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Luca Guidetti

Logica della struttura e metafisica in Richard Avenarius

Abstract
The empiriocriticism of Richard Avenarius is not only the starter of a philosophical current that ends in neopositivism, but offers an authentic theory of the constitution of the experience that moves according to a logic of the structure. This
structural logic does not consider the specific contents of the empirical material
systems (environment, organic systems, perceptual organizations, conceptual determinations, etc.), but points out, in a particular genetic sense, the relational aspects and their transformations as a result of the interactions between the systems.
Any particular concept of world, even the different metaphysical conceptions,
revealed itself as the product of this structural dynamics that finds its foundation in
the natural experience, i.e. in the direct encounter with the many forms of expression in which the experience-data occur. Metaphysics is thus not an illusion of philosophical thought, but a particular character of the experience, just as
legitimate as the character that is expressed in scientific discourse. It becomes an
illusion when it claims to act as an element, that is, as the effective and immediate
component of an empirical found or met (Vorgefundenes, Angetroffenes)
that corresponds to a physical-biological perceptual system.
Keywords: Empiriocriticism, Structure, Metaphysics, System, Constitution.

1. Empiriocriticismo e fondazione biomeccanica


Una delle questioni che, alla fine dellOttocento, hanno maggiormente
contribuito al successo e al veloce tramonto dellempiriocriticismo di Richard Avenarius ha riguardato la trattazione biologico-meccanica della realt. Questa fondazione biomeccanica, cos come venne definita da uno
dei maggiori interpreti dellopera avenariusiana (Carstanjen 1894), permetteva infatti da un lato di corrispondere ai paradigmi positivistici senza indulgere a un grossolano empirismo elementarizzante e, dallaltro, attraverso il principio economico del minimo sforzo (Avenarius 1876), stabiliva
una saldatura tra mondo fenomenico e mondo fisico che, alcuni anni dopo,
trover espressione nella nuova biologia dei sistemi viventi (Schaxel 1919,
Bertalanffy 1932). Tuttavia, a decretare linsuccesso di questimpostazione,
rapidamente caduta nelloblio dopo la morte del suo autore (1896), non fu
tanto come lo stesso Ernst Mach sembr inizialmente accreditare (Mach

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1922/1975, p. 70 sg.) la struttura linguistica insolita in cui essa veniva


presentata, n lalone astratto in cui si trovavano immersi i suoi concetti
pi significativi, bens lincapacit dello stesso Avenarius di decidersi a favore di una delle due maggiori tendenze contrapposte della psicologia tra
Otto- e Novecento, vale a dire la tendenza fisico-somatica e quella psichico-soggettiva, per indirizzare invece il suo sistema dellesperienza in una
direzione pi propriamente bio-psicologica.1
Per lempiriocriticismo la psicologia la scienza fondamentale,2 poich
ogni forma di oggettivazione dellesperienza si fonda come vedremo
sullerrore dellintroiezione, cio sulla proiezione illusoria della realt in un
mondo interno direttamente accessibile (Avenarius 1912, pp. 25 sgg.; Russo Krauss 2013, p. 363). La critica dellintroiezione implica dunque la critica delloggettivazione attraverso la reductio ad absurdum della stessa psicologia, di cui occorre rivelare i sottaciuti presupposti metafisici. Per tale ragione, la psicologia empiriocritica che sembra far dipendere lidea dellesperienza purificata da una sorta di soggettivismo senza soggetto (Koakowski 1966/1974, p. 103) non collocabile allinterno della tradizionale
impostazione somatica, di carattere materialistico e riduzionistico, n ascrivibile alla nascente psicologia soggettiva, destinata a trovare coronamento nella fenomenologia e nella psicopatologia esistenziale di inizio secolo. In effetti, essa non pu essere ricondotta, secondo il paradigma psicofisico, a una semplice meccanica dei fatti psichici, composta di notazioni
spazio-temporali pi che di esperienze e, daltra parte, essa non certo disposta a riconoscere la peculiarit dellambito soggettivo rispetto a qualsiasi
genere di vissuto di coscienza. In tale psicologia non si parla di forme di
ordine superiore, di esperienze interne o di comportamenti oggettivi; non
si pu nemmeno sostenere, senza forzature, che si presentino nozioni precorritrici della modellistica cibernetica e sistemica della seconda met del
Novecento.3 Essa sembra, da questo punto di vista, veramente heimatlos.
Le ragioni di questindeterminatezza, che la fanno apparire come un
cactus nel quadro delle moderne correnti filosofico-psicologiche, si trovano

Per la particolare caratterizzazione bio-psicologica della teoria dellesperienza di Avenarius al di l di ogni riduzione somatica o psichica, cfr. Drabovitch 1933, pp. 408 sgg.
2 Cfr. Avenarius 1894-1895/1912, p. 181 sg.: La determinazione delloggetto della psicologia sempre stata una funzione del contenuto generale del pensiero filosofico. Cfr. anche Avenarius 1877, pp. 484, 487. A tal riguardo, W.T. Bush (1905, p. 39) si spinge ad affermare che la
cosa importante per noi notare che la Critica dellesperienza pura psicologia.
3 Come sembra invece accreditare Somenzi 1972, p. V sg.

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nel carattere genetico dellindagine empiriocritica.4 Avenarius offre infatti


una genealogia della realt cos come Kant aveva presentato una logica trascendentale della conoscenza. Questa similitudine si limita tuttavia alla
forma critica dellindagine.5 Infatti, sia la struttura logica sia il contenuto
semantico differiscono profondamente, in quanto la fondazione empiriocritica presenta un carattere formale che ha la sua origine non certo in
Kant, ma in Aristotele e Leibniz.6
2. La genesi del formalismo
Si tratta in prima istanza di comprendere come, per Avenarius, fondazione e genesi formale siano conciliabili in ununica struttura logica. Tutto
dipende dal modo in cui la Critica dellesperienza pura, che Avenarius espone in due volumi tra il 1888 e il 1890, in grado di offrirsi come
unautentica teoria della costituzione (Avenarius 1907-1908).7 infatti evidente come la quasi omofona critica della ragione kantiana, nonostante
ogni richiamo alle condizioni di possibilit dellesperienza, non possa presentarsi come una teoria costitutiva. Non ci si lasci ingannare dalla connotazione costruttiva degli enti matematici kantiani attraverso lintuizione
(Mainzer 1973): a parte limpostazione regressiva e giustificativa del trascendentale, che ne inibisce fin dallinizio qualsiasi formulazione genetica,
lelemento decisivo che nel kantismo rende incompiuta ogni teoria della
costituzione lasimmetria tra soggetto e oggetto, per cui la critica tende a
esercitarsi in modo pressoch esclusivo nei confronti delloggettivit, mentre il soggetto appare come una coscienza unitaria presupposta, che accompagna la costituzione rappresentazionale (Kant 1787/1987, I, 16, p.
155). Questa chiusura del soggetto, che dar modo agli epigoni kantiani di
parlare di principio di coscienza, si riverbera nella netta separazione tra
la logica trascendentale, deputata alla fondazione metalogica dei contenuti
(per i quali si potuto anche parlare di semantica trascendentale, cfr.
Hogrebe 1974/1979), e la logica formale, a cui spetta invece il compito di
verificare la coerenza sintattica dellesperienza, senza peraltro ambire a un
assetto diverso da quello gi prospettato a suo tempo dalla logica classica.
4

Cfr., a tal riguardo, Ewald 1905, p. 8. Per la genesi empiriocritica, Ewald fa riferimento a Windelband 1883.
5 Sulle differenti impostazioni critico-fondazionali di Kant e Avenarius alla luce del dibattito
sullo statuto dellindagine psicologica tra Otto- e Novecento, cfr. Hfler 1909, pp. 230 sgg.
6 proprio, infatti, a partire dalla trattazione della monadologia leibniziana che Avenarius
sviluppa in modo sistematico la nozione genetica dellesperienza (cfr. Avenarius 1883-1884).
7
Cfr., a tal riguardo, Carnap 1961/1997, p. 116 sg.

