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LAVVENTO DELLA FILOSOFIA CRISTIANA

Il prevalere del cristianesimi nel mondo occidentale determin la nascita di un nuovo


indirizzo filosofico. La religione ladesione a una verit che luomo accetta in virt
di una testimonianza superiore. Questa sembra escludere in se la ricerca, e sembra
avere il proprio fondamento nellaccettazione di una verit testimoniata dallalto e
indipendente da qualsiasi indagine. Tuttavia, una volta che luomo si domanda il
significato della verit, lesigenza della ricerca si fa sentire, e per questo motivo
rinasce. Una volta riconosciuta la verit, la quale viene rivelata e testimoniata nel suo
valore pi alto, ogni uomo sente la necessit di avvicinarsi ad essa in modo da
comprendere il suo reale significato. Chi in grado di rispondere a questa esigenza
solo lafilosofia, infatti dalla religione cristiana nasce la filosofia cristiana, la quale si
assume il compito di dirigere luomo verso la comprensione della verit che viene
rivelata da Cristo, in modo che essa possa trovare il suo reale significato. Gli
strumenti che permettono di realizzare questo compito vengono individuate dalla
filosofia cristiana nella filosofia greca, e in particolare nelle dottrine dellultimo
periodo della ricerca dottrinale ellenistica. La filosofia cristiana dunque ha lo scopo di
trovare la via migliore in modo che gli uomini possano comprendere e far propria la
rivelazione.Tutto ci necessario poich luomo possa raggiungere la salvezza in
seguito al peso del peccato, ma non spetta all uomo il compito di ricercare il
significato della rivelazione di Cristo. La filosofia cristiana delle origini e del
Medioevo cerca di chiarire una verit gi esistente, ma la chiarisce in quella comunit
cristiana dove lindividuo trova sia una giuda, che un limite, infatti questa individua il
vero significato della rivelazione (dogmi) nei Concili; da ci deriva il carattere
dogmatico della filosofia. Comunque, la filosofia cristiana ha dei limiti, in quanto a
differenza di quella greca non una ricerca completamente autonoma, ma nonostante
ci il suo significato non diminuisce, questo perch proprio attraverso la ricerca
filosofica che il messaggio cristiano ha mantenuto la forza della propria abilit
spirituale.
Il TESTO SACRO DELLA RELIGIONE CRISTIANA: Il testo sacro delle religioni
cristiane, come di quella ebraica, la Bibbia. Per il credente essa ha Dio per autore,
mentre gli uomini sono gli estensori che operano dietro ispirazione. Per gli Ebrei la
Bibbia costituita dal solo Antico Testamento mentre i cristiani vi includono anche il
Nuovo Testamento. LAntico Testamento comprende i 5 libri della Legge ovvero
La Torah, che fu per lungo tempo attribuita a Mos. Racconta a partire dalla
creazione del mondo, del paradiso terrestre e del diluvio universale fino allepoca
delle guerre ellenistiche e romane. Il Nuovo Testamento comprende i 4 Vangeli
(Marco, Matteo, Luca e Giovanni), gli Atti degli Apostoli, le Lettere e lApocalisse.
Vi sono inoltre alcuni testi ai quali sempre stato negato il carattere sacro. Si tratta
dei cosiddetti Vangeli apocrifi, di cui fanno parte i vangeli dellinfanzia, quindi che
parlano dellinfanzia di Ges.
CARATTERI E NOVITA DEL MESSAGGIO CRISTIANO: La nuova parola
La predicazione di Cristo da un lato si collega alla tradizione allebraismo, dallaltro
la muta completamente. Lebraismo elogia un Dio unico, puro spirito, un Dio che ha
scelto come proprio popolo quello ebraico e che lo aiutava nelle difficolt, ma allo
stesso tempo lo puniva per le sue deviazioni religiose e per le sue mancanze
morali. Lultima tradizione ebraica, ossia quella dei profeti, annunciava un
rinnovamento, verificatosi attraverso il messia, il quale si ricollega alla
predicazione di Ges Cristo, una predicazione universale in quanto si era estesa da un
solo popolo a tutti i popoli della terra, coinvolgendo, di conseguenza, tutti gli uomini
di buonavolont, indipendentemente dalla loro razza, dalla loro civilt, dalla loro
posizione sociale. Il regno di Dio annunciato da Ges era una realt interiore
alluomo che pretendeva labbandono di tutti quegli interessi mondani, questo perch
Ges afferma che lui non venuto a portare la pace nel mondo ma al contrario lui
vuole che luomo si stacchi definitivamente da tutti i legami terreni e dal proprio io e
si abbandoni fiduciosamente a Dio, quindi, il rapporto uomo-Dio un rapporto
essenzialmente damore. Ma questo abbandono a Dio non deve essere unattesa
inattiva, in quanto attendere il regno di Dio significa prepararsi per esso, infatti nulla
concesso senza impegno e proprio per questo, linsegnamento di Ges ha come
scopo quello di far comprendere che tale attesa deve essere attiva e preparatoria,
senza la quale non si degni del regno di Dio. Ges, alla legge del Vecchio
Testamento che affermava occhio per occhio dente per dente, pone in opposizione
la legge dellamore. Nella predicazione di Ges, Dio pi che signore
delluniverso e giudice vendicativo, il padre amorevole di tutti gli uomini.
Le lettere paoline: Nelle lettere di Paolo di Tarso sono contenute, oltre ai richiami
della dottrina di Cristo, consigli e prescrizionidella chiesa, anche quei capisaldi della
fede cristiana che dovevano servire come punti di riferimento.
Tali capisaldi sono:
1. la tesi della conoscibilit naturale di Dio, mediante le sue opere e la sua gloria;
2.il concetto della grazia come azione che da salvezza allanima di Dio attraverso
Cristo;
3.il contrasto tra la vita secondo la carne e la vita secondo lo spirito;
4.lidentificazione del regno di Dio attraverso la Chiesa che , secondo Paolo, il
corpo di Cristo, in cui i cristiani ne costituiscono le membra.
5.la dottrina del peccato originale e laffermazione della possibilit per luomo di
riscattarsi mediante la fede in Cristo.
Nella comunit cristiana ciascun individuo deve svolgere un ruolo differente in modo
che tutti partecipano allunit dellinsieme, ma ognuno deve scegliere il ruolo per il
quale chiamato, per questo motivo, nelle lettere paoline, prevale la vocazione.
Questa diversit di funzioni fa si che ci sia unarmonia spirituale tra i membri, e tale
armonia viene garantita solo dallagpe, ossia lamore. Lamore costituisce
lessenziale, in quanto tutti gli altri doni dello spirito sono nulla senza di esso.
Il quarto vangelo:Nei vangeli sinottici, ossia Marco, Matteo e Luca, la predicazione
di Cristo legata strettamente alla sua persona e al suo comportamento. Nel vangelo
di Giovanni, invece, vi un interpretazione filosofica della figura
e dellinsegnamento di Cristo. In questo vangelo, Giovanni definisce Ges mediante
il termine lgos. Al Cristo-lgos levangelista afferma che tutto stato creato da Dio,
e che quindi attribuisce la funzione di intermediario tra Dio e il mondo. Inoltre
Giovanni definisce Cristo come il Figlio di Dio, inviato dal padre con lo scopo di
salvare tutti gli uomini. In questo vangelo, viene anche delineata lopposizione
presente tra i legami terra-Dio come lopposizione che vi tra la vita secondo la
carne e la vita secondo lo spirito. Questultima una vita, che determina la nascita di
un uomo nuovo.

