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VIOLET BOULDEN

Fotograe di ANGELO SGANZERLA

LERBOLARIO
E D I Z I O N I

A Franco e Daniela

VIOLET BOULDEN

Fotograe di ANGELO SGANZERLA

LERBOLARIO
E D I Z I O N I

Sommario
23 Tra suggestione e seduzione: esplorando giardini immaginari Fiori fotografati, fotograe in ore Oltre le apparenze: un accenno ai profumi Intorno ai ori. Guardando pi in l

Contents
71 Between enchantment and seduction: exploring imaginary gardens Flowers photographed, owering photos Beyond appearances: a note on perfumes Around owers. Looking further

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Non so se a voi succeda, ma quando mi trovo in queste serre e vedo le strane piante provenienti da paesi esotici mi sembra di sognare. Mi sento proprio un altro uomo.

Henri Rousseau

La maggior parte della gente si affretta avanti e indietro per la citt, non ha tempo di guardare un ore. Io voglio che lo guardino, che essi lo vogliano o no. Georgia OKeeffe

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Tra suggestione e seduzione: esplorando giardini immaginari

Dopo tanti anni passati a raccontare la storia dellillustrazione botanica, mi sono ritrovato a ripercorrere, con una macchina fotograca al collo, gli stessi passi di quei primi appassionati illustratori della ora, la cui conoscenza si faceva sempre pi intrigante e vasta al seguito dei grandi viaggi di scoperta. Viaggiando a volte su rotte collaudate, ma spesso in luoghi poco frequentati del vecchio continente, il lavoro e la passione mi hanno portato a visitare molti tra i pi bei giardini e serre dEuropa. Ho potuto vedere, odorare e fotografare collezioni dove sono conservate specie di piante dalle origini e dalle storie pi strane. Piante, ori e frutti arrivati l da ogni angolo del pianeta che aspettavano solo di essere ammirati. Con il mio obiettivo non ho dovuto far altro che fotografarli, affascinato dallinnita variet di forme, colori e profumi. La bellezza che si pu cogliere con una fotograa per ancora non ci racconta ci che invece ci dicono la ricerca scientica e lantico sapere legato alla botanica. Le piante sono esseri viventi, sensibili e intelligenti. Non solo belle quindi, ma anche ricche di qualit nascoste e affascinanti. Cos Angelo Sganzerla descrive lavventura che lo ha portato alla realizzazione di Giardini immaginari . Attraverso un alternarsi di primi piani di ori, panorami di giardini e scorci della vita che anima questi luoghi, il libro offre il pretesto per creare uno spazio immaginario e sognante, che raccoglie ci che di pi bello si pu incontrare se ci si sofferma ad osservare quel brulicante fermento che lanima vera di un parco o latmosfera misteriosa, quasi sospesa di una serra.

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Particolare attenzione dedicata ai ori; le fotograe permettono di catturarne le forme spettacolari, i molteplici colori e le innite sfumature in modo cos realistico da coinvolgere tutti i sensi. Ai ori sono di contorno quegli elementi naturali, artistici e architettonici che spesso sono parte imprescindibile di un giardino e con le cui forme e colori le piante intessono un tto dialogo. I Giardini immaginari sono fatti di strutture leggiadre, battiti dali, morbidi manti e ruvidi tronchi. Il canto degli uccelli si mischia al fruscio delle foglie, allo scrosciare della pioggia, al gorgoglio dellacqua di una fontana. Qui un pavone bianco si mostra dallalto di un ramo, l un daino ci osserva accoccolato su un tappeto di foglie umide. Giardini immaginari non vuole essere un libro di botanica o uno studio sulle vaste collezioni dei giardini europei ma piuttosto, un viaggio per immagini. Il fotografo passeggia, cerca, scopre e cos facendo si ritrova custode di decine e decine di vividi scatti, a testimonianza del suo percorso attraverso la bellezza della Natura. Bellezza dicevamo, che appunto la chiave che consente laccesso a questi giardini immaginari e immaginabili. Lo sguardo e la sensibilit del graco, del fotografo, dellappassionato osservatore e collezionista di piante, fanno s che la bellezza sia qui intesa come variet, molteplicit, specicit, duttilit, adattabilit, precariet, ingegnosit ma anche forza, eleganza, grazia, simulazione e dissimulazione, specializzazione e perfezione. In veste di visitatori di Giardini immaginari siamo invitati a sentire come, ammirando la bellezza dei ori, possa scaturire in noi una riessione pi profonda sullimportanza delle piante per la nostra sopravvivenza e il nostro benessere. Se ci soffermiamo ad osservare siamo anche spinti a riettere su tematiche, oggi pi che mai attuali, riguardanti il nostro rapporto con il mondo naturale. La bellezza, che nelle piante si abbina a forza e fragilit, porta con s consapevolezza, rispetto, umilt. In un nuovo libro intitolato Verde Brillante. Sensibilit e intelligenza del mondo vegetale (2013, Giunti Editore), Stefano Mancuso e Alessandra Viola riettono sui risultati degli studi pi recenti riunendo le loro osservazioni attorno al concetto di intelligenza come abilit ad attuare strategie. Mancuso e Viola seguono il solco gi segnato da Charles Darwin con la stessa passione che anim il grande naturalista. Nel suo libro del 1880 Il potere del movimento delle piante (The Power of Movement in Plants ), concentrandosi in modo particolare sul comportamento della punta della

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radice, Darwin aveva posto le basi per una ricerca volta a investigare la capacit delle piante di risolvere problemi, affrontare ostacoli, procacciarsi acqua e cos via. Nel caso delle Angiospermae, ossia tutte quelle piante che fanno ori (il nome deriva dallunione di angion, involucro, e sprma, seme), possibile osservare - con non poca semplicazione - come forme, colori e profumi dei ori rappresentino, con la loro variet, altrettante risposte al problema dellimpollinazione e quindi della riproduzione.

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Fiori fotografati, fotograe in ore

Se bellezza variet, questa si declina in una miriade di modi. Sfogliando il libro pagina dopo pagina, locchio e la fantasia viaggiano allinterno di un mondo tanto reale quanto evocativo. Le piante, esseri risalenti agli albori della vita sulla Terra, hanno avuto ere ed ere di tempo per denire quelle qualit che attraggono il nostro sguardo. Le strategie messe in atto dalle specie vegetali per rispondere allimperativo della propagazione e della sopravvivenza sono strabilianti. Sono i colori e i profumi che attirano insetti (e altri impollinatori) e sanciscono uno scambio tra mondo vegetale e animale: il nettare offerto in cambio dellimpollinazione. A volte sono i lunghi stami vibranti ad afdare al vento questo ruolo, cos come le bacche, gradito cibo per molti uccelli, garantiscono alle piante la colonizzazione di territori pi ampi. Tra i ori ritratti certi appartengono a specie e generi rari se non impossibili da incontrare in Europa, fuori dalle serre, mentre tanti altri appariranno famigliari. Il primo piano consente di mostrare aspetti inusuali e nascosti sia dei misteriosi ori esotici come di quelli domestici. Quanti a tal proposito sapranno riconoscere senza esitazione lelegante ore bianco dai lunghi stami rosso-violacei? il cappero, noto per il gusto aromatico del suo bocciolo, che mangiamo prima che orisca privandoci quindi della bellezza della sua corolla. Se di alcuni ori sicuramente lintensit del colore a colpirci inizialmente, nella maggior parte dei casi ad esso si uniscono e combinano una variet di altre caratteristiche. Foglie, petali, stami e steli si differenziano in forma, peso, quantit, consistenza, supercie e ovviamente colore. Ci sono petali lisci, vellutati, cartacei, umidi, compatti, svolazzanti, rugosi, vitrei, carnosi, plissettati, arricciati, scomposti, screziati, spennellati,

