Sei sulla pagina 1di 24

SIGNIFICATO DEI FIORI I fiori, con il loro profumo e i loro colori, ci danno gioia e rallegrano la nostra vita.

Qui a sinistra un breve elenco di piante, erbe e fiori pi comuni, per curiosare tra loro e scoprire i significati pi o meno nascosti, per sorridere un po'. I fiori entrano in parecchi modi di dire di uso comune, come ad esempio: Il "fiore all'occhiello" si dice di qualcosa che rappresenta motivo di orgoglio. Si dice del meglio di qualunque cosa o anche persona "il fior fiore". Anche se a volte le cose non sono tutte "rose e fiori", purtroppo; Qualche mattina capitato a tutti di avere "i nervi a fior di pelle". E inoltre "Un fiore non fa una ghirlanda e neppure la primavera", quando troppo poco. Mentre chi "ama il fiore e non il frutto" significa che interessato pi alle apparenze che non al valore effettivo. ACHILLEA L'Achillea filipendulina un fiore dal lungo stelo esile e all'infiorescenza gialla. Nel linguaggio dei fiori l'achillea il simbolo delle persone solari, essenziali, belle dentro e fuori. I fiori sono raccolti in capolini calatidi dal diametro di pochi millimetri in infiorescenze corimbose molto caratteristiche di questo genere. Il nome del genere fu fissato da Linneo e deriva dalla credenza che Achille avesse usato queste piante durante l'assedio di Troia (cos ci racconta Plinio) per curare le ferite dei suoi soldati avendo appreso da Chirone le virt medicinali delle stesse. Queste piante sono proprie delle regioni temperate dellemisfero boreale. facile quindi trovarle in Europa e nelle zone temperate dellAsia. Alcune specie crescono anche in America del Nord. In Italia sono state individuate una ventina di specie spontanee e sono distribuite su tutta la penisola sia su suoli pesanti e umidi, che nei fossi e margini stradali. A volte si spingono fino al limite delle nevi eterne. -

ANEMONE Nel linguaggio dei fiori rappresenta il rimpianto. Narra la leggenda che Marte per gelosia uccise l'amante di Venere. Lei, disperata, lo fece rivivere sotto forma di un magnifico fiore, l'anemone. Sono molto numerose le variet, usate a scopo decorativo. I fiori, pur non avendo profumo, hanno splendidi colori che vanno dal rosso al blu, al viola. Alcune specie sono utilizzate anche in fitoterapia per ricavarne soprattutto sedativi. Il nome anemone attribuito da Teofrasto, significa "fiore del vento" per le fragili corolle variamente colorate. Gli anemoni sono debolmente velenosi, anche per il bestiame, a causa della presenza di protoanemonina, sostanza irritante per le mucose e per la pelle. La protoanemonina si trasforma in anemonina, innocua, con l'essiccamento. Richiedono esposizione ombreggiata, suolo leggero, acido o neutro, fresco.

Si moltiplica facilmente in primavera per divisione dei cespi, o per talea di radici. -

AQUILEGIA L'aquilegia, nel linguaggio dei fiori, il simbolo del capriccio ma anche quello dell'amore. il nome deriva dal latino aquilegium (recipiente per l'acqua), originaria dell'America, Asia e zone alpine dell'Europa, solo alcune sono africane, e pu raggiungere fino a un metro di altezza. L'aquilegia, chiamata volgarmente "Colombina", si semina facilmente nel periodo primaverile con fioritura dal secondo anno di vita. -

ASTER NOVI-BELGII L'Aster novi-belgii, nel linguaggio dei fiori, la fonte di ispirazione di idee e di fantasie che nella vita stupiscono sia chi le pensa sia chi le ascolta. L'Astro settembrino, detto "novi-belgii" dalla zona d'origine del fiore (Nord America). L'habitat tipico di queste piante sono le zone umide (pozze, rive, stagni e paludi), ambienti ruderali, bordi dei sentieri, strade sterrate, scarpate. Si trova sui rilievi fino a 800 m s.l.m. in Italia l'aster novi-belgii distribuita al nord, ma nella maggior parte coltivata per ornamento. Nelle Alpi ovunque presente sia a nord dei confini italiani che a sud.

BASILICO Nel linguaggio dei fiori assume un significato insolitamente negativo, infatti rappresenta l'odio. Tra gli antichi egizi e i greci, il basilico conserv una simbologia legata alla morte, ritenuto di buon auspicio per l'aldil e usato, quindi, per le imbalsamature. I cinesi e gli arabi ne conoscevano le propriet medicinali, e i crociati ne riempivano le navi per cacciare insetti e cattivi odori. Tra gli antichi Greci e Romani, il basilico non era preso in buona considerazione: simbolo diabolico, di sfortuna e di odio, Plinio il Vecchio attribuisce alla pianta capacit di generare stati di torpore e pazzia; secondo Crisippo poteva essere dannoso per lo stomaco e per il fegato. Gli antichi romani lo associarono alla figura mitologica del Basilisco, una creatura a forma di serpente in grado di uccidere con lo sguardo. Il basilico sarebbe servito come antidoto al suo veleno. Una leggenda africana sostiene, inoltre, che il basilico protegge contro gli scorpioni. E' una pianta con numerose variet, ha foglie verdi molto profumate, immancabile negli orti ma che cresce bene anche in vaso, molto usata nella cucina italiana e nelle cucine asiatiche in Taiwan, Tailandia, Vietnam, Cambogia e Laos, per via del marcato profumo delle sue foglie, e anche in erboristeria. Il basilico nativo e cresce selvatico nell'Asia tropicale e in India. Si diffuse dal Medio Oriente in Antica Grecia e in Italia dai tempi di Alessandro Magno. Il nome deriva dal latino medievale basilicum, con origine dal greco basilikon ("pianta regale, maestosa").

Il basilico cresce bene quando il sole abbondante e la temperatura tra i 20e 25 gradi centigradi, come nel clima mediterraneo. A pi alte temperature necessita di una pi alta umidit, e non resiste a temperature inferiori ai 10 gradi. Il periodo di fioritura tra giugno e settembre. Le piante di basilico devono essere regolarmente cimate, asportando gli apici vegetativi e i fiori, per consentire una crescita rigogliosa e per allungare il ciclo di vita, che termina con la produzione dei semi. La propagazione per semina si effettua in primavera, verso marzo-aprile. -

BIANCOSPINO Nel linguaggio dei fiori rappresenta le lavandaie. La leggenda narra che la Madonna stendesse il bucato di Ges Bambino su un cespuglio di biancospino. Poich donava un profumo dolce al suo bucato, la Madonna benedisse la pianta. Ha dei piccoli fiorellini bianchi, che emanano un profumo delicato ma intenso. Si racconta che sia la pianta preferita delle lavandaie. La pianta di biancospino pu raggiungere altezze comprese tra i 50 centimetri ed i 6 metri. I fiori sono raggruppati e i petali sono di colore bianco-rosato e lunghi 5 o 6 millimetri. La fioritura avviene tipicamente tra aprile e maggio, mentre i frutti maturano fra novembre e dicembre. I frutti del biancospino si possono mangiare, ma solitamente non vengono mangiati freschi, bens lavorati per ottenere marmellate, gelatine o sciroppi. Il suo habitat naturale rappresentato dalle aree di boscaglia e tra i cespugli, in terreni prevalentemente calcarei. -

BOCCA DI LEONE Le bocche di leone hanno un aspetto altero. Forse per questa ragione che nel linguaggio dei fiori simboleggiano l'indifferenza. Il nome del genere, Antirrhinum, significa in greco "simile a un muso (o un naso)", infatti "anti" = simile e a "rhin" = naso ad indicare la forma della corolla. Il nome comune (Bocca di leone) deriva dalla particolare struttura delle labbra del fiore: quello mediano inferiore aderisce al superiore a chiusura della "gola". Se "strozzato" con le dita (comprimendo lateralmente la corolla) le labbra sembrano aprirsi scoprendo la bocca della corolla. Nell'antichit si affermava che il seme della bocca di leone, mescolato con olio di giglio, rendeva pi bella la faccia e la pelle. I fiori possono avere vari colori: quelli spontanei sono porporini o bianchi; ma se coltivati si possono avere vari colori: giallo, violetto, rosa, e la dimensione pu raggiungere i 6 cm. Il luogo d'origine di questa pianta l'Europa meridionale e il Nordafrica. In particolare nativa del Marocco, Portogallo, Francia, Turchia (parte est) e Siria. In Italia le bocche di leone della nostra specie (quelle naturalizzate) crescono nei luoghi sassosi e aridi, ma anche sui vecchi muri soleggiati, e ai margini dei sentieri. Per il suo bell'aspetto, derivante dall'elegante forma, la Bocca di leone frequentemente coltivata nei giardini -

