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NATI PER DISEGNARE

DISPENSA LEZIONI 1/10

Contenuti
e
Immagini
LEZIONE
1
IMPOSTAZIONE E PROPORZIONI
Usa queste immagini come “spunto” per cercare
oggetti interessanti da copiare nelle tue composizioni.
Ricorda: non pensare alla funzione che questi oggetti
assumono comunemente, osservai e sceglili per la loro
FORMA.
Per ogni immagine di esempio ti propongo lo schema
corretto per impostarne il disegno:
ASSI E FORME PRIMARIE.

PROCEDI COSI’ ANCHE TU


Osserva dapprima le linee ROSSE (assi )

Poi la forma poligonale che contiene tutta


la composizione
linee VERDI (proporzione)

Infine le linee GIALLE definiscono sinteticamente


le simmetrie e le forme
LEZIONE
2
DISEGNARE LE FORME

Ti suggerisco adesso, alcuni esempi per procedere


corretamente nel disegnare bene una FORMA.
Non avere fretta di entrare subito nel dettaglio, o ri-
schierai di compromettere la “struttura”, che è ciò che
ha maggiore peso in tutto il disegno. Immagina (o fallo
davvero!) di tenere in mano l’oggetto che devi ritrar-
re. Giralo e rigiralo tra le mani, immagina di diventare
quell’oggetto e di conoscerlo intimamente.
Deve appropriarti della sua forma per poterlo ritrarre,
anche se è solo un oggetto.

Procedi per fasi:


DESTRUTTURALO
Ricercane le PROPORZIONI
Rispetta le SIMMETRIE (se ci sono)
Riduci le sue forme alle FORME PRIMARIE più semplici
che conosci (CUBO, SFERA, CILINDRO, PIRAMIDE)
ADESSO RICOSTRUISCILO
LEZIONE
3
CHIAROSCURO SFUMATO

Il chiaroscuro è ciò che dà vita al tuo disegno


bidimensionale, regalandogli la TRIDIMENSIONALITA’
ed il SENSO DEL VOLUME.

Nel chiaroscuro sfumato non devono vedersi le


direzioni del segno, la trama del chiaroscuro deve
essere omogenea e bel modulata.

Procedi per fasi:


GUARDA IL SOGGETTO AD OCCHI SOCCHIUSI PER
LEGGERE MEGLIO LE OMBRE.
OSSERVA dapprima il volume generale e stendi
sull’oggetto una base di grigio tralasciando solo le aree
completamente il luce.
E’ importante non perdere il senso d’insieme,
Procedi con maggiore pressione della mano nelle aree
dove il tuo occhio vede maggiore ombra.
Se hai scurito per sbaglio parti in luce, rimedia con la
gomma pane.
LEZIONE
4
COPIA DA IMMAGINE
Tecniche per la copia da un’immagine.

Come procedere se il soggetto da rirarre non è una


composizione dal vero ma bensì un’immagine
fotografica.
Il processo è più semplice perchè l’immagine è già
tradotta in bidimensionale e si può procedere
direttamente al riporto delle linee che definiscono la
forma.
Si può procedere con 2 diverse tecniche; provale
entrambe, come ho fatto io nella video lezione.

1- Metodo di ingradimento/rimpicciolimento
proporzionale
2- Metodo della griglia

Usa immagini di elementi naturali, come ti propongo


nelle prossime immagini; la natura è perfetta,
ritroverai nelle sue forme strutture solide e chiare, che
si basano sulla geometria e sulle forme primarie, trian-
golo, cerchio, quadrato,
LEZIONE
5
LA PROSPETTIVA
L’illusione dello spazio tridimensionale

Padroneggiare la prospettiva è fondamentale per


conferire coerenza e realtà al soggetto che si ritrae.
Conoscere le regole della prospettiva è ciò che fa la
differenza tra un disegno fatto da un professionista e il
disegno di un bambino.
La prospettiva deforma secondo il principio della
convergenza verso uno o più punti di fuga infinitamen-
te lontani, gli spazi e gli oggetti. Più un oggetto è gran-
de, più subirà questa deformazione.

Per meglio comprenderla ed applicarla correttamente


esercitati copiando oggetti disposti di scorcio rispetto a
te (guarda l’esempio dell’opera di Mantegna “Il Cristo
Morto”), ruotati e ribaltati in modo inusuale.
Ti propongo alcuni esempi di disegni in prospettiva e a
seguire alcune immagini di esempio per disporre le tue
composizioni ed esercitarti.
Usale solo come spunto, sforzati di copiare sempre dal
vero e non da un’immagine stampata, certo è più
difficile ma è lì che vogliamo arrivare.
LEZIONE
6
CHIAROSCURO A TRATTEGGIO PARALLELO

Il chiaroscuro tratteggiato è in grado di fornire il senso


di prospettiva atmosferica e delle masse.
E’ una delle abilità che un buon disegnatore deve
acquisire.
Serve esercitarsi per ottenere trame morbide e segni
puliti ed espressivi, così come per imparare a leggere i
valori tonali delle ombre, fin nei minimi dettagli.
Il tratteggio parallelo ha un aspetto molto raffinato ed
abitua la mano a procedere con rigore.

