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Corso di pittura ad olio per artisti principianti

Lobiettivo di questa serie di articoli di realizzare un corso completo di pittura ad olio per artisti
principianti. Il corso diviso in 5 parti e tenta di indirizzare tutte le possibili domande che lartista
principiante pu porsi durante la fase di apprendimento. Chi ha tentato di dipingere come
autodidatta sa che durante le fase iniziali di apprendimento si hanno molti dubbi che sono difficili
da risolvere senza la guida di un maestro. Questa guida vuole essere un aiuto per chi non ha la
possibilit di seguire corsi o prendere lezioni private. Come anticipato in precedenza il corso
diviso in 5 parti:

Nella prima parte verr fatta una breve introduzione alla pittura ad olio cercando di
rispondere a domande molto banali come: dove dipingere? Quali strumenti utilizzare? La pittura ad
olio adatta ai principianti? Come si dipinge? Cosa dipingere?

Nella seconda parte verranno analizzati i materiali. Verranno suggerite metodi e tecniche per
utilizzarli al meglio i diversi materiali necessari per dipingere ad olio.

Nella terza parte approfondiremo il tema del colore e cercher di spiegare come mischiare i
colori, come dare forma agli elementi del paesaggio, come gestire il chiaroscuro e tante altre
informazioni.

Nella quarta parte cominciamo ad entrare nel merito dei diversi elementi del paesaggio
come: cieli, nuovole, alberi, prospettiva, ecc.

Nella quinta ed ultima parte realizzeremo dei progetti passo passo dove metteremo insieme
tutte le nozioni imparate nelle prime quattro fasi.
Parte I Introduzione.
Lezione 1. Introduzione.
Lezione 2. Dove dipingere? Quali materiali utilizzare per dipingere?
Lezione 3. Cosa Dipingere? Come dipingere?
Parte II Materiali.
Lezione 4. Quale marca di colori acquistare?
Lezione 5. Quali colori acquistare?
Lezione 6. La preparazione e la pulitura della tavolozza.
Lezione 7. Come eseguire limprimitura e campitura di una tela.
Lezione8. Gli altri materiali per la pittura ad olio.
Parte III Cominciamo a Dipingere

Lezione 9. Gli elementi di base di un paesaggio ad olio.


Lezione 10. 7 Concetti per Dipingere un Chiaroscuro.
Lezione 11. Come dipingere un chiaroscuro.
Lezione 12. Come dipingere il chiaroscuro di un paesaggio con laiuto di Gimp.
Lezione 13. Bagnato su bagnato e grasso su magro, due tecniche di pittura ad olio a confronto.
Lezione 14. Che cos un Underpainting e come dipingerlo con i colori ad olio.
Lezione 15. Come dipingere con la tecnica delle velature nella Pittura ad Olio.
Lezione 16. Che cos la tecnica ad Impasto e come si usa nella pittura ad olio?
Lezione 17. Che cos la tecnica dello sfregazzo e come si usa nella pittura ad olio?
Lezione 18. Come mescolare i colori per imitare le tinte della natura.
Lezione 19. Come schiarire e scurire i colori?
Lezione 20. Come regolare la saturazione di un colore?
Lezione 21. Come rendere un colore pi caldo o freddo?
Lezione 22. Come mescolare i colori in pratica
Prossimamente
Parte IV Dipingiamo gli elementi del paesaggio
Prossimamente
Parte V Progetti passo passo
Prossimamente

Con questo articolo comincia un corso di pittura ad olio per artisti principianti. In questo corso metter a disposizione le
mie conoscenze con lobiettivo di avvicinare quante pi persone a questo fantastico mezzo espressivo. Quando ci si
reca ai musei e osserviamo le opere ad olio degli antichi maestri spesso si pensa, erroneamente, che questa una
tecnica molto avanzata che va adoperata solo dopo aver fatto esperienza con altri medium come lacquarello e lacrilico.
Per esperienza personale, invece, penso che la tecnica ad olio sia molto adatta ai principianti per i seguenti motivi:

Lolio come legante tende ad asciugare lentamente e questo, a mio avviso, consente di poter lavorare pi a
lungo senza aver timore che i colori si asciughino. In questo modo sar possibile applicare con calma tutte le tinte per
poi poterle sfumare in momenti successivi.

A differenza dellacquerello e dellacrilico, i colori ad olio hanno una maggiore permanenza cio non
schiariscono o scuriscono con il passare del tempo. Questa caratteristica consente di scegliere i colori con maggiore
consapevolezza.

Con lolio possibile realizzare opere di grande effetto, brillantezza e realismo. Analoghi risultati possono
essere ottenuti anche con acquarello e acrilico ma credo solo quando si raggiungono livelli tecnici molto elevati.
Ci sono, ovviamente, degli svantaggi legati soprattutto al fatto che i colori ad olio spesso lasciano un odore che lo
rendono poco adatto alluso casalingo. Inoltre, necessario disporre oltre allolio di lino anche di solventi come
trementina e acqua ragia che pure contribuiscono a lasciare odori poco gradevoli. Quindi, chi si dedica alla pittura ad olio
deve disporre di un ambiente idoneo e ben areato. Anche la pulizia dei materiali come pennelli, spatole e tavolozze un
p pi laboriosa rispetto alle tecniche basate sullacqua. Il problema della tossicit, comunque, non si limita al solo
odore, ci sono soggetti che presentano allergie ai colori sia a livello respiratorio che di cute. Nel secondo caso le parti del
corpo pi esposte sono sicuramente le mani e i guanti di lattice possono rivelarsi un ottimo rimedio.
Il corso seguente si divider in 5 parti:

La prima parte sar un introduzione alla pittura ad olio. Cercher di rispondere alle domande che tipicamente
tutti i principianti si pongono quando cominciano il loro processo di apprendimento.

Nella seconda parte approfondiremo il tema dei materiali e cercher di segnalare accorgimenti pratici che con il
tempo ho imparato ad utilizzare.

La terza parte si occuper delluso dei colori, cio lezioni teorico e pratiche su come mescolare i colori, come
imitare le tinte della natura e come utilizzare queste tinte nelle nostre opere.

La quarta parte riguarder la pittura del paesaggio con la tecnica ad olio. Volendo avrei potuto dedicare una
sezione ad ogni soggetto tipico dellarte (ritratto, figura umana, ecc.) solo che sarebbe stato un lavoro enorme. Cos ho
deciso di focalizzarmi sul solo soggetto del paesaggio che, tipicamente, molto apprezzato sia dagli artisti principianti
che quelli pi esperti. In questa sezione, in particolare, vedremo come dipingere i diversi elementi del paesaggio.

Infine, la quinta ed ultima parte sar dedicata a progetti eseguiti passo passo in cui uniremo tutte le esprienze
acquisite nelle precedenti sezioni.
Quando questo corso verr completato raccoglier tutti gli articoli in un ebook che distribuir gratuitamente sul blog.
Poich il blog letto anche da artisti esperti o di media esperienza confido nel vostro aiuto con suggerimenti, correzioni
e commenti. Prender in considerazione qualsiasi vostra segnalazione e la integrer nellebook.

Dove dipingere?
La prima domanda che si pone lartista principiante che vuole dedicarsi alla tecnica della pittura ad olio : dove dipingo?
Per i problemi gi analizzati nella scorsa lezione consigliabile lavorare in un ambiente dedicato, ben areato o munito di
aspiratori che riducono lodore lasciato dallolio e dai solventi. Disporre di un locale riservato a tale scopo riduce anche i
tempi di preparazione e completamento delle sessioni che, in questa tecnica, non sono trascurabili. E consigliabile avere
in prossimit di questo ambiente anche dei sanitari per poter disporre di acqua utile per pulire i materiali e per lavare le
mani. In questo locale consigliabile avere un tavolo solido dove poggiare pennelli, tavolozza e stracci. Poi importante
avere una piccola area dove posizionare il cavalletto che deve essere ben illuminata dalla luce proveniente da una
finestra o da luci artificali. La disposizione degli elementi nel proprio spazio di lavoro pu sembrare un problema
secondario, invece, ci che distingue un dilettante da un professionista. I luoghi che comunemente vengono adibiti alla
pittura sono i seguenti:

Casa. E il luogo pi comune per il principiante. Chi ha la fortuna di avere uno studio o una camera non
utilizzata pu sfruttare questo spazio per coltivare il suo hobby. Una stanza da 15-18 m2 pi che sufficiente. Per
esperienza personale vi consiglio di posizionare il cavalletto lontano dai muri, quando non si ha molta dimestichezza con
i colori facile sporcarsi e sporcare. Se non si dispone di una stanza da utilizzare esclusivamente per dipingere, allora
ad ogni sessione bisogner perdere tempo a preparare i materiali e a metterli a posto. Tempo sicuramente non
trascurabile e che diventa molto frustrante quando la sessione non ha prodotto i risultati sperati.

Garage. In genere disposto a piano terra o seminterrato. Tipicamente un luogo freddo dove i tempi di
asciugatura si allungano. Se non si ha una finestra (come nella maggior parte dei casi) la luce pu divenire un problema
che si pu risolvere solo con le lampade. Lo spazio pu essere un problema se si ha unauto molto ingombrante. A mio
avviso il peggior posto dove poter dipingere.

Mansarda. Luogo caldo di estate e freddo dinverno. Se non un luogo dove abitate possibile lasciare i
materiali al proprio posto senza doverli riporre ad ogni sessione, risparmiando un p di tempo. Rispetto al garage
probabilmente offre spazi maggiori e una quantit di luce naturale maggiore.

Atelier o locale da utilizzare esclusivamente per dipingere. Questo probabilmente il luogo meno accessibile
allartista principiante perch, probabilmente, richieder laffitto o lacquisto di un locale. Questa la scelta naturale del

pittore professionista che dovr scegliere un locale spazioso, ben areato e con molta luce. Lo spazio dovr essere
organizzato in modo da assegnare a ciascuna zona un compito be preciso. Tutto dovr essere organizzato per
ottimizzare i tempi.

