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CILIEGIO IMPERIALE DI CASERTA

Albero di vigore medio, con portamento espanso, di ottima produttivit.


Frutto di medie dimensioni con buccia di colore giallo-rossastro.
Polpa di colore giallo chiaro, croccante, carnoso, di ottimo sapore, molto dolce.
Variet autocompatibile, per fruttificare non necessita di impollinatori.
Per via del colore giallo, poco visibile dagli uccelli e quindi non viene beccata.
Maturazione 5 giugno.
CILIEGIO BIGARREAU MOREAU
Durone francese mdiamente vigoroso a portamento medio - assurgente, di lenta entrata in produzione.
Autoincompatibile. Impollinatori: Adriana, Van e Durona 1
Frutto medio grosso, cordiforme, rosso scuro. Polpa rossa, dolce, molto succosa, abbastanza
consistente.
CILIEGIO BIGARREAU BURLAT

Tipologia: ciliegio dolce


Genealogia: semenzale di origine sconosciuta, Francia 1915
Variet precoce non molto diffusa nei nostri ambienti; invece diffusa in Francia per la maggiore
produttivit rispetto a Moreau, confronto alla quale pi soggetta alla spaccatura (cracking) anche se
complessivamente abbastanza restia; poco sensibile alla monilia e poco resistente alla manipolazioni.
Frutto: di pezzatura media, 6,5gr circa, di colore rosso vinoso intenso, polpa rossa, poco consistente e
poco succosa, mediamente dolce.
Epoca di fioritura: intermedia
Maturazione: precoce, 25 Maggio circa (0)
Autoincompatibile: impollinatori possibili sono Van, Napoleon, Hedelfinger, Garnet, Durone dell'Anella,
Durone della Marca, Durone Nero I, Durone Nero II, Durone Nero III, Lapins, Mora di Vignola, Stella.

CILIEGIO MOSCATELLA GIALLA


E proprio nelle nature morte rinascimentali che si hanno le prime informazioni di questa
straordinaria variet dai frutti giallo lucenti e dalla pezzatura media. Bartolomeo Bimbi, pittore di fiori
e frutta alla corte medicea, la raffigura nel famoso quadro delle ciliege, al centro della scena. Siamo
alla fine del Seicento e le moscatelle bianche o gialle che dir si voglia, vengono coltivate nella villa
della Topaia, il pomario dei Medici, nella villa del Marchese degli Albizi e in Val di Sieve.
Michieli cita le ciliegie bianche in alcuni dei suoi scritti. Torgioni Tozzetti riporta: Cerasus Sativa,
fructu rotundo, albo, sub dulci, tenerissimo.

Ma le ciliegie bianche, pur essendo abbastanza tenere, sono dei veri duroni, succosi, dal leggero
aroma moscato, tale da far apparire un leggero e gradevolissimo retrogusto amarognolo.
Lalbero maestoso, come tutti i P. avium, con il tronco lucido con riflessi giallognoli, inconfondibile.
La fioritura intermedia e come nella maggior parte dei ciliegi dolci, per ottenere una buona
fruttificazione, necessario unimpollinazione incrociata con altre variet cosiddette compatibili.

Possono essere buoni impollinatori il Durone I di Vignola e il Durone dellAnella. Il frutto matura
a met giugno al centro Italia. Va raccolto con cura in quanto la drupa facilmente ammaccabile e
consumato in breve tempo, tre-quattro giorni al massimo. ottimo sia fresco che per speciali
confetture.
I frutti possiedono, come tutte le altre variet, valori nutrizionali apprezzabili. Sono ricchi di vitamina
A, C, B1 e B2, contengono proteine, sali minerali di potassio, calcio, magnesio, fosforo e numerosi
oligoelementi. Tra tutte le frutta sono le meno caloriche e le pi diuretiche. Hanno azione sedativa e
sono adatte anche ai diabetici, in quanto contengono levulosio; sono un buon tonico e risollevano sia
fisicamente che psichicamente.

La storia
Il ciliegio selvatico presente nellareale europeo fin dalle epoche preistoriche; noccioli del frutto
sono stati infatti ritrovato in vari insediamenti palafitticoli dellEuropa centrale. Secondo Plinio il
Vecchio, le variet coltivate (quelle a frutto pi grande), furono importate dal Ponto nel 73 a.c. Da
Lucio Lucullo, console romano. Gli Egizi lo coltivavano fin dal I millennio, Aristotele e Teofrasto lo
citarono nei loro scritti.
Nella Roma imperiale le ciliegie erano gi molto apprezzate e vendute da venditori ambulanti che per
le vie dellUrbe gridavano: Arezzo. Le pi buone infatti allora conosciute erano quelle del Casentino
e presumibilmente la variet antica Bella di Arezzo.
Il frutto fu sempre tra i pi apprezzati e dal rinascimento si moltiplicarono le variet.

