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RILIEVO IN SITO DELLE PRESTAZIONI DI UN

MINI IMPIANTO IDROELETTRICO AD ACQUA FLUENTE

Massimo ALBERTI1, Vittorio APOLLONI2, Michael GIOVANNINI3, Giovanni NALDI3


1

Studio SETA s.r.l., via Risorgimento, Faenza


2
ZECO s.r.l., Fara Vicentino VI
3
DIEM, Universit di Bologna tel. 051-2093312 fax 051-2093313, giovanni.naldi@mail.ing.unibo.it

SOMMARIO
Il presente lavoro illustra una campagna di prove sperimentali in sito su di un mini-impianto
idroelettrico ad acqua fluente. La macchina idraulica una turbina assiale tubolare ad asse
verticale bi-regolante che aziona un generatore sincrono collegato, mediante un trasformatore,
alla rete di media tensione e sviluppa un potenza elettrica di circa 980 kW. Le prove sono
state suddivise in due campagne distinte per valutare separatamente le prestazioni del
generatore elettrico e successivamente quelle della turbina. In particolare, per lalternatore, si
sono eseguite misure di rendimento per via indiretta, mediante stima delle perdite energetiche
attraverso i fluidi di raffreddamento e per irraggiamento. Per quanto riguarda la turbina si
rilevata una porzione del diagramma collinare, svincolando lazionamento delle pale direttrici
da quelle della girante. Si osserva che nelle condizioni di normale fornitura la correlazione tra
le due schiere palari pre-impostata, ed per ci che tra gli obiettivi della presente campagna
di prova vi quello di valutare se esistono margini di miglioramento nella legge di
azionamento delle due schiere per incrementare lenergia prodotta annualmente.
1. DESCRIZIONE IMPIANTO
Limpianto ubicato a valle di una briglia nel torrente Santerno, in prossimit della localit di
Codrignano (Comune di Borgo Tossignano - BO), ha un salto nominale di 19.5 m, una portata
di progetto dellordine di 6.1 m3/s, la sua realizzazione terminata nel 2003 a opera della
SETA S.r.l. che tuttora lo gestisce. Lungo il fiume Santerno, allaltezza della frazione di
Codrignano, esiste uno sbarramento in cemento armato detto Chiusa di Codrignano; esso
crea nellalveo fluviale un dislivello di 20.5 m e un piccolo bacino dacqua dal quale ha inizio
il cosiddetto Canale dei Mulini in direzione Imola. Lopera di presa di questo canale
segnata da alcuni manufatti pertinenti alla chiusa che comprendono, tra laltro, la casa di
guardia e un piccolo edificio in cui ubicata la paratoia di controllo del flusso nel Canale dei
Mulini. Questo canale gestito dal Consorzio Utenti del Canale di Imola e Massa Lombarda
che ha una concessione ad uso irriguo sulla briglia di Codrignano.
Sulla medesima briglia sono coesistenti perci due concessioni: quella intestata al Consorzio
degli Utenti del Canale di Imola e Massa Lombarda a uso irriguo, e quella ad uso idroelettrico
intestata a SETA S.r.l.. Le due utenze non sono in conflitto in quanto la regolazione del flusso
idrico che attraversa la centrale tale da dare priorit alle esigenze del Consorzio lasciando
allimpianto la portata residua.
Lacqua del fiume Santerno viene cos prelevata a monte del primo sbarramento (Chiusa di
Codrignano) e restituita in alveo a valle dei salti idraulici artificiali posti immediatamente a

valle del ponte di Via del Santo, realizzati per proteggere dallerosione le fondazioni dei
piloni. La distanza fra presa e restituzione circa 200 m.
Limpianto, costruito nellottica di minimizzare limpatto ambientale ricercando linserimento
della centrale allinterno del paesaggio tramite un gioco di volumi e di rinterri che ne limitino
la visibilit, composto di alcune opere di presa pressoch interrate poste in prossimit della
casa di guardia, di un edificio destinato a sala macchine posto immediatamente a valle del
ponte di Codrignano in riva sinistra e di una tubazione interrata che collega le due opere
suddette.

