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Il fenomeno tantrico

di Davide Tomba.

1 Le origini
LIndia del XVI sec. nella quale visse Caitanya era da tempo teatro di grandi fermenti di
rinnovamento religioso. Dopo Rmnuja (XI-XII sec.) si susseguono molti fondatori e
riformatori di sette vaiava le cui dottrine e pratiche sono costituite dalla loro
personale amalgama di idee e dottrine devozionali, yogiche e tantriche. Come la bhakti
il tantrismo ha origini antiche e si evoluto nel corso dei secoli, ma non mai diventato
un darana o sistema filosofico unitario e coerente. Non n parlano i compendi
filosofici come il aaranasamuccaya del jaina Haribhadrasuri (V-VII sec.), n il
Sarvasiddhntasagraha tradizionalmente attribuito a akara (VIII sec.) e il
Sarvadaranasagraha di Madhava (XIV sec.) bench in questultimo siano trattati
vari aiva-darana come lgama, il paupata, il pratyabhij e il rasevara che senza
dubbio sono tantrici. Il tantrismo appare quando i suoi tanti e vari elementi costitutivi
che lo precedono si coagulano intorno al IV-V sec. d.C. Tutte le sette hind, buddhiste
(bauddha) e jainiste (jaina) hanno adottato il tantrismo come metodo di culto e in varia
misura hanno sviluppato dottrine di carattere tantrico. Etimologicamente il termine
tantra deriva dalla radice verbale tan,espandere pi la terminazione primaria
()ra(n) che forma sostantivi indicanti lo strumento dellazione. Nei testi pi antichi
il termine tantra indica il telaio, la rete o la trama di un tessuto, pi tardi acquisisce il
significato di trama di un testo, di sistema dottrinale o filosofico contenuto in un testo
e infine del testo stesso sacro per lappunto i tantra. Linterpretazione tradizionale del
termine tantra la seguente: tanyate vistryate jnam anena iti tantram tantra ci
(il testo o la dottrina) che diffonde la conoscenza (jna) akara (VIII sec.) nel
rraka-bhya 2.2.32 usa il composto kapilsya-tantra per indicare il skhya di
Kapila e il composto vainika-tantra per indicare lidea buddhista mdhyamika e
yogcra della esistenza momentanea (kaika-vda) di ogni fenomeno. Secondo M.
C. Joshi in Historical and Iconographic Aspects of Sakta Tantrism (2002) e vari altri
ricercatori, il pi antico riferimento al termine tantra inteso come rituale di culto
compare nella frammentaria iscrizione di Gangdhar (Jhalawar, Rajasthan) datata 423
d.C. dove riferito a riti di culto offerti in un tempio dedicato alle Dee Madri
(mtk) infestato dagli spiriti femminili maligni (ki). Nel complesso i testi tantrici
non rivelano molte nuove dottrine oltre a quelle gi enunciate nelle upaniad
classiche e nei coevi pura. In origine i pura contengono mitologia e dottrine
devozionali, ma lo sviluppo del corpo di letteratura tantrica dove le dottrine
upanishadiche e puraniche sono sviluppate anche in forme esoteriche induce la
stesura delle tarde tntrika-upaniad e tntrika-pura. I tantra sono per lo pi pratici
manuali di metodo di culto delle divinit tantriche atti a procurare rapidamente
obiettivi materiali come il godimento (bhoga), la distruzione dei nemici (ripughna),
ecc., che spirituali o la liberazione (moka). Per metodo di culto si intende ladorazione
(arcana) dei vari tipi di immagini sacre delle divinit, la meditazione (dhyna) sulle
divinit per mezzo di mantra, lofferta di inni (stotra), lesecuzione di riti del fuoco
(homa), ecc. Molti ricercatori situano let delloro del tantrismo dal VI sec. fino alla
penetrazione mussulmana nel Nord-Ovest dellIndia nellXI sec. Pi tardi le sette
tantriche prosperano a fasi alterne nel Nord-Est dellIndia, nel Kerala e nel Tamil Nadu
fino al XVIII sec. I manoscritti tantrici pi antichi come il Kbjikmt-tantra del IX
sec. scoperto in una biblioteca reale in Nepal, sono assegnati allepoca gupta (IV-VI
sec.) Poco pi tardi potrebbero essere i primi tantra buddhisti vajrayna come
lHevajra-tantra e il Guhyasamja-tantra che fanno parte del canone tibetano
kalacakrayna detto kangyur. Nel kangyur composto da circa 2500 testi e circa 2000
commentari in tibetano, oltre ai tantra vajrayna e sahajayna bengali sono confluiti

vari antichi aiva-tantra tradotti in tibetano e trasformati in tantra buddhisti. A.


Padoux in Comprendre le Tantrisme (2010), ritiene che il tantrismo sia un fenomeno
costruito dagli orientalisti del XIX sec., la scoperta delle dottrine e delle pratiche
tantriche trasgressive o sinistre spinse gli orientalisti del XVIII sec. a pensare che le
dottrine e le pratiche tantriche fossero in antitesi con le pi alte e filosofiche dottrine
delle upaniad e dei darana e pratiche brahmaniche, che fossero la continuazione
esoterica delle dottrine e della mitologie puraniche adatte agli hind di bassa casta.
Grazie a pi un secolo di studi, oggi si sa che i testi tantrici sono molti di pi di quelli
semplicemente chiamati tantra e si maggiormente coscienti dellantichit, profondit
e pervasione del fenomeno tantrico nella storia della religiosit orientale. I moderni
adepti al tantrismo in India e altrove oltre che sui testi tantrici tradizionali, imparano
cos il tantrismo dalle opere di studiosi come A. Avalon,1 Gopinth Kavirj, M. Eliade,
G. Tucci, N.N. Bhattacarya, L. Silburn, A. Padoux, D. Kinsley, A. Sanderson, T.
Goudriaan, Sanjukta Gupta, G. Feuerstein, W. Doniger, M. Dyczkowski, H. Urban, D.G.
White, G. Buhnemann e molti altri. Per la maggior parte di essi il tantrismo un
metodo di culto eterodosso (non vedico) ma fondato nellortodossia brahmanica e
dottrine upanishadiche apparso intorno al IV sec. d.C. nel versante himalayano
dellIndia del Nord dal Kashmir allAssam dove erano forti le influenze dello
sciamanesimo e dei culti tribali pre-ariani della Dea Madre e da l diffuso in tutta lIndia
e oltre. Il sostrato filosofico del tantrismo hind ha radici in alcune upaniad,2 nello
yoga-darana,3 nel skhya-darana4 e nel crvka-darana.5 La polarit maschile
(purua) e femminile (prakti) da principio astratto nel skhya classico nel tantrismo
assume la forma delle coppie di divinit hind maschili e femminili di akti e iva e
Lakmi e Nryaa come aspetti della stessa indivisibile realt assoluta che si
manifesta iconograficamente nel culto della forma combinata di akti e iva di
Ardhanrvara.6 Nel smkhya classico il purua costituito dalla moltitudine delle
entit viventi (jvtman) inerti e semplici spettatori (dra) di prakti che si evolve
senza sforzo nella serie dei 24 elementi (tattva) che costituiscono la manifestazione
materiale. Lo stato di unione del purua o jvtman con prakti procura al jvtman
lesperienza del sasra sofferenze e miserie, la liberazione ottenuta per mezzo della
discriminazione e conoscenza (jna) consiste nella separazione del jvtman da
prakti. Eccetto che in alcuni kta-tantra e kta-pura dove Dev da sola che
1

Pseudonimo di Sir John Woodroffe (1865-1936) giudice dellalta corte a Calcutta dal 1904 al 1922,
pioniere degli studi sul tantrismo e autore di numerose traduzioni e saggi sul tantrismo del quale egli
stesso era un entusiasta praticante.
2
Nelle antiche upaniad come nella Bhadrayaka-upaniad 4.2.3, Chndogya-upaniad, 8.6.6 e Pranaupaniad 3.6-7 si trovano soltanto tracce di idee tantriche come i canali (nd) e la kuali-akti.
Mentre le tarde aiva-paniad come la Atharvaikha-upaniad, la Rudrahdaya-upaniad, la Kaivalyaupaniad, ecc., le kta-upaniad come la Dev-upaniad, la Tripra-upaniad, la Bahvca-upaniad, la Situpaniad, la Bhvana-upaniad, la Kaula-upaniad la Annapra-upaniad, ecc., le vaiava-upaniad
come la Goplatpani-upaniad, la Nimhatpani-upaniad, ecc. e le yoga-upaniad come la Ndabinduupaniad, la Amtabindu-upaniad, la Dhynabindu-upaniad e la Hasa-upaniad tutte datate dal IX al
XIV sec. e invariabilmente attribuite allAtharva-veda sono permeate di idee e pratiche tantriche.
3
Lo yoga di Patajali non un darana come gli altri, un metodo di liberazione fisico e concreto
basato sul corpo e le sue funzioni dove trova poco spazio la speculazione filosofica. Le pratiche yoga
furono pi o meno adottate da tutti gli altri darana, dai buddhisti e dai jaina eccetto che dai purvammmska.
4
Il skhya classico fondato dal mitico Kapila (VI sec. a.C.), fu riformato da varaka nel II sec. d.C.
e da Vijnabhiku nel XVI sec.
5
D. Chattopadhyaya in Lokyata(1959) fa notare la somiglianza dellidea tantrica del corpo come
strumento di liberazione (kya-sdhana) che conduce alla liberazione in questo vita (jvanmukta) con
lantica dottrina dellesistenza del solo corpo (deha-vda) dei materialisti lokyata o crvka. Cinque
sono principi della dottrina lokyata: ci sono solo quattro elementi terra, acqua fuoco e aria, ogni
oggetto costituito dalla loro combinazione (bhta-vda), lanima il corpo e nientaltro (dehtmyavda), la percezione sensoriale lunica fonte di conoscenza accettabile (pratyaka-prmny-vda),
ogni oggetto quello che (svabhva-vda) e nullaltro e non esiste un altro mondo (paralokavilopavda).
6
Le pi antiche immagini di ardhanrvara il cui culto gi menzionato nel Mhabhrata 13.14.298 e
nel Vyu-pura 1.9.75 risalgono al I sec. d.C. e si diffondono in epoca gupta. Per chi osserva la forma
combinata, iva occupa la met destra e Prvat la met sinistra.

II

assolve alla funzione di creare, mantenere e distruggere luniverso, negli aiva-tantra


e nei vaiava-tantra, queste funzioni sono assolte da iva o Viu per mezzo le loro
consorti o potenze akti e Lakmi. Nei testi puranici e tantrici, Brahm, il terzo della
nota triade di divinit o trimrti gioca un ruolo marginale ed quasi del tutto privo di
culto. Per il tantrismo lesperienza della la liberazione (moka) la riconciliazione
delle dualit iva/akti, maschile/femminile, saga/nirga, tman/parmtman,
pigal-nd/i-nd, destra/sinistra, Sole/Luna, ecc. Negli ultimi secoli a.C. il
buddhismo hinyna7 o buddhismo della prima rivelazione del Buddha storico (VI-V
sec. a.C.) si era diffuso nellarco Nord-Ovest dellHimalaya (Pakistan e Afganistan) e
oltre. Dal buddhismo hinyna con la stesura del Prajpramit-stra nel I sec. a.C. e
del Mlamadhyamakakrik di Nagarjuna nel II sec. d.C., nasce il buddhismo
mahyna o seconda rivelazione, dal quale tra il IV e il IX sec. ha origine il buddhismo
tantrico mantrayna, sahajayna e vajrayna degli 84 mahsiddha che costituiscono la
terza e ultima rivelazione. Alcuni studiosi ritengono che il tantrismo in origine sia nato
nelle sette aiva, vaiava e kta e che da esse si sia trasferito nel buddhismo, ma per
altri ci eventualmente pi probabile per quanto riguarda le trasgressive pratiche
tantriche sinistre (vma) che le destre (dakia).8 Nel V-VI sec. d.C. ondate di huna
(unni) bianchi o eftaliti originari delle steppe siberiane guidati da Mihirakula
attraversano lHindukush, scacciano e occupano i territori dei kuna patroni del
buddhismo e dei gupta patroni dellhinduismo fino a Mathura (Uttar Pradesh). Poco
inclini alle sottigliezze filosofiche del buddhismo e alla dottrina della non violenza
(ahis), gli huna si convertono allhinduismo, saccheggiano luniversita buddhista di
Taxila (Islamabad, Pakistan) e provocano il declino del buddhismo evidenziato dalla
scomparsa della scultura buddhista ellenistica del gandhara (Pakistan e Afganistan) e
della scultura buddhista a Mathura. Nei suoi diari di viaggio il monaco cinese Fa-hien
nel IV sec. descrive lIndia del Nord-Ovest punteggiata di numerosi monasteri e
universit buddhiste piene di monaci disciplinati e menziona i culti offerti a divinit
femminili buddhiste hinayna come My Dev, Harit, Vasudhra, Sarasvat e a divinit
femminili mahyna come Prajparamit e Tr. Pi tardi anche i monaci Hsuantsang nel VI sec. e I-tsing nel VII sec. visitano lIndia del Nord, accennano al culto di
divinit femminili tantriche come la nuova Tr, Vajrayogin, Nairtmy, ecc.,
lamentano la scarsa disciplina dei monaci e denunciano il generale degrado del
buddhismo, ma non menzionano esplicitamente alcun tipo di pratica tantrica sinistra.
Il culto delle divinit tantriche femminili irate come Chinnamu, Kurukull,
Sihamukh, ecc., e le pratiche sinistre dovevano essere ancora sconosciute in Tibet
poich vi saranno introdotte a partire da Padmasambhava nel VII sec. e da Atia nellXI
sec. ambedue provenienti dallIndia. La penetrazione dellislam in India inizia nel 712
con la conquista del Pakistan e dellAfganistan di Mohamed Bin Qasim (695-715) che
crea la pi orientale delle province dellimpero umayade di Damasco. Lo storico Albiruni vissuto alla corte di Mahmud Ghazni a Ghazni (Afganistan) nellXI sec., scrive
che del buddhismo in quelle aree un tempo fiorente non rimangono che rovine deserte
di tumuli votivi (stpa) e monasteri (vhra). Nel 1192 Mohammed Ghuri (1150-1206) di
Lahore (Pakistan) sconfigge nella seconda battaglia di Tarain (Karnal, Haryana)
lultimo re hind Pthvirj Chauhan (1149-1192) e si stabilisce a Delhi. Nel 1193 un
generale di Mohammed Ghuri, Bhaktiyar Khilji (?-1206) sconfigge Jayacndra della
dinastia gahadvala, occupa Varanasi (Uttar Pradesh) e saccheggia luniversit
buddhista di Nalanda (Patna, Bihar). Nel 1202 si spinge sempre pi ad Est, sconfigge
lultimo re hind Lakmana Sena (1178-1206) e occupa il Bengala. Nel 1340 Shah Mir (?7

La definizione hnayna o buddhismo del piccolo veicolo contrapposta a mahyyana o buddhismo


del grande veicolo pare sia stata usata per la prima volta dal monaco Fa-hien nel V sec. nei suoi diari di
viaggio. Questa definizione riduttiva non mai stata ben accetta dagli ortodossi che preferiscono
definire il loro buddhismo theravada o degli anziani (sthvira).
8
Destra sinonimo di conservazione, ortodossia, reazione, purezza, ordine, virilit, ecc., sinistra
sinonimo di progresso, eterodossia, rivoluzione, impurit, confusione, femminilit, ecc. Con la mano
destra si porta il cibo alla bocca, si toccano gli oggetti sacri e si compie ogni atto religioso, mentre con
la mano sinistra ci si pulisce dopo aver evacuato.

III

1342) diventa il primo sultano mussulmano del Kashmir e Sikandar Butshikan (13891413) lo islamizza con la forza. Hinduismo e buddhismo avevano convissuto in India per
circa duemila anni, ma allarrivo dei mussulmani il buddhismo gi in declino per via
della diffusione dellhinduismo, non regge alla distruzione degli ultimi monasteri e
universit buddhiste e ci che resta della congregazione buddhista si converte allislam.
Eccetto che in Kashmir dove la conversione allislam forzata, nel resto del territorio
indiano occupato Mohammed Ghuri e i successori sultani si sostituiscono ai re hind
sconfitti e governano la massa di sudditi hind senza mai forzare veramente la loro
conversione allislam. Ma larrivo dei mussulmani con il loro marcato iconoclastismo e
bigotto moralimo provoca loccultamento e lo spostamento delle sette tantriche pi
trasgressive in Nepal e Assam (Kmarpa) che da allora viene designato come il paese
tantrico per eccellenza. Bench minacciati, il Nepal, lAssam e gli altri stati dellestremo
Est dellIndia non saranno mai invasi dai mussulmani e rimarrano tantrici buddhisti,
hind, tribali o un misto delle tre tradizion. Lultima dinastia indiana sostenitrice del
buddhismo tantrico vajrayna e sahajayna quella dei pala che governano il Bihar,
lOrissa e il Bengala dallVIII al XII sec. In Nepal i malla che governano dal XII al
XVIII sec. sostengono una forma sincretica di buddhismo e hinduismo tantrico
chiamata newar. Dal XVI sec. in Assam, Sikhim e Manipur i culti kta si
indeboliscono per effetto della diffusione della setta vaiava di akaradeva e in
Bengala e Orissa per effetto della diffusione della setta vaiava di Caitanya. Una
tipologia di pratiche tantriche denominate rja-karman riguardano in particolare i re e
le loro preoccupazioni: lespansione e la difesa del regno, la generazione di un erede al
trono, il controllo delle piogge, delle epidemie, ecc. Il significato intercambiabile dei
termini retas (seme virile) e va (pioggia) che feconda i campi evidenzia il loro stretto
rapporto simbolico. I termini lagala (aratro) che penetra il campo (ketra) e lo
feconda, lagla (coda animale) e liga (fallo, segno distintivo o idolo di iva)
appartengono alla stessa famiglia. Nella storia dellasceta yaga contenuta nel
Mahbhrata vana-parvan cap. 33, nel Rmyana bla-ka cap. 9 e nelle storie di altri
asceti contenute nei pura, con le loro penitenze (tapas) gli asceti producono calore
(tapas) e siccit (avara) e Indra o il re virile provvedono a far riprendere le piogge
inviando ninfe celesti (psaras) o prostitute (veya) per sedurre gli asceti. Allepoca
della nascita del tantrismo corrisponde grossomodo il Kma-stra di Vtsyyana (IV-VI
sec.), il pi antico e pi noto di una serie di trattati che elevano il piacere (kma) ad
obiettivo umano (pururtha). D. G. White in Kiss of the yogini (2006) ritiene che le
acrobatiche scene erotiche di accoppiamento che ornano i templi eretti dai chandela
tra il X e il XII sec. a Khajuraho (Madhya Pradesh) rappresentino degli yantra o
diagrammi geometrici di culto tantrico sinistro. Recentemente si scoperto che
questa interpretazione avallata nei cap. 1-2 del trattato di architettura templare
oriya ilpa-praka risalente al X sec. Per altri studiosi quelle scene erotiche non sono
di carattere tantrico, le bellissime ninfe celesti da sole o in coppia (mithuna) con
semidei (gndharva e vidydhra) sono un tipo di ornamento auspicioso (mgalika)
gi prescritto nei manuali di architettura sacra come il Mnasrailpa-stra del VII
sec. Quelle scene raffigurano rapporti sessuali (maithuna) o orge tra semidei gndharva
e psaras, non yogin e yogin, non sono associate ad alcuna setta tantrica particolare e
in ogni caso le pratiche tantriche sinistre erano segrete non cos palesemente esposte.
Nel Mahbhrata e nel Rmyana composti tra il II sec. a.C. e il IV sec. d.C. e nella
letteratura puranica composta dal IV sec. si manifesta lesuberante pantheon di
divinit hind e la loro mitologia. Nel giro di qualche secolo, probabilmente dovuto al
periodo di instabilit politica e sociale conseguente al crollo dellimpero gupta nel VI
sec. il tantrismo e la bhakti diventano cos popolari da impregnare in modo indelebile
ogni espressione religiosa e tradizione indiana. Anche akara (VIII sec.) campione
delladvaita-vednta, nel Saundarya-lahari a lui attribuito incoraggia il culto di Dev e
sostiene il culto tantrico r-vidy mentre nel Bhajagovinda incoraggia il culto di Ka.
Evidentemente come la bhakti, anche il tantrismo rispondeva ad una esigenza del
sentire religioso avvertita oltre che dal popolo anche da parte della comunit

IV

brahmanica stanca del ritualismo fossilizzato dei sacrifici vedici, dellarida speculazione
upanishadica e dei darana e il metodo di culto tantrico si adattava perfettamente alle
esigenze devozionali della bhakti. Dal IV sec. in tutta lIndia si verifica il calo del
sostegno delle dinastie regnanti ai monasteri e alle istituzioni buddhiste che si estingue
del tutto nel XII sec. con la cacciata dei pala dal Bengala. Contemporaneamente
incrementa il numero di edifici templari hind legati alle sette tantriche e devozionali
aiva, vaiava e kta, lapplicazione delle norme dei trattati dei dharma-stra e il calo
dellesecuzione dei grandi riti vedici (yaj) reali. Circa cinque secoli dopo la
scomparsa del Buddha, la congregazione buddhista (sagha) scontenta della religiosit
ascetica espressa dal buddhismo monastico ortodosso del piccolo veicolo (hnayna)
aveva dato origine al buddhismo del grande vicolo (mahyna). Le sette mahyna sono
permeate di bhakti e di tantrismo nella forma del culto delle immagini del Buddha e
della recitazione dei suoi nomi che acquisiscono il valore salvifico di mantra. In origine,
al tempo del Buddha, la regola monastica (vinaya) era rigida, come gli asceti agnostici
ajvika e i jaina, i monaci buddhisti erano privi di residenza permanente. Sempre in
viaggio di citt in citt per predicare il dharma, sostavano pochi giorni in giardini nei
pressi delle citt, non pi di quattro mesi nella stagione delle piogge monsoniche. Ben
presto grazie al sostegno dalla congregazione e dai re locali, trovarono parchi e ripari
ad accoglierli che presto diventarono monasteri (vihra), reliquiari del Buddha (stpa)
e luoghi di culto rupestri (caitya) permanenti. Dal II sec. a.C. al II sec. d.C., il Buddha
era stato raffigurato nei pannelli illustranti le sue vite precedenti narrate nei Jtaka che
ornavano gli stpa e i vhra hinayna di Sanchi (Bhopal, Madhya Pradesh), Bharhut
(Satna, Madhya Pradesh), Amaravati (Guntur, Andhra Pradesh), ecc., come spazio
vuoto, albero della bodhi, ruota della legge o impronte dei piedi. Secondo A. Foucher in
Lart greco-bouddhique du Gandhara (1905) dal II sec. a.C. il Buddha comincia ad
essere fisicamente raffigurato nel gandhara nello stile ellenico somigliante ad Apollo dei
macedoni guidati da Alessandro nel IV sec. a.C. fino allarrivo degli huna nel VI sec.
d.C. Mentre secondo A.K. Coomarasvami in The origin of the Buddha image (1927)
liconografia sacra del Buddha e di Mahvra nasce a Mathura (Uttar Pradesh)
ispirata da quella degli yaka di epoca vedica e poi si diffonde diversificandosi nel
gandhara e nel resto dellIndia. I primi luoghi di culto e monasteri (caitya) buddhisti
rupestri con o senza abside deambulatoria che risalgono al I sec. a.C. si trovano a Bedsa
(Poona, Maharastra), a Bhaja (Lonavala, Maharastra) e a Kahneri (Bombay,
Maharastra). Quelli di Ajanta (Aurangabad, Maharastra) risalgono dal II sec. a.C. al VI
sec. d.C., quelli di Karla (Lonavala, Maharastra) risalgono dal II sec. a.C. al IX sec. d.C.
e quelli di Ellora (Aurangabad, Maharastra) risalgono dal V sec. d.C. al VII d.C. I
primi templi hind rupestri di epoca gupta (IV-VI sec. d.C.) si trovano a Vidisha
(Bhopal, Madhya Pradesh), Badami (Bagalkot Karnataka), Elephanta (Bombay,
Maharastra) e Ellora (Aurangabad, Maharastra). Alla stessa epoca risalgono i primi
templi di blocchi di pietra o mattoni a base quadrata e senza cupola come lanonimo
tempio nr. 17 di Sanchi (Bhopal, Madhya Pradesh), di Viu a Eran (Sagar, Madhya
Pradesh), a Tigawa (Jabalpur, Madya Pradesh) e a Pawaya (Gwallior, Uttar Pradesh), di
iva a Bhumara (Satna, Madhya Pradesh), di Prvat a Nachna Kuthara (Panna,
Madhya Pradesh). A cupola (ikhara) sono i templi di Viu a Deogarh (Lalitpur,
Uttar Pradesh), a Sirpur (Mahasamund, Chattisgarh) e a Bhitargaon (Kampur, Uttar
Pradesh). Risalenti al VII sec. sono i templi eretti dai pallava a Mahabalipuram
(Kanchipuram, Tamil Nadu) e il tempio di Durg ad Ahihole (Bagalkot, Karnataka)
eretto dai chalukya, il primo dotato di ambulacro per il giro rituale attorno
allimmagine sacra (pradakia). Secondo alcuni studiosi, lidea della cupola dei templi
hind di stile nagara e vesara9 deriva dallemisfero dello stpa buddhista, le sale
9
Secondo una generica tarda triplice classificazione, lo stile vesara (letteralmente mulo) appartiene
dellIndia centrale e appare come una combinazione tra lo stile ngara del Nord e lo stile drvia del
Sud. Lo stile ngara giunge allapice con i templi eretti a Bhuvanesvara, Jagannatha Puri e Konarka in
Orissa dalla dinastia ganga tra lXI e il XIV sec. e a Khajuraho (Madhya Pradesh) dai chandela tra il X e
il XIII sec. I migliori esempi di templi di stile drvia si trovano in Tamil Nadu a Ramesvara, Tanjore,

(maapa) derivano dalle sale dei monasteri buddhisti (vhra) e il sancta-santorum la


piccola e segreta camera utero (garbhagha) deriva dai caitya rupestri buddhisti, jaina e
ajvika. Il garbhagha rappresenta una caverna, mentre la cupola (sikhra) pi o meno
slanciata a base quadrata o ottagonale rappresenta il mitico monte Meru asse del
mondo o il monte Kaila dimora di iva. Nel periodo vedico la religiosit dei brhmaa
non si esprimeva attraverso il culto di idoli nei templi, era concentrata sui riti domestici
celebrati nel focolare di casa dai capifamiglia e sui grandi sacrifici (yaja) sponsorizzati
dai re celebrati in focolari (vedi) di mattoni dargilla costruiti in spazi aperti. Le divinit
vediche alle quali erano offerti i sacrifici erano personificazioni delle potenze della
natura come Agni il fuoco, Dhiyaus il cielo, Pthv la terra, Vyu il vento, Uas lalba,
Parjanya o Indra la pioggia, la bevanda detta Soma che in epoca puranica diventa la
Luna, il giorno Mitra che diventa il Sole, la notte Varua che diventa le acque, Vak
divinit della parola che integra Sarasvati una divinit fluviale e diventa divinit della
conoscenza, ecc. Queste divinit bench concepite in forma umana erano adorate per
mezzo di oblazioni di burro, cereali, ecc. nel fuoco sacrificale e della recitazione di inni
alcuni dei quali di notevole bellezza poetica. Ma non si trattava di politeismo, n il
numero di inni dedicato alle divinit vediche nei tre o quattro veda era indice della loro
importanza. Tutte le divinit vediche erano importanti, ma a turno e nei sacrifici ad
ognuna di loro erano offerte delle oblazioni. Max Muller (1823-1900) uno dei primi
indologi coni il termine henoteismo per definire questo sistema teologico. Appare
quindi che lidea monoteista, il culto dellimmagine sacra della divinit e i germi delle
dottrine devozionali si siano sviluppate in ambito buddhista, che siano state presto
adottate dagli hind nella forma dei culti settari tantrici e che in seguito il il tantrismo
buddhista e hind si siano influenzati a vicenda. Le immagini del Buddha
cominciarono ad essere adorate nei templi come le immagini sacre delle divinit hind
il cui culto era stato descritto nei ghya-stra a cavallo dellera cristiana con lofferta di
fiori, incenso, acqua, lampade, cibo, ecc., ad esclusione dei sacrifici animali che non
saranno mai adottati neanche dal pi tardo e sinistro buddhismo tantrico. Il culto delle
immagini sacre sembra essere avallato in alcuni versi della Bhagavad-gt come il 7.2223 e 9.25-26, ma se il senso del verso 9.26 chiaro, negli altri versi il significato del
verbo yaj che indica sia adorare che offrire oblazioni nel fuoco del sacrificio ancora
ambiguo. Nel corso dei secoli i riti di costruzione di templi, delle immagini sacre delle
divinit e il loro culto troveranno molto spazio nei pura a cominciare dal Matsyapura (IV-V sec.), dallAgni-pura (IV-VI sec.) e dal Viudharmottara-pura (IV-VI
sec.), nei manuali come il Bhat-sahit di Varhamihira (VI sec.) e in numerosi
tantra. Per consolidare il loro governo, i gupta si allearono alla casta sacerdotale e si
presentarono come sovrani universali (cakravartin10), rappresentanti in terra di Viu
nella forma dellavatra cinghiale Varha del quale erano devoti (parama-bhgavata). I
gupta fecero erigere molti templi dedicati a Viu e provvidero al loro mantenimento
tramite il permesso di raccogliere donazioni esenti da tasse.

2 Il culto delle Dee Madri


Il culto della Dea Madre associato alla fecondit risale a remota antichit come
testimoniato dalle tante figurine femminili di terracotta scoperte negli scavi
archeologici di Sheri Khan Tarakai (Bannu, Pakistan) e di Mehrgarh (Kachi,
Pakistan) risalenti dal V al III millennio a.C., a Zhob, Kulli e di Nal (Pakistan),
Mundigak (Kandahar, Afganistan), Harappa, Mohenjodaro (Pakistan) e altre localit
in Rajasthan e Punjab risalenti al III-II millennio a.C. Alcune di queste figurine hanno
tratti sessuali esagerati o somiglianti alle cosidette veneri gravide risalenti al
Madurai, Shriranga e Tirupati eretti dai chola, pallava, pandya nellIndia del Sud tra il VII e il XVII sec.
e in Cambogia ad Angkor eretti dai khmer nel XII sec.
10
Nel senso del re che st al centro della corte (maala) o attorno al quale tutto ruota. In precedenza
il titolo cakravartin era stato attribuito al Buddha nel senso di colui che mette in moto (vartin) la ruota
(cakra) del dharma.

