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Repubblica Italiana

Bollettino Ufficiale della Regione Lazio


Disponibile in formato elettronico sul sito: www.regione.lazio.it
Legge Regionale n.12 del 13 agosto 2011

Data 9/06/2015
Numero 46

Periodicit bisettimanale

Direzione Redazione ed Amministrazione presso la Presidenza della Giunta Regionale Via Cristoforo Colombo, 212 00147 ROMA
Direttore del Bollettino: Dott. Alessandro Bacci

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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SOMMARIO
Stato
Ministeri
Ministero dello Sviluppo economico
Decreti, Delibere e Ordinanze Ministeriali
Decreto 1 aprile 2015
Intervento del fondo per la crescita sostenibile a favore di progetti di ricerca e sviluppo realizzati nell'ambito di accordi
sottoscritti dal Ministero dello sviluppo economico con le regioni e le altre amministrazioni pubbliche.
Pag. 7

Regione Lazio
Atti del Presidente della Regione Lazio
Decreto del Presidente della Regione Lazio 29 maggio 2015, n. T00102
Designazione componente Collegio Sindacale dell'I.R.C.C.S. Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma - I.F.O..

Pag. 13

Decreto del Presidente della Regione Lazio 5 giugno 2015, n. T00106


Nomina del Commissario Straordinario regionale dell'Ente Pubblico dipendente per il diritto agli studi universitari nel Lazio Laziodisu.
Pag. 18
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 28 maggio 2015, n. U00203
Azienda USL Roma B, autorizzazione alla mobilit ai sensi del Decreto del Commissario ad Acta del 16 febbraio 2009, n. 14.
Pag. 22
Decreto del Commissario ad Acta 28 maggio 2015, n. U00206
Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini - Autorizzazione all'assunzione in deroga al blocco del turn over anno 2015.
Pag. 28
Decreto del Commissario ad Acta 28 maggio 2015, n. U00208
Proroga della Convenzione tra Regione Lazio e Inail per il prosieguo della collaborazione destinata alla realizzazione del
progetto cofinanziato dal Ministero della Salute "La gestione della salute e della sicurezza nelle Aziende sanitarie pubbliche
attraverso l'adozione di modelli gestionali ed organizzativi in attuazione dell'art. 30 del Decreto Legislativo 81/2008 e smi" di
cui alla DGRL 525/2011 - Approvazione Schema di Convenzione
Pag. 36
Decreto del Commissario ad Acta 28 maggio 2015, n. U00213
Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini - Autorizzazione all'assunzione in deroga al blocco del turn over anno 2015.
Pag. 42
Decreto del Commissario ad Acta 28 maggio 2015, n. U00214
Requisiti minimi autorizzativi strutturali, tecnologici ed organizzativi per l'esercizio delle attivit sanitarie e sociosanitarie
nell'ambito delle patologie da dipendenza e dei comportamenti di addiction di cui al DCA 13/2015. Integrale sostituzione dei
paragrafi 3.6, 4.7 e 7.6 di cui all'ALL. C del DCA 8/2011.
Pag. 50
Decreto del Commissario ad Acta 28 maggio 2015, n. U00215
Azienda Sanitaria Locale Roma H- Autorizzazione all'assunzione in deroga al blocco del turn over anno 2015. Pag. 76
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 239
Proroga del Commissariamento di Laziodisu, Ente pubblico dipendente per il diritto agli studi universitari del Lazio (D.G.R. n.
129 del 05/06/2013).
Pag. 84

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Deliberazione 26 maggio 2015, n. 240


DGR 354/2014 avente ad oggetto "DGR 315/2014 - Determinazione del calendario per gli anni scolastici 2014/2015 e seguenti.
Modifica Allegato A". Approvazione della modifica all'Allegato A.
Pag. 89
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 244
Attivazione sportello di supporto e assistenza tecnica dedicato ai Comuni in materia di pianificazione, realizzazione e
potenziamento del piano della mobilit e del trasporto pubblico.
Pag. 95
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 245
Attribuzione a Roma Capitale dei finanziamenti - ex art. 30, comma 2, lett. c), della L.R. n. 30/98 - per il relativo servizio di
trasporto pubblico urbano nell'anno 2015 - euro 180.000.000,00 - Esercizio finanziario 2015. Capitolo D41921. Pag. 102
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 246
Individuazione dell'Agenzia Sviluppo Amministrazioni Pubbliche (ASAP) quale soggetto deputato a provvedere alla
realizzazione ed alla successiva gestione di un piano formativo di corsi specifici per il personale delle societ ed enti controllati
dalla regione.
Pag. 107
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 250
Legge 29 dicembre 2014, n. 13 "Contributi per l'adattamento di veicoli destinati al trasporto delle persone con disabilit
permanente, affette da grave limitazione della capacit di deambulazione". Approvazione dei criteri e delle modalit di accesso
ai contributi.
Pag. 112
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 252
Adozione della Strategia unitaria per le attivit di comunicazione e informazione relative alla programmazione 2014-2020 dei
Fondi SIE.
Pag. 121
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 aprile 2015, n. G04491
Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280 "Disciplina della riproduzione animale".
D.M. 19 luglio 2000, n. 403 "Nuovo regolamento di esecuzione della legge 30/91". D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 "Indicazioni
operative di competenza regionale". Rinnovo autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina pubblica.
Ditta: "MARIUCCI PIETRO" - Rignano Flaminio (RM) - Codice stazione RM0206E. Quinquennio 2015 - 2019.
Pag. 197
Determinazione 16 aprile 2015, n. G04493
Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280 "Disciplina della riproduzione animale".
D.M. 19 luglio 2000, n. 403 "Nuovo regolamento di esecuzione della legge 30/91". D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 "Indicazioni
operative di competenza regionale". Rinnovo autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina pubblica.
Ditta: "LORENZI GIUSEPPE" - Segni (RM) - Codice stazione RM0205E. Quinquennio 2015 2019.
Pag. 200
Determinazione 16 aprile 2015, n. G04494
Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280 "Disciplina della riproduzione animale".
D.M. 19 luglio 2000, n. 403 "Nuovo regolamento di esecuzione della legge 30/91". D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 "Indicazioni
operative di competenza regionale". Rinnovo autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina privata.
Ditta: "Universit Agraria di Allumiere" - Allumiere (RM) - Codice stazione RM0113E. Quinquennio 2015 - 2019.
Pag. 203
Determinazione 16 aprile 2015, n. G04495
Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280 "Disciplina della riproduzione animale".
D.M. 19 luglio 2000, n. 403 "Nuovo regolamento di esecuzione della legge 30/91". D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 "Indicazioni
operative di competenza regionale". Diniego al Rilascio autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina.
Ditta: "GABRIELLI STEFANO" - Bracciano (RM).
Pag. 206

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Determinazione 17 aprile 2015, n. G04526


Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280 "Disciplina della riproduzione animale".
D.M. 19 luglio 2000, n. 403 "Nuovo regolamento di esecuzione della legge 30/91". D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 "Indicazioni
operative di competenza regionale". Rilascio autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina privata.
Ditta: "LATINI ANNA MARIA" - Percile (RM) - Codice stazione RM0218E. Quinquennio 2015 2019.
Pag. 209
Determinazione 17 aprile 2015, n. G04527
Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280 "Disciplina della riproduzione animale".
D.M. 19 luglio 2000, n. 403 "Nuovo regolamento di esecuzione della legge 30/91". D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 "Indicazioni
operative di competenza regionale". Rilascio autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina privata.
Ditta: "FELICI DANIELE" - Segni (RM) - Codice stazione RM0219E. Quinquennio 2015 - 2019.
Pag. 212
Determinazione 28 maggio 2015, n. G06574
Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni - AZIENDE AGRICOLE MARTUFI S.r.l. - Partita IVA
07034531009 - comune di Pomezia (RM). Rilascio autorizzazioni fitosanitarie N. 12/0307
Pag. 215
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06696
Reg. (UE) n. 1308/2013 e Reg. (CE) n.555/2008 e s.s. m.m. e i.i. Programma Nazionale di Sostegno del settore vitivinicolo.
DGR n. 186 del 6 maggio 2011. Misura Investimenti. Campagna 2014/2015. Approvazione elenchi regionali delle domande
annuali ammissibili e delle domande annuali non ammissibili. - Autorizzazione al finanziamento. Adozione del modello di
Provvedimento di concessione dell'aiuto per investimenti annuali.
Pag. 218
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06697
Oggetto: Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni CORTESE VERUSKA - Partita
01534960560 - comune di Viterbo (VT). Rilascio e rinnovo autorizzazioni fitosanitarie N. VT/12/0534.
Pag. 235
DIREZIONE CENTRALE ACQUISTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06653
Nomina della Commissione Giudicatrice dell'appalto specifico indetto dalla Regione Lazio per la fornitura di ausili tecnici per
persone disabili di cui agli elenchi 2 e 3 del D.M. 332/99.
Pag. 239
DIREZIONE CULTURA E POLITICHE GIOVANILI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 5 giugno 2015, n. G06937
DGR n. 472/2011. Legge regionale 7 giugno 1999, n. 6, art. 82: "Disposizioni in materia di comunit giovanili", e ss.mm.ii.
Annualit 2015. Approvazione dell'Avviso pubblico per i finanziamenti riferiti all'esercizio finanziario 2016
Pag. 243
DIREZIONE FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06593
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 Titolo V Integrazione Autorizzazione corsi ente "ASSOCIAZIONE CULTURA
D'IMPRESA" a svolgere corsi privati non finanziati.
Pag. 287
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06594
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 Titolo V Rinnovo e Integrazione Autorizzazione "LA NUOVA IMMAGINE SNC
DI FRANCESCA BELARDINELLI E C."a svolgere corsi privati non finanziati.
Pag. 291

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DIREZIONE INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E POLITICHE ABITATIVE


Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06659
Rettifica della determinazione n G06368 del 25/05/2015 avente per oggetto "POR FESR LAZIO 2007-2013. Progetto
A0070P0202. Gruppo di Dossier Codice LSE24. Intervento SVLAZ-ES-2013-1230 - Determina di Nomina della Commissione
Giudicatrice di Gara per l'affidamento dei lavori per "l'efficientamento energetico nella Scuola Materna Elementare Oliveto
Piano - Contrada Oliveto Piano - nel COMUNE DI SUBIACO (RM)". CUP F24H14000620006.
Pag. 296
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06669
Rettifica della determinazione n G06364 del 25/05/2015 avente per oggetto "POR FESR LAZIO 2007-2013. Progetto
A0070P0517. Gruppo di Dossier Codice LSE24. Intervento SVLAZ-ES-2013-1581 - Determina di Nomina della Commissione
Giudicatrice della Gara per l'affidamento dei lavori per "l'efficientamento energetico della Scuola - San Giovanni Bosco - Loc.
Altipiani di Arcinazzo, nel COMUNE DI ARCINAZZO ROMANO (RM)". CUP F64H14000510006.
Pag. 299
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06682
RD. 1775/1933.concessione di derivazione di acqua pubblica as uso irriguo dal fiume Marta, nel comune di Tuscania
(VT)loc.Guado della Spina per mod.28,50.Variante della concessione gi rilasciata con DM 6367del 25/2/1961 con scadenza
31/8/2029 ad istanza del Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca con sede in Via G.Garibaldi 7,cap 01016
Tarquinia(VT), di cui alla domanda 22/1/2014 prot.42637del 24/1/2014, per la estensione temporale.Modifiche ed integrazione
al punto 3( tre) del disposto della Determina Direttore Regionale n.G00201 del 16/1/2015.
Pag. 302
DIREZIONE LAVORO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 28 maggio 2015, n. G06578
Modifica della determinazione 20 agosto 2014, G11965 "Piano di attuazione regionale Garanzia per i Giovani (PAR Lazio 2014
- 2015). Approvazione dell'avviso pubblico per la definizione dell'offerta regionale relativa alla misura: Tirocini extracurriculari
nel Lazio". Integrazione finanziaria di euro 14.617.250,00.
Pag. 306
DIREZIONE POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06640
D.G.R. del 30 dicembre 2014, n. 945: "Modifica della deliberazione di Giunta regionale n.658/2014: "Pacchetto famiglia 2014:
misure a sostegno delle famiglie del Lazio.". Approvazione linee guida.
Pag. 341
DIREZIONE SALUTE E INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06596
REG.853/2004/CE Revoca numero di riconoscimento di idoneit CE IT B866P Ditta MORICI S.R.L. Via della Tomba, 16 Cerveteri (RM)
Pag. 392
DIREZIONE SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA PRODUTTIVE
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 27 maggio 2015, n. G06552
Art. 30 della L.R. 17/2004 - Autorizzazione all'apertura di una nuova cava di TUFO in localit "San Silvestro" nel Comune di
Civita Castellana (VT) - Richiedente Societ MONDIAL TUFO a r.l.
Pag. 395

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Determinazione 3 giugno 2015, n. G06810


POR FESR Lazio 2007-2013. Implementazione dotazione dell'Avviso Pubblico per la concessione di agevolazioni agli
investimenti innovativi delle piccole e medie imprese per impianti, sistemi ed apparecchiature per la proiezione cinematografica
digitale, approvato con la determinazione n. B02722/2013, utilizzando le economie riallocabili delle risorse gi trasferite a
Lazio Innova SpA per gli avvisi pubblici relativi all'attivit I.4. Autorizzazione alla societ Lazio Innova SpA a prelevare
l'importo di 310.201,02 dalle suddette economie.
Pag. 403
Determinazione 3 giugno 2015, n. G06829
POR FESR LAZIO 2007-2013 Asse I - Attivit 7 Avviso Pubblico "Creativi Digitali Sviluppo di Idee Progetto per una
nuova Generazione di App "App-On"" approvato con Determinazione n. G01673 del 17/02/2014 e ss.mm.ii. Integrazione
alla Determinazione n. G04233 del 13/04/2015.
Pag. 407

Enti Pubblici
ASL
AZIENDA OSPEDALIERA SANT'ANDREA
Avviso
Avviso di procedura comparativa per la ricerca di personale per attribuzione incarichi di collaborazione.Ricerca di n. 20 laureati
con esperienza in Salute e Sicurezza sul Lavoro e Sistemi di Gestione a supporto delle Aziende Sanitarie Pubbliche della
Regione Lazio per il progetto:"La gestione della salute e sicurezza nelle Aziende Sanitarie pubbliche attraverso l'adozione di
modelli gestionali ed organizzativi in attuazione dell'art.30 del D. L.gs. 81/08 smi".
Pag. 412
AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE ROMA E
Avviso
Graduatoria Avviso pubblico per titoli e colloquio, per l'assunzione a tempo determinato di n. 2 Collaboratori Professionali
Sanitari Ostetriche ctg. D, per la durata di sei mesi, per le esigenze della UOC Consultori Familiari e Immigrazione della ASL
RM/E.
Pag. 418

Privati
ENEL DISTRIBUZIONE S.P.A.
Avviso
Realizzazione nuovo elettrodotto in cavo interrato MT 20 kV e O.A., che collega la CP Pomezia a cabina Misa Sud per il
potenziamento della linea elettrica. Pratica ENEL RO 01/15 AL - ITER 909900
Pag. 422
Avviso
Realizzazione nuovo elettrodotto BT 900V per Allacciamento BT NERONI ROSA in Localit Cimotte nel Comune di Castro
dei Volsci (FR) - ITER 771572
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Stato
Ministeri
Ministero dello Sviluppo economico
Decreti, Delibere e Ordinanze Ministeriali
Decreto 1 aprile 2015
Intervento del fondo per la crescita sostenibile a favore di progetti di ricerca e sviluppo realizzati nell'ambito
di accordi sottoscritti dal Ministero dello sviluppo economico con le regioni e le altre amministrazioni
pubbliche.

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DECRETO 1 aprile 2015


Intervento del fondo per la crescita sostenibile a favore di progetti
di ricerca e sviluppo realizzati nell'ambito di accordi sottoscritti
dal Ministero dello sviluppo economico con le regioni e le altre
amministrazioni pubbliche.
(Pubbl. sulla G.U. n. 109 del 13 maggio 2015)

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Vista la legge 17 febbraio 1982, n. 46, che, all'articolo 14, ha
istituito il Fondo speciale rotativo per l'innovazione tecnologica;
Visto il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, recante "Misure
urgenti per la crescita del Paese", e, in particolare, l'articolo 23,
che stabilisce che il Fondo speciale rotativo di cui all'articolo 14
della legge 17 febbraio 1982, n. 46, istituito presso il Ministero
dello sviluppo economico, assume la denominazione di "Fondo per la
crescita sostenibile" ed e' destinato, sulla base di obiettivi e
priorita' periodicamente stabiliti e nel rispetto dei
vincoli
derivanti
dall'appartenenza
all'ordinamento
comunitario,
al
finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo
in ambito nazionale sulla competitivita' dell'apparato produttivo,
con particolare riguardo alle seguenti finalita':
a) la promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di
rilevanza strategica per il rilancio della competitivita' del sistema
produttivo, anche tramite il consolidamento dei centri e delle
strutture di ricerca e sviluppo delle imprese;
b) il rafforzamento della struttura produttiva, il riutilizzo di
impianti produttivi e il rilancio di aree che versano in situazioni
di crisi complessa di rilevanza nazionale tramite la sottoscrizione
di accordi di programma;
c) la promozione della presenza internazionale delle imprese e
l'attrazione di investimenti dall'estero, anche in raccordo con le
azioni che saranno attivate dall'ICE Agenzia per la promozione
all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, 8 marzo 2013,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 113
del 16 maggio 2013, con il quale, in applicazione dell'articolo 23,
comma 3, del predetto decreto-legge n. 83 del 2012, sono state
individuate le priorita', le forme e le intensita' massime di aiuto
concedibili nell'ambito del Fondo per la crescita sostenibile;
Visto, in particolare, l'articolo 15 del citato decreto 8 marzo
2013, che prevede che gli interventi del Fondo per la crescita
sostenibile sono attuati con bandi ovvero direttive del Ministro
dello sviluppo economico, che individuano, tra l'altro, l'ammontare
delle risorse disponibili, i requisiti di accesso dei soggetti
beneficiari, le condizioni di ammissibilita' dei programmi e/o dei
progetti, le spese ammissibili, la forma e l'intensita' delle
agevolazioni, nonche' i termini e le modalita' per la presentazione
delle domande, i criteri di valutazione dei programmi o progetti e le
modalita' per la concessione ed erogazione degli aiuti;
Visto, altresi', l'articolo 18 dello stesso decreto 8 marzo 2013
che, al comma 2, prevede che il Fondo per la crescita sostenibile
opera attraverso le contabilita' speciali, gia' intestate al Fondo
rotativo per l'innovazione tecnologica, ora denominato Fondo per la
crescita sostenibile, n. 1201 per l'erogazione dei finanziamenti
agevolati, n. 1726 per gli interventi cofinanziati dall'Unione

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europea e dalle Regioni e attraverso l'apposito capitolo di bilancio


per la gestione delle altre forme di intervento quali i contributi
alle spese;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico 20 giugno
2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
del 28 settembre 2013, n. 228, recante l'intervento del Fondo per la
crescita sostenibile a favore di progetti di ricerca e sviluppo negli
ambiti tecnologici identificati dal Programma quadro comunitario
"Orizzonte 2020", come modificato e integrato dal decreto del
Ministro dello sviluppo economico 4 dicembre 2013, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 31 gennaio 2014, n.
25;
Visto il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle
imprese 25 luglio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 179 del 4 agosto 2014, con il quale sono
individuati i termini e le modalita' di presentazione delle domande
per l'accesso alle agevolazioni previste dal predetto decreto 20
giugno 2013, nonche' le condizioni, i punteggi e le soglie minime per
la valutazione delle domande;
Visto il regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17
giugno 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea
L 187 del 26 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti
compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 107
e 108 del Trattato (regolamento generale di esenzione per categoria)
e, in particolare, la Sezione 4 del Capo III, che stabilisce le
condizioni per ritenere compatibili con il mercato comune ed esenti
dall'obbligo di notifica gli aiuti a favore di ricerca, sviluppo e
innovazione;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 dicembre
2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
n. 15 del 20 gennaio 2015, recante l'adeguamento al regolamento (UE)
n. 651/2014 della Commissione del decreto 20 giugno 2013;
Visto il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle
imprese 3 novembre 2014, registrato alla Corte dei conti il 14
gennaio 2015, foglio n. 78, con il quale e' approvata la convenzione
stipulata in data 29 ottobre 2014 tra il Ministero dello sviluppo
economico e Banca del Mezzogiorno-Mediocredito centrale S.p.a., nel
seguito
Soggetto
gestore,
in
qualita'
di
mandataria
del
raggruppamento temporaneo di operatori economici costituitosi con
atto del 23 ottobre 2014, per l'affidamento del servizio
di
assistenza e supporto al Ministero dello sviluppo economico per
l'espletamento degli adempimenti tecnico-amministrativi e istruttori
connessi alla concessione, all'erogazione, ai controlli
e
al
monitoraggio delle agevolazioni concesse in favore di progetti di
ricerca, sviluppo e innovazione;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni e
integrazioni, che
detta
norme
in
materia
di
procedimento
amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi;
Visto, in particolare, l'articolo 15 della predetta legge n. 241
del 1990, come integrato dall'articolo 21, comma 1, lettera t), della
legge 11 febbraio 2005, n. 15, che prevede la possibilita' per le
amministrazioni pubbliche di concludere tra loro
accordi
per
disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attivita'
di
interesse comune;
Considerata l'esigenza di sostenere, nell'attuale
congiuntura
economica, la competitivita' di specifici ambiti territoriali o
settoriali, oggetto di accordi tra
pubbliche
amministrazioni,
attraverso un intervento in grado di favorire
l'adozione
di
innovazioni dei processi produttivi o dei prodotti derivanti dallo
sviluppo delle tecnologie individuate dal Programma di indirizzo
strategico dell'Unione europea per la ricerca, lo sviluppo
e
l'innovazione "Orizzonte 2020";
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 e successive

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modificazioni e
integrazioni,
recante
"Disposizioni
per
la
razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese,
a norma dell'articolo 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo
1997, n. 59";
Decreta:
Art. 1
Ambito operativo
1. Il presente decreto disciplina, ai sensi di quanto previsto
dall'articolo 15 del decreto del Ministro dello sviluppo economico,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, 8 marzo
2013, le procedure per la
concessione
ed
erogazione
delle
agevolazioni in favore di progetti di ricerca e sviluppo di rilevanza
strategica per il sistema produttivo nell'ambito degli Accordi di
programma di cui al comma 2.
2. I progetti di cui al comma 1 sono realizzati nell'ambito di
Accordi di programma, sottoscritti ai sensi dell'articolo 15 della
legge 7 agosto 1990, n. 241 dal Ministero dello sviluppo economico
(nel seguito Ministero) con le regioni e con le altre amministrazioni
pubbliche eventualmente interessate, finalizzati a favorire
la
competitivita' di territori caratterizzati da situazioni di crisi
industriali
con
impatto
significativo
sullo
sviluppo
e
sull'occupazione, anche in relazione alla crisi di specifici comparti
produttivi, ovvero lo sviluppo, anche diretto alla salvaguardia dei
livelli occupazionali, di singole imprese interessate da processi di
riorganizzazione aziendale e produttiva.
Art. 2
Caratteristiche degli Accordi di programma
1. Gli Accordi di cui all'articolo 1 comma 2 individuano:
a) le finalita' dell'accordo;
b) le amministrazioni pubbliche sottoscrittrici dell'accordo, con
l'indicazione per ciascuna di esse dei relativi impegni;
c) il quadro finanziario dell'accordo, che deve prevedere il
cofinanziamento regionale in misura non inferiore al 10 per cento del
costo complessivo a carico della finanza pubblica;
d) le imprese
coinvolte
nell'attuazione
dell'accordo,
con
l'indicazione per ciascuna di esse dei relativi impegni in merito
alla realizzazione dei progetti di ricerca e sviluppo di cui
all'articolo 3 o, nel caso in cui le stesse non siano individuate
nell'accordo medesimo, la procedura per la loro individuazione nel
rispetto di quanto previsto nell'articolo 5;
e) i termini per la realizzazione dell'accordo;
f) la misura e la forma delle agevolazioni definite ai sensi di
quanto previsto dall'articolo 4;
g) l'importo minimo e massimo dei costi ammissibili dei progetti di
ricerca e sviluppo, nei limiti di cui all'articolo 3, comma 2,
lettera a).
2. Oltre a quanto previsto al comma 1, gli Accordi prevedono
l'istituzione di un
Comitato
tecnico
per
l'attuazione,
il
coordinamento e il monitoraggio degli interventi.

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Art. 3
Progetti ammissibili
1. I progetti ammissibili
alle
agevolazioni
prevedono
la
realizzazione di attivita' di ricerca industriale e di sviluppo
sperimentale
strettamente
connesse
tra
loro,
in
relazione
all'obiettivo previsto dal progetto, finalizzate alla realizzazione
di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di
prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle
tecnologie riportate in allegato al decreto del Ministro dello
sviluppo economico 20 giugno 2013 citato nelle premesse.
2. Ai fini dell'ammissibilita' alle agevolazioni i progetti di
ricerca e sviluppo devono:
a) prevedere costi ammissibili non inferiori a 800.000,00 (euro
ottocentomila) e non superiori a 40.000.000,00 (euro quaranta
milioni);
b) essere avviati successivamente alla presentazione della domanda
di agevolazioni e, comunque, pena la revoca, non oltre 3 mesi dalla
data del decreto di concessione;
c) avere una durata non superiore a 36 mesi e,
comunque,
compatibile con il raggiungimento degli obiettivi previsti dallo
specifico Accordo di programma. Su richiesta motivata del soggetto
beneficiario, il Ministero puo' concedere una proroga del termine di
ultimazione del progetto non superiore a 12 mesi, qualora compatibile
coni termini previsti dall'Accordo di programma;
d) nel caso di progetti presentati congiuntamente da piu' soggetti,
prevedere che ciascun proponente sostenga almeno il 10 per cento dei
costi complessivi ammissibili;
e) rispettare le eventuali ulteriori condizioni di ammissibilita'
previste dall'Accordo di programma e dal decreto del Ministro dello
sviluppo economico 20 giugno 2013 e successive
modifiche
ed
integrazioni.
Art. 4
Agevolazioni concedibili
1. Le agevolazioni sono concesse nelle misure previste dall'Accordo
di programma, tenuto conto delle risorse finanziarie complessivamente
disponibili, e nei limiti delle intensita' massime di
aiuto,
comprensive delle eventuali maggiorazioni, stabilite dagli articoli 4
e 25 del regolamento (UE) n. 651/2014, nella forma del finanziamento
agevolato e/o del contributo diretto alla spesa.
2. L'Accordo di programma puo' prevedere che la prima erogazione
sia disposta a titolo di anticipazione, nel limite massimo del 30 per
cento del totale delle agevolazioni concesse, in favore delle imprese
di ogni
dimensione,
esclusivamente
previa
presentazione
di
fideiussione bancaria o polizza assicurativa.
Art. 5
Procedura di accesso
1. Le domande di accesso all'agevolazione sono presentate al
Soggetto gestore, nel rispetto dei termini indicati dall'Accordo di
programma e con le modalita' indicate dal decreto del Direttore
generale per gli incentivi alle imprese 25 luglio 2014 citato nelle
premesse.
2. Nel caso in cui l'Accordo di programma preveda particolari
caratteristiche dei soggetti beneficiari e dei programmi ammissibili,

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nonche' specifiche indicazioni in merito agli ambiti tecnologici e ai


criteri di valutazione, in relazione ai quali risulti necessario
acquisire ulteriori elementi informativi, con successivo decreto del
Direttore generale per gli incentivi alle imprese sono integrati gli
schemi di domanda previsti dal decreto di cui al comma 1.
Art. 6
Risorse disponibili
1. Per la concessione delle agevolazioni di cui al presente decreto
sono utilizzati euro 80.000.000,00 a valere sulle risorse del Fondo
per la crescita sostenibile, che sono pertanto attribuiti alla
sezione del Fondo relativa alla finalita' di cui all'articolo 23,
comma 2, lettera a), del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.
2. Le risorse finanziarie di cui al comma 1 sono integrate dalle
ulteriori risorse finanziarie comunitarie, nazionali, regionali e
locali definite nei singoli Accordi di programma.
3. Successivamente alla sottoscrizione di ogni singolo Accordo di
programma, i relativi fabbisogni a valere sulle risorse di cui al
comma 1 sono trasferiti dalla contabilita' speciale n. 1201 alla
contabilita' speciale n. 1726.
Art. 7
Disposizioni finali
1. Ai fini della concessione ed erogazione delle agevolazioni di
cui al presente decreto si applicano, per quanto non esplicitamente
previsto dai precedenti articoli, le disposizioni del decreto del
Ministro dello sviluppo economico 20 giugno 2013 e successive
modifiche ed integrazioni e le relative disposizioni attuative.
Il presente decreto sara' trasmesso ai competenti organi di
controllo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 1 aprile 2015
Il Ministro: Guidi

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Regione Lazio
Atti del Presidente della Regione Lazio
Decreto del Presidente della Regione Lazio 29 maggio 2015, n. T00102
Designazione componente Collegio Sindacale dell'I.R.C.C.S. Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma - I.F.O..

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Oggetto: Designazione componente Collegio Sindacale dellI.R.C.C.S. Istituti


Fisioterapici Ospitalieri di Roma I.F.O..
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO
VISTA la Costituzione della Repubblica Italiana;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n.6 e successive modificazioni;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n.1 concernente lorganizzazione
degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale;
VISTO il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni ed
integrazioni concernente: Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma
dellart. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 e successive modificazioni;
VISTA la Legge 16 gennaio 2003, n. 3, e successive modificazioni, concernente
Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione ed in particolare
lart.42 in materia di delega al Governo per la trasformazione degli istituti di ricovero e
cura a carattere scientifico;
VISTO il Decreto Legislativo 16 ottobre 2003, n. 288 concernente Riordino della
disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, a norma dellarticolo
42, comma 1, della legge 16 gennaio 2003, n. 3;
VISTA la legge regionale 23 gennaio 2006, n. 2 e s.m.i. concernente Disciplina
transitoria degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico non
trasformati in fondazioni ai sensi del decreto legislativo 16 ottobre 2003, n.288;
VISTO, in particolare, lart. 6, comma 2, della su citata legge regionale n. 2/06, che
prevede che il collegio sindacale degli IRCCS nominato dal direttore generale ed
composto da tre componenti effettivi scelti tra i soggetti aventi i requisiti stabiliti dalla
normativa statale vigente in materia, di cui uno designato dal Presidente della Regione,
uno dal Ministro dellEconomia e delle Finanze ed uno dal Ministro della Salute;
PREMESSO che con il DCA 247/2014 sono stati approvati i nuovi Programmi
Operativi 2013-2015, che prevedono, tra laltro, laccorpamento fra IRCCS Lazzaro
Spallanzani e IRCCS IRE (Istituto Regina Elena) ISG (Istituto San Gallicano),
prevedendo per i due Istituti ununica Direzione Generale, Sanitaria ed Amministrativa,

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e mantenendo separate le Direzioni Scientifiche ai fini del mantenimento della


specificit degli stessi;
VISTE le deliberazioni di Giunta Regionale n. 158 e n. 159 dell1.04.2014 con le quali
si stabilito, per le motivazioni ivi esposte, di disporre il Commissariamento
rispettivamente degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma (IRE-ISG) e dellIstituto
Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani;
PREMESSO che, al fine di favorire il processo di fusione tra i due Istituti, la Regione
ha provveduto a nominare un unico Commissario Straordinario, e che questi, a sua
volta, ha nominato per i due Istituti un unico Direttore Sanitario ed un unico Direttore
Amministrativo;
CONSIDERATO che il 30 gennaio 2015 giunto a scadenza il Collegio Sindacale
nominato con deliberazione aziendale n. 51 del 30 gennaio 2012;
CONSIDERATO, pertanto, che in corso la procedura di ricostituzione del Collegio
Sindacale degli IFO e che si ritiene necessario, fino alla completa realizzazione del
processo di fusione degli IFO e delIstituto L. Spallanzani, mantenere distinte le
funzioni di controllo previste dalla legge, procedendo dunque alla nomina di due
Collegi Sindacali distinti;
PREMESSO, con riferimento al Collegio Sindacale degli IFO:
che con nota prot. N. 0016108 del 4 marzo 2015, il Ministero dellEconomia
e delle Finanze ha provveduto alla designazione del proprio rappresentante,
nella persona del Dott. Giovanni Desantis;
che con nota prot. N. 0000326 del 16 gennaio 2015, il Ministero della Salute
ha provveduto alla designazione del proprio rappresentante, nella persona del
Dott. Andrea Urbani;
CONSIDERATO CHE, nelle more della nomina del rappresentante regionale, il
Ministero della Salute, in applicazione di quanto disposto dallart. 19, 2 comma, 1
capoverso, del d. lgs. 123/2011 ha nominato il collegio straordinario con DM del 11
maggio 2015, trasmesso con nota prot. N. 4322 del 12 maggio 2015;
RILEVATO che, con il sopra citato Decreto sono state confermate le nomine gi
precedentemente espresse dai due Ministeri, rispettivamente, per il MEF, nella persona
del Dott. Lorenzo Adduci, e per il Ministero della Salute, nella persona del Dott.
Guglielmo Iannone;
RILEVATO, inoltre, che lart. 2 del medesimo DM precisa che il collegio sindacale
straordinario di cui allart. 1 cessa le proprie funzioni allatto di nomina del Collegio
ordinario;

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RAVVISATA dunque la urgente necessit anche in considerazione dello straordinario


momento di trasformazione che lIRCCS IFO si accinge ad affrontare - di nominare il
rappresentante regionale, al fine di pervenire quanto prima alla ricostituzione del
collegio ordinario, che possa svolgere con continuit ed a regime le funzioni di
controllo previste dalla legge;
CONSIDERATO altres che - pur ribadendo la assoluta necessit di mantenere separate
in due distinti Collegi le funzioni di controllo, fino alla definitiva e compiuta
realizzazione del processo di fusione tra i due IRCCS - appare comunque opportuno, al
fine di favorire la fusione medesima, designare per la Regione un unico soggetto, sia per
il Collegio di IFO che per il Collegio dellINMI;
VISTA la nota prot. n. 243769 del 5 maggio 2015 con la quale il Presidente della
Regione Lazio ha dato direttive alle strutture regionali competenti al fine di predisporre
gli atti necessari per la designazione del dott. Ernesto Petti, nato a Colletorto (CB) il 6
marzo 1937 quale membro del Collegio Sindacale dellI.R.C.C.S. Istituti Fisioterapici
Ospitalieri di Roma I.F.O.;
CONSIDERATO che dalla documentazione prodotta, in possesso della competente
struttura della Direzione Regionale Salute ed Integrazione Sociosanitaria, il suddetto
designato risulta essere in possesso dei requisiti previsti dalla su citata normativa
regionale per lespletamento dellincarico di componente nel Collegio Sindacale
dellI.R.C.C.S. Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma I.F.O. ;
PRESO ATTO che, ai sensi dellarticolo 6, comma 2, della legge regionale n. 2/2006 il
Commissario Straordinario dellIRCCS Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma
I.F.O. provveder, sulla base delle designazioni ricevute, alla nomina del Collegio
Sindacale e che il provvedimento di nomina verr notificato ai componenti del collegio
medesimo ed alle amministrazioni che hanno provveduto alle designazioni di
competenza;
CONSIDERATO che ai componenti del Collegio Sindacale spettano le indennit
determinate ai sensi del combinato disposto dellart. 6, comma 4, della legge regionale
n. 2 del 23 gennaio 2006 e s.m.i. ;
RITENUTO pertanto di dover procedere ad effettuare la designazione di competenza
regionale;

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DECRETA

Per le motivazioni espresse in premessa e che si intendono integralmente quanto


formalmente riportate:
di designare Il dottor Ernesto Petti, nato a Colletorto (CB) il 6 marzo 1937, in
rappresentanza della Regione Lazio, quale componente del Collegio sindacale
dellIRCSS Istituti fisioterapici Ospedalieri di Roma I.F.O. con oneri
integralmente gravanti sul bilancio dellIstituto. Il Direttore Generale
dellIstituto tenuto a procedere agli adempimenti ed alle comunicazioni di
competenza.
Avverso il presente decreto ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al TAR del Lazio
nei termini di giorni 60 (sessanta) dalla comunicazione ovvero ricorso straordinario al
Capo dello Stato entro il termine di giorni 120 (centoventi).
Il presente provvedimento, redatto in duplice originale, uno per gli atti della Direzione
regionale Attivit della Presidenza, laltro per i successivi adempimenti della struttura
competente per materia, consta di n. 5 pagine e sar pubblicato sul Bollettino Ufficiale
della Regione.

Il Presidente
Nicola Zingaretti

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Regione Lazio
Atti del Presidente della Regione Lazio
Decreto del Presidente della Regione Lazio 5 giugno 2015, n. T00106
Nomina del Commissario Straordinario regionale dell'Ente Pubblico dipendente per il diritto agli studi
universitari nel Lazio - Laziodisu.

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OGGETTO: Nomina del Commissario Straordinario regionale dellEnte Pubblico dipendente per
il diritto agli studi universitari nel Lazio Laziodisu.

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO


Su proposta dellAssessore alla Formazione, Ricerca, Scuola e Universit;
VISTA

la Costituzione della Repubblica Italiana;

VISTO

lo Statuto della Regione Lazio;

VISTA

la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 Disciplina del sistema


organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla
dirigenza ed al personale regionale e s.m.i.;

VISTO

il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 Regolamento di


organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale e s.m.i.;

VISTA

la legge regionale 18 giugno 2008, n. 7 e s. m. i. concernente Nuove


disposizioni in materia di diritto agli studi universitari ed in particolare il
comma 1 dellart. 19 della citata legge regionale n. 7/2008, a norma del quale
i membri del Consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori
contabili di Laziodisu, ai sensi dellarticolo 55, comma 4, dello Statuto,
decadono dalla carica il novantesimo giorno successivo alla prima seduta del
Consiglio regionale, salvo quanto previsto al comma 2 per i rappresentanti
degli studenti;

VISTO

il decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla


legge 7 dicembre 2012, n. 213, recante: Disposizioni urgenti in materia di
finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonch ulteriori disposizioni in
favore delle zone terremotate nel maggio 2012., ed in particolare, larticolo
2, che detta disposizioni in materia di riduzione dei costi della politica nelle
Regioni;

VISTA

la legge regionale 28 giugno 2013, n. 4 recante Disposizioni urgenti di


adeguamento all'articolo 2 del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174,
convertito con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, relativo
alla riduzione dei costi della politica, nonch misure in materia di
razionalizzazione, controlli e trasparenza dell'organizzazione degli uffici e
dei servizi della Regione;

VISTA

la deliberazione di Giunta regionale n. 129 del 5 maggio 2013, con la quale,


nelle more delladeguamento dellordinamento dellente pubblico dipendente
per il diritto agli studi universitari nel Lazio Laziodisu alla normativa
vigente in materia di contenimento della spesa pubblica e di
razionalizzazione dei costi della politica, era stato disposto il
Commissariamento dellEnte medesimo per un periodo di 6 mesi,

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prorogabile per ulteriori 6 mesi, con decorrenza dalla data di insediamento


del Commissario Straordinario ed un termine, in ogni caso, coincidente con
la data di nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione e del Presidente,
se antecedenti alla scadenza di cui sopra;
VISTO

il decreto presidenziale n. T00123 del 10 giugno 2013, concernente la


nomina del Commissario Straordinario regionale dellEnte Pubblico
dipendente per il diritto agli Studi Universitari nel Lazio Laziodisu per un
periodo di sei mesi;

VISTO

altres il decreto presidenziale n. T00407 del 5 dicembre 2013, con il quale


stata disposta la proroga dellincarico sopra indicato per ulteriori 6 mesi;

VISTA

la deliberazione di Giunta regionale n. 316 del 30 maggio 2014, con la quale


stata disposta la proroga del commissariamento dellEnte regionale
Laziodisu per un periodo di sei mesi, prorogabili per ulteriori sei mesi, ed un
termine, in ogni caso, coincidente con la data di nomina del nuovo Consiglio
di Amministrazione e del Presidente, se antecedenti alla scadenza di cui
sopra;

VISTA

il decreto presidenziale n. T00166 del 5 giugno 2014, concernente Nomina


del Commissario Straordinario regionale dellEnte Pubblico dipendente per il
diritto allo studio agli studi universitari nel Lazio Laziodisu;

VISTO

il decreto presidenziale della Regione Lazio n. T00450 del 05 dicembre 2014,


avente ad oggetto Proroga dellincarico di Commissario Straordinario
regionale dellEnte Pubblico dipendente per il diritto agli Studi Universitari
nel Lazio Laziodisu;

VISTA

la deliberazione di Giunta regionale n. 239 del 26/05/2015, con la quale


stato disposto di prorogare il Commissariamento dellEnte pubblico
dipendente per il diritto agli studi universitari nel Lazio Laziodisu, con
decorrenza dalla scadenza dellincarico di Commissario Straordinario
conferito con Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00450 del
05/12/2014, per un periodo di sei mesi, ulteriormente prorogabili per sei mesi
ed un termine, in ogni caso, coincidente dalla di nomina del nuovo Consiglio
di Amministrazione e del Presidente, se anteriori rispetto alla scadenza del
periodo di cui sopra;

PRESO ATTO

dellimminente scadenza dellincarico affidato allattuale Commissario


Straordinario;

RITENUTO

necessario garantire la continuit dellazione amministrativa e lo svolgimento


delle attivit dellEnte regionale Laziodisu, nelle more dellinsediamento del
nuovo Consiglio di Amministrazione e del Presidente, da nominare in

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attuazione della citata normativa statale e regionale in materia di


razionalizzazione, controlli e trasparenza dellorganizzazione degli uffici e
dei servizi;
PRESO ATTO

della nota assunta al protocollo con n. 291627 del 28/05/2015, con la quale il
Dott. Carmelo Ursino ha dichiarato di voler accettare lincarico e la non
sussistenza delle cause di incompatibilit o divieti di legge, ai sensi della
vigente normativa statale e regionale;

VISTO

il curriculum agli atti,


DECRETA
per le motivazioni di cui in premessa, da intendersi integralmente richiamate,

1. di nominare il dott. Carmelo Ursino quale Commissario Straordinario dellEnte Pubblico


dipendente per il diritto agli studi universitari nel Lazio Laziodisu, per un periodo di 6
mesi, decorrenti dalla scadenza del precedente incarico conferito con il citato d.p.r.l. n.
T00450/14, con i poteri e compiti indicati dal comma 2 dellart. 13, dal comma 4 dellart. 14
e dal comma 1 dellart. 21 della Legge regionale 18 giugno 2008, n. 7;
2. il commissariamento, ai sensi della deliberazione di Giunta regionale n. 239 del 26/05/2015
terminer, in ogni caso, con linsediamento dei vertici amministrativi dellEnte, se
antecedenti alla scadenza di cui sopra;
3. per lespletamento dellincarico al Commissario Straordinario regionale viene corrisposta
lindennit prevista dallart. 19 della Legge Regionale n. 7/2008, decurtata del 10%, il cui
importo graver sul bilancio dellEnte, secondo quanto stabilito con la citata d.g.r. n. 316/14.
Avverso il presente atto ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale
Amministrativo Regionale del Lazio nel termine di giorni 60 (sessanta) dalla
comunicazione, ovvero, ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni
120 (centoventi).
Il presente decreto redatto in due originali, uno per gli atti della Direzione regionale
Risorse Umane e Sistemi Informativi Area Attivit Istituzionali, laltro per i
successivi adempimenti della struttura competente per materia, e sar pubblicato sul
Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

Il Presidente
Nicola Zingaretti

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Regione Lazio
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 28 maggio 2015, n. U00203
Azienda USL Roma B, autorizzazione alla mobilit ai sensi del Decreto del Commissario ad Acta del 16
febbraio 2009, n. 14.

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DECRETO DEL COMMISSARIO AD ACTA


(Delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)

Oggetto: Azienda USL Roma B, autorizzazione alla mobilit ai sensi del Decreto del
Commissario ad Acta del 16 febbraio 2009, n. 14.

