dalla piccola casa studiogrande studio in cui lavorà fino alla morte
Pianta a L con ambienti per la preparazione dei modelli e sale per disegni. Intonaco bianco
su mattoni rossi  richiamo alla classicità.
Terreno in discesa in cui inserisce un elemento classico: Piccolo Anfiteatro scavato di
fronte allo spazio modelli. Luogo di socialità per i suoi collaboratori, che si affaccia sul
paesaggio tema dello spazio all’aperto e dell’Architettura e paesaggio
Comunione con la natura

Architettura – natura – umanesimo + richiamo alla classicità: Anfiteatro

CASA DELLA CULTURA, HELSINKI, 1955 - 58


Grandi progetti che mettono in campo la triade A – N – U + Funzionalità: Auditorium
(struttura gonfiata in mattoni) è una grande sala dedicata alla cultura, grande contenitore
in mattoni con una passerella coperta che lo collega con gli uffici.
Aalto usa mattoni speciali prodotti per l’occasione: sistema tecnologicamente avanzato pur
con concezione tradizionale. Mattone curvato.

Stesso periodo del Seagram (1954 – 58) – Tourette (1953) e Ronchamp (1950 -55).

Fu il primo, anticipa anche Le C, a mettere in crisi i concetti dell’architettura moderna:


rapporto tra forma e funzione.
Questo blocco in mattoni rispetta le curve di livello: Architettura trasferimento spaziale del
paesaggio, richiama il Paesaggio morbido di betulle, laghi.

I due spazi: auditorium e uffici si dividono non solo spazialmente ma anche


matericamente: mattoni con copertura in rame (auditorium) e un altro rivestimento per gli
uffici (funzionalità).
Aalto non ha paura della linea curva.
Produzione di mattoni variabile capace di rispondere alle varie esigenze: argilla cotta al
naturale o rivestita in ceramica. Passione per un segno nuovo, sempre diverso in base
all’occasione.
Passerella di collegamento con grandi aperture  Architettura Movimento Moderno.
Anfiteatro, spazio curvo, luogo in cui ci si incontra

POLITECNICO DI OTANIEMI, 1955-64


Oggi Alvar Aalto University
Architettura e ingegneria: divisione funzionale

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Biblioteca costruita agli inizi degli anni 60’ che completa lo spazio. Il campus è inserito in
uno spazio naturale di alberi e laghi, su una collina.
Le tracce di fondazione degli edifici sono sempre inscritte in una figura compiuta: un
rettangolo che si va a chiudere. Parte il progetto da una stecca. Grande corpo di aule a
gradoni che all’esterno fanno l’anfiteatro.
Le scuole sono a corte: ingegneria prima e poi architettura.

Verde: cromatismo estivo;


Bianco: cromatismo invernale.

Tutto in mattoni rossi, tranne un unico spazio bianco, e grande parco per studenti.
Tutte le aggregazioni geometriche modulari sono inscrivibili in figure geometriche
regolari che si poggiano su un paesaggio mosso.
Biblioteca in leggero pendio.

1. Legno (rivestimento dei pilastri in c.a.): morbida accoglienza degli interni. Riveste il
calcestruzzo brutale con la morbidezza del legno nella misura umana carattere
naturale (come fossero tronchi di betulla);
2. Rame: per le corperture;
3. Mattoni rossi: rivestimenti esterni. Muro di mattori curato nel basamento e da una
chiusura con il profilato che lo unisce al tetto in rame

Anfiteatro luogo di ritrovo degli studenti.

Scuola di architettura completamente bianca perché deve essere un richiamo al classico


dell’architettura  Marmo bianco.

Setto bianco “inutile” alto e imponente che introduce corte della facoltà di architettura. Ci
sono delle nicchie bianche per ospitare le esposizioni dei modelli.

Nel cortile ci sono blocchetti di tutti i tipi di marmo esistenti al mondo, sono sedute, come
se fosse una materioteca.
Standardizzazione del mattone. Verde che invade i mattoni ( pag 43)

All’interno ampi e lunghi corridoi con pareti in legno per appendere i disegni.

Palazzo dei congressi e sala concerti, Helsinki, 1962 – 71


Richiamo al bianco che però non ha lo stesso carattere sorprendente del Politecnico di
Otaniemi ma meno commovente del Politecnico. Diventa architettura di maniera che la
Finlandia adotta.

Sede della società Enso Gutzeit, Helsinki, 1959 – 62


Grande edificio sul porto di Helsinki, rivestimento in pietra con grandi
apertureRazionalità.
Non è un capolavoro.