p1

p2

p3

Fig. 1 Sezione dellimpianto idroelettrico ad acqua fluente di Codrignamo

La sala macchine infatti costituita da un fabbricato di 13 m di altezza di cui sono visibili


appena 3 m. Grazie alla forte pendenza della riva del fiume stato infatti possibile rinterrare
buona parte delledificio. Anche i materiali sono stati scelti richiamando i manufatti gi
presenti nella zona. Laccesso alla centrale garantito da una carraia appositamente costruita
che termina su tetto delledificio.
Il gruppo idroelettrico (turbina e generatore) ubicato nella sala macchine che ha dimensioni
di circa 9.36.5 m. Il getto a cui sono ancorati i supporti della macchina posto circa 30 cm
sul livello medio del fiume, che risulta di 46 m sul livello del mare.
Nellopera di presa presente un griglione a barre molto larghe (circa 10 cm) avente la
funzione di fermare tronchi ed altri corpi di rilevanti dimensioni ed uno sgrigliatore a maglie
pi fini che permette lasportazione della foglie dalla corrente fluida. La particolare
disposizione dei sistemi ad esso collegati consente di pulire la griglia e dirottare una seconda
corrente fluida molto ricca di foglie nel fiume tramite un secondo tubo interrato avente un
diametro di 800 mm. A valle della griglia si ha la camera di carico da cui ha inizio la condotta
forzata che passa sotto il letto del canale dei mulini.

La condotta forzata interrata ad una profondit a filo superiore condotta di circa 110 cm allo
scopo di evitare problemi ai campi e alle strade sotto cui posta. Essa infatti attraversa la
strada in direzione del fiume e si mantiene in prossimit dello stesso, passando poi sotto il
ponte per giungere alla sala macchine. costruita in calcestruzzo armato con un diametro
DN 1900 ed ha una lunghezza di 245 m. La condotta termina in un condotto di raccordo in
acciaio che la collega al gomito della turbina.
La restituzione dellacqua in alveo avviene in prossimit della sala macchine tramite un
diffusore di sezione rettangolare ed un canale pure di sezione rettangolare avente lunghezza di
circa 25 m e larghezza di circa 3 m. Il canale di restituzione totalmente interrato a una
profondit di circa 1.5 m sotto il livello normale del fiume.
Limpianto completamente automatico ed il sistema di controllo di centrale regola lapertura
del distributore della turbina sulla base del livello in vasca di carico che dipende da:
portata del fiume,
rilascio minimo nel letto fluviale (DMV),
portata rilasciata nel canale dei mulini.
Limpianto utilizza quindi la portata residua pari a: Qimpianto = Qfiume DMV Qcanale
La centrale collegata in parallelo alla rete elettrica nazionale in media tensione.
Tab. 1 Specifiche impianto di Codrignano
1.1. caratteristiche tecniche
Qmed
1.838 m3/s
Nellimpianto, installata una Portata media derivata
Hg
20.5 m
turbina assiale tubolare ad asse Salto geodetico
Potenza
nominale
di
concessione
P
369.4
kW
verticale di costruzione ZECO con
Ab
380 km2
potenza nominale Pnom=1010 kW Area bacino
DMV
600 l/s
che aziona un generatore sincrono a Deflusso Minimo Vitale
Hn
19.5 m
5 coppie polari di costruzione Salto netto a Qmax
Pe
980 kW
MARELLI MOTORI, modello M8T Potenza elettrica massima
E
2.53.3 GWh
710 5A 10V, con potenza nominale Energia prodotta annualmente
massima di 1375 kW, I principali Rendimento totale macchinario

0.84
dati caratteristici della installazione idroelettrico
sono riassunti nella tabella 1.
Durata funzionamento a Pmax
t1
74 gg
Limpianto progettato per funzio- Diametro condotta
DN
1.9 m
nare a velocit di rotazione costante. Lunghezza condotta
Lcond
245 m
Il sistema di controllo regola la por- Velocit in condotta
v
2.15 m/s
tata (attraverso lapertura coordinata Perdite in condotta (3%)
H
0.58 m
della pale del distributore e della Velocit di rotazione
n
600 min-1
girante) mantenendo costante, e pari Tensione uscita alternatore
V
690 V
al valore di progetto, il salto disponibile in modo da far funzionare limpianto con continuit e in condizioni ottimali.
Lalbero della turbina accoppiato direttamente allalbero del generatore sincrono; un volano
interposto fra i due alberi allo scopo di aumentare il momento di inerzia del sistema e
ridurre le accelerazioni, sia in fase di avviamento sia in fase di distacco del generatore dalla
rete (procedure di emergenza, etc.). Il volano parzialmente intubato allo scopo di ridurre le
perdite per ventilazione, dovute alla rapida rotazione in aria.
La rotazione dellalbero di turbina e generatore garantita da cuscinetti di guida posti nel
gruppo generatore, dal sistema di guida e centraggio della girante e da un cuscinetto a pattini
reggispinta e di centraggio di tipo Mitchell, posto allestremit opposta della girante sopra il
generatore; questo cuscinetto sopporta la maggior parte dei carichi assiali sullalbero e buona
parte di quelli radiali, essendo gli altri cuscinetti solo di guida.