Coltivazione
La Moscatella Gialla, detta anche ciliegia giapponese, diventa un grande albero e quindi si dovr
riservarle uno spazio di almeno 10 metri di diametro. Predilige terreni sciolti, ben drenati, ed
esposizioni fresche ed asciutte. Ama molto il freddo e le temperature sotto lo zero per molti giorni
lanno. In estate, avendo un apparato radicale abbastanza superficiale, beneficia molto di copiose
irrigazioni di soccorso, anche in et adulta.
E consigliabile qualche trattamento anticrittogamico con sali di rame in inverno e propoli agricola con
equiseto in fase vegetativa.
La pianta non necessita di potature, in quanto non presenta alternanza di produzione ed molto
sensibile ai tagli, che favoriscono linsorgere di gommosi.
Se ne raccomanda quindi lallevamento in forma libera.
Il frutto della Moscatella Gialla si difende pi facilmente dagli uccelli rispetto alle variet a frutto
rosso o nero, proprio per il colore caratteristico che lo farebbe definire pi che Prunus avium (e cio
degli uccelli), prunus hominum.

una variet raccomandabile in qualsiasi frutteto di piante rare e storiche.

Un po di botanica

I ciliegi da frutto, tutti appartenenti al genere Prunus, sottofamiglia Prunoideae, famiglia Rosaceae,
si possono classificare pomologicamente a due specie diverse:
ciliegi dolci (Prunus avium) a loro volta divisi in duracine a polpa dura e dolce (i
classici duroni) e tenerine a polpa tenera e dolce
ciliegi acidi (Prunus cerasus) divisi in tre sottospecie (considerate anche variet
spontanee):
amarene (Prunus cerasus var. caproniana) a succo dolce incolore acido e dolce
visciole (Prunus cerasus var. austera) a succo colorato acido e dolce
marasche (Prunus cerasus var. marasca) a succo colorato acido e amaro
Sono inoltre da segnalare vari ibridi tra le due specie con caratteristiche intermedie e spesso di
valore organolettico molto elevato.
La ciliegia Moscatella Gialla appartiene al gruppo delle duracine che sono caratterizzate da alberi
di grandi dimensioni con portamento eretto, corteccia lucida, fiori portati dai classici mazzetti di
maggio e frutti di colore rosso, giallo o nero a seconda della variet.
Il Prunus avium cresce spontaneo in Asia occidentale ed in Europa, dal Mediterraneo fino alla
Scandinavia.

Voglio fare con te ci che la primavera fa con i ciliegi Come Pablo Neruda, tanti altri poeti hanno
decantato nei secoli il gentilissimo frutto. Simile al rozzo ignorante, che la buona educazione
trasforma in perfetto gentiluomo, il ciliegio muta i suoi frutti amari in bacche delicate e fragranti. un
albero perfetto, tronco dritto, altissimo, scorza lucida e liscia, legno rosato, nobile, foglioline leggere
in estate di un bel verde intenso e coloratissime in autunno, fiori candidi riuniti a mazzetti, bianchi e
profumati, succulenti frutti dai mille colori da tutti appetiti.
O Labbra di Ciliegia diceva Garcia Lorca.
Furba questa ciliegia! Gli uccelli passano, alla ricerca e alla conquista di tutte le ciliegie che cominciano
a cambiare colore, ma pensando che questo strano frutto giallo non sia maturo, volano via. E lei, che
invece gi dolce e zuccherina, sfugge alla razzia e rimane a noi, poveri diavoli senza ali che sempre
ci dobbiamo accontentare di quello che ci lasciano i famelici uccelli.
Una volta tanto saremo pi furbi noi se la coltiviamo nel nostro pomario! Almeno con questa variet non
dovremo ricorrere alle tante strategie dissuasive, spesso stravaganti ma quasi mai efficaci, come
spaventapasseri di tutte le forme, striscie di carta argentata delluovo di Pasqua, buste di plastica che
svolazzano, uccelli impagliati semoventi o le costose reti protettive.

Insomma questa ciliegia, per la sua efficace strategia di mimetizzazione, la possiamo gustare dalla
pianta al giusto grado di maturit.
E un albero naturalmente a grande sviluppo, ma se volete agevolmente raccogliere le ciliegie, eseguite
una buona potatura di formazione quando la pianta ancora giovane e poi fate sempre la potatura di
produzione in giugno- luglio. Solo in questo periodo infatti le ferite dei tagli sono facilmente rimarginate
dalla pianta e ci sono meno rischi di ingresso delle malattie. La buccia della ciliegia Bianca o Limona
liscia e allinizio di colore giallo chiaro che, con la maturit. si fa pi carico. Il frutto di grandezza
media con forma leggermente irregolare. Il peduncolo lungo e sottile, la polpa gialla soda e gentile.
Come dice Gallesio : Nella media maturit essa conserva un poco di asprezza, senza avere
per lacidulo delle altre Ciliegie; e la perde affatto allorch si perfeziona sullalbero,
acquistando allora un dolce cos vivo, che alcuni la trovano smaccato. Pregevole per la
dolcezza e per la sua curiosa colorazione da non sembrare neanche una ciliegia, matura tardivamente,
nella prima decade di luglio.
In Toscana Moscatella, in Umbria Limona, era un tempo diffusa anche in altre regioni soprattutto al
Nord. E rappresentata nei seicenteschi quadri di frutta di Bartolomeo Bimbi, segno che era molto ben
considerata alle tavole della corte dei Medici. Ora quasi scomparsa da orti e frutteti ma pu essere
cucinata e trasformata come le altre variet di ciliegie e, per mantenere il suo particolare colore giallo,
potr essere sciroppata o messa sotto spirito. E, dato che una duracina, conserver anche la giusta
consistenza della polpa.
Isabella Dalla Ragione

