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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II

Facolt di Ingegneria
Dipartimento di Analisi e Progettazione Strutturale

TESI DI LAUREA

LINFLUENZA DELLA QUALIT DELLACCIAIO SULLA


RISPOSTA SISMICA DI TELAI IN C.A. PROGETTATI PER
CARICHI VERTICALI

Relatore:
prof. ing. Edoardo COSENZA

Correlatori:
prof. ing. Giorgio FRUNZIO
prof. ing. Gaetano MANFREDI

Candidato:
Arnaldo STELLA
matr. 37/1498

ANNO ACCADEMICO 1998-1999

Ad Annalisa
che con cieca fiducia
ed infinito amore
mi ha sostenuto
in questi anni di studio

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

INDICE

1 LE NORMATIVE ITALIANE DAL 1907 AGLI INIZI DEGLI ANNI 80................................ 1


1.1 Premessa............................................................................................. 1
1.2 Normative non sismiche..................................................................... 2
1.3 Normative sismiche.......................................................................... 16
1.4 Carichi .............................................................................................. 18
2 CARATTERIZZAZIONE ACCIAI ................................................................................... 21
2.1 Premessa........................................................................................... 21
2.2 Classificazioni .................................................................................. 23
2.3 Percentuale di utilizzo ...................................................................... 24
2.4 Snervamento, rottura e allungamento .............................................. 36
2.5 Confronto tra FeB22k e lAq.42 ...................................................... 97
3 RELAZIONI FONDAMENTALI ................................................................................... 105
3.1 Problema delladerenza.................................................................. 105
3.2 Relazione -slip.............................................................................. 108
3.3 Il problema del concio: risoluzione numerica................................ 111
3.3.1 Lunghezza del concio .......................................................................... 115

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3.3.2 Risoluzione numerica del concio......................................................... 119


3.4 Problematica del gancio ................................................................. 124
4 ANALISI STATICA NON LINEARE: CASO STUDIO ..................................................... 128
4.1 Ledificio Catania ....................................................................... 128
4.1.1 Descrizione delledificio ..................................................................... 128
4.1.2 Materiali .............................................................................................. 129
4.1.3 Propriet dinamiche delledificio ........................................................ 131
4.1.4 Modellazione delledificio................................................................... 131
4.1.5 Lanalisi di push-over.......................................................................... 134
4.2 Caratterizzazione del gancio .......................................................... 140
4.3 Risultati della analisi ...................................................................... 142
4.3.1 Analisi delledificio con acciaio FeB38k e FeB22k: con e senza fixedend rotation................................................................................................... 143
BIBLIOGRAFIA ........................................................................................................... 148

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1 LE NORMATIVE ITALIANE DAL 1907 AGLI INIZI DEGLI ANNI 80


1.1 Premessa
Unanalisi di questo tipo non pu non partire dal primo regolamento di
norme ufficiali italiane del gennaio del 1907 il quale se da un lato sicuramente il
pi datato, dallaltro stato, a giudizio di chi scrive, il pi innovativo e
rivoluzionario possibile. Infatti questo regolamento nellart.241 introduce il
famoso metodo delle tensioni ammissibili, che oggi alle soglie dal 2000, cio circa
92 anni dopo utilizzato dalla stragrande maggioranza dei liberi professionisti, in
quanto il metodo agli stati limite fonda le sue origini intorno agli anni 60 e solo
negli ultimi anni diventato parte integrante dei programmi di Tecnica delle
Costruzioni, delle facolt dingegneria.
Nel seguito ogni normativa emanata sar confrontata con la precedente
evitando per di soffermarsi sui punti che non hanno subito modifiche.
Saranno presi in considerazione solo quei parametri che giocano un ruolo
fondamentale sulla resistenza degli edifici senza soffermarsi su adempimenti
burocratici o altro.

Art.24- Sforzi interni.- Se la sollecitazione esterna provoca sforzi di pressione in tutti gli
elementi della sezione trasversale del solido (quando in questultima gli elementi superficiali
metallici siano valutati nel modo indicato al n23) valgono gli ordinari metodi di calcolo.
Se invece, valutati sempre gli elementi superficiali metallici nel modo anzi detto, venissero
provocati anche sforzi di tensione, si prescinder dalla resistenza a tensione del conglomerato, e
lasse che separa la porzione reagente dallinerte e gli sforzi unitari verranno determinati partendo
dai seguenti principi:
a) conservazioni delle sezioni piane;
b) proporzionalit degli sforzi alle distanze dei singoli elementi superficiali dallasse
suddetto.

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1.2 Normative non sismiche


Le norme del 10 gennaio 1907 [1] come gi detto costituiscono il primo
regolamento italiano, sono divise in 3 allegati:

metodi normali di prova per gli agglomerati idraulici (allegato A);

prescrizioni normali per lesecuzione delle opere in cemento armato (allegato


B);

condizioni tecniche alle quali debbono soddisfare le forniture di agglomerati


idraulici (allegato C).
Tra questi tre allegati ci si soffermati maggiormente sul secondo, allegato

B, il quale introduce i parametri pi significativi riguardanti le propriet degli


edifici in conglomerato cementizio armato.
CONGLOMERATI
La resistenza allo schiacciamento del conglomerato di dosatura normale2, su
cubi di 10-15 cm di lato a 28 giorni di maturazione in ambiente umido, non dovr
risultare inferiore a 150 kg/cm2 (art. 7).
Per accertare che il conglomerato risponda sempre ai parametri prima citati
il carico medio di rottura, nelle condizioni standard, non dovr essere inferiore del
10% allo sforzo cinque volte maggiore di quello previsto nei calcoli (art. 13).
La tensione ammissibile (carico di sicurezza) del conglomerato, a
compressione semplice, non superer 1/5 del carico di rottura a 28 giorni di
2

La dosatura normale del conglomerato sar di kg 300 di cemento per m3 0,400 di sabbia
asciutta e non compressa e m3 0,800 di ghiaietta (art.7).

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maturazione. Non si far assegnamento sulla resistenza del conglomerato a


trazione (tensione) ed a taglio, ritenendo che tali sollecitazioni vengano sopportate
esclusivamente dallarmatura metallica (art. 27).
ARMATURA METALLICA
Larmatura da utilizzare nel conglomerato, dovr essere composta da ferro
omogeneo, liscio alla superficie. La resistenza alla rottura per trazione sar
compresa fra 3600e 4500 kg/cm2. Vi una limitazione inferiore sul coefficiente
di qualit3, il quale non dovr risultare minore di 900. Tutte le prove suddette si
potranno sperimentare per ogni cento barre su tre saggi. Se uno di essi non
soddisfa i criteri stabiliti si dovranno sottoporre ai test altri due nuovi saggi;
qualora uno di questi ultimi desse esito negativo il materiale verr rifiutato (art.8).
Il ferro omogeneo non sar sottoposto a sforzo di trazione o di compressione
semplice (cio senza pericolo di flessione laterale) superiore a 1000 kg/cm2 e ad
800 kg/cm2 per la sollecitazione a taglio (art. 27).
CALCOLO DELLE STRUTTURE IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO ARMATO
Il peso proprio del conglomerato armato, cio compreso il peso dei ferri, si
ipotizzer pari a 2500 kg/m3 (art. 21).
Si assumer che il coefficiente di omogeneizzazione n = 10 e che il
modulo di elasticit normale del cemento armato 200 t/cm2.
Nel caso di solidi inflessi, si dovr considerare, lincastro perfetto e la
continuit delle travi nel calcolo delle sezioni in corrispondenza degli appoggi;

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mentre per la sezione centrale di una campata, il momento flettente potr essere
valutato partendo dallipotesi che negli appoggi abbia luogo soltanto due/terzi del
momento precedentemente calcolato. In mancanza di un calcolo esatto delle
condizioni dincastro si pu, per la sezione centrale, ridurre del 20% il momento
che sarebbe dato dallipotesi degli appoggi semplici allestremit. Nel caso di una
soletta rinforzata da nervatura si ammetter che partecipi utilmente allinflessione
di questultima soltanto una porzione di soletta la cui larghezza non superi la
minore delle seguenti dimensioni: linterasse delle nervature, 20 volte lo spessore
della soletta, 10 volte la larghezza della nervatura (art. 23).
I pilastri, quando il rapporto fra la lunghezza libera di inflessione e la
dimensione trasversale minima supera 15, verranno calcolati come solidi caricati
di punta e si terr conto delleventuale eccentricit del carico. Le legature
trasversali dei ferri che armano il pilastro dovranno essere eseguite con la
massima cura, e trovarsi cos vicine da escludere la possibilit dellinstabilit dei
detti ferri considerati come isolati (art. 25).
Nei punti dinterruzione tali ferri dovranno essere sovrapposti per una
lunghezza di 30 diametri legandoli insieme ed uncinandone lestremit (art. 10);
Infine vale la pena sottolineare la necessit di prendere opportuni
provvedimenti onde evitare gli inconvenienti derivanti dalle variazioni di
temperatura (art.15).
Il DECRETO PRESIDENZIALE del 15 maggio 1925 [2] stabilisce

Tale coefficiente definito dal prodotto del carico unitario di rottura per mm2 per
lallungamento percentuale. Esso citato per la prima ed ultima volta nei regolamenti italiani.

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lobbligo per le Amministrazioni dello Stato di attenersi a precise regole emanate


dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Il regolamento successivo, R. DECRETO-LEGGE 4 settembre 1927 [3]
ha apportato le seguenti novit.
CONGLOMERATI
Le dimensioni dei provini saranno portate da 10-15 a 16 cm
(indipendentemente dagli inerti) e fissa per la prima volta il numero dei provini da
testare pari a 4. Il valore della r,28 dei provini sar la media dei 4 risultati e
nessuno di questi dovr discostarsi da tale valore di oltre il 20% (art.14).
Per calcolare la tensione ammissibile (carico di sicurezza) nelle membrature
sollecitate a sforzo normale, bisogner dividere la r,28 almeno per 4 (artt. 13 e
14); tale valore non dovr comunque superare il carico di 30 kg/cm2 per i
conglomerati confezionati con cemento di 2a qualit e di 40 kg/cm2 per quelli con
cemento di 1a qualit4. Nelle strutture inflesse i detti carichi potranno elevarsi
rispettivamente a 40 e 50 kg/cm2 purch si tratti di membrature di altezza non
inferiore a 10 cm. La tensione ammissibile dovr essere stabilita nel progetto,
quella di rottura dovr accertarsi con certificato di un laboratorio ufficiale.
Il valore della attuale c,o sar, indipendentemente dal conglomerato, pari a 2
kg/cm2; inoltre non essendo citata la c,1 (c,1= ) non possono esistere sezioni mal
progettate a taglio (art.17).

Sono qualit differenti di cemento a lenta presa e la differenza tra 1a e 2a qualit risiede nei
valori minimi (della malta) di resistenza a trazione e compressione a 7 e 28 gg. (parte I art.2).

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ARMATURA METALLICA
La resistenza a rottura del ferro viene innalzata da 3600-4500 kg/cm2 a
3800-5000 kg/cm2. Il coefficiente di qualit sar sostituito dallallungamento a
rottura che deve non dovr mai essere inferiore rispettivamente al 27% e 21%
(art.16).
La tensione ammissibile del ferro omogeneo al massimo 1200 kg/cm2
mentre al taglio 960 kg/cm2 (art.18).
CALCOLO DELLE STRUTTURE IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO ARMATO
Il peso proprio diminuisce da 2500 a 2400 kg/m3 (art.19).
Il modulo di elasticit normale del cemento armato viene ridotto da 200
t/cm2 a 150 t/cm2 (art. 32).
Nel caso di una soletta rinforzata da nervature, si ammetter che partecipi
utilmente allinflessione di questultima soltanto una porzione di soletta la cui
larghezza non superi la minore delle seguenti dimensioni: linterasse delle
nervature, 16 volte lo spessore della soletta, 8 volte la larghezza della nervatura, 4
volte laltezza della trave (incluso lo spessore della soletta) (art. 23).
Vengono stabiliti per la prima volta dei limiti di armatura per i pilastri e
precisamente: quando il rapporto fra la lunghezza minima di inflessione e la
minima dimensione trasversale non supera 15 larmatura longitudinale di un
pilastro sollecitato a pressione assiale non dovr avere sezione complessiva
minore dell1% o dello 0,50% di quella di conglomerato, quando questultima sia
rispettivamente non maggiore di 1600 cm2 oppure non minore di 6400 cm2. Per

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sezioni intermedie del conglomerato larea complessiva dellacciaio varier


linearmente fra i limiti su indicati. Le legature trasversali dei ferri che armano il
pilastro dovranno essere distribuite ad una distanza pari a 10 volte il diametro dei
ferri (art. 28).
Le barre saranno piegate allestremit ad uncino rotondo con una luce
interna uguale a 5 volte il diametro del tondino. Qualsiasi superficie metallica
dister dalle facce esterne del conglomerato almeno cm 0,8 se si tratta di soletta, e
di cm 2 se trattasi di nervature. Fra le superfici delle barre di ferro vi deve essere
almeno, in ogni direzione, una distanza eguale al diametro delle medesime ed in
ogni caso non inferiore a 2 cm. Si fa eccezione per le barre sovrapposte nelle travi
inflesse, le quali vengono portate a contatto (art.35).
In presenza di emanazioni gassose nocive alla costruzione, prudente che la
distanza minima delle superfici metalliche dalle facce esterne del conglomerato
sia almeno cm 3,5 (art. 36).
Viene specificato, quale provvedimento da adottare nelle costruzioni di
grandi dimensioni, luso di giunti di dilatazione al fine di ridurre gli effetti delle
distorsioni termiche (art.31).
Le due normative successive, R.D.L. 7 giugno 1928 [4] e R.D.L. 4 aprile
1929 [5] non apportano grosse modifiche rispetto alla precedente.
Con il R.D.L. 18 luglio 1930 [6] sono stabilite tre grosse innovazioni al fine
di migliorare la sicurezza delle strutture ovvero lintroduzione della c,1 che dovr
essere uguale a 14 kg/cm2 (art. 17), di unarea strettamente necessaria ai fini

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statici ed infine porta il passo delle staffe nei pilastri ad un valore inferiore alla
minore dimensione del pilastro stesso invece che pari a 10 volte il diametro dei
ferri (art. 28).
Nel R.D.L. 23 maggio 1932 [7] si possono leggere le seguenti novit.
CONGLOMERATI
Si assumer come resistenza definitiva la media dei 3 risultati maggiori
su 4 prove (art. 14) e, per conglomerati di cementi ad alta resistenza od alluminosi
i valori massimi della tensione ammissibile si porteranno rispettivamente a 50 e
65 kg/cm2. La c,o non dovr superare 2 kg/cm2 per il conglomerato di cemento
Portland, dalto forno e pozzolanico, e 4 kg/cm2 per conglomerati di cemento ad
alta resistenza od alluminosi. In ogni caso la tensione massima tangenziale non
dovr superare 14 kg/cm2 (art. 17).
ARMATURA METALLICA
Quando il rapporto fra la lunghezza libera non supera 15, la sezione
complessiva dellarmatura longitudinale di un pilastro sollecitato a pressione
assiale non dovr essere inferiore all1% di quella del conglomerato per tutte le
sezioni di area minore o uguale a 1600 cm2 a conferma delle normative
precedenti, ed allo 0,70% di quella del conglomerato per tutte le sezioni di area
maggiore od uguale a 6400 cm2; per sezioni comprese fra 1600 e 6400 cm2 la
percentuale suddetta varier con legge lineare. In ogni caso tale percentuale si
applicher alla sezione di conglomerato considerata strettamente necessaria ai fini
dello sforzo assiale.