VI

paleolitico scoperte in Europa e nel bacino del Mediterraneo. Precede il culto delle
immagini del Buddha e delle divinit hind, prosegue ininterrotto accettato in ambito
buddhista e hind e continua ancor oggi ad evolversi. A partire dallepoca maurya (IVII sec. a.C.) in tutta lIndia si moltiplicano le rappresentazioni di divinit e semidivinit
femminili in idoli, raffigurazioni ornamentali, sigilli e monete. A partire dallinizio
dellera cristiana acquisisce sempre pi rilievo e da espressione religiosa popolare
comincia ad essere assunto dai membri delle classi alte hind. I ricercatori parlano di un
lento e protratto fenomeno di arianizzazione, brahmanizzazione e sanscritizzazione dei
culti delle Dee Madri adottato e incoraggiato dalle caste superiori probabilmente anche
in funzione anti-buddhista e anti-jainista. Similmente il processo di arianizzazione
assunse la funzione di ascensore sociale per le genti dellIndia. In teoria, secondo la
Bhagavad-gt 4.13 e 18.41-45 e la Manu-smti 1.88-91, la casta determinata dalla
nascita, rigida e determina il dovere o professione prescritta (jti-karman). In realt
erano le professioni che determinavano le caste, i mutamenti politici ed economici
creavano nuovi gruppi professionali che si inquadravano nel sistema delle caste.
Quando un villaggio grazie a un surplus di produzione agricola o animale, alle risorse
minerarie, ai commerci, alle razzie dei villaggi vicini, ecc. diventava una citt prospera e
importante, si dava una struttura amministrativa al cui apice cera il re e il suo esercito
katriya. Allo stesso modo i commercianti diventavano vaiya e gli artigiani-operai
diventavano dra. Coloro che vivevano di caccia, non gli katriya che cacciavano per
divertimento e che si impiegavano ai lavori pi umili e impuri diventavano furicasta.
Ogni individuo si collocava nel sistema delle caste, n accettava i doveri, i criteri di
purezza-impurit e i tab di endogamia e commensalit. La casta sacerdotale dei
brmaa proveniente da qualche altra citt che si era arianizzata in precedenza
attribuiva ai nuovi re una qualche discendenza divina in cambio dallessere mantenuta
per la conduzione dei sacrifici (yaja) reali e il culto delle divinit nei templi. Alla
originale divinit del clan (kula-devat) o del villlaggio femminile (grma-devat) o
maschile ( grma-devata) veniva attribuita lidentit generica di Dev, o Viu o iva e il
metodo di culto passava dal tribale basato sulla tradizione e sulla lingua locale, al
tantrico con il sanscrito come lingua rituale. La maggior parte delle divinit di villaggio
sono femminili, ma non mancano divinit maschili come Aiyanar nellIndia del Sud,
Dharmahkur in Bengala e Goga in Rajasthan. La prima Dea Madre di origine tribale
probabile divinit della vegetazione che viene arianizzata Durg le cui pi antiche
immagini di terracotta scoperte a Mathura (Uttar Pradesh) risalenti al I-II sec. a.C. la
rappresentano nella forma di Mahisuramrdin. Durg bella e sorridente, ma una
divinit guerriera, cavalca un leone, nelle sue molte braccia regge delle armi e uccide
il demone bufalo Mahia. Tradizionalmente adorata dalla casta militare (katrya)
che a lei dedicano fortezze (durga), armi (yudha) e armature (kavaca). Nel giro di
pochi secoli questo particolare tipo di immagini di immagini di Durg si diffonde in
tutta lIndia. Nei veda i prodromi del culto di Dev si trovano nel Dev-skta (g-veda
10.8.125) dove Vc figlia del i Ambhni descrive se stessa, nel Ratri-skta (g-veda
10.8.127) dedicato alla divinit della notte e nel pi tardo r-skta (g-veda, bakalakh) dedicato alla Dea della fortuna Lakm. Altrove sono menzionate Pthvi (la
terra), Uas (lalba), diti (la madre), Rtr (la notte sorella di Uas), pas (le acque)
dalla quale derivano le psaras e le surasindar puraniche, ac (la consorte di Indra),
Arayn (Dea delle foreste), Vartr (Dea delle mandrie) e molte altre. Nei Veda r o
Lakmi dettta essere consorte di Indra, di Soma o di Kuvera, in epoca puranica
diventa la consorte11 di Nryna e pi tardi in alcuni tantra come il Lakmi-tantra
diventa autonomo. Le immagini di Lakm degli elefanti (Gja-Lakmi), lelefante
lanimale auspicioso associato alla nascita del Buddha e Lakm del fiore di loto
(Padma-Lakm) simbolo di purezza, appaiono come motivo ornamentale negli stpa
buddhisti di epoca maurya (IV-II sec. a.C.) a Sanchi, Bharhut, ecc. e nelle monete di
epoca suga (II sec. a.C.) in uso a Ujjain (Madhya Pradesh), Kosambi (Uttar Pradesh) e
11

Recentemente il culto tantrico di Lakmi ha assunto lottuplice forma di Aalaksm: loriginale diLakmi, della ricchezza Dhana-Lakmi, dellabbondanza agricola Dhnya-Lakmi, della abbondanza di
animali Gja-Lakmi, della progenie Santna-Lakmi, della vittoria Vijaya-Lakmi, della sovranit RjaLakmi e della conoscenza Vidy-Lakmi.

VII

Mathura (Uttar Pradesh). Tra i vaiava furono i dodici alvar (dal VI al IX sec.) seguiti
da Yamuncrya (XI sec.) e da Rmnuja (XII sec.) i primi ad integrare in modo
paritario il culto di Lakm o r e delle sue espansioni come Bh e Nil con il culto di
Viu una antica divinit vedica. Ma nel g-veda 10.59, nellAtharva-veda 5.7.9, nella
Taitirya-brmaa in 1.6.1.4 e nel atapatha-brhmaa 5.2.33 sono menzionate anche
divinit femminili maligne come Nirtti personificazione della morte, Jyesth della
distruzione, Alakmi della miseria e molte altre che condividono molti aspetti delle pi
tarde mtk e damahvidy puraniche e tantriche. Il pi antico riferimento a DurgKtyyan il durg-gyatr che si trova nella Taittirya-rayaka 1.33, mentre nella
Maitray-sammhit del Ka-yajurveda si trova il gyatr-mantra di Gaur. Nel
Mahbharata si trovano riferimenti a Durg nel cap. 6 del vrata-parvan dove
Yudhisthira e i suoi fratelli allinizio dei dodici anni di esilio dopo aver nascosto le armi
tra i rami di un albero am offrono un inno a Durg perch le protegga e nel cap. 23
del bhima-parvan dove su consiglio di Ka, Arjuna si prepara alla battaglia di
Kuruketra offrendo un inno a Durg. Nel dizionario Amarakoa di Amarasimha (IV-V
sec.) c forse la pi antica lista di nomi di Dev che comprendono quelli delle nove
forme di Durg (navadurg) che corrispondono
alle sue nove et adorate durante le
nove notti del festival autunnale di navaratri.12 Il processo di arianizzazione di Durg
termina allepoca della composizione del Dev-mhtmya (VI sec. d.C.) costituito dai
cap. 81-93 del Mrkaeya-pura. Nel Dev-mhtmya i culti della moltitudine di Dee
Madri precedenti si fondono nella figura di Durg-Mahdevi che tutte le integra. Le
Dee madri delle societ indigene (divsin) indiane come i munda in Bihar e Orissa, i
santhal in Bengala, i gond e i khondh in Madhya Pradesh, Maharastra e Orissa composte
da cacciatori, contadini e allevatori, rispondevano alle loro preoccupazioni pi
pressanti che erano le malattie degli uomini e degli animali, la progenie, le piogge
monsoniche troppo scarse o troppo abbondanti dalle quali dipende la produzione di
grani, verdura e foraggio per gli animali. Per ringraziare dei raccolti e della prosperit
del villaggio e per contrastare le calamit, i contadini e allevatori del villaggio si
rivolgevano a divinit femminili della terra, dei fiumi, delle foreste, delle malattie, ecc.
Ancora oggi in tutta lIndia i culti delle grma-devat e delle kula-devat, le tante Mt o
Amman (dal tamil e telegu madre, donna e Dea), oltre alle divinit delle malattie
(ah, Sital, Mariyamma, ecc.), dei serpenti (Manas), degli spiriti benigni delle
vedove suicide (Sat Dev) in Rajasthan o maligni degli spiriti vendicativi delle donne
violentate o morte di parto (churel), sono espressione dellhinduismo pi popolare
praticato nei villaggi. Spesso queste divinit locali femminili, sono adorate in forma
aniconica in edicole, tabernacoli eretti in piattaforme poco elevate nei pressi dei
villaggi, sulla sommit di colline, in isole sui fiumi, ai piedi di particolari alberi,
termitai o antri naturali. Si tratta di pali di legno come le Stambhevar del distretto di
Ganjan (Orissa), monoliti informi coperti di vermiglio sui quali a volte sono
appiccicati un paio di occhi di madreperla, un orecchino o qualche altro ornamento
femminile come le Samalevar di Sambalpur (Orissa) e le Khambevar di Sonepur
(Orissa) i cui culti risalgono almeno al V sec. d.C. Altrimenti si tratta di statue e
bassorilievi rozzamente scolpite, dissoterrate, erose da agenti atmosferici o anche
dalle attivit di culto. Alcune di queste divinit di villaggio che in origine provenivano
da una foresta, un fiume, ecc. furono trasferite in un piccolo tempio nel villaggio e
quando il villaggio divenne una citt fu costruito per loro un grande tempio affidato a
sacerdoti brhmaa. In tal caso il processo di arianizzazione e sanscritizzazione stato
completo come loriginale Kamekh dei tribali khasi a Guwahati (Assam) diventa
Kmakhy Dev, Rakin dei tribali santal a Ghatasila (Burdwan, Bengala) che
diventa Rukmin Dev, Vindhyavasin dei cacciatori bhil e sabara a Mirzapur (Uttar
Pradesh) che diventa Subhadr sorella di Ka, Ellamman dei cacciatori madiga a
Golkonda (Hyderabad, Andhra Pradesh) che diventa Durg-Jagadamb, Mink dei
pescatori tamil a Madurai (Tamil Nadu) che diventa Prvat sposa di iva e molte altre,
ma in altri casi in tutta lIndia il processo non concluso. Per quanto riguarda le
12
ailaputr (Prvat figlia dellHimalaya), Brmacri (celibe dedita ad ascesi), Katyayan (adorata
dal i Katyayana), Gaur (dalla carnagione dorata), Cndraghant (ornata dalla mezzaluna),
Siddhidtr (che concede ogni perfezione), Kum (la regina degli spiriti maligni), Skandhamt
(madre di Skandha) e Kalaratr (la Dea del tempo o della morte).

VIII

divinit maschili i casi pi evidenti di arianizzazione di culti tribali sono Nilamdhava a


Jagannatha Puri (Orissa) che diventa Buddha, iva e Jaganntha-Ka, Khandoba e
Mhals a Jejuri (Puna, Maharastra) che diventano iva e Prvat e le divinit zoomorfe
come Nsimadeva (Viu) ad Ahobilam (Kurnool, Andhra Pradesh) e Gaea a
Idagunji (Karnataka). In un villaggio ci possono essere pi grma-devat alle quali
sono affidati compiti diversi come la protezione dai demoni (rkasa), dagli spiriti
maligni maschili (bhta, preta, piaca, ecc.) e dagli spiriti femminili (vetl, bhagin,
grahi, ytudhn, kin, pac, ecc.) che portano malattie, infertilit, carestie e morte.
Le grma-devat fanno parte integrante del villaggio e a loro la gente del villaggio di
ogni casta tende ad offrire un culto intimo ma intriso di timore perch se trascurate
anzich proteggere diventano esse stesse propagatrici di malattie e morte. Il loro
culto pi profondo di quello rivolto alle distanti divinit cosmiche hind (Viu, iva
e Dev) i cui templi di cui si possono anche essere presenti nei templi del villaggio, il
cui culto affidato a sacerdoti brhmaa e nei cui templi la gente di bassa casta non
neanche ammessa. In varie localit dellIndia nel mese di jyeha (Maggio-Giugno)
prima dellarrivo dei monsoni viene celebrato il rja-sakrnti il festival del termine
del ciclo mestruale della Dea Madre Terra con la chiusura dei templi di Dev e la
sospensione per tre giorni del lavoro dei campi. Come le donne durante le
mestruazioni per tre giorni sono contaminate e infeconde cos le Dee Madri sono
impure e inavvicinabili. Il termine sanscrito tu indica il ciclo delle sei stagioni dellanno
e quello delle mestruazioni. Il quarto giorno quando le Dee riacquistano purezza e
fecondit si tengono i festival come lharc in Orissa e Bihar e lambuvch di
Kmakhy a Guwahati (Assam). In Kerala un festival analogo chiamato uccral viene
celebrato nel mese di paua (Gennaio-Febbraio). Lo spargimento del sangue nei
sacrifici di animali sempre di sesso maschile e un tempo di uomini un elemento
fondamentale del culto delle divinit femminili. Fino alla proibizione ufficiale degli
inglesi nel 1835, sacrifici umani erano offerti a Kmakhy Dev a Guwahati (Assam), a
Tmrevar o Kucikhti colei che si nutre di carogne a Sadiya (Tinsukia, Assam), a
Durg a Nartiang (Meghalaya), a Tr a Rampurhat (Bengala), a Rakin a
Bardhaman (Bengala), a Kl nel forte Klijara a Band (Uttar Pradesh), alla
zoomorfa Vindhyavasin dalla testa di uccello a Mirzapur (Uttar Pradesh),
alle nove
Dee delle colline ivalik (Himachal Pradesh e Uttarachal), a il Mt13 (Kl) nel
forte di Amber (Jaipur, Rajasthan), a Caik a Cuttak (Orissa), allamorfa
Khambevar ad Aska (Ganjam, Orissa), a Vygrh Dev a Kullada (Bhanjanagar,
Orissa), a Cnu del Vaital Deul a Bhubanevara (Orissa). Nelle ruti si parla di
sacrifici umani (puruamedha-yaja) nel atapatha-brmaa 13.6-7 dove parte del
sarvamedha-yaja e nel khyanarauta-stra 16.10-14, tuttavia pare fosse poco
praticato se non abbandonato gi in epoca vedica. Di sacrifici umani a Dev si parla
chiaramente in vari kta-pura come nei cap. 57 e 71 del Klik-pura (XI sec.),
nel cap. 4 del Muaml, nel cap. 6 del tardo Mahnirva-tantra, in vari altri ktatantra e compendi. Se n parla anche nel cap. 6 quinto skandha del Bhgavata-pura
dove narrata la storia del brmaa Jada Bharata rapito dai briganti per essere
sacrificato a Kl e nel cap. 7 nono skandha dove narrata la storia ripresa
dallAitareya-brahmaa 7.13-18 del brhmaa unasepa acquistato da Rohita per
essere sacrificato a Varua. Riferimenti a sacrifici umani nel kvya sanscrito si trovano
nel Vsavadatta di Subandhu (V sec.), nel Daakumracarita di Dain (VII sec.), nel
Kdambar e nellHaracarita di Babhaa (VII sec.), nel Gauavaho di Vakpati (VII
sec.), nel Vargacarita di Jatasimhanandi (VII-VIII sec.), nel Mlatmdhava di
Bhavabhti (VIII sec.), nel Kathsaritsgara di Somadeva (XI sec.), nel Rjataragi
di Kalhaa (XII sec.) e nei poemi tamil ilappadikaram, Manimekalai (III sec. d.C.) e
Kalingattuparani (XI sec.) dove dei predoni offrono sacrifici umani a Dee simili a Kl
chiamate Aiyai e Kadamarselvi. In tutta lIndia regolarmente nei templi di Kl e
occasionalmente nei templi di Durg si eseguono sacrifici animali ognuno dei quali
13
Limmagine sacra di il Mt fu portata dal Bengala ad Amber da Man Singh I nel 1604 come bottino
di guerra in seguito alla riannessione del Bengala allimpero moghul di Akbar. Ad Amber i sacerdoti
addetti al suo culto giustificano linusuale posa della divinit raccontando che essa distolse lo sguardo dal
disgusto volgendosi a destra quando, in seguito alla proibizione inglese, per la prima volta le venne
offerta la testa un caprone anzich quella di un uomo.

IX

possiede un valore simbolico, il gallo rappresenta lavidit, il caprone la lussuria, il


bufalo lignoranza, ecc. Ultimamente la maggiore sensibilit al trattamento degli
animali sta incoraggiando la rottura di noci di cocco in sostituzione del taglio delle
teste degli animali, lo spargimento di poche gocce di sangue da una incisione in un
orecchio di un caprone o luso del guruti una polvere di curcuma e limoni calcificati
che mischiata con acqua produce un liquido rosso brillante in sostituzione del sangue.
Lunico caso di sacrifici di animali offerti a Viu pare essere quello di caproni offerti
un giorno alla settimana nel pi isolato dei templi di Nsiha tra i nove di Ahobilam
(Kurnool, Andhra Pradesh), ma stato interrotto quando la vaiava r-sampradya
ha assunto il controllo dei nove templi. I sacrifici animali e pare anche di uomini di
bassa casta erano inclusi nella tradizione vedica. Lidea era quella di sacrificare o
rendere sacre alcune sostanze preziose da offrire agli Dei attraverso il fuoco: una
piccola quantit del cibo quotidiano nel focolare domestico e una piccola quantit di
cereali, legumi, latte, burro chiarificato, carne e sangue degli animali nei grandi
sacrifici. In accordo alla Bhagavad-gt 3.10-12 gli Dei soddisfatti avrebbero ricambiato
provvedendo alla prosperit degli uomini. Nei sacrifici vedici le vittime erano animali
di sesso maschile domestici, quindi puri come cavalli, tori, caproni, arieti, asini, muli e
uomini e venivano soffocate fuori dal recinto sacrificale senza spargimento di sangue.
Mentre nei culti delle Dee Madri tribali, del villaggio o nei culti tantrici venivano
sacrificati anche animali selvatici, quindi impuri e preferibilmente dal pelo o
piumaggio nero. Le vittime sacrificali venivano decapitate nel tempio di fronte alla
divinit femminile, la testa era presentata alla divinit, il suo sangue abbondante veniva
cosparso sulla divinit e impregnava la terra. Latto della decapitazione era sempre
svolto da dra o fuoricasta, mai da brhmaa per i quali era squalificante anche solo
lessere ingaggiati in un tempio dove si eseguivano sacrifici animali. Il sangue un
liquido vitale e prezioso, il latte materno lo sperma maschile sono considerati luno una
trasformazione e laltro lessenza. Assorbendo
il sangue-sperma, la terra e la donna
ambedue considerate campo (ketra14) diventano feconde. Il rosso sangue mestruale e
il bianco sperma (e il latte materno) sono potenti sostanze impure e inauspiciose,
lemorragia conduce alla debolezza e alla morte, ma contemporaneamente sono
sostanze auspiciose perch veicolano la vita. Tutto ci che connesso alla sessualit e
alla procreazione contaminante, ma poich inevitabile averci a che fare, il contatto
deve essere regolato attraverso i sacramenti (samskra) del matrimonio, della nascita,
della prima mestruazione della ragazza che n segnala linizio della capacit di
procreare, ecc. che trasformano limpuro e inauspicioso in eventi gioiosi per la
famiglia e il villaggio. Le Dee Madri combinano aspetti di fertilit, sensualit e vitalit e
aspetti contaminanti, distruttivi e mortali da matrigne. Lidea sottintesa del festival
delle mestruazioni delle Dee Madri che malgrado il loro grande potere, si stancano di
proteggere il villaggio e di rendere fertili uomini, donne, animali e campi e si
incolleriscono con gli uomini. Per qualche giorno ogni anno dopo il raccolto, le Dee
Madri hanno bisogno di riposare e rinvigorirsi e i festival e le offerte di sangue-sperma
servono a questo scopo. Le irate Dee matrigne celibi e indipendenti, soddisfatte
dellofferta del sangue, si calmano e ridiventano materne, feconde e auspiciose. In
autunno si celebrano anche i festival particolari di Durg (navartri) e di Kl (klpj). Spesso durante questi i festival delle Dee le donne di bassa casta (mtg),
prostitute (veya) ed eunuchi (hijr) si ubriacano, danzano selvaggiamente, cantano
canzoni oscene, fanno gestacci e sputano sui membri di alta casta del villaggio che per
un giorno allanno, sopportano di buon grado poich detto che questi
comportamenti procurano piacere alle Dev. Durante i festival si tengono letture
puraniche dei miti che riguardano Dev e le loro rappresentazioni teatrali che vertono
sulluccisione da parte di Durg o Kl dei demoni Mahia, Sumba e Nisumba, Canda
e Munda, ecc. Latmosfera carica di erotismo, i demoni sono attratti sessualmente
da Dev e la vogliono possedere, ci la indigna, combatte e li uccide. Lattore che
interpreta Dev si immedesima a tal punto con lei da esserne posseduto e si comporta
con il pubblico che assiste come le mtg. Dev pu dimorare ovunque, in un sasso,
14
Manusmti 9.32 Secondo la tradizione la donna rappresenta il campo e luomo il seme, tutti gli esseri
viventi sono originati dallunione del seme e del campo

un legno, un termitaio, un fiume (Gag Dev, Yamun Dev, ecc.), un idolo


debitamente installato (mrti), un vaso colmo dacqua (kumbha), un diagramma
geometrico di culto (yantra), perfino in un cadavere nei riti tantrici sinistri pi
estremi (ava-sdhan), ma le donne di qualunque casta e giovani in particolare, in
quanto donne posseggono un frammento della sua potenza (akti) creatrice, sono
naturalmente uno dei luoghi pi adatti dove ella si pu incarnare ed essere adorata.
Nel festival di navartr descritto nel Kulrava-tantra 10.20-33 e in vari manuali che
si svolge nel mese di avini (Settembre-Novembre) Durg adorata per e nove notti
in nove bambine, una per notte. Nel rito di adorazione delle bambine kany-pja
descritto nel cap. 23 del Jnrava-tantra e in altri tantra Dev adorata in sedici
bambine di et da uno a sedici anni, una per notte. In questi casi Durg o Devi
adorata in alcune bambine temporaneamente, ma nel caso delle undici Kumr
nepalesi (taleju) la cui tradizione risale al XIII sec., per mezzo di complessi riti tantrici
Dev invitata a risiedere permanentemente nel corpo di bambine appartenenti alla
casta sakhya degli orafi dai tre ai cinque anni e che mostra 32 segni auspiciosi. Queste
bambine diventano delle vere e proprie Dee viventi e come tali sono adorate fino
allarrivo della loro prima mestruazione quando saranno sostituite. Altrimente sono
dismesse in anticipo se per qualsiasi ragione sanguinano, toccano il suolo o si
ammalano. Dev comunque pu prendere possesso di un corpo femminile di sua
iniziativa, nei villaggi queste ragazze e donne possedute funzionano da oracoli e
guaritrici. Nel Mlinivijayottara-tantra 3.53-54, nel Jayadratha-ymala 3.14.72 e nel
Kbjikmt-tantra 10.82 si distingue tra possessione di spiriti maligni maschili o
femminili (bhtvea o grahi-vea) e possessioni divine (bhvvea). Descrivono i
sintomi (lakaa) di tipo epilettico che caratterizzano le possessioni degli spiriti
maligni come i tremori, il rotolare per terra, la bava alla bocca, ecc., e quelli delle
possessioni divine come il conoscere il passato, il presente e il futuro (trkla-j),
limprovvisa e approfondita conoscenza delle scritture (sstra-j), portenti (acaryakriy), ecc. Fin dallepoca vedica in India il culto delle Dee Madri assume la forma delle
semi-divinit della fertilit e dellacqua serpentine (ngin) e arboricole (vkakyakin) che rappresentano la forza rigeneratrice della natura. Gli yaka e le yakin sono
gi menzionati da Pini (V sec, a.C,) nelldhyay, nei Jtaka buddhisti (III-II sec.
a.C.), nel Mahbhrata (II sec. a.C. - II sec. d.C.) e nella pi tarda letteratura puranica,
sono rappresentati nelle sculture ornamentali degli stpa e dei caitya buddhisti di epoca
maurya (III sec. a.C.) e di epoca suga (II sec. a.C.) in Gandhara e a Mathura, Sanchi,
Bharhut, ecc. e nelle sculture ornamentali dei templi hind di epoca gupta (IV-VI sec.)
Anche le yakin sono Dee ambigue, come semidee maligne non sono diverse dalle pi
tarde ki, yogin, paiac, ecc., streghe cannibali volanti che si trasformano in ninfe
per ammaliare i viandanti, che procurano malattie, ecc. Mentre come semidee
benefiche rappresentano la fortuna, labbondanza e la fertilit e sono raffigurate come
labhajik, in piedi al fianco di un albero la (shorea robusta), con il corpo piegato in
tre curve (tribhaga) e con la mano destra che piega un ramo dellalbero che fiorisce al
loro tocco. Le labhajik si evolvono nelle ninfe celesti (psaras e surasundar) in
origine divinit delle fonti che ornano i templi hind nellIndia centrale e nel Nord di
epoca chlukya, chandela e hoysala (dal VI al XIV sec.) NellIndia centrale dal VI sec. d.C.
fino alla caduta dellimpero hind di Vijayanagara nel XVII sec. gli antichi culti delle
Dee Madri pre-aryane si evolvono nelle molte immagini femminili nude, distese sulla
schiena o accovacciate e a braccia sollevate chiamate Lajja Gaur (Gaur imbarazzata) o
Nagna-mt (madre nuda). Queste immagini che scandalizzarono i primi archeologi
inglesi furono identificate da S. Kramrish in An image of Aditi Uttanapada (1956) con
la dit Uttanpada o dit in travaglio menzionata nel g-veda 10.92 e 10.72.3-4. La
particolare posa delle Lajja Gaur di fatto ambigua potendo indicare sia la ricettivit
sessuale che latto di partorire dove sembra trattarsi di una puerpera assistita da
attendenti. In ambedue i casi si tratta comunque evidentemente di culti della fertilit.
Le pi antiche immagini di Lajja Gaur sono quelle risalenti allepoca chalukhya (VI
sec.) di Ter (Maharastra) oggi esposta al museo di Ter e una seconda proveniente dal
complesso templare aiva Navabrama di Alampur (Bhind, Madhya Pradesh) oggi
esposta al museo archeologico di Alampur. Talvolta le Lajja Gaur sono raffigurate
prive di testa come Nagna-Kabandh (torso nudo) o con un fiore di loto che sostituisce

XI

la testa denominate Sakambhar divinit arboricole della fertilit e sono variazioni del
tema auspicioso del vaso colmo dacqua (pra-kumbha) rappresentazione simbolica del
fecondo grembo femminile. La tradizione popolare in Maharastra
e Andhra Pradesh
attribuisce alle Lajja Gaur lidentit di Renuk-Yellamma15 il cui mito narrato nel
cap. 116 del vana-parvan e nei cap. 95-96 dellanusana-parvan del Mahbhrata, nel
cap. 16 nono skandha del Bhgavata-pura e in vari altri pura. Renuk viene
decapitata dal figlio Paraurma per ordine del padre Jamadagni perch si lasciata
contaminare da pensieri impuri. Renuk riottiene la vita per intercessione di
Paraurma, ma ripudiata da Jamadagni poich lonore perduto.

