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SPECCHIO DEFORMANTE

Questa rubrica è aperta alla collaborazione di voi lettori: basta che inviate per posta la pagina incriminata (occor-
re l’originale, con indicazioni chiare della testata e della data di pubblicazione) a Gianni Fochi - Scuola Normale
Superiore - Piazza dei Cavalieri, 7 - 56126 Pisa. Se la direzione lo riterrà opportuno, la segnalazione sarà pubbli-
cata; verrà anche scritto il nome del lettore che ha collaborato, salvo che questi ci dia espressa istruzione con-
traria. In qualche caso potranno essere riportati vostri commenti brevi.

di Gianni Fochi

Naturale tengono sostanze tossiche come il teflon». «Il teflon è


Sulla prima pagina del Sole-24 Ore del 22 agosto trovia- molto adoperato come materiale biocompatibile per
mo un’interessante inserzione pubblicitaria. L’azienda sostituire vasi sanguigni e valvole cardiache!» commen-
Aboca scrive: «Naturale: un termine da difendere. — Per ta esterrefatto Gusella. Ha ragione: se il giornalista ha
il consumatore, naturale è sinonimo di qualità e affida- riferito bene, il WWF ha detto una baggianata.
bilità, ma questo termine oggi è sfruttato come mero Potremmo aggiungere che quel polimero fluorurato
strumento di comunicazione, per aumentare le vendite riveste le padelle antiaderenti: se càpita di mangiarne
di prodotti che in realtà naturali non sono. Ma cos’è un po’ inavvertitamente, viene poi espulso intatto.
naturale? Un prodotto è naturale, quando deriva dalla Soprattutto, però, vorremmo chiedere al redattore di
natura senza essere alterato e modificato con sostanze quel giornale se ci ha pensato bene prima di scrivere
artificiali create dall’uomo per sintesi chimica o manipo- «troppe sostanze chimiche nei grembiuli e negli abiti
lazione genetica. Definire o far intendere come naturali usati dai bambini». Quel genitore fanatico, che volesse
prodotti che tali non sono, inganna il consumatore e levarle di mezzo, come manderebbe i suoi figli a scuola?
falsa la concorrenza». Coperti, almeno nel punto più “critico”, da una foglia di
Ci sentiamo di concordare in pieno su quest’ultima fico? O neanche da quella, perché di sostanze chimi-
idea: nella propaganda il termine naturale è molto che ne contiene parecchie? Forse per il classico strata-
spesso abusato; lo s’incontra anche per prodotti che gemma iconografico salvapudore anche un fanatico
hanno subìto trasformazioni chimiche sostanziali, tanto farebbe eccezione?
il consumatore non è assolutamente in grado di ren-
dersene conto. Autocontenuto
Rimane però il nostro dissenso sul concetto di fondo, La giornalista scientifica Anna Buoncristiani (Pisa) ci
cioè che naturale sia per forza meglio di sintetico: gli porta la pagina 100 del settimanale Oggi del 18 agosto.
esempi di sostanze naturali tossiche, cancerogene o Vi troviamo un articolo d’Edoardo Rosati sui sistemi per
comunque nocive sono infiniti. Rimproveriamo dunque sbiancare i denti e dare quindi un sorriso smagliante a
all’Aboca il cavalcare la tigre dell’ignoranza popolare: il tutta chiostra. Il giornalista interroga «il dottor Giuseppe
fatto che, per il consumatore, naturale sia sinonimo di Aronna, odontoiatra e specialista nell’estetica denta-
qualità richiederebbe semmai anzitutto un chiarimento. ria». Egli cita il perossido d’idrogeno: «La sostanza in que-
Dopo (e solo dopo) ci sarebbe lo spazio per decantare stione» dice subito dopo «nient’affatto tossica e comu-
in piena onestà certi particolari prodotti, di cui nessuno nemente presente nell’acqua ossigenata […]». Beh... è
— nemmeno noi — negherebbe mai i pregi. vero che “acqua ossigenata” è anche il nome com-
merciale d’una soluzione diluita di perossido d’idrogeno,
Troppa chimica ma nella nomenclatura chimica italiana non ufficiale
Dal quotidiano Il Mattino di Padova Taino Gusella quell’espressione indica proprio il perossido stesso. Quel
(Istituto statale d’arte “Pietro Selvatico” di quella città) ci passo, insomma, rischia di confondere i lettori, che già
manda la pagina 4 del 14 settembre. “Il WWF avverte — non ne hanno bisogno. Ancor maggiore è il rischio insito
Troppa chimica sui grembiuli” sentenzia un titolo. Nel nel dire che il perossido non è affatto tossico: usato dal
testo leggiamo: «Troppe sostanze chimiche sono pre- dentista e poi eliminato per risciacquo, va senz’altro
senti nei grembiuli e negli abiti usati dai bambini a scuo- bene; ma chi esclude che i lettori d’Oggi non siano
la. È l’allarme lanciato dal WWF, che consiglia ai genito- indotti a pensare che la soluzione contenuta nelle botti-
ri di controllare le etichette sui capi di abbigliamento per gliette di disinfettante possa essere ingerita? Di fronte
evitare di far indossare ai propri bambini abiti che con- all’ignoranza scientifica la prudenza non è mai troppa.

112 La Chimica e l’Industria - Ottobre ‘04 n. 8 - ANNO 86


Specchio Deformante
a cura di Gianni Fochi

Tutto fa brodo... La chimica usura chi non ce l’ha

... anche per il bebè. Almeno verrebbe da pensar- Dal dipartimento di chimica e ingegneria chimi-
lo leggendo una pagina pubblicitaria del quotidia- ca dell’università dell’Aquila, Pietro Mazzeo ci
no Metro del 12 giugno, speditaci da Alberto Gi- manda la pagina 9 del Messaggero del 20 lu-
relli di Milano, sempre vispissimo (e mordace) glio, che contiene un servizio d’Elena Castagni
sebbene abbia «superato da tempo» come dice su certe creme cosmetiche. In un riquadro c’è
«lo stato di neonato», sicché il problema che ora l’intervista al professor «Leonardo Celleno, co-
vedremo non tocca direttamente lui né i suoi figli smetologo all’Università Cattolica» di Roma.
e neppure i suoi nipoti, ormai cresciutelli. Tocca Ecco una battuta che costui sembrerebbe aver
però la serietà di quel messaggio e di tanti altri detto o scritto, sempre che non sia stata pastic-
che ci bombardano da giornali, radio e televisio- ciata dalla giornalista o dalla redazione: «Per ri-
ne. Girelli fa notare che in quella pagina vengono pristinare la funzione di barriera della pelle si
considerate adatte ai neonati due diverse marche usano molecole di lipidi epidermici, quali le ce-
d’acqua minerale: in un litro una ha 1,1 milligram- ramidi e gli acidi grassi usurati».
mi di sodio e 39 milligrammi di residuo fisso, l’altra Forse la versione corretta di quest’ultima parola
rispettivamente 19,67 e 899. Possibile che siano è insaturi: se qualche esperto in materia di pelle
tutte e due indicate per i neonati? Se davvero lo è in grado di confermare o precisare, ci scriva e
sono, non significa che s’esagera per scopi com- apprezzeremo. Una cosa comunque è certa:
merciali l’importanza di certe caratteristiche, le l’usura non centra per nulla.
quali in realtà ne hanno assai meno? Ai signori A quanto pare la chimica assomiglia al potere:
medici dietologi l’ardua sentenza, mentre noi con- parafrasando il ben noto aforisma andreottiano,
tinuiamo a sorbirci il tormentone di quell’altra ac- potremmo dire che essa logora — o appunto
qua «ricca di piacere, povera di sodio». Probabil- usura — chi non ce l’ha, ovvero chi non ne pos-
mente faremmo bene a dar retta alle voci che siede almeno i concetti basilari.
sempre di più si levano a consigliare piuttosto
l’acqua del rubinetto, come l’ottimo articolo di Pie- Il gusto dell’orrido
Questa rubrica ro Bianucci nell’inserto TuttoScienzeTecnologia
è aperta alla della Stampa (pagina 3 del 20 agosto). Ogni tanto non è male ribadire — e lo facciamo
collaborazione di volentieri in chiusura di questo numero — che il
voi lettori: basta che Clonazione nostro scopo non è divertirci mettendo alla ber-
inviate per posta la lina l’ignoranza: non possediamo affatto il gusto
pagina incriminata «Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato ieri dell’orrido. Se spesso il nostro tono è pungente
(occorre l’originale, pomeriggio ad Assago, alle porte di Milano, nello e scherzoso, l’intenzione è semmai quella di
con indicazioni chiare stabilimento della Nuova Tecnosol, che si occupa stemperare la tristezza e l’arrabbiatura.
della testata e della della produzione di presidi medico-chirurgici» scri- Un pensiero molto simile l’esprime Sergio Pa-
data di pubblicazione) ve l’Avvenire del 17 giugno (pagina 11). «La zona lazzi nella sua interessantissima rubrica “Sicu-
a Gianni Fochi - è stata evacuata per un raggio di un chilometro e rezza” all’interno del sito http://www.farm.it/in-
Scuola Normale mezzo […] ed è stata interrotta la circolazione sul- dex.html. In una pagina messa in rete in agosto
Superiore - Piazza dei la vicina tangenziale ovest di Milano. Il gas propa- («Ancora su bottiglie, etichette ed “acidi”») il no-
Cavalieri, 7 - 56126 gatosi insieme alle fiamme per l’esplosione di stro bravo collega chimico scrive: «Il commento
Pisa. Se la direzione bombolette già riempite, è il toluolo, un derivato più comune, sentito per radio o in televisione, è:
lo riterrà opportuno, degli idrocarburi». Non sottilizziamo su quel gas, “crede sia acqua minerale, ustionato dall’acido”.
la segnalazione sarà anche se il toluolo (o toluene), una volta tornato a Nel testo, si precisa che si tratta di un prodotto
pubblicata; verrà temperatura ambiente è liquido, a meno che non per lavastoviglie […] oppure di soda caustica
anche scritto il nome sia in dose tanto bassa da render poco giustifica- (che naturalmente il giornalista non sa cosa sia,
del lettore che ha bile il tirarlo in ballo. L’ignoranza chimica del cro- però almeno il nome se lo ricorda). Recente-
collaborato, salvo nista si rivela piuttosto nel chiamarlo «un derivato mente ho sentito riferire le parole di un medico,
che questi ci dia degli idrocarburi». Essendo esso stesso un idro- secondo il quale “dall’odore sembrava una so-
espressa istruzione carburo, possiamo pensare che sia derivato... per stanza caustica”… va da sé che la maggior par-
contraria. In qualche clonazione? Certo, qualcuno potrà obiettarci che te delle sostanze più caustiche sono assoluta-
caso potranno nei processi petrolchimici il toluene si forma da al- mente inodori. Questo ci aiuta a riempire i cata-
essere riportati vostri tri idrocarburi, ma non crediamo che l’Avvenire loghi di sciocchezze […], ma è una soddisfazio-
commenti brevi. avesse in mente un’idea così sofisticata. ne alla quale sarebbe bello rinunciare».

