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(Finocchio)

NOME SCENTFCO:
Anethum graveolens

FAMGLA:
Ombrellifere

DESCRZONE:
L'aneto un'erba aromatica annuale il cui fresco aroma
ricorda ad alcuni quello del finocchio, ad altri quelli dell'anice,
del cumino o della menta, in realt il sapore dell'aneto,
piccante e deciso, molto tipico e particolare. n cucina l'aneto
viene usato per insaporire diverse pietanze, inoltre per le sue
propriet digestive e sedative fu impiegato, fin dai tempi
antichi, anche in campo medico.

FOGLIE: Pennatosette, cio formate da pi foglioline filiformi
disposte regolarmente, le foglie dell'aneto, dal colore verde
azzurro, sono anch'esse aromatiche.

FIORI: Appaiono verso la met dell'estate i piccoli fiori gialli
che sono raccolti in piatte infiorescenze ad ombrella e hanno
un aroma pi forte di quello delle foglie, ma pi lieve e fresco
di quello dei semi.

HABTAT:
La patria dell'aneto l'oriente, in particolare la Persia e l'ndia; il terreno ideale per la sua coltivazione ricco di
sostanza organica, lavorato in profondit e dotato di buon drenaggio. Quest'erba tollera anche temperature di
qualche grado sotto lo zero, ma in ogni caso, nelle zone a clima rigido, preferibile riparare le piante in serra o
comunque proteggerle.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: L'esposizione pi gradita all'aneto in pieno sole, al riparo dai venti.

RIPRODUZIONE: La semina il metodo riproduttivo pi usato, il periodo di semina tra la primavera e l'estate.
Come norma generale conviene non mettere a dimora l'aneto accanto al finocchio Perch,, mischiandosi le
impollinazioni, si confondono anche gli aromi.

CRESCITA: Le uniche cure richieste dall'aneto sono la sarchiatura del terreno per tenerlo libero dalle erbe
infestanti e il diradamento delle piantine quando raggiungono un'altezza di 10 centimetri. La distanza tra le
piante deve essere di almeno 5 centimetri, e deve essere maggiore nel caso in cui le piante debbano essere
lasciate andare a seme; tra le file si va da circa una quarantina di centimetri a mezzo metro, a seconda che si
vogliano raccogliere le piante o i semi.

RACCOLTA: L'aneto pu venir coltivato per consumare l'intera pianta, come fosse un ortaggio, o per la raccolta
dei semi. Chi intende raccogliere le piantine deve tagliarle alla base quando superano una ventina di centimetri
d'altezza. Chi invece interessato alla raccolta dei semi bene sospenda le piantine capovolte sopra un telo, in
posizione soleggiata, quando i capolini cominciano ad assumere un colore bruno, per completarne la
maturazione. Un metro quadro coltivato ad aneto pu offrire da un chilo e mezzo a due chili di piante fresche o
cinquanta grammi di semi.

CONSERVAZIONE: semi maturi vengono essiccati; le foglie o si essiccano o si congelano.
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PROPRETA':

IN CUCINA: Le foglie fresche vengono tritate e insaporiscono minestre, patate lessate, piatti di pesce, uova,
formaggi freschi; quelle essiccate hanno un aroma pi tenue e si usano sempre a fine cottura. Famoso l'aceto
di aneto che si ottiene ponendo a macerare i capolini o i semi.

BELLEZZA: Dai semi pestati e posti in infusione si ha un liquido utile per fare bagni rinforzanti alle unghie.

SALUTE: semi d'aneto vengono masticati per rinfrescare l'alito. L'infuso di quest'erba favorisce la digestione,
placa il singhiozzo e i crampi dello stomaco, allevia le flatulenze e l'insonnia.

CUROSTA':
L'aneto era conosciuto gi da Egizi, che ne apprezzavano le virt come calmante; citato nella Bibbia come
pianta pregiata al punto da venir usata, quale moneta, per il pagamento delle tasse.
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NOME SCENTFCO:
Ocinum Basilicum

FAMGLA:
Laminacee

DESCRZONE:
Pianta annuale, erbacea e talvolta arbustiva.

FUSTO: Eretto, ramificato in alto, cresce a cespugli frondosi
alti 40 - 50 cm.

FOGLIE: Di colore verde brillante e piuttosto carnose, sono
ovali con i margini dentellati; la superficie glabra e lucida,
talvolta bollosa.

FIORI: Piccoli, profumati con i boccioli biancastri, in mazzi
circolari di sei, posti al di sopra di una coppia di piccole foglie;
la corolla di colore biancastro o rosa; fioriscono a tarda
estate.

FRUTTI: semi sono lunghi 1 mm, di colore marrone scuro
contenuti a gruppi di quattro nelle corolle dei fiori.

HABTAT:
Originaria di paesi tropicali come Asia ed Africa, la pianta fu importata dai Romani. Per la sua origine tropicale
sempre coltivata e non si naturalizza mai. E' perenne nelle regioni sub-tropicali.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: Soleggiata; l'esposizione in piena luce, aumentando la traspirazione, aumenta la "forza del suo
profumo. Proteggere dal vento, gelo e sole meridiano bruciante.

RIPRODUZIONE: Seminare preferibilmente da Febbraio - Marzo (quando la temperatura non scende pi sotto i
10 - 12 C) in luoghi riparati; passato il rischio del gelo, o comunque quando le piante hanno emesso 4 - 5 foglie,
trapiantare in vasi o terreno a 30 cm di distanza l'una dall'altra.

CRESCITA: La pianta ha esigenza continua di elementi fertilizzanti e umidit nel terreno, che per non va
innaffiato troppo in quanto le piantine sono soggette a marciume: bagnare a mezzogiorno, non di sera:
spruzzare le foglie con acqua calda. Si coltiva bene in casa.

RACCOLTA: Le foglie si raccolgono da Maggio a Settembre, mano a mano che raggiungono la loro massima
dimensione, recidendole alla loro inserzione sul fusto. Le sommit fiorite si raccolgono in Luglio - Settembre,
tagliando il fusto con le forbici, due o tre foglie al di sotto dell'inflorescenza; per prolungare la fase vegetativa
della pianta sopprimere le inflorescenze mano a mano che si formano.

CONSERVAZIONE: Congelare o essiccare le foglie in luogo ben aerato e in ombra (da evitare accuratamente il
sole). Prima di congelare, pennellare i due lati con olio d'oliva. Conservare le foglie intere in olio d'oliva con sale
in vasi di vetro o porcellana al riparo da luce ed umidit. Conservare sott'olio o aceto.

PROPRETA':
Digestive, antispasmodiche, aromatiche, antinfiammatorie.
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IN CUCINA: ndispensabile nei piatti mediterranei. Si addice molto bene a pomodori, zucche, zucchini, Fagioli,
funghi, insalate di riso; il suo aroma abbastanza forte da competere con l'aglio, e insieme formano la classica
salsa genovese "al pesto. La foglia fresca ha un profumo dolce ottima per esaltare il sapore dei pomodori
freschi e dell'olio d'oliva. La cottura ne esalta il gusto forte; largamente usato anche nella preparazione di
conserve e liquori.

BELLEZZA: L'infuso fresco di foglie e fiori di Basilico ottimo per un bagno ristoratore.

SALUTE: Usato nella pratica erboristica per stimolare i processi digestivi e per attenuare i crampi allo stomaco
sottoforma di decotto. Se lasciato a macerare nel vino per qualche ora, risulta un ottimo tonico; l'olio essenziale
di basilico alleggerisce la fatica mentale.

CUROSTA':
l Basilico una pianta aromatica originaria delle zone calde dell'Asia e dell'Africa. l nome deriva dal greco
"Basiliks, che significa "regale, ad indicare che questa era gi considerata nell'antichit come la "regina delle
erbe. Racconti leggendari descrivono la tomba di Cristo Risorto arricchita da numerose piantine di Basilico, che
ancora oggi vengono disposte ad ornare gli altari delle chiese ortodosse. Largamente utilizzata in cucina per
aromatizzare pietanze o conserve, il Basilico si racconta abbia anche altri poteri: considerata un potente
talismano, i contadini messicani portavano sempre qualche foglia con s per "attirare il denaro o ancora per
attirare la persona amata: la pianta era sacra alla dea dell'amore. Altra propriet particolare del Basilico quella
di tenere lontane le mosche: per questo motivo si usa collocare i vasi di questa pianta sui davanzali delle
finestre.
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NOME SCENTFCO:
Borago officinalis, Borragine o Borrana

FAMGLA:
Borraginacee

DESCRZONE:
La borragine, che ha dato il nome alla famiglia comprendente il
nontiscordardime, un'erbacea annuale rustica non
particolarmente decorativa se non in fiore. Le sue foglie
infatti sono rugose e ispide, il suo stelo ricoperto di peli
pungenti, ma essa merita ugualmente di venire coltivata per le
sue molte virt e per la bellezza della fioritura. l cespo pu
facilmente superare il mezzo metro d'altezza e venir coltivato
anche in vaso, purch all'aperto.