IL COMMISSARIO AD ACTA

VISTA la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3;


VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002, n.6 e successive modificazioni;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n.1 del 6
settembre 2002;
VISTO il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i. concernente: Riordino della
disciplina in materia sanitaria, a norma dellart. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 e successive
modificazioni;
VISTE le deliberazioni della Giunta Regionale n. 66 del 12 febbraio 2007 concernente:
Approvazione del "Piano di Rientro" per la sottoscrizione dell'Accordo tra Stato e Regione Lazio
ai sensi dell'art.1, comma 180, della Legge 311/2004 e n.149 del 6 marzo 2007 avente ad oggetto:
Presa datto dellAccordo Stato Regione Lazio ai sensi dellart. 1, comma 180, della legge n.
311/2004, sottoscritto il 28 febbraio 2007. Approvazione del Piano di Rientro;
RILEVATO, in particolare, che tra gli obiettivi individuati nel Piano di Rientro rivestono
particolare importanza quelli relativi alla gestione del personale ed alla ottimizzazione delle risorse
umane allo scopo di perseguire il contenimento della spesa;
PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013, il dott.
Nicola Zingaretti, stato nominato Commissario ad acta per lattuazione del vigente Piano di
rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Lazio secondo i Programmi Operativi di cui
allart. 2, comma 88 della Legge n. 191 del 2009 e successive modificazioni ed integrazioni:

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PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri dell01 dicembre 2014, lArch.
Giovanni Bissoni stato nominato Sub Commissario per lattuazione del Piano di Rientro dai
disavanzi del SSR. della Regione Lazio , con il compito di affiancare il Commissario ad Acta nella
predisposizione dei provvedimenti da assumere in esecuzione dellincarico commissariale, ai sensi
della deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013;
PRESO ATTO che con la suddetta Deliberazione sono stati altres, confermati i contenuti del
mandato commissariale gi affidato al Presidente pro-tempore della Regione Lazio con
deliberazione del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2010 come riformulato con la successiva
deliberazione del 20 gennaio 2012;
PRESO ATTO che con la suddetta deliberazione stato assegnato al Commissario lincarico
prioritario di adottare ed attuare i Programmi operativi per gli anni 2013-2015, redatti sulla base
delle linee guida predisposte dai Ministeri affiancanti;
PRESO ATTO che tra gli interventi prioritari assegnati al Commissario ad acta per la realizzazione
del suddetto Piano di Rientro vengono annoverati, tra gli altri, la razionalizzazione ed il
contenimento della spesa per il personale con particolare riferimento al blocco del turn over ;
CONSIDERATO che gi con L.R. n. 14/08 e s.m.i. relativa allassestamento del bilancio 2008
venivano date disposizioni in materia di personale del servizio sanitario regionale;
VISTO, in particolare, il comma 75 dellart. 1 della citata legge regionale nella parte in cui dispone
che alle aziende ed enti del servizio sanitario regionale, in caso di mancato conseguimento degli
obiettivi di risparmio di spesa previsti dalle norme di cui al comma 73, fatto divieto di procedere
ad assunzioni di nuovo personale, fatti salvi leventuale reclutamento di profili infungibili ed
indispensabili al fine del mantenimento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) preventivamente
autorizzati dal Commissario ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario e la mobilit
infraregionale tra le aziende e gli enti del servizio sanitario regionale;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 3 dicembre 2009 concernente il Patto per la salute per gli anni
2010 2012;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 10 luglio 2014 concernente il Patto per la salute per gli anni
2014 2016;
VISTO il decreto del Commissario ad Acta del 31 dicembre 2010, n. 113 recante i Programmi
Operativi 2011 2012;
PRESO ATTO che lart. 13, comma 14 del Patto per la Salute 2010-2012 prevede che per le
Regioni gi sottoposte ai piani di rientro e gi commissariate alla data di entrata in vigore della
suddetta Intesa, restano fermi lassetto della gestione commissariale previgente per la prosecuzione
del piano di rientro secondo programmi operativi predisposti dal commissario ad acta;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 17 dicembre 2009, n. U0087 recante la
Approvazione del Piano Sanitario Regionale 2010/2012;

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VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 29 settembre 2010, n U0080 avente ad oggetto la
Riorganizzazione della Rete Ospedaliera Regionale;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 31 dicembre 2010, n. U0111 avente ad oggetto
Decreto del Commissario ad acta n.U0087/2010 recante Approvazione Piano Sanitario Regionale
(PSR) 2010 2012 - Integrazioni e modifiche;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta n. U00247 del 25/7/2014 recante Adozione della
nuova edizione dei Programmi Operativi 2013-2015 a salvaguardia degli obiettivi strategici di
rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;
TENUTO CONTO che il suddetto Decreto individua, nellambito degli interventi di
razionalizzazione della gestione del personale, il blocco del turn over quale misura funzionale ai fini
degli obiettivi di contenimento della spesa del personale del SSR previsti dal Piano di Rientro;
VISTO il Decreto del Commissario ad Acta del 31 ottobre 2014 n. U0368 e s.m.i. concernente
Attuazione Programmi Operativi 2013-2015 di cui al Decreto del Commissario ad Acta n.
U00247/2014. Adozione del documento tecnico inerente: Riorganizzazione della rete ospedaliera
a salvaguardia degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;
VISTA la circolare prot. n. 98401/D4/43/01 del 21 agosto 2008 del Dipartimento Sociale con la
quale la Regione Lazio ha disposto che: per la mobilit tra le Aziende ed Enti del servizio sanitario
regionale si invitano i Direttori Generali a richiedere lautorizzazione regionale, in quanto tale
mobilit potrebbe sguarnire servizi indispensabili per la garanzia dei LEA nella Azienda cedente, la
quale sarebbe poi indotta a chiedere la deroga alla Regione con conseguente aggravio di spesa per il
nuovo posto da ricoprire;
VISTO il Decreto commissariale n. 14 del 16 febbraio 2009 recante Disposizioni in materia di
mobilit del personale del s.s.r. con il quale sono state stabilite le misure di semplificazione e
snellimento delle procedure di mobilit del personale del s.s.r.;
CONSIDERATO che con il suddetto Decreto stato stabilito che lassenso alle mobilit
concesso solo previo accertamento della sussistenza delle condizioni che assicurino la non necessit
di copertura del posto nellAzienda di provenienza e che per le mobilit dalle provincie di Roma,
Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti verso il Comune di Roma, i Direttori Generali dovranno
procedere secondo le disposizioni vigenti previo specifico decreto commissariale di
autorizzazione;
PRESO ATTO che con la nota prot. n. 8788 del 05/02/2015, agli atti della competente Direzione
Regionale, il Direttore Generale dellAzienda USL Roma B ha inoltrato formale richiesta di
autorizzazione al trasferimento in entrata, tramite procedura di mobilit, della Dott.ssa Caterina
Cimino, dirigente medico disciplina Patologia Clinica, dipendente a tempo indeterminato
dellAzienda USL Roma G;
CONSIDERATA la sussistenza del preventivo assenso al trasferimento da parte dellAzienda
cedente, espresso dallAzienda USL Roma G con la nota prot. n. 8179 del 12/05/2015;

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RILEVATA la particolare situazione di criticit derivante dalla permanenza del blocco delle
assunzioni per il personale del s.s.r. rappresentata, in particolare, dalle Aziende ed Enti del s.s.r.
insistenti ed operanti sul territorio del Comune di Roma e delle provincie del Lazio;
CONSIDERATO che la carenza di organico significata dallAzienda USL Roma B riguarda un
profilo infungibile ed indispensabile ai fini del mantenimento dei livelli essenziali di assistenza
(L.E.A.), la cui erogazione, in assenza di personale dedicato, rischia altrimenti di essere fortemente
pregiudicata con gravi ripercussioni per lutenza;
CONSIDERATO che fermo restando quanto disposto da precedenti provvedimenti commissariali
in materia di blocco delle assunzioni, lattivazione delle procedure di mobilit pu rappresentare
uno strumento funzionale ad ovviare alle situazioni di grave carenza di organico e rientra tra le
azioni volte alla razionalizzazione, ottimizzazione e pi efficiente allocazione delle risorse umane;
TENUTO CONTO che lAzienda USL Roma G, nellesprimere il nulla osta in merito alla
suddetta procedura di mobilit, ha attestato la sussistenza delle condizioni che non rendono
necessaria la sostituzione nel posto che si render vacante;
RITENUTO NECESSARIO, pertanto, autorizzare il Direttore Generale dellAzienda USL
ROMA B al trasferimento in entrata, mediante procedura di mobilit, della Dott.ssa Caterina
Cimino, dirigente medico disciplina Patologia Clinica, dipendente a tempo indeterminato
dellAzienda USL Roma G;
RITENUTO OPPORTUNO precisare che lunit trasferita non verr computata tra le unit
cessate nel corso dellanno nella azienda di provenienza ai fini della corretta determinazione degli
obiettivi connessi al risparmio derivante dal blocco del turn over;
RITENUTO OPPORTUNO rendere obbligatoria la trasmissione alla Direzione regionale Salute
e Integrazione Sociosanitaria dellatto deliberativo adottato dal Direttore Generale in attuazione
del presente provvedimento di autorizzazione;
ACQUISITO il parere favorevole del Sub Commissario;

DECRETA

Per i motivi di cui in premessa che formano parte integrante e sostanziale del presente
provvedimento:
1. di autorizzare, ai sensi del decreto Commissariale n. U0014/09, il Direttore Generale
dellAzienda USL Roma B allassunzione, mediante procedura di mobilit in entrata, della
Dott.ssa Caterina Cimino, dirigente medico disciplina Patologia Clinica, dipendente a
tempo indeterminato dellAzienda USL Roma G;
2. di precisare che lunit trasferita non verr computata tra le unit cessate nel corso dellanno
nella Azienda di provenienza ai fini della corretta determinazione degli obiettivi connessi al
risparmio derivante dal blocco del turn over;

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3. di rendere obbligatoria la trasmissione alla Direzione regionale Salute e Integrazione


Sociosanitaria dellatto deliberativo adottato dal Direttore Generale in attuazione del
presente provvedimento di autorizzazione;
4. di pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.L.

NICOLA ZINGARETTI

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Regione Lazio
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 28 maggio 2015, n. U00206
Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini - Autorizzazione all'assunzione in deroga al blocco del turn over
anno 2015.

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IL COMMISSARIO AD ACTA
(Delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)

OGGETTO: Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini


allassunzione in deroga al blocco del turn over anno 2015.

Autorizzazione

IL COMMISSARIO AD ACTA

VISTA la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3;


VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale n.1 del 6 settembre 2002;
VISTO il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i. concernente: Riordino
della disciplina in materia sanitaria, a norma dellart. 1 della legge 23 ottobre 1992, n.
421 e successive modificazioni;
VISTE le deliberazioni della Giunta Regionale n. 66 del 12 febbraio 2007 concernente:
Approvazione del "Piano di Rientro" per la sottoscrizione dell'Accordo tra Stato e
Regione Lazio ai sensi dell'art.1, comma 180, della Legge 311/2004 e n. 149 del 6
marzo 2007 avente ad oggetto: Presa datto dellAccordo Stato Regione Lazio ai sensi
dellart. 1, comma 180, della legge n. 311/2004, sottoscritto il 28 febbraio 2007.
Approvazione del Piano di Rientro;
RILEVATO, in particolare, che tra gli obiettivi individuati nel Piano di Rientro
rivestono particolare importanza quelli relativi alla gestione del personale ed alla
ottimizzazione delle risorse umane allo scopo di perseguire il contenimento della spesa;

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PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013, il
dott. Nicola Zingaretti, stato nominato Commissario ad acta per lattuazione del
vigente Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Lazio secondo i
Programmi Operativi di cui allart. 2, comma 88 della Legge n. 191 del 2009 e
successive modificazioni e integrazioni;
PRESO ATTO che con la suddetta Deliberazione sono stati, altres, confermati i
contenuti del mandato commissariale gi affidato al Presidente pro-tempore della
Regione Lazio con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2010 come
riformulato con la successiva Deliberazione del 20 gennaio 2012;
PRESO ATTO che con la suddetta Deliberazione stato assegnato al Commissario
lincarico prioritario di adottare ed attuare i Programmi operativi per gli anni 20132015, redatti sulla base delle linee guida predisposte dai Ministeri affiancanti;
PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 01 dicembre 2014
lArch. Giovanni Bissoni stato nominato Sub Commissario per lattuazione del Piano
di Rientro dai disavanzi e di riqualificazione del SSR laziale, con il compito di
affiancare il Commissario ad acta nella predisposizione dei provvedimenti da assumere
in esecuzione dellincarico commissariale, ai sensi della deliberazione del Consiglio dei
Ministri del 21 marzo 2013;
PRESO ATTO che tra gli interventi prioritari assegnati al Commissario ad acta per la
realizzazione del suddetto Piano di Rientro vengono annoverati, tra gli altri, il riassetto
della rete ospedaliera con adeguati interventi per la dismissione/riconversione dei
presidi non in grado di assicurare adeguati profili di efficienza ed efficacia, la
razionalizzazione e il contenimento della spesa per il personale con particolare
riferimento al blocco del turn-over;
VISTA la L.R. n. 14 dell11 agosto 2008 e s.m.i. relativa allassestamento del bilancio
2008 con la quale sono state fornite disposizioni in materia di personale del Servizio
Sanitario regionale;
VISTO, in particolare, il comma 73 dellart. 1 della suddetta legge regionale nella parte
in cui dispone che, ai fini del rispetto dellobbligo di riduzione del costo del personale
delle Aziende sanitarie locali, delle Aziende sanitarie ed Enti del Servizio Sanitario
Regionale, previsto dallarticolo 1, comma 98, della Legge 311/04, dallarticolo 1,
comma 198, della Legge 266/05 nonch dallarticolo 1, comma 565, della Legge
27/12/2006 n. 296 e ai fini del Piano di rientro nellequilibrio economico finanziario
previsto dallAccordo di cui allarticolo 1, comma 180, della Legge 311/04, le
medesime Aziende ed Enti, prima di procedere alla pubblicazione, anche sul sito
internet, dei bandi di concorso o di avvisi per lassunzione, devono acquisire esplicito
parere positivo motivato con decreto del Commissario ad acta per il piano di rientro

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dal disavanzo sanitario. Il parere esplicito deve essere acquisito anche per le
assunzioni a tempo determinato, ovvero per rapporti di collaborazione, consulenze o
per altre tipologie contrattuali, a qualsiasi titolo riconducibili a nuove spese per
personale;
VISTO il comma 74 dellart. 1 della citata legge regionale nella parte in cui dispone
che, ai fini dellistruttoria per lespressione del parere motivato da parte del
Commissario ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario, i direttori generali
delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale devono formulare preventivamente
misure di riorganizzazione e riconversione, sulla base di una valutazione della capacit
operativa delle singole strutture e delle risorse umane disponibili nonch delle
prestazioni effettuate e della produttivit dimostrata negli anni;
VISTO, in particolare, il comma 75 dellart. 1 della citata legge regionale nella parte in
cui dispone che alle aziende ed enti del servizio sanitario regionale, in caso di
mancato conseguimento degli obiettivi di risparmio di spesa previsti dalle norme di cui
al comma 73, fatto divieto di procedere ad assunzioni di nuovo personale, fatti salvi
leventuale reclutamento di profili infungibili e indispensabili al fine del mantenimento
dei livelli essenziali di assistenza (LEA) preventivamente autorizzati dal Commissario
ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario e la mobilit infraregionale tra le
aziende e gli enti del servizio sanitario regionale;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 3 dicembre 2009 concernente il Patto per la salute
per gli anni 2010 2012;
PRESO ATTO che lart. 13, comma 14 del Patto per la Salute 2010-2012 prevede che
per le Regioni gi sottoposte ai piani di rientro e gi commissariate alla data di entrata in
vigore della suddetta Intesa, restano fermi lassetto della gestione commissariale
previgente per la prosecuzione del piano di rientro secondo programmi operativi
predisposti dal Commissario ad acta;
PRESO ATTO che lart. 14, comma 5 del Patto per la Salute 2010-2012 prevede che il
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministero
dellEconomia e delle Finanze, nellambito dellattivit di affiancamento di propria
competenza nei confronti delle regioni sottoposte al Piano di rientro dai disavanzi,
esprime parere preventivo sui provvedimenti indicati nel Piano di rientro;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 10 luglio 2014 concernente il Patto per la salute per
gli anni 2014 2016;

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VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 25 luglio 2014 n. U0247 concernente
Adozione della nuova edizione dei Programmi Operativi 2013-2015 a salvaguardia
degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;
TENUTO CONTO che lintervento n. 2 dei sopra citati Programmi Operativi prevede
ladozione un Decreto specifico ai fini della riorganizzazione della rete ospedaliera in
conformit allo standard fissato dalla L.135/2012;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 31 ottobre 2014 n. U0368 e s.m.i.
concernente Attuazione Programmi Operativi 2013-2015 di cui al Decreto del
Commissario ad Acta n. U00247/2014. Adozione del documento tecnico inerente:
Riorganizzazione della rete ospedaliera a salvaguardia degli obiettivi strategici di
rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;
CONSIDERATO il processo di riduzione dei posti letto e delle corrispondenti unit
operative complesse previsto dalla Riorganizzazione della Rete Ospedaliera di cui al
sopra citato DCA n. U00368 del 31 ottobre 2014;
VISTA la legge 7 agosto 2012, n, 135 di conversione, con modificazioni, del decreto
legge 6 luglio 2012, n. 95 avente ad oggetto: Disposizioni urgenti per la revisione
della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, nonch misure di
rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario;
VISTO il Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 convertito con modificazioni dalla
L. 8 novembre 2012, n. 189 avente ad oggetto Disposizioni urgenti per promuovere
lo sviluppo del Paese mediante un pi alto livello di tutela della salute;
VISTO il D.L. 90 del 24 giugno 2014 recante misure urgenti per la semplificazione e
la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari convertito con
legge 11 agosto 2014, n. 114;
VISTA la nota della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria prot.
44878 del 28/01/2015 avente per oggetto rilevazione personale e attivit schede per
lanno 2014 con la quale le Aziende e gli Enti del Servizio Sanitario Regionale sono
state invitate a compilare apposite schede volte alla rilevazione della situazione del
personale, distinto per tipologia di prestazioni e per unit operative e, alla rilevazione
del fabbisogno del personale medesimo, secondo un ordine di priorit individuato da
ciascuna Azienda;
CONSIDERATO che si conclusa la procedura di riconciliazione dei dati della c.d.
Tabella A con il conto annuale e con il conto economico di ciascuna Azienda per
lanno 2004, tramite linvio, con nota prot. 140664 del 4/12/2013, al Ministero della
Salute e al Ministero dellEconomia e delle Finanze di una apposita relazione, ai fini

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della valutazione del rispetto dellobiettivo della riduzione della spesa per il personale
nella percentuale dell1,4% rispetto alla spesa per il personale del 2004;
CONSIDERATO che con le note prot. nn. 306/Dg del 14/04/2015, n. 405/DG del
06/05/2015, agli atti della competente Direzione Regionale Salute ed Integrazione
Sociosanitaria, il Direttore Generale dellA.O. San Camillo Forlanini, stante la grave
carenza nellorganico di personale tecnico di laboratorio biomedico ha presentato
formale richiesta di autorizzazione allassunzione con contratto a tempo indeterminato,
di n. 2 Collaboratori Professionali Sanitari Tecnici di Laboratorio Biomedico,
richiedendo lassunzione dei vincitori del concorso pubblico a n. 3 posti di
Collaboratore Professionale Sanitario Tecnico di Laboratorio Biomedico, la cui
procedura si conclusa nel 2007- graduatoria approvata dallA.O. San Camillo
Forlanini con deliberazione n. 1637 del 09/08/2007;
TENUTO CONTO che con deliberazione n. 0006 del 04/01/2008 dellA.O. San
Camillo Forlanini, tra laltro, sono stati nominati vincitori del concorso pubblico, per
titoli ed esami a n. 3 posti di Collaboratore Professionale Tecnico di Laboratorio
Biomedico da destinare alla U.O.C. Genetica Medica, le Sig.re Luana Barboni, Roberta
Pescosolido e Alessandra Crisi, rispettivamente classificatesi dal 1 al 3 posto;
CONSIDERATO che, come evidenziato nelle note sopra indicate, a seguito del blocco
del turn over Regionale, lA.O. San Camillo Forlanini non ha potuto procedere
allassunzione dei vincitori del concorso pubblico sopra indicato;
TENUTO CONTO che nelle note succitate il Direttore Generale dellA.O. San
Camillo Forlanini ha evidenziato la persistente necessit di avvalersi del personale con
predetto profilo professionale stante la significativa carenza in pianta organica;
TENUTO CONTO che le prime due classificate in graduatoria del concorso sopra
indicato hanno prestato attivit presso la U.O.C. Genetica Medica dellA.O. San
Camillo, con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, e che attualmente la
seconda classificata presta servizio a tempo determinato in sostituzione di maternit
presso la medesima A.O.;
CONSIDERATO che trattasi di figure professionali necessarie a garantire lassistenza
sanitaria a tutta la popolazione in tutto il territorio della Regione Lazio ed a evitare
linterruzione di pubblico servizio;
CONSIDERATO che le richieste di autorizzazione riguardano profili infungibili ed
indispensabili per garantire lerogazione delle prestazioni assistenziali in conformit dei
L.E.A.;

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CONSIDERATA la nota Regionale prot. n. 165215 del 17/03/2014 avente ad oggetto


indicazioni operative sul corretto e scorrimento delle graduatorie di concorso
pubblico vigenti nella Regione Lazio;
TENUTO CONTO che la sopra citata circolare ribadisce il diritto di precedenza dei
vincitori di concorso nelle assunzioni autorizzate dalla Regione Lazio (secondo quanto
indicato, altres, dalla Circolare della Funzione Pubblica n. 5/2013);
CONSIDERATA, pertanto, lassoluta necessit di autorizzare il Direttore Generale
dellAzienda Ospedaliera San Camillo Forlanini allassunzione con contratto a tempo
indeterminato di:
N.2 Collaboratori Professionali Sanitari Tecnici di Laboratorio Biomedico, per
la U.O.C. Laboratorio di Genetica Medica, tramite lassunzione dei primi due
vincitori del concorso pubblico, la cui graduatoria stata approvata dallA.O.
San Camillo Forlanini con Deliberazione n. 1637 del 09/08/2007, da destinare
alla U.O.C. Laboratorio di Genetica Medica;
CONSIDERATO che le succitate autorizzazioni saranno computate nella quota
percentuale di deroghe concedibili per lanno 2015;
RITENUTO NECESSARIO trasmettere ai Ministeri affiancanti, al termine della
procedura di deroga una relazione riepilogativa dei provvedimenti autorizzativi concessi
nel corso dellanno 2015, cos come richiesto dal Tavolo Tecnico per la verifica degli
adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei LEA, nella
riunione del 24/03/2015;
ACQUISITO il parere favorevole del Sub Commissario;

DECRETA

Per i motivi di cui in premessa che formano parte integrante e sostanziale del presente
provvedimento di:
1. autorizzare il Direttore Generale dellAzienda Ospedaliera San Camillo
Forlanini allassunzione con contratto a tempo indeterminato di:
N.2 Collaboratori Professionali Sanitari Tecnici di Laboratorio Biomedico, per
la U.O.C. Laboratorio di Genetica Medica, tramite lassunzione dei primi due

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vincitori del concorso pubblico, la cui graduatoria stata approvata dallA.O.


San Camillo Forlanini con Deliberazione n. 1637 del 09/08/2007;
2. trasmettere ai Ministeri affiancanti, al termine della procedura di deroga una
relazione riepilogativa dei provvedimenti autorizzativi concessi nel corso
dellanno 2015, cos come richiesto dal Tavolo Tecnico per la verifica degli
adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei LEA, nella
riunione del 24/03/2015;
3. pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.L.

Nicola Zingaretti

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Regione Lazio
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 28 maggio 2015, n. U00208
Proroga della Convenzione tra Regione Lazio e Inail per il prosieguo della collaborazione destinata alla
realizzazione del progetto cofinanziato dal Ministero della Salute "La gestione della salute e della sicurezza
nelle Aziende sanitarie pubbliche attraverso l'adozione di modelli gestionali ed organizzativi in attuazione
dell'art. 30 del Decreto Legislativo 81/2008 e smi" di cui alla DGRL 525/2011 - Approvazione Schema di
Convenzione

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Oggetto: Proroga della Convenzione tra Regione Lazio e Inail per il prosieguo della collaborazione
destinata alla realizzazione del progetto cofinanziato dal Ministero della Salute La gestione della
salute e sicurezza nelle Aziende sanitarie pubbliche attraverso ladozione di modelli gestionali ed
organizzativi in attuazione dellarticolo 30 del Decreto legislativo n. 81/2008 e smi di cui alla
DGRL 525/2011 Approvazione schema di Convenzione
IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO AD ACTA
(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)

VISTA la Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n.3;


VISTO lo Statuto della Regione Lazio 11 novembre 2001, n. 1 Nuovo Statuto della Regione
Lazio e ss.mm.ii;
VISTA la Legge 23 dicembre 1978, n. 833 e ss. mm. e ii., concernente listituzione del Servizio
Sanitario Nazionale;
VISTO il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e ss. mm. e ii., concernente il riordino della
disciplina in materia sanitaria;
VISTA la Legge Regionale 16 giugno 1994, n. 18 e ss. mm. e ii., concernente il riordino del
Servizio Sanitario Regionale ai sensi del d.lgs. 502/1992;
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002 n. 6 e ss. mm. ii., concernente Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale del 6
settembre 2002, n. 1 e ss.mm.ii.;
VISTA la delibera di Giunta regionale del 22/3/2013, n. 53: Modifiche del regolamento regionale
del 6 settembre 2002, n. 1, concernente: Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi
della Giunta regionale, e successive modificazioni;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013 con la quale stato conferito
lincarico di Commissario ad acta, per la prosecuzione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del
settore sanitario della Regione Lazio, al Presidente pro-tempore della Giunta della Regione Lazio
dr. Nicola Zingaretti;
VISTA, altres, la Delibera del Consiglio di Ministri del 1.12.2014 con la quale stato nominato
larch. Giovanni Bissoni subcommissario per lattuazione del Piano di rientro della Regione Lazio,
con il compito di affiancare il Commissario ad acta nella predisposizione dei provvedimenti da
assumere in esecuzione dellincarico commissariale, ai sensi della deliberazione del Consiglio dei
Ministri del 21 marzo 2013;

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VISTO il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, come modificato dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n.
106 ed in particolare lart. 30;
VISTO il Decreto del Commissario ad Acta n. U00074 dell08.03.2013 Convenzione tra Regione
Lazio e Inail per una collaborazione destinata alla realizzazione del progetto cofinanziato dal
Ministero della Salute La gestione della salute e sicurezza nelle Aziende sanitarie pubbliche
attraverso ladozione di modelli gestionali ed organizzativi in attuazione dellarticolo 30 del
Decreto legislativo n. 81/2008 e smi(che per brevit sar definito Progetto) con il quale viene
approvato lo schema di Convenzione;
VISTA la determinazione 18.03.2013 n. 20 di Inail - Direzione Centrale Prevenzione di
autorizzazione alla collaborazione con la Regione Lazio per la realizzazione del Progetto;
VISTA la Convenzione 11.04.2013 sottoscritta tra la Regione Lazio e Inail ed in particolare lart. 5
che ne stabilisce la durata in due anni dalla data della sua sottoscrizione;
VISTO il Decreto del Commissario ad Acta n. U 00247 del 25.07.2014 Adozione della nuova
edizione dei Programmi Operativi 2013-2015 a salvaguardia degli obiettivi strategici di Rientro dai
disavanzi sanitari della Regione Lazio, riguardo la realizzazione delle attivit progettuali in
partnership con Inail finalizzate alla sperimentazione di almeno una procedura in ogni azienda
sanitaria pubblica ai fini della prevenzione e vigilanza sugli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali, che definisce la data del 31.12.2015 per ladozione del manuale e delle linee di
indirizzo da parte della Regione Lazio;
VISTA la nota 18.02.2015 n. 88863 dellArea Sicurezza nei Luoghi di lavoro della Direzione
regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria con la quale viene proposta a Inail - Direzione
Centrale Prevenzione la proroga della suddetta Convenzione al fine di proseguire le attivit
congiunte di collaborazione;
VISTA la nota 10.04.2015 (PEC) di Inail Direzione Centrale Prevenzione (prot. 6007010042015-0001451 ) con la quale viene accolta la richiesta di proroga della suddetta Convenzione;
RITENUTO opportuno e necessario prorogare, per un anno, la precedente Convenzione stipulata in
data 11.04.2013 tra Regione Lazio - Dipartimento Programmazione Economica e Sociale e Inail Direzione Centrale Prevenzione, avente ad oggetto Collaborazione per la realizzazione del
progetto cofinanziato dal Ministero della Salute La gestione della salute e sicurezza nelle Aziende
Sanitarie pubbliche attraverso ladozione di modelli gestionali ed organizzativi in attuazione
dellarticolo 30 del Decreto legislativo n. 81/2008 e smi al fine di consentire la prosecuzione delle
attivit congiunte, programmate e non ancora realizzate, di cui alla DGRL 525/2011;
RITENUTO di confermare tutte le previsioni incluse quelle finanziarie contenute nel testo della
Convenzione sottoscritta l11.04.2013 allallegato A;
RITENUTO, di approvare lo schema di Convenzione di proroga, per un anno, della precedente
Convenzione stipulata in data 11.04.2013 tra Regione Lazio - Dipartimento Programmazione
Economica e Sociale e Inail - Direzione Centrale Prevenzione, avente ad oggetto Collaborazione
per la realizzazione del progetto cofinanziato dal Ministero della Salute La gestione della salute e
sicurezza nelle Aziende Sanitarie pubbliche attraverso ladozione di modelli gestionali ed

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organizzativi in attuazione dellarticolo 30 del Decreto legislativo n. 81/2008 e smi che costituisce
parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.

DECRETA
per le motivazioni espresse in premessa che vengono integralmente richiamate:
- di autorizzare la proroga, per un anno, della precedente Convenzione stipulata in data 11.04.2013
tra Regione Lazio - Dipartimento Programmazione Economica e Sociale e Inail - Direzione
Centrale Prevenzione, avente ad oggetto Collaborazione per la realizzazione del progetto
cofinanziato dal Ministero della Salute La gestione della salute e sicurezza nelle Aziende Sanitarie
pubbliche attraverso ladozione di modelli gestionali ed organizzativi in attuazione dellarticolo 30
del Decreto legislativo n. 81/2008 e smi al fine di consentire la prosecuzione delle attivit
congiunte, programmate e non ancora realizzate, relative allo sviluppo operativo del progetto di cui
alla DGRL 525/2011;
- di confermare tutte le previsioni incluse quelle finanziarie contenute nel testo della Convenzione
sottoscritta l11.04.2013 allallegato A;
- di approvare lo schema di Convenzione di proroga, per un anno, della precedente Convenzione
stipulata in data 11.04.2013 tra Regione Lazio - Dipartimento Programmazione Economica e
Sociale e Inail - Direzione Centrale Prevenzione, avente ad oggetto Collaborazione per la
realizzazione del progetto cofinanziato dal Ministero della Salute La gestione della salute e
sicurezza nelle Aziende Sanitarie pubbliche attraverso ladozione di modelli gestionali ed
organizzativi in attuazione dellarticolo 30 del Decreto legislativo n. 81/2008 e smi che costituisce
parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.
- di demandare alla Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio Sanitaria i successivi e
conseguenti atti.
Avverso il presente decreto ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo
Regionale del Lazio nel termine di giorni 60 (sessanta) dalla comunicazione, ovvero, ricorso
straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni 120 (centoventi) dalla pubblicazione.
Il presente Decreto, redatto in due originali, uno per gli atti della Direzione Regionale Risorse
Umane e Sistemi Informativi, Area Attivit Istituzionali, laltro per i successivi adempimenti della
struttura competente per materia, sar pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

Il Presidente
Nicola Zingaretti

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INAIL
Direzione Centrale Prevenzione

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REGIONE LAZIO
Direzione Salute e Integrazione Socio sanitaria

CONVENZIONE

tra
Inail - Direzione Centrale Prevenzione - nella persona del Direttore Centrale .
e
Regione Lazio Direzione Salute e Integrazione Socio sanitaria - nella persona del Direttore
della Direzione regionale ..

PREMESSO
- che con Decreto del Commissario ad Acta n. U00074 dell08.03.2013 la Regione Lazio ha
approvato lo schema di Convenzione con Inail per una collaborazione destinata alla realizzazione
del progetto cofinanziato dal Ministero della Salute La gestione della salute e sicurezza nelle
Aziende sanitarie pubbliche attraverso ladozione di modelli gestionali ed organizzativi in
attuazione dellarticolo 30 del Decreto legislativo n. 81/2008 e smi;
- che con Determina del Direttore Centrale Prevenzione n. 20 del 18 marzo 2013, Inail ha
autorizzato la collaborazione con la Regione Lazio destinata alla realizzazione del progetto sopra
citato;
- che in data 11.04.2013 la Convenzione stata sottoscritta tra la Regione Lazio e Inail;
- che la Convenzione allart. 5 ne stabilisce la durata in due anni dalla data della sua sottoscrizione
PRESO ATTO
- che il Decreto del Commissario ad Acta n. U00247 del 25.07.2014 Adozione della nuova
edizione dei Programmi Operativi 2013-2015 a salvaguardia degli obiettivi strategici di Rientro dai
disavanzi sanitari della Regione Lazio, riguardo la realizzazione delle attivit progettuali in
partnership con Inail finalizzate alla sperimentazione di almeno una procedura in ogni azienda
sanitaria pubblica ai fini della prevenzione e vigilanza sugli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali, definisce la data del 31.12.2015 per ladozione del manuale e delle linee di indirizzo
da parte della Regione Lazio;
- che la Regione Lazio con nota 18.02.2015 n. 88863 dellArea Sicurezza nei Luoghi di lavoro
della Direzione regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria ha proposto a Inail - Direzione
Centrale Prevenzione - la proroga della suddetta Convenzione al fine di proseguire le attivit
congiunte di collaborazione;

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- che con nota 10.04.2015 (PEC) Inail Direzione Centrale Prevenzione (prot. 60070-100420150001451) ha accolto la richiesta di proroga della suddetta Convenzione.
CONSIDERATO
- opportuno e necessario prorogare di un anno la precedente Convenzione stipulata in data
11.04.2013 tra Regione Lazio - Dipartimento Programmazione Economica e Sociale e Inail
Direzione Centrale Prevenzione, avente ad oggetto Collaborazione per la realizzazione del
progetto cofinanziato dal Ministero della Salute La gestione della salute e sicurezza nelle Aziende
Sanitarie pubbliche attraverso ladozione di modelli gestionali ed organizzativi in attuazione
dellarticolo 30 del Decreto legislativo n. 81/2008 e smi al fine di proseguire le attivit
congiunte, programmate e non ancora realizzate, relative allo sviluppo operativo del progetto di cui
alla DGRL 525/2011;
- di confermare tutte le previsioni incluse quelle finanziarie contenute nel testo della Convenzione
sottoscritta l11.04.2013 allallegato A.
Tutto quanto sopra premesso e considerato, le Parti convengono:
Art. 1 Oggetto e impegni delle Parti
Le Parti prorogano di un anno la precedente Convenzione stipulata in data 11.04.2013 tra
Regione Lazio - Dipartimento Programmazione Economica e Sociale e Inail - Direzione Centrale
Prevenzione - avente ad oggetto Collaborazione per la realizzazione del progetto cofinanziato dal
Ministero della Salute La gestione della salute e sicurezza nelle Aziende Sanitarie pubbliche
attraverso ladozione di modelli gestionali ed organizzativi in attuazione dellarticolo 30 del
Decreto legislativo n. 81/2008 e smi al fine di proseguire le attivit congiunte, programmate e non
ancora realizzate, relative allo sviluppo operativo del progetto di cui alla DGRL 525/2011;
Le Parti confermano tutte le previsioni incluse quelle finanziarie contenute nel testo della
Convenzione sottoscritta l11.04.2013 allallegato A.
Roma, ..

Per Inail
Direzione Centrale prevenzione

Per la Regione Lazio


Direzione Salute e Integrazione Sociosanitaria

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Regione Lazio
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 28 maggio 2015, n. U00213
Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini - Autorizzazione all'assunzione in deroga al blocco del turn over
anno 2015.

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IL COMMISSARIO AD ACTA
(Delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)

OGGETTO: Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini


allassunzione in deroga al blocco del turn over anno 2015.

Autorizzazione

IL COMMISSARIO AD ACTA

VISTA la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3;


VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale n.1 del 6 settembre 2002;
VISTO il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i. concernente: Riordino
della disciplina in materia sanitaria, a norma dellart. 1 della legge 23 ottobre 1992, n.
421 e successive modificazioni;
VISTE le deliberazioni della Giunta Regionale n. 66 del 12 febbraio 2007 concernente:
Approvazione del "Piano di Rientro" per la sottoscrizione dell'Accordo tra Stato e
Regione Lazio ai sensi dell'art.1, comma 180, della Legge 311/2004 e n. 149 del 6
marzo 2007 avente ad oggetto: Presa datto dellAccordo Stato Regione Lazio ai sensi
dellart. 1, comma 180, della legge n. 311/2004, sottoscritto il 28 febbraio 2007.
Approvazione del Piano di Rientro;
RILEVATO, in particolare, che tra gli obiettivi individuati nel Piano di Rientro
rivestono particolare importanza quelli relativi alla gestione del personale ed alla
ottimizzazione delle risorse umane allo scopo di perseguire il contenimento della spesa;

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PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013, il
dott. Nicola Zingaretti, stato nominato Commissario ad acta per lattuazione del
vigente Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Lazio secondo i
Programmi Operativi di cui allart. 2, comma 88 della Legge n. 191 del 2009 e
successive modificazioni e integrazioni;
PRESO ATTO che con la suddetta Deliberazione sono stati, altres, confermati i
contenuti del mandato commissariale gi affidato al Presidente pro-tempore della
Regione Lazio con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2010 come
riformulato con la successiva Deliberazione del 20 gennaio 2012;
PRESO ATTO che con la suddetta Deliberazione stato assegnato al Commissario
lincarico prioritario di adottare ed attuare i Programmi operativi per gli anni 20132015, redatti sulla base delle linee guida predisposte dai Ministeri affiancanti;
PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 01 dicembre 2014
lArch. Giovanni Bissoni stato nominato Sub Commissario per lattuazione del Piano
di Rientro dai disavanzi e di riqualificazione del SSR laziale, con il compito di
affiancare il Commissario ad acta nella predisposizione dei provvedimenti da assumere
in esecuzione dellincarico commissariale, ai sensi della deliberazione del Consiglio dei
Ministri del 21 marzo 2013;
PRESO ATTO che tra gli interventi prioritari assegnati al Commissario ad acta per la
realizzazione del suddetto Piano di Rientro vengono annoverati, tra gli altri, il riassetto
della rete ospedaliera con adeguati interventi per la dismissione/riconversione dei
presidi non in grado di assicurare adeguati profili di efficienza ed efficacia, la
razionalizzazione e il contenimento della spesa per il personale con particolare
riferimento al blocco del turn-over;
VISTA la L.R. n. 14 dell11 agosto 2008 e s.m.i. relativa allassestamento del bilancio
2008 con la quale sono state fornite disposizioni in materia di personale del Servizio
Sanitario regionale;
VISTO, in particolare, il comma 73 dellart. 1 della suddetta legge regionale nella parte
in cui dispone che, ai fini del rispetto dellobbligo di riduzione del costo del personale
delle Aziende sanitarie locali, delle Aziende sanitarie ed Enti del Servizio Sanitario
Regionale, previsto dallarticolo 1, comma 98, della Legge 311/04, dallarticolo 1,
comma 198, della Legge 266/05 nonch dallarticolo 1, comma 565, della Legge
27/12/2006 n. 296 e ai fini del Piano di rientro nellequilibrio economico finanziario
previsto dallAccordo di cui allarticolo 1, comma 180, della Legge 311/04, le
medesime Aziende ed Enti, prima di procedere alla pubblicazione, anche sul sito
internet, dei bandi di concorso o di avvisi per lassunzione, devono acquisire esplicito
parere positivo motivato con decreto del Commissario ad acta per il piano di rientro

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dal disavanzo sanitario. Il parere esplicito deve essere acquisito anche per le
assunzioni a tempo determinato, ovvero per rapporti di collaborazione, consulenze o
per altre tipologie contrattuali, a qualsiasi titolo riconducibili a nuove spese per
personale;
VISTO il comma 74 dellart. 1 della citata legge regionale nella parte in cui dispone
che, ai fini dellistruttoria per lespressione del parere motivato da parte del
Commissario ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario, i direttori generali
delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale devono formulare preventivamente
misure di riorganizzazione e riconversione, sulla base di una valutazione della capacit
operativa delle singole strutture e delle risorse umane disponibili nonch delle
prestazioni effettuate e della produttivit dimostrata negli anni;
VISTO, in particolare, il comma 75 dellart. 1 della citata legge regionale nella parte in
cui dispone che alle aziende ed enti del servizio sanitario regionale, in caso di
mancato conseguimento degli obiettivi di risparmio di spesa previsti dalle norme di cui
al comma 73, fatto divieto di procedere ad assunzioni di nuovo personale, fatti salvi
leventuale reclutamento di profili infungibili e indispensabili al fine del mantenimento
dei livelli essenziali di assistenza (LEA) preventivamente autorizzati dal Commissario
ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario e la mobilit infraregionale tra le
aziende e gli enti del servizio sanitario regionale;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 3 dicembre 2009 concernente il Patto per la salute
per gli anni 2010 2012;
PRESO ATTO che lart. 13, comma 14 del Patto per la Salute 2010-2012 prevede che
per le Regioni gi sottoposte ai piani di rientro e gi commissariate alla data di entrata in
vigore della suddetta Intesa, restano fermi lassetto della gestione commissariale
previgente per la prosecuzione del piano di rientro secondo programmi operativi
predisposti dal Commissario ad acta;
PRESO ATTO che lart. 14, comma 5 del Patto per la Salute 2010-2012 prevede che il
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministero
dellEconomia e delle Finanze, nellambito dellattivit di affiancamento di propria
competenza nei confronti delle regioni sottoposte al Piano di rientro dai disavanzi,
esprime parere preventivo sui provvedimenti indicati nel Piano di rientro;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 10 luglio 2014 concernente il Patto per la salute per
gli anni 2014 2016;

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VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 25 luglio 2014 n. U0247 concernente
Adozione della nuova edizione dei Programmi Operativi 2013-2015 a salvaguardia
degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;
TENUTO CONTO che lintervento n. 2 dei sopra citati Programmi Operativi prevede
ladozione un Decreto specifico ai fini della riorganizzazione della rete ospedaliera in
conformit allo standard fissato dalla L.135/2012;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 31 ottobre 2014 n. U0368 e s.m.i.
concernente Attuazione Programmi Operativi 2013-2015 di cui al Decreto del
Commissario ad Acta n. U00247/2014. Adozione del documento tecnico inerente:
Riorganizzazione della rete ospedaliera a salvaguardia degli obiettivi strategici di
rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;
CONSIDERATO il processo di riduzione dei posti letto e delle corrispondenti unit
operative complesse previsto dalla Riorganizzazione della Rete Ospedaliera di cui al
sopra citato DCA n. U00368 del 31 ottobre 2014;
VISTO il DCA 412/2014 avente ad oggetto Rettifica DCA n. U00368/2014 avente ad
oggetto "Attuazione Programmi Operativi 2013-2015 di cui al Decreto del
Commissario ad Acta n. U00247/2014. Adozione del documento tecnico inerente:
"Riorganizzazione della rete ospedaliera a salvaguardia degli obiettivi strategici di
rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio";
VISTA la legge 7 agosto 2012, n, 135 di conversione, con modificazioni, del decreto
legge 6 luglio 2012, n. 95 avente ad oggetto: Disposizioni urgenti per la revisione
della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, nonch misure di
rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario;
VISTO il Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 convertito con modificazioni dalla
L. 8 novembre 2012, n. 189 avente ad oggetto Disposizioni urgenti per promuovere
lo sviluppo del Paese mediante un pi alto livello di tutela della salute;
VISTO il D.L. 90 del 24 giugno 2014 recante misure urgenti per la semplificazione e
la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari convertito con
legge 11 agosto 2014, n. 114;
VISTA la nota della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria prot.
44878 del 28/01/2015 avente per oggetto rilevazione personale e attivit schede per
lanno 2014 con la quale le Aziende e gli Enti del Servizio Sanitario Regionale sono
state invitate a compilare apposite schede volte alla rilevazione della situazione del
personale, distinto per tipologia di prestazioni e per unit operative e, alla rilevazione

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del fabbisogno del personale medesimo, secondo un ordine di priorit individuato da


ciascuna Azienda;
CONSIDERATO che si conclusa la procedura di riconciliazione dei dati della c.d.
Tabella A con il conto annuale e con il conto economico di ciascuna Azienda per
lanno 2004, tramite linvio, con nota prot. 140664 del 4/12/2013, al Ministero della
Salute e al Ministero dellEconomia e delle Finanze di una apposita relazione, ai fini
della valutazione del rispetto dellobiettivo della riduzione della spesa per il personale
nella percentuale dell1,4% rispetto alla spesa per il personale del 2004;
CONSIDERATO che con la nota prot. n. 285/Dg del 09/04/2015, agli atti della
competente Direzione Regionale Salute ed Integrazione Sociosanitaria, il Direttore
Generale dellA.O. San Camillo Forlanini, ha presentato formale richiesta di deroga per
lassunzione con contratto a tempo indeterminato di n. 3 Dirigenti Medici disciplina
Neonatologia per la U.O.C. Neonatologia;
TENUTO CONTO che, come rappresentato dal Direttore Generale dellA.O. San
Camillo Forlanini, nella nota sopra indicata, la Neonatologia dellA.O. prevede 8 posti
letto di Terapia Intensiva Neonatale, e che attualmente sono attivi solo 4;
TENUTO CONTO che come confermato dal riassetto della rete ospedaliera di cui al
DCA 412/2014 avente ad oggetto Rettifica DCA n. U00368/2014 avente ad oggetto
"Attuazione Programmi Operativi 2013-2015 di cui al Decreto del Commissario ad
Acta n. U00247/2014. Adozione del documento tecnico inerente: "Riorganizzazione
della rete ospedaliera a salvaguardia degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi
sanitari della Regione Lazio", lA.O. San Camillo Forlanini sede di HUB per la rete
Perinatale;
CONSIDERATO che, come evidenziato dal Direttore Generale dellA.O. San Camillo
Forlanini, nella nota sopra indicata, la carenza di medici Neonatologi causa di forte
criticit per il mantenimento assistenziale del 2 livello;
CONSIDERATO, altres, che occorrono due turni di guardia di Neonatologi, uno per
lassistenza intensiva e semintensiva, uno per assistere i neonati in sala parto;
TENUTO CONTO, inoltre, lelevato numero di parti che si tengono presso lA.O. San
Camillo (circa 3200 parti solo nel 2014);
CONSIDERATO che trattasi di figure professionali necessarie a garantire lassistenza
sanitaria a tutta la popolazione in tutto il territorio della Regione Lazio ed a evitare
linterruzione di pubblico servizio;
CONSIDERATO che le richieste di autorizzazione riguardano profili infungibili ed

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indispensabili per garantire lerogazione delle prestazioni assistenziali in conformit dei


L.E.A.;
CONSIDERATA la nota Regionale prot. n. 165215 del 17/03/2014 avente ad oggetto
indicazioni operative sul corretto e scorrimento delle graduatorie di concorso
pubblico vigenti nella Regione Lazio;
CONSIDERATA, pertanto, lassoluta necessit di autorizzare il Direttore Generale
dellAzienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, allassunzione con contratto a tempo
indeterminato tramite scorrimento di graduatorie di concorsi pubblici in corso di
validit, di :
N.2 Dirigenti Medici disciplina Neonatologia;
RITENUTO NECESSARIO, in caso di infruttuoso scorrimento delle graduatorie
valide di concorso pubblico, autorizzare lAzienda Ospedaliera San Camillo Forlanini
allindizione di un avviso pubblico a livello nazionale di mobilit, previa
comunicazione alle competenti strutture regionali;
CONSIDERATO che le succitate autorizzazioni saranno computate nella quota
percentuale di deroghe concedibili per lanno 2015;
RITENUTO NECESSARIO trasmettere ai Ministeri affiancanti, al termine della
procedura di deroga una relazione riepilogativa dei provvedimenti autorizzativi concessi
nel corso dellanno 2015, cos come richiesto dal Tavolo Tecnico per la verifica degli
adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei LEA, nella
riunione del 24/03/2015;
ACQUISITO il parere favorevole del Sub Commissario;

DECRETA

Per i motivi di cui in premessa che formano parte integrante e sostanziale del presente
provvedimento di:
1. di autorizzare il Direttore Generale dellAzienda Ospedaliera San Camillo
Forlanini, allassunzione con contratto a tempo indeterminato tramite
scorrimento di graduatorie di concorsi pubblici in corso di validit di :
N.2 Dirigenti Medici disciplina Neonatologia;

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2. Autorizzare in caso di infruttuoso scorrimento delle graduatorie valide di


concorso pubblico, lAzienda Ospedaliera San Camillo Forlanini allindizione di
un avviso pubblico a livello nazionale di mobilit, previa comunicazione alle
competenti strutture regionali;
3. trasmettere ai Ministeri affiancanti, al termine della procedura di deroga una
relazione riepilogativa dei provvedimenti autorizzativi concessi nel corso
dellanno 2015, cos come richiesto dal Tavolo Tecnico per la verifica degli
adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei LEA, nella
riunione del 24/03/2015;
4. pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.L.