CILIEGIO DURONE DI VIGNOLA 1 E MORA DI VIGNOLA

CILIEGIA DI VIGNOLA (MO)


In Italia si producono circa 150.000 quintali di ciliegie di 150 differenti variet

LA STORIA
In Italia si producono circa 150.000 quintali di ciliegie di 150 differenti variet. Solo una ventina
sono, per, le eccellenze e fra queste il primo posto spetta al comune modenese di Vignola dove si
coltivano ciliegie di particolare pregio di pi variet (durone, mora, ), destinate tanto al consumo
quanto alla conservazione e alla trasformazione.
La zona di coltivazione si estende per circa mille ettari tra le province di Modena e Bologna e
comprende, oltre a Vignola, 28 comuni delle zone pedecollinari.
I frutti del ciliegio dolce maturano a primavera inoltrata; la raccolta si protrae da fine maggio a tutto
giugno. Frutti golosi e ricchi di buone propriet nutrizionali, la loro polpa , infatti, ricca di sali
minerali come il potassio, il calcio, il ferro; con un buon contenuto di vitamina A e C, risultano
essere diuretiche, rinfrescanti, astringenti.

CILIEGIA DI VIGNOLA (MO)


La raccolta viene effettuata a mano e la disposizione sapiente in cassette e cesti ha regole precise,
che consentono ai frutti di non rovinarsi durante il trasporto.
Si utilizzano fresche ma anche in numerose preparazioni: marmellate, confetture, sciroppi, come
aggiunta a yogurt e latte, candite, sotto spirito Vengono usate anche in liquoreria per la
preparazione dello cherry-brandy.
San Girolamo narra che il Ciliegio, originario dellAsia, sia stato portato a Roma nel 68 a.C. da
Lucullo che rientrava in Patria dalla citt di Cerasonte.
La coltura ebbe una diffusione limitata e sarebbe quasi scomparsa in epoca medievale, se i monaci
non lavessero tramandata fino a noi, grazie alla pace dei loro orti.
Testi sulla tecnica di coltivazione, concimazione e potatura del ciliegio cominciano ad apparire solo
dal XVI secolo; lalbero suscita interesse non solo per i frutti, in virt della buona qualit del suo
legname, utilizzato, oltre che in ebanisteria, anche per realizzare strumenti musicali quali i flauti e le
canne dorgano.
Per tutto lOttocento il consumo delle ciliegie ebbe una diffusione di nicchia, riservata alle classi
pi abbienti. Il territorio di Vignola, tra la fine dellOttocento ed i primi anni del Novecento,
vantava la coltivazione intensiva del gelso, legata alla bachicoltura; ma il crollo del prezzo della
seta, dovuto alla concorrenza internazionale, spinse leconomia verso altri tipi di coltivazione e la
frutticoltura prese piede sostituendo i gelsi. Il ciliegio, in particolare, conobbe la sua rivincita, fino a
divenire la coltura predominante di queste zone.
Alle sue ciliegie Vignola dedica due importanti feste. La prima, in Aprile la Festa dei Ciliegi in
Fiore, per tre settimane, con sfilata di carri allegorici. Allinizio di Giugno Vignola: tempo di
Ciliegie, manifestazione culturale e gastronomica con mercato delle ciliegie e stand gastronomici
con piatti a base di ciliegie: dai risotti alle marmellate, dai gelati ai liquori.

IN BIBLIOTECA
D. LUCCARINI, La ciliegia di Vignola, in Itinerari della tavola in Emilia Romagna, Bologna,
Inchiostroblu, 1998, pp. 218224.

ALBICOCCA
Lalbicocca, considerata in passato frutto esotico e rarissimo, pare che fosse apprezzata gi quattromila anni f dagli
imperatori cinesi. Proveniente dallAsia Centrale questa pianta si diffuse in Persia ed Armenia (Prunus armeniaca) per
arrivare, dopo le conquiste di Alessandro Magno, sulle rive del Mediterraneo.
Conosciuta in Europa grazie ai Romani all'inizio dell'era cristiana, ebbe un periodo di oblio durante il Medioevo. Furono
gli Arabi a reintrodurre la coltivazione dell'albicocco attorno al X secolo, non solo per finalit gastronomiche ma anche a
scopi farmacologici.
Questo albero conobbe a partire dal XV sec. una fortuna crescente, ed oggi coltivato dovunque vi sia un clima
abbastanza caldo.
La buccia del frutto di colore variabile dal giallo pallido al rosso aranciato. La sua polpa, vivace e preziosamente
profumata, oltre ad essere piuttosto nutriente e' ricca di sali minerali e vitamine, utili nella terapia delle anemie, dei difetti
della vista e del mal d'orecchi.
Nella cosmesi popolare lalbicocca e' stata sempre accoppiata anche alla cura della pelle. Lolio ottenuto dai suoi semi,
racchiusi nel nocciolo, e' molto efficace sia per il trattamento delle smagliature che delle rughe.
Particolarmente digeribili, le albicocche possono essere consummate fresche, secche, sciroppate e anche sotto forma di
succo. Ai piu' golosi, ricordiamo che e' proprio a base di albicocche la marmellata usata per farcire la squisita torta
Sacher, celebre specialita' della tradizione dolciaria Viennese. Scelta veramente felice, dato che l'unione tra il sapore a
tratti acidulo di questo frutto e quello denso del cioccolato, nonostante l'apparente contrasto, ha generato una delle piu'
grandi delizie del mondo.