90 - La Chimica e l’Industria - 85 RICHMAC Magazine - Novembre 2003


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re l’originale, con indicazioni chiare della testata e della data di pubblicazione) a Gianni Fochi — Scuola Normale
Superiore — Piazza dei Cavalieri, 7 — 56126 Pisa. Se la direzione lo riterrà opportuno, la segnalazione sarà pubbli-
cata; verrà anche scritto il nome del lettore che ha collaborato, salvo che questi ci dia espressa istruzione con-
traria. In qualche caso potranno essere riportati vostri commenti brevi.
di Gianni Fochi

La benzina dei muscoli certo gassoso. Però, che tante persone ignorino che il
Il 15 luglio c’è capitato di sentire nel TG 5 delle venti, in carbone è (in gran parte) carbonio non vogliamo cre-
tema di doping nello sport (robaccia: un’arma pur- derlo. Fra l’altro il nome in questo caso porta sulla stra-
troppo in mano ai denigratori della chimica), la frase da giusta: o forse dovremmo essere ancora più pessi-
seguente: «L’ossigeno, che è la benzina dei muscoli...». misti di quanto già siamo? Il gas in questione è ovvia-
Non è la prima volta: per esempio, anni fa un errore mente il biossido di carbonio. Ehi, gente! Chiamatelo
del genere fu detto su Rai Uno, durante una trasmis- pure anidride carbonica, alla vecchia maniera italia-
sione di Piero Angela. Dal punto di vista divulgativo (e na, se vi torna meglio. Noi ci sentiremmo di tollerarlo
anche da quello didattico) il paragone fra lo sviluppo come male minore: i puristi della nomenclatura chimi-
d’energia in un motore a scoppio e nel nostro organi- ca dovranno avere un po’ di pazienza. Ma il «gas car-
smo è pienamente accettabile. Quello che invece bonio» può esistere semmai nell’arco voltaico, non
non va è lo scambio dei ruoli. In entrambi i casi l’ossi- certo nei nostri capillari.
geno è il comburente e non il combustibile; la benzina
dei nostri muscoli è piuttosto il glucosio, e l’ossigeno Una resina non resina
provvede a ossidarlo, così come nel motore esso ossi- Da Milano Alberto Girelli ci spedisce la pag. 25 (quella
da la benzina vera e propria. Più semplice di così...! della scienza) del Corriere della Sera del 4 luglio. Vi si
Ci sentiremmo d’arrivare a dire che l’errore in questio- parla di polistirolo espanso, e a margine d’un riquadro
ne ci preoccupa forse assai di più d’altri che coinvol- c’è scritto: «Chi lo inventò?». Leggiamo: «Quante volte
gono conoscenze chimiche precise. Infatti qui direm- è accaduto che un inventore, cercando di arrivare a
mo che si tratta di logica molto debole (non riuscire una certa soluzione, arrivi in corso d’opera [a] scoprire
neppure a fare un banale paragone nel modo corret- una cosa diversa? La cosa accadde al chimico Usa
to) più che d’ignoranza scientifica. Stando così le Ray McIntire (1918-1996). Fu combinando sotto pres-
cose, il pessimismo sulle sorti intellettuali della nazione sione una resina chiamata stirene e un liquido volatile
non può che appesantirsi. Scienza? Discipline umani- (isobutilene) che nel 1943 il chimico ottenne una schiu-
stiche? Tutto fa brodo, o meglio: una brodaglia per ma 30 volte più leggera e flessibile dei materiali utiliz-
nulla invitante. zati come isolanti fino a quel momento». La «resina
chiamata stirene» balza subito agli occhi: lo stirene
A tutto gas non è una resina, ma un idrocarburo a molecola rela-
Vietato ragionare: molto spesso verrebbe fatto di pen- tivamente piccina (vinilbenzene).
sare che cartelli del genere (almeno per ciò che In realtà McIntire stava cercando di fare un isolante
riguarda la scienza) si trovino appesi alle pareti d’al- elettrico simile al polistirene (o polistirolo), che aveva
cune redazioni. Stavolta la biologa e giornalista scien- ottime proprietà dal punto di vista elettrico, ma era
tifica Anna Buoncristiani ci passa la pagina 53 di troppo fragile. Sicché il chimico americano, fra i vari
Scoprire di luglio. Questo periodico è un mensile divul- tentativi, provò anche a copolimerizzare lo stirene e l’i-
gativo nato da poco e rivolto in particolare ai ragazzi- sobutilene (2-metil-propene). Quest’ultimo, però, che
ni. Nell’insieme ci sentiamo d’apprezzarlo, ma c’è una è in effetti molto volatile (alla pressione atmosferica
balordaggine: «Il grande circuito del sangue — […] bolle a quasi sette gradi centigradi sotto zero), agì da
altri capillari si incaricano dei rifiuti, come il gas carbo- espandente invece che da comonomero.
nio». Che ragionare sia davvero vietato? Il carbonio è Ecco dunque la schiuma. Purtroppo fra i lettori di quel-
un gas? Andiamo!... Forse molti ignorano (purtroppo) la pagina del Corriere non si sarà espansa la cultura
che di carbonio è fatto il diamante, il quale non è chimica: anzi...

104 La Chimica e l’Industria - Settembre ‘04 n. 7 - ANNO 86


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(occorre l’originale, con indicazioni chiare della testata e della data di pubblicazione) a Gianni Fochi - Scuola
Normale Superiore - Piazza dei Cavalieri, 7 - 56126 Pisa. Se la direzione lo riterrà opportuno, la segnalazione sarà
pubblicata; verrà anche scritto il nome del lettore che ha collaborato, salvo che questi ci dia espressa istruzione
contraria. In qualche caso potranno essere riportati vostri commenti brevi.
di Gianni Fochi

La chimica: che puzzo! Nella prima ci segnala un riquadro di Barbara


Una decina d’anni fa la rivista americana ChemTech Favaron, dedicato ai detersivi biologici, nei quali
rappresentò la “chemiofobia” con una vignetta: due «anche i tensioattivi, indispensabili per lavare bene,
ragazzetti litigano, ma non si scambiano gl’immagina- hanno origine vegetale». Vorrà forse dire che sono
bili «Figlio di...! Pezzo di...!» dell’educazione moderna (o estratti belli e pronti da qualche pianta, magari con
gli «Scemo! Imbecille! Cretino!» d’altri tempi). Uno dei trattamenti di natura soltanto meccanica? Non cre-
due — il più piccolo di corporatura — urla all’altro: «Ah diamo proprio: immaginiamo, al contrario, che dalla
sì? Ma tua sorella puzza di sostanze chimiche tossi- pianta alla formulazione la chimica abbia avuto un
che!». Qualcosa del genere, ma senza intenti apologe- suo ruolo, e non da poco. Ma allora che differenza fa
tici, troviamo nella pagina III della cronaca di se le materie prime vengono da vegetali anziché da
Macerata del Resto del Carlino dell’11 aprile: «“Puzze miniere o pozzi di petrolio?
chimiche” ammorbano l’aria a Piediripa» strombazza Il mensile pubblica invece un articolo d’Arianna De
un titolo a tutta pagina. Nel testo leggiamo: «Puzze di Nittis, da cui rimbalza un errore già finito varie volte su
origine chimica che ammorbavano l’aria. […] Gli questa rubrica nel corso degli anni (l’erba mala è
accertamenti per individuare le cause del fenomeno dura a morire): «Per avere un appartamento “a
[…] sono ancora in corso; tuttavia è certo che siano da impatto 0”, cioè davvero amico dell’ambiente (e
ricercare nelle attività presenti nella zona e che si trat- della tua salute), leggi qui» promette il sottotitolo.
ta di puzze di origine chimica (benzene o solventi o Sotto possiamo leggere: «Occhio alla formaldeide
gasolio o altro). In questo caso, insomma, non c’entra- […]. La soluzione migliore […] è scegliere mobili realiz-
no le auto, né sostanze di natura organica». zati da aziende che utilizzano colle a basso contenu-
Ringraziamo Fabio Marchetti (università di Camerino), to di formaldeide. […] E tenere in salotto alcune pian-
che ci ha fatto la segnalazione. Egli commenta: «Puzze te da appartamento, come il ficus beniamino e la
di altra origine (economiche? filosofiche? giuridiche?) dracena, che assorbono questa sostanza». Il primo
non sembra siano ancora state individuate e anche consiglio è ovviamente serio, il secondo no: si tratta
quelle cosiddette biologiche e naturali derivano pur d’un effetto trascurabile, a meno che i vasi da fiori
sempre da sostanze chimiche». Poi critica giustamente siano costruiti con tecnologie degne delle astronavi.
l’ignoranza di chi usa l’aggettivo organico nel senso che
gli dava Berzelius un paio di secoli fa. Il benzene, secon- La scienza agli scienziati
do il lessico moderno, è una sostanza organica, e così Rosario Nicoletti (La Sapienza, Roma) ci spedisce la
anche il gasolio è una miscela di sostanze organiche. pagina 23 del mensile Altroconsumo di marzo. A pro-
Marchetti infine lamenta come l’anonimo redattore posito di pentole a pressione scrive l’esperto
(potrebbe forse trattarsi di Francesco Veroli, autore del- (Nicoletti dopo questa parola mette fra parentesi un
l’articolo principale di quella pagina, che è dedicata punto interrogativo): «Mai riempire la pentola fino
all’ambiente) nella foga d’incolpare la chimica dimen- all’orlo: in questo modo si limita troppo la formazione
tica che non poche auto funzionano proprio a gasolio, di vapore e si raddoppia il tempo di cottura». Ahimè,
e quindi una certa responsabilità, almeno indiretta, quanto è giusto il punto interrogativo di Nicoletti! È
nella faccenda potrebbero anche avercela. vero che la pentola a pressione non va riempita fino
all’orlo, ma la ragione è tutt’altra: in quel caso il
Inganni diffusi vapore, che si forma comunque, spinge fuori dalla
La giornalista scientifica Anna Buoncristiani ci manda valvola il liquido surriscaldato, con rischi di scottature
la pagina 104 del settimanale Oggi del 4 febbraio e la per chi si trova in cucina. Le spiegazioni scientifiche
pagina 14 del mensile Detto tra noi dello stesso mese. vanno lasciate ai competenti.