FUSTO: gambi della borragine sono decisamente robusti,
cavi all'interno, e ricoperti da una fitta peluria bianca, rigida e
pungente.

FOGLIE: Le spesse foglie pelose, dalla forma ovale appuntita
e dall'intenso colore grigio-verde, sono le parti della pianta a
cui vengono attribuite maggiori propriet: vengono usate per
decotti e preparazioni medicamentose; se schiacciate emettono un succo che ha l'aroma del cetriolo.
Commestibili crude finch sono giovani tenere, in seguito possono venir cotte, ma perdono parte del loro dolce
sapore.

FIORI: fiori, a forma di stella, sono belli quanto inconfondibili; appaiono in grappoli sulle sommit dei gambi tra
maggio e settembre, solitamente sono di un bel colore azzurro, intenso e lucente, molto pi raramente rosa o
bianchi. Per raccoglierli senza schiacciarli consigliabile afferrarli per gli stami neri prominenti e staccarli dal
calice verde. Essi vengono usati per guarnire pietanze e bevande; se messi a macerare nell'aceto (allo scopo di
renderlo aromatico) gli cedono il loro colore azzurrino. Un tempo per questa caratteristica erano molto ricercati
dai tintori.

SEMI: Piuttosto grossi, romboidali e nerastri, i semi della borragine mantengono inalterate per anni le capacit
germinative.

HABTAT:
Originaria probabilmente della Spagna e del Marocco quest'erba ora ben ambientata nel bacino mediterraneo
e diffusa in tutta l'talia ove cresce spontanea fino a 1.800 metri d'altezza. Ama un terreno ricco, sciolto e privo di
ristagni d'acqua.

COLTVAZONE:
Da sempre la borragine stata coltivata negli orti, la sua crescita non presenta problemi particolari.

ESPOSIZIONE: La posizione ideale per quest'erba aperta e assolutamente soleggiata.

RIPRODUZIONE: La borragine si dissemina spesso in modo spontaneo nei terreni smossi e leggeri, oppure pu
essere seminata in autunno se si desidera avere una fioritura primaverile, o in primavera, sempre in un substrato
sabbioso, per una fioritura estiva. Seminando scalarmente si potranno consumare sempre foglie giovani.

CRESCITA: Ogni cespo per prosperare desidera disporre di una trentina di centimetri tutt'attorno, quindi dopo la
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germinazione si dovranno diradare le piantine lasciando solo le pi robuste.

RACCOLTA: l momento migliore per la raccolta di foglie e fiori il mese di giugno, quando le propriet
balsamiche sono all'apice, ma le foglie possono essere raccolte in ogni periodo, a seconda della necessit, gi
due mesi dopo la semina.

CONSERVAZIONE: Le foglie possono venire essiccate all'ombra, in zona ventilata e non polverosa, ma il
risultato non sempre soddisfacente; i fiori possono venire canditi, o pi semplicemente congelati in cubetti di
ghiaccio, d'aspetto decorativo, da servire con gli aperitivi.

PROPRETA':

IN CUCINA: fiori canditi si usano per la decorazione delle torte, freschi si uniscono alle insalate; le foglie
giovani si tritano finemente e si mescolano crude nelle insalate o nei formaggi freschi, mentre cotte si
consumano come spinaci. Durante la cottura non si deve aggiungere acqua, ma solo un poco d'olio e aglio, dato
che il succo della pianta sar sufficiente a mantenere l'umidit necessaria.

BELLEZZA: Quest'erba, per le sue doti emollienti, ottima per la cura delle pelli secche e sensibili: le foglie
possono venir aggiunte all'acqua del bagno o lessate brevemente, sminuzzate e poste in impacco sulla pelle del
viso.

SALUTE: La medicina popolare attribuisce alla borragine davvero molte virt: essa ritenuta un eccellente
tonico per il sistema nervoso e il suo infuso considerato efficace per ridare serenit. l vino a cui siano state
aggiunte foglie e fiori di borragine definito "capace di spazzare via ogni tristezza". Foglie e fiori contengono
sostanze quali nitrato di potassio, calcio, mucillagini e vitamina C e hanno indiscutibili effetti depurativi, diuretici
ed emollienti.

CUROSTA':
Fin dall'antichit quest'erba stata descritta come capace di allontanare la malinconia, di confortare e allietare. l
suo nome deriva dal termine celtico borrach che significa appunto "coraggio". La borragine risulta molto gradita
alle api, ha inoltre grande simpatia per le fragole, delle quali stimola la crescita, e per le rose ed esercita la
benefica funzione di tenere i bruchi alla larga dalle piante di pomodoro. A fine coltivazione la cenere ottenuta
dalla combustione degli steli secchi fornisce, dato l'alto contenuto di minerali, un ottimo concime ecologico ed
economico. Fino all'ultimo questa modesta pianticella si dimostra generosa.
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NOME SCENTFCO:
Camomilla comune: Matricaria camomilla
Camomilla romana: Anthemis nobilis

FAMGLA:
Composite

DESCRZONE:
La camomilla comune pianta annuale, mentre la camomilla
romana perenne; ambedue prediligono terreni leggeri, ma
concimati e ben drenati. Esiste una variet nana di camomilla
molto adatta a formare tappeti erbosi che richiedano poca
manutenzione: si chiama Treneague e non fiorisce; mettendo
invece a dimora specie pi alte e da fiore si ottengono bei
tappeti fioriti.

FOGLIE: Le foglie di color verde chiaro sono, in tutte le
variet, profondamente incise e leggermente profumate di
mela, aroma che mantengono anche essiccate.

FIORI: fiori sono bianchi, gialli o crema e hanno sempre al
centro un cono giallo ove sono racchiuse le sostanze attive.

HABTAT:
La camomilla comune cresce quasi ovunque, nei terreni incolti come nei campi coltivati, ma l'uso indiscriminato
dei pesticidi ne sta limitando la diffusione. Essa vegeta meglio quando la primavera umida.

COLTVAZONE:
ESPOSIZIONE: Questa erba gradisce il pieno sole, ma tollera la mezz'ombra.

RIPRODUZIONE: La camomilla si pu seminare; nelle variet perenni si pu procedere alla divisione dei cespi
da effettuare in primavera.

RACCOLTA: fiori di camomilla vanno raccolti quando sono completamente aperti, verso la fine dell'estate, nelle
ore centrali di giornate asciutte, cosicch venga facilitata l'essiccazione. Le foglie possono essere colte in
qualunque periodo dell'anno. CONSERVAZONE: Normalmente i capolini si conservano essiccati.

PROPRETA':

IN CUCINA: Questa antica ricetta semplice da preparare quanto efficace come digestivo: in un litro di vino
bianco secco (di buona qualit) si pongono a macerare, per due giorni, cento grammi di fiori, poi si filtra il liquido
e lo si conserva in una bottiglia ben chiusa. Un bicchierino dopo il pasto principale sar un toccasana.

BELLEZZA: La camomilla un vero prodotto di bellezza: l'acqua del suo decotto, aggiunta a quella del bagno,
esercita un'azione rilassante, ed inoltre un ottimo calmante da usare come impacco sulla pelle del viso quando
irritata o sugli occhi se sono stanchi o arrossati.
Chi ha i capelli chiari se, dopo averli lavati, li sciacqua regolarmente con un decotto ottenuto facendo bollire per
una ventina di minuti dei fiori di camomilla, avr capelli lucenti, pi forti e con riflessi dorati.

SALUTE: La virt calmante di questa preziosa erba riconosciuta al punto che, nel gergo giovanile, quando si
vede una persona nervosa e intollerante gli si consiglia: "camomillati!" n effetti una tazza di fumante infuso di
camomilla ha un effetto leggermente sedativo, decongestionante, sudorifero e un sapore che risulta solitamente
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gradito. L'infuso di camomilla pu essere bevuto senza problemi anche dai bambini ai quali giova molto nel caso
di dolori addominali.