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minimalisti, eccentrici, sgargianti... E stami e lamenti sottili, corposi, dritti, ricurvi, spessi, elastici, rigidi, protesi, piegati, ritorti, ordinati, spettinati, ammucchiati... Steli eretti, curvi, sinuosi, ondulati... Foglie stondate, lobate, affusolate, gone, appuntite, zigrinate... Lunghi stami rossi caratterizzano ad esempio il ore della Calliandra haematocephala nativa della Bolivia. La Caesalpinia pulcherrima, un arbusto ornamentale, ha ori arancioni e gialli dai quali pendono lunghi ciuf di stami di colore scarlatto. Proprio per questo conosciuta anche come ore del paradiso o ore pavone. La denominazione del genere Caesalpinia fu data da Linneo in onore del botanico italiano Andrea Cisalpino, vissuto nel XVI secolo, mentre il latino pulcherrima signica la pi bella. La stessa pianta anche conosciuta come orgoglio delle Barbados (Barbados Pride) essendo il ore nazionale dellisola caraibica (compare infatti sulla bandiera personale della Regina Elisabetta II in veste di reggente delle Barbados). I nomi di una sola pianta possono essere numerosi e misteriosi. A volte sembrano impossibili scioglilingua e celano origini fra le pi curiose. Lagapanto (Agapanthus), genere di piante erbacee perenni originarie del Sudafrica, deve il proprio nome alla combinazione delle due parole greche agpe (amore) e ntos (ore). I suoi ori possono essere bianchi, blu-cielo o azzurri, e schiusi si presentano in una forma ad ombrello. Lagapanto fu una delle prime piante ad arrivare in Europa dal Sudafrica e fu inizialmente chiamato giglio blu o giacinto africano. Il papavero ci noto per la leggiadria della sua corolla, ma non tutti i ori sono leggeri ed eleganti. Esistono ori che sembrano sdare la logica; pendendo dalle estremit di lunghi steli sottili, forme languide di pesanti petali cedono alla forza di gravit. Come quelli della Sarracenia ava, una pianta insettivora originaria del Nord America, che produce larghi ori gialli inclinati verso terra. La denominazione ava (gialla) dovuta proprio al colore dei suoi ori. La Thunbergia mysorensis, proveniente dallIndia Settentrionale, ha ori dallappariscente forma ricurva che allinterno sono di un giallo acceso, mentre lesterno varia dal marrone al rossiccio. Il suo dolce nettare serve da nutrimento a colibr e altri nettarinidi (uccelli che si nutrono di nettare). A una gi vibrante o insolita colorazione si aggiungono spesso motivi che rendono il ore ancora pi vistoso. Alcuni rassomigliano a bersagli concepiti per attrarre creature in cerca di nettare. Altri, per lo stesso scopo, imitano i pattern che decorano la coraz-

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za di alcuni insetti. Cos i ori animano prati, giardini e boschi come una fanfara di folletti danzanti. Spesso le bizzarre forme delle piante sono frutto di unevoluzione volta alla protezione dei loro preziosi ori, come nel caso della spettacolare Heliconia rostrata, nativa del Sud America. Lungo uno stelo centrale serpentinato si sviluppano ori che rassomigliano a becchi di uccello. In realt questa forma lucida, dal colore che cambia dal rosso al verde passando per il giallo, una foglia specializzata, alla cui estremit crescono i veri ori dal nettare dolce, nutrimento di vari uccelli ma specialmente di colibr. Il genere Heliconia fu studiato dalla pioniera naturalista e pittrice tedesca Maria Sibylla Merian (1647-1717) durante la sua permanenza nel Suriname (1699-1701), allepoca colonia olandese. Il ore infatti illustrato nel suo libro Metamorfosi degli insetti del Suriname (1705); studio sulle metamorfosi degli insetti e il loro rapporto con le piante. La Crotalaria agatiora, nativa di Tanzania e Kenya, ha un ore color giallo limone con una specie di becco verde sporgente. La chiamano infatti anche Bird Flower (ore uccello).

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Non solo becchi ma anche altre forme animali sono riproposte dalle piante. Curioso il caso della specie Anigozanthos avidus, nativa del sud-ovest dellAustralia, i cui boccioli a forma tubolare sono ricoperti da una tta peluria rossastra, tanto da meritarsi il nome inglese di Kangaroo Paw (zampa di canguro). Una pianta, quindi, australiana a tutti gli effetti! Questa forma evocativa cambia quando le estremit dei boccioli si schiudono per mostrare i piccoli ori dalla colorazione giallo-verde. Lo Strongylodon macrobotrys ha ori a forma di artiglio di un colore insolito che varia dal verde-blu al verde menta, a cui si deve la denominazione di Jade Vine (vite di giada). La forma, ma soprattutto il colore inusuale, di questa generosa pianta nativa dellisola di Luzon nelle Filippine, la rendono una presenza ssa in molte serre del mondo. Doveva aver catturato anche lattenzione del pittore Henri Rousseau, assiduo frequentatore delle serre del Jardin des plantes a Parigi. Se si guarda nellangolo destro del suo quadro Lincantatrice di serpenti (Parigi, Muse dOrsay), tra la rigogliosa vegetazione esotica pare proprio di scorgere un esemplare di Strongylodom macrobotrys in ore. Forme cos bizzarre da ricordare quelle di creature marine si trovano in altre specie vegetali. A volte, da carnosi petali rosa sembra emergere un delicato corallo. In altri ori, estremit tentacolari coperte da tta peluria confondono e stuzzicano limmaginazione. LAnthurium scherzerianum, originario di Guatemala e Costa Rica, con la sua inorescenza (spadice) attorcigliata che emerge dalla foglia (spata) rosso lacca e assomiglia quasi ad un tentacolo, sembra una creatura fantastica. Se per alcuni ori larma lillusione, per altri si direbbe sia la quantit. Ci che inizialmente appare come un singolo ore rivela poi la sua reale forma: un insieme di numerosi orellini sostenuto da una perfetta impalcatura di steli. come osservare la via lattea, quando una forma indistinta in realt costituita da molte componenti minori, impercettibili allocchio data la grande distanza. Un solo stelo pu sostenere una tale abbondanza di ori da non richiedere un profumo intenso per attrarre gli insetti. Labbondanza la strategia dispiegata da alcune piante nella battaglia per la sopravvivenza. La Grevillea Rosmarinifolia, originaria dellAustralia, produce grappoli di ori rossi o rosa ricchi di nettare. Anche la Hardenbergia violacea, un sempreverde comune in Australia, produce molti ori riuniti in inorescenze di colore viola, lilla, blu o bianco. Piante e ori sono in alcuni casi ritratti nei loro habitat naturali. Come le varie piante acquatiche tra cui la sudamericana Victoria amazonica, la cui larga foglia dai bordi