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Le legature trasversali dei ferri che armano il pilastro dovranno essere


distribuite ad una distanza che sar inferiore alla minor dimensione della sezione
del pilastro e comunque sempre inferiore a 10 volte il diametro dei ferri (art.
29).
Il R.D.L. 29 luglio 1933 [8] non introduce alcuna altra modifica rispetto al
precedente.
La Circolare 17 maggio 1937, n2202 dei LL.PP [11] Impiego
dellacciaio semiduro nelle costruzioni in conglomerato cementizio armato
consente, ove manchi la disponibilit di ferro omogeneo, lutilizzo di acciaio
semiduro. Esso dovr dare alle prove una resistenza a trazione compresa tra 5000
e 6500 kg/cm2 e un allungamento di rottura non inferiore rispettivamente al 21% e
14%. Corrispondentemente la tensione ammissibile nei calcoli potr essere portata
da 1200 a 1600 kg/cm2.
Nella trattazione dellevoluzione delle normative tecniche ci si deve
soffermare sul R.D.L. 16 novembre 1939 [17], la cui importanza da ricercare
nella sua longevit. Rimasto in vigore per oltre 30 anni dalla pubblicazione fino
al 1 gennaio 1973 stato poi sostituito dal D.M. 30 maggio 1972 n9161 [47],
preceduto dalla legge 5 novembre 1971, n1086 [45], che obbligava il Ministero
dei LL. PP. ad emanare ogni due anni un decreto di aggiornamento delle norme
medesime.
Ai fini del lavoro qui svolto, inoltre, la normativa del 1939 ha
unimportanza pratica dal momento che ha regolamentato le costruzioni degli anni

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60 che qui vogliamo analizzare.


CONGLOMERATI
La resistenza del conglomerato sar valutata calcolando la media su tutti i 4
i provini (art. 13).
La r,28 dovr essere almeno tripla del carico di sicurezza c,a adottato nei
calcoli; tale resistenza non dovr mai essere inferiore a 120 kg/cm2 per
conglomerati di cemento normale, ed a 160 kg/cm2 per conglomerati di cemento
alta resistenza o alluminoso (art. 16).
ARMATURA METALLICA
Larmatura del conglomerato sar normalmente costituita da acciaio dolce
(cosiddetto ferro omogeneo) oppure da acciaio semiduro o duro5, in barre tonde
prive di difetti; la lunghezza utile per la misura dellallungamento percentuale di
rottura deve essere 10 volte il diametro del provino (art.17).
Le prove a trazione e a piegamento saranno eseguite su almeno 2 campioni,
lunghi 1 m, ogni 1000 tondini (art. 12).
Il carico di sicurezza delle armature metalliche sollecitate a trazione non
dovr superare 1400 kg/cm2 per lacciaio dolce e 2000 kg/cm2 per lacciaio
semiduro e duro.

a) acciaio dolce (ferro omogeneo): Carico di rottura per trazione compreso fra 4200 a
5000 kg/cm2, limite di snervamento non inferiore a 2300 kg/cm2, allungamento di rottura non
inferiore al 20%;
b) acciaio semiduro: carico di rottura per trazione compreso tra 5000 e 6000 kg/cm2, limite di
snervamento non inferiore a 2700 kg/cm2, allungamento di rottura non inferiore al 16%;
c) acciaio duro: carico di rottura per trazione compreso tra 6000 e 7000 kg/cm2, limite di
snervamento non inferiore a 3100 kg/cm2, allungamento di rottura non inferiore al 17% (art. 17).

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Ai valori pi elevati delle tensioni nellarmatura necessario che


corrispondano pi elevati carichi di rottura cubici r,28 del conglomerato. La
tensione di 1400 kg/cm2 richieder limpiego di conglomerato con resistenza
minima 160 kg/cm2; luso dellacciaio semiduro e duro richieder limpiego di
conglomerato di cemento ad alta resistenza con carico di rottura cubico di 160
kg/cm2 fino alla tensione di 1800 kg/cm2 nelle sezioni rettangolari e 1600 kg/cm2
nelle sezioni a T o speciali; 225 kg/cm2 fino alla tensione 2000 kg/cm2 nelle
sezioni rettangolari e 1800 kg/cm2 nelle sezioni a T o speciali di membrature
soggette prevalentemente a carichi fissi (art. 18).
Le membrature di sezione quadrata o poligonale regolare sollecitate a
pressione assiale centrata od eccentrica dovranno avere unarmatura longitudinale
con sezione non inferiore allo 0,8% di quella del conglomerato strettamente
necessaria, quando questa sia minore di 2000 cm2 e non inferiore allo 0,5% della
sezione di conglomerato strettamente necessaria, quando questa sia maggiore di
8000 cm2, adottando per i casi intermedi la variazione lineare. Dovranno essere
munite di conveniente staffatura continua o discontinua con passo o distanza non
superiore alla met della dimensione minima della sezione n a 10 volte il
diametro dei ferri dellarmatura longitudinale. Quando la lunghezza libera di
flessione di una membratura supera 15 volte la dimensione minima della sua
sezione trasversale, occorrer verificare la stabilit al carico di punta (art.30).
CALCOLO DELLE STRUTTURE IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO ARMATO
Il peso proprio del conglomerato armato, cio compreso il peso dei ferri, si
assumer pari a 2500 kg/m3 (art. 20).

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I carichi accidentali dovranno essere stabiliti in relazione sia al tipo e


allimportanza della costruzione sia alluso cui destinata. Si terr conto delle
eventuali azioni dinamiche aumentando i carichi in relazione alla loro natura ed al
tipo di struttura. (art.21).
Pur non introducendo novit nel campo dellancoraggio delle armature
metalliche, per i cui dettagli costruttivi non si pu quindi che rimandare alle
normative precedenti, questa normativa sottolinea la necessit di porre tanto
maggior cura nella loro predisposizione quanto maggiori sono le tensioni massime
adottate (art.19).
Durante la vigenza di tale Normativa sono state emanate diverse circolari
che rispondevano alle necessit del momento. Tra queste riteniamo di doverne
riportare alcune. Precisamente quella del 25 settembre 1948 n2083 Lacciaio
da impiegare nei cementi armati [24] cos come la Circolare 8 giugno 1953
n1082 Acciaio per conglomerati cementizi armati [29] e quella 20 maggio
1954 n1433 Osservanza delle norme per le costruzioni in cemento armato [30]
sottolineano di rispettare rigorosamente la norma del 39, infatti avvenuto che si
tollerasse nelle strutture di cemento armato limpiego di tondini di ferro, prodotti
con processo di fabbricazione molto corrente e che perci non offrivano alcuna
garanzia di uniformit di caratteristiche tecnologiche. Ma tale tolleranza, se stato
necessario ammetterla in passato, non trova pi alcuna giustificazione negli anni
in cui sono state pubblicate tali circolari; questo continuo interessamento del
legislatore a tale problema, sicuramente sintomatico di un utilizzo di acciaio di
scarsa omogeneit.

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La Circolare 23 maggio 1957 n1472 Armatura delle strutture in cemento


armato [32], oltre ad aver abrogato tutti i suggerimenti dati dalle precedenti nel
campo dellacciaio ha rivestito un ruolo importantissimo per luso di tale
materiale. Vista la sua brevit e la sua attinenza allargomento si preferito
riportarla integralmente senza parafrasarla.
<Per tutte le armature delle strutture in cemento armato possono essere
impiegati soltanto acciai Aq 42, Aq 50 Aq 60 (UNI T. 743) sia in tondo sia in
forma speciale.
Per gli acciai in tondo, la tensione non deve superare il 50% del carico di
snervamento e, in ogni caso, i valori seguenti:
Aq 42 . . . . 1400 kg/cm2
Aq 50 . . . . 1600 kg/cm2
Aq 60 . . . . 1800 kg/cm2
Per gli acciai Aq 50 e Aq 60 le sollecitazioni sopra indicate possono
adottarsi per diametri non superiori per diametri non superiori a 30 mm e purch
si impieghi conglomerato almeno di classe R200 nel caso di sezione rettangolare,
conglomerato di classe R250 nel caso di sezione a T.
Per gli acciai di forma speciale ad aderenza migliorata (ritorti, sagomati,
ecc.) la tensione ammissibile non deve superare il 50% del carico di snervamento
n il 40% del carico di rottura con la condizione che lallungamento di rottura non
sia inferiore al 12%.
La tensione ammissibile per detti acciai non deve inoltre superare il valore

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

di 2200 kg/cm2
Si potr superare tale valore fino a un massimo di 2400 kg/cm2 soltanto se
nei calcoli si debba anche tener conto degli effetti delle variazioni termiche e del
ritiro e se la eventuale fessurazione del conglomerato non risulti di pregiudizio
allopera. In questo caso occorre sempre verificare che il valore di 2200 kg/cm2
non sia superato quando si prescinda da tali effetti.
Per tensioni fino a 2200 kg/cm2 si dovr impiegare conglomerato almeno di
classe R250 - Per tensioni fra 2200 e 2400 kg/cm2

si dovr impiegare

conglomerato di classe R 350


Tutte le prescrizioni date con precedenti circolari su tale materia sono
abrogate.>
Le Normativi successive, 1972 [47], 1974 [49], 1976 [51] e 1980[55] (nel
1978 le norme non sono state aggiornate), possono essere trattate come se fossero
un testo unico dal momento che essendo molto ravvicinate temporalmente non si
discostano in modo sostanziale luna dallaltra.
CONGLOMERATI
Introducono le limitazioni e le formule per la determinazione delle tensioni
ammissibili del calcestruzzo (anche nel caso di sforzo normale semplice) e delle
tensioni tangenziali c0 e c1.
ARMATURA METALLICA
Vengono riportate le formule per il calcolo delle tensioni tangenziali di
aderenza delle barre.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Classificano, inoltre, gli acciai lisci in FeB22k e FeB32k ai quali


corrisponde un limite superiore di tensione ammissibile di 1200 kg/cm2 e di 1600
kg/cm2, rispettivamente; quelli ad aderenza migliorata in FeB38k e FeB44k con
rispettivamente valori ammissibili di 2200 kg/cm2 e 2600 kg/cm2, se controllati in
stabilimento, oppure di 1900 kg/cm2 e di 2200 kg/cm2 per quelli non controllati.
CALCOLO DELLE STRUTTURE IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO ARMATO
Nei pilastri soggetti a compressione centrata od eccentrica deve essere
disposta unarmatura longitudinale di sezione non minore allo 0,6% della sezione
di conglomerato strettamente necessaria per il carico assiale, in base alla tensione
ammissibile adottata, e compresa fra lo 0,3% ed il 5% della sezione effettiva.
Il diametro delle barre longitudinali non deve essere inferiore a 12 mm.
prevista una staffatura posta ad interasse non maggiore di 15 volte il
diametro minimo delle barre impiegate per larmatura longitudinale, con un
massimo di 25 cm.
La percentuale di armatura longitudinale per gli elementi inflessi, nella zona
tesa, riferita alla sezione di calcolo, non deve essere inferiore allo 0,15% per barre
ad aderenza migliorata ed allo 0,25% per quelle lisce.
Altra novit lintroduzione di una formula che lega il modulo elastico del
conglomerato con la classe del calcestruzzo.

15

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1.3 Normative sismiche


Lanalisi delle Normative Sismiche si riduce sostanzialmente al confronto
delle varie ipotesi di carico, orizzontali e verticali, negli anni 1935 [72], 1937
[73], 1962 [76] e 1975 [80] nella quale viene introdotta, per la prima volta, la
familiare forma dei carichi triangolare invertita a differenza delle precedenti in cui
le forze orizzontali da applicare alledificio erano costanti in elevazione.
Al di l delle formule, che possono essere facilmente letti nella Tabella
1.3.1, la nostra ricerca terminata sulla Normativa del 1975 dal momento che
affronta lanalisi statica degli edifici con lo stesso metodo che ancora oggi
ammesso nella progettazione di edifici regolari in pianta ed in elevazione.

16

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Tabella 1.3.1. Principali normative sismiche


Collocazione
File: Conf v08.xls
foglio: Tsismica

17

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1.4 Carichi
Scrivendo dei carichi si deve far riferimento alla Circolare del Ministero
LL.PP. Cons. Sup. Serv. Tecnico Centrale 8 giugno 1968, n4773-Ipotesi di
carico nelle costruzioni [93].
Nella citata circolare si pu leggere, a proposito dei carichi desercizio, che
l'entit dei carichi verticali, comprensivi degli effetti dinamici ordinari, quando
non sia diversamente precisato, possono desumersi dalla tabella 1.4.1.
In essa viene inoltre sottolineato che si deve sempre conto dei carichi
concentrati.
Nel caso di abitazioni, uffici e simili, nei quali si pu assumere che non tutti
i locali siano contemporaneamente caricati col massimo sovraccarico, si potranno
fare alcune riduzioni nel calcolo delle strutture verticali con pi di tre piani, e
delle relative fondazioni. Pi precisamente per gli edifici aventi pi di tre piani, si
pu considerare per ogni piano aggiuntivo una riduzione di sovraccarico
rispettivamente del 10, 20, 30, 40, 50% e quindi per un edificio con un numero di
piani maggiore di 8 ad ogni piano successivo ammessa una riduzione del 50%.
Gli elementi ai quali si debba accedere per lavori di riparazione,
manutenzione o pulizia devono essere previsti per un carico concentrato di almeno
100 kg.
Sulle coperture, in nessun caso deve considerasi un sovraccarico
comprensivo di neve, vento, ecc. minore ai 50 kg/m2, riferito alla proiezione
orizzontale della superficie (3.1.1.).

18

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I parapetti devono essere calcolati in base ad una spinta orizzontale sul


corrimano di 120 kg/m, quando si tratti di parapetti esposti alla spinta della folla
(locali pubblici), riducibili a 80 kg/m per i locali di abitazione. Maggiorazioni
adeguate devono essere previste in casi particolari, quali ad esempio tribune
(3.1.2.).
Tabella 1.4.1.- Carichi di esercizio Carico
N

Locale
[kg/m2]

Locali di abitazione o servizio e di ufficio non


aperti al pubblico e relativi terrazzi di copertura
praticabili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

200

Locali pubblici suscettibili di affollamento (negozi,


ristoranti, caff, banche, uffici postali, aule
scolastiche) e relativi terrazzi di copertura
praticabili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

350

Locali pubblici suscettibili di grande affollamento


(sale di riunioni, cinema, teatri, chiese, tribune con
posti fissi, palestre, ecc.) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

500

Sale da ballo, tribune senza posti fissi, ecc. . . . . .

600

Balconi e scale:
Per edifici di abitazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

400

Per edifici pubblici e scolastici . . . . . . . . . . . . . . . .

500

Sottotetto accessibile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

100

Rimesse per autovetture fino a 2,5 t di peso . . . . . .

300

Archivi e biblioteche, secondo i casi, comunque


non minore di . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

19

600

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Il D.M. 3 ottobre 1978 Criteri generali per la verifica della sicurezza


delle costruzioni e dei carichi sovraccarichi [94] alla tabella 1.4.1 riportata
precedentemente apporta una sola modifica e precisamente nel punto 8 in cui non
stabilisce di assegnare per questa categoria di opere il valore di 600 kg/m2, ma
considera tale valore come limite inferiore.

20

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2 CARATTERIZZAZIONE ACCIAI
2.1 Premessa
Nellintento di valutare la resistenza degli edifici negli anni 60, in
particolare di quelli progettati senza alcuna prescrizione sismica, sono state riprese
e studiate le prove di rottura eseguite presso il Dipartimento di Scienza delle
Costruzioni (SdC) della Facolt dIngegneria di Napoli.
Come si pu notare non stata affrontato la caratterizzazione del
calcestruzzo dato lampio numero dei parametri che definiscono le caratteristiche
di questo materiale e quindi lesiguit del numero delle prove a nostra
disposizione che ne sarebbe risultato.
Il campione studiato pu essere senza dubbio considerato rappresentativo
dellintera area campana e con qualche approssimazione di tutto il centro sud della
penisola.
Negli anni studiati, infatti, oltre al prestigioso laboratorio della Facolt
dIngegneria di Napoli diretto dal Prof. V. Franciosi i laboratori ufficiali erano
quelli annessi alle cattedre di Scienza delle Costruzioni delle facolt dIngegneria
di Roma e Palermo.
Il criterio seguito per la raccolta dei dati consistito inizialmente nel
trasferimento sul calcolatore di tutti i risultati delle prove di rottura portate a
termine nellanno 1960. In tal modo sono stati raccolti oltre 2500 casi.
Dallanalisi dei dati risultato, come sar ampiamente illustrato, che un
mese poteva essere assunto come rappresentativo dellintero anno. Sulla base di

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

questa considerazione si quindi proceduto a trasferendo, per gli anni dal 1961 al
1970, sul calcolatore solo un mese campione.
Ulteriori valutazioni hanno condotto a considerare solo i dati degli anni
1962, 1964, 1966, 1968 e 1970.
I parametri riportati sono i seguenti:
-

percentuale di utilizzo dei vari acciai nel tempo;

snervamento degli acciai suddivisi per anno, mesi, diametri;

rottura degli acciai suddivisi per anno, mesi, diametri;

allungamento a rottura su dieci diametri.

