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Lezioni: Fondamenti

Introduzione alle neuroscienze


Cenni storici, metodi ed etica

Le origini delle neuroscienze


La prima operazione chirurgica ad un cervello risale a ben 7000 anni fa, quando qualcuno fece
dei fori nel cranio di un paziente per cercare di curarlo da qualcosa.
Anche in Egitto 5000 anni fa furono fatti studi sulle lesioni al cervello, in Grecia invece
iniziarono ad infierire la correlazione tra funzione e struttura e ci fu il famoso medico Ippocrate
che intorno al 400 avanti cristo enunci che il cervello non era coinvolt solo nella percezione
ma era anche sede dell'intelligenza, contrariamente a quello che poi afferm Aristotele, cio
che era il cuore il centro dell'intelletto e che il cervello invece era una sorta di radiatore per il
raffreddamento del sangue surriscaldato dal cuore.
Durante l'impero Romando, lo scrittore greco Galeno scopr l'esistenza dell'encefalo e del
cervelletto.
Galeno scopr che il cervelletto aveva una consistenza solida, e che l'encefalo invece era tenero
e da questo dedusse che l'encefalo doveva essere il recipiente delle sensazioni e il magazzino
della memoria, mentre il cervelletto doveva essere il controllore dei muscoli.
Affermazioni dedotte in maniera insensata, ma non del tutto false.
Scoprendo poi che il cervello era cavo (gli spazi cavi sono i ventricoli) e che dentro c'era del
fluido, Galeno afferm che il corpo funzionava in accordo con il bilanciamento tra i 4 fluidi
vitali, o umori, dove le sensazioni venivano registrate e i movimenti avviati tramite lo
spostamento degli umori dal cervello con i nervi, considerati tubi vuoti.
Nel rinascimento il filosofo e matematico Cartesio appoggiava la teoria fluido-meccanica, la
quale diceva che il corpo era controllato dal cervello tramite i fluidi spinti dai ventricoli
attraverso i nervi, inoltre sosteneva che gli uomini possedevano un intelletto ed un'anima
donati da Dio e che questi erano governati grazie alla Ghiandola pineale.
Si scopr inoltre che il tessuto cerebrale era diviso nella sostanza bianca e la sostanza grigia.
Nel diciannovesimo secolo si credeva che: lesioni al cervello possono distruggere sensazioni e
sentimenti e possono uccidere, il cervello comunica con il corpo attraverso i nervi, costituito
da diverse parti dalle differenti funzioni, opera come una macchina in accordo con le leggi della
natura.
Galvani scopr che i muscoli possono essere indotti a contrarsi quando i nervi vengono stimolati
da scariche elettriche, e che lo stesso cervello in grado di generare elettricit.
Si scopr inoltre che all'interno di ogni nervo esistono numerosi filamenti sottili o fibre nervose,
funzionanti come distinti fili conduttori per portare informazioni in diverse direzioni.
Bell e Magendie scoprirono che subito prima che i nervi entrino nel midollo spinale, le fibre si
dividono in 2: la radice dorsale, responsabile delle informazioni sensoriali, e la radice ventrale,
responsabile del movimento.
In ogni fibra nervosa la trasmissione cmq unidirezionale.
Tramite il metodo dell'ablazione sperimentale si distruggevano regioni specifiche del cervello
per capirne il funzionamento, e con questo metodo Flourens, tramite esperimenti su uccelli
infier che il cervello fosse coinvolto nella sensazione e nella percezione, ma infier anche
erroneamente che tutte le regioni del cervello partecipassero equamente a tutte le funzioni
cerebrali.
Gall nel 1809 afferm che le protuberanze sulla superficie del cranio riflettessero i
rigonfiamenti sulla superficie del cervello e disse che alcuni tratti della personalit fosser
legati alla dimensione della testa.
La scienza che metteva in correlazione la struttura della testa con i tratti della personalit
venne chiamata frenologia.
Broca divenne famoso perch analizzando il cervello di un paziente che non riusciva a parlare,
scopr una lesione nel lobo frontale sinistro.
Munk con l'ablazione dimostr che il lobo occipitale era necessario per la visione.
Le teorie del 1859 di Darwin fecero infierire che alla base di alcuni comportamenti ereditati ci
sono meccanismi cerebrali simili o uguali e che gli adattamenti all'ambiente si riflettono nelle

modificazioni della struttura e delle informazioni del cervello di ciascuna specie.


Nel 1839 lo zoologo tedesco Theodor Schwann enunci la teoria cellulare, secondo la quale
tutti i tessuti sono costituiti da unit microscopiche chiamate cellule.
Le cellule nervose solitamente sono dotate di un certo numero di sottili prolungamenti che si
estendono sul corpo cellulare centrale.
Le neuroscienze oggi
Un approccio usato dai neuroscienziati per lo studio del cervello quello del riduzionismo,
grazie al quale sono stati stilati diversi livelli d'analisi:
1. Neuroscienza molecolare: studia le molecole della materia cerebrale nei loro
differenti ruoli.
2. Neuroscienza cellulare: studia il modo in cui le molecole lavorano insieme.
3. Neuroscienza dei sistemi: studiano le costellazioni di neuroni che svolgono diverse
funzioni come il sistema visivo, il sistema motorio ecc...
4. Neuroscienza cognitiva: studia i meccanismi neurali responsabili dei livelli pi ativi
dell'attivit mentale umana, studia in che modo l'attivit del cervello crea la mente.
Per diventare neuroscienziato occorrono molti anni di studio e per svolgere ricerche
complesse occorrono molti fondi.
Esistono 2 tipi di ricerche, quella clinica e quella sperimentale.
La ricerca clinica ad esempio, si occupa di capire attraverso le lesioni le diverse funzioni
cerebrali, quella sperimentale studiano l'attivit elettrica del cervello e moltissime altre cose.
Il metodo scientifico quello usato da tutti i ricercatori e si divide in 4 step: osservazione,
replicazione, interpretazione e verifica.
Ogni ricerca deve poter essere verificata da chiunque per poter evitare casi di frode scientifica.
Per le proprie ricerche i neuroscienziati utilizzano gli animali.
Un tempo non c'era nessuna etica, adesso invece c' molto controllo per quanto riguarda il
maltrattamento ingiustificato degli animali, e ogni esperimento deve essere convalidato dallo
Institutional Animal Care and Use Committee IACUC, un ente che boccia gli esperimenti che
non sono etici.
Esistono anche gruppi di animalisti come quelli dei "diritti degli animali" che usano la violenza
per far desistere gli scienziati dallo sfruttare gli animali.
Gli scienziati moderni pensano che sia immorale non utilizzare le risorse naturali che ci
vengono fornite per arrivare alla comprensione del funzionamento del cervello, inoltre le
malattie della mente sono un enorme costo economico per i vari paesi del mondo.
Grazie alle nuove tecniche di imagin computer possibile esaminare la struttura del cervello
vivente, e grazie a tutte queste scoperte alcuni hanno definito gli anni novanta come il
"decennio del cervello".

I neuroni e le cellule gliali


Studio del neurone e delle cellule gliali

Il progresso della neuroscienza cellulare f possibile solo grazie alla scoperta del microscopio,
verso la fine del 17esimo secolo.
Tuttavia, per poter osservare il tessuto cerebrare necessario avere delle fettine molto sottili
non pi grosse del diametro delle cellule, e per far ci bisognava far passare il tessuto
cerebrale dallo stato gelatinoso a quello solido e questo f possibile grazie all'immersione dei
tessuti nella formaldeide tramite il microtomo.
L'istologia lo studio tramite microscopia dello studio dei tessuti.

Il colorante di Nissl invece serve a colorare il tessuto in modo da renderlo analizzabile,


permettendo di distinguere i neuroni dalle cellule gliali e di studiare la citoarchitettura dei
neuroni in diverse parti del cervello.
Il colorante di Golgi permise poi di analizzare ancora meglio il neurone, permettendone lo
studio delle sue varie parti: il soma o corpo cellulare, i tubicini sottili che parton dal soma
detti neuriti divisi in assoni e dendriti.

L'istologo Cajal contrariamente al pensiero di Golgi, afferm correttamente che i neuriti dei
differenti neuroni non sono connessi in maniera continua, ma comunicano per contatto (teoria
del neurone). Questa teoria f confermata successivamente con l'invenzione del microscopio
elettronico.
Struttura del neurone
Il neurone costituito da numerose parti, le principali sono: il soma, i dendriti e l'assone.
L'interno del neurone separato dall'esterno dalla membrana neuronale.
Il soma
E' la parte centrale del neurone di forma sferica ricoperta dalla membrana neuronale, dove al
suo interno c' il citosol, il fluido acquoso che contiene anche altri organuli, come il nucleo, il
reticolo endoplasmatico rugoso, quello liscio, l'apparato del golgi e i mitocondri.
Tutto ci che dentro la membrana cellulare, escluso il nucle, definito citoplasma.
Il nucleo di forma sferica e contenuto in un doppio involucro detto membrana nuclerare che
contiene numerosi pori.
All'interno del nucleo ci sono i cromosomi, che contengono il DNA che si occupa della sintesi
delle proteine tramite i messaggeri mRNA:
DNA ---trascrizione---> mRNA ---traduzione---> proteina
I neurobiologi moleculari usano l'informazione contenuta nei geni per determinare la struttura
e le funzioni delle proteine neuronali.
Non lontano dal nucleo si trovano il reticolo endoplasmatico rugoso (RE rugoso),
composto da ribosomi, che costituisce il sito dove avviene gran parte della sintesi proteica:
l'mRNA si lega ai ribosomi che traducono le informazioni trascritte dal DNA e dagli amminoacidi
creano le proteine.
I ribosomi liberi che sembrano attaccati al RE rugoso come fili, sono detti poliribosomi.
Il reticolo endoplasmatico liscio costituito da gruppi di organuli membranosi privi di
ribosomi che hanno la funzione di regolare le concentrazioni interne di sostanze.
L'apparato del golgi un sito di elaborazione chimica che seleziona le proteine da spedire
alle diverse parti del neurone.
Il mitocondrio un organulo pieno di creste che rappresenta la sede della respirazione
cellulare, ed agisce generando ladenosintrifosfato ATP, la sorgente di energia della cellula.

La membrana neuronale
E' una membrana costellata di proteine che serve come barriera per contenere il citoplasma
all'interno del neurone e per escludere alcune sostanze esterne.
Tramite i pori e le proteine la membrana regola cosa esce e cosa entra nel neurone.
Il citoscheletro
E' una struttura che sostiene la membrana e da la forma al neurone, ed composta dai
microtubuli, i microfilamenti e i neurofilamenti.
Gli elementi del citoscheletro sono in continuo movimento e sono regolati dinamicamente.
La malattia di Alzheimer avviene a causa della distruzione del citoscheletro dei neuroni della
corteccia cerebrale, regione cruciale per le funzioni cognitive.
L'assone
Si trova solo nei neuroni ed specializzato per il trasporto delle informazioni a distanza nel
sistema nervoso.
La parte iniziale detta cono di integrazione.
Nell'assone non son presenti i ribosomi e quindi non c' nessuna sintesi proteica, quindi tutte le
proteine dell'assone si orginano nel soma.
Gli assoni possono estendersi da 1mm fino ad 1m, e i rami degli assoni che si ramificano
vengono detti assoni collaterali.
Maggiore il diametro dell'assone e pi veloce il segnale elettrico che viaggia al suo interno.
La parte finale dell'assone detta terminale dell'assone, che rappresenta anche il sito dove
l'assone viene in contatto con altre cellule e passa le informazioni, in un punto chiamato
sinapsi.
Possono esistere ramificazioni nelle parti finali degli assoni e in alcune parti possono esserci
rigonfiamenti detti bottoni sinaptici, che quando fanno sinapsi con un'altra cellula si dice che
han fatto l'innervazione.
La sinapsi ha due parti, la parte presinaptica (consiste nel terminale assonico) e quella
postsinaptica (il dendrite o il soma di un altro neurone) e lo spazio tra la membrana sinaptica e
postsinaptica viene chiamato spazio intersinaptico.
La trasmissione sinaptica la trasmissione delle informazioni da un neurone ad un altro.
Viaggiando verso l'assone il segnale elettrico viene convertito in segnale chimico, viaggiando al
contrario, viceversa, inoltre il segnale chimico viene chiamato neurotrasmettitore che
immagazzinato e rilasciato dalle vescicole sinaptiche.
Gli assoni non possono sopravvivere quando vengono staccati dal soma, perch non producono
proteine e non han ribosomi, la perdita degli assoni viene definita degenerazione walleriana e
avviene quando non arriva pi materiale dal soma agli assoni.
Il movimento del materiale che va dal soma all'assone viene definito trasporto assoplasmatico,
ed avviene grazie l'azione della proteina chinesina che passeggia (ha delle specie di gambe) sui
microtubuli consumando ATP.
Si ha il movimento chiamato trasporto anterogrado quando si va dal soma al terminale,
viceversa si ha il trasporto retrogrado (tramite dineina).
I dendriti
I dendriti di un singolo neurone sono chiamati albero dendritico e ciascun ramo chiamato
ramo dendritico.
Gli alberi possono essere di diverse forme e vengono usate per classificare i diversi gruppi di
neuroni.
I dendriti sono coperti da migliaia di sinapsi, sotto le quali la membrana dendritica possiede
molte molecole proteiche chiamate recettori, che percepiscono il neurotrasmettitore nello
spazio intersinaptico.
Le spine dentitiche sono strutture specializzate per ricevere alcuni tipi di input sinaptici.
La trasmissione sinaptica pu dirigere in alcuni neuroni la sintesi proteica locale.
Tipi di neurone
I neuroni possono venir classificati in diversi modi:
1. Classificazione basata sul numero dei neutrini: unipolari, bipolari, multipolari.

2. Classificazione basata sui dendriti: piramidali (spinosi), stellati (spinosi e non).


3. Classificazione basata sulle connessioni: sensitivi primari, motoneuroni,
interneuroni (solo di collegamento).
4. Classificazione basata sulla lunghezza dell'assone: di primo tipo del golgi (sono
lunghi piramidali), di secondo tipo del golgi (corti stellate).
5. Classificazione basata sul neurotrasmettitore: acetilcolina, colinergia,
norandrenalina, ceratonina.
Il ritardo mentale si ha quando la crescita cerebrale si arresta (le connessioni sinaptiche non
si sviluppano) a causa di un trauma o un'altra causa, generando ad esempio la sindrome di
down.
La glia
Della cellula della glia si sa ancora poco, ma si sospetta possa essere molto importante per il
funzionamento del cervello umano.
La glia contribuisce principalmente alla funzione cerebrale sostenendo i processi neuronali.
Gli atrociti sono le cellule gliali pi numerose, che riempiono lo spazio tra i neuroni,
influenzando la crescita del neurite, regolando il contenuto chimico dello spazio extracellulare.
Gli astrociti rimuovo molti neurotrasmettitori dallo spazio intersinaptico e inoltre pare abbiano
anche dei recettori di neurotrasmettitori e possono quindi provocare eventi elettrici e
biochimici.
La glia tramite l'oligodendroglia e le cellule di Schwann produce mielina, lo strato/involucro
che che isola gli assoni.
La guaina mielinica si interrompe periodicamente lascinado un breve spazio dpve la membrana
assonica rimane scoperta, nella zona chiamata nodo Ranvier.
La mielina serve inoltre a rendere pi veloce la propagazione degli impulsi lungo l'assone.
La oligodendroglia si trova solo nel sistema nervoso centrale, mentre le cellule di Schwann
sono solo nel sistema nervoso periferico, inoltre la prima mielizza molti assoni, mentre la
seconda un assone solo.
Ci sono anche cellule non neuronali nel cervello, tipo le cellule ependimali che forniscono il
rivestimento dei ventricoli pieni di fluido del cervello e giocano un ruolo importante di direzione
della migrazione cellulare durante lo sviluppo del cervello, e le cellule microglia, che
funzionano da macrociti per rimuovere gli avanzi dei neuroni e di glia morti o in degenerazione.

La membrana del neurone a riposo


Come fatta e a cosa serve la membrana del neurone a riposo

I costituenti chimici della membrana


L'acqua il principale costituente sia del fluido presente all'interno del neurone, il cosidetto
citosolo, sia del fluido extracellulare, e l'acqua una molecola polare tenuta assieme da
legami covalenti polari che la rendono un efficace solvente.
Gli ioni sono atomi o molecole che hanno una carica netta, se positiva si tratta di cationi, se
negativa di anioni.
Gli ioni e le molecole polari sono idrofili, mentre i lipidi sono idrofobi e sono importanti
costituenti delle membrane.
La membrana formata da un doppio strato di fosfolipidi, catene di molecole con una testa
polare idrofila contenente fosfati ed una coda apolare idrofoba contenente idrati di carbonio,
questa disposizione detta doppio strato fosfolipidico.
Anche le proteine sono importanti costituenti di varie strutture del neurone, quali il

citoscheletro, gli enzimi e i recettori.


I canali ionici sono costituiti da molecole proteiche che attraversano la membrana.
Il diametro del poro e la natura dei gruppi R che lo rivestono serve per la selettivit ionica
(ovvero decidono quali ioni entrano e quali no), inoltre questi canali hanno una variabilit di
accesso che gli permette di chiudersi o aprirsi in base a cambiamenti del microambiente.
Le pompe ioniche sono enzimi che usano l'energia rilasciata dall'idrolisi dell'ATP per
trasportare determinati ioni attraverso la membrana.
Il movimento degli ioni
I movimenti ionici che attraversano i canali sono influenzati da 2 fattori:

1. Diffusione: si ha quando c' uno spostamento netto di ioni da una regione ad alta

2.

concentrazione ad una regione a bassa concentrazione, spostamento che si verifica fino


a che non c' un equilibrio in enbrambe le regioni, gli ioni quindi fluiscono secondo il
gradiente di concentrazione.
Affinch avvenga la diffusione occorre quindi che la membrana possieda canali
permeabili agli ioni e che esista un gradiente di concentrazione.
Elettricit: due importanti fattori determinano la quantit di corrente (ioni carichi
positivamente e negativamente) che pu scorrere nel canale, il potenziale elettrico
(V) che riflette la differenza di carica tra l'anodo e il catodo, e la conduttanza elettrica
(g) che la misura della facilit con cui una carica elettrica pu migrare da un punto ad
un altro.
La relazione tra potenziale e conduttanza definita legge di ohm: I=g*V, dove
ovviamente se la conduttanza o il potenziale sono uguali a zero, non fluir alcuna
corrente nel canale.
La conduzione elettrica di ioni attraverso la membrana richiede che la membrana
possieda canali permeabili a quella specie ionica e che ci sia una differenza di potenziale
elettrico attraverso la membrana.

Basi ioniche del potenziale della membrana a riposo


Il potenziale di membrana di un neurone rappresentato dal simbolo Vm.
Questo potenziale pu essere misurato mettendo un microelettrodo nel citoplasma, e grazie a
questo strumento si scoperto che la carica elettrica non uniformemente distribuita ai lati
della membrana neurale e che l'interno del neurone negativo rispetto all'esterno.
Il potenziale a riposo di un neurone di circa -65 millivolt.
Il potenziale di equilibrio ionico (Eion) si ha quando la forza elettrica che spinge gli ioni K+
verso l'interno controbilanciata esattamente dalla forza di diffusione che li spinge verso
l'esterno.
E' inoltre importante sapere che:

significativi cambiamenti del potenziale di membrana sono causati da minuscoli


cambiamenti di concentrazione ionica.
necessaria una differenza netta di carica elettrica tra la superficie interna ed esterna
della membrana.
la quantit di ioni che si dirigono attraverso la membrana proporzionale alla differenza
tra il potenziale di membrana e il potenziale di equilibrio (forza di conduzione ionica).
se la differenza di concentrazione attraverso la membrana nota, si pu calcolare il
potenziale di equilibrio per ciascun ione grazie all'equazione di Nersnst.

Distribuzione degli ioni attraverso la membrana


Il potenziale di membrana neurale dipende dalle concentrazioni ioniche sui 2 lati della
membrana, e per i gradienti di concentrazione sono importanti 2 pompe ioniche:
la pompa sodio-potassio un enzima che idrolizza ATP in presenza di NA+ all'interno della
cellula, e l'energia metabolica consumata da questa reazione mette in funzione la pompa che

che scambia gli NA+ interni con i K+ esterni, assicurando quindi che questi siano concentrati
all'interno.
La pompa del calcio un enzima che trasporta attivamente Ca2+ fuori dal citoplasma
attraverso la membrana cellulare.
Senza pompe ioniche il potenziale di membrana a riposo non esisterebbe e il cervello non
potrebbe funzionare.
Permeabilit ioniche della membrana a riposo
Un potenziale di equilibrio per uno ione il potenziale della membrana risultante qualora la
membrana sia selettivamente permeabile a quello ione.
Il potenziale della membrana a riposo di -65mV, prossimo al potenziale di equilibrio del
potassio (-80mV).
Il potenziale di membrana a riposo pu essere calcolatro tramite l'equazione di Goldman.
Canali di potassio
La maggior parte dei canali di potassio ha 4 subunit che formano il poro, dove la regione
chiamata ripiegamento del foro contribuisce al filtro di selettivit che rende il canale
permeabile principalmente agli ioni K+.
Mutazioni che coinvolgono solo un singolo amminoacido in questa regione possono alterare
gravemente la funzione neurale.
L'importanza della disposizione dei residui amminoacidi lungo il poro all'interno del canale
stata rilevata dai cogniugi ricercatori Jan e dal loro canale del potassio Shaker.
L'epilessia pu essere dovuta a delle mutazioni in specifici canali di potassio.
Regolazione della concentrazione esterna di potassio
Il potenziale di membrana molto sensibile ai cambiamenti di concentrazione di potassio
extracellulare, un aumento di 10 volte della concentrazione di K+ innalzerebbe il potenziale
della membrana da -65 a -17mV, in un fenomeno chiamato depolarizzazione della
membrana.
L'incremento di potassio extracellulare depolarizza i neuroni.
Esistono dei meccanismi per la regolazione extracellulare di potassio, come la barriera
ematoencefalica, specializzazione delle pareti capillari cerebrali che limita il movimento del
potassio nel fluido extracellulare del cervello.
Anche la glia e in particolare gli astrociti possiedono meccanismi per assorbire K+ in esaubero,
dato che possiedono nella membrana pompe per il potassio che concentrano K+ nel loro citosol,
e questo loro meccanismo viene chiamato tampone spaziale del potassio.
Le cellule muscolari invece sono prive di questi meccanismi, quindi anche se il cervello
protetto, un innalzamento di K+ nel sangue pu comportare serie consenguenze per la
fisiologia del corpo, come ad esempio l'arresto cardiaco dovuto al fatto che senza il potenziale
negativo a riposo, le cellule muscolari cardiache non riuscirebbero a generare gli impulsi.

Il potenziale d'azione
Come funziona il potenziale d'azione

Il potenziale d'azione (spike) un rapido cambiamento della carica del citosol del neurone a
riposo, che passa dalla carica negativa a quella positiva.
I metodi per studiare gli impulsi nervosi si dividono in metodo intracellulare ed extracellulare, il
primo richiede la penetrazione del neurone o dell'assone tramite un microelettrodo, il secondo
consente di rilevare le correnti elettriche senza penetrare il neurone, ponendo un elettrodo
vicino alla membrana.
Il dispositivo che rileva il potenziale di membrana Vm il voltmetro, e per poter rilevare la
veloce variazione di tensione quando c' il potenziale d'azione, si usa un'oscilloscopio.
Il potenziale d'azione ha una fase crescente (fino a circa 40mV), caratterizzata da una rapida

depolarizzazione della membrana.