3 Le dottrine e i riti tantrici


Il carattere rituale di tanti testi tantrici deriva dallelaborata procedura dei sacrifici
vedici contenuta nelle brhmaa e nei manuali (rauta-stra) talmente complicata che
F. Staal in Rules without meaning - rituals, mantras and the human sciences (1989) la
ritiene fine a se stessa. I brhmaa autori della letteratura tantrica hanno sviluppato una
gran mole di rituali di culto esteriori e interiori cos elaborata che sorpassa i gi
complicati rituali dei trattati religiosi. Ma nei tantra il ritualismo non insensato, si
tratta di ritualismo magico che trova precedenti diretti nellAtharva-veda il pi recente
dei quattro veda. Oltre la met degli inni dellAtharva-veda sono esorcismi e incantesimi
atti alla cura delle malattie (bhaiajya), alla longevit (yuya), alla prosperit
(pauika), alla sottomissione delle donne (str-karman), alla quiete domestica e
sociale (smmanasya), al benessere e protezione dei re (rja-karman) e alla
distruzione dei nemici (yena) non dissimili dai riti di magia bianca e nera (abhicra)
contenuti nei testi tantrici. In parte la Smavidhna-brhmaa, la avima-brhmaa
ambedue appartenenti al Sama-veda e il cap. 37 dellAgni-pura (IV-V sec.), per via
del loro contenuto rituale magico, sono considerate proto-tantriche. In vari tantra
come nel cap. 4 dello Yogin-tantra, nel cap. 16 del Kulrava-tantra, nel cap. 7 del
Bhatnla-tantra e nel cap. 3-4 del Bhattantrasra e nei compendi come nel cap. 25
del Mantramahodadhi di Mahdhra (XVI sec.) sono descritti i riti del a-karman che
servono uccidere (mraa) i nemici, confonderli (mohana), dominarli (vakaraa),
sconfiggerli (ucchana), creare conflitti tra di loro (vidveaa) e renderli inermi
(stambhana). Il Netra-tantra, lUmara-tantra, il bara-tantra, lUa-tantra, il
Phekrin-tantra e il Bhtamara-tantra trattano prevalentemente di magia ed
esorcismi, mentre il Kmara-tantra, il Kmaratna-tantra, il Grua-tantra e
lHaramekhala-tantra trattano di magia e medicina. I prodromi di alcuni riti tantrici
come la suzione dellacqua dal palmo della mano (camana), le purificazioni rituali
(uddhi16), limposizione di mantra sul corpo (nysa17) e luso dei bja-mantra, si trovano
15
Renuk-Yellamm anche chiamata Korrava e Kotav e al suo culto associato il fenomeno delle
devadas e della comune prostituzione. Un riferimento alla Dea nuda Kotav si trova nel Bhgavatapura 10.63.20.
16
Le cinque forme di uddhi rituali sono descritte in vari tantra tra i quali nel cap. 10 della Jaykhyasahit, nel Kulrava-tantra 6.16-21, nel Bhtauddhi-tantra, nel Mahrthamajar di Mahevarnanda
(XII sec.) e in ogni manuale di culto (paddhati) kta, aiva e vaiava. Si tratta della purificazione del
proprio corpo (tman-suddhi) con un bagno, del luogo (sthna-suddhi e sana-suddhi) con la pulizia,
aspersioni dacqua e mantra, degli articoli (dravya-suddhi) con aspersioni dacqua, mantra e mudr,
degli elementi (bhta-suddhi) che costituiscono il corpo del tantrico con gli esercizi di respirazione
(pryma) e lapplicazione dei mantra (nysa) sul corpo e dei bja, mula e gayatri-mantra (mantrasuddhi) per la loro corretta pronuncia recitandoli con le 50 lettere dellalfabeto sanscrito in senso
ordinario e inverso. Un rito associato al bhta-uddhi la distruzione (aghamaraa) del peccato dove in
meditazione viene visualizzata nellombellico la personificazione del peccato (ppa-purua) un nero
omuncolo, che per mezzo di cicli di pryma viene seccato con il bja-mantra del vento y, bruciato
con il bja-mantra del fuoco r e lavato via con il bja-mantra dellacqua v.
17
Lo scopo dellimposizione azione dei mantra sul corpo quello di divinizzarlo in modo da renderlo
adatto alladorazione della divinit o di identificare ladoratore con la divinit in base alla nota
ingiunzioni tantrica: deva bhtv deva yajet per adorare la divinit necessario essere divini che
probabilmente deriva dalla Bhadrayaka-upaniad 4.1.2-7: devo bhtv devnapyeti ya evam
vidvnetadupste essendo divenuto divino, consegue gli Dei colui che conoscendo questo, medita su di

XII

gi nella Taittiriya-rayaka 2.11.4.27, nel Gobhilagha-stra 1.2.5, nellAitareya-rayaka


3.2 e in vari altri passi degli rauta-stra. Inoltre si parla di cakra e di canali (nad) che
avranno fondamentale importanza nella metafisiologia del corpo tantrico gi
nellAtharva-veda 10.2.31 e 15.15.2-9 e nella Bhadrayaka-upaniad 4.2.3. Nei Veda il
termine mantra indica le strofe degli inni (skta) o le parti in prosa delle formule
sacrificali (yajus). Di ogni inno e formula sacrificale i manuali vedici (Kalpa-stra)
indicano il saggio rivelatore (i), il metro (chandas) e le regole della corretta
recitazione (viniyoga). Anche alcuni tantra oltre ai nysa, al metodo di
perfezionamento (puracaraa), al frutto (phala), ecc., probabilmente per darsi un
aura vedica, dei mantra tantrici che prescrivono indicano il i rivelatore, il metro,
ecc., Spesso i mantra tantrici sono parole o sillabe singole o in sequenza senza
significato, la loro sacralit non dipende dal senso compiuto dei suoni o delle parole
che li compongono, ma dalla potenza intrinseca della sequenza dei suoni o delle
parole. Se pronunciati in modo corretto si ritiene che i mantra generino una
risonanza interna che permette al recitatore di avere la visione della divinit
(darana) che pu concedere i poteri soprannaturali (siddhi) o la liberazione (moka).
Tutta lenfasi sulla correttezza della pronuncia non trova riscontro in India
considerando quanto i mantra vengono distorti dalle dizioni locali del sanscrito. Nella
Manu-smti 2.85-87 detto che ci sono tre modi di recitazione dei mantra: udibile
(vcika), sommesso (upu) e mentale (mnasa) la cui difficolt e merito crescente
nello stesso ordine. Nello sviluppo della teoria dei mantra, il tantrismo ha integrato la
teoria dello svelamento (sphoa) del significato delle parole (vkhya-vda) dei
grammatici (vaiykaraa) Patajali (II sec. a.C.) e Bharthari (V sec.) e la teoria
prva-mmms del suono (vara-vda) sostenuta da Kmarila Bhaa e Prabhkara
(VIII sec. d.C.) Lidea che c una relazione permanente tra loggetto e la parola
composta di suoni che lo indica, ci che li lega lo sphoa il dischiudimento del
significato, lessenza del suono. Le parole sono formate dalle cinquanta lettere
(vara) dellalfabeto sanscrito (dalla a alla ), ma non luomo che attribuisce
significato alle parole, il loro significato eterno e indipendente. Per questo motivo
secondo i mmnsaka non necessario che il recitatore dei Veda e dei mantra conosca
il significato di quello che sta recitando purch la recitazione sia corretta. Lorigine
delle parole un processo creativo che ripete in piccolo il grande processo della
creazione cosmica. Le sette vocali o tutte le 50 lettere dellalfabeto sanscrito sono
chiamate piccole madri (mtk). Alla teoria vara-vda dei mmsaka si opponeva
la teoria vkhya-vda di Patajali autore del Mahbhya e di Bharthari autore del
Vkkyapadya secondo il quale la potenza del linguaggio si trova nel significato delle
parole che costruiscono ogni tipo di frasi anche ordinarie purch sensate e
grammaticalmente corrette. Secondo Bharthari ci sono tre livelli della parola:
udibile (vaikhar), il secondo (madhyam) inudibile e riguarda i mantra e il terzo
(payant) riguarda il Brahman. Lo aiva Somnanda (X sec.) autore dello ivad
aggiunge un quarto livello evolutivo della parola: par o trascendentale. Le tradizioni
tantriche vaiava, aiva e akta aderirono alla teoria vara-vda dei mmnsak
attribuendo potenze divine ai loro mantra equiparandoli a quelli vedici. In alcuni testi
tantrici come nel cap. 15-16 Kulrava-tantra la scelta del mantra al quale il dika-guru
inizia il discepolo dipende da una serie di calcoli basati sui maala del tema natale
del discepolo (rasi-cakra e nakatra-cakra) usati in astrologia. Per mezzo degli stessi
maala lastrologo consiglia i genitori naturali il nome da dare ai figli. Nel
Kulrava-tantra 15.81-85 e nel Mantramhodadhi i mantra sono classificati in siddha
ci I nysa si distinguono in kara-nysa dove i bja o i mtk mantra sono applicati sulle dita delle mani
e aga-nysa dove sono applicati sul corpo. Lapplicazione sul corpo dei segni settari (tilaka) vaiava
(rdhva-puhra) e aiva-kta (tripuhra) a cominciare dalla fronte, una forma di aga-nysa. Nei
riti di installazione (pratithana) della divinit, i nysa sono usati allo scopo di preparare le immagini
materiali (mrti), i diagrammi geometrici (yantra), i vasi colmi dacqua (kumbha), ecc., ad accogliere la
divinit. I nysa sono trattati in molti tantra e manuali tra i quali nel cap. 9 del Gndharva-tantra, nel
cap. 2 del Tr-tantra, nel cap.7 del Sradtilak, nel Tantrasra di Knanda e per i vaiavagauya nel manuale Haribhaktivilsa.

XIII

(efficaci), sdhya (accessori), susiddha (immediatamente efficaci) e ari (nemici). Nel


Kulrava-tantra 16.40-43 detto che per avere effetto i mantra devono essere
perfezionati (puracaraa) mediante un numero di recitazioni fissato dal guru. Il
computo del numero dei japa-mantra recitati avviene per mezzo di un rosario (ml)
composto di 16, 54 o 108 grani di rudrka (bacche di elaeocarpus ganitrus) per gli
aiva, di legno di tulas (ocimun sativa) per i vaiava e di cristallo di rocca per gli
kta contenuto in una sacca e sgranato dal pollice e medio della mano destra. I
gyatri-mantra sono digitati sulle falangi della mano destra. Le sette vaiava
attribuiscono ai nomi di Visu, Rma, Kra, ecc., il valore di mantra, il nome la
forma sonora della divinit come limmagine sacra (arc-vigraha) debitamente
installata la sua forma materiale (prakta) e visibile. Inoltre i nomi di Viu sono
recitati a voce alta in modo da essere uditi da tutti. La storia di Ajamila narrata nel
skandha 6, cap. 1-3 del Bhgavata-pura un esempio del potere salvifico del nome
di Viu. I mantra tantrici si dividono in dhra, bja, mla e gyatr. Le dhra sono
brevi formule, parole mutile o prive di senso usate per fissare la concentrazione
(dhraa). I bja-mantra sono mantra seminali sillabici delle divinit hind, come un
minuscolo seme di un albero contiene potenzialmente un intero albero, cos il bja
contiene la divinit. Il mantra o il bja omnicomprensivo considerato essere la
rappresentazione sonora del Braman e il miglior strumento di meditazione (dhiyalamba) su di esso. Alcuni bja-mantra come larma pha sono chiaramente
onomatopeici. I bja la, va ya, ra e ha rappresentano i cinque elementi
materiali (mahbhta) la terra, lacqua, laria, il fuoco e letere e la serie dei cakra
disposti lungo la uumn-nd. Il bja generico hr delle divinit femminili (Dev)
deriva da hr modestia femminile. Il bja d da Durg, r da r, kr da Kl, kl
da Ka e Kmadeva e ga da Gaea derivano dalla lettera iniziale del loro nome. Il
bja di iva hau e quello di Sarasvat a. I mla-mantra sono formati dal bjamantra pi il nome della divinit declinato al dativo (caturth vibhakti) seguito da una
delle sei terminazioni (jti): nama, svh, va, vaua, h, pha in base alluso. Per
esempio kl kya nama il mla-mantra di Ka e dm durgyai nama il mlamantra di Durg. Il jti h larmatura (kavaca), mentre svh e vaa sono
rispettivamente i jti di offerta e di sacrificio. Alcuni lunghi mantra tantrici possono
essere divisi in pezzi: armatura (kavaca), cuore (hdaya), occhi (netra), arma (astra),
protezione (rak), sommit (sikha), chiodo (klaka), ecc. Alcuni mantra sono
classificati come maschili se terminano con hu e pha, femminili (detti vidy) se
terminano con il jti svh o anche neutri se terminano con nama. I gyatr-mantra
tantrici sono modellati su quello vedico composto di 24 sillabe divisi in tre strofe
(pda) contenuto nel Rg-veda 3.62.10: (o bhr bhuva sva) tat savitur vare(i)ya
bhargo devasya dhmahi dhiyo yo na pracodayt meditiamo sulla divina luminosit di
Savitar (il Sole), che egli ci ispiri Per esempio il ka-kma-gyatr il seguente: klim
kmadevya vidmahe pupavanya dhimahi tannonaga pracodayat meditiamo su
Kmadeva (Ka) che porta una ghirlanda di fiori, che quel cupido ci ispiri mentre
lo iva-gyatr il seguente: o tat puruya vidmahi mahdevya dhmahi tanno rudra
pracodayt meditiamo su quella grande persona divina, che Rudra ci ispiri Popolari
raccolte di bja e mla e gyatr-mantra tantrici sono il Mantrbhidhna, il Bjanighau
e il dizionario Uddharkoa. Il buddhismo mantrayna e vajrayna utilizza pi o meno
dhra e bja-mantra allo stesso modo e allo stesso scopo, mentre nellamidismo o
buddhismo devozionale, sono i nomi del Buddha-Amitbha considerati mantra che
hanno il maggiore potere salvifico. Anche il linguaggio convenzionale (sandh-bh) o
crepuscolare (sndhya-bh) adottato dai vari tipi di sette tantriche ha un autorevole
antecedente nel linguaggio enigmatico delle upaniad. Fin dallantichit i saggi indiani
hanno amato il linguaggio simbolico ed esoterico espresso nelle upaniad,
nellessenzialit dei stra e nellidea di significato alluso (dhvani) dei teorici del kvya
sanscrito. Nel Bhgavata-pura 11.21.35 Ka afferma: come ai i piacciono i
discorsi indiretti (paroka-vda), anche a me piace lenigma. Secondo M. Eliade in
Yoga immortalit e libert(1954) e Agehananda Bharati in The tantric tradition

XIV

(1965), il termine sndhya deriverebbe dallerrata trascrizione da parte dei copisti dei
manoscritti tantrici nelle biblioteche nepalesi, del termine sandh. Laddove i testi
tantrici descrivono pratiche esoteriche e imbarazzanti si fa uso del linguaggio
convenzionale comprensibile solo agli iniziati. Si tratta di un tipo di linguaggio che non
pu essere pienamente compreso senza gli insegnamenti orali di un guru che n
completano le parti oscure o intenzionalmente svianti. Tra le scritture hind il genere
smti ossia il Mahbhrata, il Rmyana e i pura possono essere letti anche dai dra,
mentre le ruti e le upaniad sono riservate alle tre caste superiori. I testi tantrici
possono essere considerati la continuazione esoterica dei pura per uomini e donne di
tutte le caste purch iniziati. In alcune sezioni dei pura pi tardi come il Garuapura, il Bhaviya-pura, il Brahmavaivarta-pura, il Mahbhgavata-pura e il
Bhaddharma-pura sono descritti riti tantrici e bja, mula e gyatr-mantra tantrici.
Fin dallantichit le sette tantriche si sono scontrate con lortodossia brahmanica
interessata alla conservazione e alla trasmissione dei privilegi di casta. I brhmaa
ortodossi erano i sostenitori delle sei scuole filosofiche (a-darana) e dei trattati
religiosi: dharma-stra, gha-stra, rauta-stra e dharma-stra18. Lortodossia
brahmanica fin per assimilare la bhakti dei culti monoteisti vaiava e aiva per
servirsene contro il buddhismo e il jainismo dando nascita alle sette tantriche destre
(dakia) che riconoscevano ancora il sistema delle caste e la necessit dellesecuzione
dei doveri prescritti il che salvaguardava la funzione e i privilegi dei brmaa
mantenendo per molte riserve sul trasgressivo e anticasta tantrismo sinistro (vma).
Le tradizioni tantriche anticasta dei nth,19 dei siddha e dei sant20 nascono per reazione
alleccessivo ritualismo e sanscritizzazione del tantrismo producendo testi in lingua
dialettale piuttosto che in sanscrito. Alcuni studiosi ritengono che il termine vmcara
derivi dal termine vm (donna) pi che da vma (sinistro) e che il tantrismo destro
si sia sviluppato dopo il sinistro la cui essenza sarebbe il culto kta delle divinit
femminili che deriva direttamente dai culti tribali delle Dee Madri. La lettaratura
tantrica si divide in jainista, buddhista mantrayna, vajrayna e sahajayna e hind
vaiava, aiva e kta. In realt i tantra puramente aiva, akta e vaiava sono pochi,
la maggior parte dei tantra sono misti e in particolare quelli aiva e akta. In passato
devono essere esistiti anche tantra dedicati a Ganea, Skandha e Srya, ma oggi n
rimangono pochi frammenti. Le tre tradizioni fondamentali aiva, akta e vaiava
divise al loro interno in varie sette produssero la propria letteratura tantrica separata. I
caratteri generali del tantrismo sono innanzitutto, ladorazione e la meditazione su
divinit maschili e femminili congiunte o separate, luso di mantra, yantra21 e mudr,22 la
18
I doveri religiosi del capofamiglia ortodosso (smrta-brmaa) prevedono una serie di riti ordinari
quotidiani (nitya) come la recitazione due o tre volte al d del gyatr-mantra (smdhya), le offerte
quotidiane di cibo nel focolare domestico (agnihotra) agli Avini (pravarghya), agli antenati (pit-bali) e
agli Dei universali (vivadeva-bali), ecc., e non quotidiani come il sacrificio della Luna nuova e piena
(darapauramsa), i sacrifici stagionali (cturmsya), il sacrificio annuale del soma (agnioma), ecc. I
riti non ordinari (naimittika) sono i riti per gli antenati (raddha), lamministrazione dei sacramenti
(sakra) ai dvija e i riti offerti per la soddisfazione di desideri specifici come progenie (putrakamyei),
pioggia (var-kamyei), ricchezze (dhana-kamyei), ecc.
19
La tradizione dei nth fondata secondo il mito da iva, il ntha originale o dintha, conta altri
undici nth assegnati ipoteticamente tra il VIII sec. e il XIV sec. Tra di essi i principali sono
Matsyendranth (XI sec.) e Goraknth (XI sec.) il fondatore della setta knphaa dallorecchio bucato
o ornato di orecchino le cui sette sono diffuse nellIndia del Nord e in Nepal e Datttreya la cui setta
diffusa nellIndia centrale.
20
Tra i sant sono annoverati bhakta fondatori o riformatori di tradizioni pi o meno eterodosse.
Generalmente i sant si dividono in nirguni-bhakta sostenitori di dottrine sincretiche moniste, anti-casta
e incuranti di ideare un vero e proprio sistema filosofico (darana) e in saguni-bhakta sostenitori del
sistema delle caste e connessi a un sistema filosofico vedantico vaiava dualista. Il capostipite dei
nirguni-bhakta fu Rmnda (XIII sec.) seguito da Kabir (XIV sec.), Dd Dayal (XV sec.) e altri. Tra i
saguni-bhakta si annoverano Jnesvar (XIII sec.), Surds (XV sec.), Rupa Gosvmin (XVI sec.),
Tulsds (XVI sec.) e Tukurm (XVII sec.)
21
Gli yantra (macchina, congegno) sono descritti nei cap. 21 e 34 del Prapacasra-tantra, nei cap. 2326 della Ahirbudhnya-sahita, nel cap. 7 del aradtilaka di Lakmanadeika, nel cap. 20 del
Mantramhodadhi di Mhdhara, nel cap. 14 del Tantrasra di Abhinavagupta e nel manuale Mudrnighau. Gli yantra si dividono in pja-yantra atti al culto della divinit che rappresentano e raka-

XV

necessit delliniziazione (dika) da parte del guru, lanticastismo, la priorit attribuita


allesperienza personale e diretta alla semplice realizzazione teorica, una elaborata
metafisiologia del corpo grossolano e sottile che deve essere appresa e controllata, la
tendenza antiascetica che si manifesta nellassenza del timore di compromissione dello
spirito con la materia che nelle sette sinistre assume la forma delluso di sostanze e
pratiche trasgressive e infine il superamento delle polarit maschile/femminile,
microcosmo/macrocosmo, sacro/profano, ecc. che si risolvono nella perfetta
meditazione (samdhi) e identificazione con la divinit dove scompare ogni dualit. Nel
tantrismo lunica necessit il guru che provvede alliniziazione (dika) del discepolo ai
mantra da usare nella meditazione e nel culto delle immagini (mrti) delle divinit.
Liniziazione ai mantra tantrici, ossia non vedici, serviva ad osservare la proibizione
delliniziazione ai mantra vedici ai non appartenenti alle tre caste superiori (dvija), ai
brhmaa indegni o di nascita soltanto (brahma-bandhu) e alle donne. La cerimonia di
iniziazione tantrica (dika) del discepolo da parte del guru deriva dal rito vedico di
consacrazione (abhieka) dello sponsor (yajamna) e della moglie degli yaja vedici,
dal sacramento (saskra) dellacquisizione del nome (nma-karaa),
dellammissione al clan famigliare (gotra) e dellammissione del discepolo alla scuola
del guru (upanayana) descritti nei dharma e gha-stra. La dika tantrica vaiava
morte simbolica rappresentata dal rituale del bagno, della rasatura del capo, della
svestizione e eallabbandono del nome, della casta (vara) e del lignaggio (gotra)
precedente. Ma anche rinascita (dvija) rituale rappresentata dalla vestizione con
nuovi abiti, dallacquisizione del guru come nuovo genitore, di un nuovo nome da lui
dato, dallammissione in una nuova casta rappresentata dal suffisso servitore (dsa) al
nuovo nome, dallacquisizione del lignaggio di Viu (acyuta-gotra) e dallentrata una
comunit di confratelli (saubhrtra). Il legame tra il guru e il discepolo stabilito dalla
trasmissione del mantra segreto che viene sussurrato dal guru tre volte allorecchio
destro del discepolo che lo ripete sottovoce. Le cerimonie di iniziazione ai mantra
yantra atti a proteggere chi li adora o li indossa al collo o al braccio destro come armatura (kavaca). Gli
yantra hind sono molto costituiti di figure geometriche e linee che si intersecano e portano inscritti i
bja-mantra seminali della divinit principale e delle corollarie. In genere sono di piccole dimensioni,
piatti o in rilievo. Senza mantra inscritti e senza il rito dellinfusione della vita (pra-pratiha) con il
quale la divinit invocata in essi non sono che disegni geometrici. Anche i maala (cerchi) sono
disegni geometrici, ma solo il luogo adatto dove invitare la divinit ad essere adorata, sono sempre a
due dimensioni e possono essere vasti. I maala hind non contengono mantra o illustrazioni, mentre i
maala buddhisti sono figurati, vi possono comparire immagini dei Buddha e delle loro consorti,
montagne, fiamme, cimiteri e altro. I maala sono usati in occasione delle iniziazioni (dika-maala),
nella costruzione di templi (vstupurua-maala), nel culto smrta delle cinque divinit: Srya, Dev,
Vu, Gaea e iva (pacyatana-maala), nel culto dei nove pianeti: Sole, Luna, Marte, Venere,
Mercurio, Giove, Saturno, Rahu e Ketu (navagraha-maala), nei luoghi di pellegrinaggio (tirthamaala) e nella pianificazione di citt come Bhaktapur in Nepal e Jaipur in Rajasthan. NellIndia del
Sud popolare la tradizione dei rgol, auspiciosi disegni geometrici tipo maala disegnati
quotidianamente dalle donne fuori dalla porta di casa con polvere di riso colorata.
22
Letteralmente il termine mudr significa sigillo o simbolo, ma in ambito tantrico indica i gesti rituali,
posizioni assunte dal corpo, formule (mantra) e tecniche di meditazione (dhyna) e il suo significato
fatto risalire alla radice verbale mud gioire. Durante ladorazione delle immagini sacre, lofficiante
esegue una serie di mudr come lakua-mudr per chiamare i fiumi sacri nel contenitore dacqua che
servir per le aspersioni, il cakra-mudr, il matsya-mudr e il dhenu-mudr per purificare e proteggere la
parafernalia e gli ingredienti di culto, lvhan-mudr per ricevere la divinit, lo sthpan-mudr per
collocarla, lo sanidhpan-mudr per rivelarla, lo sannirodhan-mudr per trattenerla e lo
sammukhkara-mudr per renderla propizia Durante ladorazione gli upacara-mudr sono mostrati per
presentare la serie di articoli alla divinit per intrattenerla. Nel cap. 8 della Jayakhya-sahit sono
descritti 58 mudr, nel cap. 4 del Tantrarja-tantra 25, nel cap. 23 del rada-tilak 9. Il manuale jaina
Mudrvadh n descrive 114 e il buddhista Manjushrimula-kalpa 108. Sono mudr i gesti usati nelle
pratiche del controllo del respiro (pryma), nella meditazione come il cin-mudr, nellapplicazione
dei mantra sul corpo (nysa) e nelle orazioni quotidiane dove alcuni manuali n enumerano 24 per
lorazione sommessa (jpa) e 8 per la recitazione dei gyatr-mantra (sdhya). NellHahayogapradpika e nella iva-samit sono descritti 10 mudr che servono per elevare la kualin-akti, mentre
la Gheranna-samit n descrive 25. Altri mudr come labhaya-mudra, il varada-mudr, ecc., mostrati
dalle immagini sacre hind e buddhiste esprimono il loro specifico atteggiamento verso i devoti. Infine,
ci sono i mudr codificati nei manuali di teatro e di danza classica indiana (naya) assunti dagli
attori/attrici e danzatori/danzatrici per esprimere azioni e emozioni.

XVI

aiva e kta sono diverse e pi complesse. Il mantra efficace se proviene da una


tradizione (guru-parapar) ininterrotta e perci il suo seme (bja) vivo. Nessuno
pu darsi un mantra, n prenderlo da s dalle scritture, i mantra cos ottenuti sono
detti inerti, tuttavia non raro il caso di guru noti o sconosciuti, trapassati o viventi
che appaiono in sogno ai discepoli e rivelano loro mantra (dika) o insegnamenti
(sika). In ambito tantrico non esiste alcuna pratica religiosa efficace se non
autorizzata dal guru, in pratica non esiste alcuna altra istituzione religiosa o spirituale,
la gerarchia e lautorit spirituale fondata unicamente sul carisma del guru. La pi
alta conoscenza viene solo dal guru, perci vari passi contenuti nelle ruti come nella
Muaka-upaniad 1.2.12-13, nella vetvatara-upaniad 6.23, nelle smti come nella
Gt 4.34 e nei tantra come nei cap. 5-6 del Prapacasra, nel cap. 24 del Jnravatantra e nei cap. 12-14 del Kulrava-tantra insistono sulla necessit di trovare, farsi
iniziare e istruire da un guru. Interessante la storia del cacciatore (nida) Ekalavya
narrata nel Mahbharata 1.123.10-39 che si fece discepolo di Droa solo adorando una
sua immagine senza che Droa lo sapesse e divenne un perfetto arciere in grado di
sconfiggere Arjuna. In molti passaggi dei tantra come nel Kulrava-tantra 2.23-24, il
godimento dei sensi (bhoga) e la disciplina per ottenere la liberazione (moka) non sono
in antitesi, il primo correttamente usato conduce alla seconda. Lobiettivo di alcune
pratiche tantriche evidentemente soltanto materiale come nei sei riti di eliminazione
dei nemici (a-karman) o nellacquisizione dei poteri occulti (siddhi) primari e
secondari,23 ma altre pratiche che prevedono la disciplina del corpo, della parola, del
respiro, della mente e delleiaculazione del seme virile, mirano alla liberazione (moka)
e rappresentano un metodo alla portata di tutti senza distinzioni di casta e sesso. Il
corpo, non pi dimenticato o mortificato come dagli yogin asceti, usato nei riti di
adorazione (arcana), nelle posizioni ginniche (sana) e nei gesti rituali (mudr). La
parola diventa formula sacra (mantra) e inno (stotra), il respiro controllato
(prayama), la mente assorta in meditazione (samdhi) e leiaculazione durante il
rito tantrico sinistro sospesa per favorire lascesa della kualin-akti. Per quanto
riguarda i riti di adorazione (arcana), eccetto la parentesi del primo buddhismo dove
il Buddha non era raffigurato, n adorato e le contemporanee sette agnostiche
ajvika, il culto delle immagini sacre in India si sviluppato dai primi secoli a.C. fino al
XIII sec. quando stato rigettato dalle sette vraaiva, sant-nirgui e pi tardi dai sikh,
bul, kartbhaj e dallArya Samaja del riformatore Dynanda Sarasvati (XVIII sec.)
Nel Viudharmottara-pura (VI sec.), nella Brihatsahit di Varhamihira (VI sec.) e
nel Mnasrasilpa-stra (VII sec.) e altri manuali sono descritti i riti di costruzione
dei templi, di realizzazione delle immagini sacre (rca-vigrha) e della loro
installazione in ogni dettaglio dalle proporzioni del corpo, al numero di braccia, agli
oggetti retti nelle mani, ai gesti simbolici (mudr), agli ornamenti, ai vestiti, ecc. Vari
tantra e manuali (arcana-paddhati) di ogni setta come lHaribhaktivilsa del vaiava
Goplabhaa Gosvmin (XVI sec.), il Tantrasra dello akta Knanda (XVI sec.) e
i generici Pjpraka di Mitramira (XVII sec.) e il Nirayasindhu di Kamalkara
Bhaa (XVII sec.) descrivono i riti di adorazione e gli ingredienti adatti al culto di
ogni specifica divinit. Si distinguono immagini sacre permanenti alle quali offerto
un culto regolare come le statue nei templi e le immagini sacre temporanee installate
per particolari celebrazioni come il durg-pj, gli yantra o i vasi colmi dacqua
(pra-kumbha) nelle quali la divinit invitata solo per ricevere ladorazione al
termine della quale congedata (visarjana). Le cerimonie di installazione delle
23

Le siddhi sono menzionate nel cap. 3 dello Yoga-stra e elaborate nei commentari e nel cap. 15
dellundicesimo skandha del Bhagavata-pura. In generale sono considerate ostacoli sulla via della
perfezione dello yoga. Le principali siddhi sono otto: la capacit di ridurre (aim) o espandere
(mahim) le dimensioni del proprio corpo, diventare molto pesante (gariman) o leggero (laghim),
procurarsi oggetti da ogni luogo (prpti), realizzare ogni desiderio (prkmya), dominare ogni
situazione (itva) e persona (vaitva). Altre siddhi sono la chiaroveggenza (triklajatvam), la lettura
della mente altrui (para citta abhijat), il sentire e vedere cose lontane (dra-ravaa-daranam), il
tele-trasporto (mana java), lassumere qualsiasi forma desiderata (kma-rpam), lentrare nei corpi
altrui (parakya praveanam), il morire quando si desidera (svacchanda-mtyu), ecc.