CUROSTA':
l termine latino "matricaria", che deriva da "mater", (madre), fa riferimento al fatto che quest'erba era usata per
guarire i disturbi ginecologici. La camomilla comunque non cura solo i nostri malesseri, ma anche quelli delle
sue sorelle piante: infatti se viene messa a dimora accanto a una pianta deperita le fa acquistare nuovo vigore!



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NOME SCENTFCO:
Artemisia dracunculus

FAMGLA:
Composite

DESCRZONE:
l dragoncello un'erba perenne che forma un cespuglio alto
pi di mezzo metro. Si adatta bene alla coltivazione in vaso.

FUSTO: gambi sono eretti, di colore verde marrone, molto
fragili alla base.

FOGLIE: Le foglie del dragoncello sono allungate, strette e di
un bel colore verde brillante. Nella loro pagina inferiore sono
cosparse di ghiandole oleose contenenti un aroma gradevole,
caldo, pepato.

FIORI: fiori del dragoncello sono piccoli, sferici, bianco
verdastri e piuttosto insignificanti dal punto di vista estetico,
ma vengono usati anch'essi per aromatizzare insalate e
conserve.

HABTAT:
l terreno di coltivazione deve preferibilmente essere ben concimato, leggero e non umido.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: Anche il dragoncello predilige una posizione soleggiata e riparata. Sopporta temperature di
qualche grado superiori allo zero, ma dove gli inverni sono molto rigidi le radici e i cespi, dopo una leggera
potatura autunnale, vanno protetti con uno spesso strato di paglia o foglie.

RIPRODUZIONE: l dragoncello si pu seminare in primavera, ma molto semplice anche moltiplicarlo
dividendo i cespi, sempre in primavera, o facendo talee, in estate.

CRESCITA: La coltivazione di quest'erbacea non presenta particolari difficolt: tra cespo e cespo necessario
lasciare circa una quarantina di centimetri e come unico accorgimento colturale, quando si raccolgono le foglie,
non si devono asportare pi di due terzi dei rami, altrimenti si blocca la crescita.

RACCOLTA: Le foglie possono venir raccolte quando si desidera, ma il periodo migliore l'estate.

CONSERVAZIONE: E' difficile far mantenere l'aroma alle foglie che, una volta essiccate, acquistano facilmente
odore di fieno; si pu comunque tentare di conservarlo con la congelazione.

PROPRETA':

IN CUCINA: Questa erba ha un'importanza notevole nella cucina francese per il largo uso che ne viene fatto
come aromatizzante. Si impiega nelle salse, nelle insalate, nei piatti di pesce e di pollame, nelle frittate.
SALUTE: L'infuso di dragoncello stimola l'appetito ed esercita un'azione tonica e digestiva.

CUROSTA':
l nome latino significa "piccolo drago" e ci si chiede se derivi dal suo sapore pungente o dalle radici che hanno
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forma di serpente. l nome francese con il quale molto nota "estragon".
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NOME SCENTFCO:
Allium schoenoprasum

FAMGLA:
Gigliacee

DESCRZONE:
Questa pianta perenne, appartenente al genere Allium, una
bulbosa rustica che forma cespi molto fitti, alti anche una
trentina di centimetri.

FOGLIE: Le foglie di queste piante sono fini, cilindriche, erette,
di un bel colore glauco.

FIORI: A fine primavera o in estate appaiono i piccoli e graziosi
fiori sferici, comunemente di un bel color malva, pi raramente
bianco-rosati. Per avere steli pi aromatici e non esaurire le
piante consigliabile recidere per i fiori non appena sono
sbocciati; in ogni caso ne appariranno altri dopo poche
settimane.

HABTAT:
l paese d'origine dell'erba cipollina sembra essere la Cina, ove quest'erba, che predilige come substrato un
terreno fresco e ricco, era apprezzata gi quattromila anni or sono ed comunemente usata in cucina.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: L'erba cipollina ama il sole, ma tollera anche una posizione a mezz'ombra, in quanto gradisce
una certa umidit nel terreno.

RIPRODUZIONE: l metodo pi semplice per moltiplicare l'erba cipollina consiste nel dividere i cespi, in questo
caso naturalmente i fiori saranno identici per colore a quelli della pianta madre. Se invece si procede alla
moltiplicazione seguendo il metodo della semina si possono ottenere fiori di vari colori: dal bianco rosato fino al
viola.

CRESCITA: Le cure da seguire per ottenere un buon risultato nella coltivazione dell'Allium schoenoprasum sono
molto semplici e consistono nello sfoltire i cespi troppo compatti, nel mantenere al terreno un giusto grado di
umidit e nel concimarlo regolarmente all'incirca una volta al mese. L'erba cipollina si coltiva senza problemi
anche in vaso.

RACCOLTA: Si tagliano le foglie a seconda delle proprie necessit, avendo l'accortezza di non reciderle alla
base, ma di lasciarne qualche centimetro in modo da favorire la ricrescita.

CONSERVAZIONE: Le foglie si essiccano o si congelano. Quelle essiccate si bagnano con del succo di limone
quando si desidera reidratarle.

PROPRETA':

IN CUCINA: Chi gradisce il sapore della cipolla, ma non la digerisce quando la aggiunge cruda alle insalate, pu
sostituirla con qualche foglia di erba cipollina ben affettata. La digestione assicurata, anzi facilitata, e inoltre
l'alito non dar problemi.
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NOME SCENTFCO:
Hyssopus officinalis

FAMGLA:
Labiate

DESCRZONE:
L'issopo una pianta erbacea perenne sempreverde e rustica
che esala un aroma intenso e gradevole; per la delicata
bellezza del suo cespo, che si innalza compatto per circa
mezzo metro e possiede un buon valore ornamentale, l'issopo
molto adatto alla coltivazione nei giardini ove viene
impiegato per bordure e basse siepi. L'issopo, che coltivato
fin dai tempi pi remoti, menzionato nella Bibbia come
pianta sacra.

FUSTO: l gambo dell'issopo, ramificato e di forma squadrata,
legnoso alla base ed erbaceo superiormente.

FOGLIE: Le foglie aromatiche dell'Hyssopus officinalis, da cui
viene estratto un olio usato dall'industria profumiera e dalle
distillerie, sono strette e lunghe da pochi millimetri a oltre due centimetri, appuntite, lineari o lanceolate,
lievemente pelose, di un bel verde intenso. n cucina vanno usate con moderazione (e mai da donne in stato
interessante), si possono aggiungere alle minestre e alle carni, di cui favoriscono la digestione, o alle
macedonie.

FIORI: La fioritura dell'issopo avviene in piena estate, tra luglio e settembre e risulta molto gradita alle api e alle
farfalle. piccoli fiori, riuniti in gruppi ascellari e formanti una spiga apicale, possono essere di colore azzurro
intenso o, meno frequentemente, bianco e rosa.

HABTAT:
L'issopo, spontaneo in molte zone montane dell'talia settentrionale, compare talora anche in pianura nel resto
dell'talia, in particolare in Toscana e nel territorio attorno a Napoli. Per quanto riguarda il terreno non
particolarmente esigente, ma predilige terreni sassosi, piuttosto aridi e ben esposti. L'issopo pu venir coltivato
con successo anche in vaso.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: La posizione ideale per l'issopo al riparo dai venti e in pieno sole.

RIPRODUZIONE: La moltiplicazione avviene per divisione dei cespi, da effettuare in primavera avanzata, verso
aprile-maggio, o all'inizio dell'autunno. Chi preferisce pu anche procedere alla semina, in marzo-aprile, su
substrato calcareo e leggero.

CRESCITA: Questa erbacea decisamente robusta e la sua coltivazione non richiede cure particolari.
RACCOLTA: fiori vanno raccolti appena iniziano a schiudersi; le foglie, secondo necessit, in ogni periodo
dell'anno.

CONSERVAZIONE: Foglie ed infiorescenze si conservano dopo averle essiccate e sono ottime componenti dei
pot-pourri.

PROPRETA':
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IN CUCINA: fiori e le foglie pi tenere si possono aggiungere nelle insalate, nelle minestre e negli arrosti. Le
sommit fiorite si usano in alcune salse e zuppe, sono inoltre un ingrediente dei liquori "cent'erbe".

SALUTE: Un infuso di foglie di issopo risulta utile per curare tossi e raffreddori; una tazza d'infuso, bevuta dopo i
pasti, favorisce inoltre il processo digestivo.

