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Le Vernici

Scritto da Pierpaolo Masoni

Fonte: Tratto dagli Atti del Seminario tenutosi a Rubiana da Pierpaolo Masoni nelle giornate del25 e26 settembre 2009

Alcuni degli atti sono stati raggruppati in questo articolo dove si tratta in generale delle propriet e dell'uso delle vernici antiche e moderne.

Vernici naturali
con riferimento alla tradizione

La ricerca la formulazione di vernici partendo da materiali in uso nel 1700 e 1800, nel tentativo di ripetere le stesse e, nel caso, tenendo conto delle aspettative del cliente di oggi. Un ottima e bella vernice del 1700 riproposta oggi verr quasi sicuramente criticata per la durata del suo aspetto nuovo, visto che l'odierno termine di paragone sono le verniciature automobilistiche e delle cucine industriali. I principali difetti rimproverati sono la termoplasticit, la facile consunzione i lunghi tempi per la completa essicazione e, una volta avvenuta, la poca resistenza agli urti, agli alcali, al sudore. Se fossero state gi perfette, non sarebbe stata necessaria tanta ricerca. . . Questo non impedisce di ottenere buoni risultati limitando il pi possibile i difetti tenendo conto delle esperienze fatte e documentate nel corso degli anni, o riproponendo vernici di antiche ricette consapevoli dei loro limiti. Ci che rende ancora utili quest'ultime l'aspetto finale che pu essere molto affascinante

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specie mentre si logorano e il rispetto della propria tradizione pu diventare quella marcia in pi in un mondo globale

Composizione di una vernice

solvente (permette le soluzione dei componenti) sostanza filmogena (resine, olii e quanto non evapora; il corpo della vernice) plastificanti ( con la funzione di rendere meno rigida la pellicola e facilitare la stesura della vernice) coloranti e-o pigmenti

Vernici

classificazione in base al solvente:

Alcool (etilico) essenza ( trementina, spigo, lavanda ) Olio (lino, noce, tung dalla fine dell' 800') acqua (pitture) miste ( alcool-olio di lino, unione un po' forzata )

Vernici ad alcool

solvente: alcool etilico (anticamente lo spirito di vino,probabilmente a bassa gradazione; oggi anche unito ad altri alcool, metilico , butilico) sostanza filmogena: ambra pirogenata, coppali pirogenate, sandracca,ginepro, mastice, colofonia, benzoino, dammar, gomma lacca, propolis plastificanti: trementina veneta, elemi, olio di ricino, oli di spigo, rosmarino, pino

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coloranti: estratti alcoolici di

(rossi) sandalo, sangue di drago, alcanna, Kamala, cocciniglia, legno brasile, pernanbuco,

(bruni) aloe, mallo di noce, catechu,

(gialli) curcuma, zafferano, gutta, legno giallo

Vernici ad essenza

solvente: essenza di trementina, spigo, rosmarino sostanza filmogena:le stesse resine della vernice ad olio plastificanti: canfora, olio di spigo, essenza di trementina che invecchiando diventa grassa coloranti e pigmenti : come la vernice ad olio

Vernici ad olio

solvente: olio di lino, noce, papavero, olio di tung(da met '800) diluenti:essenze di trementina, spigo, olio di sasso(petrolio) sostanza filmogena: ambra, coppali, sandracca, mastice elemi,cokofonia, dammar, resinati. L'olio contribuisce alla formazione della pellicola. Plastificanti: l'olio coloranti: gutta, aloe, alcanna, bitume giudaico pigmenti: lacca di robbia, di stille di grane, di cocciniglia, di erba guada siccativi: ossidi, carbonati,acetati, solfati di piombo (vietato oggi) manganese, calcio, zinco, rame e da fine '800 cobalto.

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Preparazione delle vernici

Le vernici ad alcool si possono prerare sia a freddo che a caldo;

a freddo mettendo i vari componenti tutti insieme a bagno nell'alcool in una bottiglia e agitando. Una volta che tutto si dissolto nell'alcool si filtra e si pone a maturare.

A caldo si scalda (bagno maria) l'alcool con tutti i componenti portando all'ebollizione per 15 minuti.

L' unica avvertenza , se si usa ambra o coppali, di pirogenarlealtrimenti o non si sciolgono o rimangono collose.

Le vernici all'essenza si preparano pirogenando le resine dure, cuocendo le altre e una volta pronte si unisce l'essenza a caldo. Usare piastre elettriche! L'essenza pu incendiarsi con grande facilit.

Per le vernici ad acqua sufficente stemperare i vari componenti a freddo nell'acqua. L'albume prima di unirlo bisogna montarlo a neve, farlo smontare e usare il liquido che si formato. La procedura per ottenere vernici ad olio la pi complessa e varia. Vi sono molti modi per ottenerla ma il pi classico il seguente:

1)pirogenare la resina 2)scaldare l'olio a 150 gradi

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3)mantenendo la resina caldissima(200) si versa l'olio a filo rimestando 4)si aggiungono eventualmente i siccativi (la temperatura varia in base al metallo,da 140 a 280) 5)si cuoce per dare consistenza alla vernice 6)si lascia raffreddare e si unisce il diluente (meglio a caldo, ma attenzione che a 150-!70 l'essenza prende fuoco!) 7) si fa stagionare

Solo le resine dure (ambra,coppali) vanno pirogenate, portate cio tra i 310 e 350 finch si sciolgono, distillano (acqua, olii di resina) perdendo fino il 45% del peso iniziale.