114 La Chimica e l’Industria - Lug./Ago.‘04 n. 6 - ANNO 86


CHI_mag_specchio_XP 14-06-2004 09:52 Pagina 1

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Normale Superiore - Piazza dei Cavalieri, 7 - 56126 Pisa. Se la direzione lo riterrà opportuno, la segnalazione sarà
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di Gianni Fochi
Chimico, non potabile duttive, agli usi domestici, ai trasporti stia influenzando
Quindici studenti della classe quinta a indirizzo classico la composizione dell’atmosfera, rendendola meno per-
del liceo salesiano polivalente “Astori” di Mogliano meabile al passaggio dell’energia irraggiata dal Sole, e
Veneto (TV) ci mandano la foto che pubblichiamo in di conseguenza modificando gli equilibri termici».
questa pagina. Ci spiegano che essa mostra la fonta- Se le cose stessero davvero così, dovremmo temere
na della piazzetta interna di via Giacomo Matteotti di una nuova glaciazione: altro che riscaldamento!
Mogliano. Giustamente quei giovani vogliono criticare Pietrogrande e Masullo hanno le idee poco chiare. Fra
il cartello, perché tutte le sostanze materiali sono chimi- l’altro è scorretto attribuire la previsione alla «comunità
che, e perché nel contesto l’aggettivo chimico è impli- scientifica internazionale», visto che sono notevoli il
citamente (mal)inteso come sinonimo di tossico o numero e la qualità di chi la pensa in modo opposto a
nocivo. Li ringraziamo e ci complimentiamo anche col ciò che comunemente ci vien fatto credere.
loro insegnante di scienze, professor Luca Casagrande.
Noi inquinatori
In tema d’effetto serra dobbiamo citare quanto scrive
Giovanni Bensi sull’Avvenire del 15 aprile (pagina 17). In
una corrispondenza da Mosca egli riferisce le forti criti-
che d’Andrej Illarionov, consigliere economico del presi-
dente Vladimir Putin, al protocollo di Kyoto. Verso la fine
leggiamo: «L’obiettivo del protocollo, cioè la riduzione
delle emissioni di ossido di carbonio, sempre a detta di
Illarionov, sarebbe irrealizzabile, poiché “ogni essere
umano è produttore di ossido di carbonio”. Se ogni esse-
re umano dovesse osservarlo, ha concluso Illarionov,
Strana serra “dovremmo cessare di respirare”». La battuta del perso-
Come funziona una serra? Lasciando entrare energia naggio russo è un po’ sciocca, almeno com’è stata rife-
che poi non ce la fa a uscire. Di qui l’espressione ben rita: la tecnologia produce molto più biossido di carbo-
nota effetto serra, tanto tirata in ballo — a ragione o a nio che non la respirazione. Ci sono argomenti ben più
torto: gli scienziati non sono affatto concordi — in tema forti per respingere il protocollo di Kyoto: lo stesso artico-
di riscaldamento globale. Ora Carlo Stagnaro, direttore lo vi fa cenno. Sono questioni che interessano i lettori
del dipartimento ecologia di mercato dell’Istituto della nostra rivista, la quale infatti è già intervenuta varie
“Bruno Leoni” di Torino, ci segnala un curioso fraintedi- volte sul tema. In questa rubrica, però, interessa anche
mento da parte di Paolo Pietrogrande e Andrea — forse di più — insistere sull’ignoranza chimica d’Il-
Masullo, autori del libro Energia verde per un Paese “rin- larionov (o più probabilmente di Bensi), che confonde
novabile” (Franco Muzzio Editore, 2003). Il primo dei due l’innocuo biossido col tossico monossido. Permetteteci
è un dirigente dell’Enel, già amministratore delegato un commento con una venuzza nostalgica: quando in
della società Enel GreenPower; il secondo insegna teo- Italia il biossido si chiamava anidride carbonica e il
ria dello sviluppo sostenibile all’università di Camerino, monossido semplicemente ossido di carbonio, scam-
ed è responsabile dell’unità clima ed energia del WWF biare i due nomi era meno facile. Vogliamo adeguarci
Italia. Non si tratta, insomma, degli ultimi venuti; sicché alle convenzioni internazionali? Benissimo: non ci si può
alle pagine 17 e 18 dell’opera suddetta leggiamo isolare. Del resto i due nomi moderni sono perfettamen-
quanto segue con non poca meraviglia: «La comunità te distinti per chi vi fa la debita attenzione. Ma alle volte
scientifica internazionale ritiene che l’emissione di gas le medaglie hanno un rovescio sgradevole che c’impo-
prodotti dalla combustione associata alle attività pro- ne d’aprire fronti nuovi su cui combattere.

104 La Chimica e l’Industria - Maggio ‘04 ANNO 86


CHI_apr_specchio_XP 11-05-2004 10:49 Pagina 98

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(occorre l’originale, con indicazioni chiare della testata e della data di pubblicazione) a Gianni Fochi - Scuola
Normale Superiore - Piazza dei Cavalieri, 7 - 56126 Pisa. Se la direzione lo riterrà opportuno, la segnalazione sarà
pubblicata; verrà anche scritto il nome del lettore che ha collaborato, salvo che questi ci dia espressa istruzione
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di Gianni Fochi

Chimica bandita rameici finiscono nel terreno, sia perché trascinati dall’ac-
Un enologo laureato di fresco, collaboratore di varie qua piovana, sia perché v’arrivano insieme con le foglie
testate su temi collegati al vino e alla viticoltura, è Ranieri che cadono. Ebbene: essi sono fitotossici, perché contri-
Fochi di Pisa (non vi ci vorrà molto per capire che egli ha buiscono a rendere meno disponibile per le piante il ferro,
una qualche parentela con l’autore di questa rubrica). micronutriente indispensabile.
Trovando in casa l’inserto Domenica del Sole-24 Ore del
14 marzo, è andato a leggere a pagina 45 un interessan- Un bel focherello pulito
te articolo in cui Davide Paolini mostra saggiamente dis- In un servizio di Nello Scalvo sul quotidiano Avvenire del 28
tacco e ironia nei confronti di certe fisime dei viticoltori gennaio (pagina 12), sono contenute affermazioni e idee
biologici. Quando però viene a riferire il loro rifiuto della discutibili. Il giornalista è innocente: riferisce correttamente
chimica, anche Paolini dimostra che questa nostra bistrat- pensieri altrui. L’assoluzione però non può estendersi a un
tata disciplina meriterebbe d’essere conosciuta meglio. riquadro: «Grazie ai biocombustibili - come la legna da
Li descrive infatti come viticoltori «che hanno bandito la ardere - si produce energia scarsamente inquinante». Non
chimica». È scettico sulle motivazioni, ma crede che quel ci vuole molta scienza per rendersi conto che al contrario il
bando sia vero. Il giovane enologo ci spiega che in real- legno è un combustibile poco ecologico: basta ricevere
tà la viticoltura biologica può dirsi tale anche se contro le una volta il proverbiale fumo negli occhi. Forse s’è scritto
malattie fungine ricorre ai ben noti composti di rame (per inquinante pensando al bilancio del biossido di carbonio.
combattere la peronospora) e allo zolfo (per l’oìdio): se lo Abbiamo già criticato più volte l’uso del termine inquinan-
zolfo viene in gran parte ricavato da giacimenti in cui si te per questo composto, che abbonda anche nei nostri
trova come sostanza semplice (ma ha comunque biso- fluidi corporei senza farci male. Se ci si riferisce ai presunti
gno di purificazione), la poltiglia bordolese, che è ottenu- effetti climatici che quel gas avrebbe in quanto prodotto
ta mescolando solfato rameico e idrossido di calcio, non dalle attività umane, bisogna fra l’altro levarci dalla testa
viene certo estratta bell’e pronta dalle miniere. l’idea che la biomassa coltivata a scopi energetici non
Quindi la chimica c’entra eccome, anche come attività aumenti il famoso effetto serra. La coltivazione richiede
trasformatrice umana: non occorre insistere sul fatto che energia sotto varie forme (produzione di fertilizzanti e fito-
tutte le sostanze materiali sono chimiche (considerazione farmaci, carburanti per muovere i trattori e le macchine
che, insomma, non permetterebbe neppure allo zolfo di agricole ecc.): se non entrano in gioco reattori nucleari, nel
sfuggire). Il discorso s’applica anche dove Paolini scrive bilancio del biossido di carbonio prevale la produzione.
che quei signori dicono no ai «prodotti di chimica di sinte- Non si speri nell’energia eolica, così criticata dai più ragio-
si»: l’affermazione è smentita appunto dal ricorso ai com- nevoli fra gli stessi ambientalisti, o in quella solare, ottima
posti di rame. Per capire quanto sia impropria anche in per il rifugio alpino, per l’isoletta o (almeno in parte) per la
questo caso la contrapposizione fra chimica e natura, si fattoria sperduta nel cuore dell’Africa. Quanto al fuoco di
può approfittare del seguito della spiegazione che c’è legna, lasciamolo a certe applicazioni che sono effettiva-
stata data. La legge stabilisce per i composti di rame un mente apprezzabili se occasionali e limitate. La carne e il
tempo di carenza (cioè un intervallo minimo fra l’applica- pesce cotti ai ferri su di esso, effettivamente molto più
zione e il raccolto) pari a venti giorni. Quello per i fitofar- buoni che se preparati in una padella antiaderente, man-
maci sistemici adatti alla vite (vietati per la viticoltura bio- giamoli solo ogni tanto, perché altrimenti si rischiano tumo-
logica) è la metà. Domanda: quale delle due categorie ri all’apparato digerente. Un bel fuoco nel camino, poi, è il
è dunque considerata dal legislatore meno rischiosa? C’è sogno di tanti che cercano una casa nuova: è uno spetta-
poi un’aggiunta importante per l’ambiente. Se piove, i colo gradevole e dà calore non solo al fisico. Ma ve l’im-
cosiddetti prodotti di copertura (tra cui appunto quelli maginate se la maggioranza degli europei scaldasse le
contenenti rame) vengono dilavati e bisogna applicarli di proprie abitazioni in quel modo? Quanti alberi avremmo
nuovo, con un carico ambientale maggiore. Gli ioni dopo qualche anno? E il cielo sarebbe ancora azzurro?