Ti propongo qui in seguito alcune immagini di opere di


grandi artisi; fermati ad osservare il tipo di trama che i
segni affiancati e sovrapposti vanno a creare.
Imita. E’ un ottimo modo per imparare.

Ti propongo anche alcune immagini utili come spunto


per scegliere i tuoi soggetti.
LEZIONE
7
CHIAROSCURO A TRATTEGGIO INCROCIATO
Liberare il segno.

Il tratteggio incrociato viene proposto come ultimo


capitolo sul chiaroscuro; se non si acquisisce prima
sufficiente abilità nel segno grafico, questo risulterà
rigido e poco modulato.
Questo tipo di chiaroscuro ben si presta ad esprimere
le caratteristiche espressive della tua mano. Il Segno
esprime il tuo temperamento e parla di te, un pò come
la calligrafia.
Se nel tratteggio parallelo la mano procedeva con
rigore in una sola direzione, qui deve essere libera di
trovare le inclinazioni giuste per realizzare una trama
armonica e piacevole alla vista.
Per questo chiaroscuro scegli le illuminazioni migliori per
i tuoi soggetti. Punta su di esse delle lampade e spegni
la luce, scegli soggetti dalle forme morbide e poco
spigolose.
Ti propongo alcune immagini di opere di grandi artisi;
fermati ad osservare il tipo di trama che i segni incro-
ciativanno a creare.
Imita. E’ un ottimo modo per imparare.
Ti propongo anche alcune immagini utili come spunto
per scegliere i tuoi soggetti.
LEZIONE
8
EFFETTI DI LUCE PARTICOLARI
TECNICHE GRAFICHE SUGGESTIVE

Le tecniche artistiche grafiche non si fermano al solo


uno della matita grafite; il carboncino, la sanguigna,
i gessi, offrono possibilità espressive che i grandi artisti
conoscono bene..

LA MATITA
Cos’è la matita? E da cosa dipende la durezza della
sua mina?
La Grafite, (dal greco grafein, scrivere) è un minerale
che si trova in natura, il quale possiede una caratteristi-
ca struttura a piani , che rende il materiale particolar-
mente friabile e quindi adatto a lasciare tracce su un
foglio di carta per azione della semplice pressione del-
la mano.
Le matite in commercio posseggono vari gradi di “du-
rezza” della mina, caratteristica che ne determina l’u-
tilizzo finale (professionale o artistico) e il tipo di traccia
lasciato sul foglio. La durezza delle mine è regolata da
una scala empirica introdotta da Nicholas Jacques
Conte nel XVIII secolo. Conté utilizzava dei numeri, an-
cora oggi utilizzati nella scala americana. In Europa,
invece, è di più comune utilizzo la scala britannica con
numeri e lettere da 9H (dove H sta per hard), mine du-
rissime, a 9B (B sta per black), mine molto morbide con
un profondo tratto nero. Il centro di questa scala è rap-
presentato dalla mina ti tipo F (in inglese fine, la mina
giusta).

La regolazione della durezza di una mina si effettua


creando vere e proprie mescole che vedono addizio-
nate alla grafite altre sostanze. Minerali come l’argilla,
il talco (in passato anche l’ambra naturale), le cere, le
resine naturali o sintetiche determinano le proprietà di
scrittura e durezza della mina, modificandone le pro-
prietà chimico-fisiche. La durezza finale viene anche
definita dal processo di cottura della mina; tutti questi
elementi, infatti, per stare in qualche modo insieme de-
vono essere sottoposti a un processo termico che uni-
sce chimicamente i vari elementi in un composto uni-
forme e compatto.

IL CARBONCINO
Il carboncino è un “gessetto” di carbone vegetale co-
stituito da sottili rami di legno leggero e poroso, per lo
più di salice o di vite, che vengono bruciati senza però
raggiungere la combustione completa.
Il carboncino si usa per sfregamento e raggiunge neri
molto intensi, anche se poco stabili perchè senza fis-
saggio tendono a “spolverare” e a cancellarsi solo per
sfregamento. Questi neri essere sfumati con le dita, ot-
tenendo una gamma completa di grigi. Il tratto può
essere cancellato direttamente con uno straccio o può
essere sfumato con la gomma pane.
Vi sono carboncini di diverse dimensioni: con i più sot-
tili si realizzano i contorni e con i più grossi si ottiene un
tratto più largo. L’intensità del nero è comunque la
stessa qualunque sia il diametro del carboncino.
Esistono in commercio tre forme di carboncino: a sezio-
ne rotonda, a sezione quadrata e a sezione triangola-
re; quest’ultimo tipo è usato di solito per disegni sceno-
grafici. Il carboncino naturale è detto FUSAGGINE.
I carboncini devono essere perfettamente scorrevoli e
molto morbidi; quelli di qualità inferiore presentano in
genere delle particelle più dure che rigano il foglio.