Le albicocche, insieme alle carote, sono tra i frutti pi ricchi di beta carotene,
provitamina fondamentale per la produzione della melanina, sostanza che
protegge dai raggi solari e facilita quindi labbronzatura. Ricche anche di
vitamina A che rinforza le ossa e i denti e potenzia le difese immunitarie
contro le infezioni.
Le albicocche sono anche unottima fonte di potassio (320 mg ogni 100 g di
prodotto) e di Vitamina C (13 mg/100 g), mentre per il loro basso contenuto
calorico (28 kcal per 100 g), sono indicate nelle diete ipocaloriche.
Coltivare lalbicocco, fra ledrupacee una delle pi considerate, il desiderio di
molti coltivatori per la bellezza della sua fioritura e per la morbidezza e il
particolare gusto della sua frutta.
Coltivare lalbicocco per non affatto semplice e pi di un coltivatore, che con
attenzione e speranza ne ha piantato alcuni esemplari sperando di poter gustare le
deliziose albicocche, stato deluso.
Infatti si ritrovato con una bella pianta rigogliosa che nonostante le cure non
produce frutta oppure la produce ma non matura o ancora non ha attecchito
quindi altro che coltivare lalbicocco non ha neppure potuto iniziare la sua
coltivazione.
Sono sincera: coltivare lalbicocco non semplice se non si conoscono determinati
accorgimenti che troverai in questo articolo.
Questa pianta da frutta, ammirata per la bellezza della sua fioritura e ambita per
la bont della sua frutta, piuttosto esigente.
Se non coltivata nel giusto clima ed ambiente addio albicocche ne fa pochissime
quando addirittura non ne sprovvista.
Debbo aggiungere, per amor di verit, che se trova la sua giusta collocazione
lalbicocco un albero generoso che fruttifica abbondantemente, abbisogna di
poche cure ed autofertile quindi basta una sola pianta per avere la frutta.
Se vuoi un albero da frutta per il tuo frutteto, se desideri una pianta con una bella
e precoce fioritura seguita da unabbondante fruttificazione prendi in
considerazione lalbicocco.

Puoi pensare di coltivare lalbicocco per collocarlo nel prato come esemplare
singolo dove far bella mostra di s tutto lanno, anche in inverno per la sua
decorativa corteccia.
Leggi con attenzione questo post per decidere se questa bella e un po esigente
pianta da frutta fa al caso tuo.

Dalle vallate del Kashmir al bacino del Mediterraneo


Lalbicocco conosciuto da almeno 4000 anni ed originario della Cina
precisamente delle vallate montuose del Kashmir dove ancora oggi vivono
esemplari selvatici.
In questa regione

iniziata in tempi antichissimi la sua coltivazione.

Da quelle lontane zone, ricercato per la bont della sua frutta, lalbicocco si diffuse
dapprima nel territorio dellantico Impero Cinese, poi nel continente asiatico e
tramite le conquiste di Alessandro Magno arriv sino alle regioni del Mediterraneo.
Lalbicocca, conosciuta ed apprezzata dagli antichi greci, era considerata dagli
antichi romani un frutto raro ed esotico.
NellImpero romano veniva ricercata per la sua bont ma era riservata alle classi
ricche a causa del suo prezzo elevato.
Cos la descrive il famoso scrittore e poeta romano Columella: armene cerate a
cesti si colgono, le albicocche le chiama armene credendo che la loro origine si
trovasse in Armenia mentre invece era ben pi lontana
Gli Arabi tramite i loro commerci e soprattutto con le loro conquiste,
consolidarono la coltivazione di questa pianta da frutto diffondendola nei paesi
bagnati dal Mar Mediterraneo.
In questa sua lunga storia fra Asia e Europa le variet erano tantissime e ben
adattate al territorio dove venivano coltivate.
Purtroppo quando si inizi a coltivare lalbicocco in modo intensivo molte di queste
cultivar andarono perdute, un ricco patrimonio arboreo che recentemente, con
fatica, si cerca di ricostruire.