CAMOMILLA Nel linguaggio dei fiori simboleggia la forza nelle avversit. famosa per le sue propriet medicamentose, in particolare per il suo effetto rilassante e calmante ed usata anche in profumeria. Esiste in diverse variet ed ha fiori bianchi con capolini gialli. Il nome deriva dal greco "mela" per l'odore che somiglia a quello della mela Renetta; questa derivazione conservata nel nome spagnolo "manzanilla", da manzana, che significa "mela". Il nome del genere, Matricaria, invece proviene dal latino matrix, matricis, che significa "utero", con riferimento al potere calmante nei disturbi mestruali. Tali fiori hanno un odore aromatico gradevole e contengono un'essenza caratteristica costituita dal principio attivo azulene, e da una mescolanza di altre sostanze. La camomilla diffusa in Europa ed in Asia ed naturalizzata anche in altri continenti. Cresce spontaneamente nei prati ed in aperta campagna dove diventa spesso invadente comportandosi come pianta infestante delle colture agrarie. infatti una specie rustica che si adatta anche a terreni poveri e cresce in primavera/estate. Della camomilla vengono in genere raccolti i fiori che si essiccano disponendoli in strati sottili all'ombra e si conservano poi in recipienti ermetici di vetro al riparo da fonti di luce ed umidit. La camomilla dotata di buone propriet anti-infiammatorie, locali ed interne, e costituisce un rimedio calmante tipico dei fenomeni nevralgici. Sono infine note le propriet nutrizionali della camomilla rispetto ai capelli e rispetto al cuoio capelluto; si utilizza anche per schiarire i capelli biondi che con il tempo tendono al castano: per questi scopi si deve preparare un infuso di fiori di camomilla, lasciarlo raffreddare, filtrarlo e poi utilizzarlo regolarmente dopo lo shampoo, per almeno una o due volte a settimana. -

CHODI DI GAROFANO Nel linguaggio dei fiori sono considerati il simbolo vegetale dei chiodi della crocifissione. I Mandarini che amministravano le province dell'Impero cinese durante l'epoca Ming, usavano tenere in bocca i chiodi di garofano per profumare l'alito, sia prima di rivolgere la parola all'Imperatore che prima di recarsi ad un incontro amoroso. I chiodi di garofano sono i boccioli fiorali raccolti da un albero sempreverde alto 10-15 m della famiglia delle Myrtaceae ed essiccati, quindi non ha nulla a che vedere, nonostante il nome, con la pianta garofano; il nome deriva semplicemente dalla forma simile a un garofano che i boccioli assumono una volta essiccati. Le principali aree di coltivazione sono: Zanzibar, Indonesia e Madagascar. Diffusissimi in tutto l'Oriente, erano usati come ingrediente dei profumi e principio medicamentoso gi nella Cina di 2200 anni fa. Arrivavano in Occidente tramite le vie carovaniere e gi nel XVIII secolo a.C.. Divenne una spezia rara ma conosciuta in Europa tramite la via dell'incenso, fin dal medioevo. Nel 1500 iniziarono a essere importati direttamente dagli europei, grazie ai portoghesi e gli olandesi, che divennero i principali importatori di una spezia tra le pi amate e tra le pi care. Il chiodo di garofano ha un potere antiossidante tra i pi elevati in assoluto e si presentano con la caratteristica forma di chiodo che gli ha tributato il nome. Si acquistano interi in vasetti, e si utilizzano per infusione oppure si usano in cucina sia nel dolce sia nel salato. Tra i piatti pi noti con i chiodi di garofano ci sono alcuni dolci di frutta, specie di mele, pandolci e panpepati, biscotti, creme e farciture, liquori e vini aromatizzati; nel Nord Italia

notissimo il vin brul. Inoltre si sposano bene con alcune verdure dolci, come cipolle, cipolline, carote che spesso vengono riposte in conserva con l'accompagnamento di un paio di chiodi di garofano. Sono frequentemente usati per aromatizzare il t o alcuni infusi. Fuori della cucina trovano ampio spazio nell'oggettistica, come pot-pourri e deodorante naturale per ambienti. I chiodi di garofano inseriti in un'arancia sono usati come alternativa naturale alla canfora e altre sostanze chimiche contro le tarme, per i vestiti del guardaroba. -

CINQUEFOGLIE Nel linguaggio dei fiori simboleggia l'amore materno. E' chiamata anche Potentilla e appartiene alla famiglia delle rosacee, di cui ha la caratteristica struttura delle foglie e l'impostazione del fiore, pur essendo notevolmente pi gracile. Il nome di questa pianta nato grazie alle grandi virt medicinali che le si attribuivano anticamente. Infatti il nome generico (Potentilla) deriva dal vocabolo latino potens (= piccola pianta con potenti propriet curative) o portentum (= prodigiose possibilit sprigionate dalla pianta). In Italia comune ed diffusa su tutto il territorio compreso tutto l'arco alpino. In Europa questa pianta ugualmente comune e diffusa dappertutto (fino all'Inghilterra e Scandinavia). Altrove si trova in Asia (compresa la Siberia) e Africa settentrionale. La Cinquefoglie vive nei luoghi boschivi e nei pascoli umidi, ma anche nelle brughiere, nelle torbiere e nei querceti. Secondo la medicina popolare questa pianta ha buone propriet astringenti (limita la secrezione dei liquidi), ma si possono ottenere anche collutori per la pratica ginecologica. Altre propriet indicate per la Cinquefoglie sono: odontalgica (attenua il dolore ai denti - probabilmente il nome comune "tormentilla" deriva da questa propriet capace di attenuate il "tormento" del male dei denti), decongestionante, antibiotica, antidiarroica e emostatica (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia). In cucina vengono usate le radici (cotte) della Cinquefoglie, mentre con le foglie si possono preparare degli infusi. L'industria da questa pianta ricava alcuni prodotti per la cosmetica (saponi, deodoranti e creme varie), per la tintoria (coloranti dalle foglie, ma soprattutto dalle radici si ricava un bel colore rosso che viene usato come inchiostro - una volta si usava per tingere di rosso il cuoio), ma anche per la chimica vegetale visto che contiene tannino. COLCHICO Nel linguaggio dei fiori il colchico il simbolo di unione matrimoniale. E' una pianta spontanea, comune nei prati alpini, molto ornamentale, con fiori stellati dai petali di colore lilla-rosato tenero. Nei tempi antichi era considerata una pianta funeraria, mentre oggi ha assunto un significato diverso. Secondo un'antica leggenda della lontana Colchide, sul Mar Nero, una principessa fece cadere una gemma in una valle e la stessa si frantum trasformandosi in fiori violacei, come il suo colore. Il Colchico un genere di piante molto comune in Italia ed una pianta velenosissima, talvolta confusa con aglio selvatico o con insalata selvatica, ha sapore molto gradevole, ma le sue tossine sono mortali e non esiste antidoto. Nel dubbio meglio evitare qualsiasi contatto. E' per utilizzata in medicina per la produzione di diversi farmaci. -

CONVOLVOLO Nel linguaggio dei fiori ha una connotazione negativa, infatti rappresenta la debolezza del corpo e anche dello spirito. E' una pianta che si tiene in vaso. Esistono numerose variet e pu essere legnosa oppure rampicante. I fiori hanno sempre sfumature molto tenui, con una caratteristica forma a campanula che li rende immediatamente riconoscibili. Nonostante il convolvolo produca fiori attraenti, spesso considerato una sgradita pianta infestante nei giardini a causa della sua rapida crescita e del soffocamento delle altre piante coltivate. Secondo una leggenda, il fiore del convolvolo venne usato dalla Madonna per bere vino quando aiut a liberare il carretto di un carrettiere. La leggenda narra che "il piccolo fiore viene ancora chiamato Tazzetta della Madonna". -

CORBEZZOLO Corbezzolo non solo una esclamazione! Nel linguaggio dei fiori il simbolo della pianta della stima. I frutti del corbezzolo maturano nell'anno successivo rispetto alla fioritura che d loro origine, in autunno. La pianta si trova quindi a ospitare contemporaneamente fiori e frutti maturi, cosa che la rende particolarmente ornamentale, per la presenza sull'albero di tre vivaci colori: il rosso dei frutti, il bianco dei fiori e il verde delle foglie. Per questa caratteristica, nel Risorgimento, il corbezzolo era considerato un simbolo del tricolore. E per questo motivo Giovanni Pascoli dedic al corbezzolo una poesia da cui pare che il corbezzolo abbia ispirato la nostra bandiera. La fioritura avviene in ottobre-novembre e i suoi fiori sono ricchi di nettare, per questo motivo intensamente visitati dalle api, se il clima non gi diventato troppo freddo. Dai fiori di corbezzolo si ricava dunque l'ultimo miele della stagione, pregiato per il suo sapore particolare, amarognolo e aromatico. Questo miele prezioso anche perch non sempre le api sono ancora attive al momento della fioritura, e dunque non in tutti gli anni possibile produrlo. I frutti hanno un buon sapore e si possono consumare direttamente, conservarli sotto spirito, utilizzarli per preparare marmellate e liquori, o anche fatti fermentare per produrre bevande alcoliche. -

FIORI D'ARANCIO Sono i fiori dedicati per eccellenza alle nozze e sono simbolo della verginit. La leggenda narra che in un'isola paradisiaca vi fosse un giardino dove tre fanciulle, figlie di Atlante e della Notte, custodivano un albero dal frutto meraviglioso. Era l'arancio, dono della Dea Terra a Zeus per le sue nozze, ed per questa ragione che i fiori di arancio sono considerate di buon augurio in tal senso. I fiori dell'arancio, le zagare, hanno infiorescenze fitte, di colore pallido, con un profumo delicato ma molto intenso. L'etimologia della parola deriva dai termini arabi zahara ("splendere, sfavillare di bianco") e zahr ("fiore"). Per zagara si intende in particolare il fiore dell'arancio e del limone (la cui fioritura avviene tra

aprile e maggio) oltrech del bergamotto (che invece fiorisce tra la fine di marzo e aprile: i frutti vengono raccolti da ottobre a dicembre). Il fiore di zagara viene utilizzato per la preparazione dei profumi e nella preparazione di alcuni prodotti dolciari (ad es. il miele di zagara di agrumi).