La parte del potenziale d'azione in cui l'interno del neurone caricato positivamente rispetto
all'esterno viene chiamata potenziale di punta.
C' poi la fase decrescente, che consiste in una rapida ripolarizzazione fino a che la
membrana diventa pi negativa del potenziale di riposo (iperpolarizzazione).
Infine il potenziale a riposo si ristabilisce graduatalmente.
Il potenziale d'azione dura circa 2 millisecondi.
Il potenziale generatore si ha quando gli ioni Na+ depolarizzano la membrana facendo
diventare il citosol meno negativo.
Quando il potenziale generatore raggiunge il livello critico (soglia), la membrana genera
potenziale d'azione, quindi si pu dire che i potenziali d'azione sono causati dalla
depolarizzazione della membrana al di sopra del livello di soglia, non esistono livelli intermedi o
si attivano o non si attivano.
Facendo passare continuamente corrente depolarizzante in un neurone attraverso un
microelettrodo, si generano molti potenziali in successione, e la frequenza di scarica del
potenziale dipende dall'intensit della corrente continua depolarizzante.
Esiste cmq un limite alla frequenza con cui un neurone in grado di generare potenziali,
questa frequenza massima di circa 1000Hz, inoltre, una volta che un potenziale
incominciato, impossibile iniziarne un'altro prima di 1 msec (periodo refrattario assoluto).
Il periodo refrattario relativo il periodo in cui bisogna aspettare numerosi
millisecondi prima di incominciare un altro potenziale, dopo la fine del periodo refrattario
assoluto, periodo in cui l'ammontare della corrente richiesta per raggiungere la soglia aumenta
oltre il normale.
Il potenziale d'azione una drammatica ridistribuzione della carica elettrica da un capo
all'altro della membrana, dove la depolarizzazione della cellula causata dall'entrata di ioni di
sodio attraverso la membrana e la ripolarizzazione dovuta all'uscita di ioni di potassio.
Il funzionamento del potenziale d'azione
Quando una membrana viene depolarizzata fino al livello di soglia, si verifica un aumento
transitorio di gNa che permette agli ioni Na+ di entrare e questo depolarizza il neurone.
L'aumento di gNa di breve durata, e questo spiega la brevit del potenziale.
Il reintegramento del potenziale di membrana negativo viene aiutato dall'aumento di gK che
permette agli ioni K+ di lasciare velocemente il neurone depolarizzato.
Con g si intende la conduttanza, la facilit di passaggio (k=di potassio, Na=di sodio).
Questa teoria di funzionamento f verificata grazie all'invenzione del dispositivo di blocco del
voltaggio, che fissa il potenziale di membrana di un assone rispetto a qualunque valore
prescelto, e misurando le correnti che fluiscono attraverso la membrana si deducono i
cambiamenti che avvengono nella conduttanza della membrana rispetto ai differenti potenziali
di membrana.
Il canale voltaggio-dipendente selettivo per il sodio quella proteina che forma il poro
nella membrana altamente selettivo agli ioni Na+, poro che si apre e si chiude in base ai
cambiamenti di potenziale della membrana.
Questo canale formato da un singolo lungo polipetide, molecola che ha 4 distinte sequenze
numerate I-IV che si raggruppano assieme in modo da formare un poro, chiuso a potenziale di
riposo negativo.
Quando la membrana viene depolarizzata al livello di soglia la membrana si deforma e il poro si
apre, permettendo il paggaggio di Na+.

Durante il passaggio nel poro, gli ioni Na+ vengono privati della maggior parte di acqua,
necessaria perch lo ione attraversi il filtro di selettivit.
L'apertura del canale di sodio controllata dal cambiamento del voltaggio attraverso la
membrana, con un sensore che si trova nel segmento S4 della molecola.
La depolarizzazione spinge S4 lntano dal versante interno della membrana e questo
cambiamento determina l'apertura del canale.

Il metodo del patch-clamp permette di studiare le correnti di ioni che passano attraverso un
singolo canale ionico grazie all'inserimento della punta di un elettrodo in una zona piccolissima
della membrana neuronale.
Questo pezzetto di membrana viene tolto dal neurone e le correnti ioniche che lo attraversano
possono venir misurate mentre il potenziale della membrana bloccato dallo sperimentatore.
Modificando poi il potenziale da -65mv a -40mv i canali si aprono.
Grazie a questo metodo si scoperto che i canali si aprono con un piccolo ritardo, rimangono
aperti per circa 1msec, non possono venire aperti di nuovo dalla depolarizzazione fino a che il
potenziale di membrana non torna a un valore negativo vicino alla soglia.
Un singolo canale non da origine ad un potenziale d'azione, ce ne vogliono migliaia.
Ricapitolando: la soglia spiegata dal fatto che i singoli canali non si aprono fino a che la
depolarizzazione della membrana non raggiunge un livello critico, la fase crescente del
potenziale avviene velocemente perch i canali si aprono immediatamente al raggiungimento
del livello di soglia, il potenziale d'azione breve perch i canali rimangono aperti per breve
tempo (1msec), il periodo refrattario assoluto dovuto all'inattivazione dei canali.
La tetrodotossina TTX in grado di bloccare completamente i potenziali d'azione e le correnti
del canale di sodio, ostruendo il poro legandosi ad un sito specifico esterno, e ci pu portare a
conseguenze letali.
Ci sono diverse tossine pericolose per l'uomo, presenti in molluschi, crostacei e rane, come la
saxitossina, che ostruisce i canali e la batracotossina, che blocca i canali nello stato aperto per
troppo tempo, disturbando la codifica dell'informazione.
Le tossine cmq vengono utilizzate dai ricercatori per studiare le conseguenze del blocco dei
potenziali d'azione.
I canali voltaggio-dipendenti selettivi per il potassio si aprono quando la membrana
depolarizzata e la loro funzione di diminuire ogni ulteriore depolarizzazione permettendo agli
ioni K+ di lasciare la cellula attraverso la membrana.

Ricapitolando:
Quando il potenziale passa da -65mV (potenziale a riposo) a -40mV (valore di soglia) a causa
della presenza di sodio Na+ fuori dalla membrana, i canali voltaggio-dipendenti per il sodio si
aprono (facendolo entrare) e la membrana si depolarizza, (fase crescente) fino a 40mV (valore
di punta), dove si chiudono i canali voltaggio-dipendenti per il sodio e si aprono quelli per il
potassio K+ (facendolo uscire), iniziando cos la fase decrescente che arriva fino
all'iperpolarizzazione, un valore di potenziale + negativo del potenziale a riposo.
La conduzione del potenziale d'azione
Per poter trasferire l'informazione da un punto all'altro del sistema nervoso, il potenziale
d'azione deve propagarsi lungo l'assone.
Solitamente, il potenziale d'azione si propaga in un'unica direzione e non ritorna mai indietro.
Quando avviene una doppia propagazione di potenziale in entrambe le direzioni dell'assone, si
dice che c' una combinazione ortodromica, mentre la propagazione in direzione contraria
detta antidromica.
Visto che la membrana assonica eccitabile, l'impulso si propaga senza decremento, inoltre
l'assone in grado di rigenerare la propria capacit di scarica.
Un potenziale d'assone che viaggia a 10 m/sec riguarda 2 cm di lunghezza dell'assone.
I fattori che influenzano la velocit di conduzione sono
La carica pu viaggiare dentro l'assone o sulla sua membrana, se stretto e ha tanti pori
aperti.
Pi ampio il diametro dell'assone e maggiore la velocit di conduzione.
Le dimensioni dell'assone e il numero di canali voltaggio-dipendenti nella membrana
influenzano l'eccitabilit assonale.
Assoni piccoli necessitano di maggiori depolarizzazioni per raggiungere la soglia del potenziale
e sono pi sensibili al blocco da parte di anestetici locali.
L'anestesia locale un farmaco che blocca temporaneamente i potenziali d'azione negli assoni
nella zona in cui vengono iniettati.
La lidocaina l'anestetico pi usato che blocca i potenziali legandosi ai canali del sodio
voltaggio-dipendenti.
Gli assoni di grosso diametro conducono velocemente ma son troppo ingombranti, cos grazie
alla mielina, che fa da isolante ricoprendolo, anche l'assone pi piccolo pu aumentare la
propria velocit di conduzione.
La mielina cmq non si estende con continuit, ma ci sono delle interruzioni chiamate nodi di
Ranvier dove gli ioni attraversano la membrana per generare i potenziali.
I canali voltaggio-dipendenti selettivi per il sodio sono concentrati nella membrana dei nodi.
La conduzione saltatoria si ha quando il potenziale salta da nodo a nodo.

La sclerosi multipla una malattia che causa debolezza e scoordinazione motoria, causata
dalla demielinizzazione degli assoni.
Assoni e dendriti
La membrana dei dendriti e i corpi cellulari non producono potenziali d'azione sodio-dipendenti,
dato che la membrana ha pochissimi canali voltaggio-dipendenti per il sodio.
Il cono d'integrazione, ovvero la parte del soma dove inizia l'assone, viene detta zona di
inizio dello spike, perch appunto, praticamente solo negli assoni si genera il potenziale.
In molti neuroni sensoriali cmq, la zona che da origine allo spike si trova vicino alla
terminazione del nervo sensitivo.

La trasmissione sinaptica
Il funzionamento della trasmissione sinaptica

Una sinapsi una giunzione specializzata nella quale un terminale assonico prende contatto
con un altro neurone o qualche altro tipo di cellula.
Il terminale assonico viene detto presinaptico, mentre il neurone bersaglio detto
postsinaptico.
Esistono 2 tipi principali di sinapsi, elettriche e chimiche.
Sinapsi elettriche
E' la pi antica sinapsi esistente e consiste nel trasferimento di corrente ionica da una cellula
ad un'altra.
Esse avvengono in siti specializzati detti giunzioni comunicanti, dove le membrane pre e post
sinaptiche sono separate da un piccolo spazio (3nm) e vengono attraversate da speciali
proteine dette connessine, dove 6 connessine unite formano un connessone, un canale che
permette il passaggio degli ioni dal citoplasma di una cellula a quello di un'altra, creando un
flusso bidirezionale.
Le cellule connesse tra di loro attraverso questo sistema sono dette elettronicamente
accoppiate.
Questo tipo di trasmissione molto veloce sicura, ed presente nelle glia, nelle cellule dei
muscoli lisci e in quello cardiaco, mentre rara nei neuroni.
Sinapsi chimiche
La maggior parte delle sinapsi dei mammiferi sono di tipo chimico.
Anche in questo caso le 2 membrane sono separate da uno spazio intersinaptico di 20-25 nm
detto fessura sinaptica, riempito da una matrice di proteine fibrose extracellulari.
Il terminale assonico presinaptico contiene delle sferette chiamate vescicole sinaptiche, che
contengono il neurotrasmettitore, la sostanza chimica utilizzata per comunicare con il
neurone postsinaptico.
I granuli secretori sono vescicole di dimensioni maggiori (circa 100 nm), spesso chiamati

vescicole a nucleo denso e scuro.


Le specializzazioni di membrana sono densi accumuli di proteine adiacenti alle membrane,
mentre i siti di rilascio del neurotrasmettitore sono detti zone attive.

La proteina che attraversa la zona densa della membrana postsinaptica detta densit
postsinaptica, e contiene i recettori del neurotrasmettitore, che convertono il segnale chimico
intercellulare in segnale intracellulare, che dipende dal tipo di recettore proteico (un esempio di
risposta il cambiamento di potenziale di membrana).
Esistono diversi tipi di sinapsi:
Se la membrana postsinaptica posta su un dendrite, la sinapsi viene detta assodendritica, se
localizzata su un altro assone detta assoassonica, se i dendriti formano sinapsi tra loro si
chiama dendrodendritica, o pu essere anche di tipo assosomatica.
Anche le dimensioni e la forma delle sinapsi possono variare notevolmente, e ci sono 2 ulteriori
divisioni:
Le sinapsi del I tipo di Gray sono le sinapsi asimmetriche in cui le specializzazioni di
membrana sul lato postsinaptico sono pi dense che sul lato presinaptico.
Le sinapsi del II tipo di Gray sono invece quelle simmetriche.
Quelle di primo tipo sono di solito eccitatorie, mentre quelle di secondo tipo sono inibitorie.
Le giunzioni neuromuscolari sono le sinapsi degli assoni dei motoneuroni del midollo
spinale, che hanno una trasmissione veloce e funzionale e sono tra le sinapsi pi grandi del
corpo, dove la terminazione presinaptica contiene un gran numero di zone attive.
La zona prosinaptica di queste giunzioni detta placca motrice e contiene una serie di piccole
pieghe allineate con le zone attive presinaptiche, garantendo un rilascio di molti
neurotrasmettitori sull'ampia superficie della membrana.
I principi della trasmissione sinaptica chimica
Perch la trasmissione sinaptica funzioni devono esistere i seguenti meccanismi: uno per la
sintesi e il rifornimento di neurotrasmettitori nelle vescicole, uno che induca le vescicole a
riversare i loro contenuti nella fessura sinaptica in risposta al potenziale d'azione presinaptico,
uno per produrre una risposta al neurotrasmettitore nel neurone postsinaptico (elettrica o
biochimica), uno che rimuova il neurotrasmettitore dalla fessura sinaptica.
Questi meccanismi devono agire in modo molto veloce.
I neurotrasmettitori
Esistono 3 tipi di neurotramettitori: amminoacidi, amine e peptidi.

Gli amminoacidi e le amine sono piccole molecole incorporate e rilasciate dalle vescicole, i
peptidi sono grandi molecole rilasciate dai granuli secretori, tutti e 3 i tipi sono rilasciati sotto
diverse condizioni di stimolazione.
La trasmissione sinaptica veloce nel SNC (sistema nervoso centrale) mediata dagli
amminoacidi glutammato (Glu), acido gamma-aminobutirrico (GABA) e glicina (Gly), nelle
giunzioni neuromuscolari invece c' l'amina acetilcolina (ACh).
Negli amminoacidi: il GABA un inibitore, Glu e il Gly sono eccitatori.
Nelle amine: l'ACh responsabile di Alzheimer, la Dopamina (DA) del morbo di parkinson,
l'Adrenalina della depressione, inoltre sono importanti la noradrenalina (NA) e la serotonina (5HT).
Nei peptidi sono importanti: la dinorfina e l'encefaline (Enk).
Sintesi ed immagazzinamento del neurotrasmettitore
Il GABA e le amine sono prodotti esclusivamente dai neuroni che contengono specifici enzimi
per la loro sintesi.
I trasportatori sono speciali proteine delle vescicole che si occupano di concentrare i
neurotrasmettitori dentro di esse.
Amminoacidi legati assieme nel reticolo endoplasmatico rugoso RE, i peptidi, vengono scissi
nell'apparato del golgi formando neurotrasmettitori attivi, e condotti al terminale assonico dal
trasporto assoplasmatico (granuli secretori).
Rilascio del neurotrasmettitore
E' attivato dall'arrivo di un potenziale d'azione, quando la depolarizzazione della membrana
induce l'apertura dei canali per il calcio voltaggio-dipendenti nelle zone attive.
C' una forte tendenza degli ioni Ca2+ ad entrare nella cellula, e quando questo avviene c' il
rilascio del neurotrasmettitore da parte delle vescicole, tramite esocitosi, dove la membrana
della vescicola si fonde con la membrana presinaptica nella zona attiva facendo riversare il suo
contenuto nello spazio sinaptico.
L'esocitosi veloce e ci suggerisce che le vescicole siano gi ancorate alle zone attive.
Il calcio pu raggiungere concentrazioni molto alte e ci comporta che le proteine della
membrana cambino conformazione, facendo fondere il doppio strato lipidico della vescicola con
quello della membrana presinaptica, formando un poco che permette al neurotrasmettitore di
uscire (questo legame e la fusione dipende dalla famiglia di proteine SNARE, la vescicola ha la
v-SNARE, la membrana la t-SNARE).
La membrana della vescicola viene poi recuperata per endocitosi, e la vescicola viene
nuovamente riempita di neurotrasmettitori.
Anche i granuli secrettori rilasciano i neurotrasmettitori peptidici per esocitosi, ma di solito non
nelle zone attive, e cmq un processo pi lento che richiede molto flusso di potenziale attivo
ad alta frequenza.
Recettori ed effettori
I neurotrasmettitori liberati nella fessura sinaptica influenzano il neurone postsinaptico
legandosi a centinaia di specifiche proteine recettrici incastonate nell'inspessimento
postsinaptico, e ci causa cambiamento di conformazione della proteina.
I recettori possono essere divisi in 2 tipi:
1. Canali ionici trasmettitore-dipendenti: sono proteine transmembrana consistenti di
5 subunit che si uniscono tra loro formando un poro, che si apre solo quando il
neurotrasmettitore si attacca in specifici siti della regione extracellulare.
Se gli ioni Na+ entrano nella cellula attraverso il canale, la membrana si depolarizza
(potenziale eccitatorio) e se si supera il valore di soglia si generano i potenziali d'azione.
La depolarizzazione della membrana postsinaptica da parte del rilascio presinaptico di
neurotrasmettitori viene detta potenziale postsinaptico eccitatorio PPSE.

In generale, se un neurotrasmettitore induce Vm (potenziale di membrana) ad


avvicinarsi ad un valore che pi positivo della soglia per il potenziale d'azione, l'effetto
di questo neurotrasmettitore viene detto eccitatorio, viceversa viene chiamato inibitorio.
L'attivazione dei canali ionici Ach-dipendenti e glutammato-dipendenti induce i PPSE.
Il potenziale postsinaptico inibitorio PPSI si ha quando si porta il potenziale lontano dal
valore di soglia e ci accade con l'attivazione dei canali ionici glicina-GABA-dipendenti,
canali permeabili al Cl-.

2. Recettori accoppiati alla proteina G: comportano azioni pstsinaptiche pi lente, pi


durature e pi diversificate.
Questo processo diviso in 3 fasi: le molecole del neurotrasmettitore si legano alle
proteine recettrici incastonate nella membrana postsinaptica, queste proteine attivano
le proteine G, le proteine G essendo libere di muoversi attivano le proteine effettori, che
possono essere sia canali ionici proteina G-dipendenti o enzimi che sintentizzano
molecole dette secondi messaggeri.
I secondi messaggeri possono attivare altri enzimi nel citosol in grado di alterare il
metabolismo, difatti gran parte dei processi metabolici vengono detti recettori
metabolici.
Si hanno differenti effetti postsinaptici a seconda del recettore a cui viene legato il
neurotrasmettitore, ad esempio l'ACh rallenta le contrazioni ritmiche del cuore provocando una
lenta iperpolarizzazione delle cellule del muscolo cardiaco, mentre nel muscolo scheletrico
induce la contrazione attraverso una rapida depolarizzazione delle fibre muscolari.
Gli autorecettori sono i recettori presinaptici che sono sensibili al neurotrasmettitore rilasciato
dalla terminazione presinaptica, e solitamente sono recettori accoppiati a proteine G che
promuovono la formazione di secondi messaggeri.
Gli autorecettori funzionano come una valcola di sicurezza per ridurre la liberazione di
neurotrasmettitore quando la loro concentrazione sulla fessura sinaptica raggiunge valori
troppo elevati.
Recupero e degradazione del neurotrasmettitore
Una volta che il neurotrasmettitore ha svolto il proprio lavoro, deve essere eliminato dalla
fessura sinaptica e ci pu avvenire tramite la diffusione delle molecole del neurotrasmettitore
fuori dalla sinapsi.
Nella maggior parte dei casi i neurotrasmettitori vengono riassorbiti nel terminale assonico
presinaptico, tramite apposite proteine, presenti anche nelle membrane della glia.
Un altro modo la distruzione enzimatica del neurotrasmettitore all'interno della fessura
sinaptica, ad esempio l'AChE scinde l'ACh nelle cellule muscolari, rendendola inattiva.
Se ad esempio nelle cellule muscolari c' un'esposizione interrotta ad alte concentrazioni di
ACh, si ha la desensibilizzazione, dove i canali vengono chiusi per diversi secondi e

ci impedisce la contrazione muscolare (il gas nervino ad esempio inibisce l'AChE e quindi
troppa ACh provoca la desensibilizzazione).
Lo studio degli effetti dei farmaci sul tessuto nervoso detto neurofarmacologia.
I recettori-antagonisti sono gli inibitori dei recettori, che ne inibiscono il normale
funzionamento, legandosi ad essi e bloccandoli, come ad esempio i veleni.
I recettori-agonisti invece, si legano ai recettori simulando l'azione dei neurotrasmettitori
(molti farmaci funzionano cos).
La nicotina un recettore agonista che agisce sui recettori per l'ACh del muscolo scheletrico,
questi recettori sono detti recettori ACh nicotinici.
Quando la trasmissione sinaptica funziona male, tutto il resto del sistema nervoso funziona
male, e si pensa che una trasmissione nervosa difettosa sia la prima causa di gran parte dei
disturbi neurologici e mentali.
I principi dell'integrazione sinaptica
La trasformazione di molti input sinaptici in un singolo output neuronale (potenziale d'azione)
costituisce una computazione neurale.
La risposta postsinaptica pi elementare corrisponde all'apertura di un singolo canale
trasmettitore dipendente e ci depolarizza la membrana postsinaptica provocando il PPSE.
I PPSE in una data sinapsi sono quantizzati, sono multipli di un'init indivisibile, il quanto
corrisponde al numero di molecole trasmettitore presenti nella singola vescicola e il numero di
recettori disponibili nella sinapsi.
L'esocitosi delle vescicole avviene in bassa frequenza anche in assenza di stimolazione
presinaptica e la risposta ottenuta detta minipotenziale postsinaptico, e l'ampiezza del PPSE
causato dal potenziale d'azione dunque un multiplo intero dell'ampiezza di questo
minipotenziale.
Per determinare quante vescicole rilasciano neurotrasmettitori si usa l'analisi quantica,
comparando l'ampiezza del potenziale postsinaptico mini con quella del potenziale indotto.
La sommazione di PPSE la somma di PPSE necessaria ai neuroni che devono eseguire
operazioni sofisticate, ed essa pu essere di 2 tipi: sommazione spaziale, quando vengono
sommati assieme i PPSE generati simultaneamente da molti sinapsi diverse su un dendrite, e la
sommazione temporale, quando sono sommati assieme PPSE generati in rapida successione
dalla stessa sinapsi.
Il contributo delle propriet del dendrite all'integrazione sinaptica
L'efficacia di una sinapsi eccitatoria dipende da quanto essa distante dalla zona d'innesco e
dalle propriet della membrana dendritica.
I dendriti si comportano come cavi cilindrici elettricamente passivi, sprovvisti di canali ionici.
La corrente sinaptica pu prendere 2 vie: dentro il dendrite o attraverso la membrana
dendristica, tuttavia, ad una certa d'istanza dal sito d'ingresso della corrente, il PPSE si riduce
a zero a causa della dissipazione della corrente attraverso la membrana.
In generale: la depolarizzazione diminuisce con l'aumentare della distanza.
La costante di spazio dendritica un indice di quanto lontano la depolarizzazione possa
diffondersi lungo un dendrite o un assone, la distanza a cui la depolarizzazione diventa il
37% di quella originaria, e pi questa costante grande e pi probabile che i PPSE generati
da sinapsi distanti depolarizzino la membrana a livello del cono di emergenza.
La costanza di spazio dipende dalla resistenza alla corrente dentro il dendrite (resistenza
interna ri), dalla resistenza alla corrente che attraversa la membrana (resistenza di membrana
rm).
Il flusso di corrente tender a prendere la via con minor resistenza e il valore della costante
aumenter con l'aumentare della resistenza di membrana e diminuir con l'aumentare di quella
interna.
La resistenza interna abbastanza costante perch dipende dal diametro del dendrite e dalle
propriet elettriche del citoplasma, quella di membrana variabile perch dipende dai canali
ionici aperti, perci la costante di spazio dendritica non costante.
Ci sono anche dendriti non passivi, eccitabili, che presentano diversi canali, che cmq non sono
sufficienti per generare potenziali in grado di propagarsi senza decremento come gli assoni, ma

possono servire per amplificare piccoli potenziali o per veicolare segnali elettrici in altre
direzioni.
L'inibizione
I canali trasmettitori-dipendenti consentono il passaggio di ioni Cl- (cloro negativo) grazie al
legame con neurotrasmettitori GABA o glicina, gli ioni portano la membrana a circa -65mV,
allontanando il potenziale dalla soglia di attivazione (facendo fluire la corrente positiva verso
l'esterno attraverso la membrana).
Questo processo si chiama inibizione per derivazione.
Se il potenziale fosse meno negativo, l'attivazione dei canali causerebbe PPSI iperpolarizzante,
quindi In mancanza di PPSI manifesto il neurone inibito.
I PPSI possono essere sottratti dal PPSE facendo in modo che il neurone postsinaptico inneschi
meno facilmente i potenziali d'azione.
Geometria delle sinapsi di inibizione ed eccitazione
Le sinapsi inibitorie del cervello che usano GABA o glicina hanno la struttura di tipo II di Gray,
mentre quelle di tipo eccitatorio che usano glutammato sono di tipo I di Gray.
Inoltre, le sinapsi inibitorie su molti neuroni sono incastonate sul corpo cellulare vicino al cono
di emergenza assonico.
La modulazione
Si ha quando recettori accoppiati alla proteina G non sono direttamenti associati a canali ionici,
ma la loro attivazione modifica l'efficacia del PPSE generati da altre sinapsi che hanno canali
trasmettitore-dipendenti.
La modulazione offre un numero quasi illimitato di vie in cui l'informazione codificata pu
essere trasformata ed utilizzata.
I ricordi sono fissati attraverso la modificazione dell'efficacia delle sinapsi chimiche del cervello.