Per ciascuno di questi sono state formulati grafici e tabelle ricapitolativi al fine di
facilitarne la consultazione.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

2.2 Classificazioni
Il primo passo compiuto stato quello di creare una classificazione che
facilitasse lo studio degli edifici, infatti la classificazione dei dati ricavati dagli
archivi ha offerto diversi problemi dal momento che solo raramente era leggibile,
nei documenti che accompagnavano le barre, il tipo di acciaio usato per la
costruzione. Tali difficolt sono state per superate applicando alla lettera la
normativa del tempo sulla base dei risultati del laboratorio.
In quegli anni vigeva il R.D.L. del 16 novembre 1939 n2229 [17],
affiancato dalla circolare del 23 maggio 1957 n1472 [32]. Il primo distingueva,
sulla base della resistenza a rottura, snervamento ed allungamento, tre tipi di
acciai soprannominati dolce, semiduro e duro1. La seconda riproponeva la stessa
distinzione assegnando rispettivamente i nomi di Aq.42, Aq.50 e Aq.60, dove il
numero rappresentava il limite inferiore della resistenza a rottura espressa in
kg/mm2.
In aggiunta alle classi sopracitate si ritenuto di dover considerare altri due
gruppi: tutti gli acciai con resistenza a rottura superiore a 7000 kg/cm2 sono stati
classificati come acciai ad alto limite elastico; quelli a rottura inferiore a 4200
kg/cm2 sono stati detti comuni.

Vedi nota n5 cap. 1.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

2.3 Percentuale di utilizzo


Lo studio di un edificio gi esistente richiede che il tecnico sia a conoscenza
di tutte le caratteristiche costruttive, dei materiali utilizzati e delle geometria della
struttura. Se per la mancata conoscenza della geometria della struttura pu essere
superata con un sopralluogo, di non facile risoluzione sono gli altri due problemi.
Tralasciando per il momento la trattazione di alcuni dettagli costruttivi
(ganci, lunghezza di ancoraggio), affrontati di seguito, ci vogliamo qui soffermare
sulla classe di acciaio utilizzato.
Di norma la conoscenza di questo aspetto deriva dalla consultazione delle
relazioni di calcolo il cui reperimento di facile attuazione negli edifici di pi
recente costruzione non lo per egualmente per quelli di vecchia data, quali
appunto quelli di cui si sta trattando.
Con la legge 5 novembre 1971 n1086 [45], infatti, viene introdotta una
variazione di competenze dalla Prefettura (R.D.L. del 39 [17]) al Genio Civile,
provocando non pochi problemi di reperibilit di dati inerenti agli edifici
precedenti al 1971; inoltre il R.D.L. non prevedeva il deposito dei calcoli, ma solo
il progetto di massima ed il successivo collaudo.
In teoria lunico mezzo a disposizione del tecnico per lacquisizione di
questi dati lo svolgimento di specifici tests di laboratorio eseguiti su materiale
derivante direttamente dalla costruzione in esame. Tutto ci per non
realizzabile nella pratica.
La conoscenza della distribuzione negli anni, del tipo di materiale usato

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

offre una alternativa alla risoluzione di tale problema; qui in modo specifico per
gli edifici costruiti negli anni 60, ma vuole essere anche un modello
esemplificatore ripetibile per lo studio di altri edifici in epoche diverse.
Per raggiungere tale obiettivo le barre sono state catalogate secondo la
classificazione, gi esposta, della normativa vigente allepoca (R.D.L. 16
novembre 1939 n2229 [17], Circolare 23 maggio 1957 n1472 [32]).
Per ciascuno degli anni studiati stato ricavato il numero di barre
appartenenti alle diverse classi, acciaio comune, Aq.42, Aq.50, Aq.60 ed infine ad
alto limite elastico. I dati acquisiti sono quindi stati rappresentati in grafici con in
ascissa lanno studiato ed in ordinata la percentuale della classe in esame rispetto
al totale (figg. 2.3.1 a 2.3.5).
Prima di passare allanalisi dei singoli grafici, opportuno sottolineare che
se per il 1960 sono stati considerati tutti i dati, non stato fatto lo stesso per gli
anni successivi fino al 1970, per i quali invece si considerato solo un mese
campione. Per dimostrare la validit della scelta attuata state riportate in grafico
sia la percentuale estesa allintero anno che la percentuale di un singolo mese
(giugno). Il risultato stato che per gli acciai consentiti dalla legge (Aq.42, Aq.50
e Aq.60) si notano solo piccoli scarti; in particolare nel caso del Aq.42 e del
Aq.60 i punti sono sovrapposti.
In conclusione si evince leffettiva rappresentativit del singolo mese per
quanto riguarda la percentuale di utilizzo.
Dal grafico 2.3.1 al grafico 2.3.6 si ricava che c stata un progressiva

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

modificazione della produzione siderurgica, nel passare dallanno 1960 al giugno


70: lacciaio comune andato scomparendo quasi totalmente (12,8%=>1,0%);
lAq.42 diminuito in modo abbastanza evidente (29,1%=>6,5%) e lAq.50
rimasto costante fino al 1968 (38,1%=>37,6%) per diminuire nel 1970 (26,5%)
invece lacciaio di qualit, Aq.60, (11,1%=>33,0%) e lacciaio ad A.L.E.
(8,8%=>33,0) sono aumentati.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.3.1. Percentuale di utilizzo degli acciai (SdC,1960)


Collocata:
file: m anno60v*.xls
foglio: T %

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.3.1

Collocazione
File: Percentuale v*.xls
Foglio: GNo Aq

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.3.2

Collocazione
file: Aq42 60-2-4-6-8-0 v**.xls
Foglio: GPAq42

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.3.3

Collocazione
File: Percentuale v*.xls
Foglio: GPAq50

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.3.4

Collocazione
File: Percentuale v*.xls
Foglio: GPAq60

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.3.5

Collocazione
File: Percentuale v*.xls
Foglio: GPALE

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.3.6

Collocazione
file: Aq42 60-2-4-6-8-0 v**.xls
Foglio:GP

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Altro aspetto che pu risultare particolarmente interessante, anche


nellottica di uno studio pi approfondito sui particolari costruttivi,
lindividuazione dei diametri pi utilizzati e a riguardo si riporta la tabella 2.3.2.
I diametri pi utilizzati, sono: 6, 8, 10, 12, 14, 16, 18, 20 (tab. 2.3.2).
In modo particolare il 12 ed il 14 sono stati riscontrati in assoluto con
maggiore frequenza, con il vantaggio di non accentuare i notevoli problemi
daderenza che si pongo in particolare per le barre lisce qui trattate.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.3.2 riportante i diametri utilizzati


Collocazione
File: d anno60v**.xls
Foglio: T ad

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2.4 Snervamento, rottura e allungamento


In questo paragrafo ci si propone di riassumere la maggior parte dei risultati
acquisiti dalle prove eseguite nel laboratorio di Scienza delle Costruzioni tra
lanno 1960 e 1970.
La descrizione dellanalisi stata compiuta ripercorrendo le tappe della sua
esecuzione.
Le tabelle, dalla 2.4.1 alla 2.4.5, sono state costruite dopo aver fatto una
scrupolosa classificazione degli acciai nel modo descritto nel paragrafo 2.2.
Dalla lettura di queste cinque tabelle si ricavano almeno tre importanti dati:
i valori di snervamento, rottura ed allungamento;
lo scarto quadratico medio, lerrore medio della media ed il rapporto tra lo
scarto quadratico medio e la media delle grandezze considerate;
la prova di quanto era stato assunto allinizio del lavoro ovvero che un mese
rappresentativo dellintero anno.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.1. Acciaio comune (SdC, 1960)


Collocata:
file: m anno60v*.xls
foglio: TnoAq

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.2. Acciaio Aq.42 (SdC, 1960)


Collocata:
file: m anno60v*.xls
foglio: TAq42

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.3. Acciaio Aq.50 (SdC, 1960)


Collocata:
file: m anno60v*.xls
foglio: Taq50

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.4. Acciaio Aq.60 (SdC, 1960)


Collocata:
file: m anno60v*.xls
foglio: TAq60

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.5. Acciaio A.L.E. (SdC, 1960)


Collocata:
file: m anno60v*.xls
foglio: TA.L.E.

41

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

La seconda fase consistita nella suddivisione, allinterno di ciascuna


classe, delle barre in base al loro diametro, per indagare la variabilit dei
parametri considerati in funzione di questultimo. I quindici grafici che seguono,
da figura 2.4.1 a figura 2.4.15 hanno in ascissa il diametro ed in ordinata ora lo
snervamento e la rottura, ora lallungamento ed infine il rapporto dincrudimento
Nel tentativo di facilitare la consultazione di tutti questi dati, si ritenuto
opportuno di raggruppare i grafici che si riferiscono a ciascuna classe, acciaio
comune, Aq.42, Aq.50, Aq.60 e ad A.L.E., anteponendovi una tabella riassuntiva
(tabb. 2.4.7 a 2.4.11).
Data limportanza assunta dal diametro nellinfluenzare alcuni dei parametri
in esame, non vogliamo qui esaurirne lo studio che pertanto sar ulteriormente
approfondito.

42

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.7. Acciaio comune (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v12.xls
foglio: TN

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.1. Acciaio comune (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v12.xls
foglio: GNS&R

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.2. Acciaio comune (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v12.xls
foglio: GNA

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.3. Acciaio comune (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v12.xls
foglio: GNr&s

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.8. Acciaio Aq.42 (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: TAq42

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.4. Acciaio Aq.42 (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: GAq42S&R

48

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.5 Acciaio Aq.42 (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: GAq42A

49

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.6. Acciaio Aq.42 (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: Gaq42r&s

50

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.9. Acciaio Aq.50 (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: TAq50

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.7. Acciaio Aq.50 (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: GAq50 S&R

52

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.8 Acciaio Aq.50 (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: GAq50A

53

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.9. Acciaio Aq.50 (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: Gaq50r&s

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.10. Acciaio Aq.60 (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: Taq60

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.10. Acciaio Aq.60 (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: G Aq60 S&R

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.11 Acciaio Aq.60 (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: Gaq60A

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.12. Acciaio Aq.60 (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: Gaq60r&s

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.11. Acciaio A.L.E. (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: TA.L.E.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.13. Acciaio A.L.E. (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: G60r&s

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.14 Acciaio A.L.E. (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: GALEA

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.15. Acciaio A.L.E. (SdC, 1960)


Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: Galer&s

62

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Dai grafici ora rappresentati si evince che, indipendentemente dalla classe


dacciaio

considerata,

landamento

dello

snervamento,

della

rottura,

dellallungamento e del rapporto dincrudimento rimane sostanzialmente


invariato.
Le curve assumono un valore costante per la rottura e lallungamento2 ma
hanno una pendenza leggermente negativa per lo snervamento. Questo si
ripercuote, naturalmente, sullandamento del rapporto dincrudimento il quale
sar, quindi, paragonabile in tutte e cinque le classi (figura 2.4.16).
La somiglianza del rapporto dincrudimento non si traduce mai in una vera
identit, infatti, le curve appaiono ordinate in modo che si procede dal basso verso
lalto e dalle pi scadenti, acciaio comune, verso quello ad alto limite elastico, essi
variano da un minimo di 1,3 fino ad un massimo di 1,6 raggiunto solo dagli acciai
Aq.50 Aq.60 e A.L.E.

Pi precisamente la regolarit dellallungamento a rottura su 10 diametri dimostrabile


solo per le barre con diametro compreso tra 12 e 20 mm con valori crescenti al decrescere della
qualit dellacciaio.

63

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.16. Confronto fra i rapporti d'incrudimento delle differenti


classi d'acciaio (SdC, 1960)
Collocato:
file: d anno60v**.xls
foglio: Gr&s

64

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Ulteriori approfondimenti sono stati fatti per le classi menzionate dalla


normativa vigente costruendo grafici dopo aver adimensionalizzato tutte le
grandezze rispetto al corrispondente valore medio.
Questi grafici (dalla fig. 2.4.17 alla figura 2.4.28) mostrano in modo
inequivocabile come, per le tre classi dacciaio indagate, la rottura e
lallungamento siano indipendenti dal diametro a differenza di quanto avviene per
lo snervamento e conseguentemente per il rapporto dincrudimento.
In conclusione tutti i grafici fin qui rappresentati possono essere riassunti in
solo quattro rette con equazione nota, la quale d come risultato il parametro
desiderato inserendo come variabili il diametro e la media della grandezza
desiderata nella classe dacciaio che stiamo esaminando (figg. 2.4.29 a 2.4.32).

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.17 Aq.42 Snervamento


Collocazione: file 6,8,..20v**.xls

66

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.18 Aq.42 Rottura


Collocazione: file 6,8,..20v**.xls

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.19 Aq.42 Rapporto dincrudimento


Collocazione: file 6,8,..20v**.xls

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.4.20 Aq.42 Allungamento a rottura


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Figura 2.4.21 Aq.50 Snervamento


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Figura 2.4.22 Aq.50 Rottura


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Figura 2.4.23 Aq.50 Rapporto dincrudimento


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Figura 2.4.24 Aq.50 Allungamento a rottura


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Figura 2.4.25 Aq.60 Snervamento


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Figura 2.4.26 Aq.60 Rottura


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Figura 2.4.27 Aq.60 Rapporto dincrudimento


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Figura 2.4.28 Aq.60 Allungamento a rottura


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Figura 2.4.29 Aq.42,50 e 60 Snervamento


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Figura 2.4.30 Aq.42,50 e 60 Rottura


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Figura 2.4.31 Aq.42,50 e 60 Rapporto dincrudimento


Collocazione: file 6,8,..20v**.xls

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Figura 2.4.32 Aq.42,50 e 60 Allungamento a rottura


Collocazione: file 6,8,..20v**.xls

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Nellintento di approfondire la nostra conoscenza sulla frequenza dello


snervamento, della rottura, del rapporto dincrudimento e dellallungamento su 10
diametri si sono costruite delle tabelle, una per ogni categoria dacciaio, in cui per
i diametri pi utilizzati3, vengono calcolati lasimmetria4 e la curtosi5, oltre al
coefficiente di variazione ed allo scarto quadratico medio, gi riportato
precedentemente (tabb. 2.4.12 a 2.4.16).
In particolare per lAq.42 sono stati costruiti degli istogrammi, nei quali, ad
esclusione della rottura, vi anche un confronto con la distribuzione normale
(istogrammi 2.4.1 a 2.4.4). Dalle tabelle e dagli istogrammi, sopra citati, si evince
che la curva di frequenza dello snervamento leggermente leptocurtica e
sostanzialmente simmetrica (asimmetria circa 0).
Per quanto riguarda la rottura tali parametri non hanno un significato ben
preciso in quanto la distribuzione delle curva di frequenza di rottura non
confrontabile con la distribuzione normale.
Dallistogramma 2.4.3 si ricava che la distribuzione delle frequenze del
rapporto di incrudimento anchessa leptocurtica a differenza della curva di
3

Vedi tabella 2.3.2.