Nicola Zingaretti

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Regione Lazio
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 28 maggio 2015, n. U00214
Requisiti minimi autorizzativi strutturali, tecnologici ed organizzativi per l'esercizio delle attivit sanitarie e
sociosanitarie nell'ambito delle patologie da dipendenza e dei comportamenti di addiction di cui al DCA
13/2015. Integrale sostituzione dei paragrafi 3.6, 4.7 e 7.6 di cui all'ALL. C del DCA 8/2011.

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Decreto del Presidente


in qualit di Commissario ad acta
(delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)

Oggetto: Requisiti minimi autorizzativi strutturali, tecnologici ed organizzativi per lesercizio delle
attivit sanitarie e sociosanitarie nellambito delle patologie da dipendenza e dei comportamenti di
addiction di cui al DCA 13/2015. Integrale sostituzione dei paragrafi 3.6, 4.7, 7.6 di cui allALL.C
del DCA 8/2011.

IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO AD ACTA

VISTO lo Statuto della Regione Lazio approvato con L.R. 11 novembre 2004, n.1;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n.6 e successive modificazioni ed integrazioni;
VISTO il regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n.1 del 6
settembre 2002 e successive modificazioni ed integrazioni;
DATO ATTO che, con deliberazione del Consiglio dei ministri del 21 marzo 2013, il Presidente
della Regione Lazio Nicola Zingaretti stato nominato Commissario ad Acta per la realizzazione
degli obiettivi di risanamento finanziario previsti nel Piano di Rientro dai disavanzi regionali per la
spesa sanitaria;
DATO ATTO, altres, che il Consiglio dei Ministri con deliberazione del 1 dicembre 2014, ha
deliberato la nomina dellarch. Giovanni Bissoni quale Sub Commissario nellattuazione dei piani
di rientro dai disavanzi del SSR della Regione Lazio, con il compito di affiancare il Commissario
ad acta nella predisposizione dei provvedimenti da assumere in esecuzione dellincarico
commissariale, ai sensi della deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013, richiamati
in particolare le azioni e gli interventi in via prioritaria indicati nella deliberazione del Consiglio dei
Ministri del 20 gennaio 2012, intendendosi aggiornati i termini ivi indicati, intervenendo anche per
garantire, in maniera uniforme sul territorio regionale, lerogazione dei livelli essenziali di
assistenza in condizioni di appropriatezza, sicurezza e qualit, attraverso un utilizzo efficiente delle
risorse;
VISTA la legge 27 dicembre 1978, n. 833 e successive modificazioni, concernente listituzione del
Servizio Sanitario Nazionale;

VISTO il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n.502 e successive modificazioni ed integrazioni concernente:


Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dellart.1 della legge 23 ottobre 1992, n.
421 e successive modificazioni;

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IL PRESIDENTE
IN QUALITA DI COMMISSARIO AD ACTA
( delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013 )
VISTA la legge regionale 16 giugno 1994 n.18, e successive modificazioni recante Disposizioni
per il riordino del SSR ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.502 e successive
modificazioni e integrazioni. Istituzioni delle aziende unit sanitarie locali;

VISTA la Legge Regionale n.13 del 30 dicembre 2013 Legge di Stabilit Regionale 2014
VISTA la Legge Regionale n.14 del 30 dicembre 2013 recante Bilancio di previsione della
Regione Lazio per lesercizio finanziario 2014-2016;
VISTA la Legge Regionale 3 marzo 2003, n.4 Norme in materia di autorizzazione alla
realizzazione di strutture e allesercizio di attivit sanitarie e socio sanitarie, di accreditamento
istituzionale e di accordi contrattuali, e successive modificazioni ed integrazioni;
VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001 recante Definizione
dei livelli essenziali di assistenza (LEA) che individua, in accordo con le Regioni, nellallegato
n.1 i Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria da garantire a tutti i cittadini e nellallegato n. 4 nel
definire il ruolo delle Regioni in materia di Lea limpegno delle regioni stesse a far fronte alle
eventuali ulteriori esigenze finanziarie con mezzi propri, per contenere le spese nellambito delle
risorse disponibili e per mantenere lerogazione delle prestazioni ricomprese nei livelli essenziali di
assistenza;
VISTO il gi citato DPCM 29 novembre 2001 (LEA) che indica le prestazioni ed i servizi che
debbono essere garantiti a favore di soggetti dipendenti da sostanze stupefacenti o psicotrope e da
alcool (compresi i tossicodipendenti detenuti o internati) e/o delle loro famiglie;
VISTI l'Accordo della Conferenza Stato Regioni del 21.01.1999 che individua le specifiche
prestazioni delle unit operative pubbliche specializzate nel settore delle tossicodipendenze ed il
Provvedimento della Conferenza Stato Regioni del 05.08. 1999 che individua i requisiti minimi
autorizzativi e di accreditamento per servizi privati: entrambi questi blocchi di prestazioni
costituiscono i LEA attualmente vigenti;
VISTO il Testo Unico aggiornato delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze
psicotrope prevenzione e cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza (D.P.R.
n.309/90 e successive modificazioni) ed in particolare larticolo 127 comma 1, concernente il
finanziamento di progetti () finalizzati alla prevenzione e al recupero delle tossicodipendenze e
dellalcoldipendenza () e il comma 7 che enuncia le finalit di detti progetti: a) alla promozione
di programmi sperimentali di prevenzione sul territorio nazionale; b) alla realizzazione di
iniziative di razionalizzazione dei sistemi di rilevazione e di valutazione dei dati; c) alla
elaborazione di efficaci collegamenti con le iniziative assunte dall'Unione europea; d) allo
sviluppo di iniziative di informazione e di sensibilizzazione; e) alla formazione del personale nei
settori di specifica competenza; f) alla realizzazione di programmi di educazione alla salute; g) al
trasferimento dei dati tra amministrazioni centrali e locali.;

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IL PRESIDENTE
IN QUALITA DI COMMISSARIO AD ACTA
( delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013 )
PRESO ATTO che molti dei servizi per le dipendenze previsti dallAtto di Intesa Stato Regioni del
1999, rientranti nei vigenti LEA, sono accreditati nella maggioranza delle Regioni, e che nella
Regione Lazio, in attesa che fosse completato il percorso dellaccreditamento istituzionale, sono
statiassicurati nellambito dei Progetti regionali Lotta alla Droga ormai da circa quindici anni con
gli atti di seguito elencati:
Fondo Nazionale Lotta alla Droga 1997/98/99: Bando regionale DGR 5057/1999, approvazione
progetti DGR 1111/2000. Con DGR 686/2003 approvazione proroga di 12 mesi
Fondo Nazionale Lotta alla Droga 2000: Bando regionale DGR 1229/2001, approvazione progetti
DGR 1672/2002
Fondo Nazionale 2001/2002/2003: Bando Regionale 634/2004, approvazione progetti 632/2005.
Periodo di attuazione progetti agosto 2005/gennaio 2007.
Fondo Regionale: Con DGR 226/2007 approvazione proroga 9 mesi (fino a novembre 2007). Con
DGR 1045/2007 approvazione proroga di ulteriori 5 mesi (fino ad aprile 2008). Con
Determinazione 2260/2009 ulteriore proroga di 88 giorni (fino al 20 luglio 2008, in attesa risultati
bando)
Fondo Regionale: Bando DGR 186/2008 per progetti di 22 mesi (dal 21 luglio 2008 al 20 maggio
2010). Con Determinazione n. 3157/2010 approvazione proroga di 6 mesi (fino al novembre 2010).
Con Determinazioni 5958/2010 e 0911/2011 proroghe fino al 30 aprile 2011
Fondo Regionale: DGR556/2010 per progetti di 20 mesi fino al 31 dicembre 2012
Fondo Sanitario Regionale DCA 430/2012 (proroga progetti fino al 31 maggio 2013)
Fondo Sanitario Regionale DCA 430/2012 bando 24 mesi fino al 31 maggio 2015;
CONSIDERATO altres che Gli Enti ammessi alla partecipazione ai suddetti bandi, ai sensi della
Legge 45/99, istitutiva del primo Finanziamento per Progetti nella Lotta alla Droga sono (art.1
comma 3): Le province, i comuni e i loro consorzi, le comunit montane, le aziende unit sanitarie
locali, gli enti di cui agli articoli 115 e 116, le organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11
agosto 1991, n. 266, le cooperative sociali di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 8
novembre 1991, n. 381, e loro consorzi, possono presentare alle regioni progetti finalizzati alla
prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dall'alcoldipendenza correlata e al
reinserimento lavorativo dei tossicodipendenti, da finanziare a valere sulle disponibilit del Fondo
nazionale di cui al comma 1, nei limiti delle risorse assegnate a ciascuna regione..
E che pertanto la Regione ha dichiarato quali soggetti ammessi alla presentazione delle domande di
finanziamento:

Aziende Sanitarie Locali della Regione Lazio


Enti Locali della Regione Lazio
Enti Ausiliari, iscritti all'Albo della Regione Lazio
Organizzazioni di volontariato, iscritte al Registro Regionale delle Organ. di
Volontariato della Regione Lazio
Cooperative Sociali (iscritte all'Albo Regionale delle Cooperative Sociali)
Associazioni di Promozione sociale, iscritte al Registro Regionale (Legge
383/2000)
Consorzi e Associazioni di soggetti di cui sopra, giuridicamente costituiti
Partenariati fra soggetti ammissibili;

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IL PRESIDENTE
IN QUALITA DI COMMISSARIO AD ACTA
( delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013 )
VISTO il DCA n. 90/2010 e successive modificazioni che nel disciplinare le procedure per
laccreditamento definitivo delle strutture sanitarie e socio-sanitarie private approvava i Requisiti
minimi autorizzativi per lesercizio delle attivit sanitarie e socio sanitarie nonch i Requisiti
ulteriori per laccreditamento;
CONSIDERATO che a seguito del presente DCA , il fabbisogno stimato, in prima istanza, pari
allattuale erogazione dei servizi;
VISTO il DCA 13/2015 Riorganizzazione della rete dei servizi per le patologie da dipendenza e
per i comportamenti di addiction, con il quale la Regione Lazio ha inteso rimodulare e aggiornare
lofferta dei servizi, ivi compresa lofferta dei servizi pubblici, anche a seguito di cambiamenti
avvenuti negli ultimi decenni del fenomeno di uso, abuso e dipendenza da sostanze;
CONSIDERATO che, si sono susseguiti numerosi incontri con i servizi pubblici delle dipendenze
(SERD) gli Enti, le associazioni e le cooperative sociali che erogano servizi riconducibili a tutte le
tipologie assistenziali cos come ridefinite dal DCA 13/2015, al fine di esaminare le criticit
riconducibili alladeguamento ai requisiti organizzativi e strutturali contenuti nel presente decreto;
CONSIDERATO altres che lintero lavoro di definizione dei requisiti medesimi stato condiviso
con i sopracitati enti;
TENUTO CONTO che nellallegato A, che forma parte integrante e sostanziale del presente
decreto, la Regione Lazio ha proceduto allelaborazione dei requisiti autorizzativi minimi per i
servizi per le patologie da dipendenza e per i comportamenti di addiction, prevedendo anche la
dotazione minima di personale necessaria a garantire i livelli di assistenza per tutte le tipologie
assistenziali previste dal DCA 13/2015;
CONSIDERATO che la competente Area Autorizzazione e Accreditamento Completamento
adempimenti Legge 12/2011 provveder con successivo decreto alla definizione dellintero
percorso finalizzato alla autorizzazione dei servizi idonei ed al successivo accreditamento degli Enti
aventi diritto;
CONSIDERATO che la Regione Lazio istituir un corso di qualificazione per Operatori Socio
Sanitari (OSS) per il personale gi operante nelle strutture per la tossicodipendenza e non
attualmente in possesso di alcun titolo professionale specifico. Tale corso di qualificazione
preveder un programma formativo alluopo strutturato in relazione alle competenze gi acquisite.
Saranno attivati tavoli di lavoro tra la Direzione Salute e Integrazione Socio Sanitaria e la Direzione
regionale formazione, ricerca e innovazione, scuola e universita', diritto allo studio;
CONSIDERATO altres che gli operatori attualmente impegnati a tempo indeterminato senza
qualifica specifica, che verranno qualificati come OSS, in taluni casi attualmente ricoprono un
monte ore complessivo superiore a quello previsto dai presenti requisiti per la qualifica di OSS ;
RITENUTO di stabilire , al fine di garantire la non interruzione dei contratti in essere al 30 aprile
corrente anno, che il monte ore eccedente riferito alla qualifica di OSS, sia recuperato dallorario
assegnato a personale con qualifica professionale educatore professionale;

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IL PRESIDENTE
IN QUALITA DI COMMISSARIO AD ACTA
( delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013 )
RITENUTO quindi di stabilire che lindicazione di cui sopra debba esaurirsi in concomitanza con il
termine dei contratti in essere (dimissioni, quiescenza, trasferimento in struttura extra regionale,
licenziamento, etc);
CONSIDERATO che i requisiti di cui al presente atto non stabiliscono la dotazione organica dei
servizi pubblici per le dipendenze, da definire con successivo provvedimento in relazione allutenza
ed alla popolazione da assistere, nonch ai vincoli normativi previsti per il pubblico impiego;
CONSIDERATO che i servizi di cui sopra debbono essere riorganizzati su scala ASL anche al fine
di garantire la differenziazione dellofferta secondo le indicazioni del DCA 13/2015 con il
personale effettivamente disponibile o acquisibile, tenendo conto della vigente normativa di settore;
RITENUTO che i percorsi sopra indicati possono essere ragionevolmente conclusi nel termine di
due anni, fatte salve nuove e non previste indicazioni;
CONSIDERATO che per le strutture gi in possesso di autorizzazione allesercizio rilasciata ai
sensi della previgente normativa possono essere previste camere da letto fino ad un massimo di 6
posti, garantendo comunque la superficie minima di 6 m.q. a posto letto, bagno escluso e che
sempre per le medesime strutture gi in possesso di autorizzazione allesercizio rilasciata ai sensi
della previgente normativa: minimo 1 bagno completo ogni 6 utenti;

DECRETA

Per le motivazioni citate in premessa:


1. Di approvare lallegato A, che forma parte integrante e sostanziale del presente decreto,
Requisiti minimi autorizzativi per lesercizio delle attivit sanitarie e sociosanitarie
nellambito delle patologie da dipendenza e dei comportamenti di addiction;
2. Di sostituire integralmente i seguenti capitoli dellAllegato C del DCA n.U0008/2011:
3.6 , 4.7, 7.6;
Di trasmettere il presente decreto, ai sensi dellart.3, comma 1, dellAccordo del Piano di
Rientro, ai Ministeri competenti.

Il presente provvedimento sar pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio

Il Commissario ad Acta
Nicola Zingaretti

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ALLEGATO A
REQUISITI MINIMI AUTORIZZATIVI STRUTTURALI, TECNOLOGICI ED ORGANIZZATIVI
PER LESERCIZIO DELLE ATTIVITA SANITARIE E SOCIOSANITARIE NELLAMBITO
DELLE PATOLOGIE DA DIPENDENZA E DEI COMPORTAMENTI DI ADDICTION
3.6. SERVIZI AMBULATORIALI PER LE PERSONE CON DISTURBO DA USO DI SOSTANZA E/O
CON ADDICTION
Definizione
I Servizi Ambulatoriali si articolano cos come descritti nel DCA 13/2015, cui si rimanda per le indicazioni
di dettaglio
- Diagnostico (A.D.)
- Terapeutico Riabilitativo (A.T.R)
- Specialistico (A.S.) Cocaina /Alcol / Immigrati /Senza sostanza
- Drop-in (A.R.D.).
Il servizio pubblico si avvale della collaborazione dei servizi privati nel processo di valutazione del paziente
e nella definizione dei piani di trattamento individualizzati ed integrati da erogare tramite la rete dei servizi
privati accreditati, come gi previsto dalla Determina n. B02807/2013.
In sintesi i Servizi sono definiti, come di seguito indicato:
Servizio Ambulatoriale Diagnostico (A.D.)
Il Servizio Ambulatoriale Diagnostico rappresenta lo snodo primario dellintera rete di intervento con finalit
di Valutazione diagnostica e predisposizione del Piano di Cura. E dedicato a tutti i soggetti, con accesso
libero anche inviati da altri luoghi di prima accoglienza, che richiedano un trattamento per disturbo da uso di
sostanze o da comportamenti di addiction.
Servizio Ambulatoriale Terapeutico Riabilitativo (A.T.R)
Il Servizio rivolto a pazienti che abbiano preservato il mantenimento di autonomia personale e sociale,
ovvero a pazienti per i quali sia necessario lavorare per favorire una motivazione al cambiamento. Garantisce
un trattamento multidisciplinare, dettagliatamente descritto e personalizzato. finalizzato alla gestione /
superamento del comportamento di abuso/dipendenza, alla gestione della salute fisica e psichica, e a
supportare il paziente nella pianificazione di vita per ottimizzarne le competenze sociali. Pu anche dotarsi di
ambulatorio mobile per la somministrazione di terapia farmacologica, al fine di garantire laccessibilit alle
cure ai pazienti in carico.
Servizio Ambulatoriale Specialistico (A.S.) Cocaina /Alcol / Immigrati /Senza sostanza
Il Servizio Ambulatoriale Specialistico rivolto a target specifici di pazienti (disturbo da uso Cocaina,
disturbo da uso di Alcol, dipendenze senza sostanza, immigrati con dipendenza da sostanza) con quadro
clinico complesso, che presentino medio-alto livello motivazionale e mantenimento di risorse individuali.
assicurato trattamento focale mirato.
Servizio Ambulatoriale Drop-in (A.R.D.).
Il servizio ambulatoriale Drop-In per la Riduzione del Danno rivolto a pazienti con bassa motivazione al
cambiamento, che presentano una richiesta di contenimento della sintomatologia fisica. Assicura una prima
risposta sanitaria per la prevenzione di patologie correlate, facilitando il contatto tra i consumatori ed il
sistema di intervento, garantendo trattamento farmacologico e distribuzione di materiale di profilassi
sanitaria.
Indicazioni per i Servizi Pubblici per le Dipendenze

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I Servizi Pubblici per le Patologie da Dipendenza (Ser.D.) devono garantire su scala ASL lintera offerta
ambulatoriale, anche articolando su pi sedi le tipologie Diagnostico, Terapeutico Riabilitativo e Riduzione
del Danno; i servizi specialistici potranno essere attivati secondo le necessit locali.
Le singole tipologie di Servizio Specialistico saranno attivate, in una prima fase, in funzione della domanda
di trattamento gi presente.
Per definirsi quale Ser.D. necessario che siano assicurate nella sede almeno le funzioni del Servizio
Diagnostico (A.D.) e del Servizio Terapeutico Riabilitativo (A.T.R.).
Le altre sedi di erogazione di Servizi (una o pi tipologie diverse dallassociazione A.D.+A.T.R.) saranno
considerate presidi distaccati del Ser.D.
Il Ser.D., attraverso i Servizi attivati su scala aziendale, deve inoltre garantire gli interventi e le azioni in
materia di prevenzione e di reinserimento sociale come previsto dalla normativa nazionale, dagli Accordi
Stato Regioni e P.A. e come stabilito dai Livelli Essenziali di Assistenza, con particolare riguardo a:
a) progettazione ed esecuzione in forma diretta o indiretta di interventi di informazione e
prevenzione;
b) prevenzione della mortalit e della morbosit legate alla tossicodipendenze e/o all'abuso di sostanze, con
particolare riferimento alla mortalit da episodi acuti;
c) raccolta degli elementi informativi (di base e specifici) necessari per la definizione epidemiologica della
entit e caratteristiche del problema;
d) adeguata formazione del personale in servizio e aggiornamento permanente dello stesso;
e) valutazione periodica dei risultati terapeutici e del conseguimento degli obiettivi assistenziali;
f) collaborazione con le altre istituzioni coinvolte nella strategia complessiva di contrasto del fenomeno
della droga.
Nel territorio della Citt di Roma deve essere garantito in ambito pubblico un Presidio ambulatoriale aperto
sulle 24 h. Al servizio concorrono, anche con proprie risorse di personale , tutte le ASL insistenti sul
territorio cittadino.
3.6.1. Requisiti strutturali generali
Oltre ai requisiti di cui al punto 3.0.1, i Servizi ambulatoriali devono disporre almeno di:
1. Locale per attesa
2. Locale per visite medica
3. Locale per somministrazione terapia farmacologica, qualora prevista tra le prestazioni erogate dal
servizio
4. Locale per colloqui
5. Locale per riunioni interne
6. Locale controllato per la raccolta dei campioni biologici (ad esclusione dei servizi specialistici che
non prevedono obbligatoriamente raccolta di campioni biologici, come alcol e senza sostanza)
7. Locale per attivit di gruppo (per A.T.R. e A.S.)
8. Nel caso di A.R.D. h24: cucinetta di reparto e un locale per il personale
I locali possono essere anche ad uso non esclusivo per lintera durata di apertura del servizio, fermo restando
che quelli dedicati alle prestazioni ad utenza devono garantire la tutela della privacy, tra cui lassenza di
prestazioni individuali contemporanee nello stesso locale a pi pazienti.
Per i servizi operanti in ambito penitenziario si far riferimento a quanto previsto dallart. 3 dellAccordo in
Conferenza Unificata del 22.01.2015 (rep. Atti n 3/CU 22.01.2015)
3.6.2. Requisiti tecnologici generali
Oltre ai requisiti di cui al punto 3.0.2 e 3.0.3, i Servizi ambulatoriali devono essere dotati di:
1. Frigorifero
2. Armadio conservazione farmaci
3. Apparecchiature telefoniche, fax

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4. Attrezzature informatiche (hardware, software e collegamenti in rete)


5. Cassaforte (per A.D., A.T.R., A.S. per immigrati con dipendenza da sostanza, A.R.D.)
Qualora il Servizio A.T.R. sia dotato di mezzo adibito ad ambulatorio mobile, deve essere assicurata la
presenza di:
6. Attrezzature sanitarie idonee per erogare le prestazioni previste
7. Defibrillatore
8. Clinical box per raccolta temporanea rifiuti sanitari
9. Estintore
3.6.3. Requisiti organizzativi generali
Programma
Il Servizio assicura le funzioni e le prestazioni indicate dal DCA n. U00013 del 13.01.2015, nel rispetto delle
indicazioni operative specificate nella Determina regionale B02807/2013.
Documentazione
La documentazione relativa alla tipologia dintervento deve contenere: principi, modelli teorici di
riferimento, definizione del target, definizione degli obiettivi, definizione della azioni/prestazioni,
definizione delle fasi e dei tempi, esplicitazione delle risorse umane impiegati e dei metodi di
supervisione/formazione/aggiornamento utilizzati, definizione degli strumenti di monitoraggio, definizione
degli strumenti di valutazione.
Deve essere utilizzata una cartella individuale (anche informatizzata), che contenga i dati relativi al paziente
(anagrafici, data inizio programma, operatori di riferimento, anamnesi tossicologica, diagnosi), obiettivi
terapeutici, piano di trattamento, prestazioni erogate, verifiche e risultati raggiunti, data e motivazione fine
programma.
assicurato un sistema di archiviazione, secondo la normativa vigente.
Sono adottati: un regolamento interno contenente i criteri generali di organizzazione del servizio ed un
documento informativo contenente i diritti ed i doveri dellutenza.
Il Servizio assolve al debito informativo previsto dalla Regione Lazio.
Personale
Le figure professionali minime previste sono di seguito indicate per le singole tipologie.
Deve essere assicurata sia lassistenza diretta sia lassistenza indiretta, comprensiva di attivit di
coordinamento, di riunioni di equipe, compilazione documentazione sanitaria cartacea e informatizzata,
supervisione/formazione e tutte le attivit ritenute necessarie ad assicurare la qualit del servizio.
La dotazione di personale deve essere adeguata alla tipologia e al volume delle prestazioni erogate.
Per quanto concerne il personale del SSR , si rimanda a successivo documento la definizione della dotazione
organica, compatibile con i requisiti del presente atto e con leffettiva numerosit dellutenza e della
popolazione da assistere.
prevista la presenza di Responsabile con qualifica di Medico o Psicologo, con monte ore adeguato
allorario di apertura del servizio. La funzione di Responsabile pu essere ricoperta da una delle unit di
personale gi presenti nel Servizio, ferma restando la garanzia di ore di assistenza diretta. Nel caso siano
presenti pi Servizi nel medesimo presidio, il Responsabile pu essere unico.
Nel Servizio Pubblico la funzione di responsabilit di uno o pi Servizi demandata alle figure apicali,
individuate dei rispettivi Atti di organizzazione aziendali.
3.6.3.1 Servizio Ambulatoriale Diagnostico (A.D.). Requisiti organizzativi specifici
Oltre ai requisiti di cui al punto 3.6.3., il Servizio deve assicurare:
Orario di apertura: almeno 4 giorni a settimana per 4 ore.
Personale
assicurata la presenza di: medico, psichiatra, psicologo, infermiere, assistente sociale.
Ogni turno deve prevedere la presenza di almeno due figure professionali e tutte le figure
professionali devono essere coopresenti almeno un giorno a settimana.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per
garantire il funzionamento del Servizio.

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qualifica
medico
psichiatra
psicologo
assistente sociale
infermiere

monte ore settimanali


18
8
18
12
12

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numero unit di personale


0,6
0,25
0,6
0,4
0,4

3.6.3.2. Servizio Ambulatoriale Terapeutico Riabilitativo (A.T.R.). Requisiti organizzativi specifici


Oltre ai requisiti di cui al punto 3.6.3., il Servizio deve assicurare:
Orario di apertura: 36 ore settimanali, articolate in 6 giorni a settimana per almeno 6 ore; almeno
due giorni con orario pomeridiano
Personale
assicurata la presenza di: medico, psichiatra, psicologo iscritto allelenco degli psicoterapeuti,
infermiere, assistente sociale, educatore professionale.
Durante le ore di apertura del servizio allutenza assicurata la presenza di almeno una unit per
figura professionale (per medico, psicologo, assistente sociale, infermiere), in funzione
dellarticolazione delle attivit cliniche giornaliere e coerentemente con le prestazioni erogate.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per
garantire il funzionamento del Servizio.
qualifica
medico
psichiatra
psicologo psicoterapeuta
assistente sociale
infermiere
educatore professionale

monte ore settimanali


38
19
38
38
38
38

numero unit di personale


1,25
0,6
1,25
1,25
1,25
1,25

Qualora venga utilizzato un ambulatorio mobile per la somministrazione di terapia farmacologica,


assicurata la presenza aggiuntiva sul mezzo almeno di un medico ed un infermiere.

3.6.3.3. Servizio Ambulatoriale Specialistico (A.S.). Requisiti organizzativi specifici


Oltre ai requisiti di cui al punto 3.6.3., il Servizio deve assicurare:
Orario di apertura
Servizio ambulatoriale specialistico cocaina 20 ore settimanali, articolate in 4 giorni a settimana,
5 ore al giorno (2 pomeridiani)
Servizio ambulatoriale specialistico alcol 20 ore settimanali, articolate in 4 giorni a settimana, 5
ore al giorno (2 pomeridiani)
Servizio ambulatoriale specialistico dipendenze senza sostanza - 20 ore settimanali, 4 giorni a
settimana, 5 ore al giorno (2 pomeridiani)
Servizio ambulatoriale specialistico immigrati - 30 ore settimanali per almeno 5 giorni
Personale
Specialistico cocaina
assicurata la presenza di medico, psichiatra, psicologo iscritto allelenco degli psicoterapeuti,
infermiere, assistente sociale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per
garantire il funzionamento del Servizio.
4

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qualifica
medico
psichiatra
psicoterapeuta
assistente sociale
infermiere

monte ore settimanali


12
18
32
18
18

Pag. 60 di 425

numero unit di personale


0,4
0,6
1
0,6
0,6

Specialistico alcol
assicurata la presenza di medico, psichiatra, psicologo iscritto allelenco degli psicoterapeuti,
infermiere, assistente sociale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per
garantire il funzionamento del Servizio.
qualifica
medico
psichiatra
psicoterapeuta
assistente sociale
infermiere

monte ore settimanali


24
12
18
24
18

numero unit di personale


0,8
0,4
0,8
0,8
0,6

Specialistico senza sostanza


assicurata la presenza di medico, psichiatra, psicologo iscritto allelenco degli psicoterapeuti,
assistente sociale, infermiere, educatore professionale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per
garantire il funzionamento del Servizio.
numero unit di personale
qualifica
monte ore settimanali
medico
8
0,25
psichiatra
18
0,6
32
1
psicoterapeuta
assistente sociale
18
0,6
educatore professionale
12
0,4
Specialistico immigrati
assicurata la presenza di medico, psicologo, infermiere, assistente sociale, mediatore culturale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per
garantire il funzionamento del Servizio.
qualifica
medico
psicologo
assistente sociale
infermiere
mediatore culturale

monte ore settimanali


32
18
32
32
30

numero unit di personale


1
0,6
1
1
1

3.6.3.4. Servizio Ambulatoriale Drop-In (A.R.D.). Requisiti organizzativi specifici


Oltre ai requisiti di cui al punto 3.6.3., il Servizio deve assicurare:
5

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Orario di apertura: almeno 30 ore settimanali, su 6 giornate (almeno 3 pomeriggi).


Pu essere previsto, secondo fabbisogno, apertura h 24, su 7 giornate.
Personale
assicurata la presenza di medico, psicologo, infermiere, assistente sociale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per
garantire il funzionamento del Servizio.
qualifica
medico
psicologo
infermiere
operatore socio sanitario

monte ore settimanali


32
8
32
18

numero unit di personale


1
0,25
1
0,6

Il presidio h 24 deve assicurare inoltre, sul tempo eccedente le 30 ore a settimana, la presenza di
almeno un medico e un infermiere per turno.

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4.7. SERVIZI RESIDENZIALI E SEMIRESIDENZIALI PER LE PERSONE CON DISTURBO DA


USO DI SOSTANZA E/O CON ADDICTION

4.7.1. SERVIZI RESIDENZIALI


Definizione
I Servizi Residenziali si articolano cos come descritti nel DCA 13/2015, cui si rimanda per le indicazioni di
dettaglio
- Pedagogico Riabilitativo (R.P.R.)
- Terapeutico Riabilitativo (R.T.R.)
- Specialistico (R.S.)
In sintesi i Servizi sono definiti, come di seguito indicato:
Servizio Residenziale Pedagogico Riabilitativo (R.P.R)
Il Servizio Residenziale Pedagogico Riabilitativo rivolto a pazienti con compromissione dellautonomia
personale, con sufficiente motivazione al cambiamento. finalizzato al potenziamento e alla valorizzazione
delle risorse individuali presenti e a migliorare lintegrazione sociale, lavorativa, attraverso percorsi
educativi. Si basa sulla condivisione e ladesione a valori e norme comuni che regolano i rapporti
interpersonali e al miglioramento e alla tutela dello stato di salute psicofisica.
Servizio Residenziale Terapeutico Riabilitativo (R.T.R)
Il Servizio Residenziale Terapeutico Riabilitativo rivolto a pazienti con media-alta motivazione al
cambiamento e risorse adeguate a intraprendere percorsi di comprensione della patologia e di modificazione
dei patterns emotivo/cognitivo/comportamentali. finalizzato alla gestione/superamento del comportamento
da dipendenza e alla adeguata gestione della salute fisica e psichica, supportando la collocazione sociale e
lavorativa successiva alla residenzialit.
Servizio Residenziale Specialistico (R.S.)
Il Servizio Residenziale Specialistico rivolto a pazienti appartenenti a target specifici con diversi gradi di
autonomia personale. Le finalit e gli obiettivi sono medesimi di quelle relative al Servizio Terapeutico
Riabilitativo, ma la metodologia e gli strumenti di lavoro sono declinati in funzione dei singoli quadri clinici.
Le tipologie di Servizio Residenziale Specialistico previste sono:
Specialistico Cocaina: trattamento residenziale breve/modulare con presa in carico che prevede lalternanza
di attivit residenziali e non residenziali
Specialistico Alcol: modulo presso altro servizio
Specialistico Minori coinvolti nel circuito penale con uso di sostanze: in collaborazione con
Amministrazione Penitenziaria
Specialistico Doppia Diagnosi: in collaborazione con Dipartimenti di Salute Mentale
Specialistico GAP: trattamento residenziale breve/modulare con presa in carico che prevede lalternanza di
attivit residenziali e non residenziali
Specialistico Centro Crisi: in collegamento con strutture di ricovero ospedaliero
Specialistico Madre-Bambino: in collaborazione anche con gli Enti Locali
4.7.1.1. Requisiti strutturali generali
Le strutture residenziali possono avere una diversa capacit ricettiva:
- Fino a 8 posti (specialistiche)
- Da 9 a 25 posti.
I servizi residenziali con pi di 25 posti devono essere organizzati in moduli.
I locali e gli spazi sono adeguati al numero di ospiti previsti.
Per il modulo fino ad 8 posti, devono essere soddisfatti i requisiti previsti per le civili abitazioni, anche con
riferimento a quanto disposto dal L.R. 16/04/2009, n. 13.
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Ogni modulo deve disporre almeno di:


1. Locale-spazio cucina/dispensa;
2. Locale pranzo/soggiorno;
3. Locale per colloqui individuali e per somministrazione terapia farmacologica, qualora prevista dal
programma;
4. Locale per attivit riabilitative o terapeutiche di gruppo, adeguate al numero dei posti ed alle
modalit di intervento;
5. Camere da letto, divise per genere, con massimo 4 letti per camera (superfice minima 6 m.q a posto
letto, bagno escluso);
6. Servizi igienici completi per utenti, commisurati al numero effettivo di utenti:
minimo 1 ogni 4 utenti;
7. Locali e servizi igienici dedicati al personale;
8. Deposito attrezzature ove necessario;
9. Spazio per archivio;
10. Spazio/locale per deposito del materiale pulito;
11. Spazio/locale per deposito del materiale sporco;
12. Contenitore/armadio/locale per eventuale deposito rifiuti speciali;
13. Locale per attivit tempo libero, sala lettura/gioco, ecc (Solo per moduli con pi di 8 posti)
Nel caso di strutture con unico modulo, i locali elencati nei punti: 2, 4 e 13 possono essere polifunzionali, nel
rispetto degli orari di svolgimento delle previste attivit.
Nel caso di strutture con pi moduli della medesima tipologia assistenziale, i locali di supporto (punti 1 e 2)
ed i locali elencati nei punti 3, 4 e 13 possono essere comuni, nel rispetto dell articolazione per moduli e
adeguati al numero degli ospiti.
I locali devono essere adeguatamente arredati favorendo la personalizzazione degli spazi.
4.7.1.2 Requisiti tecnologici generali
In tutti i locali, devono essere di regola assicurate l'illuminazione e la ventilazione naturali o artificiali.
Deve essere presente lattrezzatura essenziale per il pronto soccorso e per la rianimazione cardiopolmonare
di base.
Il Servizio deve essere dotato di:
1. Apparecchiature telefoniche, fax;
2. Attrezzature informatiche (hardware, software e collegamenti in rete)
Qualora sia prevista la somministrazione di terapia farmacologica, devono altres essere previsti:
1. Frigorifero;
2. Armadio conservazione farmaci;
3. Cassaforte
4.7.1.3 Requisiti organizzativi generali
Programma
Il Servizio assicura le funzioni e le prestazioni indicate dal DCA n. U00013 del 13.01.2015, nel rispetto delle
indicazioni operative specificate nella Determina regionale B02807/2013.
Documentazione
La documentazione relativa alla tipologia dintervento deve contenere: principi, modelli teorici di
riferimento, definizione del target, definizione degli obiettivi, definizione della azioni/prestazioni,
definizione delle fasi e dei tempi, esplicitazione delle risorse umane impiegati e dei metodi di
supervisione/formazione/aggiornamento utilizzati, definizione degli strumenti di monitoraggio, definizione
degli strumenti di valutazione.

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Deve essere utilizzata una cartella individuale (anche informatizzata), che contenga i dati relativi al paziente
(anagrafici, data inizio programma, operatori di riferimento, anamnesi tossicologica, diagnosi), obiettivi
terapeutici, piano di trattamento, prestazioni erogate, verifiche e risultati raggiunti, data e motivazione fine
programma.
assicurato un sistema di archiviazione, secondo la normativa vigente.
Sono adottati: un regolamento interno contenente i criteri generali di organizzazione del servizio ed un
documento informativo contenente i diritti ed i doveri dellutenza.
Il Servizio assolve al debito informativo previsto dalla Regione Lazio.
Personale
Le figure professionali minime previste sono di seguito indicate per le singole tipologie.
Deve essere assicurata sia lassistenza diretta sia lassistenza indiretta, comprensiva di attivit di
coordinamento, di riunioni di equipe, compilazione documentazione sanitaria cartacea e informatizzata,
supervisione/formazione e tutte le attivit ritenute necessarie ad assicurare la qualit del servizio.
La dotazione di personale deve essere adeguata alla tipologia e al volume delle prestazioni erogate.
prevista la presenza di Responsabile con qualifica di Medico o Psicologo, con monte ore adeguato
allorario di apertura del servizio. La funzione di Responsabile pu essere ricoperta da una delle unit di
personale gi presenti nel Servizio, ferma restando la garanzia di ore di assistenza diretta. Nel caso siano
presenti pi Servizi nel medesimo presidio, il Responsabile pu essere unico fino ad un massimo di 80 posti.
4.7.1.3.1 Servizio Residenziale Pedagogico Riabilitativo (R.P.R.) - Requisiti organizzativi specifici

Personale

assicurata la presenza di: psicologo, assistente sociale, educatore professionale, operatore socio sanitario.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
psicologo
assistente sociale
educatore professionale
operatore socio sanitario

monte ore settimanali


25
7
98
140

numero unit di personale


0,8
0,25
3
4,5

In caso di moduli con un numero inferiore di posti, i requisiti di personale rimangono invariati.
Qualora il servizio abbia pi moduli, i requisiti (compresi quelli relativi al personale) saranno proporzionali
al numero degli ospiti.
4.7.1.3.2 Servizio Residenziale Terapeutico Riabilitativo (S.T.R.-D) - Requisiti organizzativi specifici
Personale
assicurata la presenza di: psicologo, assistente sociale, educatore professionale, operatore socio sanitario
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
medico
psicologo
psicoterapeuta
assistente sociale
educatore professionale
operatore socio sanitario

monte ore settimanali


8
48
24
8
100
82

numero unit di personale


0,25
1,5
0,8
0,25
3,25
2,5
9

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La figura di psicologo e di psicoterapeuta pu essere assolta dalla medesima persona, qualora in possesso dei
titoli idonei.
In caso di moduli con un numero inferiore di posti, i requisiti di personale rimangono invariati.
Qualora il servizio abbia pi moduli, i requisiti (compresi quelli relativi al personale) saranno proporzionali
al numero degli ospiti.
Nel caso il servizio residenziale terapeutico riabilitativo sia rivolto esclusivamente a minori o a giovani (fino
ai 20 anni )la dotazione del personale quella prevista dal SRTR-D con aggiunta di:
8 ore settimanali di neuropsichiatra infantile, 20 ore settimanali di psicologo, 20 ore settimanali di educatore
professionale.
4.7.1.3.3 Servizio Residenziale Specialistico (R.S.) - Requisiti organizzativi specifici
Orario di apertura
Specialistico Cocaina: almeno 6 cicli brevi di residenzialit mensili della durata minima di 52 ore ciascuno e
almeno 30 ore settimanali di infra-residenzialit.
Specialistico Alcol: h 24 continuative per tutto lanno solare
Specialistico Minori coinvolti nel circuito penale: h 24 continuative per tutto lanno solare
Specialistico GAP: almeno 6 cicli brevi di residenzialit mensili della durata minima di 52 ore ciascuno e
almeno 30 ore settimanali di infra-residenzialit.
Specialistico Gestione Crisi: h 24 continuative per tutto lanno solare
Specialistico Madre Bambino: h 24 continuative per tutto lanno solare
Utenza per modulo
Specialistico Cocaina: moduli residenziali per 8 pazienti, con contemporanea presa in carico di massimo 40
pazienti.
Specialistico Alcol: 10 pazienti
Specialistico Minori coinvolti nel circuito penale:8 pazienti
Specialistico Doppia Diagnosi: 8 pazienti
Specialistico GAP: moduli residenziali per 8 pazienti, con contemporanea presa in carico di massimo 40
pazienti.
Specialistico Gestione Crisi: 8 pazienti
Specialistico Madre Bambino: 8 pazienti.
Personale
Specialistico Cocaina
assicurata la presenza di: medico, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, assistente sociale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
medico
psichiatra
psicologo
psicoterapeuta
assistente sociale

monte ore settimanali


8
8
110
48
12

numero unit di personale


0,25
0,25
3,5
1,5
0,4

La figura di psicologo e di psicoterapeuta pu essere assolta dalla medesima persona, qualora in possesso dei
titoli idonei.
10

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Specialistico Alcol
assicurata la presenza di: medico, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, assistente sociale, educatore
professionale
Il modulo Residenziale Specialistico Alcol pu essere aggiuntivo ad un modulo Residenziale Terapeutico
Riabilitativo ovvero modulo autonomo. La numerosit del personale commisurata alle due diverse
fattispecie.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.