FIORI DI CILIEGIO Le belle maniere e la buona educazione fanno parte di un'arte che si apprende con il tempo e con l'esercizio. A chi sa esprimersi al meglio in questa arte complessa, nel linguaggio dei fiori sono stati dedicati i fiori di ciliegio.

GAROFANO Nel linguaggio dei fiori ha molti significati, diversi anche a seconda dei paesi. Rappresenta comunque il simbolo della dignit, della virt e della nobilt. E' presente in tutta Europa da diversi secoli ed uno dei fiori pi ricchi di storia. Ad esempio in Francia Napoleone lo scelse per decorare i nastri della Legion d'Onore, mentre i nobili francesi che salivano alla ghigliottina lo portavano all'occhiello. A seconda del colore pu assumere significati diversi. GAROFANO BIANCO Nel linguaggio dei fiori una proclamazione di fedelt eterna. GAROFANO GIALLO Nel linguaggio dei fiori simboleggia l'indecisione e l'incertezza dei propri sentimenti in una scelta particolarmente impegnativa. GAROFANO ROSA Nel linguaggio dei fiori il messaggero di pensieri teneri ed affettuosi. GAROFANO ROSSO Nel linguaggio dei fiori esprime un amore ardente e passionale. Il rosso anche il colore che simboleggia la passione e che ricorda l'inferno. La leggenda narra che il garofano rosso sia nato dalle lacrime della Madonna. Mentre invece il garofano rosso in Giappone viene usato per indicare il lutto. GAROFANI SCREZIATI OPPURE DI COLORE ASSORTITI Nel linguaggio dei fiori un messaggio gentile, in modo particolare se sono raggruppati in un bel mazzo e dunque graditi alla vista.

GELSO Nel linguaggio dei fiori, un bel mazzo di gelso rappresenta l'omaggio ideale per i vanitosi o per chi caratterizzato da una simpatica vanit.

Il gelso bianco (Morus alba L.), specie originaria dell'Asia centrale e orientale ed stato importato in Europa con il baco da seta in quanto quest'ultimo ghiotto delle sue foglie. GELSOMINO Il gelsomino bianco il fiore che per eccellenza, nel linguaggio dei fiori, esprime amabilit e sensualit. I fiori sono comunemente piccoli e di colore bianco con un odore caratteristico, esistono anche specie i cui fiori hanno sfumature di rosa. Il gelsomino una pianta rampicante resistente bene al gelo e, in alcune zone del nostro paese, si trova rinselvatichito allo stato spontaneo. Oggi i gelsomini vengono utilizzati come piante ornamentali, in piena terra nei giardini, come arbusti isolati, o per rivestire muri, recinzioni, pergolati. Un tempo si credeva avessero innumerevoli virt officinali, come il famoso olio di gelsomino che i Persiani offrivano agli invitati nei banchetti. Inoltre si pensava che avesse potenzialit terpeutiche legate alla sessualit. Secondo laromaterapia il profumo di gelsomino sarebbe euforizzante grazie a una sostanza che oltre ad inibire il dolore procura uno stato di benessere e di felicit. Pur essendo piante rustiche preferiscono posizioni soleggiate, clima fresco e devono essere coltivate in vaso nelle zone a clima sfavorevole.

GERANIO Il noto, colorato e super-coltivato geranio, a seconda del colore e del tipo, assume, nel linguaggio dei fiori, significati diversi. GERANIO ROSSO Il geranio rosso il fiore che rappresenta il conforto. GERANIO ROSSO CUPO Il geranio con una tonalit rosso cupo il simbolo della malinconia che cerca la consolazione. GERANIO ROSA Il geranio rosa il simbolo dell'affetto nascente. GERANIO EDERA Il geranio con le foglie a edera simboleggia l'amicizia. GERANIO RAMPICANTE Il geranio rampicante rappresenta, nel linguaggio dei fiori, la solidit e la stabilit. Il geranio ama le posizioni soleggiate, anche se vive abbastanza bene in mezz'ombra: durante l'estate, infatti, una prolungata esposizione al sole pu deteriorare la pianta. La moltiplicazione avviene per talea. Nell'aromaterapia viene utilizzato per la sua propriet riequilibratrice del sistema nervoso, antidepressiva, antinfiammatoria, lenitiva, astringente e antisettica. Tra le sue funzioni vi anche quella di stimolatore del sistema linfatico, di tonificante per il fegato e per i reni. Tra i suoi principali utilizzi vi la cura di acne, bruciature, vesciche, eczema, artrite, nevralgia, mal di gola.

GIACINTO Nel linguaggio dei fiori, un bel mazzo di giacinti perfetto per essere invitati o per chiedere un appuntamento. Il giacinto originario del mediterraneo orientale, Asia minore e regioni tropicali africane, il suo nome deriva dal personaggio mitologico Giacinto ucciso da Apollo. E' molto utilizzato nei giardini per aiuole e bordi fioriti, o industrialmente per la produzione forzata di piante fiorite per decorare gli appartamenti nella stagione invernale, inoltre l'essenza di Giacinto viene utilizzata in profumeria.

GIGLIO Nel linguaggio dei fiori il giglio bianco rappresenta il candore della tenera et e dello spirito puro, non ancora corrotto. Anche nell'iconografia cristiana, uno dei simboli associati alla Madonna, all'Arcangelo Gabriele e a Sant'Antonio di Padova, pi in generale, alla castit e alla purezza. Appartiene alla famiglia delle gigliacee e ha una infiorescenza molto voluminosa ed un profumo molto intenso. Il giglio originario dell'Europa, dell'Asia e del Nord America, le radici del bulbo sono perenni e non si rinnovano tutti gli anni come succede solitamente nelle piante bulbose. I gigli vengono coltivati per lo pi come piante ornamentali, nei giardini per l'eleganza e il profumo dei fiori. Alcune specie di giglio vengono coltivate anche per le propriet medicinali. Dal bulbo si ricava un decotto con propriet diuretiche ed espettoranti. I petali dei fiori sono considerati astringenti, detergenti e curativi degli eczemi o delle scottature. L'intenso profumo ha propriet rilassanti. Utile in casa e nei luoghi di lavoro per diffondere la sua preziosa essenza oleosa che permane saldamente in ogni ambiente. Il giglio ha un profumo naturale coprente, specialmente in ambienti con animali domestici o spazi comuni con densa presenza umana. Solitamente la coltivazione dei gigli non presenta grosse difficolt: vogliono esposizioni a mezzombra e una dosatura controllata delle annaffiature.

GIRASOLE Nel linguaggio dei fiori simboleggia la fatuit della bellezza, ma ha anche una connotazione negativa, perch rappresenta anche la vaghezza. Nella mitologia greca si racconta come una ninfa di nome Clizia si fosse innamorata del dio del sole Apollo e non facesse altro che guardare il suo carro volare nel cielo. Nove giorni dopo venne per trasformata in un girasole. E' una pianta erbacea annua, della famiglia delle composite. Il suo grande fiore ha la capacit di seguire il tragitto del sole per carpirne i raggi. Il fusto pu arrivare normalmente a 2 metri di altezza ma nei paesi di origine (America) pu raggiungere e superare i 3 - 4 metri. Quello che viene definito il fiore in realt il capolino (chiamato in generale infiorescenza), composto da un affollamento di numerosi fiori: quelli esterni, chiamati "fiori dei petali" sono da 17 a 30, di colore giallo, marrone o arancione; quelli interni, chiamati "fiori del disco" (fino a 150, ma

anche di pi), sono tubulosi di colore arancio scuro-bruno. La sistemazione dei fiori all'interno del disco avviene secondo uno schema a spirali in cui il numero di solito di 34 spirali in un senso e 55 nell'altro. Quando i fiori del disco maturano, diventano semi, anche se ci che comunemente chiamato seme in realt il frutto. Le propriet curative secondo la medicina popolare sono: febbrifuga (abbassa la temperatura corporea); diuretica; antimalarica; espettorante (favorisce l'espulsione delle secrezioni bronchiali); stomachica (agevola la funzione digestiva). I semi di girasole vengono venduti come snack se tostati, mentre in cucina possono essere utilizzati per insalate o se ne pu estrarre un olio la cui composizione non si discosta troppo dalla composizione dell'olio di oliva. I semi sono impiegati inoltre come mangime per uccelli e roditori o se ne pu estrarre anche olio per motori, usato per produrre biodiesel, pi economico di altri carburanti. Da coloro che non intendono coltivarlo, il girasole considerato una pianta infestante: le variet selvatiche crescono indesiderate nei campi di mais, soia e fagioli e possono avere effetti negativi sul raccolto.