Aria aperta. Acquistando materiali adatti al trasporto si pu anche pensare di dipingere allaperto. Si avr molto
spazio, poco materiale facile da montare e smontare, un soggetto naturale da ritrarre. Esistono comunque difficolt per
lartista principiante come le condizioni atmosferiche, il repentino cambio di luce e la curiosit dei passanti.
Dei 4 luoghi sopra citati credo che la scelta obbligata per il principiante sia la casa o mansarda.
Quali materiali mi servono per dipingere?
Dopo aver deciso dove dipingere, la seconda domanda che laspirante artista si pone : quali materiali mi servono per
dipingere ad olio?
La lista dei materiali necessari non molto lunga:

Cavalletto. E il supporto dove si poggiano le tele. In commercio esistono essenzialmente 3 tipi d cavalletto: da
tavolo, da terra e da trasporto. I primi sono pi economici, meno stabili e richiedono un tavolo di appoggio. I secondi
sono pi stabili, costano qualcosina in pi e non richiedono ulteriori accessori. Infine, quelli da trasporto vengono
utilizzati per dipingere en plein air e spesso dispongono anche di un cassetto dove mettere i colori.

Tela, cartone telato o pannello telato. Si vendono in commercio gi pronti alluso. Per i principianti il cartone
telato pu essere una buona scelta per gli studi e i bozzetti perch pi economico pur avendo unottima superficie. Per
esperienza diretta vi dico che dalla misura 5070 in poi tendono a curvarsi facilmente. Per le opere da vendere o esporre
preferibile la tela o il pannello. Il pannello offre una superficie pi rigida quindi pi semplice da usare. Con laumentare
delle dimensioni e dello spessore, per, tende a diventare troppo pesante. La tela classica, in tali casi, unottima
alternativa.

Set di colori ad olio. Esistono diverse marche di colori ad olio. Ciascuna marca possiede diverse linee di colori.
Ciascuna linea contiene diversi colori con nomi spesso bizzarri. In questarticolo non entrer nel merito dei colori da
scegliere, dedicher allargomento un articolo a parte. In questa sede, per, vi sconsiglio luso di colori scolastici.
Acquistate
sempre
prodotti
per
belle
arti
professionali.

Spatola per mischiare i colori. La spatola la si pu considerare un elemento opzionale. In pittura la spatola pu
svolgere due funzioni molto importanti. Una quella di dipingere. Laltra quella di mescolare i colori. Avere uno
strumento dedicato per la mistione dei colori evita il problema delle tinte morte spesso causate da pennelli non puliti
bene. In tal caso poich le spatole si puliscono meglio e pi facilmente possono ridurre questi rischi. Ad ogni modo
sappiate
che
molti
artisti
fanno
senza
ed
usano
i
pennelli
per
mescolare
i
colori.

Tavolozza. In commercio esistono diversi tipi di tavolozze che variano in funzione delle dimensioni e del
materiale. Ci sono tavolozze in plastica e legno. In questo secondo caso bisogner eseguire una procedura di
preparazione prima di poterla utilizzare. Nonostante questulteriore passaggio consiglio la tavolozza in legno . Il colore
scuro
del
legno,
inoltre,
consente
un
miglior
giudizio
delle
tinte.

Set di pennelli. I pennelli, come i colori, sono i materiali indispensabili per dipingere. Anche per i pennelli, come
per i colori, ci si pone la domanda: quali acquistare? Risponderemo a questa domanda in maniera pi approfondita in un
articolo dedicato. Lunica cosa che vi raccomando e di acquistare pennelli di buona qualit per pittura ad olio che non
perdono
peli.

Olio di lino. E il solvente per eccellenza dei colori ad olio. Nei colori gi presente una quantit dolio e,
spesso, si pu evitare di usarlo. Altre volte diventa indispensabile per far scivolare meglio i pennelli, diluire il colori, fare
trasparenza
e
cos
via.

Trementina. La trementina un altro materiale che possiamo considerare opzionale almeno in prima battuta.
Come lolio pu essere usato per diluire i colori. Il vantaggio della trementina rispetto allolio,sono i tempi di asciugatura,

che

la

rendono

insostitubile

nelle

tecniche

grasso

su

magro

in

cui

si

dipinge

in

pi

sessioni

Acqua ragia. E consigliabile utilizzarla solo per pulire i pennelli. E venduta in negozi per belle arti o colorifici in
versione inodore di cui consiglio caldamente lacquisto. Il temine inodore, per, non significa in questo caso assenza di
odore, bens un odore meno forte rispetto allacqua ragia classica. Non usatela mai per diluire i colori.

A questo punto mi piacerebbe chiedervi: dove dipingete? Quali materiali utilizzate per dipingere con i colori ad olio?

Lezione 3.

Dopo aver trovato un luogo dove dipingere e i materiali da utilizzare la successiva domanda che ci si pone : cosa posso
dipingere? Qual il soggetto pi adatto per il principiante? I soggetti che si possono scegliere sono infiniti e
possono essere quelli classici della storia dellarte come il ritratto, la figura umana, il paesaggio, la natura morta, oppure
di natura non figurativa. In questa serie di articoli ho scelto come soggetto di riferimento il paesaggio per i seguenti
motivi:

rispetto ad altri soggetti, probabilmente, quello che consente di ottenere buoni risultati anche ad artisti non
dotati di tecnica eccezionale.

E un soggetto figurativo tangibile su cui chiunque potr esprimere un giudizio. Questo credo sia importante
perch, soprattutto per un principiante, ricevere feedback da amici e parenti lo aiuter a migliorarsi.

Gli elementi del paesaggio sono pi semplici da disegnare rispetto alla figura umana o al ritratto.

I lettori del blog, in un sondaggio, hanno espresso con chiarezza di preferire il paesaggio ad altri tipi di soggetto.
Scelto il soggetto bisogner anche decidere quale approccio utilizzare. Il problema di dipingere un paesaggio pu essere
scomposto in tanti sottoproblemi come: dipingere i cieli, dipingere le nuvole, come realizzare la prospettiva aerea, ecc.
Per esperienza vi posso garantire che concentrarsi su un solo sottoproblema per volta velocizza il processo di
apprendimento. Inoltre, su un unica tela, anzich dipingere un unico paesaggio si possono dipingere tre o quattro studi
dove, in ognuno di essi, si affronter un solo sottoproblema per volta. Questo approccio evita anche il classico timore
che il principiante ha quando deve dipingere un intero quadro. Quando si lavora su piccoli studi si ha meno paura di
sbagliare e si osa di pi. Infine, i tempi per realizzare un piccolo studio sono sicuramente inferiori rispetto a quelli
necessari per un intero dipinto e si risparmia anche in materiali.

Lapproccio che personalmente uso quello di dividere la tela in 4 parti e, in ciascuna di essa, eseguo un piccolo studio.
In questa figura potete osservare una tela con quattro studi (di cui solo uno completo purtroppo).

Per gli studi prendete in considerazione la possibilit di utilizzare gli album di fogli per colori ad olio. Con una spesa di
circa 15 euro si hanno a disposizione 20 fogli. Considerate che questi fogli, con il tempo, si piegano facilmente quindi li
consiglio solo per piccoli studi, prove di colore e cos via. Non utilizzateli per le vostre opere finali.

La seconda opzione sono i cartoni telati che costano meno rispetto alle tele, hanno una buona superficie e sono
abbastanza rigidi. Sui cartoni telati potete realizzare anche le vostre opere, considerate solo che con misure 5070 e
oltre si piegano facilmente. Potete evitare questo problema con i pannelli telati o le tele.

Come dipingere?
La prima volta che ho dipinto avevo 12 anni. Comprai una tela 4040 e dei colori Maimeri Classico pi qualche pennello.
Non avevo mai letto libri o fatto qualsiasi studio di natura artistica. Decisi di dipingere la famosa stanza di Van Gogh.
Quello che cercai di fare fu un disegno quanto pi fedele possibile. La non conoscenza della prospettiva non mi permise
di raggiungere risultati apprezzabili. Poi guardando la foto cercai di imitare quanto pi possibile le tinte. Al tempo non
sapevo nemmeno che mischiando giallo e blu avrei ottenuto un verde. Dove vedevo un giallo, prendevo il colore dal
tubetto e coloravo. Non cera luce, non cera ombra, tutto piatto. In alcuni casi provai a fare mescolanze di cos tanti
colori da ottenere tinte morte. Poich capitava di avere oggetti del medesimo colore sovrapposti non sapevo come farli
distinguere cos dipinsi di nero i contorni di tutti gli oggetti. Ma la domanda che risuonava in continuazione nella mia
mente era: ma qual lesatto procedimento per dipingere? Non mi era chiaro da dove cominciare, se dovevo
dipingere in una o pi sessioni e se tra una sessione e laltra dovevo lasciare asciugare il dipinto. La fretta di raggiungere
al pi presto qualche risultato accettabile mi faceva dipingere su zone gi dipinte e fresche, il risultato fu un disastro.
Perch vi ho raccontato tutto ci? Perch credo che da quella esperienza e da molte altre che si sono susseguite in
quegli anni, credo di aver imparato alcune importanti lezioni che vorrei condividere con voi:

acquistate una tela o un cartone telato gi pronto alluso ed evitate di effettuare un ulteriore fase di imprimitura.
In questa fase iniziale di apprendimento meglio concentrasi su altri aspetti pi importanti. Se dovete eseguire piccoli
studi preparatori potete optare anche per i fogli per colori ad olio che vi faranno risparmiare un bel p di soldi.

Utilizzate il minor numero di tubetti di colore possibile, in questa fase iniziale avere tanti tubetti di colore vi
creer solo confusione. Per cominciare un tubetto di colore rosso, uno giallo e blu pi il bianco e nero possono bastare.
Molte tinte non riuscirete a realizzarle ma quelle che realizzerete si armonizzeranno tutte tra loro.

Comprate pochi pennelli. 3 tondi di grande, media e piccola misura pi uno largo piatto possono bastare.
Assicuratevi che siano di ottima qualit e che non perdano i peli.

Acquistate olio di lino e acqua ragia inodore. Non dovrete sempre intingere i colori nellolio, ricordatevi che nei
tubetti i colori contengono gi olio, quindi aggiungete altro olio (poco per volta e in piccole quantit) solo se avete
difficolt a stendere i colori. Usate lacqua ragia solo per pulire i pennelli.

Cercate di abituarvi alluso del cavalletto. Le prime volte pu sembrare difficoltoso, soprattutto nei lavori di
dettaglio dove non abbiamo appoggi per la nostra mano. Ci sono piccoli accorgimenti per risolvere questi problemi che
analizzeremo pi avanti.

Dipingete soggetti semplici in ununica sessione. Attenzione a non dipingere su zone gi dipinte e fresche.

Non dipingete contorni per gli oggetti, ricordatevi che dipingere non come colorare un fumetto.