Forse perch lalbicocca un frutto che si mangia con


tutta la sua buccia i poeti di ogni tempo hanno accostato la sua morbidezza, che
assomiglia al velluto, alla pelle tenera e vellutata di una giovane donna.
Cos molte variet ricordano la bellezza femminile come la Bella dImola, diffusa
in Emilia Romagna, o la Boccuccia una cultivar della Campania.
Altre invece esaltano le virt delle donne come la variet Amabile una antica
cultivar toscana.
Il territorio dove questo albero da frutto maggiormente diffuso il bacino del
Mediterraneo dove si raccoglie circa il 60% dellintera produzione mondiale di
albicocche.
I principali paesi produttori di questo gustoso frutto sono: la Turchia, la Russia, la
Spagna, lItalia e gli Stati Uniti.
LAmerica non possedeva questa utile pianta da frutto che vi fu portata nel 1700
dagli europei.
Lalbicocco si ambientato cos bene nel continente americano che oggi gli Stati
Uniti sono il quinto produttore mondiale di albicocche.
LItalia il quarto produttore mondiale di questo frutto che viene coltivato a
livello intensivo in sole 4 regioni: lEmilia Romagna,

la Campania, la Basilicata e

la Sicilia.

Coltivare lalbicocco : sua descrizione


La pianta dellalbicocco una bella pianta a foglia caduca che normalmente ha
unaltezza compresa fra i 5 e gli 8 metri.

Anche il tronco di questa pianta bello con il suo colore scuro dove spiccano le
screpolature longitudinali che attestano dellet della pianta, pi sono larghe e
profonde pi lalbero vecchio, gli conferiscono eleganza e distinzione
specialmente in inverno quando spoglio.
Le foglie sono alterne, cuoriformi, con apice acuminato, con i bordi dentellati e
portate su un lungo picciolo.

Lalbicocco si fa notare per la sua fioritura che


avviene nel mese di febbraio al Sud e a marzo al Nord.
Infatti i fiori ricoprono la pianta con corolle bianco rosate, formate da 5 petali
piuttosto grandi, e si presentano singoli o riuniti in mazzetti di 2 o pi fiori.
Sono ermafroditi e si trovano sui rami di un anno e sui dardi a mazzetto.
E difficile dimenticare un albero di albicocco ricco di profumati frutti maturi.
Infatti fra le foglie piuttosto grandi spiccano le albicocche che sono di forma ovale,
con buccia aderente alla polpa e a seconda delle variet hanno un colore che va
dal giallo chiaro allarancio intenso.
Allinterno di questo polposo frutto con una polpa dolce acidula, succosa e
fragrante, pi o meno soda, si trova un duro nocciolo che contiene un seme
amarognolo che non bisogna mangiare perch leggermente velenoso.

Come coltivare lalbicocco


La pianta dellalbicocco non teme il freddo anzi certe cultivar per poter fiorire e
fruttificare abbondantemente abbisognano di un periodo di freddo, indicato come
ore di freddo, di almeno 350 ore sotto i 7 sopra lo 0.

Il problema rappresentato dalle gelate primaverili perch lalbicocco una


pianta che fiorisce presto, a marzo, e se la zona dove piantato soggetta a
gelate in primavera la fioritura andr perduta e conseguentemente non ci sar
fruttificazione.
Nelle zone dove questo rischio concreto questo albero da frutta, per poter
gustare la sua produzione, andr collocato in una zona riparata, per esempio
contro un muro oppure protetto durante la gelata.
Anche il forte vento pu danneggiare la sua fioritura perch i petali dei suoi fiori
sono grandi e delicati.
Unaltra caratteristica dellalbicocco la sua elevata interazione con lambiente.
Da questo fatto deriva la difficolt di adattamento delle singole variet ad un
ambiente differente da quello del loro luogo di origine.
Questa una caratteristica che si riscontra in altre piante da frutto ma non cos
accentuata come accade invece nellalbicocco.
E facile quindi che ottime cultivar, piantate lontano dal loro habitat, forniscano
risultati scadenti per quanto riguarda la produttivit e la qualit dei loro frutti.
Quindi per lalbicocco importante scegliere una variet gi coltivata in zona.

Per ottenere buoni raccolti gli albicocchi vanno


posizionati in una zona riparata dal vento e dalle gelate tardive ma assolata.
Il terreno ottimale per la loro coltivazione ben drenato, di medio impasto,
profondo e leggermente alcalino.
In terreni pesanti e poco drenati, specialmente con inverni freddi e umidi, la pianta
soffre ed soggetta a malattie.

Un segreto: il risultato migliore si ottiene adeguando la scelta del portainnesto alla


natura del terreno.
Infatti le differenti cultivar di albicocco si propagano solo con linnesto che lunico
modo per mantenere inalterate le caratteristiche dei loro frutti.
Quindi se vuoi coltivare lalbicocco su un terreno arido e piuttosto povero ricerca
piante innestate sul susino Regina Claudia o sul mirabolano, se invece il terreno
di medio impasto, fertile e poco calcareo ricerca le variet innestate sul pesco
che produrranno frutti grossi, profumati e a maturazione precoce.
Lalbicocco un albero vigoroso e piuttosto espanso specialmente se innestato sul
mirabolano mentre risulta di volume pi contenuto se innestato sul susino o sul
pesco.
Consiglio di allevarlo a vaso con limpalcatura delle branche piuttosto alta rispetto
al terreno almeno 1,5 metri.
La distanza da pianta a pianta dipende dal vigore del portainnesto, occorre lasciare
dai 3 metri ai 4,5 metri per pianta.
Per quanto riguarda la potatura questa pianta reagisce male ai tagli quindi
richiede pochi interventi censori specialmente durante la potatura di formazione.
Anche con la potatura di produzione, che si attua in inverno, il taglio di grossi rami
favorisce la gommosi e se la potatura troppo severa la pianta pu reagire
emettendo uneccessiva quantit di rami.
Si interviene con una potatura di mantenimento per eliminare i rami che
infittiscono troppo la chioma, quelli rotti o malati, i succhioni alla base del tronco
e si accorciano i rami misti, se sono eccessivamente lunghi, per favorire
unabbondante produzione.
Tutti gli anni a fine inverno consiglio di spargere abbondante letame ben maturo a
distanza dal tronco e sotto tutta la proiezione della chioma e di interrarlo con la
sarchiatura.
Questa operazione servir non solo per dare concime alla pianta ma anche per
tenere sotto controllo le infestanti e arieggiare il terreno.