GLADIOLO Nel linguaggio dei fiori indica la forza, ma simbolo anche dell'indifferenza, un po' offensiva. Il Gladiolo originario dell'Africa e dell'Eurasia, nasce spontaneo nell'area mediterranea europea e nell'Europa centro-orientale. Il corpo da cui il Gladiolo prende origine non , come erroneamente viene definito, un vero e proprio bulbo ma piuttosto un bulbo-tubero detto cormo. Il nome latino attribuitogli da Plinio dovuto alla forma delle foglie simili alla corta spada romana, il Gladius. I fiori del gladiolo sono variamente colorati, poco durevoli e crescono quasi come spighe erette. Le variet in miniatura vengono coltivate in vaso per decorare i terrazzi. I gladioli a fiori grandi sono coltivati nei giardini per bordure miste o macchie di colore, e industrialmente per la produzione del fiore reciso. LIGUSTRO Nel linguaggio dei fiori simboleggia la giovinezza. E' un arbusto ornamentale molto bello e resistente, che cresce spontaneo nel sottobosco ma che, purtroppo, non gode di molta considerazione. Le sue dimensioni vanno da pochi decimetri a circa 4/5 metri. La corteccia verdastra e liscia ed ha una fioritura bianca, a pannocchia, dalla quale si formano delle bacche nere velenose. Appartiene alla famiglia delle oleacee. Diverse specie vengono coltivate come piante ornamentali e in particolare vengono utilizzate in giardini come completamento di siepi. La maggior parte di queste specie originaria del Giappone o della Repubblica popolare cinese. In Europa spontanea la specie Ligustrum vulgare.

LILLA' Il lill, a seconda del colore, pu assumere significati diversi:

LILLA' BIANCO Nel linguaggio dei fiori rappresenta l'infanzia. LILLA' VIOLA Nel linguaggio dei fiori simboleggia la prima adolescenza. E' un arbusto ornamentale che viene dal Medio Oriente e appartiene alla famiglia delle oleacee, come il ligustro. Il lill ha robusti rami che portano larghe foglie e fiori riuniti in piccole pannocchie piramidali, che fioriscono in maggio. Viene coltivato per le sue infiorescenze che possono essere bianche, turchine e lill, ed emanano un profumo molto inebriante. Viene utilizzato in parchi o giardini per la formazione di alte siepi e boschetti fioriti. Industrialmente il lill coltivato per la produzione forzata invernale dei fiori che vengono utilizzati tradizionalmente come addobbi floreali delle cerimonie nuziali o nei battesimi, come simbolo di purezza. Se usato nelle composizioni si consiglia di raccoglierli al mattino presto per non vederli avvizzire velocemente. Era antica credenza che le fate amassero stare tra i fiori di Lill e che piantato in un luogo lo purificasse dal male. I fiori freschi potevano servire ad allontanare gli spiriti da luoghi infestati. L'olio era impiegato nei rituali di equilibrio mentale, per i poteri psichici e la purificazione. Il Lill stato ampiamente usato in passato anche a scopo curativo, infatti si riteneva che il decotto della corteccia potesse essere febbrifugo e l'infuso delle foglie si pensava avesse propriet decongestionanti per il fegato e la digestione. Con i fiori si preparavano profumi e si ricavava anche l'olio da massaggio per combattere reumatismi e dolori. Oggi usato come tonico del cuore e della circolazione.

MALVA Nel linguaggio dei fiori simboleggia la forza della giovane madre. E' una pianta erbacea originaria dell'Europa e Asia temperata, annuale o perenne con un fusto eretto, alto anche fino a un metro. Le foglie hanno una forma lobata, e le infiorescenze, di colore lavanda tenue, crescono all'estremit degli steli. Il nome malva deriva dal latino e indica qualcosa di molle o capace di ammorbidire, infatti per questa sua caratteristica molto usata in erboristeria: i principi attivi si trovano nei fiori e nelle foglie che sono ricche di mucillaggini, usate per le loro propriet emollienti. La malva conosciuta per le sue propriet medicamentose e rinfrescanti, per questo ampiamente utilizzata anche in fitoterapia e in medicina come emolliente e calmante delle infiammazioni delle mucose. Inoltre la malva pu essere assunta sotto forma di tisana per idratare e ammorbidire l'intestino, e per regolarne le funzioni grazie alla sua azione lassativa, dovuta alle propriet delle mucillaggini di rigonfiare l'intestino stimolandone la contrazione e agevolandone lo svuotamento. -

MARGHERITA Nel linguaggio dei fiori rappresenta l'innocenza. La Margherita una pianta erbacea comunissima nei prati della Penisola italiana, alta da 20 a 40 centimetri. Margherita usato come nome femminile

ed anche il nome comune di numerose piante appartenenti alla famiglia delle composite. Le variet si distinguono per altezza, per dimensioni del fiore e il diverso colore. Le foglie sono di colore verde intenso e i fiori sono periferici, con un grosso cuore giallo e petali a linguetta. Secondo la medicina popolare la margherita ha molte propriet curative: attenua gli spasmi muscolari e rilassa il sistema nervoso; ha un'azione calmante della tosse; agevola la traspirazione cutanea; facilita il rilascio dell'urina; regola il flusso mestruale; rafforza l'organismo in generale; guarisce le ferite. Le parti usate delle margherite sono soprattutto i fiori e i germogli primaverili possono essere aggiunti alle insalate, ma devono essere usati con parsimonia. Le margherite sono facili da coltivare e di sicuro effetto, infatti vengono usate per bordure o tappeti erbosi. MELOGRANO Nel linguaggio dei fiori considerato il simbolo della fecondit ed noto come un portafortuna. E' una pianta tropicale, nota fin dall'antichit e gi considerata benaugurante. E' molto comune anche Italia, dove ha attecchito bene, basta che sia esposto in pieno sole. E' presente da epoca preistorica nell'area costiera nel bacino del Mediterraneo, il frutto era amato e apprezzato anche dagli antichi egizi, risulta storicamente che vi sia stato diffuso dai Fenici, dai Greci e in seguito dagli Arabi. Fu introdotto in America latina dai colonizzatori spagnoli, ed attualmente coltivato ampiamente in Messico e negli Stati Uniti. Il nome "melograno" deriva dal latino malum ("mela") e granatum ("con semi"). La stessa origine riconosciuta anche in altre lingue come in Inglese "Pomegranate", ed in Tedesco "Granatapfel" (mela coi semi). In Inglese antico era noto con il nome di "apple of Grenada" (mela di Granada); la citt spagnola di Granada ha infatti nello stemma un frutto di melograno. Il melograno per la sua particolarit, nel tempo ha assunto molti significati. Nella simbologia ebraica simbolo di onest e correttezza, dato che il suo frutto conterrebbe 613 semi, come le 613 prescrizioni scritte nella Torah (365 divieti e 248 obblighi), osservando le quali si ha certezza di tenere un comportamento saggio ed equo. Alcuni studiosi di teologia ebraica hanno supposto che il frutto dell'Albero della vita del "Giardino dell'Eden" fosse da intendersi in realt come una melagrana. In Grecia, quando si acquista una nuova casa, si usa mettere quale primo dono un frutto di melograno come simbolo di abbondanza, fertilit e buona fortuna. Il melograno ha anche notevoli propriet medicinali. La polvere ricavata dalla corteccia delle radici e dalla scorza dei frutti essiccate all'aria utilizzata come decotto per le propriet astringenti e sedative nelle dissenterie; oppure per uso esterno il decotto ha propriet astringenti, per clisteri o irrigazioni vaginali. Ma pare che i preparati a base di corteccia di radici siano estremamente pericolosi e possano provocare fenomeni di idiosincrasia. Inoltre l'infuso dei petali viene utilizzato come rinfrescante delle gengive e il succo di melograno un'eccellente sorgente di vitamina C e del gruppo B, di potassio e di notevoli quantit di Polifenoli antiossidanti. Nella cucina le scorze dei frutti hanno anche propriet aromatiche e vengono utilizzate per dare il gusto amarognolo a Vermouth e aperitivi. Il succo di melograno detto "granatina" ed ottenuto dalla spremitura dei semi ed usato come bevanda. Il succo spesso usato, nelle cucine tradizionali dei paesi di origine, per preparare salse, dolci o piccanti, per cibi tradizionali, per guarnire la carne o il riso.