CUROSTA':
Se si mette a dimora qualche pianta di issopo nell'orto, nei pressi dei filari di cavoli, si tengono lontane da questi
ultimi le temute farfalle cavolaie le quali vengono attirate altrove dalla fragranza dei fiori dell'issopo.
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NOME SCENTFCO:
Lavandula officinalis

FAMGLA:
Labiate

DESCRZONE:
La Lavandula officinalis, la vera lavanda, un piccolo arbusto
sempreverde e rustico, a portamento eretto, che a maturit pu
essere alto oltre un metro e spesso necessita di sostegni.
Coltivata per il delizioso profumo delle sue spighe fiorifere, ma
decorativa anche per le fitte foglie argentee, la lavanda, cresce
spontanea nelle zone collinari, mentre al di sotto dei 500 metri
diffusa la Lavandula spica, o spigo, che teme il freddo e fiorisce
circa un mese dopo.

FUSTO: fusti della lavanda, elegantemente contorti, e legnosi
dal secondo anno di coltivazione, tendono a scortecciarsi sui rami
pi vecchi e a prostrarsi.

FOGLIE: Le foglie sono opposte, lineari, ricoperte da una fine
peluria che assume sfumature argentee sulle foglie vecchie,
quasi bianche su quelle giovani; anch'esse sono deliziosamente profumate, pi o meno intensamente a seconda
delle variet.

FIORI: Le foglie sono opposte, lineari, ricoperte da una fine peluria che assume sfumature argentee sulle foglie
vecchie, quasi bianche su quelle giovani; anch'esse sono deliziosamente profumate, pi o meno intensamente a
seconda delle variet.

HABTAT:
l clima temperato gradito alla lavanda, per cui la si trova allo stato spontaneo in molte zone del Mediterraneo;
il terreno ideale per la sua coltivazione asciutto e leggero, calcareo, non compatto.

COLTVAZONE:
Coltivare la lavanda non presenta difficolt: l'unica attenzione va posta nel drenaggio, che deve essere ottimo in
quanto le radici di queste piante temono i ristagni d'acqua. La coltivazione su terreni scoscesi ideale sia
perch il decorso dell'acqua piovana favorito, sia perch le radici della lavanda contribuiscono a tenere fermi i
terreni che hanno tendenza a franare. La lavanda pu essere coltivata anche in vaso, purch all'aperto.

ESPOSIZIONE: Tutte le variet di lavanda amano il sole, una posizione aperta risulter utile per prevenire le
infezioni da funghi.

RIPRODUZIONE: l metodo pi semplice e diffuso di moltiplicazione consiste nel far radicare talee di rametti
semilegnosi, lunghi una quindicina di centimetri, staccati nei periodi dell'anno in cui la temperatura stabilmente
mite da piante giovani, preferibilmente al secondo anno d'impianto.

CRESCITA: Per mantenere in forma i cespi occorre potare le piante energicamente alla fine della fioritura ed
eventualmente in modo pi leggero a primavera per eliminare i rami rovinati dalla neve o dal gelo e favorire
l'emissione di nuovi getti.

RACCOLTA: L'epoca della raccolta in relazione alla variet, coltivata, all'esposizione e all'altitudine; quel che
si deve tenere presente che i fiori, una volta recisi, devono essere sottoposti subito alla lavorazione se si
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intende ricavarne l'essenza. E' importante raccogliere i fiori quando non sono ancora completamente schiusi,
nelle ore centrali di giornate asciutte.

CONSERVAZIONE: fiori di lavanda essiccati all'ombra si conservano poi in scatole di latta a chiusura ermetica;
se vengono posti in sacchetti di tela fine e messi in armadi o cassetti profumano gradevolmente la biancheria.

PROPRETA':

BELLEZZA: Chi desidera un'acqua di lavanda fatta in casa deve porre 30 grammi di fiori appena raccolti in
mezzo litro d'alcool a 32e lasciarli macerare per un mese, quindi filtrare il tutto.

SALUTE: l profumo della lavanda attira le api, che producono un ottimo miele aromatico, mentre non piace alle
zanzare che ne vengono infastidite: consigliabile dunque, nelle afose sere estive, frizionarsi con acqua di
lavanda per rinfrescarsi e nello stesso tempo evitare fastidiose punture. L'infuso di fiori di lavanda (10 grammi di
fiori posti per tre minuti in infusione in una tazza da 200 millilitri) allevia le emicranie originate da digestione
lenta, ha inoltre azione rilassante e antisettica per cui giova in caso di laringiti, alitosi e flatulenze.

CUROSTA':
La derivazione etimologica del nome non lascia dubbi e ricorda l'uso che i Romani facevano di questa pianta: la
usavano per profumare l'acqua dei bagni e come detergente.
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NOME SCENTFCO:
Origanum majorana o Majorana hortensis

FAMGLA:
Labiate

DESCRZONE:
La maggiorana appartiene alla famiglia dell'origano, una
perenne semi rustica che spesso viene coltivata come
annuale. Questa pianta dal portamento eretto, apprezzata per
il suo aroma speziato, pu essere erbacea o suffruticosa e
raggiungere anche mezzo metro di altezza.

FUSTO: fusti hanno colore verde screziato di rosso,
assumono verso la base aspetto legnoso e radicano
facilmente se toccano terra.

FOGLIE: Le foglie sono ovali, oblunghe, arrotondate all'apice
e dotate di un corto picciolo. l loro colore verde pallido.

FIORI: fiori della maggiorana possono essere bianchi o
violetti, compaiono in estate e sono riuniti in pannocchie.

HABTAT:
luoghi d'origine dell'Origanum majorana sono le terre dell'Africa settentrionale e dell'Asia occidentale; nei paesi
dove cresce spontanea la maggiorana perenne, mentre altrove viene generalmente coltivata come annuale o
biennale.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: La maggiorana ama essere coltivata in pieno sole e in posizione riparata.

RIPRODUZIONE: Per ottenere nuove piante si pu procedere in primavera alla semina, ma si deve tener
presente che la germinazione lenta; si pu effettuare la divisione dei cespi sempre in primavera o in autunno;
oppure si possono staccare delle talee all'inizio dell'estate.

CRESCITA: Questa pianta aromatica predilige un terreno ricco, piuttosto secco e ben drenato. Tra cespo e
cespo bene lasciare una trentina di centimetri, in autunno si devono accorciare i rami di due terzi e, nelle zone
molto fredde, proteggere i cespi. La maggiorana si pu coltivare anche in vaso.

RACCOLTA: Le giovano foglie si raccolgono in ogni periodo dell'anno, mentre le sommit fiorite vanno recise
poco prima che sboccino, solitamente tra luglio e settembre.

CONSERVAZIONE: Le foglie della maggiorana possono essere essiccate, congelate o poste a macerare in olio
e aceto. Le infiorescenze si fanno essiccare all'ombra, come di consueto.

PROPRETA':
IN CUCINA: Quest'erba strettamente affine all'origano. Perch mantenga intatte le sue propriet va consumata
cruda, dopo averla ben tritata, o va aggiunta alle pietanze negli ultimi momenti della cottura: ottima per le
carni, nei ripieni e negli umidi.

BELLEZZA: l decotto di infiorescenze di maggiorana profuma soavemente l'acqua del bagno; poche gocce di
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olio essenziale sparse sul cuscino facilitano il sonno, grande alleato della bellezza.

SALUTE: L'infuso di quest'erba ottimo nei casi di digestione difficile, contro i dolori addominali e le nevralgie.
Per curare tossi e raffreddori si usa per inalazione o nei suffumigi.

CUROSTA':
Greci ritenevano la maggiorana un dono di Afrodite e quindi la associavano all'idea di felicit.
Dal Medio Evo essa fu sempre coltivata negli orti europei; pare che le sue foglie strofinate sui mobili e sui
pavimenti di legno li rendano particolarmente lucenti; foglie e fiori racchiusi in sacchetti odorosi profumano
delicatamente la biancheria.



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NOME SCENTFCO:
Melissa officinalis

FAMGLA:
Labiate

DESCRZONE:
La melissa un'erbacea perenne le cui foglie sono simili a
quelle della menta, ma emanano un delicato profumo di
limone che rende questa aromatica molto apprezzata dalle
api. La melissa pu svilupparsi fino a raggiungere quasi un
metro d'altezza e pu essere coltivata sia in terra che in vaso.