I neurotrasmettitori
I sistemi neurotrasmettitori

Una molecola considerata un neurotrasmettitore se:


1. viene sintetizzata ed immagazzinata nel neurone presinaptico
2. viene rilasciata dal terminale assonico presinaptico dopo la stimolazione
3. produce una risposta nel neurone postsinaptico che mima la risposta prodotta dal
rilascio del neurotrasmettitore dal neurone presinaptico
Per dimostrare che la molecola neurotrasmettitore viene sintetizzata in particolari neuroni i
ricercatori usano 2 tecniche:

1. Immunocitochimica: consente di localizzare anatomicamente alcune particolari


molecole in determinate cellule.
Si tratta di iniettare un neurotrasmettitore purificato chimicamente dentro il corpo di un
animale, in modo che gli anticorpi lo attacchino, e poi di prelevare un campione del
sangue contenente questi anticorpi, che poi vengono marcati con un colorante.
Quando questi anticorpi marcati vengono applicati su una sezione di tessuto nervoso,
questi colorano solamente i neuroni che contengono il neurotrasmettitorem e ci
dimostra che il neurotrasmettitore e il suo enzima sintetizzato sono contenuti nello
stesso neurone, nello stesso terminale assonico.

2. Ibridazione in situ: consente di confermare l'ipotesi che una cellula in grado di

sintetizzare una particolare proteina o peptide.


Esiste un'unica molecola di mRNA per ciascun polipeptide sintetizzato da un neurone,
quindi, conoscendo la sequenza degli acidi nucleici del filamento del mRNA, sar
possibile costruire un filamento complementare che si unir all'mRNA come una sonda
in un processo detto ibridazione.
L'ibridazione consente di etichettare tramite radiottivit la sonda, che applicata nel
tessuto cerebrale si legher ai filamenti di mRNA, in modo da poi poter ricercare i
neuroni che si sono legati alla sonda etichettata tramite l'autoradiografia, un processo in
cui si dispone un sottile strato di di tessuto nervoso su una speciale pellicola sensibile
alle emissioni radioattive.
Quindi con questo metodo possibile localizzare gli specifici mRNA trascritti per le
proteine.

Lo studio del rilascio del neurotrasmettitore


Si vuole dimostrare che il neurotrasmettitore viene rilasciato nel momento in cui il neurone
stimolato, e per far ci si prelevano dei campioni fluidi che bagnano i bersagli sinaptici durante
la stimolazione.
Lo studio di questi campioni vuole verificare se essi imitino l'effetto dell'intera sinapsi, e
successivamente vengono analizzati chimicamente per capire la struttura delle molecole che li
attivano.
Lo studio della simulazione sinaptica
Perch sia un neurotrasmettitore, la molecola deve cuasare la stessa risposta prodotta dal
rilascio naturale del neurotrasmettitore dal neurone presinaptico, e per verificare ci si usa la
microionoforesi, dove una pipetta di vetro viene riempita con una soluzione ionizzata e la sua
punta viene posizionata vicino alla membrana postsinaptica e il trasmettitore viene espulso in
minima quantit, mentre la pipetta attraversata da elettricit.
Inserendo un microelettrodo nel neurone postsinaptico per misurare gli effetti del trasmettitore
sul potenziale della membrana, e se ci causa delle modifiche che simulano gli effetti del
rilascio del trasmettitore verso la sinpasi, allora la molecola e il trasmettitore vengono
considerati come medesimo composto chimico.
Lo studio dei recettori
Due neurotrasmettitori non legano allo stesso recettore, ma lo stesso neurotrasmettitore pu
legarsi a diversi recettori, ciascuno di questi viene chiamato sottotipo del recettore.
I recettori sono stati studiati sotto 3 diversi aspetti:

1. Analisi neurofarmacologica: con la quale si potuto capire ad esempio, che il

2.

muscolo scheletrico e quello cardiaco rispondono in maniera differente a diversi farmaci


colinergici, e che la nicotina non ha alcun effetto sul muscolo cardiaco.
Inoltre, ai recettori sono stati dati i nomi dei loro agonisti: recettore nicotinico nei
muscoli scheletrici, recettore muscarinico nel muscolo cardiaco, ed essi si trovano anche
nel cervello.
Un'altra scoperta rappresenta dagli antagonisti selettivi come il veleno curano che
inibisce l'azione dell'ACh presso i recettori nicotinici provocando la paralisi muscolare e
l'atropina.
Ci sono poi i vari sottotipi di recettori per il glutammato, recettori AMPA, NMDA, kainati,
dal nome dei loro agonisti chimici.
L'analisi farmacologica si usa anche per suddividere i recettori NA in 2 sottotipi (alpha e
beta) e lo stesso per i GABA (A e B).
Metodi per legare le ligandi: Ogni composto chimico che si lega ad un sito specifico
viene chiamato ligando per quel recettore, e la tecnica per studiare i recettori usando
ligandi marcati radioattivamente detta metodo per legare i ligandi.
Un ligando pu essere per un recettore sia agonista, sia antagonista del trasmettitore,
sia il neurotrasmettitore stesso.

3.

Agiscono da ligando gli oppoidi, una vasta gamma di sostanze tra cui anche droghe che
modificano gli stati d'animo.
Analisi molecolare: ha permesso di dividere le proteine dei recettori in 2 gruppi
principali: i canali ionici selettivo-dipendenti per i trasmettitori e i recettori associati alla
proteina G.

La chimica dei neurotrasmettitori


I principali neurotrasmettitori sono o aminoacidi o amine o peptidi.
Gli aminoacidi cmq sono i pi importanti, perch sono presenti negli altri 2 gruppi.
L'ipotesi che un neurone abbia un solo trasmettitore viene chiamata principio di Dale.
I neuroni sono classificati in base ai neurotrasmettitori:
Neuroni colinergici
L'acetilcolina ACh il neurotrasmettitore presente nella giunzione muscolare e viene
sintetizzato da tutti i motoneuroni del midollo spinale e del tronco dell'encefalo.
La sintesi dell'ACh richiede un enzima specifico chiamato colin-acetil-transferasi (ChAT) che
viene prodotta nel soma e trasportata verso il terminale assonico, dove sintetizza l'ACh (la
sintesi inizia nel citosol), che rimane concentrato nelle vescicole sinaptiche grazie all'attivit
dell'ACh trasportatore.
Il ChAT trasferisce un gruppo acetile nell'acetil CoA alla colina e questa viene trasportata da
specifici trasportatori nel terminale assonico, dove responsabile della fase limitante della
sintesi dell'ACh.
I neuroni colinergici producono anche l'enzima che degrada l'ACh, l'acetilcolinesterasi (AChE),
che viene secreto nello spazio intersinapstico e si unisce alle membrane dei terminali assonici e
degrada l'ACh in colina e acido acetico.
L'inibizione di AChE ostacola il decremento di ACh modificando la trasmissione nervosa, e ci
pu comportare il decremento del battito cardiaco e della pressione arteriosa, e la morte deriva

dalla paralisi respiratoria.

Neuroni catecolaminergici
Sono un gruppo di 3 diversi neurotrasmettitori aminici derivanti dall'aminiacido tirosina,
caratterizzati da una struttura chimica chiamata catecol.
Sono: la dopamina (DA), noradrenalina (NA), adrenalina, che sono coinvolte nella regolazione
del movimento, dell'umore e dell'attezione.
Tutti questi neuroni contengono l'enzima tirosin-idrossilasi (TH), che converte la tirosina in
dopa.
Nei Da l'enzima dopa-decarbossilasi trasforma il dopa in dopamina.
Nella malattia di Parkinson i neuroni dopaminergici degenerano lentamente fino a morire, e
come cura si pu somministrare il dopa.
Nei NA c' anche l'enzima dopamina beta-idrossilasi (DBH), che trasforma la dopamina in
noradrenalina, il DA va dal citosol alle vescicole sinaptiche, ed qui che divena NA.
Negli adrenalinici, c' l'enzima fentolamina N-metiltransferasi (PNMT), che trasforma il NA in
adrenalina, il NA deve essere sintetizzato nelle vescicole, rilasciato nel citosol dove forma
l'adrenalina ed infine questa deve tornare nelle vescicole per essere rilasciata.
La cocaina e l'amfetamina prolungano l'azione di questi neurotrasmettitori.
Neuroni serotoninergici
Il neurotrasmettitore aminico serotina 5-HT deriva dall'aminoacido triptofano.
Questi neuroni non sono molto numerosi ma sono importanti perch regolano l'umore, il
comportamento emozionale e il sonno.
Il triptofano viene convertito in 5-HTP tramite l'enzima triptofano idrossilasi, e il 5-HTP diventa
5-HT grazie all'enzima 5-HTP decarbossilasi.

La fonte del triptofano cerebrale il sangue, quindi la mancanza di questo aminoacido nella
dieta pu portare alla caduta della quantit di serotonina nel cervello.
Anche in questocaso la ricaptazione (rimozione dopo l'uso) del serotonina sensibile alle
droghe, e ad esempio la fluoxetina (prozac), un inibitore selettivo della ricaptazione.
Questo trasmettitore viene degradato dall'enzima MAO.
Neuroni aminoacidi
Gli aminoacidi glutammato Glu, glicina Gly e acido gamma-aminobutirrico GABA, fanno da
trasmettitori in gran parte delle sinapsi del SNC, e di questi solo il GABA unico per i neuroni
che lo usano come trasmettitore, mentre il glu e la gly vengono sintetizzati dal glucosio.
Il precursore del GABA il glu e l'enzima che lo sintetizza la decarbossilasi dell'acido
glutamminico GAD.
L'attivit sinaptica si conclude con la ricaptazione selettiva nei terminali presinaptici e nelle
glia, dove il GABA viene metabolizzato dall'enzima GABA-transaminasi.
Altri neurotrasmettitori e messageri
L'ATP un altro possibile neurotrasmettitore, che risulta concentrata nelle vescicole di molte
sinapsi del SNC e del SNP, e viene rilasciata nell'interspazio in modo CA2+ dipendente, ed essa
eccita dirrettamente alcuni neuroni aprendo un canale a cationi.
E i recettori dei nucleoatidi come l'ATP appartengono al tipo dei canali ionici-dipendenti.
Il pi instabile messaggero chimico il monossido di azoto NO, che sintetizzato
dall'aminoacido arginina, e pare agisca senza l'intervento delle vescicole, e viene rilasciato dai
neuroni postsinaptici sui presinaptici, venendo definito messaggero retrogrado.
Il NO di piccole dimensioni ed in grado di diffondersi pi facilmente rispetto ad altri
trasmettitori, pu penetrare facilmente nella cellula e influenzare anche le cellule vicine.
Molti trasmettitori sono presenti anche in altre parti del corpo ma non funzionano come
trasmettitori.
I canali trasmettitori-dipendenti
L'ACh e i neurotrasmettitori aminoacidi mediano la trasmissione sinaptica veloce agendo su
canali ionici dipendenti dal trasmettitore.
Questi canali possono essere sensibili ad alcune sostanze chimiche e al voltaggio, sono in
grado di regolare il flusso di correnti molto ampie in maniera precisa, e possono inoltre
scegliere gli ioni da far entrare e quali no, e possono essere regolati da altri sistemi recettoriali.
La struttura di base dei canali trasmettitore-dipendenti
Il canale ionico trasmettitore-dipendente pi studiato quello dell'ACh dei muscoli scheletrici.
Si tratta di un pentamero, composto da 5 subunit proteiche che formano un singolo poro.
Il canale completo formato da 4 diversi polipeptidi (, , , ), di cui 2 sono di tipo alpha, che
contengono il sito per il legame per l'ACh, che legandosi simultaneamente su entrambi i siti,
causa l'apertura del canale.
Ciascuna unit polipeptica caratterizzata da 4 segmenti che formano delle eliche alfa
idrofobiche.
I recettori del glutammato sono tetrameri, sono formati da 4 subunit.
Canali dipendenti per gli aminoacidi
I canali sono fondamentali anche per i sistemi sensoriali, la memoria e la malattia, e sono
descritti sotto diversi aspetti:

Farmacologia: descrive quali trasmettitori influenzano i canali e quali droghe


interagiscono con essi
Cinetica: l'apertura dei canali determina la durata dei loro effetti
Selettivit: determina se essi producono eccitazione o inibizione e se il Ca2+ penetra
nella cellula
Coduttanza: permette di determinare la grandezza dei loro effetti.

Canali dipendenti per il glutammato


Sono di 3 tipi: AMPA, NMDA e kainato.
I canali AMPA e NMDA del glutammato mediano la maggior parte della trasmissione sinaptica
veloce nel sistema nervoso, mentre i kainati esistono in tutto il cervello.
I canali AMPA sono permeabili al NA+ e al K+ e di solito non son permeabili al Ca2+, e l'effetto
della loro attivazione quello di fare entrare ioni Na+ nella cellula, causando un'ampia e rapida
depolarizzazione, quindi i recettori AMPA mediano la trasmissione eccitatoria.
I canali NMDA sono causa di eccitazione della cellula perch fanno entrare Na+, e differiscono
dagli AMPA perch sono permeabili agli ioni Ca2+ e l'influsso di corrente ionica attraverso questi
canali voltaggio-dipendente.
Pare che l'entrata di Ca2+ nei canali NMDA sia capace di causare cambiamenti che sono la base
biologica della memoria a lungo termine.
L'influsso di corrente ionica attraverso il canale NMDA voltaggio dipendente.
Il Ca2+ pu fare diverse cosa: stimolare il rilascio del neurotrasmettitore, attivare enzimi,
regolare l'apertura di molti canali diversi, influenzare l'espessione genetica e se la sua
quantit troppo alta, pu anche uccidere la cellula.
Canali dipendenti per il GABA e per la glicina
Il GABA media gran parte dell'inibizione sinaptica nel SNC, mentre il resto dell'inibizione
mediata dalla glicina, troppa inibizione porta alla perdita di coscienza e al coma.
Il recettore GABAA e il recettore della glicina controllano un canale selettivo al Cl-.
I due farmaci benzodiazepipne (tipo il valium) e i barbiturici, si uniscono ai siti specifici sul
canale GABAA, e il primo aumenta la frequenza di apertura, mentre il secondo la durata,
aumentando l'inibizione e i PPSI pi forti.
L'etanolo aumenta l'inibizione in alcune aree cerebrali ma non in altre, aumenta la funzione del
GABAA, e ha effetti sui recettori NMDA, su quelli della glicina, su quello dell'ACh e della
serotonina.
Altri modulatori del GABAA sono i neurosteroidi, alcuni inibiscono altri no.
Recettori e effettori associati alla proteina G
Molti recettori associati alla proteina G hanno una struttura con un singolo polipeptide
contenente 7 alfa eliche che attraversano la membrana, con 2 cappi esterni extracellulari che
costituiscono i siti dove il trasmettitore si lega e 2 cappi interni che legano e attivano la
proteina G.
Il termine proteina G deriva da proteina guanosintrifosfato (GTP), e alcuni tipi di proteine G
vengono attivate da molteplici recettori.
Funzionamento della proteina G:
Possiede 3 subunit (, , ), e durante lo stato di riposo la GDP si lega a una subunit G e
tutto galleggia intorno alla superficie della membrana.
Se la molecola GDP legata alla G passa vicino ad un recettore adatto e questo possiede una
molecola di trasmettitore legata ad esso, la proteina G rilascia la molecola di GTP e la scambia
con una di GTP presa dal citosol.
La molecola attivata GTP attaccata alla G si divide in 2 parti la subunit G pi GTP e G,
entrambi liberi di spostarsi.
G un enzima che spezza la molecola di GTP in GDP, e torna indietro assieme alla G,
permettendo al ciclo di ricominciare.

I sistemi effettori associati alla proteina G


Le proteine G attivate esercitano la loro influenza legandosi ai canali ionici dipendenti e agli
enzimi attivati.
La via pi breve va dal recettore alla proteina G e dalla proteina G al canale ionico, e si
chiama cos perch gli effetti non coinvolgono altri intermediari chimici e sono quindi pi rapide
(es ACh,GABAB).
La cascata del secondo messaggero si ha quando tra il primo enzima attivato e l'ultimo ci
sono numerosi secondi messaggeri (es AMPc., PLC, DAG, IP3, PKA, PKC, CaMK).
Fosforilazione e defosforilazione
La fosforilazione si ha quando le protein-chinasi trasferiscono il fosfato dall'ATP alle proteine,
modificando la loro conformazione, e questo pu far aumentare la probabilit che i canali si
aprano o si chiudano.
Gli enzimi delle protein-fosfatasi agiscono per rimuovere i gruppi di fosfato, defosforizzando.
Il grado di fosforilazione del canale in ogni istante, dipende quindi dall'equilibrio della
fosforilazione della chinasi e della defosforilazione della fosfatasi.
Le trasmissioni che usano canali trasmettitore-dipendenti sono veloci e semplici, mentre quelle
con i recettori associati alla proteina G sono lente e complesse.
Ci sono 3 vantaggi nell'usare la trasmissione con la proteina G:
1. L'amplificazione del segnale, grazie all'attivit di molti canali ionici
2. L'uso di piccoli messaggeri permette al segnale di diffondersi a distanza attraversando
molte membrane cellulari e c' la possibilit di avere numerosi siti per una ulteriore
regolazione, avendo integrazione tra cascate.
3. Possono generare nella cellula dei cambiamenti chimici di lunga durata, che sebrano
costituire la base della memoria.
Divergenza e convergenza nei sistemi neurotrasmettitori
Il glutammato il pi comune neurotrasmettitore eccitatorio del cervello, mentre il GABA il
il pi comune inibitorio, tuttavia ogni singolo neurotrasmettitori pu avere molteplici effetti.
Il glutammato in grado di legarsi a numerosi recettori e ciascun recettore pu dare un effetto
diverso.
L'abilit di un trasmettitore di attivare pi di un sottotipo di recettore, o di provocare pi di una
risposta, detta divergenza.

La convergenza si ha invece quando i trasmettitori attivano il loro peculiare tipo di recettore e


poi convergono per influenzare gli stessi sistemi effettori.
I neuroni integrano sistemi di segnali convergenti e divergenti producendo una complessa
mappa di effetti chimici.
Alla fine di tutti questi processi, l'informazione viene ricombinata per dare origine a un
particolare output, che cmq diverso dalla somma dei singoli input.
Visti questi meccanismi, si pu concludere che, il cervello e la sua chimica sono una cosa sola.

La struttura del sistema nervoso


Analisi della struttura del sistema nervoso

Il sistema nervoso in tutti i mammiferi costituito da 2 divisioni: il sistema nervoso centrale


SNC e il sistema nervoso periferico SNP.
Riferimenti anatomici
Guardando il cervello dall'alto, la direzione che va da verso il naso (in avanti) detta anteriore
o rostale, la direzione opposta detta posteriore o caudale.
Guardando il cervello lateralmente, la direzione che va in alto detta dorsale, quella che va in
basso detta ventrale.
La maggior parte delle strutture del sistema nervoso si trovano a coppie, una nella parte destra
ed una nella parte sinistra, inoltre, la linea che percorre la parte centrale del sistema nervoso
detta linea mediana, e le strutture pi vicine ad essa sono dette mediali, quelle lontane sono
dette laterali.
Due strutture che si trovano nello stesso lato sono dette ipsilaterali.
Se le strutture sono sui lati opposti rispetto alla linea mediana, sono dette controlaterali (es, i
2 occhi).
Per osservare la struttura interna del cervello solitamente occorre affettarlo, ed una fetta viene
chiamata sezione.
Quando si seziona, il piano di sezione risultante dalla divisione del cervello nelle 2 met uguali
di destra e di sinistra detto piano sagittale mediano, e le sezioni paralleli al piano sagittale
mediano si trovano nel piano sagittale.
Il piano orizzontale parallelo al suolo, mentre il piano coronale perpendicolare al suolo e al

piano sagittale.

Il sistema nervoso centrale


Il SNC costituito dalla parte del sistema nervoso che racchiusa nelle ossa: il cervello e il
midollo spinale.
Il cervello si trova all'interno del cranio ed divisio in 3 parti:
1. L'encefalo: la parte pi rostale e pi grande del cervello, diviso a met in 2 emisferi
cerebrali, il destro riceve le sensazioni e controlla i movimenti del lato sinistro del corpo,
il sinistro viceversa.
2. Il cervelletto: al di sotto dell'encefalo, contiene tanti neuroni , il centro di controllo
del movimento, ed in questo caso, l'emisfero cerebrare sinistro controlla il lato sinistro
del corpo e il destro il destro.
3. Il tronco encefalico: la parte restante del cervello ed un complesso insieme di
fibre e cellule che funzionano come stazioni di ritrasmissione per informazioni
dall'encefalo al midollo spinale e viceversa, inoltre in esso vengono regolate funzioni
importanti come la respirazione, la coscienza e il controllo della temperatura corporea,
quindi una lesione al tronco encefalico porta alla morte.
Il midollo spinale racchiuso nella spina dorsale ed unito al tronco encefalico, ed il
principale mezzo di conduzione di informazioni dalla pelle, dalle giunture, dai muscoli al
cervello e viceversa.
Una frattura al midollo spinale provoca anestesia della pelle e la paralisi dei muscoli (non che
non funzionano pi, che non si possono controllare) in parti del corpo caudali alla frattura
stessa.
Il midollo spinale comunica con il corpo attraverso i nervi spinali che fanno parte del sistema
nervoso periferico, e questi nervi si uniscono al midollo attraverso 2 branche, la radice dorsale
e la radice ventrale.
Francois Magendie dimostr che le radici dorsali contengono gli assoni recanti informazioni al
midollo spinale, mentre Charles Bell dimostr che le radici ventrali contengono gli assoni che
portano informazioni dal midollo spinale.

Il sistema nervoso periferico


Il SNP comprende tutte le parti del sistema nervoso escluso il cervello e il midollo spinale, e
viene distinto in 2 parti:

1. SNP somatico: comprende tutti i nervi spinali che innervano la cute, le giunture e i

2.

muscoli volontari.
Gli assoni di questo SNP raccolgono le informazioni e le portano al midollo spinale
attraverso le radici dorsali, ed i corpi cellulari di questi neuroni si trovano fuori dal
midollo in ammassi detti gangli delle radici dorsali, dei quali ne esiste uno per ogni
nervo spinale.
SNP viscerale: detto anche sistema nervoso autonomo SNA, o involontario,
costituito da neuroni che innervano gli organi interni, i vasi sanguinui e le ghiandole.
I loro assoni portano al SNC informazioni sulle funzioni viscerali, come la pressione
arteriosa e la quantit di ossigeno nel sangue, inoltre controllano i muscoli cardiaci e la
funzione di diverse ghiandole, e tutte le emozioni non controllabili.

Componenti e nozioni generiche


In anatomia, il termine afferente significa "che porta a", mentre il termine efferente significa
"che porta da".
I nervi cranici
Esistono 12 paia di nervi cranici che nascono dal tronco dell'encefalo ed innervano il capo.
Alcuni nervi cranici fan parte del SNC, altri del SNP e molti di essi contengono una mescolanza
di assoni che svolgono diverse funzioni.
Le meningi
Le meningi separano il SNC dalle ossa del cranio, avvolgendolo e proteggendolo con 3
membrane:

1. La dura madre: il rivestimento pi esterno e duro.


2. La membrana aracnoidea: sotto la dura madre ed ha l'aspetto di una tela di ragno,
3.

e se i vasi sanguinei si rompono il sangue fluisce qui dentro rischiando di


compromettere le funzioni cerebrali.
La pia madre: una sottile membrana aderente alla superficie del cervello, ed
separata dall'aracnoidea da uno spazio contenente il liquido cerebrospinale (LCS).

Il sistema ventricolare
Le cavit ed i canali del cervello pieni di liquido costituiscono il sistema ventricolare.