Modulo autonomo
qualifica
medico
psichiatra
psicologo
psicoterapeuta
assistente sociale
educatore professionale

monte ore settimanali


12
25
48
25
18
142

numero unit di personale


0,4
0,8
1,5
0,8
0,6
4,5

La figura di psicologo e di psicoterapeuta pu essere assolta dalla medesima persona, qualora in possesso dei
titoli idonei.
Specialistico Minori coinvolti nel circuito penale
assicurata la presenza di: neuropsichiatra infantile, psicologo, psicoterapeuta, educatore professionale,
operatore socio sanitario
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
neuropsichiatra infantile
psicologo
psicoterapeuta
educatore professionale
operatore socio sanitario

monte ore settimanali


8
168
32
78
30

numero unit di personale


0,25
5
1
2,5
1

La figura di psicologo e di psicoterapeuta pu essere assolta dalla medesima persona, qualora in possesso dei
titoli idonei.
Specialistico Doppia diagnosi
assicurata la presenza di: medico, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, infermiere, educatore
professionale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
medico
psichiatra
psicologo

monte ore settimanali


18
18
98

numero unit di personale


0,6
0,6
3

11

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psicoterapeuta
infermiere
educatore professionale

32
6
98

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1
0,25
3

La figura di psicologo e di psicoterapeuta pu essere assolta dalla medesima persona, qualora in possesso dei
titoli idonei.
Specialistico GAP
assicurata la presenza di: medico, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, assistente sociale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
numero unit di personale
qualifica
monte ore settimanali
medico
0,25
8
psichiatra
0,25
8
psicologo
3,5
110
psicoterapeuta
1,5
48
assistente sociale
0,4
12
La figura di psicologo e di psicoterapeuta pu essere assolta dalla medesima persona, qualora in possesso dei
titoli idonei.
Specialistico Gestione Crisi
Si rinvia a successivo provvedimento
Specialistico Madre Bambino
assicurata la presenza di: medico, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, assistente sociale, educatore
professionale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
numero unit di personale
qualifica
monte ore settimanali
medico
0,4
12
psichiatra
0,25
8
psicologo
1,25
38
psicoterapeuta
1
32
assistente sociale
0,4
12
educatore professionale
6
184
La figura di psicologo e di psicoterapeuta pu essere assolta dalla medesima persona, qualora in possesso dei
titoli idonei.

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4.7.2. SERVIZI SEMIRESIDENZIALI PER LE PERSONE CON DISTURBO DA USO DI SOSTANZA


E/O CON ADDICTION
Definizione
I Servizi Semiresidenziali si articolano, come descritti nel DCA 13/2015, in:
- Terapeutico Riabilitativo (S.R.T.R.-D)
- Specialistico (SR.S.) Alcol / Doppia diagnosi
- Accoglienza Diurna / Notturna (S.R.R.D.)
In sintesi i Servizi sono definiti, come di seguito indicato:
Servizi Semiresidenziale Terapeutico Riabilitativo (S.R.T.R.-D)
Il Servizio Semiresidenziale Terapeutico rivolto a pazienti con parziale compromissione dellautonomia
personale e sufficiente motivazione al cambiamento. finalizzato al recupero dellautonomia personale, ha
funzione di supporto allintegrazione sociale in un setting atto a far sperimentazione differenti patterns
emotivi/cognitivi/comportamentali.
Il servizio Semiresidenziale Terapeutico Riabilitativo pu predisporre articolazioni per target omogeni. Tali
articolazioni non si configurano, in ogni caso, quali Servizi Semiresidenziali Specialistici.
Servizi Semiresidenziale Specialistico (SR.S.) Alcol / Doppia diagnosi/GAP
Il Servizio Semiresidenziale Specialistico rivolto a pazienti alcolisti, ovvero a pazienti con comorbilit
psichiatrica, ovvero a pazienti GAP con mantenuta rete di sostegno familiare ed finalizzato al contenimento
degli agiti di addiction attraverso la sperimentazione di nuovi patterns emotivo/cognitivo/comportamenti
tramite trattamento focale della patologia.
Servizi Semiresidenziale Accoglienza Diurna / Notturna (S.R.R.D.)
Il servizio rivolto a pazienti con compromissione dellautonomia personale e insufficiente/ nulla
motivazione al cambiamento. finalizzato a ridurre i danni di eventuali patologie correlate e a prevenirne la
loro insorgenza offrendo altres luogo di riparo e di sosta quale base per favorire successivi invii verso
percorsi di trattamento.
4.7.2.1. Requisiti strutturali generali
Le strutture semiresidenziali possono avere una diversa capacit ricettiva:
- Fino a 8 posti;
- Da 9 a 25 posti.
Per il modulo fino ad 8 posti, devono essere soddisfatti i requisiti previsti per le civili abitazioni, anche con
riferimento a quanto disposto dal L.R. 16/04/2009, n. 13.
Il servizio deve disporre almeno di:
1. Locale-spazio cucina/dispensa;
2. Locale pranzo/soggiorno/lettura;
3. Locale per colloqui individuali e somministrazione terapia farmacologica , qualora prevista dal
programma;
4. Locale/spazio per la distribuzione del materiale di profilassi, se previsto dal programma;
5. Locale per attivit riabilitative o terapeutiche di gruppo, adeguate al numero dei posti ed alle
modalit di intervento (non previsto per S.R.R.D.);
6. Spazio/locale per deposito del materiale pulito;
7. Spazio/locale per deposito del materiale sporco;
8. Contenitore/armadio/locale per eventuale deposito rifiuti speciali;
9. Deposito attrezzature, ove necessario;
10. Spazio per archivio;
11. Servizi igienici adeguati al numero di ospiti;
12. Locali e servizi igienici dedicati al personale;

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I locali di cui ai punti 1, 2, 3, 4 e 5 possono essere anche ad uso non esclusivo per lintera durata di apertura
del servizio, fermo restando che quelli dedicati alle prestazioni all utenza devono garantire la tutela della
privacy.
I locali dovranno essere adeguatamente arredati favorendo la personalizzazione degli spazi.
La quantit dei locali commisurata al numero dei pazienti previsti nel singolo modulo per ogni tipologia di
servizio.
Nel caso di S.R.R.D. Notturno devono, inoltre, essere previste:
1. Camere da letto, divise per genere, con massimo 4 letti per camera (superfice minima 6 m.q a posto
letto, bagno escluso);
2. Servizi igienici completi per utenti, commisurati al numero effettivo di utenti (minimo 1 ogni 4
utenti);
4.7.2.2. Requisiti tecnologici generali
In tutti i locali, devono essere di regola assicurate l'illuminazione e la ventilazione naturali o artificiali.
Deve essere presente lattrezzatura essenziale per il pronto soccorso e per la rianimazione cardiopolmonare
di base.
La sede operativa dl servizio deve essere dotata di:
1. Apparecchiature telefoniche, fax
2. Attrezzature informatiche (hardware, software e collegamenti in rete)
Qualora sia prevista la somministrazione di terapia farmacologica, devono altres essere previsti:
1. Frigorifero;
2. Armadio conservazione farmaci;
3. Cassaforte
4.7.2.3. Requisiti organizzativi generali
Programma
Il Servizio assicura le funzioni e le prestazioni indicate dal DCA n. U00013 del 13.01.2015, nel rispetto delle
indicazioni operative specificate nella Determina regionale B02807/2013.
Documentazione
La documentazione relativa alla tipologia dintervento deve contenere: principi, modelli teorici di
riferimento, definizione del target, definizione degli obiettivi, definizione della azioni/prestazioni,
definizione delle fasi e dei tempi, esplicitazione delle risorse umane impiegati e dei metodi di
supervisione/formazione/aggiornamento utilizzati, definizione degli strumenti di monitoraggio, definizione
degli strumenti di valutazione.
Deve essere utilizzata una cartella individuale (anche informatizzata), che contenga i dati relativi al paziente
(anagrafici, data inizio programma, operatori di riferimento, anamnesi tossicologica, diagnosi), obiettivi
terapeutici, piano di trattamento, prestazioni erogate, verifiche e risultati raggiunti, data e motivazione fine
programma.
assicurato un sistema di archiviazione, secondo la normativa vigente.
Sono adottati: un regolamento interno contenente i criteri generali di organizzazione del servizio ed un
documento informativo contenente i diritti ed i doveri dellutenza.
Il Servizio assolve al debito informativo previsto dalla Regione.
Personale
Le figure professionali minime previste sono di seguito indicate per le singole tipologie.
Deve essere assicurata sia lassistenza diretta sia lassistenza indiretta, comprensiva di attivit di
coordinamento, di riunioni di equipe, compilazione documentazione sanitaria cartacea e informatizzata,
supervisione/formazione e tutte le attivit ritenute necessarie ad assicurare la qualit del servizio.
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La dotazione di personale deve essere adeguata alla tipologia e al volume delle prestazioni erogate.
prevista la presenza di Responsabile con qualifica di Medico o Psicologo con monte ore adeguato
allorario di apertura del servizio. La funzione di Responsabile pu essere ricoperta da una delle unit di
personale gi presenti nel Servizio, ferma restando la garanzia di ore di assistenza diretta. Nel caso siano
presenti pi Servizi nel medesimo presidio, il Responsabile pu essere unico fino ad un massimo di 80 posti.

4.7.2.3.1. Servizio Semiresidenziale Terapeutico Riabilitativo (S.R.T.R- D)- Requisiti organizzativi


specifici
Orario di apertura
Almeno 8 ore al giorno, per 5 giorni a settimana
Utenza per modulo
Ogni modulo pu ospitare al massimo 25 pazienti.
Personale
Deve essere assicurata la presenza di: psicologo, psicoterapeuta, assistente sociale, educatore professionale,
operatore socio sanitario.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
psicologo
psicoterapeuta
assistente sociale
educatore professionale
operatore socio sanitario

monte ore settimanali


25
12
8
25
12

numero unit di personale


0,8
0,4
0,25
0,8
0,4

La figura di psicologo e di psicoterapeuta pu essere assolta dalla medesima persona, qualora in possesso
dei titoli idonei.
In caso di moduli con un numero inferiore di posti, i requisiti di personale rimangono invariati.
Qualora il servizio abbia pi moduli, i requisiti (compresi quelli relativi al personale) saranno proporzionali
al numero degli ospiti.

4.7.2.3.2. Servizio Semiresidenziale Specialistico (S.R.S.) Alcol / Doppia Diagnos/GAP - Requisiti


organizzativi specifici
Orario di apertura
Almeno 8 ore al giorno, per 5 giorni a settimana
Utenza per modulo
Ogni modulo pu ospitare al massimo 15 pazienti.
Personale
Specialistico alcol
assicurata la presenza di: medico con specializzazione in medicina interna o titolo equipollente, psichiatra,
psicologo, psicoterapeuta, assistente sociale, infermiere, educatore professionale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.

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qualifica
medico
psichiatra
psicologo
psicoterapeuta
assistente sociale
infermiere
educatore professionale

monte ore settimanali


8
8
19
12
8
8
19

Pag. 71 di 425

numero unit di personale


0,25
0,25
0,6
0,4
0,25
0,25
0,6

La figura di psicologo e di psicoterapeuta pu essere assolta dalla medesima persona, qualora in possesso dei
titoli idonei; pu altres essere assolta dallo psichiatra qualora effettui attivit di psicoterapia individuale e/o
di gruppo
Specialistico Doppia diagnosi (comorbilit psichiatrica)
Deve essere assicurata la presenza di: psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, assistente sociale, educatore
professionale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
psichiatra
psicologo
psicoterapeuta
assistente sociale
educatore professionale

monte ore settimanali


12
25
18
8
18

numero unit di personale


0,4
0.8
0,6
0,25
0,6

La figura di psicologo e di psicoterapeuta pu essere assolta dalla medesima persona, qualora in possesso dei
titoli idonei; pu altres essere assolta dallo psichiatra qualora effettui attivit di psicoterapia individuale e/o
di gruppo
Specialistico GAP
Deve essere assicurata la presenza di: psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, assistente sociale, educatore
professionale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
psichiatra
psicologo
psicoterapeuta
assistente sociale
educatore professionale

monte ore settimanali


12
25
18
8
18

numero unit di personale


0,4
0,8
0,6
0,25
0,6

La figura di psicologo e di psicoterapeuta pu essere assolta dalla medesima persona, qualora in possesso dei
titoli idonei; pu altres essere assolta dallo psichiatra qualora effettui attivit di psicoterapia individuale e/o
di gruppo
4.7.2.3.3. Servizio Semiresidenziale di accoglienza Diurno/Notturno (S.R.R.D) - Requisiti organizzativi
specifici
16

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Orario di apertura
Diurno: almeno 6 giorni a settimana, per 6 ore al giorno
Notturno: 7 giorni a settimana, per almeno 10 ore
Utenza per modulo
Ogni modulo pu ospitare al massimo 15 pazienti.
Personale
Diurno:
Deve essere assicurata la presenza di: medico, psicologo, assistente sociale, educatore professionale,
operatore socio sanitario.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
medico
psicologo
assistente sociale
educatore professionale
operatore socio sanitario

monte ore settimanali


8
18
12
12
24

numero unit di personale


0,25
0,6
0,4
0,4
0,8

Notturno:
assicurata la presenza di: medico, psicologo, assistente sociale, educatore professionale, operatore socio
sanitario.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
medico
psicologo
educatore professionale
operatore socio sanitario

monte ore settimanali


8
19
57
56

numero unit di personale


0,25
0,6
1,75
1,75

Programma
Il programma assicurato on demand, senza limiti di tempo

17

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7. 6 SERVIZI SUL CAMPO PER LE PERSONE CON DISTURBO DA USO DI SOSTANZA E/O CON
ADDICTION
Definizione
I Servizi Sul Campo sono denominati Servizi Unit Mobile Riduzione dei Rischi e Prevenzione
Patologie Correlate (C.R.D.), come indicato dal DCA 13/2015.
I servizi sono articolati e definiti in:
Servizi Unit Mobile Prevenzione Patologie Correlate (C.R.D.1): rivolto a Policonsumatori, con
compromissione dell'autonomia personale e delle condizioni di salute fisica, in assenza di motivazione al
cambiamento; finalizzato alla riduzione della mortalit e della morbilit correlata alluso di sostanze e a
favorire linvio verso i servizi territoriali
Servizi Unit Mobile Riduzione dei Rischi (C.R.D. 2): rivolto a soggetti, anche minorenni, esposti in ambienti
di forte consumo o incentivanti comportamenti di addiction; finalizzato a realizzare azioni di prossimit in
luoghi sensibili per favorire maggiore consapevolezza ed eventuali risposte assistenziali protettive.
Servizi Unit Mobile Prevenzione Patologie Correlate e Riduzione dei Rischi (C.R.D.3): integrazione dei
programmi da attuare in concomitanza di eventi e luoghi a grande affluenza e consumo di sostanze
psicotrope e/o stupefacenti
Servizi Unit Mobile Prevenzione Patologie Correlate h24 (C.R.D.4): rivolto a policonsumatori, con
compromissione dellautonomia personale e delle condizioni di salute fisica, in assenza di motivazione al
cambiamento, finalizzato alla riduzione della mortalit e della comorbilit correlata alluso di sostanze
stupefacenti, con linea telefonica dedicata per le chiamate relative al pronto intervento medico, mirata
essenzialmente ad assistere i casi di overdose e di grave crisi astinenziale; prevede sinergia con il servizio
pubblico 118
Vista la specificit della tipologia di Servizio, i requisiti generali del capitolo 7.0, non si applicano alle
presenti fattispecie.
7.6.1. Requisiti strutturali generali
Il Servizio dispone di una sede operativa composta almeno da:
1. Una stanza adibita ad organizzazione del servizio, adeguatamente arredata, utilizzabile per riunioni
interne
2. Spazio per archivio
3. Spazio/locale per deposito di materiale pulito/attrezzature
4. Servizio igienico per il personale
La sede operativa pu essere condivisa allinterno di strutture ambulatoriali, residenziali, semiresidenziali.
7.6.2. Requisiti tecnologici generali
La sede operativa dei Servizi sul Campo con Unit Mobile deve essere dotata almeno di:
1. Apparecchiature telefoniche
2. Attrezzature informatiche (hardware, software e collegamenti in rete)
Il Servizio deve essere dotato di almeno:
1. Per C.R.D.1, C.R.D.2, C.R.D.3: Un mezzo adibito a Unit Mobile, adeguato al programma
autorizzato (esempio: Pulmino, Veicolo commerciale leggero, Camper); per C.R.D.4: Un auto
medica attrezzata conforme ai sensi art. 177 CdS (atto ad adibire il veicolo a unit mobile di
rianimazione e pronto intervento)
2. Telefonia mobile
3. Attrezzatura per allestimento chill-out (solo per programmi C.R.D.3)
4 Attrezzature sanitarie idonee per erogare le prestazioni previste dalla specifica tipologia di servizio
5. Defibrillatore

18

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3. Estintore
4. Clinical box per raccolta temporanea rifiuti sanitari (ad esclusione del C.R.D.2)
5. Solo per C.R.D.4: Set per medicazioni, Sfigmomanometro, Pallone rianimatore Ambu, Torcia
portatile
7.6.3.Requisiti organizzativi generali
Programma
Il Servizio assicura le funzioni e le prestazioni indicate dal DCA n. U00013 del 13.01.2015
Documentazione
La documentazione relativa alla tipologia dintervento deve contenere: principi, modelli teorici di
riferimento, definizione del target, definizione degli obiettivi, definizione della azioni/prestazioni,
definizione delle fasi e dei tempi, esplicitazione delle risorse umane impiegati e dei metodi di
supervisione/formazione/aggiornamento utilizzati, definizione degli strumenti di monitoraggio, definizione
degli strumenti di valutazione.
assicurato un sistema di archiviazione, secondo la normativa vigente.
Sono adottati: un regolamento interno contenente i criteri generali di organizzazione del servizio.
Il Servizio assolve al debito informativo previsto dalla Regione Lazio.
Il C.R.D.4 definisce procedure di collegamento con la centrale operativa del 118.
Personale
Le figure professionali minime previste sono di seguito indicate per le singole tipologie.
Deve essere assicurata sia lassistenza diretta sia lassistenza indiretta, comprensiva di attivit di
coordinamento, di riunioni di equipe, compilazione documentazione sanitaria cartacea e informatizzata,
supervisione/formazione e tutte le attivit ritenute necessarie ad assicurare la qualit del servizio.
La dotazione di personale deve essere adeguata alla tipologia e al volume delle prestazioni erogate.
prevista la presenza di Responsabile con qualifica di Medico o Psicologo,con monte ore adeguato
allorario di apertura del servizio. La funzione di Responsabile pu essere ricoperta da una delle unit di
personale gi presenti nel Servizio, ferma restando la garanzia di ore di assistenza diretta. Nel caso siano
presenti pi Servizi, il Responsabile pu essere unico.
7.6.3.1. Requisiti organizzativi specifici
Orario di apertura
Lunit Mobile deve garantire una presenza sul territorio per almeno:
Unit Mobile Prevenzione Patologie Correlate (C.R.D.1): 5 giorni a settimana per 5 ore al giorno
Unit Mobile Riduzione dei Rischi (C.R.D.2): 3 giorni a settimana per 5 ore al giorno
Unit Mobile Prevenzione Patologie Correlate e Riduzione dei Rischi (C.R.D.3): 3 giorni a settimana, di cui
due per 7 ore al giorno ed uno per 4 ore.
Unit Mobile Riduzione Prevenzione Patologie Correlate h24(C.R.D.4): tutti i giorni per 24 ore al giorno

Personale

Unit Mobile Prevenzione Patologie Correlate (C.R.D.1)


assicurata la presenza di: medico, psicologo, educatore professionale, operatore socio sanitario.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
monte ore settimanali
numero unit di personale
0,4
medico
12
0,6
psicologo
19
0,6
educatore professionale
19
0,8
operatore socio sanitario
25
19

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Unit Mobile Riduzione dei Rischi (C.R.D.2)


assicurata la presenza di: psicologo, educatore professionale.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
psicologo
educatore professionale

monte ore settimanali


8
25

numero unit di personale


0,25
0,8

Unit Mobile Riduzione Prevenzione Patologie Correlate e Riduzione dei Rischi (C.R.D.3
assicurata la presenza di: medico, psicologo, educatore, professionale, operatore socio sanitario.
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
medico
psicologo
educatore professionale

monte ore settimanali


18
54
25

numero unit di personale


0,6
1,75
0,8

Unit Mobile Riduzione Prevenzione Patologie Correlate h24


assicurata la presenza di: medico, operatore socio sanitario, di cui almeno uno per turno provvisto di
patente idonea alla guida dellautomezzo attrezzato
Personale minimo richiesto per assistenza, su base settimanale ed unit di personale previste per garantire il
funzionamento del Servizio.
qualifica
medico
operatore socio sanitario

monte ore settimanali


168
168

numero unit di personale


5,5
5,5

20

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Pag. 76 di 425

Regione Lazio
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 28 maggio 2015, n. U00215
Azienda Sanitaria Locale Roma H- Autorizzazione all'assunzione in deroga al blocco del turn over anno
2015.

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IL COMMISSARIO AD ACTA
(Delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)

OGGETTO: Azienda Sanitaria Locale Roma H- Autorizzazione allassunzione in


deroga al blocco del turn over anno 2015.

IL COMMISSARIO AD ACTA

VISTA la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3;


VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale n.1 del 6 settembre 2002;
VISTO il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i. concernente: Riordino
della disciplina in materia sanitaria, a norma dellart. 1 della legge 23 ottobre 1992, n.
421 e successive modificazioni;
VISTE le deliberazioni della Giunta Regionale n. 66 del 12 febbraio 2007 concernente:
Approvazione del "Piano di Rientro" per la sottoscrizione dell'Accordo tra Stato e
Regione Lazio ai sensi dell'art.1, comma 180, della Legge 311/2004 e n. 149 del 6
marzo 2007 avente ad oggetto: Presa datto dellAccordo Stato Regione Lazio ai sensi
dellart. 1, comma 180, della legge n. 311/2004, sottoscritto il 28 febbraio 2007.
Approvazione del Piano di Rientro;
RILEVATO, in particolare, che tra gli obiettivi individuati nel Piano di Rientro
rivestono particolare importanza quelli relativi alla gestione del personale ed alla
ottimizzazione delle risorse umane allo scopo di perseguire il contenimento della spesa;

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PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013, il
dott. Nicola Zingaretti, stato nominato Commissario ad acta per lattuazione del
vigente Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Lazio secondo i
Programmi Operativi di cui allart. 2, comma 88 della Legge n. 191 del 2009 e
successive modificazioni e integrazioni;
PRESO ATTO che con la suddetta Deliberazione sono stati, altres, confermati i
contenuti del mandato commissariale gi affidato al Presidente pro-tempore della
Regione Lazio con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2010 come
riformulato con la successiva Deliberazione del 20 gennaio 2012;
PRESO ATTO che con la suddetta Deliberazione stato assegnato al Commissario
lincarico prioritario di adottare ed attuare i Programmi operativi per gli anni 20132015, redatti sulla base delle linee guida predisposte dai Ministeri affiancanti;
PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 01 dicembre 2014
lArch. Giovanni Bissoni stato nominato Sub Commissario per lattuazione del Piano
di Rientro dai disavanzi e di riqualificazione del SSR laziale, con il compito di
affiancare il Commissario ad acta nella predisposizione dei provvedimenti da assumere
in esecuzione dellincarico commissariale, ai sensi della deliberazione del Consiglio dei
Ministri del 21 marzo 2013;
PRESO ATTO che tra gli interventi prioritari assegnati al Commissario ad acta per la
realizzazione del suddetto Piano di Rientro vengono annoverati, tra gli altri, il riassetto
della rete ospedaliera con adeguati interventi per la dismissione/riconversione dei
presidi non in grado di assicurare adeguati profili di efficienza ed efficacia, la
razionalizzazione e il contenimento della spesa per il personale con particolare
riferimento al blocco del turn-over;
VISTA la L.R. n. 14 dell11 agosto 2008 e s.m.i. relativa allassestamento del bilancio
2008 con la quale sono state fornite disposizioni in materia di personale del Servizio
Sanitario regionale;
VISTO, in particolare, il comma 73 dellart. 1 della suddetta legge regionale nella parte
in cui dispone che, ai fini del rispetto dellobbligo di riduzione del costo del personale
delle Aziende sanitarie locali, delle Aziende sanitarie ed Enti del Servizio Sanitario
Regionale, previsto dallarticolo 1, comma 98, della Legge 311/04, dallarticolo 1,
comma 198, della Legge 266/05 nonch dallarticolo 1, comma 565, della Legge
27/12/2006 n. 296 e ai fini del Piano di rientro nellequilibrio economico finanziario
previsto dallAccordo di cui allarticolo 1, comma 180, della Legge 311/04, le
medesime Aziende ed Enti, prima di procedere alla pubblicazione, anche sul sito
internet, dei bandi di concorso o di avvisi per lassunzione, devono acquisire esplicito
parere positivo motivato con decreto del Commissario ad acta per il piano di rientro

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dal disavanzo sanitario. Il parere esplicito deve essere acquisito anche per le
assunzioni a tempo determinato, ovvero per rapporti di collaborazione, consulenze o
per altre tipologie contrattuali, a qualsiasi titolo riconducibili a nuove spese per
personale;
VISTO il comma 74 dellart. 1 della citata legge regionale nella parte in cui dispone
che, ai fini dellistruttoria per lespressione del parere motivato da parte del
Commissario ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario, i direttori generali
delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale devono formulare preventivamente
misure di riorganizzazione e riconversione, sulla base di una valutazione della capacit
operativa delle singole strutture e delle risorse umane disponibili nonch delle
prestazioni effettuate e della produttivit dimostrata negli anni;
VISTO, in particolare, il comma 75 dellart. 1 della citata legge regionale nella parte in
cui dispone che alle aziende ed enti del servizio sanitario regionale, in caso di
mancato conseguimento degli obiettivi di risparmio di spesa previsti dalle norme di cui
al comma 73, fatto divieto di procedere ad assunzioni di nuovo personale, fatti salvi
leventuale reclutamento di profili infungibili e indispensabili al fine del mantenimento
dei livelli essenziali di assistenza (LEA) preventivamente autorizzati dal Commissario
ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario e la mobilit infraregionale tra le
aziende e gli enti del servizio sanitario regionale;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 3 dicembre 2009 concernente il Patto per la salute
per gli anni 2010 2012;
PRESO ATTO che lart. 13, comma 14 del Patto per la Salute 2010-2012 prevede che
per le Regioni gi sottoposte ai piani di rientro e gi commissariate alla data di entrata in
vigore della suddetta Intesa, restano fermi lassetto della gestione commissariale
previgente per la prosecuzione del piano di rientro secondo programmi operativi
predisposti dal Commissario ad acta;
PRESO ATTO che lart. 14, comma 5 del Patto per la Salute 2010-2012 prevede che il
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministero
dellEconomia e delle Finanze, nellambito dellattivit di affiancamento di propria
competenza nei confronti delle regioni sottoposte al Piano di rientro dai disavanzi,
esprime parere preventivo sui provvedimenti indicati nel Piano di rientro;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 10 luglio 2014 concernente il Patto per la salute per
gli anni 2014 2016;

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VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 25 luglio 2014 n. U0247 concernente
Adozione della nuova edizione dei Programmi Operativi 2013-2015 a salvaguardia
degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;
TENUTO CONTO che lintervento n. 2 dei sopra citati Programmi Operativi prevede
ladozione un Decreto specifico ai fini della riorganizzazione della rete ospedaliera in
conformit allo standard fissato dalla L.135/2012;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 31 ottobre 2014 n. U0368 e s.m.i.
concernente Attuazione Programmi Operativi 2013-2015 di cui al Decreto del
Commissario ad Acta n. U00247/2014. Adozione del documento tecnico inerente:
Riorganizzazione della rete ospedaliera a salvaguardia degli obiettivi strategici di
rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;
CONSIDERATO il processo di riduzione dei posti letto e delle corrispondenti unit
operative complesse previsto dalla Riorganizzazione della Rete Ospedaliera di cui al
sopra citato DCA n. U00368 del 31 ottobre 2014;
VISTO il DCA 412/2014 avente ad oggetto Rettifica DCA n. U00368/2014 avente ad
oggetto "Attuazione Programmi Operativi 2013-2015 di cui al Decreto del
Commissario ad Acta n. U00247/2014. Adozione del documento tecnico inerente:
"Riorganizzazione della rete ospedaliera a salvaguardia degli obiettivi strategici di
rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio";
VISTA la legge 7 agosto 2012, n, 135 di conversione, con modificazioni, del decreto
legge 6 luglio 2012, n. 95 avente ad oggetto: Disposizioni urgenti per la revisione
della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, nonch misure di
rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario;
VISTO il Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 convertito con modificazioni dalla
L. 8 novembre 2012, n. 189 avente ad oggetto Disposizioni urgenti per promuovere
lo sviluppo del Paese mediante un pi alto livello di tutela della salute;
VISTO il D.L. 90 del 24 giugno 2014 recante misure urgenti per la semplificazione e
la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari convertito con
legge 11 agosto 2014, n. 114;
VISTA la nota della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria prot.
44878 del 28/01/2015 avente per oggetto rilevazione personale e attivit schede per
lanno 2014 con la quale le Aziende e gli Enti del Servizio Sanitario Regionale sono
state invitate a compilare apposite schede volte alla rilevazione della situazione del
personale, distinto per tipologia di prestazioni e per unit operative e, alla rilevazione

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del fabbisogno del personale medesimo, secondo un ordine di priorit individuato da


ciascuna Azienda;
CONSIDERATO che si conclusa la procedura di riconciliazione dei dati della c.d.
Tabella A con il conto annuale e con il conto economico di ciascuna Azienda per
lanno 2004, tramite linvio, con nota prot. 140664 del 4/12/2013, al Ministero della
Salute e al Ministero dellEconomia e delle Finanze di una apposita relazione, ai fini
della valutazione del rispetto dellobiettivo della riduzione della spesa per il personale
nella percentuale dell1,4% rispetto alla spesa per il personale del 2004;
CONSIDERATO che con le note prot. n. 26907 del 27.03.2015 e prot. n. 45088 del
26.05.2015 agli atti della competente Direzione Regionale Salute ed Integrazione
Sociosanitaria, il Direttore Generale dellASL RMH, ha trasmesso il prospetto
aggiornato delle deroghe dellanno 2015;
TENUTO CONTO che tra le priorit evidenziate dal Direttore Generale dellASL
RMH, nelle note sopra indicate, stata evidenziata la necessit di assunzione con
contratto a tempo indeterminato di:
1. N. 2 Dirigenti Medici - disciplina Pediatria per la UOC Pediatria;
2. N.2 Dirigente Medici disciplina Medicina Generale per la UOC Medicina
Interna;
3. N. 2 Dirigenti Medici disciplina Chirurgia Generale per la UOC Chirurgia
Generale;
4. N. 2 Dirigenti Medici disciplina Ginecologia ed Ostetricia;
5. N. 1 Dirigente Farmacista per la UOC Centri di Assistenza farmaceutica
territoriale;
CONSIDERATO che, come evidenziato dal Direttore Generale dellASL RMH nelle
note sopra indicate, la carenza delle figure professionali di cui trattasi causa di forte
criticit per il mantenimento dei livelli assistenziali;
CONSIDERATO che la figure professionali richieste sono necessarie ad evitare
linterruzione di pubblico servizio e a garantire lerogazione dei LEA;
CONSIDERATA la nota Regionale prot. n. 165215 del 17/03/2014 avente ad oggetto
indicazioni operative sul corretto scorrimento delle graduatorie di concorso pubblico
vigenti nella Regione Lazio;
CONSIDERATA, pertanto, lassoluta necessit di autorizzare il Direttore Generale
dellASL RMH, allassunzione con contratto a tempo indeterminato tramite scorrimento
di graduatorie di concorsi pubblici in corso di validit, di :
1. N. 2 Dirigenti Medici - disciplina Pediatria per la UOC Pediatria;

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2. N.2 Dirigente Medici disciplina Medicina Generale per la UOC Medicina


Interna;
3. N. 2 Dirigenti Medici disciplina Chirurgia Generale per la UOC Chirurgia
Generale;
4. N. 2 Dirigenti Medici disciplina Ginecologia ed Ostetricia per la UOC
Ginecologia ed Ostetricia;
5. N. 1 Dirigente Farmacista per la UOC Centri di Assistenza farmaceutica
territoriale;
CONSIDERATO che le succitate autorizzazioni saranno computate nella quota
percentuale di deroghe concedibili per lanno 2015;
RITENUTO NECESSARIO trasmettere ai Ministeri affiancanti, al termine della
procedura di deroga una relazione riepilogativa dei provvedimenti autorizzativi concessi
nel corso dellanno 2015, cos come richiesto dal Tavolo Tecnico per la verifica degli
adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei LEA, nella
riunione del 24/03/2015;
ACQUISITO il parere favorevole del Sub Commissario;

DECRETA

Per i motivi di cui in premessa che formano parte integrante e sostanziale del presente
provvedimento di:
1. di autorizzare il Direttore Generale dellASL Roma H, allassunzione con
contratto a tempo indeterminato tramite scorrimento di graduatorie di concorsi
pubblici in corso di validit, di :

N. 2 Dirigenti Medici - disciplina Pediatria per la UOC Pediatria;

N.2 Dirigente Medici disciplina Medicina Generale per la UOC Medicina


Interna;

N. 2 Dirigenti Medici disciplina Chirurgia Generale per la UOC Chirurgia


Generale;

N. 2 Dirigenti Medici disciplina Ginecologia ed Ostetricia per la UOC


Ginecologia ed Ostetricia;

N. 1 Dirigente Farmacista per la UOC Centri di Assistenza farmaceutica


territoriale;
2. trasmettere ai Ministeri affiancanti, al termine della procedura di deroga una
relazione riepilogativa dei provvedimenti autorizzativi concessi nel corso

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dellanno 2015, cos come richiesto dal Tavolo Tecnico per la verifica degli
adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei LEA, nella
riunione del 24/03/2015;
3. pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.L.

Nicola Zingaretti

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 239
Proroga del Commissariamento di Laziodisu, Ente pubblico dipendente per il diritto agli studi universitari del
Lazio (D.G.R. n. 129 del 05/06/2013).

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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OGGETTO: Proroga del Commissariamento di Laziodisu, Ente pubblico dipendente per il diritto
agli studi universitari del Lazio (D.G.R. n. 129 del 05/06/2013).

LA GIUNTA REGIONALE

SU PROPOSTA

dellAssessore alla Formazione, Ricerca, Scuola e Universit;

VISTA

la Costituzione della Repubblica Italiana;

VISTO

lo Statuto della Regione Lazio;

VISTA

la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6 Disciplina del sistema


organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla
dirigenza ed al personale regionale e s.m.i.;

VISTO

il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1 Regolamento di


organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale e s.m.i.;

VISTA

la Legge Regionale 18 giugno 2008, n. 7 e s. m. i. concernente Nuove


disposizioni in materia di diritto agli studi universitari, che allart. 5
attribuisce a Laziodisu il ruolo di Ente attuatore e regolatore del sistema
integrato di interventi, servizi e prestazioni per il diritto agli studi universitari
nel Lazio;

VISTO

in particolare, il comma 1 dellart. 19 della citata Legge Regionale n. 7/2008,


il quale prevede che i membri del Consiglio di amministrazione e del
collegio dei revisori contabili di Laziodisu, ai sensi dellarticolo 55, comma
4, dello Statuto, decadono dalla carica il novantesimo giorno successivo alla
prima seduta del Consiglio regionale, salvo quanto previsto al comma 2 per i
rappresentanti degli studenti;

VISTO

il Decreto Legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla


legge 7 dicembre 2012, n. 213, recante: Disposizioni urgenti in materia di
finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonch ulteriori disposizioni in
favore delle zone terremotate nel maggio 2012, ed in particolare, larticolo
2, che detta disposizioni in materia di riduzione dei costi della politica nelle
Regioni;

VISTA

la Legge Regionale 28 giugno 2013, n. 4 recante Disposizioni urgenti di


adeguamento all'articolo 2 del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174,
convertito con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, relativo
alla riduzione dei costi della politica, nonch misure in materia di
razionalizzazione, controlli e trasparenza dell'organizzazione degli uffici e
dei servizi della Regione;

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VISTA

la Deliberazione di Giunta Regionale n. 129 del 5 maggio 2013, con la quale,


nelle more delladeguamento dellordinamento dellEnte pubblico dipendente
per il diritto agli studi universitari nel Lazio Laziodisu alla normativa
vigente in materia di contenimento della spesa pubblica e di
razionalizzazione dei costi della politica, viene disposto il Commissariamento
dellEnte medesimo per un periodo di 6 mesi, prorogabile per ulteriori 6
mesi, con decorrenza dalla data di insediamento del Commissario
Straordinario ed un termine, in ogni caso, coincidente con la data di nomina
del nuovo Consiglio di Amministrazione e del Presidente, se antecedenti alla
scadenza di cui sopra;

VISTO

il Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00123 del 10 giugno 2013,
concernente la nomina del Commissario Straordinario regionale dellEnte
Pubblico dipendente per il diritto agli Studi Universitari nel Lazio
Laziodisu per un periodo di sei mesi;

VISTO

altres il Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00407 del 5


dicembre 2013, con il quale stata disposta la proroga dellincarico sopra
indicato per ulteriori 6 mesi;

VISTA

la Deliberazione di Giunta Regionale n. 316 del 30/05/2014, concernente


Proroga del Commissariamento di Laziodisu, Ente pubblico dipendente per
il diritto agli studi universitari nel Lazio (D.G.R. n. 129 del 05/06/2013), con
decorrenza dal giorno successivo alla scadenza dellincarico di Commissario
Straordinario di cui al Decreto Presidenziale n. T00407 del 05.12.2013, per
un periodo di sei mesi, ulteriormente prorogabili per sei mesi;

VISTA

il Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00166 del 05/06/2014,


concernente Nomina del Commissario Straordinario regionale dellEnte
Pubblico dipendente per il diritto allo studio agli studi universitari nel Lazio
Laziodisu;

VISTO

il Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00450 del 05/12/2014,


avente ad oggetto Proroga dellincarico di Commissario Straordinario
regionale dellEnte Pubblico dipendente per il diritto agli Studi Universitari
nel Lazio Laziodisu;

PRESO ATTO

dellimminente scadenza dellincarico affidato allattuale Commissario


Straordinario;

CONSIDERATO

necessario proseguire nellattivit di adeguamento della normativa relativa


allEnte Laziodisu alle disposizioni di cui allarticolo 2 del decreto legge 10
ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre
2012, n. 213, ed alle norme introdotte dalla legge regionale 28 giugno 2013
n. 4, finalizzate alla realizzazione di misure in materia di razionalizzazione,
controlli e trasparenza dellorganizzazione degli uffici e dei servizi della
Regione Lazio;

RITENUTO

pertanto di dover garantire nelle more dellinsediamento del nuovo


Consiglio di Amministrazione e del Presidente la continuit dellazione
amministrativa e lo svolgimento delle attivit dellEnte regionale Laziodisu,

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prevedendo unulteriore proroga del Commissariamento con decorrenza dalla


scadenza dellincarico di Commissario Straordinario di cui al Decreto del
Presidente della Regione Lazio n. T00450 del 05/12/2014;
RITENUTO

altres di dover predisporre gli atti necessari alla proroga di detto


Commissariamento per un periodo di sei mesi, prorogabili per ulteriori sei
mesi, prevedendo che lo stesso avr termine, in ogni caso, coincidente con la
data di nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione e del Presidente, se
anteriori rispetto alla scadenza del periodo di cui sopra;

DELIBERA
per le motivazioni di cui in premessa, che integralmente si richiamano:
1. di prorogare il Commissariamento dellEnte pubblico dipendente per il diritto agli studi
universitari nel Lazio Laziodisu, con decorrenza dalla scadenza dellincarico di
Commissario Straordinario conferito con Decreto del Presidente della Regione Lazio n.
T00450 del 05/12/2014, per un periodo di sei mesi, ulteriormente prorogabili per sei mesi;
2. il Commissariamento avr termine, in ogni caso, alla data di nomina del nuovo Consiglio
di Amministrazione e del Presidente, se anteriori rispetto alla scadenza del periodo di cui
sopra;
3. i compiti del Commissario Straordinario dellEnte regionale Laziodisu sono quelli previsti
dal comma 2 dellart. 13, dal comma 4 dellart. 14 e dal comma 1 dellart. 21 della legge
regionale 18 giugno 2008, n. 7;
4. per lespletamento dellincarico al Commissario Straordinario viene corrisposta
lindennit prevista dallart. 19 della legge regionale n. 7/2008, decurtata del 10%, il cui
importo graver sul bilancio dellEnte Laziodisu;
Con successivo Decreto del Presidente della Regione Lazio verr nominato il Commissario
Straordinario.
La presente Deliberazione, immediatamente esecutiva, sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della
Regione Lazio.
Avverso la presente Deliberazione ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale
Amministrativo del Lazio nel termine di giorni 60 (sessanta) dalla comunicazione, ovvero, ricorso
straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni 120 (centoventi).

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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che


risulta approvato allunanimit.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 240
DGR 354/2014 avente ad oggetto "DGR 315/2014 - Determinazione del calendario per gli anni scolastici
2014/2015 e seguenti. Modifica Allegato A". Approvazione della modifica all'Allegato A.

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OGGETTO: DGR 354/2014 avente ad oggetto DGR 315/2014 - Determinazione del calendario per
gli anni scolastici 2014/2015 e seguenti. Modifica Allegato A. Approvazione della
modifica allAllegato A.

LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA dellAssessore alla Formazione, Ricerca, Scuola, Universit;
VISTI

- lo Statuto della Regione Lazio;


- la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni concernente la disciplina
del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio Regionale;
- il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 e successive modificazioni, concernente
lorganizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta Regionale;
- la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 Modifiche al titolo V della parte seconda della
Costituzione che reca modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione, in
particolare lart. 3
- il Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che conferisce alle Regioni funzioni

amministrative in materia di istruzione, tra cui la determinazione del calendario scolastico, in


particolare lart. 138 Deleghe alle regioni lettera d) determinazione del calendario
scolastico;
- la Legge 6 agosto 2008 n. 133, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge

25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la


semplificazione, la competitivit, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione
tributaria, in particolare lart. 64 concernente disposizioni in materia di organizzazione
scolastica;
- la Legge 30 ottobre 2008 n. 169, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge
1 settembre 2007, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e universit;
- lart. 74 Calendario scolastico per le scuole di ogni ordine e grado Decreto Legislativo 16
aprile 1994, n. 297 Approvazione Testo unico delle disposizioni legislative in materia
distruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado e successive modificazioni e
integrazioni, che al comma 2 stabilisce che le attivit didattiche, comprensive anche degli
scrutini e degli esami, e quelle di aggiornamento, si svolgano nel periodo compreso tra il 1
settembre e il 30 giugno con eventuale conclusione nel mese di luglio degli esami di maturit, e
al comma 3 prevede almeno 200 giorni di svolgimento delle lezioni;
- lart. 21 della Legge 15 marzo 1997, n. 59 in materia di attribuzione di autonomia
organizzativa e didattica alle istituzioni scolastiche;
- il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 Regolamento recante norme in materia di autonomia delle
istituzioni scolastiche, ai sensi dellart. 21 della Legge 15 marzo 1997, n. 59 ed in particolare:
- lart. 4 comma 2, che attribuisce alle istituzioni scolastiche la scansione temporale dei
tempi dellinsegnamento;
- lart. 5 comma 2, che attribuisce alle istituzioni scolastiche gli adattamenti del
calendario scolastico in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dellofferta
formativa e nel rispetto delle funzioni in materia di determinazione del calendario
scolastico esercitate dalle Regioni a norma dellart. 138, comma 1, lettera d) del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
- lart. 5 comma 3, che attribuisce alle istituzioni scolastiche la potest di organizzare in
modo flessibile lorario complessivo del curricolo e quello destinato alle singole

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discipline e attivit, anche sulla base di una programmazione plurisettimanale, fermi


restando larticolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni settimanali e il
rispetto del monte ore annuale, pluriennale o di ciclo previsto per le singole discipline e
attivit obbligatorie;
- il D.P.R. 20 marzo 2009, n. 89 Revisione dellassetto ordinamentale, organizzativo e
didattico della scuola dellinfanzia e del primo ciclo di istruzione ai sensi dellarticolo 64,
comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge
6 agosto 2008, n. 133;
- lo Statuto Regionale e, in particolare, lart. 7 comma 2 lettera h;
- lart. 153 comma 2, lettera d della Legge Regionale del 6 agosto 1999, n. 14 che recepisce la
delega prevista dellart. 138 comma 1, lettera d del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
VISTA la DGR 315 del 30/05/2014 con la quale stato approvato il calendario scolastico
2014/2015 e seguenti;
VISTA la DGR 354 del 12/06/2014 con la quale stato annullato e sostituito lAllegato A della
DGR 315/2014;
CONSIDERATO che stata manifestata lesigenza di dare lopportunit alle singole
istituzioni scolastiche di prevedere adattamenti del calendario scolastico regionale anche in
riferimento alla data di inizio delle lezioni, che nella suddetta DGR era fissata al 15 settembre e
non modificabile;
RITENUTO NECESSARIO, pertanto, modificare il comma 5 dellAllegato A alla DGR
354/2014, relativo alla facolt delle singole istituzioni scolastiche di adattare il calendario
scolastico regionale in relazione alle esigenze specifiche derivanti dal Piano dellofferta
formativa;
RITENUTO NECESSARIO, pertanto, annullare e sostituire lAllegato A della DGR
354/2014, al fine di introdurre le modifiche al comma 5;
RITENUTO NECESSARIO approvare lAllegato A che costituisce parte integrante della
presente Deliberazione, in sostituzione dellAllegato alla DGR 354/2014;

DELIBERA

1) di annullare e sostituire lAllegato A della DGR 354/2014, al fine di introdurre le modifiche


al comma 5;
2) di approvare lAllegato A che costituisce parte integrante della presente Deliberazione, in
sostituzione dellAllegato alla DGR 354/2014.
Il presente atto non comporta oneri a carico del Bilancio regionale.
La presente deliberazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e ne sar
data ampia informazione sul sito regionale www.regione.lazio.it/rl_istruzione_giovani .