FOGLIE: La foglia della melissa ovale, dentata e
profondamente nervata, normalmente di colore verde chiaro
nella Melissa variegata le foglie mantengono il caratteristico
profumo di limone, ma presentano macchie dorate.

FIORI: La fioritura si protrae dall'estate fino all'autunno; i fiori,
riuniti in infiorescenze, sono minuscoli e poco appariscenti, il
loro colore vira dal bianco-rosato iniziale al pallido azzurro
della piena fioritura. Anch'essi hanno le stesse propriet
benefiche delle foglie.

HABTAT:
La melissa cresce spontanea nei luoghi ombrosi di tutta l'Europa meridionale, ama un terreno fresco e umido.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: Questa aromatica trova ideale una posizione a mezz'ombra, in quanto non ama essere esposta
ai raggi solari nelle ore pi calde della giornata. l sole forte infatti scolorisce le sue foglie e ne muta il profumo
che diviene pi aspro.

RIPRODUZIONE: La melissa si pu moltiplicare con uno dei tre metodi di riproduzione pi diffusi: semina, talea
e divisione dei cespi. La semina si effettua in aprile e occorre essere pazienti in quanto la germinazione lenta;
gli altri sistemi si attuano in primavera o autunno.

CRESCITA: Sono poche le cure richieste per la coltivazione: quando i cespi sono troppo fitti vanno sfoltiti e si
deve lasciare almeno mezzo metro di distanza tra pianta e pianta. RACCOLTA: l momento migliore per la
raccolta delle foglie quello in cui i fiori cominciano ad aprirsi; chi ama seguire le tradizioni dovrebbe effettuare
la raccolta della melissa il 24 giugno, giorno di San Giovanni.

CONSERVAZIONE: Solitamente si essiccano le foglie, ma purtroppo, quando non fresca, quest'erba perde
molte delle sue virt.

PROPRETA':

IN CUCINA: Le foglie fresche di melissa aromatizzano insalate, salse per il pesce, compresa la maionese,
marmellate e dolci.

BELLEZZA: L'infuso (un pizzico d'erbe in una tazza d'acqua bollente) si pu usare come tonico per il viso e nel
risciacquo dei capelli grassi; il decotto (una manciata d'erbe immerse in acqua fredda e poi fatte bollire per una

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ventina di minuti) si aggiunge all'acqua del bagno allo scopo di tonificare l'organismo.

SALUTE: Nel caso di punture di insetti ponendo alcune foglie, appena colte, sulla parte dolente si avr sollievo.

CUROSTA':
La melissa, ritenuta dai greci sacra ad Artemide, sempre stata usata come pianta medicinale e il famoso
medico Paracelso le attribuiva il potere di far rivivere anche il malato pi grave. Una tisana di melissa assunta
con regolarit, ogni mattina, rinvigorisce l'organismo, rafforza la mente e allontana la malinconia.
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NOME SCENTFCO:
Mentha species

FAMGLA:
Labiate

DESCRZONE:
Esistono pi di 600 variet di questa erbacea perenne
rustica vigorosa a tal punto che si incrocia spontaneamente
e d vita a sempre nuove variet. La vitalit della menta
tale da renderla addirittura una pianta infestante, per cui, se
si ha poco spazio a disposizione, conviene interrarla con il
vaso o comunque contenerne le radici con pietre
profondamente infisse nel terreno. A seconda della specie a
cui appartiene una pianta di menta pu essere alta da
qualche decina di centimetri a quasi un metro, o avere
portamento strisciante. Le variet erette vanno potate
spesso per mantenere compatti i cespi e rinnovare la
crescita, quelle striscianti sono perfettamente adatte alla
formazione di profumati tappeti erbosi.

FOGLIE: Le foglie della menta sono ovali, pi raramente
rotonde, verdi, ma anche variegate con bordi crema o viola,
sempre profondamente nervate.

FIORI: piccoli fiori della menta, di color malva o lilla, sono riuniti in spighe apicali e sbocciano in estate.

HABTAT:
Tutte le mente prediligono terreni freschi, ma ben drenati e piuttosto ricchi di sostanze nutritive.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: La menta cresce bene sia a mezz'ombra che in pieno sole. RIPRODUZIONE: l metodo pi
semplice di moltiplicazione consiste nel dividere i cespi in primavera o in autunno, ma anche il metodo della
talea d solitamente buoni risultati; se si desidera seminare qualche variet particolare necessario farlo in
primavera.

RACCOLTA: Le foglie vanno raccolte poco tempo prima che appaiano i fiori.

CONSERVAZIONE: Solitamente i rametti di menta vengono essiccati, ma possono anche venir congelati.

PROPRETA':

IN CUCINA: L'aroma della menta, inconfondibile e penetrante, apprezzato soprattutto in estate quando diviene
principale componente di sciroppi e t rinfrescanti; le foglie vengono usate anche per insaporire le verdure o nei
dolci al cioccolato.

SALUTE: La ben nota Menta piperita ha propriet digestive, antispasmodiche e antisettiche: l'infuso che si
ottiene ponendo in una tazzina d'acqua pochi grammi di foglie secche o fresche, anche mischiate con altre di
limoncina, tiglio o camomilla, un buon digestivo.
Chi soffre di emicranie potr trarre giovamento dalla menta in due modi: ponendo sulla parte dolente un impacco
tiepido di foglie bollite in pochissima acqua e poste in una pezzuola, o bevendo la solita tisana ben calda.
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Sciacqui a base di menta alleviano anche il mal di gola.

CUROSTA':
Questa profumatissima erba , da sempre, simbolo dell'ospitalit, e il poeta latino Ovidio racconta come due
modesti contadini, ricchi di antica cultura, strofinassero con foglie di menta il tavolo della cucina per renderlo
profumato prima di servirvi il pranzo agli ospiti.
Era uso comune, nei tempi passati, spargere erbe profumate negli armadi e nelle stanze della casa, come oggi
si fa con i deodoranti, e la menta era molto usata per questo scopo.
Pare infine che il forte liquore a base di menta piperita, ancora diffuso in tutta Europa e distillato in molti
conventi, abbia avuto origine nel Medioevo, quando fu prodotto allo scopo di purificare l'acqua diluendovene
alcune gocce.
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.
NOME SCENTFCO:
Origanum vulgare

FAMGLA:
Labiate

DESCRZONE:
L'origano un'erbacea perenne rustica che a maturit
diviene semiarbustiva ed sempreverde nei luoghi ove il
clima mite.

FUSTO: Da una base legnosa dal portamento prostrato, si
sviluppano i tipici fusti a sezione quadrangolare e di colore
verde rossastro che possono superare il mezzo metro di
altezza; alcuni di essi portano solo foglie, mentre altri
sostengono l'infiorescenza.

FOGLIE: Le foglie dell'origano sono molto aromatiche e
profumano di pepe, il loro colore un bel verde intenso, la
forma ovale, con l'apice appuntito.

FIORI: Di colore rosa o bianchi i fiori appaiono in estate e
sono raccolti in pannocchie tondeggianti poste in cima agli steli. Le infiorescenze diffondono un profumo intenso
che impregna l'aria e attira le api, sono inoltre cibo gradito dagli uccelli.

HABTAT:
L'origano cresce spontaneo sulle colline dei paesi mediterranei, lungo le siepi e nelle radure boschive ben
soleggiate, fino a circa 2000 metri d'altitudine. Predilige un terreno asciutto, sassoso, calcareo.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: Generalmente quest'erba ama una posizione calda e soleggiata, ove acquista maggior aroma,
ma le variet con foglie variegate o arricciate desiderano la mezz'ombra, e seccano se esposte al sole pieno.

RIPRODUZIONE: La moltiplicazione dell'origano pu avvenire per divisione dei cespi, per talea o eventualmente
per semina: tutte queste operazioni vanno effettuate in primavera inoltrata, quando la temperatura stabile e
decisamente mite. Se si sceglie di seminare bene sapere che i semi non vanno ricoperti, ma solo pressati nel
terreno, e che la germinazione pu richiedere molto tempo.

CRESCITA: Ogni pianta desidera avere tutt'attorno circa una trentina di centimetri di spazio libero. E'
consigliabile non concimare troppo il terreno: si otterrebbe un cespo molto sviluppato, ma poco aromatico.
L'origano si adatta alla coltivazione in vaso.