Una delle più famose aziende che producono carbon-


cini da disegno è la Faber-Castell,che tutti conosciamo
per le matite. Questa offre due tipologie di prodotti, il
carboncino da disegno e il carbone naturale da dise-
gno.
Il carboncino da disegno viene ottenuto da una mi-
scela finissima di polvere di carbone, da un tratto nero
molto intenso adatto per grandi superfici, si trova in 5
gradazioni di durezza: extramorbido, morbido, medio,
duro, extraduro. E’ anche disponibile la matita secca di
carboncino (media morbida o dura).
Il carbone naturale da disegno è invece ottenuto dalla
combustione anaerobica di legno non resinoso, da un
tratto nero intenso ed è disponibile in 4 diversi diametri:
4 mm, 6 mm, 9 mm, 12 mm. E’ disponibile anche la ma-
tita di creta nera (morbida, media o dura).
SANGUIGNA
Oltre al carboncino esistono anche le crete per artisti
che possono essere usate direttamente in bastoncino o
sotto forma di matita.
Tra queste troviamo la famosa sanguigna.
Essa è costituita da ematite, un minerale ferroso, ridotto
in bastoncini e opportunamente appuntito, con il qua-
le si possono tracciare sulla carta segni dal caratteristi-
co colore rossastro che ricorda il sangue(da cui il nome
di sanguigna). La miscela ferrosa, inoltre, è spesso arric-
chita con piccole quantità di ocra

Prima di iniziare a disegnare con questi materiali è


bene ricordare che è molto facile sporcarsi vista la
quantità di polvere che viene prodotta, è consigliabi-
le per questo motivo tenere il foglio leggermente incli-
nato per permettere alla polvere di scivolare via (non
mandatela via con la mano altrimenti si tutto il foglio!).
Questi materiali hanno la caratteristica di mettere in
evidenza la trama della carta su cui vengono usati, per
cui in base all’effetto che si vuole raggiungere si può
usare una carta più o meno ruvida. Si può anche opta-
re anche per fogli colorati in modo da introdurre un co-
lore in più nel disegno.
Dal modo in cui si tiene la matita si potrà ottenere un
segno diverso, l’importante è iniziare sempre con dei
segni molto leggeri perché troppa pressione rendereb-
be la carta impastata di colore. Si possono creare delle
sfumature con le dita, con la gomma pane o ancora
meglio con un pennello rigido asciutto.
Una tecnica molto interessante è quella dei ‘punti lu-
minosi’ o ‘lumeggiatura’, consiste nel dare una base di
colore molto leggera su tutto il foglio, eseguire tutto il
disegno sopra e alla fine creare dei punti di luce can-
cellando il colore in eccesso.
Una volta finito il disegno è importantissimo usare un
prodotto fissativo perché il lavoro rimanga intatto e
non si sporchi toccandolo, attenzione però all’utilizzo
del prodotto (seguite le istruzioni!). Una volta fissato il
disegno non si potrà più modificare.
I prodotti invece andranno conservati possibilmente in
una scatola, così non si romperanno e non sporcheran-
no, se invece usate le matite di creta basterà coprire la
punta con un po’ di carta e nastro adesivo, e tenerle
comodamente in un astuccio.
Ti propongo adesso, una serie di immagini fotografiche
che possono servirti da “spunto” per i tuoi prossimi di-
segni, nei quali metterai in pratica le tecniche grafiche
descritte, per ottenere effetti di luce particolari..
Pensa ad illuminazioni ed atmosfere suggestive; pe-
nombra, buio, nebbia, e scegli per il tuo disegno un fo-
glio colorato, da spolvero oppure grigio, oltre a quelli
bianchi; potresti usare il colore del foglio come colore
di fondo...