Per quanto riguarda lirrigazione il fabbisogno di acqua dipende dal tipo di terreno
e dal portainnesto.
In presenza di terreni asciutti e di periodi siccitosi irriga le piante per evitare la
cascola dei frutticini ma abbi laccortezza di sospendere le irrigazioni circa 20
giorni prima della raccolta per evitare la spaccatura dei frutti.
Quasi tutte le variet sono autocompatibili per per una produzione pi
abbondante, se possiedi un frutteto, utile consociare cultivar differenti.
Le piante iniziano a fruttificare dal terzo anno per raggiungere la piena produttivit
dal decimo anno in avanti.
Lalbicocco una pianta longeva che pu produrre sin oltre i 50 anni.

Lepoca di raccolta varia dalla prima decade di


giugno, per le precocissime coltivate al Sud, sino a tutto luglio e met agosto per
le pi tardive del Nord che vengono coltivate in Val Venosta.
La raccolta scalare e coltivare lalbicocco in modo amatoriale consente di
aspettare la piena maturazione del frutto che nella coltivazione intensiva deve
essere raccolto non completamente maturo per permetterne la
commercializzazione.
Raccogliere un frutto quando ha raggiunto una colorazione intensa, un profumo
deciso e una polpa sugosa e di pieno sapore permette di gustare una vera
prelibatezza con tutte le sue qualit organolettiche intatte.
Questo un valido motivo per piantare una bella piantina di albicocco sul tuo
terreno.

Le migliori variet di albicocco


Accenner alle pi note variet di questa pianta che ne ha davvero moltissime e
tutte legate a un preciso ambiente come ho gi detto prima.
Le epoche di maturazione sono riferite al Centro Nord.
Se sei in una zona meridionale dove non vi sono gelate tardive in primavera prova
a coltivare lalbicocco della variet Monaco che fiorisce precocemente nella
prima quindicina di marzo e inizia a maturare la sua frutta nella seconda
quindicina di giugno.
Il suo frutto subsferico ha un colore molto bello, giallo arancio, di media
grossezza con un intenso profumo e un buon sapore.
Se invece temi le gelate tardive prendi una variet a fioritura tardiva
come Cafona con frutti di pezzatura media, di colore giallo chiaro a polpa soda,
adatta non solo per il consumo fresco ma anche per macedonie e sciroppati.
Questa cultivar matura nella seconda quindicina di giugno e fiorisce nella seconda
quindicina di marzo.
Nella seconda quindicina di marzo fiorisce unaltra cultivar molto interessante la
Reale di Imolaoriginaria della zona da cui ha preso il nome e coltivata in Emilia
Romagna anche in coltivazioni intensive.
Questa variet molto produttiva, rustica, con frutto di grossa pezzatura, ovale e
di un bel colore aranciato.
Ha il pregio di una produttivit costante e la sua frutta matura nella prima decina
di luglio.
Tirynthos una variet greca di recente introduzione, produttiva , con frutti di
grossa pezzatura e belli.
E apprezzata per la sua precocit maturando nella prima quindicina di giugno.

Una variet che fiorisce tardivamente, nella seconda


quindicina di marzo, una cultivar di provenienza francese chiamata Albicocca
Paviot dal cognome di chi la ottenne.
Quando dopo il 1880, anno in cui fu immessa sul mercato, arriv in Italia

ebbe

un grosso successo per il frutto grosso, per la bella colorazione della sua buccia,
fra larancio e il giallo carico, per la polpa ben colorata, saporita, profumata e
zuccherina.
La maturazione della sua frutta si situa fra la met di luglio e linizio di agosto a
seconda delle zone di produzione dalla pianura alla montagna.
Un suo limite consiste nel fatto che i suoi frutti devono maturare sulla pianta per
sprigionare tutto il loro profumo e bont.
Canino unaltra variet di origine spagnola con frutti di buona qualit e di
media grossezza resistenti alle manipolazioni e alla cottura.
Per queste ultime sue due caratteristiche

coltivare lalbicocco della variet

Canino spesso scelto da chi vuole coltivare questa pianta da frutto per avere
guadagno.
Concludo accennando alle variet originarie dellarea vesuviana particolarmente
vocata alla coltivazione di questa pianta da frutto.
San Castrese, Boccuccia liscia, Boccuccia spinosa e Palummella sono tutte
cultivar con frutti piuttosto grossi, di colore arancio chiaro, profumati e di buon
sapore.
Sono adatti anche per la conservazione e maturano dalla terza decade di giugno
alla prima di luglio.