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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che


risulta approvato allunanimit.

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ALLEGATO A
1.

Nel territorio della Regione Lazio il calendario, a decorrere dallanno scolastico 2014/2015,
articolato come segue:
a) inizio delle lezioni nelle classi delle istituzioni scolastiche dalla scuola primaria alla
scuola secondaria di primo grado, alla scuola secondaria di secondo grado di ogni
ordine:
15 settembre di ciascun a. s., che slitta al primo giorno lavorativo successivo, qualora il
15 settembre sia un sabato o un giorno festivo.
La data di apertura delle scuole per linfanzia anchessa fissata al 15 settembre di
ciascun anno scolastico, che slitta al primo giorno lavorativo successivo, qualora il 15
settembre sia un sabato o un giorno festivo.
b) festivit di rilevanza nazionale:
- tutte le domeniche;
- 1 novembre: festa di tutti i Santi;
- 8 dicembre: Immacolata Concezione;
- 25 dicembre: Natale;
- 26 dicembre: Santo Stefano;
- 01 gennaio: Capodanno;
- 6 gennaio: Epifania;
- Luned dellAngelo;
- 25 Aprile: Anniversario della Liberazione;
- 01 maggio: Festa del Lavoro;
- 2 giugno: Festa nazionale della Repubblica;
- Festa del Santo Patrono.
c) sospensione delle lezioni:
- commemorazione dei defunti 2 novembre di ciascun anno;
- vacanze natalizie: dal 23 al 31 dicembre, dal 2 al 5 gennaio di ciascun a.s.;
- vacanze pasquali: i 3 giorni precedenti la domenica di Pasqua e il marted
immediatamente successivo al Luned dellAngelo;
In tali periodi le attivit didattiche sono obbligatoriamente sospese in tutte le
istituzioni scolastiche presenti sul territorio regionale, comprese le scuole per
linfanzia.
d) termine delle lezioni nella scuola primaria e nella scuola secondaria di 1 e di 2 grado:
8 giugno di ciascun a. s., anticipato al primo giorno lavorativo precedente nel caso in
cui l8 giugno cada in giorno festivo o posticipato, se necessario, per garantire i 206
giorni.
La chiusura delle scuole per linfanzia fissata al 30 giugno di ciascun a. s. (anticipata
al primo giorno lavorativo precedente nel caso in cui il 30 giugno cada in giorno
festivo).

2.

In considerazione della rilevanza e specificit del servizio educativo offerto, le scuole


dellinfanzia hanno la facolt di anticipare la data di apertura, qualora ci sia rispondente
alle finalit del piano dellofferta formativa ed alle decisioni degli Organi collegiali della
scuola interessata e dintesa con il competente Comune.

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3.

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Possono terminare in data successiva al termine delle lezioni le attivit inerenti:


a) gli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di 1 e 2 grado;
b) i percorsi formativi destinati allIstruzione degli Adulti;

4.

5.

Possono altres anticipare linizio delle attivit didattiche e terminarle in data successiva a
quella fissata dal presente atto gli Istituti secondari di 2 grado dove si svolgono:

attivit di stage e/o di alternanza scuola-lavoro;

interventi didattici successivi allo scrutinio finale per gli studenti con giudizio sospeso.

Ai sensi dellart. 5, comma 2, del DPR 275/99, le singole istituzioni scolastiche, nella
propria autonomia, dintesa con gli Enti Locali erogatori dei servizi scolastici ed adottando
soluzioni organizzative che garantiscano contemporaneamente il miglior servizio ed il
rispetto delle esigenze espresse dalle famiglie, in relazione alle esigenze specifiche derivanti
dal Piano dellOfferta Formativa, hanno facolt di procedere ad adattamenti del calendario
regionale, purch siano garantiti:
- apertura entro il 15 settembre e la chiusura l8 giugno;
- numero minimo di 206 giorni di lezione.
Resta non adattabile la data di termine delle lezioni, con le eccezioni di cui ai commi 3 e 4.

6.

Al fine di assicurare la pi ampia omogeneit territoriale e di garantire agli Enti locali


competenti le condizioni per il regolare svolgimento dei servizi di supporto, tutti gli
adattamenti del calendario scolastico devono essere assunti in tempo utile per essere
comunicati alle famiglie e alle Istituzioni sotto riportate.
Tutte le Istituzioni Scolastiche che hanno modificato il Calendario Scolastico Regionale,
devono comunicare entro il 15 luglio di ciascun anno il calendario adottato per lanno
successivo:
- alla Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola Universit,
Diritto allo Studio (PEC: programmazione.istruzione@regione.lazio.legalmail.it)
con allegato lo stralcio del verbale e della delibera dellorgano collegiale;
- allUfficio Scolastico Regionale (e-mail direzione-lazio@istruzione.it);
- allAssessorato competente a fornire i servizi per il diritto allo studio del proprio
Comune;
Tutte le istanze presentate successivamente a tale data non saranno prese in esame.
Non sono considerati adattamenti del calendario scolastico e quindi legittime, le
riduzioni arbitrarie dei giorni di lezione dai 206 fino ai 200 obbligatori, ad eccezione di
quelle attribuibili alla non accessibilit degli edifici per cause di forza maggiore o
provvedimento di autorit.

7.

Le deliberazioni relative al calendario scolastico sono assunte dai competenti organi


collegiali delle Istituzioni scolastiche, in parallelo alla definizione del Piano dellOfferta
Formativa, stipulate le opportune intese con gli enti territoriali preposti alla erogazione dei
servizi per il diritto allo studio (mensa, trasporti, ecc.) e nel rispetto del CCNL.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 244
Attivazione sportello di supporto e assistenza tecnica dedicato ai Comuni in materia di pianificazione,
realizzazione e potenziamento del piano della mobilit e del trasporto pubblico.

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Oggetto: Attivazione sportello di supporto e assistenza tecnica dedicato ai Comuni in


materia di pianificazione, realizzazione e potenziamento del piano della mobilit e
del trasporto pubblico.
LA GIUNTA REGIONALE
Su proposta dellAssessore Politiche del Territorio, Mobilit e Rifiuti
VISTO lo Statuto della Regione Lazio e, in particolare, lart. 55 Enti pubblici
dipendenti;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al
personale regionale e successive modificazioni;
VISTO il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1, Regolamento di
organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale e successive
modificazioni;
VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 "Norme generali
sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche" e
successive modificazioni;
VISTA la legge regionale 26 marzo 2003, n. 9 che istituisce lAgenzia Regionale per
la Mobilit (Aremol);
VISTA la legge regionale 1 febbraio 2008, n. 1 che allart. 8 conferma lAremol
quale ente pubblico dipendente della Regione Lazio, ai sensi dellart. 55 dello
Statuto;
VISTA la legge regionale 20 maggio 2002, n. 12 che promuove la costituzione
dellAzienda Strade Lazio Astral S.p.A.;
PREMESSO che
Aremol un ente strumentale della Regione Lazio, ai sensi dellart. 55 dello Statuto
regionale, istituito con legge regionale 26 marzo 2003, n. 9 al fine di dotare la
regione e gli enti locali di un idoneo supporto tecnico operativo per lattivit di
programmazione e pianificazione del trasporto pubblico locale e per la costante
analisi dellevoluzione delle mobilit regionale, delle reti di trasporto e loro
infrastrutture, della qualit, del livello e dellefficienza dei servizi erogati dalle
aziende di trasporto, della sicurezza e dellimpatto del sistema dei trasporti su
territorio e ambiente;

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i rapporti tra Aremol e la Regione Lazio sono regolati da apposita Convenzione per
il trasferimento di attivit e relative risorse finanziarie finalizzato allassistenza
tecnica alla Direzione Regionale Trasporti siglata in data 15 dicembre 2006 e
successivamente registrata con n. 8114 del 21 marzo 2007;
Astral S.p.a., una societ, costituita in ottemperanza a quanto prescritto dalla Legge
regionale 20 maggio 2002, n. 12, giusta atto notaio Mario Scattone del 15 ottobre
2002 (rep. n. 31311, raccolta n. 7215), allo scopo del rinnovo e dello sviluppo della
rete viaria regionale, secondo criteri di trasparenza, efficacia ed economicit;
a tuttoggi i rapporti tra la Regione Lazio ed Astral S.p.a. sono regolamentati dal
Contratto di Servizio Reg. Cron. N. 16712 del 23/10/2013;
Astral S.p.a. soggetta allattivit di direzione e coordinamento della Regione Lazio;
CONSIDERATO CHE lAssessorato Politiche del Territorio, Mobilit e Rifiuti di
concerto con lAssessorato Infrastrutture, Politiche Abitative e Ambiente, nellambito
di un pi generale riordino del sistema delle aziende e degli enti regionali
conformemente a quanto previsto dalla legge regionale 10 agosto 2010 n. 3, recante
Riordino del sistema regionale delle partecipazioni societarie e, in particolare,
larticolo 8, comma 1, lett. e) e dalla legge regionale 28 giugno 2013, n. 4, recante
Disposizioni urgenti di adeguamento all'articolo 2 del decreto legge 10 ottobre
2012, n. 174, convertito con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213,
relativo alla riduzione dei costi della politica, nonch misure in materia di
razionalizzazione, controlli e trasparenza dell'organizzazione degli uffici e dei servizi
della Regione ha individuato in Astral S.p.a. lente idoneo a svolgere attivit di
supporto ad Aremol, in ragione delle interferenze che gli interventi di realizzazione,
potenziamento ed ammodernamento delle infrastrutture di trasporto, hanno con la rete
viaria esistente nella Regione Lazio ed il possesso da parte di Astral S.p.a. di risorse
umane dotate di particolare esperienza e competenza, nonch di specifiche
professionalit e know how nel settore, anche in grado di soddisfare le esigenze di
Aremol;
PERTANTO nellambito del potenziamento e ammodernamento delle infrastrutture
delle reti di trasporto della Regione Lazio ed al fine di razionalizzare ed ottimizzare
luso delle risorse, con DGR n. 264 del 07.08.2013 stato approvato lo schema di
Protocollo di Intesa tra Regione Lazio, Aremol ed Astral Spa;
il Protocollo dIntesa, sottoscritto in data 17.09.2013, prevede lassistenza ed il
supporto relativamente a:
responsabile del Procedimento ai sensi del D.Lgs 163/2006 e s.m.i.;

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redazione di elaborati progettuali in adempimento a quanto previsto dal D.Lgs.


163/2006 e s.m.i. e dal D.P.R. 207/2010 e s.m.i.;
assistenza alle procedure espropriative;
redazione di bandi, disciplinari, capitolati e svolgimento delle procedure di gara;
direzione lavori;
collaudi.
CONSIDERATO CHE
ai sensi dellart. 2 della l.r. n. 9 del 2003, Aremol fornisce, tra laltro, assistenza agli
enti locali ed esprime pareri sulle questioni inerenti alla materia del trasporto
pubblico locale sottoposte dagli organi regionali e dagli enti locali stessi;
i Comuni si rivolgono ad Aremol, per il tramite della Regione Lazio, per richiedere
supporto e assistenza tecnica per la pianificazione, realizzazione e potenziamento
del piano della mobilit e del trasporto pubblico locale non disponendo di proprie
risorse economiche e strumentali;
la Regione Lazio al fine di dare un rapido ed efficace riscontro alle richieste
rappresentate Comuni in materia di mobilit e trasporto intende attivare uno sportello
di supporto e assistenza tecnica dedicato ai Comuni medesimi che sar curato e
gestito direttamente da Aremol;
le attivit di assistenza e supporto di cui sopra ai fini della realizzazione e
potenziamento del piano della mobilit e trasporto locale richieste dai Comuni
possono determinare lesigenza da parte di Aremol di incaricare specifiche ed
adeguate figure professionali tecniche;
in tal senso, al fine di limitare il ricorso ad incarichi professionali di consulenza e di
collaborazione a soggetti esterni anche in conformit ai richiamati principi di
economicit e trasparenza, ed in attuazione del sopra citato Protocollo di Intesa
sottoscritto in data 17.09.2013, tali professionalit riferite a fornire supporto e
assistenza tecnica in favore dei Comuni in materia di pianificazione della mobilit e
del trasporto pubblico locale possono essere individuate allinterno di Astral, attesa
la coerenza tra queste e gli ambiti di assistenza e supporto individuati dal Protocollo
stesso;
CONSIDERATO ALTRESI CHE
la legge di stabilit 2015, l. n. 190/2014, ha acquisito, tra le proprie disposizioni,
quanto previsto dal Commissario Straordinario per la revisione della spesa in tema di
razionalizzazione delle societ partecipate e quindi laggregazione di queste;
lart. 1, c. 611 di tale legge, difatti, prevede, al fine di assicurare il coordinamento
della finanza pubblica, il contenimento della spesa, il buon andamento dell'azione
amministrativa e la tutela della concorrenza e del mercato, che gli enti pubblici, a

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decorrere dal 1 gennaio 2015, avviino un processo di razionalizzazione delle


societ e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute,
in modo da conseguire la riduzione delle stesse entro il 31 dicembre 2015, tenendo
principalmente conto di criteri espressamente indicati e rispondenti appunto alla
logica della razionalizzazione, efficienza ed economicit della spesa;
con Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00060 del 21 aprile 2015, stato
quindi approvato il Piano di razionalizzazione della regione Lazio, prevedendo
lattuazione di quanto previsto dal citato art. 1, c. 611 e seguenti della l. n. 190 del
2014;
alla luce di tale disposizione normativa e del conseguente Piano di razionalizzazione
della Regione Lazio, la qui prevista definizione dei rapporti tra Aremol ed Astral per
tale aspetto e il ribadire lattuazione del Protocollo dIntesa in essere tra le stesse
Agenzie, rafforza lorientamento che lAmministrazione regionale aveva comunque
gi intrapreso, con le prima richiamate disposizioni normative;
quanto previsto dalla presente delibera, peraltro, coerente a quanto intrapreso in
attuazione dellarticolo 22, comma 1, della Legge regionale n. 4 del 28 giugno 2013,
nonch degli indirizzi approvati con la D.G.R. n. 260 del 7 agosto 2013 con
delibera n. 596 del 16.09.2014 della Giunta Regionale con la quale stata approvata e
da sottoporre allesame del Consiglio, la proposta di legge regionale n. 193 del
19/09/2014 (Disposizioni in materia di riordino di enti dipendenti e societ regionali
operanti nel settore della mobilit e dei trasporti) che prevede, tra laltro, la
soppressione dellAgenzia Regionale per la Mobilit (AREMOL) ed il conseguente
passaggio delle relative attivit e funzioni alla Regione e, successivamente, ad
ASTRAL S.p.A.;
RITENUTO DI
attivare uno sportello di supporto e assistenza tecnica dedicato ai Comuni in materia
di pianificazione, realizzazione e potenziamento del piano della mobilit e trasporto
pubblico locale;
affidare ad Aremol la gestione tecnica ed amministrativa delle attivit di cui sopra la
quale provveder a mettere a disposizione dei Comuni le figure professionali e
tecniche per lo svolgimento delle relative funzioni o attivit e precisamente:
- Responsabile del procedimento ai sensi del d.Lgs. 163/2006
- Studio, elaborazione e redazione del piano di mobilit e trasporto locale
- Redazione di bandi, disciplinari, capitolati e svolgimento delle procedure di
gara

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stabilire che Aremol ai fini dello svolgimento delle attivit di cui sopra si avvarr ove
necessario delle figure professionali tecniche di Astral Spa in forza del Protocollo
dIntesa sottoscritto in data 17.09.2013;
stabilire che Aremol provveder a rendicontare semestralmente alla competente
Direzione Regionale, secondo le modalit che dalla stessa saranno indicate, tutte le
attivit poste in essere in favore dei Comuni con indicazione delle risorse impegnate;
PRESO ATTO che la presente deliberazione non comporta alcun impegno di spesa;
PERTANTO nelle more dellapprovazione da parte del Consiglio Regionale della
proposta di Legge n. 193 del 19.09.2014 e atteso lapprovato Piano Operativo di
Razionalizzazione delle societ e delle partecipazioni societarie di cui alla Legge di
Stabilit 2015;
DELIBERA
Per le motivazioni indicate in premessa che si intendono integralmente recepite
1. Di attivare lo sportello di supporto e assistenza tecnica dedicato ai Comuni in materia
di pianificazione, realizzazione e potenziamento del piano della mobilit e trasporto
pubblico locale;
2. Di affidare ad Aremol la gestione tecnica ed amministrativa delle attivit di cui al
punto 1 la quale provveder a mettere a disposizione dei Comuni le figure
professionali e tecniche per lo svolgimento delle seguenti funzioni o attivit:
- Responsabile del procedimento ai sensi del d.Lgs. 163/2006
- Studio, elaborazione e redazione del piano di mobilit e trasporto locale
- Redazione di bandi, disciplinari, capitolati e svolgimento delle procedure di gara;
3. Di stabilire che Aremol ai fini dello svolgimento delle attivit di cui sopra si avvarr
ove necessario delle figure professionali tecniche di Astral Spa in forza del Protocollo
di Intesa sottoscritto in data 17.09.2013;
4. Di stabilire che Aremol provveder a rendicontare semestralmente alla competente
Direzione Regionale, secondo le modalit che dalla stessa saranno indicate, tutte le
attivit poste in essere in favore dei Comuni con indicazione delle risorse impegnate;
Il Direttore regionale Territorio, Urbanistica, Mobilit e Rifiuti, in conformit alle
vigenti disposizioni di legge, provveder ad adottare i provvedimenti di competenza
necessari allesecuzione del presente atto, nonch quelli ad esso conseguenti.
La presente determinazione pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che


risulta approvato allunanimit.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 245
Attribuzione a Roma Capitale dei finanziamenti - ex art. 30, comma 2, lett. c), della L.R. n. 30/98 - per il
relativo servizio di trasporto pubblico urbano nell'anno 2015 - euro 180.000.000,00 - Esercizio finanziario
2015. Capitolo D41921.

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OGGETTO: Attribuzione a Roma Capitale dei finanziamenti ex art. 30, comma 2, lett. c),
della L.R. n. 30/98 per il relativo servizio di trasporto pubblico urbano
nellanno 2015 - 180.000.000,00 - Esercizio finanziario 2015. Capitolo
D41921.

LA GIUNTA REGIONALE
Su proposta dellAssessore alle Politiche del Territorio, della Mobilit e dei Rifiuti;
VISTA la legge Statutaria n. 1 dell11/11/2004 Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge Costituzionale n. 3/2001 di riforma del Titolo V della Costituzione, che ha conferito
alle regioni la competenza esclusiva in materia di Trasporto Pubblico Locale;

VISTA la L. n. 241 del 7/8/1990 - Nuove norme in materia di procedimento amministrativo


e di diritto di accesso ai documenti amministrativi - e successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la L.R. n. 57 del 22/10/1993 - Norme generali per lo svolgimento del procedimento
amministrativo, l'esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi e la migliore
funzionalit dell'attivit amministrativa - e successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la L.R. n. 6 del 18/02/2002 - Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del
Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale - e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTO il Regolamento regionale n. 1 del 6/9/2002 - "Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta regionale" - e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il Decreto Legislativo n. 422 del 19 novembre 1997 - Conferimento alle regioni ed
agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale, a norma
dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59 - e successive modifiche ed
integrazioni;
VISTA la L.R. n. 30 del 16/7/1998 - Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale - e
successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 20 novembre 2001, n. 25 Norme in materia di programmazione,
bilancio e contabilit della Regione e successive modificazione ed integrazioni;
VISTO il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 recante Disposizioni in materia di
armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali
e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42;
VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 dicembre 2011
Sperimentazione della disciplina concernente i sistemi contabili e gli schemi di bilancio delle
Regioni, degli enti locali e dei loro enti ed organismi, di cui allarticolo 36 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118;
VISTA la L. R. 30 dicembre 2014, n. 17 Legge di Stabilit regionale 2015;
VISTA la L. R. 30 dicembre 2014, n. 18 Bilancio di previsione finanziario della Regione
Lazio 2015-2017;
VISTA la D.G.R. 30 dicembre 2014, n. 942 Bilancio di previsione finanziario della Regione
Lazio 2015-2017. Approvazione del "Documento tecnico di accompagnamento", ripartito in
titoli, tipologie e categorie per le entrate ed in missioni, programmi e macroaggregati per le
spese.;

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VISTA la D.G.R. 30 dicembre 2014, n. 943 Bilancio di previsione finanziario della Regione
Lazio 2015-2017. Approvazione del "Bilancio finanziario gestionale", ripartito in capitoli di
entrata e di spesa.
PREMESSO

che lart. 30, comma 1, della L.R. n. 30/98 costituiva il Fondo Regionale Trasporti il cui
ammontare era determinato annualmente, con legge di bilancio della Regione, sulla base di
risorse finanziarie proprie e di quelle trasferite dallo Stato, ai sensi del richiamato D.Lgs.
422/97 e successive modificazioni ed integrazioni;

che, il comma 2 dello stesso art. 30, della L.R. n. 30/98 elenca le finalit del predetto
Fondo Regionale Trasporti e, tra queste finalit, alla lettera c), prevista quella per far
fronte agli oneri relativi alleffettuazione dei servizi di trasporto pubblico su strada e con
metropolitane, nellambito della quale ricadono i finanziamenti agli Enti Locali per il
trasporto pubblico urbano, ivi compreso il finanziamento per le stesse finalit al Comune di
Roma, oggi Roma Capitale;

che la citata L.R. n. 30/1998, in attuazione di quanto previsto dal D.Lgs. n. 422/1997,
ripartiva le funzioni ed i compiti in materia di trasporto pubblico locale tra Regione,
Provincia e Comuni e, in particolare, lart. 6 Funzioni e competenze della Regione, al
comma 1, lett. i), prevede, tra laltro, che la Regione Lazio provvede all assegnazione al
Comune di Roma (oggi Roma Capitale) delle risorse finanziarie previste dal Fondo
Regionale Trasporti di cui allart. 30 della medesima L.R. n. 30/98;

che, in attuazione a quanto previsto dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio
delle Regioni, degli Enti Locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge
5 maggio 2009, n. 42, a partire dallannualit 2012 il Bilancio della Regione Lazio, stato
articolato in, Missioni, Programmi e Aggregati e la parte di Fondo Regionale
Trasporto, di cui al citato art. 30 della L.R.n.30/98, per il servizio di trasporto pubblico su
strada e con metropolitane, destinata agli Enti locali ed in particolare al Comune di Roma,
oggi Roma Capitale, stata ricompresa nella Missione 10 Programma 02
Aggregato 1.04.01.02.000- Cap. D41921, Spese per il trasporto pubblico (parte
corrente) Trasferimenti correnti ad Amministrazioni locali;

DATO ATTO
che, nel Bilancio di Previsione della Regione Lazio per lanno 2015, alla Missione 10
Programma 02 Aggregato 1.04.01.02.000 - Capitolo D41921 denominato Spese per
il trasporto pubblico Trasferimenti correnti ad Amministrazioni locali, previsto uno
stanziamento di 180.000.000,00;
che nella nota integrativa al Bilancio di previsione 2015-2017, all Allegato 14 (quadro
sinottico concernente il Trasporto Pubblico Locale), vengono previste quale uscite della
Regione .180.000.000,00 per il T.P.L. di Roma Capitale, imputandole al Cap. D41921;
CONSIDERATO che, ai sensi dellart.30, comma 6 della L.R. n.30/1998 la Giunta
Regionale, con proprio atto, a provvedere ad articolare il fondo anche in attuazione di
quanto gi previsto dalla Legge di Bilancio regionale, ed in particolare, per lanno 2015,
di quanto gi previsto dalla L.R. n.18/2014 Bilancio di previsione della Regione Lazio per
il relativo servizio di trasporto pubblico urbano, imputando la relativa spesa sul citato

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capitolo D41921 Spese per il Trasporto Pubblico (parte corrente) Trasferimenti


correnti a Amministrazioni Locali;

DELIBERA

le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;


-

di destinare a Roma Capitale, per lanno 2015, per il servizio di trasporto pubblico urbano,
limporto pari ad 180.000.000,00 nella finalit di cui allart. 30, comma 2, lett. c), della
medesima L.R. n.30/98, dando atto che detto importo imputato sullo stanziamento del
Capitolo D41921, denominato Spese per il trasporto pubblico Trasferimenti correnti ad
Amministrazioni locali, del Bilancio regionale di previsione della Regione Lazio per
lesercizio 2015.

Il competente Direttore regionale Territorio, Urbanistica, Mobilit e Rifiuti, in conformit alle


vigenti disposizioni di legge, provveder ad adottare i provvedimenti di competenza necessari
allesecuzione del presente atto, ivi compresi i provvedimenti amministrativi di impegno di spesa
del suddetto importo, in favore di Roma Capitale (codice creditore 284), effettuando 2 distinte
determinazioni di impegno di spesa di .90.000.000,00 ciascuno, relative al I e II semestre
dellannualit 2015.
Laccantonamento delle risorse di cui sopra a cui non seguir limpegno proprio, nel medesimo
esercizio, dar luogo ad una economia di bilancio.
La presente deliberazione pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che


risulta approvato allunanimit.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 246
Individuazione dell'Agenzia Sviluppo Amministrazioni Pubbliche (ASAP) quale soggetto deputato a
provvedere alla realizzazione ed alla successiva gestione di un piano formativo di corsi specifici per il
personale delle societ ed enti controllati dalla regione.

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OGGETTO: Individuazione dellAgenzia Sviluppo Amministrazioni Pubbliche (ASAP) quale


soggetto deputato a provvedere alla realizzazione ed alla successiva gestione di un piano formativo
di corsi specifici per il personale delle societ ed enti controllati dalla regione.

LA GIUNTA REGIONALE

SU PROPOSTA dellAssessore alle Politiche del Bilancio, Patrimonio e Demanio di concerto con
il Presidente della Regione Lazio;
VISTO

lo statuto della Regione Lazio ed in particolare:


- larticolo 48, comma 3, lett. f), il quale attribuisce alla Giunta regionale la
competenza a definire gli indirizzi per la gestione finanziaria, tecnica e
amministrativa degli organismi, agenzie e enti pubblici dipendenti dalla
Regione;
- larticolo 56, comma 3, il quale attribuisce al Presidente o allassessore da lui
delegato, il potere di rappresentanza dellente nelle assemblee degli organismi
partecipati dalla Regione Lazio;

VISTA

la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modifiche, recante:


Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni
relative alla dirigenza ed al personale regionale;

VISTO

il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 e successive modifiche ed


integrazioni, denominato Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi
della Giunta Regionale, ed in particolare lart. 65, comma 1, lett. b);

VISTO

lart. 27 della legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, recante Formazione ed


aggiornamento del personale. Istituzione dellagenzia per lo sviluppo delle
amministrazioni pubbliche A.S.A.P.;

PRESO ATTO che, in attuazione di quanto previsto dalle disposizioni dell'art. 27 della L.R. 18
febbraio 2002, n. 6 stata costituita, dalla Regione Lazio e dallIstituto Regionale
di Studi Giuridici del Lazio A.C. Jemolo, in seguito allo scioglimento dell'IrfodLazio, lAgenzia per lo sviluppo delle amministrazioni pubbliche (ASAP), con atto
Notaio Natale Votta - Repertorio n. 6878 raccolta n. 2485, in data 23/05/2003;
PRESO ATTO che lASAP costituita nella forma di associazione senza scopo di lucro a totale
partecipazione pubblica e acquista personalit giuridica di diritto privato con
determinazione dirigenziale n. 27 del 10.01.2007;
CONSIDERATO che lASAP opera, anche ai sensi della DGR 968/2007, quale strumento di
innovazione organizzativa, formazione, aggiornamento, qualificazione e
perfezionamento del personale dipendente della regione Lazio;
CONSIDERATO che LASAP sulla base di quanto stabilito dal proprio Statuto, pu:
- stipulare, accordi di programma, convenzioni e contratti con istituti, universit e
soggetti pubblici e privati;
- realizzare, attivit formative riconosciute idonee per lEMC individuando e
attribuendo direttamente i crediti ai partecipanti e, altres, istituisce e gestisce
corsi specifici secondo le leggi e i programmi formativi vigenti per formatori,
docenti e professionisti di ogni ordine e grado, stipulando, ove previsto, anche
eventuali accordi e/o convenzioni con le associazioni o gli enti di riferimento.

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PRESO ATTO che con DGR n. 646 del 7/10/2014 la Giunta regionale ha approvato uno schema
Accordo quadro tra Regione Lazio, ASAP e Fondazione FormAP, di
collaborazione per lo svolgimento di attivit di formazione specialistica, ricerca e
studio in ambiti di interesse comune, finalizzate a garantire laggiornamento e
limplementazione delle competenze attraverso la realizzazione di percorsi e
programmi didattici, organizzazione di seminari, tavole rotonde, corsi e attivit di
ricerca;
PRESO ATTO che con DGR n. 766 del 11/11/2014, la Giunta regionale ha ratificato laccordo
quadro ed approvato lo schema di accordo operativo tra tra la Presidenza del
Consiglio dei Ministri Scuola Nazionale dellAmministrazione (SNA), Regione
Lazio, Istituto di Studi Giuridici Arturo Carlo Jemolo e lAgenzia Sviluppo
Amministrazioni Pubbliche (ASAP) per lo svolgimento di attivit di formazione in
materia di anticorruzione e trasparenza amministrativa;
CONSIDERATO che mediante tale accordo operativo la Regione ha affidato allistituto Jemolo, ad
ASAP e alla SNA, la progettazione, lorganizzazione e la realizzazione dei corsi in
materia di prevenzione della corruzione e dellillegalit nella pubblica
amministrazione. Lattivit didattica rivolta al personale della Regione Lazio, al
personale degli enti locali del Lazio, al personale delle societ regionali;
PRESO ATTO che la direttiva 30 luglio 2010, n. 10 del Ministero per la Pubblica
Amministrazione e linnovazione individua nella formazione la dimensione
costante e fondamentale del lavoro e uno strumento essenziale nella gestione delle
risorse umane e la leva strategica per la modernizzazione dellazione
amministrativa e per la realizzazione di effettivi miglioramenti qualitativi dei
servizi ai cittadini e alle imprese;
VISTA

la nota del Segretario generale della Regione Lazio prot. n. 250919 del 7 maggio
2015 con la quale, al fine di proseguire il percorso di ottimizzazione delle risorse
regionali, ha sottoposto alla valutazione dellAssessore alle politiche di bilancio,
demanio e patrimonio, lopportunit di estendere lambito di applicazione
dellattivit formativa di ASAP, anche alle societ ed enti partecipati e/o controllati
dalla Regione;

RAVVISATA lesigenza di dover fornire una adeguata formazione professionale,


laggiornamento e limplementazione delle competenze, anche al personale delle
societ controllate e/o partecipate dalla regione, in considerazione delle attivit di
supporto svolte, riconducibili a progetti e servizi aventi in qualche misura anche
rilevanza pubblica;
VISTO

il decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00060 del 21/04/2015, con cui, in
attuazione dellarticolo 1, commi 611 e seguenti, della legge 23 dicembre, n. 190,
(legge di stabilit 2015), stato approvato il piano operativo di razionalizzazione
delle societ partecipate dalla regione medesima, nel quale previsto
laccorpamento in un unico soggetto di LAIT S.p.A., Lazio Service S.p.A. e di
ASAP;

RITENUTO

pertanto di valutare positivamente la sopra citata nota del Segretario generale della
Regione Lazio prot. n. 250919/2015, e, a tal fine, in coerenza con le linee di
indirizzo pluriennali, le linee di intervento, le strategie e gli obiettivi del piano di
formazione 2014-2016 della regione approvato con D.G.R. n. 101 del 04/03/2014,
individuare nellAgenzia Sviluppo Amministrazioni Pubbliche (ASAP), nelle more

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dellattuazione delle azioni previste dal Piano operativo di razionalizzazione delle


societ partecipate dalla Regione Lazio di cui al sopra citato decreto del Presidente
della Regione Lazio n. T00060/2015, quale soggetto deputato alla formazione
professionale del personale regionale, lorganismo idoneo a provvedere, anche
mediante la collaborazione con lIstituto di Studi Giuridici Arturo Carlo Jemolo,
alla realizzazione ed alla successiva gestione di un piano formativo di corsi
specifici, ed alle attivit correlate, rivolti al personale delle societ ed enti
controllati dalla regione;
DATO ATTO

che la presente deliberazione non comporta oneri a carico del bilancio regionale;

Per i motivi di cui in premessa, facenti parte integrante e sostanziale del presente provvedimento,

DELIBERA
di individuare nellAgenzia Sviluppo Amministrazioni Pubbliche (ASAP), nelle more
dellattuazione delle azioni previste dal Piano operativo di razionalizzazione delle societ
partecipate dalla Regione Lazio di cui al sopra citato decreto del Presidente della Regione Lazio n.
T00060/2015, quale soggetto deputato alla formazione professionale del personale regionale,
lorganismo idoneo a provvedere, anche mediante la collaborazione con lIstituto di Studi Giuridici
Arturo Carlo Jemolo, alla realizzazione ed alla successiva gestione di un piano formativo di corsi
specifici, ed alle attivit correlate, rivolti al personale delle societ ed enti controllati dalla regione,
in coerenza con le linee di indirizzo pluriennali, le linee di intervento, le strategie e gli obiettivi del
piano di formazione 2014-2016 della regione approvato con D.G.R. n. 101 del 04/03/2014;
La presente deliberazione pubblicata sul B.U.R.L..

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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che


risulta approvato allunanimit.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 250
Legge 29 dicembre 2014, n. 13 "Contributi per l'adattamento di veicoli destinati al trasporto delle persone con
disabilit permanente, affette da grave limitazione della capacit di deambulazione". Approvazione dei criteri
e delle modalit di accesso ai contributi.

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OGGETTO: Legge 29 dicembre 2014, n. 13 Contributi per ladattamento di veicoli destinati al


trasporto delle persone con disabilit permanente, affette da grave limitazione della
capacit di deambulazione. Approvazione dei criteri e delle modalit di accesso ai
contributi.

LA GIUNTA REGIONALE

SU PROPOSTA

dellAssessore alle Politiche Sociali e Sport;

VISTA

la legge regionale del 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni,


concernente lorganizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale
e del Consiglio;

VISTO

il regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta


regionale, del 6 settembre 2002, n. 1 e successive modifiche e integrazioni;

VISTA

la legge regionale del 20 novembre 2001, n. 25 Norme in materia di


programmazione, bilancio e contabilit della Regione e successive
modifiche e integrazioni;

VISTA

la legge regionale 30 dicembre 2014, n. 17 Legge di stabilit regionale 2015

VISTA

la legge regionale 30 dicembre 2014, n. 18 Bilancio di previsione finanziario


della Regione Lazio 2015 2017;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 30 settembre 2013, n. 641 con la


quale, stato conferito a Nereo Zamaro lincarico di direttore della Direzione
regionale Politiche Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport;

VISTA

la legge dell8 novembre 2000, n. 328 Legge quadro per la realizzazione del
sistema integrato di interventi e servizi sociali;

VISTA

la legge regionale del 9 settembre 1996, n. 38 Riordino, programmazione e


gestione degli interventi e dei servizi socio-assistenziali nel Lazio e
successive modifiche e integrazioni;

VISTA

la legge del 5 febbraio 1992, n. 104 Legge-quadro per lassistenza,


lintegrazione sociale e i diritti delle persone handicappate;

VISTA

la legge regionale del 29 dicembre 2014, n. 13 Contributi per ladattamento


di veicoli destinati al trasporto delle persone con disabilit permanente, affette
da grave limitazione della capacit di deambulazione, con la quale la
Regione Lazio, al fine di migliorare linserimento sociale delle persone con
disabilit permanente, affette da grave limitazione della capacit di
deambulazione, ha inteso favorire la mobilit individuale ai residenti nel
territorio regionale, attraverso la concessione di contributi per ladattamento
di veicoli da utilizzare per la loro mobilit;

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CONSIDERATO

che ai sensi dellarticolo 4 della sopracitata legge regionale del 29 dicembre


2014, n. 13, la Giunta regionale con propria deliberazione ha il compito di
definire:
a) i criteri e le modalit di accesso ai contributi pari al venti per cento in caso
di adattamento, rispetto alla spesa ritenuta ammissibile, nei limiti stabiliti
dallarticolo 5, comma 2;
b) il modello e le modalit delle domande per la richiesta di contributi;
c) le dichiarazioni, le certificazioni e la documentazione necessaria per la
presentazione delle domande.

CONSIDERATO

che la legge regionale del 29 dicembre 2014, n. 13 definisce, allarticolo 3,


quali siano i soggetti aventi titolo a chiedere i contributi e allarticolo 5 le
limitazioni e lentit dei contributi medesimi;

RITENUTO

necessario, pertanto, approvare i criteri e le modalit di accesso ai contributi


di cui alla legge 29 dicembre 2014, n. 13, cos come definiti nellallegato alla
presente deliberazione (allegato A) di cui fa parte integrante e sostanziale, il
quale contiene il modello e le modalit per la presentazione delle domande
per la richiesta di contributi e lelenco delle dichiarazioni, delle certificazioni
e della documentazione necessaria per la presentazione delle domande;

DELIBERA

di approvare i criteri e le modalit di accesso ai contributi di cui alla legge 29 dicembre 2014, n. 13,
cos come definiti nellallegato alla presente deliberazione (allegato A) di cui fa parte integrante e
sostanziale, il quale contiene il modello e le modalit per la presentazione delle domande per la
richiesta di contributi e lelenco delle dichiarazioni, delle certificazioni e della documentazione
necessaria per la presentazione delle domande;

La presente deliberazione verr pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che


risulta approvato allunanimit.

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Allegato A

Legge regionale del 29 dicembre 2014, n. 13. Contributi per ladattamento di veicoli destinati al
trasporto delle persone con disabilit permanente, affette da grave limitazione della capacit di
deambulazione.
Criteri e modalit di accesso ai contributi (art. 4)

La Regione Lazio, al fine di migliorare linserimento sociale delle persone con disabilit
permanente, affette da grave limitazione della capacit di deambulazione, con la legge regionale del
29 dicembre 2014, n. 13 ha inteso favorire la mobilit individuale ai residenti nel territorio
regionale, attraverso la concessione di contributi per ladattamento di veicoli da utilizzare per la
loro mobilit e, in particolare, per le modifiche dellallestimento interno e della carrozzeria, volte a
migliorare o agevolare laccesso della persona con disabilit a bordo del veicolo.
I beneficiari della sopracitata legge regionale devono essere:
-

residenti nei Comuni del Lazio;


affetti da gravi limitazioni della capacit di deambulazione.

Potranno presentare domanda di contributo oltre che il disabile, anche coloro che abbiano con lo
stesso rapporti di parentela o affinit, entro il terzo grado, o di convivenza.
I contributi, ai sensi dellarticolo 5 della legge regionale del 29 dicembre 2014, n. 13:
a) non sono cumulabili con altri contributi, previsti per le medesime finalit da altre leggi nazionali
o regionali, fatte salve le agevolazioni fiscali e le detrazioni previste dalla legislazione vigente;
b) competono per un solo veicolo nel corso di un quadriennio a decorrere dalla data dellintervento
stesso. E possibile ottenere di nuovo il beneficio entro il quadriennio nel caso in cui il veicolo
oggetto del primo beneficio sia stato cancellato dal pubblico registro automobilistico (PRA). In caso
di furto del veicolo oggetto del primo beneficio, il contributo regionale pu essere richiesto nel
quadriennio ed erogabile al netto del rimborso assicurativo.
2. Per ladattamento di un veicolo, il tetto massimo di spesa ammissibile a contributo fissato in
10.000,00 euro sul quale previsto un rimborso pari al 20% della spesa sostenuta (IVA inclusa).
Le domande di contributo dovranno essere presentate presso le Aziende Sanitarie Locali in cui
risiedono i soggetti beneficiari, secondo il modello allegato (Allegato 1), allegando le dichiarazioni,
le certificazioni e la documentazione necessaria per la presentazione delle domande e, in
particolare,
1) idonea documentazione giustificativa della spesa sostenuta, nella quale risultino gli adattamenti
apportati al veicolo;
2) dichiarazione resa, ai sensi dellarticolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa), di non essere proprietario di altro veicolo adeguato a soddisfare le
esigenze di mobilit di cui allarticolo 2 della legge regionale del 29 dicembre 2014, n. 13;

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3) copia della carta di circolazione del veicolo riportante gli adattamenti;


4) verbale sanitario rilasciato dalle commissioni competenti dal quale si evinca la specifica
disabilit di cui allarticolo 1 della legge regionale del 29 dicembre 2014, n. 13;
5) dichiarazione resa, ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445 e successive modifiche e integrazioni, dalla quale risulti il rapporto di
parentela o convivenza, tra il soggetto richiedente e leventuale beneficiario, se diverso dal
richiedente.
Possono essere presentate domande relative a spese sostenute a partire dallentrata in vigore della
legge regionale in oggetto (31 dicembre 2014).
Le Aziende Sanitarie Locali dopo aver espletato listruttoria sul possesso dei requisiti di
ammissibilit e sullammissibilit delle spese sostenute dai richiedenti, devono inviare alla Regione
Lazio, Direzione Regionale Politiche Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport, Area Sostegno alla
Disabilit, lelenco puntuale degli aventi diritto, secondo due scadenze annuali: 15 gennaio e 15
luglio di ogni anno.
Per favorire la corretta ed uniforme applicazione delle modalit di invio, ciascuna Azienda Sanitaria
Locale trasmetter alla Regione Lazio, Direzione Regionale Politiche Sociali, Autonomie,
Sicurezza e Sport, Area Sostegno alla Disabilit (Via del Serafico n.127,00142 Roma), gli elenchi
degli aventi diritto, corredandoli con,
1) la tabella, allegata in copia alla presente (Allegato 2);
2) con copia delle fatture rilasciate dalle ditte che hanno effettuato i lavori di trasformazione dei
veicoli.
La Direzione Regionale Politiche Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport, Area Sostegno alla
Disabilit:
-

prende atto dei dati trasmessi dalle Aziende Sanitarie Locali;

approva lelenco analitico dei richiedenti il contributo, formulato sulla base dei dati
trasmessi dalle Aziende Sanitarie Locali al 15 gennaio e al 15 luglio di ogni anno;

procede, con determinazione dirigenziale, allassegnazione alle Aziende Sanitarie Locali dei
finanziamenti necessari a soddisfare le richieste presentate dagli aventi diritto, allimpegno
della spesa relativo, nei limiti delle disponibilit del bilancio regionale ed alla liquidazione
degli importi stessi.

Ciascuna Azienda Sanitaria Locale dovr, inoltre, trasmettere ai rispettivi distretti socio sanitari, le
determinazioni dirigenziali regionali, comprensive degli elenchi allegati degli aventi diritto
ammessi a contributo.
Le determinazioni di impegno di spesa a favore delle Aziende Sanitarie Locali, saranno pubblicate
sul profilo web www.socialelazio.it nella sezione Avvisi, bandi, atti amministrativi.

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Allegato 1
AllAzienda Sanitaria Locale
Via
CAP
Citt
Oggetto: Legge regionale del 29 dicembre 2014, n. 13. Contributi per ladattamento di veicoli
destinati al trasporto delle persone con disabilit permanente, affette da grave limitazione della
capacit di deambulazione.

Io sottoscritto/a nome.. cognome ., nato/a a


., provincia di , il ., codice fiscale
n., chiedo, per me stesso.
oppure
Io sottoscritto/a nome.. cognome ., nato/a a
., provincia di , il .,codice fiscale
n., chiedo, per conto di:
nome cognome
., nato/a a ., provincia di , il
., codice fiscale n .,
ai sensi della legge regionale del 29 dicembre 2014, n. 13, lerogazione del contributo del 20%
delle spese sostenute per ladattamento del veicolo: tipo ...., targa
.., destinato al trasporto di persone con disabilit permanente, affette
da grave limitazione della capacit di deambulazione.
A tal fine allega:
1) idonea documentazione giustificativa della spesa sostenuta (copia conforme della fattura dei
lavori effettuati), in cui si evidenziano gli adattamenti apportati al veicolo;
2) dichiarazione resa, ai sensi dellarticolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28
dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa), di non essere proprietario di altro veicolo adeguato a soddisfare le
esigenze di mobilit di cui allarticolo 2 della legge regionale del 29 dicembre 2014, n. 13, da altri
enti per gli stessi adattamenti;
3) copia della carta di circolazione del veicolo riportante gli adattamenti;
4) verbale sanitario rilasciato dalle commissioni competenti dal quale si evinca la specifica
disabilit di cui allarticolo 1 della legge regionale del 29 dicembre 2014, n. 13;
5) dichiarazione resa, ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica del
28 dicembre 2000, n. 445 e successive modifiche, dalla quale risulti il rapporto di parentela o
convivenza tra il richiedente e leventuale beneficiario, se diverso dal richiedente.
Il/la sottoscritto/a autorizza codesta Azienda Sanitaria Locale al trattamento dei dati personali, ai
sensi del decreto legislativo n.196 del 2003 e successive modifiche e integrazioni.