RACCOLTA: Le foglie si raccolgono, a seconda delle necessit, in ogni stagione, ma, se si devono conservare,
il momento migliore per raccoglierle prima che si aprano i fiori. Le sommit fiorite vanno invece colte tra giugno
e agosto, nel momento in cui la maggior parte dei fiori schiusa. Gli steli vanno tagliati una quindicina di
centimetri al di sotto dell'infiorescenza, dove sono ancora verdi e non legnosi.

CONSERVAZIONE: I rametti devono essiccare all'ombra, in luogo ventilato, cos facendo l'aroma, anzich
perdere forza, si intensificher.

PROPRETA':
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IN CUCINA: l sapore dell'origano tipico della cucina mediterranea: si usa, mescolato spesso con l'aglio, per
insaporire pizze, pomodori, uova, carni e formaggi. Se si desidera comunicare ai cibi arrostiti solo un leggero
profumo si possono bruciare rametti di origano sul barbecue.

BELLEZZA: Un infuso di quest'erba aggiunto all'acqua del bagno ha potere rilassante; usato per lavare i capelli li
rinforza.

SALUTE: Con l'origano, le cui propriet terapeutiche erano conosciute e apprezzate gi dagli Egizi, si fanno
infusi per curare la tosse, le emicranie di origine nervosa, i disturbi dello stomaco, la depressione malinconica e
il mal di mare. Un impiastro di origano allevia i dolori del torcicollo e esercita un'azione antinfiammatoria.

CUROSTA':
l nome di questa pianta deriva dalla lingua greca ove "oros ganos" significa "gioia della montagna", appellativo
che appare comprensibilissimo a chiunque abbia sentito i pendii di intere colline esalare il suo inconfondibile e
intenso profumo. Greci incoronavano gli sposi con ghirlande di origano, in quanto esso era ritenuto simbolo di
felicit.
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NOME SCENTFCO:
Rosmarinus officinalis

FAMGLA:
Laminacee/Labiate

DESCRZONE:
Arbusto legnoso, sempreverde, originario del bacino del
Mediterraneo.

FUSTO: Eretto o spesso sdraiato alla base e poi ascendente;
molto ramificato; a partire dal secondo anno di vita la parte
inferiore del tronco presenta una corteccia che si sfoglia in strisce
longitudinali di colore marrone scuro.

FOGLIE: Piccole, resinose e aghiformi; di colore verde scuro nella
parte superiore che si presenta lucida e con i bordi ripiegati verso
il basso, e di colore biancastro sulla superficie inferiore,
leggermente vellutata. Sessili e riunite nei rametti pi giovani,sono
inserite a due a due nei nodi.

FIORI: Piccoli e di colore azzurro o violetto chiaro a seconda delle
specie; sbocciano in vari periodi dell'anno in relazione al clima.

FRUTTI: Composti da quattro piccoli semi oleosi di colore bruno, racchiusi nel fondo del calice persistente.

HABTAT:
Allo stato spontaneo cresce in tutte le regioni del bacino del Mediterraneo; comunemente viene coltivato anche
in vaso.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: Soleggiata: la pianta necessita calore e luminosit per produrre in abbondanza l'olio essenziale
che costituisce il principio attivo medicinale. Proteggere dai venti freddi: nei luoghi freddi coltivare in un grande
vaso: collocare all'aperto in piena terra d'estate e riportare in serra o in ambiente esposto al sole in inverno.

RIPRODUZIONE: Seminare in primavera in serra e d'estate all'aperto in terreno ben drenato: nei terreni calcarei
e la pianta pi piccola ma pi odorosa. La germinazione difficile: si propaga meglio per talea o margotta.

RACCOLTA: Coltivato per poterne usufruire in piccole quantit durante tutto l'anno, per l'essiccazione prelevare
i rametti freschi in periodo estivo o prima della fioritura.

CONSERVAZIONE: Lasciare essiccare i rametti freschi rapidamente in ombra; togliere le foglie prima di riporle
in recipienti di vetro o porcellana; per restituire l'aroma alle foglie essiccate, sminuzzarle appena prima dell'uso.

PROPRETA':
Aromatizzanti, aperitive, digestive, antispasmodiche, diuretiche, balsamiche, antisettiche, rubefacenti, stimolanti.

IN CUCINA: Utilizzato il fiore per aromatizzare l'insalata, le foglie fresche o essiccate in aggiunta a numerosi
piatti, specie carni di maiale o vitello e verdure miste al forno. rametti, bruciati nel barbecue, ne tengono lontani
gli insetti. Utilizzato anche come dessert: candito, polverizzato di zucchero e con crema, in aggiunta alla
macedonia di frutta, o per la preparazione di liquori.
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BELLEZZA: Grazie alle sue propriet toniche e di stimolatore per la circolazione, vene utilizzato per la
preparazione di detergenti, creme, dentifrici, colluttori, per risciacqui del cuoio capelluto.

SALUTE: Per uso interno il Rosmarino ha propriet digestive, antispasmodiche e carminative: stimola la diuresi
e la sudorazione, regola il ciclo mestruale, fluidifica la secrezione bronchiale, seda le tossi convulse; per uso
esterno efficace contro dolori reumatici e artritici.

CUROSTA':
l nome latino ROS MARNUS, che sembrerebbe significare "rosa o rugiada del mare; in realt deriva dal
greco, dai termini RHOPS, che significa "arbusto e MYRNOS, che significa "aromatico. l Rosmarino una
delle pi note piante aromatiche, nota e largamente utilizzata in cucina e come pianta medicinale sin dai tempi
dei Greci e dei Romani. Si racconta avesse fama di rinforzare la memoria e per questo fu considerata simbolo di
fedelt per gli innamorati, e utilizzata come ornamento per le corone che portavano le spose durante le
cerimonie nunziali. Una leggenda narra che un arbusto di Rosmarino offr riparo alla Vergine Maria durante la
fuga in Egitto, e poich Ella appese alla pianta il proprio manto, i fiorellini bianchi divennero azzurri. Le
aromatiche piante di Rosmarino non potevano mancare nei ricchi orti medioevali, e sin dal Seicento veniva
utilizzato anche come pianta ornamentale, tosandola artisticamente a seconda dei gusti. Riconosciute fin dai
tempi pi antichi anche le sue propriet terapeutiche: i rametti essiccati venivano bruciati nelle stanze degli
ammalati per purificare l'aria i rametti freschi venivano appesi nei tribunali per proteggere dalle "febbri delle
prigioni; durante le epidemie di peste era solito riporre qualche rametto nelle impugnature dei bastoni da
passeggio e nelle tasche per poterlo annusare attraversando le zone infette o sospette. Ancora oggi in alcuni
paesi del Mediterraneo consuetudine lasciare asciugare il bucato sul Rosmarino, affinch il sole ne estragga
l'aroma che ha propriet antitarme.
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NOME LATNO:
Ruta graveolens

FAMGLA:
Rutacee

DESCRZONE:
La ruta un arbusto sempreverde, d'aspetto grazioso, alto
poco pi di mezzo metro, che pu servire a formare basse
siepi utili per recintare le aiuole. Nelle localit in cui gli inverni
presentano temperature sotto lo zero il cespo della ruta va
protetto; se si effettua la coltivazione in vaso questo va posto
a riparo.

FUSTO: Diviene legnoso a partire dal secondo anno, prima
di colore verde azzurro.

FOGLIE: Le foglie della ruta sono piccole ovaleggianti e
profondamente lobate; il loro colore verde biancastro o
verde-azzurro, ma pu anche sfumare nel blu metallico o
presentare macchie color crema; sono sempre cosparse da
ghiandole oleose.

FIORI: Sbocciano dopo la met dell'estate i fiori di colore giallo tendente al verde.

HABTAT:
L'ambiente naturale della ruta un terreno arido, ben drenato, pietroso, povero.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: La ruta predilige il pieno sole, ma vive anche a mezz'ombra.

RIPRODUZIONE: La semina deve essere effettuata in primavera, come pure la divisione dei cespi, le talee
vanno invece staccate nella tarda estate. Se si sceglie di seminare opportuno sapere che la germinazione
lenta.

CRESCITA: Tra pianta e pianta va lasciato poco meno di mezzo metro; ogni esemplare gradisce essere potato
in primavera avanzata.

RACCOLTA: Si raccolgono le foglie giovani poco prima della fioritura della pianta e i semi a maturazione.

CONSERVAZIONE: Le foglie si conservano essiccate.

PROPRETA':

IN CUCINA: Si usa far marinare la selvaggina in un infuso di semi di ruta e menta.