Se il flusso del LCS fosse compromesso, il liquido tornerebbe indietro e causerebbe il


rigonfiamento dei ventricoli causando l'idrocefalia, che nei neonati gonfia solo il cranio, negli
adulti invece questa condizione pericolosa perch il cranio rigido, e ci pu comportare
emicranie e se non curata con una cannula drenante inserita nel ventricolo, pu portare alla
morte.
Le neuroimmagini
Una volta per studiare il cervello non c'era altro modo che sezionarlo, adesso possibile
studiarlo dal vivo grazie a 2 tecniche:
1. Tomografia computerizzata: una fonte di raggi X viene fatta ruotare attorno alla
testa secondo il piano della sezione desiderata, e tramite dei sensori elettronici sensibil
ialle radiazioni X si catturano le informazioni che vengono ricostruite digitalmente al
computer, permettendo di osservare l'organizzazione delle sostanze bianca e grigia e la
posizione dei ventricoli.
2. Risonanza magnetica: metodo che sta rimpiazzando la tomografia, che consente di
ottenere una mappa del cervello molto pi dettagliata grazie alle informazioni fornite
dagli atomi di idrogeno di come rispondono alle perturbazioni di un campo magnetico
(segnale radio).
I segnali elettromagnetici emessi dagli atomi sono rilevati da dei sensori disposti
attorno alla testa e la mappa del cervello viene generata dal computer.
Queste 2 tecniche per, non mostrano i cambiamenti del cervello che sono di natura chimica o
elettrica, e per far ci sono state inventate 2 nuove tecniche:
La tomografia a emissione di positroni (PET) e risonanza magnetica funzionale
(fRMI).
Entrambe rilevano le modificazioni del flusso ematico regionale e del metabolismo cerebrale,
questo perch i neuroni che sono attivi hanno bisogno di pi glucosio e pi ossigeno e i vasi
cerebrali rispondono all'attivit neuronale facendo affluire una maggior quantit di sangue,
quindi registrando i cambiamenti del flusso ematico vengono rilevate le regioni del cervello che
sono pi attive in circostanze diverse.
La PET funziona con onde radiottive che grazie a dei sensori permettono di rilevare le posizioni
degli atomi che emettono positroni, e questo permette di misurare l'attivit metabolica del
cervello e di calcolare i livelli di attivit di popolazioni diverse di neuroni.
La PET per non scende molto nel dettaglio ed molto lunga in minuti di pericolose esposizioni
a radiazioni.
La fRMI invece pi funzionale, misurando il rapporto tra ossiemoglobina e deossiemoglobina
e tramite un metodo di sottrazione delle immagini risultanti dalla scansione, si rilevano i
cambiamenti e quindi l'attivazione o lo spegnimento di specifiche aree, in modo veloce e non
invasivo.
Gruppi di neuroni
Sostanza
grigia

Insieme di neuroni del SNC che appaiono grigi dopo il sezionamento

Corteccia

Insieme di neuroni che formano un sottile strato sulla superficie cerebrale

Nucleo

Ammasso di neuroni presente di solito nelle profondit del cervello

Substantia

Gruppo di neuroni correlati nelle profondit del cervello, con bordi meno distinti
di quelli del nucleo

Locus

Gruppo di cellule piccolo e ben definito

Ganglio

Insieme di neuroni del SNP

Insieme di assoni

Nervo

Fascio di assoni del SNP

Sostanza bianca Insieme di assoni del SNC, che appaiono bianchi dopo il sezionamento
Tratto

Insieme di assoni del SNC aventi in comune il sito d'origine e la destinazione

Fascio

Insieme di assoni che decorrono insieme

Capsula

Insieme di assoni che mettono in comunicazione l'encefalo con il tronco


encefalico

Commessura

assoni che mettono in comunicazione un lato del cervello con l'altro

Lemnisco

Tratto che serpeggia lungo il cervello come un nastro

La comprensione della struttura del SNC attraverso lo sviluppo


L'intero SNC deriva dalle pareti del tubo pieno di liquido che si forma in uno stadio precoce
dello sviluppo embrionale, tubo che si trasforma poi nel sistema ventricolare dell'adulto.
La formazione del tubo neurale
L'embrione inizialmente un disco piatto con 3 strati cellulari: endoderma, mesoderma ed
ectoderma.
L'endoderma d origine al rivestimento di molti organi interni, il mesoderma le ossa dello
scheletro e i muscoli, l'ectoderma il sistema nervoso e la cute.
Dallo stadio piatto, il cervello in sviluppo passa alla formazione di un canale nella placca
neurale detto doccia neurale, le cui pareti sono denominate pieghe neurali.
Queste pieghe si muovono fondendosi dorsalmente e formando il tubo neurale, dalle cui pareti
si sviluppa tutto il SNC.
Quando le pieghe neurali si uniscono una parte di ectoderma neurale viene spinto fuori e va a
posizionarsi a fianco del tubo neurale, formando la cresta neurale, dalla quale derivano tutti i
neuroni del SNC.
Il mesoderma forma delle protuberanze su entrambi i lati del tubo neurale, detti somiti, dai
quali si sviluppano le 33 vertebre della colonna vertebrale ed i relativi muscoli scheletrici, i cui
nervi sono detti nervi motori somatici.
Il processo con cui la placca neurale si trasforma in tubo neurale detto neurulazione, e se
fallisce la chiusura del tubo neurale anteriore si determina la condizione di anencefalia che se
degenera il cranio e il proencefalo risulta fatale, mentre se non si chiude quello posteriore
avviene la spina bifida, che nei casi pi gravi non fa formare il midollo spinale, mentre in altri
casi porta difetti alle meningi e al midollo spinale posteriore (formando una specie di coda che
esce dal corpo).
Per ridurre il rischio di questi difetti la madre incinta pu mangiare alcune verdure contenenti
l'acido folico.
Le 3 vescicole cerebrali primitive
La differenziazione il processo con il quale durante lo sviluppo le strutture diventano pi
elaborate e specializzate.
Tutto il cervello deriva dalle 3 vescicole primitive formatesi nel tubo neurale.
La vescicola pi rostale il proencefalo, sotto si trova il mesencefalo e caudalmente rispetto
a questa si trova il rombencefalo.

1. Proencefalo

Da esso nascono le vescicole secondarie che sono le 2 vescicole ottiche e le 2 vescicole


telencefaliche, e al centro c' il diencefalo.
Dalle vescicole ottiche si formano le retine e i nervi ottici.
Le vescicole telencefaliche forma il telencefalo, il quale si sviluppa formando il bulbo
olfattivo e la sostanza bianca.
Gli spazi pieni di liquidi che si trovano negli emisferi cerebrali sono detti ventricoli
laterali, mentre lo spazio al centro del diencefalo detto terzo ventricolo.
Nel telencefalo si formano 2 tipi di sostanze grigie, la corteccia cerebrale e il telencefalo
basale.
Il diencefalo si differenzia invece in 2 strutture: talamo e ipotalamo.

2.

3.

Gli assoni del proencefalo si estendono per formare i 3 sistemi principali di sostanza
bianca: sostanza bianca corticale, corpo calloso, capsula interna.
Il proencefalo la sede della percezione, della coscienza, del pensiero e dell'azione
volontaria.
Ciascuna delle vie sensoriali fa tappa nel talamo prima di giungere nella corteccia.
In generale con il termine basale si indicano quelle strutture che si trovano in profondit
nel cervello, ad esempio i gangli della base si trovano in profondit dell'encefalo e una
loro lesione compromette la capacit di iniziare un movimento volontario.
L'ipotalamo invece controlla il sistema nervoso viscerale (autonomo) implicato nelle
risposte ai bisogni dell'organismo (ad esempio serve per decidere se attaccare o fuggire
in caso di pericolo).
Mesencefalo
La superficie dorsale durante lo sviluppo si trasforma nel tetto, diviso in collicoli
superiori (controllo dei movimenti oculari) e collicoli inferiori (ricezione informazioni
dalle orecchie), mentre il pavimento costituito dal tegmento, una delle regioni del
cervello pi colorate.
Lo spazio pieno di liquido che passa nel mezzo del mesencefalo si restringe formando
un canale detto acquedotto cerebrale.
Il mesencefalo ritrasmette le informazioni che viaggiano dal midollo spinale al
proencefalo e viceversa, e contiene neuroni implicati nei sistemi sensoriali, nel controllo
motorio e responsabili di altre funzioni, contiene inoltre gli assoni della corteccia
cerebrale.
Rombencefalo
Si divide in 3 strutture: cervelletto, ponte, midollo allungato o bulbo.
Il canale pieno di liquido diventa il quarto ventricolo.
Il rombencefalo un importante punto di passaggio delle informazioni che vanno dal
proencefalo al midollo spinale e viceversa, e i suoi neuroni contribuiscono
all'elaborazione delle informazioni sensoriali, al controllo del movimento volontario e alla
regolazione del sistema nervoso autonomo.
Il cervelletto importante per il controllo del movimento e le afferenze provenienti dal
midollo forniscono informazioni sulla localizzazione del corpo nello spazio, le afferenze
provenienti dal ponte invece portano informazioni provenienti dalla corteccia
specificando i bersagli del movimento volontario, e il ponte funziona quindi come un
grande pannello di controllo che connette la corteccia con il cervelletto.
Un incrocio di assoni da un lato ad un altro chiamato decussazione, e questo incrocio
nel bulbo spiega il perch la corteccia di un lato del cervello controlli i movimenti del
lato opposto del corpo.
Il bulbo contiene neuroni per numerose e differenti funzioni sensoriali e motorie, come
l'udito o le cellule che controllano i muscoli della lingua.

Il midollo spinale
Durante lo sviluppo, il lume del tubo neurale si riduce per dare origine allo stretto canale
spinale.
Il midollo spinale se sezionato ha l'aspetto di una farfalla, dove la parte superiori delle ali
denominata cono dorsale, la parte inferiore cono ventrale, la sostanza grigia che si trova tra i
coni ventrale e dorsale detta zona intermedia, mentre tutto il resto costituito dalla sostanza
bianca.
I fasci d'assoni che scorrono lungo la superficie dorsale sono detti colonne dorsali, mentre
quelli disposti laterarlmente alla sostanza grigia sono detti colonne laterali, e quelli disposti
sulla superficie ventrale sono detti colonne ventrali.
Le cellule del cono dorsale ricevono le afferenze sensoriali dalle fibre delle radici dorsali, quelle
del cono ventrale proiettano i loro assoni verso le radici ventrali che innervano i muscoli, e
quelle della zona intermedia producono risposte motorie ad input sensoriali e ai comandi
provenienti dal cervello.
Le grosse colonne dorsali contengono assoni che trasportano le informazioni del tatto
attraverso il midollo verso il cevello, e tutto il midollo come una superstrada.
Gli assoni delle colonne laterali trasmettono informazioni sul controllo del movimento
volontario.

Il midollo spinale il principale mezzo di conduzione di informazioni dalla cute, dalle giunture e
dai muscoli del cervello, e viceversa.
I neuroni della sostanza grigia spinale iniziano l'analisi delle informazioni sensoriali, svologno
un ruolo importante nelle coordinazione dei movimenti e regolano i riflessi semplici.
Caratteristiche del SNC umano
I canali sulla superficie dell'encefalo sono detti solchi, mentre le protuberanze sono chiamate
circonvoluzioni (o giri), queste 2 parti sono il risultato dell'espansione della superficie delle
corteccia durante lo sviluppo.
La corteccia umana adulta misura circa 1100 cm2 si ripiega pi volte su se stessa per poter
esser contenuta nel cranio, ed essa la sede del pensiero e del ragionamento.
Il cervello umano diviso in: lobo temporale, lobo frontale, lobo parietale, lobo occipitale.
Il solco centrale divide il lobo parietale da quello frontale.

Il sistema ventricolare del cervello


Ventricoli laterali

Corteccia cerebrale
Telencefalo basale

Terzo ventricolo

Talamo
Ipotalamo

Acquedotto cerebrale

Tetto
Tegmento del mesencefalo

Quarto ventricolo

Cervelletto
Ponte
Bulbo

La corteccia cerebrale
I sistemi cerebrali responsabili delle sensazioni, delle percezioni, del movimento volontario,
dell'apprendimento, del linguaggio e del pensiero convergono tutti nella corteccia cerebrale.
I corpi cellulari dei neuroni corticali sono sempre organizzati in strati o foglietti che di solito
sono paralleli alla superficie del cervello.
Lo strato dei neuroni pi vicino alla superficie separato dalla pia madre da una zona priva di
neuroni denominata I strato, inoltre, almeno uno strato di cellule contiene i dendriti apicali.
L'ippocampo la parte di corteccia ripiegata su se stessa che si trova medialmente al
ventricolo laterale, e connesso all'ippocampo si trova la corteccia olfattiva, separata dal solco
rinale dalla neocorteccia che presente solo nei mammiferi.
Il talamo rappresenta l'ingresso alla neocorteccia, la quale importante per i processi della
visione, dell'udito, della sensibilit somatica e del controllo del movimento volontario.
Il famoso neuroanatomista tedesco Korbinian Brodmann costrui una mappa citoarchitettonica
della neocorteccia, suddividendola in aree ed intuendo che le aree corticali con aspetto
differente hanno funzioni differenti.
Siccome il cervello un tessuto molle non esiste alcun fossile che possa aiutare a comprendere
come esso si sia evoluto nel tempo, tuttavia possibile ricavare molte informazioni
confrontando le cortecce di diverse specie viventi, e grazie a questo metodo si concluso che

durante l'evoluzione cambiata la quantit di corteccia ma non la sua struttura di base.


La neocorteccia primordiale consisteva in 3 tipi: aree sensoriali primarie, secondarie
(interconnesse con le primarie) e aree motorie (responsabili del movimento volontario).
I lobi frontale e temporale sono le aree associative della corteccia.
Inoltre, la comparsa della mente, intesa come la nostra capacit di interpretare desideri,
intenzioni e credenze, correlata con l'espansione della corteccia frontale.

Il gusto
Il senso chimico del gusto

Il numero di sostanze chimiche e la variet dei loro sapori quasi infinito, ma noi distinguiamo
principalmente 5 gusti: dolce,salato,amaro,aspro e umami (il sapore dell'aminoacido
glutammico).
Ogni alimento attiva una diversa combinazione di gusti di base, contribuendo a renderne unico
il sapore, che viene percepito dal gusto e dall'olfatto.
La lingua alla base della percezione del gusto, ma anche altre aree della bocca come palato,
faringe ed epiglottide sono coinvolte nel processo, inoltre gli aromi possono passare anche
attraverso la cavit nasale, dove vengono analizzati dai recettori olfattivi.
La punta della lingua sensibile al dolce, mentre il fondo all'amaro, ma tutte le parti della
lingua, anche se specializzate su determinati gusti, percepiscono anche gli altri.
Sulla superficie della lingua ci sono le papille, ognuna delle quali contiene da una a diverse
centinaia di calici gustativi, il calice gustativo possiede a sua volta da 50 a 150 cellule
recettrici del gusto (cellule gustative), i calici gustativi sono formati anche da cellule
basali e da un fascio di assoni afferenti.
Come per ogni cosa, concentrazioni troppo basse non vengono percepite, c' dunque una
concentrazione di soglia, e a valori appena superiori alla soglia le papille sono sensibili solo ai
gusti base, mentre aumentando la concentrazione diventano pi sensibili.
Le cellule recettrici del gusto
La regione membranosa sensibile agli stimoli chimici nelle cellule del gusto posta vicino alla
superficie linguale e presenta dei microvilli che si prolungano fino al poro gustativo, attraverso
il quale la cellula entra in contatto con le sostanze sciolte nella saliva.
Le cellule gustative non sono neuroni ma formano legami sinaptici con le terminazioni degli
assoni sensitivi dei calici gustativi, e sono soggette ad un ciclo continuo di crescita e di morte.
Quando la cellula del gusto viene attivata da uno stimolo chimico, il suo potenziale di
membrana cambia depolarizzandosi o iperpolarizzandosi (potenziale del recettore), e se la
depolarizzazione abbastanza forte si generano i potenziali d'azione.
La depolarizzazione induce l'apertura dei canali calcio voltaggio-dipendenti, cos il Ca2+ entra
nel citoplasma facendo liberare i trasmettitori, i quali eccitano il neurone sensoriale
postsinaptici e lo inducono a scaricare potenziali d'azione che comunicano il segnale gustativo
al bulbo.
Oltre il 90% delle cellule del gusto sensibile a 2 o + gusti fondamentali.
Meccanismi di trasduzione del gusto
Il processo in cui uno stimolo ambientale causa una risposta elettrica del recettore detto
trasduzione.
La trasduzione del gusto possibile grazie a processi differenti e ogni specifico sapore pu
essere associato ad uno o pi di essi, i singoli gusti vengono evocati dalle diverse sostanze
attraverso: passaggio diretto attraverso canali ionici (salato e acido), legame e blocco dei
canali ionici (acido e amaro), legame e apertura dei canali ionici (aminoacidi), legame con i
recettori di membrana che attivano secondi messaggeri che aprono e chiudono canali ionici
(dolce, amaro e umami).

Ecco come funzionano i gusti:

1. Salato: dato dal catione Na+, le cellule sensibili al salato presentano canali selettivi

2.
3.

4.

5.

per il sodio, che sono diversi dai normali canali del sodio che generano i potenziali
d'azione, essi sono insensibili alle variazioni di voltaggio e rimangono sempre aperti,
facendo entrare direttamente il sodio che depolarizza la membrana.
Acido: dato da ioni idrogeno H+ che si diffondono in 2 modalit: attraverso i canali
sodio amiloridesensibili depolarizzando e legandosi ai canali selettivi per il potassio,
bloccandoli, depolarizzando.
Dolce: le molecole dolci si legano chimicamente a recettori specifici, attivando cos il
rilascio di secondi messaggeri, nel caso del legame col recettore di una proteina G, essa
causa la formazione di AMP ciclico che a sua volta attiva chinasi A (PKA) che fosforila un
canale selettivo per il K+ bloccandolo, causando la depolarizzazione (esistono anche
secondi messaggeri che coinvolgono IP3).
Amaro: possono legarsi direttamente ai canali selettivi per il potassio e bloccarli o
attivare un meccanismo a cascata associato alla proteina G, che tramite IP3 modula la
produzione di altri trasmettitori senza alterare il potenziale di membrana del recettore,
liberando Ca2+ contenuto in appositi siti di accumulo.
Aminoacidi: hanno numerosi meccanismi di trasduzione, l'umami ad esempio deriva
dal glutammato e questo attiva direttamente un canale ionico permeabile a Na+ e Ca2+,
che depolarizzano e fanno aprire canali selettivi per il calcio che fan rilasciare il
neurotrasmettitore.
In altri casi il glutammato si lega alle proteine G che modifica i livelli di AMPc.

Vie centrali per l'elaborazione del gusto


Il flusso principale delle informazioni si origina a livello dei calici gustativi, passa poi dagli
assoni primari nel tronco encefalico, al talamo ed infine alla corteccia.
3 nervi cranici conducono l'informazione dagli assoni al cervello, 2/3 della lingua e del palato
sono collegati al nervo cranico VII, il terzo posteriore dal IX, mentre le regioni attorno alla gola
dal nervo X.
Gli assoni entrano nel tronco encefalico, si fascicolano e creano sinapsi con il nucleo gustativo,
una parte del nucleo solitario del bulbo.
La percezione a livello conscio del gusto forse mediata dalla corteccia cerebrale.
I neuroni del nucleo gustativo formano sinapsi con il nucleo ventrale postero-mediale (VPM),
una regione del talamo da cui i neuroni ramificano i loro assoni nella corteccia gustativa
primaria, area 36 di Brodmann.
Lesioni alla corteccia gustativa o al VPM possono causare ageusia, la perdita della percezione
dei sapori.
Il senso del gusto importante per il controllo di processi fondamentali come alimentazione e
digestione.
Le cellule del nucleo gustativo si collegano a neuroni di svariate aree a livello del bulbo, come
quelle coinvolte nei processi della deglutazione, della salivazione, del vomito, della digestione e
della respirazione, inoltre le informazioni gustative vengono distribuite all'ipotalamo che
sembrano connesse allo stimolo dell'appetito.
La codificazione del segnale neurale del gusto
Le singole cellule del gusto tendono a rispondere ad un'ampia gamma di stimoli e un certo
assone pu combinare l'informazione proveniente da svariate papille.
L'ipotesi pi accreditata sul funzionamento del riconoscimento dei gusti quella del codice di
popolazione, secondo la quale le risposte di un gran numero di neuroni fortemente
sintonizzati, piuttosto che le risposte precise a poche cellule, sono utilizzate per identificare un
particolare stimolo gustativo.

L'olfatto
Il senso chimico dell'olfatto

Noi odoriamo solo con un sottile strato di cellule, l'epitelio olfattivo, che viene diviso in 3 tipi:
cellule recettrici dell'olfatto, deputate alla trasduzione degli stimoli, cellule di supporto, aiutano
a produrre il muco, cellule basali, costituite da neuroni olfattivi che muoiono e si rigenerano.
Quando si annusa, solo una piccola quantit d'aria finisce nell'epitelio olfattivo, in cui viene
secreto costantemente un sottile strato di muco (costituito da acqua, sali, mucopolisaccaridi e
diverse sostanze proteiche come anticorpi, enzimi e recettori), che scioglie le sostanze odorose
prima che esse raggiungano i recettori.
I recettori dell'olfatto possiedono un lungo e sottile dendrite che termina sulla superficie
dell'epitelio olfattivo con un rigonfiamento che si protende nello strato mucoso con un elevato
numero di cilia sottili.
Le sostanze odorose disciolte nel muco si legano alle cilia attivando il meccanismo di
trasduzione.
Dal lato opposto parte un sottile gruppo di assoni senza mielina che attraversa un poro detto
lamina cribrosa per raggiungere il bulbo olfattivo,
L'insieme degli assoni olfattivi costituiscono il nervo olfattivo (nervo cranico I).
Un trauma cranico pu spezzare questi assoni causando l'anosmia, l'insensibilit agli odori.
La trasduzione del segnale avviene nelle cilia in questa sequenza:
sostanza odorosa -> legame con recettori della membrana cellulare -> stimolazione della
proteina Golf -> attivazione dell'adenilato ciclasi -> formazione di AMPc -> legame dell'AMPc a
canali specifici per i cationi -> apertura dei canali con ingresso di Na+ e Ca2+ -> apertura dei
canali per il Cl- (uscente) -> flusso ionico e depolarizzazione della membrana del recettore.
Il Ca2+ scatena la corrente di Cl- che pu amplificare il potenziale del recettore olfattivo.
Se il potenziale abbastanza alto da superare la soglia, lo stimolo si propagher lungo l'assone
fino al sistema nervoso centrale.
Lo stimolo olfattivo pu essere interrotto allontanando la sostanza odorosa, grazie ad enzimi
spazzini che degradano chimicamente le sostanze.
Anche se la sostanza odorosa sempre presente, l'intensit dell'odore si riduce
progressivamente, perch la risposta delle cellule recettrici si adatta entro un minuto alla
sostanza odorosa.
Esistono circa 1000 geni che codificano per il sito legante dei recettori e ogni cellula recettrice
olfattiva sembra esprimere solo uno di questi 1000 geni recettori.
Lo strato dei recettori olfattivi organizzato in poche zone larghe, e ogni zona contiene cellule
recettrici che esprimo un diverso sottoinsieme di geni recettori.
I canali delle cilia dei recettori olfattivi sono controllati direttamente dall'AMPc, e anche l'olfatto
richiede un codice di popolazione per riconoscere i vari odori.
Ogni proteina recettrice si lega con diverse sostanze odorose in maniera quasi immediata, e,
alcune cellule sono pi specifiche per la struttura chimica delle sostanze odorose a cui
rispondono, ma in generale ogni recettore ampiamente sintonizzato.
Ogni sostanza odorosa attiva molti dei 1000 tipi di recettori e il compito delle vie olfattive
quello di rilevare il pacchetto delle informazioni in arrivo dallo strato di recettori e di usarlo per
classificare ulteriormente gli odori.
Le vie olfattive centrali
Gli assoni dei neuroni recettori dell'olfatto si prolungano fino all'interno dei 2 bulbi olfattivi, il
cui strato presenta numerose strutture a forma sferica chiamate glomeruli.
Ogni glomerulo riceve gli assoni dei recettori in una larga regione dell'epitelio olfattivo, ogni
bulbo ha solo 2 glomeruli P2 in posizioni simmetriche (in mezzo ai 2 bulbi) e ciascun glomerulo
riceve input soltanto da una cellula recettrice di un particolare tipo.
La serie di glomeruli all'interno di un bulbo quindi una mappa ordinata dei geni recettori
espressi nell'epitelio olfattivo, ovvero una mappa della informazione sugli odori.