2. METODO DI PROVA
2.1 Alternatore
La valutazione delle prestazioni della macchina elettrica stata condotta, secondo il metodo
calorimetrico, (CEI EN 60034-2) che consiste nel calcolo delle perdite P1 trasmesse al fluido
refrigerante (aria), delle perdite P2 attraverso la superficie di riferimento (convezione,
irraggiamento, conduzione e ventilazione) e delle perdite Pest esterne.
Questa procedura richiede di misurare i flussi termici uscenti dalla macchina, che si
manifestano per trasporto di massa per quanto riguarda le la potenza dissipata nei fluidi di
raffreddamento e come scambio termico per convezione, irraggiamento e conduzione per
quanto riguarda le perdite non trasmesse ai fluidi refrigeranti.
Per valutare queste grandezze stato necessario misurare:

portata dei fluidi refrigeranti;


temperature di ingresso e uscita dei fluidi refrigeranti;
temperatura della carcassa e della superficie esterna della condotta di aerazione;
temperatura e umidit dellaria ambiente;
temperatura delle pareti dellambiente circostante la macchina;
temperature del cuscinetto di guida lato accoppiamento.

Le prove di caratterizzazione del generatore sono state eseguite in regime permanente di


funzionamento dellimpianto; cio si sono assecondati il lunghi transitori che portano il
complesso allequilibrio termico. Si notato che, in seguito alla variazione del punto di
funzionamento, era necessario attendere 68 ore affinch il sistema raggiungesse lequilibrio
termico; solo in questa situazione era possibile effettuare misure di temperatura significative
nel nuovo punto di funzionamento. Le prove sono state eseguite in giorni diversi (AprileMaggio 2005) sia per intercettare i vari punti di funzionamento lungo il normale esercizio
dellimpianto, sia per permettere al sistema di raggiungere lequilibrio termico.
Lesecuzione delle prove stata suddivisa in due fasi distinte:
mappatura termica dellambiente;
misura della portata daria di raffreddamento.
La mappatura termica dellambiente consente di valutare i flussi termici e quindi le perdite e
deve essere effettuata per ogni punto di funzionamento misurato.
La portata volumetrica daria di raffreddamento richiesta dal generatore non dipende
sensibilmente dal punto di funzionamento perch la ventola calettata direttamente
sullalbero di generatore, il quale ruota con velocit costante a tutti i regimi di potenza.
La misura della portata volumetrica pu quindi essere effettuata indipendentemente dalle
misure termiche, una volta per tutte. La portata in massa sar altres variabile al variare del
punto di funzionamento e delle condizioni dellaria ambiente.
La portata in volume dellacqua di raffreddamento del cuscinetto a pattini dipende dal punto
di funzionamento del generatore o, pi precisamente, dal punto di funzionamento della
turbina. La portata dacqua necessaria per il raffreddamento del cuscinetto del generatore
spillata dal flusso che attraversa la condotta forzata insieme alle altre portate ausiliarie
necessarie per la lubrificazione e il raffreddamento della girante. Queste portate sono quindi
funzione della portata elaborata dalla turbina e vanno misurate per ogni punto di
funzionamento.

