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La Mente Ed Il Mondo

Introduzione alla questione epistemologica


La mente, il mondo ed una loro (eventuale) reciproca relazione- questa gi lintera
questione della ricerca umana, il problema primo e fondante dellindagine, che essa si
svolga secondo le modalit della filosofia o dellempiria scientifica; i due termini, qui
intesi nel loro spettro semantico pi generale, ergo pi filosofico, potrebbero a ragione
sostituirsi coi pi filosoficamente connotati soggetto/oggetto, sui quali per labbiamo
preferiti perch se navesse una parvenza di maggiore concretezza e spendibilit
scientifica. Vogliamo dunque apertis verbis designare il problema epistemologico
(come e, ben pi radicalmente, se possa intrattenersi una reale corrispondenza fra gli
apparati conoscitivi umani tanto a livello dei sensi che della logica- e le cose del
mondo e quando e con quali criteri possa dirsi autentica), presentandone alcune
interessanti declinazioni nellambito della filosofia, moderna ed antica, e della fisica
relativistica. Esso acquisisce innegabilmente preminenza assoluta sugli altri campi
dindagine, non poich vi spicchi per fascino o per allettanti promesse di guadagno
tecnico (ch anzi gli totalmente alieno lentusiasmo sicuro ed efficiente di certa
scienza applicata), ma poich scava pi in profondit di ogni altra questione e si
incista, impenetrabile, nelle fondamenta stesse di qualsiasi forma di teoresi. La
questione dellautenticit del conoscere dunque un tarlo che rode la nuca della
ricerca, senza chessa possa sufficientemente torcervi gli occhi a ben vederlo: come
dimostrare che il nostro mondo sia il mondo, quale sia il modo giusto di
corrispondervi?
Non pu sorprendere, in questo senso, che il problema epistemologico ,per la sua
intima natura di aporoumenon , sia il punto di snodo ove s decisa e si decide la
traiettoria dei grandi movimenti filosofici : lapriorismo Kantiano e la filosofia del
noumeno, in cui loggetto si fa in parte perfettamente inconoscibile al soggetto( o
meglio il soggetto lo postula tale) ; Lidealismo tedesco che ,nel riconoscere
nelloggetto nientaltro che una diretta emanazione del soggetto, fondano una filosofia
dellonnipotenza conoscitiva e dellassoluta necessit; Galileo ed il metodo scientifico
per cui, dato un colpo di mano alla vecchia filosofia delle qualit, loggetto si
rinsecchisce ad un grumo di relazioni quantitative codificabili attraverso la
matematica; la filosofia cinica dellepok, della sospensione, emanazione diretta
dellincapacit di raggiungere certezze conoscitive; la concezione Pitagorea del
numero come ark, come fattore primo del reale (e non solo suo predicato); le idee
Platoniche come oggetti altri e trascendenti quelli mondani che su di questi
impongono il loro governo; la ricerca metafisica Aristotelica nellente in quanto ente.
Ogni atto di teoresi presuppone e contiene in s una presa di posizione sul piano
epistemologico (dunque delle modalit e dei presupposti del conoscere autentico), che
la dichiari o meno: dal tremendo rovello dellintrospezione Kantiana allo slancio
empirico della neonata scienza seicentesca, ad ogni enunciato sottesa una
dichiarazione di fiducia in un modello depisteme..
Sulloggetto e sulle strategie della fisica
Se v un campo di ricerca ove loggetto/fenomeno (qui spiccatamente inteso nel
senso etimologico di Ci che si mostra, si svela ed dunque di per s faners ) si
pretenda evidente in s e per s a e che non indulge in questioni in odor di metafisica,
esso certamente quello della fisica post Galileiana.