98 La Chimica e l’Industria - Aprile ‘04 n. 3 - ANNO 86


CHI_mar_specchio_XP 7-04-2004 16:34 Pagina 104

HIGHLIGHTS
SPECCHIO DEFORMANTE

Questa rubrica è aperta alla collaborazione di voi lettori: basta che inviate per posta la pagina incriminata
(occorre l’originale, con indicazioni chiare della testata e della data di pubblicazione) a Gianni Fochi - Scuola
Normale Superiore - Piazza dei Cavalieri, 7 - 56126 Pisa. Se la direzione lo riterrà opportuno, la segnalazione sarà
pubblicata; verrà anche scritto il nome del lettore che ha collaborato, salvo che questi ci dia espressa istruzio-
ne contraria. In qualche caso potranno essere riportati vostri commenti brevi.
di Gianni Fochi
Cautela na lo sanno anche le matricole universitarie (o almeno lo
Francesco De Angelis, presidente eletto della SCI, di fron- sapevano fino a qualche anno fa). Ma si può pensar d’at-
te a un articolo a firma “Mariarosa Colonetti”, uscito sul tuare questo metodo (o uno simile in fase solida) nelle mar-
numero di dicembre 2003 di questa rivista, è rimasto mitte dei veicoli o nelle caldaie dei termosifoni? E poi con
alquanto contrariato. Seguendo il suo invito a leggere le quale scopo? Contrastare l’effetto serra antropogenico?
pagine 65 e 66, non abbiamo potuto che dargli ragione: Uh, che bel guadagno sarebbe avere tonnellate e tonnel-
giudicate voi. «Una sostanza cancerogena utilizzata in late di carbonati da trasportare e smaltire!
sostanze svernicianti»: in miscele (o formulati) svernicianti.
«Il cloruro di metilene […] può essere sostituito con degli Mistero svelato
alcalini meno tossici»: cosa s’intende con quell’alcalini? Nell’aprile 2003 a pagina 106 avevamo chiesto aiuto ai
Sarà un pasticcio grossolano? Sembrerebbe di sì, almeno lettori per interpretare una battuta strampalata di Beppe
leggendo sotto che «se la sostanza è sostituita da esteri Grillo, riferita dal Corriere della Sera: «I rivestimenti di ossi-
alcalini o bibasici, i rischi per la salute risultano drastica- do di carbonio, diffusi in Giappone per rendere l’aria più
mente ridotti»: ne dedurremmo che forse va inteso esteri respirabile, da noi non si usano perché l’Italcementi tiene
alchilici d’acidi mono- o bibasici, ma chissà! il brevetto chiuso in un cassetto». Finalmente è arrivato un
E ancora: «Il cromo VI è un noto allergene presente nel barlume; da Vittuone (MI) Matteo Magistri c’informa
cemento che può essere neutralizzato […] aggiungendo infatti che sull’Eco di Bergamo del 24 settembre 2002,
lo 0,35% di solfato di ferro. Questa sostanza trasforma il cro- pagina 31, il direttore della ricerca all’Italcementi (Luigi
mato solubile in acqua, in un cromato insolubile, eliminan- Cassar, che con l’occasione salutiamo dopo molti anni)
do di fatto l’effetto della sostanza quando si maneggia il descriveva il cemento Tx Millennium al biossido di titanio.
cemento umido». L’italiano è confuso: la stessa parola Cassar si lanciava nella previsione che le proprietà cata-
sostanza, per esempio, indica nello stesso periodo due litiche di questo composto sarebbero servite sempre più
entità diverse e anzi contrapposte. Eppoi il linguaggio non a produrre cementi capaci di depurare l’aria dagl’inqui-
è proprio adeguato alla rivista della Società Chimica: il nanti, monossido di carbonio compreso. Ringraziamo
verbo neutralizzare in chimica ha un significato preciso e Magistri per la collaborazione preziosa, e confidiamo in
ben diverso. Un concetto, tuttavia, dall’articolo ci sentiamo una partecipazione ancor più attiva del pubblico.
d’accettarlo. Il titolo dice: «[…] maneggiare con cautela».
Ecco: cautela, almeno in casa nostra. A quando il sale fisico?
Dal dipartimento di scienze chimiche dell’università di
Invenzioni Trieste Gian Maria Bonora ci manda una pagina del
Da Milano Alberto Girelli ci passa copia d’una sua lettera Gazzettino del 1° febbraio. Vi si parla del gran freddo in
all’assessore all’ambiente e all’economia di quel comune. Umbria: «Alle polemiche si aggiungono poi i problemi
Egli si riferisce a un articolo uscito il 5 febbraio nella pagina pratici: scarseggia il sale chimico per le strade e la circo-
44 (edizione milanese) del Giornale, dove si racconta ai lazione è ancora difficoltosa a causa del ghiaccio». Molto
lettori un’invenzione meravigliosa. Scrive Girelli: «Mi stupi- fluida, invece, continua la circolazione di castronerie: «A
sce che in Comune nessuno si sia accorto della impossibi- quando» chiede Bonora «il sale fisico e il biosale?». Per
lità di togliere “il 98% della CO2” dai gas di qualsivoglia quest’ultimo non escludiamo che qualcuno, sfruttando a
combustione, e abbia invitato per conseguenza il citato scopi commerciali la grande popolarità del “bio”, ci
inventore a togliere il disturbo. […] La faccenda potrebbe abbia già pensato. Più che d’errori in senso stretto si trat-
costare quattrini — oltre che prestigio — al Comune». ta comunque della solita idea balorda che vede la chi-
Beninteso: in chimica si possono fare tante cose. Per esem- mica solo come frutto degli antri degli stregoni (cioè dei
pio, che il biossido di carbonio può essere estratto da un laboratori e degl’impianti industriali) e lì vorrebbe confi-
gas tramite gorgogliamento attraverso una soluzione alcali- narla con rigore assoluto (oggi si dice “tolleranza zero”).