2.1.1 Strumentazione misure termiche alternatore


Nel seguito sono sinteticamente elencati gli strumenti impiegati e le loro caratteristiche:
Termometro a infrarossi: mod, FLUKE 61, range,-18275C, trisp:1 s, ris. 0.2C, err. 2% o
2 C, Emissivit superficiale 0.95 (fissa)
Multimetro + termocoppia: mod. METEX M3660D, range: -40200C, ris: 1C, err.: 3%
Termometro e igrometro ambiente: mod. HT 8703, range: -2050C, trisp: 60 s, ris: 0.1C;
0.1%, err. 1C
Termo-anemometro a ventolina: Mod. HT190, range: 0.725 m/s, -1050 C, ris: 0.01 m/s,
0.1 C err. 2%, 0.6C
Termometro Mod. CALEFFI, range: 0120C, ris: 1C, err.: 2% f.s.
Flussometro a diaframma La Tecnica Fluidi T32, range: 02000 l/h; ris.: 200 l/h; err.: 5%
2.2 Turbina
Le prove sulla turbina si sono iniziate nel giugno 2005. Vista la limitata portata disponibile, le
prove alle aperture maggiori si sono dovute eseguire allavviamento dellimpianto dopo la
pausa estiva nel mese di ottobre 2005.
Le prove sulla turbina, quando la portata disponibile consentiva di mantenere il livello
desiderato in vasca di carico, si sono svolte con una discreta celerit. Attraverso il computer
di controllo dellimpianto sono disponibili tutte le misure di pressione necessarie alla
valutazione del salto disponibile alla macchina, la misura di portata e il posizionamento degli
organi di regolazione. Sullo schermo del pannello di controllo sono rilevabili le posizioni
degli azionamenti delle pale di girante e distributore in percentuale di corsa del martinetto;
possibile cos associare ad ogni valore percentuale una posizione angolare secondo i dati
riportati in figura 2.
Il controllo delle pale pu essere effettuato attraverso un quadro comandi, posto vicino al
computer di controllo; dal quadro possibile variare la posizione angolare delle pale di
girante e distributore in modo indipendente. In condizioni normali di funzionamento ci non
consentito in quanto il controllo automatico dellimpianto regola lapertura delle pale, in
relazione alla portata ed al salto, secondo una curva di coordinamento pre-impostata.
Gli obiettivi delle prove sono appunto di ricercare la curva di coordinamento ottimo per avere
il funzionamento in condizioni di massimo rendimento.
2.2.1 Misure sulla turbina
Lungo la corsa dei martinetti idraulici che azionano le pale di girante e distributore sono stati
individuati dei punti di misura in percentuale di corsa secondo la modalit con cui dal quadro
comandi possibile movimentare le pale.
Fissata la posizione delle pale di girante sono state effettuate le misure di salto disponibile e
di portata elaborata variando lapertura del distributore, dal minimo verso il massimo
crescendo di cinque punti percentuali alla volta. La posizione della girante si variata dal
minimo di apertura al massimo, crescendo di dieci punti percentuali per volta ai bassi angoli,
per poi passare a cinque punti percentuali alle massime aperture ove linfluenza della girante
sul flusso pi marcata. Ad ogni punto di misura stata associata la coppia di valori
(, ) che individua la posizione angolare delle pale secondo quando indicato dalle leggi di
apertura di girante e distributore ricavate dai dati geometrici dei meccanismi di comando.
Per ogni serie di misure, a posizione di girante = costante, stata individuata la posizione
angolare delle pale di distributore , che forniva il massimo rendimento. La successione di
coppie (, )ott cos ottenuta ha consentito di tracciare la curva di coordinamento ottimale.

La misura dellefficienza di recupero del diffusore stata effettuata utilizzando le prese di


pressione poste nella sezione subito a valle della girante, allingresso del diffusore, anche se
in questa zona il flusso risulta piuttosto disturbato. La misura della pressione in questa sezione
indispensabile ai fini di valutare il p che si recupera allinterno del diffusore.
Legge di apertura del distributore

Legge di apertura della girante

90.0

35.0

80.0
30.0

70.0
y = -1E-06x3 + 0.0009x2 + 0.0802x

25.0

60.0
50.0

40.0

y = 0.6213x

20.0
15.0

30.0
20.0

10.0

10.0

5.0

0.0
0

50

100

150

200

Corsa del servomotore (mm)

250

300

350

0.0
0

10

15

20
25
30
Corsa del trasduttore (mm)

35

40

45

50

Fig. 2 Correlazione tra le posizioni rilevate dai trasduttori di e apertura di distributore e girante