CARATTERI DELLA PATRISTICA: Il cristianesimo afferm la proprio continuit


mediante il pensiero greco, la quale viene giustificata dalla dottrina cristiana con il
lgos, ossia la ragione, che Dio aveva creato identica in tutti gli uomini; in questo
modo si stava affermando lunit della filosofia e della religione. La dottrina cristiana
veniva interpretata in due modi: da un lato attraverso i concetti dedotti dalla filosofia
greca, e dallaltro riportando il significato del pensiero greco a
quello cristiano. Questo periodo di elaborazione dottrinale viene denominato
attraverso il nome di patristica, in quanto i padri della Chiesa sono quegli scrittori
che hanno contribuito a tale elaborazione. Let della patristica viene considerata
chiusa, per la Chiesa greca, con la morte di Giovanni Damasceno,e per la Chiesa
latina, con la scomparsa di Beda il Venerabile.
Questa et viene suddivisa in tre periodi:
- il primo, che va fino al 200 circo, dedicato alla difesa del cristianesimo contro i
pagani e gli gnostici;
- il secondo, che va dal 200 al 450 circa, dedicato alla formulazione dottrinale delle
credenze cristiane;
- il terzo, che va dal 450 sino alla fine della patristica, dedicato alla sistemazione
delle dottrine gi formate.