104 La Chimica e l’Industria - Marzo‘04 ANNO 86


Specchio Deformante
a cura di Gianni Fochi

Fatica sprecata scenti c’è proprio la distinzione, fondamentale


per l’insegnamento della chimica, tra composto
Fra gl’insegnanti delle scuole medie superiori e miscuglio. Ci dispiace l’uso di gergo da pro-
non pochi almeno una volta hanno pensato gramma culinario nella più rinomata trasmissio-
sconsolati all’inutilità dei loro sforzi: varie ragioni ne scientifica nazionale, particolarmente perché
li avranno spinti al pessimismo, per lo più legate l’argomento aveva appunto carattere chimico.
proprio al mondo della scuola (dagli studenti in
su), ai suoi difetti e alle sue contraddizioni. Qui Acquabomber
vogliamo riprenderne una che invece è esterna
alle aule e ai programmi scolastici. Spesso quel- Da Giacomo Guilizzoni di Bologna, di cui fra l’al-
lo che noi riusciamo a fare per istruire i giovani tro abbiamo apprezzato un articolo divulgativo
viene cancellato da un’alluvione d’errori che uscito nel numero 4/2003 della rivista Fertiliz-
straripa da quelle che, piaccia o no, sono le vie zanti, riceviamo una pagina tratta dalle cronache
principali attraverso cui le idee penetrano nelle italiane del Corriere della Sera del 6 dicembre.
teste della gente: giornali e televisione. C’è uno schemino che dovrebbe chiarire ai letto-
Un esempio è tanto più grave in quanto viene da ri le idee sulle sostanze usate dal misterioso av-
una fonte che, per servizio lungo e — tutto som- velenatore delle acque minerali. Poiché, come
mato — meritorio, ha consolidato una fama dicevano i latini, nemo dat quod non habet, il re-
d’autorevolezza in larghi strati popolari: il pro- dattore del Corriere non può comunicare una
gramma SuperQuark della rete televisiva Rai chiarezza che, a quanto pare, non ha in testa
Uno. In queste righe si cita di regola la carta neppure lui in fatto di chimica.
stampata, perché dobbiamo verificare coi nostri Scrive: «Ammonio quaternario: ammoniaca di-
occhi ciò che ci viene segnalato. Radio e televi- luita normalmente presente nel detersivo per i
sione, invece, trovano spazio qui solo se noi piatti». Avrà inteso riferirsi a detergenti cationici,
stessi abbiamo ascoltato e annotato fedelmente a base di ioni ammonio quaternari. L’esempio
o addirittura registrato. conferma quanto sia dannoso che circoli ancora
Ecco uno di questi casi. Nello Speciale Super- per l’ammoniaca il vecchio nome d’idrossido (o
Quark d’argomento storico del 17 dicembre, ver- idrato) d’ammonio. Sarebbe utile pretendere da-
Questa rubrica so le 22,30 Piero Angela e Paco Lanciano sta- gli studenti agli esami del prim’anno universitario
è aperta alla vano parlando della polvere pirica. Intanto, in la dimostrazione per assurdo dell’inesistenza
collaborazione di ambito storico stonava un’affermazione del pri- d’una sostanza corrispondente a quel nome:
voi lettori: basta che mo dei due, secondo il quale quell’esplosivo fu NH4OH non esiste, perché non può essere né
inviate per posta la applicato dai suoi inventori, i cinesi, solo per covalente (l’azoto supererebbe l’ottetto) né ioni-
pagina incriminata scopi pacifici: fuochi artificiali, fatti dunque per ca (altrimenti, contenendo ioni idrossido, che ov-
(occorre l’originale, puro spettacolo e divertimento. Fummo noi eu- viamente in soluzione sarebbero liberi, si com-
con indicazioni chiare ropei, dopo averlo importato — diceva il noto di- porterebbe da base forte). Per concludere la ci-
della testata e della vulgatore —, a usarlo in guerra. Qui non c’entra tazione del Corriere, vi riferiamo che la «varechi-
data di pubblicazione) le cultura chimica di livello scolastico, ma ci na» v’è definita così: «soluzione a base di ipo-
a Gianni Fochi - sembra comunque doveroso precisare. Chi di- clorito di sodio, presente nella candeggina». In
Scuola Normale sprezza il modo occidentale di pensare e agire, un buon vocabolario si trova l’equivalenza fra
Superiore - Piazza dei e crede che l’oriente sia un paradiso di saggez- varechina (o varichina) e candeggina.
Cavalieri, 7 - 56126 za, sappia che almeno nell’uso della polvere pi-
Pisa. Se la direzione rica non sono stati i nostri antenati a comportarsi Oro svalutato
lo riterrà opportuno, per primi da guerrafondai. La notizia più antica
la segnalazione sarà d’applicazioni militari si trova in un testo cinese Ringraziamo infine Alberto Girelli (Milano), che ci
pubblicata; verrà del 1044, cioè precedente di qualche secolo ri- spedisce la pagina 22 del Giornale del 23 dicem-
anche scritto il nome spetto alla comparsa delle armi da fuoco sui bre, nella quale un titolo recita: «L’oro oltre 410
del lettore che ha campi di battaglia dell’Europa. dollari al barile». Chi ha investito nel metallo gial-
collaborato, salvo E ora le cose più terra terra. Paco Lanciano, lo può tuttavia tranquillizzarsi: il prezzo è all’on-
che questi ci dia parlando degl’ingredienti della polvere pirica, li cia, come poi dice chiaramente l’articoletto: cioè
espressa istruzione ha chiamati «elementi», termine che si può ap- in rialzo, non in caduta precipitosa. La confusio-
contraria. In qualche plicare a zolfo e carbone, ma non al salnitro. Il ne, alquanto grossolana, del titolista deriva dal
caso potranno risultato del metterli insieme l’ha definito «com- fatto che nel testo si parla anche di quotazioni del
essere riportati vostri posto», quando fra le prime cose che s’insegna- petrolio. Ridiamoci sopra, tanto più che in questo
commenti brevi. no (o si cerca d’insegnare...) agli scolari adole- caso non è la chimica a essere stata offesa.

87 - La Chimica e l’Industria Anno 86 - Gennaio/Febbraio 2004


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SPECCHIO DEFORMANTE

Questa rubrica è aperta alla collaborazione di voi lettori: basta che inviate per posta la pagina incriminata
(occorre l’originale, con indicazioni chiare della testata e della data di pubblicazione) a Gianni Fochi -
Scuola Normale Superiore - Piazza dei Cavalieri, 7 - 56126 Pisa. Se la direzione lo riterrà opportuno, la
segnalazione sarà pubblicata; verrà anche scritto il nome del lettore che ha collaborato, salvo che questi
ci dia espressa istruzione contraria. In qualche caso potranno essere riportati vostri commenti brevi.
di Gianni Fochi
Masticare acido circa 65 gradi centigradi. Il “meglio” però è costituito da
Dalla capitale ci scrive Lucio Pellacani (dipartimento di alcune espressioni tecniche mal tradotte in italiano: a
chimica, università La Sapienza), allegando la pagina pagina 23 Monti ha scritto: «all’Idrato di Nichel (NiMH)»
53 del libro “SPQX — Misteri romani — 22 racconti ine- e «batterie ai polimeri di litio». Sorvolando sulle due
diti”, distribuito nel 2004 come supplemento al quoti- maiuscole prive di senso (Idrato e Nichel, quasi si trat-
diano la Repubblica. L’occhio gli s’è soffermato su un tasse di nome e cognome), informiamo chi non lo
brano del racconto intitolato “Acid lemon” di Vincenzo sapesse che la sigla inglese sta per nickel metal hydri-
Cerami; ecco il testo: «Infilando due dita nel taschino de: idruro, non idrato. Quanto all’espressione lithium
della giacca, con una certa fatica sono riuscito a tirare polymer battery, non allude a fantomatici polimeri di
fuori la bustina di gomme americane ridotta a uno litio, ma a batterie al litio a polimeri, cioè a elettrolita
straccetto. L’ho portata sotto il naso ed è stato come polimerico.
annusare l’ammoniaca tanto era forte l’acidità». È forse Nella pagina seguente ritroviamo quest’ultimo errore
questo uno dei misteri romani promessi dal titolo del ben due volte: «Sono però le batterie ai Polimeri di Litio
volume? Per qualche strano sortilegio nella città eterna (Li-Polymer) l’ultimo ritrovato» (e dagli con le maiusco-
l’ammoniaca, che è basica, può diventare acida (cioè il le che almeno in italiano non ci vogliono!) e, in una
contrario di basica)? didascalia, «In alto, una batteria ai polimeri di litio».
Noialtri, scettici incalliti su questo genere di trasforma- Compare due volte anche una nuova traduzione mac-
zioni impossibili, purtroppo non vediamo nella faccen- cheronica: «batterie a cella di combustibile», che
da nulla di misterioso. Secondo noi si tratta della solita dovrebbe corrispondere all’inglese fuel cell batteries
ignoranza di molte persone che vengono ritenute rap- (batterie di celle a combustibile).
presentanti della cultura, anche se hanno lacune cla- È l’ennesima dimostrazione che, senza un minimo di
morose in campo scientifico: il fatto che queste stesse formazione scientifica (di cui la chimica dovrebbe ben
persone vengano celebrate per fasti letterari senza far parte), neanche altre branche della cultura possono
tener conto del resto, non sminuisce certi loro meriti, sussistere. Certo: se non ci si sa esprimere in buon ita-
ma fa capire ancor più quanto sia trascurata la cultura liano, non si arriva neppure a padroneggiare corretta-
scientifica. Se un giorno la scuola italiana tornerà a mente un concetto scientifico; se non si mastica un po’
essere una cosa seria (o almeno sensibilmente più d’inglese, oggi si è tagliati fuori. Ma, gira e rigira, se per
seria di quanto lo sia ora), bisognerà lottare strenua- esempio non si sa che cos’è un polimero (e che parla-
mente per difendere la cultura nel suo insieme: scien- re di polimeri di litio non ha senso), si finisce con l’es-
ze umane e scienze “scienze” dovranno avere pari sere comunque tagliati fuori da molte espressioni del-
dignità. Per ora qualcuno “mastica acido”: noialtri l’inglese d’oggi. E qui potremmo citare il corrisponden-
mastichiamo amaro. te da Nuova York d’uno dei più importanti quotidiani
d’Italia: riuscì a compiere tutti e due gli errori possibili
Ah, l’inglese! nel tradurre i due termini inglesi silicon e silicone: una
Su Media World Magazine di settembre abbiamo tro- volta scrisse che un computer era a base di silicone (in
vato un interessante articolo di Massimo Monti sulle inglese era silicon), l’altra che le finte maggiorate erano
novità nella tecnologia delle pile. Purtroppo vi leggiamo zeppe di silicio (in inglese era silicone). Ma ci ripete-
che il metanolo è un gas, mentre in realtà bolle solo a remmo, e non è il caso.