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Di fronte a questancoraggio soggettivo del trascendentale kantiano,


Avenarius avverte il bisogno di ricondurre il fenomenismo alla sua matrice
pi originaria: soggetto e oggetto si formano a partire da ununit esperienziale indistinta che si d o, meglio, viene trovata localmente,8 dopo di che
il processo di costituzione implica la messa in relazione delle componenti
di questunit. Ma se soggetto e oggetto sono correlativi, essi rappresentano allora una funzione a due variabili situata a un livello logico-semantico
di primo grado, in cui le costanti, che indicano lavvenuta reificazione del
processo, possono essere introdotte solo saltando indebitamente dal piano
empirico-costitutivo a quello metafisico-oggettuale. questo il caso, da un
lato, dellio e della coscienza e, dellaltro, delle nozioni di cosa e di
fatto.9 Ora, la trasformazione in costante anche di una sola variabile fa
prevalere la semantica categoriale rispetto alla fondazione genetica,10 con la
conseguenza di dover parimenti accogliere, come un dato acquisito, quel
criterio di verit corrispondentistico (interno/esterno, immagine/realt
ecc.) che il soggettivismo moderno criticismo incluso sembrava aver definitivamente battuto in breccia. Le costanti come designatori oggettuali
(interpretazioni) non appartengono infatti alla forma del sistema, ma solo
al suo contenuto applicativo, per la cui dimensione ermeneutica non pu
valere la semplice riduzione relazionale. In altri termini, secondo Avenarius
le semantiche categoriali e i relativi criteri di verit non riguardano il sistema di costituzione dellesperienza, sebbene esse siano operativamente
ammesse proprio in virt della sua forma logica.11
8

Cfr. Avenarius 1907-1908, I, p. 10. Su ci, cfr. Koch 1897, p. 2. La traduzione del termine rtlich con senso topologico (Avenarius 1907-1908, 17 sgg.; trad. it. p. 15) si presenta, in questo caso, come uningiustificata prolessi di alcuni sviluppi successivi della localizzazione esperienziale.
9 Cfr. Avenarius 1907-1908, I, Vorwort, p. XVI.
10
Utilizziamo qui il concetto di fondazione genetica in modo simile a quanto evidenziato, a tal riguardo, da Kurt Lewin che, richiamandosi a Windelband 1910, distingue tra
luguaglianza come categoria riflessiva e lidentit genetica (Genidentitt) come categoria costitutiva (cfr. Lewin 1922/1983, p. 69; Carnap, 1961/1997, 128, p. 319).
11
Il prevalere della semantica categoriale sinquadra infatti allinterno di una concezione
realistica che tende allesaltazione dei fatti dellesperienza rispetto alle costruzioni speculative e alle metodologie ipotetiche. E proprio in tal senso lempiriocriticismo era stato erroneamente recepito da Wilhelm Wundt (Wundt 1898, pp. 90 sgg.), il quale limitava indebitamente
la nozione empiriocritica di fatto a ci che Avenarius chiamava il concetto sintetico di esperienza, cio quel concetto particolare in cui i contenuti empirici vengono asseriti col carattere di cosalit. Ora, la cosalit per Avenarius solo un aspetto della nozione generale di
esperienza (Avenarius 1907-1908, II, 518, p. 71), e poich tale nozione a differenza di
quanto sostiene Schndelbach (1971, p. 22) non meramente ricettiva ma costitutiva, si
tratta di cogliere le diverse trame mediante cui ci che viene formalmente asserito come espe-

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Per non tradire i fenomeni di base, bisogna quindi sempre mantenere il


senso dellattivazione funzionale della forma. Ma se, percorrendo il lato
opposto rispetto alla traduzione applicativa, tale attivazione viene trasformata nellimposizione di una condizione metalogica (sia essa critico-trascendentale oppure analitica, come nel caso della teoria dei tipi russelliana, cfr. Russell 1908), lesperienza risulta a sua volta determinata da una
semantica che non appartiene pi alla sua morfologia fenomenica, generando lequivoco dello sdoppiamento ontologico di una sostanza metafisica (la cosa in s oppure il dato reale) a fondamento della funzionalit
formale.12 cos che, non volendosi consegnare a una modalit di giudizio
regressiva, Avenarius mette a fuoco, in una prospettiva genetico-formale, la
nozione di esperienza pura, anteriore a ogni distinzione tra oggettivo e soggettivo in quanto momenti di una costituzione ulteriore.13 Volendo assiomatizzare il processo, lesperienza pura, non potendo fare appello ad alcun
polo predefinito della costituzione a monte della separazione tra soggetto e oggetto, deve rappresentare quel momento in cui forma e contenuto

rienza trova anche di fatto realizzazione nellesperienza. In quanto concetto generico di cui le
cose sono solo, per cos dire, una specie, i fatti comprendono anche idee, rappresentazioni,
immagini e sentimenti, vale a dire tutto ci che pu costituire il contenuto di unesperienza.
12 A tal riguardo, Adam Wiegner (cfr. Wiegner 1963/2005, p. 92 sg.) nota come i principali fraintendimenti nella ricezione delle tesi empiriocritiche di Avenarius, anche da parte dei
suoi pi immediati allievi, fossero dovuti allincapacit in grande misura condizionata proprio da Wundt di distinguere tra laspetto ontologico-psicologico e quello semantico di ci
che Avenarius chiamava la coordinazione empiriocritica fondamentale, vale a dire la correlazione costante e necessaria tra il soggetto (o meglio: il sistema nervoso centrale) e
lambiente (Avenarius 1907-1908, I, 31, p. 17; trad. it. p. 22). Tale coordinazione, infatti, costituendosi allinterno della stessa realt dellesperienza (cio sullo stesso piano semantico),
non comporta alcuna determinazione ontologico-categoriale che abbia a che fare con interpretazioni immanentistiche o trascendentistiche del rapporto tra mondo interno e mondo
esterno. Ogni discorso riguardo a questi mondi non quindi mai costitutivo, ma al contrario costituito da una semantica di primo grado sorretta dal quel principio di economia che
accomuna tutta la tradizione empiristica da Ockham in poi. La differenza di Avenarius rispetto a una parte di questa tradizione che, nella sua critica dellesperienza, tale principio la
cui esplicita assunzione allinterno dellempiriocriticismo devessere rintracciata nellincontro
del 1864 a Graz tra leconomista Emanuel Herrmann ed Ernst Mach (cfr. Blackmore 1972, p.
25; Lbbe 1960/1972, p. 38 sg.; trad. it. p. 14) assume un senso puramente operazionale e
non metafisico: esso infatti non dice nulla sulla veridicit del sapere, ma descrive semplicemente la legge biologica che regola lassimilazione dei contenuti della conoscenza (Koakowski
1966/1974, p. 115 sg; cfr. anche Koakowski 1976, p. 281 sg.). Si tratta di vedere se come
avremo modo di evidenziare tale legge non sia a sua volta sottoponibile allobiezione di
reificazione metafisica.
13
Cfr. Avenarius 1907-1908, I, Vorwort, p. XVI sg.

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appaiono ancora indifferenziati.14 A questo livello originario, il principio


dindividuazione fisicalistico, a cui Kant aveva consegnato il suo fenomenismo soggettivo, deve lasciar posto, in senso leibniziano, a quel principio di
discernimento che, nel togliere di mezzo il primato ontico del dato, riconsegna il fenomenismo alla sua matrice formale. Ma ci pu accadere solo se la forma espressiva prevale sul contenuto ontico, avocando a s in
un senso primariamente ermeneutico qualsiasi costituzione semantica
dellesperienza. In tal caso, infatti, linterpretazione, non essendo legata al
dato ma solo alla forma in cui esso trova espressione, non altera la funzionalit del sistema, poich questultimo non si applica a un ente registrato
dalla coscienza (o persino kantianamente costituito nella sua legalit), ma
rivela la propria determinatezza significativa nella sua stessa compagine relazionale.
In tale prospettiva, Avenarius pu sostenere che: a) ogni processo umano dindividuazione si trova in un rapporto di dipendenza dallambiente;
b) la tessitura empirica dellambiente non composta di enti, ma di asserzioni; c) lasserzione non un enunciato particolare, ma la sua forma.15
La prima condizione risponde alla necessit di cogliere il senso puramente
empirico del principio bio-psicologico secondo cui non si danno individui
isolati, e di fare cos del senso fisico, di tipo coordinativo o puntuale (individualizzante), una nozione secondaria e derivata dallesperienza pura.
La seconda condizione esprime invece in termini linguistici il rapporto di
dipendenza costitutiva tra empirico e fisico come subordinazione della
forma nominale (fisico-cosale) alla forma proposizionale (semantico-funzionale) dellesperienza. La terza, infine, serve a smarcare lempirismo radicale che in tal modo si delinea dallempirismo atomistico e ingenuo.
Vediamo ora come simposta il sistema di costituzione a partire dellesperienza pura. Anzitutto, lesperienza non il dato sensibile o il vissuto di
coscienza, ma un insieme relazionale o ambientale composto di asserzioni, da cui si evincono i molteplici costituenti dellambiente, vale a dire gli
individui. Questa forma originaria, sottoposta a costante variazione, d inizio al processo di costituzione che consiste nella connessione, allinterno
dellambiente, tra lo stimolo (R) e lindividuo, questultimo contrassegnato
dal sistema nervoso centrale (il sistema C). Per mediare tra la forma della
nostra esperienza e quella degli altri individui, inoltre necessario distinguere tra il valore descrivibile R, riferito a noi, e il valore descrivibile E,
14

Cfr., a tal riguardo, Verdino 1972, p. XVIII.