GLI APOLOGISTI CRISTIANI E GLI GNOSTICI: I padri del primo secolo sono
autori di Lettere che regolano questioni di tipo pratico e religioso, ma non
filosofico. La vera attivit filosofica nasce nel II secolo con gli apologisti, in quanto
scrivevano in difesa del
cristianesimo, questo perch, in tale periodo, i cristiani erano perseguitati dalle plebi
romani e dallo Stato.
-AGOSTINO
Agostino il pi importante dei Padri della Chiesa e nacque in Africa
a Tagaste nel 354. Il padre patrizio era un proprietario terriero che
era legato al Paganesimo mentre la madre,Monica,era Cristiana. Si
rec a Cartagine per studiare retorica e la sua formazione culturale
si realizz per intero nella lingua latina. Infatti,Cicerone rimase per
lui un modello e un punto di riferimento essenziale. Agostino
insegn prima a Tagaste e poi a Cartagine ma la turbolenza degli
studenti cartaginesi lo spinse a trasferirsi a Roma. Pass a Milano e
ottenne la carica di Prof. Ufficiale di Retorica della citt, qui matur
la conversione al Cristianesimo e questo lo port a dimettersi dalla
sua carica di professore e si ritir a Cassiciaco. Successivamente
venne battezzato dal vescovo Ambrogio e ritorn in Africa. Qui
venne nominato sacerdote dal vescovo Valerio e qualche anno dopo
fu consacrato vescovo. L'evoluzione spirituale nell'animo di
Agostino incisero molto:-La madre,la quale costru le premesse per
la sua conversione al Cristianesimo-L'Hortensio di Cicerone che
port Agostino ad avvicinarsi alla filosofia.Il concetto di filosofia che
Cicerone esprimeva in quest'opera era come saggezza e arte del
vivere che dona felicit. Agostino non avendo trovato nell'opera di
Cicerone il nome di Cristo,si rivolse alla Bibbia,ma non la comprese.
-Abbracci il Manicheismo che era una dottrina di salvezza che
faceva posto anche a Cristo ed implicava un acceso razionalismo,un
marcato materialismo e un radicale dualismo nella concezione del
bene e del male. Agostino fu tentato ad abbracciare l'Accademia
scettica ma,poich non riscontrava in questa il nome di Cristo,non
se la sent di seguirla. In questo periodo Agostino ebbe degli incontri
risolutivi:infatti,apprese dal vescovo Ambrogio il modo corretto di
affrontare la Bibbia, la lettura dei libri platonici gli rivel la realt
dell'immateriale e dalla lettura di San Paolo apprese il senso della
fede. Dobbiamo fare alcune precisazioni su questi incontri:-Agostino
ascolt Ambrogio con interesse e dopo le sue spiegazioni,gli parve
ingiustificato il ripudio manicheo dell'Antico Testamento -Agostino
trov nei Platonici molte tangenze con la Scrittura ma non vi trov
un punto essenziale,ossia che Cristo mor per la remissione dei
peccati degli uomini. -Non poteva trovare in nessuno dei filosofi
questo fatto perch,secondo la dottrina Cristiana,Dio ha voluto
tenerla nascosta ai sapienti. L'ultima fase della sua vita
contrassegnata dalle continue battaglie contro gli eretici prima
contro i Manichei e poi contro i Donatisti,i quali sostenevano la
necessit di non riammettere nella comunit tutti quelli che durante
le persecuzioni avevano ceduto ai persecutori. Agostino polemizz
anche contro i Pelagiani che sostenevano essere sufficienti per la
salvezza dell'uomo la buona volont e le opere,trascurando la
necessit della grazia. Quando lasci linsegnamento e si ritir a
Cassiciaco risalgono gli scritti filosofici: Contro gli Accademici,
Sull'ordine,i soliloqui, e sulla beatitudine. Il capolavoro
dogmatico,filosofico e teologico rappresentato dalla Trinit.Il
capolavoro teologico la Citt di Dio e le opere principali sono Le
Confessioni e le Ritrattazioni. (da ricordare anche la dottrina
cristiana.)
PENSIERO DI AGOSTINO: La filosofia e la teologia di Agostino sono esistenziali.
Egli sente il bisogno di dare un significato alla sua vita,e non fatto per fare
lAccademia, cio per linsegnamento. Ci che Agostino ha offerto ai suoi lettori
ci che egli ha conquistato per se stesso. Il centro della speculazione coincide con
lesplicitazione della sua personalit. Latteggiamento della confessione
latteggiamento costante del pensatore che non ha altro scopo se non di chiarire s a
se stesso e di essere quello che deve essere. Quindi dichiara di
non volere conoscere altro che lanima e Dio e si mantiene fedele a questo programma:
- lanima per lui luomo interiore (lio nella semplicit e verit della sua natura)
-Dio lessere nella sua trascendenza e normativit, senza il quale non possibile
riconoscere la verit dellio. Importante la ricerca delluomo di ogni elemento della
sua natura che solo muovendosi verso lessere pu dargli stabilit; tuttavia la ricerca
agostiniana si radica nella religione, infatti Agostino pensa che solo Dio determini e
guidi la ricerca umana . Cos la speculazione assume i tratti della fede nella
rivelazione e lazione diviene grazia concessa da Dio.

