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GILLES VAN GRASDORFF LE PAROLE DEI DALAI LAMA IL MESSAGGIO DEI GRANDI MAESTRI AGLI UOMINI DI OGGI E DI DOMANI

A tutti i miei amici tibetani, e in particolare a: Jetsun Pema, Tempa Tsering e figli, Dawa Thondup e famiglia, Ngawang e Phuntsok Dakpa e figli, Palden Gyatso e Kunsang Chophel, Topden Tsering e famiglia Wangpo Bashi e Djigme Dorji. A Louis de Broissia e Claude Huriet, Lon Zeches e famiglia, Noelle e Yves Duteil e famiglia, Kath, Jacques e Morgan Krischer, Dominique Jean-lie, Fernando Perreir a e Bernard Puolain, Jacques Chapellon e Alain Scherrer. E a Marie. Sappi che tutto cos: Come la luna in un cielo limpido Riflessa in un lago traspar ente; Eppure la luna non mai scesa fino al lago. Passo DEL SAMADHIRAJASUTRA LORD BUDDA Gilles Van Grasdorff LE PAROLE DEI DALAI LAMA ARMENIA Con la collaborazione di Tsering Dorji e Lobsang Tsering di Sonam Tsering e Ngaw ang Gelek Titolo originale dell'opera: Paroles des Dalai Lamas Traduzione di Nicoletta Spagnol Copyright ditions Ramsay, Paris, 1996 Copyright 1997 Gruppo Editoriale Armenia S.p.A. Via Valtellina, 63 - Milano INTRODUZIONE Radicata nella teoria buddista della reincarnazione, la storia dei Dalai Lama un ica. Il Tibet, definito Tetto del Mondo, in occidente sempre stato considerato i naccessibile, a causa dei monti, che si annoverano tra i pi elevati. Su altipiani spesso spazzati dai venti, la popolazione conduce da sempre un'esistenza semino made. Precedentemente alla diffusione del buddismo in Tibet, e molto prima dell'istitu zione dei Dalai Lama, la religione bon era la pi diffusa. Tale fede ebbe origine in una regione chiamata Chang-Chung, a ovest del Tibet; i suoi seguaci si dedica vano a profonde meditazioni e a studi alquanto protratti. Il cammino scelto dai tibetani per la pratica quotidiana del buddismo risale ai primi secoli della nostra era. In effetti gli storici tibetani ritengono che re Trisong Detsen (755-797) sia stato il primo vero diffusore del buddismo nel paes e. Questi invit anche celebri eruditi dall'India, pandit, perch vi traducessero te sti e commentari, sutra 1 e tantra 2. Padmasambhava, che i tibetani chiamano Guru Rinpoche, intraprese dunque con i su oi discepoli la costruzione del primissimo monastero buddista del Tibet, Samy, si tuato nell'alta valle del Bramaputra, tra Lhasa e Tsethang. In realt in questa nu

ova corrente di pensiero il re vedeva soprattutto uno strumento politico e un pr incipio unificatore di fronte alla nobilt tibetana, ancora sostenuta dagli sciama ni della religione bon. Nel 779 il buddismo viene dichiarato religione di Stato. Nel IX secolo, in Tibet il buddismo conosce un periodo di declino, particolarmente sotto il regno di re Langdarma, che ne intraprende una feroce persecuzione. Si noti che nella stessa epoca i buddisti sono perseguitati con altrettanta crudelt in Cina (842-846). Con l'assassinio del sovrano da parte di un monaco, Pelgyi Dorj, il Tibet vede estinguersi la dinastia degli Yarlung ( dal nome dell'antica capitale) che si era protratta per otto secoli e a cui la s toria e la leggenda attribuiscono trentatr sovrani. Bisogner attendere il secolo XI perch il Tibet continui, grazie al buddismo, il su o sviluppo culturale. Maestri come Rinchen Sangpo (958-1054), Gyaltsen Sengge e Tsultrim Gyalwa di Nagtso si recano in India, dove invitano a recarsi in Tibet g randi letterati indiani, come Swami Dipamkara Shri Jnana - Atisha 3 (982-1054), originario del Bengala, Sakya Shri del Cachemire e Mriti Jnana. A questo secondo periodo risale una leggera divergenza tra il buddismo tibetano, rimasto pi vicino alla fonte originaria, e quello indiano che, da parte sua, con oscer altri sviluppi. Il primo pu essere considerato il pi autentico, anche se si p iegato, nella pratica secolare, ad alcuni adattamenti legati alle condizioni amb ientali e ai particolarismi locali. Il clima, per esempio, ha portato i religios i tibetani ad adottare abiti diversi rispetto a quelli indiani. Come definire il buddismo tibetano? Sua Santit il quattordicesimo Dalai Lama ci p rova cos: "Nella vita quotidiana le preoccupazioni assorbono la nostra attenzione e il tempo passa inesorabile, indipendentemente dal fatto che le nostre azioni siano buone o cattive. L'esistenza scorre e non si pu tornare indietro; tuttavia ogni istante unico e il mezzo migliore per viverlo con intensit divenirne consape voli. Dobbiamo esaminare il nostro atteggiamento mentale, e farlo quotidianament e, per ottenere risultati. "In tal modo capirete in che maniera funziona il vostro spirito, e con tale magg iore conoscenza scoprirete il modo per affinarlo. Progressivamente, metterete in luce le cause prime che vi spingono ad agire, e la consapevolezza di tali mecca nismi vi consentir di modificare il vostro comportamento, di trasformarlo e di mi gliorarlo. "Dovete considerare questi insegnamenti come gli utensili di base della vostra t rasformazione e del miglioramento, cos vi sar possibile ristrutturare lo spirito i n senso positivo, un po' come se l'aveste disposto in un laboratorio, dove vi fo sse possibile osservarlo e impararne i meccanismi profondi, per modificarli all' occorrenza. Questo con lo scopo di migliorare, obiettivo a cui aspira ogni buddi sta. "Io credo che persone appartenenti ad altre fedi manifestino un sicuro interesse per la nostra religione e per le sue tecniche di meditazione, che sviluppano l' amore e la compassione. Costoro non guadagnerebbero forse molto, introducendo al cuni elementi del buddismo nei riti delle proprie tradizioni? "Dal punto di vista buddista, tutte le tradizioni e i loro insegnamenti concorda no sul raggiungimento di uno stesso obiettivo: alleviare la miseria della vita u mana e interrompere il ciclo dell'esistenza. In questo, sono tutte degne d'inter esse, anche se utilizzano metodi diversi. "Il progresso verso il Dharma 4 passa attraverso vari approcci complementari chi amati yana (Veicoli), la cui base formata dall'Hinayana (Piccolo Veicolo), il co rpo dal Mahayana (Grande Veicolo) e la via tantrica dal Vajrayana (Veicolo del D iamante). In realt quest'ultimo si inserisce maggiormente nello spirito del Mahay ana, pur poggiando sull'Hinayana. "Il Piccolo Veicolo, Hinayana, fa appello innanzitutto al rigore. Fondamenti del la via tantrica, le sue pratiche esigono molta attenzione e vigilanza nella medi tazione; esso pone l'accento soprattutto sulla liberazione individuale e la real izzazione di questa tappa conduce verso una coscienza altruistica e universale. "Il secondo approccio si chiama dunque Grande Veicolo, Mahayana. Si tratta infat ti, per un buddista, di diventare Bodhisattva, di essere colui che fa il voto di

perseguire la propria pratica sulla via del Risveglio. Nel Grande Veicolo si tr atta di sviluppare la saggezza e la compassione nelle sei perfezioni che sono il dono, la disciplina, l'energia, la pazienza, la meditazione e la conoscenza tra scendente. "Una terza via, quella dei tantra, l'esperienza dell'approfondimento della vacui t; la piena espansione pu esistere soltanto dopo il passaggio attraverso di essa. Entrambe queste prime pratiche si sviluppano nella seguente, poich la via dei tantra forma il culmine degli insegnamenti del Budda e la loro conclusione". Proprio come la vasta superficie delle Indie ha favorito lo sviluppo di universi t buddiste il cui stile d'insegnamento si differenziava in certa misura, il Tibet conta quattro stirpi - Nyingmapa, Kagyupa, Sakyapa, Gelugpa - che attingono tut te la propria legittimit dagli insegnamenti dell'Hinayana, del Mahayana e del Vaj rayana, e li rispettano tutti. Quella dei Nyingmapa, istituita a partire dal VII I secolo, riunisce gli insegnamenti pi antichi introdotti in Tibet da Padmasambha va. La stirpe dei Kagyupa, "quelli della trasmissione orale", comparsa nell'XI s ecolo. Marpa, soprannominato il traduttore, riport dalle Indie gli insegnamenti d ei maestri indiani e li trasmise al suo celebre discepolo Milarepa. Il lignaggio Sakyapa, chiamato come il suo monastero d'origine, situato nell'ovest del Tibet , fu fondato da Khon Konchog Gyalpo nel XI secolo. I Gelugpa, "i Virtuosi", sono nati dalla riforma di Tsongkhapa 5, nel XV secolo. I buddisti tibetani si unifo rmano alle regole del Vinaya, seguite soprattutto dagli hinayanisti del Piccolo Veicolo; questi fanno ricorso alle scuole mahayaniste del Grande Veicolo e al pe nsiero tantrico per le pratiche pi esoteriche. I Nyingmapa hanno un approccio det to della via diretta, i Kagyupa privilegiano la pratica individuale, i Sakyapa s ono famosi per la perfezione dei loro riti e degli studi metafisici che conducon o, i Gelugpa pongono l'accento sulla vita monastica e su studi filosofici approf onditi. Il Dalai Lama, principalmente legato alla stirpe Gelugpa, segue anche il percorso delle altre tre scuole. Ritorniamo a un altro periodo importante della storia del Paese delle Nevi; si p ossono infatti considerare determinanti per il Tibet la vita e l'opera di Gyalwa Sonam Gyatso (1543-1588). In particolare la cronaca racconta che nel corso di u na spedizione condotta dai mongoli tumed contro una trib nomade tangut insediata nell'Amdo, a nord del Tibet, tra i prigionieri dei tangut erano stati trovati du e monaci Gelugpa... A quest'epoca regna sui mongoli un principe che sta invecchi ando, Altan Khan. Con il loro atteggiamento, i due monaci riescono ad attirare l 'attenzione del sovrano, persuadendolo a cambiare comportamento nei confronti della vita. Convinto delle virt del buddismo, Altan Khan fa venire presso di s Gyalwa Sonam Gyatso; l'incontro ha luogo nel 1578 ed seguito dalla co nversione delle nazioni mongole. Il principe, desiderando in seguito innalzare i l lama al di sopra dei mortali, gli conferisce il titolo di Dalai, termine mongo lo che significa "Oceano", sottinteso "di Saggezza", e il cui equivalente tibeta no Gyatso. Da allora i successori di Gyalwa Sonam Gyatso assumeranno la denomina zione di Dalai Lama. Oltre all'origine del nome, in quest'avvenimento va letta u n'altra informazione: una lezione che ci riporta al presente. Avvicinandosi ai m ongoli, Gyalwa Sonam Gyatso prende posizione negli alterchi secolari dell'epoca, opponendosi virtualmente ai cinesi, di cui gi teme le ambizioni egemoniche. In realt nel 1642 che, per la prima volta nella storia del Tibet, il Dalai Lama, capo spirituale, assume anche il potere temporale. Ngawang Lobsang Gyatso (16171682), quinto Dalai Lama, stabilisce la forma costituzionale che il governo tibe tano avrebbe conservato fino al 1959. Egli organizza le gerarchie temporali e sp irituali nel paese, e d'altro canto allaccia rapporti con la Cina, dove si reca su invito del primo imperatore manci, Shun-Tse, che lo considerava suo maestro sp irituale. Ne risulteranno circa due secoli e mezzo di rapporti cordiali, di vass allaggio reciproco fondato sul rispetto dell'autorit spirituale per gli uni, e de l potere secolare per gli altri. Gli effetti delle riforme interne attuate da Ng awang Lobsang Gyatso saranno determinanti: raggruppamento dei feudatari sotto un 'unica autorit, ristrutturazione del governo centrale, sviluppo del commercio che consente a colonie straniere, mongole, cinesi o nepalesi di stanziarsi sul terr

itorio tibetano e alle arti e alle scienze di ricevere nuovo impulso. L'idea della reincarnazione intimamente legata alla filosofia buddista. Senza es sere un insegnamento del Budda, essa comunque considerata dalla maggior parte de gli asiatici, qualunque sia la loro confessione, come una realt naturale, un fatt o semplicemente evidente. L'apporto specifico del Budda quello di aver mostrato il carattere illusorio delle concezioni che considerano la trasmigrazione di un "io" o di un'anima; si tratta piuttosto di una "energia cinetica", secondo la qu ale una vita deriva dalla precedente. Un essere, giunto a un grado elevato di evoluzione spir ituale, al momento della morte dovr dunque poter orientare questo flusso d'energi a in una direzione precisa, dando origine a quello che in tibetano si chiama tul ku, ovvero "lama reincarnato". Un tulku non dunque lo stesso individuo del lama precedente, ma la continuazione attiva delle doti, della saggezza e delle benedizioni acquisite da costui. Tale fenomeno sempre esistito nel buddismo, ma senza che gli si accordasse un'at tenzione particolare. In Tibet si dovette aspettare il secolo XI perch un lama ch iamato Karmapa indicasse le condizioni di comparsa del suo tulku, che ricevette perci lo stesso nome del suo predecessore, dando cos origine alla prima "stirpe di reincarnazione". Tale pratica, essendo stata appurata sia a livello spirituale che temporale, si sviluppata nel corso dei secoli, dando in seguito origine alla stirpe dei Dalai Lama e a quella dei Panchen Lamafi. Religione o filosofia? Viene spesso tirata in ballo la questione del ruolo del b uddismo nelle tradizioni spirituali dell'umanit e del suo statuto. In questa sede opportuno intendersi sul significato delle parole. Paragonato alle tre religioni monoteiste derivate da Abramo, il buddismo appare diverso, ed evidentemente non appartiene a tale corrente di pensiero. Non teista , il che non significa ateo, il buddismo non afferma l'esistenza di un dio perso nale e creatore del mondo. Considera tale concetto privo di utilit immediata risp etto allo spirito del suo percorso, che il raggiungimento della Libert, reale e a ssoluta, nel Nirvana, ovvero nell'affrancamento dalla sofferenza e dall'errore, per se stessi e per gli altri. Se, per religione, si intende etimologicamente ci che collega "orizzontalmente" n ello spazio e nel tempo gli uomini tra loro e agli antenati, e che "verticalment e" consente di ritrovare il passaggio verso il principio trascendente e atempora le, o anche la propria natura interiore personale, allora il buddismo una religi one. Se per filosofia si intende il senso originario d'amore per la saggezza, ch e le dava Pitagora, il termine religione perfettamente adatto a definire tale fe de. Come il cristianesimo, il buddismo si rivelato adattabile a ogni genere di societ e di popolo; l'importanza vitale degli ordini monastici com une a entrambi i credo Se si suscita una riflessione tra credenti delle diverse religioni, si vede molt o rapidamente che esiste una profonda connivenza, nata dall'esperienza interiore , e un atteggiamento comune di estrema umilt. Infine si possono notare alcune similitudini tra Ges e il Budda, come le loro vit e storicamente datate. Si tratta di uomini perfetti, considerati come modelli da seguire per raggiungere la salvezza o la liberazione... Ges si definisce come la Via che dev'essere seguita, il Budda come colui che mostra il cammino da percor rere. L'idea di questo libro mi venuta incontrando in varie occasioni Sua Santit il qua ttordicesimo Dalai Lama; insieme abbiamo evocato spesso la situazione del suo pa ese, il genocidio umano e culturale che vi si consuma. Nonostante la distruzione dei monasteri, le torture che subiscono ancora oggi i tibetani, laici e religio si, il Dalai Lama crede sempre nella creazione di un mondo pi pacifico, pi umano e pi bello. La maggior parte dei testi scritti dai Dalai Lama e da altri eruditi t ibetani sono stati bruciati dagli invasori cinesi allo scopo di annichilire un'i ntera civilt; cosa che spiega perch in questa sede siano assenti citazioni del qua rto e ottavo Dalai Lama. Ora la cultura tibetana, una delle pi antiche tradizioni dello spirito, appartiene al patrimonio dell'umanit; se scomparisse, il mondo in

tero ne sarebbe impoverito. Ecco il motivo principale per cui ho desiderato la r ealizzazione di questo volume. A Dharamsala 7, rifugio del sapere tibetano in esilio nel nord dell'India, ho po tuto aver accesso ai testi sacri dei Dalai Lama, alla parte degli antichi docume nti che hanno potuto essere salvati dalla distruzione. Grazie a tutti coloro che mi hanno attorniato in questo progetto e nonostante la difficolt inerente a qual siasi traduzione, in particolare da una lingua orientale verso una occidentale, spero di essere riuscito a riunire in quest'opera, pur conservandone la profondi t e la poesia, l'essenziale del messaggio dei Dalai Lama agli uomini di tutti i t empi. GILLES VAN GRASDORFF NOTE DELL'INTRODUZIONE 1. I sutra sono le scritture che riferiscono gli insegnamenti originali del Budd a. Assumono spesso la forma di un dialogo tra il Budda e i suoi discepoli, rigua rdo a un tema particolare. 2. I tantra sono gli insegnamenti e gli scritti che stabiliscono le pratiche del buddismo Vajrayana, corrente predominante in Tibet, anche chiamata buddismo eso terico in Cina e in Giappone. Gli insegnamenti tantrici sono basati sul principi o della trasformazione della visione impura in visione pura, tramite il lavoro s ul corpo, l'energia dell'essere e lo spirito. I testi tantrici descrivono abitua lmente il mandala e le pratiche di meditazione associate a un particolare stato di risveglio o divinit. Il mandala descrive generalmente l'ambiente sacro dove di mora un Budda, un Bodhisattva o una divinit, che sar visualizzato dal praticante n el corso di un esercizio tantrico. (Vedasi Bodhisattva, Budda, Vajrayana, Vision e.) 3. Atisha (982-1054): Dipamkara Shri Jnana, superiore del monastero di Vikramash ila ed esponente delle due grandi stirpi di trasmissione della Parola del Budda (Manjushri/Nagarjuna e Maitreya/Asanga). Invitato in Tibet, vi soggiorn negli ult imi tredici anni della sua vita. 4. Il termine sanscrito dharma ha parecchi significati. Dharma la realt che fonda i fenomeni. Buddhadharma la spiegazione data dal Budda su tale Realt. Buddadharm a abbreviato in Dharma il termine con cui i buddisti definiscono il buddismo. (V edasi Dharma.) 5. Tsongkhapa (1357-1419): fondatore della tradizione Gelugpa. Le sue opere costituiscono la sintesi dei sutra e tantra, e chiarifican o numerosi punti dottrinali divenuti oscuri ai suoi tempi. 6. Istituzione creata nel XVII secolo dal quinto Dalai Lama, Ngawang Lobsang Gya tso. Secondo personaggio del buddismo tibetano, il decimo Panchen Lama deceduto nel 1989. La sua reincarnazione, Gedhun Choekyi Nyima, designato nel maggio 1995 da Sua Santit il quattordicesimo Dalai Lama, un bambino di sette anni, attualmen te detenuto a Pechino dalle autorit comuniste. Gedhun Choekyi Nyima oggi il pi gio vane prigioniero politico del mondo. 7. Situata nello Stato dell'Himachal Pradesh, dal 1960 Dharamsala la sede del go verno tibetano in esilio e luogo di residenza di Sua Santit Tenzin Gyatso. Il Dal ai Lama considerato la reincarnazione di Chenrezig, Bodhisattva della compassion e; il Panchen Lama la reincarnazione del Budda Amitabha. I QUATTORDICI DALAI LAMA

Primo Dalai Lama: Gendun Drub (1391-1475)

Secondo Dalai Lama: Gyalwa Gendun Gyatso (1475-1542/1543) Terzo Dalai Lama: Gyalwa Sonam Gyatso (1543-1588) Quarto Dalai Lama: Yonten Gyatso (1589-1617) Quinto Dalai Lama: Ngawang Lobsang Gyatso (1617-1682) Sesto Dalai Lama: Rigdzin Tsangyang Gyatso (1683-1706) Settimo Dalai Lama: Kelsang Gyatso (1708-1757) Ottavo Dalai Lama: Jampel Gyatso (1758-1804) Nono Dalai Lama: Lungtok Gyatso (1806-1815) Decimo Dalai Lama: Tsultrim Gyatso (1816-1837) Undicesimo Dalai Lama: Khedrup Gyatso (1838-1856) Dodicesimo Dalai Lama: Trinl Gyatso (1856-1875) Tredicesimo Dalai Lama: Thubten Gyatso (1875-1933) Quattordicesimo Dalai Lama: Tenzin Gyatso (6 luglio 1935-)

Secondo il Budda, la condizione umana suprema. L'uomo padrone di se stesso e non esiste entit n forza pi elevata che regoli il suo destino. Tramite lo sforzo perso nale, l'uomo ha il potere di liberarsi da ogni schiavit. D'altronde Budda ha dett o: "Conosci le sofferenze, bench non ci sia nulla da conoscere; abbandona le caus a della sofferenza, bench non ci sia nulla da abbandonare; dedicati alla cessazio ne, bench non ci sia nulla che possa cessare; pratica i mezzi per pervenire alla cessazione, bench non ci sia nulla da praticare"... L'emancipazione dell'essere dipende dunque dalla sua comprensione personale dell a verit. Ciascuno responsabile della propria felicit o sventura. Colui che sapr sco prire in se stesso l'autentica natura dei legami che determinano la concatenazio ne infinita delle cause e degli effetti, avr spezzato il cerchio infernale e giun ger alla liberazione. Questo insegnamento, condensato nelle Quattro Nobili Verit, scoperto dal Budda al momento dell'illuminazione, racchiude l'essenziale del suo messaggio. A Abbandono

Ho visto i neri effluvi infernali sommergere i dieci profumi virtuosi. Gli idioti si lasciano trascinare lontano da un attimo di piacere, Lasciandosi alle spalle i tesori durevoli. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Affetto Per perpetuare la tradizione familiare, a quarantacinque anni d'et mio padre spos colei che sarebbe diventata mia madre, riconosciuta come la reincarnazione di Ku nga Palmo, una yogin 1 che vari secoli prima aveva studiato presso Gyalwa Gotsan g, conosciuta anche con il nome di Khadroma Drowai Zangmo. Fin dall'infanzia lei si ricordava delle incarnazioni precedenti. Giovanissima, aveva gi una conoscenza completa dei tre tantra di livello pi elevato, il Guhyasam saja, l'Heruka e il 1 Persona che pratica lo yoga e la meditazione.

Yamatamka, oltre che del culto del Budda della Medicina 2 e di parecchi altri in segnamenti tantrici... In particolare aveva attuato completamente le dottrine de l Kalachakra 3. Era una grande adepta della meditazione e aveva ricevuto, dirett amente dalla voce del primo Dalai Lama, molte delle conoscenze pi importanti tras messe oralmente a Ganden 4. Fu un grande privilegio essere nato dal seno di una praticante cos perfetta, rivo lta alla spiritualit. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA 2 Il Tibet ha un sistema tradizionale di medicina naturale e una particolare com prensione delle malattie che gli sono proprie. I medici tibetani riconoscono dis ordini che difficilmente la sola medicina pu curare e raccomandano perci pratiche spirituali da svolgere contemporaneamente alla cura medica. 3 Divinit e insegnamenti del buddismo tantrico tibetano. 4 Uno dei monasteri pi importanti del Tibet, fondato nel XV secolo da Tsongkhapa. Ganden, "Montagna della Gioia", vera e propria citt santa, fu abitato da varie m igliaia di monaci, raggiungendo a volte fino a diecimila presenze. Questo simbol o della civilt tibetana stato raso al suolo dagli invasori cinesi al momento dell a Rivoluzione culturale. 5 Dottrina di azione politica non violenta esaltata dal Mahatma Gandhi all'inizi o del secolo, in India... A Washington, il 21 settembre 1985, facendo riferiment o alla dottrina di Gandhi, Sua Santit Tenzin Gyatso rilasci una dichiarazione che oggi considerata un progetto di pace e un programma di governo in cinque punti, all'interno della quale si configurava la trasformazione del Tibet in zona di pa ce. Nel 1975, il sovrano del Nepal aveva fatto la stessa proposta per il suo pae se e ottenuto il sostegno di centodiciassette membri delle Nazioni Unite. Mikhai l Gorbatchev aveva allora proposto a sua volta la demilitarizzazione della front iera cino-sovietica in zona di pace e di buon vicinato. AHIMSA Propongo che tutto il Tibet, comprese le provincie orientali del Kharn e dell'Am do, sia trasformato in zona Ahimsa 5, termine ind che indica una regione consacra ta alla pace e alla non violenza. La creazione di una zona del genere perpetuerebbe il ruolo storico del Tibet: na

zione buddista, neutrale e pacifica, e Stato cuscinetto tra le grandi potenze de ll'Asia. Si potrebbe inoltre prendere in considerazione la proposta del Nepal, p roclamare quest'ultimo Stato zona di pace, cosa che richiederebbe l'appoggio dic hiarato della Cina. La proposta del Nepal avrebbe un impatto pi rilevante se la f ascia includesse anche il Tibet e le aree adiacenti. Per la creazione di una zona di pace in Tibet, bisognerebbe che le truppe cinesi si ritirassero e che le installazioni militari fossero distrutte; questo permet terebbe all'India di richiamare a sua volta le proprie truppe e di chiudere le b asi militari delle regioni himalaiane limitrofe. Un accordo internazionale potre bbe soddisfare le legittime esigenze di sicurezza della Cina e permetterebbe di ripristinare la fiducia tra i tibetani, gli indiani, i cinesi e gli altri popoli della regione. Sarebbe nell'interesse di tutti, in particolare della Cina e del l'India, poich questa politica consoliderebbe la capacit di tali nazioni di garant ire la propria sicurezza e, d'altro lato, le alleggerirebbe del fardello economi co legato al mantenimento di massicce concentrazioni di truppe sulle frontiere c ontese dell'Himalaya. Storicamente, i rapporti tra la Cina e l'India non hanno m ai conosciuto tensioni rilevanti. Quando l'esercito cinese marci sul Tibet, cre pe r la prima volta una grave tensione tra le due potenze; dalla guerra del 1962 co ntinuano ad aver luogo numerosi incidenti. Il ripristino di buoni rapporti tra i due paesi pi popolati del mondo sarebbe enormemente facilitato se questi fossero separati da una vasta regione neutrale animata da intenzioni amichevoli. Per migliorare le relazioni tra tibetani e cinesi, la necessit primaria quella di stabilire un rapporto di fiducia. Dopo l'olocausto degli ultimi decenni, in cui perse la vita pi di un milione di T ibetani, ovvero un sesto della popolazione, e per lo meno altrettante persone fu rono internate nei campi di prigionia a causa del proprio credo religioso e dell 'amore per la libert, soltanto un ritiro delle truppe cinesi potrebbe avviare un autentico processo di riconciliazione. La presenza di una forza d'occupazione ri corda quotidianamente ai tibetani l'oppressione e la sofferenza che subiscono. I l ritiro delle truppe sarebbe il segnale della possibilit di stabilire ulteriori rapporti sostanziali, basati sull'amicizia e sulla fiducia. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA AMICIZIA Per rivolgere lodi a un vero amico, non abusare di osservazioni adulatorie, ma p rodiga piuttosto consigli chiari e benevoli, sul bene e sull'errore. Testimoniando in modo costante ed eccessivo la propria gratitudine, l'amicizia d iminuisce d'intensit. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Diventare amico di persone difficili da capire, che si amano e si detestano in m odo instabile, significa cercar rifugio in un'abitazione umida e devastata. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA AMBIENTE Devono essere fatti sforzi reali per salvaguardare l'ambiente naturale in Tibet. Il nostro paese non dovrebbe essere utilizzato per la produzione di armi nuclea ri e lo stoccaggio di scorie radioattive. I tibetani provano un grande rispetto per tutte le forme di vita e questo sentim ento naturale rafforzato dalla loro fede buddista, che proibisce di nuocere a qu alsiasi essere, umano o animale. Prima dell'invasione cinese, il Tibet godeva di