Gli assoni efferenti dal bulbo olfattivo vanno a formare il tratto olfattivo, che proietta
direttamente nelle regioni della corteccia cerebrale, da cui l'informazione passa al talamo e poi
alla neocorteccia.
Il sistema olfattivo influenza anche i lobi frontali del cervello, sedi importanti dei meccanismi di
regolazione della sfera emotiva e di certi tipi particolare di memoria.
Si pensa che diversi percorsi paralleli medino funzioni olfattive diverse, inoltre la percezione
cosciente degli odori potrebbe seguire una seconda via, dal tubercolo olfattivo lo stimolo
passerebbe al nucleo mediano dorsale del talamo, per poi finire nella corteccia orbitofrontale.
Rappresentazione spaziale e temporale dell'informazione olfattiva
Le singole cellule rispondono in maniera uguale agli stimoli di sostanze chimiche diverse, per
il nostro cervello ci consente di distinguere nettamente fra una sostanza e l'altra, questo
perch probabilmente ogni odore rappresentato da una grande popolazione di neuroni,
oppure perch i neuroni rispondono a particolari odori possono essere organizzati in mappe
speciali, oppure perch la dinamica temporale dei potenziali d'azione pu essere un codice
essenziale per particolari odori.
Il sistema olfattivo utilizza le risposte simultanee di un gran numero di recettori per codificare
uno stimolo specifico, e il cervello potrebbe distinguere gli odori dalla combinazione di risposte
da tutte queste cellule (codice di popolazione olfattiva).
Una mappa sensoriale una distribuzione ordinata di neuroni che si correlano con certe
caratteristiche dell'ambiente.
La distribuzione di cellule forma una mappa sensoriale sulla base della quale i neuroni in una
parte specifica del bulbo rispondono a odori particolari, e la forma della mappa dipende dalla
natura e dalla concentrazione delle sostanze odorose.
Le mappe neurali olfattive servono per poter distinguere un enorme numero di sostanze
chimiche tra di loro.
La codificazione temporale dipende dalla temporizzazione delle scariche e pu servire a
codificare la qualit degli odori.
L'andamento temporale della frequenza di scarica infatti una caratteristica essenziale della
codificazione olfattiva.
Gli odori sono stimoli lenti e quindi non necessario il rapido susseguirsi dei potenziali d'azione
per la codificazione dei parametri temporali degli odori.
L'informazione sugli odori viene quindi codificata dal numero, dalla configurazione temporale,
dalla ritmicit e dalla sincronizzazione della risposta di scarica tra neuroni.

L'occhio
Come funziona l'occhio

Le propriet della luce


La luce la radiazione elettromagnetica visibile dagli occhi.
Questa radiazione pu essere descritta come un'onda che varia di lunghezza, di frequenza
(frequenza maggiore = maggiore energia) e d'ampiezza, e nel vuoto viaggia lungo una linea
retta, ma nell'atmosfera terrestre pu subire tre fenomeni principali: riflessione, il rimbalzare
dei raggi di luce su una superficie, assorbimento, il trasferimento d'energia luminosa su una
particella o su una superficie (le superfici nere assorbono l'energia di tutte le lunghezze d'onda,
es: luce del sole), rifrazione, la deviazione dei raggi di luce quando questi passano da un
mezzo trasparente ad un altro, ad esempio dall'aria a una bacinella d'acqua, perch la velocit
della luce diversa nei 2 mezzi.
La struttura dell'occhio
Le parti principali dell'occhio sono: la pupilla, l'iride, la cornea (nutrita con l'umor acqueo), la
sclera, i muscoli extraoculari, la congiuntiva, il nervo ottico, il disco ottico, la retina, la fovea, il

cristallino, il muscolo ciliare, l'umor vitreo, le fibre zonulari.

La formazione dell'immagine
L'occhio raccoglie i raggi di luce emessi o riflessi dagli oggetti e li mette a fuoco sulla retina per
formare immagini.
La luce colpisce la cornea e passa dall'aria all'umor acqueo, deviando in modo da convergere
nella parte posteriore dell'occhio (a causa della superficie curva della cornea) e la distanza
della superficie di rifrazione dal punto in cui convergono i raggi di luce paralleli chiamata
distanza focale.
La distanza focale dipende dalla curvatura della cornea, pi stretta la curvatura e pi piccola
la distanza focale, e l'unit di misura di questa distanza la diotria.
Il cristallino implicato nella formazione di immagini retiniche nitide di oggetti messi a meno di
9 metri dall'occhio, il cristallino usa l'accomodamento per mettere a fuoco maggiormente gli
oggetti, assumendo una forma pi rotondeggiante.
Il riflesso pupillare alla luce coinvolge le connessioni tra la retina e i neuroni del tronco
encefalico che fanno sinapsi con i motoneuroni che controllano il muscolo che restringe la
pupilla, puntando la luce su un solo occhio si ha la costrizione di entrambe le pupille, la quale
fa aumentare la profondit di fuoco.
Il campo visivo la porzione di spazio che pu esser vista da ciascun occhio, inoltre il campo
visivo sinistro rappresentato sul lato destro della retina e quello destro sul sinistro.
L'acuit visiva la capacit dell'occhio di distinguere tra 2 punti vicini, e dipende dalla
spaziatura tra i recettori della retina e dalla precisione di rifrazione oculare.
Le distanze sulla retina possono essere descritte in termini di gradi di angolo visivo.
Alcune malattie degli occhi sono la cataratta (annebbiamento del cristallino), lo strabismo
(disequilibrio nei muscoli extraoculari che li fan puntare in direzioni diverse), il glaucoma
(perdita progressiva della visione per via di una pressione intraoculare elevata) e la retine
pigmentosa (una progressiva degenerazione dei fotorecettori).
Anatomia della retina
La via pi diretta del flusso delle informazioni visive va dai fotorecettori alle cellule bipolari
alle cellule gangliari, le quali generano potenziali d'azione in risposta alla luce, che si
propagano lungo il nervo ottico verso il resto del cervello.

Le cellule orizzontali ricevono le afferenze dai fotorecettori e proiettano i loro neuriti


laterarmente per influenzare le cellule bipolari e i fotorecettori.
Le cellule amacrine ricevono le afferenze dalle cellule bipolari e proiettano laterarmente per
influenzare le cellule gangliari, le cellule bipolari e altre cellule amacrine.
Le uniche cellule fotosensibili della retina sono i fotorecettori e le cellule gangliari sono l'unica
via efferente che lascia la retina.
La retina ha un'organizzazione laminare e le cellule della retina sono organizzate a strati: lo
strato pi interno lo strato delle cellule gangliari, poi c' lo strato plessiforme interno,
lo strato nucleare interno, lo strato plessiforme esterno, lo strato nucleare esterno, ed infine lo
strato dei segmenti esterni dei fotorecettori.
I fotorecettori si occupano della conversione della radiazione elettromagnetica in segnale
nervoso e sono posizionati sul fondo della retina, e sono circa 125 milioni, ciscun fotorecettore
pu essere suddiviso in 4 regioni: segmento esterno, segmento interno, corpo cellulare,
terminazione sinaptica.
Il segmento esterno rivestito da fotopigmenti che assorbono la luce provocando modificazioni
del potenziale di membrana del fotorecettore.
I fotorecettori possono essere divisi in 2 categorie, i coni e i bastoncelli.
I bastoncelli sono 1000 volte pi sensibili alla luce dei coni, e sono i responsabili della visione
notturna, mentre i coni sono i responsabili di quella notturna e della visione dei colori, i
bastoncelli contengono lo stesso fotopigmento, mentre esistono 3 tipi di coni, ciascuno dei
quali sensibile a diverse lunghezze d'onda luminose e han quindi la capacit di vedere i
colori.
La retina periferica pi sensibile alla luce perch possiede pi bastoncelli e meno coni e ha un
rapporto maggiore fra fotorecettori e cellule gangliari (ciascuna delle quali riceve informazioni
da pi recettori).
La fovea la regione della retina pi specializzata alla visione e con maggior risoluzione, grazie
al fatto che la disposizione laterale delle cellule gangliari crea un'infossamento che permette
alla luce di colpire i fotorecettori senza passare attraverso altri strati cellulari della retina.
La fototrasduzione
Si ha quando i fotorecettori convertono (trasducono) l'energia luminosa in modificazioni del
potenziale di membrana.
Fototrasduzione nei bastoncelli
Il cambiamento di potenziale di membrana attiva proteine G che attivano un enzima effettore
capace di modificare la concentrazione citoplasmatica della molecola di secondo masseggero,
provocando la chiusura dei canali ionici di membrana, alterando il potenziale di membrana.
In completa oscurit il potenziale di membrana dei bastoncelli di circa -30 mV, e il continuo
ingresso di ioni Na+ depolarizza la membrana, in un un processo chiamato corrente al buio.
I canali per il sodio vengono stimolati ad aprirsi dal secondo messaggero
guanosinmonofosfato ciclico (GMPc), prodotto dai fotorecettori.
La luce riduce il GMPc, e ci provoca la chiusura dei canali Na+ e cos il potenziale di membrana
diventa pi negativo, quindi i fotorecettori iperpolarizzano in risposta alla luce.
La risposta alla iperpolarizzazione alla luce innescata dall'assorbimento di radiazione
elettromagnetica da parte del fotopigmento di membrana, che nei bastoncelli chiamato
rodopsina.
L'assorbimento di luce attiva l'opsina (la proteina recettrice), in un processo chiamato
sbiancamento, perch modifica le lunghezze d'onda assorbite dalla rodopsina, questo
sbiancamento stimola la proteina G, che attiva l'enzima effettore fosfodiesterasi (PDE) il
quale riduce drasticamente la concentrazione di GMPc presente nel citoplasma dei bastoncelli al
buio, e ci provoca la chiusura dei canali Na+ e l'iperpolarizzazione di membrana.
Come di consueto, la proteina G contribuisce ad amplificare il segnale, e ci ci permette di
vedere anche la minima quantit di luce (1 fotone).
Fototrasduzione nei coni
La visione durante il giorno dipende interamente dai coni, i cui fotopigmenti hanno una

maggiore quantit di energia sbiancante.


Il processo di fototrasduzione uguale a quello dei bastoncelli, solo che esistono coni del blu,
coni del verde e coni del rosso, le cui opsine sono sensibili solo a quelle determinate lunghezze
d'onda.
Secondo la teoria tricromatica di Young-Helmholtz, il cervello attribuisce i colori in base al
confronto tra le risposte dei 3 tipi di coni, e quando tutti e 3 i coni sono ugualmente attivi noi
percepiamo il bianco.
Il passaggio dalla visione notturna solo bastoncelli e quella diurna solo coni non avviene in
modo istantaneo, ma richiede circa 20-25 minuti.
Per l'adattamento al buio si deve attendere la rigenerazione della rodopsina che era
sbiancata, l'aggiustamento del circuito funzionale della retina e la dilatazione delle pupille, il
processo inverso si ha per l'adattamento alla luce.
L'elaborazione retinica
Solo le cellule gangliari generano potenziali d'azione, mentre le altre cellule della retina
rispondono alla stimolazione con modificazioni graduali del potenziale di membrana.
Le risposte delle cellule gangliari sono prodotte a partire dalle interazioni tra le cellule
orizzontali e bipolari.
A ciascuna stazione sinaptica, le risposte vengono modificate attraverso le connessioni laterali
delle cellule orizzontali e delle cellule amacrine.
I fotorecettori liberano i neurotrasmettitori (glutammato) quando sono depolarizzati, quindi alla
luce ci saranno meno neurotrasmettitori liberati.
Nelle cellule bipolari OFF i canali cationici glutammato-dipendenti mediano il PPSE
depolarizzante prodotto dall'ingresso di ioni Na+, mentre le cellule bipolari ON rispondono al
glutammato attraverso l'iperpolarizzazione (usando recettori con proteina G), quindi allo
spegnimento della luce c' pi glutammato e all'accensione ce n' di meno.
Il campo recettivo di una cellula bipolare quell'area della retina che stimolata dalla luce
produce nella cellula una modificazione di potenziale di membrana.
Il campo recettivo di una cellula bipolare composta da 2 parti: il centro del campo recettivo
che provvede ad afferenze dirette dai fotorecettori, e la periferia del campo recettivo che
fornisce afferenze attraverso le cellule orizzontali.
L'illuminazione del centro provoca la depolarizzazione della cellula (risposta ON), l'illuminazione
della periferia provoca l'iperpolarizzazione antagonista della cellula bipolare.
Le celle bipolari hanno dunque i campi recettivi centro-periferia antagonisti.
Efferenze retiniche
L'unica fonte di output che dalla retina viene inviata al cervello sono i potenziali d'azione delle
cellule gangliari.
Una cellula gangliare centro ON sar depolarizzata e risponder con una serie di potenziali
d'azione quando un piccolo punto di luce viene proiettato sul centro del suo campo
recettivo, allo stesso modo una cellula centro OFF risponder ad un piccolo punto scuro sul
centro del suo campo recettivo.
In entrambi i tipi di cellule la risposta alla stimolazione del centro annullata dalla risposta alla
stimolazione della periferia.
Le cellule gangliari rispondono a differenze di luminosit che avvengono all'interno del loro
campo recettivo.
Quando l'ombra entra nella regione periferica del campo recettivo senza invadere il centro, si
ha un'iperpolarizzazione del neurone, che porta ad un decremento della frequenza di scarica
della cellula, quando per l'ombra invade il centro, l'inibizione viene superata e la risposta della
cellula aumenta, e quando l'ombra copre tutta la periferia, la risposta del centro viene
nuovamente annullata.
L'organizzazione centro-periferia dei campi recettivi porta ad una risposta neurale che amplifica
il contrasto dei bordi.
La percezione della luminosit o dell'oscurit non assoluta ma relativa, quindi ci che importa
non l'intensit assoluta di luce, ma la differenza d'intensit luminosa che emerge.

Tipi di cellule gangliari


La maggior parte delle cellule gangliari hanno un campo ricettivo centro-periferia centro ON o
centro OFF.
Esistono le grandi cellule gangliari di tipo M e le piccole cellule gangliari di tipo P.
Le P costituiscono circa il 90% delle cellule gangliari, le M circa il 5% e il rimanente 5%
costituito da una variet di cellule gangliari non M-non P.
Le M avendo campi recettivi pi ampi conducono pi rapidamente il potenziale d'azione e sono
pi sensibili a stimoli a basso contrasto, e rispondono alla stimolazione del centro del loro
campo recettivo con una scarica transiente di potenziali d'azione, mentre le P rispondono ad
una scarica sostenuta e prolungata per tutta la durata dello stimolo.
Pare che le cellule M siano pi portate a seguire i movimenti, mentre le P sono pi adatte alla
forma e ai dettagli.
Le cellule P sono sensibili a differenze nelle lunghezze d'onda della luce e sono per ci chiamate
cellule opponenti ai colori, dato che la risposta ad una lunghezza d'onda al centro del
campo annullata dalla proiezione di un'altra lunghezza d'onda nella periferia.
Nelle P i colori che si cancellano a vicenda sono rosso e verde, (R+V-) nelle non M-non P sono il
blu e il giallo (G+B-).
La mancanza di opponenza per il colore nelle cellule M spiegata dal fatto che nel centro e
nella periferia arrivano input da pi di un tipo di coni.
L'elaborazione parallela del sistema visivo si ha perch ci sono 2 occhi che producono 2
flussi paralleli di informazioni, e ponendoli a confronto si possono avere informazioni sulla
profondit (la distanza dell'oggetto dall'osservatore).
Si hanno inoltre flussi indipendenti di informazioni circa la luce e il buio da entrambi gli occhi, e
le cellule gangliari possiedono diversi campi recettivi e diverse propriet di risposta.
Le cellule M son coinvolte nella visione a bassa risoluzione, le P nei dettagli, le P e non M-non P
sono specializzate per l'elaborazione separata di informazioni rosso-verde e giallo-blu.

Il sistema visivo centrale


Lo studio del sistema visivo centrale

La proiezione retinica (retinofuga)


La via neurale che parte dall'occhio, cominciando col nervo ottivo, allontanandosi dalla retina,
detta proiezione retinofuga.
I componenti della proiezione retinofuga sono: il nervo ottico, il chiasma ottico e il tratto ottico.
L'incrocio di un gruppo di fibre da una parte del cervello all'altra viene detto decussazione.
Il campo visivo totale quella regione dello spazio che pu essere vista da entrambi gli
occhi, quando lo sguardo viene tenuto fisso su un punto.
Gli oggetti che appaiono a sinistra stanno nell'emicampo visivo destro, quelli che appaiono a
destra stanno nel sinistro.
Il campo visivo binoculare quella porzione centrale di entrambi gli emicampi che vista da
entrambe le retine.
Le fibre del nervo ottico si incrociano nel chiasma ottico in modo che l'emicampo visivo sinistro
viene visto dall'emisfero destro, e viceversa.
Un piccolo numero di assoni del nervo ottico fa sinapsi con l'ipotalamo, ed un 10% innerva il
mesencefalo, tuttavia gran parte degli assoni del nervo ottico innervano il nucleo genicolato
lateterale (NGL) del talamo dorsale, i quali assoni proiettano sulla corteccia visiva primaria
(proiezione detta radiazione ottica).
Una lesione in qualsiasi parte della proiezione retinofuga verso il NGL, causa la cecit, e quindi
questa via media la percezione visiva cosciente.

Lesione al nervo ottico sinistro causa cecit all'occhio sinistro, lesioni al tratto ottico sinistro
causa cecit nel campo visivo destro, percepita da entrambi gli occhi.
Proiezioni verso il mesencefalo (nel pretetto) controllano alcuni movimenti oculari, mentre il
10% delle cellule gangliari proiettano su una parte del tetto del mesencefalo, sul collico
superiore.
Il mesencefalo il bersaglio principale della proiezione retinofuga e il collicolo superiore viene
anche chiamato tetto ottico, e la proiezione che va dalla retina al collico viene detta proiezione
retinotettale.
La superficie bidimensionale della retina viene tracciata come una mappa sulla superficie
bidimensionale del collico, e la mappatura del campo visivo spesso distorta, inoltre, a causa
della sovrapposizione dei campi recettivi, un punto luce in grado di attivare numerose cellule
retiniche e molte cellule nella struttura bersaglio.
Nel collico superiore, un gruppo di neuroni attivato da un punto luce comanda l'occhio e il capo
di muoversi per mantenere l'immagine del punto nella fovea.
Il nucleo genicolato laterale
I nuclei genicolati destro e sinistro del talamo sono i 2 principali bersagli dei 2 tratti ottici,
ciascuno di essi diviso in 6 strati di cellule.
I neuroni del NGL ricevono gli input sinaptici dalle cellule gangliari retiniche e numerosi neuroni
del GNL proiettano i loro assoni verso la corteccia visiva primaria attraverso la radiazione
ottica.
Il genicolato destro riceve informazioni dal campo visivo sinistro e viceversa, quindi l'input
proveniente dai 2 occhi viene tenuto separato, gli assoni ipsilaterali dell'occhio destro fanno
sinapsi con le cellule degli strati 2,3 e 5 del NGL, nel sinistro con l'1,4 e 6.
Gli strati ventrali 1,2 contengono neuroni grossi e vengono definiti strati magnocellulari del
NGL, e ricevono dalle cellule gangliari M, gli strati dorsai 3,4,5,6, invece, contengono piccoli
neuroni e vengono detti strati parvocellulari nel NGL e ricevono dalle cellule gangliari P.
Gli strati koniocellulari sono composti da numerosi neuroni piccoli che giaciono ventralmente
rispetto a ciascuno strato e ricevono input dalle cellule gangliari non M-non P.
Pare che le informazioni vengano analizzate in parallelo.
I campi recettivi dei neuroni del NGL funzionano in modo analogo a quelli delle cellule gangliari
(periferia, centro, sensibilit alla luce e non), inoltre, all'interno di tutti gli strati del NGL, le
cellule centro ON e quelle centro OFF sono mescolate.
La retina non la fonte principale di input al NGL, ci sono anche input che arrivano dalla
corteccia visiva principale, e l'80% di queste sinapsi di tipo eccitatorio.
Il NGL riceve anche input dal tronco encefalico, che serve per l'allerta e l'attenzione.
Anatomia della corteccia striata
Il nucleo genicolato laterale proietta i suoi assoni alla corteccia visiva primaria, che costituisce
l'area 17 (V1 o corteccia striata) di Brodmann, situata nel lobo occipitale, circondata dalla
scissura calcarina.
Possiede neuroni con corpi cellulari disposti in circa 6 strati o lamine (ma potrebbero essere 9),
individuabili col colorante di Nissl.
Il primo strato (esterno, sotto la pia madre) privo di neuroni ed costituito da assoni e
dendriti delle cellule degli altri strati.
In questi strati troviamo cellule stellate spinose e cellule piramidali, e solo queste inviano i loro
assoni fuori dalla corteccia striata verso le altre parti del cervello.
I neuroni corticali che ricevono input dalla zona centrale della retina sono pi numerosi dei
neuroni che ricevono input dalle zone periferiche della retina.
Proiezioni: Corteccia striata (strato IVC) ---- NGL ---- Retina.
Hubel e Wiesel scoprirono grazie all'autoradiografia come gli input si separano dello strato IVC,
scoprendo le colonne di dominanza oculare (serie di strisce tipo zebra).
Dallo strato IVC si proiettano assoni verso gli strati IVB e III e si combinano informazini
provenienti dai 2 occhi.
Cellule del III strato ricevono input diretti dal genicolato in alcune zone chiamate blob, e i
pilastri ricchi di citocromo ossidasi (un enzima utilizzato per il metabolismo) negli strati II e III

sono detti blob.


Via magnocellulare --- gangliari M --- strato IVCalfa --- IVB
Via parvocellulare --- gangliari P --- IVCbeta --- strato III blob - interblob
Via koniocellulare --- non M-non P--- strato III blob -interblob
Fisiologia della corteccia striata
Ci sono 3 canali indipendenti che analizzano l'informazione visiva:
1. Canale M: le cellule magnocellulari attivate da un solo occhio (monuculari) possiedono
campi recettivi centro-periferia, strato IVCalpha con una regione centro ON e OFF che
sono caratterizzate dalla selettivit all'orientamento, mentre lo strato IVB la selettivit
alla direzione e sono binoculari, in definitiva questo canale specializzato all'analisi del
movimento degli oggetti.
2. Canale P-IB: parvocellulari, monoculari, centro periferia rosso-verde, strato IVCbeta,
questo canale specializzato all'analisi della forma degli oggetti.
3. Canale blob: le cellule blob sono sensibili alla lunghezza d'onda luminosa, sono
monoculari e perdono la selettivit per l'orientamento, questo canale specializzato
nell'analisi del colore degli oggetti.
Esistono molteplici canali paralleli, indipendenti, che analizzano l'informazione visiva, un'area
della corteccia che ha tutte le aree necessarie per l'analisi dell'immagine in un determinato
punto visivo detta modulo corticale.
Oltre la corteccia striata
Ci 2 flussi di elaborazione visiva che si estendono nella corteccia: la via dorsale e la via
ventrale.
La via dorsale
L'area MT o area V5 specializzata nell'informazione relativa al movimento degli oggetti,
ricevendo input dalle aree V2 e V3 ed essendo innervata dalla IVB che fa parte del canale
magnocellulare.
L'area MST contiene cellule per i movimenti radiali e circolari.
La via ventrale
E' responsabile dell'analisi degli attributi visivi diversi dal movimento.
L'area V4 riceve input dai blob e dagli interblob, e possiede grandi cellule selettive per
l'orientamento, la forma e il colore.
L'area IT contiene neuroni i cui campi recettivi hanno propriet spaziali complesse, e serve per
la percezione visiva e la memoria (come il ricordo dei visi).
La percezione
La percezione visiva richiede l'azione combinata di molti neuroni corticali.
I campi recettivi dei fotorecettori sono piccoli punti sulla retina, mentre quelli delle cellule
gangliari hanno una struttura centro-periferia, e queste cellule sono sensibili a diversi fattori,
come il contrasto e la lunghezza d'onda della luce.
I fotorecettori rispondono ad una vasta gamma di lunghezze d'onda, le cellule semplici
rispondono a molti orientamenti, le cellule complesse (blob e interblob) sono invece pi
selettive all'orientamento, le cellule MT ad un'ampia gamma di movimenti, inoltre, le cellule
che sono selettive per una determinata propriet sono cmq sensibili ad altre propriet.
Tutta l'elaborazione dell'informazione visiva avviene in parallelo, con diversi pattern/moduli che
vengono confrontati per poter ottenere il risultato finale e poter prendere decisioni.
Ad esempio i contorni di un oggetto possono essere combinati assieme se l'attivit di un
singolo modulo risulta sensibile all'attivit di altri moduli che sono attivi nello stesso momento.
Le connessione tra i vari moduli (a volte distanti, agli estremi degli emisferi) sembrano essere
analoghe alle connessioni orizzontali che uniscono le cellule dello strato III, queste connessioni
uniscono selettivamente come un filo le cellule che possiedono campi recettivi caratteristici.