BELLEZZA: La leggenda narra che Leonardo attribuiva le sue straordinarie capacit visive alla ruta;
effettivamente gli sciacqui con un infuso di quest'erba ridanno benessere agli occhi affaticati.

SALUTE: La ruta un'erba velenosa e consumata ad alte dosi pu nuocere gravemente alla salute. Per uso
interno va dunque assunta a dosi molto basse -da due a cinque grammi per litro d'acqua- e sempre sotto stretto
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controllo medico.

CUROSTA':
Nei tempi passati si attribuiva alla ruta il potere di evitare il contagio della peste; oggi spargendo le foglie
essiccate sui pavimenti, in prossimit delle fessure, si tengono lontani gli insetti grazie a una sostanza insetticida
in esse contenuta. Pare che il disegno del seme di fiori che compare sulle carte da gioco sia stato ispirato
proprio dalla graziosa foglia della ruta.
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NOME SCENTFCO:
Salvia officinalis

FAMGLA:
Labiate

DESCRZONE:
Al genere delle salvie appartengono circa 500 specie
diverse, molte delle quali sono spontanee nel bacino
mediterraneo. Esistono salvie perenni e altre annuali, molte
vengono coltivate esclusivamente per il valore decorativo
dei loro fiori imbutiformi, che si ergono su alti steli. Gli
arbusti di Salvia officinalis, la comune erba salvia,
sempreverdi e rustici, solitamente compatti ed eleganti, a
pieno sviluppo possono raggiungere anche un metro di
altezza.

FUSTO: Dapprima verde e ricoperto da lanugine, il fusto
diviene legnoso a partire dal secondo anno di coltivazione.

FOGLIE: Le foglie di salvia hanno forma ovale lanceolata,
margini variamente dentellati e comunemente colore grigio
verde con riflessi argentei, ma vi sono anche foglie variegate di rosa e di bianco-crema; la loro pagina superiore
si presenta spessa e vellutata, quella inferiore ruvida e con nervature molto pronunciate. Se sulle foglie
compaiono delle macchie ci indica una sofferenza del cespo.

FIORI: La Salvia officinalis un'aromatica che non sfigura accostata alle piante da fiore: i boccioli di un bel
azzurro-violaceo appaiono numerosi all'inizio dell'estate. Una delle variet pi apprezzate per la fioritura la
Salvia patens, detta "salvia genziana" per l'intenso colore delle sue tardive infiorescenze azzurre. Molto coltivata
pure la Salvia splendens, dai fiori solitamente di un bel rosso brillante, ma anche bianchi o rosa. Per ottenere
una fioritura prolungata da maggio fino a settembre, consigliabile recidere le infiorescenze appassite.

FRUTTI: Si formano alla base dei fiori e contengono i minuscoli semi ovoidali di colore marrone scuro.

HABTAT:
La salvia diffusa nelle zone temperate di tutto il mondo, preferisce un terreno soffice, ma si adatta anche a un
substrato arido e sassoso; sopporta il gelo, ma dove le temperature scendono di molti gradi sotto lo zero
comunque opportuno proteggere il cespo. La salvia non teme la siccit, ma teme i ristagni d'acqua, in presenza
dei quali le sue foglie anneriscono.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: Tutte le variet di salvia gradiscono una posizione soleggiata e calda.

RIPRODUZIONE: Si possono ottenere nuove piante per semina, tramite talee semilegnose prelevate nella tarda
primavera o per mezzo della divisione dei cespi da effettuarsi in autunno.

CRESCITA: cespugli di Salvia officinalis, erba tanto usata in cucina quanto benefica per la salute, desiderano
godere di un certo spazio per le loro radici, e se quest'ultime non hanno possibilit di espandersi le foglie si
macchiano di giallo. Per ottenere arbusti compatti bene potarli spesso, ma sempre in modo leggero, cio
senza mai toccare la parte legnosa. Potature esagerate portano al deperimento dei cespi che vanno in genere
rinnovati ogni quattro o cinque anni. La salvia si pu coltivare in vaso, purch il terriccio sia sabbioso, e anche in
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appartamento, purch in posizione molto luminosa .

RACCOLTA: l momento migliore per procedere alla raccolta delle foglie poco prima della fioritura:
l'essiccazione deve avvenire lentamente e all'ombra. Le sommit fiorite vanno colte tagliando anche una
porzione erbacea del fusto.

CONSERVAZIONE: Le foglie e i fiori si conservano in barattoli a chiusura ermetica: manterranno cos intatte le
loro caratteristiche per circa tre anni.

PROPRETA':

IN CUCINA: La Salvia officinalis molto apprezzata dai cuochi perch aggiunge sapore a molte pietanze e
digeribilit alle carni grasse. Di norma si ritiene inutile mischiarla ad altri aromi, in quanto il suo profumo
fortemente predominante annulla gli altri. Quest'erba ideale per aromatizzare il burro o l'aceto. Una ricetta
semplice e stuzzicante a base di salvia la seguente: Si raccolgono le foglie pi grandi e, dopo averle lavate e
asciugate, si immergono nella pastella per fritture (composta di farina, acqua, olio e un pizzico di sale e da un
albume montato a neve) quindi si dorano, ponendole per pochi minuti nell'olio bollente, e si gustano ben calde.

BELLEZZA: Le foglie fresche strofinate sui denti li rendono pi bianchi e purificano l'alito. l decotto di salvia si
usa, in fase di risciacquo, per mantenere il colore ai capelli scuri, e picchiettato sulla pelle del viso esercita una
funzione detergente e astringente.

SALUTE: Una tisana di Salvia officinalis, ottenuta immergendo qualche foglia fresca in una tazza d'acqua
bollente, favorisce la digestione, esercita una funzione antinfiammatoria sul cavo orale e calma gli accessi di
tosse. noltre diminuisce la sudorazione dovuta a stanchezza, abbassa il livello della glicemia e agisce come
antidepressivo.

CUROSTA':
l nome salvia deriva dall'aggettivo latino "salvus" che significa "salvo, sano" e ci indica che gi nell'antichit
quest'erba era apprezzata per le sue propriet medicamentose. Presso i Romani la salvia era ritenuta sacra, era
simbolo di vita e anche nel Medioevo si riteneva avesse poteri magici come quello di dare all'uomo la longevit.
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NOME SCENTFCO:
Santolina chamaecyparissus (S. incana)

FAMGLA:
Composite

DESCRZONE:
La santolina una suffruticosa rustica che forma cespi ben
composti, fitti di piccole foglie persistenti grigie o verdi a
seconda della specie. Per questa caratteristica le santoline
vennero impiegate, nei secoli scorsi, per formare basse siepi nei
giardini in stile. fiori e le foglie delle santoline emanano un
profumo intenso che ne fa una delle piante aromatiche pi
apprezzate. La santolina coltivabile anche in vaso.

FUSTO: fusti, che presentano una sezione arrotondata,
divengono legnosi verso la base nel secondo anno di
coltivazione, mentre sono grigiastri o verdi e ricoperti da peluria
nel primo anno. Poich i gambi delle santoline possono avere
un portamento eretto o essere striscianti, queste piante sono
adattabili a diverse situazioni ambientali.
La santolina coltivabile anche in vaso.

FOGLIE: Le foglie delle santoline sono persistenti e, possono essere grigio verdi, verdi o grigio argento; talora
risultano pungenti al tatto, sempre sono profumate, ma non sempre gradevolmente. Di forma sono finemente
settate, ma possono essere anche filiformi, nelle variet S. rosmarinifolia e S. virens. Quest'ultima variet
particolarmente robusta e vive anche in terreni umidi e in posizione non riparata.

FIORI: fiori delle santoline si presentano come capolini solitari di un giallo intenso. Essi appaiono dalla piena
estate fino alla fine della bella stagione e si prestano a venire essiccati.

HABTAT:
l terreno ideale per la crescita di queste piante quello che possiede un buon drenaggio, dunque ottimo il
terreno sabbioso. Queste piante grazie alle loro forti radici sono ideali per consolidare le scarpate.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: L'aromatica santolina desidera un'esposizione soleggiata.

RIPRODUZIONE: l pi semplice metodo di riproduzione consiste nello staccare delle talee di punta in primavera
o per divisione dei cespi.

CRESCITA: Queste suffriticose sono molto rustiche e non presentano alcuna particolare difficolt di coltivazione;
come si gi ricordato il terreno deve essere ben drenato. Nel caso in cui la temperatura scenda sotto i 15
occorre proteggere i cespi con strati di paglia, foglie di felci o rami di conifere.