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allins munita di una fessura da cui far deuire lacqua piovana che rischierebbe di affondarla. Incontriamo anche piante abituate ad ambienti molto umidi, come le specie del genere Crocus, che crescono in zone come prati montani o terreni boschivi. Vediamo spesso i loro ori emergere da suoli oscuri e fangosi, e farsi strada in supercie, bucando le foglie che li ricoprono. Cos, candidi ori bianchi con pistilli arancioni fanno mostra di s su un tappeto bruno. Le succulente vivono, al contrario, in habitat estremi: secchi, ventosi o freddi e aridi e sono altamente specializzate per potervi sopravvivere e proliferare. I meccanismi di adattamento sono molteplici e spesso ingegnosi. Lingente consumo di energie e acqua necessario per produrre i ori deve essere controbilanciato da strategie volte ad ottimizzare le possibilit di riprodursi con successo. Cos, in caso di pioggia in arrivo, alcune succulente rivolgono verso terra i propri ori in modo da mantenere il polline asciutto. Tra le succulente, la famiglia pi nota certamente quella delle Cactaceae, molte delle quali si caratterizzano per i loro bei ori, grandi, vivacemente colorati e spettacolari, la cui delicatezza sembra spesso in contrasto con le minacciose spine che ricoprono il resto della pianta. Molti ori di cactus appariscenti e dallodore intenso oriscono per una sola notte, attirando i loro impollinatori. Colore e odore sono le armi usate da queste piante per garantirsi la riproduzione in zone cos inospitali da richiedere una sda continua. Molte delle fotograe di Giardini immaginari offrono inne uno scorcio della vita dei ori nella loro temporalit, normalmente impercettibile allocchio umano. Ci sono fasi o momenti nella vita di un ore che solo lesperto, il giardiniere, lappassionato sanno cogliere e registrare. Tutti passano da timido germoglio a espressivo ore, ma molti attraversano una vera metamorfosi nel corso della loro esistenza, altri nel corso di un solo giorno. Qui li vediamo intenti a schiudersi o chiudersi, protendersi verso il sole o inchinarsi ed esso, orire o sorire. I ori della magnolia, bianchi, delicati e voluttuosi, seccando mostrano la forma compatta e rigida dellinfruttescenza conica che contiene i semi. Il genere Protea, il ore nazionale del Sudafrica deve il suo nome a quello del dio greco Proteus, capace di cambiare continuamente forma. Il riferimento alla grande variet che contraddistingue sia la famiglia che il genere di queste piante. La Protea cynaroides caratterizzata dalla grande inorescenza che assomiglia ad un carciofo (ap-

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partenente al genere Cynara). Fotografato ancora chiuso o in corso di aprirsi, il ore della Protea cynaroides, chiamata anche gigante o reale, si mostra in tutta la sua bellezza. Il bocciolo dischiudendosi rivela linorescenza centrale incoronata da lunghe brattee (foglie modicate) di colore bianco, rosa, arancione o rosso. O ancora incontriamo il Callistemon citrinus, particolare arbusto sempreverde australiano, i cui curiosi ori, dapprima gomitoli chiusi, si esprimono in unesplosione vibrante di stami rossi simili a tentacoli. La sua denominazione deriva dal greco kalli (bello) e stemon (stame), per labbondanza di stami, mentre le sue foglie hanno un leggero profumo di limone (da cui citrinus). Il nome inglese di questa pianta Lemon Bottlebrush, perch i suoi ori ricordano la forma di uno scovolino (appunto bottle brush). Sfogliando le pagine del libro, cos come passeggiando per un giardino, assistiamo a trasformazioni inaspettate, sorprendenti ed ingegnose, che segnalano altrettante fasi pi o meno passeggere nella vita delle piante. Dei ori fotografati colpisce a volte lefmera ricercatezza. Il ore del Lysichiton camtschatcensis, originario del Nord-Est asiatico, presenta ununica foglia bianca (spata) che avvolge linorescenza (spadice) quasi come unarmatura. Il suo nome composto dalle parole greche lysis (scioglimento) e chiton (corazza), dato che la spata appassisce subito dopo la oritura. Nel dischiudersi la foglia svela sulla sua supercie interna limpronta della rigida inorescenza; quasi a guisa di unattrice sul palcoscenico che getta indietro il suo mantello per rivelarsi in tutto il suo fascino. La bellezza di alcuni ori maggiormente apprezzabile proprio nel momento dello svelamento.

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Oltre le apparenze: un accenno ai profumi

Aldil di ci che mostrano, le fotograe alludono anche a tutta una serie di altre caratteristiche che rendono i ori unici e distinti fra loro. Spesso il loro aspetto esteriore carico della promessa di un ricco profumo contenuto al loro interno e pronto a diffondersi nellaria che li circonda. Se, come accennato, vi sono ori che non necessitano di una forte profumazione per attirare insetti ed altri impollinatori, certi combinano esuberanti forme e colori con profumi intensi e particolari, un vero concerto sensoriale! LEchinopsis candicans una pianta appartenente alla famiglia delle cactacee e proveniente dallArgentina. Produce numerosi grandi ori, bianchi allesterno e gialli allinterno; solitamente si schiudono di notte ed emanano un profumo descritto come particolarmente intenso. Leggermente profumati sono invece i ori dellUvularia grandiora, originaria degli Stati Uniti nord orientali. Grandi ori gialli a forma di campana che pendono languidamente allingi, portano con s foglie e steli che si incurvano sotto leffetto del loro peso. La pianta a bulbo Muscari armeniacum, diffusa in boschi e prati del Mediterraneo orientale, ha piccoli ori viola prolati di bianco a forma di ovulo e raccolti in spighe, che emanano un dolce profumo. Eleganti, sia nella disposizione che nel colore bluvioletto, i ori di questa pianta spiccano in primavera in mezzo alla selva di foglie verdi slanciate e arcuate che li circondano. In un aggrovigliarsi di sinuosi petali gialli e lunghi stami rossi, i ori dellHedychium gardnerianum emanano il loro intenso profumo. Questa stravagante pianta autoctona di India, Nepal e Bhutan. Bellissimi e odorosissimi sono anche ori e foglie della sudamericana Cleome hassle-

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riana. I suoi esuberanti ori hanno quattro strani petali dalla forma allungata alla base e ampia allestremit e lunghi stami sottili e sporgenti, tanto da assomigliare a zampe di ragno da cui il nome inglese della pianta Spider Flower (ore ragno) o Spider Plant (pianta ragno). Il messicano Cestrum fasciculatum ha grappoli di piccoli ori tubolari dal vivace colore rosa carminio. Alcune variet di Cestrum emettono una fragranza notturna che attrae impollinatori, specialmente le falene. Nei giardini il profumo dei ori si unisce spesso a quello di foglie ed erbe, che diffondono particolari fragranze quando sorate, calpestate o mosse dal vento. Oltre al profumo dei ori infatti le piante sono in grado di produrre molti altri odori. Ancora non ci chiara la ragione del profumo delle erbe aromatiche, anche se possiamo immaginare che svolga una ben precisa funzione necessaria alla vita della pianta. La capacit che i profumi hanno di trasportare il visitatore in una sfera separata e quasi magica stata compresa e sfruttata da giardinieri e progettisti di giardini sin dallantichit. Visitando qualsiasi spazio verde, dominato da Natura selvaggia o coltivata, ci si accorge di come i profumi si alleino a colori, forme e suoni nellincantare i nostri sensi.