Non utilizzate il colore cos come esce dal tubetto. Le case produttrici di colori producono colori ad alto grado di
saturazione per dare la possibilit a chi dipinge di poter mescolare il maggior numero di tinte possibili. In natura i colori
sono meno intensi rispetto a quelli dei tubetti. Inoltre, ricordate che qualsiasi color A mescolato con un altro colore B
meno intenso produrr un colore C anchesso meno intenso di A.
Non create mescolanze con troppi colori, otterrete quelle che in gergo vengono denominate tinte morte.
Non trascurate il disegno, la struttura portante di un quadro. Se il disegno e fatto male potrete essere anche il
pi grande pittore del mondo ma non riuscirete a rimediare agli errori strutturali fatti in fase di disegno.
Termina qui la prima fase del corso di pittura ad olio. Lobiettivo di questa fase era quella di fornire una breve
introduzione alla pittura ad olio per laspirante aspirante artista che fosse completamente a digiuno di qualsiasi nozione
in materia. Spero di aver dato una esaustiva risposta alle domande che qualsiasi artista si pone ancor prima di dipingere.
Nella seconda fase entreremo nel merito dei materiali cercando di affrontare il tema in maniera un p diversa dai classici
libri che si trovano in commercio. Come sempre avr bisogno del vostro aiuto per integrare le informazioni con altre in
vostro possesso cos da poter realizzare una guida quanto pi completa possibile.

Lezione 4.

Quale marca di colori acquistare?


Quando si comincia a dipingere ad olio una delle difficolt pi grandi quella districarsi nella scelta dei colori. In
commercio esistono diverse marche: maimeri, rembrandt, lukas, winsor&newton, mussini, da vinci, ecc. Tra queste
marche la pi diffusa in Italia sicuramente Maimeri che trovate anche nei negozi non specializzati sulle belle arti.
Ciascuna marca, a sua volta, offre una o pi linee di colori. Ad esempio, Maimeri offre la linea Classico che la pi
economica, la linea per Artisti, di qualit maggiore e quindi pi costosa. Infine, c la linea Puro in cui i pigmenti vengono
usati in maniera pura senza mescolanze, la linea pi costosa. Ciascuna linea, a sua volta, offre pi colori dai nomi
bizzarri come rosso cadmio chiaro, giallo ocra e cos via. Ci sono nomi di colori che forse oggi non vi dicono nulla ma
che sono cos di largo uso che con il tempo vi diverranno familiari. Ad esempio, nero avorio, bianco titanio, giallo cadmio
chiaro, giallo ocra, giallo limone, arancio cadmio, terra di siena bruciata, rosso cadmio chiaro, carminio dalzarina, terra
dombra naturale, terra dombra bruciata, viola diossazina, blu oltremare, blu cobalto, blu ceruleo, verde vescica e verde
cadmio chiaro. Questi nomi li troverete in quasi tutte le linee di colori delle varie marche, ma attenzione due colori dallo
stesso nome in marche diverse possono variare leggermente luna dallaltra.

Pu anche accadere che uno stesso colore che in una linea di una marca ha un nome in un altra marca abbia nome diverso.
Qualsiasi colore ad olio composto da uno o pi pigmenti e un legante che lolio. Le percentuali di olio e pigmenti
determina il costo e la qualit del colore. Allaumentare del legante diminuisce la qualit e il costo, viceversa il contrario.
Qualit e prezzo variano anche in funzione dei pigmenti usati, ci sono pigmenti pi costosi di altri. Molti colori delle linee
pi economiche (es. Maimeri Classico) non utilizzano pigmenti puri ma mistioni di pi pigmenti. Ad esempio il blu cobalto
chiaro della linea Maimeri Classico ottenuto mediante la mistione del pigmento del blu oltremare + pigmento del bianco
di titanio + pigmento bianco di zinco. Su ciascun tubetto di colore scritta la lista dei pigmenti usati:

Il nome del pigmento composto da due elementi descrittivi: descrizione chimica e un Color Index Name. Ad esempio, il
colore terra di siena naturale della linea Maimeri Classico composto dal pigmentoTerra naturale di origine calcinata
PBr7 dove:

Terra naturale di origine calcinata la descrizione chimica;


PBr7 il Color Index Name costituito da P (sta per Pigmento), Br (sta per Brown ossia marrone) e 7 che
lindice del colore nella tabella dei pigmenti marroni. Oltre a PBr possibile avere PW (pigment white), PR (Pigment
Red), PY (Pigment Yellow), PO (Pigment Orange), PV (Pigment Violet), PB (Pigment Blue), PG (Pigment Green), PBk
(Pigment Black).
I pigmenti che utilizza Maimeri nella linea Puro sono:
Pigmento Descrizione
chimica

Pigmento Color Index


Name

Colore

Biossido di titanio

PW6

bianco titanio

Ossido di Zinco

PW4

bianco zinco

Quinacridone

PR206

arancio avignone

Solfoseleniuro di cadmio

P020

arancio cadmio

Ossido di ferro sintetico

PY42

giallo/arancio di marte

Solfuro di cadmio

PY35

giallo cadmio chiaro/medio/scuro/limone

Ossidi di antimonio-nichel-titanio PY53

giallo nichel titanio

Giallo arilide

PY97

giallo primario

Antrachinone

P043

lacca arancio

Quinacridone

P049

lacca doro

Ossido di ferro naturale

PY43

ocra gialla/chiara

Terra naturale

PY43

ocra doro/ocra rossa

Terra naturale di origine

PBr7

terra siena naturale

Quinacridone

PR122

violetto verzino

Quinacridone

PV19

lacca rosa/rosso primario magenta

Diossazina

PV23

lacca viola

Solfoseleniuro di cadmio

PR108

rosso cadmio/rosso cadmio arancio/rosso cadmio


medio/scuro

Ossido di ferro sintetico

PR101

rosso/violetto/bruno marte

Terra naturale di origine calcinata PBr7

terra siena bruciata/terra ombra bruciata/terra ombra


naturale

Quinacridone

PR209

rosso tiziano

Pyrrolo-pyrrolo

PR254

rosso sandalo

Terra naturale

PG23

terra verde

Ftalocianina clorurata

PG7

verde cupro scuro

Ossidi di cobalto e titanio

PG50

verde cobalto chiaro

Ftalocianina bromurata

PG36

verde cupro chiaro

Ftalocianina beta

PB15:3

blu primario

Ossido di cromo

PG17

verde ossido di cromo

Ossido di cromo idrato

PG18

verde smeraldo

Ftalocianina

PB16

verde turchese

Ftalocianina alfa

PB15:1

blu berlino

Ossidi di cobalto-alluminio-cromo PB36

blu ceruleo

Alluminato di cobalto

PB28

blu cobalto/scuro

Antrachinone

PB60

blu di faenza

Sodio polisolfuro-silicatoalluminio

PB29

blu oltremare chiaro/scuro

Sodio polisolfuro silicato

PV15

oltremare violetto

Fosfato di cobalto e ammonio

PV14

violetto cobalto chiaro

Pirofosfato di ammonio e
manganese

PV16

violetto minerale

Nero dossa

PBk9

nero avorio

Ossido di ferro sintetico

PBK11

nero marte

Nero di carbonio

PBk7

nero carbonio

La linea Puro di Maimeri caratterizzata dal fatto che i colori vengono ottenuti da un solo pigmento mescolato con il
legante. Dalla lista dei pigmenti si evince che la maggior parte dei colori deriva da uno e uno solo pigmento. Esistono
pigmenti da cui derivano due o pi colori. E il caso del pigmento Terra naturale di origine calcinata PBr7 da cui deriva la
terra di siena bruciata, la terra dombra bruciata e la terra dombra naturale. Non tutti i tubetti hanno lo stesso costo,
perch non hanno un costo uguale i diversi pigmenti impiegati . Ad esempio, si va dal pi costoso PB36 al pi
economico PW4.
Ad ogni modo, non tutti i colori della linea Puro sono costituiti da un solo colore. Ad esempio, questi sono i colori ottenuti
dalla mescolanza di pi pigmenti da cui derivano le seguenti probabili miscele:
Colore

Miscela probabile

grigio payne

nero avorio + blu oltremare scuro

grigio neutro

bianco zinco + bianco titanio + nero marte

grigio caldo

bianco zinco + bianco titanio + nero marte

grigio freddo

bianco zinco + bianco titanio + blu oltremare scuro

blu reale chiaro/scuro

bianco zinco + bianco titanio + blu ceruleo

blu verde

verde cupro scuro + blu primario

verde smeraldo (p. veronese)

verde cupro chiaro + bianco zinco

verde cadmio chiaro/scuro

verde cupro chiaro + giallo cadmio chiaro

Terra siena naturale scura

terra di siena narurale + terra di siena bruciata

Lacca cremisi

violetto verzino + arancio avignone

Lacca granata

lacca viola + magenta

I colori della linea Maimeri Classico che sono ottenuti da un solo pigmento sono pochi e questo uno dei motivi per cui
costano di meno. Analizzando la lista dei pigmenti come fatto per la linea Puro possibile stabilire i colori di cui si pu
fare a meno perch ottenibili dalla mistione di altri colori. Ad esempio, il blu di cobalto chiaro imit. si pu ottenere,
approssimativamente, mediante la mistione di blu oltremare chiaro + bianco di zinco + bianco titanio. I colori con la sigla
imit. (in inglese hue) sono colori la cui tinta ottenuta per imitazione mediante la combinazione di due o pi pigmenti in
sostituzione del pigmento originale tipicamente pi costoso. Spero che questi esempi vi aiutino a comprendere
limportanza di conoscere i pigmenti al fine di ottimizzare il numero di colori da usare sulla tavolozza.
E possibile acquistare i pigmenti in polvere nei negozi di belle arti e preparare da voi i colori come facevano gli antiche
maestri del Rinascimento ma ve lo sconsiglio, diventerebbe troppo laborioso e, in questa fase di apprendimento, sar
meglio concentrarsi su altri fattori.
Alcune marche propongono linee di colori per studenti che sconsiglio di usare perch di troppa bassa qualit. In
definitiva, se avete la possibilit di acquistare colori della linea Maimeri Classico ve li consiglio, sono economici e sono
sicuramente adatti per le prime esperienze. Man mano che il vostro grado di esperienza aumenter e dovrete creare
opere pi importanti per Mostre o per commissioni allora potete optare per gamme di colori per Artisti di maggiore qualit
(Maimeri Artisti, Maimeri Puro, Winsor&Netwon Artisti, Mussini, Rembrandt, ecc.).