Lasimmetria di una distribuzione il grado di scostamento dalla simmetria. Se la
curva di frequenza di una distribuzione ha una coda pi lunga a destra del massimo centrale,
piuttosto che a sinistra, la distribuzione si dice positivamente asimmetrica; in caso contrario
sar detta negativamente asimmetrica. Nelle distribuzioni asimmetriche, la media aritmetica
tende a cadere, rispetto alla moda, dalla stessa parte della coda pi lunga. La misura della
simmetria data dalla differenza (media aritmenticamoda), Tale misura pu essere resa
adimensionale dividendo per una misura di dispersione, come lo scarto quadratico medio. Per
curve perfettamente simmetriche, come la curva normale, tale vale zero.
4

La curtosi il grado daltezza raggiunto da una distribuzione, generalmente in


relazione alla distribuzione normale. Una distribuzione di altezza relativamente notevole,
detta leptocurtica; una curva bassa e piatta detta platicurtica e la distribuzione normale detta
mesocurtica. Una misura di curtosi usa il quarto momento della media aritmetica espresso in
forma adimensionale. Per la distribuzione normale tale valore 3.

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frequenze dellallungamento la quale si leptocurtica ma decisamente


asimmetrica negativamente.
Infine, si voluto mostrare, sempre solo per lAq.42, che le propriet
indagate, sono praticamente congelate nel decennio.
La leggera pendenza della retta dei minimi quadrati interpolante i punti
medi dello snervamento in funzione degli anni, dovuta esclusivamente ad una
leggera variazione della media dei diametri utilizzati, infatti, come notato
precedentemente, lo snervamento diminuisce leggermente allaumentare del
diametro (figure da 2.4.33 a 2.4.36).

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.12
file 6,8..20.xls
foglio Tno

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Tabella 2.4.13
file 6,8..20.xls
foglio T42

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.14
file 6,8..20.xls
foglio T50

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Tabella 2.4.15
file 6,8..20.xls
foglio T60

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.4.16
file 6,8..20.xls
foglio Tale

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Istogramma 2.4.1
file 6,8..20.xls
foglio

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Istogramma 2.4.2
file 6,8..20.xls
foglio

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Istogramma 2.4.3
file 6,8..20.xls
foglio

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Istogramma 2.4.4
file 6,8..20.xls
foglio

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Figura 2.4.33 Diametro


file Aq.42 60-2-4-6-8-0.xls
foglio

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Figura 2.4.34

Snervamento

file Aq.42 60-2-4-6-8-0.xls


foglio

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Figura 2.4.35 Rottura


file Aq.42 60-2-4-6-8-0.xls
foglio

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Figura 2.4.36 Allungamento


file Aq.42 60-2-4-6-8-0.xls
foglio

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2.5 Confronto tra FeB22k e lAq.42


Come stato pi volte sottolineato, un aspetto importante nella resistenza
degli elementi strutturali, quali travi e pilastri, dato dai particolari costruttivi, i
cui dettagli geometrici si dovrebbero rilevare dai grafici progettuali.
Purtroppo la consultazione di tali documenti non sempre possibile sia per
il loro mancato reperimento sia per limproponibilit di analizzarne un grande
numero qualora volessimo studiare non un singolo edificio ma una tipologia di
edifici.
Laltro problema che si incontra nellanalisi di un edificio e/o tipologia
strutturale la caratterizzazione dellinfluenza di tali particolari costruttivi sulla
resistenza dellelemento considerato (validit di un gancio come ancoraggio,
passo delle staffe, ecc.).
Il primo punto pu essere affrontato consultando i manuali dellepoca e le
normative vigenti, con un risultato abbastanza soddisfacente.
Per risolvere il secondo problema si deve ricorrere alla consultazione dei
risultati dei tests riportati in letteratura e/o a tests di laboratorio portati a termine
su modelli opportunamente preparati diversi a seconda dellaspetto di volta in
volta considerato.
Il materiale studiato non potendo provenire direttamente dalla struttura in
esame dovr possedere precisi requisiti: avere snervamento, rottura ed
allungamento simili ai valori posseduti dal materiale dellepoca, nel caso specifico
dellacciaio.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

La prima alternativa ipotizzabile rappresentata dalla ricerca, presso gli


stabilimenti produttori di barre per cemento armato, di vecchi ed invenduti
esemplari conservati nei depositi; ma il tentativo sar quasi certamente un
fallimento.
Il modo pi realista per associare la geometria del dettaglio costruttivo, in
particolare i ganci, con i parametri che possono influenzare la resistenza
strutturale dellelemento in esame e quindi di tutta la struttura, quello di eseguire
le prove sperimentali su modelli di conglomerato cementizio armato con acciaio
attualmente in produzione. Si potr ricorrere alluso del FeB22k e FeB32k, come
acciai lisci, e del FeB38k e FeB44k, come acciai ad aderenza migliorata.
Tale studio stato portato a termine con lanalisi di soli acciai lisci, poich
dai dati raccolti emerso che per le costruzioni antecedenti gli anni 60 sono state
utilizzate solo barre lisce. Infatti negli anni 70 che si avvia un discreto utilizzo
di barre ad aderenza migliorata, fino a giungere ai nostri giorni in cui tali acciai
sono la totalit.
Si quindi proceduto al confronto tra lacciaio FeB22k (DAPS 1999) ed il
vecchio Aq.42 (SdC 1960-1970), che rappresentava nel 1960 circa il 30% della
popolazione di acciai (tabella 2.3.1).
Al fine di raggiungere tale scopo, nel laboratorio del Dipartimento di
Analisi e Progettazione Strutturale, stato acquistato un grosso quantitativo di tali
acciai e sono stati sottoposti a rottura 6 tondini cos assortiti: 2 8, 2 12, 2 16.
In tabella 2.5.1 sono riportati i risultati del confronto operato tra i valori

98

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

della snervamento, della rottura, dellallungamento e del rapporto di incrudimento


dei tondi di FeB22k e di quelli di Aq.42 analizzati dal 1960 al 1970.
Lesito di tale confronto non soddisfacente se paragoniamo i singoli
diametri del FeB22k con la classe Aq.42, ma migliora sensibilmente se si
paragonano le caratteristiche di tondini dello stesso diametro.

99

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Tabella 2.5.1

100

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Si cercato, quindi, di dimostrare, sulla base dei risultati delle prove di


rottura, che esiste una forte analogia di comportamento tra lacciaio attualmente
prodotto (FeB22k) e quello del 1960 (Aq.42). E sembrato superfluo verificare
tale analogia anche per gli acciai prodotti tra il 1961 ed il 1970 poich evidente
dai grafici 2.4.34 a 2.4.36 e dalla tabella 2.5.1 che le propriet delle materiale si
sono mantenute immutate nella decade di cui sopra.
I risultati delle prove di rottura dellacciaio FeB22k sono stati rappresentati
graficamente nelle figure 2.5.1 e 2.5.2 in funzione del diametro delle barre come
gi era stato fatto nelle figure 2.4.5 e 2.4.5 per lacciaio Aq.42 che sono state qui
pure rappresentate al fine di consentire un rapido confronto.
Vale la pena ricordare ancore una volta che i dati sono stati rappresentati in
funzione del diametro poich esso influenza le caratteristiche del materiale in
esame ovvero, la rottura e snervamento, (fig.2.5.1) e lallungamento (fig.2.5.2).

101

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.5.1 (Rottura e snervamento, dellAq.42 SdC 1960 e del FeB22k


DAPS 1999, in funzione del diametro)

102

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Figura 2.5.2 (Allungamento, dellAq.42 SdC 1960 e del FeB22k DAPS


1999, in funzione del diametro)

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Dalle figure 2.5.1 e 2.5.2 si pu evincere che per quanto riguarda il 12 c


una perfetta sovrapposizione dei punti rappresentanti il comportamento del
FeB22k e del Aq.42 per lo snervamento; una forte somiglianza per la rottura e
solo una discreta somiglianza per lallungamento. Tutto ci sicuramente un
punto di forza per il nostro studio in quanto, come pi volte sottolineato, il
diametro 12 stato quello pi utilizzato.
Per quanto riguarda il 8 dellacciaio da noi testato si pu notare che in
figura 2.5.2 compaiono solo 2 punti invece dei 3 riportati per il 12 e 16 (due
sono il risultato della prova mentre il terzo rappresenta la media). La ragione che
uno dei due tondini si rotto fuori tratto utile per cui restano validi i risultati per
quanto riguarda lo snervamento e la rottura, mentre dobbiamo accontentarci di un
solo valore per lallungamento.

104

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3 RELAZIONI FONDAMENTALI
3.1 Problema delladerenza
Uno degli aspetti pi complessi nellanalisi di strutture in c.a. leffetto
delladerenza fra le barre di armatura ed il calcestruzzo circostante sia sulla
risposta della singola barra che sul comportamento globale di elementi in c.a..
Una barra ancorata nel calcestruzzo, soggetta allapplicazione di un carico
allestremit interagisce con il calcestruzzo circostante tramite vari meccanismi
che si generano sulla superficie laterale:
ladesione dovuta al carattere colloidale della miscela di calcestruzzo;
lattrito con gli inerti presenti nella miscela;
lingranamento dei risalti della superficie laterale con il calcestruzzo nel caso
di barre ad aderenza migliorata.
Leffetto di tutti questi fenomeni definito convenzionalmente aderenza.
Tramite questa avviene il trasferimento di tensioni allinterfaccia fra la
superficie laterale della barra ed il calcestruzzo che la circonda. Il comportamento
delladerenza allinterfaccia si configura in quattro diverse fasi:
I.

aderenza perfetta (assenza di scorrimento o scorrimento molto ridotto);

II.

scorrimento;

III.

distacco;

IV.

ri-ingranamento.
Un meccanismo resistente efficace pu svilupparsi solamente in condizioni

di buona aderenza; ma quando questa va incontro a processi degradativi pu dar

105

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

luogo ad uno scorrimento delle barre e di conseguenza a rotazioni rigide alle


estremit delle travi (fixed-end rotations).
Questo aspetto sar affrontato successivamente, quando verranno esposti i
risultati della analisi numerica nella quale il comportamento del treno di telai
viene analizzato con e senza fixed-end rotations.
La determinazione delladerenza tra lacciaio ed il calcestruzzo molto
complessa. La teoria classica delle sezioni in c.a. basata sullipotesi di perfetta
aderenza tra barre di acciaio e calcestruzzo circostante. Tale ipotesi certamente
accettabile per stati tensionali non elevati per i quali ladesione chimico-fisica
allinterfaccia acciaiocalcestruzzo ha ancora un ruolo determinante, mentre, per
condizioni di sollecitazione pi spinte levidenza sperimentale mostra come essa
venga meno inficiando lassunzione di uguaglianza delle deformazioni tra acciaio
e calcestruzzo.
La crisi delladerenza pu avvenire per collasso degli anelli di calcestruzzo
che avvolgono la barra per eccessiva trazione, con la conseguente formazione di
fessure longitudinali che, raggiungendo la superficie esterna dellelemento
strutturale, comportano la distruzione del meccanismo di aderenza (crisi per
splitting).
Alternativamente la crisi pu verificarsi per collasso delle bielle resistenti
con conseguente formazione di un cilindro, costituito dalla barra e dal
calcestruzzo circostante, che scorre internamente allelemento in c.a. o per
scorrimento della sola barra internamente allelemento in c.a. (crisi per pull-out).
Il primo evento si verifica con maggiori probabilit nelle barre ad aderenza

106

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

migliorata; il secondo in quelle lisce. La crisi per pull-out viene raggiunta solo se
in precedenza non si avuta la crisi per splitting e ci, in genere, avviene in
presenza di un minimo di armatura di confinamento.

107

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

3.2 Relazione -slip


La determinazione di tale legame si presenta molto complessa Il modello di
Eligehausen, Popov e Bertero [101] interpreta in maniera abbastanza fedele i
legami -slip ricavati sperimentalmente. Esso , al momento, il pi affidabile tra
quelli disponibili in letteratura (come dimostrato dal fatto che stato assunto dal
Model Code 90 [109]) e per le modalit di prova e per la versatilit della
campagna sperimentale condotta. Leffettuazione di prove di pull-out a
deformazione imposta ha permesso, infatti, di cogliere il legame decrescente del
legame stesso, mentre il prescelto campo di variazione di numerosi fattori ha
permesso di individuare la loro influenza sul meccanismo di aderenza.
Per carichi monotonici la relazione -slip tra il calcestruzzo e larmatura pu
essere calcolata in funzione dello spostamento relativo, s (Fig. 3.2.1), come
mostrato dalle equazioni:

s
= max
s1

0 s s1

= max
s s2
s3 s 2

= max ( max f )

= f

s 1 < s s2

(1)

(2)

s2 < s s3

(3)

s3 < s

(4)

Nel caso di barre nervate si osserva che il ramo (1) corrisponde alla fase
iniziale osservabile sperimentalmente in cui si ha aderenza perfetta (assenza di

108

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

scorrimento o scorrimento molto ridotto) fra barra e calcestruzzo. Il tratto


orizzontale (2) corrisponde alla fase di scorrimento e di inizio schiacciamento
delle zone di calcestruzzo comprese fra i risalti della barra. I rami (3) e (4)
corrispondono alle due fasi di progressivo schiacciamento delle zone di
calcestruzzo compreso fra i risalti della barra e di distacco della barra dal
calcestruzzo. In queste condizioni la forza esercitata dal calcestruzzo sulla
superficie laterale della barra solamente quella di attrito. Lo scorrimento s3
assunto pari alla distanza dei risalti sulla superficie della barra.
Values

Unconfined conncrete
Bond conditions
Good

s1

All other cases


0.6 mm

s2

0.6 mm

s3

0.1 mm

Confined concrete
Bond conditions
Good

3.0 mm
2.5 mm

clear rib spacing

0.4
0.2 f ck

max

All other cases


1.0 mm

0.4
1.0 f ck

2.5 f ck

1.25 f ck

[kg/cmq]

0.15max
0.40max
f
Tabella 3.2.1. Parametri che definiscono la relazione -slip per barre ad
aderenza migliorata
16
14
12
10
8
6
4
2
0
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
slip [mm]

Figura 3.2.1 Legame -slip per barre ad aderenza migliorata

109

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Per le barre lisce i tratti (2) e (3) non esistono ed i punti s1, s2 e s3 coincidono
ed assumono i valori riportati nella tabella seguente che contiene anche le misure
assunte dagli altri parametri.
I parametri che caratterizzano il legame assumono i valori indicati nella
seguente tabella.
Values

Cold drawn wire


Bond conditions
Good

s1 = s 2 = s 3

Hot rolled bars


Bond conditions

All other cases


0.01 mm

Good

All other cases


0.1mm

0.5

0.5

[kg/cmq]

0.1 f ck
0.05 f ck
0.3 f ck
0.15 f ck
max = f
Tabella 3.2.2. Parametri per definire la relazione -slip per barre lisce

16
14
12
10
8
6
4
2
0
0

0.05

0.1
slip [mm]

0.15

Figura 3.2.2 Legame -slip per barre lisce

110

0.2

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

3.3 Il problema del concio: risoluzione numerica


Nel presente capitolo si presenta la formulazione del modello di barra
ancorata (Cosenza, Greco e Manfredi) [99]. Il sistema meccanico di una barra di
armatura immersa nel calcestruzzo pu essere visto come un sistema parallelo
costituito da due componenti: la barra di armatura e lazione delladerenza lungo
la sua superficie. Questo meccanismo, apparentemente semplice, presenta seri
problemi in fase di modellazione. La difficolt principale risiede nel fatto che
mentre il comportamento della barra di acciaio basato sul campo di
deformazioni assiali che in essa si sviluppa, il campo di tensioni di aderenza
funzione dello scorrimento della barra rispetto al calcestruzzo che la circonda. In
altre parole, il legame costitutivo della barra di acciaio del tipo tensione-

deformazione, mentre il legame costitutivo delladerenza del tipo tensionespostamento. Questultimo non un vero e proprio legame costitutivo, ma pu
essere considerato come una legge di comportamento locale.
Per analizzare il problema mediante unanalisi monodimensionale,
considerando cos come unica variabile indipendente del problema la coordinata x
(Fig.3.3.1) e conseguentemente risolvendo problemi retti da equazioni
differenziali e non da equazioni alle derivate parziali, necessario introdurre un
modello deformativo semplificato della sezione [99]. Si ipotizza che calcestruzzo
compresso ed acciaio teso si deformino nel rispetto della ipotesi di conservazione
delle sezioni piane.