MENTA Nel linguaggio dei fiori simboleggia la memoria. E' una pianta molto comune, talvolta anche infestante, che esiste in numerose variet, con foglie dal colore verde intenso e molto profumate, con ampi impieghi

in pasticceria, in profumeria e in fitoterapia. La menta una pianta erbacea perenne, fortemente aromatica, cresce in modo massiccio in tutta Europa, in Asia e in Africa. Molto conosciuta gi dal tempo degli Egizi e dei Romani, anche come pianta medicinale. I fiori sono piccoli, di colore bianco, rosa o viola, di facile coltivazione nelle zone poco ombrose e umide. La raccolta della menta viene fatta quando la pianta completamente fiorita e portata nelle distillerie, mentre per uso domestico viene essiccata in luogo fresco e arieggiato. Ogni specie ha differenti usi alimentari. Mentre la menta piperita, di gusto rinfrescante, trova applicazione in caramelle e gomme da masticare, la mentuccia viene invece indicata nella preparazione di piatti carne. E' molto utilizzata per preparare liquori, sciroppi, caramelle, anche in combinazione con altri sapori come menta-liquirizia, menta-anice, menta-orzata, e sono molti gli alcolici a base di menta, come mojito, tajada, Centerbe, Branca Menta, altri liquori amari e grappe. In medicina, con la preparazione di decotti e infusi, ha funzioni di digestivo, stimolante delle funzioni gastriche, antisettico ed antispasmodico, ma sconsigliabile assumerla di sera perch potrebbe causare disturbi del sonno. Inoltre, secondo gli omeopati, sarebbe da evitare nel caso si stia facendo una cura omeopatica perch ridurrebbe l'assorbimento di tali farmaci. Dalla menta si estrae il mentolo, che un ingrediente di molti profumi, cosmetici, medicinali e viene usato persino per aromatizzare le sigarette. Bisogna per ricordare che ci sono molte variet di menta e non tutte sono commestibili, infatti alcune contengono anche sostanze velenose.

MIMOSA Nel linguaggio dei fiori il simbolo della festa della donna. E' uno dei pochi fiori a fiorire in quel periodo dell'anno, e cio in marzo. In quell'occasione i poveri alberi vengono spogliati e i rametti sono appuntati nei capelli e nei risvolti delle giacche, e al lavoro ogni scrivania ospita un rametto di soffici batuffolini gialli. La mimosa appartiene alla famiglia delle acacee, ed originaria dell'America del Sud, dove si usava regalarla in occasione dei fidanzamenti. Per le sue meravigliose caratteristiche come pianta ornamentale ha avuto un facile sviluppo in Europa dove oggi prospera quasi spontanea. In Italia molto sviluppata lungo la Riviera ligure in Toscana e in tutto il meridione, ma anche sulle coste dei laghi del nord. La mimosa molto delicata, teme inverni molto rigidi con temperature per lungo tempo sotto lo zero che possono provocarne la morte. E' molto utilizzata come pianta ornamentale grazie alla sua splendida e profumata fioritura con fiori gialli molto delicati. La mimosa recisa ha un rapido metabolismo in acqua, quindi buona pratica tagliare un pezzetto dal punto di taglio e tenere in abbondante acqua con alcune gocce di limone (10 gocce al litro) per correggere l'acidit. In Liguria, a Pieve Ligure a pochi chilometri da Genova, nel mese di marzo si svolge una sagra dedicata interamente a questa pianta. Mimosa usato anche come nome femminile ed inoltre il nome di una stella della Croce del Sud, che dista dalla terra 553 anni luce.

MIRTO Nel linguaggio dei fiori indica l'amore, la poesia, la gloria poetica e la verginit. Il mirto un arbusto sempreverde, tipico della macchia mediterranea, con piccoli fiori bianchi che fioriscono durante l'Estate e sono molto profumati. E' una pianta molto diffusa in Sardegna e in Corsica, dove cresce anche spontaneo come arbusto o piccolo alberello. I fiori del mirto sono solitari, profumati, di colore bianco o roseo e compaiono da maggio a luglio. Questa pianta ha un alto contenuto in olio essenziale ed ha quindi notevoli propriet aromatiche e officinali. Al mirto sono attribuite propriet balsamiche, antiinfiammatorie, astringenti, leggermente antisettiche, pertanto trova impiego in campo erboristico e farmaceutico per la cura di affezioni a carico dell'apparato digerente e del sistema respiratorio. Il prodotto pi importante, dal punto di vista quantitativo, rappresentato dalle bacche, utilizzate per la preparazione del liquore di mirto, ottenuto per infusione alcolica delle bacche attraverso macerazione. L'abbondante e suggestiva fioritura rende questa pianta adatta per ravvivare i colori del giardino. L'utilizzazione pi interessante del mirto come pianta ornamentale tuttavia la siepe visto che riesce a svilupparsi ad un'altezza media in pochi anni. Nella tradizione gastronomica sarda il mirto un importante condimento per aromatizzare alcune carni, infatti i rametti sono tradizionalmente usati per aromatizzare il porchetto arrosto, il pollame arrosto o bollito e l'uccellagione bollita.

NARCISO I narcisi sono noti, nel linguaggio dei fiori, per essere il simbolo dei presuntuosi, degli egoisti e delle persone piene di s. Il nome deriva dal greco narko (=stordisco, con riferimento all'odore penetrante ed inebriante dei fiori). Cresce in tutte le zone dell'Europa Centrale. Si tratta di un bulbo con lunghe foglie che partono direttamente dal bulbo stesso, i fiori sono bianchi o gialli, di varie forme e dimensioni. Il bulbo del Narciso contiene la narcisina, un alcaloide velenoso che provoca per ingestione disturbi neuronali e infiammazioni gastriche, sia negli animali al pascolo che nell'uomo, e pu provocare la morte se non curato entro le 24 ore. Il narciso si utilizza per aiuole, prati fioriti, nei giardini o in vaso per terrazzi e appartamenti. Inoltre molto usato nell'industria dei profumi in quanto da alcune parti del fiore si ricavano essenze molto apprezzate. Allo stato naturale si trovano diffusamente in montagna nei mesi primaverili.

NINFEA Nel linguaggio dei fiori rappresenta la stima, l'ammirazione, ma anche il simbolo della freddezza. Le ninfee sono suggestive ed elegantissime piante acquatiche, che regalano magnifiche fioriture: le foglie e i fiori sono grandi, hanno larghi petali, di vari

colori come il bianco, il giallo, il rosa, il rosso e il blu. Si tratta di una specie spontanea del territorio italiano. Plinio riferisce che prendono il nome da una Ninfa tramutata in questo fiore perch gelosa di Ercole. Le foglie delle ninfee sono galleggianti ma a volte fuoriescono dal pelo d'acqua per 10-20 centimetri, hanno forma pi o meno rotonda e i fiori durano a lungo: si aprono durante il giorno solo a cielo sereno. Alcune specie hanno delle propriet medicamentose per cui sono utilizzate nella medicina popolare. Le radici essiccate e polverizzate sono utilizzate contro la dissenteria e le emorroidi. Le ninfee sono utilizzate anche in cucina, infatti i rizomi di queste piante contengono un'alta percentuale di fecola per cui sono utilizzati come alimento da alcune popolazioni del nord Europa (Finlandia e Russia) anche se risultano piuttosto amari. In Australia gli aborigeni si cibano dei peduncoli dei fiori insieme ai frutti arrostendoli al fuoco. Moltissime specie di ninfee sono utilizzate come piante ornamentali per decorare stagni, vasche e laghetti, o coltivata in grossi mastelli o recipienti simili, colmi d'acqua sui terrazzi. Sappiamo che era un fiore apprezzato gi dagli antichi egizi in quanto la ninfea presente in alcuni geroglifici e alcuni resti di ninfea sono stati trovati nella camera sepolcrale di Ramesse II.