Lezione 5.

Quali colori acquistare?


Dopo che avete analizzato le varie marche e linee di colori e effettuata la vostra scelta in termini di rapporto qualit/prezzo
dobbiamo scegliere quali acquistare. Nei successivi articoli, quando parleremo di come mischiare i colori vedremo che
esistono tre colori detti primari mischiando i quali possibile ottenere tutti gli altri colori. In realt questultima
affermazione solo una leggenda che si diffusa da artista a artista, la realt un p pi complessa e ne parleremo in
parte nella sezione dedicata alla mistione dei colori. I colori primari sono: rosso, giallo e blu. Leggendo libri e siti Internet
potreste trovare opinioni discordanti su quali sono i colori primari. Per il momento non lasciatevi appassionare da questi
discorsi. La tavolozza pi semplice possibile quella che prevede luso dei tre colori primari pi bianco e nero.
Tavolozza dei primari
Questa tavolozza, seppur semplice, presenta un vantaggio, cio qualsiasi colore mescolato ben si armonizzer ad altri
colori e difficilmente realizzerete dipinti che stonano. Tuttavia, c ancora un ultimo problema da risolvere. Quando
andrete nel negozio di belle arti non troverete tubetti con scritto solo rosso, giallo o blu, ma troverete, ad esempio, rosso
cadmio chiaro, carminio dalzarina, blu cobalto, ecc. Quali acquistare? Per il rosso consiglio il carminio dalzarina. Per il
giallo consiglio giallo cadmio chiaro. Non acquistate il giallo di cadmio medio e scuro. Per il blu quello di oltremare o di
cobalto vanno bene. Per il bianco comprate bianco di titanio o bianco di zinco e per il nero quello davorio. Non
acquistate il nero di marte.

La tavolozzadei primari, quindi, prevede i seguenti 5 colori:

Bianco di titanio (o di zinco)

Nero avorio

Carminio dalzarina

Blu oltremare

Giallo cadmio chiaro

Da questa tavolozza, volendo, possibile escludere il nero e sostituirlo con un colore detto bistro che si ottiene
mediante la mistione dei tre colori primari.
Tavolozza dei primari estesa
Quando la vostra esperienza aumenter, potete passare ad una tavolozza di 6 colori con due primari uno in versione calda
e uno in versione fredda. Una tavolozza di questo tipo prevede luso dei seguenti colori:

Rosso cadmio chiaro (rosso caldo)

Carminio dalzarina (rosso freddo)

Giallo cadmio chiaro (giallo freddo)

Giallo indiano (giallo caldo)

Blu oltremare (blu caldo)

Blu cobalto (blu freddo)

Bianco di titanio (o di zinco)

Nero avorio

Praticamente ai 3 colori primari visti sopra sono stati aggiunti 3 ulteriori colori primari, cos da avere per ogni colore
primario due tubetti di colore in versione calda e fredda. La tavolozza che ho qui illustrata utilizzata da numerosi artisti
anche se poi possibile trovare alcune variazioni come ad esempio luso del magenta al posto del carminio, oppure del
blu ftalo al posto di uno dei blu.
Tavolozza dei primari e secondari
Quando avrete acquistato maggiore esperienza potete passare ad una tavolozza ancora pi ricca dove aggiungiamo
anche i colori secondari. Quando ci si reca in un negozio per acquistare tre colori secondari si potrebbe incontrare
qualche difficolt perch non troverete colori aventi per nome semplicemente verde, blu e viola. Troverete nomi un p
bizzarri come: arancio di cadmio, viola di colbalto e cos via. I tre colori che consiglio, disponibili nella gamma dei colori
Maimeri Classico, sono: giallo di cadmio arancio (equivalente di arancio di cadmio), viola di cobalto (in altri brand
chiamato viola diossazina) e verde cadmio chiaro.
La domanda che ci si pone a questo punto : ma se i colori secondari si possono ottenere mescolando due primari
perch devo acquistare questaltri tre colori?
I colori secondari in vendita sono sempre pi brillanti (in gergo si dice pi saturi) e consentono di mescolare un maggior
numero di tinte. La seguente figura, ad esempio, mostra come larancio di cadmio (o giallo cadmio arancio) consente di
mescolare tinte (area B) che mai si riuscirebbero a mescolare con il solo uso dei primari.

Le curve di mescolanze li ho rappresentate in questa figura come rette, in realt sono leggermente curve. Molti artisti
usano arancio di cadmio e viola diossazina per larancio e il viola, mentre per il verde alcuni preferiscono il verde ftalo.
Tavolozza completa
Quando si avr una certa pratica con questo genere di tavolozza si pu passare alla tavolozza completa che contiene le
cosiddette terre. Sono colori caratterizzati da un grado di saturazione pi basso rispetto ai colori finora visti. Se i colori
primari e secondari occupano lesterno della ruota cromatica le terre occupano posizioni pi interne e consentono di
arricchire le gamme cromatiche. Ecco alcuni esempi di terre di largo uso:

terra

dombra

naturale

terra

dombra

bruciata

giallo

ocra

terra

di

siena

naturale

terra

di

siena

bruciata

rosso di venezia

verde

vescica

La seguente figura mostra una vista dallalto della ruota cromatica e della posizione dei pigmenti finora menzionati.

Avrete notato che non abbiamo definito delle terre della gamma dei viola e dei blu mentre ce ne sono tanti nella gamma
dei giallo-aranci-rossi. Questo perch locchio umano molto pi sensibile a questultime gamme e da qui la necessit di
un maggior numero di pigmenti per rappresentare un maggior numero di tinte percepibili. Lelenco dei colori finora
menzionato vuole essere solo una guida di riferimento che ho cercato di giustificare con un senso logico. Ciascun artista
poi sceglie i colori che preferisce in base alla sensibilit che matura. Quindi considerate i miei suggerimenti come una
base di partenza da cui sviluppare la vostra sensibilit artistica.

Lezione 6: Quali tavolozze acquistare per la pittura ad olio, come


prepararle e come pulirle.

Questa la lezione 6 del corso di pittura ad olio per artisti principianti.


In commercio esistono numerosi tipi di tavolozze che variano, essenzialmente, per:

forma

dimensione

materiale

I materiali comunemente utilizzati per la pittura ad olio sono: plastica, legno, ceramica e supporto cartaceo usa e getta.
Tavolozze in ceramica
La tavolozza di ceramica consigliabile principalmente quando si deve lavorare con colori molto diluiti, ad esempio,
quando si devono applicare velature. Esistono sia con scodellini che piatti, nel primo caso ritengono siano pi difficili da
pulire. E possibile rimpiazzare le tavolozze di ceramica con piatti comuni. La mia opinione che tutto ci che si pu fare
con queste tavolozze fattibile anche con quelle in legno opportunamente preparate.

Foto da http://www.bellearti.it

Foto da http://www.vega-direct.it
Tavolozza in plastica
Non ho molto da dire su questo tipo di tavolozze perch lho utilizzate poche volte tanto tempo fa. La superficie non
assorbente ed facile da pulire. Ce ne sono alcune trasparenti su cui credo sia difficile valutare bene le tinte.
Tavolozze usa e getta
Quando si comincia a dipingere la fase di pulitura dei materiali potrebbe essere molto critica. Credo di aver buttato
innumerevoli indumenti proprio perch giunto a questa fase mi sporcavo completamente. Tra i materiali pi difficili da

pulire c la tavolozza. Un ottimo rimedio potrebbero essere le tavolozze usa e getta. Finita la sessione di lavoro
semplicemente si strappa il foglio e si butta via. Agli inizi ero solito mettere un foglio di alluminio sulla mia tavolozza
proprio per evitare lincubo della pulitura. Purtroppo questa pratica ha molti inconvenienti:

difficolt a giudicare le tinte con lo sfondo traslucente dellalluminio;

impossibilit di utilizzare la spatola per mischiare i colori (oggi per me fondamentale);


Chi vuole, comunque, almeno allinizio pu sperimentare anche questa pratica, anche se io ritengo sia bene imparare fin
da subito luso della tavolozza di legno, la sua preparazione e luso della spatola per mischiare i colori.

Foto da http://www.bellearti.it
Tavolozza di legno
La tavolozza di legno credo sia la migliore soluzione per lartista che desidera imparare a dipingere ad olio. Come detto
allinizio esistono tavolozze di diverse forme e dimensioni. Comunemente in commercio si trovano tavolozze rettangolari
o ellissoidi di varie misure. Sulla forma non ho particolari preferenze, se riuscite a trovare quella rettangolare meglio
solo perch cos avrete pi spazio per i vostri colori. La dimensione, invece, importante. Acquistate tavolozze che
siano almeno grandi come un foglio A4 se non addirittura A3. Non acquistate quelle piccole che comunemente si trovano
nei negozi anche non specializzati.
Si potrebbero dire ancora altre cose sulla forma e dimensione ma credo che i dettagli potete trovarli girando su Internet o
chiedendo al vostro negoziante. In questo articolo voglio concentrarmi su altri aspetti importanti:

la preparazione della tavolozza di legno

la pulitura della tavolozza

usare la tavolozza come anticamera del dipinto


Preparazione della Tavolozza
Quando acquistate una tavolozza di legno dal vostro commerciante di fiducia non potete utilizzarla subito per dipingere.
Il motivo che la tavolozza assorbe troppo, quindi quando la pulireste il colore potrebbe fermarsi nelle fibre, rendendo
difficile la pulitura. Inoltre, il colore potrebbe scivolare poco a causa dellattrito del legno. Per evitare questi problemi
bene preparare la tavolozza ricoprendola con uno strato di olio di lino (anche altri tipi di olio meno costosi vanno bene).

Una tavolozza ben preparata fa scivolare bene i colori, acquista un colore che migliora il giudizio sulle tinte ed inoltre
pi morbida a causa dello strato di olio che si accumula sulla superficie. La procedura molto semplice e i materiali che
vi servono sono: un pennello piatto, una pennellessa, olio di lino e la tavolozza da preparare.

Con il pennello piatto prendete lolio di lino e portatelo sulla tavolozza.

Quando avete portato olio a sufficienza per coprire unarea della tavolozza, prendete la pennellessa e stendete bene
lolio sulla tavolozza.