Cfr. Avenarius 1907-1908, I, Vorwort, p. XV; lambiente funge da presupposto
dellasserzione [...] e lasserzione si pone, in tutte le sue componenti, come esperienza (ivi,
2, p. 4; trad. it. p. 8 sg.).
15

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come contenuto di unasserzione che viene riferita ad altri (cfr. Avenarius


1907-1908, I, 26-27, p. 15; trad. it. p. 20). Si noti che E corrisponde a R
non attraverso linteriorizzazione di E (come accade nella psicologia soggettiva), ma attraverso la sua intrinseca esteriorizzazione, dato che nel
concetto naturale di mondo noi ci percepiamo sin dallinizio come appartenenti allesteriorit del mondo sia attraverso il nostro corpo, sia soprattutto nel nostro pensiero: lidentificazione di questultimo con lasserzione ne impedisce, a tal riguardo, ogni reificazione coscienzialistica (cfr.
ivi, II, 932 sgg.).
Lindividuo non dunque un ente, ma il suo stesso ambiente, con la
cui esteriorit intrattiene, per cos dire, un rapporto costitutivo interno; infatti il sistema C non pu essere isolato, ma tale in funzione degli stimoli
che preposto a ricevere.16 Ci significa che la forma originaria dellesperienza assiomatica, ovvero proposizionale nel senso antico del termine.
Gli elementi e cio gli oggetti, gli stati, i vissuti ecc. compaiono nella
struttura solo come formazioni analitiche di tale rapporto. Ad esempio, la
rappresentazione (intesa come stato psichico, non come condizione logica, cfr. infra, p. 135) una posizione di variazione nellinterazione tra stimolo (R) e sistema nervoso (C) che differisce dalle posizioni assunte dal concetto, dal giudizio ecc. Originariamente, quindi, non esistono sensazioni, rappresentazioni, concetti o giudizi, ma solo diverse posizioni nel decorso dellinterazione tra R e C che regola la struttura dellesperienza (cfr.
ivi, II, 538-539, pp. 81-82). In tale prospettiva, tutte le qualit non si
presentano mai come semplici attributi, ma come localizzazioni relazionali
che accadono in un determinato contesto esperienziale. Ci serve tra
laltro a eliminare ogni distinzione metafisica tra essenza ed esistenza, visto
che non pu darsi una qualit che non accada nellesperienza (Il centauro
dice Avenarius non unesperienza; ma lidea centauro unespe-

16 Tale rapporto interno con lesteriorit ambientale il motivo per cui lempiriocriticismo non pu essere ridotto a un comportamentismo. Nella psicologia del comportamento
la descrizione oggettiva implica la spiegazione; ma non c alcuna spiegazione implicita nel valore descrivibile E, dato che il suo significato rinviato allindagine della forma enunciativa.
Ora, secondo Avenarius questindagine non pu essere ricavata n per interiorizzazione (empatia, partecipazione affettiva, inferenza analogica ecc.), n per semplice esteriorizzazione fisico-corporea (cinestetica, imitativa ecc.), poich non vi alcuna dimensione ontica o intuitiva
dellesperienza al di qua dellasserzione (cfr. Avenarius 1907-1908, I, 2; trad. it. p. 9:
lasserzione deve assumersi, in tutte le sue componenti, come esperienza). Questultima
dunque, nella sua interna forma logica, irriducibile ad aspetti mentali o linguistico-grammaticali, dato che la grammatica e il pensiero sono epifenomeni di un sistema, cio di una struttura relazionale pi profonda che Avenarius chiama appunto ambiente.

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rienza),17 n, viceversa, pu presentarsi qualcosa che accada senza una


qualificazione esperienziale.
Da ci si ricavano alcune importanti conseguenze. In primo luogo, il sistema costitutivo non ha nulla a che fare con una composizione progressiva
di elementi, dal pi semplice al pi complesso, ma accoglie fin dallinizio
lesperienza in tutta la sua ricchezza e complessit. Cos, ad esempio, si deve considerare come esperienza pura lassunzione, da parte del soggetto
esperiente, degli altri individui umani con tutte le loro espressioni relativamente allesperienza (Avenarius 1907-1908, I, Vorwort, p. XV). In secondo luogo come abbiamo visto ogni dato gi da sempre carico della
relazione empirica in cui esso compare, e tale relazionalit si manifesta come asserzione. Questultima non dunque una determinata compagine
grammaticale, sintattica o linguistica, ma solo la condizione che rende possibile tale compagine come espressione.
Per evitare qualsiasi ricaduta controintuitiva, Avenarius distingue a tal
proposito tra un concetto analitico e un concetto sintetico di esperienza
(cfr. 1907-1908, I, p. 4 sg., trad. it. p. 9 sg.). Se da un lato lesperienza di
fatto una certa asserzione, in quanto si realizza in determinati contenuti
verbali che rendono inaggirabile il linguaggio (e che Avenarius chiama
concetto analitico di esperienza), dallaltro essa si costituisce per principio,
ovvero sinteticamente, nella forma dellasserzione, in quanto tale forma esprime linsieme delle componenti che costituiscono il nostro ambiente
(ibid.). Ci che per principio dunque sintetico, vale a dire indipendente
da qualsiasi legalit ideale ma, al tempo stesso, strettamente legato alla
forma relazionale; a sua volta, ci che di fatto non ha nulla a che vedere
con uno stato di cose meramente empirico, ma si presenta come una determinata compagine significativa di cui bisogna scorgere le linee costitutive. Non si tratta dunque di due condizioni trascendentali, ma strutturali,
cio formali e immanenti allesperienza stessa. Ora, per cogliere le coincidenze e le divergenze tra questi due concetti di esperienza,18 necessario
esaminare pi da vicino la nozione avenariusiana di sistema.
3. Sistema, struttura, rappresentazione
Abbiamo visto che la coordinazione tra i valori R in quanto costituenti del nostro ambiente e i valori desperienza E, resa possibile dal fatto
che questi ultimi sono espressioni di contenuti di asserzioni. Infatti il
17
18

Avenarius 1907-1908, II, 961, p. 367; trad. it. p. 116.


Ivi, I, 9, p. 6; trad. it. p. 11.