RACCOLTA: Le foglie possono venir raccolte in qualunque periodo dell'anno; i fiori naturalmente in estate.

CONSERVAZIONE:Foglie e gambi fioriti si conservano dopo averli fatti essiccare.

PROPRETA':

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IN CASA: Da secoli in tutta l'area mediterranea le santoline sono state impiegate per profumare l'aria. Esse
svolgono anche una funzione insetticida: possono venir poste in cassette sui davanzali per tener lontane le
zanzare. Una volta essiccate si possono porre negli armadi, nei cassetti e nei libri al fine di allontanare tarme ed
altri insetti.

CUROSTA':
Se viene posta a dimora in un terreno troppo ricco questa pianta rallenta il suo ritmo di crescita.



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NOME SCENTFCO:
Satureia hortensis, santoreggia, annuale
Satureia montana, santoreggia di monte, perenne

FAMGLA:
Labiate

DESCRZONE:
La Satureia hortensis pianta annuale d'aspetto elegante,
le cui foglie lineari sono pi tondeggianti e pi rade di
quelle della perenne, e rustica, santoreggia montana.
cespi delle due variet possono raggiungere un'altezza
massima di una quarantina di centimetri: quelli della
Satureia montana sono molto adatti a formare compatte e
sempreverdi siepi nane.

FUSTO: gambi, ben eretti e ramificati, sono di un verde
che tende al rossastro. Una variet di santoreggia, la
Satureja repandens o repanda, una delle pi interessanti
piante tappezzanti: alta meno di dieci centimetri si
espande rapidamente in larghezza, in modo compatto e
ordinato, profumata, mantiene le piccole foglie in inverno
(tranne dove gela), presenta minuscoli fiori bianchi e vive
anche a mezz'ombra.

FOGLIE: Strette, a forma di lancia, a margine intero, piuttosto coriacee e di un bel verde brillante cos sono le
foglie della Satureia montana che, una volta essiccate e distribuite nei cassetti, sono utili per tenere le tarme
lontane dai tessuti di lana.

FIORI: Minuscoli, di colore lilla chiaro, o bianchi, i fiori della santoreggia appaiono in estate, tra giugno e
settembre, e sono molto amati dalle api. Le cime fiorite dell'annuale Satureia hortensis vanno raccolte subito
dopo la fioritura, prima del rapido deperimento del cespo.

HABTAT:
Le zone d'origine della santoreggia sono l'Europa meridionale e centrale, l'ndia, l'Asia centro-occidentale,
l'Africa meridionale: tutte regioni temperate e sub-tropicali. l tipo di terreno che la pianta predilige alcalino e
ben drenato, ricco nel caso della santoreggia annuale, pi povero per la perenne.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: La posizione ideale in pieno sole.

RIPRODUZIONE: La semina della variet annuale va effettuata a primavera e i piccoli semi vanno solo premuti
leggermente nel terreno. Le piante perenni si possono facilmente moltiplicare dividendo i cespi in primavera e
autunno, o staccando talee in estate.

CRESCITA: Le cure richieste dalla santoreggia sono poche: tra una pianta e la successiva vanno lasciati
almeno una trentina di centimetri di terra; una decisa potatura ogni due anni aiuter a tenere in forma i cespi e a
rallentarne l'invecchiamento; nei luoghi ove le temperature invernali sono molto rigide consigliabile proteggere
le radici con uno spesso strato di foglie e frasche. La santoreggia cresce bene anche in vaso purch le sia
garantito un substrato ricco.

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RACCOLTA: Le cime fiorite della santoreggia annuale vanno raccolte in piena fioritura e fatte seccare all'ombra
per usarle in inverno. Le foglie della santoreggia montana possono essere colte in ogni periodo secondo le
necessit, ma le loro propriet sono all'apice poco prima della fioritura.

PROPRETA':

IN CUCINA: Per il suo aroma pepato, deciso ed eccitante, la santoreggia accompagna infinite vivande, ma i
farinacei e i legumi, in particolare fave, fagioli, ceci e lenticchie, traggono particolare vantaggio dall'unione sia a
livello di sapore che di aumentata digeribilit.

BELLEZZA: Un impacco di foglie sminuzzate esercita un'azione astringente e antisettica utile per le pelli impure.

SALUTE: Un infuso delle cime fiorite di santoreggia favorisce la digestione, attenua i dolori allo stomaco, riduce
la flatulenza e agisce contro la diarrea. Le foglie fresche sminuzzate e applicate sulle punture di insetti calmano
il dolore, mentre le cime fiorite fatte macerare nel vino forniscono un buon tonico.

CUROSTA':
l nome, che deriva dal termine latino satyrus, fa riferimento alle propriet afrodisiache attribuite dagli antichi a
questa pianta che in epoca moderna ebbe il suo periodo di splendore ai tempi di Luigi XV, pi noto come il re
Sole, che pare ne apprezzasse tanto il gusto quanto le virt.
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NOME SCENTFCO:
Thymus species

FAMGLA:
Labiate

DESCRZONE:
l timo un arbusto sempreverde particolarmente grazioso e
spesso impiegato a scopo decorativo; la sua altezza varia, in
relazione alla specie coltivata, da pochi centimetri a pi di una
trentina; anche il portamento del timo muta e pu essere eretto o
strisciante. Quest'ultimo si adatta perfettamente alla realizzazione
di splendidi tappeti erbosi fitti, colorati e emananti, soprattutto
quando li si calpesta, un inebriante profumo di limone, di cumino o
di pino, cio l'aroma tipico della variet messa a dimora. l timo
pu venir coltivato anche in vaso.

FUSTO: l sottile fusto del timo di color bruno verdastro e
diventa legnoso dal secondo anno d'impianto.

FOGLIE: Le piccolissime foglie, molto aromatiche, possono
essere di colore verde chiaro, verde brillante o dorato, ma anche
grigio o argento, e talora sono ricoperte da peluria.

FIORI: fiori sono raccolti in piccole spighe e hanno colori che variano dal bianco al cremisi passando per la
gamma del rosa e del lilla.

HABTAT:
Questo arbusto tipico dell'area mediterranea nella quale aleggia il suo piacevole profumo; predilige un terreno
ben drenato, leggero, anche arido e un po'alcalino.

COLTVAZONE:

ESPOSIZIONE: Come la maggior parte delle aromatiche il timo ama molto il sole.

RIPRODUZIONE: l metodo pi semplice di moltiplicazione consiste nella divisione dei cespi o nella talea che si
pu staccare in ogni periodo dell'anno, tranne che in inverno.

CRESCITA: Tra una pianta e la successiva consigliabile lasciare almeno una ventina di centimetri; in estate
inoltre bene procedere spesso a una leggera potatura per mantenere i cespi compatti.

RACCOLTA: Le foglie vanno asportate quando la pianta in fiore e l'aroma massimo.

CONSERVAZIONE: Gli steli tagliati devono venir essiccati all'ombra, in un ambiente secco e ventilato; in questo
modo manterranno a lungo intatto il caratteristico stimolante profumo.

PROPRETA':

IN CUCINA: L'aroma del timo comune apprezzato da tempo immemorabile, in quanto eccita l'appetito e
favorisce la digestione dei grassi. Le foglie di timo si usano soprattutto con le carni e il pollame, ma
insaporiscono vantaggiosamente anche i piatti a base di pesce.

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BELLEZZA: l timo ha un elevato potere detergente per cui chi soffre di acne dovrebbe sciacquare la pelle, dopo
il consueto lavaggio, con un infuso di timo.

SALUTE: Per le sue propriet antisettiche il timo ritenuto un buon battericida naturale e pu venir applicato,
come cicatrizzante, su piccole ferite o affezioni della pelle, dopo essere stato frullato e trasformato in impiastro. l
timo possiede anche ottime propriet digestive: per ottenere un benefico infuso sar sufficiente porre un pizzico
di foglie in una tazza da t colma d'acqua bollente; se necessario addolcire con miele.

CUROSTA':
Nei tempi antichi l'aroma del timo, forse perch tanto intenso e vigoroso, era ritenuto capace di infondere
coraggio, quindi i soldati tonificavano il corpo lavandolo con acqua di timo, e rinvigorivano l'animo bevendo
tisane di timo.
Le leggende narrano che, grazie al suo profumo, il fiore del timo sia il preferito dalle fate, e la realt afferma che,
per la stessa caratteristica, molto amato dalle api.