NON TI SCORDAR DI ME Nel linguaggio dei fiori simboleggia esattamente ci che dice il suo nome, infatti un invito a non dimenticare. Questa pianta, con dei piccoli fiori di colore azzurro-blu, cresce spontanea nelle regioni a clima temperato dell'Europa e dell'Australia. Il nome che gli hanno dato i botanici piuttosto difficile da ricordare, infatti "miosodite", ma conosciuto con altri due nomi decisamente pi popolari: nontiscordardim e/o occhi della Madonna. Il nome di "non ti scordar di me" pare legato a una storia austriaca, avvenuta lungo il corso del Danubio, dove due giovani stavano scambiandosi promesse d'amore donandosi questo fiore, ma lui cadde nel fiume e le grid appunto la famosa frase come promessa di amore eterno. Gli "occhi della Madonna" potrebbero essere legati allo stesso significato, cio a quello di affidare, mediante il dono di questo fiore, la persona cara che si sta allontanando, alla benevolenza divina. Nel tempo, questo fiore stato utilizzato con numerose simbologie. Nella Germania del quindicesimo secolo, chi indossava il fiore non sarebbe stato dimenticato dalla propria amata; mentre le donne lo indossavano come segno di fedelt. La massoneria usa il "nontiscordardim" per ricordare quei massoni vittime del regime nazista. Infine il non-ti-scordar-di-me stato adottato a livello internazionale come fiore ufficiale della Festa dei nonni. -

OLEANDRO Forse a causa della sua pericolosit, l'oleandro, nel linguaggio dei fiori, il simbolo della diffidenza. In effetti difficile fidarsi di un fiore cos bello, come l'oleandro, ma che pu anche avvelenare. L'oleandro un arbusto sempreverde spontaneo nelle regioni mediterranee dove diffusamente coltivato a scopo ornamentale. Non richiede particolari cure e,

proprio per questo, viene spesso usato per le bordure lungo le strade o per realizzare viali alberati suggestivi grazie all'abbondante fioritura. L'oleandro contiene l'oleandrina, una tossina che rende tossica, per qualsiasi specie animale, tutta la pianta (foglie, corteccia, semi). Se ingerita porta a tachicardia (con aumento della frequenza respiratoria), disturbi gastrici (tra cui vomito, nausea e bruciore) e disturbi al sistema nervoso centrale, tra cui assopimento. La particolarit di questa pianta che l'oleandro contiene una serie di altri principi tossici, che si conservano anche dopo l'essiccamento. Le specie animali pi colpite sono gli equini, i bovini e i piccoli carnivori. La morte sopraggiunge per collasso cardio-respiratorio solo nel caso in cui se ne ingeriscano grandi quantit. La storia racconta che diversi soldati delle truppe napoleoniche, non conoscendo le piante locali, morirono per avvelenamento dopo aver usato rami di oleandro come spiedi nella cottura della carne alla brace, durante le campagne militari in Italia. -

ORTENSIA Nel linguaggio dei fiori rappresenta l'intenzione di sfuggire. E' una pianta con grosse infiorescenze ad ombrello che possono assumere vari colori fra cui rosa, azzurro o blu. Il colore dei fiori in realt non dipende dalle variet della pianta, ma determinato dalla composizione del terreno e dagli additivi con i quali viene appositamente trattata. Le ortensie sono belle anche recise, da tenere in vaso, e per farle durare pi a lungo si possono fare essiccare, anche se con il tempo perdono un po' del loro colore. L'ortensia un arbusto che predilige i luoghi ombreggiati ed originaria della Cina e del Giappone. Tale nome "volgare" fu dato alla pianta dal naturalista Philibert Commerson che la port per primo in Europa nel XVIII secolo, dopo aver visitato la Cina in un viaggio compiuto intorno alla terra tra il 1766 e il 1769 insieme con il navigatore Louis Antoine de Bougainville, proprio con lo scopo di scoprire nuove piante. Egli si innamor di Hortense Lapeaute, moglie dell'astronomo Jrme La Lande e da lei ricambiato, volle rendere eterna la loro storia d'amore battezzando la pianta con il nome dell'amata. Infatti il nome Ortensia molto usato anche come nome femminile.

PAPAVERO E' bello guardare un campo di grano punteggiato dal rosso dei papaveri, induce a pensare all'estate che avanza. Ma purtroppo i papaveri, una volta raccolti, appassiscono nel giro di un attimo. Forse a causa della loro precoce decadenza e anche per le loro propriet di allucinogene, i papaveri, nel linguaggio dei fiori, sono considerati i paladini dei sogni premonitori e anche delle sorprese. Il papavero largamente diffuso in Italia, fiorisce in primavera da aprile fino a met luglio, cresce spontaneamente nei campi e sui bordi di strade e ferrovie, per questo considerata una pianta infestante. Petali e semi possiedono leggere propriet sedative, infatti il papavero parente stretto del papavero da oppio, da cui si estrae la morfina. Per queste sue caratteristiche si realizza un infuso (con 4 o 5 petali per tazza) che viene spesso somministrato ai bambini prima di andare a letto per indurre loro un sonno migliore. Ma va notato

che il papavero anche blandamente tossico, per questo motivo importante non eccedere le dosi consigliate e non farne un uso prolungato. Oltre ai petali, che in infuso conferiscono alla tisana un profumo gradevole e un colore rossiccio, si utilizzano anche le capsule che hanno gli stessi effetti ma con una concentrazione maggiore. Il papavero usato anche in cucina, infatti in Friuli il cespo di foglie che si sviluppa attorno alla radice all'inizio della primavera, quando la pianta ancora poco sviluppata ed lontana dalla fioritura, viene consumato lessato ed eventualmento saltato in pentola come verdura, nota con il nome di "confenns" ed ha un sapore delicato e leggermente amaro. Anche nel Salento si consuma questa pianta nota come "paparina". I papaveri, nel mondo anglosassone, sono tradizionalmente dedicati alla memoria delle vittime sui campi di battaglia della prima e della seconda guerra mondiale. Ad esempio, in Gran Bretagna, nel Remembrance Day, tutti portano un papavero rosso all'occhiello. Ma gi in precedenza, si narra che Gengis Khan, l'imperatore e condottiero mongolo, portasse sempre con s dei semi di papavero che spargeva sui campi di battaglia dopo le sue vittorie, in ricordo e rispetto di coloro che vi erano caduti con onore. A questo si ispir il cantautore Fabrizio De Andr per i versi della sua notissima canzone "La guerra di Piero". Nell'arte poi, sono molti i pittori e i fotografi che hanno realizzato opere indimenticabili ritraento questo fiore dal colore cos intenso.

PASSIFLORA Nel linguaggio dei fiori il simbolo della passione di Cristo. Il nome significa esattamente "fiore della passione", infatti la leggenda narra che la passiflora raccolse una goccia di sangue del Cristo flagellato. Ecco perch nel calice del fiore conserva tutti i simboli della passione di Ges: i viticci ricordano la frusta con cui venne flagellato; i tre stili ricordano i chiodi; gli stami ricordano il martello; la raggiera corollina ricorda la corona di spine. Essendo una pianta rampicante che cresce molto rapidamente, l'uso pi frequente della passiflora, nei giardini, per ricoprire recinzioni, muretti e pergolati. Ma la passiflora molto usata anche in vaso negli appartamenti o in serra. L'altro uso di questa pianta per il consumo alimentare dei profumati frutti: la maracuya. Nell'antichit, gli Aztechi, utilizzavano la passiflora come rilassante, infatti l'infuso, lo sciroppo e l'estratto fluido delle parti verdi raccolte da giugno a settembre e fatte essiccare all'ombra in luogo arieggiato, vantano propriet sedative del sistema nervoso, e curative dell'insonnia e dell'isterismo. Gi ai tempi della prima guerra mondiale, la passiflora fu utilizzata nella cura delle "angosce di guerra". La passiflora quindi indicata contro la tachicardia, l'ansia e l'insonnia.

PERVINCA Nel linguaggio dei fiori parla dell'amicizia consolidata. E' una pianta erbacea che cresce spontanea tra i cespugli e lungo i bordi dei campi coltivati. Ha un piccolo fiore con un magnifico colore azzurro-violaceo intenso e dei petali ricurvi. Il maggiore uso della pervinca come pianta ornamentale, per aiuole in zone

ombreggiate, per decorare freschi sottobosco, oppure vengono coltivate in vaso e per usi erboristici. La pervinca considerata una pianta tossica per il suo contenuto in vincristina. In caso di assunzione di parti della pianta i sintomi precoci compaiono entro le 24 ore e sono nausea, vomito e febbre; quelli tardivi compaiono nella prima settimana e consistono in cefalea, insonnia, delirio, allucinazioni, neuropatie, convulsioni e coma. Nel medioevo la pervinca veniva usata anche come preparato per filtri d'amore. La pervinca viene spesso nominata quando si parla di iniquit fra Paesi ricchi e Paesi poveri, infatti una grande casa farmaceutica brevett un sistema per estrarre la vincristina ma non venne riconosciuto alcun diritto legale alle popolazioni del Madagascar che avevano originariamente individuato le propriet benefiche e bioterapiche della pianta.

PETUNIA Le petunie, con i loro mille colori, da regalare in un bel vaso, nel linguaggio dei fiori sono la confessione di un amore che non pi possibile tenere nascosto. Vengono coltivate in giardino le piante a portamento eretto. Le petunie si possono coltivare anche in vaso sui terrazzi, sia le forme erette che ricadenti. Le petunie sono piante rustiche, molto facili da coltivare, richiedono solo una buona esposizione al sole o mezzo-sole.