111

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

b(y)
uc(x)
dg

dn

d
ds
c

dt
s(x)

uc (x)

us(x)

Figura 3.3.1. Sezione Trasversale e Modello Deformativo dellelemento


Monodimensionale in Cemento Armato
Imponendo tale cinematismo, le deformazioni trasversali sono ancora
definibili senza dover introdurre una modellazione bi o tri-dimensionale del
problema.
Si consideri un elemento in calcestruzzo armato soggetto a trazione
semplice (Fig. 3.3.2); per valori contenuti dello sforzo normale si pu ipotizzare
lesistenza di una perfetta aderenza tra acciaio e calcestruzzo e, quindi, lassenza
di scorrimenti.

Figura 3.3.2. Schema del concio teso


In questo ambito possibile determinare lo stato tensionale e deformativo
della generica sezione utilizzando i metodi classici della teoria del cemento
armato.
Allaumentare dello sforzo normale non pu pi ipotizzarsi la perfetta
aderenza tra calcestruzzo ed acciaio e si verificano scorrimenti relativi tra la barra

112

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

dacciaio e la matrice cementizia ottenuti come differenza fra lo spostamento


assiale, valutato allaltezza dellarmatura, di acciaio e calcestruzzo teso:
s(x) = uf (x) - uct (x)

(3.1)

Alle usuali incognite che si assumono nelle verifiche delle sezioni in c.a. si
aggiunge ora lo scorrimento fra il calcestruzzo e larmatura tesa, il che rende il
problema sensibilmente pi complesso. Cio rende di grande importanzalesatta
definizione del legame costitutivo dellacciaio teso ed in particolare di un
parametro meccanici generalmente poco considerato, dato dal rapporto tra la
tensione ultima e la tensione di snervamento (fu/fy). La duttilit dellelemento, nel
caso di sezioni a debole armatura, fortemente condizionata oltre che dalla
deformazione ultima dellacciaio, anche da tale rapporto: cio emerge con
chiarezza qualora si osservi che un acciaio elastico-perfettamente plastico, senza
limiti di allungamento, e che potrebbe quindi considerarsi ottimale dal punto di
vista della duttilit, in realt fornisce una duttilit complessiva dellelemento
nulla.
Infatti, anche se nella sezione di formazione di una fessura lacciai fosse
snervato, per il trasferimento degli sforzi dellacciaio teso al calcestruzzo
circostante attraverso le tensioni di aderenza, e quindi grazie al tension-stiffening,
a distanza infinitesima da tale sezione la tensione dellacciaio dovrebbe diminuire
di una certa quantit, seppur piccolissima, e di conseguenza si ricadrebbe sul ramo
elastico; lacciaio risulterebbe, cio, in fase elastica.
Nella formulazione che si presenta, viene dapprima derivata la forma

113

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

differenziale del problema a partire dallanalisi di un segmento infinitesimo di


barra, poi vengono sviluppati i passaggi che conducono ad un procedimenti di
risoluzione numerica mediante una implementazione del modello in un
programma di calcolo.
Il problema al contorno di un barra di armatura immersa nel calcestruzzo
comprende quattro campi incogniti: tensione nella barra = (x), tensione di
aderenza allinterfaccia fra barra e calcestruzzo b = b(x), deformazione nella
barra = (x) e scorrimento relativo della barra rispetto al calcestruzzo circostante
s = s(x). Come gi detto lo scorrimento relativo definito come differenza fra gli
spostamenti della barra di acciaio e del calcestruzzo. In questo studio vengono
trascurate le deformazioni del calestruzzo (c(x) = 0), perci s(x) pu essere visto
come il campo di spostamenti della barra di acciaio. Tutti i campi incogniti sono
definiti nel dominio monodimensionale definito dal tratto immerso L della barra.
Chiamando = (d)/(d2/4) = 4/d = rapporto circonferenza/area della barra
con d = diametro della barra, i quattro campi risultano legati dal seguente sistema
di equazioni:

d
= b
dx

du
= f c =
dx

= ()

114

(equilibrio)

(3.2)

(compatibilit)

(3.3)

(legame costitutivo acciaio)

(3.4)

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

b = b (s)

(legame costitutivo aderenza) (3.5)

I legami costitutivi consentono di passare dalle tensioni alle deformazioni e


viceversa, permettendo cos di considerare come unica incognita la deformazione
e la duale tensione.
La risoluzione del problema introdotto si presenta complessa per la non
linearit di alcune equazioni e per la dipendenza del legame di aderenza dalla
distanza dalla lesione. Il problema pu dunque essere affrontato, sotto ipotesi pi
generali, mediante metodi numerici. In particolare conviene effettuare la
discretizzazione alle differenze finite, suddividendo il tratto tra due lesioni in n-1
tratti elementari con passo x, ed assumendo in ciascun tratto costante il valore
della tensione di aderenza e variabili linearmente le altre funzioni incognite.
3.3.1 Lunghezza del concio
Il modello strutturale supera la classica ipotesi di perfetta aderenza tra
acciaio e cls introducendo un legame di aderenza stress-slip. Questa caratteristica
permette una esatta valutazione delleffetto di tension stiffening sia in campo
elastico sia post-elastico. A tal proposito, ogni elemento trave/colonna viene
suddiviso in un numero finito di conci (o subelementi) definiti da due successive
fessure.
La formazione delle fessure subordinata al raggiungimento della resistenza a
trazione del cls; la distanza tra due fessure consecutive pu essere calcolata
usando formulazioni semi-empiriche adottate da diversi codici normativi. Quindi

115

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

il modello assume che la posizione delle fessure sia conosciuta a priori, ma


lapertura delle stesse avviene solo quando il momemto esterno maggiore del
momento di fessurazione della sezione. Lanalisi delle sezioni comprese tra due
fessure consecutive effettuata in accordo con lipotesi di Bernoulli: le sezioni
piane rimangono piane.
Il subelemento compreso tra due fessure risolto introducendo leffettivo
legame di aderenza-slip, in modo da poter considerare il trasferimento della
trazione dalla barra dacciaio allarea di calcestruzzo circostante che viene assunta
costante. La soluzione numerica dellequilibrio della barra e della sua congruenza
con il cls circostante sviluppata attraverso un metodo alle differenze finite.
Attraverso codesta procedura possibile valutare leffetto di tension-stiffening in
termini di curvatura media del concio.
Tale modello richiede che sia nota la distanza tra le fessure. In realt tale
ipotesi non strettamente necessaria nel modello, in quanto le sezioni in cui si
formano le fessure possono determinarsi valutando dove la tensione nel
calcestruzzo teso raggiunge il limite di rottura. In pratica, per levidenza
sperimentale mostra che la presenza delle staffe crea un notevole indebolimento
delle sezioni ai fini della fessurazione poich da un lato la staffa elimina la
continuit del calcestruzzo, e dallaltra gli effetti del ritiro si fanno sentire
maggiormente in tali sezioni generando delle microfessurazioni indipendenti dal
carico. E quindi ragionevole considerare la distanza tra le fessure pari al passo fra
le staffe o a met di tale grandezza se il passo notevole. In alternativa a tale

116

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

ipotesi, la distanza fra le fessure pu valutarsi in funzione della geometria del


problema con la seguente formula di origine semiempirica [103]:
s rm = 5 + 0.25k1 k 2

r [cm]

dove il diametro delle barre in mm; si pu usare un diametro medio


qualora siano stati impiegati pi diametri nella stessa sezione;
k1 il coefficiente che esprime le caratteristiche di aderenza delle barre,
equivale a 0.8 per le barre ad aderenza migliorata ed a 1.6 per quelle lisce
k2 il coefficiente che tiene conto della forma del diagramma delle
deformazioni , esso pari a 0.5 per flessione ed 1.0 per trazione pura.

r il rapporto di armatura efficace As/Ac,eff con As uguale allarea


delarmatura contenuta nellarea tesa efficace Ac,eff.
Nel caso specifico delledificio qui oggetto di studio dopo aver
caratterizzato tutti gli elementi strutturali ovvero la geometria di tutte le sezione
delledificio, lapplicazione della formula ha fornito un valore medio di 15 cm per
la barra ad aderenza migliorata e di 25 cm in quella liscia, come si pu evincere
dalla tabella 3.3.1. riportata di seguito.

117

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

sezione

1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
38
40
41
43
44
45
46
48
50
51
53
54
55
56
58
60
61
63
64
65
66

[cm]
30
70
30
30
30
30
30
70
80
50
50
30
70
30
30
30
30
30
70
80
40
40
30
70
30
30
30
30
30
70
80
40
40
20
70
40
50
50
50
50
50
50
40
50
50
50
50
50
50
40
50
50
50
50
50
50
40

[cm]
40
20
30
30
30
30
30
20
20
20
20
40
20
30
30
30
30
30
20
20
20
20
40
20
30
30
30
30
30
20
20
20
20
40
20
20
30
30
30
20
20
20
20
30
30
30
20
20
20
20
30
30
30
20
20
20
20

n. di

As

2
[cm] ferri [cm] [cm ]
3
2
1.4 3.08
3
2
1.2 2.26
3
2
1.4 3.08
3
2
1.4 3.08
3
2
1.4 3.08
3
2
1.4 3.08
3
2
1.4 3.08
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.4 3.08
3
2
1.2 2.26
3
2
1.4 3.08
3
2
1.4 3.08
3
2
1.4 3.08
3
2
1.4 3.08
3
2
1.4 3.08
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.4 3.08
3
2
1.2 2.26
3
2
1.4 3.08
3
2
1.4 3.08
3
2
1.4 3.08
3
2
1.4 3.08
3
2
1.4 3.08
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.4 3.08
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26
3
2
1.2 2.26

A c,ef

[cm 2 ]
300
150
225
225
225
225
225
150
150
150
150
300
150
225
225
225
225
225
150
150
150
150
300
150
225
225
225
225
225
150
150
150
150
300
150
150
225
225
225
150
150
150
150
225
225
225
150
150
150
150
225
225
225
150
150
150
150

0.010
0.015
0.014
0.014
0.014
0.014
0.014
0.015
0.015
0.015
0.015
0.010
0.015
0.014
0.014
0.014
0.014
0.014
0.015
0.015
0.015
0.015
0.010
0.015
0.014
0.014
0.014
0.014
0.014
0.015
0.015
0.015
0.015
0.010
0.015
0.015
0.010
0.010
0.010
0.015
0.015
0.015
0.015
0.010
0.010
0.010
0.015
0.015
0.015
0.015
0.010
0.010
0.010
0.015
0.015
0.015
0.015

aderenza
fles.
traz.
s rm
s rm

fles.
s rm

traz.
s rm

[cm]
18.6
13.0
15.2
15.2
15.2
15.2
15.2
13.0
13.0
13.0
13.0
18.6
13.0
15.2
15.2
15.2
15.2
15.2
13.0
13.0
13.0
13.0
18.6
13.0
15.2
15.2
15.2
15.2
15.2
13.0
13.0
13.0
13.0
18.6
13.0
13.0
16.9
16.9
16.9
13.0
13.0
13.0
13.0
16.9
16.9
16.9
13.0
13.0
13.0
13.0
16.9
16.9
16.9
13.0
13.0
13.0
13.0

[cm]
32.3
20.9
25.5
25.5
25.5
25.5
25.5
20.9
20.9
20.9
20.9
32.3
20.9
25.5
25.5
25.5
25.5
25.5
20.9
20.9
20.9
20.9
32.3
20.9
25.5
25.5
25.5
25.5
25.5
20.9
20.9
20.9
20.9
32.3
20.9
20.9
28.9
28.9
28.9
20.9
20.9
20.9
20.9
28.9
28.9
28.9
20.9
20.9
20.9
20.9
28.9
28.9
28.9
20.9
20.9
20.9
20.9

[cm]
59.6
36.8
45.9
45.9
45.9
45.9
45.9
36.8
36.8
36.8
36.8
59.6
36.8
45.9
45.9
45.9
45.9
45.9
36.8
36.8
36.8
36.8
59.6
36.8
45.9
45.9
45.9
45.9
45.9
36.8
36.8
36.8
36.8
59.6
36.8
36.8
52.7
52.7
52.7
36.8
36.8
36.8
36.8
52.7
52.7
52.7
36.8
36.8
36.8
36.8
52.7
52.7
52.7
36.8
36.8
36.8
36.8

Tabella 3.3.1. Lunghezza del concio nei vari elementi

118

[cm]
32.3
20.9
25.5
25.5
25.5
25.5
25.5
20.9
20.9
20.9
20.9
32.3
20.9
25.5
25.5
25.5
25.5
25.5
20.9
20.9
20.9
20.9
32.3
20.9
25.5
25.5
25.5
25.5
25.5
20.9
20.9
20.9
20.9
32.3
20.9
20.9
28.9
28.9
28.9
20.9
20.9
20.9
20.9
28.9
28.9
28.9
20.9
20.9
20.9
20.9
28.9
28.9
28.9
20.9
20.9
20.9
20.9

lisce

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

3.3.2 Risoluzione numerica del concio


Per la risoluzione del problema alle differenze finite, particolarmente
utile la tecnica di soluzione per shooting (Fig. 3.3.3), che trasforma il
problema delle condizioni ai limiti nella risoluzione iterativa di problemi di valore
iniziale; ci consente di innescare, nellascissa iniziale, lalgoritmo risolutivo.
n o ta

n o ta

(a rb itra rio ) s o

i+ 1

l
Figura 3.3.3. Schema della procedura iterativa dello shotting

La tecnica adottabile nei pi svariati casi di condizioni al contorno


come evidenziato in figura 3.3.4.

scorrimento noto ai due estremi della barra (1);


scorrimento noto ad un estremo e sforzo normale nullo nellaltro (2);
scorrimento noto ad un estremo e sforzi normali uguali ed opposti ai due
estremi (3).
1

(1)

s1

sn

(2)

Nn=0

s1
(3)

Nn=N1

s1

Figura 3.3.4. Condizioni al contorno

119

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Con riferimento al caso in cui sono noti gli sforzi normali ad entrambi gli
estremi del concio, il metodo di soluzione pu essere schematizzato nei seguenti
punti: il concio va diviso in n-1 intervalli di integrazione di ampiezza x. Tale
ampiezza deve essere sufficientemente piccola da permettere la linearizzazione
delle equazioni (3.2) e (3.3) che diventano con riferimento al generico punto i + 1:

+ i
s i +1 = s i + x i i +1

i +1 = i +

b ,i +1 + b ,i
2

d xi

(3.6)

(3.7)

Bisogna sottolineare che le (3.6 e 3.7) sono state ricavate nelle ipotesi di
considerare le funzioni s, , i, ed variabili linearmente nellintervallo i. Tale
ipotesi introduce un errore molto basso se gli intervalli di integrazione sono molto
piccoli, ma pu essere ulteriormente minimizzato introducendo funzioni di
interpolazioni di grado pi elevato.
La soluzione viene perseguita per via iterativa seguendo il seguente schema:
A) nel nodo 1 sono noti N1, 1 ed 1 e viene fissato un valori di scorrimento
di tentativo s1;
B) nel nodo 2 utilizzando le equazioni (3.6 e 3.7) ricaviamo:

s2 = s1 +

2 + 1

2 = 1 +
avendo sfruttato i legami costitutivi;
C) nel punto i si ha in generale:

120

x1

b , 2 + b ,1
2

(3.8)

d x1

(3.9)

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

s i = s i 1 +

i = i 1 +

i + i 1
2

xi

b ,i + b ,i 1
2

d xi

(3.10)

(3.11)

D) al punto n otteniamo n che va confrontato con il valore n noto dalle


condizioni ai limiti; qualora i due valori coincidano a meno di una tolleranza
prestabilita la soluzione si pu considerare raggiunta altrimenti va effettuata
unaltra iterazione a partire dal punto A) avendo adottato un nuovo valore di
tentativo per lo scorrimento.
Il procedimento descritto presenta una accettabile velocit di convergenza
che pu essere ulteriormente incrementata con una opportuna scelta del primo
valore di tentativo. Questultimo pu essere scelto tenendo presente che un suo
estremo superiore dato dal prodotto della massima deformazione dellacciaio in
corrispondenza della lesione per la lunghezza del concio.
Viene illustrata nel seguito la tecnica risolutiva del problema del concio
con riferimento ad un esempio numerico relativo ad un concio utilizzato per una
delle simulazioni riportate nel seguito.
Il concio da risolvere viene suddiviso in venticinque parti, e per ciascuna di
esse si ricavano lo scorrimento tra la barra ed il calcestruzzo circostante, la
tensione di aderenza che dipende dalla distanza del tratto dalla lesione, la tensione
nella barra dacciaio e la relativa deformazione. Landamento di tali caratteristiche
riportato nella tabella e nelle figura che seguono.