XVII

immagini sacre permanenti nei grandi templi tendono ad essere molto complesse e
lunghe. Dopo le purificazioni rituali la divinit viene invitata (avahana) dal sacerdote
ad animare la forma materiale nella quale sar adorata, con appositi mantra il
sacerdote infonde la vita (pra-pratiha) allimmagine sacra trasferendo la divinit
dal proprio cuore toccando il proprio petto con la mano sinistra e il petto della
divinit con la mano destra. Poi le apre gli occhi (nayana-unmlana) con una
bacchetta doro o un bastoncino di legno di tulas e le regge di fronte uno specchio
cos che la prima cosa che la divinit veda sia la propria immagine. Troppo pericoloso
sarebbe per chiunque sostenere il suo primo sguardo probabilmente irato. Da quel
momento limmagine materiale della divinit sacra, n un riflesso (pratim) ed
pronta per essere adorata. Le divinit dei fiumi adorate nellacqua come Gag Dev,
Yamun Dev, ecc., le divinit adorate nel fuoco sacrificale (yaja) nei riti vedici e
tantrici e il Sole non necessitano riti di installazione. Anche il ciotolo nero (lagrmaila) del fiume Kali-Gandaki in Nepal che rappresenta Viu, il ciotolo (bana-liga)
del fiume Narmada in Madhya Pradesh che rappresenta iva, il cristallo di quarzo
(sryaknta) del fiume Vallam in Tamil Nadu che rappresenta Srya, il ciotolo rosso
(sonabhadra) del fiume Sona in Bihar che rappresenta Gaea, il ciotolo di pirite
(mkka) del fiume Svarnamukhi in Andhra Pradesh che rappresenta Durg e la rara
conchiglia vmavarti-akha della specie turbinella pyrum che rappresenta Lakm
essendo forme automanifestate (svayambhu) delle divinit non necessitano riti di
installazione. La complessit e il numero di articoli (upacra) offerti alle immagini
sacre varia dal culto privato a casa propria al culto pubblico nei templi, dal tempo e
dai mezzi a disposizione delladoratore. In generale si tratta dellofferta quotidiana di
uno, tre o cinque articoli (upacra) che possono diventare 16 o 64. Secondo alcuni
manuali di culto i cinque articoli fondamentali rappresentano i cinque elementi
grossolani (paca-mah-bhta), i cinque sensi di percezione (jna-indriya) e le loro
funzioni (tanmtra): lincenso (dhpa) rappresenta letere, le orecchie e ludito, la
lampada (dpa) rappresenta il fuoco, gli occhi e la vista, i fiori (pupa) laria, la pelle e
la senzazione tattile, il cibo (naivedhya) lacqua, la lingua e il gusto, infine la pasta di
sandalo (gandha) la terra, il naso e lodorato. La divinit installata temporaneamente
viene accolta e trattata come un ospite donore, mentre la divinit installata in modo
permanente in casa o nel tempio trattata come un re o una regina che risiedono nel
loro tempio-palazzo e i devoti che visitano il tempio richiedono loro favori come i
sudditi li chiedono ai monarchi. La statua della divinit la sua manifestazione pi
grossolana, il diagramma geometrico (yantra) la sua manifestazione intermedia e il
mantra (bja, mula e il nome della divinit) la sua manifestazione sonora e
meditativa pi astratta e migliore. Nel Bhgavata-pura 11.27.12-13 detto che le
divinit pu essere adorata in statue di pietra, di legno, di metallo, di terracotta, di
sabbia, di pietre preziose, in immagini dipinte e nelle immagini che ladoratore
concepisce nella mente. Invariabilmente nei tantra e nei manuali ladorazione interna
(antara) eseguita in meditazione considerata superiore alladorazione esterna
(bhya) eseguita con gli articoli materiali. Molti tantra e manuali contengono anche
specifici singoli versi o inni dhyna-loka o dhyna-stotra nei quali sono descritti
particolareggiate laspetto, i mudr, i vestiti, gli ornamenti, ecc., della divinit in modo
da farsene una immagine mentale completa da fissare o richiamare nella mente in
qualsiasi momento e luogo. Questa tipo di meditazione deriva dalle tecniche di
meditazione buddhiste hinayna sui dieci diversi oggetti (kasia) costituiti da cinque
elementi e cinque colori sui quali meditare fino ad escludere ogni altro pensiero.
Oltre alle istruzioni sul culto delle immagini sacre e sulla meditazione sulle divinit,
nelle sette tantriche sinistre aiva, kta e vaiava-sahajiy, il guru provvede alla
rivelazione al discepolo delle pratiche esoteriche di elevazione della kualin-akti. Il
termine kualin come anello (kua) e orecchino (kuala) deriva dalla radice kuc
curvare. Nei tantra la kualin-akti considerata essere una manifestazione di Dev e
lespressione di ogni tipo di energia creativa e intellettuale (ojas o tejas), vigore fisico e
virilit (vrya). Le tecniche di respirazione yogiche risvegliano la la kualin-akti

XVIII

dormiente nel pi basso cakra spinale (muladhara-cakra) nella forma di una serpe
nera e ondeggiante come un orecchino, la elevano lungo la spina dorsale o suumnnd attraverso i cakra fino a raggiungere la fontanella cranica (brahma-randhra) dove
si ricongiunge con iva o Ka e lo yogin n sperimenta lunione.24 Secondo D. White
in The alchemical body (1996), il corpo yogico un corpo metafisico che ha poco a
che vedere con quello fisico, la serie di cakra e i canali (nd) sono soltanto schemi
meditativi e sbagliano i fisiologi a cercare di identificarli con plessi e gangli o con i
sistemi sanguigno, linfatico e nervoso che si trovano nel corpo fisico. I testi e le diverse
tradizioni tantriche spesso non concordano sul numero e le posizioni dei cakra. Nel
Bhgavata-pura 2.2.19, nella iva-sahit, in alcune vaiava-samhit e yogaupaniad, nel acakra-nirpana, nel Kaulajnaniraya-tantra e nel tardo
Mahnirva-tantra sono enumerati sei o sette cakra corrispondenti ai punti vitali
(marman) menzionati nella Caraka-sahit. Nello kta Kbjikmt-tantra i cakra
sono cinque, in alcuni tantra della tradizione r-vidy sono nove o dodici, nei tantra
buddhisti vajrayna e in alcuni testi dei nth e nei testi sufi sono quattro come i
quattro principali pha buddhisti e poi kta. Secondo la tradizione ci sono 108
vaiava-sahit25, 28 aiva-gama, 64 akti-tantra o nigama, 8 ymala e 6 dmara,26 ma
queste divisioni e numerazioni sono convenzionali pi che reali. In realt la letteratura
tantrica aiva e kta molto pi voluminosa di quella vaiava. Oggi tra antichi e
recenti, noti e rari, publicati e manoscritti si contano oltre trecento aiva e kta
tantra. Nel Sammohana-tantra sono enumerati 402 aiva e kta-tantra, 339 vaiavatantra, 122 gjapatya-tantra, 39 bauddha-tantra, e 18 saura-tantra. Nei pi tardi Kiraagama, Kmika-gama, Paramnanda-tantra, Kaulavalniraya-tantra si trovano altre
diverse classificazioni e liste di tantra. Oggi molti dei titoli menzionati nelle liste
contenute nei tantra e nei compendi pi antichi sono introvabili o se n trovano altri
mai menzionati di origine e data di composizione difficilmente determinabile. Dei
tantra pi diffusi ci sono varie edizioni pi o meno diverse, alcuni omonimi sono per
totalmente diversi. Purtroppo della gran mole di manoscritti tantrici che si trovano
nelle biblioteche in India, Nepal e altrove, poche sono ancora oggi le edizioni e
traduzioni in lingue occidentali e ancor meno le edizioni critiche. Non mancano testi
tantrici composti in un cattivo sanscrito o in dialetti medioevali come il Kbjikmt24

La kualin-akti trattata nel Goraka-paddhati 1.47-51, nel cap. 3 del Haha-Yoga-pradpik, nel
Tantrarja-tantra, nel Bhannla-tantra, nel acakranirupaa e nella Gheraa-sahit.
25
Le vaiava-sahit o pcartra di probabile origine kashmira sono state composte dal IV sec. al IX
sec. Alcuni elementi filosofici e teologici dei pcartra sono confluiti nelle pi tardi tantra aiva
kashmiri in particolare nella tradizione trika. Il nome pcartra pare alludere a degli insegnamenti
impartiti da Viu, Lakmi o Nrada nellarco di cinque notti (rtra). I testi principali sono la
Ahirbudhnya-sahit, la Jaykhya-sahit, la vara-sahit, la Jnmtasra-sahit, la Sanatkumrasahit, la Satvata-sahit, la Brahma-sahit cara ai gauya della quale per rimane solo un
frammento. Il nome sahit come gli antichi inni vedici, evidenziare il tentativo dei loro autori vaiva
a legarsi allortodossia brahmanica a differenza degli eterodossi aiva-gama. Pi tardi ma nel solco dei
pcartra sono il Lakmi-tantra (IX-XII sec.), il Nrada-pcartra (IX-XII sec.), il Gautamya-tantra
(XIII sec.), il Nradabhakti-stra e il ilya-stra. Gli argomenti contenuti nei pcartra sono
quattro: cary, kriy, yoga e jna. In particolare sono esposte le dottrine delle espansioni o
manifestazioni divine (vyuha) di Viu-Ka, nella forma degli avatra, di anima suprema (Paramtman) e nelle immagini sacre adorate nei templi. Inoltre sono descritti i riti di costruzione dei templi,
di realizzazione, installazione e adorazione delle immagini sacre e i metodi di meditazione su ViuKa. Il sentimento generale che pervade i pcartra la timorosa soggezione alla divinit dovuta
alla sua magnificenza (aivarya-bhva). Vednta Deika nel Pcartra-raka sostiene che ci sono
quattro tipi di testi pcartra: gama come la Sttvata-sahit che verte sui quattro manifestazioni
(vyha) di Viu, mantra come la Paukara-sahit che verte sul culto dei dieci avatra di Viu, tantra
come la Jayakhya-sahit che verte sul culto di un'unica forma di Viu e tantrntara come la
Hayagrva-sahit che verte soltanto sul culto degli avatra zoomorfi di Viu (Matsya, Krma, Varha,
Nimha e Hayagrva).
26
Generalmente negli gama iva risponde alle domande di Prvat, nei nigama Prvat che risponde
alle domande di iva, negli ymala il ruolo di precettore assunto da altre figure mitiche e nei dmara
assunto dagli attendenti di iva. Nel Brahma-ymala contenuta una lista di otto ymala: Brahma,
Rudra, Skandha, Viu, Yama, Vyu, Kuvera e Indra-ymala. Oggi solo il Brahma-ymala intero e in
altri tantra ci sono altre liste che menzionano il Lakm, Um, Gaea, Jayadratha, Dev e Bhairavaymala.

XIX

tantra, lo aktisagama-tantra, il Brahma-ymala, il Kaulajnaniraya di


Matsyendranth e la successiva letteratura nth. Si tratta di testi che contengono verbi
coniugati scorrettamente e sostantivi non declinati o declinati scorrettamente. Secondo
alcuni studiosi furono composti in tal modo da autori ignoranti o per renderli
difficilmente comprensibili ai non iniziati, per altri per facilitarne la comprensione
anche agli iniziati poco colti. Il sanscrito dei tantra pi importanti come il
Prapacasra-tantra, il Tantrarja, il Gndharva-tantra, i compendi come il Tantrloka
di Abhinavagupta e il Setubandha di Bhskararya di ottima qualit e da ci si deduce
che i loro autori erano bramaa colti. Il fatto che le tarde akta-upaniad come la Devupaniad, la Tripra-upaniad, la Bhvana-upaniad, la Kaula-upaniad, la Annapraupaniad e altre siano legate allAtharva-veda ha indotto alcuni ricercatori a pensare
che gli autori di alcuni tantra fossero tharvaa-brmaa dediti al culto delle
immagini nei templi o sacerdoti (purohita) di dinastie regnanti che si occupavano del
benessere del re e della vittoria sui nemici. Per attribuirsi autorit e per giustificare le
differenze dottrinali e pratiche dai culti ortodossi (smrta e vaidika), i tantra dichiarano
di costituire un aggiornamento degli originali quattro Veda, un adattamento ai tempi e
sostengono che il corpo di lettratura tantrica per importanza e volume costituisce
complessivamente il quinto Veda. Lo smrta Kulluka Bhata (XIV sec.) nel suo
commento alla Manu-smti 2.1 sostiene che i Veda, le upaniad, ecc. e i tantra sono
ambedue rivelazioni (ruti), ma per i tantrici i tantra esposti direttamente da iva,
Prvat, Viu, ecc., sono pi recenti, pi adatti alla loro epoca e perci sono
considerati superiori anche ai Veda. I confini tra il sistema eterodosso (tntrika) ed
ortodosso (vaidika) sono netti solo per i pi rigidi mmnsak, gli smrta-brhmaa
hanno adottato il metodo di culto tantrico destro (dakia) come i vaikhnasa, i
vaiava delle quattro tradizioni (sapradya), gli aiva-siddhnta e gli kta del culto
r-vidy per i quali questi confini sono inesistenti. I tantra seguono uno schema
espositivo piuttosto stereotipato, si tratta spesso di dialoghi tra due personaggi
mitologici, non solo divinit maschili e femminili, dove dopo molte insistenze loratore
che pu essere luno o laltra rivela i mantra e le pratiche segrete prima di allora mai
rivelate. Secondo Agehananda Bharati in The tantric tradition (1965), i tantra in
genere sono manuali tecnici costituiti per oltre la met da mantra, nysa, dhyna,
arcana, yantra, ecc. Secondo la tradizione i tantra hind trattano i seguenti quattro
argomenti (pda): kriy, yoga, cary e jna, ma in realt sono pochi i tantra che
rispecchiano questo modello. Il kriy-pda verte sui riti di adorazione (arcana) delle
immagini sacre, la costruzione di templi (sthpana), i pellegrinaggi (tirtha-yatra), ecc.
Lo yoga-pda verte sulle discipline (sdhan) come le posizioni ginniche (sana), il
controllo del respiro (pryma27), la recitazione di formule sacre (mantra e dhra),
le posizioni rituali delle mani e del corpo (mudr), le applicazioni rituali dei mantra sul
27

Il prayma menzionato nello Yoga-stra 2.49, nella Bhagavad-gt 4.29 e nella Gheraa-sahit
5.38-44 ed elaborato nei commentari. La pi semplice forma di pryma consiste nel ciclo regolare di
inspirazione ed espirazione attraverso le narici alternativamente aperte e chiuse con il dito medio e il
pollice della mano destra. Nella fase di inspirazione (praka), il respiro discendente (apna) percorre il
canale destro (pigal-nad) maschile, caldo e solare, mentre nella fase di espirazione (recaka), il
respiro ascendente (pra) percorre il canale sinistro (-nad) femminile, freddo e lunare. Nelle fase
di sospensione (kumbhaka) a polmoni vuoti lo yogin per mezzo di contrazioni del perineo (mla-bandha)
e delladdome (uiyna-bandha) provoca lascensione della kualin-akti attraverso i cakra. In varie
yoga-upaniad, tantra e testi dei nth si tratta dellajap-mantra soham (sa aha) io sono e aha sa
lui me recitato inconsapevolmente da ogni essere vivente ad ogni aspirazione e espirazione. Oltre al
respiro lo yogin sviluppa il controllo dei cinque soffi vitali principali e dei cinque secondari. Il pra
espleta la respirazione ed situato nel petto, lapna espleta lescrezione delle feci, dellaria, dellurina
e leiaculazione ed situato tra lano e i genitali, il vyna espleta la circolazione del sangue e pervade
tutto il corpo, il samna espleta la digestione ed situato nel plesso solare, ludna provvede al senso di
equilibrio ed situato nella testa. Inoltre il nga fa eruttare e vomitare, il krma fa sbattere le palpebre,
il kkara fa tossire e rende affamati, il devadatta fa sbadigliare e il dhanajaya pervade il corpo intero e
non lo abbandona per qualche tempo neanche quando il corpo muore perci per evitare di diventare
spiriti incorporei (bhta) costituiti del dhanajaya-pra e corpo sottile (skma-arra): mente,
intelligenza ed ego, necessaria la cremazione. Secondo la medicina tradizionale indiana, la pazzia
un disturbo delle arie vitali (pra) e la pratica scorretta del pryma potrebbe causare cattiva salute e
squilibrio mentale.

XX

corpo (nysa) e il culto dei disegni geometrici (yantra e maala), con i quali si
ottengono i poteri occulti (siddhi), lascesa della kualin-akti attraverso i cakra, la
perfetta meditazione (samdhi) e la liberazione (moka). Il cary-pda verte sulla
condotta morale e etica delladepto e il jna-pda verte sulla filosofia e la metafisica
tantrica. I tantra buddhisti vajrayna sono classificati in quattro categorie: kriy, cary,
yoga e anuttara in sostituzione del jna, ma diversamente dai tantra hind ogni tantra
vajrayna tratta un particolare argomento (pda). Ci sono kriy-tantra come
lAnantamukhadhara-stra, cary-tantra come il Mahvairocana-tantra (VIII sec.),
yoga-tantra come il Tattvasagrha-tantra e anuttara-tantra come il Guhyasamjatantra (VI sec.), lHevajra-tantra (VII sec.), il Caamahroaa-tantra (VIII sec.), il
Buddhakapla-tantra, lo Yoginsacra-tantra e lAdvayasiddhi di Lakminkra (IX sec.)
Il tantrismo prospera dove i re e i govenanti erano tolleranti o essi stessi n erano
adepti, ma alcuni osteggiarono le pratiche sinistre. Dagli annali noto che nel XI-XII
sec., diversi reggenti del Kashmir perseguitarono i tantrici per le loro pratiche
immorali che evidentemente non furono mai veramente segrete. In alcuni passi del
Mattavilsa di Mahendravarman (VII sec.), del Kdambar di Babhaa (VII sec.),
nellgamaambara di Jayanta Bhaa (IX sec.), del Karpuramajari di Rjaekhara
(IX sec.) e del Davatracarita di Kemendra (XI sec.) gli yogin tantrici sono dipinti
come infidi, lussuriosi e sudici. Nella iva-sahit 2.1-5 detto che esiste una
equazione tra luniverso e luomo, similmente un passo spesso citato del Vivasratantra dice: ci che qui (nel corpo) ovunque, ci che non qui non in nessun
luogo. Per mezzo di tutte le scienze fisiche e metafisiche come la teologia, lalchimia,
la medicina, lastrologia, larchitettura, la linguistica, la grammatica, ecc., il tantrismo
mira a definire un campo unificato in grado di spiegare ogni tipo di fenomeno fisico e
metafisico. Nei tantra aiva, kta e vaiava il processo di creazione e distruzione del
mondo, le corrispondenze fra macrocosmo (universo) e microcosmo (uomo) e le
discipline (sdhan) che conducono alla liberazione (moka) sono interpretate alla luce
delle dottrine smkhya, yoga, advaita e dvaita-vednta. Ma in genere le dottrine
tantriche si oppongono alle dottrine advaita, respingono lidea del mondo come
illusione (my), piuttosto n riconoscono la realt come potenza (akti o
mulaprakti) impersonata da Mahdev (Prvat o Lakm) soggetta o indipendente
dal Mahpurua (iva o Viu). Nella Bhagavad-gt 7.4-5 e 9.10 e nei pi antichi
pcartra alla consorte di Viu riconosciuta la funzione di akti a lui soggetta come
la moglie al marito definito possessore di energie (aktimant). Allo stesso modo nella
aiva vetsvatara-upaniad 4.10 detto: sappi che la natura materiale (prakti) My
(akti) e Mahevara (iva) colui che la governa In ambito aiva kashmiro i cui
esponenti principali tra il X e il XII sec. furono Somnanda, Utpaladeva,
Abhinavagpta, Kemarja e Jayaratha, il matrimonio mistico tra iva e Prvat
costituisce il mito fondamentale. iva e akti sono complementari, non possono essere
separati come il chiarore della Luna dalla Luna o come il calore del fuoco dal fuoco.
La creazione universale (si) consiste nella penetrazione di iva o purua in akti o
prakti e la dissoluzione (pralaya) consiste nella penetrazione di akti in iva. Tra la
creazione e la dissoluzione vige il sasra o condizionamento dei tre gua di prakti e
illusione (my) della dualit tman/paramtman e della molteplicit degli tman. I
nth-yogin per mezzo dello yoga della dissoluzione (laya-yoga) percorrono a ritroso il
processo della creazione attraverso le evoluzioni dei 24 elementi materiali (tattva) di
prakti per tornare allindivisa e assoluta unit costituita dal gioioso amplesso di iva e
akti. Nel ramo vadkalai della rmnuja-sapradya, Lakm nella triplice forma di r,
Bh e Nl la consorte di Nryana. Lei bilancia la distante severit di Viu e
compassionevole e materna rivela allumanit la dottrina vaiava. Il legame intimo e
amorevole che unisce i figli alla madre e quello timoroso e severo che li unisce al
padre si trasferisce molto facilmente alle divinit femminili come Lakmi e Prvat
considerate madri universali e a Viu e iva considerati padri universali. Viu
sempre adorato con Lakm, mentre Lakm pu essere adorata anche
indipendentemente, ma nelle tradizioni vaiava, solo perch lei interceda per conto

XXI

del bhakta presso Viu, altrimenti il culto di Lakm si trasforma nel culto kta di Dev.
Diversamente lidea essenziale degli kta-tantra e degli kta-pura come il
Mrkaeya-pura (V sec.) che contiene il Devi-mhtmya, il Brama-pura (VII
sec.), il Klik-pura (XI sec.), il Devbhgavata-pura (XIV sec.), il Mahbhgavatapura (XVI sec.) e il Bhaddharma-pura (XVI sec.), la supremazia assoluta di
Mahdev, senza la quale iva e Viu sono statici e incapaci di creare come detto nel
Saundarya-lahar 1.1 attribuito dalla tradizione a akara. Un passo spesso citato del
Kbjik-tantra ripreso in vari tantra tra i quali nel cap. 5 del Guptasdhan-tantra dice
che senza akti che lo anima, iva (lauspicioso), non che un inauspicioso cadavere
(va). Ogni forma di dinamismo (pravtti) attribuito a Dev, mentre iva simile al
purua del skhya, statico (nivtti). La Mahdev kta incorpora ambedue i principi
prakti e purua, materia e spirito, akti diventa la potenza che tutto pervade e la
totalit degli esseri viventi. Nella forma di Sarasvat, Lakm e Kl, Mahdev
rappresenta i tre fattori condizionanti (gua) di prakti: la virt o principio creativo
(sattva), la passione (rjas) o principio di conservazione e lignoranza (tamas) o
principio dissolutivo. Mahdev nella forma di Durg la personificazione del potere
illusivo (my-akti) di condizionamento degli esseri viventi (jvtman) perci da lei
dipende il condizionamento o la liberazione dal sasra. Il termine durga significa
fortezza inespugnabile o prigione dalla quale difficile evadere. In genere nei testi
tantrici iva istruisce Dev, ma nei nigama-tantra come il Kulacuamai-tantra lei che
istruisce iva sui misteri delle pratiche tantriche. Nel tardo Adbhuta-rmyana Sit
delusa dellincapacit di Rma di uccidere Rvaa, assume la forma di Kl e uccide
Rvaa lei stessa, nella Dev-gt Dev manifesta la sua forma universale (vivarpa)
come Ka nel cap. 11 della Bhagavad-gt, nel Lalit-saharanma contenuto nel
Brahma-pura i dieci avatra di Viu sono detti derivare dalle dieci dita dei suoi
piedi.Dev possiede un carattere profondamente contradittorio, sia madre benevola
(saumya) nella foma delle Dee coniugate come Prvat, Annaprn, Um, Ambik,
Lalit, Gaur e altre, ma terrificante (raudra) nelle forme irate di Kl (la nera),
Ca (la belva), Chinnamast (la decapitata) e altre damahvidy.28 Nel cap. 8 del
Sauptika-parvan del Mahbhrata, Kl accompagna Avatthama allattacco al campo
dei pava al termine della battaglia di Kuruketra. Inni dedicati a Kl per il
successo in battaglia si trovano nellAgni-pura e nel Garua-pura. Anche nelle
forme di Stal, Manas e ah, Dev assume caratteri benevoli e maligni. Stal (la
fredda) nellIndia del Nord o Mariyamm nellIndia del Sud la divinit del vaiolo. La
sua collera si manifesta nelle pustole cutanee e i brividi freddi per via delle febbri del
vaiolo e il suo favore nella guarigione. In seguito alla totale sconfitta del vaiolo grazie
alla vaccinazione di massa degli anni 70, il culto di Sital-Mariyamma si sta
trasformando in quello di Kl e Durg o passando dal vaiolo allaids. Allo stesso modo
il culto di Manas popolare in Bengala e Orissa che deriva da quello delle ngin di
epoca vedica e dalla Jgul buddhista, protegge e cura i morsi di serpente. Mentre
ah cos chiamata perch adorata il sesto giorno dal parto che deriva dalle
antiche Sinvl e Hrt buddhiste concede o toglie fecondit alle donne e salute o
malattie ai bambini. Secondo il mito narrato nel Dev-mhtmya, nel cap. 8 del
Mahbhgavata-pura e nel Devbhgavata-pura, le daamahvidy sono originate
dallira di Sat contro il padre Daka. Il culto delle daamahvidy trattato nei cap. 1
e 10 del Toala-tantra, nella Mahkla-sahit, nello aktisagama-tantra e nei
compendi tantrasra di Knanda e ktapramod di Rjanandasimha. I dhynamantra descrivono Kl nuda (digambar), scura (kala) e dai capelli sciolti (muktake)
che rappresentano il tempo (kla) e il vuoto (unya), con la lingua di fuori
(lalajjihv), con una ghirlanda di 50 teste mozzate (muamla) che rappresenta le
lettere dellalfabeto sanscrito, con la mano destra che brandisce una spada (khaga)
insanguinata che rappresenta la discriminazione (viveka) tra il vero e il falso, con la
28

Le damahvidy sono: Kl la nera, Tr la liberatrice, Lalit la ben disposta, Bhuvanevar la


signora dei mondi, Bhairav la collerica, Chinnamast la decapitata, Dhmvat la vedova annerita dal
fumo della pira funebre, Bhagalmukh dalla testa di uccello, Matag la fuoricasta e Kamal o Lakm.

XXII

mano sinistra che regge la testa mozzata di un demone che rappresenta la falsa
nozione di identit (ahamkra) separata dal tutto e con il piede destro sul petto del
cadavere di iva disteso al suolo. Anche Chinnamast nuda e scura ma raffigurata
mentre si decapita e danza sulla coppia copulante di Kma e Rat personificazioni
della lussuria e dellattaccamento. I fiotti di sangue che escono dal collo reciso di
Chinnamast bevuti dalle due yogin nude che la affiancano rappresentano la
kualin-akti che risale attraverso la uumn-nd, mentre le due yogin
rappresentano la i-nd e la pigal-nd. La nudit una grave rottura delle norme
di comportamento femminile hind, i capelli sciolti indicano lo stato di
contaminazione dovuto alle mestruazioni, lo stato di vedovanza o lessere una
prostituta. Laffollato pantheon delle divinit hind si espande tra i due estremi
costituiti dalle due coppie non coniugate Rdh-Ka e Kl-Bhairava, quanto la
prima coppia bella e attraente, tanto la seconda terrificante. I nomi Kl e Ka
significano la nera e il nero, ambedue sono di carnagione scura e sensuali anche se in
modo diverso. Kl esprime una sensualit attiva e per alcuni versi maschile, mentre
Ka il cui aspetto femmineo esprime una sessualit passiva. Ka oggetto di
attrazzione erotica delle gop e dei bhakta a lui legati nel mdhurya-rasa, ma egli
sublima la sessualit, uno dei suoi nomi Acyuta che indica che non lascia cadere il
seme. Nel Bhgavata-pura 10.33.25 durante la danza rasa malgrado fosse circondato
da gop amanti, detto che non era eccitato sessualmnente (avaruddha saurata). Kl
e le altre damahvidy invece rappresentano lespressione pi terrena della
sessualit, sono madri e matrigne, danno la vita, ma richiedono in cambio anche
sangue e morte. Vari tardi kta tantra come linedito Rdh-tantra e il Klvilsatantra nei cap. 23-35 fondono il culto di Rdh-Ka con quello di Kl. Nel cap. 10
del Toala-tantra detto che i dieci avatra di Viu provengono dalle dieci
mahvidy: Ka da Kl, Nrasiha da Chinnamast, Vamna da Kmal e cos via.
Nel cap. 4 del Devrahasya sono descritti mantra, yantra e dhyna di Rdh e Ka
come si trattasse di un tardo tantra vaiava, di fatto tra il XVI e il XVIII sec. la
distanza tra il culto kta di Dev e quello tantrico vaiava di Rdh si accorcia fino a
scomparire. Dal IV sec. al VII sec. da senza nome e individualit le mtk fino ad
allora raccolte in mtga gruppi di Dee Madri si riducono a sette o otto e si
arianizzano diventando consorti delle pi importanti divinit maschili puraniche:
Brahma diventa la moglie di Brhma, Mahevar di iva, Vaiav di Viu, Varh di
Varha, Indrn o Aindr di Indra, Kaumar di Kartikeya e Nrasimh di Nsimha.
Talvolta Camu sostituisce Nrasihm e sono spesso accompagnate da Gaea e
Skandha figli di Prvat. Il pi antichi set di sette e otto mtk si trovano in alcuni
templi rupestri a Udayagiri (Bhopal, Madhya Pradesh) risalenti al IV sec. Le pi
antiche menzioni delle matk si trovano nel Mahbharata 3.9.46 e 3.215.16-22 dove
sono dette essere le sette Kttik (Pleiadi) che adottano Skandha, lo stesso mito
ripreso nellAgni-pura 50.21-22, 30-37. Nel Mahbhrata 3.219.20-48 sono descritti
vari tipi di mtk come Ptan, Revat, Saram, ecc. che procurano aborti o uccidono
i bambini e nel 9.45.3-40 n sono enumerate 190. Le sapta-mtk sono descritte in
dettaglio nella Brihat-sahit (VI sec.) e nel Viudharmottara-pura mentre il loro
culto tantrico trattato nel cap. 23 del Kaulajnaniraya, nel cap. 63 del Klkpura e in vari tantra tra i quali il Tantrasadbhva-tantra, il Siddhayogevarmt e il
Mlinvijayottara-tantra. Secondo il mito narrato con poche varianti nel Devmhtmya, nel cap. 56 del Vamna-pura, nel Skandha-pura e nel Devbhgavatapura, le sapta-mtk sono originate da Viu, iva, Indra, ecc., per assistere Durg
nella battaglia contro i demoni umbha e Niumbha, ma in realt provengono da
Durg che al termine della battaglia le riassorbe. In ambito kvya, nel Mcchakaika di
draka (III-IV sec.) e nel Carudatta of Bh (III sec.) ci sono riferimenti a sacrifici
cruenti offerti alle mtk agli incroci stradali considerati luoghi inauspiciosi perch
adatti alle imboscate dei predoni. NellHaracarita di Babhaa (VII sec.)
menzionato un asceta che vive in un tempio delle mtk (mt-gha) e nel Kadambar
di Babhaa (VII sec.) la regina Vilasavat esegue riti in un tempio delle mtk per

XXIII

ottenere un figlio. Secondo alcune tarde tradizioni le mtk sono 10 come le


mahvidy o anche 16 come le oai-nity e si espandono nelle 64 (8 per 8) o nelle 81
(9 per 9) yogin. Nelle speculazioni dei grammatici le sette mtk sono le sette vocali
dellalfabeto sanscrito: a, i, u, , l e i ditonghi: e e o, oppure le sette classi di
consonanti unite alle vocali: gutturali, palatali, celebrali, dentali, labiali, nasali e
sibilanti ossia tutte le 50 lettere dellalfabeto sanscrito. Nel Kmadhenu-tantra e nel
cap. 35 del Tantrarja le sette classi di consonanti rappresentano il canale pigal, le
sette vocali rappresentano il canale e ai sette cakra situati lungo la suumn-nd
attribuito un numero totale di 50 petali ai quali corrispondono le 50 lettere
dellalfabeto. Le 64 (o 81) yogin, figlie delle 7 o pi mtk, sono tutte manifestazioni
di Dev o sue attendenti. Come tante altre Dev, sono Dee dal carattere ambiguo,
piene di amore materno che concedono siddhi e anche streghe sanguinarie, alcune
delle quali zoomorfe e difficilmente distinguibili dalle kin, yakin, kin, rhin,
lkin, ecc. Il loro culto connesso a quello aiva kplika, godendo del patronato delle
dinastie bhaumakara e somavai nel IX-XI sec. bisognose di rituali di conquista e
protezione del regno si diffuse nellIndia centrale e del Nord-Est si svolgeva in templi
circolari scoperti con un solo accesso e a forma di yoni (utero). Ci che rimane dei
templi delle 64 yogin risalenti dal IX allXI sec. si trova a Khajuraho (Madhya
Pradesh), a Ranipur (Balamgir, Orissa), a Hirapur (Bhuvaneshvara, Orissa), a
Bhedaghat (Jabalpur, Orissa), a Mitauli, a Naresar e Shahdol (Gwailor, Madhya
Pradesh) e a Dudahi e Badoh (Lalitpur, Uttar Pradesh) e Lokhari (Banda, Uttar
Pradesh). Dev assume innumerevoli forme, ma in realt come iva spiega a Cik
(Durg) nel Mtkbheda-tantra 12.40, come c ununica divinit maschile
(Mahdeva), c ununica divinit femminile (Mahdev) che assume varie forme e
nomi. In hindi si dice: ek hi mt hain tutte le Dee Madri sono una, sono
manifestazioni della stessa Dev. Come abbiamo visto Dev madre e moglie auspiciosa
nella forma di Prvat, Ambik, Lakmi, ecc., vergine come Kmar, sensuale come
Lalit-Tribhuvanevar, onniscente come Sarasvat, guerriera come Durg e furiosa
come Kl, Ca, ecc. Del resto anche iva una figura ambigua, uno yogin dedito a
severe ascesi e marito di Prvat, pu essere facilmente soddisfatto (utoin) e
dispiacuto (ukopin). iva nella sua lunga storia ha integrato il carattere di una antica
divinit vedica e upanishadica (Rudra), di una divinit degli animali (Paupati), della
morte e dei crematori (Kala-Bhairava). Unito a Prvat nella forma dellandrogino
Ardhanrvara e nel culto del yoni-liga, il miglior esempio di simbolismo tantrico. I
vraaiva non considerano il liga il fallo di iva n che la sua base sia la yoni,
considerano il liga la rappresentazione aniconica di iva, una colonna o lasse del
mondo. Per gli altri aiva lunione yoni-liga riproduce lunione dei due principi
purua e prakti causa della creazione delluniverso e di tutti gli esseri viventi.
Linterpretazione tantrica sinistra vede iva, il sommo asceta dal fallo eretto (rdhvaliga) unito a akti in perfetta concentrazione (samdhi) con il pieno controllo del
corpo, del respiro, della mente e del seme virile. iva appare anche con Viu nella
forma combinata Hari-Hara e come Dattatreya29 nella famosa trimrti con Brhma e
Viu. Nel cap. 39 del Brahma-ymala riprendendo la triplice divisione degli adoratori
in base alloggetto di adorazione che si trova nella Bhagavad-gt 9.25 e 17.4, i testi
tantrici sono divisi in correnti (srotas) destre (dakia), sinistre (vma) e mediane
(madhyama). I tantra appartenenti alla corrente destra sono detti essere influenzati dal
sattva-gua, propongono il sentiero regolato (vaidhi) rispettoso delle norme etiche e
morali e sono adottati dalle sette aiva e vaiava ortodosse. I tantra appartenenti alla
corrente sinistra sono influenzati dal rjas-gua, propongono il sentiero trasgressivo
(aniyamita) e sono adottati dalle sette sinistre aiva, kta e vaiava. I tantra
appartenenti alla corrente mediana sono influenzati dal tamas-gua e sono adottati
29
Il culto di Hari-Hara si diffonde dal X sec. Viu raffigurato nella met destra e iva nella met
sinistra. Dattatreya menzionato nel Mahbhrata vanaparvan 115.12, anti-parvan 49.36-37 e
anuaana-parvan 152.5 e in vari pura come il Mrkaeya-pura. Dattatreya raffigurato avente tre
teste.