2.2.1 Strumentazione misure turbina (trasduttori di pressione TP e di spostamento)


Nel seguito sono sinteticamente elencati gli strumenti impiegati e le loro caratteristiche:
TP ingresso turbina: Mod. IFM PI2656, range: -13250 kPa, ris. 1 kPa, err. 0.6%, (p1)
TP inizio diffusore: Mod. IFM PI2009, range: -501000 mbar, ris. 1 mbar, err. 0.5%, (p2)
TP fine diffusore: Mod. IFM PI2657, range: -501000 mbar, ris. 1 mbar, err. 0.6%, (p3)
trasduttore posizione distributore: Mod. Tempsonic LPR LB M350 2PF, range: 0350 mm,
lin.0.05% f.s., rip. 0.001% f.s., isteresi: <0.07 mm, err.:0.2485 mm.
trasduttore posizione pale girante: Mod. Tempsonic LPR LB M50 2PF, range: 050 mm,
lin.0.05% f.s., rip. 0.001% f.s., isteresi: <0.07 mm, err.:0.0955 mm.
La misura della portata elaborata di fondamentale importanza e influenza tutte le misure di
prestazione dellimpianto; inoltre le regolazioni vengono effettuate (attraverso il sistema di
controllo automatico) sulla base di questo valore, unitamente alle misure del salto. Per questo
motivo stato installato un sistema che garantisse unelevata precisione e una facile
acquisizione delle misure per utilizzarle nel controllo.
Il misuratore di portata installato nella condotta forzata , un misuratore a ultrasuoni
SITRANS F US SONOFLO fornito da Siemens, con funzionamento in doppia traccia. Questo
sistema garantisce una minore sensibilit della misura rispetto a
ostruzioni (valvole, etc.) a monte del misuratore e una
maggiore sicurezza di misura, infatti un percorso pu rimanere
attivo anche se laltro presenta qualche avaria. Tipicamente
necessario installare il misuratore in modo da avere un tratto
rettilineo a monte pari a 10 diametri e a valle pari a 3 diametri.
In accordo con questi requisiti possibile ottenere precisioni di
misura nellordine del 0.5%.
Fig. 3 - Misuratore di portata ultrasuoni: Mod. Siemens SITRANS F US SONOFLO, range:
0.510 m/s, ris. 0.01 m/s, ripetibilit 0.25%, lin.: 1% (1000<Re<5000), 0.5% (Re>5000)
err. (0.51.5)%

2.3 Misure elettriche


Le grandezze relative alla potenza elettrica generata sono state misurate con un multimetro
analizzatore di rete montato nel quadro di controllo e gestione dellimpianto. In questo
quadro sono installati due multimetri per le misure elettriche, uno a valle generatore, uno a
valle del trasformatore che eleva la tensione per renderla disponibile alla rete; inoltre in
questo quadro inserito il sistema di controllo della turbina, che consente il funzionamento
automatico dellimpianto entro specifiche di salto e portata definite e il controllo manuale.
Le misure sono state effettuate sul lato bassa tensione, evitando cos di dover stimare le
perdite introdotte dal trasformatore. Le misure sul lato alta tensione sono state raccolte per
rendere possibile un controllo successivo su eventuali errori di trascrizione.
Analizzatore di rete: Mod. Thytronic APM3, err. I: 0.5% rdg, V: 0.5% rdg, P: 1% rdg
3. RISULTATI DELLE MISURE
3.1 Alternatore
Si riportano di seguito i risultati finali relativi alle misure effettuate sullalternatore per il cui
dettaglio si rimanda a (Giovannini 2005).
Tab. 2 risultati relativi alle prove sullalternatore
06/04/05
659.0
0.998
20,679.3
1,406.3
95.0
6.1
1,507.5
22,186.8
311.1
9,936.9
10,248.1
10,248.1
32,434.8
0.953
0.967
0.939

POTENZA GENERATA (kW)


cos
PERDITE P1 (W)
Perdite Ps
Perdite Pa
Perdite Pf
PERDITE P2 (W)
PERDITE P_interne (W)
Perdite Psr
Perdite Pr (acqua)
Perdite Pr
PERDITE P_esterne (W)
PERDITE TOTALI (W)
RENDIMENTO
(+)
(-)

14/04/05
992.0
0.995
26,402.2
2,880.4
116.7
6.2
3,003.3
29,405.6
454.6
5,898.2
6,352.8
6,352.8
35,758.4
0.965
0.979
0.951

15/04/05
1,004.0
0.997
31,499.4
3,402.3
165.9
6.2
3,574.4
35,073.7
497.0
8,216.9
8,713.9
8,713.9
43,787.6
0.958
0.972
0.944

03/05/05
584.0
0.996
21,323.5
1,384.4
110.3
6.0
1,500.7
22,824.2
363.7
7,182.5
7,546.2
7,546.2
30,370.3
0.951
0.964
0.937

04/05/05 09/05/05
625.0
379.0
0.995
1.000
18,740.0 9,463.5
1,691.9
768.1
128.8
101.4
6.0
6.0
1,826.7
875.6
20,566.7 10,339.1
360.0
374.4
8,420.2 8,176.2
8,780.2 8,550.6
8,780.2 8,550.6
29,346.9 18,889.7
0.955
0.953
0.969
0.966
0.942
0.939

Fig. 4 Misure di rendimento del generatore e interpolazione dei punti di garanzia


0.98

Rendimento alternatore

0.97

0.96

y = 2E-05x + 0.9413
0.95

0.94

0.93
200

400

600

800
Potenza generata (kW)

1,000

1,200

Il grafico di figura 4 riporta i risultati


delle misure di rendimento del generatore, e la banda di incertezza ottenuta a
partire dalla retta di interpolazione dei
punti sperimentali y = 2 10-05 x + 0,9437 .
Si osserva che esiste una ottima corrispondenza con quella (a tratti) di interpolazione dei punti garantiti anche se
questi ultimi sono posizionati in una
gamma di potenze pi elevate rispetto a
quella di effettivo utilizzo del generatore
che dimensionato per una potenza
1,400 massima di 1375 kW.