106 La Chimica e l’Industria - Dicembre ‘05 n. 10 - ANNO 87


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Scuola Normale Superiore - Piazza dei Cavalieri, 7 - 56126 Pisa. Se la direzione lo riterrà opportuno, la
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ci dia espressa istruzione contraria. In qualche caso potranno essere riportati vostri commenti brevi.
di Gianni Fochi
Riceviamo dall’editore Apogeo un libro molto interes- dall’alluminio al ferro». Invece gli elettroni vanno fra i due
sante, “Einstein al suo cuoco la raccontava così”, che metalli per contatto diretto; la salsa chiude il circuito.
purtroppo ha alcune pecche scientifiche: eppure l’au- A pag. 202 leggiamo che lo sportello d’un forno a
tore, Robert Wolke, è professore emerito di chimica microonde «è ricoperto con un pannello metallico tra-
all’università di Pittsburgh. La traduzione ha la sua forato che […] non lascia uscire le microonde, poiché
parte di responsabilità: anche questo ci meraviglia, dal hanno una lunghezza d’onda troppo ampia (10-11
momento che è di Folco Claudi e Adriana Giannini; centimetri) per penetrare nei fori». Ohé! Quei fori sono
quest’ultima è stata a lungo (e con pieno merito) capo- macroscopici: 10-11 centimetri sono troppo ingom-
redattrice del mensile Le Scienze. branti per passarci? Ma poi che c’entra la lunghezza
Cominciamo con la pag. 12: nella produzione dello d’onda? Se qualche nostro lettore vuole chiarire la fac-
zucchero di canna, il succo «viene chiarificato con cenda, ben venga.
lime». Il termine inglese lime ricorre molte altre volte «I detergenti molto alcalini possono far scolorire il
nel libro, indicando chiaramente un noto agrume aro- rame» (pag. 229): probabilmente in inglese il verbo
matico. Qui però nell’edizione italiana è fuori luogo, in sarà discolour, che si riferisce a un cambiamento di
quanto, se c’è nell’originale inglese, è l’omonimo che colore piuttosto che allo scolorimento.
vuol dire calce: innalzando il pH, essa facilita la A pag. 232 si dice: «Anche se aumentate l’intensità
coagulazione — e quindi la separazione — di mucil- della fiamma e vedete che l’ebollizione si fa più inten-
lagini proteiche, che trascinano via con sé altri mate- sa, non otterrete neppure un pizzico di calore in più»: il
riali intorbidanti. calore in più c’è eccome (lo fornisce la fiamma più
Avevamo già segnalato lo stesso errore («i fumi — d’un intensa); è la temperatura a rimanere costante.
inceneritore, n.d.r. — vengono […] purificati da un A pag. 233 troviamo infine che in una pentola a pres-
curioso cocktail di acqua e “lime”, saporito frutto eso- sione «non appena l’acqua comincia a bollire genera
tico»), ma allora (aprile 1997) il responsabile era un vapore […]. La valvola lascia passare aria fino a quan-
povero giornalista d’un quotidiano di provincia. do l’acqua comincia a bollire e si forma il vapore»: vallo
Nel libro di Wolke a pag. 60 si dice inoltre che l’ossi- un po’ a dire poi agli studenti che invece il vapore si
dazione e l’irrancidimento dei grassi sono catalizzati forma a qualunque temperatura! Ma davvero Einstein,
dal calore e dalla luce: i catalizzatori in realtà sono spe- sia pure al suo cuoco, la raccontava così?
cie chimiche; il testo avrebbe dovuto usare i verbi favo-
rire o accelerare. Nella stessa pagina: «Il grasso diven- Origine naturale
ta così più denso, ossia meno liquido e più solido». Pietro Diversi (chimica e chimica industriale, Pisa) ci
Peccato: altrove l’autore spiega che il contrario di flui- passa la pagina 103 del Venerdì della Repubblica del
do è viscoso. L’improprietà è però ripetuta a pag. 66. 22 luglio, con un articolo sugli stampi per dolci. In esso
A pag. 62 Wolke, in tema d’acidi grassi idrogenati, fa Eva Grippa dice: «Sono essenziali gli strumenti giusti
poi confusione tra l’isomerizzazione cis-trans dei doppi […]. Come quelli realizzati in silicone, materiale di origi-
legami e le conformazioni “cissoide” e “transoide”. ne naturale (deriva dal silicato, un componente della
«Tutti i cibi sono composti chimici» (pag. 75): no, in crosta terrestre)». Sorvoliamo sulla genericità di quel
genere sono miscele di composti chimici. silicato preceduto dall’articolo determinativo (fra l’altro
La corrosione d’un foglio d’alluminio, che ricopre un la materia prima è in realtà la silice), per soffermarci
tegame d’acciaio contenente salsa, viene interpretata invece sull’ossessione del naturale: solo il Padreterno
male a pag. 89: la salsa mette «a disposizione un sen- può produrre qualcosa senza partire da qualcos’altro
tiero attraverso il quale gli elettroni possono viaggiare che già esiste in natura.

96 La Chimica e l’Industria - Ottobre ‘05 n. 8 - ANNO 87


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di Gianni Fochi
Svelenarsi? 12 di ViverSani&Belli del 1° aprile: si tratta d’un servizio
Anna Buoncristiani (Pisa), a proposito della campagna redatto da Adelaide Barigozzi «con la consulenza della
“Svelénati” lanciata dal WWF, ci passa alcune pagine di professoressa Donatella Caserta». Anche qui c’è da
due settimanali. Su Oggi del 16 febbraio (pagina 81, arti- precisare qualcosa, ma poco. L’imprecisione più signi-
colo d’Emanuela Dini) troviamo i "policlorinati bifenili", ficativa è dove si definisce «un meccanismo chiamato
che nella costruzione ricordano la parodia della lingua “bioaccumulo”», a causa del quale gl’inquinanti «tendo-
inglese delle parole messe in bocca ai britanni in un film no a depositarsi in dosi sempre maggiori nel nostro
d’Asterix («Una romana pattuglia!»); insieme coi «ritar- organismo, per cui più inquinanti abbiamo in corpo e
danti di fiamma brominati», essi ci offrono inoltre tradu- più ne assorbiamo». No, non è così: bioaccumulo signi-
zioni maccheroniche al posto dei corretti policlorurati e fica semplicemente che le dosi si sommano col tempo,
bromurati. Nel testo le virgolette attribuiscono il bromi- perché certe sostanze tendono a restare nel nostro
nati al "professor Silvano Focardi, preside della Facoltà organismo a lungo.
di Scienze all’Università di Siena". Troviamo poi gl’idrocarburi, che «legandosi ai lipidi (i
Sempre in fatto di lingua maltrattata, leggiamo poi che grassi del corpo) penetrano con facilità»: si sciolgono nei
«ciucci e giochini in gomma morbida per neonati posso- lipidi (legarsi è pericoloso, perché fa pensare alla forma-
no contenere i flatati»: potrebbe essere semplicemente zione di nuovi composti). C’è poi anche un’imprecisione
un refuso, così come il successivo «bifenolo» al posto di normativa: nei giocattoli per bambini sotto i tre anni «una
bisfenolo, anche se noi pensiamo piuttosto a un proce- legge dell’Unione europea […] proibisce definitivamente
dere abborracciato (l’articolo i davanti a flatati sembra l’uso degli ftalati». Probabilmente ci si arriverà, ma il
confermare l’intenzionalità della grafia, perché forse fta- divieto è per ora solo fino al 20 settembre 2005, secon-
lati sarebbe stato preceduto da gli). do un inopportuno stillicidio di proroghe relativamente
Errore concettuale è l’uso del termine elemento nei tre brevi, cominciato nell’ormai lontano dicembre 1999.
brani seguenti: «un conto è un elemento tossico assor- Al di là delle puntualizzazioni, sia l’articolo d’Oggi sia il
bito da un uomo di 80 chili […]»; «I bimbi (9 anni) pre- servizio di ViverSani&Belli meritano un’osservazione
sentavano ben 75 elementi tossici nel sangue»; «59 ele- generale. Il primo, dopo aver detto «Non pensavano che
menti di provata tossicità». È chiaro che si tratta invece i risultati sarebbero stati così allarmanti», afferma tran-
di composti; del resto, se si vogliono trovare nella tavo- quillamente che i cosiddetti elementi tossici sono stati
la periodica settantacinque elementi tossici, diventa trovati nel sangue dei “vip” «in quantità non allarmanti».
obbligatorio specificare le dosi: perfino l’indispensabile Il secondo riferisce che «le concentrazioni di inquinanti
carbonio può probabilmente diventare molto pericoloso trovate nel sangue dei 18 volontari è modesta e non
(come elemento) se in un solo giorno se ne assumono comporta un danno immediato per la salute: i vip
— poniamo — trenta chili. Non ci si può giustificare con “cavie”, infatti, erano e restano in ottime condizioni».
l’uso del termine elemento nel linguaggio comune: qui Un po’ meno sensazionalismo sarebbe stato dunque
siamo in un contesto chimico. doveroso. Eppoi, signori miei, cosa avrebbero trova-
Inoltre, secondo la Dini, «l’indagine ha rivelato che le to le analisi nel sangue dei volontari, se avessero
percentuali di veleni nel sangue dei bambini erano più potuto esser fatte prima degli sviluppi della chimica
concentrate»: cioè, a parità di volume, il segno % era industriale? Certo, non i bifenili policlorurati, ma vi
più abbondante? avrebbero trovato molte altre sostanze nocive, maga-
Sostanzialmente corretto nella terminologia è invece l’al- ri perfettamente naturali, che ora l’uomo, almeno qua
tro articolo fornitoci dalla Buoncristiani, uscito a pagina da noi, non assume più.

98 La Chimica e l’Industria - Maggio ‘05 n. 4 - ANNO 87


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SPECCHIO DEFORMANTE

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(occorre l’originale, con indicazioni chiare della testata e della data di pubblicazione) a Gianni Fochi -
Scuola Normale Superiore - Piazza dei Cavalieri, 7 - 56126 Pisa. Se la direzione lo riterrà opportuno, la
segnalazione sarà pubblicata; verrà anche scritto il nome del lettore che ha collaborato, salvo che questi
ci dia espressa istruzione contraria. In qualche caso potranno essere riportati vostri commenti brevi.