Queste sono solo alcune della tante variet che puoi trovare sul mercato, scegli
quelle che vuoi coltivare con attenzione e cura comprando da un buon vivaio e
facendoti consigliare sulle variet pi coltivate nella tua zona.

Propriet del frutto

Le albicocche sono frutti nutrienti e digeribili a basso


valore energetico infatti contengono 35 calorie per etto.
Sono frutti zuccherini, ricchi di proteine e di vitamine in special modo della
vitamina C e sono presenti anche le vitamine A e B.
Lalbicocca fresca il frutto che contiene la quantit pi elevata di potassio ma
racchiude anche altri utili elementi come il magnesio, il fosforo e il ferro.
Alle albicocche si attribuiscono propriet depurative, lassative, antireumatiche e
con le sue numerose vitamine e minerali costituisce un frutto nutriente e saziante.
Inoltre protegge dai radicali liberi perch esercita una forte azione antiossidante
cos utile per tutto lorganismo.
Per quanto riguarda la bellezza questo frutto occupa una posizione di tutto
rispetto: la sua polpa ammorbidita con un po di latte rinfresca e ammorbidisce la
pelle del viso.
Non c miglior ricetta per sfiammare una pelle che il calore del sole ha reso
arrossata e accaldata.

Lalbicocca in cucina
Lalbicocca ottima consumata fresca ed anche un alimento saziante.

Puoi farne gustose macedonie o usarla in crostate che stupiranno i tuoi


commensali per la loro bont e il delizioso profumo.
Questi frutti si possono trasformare in ottimi succhi, sciroppi, gelatine, in mostarda
e si conservano bene sotto alcool o grappa.
Se ti avanzano dei frutti sappi che questi hanno il difetto di essere di breve
conservazione perch lalbicocca delicata, si ammacca e va a male con facilit.

Per fortuna possibile conservarla in vari modi.


Ecco i 3 modi pi semplici e collaudati per conservare questi deliziosi frutti.
1) Essiccati: aprili a met togli il seme ed esponili al sole dalla parte della polpa
oppure li puoi con facilit essiccare nellessicatore o in forno
2) Sciroppati: con uno sciroppo di miele e di zucchero nel quale si immergono
pezzi di albicocche freschissime e senza il nocciolo
3) In deliziose marmellate che conserveranno il profumo e il sapore di questo
delizioso frutto ben oltre la fine della sua raccolta.
Se vuoi scoprire come coltivare tante altre piante da frutta per possedere un
meraviglioso frutteto che ogni anno ti doner abbondante freschissima e
profumata frutta clicca qui sotto questo banner

Conclusioni
Con questo articolo spero di averti fatto amare lalbicocca, questo frutto nutriente
e precoce dalla buccia a tinte calde, sottilmente vellutata e dalla profumata e
zuccherina polpa.
Da un albero bello e generoso, se saprai coltivare lalbicocco adottando quei
segreti che ti ho svelato, potrai ricavare per molti anni una grande quantit di
frutti.
Tuttavia questa non solo una pianta da frutta ma ha anche valore ornamentale
con la sua bella fioritura rosa che coraggiosa sfida gli ultimi freddi sbocciando
precocemente.
Inoltre lalbero fa la sua figura come esemplare solitario in mezzo ad un prato.
Non solo perch fiorisce abbondantemente di fiori bianco rosati in primavera, non
solo perch in estate un bel colpo docchio vedere i tanti suoi frutti che spiccano
nel verde del fogliame con il loro colore giallo arancio vivo, ma anche perch in
autunno prima di cadere le sue foglie prendono colori molto belli di un giallo
arancio che si fa ammirare.
In inverno poi entra in scena la sua corteccia che, se da giovane di un colore
rossiccio, si scurisce mano a mano che lesemplare invecchia prendendo un bel
color marrone scuro evidenziato da profonde fessure longitudinali.
Insomma lalbicocco una bella pianta in tutte le stagioni oltre a donarci deliziosa
frutta.
Vale davvero la pena coltivare lalbicocco e se qualche accortezza necessaria
verr ben ripagata da questa pianta davvero generosa.
Concludo con unultima curiosa notizia.

C una popolazione che vive ai piedi dellHimalaya,


gli Hunza, che famosa per la sua longevit.
Questo popolo considera lalbicocca secca un vero cibo medicina e ne consuma
una grande quantit.
Alcuni studi hanno indicato che con molta probabilit il segreto della loro
longevit dovuto al grande consumo di questo frutto essiccato che conserva
intatti i minerali presenti nel frutto fresco.
Ricco di antiossidanti, di zuccheri naturali e di fibre rende pi forte lorganismo e
regolarizza le funzioni intestinali cos importanti per prevenire numerose malattie.
Per tutti questi motivi molto probabile che la longevit di questa popolazione sia
dovuta al consumo di questo frutto che fra laltro anche profumato e saporito.
Ecco perch cos utile consumarlo ma fa attenzione e compra solo albicocche
biologiche della migliore qualit perch non infrequente che, per poterlo
conservare di pi, sia trattato con sostanze che non fanno bene allorganismo.
Ti invito a coltivare lalbicocco, una fra le pi notedrupacee, per poter gustare
albicocche freschissime al giusto grado di maturazione, profumate e saporite
raccolte direttamente con tue mani.
Se poi vuoi scoprire una pianta da frutto

che come lalbicocco ha un frutto

polposo e zuccherino ma con una buccia che si toglie, guarda questo video post
dove ho immortalato le mie piante di fico in piena fruttificazione cliccando qui
sotto questo link
La pianta del fico cos generosa che fruttifica due volte
A questo punto non mi resta che inviarti