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Intorno ai ori. Guardando pi in l

Come gi abbiamo accennato, le fotograe raccolte qui sono state scattate in un gran numero di giardini, orti botanici e parchi europei. A testimonianza della variet degli ambienti e contesti, troviamo nel libro immagini di strutture architettoniche e opere darte che caratterizzano quei luoghi, ideati a loro tempo per soddisfare esigenze e desideri di reali ed aristocratici, ma oggi accessibili ad un pi vasto pubblico di estimatori, appassionati e curiosi. A parchi e giardini si uniscono gli orti botanici, la cui storia ha inizio gi dal Seicento. Architetture e arti plastiche punteggiano gli spazi verdi in modo armonioso e a volte spettacolare. I riferimenti alla storia, alla mitologia, alla sfera del fantastico e del sacro sono espressi in tempietti, scalinate, fontane, gruppi scultorei e cos via. I soggetti zoomor sono ricorrenti. Un elegante cervo adagiato al suolo fa parte del paesaggio dei giardini settecenteschi di Bowood House a Calne (Wiltshire, Inghilterra). Fantasiose fontanelle a forma di volatili e giochi dacqua decorano il parco barocco del castello di Schwetzingen (Baden-Wrttemberg, Germania). Diffusi riferimenti alla mitologia si trovano ad esempio nel giardino dellottocentesca Villa Durazzo Pallavicini (Genova Pegli). In mezzo ad un lago sorge il Tempietto di Diana circondato da quattro statue di creature acquatiche antropomorfe. Questi tritoni, per met uomini e met cavalli marini, sembrano fungere da silenti spettatori della vita del giardino. Nel mentre, un airone passeggero si guarda attorno; il tutto in una cornice di cedri e faggi penduli. Lelemento mitologico cede il passo al grottesco nelle decorazioni scultoree del parco di Villa Palagonia a Bagheria (nei pressi di Palermo), realizzato nel XVII secolo per il

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Principe Francesco Ferdinando Gravina Cruyllas. Qui i pilastri degli ingressi ed il muro di cinta sono sormontati da statue scolpite nel tufo che rappresentano animali fantastici e gure antropomorfe, insieme a gnomi, cavalieri e dame. Serre e orangerie, tenute, ville, castelli, padiglioni e labirinti, partecipano alla bellezza del verde che li avvolge. Spesso una parete a vetrate pu servire da supporto ad una pianta rampicante, in unarmoniosa compenetrazione tra elementi naturali e articiali. Alleffetto scenograco contribuiscono gli alberi oriti, come i rododendri qui ritratti negli affascinanti Lost Gardens of Heligan (Pentewan, St. Austell, Cornovaglia). C anche chi si divertito a nascondere una scultura in mezzo a unaiuola di iris. Nel giardino di Villa Taranto a Pallanza, un uomo di pietra sembra farsi strada tra i bei ori viola (Iris germanica). Una deliziosa scoperta! Esistono innumerevoli esempi di giardini e parchi nei quali espressioni di vita e creativit umana, animale e vegetale si accompagnano e compenetrano, in una sinfonia che coinvolge i sensi, lintelletto e la fantasia. Forse il modo migliore per apprezzare e assaporare le meraviglie che un giardino ha da offrire passeggiare, girovagare a volte no a perdersi nella natura. Proprio come fa il fotografo sempre alla ricerca del punto di vista ideale o della giusta luce. Dentro e fuori da roseti, giardini segreti, labirinti, serre e molto altro ancora. Le serre di vari tipi, private o pubbliche, piccole o grandi, solide o leggiadre - anticamente in muratura e poi sempre pi spesso costruite in ferro e vetro - occupano un posto speciale in questa ricerca: grazie ai particolari microclimi creati al loro interno, le pi esotiche e rare variet di specie vegetali sono offerte allo studio e alla nostra curiosit. Proprio come in una serra sufciente attraversare una porta per trovarsi in un ambiente e in un clima completamente diversi, cos scorrendo le pagine di Giardini immaginari incontriamo una di anco allaltra variet di piante e ori dalle provenienze e caratteristiche pi disparate. Gli accostamenti fra specie, generi ed esemplari che compongono il libro non seguono infatti logiche di tipo spazio-temporale, ma se una logica c quella asservita alla ricerca della bellezza. Sentiamo sempre dire che la bellezza cosa soggettiva, che risiede nellocchio di chi guarda. Ebbene, in questo libro ce n per tutti gli occhi, i gusti e le sensibilit. Se la bellezza unidea fuggevole, le fotograe che compongono Giardini immaginari sem-

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brano carpirla e metterla a disposizione del lettore-esploratore intento ad inseguire il proprio giardino dellimmaginazione. Passeggiare per giardini, parchi, boschi, e godere della compagnia della Natura sar sempre fonte di ispirazione per poeti, pittori, loso, pensatori e appassionati. Quante indimenticabili poesie sono nate proprio dal contatto o dallosservazione attenta e paziente della Natura, della vita di ori e insetti, o dellazione di sole, vento e pioggia su foglie, ori, alberi e suolo. Tutte le stagioni, siano esse ridenti, melanconiche, sommesse, ricche di auspici o di ostacoli, hanno saputo ispirare il pennello dei pittori o la penna degli scrittori. Il giardino anche luogo intimo, di raccoglimento, dove la meditazione si unisce alla cura delle piante. Esempio classico il caso di Claude Monet (1840-1926), che coltiv e dipinse ori con grande passione e dedizione lungo tutto il corso della sua vita. Interessante da notare qui lopera della pittrice americana Georgia OKeeffe (18871986) alla quale si deve una lunga serie di sensuali primi piani di ori, proposti su tele di notevoli dimensioni, la cui intimit pu ricordare quella delle fotograe qui raccolte. Ogni epoca ha creato i propri giardini. Ne sono esistiti di aperti, chiusi, accessibili, segreti, ordinati, selvaggi, selvatici, manieristi, barocchi, paesaggistici, eclettici, vittoriani, modernisti, formali, naturalisti e ancora giardini dartista, giardini contemporanei e cos via. Tutti sono il frutto di una visione, un viaggio, unavventura, un po come i Giardini immaginari di Angelo Sganzerla.

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I dont know if it happens to you, but when I nd myself in these greenhouses and I see the strange plants coming from exotic countries I feel as if in a dream. I really feel a different man. Henri Rousseau

Most people in the city rush around so, they have no time to look at a ower. I want them to see it whether they want to or not. Georgia OKeeffe

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Between enchantment and seduction: exploring imaginary gardens

Having spent many years telling the history of botanical illustration, I found myself, with a camera around my neck, retracing the same steps of the rst passionate illustrators of plants, the knowledge of which became more and more intriguing and vast, thanks to the great journeys of discovery. Traveling along beaten tracks as well as to little known corners of Europe, my work and passion have lead me to visit many of the most beautiful gardens and greenhouses of the Old Continent. I have been able to see, smell and photograph collections which comprise plants with different origins and histories. Plants, owers and fruits gathered from all corners of the globe which simply await to be admired. And with my camera all I had to do was photograph them, fascinated as I was by the variety of their shapes, colours and scents. If a photo can capture beauty, what it cannot tell us is what emerges from scientic investigation and botanical knowledge. Plants are living beings, sensitive and intelligent. Not just beautiful then, but also rich in hidden and fascinating qualities. With these words Angelo Sganzerla describes the journey that led to the making of this book, Imaginary Gardens. Through a sequence of close ups of owers, panoramas of gardens and details from the life that animates these places, the book offers the opportunity to create an imaginary and dreamlike space. One that may gather all the most beautiful things we can see if we take the time to observe that buzzing vitality which is the true soul of a park, or the mysterious, almost suspended, atmosphere of a greenhouse.