121

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

La figura 3.3.5 mostra landamento dello scorrimento evidenziando i


massimi valori in prossimit della lesione ed una diminuzione verso il centro del
concio caratterizzata da un andamento quasi lineare.

0.4

Scorrimento [cm]

0.3
0.2

s=Nd=4943

0.1
0
-0.1

10

15

20

25

-0.2
-0.3
-0.4
Ascissa concio [cm]

Figura 3.3.5. Andamento dello scorrimento allinterno del concio

Nella figura 3.3.6. illustrato, invece, landamento delle tensioni


daderenza. In essa si pu notare la notevole disuniformit dellandamento degli
sforzi in prossimit delle lesioni, dovuta alla dipendenza del legame di aderenza
dalla distanza dalla lesione.
20
15

[kg/cmq]

10
5

s=Nd=4943

0
-5 0

10

15

20

25

-10
-15
-20
Ascissa concio [cm]

Figura 3.3.6. Andamento della tensione di aderenza allinterno del concio.

122

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Laspetto pi significativo del concio lirrigidimento che il calcestruzzo


esercita sulle barre di acciaio tese; come si vede dalla figura 3.3.7, la tensione
nellacciaio decresce dai valori assunti in corrispondenza delle lesioni a valori pi
bassi allinterno del concio, grazie al trasferimento di parte dello sforzo, ad opera
delladerenza, al calcestruzzo.
5000
4750
f [kg/cmq]

4500

s=Nd=4943
4250
4000
3750
3500
0

10

15

20

25

Ascissa concio [cm]

Figura 3.3.7. Andamento della tensione lungo la barra dacciaio.

Nella figura 3.3.8 riportato landamento della deformazione lungo la


barra darmatura che ha un andamento simile a quello della tensione.
5.0%
4.5%
4.0%
3.5%

s=Nd=4943

3.0%
2.5%
2.0%
1.5%
1.0%
0.5%
0.0%
0

10

15

20

25

Ascissa concio [cm]

Figura 3.3.8. Andamento della deformazione lungo la barra dacciaio.

123

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

3.4 Problematica del gancio

Per cogliere il reale comportamento sismico di un edificio fondamentale


valutare leffetto delle rotazioni consentite dallo sfilamento delle barre alle
estremit delle travi. Cos come stato esposto nel capitolo due gli edifici costruiti
in assenza di prescrizioni sismiche, ed in particolare prima degli anni 70, erano
armati con barre lisce. Tali barre, come noto, hanno notevoli problemi
dancoraggio, in particolare se confrontate con quelle nervate, attualmente
ampiamente adoperate.
Il legislatore, infatti, obbliga, da sempre, lancoraggio delle barre lisce con
un uncino terminale. In particolare ha fornito fin dal R.D.L. 4 settembre 1927 [3]
e fornisce tuttora delle informazioni precise sulla geometria di questultimo.
Se questo facilita il progettista, rende difficile il confronto con le esperienze
internazionali dato che queste non sono sempre completamente sovrapponibili con
i canoni costruttori italiani.
Nel tentativo di colmare questa carenza di dati, sono in svolgimento degli
esperimenti presso il laboratorio del Dipartimento di Analisi e Progettazione
Strutturale con delle geometrie di uncino secondo i parametri imposti dalle
normative attuali ed in particolare da quelle precedenti.
In attesa dei risultati definitivi che verranno dalla sperimentazione su citata,
si ricorso ai dati della letteratura che meglio si adattavano agli uncini utilizzati
nella costruzione degli edifici analizzati.

124

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Il pioniere sullo studio del comportamento di un sistema di ancoraggio


uncinato stato senza dubbio Considere [104] subito seguito da Morsch nel 1909.
Entrambi gli autori hanno affermato che un uncino con diametro equivalente a
cinque volte il diametro della barra fornisce il miglior ancoraggio (come affermato
nella normativa italiana).
Saliger [111], variando il raggio delluncino, ha dimostrato che quanto pi
grande tale raggio tanto maggiore la resistenza. La First Joint Commitee on
Concrete and Reinforced Concrete nel 1906 sulla scorta dei dati dellautore ha
affermato:
Anchorage furnished by short bends at right is less effective than by hooks
consisting of turns through 180 degrees.
Degli stessi problemi si interessato anche Mylrea [110] il quale,
concordando con gli autori che lo hanno preceduto, ha affermato la maggiore
efficacia delluncino come ancoraggio ed ha fornito, con i suoi esperimenti, il
fondamento su cui sono basati tutti gli esperimenti attualmente portati a termine
sullargomento.
Hribar et al. [104] hanno eseguito dei testi ed hanno riscontrato che per un
dato diametro esiste una ben definita relazione tra la lunghezza dancoraggio ed il
bond stress tanto da risultare insensibile a variazioni del tipo di ancoraggio,
uncinato o non. Esiste inoltre una diretta proporzionalit tra le dimensione della
barre ed il comportamento dellancoraggio. Affermano, infine che il pull-out
primariamente influenzato dalla lunghezza dellancoraggio e dalla geometria
delluncino: un aumento del raggio delluncino aumenta in modo pi significativo

125

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

lefficienza dellancoraggio piuttosto che laumento della lunghezza del tratto


beyond the hook.
Infine nel lavoro di J. Minor e J. O. Jirsa [108] sono state eseguite un gran
numero di prove per meglio caratterizzare il comportamento degli uncini. Gli
autori per adimensionalizzare i loro risultati rispetto alla classe del calcestruzzo
hanno fornito un coefficiente,

f c' / 4500 [in] , che a parit di fornisce un

differente slip. Quindi i fattori nella caratterizzazione del gancio sono ora ristretti
alla solo geometria. Le conclusioni a cui sono giunti gli autori possono essere cos
riassunte:
1.

Per un dato rapporto lunghezza dancoraggio-dimensione della barra si

osserva che quanto manto maggiore langolo delluncino tanto maggiore


lo slip per una stessa della barra e che quanto minore il rapporto raggio
delluncino-diametro della barra tanto maggiore lo slip, sempre a parit di
2.

In un ancoraggio costituito da una porzione uncinata ed una diritta la

maggior quota dello slip si sviluppa in corrispondenza della sezione curva


A conclusione della rassegna bibliografica appena fatta si ricava che il
comportamneto del gancio si basa sulla geometria di questultimo, che
caratterizzatata dai seguenti paramentri: raggio di curvatura, angolo, tratto
terminale rettilineo delluncino, diametro della barra ed infine classe del
calcestruzzo.
Altra problematica inerente largomento la schematizzazione del gancio
allinterno del nodo, il quale indipendentemente dal legame costitutivo
dellacciaio stato schematizzato come una molla non linerare = (s).

126

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

0
0

slip

slip

Figura 3.4.1 Schematizzazione del gancio allinterno del nodo

Infatti bisogna dire che il calcestruzzo ha un ruolo fondamentale nella


definizione dello scorrimento della barra darmatura, ci tanto pi vero per il
calcestruzzo di non ottima qualit come, appunto, quello utilizzato nelle
costruzioni precedenti gli anni 80.

127

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

4 ANALISI STATICA NON LINEARE: CASO STUDIO


4.1 Ledificio Catania

Lobiettivo fondamentale lapprofondimento e lestensione delle attuali


conoscenze sulla valutazione della vulnerabilit sismica delle strutture esistenti in
cemento armato, mediante lo studio della risposta effettiva e dei possibili
meccanismi di collasso, mediante unanalisi statica non lineare (push-over).
Lindagine rivolta ad un

edificio rappresentativo delle tipologie strutturali

realizzati, in assenza di applicazione di adeguate normative sismiche, nellarea di


Catania.
4.1.1 Descrizione delledificio

Ledificio analizzato, rappresentativo di una tipologia strutturale tra le pi


diffuse nellarea di Catania, fa parte di complessi edilizi risalenti alla fine degli
anni 70, e pertanto costruiti in assenza di normativa sismica. Il fabbricato, di
quattro piani, costituito da strutture intelaiate in cemento armato. Le murature di
tamponamento sono presumibilmente costituite da una doppia fila di laterizi forati
con interposta camera daria con una possibile, anche se non nota, variazione di
tipologia nei due telai trasversali di estremit.
Ledificio presenta una pianta rettangolare allungata con un asse di
simmetria nella direzione trasversale; lo sviluppo in elevazione di tre piani fuori
terra e un piano seminterrato. Le dimensioni in pianta sono circa di 40x10 m,
mentre laltezza di circa 12 m. I primi tre piani presentano un pianta simile tra
loro mentre lultimo piano di superficie nettamente pi piccola essendo adibito a
sola chiusura del vano scala. La struttura in c.a. intelaiata costituita da pilastri

128

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

distribuiti in pianta in maniera sostanzialmente regolare, con dimensioni che


vanno da un minimo di 30x50 cm ad un massimo di 20x105 cm; le travi
perimetrali sono di tipo intradossato con dimensioni 30x50 cm e il solaio di tipo
latero-cementizio di spessore 20 cm; le fondazioni, infine, sono di tipo diretto a
travi rovesce. Le dimensioni geometriche degli elementi, la percentuale di
armatura, le masse strutturali e i carichi sono ottenuti dai disegni progettuali
originali.

4.1.2 Materiali

La resistenza del calcestruzzo e dellacciaio sono assunte eguali a quelle


dichiarate, Acciaio FeB38K fyk=380 N/mm2, Calcestruzzo Rck=25 N/mm2.
Per il calcestruzzo compresso si adottata la convenzionale relazione
parabola-rettangolo mentre per lacciaio la relazione di Shima et al. 1987 [113]
assumendo una deformazione ultima tipica degli acciai utilizzati negli anni 70 in
Italia.
Le principali caratteristiche dei materiali sono riassunte in Tabella 4.1.1.
Calcestruzzo
Resistenza a compressione, fc
Resistenza a trazione, ft
Deformazione ultima, cu
Acciaio
Tensione di snervamento, fy
Tensione di rottura, fu
Deformazione al limite elastico, y
Deformazione all'incrudimento sh
Deformazione ultima, u
Tabella 4.1.1. Propriet dei materiali.

129

20.75 (N/mm2)
2.0
(N/mm2)
0.005
380.00 (N/mm2)
475.00 (N/mm2)
0.18%
2.0%
14%

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

130

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

4.1.3 Propriet dinamiche delledificio

La determinazione delle grandezze dinamiche delledificio, quali i periodi di


vibrazione e i modi vibrazionali, stata effettuata mediante analisi modale sul
relativo modello tridimensionale.
In tabella 4.1.2 riportato il periodo fondamentale elastico relativo alla
direzione trasversale (dimensione minore in pianta).
T=0.58 sec.
1 piano
2 piano
3 piano
4 piano

Mi
401
409
292
93

hi
275
600
925
1180

1
0.145
0.471
0.774
1

Tabella 4.1.2. Caratteristiche dinamiche delledificio.

4.1.4 Modellazione delledificio

Lipotesi di comportamento rigido dei solai ha permesso di ridurre lo studio


delle strutture reali tridimensionali a quello di un modello bidimensionale
costituito dal treno dei telai trasversali, collegati in parallelo. La correttezza di tale
ipotesi semplificativa facilmente verificabile, sulla base della coincidenza dei
periodi propri osservata per i telai modellati secondo le due diverse
schematizzazioni.

Daltra

parte,

la

motivazione

di

uno

studio

pseudotridimensionale limitatamente alla dimensione minore in pianta da


ricercarsi sia nella minore resistenza delle travi trasversali rispetto a quella delle
travi longitudinali, sia nel fatto che, in accordo con i risultati ottenuti dallanalisi
modale, il primo modo vibrazionale corrisponde appunto a quello traslazionale
lungo tale direzione. La schematizzazione dei telai in esame ha richiesto

131

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

linserimento nei telai trasversali centrali, oltre agli elementi strutturali realmente
presenti, di una serie di pendoli che simulassero lirrigidimento dovuto
allimpalcato.
La struttura portante caratterizzata dai soli telai che presentano un
collegamento tra i pilastri costituito da travi. La presenza di un piano ultimo di
massa modesta ha suggerito un modello bidimensionale costituito da soli tre
livelli. Si tratta della schematizzazione pi conservativa in quanto si trascura il
contributo dei solai. Stante la simmetria presente nella direzione trasversale
analizzato solo met delledificio. In figura 4.1.2 e 4.1.3, sono riportati i telai
considerati, in carpenteria, e il treno di telai.

Figura 4.1.2. Pianta del piano tipo

132

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

32
5

32
5

27
5
400

220

405

360

200

350

530

Figura 4.1.3. Schema del treno di telai adottato

Nellanalisi di push-over stata considerata la distribuzione di forze


associata al modo fondamentale di vibrazione della direzione considerata. In
figura 4.1.4 sono riportate rispettivamente la distribuzione che si adotta, del tipo
proporzionale alla forma del modo fondamentale, e quella relativa alle indicazione
della Normativa Italiana; si evince, chiaramente, che le due distribuzioni non sono
particolarmente dissimili tra loro.
1400

1200

norm. Ital.

H (mm)

1000

800

600

400

200

0
0

0.05

0.1

0.15

0.2

0.25

0.3

0.35

0.4

V/Vb

Figura 4.1.4. Distribuzione forze laterali

133

0.45

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

4.1.5 Lanalisi di push-over

L'edificio presenta caratteristiche di regolarit sia geometriche che


strutturali, come confermato anche dall'analisi dinamica in campo elastico che
evidenzia un primo modo traslazionale predominante. In conseguenza di tale
considerazione il treno di telai soggetto, nell'analisi di push-over, ad una
distribuzione dei carichi orizzontali proporzionale alla forma vibrazionale
associata al periodo fondamentale; i carichi gravitazionali sono concentrati alla
testa delle colonne. Nellanalisi sono tenute in conto le principali fonti di non
linearit meccanica. La conoscenza delle caratteristiche dei materiali permette,
attraverso lausilio di adeguati modelli costitutivi dei materiali, acciaio e cls, di
poter risalire alla relazione momento-curvatura delle sezioni degli elementi trave e
colonna; in questultimo caso si tiene in conto anche la presenza e la possibile
variazione, indotta dai carichi orizzontali, delle sforzo assiale. In ambito postfessurativo il modello permette di considerare anche leffetto di tension-stiffening
tra due fessure consecutive, e le rotazioni rigide (fixed end rotation) alle estremit
degli elementi trave/colonna. Nell'analisi strutturale preso in considerazione
anche leffetto P- che in avanzata fase post-elastica pu avere una influenza
significativa sulla capacit portante globale.
A titolo esemplificativo riportata in figura 4.1.5 una delle curve di pushover (acciaio FeB38k nervato con fixed-end rotation) ottenuta con il modello
proposto. Sulle ascisse riportato lo spostamento dellultimo livello mentre sulle
ordinate riportato il tagliante alla base. Dallanalisi della curva si evince un
primo tratto lineare e successivamente un comportamento non lineare causato

134

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

dalla propagazione della fessurazione negli elementi. Il valore ultimo della curva
di push-over, ottenuto per un tagliante alla base di 760 kN e uno spostamento di
sommit di 6.58 cm, corrisponde alla rottura locale di una colonna di base.