un ambiente ecologico unico e costituiva un santuario intatto, protetto dall'in quinamento. triste constatare come, negli ultimi decenni, gli animali selvatici e le foreste del Tibet siano stati quasi totalmente distrutti dai cinesi; le con seguenze sul fragile ecosistema del paese si sono rivelate devastanti. Ci che res ta dev'essere preservato, ed necessario impegnarsi perch il Tibet ritrovi il suo equilibrio ecologico. - La Cina non prevede soltanto di gettare nel nostro paese le proprie scorie, ma di accumularvi anche quelle di altri paesi, che fin d'ora hanno firmato accordi allo scopo di sbarazzarsi dei propri rifiuti tos sici. Il pericolo evidente. L'indifferenza e la negligenza cinesi di fronte all'ambien te delicato del Tibet costituiscono una minaccia diretta per la generazione attu ale, ma anche per quelle future. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA AMORE Contempla tutti gli esseri senzienti, poich tutti desiderano la felicit e rifiutan o le sofferenze. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA L'amore deve nascere dalla volont individuale di prendere coscienza, ripetutament e, delle sofferenze degli esseri senzienti. Per conferire intensit e vigore all'a more cos provato, si deve sottolineare un certo modo di considerare gli altri, pr ossimo alla compassione; poich, secondo la nostra natura, quando si vede un nemic o allontanarsi dall'infelicit, possibile non soltanto sostenere tale evoluzione, ma anche provarne una certa soddisfazione. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA La meditazione sull'amore dovr inizialmente essere affrontata prendendo come mode llo di visualizzazione la propria madre. Poi, successivamente, il praticante visualizzer suo padre, i congiunti, gl i amici, gli sconosciuti, i nemici e tutti gli esseri dotati di coscienza. Egli li contempler, pensando che ciascuno di essi stato sua madre in una vita anterior e; poi constatando che ora essi sono lontani dalla letizia, dovr avere quest'aspi razione: "Possano conoscere la felicit e le sue cause. Possano sempre rimanere in essa". Il segno del fatto che si progredito in questa forma di meditazione, che si comi ncia ad auspicare la felicit di tutti gli esseri, con la stessa intensit con cui i genitori desiderano la gioia del loro unico figlio. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Tutti gli esseri dotati di coscienza ci sono stati genitori Nel corso delle innu merevoli vite anteriori; Medita su questo e d origine All'amore e alla compassion e per tutti. La radice della grande via dell'illuminazione la meditazione sui due spiriti del Risveglio: L'aspirazione altruistica alla natura di Budda, Mezzo supremo per ai utare il mondo; La saggezza che percepisce direttamente L'Ultimo, la vacua natur

a delle cose. Abbi cari questi due strumenti, come gli occhi e le gambe. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Regola il corso della tua vita nell'amore, Proteggi la vita degli uomini, quella degli animali; Nutri la povert, allevia la sofferenza. Nutrimento e bevanda, pillole e rimedi... NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA L'anno scorso, una messe verde e giovane... Finisce quest'anno in covoni avvizziti, Secca e curva; la giovinezza invecchiata; Nelle terre del Sud, ci si saluta cos. O amore mio, il mio cuore si spegne Al pensiero d'averti potuto sposare; Saresti al mio braccio, come il gioiello prezioso Che l'oceano scopre nelle pieghe dei suoi drappi. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Uno spirito onnisciente non sarebbe in grado di trovare un solo essere vivente Che nessun legame colleghi ad esistenze anteriori; Dunque... Ciascuno ha certamente fatto per te quanto tua madre in questa vita; Medita sugli esseri che ti sono stati genitori, poi... Ricordati sempre della loro bont infinita. Sapendo che tutte le creature ci sono cos vicine, In quale idiota non sorgerebbe l'augurio altruistico dell'illuminazione? Apprezza la loro bont; quest'idea crescer in te Quando, meditando sull'amore, non farai pi differenza tra amici e nemici. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA APPARENZE Gli spiriti leggeri sfarfallano, senza soffermarsi, Verso attivit senza importanza, E si lasciano sempre trascinare Laddove non desiderano recarsi. Ah! Una vita cos preziosa dunque sprecata, Se non si scorge che un bel fisico altro non che artificio; Che qualsiasi cosa sia detta, le parole intrecciano sempre una trama di menzogne ; Che l'essere pi brillante in apparenza, in fondo non che un idiota. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA ATTACCAMENTO Non entrare in vani alterchi. Non compiacerti di parole. Se possibile, pratica c

ome ti stato insegnato. E se lo farai, anche gli dei saranno appagati. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Accettare i desideri dell'amica che mi cara Distruggerebbe la mia sola possibilit di accogliere il Dharma, Ma, raggiungendo l'eremitaggio, il mio ritiro solitario Certo le spezzer il cuore tenero e affettuoso. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA La dolce adorata che mi am di vero amore, Fu data a un altro da sposare. Di languore gi tanto per lei soffro, Che, frustrato, ancor s'emacia il mio fragile corpo. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA AUGURIO Possa il mondo colmarsi di praticanti puri, Preparati nei tre campi, E impegnati nello studio costante del Dharma. Possano, fintantoch le esistenze del Samsara non saranno state eliminate, Restare presenti gli insegnamenti buddisti, Sempre e ovunque. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Possa tutta l'energia dei meriti Agire come un gioiello reale che esaudisce desi deri Per i bisogni di tutti gli esseri viventi. Possa essa generare bont e prospe rit, Diffondendosi in tutti i regni dell'universo. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Da tempi immemorabili, io e tutti gli altri Abbiamo vissuto innumerevoli rinasci te, E ogni essere senziente ci stato genitore a pi riprese, E ha dimostrato grand e bont verso di noi. Possa io guardare con amore, rispetto E compassione tutti gl i esseri viventi, E sbarazzarmi delle abitudini egoiste alla radice. Preoccuparmi soltanto della felicit degli altri, Ecco la natura del cammino del B odhisattva. Possa io avere il coraggio di mettere in pratica L'abbandono di ogni comodit personale A beneficio della felicit e del benessere del mondo. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA

AZIONE Il Samsara designa il ciclo incontrollato delle nascite e delle morti (susseguir

si delle esistenze), in cui tutti gli esseri senzienti, condotti dalle azioni in opportune e dalle emozioni spesso distruttive, perpetuano la loro stessa soffere nza, la cui vera causa il karma. Il Samsara si compone di tre mondi: quello este rno dei sensi, quello intermedio della forma e quello del senza forma. Nel primo , gli esseri apprezzano i piaceri materiali. Il secondo si divide in due parti: in quella inferiore gli esseri non provano pi le impressioni sensoriali, ma giois cono del godimento sereno della contemplazione interiore, mentre nella parte sup eriore si evolvono in uno stato che si avvicina all'indicibile. Nel terzo e ulti mo mondo, gli esseri dimorano nella felicit permanente. In questa incarnazione, possa io giovare agli esseri viventi, E piantare il vessillo della Verit nelle dieci direzioni dell'universo. Possa lo stendardo dei miei atti volare attraverso i tre mondi, Possa la corona dei Gioielli della saggezza essere a sua volta solida. O Gendun Drub, Fonte di speranza, Gioiello colmo di desideri, Che ha raggiunto la perfezione oltre le necessit del mondo, Ispira agli esseri dotati di coscienza su questa terra L'avanzamento nello studio, nella contemplazione e nella meditazione; Libera una corrente ininterrotta di energia illuminante. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Dobbiamo conoscere il valore del nostro lavoro e cercare di farlo bene. Invece di prediligere le soluzioni facili per evitare di prendere le tue respons abilit, ricerca l'utile. Diversamente, il fiume sar inquinato alla fonte. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Il pensiero e l'azione sono due cose distinte, eppure in stretto rapporto. Le az ioni degli esseri umani, in particolare di coloro che agiscono seriamente, all'i nizio sono pensate secondo certe motivazioni. L'azione viene in seguito. L'effic acia del pensiero non esiste senza l'azione, e questa nasce dal pensiero e dalla motivazione. Per un certo verso piuttosto difficile separare i due elementi e c ercare di sapere, per esempio, se un'azione isolata sia positiva o negativa. La natura umana che ci caratterizza ci d il potere di cambiare il futuro; ci impo ne inoltre di vivere in societ. Una comunit implica una combinazione di singoli, d ove tuttavia soltanto le iniziative individuali danno la possibilit di portare al gruppo nuove idee, di modificare certi punti di vista. Tutto dipende veramente dall'azione individuale. Io credo che nell'immediato futuro la religione rester u na forza influente e un fattore importante nella societ. Cos come qualsiasi attivi t dell'uomo, se non guidata da sentimenti umanistici, la religione pu diventare di struttiva, proprio come possono esserlo la scienza e la tecnologia. Non c' nulla di intrinsecamente nocivo nella tecnologia o nella religione; dipend e tutto dall'uso che ne fa lo spirito umano. Se mettiamo il nostro spirito al se rvizio di scopi negativi, la religione, come la tecnologia, pu diventare un flage llo; utilizzate consapevolmente, invece, entrambe si rivelano d'immenso aiuto pe r l'umanit. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA B BODHISATTVA Il Bodhisattva un essere giunto al risveglio che, rinunciando a ci che si definis ce lo stato di Budda, allo scopo di liberare gli esseri viventi, rimane nel mond o della sofferenza. La sua attivit, liberata da qualsiasi attaccamento, pura comp assione.

I buddisti credono nella teoria della reincarnazione 1. Noi riteniamo che ogni e ssere dotato di coscienza abbia attraversato vite anteriori, e siamo convinti ch e attraverser altre esistenze ancora. Coloro che scelgono deliberatamente un'epoc a e un luogo di nascita sono definiti persone reincarnate. Nel caso dei Dalai La ma noi crediamo che essi abbiano ricevuto in modo pi speciale la benedizione di C henrezig 2, ed per questo che li designiamo come reincarnazioni di tale figura. Ci non significa tuttavia che tutti i Dalai Lama abbiano posseduto la stessa cosc ienza continua. Molte altre persone sono state benedette dal Bodhisattva della compassione. In a ltri termini, si pu anche dire che tutti coloro 1 Vedasi Morte, Rinascita, Reincarnazione, Sofferenza, Vita anteriore. 2- Avalokiteshvara: il Bodhisattva della compassione perfetta. In Tibet viene ch iamato Chenrezig; il protettore del paese e dei suoi abitanti. Molto venerato in Cina con il nome di Guanyin, e in Giappone con quello di Kannon, vi rappresenta to sotto un aspetto femminile. che hanno manifestato una compassione straordinaria siano benedetti da Chenrezig . TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA BONT Indipendentemente da quali possano essere le difficolt esterne che incontri, aggr essioni umane o non umane, che non hai provocato o provenienti da forze maligne. .. Indipendentemente da quali possano essere gli ostacoli interni che ti si ergo no dinanzi, come malattia, emozioni perverse, non dar la colpa agli altri. Accus a il tuo amor proprio o il tuo atteggiamento egoistico. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA BUDDA Ci sono tre Rifugi: il Budda, il Dharma (legge buddista o dottrina) e la Sangha (che indica l'idea d'ordine). Liberato da tutte le impurit che mascherano la real t, il Budda onnisciente; Lui il Rifugio. Per Sua Santit Tenzin Gyatso, il Budda un a guida, a immagine del medico che conduce alla salute. Si giunge al Dharma, con siderato il Vero Rifugio, dopo aver trionfato sul male e averne vinto tutte le b rutture. Per Sua Santit Tenzin Gyatso, il Dharma pu essere paragonato alla pratica della medicina. La Sangha l'Ordine o la perfezione che ci aiuta a realizzare il Rifugio. Sua Santit paragona la Sangha all'infermiera che somministra i medicina li. I Budda sono esseri che, avendo eliminato tutti i condizionamenti, hanno liberat o l'immenso potenziale di saggezza e di compassione che sonnecchia nel cuore di ciascuno. I Budda onniscienti non tengono minimamente conto delle preoccupazioni del mondo ; poco importano per loro la perdita o il guadagno, il conforto o lo sconforto, la celebrit o l'oscurit dell'anonimato, l 'elogio o il rimprovero; questi otto concetti non hanno alcun valore per loro, c he li ignorano totalmente. GENDUN DRUB

PRIMO DALAI LAMA Le doti dei Budda sono vaste come il cielo. Come descriverle tutte? Eppure, che felicit essere in grado Di esprimere anche solo un numero ridotto. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA I Budda insegnano in modi diversi; Talvolta ci che dicono vero alla lettera, Ma u tilizzano anche metafore Se questo risulta pi consono alla natura di chi ascolta. Parlano per giri di parole quando un discorso diretto Altererebbe la comprensio ne di chi dev'essere trascinato. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Il continente di Jambu, il continente supremo, il tesoro legato all'insegnamento del Rifugio ideale. Questa terra epica dell'India il luogo di nascita di miglia ia di Budda. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA C CARIT Ne risulter un beneficio infinitamente grande, che fa concorrenza al tesoro del f iglio di Vaishravana (il dio della ricchezza). Per questo motivo ciascuno, con l a sua carne, le sue ossa e il suo midollo, deve pagare di persona, senza attacca mento, per carit. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA CERTEZZA Questo individuo segue il suo percorso di azioni negative e impure Senza mai alcuno sforzo; per natura. Nei confronti di una figura venerata e santa, arrogante e pretenzioso. Il comportamento di un simile essere ne lascia facilmente presagire il futuro: sicuro che dopo questa vita, precipiter in un inferno spaventoso. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA CHIARA LUCE A mezzogiorno, il pallido sole autunnale Aleggia sulle nostre teste, nel mezzo dello spazio. Raggela gli esseri brucianti nel fuoco della tortura, Che vivono in basso, sulla superficie della Terra. Fonte di gioia e di benessere, Rinfresca sempre il nostro corpo e il nostro spirito con la tua bella luce bianc a. Uno di noi fa il voto che tutti siano felici. Lo formula soltanto in preghiera. E tuttavia il beneficio si estende a tutti, In qualsiasi momento, in ogni situazione.

Cessa dunque di smarrirti, tramite il corpo e la parola, E nutri questo pensiero sublime: volere il bene altrui. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA COLLERA Talvolta, poich questo passa con il tempo, il lato irritabile della natura che mi propria ricade e muta. In questi giorni difficile risvegliare la mia collera; s e tale sentimento restasse sempre presente, allora proverei anche corruccio vers o i cinesi. Attualmente, questa rabbia diminuita in me, ora minore nei loro conf ronti. La causa principale delle sofferenze che ci colpiscono poggia sul karma, il risultato delle nostre azioni; per questo che non possiamo incolpare i cinesi . Non sarebbe corretto. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA COMPASSIONE Ci si deve sforzare di giungere al Risveglio soltanto per il bene ultimo di tutt i. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA A proposito dello stato di infinita compassione: quando un figlio unico ammalato , naturalmente la madre prova un desiderio violento di vedere il bambino vivere libero dalle particolari sofferenze che lo affliggono. Allo stesso modo, si deve coltivare un desiderio analogo affinch tutti gli esseri senzienti vivano liberi dalle sofferenze. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Nutrire un'idea falsata della compassione significa non provarne nei confronti d i un peccatore travolto come in una trappola nei vortici della sofferenza, e al contrario dimostrarne per un praticante devoto, che gi non pi attaccato al nutrime nto, a un riparo o ai suoi abiti. Davvero, a chi sbaglia che si deve uno sguardo compassionevole. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Dalla Terra pura della Gioia tu giungesti, con aspetto riconoscibile, Per condurre gli esseri viventi sulla strada della libert. Risvegliato che ti realizzi nella saggezza e nella compassione, Guarda gli esser i dotati di coscienza penare tra le sofferenze, Guidali, non privarli di te. Quando gli esseri viventi avanzano sulla Via, L'esperienza della sofferenza non li ostacola pi. Considera con compassione chi si allontana dalla felicit, E crea c os la sua stessa tristezza. Gli spiriti pi malvagi di quest'epoca decadente Non furono ammansiti dai potenti Budda del passato. Guardali con la tua grande compassione. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Prenditi cura di coloro che trasmigrano !

O tu grande Compassionevole! Proprio come questo fiore d'udumvara, cos raro avere un corpo umano, Questo bene prezioso e ricco di possibilit. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Possa Avalokiteshvara 1 avere misericordia degli esseri del Samsara 2, delle sei regioni della grande migrazione, che sono terrorizzati di paura. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Tutti gli esseri senzienti, profondamente colpiti dalle sventure, saranno solita ri beneficiari della tua compassione; Se ciascuno mette in pratica il sacro insegnamento, Non sperimenter pi la sofferenza. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Sii compassionevole con gli esseri dotati di coscienza che sprofondano nella mis eria e non conoscono la felicit. Chi vive in quest'epoca corrotta difficile da guidare, Avere un corpo umano tuttavia cosa rara e preziosa, simile a questo fiore d'udum vara. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA 1 Vedasi pag. 37. 2 Vedasi Morte, Rinascita, Samsara, Sofferenza. Penso al Tibet, L dove le case hanno porte di legno; La mia riflessione cresce E stimola la compassione per gli esseri che vi vivono. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Ovunque io vada, ovunque risieda, Tutto ci che faccio per la salvezza altrui. Dedico ogni atto virtuoso al conseguimento della natura di Budda 3. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Essere il maestro, senza attaccamento, n avversione; Essere quest'umida dolcezza dell'amore Che fa guardare tutto e ciascuno con piacere; Sviluppare la compassio ne che consiste nella speranza Di vedere un giorno tutti gli esseri liberati Dal la loro condizione miserabile; Sviluppare il difficile atteggiamento Di voler po rtare il fardello carico della miseria del mondo. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA

Estirpa insieme, dal tuo spirito, l'avversione e il desiderio; Addolciscilo con la bont e con l'affetto. 3 I buddisti credono che tutti gli esseri passino attraverso varie nascite e si sforzano, nel corso di queste vite successive, o addirittura nel corso di una so la esistenza, di giungere alla perfezione della natura di Budda, lo stato raggiu nto da Gotama Sakyamuni e che tutti gli esseri sono in grado di realizzare.

La compassione, liberando gli esseri dalle sofferenze, Forgia uno spirito volto verso l'amore per l'altro. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Il fatto di interessarsi del benessere degli altri, del loro diritto alla felici t, il sentimento che proviamo nei confronti altrui, possiamo chiamarlo compassion e. Per compassione non intendo commiserazione o carit condiscendente per un esser e ritenuto inferiore. Quello a cui mi riferisco poggia sull'idea di uguaglianza, sulla consapevolezza che ciascuno desidera con identica intensit evitare la soff erenza e ottenere la felicit; questa pratica, che fa affidamento su un io saldo, manifesta la sete universale per un'esistenza felice. Tutti gli esseri nascono c on desideri paragonabili e devono disporre di un pari diritto a soddisfarli. Cap ire ci ci porta con estrema naturalezza a nutrire un atteggiamento di grande risp etto per il benessere altrui. Animati da questo sentimento di compassione, da ta le senso della responsabilit nei confronti degli altri, possiamo modificare realm ente la natura delle cose e degli atti. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA COMPRENSIONE Accertati di aver compreso il senso delle scritture attraverso un lavoro di rice rca critica. Poi mettilo in pratica, Mantenendo lo spirito vitale e limpido. Per finire, riconsidera e commenta le tue esperienze, facendo riferimento ai tes ti. Seguendo semplicemente queste tre tappe, Giungerai all'autentica comprensione. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA COMUNISMO Il comunismo fu motivato dalle disparit troppo elevate all'interno delle comunit u mane; si verificarono conflitti tra i privilegiati e i meno abbienti. Il marxism o si occupa della ridistribuzione delle ricchezze. Si tratta di un'idea piuttost o positiva e nobile: dare alla maggioranza sacrificando il minor numero; questo sembra estremamente retto. Nel buddismo, in particolare in quello tibetano, si pone l'accento sull'affetto e sulla compassione, l'amore per gli altri. Il messaggio essenziale sostiene che non inutile dedicare la propria vita e il proprio lavoro ad altre persone. Il b uddismo anche una specie di ateismo, poich non professa un Creatore, ma un'auto c reazione. Tutto dipende dagli sforzi personali; tutto poggia nelle nostre mani, e da questo punto di vista si pu constatare l'esistenza di un terreno comune. Ino ltre in Asia un gran numero di persone guidato da regimi comunisti; tra costoro, molti conservano la fede nel buddismo, nonostante le persecuzioni. L'insistenza

su tali punti comuni andrebbe dunque a vantaggio di milioni di persone. Peraltro, passando gli anni, diviene chiaro che il comunismo non pu risolvere tut ti i problemi; tale regime basato pi sull'odio che sulla compassione. Ne risulta che i paesi comunisti hanno distrutto i valori umani di rispetto e di fiducia re ciproci... TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA CONOSCENZA Considera l'esistenza di chi ebbe conoscenza, Naropa, Drom Tonpa e Milarepa. Se noi potessimo praticare come loro, Dedicando al nostro maestro pensieri e atti, Allora tutti i guru 4, i Budda e i Bodhisattva 4 Guide spirituali. Si prenderebbero cura di noi, come una madre del suo unico figlio. Guidato da un maestro competente, Suggi il nettare del Dharma 5 vasto e profondo . Rimani nell'essenziale purezza delle pratiche; Coltiva la bont, trascendi la ne gativit, Percorri la Grande Via, giorno e notte, senza sosta. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA La gente stupida, dallo spirito lungamente intriso di tenebre, Che tuttavia si v anta di appartenere a una stirpe d'insegnamento pura come l'oro, Brilla come un'imitazione in stagno. Davanti a una riunione di saggi, Ben presto si rivela la sua nefandezza e mancanza di autentiche conoscenze. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA CONVERSIONE Non desidero convertire gli altri al buddismo, ma renderli partecipi del modo in cui noi buddisti possiamo dare un contributo all'umanit, secondo la nostra conce zione personale del mondo. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA CORAGGIO Esiste qualcuno di pi ignobile di colui che, non avendo il 5 Vedasi Budda, Dharma. coraggio di garantire la sua difesa contro gli attacchi, sa perfettamente lancia re parole dure, una volta in terreno sicuro? NGAWANG LOBSANG GYATSO

QUINTO DALAI LAMA CORPO Se non amiamo la semplice verit, Possiamo ornarci dei pi bei gioielli e delle vesti pi splendide, Esprimerci nel modo pi delicato, Ma come pretendere di essere pi saggi di una capra? Questo corpo la citt delle sostanze viscide, Pus, sangue, urina e merda. Quando lo spirito non confortato dalle ricchezze della saggezza, I fronzoli pi orrendi sono ancora troppo belli per lui. Tuttavia, con uno spirito arricchito dalla conoscenza, Questo corpo diventa oggetto di valore e di celebrazione Per tutti gli esseri, uomini e dei, Perfino vestito degli stracci pi miserabili, E la sua urina e la sua merda sembrano ambrosia. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA CORVO Prima della mia nascita non c'erano corvi da noi. Quando sono venuto al mondo, u na coppia di questi uccelli venne a installarsi sul nostro tetto. Le biografie d ei Dalai Lama del passato citano chiaramente storie associate ai corvi. Eccone u na... La prima occasione in assoluto, dopo la nascita del primo Dalai Lama, fu durante un saccheggio da parte di ladri. I genitori se n'erano andati, lasciando a casa il piccolo, ed erano ritornati dopo il tramonto. Naturalmente la madre era molt o inquieta. Cercarono il bambino. Un grande corvo gracchi e la madre immagin subit o che fosse accaduto qualcosa, credette che il volatile avesse fatto del male al piccolo, eppure lo trovarono sano e salvo. Il corvo pi grosso aveva lottato per proteggere il neonato dagli attacchi degli altri uccelli. Il significato di questa storia non fu capito immediatamente. In seguito questo bambino, il futuro Dalai Lama, crebbe e diventa un monaco e un praticante provet to. Con il passare del tempo egli ebbe una visione in cui il protettore del budd ismo, Makahala, gli racconta come un tempo fosse venuto a difenderlo, aggiungend o che da quel giorno non l'aveva mai lasciato. Nel mio caso, non so di che cosa si tratti. Chi pu dirlo? TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA COSCIENZA Il sole che illumina il mondo, Senza un briciolo d'orgoglio Brilla da lass, dai paradisi celesti, Grazie al potere dei meriti raggiunti dagli esseri. Possa l'astro della compassione e della via Diffondersi attraverso la potenza di uno spirito puro e limpido. Senz'essere arr ogante n altezzoso, una gemma per il nostro mondo. KELSANG GYATSO

SETTIMO DALAI LAMA Secondo il pensiero buddista, il principio supremo la coscienza; ne esistono div ersi livelli. Quella che noi chiamiamo coscienza sottile, la pi profonda, sempre presente. La sua continuit resta in certo qual modo permanente, a immagine delle particelle che fo ndano l'universo. Ci che corrisponde alle particelle nel campo della materia , nel sommario della consapevolezza, la Chiara Luce 6... Questa, dotata della propria energia personale, garantisce il legame con la coscienza. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA CULTURA La nostra cultura una delle tradizioni pi antiche del mondo e appartiene al patri monio dell'umanit. Molti dei suoi aspetti sono tanto belli quanto utili. Se essa verr distrutta, questa perdita non sar grave unicamente per l'Asia centrale, sar il mondo intero a soffrirne. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA La civilt tibetana essenzialmente fondata sul buddismo, e dunque influenzata dall'India; sul piano culturale noi ci consideriamo figli spi rituali di questo paese. Il popolo indiano stato come un guru per noi. A dispetto delle difficolt, i tibetani sono andati incontro agli indiani e hanno visitato i loro siti sacri, mentre gli indi ani si spostavano per vedere i luoghi santi situati in Tibet, come il lago Manas arovar e il monte Kailash. Stretti legami politici, economici e spirituali univano dunque i due paesi. Prendiamo la lingua tibetana, il suo alfabeto derivato dalla scrittura sanscrita, e noi riusciamo a ncora a decifrare certe iscrizioni presenti sulla colonna d'Ashoka, in India. Anche se si tratta indubbiamente di d ue entit ben distinte, resta comunque vero che noi tibetani abbiamo imparato enormemente da questo paese confinante. Questa era la situazione in passato. Oggi, l'India il paese che accoglie la pi grande comunit di rifugiati tibetani. chiaro che nessun'a ltra nazione ha fatto altrettanto per noi, per la preservazione della nostra cul tura e del nostro sistema d'istruzione. Poich il Tibet condivide una lunga front iera con l'India, i due paesi saranno reciprocamente importanti in futuro. Il pr oblema tibetano anche un problema indiano. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA 6 Vedasi Chiara Luce, Impermanenza.