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contenuto di unasserzione non mai soggettivo, ma riferibile a chiunque; se cos non fosse, esso non farebbe parte di unasserzione, ma si ridurrebbe a sensazione, la quale richiede come notava Hume un principio
fenomenico-coscienziale di distinzione tra ci che appartiene a noi e ci
che invece appartiene ad altri, cio una dimensione soggettiva gi costituita
come separata dal fondamento oggettivo. Cos, se da un lato nota Avenarius non possiamo assumere, relativamente ad altri individui, percezioni
e pensieri se non nella misura in cui tali eventi vengono presupposti in noi
stessi (ivi, I, 28, trad. it. p. 20), dallaltro non possiamo presupporre nulla in noi se non nella misura in cui incontriamo la nostra esperienza nella
forma della sua stessa espressione. Qui non si attua dunque alcun trasferimento dallinterno allesterno o viceversa, ma solo una relazione che vede al
suo centro lesperienza che simpone come asserzione.
Ora, nel processo di costituzione dellesperienza, bisogna distinguere
tra la correlazione, che avviene tra R (ambiente) e C (sistema nervoso), e la
coordinazione o corrispondenza che invece ha luogo tra lesperienza E, di
volta in volta costituita, e linterazione tra i relati R e C.19 Tali correlati non
sono infatti dei semplici termini ma nota Avenarius dei sistemi (ivi,
41 pp. 26 sgg.; Hauptmann 1894, p. 323 n.). Propriet di un sistema non
solo quella di istituire rapporti di variazione tra i suoi elementi (insieme
funzionale = [M, R1...Rm]), ma anche quella di rendere possibile, attraverso
propriet formali (isomorfismo od omomorfismo), il passaggio tra diversi
insiemi di relazioni (1...m) che possono appartenere allo stesso sistema o a
sistemi differenti.20 questo il caso, appunto, dellambiente e del sistema
nervoso, il quale pu essere considerato sia come un sottosistema del primo, sia a sua volta come composto di molteplici sottosistemi (Avenarius
1907-1908, I, 67 sgg.). Non solo, ma un sistema pu essere correlato a
un altro di ordine superiore oltre che come una sua parte, anche per aspetti
di diverso significato che non si riducono a dimensioni fisico-quantitative:
ad esempio, un ambiente spaziale pu essere collegato a uno sociale (seb-

19
N. Smith (1906, p. 17) rende bene la differenza empiriocritica tra R, C ed E offrendo
come esempio la percezione di un albero: La percezione dipende solo in modo mediato
dalloggetto, mentre dipende in modo immediato dalle modificazioni del sistema nervoso. Il
relativo punto di vista mostra pertanto tre relazioni di dipendenza: (1) tra lalbero e la sua
percezione; (2) tra lalbero e il sistema nervoso, (3) tra il sistema nervoso e la percezione. Tutte e tre sono vincolate dalla seguente formula: se il primo termine cambia, il secondo sottoposto a corrispondenti cambiamenti. Ma solo nella forma (2) la relazione causale o fisica e,
quindi, un caso particolare della legge di conservazione dellenergia. Le altre due forme (1 e
3) sono relazioni logiche funzionali.
20
Cfr., a tal riguardo, Lorenzen 1955/1969, p. 240.

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bene, da un certo punto di vista, il secondo possa apparire come una parte
del primo), un ambiente psichico a uno fisiologico, e cos via.
Per cogliere il senso di queste differenze semantiche e come esse possano tradursi in unit interconnesse, occorre introdurre le nozioni di struttura e di caratteristica strutturale, le quali esprimono gli insiemi delle relazioni e delle loro trasformazioni. Senza tali mezzi concettuali non si comprendono n le correlazioni tra diversi sistemi, n le eventuali coordinazioni tra questi e lesperienza E. A tal riguardo, si deve osservare che sebbene
la tematizzazione formale della nozione di struttura non sia ancora sviluppata in modo compiuto allinterno dellempiriocriticismo avenariusiano
(e ci vale, in generale, per lintero movimento empiriocritico),21 la configurazione sistematica della Critica dellesperienza pura si rivela tuttavia
chiaramente conforme a una logica strutturale. Ogni sistema infatti per
Avenarius formalmente chiuso, poich non rende comprensibile dal suo
interno il significato delle sue relazioni funzionali; ad esempio, il significato
dellesperienza sensoriale e di ci che in generale compone il mondo sensibile non comprensibile a partire dal movimento fisico o dagli effetti
causali degli elementi del sistema C n, daltra parte, si pu comprendere il senso della conservazione dellindividuo se gli elementi del sistema
C e le loro relazioni omeostatiche non sono connesse al sistema-ambiente
R.22 Ora, lunico modo in cui si pu cogliere una struttura di tal genere
che questa venga descritta da una funzione enunciativa [F(x)] di cui il sistema rappresenta il modello, cio la classe di variabilit e di validit degli enunciati [F(a, b, c...)] riferiti ad esso.23 Ci spiega da un lato perch
21 Su ci, cfr. Kambartel 1968/1976, pp. 153 sgg., il quale evidenzia come, in senso proprio, la prima tematizzazione formale della nozione di struttura bench anticipata dalla
disputa sulla concezione dello spazio tra Leibniz e Clarke del 1715-1716 abbia luogo solo
mediante le notazioni matematiche fornite da Hilbert nelle sue Grundlagen der Geometrie
(1899).
22 Avenarius chiama variazioni le trasformazioni funzionali sistemiche che riguardano
gli elementi (cfr. Avenarius 1907-1908, I, 82 sgg.) e che esprimono il valore di conservazione vitale, il cui massimale lo stato di equilibrio perfetto definito dallequazione f(R) +
f(S) = 0 (dove S corrisponde alla variazione fondamentale, cio al ricambio materiale organico
in seguito allo stimolo ambientale R; cfr. Hauptmann 1894, p. 331 n.), mentre definisce come
oscillazioni quelle trasformazioni intersistemiche in seguito indicate come strutturali (cfr.
Carnap 1961/1997, pp. 126 sgg.) che riguardano le relazioni e che, nella fattispecie, esprimono il continuo alternarsi, positivo e negativo, tra laffermazione e la rottura dellequilibrio (cfr. ivi, 159 sgg.). Perci, mentre la comprensione del processo di costituzione
dellequilibrio ha luogo mediante una semantica funzionale, la comprensione del suo significato nellinsieme delle relazioni ambientali consentita solo da una semantica strutturale.
23
In tal caso, infatti, si dice che il sistema soddisfa la funzione enunciativa (cfr. Lorenzen
1955/1969, p. 241).

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nellempiriocriticismo avenariusiano lasserzione non sia vincolata a una


precisa determinazione ontologico-categoriale, essendo linterpretazione
dellesperienza in essa contenuta sempre orientata in senso strutturale (vale
a dire, appunto, nel senso del sistema come modello) e, dallaltro, perch
lesperienza stessa debba comparire contemporaneamente nel duplice ruolo di correlato dipendente dallinterazione C-R (determinazione semantica)24 e di ci che invece esprime la struttura di tale interazione (determinazione ermeneutica).
Una volta evidenziata la duplice natura semantica ed ermeneutica
dellesperienza, si tratta di comprendere come essa si leghi alle caratteristiche strutturali delle relazioni tra i sistemi. Ora, tale legame pu essere colto
solo individuando i diversi tipi di asserti che esprimono lesperienza, e la
divisione fondamentale o geneticamente originaria tra elementi i cui
termini corrispondono a cose ovvero a propriet estensionalmente determinate (terra, cielo, calore, suono ecc.) e caratteri, che colgono invece gli
elementi e le loro relazioni interne dal punto di vista qualitativo-intensionale (buono, piacevole, identico, diverso, reale, esistente, sicuro, noto
ecc.; cfr. Avenarius 1907-1908, II, 458 sgg.). Laspetto pi importante di
questa divisione che ogni dato dellesperienza tradotto in un asserto
dipende a sua volta da caratteri di struttura, vale a dire, rispettivamente: gli
elementi sono determinati dalle forme delle oscillazioni mentre i caratteri
sono contrassegnati dalla loro ampiezza, come lintensit, la rilevanza e
lorientamento. Ogni specifica e pi articolata modificazione della divisione
fondamentale d luogo, nel suo sviluppo, a tutta la complessit dellesperienza nelle sue pi alte manifestazioni culturali, come il problematico, il
pratico, il teoretico, il conoscitivo, il creduto (ivi, 506 sgg.).
In ultima istanza, la particolare logica della struttura che Avenarius
sviluppa nella sua critica dellesperienza gli consente sia di evitare il ricorso
a qualsiasi spiegazione metalinguistica, sia di offrire un concetto di rappresentazione estraneo alle correnti determinazioni psicologistiche25 e, in un
certo senso, precorritore di quella nozione logico-matematica di rappresentazioni su insiemi che utilizza notazioni meramente relazionali.26 Ri24

Cfr. Avenarius 1907-1908, I, 81, p. 40; trad. it. p. 39.