La caratteristiche di base dell'organizzazione del sistema visivo sono caratteristiche anche dei
sistemi sensoriali della percezione uditiva e tattile.
I movimenti oculari
Ci sono 6 muscoli per i movimenti oculari, con i quali possibile fare solo 4 movimenti.
L'area massima di acuit visiva circoscritta alla fovea, la piccola regione circolare al centro
della retina, in cui sono presenti molti coni.
I movimenti oculari possono orientare la fovea verso gli oggetti da guardare.
La visione un processo attivo in cui si susseguono parecchie volte al secondo movimenti
oculari che modificano la direzione dello sguardo su settori particolari della scena.
I movimenti oculari ci permettono di scansionare il campo visivo e di focalizzare la nostra
attenzione sulle regioni della scena che contengono le informazioni pi significative, inoltre,
stato scoperto che le immagini visive focalizzate scompaiono rapidamente.
Il controllo dei movimenti oculari fatto da 3 coppie di muscoli: muscoli retto laterale e retto
mediale, muscoli retto superiore e retto inferiore, muscoli obliquo superiore e obliquo inferiore.
Questi muscoli permettono il movimento degli occhi su 3 assi: orizzontale, verticale, di torsione
(movimenti che portano la parte superiore dell'occhio verso il naso e in direzione opposta).
I muscoli dell'occhio sono innervati dalle fibre di 3 nervi cranici che escono tutti dal tronco
encefalico: il nervo abducente (VI) che innerva il muscolo retto laterale, il nervo trocleare (IV)
che innerva il muscolo obliquo superiore, il nervo oculomotore (III), che innerva tutti i restanti
muscoli dell'occhio.
Un particolare gruppo di cellule del nucleo oculomotore innerva i muscoli elevatori delle
palpebre e qualsiasi lesione al nervo cranico III provoca compromissione dei movimenti oculari,
calata di palpebre e dilatazione delle pupille.
Esistono 4 tipi di movimenti oculari: movimenti saccadici, movimenti lenti di inseguimento,
movimenti di vergenza e movimenti vestibolo-oculari.
La percezione visiva dipende dai frequenti cambiamenti di scena, tramite movimenti saccadici,
bruschi e minimi spostamenti degli occhi che continuano ad avvenire anche quando si fissa
qualcosa.
Quindi il nostro punto di vista cambia in continuazione, e senza questi cambiamenti la
percezione delle immagini sparirebbe entro pochi secondi (come dimostrato con un gioco di
specchi).
La stabilizzazione dell'immagine retinica in un occhio induce un calo della percezione nell'altro
occhio, un effetto noto come trasferimento interoculare.

Il sistema uditivo
L'analisi del suono

Il suono
Il suono consiste in variazioni udibili della pressione dell'aria, quando un oggetto si muove
verso una massa d'aria, questa viene compressa producendo un incremento della densit delle
molecole, se invece l'oggetto si muove in direzione opposta, l'aria viene rarefatta, diminuendo
la sua densit.
La velocit del suono di circa 343 m/sec nell'aria a temperatura ambiente.
La frequenza del suono il numero di compressioni o rarefazioni di molecole che entrano nel
nostro orecchio ad ogni secondo, mentre un ciclo del suono la distanza tra le 2 compressioni
successive e quindi la frequenza (espressa in Hertz Hz) il numero di cicli al secondo.
Onde sonore ad alta frequenza hanno un maggior numero di regioni compresse e rarefatte a
parit di spazio, rispetto a quelle a bassa frequenza, e il fatto che il suono sia percepito come
tono alto o basso, determinato dalla sua frequenza.
Il nostro complesso uditivo risponde ad un intervallo che va da 20 a 20.000 Hz.

L'intensit la differenza di pressione tra le zone di compressione e decompressione dell'aria.


E' la simultanea combinazione di diverse frequenze a diverse intensit, che conferisce ai vari
strumenti musicali un suono specifico.
Struttura del sistema uditivo
La porzione visibile dell'orecchio costituita da cartilagine, ricoperta da cute che forma il
padiglione auricolare, che raccoglie i suoni provenienti dall'ambiente.
L'orecchio diviso in: orecchio esterno, orecchio medio e orecchio interno.
Il padiglione fa parte dell'orecchio esterno, cos come il canale uditivo che porta il suono
nell'orecchio medio e termina nella membrana timpanica o timpano, connessi al timpano
dell'orecchio medio ci sono gli ossicini, che essendo in una piccola camera piena d'aria,
trasformano i movimenti della membrana timpanica nel movimento della finestra ovale, la
membrana dell'orecchio interno, vicino alla quale si trova la coclea che piena di liquido ed
responsabile della trasformazione del movimento fisico della membrana (la quale mette in
movimento il liquido della coclea) in risposta neuronale.

Il segnale neurale viene trasferito ed elaborato da una serie di nuclei del tronco dell'encefalico
e gli output di questo nucleo vengono inviati al talamo, nel nucleo genicolato mediale NGM, che
proietta alla corteccia uditiva primaria (A1) nel lobo temporale.
L'orecchio medio
Il suono convogliato dall'orecchio esterno a quello medio provoca variazioni di pressione dell'aria che
vengono convertite nei movimenti degli ossicini.
L'ossicino direttamente connesso alla membrana timpanica il martello, che forma un'articolazione
rigida con l'incudine, la quale la forma flessibile con la staffa, che la responsabile della trasmissione delle
vibrazioni sonore ai liquidi della coclea.
Le trombe di Eustacchio sono delle valvole di solito chiuse responsabili della pressione dell'aria dell'orecchio
medio.
Gli ossicini amplificano la pressione del suono in modo che possa essere trasmessa nel liquido presente
nell'orecchio interno.
I muscoli che muovono gli ossicini sono il muscolo tensorio del timpano e il muscolo stapedio, che
contraendosi irrigidiscono la catena di ossicini facendo diminuire la conduttivit del suono, provocando il
riflesso di attenuazione, molto pi forte per le basse frequenze, questo riflesso serve per adattare l'orecchio
al suono continuo ad alte intensit, proteggere l'orecchio interno da suoni intensi che lo danneggerebbero, a
distinguere i suoni ad alta frquenza tra tanti e a ridurre la percezione della nostra stessa voce quando
parliamo perch coprirebbe tutti gli altri suoni, data la sua vicinanza.
L'orecchio interno
La coclea costituita dalle pareti del tubo cavo che sono d'osso, e la colonna centrale della
coclea chiamata midollo.

Alla base della coclea ci sono 2 fori ricoperti di membrane, la finestra ovale e la finestra
rotonda, la coclea poi divisa in 3 camere con liquido, la scala vestibolare, la scala media e la
scala timpanica.
La membrana di Reeissner separa la scala vestibolare dalla scala media, la membrana basilare
divide la scala timpanica dalla scala media e su di essa risiede l'organo di corti che contiene i
recettori neurali uditivi.
Sopra si trova la membrana tettoria, l'elicotrema un foro sopra la membrana.
Il liquido della scala vestibolare e timpanica chiamato perilinfa, ed ha basse concentrazioni di
K+ e alte di Na+, la scala media invece ha l'endolinfa con concentrazioni alte di K+ e basse di
Na+.
La stria vascolare (il rivestimento della scala media), riassorbe sodio e secerne potassio contro
il loro gradiente di concentrazione, e questo spiega il perch di queste diversit di
concentrazioni tra le 2 membrane (l'endolinfa possiede un potenziale elettrico circa 80mV pi
positivo della perilinfa, questo potenziale detto endococleare).

Gli ossicini movono la membrana della finestra ovale e questo movimento verso l'interno sulla
finestra ovale spinge la perilinfa nella scala vestibolare.
In linea di massima: qualunque moviemento sulla finestra ovale deve essere accompagnato da
un movimento complementare sulla finestra rotonda, e ci avviene a causa del liquido
incompressibile di cui la coclea ripiena.
La membrana basilare flessibile e si piega in risposta al suono, che causa anche un
movimento stringi-tira del piede della staffa.
Il movimento dell'endolinfa induce la membrana basilare a flettersi in prossimit della sua
base, causando un'onda che si propaga verso l'apice.
Se la frequenza alta, la base rigida della membrana entrer facilmente in vibrazione
dissipando la maggior parte dell'energia e l'onda non si propagher troppo lontano.
Suoni in bassa frequenza invece generano onde che viaggiano fino all'apice, viceversa con i
suoni a bassa frequenza.
L'organo di Corti costituito da cellule ciliate, i bastoncelli di corti, e da cellule di sostegno.
I recettori uditivi sono detti cellule ciliate perch ciascuno possiede circa 100 stereocilia che
partono dalla sua estremit superiore.
L'evento critico nella trasduzione del suono in segnale nervoso il piegamento delle cilia delle
cellule ciliate.
Esistono cellule ciliate interne ed esterne, che formano sinapsi con neuroni i cui corpi cellulari
(bipolari) si trovano nel ganglio spirale, nel modiolo.

Gli assoni provenienti dal ganglio spirale entrano nel nervo vestibolococleare (VIII nervo
cranico) che proietta ai nuclei cocleari del nucleo.
Quando la membrana basilare si muove verso l'alto, si muove la lamina reticolare e ci causa
la flessione delle stereocilia, spinte dal movimento dell'endolinfa.
Quando le stereocilia sono piegate in una direzione, la cellula ciliata si depolarizza, mentre se
sono piegate nella direzione opposta si iperpolarizza.
L'onda sonora causa il piegamento avanti e indietro delle stereocilia e queste generano un
potenziale di recettore che produce iperpolarizzazione e depolarizzazione alternate, rispetto al
potenziale a riposo di -70mV.
Queste modificazioni del potenziale sono il risultato dell'apertura del canale di potassio sulla
punta delle stereocilia quando esse si piegano.
I canali per il potassio sono legati alla parete delle cilia attraverso un filamento elastico,
quando la cilia dritta il canale semi aperto, facendo entrare poco potassio, muovendosi in
avanti il canale si apre del tutto, depolarizzando e attivando i canali calcio-voltaggio dipendenti,
che fanno entrare Ca2+ che determina il rilascio del neurotrasmettitore glutammato che attiva
le fibre del ganglio spirale, mentre muovendosi indietro i canali si chiudono iperpolarizzando.
Le cellule ciliate si depolarizzano all'apertura dei canali K+, a differenza dei normali neuroni che
farebbero il contrario, per via dell'alta concentrazione di K+ nell'endolinfa, che porta ad un
potenziale di equilibrio per K+ di 0mV.
Il nervo uditivo costituito dagli assoni dei neuroni i cui corpi cellulari si trovano nel ganglio
spirale.
Una fibra del ganglio spirale riceve afferenze da una sola cellula ciliata interna, e ciascuna di
queste cellule porta informazioni a circa 10 neuroni del ganglio spirale, con le esterne il
contrario.
La maggior parte delle informazioni che provengono dalla coclea derivano dalle cellule ciliate
interne (nonostante siano molto meno numerose delle esterne).
L'orecchio non solo trasduce il segnale, ma lo crea, grazie alle cellule ciliate esterne che
amplificano il movimento della membrana basilare durante la stimolazione con suoni a bassa
intensit, questo grazie a proteine motrici che modificano la lunghezza delle cellule ciliate
esterne.
Il motore delle cellule ciliate guidato dal potenziale di recettore e non dall'ATP, ed
estremamente veloce.
Quando le proteine motrici modificano la lunghezza delle cellule ciliate, la membrana basilare
viene tirata verso o spinta lontano dalla lamina reticolare e dalla membrana tettoria.
Le cellule ciliate esterne costituiscono dunque un amplificatore cocleare.
Il furosemide una sostanza che inattiva le proteine motrici delle ciliate esterne, e questo
comporta una diminuzione una riduzione del movimento della membrana basilare.
Oltre alle afferenze del ganglio spirale che proietta dalla coclea al tronco encefalico, ci sono
anche circa 1000 fibre efferenti che proiettano dal tronco encefalico verso la coclea.
I processi uditivi centrali
Le afferenze provenienti dal ganglio spirale entrano nel tronco dell'encefalo attraverso il nervo
vestibolococleare.
A livello del bulbo gli assoni innervano il nucleo cocleare dorsale ed il nucleo cocleare ventrale
ipsilaterali alla coclea, e ciascun assone si ramifica in modo da contrarre sinapsi con neuroni di
entrambi i nuclei cocleari.
Le cellule del nucleo cocleare proittano assoni all'oliva superiore di entrambi i lati del tronco
encefalico, mentre gli assoni dei neuroni olivari ascendono lungo il lemnisco laterale ed
innervano il collicolo inferiore del mesencefalo.
I neuroni del collicolo inviano i loro assoni al nucleo genicolato mediale (NGM) del talamo, che
a sua volta proietta alla corteccia uditiva.
Il collicolo superiore riceve assoni da quello inferiore e questo comporta un'integrazione delle
informazioni uditive e visive al cervelletto.
La via uditiva dotata di numerosi sistemi di feedback, inoltre i nuclei uditivi del tronco
dell'encefalo ricevono afferenze da entrambe le orecchie.

La maggior parte delle cellule del ganglio spirale ricevono afferenze da una sola cellula ciliata
interna e generano potenziali d'azione solo in risposta a suoni entro un limitato intervallo di
frequenza.
La frequenza caratteristica del neurone, quella frequenza alla quale il neurone risponde
meglio, mentre nel NGM ci sono cellule che rispondono a suoni complessi.
L'oliva superiore ha invece cellule che ricevono afferenze dai nuclei cocleari di entrambi i lati
del tronco encefalico.
Codifica dell'intensit e della frequenza
La maggior parte dei suoni possiede alcune caratteristiche in comune, come l'intensit, la
frequenza e il luogo di provenienza.
Le informazioni sull'intensit del suono vengono codificate in 2 modi correlati: la frequenza di
scarica dei neuroni e il numero di neuroni attivati.
Quando uno stimolo diventa pi intenso la membrana basilare vibra con maggior ampiezza
provocando maggior depolarizzazione e iperpolarizzazione, inoltre stimoli pi intensi producono
movimenti della membrana basilare su maggiore distanza e ci comporta all'attivazione di un
numero maggiore di cellule ciliate.
La maggior parte dei neuroni sono sensibili alla frequenza dello stimolo.
Differenti porzioni di membrana sono deformate da suoni differenti, le fibre del nervo uditivo
connesse alle cellule ciliate vicine alla membrana basilare apicale hanno frequenze
caratteristiche basse, quelle vicine alla basilare hanno frequenze caratteristiche alte, inoltre,
neuroni vicini hanno frequenze caratteristiche simili.
La tonotopia l'organizzazione sistematica in una struttura uditiva sulla base della frequenza
caratteristica.
La regione della membrana basilare massimamente deformata da un suono dipende dalla sua
intensit, oltre che dalla frequenza.
L'ancoraggio di fase la scarica della cellula coerente con l'onda sonora, dove il neurone
genera potenziali d'azione in coincidenza dei picchi o dei cavi dell'onda.
La teoria della scarica afferma che le frequenze medie sono rappresentate dall'attivit
globale di un certo numero di neuroni, ciascuno rispondente in modalit di ancoraggio di fase.
L'ancoraggio di fase avviene fino ad onde sonore sino a 4 Hz, sopra le onde vengono
rappresentate solo tramite tonotopia.
Quindi, per avere indicazioni sulla frequenza del suono, a frequenze molto basse viene usato
l'ancoraggio di fase, a frequenze intermedie viene usato l'ancoraggio e la tonotopia, a
frequenze alte solo la tonotopia.
Meccanismi di localizzazione del suono
Noi utilizziamo diverse tecniche per localizzare le sorgenti del suono nel piano orizzontale e nel
piano verticale, e solo nel primo caso necessario il confronto dei suoni che raggiungono i due
orecchi.
Localizzazione sul piano orizzontale
Un fattore di vitale importanza il tempo in cui il suono raggiunge ciascun orecchio, il ritardo
che impiega un suono ad arrivare nell'orecchio pi lontano detto ritardo interaurale.
Il ritardo ci permette di localizzare la sorgente del suono, e se non possiamo udire il suono
dall'inizio, possiamo sempre utilizzare il tempo di comparsa, per orientarci.
Se per il tono continuo anche ad alta frequenza, il tempo di comparsa interaurale diventa
inutile per la localizzazione del suono, dato che un ciclo d'onda pi piccolo della distanza che
copre i 2 orecchi, e quindi si pu usare la differenza interaurale di intensit per risolvere il
problema, in quanto il capo produce un'ombra di suono.
Con suoni compresi tra 20 e 2000 Hz si usa il ritardo interaurale, dai 2000 ai 20000 Hz si usa
la differenza di intensit interaurale, e l'insieme di questi 2 processi costituisce la teoria duplice
della localizzazione del suono.
I neuroni che ricevono il suono sono monoaurali, quelli che lo elaborano sono binaurali.
L'ancoraggio di fase essenziale per un confronto preciso dei parametri temporali dei segnali
d'arrivo, solo per a frequenze basse, quindi per i ritardi interaurali.

I neuroni dell'oliva superiore sono sensibili all'intensit interaurale.


Il neurone di tipo EE eccitato dal suono presentato in qualsiasi degli orecchi e fornisce la sua
massima risposta quando sono entrambi stimolati, il neurone di tipo EI eccitato dal suono su
un orecchio ed inibito dal suono nell'altro.
Localizzazione sul piano verticale
E' basata sui riflessi del padiglione auricolare.
Le sporgenze e le ripiegature fanno in modo che il suono in entrata venga riflesso e il ritardo
tra la via diretta e quella riflessa si modifica in seguito al movimento del suono sul piano
verticale.
La corteccia uditiva
Gli assoni che lasciano il NGM proiettano alla corteccia uditiva attraverso la capsula interna, in
un fascio chiamato radiazione acustica.
La corteccia uditiva primaria A1 corrisponde all'area 41 della mappa di Brodmann nel lobo
temporale.
Lo strato I contiene pochi corpi cellulari, mentre gli strati II e III contengono piccole cellule
piramidali.
Lo strato IV costituito da densi ammassi di cellule granulari, mentre gli strati V e VI
contengono cellule piramidali.
La corteccia uditiva organizzata a colonne basate sulla frequenza, mentre alcuni neuroni sono
sintonizzati sull'intensit e producono un picco di risposta a particolari intensit.
La maggior parte delle cellule di tipo EE e EI, inoltre anche altre areee corticali localizzate
sulla superficie del lobo temporale rispondono a stimoli uditivi.
La sordit deriva da l'ablazione bilaterale della corteccia uditiva, e pu essere spesso
conseguenza di un danno auricolare, invece lesioni unilaterali della corteccia uditiva possono
permettere lo stesso il normale funzionamento dell'udito, questo perch entrambi gli orecchi
inviano efferenze alla corteccia di entrambi gli emisferi.
Una lesione unilaterale pu cmq causare l'incapacit di individuare la sorgente del suono.
Inoltre, lesioni corticali ristrette possono produrre deficit solo per determinate frequenze di
suono, e ci rafforza la tesi che le informazioni nel sistema uditivo sono elaborate in parallelo
da diverse strutture specializzate.
Il sistema vestibolare
Il sistema vestibolare responsabile dell'equilibrio e della postura, coordinando capo, collo,
occhi e tronco.
Possiede 2 tipi di sistemi recettoriali, situati nell'orecchio interno: i canali semicircolari
(superiore, inferiore e orizzontale)e gli organi otolitici (sacculo e utricolo).
Nei canali circolari le cellule ciliate sono in una sostanza gelatinosa detta cupola e si attivano
quando viene ruotato il capo, rispondendo alla sua accellerazione angolare.
Le cellule ciliate fanno sinapsi con assoni afferenti dell'ottavo nervo cranico e quando c' una
rotazione, aumenta o diminuisce la frequenza di scarica nella branca afferente.
Quando il capo si muove verso sinistra l'endolinfa si muove a destra, mentre la cupola dei
canali semicircolari di sinistra si piega verso destra, nella stessa direzione delle cellule ciliate, e
questo causa depolarizzazione.
Nella cupola dei canali di destra invece c' iperpolarizzazione e quando la testa rimane ruotata
per un po' di tempo, tramite adattamento le cellule non scaricano pi.
Gli organi otolitici invece rispondono all'accellerazione lineare, con il sacculo che risponde ai
movimenti dall'alto al basso, mentre l'utricolo risponde ai movimenti avanti e indietro, e
tramite iperolarizzazione e depolarizzazione questi organi riescono a sapere sempre in che
posizione si trova la testa.
Gli assoni dalla branca vestibolare arrivano ai 4 nuclei vestibolari (superiore, inferiore, mediale
e laterale) e poi arrivano al cervelletto.
Il nucleo mediale riceve afferenze dai canali semicircolari e proietta ai nuclei dei nervi
oculomotori (3, 4 e 6) tramite il fasciculo mediale-laterale, la cui via discendente arriva al
segmento circolare nel midollo, informando sui movimenti del collo.

Il laterale riceve afferenze dagli organi otolitici e proietta al midollo spinale tramite il fascio
vestibolo-laterale, che controlla i motoneuroni e gli interneuroni che portano le informazioni ai
muscoli prossimali degli arti.
I nuclei vestibolari proiettano pure al talamo, che a sua volta proeitta alla rappresentazione
della faccia in S1.