Ripetete la procedura finch la tavolozza non sar completamente oleata. Assicuratevi di stendere bene lolio con la
pennellessa. Lasciate asciugare la tavolozza. Ripetete questa procedura per 4 o 5 giorni. Se notate che la tavolozza
diventa troppo appiccicaticcia non preoccupatevi, gi al primo utilizzo e alla prima pulitura ritorner al suo stato normale.
Le prime due tre settimane consigliabile oleare di nuovo la tavolozza altre due o tre volte. Man mano che la utilizzerete
la sua superficie migliorer e sar sempre pi facile pulirla.

Da tener presente che in commercio esistono tavolozze gi oleate. In tal caso pu comunque risultare utile procedere ad
ulteriore oleatura.
Pulitura della tavolozza
Probabimente molti considerano la pulitura della tavolozza non degna di essere menzionata in un corso di pittura. Io,
invece, credo sia importante perch se avessi conosciuto la procedura corretta quando ero adolescente probabilmente
mia madre mi avrebbe sgridato di meno e avrei buttato via meno vestiti (purtroppo non usavo il classico camice). Non so
voi, ma quando pulivo la tavolozza facevo sempre tre errori grossolani:

non rimuovevo il grosso dei colori con la spatola

rimuovevo tutto il colore con dei stracci vecchi di stoffa

buttavo lacqua ragia sulla tavolozza per pulirla bene


Oggi, invece, la procedura che utilizzo la seguente:

Con la spatola rimuovo il colore ancora utilizzabile e lo conservo in fogli di alluminio.

Rimuovo tutte le mescolanze dei colori rimasti sulla tavolozza con la spatola raccogliendo ciascuna mistione
con ripetuti movimenti di spatola (ho difficolt a spiegarvi questo movimento, andrebbe visto dal vivo). Generalmente
tutto il colore riesco a metterlo su un singolo foglio di pannocarta Tutto che butto via dopo pochi minuti.

A questo punto sulla tavolozza non ci sono pi colori ma sono rimaste le tracce dei colori precedentemente
rimossi. Con pi fogli di pannocarta Tutto rimuovo i residui strisciando la carta lungo la linea delle fibre. E qui che la
preparazione della tavolozza rende il lavoro agevole. Una tavolozza ben preparata rende questa fase veloce e agevole.
Quante volte mi capitato in passato di pulire tavolozze non oleate o poco oleate e il colore finiva sistematicamente
nelle fibre del legno.

La tavolozza dovrebbe essere, a questo punto, ben pulita. Se rimangono piccoli residui di colore che non
riuscite a rimuovere, versate pochissima acqua ragia sul pannocarta Tutto e strofinate la zona incriminata. La quantit
deve essere minima perch lacqua ragia tende a macchiare la tavolozza.
La tavolozza come anticamera del dipinto
Molti libri di pittura, nella sezione dei materiali, spesso riportano i vari tipi di tavolozze da usare e, frequentemente, la
disposizione ottimale dei colori sulla tavolozza. Alcuni libri consigliano di disporre i colori seguendo un ordine di
temperatura, ad esempio, gialli, aranci, rossi, viola, blu, verdi e poi le terre. Altri libri preferiscono altri tipi di disposizioni.
Sono tutti consigli validi e condivisibili. Personalmente anche disponendo i colori in maniera casuale non ho mai fatto
confusione, anche perch confondere larancio di cadmio con blu oltremare impossibile. Certo qualche problemino
potrebbe nascere tra nero avorio e terra dombra bruciata, ma in questi casi la memoria meglio di mille metodi o
trucchi. In generale, il mio messaggio sulla disposizione dei colori sulla tavolozza di usare il metodo che preferite,
limportante e non mettere colori sulla tavolozza che poi non utilizzerete (almeno risparmiate qualche soldino). Il mio
approccio con la tavolozza un p diverso ed di questo che voglio discutere in questultima parte dellarticolo.

Innanzittutto per me la tavolozza non un luogo dove disporre temporaneamente i colori in attesa di utilizzarli nel
dipinto, bens il luogo dove costruire lintero dipinto. La tavolozza deve essere lanticamera del dipinto. Prima di iniziare
un lavoro mescolo prima tutti i colori principali che mi serviranno sulla tavolozza cos da non perdere troppo tempo nella
fase pittorica dove mi preoccuper solo dellapplicazione del colore sulla tela.
Tipicamente i colori che mi servono li individuo molto prima di cominciare a dipingere (anche qualche giorno prima
osservando il modello), poi quando arriva il momento di dipingere spendo circa 20-25 minuti o anche di pi sulla
tavolozza nella preparazione delle mescolanze eseguite rigorosamente con la spatola. Pulire una spatola pi semplice
che pulire un pennello. Pulendo un pennello facile che rimangano residui che poi sporcano le mescolanze, con la
spatola difficile che ci avvenga.

Con questo approccio ho migliorato anche la mia capacit di mescolanza. Applicandomi su un problema alla volta riesco
a concentrarmi meglio su ciascuna fase e ottenere i migliori risultati da ciascuna di essa. Realizzando le mescolanze
durante la fase pittorica , lansia di riempire una zona di colore mi portava a fare le cose in maniera frettolosa
commettendo errori irreparabili. Cos, invece, affronto un problema per volta e passo al successivo solo quando quello
precedente mi soddisfa. Mi capitato anche di spendere unintera sessione alla sola mistione dei colori per poi non
dipingere affatto. Quando ci accaduto ho semplicemente conservato le mescolanze e le ho utilizzate il giorno
seguente appuntandomi anche come le avevo ottenute.
La tavolozza dei colori da usare (primari, primari estesa, secondari o completa) la scelgo prima di ogni cosa ma non detto
che io utilizzo tutti i colori di quella tavolozza. Infatti, li aggiungo man mano che mi servono.
La seguente foto mostra una tavolozza che ho utilizzato per dipingere unanguria tagliata in due con due fette sul tavolo.
Potrebbe sembrare una foto scattata alla fine della sessione di lavoro, in realt quando ho scattato la foto non avevo
ancora cominciato a dipingere. E possibile osservare il colore locale della scorza dellanguria, il colore in ombra e un
colore ancora pi in ombra. E possibile anche osservare il colore della parte interna rossa e cos via.

Una volta preparati i colori base possibile poi creare toni intermedi e giocare con le tinte come meglio si crede.

Lezione 7. Come eseguire limprimitura e campitura di una tela.

Nella seconda lezione di questo corso di pittura ad olio per artisti principianti abbiamo visto quali sono i materiali che lartista
principiante pu utilizzare per dipingere con i colori ad olio. Tra questi materiali ci sono i supporti su cui dipinge che,
tipicamente, sono: tele, cartoni telati e pannelli telati. Questi supporti hanno una superficie telata gi pronta per ricevere i
colori, per cui possibile dipingere su di essi fin da subito. Quando bisogna per dipingere un soggetto con molti dettagli
(come capitava agli antichi maestri del Rinascimento e del Nord Europa) la superficie ruvida della tela potrebbe essere
un ostacolo. In tal caso si applica sulla tela la cosiddetta Imprimitura, uno strato di materiale tipicamente a base di gesso
e colla che rende la superficie liscia come lavorio ma, allo stesso tempo, adatta a ricevere i colori ad olio. Limprimitura
si pu usare anche come strato preparatorio per dipingere su tavole di masonite.

Del resto gli antichi maestri usavano le tavole di legno come supporto per i propri dipinti. Non era raro trovare artisti che
realizzavano i propri pannelli inchiodando pezzi di tavole uno affianco allaltro. Su alcuni dipinti di Rembrandt stato
notato questo sistema.

Imprimitura di una tela o pannello di legno


Un primo modo per eseguire limprimitura di una tela o di una tavola di legno attraverso luso del gesso acrilico . Poich questo
argomento gi stato trattato in un altro articolo eviter di ripertermi. In questo articolo voglio mostrarvi un altro metodo
che, probabilmente, pi adatto per la pittura ad olio visto che viene realizzata con prodotti commerciali creati ad hoc
per questa tecnica pittorica.
Nella seguente fotografia potete osservare i materiali utilizzati per limprimitura: imprimitura per colori ad olio della
Maimeri, 3 pezzi di compensato da 4 mm, spatola, spruzzino dacqua, foglio di giornale, carta vetro per stucchi 180,
guanti di lattice. Limprimitura Maimeri per colori ad olio un p ostica da usare perch se si attacca alle mani o ad un
qualsiasi altro materiale viene via molto difficilmente. Per questo vi esorto a non eseguire questa procedura senza i
guanti di lattice. Il foglio di giornale fondamentale per evitare di sporcare il tavolo su cui eseguirete limprimitura. Luso
dei 3 pezzi di compensato per evitare di rovinare i materiali di pittura con limprimitura. Io uso solo una spatola per
pulire il compensato alla fine del lavoro, ho sperimentato che su di essa limprimitura viene via con maggior facilit. Non
usate pennelli per stendere limprimitura Maimeri se non volete distruggerli per sempre.

Questa limprimitura Maimeri per i colori ad olio. Mi scuso per la pubblicit ma lobiettivo del mio blog darvi consigli
precisi che sperimento in prima persona, quindi alcune volte queste precisazioni sono importanti. Se qualcuno vuole
segnalare altri prodotti pu farlo nella sezione commenti. Questa imprimitura contiene una resina alchidica, ragia
minerale, eccipienti e biossido di titanio. E molto diversa dal gesso acrilico ed anche un p pi difficile da usare.

Con un piccolo pezzo di compensato prendo lImprimitura e lo porto sul compensato che funger da appoggio per
limprimitura stessa.

A questo punto prendo lImprimitura dal compensato di appoggio e lo riporto sulla tela cercando di distribuirlo in maniera
equa. Prima di fare ci consigliabile bagnare la tela con lo spruzzino e stendere lacqua con le mani o un pennello.
Prendo poi il pezzo di compensato adibito alla stesura dellImprimitura e la stendo sulla tela o sulla tavola. Alterno
movimenti orizzontali con movimenti verticali. E una procedura simile a quella che usano i muratori per stendere lo
stucco sui muri.

Quando limprimitura sar ben stesa lascio asciugare. Tipicamente dopo 30 minuti la tavola gi asciutta ma io
preferisco farla riposare almeno un giorno perch ho sperimentato che luso della carta vetro su unimprimitura asciugata
solo 30 minuti stacca via i pezzi rovinando il lavoro svolto.