PIOPPO Nel linguaggio dei fiori indica il timore. Narra la leggenda che il pioppo fu scelto dai soldati per la costruzione della croce di Ges. L'albero ne fu orgoglioso e drizz i suoi rami. Il Signore lo maled e condann le sue foglie a tremare in eterno ad ogni soffio di vento. Infatti una variet di pioppo detto "tremolo", Populus tremula il nome botanico: sufficiente un lievissimo alito di vento per provocare un tremolio di tutta la chioma da cui prende il nome la pianta. L'altezza dei pioppi va dai 15 ai 20 metri, con fusti che possono superare i 2,5 metri di diametro e le piante sono divise in maschili e femminili: le prime hanno rami grandi, chiome voluminose e grosse gemme, mentre le altre sono pi slanciate ed hanno gemme pi piccole ma pi numerose. Questa notevole diversit ha fatto s che in passato venissero erroneamente classificati come due specie di pioppi diverse. Sono alberi molto coltivati anche in Italia, preziosi per la legna dai quali si ricava la cellulosa per la fabbricazione della carta. Viene inoltre impiegato per vari usi come la fabbricazione di fogli e pannelli di compensato, cassette da imballaggio e fiammiferi. Il pioppo apprezzato anche per motivi ornamentali, viene infatti impiegato nei parchi, nei giardini e nei viali delle citt (in filari o in gruppi di piante) prediligendo le specie a chioma ampia. In natura il pioppo pu arrivare a vivere fino a 200-400 anni. Il termine "pioppo" deriva dal latino e, secondo una diceria romana riportata dagli antichi, sarebbe da legare a popolus "popolo" perch la sua folta chioma mossa dal vento produce un brusio che ricorda quello della folla. A tal proposito, si pu citare un detto comune che fa derivare il nome di Piazza del Popolo di Roma da un antico boschetto di pioppi. Il legno di pioppo ha avuto anche un nobile utilizzo, infatti stato usato da Leonardo da Vinci per dipingere la sua celebre Monna Lisa.

Nella cultura celtica il pioppo - pianta dedicata ai morti in battaglia - rappresenta un segno zodiacale e i nati sotto questo segno avrebbero una tendenza al pessimismo, alla contemplazione e alla critica, sono inoltre amanti della natura ma non riescono a godere appieno dei piaceri della vita.

PRIMULA Nel linguaggio dei fiori simboleggia l'amicizia nascente. La primula fiorisce annunciando l'arrivo della bella stagione. E' una bella piantina erbacea perenne, che si presenta puntuale all'appuntamento con la primavera. Cresce spontanea e rigogliosa nelle zone di montagna e ha i fiori di numerosissimi colori, il nome deriva dal latino primus per indicare la precocit di fioritura che avviene subito dopo la scomparsa della neve, quando nei prati comincia a comparire l'erba. La primula ha anche delle propriet medicinali, infatti l'infuso, il decotto e lo sciroppo dei rizomi della primula veris, raccolti da settembre a novembre, ripuliti ed essiccati al sole, hanno propriet diuretiche, espettoranti e bechiche, inoltre vantano anche un'azione tonica del sistema nervoso, antireumatica e antidiarroica. Invece per degli impacchi sedativi si usano i rizomi di primula freschi e ridotti in poltiglia. Inoltre le giovani foglie di primula consumate fresche, crude o cotte, hanno un'azione depurativa. -

RESEDA Nel linguaggio dei fiori rappresenta la bellezza volutamente poco appariscente, un po' nascosta e quindi tutta da scoprire. La reseda una pianta erbacea originaria dal Nord Africa e dall'Europa meridionale. Ha i fiori che crescono a grappolo poco appariscenti, di colore variabile a seconda delle specie dal bianco al giallo, dall'arancio al verde, ed coltivata per il suo intenso profumo e viene largamente utilizzata per la cosmesi e la preparazione di profumi. Le foglie sono alterne, disposte a formare una rosetta alla base del fusto. Il nome deriva dal latino resedare = calmare, in riferimento alle propriet medicinali attribuitele. -

ROSA Nel linguaggio dei fiori simbolo per eccellenza della grazia e della bellezza. E' il fiore che ha ispirato i poeti di tutto il mondo e che nel corso dei secoli l'hanno definita in tanti modi, come ad esempio: la "regina dei fiori", la "figlia del cielo" e la "gloria della primavera". Si dice che "ogni rosa ha la sua spina", poich ogni cosa, anche quella pi bella, ha necessariamente i suoi lati spiacevoli, e lo stesso significato ha il detto "non c' rosa senza spine". Si usa dire che "se sono rose fioriranno", se le cose andranno come si spera. Le rose sono tradizionalmente regalate a San Valentino dagli innamorati, ma si usano anche per la festa della mamma.

E' una pianta antica e molto rustica, coltivata e incrociata in numerose variet, che portano nomi a volte bizzarri e colori fantasiosi. A seconda del colore la rosa assume diversi significati. ROSA BIANCA Nel linguaggio dei fiori rappresenta la purezza. ROSA GIALLA ACCESA Nel linguaggio dei fiori la rosa gialla il vessillo della gelosia. ROSA GIALLA ORLATA DI ROSSO Nel linguaggio dei fiori indica l'amore tenero ed eterno. ROSA GIALLA PALLIDA Nel linguaggio dei fiori esprime la titubanza in amore e richiede conferma. ROSA ROSSA Nel linguaggio dei fiori senza dubbio la messaggera di un amore passionale e travolgente. Il rosso rappresenta il colore dell'amore, della vita, del sangue e del fuoco. Era considerato anche il colore del Dio della Felicit, che dispensava la ricchezza agli uomini. ROSELLINA SELVATICA Nel linguaggio dei fiori simboleggia l'innocenza. Gi nell'antichit la coltivazione della rosa era diffusissima, sia come piante ornamentali che per le propriet officinali ed aromatiche con l'estrazione degli oli essenziali. I petali vengono utilizzati per le propriet medicinali, per l'estrazione dell'essenza di Rosa e degli aromi utilizzati in profumeria, nell'industria essenziera, nella cosmetica, pasticceria e liquoristica. E' una delle basi immancabili pi utilizzate in profumeria. In aromaterapia vengono attribuite all'olio di rosa tante propriet, fra cui sicuramente quelle afrodisiache, sedative, antidepressive e antidolorifiche.

ROSMARINO Nel linguaggio dei fiori rappresenta il ricordo. Il rosmarino originario dell'Europa, Asia e Africa, cresce spontaneo nell'area mediterranea fra i dirupi sassosi e assolati dell'entroterra. Il suo nome deriva dal latino ros (rugiada) e maris (del mare). Fiorisce da marzo a ottobre con vari colori: lilla-indaco, azzurro-violaceo o, pi raramente, bianco o azzurro pallido. Si pu coltivare anche in vaso sui terrazzi, avendo cura di porre dei cocci sul fondo per un drenaggio ottimale. Il rosmarino un arbusto sempreverde, che prevede molti utilizzi grazie alle sue caratteristiche e ai suoi oli essenziali. E' molto utilizzato in cucina o nell'industria degli insaccati come pianta aromatica. Ma ha un ruolo fondamentale anche come pianta ornamentale nei giardini, per bordure, aiuole e macchie arbustive, o per la coltivazione in vaso su terrazzi. Inoltre, le foglie del rosmarino, fresche o essiccate, producono un olio essenziale molto ricercato

come pianta medicinale per i suoi effetti tonici e antireumatici. L'industria cosmetica, invece, utilizza il rosmarino per la produzione di shampoo, per ravvivare il colore dei capelli o come astringente nelle lozioni, oltre che nelle pomate e linimenti per le sue propriet toniche. Il rosmarino si trova utilizzato anche come insettifugo o deodorante ambientale nelle abitazioni, bruciando i rametti secchi, e in profumeria utilizzato per la preparazione di colonie, come l'Acqua d'Ungheria. Insomma il rosmarino, per le sue caratteristiche, una delle piante pi utilizzate per i suoi molteplici effetti benefici.

SALVIA Nel linguaggio dei fiori simboleggia la salute. Una leggenda narra che la salvia fu utilizzata per fare il lettino al Bambino Ges e che la Madonna la chiam "erba della salute". Infatti un tempo era utilizzata come erba medicinale per le sue molte virt medicamentose. La salvia ha numerose variet ed tra gli aromi pi usati in cucina, anche perch si presta bene ad essere essiccata senza perdere troppo il suo aroma. La specie pi nota, largamente usata in cucina, la salvia officinalis (la salvia in senso stretto). Si tratta di una pianta a portamento cespuglioso, con foglie di colore grigio-verde, ricche di oli essenziali che le conferiscono il caratteristico aroma. I fiori sono di colore violetto e sbocciano in primavera. Poi molto conosciuta la salvia splendens, che trova il suo maggior impiego per scopo ornamentale. Gli oli essenziali della salvia hanno propriet antisettiche, antiossidanti ed anti-infiammatore ed per questo che molto utilizzata anche per scopi curativi.