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Special attention is devoted here to owers. Photography captures their spectacular shapes, varied colours and infinite shades so vividly they stimulate our senses. Accompanying the owers are those natural, artistic and architectonic elements that we often encounter in gardens and which weave a dense dialogue of shapes and colours with the plants. Imaginary Gardens are made of light structures, wings beating, soft furs and rough trunks. The bird songs mix with the rustle of the leaves, the roar of the rain, the murmur of the water in a fountain. Here, a white peacock shows off from a branch, there, a Dama dama stares at us nestled on a carpet of damp leaves. Rather than a book on Botany or on the vast collections of European gardens, Imaginary Gardens is a journey through images. The photographer walks, searches, discovers and by doing so collects dozens of vivid shots that attest to his path through the beauty of nature. Beauty is the key that allows access to these imaginary and imaginable gardens. The gaze and sensitivity of the creative, the photographer, passionate observer and collector of plants, translate beauty into variety, multiplicity, specicity,

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exibility, adaptability, precariousness, ingenuity but also strength, elegance, grace, simulation and dissimulation, specialisation and perfection. As visitors of Imaginary Gardens we are invited to perceive that the appreciation of the beauty of owers can inspire a deeper reection on the importance of plants for our survival and well-being. If we stop and observe we are also driven to meditate on present and pressing concerns regarding our relationship with nature. The beauty of plants is combined with strength and frailty and brings with it awareness, respect and humility. In a new book entitled Verde brillante. Sensibilit e intelligenza del mondo vegetale (Giunti Editore, 2013), Stefano Mancuso and Alessandra Viola consider the outcome of recent studies and reect on the concept of intelligence as the ability to put in place strategies. Mancuso and Viola follow the path initiated by Charles Darwin with the same passion that moved the great naturalist. In his 1880 book The Power of Movement in Plants, focusing especially on the behaviour of the tip of the root, Darwin laid the foundations for an investigation of plants ability to solve problems, face obstacles, nd water and so on. For what concerns the Angiospermae, owering plants (the name derives from the Greek words angion, casing and sprma, seed), it can be observed - with much simplication - that shapes, colours and scents of the owers represent with their variety as many responses to the problem of pollination and hence reproduction.

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Flowers photographed, owering photos

If beauty means variety, this is expressed in a myriad ways. Flipping though page after page of the book, our eye and our imagination travel in a world at once real and evocative. Plants, the beings that have existed since the dawn of life on Earth, have adapted through the ages, perfecting those qualities that now seduce our gaze. They have developed amazing strategies to help them reproduce and survive. Their colours and scents attract insects and other pollinators, establishing a trade between vegetable and animal kingdom: nectar is offered in exchange for pollination. While there are owering plants that rely on the wind for their pollination, others rely on their berries, which birds feed on, to colonize vast territories. Amongst the owers photographed here some belong to rare species and genera, impossible to see in Europe outside a greenhouse, while others may seem more familiar. Close-ups allow to show strange and hidden details of the mysterious exotic owers and domestic varieties alike. How many of us will be able to identify the elegant white ower with long purple-red stamens? It is the ower of the caper bush, well known for the aromatic taste of its buds, which we eat before they blossom, depriving ourselves of their beauty. While some flowers strike us with the intensity of their colour, this is often combined with a multitude of other characteristics. Leaves, petals, stamens and stems vary in shape, weight, number, texture, surface and obviously colour. Petals can be smooth, velvety, papery, humid, compact, uttering, wrinkly, glassy, eshy, pliss, curled up, disheveled, variegated, brushed, minimalist, eccentric, amboyant...Stamens and laments can be thin, full-bodied, straight, curved, thick, elastic, rigid, stretched out, bent, twisted, tidy, tangled...Stems are erect, curved, sinuous, undulating ... Leaves

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may be rounded, lobed, tapered, swollen, pointed, ridged... Long red stamens distinguish the ower of Calliandra haematocephala, native to Bolivia. Caesalpinia pulcherrima (a ornamental shrub) has orange and yellow owers with long tufts of scarlet stamens. For this reason it is also known as Flower of Paradise or Peacock Flower. The genus name Caesalpinia was created by Linnaeus in honour of the sixteenth-century Italian botanist Andrea Cisalpino; while the Latin pulcherrima means the most beautiful. The same plant is also called Barbados Pride since it is the national ower of the Caribbean island (it even appears on the personal ag of Queen Elisabeth II as Regent of Barbados). The names of a single plant can be numerous and peculiar. Sometimes they resemble tricky tongue twisters and conceal the most curious origins. The name of Agapanthus, a genus of perennial herbaceous plants native to South Africa, derives from the Greek words agpe (love) and ntos (ower). Its owers can be white, blue or light blue, and once open they have a sort of umbel shape. Agapanthus was one of the rst plants to arrive to Europe from South Africa and it was initially called Blue Lily or African Hyacinth. Poppies have light graceful petals, but not all owers are elegant and discreet. There are owers that seem to defy logic; upon long slender stems, languid forms of heavy petals conform to gravity. Like those of Sarracenia ava, a North American insectivorous plant, which has large dangling yellow owers. The name ava (yellow) derives from the colour of the owers. The owers of Thunbergia mysorensis, originally from Northern India, have a striking curved shape; they are bright yellow inside and vary from brown to reddish outside. Hummingbirds and other birds who drink nectar feed on the plants sweet treasure. Sometimes a vibrant colour is combined with motifs that render the ower even more noticeable. Some resemble targets made to attract animals in search of nectar. Others, for the same reason, imitate the patterns of insect shells. Flowers thus enliven meadows, gardens and woods like a fanfare of fairies dancing. The bizarre shapes of plants are often the result of evolution aimed at the protection of their precious owers; as in the case of the spectacular Heliconia rostrata, native to South America. Down a central serpentine stem sprout beak-like owers. This shiny red, yellow and green shape, is a specialised leaf at the tip of which grow the real owers. With their sweet nectar they nourish hummingbirds and others. The genus Heliconia