D DALAI LAMA Resto solo, al Potala, Un dio in Terra, credo; Ma, in citt, principe dei gaudenti E delle gozzoviglie fracassone. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA

Sentendo la fine vicina, aveva chiesto al Primo Ministro di mantenere segreta la sua morte, per timore che all'annuncio della notizia, la costruzione si arresta sse. Il Primo Ministro scov un monaco somigliante al defunto e riusc in tal modo a dissimulare la scomparsa del Dalai Lama per tredici anni, fino al completamento dell'opera; non senza aver fatto incidere su una pietra una preghiera di reinca rnazione, che in seguito fece sigillare nella parete e che ancora possibile vede re al secondo piano. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA (a proposito del quinto Dalai Lama e della costruzione del Potala, il palazzo dove risiedono i Dalai Lama) Che l'istituzione del Dalai Lama 1 sopravviva o meno dipende unicamente dal desi derio dei tibetani. Io ho espresso con chiarezza questo concetto alla fine degli anni sessanta. Fino a oggi l'esistenza del Dalai Lama giova alla cultura tibeta na; se, in futuro, non dovesse pi rivelarsi di alcuna utilit, o se la situazione d ovesse cambiare, essa scomparir. Questo non ha alcuna importanza, non di mia comp etenza. I cinesi tentano di far credere che il Tibet non abbia altra preoccupazi one che quella di un Dalai Lama che vorrebbe restaurare un ordine antico, un ind ividuo personalmente coinvolto nel raggiungimento di tale obiettivo. per questo che mi capita di ripetere che forse sar l'ultimo Dalai Lama. In realt, nel 1963, d opo quattro anni d'esilio, abbiamo redatto un progetto di costituzione per un Ti bet libero su basi democratiche. Tale costituzione stabilisce chiaramente che il potere temporale del Dalai Lama pu essere annullato da un voto maggioritario di due terzi dei membri dell'Assemblea. D'altronde, dal 1951, ancora in Tibet, avev amo gi creato un comitato di riforma. Eppure, a quell'epoca, il mondo cambiato co s rapidamente che i tibetani sono restati nella retroguardia, senza accorgersi de ll'importanza degli sconvolgimenti che scuotevano il pianeta. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA

1 Il re Songtsen Gampo, che regn sul Tibet dal 618 al 649, aveva cinque spose: tr e tibetane, una cinese e una nepalese. Dalle donne tibetane nacquero i figli che fondarono una nuova stirpe di sovrani. Lui condusse una politica di costruzione che trasform Lhasa, la capitale del paese, al punto di darle l'aspetto con cui l a si conosce ancora prima dell'invasione cinese del 1959. In particolare fece ed ificare i tempi di Ramoch e Jokhang, allo scopo di depositarvi le statue sacre de l Budda. Sempre a Songtsen Gampo si devono le prime fondamenta del Potala, sulla montagna Rossa... Vari secoli pi tardi, il quinto Dalai Lama, Ngawang Lobsang Gy atso (1617-1682), ritenne che il monastero di Drepung non fosse consono come sed e del governo e dell'amministrazione. Su fondamenta preesistenti, fece costruire il palazzo del Potala, che in seguito avrebbe anche accolto le tombe del quinto Dalai Lama e dei suoi successori (fatta eccezione per il sesto). Nel 1649 vi fu trasferito l'insieme dei dipartimenti ministeriali, nonch il Namgyal, collegio f ondato nel 1574 dal terzo Dalai Lama, Gyalwa Sonam Gyatso (1543-1588). DARE-RICEVERE Non abituarti alla vanit, ovvero non lasciare che il tuo spirito si perda in pens ieri riguardanti ci che hai fatto per gli altri. Sapere che una persona ha potuto , in qualche modo, ricevere il beneficio della tua piccola azione, sar una ricomp ensa sufficiente. Da tempo immemorabile, in occasione di innumerevoli reincarnaz ioni, ogni essere senziente stato per te come una madre, e non una volta soltant

o, poich la cosa si ripetuta incessantemente. In tali occasioni, ti stato dato tu tto ci che una madre offre alla sua prole. D'altronde se, grazie agli atti da noi compiuti, un essere senziente si avvicina to al Risveglio, questo indica che il nostro desiderio di apportare benefici a t utti in corso di realizzazione. Non c' alcun bisogno di inorgoglirsi. Quando ci siamo impegnati a raggiungere l'illuminazione suprema, abbiamo pronunc iato un giuramento, in presenza dei Budda e dei Bodhisattva: portare felicit e li berazione a tutti gli esseri. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA DARWINISMO In quanto buddista, io non riconosco alcun Creatore. Secondo la filosofia buddis ta, il nostro spirito che crea. Un universo, una galassia, ha potuto essere gene rata in un certo momento. I buddisti credono che tutta una galassia giunga a for marsi perch numerosi esseri dotati di coscienza assumono forme d'esistenza divers e, a causa del loro karma. Su questo pianeta, io accetto la teoria di Darwin [.. .] Secondo il buddismo e in base a certi testi antichi, una parte dell'umanit avrebb e potuto evolversi in modo diverso. Una leggenda tibetana fornisce l'occasione p er un'osservazione interessante: i tibetani sarebbero i figli nati dall'unione d i un maschio di scimmia e di una diavolessa. In questo si trova un certo comprom esso tra la teoria darwinista e le scritture buddiste. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA

DESIDERIO Questo signore ha una figlia: una bellezza, Desidero il fiore della sua giovinez za; La mia attesa somiglia a un sospiro per le pesche mature, Vicine e scorte su i rami pi alti. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA DETERMINAZIONE Se il vero senso compreso, non restano pi che concezioni illusorie; Altrimenti trasformati tu stesso, Per penetrare, attraverso l'ordine apparente, La trama dei drammi dell'illusione . Sii forte e determinato, o asceta! RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA DHARMA L'ordine delle cose, la norma della via cosmica, la Legge del Budda, la Verit ass oluta; senza maiuscole e al plurale i dharma designano i fenomeni sottoposti a q uest'ordine, oggetti e pensieri. Il termine dharma deriva dalla radice sanscrita dhri: "tenere, portare, fissare". Supponendo che la vita media di una persona sia di cent'anni, durante i primi di eci la necessit di mettere in pratica la legge buddista (il Dharma) non realizzab ile; neppure negli ultimi vent'anni si sar capaci di farlo, a causa dell'et avanza ta; e nel periodo intermedio della vita, le notti saranno dedicate al sonno, le

giornate a combattere nemici, a vegliare sui propri congiunti che soffrono per m alattia... Cos che non si trover mai il tempo di praticare secondo il Dharma. Poich il momento della propria morte tinto d'incertezza, si deve utilizzare al pi presto l'essenza della vita. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Maestri di oggi, stirpe di guru, Tre Gemme 2, Divinit della meditazione, serene o corrucciate, Protettori tutti della legge buddista 3, e guardiani della Verit, Vi invoco con l a mia preghiera. Avanzate e dilagate in una nuvola Di saggezza profonda e di grande compassione. Liberate gli insegnamenti della Legge, come il ringhio di un drago, Il vapore fiammeggiante dei vostri poteri di trasformazione, una pioggia di real izzazioni mistiche. Ispirate con le vostre benedizioni la corrente del mio pensiero, Affinch io matur i fino alla Libert spirituale. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Praticare significa accettare la responsabilit di continuare a vivere in conformi t con la santa Legge del Budda e con gli insegnamenti dati dal maestro spirituale . Lavorando con il tuo guru sulle leggi delle cause e degli effetti 4, puoi trar re vantaggio dal valore della vita umana che ti appartiene, questa forma di esis tenza difficile da ottenere ma che, una volta acquisita, piena di significato; t esoro pi prezioso di un gioiello colmo di desideri. Non c' nient'altro da cogliere, a parte la semplice offerta del 2- Il Budda, il Dharma, la Sangha, ovvero l'Insegnante, l'Insegnamento e l'Inseg nato. 3- Vedasi Budda, Insegnamento, Preghiere, Verit. 4 Vedasi Karma. la propria pratica. Stringi i denti e non lasciarti sfuggire tra le mani l'unica occasione che ti offerta con questa vita umana. Se non utilizzerai tale potenzi ale eccezionale, che ne sar del tuo cuore? GYALWA SONAM GYATSO TERZO DALAI LAMA DILEMMA Non ostentare il sorriso quando tutto ti riesce. Non mostrarti cupo, neppure nel la pena. Esibire con certezza le proprie propensioni, lo sappiamo, Intrappola ch i ami nelle reti di un dilemma. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA DISCEPOLO

Tu, il pi dolce, il guru della mia pratica, che sempre resta Come il sole e la lu na al di sopra del mio capo, Chiama presso di te il tuo umile discepolo; Come l' emozione sorge dalle profondit del mio cuore! Ovunque tu sia fisicamente in questo mondo, Manda la tua mistica emanazione a ve gliare su di me, Rivelami la tua forma radiosa, E che mai possiamo essere separa ti. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA DISCIPLINA La maggior parte di noi lascia passare la vita senza interessarsi agli esercizi spirituali, fonte di eterni benefici. Le mattine, i pomeriggi e le serate trascorrono cos, e ben presto non ne restano pi. Tuttavia la realt non cos semplice; qualche cosa rimane: quando lo spirito non trascinato dalla pratica spirituale, accumula rapidamente abitudini nefaste che, a loro volta, influenzano in modo negativo il corpo e la parola. Talvolta si im piega un'intera giornata a dirigersi verso l'oscurit. Poi i giorni diventano mesi , i mesi anni; l'intera vita sprecata, i pensieri autentici diventano rari come le stelle a mezzogiorno. Un giorno ci si presenta il volto della morte. Gli elem enti del corpo si rilassano, le membra perdono la capacit d'agire, la bocca si pr osciuga e ci coglie una sete spaventosa. Vogliamo parlare, senza riuscirci. La v anit dell'intera esistenza ci sommerge; rimpiangiamo i nostri errori. Ci aggrappi amo all'apprensione che proviamo e, cercando aiuto, facciamo appello ai rifugi d ello spirito. Tuttavia abbiamo avuto tra le mani l'occasione di ottenere benefici in questa vi ta e per la seguente; ma l'abbiamo allontanata senza riguardo. Ora troppo tardi per modificare qualsiasi cosa. Tirate le somme, la nostra esist enza colma di elementi negativi, e gli oggetti del rifugio non possono davvero p i salvarci dal labirinto karmico che noi stessi abbiamo edificato. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA DISPREZZO Ahim! terrificante vedere, in questo periodo in cui l'insegnamento del Vittorioso (Budda) declina, come le persone disoneste, piene d'odio e pretenziose si allon tanino dai propri impegni, trascurando lo studio e le pratiche. Eppure costoro si vantano di capire bene l'insegnamento del Vittorioso. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA Che talento, questa persona in apparenza solidale, Questi re superficiali a cacc ia di novit, Questi amici che rivelano i vostri grandi segreti; Gli immemori dei propri debiti! NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Lui, che si mostra amico, Con inganni, elogi e seduzioni, Sembra una sciabola in tinta nel miele, Attrae, eppure racchiude lo spaventevole. NGAWANG LOBSANG GYATSO Quinto DALAI LAMA

DOLORE Nell'oceano delle esistenze cicliche, Il torrente dirompente delle sofferenze pr ofonde Sempre intacca, qualunque sia il piacere, La nostra vita maestosa, Cibo s aporito misto a veleno. KELSANG GYATSO Settimo DALAI LAMA Mentre assaggi tutti i dolori dell'esistenza, Tendi i tuoi sforzi verso i mezzi per liberartene. Rinuncia a rammaricarti, vedendo le cause tristi e manifeste, illusioni e azioni . KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA DONO Attraverso tutti i meriti di questa catena di parole, Sgranando il rosario 5 dei Budda e dei Bodhisattva, Possano tutti gli esseri eguagliare in bont Gli stessi Budda onniscienti. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA DROGA Il consumo smodato di alcool Rafforza la radice di tutte le fragilit; L'uso di tabacco una debolezza in s. Dobbiamo esaminare le attivit dello spirito, del corpo, come anche le parole, considerare veleno le abitudini nefaste. Impariamo a disgustarci degli errori, E in seguito risolverci a evitarli. Non necessario che enumeri Gli effetti pregiudizievoli del consumo di alcool. Il Budda stesso si espresso chiaramente al riguardo. Altrettanto vale per il tabacco, malerba nata dal sangue di un demonio. Dapprima la puzza dei fumi sale, E disturba gli esseri celesti, Poi scende e inquina la residenza acquatica di centinaia di migliaia di naga 6, Questo cagiona malattia e cattiva volont; E le radici delle condizioni nefaste si rafforzano. THUBTEN Gyatso TREDICESIMO DALAI LAMA 5 Mala in tibetano. Serve a contare i mantra e aiuta a mantenersi concentrati e attenti. Il mantra una formula rituale, iniziatica, utilizzata nell'induismo e n el buddismo, a sostegno della meditazione e della preghiera; un suono che, pronu nciato o pensato in modo ripetitivo, consente di agire sugli strati profondi del lo spirito e di accedervi. "Om Mani Padme Hum" il mantra pi celebre, quello di Ch enrezig, Bodhisattva della compassione, dote innata in ogni essere, di cui favor isce lo scaturire. 6 Divinit delle acque.

E ECCESSO Raccogli le forze e non parlare spigliato, Prendi coscienza del difficile lavoro da compiere. Se l'eccesso d'amore per i fi gli genera manie, L'eccesso d'odio per i nemici ti sar restituito allo stesso modo. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Non lodare i tuoi congiunti, ma renditi conto del loro amore; Parla con dolcezza , anche quando il tuo cuore strepita. duro sottomettere chiunque con mezzi violenti; Agisci progressivamente per vie adattate alle circostanze. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Non simpatizzare con lo sconosciuto appena incontrato; Non contare sull'amico di fresca data; Non illuminarti di sorrisi immediati, E non nascondere il tuo volt o in un minuto. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Amare troppo i propri figli genera abitudine; Regali eccessivi per gli amici provocano odio; Imponendo agli altri regole e pratiche malsane, Ti ritroverai sull'orlo di un precipizio. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA EGO L'assenza di "s ' o di "ego ' a sua volta un insegnamento essenziale del Budda. I termini "anima", "io", "ego" suggeriscono che nell'uomo esista un'entit permanen te, eterna e assoluta, che una sostanza immutabile dietro al mondo fenomenico ch e cambia. Ora, secondo il Budda, questa erronea concezione dell'atma ("anima imm ortale") causa dei pensieri egoistici. L'idea di un io permanente diventa la fon te di tutti i problemi del mondo, dei conflitti interni di ciascuno, fino alle g uerre tra i paesi. Cos, non esiste anima interdipendente oltre i processi mentali, anche se la conti nuit dei pensieri d l'impressione di un'individualit che esisterebbe in modo perman ente e che controllerebbe tali idee. Per il Budda, ogni essere una combinazione di forze e di energie fisiche e mentali in mutamento perpetuo. Ne ha classificat o le componenti in cinque aggregati: la forma, le sensazioni, le percezioni, la volont, la coscienza; dove nulla costituisce un "io" o un'atma immutabile. L'indi vidualit non che un semplice appellativo che designa gli aggregati dello spirito e del corpo. In questo mondo nulla esiste in maniera assoluta, poich tutto condiz ionato, relativo e interdipendente. La radice di tutte le sofferenze l'ego, e se si trascura questo, abbandonando l' io a se stesso, si rischiano patimenti ancora pi ingenti. Anche ai giorni nostri letterati, monaci, saggi rinomati, persone colte e creden

ti devoti possono lasciarsi sommergere da tale illusione, provare gelosia verso chi dotato di maggiori capacit, maltrattare i sottoposti, o nutrire il gusto dell a competizione con i propri pari. Tutti questi vizi sono risultato dell'egoismo pi puro. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Vincere l'egoismo rafforza la tendenza ad amare il prossimo, poich i due aspetti sono naturalmente opposti: l'egoismo fonte di ogni atto negativo; l'amore per gl i altri forma la base dei rapporti umani. Quando il primo stato eliminato, il se condo incontra pochi ostacoli e si sviluppa. In teoria questo si accetta facilmente. Di fatto, il pensiero di amare gli altri sopravviene piuttosto di rado, e dunque non c' occasione per far s che il proprio spirito acquisti familiarit con esso. Quest'ultima osservazione importante, poich perfino chi si trova a un livello di pratica molto avanzato non prover spontaneamente un sentimento d'amore verso tutt i gli esseri viventi. Quest'ultimo si pu realizzare tramite uno sforzo di meditaz ione, e una tale pratica sostenuta nello spirito da un amore altruistico, riesce a rendere estremamente vicino il soggetto della meditazione. Per esempio, se no n facile trasformare una relazione di sospetto e d'inimicizia in un rapporto fid ucioso e amichevole, tuttavia possibile riuscirci, applicandosi ad acquisire fam iliarit con l'altra persona, in un ambiente di pensieri calorosi e cordiali. In r ealt, ci si pu legare talmente all'altro, la cui presenza in precedenza ci aveva p rovocato tanta apprensione e imbarazzo, da poter giungere a dispiacersi se doves se recarsi all'altro capo del mondo. L'egoismo ci spinge a lottare per la nostra stessa felicit e il nostro geloso ben essere; l'amore per gli altri ci ispira la volont di lottare per il bene e per il successo di tutti. Abitualmente ha la meglio l'istinto primario. I due generano tuttavia una stessa forza di mobilitazione, provocano un medesimo appetito di f elicit e di benessere, un desiderio altrettanto forte di voler allontanare la sof ferenza. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA EGOISMO La vita del nostro corpo sostenuta da alimenti di ogni genere; ma se si mescolan o a veleno, il loro effetto diventa l'opposto. Allo stesso modo, la pratica spir ituale una forza vitale verso gli stati superiori e la bont suprema. Ci nonostante , se avveleniamo la nostra pratica attraverso l'amore di noi stessi, la capacit d i realizzare la bont suprema e di diventare esseri superiori ne soffrir. Evita dun que di introdurre il veleno dell'amore per te stesso in questo alimento che la p ratica spirituale. GENDUN DRUB Primo DALAI LAMA Non dobbiamo rallegrarci di ci che provoca la tristezza altrui. Per esempio, se m uore un nemico, non dobbiamo rallegrarci all'idea che il suo decesso possa migli orare la nostra situazione personale. Non dobbiamo neppure rallegrarci se, dopo la morte di un amico o di un congiunto, ci viene riservata parte dei suoi averi. Bandiamo il pensiero dell'eredit. Non considerare mai le sofferenze altrui come motivi della tua felicit. GENDUN DRUB Primo DALAI LAMA

Equivoco La maggior parte degli esseri comuni, accecati dall'abitudine di riuscire a capi re la differenza tra il buono e il cattivo, in realt camminano sull'orlo di un pr ecipizio. Alcuni, privi di gelosia, tossina violenta quanto un'acqua avvelenata, si avviano verso la vittoria grazie ai loro sforzi, mentre altri, saturi del pr oprio odio, si vedono come individui eccezionali. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Ahim! In questo paese cinto dai ghiacci, Il nitrito del cavallo ha pi maest del ruggito del leone delle nevi, Una conchiglia dell'oceano ha pi valore di un gioiello dei desideri. Ahim! In queste remote regioni boschive, I vermi rosseggianti sono pi preziosi del sole. A questo spettacolo, il mio cuore sprofonda senza fine. GENDUN DRUB Primo DALAI LAMA ESPERIENZA Se qualcuno sperimenta una situazione piacevole, come il beneficio dell'ammirazi one altrui, dei beni materiali, degli elogi o della fama... non reagisca con org oglio, ma mediti piuttosto sull'impermanenza e sulla natura vacua delle cose, tu tte simili a oggetti visti in sogno. Le consideri dunque come sostegno per la pr atica del Dharma. All'inverso, se subite un avvenimento che vi sembra deprimente al punto che nepp ure l'acqua potrebbe scorrere pi in basso di voi, non crediate di essere il solo ad affrontare problemi del genere. Praticate piuttosto la meditazione del tipo d are-ricevere, prendendo coscienza, per mezzo della tecnica di visualizzazione, d elle difficolt di tutti gli altri esseri. Pensate tra voi: "In confronto alla dif ferenza tra le esperienze inferiori e quelle superiori del vasto regno del Samsa ra, in questa vita la distanza tra il piacere e il dolore insignificante... Devo semplicemente continuare la pratica del santo Dharma, che arricchir la mia prezi osa incarnazione attuale". Meditando in tal modo, considerate i momenti difficil i come un aiuto che possa facilitare l'avanzata sul percorso che porta all'illum inazione. GENDUN DRUB Primo DALAI LAMA

F FEDE Mi chiedo che cosa diventino i miei discepoli dall'infanzia. Pensano sempre a me , Simili a pesci strappati dal fiume. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA un buon augurio: che gli yogin erranti E i loro mecenati virtuosi, legati dalle proprie azioni E dalle preghiere del passato, Raggiungano insieme l'illuminazion e. La fede costituisce l'essenza di un buon presagio.

RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Piet per gli esseri senzienti di quest'era decadente! Se Avalokiteshvara non aves se sempre misericordia degli spiriti orbati di sostegno, come potrebbero gli ess eri senzienti, dotati di coscienza, sopportare le sofferenze? Le cose composte s ono per natura instabili, Questo mondo, cos non ha essenza; La vita umana impermanente. Se si ottiene la felicit nella prossima esistenza, sar in base agli atti virtuosi compiuti attualmente. O miei fedeli devoti! Non dovete divenire vittime degli esseri che tentano di distrarvi, Abbiate fiducia nel Triplice Gioiello 2. Ogni azione dovrebbe corrispondere all'insegnamento; Ogni pensiero dovrebbe fare eco alla prossima vita; Le sei sillabe 3 sono ripetute costantemente. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Dalla sommit del Potala 4, le emanazioni spirituali possono irradiarsi in qualsia si direzione. Una sana proiezione di me stesso si sposter dal nord del Tibet, per andare ancora pi lontano, sempre verso il nord, Per liberare gli esseri senza aiuto, i cui sentimenti si confondono tuttavia di fronte alle doti insuperabili del corpo, della parola e dello spirito del Budda Sakyamuni, che ce ne offr il canto. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Ai piedi del Triplice Gioiello 5, facendo nascere in te L'altruismo del Bodhisattva( (Bodhicitta 6), Confessando con rammarico le tue deviazioni passate, Tendendo verso il futuro dei giuramenti di disciplina, 2 Vedasi Dharma. 3 "Om Mani Padme Hum", il mantra di Chenrezig 4 Vedasi Dalai Lama. 5 Vedasi Dharma. 6 Bodhi: essenza risvegliata; citta: cuore. Il cuore del nostro spirito risvegli ato; colui che genera la compassione. Estirpa la radice con gli antidoti spirituali E poni la tua fiducia nei quattro poteri. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Dedicarsi un solo giorno alla bont, Pura di qualsiasi pensiero o atto negativo, r aro quanto una stella in pieno giorno. Gli otto crucci illusori e le attivit che non apportano alcun beneficio, In questa vita, sembrano dominarci interamente, I ngannandoci, privandoci di ogni gioia durevole. Dunque, accumulando le abitudini attraverso una continua familiarit con ci che superficiale, Finiamo per predispor

re il nostro spirito A respingere la verit della legge del karma: Colmi di dubbi, lo sguardo cinico di quando osserviamo un mago, Non abbiamo fiducia nei tre ogg etti supremi del Rifugio... Assoggettato cos da idee false, Il nostro spirito si abitua a comportamenti erronei E noi accumuliamo karma negativi, Ridicolizzando e svalutando gli esseri santi 7. THUBTEN GYATSO Tredicesimo DALAI LAMA

FELICIT Ascoltate il canto di un uomo felice! Ben presto questa malattia illusoria Che c re tutte le scene della mia vita Si canceller da s. 7 Vedasi Quattro Nobili Verit.

Nessun rimpianto. Insieme noi facciamo molto, Restano da compiere soltanto picco li sforzi. Non avrete pi il disagio del mio corpo. Fatemi un bel funerale: Realiz zate l'essenza di quel che vi ho insegnato: Ascoltate, contemplate, meditate. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA Amo vedere volti allegri. Non sono felice quando sorrido e l'altra persona resta seria, priva di reazioni. Per sviluppare un umore piacevole, uno stato di felic it interiore, aspetto che l'altro mi risponda con un sorriso. Cos s'incrociano l'a micizia, la compassione per gli uomini e per questa persona in particolare; la m ia felicit non pu esistere indipendentemente da questo. Essa deriva dagli altri, e anche da diverse forme di vita, come insetti e animali. La mia felicit si costru isce a tre livelli: familiare, nazionale e mondiale. per questo che concludo che il bene degli altri anche il mio. Non che la realt; ci che intendo per "interdipe ndenza": non possiamo trascurare l'interesse altrui. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA FRATERNIT Penso che la pace interiore dipenda largamente dall'educazione ricevuta e dallo stato della coscienza. Riflettendoci, sappiamo che pi si hanno amici, pi si felici ; pi ci si creano nemici, pi si soffre. Per avere amici, ci vuole calore umano, cu ore generoso e atteggiamento sincero; necessario condividere le sofferenze e i p roblemi altrui. L'economia moderna ci obbliga a dipendere fortemente gli uni dag li altri. Il cittadino ha bisogno degli agricoltori, questi ultimi degli abitant i delle citt e dei loro prodotti. Tale rapporto d'interdipendenza non esiste solt anto tra paesi, ma anche tra continenti. Ecco il paesaggio economico attuale. In tali circostanze, la sola via possibile passa attraverso un senso delle responsabili t sul piano universale. Pensate a ciascuno come a una parte di un tutto. Se ci si occupa soltanto di se stessi e non degli altri, si soffrir. I problemi di popola zione ci insegnano anche la necessit di un vero senso della fraternit e delle resp onsabilit universali. La questione delle risorse naturali conferma che l'umanit de ve ormai considerarsi un'entit solidale. Questo non ha nulla a che vedere con la religione. Se auspichiamo un futuro felice e pacifico per i nostri figli, dobbia mo cominciare a orientare pensieri e sforzi verso il raggiungimento di questo ob

iettivo. TENZIN GYATSO Quattordicesimo DALAI LAMA G Generosit La ricchezza non che una maledizione per colui che la possiede, se questi vi tie ne. Senza aspettare alcun ritorno in futuro, meglio essere generosi nel prodigar e l'elemosina. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Poco importano le ricchezze e i beni, Non fanno che rafforzare ulteriormente le catene dell'attaccamento. Coltiva dunque lo spirito di generosit, Che ispira il dono senza aspettativa di ritorno. In fin dei conti nessuna acquisizione illusoria in grado Di proteggerci dalla ripida scogliera della sventura. Ricordati questo; e anche che il Signore della morte, affamato, Divora tutti gli esseri viventi. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA GIOIA Le cose effimere sono senza valore. Tuttavia, la gente di questo mondo le considera supreme, Come l'oro, per dirne u na. Sprecano la loro vita a ricercare la pace attraverso di esse, Aggrappandosi gelosamente a ci che sempre scivola loro tra le dita. Oh ascoltate, questa la mia canzone E se vi preoccupate veramente di voi stessi, dovreste Essere a mia immagine, unico su questa terra. Ha, ha. Vado ancora lagg i, facendo troppo rumore, Ma giusto una canzone scritta per diletto, Qualche vers o ozioso, uscito dalla penna di un poeta, Yangchen Shepai Dorje, il riso melodio so del Vajra 1. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA GIOIELLO Il guru, maestro di tutti i Budda, Realizza desideri, un gioiello magico. Apport a tutti i vantaggi in questa vita e nella prossima, E annuncia tutte le realizza zioni universali e supreme. Da ci, non farti ostacolare da atteggiamenti nefasti, Trascendi le percezioni ill usorie, E vedi il guru come un Budda che vive per il discepolo capace di prepara rsi cos. I Siddhi 2 cominceranno presto a cadere come pioggia. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA

1 Si paragona il Vajra al diamante, la pi dura e la pi preziosa delle pietre. 2 Saggio che ha sviluppato poteri quasi magici. GIUSTIZIA La fonte dei conflitti e della sventura la paura. Eppure, io vi domando, che cos' la giustizia? Che cos' la verit? I diversi credo sv iluppano concezioni e definizioni della giustizia; ma, al di fuori degli impegni religiosi o ideologici personali, che cos' la giustizia per un essere umano? Gli animali non hanno religione, e tuttavia rispondono favorevolmente, quando li si tratta in modo adeguato. Se noi manifestiamo collera o ostilit, loro reagiscono di conseguenza. Dunque, gli animali stessi apprezzano la bont e l'onest. Noi stessi, esseri umani, non tendiamo naturalmente ad apprezzare la persona che si mostra onesta e compassionevole verso di noi, che ci dice la verit apertament e; e non rispondiamo forse con un comportamento amichevole? TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA Gratitudine Non ci si deve aspettare nulla in cambio di un favore, nondimeno una parola di g ratitudine far piacere. Se questa parola dimenticata, pu sembrare che il beneficia rio ignori la differenza tra bont e crudelt. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA GURU Servire un guru non cosa facile, La maggior parte dei postulanti al Risveglio si allontana piuttosto in fretta da l cammino. L'accostamento quotidiano lascia intravedere Fratture nel modo di praticare. Alcuni approfittano della situazione E si comportano male verso i propri condiscepoli. Altri ancora trascurano l'atteggiamento di rispetto, Sprofondando nell'apatia e nella stupidit. Agendo in tal modo, trasformano l'ambito dei meriti In un altro m odo di accumulare karma negativi, Cosa che distrugge le basi della loro pace int eriore. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA Molte persone pensano che un maestro debba essere venerato soltanto se manifesta doti evidenti. Costoro dicono: "Vado verso di lui per ascoltare il suo insegnamento sul Dharma, non per la persona in s", oppure: "Non vedo alcun tratto notevole in lui, perch venerarlo?"... Che stupidit! In verit, quand'anche i nostri genitori fossero persone comuni, dobbiamo riconoscerne la bont, perch in quella risiede una fonte di grandi benefici. Mentre non apprezzando li non faremmo che generare dolore e confusione. Lo stesso vale per l'atteggiame nto nei confronti di un guru.