3.1 turbina
Il calcolo delle prestazioni della macchina idraulica viene effettuato considerando le seguenti
sezioni di riferimento (fig. 1):
ingresso nella turbina (sezione 1)
fine diffusore (sezione 3).
Le prestazioni sono valutate fra queste sezioni, considerando le fonti di perdita che
intercorrono fra lingresso della turbina e luscita dal diffusore (al netto del salto Hr perduto
nel gomito di adduzione).
Il salto netto disponibile alla turbina e quindi la potenza idraulica Ph, si sono calcolati
mediante le:
v12 v32
Hc =
2g

carico statico:

p p3
Hp = 1
g

carico cinetico:

carico totale:

H = H p + Hc Hr

potenza idraulica: Ph = g Q H

Misurata la potenza elettrica generata necessario valutare le perdite di macchina elettrica Pd


e le perdite negli organi di collegamento, per risalire alla potenza meccanica che la turbina
riesce a produrre. Le perdite nel generatore sono valutate, attraverso la curva interpolante
costruita durante le prove di collaudo; per ogni valore Pe misurato durante il collaudo della
turbina, stato associato un valore delle perdite totali Pd secondo la curva interpolante:
Pd_(W) = 28.381 Pe_(kW) +10596
Le perdite negli organi di collegamento sono molto contenute e si riducono alle perdite per
ventilazione nel volano aperto PV. Tali perdite, trascurando le variazioni di densit del fluido
circostante, dipendono dalle dimensioni del volano e dalla sua velocit di rotazione; sono
perci costanti a tutti i regimi di funzionamento in quanto la velocit di rotazione del
generatore, e quindi della turbina, costante. Esse sono state calcolate mediante la relazione:
B

PV = 75, 6 n3 D 5 1 + 1,8 103


D

La potenza meccanica allalbero di turbina sar data dalla: P = Pe + Pd + PV


Infine, nota la potenza idraulica Ph e quella meccanica P, possibile calcolare il rendimento
della turbina idraulica:
P P +P +P
= = e d V
Ph
Ph
Per ogni serie di prove (ad angolo di girante = costante) sono stati misurati la portata e il
rendimento in funzione dellangolo del distributore .
I risultati di tutte le misure sono sinteticamente rappresentati nel diagramma di figura 5 che
riporta gli andamenti del rendimento della turbina in funzione della portata a vari gradi di
apertura del distributore per ciascun angolo di girante ( = costante) prefissato.
Con i dati a disposizione quindi possibile costruire due funzioni, che costituiscono il
modello matematico della macchina idraulica.
Q = f ( , )
Curva di portata
Curva di rendimento
= g (Q)

La prima fornisce la portata elaborata in funzione degli angoli di distributore e di girante; la


seconda esprime il rendimento in funzione della portata, e quindi in seconda battuta anche in
funzione degli angoli.
Sono entrambe funzioni a due variabili, gli angoli di distributore e di girante. Per effettuare un
semplice calcolo implementando il software Excel conveniente lavorare con funzioni a
singola variabile.
Le serie di misure sono state effettuate ad angolo di girante = costante; perci tutte le
successive funzioni interpolanti sono state calcolate in questo modo.
Si tratta quindi di determinare per ogni serie di misure due funzioni interpolanti:
Q = f ( )

= g (Q)

1.0

=8,8

0.8

=14,7

=20,5

=5,8
=25,1

0.6

=26,6

=28,1

=29

=23,5
0.4

=11,7

=17,6

10%
30%
50%
70%
85%
95%

=2,7
0.2

20%
40%
60%
80%
90%
100%

0.0
0

5 Q (m3/s) 6

Fig. 5 Curve di rendimento della turbina al variare dei gradi di apertura


Per ogni funzione di rendimento, stato ricercato il massimo e dai valori ottenuti si costruita
la curva di prestazione ottimale:
= g (Q( , ))
Inoltre, associando ad ogni punto di massimo rendimento cos trovato, la corrispondente
coppia di angoli di girante e distributore, si ottenuta la curva di coordinamento ottimo:

= f ( ) tale che = max ( , )


La costruzione della curva caratteristica della turbina stata effettuata prendendo i punti di
massimo di ogni singola serie = g (Q) e i punti vicini; inoltre per ottenere la descrizione
del funzionamento della turbina in tutto il campo di funzionamento, sono stati considerati i
punti di misura della prima e dellultima serie ( = 2.7 e = 29.0).
A valle di un primo screening dei numerosi dati raccolti si deciso di eliminare la serie
relativa allangolo = 25.1 quanto costituita da dati ritenuti affetti da un molto probabile
errore di misura sistematico non individuabile. Si osserva infatti che i valori misurati in

corrispondenza dellangolo = 25.1 e a = 23.5 sono nettamente pi bassi delle altre


misure, venendo cos a costituire un funzionamento discontinuo della macchina. Ci
ragionevolmente improbabile perci stato ritenuto utile lo scartare almeno la serie di misure
che presentava il maggior scostamento.
I dati sono stati interpolati selezionando i valori nellintorno dei massimi locali e descrittivi
del campo di funzionamento della turbina per costruire delle curve = g (Q) che coprissero
al meglio tutto il campo di funzionamento.
Dallelaborazione di questi punti si ottenuta la curva caratteristica della turbina che unisce
tutti i punti nellintorno dei massimi rendimenti locali misurati per ogni regime di portata
elaborata. Lequazione della curva caratteristica utilizzata per approssimare linviluppo di
tutte le curve parziali di rendimento della turbina (figura 6) il polinomio seguente:

= -0,0001Q6 + 0,0035Q5 - 0,0366Q 4 + 0,205Q3 - 0,6499Q 2 + 1,1321Q


0.95

0.90

Rendimento turbina

0.90

0.80

0.85

0.80
0.70
Caratteristica della turbina

Misure

0.75

0.70

0.60
0

6 Q (m3/s)7

Fig. 6 Rendimento della turbina

Q(m3/s) 7

Fig. 7 Punti sperimentali e banda di incertezza

Nel diagramma di figura 7 inoltre sono riportati i massimi valori di rendimento misurato e le
bande di errore stimato.
1.0

60

Curve di coordinamento

50

0.8

40

0.6
y = -0.0288x2 + 1.9917x + 12.195
R2 = 0.9721

30

tot

0.4

20

Misure

0.2

Coordinamento ZECO

10

Coordinamento precedente

0.0

0
0

10

15

20

25

Fig. 8 Curve di coordinamento

30

Q (m /s) 6

Fig. 9 Rendimento totale dellimpianto

Nel diagramma di figura 8 sono riportate le curve di coordinamento pre-impostato, di prima


installazione e ottimale secondo i risultati delle prove effettuate. In figura 9, infine tracciata
la curva del rendimento totale dellimpianto comprendente anche il generatore elettrico.