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was studied by German pioneer naturalist and painter Maria Sibylla Merian (16471717) during her stay in Suriname (1699-1701), at the time a Dutch colony. She illustrated the ower in her book Metamorphosis of the Insects of Suriname (Metamorphosis insectorum Surinamensium, Amsterdam, 1705 - a study of the metamorphosis of insects and their relationship with plants). Crotalaria agatiora, native to Tanzania and Kenya, makes lemon yellow owers with a sort of protruding beak. It is also called Bird Flower. Not only beaks but also other animal shapes are evoked in those of plants. Anigozanthos avidus, from south-western Australia, has tubular, densely hairy buds to which it owes the name Kangaroo Paw. A truly Australian plant! Its appearance is modied when small yellow-green owers appear at the tip of the buds. The owers of Strongylodon macrobotrys are claw-shaped and their colour can vary from blue-green to mint green - it is also known as Jade Vine. The unusual shape and above all the colour of this generous plant (native to the island of Luzon in the Philippines) contribute to it being a stable presence in greenhouses worldwide. It must have also captured the attention of French painter Henri Rousseau, who paid frequent visits to the Jardin des plantes in Paris. If we look in the right corner of his Snake Enchantress (Paris, Muse dOrsay), amongst the rich exotic vegetation we can make out a Strongylodon macrobotrys in ower. Other plants resemble with their bizarre shapes those of marine creatures. Here, from eshy red petals appears a delicate coral, there, hairy tentacles tease our imagination. Anthurium scherzerianum, native to Guatemala and Costa Rica, with its curled up ower (spadix) emerging from the lacquer red leaf (spate) similar to a tentacle, looks like an imaginary creature. Some owers use illusion as a weapon, while others rely on numbers. What may at rst sight appear as a single ower is in reality a great quantity of small owers supported by a perfect framework of stems. It is a bit like looking at the milky way, a blurry entity made up of many smaller components, imperceptible to the eye because of the great distance. A single stem can support an abundance of owers and does not require an intense fragrance to attract insects. Abundance is the strategy deployed by some plants in the battle for survival. Grevillea rosmarinifolia, native to Australia, produces clusters of pink or red owers rich in nectar.

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Also Hardenbergia violacea, an evergreen common in Australia, produces many owers clustered in inorescences of purple, lilac, blue or white. Plants and owers are sometimes portrayed in their natural habitats. As the various aquatic plants including the South American Victoria amazonica, whose broad leaf with edges turned upward is equipped with a ssure from which to drain the rainwater that might sink it. We also encounter plants that are accustomed to very humid environments, such as the species of the genus Crocus, which grow in areas such as mountain meadows or woodland. We often see their owers emerge from dark and muddy soils, and work their way to the surface, puncturing the leaves that cover them. Thus, candid white owers with orange pistils appear on a brown carpet. Succulent plants live on the contrary in extreme habitats: dry, windy or cold and arid, and are highly specialised to be able to survive and proliferate there. Their mechanisms of adaptation are multiple and often ingenious. The massive consumption of energy and water needed to produce owers must be balanced by strategies aimed at optimising the chances of reproducing successfully. Thus, in the case of potential rain, some succulents turn their owers downwards in order to keep their pollen dry. The best known family of succulent plants is certainly that of cacti, many of which are characterised by their beautiful owers, large, brightly coloured and spectacular, the gentleness of which often seems at odds with the menacing thorns that cover the rest of the plant. Many cactus owers, showy and strong smelling, bloom for one night only and attract their pollinators. Colour and scent are the weapons used by these plants to ensure their reproduction in areas so inhospitable as to pose an ongoing challenge. Finally, many of the photographs of Imaginary Gardens offer a glimpse into the life of the owers in their temporality, imperceptible to the human eye. There are stages or moments in the life of a ower that only the expert, the gardener, enthusiast are able to catch and record. They may all go from shy bud to expressive ower, but many undergo a real metamorphosis in the course of their existence, or even through a single day. Here we see them blossoming or closing, reaching out towards the sun or bowing to it, ourishing or withering. Magnolia owers are white, delicate and voluptuous, but once dried they unveil the compact and rigid shape of the cone containing the seeds. The genus Protea, the national ower of South Africa, owes its name to the Greek god Proteus, able to constantly change shape. The reference is to the great variety which

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distinguishes both the family and the genus of these plants. Protea cynaroides is characterised by large owers that resemble artichokes (the latter belong to the genus Cynara). Photographed still closed or opening, the ower of Protea cynaroides, also called Giant or Royal, shows itself in all its beauty. The opening bud reveals the central inorescence crowned by long bracts (modied leaves) of white, pink, orange or red. Callistemon citrinus, an interesting Australian evergreen shrub, has owers that at rst look like closed balls but then burst in an explosion of vibrant red tentacle-like stamens. Its name derives from the Greek kalli (beautiful) and stemon (stamen), for the abundance of stamens, while the leaves have a slight lemon scent (hence citrinus). The common name Lemon Bottlebrush, derives from the brush-shape of its owers. As we leaf through the pages of the book - a bit like when we walk in a garden - we witness unexpected transformations, surprising and ingenious, signalling as many transitory phases in the life of plants. Of the owers shown here some strike us in their ephemeral renement. The ower of Lysichiton camtschatcensis, originally from North-East Asia, has a single white leaf (spathe) that wraps around the inorescence (spadix) almost like an armour. Its name is composed of the Greek words lysis (dissolution) and chiton (armour) since the spathe withers immediately after owering. In unfolding, the leaf reveals on its inner surface the imprint of the hard inorescence - almost like an actress on stage, throwing back her cloak to reveal all her beauty. The beauty of some owers is most apparent at the very moment of unveiling.

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Beyond appearances: a note on perfumes

Beyond what they can show, the photographs also allude to a whole series of other characteristics that make the owers unique and distinct from each other. Often their appearance is charged with the promise of a rich perfume contained within them and ready to spread to the air around them. If, as mentioned, there are owers that do not need a strong scent to attract insects and other pollinators, others combine exuberant shapes and colours with intense perfumes, a true concert for the senses! The Argentinian Echinopsis candicans belongs to the cacti family. It produces numerous large owers, white on the outside and yellow inside; they usually open at night and give off a scent described as particularly intense. The owers of Uvularia grandiora (native to the North Eastern United States) are slightly fragrant. Large bellshaped yellow owers that hang languidly downward, bring with them leaves and stems that bend under the effect of their weight. The bulbous plant Muscari armeniacum, common in woods and meadows of the eastern Mediterranean, has small purple owers with white proles, egg shaped and collected in spikes, which release a sweet scent. Elegant both in their disposition and their violet-blue colour, during Spring the owers of this plant stand out in the midst of the multitude of slender arched leaves surrounding them. In a tangle of winding yellow petals and long red stamens, the owers of Hedychium gardnerianum give off their intense fragrance. This extravagant plant is native to the India, Nepal and Bhutan. Beautiful and intensely odorous are also owers and leaves of the South American Cleome hassleriana. Its exuberant owers have four curiously shaped petals - paper thin

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with elongated tips and wide at the base - paired with long protruding stamens, resembling spider legs (the plants common names are Spider Flower or Spider Plant). The Mexican Cestrum fasciculatum has clusters of small tubular owers in vibrant carmine pink. Some varieties of Cestrum emit a fragrance that attracts nocturnal pollinators, especially moths. The scent of owers in the garden is combined with that of leaves and herbs that spread special fragrances when they are touched, stepped on or stirred by the wind. Indeed in addition to the perfume of owers, plants are able to produce many other scents. Yet there is no clear explanation for the scent of aromatic herbs, although we can imagine it performs a very specic function necessary to the life of the plant. The ability that perfumes have to transport the visitor into a separate almost magical sphere has been understood and exploited by gardeners and garden designers since Antiquity. Visiting any green space, dominated by wilderness or cultivation, one realises how the scents ally with colours, shapes and sounds charming our senses.