Cfr., a tal riguardo, Michaltschew 1909, pp. 131 sgg.
26 Tutto ci serve a distinguere le nozioni avenariusiane di sistema e di rappresentazione dalle omologhe connotazioni strutturali di Kant e Russell. Mentre infatti Kant presenta
la struttura come uno schema, ossia come una determinazione trascendentale del tempo rispetto a una categoria conoscitiva (cfr. Kant 1787/1987, vol. I, p. 218 sg.), riunendo in tal
modo in essa due caratteri la condizione sensibile e quella gnoseologica che non appartengono per analiticamente alle condizioni logico-formali della sua funzione di rappresentazio25

134

LUCA GUIDETTI

guardo al primo aspetto, infatti evidente che, identificando la struttura


con la forma del sistema forma che, non coinvolgendo elementi costituiti
a priori, pu avvalersi di una nuova teoria dellastrazione non compromessa col dato sensibile, ma ricavabile da peculiarit relazionali intrinseche ai
sistemi stessi , si rinuncia a un linguaggio obbligato a cercare la propria
legittimazione al di l delle configurazioni degli specifici contenuti enunciativi; infatti, questi contenuti si annullerebbero se venissero separati dalle
connessioni sistematiche a cui costitutivamente appartengono. Cos, grazie
alle trasformazioni che per essenza ineriscono alle relazioni, accanto e sullo
stesso piano dei sistemi concreti si trovano i sistemi astratti che, per le loro
peculiarit, si sottraggono alla logica delle classi (le relazioni non possono
mai essere elementi di un insieme, ma solo caratteri, cio determinazioni
intensionali), presentandosi anzi come uniformit tipologiche sottoponibili
a determinati gradi di variazione.27
Ora, proprio il rifiuto di ogni raddoppiamento metalinguistico consente
ad Avenarius di evitare gli equivoci psicologico-riproduttivi della rappresentazione. Abbiamo visto che tra i sistemi R-C e i valori desperienza E
esiste una coordinazione; ma in termini strutturali questo non significa che
il rapporto tra R-C da un lato ed E dallaltro sia sorretto da una teoria della
corrispondenza, bens che la corrispondenza pu solo comparire come un
carattere, cio come il prodotto di una relazione di struttura sottoposta a
modificazione, ovvero a una trasformazione su un insieme (i valori E) che
ne mediatrice, in Russell la struttura al contrario la rappresentazione emergente dal processo di astrazione di una relazione. Egli chiama numero-relazionequesta figura rappresentazionale, in quanto essa pu istituire un rapporto di analogia tra due o pi relazioni una volta che
sia stata astratta da una di esse. Cos, ad esempio, vi un rapporto rappresentativo strutturale tra laspetto soggettivo-fenomenico di un evento e la sua controparte oggettiva (cfr. Russell 1919/1989, pp. 82-85). Tuttavia, dal punto di vista costitutivo si tratta di unevidente petizione di principio perch la struttura, che serve a rendere possibile il processo di astrazione da
cui si origina la rappresentazione, appare a sua volta come il frutto di tale processo.
Limpostazione relazionale cos vanificata da una teoria dellastrazione di tipo terministicoelementare (classificatorio), peraltro coerente con latomismo logico russelliano. Pi vicina
allimpostazione sistemico-strutturale di Avenarius sembra invece la definizione relazionale di
Carnap (1961/1997, p. 168 sg.) che non fa menzione di procedimenti astrattivi da elementi o
da relazioni, ma si riferisce solo alle funzioni di correlazione che si danno tra diversi insiemi relazionali. Cos, la struttura di una relazione P si presenta come la classe delle relazioni isomorfe a P.
27 Quindi le relazioni direbbe Carnap sono dei quasi-oggetti (cfr. Carnap 1961/1997,
34, p. 167). Ma ci che distingue la nozione carnapiana di sistema relazionale da quella di
Avenarius la presenza in questultimo di una forma di astrazione tipologica, cio intensionale. Qui infatti la riduzione costitutiva non ha luogo tra elementi o denotati, ma tra caratteri, in base al summenzionato criterio delle variazioni e delle oscillazioni sistemiche.

LOGICA DELLA STRUTTURA E METAFISICA IN RICHARD AVENARIUS

135

ne costituisce limmagine o la rappresentazione. In tal senso strutturalerelazionale, la rappresentazione si distingue dunque nettamente dalla suddetta determinazione psichica che costituisce solo per cos dire il risultato epifenomenico dellinterazione tra R e C. Nella fattispecie, sebbene
lisomorfismo costituisca il caso particolare di una relazione biunivoca tra
ambiente ed esperienza, la rappresentazione che esso produce non ha tuttavia nulla a che fare con unimmagine estetica, visiva, spaziale e finanche
materiale delloggetto posta in un luogo determinato della coscienza, dato che una rappresentazione di rosso non senza dubbio rossa, n quella di
un quadrato quadrata.28 Tutto ci che si pu geneticamente osservare riguardo alle trasformazioni strutturali e alle loro modificazioni, che si tratta di processi di eliminazione dei caratteri individuali che hanno luogo man
mano che le relazioni strutturali si espandono dallambito locale a quello
pi generale, fino alluniversale pensabile come il pi ampio possibile, vale
a dire il mondo.
Ma per giungere allisolamento del concetto di mondo, bisogna applicare la riduzione, legata al principio di economia, alle stesse rappresentazioni E, poich queste corrono il rischio di essere a loro volta proiettate indebitamente in una teoria della conoscenza che elementarizza i caratteri
dellesperienza. quindi necessario tener sotto controllo la costituzione
parallela degli insiemi per garantire anzitutto una teoria dellesperienza.29 A
tal proposito, accanto alle variazioni individuali e alle oscillazioni sistematiche che costituiscono la cosiddetta serie vitale indipendente dellinsieme
relazionale R-C tendente a stati finali dotati della massima stabilit30 e
come tali contrassegnati da quelli che nei sistemi dinamico-meccanici com-

28
In tal senso, cio sottratta a qualsiasi interiorizzazione come fenomeno esclusivamente
psichico, la rappresentazione dal punto di vista genetico-costitutivo reversibile, in
quanto si pu rappresentare R-C su E o, viceversa, E su R-C. Lunica differenza se il verso
di questa rappresentazione si presenta come univoco (uno-molti/molti-uno), biunivoco (unouno) o multivoco (molti-molti): in tali casi avremo, rispettivamente, rappresentazioni omomofiche, isomorfiche o diffeomorfiche (cfr. Lorenzen 1955/1969, p. 244).
29 Sebbene una teoria della conoscenza possa presentarsi come una teoria dellesperienza,
non bisogna dimenticare che nel sistema costitutivo di Avenarius si deve poter prescindere
dalleventuale caratteristica di conoscenza dellesperienza (1907-1908, II, 931, trad. it.
p. 85). Ci significa che la teoria dellesperienza non pu essere limitata o identificata con la
teoria della conoscenza; questultima rappresenta infatti solo una caratterizzazione del pi vasto ambito dellesperienza.
30
Si tratta di quegli stati finali che Avenarius chiama costanti perfette del sistema C
(cfr. 1907-1908, I, 392 sgg.).