Quando limprimitura asciutta si utilizzi la carta vetro per stucchi 180 per rendere la superficie liscia come lavorio. In
commercio esistono carte vetro per stucchi, legno e ferro. Voi dovrete acquistare il primo tipo. Inoltre, dietro le carte c
un numero che esprime il grado di finezza. Io utilizzo quello 180. Inoltre, utilizzo uno speciale supporto per la carta vetro
che costa meno di 1 Euro. Volendo potete usare anche un pezzo di legno. Questo accorgimento garantisce che la carta
sia perfettamente orizzontale quando sfregata sulla tela.

Terminata la fase di levigatura uso un p di panno carta Tutto per rimuovere la polvere. Poi bagno con lo spruzzino la
superficie stendendo, se necessario, lacqua con un pennello o con le mani. A questo punto ripeto il procedimento di
stesura dellimprimitura. Volendo possibile ripetere il processo anche 3 volte, finch non si soddisfatti del risultato.

Il risultato finale sar un supporto bianco e liscio come lavorio pronto per essere usato con i colori ad olio.

In questo video potete osservare la procedura spiegata in questo tutorial. Limprimitura la uso da diversi anni ancor prima
di vedere questo video ma devo dire che la sua visione ha perfezionato la mia tecnica perch ho iniziato ad adottare i
seguenti accorgimenti:

luso della carta vetro 180, io prima usavo la 120. I risultati sono sicuramente migliori.
luso di un pezzo di compensato al posto della spatola. Limprimitura diventa pi uniforme e non perdo molto
tempo a pulire la spatola.Il video pubblicizza materiali diversi ma il procedimento analogo.
Vorrei precisare che il procedimento da me descritto anche se condivide i principi e gli obiettivi dellimprimitura cos come
realizzata nellantichit, in realt molto diverso da quello usato dagli antichi maestri soprattutto in termini di materiali
usati. Su Internet facile trovare ricette di varia natura la cui fonte spesso dubbia. Fonti pi affidabili, invece, sono il
Libro dellArte di Cennino Cennini e Le Vite di Vasari. Nel primo libro, al capitolo XIII, XIV, XV, XVI, XVII e XX viene
spiegata la procedura dettagliata della preparazione della tavola partendo addirittura dalla scelta del legno. Non entrer
nei dettagli di questo procedimento perch non credo questa sia la sede adatta, ad ogni modo potrei approfondirla in un
articolo futuro. Se il linguaggio antico vi risulta troppo ostico da leggere vi consiglio queste slide che descrivono quelle
pagine con un linguaggio meno arcaico.

Campitura di una tela o pannello di legno


Durante questo corso di pittura ad olio per artisti principianti vedremo che esistono tre modi per creare un dipinto in cui le
tinte ben si armonizzano tra loro:

eseguendo una campitura della tela prima di cominciare a dipingere;

usando una tavolozza limitata come ad esempio quella dei primari o dei primari estesa;

utilizzando uno schema armonico.


Questi tre metodi non sono mutualmente esclusivi e possono essere utilizzati anche insieme. Eseguire la Campitura di
una tela significa stendere su di essa un colore unico e farlo asciugare prima di iniziare a dipingere. Questo colore
influenzer tutte le tinte del dipinto aiutando ad armonizzarle. La scelta di quale colore utilizzare dipende dal dipinto e dal
proprio gusto personale, non esiste una ricetta preconfezionata, tuttavia per non lasciare il principiante in balia del
dubbio fornir qualche indicazione che possa aiutarlo nella scelta:

consigliabile utilizzare un colore che asciughi in fretta (es. terra dombra bruciata, terra di siene bruciata, ecc.).
Nella terza parte del corso elencher i tempi di asciugatura dei diversi colori.

spesso alcuni artisti utilizzano il colore predominante del dipinto (es. il colore del cielo quando questi occupa
gran parte del paesaggio).

spesso alcuni artisti utilizzano il colore complementare del colore predominante del dipinto (es. il colore
complementare del cielo quando questi occupa gran parte del paesaggio).
In questo tutorial, ad esempio, ho usato la terra dombra bruciata spesso unottima scelta per nature morte e ritratti. Nella
seguente fotografia potete osservare i materiali utilizzati per eseguire una campitura: tavolozza, scodellino per la
trementina, la trementina, panno carta Tutto, pennello piatto 10 o 16.

Luso della trementina importante perch consente una rapida essiccazione della campitura. Prendete il colore della
campitura e stendetelo sulla tavolozza. Se troppo viscoso utilizzate la trementita per diluirlo. Intingete il pennello nel
colore.

Stendete il colore sulla tela velocemente e con pennellate molto larghe.

Quando avete coperto una zona della tela stendete e uniformate il colore con un pezzo di panno carta Tutto. Questa
procedura permetter di ottenere un colore pi sbiadito e uniforme. Non date troppa uniformit alla stesura ma
tamponate qua e la per lasciare zone non uniforme.

Questo un primo risultato.

Lasciate riposare per 30 minuti la campitura e poi ripetete il procedimento.

Questo sar il risultato finale.

Stiamo volgendo ormai al termine della seconda parte del corso e credo sia giunto il momento di qualche feedback sugli
articoli pubblicati finora. Considerate questi articoli utili? Pensate ci sono temi che potevano essere trattati meglio? Quale
tema vi piacerebbe che io trattassi in questo corso?

Lezione 8. Gli altri materiali per la pittura ad olio.

Questo lultimo articolo della seconda sezione del corso di pittura ad olio per artisti principianti inerenti ai materiali. Gi nel
secondo articolo, nella prima parte del corso, abbiamo visto una panoramica dei materiali da utilizzare e, in questa
seconda parte, abbiamo approfondito alcuni temi circa la gestione di tali materiali come: imprimitura, campitura, pulitura
della tavolozza e cos via. In questarticolo parleremo dei restanti materiali quali: pennelli, cavalletti, solventi ecc. Sar
sufficiente un unico articolo per il semplice fatto che molti di questi temi li abbiamo gi affrontato in passato per cui sar
sufficiente un link al vecchio articolo.

Pennelli
Nellarticolo Pennelli abbiamo gi analizzato i diversi tipi di pennelli e come essi possono variare per forma e materiale.
Quindi eviteremo in questarticolo di ripetere cose gi dette. In genere, quando andate a comprare i pennelli questi
vengono gi classificati dal negoziante in pennelli per pittura ad olio, acrilica e acquarello. I pennelli per colori ad olio
spesso sono utilizzabili con gli acrilici e viceversa, invece per gli acquarelli si utilizzano tipi di pennelli pi adatti ad
incamerare acqua. Quindi state attenti a non acquistare questultimo tipo di pennelli. Poich di pennelli abbiamo gi
parlato, in questarticolo voglio illustrarvi la semplice procedura che utilizzo per pulire i pennelli e conservarli in modo da
non rovinarli e per un periodo molto ma molto lungo.
Prima di tutto prendiamo lacqua ragia inodore e versiamola in un piccolo contenitore di metallo. Qui si potrebbe essere
tentati di utilizzare bicchierini di plastica in modo da poterli buttare subito dopo la pulizia. Purtroppo, per, i bicchierini di
plastica si sciolgono come neve al sole non appena versate lacqua ragia. Lacqua ragia inodore acquistabile in
qualsiasi negozio di belle arti o ferramenta, conviene acquistare il barattolo grande perch si risparmia. La seguente
figura mostra lacqua ragia inodore che utilizzo io. Ricordo che lacqua ragia inodore la utilizzo solo per pulire i pennelli e
solo quando serve per pulire la tavolozza.

Prendiamo il pennello da pulire e sciacquiamolo nel bicchiere di metallo contenente lacqua ragia per rimuovere i residui
di colore. Pulire il pennello con uno strofinaccio o un panno carta e se vediamo altri residui di colore ripetiamo il
procedimento.

Asciughiamo il pennello con uno strofinaccio o panno carta.

Versiamo un p di sapone liquido sulla nostra mano in modo da poter bagnare con esso il pennello. Il sapone ha lo
scopo di far riprendere al pennello la forma originale tenendo le setole ben legate tra loro fino al prossimo utilizzo. E
come se incollassimo le setole tra loro con la sicurezza, per, che la prossima volta che prendiamo il pennello le setole
sono
di
nuovo
morbide,
sciolte
e
pronte
allutilizzo.

Strofiniamo il pennello sulla mano su cui riposto il sapone. Facciamo in modo da coprire con esso tutte le setole. Per
concludere
utilizziamo
le
dite
della
mano
per
dare
al
pennello
la
sua
forma
originale.

Riponete il pennello nel contenitore che abitualmente utilizzate facendo attenzione che le setole siano rivolte verso lalto.
Io utilizzo una cassetta per gli attrezzi in plastica per cui ripongo i pennelli nella parte alta in posizione orizzontale
facendo in modo che le setole non tocchino i bordi.

Olio, Trementina e Acqua Ragia


Nellarticolo Solventi, Oli, Medi e Vernici per la Pittura ad olio ho gi trattato il tema dei diversi tipi di oli, solventi, vernici e
medi utilizzabili nella pittura ad olio. E un articolo molto nozionistico che tenta di illustrare i diversi tipi di prodotti
utilizzabili nella pittura ad olio. Allartista principiante, per, consiglio di cominciare in maniera semplice. Lolio di lino pu
bastare per diluire i colori. Nella seconda lezione del corso ho gi detto che i colori ad olio, al loro interno, hanno gi una
certa quantit di olio per cui si potrebbe anche evitare di usarlo. Diventa necessario quando il pennello fluisce poco sulla
tela perch il colore troppo consistente. Sempre nello stesso articolo ho detto che in prima battuta possiamo fare a
meno dellessenza di trementina che utilizzeremo solo quando sar necessario creare degli underpainting o utilizzare
la tecnica grasso su magro. Lacqua ragia, invece, la utilizzeremo solo per pulire i pennelli e in quantit minima per pulire
la tavolozza se necessario.

Cavalletto
Nella seconda lezione del corso ho gi spiegato, in breve, i 3 cavelletti disponibili in commercio. Escludendo quello da
trasporto adatto alla pittura en plein air la scelta deve ricadere per forza su quello da tavolo o quello da terra. Poich
credo che, almeno inizialmente, un principiante non avr cos tanto spazio e le tele che utilizzer saranno di piccole
dimensioni credo che acquistare un cavalletto da tavolo sia la scelta pi opportuna in termini di costi-benefici. Volendo si
pu anche evitare di acquistarlo e dipingere direttamente su un tavolo o meglio ancora su un tavolo da disegno.
Ovviamente ci fattibile se si utilizzano tele non troppo grandi.
Temina cos la seconda parte del corso. A partire dal prossimo articolo cominceremo ad entrare nel vivo della pittura ad
olio e delle relative tecniche.