GYALWA SONAM GYATSO Terzo DALAI LAMA Faro degli esseri viventi, tesoro di compassione, Liberato dalle virt dell'autodi sciplina Che mantiene sulla via del Bodhisattva; Guru immerso nella danza della beatitudine e della vacuit; Mi rivolgo a te, perch tu mi guidi e mi ispiri. Sebbene gli esseri umani desiderino soltanto la te motivi di sofferenza, Simili a gocce di pioggia leggera foriere di Al di l della compassione, tu hai accettato il accrescere la luce della Gioia. Mio Guru, mi rivolgo a te, perch mi guidi e Thubten GYATSO TERZO DALAI LAMA 3 Vedasi Quattro Nobili Verit. felicit, Accumulano incessantemen tempesta. pesante fardello di consacrarti ad mi ispiri 3.

I ILLUSIONE Gli esseri ignoranti e smarriti passano poco tempo della loro vita In attivit che non siano pregiudizievoli; Una volta morti, eccoli banditi in un istante in un inferno da cui non si sfugge . Eppure sono capaci di ritenersi comunque molto scaltri. Nulla di pi patetico! GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Il lago Manasarovera custodisce miriadi di splendide gemme, Le sue acque sono animate da sei attributi, Ma le colonie di corvi se ne tengono alla larga, come da un veleno, Loro che bevono acqua impura e vivono tra i rifiuti. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA Quando si possiede il gioiello che esaudisce i desideri, Portato dal passato, dall'isola dei Tesori, Che fare dei fronzoli di oggi? Gettarli nel fango, chiaro. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Grazie alle nostre azioni passate, abbiamo ottenuto questa vita cos preziosa, Ma le illusioni generano un letargo che ci rende difficile la ricerca di un maes tro, buono e perfetto. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA

A est, sulla sommit delle colline, La luna m'illumina d'un sorriso, E scorgerla m i ha suscitato nel cuore dolce sorriso della mia amata. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Sua madre era forse un ramo di pesco? L'amore di questa ragazza fiorito, appassi to, Come i fiori fugaci delle pesche di primavera. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Pappagallo chiacchierone, taci per favore, Il tordo nel suo boschetto di salici Ha promesso di cantare per me. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Lo spirito ebbro di sonno sogna oggetti Grossi come cavalli, come elefanti, E tuttavia il mago li fa sparire: Apparenze! Non ci si pu basare su fondamenti irreali, pure visioni dello spirito. cos che tutti gli esseri, nel mondo e oltre, Sono le proiezioni di nomi e di pens ieri; C' fors'anche un solo granello di polvere che esista grazie a se stesso, E al suo solo potere? KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA

Centinaia di stupide mosche si accalcano Su un pezzo di carne imputridita, Gusta ndo, credono loro, un delizioso banchetto. La stessa immagine offre la follia de i vivi, Che cercano la felicit in piaceri superficiali. Ci mettono tutto l'accani mento e l'immaginazione, E tuttavia, non ne ho mai visto uno soddisfatto. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA IMPERMANENZA 1 Come ha sottolineato Eraclito di Efeso, un contemporaneo del Budda: "Non ci si p u bagnare due volte nelle acque dello stesso fiume". Il fiume solo il nome che si d a un flusso sempre mutevole. Allo stesso modo, ogni essere non che un sussegui rsi di avvenimenti fisici e mentali, un "processo" per usare un termine moderno. Io non sono il bambino che sono stato, n 1 Vedasi Disciplina, Pazienza, Sofferenza, Vita, Vita anteriore. il vecchio che forse sar. Orbene, per definizione, ci che non ha caratteristiche p ermanenti non un "essere". Tuttavia, se nulla stabile, o non ha fondamenti permanenti, ci non significa che le cose avvengano per caso. Come nell'esempio del fiume, ogni avvenimento scatur isce dal precedente seguendo una rigida causalit. la famosa legge del karma, term ine che significa "azione" e per estensione, "causalit". Da ci del tutto possibile fondare un'etica personale su un approccio fluido alle situazioni e non su rego

le date a priori. Bisogna capire che identificarsi con un "processo" non signifi ca rimettere in causa la propria personalit distinta, ma che piuttosto necessario , per dirla con Eraclito, approfittare della forza del fiume, invece di cercare di nuotare controcorrente nella vana speranza di arrestare i flutti. Chi stamane vive, pu morire stanotte... Chi ricco, lo sar ancora domani? Chi re quest'anno, il prossimo si vedr forse mendicare? Quale garanzia abbiamo che i nostri successi illusori siano irreversibili? GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Dalla meditazione sulla morte e sull'impermanenza nascono molti effetti positivi . La presa di coscienza della natura transitoria di qualsiasi cosa consente la s tabilit. Si pu dunque apprezzare ogni giorno come se fosse l'ultimo della propria vita. Cos, l'attaccamento che ci asserve agli oggetti effimeri della vita inverti to, e si pu rivolgere un crescente interesse ai valori durevoli, come l'energia c reatrice, generata coltivando la generosit, o la disciplina 7 la pazienza, l'entu siasmo, la meditazione e la saggezza. Qual esattamente il pensiero della morte e dell'impermanenza sulla quale dovremm o concentrare la nostra meditazione? Non si tratta semplicemente di coltivare un o spirito di timore che speri di evadere temporaneamente dalle sofferenze del Sa msara. Una volta che la disillusione e l'alterazione dell'anima saranno trascese , si dovr continuare a operare senza l'ambiente del Samsara. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA La vita umana rara e preziosa. E inoltre impermanente. Anche quando non ci muovi amo, essa in preda a mutamenti perpetui. Se ci guardiamo intorno, chiedendoci come molti amici e conoscenti siano scompar si in questi ultimi anni, si evidenzia la realt onnipresente dell'impermanenza de lla nostra natura. Quando una persona muore, i suoi amici e conoscenti provano una tristezza infini ta e si lamentano; ma, in seguito, questo sentimento si attenua. Il corpo viene cremato o sepolto, i beni sono ripartiti, e ben presto il nome stesso del defunt o dimenticato. In teoria tutti noi ci rendiamo conto che moriremo, ma lo spirito cerca sempre d i proteggersi da questa certezza. In un modo o nell'altro, ci si sente molto sol idi, e si immagina la realt della morte come un avvenimento molto lontano e appar tenente al futuro. Eppure, in ogni momento, la dipartita si avvicina; nessuno pu garantirci neppure che resteremo in vita fino a questo pomeriggio. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA INCOMPETENZA Su di un'altura, scossa dal vento, ammantata d'oscurit, Una lampada fuga forse la notte? E allo stesso modo, per l'ignorante, L'insegnamento 2 dei Budda pu essere pi di uno scongiuro, una benedizione? GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA 2 Vedasi Bodhisattva, Budda, Insegnamento, risveglio.

INCONSEGUENZA Non dobbiamo essere inconseguenti nel nostro comportamento verso gli altri, most rando palesemente le nostre espressioni di piacere e di insoddisfazione di front e alle azioni buone e cattive che essi compiono. meglio reagire con calore e umo rismo, altrimenti si rischia di provocare ansia nel prossimo. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA INCOSCIENZA L'ape che deve tutto al fiore, Dopo averne attinto il nettare a saziet, vola via senza vergogna. Quest'immagine descrive anche i modi della gente della nostra epoca: Si servono dei saggi e dei buoni amici Che operano per loro mossi dall'affetto, Poi li abbandonano come nemici. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA INFANZIA Questo bambino non pu restare nella sua casetta, Ben presto dovr partire per Tashi Lhunpo 3, 3 Gendun Drub (1391-1475), primo Dalai Lama, discepolo di Tsongkhapa, nel 1447 f ond il monastero di Tashi Lhunpo, vicino a Shigats, e con il nome di Gyalwa Rinpoc he (Gran Sovrano Prezioso), ne divenne il primo abate in assoluto. Avendo dotato il luogo di un laboratorio di tipografia, Gendun Drub vi intraprese la stampa d el Kangyur e del Tengyur (il primo la raccolta delle Parole del Budda Sakyamuni, il secondo dei commentari scritti in seguito dai maestri indiani; queste due op ere sono traduzioni dal sanscrito verso il tibetano). Tashi Lhunpo poi diventato , per volont del quinto Dalai Lama, Ngawang Lobsang Gyatso (1617-1682), la reside nza dei Panchen Lama, reincarnazioni di Amitabha, il Budda della luce infinita, e secondo personaggio in ordine di importanza nella gerarchia spirituale del Tib et.

Il luogo che gli si addice. L gli verr servito un t molto pi dolce. Numerosi discepoli aspettano gi il suo ritorno. Le immagini che in lui dimorano vivono gi in questo tempio, La sua veste monastic a vi riposa. Portatelo presto, che possa compiere il suo destino. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Da ragazzino volevo sempre aiutare i meno privilegiati, esseri umani, animali, f inanco gli insetti. Ecco un concetto che dobbiamo inculcare ai pi piccoli: abitua rli a sviluppare in s la preoccupazione per i meno abbienti. Gi quando gioca, dobbiamo inoltre insegnare al bambino il senso della propria res ponsabilit; ne guadagner tutta l'umanit. Se, al contrario, saremo avari di tale ide a - la responsabilit sociale - non riusciremo a sopravvivere, dovremo scomparire. Spiegatelo ai bambini con storielle, confermate loro quanto siano importanti pe r la comunit umana. Per sopravvivere, abbiamo bisogno degli altri.

TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA INFERNO Nei paradisi inferiori, gli dei litigiosi Si mutilano reciprocamente. Negli infe rni soffocanti, si fa bollire, ardere; Si trafitti da armi. Negli inferni gelati , i corpi Scrocchiano e si spaccano; Gli spiriti erranti soffrono La fame, la se te, La fatica e la paura. Gli animali, che si divorano l'un l'altro, Sono sottom essi, picchiati, abbattuti. Chi ignora i metodi spirituali Subisce, solo, tutte le miserie. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA INGANNO Un giorno Ravana si manifest con le sembianze di un bell'animale, Allo scopo d'ingannare il suo mondo. Trascin numerosi esseri viventi sulle sterili terre Di esistenze confuse, e derub la bella Sita, Simbolo di prosperit e di gioia. Sono numerosi i falsi guru Che cos ingannano il mondo. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Coloro che professano, proclamandosi d'oro puro, Senz'essere in realt altro che i mitazioni di stagno, Somigliano a venditori volgari sulla piazza del mercato. Qu ando il Dharma cade in mano a gente simile, segno che comincia un'era In cui l'i nsegnamento del Budda sar lettera morta. NGAWANG LOBSANG GYATSO Quinto DALAI LAMA Parlare menzognero in termini eleganti, come prendere un corpo sudicio E ornarlo di preziosi gioielli. I falsi fronzoli non fanno che ingannare gli altri Genera ndo risultati illusori. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA

INSEGNAMENTO Gli esseri dotati di coscienza sono guardati davvero con compassione, come genit ori, da tutti i Budda, Ma chi non conosce il valore dell'insegnamento del Budda, Chi non interpreta la saggezza degli esseri dotati di coscienza, Chi, come una falena piroettante in u n fuoco, prigioniero della propria sofferenza, E chi commette azioni nefaste su se stesso, sacrilego; Non entrer in contatto con persone sante. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA

Pur fuorviati dal peso dei difetti e delle illusioni, ci nonostante noi udiamo il messaggio, cos vasto e profondo. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Molto presto nella mia esistenza capii che il percorso buddista verso la liberaz ione e il Risveglio si percorre in tre tappe: l'ascolto degli insegnamenti, la r iflessione e la meditazione sul loro senso profondo. Come ha dimostrato Sakya Pa ndita 4, non serve a nulla affrontare la seconda e terza fase se non si raggiunt a una solida competenza nella prima. Senza le basi di un apprendistato ben fatto , le attivit di contemplazione e di meditazione si rivelano prive di effetto. Dun que, molto giovane, mi dedicai con tutte le forze allo studio degli insegnamenti , sotto la guida di guru qualificati. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA 4- Sakya Pandita Kunga Gyaltsen (1182-1251) segu studi in India, prima di ritorna re in Tibet e di stipulare, nel 1247, un accordo con i mongoli, in cui i Sakyapa , una delle quattro stirpi buddiste tibetane, furono consacrati eruditi e abili negoziatori. Interdipendenza Poich tutto ci che esiste interdipendente, Tutto dunque vuoto per natura. Bisogna coltivare questa visione ed essere coscienti del mondo Come illusorio, Come creazione di un mago.

ISTRUZIONE GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA Tutto considerato, non fu un'infanzia infelice. La bont dei miei maestri resta un ricordo imperituro. Mi hanno inculcato la conoscenza religiosa, che stata e che sempre rester la mia fonte principale di benessere e d'ispirazione. Si sono sfor zati di soddisfare una sana curiosit per altri argomenti. Ma sono consapevole di essere cresciuto quasi privo di nozioni riguardanti le questioni internazionali. Ed con quest'unico bagaglio incompleto che a sedici anni fui chiamato a guidare il mio paese contro l'invasione della Cina comunista. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA Ritengo che l'istruzione sia uno strumento; il suo utilizzo corretto o meno dipe nde interamente da noi. Il cervello e l'intelligenza che abbiamo sono anche i no stri strumenti. L'utilizzo che ne facciamo riflette la bont del cuore. Il nostro cervello rappresenta una carta vincente davvero unica per natura; eppu re, gli uomini hanno spesso usato male la propria intelligenza. Questo cervello appare allora come il prodotto pi terribile del nostro mondo, fonte di tanti prob lemi. La sola garanzia di un'intelligenza sana risiede nella bont di cuore Io pen so che tale situazione provenga da uno stato di coscienza inerente alla natura u

mana, da un contesto culturale pi vasto del nostro futuro immediato. Tutte le attivit nefaste sono dovute a una coscienza manchevole o all'ignoranza d ella realt e della verit. Cos, nel campo dell'istruzione, credo che gli insegnanti debbano mostrarsi attenti ad arricchire lo spirito come il cuore, dato che hanno pari importanza. Coltivare la bont indubbiamente a sua volta ancor pi necessario; qualunque sia il tipo d'istruzione, sulla base di un cuore generoso che crescer anno utili frutti. Quanto a coloro che sono dotati di un'intelligenza brillante e di vaste conoscenze, se mancano di generosit, il loro spirito si agiter sempre d i pi, poich non possono soddisfare i desideri mal compresi. TENZIN GYATSO quattordicesimo DALAI LAMA Io credo nell'importanza dell'istruzione, che fornisce i metodi e i mezzi per ri solvere i problemi da se stessi, ma inculca anche ai giovani sane motivazioni e il senso delle responsabilit. Ai giorni nostri, si privilegia spesso la specializ zazione. Mi sembra che il fatto di accordare tanta importanza a un ramo del sape re, rispondendo a una domanda unica, sia nocivo per tutti gli altri aspetti dell 'attivit umana, mentre le diverse esigenze sono legate tra loro. Questo pu creare problemi. Gli specialisti concentrano i propri studi e conoscenze su un campo ta lmente limitato, che nient'altro sembra andare al di l di tale competenza; Cos, la loro visione del mondo si restringe. Penso che un approccio pi globale, una pros pettiva pi ampia risulterebbero di maggiore utilit. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA

K KARMA Secondo il significato del karma, l'intera esistenza un processo d'apprendistato . Ogni avvenimento modella l'essere in modo tale che, nel caso si presenti una s ituazione pi o meno identica, questi reagisca istintivamente. Noi non siamo dunqu e liberi nel comportamento, poich volont e desiderio dipendono dall'insieme delle nostre azioni. In questo senso, il karma un condizionamento e non una fatalit. Il buddismo si propone, per mezzo di una presa di coscienza, di liberare l'essere da tale condizionamento, permettendogli cos di agire conoscendo le cause. Senza esitazione, vi invio Vaste nubi di offerte disposte magnificamente, Cos com e tutti gli oggetti legati a questa vita, E tutte le virt passate, presenti e fut ure. In vostra presenza, vedo tutti i miei difetti, Sotto la potenza dei tre veleni i nterni, Ho creato una montagna di karma negativi, Perfino benedendo i Budda e i Bodhisattva. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Dolcezza dal corpo profumato, regina celeste, amata mia, Come il turchese mal assortito su un oggetto privo di valore, Ella fu dunque sco perta solo per meglio essere respinta. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA

Se cercherete di trattenere le vostre motivazioni egoistiche collera e altre - e di sviluppare ulteriormente benevolenza e compassione verso il prossimo, in def initiva farete del bene a voi stessi. Talvolta dico che tale dovrebbe essere la pratica di un egoista saggio. Un egoista stupido non pensa che a se stesso, e qu esto non gli reca alcun profitto. L'egoista saggio pensa agli altri, li aiuta qu anto pu e, di conseguenza, riceve a sua volta benefici. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA L LIBERAZIONE L'unione con la Via ultima verso la Liberazione si ottiene coltivando la visione perfetta della vacuit. La porta che conduce al grande percorso dell'illuminazion e E lo spirito del Budda, l'aspirazione al Risveglio. Il sommo metodo per realiz zare la natura di Budda E la meditazione sulle due tappe tantriche fondamentali. Considerate inseparabili questi tre aspetti della pratica. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA LIBERT L'occhio di saggezza si aperto in me, amo l'altro pi di me stesso, dicono. Ma ved endo la felicit altrui, La loro lingua si biforca, ed la gelosia che brucia. Se, sperando di salvare uno dall'annegamento, si affonda in due, Ve lo mostro io, il boia travestito da uomo di pace! Il mio sguardo esamina ogni oggetto alla luce della sua natura vacua, dichiarano . E tuttavia... sopportano male lievi delusioni, E si dibattono... Civette sconvolte nei fuochi interni di frustrazioni esplosive. Non quello il pe rcorso della Libert. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Il popolo tibetano continua a resistere all'assoggettamento e alla colonizzazion e con coraggio e determinazione. N la repressione, n la propaganda hanno ridotto l a sua aspirazione a un'esistenza di libert, di pace e di dignit. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA LUNGIMIRANZA Anche se omento e contempo l'amico, non si tratta ancora di lungimiranza, l'uomo superiore pu decidere nel m nel luogo, dopo uno studio al preciso e rapido, ci che bisogna dire, ci che conviene fare: distinguere il nemico e la persona neutrale.

NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Non odiare i malvagi, ch in futuro cambieranno. Non lodare i buoni, come saranno

domani? Decidi, senza basarti sugli altrui commenti, Su ci che ti accade oggi, co se poco importanti. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Con consigli, impegna alla prudenza sottoposti e servitori; Apri il tuo spirito, e assumiti l'onere degli errori. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Il signore, in ragione delle cause anteriori, dovrebbe regnare con amore e compa ssione puri. Se si sforza di combattere attraverso un impegno volontario e dilig ente, raccoglier infallibilmente gli effetti delle cause 1. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA In quest'epoca di decadenza, ben poco separa gli imbrogli e l'inganno da azioni, parole e comportamenti degni di fiducia. Dunque, analizza e studia con sguardo penetrante qualsiasi situazione. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA 1 Vedasi Karma.

M MADRE Visualizzatela nello spazio davanti a voi, e pensate: " stata mia madre nel corso di tutte le mie esistenze, da tempi immemorabili. Mi ha sempre dimostrato la bo nt di una mamma, e ancora continua a farlo. In particolar modo in quest'incarnazi one, mi ha concepito nel suo ventre. Allora mi proteggeva con cura in tutti i mo di possibili, sopportando ardue prove, come regimi alimentari speciali e un rigi do sistema di vita, unicamente per il mio benessere. La mia nascita le ha causat o un terribile dolore. Eppure, quando sono apparso, pi simile a un verme di terra rosso e viscido che a un essere umano, lei mi ha accolto tra le sue braccia ten ere e mi ha posato sul suo corpo per darmi calore. Pi tardi, nel corso di tutta l 'infanzia, lei mi ha nutrito, lavato e curato con attenzione. Mi ha procurato ci bo quando avevo fame, da bere per placare la sete, e abiti quando avevo bisogno di proteggermi dagli elementi. Si davvero occupata di me a costo di immensi sacr ifici personali. Mi ha dotato del dono prezioso che la vita umana, offrendomi cos la coppa in grad o di raccogliere gli insegnamenti spirituali necessari per progredire nella Trip lice Via, costituita dallo studio, la contemplazione e la meditazione, mezzi gra zie ai quali si possono raggiungere la Liberazione e l'Illuminazione onnisciente . Lei si sarebbe ammalata piuttosto di lasciarmi in preda alle affezioni e avreb be dato la vita per salvare la mia. In fondo, ha utilizzato tutte le sue doti a mio solo beneficio." Ciascuno dovr meditare cos, al punto di essere sommerso da un profondo sentimento di riconoscenza. Quando sar il momento, sostituite l'immagine di vostra madre con quella di vostro padre. Meditate, pensando che anche lui sia stato come una mad

re per voi in numerose vite anteriori, e che vi abbia allora prodigato tutta la sua dedizione. Poi, modificate questa presenza sostituendola con amici, conoscenti, nemici e in fine con tutti gli altri esseri viventi. Meditate sull'idea che vi abbiano rivol to tutti, in molte vite anteriori, l'immensa bont di una madre. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA MANTRA Va benissimo declamare il mantra "Om Mani Padme Hum", ma mentre lo si recita, bi sogna anche pensare al suo significato, poich la portata di queste sei sillabe va sta e profonda 1. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA MARXISMO Anche nei paesi dove il marxismo apparentemente trionfante, permane la presenza del buddismo. Mi sembra dunque che un certo dialogo tra marxismo e buddismo, par ticolarmente 1 Si tratta del mantra del Bodhisattva della Compassione. I tibetani lo pronunci ano: "Om Mani Pm Houng". Gli Anziani sottolineano che il Bodhisattva Chenrezig, o Avalokiteshvara, cos profondamente impresso nella loro coscienza, che da quando u n bambino sa pronunciare la parola "mamma", anche capace di recitare questo mant ra, che esprime l'essenza della compassione del Budda per tutti gli esseri. Seco ndo gli insegnamenti, le sei sillabe conducono alla purificazione delle sei emoz ioni - orgoglio, gelosia, desiderio, ignoranza, avidit e collera, che sono all'or igine dei sei regni del Samsara.

quello Mahayana, si rivelerebbe benefico per molte persone, in questa regione de l mondo (Asia). Penso questo perch, nonostante la rigidit del marxismo e il rigore dell'organizzazione che lo caratterizza, il suo fallimento palese. Per di pi, l' energia investita in tale ideologia rivolta principalmente alla distruzione, e n on indirizzata verso uno slancio costruttivo. I danni sono immensi. Sono inoltre distrutti i legami fondamentali e la fiducia tra marito e moglie, tra figlio e genitori, tra amici. Ora, in quanto esseri umani, noi abbiamo bisogno di questa fiducia e, secondo me , in questo risiede un grave risvolto di quest'idea. Si pone per giunta la quest ione dei mezzi per arrivare a un comunismo o a un marxismo autentico. Il vero co munismo non si instaura tramite la forza, ma attraverso un impegno volontario ad aiutare la gente e a diventare meno egoisti. Tale dottrina dovrebbe agire a beneficio dei pi, e non in favore di una piccola m inoranza. Al fine di giungervi, ci vuole una volont potente e un impegno fondato sull'altruismo, non sulle armi. Prendete la Cina, per esempio; tanti sforzi vi s ono messi in opera attraverso l'indottrinamento, la forza, la paura, allo scopo di arrivare al socialismo, poi al comunismo. Eppure, in quel paese sono ancora l ontani dall'obiettivo, e ogni volta che adottano una misura di liberalizzazione, ne consegue una terribile corruzione. Non c' alcun progresso. La propaganda e l' indottrinamento attraverso la forza e la paura si sono rivelati un fallimento. Dunque, se si auspica di concretizzare autentiche idee socialiste, si dovrebbero insegnare i valori del buddismo Mahayana, come l'altruismo, basandosi sull'inte lligenza e non sulla forza. Penso che il buddismo Mahayana possa essere uno degl

i elementi in grado di contribuire alla riuscita di un socialismo sano. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA MERITO Qualunque energia meritoria tu generi Attraverso sforzi spirituali da parte del corpo, del verbo e dello spirito, Consacrala all'obiettivo supremo. Non c' proprio tempo per rimandare le cose a domani; Non esser preda di pigrizia o apatia. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Fa' in modo di abbandonare gli errori e di accumulare meriti; Mantenendoti distante e risoluto, non rinunciarvi nella felicit o nelle sofferenz e; N cambia nei piaceri minori o nelle afflizioni. Certamente a un amico conviene esser degno di fiducia. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Abbandona gli errori, come fossero un recipiente impuro, E ascolta la dolce voce del Dharma sublime Dalla bocca di un maestro qualificato. Raccogli l'essenza dei meriti Prodotti nel corso degli ultimi eoni. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA MONASTERO Mi chiamo Gendun Drub, grande speranza della comunit (Samgha), Tara 2 stessa, madre di tutti i Budda, fu testimone della mia morte; 2- Divinit femminile indiana adottata dal buddismo Mahayana, Tara molto popolare in Tibet. Considerata come la corrispondente di Avalokiteshvara, personifica l'a more universale per gli esseri viventi. Viene invocata un po' come la Madonna e tutte le sue rappresentazioni sono pacifiche e sorridenti.