136

LUCA GUIDETTI

plessi venivano indicati come processi ergodici31 , Avenarius pone delle


serie di valori desperienza E (dette anche serie vitali dipendenti) la cui
articolazione ha lo scopo di far valere, a fianco delle immagini o rappresentazioni, le controimmagini, ovvero le immagini inverse che corrispondono
alla cosalizzazione o, in generale, alloggettivazione degli elementi sul
piano della serie vitale indipendente. Ad esempio, lalbero come cosa, a
differenza dellalbero semplicemente pensato, caratterizzato al tempo
stesso come visto e pi generalmente come percepito. Tutti i caratteri
che sono posti come cose sono dunque caratterizzati anche come percepiti,
cosicch alla cosa corrisponde il posizionale percepito, mentre allidea
o al pensiero si riferisce il posizionale meramente rappresentato (cfr. Avenarius 1907-1908, 538, p. 81 sg.). Questo gioco tra immagini e controimmagini che dal punto di vista sistematico-strutturale anticipa la nozione matematica di fibrazione32 pu essere riflessivamente ripetuto (infatti anche il meramente rappresentato pu essere oggettivato); ma ci che
pi importa che non pi possibile, in questo modo, procedere a
unelementarizzazione dei caratteri che non sia consentita o che, in ogni caso, non venga evidenziata dalla semantica della struttura.
Ora, proprio per rispettare tali determinazioni semantico-strutturali,
necessario distinguere tra lesperienza come carattere e lesperienza come
contenuto. Tutti gli elementi possono infatti presentarsi in generale come
31 Cfr. Boltzmann 1898, 32, pp. 89 sgg.; Lange 1965/1981, p. 87: Sono ergodici quei
processi di sviluppo che, col tempo, divengono indipendenti dallo stato iniziale del sistema e,
nella fattispecie, in un sistema, lo sviluppo tende allo stato di equilibrio.
32 Cfr. Steenrod 1951, pp. 3 sgg. Cos, ad esempio, se pensiamo di rappresentare linsieme
degli stati del sistema C che riguardano una determinata sensazione visiva nellinsieme delle immagini percettive E, otterremo la rappresentazione del posizionale percepito che corrisponde allelemento cosa (albero ecc.). In tal caso, linsieme degli stati di C, in quanto
controimmagini nella specie cosa, costituisce la fibrazione rispetto alla loro rappresentazione in E. Si noti che la rappresentazione esprime qui una notazione puramente relazionale
cio nientaffatto riproduttiva o imitativa tra linsieme degli stati e linsieme delle immagini
percettive. In altri termini, rappresentare degli stati fisici in un insieme di esperienza ha lo
stesso significato, ad esempio, che associare o rappresentare in un insieme di numerali un
insieme di punti di una regione sulla superficie terrestre; questi punti sono le fibre rispetto
alla loro rappresentazione nellinsieme considerato dei numerali, i quali consentono, nella fattispecie, la costruzione di una carta delle altitudini. Ora, non si pu certo dire che i numerali
siano immagini che in qualche modo riproducano le forme fisico-spaziali dei punti della
regione, n, per analogia, che lesperienza venga ridotta ai meri schemi fisico-quantitativi del
sistema nervoso, dato che la fibrazione lascia inalterato il carattere qualitativo della percezione
nello stesso modo in cui i punti terrestri non sono riducibili a notazioni numeriche. Non si
pu dunque rappresentare una realt in unimmagine, dato che limmagine ha gi una sua
consistenza logico-strutturale che ne impedisce qualsiasi riduzione a un semplice prodotto
psichico e finanche conoscitivo.

LOGICA DELLA STRUTTURA E METAFISICA IN RICHARD AVENARIUS

137

caratteri cos, ad esempio, langelo pu essere visto o incontrato


allo stesso modo dellalbero, e lalbero stesso pu apparire come pauroso, gigantesco ecc. e, viceversa, i caratteri possono essere ridotti a elementi a seconda della riserva teoretica (sapere, credenza ecc.) di cui
lindividuo dispone (Avenarius 1907-1908, 948, trad. it. p. 109). Ma il carattere dellesperienza non pu essere confuso con il suo contenuto, rispetto al quale gli elementi si presentano come ci che relativamente permanente. In altri termini, possiamo senza dubbio considerare la permanenza dellelemento contenutistico come un carattere della sua esperienza
vissuta. Tuttavia, questo non il contenuto di esperienza in senso stretto o
semanticamente primario per cui lesperienza stessa ci appare articolata in
elementi; al contrario, esso ne rappresenta solo la forma.33 Per non confondere la variazione della forma caratteristica con la variabilit del contenuto dellesperienza che dipende dal corrispondente stato finale del sistema C in un determinato istante, Avenarius introduce secondo una
prospettiva strutturale simile a quella che abbiamo definito come fibrazione la nozione di multiponibile, cio una condizione invariante del sistema che si amplia o si restringe in base allampliamento o alla riduzione
del riferimento ambientale. La molteplicit del multiponibile (cio la ponibilit del sistema) allora minima quando la sua fibrazione massima
e in tal caso saremo di fronte a idiosindemi individuali (ivi, II, 973, trad.
it. p. 123 sg.), vale a dire a funzioni sistematiche [y = f(a, )] in cui i fattori
variabili tendono allinfinito e la costante a minima , mentre massima
quando linterazione progressiva tra R e C ha eliminato tali fattori ed esteso la costante a allinsieme dellambiente, rendendo minima la fibrazione. Si noti che, in questultimo caso, lesperienza come contenuto presenta
una molteplicit (anche infinita) di elementi, ma come carattere essa sviluppa la trasformazione strutturale in base a concetti ridotti, cio dotati
della massima ponibilit e stabilit pensabile.34 Cos, il concetto di mon33 utile, a questo proposito, riportare lintero passo della Critica dellesperienza pura
(Avenarius 1907-1908, II, 955, trad. it. p. 113): Se gli elementi vengono concepiti come ci
che i valori E hanno di (relativamente) permanente, e i caratteri come ci che tali valori hanno
di (relativamente) mutevole; e se, seguendo una terminologia molto usata, i caratteri come
ci che relativamente mutevole vengono denominati le forme, e gli elementi come ci
che relativamente permanente vengono denominati i contenuti, allora ci che si asserisce
come esperienza viene a distinguersi in contenuti di esperienza in senso stretto, corrispondenti agli elementi, e forme di esperienza, corrispondenti ai caratteri.
34 A questo proposito, Sommer (1985, p. 37) nota come per Avenarius soprattutto a
partire dallo scritto del 1876 in cui sviluppa il principio di economia il concetto non sia
altro che una rappresentazione con una funzione aggiuntiva, nel senso che [tale rappresentazione] non solo presenta ci che rappresenta, ma anche appercepisce ci che non rappresen-

138

LUCA GUIDETTI

do, riproducibile nellasserzione Il tutto questo (ivi, II, 971, trad. it.
p. 123), tale in virt della fibrazione minima degli elementi che, per quanto indicati da designatori dotati della pi grande estensione individuale
possibile, sono rappresentati nellinsieme E dal carattere concettuale unico della totalit. Il tutto come carattere designa quindi solo la forma
dellesperienza, e tale anche quel principio didentit che rappresenta il
concetto di mondo nella sua unicit come multiponibile del pi alto grado
pensabile. Se per trasformiamo indebitamente questa forma in un contenuto, sostituendo al tempo stesso al carattere concettuale il suo rispettivo
elemento (parallelamente alla riduzione della funzione a una costante),
ne consegue che al concetto generale di mondo subentrano i suoi diversi
concetti particolari, cio quelli che si sono costituiti dal punto di vista storico, ambientale e culturale (cfr. Sommer 1985, p. 32). Si tratta in altri termini di autentici concetti individuali di mondo che, in un certo senso,
corrispondono allinversione dellasserto il tutto questo in questo il
tutto. Per seguire un simile passaggio, che attraverso la posizione dellenigma del mondo (cfr. ivi, II, 982 sgg.) segna linizio del pensiero
metafisico, bisogna per recuperare quellanalisi enunciativa che, in quanto
origine del processo costitutivo, si presenta come lunico contenuto dellesperienza immediatamente accessibile. Tale indagine infatti strettamente
legata alla comparsa nella tradizione filosofica di quel singolare fenomeno
di Gestalt-switch chiamato da Avenarius introiezione. In termini strutturali, lintroiezione non altro come vedremo che un caso particolare di
diffeomorfismo.

ta; essa non solo generale, ma viene generalizzata, nella misura in cui sotto di essa viene sussunto ci che nuovo. La nozione di appercezione, che Avenarius ricava dallherbartiano
Heymann Steinthal (cfr., a tal riguardo, Kodis 1893, pp. 146 sgg.), serve dunque per evidenziare la struttura funzionale del concetto. Ma se questa funzionalit non viene colta dal punto
di vista strutturale che abbiamo chiarito, il principio di economia che la sorregge risulta di
conseguenza soggetto allobiezione di hysteron proteron che Husserl muove in generale contro
lempiriocriticismo (cfr. Husserl 1900-1901/2001-2005, pp. 213 sgg.), vale a dire di utilizzare
la prassi tecnico-economica per spiegare la genesi delle forme logico-conoscitive, confondendo il senso della loro validit ideale (che devessere gi presupposto) con il processo di riduzione dellesperienza a condizioni di stabilit. come se, nellesempio del meccanismo di fibrazione che abbiamo indicato (cfr. supra, nota 32), il significato logico-matematico delle relazioni tra i numerali dipendesse dalle condizioni di fatto dei punti fisico-geografici della superficie terrestre considerata rispetto ad essi. A nostro avviso, proprio la nozione di coordinazione strutturale che impedisce ad Avenarius di ricadere sotto la summenzionata obiezione
husserliana di circolarit, la quale risulta invece pi facilmente applicabile alle posizioni di
Mach (cfr. Lbbe 1960/1972, pp. 41 sgg.; trad. it. pp. 16 sgg.).