Parte III Cominciamo a Dipingere


Lezione 9. Gli elementi di base di un paesaggio ad olio.

In qualsiasi opera darte sia essa un paesaggio, natura morta, ritratto, figura umana o contemporanea si compone di una
o pi delle seguenti caratteristiche:
1.

Composizione
Per composizione si intende come disporre le varie figure sulla superficie da disegnare. Queste figure possono essere
linee, poligoni, figure complesse ecc. Se le linee, i punti e le figure si possono considerare come lalfabeto del disegno, la
composizione ne la grammatica, perch detta le regole di come disporre tali punti, linee e figure al fine di avere
qualcosa di sensato. Su questo blog ho dedicato gi molti articoli a questargomento per cui, quando sar necessario, vi
rimander ad essi piuttosto che ripetermi. La prima cosa da fare per dipingere ad olio un paesaggio scegliere il tipo di
supporto e la sua forma. Il cartone telato, la tela o il pannello telato sono scelte obbligate e la forma rettangolare in
posizione orizzontale sicuramente quella pi adatta al paesaggio. Consiglio, inoltre, di rileggere il seguente articolo che

contiene alcune semplici regole di composizione nel paesaggio molto utili. Questarticolo fornisce alcuni utili suggerimenti
come:
o

avere sempre un centro di interesse nel dipinto;

evitare di dividere il foglio o tela a met, bens utilizzare la regola dei terzi;

evitare simmetrie;

creare un solo elemento dominante;

e molto altro ancora.

2.

Prospettiva
La Prospettiva un aspetto della Composizione che risponde ad unesigenza precisa: come rappresentare un mondo o
oggetto tridimensionale su un foglio che, per sua natura, bidimensionale. La prospettiva si divide a sua volta in due
rami:

prospettiva lineare, che studia la diminuzione delle dimensioni dei corpi allaumentare della distanza;

prospettiva aerea, che studia la variazione dei colori allaumentare della distanza;
Essendo questo un corso per artisti principianti come prima cosa consiglio di prendere un p di familiarit con le
terminologie della prospettiva. Ogni sito, libro o articolo che leggerete sulla prospettiva pu utilizzare termini diversi a
seconda dellautore che lo ha scritto. Questo pu generare confusione. Per evitare ci ho scritto questarticolo che
riporta la terminologia adottata su questo blog. Chi segue questo blog sa che possibile utilizzare diversi tipi di
prospettive: centrale, accidentale oppure con 3, 4, 5 o 6 punti di fuga. In questo corso utilizzeremo solo la prospettiva
centrale e accidentale che sono poi quelle pi semplici e adatte ai principianti. In questo tutorial potete trovare una lezione
di John Hagan che insegna come disegnare un semplice paesaggio cittadino con la prospettiva accidentale. Unaltra utile risorsa
questo semplice video che illustra come disegnare una casa in prospettiva centrale e accidentale. Un altro tipo di prospettiva
non meno importante di quella lineare la prospettiva aerea. Essa studia come variano i colori al variare della distanza
delloggetto da dipingere dallosservatore. Allaumentare della distanza tra osservatore e oggetto da dipingere aumenta
laria che si interpone tra di essi. Questo determina uno schiarimento dei toni delloggetto (per oggetti chiarissimi, cio
pi chiari del cielo allorizzonte, avviene linverso) e una riduzione dei contrasti tra toni. I colori tendono a diventare meno
brillanti e lo hue volger verso il colore del cielo allorizzonte. In un precedente articolo abbiamo visto una tecnica semplice
ed efficace per simulare la prospettiva aerea. In un altro articolo, invece, ho illustrato come applicare questa tecnica su un vero
paesaggio marino ad olio. Durante il corso avremo modo di fare qualche altro esercizio pratico su questo tema dipingendo
catene montuose e vedendo come sfruttare questi principi per simulare la nebbia.

3.

Tono
o
Chiaroscuro
Lartista Frank Reilly diceva che il tono (o chiaroscuro) rappresenta l80% di qualsiasi opera. Il tono una delle 3 qualit
del colore (le altre due sono hue e saturazione) ed indica il grado di luminosit di un oggetto o, meglio ancora, il suo
chiaroscuro. Il tema del tono gi stato affrontato pi volte su questo blog, lasciatemi quindi che vi indichi le letture
propedeutiche per questo corso. Se prendiamo la foto di qualsiasi oggetto in natura e lo convertiamo in bianco e nero
noteremo che esistono infinite tonalit. Poich per unartista impensabile mescolare infinite tonalit quello che fa
quando vuole dipingere un chiaroscuro quello di mescolare un numero ristretto di toni da sfumare poi luno nellaltro.
Alcuni artisti come Frank Reilly utilizzavano 11 toni (ossia 9 livelli di grigio pi bianco e nero), altri artisti come John
Howard Sanden ne utilizzano 9 (7 livelli di grigio pi bianco e nero), altri ancora solo 5. Questo non significa che sulla
tavolozza ci devono essere 11 o 9 tonalit grigie. Nel primo caso ne bastano 4 (toni 2, 4, 6 e
con bianco che il tono
10 e il nero tono 0, nel secondo caso 3 (tono3, 5, 7) con il nero che tono 1 e il bianco tono 9. Gli altri toni intermedi si
ottengono mescolando i due toni adiacenti. Ulteriori dettagli li trovate nellarticolo Come mescolare i colori per realizzare un
chiaroscuro. Qualsiasi oggetto esposto ad una fonte luminosa genera 5 toni, dettagli li trovate nellarticolo Chiaroscuro.
Leggetelo attentamente perch la chiave di volta per dare volume agli oggetti che dipingerete. Consiglio anche la
lettura di questaltro articolo che spiega come luso del chiaroscuro facilita la percezione dei volumi da parte dellosservatore.
Il tema del Tono, per, non si esaurisce con queste poche righe e gli articoli che ho linkato. A partire dalla prossima
lezione affronteremo argomenti non ancora discussi su questo blog, come il chiaroscuro sulle forme geometriche di
base, i modelli di illuminazione nel paesaggio ed esempi di chiaroscuri di paesaggio.

4.

Colore
Il colore probabilmente lelemento pi affascinante e intrigante di qualsiasi opera pittorica. Su questo blog ho dedicato
pi di 30 articoli al tema della teoria dei colori. Ho spiegato che cos il colore e i suoi tre elementi fondamentali: tono, hue e
saturazione. Ho spiegato quali sono i colori primari, secondari e complementari e perch sono cos importanti. Ho fornito
anche utili spunti su come mescolare i colori. Nelle tecniche di mescolanza da me esposte fondamentale conoscere la
classificazione dei colori nelle 6 gamme: giallo, arancio, rosso, viola, blu e verde; e la conoscenza del colore
complementare che per le terre sono molto pi difficili da indivuduare. Ho anche spiegato, in linea teorica, come realizzare
dipinti armonici. Come prima cosa vedremo un metodo per imitare le tinte degli oggetti in natura, vedremo come dare

volume agli oggetti con il colore, vedremo praticamente come combinare i colori per creare paesaggi armonici e alcune
mescolanze utili nel paesaggio.
5.

Margini
E probabilmente largomento pi trascurato in pittura ma riveste un ruolo molto importante. E stato difficile trovare un
termine italiano per un argomento di cui ho sentito parlare sempre e solo su siti in inglese con il termine edges.
Fondamentalmente con il termine margine si intende la linea di separazione tra due colori. Essa pu essere: sfumata
(soft edge) o marcata (hard edge). La prima si usa quando si vuole un passaggio dolce tra una tinta e unaltra per
delineare, il pi delle volte, una forma arrotondata. La seconda, invece, un passaggio brusco e netto tra due tinte per
delineare, il pi delle volte, due piani distinti e separati. Lalternarsi di margini netti e sfumati pu conferire allopera un
interesse maggiore. Il seguente ritratto preso in prestito dal blog Gurney Journey mostra un ritratto di Tom Lovell in cui c
un
interessante
uso
di
alternanze
di
margini
netti
e
sfumati.

Foto
da
Gurney
Journey
Nel corso vedremo le diverse tecniche per sfumare i colori, vedremo quando utilizzare i margini sfumati e quando quelli
netti e il loro uso combinato.
6.

Texture
Riuscire a dipingere un oggetto simulando anche le texture di superficie sicuramente lambizione di qualunque artista.
Rocce con crepe e irregolarit, fili derba, un tronco dalbero invecchiato, una staccionata di legno rovinata, metalli
arruginiti, muri rovinati dal tempo e dalle condizioni climatiche sono solo alcuni esempi di texture che si possono
dipingere nel paesaggio. Dipingere le texture significa anche rendere credibile i propri dipinti. Ci sono texture che si
realizzano con veri e propri trucchetti altri, invece, con la pazienza e lavoro di pennello. Nella parte finale del corso
vedremo anche qualche esempio pratico di texture su alcuni elementi del paesaggio.
Un paesaggio ad olio, ovviamente, si compone di tutti e 6 gli elementi. Solo unesecuzione corretta di essi pu portare a
risultati di grande eccellenza.

Lezione 10 - 7 Concetti per Dipingere un Chiaroscuro

Questa la lezione 10 del corso di pittura ad olio per artisti principianti.

Questarticolo avrei dovuto scriverlo prima della lezione 11 e la lezione 12 che ho gi pubblicato su questo blog. Purtroppo
dopo aver scritto i due precedenti articoli mi sono reso conto di dover dedicare un articolo ad alcuni concetti. Spero non
me ne vogliate per questo disguido.
Dipingere un chiaroscuro, in fondo, non cos difficile perch si lavora sullunica dimensione del tono omettendo hue e
saturazione. Tuttavia, non conoscere alcuni concetti potrebbe indurvi a commettere degli errori o a spendere pi tempo
nella sua realizzazione. In questo articolo voglio fornirvi 7 suggerimenti/concetti che credo apprezzerete.
1.