E il monaco di Tashi Lhunpo, Umdzey Sangtsulwa, Illustre discepolo di Gendun Drub, Verr presto a riportarmi a casa mia. Tara mi consigli di incarnarmi in Dorjeden, E lo spirito protettore, Mahakala 3, mi accompagn qui. Ma ora, troppo tempo passato, me ne devo andare Verso Tashi Lhunpo, il mio monastero, casa mia. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA mondo

Tutti i successi nel mondo materiale Non sono affidabili e si perdono facilmente. Lo constatiamo tutt'intorno a noi, Tuttavia la nostra aspirazione alla libert spirituale rimane debole. Io formulo questa preghiera immacolata: "Possa lo spirito della misura, libero da impedimenti, crescere sempre spontanea mente in me." GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Quello che io definisco un approccio umano al mondo un modo di procedere animato dalla bont, dall'altruismo, dal desiderio di contribuire al bene altrui. Se si c apaci di affiancare quest'energia costruttiva alle potenzialit dell'intelligenza umana, allora la societ porter i frutti che ci si aspettano da essa: arrecher benes sere a tutti i suoi membri. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA 3 Divinit del pantheon buddista adottata dai tibetani, che nell'iconografia sacra generalmente le danno una forma terrificante, bench abbia carattere protettivo. MORTE Secondo l'approccio buddista, la vita e la morte sono tutt'uno. Bisogna dunque u tilizzare ogni istante della propria esistenza per preparare la propria scompars a. In effetti questi due elementi sono transitori e perpetuamente mutevoli, e ve ngono definiti bardo. Cos, l'esistenza di un essere si divide in quattro realt o b ardo: quello naturale di questa vita, ovvero la medesima esistenza; quello dolor oso della morte, ovvero il processo del decesso e la dipartita stessa; il bardo luminoso della dharmata, ovvero il periodo dopo la morte; e infine il bardo karm ico, che corrisponde alla rinascita. Al momento della morte, si pu pur essere circondati dai numerosi membri della pro pria famiglia e dagli amici, ma si dovr continuare da soli verso l'aldil. Si potr pur possedere una dispensa piena di cibo e di bevande, ma bisogner andarse ne a mani vuote. Seppure vestiti con gli abiti pi ricchi, si dovr entrare nell'alt ro mondo nudi come il giorno della nascita. Questo corpo tanto amato, che ci accompagna dall'inizio dell'esistenza, sar a sua volta separato da noi. Che dire allora degli altri beni materiali... Che cosa ci seguir dopo la morte? Soltanto i grani di karma, buoni o cattivi, che abbiamo coltivato durante questa vita. Le fonti d'errore che ci ostacolano sono cause potenziali di smarrimento e potranno condurci verso situazioni di grande sofferenza. Alla morte, i soli beni che abbiamo sono la conoscenza spirituale e i germi di k arma positivo che abbiamo sviluppato in noi stessi. Tale conoscenza diventa dunq ue nostro rifugio e paradiso, nostro signore e protettore, nostra guida e testim one della Via. Cos, d'ora in avanti, cercate i mezzi che sviluppano e rafforzano la conoscenza s pirituale. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Consacratevi prima di tutto alle attivit che formano il cammino verso il Risvegli o. Mi sarebbe piaciuto restare con voi per sempre, ma per me giunto il momento d

i andare. Che questa notizia non sia fonte di rammarico; nel corso naturale dell e cose. Dopo la mia dipartita, non sar necessario effettuare tutti i riti, n edifi care una tomba per i miei resti. Cremate il corpo, mescolate le ceneri all'argil la e formatene immagini del Budda meraviglioso e imperturbabile; sarebbe preferi bile costruire un riparo per conservare queste sculture. Altrimenti, leggete sol tanto preghiere per la realizzazione dei desideri e dei voti che ho sempre espre sso a vostro riguardo. Se desiderate essermi fedeli e se ritenete che la mia azi one tra voi sia stata benefica, allora restate insieme al monastero di Tashi Lhu npo, operate per il bene della comunit e per la preservazione e la diffusione del messaggio del santo Dharma. Passo contenente le ultime frasi pronunciate da GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA poco prima della sua morte

La morte un fatto sicuro. Qualunque sia la nostra forma corporea, non vi si sfug ge. Senza riguardo per il luogo della nostra nascita, l'ombra della morte si cela ov unque e pu colpire in ogni istante. Se anche gli auditori, il Vero Solitario (Rang Sangyal), e il Budda stesso, sono entrati nella danza funebre, a maggior ragione gli esseri comuni non possono sp erare di costituire un'eccezione. Non esiste luogo dove non operi la potenza della morte, n nelle profondit del mare , n in cima alle montagne. Cos come gli esseri viventi di ieri sono trapassati, quelli di oggi e quelli del futuro dovranno a loro volta morire. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Nessuna forza pu fare indietreggiare la morte. La rapidit, la forza fisica, la for tuna, i talismani e gli incantesimi magici, cos come la medicina, alla fin fine r estano senza effetto. impossibile aggirarla. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Talvolta, i fondamenti della vita diventano cause di morte. Questo vale per il c ibo, le bevande, l'abbigliamento, l'alloggio, la famiglia... Le ragioni che permettono l'esistenza e la sostengono possono diventare distrutt ive. L'eccesso di privazione di cibo, il crollo di un riparo, il dispiacere caus ato da amici, portano a perdere la vita. Nascere gi di per s un passo verso la morte. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Bisogna morire soli. Si potr pur avere un esercito di amici, non ci sar altra scel ta che andarsene in solitudine, quando la campana funebre suoner per noi. Si potr essere alla testa di un'immensa fortuna, ma bisogner andarsene a mani vuote. Un g uardaroba fornito di capi delicati non impedir l'assoluta nudit. Quando dovremo di sfarci anche della carne e delle ossa, i tessuti per il corpo non sfuggiranno a questa legge. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA

Al momento della morte, non c' miglior rifugio della legge del Budda (Dharma). Po ich bisogna separarsi dai congiunti e da ci che si posseduto e amato... E questa l egge non ammette eccezioni; ci si dovr liberare della propria carne, delle ossa, perfino del nome stesso che si portava. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA La morte imprevedibile. Vedete come si trascorra la giovinezza a sottomettere ne mici, a vegliare sui propri cari, ad accumulare beni materiali, formulando il vo to di consacrarsi, una volta giunti a un'et avanzata, alla pratica della legge bu ddista. Eppure, non esiste alcuna certezza di raggiungere quell'et inoltrata. Le circostanze che provocano la morte sono innumerevoli; le cause che conducono all a vita pi rare, tanto pi che queste ultime talvolta procedono controcorrente. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Si devono nuovamente lasciare gli amici stretti, la famiglia. Ricchezze e possed imenti resteranno dietro di noi; ancora una volta. L'eccedenza di un pasto, La nostra terra, gli affari, la casa, pur principesca, dovremo abbandonare. certo tuttavia che viaggeranno con noi le buone e cattive azioni commesse, e i l oro frutti. L, neppure i discepoli potranno giungere in aiuto di colui che aveva insegnato lo ro. Anche il bambino adorato dai genitori dovr accettarlo. E i pi fedeli servitori quel giorno inganneranno il padrone. Ahim! Medita su quanto sia degradante la situazione dell'umanit. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Hara hu Iyu na ra ra! Nonna afflitta dal demone della vecchiaia, Ora canto per te queste parole. Gocce di moccio ti colano dal naso, E il sangue e il pus si sono rappresi in te. Solo i pidocchi e le loro uova si aggrapperanno al tuo corpo, Diventato ricettacolo di tutte le malattie. Gi, donna prodigiosa, hai trasceso tutte le paure e le sofferenze, E, cos, strappata la libert al demone della morte. Ti saluto, ti saluto, ti saluto . GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Questo corpo, ormai vecchio e curvo, non pi capace di servire me stesso o gli alt ri. Sono entrato in comunicazione mistica con il monastero di Drepung 4; stamane , bench non ci fosse la cerimonia del t, ho sentito la conca sacra chiamare i mona ci a raccolta... Poi ho sognato di essere circondato dai cinque vessilli della v ittoria. Ultime parole di GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA

Il Signore della morte divora senza distinzione Le persone di forte, media e deb ole costituzione. Gi siamo ingannati dal demone, E ci appigliamo all'impressione della nostra immortalit. Ti rivolgo questa preghiera essenziale: "Possa io avere una consapevolezza costante della morte, "Sapere possibile il mio decesso in ogn i istante, " dover trascendere l'illusione materialista, "Per passare i giorni e le notti sulle vie dello spirito." GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA 4- Fondato nel 1416 da un discepolo di Tsongkhapa, questo monastero divenne, ins ieme a quelli di Sera (1419) e Ganden, uno dei centri principali del sapere tibe tano. Al momento della morte non potranno seguirci denaro, n beni, n servitori; tuttavia la minima traccia di karma negativo creato da tali oggetti del desiderio ci per seguiter come un'ombra. cos che noi lasciamo l'esistenza; pensateci. Al momento si soddisfatti di mangiare, di bere, di agire; ma gi la vita, la salute, gli oggett i dei sensi e il cibo si degradano continuamente e senza sosta. E non si compiut o nulla. Non si dovrebbe forse indirizzare pienamente ci che resta della propria vita verso la pratica autentica del Dharma? Bisognerebbe dedicarsi ad essa fin d 'ora, senza aspettare il domani; poich la morte pu colpire questa sera stessa. GYALWA SONAM GYATSO TERZO DALAI LAMA Nell'istante della morte, attirato lontano dalle alterazioni, dalle passioni e d alle superstizioni nocive allo spirito, Evita le speranze e le paure del Samsara, Cerca rifugio presso lama e Budda, Resta accanto a loro con tutte le tue forze. Una volta dissolte le energie sottili e grossolane del corpo, La natura del dopo morte si svela. Trasformala nell'essenza del cammino della Chiara Luce 5, E aspetta fermamente, senza lasciarti cullare dall'esitazione. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Una vita umana, per quanto preziosa e rara, Se non guidata dal pensiero della mo rte, sprecata in cose materiali. Tieniti pronto a morire in ogni istante. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA 5 Vedasi Chiara Luce, Coscienza. Fino all'ultimo istante, Dissipiamo la vita in progetti inutili. Calcoli senza f ine ci rovinano. Quando la morte sopravviene, trasaliamo. Ma troppo tardi... KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Il nostro corpo questo vaso colmo di sangue, di pus e di escrementi. Ammassiamo i nostri beni, come l'ape raccoglie il suo miele. Amici e genitori so no i volti sconosciuti sulla piazza del mercato, Prosperit e comodit sono perfidi assassini.

La vita corre verso la morte, Come un fiume si getta dalla scogliera. Nessuno pu affermare di essere vivo questa sera, Per vedere il sole al tramonto, Laggi, diet ro alle montagne, spegnersi sorridendo. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Quando il Signore della morte peser i tuoi meriti e demeriti sugli stretti sentie ri della tappa intermedia, Tu sarai solo, senza amici stretti. Ahim! Che cosa pensi di fare allora? Per quanto manifestamente bello sia un corpo, il mio come il loro pieno di malat tie, pus, sangue e altre sconcezze; un vaso di cristallo per escrementi. Che atto puerile desiderarlo. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Da dietro le cime del monte Potala 6, Il sole si mostra, occupando tutto il ciel o; La sera, scompare verso Occidente, Dall'altra parte delle montagne. E io pens o alla morte vicina. Muoiono vecchi, muoiono giovani, muoiono... giorno dopo giorno... Mi si chiede d i portare il loro spirito fino alla Terra pura, O di metterli in guardia contro le possibili rinascite. Ma io penso alla morte vicina. Nuvole grigie coprono il cielo e l'oscurano. Le prime gocce di pioggia stanno pe r cadere. Un vento cupo e purpureo le disperder. Io, penso alla morte vicina. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Poco importa come fai il tuo ultimo letto. Quando la spada della morte si abbatt er su di te, Terrificanti messaggeri dall'aldil scenderanno per giungerti incontro , Orribili e giganteschi, ad assorbirti con i loro sguardi bramosi. Ah! Gli amici e la famiglia, in lacrime, ti circonderanno, Sbirciando di sottecc hi le tue ricchezze e i tuoi beni... Ti offriranno preghiere, un sudario... E tu te ne andrai, in realt mal preparato, Senza sostegno, Solo. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA 6 Vedasi Dalai Lama. Dopo la nascita, non c' pi altra scelta che affrontare la morte. Essa tenta approc ci, E nessun sistema le far fare dietrofront. Coltiva dunque la capacit di consacr arti Costantemente, e dal pi profondo del cuore, al bene. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Non possiamo pretendere di conoscere Il tempo che ci resta da vivere, N ci che sar di noi durante l'esistenza successiva. Anche se facessimo centinaia di sforzi, N on raccoglieremmo il minimo frutto, atto A soddisfare lo spirito tramite mezzi m ateriali.

Vediamo come il corpo dei vecchi, Dei giovani, e di quelli d'et intermedia, Finisca in pasto ai cani e agli avvoltoi 7, Eppure non capiamo che il nostro stesso fisico Condivider tra poco un analogo destino. Morire nostra condizione naturale. stupefacente, restiamo a braccia conserte, indifferenti, Come se la nostra ora dovesse posticiparsi in eterno! Le parole del Budda descrivono con chiarezza La natura degli inferni caldi o freddi. Eppure, ci manca la volont di coglierne il senso. E continuiamo ad affastellare progetti 7 Nel Tibet tradizionale, l'astrologo effettua un oroscopo particolare per ognun o e, in occasione della morte, determina il momento propizio e la modalit dei fun erali. Gli elementi vi svolgono un ruolo essenziale. Cos le esequie possono esser e effettuate all'aria, con lo smembramento del cadavere e l'offerta delle divers e parli del corpo agli avvoltoi. Questo metodo il pi frequente, in un paese in cu i c' carenza di combustibile; la cremazione normalmente riservata ai dignitari. C apita che alcuni lama siano imbalsamati nel sale: il loro corpo diventa allora u na reliquia. L'immersione in acqua, in un lago o in un fiume, un metodo utilizza to molto meno. Per lavori tanto illusori quanto inutili. Ecco come il nostro spirito vacilla, E cade sotto l'influsso degli agenti delle tenebre. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Al momento della morte, sono in genere i vecchi atteggiamenti mentali familiari a predominare e a determinare la rinascita. Per questa stessa ragione, si genera dunque un forte attaccamento all'esistenza individuale, poich si teme che questa non sia precisamente sul punto di scomparire. Tale attaccamento serve da legame nello stato intermedio tra due vite: il desiderio di un corpo agisce a sua volt a come la causa che determiner la forma dell'essere intermedio (bardo). TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA In quanto buddista, io considero la morte come un processo naturale, una realt ch e accetto, durante quest'esistenza terrena. Sapendo di non potervi sfuggire, non vedo motivo di preoccuparmene. La morte , ai miei occhi, paragonabile piuttosto a un cambio d'abiti vecchi e usati, e non una vera e propria fine. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA

N NATURA UMANA Ci si rallegra dei meriti gi acquisiti, I peccati commessi sono invece considerat i come un cibo avvelenato e indigesto. Per giorni e giorni cresce un poderoso se nso di rimorso. Quando si finalmente trovato un buon maestro, non si mettono com unque in pratica i suoi insegnamenti. Questo prova che non sempre si distingue i l bene dal male. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA

NICHILISMO Mi hai aiutato a scorgere il grande nemico interiore, Le cupide abitudini che mi fanno concepire le cose come tali, E a comprendere anche i suoi effetti infinit amente nefasti. Mi hai anche indicato come distruggerlo. Ora, tutto ci che si man ifestato nella sfera della percezione, Sorge senza fatica sul cammino della vacu it. Non mi hai lasciato sprofondare nel nichilismo, Mi hai invece mostrato la pertin enza del gioco Dove tutte le cose apparenti, Anche se sono semplici etichette, Continuano nondimeno a prodursi conformemente al loro ruolo, Secondo la legge di causa ed effetto 1. Cos mi hai salvato da terribili baratri, Dove ci si appiglia agli estremi, a quello che e a quello che non . GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA NON VIOLENZA Nella Bibbia c' un versetto meraviglioso che parla di trasformare le spade in vom eri di aratro. una bella immagine, un'arma che diventa un utensile al servizio d elle esigenze elementari degli uomini, il simbolo di un atteggiamento di disarmo interiore ed esteriore. Nello spirito di questo messaggio prezioso, penso che o ggi sia importante sottolineale l'urgenza di una politica che si fatta attendere troppo a lungo, la smilitarizzazione dell'intero pianeta. TENZIN GYATSO quattordicesimo DALAI LAMA

l Vedasi Karma.

O OBBLIGO Tutti questi esseri, per la maggior parte ancora in vita, sono stati genitori, a cui siamo debitori. Noi dobbiamo loro tanto per l'aiuto che ci hanno gi dato... Bisogna sempre pensare agli altri. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA OSTACOLI Il corpo segue gi di per s comportamenti malsani, Il discorso si lascia sommergere da menzogne, parole dure e offensive, Lo spirito in preda alla gelosia e a intenzioni piene d'odio. A che cosa somiglier la nuova vita? La Buona Legge del Budda pu liberare, in questa esistenza e nella prossima. Eppure, quando sopraggiunge il desiderio di mettere in pratica il Dharma, Si circondati da tanti ostacoli: Se qualcuno si sforza per gelosia di seguire la strada dell'insegnamento del Bud da, gli altri devono, pi discretamente possibile, cercare di contenere o di indeb olire i suoi propositi.

THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA

P PACE E qui mi siedo, io, Gendun Gyatso, monaco buddista, Allo scopo d'insegnare la Legge vasta e profonda A un gruppo di devoti alla ricerca della Verit. Il mio Dharma troneggia pure al centro di questo splendore, In un campo di cristalli disposti ad arte. Che scenario per partecipare Al movimento della santa ruota del Dharma! I naga stessi si precipitano per essere presenti, E le loro corone ingemmate tremano d'impazienza e di gioia. Dal merito emana un'immensa ondata di bont Che accarezza i frutteti pesanti di raccolto e stimola la maturit, con i suoi sap ori deliziosi, Portando la gioia dell'ambrosia a tutti e a ciascuno. Tramite la preziosa energia di questo meraviglioso insieme, Possa affermarsi un'era di bont e di armonia. Possano diffondersi i tesori della pace e della gioia e realizzarsi la prosperit dello spirito e del corpo; Possiamo noi tutti trovare la via nella Citt della Felicit, La tappa Dharmakaya 2 della perfezione della saggezza. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA PARADISO Ci dirigemmo dapprima verso est, verso il celebre Dvakpo, Un frammento di Paradiso finito sulla Terra. Il suo scialle di seta, una foresta d'alberi fronzuti, Rabbrividiva dolcemente nella fresca brezza di montagna. Abbiamo guadato con successo il fiume Lohita. Poi la notte scivolata magicamente fino a noi. La luna e le stelle disegnavano una collana nel firmamento, Mentre penetravamo a Dvakpo Gongdegyey, Giardino celeste bagnato dalla luminosit delle gemme. Qui, innumerevoli ricercatori spirituali si sono raccolti, Sperando di prendere parte al banchetto dello spirito, Come un grande sciame di api su un favo. Mi spettava il compito di svelare loro il gusto del miele, A partire dagli insegnamenti essenziali del cuore,

2 Per capire il processo della morte, bisogna osservarne ciascuna delle tre fasi . Questo triplice decorso definito kaya: 1 La natura assoluta, svelata al momento della morte nella Luminosit fondamentale, chiamata Dharmakaya, ovvero la dimensi one della verit 'vuota', non condizionata, nella quale non sono mai penetrati n l' illusione, n l'ignoranza, n il minimo concetto... 2 La diffusione intrinseca dell'e

nergia e della luce che si manifesta spontaneamente nel bardo della dharmata chi amata Sambhogakaya la dimensione della completa felicit, il regno della pienezza e ricchezza totali, al di l di tutti i limiti dualistici, oltre lo spazio e il te mpo... 3 La sfera in cui si opera la cristallizzazione in una forma e che rivela il bardo del divenire chiamata Nirmanakaya; la dimensione della manifestazione i ncessante. (Sogyal Rinpoche, Le Livre tibetain de la Vie et de la Mort, Paris, L a Table Ronde, p. 447-448)

Professati dal grande Atisha, maestro tra i pi straordinari: Una melodia del Dharma dove fiorir la forza della loro saggezza, E le cui parole cos rivelate dovrebbero raggiungere la vetta del mondo. Come stormi di anatre che scendono verso un lago, Innumerevoli saggi comparvero, giunti da ogni direzione, Coperti di ghirlande in trecciate da anni di meditazione, Irradianti la luce della conoscenza. Si sono ritrovati in un parco pieno di naga: Uomini e donne coronati di gioielli magici Della fede e dell'amore per le vie dello spirito. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA PAURA Lo! Dei e demoni serpenti, austeri e potenti, Restate in fondo, celati, Poich dav anti a me maturano le mele. La paura non porta in nessun luogo; Ecco il tempo de lla raccolta. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA PAZIENZA Una concezione falsa della pazienza: non averne di fronte alla difficolt di mette re in pratica la legge buddista, ma trovarne abbondantemente per affrontare i pr oblemi, quando si tratta di vincere i propri nemici o di vegliare sui propri car i. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Quando sei vittima di atti offensivi provenienti dagli altri, se i dolori mental i e fisici ti assalgono, qualsiasi cosa accada, prendi la tua disgrazia con pazi enza; sappi vedere in essa il risultato delle tue malefatte passate. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Praticando i riti virtuosi, passando per le tre porte (il corpo, il verbo e lo s pirito), O indirizzando i tuoi desideri verso il benessere altrui, Se la tua sostanza sembra perdere vigore, Non lamentarti, ma persevera nello sforzo. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA POTERE

La legge parla di giustizia, ma favorisce i potenti. La gente comune non pu disporre liberamente di ci che le spetta. In verit, tutti fanno a gara nell'approfittare gli uni degli altri. Che triste scena: la testa abominevole, la coda immonda da far piangere. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA PRATICA Oh! Voi, amici miei! Tutte le cose apparenti si rivelano mutevoli come le nubi del cielo, Tutte le felicit sono fugaci, E gli oggetti privi di esistenza reale si rivelano illusori. Fidatevi piuttosto delle realt che non ingannano. Per la pratica, fate come dico. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Oh amici! Ascoltatemi. Se avete incontrato il mio corpo fisico e raccolto il net tare dei miei discorsi, ma se non seguite con seriet la via tracciata dalla parol a del Vittorioso (il Budda); se prestate poca attenzione alla legge di causa ed effetto 3, e agli oggetti sottili da coltivare o da eliminare; allora esattament e come se non mi aveste mai visto e non teneste in alcun conto la mia esistenza. Non sarete liberati dal ciclo delle incarnazioni. Sforzatevi dunque di mettere in pratica il mio insegnamento. Cos, anche senza vedermi, sarete liberati dal Sam sara 4. Prendiamo l'esempio di un ammalato: entra in contatto con un medico comp etente, il quale gli procura ottimi rimedi. Eppure, se il paziente dimentica le prescrizioni, rifiuta di occuparsi un po' di se stesso allo scopo di guarire, a che cosa serviranno la visita dal medico e i medicinali? L'ammalato morir. cos. Ec co perch dovete sforzarvi di praticare, e di praticare ancora. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Con l'aiuto degli otto rimedi, neutralizza i cinque errori... Pratica nella calm a, restando laddove il tuo spirito si trova, Solo e attento alla comprensione de gli atti virtuosi. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA 3 Vedasi Karma. 4 Vedasi Samsara, Sofferenza.

PREGHIERE Manifestiamo la preoccupazione per gli altri, L'irritazione Ci accoglie. Speriamo nella ricchezza, Essa tocca agli altri. Ricerchiamo la felicit, E il dolore sembra colpire ancora. O divini guru, aiutateci a sfuggire per sempre Alle fiamme del desiderio e dell' invidia. Siamo incatenati nella prigione del karma e dell'illusione. Schiacciati dal peso delle imperfezioni del corpo e dello spirito, Noi soffriamo dei mali della nascita, della malattia, Dell'et e della morte. O divini guru, aiutateci a sfuggire per sempre Ai miserabili disordini del Samsa ra. KELSANG GYATSO

SETTIMO DALAI LAMA Nel cupo baratro del ciclo delle rinascite, Mi ritrovo a interrogarmi invano: ec co il risultato delle cattive azioni passate. Ora, mi scopro in questa pessima p osizione. Signore, fonte di compassione, Gratificami di tutta la tua grazia. Com ' possibile che tu non illumini con tutto il tuo splendore questi comportamenti p ositivi e negativi? Vedendo questo, se decidi comunque di ignorarmi, In chi potr ebbero trovare rifugio gli esseri senzienti? THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Al calare della notte, mi recai per l'ultima volta nel santuario dedicato a Maha kala, la mia divinit tutelare personale. Dopo aver spinto la pesante porta cigola nte, restai un attimo sulla soglia, perch il mio spirito fosse pervaso dallo spet tacolo che mi si presentava. Alcuni monaci, ai piedi della statua del Protettore , salmodiavano preghiere. La sala era illuminata da lampade a burro, allineate a decine nelle coppette d'oro e d'argento... Sull'altare, un piatto conteneva una modesta offerta di farina d'orzo. Un monaco prese i piatti, mentre un altro dav a fiato a un corno da cui sgorg una lunga nota lamentosa. I piatti cozzarono e le vibrazioni che si propagarono nella stanza ebbero su di me un effetto distensiv o. Restai un attimo a pregare e a leggere i sutra del Budda, soffermandomi su quell o che descrive la necessit di prendere fiducia e coraggio. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA Finch durer lo spazio, Finch ci saranno esseri senzienti, Possa anch'io restare, Per dissipare le sofferenze del mondo. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA PRUDENZA Non si dovrebbe essere cos rapidi nell'approvare o nel condannare i piccoli vizi e le virt insignificanti degli altri. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA PUREZZA Machik Sangyey Gyalmo, madre vittoriosa di tutti i Budda, - Di certo partirai pe r la Terra pura delle Dakinis. Il leone bianco di saggezza ti servir da cavalcatu ra, Le cinque forme di Dakini verranno ad accoglierti, E tu attraverserai la str ada di seta bianca della gioia. Colmerai i cieli di arcobaleni e di luce, E i Daka e le Dakini ti circonderanno. Quando arriverai nella Terra pura delle Dakini, Ti siederai sul grande trono de l sapere, E parlerai del Dharma con gli esseri mistici di laggi. Salve o Sangyey Gyalmo, madre di tutti i Budda.

GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA 5 Una Dakini una manifestazione femminile dell'energia del Risveglio. La manifes tazione maschile chiamata Daka.