XXIV

dagli adoratori degli spettri (bhta, preta, piaca, ecc.) In genere i tantra sono distinti
soltanto in destri e sinistri in base al tipo di pratiche rituali che propongono. I genere i
tantra sinistri autorizzano la trasgressione di ogni norma, ma solo in un contesto
altamente ritualizzato, mentre i tantra destri rispettano le ingiunzioni dei dharmastra, le cinque proibizioni (yama) e le cinque ingiunzioni (niyama) enumerate da
Patajali nello Yoga-stra 2-30-31. Oltre al culto vaiava esclusivamente destro di
Rma e Sit pare che solo il tantrismo jaina sia privo di caratteri sinistri. Anche nel
jainismo fin dallantichit sono penetrati i culti di divinit e semidivinit femminili
come Trial madre di Mahvra, Lakm, Ambik, Padmavat, Jvlamlin, ecc. e delle
16 Vidydev, ma lestremo ascetismo jaina, il puritanesimo e la ferrea adesione al
principio della non-violenza ha escluso i riti sinistri e il sacrificio di animali. In alcuni
aiva-tantra i diversi tipi di tantra o tradizioni (mnya) sono detti essere annunciati
dalle cinque bocche delle cinque forme di iva delle dottrine aiva kashmire gi
menzionate nella Taittirya-rayaka 10.43-47: Sadyojta, Vmadeva, Aghora,
Tatpurua e Ina. Alla tradizione famigliare kaula-mnya da kula clan o famiglia
iniziatica che verte sul culto di Dev-Kulevar appartiene la letteratura originale dei
nth come il Kaulajnaniraya-tantra e la Matsyendra-sahit attribuiti a
Matsyendrantha (IX sec.), il Brahma-ymala (IX sec.), il Kulacmai-tantra (XII
sec.), il Kulrava-tantra (XII sec.), il Kaulavaliniraya (XII sec.) e lo Yogin-tantra
(XIV sec.) oltre a una quarantina di altri kula-tantra. Alla tradizione settentrionale
uttara-mnya o kl-kula appartengono il Guptasdhana-tantra (XI sec.), il
Mahcncra-tantra (XI sec.), il Jayadrata-ymala (XI sec.), il Toala-tantra (XI sec.),
il Niruttara-tantra (XII sec), il Paraurmakalpa-stra (XIII sec.), il Kmakhy-tantra
(XV-XVI sec.), il Bhannla-tantra (XVI sec.), il Kkamlin-tantra e il Tr-tantra e i
compendi Sarvollasa di Sarvnanda (XV sec.), Tantrasra di Knanda Vagia (XVI
sec.), ktapramoda di Rjnandanasiha, Pratoini di Rmatoaa (XVII sec.),
ktnandataragii di Brhmnanda (XVIII sec.) e Symrahasya di Prnnanda
Giri (XVIII sec.) Alla tradizione occidentale pacima-mnya diffusa in Nepal
appartiene il Kbjikmt-tantra (VI sec.) e lo Siddhayogevarmt-tantra (X sec.) Alla
tradizione orientale prva-mnya diffusa in Kashmir appartengono il Bhairava-tantra
(VIII sec.), il Vijna-bhairava (VIII sec.), il Malinivjayottara-tantra (IX sec.), il Netratantra (IX sec.), il Tantrasadbhva (IX sec.), lo Svaccha-tantra (X sec.), lo
Mgendra-tantra (X sec.) e i compendi Tantrloka e Tantrasara di Abhinavagupta (X
sec.) Alla tradizione meridionale dakina-mnya che verte sul culto di r-vidy
appartengono il Vmakevara-tantra, il Jnrnava-tantra, la Dakiamrti-samhit, il
Gndharva-tantra, il Tantrarja-tantra e i compendi Kmaklavilsa di Puynanda
(XVII sec.), Nityotsava di Umnandantha (XVII sec.), Setubandha e Varivasyrahasya
di Bhskararya (XVIII sec.) e il commentario al Saundaryalahar di Lakmdhara
(XVI sec.) Nel Paraurmakalpa-stra, nel Mahsiddhisra-tantra e qualche altro aiva
e kta-tantra sono definite tre divisioni (krnta) o aree di influenza dei diversi tipi di
tantra. Il viu-krnta si estende dalle colline Vindhya (Madhya Pradesh) verso Est
attraverso il Bihar, lOrissa e il Bengala. Lava-krnta si estende a Sud delle colline
Vindhya attraverso il Maharastra, Karnataka, Andhra Pradesh e Tamil Nadu. Il rathakrnta si estende a Nord-Ovest delle colline Vindhya attraverso lUttar Pradesh, il
Kashmir, il Nepal, il Tibet, la Cina fino alla Mongolia. Le pratiche tantriche sinistre
(vma) definite cn-cra ossia alla maniera cinese, sono dette provenire dal rathakrnta ossia da fuori dallIndia. Al cn-cra si fa riferimento nel cap. 1 del Brahmaymala, cap. 17 dellUttarakandha del Rudra-ymala, nel Mahcncra-tantra, nel cap.
7 del Bhannla-tantra e nel buddhista Tr-tantra. In questi tantra pi o meno allo
stesso modo narrato il viaggio del i vedico Vsiha alla ricerca del miglior metodo
per ottenere la liberazione da Kamakhya (Guwahati, Assam) al Tibet dove incontra il
Buddha dedito alle pratiche sinistre con donne discinte e ubriache. La definizione
ratha (carro) e ava (cavallo) pare sia connessa al mezzo di trasporto prevalentemente
usato in quelle aree, mentre la definizione Viu pare derivare dalla diffusione della
viu-bhakti nellIndia del Nord-Est. Ci indica la relativamente recente epoca di

XXV

origine di questi tantra poich il culto di Viu si diffonde nellIndia del Nord-Est
governata dai sena dallXII sec. Nel Sammohana-tantra gli kta-tantra sono divisi in
hdi o tantra della tradizione r-vidy dedicati a Lalit-Triprasundar che
propongono mantra che cominciano con il bja-mantra hr (ha-di`) e tantra kdi
dedicati a Kl che propongono mantra che cominciano con il bja-mantra kr (kadi). I tantra sinistri non sono necessariamente solo aiva e kta, anche nel vaiava
Lakm-tantra 43.75-90 sono descritte pratiche sessuali rituali sinistre. I tantra sinistri
trasfigurando il sesso e il peccato promuovono una rigenerazione etica e morale che
priva dellossessione brahmanica puro/impuro. Tutto il sistema delle caste basato sul
concetto di purezza e impurit, ad un estremo i nati due volte (dvija), in particolare i
brmaa che si devono preoccupare di mantenere il loro stato di purezza, mentre i
udra e ancor di pi i fuori casta, sono contaminati per nascita tanto che nella
Bhagavad-gt 9.32 sono definiti nati in grembi peccaninosi (ppa-yoni). Nei dharmastra ai fuoricasta sono assegnate le mansioni impure di barbiere, lavandaio,
spazzino, macellaio, ciabattino, conciatore, becchino, cacciatore, ecc. Impuri sono
tutti i prodotti organici del corpo (anche del brhmaa) che vi fuoriesce come il
sangue, il sangue mestruale, la saliva, il sudore, le lacrime, i peli, i capelli, la forfora, la
barba, le unghie, il cerume delle orecchie, lurina, le feci, i fluidi sessuali, il latte
materno e i resti di cibo (ucchia) altrui e propri. Ci si contamina sputando,
starnutendo e sbadigliando perch come aprire luscio agli spiriti maligni,
dormendo perch durante il sonno lanima esce dal corpo che diventa
temporaneamente morto e durante le eclissi di Sole e di Luna per i nefasti influssi di
Rahu e Ketu. Impuro il contatto con ogni animale eccetto la mucca e il cavallo per
lo katriya. Tra tutti gli animali la mucca gode di uno status particolare poich i suoi
escrementi, lurina, il latte e i derivati e la polvere sollevata dai suoi zoccoli sono
considerati puri. Impuro il contatto con cadaveri animali o umani, con donne
mestruate, con bimbi lattanti e donne allattanti. Lo sguardo di uno udra, la sua
ombra e lo sguardo di un animale contaminano i brmaa, il cibo e la parafernalia
rituale. Considerando la vita sacra in ogni suo aspetto, bello e brutto, positivo e
negativo, edonistico e ascetico, i riti tantrici sinistri mirano a trasformare il mondo
come nel processo alchemico il metallo vile trasformato in oro. Nel cap. 21 del
Bhatnla-tantra, nei cap. 1,5-8 del Mkbheda-tantra, nel Kakaputa-tantra e nel
Rasaratnakara di Nagrjuna (X sec.) descritta la trasmutazione alchemica dei
metalli vili in nobili. Il mercurio (prada o rasa) ricavato dal cinabro (drada), fuso
con lo zolfo (higula) e ripetutamente raffinato (odhana) si muta in oro metallo
associato al Sole. Allo stesso modo lorpimento (haritla o abhra) o solfato di arsenico,
fuso con il rame si muta in argento metallo associato alla Luna. Nel Rasrava (XII
sec.) dove iva istruisce Dev sulla fabbricazione della pietra filosofale (prasa) nel
verso 1.28 il mercurio detto essere il seme di iva e nel 6.1 lo zolfo detto essere il
sangue mestruale di Dev. Lidea dei tantra sinistri che per ottenere la purezza non
necessario fuggire dallimpuro, basta sublimarlo, la potente energia peccaminosa
diventa lo strumento di liberazione pi veloce (ghra), facile (viada) e intenso (tivra).
Tuttavia il rito tantrico sinistro non adatto agli ignoranti per i quali pericoloso
(kaa) e terribile (ugra). Nei tantra la liberazione pu essere raggiunta nella vita
corrente (jvanmukta) non dopo numerose vite di pratica. Lidea della trascendenza
della morale ordinaria espressa nel Kulrava-tantra 9.56: Per il kaulika il
comportamento sbagliato corretto, ci che non deve essere fatto va fatto e la
menzogna verit Nel cap. 8 del vajrayna Caamahroaa-tantra detto: Chi
reprime il desiderio vive nella menzogna e Lascetismo torturare s stessi con la
rinuncia degli oggetti dei sensi, non farlo! Se vedi delle belle forme osservale, se odi
dei suoni ascoltali, se percepisci profumi odorali, se percepisci sapori assaporali, se
tocchi degli oggetti godili. Usando gli oggetti dei cinque sensi otterrai velocemente lo
stato supremo del Buddha Similmente nellHevajra-tantra 2.2.46-51: Ci si eleva grazie
a ci per cui si cade gli uomini sono condizionati dal desiderio e liberati per mezzo
del desiderio il desiderio si cura con il desiderio come un veleno si cura con un

XXVI

altro veleno Nel Kulrnava-tantra 2.7-8 sono distinti sette tipi di condotta (cra) in
ordine di merito dallinferiore veda-cra o brahmanesimo, al vaiava-cra o viubhakti, allo aiva-cra o iva-bhakti, al dakia-cra o tantrismo destro adatto agli
adepti di tipo inferiore (pau), al vma-cra o tantrismo sinistro adatto agli eroi
(vra), al siddhanta-cra o tantrismo sinistro adatto ai divini (divya) dove sono
enfatizzate le pratiche meditative fino al kaula-cra la via dei kula-tantra che
trascende tutti gli cra precedenti. C una linea sottile che separa il libertinaggio
dalla libert, il superamento delle norme dallimmoralit, gli autori dei tantra n erano
coscienti e hanno incluso in essi numerosi avvertimenti sulla pericolosit della pratica
ipocrita, incauta o maldiretta dei riti sinistri. Nel Kulrava-tantra 2.122 detto:
Potrai camminare sul filo di una spada, afferrare il collo di una tigre o di un serpente,
ma seguire il sentiero kula pi difficile

4 Il paca-makra
Per la soddisfazione di Dev e di alcune forme di iva, i tantra sinistri prescrivono luso
di cinque articoli (upacra) altrimenti proibiti i cui nomi cominciando con la sillaba 30
ma
(ma-kra) sono complessivamente
chiamati
paca-makra.
Si
tratta
di
carne
(msa
),
31
pesce (matsya)
e
grani
(mudr
)
che
danno
vigore
(uttejaka),
di
bevande
alcoliche
(madya32) che danno trasporto (mdaka) e del rapporto sessuale (maithuna) rituale.
Abhinavagupta nel cap. 29 del Tantrloka e Jayartha che lo commenta nel XII sec.,
menzionano solo tre articoli: carne, bevanda alcolica e rapporto sessuale. Le dottrine
e le pratiche tantriche sinistre disgustarono ma al contempo morbosamente
attrarrono i primi orientalisti e i missionari cristani che sul finire nel XVIII-XIX sec. in
un epoca pervasa dalla morale vittoriana n vennero a conoscenza. Le definirono
volgari e degradate e rafforzarono in loro il senso di superiorit morale della civilt
europea e del cristianesimo. A. Barth in Religions of India (1879) spiega ai suoi
lettori che le dottrine tantriche riguardano sfrenate oscenit e sacrifici sanguinolenti.
W. Ward in A View of the History, Literature and Religion of the Hindoos (1815) e J.
A. Dubois in Hindu Manners, Customs and Ceremonies (1906) trattano il tantrismo
come linquisizione cattolica tratt le streghe. Narrano di riti di magia nera condotti
di notte da uomini e donne, coniugati e celibiappartenenti ad ogni casta che si
ubriacano, mangiano cibi proibiti e indulgono senza freni in rapporti sessuali rituali.
Bench il primo tantra, il Mahnirva-tantra, sia stato tradotto e pubblicato nel 1913
da G. Woodroffe (A. Avalon), orientalisti come B. Hogdson citato da E. A. Payne in
The Saktas (1933) ritenevano che la tradizione tantrica non fosse altro che lussuria,
necrofilia e magia nera. M. Monier-Williams citato da L. S. O'Malley in Popular
Hinduism (1935) sostiene che i tantra contengono le pi basse abiezioni e le peggiori
superstizioni che hanno affllitto la disgraziata e degradata razza umana. A G.
30

Manu-smti 5.26-56 ammette il consumo di carne dei membri delle tre caste superiori (dvija), ma
solo di animali offerti in sacrificio. In 5.55-56 Manu dice: Me (mm) manger nella prossima vita colui
(sa) la cui carne io mangio in questa vita. I saggi dicono che questo ci che d il nome e rivela la
vera natura della carne, Non c errore nel mangiare carne, bere liquore o nel sesso, ci naturale
per le creature, ma astenersene porta grande merito
31
In s i grani non hanno nulla di equivoco, il problema chi li ha cotti e con chi li si mangia. Lidea
che i cereali e i legumi (grano, riso, orzo e fagioli) sono contaminati dalle propensit al peccato
(vsan) di chi li ha cotti. Tale idea deriva dalla Chndogya-upaniad 6.5.1: Il cibo che assumiamo
triplice la parte grossolana diventa escrementi, la parte media diventa carne e la parte sottile diventa
mente e Chndogya-upaniad 6.6.1-2: Come frullando lo yogurt le particelle pi fini formano il burro,
cos quando il cibo assunto, le parti sottili emergono e formano la mente Inoltre nella Chndogyaupaniad 5.10.1-10 spiegato che le gocce di pioggia contengonoo le anime di coloro che cadono dai
paradisi celesti una volta esauriti i loro meriti. Dalla pioggia che cade nei campi le anime passano nei
cereali e dai cereali nel seme virile degli uomini che se n nutrono che feconda le donne.
32
Il termine generico madya indica una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del riso (sur e
sava), del jackfruit artocarpus heterophyllus (pnasa), del miele (mdhur), della melassa di canna
(maireya), dal latte di cocco (nrikelja), dei fiori essiccati di madhuca longifolia (mdhvka o mahuva) e
molti altri. Il consumo di bevande alcoliche proibito nella Manu-smti in 9.235, 11.55,91-98,147-151.

XXVII

Woodroffe e ai riformatori hind risalgono i primi tentativi di interpretazione della


tradizione tantrica mondata dai suoi aspetti pi rozzi e primitivi. Ma il tantrismo non
solo sinistro, la maggior parte del contenuto dei tantra verte su culto (arcaa),
formule sacre (mantra), applicazione dei mantra sul corpo (nysa), diagrammi sacri
(yantra), inni (stotra), meditazione (dhyna), sacrifici (homa), ecc. in complesso alle
pratiche sinistre riservato ben poco spazio e comunque dopo numerosi avvertimenti
e limitazioni. Lattenzione quasi esclusiva alla componente trasgressiva del tantrismo
sinistro da parte di accademici e di pseudo-adepti occidentali oggi considerata da
tanti hind ortodossi come una nuova forma di imperialismo culturale imposto
dallesterno. Lenfasi alle posizioni del rapporto sessuale, allintensit e alla durata
dellorgasmo di tanta letteratura occidentale del tutto estranea allapparato
dottrinale mistico-religioso dei tantra e alla finalit attribuita al rituale sessuale.33 In
realt nelle ruti abbondano i riferimenti al consumo di carne e di bevande inebrianti,
basti pensare alle libagioni del soma e di sura offerte a alle divinit vediche nel vjapeyayaja e nel sautrma-yaja descritti nella atapatha-brhmaa 5.1.2.9 e nella Aitareyabrhmaa 7.1.5 e ai rapporti sessuali rituali intesi per come atti fecondi. Il fuoco del
sacrificio che viene fatto scaturire dallo sfregamento dei due legnetti (arai) di acacia
(am) sono paragonati al rapporto sessuale tra uomo e donna. Nel g-veda 8.91.1-7
descritto il rito della ricerca del marito (pati-vedana) da parte della ragazza non
protetta (apl) non ancora maritata nel corso del quale previsto un rapporto
sessuale tra uno studente celibe (brahmacrin) e una prostituta (pucal). Anche nel
rito mahvrata descritto nel khyana-rayaka una prostituta si unisce ad uno
studente celibe. Nellavamedhika-parvan del Mahbhrata, nella Taittirya-sahit,
nellvalyana-stra, pastamba-stra e Ktyyanarauta-stra descritta la procedura
dellavamedha-yaja durante il quale la moglie del re sponsor del sacrificio (yajamna),
simula un rapporto sessuale con il cavallo appena sacrificato. Similmente nella
Tattirya-sahit 6.5.8.6 detto che al termine del soma-yaja la moglie dello sponsor
deve unirsi con il sacerdote udgt incaricato della recitazione degli inni del Sama-veda.
Nella Bhadrayaka-upaniad 6.4.1-28, spiegato il rito per generare un figlio con la
propria consorte. Il corpo femminile descritto come laltare del sacrificio (yoni-kua)
e il rapporto sessuale latto sacro che riproduce lunione del principio maschile
(purua) e femminile (prakti) che genera luniverso e tutti gli esseri viventi.34 Altri
riferimenti a riti sessuali durante i sacrifici vedici si trovano nel Katyyana-rautastra
4.3.17, nel Gobhila-grihyastra 2.5.6.9-10 e nella Taittirya-rayaka 4.7.50. Il desiderio
(kma) celebrato nellinno della creazione g-veda 10.129, nella Bhagavad-gt 3.6-43 e
16.7-21 considerato il pi grande nemico dello yogin. Nella Bhagavad-gt 1.39-43 e 7.11
i rapporti sessuali sono definiti leciti solo se non si oppongono al dharma ossia se
avvengono tra coniugi appartenenti alla stessa casta e al fine della procreazione. Nella
Manu-smti 8.352-382, 10.8-36 e 11.59 ladulterio, i rapporti intercastali e lincesto sono
severamente puniti dal re. Nei tantra sinistri il rapporto sessuale rituale esente dalla
funzione procreativa e limitazioni di casta, diventa strumento di liberazione (moka) e
viene paragonato allesperienza della ultima gioia (paramnanda). Alcuni tantra tra i
quali il Tantrasadbhva 15.127, il Kulacmai-tantra 3.49-50 e il Brahma-ymala
24.32 permettono anche donne mestruate, madri, sorelle e figlie il ruolo di partner
nei riti sessuali. Nella Manusmrti 4.40-42, 57, 208, 5.85 e 11.174 i rapporti sessuali con
donne mestruate sono condannati perch il sangue mestruale considerato essere
33

Nel 1906 P. A. Bernard (1875-1955) fonda lAmerican Tantric Order. Dagli anni 60 appare la vasta e
superficiale letteratura neo-tantrica occidentale da O. Garrison Tantra The Yoga of Sex (1964) fino a
J. Kuriansky The complete idiots guide to tantric sex (2002). Pi tarda e interessante
linterpretazione femminista del tantrismo di B.G. Walker in The womans encyclopedia of myths and
secrets (1983) e M. Shaw in Passionate Enlightenment: Women in Tantric Buddhism (1994).
34
Analoghi esempi si trovano nella Chndogya-upaniad 2.13.1-2 e 5.8.1-2, nella Bhadrayaka-upaniad
6.2.12-14 e 6.4.3 e nel atapatha-brhmaa 1.9.2.7-11, 6.4.3.7, 6.6.2.8, 6.6.1.11. In funzione anti-sanysa,
anti-buddhista e anti-jaina la Taittitrya-sahit 6.3.10.5 e la Manu-smti in 4.257 e 6.35-37 enumerano
tre doveri o debiti (a) che lo dvija deve saldare ai deva con i sacrifici (yaja), ai saggi vedici (i) con
lo studio (svdhyya) e agli antenati (pit) con la progenie. Nella atapatha-brmaa 1.7.2.1-6
aggiunto il debito dellospitalit (tithya) agli uomini e nella Manu-smti 3.70 e Bhgavata-pura
11.5.41 aggiunto il debito verso tutti gli esseri viventi (bhta-pta) che arrivano cos a cinque
(pacamahyaja).

XXVIII

estremamente contaminante, sangue morto di un potenziale feto. Nella Taittiryasahit 2.5.1 e atapatha-brhmaa 1.2.32-4 detto che Indra per purificarsi dal
peccato delluccisione del brmaa Vivarpa, n trasferisce un terzo alle donne
nella forma delle mestruazioni, un terzo agli alberi nella forma della linfa e un terzo
allacqua nella forma della schiuma. Leffetto inebriante delle bevande alcoliche, il
trasporto e il coinvolgimento emotivo delle relazioni amorose, sono usati in tutte le
tradizioni mistico-religiose come termini
di paragone per spiegare la natura
dellesperienza di unione con il divino.35 Gi nella Bhadrayaka-upaniad 4.3.21 era
stato detto: Quella la natura (del liberato), egli oltre il desiderio, privo di errore e
di paura. Come chi viene abbracciato dalla donna amata dimentico di tutto, cos
colui che ha realizzato il s non conosce pi esterno e interno. Questo
lappagamento del desiderio, lassenza del desiderio e della sofferenza I tantra destri
accolgono le ingiunzioni delle smti per cui il consumo di bevande alcoliche, pesce,
carne e i rapporti sessuali oltre che con la legittima consorte sono atti peccaminosi che
richiedono espiazione (pryacitta). Mentre nei tantra sinistri come nel Mahnirvatantra 5.23-24 detto che senza i paca-makra lo akti-pj solo magia nera e Dev
non pu essere soddisfatta. Tuttavia non n sanciscono luso indiscriminato, solo gli
iniziati qualificati possono usarli nei tempi e modi appropriati come strumenti di
elevazione. I tantra sinistri attribuiscono al rapporto sessuale rituale il significato
mistico di congiuzione di akti e iva o Rdh e Ka e mirano a realizzare lidentit
della coppia divina con i due partner sessuali partecipanti al rito. iva akti sono in
ogni uomo nella sua mascolinit (puruatva) e donna nella sua femminilit (strtva),
nelluomo iva a destra dove scorre la pigal-nad, mentre akti a sinistra dove
scorre la -nad, linverso nelle donne. Questo uno dei significati sottesi nel culto di
Ardhanrvara la forma congiunta di iva e Prvat risalente al IV sec. d.C. Le
moderne neuroscienze sembrano avallare lidea che i sentimenti e le intuizioni che in
genere sono caratteristiche femminili, hanno sede nellemisfero destro del cervello
maschile che controlla la parte sinistra del corpo, mentre la ragione e le capacit di
calcolo e analisi che invece in genere sono caratteristiche maschili, hanno sede
nellemisfero sinistro che controlla la parte destra del corpo. Cos, il cervello $ un
esempio di integrazione nel nostro stesso corpo. Il consumo rituale di bevande
alcoliche, di carne e i riti sessuali erano praticati nei gaa-pja o cakra-pja degli aiva
del Kashmir dei quali Abhinavagupta fu il pi importante esponente. Abhinavagupta
riforma la tradizione kaula fino ad allora seguita dagli asceti kplika dediti al culto di
Kala-Bhairava e Kli-Bhairava e dai nth dediti al culto delle yogin, rendendola
accessibile anche ai bramana e a coniugati. Le occasioni di pratica dei riti sessuali
(dtyga o la-sdhan) nelle tradizioni tantriche sinistre erano liniziazione (dika)
del discepolo, alcune forme di kmar-pj e i riti di gruppo (cakra-puja) e
lesecuzione di alcuni mudr di innalzamento della kualin-akti dei ntha-yogin. Il
rito sessuale nella tradizione r-vidy stilizzato nel kmakala-yantra dove il principio
maschile (iva) e quello femminile (akti) sono rappresentati da due triangoli
sovrapposti che formano una stella a sei punte (a-koa) con al centro il punto
(bindu) o il bja-mantra . In ambito vajrayna lo stesso rito illustrato nei maala
detti yab-yum (padre-madre) dei cinque dhyni-buddha uniti alle loro rispettive akti.
Queste rappresentazioni di unione mistica, sono interpretate come la necessit di
unire la compassione(karua) salvatrice che il mezzo attivo (upya), alla passiva
saggezza intuitiva (praj). Al contrario dei tantra hind dove la dinamicit
appartiene al principio femminile e il principuo maschile statico, nei tantra
buddhisti la saggezza passiva appartiene al principio femminile, mentre la
compassione dinamica appartiene al principio maschile. Solo unite la compassione e
la saggezza procurano la salvezza (nirva), altrimenti sono inefficaci, come il padre e
la madre non possono procreare che in unione. Questa interpretazione della polarit
maschile e femminile pi assimilabile al concetto taoista dello ying-yang che al
tantrismo hind. Le coppie yab-yum possono essere in piedi, danzanti o sedute,
possono essere pacifiche come Avalokitevara e Nairtmy o irate (ghora) come
35

Il rapporto sessualit e miticismo tantrico stato indagato da Shashibhushana Dasgupta in Obscure


religious cults (1946) e da Mircea Eliade in Sur lerotique mystique indienne (1956).