Confusioni sull’idrogeno perpetuo, un motore che s’alimenta col suo gas di sca- di Gianni Fochi
Da Bologna lo studente di chimica industriale rico. Via, sarà stata una svista! Vogliamo proprio spe-
Alessandro (a quanto pare non ha voluto indicarci il rarlo, ma in ogni caso non è roba da poco. Nel frat-
suo cognome) ci manda la pagina 16 dell’inserto Affari tempo — per riprendere il testo dell’Automobile — c’è
& Finanza del quotidiano la Repubblica del 15 novem- una soluzione sola: che la gente, o per lo meno i gior-
bre. Egli critica il verbo isolare in un articolo di Luca nalisti, imparino un po’ di chimica.
Vaglio sull’idrogeno come carburante. Leggiamo il
brano incriminato: «Il punto è la produzione dell’idro- Pietra dolce
geno, che non esiste in natura allo stato libero: diversi «In molti punti, per colpa delle incrostazioni di carbonio,
sono i modi per isolarlo». Noi preciseremmo: meglio la pietra si era trasformata in zucchero». C’è sotto qual-
dire in vicinanza della superficie terrestre che in natura, cosa di diabolico? Leggendo le tentazioni a cui Satana
perché nello spazio qua e là un po’ d’idrogeno c’è. sottopone Gesù (Matteo 4, 3: «comanda che queste
Riconosciamo però che questa è probabilmente una pietre diventino pane») verrebbe da pensarlo? No, tran-
pedanteria. Forse lo è anche l’osservazione dello stu- quilli: è solo una perla infilata da Brunella Schisa in un
dente; il verbo isolare può in effetti indurre lo sprovve- suo articolo sul restauro del duomo d’Orvieto, pubbli-
duto (cioè il lettore medio) a pensare che H2 in realtà cato dal Venerdì della Repubblica il 17 dicembre a pagi-
esista anche sulla terra e vada appunto isolato da una na 102. Non riusciamo proprio ad addolcirci la bocca
miscela. A discolpa del giornalista bisogna tuttavia con quello zucchero (forse la Schisa avrà sentito o letto
ricordare che nella storia degli elementi chimici si dice che la superficie aveva preso un aspetto granulare,
proprio, per esempio, che il sodio fu isolato per la simile appunto allo zucchero, o il suo informatore aveva
prima volta da Humphry Davy per elettrolisi nel 1807. usato scherzosamente un’espressione del genere).
Eppure nessun chimico penserà che il sodio esista Ringraziamo comunque Giacomo Guilizzoni, che da
sulla terra allo stato libero. Bologna ci ha spedito la pagina balorda, e aggiungiamo
Vogliamo invitare comunque il signor Alessandro e i una critica su altra parte del testo: «in grado di resiste-
suoi colleghi di tutt’Italia a collaborare con questa rubri- re ai raggi solari velenosi non solo per gli uomini».
ca. L’età giovanile porta a qualche esagerazione, che Velenosi? Dei raggi del sole non l’avevamo ancora tro-
può essere moderata da chi ha i capelli bianchi, ma vato. Non si finisce mai d’imparare... Ora, prima d’usci-
porta di sicuro anche tanta, tanta energia. re all’aperto in una bella giornata, ingurgiteremo un anti-
Da Milano una persona, che per quanto possiamo rico- doto. Non si trova in farmacia? Ci rivolgeremo a uno dei
struire dalla firma manoscritta sembra chiamarsi Carlo tanti maghi che imperano sui rotocalchi e in televisione:
Monti (o forse Menti), ci spedisce qualcosa di sicura- loro sì che possono aiutarci, mica l’astrusa scienza che
mente sostanzioso. Un altro articolo dedicato alle auto s’impara all’università.
a idrogeno (L’Automobile, mensile dell’A.C.I., novem- Per concludere, un aiuto ai molti lettori poco pratici di
bre, pagina 54, autore Alessandro Marchetti) reca in restauro. Le incrostazioni di carbonio sono forse un’e-
bell’evidenza il periodo seguente: «Ci vorranno più di spressione poco felice, ma corrispondono alla realtà:
dieci anni per veder circolare le prime vetture alimenta- nelle cosiddette croste nere che deturpano molti monu-
te da CO2. Nel frattempo ci sono altre soluzioni per menti sono inglobate particelle carboniose del partico-
ridurre l’impatto ambientale e aggirare il blocco della lato che affligge anche i nostri polmoni, e contro cui sin-
circolazione». Eh sì, ben più di dieci anni... Magari si daci e assessori (furbastri o inconsapevoli) indicono le
riuscisse a far andare le auto a CO2! Sarebbe il moto retoriche e inutili domeniche a piedi nei centri storici.

ANNO 87 - n. 2 La Chimica e l’Industria - Marzo ‘05 101


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SPECCHIO DEFORMANTE

Questa rubrica è aperta alla collaborazione di voi lettori: basta che inviate per posta la pagina incriminata
(occorre l’originale, con indicazioni chiare della testata e della data di pubblicazione) a Gianni Fochi -
Scuola Normale Superiore - Piazza dei Cavalieri, 7 - 56126 Pisa. Se la direzione lo riterrà opportuno, la
segnalazione sarà pubblicata; verrà anche scritto il nome del lettore che ha collaborato, salvo che questi
ci dia espressa istruzione contraria. In qualche caso potranno essere riportati vostri commenti brevi.
di Gianni Fochi
Dopo la quarantena evidenti le fughe, nella rete di distribuzione gli viene aggiun-
Forse i lettori, in particolare coloro che nel corso degli anni to un qualche composto solforato (un mercaptano o un
ci hanno gentilmente manifestato stima e apprezzamento, tioetere) capace d’offendere il nostro olfatto e di farci tap-
avranno notato l’assenza di questa rubrica dai numeri pre- pare il naso (a dire il vero, nel caso dell’editoriale segnalato-
cedenti. Questa sorta di quarantena è stata imposta dalla ci da Lentini sarebbe bene, se ci si permette un banale
scarsezza di segnalazioni, che, come spesso accade, può gioco di parole, che chiusa fosse la Bocca).
essere letta in due chiavi ben diverse. Una ottimistica: la
stampa ha ospitato molte meno sciocchezze in fatto di chi- Plastica nel corpo umano
mica. Una disincantata: i nostri lettori hanno perso entusia- Il lettore penserà a protesi di vario tipo: ormai ci siamo abi-
smo, vedendo che la loro collaborazione a “Specchio tuati. Invece no: l’articolo anonimo segnalatoci da Alberto
deformante” non fa il miracolo di promuovere la serietà Girelli di Milano, e apparso a pagina 16 del quotidiano il
scientifica dei giornali, e quindi si sono un po’ stufati di Giornale del 23 agosto, s’intitola «Trovate tracce di plastica
segnalarci le perle che continuano a fioccare. Pessimista anche nel nostro corpo» e si riferisce a inquinamento. Il
per natura, il curatore di questa pagina propende per la testo rende però discutibile quel «tracce di plastica» perché
seconda ipotesi. Rispettando in pieno le scelte e i gusti di non intende corpuscoli di plastica, ma piuttosto «particelle
chi legge, pensiamo di comportarci come segue. Se qual- nocive che vengono liberate nelle acque […] entrando in
che segnalazione continuerà ad arrivare, la rubrica uscirà questo modo nella catena alimentare dell’uomo». E vediamo
quando il materiale sarà sufficiente; se invece le vostre un po’ di che si tratta: per esempio, «policarbonatoplastico
segnalazioni tenderanno a rarefarsi ancora, vorrà dire che la (Pcb)». Mah!... A parte il nome assurdo (che c’entra la terza
rubrica ha fatto il suo tempo e non ci sarà da rammaricar- lettera — una b — con plastico?), l’uso dei policlorobifenili (di
sene più che tanto. Staremo a vedere. cui in realtà PCB è la sigla) come plastificanti del PVC non è
stato quello più rilevante; dunque essi non possono essere
A Bocca chiusa considerati tracce della plastica neppure in questo senso.
Da Bari (dipartimento farmaco-chimico) Giovanni Lentini ci Poi nell’articolo per ben due volte gl’inquinanti vengono chia-
manda la pagina 13 del settimanale L’espresso del 16 mati «elementi»: in un contesto chimico si dovrebbe invece
novembre con l’editoriale di Giorgio Bocca intitolato dire sostanze, perché elemento ha un significato diverso e
“Benvenuti alla fine del mondo”. Da una firma di quel livello ben preciso. Infine riecco una sigla, quella del notissimo PVC
ci saremmo aspettati una prestazione migliore; concordia- (polivininilcloruro), interpretata — diciamo — con fantasia:
mo infatti con Lentini, quando parla di contradditorietà per «Polivinilepolidrato». Che faccia tosta!
un articolo «che, volendo attaccare le esagerazioni del cata-
strofismo mediatico, finisce poi con l’alimentarlo». Ci rimane Organostatici
fra l’altro il dubbio che contraddittorie non siano le intenzio- Anna Buoncristiani di Pisa ci passa le pagine 8-10 del
ni del giornalista; forse egli ha sull’argomento idee non del settimanale Viversani&belli del 27 ottobre, che recano
tutto chiare e quindi ha qualche difficoltà nell’esprimersi. A un servizio di Stefania Parisotto «con la consulenza di
parte questo (e già non sarebbe poco), Lentini rileva che Elena Venditti, Unione nazionale consumatori, Roma».
Bocca commette un errore vero e proprio. Ecco il testo Diamo atto che esso si distingue per equilibrio dall’allar-
dell’Espresso: «i pianeti raggiungibili sono invivibili da masse me lanciato dal WWF a proposito di sostanze indebite
umane […]. L’unico gas che vi abbondi è il fetido metano». nei cibi. Purtroppo però vi troviamo i «composti organo-
In realtà il metano, poverino, non puzza affatto. Quand’è statici» (anziché organostannici) e due volte l’aggettivo
puro ha un odore leggero leggero, tanto che, per renderne chimiche al posto del corretto sintetiche.