Q QUALIT Un uomo duro deve provare le qualit, o sar deluso. Un amico deve esercitare le qualit, o diventer un nemico. Un monaco deve coltivare le qualit, o sar un anello difettato. La superiorit, se no n completa, fa cadere molto in basso. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Le qualit migliori sono essere avaro di parole e onesto nelle azioni. Se la tua gratitudine sbandierata, ne risulter svalutata. Evita gli uomini genero si di parole ma stretti di mano. Non simpatizzare con gli inaffidabili e chi ha vedute limitate. Mantieni le dist anze da chi nutre odio, Pur rivolgendoti a costoro senza animosit. Evita la ripetizione di discussioni in utili. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA QUATTRO NOBILI VERIT Quest'insegnamento condensato nelle Quattro Nobili Verit, scoperto dal Budda al momento dell'Illuminazione, racchiude l'essenza del suo me ssaggio. Nella prima Nobile Verit, Budda insegna che tutta la vita intrisa di sofferenza ( dukkha, "insoddisfazione profonda, frustrazione") che d'altronde pu manifestarsi in forma di patimenti fisici o mentali. Ma, pi profondamente, il carattere fugace e temporaneo dei momenti di felicit impedisce durevolmente all'essere umano di g ustare una soddisfazione e una pace autentica. Nel primo insegnamento, il Budda dice: "Ecco la Vera Sofferenza. Ecco la Vera Ca usa. Ecco la Vera Cessazione ed ecco il Vero Cammino"... E dice inoltre: "Conosc ete la sofferenza. Rinunciate alle sue cause. Giungete alla Cessazione della Sof ferenza. Seguite il Vero Sentiero." E rendendoci partecipi del carattere intrinseco delle cause e degli effetti, che il Budda ha trasmesso il suo messaggio spirituale. sull'enunciazione delle sue Verit fondamentali, che poggia tutto l'edificio del buddismo. Tuttavia, bench dest inato a un pubblico di ascoltatori, questo messaggio restato relativamente oscur o per la sua profondit e semplicit. Si dovuto aspettare Nagarjuna, un saggio del I I secolo della nostra era, per avere qualche chiarimento. Costui ci spiega il si gnificato esoterico di quelle parole. Secondo lui, quando il Budda parla della V era Sofferenza, fa riferimento al Samsara, ovvero al ciclo completo dell'esisten za, dalla nascita alla rinascita. L'origine del Samsara il Karma 1, ovvero l'ins ieme dei nostri atti, buoni o cattivi, e delle loro inevitabili conseguenze. Infine, egli ha evidenziato la nostra incapacit di vedere e di comprendere le cos e al di l dell'illuminazione. Essa costituisce la fonte principale delle nostre s offerenze e alimenta il karma; per qualche verso rappresenta la seconda parte de l messaggio

La seconda Nobile Verit (l'origine del dukkha: samudaya) ci dice che l'origine de lla Sofferenza la sete insaziabile di pace e di pienezza che porta l'essere a pr ovare un desiderio appassionato per tutti gli oggetti dei sensi suscettibili di placarla, scatena un'aggressivit verso tutto quello che sembra porsi sulla 1 Vedasi Karma, Samsara. strada di questa pace e un'indifferenza verso ci che non collegato a tale scopo. Il gioco perpetuo di queste tre forze, desiderio, aggressione e ignoranza, la fo nte stessa del dukka. L'intensit di tale anelito a perpetuarsi la forza stessa ch e obbliga l'essere a incarnarsi. Quest'aspirazione, fonte di tutte le illusioni della vita, certamente un importa nte fattore di sofferenza, ma si considera che il suo potere non raggiunga le sf ere superiori dello spirito, la natura profonda dell'essere. In compenso, essa p u creare problemi in grado di allontanare l'individuo dalla fonte che lo collega alla sua coscienza interiore. Questo modo di lasciarsi governare da un ego molto forte, in realt non ha altro risultato che mantenere l'individuo nell'ignoranza. Sono molti coloro che coltivano questo genere di comportamento, considerando le cupe inclinazioni, ovvero il desiderio-attaccamento, la collera, l'orgoglio, l' odio o l'ostilit... come qualit necessarie alla propria sopravvivenza. La terza Nobile Verit la cessazione del dukkha: nirodha. Non contenti di dover sc ontare oggi le conseguenze di atti derivanti da esistenze precedenti, gli esseri si forgiano di sana pianta un karma negativo, che dovranno scontare nella vita attuale oppure in quelle future, dando adito a nuovi cicli d'esistenza e dunque di sofferenza. Invertire il processo praticando quotidianamente e in ogni istant e le virt pi esemplari insegnate dal buddismo, costituisce un'eccezionale garanzia di liberazione e di ascesa verso sfere dove la pace e l'armonia sono onnipresen ti. Nella tradizione buddista, questo stato si chiama Nirvana. Giungervi presuppone aver eliminato tutti i motivi che giustificano una nuova in carnazione. Detto questo, anche se la rinascita di per se stessa rappresenta una Sofferenza, essa offre comunque un'opportunit supplementare di perfezionamento, dunque di avvicinamento al Nirvana. In questo stato supremo, l'essere si vede li berato del corpo materiale, ma questo non vuol dire che non esista pi. Decisament e il contrario; affrancato dalle catene della materia, esso continua a disporre di una coscienza, oltre che di un corpo spirituale emancipato dall'ignoranza. Ar rivati a questo grado di realizzazione, la Sofferenza assente e tale conclusione potrebbe essere considerata il grado finale. La quarta Nobile Verit il cammino che porta alla cessazione del dukkha: magga. Es iste un metodo, una Via Media, che permette di accedere al Nirvana evitando i du e estremi: la ricerca della felicit nella dipendenza unica dai piaceri dei sensi o nella mortificazione secondo le diverse forme di ascetismo. Questa Via Media a nche chiamata Nobile Sentiero Ottuplice, poich comporta otto divisioni, di cui co nviene perseguire simultaneamente lo sviluppo. Esse sono legate tra loro e ciasc una aiuta a coltivare le altre: comprensione giusta, pensiero giusto, parola giu sta, azione giusta, mezzi d'esistenza giusti, sforzi giusti, attenzione giusta, concentrazione giusta. Questi otto rami consentono lo sviluppo e il perfezionamento dei tre principali elementi dell'addestramento e della disciplina buddista: condotta etica (shila), disciplina mentale (samadhi) e saggezza (prajna). TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA

R REALT SUPREMA

La via del Bodhisattva vasta come il cielo, La realt suprema pi sottile della pi infima particella. Io che cerco di descrivere queste cose, Ho l'impressione di voler misurare l'oceano con un nocciolo di mango per campion e. NGAWANG LOBSANG GYATSO Quinto DALAI LAMA REINCARNAZIONE Certi eruditi buddisti preferiscono il termine "rinascita" a quello di "reincarn azione". In realt essi ritengono che questa definizione implichi il concetto di u n'anima che si incarna, e di conseguenza non sia appropriata alla loro filosofia . Gli esseri viventi, traviati dai loro istinti karmici, Disprezzano gli spiriti risvegliati, e ne abusano. Cos, ricadono nel Samsara. Essi (i miei genitori) mi rimproverano per una ragione apparentemente giusta, Ma le loro parole non fanno che recar loro karma negativo; Starebbero meglio se mi considerassero la gemma della loro corona; Cos, i desideri che formulano sarebbero esauditi, come una pioggia abbondante che disseta il mondo. Accogliere (come un figlio) un essere santo, come il Panchen (Gendun Drub), raro come trovare un gioiello in grado di esaudire tutti i desideri. Dovrebbero meditare al mio riguardo, come se fossi il Budda Vajradhara. Bench egli (il primo Dalai Lama) abbia diffuso nel mondo tutti i nettari sublimi del Dharma, Non port tuttavia a compimento quell'opera. per questo che ritorner, nel corso di sette reincarnazioni, Prima di fondersi nel l'immacolato Dharmadhatu. Gli esseri privilegiati che praticano sotto la sua guida Rinasceranno certamente nella Terra pura della Gioia. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA La vita non dura, un sole morente. Ricchezze, questa rugiada sull'erba del mattino, E il vento sui valichi, simile alle nostre lodi, Ricordano che un corpo giovane un fiore in autunno. Aiutami a capire le debolezze Che mi trascinano nel ciclo delle rinascite, E a mantenere la corrente profonda del pensiero Sul cammino che conduce alla conoscenza suprema. KELSANG GYATSO Settimo DALAI LAMA Noi crediamo che esistano quattro forme di rinascita; la pi comune quella di un e ssere incapace di agire sulla propria incarnazione; la qualit della rinascita di un simile individuo dipender unicamente dalle sue azioni passate. All'opposto si pone un Budda interamente liberato, che si manifesta sotto spoglie fisiche solta nto per facilitare il progresso degli esseri senzienti. La terza possibilit quell a di un essere che, grazie alle proprie acquisizioni spirituali, sappia sceglier e o per lo meno influenzare il luogo della rinascita futura. La quarta definita manifestazione benedetta; questa persona santificata al di l delle normali possib ilit necessarie alla realizzazione delle funzioni utili, come l'insegnamento dell a religione. La volont di aiutare gli altri da parte di un tale essere sar stata p

articolarmente forte nelle esistenze anteriori, e gli permetter dunque di ottener e un tale potere. Bench certe forme di rinascita sembrino meno probabili di altre , non posso dire categoricamente a quale di queste io appartenga. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA RELIGIONE Si direbbe che gli stessi cinesi non comprendano pi il buddismo. Forse pensano ch e questa religione non sia costituita soltanto da prosternazioni, orazioni con i l mulino delle preghiere e con il rosario 1, o semplici declamazioni del mantra "Om Mani Padme Hum". In realt, dal punto di vista buddista, questi non sono che e lementi secondari. L'essenziale dare al nostro spirito una nuova forma, oppure c ercare di cambiare gli atteggiamenti mentali fondamentali nei rapporti con gli o ggetti esteriori, e in particolare con i propri fratelli umani. Per arrivare a q uesto, sono necessari un gran numero di pratiche spirituali e lunghi studi. Senz a la conoscenza delle verit filosofiche profonde, difficile modificare il proprio comportamento. Inoltre, la politica dei cinesi volta a eliminare ogni forma di credo, fatta eccezione per il marxismo. Parecchie restrizioni ostacolano la prop agazione della religione, perci soltanto una piccola 1 Si tratta del mala, che serve a contare i mantra (vedasi questo termine) e aiu ta a mantenere continuit nella concentrazione.

minoranza pu ancora insegnare realmente, e i professori preparati sono per la mag gior parte scomparsi. I restanti, molto rari, vivono nella paura o non sanno ci c he accadr se tentano di spiegare le ricchezze del buddismo. L'attuale processo d' apprendimento non adeguato e tutto questo terribilmente spiacevole; se tale situ azione dovesse perdurare, saranno enormi i rischi di vedere il buddismo, in quan to religione, diventare una fede cieca. Fortunatamente, al di fuori del Tibet, non soltanto i tibetani, ma anche un note vole numero di occidentali conoscono il buddismo. Trovo che costoro siano pi info rmati della maggior parte di chi si trova nei monasteri del Tibet. Nondimeno, ce rti tibetani, e anche alcuni stranieri, senza comprendere il significato reale e le pratiche della nostra religione, utilizzano i riti semplicemente come mezzo per guadagnare denaro o ottenere altri vantaggi. Che situazione deplorevole. In alcuni casi esistono persone che sfruttano il Dharma per il proprio vantaggio pe rsonale! A mio avviso necessario esaminare tutto questo con estrema seriet. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA Penso che il buddismo sia un sistema di vita; lo riassumo generalmente per mezzo di due concetti principali: condotta e filosofia. Se potete aiutare gli altri e sseri viventi, allora fatelo; se non vi possibile, evitate per lo meno di far lo ro del male. Questo si definisce Ahimsa 2: un comportamento non violento basato sulla compassione; non per paura del peccato, ma piuttosto per un atteggiamento generoso che ci impedisce di ferire gli altri... Consideriamo ora l'aspetto filo sofico. Tutte le cose sono legate; la gioia futura e le sofferenze dipendono dal le azioni presenti, sono inseparabili. quella che noi chiamiamo interdipendenza. Cos, nell'esistenza quotidiana preferibile adottare naturalmente una condotta san a, di vita e di pensiero; questo permetter successi futuri. In ci consiste l'essen za del buddismo, perch 1 Vedasi Ahimsa, Non violenza.

voi siete il vostro maestro, tutto dipende da voi stessi; non c' Creatore. Ecco l a fede buddista. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA Se paragonate gli scopi e gli obiettivi delle diverse religioni, allora non c' ne ssun argomento di discussione, sono tutte destinate agli esseri senzienti, in pa rticolare agli esseri umani, poich si trova una tale ricchezza tra gli uomini, so prattutto nelle concezioni mentali, che una sola religione non pu soddisfarli tut ti, e non potrebbe essere sufficiente. Ritengo che molteplici credo possano risp ondere alle aspirazioni di un maggior numero d'individui. L'obiettivo comune res ta che ciascuno riesca nella sua esistenza umana e sia una persona generosa. Quasi tutti gli insegnamenti religiosi, nonostante le differenze fondamentali d' approccio filosofico, sottolineano l'importanza dell'amore, della compassione, d el perdono e della tolleranza. Tutto questo costituisce un patrimonio comune. Se voi approfondiste la vostra riflessione, potreste allora afferrare i valori int rinsechi di tutte le religioni, cos come le ragioni profonde di ogni differenza. Prendendo coscienza di queste diversit, invece di sentirvi separati, potreste pro vare un sentimento di maggior rispetto. Ogni religione unica; da qui l'importanz a di conoscere varie filosofie, e di praticare. Non devono essere chiari soltant o i punti in comune, ma anche le differenze fondamentali. TENZIN GYATSO Quattordicesimo DALAI LAMA Ci vuole una morale religiosa e una morale laica; cos potremo tentare di convince re il mondo che la religione necessaria all'umanit. Questo sembrerebbe davvero di fficile, se non ci fosse il bisogno di tenerezza e di affetto degli uomini, senz a il quale in futuro noi soffriremmo. In materia di religione, che si definisca cristiana, buddista o induista, a caus a delle proprie radici familiari la maggior parte della gente non ha pi la fede n el vero senso della parola. Un quinto soltanto della popolazione mondiale forse veramente credente. Io ritengo che l'obiettivo essenziale della religione sia la trasformazione personale; eppure, normalmente, le persone si servono di essa co me di un mezzo per cercare di ottenere benefici esteriori. Non c' vera religione senza un cambiamento interiore, senza un esame autonomo. La nostra concezione della religione sbagliata, incompleta; necessario tenere ma ggiormente conto del bisogno umano di un reale affetto per se stessi. TENZIN GYATSO Quattordicesimo DALAI LAMA RESISTENZA In fondo, penso che una certa forma di disubbidienza civile sia utile. Credo che sia molto importante per i tibetani esprimere la propria indignazione nei confr onti dei cinesi, poich questi ultimi cercano deliberatamente di ignorare e di dis simulare questioni fondamentali. Tentano di far credere al resto del mondo e ai tibetani che la difficolt principale provenga dall'atteggiamento del Dalai Lama; cosa che spiega perch abbiano posto cinque condizioni per il suo ritorno. L'essen ziale, ai miei occhi, sono i sei milioni di tibetani, le loro aspettative, i lor o diritti, la loro cultura... per questo che valuto che il popolo tibetano debba mostrare l'indignazione che prova verso i cinesi che negano l'esistenza dei ver i problemi del Tibet. Mezzi d'espressione come le preghiere, lo sciopero della f ame, le manifestazioni non violente testimoniano un messaggio potente. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA

RESPONSABILIT Gli insegnanti delle diverse dottrine buddiste, e specialmente i sostenitori del la scuola dei Berretti Gialli 3, dovrebbero essere sufficientemente qualificati da onorare la propria dottrina. Il loro spirito dovrebbe tenersi lontani dalle o tto preoccupazioni illusorie: piacere e dolore, perdita e guadagno, elogio e cri tica, fama e oscurit. Gli esseri comuni sono dominati da questi otto elementi leg ati alla loro esistenza, ma chi si trova nella posizione di insegnare il santo D harma non pu mantenersi a questo livello. I docenti del percorso spirituale hanno la responsabilit di camminare sulle tracce del passato e di non disonorare le tr adizioni. Devono restare sulla via della saggezza, della nobilt e della bont, cons acrandosi totalmente al mantenimento, alla preservazione e alla trasmissione deg li insegnamenti buddisti. THUBTEN GYATSO Tredicesimo DALAI LAMA Bench nell'insieme la nostra cultura e il nostro sistema politico in passato si s iano dimostrati efficaci, oggi li trovo colpiti, a un livello allarmante, dall'a patia e dalla corruzione. Coloro che lavorano nel governo, monaci o laici, si pr eoccupano poco dell'immagine che danno dello Stato. Essi, dominati dai propri pi ccoli interessi meschini, disprezzano le leggi e le procedure legali nell'ammini strazione del loro ufficio, e si servono di tutti i mezzi immaginabili per accon tentare i superiori, con la speranza di ottenere un ufficio personale. Questa te ndenza deve essere invertita, e ciascuno di voi deve capovolgerla in se stesso. Cause ed effetti sono testimoni infallibili e, se tradiremo la fiducia posta in noi, le conseguenze spirituali saranno gravi. La cosa pi patetica che la maggior parte di noi conosce e accetta queste conseguenze. Tuttavia, come la falena atti rata dalla fiamma, continuiamo a vivere nella debolezza e nell'errore. Dobbiamo prendere sul serio le nostre responsabilit, allo stesso modo in cui ci p rendiamo cura dei nostri occhi. Altrimenti, tutte le azioni che intraprenderemo non faranno che raccogliere cause di rinascita in una delle regioni infernali. L a ruota 3 Ordine dei Gelugpa, creato dal riformatore Tsongkhapa. I Dalai Lama e i Panche n Lama appartengono a questa stirpe.

del mondo non cessa di girare notte e giorno, mentre noi ci accaniamo a prodigar e tempo ed energie a creare problemi a coloro che non apprezziamo o a favorire c oloro che prediligiamo. In tali condizioni, il nostro lavoro non viene pi svolto e, non riuscendo neppure a mantenere l'armonia all'interno del nostro focolare, avremo davvero difficolt a realizzare qualche cosa di utile per il paese. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Nel nostro mondo contemporaneo regolato da un'estrema interdipendenza, gli indiv idui e le nazioni non possono pi risolvere da soli la maggior parte dei loro prob lemi. Abbiamo bisogno gli uni degli altri e dobbiamo, di conseguenza, acquisire un senso universale degli oneri che gravano su di noi... Tocca alla nostra respo nsabilit collettiva oltre che individuale, proteggere e nutrire la famiglia plane taria, sostenerne i membri pi deboli, difendere con cura l'ambiente in cui viviam o. TENZIN GYATSO Quattordicesimo DALAI LAMA

Penso che sia necessario insistere su una questione che tocca la struttura fonda mentale della specie umana. Bisogna insegnare quest'idea, poich ciascuno ha bisog no di un senso preciso delle proprie responsabilit verso gli altri. Possa questo essere spiegato ai bambini. Trasmettete loro la benevolenza, anche con gli inset ti. ora che i pi anziani ascoltino la voce dei piccoli. Nello spirito di un bambino n on esistono frontiere tra le diverse nazioni, tra sistemi sociali o ideologie di fferenti. I ragazzini sanno che sono tutti uguali, che tutti gli esseri umani so no identici. Da questo punto di vista, il loro spirito libero dal disprezzo. Qua ndo si invecchia, si comincia a parlare della propria religione, del proprio sis tema. Una volta stabilite queste frontiere, non ci si preoccupa affatto di ci che accade agli altri; non importa pi nulla, se non il noi e l'io. Inoltre pi facile introdurre il concetto di responsabilit sociale nello spirito dei bambini. un'ide a nobile, non una questione religiosa, ma semplicemente un argomento riguardante il nostro stesso avvenire, il nostro successo futuro. Potreste prendere esempio dai libri di storia. A proposito di coloro che usano e abusano della crudelt, de ll'egoismo, si sa dell'esistenza di egocentrici che possono ottenere una certa g loria temporanea, ma per i quali in fondo nessuno ha molto rispetto. Per un cert o periodo di tempo Hitler e Stalin divennero personaggi molto potenti; questo de rivava dalla loro malvagit o dalla natura aggressiva che li caratterizzava. Nessu no nutre un rispetto profondo per una simile gloria immeritata. In altri casi, c ome in quello di Lincoln o del Mahatma Gandhi, la fama ha un'altra origine: un'o pera che tutti ammirano. Tenzin GYATSO Quattordicesimo DALAI LAMA RESPONSABILIT UNIVERSALE Non sono sempre sicuro del senso da dare alla responsabilit universale, ma forse potrei spiegarlo in questi termini: credo che ogni attivit umana, nata da una san a motivazione, produca un risultato utile. Uno spirito scientifico e dotto, se g uidato dal senso delle responsabilit, incoragger soltanto le esperienze capaci di aiutare l'umanit e rinuncer alle altre, cosciente che le conseguenze nefaste potre bbero essere immense. Questo riguarda anche la religione. Essendo buddista, io ritengo che il buddismo sia ineguagliabile, che rappresenti il metodo pi efficace, ma ci non significa ch e tale credo sia il migliore per tutti. Non posso affermare una cosa simile, se rispetto il diritto del prossimo e se mi interesso realmente a esso. Per altre p ersone, una religione diversa si riveler forse pi efficace, o migliore. Con un sen so della responsabilit verso gli altri, ho dunque sviluppato un interesse per lor o; mi sono reso conto che sono esseri umani come me, aventi il diritto alla feli cit e quello di evitare la sofferenza. Per quanto mi riguarda, il buddismo mi sod disfa, ma so che abbiamo bisogno di diversi credo, e li accetto, anche se sono d ifferenti dal mio. La fede in Dio e la teoria dell'anima sono idee estranee ai buddisti, che non ri conoscono alcun Creatore, n nessun afflato originario (atma). Ma poich io rispetto il benessere degli altri, queste differenze diventano secondarie. Allo stesso modo, nel rapporto tra l'allievo e l'insegnante, questo non dovrebbe pensare al salario che riceve o alla professione in s; la sua azione si giustifi cher attraverso il benessere degli allievi. Lui li educher perch crescano nella con oscenza e si evolvano; cos anche i discepoli l'apprezzeranno. Io stesso sono stat o uno studente pigro: quando il mio professore insegnava con amore e pazienza, r icordavo la lezione; se si mostrava duro, non c'era niente da fare. TENZIN GYATSO Quattordicesimo DALAI LAMA RICCHEZZA

La ricchezza e i beni che oggi possiedi non ti apparterranno in eterno. Per tale motivo, non preoccupartene troppo, Finch ancora puoi farlo. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Poco importa ci che siamo in grado di possedere, Nulla pu essere di conforto in et erno. Quello che possiedi ti porta per lo pi angoscia e crucci. Soddisfa dunque i l tuo animo con gli oggetti dello spirito. Amici e congiunti tutt'intorno a te S ono forse fonte d'inquietudine e frustrazione. E ci vuole cos poco per distrugger e una vita! Esamina dunque queste cose con maggior distacco Come se si trattasse soltanto di amicizie illusorie. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA RIMEDIO Perfino il sole, cos potente da dissolvere le tenebre su tutti i continenti, non pu fugare l'oscurit di una grotta aperta verso il nord. forse colpa del sole? Il reverendo maestro detentore del Vajra 4, dando le sue direttive ai discepoli dichiara questo: "Vedermi non sar sufficiente a liberarvi dalle catene del Samsar a!" Un paziente che rifiuta di prendere la medicina prescritta, non guarir dopo un se mplice incontro con il suo medico. Allo stesso modo, non possibile liberarsi dai vincoli dell'esistenza senza un rimedio spirituale: la conoscenza dell'insegnam ento. Perch escano vittoriosi dal combattimento contro l'illusione, possa Avaloki teshvara diffondere la sua misericordia su tutti gli esseri dei sei regni del Sa msara 1 messi a confronto con il Signore della Morte e terrorizzati di paura. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA RIMPIANTI Oh, radunatevi qui! Ascoltate il triste canto che voglio intonarvi. Io che viaggio lontano dal mio paese di neve, E voi che siete nati in questa terra lontana, Eccoci faccia a faccia in un giorno d'auspici, E i capi d'alto rango che si salutano l'un l'altro Si sono incontrati in questo giorno meraviglioso. Bench io mi sia lasciato la patria alle spalle, 4- Si tratta di Padmasambhava, colui che ha introdotto il buddismo in Tibet. Apo stolo ideale per il Paese delle Nevi, nacque nell'Uddiyana, a nord dell'India, e in pratica percorse la catena himalayana, dal Cachemire al Ladakh, passando per il Sikkim e il shutan si dice che dom i demoni che infestavano il Tibet e che ne utilizz le forze per costruire i templi del buddismo, particolarmente quello di Samy.

Tutto promette bene per il successo di grandi intenti. In me, profondamente, nas ce tre volte l'ansia... Nel mio cuore, racchiusi, anche tre rimpianti. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA

RINASCITA Le rinascite dei lama meno importanti sono riconosciute attraverso semplice dich iarazione da parte di loro pari. Appena in gioco la designazione di un caposcuol a o del superiore di un monastero di particolare rilievo, si avvia una procedura pi complessa, che include sogno visionario e consultazione di oracoli, poi scelt a definitiva del candidato che deve distinguere, tra numerosi oggetti simili, qu elli che sono appartenuti all'incarnazione precedente 5. Al momento del decesso, l'essere non si volatilizza non si sa dove. Seguir una ri nascita, che sar felice, disgraziata, elevata o meno buona; questa sar determinata dallo stato di ciascuno spirito prima della morte. La maggior parte delle perso ne resta impotente di fronte a quest'autorit del karma... Si deve accettare una r inascita, imposta dalla natura dei propri karma e dalle impressioni fisiche lasc iate dalle azioni passate del corpo, della parola e dello spirito. Se, al moment o del sopravvenire della morte, predomina una modalit di pensiero favorevole, ne consegue una rinascita felice. Se ci si abbandona a idee malsane, si ritorna a u no dei tre livelli inferiori a esse corrispondenti, dove si dovr sopportare un'in tensa sofferenza. GYALWA SONAM GYATSO Terzo DALAI LAMA

5 Vedasi Insegnamento, Impermanenza, Karma, Morte, Reincarnazione, Sofferenza, V ita, Vita anteriore, Visione. Una rinascita umana pi rara della possibilit che una tartaruga cieca Riesca a infilare la testa sotto un giogo galleggiante sull'oceano, Pi rara ancora dell'eventualit che una manciata di piselli lanciati in aria Tocchi un muro di pietra. Ecco quel che mi insegnarono i maestri del passato. KELSANG GYATSO Settimo DALAI LAMA Se, durante questa breve vita, invece di seguire la via preferiamo andarcene all a ricerca degli otto fenomeni illusori e di distrazioni illimitate, allora le oc casioni spirituali offerte dalla nostra rinascita umana sono perdute. Dopo la mo rte, ricadremo nei regni inferiori del Samsara. Il prezioso potenziale umano che avrebbe potuto agire per offrirci pi benessere, la liberazione e il Risveglio, d iventa proprio fonte di maggiori tenebre, confusione e sofferenze. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Si pu trovare la fonte di ogni progresso spirituale Dando fiducia, come si deve, a un maestro spirituale qualificato. il cammino che conduce alla salvezza, In questo mondo e al di fuori. Possano pensieri erronei e pregiudizi Non giungere mai a turbare il rapporto con il mio guru, Tanto grande il fervore che provo nel voler applicare i suoi insegnamenti! Ho potuto rinascere umano, evento raro e prezioso, Dotato delle otto libert e dei dieci doni. Possa io apprezzare questo potenziale nel suo giusto valore vivere sapendo quanto sia facile perderlo! Possa io penetrare il senso dell'impermanenza e della morte, E, mettendo la mia energia al servizio di valori durevoli,

Attingere alla vera essenza dell'essere. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA L'interpretazione buddista del concetto di rinascita basata principalmente sull' idea di continuit della coscienza. Prendiamo per esempio il mondo fisico: conside riamo che si pu risalire all'origine di tutti gli elementi del nostro universo at tuale - anche a livello microscopico - fino a un punto iniziale dove tutte le co mponenti del modo materiale sono condensate in quelle che in termini tecnici ven gono definite "particelle di spazio". Tali particelle sono, a loro volta, lo sta to risultante dalla disintegrazione di un universo precedente. Esiste dunque un ciclo costante in cui il cosmo si evolve, si disintegra e ritorna all'esistenza. Il nostro spirito funziona in modo analogo. del tutto evidente che possediamo c i che chiamiamo "spirito" o "coscienza": ne testimone la nostra esperienza. inolt re manifesto che quello che definiamo "spirito" o "coscienza" soggetto al cambia mento, quando esposto a diverse condizioni e circostanze. In questo risiede una prova della sua natura variabile da un istante all'altro, della sua predisposizi one a modificarsi. altrettanto palese che a un livello pi grossolano lo "spirito", o "coscienza", in timamente legato agli stati fisiologici del corpo; in realt dipende da essi. Eppu re deve esistere una certa base, un'energia, una fonte che permetta allo spirito , nella sua interazione con le particelle materiali, di produrre esseri viventi coscienti. Proprio come, sul piano materiale, questa base anche, senza alcun dub bio, in continuit con il passato. Risalendo dunque all'origine del nostro spirito attuale, della nostra coscienza presente, vi accorgerete che, proprio come nel caso dell'inizio dell'universo materiale, si risale dunque all'origine della con tinuit dello spirito, fino a una dimensione infinita. Come potrete constatare, ta le continuit priva di origine, e di conseguenza devono esistere rinascite success ive per renderla possibile. Il buddismo crede nella causalit universale: tutto sottoposto al cambiamento, a c ause e a condizioni. Il nostro credo non accorda dunque alcun posto a un Creator e divino, n a una "generazione spontanea" degli esseri. Tutto si manifesta al con trario come una conseguenza di cause e condizioni. Cos lo stato attuale dello "sp irito", o "coscienza", risulta dai propri istanti precedenti. Le cause e condizioni di cui parliamo sono principalmente di due tipi: le "cause " sostanziali, all'origine di ci che avviene, e i diversi "fattori" che contribui scono a produrre la situazione di causalit. Nel caso dello spirito e del corpo, b ench il primo possa influire sul secondo, non pu divenirne la sostanza, e vicevers a... Bench lo spirito e la materia dipendano l'uno dall'altro, l'uno non pu essere la causa sostanziale dell'altro. su questa base che il buddismo accetta il concetto di rinascita. TENZIN GYATSO Quattordicesimo DALAI LAMA RINUNCIA pi difficile trovare le elemosine quotidiane in Tibet che in India, paese delle A rya; Ma, se tu rinunci al mondo, perch parlare dunque di cibo e di vestiario? NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA RISOLUZIONE Forse tu dici: "Capisco l'impermanenza e il dolore", "La prossima volta agir in tal modo"; Sar sempre la prossima volta... Come si potrebbero dunque arrestare le sofferenze? KELSANG GYATSO Settimo DALAI LAMA