XXIX

Vajrabhairava e Vajrayogini con le quali rappresenta la dinamicit della


compassione (karua o il mezzo attivo upya) che recide gli attaccamenti e sconfigge
le pulsioni negative. Al noto mantra o mai-padme hu si, il gioiello nel loto
attribuito il significato dello stesso tipo di amplesso mistico. Loggetto su cui meditare
il bianco gioiello (mai) o fallo di Avalokitevara unito al rosso fior di loto (padma)
o vulva di Nairtmy. A tale interpretazione rituale si riferisce lHevajra-tantra 3.13
dove il fulmine o gioiello (vajra), simbolo della compassione attiva (upya) retto dalla
mano destra, inserito nel vuoto della campanella (ghaa) retta dalla mano sinistra
e che rappresenta la saggezza (prja). Il rito del pca-makra era anche praticato
dagli aiva delle sette aghor, kplika e klamukha devoti alle otto forme feroci di ivaBhairava, a cominciare da Vrabhadra e dagli kta dediti al culto delle sessantaquattro
yogin,
delle daa-mahvidy tra le quali Kl la prima, delle sapta-mtk e delle oainity36. Riti sinistri pi rivoltanti eseguiti nei crematori di notte da alcune sette estreme
kta e aiva oltre ai cinque ingredienti proibiti n comprendevano altri come i cinque
gioielli (paca-ratna): saliva (phena), seme (msi), sangue mestruale (rajas), urina
(mutr), escrementi (mala), oltre alla bevanda alcolica (madya), oppio (niphena),
cannabis (bhag) e carne umana (naramsa). Nel Siddhayogevarmt 6.35 e 22.11,
nel Tantrasadbhva 16.134, nel Brahma-ymala 24.9, 3.223 e nel Tantrloka 15.437
detto che il cibo (caru) offerto alla divinit e poi accettato dagli adepti poteva
contenere o essere interamente costituito da carne umana, fluidi sessuali e bevande
alcoliche. Alla figura di iva gi delineata nella sezione tarudrya della Maitreysahit fa riferimento anche Pini (IV sec a.C.) in 5.2.76 e 5.3.99. Dai paupata (I-II
sec. d.C.) sono derivate le sette aiva estreme (atimrga): kplika, aghor e klamukha
e le pi moderate (mantramrga) sette aiva-siddhnta in parte brahmanizzate. Alle
sette aiva estreme fanno riferimento alcuni antichi testi pali buddhisti come il
Kathvatthu, il Cullavagga e il Brahmajla-sutta dove si parla di asceti che indulgono
nei piaceri terreni, che dimorano nei crematori e mendicano con un cranio. I
kplika sono descritti nel Brahma-ymala 21.102-107 e nel Guhykl-khaa della
Mahkla-samhit. Nel kvya sanscrito di kplika si parla nel Sattasai di Hla (IV)
sec.), nel Daakumracarita di Dain (VI sec.), nel Mlat-mdhava di Bhavabhti
(VII sec.) e nel Prabodhacandrodaya di Ka Mira (XI sec.) La dottrina kplika
trattata come un darana nel aarana-samuccaya di Haribhadrasuri (VI sec.),
nellgama-prmya di Yamuncrya, nello r-bhya di Rmnuja (XII sec.) ed
citata nello akara-vijaya di nandagiri (XII sec.), nel akara-digvijaya di Mdhava
Vidyraya (XIV sec.) e nel Dabestan di Mohsin Fani (XVII sec.) Non chiaro se si
trattasse di membri di una setta organizzata o di singoli asceti aiva che eseguivano il
grande voto (mahvrata) della durata di dodici anni. Il mahvrata consisteva
nelladottare laspetto e i modi di iva-Bhairava meditando su: io sono lui ivoha,
facendo vita ascetica nei crematori in compagnia di cani, il cane il veicolo (vahana)
di iva-Bhairava, nudi, coperti di cenere del crematorio, con un teschio (kapla)
umano da usare come coppa per bere, mangiare e mendicare, ornarsi di orecchini,
bracciali, cinture e collane composti di ossa umane, fumare gaja, ecc. Ad essi erano
attribuiti riti di magia nera (a-karman) e ladorazione di iva-Bhairava nei crematori
(mana-sdhan) e attraverso i cadaveri (va-sdhan) ripescati dai fiumi. Secondo
lautorevole commentatore Syaa (XIV sec.), il mito narrato nel g-veda 10.61.5-7,
nellAitareya-brmaa 3.33-34, nella Pacavisa-brmaa 8.2.10 e rivisitato pi tardi
in vari pura si riferisce allincesto di Prjapati (Brhm) con la propria figlia U
(laurora) punito da iva nella forma di Bhairava (pauroso) con la decapitazione di
Brahm. Bhairava colpevole di parricidio e di brahmanicidio, vaga con la testa di
36
Nello aktisagama-tantra e nei compendi della tradizione kl-kula trattato il culto delle oainity sedici aspetti di Kl che rappresentano le sedici fasi della Luna calante (ka-paka): dalla Luna
nuova (mvsya) di Mahkl, a Kl, Kpalin, Kull, Kurukull, Virodhin, Vipracitt, Ugr,
Ugraprabh, Dp, Nl, Ghan, Balak, Mtr, Mudr fino alla Luna piena (prim) di Mit. Mentre
nel Tantrarja-tantra e nei compendi del culto r-vidy trattato una seconda lista delle oa-nity o
sedici aspetti di Lalit-Triprasundari che rappresentano le sedici fasi della Luna crescente (suklapaka): dalla Luna nuova di Kmevar, a Bhagamlin, Nityaklimn, Bheru, Vahnivsin, Vajrevar,
ivadt, Tvarit, Kulasundar, Nity, Nlapatk, Vijaya, Sarvamagal, Jvlmlin, Citr fino alla
Luna piena di Lalit-triprasundar. I due set di aspetti di Kl e di Lalit sono detti essere
complementari e interdipendenti come il giorno e la notte.

XXX

Brm attaccata alla mano per dodici anni fino a che giunto a Varanasi la testa si
stacca e iva assume la forma di Aghora (non terribile o pacificato). La pena prevista
nella Yjvalkya-smti 3.243 e nella Manu-smti 10.73, 11.55-90 e altri dharma-stra
per gli uccisori di un brhmaa il vagare mendicando con un teschio in mano per
dodici anni, ma solo se il brahmanicidio non era intenzionale. Simili e poco pi tardi
dei kplika sono gli aghor e i klamukha o faccie nere perch esibivano un grosso
tripuhra nero di fuligine, la cui presenza largamente riscontrata in Karnataka e
Maharastra dal X al XIII sec. dove erano organizzati in monasteri (maha) e templi.
Secondo alcuni studiosi laspetto e i comportamenti anticonvenzionali dei membri
delle sette aiva estreme servivano per allontanare i curiosi e praticare in pace e
solitudine il loro sdhan. Ci corroborato dal Pupata-stra 3.1-19 attribuito a
Lakulia (I-II sec. d.C.), nei quali lasceta aiva puro, privo di orgoglio e libero da tutte
le convenzioni, invitato a comportarsi da peccatore, pazzo, indolente, sudicio, ecc.,
per prendere i meriti spirituali di chi lo disprezza. Similmente, gli asceti jaina
digambara acquisivano il titolo di maladhrin (sudici) per via della loro totale
indifferenza alla pulizia personale considerata sintomo di elevata purezza interiore I
paca-makra non sono usati nel culto di Viu, di iva come Dakiamrti e delle
divinit femminili benigne come Durg, Prvat, Sarasvat, r, Lakm e altre. Per
quanto riguarda Lakmi, si tratta dellantico culto di Kamal o Gaj-lakmi, la Dea
della fortuna cara a tutti i mercanti compresi jaina e buddhisti o del pi recente culto
di r degli r-vaiava da non confondere con il culto kta destro (dakicra) di
r-vidy stanziato a Kanchipuran (Tamil Nadu) presso il kanchikmakoti-pha fondato
secondo la tradizione da akara. Pare che akara fosse un entusiasta cultore della
r-vidy se vero che il Saundaryalahar fu da lui composto. La forma di Dev adorata
attraverso lo r-yantra Tripurasundar o Lalit considerata forma del saguabraman. Tra i testi principali del culto rvidy vi il Lalit-sahasranman dal
Brama-pura, lo Yogin-hdaya dal Vmakevara-tantra (XII sec.), il
Kmakalvilsa-tantra di Prnanda Giri (XVII sec.), il commento al
Saundaryalahar di Lakmidhara (XVI sec.) e il Varavasy-rahasya di Bhskararya
(XVIII sec.) dove prescritta la recitazione dello r-vidy-mantra da 15 (o 16) sillabe:
(ha) sa ka la hri, ha sa ka ha la hri, sa ka la hri, ri nel quale ogni sillba
associato al culto di una delle 16 forme di Lalit-Triprasundar (oa-nity). Lo ryantra composto da nove recinzioni concentriche (nava-varaa) allesterno
quadrate e in seguito circolari custodite da yogin nelle corone di 16 e 8 petali. Le
recinzioni rappresentano il passaggio dal macro al micro-cosmo, la progressione dei
cakra dal pi basso al pi alto e le coppie di divinit che li rappresentano, la sequenza
delle lettere dellalfabeto sanscrito (vara-matk), le evoluzioni della creazione
cosmica dagli elementi grossolani e sottili (mah e sukma-bhta), ai sensi (jna e
karma-indriya) e alle loro funzioni (tan-mtra). Nella meditazione sullo yantra come
sui maala si procede dallesterno verso linterno fino al centro attraversando le
nava-varaa e raggiungendo il disegno geometrico costituito da nove triangoli
(nava-trikoa) che si intersecano, cinque con lapice volto al basso e quattro verso
lalto che formano in tutto 43 triangoli. Lunico triangolo che non si interseca il pi
piccolo interno rivolto in basso che rappresenta Dev, la matrice (yoni). Avvicinarsi al
centro dello yantra possiede lo stesso significato esoterico della risalita della kualin
attraverso i cakra e prevede un percorso involutivo (parvtti) dagli elementi pi
grossolani ai pi sottili che compongono il corpo microcosmo) e luniverso
(macrocosmo) fino allorigine della creazione e al nodo (granthi) del
condizionamento materiale. Entrare nei templi hind e avvicinarsi al sancta santorum
possiede lo stesso significato. In proiezione, il tempio hind nella tradizione del Sud
(dravia) come quello di Viu a Shrirangam (Tirucirapalli, Tamil Nadu) e di Mink
(Prvat) a Madurai (Tamil Nadu), un maala o yantra tantrico. Questi templi sono
circondati da alte cinte di mura (prkra) concentriche e ancora pi alti portali
(gopura) che calano di ampiezza ed altezza mano a mano che si attraversano e ci si
avvicina al centro dove il sancta-santorum (garbha-gha) passando dalla luce e dai
grandi spazi, alla semioscurit e agli spazi angusti. Nei templi della tradizione del
Nord (ngara) come lo ivaligarja a Bhuvanevara (Orissa), entrare nel tempio dal
portale e avvicinarsi al sancta-santorum esprime in modo diverso la stessa idea. Gli

XXXI

kta si raccolgono ancor oggi attorno ai santuari di Dev (kti-pha) perch detto
che in quelle localit pi facile e veloce ottenere la perfezione del sdhana tantrico.
Gli kti-pha legati al culto di Kl come quello di Kalighat a Calcutta (Bengala) e di
Tr a Rampurhat (Bengala) si trovano in grandi crematori (mana). Nel manuale
Mnasrailpa-stra risalente al VII sec. detto che i templi di Kl devone essere
edificati nei crematori e lontano dai villaggi degli arya. Ci sono diverse liste per
numerazione e denominazione degli akti-pha. Il Matsya-pura e il Devbhgavatapura n enumerano 108, lo Yogin-hdaya e il Manthnabhairava-tantra 50, il
Jayadratha-ymala e il Kbjikmt 24 e il Kulrava-tantra 18. D.C. Sircar nel suo
The kta-pha basato sul Pha-niraya (XVII sec.) e altri tantra e tradizioni n
menziona oltre 200. Secondo il mito narrato nel cap. 8.30 del Devibhgavata-pura e
nel cap. 18 del Klik-pura, dopo lauto immolazione di Sat al sacrificio di Daka di
cui fatto cenno in varie brmaa, nello nti-parvan del Mahbhrata e in numerosi
pura, il suo corpo trasportato da iva impazzito dal dolore venne tagliato in 51 parti
dal disco (sudarana-cakra) di Viu e ogni luogo dove caddero i pezzi divenne uno
kti-pha. Secondo alcuni ricercatori, il mito della diffusione dei pha deriva dalla
divisione delle reliquie del Buddha custodite in origine in quattro grandi stpa.
NellHevajra-tantra (VIII sec.) sono menzionati quattro pha tra i quali
Kmakhy in
Assam che pi tardi diventer il pi importante tra tutti gli kti-pha.37 Trattandosi di
testi esoterici appartenenti a tradizioni diverse e dedicati a divinit diverse, i vari tantra
non descrivono in modo chiaro e univoco i riti sinistri. In genere il guru che sceglie i
candidati dei due sessi per i quali prevista una lunga preparazione che comprende
losservazione di un periodo di continenza sessuale (brhmcrya), la recitazione di
mantra, lofferta di oblazioni nel fuoco sacrificale (homa), ecc. Liniziazione, il distacco
dovuto alla corretta comprensione dello scopo del rito erano i criteri di qualificazione
(adhkra) dei candidati, perci almeno per alcuni tantra, la facilit della via tantrica
era pi apparente che reale. Nel cap. 9-10 del Niruttara-tantra, nel cap. 5 del
Kulrava-tantra e nel cap. 29 del Tantrloka di Abhinavagupta sono descritti cinque
tipi di cakra-pj: degli eroi (vra), dei re (rja), degli adepti divini (deva), delle
consorti di iva-Bhairava (bhairav) e degli animali (pau). Questi riti guidati dal guru
avevano luogo nelle notti di Luna piena tra una o pi coppie di discepoli senza
considerazioni di casta, erano sciolti da vincoli matrimoniali e prevedevano lassunzione
dei cinque o tre makra. Gli adepti (yogin e yogin), si bagnano, vestono, profumano,
ornano e incontrano nel luogo sacro marcato come un maala dove si dispongono a
coppie con le yogin alla sinistra in cerchi concentrici intorno al guru (cakra o kulaivara) e alla sua partner femminile (ivar). Quindi ha luogo ladorazione del cakraivara e cakra-ivar seduti al centro del cerchio, le cinque purificazioni rituali (uddhi)
compresi i makra, il controllo del respiro (pryma), le applicazioni di mantra
(nysa) sulle parti del corpo degli yogin e delle yogin allo scopo di sovrapporre (ropa)
alla loro lidentit di iva e akti cosi che la loro unione (maithuna) non sia carnale ma
mistica e ladorazione (pj) della yogin da parte dello yogin. Quindi yogin e yogin
assumono i quattro makra offrendoseli luno allaltro e infine ha luogo il rapporto
sessuale che ricrea lunione sublime di iva e akti. Lobiettivo di questo rito
lannullamento della distinzione tra adoratore e divinit adorata e il ritorno alla
primordiale stato androgino rappresentato dalla forma mista di iva e akti o
Ardhanrvara. Il rapporto sessuale governato dalla yogin che assume la parte
delluomo (puruayita) ossia la posizione inversa (viparta) o sopra allo yogin trattata nei
37

Tra i pi antichi e popolari kti-pha si pu citare Srad a Sharda (Pakistan), Vaiav a Katra
(Jammu e Kamir), Higul a Hinglaj (Pakistan), Kmakhy a Guwahati (Assam), Ambik a Kangra
(Himacal Pradesh), Jvalamukh a Kangra (Himachal Pradesh), Cmu a Kangra (Himacal Pradesh),
Vajrevar a Kangra (Himacal Pradesh), Triprasundar a Udaipur (Tripura), Dakina-kl a Calcutta
(Bengala), Tr a Rampurhat (Bengala), Durg a Durga Kund (Varanasi, Uttar Pradesh),
Chinnamast a Ramnagar (Varanasi, Uttar Pradesh), Vindhyavsin a Vindhyachala (Uttar Pradesh),
Bhuvanevar a Bhuvanesvara (Orissa), Viraj Dev a Jajpur (Orissa), Trtarin a Berhampur (Ganjam,
Orissa), Bimal a Jagannatha Puri (Orissa), Rdh a Varshana (Uttar Pradesh), rad Dev a Maihar
(Satna, Madhya Pradesh), Bagalmukh a Datia (Madhya Pradesh), aradmb a Sringeri (Karnataka),
r a Srirangam (Tamil Nadu), Kmk a Kanchipuram (Tamil Nadu), Mink a Madurai (Tamil
Nadu), Kany-kumr (Tamil Nadu), Bhgavat a Chottanikkara (Kerala), Prvat a Chengannur
(Kerala), Mkambik a Paravur (Ernakulam, Kerala).

XXXII

kmastra come nel cap. 8 del Kmastra di Vatsyayana, nel cap. 9 del Ratirahasya di
Kokkoka (XII sec.), esaltata da Bilhana nel Caurapcikh 1.12 e da Amaruka nel
gara-ataka 1.3. Nei cap. 5-15 del Niruttara-tantra, 9-10 del Bhatnla-tantra e 4 del
Guptasdhan-tantra detto che la yogin abbraccia lo yogin come unedera rampicante
(lat) perci il maithuna anche detto la-sdhan. Non avendo necessit di
autocontrollo, le yogin sono istruite dal guru e aiutano lo yogin durante il maithuna. In
alcuni tantra si parla di iniziazione dalla bocca inferiore (adho-vaktra) della yogin dove
bocca intesa come vulva, perci lo yogin deve vedere la yogin come guru oltre che
Dev. Il ruolo della yogin pu essere assunto dalla legittima consorte (patni) dello
yogin, da una monaca (sanysin, brahmacrin o sdhv), da una vedova (vidhav) o
anche da una prostituta (vey) cortigiana (gaik) o danzatrice nei templi (devads).
Nel Paraurmakalpa-stra (XIII sec.) si parla direttamente di prostitute impegnate
nel maithuna. Nel cap. 14 del Niruttara-tantra (XII sec.) n sono descritte sette tipi,
ma avverte che se si dedicano al la-sdhan devono essere rispettate, non
considerate comuni prostitute. F. Apfell Marglin in The wife of the God King: The
rituals of the Devadasis of Puri (1985), sostiene che vi sia una relazione tra il tantrismo
sinistro e la prostituzione sacra praticata dalle devads, le danzatrici sposate alla
divinit del tempio e sfruttate come prostitute dalla classe sacerdotale. Le devads
(serve della divinit) non sono menzionate nei Jtaka buddhisti, nellArthastra di
Kauilya (III sec. a.C.) e nel Kmastra di Vatsyyana (III sec. d.C.) N parlano
incidentalmente Kldsa (V sec.) nel Meghadta, Al Biruni (XI sec.) nellIndica,
Kalhana (XII sec.) nel Rjataragi e varie iscrizioni templari dal IX al XVI sec.,
secondo le quali i pi importanti templi hind in tutta lIndia come Jaganntha a
Jagannatha Puri (Orissa), Somantha a Somnath (Gujarat), Bhadivara a Tanjore
(Tamil Nadu) e Virupaka a Hampi (Karnatakha), impegnavano centinaia di
devads. Uniche donne ad essere istruite, erano un surrogato delle ninfe celesti
(psaras) che offrivano spettacoli di danza, canto e teatro per la divinit del tempio
nella sala apposita (nya-maapa). Purificate dal rito di matrimonio alla divinit,
erano considerate donne sempre auspiciose (nityasumagal) perch non diventavano
mai vedove. Come le cortigiane (gaik)
nelle corti dei re, le deva-ds erano tassate e
producevano reddito per il tempio.38 Lattitudine generale dei testi tantrici verso le
donne non univoco. Eccetto qualche eccezione come il tantra sahajayna
Advayasiddhi composto da Lakinkra (VIII sec.) tutti i testi tantrici sono scritti da
uomini e per gli uomini. Nei riti vedici la moglie ritenuta indispensabile e gode dei
loro frutti tanto quanto il marito in Aitareya-brhmaa 7.10, nei riti tantrici sinistri la
donna diventa oggetto di adorazione, personificazione di Dev e guru (gurv). Nel
vaiava Lakmi-tantra 27.44-47 e in particolare negli kta-tantra come nel Kl-tantra
8.5-10, nel Kbjikmt-tantra, nel Kulrava-tantra, nel Niruttara-tantra, nel Yogintantra, nel Kmakhya-tantra, nel Muamla-tantra, nel Bhannla-tantra e nello Yonitantra si trovano passaggi che ordinano di portare sempre rispetto a tutte le donne.
Nello Saktisagama-tantra 22.43-47 detto: La donna la madre dei tre mondi, la
rappresentante dei tre mondi, il contenitore dei tre mondi tutte le bellezze del
mondo sono create dalla donna. Non c miglior benefattore, mezzo, fortuna, regno,
ascesi, luogo di pellegrinaggio, yoga e recitazione di mantra della donna Di donne guru
si fa menzione nel Rdra-ymala Uttara-khanda 2.107-110, nel Gandharva-tantra, nel
Mtkbheda-tantra, nel Guptasdhana-tantra e nel compendio Tantrasra di
Knanda. In ambito vajrayna le donne sono esaltate nellHevajra-tantra e nel cap.
8 del Caamahroaa-tantra: Io sono tutto ci che femmina: dee, semidee, spiriti,
donne, animali brhma, regine, commercianti, serve, prostitute, ascete, yogini
danzatrici, pescatrici, lavandaie, fioriste, cacciatrici madri, figlie, sorelle, nonne,
vedove la donna il paradiso, la donna verit la donna il Buddha, la donna
38 Bench lofferta di bambine e bambini alle divinit sia stata abolita da varie leggi locali nel 1934,
1947, 1982 e dalla legge nazionale nel 1988, il fenomeno delle devads o mtmm, basav, mural,
deval, ecc., continua ininterrotto in varie aree del Maharastra, Karnataka e Andhra Pradesh come
comune prostituzione. A Saundatti (Belgaun, Karnataka) ancor oggi genitori appartenenti a bassa
casta e in difficolt economiche avviano le loro bambine alla prostituzione offrendole nel locale tempio
a Yellmm Dev. Lo stesso accade a Jejuri (Pune, Maharastra) dove le bambine sono offerte nel tempio
a Kandobha (iva).

XXXIII

la comunit (saga), la donna la perfetta saggezza (praj) io sono soltanto nel


corpo delle donne perci abbandona tutti gli altri culti e adora le donne Nei testi dei
nth, nellHahayoga-pradpik, nella Gheraa-sahit, nella iva-sahit e nella tarda
Yogasikha-upaniad sono descritte delle posizioni e tecniche rituali (vajrol o yonimudr) attuate dal sdhaka e dalla sdhan-sagin per favorire lascesa della
kualin-akti durante lamplesso senza emissione di seme virile (bindu) o con il suo
riassorbimento. Il seme virile considerato sangue distillato, un concentrato di
vitalit, chi lo disperde durante il rapporto sessuale rituale ignorante come un
animale (pau) legato dagli otto lacci (aa-pa): avversione (gh), vergogna
(lajj), arroganza di casta o lignaggio (kula), abitudine (la), arroganza della
erudizione (mna), disgusto (jugups), paura (bhaya) e dubbio (ak) e afflitto dai
sei tipi di nemici (ariadvarga): lussuria (kma), rabbia (krodha), avidit (lobha),
illusione (moha), orgoglio (mada) e invidia (mtsarya). Mentre chi trattiene il seme
un eroe (vra) o un essere divino (divya) assorto nel Brahman (brhmacrin). Senza
eiaculazione il rapporto sessuale non considerato illecito e peccaminoso, ma ci
necessita una notevole padronanza da parte della yogin e dello yogin. Nel ivadi di
Somnanda (X sec.), nellAmaraughasana di Goraknth (XI sec.) e nel acakranirpana di Prnanda Giri (XVII sec.) detto che limmobilit del corpo (sana), la
sospensione del respiro (la fase kumbhaka degli esercizi del pryma), larresto della
mente (citta-vtti-nirodha) e linversione del corso del seme virile (ul-sdhana),
costringono la kualin-akti risvegliata nellatto sessuale a salire attraverso i cakra
disposti lungo la suumn-nad fino ad oltrepassare la fontanella cranica (bramarandhra) dove lo yogin ottiene la liberazione (moka) o il vuoto (unya). In ordine
crescente di difficolt il respiro detto essere lento e tenace come il coccodrillo
(makara), la mente agitata come una scimmia (vnara) e il seme virile caldo e da
piacere come il Sole (Srya). Secondo la iva-samhit 5.132-140, il fiume Gag
associato alla tradizione solare di Viu, Rama e iva (srya-vama), il canale
pigal-nd, il fiume Yamun associato alla tradizione lunare di Ka (cndravama), la -nd e il fiume Sarasvat la suumn-nd. Le tre nad si incrociano tre
volte in corrispondenza dei nodi (granthi) nel primo cakra o mldhra-cakra (brahmagranthi), nellanahata-cakra (viu-granthi) e nellj-cakra (rudra-granthi). Come al
triven a Prayaga (Uttar Pradesh) sede del mahkumbha-mela si uniscono i tre fiumi
sacri e come il tridente (trila) di iva o di Durg, i tre canali si uniscono alla
sommit del capo (saharasara-cakra). Nello yogin tantrico, il risveglio e la risalita della
kualin attraverso i cakra produce ogni sorta di esperienze sensoriali sottili, egli ode
suoni mistici, gusta il nettare, odora profumi e sente calore (tapas) termine che indica
il calore prodotto dalle pratiche ascetiche Attraverso la manipolazione della
kualin-akti, gli yogin che risiedono nelle caverne himalayane sviluppano un calore
interno (cl o in tibetano tumno) che li rende insensibili alle basse temperature.
Jnevara (XIII sec.) nel commento alla Bhagavad-git intitolato Bhvrtha-dpik
6.11-15 riassume il metodo tantrico destro utilizzato dai nth vaiava per far
ascendere la kualin-akti. Nella posizione seduta a gambe incrociate (siddha-sana)
e schiena eretta lo yogin chiude lano con il suo tallone destro e sovrappone il sinistro
al pene, quidi contrae il perineo (mlabandha o vajrsana), ci risveglia la kualinakti, la serpe nera che dorme avvolta in tre spire e mezza nel mldhra-cakra e
inverte il corso normalmente discendente del soffio (apna-pra). Nella
metafisiologia yogica, il soffio discendente controlla la defecazione, la minzione e
leiaculazione, controllarlo significa essere in grado di bloccare queste funzioni. La
kualin-akti sospinta dal soffio invertito si erge e risale attraverso la suumna-nad
allo svadhihna-cakra. La contrazione delladdome (vuoto) a polmoni vuoti
(uiyna-bandha) con il mento chinato sul petto e la lingua spinta sul palato
(jlandhara-bandha), sospinge la kualin-akti al mapra-cakra, sullombellico
allanhata-cakra sul cuore, al viuddha-cakra sulla gola dove affamata consuma tutte
le impurit (mala) e concede allo yogin giovinezza e salute e allj-cakra tra le
sopracciglia dove vomita nettare (amta) e lo yogin sviluppa le otto perfezioni (siddhi).
Infine quando la kualin-akti oltrepassa la fontanella cranica (brahma-randhra), lo
yogin sperimenta il samdhi e ottiene la liberazione. Appare evidente che queste
pratiche non siano adatte alle persone comuni o normali, ma necessario tenere

XXXIV

presente che nel pensiero religioso e filosofico indiano la condizione normale


delluomo il fluttuare nelloceano del sasra, lessere prigionieri nel ciclo ripetuto di
nascita, vecchiaia, malattia e morte dovuto al condizionamento dei tre guna, al karman
e allignoranza (avidy). Laga-yoga elaborato da Patajali prevede proibizioni
(yma), ingiunzioni (niyma), posizioni (sana), controllo del respiro (pryma),
ritiro dei sensi dagli oggetti (pratyhra), concentrazione (dhra), meditazione
(dhyna) e unificazione (samdhi). Tra le proibizioni e ingiunzioni troviamo la non
violenza (ahis), la veridicit (satya), la continenza (brhmacrya), la purezza (auca)
e lascesi (tapas). Isolati dal mondo, per loro non previsto alcun tipo di rapporto
sociale che dire sessuale, il consumo di carne, bevande alcoliche, ecc. La liberazione
(moka) si ottiene perfezionandosi seguendo questa disciplina (sdhan) per numerose
vite. I tantrici per mezzo delle loro pratiche trasgressive sostengono di ottenere lo stesso
obiettivo in una sola vita. Raggiungere la liberazione significa affrancarsi dal ciclo di
nascite e morti (sasra) e ottenere limmortalit come gli Dei. Gli uomini
invecchiano e muoiono, il sesso una necessit necessit biologica che assicura loro
una sorta di immortalit attraverso la trasmissione dei geni. Gli Dei sono eterni e non
procreano, lidea che se si vuole diventare divino e immortale non si devono avere
rapporti sessuali, non ordinari o procreativi almeno. Uno dei nomi di iva Yogevara
migliore tra gli yogin, il suo simbolo il pene eretto (liga) la rappresentazione della
virilit yogica senza spargimento di seme. Nella vasta letteratura mitologica Ka e le
sue mogli a Dvaraka, St e Rma e iva e Prvat sono le uniche coppie divine a
procreare, tuttavia il concepimento e la nascita degli Dei e dei loro figli non cosa
ordinaria. Gli Dei procreano indipendentemente senza il concorso del o della
consorte che non mai rappresentata incinta. Secondo i miti puranici, malgrado
lombelico sempre presente in tutte le immagini degli Dei segno della gestazione in
un utero femminile, Brahm nasce su un fiore di loto che spunta dallombelico di
Mahviu, Sit nasce da un solco sulla terra tracciato da un aratro dal padre Janaka e
cos via. In anbito buddhista, nel Buddhacarita detto che My Dev concep il
Buddha sognando un elefante bianco e lo partor senza dolore e senza lasciare segno
dal suo fianco destro. Prvat genera Gaea dalla pasta di sandalo che si era spalmata
sul corpo, da una piega del suo sari o dalla polvere dei suoi passi. Skandha nasce dal
seme di iva caduto a terra durante un rapporto con Prvat, raccolto da Agni
allevato dalle sette Pleiadi (Kttik) da cui laltro nome Krtikeya. Ma il tantrismo
sinistro prende atto delle naturali pulsioni umane e di quanto sia inutile se non
dannosa la repressione. Nella Bhagavad-gt 3.33 anche Ka si chiede a che serve la
repressione? Nella Chndogya-upaniad 4.14.3 detto: il peccato non tange colui che
conosce come lacqua non tocca il fiore di loto Il loto sospeso dallo stelo che affonda
le radici nel fango dello stagno, non pu esistere alcun fiore senza stelo e radici nella
terra, ogni altro tipo di fiore non che una fantasia come il fiore nel cielo della
pupka-nyya. Nella Bhadrayaka-upaniad 5.14.8: detto certamente colui che
conosce ci anche se commette molti peccati li brucia tutti e diventa luminoso, puro,
senza vecchiaia e immortale Nei tantra destri aiva, kta e vaiava, i paca-makra
sono rimpiazzati da articoli sostitutivi (pratinidhi) innocui come il latte o il miele al
posto della bevanda alcolica, laglio, il sesamo o lo zenzero al posto della carne, la polpa
di melanzana al posto del pesce e senza indugiare direttamente in alcun rapporto
sessuale, ingiunto di meditare su quello che intercorre tra iva e akti o Radh e
Ka. Oppure si medita di bere il liquore della beatitudine, di uccidere e cibarsi degli
animali e dei pesci della lussuria, della collera, dellavidit, ecc. Il rito interiorizzato la
miglior forma di adorazione di Dev e i paca-makra sono trasfigurati in altrettanti
elementi positivi. La bevanda alcolica diventa lintossicazione acquisita grazie allo yoga
che rende indifferenti al mondo esterno, il pesce diventa lempatia verso il piacere e il
dolore di tutti gli esseri viventi, i grani tostati diventano il rifiuto del male e la carne
diventa lofferta da parte delladepto di se stesso (m) e di tutti i suoi atti a Dev (sa).
Nel cap. 6 del Yogini-tantra spiegato che ci sono tre tipi di pca-makra in base ai
tipi di adepti: esplicito (pratyaka) per i vra, sostitutivo (anukalpa) per i pau e
simbolico o divino per i divya. Nel Kulrava-tantra 2.117-119 detto che se bevendo
vino, mangiando carne, accoppiandosi, ecc., si ottenesse la liberazione, tutti gli
ubriaconi, i carnivori e gli animali sarebbero gi liberati. Nel Kulrava-tantra 5.89-93

XXXV

e in vari altri tantra detto che chi consuma i paca-makra al di fuori del rito kaula,
senza comprensione come gli animali (pau) rovinato, maledetto dagli Dei e va
allinferno. Nel cap. 1 del tardo Klvilsa-tantra detto che il rito con i paca-makra
era praticato dagli adepti di tipo divya e vra nel satya, treta e dvapara-yuga, ma nel kliyuga tutti gli uomini sono udra e devono utilizzare gli ingredienti sostitutivi. Tuttavia le
complesse pratiche tantriche sinistre come sono descritte in alcuni tantra hanno senso
solo se applicate letteralmente. A causa delluso del linguaggio convenzionale (sndhabh) con il quale si pu indicare una cosa ma intenderne unaltra o del cattivo
sanscrito, resta il dubbio se i paca-makra erano concretamente consumati o se si
trattava di esercizi di interiorizzazioni. Erano una licenza per libertini, una
mistificazione di atti immorali, un tentativo di tenere nascoste pratiche e dottrine
confondendo gli ignoranti o si trattava di un addestramento particolare per aiutare il
sdhaka a maturare il distacco e giungere al perfetto controllo dei sensi e della mente.
Secondo molti biografi di M. K. Gandhi tra i quali il suo segretario personale N. K.
Bose in My days with Gandhi (1953), Gandhi si sforz di mantenere il voto di
continenza sessuale (brhmcrya) sforzandosi di vedere tutte le donne come madri.
Negli anni 40 ormai settantenne era sempre accompagnato dalle pronipoti sedicenni
Abha e Manu e dormiva con loro per testare il suo controllo del desiderio sessuale e
acquisire vigore e determinazione. Nel corso dei secoli le scandalose pratiche tantriche
sinistre, sono state spesso osteggiate dagli hind ortodossi e dai tantrici destri.39
Latteggiamento dei nth verso il sesso e le donne in genere sessuofobico e misogino.
Nella loro letteratura la donna paragonata a una tigre che si nutre del sangue del
partner sessuale nella forma del seme. Eventualmente se il rapporto sessuale era
realmente consumato, lo yogin non doveva disperdere il seme, piuttosto doveva
riassorbirlo in s con le secrezioni femminili (rjas) per mezzo dei mudr sessuali o
tecniche di suzione uretrale (vajrol-mudr e yoni-mudr) mirano a realizzare in se una
sorta di androgenia come la forma mista di Ardhanarvara. Del valore del
riassorbimento o ritenzione del seme si parla gi nella Bhadrayaka 6.4.10, nella
Maitry-upaniad 2.3, nella Mahnarayan-upaniad 12.1 e nel Mahbhrata dove Bhma
linvincibile eroe spesso definito rdhva-retas (colui che fa risalire il seme virile). I
rapporti sessuali rituali erano certamente praticati dalle sette sinistre kta e aiva, dalle
sette vaiava-sahajiy, bul e kartbhaj bengalesi, dai degradati seguaci dei nth, di
Vallabhcya e di Hitaharivasa a Vrindavana. ivnanda Sarasvati (1887-1963)
fondatore della Divine Life Society e altri hanno negato la reale consumazione dei
paca-makra e la reale esecuzione dei mudr sessuali. Sivnanda sosteneva che
lindicazione al meditare di notte in un crematorio (mana) o seduti sopra un
cadavere (va-sdhana) era simbolica: il cimitero il mondo (martya-loka), il cadavere
il corpo anche vivente dotato di sensi e gli spiriti maligni (bhta e dakin) associati di
Bhairava e Kl sono i pensieri che affollano la mente non ancora disciplinata del
sdhaka. Nel Kulrava-tantra 5.107-112 detto che il vero vino quello goduto dallo
yogin quando la kualin-akti raggiunge il brahma-randhra, mangia veramente carne
colui che uccide lanimale del merito e della colpa, mangia veramente pesce chi
controlla i sensi, gode del rapporto sessuale chi unisce chi unisce il proprio s alla
akti suprema. Tutti gli altri bevono bevande alcoliche, uccidono creature e godono
di donne. Nei cap. 7-8 del Mahnirva-tantra detto che ai cinque articoli
corrispondono i cinque elementi grossolani (paca-mahbhta): i grani tostati alla terra,
il pesce allacqua, la carne allaria, la bevanda alcolica al fuoco e il rapporto sessuale
alletere. I cinque elementi grossolani a loro volta sono in relazione ai cinque soffi vitali
(pra), ai primi cinque cakra della colonna vertebrale e alle altrettante coppie di
divinit che li presiedono. Nel cap. 16 del Bhannila-tantra, nel cap. 6 del
Kulacuamai-tantra, nei cap. 15-16 del Devirahasya, nel cap. 8 del Kbjik-tantra, nel
cap. 14 del Syamarahasya di Prnanda Giri (XVII sec.) e nei compendi come il
Mantramahodadhi di Mahdhara (XVI sec.) e il Tantrasra di Knanda (XVII sec.)
39

Kemendra (XI sec.) condanna i tantrici sinistri nelle satire Deopadea e Narmaml. Guaratna
(XIV sec.) nel suo commento al aaranasamuccaya di Haribadrasri (VI sec.) e Mdhava (XIV sec.)
nel akara-viyaja condannano i kplika. Lakmidhara (XVI sec.) nel commento al Saundaryalahar e
Kaintha Bhaa (XVII sec.) nel Vmcramt-khaana e nel Dakicara-dpik denunciano le
inutili e pericolose pratiche tantriche sinistre.