RAGIONE E FEDE: Agostino dichiara di volere conoscere Dio e lanima, nientaltro.


Cercare lanima significa cercare Dio, quindi non richiedono per Agostino due
indagini diverse. Nellesistenza ragione e fede sono strettamente legate; la teoria
agostiniana dei rapporti tra ragione e fede sintetizzata nella duplice formula crede ut
intelligas e intellige ut credas. Intende dire che per capire, ossia per filosofare in modo
corretto e per trovare la verit necessario avere fede. Viceversa per avere una fede
salda necessario filosofare. Loggetto della ricerca agostiniana luomo, ossia la
persona nella sua singolarit irripetibile e nella sua apertura a Dio.

GLI ARGOMENTI CONTRO LO SCETTICISMO :Contro lo scetticismo Agostino


sostiene che non possibile dubitare e ingannarsi su tutto, perch , per esempio, la
nostra esistenza indubitabile in quanto anche se dubitiamo e ci inganniamo su di
essa, dobbiamo sempre esistere. Poi dice anche che per dubitare della verit , si deve in
qualche modo essere nella verit; quindi Agostino ci dice che il dubbio presuppone, per
natura, una rapporto delluomo con la verit. Tuttavia pur essendo nella verit,
luomo non la verita. Infatti egli mutevole e imperfetto, mentre la verit immutabile e
perfetta . Quindi la verit identificata con Dio.
LA TEORIA DELLILLUMINAZIONE: Se luomo non la verit, ma colui ce ne
accoglie una parte come dono, come avviene questo dono? Agostino risponde con la
teoria dellilluminazione, secondo la quale lessere umano, non essendo e non
possedendo la verit, la riceve da Dio, che come una luce illumina la nostra mente e la
permette di apprendere. La teoria dellilluminazione per, non potrebbe
essere intesa bene senza un presupposto, ovvero la teoria platonica
della conoscenza. Infatti Agostino , come Platone, ritiene che
nelluomo esistano delle verit, che non possono derivare
dallesperienza. Ma a differenza di Platone che (nella teoria della
reminiscenza) faceva derivare queste verit dal mondo delle idee,
Agostino (nella teoria dellillumininazione) le fa provenire da Dio in
base al principio secondo cui la verit immutabile non la ragione
cio luomo, ma la legge della ragione. La verit non sta nelle
cose, ma nelluomo che giudica; ritornare a se stessi e rinchiudersi
nella propria interiorit significa quindi aprirsi alla verit e a Dio. In
conclusione il rinserrarsi dellesistenza in se stessa, per Agostino
la via maestra per giungere allapertura pi radicale: quella verso
lEssere e verso lAssoluto.

DALLONTOLOGIA ALLA TEOLOGIA: In Agostino presente anche un qualcosa di


ontologia, intesa come classificazione dei vari aspetti della realt. Riconosce vari tipi
di essere o realt: ci sono i corpi ovvero le entit fisiche poste nello spazio e nel
tempo e c la natura, linsieme delle cose create che comprende non solo i corpi
fisici, ma anche le entit spirituali. Agostino parla anche di sostanza, intesa come
categoria che accoglie in s tutte le sostanze e dunque anche Dio e si riferisce agli
enti corporei e a quelli spirituali. Inoltre definisce Dio utilizzando anche il concetto di
essenza, intendendo la sostanza autosufficiente (quella che per esistere ha bisogno di
appoggiarsi a nientaltro). I l principio fondamentale della teologia agostiniana : la
verit Dio. L'uomo ricerca Dio nell'interiorit della sua coscienza, Dio per lui
Essere e Verit , Trascendenza e Rivelazione , Padre e Logos . Dio si rivela come
Verit all 'uomo che cerca la verit , come Amore solo a chi ama . Non possibile
cercare Dio se non nella propria interiorit .