Data

Firma

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Modello per lautodichiarazione ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della
Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modifiche
Io sottoscritto/a nome, cognome ., nato/a a
., provincia di , il ., in qualit di
richiedente il contributo per ladattamento di veicoli destinati al trasporto delle persone con
disabilit permanente, affette da grave limitazione della capacit di deambulazione, ai sensi della
legge regionale del 29 dicembre 2014, n. 13 per conto di
nome.. cognome ., nato/a a .., provincia di
, il

dichiaro

ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000,
n.445 e successive modifiche e integrazioni, che tra il sottoscritto e il sig./ra nome..
cognome ., nato/a a .., provincia di , il
., sussiste un

legame di parentela: ____________________


legame di convivenza

Data

Firma

Cognome e
nome

Luogo di
nascita

Data di
nascita

Dati anagrafici del richiedente

Cognome e
nome

Luogo
di
nascita
Data di
nascita
Ditta

Data_____________

N.B. dalla fattura si deve evincere in maniera chiara limporto esatto della modifica o delladattamento del veicolo

Data
Presentazione
Domanda

Dati anagrafici del beneficiario


(qualora non coincidenti con il
richiedente)

Numero

data

Firma___________________________

P. Iva

Estremi della fattura

Importo
modifiche
IVA
compresa

Oggetto: richieste di contributo per ladattamento di veicoli destinati al trasporto delle persone con disabilit permanente, affette da grave
limitazione della capacit di deambulazione.

Telefono:________________

Indirizzo:________________

Referente:_______________

ASL:_______________

ELENCO DELLE RICHIESTE DI CONTRIBUTO ai sensi della legge regionale del 29 dicembre 2014, n. 13.

20%

Allegato 2

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 26 maggio 2015, n. 252
Adozione della Strategia unitaria per le attivit di comunicazione e informazione relative alla programmazione
2014-2020 dei Fondi SIE.

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OGGETTO Adozione della Strategia unitaria per le attivit di comunicazione e informazione relative alla
programmazione 2014-2020 dei Fondi SIE.

LA GIUNTA REGIONALE

Su proposta del Presidente della Regione Lazio, di concerto con lAssessore alle Politiche del bilancio,
Patrimonio e demanio, con lAssessore allo Sviluppo economico e Attivit produttive, con lAssessore alla
Formazione, Ricerca, Scuola e Universit e con lAssessore allAgricoltura, Caccia e Pesca;

VISTO lo Statuto della Regione Lazio;


VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modifiche e integrazioni;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002 n. 1 e successive modifiche e integrazioni, denominato
Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale;
VISTA la comunicazione della Commissione Europea sulla Strategia Europa 2020 per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva (COM (2010) 2020 del 03/03/010);
VISTO il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 1303/2013 del 17 dicembre 2013, recante
disposizioni comuni sul Fondo europeo di Sviluppo Regionale, sul Fondo Sociale europeo, sul Fondo
europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale e sul Fondo europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca compresi
nel Quadro Strategico comune, oltre che le disposizioni generali sul Fondo europeo di Sviluppo Regionale,
sul Fondo Sociale europeo e sul Fondo di Coesione, e che abroga il regolamento (CE) n.1083/2006 del
Consiglio;
VISTO il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 1301/2013 del 17 dicembre 2013 relativo al
Fondo europeo di sviluppo regionale che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006 del Consiglio;
VISTO il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 1304/2013 del 17 dicembre 2013 relativo al
Fondo sociale europeo che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio;
VISTO il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 1299/2013 del 17 dicembre 2013 recante
disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale allobiettivo di cooperazione
territoriale europea;
VISTO il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 1305/2013 del 17 dicembre 2013 recante
disposizioni specifiche sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo
rurale (FEASR);
VISTO il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 508/2014 del 15 maggio 2014 relativo al
Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga i regolamenti (CE) n. 2328/2003, (CE) n.
861/2006, (CE) n. 1198/2006 e (CE) n. 791/2007 del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1255/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio;
VISTA la decisione della Commissione Europea (C(2014) 8021 final del 29/10/2014) di approvazione
dellAccordo di Partenariato con lItalia per il periodo 2014-2020;
VISTA la deliberazione del Consiglio Regionale del 10/04/2014, n. 2, che ha approvato le Linee di
indirizzo per un uso efficiente delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo 2014-2020, che costituiscono
il quadro di sintesi del processo di pianificazione e programmazione per lo sviluppo intelligente, sostenibile e
inclusivo per il medio-lungo periodo e che interseca la vision di crescita e progresso sociale del pi ampio
programma di governo;

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VISTA la DGR n. 479 del 17/07/2014 inerente la Adozione unitaria delle proposte di Programmi Operativi
Regionali: POR FESR, POR FSE e PSR FEASR 2014-2020;
VISTA la legge regionale n. 1/2015, recante Disposizioni sulla partecipazione alla formazione e attuazione
della normativa e delle politiche dellUnione europea e sulle attivit di rilievo internazionale della Regione
Lazio, e in particolare il CAPO VII, art. 19, comma 2, che recita: La Regione, al fine di assicurare la piena
attuazione delle politiche europee di coesione economica e sociale, secondo principi di efficacia ed
efficienza, si avvale di una cabina di regia, quale strumento operativo unitario di coordinamento delle attivit
di preparazione, gestione, funzionamento, monitoraggio e controllo dei programmi cofinanziati dai fondi
strutturali europei;
VISTA la Direttiva del Presidente della Giunta regionale n. R0004 del 07/08/2013 inerente listituzione della
Cabina di Regia per lattuazione delle politiche regionali ed europee (Coordinamento e Gestione dei Fondi
Strutturali e delle altre risorse finanziarie ordinarie e/o aggiuntive), aggiornata e integrata dalla Direttiva del
Presidente della Giunta regionale R00002 del 08/04/2015;
CONSIDERATO che la citata Direttiva R00002/2015 finalizzata, tra laltro, ad assicurare un disegno di
comunicazione organico attraverso la definizione di una strategia di comunicazione unitaria riferita allintero
impianto programmatorio finanziato con i Fondi SIE e con le altre risorse finanziarie ordinarie e/o
aggiuntive, e a predisporre gli strumenti utili a garantire, attraverso diversi canali, il maggiore e pi facile
accesso alle opportunit offerte dalla programmazione regionale unitaria, con particolare riguardo a quelle
offerte dai fondi SIE e dai fondi UE a gestione diretta;
RITENUTO, pertanto, di dover predisporre una Strategia unitaria per le attivit di comunicazione e
informazione relative alla programmazione 2014-2020 dei Fondi SIE e delle altre risorse finanziarie
ordinarie e/o aggiuntive;
VISTO il citato regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 1303/2013, e in particolare il CAPO II,
art. 116, comma 1 che recita: possibile definire una strategia di comunicazione comune per diversi
programmi operativi. La strategia di comunicazione tiene conto dellentit del programma o dei programmi
operativi pertinenti conformemente al principio di proporzionalit;
VISTO il documento Regione Lazio - Programmazione Fondi SIE 2014-2020 - Attivit di comunicazione,
redatto nellambito della suddetta Cabina di Regia, che parte integrante della presente deliberazione;

DELIBERA

Per i motivi di cui in premessa, che si intendono qui integralmente riportati e trascritti,
1. di approvare il documento Regione Lazio - Programmazione Fondi SIE 2014-2020 - Attivit di
comunicazione, che descrive la Strategia unitaria per le attivit di comunicazione e informazione
relative alla programmazione 2014-2020 dei Fondi SIE, che parte integrante della presente
deliberazione;
2. che le spese per lattuazione delle Strategia unitaria per le attivit di comunicazione e informazione
relative alla programmazione 2014-2020 dei Fondi SIE siano sostenute a valere sulle risorse dei tre
programmi operativi POR FESR 2014-2020, POR FSE 2014-2020, PSR FEASR 2014-2020, sulla
base di un criterio di proporzionalit determinato tenendo conto della dotazione complessiva dei
programmi e delle risorse assegnati dagli stessi alle attivit di comunicazione e informazione.

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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione, che risulta approvato
allunanimit.
Il presente provvedimento sar pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito web
istituzionale.

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Regione Lazio
Programmazione Fondi
SIE 2014-2020
Attivit di comunicazione

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INDICE

1. LA PROGRAMMAZIONE UNITARIA DELLE ATTIVIT DI COMUNICAZIONE

1.1 Il quadro di riferimento

1.2 Obiettivi della programmazione unitaria

1.3 Approccio della programmazione unitaria

1.4 Destinatari

1.5 Strumenti e azioni

1.5.1 Numero verde e sportelli informativi


(informazione, consulenza e orientamento)

1.5.2 Portale Lazio Europa

1.5.3 Campagne informative

10

1.5.4 Eventi e seminari

11

1.6 Organizzazione e governance

12

1.7 Monitoraggio e valutazione

12

1.8 Budget

13

2. STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DEL POR FESR LAZIO 2014-2020

15

2.1 Il quadro di riferimento

16

2.1.1 Premessa

16

2.1.2 Esperienza 2007-2013

16

2.2 Obiettivi della Strategia di Comunicazione

19

2.3 Approccio della Strategia di Comunicazione

19

2.4 Destinatari

20

2.5 Strumenti e azioni

22

2.5.1 Metodologia

22

2.5.2 Campagne informative

24

2.5.3 BTL (prodotti editoriali e stampa)

26

2.5.4 Eventi e seminari

27

2.6 Organizzazione e governance

29

2.7 Monitoraggio e valutazione

30

2.8 Piani Annuali di Comunicazione

33

2.9 Budget

33

3. STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DEL POR FSE LAZIO 2014-2020

35

3.1 Il quadro di riferimento

36

3.1.1 Premessa

36

3.1.2 Esperienza 2007-2013

37

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3.2 Obiettivi della Strategia di Comunicazione

37

3.3 Approccio della Strategia di Comunicazione

39

3.4 Destinatari

40

3.4.1 Beneficiari potenziali

40

3.4.2 Beneficiari effettivi

41

3.4.3 Pubblico

41

3.4.4 Moltiplicatori di informazione

43

3.5 Strumenti e azioni

43

3.5.1 Creazione del logo FSE Lazio 2014-2020 e dellimmagine grafica coordinata

44

3.5.2 Organizzazione di eventi e partecipazione a iniziative rivolte al largo pubblico

45

3.5.3 Pubblicazioni e materiali di supporto

46

3.5.4 Sviluppo e aggiornamento delle pagine web dedicate al Programma

48

3.5.5 La banca dati relazionale (CRM)

48

3.5.6 Campagne pubblicitarie

49

3.5.7 Ufficio stampa e relazione con i media

50

3.5.8 Canali e strumenti per tipologia di destinatari

50

3.6 Organizzazione e governance

51

3.7 Monitoraggio e valutazione

53

3.8 Piani annuali di Comunicazione

56

3.9 Budget

56

4. STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DEL PSR LAZIO 2014-2020

60

4.1 Il quadro di riferimento

61

4.1.1 Premessa

61

4.1.2 Esperienza 2007-2013

61

4.2 Obiettivi della Strategia di Comunicazione

62

4.3 Approccio della Strategia di Comunicazione

64

4.4 Destinatari

64

4.5 Strumenti e azioni

64

4.5.1 Gli strumenti

65

4.5.2 Attivit di informazione e comunicazione rivolte al pubblico

66

4.5.3 Attivit di informazione rivolte ai potenziali beneficiari

67

4.5.4 Attivit di informazione rivolte ai beneficiari effettivi

67

4.6 Organizzazione e governance

68

4.7 Monitoraggio e valutazione

68

4.8 Piani annuali di Comunicazione

69

4.9 Budget

70

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1. La Programmazione
unitaria delle attivit
di comunicazione
Fondi SIE 2014-2020

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1.1 Il quadro di riferimento


Per la programmazione 2014-2020 dei Fondi SIE la Regione Lazio punta su un disegno strategico
unitario, integrato e incentrato su 45 azioni cardine1, che traducono in azioni concrete a favore di
cittadini, associazioni, imprese e istituzioni le priorit di intervento per uno sviluppo intelligente,
sostenibile e inclusivo.
Si tratta di una novit per la Regione Lazio, che ha pertanto adeguato la governance per la gestione
dei Programmi Operativi dotandosi di una Cabina di Regia per l'attuazione delle politiche regionali
ed europee (vedi Direttiva del Presidente della Regione n. 2/2015, che aggiorna e integra la
precedente Direttiva n. 4/2013).
La Cabina di Regia ha tra i suoi obiettivi assicurare un disegno di comunicazione organico
attraverso la definizione di una Strategia di Comunicazione Unitaria riferita allintero impianto
programmatorio finanziato con i Fondi SIE e con le altre risorse finanziarie ordinarie e/o aggiuntive,
nonch predisporre gli strumenti utili a garantire, attraverso diversi canali, il maggiore e pi facile
accesso alle opportunit offerte dalla programmazione regionale unitaria, con particolare riguardo a
quelle offerte dai Fondi SIE e dai Fondi UE a gestione diretta.
Il presente documento descrive sinteticamente la Strategia di Comunicazione Unitaria, rinviando a
successive implementazioni il dettaglio delle attivit e tenendo conto del quadro generale definito
dalla regolamentazione comunitaria vigente per il periodo di riferimento, con particolare
riferimento a obiettivi generali e gruppi target.

1.2 Obiettivi della programmazione unitaria


Il Regolamento n. 1303/13 (art. 115) stabilisce che le Strategie di Comunicazione dei Programmi
Operativi devono essere finalizzate a:

Pubblicizzare presso i cittadini il ruolo e le realizzazioni della politica di coesione mediante


azioni di informazione e comunicazione sui risultati e sull'impatto dei Programmi Operativi
e delle operazioni;
Informare i potenziali beneficiari in merito alle opportunit di finanziamento, con particolare
riferimento alle procedure di accesso.

Nel contesto della regia unitaria delle azioni di comunicazione e informazione sui Fondi SIE
possibile enunciare i seguenti obiettivi specifici:

Le azioni cardine della programmazione regionale unitaria sono state dapprima individuate nel documento Linee di
indirizzo per un uso efficiente delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo 2014-2020 - approvato con deliberazione
del Consiglio Regionale del 10/04/2014, n. 2 - che costituisce il quadro di sintesi del processo di pianificazione e
programmazione per lo sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo per il medio-lungo periodo che interseca la vision
di crescita e progresso sociale del pi ampio programma di governo, e poi ulteriormente specificate nel documento
Con LEuropa, il Lazio cambia e riparte. 45 progetti per lo sviluppo, il lavoro e la coesione sociale scaricabile sul
portale Lazio Europa allindirizzo: http://www.lazioeuropa.it/45_progetti_per_il_lazio-3/.
5

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Promuovere uninformazione ampia e trasparente sulle opportunit offerte dalla Regione


Lazio nel contesto della programmazione 2014-2020 dei Fondi SIE;

Rafforzare limmagine della Regione Lazio come ente che programma e mette in opera
strategie per la crescita, la competitivit e loccupazione in un quadro di sostenibilit
ambientale e inclusione sociale;

Evidenziare il valore aggiunto delle Politiche di Coesione e limpatto dei Fondi SIE sullo
sviluppo del territorio;

Diffondere unimmagine coordinata e un messaggio unificante che favoriscano la


riconoscibilit delle informazioni relative al Programma Unitario;

Promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva a partire dallofferta di informazioni


tempestive e trasparenti sullimpiego delle risorse per la crescita del territorio.

1.3 Approccio della programmazione unitaria


Come gi accennato, per la prima volta la Regione Lazio persegue una Strategia Unitaria per
lutilizzo ottimale dei Fondi Strutturali, individuando nella Cabina di Regia listanza di riferimento
per il coordinamento e la supervisione delle iniziative.
Tale impostazione si applica anche alle iniziative di comunicazione e informazione, la cui attuazione
ricade in ogni caso sotto la diretta responsabilit delle Autorit di Gestione di ciascun Programma
Operativo (FESR, FSE e FEASR).
Peraltro, la Cabina dovr garantire innanzitutto la coerenza e lorganicit delle Strategie di
Comunicazione relative ai singoli Programmi, per quanto riguarda sia il messaggio generale sia lo
stile comunicativo; in secondo luogo dovr definire le azioni informative relative ai progetti
cofinanziati da pi Fondi nellambito della programmazione unitaria e integrata, vale a dire le 45
azioni cardine.
Nella definizione, nella programmazione e nello svolgimento delle azioni a regia unitaria si terr
conto delle connessioni con le attivit di comunicazione definite nel contesto del Piano di
Rafforzamento Amministrativo (PRA), in quanto mirate a razionalizzare, modernizzare e aumentare
la qualit del servizio pubblico in termini di efficienza, di orientamento al servizio e di trasparenza
nellazione della Pubblica Amministrazione.
Infine, la Strategia Unitaria prediliger modalit di attuazione integrate, intendendo con ci:

Integrazione e coordinamento tra la Cabina di Regia, le Autorit di Gestione dei singoli


Programmi Operativi e i soggetti incaricati dellattuazione delle azioni;
Integrazione con i partner istituzionali ed economico-sociali, che fungono da
moltiplicatori dei messaggi e sono in grado di rivolgersi ai potenziali beneficiari in modo
diretto;
Integrazione tra pi strumenti, in funzione delle caratteristiche e dei fabbisogni informativi
dei destinatari, nonch dello stato di avanzamento delle azioni.

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1.4 Destinatari
La Strategia Unitaria di Comunicazione si rivolge ai gruppi bersaglio individuati dalla
regolamentazione vigente: potenziali beneficiari, beneficiari e grande pubblico, ai quali si
aggiungono i soggetti moltiplicatori.
I potenziali beneficiari delle azioni cofinanziate dai Fondi SIE (soggetti pubblici e privati) sono i
destinatari delle informazioni sulle opportunit disponibili e sulle modalit di accesso ad esse.
I beneficiari, ossia i soggetti che hanno avuto accesso ai benefici e alle agevolazioni, hanno
differenti esigenze in termini di informazione e supporto; in breve, dovranno essere accompagnati
durante la gestione dei progetti, in particolare per quanto riguarda procedure, scadenze e obblighi
di pubblicit del cofinanziamento comunitario ricevuto.
Il grande pubblico, vale a dire i cittadini del Lazio. Nel pi ampio contesto della programmazione
integrata 2014-2020 si prevede di coinvolgerli e informarli sullavanzamento dei Programmi
Operativi, sulle realizzazioni e sullimpatto delle operazioni (ad es., grazie allapertura di nuovi
servizi).
Ulteriori segmentazioni allinterno dei gruppi target di riferimento potranno essere definite in corso
dopera, nel quadro delle indicazioni formulate dalla Cabina di Regia e tenuto conto delle azioni
progettate allinterno del Piano di Rafforzamento Amministrativo.
Infine soggetti moltiplicatori, quindi tutta le Organizzazioni e/o Enti che insistono su un territorio
e hanno relazioni con i diversi target di potenziali beneficiari.
In proposito, si ricorda che lAll. XII (punto 2.1.3) del Reg. n. 1303/2013 prevede che la Strategia di
Comunicazione associ alle attivit altri soggetti e organizzazioni, allo scopo di promuovere
leffetto moltiplicatore della diffusione di informazioni in un quadro di crescente trasparenza e
partecipazione, con il risultato ulteriore di avvicinarli alle istituzioni locali e comunitarie.

1.5 Strumenti e azioni


Poich le azioni sono progettate e gestite dalle Autorit di Gestione dei singoli Programmi
Operativi allinterno delle rispettive Strategie di Comunicazione, la Strategia Unitaria tender
innanzitutto a garantire la coerenza complessiva di stili, messaggi e contenuti, nonch a evitare
sovrapposizioni temporali. Inoltre la Strategia Unitaria ha limportante obiettivo di valorizzare tutti i
punti in comune delle azioni dei Fondi (vedi 45 azioni cardine) per rendere evidenti i valori ed i
vantaggi per i beneficiari e i territori del programma 2014-2020.
La promozione delle 45 azioni cardine rappresenta infatti una priorit nella presente Strategia. Da
un punto di vista logico le attivit possono essere divise nelle seguenti fasi:
1. Pubblicit e promozione: comprende lanalisi del fabbisogno informativo con il
coinvolgimento attivo dei potenziali beneficiari e del partenariato, la creazione di reti e
collaborazioni con soggetti attivi sul territorio per moltiplicare i canali di comunicazione, la
diffusione di informazioni sulle opportunit, e in particolare sulle modalit di accesso e sui
risultati attesi;
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2. Pubblicit e accompagnamento dei beneficiari: il focus si sposta sullinformazione ai


beneficiari, per metterli in grado di adempiere a regole e scadenze fissate dalla normativa
comunitaria, nazionale e regionale, compresi gli obblighi di pubblicit e visibilit;
3. Diffusione dei risultati e prospettive: i progetti finanziati si avviano alla conclusione,
permettendo di valutare limpatto delle operazioni sul territorio, nonch di avviare con i
partner e con la cittadinanza la discussione sulle prospettive delle politiche per lo sviluppo
regionale.
In coerenza con le indicazioni formulate nelle Strategie di Comunicazione dei singoli Programmi
Operativi, si far ricorso a un mix di strumenti e azioni, in grado di raggiungere in modo efficace i
destinatari, che comprender:

Campagne pubblicitarie;
Comunicazione via internet;
Attivit editoriale e stampa;
Eventi pubblici.

Per garantire un uso corretto di tutti i loghi su materiali e campagne unitarie, verr realizzato un
manuale che conterr tutte le indicazioni tecniche necessarie
Di seguito vengono descritte alcune azioni qualificanti a regia unitaria, vale a dire in grado di
coprire lintero spettro della programmazione integrata 2014-2020 della Regione Lazio.

1.5.1 Numero verde e sportelli informativi


(informazione, consulenza, orientamento)
Sulla base delle esperienze nelle precedenti programmazioni, si prevede di consolidare il sistema di
informazione, consulenza e orientamento. Come gi in passato, il numero verde fornir sia
informazioni di carattere generale, per orientare lutenza sulle opportunit disponibili nellambito
dei Fondi Strutturali (primo livello), sia mirata e specifica (secondo livello), eventualmente riferendo
l'utente alle strutture direttamente coinvolte.
La rete di sportelli informativi diffusi nel territorio, gi utilizzata nelle passate programmazioni, sar
ulteriormente qualificata nel suo ruolo di guida per beneficiari e cittadini. In proposito, si ricorda
che una delle 45 azioni cardine (Spazio Attivo) definisce il ruolo delle strutture diffuse nelle
cinque province del Lazio e incaricate di offrire una gamma di servizi integrati, dei quali
linformazione e la pubblicit rappresentano solo una parte.
Anche in questi luoghi, come in generale nei diversi punti territoriali di accesso ai servizi regionali
di informazione e assistenza sulle opportunit di finanziamento offerte dai Fondi SIE e dai Fondi
europei a gestione diretta denominati Sportello Europa, sar possibile ottenere informazioni e
materiali informativi (brochure, vademecum, guide, pieghevoli).
Inoltre, allo scopo di rendere capillare la diffusione delle informazioni sul territorio regionale, si
prevede di attivare collaborazioni e sinergie con soggetti, enti locali e reti gi esistenti e dedicate
allinformazione sulle opportunit offerte dallUnione Europea.
In particolare, senza escludere ulteriori collaborazioni, si prevede di coinvolgere i Centri Europe
Direct, la Rappresentanza della Commissione Europea e lUfficio del Parlamento Europeo per lItalia.
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Inoltre, si ricercheranno sinergie con analoghi strumenti dinformazione al pubblico gi attivati


dalla Regione, come lo Sportello Kyoto (che assiste privati ed enti locali sui temi connessi alla
riduzione delle emissioni, allefficienza energetica e alla produzione di energie rinnovabili) e
SprintLazio, lo sportello regionale per linternazionalizzazione delle Pmi della nostra regione.
Pubblicit delliniziativa
Si prevede di effettuare una campagna pubblicitaria per il lancio del numero verde e dei servizi
offerti, utilizzando spot su emittenti radio e televisive locali, inserzioni sui quotidiani e giornali locali
e nazionali, siti web e social network.
Call Center e CRM
Il numero verde offrir un contatto immediato con personale esperto, qualificato e formato sulle
agevolazioni e sulle procedure del tre Fondi, che potr svolgere anche un lavoro di accoglienza
"face to face". Si prevede di integrare il servizio con un CRM dedicato per gestire la raccolta
sistematica di informazioni e i contatti con lutenza. Tale sistema permette di ottimizzare tempi e
metodi di lavoro del front desk attraverso larchiviazione delle informazioni ricavate dai contatti
(diretti, per e-mail o telefonici) con lutenza, nonch la produzione di dati in grado di esprimere
dettagliatamente le caratteristiche del servizio erogato e le aree di maggiore interesse per gli
utenti.
Il CRM permette diversi livelli di profilazione dellutenza (da semplice cittadino a beneficiario) e
facilita cos la segmentazione dei gruppi di utenti, ai quali possono essere inviate (essenzialmente
per posta elettronica) informazioni in modo mirato e dunque pi efficace.
Caselle di posta elettronica dedicate
Per offrire al pubblico un ulteriore canale informativo, come nella passata programmazione si
prevede di aprire alcune caselle di posta elettronica, attraverso le quali beneficiari e potenziali
beneficiari potranno ricevere risposte a quesiti puntuali (ad es. sulla modalit di presentazione delle
domande o sullavanzamento delle pratiche). Le risposte alle domande pi frequenti (FAQ), di
maggiore interesse per i beneficiari e i potenziali beneficiari, saranno raccolte e pubblicate sul sito
internet dedicato al Programma.

1.5.2 Portale Lazio Europa


Il portale Lazio Europa (www.lazioeuropa.it), online dal 2014, conterr tutte le informazioni sui
Programmi Operativi cofinanziati dai Fondi SIE nel Lazio: notizie, avvisi pubblici, modulistica,
scadenze ed eventi pubblici, nonch materiali relativi allattuazione dei Programmi (Attuazione,
Valutazione, Sistema di gestione e controllo, Comitato di sorveglianza, Tavoli di partenariato,
eventuali riprogrammazioni), nonch informazioni sulla programmazione 2014-2020 della Regione
Lazio e normativa regionale, nazionale e comunitaria; inoltre, sezioni ad hoc potranno essere
dedicate allillustrazione di best practice e ad altri programmi cofinanziati dai Fondi SIE (ad
esempio INTERREG IVC).
Il Portale web sar la porta dingresso alle procedure online attivate per la partecipazione agli
Avvisi Pubblici, con accesso riservato a soggetti identificati tramite nome utente e password. In
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particolare, sar pubblicata documentazione di supporto che fornir indicazioni chiare ed esaurienti
sulle condizioni di ammissibilit per poter beneficiare dei finanziamenti, descrivendo le procedure
desame delle domande di finanziamento e i criteri di selezione delle operazioni da finanziare.
Inoltre, saranno indicate le strutture e le persone di riferimento.
Si prevede anche di sviluppare strumenti di assistenza informativa e informatica nonch videotutorial, per proporre uninformazione pi diretta e semplificata (infografiche).
Il sito si presenter perci come uno strumento che potr essere utilizzato a diversi livelli (cittadini,
potenziali beneficiari e beneficiari, enti locali e strutture regionali).
Nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento n. 1303/2013, il sito conterr:

Modelli in formato elettronico per facilitare ladempimento dei requisiti UE di visibilit (Allegato
XII, punto 3.2.2,), in particolare rispetto al nuovo obbligo per i beneficiari di esporre un poster
con informazioni relative al progetto;
Lelenco delle operazioni come previsto dal Regolamento n. 1303/2013 (art. 115, par. 2 e
Allegato XII)2.

Per ampliarne la fruibilit, il sito sar consultabile ovviamente anche attraverso pi dispositivi (non
solo PC ma anche tablet e smartphone) e utilizzando le potenzialit di strumenti come codici QR e
app di social network e instant messaging. Come gi accennato, si prevede di attivare specifiche
modalit di informazione per le persone con disabilit, secondo gli standard di accessibilit previsti
dalla legge.
Inoltre, il portale sar anche utilizzato per promuovere la partecipazione dei portatori dinteresse
attraverso consultazioni pubbliche, valorizzando lesperienza di quanto gi realizzato nel 2014 dal
POR FESR attraverso il sito partenariato.porfesr.lazio.it, dal POR FSE attraverso il sito
www.lazioidee.it e dal PSR FEASR attraverso il sito www.agricoltura.regione.lazio.it/psr
Infine, nellambito della comunicazione via web si cercheranno collaborazioni e sinergie con altri siti
dedicati ai temi dello sviluppo regionale e delle Politiche di Coesione, come ad esempio il sito dello
Sportello regionale per linternazionalizzazione (http://www.laziointernational.it).

1.5.3 Campagne informative


Le campagne pubblicitarie saranno programmate in momenti rilevanti della fase di attuazione quali
il lancio della Programmazione Unitaria, di nuovi servizi (es., Spazio Attivo con lo sportello
LazioEuropa) e di consultazioni pubbliche, lorganizzazione degli eventi annuali e dellevento di
chiusura, la diffusione di informazioni inerenti iniziative e progetti significativi nonch dati relativi
allattuazione dei Programmi Operativi e ai risultati conseguiti.
Per la realizzazione delle campagne pubblicitarie si prevede di utilizzare spot su emittenti radio e
televisive, cartellonistica su strada, manifesti su autobus e uffici pubblici, realizzazione di targhe

LAccordo di Partenariato (sez. 4.2) prevede che il portale Open Coesione assicurer la pubblicazione, con cadenza
bimestrale e in formato aperto, dei dati del Sistema nazionale di monitoraggio unitario sui singoli progetti relativi a tutti
i programmi cofinanziati dai Fondi SIE, nonch i programmi complementari alla Politica di coesione dellUE,
assumendo cos il ruolo di portale unico nazionale e garantendo pertanto la disponibilit dei contenuti richiesti
dallAllegato XII al Regolamento (UE) 1303/2013. LAutorit di Gestione potr riutilizzare le informazioni pubblicate
su Open Coesione facendo uso degli appositi widget messi a disposizione sul portale nazionale per visualizzare
automaticamente sui propri siti istituzionali specifici contenuti (ad es., gli elenchi delle operazioni).
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permanenti (in ossequio alla normativa regolamentare), inserzioni su giornali, redazionali, internet e
social media.
Inoltre saranno realizzati e distribuiti pieghevoli e materiali divulgativi adattati ai diversi pubblici, ad
esempio, nel caso un pubblico giovane e poco interessato agli aspetti tecnici delle agevolazioni e
dei bandi, lo stile sar semplice e immediato, mentre il contenuto sar centrato sullUnione Europea
e sui benefici delle Politiche di Coesione per i cittadini. Lattivit divulgativa generale sar
specificatamente compito della comunicazione unitaria.
Modalit organizzative e contenuti saranno adattati alle diverse esigenze delle popolazioni
scolastiche, secondo le rispettive fasce di et. Per gli studenti pi giovani (scuole elementari e
medie) si ipotizzano azioni di informazione e sensibilizzazione sul funzionamento delle istituzioni
comunitarie, sui valori e sulla cittadinanza europea e sullimportanza dellappartenenza allUnione
Europea.
Per le scuole superiori e le universit si punter invece a unazione informativa sulle opportunit
(formative e professionalizzanti, ma anche con potenziali sbocchi verso la nascita di nuova
imprenditoria) offerte dai Programmi Operativi cofinanziati dai Fondi SIE. Gli eventi organizzati
nelle scuole e nelle universit, in collaborazione con le istituzioni competenti, rappresenteranno
comunque unopportunit per sensibilizzare le giovani generazioni sulle sfide cui le strategie
comunitarie (Europa 2020 in primis) sono tese a dare risposte.

1.5.4 Eventi e seminari


Nel contesto della programmazione unitaria gli eventi pubblici rappresentano momenti di
informazione e dialogo tra addetti ai lavori, beneficiari e altri portatori di interesse, in grado di
stimolare la partecipazione e promuovere una maggiore consapevolezza riguardo al ruolo delle
Politiche di Coesione, consapevolezza e conoscenza che promuove la diffusione delle informazioni.
Si prevede pertanto di organizzare almeno:

un evento di lancio della programmazione 2014-2020, al quale parteciperanno


rappresentanti istituzionali a livello regionale, nazionale e comunitario;
un evento informativo annuale, con lobiettivo di informare lopinione pubblica
sullavanzamento dei Programmi, con particolare riguardo ai progetti pi significativi;
un evento di chiusura, per presentare e discutere i risultati ottenuti, in termini di spesa ma
soprattutto di realizzazioni fisiche. Levento rappresenter unulteriore occasione per
esaminare il valore aggiunto apportato dalle Politiche di Coesione allo sviluppo territoriale
del Lazio:
partecipazione a fiere e mostre di rilevanza locale, nazionale e internazionale, con spazi
dedicati al servizio di informazione e orientamento che fa capo al numero verde e alla rete
di sportelli informativi.
assemblee e incontri pubblici, aperti ai cittadini e ai portatori d'interesse, con lobiettivo non
solo di informare i soggetti coinvolti, ma anche di raccoglierne idee, sollecitazioni, proposte.

Le attivit saranno definite in sede di Cabina di Regia, mentre la progettazione e lattuazione


saranno curate dal Responsabile unico (vedi il paragrafo seguente) e dalle Autorit di Gestione dei
Programmi Operativi.
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1.6 Organizzazione e governance


Le attivit di comunicazione dei tre Fondi fanno riferimento al quadro unitario e integrato della
programmazione 2014-2020 dei Fondi SIE.
La Direttiva del Presidente della Regione n. 2/2015, che aggiorna e integra la Direttiva n. 4/2013 di
istituzione della "Cabina di Regia per l'attuazione delle politiche regionali ed europee", finalizzata
tra laltro ad assicurare un disegno di comunicazione organico attraverso la definizione di una
Strategia di Comunicazione Unitaria riferita allintero impianto programmatorio finanziato con i
Fondi SIE e con le altre risorse finanziarie ordinarie e/o aggiuntive, e a predisporre gli strumenti utili
a garantire, attraverso diversi canali, il maggiore e pi facile accesso alle opportunit offerte dalla
programmazione regionale unitaria, con particolare riguardo a quelle offerte dai Fondi SIE e dai
Fondi UE a gestione diretta.
La Direttiva, oltre alle componenti politica e tecnico-amministrativa della Cabina di Regia, individua
le figure coinvolte nellattuazione della Strategia di Comunicazione e in particolare:

Il responsabile unico dell'informazione e della comunicazione cui affidato il compito di


garantire la predisposizione e lattuazione di una Strategia unitaria di comunicazione dei
programmi e degli interventi finanziati con le risorse della programmazione unitaria;
LArea Programmazione economica della Direzione Regionale Programmazione
economica, bilancio, demanio e patrimonio che, tra le altre attivit, coordina quelle di
organizzazione e animazione di punti territoriali di accesso ai servizi di informazione e
assistenza sulle opportunit di finanziamento offerte dai Fondi SIE e dai Fondi Europei a
gestione diretta, nonch la produzione di contenuti e servizi offerti sul sito internet
www.lazioeuropa.it.

Con apposita deliberazione, la Giunta regionale designer il responsabile unico dell'informazione e


della comunicazione che sar responsabile dellattuazione delle iniziative di comunicazione relative
alle 45 azioni cardine della programmazione unitaria della Regione Lazio per il periodo 20142020 e curer la supervisione delle azioni di comunicazione garantendo la coerenza di messaggi e
stili tra le Strategie di Comunicazione dei diversi Fondi (FESR, FSE, FEASR).
Infine, i compiti e le responsabilit dellAutorit di Gestione dei diversi Fondi sono definite dal
Regolamento. N. 1303/2013 (art. 111, 115, 116, Allegato XII).

1.7 Monitoraggio e valutazione


La presente Strategia unitaria sar oggetto di valutazione in termini di efficacia, efficienza e
pertinenza delle attivit, permettendo al responsabile unico dell'informazione e della
comunicazione, e alla Cabina di Regia nel suo complesso, di verificare periodicamente
lavanzamento delle azioni, e in particolare il raggiungimento degli obiettivi. Non meno importante
in questo contesto il monitoraggio, sotto forma di raccolta e analisi di dati e informazioni utili alla
gestione e per eventuali revisioni o aggiustamenti in corso dopera.
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Il responsabile unico dell'informazione e della comunicazione, di concerto con la Cabina di Regia,


provveder a definire specifiche tavole di indicatori quantitativi e qualitativi, tenendo conto di
quelli gi definiti nelle singole Strategie di comunicazione dei tre Fondi SIE e descritti nei capitoli 2,
3 e 4.

1.8 Budget
Lammontare delle risorse finanziarie a disposizione per le attivit di comunicazione a regia unitaria
stato determinato tenendo conto da una parte del peso della dotazione dei singoli Programmi
Operativi rispetto al totale della programmazione 2014-2020, e dallaltra del peso del budget per le
attivit di comunicazione allinterno di ciascun Programma.
La tabella che segue presenta in valori assoluti la dotazione finanziaria dei Programmi Operativi e
delle risorse riservate allattuazione delle rispettive Strategie di Comunicazione.
Dotazione
programma

Dotazione
comunicazione

FESR

913.065.194

8.008.000

FSE

902.534.714

4.000.000

FEASR

780.066.000

2.925.248

2.595.665.908

14.933.248

Totale Fondi SIE

Per determinare il contributo di ciascun Fondo alle azioni di comunicazione a Regia Unitaria stato
utilizzato un fattore di ponderazione, che mette in relazione gli importi totali sopra riportati. Il
totale delle risorse assegnate alle attivit di comunicazione a Regia Unitaria risulta dalla somma dei
contributi di ciascun Fondo.
Dotazione
programma
(A) % sul totale

Fattore di
ponderazione per il
Contributo
Dotazione
finanziamento della
assoluto alla
comunicazione
comunicazione
comunicazione
(B) - % sul totale
unitaria unitaria
(C)= (A)x0,6 + (B)x0,4

FESR

35,2%

53,6%

42,6%

2.127.802

FSE

34,8%

26,8%

31,6%

1.578.842

FEASR

30,1%

19,6%

25,9%

1.293.356

100,0%

100,0%

100,0%

5.000.000

Totale Fondi SIE

La tabella che segue contiene la divisione per azione delle risorse che saranno utilizzate per le
attivit di comunicazione unitaria nellambito della programmazione 2014-2020.
Azioni
Numero verde, sportello informativo, CRM

Comunicazione
unitaria ()
820.000

Campagne informative

2.850.000

Eventi, seminari, monitoraggio

1.330.000

Totale

5.000.000
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2. Strategia di
Comunicazione del
POR FESR Lazio
2014-2020

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2.1 Il quadro di riferimento


2.1.1 Premessa
Il POR FESR Lazio 2014-2020 definisce in dettaglio gli strumenti attraverso i quali la Regione Lazio
intende contribuire a realizzare la strategia dellUnione Europea per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva, nonch al raggiungimento della coesione economica, sociale e territoriale.
In questo quadro, lAutorit di gestione tenuta a pubblicizzare presso i cittadini il ruolo e le
realizzazioni della politica di coesione e dei Fondi mediante azioni di informazione e
comunicazione sui risultati e sull'impatto delle azioni cofinanziate dal POR, e ad informare i
potenziali beneficiari in merito alle opportunit di finanziamento offerte dal Programma, in un
quadro generale di crescente trasparenza (per quanto riguarda laccesso alle informazioni) e di
coinvolgimento dei partner istituzionali e socio-economici e dei portatori dinteresse
nellattuazione del Programma stesso (art. 115 Reg. n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del
Consiglio).
La presente Strategia, elaborata ai sensi dellart. 116 del citato Regolamento, contribuisce al
risultato atteso definito dal POR FESR in termini sia di visibilit degli interventi finanziati sia di
consapevolezza del ruolo dei Fondi SIE e delle Politiche di Coesione.
Nel periodo 2014-2020 le azioni saranno perci focalizzate sui seguenti aspetti:

Trasparenza: informazioni sulle opportunit di finanziamento, sulle operazioni finanziate e


sullattuazione del Programma;

Diffusione dei risultati e valorizzazione dei progetti particolarmente significativi;

Valorizzazione del ruolo dell'Unione Europea nelle Politiche di Coesione.

La Strategia di Comunicazione del POR FESR Lazio 2014-2020 complementare allanaloga


strategia a diversi Programmi Operativi, definita dalla Cabina di Regia (Direttiva del Presidente della
Regione n. 4 del 07/08/2013, aggiornata e integrata dalla Direttiva del Presidente n. 2 del
08/04/2015) e relativa innanzitutto alle 45 azioni cardine, che concretizzano le priorit delle
Politiche di Coesione e sviluppo, individuate dalla Regione Lazio allinterno di una programmazione
unitaria e integrata per il medio e lungo periodo (vedi http://lazioeuropa.it/45_progetti_per_il_lazio3/).

2.1.2 Esperienza 2007-2013


Il Piano di Comunicazione del POR FESR Lazio 2007-2013, la cui attuazione era affidata alla societ
in house Sviluppo Lazio (dal 1 gennaio 2015 Lazio Innova), comprendeva un mix articolato di
azioni incentrato sulla visibilit del programma presso il grande pubblico, sulla trasparenza nei
confronti dei beneficiari e dei potenziali beneficiari e sulla partecipazione degli attori dello sviluppo
e dei portatori dinteresse.
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Di seguito vengono descritti i pi rilevanti aspetti emersi dallanalisi delle attivit svolte nel periodo
2007-2013, utili per identificare le aree sulle quali occorre rivolgere maggiore attenzione.
Lanalisi tiene conto di dati e informazioni frutto dellesperienza diretta e di rilevazioni condotte
nellambito del Piano di Comunicazione 2007-2013.
Reti e partenariato
Il coinvolgimento degli attori territoriali rappresenta una delle condizioni per assicurare che le
attivit di comunicazione e informazione siano adeguate al fabbisogno informativo e
allappropriato livello territoriale e di rappresentanza, oltre che allesigenza di far percepire lUnione
europea come partner nelle politiche di coesione e non solo come mero erogatore di fondi.
In questo senso, la Regione Lazio ha recepito le indicazioni dellUnione Europea e le innovazioni
declinate nel documento Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi comunitari 2014-2020,
applicandole allintero impianto di programmazione delle risorse finanziarie.
Gi in passato i portatori dinteresse sono stati coinvolti nelle attivit di comunicazione dei Fondi
strutturali, come ad esempio gli eventi tematici che offrivano ai potenziali beneficiari la possibilit
di interagire con i referenti tecnici degli Avvisi pubblici.
Unattiva partecipazione degli stakeholder pu pertanto contribuire al successo della Strategia di
comunicazione, non solo suggerendo indirizzi mirati per quanto riguarda strumenti e contenuti ma
anche associando i beneficiari alle azioni di comunicazione (si tratterebbe in questo caso di dare
loro voce in quanto testimonial di storie di successo).
Tale esigenza riconosciuta anche dalla regolamentazione vigente, che suggerisce (All. XII punto
2.1.3 Reg. n. 1303/2013) lopportunit di coinvolgere anche i centri di informazione sull'Europa (si
ricorda in proposito che Lazio Innova Spa gestisce uno sportello Europe Direct), lufficio di
rappresentanza della Commissione e lufficio di informazione del Parlamento europeo e gli istituti
di istruzione e di ricerca.
Infine, non va trascurata la rilevanza della partecipazione a scambi di esperienze tra regioni, anche
a livello comunitario e in particolare nellambito di reti formali o informali (convegni, conferenze,
reti europee).

Aspetti organizzativi
Negli ultimi due anni la Regione Lazio ha intrapreso la razionalizzazione degli strumenti di
sostegno al sistema economico e imprenditoriale del territorio, in particolare attraverso la fusione
per incorporazione delle societ in house, che in passato svolgevano in modo autonomo il ruolo di
organismo intermedio (o soggetto attuatore) per le attivit loro affidate allinterno dei Programmi
Operativi. Il risultato di questo processo, che sar completato nei prossimi mesi, la creazione di
un nuovo soggetto specializzato che riunisce e razionalizza competenze e vocazioni finora divise;
per quanto riguarda la comunicazione, ci rende possibile lunificazione e la maggiore
riconoscibilit e coerenza di messaggi e contenuti, e di conseguenza una comunicazione al
cittadino e al beneficiario pi diretta e immediata.