Un atteggiamento caritatevole e fiducioso la chiave che apre i durissimi chiavis telli della sventura. Pratica l'atto di carit senza attaccamento; d al mendicante quel che ti chiede. KELSANG GYATSO Settimo DALAI LAMA Vittima dei cinque veleni grossolani, La comunit degli esseri umani affoga nella palude delle esistenze cicliche. L'hanno visto i Bodhisattva, e immuni dalla rigida intolleranza, con compassione , Hanno preso la veste color zafferano. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Le comunit di domani seguiranno quelle di ieri. I letterati del passato hanno trasmesso il loro sapere, dibattuto e composto. Per tagliare la rete dei falsi discorsi, Gli uomini istruiti studiano i testi dei tempi andati. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA RISVEGLIO Il Budda precis anche che un essere deve sviluppare congiuntamente la compassione (qualit del cuore) e la saggezza (qualit dello spirito) per raggiungere la perfez ione. Quando il sentiero stato percorso interamente, il praticante diventa a sua volta un Budda o Risvegliato, ovvero un umano che ha destato tutte le proprie p otenzialit e le ha portate al loro pieno sviluppo. Il messaggio fondamentale del Budda che tutti gli esseri hanno gi in s la natura di budda e che la natura di bud da di chiunque valida quanto quella del Budda. Se non si segue l'insegnamento di un maestro qualificato, nessun metodo porter l' illuminazione. Questa verit confermata in tutti i sutra e in tutti i commentari: "Pratica come vuole il tuo guru", precisato ripetutamente. Questo non dev'essere considerato un lavoro ingrato, una prigione, una parola rigida; non si desidera forse la felicit? Ora, come dicono i sutra e i tantra, non c' via pi potente per a ccrescere la propria attitudine alla felicit, che quella di seguire correttamente un guru. GYALWA SONAM GYATSO Terzo DALAI LAMA Una persona che raggiunge il Risveglio diventa un essere superiore, affrancandos i dagli ostacoli mentali alla liberazione e alla conoscenza, cos come dagli istin ti che costituiscono tali impedimenti. La saggezza del suo spirito illumina tutti gli stati della realt e le conferisce le qualit legate alla trascendenza e alla realizzazione. Il suo discorso, senza incrinature, secondo le vie del Risveglio, riecheggia le sessanta virt e sa insegnare agli esseri viventi secondo le loro possibilit e segu endo i loro centri d'interesse. Il corpo del Risvegliato si abbellisce dei cento dodici simboli e segni della pe rfezione. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA S SAGGEZZA

Per accedere alla saggezza pi elevata, alla verit suprema, al Nirvana, il Budda ha insegnato la meditazione. Essa mira a procurare uno stato di perfetta salute me ntale, di equilibrio e di tranquillit. Attraverso la sua pratica, lo spirito si s barazza delle impurit, di ci che lo turba, dei cattivi sentimenti, e coltiva doti come la concentrazione, l'intelligenza, la volont, l'energia, la fiducia e la gio ia. Gli insegnamenti del Budda permettono dunque di unire alla comprensione gius ta dell'uomo e del mondo un'esistenza pura, saggia e retta, una solidariet e una compassione attiva per ogni forma di vita. Un asino non pu portare corna sulla testa; Perci, ogni oggetto pu avere un'esistenza reale? Dalle pi piccole particelle fino alla saggezza onnisciente dell'illuminazione, Tutto manca totalmente di una natura propria e suprema. il messaggio essenziale del Budda. Ah, ah! Senza affidarsi a ragionamenti elaborati, Si pu capire il significato dell'Ah eterno, Il suono essenziale della saggezza, E riconoscere le apparenze come semplici imputazioni mentali. Tale il canto di Namkhai Naljor, lo yogin dello spazio, Qui espresso, in Tibet, Terra delle erbe calmanti. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Il saggio diffider delle menzogne inutili e dei discorsi che dividono. Si tratta di cattive azioni che porteranno la loro messe di sofferenze per varie esistenze, questa e la successiva. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Dimentica le virt, anche acquisite; Estirpa le tue abitudini come con un magnete. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Rispetta gli ordinamenti e resta patriota; Non nutrire rancori nel corso di missioni difficili; Non rallegrarti, neppure di essere appagato; Certamente a un sottoposto conviene essere attento. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA SAMSARA Il Samsara pu essere diviso secondo gli esseri che contiene, e vengono quindi men zionati i sei regni: gli dei (esseri viventi nel mondo delle forme celesti e deg li spiriti senza forma, di cui nel mondo sensorio esistono sei categorie), i sem i dei (esseri malefici che somigliano a questi ultimi), gli esseri umani, gli sp iriti (yi-dag o preta, che soffrono stabilmente la fame e la sete), gli animali e gli inferi. Anche qui, esistono regioni differenti e gli esseri che vi vivono hanno a loro volta diverse nature, a seconda del karma passato. La soddisfazione procurata dai piaceri illusori smarrita quanto il volteggio di un ballerino; Dal letto del Samsara nascono miserie e tenebre. D origine allo spi rito della misura, Puro come l'alba che annuncia la fine della notte 1. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA

SEGRETO Una terra boschiva si estende nella valle; da l che viene la mia adorata; un para diso, al sud, che nessuno conosce, Eccetto questo dannato pappagallo. Ah! Pappag allo chiacchierone, se hai indovinato, Non rivelare quel che sai! RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA SEPARAZIONE Lei mi lasci, con il cappello in testa, Le chiome lungo la schiena, E si conged da me. " triste dirsi addio", osservai io. "Non rammaricarti, amore mio, La separaz ione precede sempre l'incontro", replic lei. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA 1 Vedasi illusione, Karma, Morte, Saggezza, Sofferenza, Vita, Vita anteriore.

SEGNI Il monastero sembrava innalzarsi da solo. I materiali da costruzione, come le pi etre, il legname e l'argilla, arrivavano come per magia... Come se noi, esseri u mani, ne edificassimo una minima parte nel corso della giornata, mentre a sera, mentre dormivamo, gli spiriti benevoli, scivolando tranquillamente tra noi, cont inuassero il lavoro per tutta la notte... Apparivano stupefacenti segni propizi. Ogni giorno fiori cadevano dal cielo e arcobaleni brillavano sopra di noi. Giun ta la notte, riuscivamo a fatica a trovare il sonno, tanto erano numerosi i sogn i di buon augurio... Tutta l'estate trascorse cos. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA SFORZO In certi momenti il torpore, il sonno, la pigrizia Sembrano avere un peso insorm ontabile. Contempla i regni inferiori E pensa che queste miserie saranno anche t ue. Coltiva la forza capace di vincere Le tendenze apatiche, naturali o viziate, Che sorgono in te di fronte agli oggetti noti. Se l'impegno nelle otto preoccupazioni illusorie Pu apportare risultati immediati e superficiali, A lungo termine questo ci nuoce, E innalza un ostacolo alle pos sibilit di Risveglio. Disinteressati, cambiando atteggiamento, Alle attivit che pr ocurano solo un piacere temporaneo Sforzati di raggiungere lo stato Della gioia perpetua e dell'illuminazione 2. THUBTEN GYATSO Tredicesimo DALAI LAMA 2- Il testo del tredicesimo Dalai Lama simboleggia l'insegnamento del Budda, ria ssunto nelle Quattro Nobili Verit, e racchiude l'essenziale del suo messaggio. Ve dasi Quattro Nobili Verit.

SOFFERENZA Un comportamento particolarmente erroneo consiste nel rallegrarsi non all'idea d ella felicit e dei meriti accumulati, ma davanti alla sofferenza dei propri nemic i.

GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA L'esistenza ciclica come un cratere ardente, E le sofferenze della nascita, la malattia, la vecchiaia e la morte Si abbattono su di noi, come la pioggia. Capirlo e non lottare per la liberazion e: Che pu esserci di pi folle? Quando ci tocca la malattia, troviamo difficile Sopportare il dolore al di l di q ualche giorno. Che cosa faremmo allora se rinascessimo negli inferi? importante evitare qualsiasi comportamento erroneo, E coltivare i percorsi della bont. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA Come indica Nagarjuna 3, le sofferenze degli inferni caldi e freddi sono insopportabili. I patimenti degli spettri sono orribili; sono desolanti i tormenti degli animali che si divorano tra loro o che, una volta addomesticati dall'uomo, sono condannati a restare all'aperto. Al momento, noi non possiamo mettere la mano sul fuoco, neppure brevemente, n sederci sul ghiaccio, 3 Il buddismo tibetano ha trovato la propria Via autentica facendo riferimento a ll'insegnamento di Nagarjuna, un saggio del I o Il secolo (c' divergenza di opini oni riguardo alla sua nascita) che all'origine della "Via Media", Madhyamika. Pe r Tenzin Gyatso, quattordicesimo Dalai Lama, questo insegnamento supera tutte le teorie delle diverse scuole buddiste.

d'inverno, per pi di un attimo. Trascorrere anche solo un giorno senza mangiare o bere considerata una tortura. Infine, la ridicola puntura di un'ape ci sembra u n evento terribile. Come potremmo dunque essere in grado di sopportare il caldo e il freddo degli inferni, l'angoscia degli spettri o gli orrori dell'esistenza animale ? Meditate sulle sofferenze degli ultimi regni, fino a colmarvi di terro re e di apprensione. Ora, voi che godete della forma umana propizia, evitate le cause di rinascita inferiore e coltivate quelle di ritorno felice. Applicatevi a mettere in pratica per voi stessi i metodi che vi taglieranno la strada dei reg ni delle tenebre. GYALWA SONAM GYATSO Terzo DALAI LAMA La sofferenza che patite dovuta al vostro karma personale, di Cui in ogni modo d ovrete, in questa vita o in un'altra, subire le conseguenze, a meno che non trov iate un sistema per purificarlo. Comunque sia, si ritiene preferibile realizzare il karma in questa vita umana, dove possibile accettarlo consapevolmente con pi facilit di un animale, per esempio, la cui impotenza tale da portarlo a soffrire ancora di pi. TENZIN GYATSO Quattordicesimo DALAI LAMA Sovranit In quanto Dalai Lama, pi onnisciente detentore della fede buddista, il cui titolo mi stato conferito per volont del santo Budda dalla gloriosa terra dell'India, i o vi dico:

"Parlo a tutti i tibetani, qualunque sia la loro condizione. Il Signore Budda, d alla gloriosa terra dell'India, ha profetizzato che tre reincarnazioni d'Avaloki teshvara, attraverso i regni successivi dei pi antichi sovrani religiosi fino a o ggi, saranno responsabili del benessere del Tibet. "Dal tempo dei mongoli Gengis Khan e Altan Khan, sotto la dinastia cinese dei Ming e manci dei Qing, il Tibet e la Cina hanno cooperato su basi pacifiche e devote. Da qualche anno, le autorit cinesi del Sichuan e dello Y unnan hanno intrapreso la colonizzazione del nostro territorio. Hanno fatto veni re numerose truppe nel centro del Tibet, con il pretesto di controllare gli scam bi commerciali. Per tale fatto, ho dovuto lasciare Lhasa con i miei ministri, pe r raggiungere la frontiera. Speravo cos di manifestare all'imperatore manci che i rapporti esistenti tra il Tibet e la Cina sono sempre stati quelli del mecenate con il clero, e non sono basati su una qualsiasi subordinazione dell'uno all'alt ro. Non ho avuto altra scelta che attraversare la frontiera. Le truppe cinesi er ano pronte a catturarmi, vivo o morto. "Una volta in India, ho inviato vari telegrammi all'imperatore, ma la sua rispos ta stata ritardata a Pechino da funzionari corrotti. Nel frattempo, l'Impero man ci crollava e i tibetani colsero dunque l'occasione per cacciare i cinesi dal Tib et centrale. Quanto a me, potei ritornare sano e salvo nel mio sacro paese, allo ra pienamente impegnato nello sforzo di far ripiegare le ultime truppe cinesi re state, nel Do Kham, a est del Tibet. Per il momento, il sogno dei cinesi di colo nizzare il nostro paese svanito. Mentre per noi ricomincia un periodo di gioia e di pace, ho assegnato a ciascuno di voi un certo numero di impegni che dovranno essere seguiti senza negligenza: "1 La pace e la gioia in questo mondo possono essere mantenute soltanto preservan do la fede nel buddismo. Da ci essenziale proteggere tutte le istituzioni buddist e del Tibet, come i templi Jokhang e Ramoch a Lhasa, Samy e Traduk nel sud del Tib et, e i tre grandi monasteri... "2 Le diverse correnti buddiste del Tibet dovranno essere conservate sotto le lor o rispettive forme. La religione dovr essere insegnata, appresa e meditata corret tamente. A eccezione di certe persone designate, gli amministratori dei monaster i non potranno commerciare n prestare denaro, non effettueranno nessuna transazio ne, n assoggetteranno alcuno. "3 Il governo civile tibetano e gli ufficiali militari, al momento di raccogliere le imposte e di trattare con i cittadini, dovranno compiere il loro dovere con giustizia e onest, servendo il governo e senza ledere gli interessi del popolo. C erti funzionari del governo centrale, postati a Ngari Korsum, a ovest del Tibet, e a Do Kham, a est, costringono gli abitanti all'acquisto di derrate commercial i a prezzi elevati e hanno imposto diritti di trasporto eccedenti i limiti autor izzati dal governo. Abitazioni, beni e terre appartenenti a cittadini, sono stat i confiscati con il pretesto di infrazioni minori della legge; per di pi stata an nunciata come sanzione l'amputazione di membra. Tutto questo ormai formalmente p roibito. "4 Il Tibet un paese ricco di risorse naturali, ma il livello del suo sviluppo sc ientifico resta uno dei pi bassi al mondo. Siamo una piccola nazione religiosa e indipendente. Per proteggere la nostra esistenza, dobbiamo difendere il paese. V iste le invasioni straniere passate, il nostro popolo dovr certamente far fronte a certe difficolt, che non bisogna trascurare. Allo scopo di salvaguardare e di m antenere l'indipendenza, dovremo tutti mantenerci vigili e, grazie a corrieri sp eciali, informare il governo dei minimi fatti sospetti. inutile provocare crisi troppo gravi tra due nazioni, per avvenimenti minori. "5 Il Tibet, pur essendo popolato, un paese vasto. Dirigenti locali e grandi prop rietari impediscono gelosamente ad altre persone di sfruttare terre disponibili, anche quando loro stessi non le utilizzano. Gente animata da tali intenzioni nu oce allo sviluppo del paese. A partire da ora, pi nessuno potr impedire a coloro c he lo desiderano di coltivare i terreni liberi. Le imposte su questi fondi non s aranno riscosse prima di tre anni. Successivamente, l'agricoltore pagher al gover no e al proprietario una somma proporzionale all'affitto del fondo. Il terreno a pparterr al coltivatore. "I doveri verso il governo e il popolo saranno assolti quando avrete eseguito tu

tto ci che appena stato detto. Questa lettera dev'essere spedita e proclamata in tutti i distretti del Tibet, e una copia conservata nei registri degli uffici di ogni distretto". DAL PALAZZO DEL POTALA, DICHIARAZIONE D'INDIPENDENZA PROCLAMATA NEL 1913 DAL TRE DICESIMO DALAI LAMA, THUBTEN GYATSO 184 SPIRITO Il corpo, come lo spirito, comincia la propria vita presente al momento del conc epimento; ma un elemento fisico non pu produrre lo spirito, n questo creare la mat eria. Dunque, la fonte diretta deve essere uno spirito che esisteva prima del co ncepimento; la continuit di uno precedente... Se, su tale base, si deduce l'esist enza della vita anteriore 4, possibile affermare anche l'esistenza di quella fut ura. Per prepararsi a questa, la pratica religiosa diventa una necessit che nulla potrebbe sostituire. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA SUPPLICA Per giovare a tutti gli esseri dotati di coscienza, Ho fatto al tempo stesso l'esperienza della felicit e della tristezza in questa v ita. Possa ora il Budda Sakyamuni 5 proteggermi fino alla grande Illuminazione. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO Sesto DALAI LAMA Dopo la nascita, la linea tracciata va verso il trapasso. Il Signore della morte avanza, e mai si riposa. Nessun metodo permette di sfuggirgli. Possano tutti gli esseri senzienti trovare rifugio negli atti di bont! THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA 4 Vedasi Chiara Luce, Coscienza, Karma, Morte. 5- Sakyamuni Siddharta, il budda.

TERRA Scherzo spesso dicendo che la luna e le stelle sono molto belle da guardare, ma che se uno di noi provasse a viverci, vi sarebbe molto infelice. Questo nostro p ianeta azzurro un soggiorno delizioso; la sua vita la nostra vita, il suo futuro il nostro futuro. In verit, la Terra la madre di tutti noi, che come bambini dip endiamo da lei. Di fronte a problemi universali come l'effetto serra e la distru zione della fascia d'ozono, le organizzazioni e le nazioni che agiscono da sole sono impotenti. A meno che non si lavori tutti insieme, non si potr trovare soluz ione. In questo la nostra madre Terra ci d una lezione di responsabilit universale . Tenzin GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA TIBET

certo che entriamo in un'epoca d'oppressione e di terrore in cui i giorni e le n otti si protrarranno oltre misura nel mezzo di sofferenze. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Ho sempre avuto in animo la realizzazione del futuro del mio paese su questa base (la demilitarizzazione). Il Tibet sarebbe un rifugio neutrale, demilitarizzato, dove le armi sarebbero proibite e dove gli uo mini vivrebbero in armonia con la natura. Non si tratta soltanto di un sogno, ma del modo in cui i Tibetani cercarono di vivere p er pi di mille anni, prima della tragica invasione del loro paese. Gli animali se lvatici vi erano protetti secondo i precetti del buddismo. Fin dal XVII secolo abbiamo promulgato leggi per proteg gere l'ambiente naturale e forse in tal modo siamo stati una delle prime nazioni a incontrare difficolt per attuare normative sull'ambiente! Tuttavia la natura era protetta soprattutto dalle convinzioni che ci erano state inculcate fin dall'infanzia. D' altra parte, da almeno trecento anni, non abbiamo praticamente alcun esercito. Il Tibet abbandon l'arte della guerra in quanto stru mento di politica nazionale nel VI e VII secolo. TENZIN GYATSO Quattordicesimo DALAI LAMA TSONGKHAPA Per chi, tra noi, non ha condotto un'esistenza assennata, E non ha coltivato int eriormente la maturit spirituale, Quando il Signore della Morte verr a divorarci, I venti urlanti dei nostri karma negativi S'innalzeranno con forza, e noi spingeremo energicamente Verso le scogliere a st rapiombo su terribili contrade. I karma negativi che gravano sulle nostre spalle, Accumulati dalle rinascite da tempi immemorabili, Saranno grevi come l'enorme Re delle Montagne. Inoltre, non possiamo sperare nella minima oncia di certezza, Che una nuova vita inferiore non sia nostro destino. Avremo un bell'aggrapparci alla salute e ai nostri beni, E invocare un centinaio di esseri amati e d'amici, Bisogner andarsene a mani vuote, e soli, Nel tunnel del grande divenire. Non sviluppare continuamente questo stato di coscienza segno di uno spirito che ha smarrito il cammino. O Lama Tsongkhapa, Guru di bont incomparabile, Ispira pensieri di verit a questo m endicante profano. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA

UMANIT Faccio sempre riferimento all'importanza di praticare l'amore, la bont, la compas sione e la tolleranza. Tutti gli esseri senzienti, compresi gli animali, sanno a pprezzare la misericordia e l'affetto. Secondo la medicina moderna, quando un bambino si sviluppa nel ventre della madr e, questa non deve andare in collera, perch la cosa influirebbe sul piccolo. Alla

nascita, il tocco materno fondamentale. In qualsiasi momento l'amore e la compa ssione svolgono dunque un ruolo fondamentale per l'uomo. Tutti dovremmo sforzarci di condurre una vita guidata dalla coscienza dei nostri atti e dalla compassione. Cos, qualsiasi cosa avvenga, non avremo nulla da rimpi angere. L'egoismo ci conduce verso l'infelicit, dovremmo ricordarcene e considerare gli a ltri con attenzione; comportandoci come animali, non abbiamo alcuna possibilit di riuscirci. Siamo esseri umani, abbiamo avuto la fortuna di ottenere questa vita , dove tutto pu essere capito; disponiamo dell'intelligenza e, attraverso di essa , possiamo apprezzare il valore dell'amore che ci dobbiamo portare reciprocament e. soprattutto necessario saper mettere in pratica tale concetto e non limitarsi al la sua comprensione teorica. Dobbiamo pensare: "Se non lo faccio ora, quando pot r dedicarmi veramente a questo?" Tenzin GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA L'uomo deve assolutamente comprendere la natura essenziale dell'umanit e il valor e delle qualit umane. Che sia erudito o meno, ricco o povero, che appartenga a un a nazione o a un'altra, a una religione o corrente ideologica oppure a un'altra, poco importa. Quando ci si limita all'essenziale, siamo tutti identici; perci s' impone davvero l'uso delle parole "fratelli" e "sorelle". Questi due termini son o molto pi di semplici definizioni che risuonano piacevolmente all'orecchio, sono carichi di significati suscitati automaticamente dalla pratica della bont; grazi e a essi acquisiamo una forza interiore. Qual il mio scopo nella vita? Di che cosa sono responsabile? Che ne siamo coscie nti o meno, viviamo tutti sullo stesso pianeta, dove meglio agire per il bene de ll'umanit. La compassione come un seme; se si concentra la propria attenzione sul suo sviluppo, questo generer anche altre qualit umane. Non soltanto una questione religiosa, bisogna capire che si tratta di una responsabilit umana legata alla s opravvivenza dell'umanit, non di un lusso. Potrei dire che la religione una speci e di ricchezza; un bene averla. Pur essendo chiaro che, senza di essa, possibile cavarsela comunque, privati delle doti umane di base non si sopravvivr. Sono dun que in gioco la nostra pace personale e stabilit mentale. Tenzin GYATSO Quattordicesimo DALAI LAMA VACUIT Nulla esiste veramente. Tutto soltanto un immenso inganno. Quel che credo di aver visto, di aver sentito, Ora lo capisco: non era che scena. Avendo sperimentato l'unione che mi mantiene nella gioia, L'indissociabile coesione delle manifestazioni e della vacuit, Ho avuto accesso alla conoscenza della natura irriducibile delle cose, Oltre le leggi convenzionali del mondo. KELSANG GYATSO Settimo DALAI LAMA Avendo capito che tutto interdipendenza, Noi capiamo la vacuit. Avendo capito la vacuit, Noi capiamo l'idea d'interdipendenza: Cos, si vede il "giusto mezzo" delle cose, Al di l dei terribili scogli delle idee assolute. Eternit! Nulla! N l'uno n l'altro ed entrambi.

KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA VAJRAYANA Karma negativi sono responsabili dei mali di cui soffriamo. Essi nascono dall'ig noranza e questa deriva prima di tutto da uno spirito indisciplinato, che va dun que dominato arrestando la corrente di pensiero negativo. Tale flusso pu inaridir si e l'agitazione dello spirito pu calmarsi concentrandosi sull'aspetto fisico de l corpo e sulla propria struttura psicologica. Facendo ricorso a potenti mezzi d i concentrazione, lo spirito pu anche essere diretto su oggetti di meditazione es terni; in tal caso, le immagini delle divinit saranno quelli pi adatti, da cui il loro numero incalcolabile nel Vajrayana. Non si tratta di creazioni arbitrarie m a, per rispondere alle attitudini fisiche, mentali e sensorie dei diversi indivi dui alla ricerca del fine ultimo, sono piuttosto immagini in veste di oggetti di contemplazione volti a purificare il corpo, lo spirito e i sensi. Tali effigi s ono state create con aspetti terrificanti o pacifici, e talvolta munite di varie teste e d'innumerevoli braccia. In certi casi, un grande potere di devozione e di fede consente di progredire verso questo fine ultimo (di purificazione e d'il luminazione); ma in generale, la ragione a costituirne il percorso. E se si segue sistematicamente la via della trascendenza, sar la ragione a genera re una fede autentica. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA

VANIT I vanitosi che non possono contenere la loro felicit Corrono qua e l in preda a un 'eccitazione puerile. Quando stanno male, piangono e si disperano. Incapaci di s opportare la sofferenza, Non possono dunque vivere, neppure una sola volta, In p reda a un senso di soddisfazione. In tali circostanze, si finisce per essere disgustati dal ciclo delle esistenze. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Vendetta Qualunque sia il male di cui vittima una persona, inutile e inopportuno tentare di renderlo attraverso una parola che potrebbe urtare la sensibilit altrui. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA VERIT Se la cosa non inaridisce la fonte del proprio benessere e felicit, Ciascuno pu lasciarsi andare alle attivit che pi gli aggradano. Guarda onestamente, cercando la verit, E fai attenzione a non ferire i sentimenti degli amici. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Se ci si perde in attivit illusorie, senza importanza, Questo corpo umano, cos raro e acquisito al prezzo di tanti meriti, Senza alcun dubbio si riveler inutile. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA

Con gli studenti e i discepoli, I complimenti e le parole dolci danno risultati Solo in un primo tempo meglio andare dritti allo scopo, E parlar schietto fin dall'inizio. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA La ragione del pi forte pu rivelarsi la migliore soltanto momentaneamente, per pot ente che possa essere, Mentre la fiamma della verit non si spegne. Ne sar sempre persuaso. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA Realt e apparenza sono forse due cose diverse. Ci sono anche verit e menzogna. Tal volta apparenza e realt finiscono per coincidere, come se fossero legate. Questo ci che io definisco verit; cos che la intendo. Se sviluppiamo i nostri rapporti su una base autentica, essendo franchi e sinceri nell'ambito della societ, della fam iglia o in seno alla comunit, non c' da aver paura. Se noi pretendiamo di essere d iversi da quel che siamo, si svilupper il sospetto, che generer paure. Una volta c apita l'importanza della verit, non ci sar pi molta differenza tra i bisogni delle diverse comunit, qualunque sia la loro importanza numerica. La verit sempre la ver it. Capire l'importanza di tale valore pu ridurre i malintesi, i dubbi, i timori. Noi coltiviamo la compassione, che deriva da un profondo rispetto dei diritti altru i, allo scopo di sviluppare questo impegno per la verit. Non ho il diritto di ing annare gli altri, e sarei sfortunato se qualcuno dovesse imbrogliare me. Allo st esso modo, coloro che io raggiro saranno ugualmente sventurati. Cos, quando io ri conosco i loro diritti, questa tendenza all'insincerit, o a non dire ci che si pen sa, scompare. L'altruismo e la compassione passano attraverso un impegno per la verit, fine a cui giungiamo attraverso la compassione. Svilupperemo cos rap porti pi sani con gli altri, oltre che con la comunit, e questo ridurr automaticame nte la paura, che io credo essere davvero ci che minaccia maggiormente di distrug gere la felicit. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA VIOLENZA Penso che ogni azione provochi una reazione positiva e una negativa; ciascuno de ve valutare ci che efficace. Certi giovani tibetani mi criticano, ritenendomi tro ppo passivo e riservato; essi affermano che altri rifugiati che si trovano fuori dal proprio paese, come i palestinesi o gli afgani, seguendo la via della viole nza ottengono maggiore solidariet e sostegno per la propria causa, da parte del m ondo... Personalmente credo che la violenza non sia una buona cosa. L'attenzione della gente pu essere effettivamente attratta da avvenimenti sanguinosi, ma in q uanto essere umano, nessuno ha inclinazione per la brutalit; nessuno ama le situa zioni in cui persone vengono uccise, picchiate, torturate. Gli istinti fondament ali dell'uomo respingono la violenza. E per questo che importante accordare magg iore attenzione alle attivit pacifiche. Esse fanno appello alla ragione, al rispe tto per la vita umana, alla compassione e alla comprensione. Nel nostro caso, us are le maniere forti sarebbe un suicidio. A mio avviso, le manifestazioni prive

di aggressivit fisica sono molto pi valide. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA VIRT Dove c' un ricongiungimento, ci saranno divisioni, Dove c' una nascita, ci sar dege nerazione. Anche la vita instabile, come la luce su un vetro. Allora, basati sulla tua coscienza e coltivala. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Incrementa il tuo capitale di meriti: Con il dono e soprattutto conservando una buona moralit Di fronte alle sollecitazioni degli esseri malvagi. I meriti accumulati sono il miglior sostegno degli esseri smarriti. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Evitando gli atti non virtuosi che ci seguono ovunque come un'ombra, Basati costantemente su atti meritori, E rifletti ogni giorno sulla futura vita possibile. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA VISIONE Quando giungemmo al lago 1, dal cielo scatur un clamore, come un richiamo severo. Ero venuto con dieci maestri di rituale, per aprire le porte di questo luogo sa cro; celebrammo una cerimonia d'offerta al guardiano degli spiriti... Poi ci recammo, per l'invocazione rituale di Palden Lhamo, sulle rive del lago, nelle cui acque gettammo la sua effige. 1 Lhamoi-Latso. in questo luogo che il secondo Dalai Lama, Gyalwa Gendun Gyatso (1475-1543) nel 1509 fece edificare il monastero di Chokhorgyal, situato a circa centocinquanta chilometri da Lhasa, la capitale del Tibet. All'improvviso, i flutti mutarono sotto i nostri occhi, assumendo uno dopo l'alt ro tutti i colori dell'arcobaleno. Comparvero varie scene, con l'aspetto di mand ala e di altre forme ancora. Poi le acque ritornarono limpide come il cielo; in questa trasparenza sorgevano innumerevoli immagini e motivi geometrici... cos com e miraggi spettacolari di ogni genere. Infine, il lago inizi a ribollire, assumendo il colore del latte; neppure una goc cia sembrava essere pi d'acqua. Nel corso di questi istanti, tutti osservarono si multaneamente gli stessi prodigi. Dal giorno di quell'avvenimento, centinaia di persone hanno visitato il lago a c accia di una visione. Questo luogo mistico e ricco di potere sembra sempre ispir are le stesse sensazioni, in un flusso perpetuo, a chi ha spirito e volont puri. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA

Per coloro che hanno perfetta padronanza dei precetti tantrici, La visione del vuoto delle apparenze e degli avvenimenti Appare nelle sue acque miracolose. Non c' niente che non possa esservi scorto... Colui che auspica l'illuminazione in questa vita vedr il luogo ideale per praticare. Tutti i fenomeni vi si svelano come vacui, E se ne evidenzia la natura convenzionale. Questo lago mistico avvia lo spirito dello yogin Verso l'unione sublime dei due livelli di verit: La verit suprema e quella manifestata. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Come se le illusioni del Samsara non fossero sufficienti Il mio spirito limitato inoltre attirato dalle visioni pi illusorie, Poich non certo insensato dire che l'immagine della compassione del Budda Pu riflettersi nello specchio dell'esistenza karmica? Che io possa tuttavia scrivere le pagine che seguono; Esse non inganneranno chi incline a credere che il miraggio del deserto sia vera mente un lago, Cos come colui che incantato dalle favole O chi si rallegra soltanto delle nuvole estive. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Se noi stessi non salvaguarderemo il nostro paese, accadr che i Dalai Lama e i Pa nchen Lama, il padre e il figlio, i depositari della fede, le gloriose reincarna zioni, saranno gettati a terra e i loro nomi votati all'oblio. Le comunit monasti che e il clero vedranno distrutte le loro propriet... Essi stessi saranno ridotti in servit dal nemico o costretti a errare come vagabondi. Tutti gli esseri viven ti piomberanno nella miseria e nel terrore, e la notte scender lentamente sulla s offerenza del mondo. Sar lunga. Non tradite la fede, n lo Stato, operando per un paese diverso dal vostro... Util izzate metodi pacifici quando la pace dovuta, usate la forza quando necessaria. Lavorate e perseverate ora, affinch in seguito non ci siano rimpianti. Mi rivolgo a voi funzionari del governo, maestri degli insegnamenti, e a voi, mio popolo; nelle vostre mani che poggia il futuro del paese. Senza ricorrere a mezzi malvag i o infimi, progredite insieme e operate per il bene di tutti. Se lo farete, avr emo la garanzia e le protezioni date dall'oracolo di Stato a Guru Rinpoche e all a stirpe dei precedenti Dalai Lama. Da parte mia, a tutti coloro che lavorano e perseverano in questo compito, offro le mie preghiere e benedizioni. Chi non pen sa che a se stesso sar segnato dal destino e dal karma. Anche se costoro conoscer anno una prosperit passeggera, trascurando i propri incarichi governativi e guard ando trascorrere il tempo, tutto ci che vedo per loro nel futuro disastro. Dopo s ar troppo tardi per pentirsi. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Poco tempo prima della sua morte, nel 1933 VITA In questa vita, noi non abbiamo che l'istante; Non si possono fare progetti a lu ngo termine, a meno che non Ci Si creda. In quest'epoca di decadenza, la vita in certa. Non hai visto come il Signore della morte li ghermisce tutti, Senza disti nguere il giovane dal vecchio, L'uomo di rilievo dal mediocre e da colui che non

vale granch? un fatto, e non contare sulla permanenza delle cose; Sappi che la m orte colpisce in qualsiasi momento. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Noi viviamo l'esistenza come facendo un gioco, Gli oggetti percepiti son balocch i sognati; Certi li credono reali, il sogno li confonde. Il saggio vive, attento al risultato degli atti (karma); Aspetta con impazienza il sasso bianco e respinge il nero. Raccogliendo i bianchi, costruisce la propri a casa: Felicit, gioia e libert. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Ricordati sempre quanto la vita sia instabile, Come il tempo muti in una tempest a di lampi. Consolida dunque i poteri del tuo spirito. L'amico che sempre ti acc ompagna, Arricchiscilo dei gioielli Di un pensiero generoso e di una disciplina interiore. Ricordati: le tracce di ciascuno dei nostri atti Si fissano allo spirito, come l 'ombra al corpo. Evita dunque le vie del male, E coltiva un atteggiamento di bont attiva. Fissa il tuo sguardo su ci che ha beneficio eterno. Ecco, amici miei, oggi vi lascio I consigli da seguire in mio ricordo. Ben prest o ci rivedremo. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Piena di felicit, forse di miseria... Una vita umana resta un bene fragile e prezioso. Quanto a ottenere lo scompiglio o la pace, Questo affidato alle tue mani. E se tu non dovessi dedicarti alla pratica essenziale, Abbandonando il male, col tivando il bene, A che pro vivere lass, sul picco elevato di una montagna lontana? KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Cominciamo nascendo e Dissipiamo la vita in Calcoli senza fine ci Al sopravvenire della Ma troppo tardi... KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Vivere una sofferenza simile a una distesa d'acqua vasta e profonda; E si pu non sentire il dolore degli altri? I loro lamenti, i gemiti Chiamano a miriadi l'uomo vero, Quello che ha cuore. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA fino all'ultimo istante, inutili intenti, rovinano. morte, ritrovati, sussultiamo.

Nell'oscurit infinita delle sofferenze, Un fiocco di luce, un attimo, ci illumina. Ecco la vita umana, Ci offerta come per caso, durante quest'esistenza. Una vita cos difficile da ottenere, Che noi viviamo forse per una volta soltanto. All'inizio del cammino, c' un buon professore; non si sa come gli sia stato rivel ato il senso profondo dei sutra e dei tantra. Questa vita dunque un'occasione insperata. E il futuro in agguato a un tiro di sasso. Sul rosario infinito della catena dei frutti delle nostre azioni (dei nostri kar ma), Pensieri e atti s'infilano come perle E si susseguono nella pi grande affinit. La causa esterna negativa, disturba come un ascesso E provoca altre cattive azioni, Come se diffondesse i suoi virgulti. Quando il Re degli Inferni, Yama, saluta qualcuno sulla soglia della sua porta, Lasciare la scena del mondo non cambia molto. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA VITA ANTERIORE In una vita anteriore, si sono possedute gemme Grosse come la Terra. Ma le ricchezze, accumulate da un'insaziabile bramosia, Diventano ben presto propriet di altri. Che triste scena: un vecchio cane da guardia davanti alla casa del suo padrone. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA All'interno della coscienza si distinguono diversi livelli; per certe scuole di pensiero del buddismo ne esistono sei tipi principali. Prendiamo l'esempio di qu ella visiva, che dipende interamente dall'organo della vista, l'occhio. Fintanto ch questo sano, la coscienza associata pu continuare a esistere e a funzionare; se alterato, essa non c' pi. Certi livelli di coscienza dipendono dunque interamente da un organo fisico. Esiste un altro tipo di consapevolezza, quella di livello pi profondo, che possiamo sperimentare quando sogniamo. Durante la fase del sonno detto profondo, senza sogni, questo stato di coscienza ancora pi intenso. Quando qualcuno sviene o cessa di respirare, attraversa uno stato di coscienza nettame nte pi profondo del precedente. Questo livello, raggiunto al momento della morte, il pi profondo in assoluto; tutte le funzioni biologiche si arrestano ed allora che sperimentiamo il pi sottile degli stati di Coscienza, in Cui essa serena e pi autonoma. Naturalmente, quando un bambino molto giovane, le consapevolezze anter iori esercitano sempre un influsso, sotto forma di una forza ancora presente in lui. Poi la coscienza, legata alla crescita del nuovo corpo, si sviluppa contemp oraneamente a questo, e si rafforza; durante tale periodo di tempo, quella anter iore s'indebolisce. Se ci si sforza in modo particolare per acuire lo spirito e la memoria tramite la meditazione, il nostro spirito sar in grado di rafforzare q uesta coscienza indebolita; diverr dunque possibile rammentarsi della propria vit a passata. La coscienza qualcosa che non si pu n toccare n vedere, ma un'energia mo lto particolare. La sua natura di grande chiarezza; talvolta la chiamiamo Chiara Luce 2. La metafora della luce significa che possibile capire tutto, fino a ved

ere il futuro, se si acutizza lo spirito. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA 2- Vedasi Luce Chiara, Coscienza. YOGIN Canto per questo discepolo devoto di uno yogin, Che, attraverso le forze maturat e dell'aspirazione e dell'azione, Ha ottenuto una vita umana con tutto il suo po tenziale E lasciato il mondo per avviarsi sul cammino esaltante che conduce alla perfezione. l'addestramento con un maestro del Mahayana Che ti apporter bont, felicit e potere spirituale. Pratica bene presso un insegnante qualificato, E vedilo sempre come un Budda inviato per te. Dall'inizio, hai vagato nel Samsara, Rinascendo sempre, ripetutamente. Eppure, t utte queste vite non sono state che sogni. Ora, sappi che sei capace dell'Illumi nazione suprema, Non lasciarti sfuggire l'occasione. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA LE GRANDI DATE DELLA STORIA DEL TIBET 1063 a.C.: nascita di Bonton Shenrab. il fondatore della religione bon, consider ata originaria del Tibet. 558 a.C.: nascita, nel nord dell'India, di Sakyamuni Siddharta. 127 a.C.: Nyatri Tsenpo, figlio di Drigun, uno dei primi re della dinastia degli Yarlung (dal nome dell'antica capitale del Tibet), che avrebbe regnato sul paes e per circa otto secoli. 617-649: Songtsen Gampo il trentaduesimo re del Tibet Si dice che il suo regno vide la codificazione e l'adozione della scrittura e de lla grammatica tibetane. 641: matrimonio di Songtsen Gampo con una principessa cinese e una principessa n epalese. Ma il re aveva anche tre spose tibetane; da queste che nacquero i suoi figli. Il re adotta il buddismo. Si lancia in una vasta politica di costruzione: sono e dificati i tempi di Ramoch e Jokhang per accogliere le statue sacre del Budda. 704-754: regno di Trid Tsukten 710: matrimonio con la principessa cinese Kin Tch'en che gli dar un figlio, il fu turo grande sovrano Trisong Detsen. La principessa muore nel 739. Tuttavia il Tibet e la Cina hanno avuto il tempo d i firmare un trattato a cui sono approdati spinti da interessi comuni. In realt, i mussulmani avanzano verso l'Asia centrale e meridionale. L'India e il Tibet so

no forzati a sollecitare l'aiuto cinese per contenerli. 755-797: regno di Trisong Detsen 763: i cinesi invadono per la prima volta Lhasa. 779: il buddismo diventa religione di Stato. Padmasambhava e i Suoi discepoli in traprendono subito la costruzione del monastero di Samy. Il re instaura definitivamente il buddismo, facendo tradurre volumi dal cinese e dal pali. Invita eruditi indiani. 792-794: concilio a Lhasa e a Samy, ed editto reale che stabilisce il Mahayana. 815-838: regno di re Tritsug Detsen Ralpachen 821: il sovrano firma con la Cina un trattato di pace che stabilisce che "la Cin a e il Tibet si manterranno all'interno dei confini che occupano oggi. Tutto ci c he si trova a est costituisce il paese della Grande Cina; e tutto ci che a ovest, incontestabilmente, quello del Grande Tibet". 838-842: regno di re Langdarma Il sovrano intraprende feroci persecuzioni contro i buddisti. A -846) i seguaci di tale religione vengono perseguitati anche in Il re assassinato da un monaco, Pelgyi Dorj. la fine della . Il Tibet viene dunque diviso in due regni: quello di Gug che 0 e quello del Ladakh, che rester indipendente fino al 1842. Dalla seconda met del IX secolo al XV secolo Il Tibet scisso tra monasteri e principati effimeri. Ma un erudito, Rinchen Sangpo (958-1054), ritorna dall'India con testi sacri da tradurre. Il buddismo sperimenta un certo rilancio, particolarmente nel regno di Gug. Nel 1042, Atisha (982-1054) giunge sull'altipiano tibetano e vi resta fino alla morte. considerato il secondo riformatore del buddismo tibetano. Milarepa (1040-1123), discepolo di Marpa (1012-1096), passa l'ultima parte dell' esistenza in una grotta. I suoi discepoli fondano l'ordine dei Kagyupa. 1244: Sakya Pandita (1182-1251) nominato vicer del Tibet dal capo mongolo Godan, nipote di Gengis Khan. 1260: a sua volta, Chogyal Phagpa (1235-1280), nipote di Sakya Pandita, riceve d a Kubilai Khan, primo imperatore della dinastia mongola degli Yuan, il titolo di vicer. Ricostituisce cos l'unit del Tibet, allora diviso in tredici province. 1355-1419: nascita di Tsongkhapa. Conosciuto come uno dei grandi riformatori del buddismo, fonda l'ordine dei Gelugpa, da cui derivano i Dalai Lama e i Panchen Lama. La sua morte segna l'inizio di una dura rivalit tra gli ordini buddisti del Tibet. Segue pi di un secolo (1434-1534) di lotte per il potere tra le famiglie principesche delle province di U e di Tsang. quest'epoca (842 Cina. dinastia degli Yarlung esister fino al 163

1408: prima celebrazione del Monlam Chenmo, festeggiato nel tempio di Jokhang. Tre monasteri, Ganden (1409), Drepung (1416) e Sera (1419), diventano i grandi f ari del sapere tibetano. 1391-1475: Gendun Drub 1447: posa la prima pietra del monastero di Tashi Lhunpo. Ci vorranno quindici l unghi anni per terminarne la costruzione. Gendun Drub convoca allora artisti nep alesi e li incarica di realizzarne gli arredi e, soprattutto, dell'esecuzione di Maitreya, il Budda del futuro. Sono stati necessari duecentottanta chili d'oro e centocinquanta tonnellate di bronzo per questo Budda, che misura ventisei metr i di altezza. Cosciente del fatto che il suo insegnamento orale non basta, Gendun Drub fa cost ruire una tipografia a Tashi Lhunpo: vocazione che il monastero non perder mai. 1475-1542/1543: Gyalwa Gendun Gyatso A quest'epoca, il Tibet attraversa un periodo agitato. Il paese molto diviso: cl an, famiglie, monasteri si dilaniano. L'ordine dei Gelugpa, fondato da Tsongkhap a, subisce forti pressioni. La dinastia Ming (1368-1644) che regna allora sulla Cina, ne approfitta per impadronirsi di territori di frontiera tibetani. Gyalwa Gendun Gyatso si rivela un catalizzatore. Fa costruire il tempio di Ganden Podrang all'interno del monastero di Drepung. 1543-1588: Gyalwa Sonam Gyatso Quando non ha ancora terminato la propria formazione, percorre il paese e visita un monastero dopo l'altro. Il suo carisma noto a tutta la popolazione tibetana, la sua fama valica le frontiere. 1576: Gyalwa Sonam Gyatso risponde all'invito di Altan Khan, un principe che sta invecchiando, e si reca a Tso-Kha, la capitale mongola, situata vicino al lago Kokonor. L'incontro ha luogo due anni dopo. 1578: nel corso dei loro colloqui, il lama gli presenta in modo cos sottile e con vincente il concetto di reincarnazione, che il vecchio principe fa la seguente c onstatazione: lui stesso la reincarnazione del grande Kubilai Khan. Convinto della saggezza del lama, Altan Khan provoca la conversione delle nazion i mongole al buddismo. Desiderando elevare il lama al di sopra dei mortali, gli conferisce il titolo di Dalai, che in mongolo significa: "Oceano". Il suo equiva lente tibetano Gyatso. Le reincarnazioni di Gyalwa Sonam Gyatso porteranno ormai il titolo di l:)alai L ama, "Oceano di Saggezza". In segno di riconoscenza per la loro opera, questo ti tolo anche attribuito a Gendun Drub e a Gyalwa Gendun Gyatso. 1589-1617: Yonten Gyatso, quarto Dalai Lama 1589: nascita di Yonten Gyatso, sul territorio di Kubilai Khan. Il bambino non a ltri che il pronipote di Altan Khan. 1602: il giovane Dalai Lama lascia la sua famiglia mongola per il monastero di D repung in Tibet. Si trova subito messo a confronto con le rivalit tra i diversi o

rdini buddisti del paese. Il suo biografo racconta che egli adora gli eremitaggi quasi abbandonati, dove pu dedicarsi a lunghe ore di meditazione e di riflession e. Per preservare il buddismo nel proprio paese, poco prima della partenza, il Dala i Lama pone un giovane mongolo come suo rappresentante, per tutto il periodo in cui sar assente. Il bambino ha la stessa et di Yonten Gyatso e ne eserciter le funz ioni fino al 1635. Con il titolo di Maidara-Hutuketu, questo ruolo si sarebbe pr otratto nel corso di vari secoli presso i buddisti mongoli. 1617-1682: Ngawang Lobsang Gyatso, quinto Dalai Lama 1642: il mongolo Gushri Khan detronizza il sovrano di Tsang e d al Dalai Lama il potere temporale sul Tibet. 1643: il Dalai Lama comincia la redazione di una storia del Tibet. 1645: decide di installare la sede del governo a Lhasa e fa costruire il Potala. 1650: il Dalai Lama crea la stirpe dei Panchen Lama, seconda autorit spirituale d el paese, in modo che il pi anziano diventi il tutore e il formatore dell'altro. Lobsang Chokyi Gyaltsen, superiore del monastero di Tashi Lhunpo, che aveva aiut ato il Dalai Lama nei suoi compiti e nell'ascesa, viene riconosciuto come reinca rnazione di un discepolo diretto di Tsongkhapa. Kedup Dj dunque stato considerato come il primo Panchen Lama. Lobsang Ghokyi Gyaltsen porter, semplicemente in bas e alle reincarnazioni, il titolo di quarto Panchen Lama, e Tashi Lhunpo diventa la loro residenza. Alla fine del suo regno, il Tibet unificato e politicamente strutturato. Le fami glie feudali si sottomettono infine a un potere centralizzato. Il Tibet diventa un paese prospero ed esiste ormai in quanto nazione. 1682: morte del quinto Dalai Lama. Per preservare l'unit e l'indipendenza del pae se nei confronti di mongoli e cinesi, la sua morte tenuta nascosta per circa qui ndici anni. Il potere allora esercitato segretamente dal reggente Sangy Gyatso. 1693: la costruzione del Potala finalmente terminata. 1683-1706: Rigdzin Tsangyang Gyatso, sesto Dalai Lama 1685: il giovane Dalai Lama trasferito con sua madre nel monastero di Tsona, situato a nord di Tawang. L rester per dodici anni. 1697: Lobsang Yesh, quinto Panchen Lama, procede all'ordinazione di primo grado d el giovane Dalai Lama e gli d il nome: Rigdzin Tsangyang Gyatso: "Oceano di Melod ia". Il sesto Dalai Lama si insedia al Potala. Il Dalai Lama preferisce innanzitutto le attivit artistiche: diventa il primo aut ore di poesie amorose della storia culturale del Tibet. 1705: invasione del Tibet da parte di Lhabsang Khan, capo dei mongoli Qoshot. 1706: il 27 giugno Lhabsang Khan sentenzia la deposizione del sesto Dalai Lama. La popolazione di Lhasa e i monaci di Drepung che tentano di opporsi alla parten za per la Cina del loro capo spirituale e temporale, subiscono rappresaglie. I s uoi biografi valutano la scomparsa intorno al 14 novembre 1706. 1708-1757: Kelsang Gyatso, settimo Dalai Lama

1720: intronizzazione di Kelsang Gyatso. La teocrazia ritrova il suo posto nelle istituzioni tibetane, anche se il settimo Dalai Lama non partecipa veramente al la vita politica del paese. Le sue numerosissime opere sono testimonianza della spiritualit e del sapere che lo caratterizzano. 1758-1804: Jampel Gyatso, ottavo Dalai Lama Interventi militari, politici e religiosi: cos che si pu evocare la storia del Tib et durante l'autorit dell'ottavo Dalai Lama, senza dubbio da considerarsi come il pi debole di tutta la stirpe. I Manci sono sempre pi coinvolti nelle questioni tib etane. 1790-1791: guerra con i Gurkha del Nepal. Dal nono al dodicesimo Dalai Lama: una rapida successione 1806-1815: Lungtok Gyatso, nono Dalai Lama Il nono Dalai Lama nato nel bel mezzo degli intrighi e delle interferenze strani ere. Perch morto cos giovane? C' stato un crimine? veramente deceduto, dopo aver as sistito alle festivit del Monlam? 1816-1837: Tsultrim Gyatso, decimo Dalai Lama 1834: pronuncia i voti e muore, tre anni dopo. Morte naturale? Assassinio? Il Pa nchen Lama dell'epoca sospetta fortemente che il reggente abbia provocato il dec esso del Dalai Lama; tesi confermata da numerosi storici. 1838-1856: Khedrup Gyatso, undicesimo Dalai Lama 1854: morte del Panchen-Lama Tenpai Nyima, all'et di ottantaquattro anni. Partico larit: ha conosciuto quattro Dalai Lama, attraversato due guerre e periodi molto agitati della storia del Tibet. 1855: intronizzazione dell'undicesimo Dalai Lama. Il reggente si ritira per lasc iargli l'esercizio del potere. Il giovane Dalai Lama deve far fronte a una nuova aggressione dei Gurkha nepalesi. 1856: morte inspiegabile del Dalai Lama. 1856-1875: Trinl Gyatso, dodicesimo Dalai Lama Il giovane Dalai Lama eserciter realmente le sue funzioni per due anni soltanto. Scompare nel corso di un pellegrinaggio. Una nuova morte sospetta per alcuni, un decesso in seguito a una breve malattia secondo altri. 1875-1933: Thubten Gyatso, tredicesimo Dalai Lama 1895: il tredicesimo Dalai Lama assume il potere temporale del Tibet; ha vent'an ni. 1904: gli inglesi occupano Lhasa. Il Dalai Lama si rifugia in Mongolia e in Cina . Ritorna cinque anni dopo, nel 1909.

1910 : le truppe cinesi occupano Lhasa. Il Dalai Lama si ritira in esilio in Ind ia. 1911: i tibetani insorgono contro gli invasori cinesi. 1913: ritorno del Dalai Lama, che proclama l'indipendenza del Tibet. Creazione d el Kuomintang in Cina. 1914: accordi di Simla tra la Gran Bretagna e la Cina, che non ha mai riconosciu to questa convenzione. 1921: creazione del Partito comunista in Cina. 1923: partenza in esilio volontario del nono Panchen Lama, che rifiuta di essere causa di una guerra civile in Tibet. 1933: morte del tredicesimo Dalai Lama. 1937: morte del nono Panchen Lama, che non ha mai rivisto Tashi Lhunpo. 6 luglio 1935: Tenzin Gyatso, quattordicesimo Dalai Lama 1940: intronizzazione del quattordicesimo Dalai Lama a Lhasa. 1949: in Cina viene proclamata la Repubblica Popolare. 1950: invasione del Tibet da parte delle truppe comuniste. Il Dalai Lama si rifu gia nel Sikkim. Ritorna a Lhasa, mentre la questione tibetana viene studiata per la prima volta dalle Nazioni Unite. 1951: 23 maggio. Accordo in diciassette punti, patto adulterato dalle autorit cin esi, che costituisce punto di riferimento per Pechino. 1954: il Dalai Lama si reca a Pechino. L incontra il decimo Panchen Lama. 1959: il Dalai Lama fugge da Lhasa e prende la strada dell'esilio. 1960: creazione del governo del Tibet in esilio; le sue strutture sono poste a D haramsala, in India. 1965: le Nazioni Unite studiano nuovamente la questione tibetana. 1967: il Dalai Lama va per la prima volta in paesi stranieri: Tailandia e Giappo ne. 1979-1982: tre delegazioni tibetane si recano in Cina e in Tibet. 1985: il Dalai Lama presenta a Washington il suo Piano di pace in cinque punti. 1989: il quattordicesimo Dalai Lama riceve il premio Nobel per la pace. Morte de l decimo Panchen Lama. 1995: 14 maggio, riconoscimento da parte del quattordicesimo Dalai Lama dell'und icesimo Panchen Lama. Il bambino ha sei anni; nato il 25 aprile 1989. Si chiama Gedhun Choekyi Nyima. Poco tempo dopo, il piccolo rapito dai comunisti cinesi. O ggi il pi giovane prigioniero politico del mondo. 1996: 6 luglio, il Dalai Lama ha sessantuno anni.