LA STRUTTURA TRINITARIA DELLUOMO E IL PECCATO:La possibilit


di cercare e amare Dio radicata nella natura umana poich, siamo
stati creati ad immagine e somiglianza del nostro creatore che la
vera Eternit, leterna Verit, leterno e vero Amore. Questa
possibilit di ritornare a Dio inscritta nella natura umana, che
presenta una struttura trinitaria che lo rende al minuscolo ci che
Dio al maiuscolo. Luomo , conosce ed ama come Dio Essere
(Il Padre), Intelligenza (il Figlio) e Amore (lo Spirito Santo). Luomo,
cio, composto di tre facolt:
- La memoria, esistenza o presenza dellanima a se stessa;
- Lintelligenza;
- La volont o amore.
Queste tre facolt, insieme o singolarmente, costituiscono una sola
vita, una sola mente e una sola essenza, La struttura delluomo
interiore rende possibile la ricerca di Dio. Che luomo sia fatto ad
immagine di Dio, significa che lo pu cercare, amare e rapportarsi al
suo essere. Dio ha creato luomo affinch sia, giacch lessere
sempre un bene e il supremo Essere il supremo bene. Luomo
pu, per, allontanarsi e decadere dallessere e, in tal caso, pecca.
La sua costituzione come immagine di Dio, gli d la possibilit di
rapportarsi a Dio, ma non gli garantisce la realizzazione di questa
possibilit. Luomo soprattutto luomo vecchio, esteriore o
carnale, che nasce, cresce, invecchia e muore; ma pu essere
anche uomo nuovo o spirituale, pu rinascere spiritualmente e
riuscire ad aggiogare lanima alla legge divina.
Ogni individuo , per natura, uomo vecchio, ma deve diventare
uomo nuovo, rinascere alla vita spirituale.
Luomo deve scegliere fra:
- Vivere secondo la carne, indebolendo e rompendo il proprio
rapporto con lessere, cio Dio, e cadendo nella menzogna e nel
peccato;
- Vivere secondo lo spirito, rinsaldando il proprio rapporto con Dio e
preparandosi a partecipare alla sua stessa eternit.

IL PROBLEMA DELLA CREAZIONE DEL TEMPO: In quanto Essere, Dio


fondamento e, quindi, creatore di tutto. La mutevolezza stessa del mondo che ci sta
intorno dimostra che esso lessere: ha dovuto quindi essere creato dal nulla e da un
Essere eterno. Dio ha creato tutto attraverso la Parola, che non quella sensibile, ma
il Logos ovvero il Figlio di Dio, che a Dio coeterno.
Il Logos o Figlio ha in s le idee, cio le forme o le ragioni immutabili delle cose,
eterne come lui eterno. In conformit di tali forme o ragioni sono formate tutte le
cose che nascono e muoiono. Queste forme o idee non costituiscono un mondo
intelligibile, come diceva Platone, ma leterna ed immutabile ragione attraverso la
quale Dio ha creato il mondo. Lordine del mondo garantito appunto dalle ragioni
seminali che determinano la divisione e lordine delle cose singole.
Agostino si chiede: Che cosa faceva Dio prima di creare il cielo e la terra?. Dio
lautore non solo di ci che esiste nel tempo, ma anche del tempo stesso. Prima della
creazione non cera tempo: non cera un prima e non ha senso domandarsi cosa
Dio facesse allora. In Dio nulla passato e nulla futuro perch il suo essere
immutabile e, quindi, un presente eterno in cui nulla trapassa.
La realt del tempo non nulla di permanente. Il passato tale perch non pi, il
futuro tale perch non ancora; e se il presente rimanesse presente e non
trapassasse nel passato, non sarebbe tempo, ma eternit.
Nonostante il tempo sia cos sfuggevole, si riesce a misurarlo e a parlarne. Questa
misura avviene nellanima. Non si pu misurare il passato che non pi, o il futuro
che non ancora; ma noi ricordiamo il passato e siamo in attesa del futuro.
Il futuro non c', ma nellanima c lattesa delle cose future; il passato non c pi,
ma nellanima c la memoria delle cose passate. Il presente privo di durata e in un
istante trapassa, ma dura nellanima lattenzione alle cose presenti.
Il tempo trova nellanima la sua realt: nel distendersi della vita interiore delluomo
attraverso lattenzione, la memoria e laspettazione, nella continuit interiore della
coscienza che conserva dentro di s il passato e si protende verso il futuro.