LOGICA DELLA STRUTTURA E METAFISICA IN RICHARD AVENARIUS

139

4. La critica allintroiezione e la produzione metafisica


La via regia per la soluzione dellenigma del mondo non sarebbe
dunque quella di trattare il mondo come la controimmagine di caratteri esperienziali dotati di stabilit (verit, chiarezza, sicurezza ecc.), ma di coglierlo come il correlato concettuale dipendente di valore nullo per la sua
universalit della costante perfetta del sistema C, fibrata nel multiponibile indipendente dellordine pi alto pensabile. Il concetto pu cos avere lo
stesso valore nullo, cio apparire come un concetto universale puro, solo
se corrisponde alla riduzione, tendente a zero, delle variazioni dei caratteri
idiosindematici delle diverse visioni del mondo, rispetto a un sistema R-C
che gi semanticamente costituisce lo zero dellesperienza. Se per manca questultimo correlato, la struttura perde il suo aspetto funzionale e il
carattere si riduce a mera forma; lesperienza tende di conseguenza a reduplicarsi creando un correlato sistematico fittizio che rappresenta la cristallizzazione della sua forma in un contenuto indipendente.
Ma questo precisamente ci che accade quando il mondo interno
dellesperienza soggettiva e della coscienza viene separato dal mondo esterno dellesperienza sensibile. Si noti bene: tale separazione , storicamente, un dato di fatto che trova nella teoria dellesperienza pura una giustificazione simile a quella della costituzione dei molteplici concetti di
mondo. Infatti, vivere il mondo nella nostra interiorit costituisce lesperienza di un carattere tanto quanto percepirlo nella sua oggettiva esteriorit; si tratta di comprendere, appunto, la genesi di questa differente struttura di carattere. A tale scopo, risulta significativa lanalisi dellasserzione,
poich essa esprime il mondo come esso , non come lo intendiamo:
ogni assunzione di un pensiero nascosto come elemento dietro il linguaggio
non farebbe che violare il principio secondo il quale bisogna sempre attenersi allesperienza pura (cfr. Avenarius 1907-1908, II, 957, trad. it. p.
114).
Una volta posta la corrispondenza tra i contenuti delle asserzioni e i valori E (cfr. Avenarius 1907-1908, I, 27, p. 15; Russo Krauss 2013, p. 59),
necessario sviluppare la rappresentazione di tali valori, espressi nelle
asserzioni, mediante la loro intrinseca relazionalit rispetto alle diverse
componenti dellambiente. Tra queste componenti troviamo non solo quel
C che riferiamo a noi stessi e quegli stimoli cosali che riferiamo agli elementi, ma anche gli altri uomini, cio altri sistemi C per i quali varranno le
medesime relazioni di strutturazione dellesperienza che valgono per noi.
Essi, dunque, si riferiranno agli elementi e ai caratteri esattamente nello
stesso modo in cui vi si riferiscono le nostre parole e i nostri atti. Daltra

140

LUCA GUIDETTI

parte, per distinguere allinterno dellambiente lid dallalter-ego, cio gli


elementi meramente cosali da quelli umani, non abbiamo bisogno di ricorrere a fattori di trasferimento extraempirici (come lempatia, la partecipazione affettiva, limitazione ecc.), ma basta evidenziare il contenuto semantico di quei caratteri comportamentali, sentimentali, coscienziali
e somatici che in tali elementi sono riferiti al sistema C. Infatti, la garanzia che tale contenuto non rimanga chiuso nella nostra soggettivit dipende
dal fatto che la soggettivit non un elemento di principio, ma si costituisce anchessa come un carattere nello stesso modo dellalterit.
Per comprendere queste interazioni, dobbiamo far valere le trasformazioni che possono aver luogo tra le relazioni strutturali degli insiemi. Ora,
qui non abbiamo a che fare solo con le relazioni rappresentative e individuali di un sistema C su un sistema E (con le connesse variazioni), ma
siamo anche di fronte a molteplici sistemi rappresentati su altri sistemi.
Linsieme che pu unificare questi sistemi riguarda dunque solo la forma
delle relazioni, non i loro contenuti rispetto ai singoli elementi. Possiamo
cos dire che laltro uomo fa certamente esperienza mediante la nostra stessa struttura; tuttavia, se pretendiamo di scomporre questa struttura comune secondo i contenuti di esperienza, finiremo per cercare in essa
unaltra struttura che, indebitamente trattata come un semplice sottoinsieme denotativo (cio come una collezione di elementi e relazioni), tenderemo a localizzare allinterno della prima, mentre in realt solo coordinata
ad essa, ossia posta sullo stesso livello semantico. Si osservi infatti che impossibile scomporre una struttura formale per individuare in essa unaltra
struttura poich, per definizione, le strutture sono composte solo di relazioni che non hanno le propriet degli insiemi di elementi; esse si possono
dunque solo coordinare, trasformare o ridurre, mai per individuare per
determinazione categoriale.
Lerrore dellintroiezione si spiega cos col fatto che, anzich istituire un
rapporto di coordinazione tra la nostra esperienza e quella dellaltro, si
indotti a credere che dentro la nostra esperienza possa svilupparsi lesperienza dellaltro, dal momento che questultimo, in quanto elemento di
un sistema ambientale intersoggettivo, certamente anche una parte della
nostra esperienza. Ma essere parte della nostra esperienza non pu significare che noi facciamo lesperienza dellaltro, ossia: avere esperienza dellaltro non significa fare lesperienza dellaltro; in tal caso si tratterebbe di
un semplice scambio tra forma e contenuto o tra carattere ed elemento,
scambio che dipende dallaver trasformato una relazione funzionale, a cui
segue unoperazione, in un attributo categoriale (cfr. Raab 1912, p. 60 sg.).
Inoltre, la conseguenza di questa confusione o sdoppiamento (cfr. Ave-

LOGICA DELLA STRUTTURA E METAFISICA IN RICHARD AVENARIUS

141

narius 1912, 77, p. 41) non solo che lesperienza altrui viene introiettata
in noi come se fosse la nostra, ma anche che, per conversione, la nostra
viene localizzata in uninteriorit che cos riteniamo ci appartiene. Si
tratta in realt del medesimo errore perch, come risulta evidente, dal punto di vista del sistema ambientale io stesso sono laltro e quindi non posso
trattare lesperienza che ho di me in modo diverso dallesperienza che
laltro ha di s.
Si osservi inoltre che tutte queste relazioni semantiche possono essere
chiarite con precisione in base alle medesime notazioni formali che come
abbiamo visto esprimono i rapporti tra sistemi e strutture astratte. Poniamo infatti che un sottoinsieme C' del sistema C (ad esempio un determinato stato di eccitazione sensoriale visiva) sia rappresentato [F] in un
sottoinsieme E' dellesperienza complessiva E: questa rappresentazione
[F(C')] che non altro che una determinata relazione costituir allora
limmagine di C' nellesperienza E, venendo cos a coincidere con lo stesso
E'. Ad esempio, tale immagine esprimer lesperienza che facciamo di un
altro uomo e di tutto il suo apparato cinestetico, dove il genitivo da intendersi in senso oggettivo. LE' cos formato non tuttavia una semplice
collezione di elementi, poich abbiamo supposto che esso sia la rappresentazione di un sistema e, dunque, sar anchesso un sistema, ossia un insieme
composto di elementi e relazioni. Abbiamo dunque una relazione di rappresentazione [F(C')] che ha costituito un altro insieme di relazioni contenuto in E'; ma questultimo insieme di relazioni non a sua volta contenuto nella relazione di rappresentazione [F(C')] poich, se fosse cos, dovremmo poter costruire di esso unaltra controimmagine C'' (cio [F-1(C'')])
contenuta nella controimmagine C' di E' (cio in [F-1(C')]). In altri termini,
dovremmo poter ammettere dentro il nostro sistema C' un secondo sistema
C'' corrispondente allesperienza dellaltro uomo, dove il genitivo devessere ora inteso in senso soggettivo. Per costituire unautentica esperienza,
lintroiezione dovrebbe dunque trasferire nel nostro interno non solo i caratteri dellesperienza dellaltro ma, paradossalmente, anche i suoi elementi, vale a dire i contenuti vissuti in relazione a un altro sistema empiricofisiologico che pu costituirli come tali.
Seguendo queste articolazioni, si comprende come lintroiezione possa
rappresentare sia la base negativa del pensiero metafisico, sia la fonte della
sua valorizzazione funzionale. Per Avenarius, infatti, la metafisica, cio la
tendenza a far valere come un effettivo incontrato ci che si pone invece
al di fuori dellesperienza pura, sinscrive in generale nel processo ontogenetico di costituzione dellesperienza, per cui dal concetto naturale di
mondo, che accoglie solo ci che pu essere realmente incontrato come