Per lavorare dal vero disponi i tuoi soggetti, elimina la


luce naturale oscurando la stanza e spegni le luci, usa
delle lampade direzionandole in modo da ottenere
ombre suggestive, oppure accendi delle candele...
Vedrai come uno stesso soggetto, modifi-
ca il suo aspetto radicalmente quando ne mo-
difichi l’illuminazione....pensa alle luci teatrali!
LEZIONE
9
MATITE COLORATE
IL COLORE NEL DISEGNO

Le matite colorate sono una tecnica spesso sottovalu-


tata ma se esuguita bene, è in grado di raggiungere
esiti espressivi davvero intensi.
Occorre innanzitutto fare una premessa che riguarda
la qualità di questo strumento; è necessario infatti, per
ottenere risultati professionali, munirsi di matite per “ar-
tisti” che hanno una quaità della mina superiore alla
gamma base. Ogni marca di matite, ha la sua linea
base, la linea per artisti, la gamma delle morbide, e
delle acqurellabili. Ottime marche sono le Caran D’A-
che, le Derwent, le Karisma, le Faber Castell...
La fabbricazione delle matite, in genere, si ottiene ag-
glomerando polveri colorate, con acqua agglutinante
composta da soluzioni di comune sapone di Marsiglia,
gomma arabica, olio di lino e decotto di orzo. Il grado
di durezza e di pastosità viene regolato da più o meno
apporti di componenti cerose o grasse, mentre il vigo-
re coloristico viene addolcito con aggiunta di polveri
bianche (ricavate principalmente dall’argilla bianca),
grafite nera ed altre polveri, atte a cambiare i toni di
base. Gli impasti vengono poi plasmati, a seconda del-
la sotto-tecnica ai quali sono destinati, cioè in sottili ba-
stoncini per matite, o altre forme e dimensioni.
Attraverso sfumature (cioè passaggi da colore a colo-
re e da tono a tono) e sovrapposizioni (simili a velature
di acquarello), è possibile imitare effetti pittorici e ad-
dentrarsi sin nei miimi dettagli di un soggetto, cosa che
con il pennello è più arduo riuscire a fare. Per questo è
importante tenere sempre le matite ben appuntite ser-
vendosi del temperino.
Per iniziare dovrai studiare molto bene il colore del sog-
getto che hai scelto di ritrarre e selezionare dalla tua
scatola di maite quanti più colori simili a quello riesci a
trovare; se il soggetto è viola ad esempio, ti consiglio di
selezionare tutti i viola, i rossi e i blu della tua gamma e
di costruire il tuo colore sovrapponendo strati di colo-
re dapprima leggeri poi via via con sempre maggiore
pressione.
La ricchezza e l’espressività del colore sta nell’essere
composto da più colori insieme; questo fa la differenza
tra un lavoro ben eseguito e simile al reale ed il disegno
di un bambino.
Scegli il tratto che preferisci, può essere uno sfumato
oppure un tratteggio parallelo o incrociato.

Ti suggerisco anche qui, nelle immagini a seguire, diver-


si soggetti che si prestano particolarmente ad uno stu-
dio cromatico con le matite colorate.
LEZIONE
10
DISEGNO DEGLI SPAZI
PROSPETTIVE IN INTERNI ED ESTERNI

Le deformazioni prospettiche agiscono con maggiore


forza negli oggetti grandi e negli “ambienti” che negli
oggetti piccoli e vicini.

Come nella fotografia, un abile disegnatore, prima an-


cora di avere il controllo del segno, di essere virtuoso
nel chiaroscuro, deve saper scegliere il “taglio compo-
sitivo” del soggetto che sta ritraendo e impaginare al
meglio il suo foglio da disegno.
E’ infatti essenziale, mettere subito in relazione il taglio
compositivo e la dimensione del foglio....se scelgo di
ritrarre una composizione alta e stretta non sarà ideale
scegliere un foglio quadrato...ne userò invece uno ret-
tangolare e lo posizionerò in verticale.
Nella fotografia e nel video, l’inquadratura è la porzio-
ne di spazio fisico (un ambiente, un paesaggio, etc.)
inquadrata dall’obiettivo della macchina da presa o
della fotocamera.
L’atto di inquadrare consente di delimitare con preci-
sione lo spazio che sarà ripreso e al contempo di esclu-
dere tutto il resto (che rimarrà “fuori campo”, ossia
all’esterno del campo visivo dell’ osservatore).
La stessa cosa avviene nel disegno quando si sceglie
quali elementi della composizone (soggetti, piano di
appoggio, sfondo..) comprendere nel disegno e quali
invece “tagliare fuori”.
Per farlo è possibile costruire una “cornice” con un car-
tone, dotata di assi (mediana orizzontale e verticale)
per determinare il centro visivo.
Nel disegno del paesaggio diviene indispensabile “in-
qudrare” la porzione di spazio per estrapolarla dal “tut-
to”, cioè dal nostro intero campo visivo.
Considera infatti che ogni minima rotazione della no-
stra testa e dei nostri occhi ci permette di vedere qual-
cosa in più o qualcosa in meno, perciò il sistema della
“cornice” è ottimo per bloccare la parte che ci interes-
sa, proprio come la cornice di un quadro isola il dipinto
dalla parete che lo ospita.

Ti propongo qui di seguito alcuni esempi di bozzetti (ov-


vero disegni si studio, schizzi) di spazi interni ed esterni.
Dopo aver seguito la lezione, prova anche tu.

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