Il tatto
Il senso del tatto

La sensazione del tatto ha origine dalla pelle, che pu essere pelosa o glabra (senza peli) ed ha
uno strato esterno detto epidermide ed uno interno detto derma.
La pelle ha una funzione protettiva e previene l'evaporazione dei fluidi corporei ed il pi ampio
organo sensoriale che abbiamo.
I meccanocettori della pelle
La maggior parte dei recettori sensoriali del sistema somatosensitivo costituito dai
meccanocettori, sensibili ad esempio al piegamento e all'allungamento del corpo, presenti in
tutto il corpo sono deputati alle percezioni cutanee, pressorie, distensive viscerali e
masticatorie.
Al centro di ogni recettore si trovano canali ionici meccanosensitivi che si attivano in base
all'allungamento o a cambiamenti elettrostatici della membrana circostante.
Sono stati individuati diversi recettori: il corpuscolo di Pacini che risiede nel derma, gli organi
terminali di Ruffini che sono sia nella pelle glabra che pelosa, i corpuscoli di Meissner nelle
creste della cute glabra, i dischi di Merkel nell'epidermide, i corpuscoli di Krause tra pelle e
mucose.
I meccanocettori variano per la frequenza dello stimolo preferenziale, e di dimensioni del
campo recettivo, dove ad esempio quelli del corpuscolo di Pacini e le terminazioni di
Ruffini sono i pi estesi.
Un'altra diversit sta nella persistenza nel rispondere a stimoli di lunga durata, Meissner e
Pacini rispondono velocemente ma si disattivano nonostante lo stimolo continui e sono detti
recettori a rapido adattamento, Merkel e Ruffini sono detti a lento adattamento.
Per alcuni animali i peli sono un importante sistema sensoriale (anche di orientamento), e il
piegamento dei peli provoca una deformazione del follicolo e dei tessuti cutanei circostanti e
ci stira e piega vicino alle terminazioni nervose provocando modificazioni della frequenza di
scarica del potenziale d'azione.
La diversa sensibilit meccanica media sensazioni differenti e alcuni recettori sono pi sensibili
a certe vibrazioni.
La selettivit di un assone meccanico dipende dalla sua struttura di terminazione, Pacini ad
esempio ha una capsula ovale, divisa a strati e piena di fluido denso, dove al centro c' una
terminazione nervosa che quando la capsula viene compressa, viene trasmessa energia al
terminale nervoso, deformando la membrana e aprendo i canali meccanosensitivi, la corrente
fluendo per i canali genera potenziale depolarizzante, che se sufficiente a superare la soglia,
genera potenziale d'azione.
Se si mantiene la pressione gli strati scivolano uno sull'altro e il terminale assonico cessa la sua
deformazione e il potenziale si esaurisce, mentre se si toglie la pressione la terminazione si
depolarizza e si pu generare un altro potenziale.
Per verificare la sensibilit della nostra percezione si usa la discriminazione di 2 punti che
permette di far capire fino a che distanza si percepiscono 2 stimoli distinti, ed stato
dimostrato che questa discriminazione cambia a seconda della posizione nel corpo e che l'area
con maggior risoluzione quella dei polpastrelli, questo perch: presentano una maggiore

densit di meccanocettori nella cute, i recettori hanno piccoli campi recettivi, la qualit di
tessuto cerebrale maggiore che per altre zone recettive.
Assoni afferenti primari
La pelle riccamente innervata dagli assoni che corrono all'interno della rete di nervi periferici
verso il SNC, questi assoni portano l'informazione dai recettori sensoriali somatici al midollo
spinale o tronco encefalico, detti assoni afferenti primari del sistema sensoriale somatico.
Gli assoni afferenti primari, i cui diametri variano e son distinti in 4 tipi
(Aalfa,Abeta,Agamma,C), entrano nel midollo spinale attraverso le vie dorsali e i loro corpi
cellulari si trovano nel ganglio della radice dorsale.
Gli assononi con dimensioni simili che si collegano ai muscoli e ai tendini sono detti gruppi
I,II,III, IV, mentre gli assoni del gruppo C sono amielinici a differenza di tutti gli altri.
Gli assoni del gruppo C sono inoltre pi piccoli (quindi a conduzione pi lenta) e sono
specializzati nel dolore e nella temperatura, mentre le sensazioni tattili sono degli assoni Abeta.
Il midollo spinale
La maggior parte dei nervi periferici comunica col SNC tramite il midollo spinale, tramite 30
coppie di radici dorsali e ventrali.
Ci sono tanti nervi spinali quanti sono gli incavi tra le vertebre, e i 30 segmenti spinali sono
divisi in 4 gruppi: cervicale C 1-8, toracico T 1-12, lombare L 1-5 e sacrale S 1-5.
C' correlazione tra organizzazione segmentale dei nervi spinali e innervazione sensoriale della
pelle, e la regione cutanea innervata dalle radici dorsali sinistra e destra di un singolo
segmento spinale detta dermatomero, e c' quindi una corrispondenza univoca tra
dermatomero e segmenti spinali.
Il fascio di nervi spinali che corrono lungo le colonne vertebrali lombari e sacrali sono detti
cauda equina, ricoperta da dura madre.
I neuroni che ricevono informazioni sensoriali dagli afferenti primari sono chiamati neuroni
sensoriali di secondo ordine, molti dei quali si trovano nelle corna dorsali.
Gli assoni larghi e mielinizzati Abeta (info tattili) entrano nelle colonne dorsali e si biforcano,
una parte fa sinapsi nel corno dorsale sui neuroni sensoriali di secondo ordine, e queste
connessioni posson dar via a riflessi rapidi ed inconsci, l'altra parte ascende diritta al cervello
ed responsabile della percezione.
La via delle colonne dorsali-lemnisco mediale
L'informazione sul tatto e sulle vibrazioni della pelle viene trasmessa al cervello attraverso una
via diversa da quella per il dolore e la temperatura, la via delle colonne dorsali-lemnisco
mediale.
La parte ascendente degli assoni Abeta sale lungo le colonne dorsali del midollo spinale, le
quali portano l'informazione sul tatto e sulla posizione degli arti al cervello.
Gli assoni della colonna dorsale terminano nei nuclei della colonna dorsale, al confine tra il
midollo spinale e il bulbo.
Tutta questa strada una via veloce e diretta che porta le informazioni al cervello senza sinapsi
intermedie, inoltre, un lato del cervello responsabile delle sensazioni che derivano dal lato
opposto del capo.
Gli assoni della colonna dorsale ascendono nella sostanza bianca detta lemnisco mediale, il
quale sale verso il bulbo, il ponte e il mesencefalo e i suoi assoni fanno sinapsi con i neuroni
del nucleo ventrale posteriore VP del talamo (nessuna informazione sensoriale arriva alla
corteccia senza prima esser passata per il talamo).
I neuroni talamici del nucleo VP proiettano verso la corteccia somatosensoriale primaria S1.
Avvengono numerose elaborazioni dell'informazione, nella colonna dorsale e nei nuclei talamici,
l'informazione modificata ogni volta che passa attraverso una serie di sinapsi nel cervello.
Vie trigeminali
La sensazione somatica del volto dovuta a grandi nervi trigeminali (V paio nervi cranici) che
entrano nel cervello a livello del ponte.
C' un nervo per lato del volto, che a sua volta si divide in 3 rami che innervano la faccia,
l'area periorale, i 2 terzi pi esterni della lingua e la dura madre che ricopre il cervello.

Altri nervi cranici innervano le regioni periauricolari (VII), la zona nasale (IX) e la faringe (X).
Gli assoni sensoriali a largo diametro del nervo trigemino recano informazioni tattili dai
meccanocettori cutanei, e fanno sinapsi nei neuroni di secondo ordine nel nucleo trigeminale
ipsilaterale.
Gli assoni del nucleo trigeminale decussano e proiettano nella parte mediale del nucleo VP del
talamo, e da qui l'informazione inviata alla corteccia somatosensoriale.
La corteccia somatosensoriale
La maggior parte della corteccia somatosensoriale si trova nel lobo parietale ed divisa in
primaria S1, secondaria S2 e parietale posteriore (aree 5 e 7).
La corteccia primaria S1 si divide in 4 distinte aree corticali, l'area 3a, 3b, 1 e 2.
La corteccia primaria riceve le proiezioni corticali dai nuclei VP talamici, i suoi neuroni sono
molto reattivi agli stimoli somatosensitivi, inoltre lesioni alla S1 danneggiano la sensazione
somatica, che in caso di normalit pu essere evocata tramite stimolazione elettrica.
Proiezioni del talamo terminano nelle aree 3a e 3b, che a loro volta proiettano alle aree 1,2 e
S2, ed essendo quasi sempre bidirezionali questi collegamenti, tornano nelle 3a e 3b.
L'area 3b riceve informazioni sulla tessitura (alla 1) e la forma degli oggetti (alla 2).
Le informazioni talamiche alla S1 terminano nel IV strato, i quali proiettano negli altri strati, e i
neuroni della S1 sono raggruppati a colonne.
La topografia delle sensazioni somestesiche della superficie del corpo detta somatotopia, ed
una tipica mappa somatotopica detta homunculus (caricatura di uomo).
Mappa non sempre continua che pu presentare delle interruzioni.

Le dimensioni della corteccia correlata alle varie parti del corpo sono direttamente
proporzionali alla densit delle proiezioni sensoriali afferenti e all'importanza degli impulsi
sensoriali ricevuti dalle specifiche zone del corpo.
Il sistema somatosensitivo ha diverse mappe del corpo e le aree 3b e 1 sono connesse con tipi
diversi di informazioni somatotopiche.
Merzenich ha dimostrato (tramite mappaggio con microelettrodi) che quando viene rimosso un
dito (o un'altra parte del corpo), la corteccia viene rimappata e risponde alle stimolazioni del
dito vicino, o anche che quando si allena costantemente un dito a fare qualcosa, la
rappresentazione corticale si pu estendere rispetto a quella di un dito vicino.
Quindi le mappe corticali sono dinamiche e si modificano in rapporto all'esperienza sensoriale.
Le informazioni sensoriali sono inizialmente divise, per poi essere riunite ed elaborate assieme,
ad esempio la corteccia parietale posteriore correlata sia alla sensazione somatica che agli

stimoli visivi.
Un danno alle aree parietali posteriori pu causare l'agnosia, incapacit di riconoscere gli
oggetti pur avendo normali capacit sensoriali, e la sindrome di negligenza spaziale (neglect),
dove l'intera parte sinistra del campo visivo pu essere soppressa o ignorata, tanto da indurre
a negarne l'esistenza.
La sindrome di neglect di solito dovuta a danni all'emisfero destro e di solito migliorano col
tempo.
La corteccia parietale posteriore dunque essenziale per la percezione e l'interpretazione delle
relazioni spaziali, per un'esatta rappresentazione del proprio corpo e per l'apprendimento delle
funzioni di coordinamento del corpo nello spazio.

Il dolore
Il senso del dolore

I nocicettori sono terminazioni libere arborizzate e non mielinizzate dei terminali nervosi che
segnalano che il tessuto del corpo stato danneggiato o che potrebbe esserlo.
Il dolore una sensazione irritante, pungente o insopportabile, proveniente da una parte del
nostro corpo, la nocicezione il processo sensoriale che fornisce i segnali che localizzano il
dolore.
I nocicettori possono essere attivi in modo acuto e continuo, mentre il dolore pu essere
intermittente, e le qualit cognitive della nocicezione possono essere controllate dal cervello.
Nocicezione e dolore sono vitali per la sopravvivenza, senza di essi non capiremmo se qualcosa
ci danneggia e avremmo vita breve.
La trasduzione
I nocicettori sono attivati da stimoli che hanno la capacit potenziale di causare danni ai
tessuti, e la loro membrana contiene canali ionici che sono attivati da questi stimoli.
L'allungamento o il piegamento della membrana dei nocicettori attiva i canali ionici a porta
meccanica che causano la depolarizzazione della cellula e la generazione di potenziali d'azione.
Le sostanze tipiche rilasciate sono la proteasi, l'ATP e gli ioni K+, e tutte portano alla
depolarizzazione.
Quando le sensazioni di calore non sono troppo alte da provocare dolore (dai 37 ai 45 gradi), al
posto dei nocicettori si attivano i termorecettori.
Un esempio di dolore quello dovuto all'elevato sforzo fisico, che quando non ha abbastanza
ossigeno, per produrre energia usa il metabolismo anaerobico per generare ATP, e questo
metabolismo rilascia acido lattico che porta ad un eccesso di H+ e quindi alla depolarizzazione.
La nostra pelle e il tessuto connettivo contengono mast cellule, una componente del tessuto
immunitario, che possono attivarsi a contatto con sostanze sconosciute, rilasciando istamina, la
quale si lega a specifiche cellule recettrici sulla superficie dei nocicettori e causa
depolarizzazione di membrana.
La trasduzione avviene a livello delle terminazioni nervose libere nelle fibre C non mielinizzate
e nelle fibre Adelta mielinizzate.
I nocicettori polimodali sono quelli che rispondono a stimoli meccanici, termici e chimici.
Molti recettori rispondono in modo selettivo a stimoli diversi, ci sono nocicettori meccanici,
nocicettori termici, nocicettori chimici, che son presenti in molti tessuti del corpo ma sono
assenti nel cervello, ad esclusione delle meningi.
L'iperalgesia
I nocicettori rispondono quando gli stimoli sono abbastanza forti da danneggiare i tessuti, ma
se una parte del corpo gi stata danneggiata, questa particolarmente sensibile, in un
fenomeno chiamato iperalgesia, che pu dipendere dall'abbassamento della soglia del dolore,
dall'aumento dell'intensit degli stimoli dolorosi, o essere dolore spontaneo.
L'iperalgesia primaria si verifica nell'area del tessuto danneggiato, l'iperalgesia secondaria si

verifica nei tessuti che circondano l'area danneggiata.


Questo fenomeno dipende dal fatto che vengono rilasciate molte sostanze quando la pelle
danneggiata e che queste modulano l'eccitabilit dei nocicettori, le 3 sostanze principali sono:
la bradichinina (depolarizza i nocicettori, cambiamenti a lungo termine canali ionici), la
prostaglandina (aumenta sensibilit nocicettori), la sostanza P ( un peptide che causa
vasodilatazione e il rilascio di istamina nelle mast cellule e causa iperalgesia secondaria.
Afferenti primari e meccanismi spinati
Il dolore primario, acuto e pungente, causato dall'attivazione delle fibre Adelta (che sono di
piccolo diametro), il dolore secondario, tardivo e di lunga durata, causato dalle fibre C (pi
larghe).
Le fibre Adelta hanno i corpi cellulari nel ganglio della radice dorsale segmentale ed entrano nel
corno dorsale del midollo spinale e si dividono immediatamente.
Prima di far sinapsi nella parte esterna del corno dorsale (sostanza gelatinosa), le fibre
passano per la zona di Lissauer.
Si pensa che il neurotrasmettitore del dolore sia il glutammato, che contiene la sostanza P, e
ad esempio tramite la capsaicina che fa rilasciare sostanze P, si pu causare analgesia,
l'assenza di dolore.
Gli assoni dei nocicettori dalle viscere entrano nel midollo per la stessa via di quelli cutanei, e
quindi nel midollo c' un miscuglio di informazioni che da origine al fenomeno del dolore
riferito, la sensazione cutanea che si avverte anche quando il dolore attiva recettori viscerali.
Vie ascendenti
La via del dolore ha solo terminazioni libere che si differenziano per il diametro dei loro assoni
ed lenta, inoltre le branche delle fibre Adeltra e C corrono lungo la zona di Lissauer e
terminano nella sostanza gelatinosa.
L'informazione sul dolore e la temperatura trasportata dal midollo lungo la via spinotalamica,
dove gli assoni dei neuroni di secondo ordine decussano il tratto spinotalamico lungo la
superficie ventrale del midollo.
Le fibre spinotalamiche proiettano al midollo attraverso il bulbo, il ponte e il mesencefalo,
senza fare sinapsi fino a che non raggiungono il talamo.
Le informazioni sul dolore ascendono controlateralmente, e se una met del midollo
danneggiata si verificano disturbi nel lato opposto del corpo.
Le informazioni sul dolore e la temperatura provengono dal capo e dalla faccia, le fibre piccole
nel nervo trigeminale fanno sinapsi sui neuroni sensoriali di secondo ordine nel nucleo
trigeminale spinale del tronco encefalico e gli assoni di queste cellule ascendono al talamo nel
lemnisco trigeminale.
Il tratto spinotalamico e gli assoni del lemnisco trigerminale terminano nel nucleo VP dove
rimangono segregati in regioni separate i sistemi del tatto e del dolore, ed altri assoni
spinotalamici terminano nei piccoli nuclei intralaminari, infine dal talamo l'informazione del
dolore e della temperatura viene proiettata a varie aree della corteccia cerebrale.
Regolazione del dolore
Lo stesso livello di attivit dei nocirecettori pu produrre pi o meno dolore, questo perch il
dolore evocato dai nocirecettori pu essere ridotto dalla simultanea attivit nei recettori con
soglia bassa (fibre Abeta).
Melzack e Wall proposero la teoria del cancello che afferma che certi neuroni nel corno
dorsale che proiettano un assone al tratto spinotalamico, sono eccitabili sia da assoni sensoriali
larghi che da assoni non mielinizzati che fanno parte della via del dolore, e il neurone di
proiezione anche inibito da un interneurone che pu essere sia eccitato dal largo assone, sia
inibito dall'assone della via del dolore.
Delle forti emozioni o un forte stress possono produrre inibizione al dolore, e la zona del
cervello implicata nell'inibizione del dolore : la sostanza grigia periacquedottale
(neurotrasmettitore serotonina).
Anche alcune sostanze reprimono il dolore, come gli oppiacei (naloxone), che
producono endorfine, che impediscono la liberazione del glutammato, iperpolarizzano.
Vasti sistemi di neuroni contenenti endorfine nel midollo spinale e nel tronco encefalico

impediscono il passaggio dei segnali nocicettivi attraverso il corno dorsale, fino alla parte alta
del cervello dove si generala la sensazione del dolore.

La temperatura
La percezione della temperatura

La sensazione non dolorosa della temperatura origina nei recettori della pelle e viene percepita
nella neocorteccia.
Il funzionamento di tutte le cellule sensibile alla temperatura, dato che l'adattamento di una
reazione chimica dipende dalla temperatura.
I termorecettori sono i neuroni sensibili alla temperatura che hanno specifici meccanismi di
membrana.
I neuroni termosensibili dell'ipotalamo e del midollo spinale sono importanti nella risposta
fisiologica che mantiene costante la temperatura corporea, ma sono i termorecettori cutanei a
farci percepire la sensazione di temperatura.
Inoltre, la sensibilit alla temperatura non uniformemente distribuita sulla pelle, infatti la
localizzazione della sensibilit al caldo e al freddo differente, ed quindi codificata da
recettori diversi.
Esistono anche aree cutanee che sono relativamente insensibili alla temperatura.
I termorecettori si attivano a temperature oltre i 30 gradi e aumentano la loro scarica neurale
fino a 45 gradi, mentre se si sale ancora di temperatura, l'attivit del recettore cessa, ed
iniziano a scaricare i nocicettori.
I frigocettori sono insensibili a temperature cutanee oltre i 35 gradi, mentre si attivano sempre
pi intensamente scendendo di temperatura (fino ai 10 gradi).
Alcuni frigocettori si attivano anche se la loro temperatura sale oltre i 45 gradi.
Il SNC non sa che il tipo di stimolo fa agire il recettore, ma continua ad interpretare l'attivit
dei frigocettori come se rispondessero a basse temperature.
Le risposte dei termorecettori si adattano durante stimolazioni di lunga durata, ad esempio un
improvviso calo di temperatura cutanea provoca un'intensa risposta dei frigorecettori,
lasciando i termorecettori inattivi, e poi man mano che la temperatura si stabilizza, la
situazione si inverte gradualmente.
Quindi il cambiamento repentino nella qualit di uno stimolo che genera le risposte neurali
pi intense.
Le vie della temperatura
L'organizzazione delle vie della temperatura identica a quella del dolore.
I recettori del freddo sono accoppiate a fibre Adelta e a fibre C, mentre i recettori per il caldo
sono accoppiati solo a fibre C.
Come con il dolore, se il midollo spinale danneggiato da un lato, c' una perdita di sensibilit
alla temperatura nel lato opposto del corpo.

Il controllo spinale del movimento


Lo studio del controllo spinale del movimento

Il sistema motorio somatico


I muscoli del corpo sono divisi in 2 categorie: il muscolo liscio, che innervato da fibre
nervose del sistema nervoso autonomo SNA, il muscolo striato che divisibile in altri 2 tipi,
muscolo cardiaco e muscolo scheletrico.
Ciascun muscolo scheletrico dentro una guaina di tessuto connettivo che nella parte
terminale forma tendini, e all'interno di ogni muscolo ci sono centinaia di fibre muscolari, le
cellule del muscolo scheletrico, e ciascuna fibra innervata da un singolo assone proveniente
dal SNC.
L'insieme dei muscoli scheletrici e le parti del sistema nervoso che li controllo vengono detti
sistema motorio somatico.
Esistono ulteriori categorizzazioni in base al tipo di movimento fatto dal muscolo: muscoli
flessori, che insieme ad altri 3 fanno i muscoli sinergici, muscoli estensori, muscoli antagonisti
(flessori con estensori), muscoli assiali, muscoli prossimali o cingolari, muscoli distali.
I motoneuroni inferiori
La muscolatura somatica innervata dai motoneuroni del corno ventrale del midollo
spinale, che vengono detti motoneuroni inferiori e solo loro comandano la contrazione
muscolare (studi di Sherrington).
Gli assoni dei motoneuroni inferiori si uniscono formando le radici ventrali, ed ogni radice
ventrale si unisce con una radice dorsale per formare il nervo spinale che esce dal midollo dai
fori vertebrali (esistono 30 nervi spinali misti).
Esistono diversi segmenti spinali: cervicale 1-8, toracico 1-12, lombare 1-5, sacrale 1-5.
I motoneurono inferiori sono distribuiti in modo irregolare all'interno del midollo spinale e quelli
che innervano la muscolatura distale e prossimale si trovano principalmente nei segmenti
cervicale e lombosacrale del midollo, mentre quelli che innervano la muscolatura assiale sono a
tutti i livelli.
I motoneuroni inferiori possono essere divisi in 2 categorie: motoneuroni alfa e motoneuroni
gamma.
I motoneuroni alfa sono i responsabili della forza del muscolo, e la contrazione muscolare il
risultato dell'azione individuale e combinata di 3 unit motrici (motoneruone alfa + tutte le sue
fibre).
Un motoneurone comunica con la fibra muscolare tramite il rilascio del neurotrasmettitore
acetilcolina (Ach) sulla giunzione muscolare, e questo viene rilasciato in risposta ad un
potenziale d'azione presinaptico che causa un potenziale postsinaptico PPSE nella fibra
muscolare (potenziale di placca).
Il potenziale d'azione postsinaptico induce una scossa muscolare (rapida sequenza di
contrazioni e rilasciamento) nella fibra muscolare, dove una contrazione sostenuta richiede una
scarica continua di potenziali (sistema che agisce con sommatoria temporale).
La sequenza di scarica delle unit motrici un'importante modo in cui il SNC regola la
contrazione muscolare, e i muscoli dotati di un gran numero di piccole unit motrici sono
suscettibili ad un controllo pi accurato da parte del SNC, infatti piccole unit motrici sono
dotate di piccoli motoneuroni alfa, e viceversa.
I motoneuroni alfa sono controllati dai loro segnali sinaptci nel corno ventrale, ed esistono solo
3 fonti di afferenze per i motoneuroni alfa: dalle cellule gangliari dorsai, dai motoneuroni
superiori nella corteccia motoria e nel tronco encefalico, dagli interneuroni del midollo spinale.
Esiston diversi tipi di fibre muscolari: le fibre muscolari rosse sono caratterizzate da molti
mitocondri e da enzimi metabolici, si contraggono in modo lento ma san tenere per molto
tempo la contrazione senza fatica, le fibre muscolari bianche (pallide) han pochi mitocondri e
dipendono dal metabolismo anaerobico, si contraggono in modo rapido e potente ma si
affaticano facilmente.
Ciascuna unit motrice contiene fibre di un solo tipo, ed esistono quindi unit motrici veloci e
unit motrici lente, dove i motoneuroni di quelle veloci son generalmente pi grandi e con
maggior diametro e questi tendono a generare scariche ad alta frequenza di potenziali (e
viceversa).
Se un muscolo riceve un contatto sinaptico da un motoneurone veloce diventa una fibra veloce

(e viceversa), e si pensa che i neuroni alterino il fenotipo come conseguenza di un'attivit


sinaptica (esperienza), inoltre dimostrato che le fibre muscolari possono venire modificate
variando la quantit di attivit (es culturisti).
L'accoppiamento eccitazione-contrazione
Il potenziale d'azione produce il rilascio di ioni Ca2+ da un organulo all'nterno della fibra
muscolare che innesca la contrazione della fibra, mentre il rilascio muscolare si verifica quando
i livelli di Ca2+ vengono abbassati dal riassorbimento nell'organulo.
La struttura della fibra muscolare comprende pi di un nucleo cellulare (le fibre sono
multinucleate), le fibre son delimitate dalla membrana sarcolemma dove all'interno ci son
diverse strutture cilindriche dette miofibrille che si contraggono col potenziale d'azione che
discende lungo la sacrolemma.
Le miofibrille sono avvolte dal reticolo sacroplasmatico (simile al RE) e i potenziali d'azione
entrano nel reticolo attraverso delle gallerie trasversali dette tubuli T.
Una proteina voltaggio-sensibile presente nella membrana del tubulo T legata ad una
proteina-canale per il calcio del reticolo sarcoplasmatico e l'arrivo del potenziale d'azione
rimuove il tappo nel canale per il calcio, con risultante incremento di Ca2+ intracellulari liberi
che fan contrarre la miofibrilla.

La miofibrilla divisa in segmenti chiamati linee Z, dove un segmento formato da 2 linee Z e


la miofibrilla al suo interno viene detta sarcomero.
A ciascun lato delle linee Z ci sono i filamenti sottili e tra e lungo le 2 file di setole si trovano i
filamenti spessi.
Lo slittamento dei filamenti avviene a casua dell'interazione tra la proteina del filamento spesso
(la miosina) e la proteina del filamento sottile (l'actina).
Quando il muscolo a riposo, la miosina non pu interagire con l'actina perch i siti di legame
sulla miosina sono coperti da troponina.
Ecco le diverse tappe contrazione-eccitazione:
Eccitazione:
1.
2.
3.
4.

5.

potenziale d'azione nell'assone di un motoneurone alfa


Ach rilasciato dal motoneurone alfa nella giunzione muscolare
I canali recettori nicotinici si aprono e il sarcolemma postisinaptico si depolarizza (PPSE)
Si aprono i canali voltaggio-dipendenti pper il sodio, si genera il potenziale nella fibra
che scende lungo il sarcolemma
La depolarizzazione dei tubuli T fa rilasciare Ca2+ dal reticolo sarcoplasmatico

Contrazione:
1.
2.
3.
4.
5.
6.