142

LUCA GUIDETTI

ununit inscindibile del dato sensibile e della sua riproduzione enunciativa, possono essere diversificati e separati i molteplici concetti umani dello stesso mondo, secondo un meccanismo simile a quello che regola la
composizione, la crescita e la distruzione delle serie vitali dipendenti
(cfr. Avenarius 1912, pp. 56 sg., 118). Si noti per che tale concetto naturale non rappresenta affatto uno stadio primitivo dellumanit da cui, storicamente, nascono e si distinguono gli altri concetti di mondo, ma solo
una nozione comparativa tipico-ideale. Esso infatti il frutto della strutturazione formale dellesperienza purificata che relaziona in modo esclusivamente logico-semantico i differenti sistemi ambientali (R), fisiologici (C) ed
esperienziali (E). Le diverse configurazioni filogenetiche dei caratteri del
concetto di mondo e, di conseguenza, la loro critica, dipendono dal modo in cui esse divergono logicamente da questa pura forma; in caso contrario la metafisica appare per lappunto come una costituzione esperienziale legittima tanto quanto le altre e, per conversione, anche le stesse posizioni dei suddetti sistemi empiriocritici si presentano come assunzioni
metafisiche.35
dunque necessario agire su un duplice piano: da un lato bisogna mostrare come di fatto sorgano le costruzioni metafisiche per cogliere le inferenze concettuali che fuoriescono dallesperienza; dallaltro come i principi
della stessa sistematica empirica di cui la produzione metafisica rappresenta solo un particolare aspetto si costituiscano non per assiomatizzazione, ma per funzionalizzazione dei diversi insiemi relazionali, facendo
emergere la logica costruttiva che risulta dallinterazione, per trasformazione, di tali strutture. Alla prima esigenza risponde la scansione, sviluppata
da Avenerius nelle Osservazioni sul concetto delloggetto della psicologia (cfr. Avenarius 1894-1895/1912, pp. 181 sgg.), tra la fase empiricoingenua, la fase critico-ingenua e infine quella empiriocritica. Mentre la prima caratterizzata dallomogeneit e universalit dellesperienza, per cui
sono indebitamente chiamati esperienze anche i contenuti autoprodotti
dallindividuo indipendentemente dallambiente, la seconda consiste invece nella separazione inversa o rovesciata tra ci che esperibile e ci che
al contrario inesperibile, dove paradossalmente il secondo ad assumere maggior credito del primo. Si tratta infatti dellaffermazione di quella
metafisica in senso stretto che, in una prospettiva meramente strumentale,
favorisce la comprensione tematica dei contenuti extraempirici in quanto
35

Si veda, a tal proposito, laccusa che Wundt muove ad Avenarius di presentare a sua
volta il sistema C come una sostanza metafisica (Wundt 1898; Petzoldt 1900-1904, I, p.
351).

LOGICA DELLA STRUTTURA E METAFISICA IN RICHARD AVENARIUS

143

elementi puramente ideali e quindi stabili, cio non condizionati dalle


variazioni dellambiente (cfr. Avenarius 1907-1908, II, 1006 sgg.). Ma
solo nella terza fase empiriocritica (corrispondente alla suddetta necessit di
far emergere i principi della sistematica empirica) che la corretta valutazione delle variazioni ambientali e del loro processo riduttivo alle costanti empiriche pu consentire di non confinare lesperienza alla mera fissazione delle sue componenti categoriali. In ultima istanza, la posizione di
fondo dellempiriocriticismo di Avenarius consiste nellevidenziare quella
medesima stabilit strutturale che connette in senso relazionale gli elementi
statici colti nelle loro diverse proiezioni; in tal modo, esso indirizza
lindagine empirica verso le relazioni dinamico-funzionali che ne determinano la genesi e che si possono ricavare dalle forme delle asserzioni.
Il concetto naturale di mondo si pone cos come un taglio sincronicostrutturale a fondamento della storia evolutiva del mondo nelle sue molteplici declinazioni umane. Il rapporto che lega tale concetto alle diverse
produzioni metafisiche ai suoi diversi concetti umani non in fondo
dissimile da quello che sistituisce tra lesperienza pura e le forme dellintroiezione. Anche qui si tratta di una degenerazione della relazione di rappresentazione, con la differenza che mentre nel caso dellintroiezione tale
relazione ha luogo rispetto a un sistema spazio-temporalmente determinato
(il sistema C), ora abbiamo una pura struttura formale, la cui sistematica
pu manifestarsi solo nelle infinite forme espressive dellenunciazione.
Se per lintroiezione la struttura relazionale lascia quindi intravedere lo
scambio che ha luogo tra gli elementi e le funzioni di due diversi insiemi, e
dunque anche la via per un possibile recupero dellintentio recta dellesperienza, per le produzioni metafisiche e le diverse visioni del mondo a cui
esse mettono capo questo non invece possibile, poich il concetto naturale di mondo non ha elementi o contenuti ma solo forme, cio indicazioni procedurali per le corrette determinazioni semantiche dellesperienza.36
Dal punto di vista formale ci si presenta come un diffeomorfismo, vale a
dire come unapplicazione differenziabile la cui inversa o controimmagi36
Proprio in riferimento al fatto che la filosofia dellesperienza pura presenta tutti i valori
conoscitivi, etici ed estetici (verit, bont, bellezza ecc.) come caratteri, rinviando gli elementi a una base biologica empiricamente inesprimibile, il filosofo e critico letterario polacco Stanisaw Brzozowski coglieva nellempiriocriricismo di Avenarius unideologia della disperazione, poich ci che dobbiamo riconoscere come vero, buono e cos via dipende, in ultima istanza, da circostanze biologico-sistematiche esterne e irrazionali. Infatti, anche la
ragione si presenta per Avenarius come un carattere dellesperienza; il suo positivismo
biomeccanico finirebbe cos per rivelare uninsospettabile convergenza con il nichilismo di
Nietzsche (cfr. Brzozowski 1910, p. VIII; su ci si vedano anche Koakowski 1978, pp. 219
sgg., Ewald 1905, p. 176).

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ne, pur essendo anchessa differenziabile, non produce necessariamente


una corrispondenza biunivoca tra le parti, cio n un omomorfismo n a
fortiori un isomorfismo (Milnor 1956; Banyaga 2010, pp. 4 sgg.); e la mancanza di tale isomorfismo il segno pi evidente della destrutturazione che
ha luogo nelle pi comuni rappresentazioni metafisiche. Viceversa, applicando il principio di economia, si pu dire che non vi alcuna garanzia
che, per riduzione, dai molteplici concetti umani si possa risalire al concetto naturale di mondo nel suo puro contenuto empirico. Qui forse possibile trovare un punto di convergenza tra la fine dellempiriocriticismo e
gli inizi della fenomenologia (cfr. Husserl 1973/2008, pp. 23 sgg.; Lbbe
1960/1972, p. 46; trad. it. p. 20), poich tale concetto naturale si pone
anchesso, in un senso tipico-ideale, come un compito infinito.
Dipartimento di Filosofia e Comunicazione
Universit di Bologna
E-mail: l.guidetti@unibo.it

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