Solo la pratica insegna qual' il momento giusto di fine cottura:se poco cotta l'olio non si unisce, se troppo non asciugher mai. Con le resine tenere (elemi, mastice, dammar, colofonia) non serve pirogenare ma solo cuocerle per eliminare l'acqua e l'unione con l'olio riesce sempre ma il risultato diverso...pi la resina dura migliore sar la vernice, ma non necessariamente pi bella. L' olio si pu usare sia crudo che cotto, purificato meglio (chiarificato al sole o depurato con lavaggi con acqua). Si pu cuocere senza metalli (l'antico olio cotto molto simile allo standolio) o scaldandolo sopra i 220 aggiungendo calce, litargirio, pirolussite, ossido di zinco, acetato di cobalto ecc. Si pu renderlo pi siccativo esponendolo al sole: in una prima fase si chiarifica ma poi inizia ad addensarsi fino alla consistenza del miele. L'aggiunta di metalli non influenzano solo la siccativit ma trasformano l'olio (e la vernice) in qualcosa di diverso con caratteristiche proprie di ogni siccativo ( durezza, flessibilit, resistenza ad alcali e solventi, ecc.). Per mia esperienza meglio usare un olio crudo se si vuole renderlo renderlo pi siccativo, agire come al punto 4. Come olii anticamente si usava l'olio di lino e quello di noce. Il migliore era e rimane, con tutti i suoi difetti (principalmente l'ingiallimento, che nel caso della liuteria pu tornare utile) l'olio di lino ottenuto da coltivazioni del nord Europa.

Per l'essenza si apre per me un capitolo molto delicato: l'essenza di trementina sempre stata ritenuta la migliore sostanza come diluente anche perch facilita l'ossidazione, ma se quest'ultima portata allo stremo si ottiene grande fragilit della pellicola.

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Gi anticamente la si sostituiva con l'olio di sasso (petrolio estratto gi distillato vicino a Piacenza) o con olio di spigo, che possiede maggiore potere solvente ma di essicazione pi lenta . Oggi la si pu sostituire con altre essenze come il limonene o l' olio di eucalipto che sono meno reattivi verso certi siccativi. Sempre per mia esperienza diretta si pu fare la vernice con olio crudo, usare l'essenza di trementina come siccativo ( in quantit moderata)e se necessita ulteriore diluizione usare qualche altra essenza. Una volta fatta migliora stagionando.

Preparazione delle lacche

Le lacche si usano prevalentemente nelle vernici ad olio perch quest'ultimo ha la capacit di mantenere in sospensione le particelle di colore. Non si usano per colorare la vernice (non sono perfettamente trasparenti) ma per modificare o produrre speciali effetti di colore molto usati anche in pittura: le velature.

Le sostanze coloranti usate per ricavarle non sono molte, ci si limita per il rosso alla robbia (alizarina), al pernambuco, alla cocciniglia e per il giallo la goda (reseda luteola) Si potrebbero usare tante altre sostanze ma le lacche ottenute non offrono stabilit di colore. Generalmente si tritura la sostanza colorante, la si mette in acqua pura assieme allo stesso peso di allume ( ma si possono usare anche il cloruro di stagno e altri sali acidi), si scalda a circa 40-50, si filtra e si versa nel filtrato una soluzione di carbonato o idrato di sodio o potassio provocando sia la formazione del colore che la precipitazione dei fiocchi di lacca.

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Si porta all' ebollizione dopodich si lascia riposare: la lacca piano piano si depositer in fondo, la si lava con acqua fredda (sostituendo l'acqua sopra la lacca), si filtra e si essica a temperatura ambiente. Per poterla usare andr macinata lungamente con un po' di vernice e una volta ottenuto un amalgama uniforme si unisce al resto della vernice. Le lacche potrebbero rallentare l'essicazione della vernice, ma non vengono distrutte dalle sostanze ossidanti come capita con molti estratti colorati. Il bello che ogni volta che le preparate saranno sempre diverse, causa la partita diversa del prodotto, il sale usato, la temperatura di reazione o sostanze inquinanti presenti nell'acqua (calcio, manganese, ferro che imbrunisce i colori...)

Ricette di vernici

Vernici ad alcool:

(Watin)

alcool 32 sandracca 4 gomma lacca 2 mastice 2 elemi 1 trementina veneta 2

(Millant) alcool 900 gr

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gomma lacca gr 125 sandracca gr70 mastice gr30 trementina di venezia gr30 gomma gutta gr60

vernici all'essenza

coppale gr 500 canfora gr40 essenza gr 1000 coppale 2 olio di lavanda 2 essenza di trementina 6 coppale 30 essenza di lavanda 80 canfora 4 essenza di trementina a sufficienza

vernici ad olio

olio di lino 2 coppale ( da pirogenare) 2 essenze 3 siccativo dal 5-10 % di litargirio allo 0,025 di acetato di cobalto (calcolato sulla quantit di olio ) colofonia 3 olio 1 essenze 2

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vernice ad acqua

gomma arabica gr 25 mezzo cucchiaio di miele 14 di cucchiaio di zucchero candito il deposito di un albume sbattuto a neve acqua quanto basta

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