Ca2+ si lega alla tropolina


vengono esposti i siti actinici leganti la miosina
le teste di miosina legano l'actina
le teste di miosina ruotano
le teste di miosina si staccano consumando ATP
il ciclo continua finch c' Ca2+ e ATP

Rilasciamento:
1. Ca2+ viene riassunto dal reticolo sarcoplasmatico da una pompa ATP-dipendente
2. i siti che legano la miosina sull'actina vengon ricoperti dalla troponina
In base a queste spiegazioni chiaro come mai la morte causi il rigor mortis (irrigidimento dei
muscoli), a causa della manzanza di ATP che fa formare legami permanenti tra i filamenti
spessi e quelli sottili.
Il controllo spinale delle unit motrici
I fusi muscolari sono strutture specializzate che si trovano in profondit di molti muscoli
scheletrici, che consistono in diversi tipi di fibre muscolari specializzate, ospitate in una capsula
fibrosa.
I fusi e i loro assoni Ia, specializzati per rilevare i cambiamenti di lunghezza del muscolo, sono
propriocettori, informatori sulla postura e sul movimento nello spazio.
Il riflesso miotatico (quando il muscolo stirato, esso tende a ritrarsi) coinvolge risposte
sensitive da parte del muscolo ed avviene perch i motoneuroni ricevono una continua
afferenza sinaptica da parte dei muscoli.
La scarica di assoni sensitivi Ia strettamente correlata alla lunghezza del muscolo, quando un
muscolo stirato, la frequenza di scarica aumenta (e viceversa).
Le fibre intrafusali sono fibre ospitate all'interno della capsula fibrosa, mentre quelle esterne
sono dette fibre extrafusali, e formano la maggior parte del muscolo e solo loro sono innervate
dai motoneuroni alfa.
Le fibre intrafusali ricevono innervazione motoria dai motoneuroni gamma.
I motoneuroni alfa e gamma sono simultanemanete attivati da comandi che arrivano dal
cervello e quest'ultimi sono necessari perch il fuso muscolare non rimanga fuori uso dopo
l'attivazione degli alfa.
L'organo tendineo del Golgi agisce come misuratore di tensione ed responsabile
dell'attivazione del riflesso miotatico inverso, un arco riflesso che protegge il muscolo evitando
che debba sopportare un'eccessiva tensione di carico.
Quando la tensione muscolare diminuisce si riduce l'inibizione del motoneurone alfa e aumenta
la contrazione muscolare.
Si pensa che, per stimare l'angolo di un'articolazione l'informazione dai recettori articolari si
combina con quella dai fusi muscolari e dagli organi tendinei del golgi e dai recettori della pelle.
La maggior parte delle afferenze ai motoneuroni alfa proviene da interneuroni del midollo
spinale e gli interneuroni spinali ricevono afferenze dagli assoni sensitivi primari, dagli assoni
del cervello e dagli assoni dei motoneuroni inferiori.
L'inibizione reciproca la contrazione di un gruppo di muscoli accompagnato dal rilascio dei
muscoli antagonisti.
Non tutti gli interneuroni sono di tipo inibitorio, ad esempio il riflesso flessorio un esempio di
riflesso mediato in parte da interneuroni eccitatori, mentre il riflesso estensorio crociato viene
usato per compensare l'eccessivo carico imposto dal sollevamento di un arto sui muscoli
estensori antigravitari della gamba opposta.

Il circuito per il controllo coordinato della deambulazione risiede all'interno del midollo spinale e
i circuiti che danno origine ad un'attivit motoria ritmica sono chiamati generatori centrali di
schemi motori.
L'attivit oscillatoria degli interneuroni (ciclo ripetuto di depolarizzazioni mediata da recettori
NMDA, Na+ e Ca2+ entranti e K+ uscenti) agisce da guida ritmica dei gruppi di motoneuroni che
a turno comandano la deambulazione ed altri comportamenti ciclici.
In generale, l'attivit locomotoria nel midollo spinale e la sua coordinazione dipende da
numerosi meccanismi.

Il controllo cerebrale del movimento


Lo studio del controllo cerebrale del movimento

Tratti spinali discendenti


Il cervello comunica con i motoneuroni del midollo spinale attraverso 2 vie, la via laterale che
coinvolta nel movimento volontario della muscolatura distale e dipende dal diretto controllo
della corteccia, e la via ventromediale che coinvolta nel controllo della postura e della
locomozione e dipende dal tronco encefalico.
La via laterale
La sua componente principale il tratto cortospinale della neocorteccia, dove 2/3 degli assoni
di questo tratto hanno origine nelle zone 4 e 6 del lobo frontale (corteccia motrice), gli assoni
rimanenti derivano dalle aree somatosensoriali del lobo parietale.
Gli assoni provenienti dalla corteccia passano attraverso la capsula interna, collegando il
telencefalo al talamo e decorrono attraverso la base del peduncolo cerebrale (raggruppamento
di assoni del mesencefalo), poi passano attraverso il ponte e si uniscono a formare un tratto
alla base del bulbo.
Questo tratto piramidale si decussa e ci comporta che la corteccia motrice destra controlla i
movimenti della parte sinistra del corpo, e viceversa.
Gli assoni si incrociano e si uniscono nella colonna laterale del midollo spinale e terminano nella
regione dorsolaterale delle corna ventrali e della sostanza grigia intermedia, la zona che
contiene i motoneuroni e gli interneuroni che controllano i muscoli distali (i flessori).
Il tratto rubrospinale origina nel nucleo rosso del mesencefalo, gli assoni del nucleo rosso si
decussano subito nel ponte e si uniscono a quelli del tratto cortospinale.
Lesioni al tratto cortospinali provocano deficit di movimento grave, ma molte delle funzioni
perdute vengono recuperate dopo mesi da sole a parte la debolezza dei muscoli flessori e
l'incapacit di muovere le dita in maniera indipendente.
La via ventromediale
E' costituita da 4 tratti discendenti che originano nel tronco encefalico e terminano negli
interneuroni che controllano i muscoli prossimali ed assiali:

1. Tratti vestibolospinali: mantengono il capo in posizione bilanciata sulle spalle quando

2.

il corpo si muove, e fanno girare il capo in direzione dei nuovi stimoli, essi originano nei
nuclei vestibolari del bulbo (usano l'VIII nervo cranico), ed un'altra componente di
questi tratti proietta ipsilateralmente fino al midollo spinale lombare e serve a
mantenere l'equilibrio della postura.
Tratto tettospinale: origina dal collicolo superiore del mesencefalo che riceve input
dalla retina e proiezioni dalla corteccia visiva ed afferenze somatosensoriali ed uditive,
ed esso serve per il riflesso d'orientamento che dirige il capo verso l'oggetto da
guardare.

3. Tratto reticolospinale pontino: origina nella formazione reticolare del tronco


4.

encefalico, facilita i riflessi antigravitari del midollo in modo da aiutare a mantenere la


postura eretta resistendo alla gravit, sotto il controllo della corteccia.
Tratto reticolospinale bulbare: origina nella formazione reticolare del tronco
encefalico, libera i muscoli antigravitari dal controllo dei riflessi, sotto il controllo della
corteccia.

La pianificazione del movimento da parte della corteccia cerebrale


Le aree 4 e 6 costituiscono la corteccia motrice, ma il controllo corticale del movimento
volontario coinvolge quasi tutta la neocorteccia.
La corteccia motrice una regione circoscritta del lobo frontale costituita dall'area 4 che si
trova in posizione anteriore rispetto al solco centrale, e dall'area 6 che posta anteriormente
all'area 4.
L'area 4 viene chiamata corteccia motrice primaria M1.
Nell'area 6 ci sono 2 mappe motorie: l'area premotoria APM nella regione laterale del lobo
frontale, e l'area motoria supplementare AMS nella regione mediale.
La AMS invia gli assoni che innervano le unit motrici distali, la APM si collega con i neuroni
reticolospinali che innervano le unit motrici prossimali.
L'area 5 il bersaglio degli input provenienti dalle aree corticali somatosensoriali 1,2 e 3, l'area
7 il bersaglio delle aree visive corticali di orgine superiore come la MT.
La corteccia prefrontale e quella parietale inviano assoni che convergono nell'area 6, la quale
giace nel punto di convergenza in cui i segnali che codificano quali azioni siano programmate
vengono convertiti in segnali che specificano come le azioni vanno completate.
L'area 6 gioca un importante ruolo nella pianificazione del movimento, in particolare delle
sequenze motorie complesse che fanno uso della muscolatura distale.
L'aprassia l'incapacit selettiva di compiere atti motori complessi.
In generale, la prontezza all'azione dipende dall'attivit dei lobi frontali e parietali, mentre il
posizionamento del corpo dipende dall'attivit delle aree motorie supplementari.
I gangli della base
L'input subcorticale che va all'area 6 proviene da un nucleo del talamo dorsale detto nucleo
ventrale laterale VL, e l'input ricevuto da questa parte viene deto VLo e proviene dai gangli
della base.
L'informazione circola dalla corteccia ai gangli e al talamo e quindi ritorna alla corteccia, e
questo circuito serve per la selezione e l'inizio dei movimenti volontari.
I gangli della base sono costituiti dal nucleo caudato, dal putamen, dal globo pallido, dal nucleo
subtalamico e dalla substantia nigra, e il nucleo caudato e il putamen costituiscono lo striato.
Via diretta: Corteccia -> Striato -> Globo pallido -> VLo -> Corteccia (AMS).
Il circuito motorio: la via diretta comincia con una connessione eccitatoria fra la corteccia e le
cellule del putamen, tramite sinapsi inibitorie i neuroni del putamen si connettono ai neuroni
del globo pallido, i quali si connettono alle cellule del VLo sempre con sinapsi inibitorie.
La connessione talamo-corticale una connessione eccitatoria che facilita la scarica dei neuroni
della AMS legati al movimento.
L'attivazione corticale del putamen eccita l'AMS tramite il VL, e si pu quindi ipotizzare che
l'inizio del movimento si verifichi quando l'attivazione della AMS viene innalzata oltre un dato
valore di soglia, grazie all'attivit dei gangli della base che fanno da imbuto.
L'ipocinesia una riduzione del movimento dovuta all'inibizione del talamo da parte dei gangli
della base.
L'ipercinesia la diminuzione dell'attivit efferente dei gangli della base.
La malattia del morbo di Parkinson caratterizzata da ipocinesia, e si ha una degenerazione
degli input che vanno dalla substantia nigra allo striato.
La malattia di Huntington una sindrome ereditaria caratterizzata da ipercinesia e discinesie
(movimenti anormali), e si ha una perdita di neuroni nel nucleo caudato, nel putamen, nel
globo pallido e nella corteccia cerebrale.

Il ballismo un'ipercinesia dovuta a lesioni ai gangli della base che comporta movimenti
violenti ed incontrollabili delle estremit.
L'inizio del movimento da parte della corteccia motrice primaria
L'area AMS fortemente interconnessa con l'area M1, l'area 4, e questa possiede la soglia pi
bassa di tutta la corteccia per attivare un movimento tramite stimolazione elettrica (per questo
detta motrice primaria) perch possiede delle connessioni sinaptiche molto potenti o forti
motoneuroni.
La via attraverso la quale la corteccia motrice attiva i motoneuroni periferici parte dallo strato
corticale V dove presente una popolazione di cellule piramidali dette cellule di Betz.
La lamina V riceve input da le altre aree corticali e dal talamo.
Si pensa che singole cellule piramidali possano guidare l'attivit di numerosi gruppi di
motoneuroni di un gruppo di muscoli implicati nel movimento, e che l'area M1 sia importante
per la forza e la direzione dei movimenti.
La direzione del movimento non pu essere codificata dall'attivit di singole cellule che
comandano il movimento in un'unica direzione, e Georgopoulos ipotizz che la direzione del
movimento fosse codificata dall'attivit collettiva di una popolazione di neuroni.
Il vettore di popolazione il vettore risultante dalla media di tutti i vettori che
rappresentano ciascuna cellula per ogni direzione di movimento.
Si scoperto che: gran parte della corteccia motrice attiva per ogni movimento, l'attivit di
ciascuna cellula rappresenta un vettore singolo x una determinata direzione, la direzione di
movimento determinata dalla media dei voti registrati da ciascuna cellula della popolazione.
Inoltre, pi grande l'ampiezza della popolazione che rappresenta un tipo di movimento, pi
preciso il controllo del movimento, ed stato dimostrato che le cellule corticali della M1
possono spostarsi dalla partecipazione ad un movimento ad un'altra mentre un'abilit viene
imparata.
Il cervelletto
Il cervelletto quella zona cerebrale che controlla le sequenze dettagliate di contrazioni
muscolari sincronizzate in maniera molto precisa.
L'atassia una lesione al cervelletto che provoca movimenti imprecisi e poco coordinati.
Il verme del cervelletto invia degli output alle strutture del tronco encefalico che fanno parte
della via spinale discendente ventromediale, la quale controlla la muscolatura assiale.
Gli assoni che provengono dalle cellule piramidali dello strato V della corteccia costituiscono
una proiezione verso i gruppi di cellule del ponte, i nucli pontini, che a turno inviano
informazioni al cervelletto.
Il cervelletto laterale proietta indietro verso la corteccia motrice attraverso un rel fatto dal
nucleo ventrale laterale VLc del talamo, e lesioni a questa via portano a cattiva esecuzione dei
movimenti poliarticolari, volontari e pianificati.
Il cervelletto invia istruzioni alla corteccia motrice primaria sulla direzione, sulla
sincronizzazione e sulla forza del movimento pianificato.
Il cervelletto molto importante per l'apprendimento motorio, li che ci che pianificato
viene comparato con ci che si verificato.

Il controllo del cervello e del comportamento


Il controllo chimico del cervello e del comportamento

Le secrezioni ipotalamiche
Il talamo si trova in mezzo a tutte le vie di trasmissione in cui la destinazione la neocorteccia,

l'ipotalamo invece integra le risposte viscerali e somatiche in base alle necessit del cervello.
L'omeostasi il mantenimento dell'ambiente interno nell'ambito di una stretta gamma di
valori fisiologici.
Le cellule dell'ipotalamo rivelano cambiamenti di temperatura nel cervello e regolano le
risposte.
Ciascun lato dell'ipotalamo pu essere diviso in 3 zone: laterale, mediale e periventricolare.
Le zone laterale e mediale hanno connessioni con il tronco encefalico e col telencefalo, la zona
periventricolare ha cellule che giacciono a fianco della parete del terzo ventricolo e presenta
neuroni con diverse funzioni: il nucleo soprachiasmatico NSC (sincronizzazione ritmi circadiani
con ciclo luce-buio) e i neuroni neurosecretori.
Le vie ipofisiarie
L'ipofisi sospesa sotto la base del cervello ed sostenuta da una concavit ossea del cranio,
ha 2 lobi, uno posteriore ed uno anteriore, controllati dall'ipotalamo.
I neuroni neurosecretori magnocellulari dell'ipotalamo inviano i propri assoni dentro al lobo
posteriore dell'ipofisi.
Il neurotrasmettitore pu agire da ormone e quando ci avviene esso viene chiamato
neurormone.
Le cellule neurosecretici rilasciano 2 tipi di neurormoni nel flusso sanguinio, l'ossitocina e la
vasopressina.
L'informazione di uno stimolo sensoriale raggiunge la corteccia e questa stimola l'ipotalomo
affinch induca il rilascio di ossitocina.
La corteccia pu anche inibire le funzioni dell'ipotalamo, come nel caso dell'ansia che inibisce il
rilascio di latte.
La vasopressina chiamata ormone antidiuretico (ADH), regola il corretto volume e la
concentrazione salina del sangue, essa agisce direttamente sui reni, riducendo l'urina in caso di
necessit.
La comunicazione avviene anche in senso opposto, e i reni possono secernere la renina, che
dopo una serie di passaggi che coinvolgono anche il cervello, fa aumentare la pressione
sanguigna, e quindi corretto dire che in alcuni casi i reni controllano il cervello.
Il lobo anteriore dell'ipofisi una ghiandola e le cellule di questo lobo sintetizzano e
secernono molti ormoni, agendo sulle gonadi, sulla tiroide, sulle ghiandole surrenali e
mammarie.
Il lobo anteriore sotto il controllo dei neuroni neurosecretori parvocellulari che comunicano
con il bersaglio attraverso il flusso sanguinio, tramite la circolazione portale ipotalamoipofisaria.
Le surreni sono divisi in 2 parti, corticale e midollare, la corticale produce cortisolo, che
rilasciato nel sangue serve al sistema immunitario e fa resistere allo stress.
Gli ormoni dell'ipofisi anteriore sono: FSH, LH, TSH (tireotropina, aumenta velocit
metabolismo), ACTH (corticotropina, secrezione cortisolo), GM (ormone della crescita),
Prolattina.
Il sistema nervoso autonomo
La zona periventricolare dell'ipotalamo controlla anche il sistema nervoso autonomo SNA, per
le reazioni spontanee e veloci, come la fuga o la risposta, risposte regolate dalla divisione
simpatica quando sono di attivazione, e dalla divisione parasimpatica quando sono inibitorie, di
riduzione.
Il SNA crea un equilibrio tra eccitazione ed inibizione sinaptica.
Circuiti del SNA
Il sistema motorio somatico innerva e fornisce i comandi alle fibre dei muscoli scheletrici,
mentre il SNA governa ogni altro tessuto del corpo.
Entrambi i sistemi sono dotati dei motoneuroni superiori del cervello che inviano i comandi a
quelli inferiori, i quali innervano le strutture bersaglio.
I corpi cellulari di tutti i motoneuroni somatici inferiori si trovano nel dentro il SNC, mentre
quelli superiori sono all'esterno, dentro i gangli autonomi, che possiedono i neuroni
postgangliari, a loro volta attivati dai neuroni pregangliari del midollo e del tronco.
Il sistema motorio somatico controlla i suoi bersagli periferici secondo la via monosinaptica,

mentre il SNA usa la via disinaptica.


Le divisioni simpatica e parasimpatica operano in parallelo, gli assoni pregangliari della
simpatica emergono dal terzo mediano del midollo spinale, mentre quelli della parasimpatica
emergono dal tronco encefalico e dai segmenti inferiori del midollo.
I neuroni pregangliari della simpatica sono nella sostanza grigia intermedia laterale del midollo
ed inviano assoni attraverso le radici ventrali alla sinapsi del ganglio della catena simpatica.
I neuroni pregangliari parasimpatici si trovano nei nuclei del tronco encefalico e nel midollo
spinale inferiore (sacrale), e i loro assoni viaggiano dentro diversi nervi cranici e nervi del
midollo.
Il sistema nervoso autonomo innerva 3 tipi di tessuti: ghiandole, muscolo cardiaco e
muscolatura liscia.
Il sistema nervoso autonomo:

innerva le ghiandole secretorie


innerva il cuore, i vasi sanguigni per il controllo della pressione e del flusso
innerva i bronchi per soddisfare le richieste d'energia
regola le funzioni digestive e metaboliche del fegato e del pancreas
controlla i reni, la vescica, l'intestino crasso e il retto
essenziale per le risposte sessuali
interagisce col sistema immunitario del corpo

La divisione simpatica serve per: attacco, fuga, paura e sesso.


La parasimpatica: digestione, crescita, risposte immunitarie e immagazzinamento energia.
I circuiti neurali del SNC inibiscono una divisione quando l'altra attiva, ad esempio l'attivit
simpatica aumenta la frequenza del battito cardiaco mentre la parasimpatica la riduce.
La divisione enterica un unico sistema neurale inserito nel rivestimento dell'esofago, dello
stomaco, dell'intestino, del pancreas e della cistifellea, e consiste in 2 reti (plesso mioenterico e
plesso submucoso) dotate di nervi sensitivi, di interneuroni e di motoneuroni autonomi.
La divisione enterica non completamente autonoma, riceve infatti afferenze indirette dal
cervello per mezzo di assoni della divisione simpatica e parasimpatica.
L'ipotalamo integra le informazioni che riceve sulle informazioni del corpo e provvede ad
afferenze neurali ed ormonali.
Il nucleo del tratto solitario integra le informazioni sensitive provenienti dagli organi interni e
coordina le afferenze ai nuclei autonomi del tronco encefalico.
Neurotrasmettitori e farmacologia
I neurotrasmettitori delle parti periferiche del SNA si trovano all'esterno della barriera
ematoencefalica, cos che i farmaci riescono a raggiungerli direttamente, in modo da
influenzare la trasmissione sinaptica.
Il trasmettitore ACh gangliare pi potente di quello neuromuscolare e pu attivare anche i
recettori muscarinici per l'ACh (AChRm) che sono recettori associati a proteine G
(metabotropici), e la risposta di attivazione dei neuroni pregangliari una variabile importante
per determinare il tipo di attivit postgangliare evocata.
La noradrenalina utilizzato dalla divisione simpatica ed agisce anche lontano circolando nel
sangue, i parasimpatici usano ACh che agisce localmente per mezzo del AChRm.
L'atropina un'antagonista dell'AChRm che produce attivazione simpatica, come ad esempio la
dilatazione delle pupille.
L'adrenalina si forma dalla noradrenalina e viene rilasciata nel sangue dalla midollare del
surrene (un ganglio simpatico modificato).
Sistemi modulatori diffusi del cervello
Esistono diversi sistemi modulatori diffusi che hanno in comune alcuni principi:

nucleo dotato di un piccolo gruppo di neuroni


neuroni sensitivi originano dalla parte centrale del cervello, dal tronco encefalico
ciascun neurone influenza molti altri neuroni diffusi in tutto il cervello

le sinapsi liberano neurotrasmettitori nel fluido extracellulare in modo da diffondersi a


numerosi neuroni

Locus coeruleus noradrenergico


La noradrenalina viene usata dai neuroni del locus coeruleus nel ponte.
Gli assoni lasciano il locus coeruleus innervando ogni parte del cervello, soprattutto nella
corteccia cerebrale e cerebellare, e il locus sembra coinvolto nella regolazione dell'attenzione,
nei cicli del sonno-veglia, nell'apprendimento, nella memoria, nell'ansia, nel dolore e nel
metabolismo cerebrale.
I neuroni del locus coerules sono attivati da stimoli sensoriali nuovi, inaspettati e non dolorosi.
Nuclei del rafe serotoninergici
I neuroni dei 9 nuclei del rafe contengono serotonina, e ciascun nucleo proietta a diverse
regioni del cervello.
I nuclei del rafe sono implicati nei cicli del sonno-veglia, nel controllo dell'umore e di certi tipi di
comportamento emotivo.
Substantia nigra dopaminergica e area tegmentale ventrale
La substantia nigra contiene neuroni con dopamina e serve per l'inizio del movimento
volontario, e quando c' la degenerazione di queste cellule dopaminiche sopraggiunge il morbo
di Parkinson.
L'area tegmentale ventrale un'insieme di cellule dopaminiche vicine al nigra e serve per il
sistema della ricompensa utile a rafforzare certi comportamenti, ed implicata in certi aspetti
di dipendenza da droghe e in certi disturbi psichiatrici.
Proencefalo basale colinergico e complessi del tronco encefalico
L'acetilcolina ACh presente nel complesso del proencefalo basale le cui cellule sono le prime a
morire per il morbo di Alzheimer, ed un sistema colinergico coinvolto nella regolazione
dell'eccitabilit del cervello, nei cicli-dormi veglia, nella formazione dei ricordi e
nell'apprendimento.
Droghe e sistemi modulatori diffusi
Le droghe psicoattive interferiscono con la trasmissione sinaptica chimica ed agiscono
direttamente sul sistema noradrenergico, dopamienergico e serotoninergico.
L'LSD provoca allucinazioni e ha una struttura chimica simile alla serotonina e ci fa pensare
che agisca sul suo sistema, come agonista ai recettori di serotonina nelle terminazioni
presinaptiche dei neuroni dei nuclei di rafe.
La cocaina e l'anfetamina sono droghe che dan senso di sicurezza ed euforia ed esercitano i
loro effetti sulle sinapsi dei sistemi dopaminergici e noradrenergici.
La cocaina e l'anfetamina bloccano il riassorbimento della dopamina e della noradrenalina dopo
il loro rilascio nella fessura sinaptica, prolungandone ed intensificandone gli effetti.
Queste droghe causano dipendenza.