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Around owers. Looking further

As previously mentioned, the photographs collected here were taken in a large number of botanical gardens and parks in Europe. As evidence of the variety of environments and contexts, the book includes images of architectural structures and works of art that characterise the places visited. Once designed in order to meet the needs and desires of Royals and aristocrats, they are now accessible to a wider audience of connoisseurs and enthusiasts. Private parks and gardens but also public botanical gardens, whose history began as early as the Seventeenth century. Buildings and decorative elements dot the green spaces in harmonious and at times spectacular ways. References to History, mythology, the realm of the fantastic and the sacred are expressed in tempietti, stairways, fountains, sculptural groups and so on. Zoomorphic subjects are common. An elegant deer lying on the ground is part of the landscape of the eighteenth-century gardens of Bowood House in Calne (Wiltshire, England). Fanciful fountains in the shape of birds and other water works decorate the Baroque park of the Castle of Schwetzingen (Baden-Wrttemberg, Germany). References to mythology are found for example in the nineteenth-century garden of Villa Durazzo Pallavicini (Genoa Pegli). In the middle of a lake rises the small temple of Diana surrounded by four anthropomorphic statues of aquatic creatures. These mermen, half man and half sea-horse, seem to act as silent spectators of life in the garden. Meanwhile, a passenger heron looks around, all in a setting of cedars and weeping beeches. The mythological element gives way to the grotesque in the sculptural decorations of the park of Villa Palagonia (Bagheria, near Palermo), built in the Seventeenth century

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for Prince Ferdinando Francesco Gravina Cruyllas. Here, the pillars of the entrances and the outer wall are surmounted by statues carved in tufa representing fantastic animals and anthropomorphic gures, together with gnomes, knights and ladies. Greenhouses and orangeries, along with estates, villas, castles, halls and mazes, participate in the beauty of the green that surrounds them. Often a glass wall can serve as a support for a climbing plant, in a harmonious intermingling of natural and articial elements. To the scenographic effect contribute the owering trees, such as rhododendrons - here portrayed in the fascinating Lost Gardens of Heligan (Pentewan, St. Austell, Cornwall). Someone had fun hiding a sculpture in the middle of a bed of irises. In the garden of Villa Taranto in Pallanza, a man of stone seems to make his way through the beautiful purple owers (Iris germanica). What a delightful discovery! There are countless examples of gardens and parks in which expressions of human, animal and vegetal creativity accompany each other in a symphony that strikes the senses, the intellect, the imagination. Perhaps the best way to appreciate and enjoy the wonders that a garden has to offer is to walk, to wander sometimes up to the point of getting lost in nature. Just as the photographer does, always looking for the ideal point of view or for the perfect light. In and out of rose gardens, secret gardens, mazes, greenhouses and much more. Greenhouses of various kinds, private or public, large or small, solid or graceful anciently built of masonry and then more and more often of iron and glass - occupy a special place in this search. It is thanks to the special microclimates created within them that the most exotic and rare varieties of plant species are made available for study and offered to our curiosity. A bit like in a greenhouse, where we simply need to go through a door to nd ourselves in a completely different environment and atmosphere, so icking through the pages of Imaginary Gardens we meet one beside the other varieties of plants and owers of many different origins and characteristics. The mix between species, genera and specimens that makes up the book does not follow the logic of space and time, but rather that of the pursuit of beauty. We are always told that beauty is subjective, that it lies in the eye of the beholder. Well, in this book there is something for every eye, taste and sensibility. If beauty is a eeting idea, the images that make up Imaginary Gardens seem to seize it and make it

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available to the reader-explorer intent in pursuit of his own garden of the imagination. Strolling through gardens, parks, forests, and enjoying the company of Nature will always be a source of inspiration for poets, painters, philosophers, thinkers and enthusiasts. How many unforgettable poems were born out of the contact with or the careful observation of Nature, of the life of owers and insects, or of the action of sun, wind and rain on leaves, owers, trees and soil. All seasons, whether they are lively, melancholic, subdued, full of hopes or obstacles, have inspired painters and writers. The garden is also a intimate place for contemplation, where meditation is combined with the care of plants. A classic example is the case of Claude Monet (1840-1926), who cultivated and painted owers with passion and commitment throughout his life. Interesting to note here is the oeuvre of American painter Georgia OKeeffe (18871986) to whom we owe a long series of sensual close-ups of owers, realised on canvases of considerable size, whose intimacy may recall that of the photographs collected in this book. Every age has created its own gardens. They can be open, closed, accessible, secret, ordered, wild, savage, Mannerist, Baroque, landscaped, eclectic, Victorian, Modernist, formal, naturalist and even artist gardens, contemporary gardens and so on. All are the result of a vision, a journey, an adventure, a little like the Imaginary Gardens of Angelo Sganzerla.

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Ringraziamenti
Desidero ringraziare il Dott. Virgilio Piatti e il Dott. Tiziano Bianchi per la preziosa collaborazione nella corretta denizione dei nomi botanici. Ringrazio inoltre Isa Pasquale, Valeria Falcone, Chris Boulden e Maria Del Punta per il loro affettuoso contributo.

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Indice - Index
Isoplexis canariensis - Scrophulariaceae Copertina - Cover Clianthus puniceus - Fabaceae 1 Dillenia suffruticosa - Dilleniaceae 2 Echinopsis - Cactaceae 3 Eucharis amazonica - Amaryllidaceae 4 Motacilla alba - Motacillidae 5 Crocus - Iridaceae 6
Fulham Palace garden, London 7 Begonia parilis - Begoniaceae 8 Gladiolus - Iridaceae 10 Vireya rhododendrons - Ericaceae 12 Geopelia cuneata - Columbidae 13 Cestrum aurantiacum - Solanaceae 14 Aquilegia chrysantha - Ranuncolaceae 15 Heliconia guyana - Heliconiaceae 16 Dahlia - Compositae 17 Pentas lanceolata - Rubiaceae 18 Pavo cristatus - Phasianidae 19 Xerochrysum bracteatum - Asteraceae 20 Protea cynaroides - Proteaceae 21 Palmen Garten, Frankfurt 22 Hyacinthus - Hyacinthaceae 25 Lonicera - Caprifoliaceae 26 Uvularia grandiora - Colchicaceae 27 Reggia di Caserta 28 Nymphaea - Nymphaeaceae 29 Campanula - Campanulaceae 30 Papaver aurantiacum - Papaveraceae 33 Aphelandra schiedeana - Acanthaceae 34 Sciurus carolinensis - Sciuridae 35 Cistus - Cistaceae 36 Asclepias fructicosa - Apocynaceae 39 Rehmannia elata - Scrophulariaceae 41 Echeveria - Crassulaceae 42 Caesalpinia pulcherrima - Fabaceae 43 Magnolia - Magnoliaceae 44 Zosterops poliogaster - Zosteropidae 46 Arum - Araceae 47 Nepenthes - Nepenthaceae 48 Magnolia - Magnoliaceae 49 Agapanthus - Liliaceae 50 Muscari armeniacum - Liliaceae 51 Isola Bella, Stresa (NO) 53 Salpiglossis - Solanaceae 54 Birmingham Botanical Gardens, West Midlands 56 Pseudogaltonia clavata - Liliaceae 57 Leucadendron salignum - Proteaceae 58 Protea cynaroides - Proteaceae 59