ANNO 88 - n. 10 La Chimica e l’Industria - Dicembre ‘06 101


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Scuola Normale Superiore - Piazza dei Cavalieri, 7 - 56126 Pisa. Se la direzione lo riterrà opportuno, la
segnalazione sarà pubblicata; verrà anche scritto il nome del lettore che ha collaborato, salvo che questi
ci dia espressa istruzione contraria. In qualche caso potranno essere riportati vostri commenti brevi.
di Gianni Fochi
Mal di denti quantità di nicotina». Interessante; però l’ammoniaca,
Ringraziamo Paolo Cuzzato (Solvay Fluor, Porto che è una base, il pH l’innalza: è proprio per questo che
Marghera) che ci dà un’informazione preziosa: nel rende più disponibile la nicotina, che è anch’essa una
numero di giugno la nostra rivista ha commesso un base (più basso è il pH, più essa è protonata, cioè si
errore di traduzione. La chimica non c’entra, ma rite- trova in forma ionica e quindi meno volatile).
niamo comunque doveroso chiedere scusa ai lettori. Nella stessa pagina troviamo anche altre stranezze:
L’errore è a pagina 100, nel riassunto italiano d’un arti- «Glicerolo: provoca irritazione di occhi, pelle, apparato
colo in inglese, intitolato «The Bremen cog project — respiratorio». Irrita la pelle? Ma se il glicerolo (o glicerina
The conservation of a big medieval ship». Cuzzato fa che dir si voglia) è presente in molti cosmetici, proprio
giustamente notare che, se il termine inglese cog indi- come emolliente cutaneo! E ancora: «Cellulosa: provo-
ca in genere il dente d’un ingranaggio, tradurre «Dente ca irritazione di occhi, pelle, membrane mucose».
di Brema» è fuori luogo: nella marineria cog è un tipo di Attenti a non toccare la carta e il cotone idrofilo, allora!
nave mercantile antica dell’Europa settentrionale e si Possibile che l’autore del testo incriminato non abbia
traduce con cocca*. fatto questa semplice riflessione? Forse irritanti sono le
sostanze che derivano dalla combustione parziale della
Scientifico ma non troppo cellulosa, ossia della carta delle sigarette.
Il Pensiero Scientifico Editore svolge un ruolo benemeri-
to nel divulgare scienza in italiano nell’Internet (www.pen- Troppa grazia, sant’Antonio!
siero.it). Purtroppo ogni tanto divulga anche degli sbagli, Dall’università di Lecce ci trattengono a parlare d’errori
come ci fa sapere la biologa Anna Buoncristiani di Pisa. di riviste chimiche, e noi, che critichiamo chi la chimica
Il 3 aprile, per tradurre organochlorines che compariva non la conosce, non possiamo esimerci, sia pure a
sul Journal of Nutritional & Environmental Medicine, il malincuore: speriamo che nel nostro ambiente le osser-
suddetto editore ha scritto nel titolo — e ripetutamente vazioni servano a stare più attenti. Ludovico Ronzini ci
nel testo — «organoclorine», termine che in italiano non manda la pagina 5 del Chimico Italiano dell’ultimo trime-
esiste; alla lettera la parola inglese potrebbe essere tra- stre del 2005, parlando di svista tragicomica. Infatti si
dotta organoclòri, e indica propriamente i composti orga- tratta d’un errata corrige: volendo rimediare all’aver
nici del cloro (in inglese cloro si dice chlorine, e qualun- scritto nel numero precedente la forma dell’acido tere-
que dizionario lo spiega). ftalico come «HOOC—C6H6—COOH», il redattore del
Il 7 giugno lo stesso sito web ha dedicato giustamente periodico del Consiglio Nazionale dei Chimici ha corret-
una pagina ai nuovi risultati preoccupanti d’analisi fatte to in 4 il numero d’atomi d’idrogeno dell’anello aromati-
sulle sigarette. Ma leggiamo: «... L’ammoniaca che co, ma — ahimè! — anche quello degli atomi di carbo-
abbassando il pH delle sigarette fa sì che nella fase nio: «HOOC—C4H4—COOH». La correzione esagerata
gassosa (ossia quando si inspira) si liberi maggiore si ripete per altre due formule analoghe.

* Anche la redazione ringrazia per la segnalazione e informa di aver provveduto alla correzione nella versione on line dell’articolo.

112 La Chimica e l’Industria - Settembre‘06 n. 7- ANNO 88


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Questa rubrica è aperta alla collaborazione di voi lettori: basta che inviate per posta la pagina incriminata
(occorre l’originale, con indicazioni chiare della testata e della data di pubblicazione) a Gianni Fochi -
Scuola Normale Superiore - Piazza dei Cavalieri, 7 - 56126 Pisa. Se la direzione lo riterrà opportuno, la
segnalazione sarà pubblicata; verrà anche scritto il nome del lettore che ha collaborato, salvo che questi
ci dia espressa istruzione contraria. In qualche caso potranno essere riportati vostri commenti brevi.
di Gianni Fochi

Parole vuote le stesse proprietà anche se preparata per vie diverse. Poi
Da Bologna Giacomo Guilizzoni ci ha segnalato la pubblicità c’è l’ossido d’azoto (quale ossido, visto che ne esistono
televisiva del detersivo Dixan Cenere Attiva, che abbiamo vari?) bruciato anziché prodotto, e fra l’altro la massa indica-
riscontrato in rete. Guilizzoni, scrivendoci, commentava sfavo- ta (130 grammi) è inverosimile. Vorrebbe dire che nei cilindri
revolmente sia il sostantivo sia l’aggettivo: «Una trovata per reagirebbe con l’azoto dell’aria addirittura un quarto dell’os-
rendere felici i laudatores temporis acti. […] Nell’elenco degli sigeno che reagisce col carburante: poveri noi! Comunque
ingredienti non compare nessuna “cenere” e nemmeno il c’è da obiettare anche sulla logica del periodo citato: i gas
potassio carbonato della cenere di legno. […] Perché attiva?». di scarico sono forse una dotazione delle vetture?
Abbiamo scritto ai responsabili di quel sito web: «Vorremmo
sapere se l’espressione “Dixan cenere attiva” è solo — dicia- Abbondanza
mo — folcloristica o se davvero il detersivo contiene cenere Anna Buoncristiani (Pisa) ci passa un paio d’articoli dal set-
di legno o carbonati effettivamente ricavati da quella. Inoltre timanale Viversani&belli del 2 marzo. A pagina 10 comincia il
quale significato reale ha l’aggettivo attiva?». Hanno risposto servizio «Dura lotta allo smog», redatto da Stefania Parisotto
un mese dopo, evitando... di rispondere: «Il prodotto Dixan «con la consulenza di Serena Di Natali, Legambiente,
Cenere Attiva contiene effettivamente carbonati, e l’aggetti- Roma». Vi leggiamo: «Ecco quali sono, in percentuale, gli
vo attiva è riferito al fatto che questi conferiscono al bagno inquinanti dell’aria. Monossido di carbonio per il 59% […]
di lavaggio un’alcalinità in grado di attaccare e migliorare il Ossidi di azoto per il 46 % […] Composti organici volatili per
discioglimento dei grassi. Questo è proprio quanto avveniva il 33 % […] Polveri sottili per il 31 %». Siamo dunque al 169
nel procedimento di lavaggio con la cenere utilizzato in pas- per cento, e non si sa neppure di che cosa.
sato, sciogliendo la cenere in acqua bollente e filtrandone via A pagina 36 Samantha Biale, a proposito d’alimenti biologi-
il solido, in modo da utilizzare solo la “lisciva” alcalina». ci, cade invece nell’equivoco – purtroppo assai diffuso – di
Questo lo sapevamo, come pure sapevamo che di parole dare all’aggettivo chimico un senso che non ha: «Niente
vuote si trattava in quella pubblicità. sostanze chimiche» recita un titoletto, ma potrebbe anche
essere redazionale. Poi però nel testo leggiamo: «A garanti-
Sapere non serve re l’autenticità degli alimenti biologici c’è il metodo di produ-
Sembra che sapere non serva per informare il pubblico. Ce lo zione che non deve impiegare sostanze chimiche». Solo in
conferma, ancora da Bologna, Alberto Zanelli (I.S.O.F.- seguito il concetto viene precisato: «Non si utilizza alcuna
C.N.R.), spedendoci pagine del settimanale Salute della sostanza chimica di sintesi»; ma qualche riga sotto troviamo
Repubblica, datato 22 febbraio. In un articolo sull’inquinamen- che «i fertilizzanti sono tutti naturali. In caso di necessità si
to dell’aria, Anna Rita Cillis scrive infatti: «L’Unione Europea ha interviene con estratti di piante (per esempio il piretro
messo un nuovo paletto: entro il 2012 le vetture prodotte dai […])[…], farina di roccia o minerali (come il rame e lo zolfo)
paesi membri dovranno essere dotate di gas di scarico in per correggere struttura e caratteristiche chimiche del terre-
grado di bruciare massimo 130 grammi di ossido di azoto no». Dunque ci risiamo: l’estratto di piretro, lo zolfo e i com-
ogni chilometro percorso. […] Il bioetanolo — È un alcool eti- posti di rame sono buoni se li fa la natura anziché i chimici.
lico ottenuto attraverso un processo di fermentazione». Eppure, per poterli mettere a disposizione del contadino,
«La giornalista dimostra di non capire nulla di ciò che scrive» qualche processo pur sempre chimico bisogna applicarlo. Di
commenta Zanelli; il bioetanolo non è infatti un alcool etilico, questo passo dovremmo concedere l’etichetta di naturale a
ma alcol (con due o o una sola) etilico e basta. Da oltre due qualsiasi prodotto in commercio, visto che comunque le
secoli la legge di Proust insegna che una sostanza pura ha materie prime non possono venire altro che dalla natura.

136 n. 3 - Aprile ‘07

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