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Rapporti coi mass-media


Il rapporto coi mass-media cruciale in qualsiasi attivit di comunicazione. Nella passata
programmazione la stampa, le radio e le emittenti televisive (soprattutto locali) sono state
regolarmente coinvolte in occasione del lancio di avvisi pubblici e di altre iniziative cofinanziate dal
FESR. Anche in questo caso si tratta di rendere maggiormente strutturata la collaborazione con gli
organi dinformazione (comprese le testate web), che rappresentano al contempo un veicolo e un
potente moltiplicatore di messaggi e informazioni.

Pubblico di riferimento
Limpostazione del Piano di Comunicazione POR FESR 2007-2013 resta valida in quanto, a norma
del Reg. n. 1303 (All. XII), linformazione deve essere mirata alla massima copertura mediatica e
utilizzando diverse forme e metodi di comunicazione al livello appropriato, sia settoriale (cittadini,
potenziali beneficiari e beneficiari del cofinanziamento) sia territoriale. In questo senso, si prender
spunto dal successo delle campagne condotte a partire dal 2013 e rivolte a segmenti di utenza ben
definiti (start up, imprese culturali e creative attive), raggiunti utilizzando strumenti e modalit
adeguati ai loro fabbisogni e alle loro prassi operative.
Valutazione
Al di l degli specifici obblighi regolamentari, disporre di un adeguato sistema di valutazione delle
attivit di comunicazione rimane unesigenza imprescindibile, anche allo scopo di ottimizzare
limpiego delle risorse in funzione dellavanzamento del Programma Operativo.
La valutazione in parola ha carattere interno, e ha il compito di verificare periodicamente
landamento delle attivit in termini di gradimento, qualit, efficacia ed efficienza.
In questo senso, si tratta di agganciare gli obiettivi agli strumenti prescelti e ai risultati (attesi e
attuali), valorizzando lesperienza dei passati periodi di programmazione, comprese eventualmente
misurazioni sia quantitative sia qualitative, mirate a rilevare la notoriet delle Politiche di Coesione,
il gradimento delle attivit di comunicazione e la percezione della loro efficacia (ad es.,
somministrazione di questionari in occasione di eventi pubblici, interviste, focus group).
Inoltre, la valutazione potr utilmente fare riferimento alle informazioni raccolte presso il numero
verde e gli sportelli Europa presenti sul territorio e relative a diverse variabili (p. es., tipologia di
utenza, interessi, collocazione geografica).
Analisi SWOT
Lanalisi SWOT evidenzia i fattori interni ed esterni che caratterizzano la Strategia di Comunicazione
del POR FESR 2014-2020. Tale analisi, infatti, ha un duplice compito: eliminare le strozzature e
valorizzare le potenzialit che caratterizzano il funzionamento (verso linterno e verso lesterno)
della Strategia, e al tempo stesso cogliere le opportunit e limitare i rischi che ne possono limitare
lefficacia e la capacit di produrre i risultati desiderati.

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Per quanto riguarda i fattori interni lanalisi individua i punti di forza e di debolezza; e per quanto
riguarda i fattori esterni, le opportunit e i rischi. La tabella che segue si riferisce dunque ai fattori
interni e a quelli esterni che caratterizzano la Strategia di Comunicazione. I punti di forza e di
debolezza sintendono interni al sistema costituito dallUfficio responsabile e dalle Autorit di
gestione interessate, nonch dai referenti per lattuazione delle attivit previste nellambito del
POR.

Punti di forza

Punti di debolezza

Relativa mancanza di abitudine della


Esperienza nella gestione di attivit di
Pubblica Amministrazione a raccontare
comunicazione dei Fondi Strutturali
le Politiche di Coesione
Apertura al coinvolgimento dei partner
in tutte le fasi della programmazione
Consolidate modalit di comunicazione
social
Opportunit
Rischi

Coerenza di stili e messaggi grazie a


omogeneit di comunicazione tra i
diversi soggetti
Nuovi servizi disponibili per ampliare i
canali informativi (Spazio Attivo)

Possibili difficolt nel comunicare


procedure di accesso complesse
Modalit poco sperimentate di gestione
in comune tra pi Fondi

2.2 Obiettivi della Strategia di Comunicazione


Secondo il Reg. n. 1303/13 (art. 115) la Strategia di Comunicazione deve essere finalizzata da una
parte a pubblicizzare presso i cittadini il ruolo e le realizzazioni della politica di coesione mediante
azioni di informazione e comunicazione sui risultati e sull'impatto dei Programmi Operativi e delle
operazioni, dallaltra a informare i potenziali beneficiari in merito alle opportunit di finanziamento.
Dallaccostamento tra queste indicazioni e i risultati dellanalisi di contesto discendono i seguenti
obiettivi:

Promuovere uninformazione ampia e trasparente sulle opportunit offerte dal POR FESR,
sulle modalit di accesso e sui suoi risultati;
Rafforzare limmagine della Regione come ente che programma e mette in opera strategie
per la crescita, la competitivit e loccupazione;
Evidenziare il valore aggiunto delle Politiche di Coesione e limpatto dei Fondi SIE sullo
sviluppo del territorio;
Diffondere unimmagine coordinata e un messaggio unificante che favoriscano la
riconoscibilit delle informazioni relative al Programma;
Avvicinare i cittadini allEuropa.

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2.3 Approccio della Strategia di Comunicazione


La Strategia viene definita in funzione dei risultati prefissati, ossia informare sulle opportunit
offerte dal Programma, dare visibilit agli interventi finanziati e valorizzare presso i cittadini il ruolo
e il valore aggiunto della Politica di coesione per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Per
conseguire tale obiettivo sono necessari la trasparenza e la partecipazione, in modo da avvicinare i
cittadini alle istituzioni e favorire la condivisione delle strategie per lo sviluppo territoriale.
La Strategia prediliger pertanto modalit di attuazione integrate, intendendo con ci:

Integrazione e coordinamento tra la Cabina di Regia, le Autorit di Gestione dei singoli


Programmi Operativi e i soggetti incaricati dellattuazione delle azioni;
Integrazione con i partner istituzionali ed economico-sociali, che fungono da
moltiplicatori dei messaggi e sono in grado di rivolgersi ai potenziali beneficiari in modo
diretto;
Integrazione tra pi strumenti, in funzione delle caratteristiche e dei fabbisogni informativi
dei destinatari, nonch dello stato di avanzamento del POR.

Per quanto riguarda i contenuti e lo stile, si prevede di differenziare i messaggi secondo la variet
dei gruppi destinatari e gli obiettivi della comunicazione. In ogni caso saranno privilegiate la
chiarezza e la semplicit del linguaggio, anche in considerazione della complessit di alcune
procedure di accesso alle opportunit, allinterno di una linea grafica coordinata che assicurer
insieme visibilit al cofinanziamento europeo e riconoscibilit del Programma.
Infine, si prevede di rafforzare il rapporto con i mass-media, che garantiscono un forte effetto
moltiplicatore delle informazioni, con particolare attenzione a stampa tradizionale e web, radio ed
emittenti televisive locali, in quanto pi vicine ai beneficiari, nonch agli strumenti di
comunicazione online.

2.4 Destinatari
Secondo la regolamentazione vigente linformazione e la comunicazione devono essere dirette
verso tre principali gruppi bersaglio: i potenziali beneficiari, i beneficiari e il grande pubblico, ai
quali si aggiungono i soggetti moltiplicatori.
Il POR FESR Lazio elenca puntualmente i potenziali beneficiari delle azioni, che rappresentano i
destinatari delle informazioni sulle opportunit disponibili e sulle modalit di accesso ad esse. In
particolare:

Asse prioritario 1 Ricerca e Innovazione: Imprese e reti di imprese, organismi di ricerca


e innovazione, altri soggetti pubblici e privati attivi nel campo della ricerca, dellinnovazione,
del trasferimento tecnologico; ricercatori, PA, soggetti istituzionali e altri soggetti pubblici,
strumenti finanziari;
Asse prioritario 2 Lazio Digitale: operatori economici operanti nel settore delle TLC,
Regione Lazio, societ ed enti partecipati/controllati dalla Regione; Aziende Sanitarie Locali
del Lazio, altri soggetti pubblici, enti locali;

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Asse prioritario 3 Competitivit: Regione Lazio, Societ in house regionali, strumenti


finanziari, PMI in forma singola o associata, centri di competenza e organismi pubblici e
privati, fondazioni, associazioni culturali e artistiche, reti di imprese e consorzi, altri soggetti
privati, societ di produzione cinematografica, Autorit di Gestione, strumenti finanziari e
altri investitori nelle PMI;
Asse prioritario 4 Energia sostenibile e mobilit: PMI, reti di imprese e consorzi, ESCO,
gestore del Fondo di Ingegneria finanziaria, PA e soggetti pubblici istituzionali, Regione
Lazio, Roma Capitale, Roma Mobilit, Societ esercenti il TPL;
Asse prioritario 5 Rischio idrogeologico: Regione Lazio, anche attraverso lARDIS, altri
soggetti pubblici.

In generale, mentre le attivit di comunicazione mireranno a informare puntualmente i potenziali


beneficiari sulle modalit di accesso alle opportunit offerte dal POR FESR, le azioni informative
rivolte a Enti Pubblici e Amministrazioni dovranno tendere a facilitare la condivisione di normative,
strumenti e strategie utili alla finalizzazione delle operazioni che interessano tali soggetti.
I beneficiari, ossia i soggetti che hanno avuto accesso ai benefici del POR, coincidono con le
tipologie sopra elencate; naturalmente con differenti bisogni in termini di informazione e supporto;
si tratta in pratica di accompagnarli durante la vita dei progetti, in particolare per quanto riguarda
procedure amministrative, scadenze e obblighi di pubblicit previsti dalla regolamentazione
vigente.
Lultima categoria di destinatari il grande pubblico. I cittadini del Lazio saranno informati sul
programma, sul suo avanzamento e sui risultati. Nei loro confronti si tender in particolare a
evidenziare il ruolo dellUnione Europea, a garantire la trasparenza e a favorire la partecipazione,
con il risultato ulteriore di avvicinarli alle istituzioni locali e comunitarie.
Fermo restando che a unulteriore definizione dei gruppi target di destinatari si potr giungere
durante il periodo di programmazione, anche in risposta a fabbisogni informativi rilevati in corso
dopera, allinterno di questa categoria possibile distinguere fin da ora i seguenti gruppi:

Opinione pubblica;

Giovani, con riferimento alla scuola, alluniversit e in generale al sistema formativo. Si


tratta di un gruppo con un grande potenziale moltiplicatore, nonch i nuovi cittadini di
unEuropa in continua trasformazione;

Donne, nel rispetto del principio delle pari opportunit;

Fruitori di iniziative specifiche (ad es., Spazio Attivo, ABC);

Gruppi che a causa della loro localizzazione geografica rischiano di rimanere ai margini dei
processi di innovazione (in particolare connettivit).

Inoltre, per garantire la massima diffusione delle informazioni e in coerenza con quanto dispone
lAll. XII (punto 2.1.3) del Reg. n. 1303/2013, la Strategia di Comunicazione intende associare alle
attivit altri soggetti e organizzazioni.

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Ci risponde allesigenza di promuovere leffetto moltiplicatore della diffusione di informazioni e


perseguire lintegrazione (o almeno la collaborazione) con i soggetti che, a vario titolo, sono
coinvolti nelle Politiche di Coesione attuate a livello regionale. Di seguito lelenco dei soggetti che
potranno essere coinvolti nelle attivit informative e di comunicazione previste dalla Strategia:

Autorit cittadine e altre autorit pubbliche;

Associazioni di categoria;

Sistema camerale;

Organizzazioni non governative;

Agenzie educative (scuola, universit, sistema della formazione professionale);

Organismi di promozione dell'inclusione sociale, della parit di genere e della non


discriminazione

Infine, destinatari indiretti delle attivit di comunicazione saranno anche altre regioni italiane ed
europee, con le quali si riterr di partecipare a network e scambi di esperienze di buone pratiche,
anche nel quadro di programmi e iniziative comunitari.

2.5 Strumenti e azioni


2.5.1 Metodologia
Nella programmazione delle azioni di comunicazione sar adottato un approccio partecipativo,
coinvolgendo i destinatari delle attivit al livello territoriale e settoriale appropriato, valorizzando
ulteriormente lesperienza del processo di consultazione pubblica che ha portato alla redazione del
POR FESR Lazio 2014-2020 (incontri pubblici sul territorio e possibilit di inviare osservazioni
attraverso il sito http://partenariato.porfesr.lazio.it/) che da questa programmazione sar
valorizzato sul portale LazioEuropa.it
Il processo di comunicazione parte dalla diffusione delle informazioni sulla strategia di sviluppo
della Regione, sulle opportunit disponibili e sui criteri di accesso alle agevolazioni, quindi
accompagna il beneficiario nella gestione e nellattuazione dei progetti e infine pubblicizza i
risultati delle operazioni realizzate grazie al cofinanziamento.
Nel contesto della Strategia si prevede di utilizzare prassi e metodologie mutuate dal Project Cycle
Management - PCM (o GCP - Gestione del Ciclo del Progetto)3, introdotto dalla Commissione
Europea allinizio degli anni 90 e sviluppato nel quadro dei programmi di cooperazione esterna
(EuropeAid) per migliorare la qualit della progettazione e della gestione dei progetti. Tale

Project Cycle Management Guidelines, European Commission EuropeAid Cooperation Office, Brussels, 2004; Project Cycle
Management Manuale per la formazione, FORMEZ e Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica,
Roma, 2002

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approccio stato poi diffuso in Italia dal Formez attraverso specifiche iniziative rivolte alla Pubblica
Amministrazione.
La GCP prevede la strutturazione in fasi della preparazione e della realizzazione dei progetti e dei
programmi, definendo per ogni fase il ruolo degli attori interessati e le decisioni da prendere.
Tre sono le caratteristiche principali della GCP:

1. Il ciclo definisce in ogni fase le decisioni chiave, le esigenze informative e le responsabilit


specifiche;
2. Le fasi del ciclo sono progressive (ciascuna deve essere completata perch la successiva sia
svolta con successo);
3. Adattamenti e revisioni in corso dopera si basano sui risultati del monitoraggio e della
valutazione.

In questo senso, la GCP risponde allesigenza, posta dalla regolamentazione vigente, di presentare
aggiornamenti annuali che riportino le attivit di informazione e comunicazione da svolgere
nell'anno successivo. Di conseguenza la Strategia incardinata sui destinatari e sui loro bisogni,
cosa che ne garantisce fattibilit e sostenibilit.
Nella programmazione e nello svolgimento delle attivit si terr conto (a) delle direttive formulate
dalla Cabina di Regia, istituita per garantire l'integrazione e la concertazione tra i Fondi e i
Programmi Operativi cofinanziati dai Fondi SIE che interessano il Lazio, in modo da massimizzarne
l'impatto sul territorio, e (b) delle connessioni con le attivit di comunicazione definite nel contesto
del Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA).
Quanto allo svolgimento delle attivit, lesecuzione della Strategia segue e rispecchia
lavanzamento del POR FESR. Di conseguenza le attivit di comunicazione/informazione e i rapporti
coi beneficiari si pongono in diretta relazione anche con i risultati, la cui diffusione e valorizzazione
costituisce una delle priorit della Strategia stessa. Va comunque sottolineato che le attivit
descritte pi avanti saranno svolte per tutta la durata del Piano; mentre il loro contenuto dovr
adattarsi alle esigenze del momento.
Da un punto di vista logico le attivit possono essere divise in tre macro-fasi in ragione
dellavanzamento del Programma, al quale corrispondono diverse esigenze di informazione e
comunicazione:
4. Pubblicit e promozione: analisi del fabbisogno informativo con il coinvolgimento dei
potenziali beneficiari e del partenariato, creazione di reti e collaborazioni con soggetti attivi
sul territorio per moltiplicare i canali di comunicazione, diffusione di informazioni sulle
opportunit offerte dal POR, e in particolare sulle modalit di accesso e sui risultati attesi;
5. Comunicazione e accompagnamento dei beneficiari: il focus si sposta sullinformazione
ai beneficiari, per metterli in grado di adempiere a regole e scadenze fissate dalla normativa
comunitaria, nazionale e regionale, compresi gli obblighi di pubblicit e visibilit del
finanziamento ricevuto;

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6. Diffusione dei risultati e prospettive: i progetti finanziati si avviano alla conclusione,


permettendo di valutare limpatto delle operazioni, in particolare dei progetti pi
significativi, nonch di avviare con i partner e con la cittadinanza la discussione sulle
prospettive delle politiche per lo sviluppo regionale.
Infine, nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento n. 1303/2013, saranno individuate
specifiche modalit di informazione che rendano la comunicazione fruibile da parte delle persone
con disabilit. A titolo esemplificativo, possibile ipotizzare fin da ora la predisposizione di
materiale informativo in braille, lutilizzo della lingua dei segni in occasione di eventi pubblici,
nonch accorgimenti per facilitare la fruibilit dei siti web da parte di persone non vedenti e
ipovedenti.

2.5.2 Campagne informative


Le campagne pubblicitarie saranno programmate in momenti rilevanti della fase di attuazione quali
l'avvio del Programma, il lancio di nuovi servizi, lorganizzazione di eventi, la pubblicazione di
bandi, la diffusione di informazioni inerenti notizie, indirizzi e numeri utili, nonch dati relativi
allattuazione e ai risultati conseguiti.
Per la realizzazione della campagna pubblicitaria si prevede di utilizzare spot su emittenti radio e
televisive, cartellonistica su strada, manifesti su autobus e uffici pubblici, realizzazione di targhe
permanenti (in ossequio alla normativa regolamentare), inserzioni su giornali, redazionali, internet e
social media.
Comunicazione tramite stampa, Tv e radio, circuiti cinematografici
Come gi accennato, la costruzione di un rapporto stabile e continuo con i mezzi di comunicazione
permette di diffondere una grande quantit di informazioni sul Programma, nonch di rafforzare la
percezione dellimpatto delle Politiche di Coesione. In questo senso, lesperienza accumulata negli
ultimi cicli di programmazione e il rapporto consolidato tra lUfficio stampa e i media regionali e
nazionali costituiscono una valida base di partenza.
Si prevede di utilizzare interviste, comunicati stampa e conferenze stampa per promuovere bandi
aperti, incontri pubblici e altre iniziative. Tra gli eventi promossi attraverso la partecipazione dei
mass-media: il lancio del Programma, levento annuale previsto dal Regolamento n. 1303/2013,
lapertura di bandi, le riunioni del Comitato di Sorveglianza e del Tavolo di partenariato, la
presentazione di grandi progetti o progetti particolarmente significativi (per quanto riguarda sia
lavanzamento sia la conclusione).
Informazioni su appuntamenti, eventi, scadenze di avvisi pubblici potranno essere diffuse anche
attraverso rubriche settimanali e spot trasmessi da emittenti radio e televisive, ed eventualmente
nei circuiti cinematografici.
Annunci stampa
In concomitanza di eventi di rilievo, legati allattuazione di una misura e/o allorganizzazione di
manifestazioni, seminari e convegni tematici sulle opportunit offerte dal POR, si prevede di
acquisire spazi sui giornali, a tiratura nazionale e locale. I moduli potranno prevedere anche la
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promozione di siti web, del numero verde e degli sportelli informativi.


Ideazione e realizzazione spot
Gli spot via radio e televisione saranno caratterizzati dallimmediatezza del messaggio e dalla
completezza dellinformazione. Gli spot potranno anche essere rivolti a particolari gruppi, in modo
da avvicinarli al funzionamento delle istituzioni comunitarie e dei Fondi Strutturali, oltre che alle
opportunit di loro immediato interesse.
Si tratter di prodotti di grande impatto, che dovranno evidenziare i cambiamenti avvenuti sul
territorio regionale grazie al cofinanziamento comunitario attraverso casi di eccellenza (progetti,
opere, storie di imprenditoria di successo). Gli spot saranno diffusi anche via internet.
Materiali promozionali
A supporto della campagna pubblicitaria dedicata al POR FESR saranno ideati gadget e articoli
promozionali (penne, pen drive, shopper etc).
Assistenza missioni allestero
In occasione di eventi di rilievo internazionale si fornir assistenza e supporto nelle missioni
allestero, al cui interno potranno essere programmati eventi promozionali.
Sito internet
Il portale Lazio Europa (www.lazioeuropa.it), online dal 2014, rappresenter la fonte primaria di
informazioni via web per tutto ci che riguarda il POR FESR: notizie, avvisi pubblici, modulistica,
scadenze ed eventi pubblici, nonch materiali relativi allattuazione del Programma (Attuazione,
Valutazione, Sistema di gestione e controllo, Comitato di sorveglianza, Tavoli di partenariato,
eventuali riprogrammazioni), nonch informazioni sulla programmazione 2014-2020 della Regione
Lazio e normativa regionale, nazionale e comunitaria.
Il sito sar la porta dingresso alle procedure online attivate per la partecipazione agli Avvisi
pubblici, con accesso riservato a soggetti identificati tramite nome utente e password. In
particolare, sar pubblicata documentazione di supporto che fornir indicazioni chiare ed esaurienti
sulle condizioni di ammissibilit per poter beneficiare dei finanziamenti, descrivendo le procedure
desame delle domande di finanziamento e i criteri di selezione delle operazioni da finanziare.
Inoltre, saranno indicate le strutture e le persone di riferimento.
Maggiori informazioni sul portale sono contenute nella Programmazione unitaria delle attivit di
comunicazione.
Newsletter telematica
La redazione e la diffusione di una newsletter, spedita per via telematica, permette di informare in
modo mirato sullavanzamento del Programma (pubblicazione di bandi, eventi, seminari,
pubblicazione di graduatorie, informazioni sulle riunioni del Comitato di sorveglianza e sulla
pubblicazione dei Rapporti annuali di esecuzione), di aggiornare su nuove disposizioni normative
(anche comunitarie), e in generale sulle attivit nellambito del POR, costituendo un utile punto di
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riferimento per cittadini, operatori economici e amministratori locali. Edizioni speciali potranno
essere realizzate in occasione di eventi di particolare rilievo (convegni, presentazioni di nuove
iniziative, inaugurazioni, seminari). La newsletter, inviata con cadenza mensile, sar pubblicata
anche sul sito Lazio Europa. La raccolta dei dati avverr attraverso il call center, durante seminari ed
eventi, ecc. e saranno tutti gestiti dal CRM strumento essenziale e importante per questa ed altre
attivit di profilazione (pag. 8 programmazione unitaria).

Social media e altri strumenti web


Negli ultimi due anni, per comunicare il POR FESR si scelto di utilizzare modalit innovative e
maggiormente interattive rispetto al sito web istituzionale.
Lesperienza suggerisce di perseguire ulteriormente questa strada, fino a considerare limpiego dei
social network (facebook e twitter su tutti) come parte integrante della Strategia di Comunicazione,
in quanto si tratta di strumenti che favoriscono la diffusione dellinformazione in tempo reale e un
dialogo diretto tra istituzione e cittadino, oltre a garantire un alto effetto moltiplicatore delle
informazioni e dei messaggi.
In pi, coinvolgere in modo efficace testimonial e influencer permette di raggiungere con maggiore
facilit i gruppi di destinatari cui il messaggio rivolto (ad es., imprese creative, startupper).
Si prevede poi di continuare a utilizzare piattaforme web per la gestione della partecipazione agli
eventi pubblici (es., eventbrite), che permettono di ottimizzare lafflusso dei partecipanti e di
comunicare in modo rapido e diretto eventuali variazioni di programma. Soprattutto, la procedura
di registrazione permette di acquisire informazioni utili sui partecipanti agli eventi (provenienza,
settore di attivit, interessi) e di integrare il database che alimenta il CRM, di cui si detto pi
sopra.

2.5.3 BTL (prodotti editoriali e stampa)


Per offrire al pubblico un riferimento univoco riguardo al Programma e alle opportunit da questo
offerte, si prevede di realizzare una linea editoriale dedicata al POR FESR Lazio, in cui trattare
specificatamente il ruolo dellUnione Europea, gli aggiornamenti normativi, la pubblicazione dei
risultati di analisi statistiche, riflessioni e opinioni degli operatori del settore, analisi tematiche,
interazione e confronti con altre iniziative, sintesi di ricerche, recensioni.
E prevista la realizzazione di un logo e di una linea grafica omogenea e immediatamente
riconoscibile, allo scopo di suggerire unimmediata visibilit e riconducibilit di un dato intervento
al Programma. Il materiale informativo avr quindi le seguenti caratteristiche:

Logo e stile grafico omogeneo;


Messaggio relativo alla missione del POR FESR: promuovere uno sviluppo intelligente,
sostenibile e inclusivo;
Indicazione su targhe e cartelloni: Progetto cofinanziato dallUnione Europea.

Logo e immagine coordinata contraddistingueranno pubblicazioni e materiali informativi: guide,


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brochure contenenti indicazioni relative a numeri utili, soggetti responsabili, attivit svolte,
opportunit offerte, vademecum.
Nella corrispondenza relativa agli interventi cofinanziati dal POR FESR le strutture regionali
competenti utilizzeranno carta intestata, biglietti da visita e buste che riporteranno il logo POR e gli
elementi della linea grafica coordinata.
Per facilitare un uso corretto del logo e della linea grafica, sar prodotto e diffuso (a partire da
www.lazioeuropa.it e dai siti internet della Regione e degli organismi intermedi) unitamente al
manuale unitario il manuale specifico che conterr tutte le indicazioni tecniche cui attenersi.
I materiali informativi prodotti nellambito della Strategia si riferiscono alle opportunit offerte da
bandi POR, e saranno disponibili in diversi formati e supporti: guide cartacee, pieghevoli, brochure,
CD ROM e DVD. Tali materiali saranno pubblicati su internet (nel caso dei video, utilizzando il
canale social YouTube) e distribuiti in occasione di manifestazioni ed eventi pubblici, e presso la
rete di sportelli sul territorio regionale.
Guide e pieghevoli informativi
Per fornire uninformazione sempre pi chiara, approfondita e accessibile sulle opportunit offerte
dal Programma, sar realizzata una collana editoriale di guide, contraddistinte da una linea grafica
comune e rivolte a una vasta platea di beneficiari: cittadini, operatori economici e amministratori
locali, ma anche aspiranti imprenditori e startupper, fruitori di iniziative culturali, cittadini di piccoli
Comuni o residenti in aree interessate da interventi sulle infrastrutture, sia materiali sia immateriali.
Stile e contenuti si dovranno adattare ai diversi destinatari e tutte le guide per i potenziali
beneficiari tenderanno a illustrare le modalit di partecipazione agli avvisi pubblici, con particolare
riferimento alle modalit di presentazione delle domande. Per la distribuzione al grande pubblico
linformazione potr essere sintetizzata in pieghevoli o in foldy.
Distribuzione
La linea di prodotti editoriali contrassegnati dal logo sar distribuita presso gli sportelli informativi
sul territorio regionale, presso le sedi di organismi rappresentativi, associazioni, scuole etc. Per
rafforzare limpatto sul pubblico, le guide, in particolare quelle di carattere generale, potranno
essere diffuse anche in allegato a quotidiani nazionali.
Obblighi informativi per i beneficiari
I beneficiari del cofinanziamento saranno direttamente informati degli obblighi di cui al
Regolamento n. 1303/2013 (All. XII). Per garantire che gli stessi beneficiari si attengano alle
disposizioni regolamentari, si prevede di produrre guide e manuali informativi, che saranno
pubblicati anche su internet, relativi al rispetto delle regole in materia di utilizzo dei loghi, del
concept, dei format per la predisposizione di materiale informativo e degli strumenti di
comunicazione che dovranno essere utilizzati nelle attivit informative e pubblicitarie da essi
curate.

2.5.4 Eventi e seminari


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Gli eventi pubblici rappresentano momenti di informazione e dialogo tra gli addetti ai lavori e i
beneficiari delle azioni, attraverso i quali possono essere affrontati gli aspetti relativi allutilizzo dei
Fondi e allattuazione del Programma, ed possibile avvicinare i potenziali beneficiari alle
opportunit offerte dal POR FESR.
In occasione dellapertura di avvisi pubblici saranno organizzati seminari informativi in tutto il
territorio regionale per illustrare i contenuti delle misure stesse e le modalit di presentazione delle
domande, con la partecipazione degli assessori regionali competenti, dei referenti regionali e dei
rappresentanti delle societ regionali coinvolte. Il partenariato economico-sociale e istituzionale
potr essere direttamente coinvolto nellorganizzazione degli eventi.
In generale, nella programmazione di eventi si terr conto di quanto disposto dal Regolamento
1303/2013 (All. XII), che prevede lorganizzazione di alcune attivit, compresa lesposizione della
bandiera dell'Unione Europea davanti alla sede dellAutorit di Gestione.
Evento di lancio del Programma
Comprende una conferenza stampa e un convegno, nel quale saranno illustrate le azioni previste
dal POR FESR nel quadro della politica di coesione, nonch le ricadute attese. Allevento
parteciperanno i componenti della cabina di Regia e rappresentanti del partenariato economicosociale e istituzionale. Sar invitato anche un rappresentante della Commissione Europea DG
Regio. Levento verr realizzato unitamente a quello degli altri Fondi SIE come descritto nel
capitolo 1
Comitati di Sorveglianza
Il Comitato di Sorveglianza, incaricato di accertare l'efficacia e la qualit dell'attuazione del POR,
rappresenta unulteriore opportunit per promuovere i risultati delle azioni cofinanziate dal FESR
nel Lazio. In questo senso, il Comitato potr garantire unadeguata informazione sui propri lavori, in
particolare attraverso conferenze stampa e la diffusione di comunicati che sintetizzano le principali
decisioni assunte. Inoltre, i verbali delle riunioni del Comitato saranno pubblicati sul portale
www.lazioeuropa.it.
Seminari, convegni e workshop
Si prevede di organizzare eventi informativi mirati a illustrare le modalit di accesso alle
agevolazioni e ai benefici offerti dal Programma, nei quali potranno essere coinvolti attori rilevanti,
ad esempio le organizzazioni rappresentative dei potenziali beneficiari, il sistema (pubblico e
privato) che fa capo alla ricerca e allinnovazione e gli sportelli regionali (Kyoto, SprintLazio).
Evento informativo annuale
In corrispondenza con la presentazione dei Rapporti annuali sullattuazione, si prevede di
organizzare un evento con lobiettivo di informare lopinione pubblica sullavanzamento del
Programma, con particolare riguardo ai progetti pi significativi. In particolare, si prevede di
organizzare una conferenza stampa, eventualmente con visite ai cantieri dei progetti pi
significativi (qualora lavanzamento lo permetta).

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Evento di chiusura del Programma


A chiusura del Programma, sar organizzato un convegno per discutere i risultati del Programma,
in termini di spesa ma soprattutto di realizzazioni fisiche. Levento rappresenter unoccasione per
esaminare il valore aggiunto apportato dalle Politiche di Coesione allo sviluppo territoriale del
Lazio, con la partecipazione della Commissione Europea DG Regio, delle Autorit di Gestione, dei
partner istituzionali e socio-economici, delle associazioni e dei cittadini, e alla presenza dei massmedia. Levento verr realizzato unitamente a quello degli altri Fondi SIE come descritto nel
capitolo 1.
Fiere e mostre
In occasione della partecipazione a eventi di rilevanza regionale, nazionale e internazionale si
prevede di allestire stand con spazi dedicati al servizio di informazione e orientamento che fa capo
al numero verde e alla rete di sportelli informativi. Presso tali spazi saranno posti in distribuzione
materiali informativi, sia cartacei sia multimediali.
Assemblee e incontri pubblici
In considerazione della natura e delle caratteristiche del Programma, e della scelta strategica della
Regione di favorire la partecipazione, si prevede di organizzare eventi aperti ai cittadini, a tutti i
portatori d'interesse o ad alcuni gruppi specifici, con lobiettivo non solo di informare i soggetti
coinvolti, ma anche di raccoglierne idee, sollecitazioni, proposte.

2.6 Organizzazione e governance


Le attivit di comunicazione dei tre Fondi fanno riferimento al quadro unitario e integrato della
programmazione 2014-2020 dei Fondi SIE: per tutto ci che attiene alla Organizzazione e alla
Governance Unitaria si veda il paragrafo 1.6.
I compiti e le responsabilit dellAutorit di Gestione del POR FESR sono definite dal Regolamento.
n. 1303/2013 (art. 111, 115, 116, Allegato XII); le attivit di Piano di Comunicazione fanno capo a un
responsabile, individuato dallAutorit di Gestione (art. 117 c. 3 del citato Regolamento) e incaricato
di coordinare le azioni di informazione e comunicazione.
Pi in particolare, il responsabile ha il compito di assicurare gli adempimenti legati alla Strategia di
Comunicazione:

presentare la Strategia al Comitato di Sorveglianza per approvazione, entro 6 mesi


dalladozione del POR;
informare annualmente il Comitato di Sorveglianza sui progressi nellattuazione della
Strategia di Comunicazione (azioni realizzate, mezzi di comunicazione utilizzati, risultati
ottenuti (in termini qualitativi e quantitativi), nonch sulle attivit previste per lanno
successivo;
inserire nelle relazioni di attuazione annuali, presentate nel 2017 e nel 2019, i risultati delle
misure di informazione e pubblicit promosse nellambito della Strategia di Comunicazione;

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mantenere un elenco delle operazioni, accessibile tramite il sito web, da aggiornare almeno
ogni sei mesi. Lelenco dovr contenere le informazioni minime relative alle operazioni, cos
come specificate nell'allegato XII del Reg. UE 1303/2013;
fornire esempi di operazioni, da riportare sul sito web del PO e accessibili anche dal portale
unico, tradotti anche in una lingua ufficiale dell'Unione di ampia diffusione e diversa dalla
lingua italiana;
assicurare che le misure di informazione e comunicazione siano realizzate conformemente
alla Strategia di Comunicazione specifica e Unitaria e che queste misure mirino alla massima
copertura mediatica utilizzando diverse forme e metodi di comunicazione al livello
appropriato;
esporre l'emblema dell'Unione presso la sede dellAutorit di Gestione.

Il responsabile del Piano avr inoltre il compito di assicurare i rapporti e la collaborazione con la
rete nazionale di comunicazione e di coinvolgere, se del caso, altri organismi nelle iniziative di
informazione e comunicazione, conformemente al diritto e prassi nazionali: il partenariato, i centri
di informazione sull'Europa, cos come gli uffici di rappresentanza, e uffici di informazione del
Parlamento europeo negli Stati membri, gli istituti di istruzione e di ricerca e le associazione di
categoria.
Oltre agli obblighi informativi, che corrispondono alle azioni descritte in dettaglio nella presente
Strategia, il responsabile dovr organizzare almeno le seguenti misure:

unattivit informativa principale che pubblicizzi lavvio del Programma Operativo;


un'attivit informativa principale all'anno che promuova le opportunit di finanziamento e
le strategie perseguite, e presenti le realizzazioni del Programma;
aggiornamento del sito web Lazio Europa, fornendo informazioni aggiornate in merito
all'attuazione del Programma.

2.7 Monitoraggio e valutazione


La valutazione della Strategia finalizzata a verificare lefficacia, lefficienza e la pertinenza delle
attivit. In altri termini, mirata a misurare periodicamente lavanzamento delle azioni, in
particolare per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi. Il monitoraggio, invece, consiste
nella raccolta sistematica e nellanalisi di informazioni utili alla gestione e per eventuali revisioni o
aggiustamenti allinterno del Piano.
Il Regolamento n. 1303/2013 (All. XII, par. 4 punto g) fissa alcuni obblighi per lAutorit di Gestione
in merito alla valutazione. In particolare, lAutorit di gestione tenuta a informare il Comitato di
Sorveglianza riguardo ai risultati ottenuti nellattuazione della Strategia, che dovranno essere
valutati nei Rapporti annuali 2017 e 2019, in termini di visibilit della politica, del Programma
Operativo, delle operazioni e del ruolo svolto dai Fondi e dall'Unione e in termini di
sensibilizzazione nei confronti dei destinatari.
Di seguito due liste di indicatori da utilizzare per la valutazione. Lesperienza potrebbe suggerire di
modificarle o integrarle in corso dopera.

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Indicatori di risultato e dimpatto


Strumento

Output

Indicatori di risultato

Sito web e social


media

N di pagine pubblicate
N Data base e record DB
N di documenti scambiati
nellarea riservata
N di sondaggi on line
N di FAQ pubblicate
N di post e tweet

N di utenti/visitatori
N di utenti registrati
N di pagine visitate
N di utenti area
riservata
N di partecipanti ai
sondaggi on line
N di follower

Call Center

N giornate/uomo (front
Cambiamenti nella
N domande e richieste
office)
consapevolezza da parte del
di documenti
N giornate/uomo (back
pubblico;
(totale/giornaliero)
office)
Cambiamenti nella percezione
N di caselle e-mail dedicate N di e-mail ricevute
da parte del pubblico.

Poster e
pieghevoli
(campagne
promozionali)

N di poster stampati
N di pieghevoli stampati
N di poster e pieghevoli
distribuiti

Rapporti coi mass N di conferenze stampa


N di seminari/eventi
media
pubblici informativi

Newsletter

N di interviste stampa
N di interviste TV
N di interviste radio
N di comunicati
stampa diffusi

N di newsletter pubblicate N di iscritti

Pubblicazioni

N di copie stampate

Audiovisivi

N di CD

Seminari

Incremento nelle
richieste al call center

N di eventi

Indicatori dimpatto
Cambiamenti nella
consapevolezza da parte del
pubblico;
Cambiamenti nella percezione
da parte del pubblico;
Miglioramento nella
comunicazione interna

Cambiamenti nella
consapevolezza da parte del
pubblico;
Cambiamenti nella
consapevolezza da parte del
pubblico;
Cambiamenti nella percezione
da parte del pubblico.
Cambiamenti nella
consapevolezza da parte del
pubblico;

N di copie distribuite Cambiamenti nella


N di copie scaricate
consapevolezza da parte del
dal sito
pubblico
Cambiamenti nella
N di copie distribuite consapevolezza da parte del
N di copie richieste
pubblico
N di risposte agli inviti
N di partecipanti
Cambiamenti nella
(attesi ed effettivi)
consapevolezza da parte del
N di richieste di
pubblico
ulteriori informazioni

31

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Indicatori di qualit
Strumenti

Gruppi target

Indicatori

Fonti di informazione

Sito web e
social network

Tutti (Grande
pubblico,
potenziali
beneficiari,
beneficiari,
portatori
dinteresse

Accessibilit
Facilit di uso
Completezza dellinformazione
Chiarezza dellinformazione
Utilit della documentazione condivisa
(area riservata)

Sondaggi tra gli utenti


Sondaggi di opinione
Questionari
E-mail ricevute
Feedback e commenti

Eventi
territoriali
tematici
(partecipativi)
Eventi a
contenuto
tecnico
(conferenze,
seminari,
workshop)

Comunicazione
diretta

Pubblicazioni
(poster,
pieghevoli,
brochure)

Newsletter

Audiovisivi
(spot radio e
TV)

Ufficio stampa
(Conferenze
stampa,
interviste,
comunicati,
articoli, lista di
contatti,
rassegne
stampa)

Tutti

Qualit dei contributi


Qualit della documentazione presentata
Qualit degli strumenti di rilevazione

Interviste
Focus group
Seminari
Sondaggi

Tutti

Qualit dellorganizzazione (luogo, orario,


catering, attrezzature)
Qualit dei contenuti (completezza degli
interventi; importanza dei relatori;
rilevanza dellinformazione fornita;
chiarezza degli interventi; qualit della
documentazione distribuita)

Questionari di gradimento
riempiti dai partecipanti

Grande pubblico,
potenziali
beneficiari,
beneficiari

Qualit e completezza dellinformazione


fornita

Sondaggio

Tutti

Grande pubblico,
potenziali
beneficiari,
beneficiari

Tutti

Rilevanza per i diversi gruppi target


Chiarezza
Utilit dellinformazione
Completezza dellinformazione
Attrattivit, equilibrio tra testo e
illustrazioni
Completezza delle informazioni
Attrattivit e chiarezza
Aspetto (equilibrio tra testo e
illustrazioni)
Rilevanza per I gruppi target
Utilit dellinformazione
Qualit dei materiali attrattivit,
chiarezza
Adeguato timing per la diffusione
Identificazione dei media pi adatti per la
diffusione

Sondaggio (anche on line)

Sondaggio (anche on line)

Sondaggio

Equilibrio tra copertura media e


consapevolezza sul POR da parte dei
gruppi target
Tutti

Utilit dellinformazione per i media


Corrispondenza tra comunicati stampa e
articoli pubblicati

Rassegne stampa

Completezza e chiarezza
dellinformazione diffusa

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2.8 Piani Annuali di Comunicazione


Il Regolamento n. 1303/2013 (All. XII, par. 4 punto i) prevede aggiornamenti periodici, con cadenza
annuale, della Strategia di Comunicazione.
Tali Piani, predisposti dal Responsabile delle attivit di comunicazione e informazione di concerto
con lAutorit di Gestione, saranno approvati entro il 31 dicembre di ciascun anno e conterranno i
seguenti elementi:

attivit da svolgere nellanno successivo (scelta delle azioni e dei mezzi di comunicazione e
target di riferimento);
modalit di coordinamento tra Autorit di Gestione e altri soggetti istituzionali coinvolti;
budget previsto;
cronoprogramma delle attivit;
monitoraggio e valutazione degli interventi realizzati lanno precedente.

2.9 Budget
Il budget da destinare alla realizzazione degli obiettivi e delle attivit di comunicazione delineati
nella Strategia ammonta a 5.880.198 euro lordi. Gli importi per le singole azioni e per le annualit
di riferimento saranno dettagliati in sede di presentazione degli aggiornamenti annuali della
Strategia.

Azioni

Budget per azione (in )

Campagne informative

2.000.000

BTL (prodotti editoriali e stampa)

1.280.198

Eventi e seminari

1.600.000

Monitoraggio e valutazione

250.000

Collaborazioni e consulenze

500.000

Partecipazione a reti, scambi esperienze

250.000

Totale

5.880.198

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3. Strategia di
Comunicazione del
POR FSE Lazio 2014-2020

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3.1 Il quadro di riferimento


3.1.1 Premessa
Il presente documento illustra le attivit di comunicazione e di informazione pianificate per il POR
FSE Lazio 2014-2020, in conformit a quanto previsto dal Regolamento (UE) 1303/2013.
Le attivit sottendono a una Strategia di Comunicazione che deve essere approvata dal Comitato di
Sorveglianza, entro sei mesi dalla decisione della CE di adozione del POR, avvenuta in data 12
dicembre 2014 (decisione C(2014) 9799).
Rispetto al precedente ciclo di programmazione sono previsti alcuni contenuti aggiuntivi della
Strategia di Comunicazione, tra cui:

Nuovicontenuti

Una descrizione dei materiali che saranno resi disponibili in formati


rispettoal
accessibili alle persone con disabilit;
passato
Una descrizione di come i beneficiari saranno sostenuti nella loro attivit
di comunicazione;
Una descrizione dellutilizzo dei principali risultati del precedente programma operativo
(ove opportuno);
Un aggiornamento annuale delle attivit di informazione e comunicazione da svolgere
lanno successivo.

Il Piano individua il quadro di riferimento generale su obiettivi, modalit, risorse e contenuti della
Strategia di Comunicazione che lAdG intende adottare per il periodo 2014-2020, aggiornato
periodicamente nellambito di Piani Annuali di Comunicazione, attraverso i quali saranno
pianificati nel dettaglio gli interventi da realizzare e gli obiettivi da raggiungere in ciascuna
annualit di attuazione della programmazione comunitaria FSE 2014-20.
Per lelaborazione del presente documento si proceduto realizzando unanalisi preliminare del
contesto di riferimento, allo scopo di identificare la situazione di partenza in termini di esperienza
maturata nella programmazione precedente, recuperando le informazioni e i risultati disponibili a
carattere informativo e valutativo relativamente al FSE sul territorio laziale. Tali risultati sono stati
incardinati nellambito del quadro regolamentare valido per il periodo 2014-2020, caratterizzato da
un forte accento sul coinvolgimento del territorio attraverso un confronto diretto, aperto e
partecipato recependo le disposizioni relative al Codice di Condotta Europeo - e
Elementi
personalizzati per la Regione Lazio sviluppando le modalit di comunicazione e
portanti
condivisione gi sperimentate con le iniziative adottate per la costruzione del
Programma operativo FSE 2014-2020 (Lazio Idee).
In base ai risultati emersi da tale analisi stata definita la Strategia di Comunicazione, che si
compone di:

Obiettivi da raggiungere;
Destinatari della comunicazione;
Contenuti e strumenti da adottare;
Risorse disponibili da impegnare;
Soggetti responsabili della sua attuazione;
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Metodi di verifica e misurazione dei risultati raggiunti.

Il Piano prevede le attivit che dovranno essere realizzate nellintero arco temporale di attuazione
del POR. Attraverso i suoi aggiornamenti annuali (cfr. cap. 7), il Piano potr essere rafforzato e
integrato per rispondere efficacemente alle necessit emergenti.