Raccolti i dati quantitativi dai sensi, sussuntoli in un sistema (sun-stenai ) ,ed intuite
dunque le relazioni fra singolarit, il Logos scientifico li trasmuta in linguaggio
matematico ed in esso li codifica. Lunit di base del questo processo lequazione:
due grandezze o relazioni fra grandezze si pongono quantitativamente uguali (F=mxa)
.Essa dunque una costruzione dellintelletto umano (ed in questo assolutamente
un fenomeno artistico) che assolve ad una funzione altamente pratica di
rappresentazione e descrizione. Si noti come questo rapporto curiosamente non sia
univoco, ma possa procedere in entrambe le direzioni: come dal mondo scaturisce
lequazione o il sistema di equazioni teoria- cos da questultimi si pu mentalmente
ricostruire od immaginare uno stato di cose -ragionando sullequazione gravitazionale

di Newton ( ) ci si pu ad esempio rappresentare un universo dotato di un centro


di densit, o creare , almeno a livello concettuale, mondi N-dimensionali-. Lequazione
costituisce dunque uno strumento di elevatissima versatilit; il linguaggio di cui fa da
singola proposizione, la matematica, colpisce per il suo massimo grado di esattezza e
necessit, nonch per lefficienza con cui consente di prevedere ed agire nel campo
della tecnica, di fissare il reale e , applicando le sue leggi, di capire e incidere su quelle
di natura.
Il Limiti della Fisica dellEquazione
Ma su questa magica sintonia fra numero e realt, su questa loro misteriosa
compenetrazione, getta magistralmente luce il filosofo della scienza americano
Bridgman, nel suo The Logic Of Modern Physics
Practically all formulations of theoretical physics are in mathematical terms: in fact to obtain
such formulations is generally felt to be the goal of theoretical physics () it is the merest
truism evident at once at unsophisticated observation that mathematics is a human invention.
Furthermore, the mathematics in which the physicist is interested was developed for the
explicit purpose of describing the behaviour of an external world, so that it is certainly no
accident that there is correspondance between mathematics and nature.

Bridgman si esprime dunque in termini ben poco platonici. Privato del ruolo di
superiore reggitore del reale (in senso Pitagoreo e , appunto, Platonico), il numero
decade a mero espediente, strategia di corrispondenza col mondo.
Tanto pi che codesta mimesi come egli stesso pi avanti specifica, questo ponte
gettato fra soggetto/oggetto, ben lontana dalla perfezione che taluni le arrogano.
There is another aspect in describing nature that is often lost sight of: namely, that any system
of equations can contain only a very small part of the actual physical situation: there is, behind
the equations, an enormous descriptive background.

Gran parte degli aspetti della situazione fisica permangono quindi al di fuori del
sistema dequazioni impiegato per significarlo; questo lo sfondo descrittivo, il
palcoscenico sensibile ove si pongono in atto le relazioni quantitative codificate in
termini matematici, un contorno di visualizzazione concreto. Si palesa cos una sorta di
coscienza infelice della matematizzazione. Il senso pi profondo delle scoperte, la
loro piena comprensione, riposa al di fuori dellequazione stessa, che si limita a
registrare linee di coerenza e commensurabilit; che, citando Breuer, si dimostra
incapace di contenere la totalit dei singoli stati di un sistema ed, allorch miri a
generalizzare (filsoficamente) verso una Teoria del Tutto, perde in pregnanza fino a
scadere in tautologia. Tavole di Barman.

LOggetto di Fa sfuggente
Come abbiamo gi avuto modo di notare, loggetto della fisica preso di per s
evidente, si esaurisce nel misurabile (e con esso fisica in operazioni su misurazioni,
mero Operazionismo), non v nulla che rattenga in s: ch, difatti, se pure nella fisica
v qualcosa che giaccia nel profondo, che sia di difficile raggiungimento,(non gi
irraggiungibile) il suo carattere di alterit quantitativo e non qualitativo (che
puzzerebbe di metafisica)
La Fisica moderna Einsteniana e post Einsteniana- ha eroso questa certezza
dallinterno, svelando come loggetto sia invece assolutamente sfuggente ed incerto. A
mio parere questa dimensione di Aporia si dispiega in due modi:1) i risultati della
Teoria Della Relativit 2) ci che la relativit e della quantistica lasciano intendere del
presente e del futuro della fisica.
Einstein, martellando sulla discrepanza fra le trasformazioni Galileiane e la costanza
della velocit della luce, ha causato il crollo di tutta la fisica classica: i paramentri
primi del reale (tempo, spazio) si rivelano dipendenti dal sistema di riferimento
(punto da cui, ed in base al quale, lo spettatore ,in quiete o in movimento, li osserva e
misura). Nelloggetto c dunque moltissimo del soggetto (Hegelianamente), senza il
quale non sussiste sistema fisico, nemmeno nelle sue specificazioni pi generali