Libreria universitaria, Helsinki, 1966 – 69


Studio dei dettagli: primo a concepire maniglia e corrimano come oggetti da afferrare.
Libreria a più livelli con luce che si diffonde tramite un lucernario che sfonda il soffitto e si
abbassa fino al pavimento dell’ultimo livello. Si incastra come un nido e diffonde luce
all’interno. Non è un maestro della luce.

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Seconda tappa di questo viaggio è Jyväskylä. Negli anni 20’ città che era centro
ferroviario dove arrivava il legname che veniva smistato verso la Svezia e sud Finlandia.
Diventa successivamente città commercialmente importante e il giovano Aalto dona un
carattere che compiace i cittadini locale: “Firenze del Nord”. Aalto fa dei viaggi in Toscana
e procede con architetture che ora vedremo.

Museo Alvar Aalto, Jyväskylä


Criterio espositivo simile al padiglione della Finlandia, sempre di Aalto, a New York, del
1939.
Lettura tripartita di ogni facciata per allestire la mostra.

 In alto: linea cronologica del tempo;


 Al centro cuore dell’esposizione;
 in basso: approfondimenti.

All’interno troviamo scomposizione della sedia in legno curvato e la macchina per cura il
Legno bagnato per produrre la sedia e sgabelli di Aalto.
Copertura in betulla ondulata, aggettante rispetto al visitatore, che progettò al padiglione
NY.

Viaggio in toscana.

Casa del popolo, Jyväskylä, 1925 (primo incarico)


Luogo di ritrovo per lavoratori e operai delle ferrovie. Il luogo conteneva un piccolo
auditorium e sala ristorante in basso. Il giovane Aalto, appena laureato, dall’esterno mette
in evidenza le caratteristiche linguistiche del classicismo nordico: pilastri con colonne al
piano terra, apertura laterale semi circolare, lunghe finestre, richiamo alla modanatura
ben pronunciata, corpo di fabbrica simmetrico, finestra con balcone, tagli di luce alti e
anelli.
Architettura popolare con uno scrigno che contiene un pezzo notevolissimo.
Sala dell’auditorium circolare: Riproduce fedelmente il Tempietto del Santo Sepolcro di
Leon Battista Alberti nel “Palazzo Rucellai”. Porta questo pezzo di Rinascimento
italiano per l’architettura che da ingresso al piccolo teatro della della casa popolare.
Questo sentimento di amore verso l’Italia non ritroveremo più nella sua carriera.
Collegamento con il setto bianco del Politecnico di Otamieni.

Università di Jyväskylä, 1953-56


Progettata con lo stesso stile del politecnico di Otaniemi, ma paesaggio più controllato.
Campo sportivo al centro le architetture si dispongono su una linea continua.
Linguaggio architettonico codificato: Volumi compatti con rivestimento in mattoni e poche
e misurate aperture per combattere i freddi inverni, che bucano gli angoli. Fascia di
mattoni sollevata su pilastri, rivestiti in legno (immagine del bosco di betulle). Spazio
interno caldo e accogliente: bianco per gli intonaci, legno per gli arredi e per rivestire i
pilastri e anche il mattone in certi punti.
Non si troverà mai la forza della luce di Le C. o Mies

 Mies  luce diretta inonda lo spazio;


 le C.  luce è nel rapporto con la forza drammatica ombra, senso drammatico;
 Aalto  carattere particolare che ha la luce del Nord. È difficile poter dire che siano
spazi luminosi, però molto misurata e pacata, luce calda che si riflette sulla forza
materica dei mattoni. Non è una luce forte.

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Dettaglio interessante molto imitato nell’architettura europea degli anni 50’: grande muro in
mattoni con taglio in alto che svuota l’angolo attraverso la finestra ad angolo che fa
penetrare la luce.
Ristorante per il corpo docenti: rivestimento in marmo bianco.
Residenze studentesche

Casa sperimentale, Muuratsalo, 1952


Le Petit Cabanon, Le C. – Casa Farnswarth, Mies
Momento della tragica morte della moglie e si trova un’altra donna, che diventerà sua
collaboratrice.
Tra Jyväskylä e Helsinki, in prossimità di un lago. Temperatura inverno -20°C – estate +
11°C  luogo inutilizzabile d’inverno, in estate i finlandesi amano andare in questi
paesaggi di boschi e laghi immersi nel SILENZIO del paesaggio.
Casa dispersa nel bosco - con barca sul lago - sauna.

La costruzione di Muuratasalo è stata pensata come sintesi tra lo studio privato di un


architetto e un centro sperimentale, dove è possibile esaminare anche problemi non
ancora maturi per essere poi tradotti altrove, e dove la vicinanza con la natura induce a
riflessioni sia sulle forme che sulle tecniche.