1000
push-over

800
Vb
[kN]

rottura locale

600

400

200

0
0.0

1.0

2.0

3.0

4.0

5.0

6.0

7.0

[cm]

Figura 4.1.5. Curva di push-over del treno di telai (cu=0.005).

Inoltre, nella Figura 4.1.6 riportata la relazione tra il rapporto della


curvatura plastica e la curvatura ultima, assunto come misura di danno locale, e la
rotazione di piano /h relativa agli elementi del piano terra. Sono riportate con
tratto pieno le curvature riguardanti gli elementi colonna e con linea tratteggiata le
travi; come pu notarsi tutti gli elementi trave tendono a plasticizzare prima delle
colonne ma presentano, in corrispondenza del livello di rottura globale della
struttura, un residuo di disponibilit maggiore. Un siffatto effetto giustificato
dallo sforzo assiale presente nelle colonne, che se da una parte incrementa la
resistenza della sezione dallaltra comporta una diminuzione notevole di duttilit
della stessa.

135

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

In particolare lanalisi del diagramma momento-curvatura mostra che la


curvatura allo snervamento non particolarmente affetta dal livello di sforzo
normale mentre la curvatura ultima dipende fortemente dallo sforzo assiale.
Una simile spiegazione trova conferma nelle Figure 4.1.7 e 4.1.8, le quali
riportano la variazione rispettivamente della deformazione dellacciaio teso e del
calcestruzzo compresso, al variare della rotazione di piano. I tassi di lavoro
dellarmatura tesa, sia per gli elementi colonna che per le travi, risultano molto
bassi se confrontati con la deformazione ultima dellacciaio, mentre il cls
presenta, in particolar modo per le colonne, deformazioni prossime al proprio
valore ultimo sino al raggiungimento della crisi nel caso di una colonna di base.
Dalle Figure 4.1.6, 4.1.7 e 4.1.8 si evince che la crisi della colonna avviene
per una rotazione di piano, riferita al piano terra, pari a circa 0.0055.
1.4

( y)/(u y)
1.2
1.0

COLONNE

0.8

TRAVI

0.6
0.4
0.2
0.0
0

0.001

0.002

0.003

0.004

0.005

0.006

/h

Figura 4.1.6. Andamento delle curvature plastiche al primo impalcato


(cu=0.005).

136

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

Nel telaio analizzato non si sono manifestate crisi per taglio. Infatti, nelle
travi il livello di taglio basso in quanto la capacit portante globale dell'edificio
non elevata. Nelle colonne il livello di compressione molto elevato a causa
della modesta sezione trasversale, mentre anche su questi elementi il taglio non
molto alto.
0.06

0.05
0.04
COLONNE

0.03

TRAVI

0.02
0.01
y = 0.0018
0
0

0.001

0.002

0.003

0.004

0.005

0.006

/h

Figura 4.1.7. Andamento delle deformazioni nell'acciaio al primo


impalcato (cu=0.005).

137

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

0.007

c
0.006
0.005

COLONNE

0.004

TRAVI

0.003
0.002
0.001
0
0

0.001

0.002

0.003

0.004

0.005

0.006

/ h

Figura 4.1.8. Andamento delle deformazioni nel cls al primo impalcato


(cu=0.005).

Allo stesso modo nel telaio analizzato non si sono manifestate crisi per
sfilamento delle armature nei nodi. Ci giustificato sia dall'impiego di armatura
ad aderenza migliorata, sia dal basso livello di tensione nelle barre delle travi,
dovuto alla prematura crisi per schiacciamento dei pilastri. Inoltre dalle prime
stime, il basso livello di taglio nelle travi rende assai improbabile una crisi di
pannello nei nodi.
Pertanto, le colonne di telai progettati per soli carichi verticali, che
presentano bassi momenti flettenti e conseguentemente basse percentuali di
armatura longitudinale, sollecitate da forze orizzontali che inducono elevati
momenti flettenti con significativi livelli di sforzo normale, ma basso taglio,
tendono a raggiungere la crisi flessionale per eccesso di compressione nel cls.
Per edifici che presentano un simile comportamento, ossia un meccanismo
del tipo trave forte e pilastro debole, risultano predominanti le caratteristiche del

138

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

calcestruzzo; lassenza di dettagli costruttivi adeguati, quali linfittimento delle


staffe in prossimit dei nodi, comporta resistenze di picco e deformazioni ultime
del cls prossime a quelle relative al calcestruzzo non confinato.
Il collegamento tra crisi del telaio e crisi a compressione del cls che emerge
dalle considerazioni precedenti rende la stima della duttilit ultima molto delicata.
Infatti, nonostante lassenza di confinamento, l'assunzione di una cu pari a 0.005
pu essere molto conservativo, in quanto prove sperimentali eseguite su travi e
colonne mostrano che l'allungamento ultimo del cls pu essere superiore all'1%
senza osservare evidenti crisi e quindi senza una significativa perdita della
capacit portante. Ci dovuto alla complessa interazione di pi fenomeni che
vanno dall'influenza dell'effetto scala sul comportamento costitutivo, all'effetto di
confinamento indiretto che si ha nelle zone nodali prodotto dalla presenza delle
travi trasversali.
Tutto quanto stato detto a proposito dellacciaio FeB38k nervato con
fixed-end rotation stato esposto qui come esempio al fine di dimostrare le
modalit interpretative dellanalisi attuata; essa sar esposta in unaltra parte di
questo capitolo per altri tipi di acciaio per il quali, quindi, ci si asterr dal fare
ripetitive considerazioni.

139

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

4.2 Caratterizzazione del gancio

Lo studio attuato parte dalledificio esistente appena descritto per poi


ampliarsi e considerare anche delle condizioni alternative. A tale scopo le analisi
sullacciaio, esposte in una parte successiva del capitolo, sono state condotte e su
acciaio FeB38k nervato (realmente usato nella costruzione), con e senza fixed-end
rotation, e su acciaio FeB38k schematizzato liscio con e senza fixed-end rotation.
Nessuna variazione del cls, invece, stata considerata. Nel caso in cui
stato considerato lacciaio liscio dovendo caratterizzare un gancio si proceduto
con la ricerca, tra la letteratura internazionale, di un gancio che rispondesse ai
seguenti requisiti:

dimensione della barra prossima ai 12-14 mm, (poich sono quelle

in generale pi utilizzate negli edifici tra il 1960 ed il 1970, in Italia, ed in modo


specifico sono quelli utilizzati nelledificio in esame);

angolo di 180;

luce interna prossima a 5 d;

tratto rettilineo terminale del gancio prossimo a 3 d.

Solo uno, tra i 176 esperimenti consultati [104, 106, 107], ha risposto a tutti
questi requisiti; di esso si riporta di seguito il diagramma sigma-slip.

140

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

60
#5-6.0-180-1.5

[ksi]

50
40
30
20
10
0
0

0.25

0.5

0.75
1
slip [mm]

1.25

1.5

Figura 4.2.1. Legame -slip utilizzato

141

1.75

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

4.3 Risultati della analisi

Nellultima parte di questo lavoro viene attuato un confronto tra i diversi


comportamenti di un edificio facendo variare la qualit dellacciaio, considerando
in modo alternativo una situazione con e senza fixed-end rotation.
Per una data coppia dei parametri precedenti, lanalisi del FeB38k stata
portata a termine considerando luso di barre ad aderenza migliorata e quindi
lisce; quella del FeB22k, sovrapponibile per legame costitutivo allAq.42, stata
attuata considerando solo il modello a barra liscia. Nello studio delle barre lisce,
inoltre, si supposto applicato il modello di gancio descritto nel paragrafo 4.2.
Lidea di studiare il comportamento di un edificio con e senza fixed-end
rotation si basa sulla considerazione che, consentendo la rotazione dei vincoli
estremi dovuta allo scorrimento acciaio-calcestruzzo (fixed-end rotation), si
ottiene un importante spostamento dellultimo piano (paramentro su cui si basa
lanalisi di push-over) se confrontato con un modello che non le valutano.

=0

nota

M
x
L
c

Figura 4.3.1.Fixed end rotation

142

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

4.3.1 Analisi delledificio con acciaio FeB38k e FeB22k: con e senza


fixed-end rotation

In figura 4.3.2 riportato il confronto dei risultati dellanalisi avendo


utilizzato lacciaio FeB38k in modelli con e senza fixed-end rotation. Sullasse
delle ascisse riportato lo spostamento dellultimo piano del treno di telai
considerato e sulle ordinate il tagliante alla base.
Si nota che a parit del taglio alla base c sempre una maggiore
deformabilit delledificio al di sopra di circa 300kN. Prima di raggiungere tale
punto le due curve sono coincidenti poich la struttura si trova ancora in campo
elastico a conferma di quanto detto si pu osservare che c una diretta
proporzionalit tra il tagliante alla base e lo spostamento . Pur non variando la
capacit portante, in ipotesi di rotazioni rigide dei nodi attivate, la deformabilit
delledificio aumenta di circa il 15% (lo spostamento in sommit passa da un
valore di 5.65 cm, per la push-over calcolata senza le rotazioni rigide, a 6.58
nellaltro caso). Tale risultato evidenzia, in maniera significativa, limportanza
della fixed end rotation in relazione alla capacit deformativa della struttura.

143

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

800
senza fixed-end
rotation
con fixed-end rotation

700

600

Vb [kN]

500

400
1

300

32
5

32
5

200

27
5
400

100

220

360

405

200

350

530

0
0

4
[cm]

Figura 4.3.2. Curve di push-over: FeB38k.

La nostra analisi non lineare pu essere utilizzata anche nel caso di barre
lisce variando, naturalmente, il legame daderenza, come gi mostrato nel
paragrafo 3.2 ed introducendo opportunamente il legame -slip del gancio.
Landamento delle curve di push-over in queste condizioni sono rappresentate in
figura 4.3.3. Come gi notato nel caso precedente c un aumento di
deformabilit, ma a differenza di prima in questo caso tale incremento superiore
al 65% quindi lerrore che si commetterebbe non considerando le deformazioni
locali, che si ripercuotono globalmente sulla struttura, sarebbe notevolmente pi
grande.

144

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

1000
senza fixed-end rotation
con fixed-end rotation

800

Vb [kN]

600

400
1
32
5

32
5

200

27
5
4 00

2 20

360

40 5

20 0

3 50

53 0

0
0

6
[cm]

10

Figura 4.3.3. Curve di push-over: FeB38k liscio

Mettendo a confronto le due curve, nervato-liscio, considerando per


entrambe le fixed-end rotation evidente il comportamento fortemente non
lineare delledificio considerato armato con acciaio liscio a differenza di quello
armato con acciaio ad aderenza migliorato, a parit di legame costitutivo
(Fig.4.3.4). Dal diagramma, inoltre, possibili individuare qualitativamente il
punto in cui si verifica il primo sfilamento dellarmatura in prossimit dei nodi.

145

12

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

800

700

600

nervato
liscio

Vb [kN]

500

400

300

1
32
5

200

32
5

27
5

100

400

220

405

360

200

350

530

0
0

[cm]

10

Figura 4.3.4. Curve di push-over con fixed end rotation: nervato-liscio

Lultimo caso esposto unulteriore conferma di quanto affermato: che il


mancato calcolo della fixed-end rotations rappresenta sicuramente nel caso di
acciaio liscio, una fonte di importante errore nel corso della valutazione del
comportamento sismico di un edificio. Anche per lacciaio FeB22k, infatti, la
differenza di spostamento supera il 60% (figura 4.3.5).

146

11

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

800
senza fixed-end rotation
con fixed-end rotation

700

600

Vb [kN]

500

400

300
32
5

200

32
5

27
5

100

400

220

360

405

200

350

530

0
0

5
[cm]

Figura 4.3.5 Curve di push-over: FeB22k (Aq.42)

147

10

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

BIBLIOGRAFIA

Cronologia delle Normative Italiane non Sismiche

[1] D.M. 10 gennaio 1907 (Gazz. Uff. del 2 febbraio 1907 n28).
[2] D.P. 15 maggio 1925 (Gazz. Uff. del 12 giugno 1925 n135); Prescrizioni per
laccettazione degli agglomerati idraulici e lesecuzione delle opere in
conglomerato cementizio semplice ed armato.
[3] R.D.L. 4 settembre 1927, n1981 (Gazz. Uff. del 11 novembre 1927 n261);
Nuove norme tecniche per laccettazione degli agglomerati idraulici e
lesecuzione delle opere in conglomerato cementizio semplice ed armato.
[4] R.D.L. 7 giugno 1928, n1431. (Gazz. Uff. del 6 luglio. 1928 n156);
Prescrizioni per laccettazione degli agglomerati idraulici e per lesecuzione
delle opere in conglomerato cementizio.
[5] R.D.L. 4 aprile 1929, n592 (Gazz. Uff. del 30 aprile 1929 n101); Norme
per laccettazione dei cementi speciali.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

[6] R.D.L. 18 luglio 1930, n1133 (Gazz. Uff. del 30 agosto 1930 n203);
Norme per le prove daccettazione degli agglomerati idraulici e per
lesecuzione delle opere in conglomerato cementizio.
[7] R.D.L. 23 maggio 1932, n832 (Gazz. Uff. del 23 luglio 1932 n169);
Questultimo convertito in legge con modificazioni con la Legge 22
dicembre 1932, n1830 (Gazz. Uff. del 26 gennaio 1933 n21). Norme per

laccettazione degli agglomerati idraulici e per lesecuzione delle opere in


conglomerato cementizio.
[8] R.D.L. 29 luglio 1933 n1213 (Gazz. Uff. del 26 settembre 1933 n224)
Norme per laccettazione dei leganti idraulici e per lesecuzione delle opere
in conglomerato cementizio.
[9] Normale n16, 30 aprile 1935 Tabelle ed abaco per il calcolo e la verifica
delle sezioni rettangolari in cemento armato a semplice armatura, soggette a
flessione semplice.
[10] Tabelle per il calcolo delle sezioni rettangolari in conglomerato cementizio
con armatura tesa e soggette a flessione (Parte 1).
[11] Circolare 17 maggio 1937 n2202 Impiego dellacciaio semiduro nelle
costruzioni in conglomerato cementizio armato.
[12] Normale n18, 11 marzo 1937 Minima armatura nelle sezioni rettangolari
in cemento armato soggette a pressione eccentrica.
[13] Normale n19, 31 luglio 1937 Impiego dellacciaio semiduro nelle
costruzioni in cemento armato Norme di calcolo.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

[14] Circolare Tabelle per il calcolo delle sezioni rettangolari in conglomerato


cementizio con armatura tesa e soggette a flessione (Parte 2).
[15] Circolare Tabelle per il calcolo e la verifica delle sezioni rettangolari in
cemento armato a semplice e doppia armatura soggette a flessione semplice
per qualsiasi valore delle sollecitazioni.
[16] R.D.L. 16 novembre 1939 n2228 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. del 18 aprile
1940 n92) Norme per l'accettazione dei leganti idraulici.
[17] R.D.L. 16 novembre 1939 n2229 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. del 18 aprile
1940 n92) Norme per l'esecuzione delle opere in conglomerato cementizio
semplice od armato.
[18] R.D.L. 16 novembre 1939 n2230 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. del 18 aprile
1940 n92) Norme per l'accettazione delle pozzolane dei materiali a
comportamento pozzolanico.
[19] R.D.L. 16 novembre 1939 n2231 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. del 18 aprile
1940 n92) Norme per l'accettazione delle calci.
[20] R.D.L. 16 novembre 1939 n2232 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. del 18 aprile
1940 n92) Norme per l'accettazione delle pietre naturali da costruzione.
[21] R.D.L. 16 novembre 1939 n2233 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. del 18 aprile
1940 n92) Norme per l'accettazione dei materiali laterizi.
[22] R.D.L. 16 novembre 1939 n2234 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. del 18 aprile
1940 n92) Norme per l'accettazione dei materiali per pavimentazione.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