6. CONCLUSIONI
Lesito della campagna di misure per il collaudo dellimpianto idroelettrico di Codrignano
pu dirsi soddisfacente. Infatti tutte le prove sono state condotte in accordo con il metodo
prefissato cercando di mantenere la massima aderenza alle norme.
Il collaudo del generatore per via indiretta ha comportato la misura delle perdite della
macchina che si traducevano come flussi energetici verso lesterno. Si notato come esistano
delle perdite principali, quelle trasmesse al fluido di raffreddamento, e delle perdite
secondarie, che sono scambiate principalmente attraverso la superficie di riferimento per
convezione e irraggiamento.
Tali perdite sono secondarie di nome e di fatto, in quanto il non considerarle non impedisce di
ottenere una stima soddisfacente delle propriet del generatore. In fase di sperimentazione si
trattato con cura questo aspetto, confrontando i metodi di calcolo previsti dalla normativa con
quelli che sperimentalmente possono impiegarsi a partire dalle relazioni fondamentali che
governano lo scambio termico relativo al generatore. In questa sede, si sono comunque
riportati solo i risultati finali. Si notata una sintonia fra i due metodi di misura con una certa
sovrastima (cautelativa) delle perdite calcolate secondo la norma rispetto a quelle ottenute da
una indagine pi dettagliata.
Occorre sottolineare che le misure che sono necessarie per stimare le perdite superficiali
devono avere un notevole grado di precisione, perch le grandezze in gioco sono molto
piccole. In particolare, essendo il generatore di Codrignano a funzionamento cosiddetto
freddo, cio con temperature di carcassa prossime a quelle ambiente, i salti termici da
misurare erano molto esigui. Con la strumentazione a disposizione, le misure sono risultate
affette da notevole errore, ma hanno confermato il metodo proposto dalla norma, che poi
stato applicato nella trattazione del rendimento del generatore. La ricerca di strumenti di
maggiore qualit avrebbe comportata maggiori costi, non adeguati allimportanza che queste
perdite hanno per la stima delle prestazioni totali.
Il rendimento del generatore risultato conforme alle garanzie. Infatti i punti di rendimento
garantito sono tutti interni alla fascia di misura.
Elemento interessante lanalisi della potenza dissipata dal cuscinetto a pattini reggispinta e
di centraggio di tipo Mitchell posto sopra il generatore e che sostiene tutto lalbero di turbina
e generatore. La potenza che mediamente dissipa intorno ai 9.5 kW, cio circa 1% della
potenza generata. Queste perdite sono state imputate solo al generatore in quanto le garanzie
date da MARELLI erano in questi termini; la norma prevede altres di suddividere le perdite
del cuscinetto reggispinta fra turbina e generatore in proporzione al carico che applicano. La
potenza dissipata dal cuscinetto decresce allaumentare della portata elaborata e quindi della
potenza generata; ci fa ipotizzare che al crescere del lavoro raccolto dalla girante, la spinta
assiale su di essa diminuisca a favore a della forza motrice che pone in rotazione la turbina.
Il collaudo della turbina ha presentato molte meno difficolt a livello metodologico
nellesecuzione delle prove, ma ha comportato maggiori oneri nella fase di elaborazione dei
dati. Lerrore accidentale infatti ha portato a dover escludere unintera serie di misure perch
presentava forti scostamenti rispetto alle altre. stato necessario scegliere con cura le curve
interpolanti per passare da una descrizione puntuale del fenomeno data dalla singola misura a
una descrizione continua, in grado di prevedere il comportamento del sistema anche fuori dai
punti esplorati.
Alle alte portate il rendimento della turbina subisce una flessione che sarebbe opportuno
spostare a valori maggiori di portata. Il massimo rendimento si ha infatti un poco al di sotto
della portata massima di progetto e cio attorno a 4.55 m3/s.

In questa sede stata verificata anche la curva del salto o disponibile in funzione della portata
derivata; questa curva unutile strumento di verifica se il punto di progetto dellimpianto
corrisponde ad un reale punto di funzionamento. Si visto come la condizione di progetto
dellimpianto (Q = 6.1 m3/s e H = 19.5 m) sia stata ottimamente stimata.
Inoltre stato analizzato il comportamento del diffusore, costruendo la curva di recupero di
pressione in funzione della portata. Si visto che ai bassi regimi di portata (fino a 3.5 m3/s) la
presenza del diffusore poco efficace, per alcune condizioni di funzionamento si comporta
sostanzialmente come una curva producendo una perdita concentrata. Agli alti regimi di
portata si ottiene invece un buon recupero di pressione. Tale comportamento merita
comunque una indagine pi approfondita ad esempio con una simulazione CFD.
Il collaudo ed il rilievo di una cos elevata quantit di dati sperimentali sicuramente una
attivit onerosa in quanto sono necessari tempi lunghi di attesa, se si vogliono raggiungere
condizioni di funzionamento ragionevolmente stabili. Ci comporta inoltre linterruzione o la
riduzione dellattivit produttiva cui limpianto destinato. Si osserva infine che questa
esperienza ha comportato lazione congiunta di mondi diversi (e spesso separati da setti poco
permeabili) quali la produzione del macchinario, lutilizzatore del prodotto e lUniversit, che
a parere degli Autori deve essere comunque continuata e stimolata.
Bibliografia
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Normativa
CEI EN 60041 (CEI 4-5), 1997-11, Prove di collaudo in sito per la determinazione delle prestazioni idrauliche
delle turbine idrauliche, delle pompe di accumulazione e delle pompe-turbine
UNI 10242, 1993-5, Piccole turbine idrauliche - Prove sullimpianto - Verifica delle prestazioni ai fini
dellaccettazione
CEI EN 60034-2 (CEI 2-6), 1999-11, Macchine elettriche rotanti - Parte 2: Metodi per la determinazione,
mediante prove, delle perdite e del rendimento delle macchine elettriche rotanti (escluse le macchine per veicoli
di trazione)