1. Esperimenti su un edificio senza fondamenta: con sistema diagonale di travi


appoggiate su grosse pietre portanti, tipiche di un terreno morenico finlandese.
2. Esperimenti su una fibra irregolare di colonne, nella quale i plinti che reggono la
costruzione sono stati infissi nei punti più adatti del terreno.
3. Esperimenti su muri di mattoni a forma libera per definire un tipo di mattone o di
elemento standardizzato, che permetta di costruire muri a forma curvilinea, senza
dover ricorrere al mattone tradizionale.
4. Esperimenti su fonti di energia alternativa

Casa sperimentale – casa gioco dove può sperimentare quello che gli piace di più  ai
clienti può proporre ciò che lui sperimenta a casa sua.
Casa a corte a L aperta sul paesaggio verso il lago, circondata da un alto muro in mattoni
intonacato di bianco. Appartamenti degli ospiti appoggiati alla casa a corte e la legnaia.
In sezione la copertura è una falda unica che si alza verso il lago.
 Corte interna in mattoni fatta di figure geometriche, a parete e pavimento, che
definiscono i diversi mattoni sperimentati (texture) . Al centro della corte braciere
(fondamentale nella cultura finlandese).
All’interno soggiorno e cucina in un braccio, mentre nell’altro zona notte.
Leggere aperture verso la corte.

Municipio di Säynätsalo, 1949-52


Cuore urbano e sociale di queste città disperse nei boschi di betulle, non sono vere città e
nemmeno città diffusa americana.
Edificio a corte, rivestito n mattoni, inserito nel paesaggio. Scalinata sulla corte interna
verde.
Profili a falda continua.

Sanatorio antitubercolare, Paimio, 1928 - 33


Giuseppe Pagano lo visita nel 1939 dopo che Persico aveva pubblicato su Casabella il
Sanatorio di Paimio. Architettura è una sorta di crinale dell’opera di Aalto.

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Aalto maestro del funzionalismo nordico, ma ci sono elementi che criticano la freddezza
del Razionalismo Europeo. Sanatorio immerso nei boschi di betulla. Problema della
tubercolosi. 40 comuni commissionano questo concorso per un sanatorio contro la
tubercolosi.
Gardella dispensario antitubercolare
Cura con la luce solare della tubercolosi.
Camera ospedaliera a 2 persone e non più a 3  tutto studiato anche gli interni  Alvar
aalto disegna tutto.
Aalto vince il concorso con un’architettura razionale, precisa con un’attenziona particolare
all’interno. Grandi vetrate aperte verso l’esterno. Stecche ben disposte, corpo centrale con
ingresso e due corpi staccati. La mensa e le sale degli infermieri e medici. Blocco dei
degenti - Luogo delle terrazze.
Lungo corridoio su cui disposte le camere per i malati.
Architettura bianca con paraventi colorati in rosso – azzurro.
Finestre a nastro e verso il bosco grandi aperture.
La linea curva non lo abbandona mai: tetto d’ingresso, raccordo tra edifici, arredi curvati.
Dalla terrazza si ammira MARE delle betulle.

VILLA MAIREA, NOORMARKKU, 1937 – 1939


Wright, Casa Kauffman; Ville Savoye Le C
Villa privata Costruita per l’industriale Gullischsen, proprietari di cartiere e collezionisti
d’arte. In pianta è un semplicissimo quadrato  Disposizione geometrica sul paesaggio,
non seguono le curve di livello.
Sentiero processionale che sale verso la casa (Partenone) e ci accoglie una copertura
ondulata in uno spazio su 2 livelli: soggiorno piano terra e zona notte piano superiore.
Living: Camino – pianoforte – vetrata sulla corte del giardino, le scale che portano al piano
superiore, Giardino d’inverno; Portico coperto ci porta alla sauna e alla vasca gelata 
elemento tradizionale della casa finlandese.
Intonaco bianco riveste il mattone – rivestimenti in legno;
Grandi aperture. Luce entra in diagonale attraverso finestre delle camere da letto che
escono e cercano la luce  funzionalismo.

 Entriamo in una sorta di galleria d’arte moderna.

 Portico d’ingresso che mima il bosco di betulle: legno che avvolge i pilastri del
porticato e sono legati tra loro. Lastre di ardesia sul pavimento.
 Parete curva con divano in velluto blu curvato.
 Soggiorno con ampie vetrate sul giardino. Colonne in c.a rivestiti in legno; scala in
legno circondata da aste in betulla; il corrimano metallico che accompagna la salita;
Pimo gradino più grande che ti invita a salire (umanesimo); camino elemento forte
con linea curva incisa nella materia. Corpo diventa un tutt uno con la geometria che
non è cartesiana (Le C.), ma relazionata dal corpo umano.
 Giardino d’inverno
 Prospetto è rivestito dal legno e invaso dalla natura.

Non è la natura dirompente di Wright  Qui è riposata, tranquilla.

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