Il problema del male:Un altro problema nodale nella riflessione agostiniana quello
inerente al male, inteso come problema metafisico, fisico e morale. La questione
nasce dalla domanda Si deus est, unde malum? Ossia da dove deriva il male se Dio
esiste? Perch Dio, infinitamente buono, ammette il male? Agostino, nel tentativo di
rispondere a questa domanda, critica:

- Il Manicheismo, che ammette lesistenza di due principi opposti nel mondo in


eterna lotta tra loro: il Bene e il Male. A questa tesi egli oppone una nozione del
male quale deficienza e privazione di bene. Inoltre rivendica, in
contrapposizione alla passivit delluomo di fronte allo scontro tra principi
trascendenti sostenuta dai manichei, lattivit e lunit della coscienza consapevole di
aderire al bene o al male. Per cui ammettere il male sarebbe ammettere il non essere.
Graz ie a questa teoria della non - sostanzialit del male pu sostenere che Dio non
crea il male , perch altrimenti creerebbe del non -essere, ma solo del bene, di cui il
male semplice carenza o pr ivazione . Metafisicamente parlando quindi il male non
esiste. I mali f isici e morali: La negazione della realt metaf isica del male non toglie
per che nel mondo esista una somma verificabile di mali fisici e mora li . - male
fisico: ogni cosa che consideriamo male trova una spiegazione fisica , o derivano
dalla struttura gerarchica dell'universo, che per sua completezza richiede esseri
superiori e inferiori , o fungono da elementi necessari dell'armonia cosmica. In questi
casi il male non esiste poich il momento o la funzione di una totalit che di pe r s
bene ; - male morale : risiede nel peccato che consiste nella rinunzia a Dio e si
attacca a ci che inferiore .

- Il Pelagianesimo, che, partendo da una critica sulla dottrina del peccato originale,
sostiene che luomo sia in grado di raggiungere la salvezza senza lausilio della
grazia divina. A questa tesi, Agostino reagisce difendendo il traducianesimo,
secondo cui lanima viene trasmessa di padre in figlio, che con Adamo e in Adamo
aveva peccato tutta lumanit, trasformandosi in una massa dannata. Dopo il peccato
originale, dunque, solo linfinita bont di Dio pu salvare alcuni predestinati,
concedendo loro la forza di infrangere il peccato originale.

- Il Donatismo, che, fondato sul principio di assoluta intransigenza della Chiesa di


fronte allo Stato, prevede che il clero non abbia contatti con le autorit civili, poich
perderebbe la sua capacit di amministrare i sacramenti. Contro il donatismo
Agostino afferma allora la validit dei sacramenti indipendentemente dalla
persona che li amministra, spiegando che Dio che opera attraverso il sacerdote.

LA CITTA DIO E QUELLA TERRENA: Agostino divide lintera umanit


in 2 gruppi: quelli che desiderano Dio sopra ogni altra cosa, e quelli
che pongono il loro fine nei beni terreni. La citt di Dio per lui
rappresenta la comunit dei giusti, i cui cittadini si trovano solo
temporaneamente sulla terra. Non coincide con la Chiesa sulla
terra, che soltanto una rappresentazione della citt di Dio;
afferma infatti che non tutti i membri della Chiesa terrena saranno
cittadini della citt di Dio, e al contrario, molti di loro che
attualmente non ne fanno parte, se si convertiranno, un giorno
potranno entrarne a far parte. La citt terrena invece la citt del
demonio e ne fanno parte tutti coloro che si prefiggono scopi
puramente terreni, come il potere, la gloria, la ricchezza e che non
riconoscono Dio.
Quindi le due citt rappresentano uno la vita mondana (la Citt
dell'uomo, fondata da Caino e basata su aggressivit, egoismo e
avarizia) e una la vita della fede (la Citt Celeste, angelica e fondata
sulla carit e il riconoscimento del messaggio divino) e per questo
motivo sono, nel corso dell'esistenza degli uomo, in una perenne
lotta. Questa convusione, che vede le due citt mischiarsi nel
mondo, avr fine solo in occasione del Giudizio universale, quando
finalmente le due citt saranno separate da Dio.