Un dolce affettuoso saluto da


Leggi ricetta
Leggi news parole e cibi

ALBICOCCO PAVIOT

Una variet che fiorisce tardivamente, nella seconda quindicina di marzo, una
cultivar di provenienza francese chiamata Albicocca Paviot dal cognome di chi la
ottenne.
Quando dopo il 1880, anno in cui fu immessa sul mercato, arriv in Italia

ebbe

un grosso successo per il frutto grosso, per la bella colorazione della sua buccia,
fra larancio e il giallo carico, per la polpa ben colorata, saporita, profumata e
zuccherina.
La maturazione della sua frutta si situa fra la met di luglio e linizio di agosto a
seconda delle zone di produzione dalla pianura alla montagna.
Un suo limite consiste nel fatto che i suoi frutti devono maturare sulla pianta per
sprigionare tutto il loro profumo e bont.

ALBICOCCO LUIZET

Pianta molto resistente e forte a produttivit elevata. Il 7% della produzione


italiana delle Albicocche Luizet avviene in Valle dAosta. La coltivazione
avviene in modo tradizionale.
La raccolta tardiva e viene eseguita manualmente nella terza decade di
luglio.
Frutto di dimensione molto grande, di forma ovoidale, di colore giallo arancio
sfumate, marmorizzata di bruno, un poco punteggiata. La polpa soda di
colore giallo arancio.
Il frutto si consuma generalmente fresco, buccia compresa, oppure come

ingrediente per macedonie. Viene comunemente utilizzato anche per la


trasformazione, per la preparazione di torte e dolci vari, gelati o sorbetti,
confetture, succhi di frutta, sciroppate o essiccate.
sensibile alla manipolazione e dunque facilmente deperibile e quindi deve
essere consumato entro pochi giorni.
ALBICOCCO DULCINEA
Antica varieta' toscana. Albero di media vigoria, dal portamento espanso, buona e costante produttivita',
adatto anche a zone collinari. La fioritura tardiva permette di sfuggire alle gelate primaverili. Il frutto e' di
forma ovata e pezzatura media. La buccia e' arancione pallido e la polpa giallo-arancione e' di buon sapore e
dolcissima. Matura nella I^ decade di luglio, si conserva circa 20 giorni. Consumo fresco. Buona resistenza
alle manipolazioni e alle malattie.
ALBICOCCO SAN CASTRESE
Pianta a maturazione intermedia individuata nella zona vesuviana ma di origine sconosciuta e descritta per
la prima volta da Fideghelli e Monastra nel 1968. Presenta albero di forte vigore, portamentoespanso ed

Fruttifica sia sui rami misti che


su quelli di un anno. Il frutto si presenta normalmente con una pezzatura mediogrossa (se ben diradati ragguingono grossa pezzatura), forma rotondo-ellittico,
colore di fondo giallo intenso con sovraccolore aranciato leggero e sfumato
esteso per il 10-20% della superficie.
La polpa di colore arancio chiaro ha elevata consistenza
un'elevata e costante produttivit . Per consumo fresco e ripieno

SUSINOCOCCO
Sinonimi: plumcot - biricoccolo - susincocco pruna cresammola albicocco nero albicocco del Papa
susinoalbicocco albicoccovioletto. Questa specie il cui nome Prunus Desycarpa un ibrido derivato
da un incrocio naturale tra lalbicocco (prunus armeniaca) e il susino mirabolano (prunus cerasifera).
Presenta caratteristiche intermedie tra i due genitori ed resistente al freddo invernale. Per fruttificare
necessita di essere impollinato da albicocco o dal susino mirabolano. Le variet di Biricoccolo (con frutti
molto simili nella forma e nel colore) disponibili in Italia sono due e precisamente la GROSSA PRECOCE e
la PRUNA CRESAMMOLA. Lorigine della specie incerta e la pianta non esiste allo stato selvatico.
Essendo un ibrido derivato da un incrocio occasionale e naturale fra lalbicocco e il susino mirabolano la
sua presenza pu essere rilevata in tutte le zone dove queste due specie sono diffuse. La specie
coltivata nella Cina Occidentale e nellAsia centro-meridionale. La fioritura avviene dopo quella
dellalbicocco e quasi contemporaneamente con il susino mirabolano (fine marzo-aprile). Il fiore medio
piccolo con petali bianchi soffusi di rosa. La fioritura avviene prima dellemissione delle foglie. Il polline ha
una elevata percentuale di sterilit e questo giustificato dalla natura ibrida della specie. Pertanto la
pianta autosterile ed intersterile.