XXXVI

trattato il culto di Kl, delle daamahvidy e di Bhairava dei kplik nei crematori
(man) o con cadaveri (va). Tutti i tipi di cadaveri sono adatti eccetto quelli di
brmaa e di donne. Le notti adatte sono kam e uklam. In alcuni tantra si
trovano riferimenti alla meditazione seduta su un teschio di sciacallo, di serpente, di
cane, di bufalo e di uomo, su cinque teschi umani (pacamrdh-sana) o sulla pira
funebre spenta (cit-sana) per mezzo di rosari (jpa-mala) con i quali tenere il conto
del numero di mantra recitati i cui grani sono costituiti da frammenti di femori umani
scolpiti nella forma di piccoli teschi. Chi vi si dedica definito eroe (vra) perch con
questi riti egli conquista la paura della morte, il vr non ha paura poich la paura
possibile solo sul piano duale dellesistenza. Egli infrange lillusione del piacere (bhoga)
realizzando lessenziale dolorosa realt del sasra costituito di cicli interminabili di
nascita, malattia, vecchiaia e morte. Il vra si identifica con il cadavere-Bhairava-Kl
oppure adora Bhairava e Kl nel cadavere e ottiene la loro terribile visione (darana)
e le loro benedizioni nella forma di poteri mistici (siddhi) o della liberazione (moka).
Ogni scuola buddhista attribuisce grande importanza alla meditazione sulla vera natura
del corpo, sulla sua impermanenza e sui piaceri che esso procura. Nei sinistri anuttaratantra vajrayna come nellHevajra-tantra 2.2.29-30 detto che il discepolo deve
essere pronto a uccidere, mentire, rubare e sedurre le mogli altrui, atti che rompono i
quattro pi importanti principi morali buddhisti. Pi avanti spiega che uccidere
significa eliminare i pensieri dalla mente, mentire significa fare voto di salvare tutti gli
esseri viventi, ecc. NellAdvayasiddhi 1.17 e numerose volte nel Guhyasamja ingiunto
di cibarsi in calotte di teschi umani delle cinque ambrosie (paca-amta): escrementi,
sangue, sperma, carne umana e urina e dei cinque stimolanti (pradpana): carne
bovina, canina, equina, di elefante e umana e i tanti commentatori tradizionali si
dividono tra linterpretazione letterale e simbolica. Il Buddha aveva stabilito rigide
norme disciplinari e nel Mahavagga-sutta espressamente proibito ai monaci, di vivere
nei crematori, di stare nudi, sporchi e di mendicare con un cranio. Tuttavia nel
yogcra Lakvatra-stra 10.335 risalente al IV sec. d.C. gi si fa menzione di yogin
buddhisti che vivono nei crematori e nellHevajra-tantra 1.6.2-17 sono prescritti i
simboli degli aiva-kplika come la calotta cranica (kapla), gli ornamenti di ossa, il
tamburello (amaru) e il bastone ornato di tre teschi (khavga) che acquistano il
significato dei tre veleni (via): desiderio (kma), avversione (dvea) e ignoranza
(ajna). Nel rito del chod introdotto dalla kin Machig Labdron (1055-1153) ladepto
medita di tagliare, cuocere e offrire brandelli del proprio corpo, mente ed ego a orde di
spiriti maligni affamati. Comunque anche non si trattava di un metodo di culto
inerentemente degenerato, se si tratt piuttosto di un simbolismo adottato allo scopo
di proteggere le dottrine esoteriche e di imbrogliare gli sciocchi, lequivoca
comprensione delle dottrine e delle pratiche sinistre da parte anche degli iniziati
produsse leffettivo degrado delle sette tantriche sinistre e il disprezzo delle loro
dottrine. Tutto naturalmente soggeto a decadimento, ma avendo adottato un
simbolismo cosi audace le sette tantriche sinistre erano ovviamente molto esposte al
degrado o n accellerarono linevitabile processo.

5 La bhakti e il tantrismo gauya vaiava


La bhakti era gi presente in forma germinale in alcuni inni vedici offerti ad Agni,
Indra, Varua, Savit, ecc., dove ancora Viu e Rdra (iva) non sono che due tra le
tante divinit vediche. Gi nellAgnisukta contenuto nel g-veda 1.1.1-2 si trovano
adorazione e abbandono al supremo. Tra i 1028 inni del Rg-veda solo quattro sono
dedicati a Viu nella forma del nano Vmana o Trivikrama, ma in essi Viu una
divinit solare minore, uno dei dodici figli di dit, mentre Rdra una collerica
divinit dei venti. I membri delle tre caste superiori (dvija) adorano rya o iva o
Viu nella forma del Sole con la recitazione tre volte al giorno del gyatr-mantra. I
tre passi di Vmana che coprono i tre mondi: inferiore (bh), mediano (bhuva) e
superiore (sva) inclusi nel gyatr-mantra come i tre mahvyhti rappresentano il
corso del Sole: alba, mezzod e tramonto. Tra le antiche upaniad di aiva-bhakti
infusa vetsvatara-upaniad, mentre di vaiava-bhakti infusa la sezione Nryaya

XXXVII

del Mahbhrata, la Bhagavad-gt, il Silya-stra (IV sec.), il Viu-pura (V sec.), il


Nrada-pura (VIII sec.), il Bhgavata-pura (IX sec.) e il Nradabhakti-stra (XII
sec.) Il brahmanesimo o vedismo, egemone dal X al IV sec. a.C., con il suo arido
ritualismo dei sacrifici e lintellettualismo delle upaniad, ambedue appannaggio
esclusivo della casta brahmanica, attaccato dal buddhismo e dal jainismo dal VI sec.
a.C., diede alle sei scuole filosofiche (a-darana) sorte tra il V sec. a.C. e il II sec. d.C.
La nascita e levoluzione delle sei scuole filosofiche che termina nel XVI sec., costituisce
la reazione del brahmanesimo ortodosso al buddhismo e al jainismo mirante a
ristabilire e mantenere lautorit dei Veda. In epoca vedica delle tre serie di doveri
obligatori (nitya-karman), occasionali (naimittika-karman) e interessati (kmya-karman)
prescritti nelle ruti (brmaa) e nelle smti (dharma-stra, gha-stra, rauta-stra e
kalpa-stra), quelli con pi alto valore religioso erano i sascrifici (yaja) offerti agli Dei
celesti. Ma i frutti dei sacrifici non erano concessi dagli dei celesti, come detto nella
Bhagavad-gt 3.10-12, arrivavano automaticamente se i sacrifici erano stati eseguiti
perfettamente, perci non cera alcun scambio o bhakti reale tra gli uomini e gli Dei
destinatari dei sacrifici. Nelle rayaka si trovano le prime speculazioni metafisiche e
filosofiche sui sacrifici e comincia ad emergere la scienza del s (tman) che tanta parte
avr nelle upaniad dove il desiderio per la realizzazione del Braman prende il posto
del godimento dei piaceri mondani o paradisiaci frutto dei sacrifici. Nelle medie e tarde
upaniad emergono evidenti le discipline yoga e i culti monoteisti di iva, Viu e Dev.
La bhakti che dal IV sec. adotta leterodosso metodo di culto tantrico e le sue tecniche
di liberazione, con il suo intenso e popolare misticismo soddisfa pienamente le esigenze
dei molti che desideravano un rapporto diretto, intimo e immediato con il divino in
forma personale adatto ad essere adorato nelle immagini sacre che n riproducono le
fattezze. Della perdita di valore della pratica dei sacrifici vedici si trovano gi chiari
segnali in molti versi della Bhagavad-gt come il 2.42-46, 9.20-21 e 11.48. Nella Manusmti si parla di sacramenti vedici (saskra) e ancora di sacrifici del fuoco (homa),
mai del culto templare, ma ci potrebbe essere dovuto alla opposizione dellautore
brhmaa ortodosso (smrta) alla bhakti e al culto delle immagini sacre. Mentre di
culto templare si parla nel coevo Artha-stra e nel pi tardo Kma-stra e in tanto
kvya sanscrito. Con labbandono della pratica degli yaja vedici venne dimenticata
anche lesatta procedura e gli ingredienti fondamentali come il soma. Gli yaja
sopravvivono in forma smrta di rito del fuoco (homa) nellamministrazione dei
sacramenti (saskra) e in forma tantrica nelle cerimonie di iniziazione (dika) e di
culto delle immagini sacre. La bhakti per Viu intesa come intenso sentimento
devozionale rivolto ad una singola divinit considerata suprema, appare in origine nei
poemi che costituiscono il Divya-prabandham in lingua tamil dei dodici alvar (V-X sec.)
dellIndia del Sud. Per la prima volta in quei testi, la bhakti viene considerata metodo
che concede la liberazione non pi grazie agli sforzi o meriti del bhakta, come ancora
nella Bhagavad-gt, bens grazie alla incondizionata misericordia di Viu o Ka,
vinto dallatteggiamento devozionale del bhakta. Tendenzialmente la bhakti sempre
stata caratterizzata dalla semplicit, nella Bhagavad-gt 9.26 Ka dichiara di
accontentarsi di una foglia, un fiore, un frutto e dellacqua purch offerto con bhakti.
Ogni essere umano senza considerazioni di casta e sesso capace di esprimere
sentimenti devozionali per una divinit personale. Lidea che la bhakti supera il karman
e il jna sempre stata osteggiata dagli smrta ortodossi. Per consuetudine i
brhmaa-sacerdoti che si dedicano al culto delle immagini sacre nei templi sono
considerati di classe inferiore. Alcuni studiosi hanno avanzato lipotesi che lidea del
monoteismo dei culti
aiva e vaiava derivi dal buddhismo mahyna, dallebraismo o
dal cristianesimo.40 Si tratta comunque di un tipo di monoteismo peculiarmente
indiano poich la divinit suprema adorata da ogni tipo di bhakta polimorfa, basti
40

Numerose sono le evidenze di ambasciate e scambi commerciali con lantica Persia, lEgitto, la
Grecia e Roma fin dagli ultimi secoli a.C. Nel Kerala certa fin dai primi secoli d.C, la presenza di
comunit ebraiche e cristiane di tipo nestoriano e siriano ortodosso e di comunit mussulmane
dallVIII sec. Non improbabile che il pronunciato manicheismo e lidea della dannazione eterna che
caratterizza la dottrina di Madhva, del tutto estranea alle dottrine e filosofie indiane, siano indice di
queste influenze.

XXXVIII

pensare alla teoria dei molti tipi di manifestazioni divine o discese (avatra) di Viu41
o forme di iva. In base alla tradizione di appartenenza, i vaiava considerano
suprema questa o quella forma divina (avatra) di Viu considerando le altre
subordinate. Rmnuja (XI sec.) autore dello r-bhya, il primo e pi importante
commentario vaiava al Vednta-stra antagonista alla dottrina advaita-vednta di
akara, ispirandosi direttamente agli alvar, a Nthamuni (X sec.) e a Ymuncarya
(XI sec.) che gi nellgana-prmaya aveva accettato il tantrismo vaiava nella forma
delleterodosso pcartra, elabora la dottrina viidvaita-vda agganciando il
pcartra alla tradizione vedantica, nella quale la bhakti, da lui definita abbandono
(prapatti) a Viu, sar per la prima volta organicamente canonizzata. La maggior parte
dei templi di Viu dellIndia del Sud abbandona il pi antico metodo tantrico
vaikhanasa adottando quello pancaratrico di Rmnuja. Nelle sette vaiava la bhakti
offerta a Vu, Rma o Ka diventa leterno dovere essenziale (santana-dharma)
delluomo, oltre il dharma determinato dalla casta di appartenenza (jt-dharma) e i
doveri familiari (kula-dharma) alla quale sembra alludere Ka stesso nella Bhagavadgt 18.66. Questo dharma lespressione della natura eterna di anime spirituali
(jvtman) che si manifesta una volta rimossa lignoranza e le impurit materiali ossia le
propensit alla gratificazione grossolana e sottile dei sensi e dellego. Dopo Rmnuja,
la bhakti sar gradualmente accettata come metodo facile ed efficace da tutte le
seguenti tradizioni vaiava, aiva e kta, seppur prevalentemente da questultime per
quanto riguarda il culto offerto alle immagini sacre delle divinit nei templi e ai guru.
Diversamente dai vaiava, gli aiva e i kta mirano alla liberazione impersonale
(advaita), per loro la bhakti non che il mezzo (sdhan) non il fine (sdhya). La
bhakti si diffonder ovunque nel sub-continente indiano giungendo a caratterizzare fino
ad oggi, quasi totalmente ogni tradizione e pratica religiosa.

6 I sahajiy
Nel corso del XVII secolo, appaiono in Bengala le sette vaiava-sahajiy, bul e
kartbhaj di derivazione gauya che molto hanno in comune con loro da esserne spesso
identificate. Il termine sahajiy deriva da sahaja (spontaneo, innato) che deriva da una
scuola buddhista tantrica detta sahajayna diffusa in Bengala durante la dinnastia pla
(VIII-XII d.C.) fondata da Saraha (VIII sec.) nella grande universit buddhista di
Nalanda (Bihar). NellHevajra-tantra 1.8.25-36 e nel Sahajasiddhi di Heruka, nel
Jnasiddhi di Indrabhti e nel Advayasiddhi di Lakindhara tutti risalenti allVIII sec.,
il termine sahaja associato allultimo e pi alto dei quattro tipi di gioia (nanda,
paramnanda, viramnanda, and sahajnanda) realizzati nei quattro cakra disposti
lungo la suum-nd. Allidea di spontaneit, Saraha d valenza di illuminazione
(nirvna) che ladepto sperimenta come il fondo inalterabile della realt, una folgorante
consapevolezza intuitiva che si scioglie nella vacuit (nya). Per alcuni aspetti
probabile che Saraha si sia ispirato al concetto di naturale beata (in)coscienza (tzu-jan)
dellinfante,
dei maestri taoisti cinesi. Questo stesso concetto pass nel buddhismo cinese
chan42 inaugurato da Bodhidharma (VI sec.) con le cui pratiche e dottrine yogcra
Saraha deve aver avuto familiarit. Il sahajayna rigetta i doveri religiosi convenzionali e
le formalit, si fa beffe della sottile erudizione basata sulle scritture e degli scontri
dialettici tra le varie scuole buddhiste antagoniste. Le discipline monastiche cos
importanti per lantico buddhismo hnayna non sono indice di realizzazione interiore, la
spontaneit e lautenticit sono le caratteristiche principali dei perfetti illuminati o siddha
41

Sanatna Gosvmin nel Laghu-bhagavatmta basandosi su vari testi pcartra enumera vari tipi di
avatra di Viu. Dieci son i principali o ll-avatra: Matsya, Krma, Varaha, Nsiha, Paraurma,
Vmana, Rma, Ka, Buddha e Kalki, tre sono i purua-avatra: Karaodakayi-Viu,
Garbhodakayi-Viu e Kirodakyi-Viu, tre sono i gua-avatra: Brama, Viu e iva. Poi ci sono
gli yuga-avatra come Caitanya incaricati di diffondere il dharma dellepoca, i kal-avatra o
manifestazioni parziali come il Buddha e gli aktyavea-avatra come Sanaka Ri, Nrada Munin e altri.
NellIndia
del Sud tra i ll-avatra il Buddha sostituito da Balarma.
42
Il buddhismo chan raggiunse il massimo splendore in Cina nella dinastia tang dal VII allXI sec., nel
XII sec. passa in Giappone dove viene conosciuto come zen.

XXXIX

la cui realizazione spirituale consiste di inesprimibile gioia (mahsukha), pace interiore e


non dualit. Per il siddha, il pieno o lapparente (il sasra), il vuoto o la liberazione
(nirva) e i mezzi che provocano entrambi gli stati dellessere, si equivalgono. In
seguito la nozione sahaja penetra nei testi delle scuole vajrayna comprese nel
canone klacakrayna. Le canzoni di Saraha e degli altri siddha sahajayna sono
contenute nel Dohkoa composto in apabhraa e nella Vajragti scoperti agli inizi del
900 nelle biblioteche del Nepal e del Tibet. Secondo la dottrina sahajayna ci che
naturale facile e veloce, non c alcun bisogno di cerimonie religiose, sacerdoti, testi
filosofici, ascesi, discipline, templi e culto di immagini sacre. Per gli adepti del
sahajayna lunica necessit il guru e gli unici testi di riferimento dottrinale sono le
raccolta delle canzoni Doha. Trattandosi di canzoni atte ad essere cantate alcuni
ricercatori ritengono che siano il prototipo delle canzoni bengali dei gauya-padval,
degli kta-padval e dei bul. Tra gli 84 siddha sahajayna e vajrayna,43 sono
enumerati i dodici nth fondatori di sette tantriche aiva apparsi nellIndia del Nord e
del centro tra lVIII e il XII secolo d.C. Non a caso, il concetto di spontaneit (sahaja)
uno dei quattro principi fondamentali della dottrina dei nth che ricorre pi volte nelle
opere attribuite a Matsyendranth, a Gorakhnth. Il termine sahaja compare
nellHahayoga-pradpika 4.9-11 e 4.75 nel senso di samdhi. Per i nth, il termine sahaja
indica lo stato di grazia costituito di gioia ineffabile ottenuto per mezzo dellascensione
della kualin-akti. Oltre che dai nth, il termine sahaja frequentemente usato dai
mistici nirgi dellIndia del Nord a cominciare da Kabir (XIV sec.) e Dd (1544-1603) e
dai pi tardi bul e kartbhaj bengalesi. I vaiava-sahajiy sono un fenomeno
indissolubilmente legato ai gaudy e alla loro storia, secondo alcuni ricercatori n
costituiscono una importante deviazione al punto che alcune sette gauya sono definite
sahaja-gauya. Il tramite tra il buddhismo sahajayana e la tradizione gauya sembra
essere il poeta Cadsa (XIV sec.) e la conversione di massa degli ultimi monaci e
monache buddhiste sahajayna i rasati neda e ned e degli intoccabili tribali operata da
Nitynanda e Vrbhadra nel XVI sec. che pi tardi ostracizzati dai vaiava ortodossi
andranno a costituire la casta infima dei cosidetti vaiava di nascita (jt-vaiava). Dal
XVII sec., Srikandha (Bardhaman, Bengala Occ.) dove risiedevano Narahari Sarakra e
Locana Dsa, Khardaha (Barrackpore) dove viveva Vrabhadra figlio di Nitynanda,
Jhnav Mtvedova di Nitynanda e Rmacandra Gosvmin figlio adottivo di Jhnav
Mt, Navadvipa dove viveva Gaddhara Paita fondatore dei gaurga-nagar e
Kulinagram (Navadvipa) dove risiedeva Jaynanda divennero i principali centri letterari
e culturali sahaja-gauya. Le sette sahaja-gauya che adottarono limitazione delle
sakh e di Rdh (sakhbhek) come i kiorbhajan adoratori di Kior (Rdh) e i
sakhbhvin basati a Jangalitola (Maldah) furono presto ostracizzate dai gauya
ortodossi. Pare che in seguito al contatto con i gauya di Vrindavana Jnava Mt sia
responsabile del cambiamento di orientamento dal sentimento di amicizia (skhyabhva) a quello erotico-amoroso (mdhurya-bhva) del ramo di Nitynanda in Bengala.
Narahari Sarakra era stato un importante associato di Caitanya a Navadvipa, ma non
menzionato da Vndvana Dsa nel Caitanya-bhgavata, mentre menzionato da
Kadsa Kavirja nella Caitanya-caritmta. Molti dei seguaci di Nitynanda e
Gaddhara Paita elencati da Kadsa Kavirja nel cap. 11 delldi-ll della
Caitanyacaritmta, sono considerati eminenti sahajiy nel Vivarta-vilsa di kicana
Dsa (XVII sec.) Il Vivarta-vilsa, una sorta di commentario della Caitanya-caritmta,
uno dei principali
testi sahaja-gauya. In esso, kicana Dsa si dichiara discepolo di
Mukunda Dsa,44 discepolo di Kadsa Kavirja e sostiene che oltre a Caitanya stesso,
43
Una lista dei 64 siddha si trova nel abara-tantra. Oltre a Saraha, tra i siddha sono enumerati Asaga
(IV sec.) il fondatore della scuola yogcara, il fratello Vasabandhu e Padmasambhava o Padmavajra
(VIII sec d.C.) autore dellHevajra-tantra e considerato colui che ha introdotto il tantrismo in Tibet
inaugurando il vajrayna riformato dallindiano Atia (XI sec.) e dal tibetano Tsong-khapa (XV sec.)
Secondo alcuni ricercatori lHevajra-tantra un commento del pi antico Guhyasamja-tantra (V sec.)
A sua volta lo Yogaratnaml (IX sec.) il commento dellHevajra-tantra.
44
Mukunda Dsa fu lautore del breve Amtaratnval (circa 1650). Oltre alluso del sandha-bh la
maggior parte delle parole che compongono questo non sono declinate e ci rende la sua
comprensione molto difficile o sviante. Altri testi sahaja-gauya per lo pi in lingua bengali sono: il
Premavilsa di Yugalkiora Dsa, il Dehakadca attribuito a Narottama Dsa, lAmtarasavali di Mathur

XL

anche
Rpa Gosvmin, Santana Gosvmin, Gopala Bhaa Gosvmin e Rmnanda
Rya45 si dedicarono al sahaja-sdhana facendo pratica con delle ragazze debitamente
addestrate delle quali riporta il nome. Per quanto riguarda Caitanya, si tratterebbe di
una ragazza di nome Kacan a Navadvipa e di ah, la figlia di Sarvabhauma
Bhattcrya a Jagannatha Puri menzionata nel cap. 15 del madhya-lil della Caitanyacaritmita o Mdhav sorella di Sikhimhiti menzionata nel cap. 2 dellanthya-ll.
Nellunica cappella annessa al tempio di Govinda a Vrindavana si trova una piccola
immagine di Vnd Dev o Tulas Dev che fu adorata da Rpa Gosvmin. Per i
gauya, Vnd Dev la divinit femminile che presiede Vrindavana ed una gop.
Vrindavana e Varana sono enumerate nel Matsya-pura e in alcuni tantra tra le
localit (akti-pha) riservate al culto kta di Dev come i luoghi dove caddero
rispettivamente le ciocche di capelli del corpo di Sat e uno dei suoi seni. Altri chiari
indizi dellinfluenza tantrica sulla tradizione gauya la disposizione a maala delle
dodici foreste intorno a Mathura dove Ka nacque. Parallelamente per celebrare
lidentit di Caitanya con Ka anche Navadvipa divenne costituita da nove (nava)
isole (dvipa) disposte come un maala attorno a Mayapur dove nacque Caitanya.
Nelle opere dei sei gosvmin e dei loro seguaci in Bengala e Orissa non c alcun
riferimento alle pratiche tantriche sinistre perci la loro dottrina pu essere
considerata di tipo destro. Nel cap. 17 delldi-ll della Caitanya-caritmta narrato
che a Navadvipa un brhmaa invidioso cerca senza riuscirvi di far passare rvasa
Paita per uno kta mettendo furi dalla sua porta gli articoli adatti al culto di
Bhvan (Durg). Secondo T. Stewart in The final word, Kadsa Kavirja nella
Caitanya-caritmta lasci aperti alcuni spiragli interpretativi, livelli esoterici di
comprensione della natura divina di Caitanya e di Radh e Ka nei quali hanno potuto
agevolmente inserirsi i sahaja-gauya qualificandosi come i veri detentori dei segreti
della dottrina dei sei gosvmin di Vrindavana. E. Dimock nel suo The place of the hidden
moon (1989), sostiene che i sahaja-gauya approfittarono per i loro obiettivi
dellattraente teoria kvya dei rasa elaborata da Rpa Gosvmin. Per primi i sahajagauya tradussero le opere dei sei gosvmin e di Kadsa Kavirja in bengali e
commentandole se n appropriarono. A causa della lontananza, della difficolt di
comprensione delle opere sanscrite dei sei gosvmin e del loro generale distaccato
atteggiamento verso Caitanya, i sei gosvmin di Vrindavana in Bengala furono quasi
sconosciuti almeno fino al XVII sec. Paradossalmente furono pi i sahaja-gauya che
rnivasa crya e Narottama a far conoscere i sei gosvmin e le loro opere in Bengala.
Nelle biblioteche della Manuscript Library of Calcutta University e della Asiatic Society of
Calcutta, sono raccolti centinaia di manoscritti sahaja-gauya. Molti di questi testi fanno
uso del linguaggio convenzionale o simbolico (sandh-bha) enigmatico e pieno di doppi
sensi. In origine il linguaggio convenzionale stato usato nelle raccolte di versi
bengali (carypada) delle scuole buddhiste sahajayna, vajrayna, nth e kta di tipo
sinistro e pi tardi dai sahajiy, dai bul e dai kartbhaj bengalesi. Indubbiamente
tale linguaggio serviva a mantenere segrete e protette dalla pubblica morale le
trasgressive pratiche tantriche sessuali, il consumo di bevande e cibi probiti, ecc. In
spregio alle proibizioni delle norme sulle caste espresse dallortodossia brahmanica
nei dharma-stra, i sahaja-gauya come i tantrici sinistri, addestravano donne
appartenenti alle caste pi basse come le ob, donne appartenenti alla casta om,
una trib indigena stanziata in Orissa i cui membri erano spazzini o addetti ai
crematori. Come la lavandaia (dobh) Rm amata da Cadsa autore del
Kakrtan, la candidata ideale doveva avere meno di diciassette anni, non essere
vergine, n madre. Delle donne omb si parla nel cryapada sahajayna e in vari altri
Dsa, lgamasra di Yugala Dsa, lnandabhairava di Prema Dsa e gli anonimi tmatattva,
Rdhrasa-krik,
Rativilsa-paddhati e Sahajopsana-tattva.
45
Rmnanda Rya era un intimo compagno di Caitanya a Jagannatha Puri e autore del
Jagannthavallabha-naka. Nel Caitanyacandrodaya-naaka, Kavikarapra definisce Rmnanda Rya
un sahaja-vaiava, ma non certo se a quel tempo, il termine sahaja avesse il senso che pi tardi
acquisir. In ogni caso lepisodio narrato nel cap. 5 dellanthya-ll della Caitanyacaritmta che vede
Rmnanda Rya dedito a lavare, massaggiare, vestire, ornare e istruire al canto e alla danza le giovani
devads del tempio di Jaganntha a Jagannatha Puri, ha indotto alcuni a considerarlo un sahajiygauya.