Tono
Il tono (in inglese definito con il termine Value) una delle 3 caratteristiche principali di un colore ed indica quanto chiaro
o scuro un dato colore. In natura le gradazioni di tono sono infinite. Non potendo un pittore mescolare uninfinito numero
di toni quel che si tende a fare utilizzare un numero ristretto di toni (es. 11, 10, 9, 5, ecc.) e poi lasciare alla sfumatura il
compito di generare gradazioni dolci da una tono allaltro. Per motivi che spiegher pi avanti tipicamente tendo ad
usare 11 toni dove il nero corrisponde al tono 0, il bianco al tono 10. La mia una scelta probabilmente influenzata
dallartista Frank Reilly che ai 10 toni del metodo di Munsell ne aggiunse un undicesimo. Ci sono altri artisti come John Howard
Sanden che ne usano solo 9, altri invece 5. La scelta di quali e quanti toni usare viene definita scala di toni.

2.

Contrasto di Tono
Si definisce Contrasto di Tono la differenza tra due toni. Scelta una scala di toni possibile quantificare il contrasto tra
due toni mediante la differenza dei valori che associamo a ciascuno di essi. Nella seguente figura ho messo alcuni toni
affiancati. Notate che tra bianco nero c il massimo contrasto, ossia 10. Tra due toni uguali il contrasto nullo, come
osserviamo per i due toni di valore 5. Infine, per gli altri notiamo che il contrasto sempre dato dalla differenza dei
rispettivi valori.

3.

Come mescolare una scala di toni


Questo tema lho gi discusso in un altro articolo per cui eviter di ripetermi. In esso ho mostrato che per avere 11 toni
sufficiente mescolare solo 4 toni (2, 4, 6 e 8 ) con la spatola, gli altri toni (1, 3, 5, 7 e 9) si ottengono mescolando,
direttamente con il pennello, due toni adiacenti in eguale misura. In precedenza abbiamo detto che il numero dei toni
possiamo sceglierlo noi: 11, 9 o 5. In questa sede vorrei chiarire, al riguardo, alcuni punti:

Conviene scegliere un numero di toni dispari piuttosto che uno pari. Ad esempio, scegliendo 10 toni
anzich 11 sarei stato costretto a preparare sempre 4 toni intermedi avendo alla fine un tono in meno.

Non conviene scegliere un numero di toni inferiori a 5 visto che una forma viene descritta da almeno 5 toni
(ombra, luce, punto massima luce, luce riflessa e ombra portata).

Andare oltre 11 toni possibile ma poco conveniente da un punto di vista pratico, visto che la difficolt
di gestione dei toni aumenta allaumentare del loro numero.
Quindi consigliabile scegliere sempre uno tra i seguenti valori: 5, 7, 9 e 11. Con 5 toni, sia 0 il nero e 4 il bianco.
Baster preparare un grigio medio di tono 2. I toni 1 e 3 si otterranno mescolando con il pennello due toni adiacenti.
Con 7 toni, sia 0 il nero e 6 il bianco. Baster preparare due grigi di tono 2 e 4. I toni 1, 3 e 5 si otterranno mescolando
con il pennello due toni adiacenti.
Con 9 toni, sia 0 il nero e 8 il bianco. Baster preparare tre grigi di tono 2, 4 e 6. I toni 1, 3, 5 e 7 si otterranno
mescolando con il pennello i rispettivi toni adiacenti. John Howard Sanden nel suo sistema ProMix Color System usa 9
toni. Solo che numera il nero con 1 e il bianco con 9. Nella sua scala tonale i grigi assumono i valori 3, 5 e 7 ma nella
sostanza sono esattamente uguali a quelli ottenuti nella nostra numerazione.
Infine, abbiamo il sistema a 11 toni adottato da Frank Reilly e discusso pi volte su questo blog. Poich mischiare bianco
e nero porta ad avere una scala non neutra ma leggermente tendente al blu quello che si fa utilizzare terra dombra
bruciata, terra siena naturale e giallo ocra per neutralizzare i vari toni, come gi spiegato in questarticolo. Nel sistema
suo ProMix Color System John Howard Sanden neutralizza i grigi con il giallo ocra, un sistema sicuramente meno preciso
di quello di Frank Reilly ma molto pi veloce.

4.

Come premescolare una scala di toni


Ogni volta che si inizia a dipingere, preparare una scala di 4 toni potrebbe portar via un p di tempo. Si pu ovviare a
questo problema preparando a priori 4 tubetti con i toni richiesti in modo da poterli usare ogni volta che serve. Lideale
sarebbe quello di preparare i 4 toni a partire dai pigmenti in polvere, in modo da calcolare una sola volta le giuste
proporzioni e poi usarle ogni volta che serve. Suggerisco i pigmenti in polvere per il semplice motivo che si pu utilizzare
una bilancia per misurare le proporzioni in grammi. Su questo blog ho gi spiegato come preparare da se i colori ad olio in
un articolo in due parti.

5.

Come sfumare due toni tra loro


Sfumare due toni (discorso analogo vale per due colori qualsiasi) significa creare una dolce gradazione da un tono verso
laltro. Ci sono tre segreti, a mio avviso, per una buona sfumatura:

1.

usare il pennello giusto. Tipicamente si usano pennelli piatti la cui dimensione dipende dalla grandezza delle aree da
sfumare. Si pu andare da pennelli molto piccoli fino alluso delle pennellesse per grandi aree.

2.

Usare sempre un pennello asciutto e pulito.

3.

Usare un tocco leggerissimo.

Come semplice esercizio, proviamo a sfumare tra loro due toni (tono 4 e tono 6) qui posizionati in maniera adiacente
luno allaltro

Iniziamo a sovrapporre il tono pi chiaro su quello pi scuro (volendo possiamo fare anche lopposto) con tocco leggero.
i due toni inizieranno a fondersi.

Si utilizzino leggere pennellate orizzontali per amalgamare meglio i due toni tra loro.

Ripetiamo lo stesso procedimento trasportando ora il tono pi scuro su quello pi chiaro. Quando si sfumano grandi aree
con le pennellesse possibile trasportare un tono sullaltro mediante pennellate a X per poi amalgamare le tinte sempre
con pennellate orizzontali.
2

Come dipingere una forma e dargli volume

In un precedente articolo ho gi spiegato che la tridimensionalit degli oggetti viene resa sia attraverso la prospettiva lineare che
attraverso il chiaroscuro. In uno degli articoli pi recenti, inoltre, ho spiegato come rendere il volume di alcuni oggetti di base
come: parallelopipedo, cilindro, sfera, piramide e cono. Quindi in tale articolo non mi ripeter ulteriormente.
3

Come la Prospettiva Aerea influenza i Toni

Un altro aspetto che bisogna discutere quello della prospettiva aerea. La prospettiva aerea una ramo delle scienze
visuali che si preoccupa di studiare come variano i colori al variare delle distanze. Essendo nel paesaggio le distanze
molto grandi, la conoscenza di questo fenomeno fondamentale se si vuole dare profondit ai propri dipinti.
Fondamentalmente un medesimo oggetto posto a distanze diverse subisce delle variazioni nel colore a causa dellaria
che si interpone tra locchio dellosservatore e loggetto stesso. In questarticolo pi che al colore siamo interessati a
vedere come la prospettiva aerea influenza il tono di un colore e, per fare ci, ho preparato alcune immagini con Gimp
che credo vi chiariranno meglio questo fenomeno.

Supponiamo di avere due cerchi di tono 2 e 10 posti a 4 distanze diverse, uguali tra loro. Leffetto della prospettiva
lineare vi mostra le sfere pi lontane come pi piccole e, inoltre, le distanze pi lontane pi vicine tra loro. In questa
immagine ipotizziamo non ci sia aria tra locchio dellosservatore e i cerchi. Tutto perfettamente limpido, quindi i toni
non subiscono modifiche significative.

Con Gimp applico un primo velo di tono 9 e opacit 40% quasi a simulare una prima interposizione di aria tra
losservatore e i 6 cerchi pi distanti. Quelli in primo piano rimangono come erano prima. Per gli altri 6 cerchi, notate
come quelli di tono 2 tendono a schiarirsi e quelli bianchi a scurirsi.

Alla seconda distanza applichiamo un secondo velo sempre di tono 9 e opacit 40%. Se avessi voluto creare un clima
pi nebuloso avrei potuto aumentare lopacit. Non importante che qui voi capiate come io abbia realizzato queste
immagini con Gimp. Limportante che vi sia chiaro come opera il fenomeno della prospettiva aerea. Notate come i 4
cerchi pi distanti sembrano collocati ad una profondit maggiore. I cerchi di tono 2 si schiariscono ancora di pi e quelli
di tono 10 scuriscono ancora di pi.

Applichiamo ancora un velo alla terza distanza con tono 9 e opacit del 40%. Gli ultimi due cerchi sembrano ancora pi
distanti. Il cerchio di tono 2 si schiarisce ancora di pi, quello bianco scurisce ancora di pi.

Infine, applichiamo un ultimo velo allorizzonte in modo tale che questi sembra pi chiaro degli oggetti pi lontani.

Con il contagocce di Gimp ho rilevato i valori dei toni dei diversi elementi ed risulato quello che gi sapevamo in
maniera intuitiva. Il cerchio scuro schiarisce sempre di pi man mano che lo si allontana, per tendere al tono del cielo
(tono 9). Il cerchio bianco, essendo pi chiaro del tono del cielo, tende a scurirsi convergendo anchesso al tono del
cielo. Quindi la regola generale potrebbe essere cos riassunta: il tono di un oggetto posto a varie distanze subisce una
variazioni crescente o decrescente tale da convergere al tono atmosferico del cielo.
Quindi se il tono delloggetto pi scuro del tono atmosferico questi tender a schiarirsi allaumentare della distanza,
viceversa se pi chiaro tende a scurirsi.
C un altro aspetto da tener in considerazione quando si applicano i principi di prospettiva aerea, ossia quali e quanti
toni sono visibili allaumentare della distanza. La seguente figura mostra 3 sfere poste a 3 distanze diverse. La prima
sfera ha 6 toni visibili: punto luce, luce, mezzotono, ombra, riflesso e ombra portata. Allaumentare della distanza si
osserva come sulla seconda sfera non sono pi visibili il punto luce e la luce riflessa. Il contrasto tra zona in luce e
ombra dimunito visto che lombra tende a chiarirsi e la zona in luce pure anche se in maniera impercettibile. Anche
lombra portata diventa pi chiara. Sulla terza sfera, ancora pi lontana, non pi distinguibile il mezzotono. Luce e
ombra hanno un contrasto inferiore visto che il tono dellombra si schiarito e quello in luce pure anche se in maniera
impercettibile. Infine, anche lombra portata diventata ancora pi chiara.

Questi sono, a mio avviso, i 7 concetti da conoscere per realizzare un buon chiaroscuro. Voi ne conoscete altri?