[23] R.D.L. 16 novembre 1939 n2235 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. del 18 aprile
1940 n92) Norme per l'accettazione dei mattoni refrattarie da impiegare
nelle comuni costruzioni edilizie.
[24] Circolare 22 novembre 1946 n1735 Impiego dacciaio ad alto limite
elastico.
[25] Circolare 25 settembre 1948 n2083 Lacciaio da impiegare nei cementi
armati.
[26] Circolare 9 dicembre 1948 n2625 Impiego dacciaio ad alto limite
elastico.
[27] Circolare 9 marzo 1950 n46 Impiego di pozzolana macinata nella
confezione dei calcestruzzi.
[28] Circolare 13 aprile 1950 n942 Acciai speciali ad alto limite di resistenza.
[29] Circolare 8 giugno 1953 n1082 Acciaio per conglomerati cementizi
armati.
[30] Circolare 20 maggio 1954 n1433 Osservanza delle norme per le
costruzioni in cemento armato.
[31] Circolare 10 settembre 1956 n2337 Impiego dacciaio speciale sagomato
ad alto limite elastico nelle strutture in cemento armato.
[32] Circolare 23 maggio 1957 n1472 Armature delle strutture in cemento
armato.
[33] Circolare 4 maggio 1961 n1042 Adozione cemento 600 e 730.
[34] Circolare 17 maggio 1965 n1547 Caratteristiche e modalit dimpiego
degli acciai ad aderenza migliorata.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

[35] Legge 26 maggio 1965 n595 Caratteristiche tecniche e requisiti dei leganti
idraulici.
[36] D.M. 14 gennaio 1966 Norme sui requisiti daccettazione e modalit di
prova dei leganti idraulici.
[37] Circolare 11 settembre 1967 n3525 Caratteristiche e modalit dimpiego
nel cemento armato degli acciai ad aderenza migliorata Carichi di
snervamento e di rottura.
[38] D.M. 3 giugno 1968 Nuove norme sui requisiti daccettazione e modalit di
prova dei cementi.
[39] Circolare LL.PP. Serv. Tecnico Centr. 15 ottobre 1968 n5226
Caratteristiche e modalit dimpiego nel conglomerato cementizio degli
acciai ad aderenza migliorata.
[40] Circolare 14 maggio 1969 n5975 Acciai ad aderenza migliorata.
[41] Circolare 14 luglio 1969 n6157 Acciai ad aderenza migliorata.
[42] Circolare 10 ottobre 1969 n6400 Integrazioni da apportare alla circolare
n5226.
[43] Circolare 17 ottobre 1970 n7443 Limpiego degli acciai ad aderenza
migliorata.
[44] Circolare LL.PP. Presidenza del Consiglio Sup., 12 maggio 1971 n8069
-Caratteristiche e modalit dimpiego nel conglomerato cementizio armato
degli acciai ad aderenza migliorata.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

[45] Legge 5 novembre 1971 n1086 (Gazz. Uff. del 21 dicembre 1971 n321)
Norma per la disciplina delle opere in conglomerato cementizio, normale e
precompresso ed a struttura metallica.
Allegati alle norme tecniche ai sensi della legge 5 novembre 1971, n1086:

1) Requisiti dei materiali.


2) Controlli sul conglomerato.
3) Controlli su acciai da precompresso.
4) Controlli in stabilimento di barre ad aderenza migliorata.
5) Controlli in stabilimento di reti elettrosaldate.
6) Controlli delladerenza.
7) Controlli sui laterizi.
[46] Norme C.N.R.-UNI 10020/71 Prove daderenza su barre dacciaio ad
aderenza migliorata.
[47] D.M. 30 maggio 1972 n9161 Norme tecniche per il calcolo, lesecuzione
ed il collaudo delle strutture in conglomerato cementizio armato normale e
precompresso e per le strutture metalliche.
[48] Circolare Min. LL.PP. 14 febbraio 1974 n11951 Norme per la disciplina
delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a
struttura metallica. Istruzioni per lapplicazione.
[49] D.M. 30 maggio 1974 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. del 29 luglio 1974 n198)
Norme tecniche per lesecuzione delle opere in cemento armato normale e
precompresso e per le strutture metalliche.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

[50] Circolare 25 gennaio 1975 n13229 Impiego di materiali con elevate


caratteristiche di resistenza per cemento normale e precompresso ed a
struttura metallica.7
[51] D.M. 16 giugno 1976 (Gazz. Uff. del 14 agosto 1976 n214) Norme
tecniche per lesecuzione delle opere cemento armato normale e
precompresso e per le strutture metalliche.
[52] Circolare Min. LL.PP. 31 luglio 1979 n19581 Legge 5.11.1971, n1086,
art.7 Collaudo Statico.
[53] Circolare

Min.

LL.PP.

23

ottobre

1979

n19777

Competenza

Amministrativa: Legge 5.11.1971, n1086, Legge 2.2.1974, n64.


[54] Circolare Min. LL.PP. 9 gennaio 1980 n20049 Legge 5.11.1971, n1086
- Istruzioni relative ai controlli sul conglomerato cementizio adoperato per le
strutture in cemento armato.
[55] D.M. 26 marzo 1980 Norme tecniche per l'esecuzione delle opere in
cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche.
[56] Circolare 30 giugno 1980 Istruzioni relative alle norme tecniche per
lesecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le
strutture metalliche.
[57] D.M. 27 luglio 1985 (Suppl. Gazz. Uff. del 17 maggio 1986 n113) Norme
tecniche per le opere in cemento armato e per le strutture metalliche.
[58] D.M. 14 febbraio 1992 (Suppl. Ord. Gazz. Uff. del 18 marzo 1992 n65)
Norme tecniche per l'esecuzione delle opere in cemento armato normale e
precompresso e per le strutture metalliche.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

[59] D.M. 9 gennaio 1996 (Suppl. Ord. Gazz. Uff. del 5 febbraio 1996 n19)
Norme per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento
armato, normale e precompresso e per le strutture metalliche
[60] Circolare Min. LL.PP. 15 ottobre 1996 n252 AA.GG./S.T.C. Istruzioni
per lapplicazione delle <Norme tecniche per il calcolo, lesecuzione ed il
collaudo delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le
strutture metalliche> di cui al decreto ministeriale 9 gennaio 1996.

Cronologia delle Normative Sismiche Italiane

[61] R.D. 18 aprile 1909 n193 (Gazz. Uff. 22 aprile 1909 n95) Portante norme
tecniche ed igieniche obbligatorie per le riparazioni, ricostruzioni e nuove
costruzioni degli edifici pubblici e privati nei luoghi colpiti dal terremoto 28
dicembre 1908 e da altri precedenti elencati nel R.D. 13 aprile 1909 e ne
designa i Comuni.
[62] R.D.L. 6 settembre 1912 n1080 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1912 n247)
Approva le Norme obbligatorie per le riparazioni, ricostruzioni e nuove
costruzioni degli edifici pubblici e privati nei luoghi colpiti dal terremoto, in
sostituzione di quelle approvate col R.D. 18 aprile 1909 n193.
[63] R.D. 22 ottobre 1924 n2089 Norme tecniche ed igieniche per le localit
colpite da terremoto.
[64] L. 31 gennaio 1926 n100 Norme tecniche ed igieniche per le localit
colpite da terremoto.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

[65] R.D.L. 3 aprile 1926 n705 Norme tecniche ed igieniche per le localit
colpite da terremoto.
[66] R.D. 13 marzo 1927 n431 Norme tecniche ed igieniche per le localit
colpite da terremoto.
[67] R.D. 26 febbraio 1928 n457 Norme tecniche ed igieniche per le localit
colpite da terremoto
[68] L. 27 giugno 1929 n10069 Norme tecniche ed igieniche per le localit
colpite da terremoto.
[69] R.D. 3 aprile 1930 n682 Norme tecniche ed igieniche per le localit colpite
da terremoto.
[70] R.D.L. 23 maggio 1932 n832 Norme tecniche dedilizia con speciali
prescrizioni per localit colpite dai terremoti.
[71] R.D.L. 26 gennaio 1933 n27 Norme tecniche ed igieniche per le localit
colpite da terremoto.
[72] R.D.L. 25 marzo 1935 n640 (Gazz. Uff. del 22 maggio 1935 n120)
Norme tecniche dedilizia con speciali prescrizioni per le localit colpite dai
terremoti.
[73] R.D.L. 22 novembre 1937 n2105 Norme tecniche dedilizia con speciali
prescrizioni per le localit colpite dai terremoti.
Allegato al R.D.L. 22 novembre 1937 n2105 Elenco dei Comuni e

frazioni di Comune nei quali obbligatoria l'osservanza delle speciali norme


tecniche dedilizia per le localit sismiche della 1a e 2a categoria.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

[74] Circolare 9 febbraio 1938 Applicazione del R.D.L. 22 novembre 1937 per
luso del ferro nelle costruzioni civili.
[75] Giornale del Genio Civile 1956 Un artificio per rendere spedito il calcolo
delle ossature portanti nei fabbricati antisismici.
[76] Legge 25 novembre 1962 n1684 (Suppl. Ord. della Gazz. Uff. del 22
dicembre 1962 n326) Provvedimenti per l'edilizia, con particolari
prescrizioni per le zone sismiche.
[77] Circolare 6 febbraio 1963 n705 Provvedimenti per ledilizia, con
particolari prescrizioni per le zone sismiche.
[78] Precisazioni 12 giugno 1963 n2535 Applicazione delle norme 25 nov.
1962, n1634.
[79] Legge 2 febbraio 1974 n64 Provvedimenti per le costruzioni con
particolari prescrizioni per le zone sismiche.
[80] D.M. 3 marzo 1975 n1684 (Suppl. Ord. della Gazz. Uff. del 8 aprile 1975
n93) Approvazione delle norme tecniche per le costruzioni in zone
sismiche.
[81] D.M. 7 marzo 1981 Dichiarazione di zone sismiche nelle regioni Basilicata,
Campania e Puglia.
Allegato (aggiornato al 31/9/80) Elenco dei Comuni e parti di Comune

nei quali obbligatoria l'osservanza delle norme tecniche dedilizia per le localit
sismiche della 1a e della 2a categoria

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

[82] D.M. 3 giugno 1981 Classificazione a bassa sismicit S = 6 del territorio dei
comuni delle regioni Basilicata, Campania e Puglia e classificazione sismica
S = 9 del comune di S.Maria La Carit.
[83] D.M. 3 giugno 1981 Aggiornamento delle norme tecniche per le costruzioni
in zona sismica.
[84] D.M. Min. LL.PP. 2 luglio 1981 Normativa per le riparazioni ed il
rafforzamento degli edifici danneggiati dal sisma nelle regioni Basilicata,
Campania e Puglia.
[85] Circolare Min. LL.PP. 30 luglio 1981 n21745 Istruzioni relative alla
normativa tecnica per la riparazione ed il rafforzamento degli edifici in
muratura danneggiati dal sisma.
[86] Circolare Min. LL.PP. 12 dicembre 1981 n22120 Istruzioni relative alla
normativa tecnica per la riparazione ed il rafforzamento degli edifici in
cemento armato ed a struttura metallica danneggiati dal sisma.
[87] Legge regionale 7 gennaio 1983 n9 Norme per l'esercizio delle funzioni
regionali in materia di difesa del territorio dal rischio sismico.
[88] D.M. 19 giugno 1984 Norme tecniche relative alle costruzioni sismiche.
[89] D.M. 24 gennaio 1986 Norme tecniche relative alle costruzioni sismiche.
[90] D.M. Min. LL.PP. 16 gennaio 1996 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. del 5
febbraio 1996 n19) Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche.
[91] Circolare Min. LL.PP. 10 aprile 1997 n65 Istruzioni per l'applicazione
delle <Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche> di cui al D.M. 16
gennaio 1996.

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

[92] Presidenza del Consiglio Superiore dei LL.PP. Servizio Tecnico Centrale
Linee guida per progettazione, esecuzione e collaudo di strutture isolate dal
sisma.

Cronologia delle Normative inerenti ai Carichi

[93] Circolare del ministero LL.PP. - Cons. Sup. Serv. Tecnico Centrale 8
giugno 1968, n4773 Ipotesi di carico nelle costruzioni.

[94] D.M. 3 ottobre 1978 (Gazz. Uff. del 15 novembre del 1978 n319) Criteri
generali per la verifica della sicurezza delle costruzioni e dei carichi e
sovraccarichi.
[95] Circolare LL.PP. 9 novembre 1978, n18591 Istruzioni relative ai carichi,
sovraccarichi e ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle
costruzioni.
[96] D.M. 12 febbraio 1982 (Gazz. Uff. del 26 febbraio del 1982 n56) Criteri
generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e
sovraccarichi.
[97] D.M. 16 gennaio 1996 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. del 5 febbraio 1996 n19)
Norme tecniche relative ai <Criteri generali per la verifica di sicurezza delle
costruzioni e dei carichi e sovraccarichi>.
[98] Circolare Ministeriale LL.PP. 4 luglio 1996 n156AA.GG./STC (Suppl.
Ord. alla Gazz. Uff. del 16 settembre 1996 n151) Istruzioni per
l'applicazione delle Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica

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Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi> di cui al D.M. 16


Gennaio 1996.

Fonti Essenziali

[99] Cosenza E., Greco C., Manfredi G. Il calcolo delle rotazioni plastiche
nelle travi in c.a. Rapporto dellistituto dIngegneria Civile, divisione
strutture, n 30, Universit di Napoli Federico II.
[100] Donato. Lezioni di Costruzioni in Cemento Armato (vol I) 1954.
[101] Eligehausen R., Popov E. P., Bertero V. V. Local bond stress-slip
relationships of deformed bars under generalize exitations, Report n.
UCB/EERC 83-23, Earthquake Engineering Research Center, University of
California, Berkley.
[102] Eurocode 8 (1998) Design provisions for earthquake resistance of
structures.
[103] Eurocodice 2 (1992) Progettazione delle strutture di calcestruzzo.
[104] Hribar J. A., Vasko R. End Anchorage of High Strength Steel
Reinforcing Bars ACI JOURNAL, Proceedings V.66, No 11, November 1969,
pp. 875-883.

160

Linfluenza della qualit dellacciaio sulla risposta sismica di telai in c.a. progettati per carichi verticali

[105] Kankam C. K. Relationship of Bond Stress, Steel Stress, and Slip in


Reinforced Concrete, Journal of Structural Engineering, January 1997 pp.
79-85.
[106] Krawinkler H., Lawson R.S., Vance V. Nonlinear Static Push-over
Analysis- Why, When, and How?, Proc. 5th US Conf. Earthq. Engng, vol. 1,
Chicago, IL, 194, pp. 283-292.
[107] Marques J. L. G., Jirsa J. O.. A Study of Hooked Bar Anchorages in
Beam-Column Joints, ACI JOURNAL, Proceedings V.72, May 1975, pp. 198209.
[108] Minor J., Jirsa J. O. Behavior of Bent Bar Anchorages ACI JOURNAL,
Proceedings V.72, April 1975, pp. 141-149.
[109] Model Code 90 Cap.3 General Models pagg. 3.1-3.45 e Cap.7
Verification of Serviceability Limit states pagg. 7.1-7.31.
[110] Mylrea T. D. The Carrying Capacity of semi-circular hooks ACI
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[111] Saliger R. Bond and Shearing Strength of Reinforced Concrete Beams
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[112] Santarella L. Il Cemento Armato (vol I: La Tecnica e la Statica) 1947.
[113] Shima H., Chou L. L., Okamura H. Bond characteristics in post-yield
of deformed bars. CONCRETE LIBRARY OF JSCE, Vol.10, pp.113-124, 1987.

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