XLI

tantra sinistri come nel cap. 6 del Kumar-tantra, nei cap. 6-7 del Bhannla-tantra, nei
cap. 1 e 9 del Guptasdhana-tantra. Nei cap. 23 e 58 del Devrahasya detto che la
candidata ideale non la propria legittima moglie (svakya), piuttosto sono le donne
altrui (parakya) come le attrici (na), le figlie di madre brhmaa e padre pescatore
(kplin), le prostitute (vey), le lavandaie (rajik), le moglie dei barbieri (kuri),
le mogli dei brhmaa (brhma), le figlie dei dra (dr), dei pastori (goplik) e
dei fiorai (mlin). La nascita e lo sviluppo di sette mistico-religiose dedite a pratiche
trasgressive un inevitabile risultato del clima sessuofobico e discriminante di genere
imposto dalla cultura e dalle professioni religiose ortodosse egemoni. Il tantrismo
kta ritenuto un culto del femminile ma, come in occidente il culto della vergine
Maria, non incise sulla condizione delle donne. In ultima analisi i riti tantrici sinistri
erano un affare di uomini e per uomini, le donne spesso ignoranti e di bassa casta,
erano solo un ingrediente indispensabile e semplicemente usate. Solo alcuni tardi
kta-tantra glorificano direttamente le donne, le riconoscono come guru o
manifestazione Dev, ma si tratta comunque di tantra segreti che potevano incidere
ben poco sulla societ in generale. I testi che si avvalgono di questo tipica linguaggio
posseggono vari livelli di interpretazione, dal senso letterale spesso sviante, al senso
simbolico o ascetico e al senso mistico-sessuale e tantrico. Frequentemente questi testi
sono cos ambigui che non si sa mai se le pratiche sessuali, debbano essere intese come
reali o simboliche. La dottrina sahaja-gauya come altri culti kta di tipo sinistro, si
trasmetteva da maestro a discepolo, ma non si trattava di una unico sistema di riti e idee
condiviso. La segretezza favor la proliferazione di sette sahaja-gauya separate e
indipendenti. Per proteggersi dalla riprovazione della societ, i sahaja-gauya come tutti
i tantrici sinistri, nascondevano il loro sdhana interiore (antara) con atteggiamenti
esteriori (bhya) da vaisava ortodossi conducendo la loro esistenza esternamente
(vyvahrika) da vaiava ortodossi e internamente (paramrthika) da sahajya. Nel
Kulacmai-tantra 2.26-27 detto: meditando sullaffermazione io sono lui
(iva), mentre si atteggia esteriormente come un vaiava, ladepto fingendosi
bhakta e ripetendo il nome di Hari (Viu) sperimenta interiormente gioia estatica.
Fingendosi normalmente occupato nei doveri sociali egli percorre il sentiero kaula
come un ladro di notte e in 4.2: il kaulika aderisce apparentemente allesterno
e in pubblico alle regole del culto di Viu. Nel Kulrava-tantra 9.65-71: I kaulika
possono vivere ovunque, celati in qualsiasi forma per passare inosservati vivono tra
gli uomini come ubriachi, muti o sciocchi affinch li ignorino o si allontanino e
11.83: Il kula-dharma va tenuto nascosto come il latte nascosto nella noce di cocco,
necessario essere kaulika nel cuore, aiva in intimit e vaiava per la gente comune.
In generale la dissimulazione era adottata dai capifamiglia membri occulti delle dette
tantriche sinistre ma anche inseriti nella societ, mentre era forte la tendenza
allesibizione dei vari tipi di asceti in particolare gli aghori e i kplika indifferenti
dellopinione del mondo. I sahaja-gauya consideravano ogni individuo, uomo o
donna, in essenza divini e falso e immaginario (mithyam) ogni dualismo e distinzione tra
materia e spirito, s individuale (tman) e S supremo (Param-tman). Utilizzavano
tecniche di meditazione tantrica con le quali durante un rapporto sessuale rituale con
una partner (sdhana-sagin), debitamente addestrata, miravano per mezzo del
controllo della mente, del respiro e delleiaculazione del seme maschile, allinnalzamento
dellenergia sessuale (kualin-akti). Presso i sahaja-gauya anche alle sdhanasagin, grazie alla partecipazione al rito, era offerta la possibilit di ottenere la
liberazione altrimenti a lei praticamente preclusa. Anzich sette o pi cakra come i
sistemi nth, aiva e kta, il sistema sahaja-gauya come quello vajryana e sufi, si
riferiva a quattro stagni (sarovara``) coperti di loti. Durante il rapporto sessuale rituale,
la kti attraverso un tortuoso torrente (baka-n) ascendeva dallo stagno della
lussuria (kma-sarovara), allo stagno dellorgoglio (mna-sarovara), del puro amore
(prema-sarovara) e giunge allo stagno dellimmortalit (akaya-sarovara) e liberatoria
esperienza della piena gioia (mhasukha). La meditazione dei sahaja-gauya
consisteva nel ricordo (smaraa) della loro dimenticata identit di Ka o Rdh
attraverso lattribuzione (aropa-sdhana) della vera identit (svarpa) come Rdh o
Ka sulla loro forma corporea mondana (rpa) maschile o femminile. Il rapporto
sessuale rituale (rati-sdhana) era visto come un potente mezzo per modificare le

XLII

attribuzioni corporee, una sorta di rito alchemico che consentiva attraverso lunione
delle energie maschili e femminili di giungere allidentificazione con Rdh e Ka
sperimentandone lunione estatica o il gioco divino (ll) che per loro aveva valenza della
pi alta liberazione (moka). Nei tantra sahaja-gauya leiaculazione del seme virile
(bindu) considerata una oblazione sacrificale che unita agli umori lubrificanti femminili
o meglio ancora al sangue mestruale (rakta), diventa nettare dellimmortalit (somarasa
o amta). Come i tantrici kta e aiva sostenevano che uomini e donne sono
manifestazioni di iva e Dev, i sahaja-gauya trasformano le figure divine di Rdh e
Ka da separate dagli esseri viventi ordinari per ogni tipo di setta vaiava tantrica
destra fondamentalmente dualista, nella vera identit (svarpa) di ogni uomo e donna. Il
nostro stesso corpo e i suoi componenti dagli elementi, ai sensi, alla mente,
allintelligenza, allego, alle arie vitali, ai canali (nad), ai cakra fino alle energie o pulsioni
positive come la compassione e negative come la collera, la lussuria e lorgoglio che lo
animano, sono presiedute da divinit maschili e femminili che in ultima analisi come i
paradisi e gli inferni, non esistono al di fuori di esso. Perci, considerando lobiettivo
ambito dai tantrici kta, aiva e sahaja-gauya, la loro dottrina deve essere ritenuta
monista (advaita). Da sempre e ovunque per descrivere il rapporto individuo/divinit e
lesperienza mistica dellunit, i mistici hanno fatto ricorso alla similitudine del rapporto
tra il devoto e il Dio a quello degli amanti, ma forse nessuno come i sahaja-gauya si sono
spinti a tale estremo livello di mistificazione. Per i sahaja-gauya Rdh e Ka non
devono essere adorati, non lamore per Ka (ka-preman) che il bhakta deve
sviluppare, piuttosto il loro amore che il sahajiy deve realizzare in s. Spesso i sahajagauya citano il noto passo della Caitanya-caritmta, di-ll, capitolo IV.164, dove
Kadsa Kavirja distingue il desiderio egoista (kma) della gratificazione dei sensi
paragonato al ferro, dalla pura attrazione erotica per Ka (preman) paragonata alloro.
La differenza tra i due che il primo interessato mentre il secondo mira soltanto alla
soddisfazione di Ka. Secondo i gauya-vaiava ortodossi kma e preman sono
distinti e opposti come lo spirito e la materia, kma linnata propensit dei sensi verso
gli oggetti (Gt 3.34) e preman un dono di Ka (Gt 10.10), mentre secondo i sahajagauya, kma e preman sono inscindibili, preman non che kma purificato e per mezzo
della repressione non si ottiene preman. La tradizione gauya ortodossa rappresentata
dai sei gosvmin di Vrindavana e quella dei sahaja-gauya, pur avendo molto in comune e
continuando a sfiorarsi, avevano comunque pratiche e obiettivi diversi e non si fusero
mai del tutto. Ai sahaja-gauya erano molto congeniali oltre che in generale lerotismo
che permea tutte le opere dei sei gosvmin, alcuni aspetti della loro dottrina come lidea
della disciplina (sdhana) interna e spontanea (rgnuga-bhakti), ed esterna e regolata
(vaidhi-bhakti). Erano anche molto interessati allidea della doppia identit di Caitanya,
quella umana manifestata fisicamente (prakata) e quella non manifestata (aprakata) di
Rdh e Kra combinati che essi desideravano sperimentare direttamente. Infine, i
sahaja-gauya erano attratti dallidea della superiorit della relazione damore illecita
(parakya) delle gop e di Rdh con Ka sulla relazione lecita o matrimoniale (svakya)
delle sue mogli a Dvaraka. Tuttavia, per i gauya ortodossi che aderivano alla disciplina
prescritta in tutte le scritture vaiava ortodosse e nei tantra vaiava destri
(dakicara), il ricorso alle pratiche sessuali era proibito. Per i vaiava ortodossi i
rapporti sessuali non potevano in alcun modo essere spiritualizzati, il sesso era una
necessit tollerata e praticata solo da chi era legittimamente coniugato e al fine di
procreare buoni figli. In base alle smti i coniugi possono unirsi sessualmente solo la
notte dei 16 giorni mensili fertili (tugamana) e ad esclusione dei giorni di festivit
religiose. Lesperienza del piacere (bhoga) materiale dei sensi provoca negli individui
lidentificazione con il corpo materiale, genera impressioni (vsana) che inducono alla
coazione o dipendenza che lopposto della liberazione (moka). La passione amorosa
(preman) che lega Rdh e Ka detta essere cosa del tutto diversa dalla passione
egoista (kma) che travolge gli individui condizionati dotati di corpi materiali e scaturita
dal rjas-gua perch si manifesta attraverso i loro corpi che sono di natura spirituale
essendo costituiti di eternit (sat), conoscenza (cit) e felicit (nanda). La dottrina
sahaja-gauya come le altre espresse in ogni tipo di tantra akta e aiva sinistro,
vajrayna buddhista o anche dal misticismo sufi, era corpo-centrica, il corpo materiale
lo strumento dove ricongiungere gli opposti. Come per gli advaitin la dicotomia brahman

XLIII

e mya era netta, il Brahman il vero (satyam) mentre il mondo falso (mithyam), cos
per i gauya ortodossi come Baladeva Vidyabhuana che fanno riferimento alla dottrina
della madhva-sapradya, la dicotomia spirito/materia, ossia anima e corpo, assoluta.
La vera identit dellindividuo quella spirituale ossia il s (jiva-tman), mentre il corpo
grossolano e sottile costituito di mente (manas), intelligenza (buddhi) e senso di agenzia
(ahamkra) che sono temporanei, fonti di sofferenza, ecc., devono ambedue essere
utilizzati come strumenti per la realizzazione spirituale. Non solo, per i vaiava ortodossi
la distinzione tra lessere vivente (jvtman) e il S supremo (Param-tman o Ka),
bench ambedue condividano la stessa natura spirituale, reale ed eterna, altrimenti
anche la bhakti, il servizio offerto al S supremo o Kra, sarebbe temporanea. I vaiava
ritengono che dove c separazione e scambio individuo/divinit, amante/amato, c pi
gioia che nellesperienza dellunit (advaita). Il poeta bengali Rmprasd Sen (17181775) ha scritto: .. chi muore a K ottiene la liberazione, ma la bhakti la radice di
ogni cosa e la liberazione una sua servitrice. A che serve la liberazione se significa
fusione? Il mischiare acqua allacqua? Anche se a me piace il miele, non voglio
diventare miele .. In ultima analisi, la dottrina dei sahaja-gauya, come le molte altre di
tipo tantrico destro e sinistro, pur con i suoi eccessi, era una manifestazione di rivolta
contro il moralismo ipocrita che caratterizza ogni religione e cultura conservatrice ed
esprimeva un misticismo pi a misura duomo e dei suoi intimi bisogni.

7 I bul
Diversamente dai sahaja-gauya oggi apparentemente estinti che tanto imbarazzo
provocarono ai gauya ortodossi bengali nel XVIII-XIX sec., i bul sono una tradizione
tuttora vivente. Dopo aver sofferto di un lungo periodo di declino e degrado, perseguitati
dagli ortodossi hind e mussulmani, i bul sono stati riscoperti dal poeta e scrittore
premio Nobel 1913 per la letteratura R. Tagore (1861-1941), che disse di essere da ispirato
da Lalon Fakir (1774-1890) uno dei bul pi noti del suo tempo. Il suo saggio The
religion of man (1931) include il capitolo The man of heart e una appendice The
bul singers of Bengal di Kshitimohan Sen. Oggi i bul sono ritenuti una felice
espressione sincretica di sentimento mistico-religioso e un non comune senso di
fratellanza e calore umano che sta riscuotendo un certo interesse a livello internazionale
come fenomeno folcloristico e musicale bengali. Nel 2005 la tradizione bul stata
inclusa nella lista dei beni intangibili dellumanit tutelati dallUnesco. I testi bengali
delle loro melodiose canzoni celebrano lamore divino con un linguaggio semplice,
emozionale e pieno di evocazioni mistico-sessuali. Lamore per Ka reso in termini
molto terreni come dichiarazioni damore per le loro consorti (bulan o khep). Come
altri culti di tipo tantrico, anche i bul utilizzano il linguaggio convenzionale (sandhbh) pienamente comprensibile solo agli iniziati. Secondo alcuni, il nome bul deriva
dal termine sanscrito vtula, pazzo, ossia affetto dalla malattia dellaria (vta), oppure
deriva dal sanscrito vykula, ansioso o confuso. Per altri deriva dai termini arabi bal cuore
o auliya che il plurale di vali devoto. Nella Caitanya-caritamta il termine ulya
indica lo stato di agitazione indotto nelle gop o in Caitanya dallamore per Ka e in
alcune sette gauya, il termine ulay un titolo attribuito ai puri bhakta. Alcuni bul
considerano il poeta Jayadeva autore del Gtgovinda il loro fondatore (di-bul), per altri
il fondatore Caitanya, Nitynanda o anche Vrabhadra, il figlio di Nitynanda.
Kadsa Kvirja nel madhya 2.49, 21.146 e nellanthya 19.9 e 20 della Caitanyacaritmta, riporta che Caitanya si attribuisce il titolo di bul pazzo. E improbabile
che al tempo di Caitanya i bul esistessero gi come setta organizzata, ma al tempo di
Kradsa Kvirja sicuramente esistevano gi alcune sette sahajiy e sufi i cui membri
esprimevano in modo molto emozionale le loro estasi spirituali. In genere i bul
appartengono a ceti sociali bassi o sono di origine mussulmana e questo ci che li
differenzia dagli sahajiy che erano esclusivamente hind e in genere di casta elevata. In
genere i bul non osservano restrizioni circa luso di bevande alcoliche, oppiacei e
cannabis considerando queste sostanze catalizzatori della meditazione. Si lasciano
crescere capelli e i mussulmani anche la barba, indossano al collo come collane i rosari
(jpa-mala) di cristalli come gli kta, di rudrka come gli aiva, di tulas come i vaiava,

XLIV

ecc., indossano il dhoti o il lungi bianco o multicolore i coniugati e ocra gli asceti, le
bulan indossano il sari. Tradizionalmente vivono mendicando e girovagando per i
villaggi come menestrelli intrattenendo il pubblico con i loro canti e danze
accompagnandosi da semplici strumenti musicali come lunicorde ektra, il quattro corde
dotra o gop-yantra, cembali di ottone (karatla) e tamburi di coccio (kol o duggi). Non si
pu parlare di ununica dottrina bul, i bul rifiutano ogni etichetta religiosa professando
una sorta di dottrina sincretica che fonde aspetti gauya-vaiava, sufismo e tantrismo
buddhista. Per i bul Ka, come Rm, Allah e Buddha non sono che nomi dellunico
ente supremo o Dio che essi, come i nirgi-bhakta, definiscono usando connotazioni
privative come senza forma (nirkra), senza qualit (nirgua), non contaminato
(nirajana), ecc. Nelle loro canzoni si trovano frequentemente corrispondenze tra Rma
e Rahim, Ka e Cristo, Durg e Fatima. Alcuni tra loro, probabilmente dovuto
allorigine, sono pi inclini al sufismo o al culto di Ka, ma non accettano distinzioni di
valore. Del resto nessun vaiava o mussulmano ortodosso ritiene che i bul siano
vaiava o mussulmani. In origine mancavano di qualsiasi tipo di struttura o istituzione
come templi e monasteri, lunico vincolo che riconoscevano era il rapporto
maestro/discepolo che si espandeva nel rapporto discepolo/scuola o stile di musica
(ghraa) ma non si sottoponevano ad alcuna cerimonia di iniziazione. Il rapporto tra
maestro e discepolo si basa sulla trasmissione delle canzoni e sulla rivelazione degli
insegnamenti esoterici che contengono. Ritenendo che il corpo il vero tempio dello
spirito e che ladorazione delle immagini sacre della divinit e la meditazione
individuale siano metodi egoistici perch non condivisi, i bul rigettano il culto delle
immagini sacre e i templi. Piuttosto sostengono che il canto e la danza composti di
parole, suoni, musica e azione siano i migliori atti devozionali perch coinvolgono gli
altri bul e il pubblico. I bul sono privi di un canone teologico e di scritture di
riferimento, la trasmissione della loro dottrina avviene attraverso le canzoni e il
contenuto esoterico che il guru rivela al discepolo. Tra i bul ci sono capifamiglia
rinunciati detti jukta-samnysin ma non c distinzione di merito. Le tradizioni bul sono
disomogenee e in costante evoluzione. A causa del lungo periodo durante il quale erano
disprezzati i membri di alcune sette bul preferiscono essere chiamati bartamn-panthin
adepti del sentiero delleternamente presente (vartamna) principio innato (sahaja) che
in tutti noi piuttosto che bul. Da qualche tempo sono sorti monasteri bul come il
Darbesh Akkra in Dubrajpur (Birbhum, Bengala) fondato da Atal Behari Darbesh e
quello fondato da Lalon Fakir a Kusthia (Khulna, Bangladesh). In questi monasteri
hanno adottato riti di iniziazione, raccolto e pubblicato le canzoni dei loro guru bul e
sviluppato comunit stabili di famiglie bul inserite nella societ bengali non pi dedite
alla questua e al girovagare. Tra le sette tantriche i bul risaltano per il rispetto verso tutte
le donne si tratti di mogli o di partner sessuali rituali temporanee. Di fatto le donne
bulan in quanto tali sono gi realizzate e devono essere considerate guru originali
(mla-guru) dai loro partner rituali o mariti. Come per i sahajya, lidea che solo
lattrazione erotica (kma) si pu trasformare in amore per Dio (preman) in base alla
propria inclinazione, per Ka sullesempio di Jayadeva o Caitanya, o per Allah,
sullesempio di Maometto. Nelle loro canzoni sono menzionate le nove aperture del
corpo (nava-dvra): i due occhi, le due orecchie, le due narici, la bocca, lano e lorifizio
genitale e quattro lune (cr-cand) dai quattro colori: nera, gialla, rossa e bianca o quattro
elementi: terra, acqua, fuoco e aria che rappresenterebbero i quattro fluidi corporei:
escrementi (mala), urina (mtra), sangue mestruale (rajas) e seme virile (ukra) da
riassorbire per recuperare lintegrit attraverso lingestione rituale. Come i nth e i
sahaja-gauya, i bul utilizzano tecniche di meditazione, respirazione e di rapporti
sessuali rituali durante i quali per mezzo di mudr sessuali riassorbono il seme virile o
principio maschile (purua) insieme al sangue mestruale (rjas) delle partner che
rappresenta il principio femminile (prakti). In questo modo ottengono la sintesi degli
opposti che essi definiscono stato innato (sahaja), androgino (nara-nr-vyajana) e
anche morte vivente (jvan-maraa) perch il corpo, la respirazione e la mente sono
arrestati. In questo stato il bul convenzionalmente definito uomo del cuore (manermanu), del rasa (raser-manu), dorato (sonar-manu), sconosciuto (ajn-manu),
gioiello (ratan-manu), ecc. Altro termine simbolico ricorrente un misterioso uccello
sconosciuto (akin-pakhi) o un pesciolino dorato (sona-mina) identificato con il s (tman)

XLV

che luomo del cuore deve afferrare durante il rapporto sessuale rituale mentre si muove
nella corrente della miscela di sangue femminile e seme maschile (bindu). Le coppie bul
praticano una forma di contraccezione naturale avendo rapporti sessuali soltanto
durante i pochi giorni del periodo mestruale della partner femminile. La
procreazione se desiderata non scoraggiata, ma le natalit casuali sono ritenute uno
spreco di energia, fanno invecchiare le donne e impediscono loro di dedicarsi
pienamente sdhan. Come altre sette di ispirazione tantrica sinistra, i bul definiscono il
loro metodo con il termine ul-mrga contro corrente, contrario alle comuni norme
morali della societ e delle religioni dominanti, che guida al ritorno allo stato innato
(sahaja) o che mira alla risalita della kualin-akti o potenza sessuale attraverso la
uumn-nad fino al luogo simbolico della Luna nascosta (guptacandrapura). Nel
calendario bul ci sono molte festivit durante le quali si riuniscono e organizzano
spettacoli molto popolari come lanniversario della nascita di Jayadeva che si tiene per tre
giorni a Kenduligram (Birbhum, Bengala Occ.) il giorno di makara-sakrnti nel mese di
pua (Dicembre-Gennaio), lanniversario della nascita di Caitanya che cade nel mese di
phlguna (Febbraio-Marzo) che si tiene a Navadvipa o gli anniversari di bul fondatori di
scuole di musica (ghraa) come Lalon Fakir che si tiene a Kusthia (Khulna,
Bangladesh) e quello inaugurato da R. Tagore il ka-saptami del mese di pua a
Shantiniketana (Birbhum). Unaltra occasione di festa celebrata con grande gioia e
partecipazione dei bul, il matrimonio tra un bul e una bulan.

8 I Kartbhaj
Letteralmente adoratori (bhajaka) del maestro o di Dio (kart), i kartbhaj
diversamente dalle sette sahajya che rimangono esoteriche, nella met del XIX sec.
diventano ricchi, potenti e infami. Lorigine dei kartbhaj attribuita al maestro sufi
ulcand (1686-1779), un mistico pazzo considerato reincarnazione (avatra) di
Caitanya. ulcand ebbe 22 principali discepoli che diffusero il culto kartbhaja in tutto il
Bengala. Tra le sette si distinsero la setta di Ramaran Pal (?-1793) basata a Calcutta e
unaltra pi simile a una setta sahajya basata a Brittihuda (Nadiya) detta sahebdhani
fondata da Murri Pl oggi estinta. Le sette basate a Calcutta e dintorni trovarono seguito
tra le classi pi povere di lavoratori, piccoli artigiani e negozianti che affollavano i
mercati della citt. Alcuni ricercatori vedono tra le ragioni che favorirono lemergere dei
kartbhaja il tormentato periodo di transizione del potere dai governatori mussulmani
allamministrazione inglese della East Indian Company segnato dai raid dei marathi in
Bengala e Orissa nella prima met del XVIII secolo, dalla carestia del 1770 e dalle rivolte
popolari e tribali come quelle dei sanysin e dei fachiri che interessarono varie aree del
Bengala. La citt di Calcutta era in piena espansione, da emporio commerciale fondato
dagli inglesi nel 1690, secondo le stime, nel 1790 conta 200.000 abitanti dei quali solo
3000 tra inglesi e europei, arriva a 600.000 abitanti nel 1850 e a oltre un milione nel
1900 diventando dopo Londra la pi popolata citt dellimpero inglese. Flussi di
contadini si riversano a Calcutta dalle campagne del Bengala, dellOrissa, del Bihar e
dellAssam in cerca di lavoro o per sfuggire allestrema miseria e alle carestie endemiche.
Gli inglesi pianificarono Calcutta divisa in white-town, i quartieri residenziali e le sedi
politico-amministrative dei bianchi e in black-town, i sovraffollati, sporchi e degradati
quartieri dove vivono e lavorano gli indiani. Impiegata nei commerci e
nellamministrazione inglese di medio-basso livello, gradualmente si sviluppa una classe
di indiani educati allinglese e facoltosi (bhadra-lok) che si distingue dal sotto proletariato
(itar-lok). Sar questo sotto proletariato che costituir il principale bacino di aderenti alle
sette dei kartbhja. Per alcuni versi i kartbhaja come prima di loro i bul, rappresentano
una reazione popolare al tentativo di brahmanizzazione del culto di Rdh e Ka
operato dai gauya di Vrindavana come Gopala Bhata Gosvmin e Jva Gosvmin, dai
sahaja-gauya bengalesi e dai gosvmin bengali discendenti di Advaita carya a antipur.
Enfatizzando lautorit della classe brahmanica, adottando il metodo di adorazione
tantrico delle immagini sacre e il sanscrito come lingua canonica a scapito dei dialetti
popolari, alienarono le classi inferiori povere e illetterate. Uno dei principali discepoli di
ulcand fu Rmaran Pl di Ghoshpara nella periferia a Nord di Calcutta, marito di Sat

XLVI

M e padre di Dullcand (1775-1852). Rmaran Pl il primo organizzatore della setta


prima di allora indistinguibile dai bul, egli per primo si attribuisce il titolo ereditario di
kart che passa al figlio Dullcand Pl, al nipote vracand Pl e via di seguito nella
famiglia Pl fino ad oggi. Oltre che kart, Rmaran Pl considerato di-purua
(persona originale)
e la sua consorte Sat M considerata di-akti (potenza originale) o
Madre Divina.46 A Rmaran Pl e a Sat erano riconosciuti miracolosi poteri di
guarigione e di concedere fertilit. Dullcand Pl raccolse 128 canzoni mistiche in
bengali composte da ulcand, Rmaran Pl e da lui stesso nella Bhber-gt (canti
estatici), primo testo kartbhaja. Nel 1870 viene pubblicato il Kartbhaj-gtval una
raccolta di 500 canzoni di vari altri membri della setta che comprende la Bhaber-gt.A
Ghoshpara nel quartiere generale della setta di Rmaran Pl considerata la nuova
Vrindavana attorno a un laghetto miracoloso chiamato Hsgar dove si trova un
melograno, i kart organizzano ogni anno nel mese di phalguna (Febbraio-Marzo) un
festival in onore di Sat M. Tre giorni di riti, canti e danze dove non c alcuna
distinzione di casta e di genere che nella Calcutta del XVIII sec. creavano grande
scandalo. Meno elitari dei sahajiy, i kartbhaj nelle loro canzoni in semplice bengali di
strada usano una forma di linguaggio convenzionale (sandh-bh) detto
specificatamente linguaggio della zecca (tyakl-bol) che la pi popolare forma di
linguaggio mistico. Fanno ampio uso di termini mercantili a cominciare da kart che
significa anche capo, proprietario o padrone dellimpresa, alcuni dei quali derivano
direttamente dallinglese. I kartbhaj hanno fortemente combattuto i jata-gosain e gli
smrta-brhmaa che avevano contaminato loriginale dottrina gauya, a causa di ci
i gauya una volta ricchi erano finiti in bancarotta, ma dalle rovine della vecchia
compagnia (jara-kompn) era sorta la loro compagnia dei poveri o dei pazzi (garibkompn o pgal-kompn), che al mercato segreto o della gioia (gupta-ha o nanda-ha)
offrivano di nuovo il riso ossia lamore per Ka (ka-preman). Anche Kadsa
Kavirja nellanthya-ll 19.18-21 della Caitanya-caritmta, narra che Advaita crya
attraverso Jagadnanda Paita manda un enigmatico messaggio a Caitanya a
Jagannatha Puri dove dice che nel mercato non si vende pi riso per dire che la
missione di Caitanya di diffondere lamore per Ka era conclusa. Narottama Dsa
(1466-?) nel Prrthana parla del mercato del santo nome di Ka (nma-ha).
Ricorrono spesso anche i termini fattura (inbhais) da invoice, contratto (konrakt) da
contract, denaro (mani) da money e molti altri termini derivati dallinglese. Il pi noto e
misterioso detto kartbhaj il seguente:47meye hijr puru khoj tabe habe karthbhaj la
donna deve diventare un eunuco (hijr ) e luomo deve diventare impotente (khoj)
allora saranno kartbhaj. Questo verso contiene indicazioni di dottrine e tecniche
esoteriche che mirano a uno stato originario e innato di androgenia perseguito anche dai
nth e dai bul. Proseguendo lopera del padre, Dullcand Pl organizza una setta
altamente gerarchizzata dove richiesta la massima obbedienza al kart da parte dei
discepoli. I kartbhaj non sono noti per la promisquit sessuale ma il fatto che la
maggior parte dei discepoli dei kart fosse donne diede adito a sospetti. I discepoli dei
kart sono tutti incoraggiati al matrimonio e osservano il venerd (come i
mussulmani) con dieta vegetariana e continenza sessuale. Pur sostenendo lessenziale
uguaglianza di tutti gli uomini e la loro natura divina, egli istituisce un sistema di
tassazione dei discepoli, tutto apparteneva a lui, anche il corpo dei discepoli e delle
discepole che devono pagarne laffitto e sanzioni in caso di cattivo utilizzo. Le pratiche
religiose dei kartbhaj si limitano esclusivamente al culto del kart, non rigettano il
mondo come i menestrelli bul, non esiste un ordine kartbhaja ascetico, quindi niente
monasteri, niente templi e immagini sacre di culto. Le loro riunioni segrete chiamate
prema-anuhna (celebrazioni dellamore per il kart) erano costituite di canti e danze
dove si esibivano parossistici sintomi estatici (sacri-bhva). I kartbhaj lavorano e
46
Poco pi tardi i seguaci di Rmaka (1836-1886) attribuiranno il titolo di di-akti alla sua consorte
Sarad Dev (1853-1920) e alla bengali nandamy M (1896-1982).
47
Gli hijr sono ermafroditi, uomini evirati o uomini che si sentono donne e vestono come donne.
Sono organizzati in comunit spesso guidate da una guru e dediti al culto di Devi nella forma di
Bahuchra Mt, la Dea girovaga o della forma androgina di iva Ardhanrvara. Gli hijr si
mantengono prostituendosi, mendicando, danzando e cantando ai matrimoni e ai battesimi dove le
loro benedizioni sono gradite e le maledizioni temute.

XLVII

vivono nel mondo per i kart che cominciarono ad accumulare ricchezze, godere di tutti
gli agi e si dedica agli affari. vracand Pl fu pi volte trascinato a giudizio e incarcerato
per frodi e immoralit. Agli inizi del XX sec. molti kartbhaj sono disgustati dal degrado
dei kart. A Murshidabad nasce una setta riformatrice chiamata spaadyaka fondata
da Rprm Kavirja ormai estinta i cui membri si raccoglievano in monasteri (maha)
e non riponevano alcuna importanza alla figura del guru. Mentre a calcutta i
missionari cristiani protestanti convertono al cristianesimo molti kartbhaj. Nella setta
della famiglia Pl di Ghoshpara in un tardo tentativo di riforma, vennero introdotte
alcune pratiche e dottrine cristiane come i dieci comandamenti-proibizioni e la
cerimonia pubblica della confessione dei peccati usata fin dallantichit nelle sette
buddhiste. Da allora, i kartbhaj di Ghoshpara da setta tantrica dedita a riti trasgressivi si
trasformata in un popolare culto devozionale centrato sulla figura del Cristo-Kart.

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