VERBENA Nel linguaggio dei fiori simboleggia la purezza di animo e di intenti. La verbena una pianta erbacea con foglie scabre, che produce fiori molto colorati, lilla, bianchi, rosa oppure con magnifiche sfumature di blu. Si ritiene che il nome di questa pianta derivi dal latino "verbenae", che indicava genericamente rametti e sterpi. Era gi nota fin dall'antichit e veniva usata dalle trib indiane, da maghi e stregoni per incantesimi e sacrifici agli Dei, per questo veniva chiamata anche erba sacra. La verbena era sacra anche ad Iside e agli antichi romani. Una leggenda narra che fu utilizzata sul Monte del Calvario per cicatrizzare le ferite di Ges Crocefisso, ed ancora oggi, nella liturgia della festivit dedicata all'Assunzione di Maria, viene utilizzata per benedire le chiese. La verbena anche nota per le sue propriet magiche e afrodisiache ed considerata velenosa per i vampiri. In tempi pi moderni conosciuta per le sue virt medicinali, infatti si usa per il suo potere astringente. Oltre ad essere molto presente anche in profumeria per il suo intenso aroma. In Spagna, la Verbena anche una festa di carattere popolare, presente in varie citt o paesi.

VIOLACIOCCA La violaciocca il fiore che rappresenta lo sdegno ma anche la bellezza durevole. Narra una leggenda che la violaciocca sia stata scelta da una fanciulla che era morta mentre correva dal suo amato, per sfuggire dall'odiato promesso sposo. Infatti, essendo una pianta erbacea perenne, il fiore ritorna ogni anno per consolare il suo amore perduto. La violaciocca predilige suoli calcarei, e cresce spesso su rupi a picco sul mare, o su vecchi muri. E' una pianta del litorale, ma si pu trovare, naturalizzata, anche nell'entroterra fino a 600 m di altitudine. In Italia comune lungo tutta la costa tirrenica, dalla Liguria alla Calabria, lungo le coste del mar Ionio e Adriatico, e sulle isole. Si coltiva in piena terra per l'ornamento primaverile dei giardini oppure in vaso, oltre ad essere usata anche come fiore reciso. La violaciocca molto indicata per le fessure degli scogli delle localit marine. Le variet coltivate, per lo pi annuali, possono avere fiori di diversi colori (bianco, rosa, rosso o violetto), diverso periodo di fioritura o fiore con petali raddoppiati. -

VIOLA DEL PENSIERO Nel linguaggio dei fiori rappresenta il simbolo della Trinit. I simboli sono indicati nei tre colori presenti sui petali. La Viola del pensiero (o Viola tricolor) tra le specie di viole pi conosciute, coltivate come pianta annuale in Europa. Da questa sono derivate altre specie di viole, con piante molto rustiche e fiori di varie dimensioni e colori. La viola del pensiero un fiore molto utilizzato a scopi ornamentali nei giardini, per aiuole, bordure, o per la coltura in cassette. Alcune specie con fiori pi grandi sono coltivate industrialmente per la produzione del fiore reciso. -

VIOLETTA Nel linguaggio dei fiori ha un significato mutevole, ma parla soprattutto di amore e di intrighi femminili ad esso correlati. La violetta anche simbolo di modestia, sincerit e amabilit. E' usato come nome femminile. Ha un gambo molto corto, con un piccolo fiore molto profumato a cinque petali. Dalla violetta si ricava un'essenza profumata, che era molto in voga agli inizi del secolo scorso. Le viole odorose si utilizzano anche nell'industria confettiera per produrre fiori freschi cristallizzati nello zucchero. I bonbons la violette sono una specialit della citt di Tolosa in Francia.

VISCHIO Nel linguaggio dei fiori ha un simbolo beneaugurante. Ghirlande di vischio venivano appese alle pareti della casa per garantire un anno di fortuna e di armonia familiare. Le ghirlande sono simbolo di vittoria e di eternit e proteggono gli abitanti della casa. Al vischio sono riconducibili leggende e tradizioni molto antiche: per le popolazioni celtiche, che lo chiamavano oloaiacet, era considerato pianta sacra e dono degli dei e, grazie ad esso, le popolazioni nordiche tenevano lontane disgrazie e malattie. In molti paesi continua a essere considerato simbolo di buon augurio durante il periodo natalizio: diffusa infatti l'usanza, originaria dei paesi scandinavi, di salutare l'arrivo del nuovo anno baciandosi sotto uno dei suoi rami. Anche gli innamorati che si apprestano a vivere insieme la loro vita, con un bacio sotto un ramoscello di vischio possono sperare in un futuro migliore. Un altro uso che risale a tempi molto antichi quello di prendere il succo delle bacche per preparare colle da utilizzare nell'uccellagione. A questo uso fanno riferimento alcuni modi di dire entrati nel linguaggio corrente: pu essere "vischiosa" una sostanza attaccaticcia o una persona particolarmente tediosa, mentre non gradevole rimanere "invischiati" in certe situazioni. Il vischio, una pianta cespugliosa, sempreverde e parassita di numerosi alberi. Se ne pu notare la presenza specialmente in inverno, quando i suoi cespugli piantati nei tronchi sono evidenziati dalla perdita delle foglie della pianta che li ospita. Il vischio ha i fiori gialli e i frutti dalle bacche sferiche bianche o giallastre con l'interno gelatinoso e colloso. La coltivazione del vischio praticata per fini ornamentali ed in erboristeria, oltre a essere impiegato nella medicina tradizionale, sotto forma di tinture od infusi, come anti ipertensivo e antiarteriosclerotico. Si consiglia di non assumere vischio autonomamente in quanto la pianta segnalata dai centri antiveleni. Tutte le parti del vischio possono risultare tossiche; le bacche, soprattutto, sono pericolose per i bambini, che potrebbero essere tentati di mangiarle. L'azione tossica del vischio dipende dalla presenza di una sostanza capace di provocare agglutinazione dei globuli rossi, con sintomi che vanno dalla gastroenterite, alla diminuzione dei battiti cardiaci fino al collasso. Inoltre si possono verificare anche allucinazioni, disturbi mentali e convulsioni.

ZAFFERANO Nel linguaggio dei fiori il simbolo di ricchezza, sia materiale che spirituale, di benessere e felicit. Il suo colore richiama i raggi del sole ed considerato anche un afrodisiaco. Nella mitologia greca Ermes, consigliere degli innamorati, usava lo zafferano per risvegliare desiderio ed energia sessuale. Durante il Medioevo veniva largamente impiegato nelle cucine dei nobili poich era ostentazione di ricchezza, visto che era, ed tutt'ora, molto costoso. Con l'aggiunta della preziosa spezia volevano rendere le loro tavole pi raffinate e far diventare i cibi pi importanti per impressionare i loro ospiti. Infatti in Oriente, ancora oggi, si usa regalare lo zafferano quale augurio di lunga vita e prosperit. Lo zafferano coltivato in Asia minore e in molti paesi del bacino del Mediterraneo. In Italia le colture pi estese si trovano nelle Marche, in Abruzzo, in Sardegna, in Umbria e in Toscana. La pianta dello zafferano si adatta molto bene ai climi caratterizzati da piovosit media, come la

Spagna e la Grecia. Ci che i coltivatori devono assolutamente evitare sono i ristagni d'acqua, molto dannosi per lo sviluppo della pianta; per questo motivo una coltivazione su terreno leggermente scosceso preferibile ad una su terreno pianeggiante. Gli stimmi rossi sono gli unici ad essere commercializzati e consumati, infatti dallo stimma del fiore si ricava la spezia denominata "zafferano", utilizzata in cucina e in alcuni preparati medicinali. Un tempo allo zafferano, venivano attribuite propriet antispastiche, antidolorifiche e sedative. Oggigiorno tutte queste indicazioni terapeutiche sono decadute in quanto si visto che alte dosi di questa spezia possono essere mortali. Anche quando non si arriva a questi estremi, lo zafferano pu provocare effetti collaterali quali: vertigini, torpore e manifestazioni emorragiche. Attualmente, l'unico utilizzo dello zafferano nell'industria alimentare e in gastronomia come spezia o come colorante, anche se ricco di carotenoidi che riducono i danni cellulari provocati dai radicali liberi. Uno dei suoi utilizzi pi tipici nella cucina italiana nel risotto alla milanese o "risotto giallo", cos noto appunto per la colorazione che lo zafferano d alla ricetta.

ZINNIA Nel linguaggio dei fiori il simbolo della semplicit perch una pianta che necessita di poche cure. La zinnia appartiene alla famiglia delle composite e ne esistono di diverse specie, con vari colori. Alcune specie sono annuali, altre perenni, tutte comunque originarie dell'America, soprattutto dal Messico E' una pianta spesso coltivata nei giardini perch produce molti fiori colorati ed molto resistente alle intemperie, utilizzata per aiuole e bordure, o in vaso sui terrazzi, e grazie alla lunga durata dei capolini, viene coltivata industrialmente per la produzione del fiore reciso. La zinnia una pianta resistente e rustica, richiede esposizione soleggiata, clima mite, terreno soffice anche asciutto.