Agave - Agavaceae 60 Hosta - Asparagaceae 62 Mydrangea - Hydrangeaceae 63 Euphorbia - Euphorbiaceae 64 Papaver orientale - Papaveraceae 65 Grevillea johnsonii - Proteaceae 66
Giardino Pallavicini Durazzo, Genova Pegli 67 Villa Della Porta Bozzolo (FAI), Casalzuigno (VA) 68 Hibiscus - Malvaceae 70 Villa Gamberaia, Settignano (FI) 72 Peonia - Peoniaceae 73 Helleborus orientalis - Ranuncolaceae 74 Pelophylax esculentus - Ranidae 75 Cornus capitata - Cornaceae 77 Cleome hassleriana - Cleomaceae 78 Paeonia - Paeoniaceae 80 Sophora howinsula - Fabaceae 82 Narcissus - Amaryllidaceae 83 Singleton park, Swansea, West Glamorgan 84 Theobroma cacao - Sterculiaceae 87 Jardin Majorelle, Marrakech 89 Capparis spinosa - Capparaceae 90 Hardenbergia violacea - Leguminose 93 Trichocereus - Cactaceae 94 Royal Greenhouse, Laeken, Bruxelles 95 Villa Palagonia, Bagheria (PA) 97 Acanthocalycium spiniorum - Cactaceae 99 Aquilegia - Ranuncolaceae 100 Margam Park, Port Talbot, Wales 101 Zingiber spectabile - Zinzinberaceae 102 Kopenhagen Botanisk Have 103 Schaveria calycotricha - Acanthaceae 104 Lysimachia phyllocephala - Primulaceae 105 Nuphar Lutea - Nymphaeaceae 106 Liriodendron - Magnoliaceae 107 Nimphaea - Nimphaeaceae 108 Giardino Pallavicini Durazzo, Genova Pegli 110 Utricularia reniformis - Lentibulariaceae 111 Orangerie Hofgarten, Wrzburg, Baviera 112 Hosta glauca - Asparagaceae 114 Crotalaria agatiora - Fabaceae 115 Bauhinia variegata - Fabaceae 116 Chatsworth garden, Bakewell, Derbyshire 117 Leucospermum cordifolium - Proteaceae 118 Leucospermum cordifolium - Proteaceae 119 Montacute House, The National Trust, Yeovil, Somerset 120 Bowood House, Calne, Wiltshire 121 RHS Garden Wisley, Guildford, Surrey 122 Nymphaea - Nymphaeaceae 123 Cedrus libani - Pinaceae 124

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Aechmea warasii - Bromeliaceae 126 Fritillaria imperialis - Liliaceae 127 Gardenia jasminoides G. Ellis - Rubiaceae 128 Lysichiton camtschatcensis - Araceae 129 Cereus validus - Cactaceae 130 Heliconia stricta - Heliconiaceae 131
Chiswick Garden, London 132 Scilla natalensis - Hyacinthaceae 133 Cestrum fasciculatum - Solanaceae 134 Tillandsia cyanea - Bromeliaceae 135 Vigna caracalla - Fabaceae 136 Hoya (purpureo fusca) - Asclepiadaleae 137 Nymphaea - Nymphaeaceae 138 Aloe arborescens - Aloaceae 140 Erythrina crista - galli - Fabaceae 141 Anemone Hupehensis - Ranuncolaceae 142 Begonia - Begoniaceae 143 Pavo cristatus - Phasianidae 144 Tumbergia grandiora - Acantacee 145 Magnolia - Magnoliaceae 146 Magnolia stellata - Magnoliaceae 147 Magnolia - Magnoliaceae 148 Sarracenia ava - Sarraceniaceae 149 Nymphaea alba - Nymphaeaceae 150 Bougainvillea - Nyctaginaceae 152 Ipomoea carica - Convolvulaceae 153 Syon Park, London 154 Aquilegia - Ranunculaceae 155 Reggia di Caserta 156 Anigozanthos - Haemodoraceae 158 Callistemon citrinus - Myrtaceae 159 Strongylodon macrobotrys - Fabaceae 160 Schloss Schwentzingen, Baden-Wrttemberg 161 Alyogyne huegelii - Malvaceae 162 Wisteria sinensis - Fabaceae 163 Iris - Iridaceae 164 Eremitage, Bayreuth 165 Abutilon - Malvaceae 166 Ixora coccinea - Rubiaceae 167 Genista orida - Leguminoseae 168 Iris - Iridaceae 169 Rhododendron - Ericaceae 170 The Lost Gardens of Heligan, Pentewan, St. Austell, Cornwall 171 Erytrochiton brasiliensis - Rutaceae 172 Narcissus - Amaryllidaceae 173 Alcea rosea - Malvaceae 174 Schinus molle - Anacardiaceae 175 Pulsatilla vulgaris - Ranunculaceae 176 Brunfelsia pauciora macracanta - Solanaceae 177 Neoregelia johannis - Bromeliaceae 178

Cobaea - Polemoniaceae 179 Dama dama - Cervidae 180 Crocus niveus - Iridaceae 181 Acer - Aceraceae 182 Thumbergia Mysorensis - Acanthaceae 183 Echium wildpretii - Boraginaceae 184 Araucaria - Araucariaceae 186
Villa Taranto, Pallanza (NO) 187

Clerodendrum thomsoniae - Verbenaceae 188 Calliandra haematocephala - Fabaceae 189 Fuchsia - Onagraceae 190 Dahlia - Asteraceae 191 Victoria amazonica - Nymphaeaceae 192 Fringilla coelebs - Fringillidae 194 Aeonium arboreum - Crassulaceae 195 Scadoxus cinnabarinus - Amarillidaceae 196 Heliconia rostrata - Heliconiaceae 197 Nidularium - Bromeliaceae 198 Anthurium scherzerianum - Araceae 199 Kalanchoe lateritia - Crassulaceae 200 Barlettina sordida - Asteraceae 202
Giardino Rosy Pucci, Pantelleria 203 Erysimum cheiri - Cruciferae 204 Berberis darwinii - Berberidaceae 205 Primula veris L. - Primulaceae 206 Juanulloa aurantiaca - Solanaceae 208 Kniphoa uvaria Sin. Tritoma - Liliaceae 209 Nymphaea alba - Nymphaeaceae 210 Encephalartos arenarius - Zaminaceae 212 Erithacus rubecula - Turdidae 213 Villa S. Remigio, Pallanza (NO) 214 Clianthus puniceus Albus - Fabaceae 215 Parodia magnica - Cactaceae 216 Encephalartos - Zamiaceae 217 Solanum bonariense - Solanaceae 218 Salpiglossis - Solanaceae 220 Papaver - Papaveraceae 221 Haemanthus albios - Amaryllidaceae 222 Orontium aquaticum L. - Araceae 223 Aphelandra sinclairiana - Acanthaceae 224 Aphelandra sinclairiana - Acanthaceae 225 Hibiscus - Malvaceae 226 Hedychium gardnerianum - Zingiberaceae 227 Chatsworth Garden, Bakewell, Derbyshire 228 Ribes sanguineum - Grossulariaceae 229 Agave bracetosa - Arecaceae 230 Cistus purpureos - Cistaceae 232 Giardino di Boboli, Firenze 233 Camelia Japonica - Theaceae 234 Hebe macracantha - Plantaginaceae 237 Banksia speciosa - Proteaceae 238

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IDEAZIONE E GRAFICA: ANGELO SGANZERLA Fotolito e composizione: Actualtype Srl Stampa: Grafiche Zanini, Bologna Stampato su carta Gardapat Kiara

Tutti i diritti riservati. vietata la riproduzione di testi e illustrazioni senza il permesso scritto dellEditore. I Edizione 2013 LErbolario, Lodi - 2013 per le fotografie: Angelo Sganzerla Edizione fuori commercio