3.1.2 Esperienza 2007-2013


Le azioni di monitoraggio e valutazione delle azioni di informazione e comunicazione del POR FSE
2007-2013 hanno restituito un quadro positivo circa gli effetti delle azioni di comunicazione
condotte. I dati disponibili (relativi alle azioni realizzate nel triennio 2008-2010) hanno infatti
evidenziato che quanto pianificato e prodotto abbia dato buoni risultati di impatto dei messaggi
presso i diversi target, in termini sia di conoscenza del FSE nella Regione Lazio sia di conoscenza
delle iniziative da esso sostenute.
Dai risultati di una indagine CATI condotta su oltre 1.200 persone di et 18-65 anni emerso che il
60% degli intervistati a conoscenza del FSE sul territorio regionale, mentre il 43,5% dichiara di
sapere che il FSE crea nuove opportunit di lavoro e migliora la qualit delloccupazione. Rispetto
ai canali informativi considerati rilevanti, quelli che hanno registrato preferenze pi consistenti sono
stati gli articoli di stampa quotidiana (32%), il telegiornale (29,4%), il passaparola (22,8%), Internet
(22,0%) e le trasmissioni televisive (14,9%). Lordine delle preferenze si inverte nel momento in cui
lutenza stata interessata ad approfondire lintervento del FSE: tra i canali utilizzati per gli
approfondimenti, Internet (nella sua accezione generica) ha registrato il 67,2%, il sito Internet della
Regione Lazio il 20,7%, gli uffici dellAssessorato al Lavoro e Formazione il 20,2%, i siti Internet
dellAssessorato il 10,1%, Stampa e TV il 7,6%, mentre lHelp Desk solo l1,5%. Il 33,7% del
campione ha dichiarato, inoltre, di conoscere lesistenza del sito Internet del Fondo Sociale
Europeo.
In aggiunta a questi risultati, dallindagine emerge che il 95,5% degli intervistati si mostra
interessato a conoscere le iniziative da esso sostenute. La maggioranza degli intervistati conferma
Internet al primo posto (62,1%), scelta seguita dalle emittenti televisive (44,6%), dalla stampa
quotidiana (29,7%), dalla posta elettronica (13,1%), dal sito Internet della Regione Lazio (12,2%),
dalle emittenti radiofoniche (9,7%), dalla stampa settimanale (7,6%), dalle affissioni (6,3%), dai siti
Internet dellAssessorato al Lavoro e Formazione (6,4%), dalla stampa periodica (5,8%), da info
point presso le scuole e le universit (1,2%), dagli sportelli dellAmministrazione (0,7%), dallhelp
desk telefonico (0,7%).

3.2 Obiettivi della Strategia di Comunicazione


In linea con le disposizioni del Reg. 1303/13, art. 115, obiettivo principale del Piano di
Comunicazione pubblicizzare presso i cittadini dell'Unione il ruolo e le realizzazioni della politica
di coesione e dei Fondi mediante azioni di informazione e comunicazione sui risultati e sull'impatto
degli accordi di partenariato, dei programmi operativi e delle operazioni.

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Il
Piano
di
Comunicazione
intende
quindi
delineare la Strategia
di
Comunicazione
che verr adottata
per
permettere
unampia
promozione
e
disseminazione
informativa
degli
obiettivi,
delle
iniziative realizzate,
delle opportunit offerte e dei principali risultati raggiunti dal POR FSE 2014-2020, garantendo
unadeguata diffusione del ruolo dellUE e uninformazione puntuale sui contributi finanziari messi
a disposizione dai Fondi Strutturali sul territorio e le concrete possibilit di finanziamento offerte, in
modo da promuovere le condizioni per un accesso trasparente e semplificato alle opportunit.
In continuit con il precedente periodo di programmazione, e in coerenza con tali finalit, gli
obiettivi principali del Piano sono identificabili nei seguenti:

Accrescere il grado di consapevolezza del ruolo svolto dallUnione Europea, comunicando al


grande pubblico finalit e contenuti delle Politiche di Coesione, da conseguire in partenariato
con gli Stati membri in modo da assicurare la massima copertura mediatica utilizzando diversi
canali, strumenti e metodi di comunicazione;
Comunicare ai potenziali beneficiari (autorit nazionali, regionali e locali e
Gliobiettivi
agenzie per lo sviluppo, associazioni professionali, parti economiche e sociali,
organizzazioni non governative, ecc.) le opportunit offerte dal POR FSE e le
modalit per accedervi, pubblicizzando le modalit di utilizzo delle risorse pubbliche con la
veicolazione push delle informazioni;
Assicurare la trasparenza del POR, garantendo la pubblicazione dellelenco dei beneficiari e
delle operazioni finanziate sul POR FSE, la diffusione delle best practice e assicurando la
presentazione di un numero significativo di progetti;
Aumentare la partecipazione e promuovere la cittadinanza attiva;
Migliorare dinamicamente lefficacia e lefficienza delle attivit di comunicazione attraverso un
processo costante e continuo di monitoraggio e valutazione dei risultati ottenuti.

Nel quadro di tali obiettivi, evidente che le attivit previste nel Piano di Comunicazione si
svolgono durante lintero iter di attuazione del POR: dalla programmazione delle operazioni,
allistruttoria e selezione delle operazioni; dai momenti preparatori e realizzativi delle operazioni
medesime alle fasi di monitoraggio, valutazione e restituzione dei risultati.

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3.3 Approccio della Strategia di Comunicazione


Lapproccio della Strategia di Comunicazione definita per il POR FSE 2014-2020 della Regione Lazio
eredita e valorizza quanto gi sperimentato nella fase di predisposizione del POR stesso in termini
di attenzione e impegno attivo nel coinvolgimento, in tutte le fasi, dei referenti istituzionali, dei
rappresentanti del partenariato socio-economico e della societ civile.
Come noto, consapevole della valenza del partenariato quale elemento di proposizione e
sollecitazione per la crescita e l'occupazione, la Regione ha scelto di lavorare
in modo cooperativo con istituzioni e territorio, e intende tradurre questo
Approccio
approccio anche nelle attivit di comunicazione e pubblicit, che
integratoe
condiviso
rappresentano un canale privilegiato per la condivisione degli obiettivi e la
restituzione dei risultati delle iniziative realizzate. Linformazione e la
comunicazione costituiscono, infatti, un elemento fondamentale per programmare e governare la
crescita sociale ed economica, per stimolare il confronto e promuovere il sistema delle opportunit.
La comunicazione efficace diventa perci un vero e proprio strumento di politica di coesione. In
questo quadro, il sistema di informazione e comunicazione a cui si vuole ricorrere si baser su di un
approccio che terr conto delle peculiarit del territorio e delle caratteristiche dei diversi target.
A fronte della complessit del contesto di riferimento, la definizione della strategia di informazione
e comunicazione terr in considerazione i seguenti aspetti di:

policy analysis e quindi gli obiettivi e le finalit che si vogliono conseguire con il POR, nonch
il ruolo dei diversi attori coinvolti;
analisi del contesto socio-economico attraverso cui lambito degli interventi cofinanziati dai
Fondi Strutturali viene considerato e ricondotto nel contesto di sviluppo del territorio;
customer satisfaction, laddove le strategie comunicative pi efficaci vengono delineate in
considerazione delle esigenze e dei bisogni iniziali ed in itinere.

La Strategia di Comunicazione viene definita a partire dagli obiettivi, sintetizzabili nei concetti di
trasparenza, pubblicit, accessibilit delle informazioni nonch nella corretta informazione di
stakeholder e cittadinanza sulle opportunit offerte, sullandamento delle attivit svolte e sui
risultati ottenuti relativamente a quanto viene realizzato con il sostegno del FSE sul territorio
laziale.
Il ruolo della Strategia di Comunicazione quello di organizzare in modo sinergico le attivit di
promozione e informazione sulla base di un linguaggio comune e omogeneo, che garantisca la
riconoscibilit e la massima visibilit degli interventi realizzati.
In tal senso, i pilastri sui quali si fonda la strategia sono rappresentati da
quattro aspetti fondamentali, sintetizzati nello schema che segue.

Ipilastridella
strategia

39

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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Il Data Base o CRM citato in Interattivit e partecipazione parte integrante della Strategia
Unitaria (cfr. cap. 1 par. 5).
Lapproccio previsto , pertanto, quello di operare in unottica di integrazione sia tra soggetti
portatori di interessi sia tra strumenti e canali di comunicazione, da tarare in funzione sia della
platea potenziale sia di quella effettiva, al fine di massimizzare la portata e lefficacia del messaggio
informativo. In tal senso, si punter sul rafforzamento di aspetti tecnici e metodologici della
strategia comunicativa, attraverso la scelta di un linguaggio semplice e immediato, di canali
comunicativi differenziati in base ai gruppi di destinatari, alternando modalit tradizionali ad altre
pi innovative, opportunamente declinate per accrescere linteresse e linterattivit con il pubblico.
Nella gestione del piano si tender a massimizzare lutilizzo delle azioni di comunicazione
tradizionali e, allo stesso tempo, si valorizzer lutilizzo di comunit virtuali e social network, con
ladozione di tecniche e sistemi operativi moderni, innovativi e in grado di connettere in tempo
reale soggetti e realt dislocati sul territorio.

3.4 Destinatari
La platea di soggetti che possono essere raggiunti dagli interventi di comunicazione identificabile
in 4 differenti gruppi, definiti a partire dalle indicazioni del Reg. n. 1303/2013: beneficiari potenziali,
beneficiari effettivi e grande pubblico (cittadinanza), cui si aggiungono ulteriori soggetti
identificabili come moltiplicatori di informazione (corrispondono a quelli che, nel Piano di
Comunicazione del precedente periodo di programmazione, erano stati qualificati come potenziali
alleati).
Nello specifico, il Piano di Comunicazione raggiunger e/o intercetter, attraverso interventi mirati
e con differenti finalit, i seguenti gruppi.

3.4.1 Beneficiari potenziali

40

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Si tratta dei soggetti individuati direttamente dal POR per ciascun Asse, presenti su tutto il
territorio della Regione Lazio, senza distinzioni, cos come illustrato nella tabella che segue, che
riporta anche la finalit dellazione di informazione ad essi rivolta.
Asse

Beneficiari potenziali

Asse
1

Asse
2

Asse
3

Asse
4

servizi per limpiego (sia pubblici sia privati), i centri per


lorientamento, le imprese, gli organismi formativi; le universit, le
scuole, gli organismi finanziari. (priorit di investimento 8.i e 8.ii);
imprese, enti pubblici, cooperative sociali, imprese del terzo
settore e dellassociazionismo, asili nido pubblici e privati,
organismi formativi, scuole, universit (priorit di investimento
8.iv);
servizi per limpiego (sia pubblici che privati), ai centri per
lorientamento, alle Universit, agli enti di formazione (priorit di
investimento 8.vii).
Servizi Sociali dei Comuni (SSC), i servizi per limpiego, i servizi di
cura, le imprese sociali, le cooperative sociali, gli organismi del
terzo settore, gli organismi formativi e di ricerca, le imprese, le
istituzioni formative (priorit di investimento 9.i);
le imprese sociali, le cooperative sociali, gli organismi del terzo
settore profit e non profit, le associazioni del volontariato, gli enti
di formazione, le universit (priorit di investimento 9.iv).
istituzioni scolastiche e formative (priorit di investimento 10.i);
istituzioni scolastiche e formative, ITS, imprese, Universit, centri di
ricerca (priorit di investimento 10.ii);
istituzioni scolastiche, imprese, organismi della formazione
professionale, universit, centri di ricerca, imprese (priorit di
investimento 10.iv).
Amministrazioni pubbliche localizzate nella Regione Lazio,
imprese, enti di formazione, Universit, istituzioni scolastiche,
utenti dei servizi (priorit di investimento 11.i);
Regione Lazio, imprese, enti di formazione, Universit, istituzioni
scolastiche, utenti dei servizi (priorit di investimento 11.ii).

Obiettivo delle azioni di


comunicazione

Tali soggetti, come specificato


dallAllegato XII del Reg. 1303/13,
devono essere informati, in modo
pertinente e accessibile, sulle
opportunit di finanziamento e sugli
inviti a presentare domande, sulle
modalit e procedure per accedere ai
finanziamenti (condizioni di
ammissibilit, descrizione dei criteri di
selezione, contatti per ricevere ulteriori
informazioni), nonch sugli obiettivi
delloperazione

3.4.2 Beneficiari effettivi


Si tratta dei soggetti, pubblici e privati, effettivamente selezionati per il finanziamento attraverso il
POR FSE 2014-2020, i quali devono essere informati dellaccettazione del finanziamento da parte
delle Autorit di Gestione nonch delle responsabilit in materia di comunicazione che sono tenuti
a rispettare in qualit di utilizzatori delle risorse comunitarie.

3.4.3 Pubblico
Si tratta di un pubblico molto ampio e variegato, nellambito del quale rientrano tutti i cittadini
(destinatari e no) delle operazioni dei PO, le istituzioni (in particolare i dipendenti e collaboratori
dellAssessorato Formazione, Ricerca, Scuola e Universit e delle Direzioni regionali coinvolte a
vario titolo nellattuazione del POR ma anche le Istituzioni Nazionali, gli altri Assessorati, Direzioni e
Consiglieri della Regione).

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Nella tabella che segue vengono riportati i destinatari che si prevede di raggiungere per ciascuna
priorit di investimento, con indicazione anche delle finalit delle rispettive azioni di informazione.

Asse

Destinatari

Asse
1

Asse
2

Asse
3

Asse
4

Obiettivo delle azioni di comunicazione

inattivi, adulti disoccupati, donne, lavoratori over 50,


immigrati, disoccupati di lunga durata (priorit di
investimento 8.i);
giovani disoccupati di et compresa tra 15 e 29 anni
(priorit di investimento 8.ii);
donne in et lavorativa, operatori dei CpI e della
pubblica amministrazione, del sistema della formazione
e dellistruzione (priorit di investimento 8.iv);
operatori dei servizi per limpiego (sia pubblici che
privati), dei centri per lorientamento e alle imprese del
territorio regionale (priorit di investimento 8.vii).
persone che vivono in condizione di povert e di nuova
povert, detenuti e ex detenuti, disabili, immigrati,
migranti (inclusi i richiedenti asilo e i beneficiari di
protezione internazionale) sia di altri stati membri
dellUE che di Paesi terzi allUnione, Rom, Sinti e
Camminanti, persone appartenenti a minoranze etniche,
persone affette da dipendenze da alcol e/o droghe, ex
alcolisti e/o tossicodipendenti, donne oggetto di abusi
e violenze, persone senza fissa dimora o in condizioni di
povert estrema, prostitute e transessuali. Destinatari
delle attivit sono anche il personale dei servizi di cura
delle imprese e cooperative sociali; datori di lavoro e
colleghi di soggetti in condizioni di disagio, famiglie di
persone svantaggiate (priorit di investimento 9.i);
le persone inattive, i disoccupati, il personale delle
imprese del terzo settore profit e non profit, il
personale degli enti pubblici locali, il personale dei
servizi per limpiego, persone inattive/senza impiego, gli
utenti dei servizi (priorit di investimento 9.iv).
studenti della scuola primaria e secondaria di primo e
secondo ciclo e loro famiglie, docenti e formatori
(priorit di investimento 10.i);
studenti, diplomati della scuola secondaria, laureandi,
laureati, dottorandi, dottori di ricerca, assegnisti di
ricerca, imprese, docenti e ricercatori stabilizzati e non,
dipendenti dimpresa, imprenditori, lavoratori autonomi
e professionisti (priorit di investimento 10.ii);
popolazione di et superiore ai 16 anni, in condizione di
inattivit, inoccupazione, disoccupazione, occupazione
(sia dipendente sia autonoma), imprenditori (priorit di
investimento 10.iv).
amministrazioni pubbliche della Regione Lazio (priorit
di investimento 11.i);
amministrazioni pubbliche della Regione Lazio, soggetti
del partenariato socio economico, cittadini (priorit di
investimento 11.ii).

Per tali soggetti, la Strategia di Comunicazione prevedr


interventi finalizzati a diffondere informazioni che
sensibilizzino la loro partecipazione, promuovendo le
opportunit connesse agli interventi realizzati dalla
Regione attraverso il FSE, nonch a diffondere notizie su
iniziative specifiche che verranno attivate sui singoli
Assi.

Le attivit di comunicazione rivolte al personale delle


istituzioni puntano a creare consapevolezza e
trasversalit delle informazioni tecniche e gestionali, per
creare una visione condivisa della strategia e per
ottimizzare la gestione dei processi e i percorsi di
aggiornamento e dialogo con lutenza, al fine di
garantire una vision condivisa e la massima condivisione
dei percorsi dei progetti.

42

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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Allinterno dellampia definizione di grande pubblico, verranno opportunamente evidenziate


categorie distinte di destinatari. Si potranno infatti prevedere operazioni mirate a categorie ristrette
di persone e/o comunit sociali quali: giovani, studenti, donne, fasce protette, immigrati, scuole,
ecc.

3.4.4 Moltiplicatori di informazione


I moltiplicatori di informazione sono rappresentati da gruppi di destinatari specifici che, per il loro
ruolo, sono in grado di amplificare la trasmissione e la portata delle informazioni ai potenziali
beneficiari, informando sul valore strategico della comunicazione in network per la crescita del
Sistema Lazio e definire con essi le migliori modalit di cooperazione.
Si tratta, da una parte, di opinion maker, quali ad esempio, autorit pubbliche, sindacati e
associazioni imprenditoriali di categoria, Universit e centri di ricerca, scuole, organismi di
formazione, organizzazioni di orientamento professionale, imprese, organizzazioni professionali,
organizzazioni non governative, organizzazioni che rappresentano il mondo economico, organismi
che promuovono le pari opportunit, le aree della cultura, delleconomia e del mondo giovanile.
Rientrano tra i potenziali alleati anche i mass media (quotidiani, periodici di informazione, reti
televisive e radiofoniche, uffici e agenzia di stampa, web), le agenzie di informazione e altri
professionisti e categorie-veicolo in grado di intermediare e ritrasmettere il messaggio informativo
e di comunicazione.

3.5 Strumenti e azioni


In considerazione della pluralit e della eterogeneit dei target della Strategia di Comunicazione
della programmazione FSE 2014-2020, il Piano si doter di una molteplicit di canali informativi e
di strumenti, che saranno integrati al fine di assicurare una diffusione omogenea
Comunicazione
ma ampia dei contenuti e degli obiettivi del Programma, amplificando la portata
Unitaria
dellimpatto comunicativo gi sperimentato con liniziativa Lazio Idee
(incontri territoriali, materiali di promozione, condivisione, informazione,
Informare
feedback dal territorio), tutto integrato e meglio valorizzato dalla Strategia
sullattuazione
Unitaria.
delPRA

Nellambito delle attivit di comunicazione confluiranno, inoltre, le azioni di


informazione e pubblicit condotte nel contesto del Piano di Rafforzamento Amministrativo
regionale (PRA). Con la realizzazione del PRA, infatti, si mira a garantire l'efficienza nei processi e
nella comunicazione istituzionale, prevedendo la diffusione e lo scambio di informazioni e dati di
qualit e in un formato utilizzabile da cittadini, amministrazioni, imprese, mondo della ricerca e
analisi in tutti i settori, al fine di favorire la trasparenza. Nel presente Piano, pertanto, rientreranno
azioni mirate a rendere visibili i risultati conseguiti dalla PA nellambito del FSE e attraverso il
PRA, per promuovere il dialogo e la partecipazione tra istituzioni, cittadini e parti economiche e
sociali, anche in un'ottica di valutazione dell'azione della PA, nonch azioni di implementazione e
miglioramento dell'organizzazione delle basi informative, statistiche e amministrative della PA, in
un'ottica di collegamento e integrazione.
Le azioni previste dal Piano di Comunicazione sono organizzate nelle seguenti macrotipologie di
intervento:
A. Creazione del logo FSE Lazio 2014-2020 e dellimmagine grafica coordinata;
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B.
C.
D.
E.
F.
G.

Organizzazione di eventi e partecipazione a iniziative rivolte al largo pubblico;


Pubblicazioni e materiali di supporto;
Aggiornamento pagine web dedicate al Programma sul portale LazioEuropa.it;
Banca dati relazionale (implementazione del CRM unitario pag. 8);
Campagne pubblicitarie;
Ufficio stampa e relazione con i media.

Di seguito si riporta il dettaglio dei singoli canali e degli strumenti previsti, specificando quale
tipologia di destinatari intercettano prevalentemente. Si riporta, inoltre, una tabellina che sintetizza
il grado di impatto della specifica azione sui gruppi di destinatari.

3.5.1 Creazione del logo FSE Lazio 2014-2020 e dellimmagine


grafica coordinata
Per garantire limmediata riconoscibilit del Programma e dei suoi ispiratori e finanziatori, si
progetter uno specifico logo del POR FSE 2014-2020 che rappresenti lemblema dellEuropa, del
FSE e della Regione Lazio. I loghi si dovranno prestare a tutti gli impieghi diretti e per tramite di
partner e beneficiari.
Sar inoltre predisposto un manuale che conterr tutte le indicazioni di utilizzo e che sar parte
integrante del manuale duso dei loghi per la comunicazione unitaria, con specifiche per:

advertising;
pagine web;
newsletter cartacea;
newsletter elettronica;
coreografia eventi;
pubblicazioni editoriali;
moduli interattivi;
cartellonistica;
striscioni, gonfaloni;
moduli registrazione eventi.

Lutilizzo congiunto e coordinato dellemblema dellEuropa, del FSE e della Regione Lazio assicurer
una immediata percezione della provenienza del messaggio e la creazione di continuit nella
percezione dei diversi prodotti di comunicazione.
Grado di impatto dellazione sui gruppi di destinatari
Gruppi di destinatari
Tipologia di azione

Creazione del logo FSE 2014-2020 Lazio e


dellimmagine grafica coordinata

Opinione
pubblica

Beneficiari
effettivi

Beneficiari
potenziali

Moltiplicatori di
informazione

Legenda: Impatto basso; Impatto medio; Impatto alto

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3.5.2 Organizzazione di eventi e partecipazione a iniziative rivolte al


largo pubblico
Per garantire la migliore diffusione delle informazioni sul POR e per illustrare la filosofia della
programmazione dei Fondi SIE e del FSE in particolare, si prevede di organizzare incontri a livello
regionale e locale. La partecipazione ad eventi sul territorio sar un ulteriore canale da utilizzare
per incrementare la visibilit e la diffusione dellazione del FSE.
Con riferimento allorganizzazione di eventi, in particolare si prevede:

un evento di lancio per pubblicizzare lavvio della programmazione, nellambito del quale
presentare gli obiettivi, i contenuti, larticolazione, le fonti di finanziamento e i risultati attesi.
Levento sar destinato agli stakeholder della Regione e anche a quelli di altre Regioni, nonch
a tutti i potenziali beneficiari, e sar promosso anche nei confronti degli opinion leader a livello
nazionale e internazionale coinvolti nel campo di azione del FSE. Tutti i partecipanti saranno
inseriti nella banca dati e riceveranno tutte le comunicazioni successive; Levento verr
realizzato unitamente a quello degli altri Fondi SIE come descritto nel capitolo 1.
Unattivit informativa principale allanno (evento annuale FSE) per presentare i risultati
raggiunti in attuazione del programma, i progetti realizzati, le buone pratiche, anche
nellambito dei Comitati di Sorveglianza, su progetti avviati/conclusi di particolare rilevanza ai
fini del raggiungimento degli obiettivi del programma. Levento annuale verr valorizzato
attraverso la partecipazione delle Istituzioni regionali, dellAutorit di Gestione, degli
stakeholder e dei partner/alleati del Programma. Levento annuale sar preceduto da una
specifica campagna di comunicazione;
una serie di eventi a livello regionale (convegni, seminari, workshop, incontri per la
presentazione di buone prassi, ecc., rivolti principalmente ai soggetti istituzionali, alle
organizzazioni professionali, alle altre parti economiche e sociali e agli enti attuatori, nonch ad
altri soggetti che a vario titolo presentino interessi legati alle tematiche di sviluppo connesse
allattuazione del Programma), a livello territoriale (da svolgere nelle Province) e di carattere
specifico per destinatari (ad esempio, un incontro con tutti gli Enti Locali, seminari e laboratori
allinterno degli istituti scolastici, associazioni di categoria, centri di ricerca, centri aggregativi e
sociali, centri per limpiego, centri di orientamento al lavoro, ecc.) finalizzati a diffondere gli
obiettivi, le opportunit e i risultati dei PO 2014-20 presso un pubblico giovane;
specifiche iniziative di informazione e sensibilizzazione nei confronti dei beneficiari del
Programma e dei cittadini, volte a stimolare il confronto con il territorio sia sul campo di
intervento specifico del FSE (ad es., si prevede la diffusione delle conoscenze sui servizi offerti
dal Network Porta Futuro, al fine di garantire la massima partecipazione e accesso sull'intero
territorio regionale) sia sui contenuti del campo di azione del Piano di Rafforzamento
Amministrativo (PRA) e raccogliere utili feedback da parte dei medesimi soggetti allo scopo di
migliorare lefficacia e lefficienza amministrativa nella gestione delle risorse comunitarie.

Accanto allorganizzazione di eventi, si prevede inoltre la partecipazione a iniziative rivolte al largo


pubblico: si tratta di momenti di promozione diretta grazie alla diffusione di materiale divulgativo e
di occasioni per esporre le attivit svolte allattenzione del pubblico. In particolare:

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partecipazione, con stand e corner dedicati al POR FSE Lazio, a fiere, manifestazioni
espositive ed eventi rivolti al largo pubblico, sia generaliste sia direttamente o
indirettamente connesse con le tematiche del lavoro, dellorientamento e della formazione per
quanto riguarda il FSE e dellimpresa, della ricerca e dellinnovazione, dello sviluppo sostenibile,
della tecnologia: ci consentir di contattare un ampio pubblico, attraverso la distribuzione di
materiale cartaceo ed elettronico, rivolto al pubblico del mondo produttivo, dellistruzione e
formazione, della cultura e dellinformazione;
partecipazione o sponsorizzazione di eventi (concerti, manifestazioni sportive) in grado di
intercettare un ampio numero di potenziali destinatari finali delle operazioni previste dalla
programmazione, con particolare riferimento al target rappresentato dai giovani. Gli eventi
pubblici saranno organizzati secondo modalit tali da permettere la massima partecipazione e
fruizione da parte di persone con disabilit.

Grado di impatto dellazione sui gruppi di destinatari


Gruppi di destinatari
Tipologia di azione

Realizzazione di eventi
Partecipazione a iniziative rivolte al largo pubblico

Opinione
pubblica

Beneficiari
effettivi

Beneficiari
potenziali

Moltiplicatori di
informazione

Legenda: Impatto basso; Impatto medio; Impatto alto

3.5.3 Pubblicazioni e materiali di supporto


Rispetto a tale ambito si prevede la realizzazione di materiale informativo e divulgativo di carattere
generale e di carattere specifico.
I materiali di ordine generale presentano, in variante sia generica e semplice sia approfondita, il
POR FSE 2014-2020 della Regione Lazio. Si tratta, in particolare, di materiali informativi (dpliant,
brochure, volumi tematici, cataloghi, documenti audiovisivi, ecc.), finalizzati a illustrare e
approfondire la conoscenza del Programma su pi livelli. Si stratta di strumenti diversi, per target di
riferimento (dal largo pubblico nel caso di dpliant e brochure ai soggetti istituzionali e agli
operatori del settore ai quali sono rivolti i volumi e i cataloghi di approfondimento), caratteristiche
e obiettivi. Le pubblicazioni offriranno informazioni sugli obiettivi del Programma, gli interventi
finanziati, i destinatari degli stessi, nonch le opportunit di finanziamento: saranno distribuite in
occasione degli eventi e delle fiere e pubblicate on line sul portale LazioEuropa.it e su tutte le
pagine web che citano il PO 2014-2020.
I materiali di carattere specifico sono destinati ai potenziali beneficiari e diffondono informazioni
sulla normativa di settore e sulla documentazione normativa e attuativa del POR FSE. I materiali
possono rivolgersi anche agli stakeholder e verranno veicolati negli eventi programmati, tramite gli
attori del partenariato, le istituzioni locali, i punti informativi della Regione Lazio, i potenziali
beneficiari, la rete dei media e dei moltiplicatori di informazione. Si tratta, in particolare, di:

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documentazione tecnica di supporto ai beneficiari potenziali che fornisca indicazioni chiare


ed esaurienti su: le condizioni di ammissibilit da rispettare per poter beneficiare del
finanziamento nel quadro del PO FSE; la descrizione delle procedure desame delle domande di
finanziamento e delle rispettive scadenze; i criteri di selezione delle operazioni da finanziare;
lindicazione delle strutture e delle persone di riferimento a livello nazionale e locale che
possono fornire informazioni sui PO, ecc.;
strumenti di supporto ai beneficiari effettivi per sostenerli nelladempimento degli obblighi
di comunicazione previsti dai Regolamenti, tra cui:
o Kit di strumenti di informazione a supporto del programma di networking (locandine,
opuscoli divulgativi, banner, cd-rom, ecc.) da veicolare direttamente e per il tramite del
mondo imprenditoriale, sindacale, ambientalista, del credito, della cooperazione,
delleconomia sociale e del volontariato, delluniversit;
o definizione di un format grafico per tutti gli strumenti di comunicazione, da fornire ai
beneficiari i quali devono utilizzarlo in modo da garantire unimmagine omogenea e
riconoscibile per qualsiasi prodotto realizzato grazie allintervento della Programmazione
2014-2020;
o realizzazione e pubblicazione sul portale LazioEuropa.it di un manuale che disciplini
lutilizzo dellimmagine grafica coordinata;
o la realizzazione di newsletter, realizzate in formato elettronico, gestite da una redazione
dedicata, che provveder a strutturare i contenuti in funzione di una profilazione
dellutenza, per target e per territorio. I contenuti saranno raccolti dallAutorit di Gestione,
che funger da direzione del processo, e da tutti gli stakeholder del POR FSE.
attivazione di un programma di networking, che prevede di attivare le reti complementari in
azioni di comunicazione (locandine, banner per i siti internet dei partner istituzionali, dpliant
informativi co-prodotti, partecipazione a eventi di filiera e di tema etc.). Tra le reti da
coinvolgere si intende tutto il partenariato pubblico, sociale, produttivo individuato
comprendendo tutte le reti degli stakeholder per attivare, anche per loro tramite, un dialogo
con tutte le realt da essi rappresentate;
realizzazione di video di sensibilizzazione sulla Politica di coesione dellUE e sulle priorit del
PO, che potranno essere utilizzati dai beneficiari per informare i destinatari.

Tutte le pubblicazioni prodotte, ivi compresi i materiali audiovisivi, saranno progettate per essere
fruibili in modalit multicanale e anche per il pubblico con disabilit, con la predisposizione di
materiale informativo in braille.
Di ogni pubblicazione si provveder a realizzare il formato elettronico e a renderlo accessibile per il
tramite del canale WEB, dandone opportuna notizia ai partner e agli stakeholder e assicurando cos
la pi ampia circolazione e diffusione al materiale informativo.
Grado di impatto dellazione sui gruppi di destinatari
Gruppi di destinatari
Tipologia di azione

Pubblicazioni e materiali di supporto

Opinione
pubblica

Beneficiari
effettivi

Beneficiari
potenziali

Moltiplicatori di
informazione

Legenda: Impatto basso; Impatto medio; Impatto alto

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3.5.4 Sviluppo e aggiornamento delle pagine web dedicate al


Programma
In linea con le disposizioni regolamentari, si implementer la sezione del portale LazioEuropa.it
definito nella strategia unitaria dove sono evidenziate le iniziative, i bandi, gli eventi, ecc. specifici
dei tre Fondi e tutto quanto in comune.
Il portale sar strutturato quale archivio vivo e sempre aggiornato di tutte le informazioni,
scadenze, eventi, best practice, con una serie di canali di approfondimenti tematici riguardanti il
Programma. Inoltre, dal sito web sar possibile collegarsi a tutte le procedure informatizzate in cui
si articoler il Programma Operativo. Il sito si rivolger, con diverse modalit di accesso, ai
potenziali beneficiari, ai beneficiari ed al grande pubblico. Laccesso alle diverse sezioni non
sar riservato, tranne evidentemente le sezioni dedicate alle procedure informatizzate per le quali
laccesso sar riservato a livello di singola persona fisica identificata tramite password e login, ma
potr essere profilato allo scopo di utilizzare le pi opportune modalit di comunicazione e di
linguaggio.
Maggiori informazioni sono contenute nel capitolo 1.5.2 Programmazione unitaria delle attivit di
comunicazione.
Grado di impatto dellazione sui gruppi di destinatari
Gruppi di destinatari
Tipologia di azione

Sviluppo e aggiornamento sito web dedicato al


Programma

Opinione
pubblica

Beneficiari
effettivi

Beneficiari
potenziali

Moltiplicatori di
informazione

Legenda: Impatto basso; Impatto medio; Impatto alto

3.5.5 La banca dati relazionale (CRM)


In continuit con il precedente ciclo di programmazione, e valorizzando la modalit sperimentata
con liniziativa Lazio Idee, si prevede limplementazione e la gestione di una banca dati
relazionale, contenente le email di tutti gli stakeholder del Lazio, che consente la realizzazione, con
risorse contenute, di un esteso programma di dialogo domanda/offerta costante nel tempo: una
comunicazione multicanale diffusa a tutto il target, agli operatori del settore pubblico e agli
opinion leader a vari livelli.
Alle email degli stakeholder locali si aggiungeranno in progress tutti i cittadini che vorranno
registrarsi fornendo la propria email, lindirizzo e il tipo di informazioni che vorranno ricevere.
La registrazione avverr attraverso il portale web con opportuna form di registrazione, ma anche
attraverso coupon diffusi col materiale editoriale di cui al punto C).
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Le attivit di dialogo e comunicazione potranno essere automatizzate per inviare e ricevere


direttamente per posta elettronica (o in formato cartaceo per una parte minore del target)
documentazione, newsletter, pubblicazioni informative, inviti, ecc., sulla base di una profilatura
degli utenti. Inoltre, mediante un completo sistema di filtri, si potranno individuare velocemente
gruppi omogenei di contatti ed estrarne i dati per la generazione di etichette per invii di materiale
cartaceo.
La banca dati relazionale potr essere aggiornata e implementata in corso dopera e consentir, in
ogni fase del processo, di misurare i risultati delle singole azioni e lincisivit dei messaggi (capitolo
1.5.1 Call Center e CRM Programmazione unitaria delle attivit di comunicazione).
Grado di impatto dellazione sui gruppi di destinatari
Gruppi di destinatari
Tipologia di azione

Banca dati relazionale

Opinione
pubblica

Beneficiari
effettivi

Beneficiari
potenziali

Moltiplicatori di
informazione

Legenda: Impatto basso; Impatto medio; Impatto alto

3.5.6 Campagne pubblicitarie


Si proceder alla realizzazione di campagne pubblicitarie finalizzate a sensibilizzare lopinione
pubblica sia in termini generali che su aspetti specifici (es. attivazione di dispositivi particolari o di
iniziative promozionali), garantendo una capillare diffusione delle informazioni presso i potenziali
destinatari degli interventi.
Lutilizzo dei media ha lo scopo di raggiungere direttamente il target di riferimento opinione
pubblica, promuovendo la conoscenza del Programma e del ruolo svolto dallUnione Europea su
tutto il territorio. Per promuovere una capillare diffusione di informazioni presso i territori coinvolti
dal Programma e garantire una pi intensa copertura delle aree interessate, si prevede la creazione
di spot/messaggi pubblicitari e la diffusione attraverso media a carattere locale/regionale:
campagna stampa su quotidiani locali e periodici e su riviste specializzate; campagna radiotelevisiva presso emittenti televisivi e radiofoniche locali (telepromozioni allinterno di Programmi
scelti in base ad elevato audience, spot radiofonici, format giornalistici di alta qualit); piano
Internet; social network.
La pianificazione media rispetter la Direttiva P.C.M. del 27/09/2000, art. 4 comma 2, che detta la
ripartizione tra i mezzi di comunicazione di massa dello stanziamento di bilancio delle
amministrazioni nella predisposizione dei progetti di comunicazione a carattere pubblico (il 50%
dello stanziamento deve essere assegnato alla stampa nazionale e/o locale ed alle radio; il 15% ad
emittenti radio e a emittenti televisive locali; mentre il 35% per cento libero).
La selezione dei mezzi pubblicitari e la quantificazione delle risorse destinate a questa specifica
attivit costituiranno parte integrante delle attivit di sviluppo di dettaglio del Piano di
Comunicazione. Si ritiene tuttavia opportuno, in ragione dei target degli interventi del Programma
(in particolare i giovani), affiancare allutilizzo di media tradizionali (emittenti televisive e
radiofoniche locali, stampa quotidiana e periodica), attivit di social media marketing, in grado di
assicurare visibilit su social media, comunit virtuali e aggregatori 2.0. Tutti gli spot televisivi
saranno fruibili alle persone con disabilit, utilizzando il linguaggio dei segni e/o i sottotitoli.
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Grado di impatto dellazione sui gruppi di destinatari


Gruppi di destinatari
Tipologia di azione

Campagne pubblicitarie

Opinione
pubblica

Beneficiari
effettivi

Beneficiari
potenziali

Moltiplicatori di
informazione

Legenda: Impatto basso; Impatto medio; Impatto alto

3.5.7 Ufficio stampa e relazione con i media


Sar attivato un ufficio stampa dedicato per stabilire relazioni strutturate e continuative con i
media. Inoltre, saranno coinvolti nel programma di lavoro tutti gli stakeholder per attivare, oltre alla
normale attivit di ufficio stampa, un sistema di relazioni esteso a tutto il territorio regionale, che
coinvolga:

quotidiani e periodici di informazione;


stampa tecnica;
newsletter di associazioni, universit, partner sociali;
siti con cui attivare azioni di co-marketing.

Le relazioni con i media si concretizzeranno attraverso agenzie di stampa, interviste e talk show,
conferenze stampa, partecipazione dellAutorit di Gestione a programmi telefonici e
radiotelevisivi. I media verranno coinvolti e invitati in occasione di tutti gli eventi pubblici del
Programma, sia in occasione del grande evento annuale che in occasione dei seminari locali o
particolari. Attraverso la produzione e la diffusione di comunicati stampa, sar assicurato il
costante coinvolgimento degli operatori dellinformazione, al fine di garantire al Programma la pi
ampia risonanza e visibilit presso i media e raggiungere in tal modo il target moltiplicatori di
informazione.
Grado di impatto dellazione sui gruppi di destinatari
Gruppi di destinatari
Tipologia di azione

Ufficio stampa e relazioni con i media

Opinione
pubblica

Beneficiari
effettivi

Beneficiari
potenziali

Moltiplicatori di
informazione

Legenda: Impatto basso; Impatto medio; Impatto alto

3.5.8 Canali e strumenti per tipologia di destinatari


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Per la realizzazione del Piano di Comunicazione ci si avvarr di un mix di strumenti diverso a


seconda della tipologia di destinatari individuati nonch del contenuto della comunicazione stessa.
Di seguito si riportano le principali azioni e gli strumenti che si prevede di utilizzare per la
comunicazione diretta verso i diversi gruppi di destinatari.

Gruppo di
destinatari

Grande
Pubblico

Potenziali
beneficiari

Beneficiari

Azioni/Strumenti

Comunicazione in occasione di partecipazione a eventi rivolti a largo pubblico

Sito web del Portale Lazio Europa con presentazione generale delle attivit del FSE nella Regione e
area specifica dedicata a differenti profili utenti, con front end di tipo responsive

Dpliant

Brochure

Affissioni (manifesti, locandine e targhe)

Spot radiofonici e televisivi

Strumenti audiovisivi (CD-ROM/DVD)

Quotidiani e periodici

Comunicati stampa

Avvisi ufficiali sulla GUUE e sul BUR in occasione dellapertura di Inviti e bandi

Avvisi su quotidiani e periodici locali

Sito web Lazio Europa area apposita dedicata a enti e aziende contenente tutta la documentazione
di supporto

Manuali/Guide, sia in versione cartacea che elettronica, per la presentazione di progetti e per lo
svolgimento delle diverse procedure previste

Diffusione di documentazione, newsletter, pubblicazioni informative, inviti, ecc. attraverso la banca


dati relazionale

Organizzazione di eventi per la presentazione di iniziative e in altre occasioni di rilievo

Comunicati e conferenze stampa

Comunicazione diretta/consulenza ad hoc con il personale dellAdG e, per il FSE, degli OI

Sito web Lazio Europa - area apposita dedicata a enti e aziende contenente tutta la documentazione
necessaria e con procedura informatizzata per la gestione dei progetti

Diffusione di documentazione, newsletter, pubblicazioni informative, inviti, ecc. attraverso la banca


dati relazionale

Pubblicazione di specifici Kit informativi Manuali/Guide, sia in versione cartacea che elettronica, per la
gestione e rendicontazione dei progetti

Organizzazione di eventi per la presentazione di iniziative e in altre occasioni di rilievo

effettivi

3.6 Organizzazione e governance


51

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Le attivit di comunicazione dei tre Fondi fanno riferimento al quadro unitario e integrato della
programmazione 2014-2020 dei Fondi SIE. Per tutto ci che attiene alla Organizzazione e
Governance Unitaria si veda il paragrafo 1.6.
Le attivit relative al Piano di Comunicazione del POR FSE 2014-2020 della Regione Lazio fanno
capo a un responsabile, individuato dalle Autorit di Gestione del PO FSE.
Al responsabile competono il coordinamento delle azioni di informazione e comunicazione, la il
mantenimento della sezione dedicata al FSE sul portale web LazioEuropa.it e di fornire una
panoramica delle misure intraprese (art. 117), nellottica dellottimizzazione della gestione e della
supervisione dellattuazione del Piano.
Per lattuazione si prevede di selezionare uno o pi soggetti con competenze specialistiche
attraverso lespletamento di procedure di evidenza pubblica.
In particolare, il responsabile del Piano supportato da uno staff operativo - avr il compito di
coordinare le azioni che sono in capo allAutorit di Gestione (Reg. UE 1303/2013, art. 111, 115,
116, Allegato XII) e che confluiscono negli adempimenti legati alla Strategia di Comunicazione:

presentare il Piano di Comunicazione al Comitato di Sorveglianza per approvazione, entro 6


mesi dalladozione del POR;
informare annualmente il Comitato di Sorveglianza in relazione ai progressi dellattuazione
della Strategia di Comunicazione, predisponendo apposite informative che diano conto
dello stato di avanzamento del Piano di Comunicazione, illustrando le azioni realizzate, i
mezzi di comunicazione utilizzati, i risultati raggiunti (in termini qualitativi e quantitativi),
nonch le attivit pianificate per lanno successivo;
inserire nelle relazioni di attuazione annuali (RAA), presentate nel 2017 e nel 2019, i risultati
delle misure di informazione e pubblicit promosse nellambito della Strategia di
Comunicazione;
mantenere un elenco delle operazioni, accessibile tramite il sito web, da aggiornare almeno
ogni sei mesi. Lelenco dovr contenere informazioni minime relative alle operazioni cos
come specificate nell'allegato XII del Reg. UE 1303/2013;
fornire esempi di operazioni, da riportare sul sito web del PO accessibile mediante il portale
istituzionale, tradotti anche in lingua inglese;
assicurare che le misure di informazione e comunicazione siano realizzate conformemente
alla Strategia di Comunicazione specifica e Unitaria e che queste misure mirino alla massima
copertura mediatica utilizzando diverse forme e metodi di comunicazione al livello
appropriato;
esporre l'emblema dell'Unione presso la sede dellAutorit di Gestione.

Il responsabile del Piano, inoltre, avr il compito di assicurare i rapporti e la collaborazione con la
rete nazionale di comunicazione e di coinvolgere, se del caso, i seguenti organismi nelle iniziative
di informazione e comunicazione, conformemente al diritto e prassi nazionali:

il partenariato (di cui all'art. 5 del Reg. UE 1303/2013), al fine di aumentare la capacit di
diagnosi dei bisogni informativi impliciti o espliciti dei soggetti target, in modo da
promuovere una diffusione delle informazioni pi mirata e dimpatto;
i centri di informazione sull'Europa, cos come gli uffici di rappresentanza, e uffici di
informazione del Parlamento europeo negli Stati membri;
gli istituti di istruzione e di ricerca;
le associazione di categoria.
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In particolare, rispetto al coinvolgimento del partenariato, si proseguir nella direzione gi


sperimentata e consolidata con liniziativa Lazio Idee per la definizione della strategia del POR FSE
2014-2020, che ha assunto il partenariato socio-economico locale e i Comuni come soggetti attivi
del processo di lavoro, in linea con quanto previsto dal Codice di Condotta sul partenariato della
Commissione Europea.
Il soggetto affidatario del servizio di attuazione del Piano di Comunicazione (o parte di esso) dovr
garantire, in accordo e con la supervisione del responsabile del Piano:

il rispetto degli obblighi di diffusione e di accessibilit alle informazioni e opportunit


relative al POR attraverso:
o la pubblicazione, sul sito web dedicato, di tutte le informazioni inerenti l'accesso alle
informazioni sulle tempistiche di attuazione del Programma e su qualsiasi processo
di consultazione pubblica ad esso collegato;
o la pubblicizzazione, rivolta al largo pubblico, del ruolo e delle realizzazioni della
politica di coesione, del FSE mediante idonee azioni di informazione e
comunicazione sui risultati e sull'impatto conseguiti;
o linformazione dei potenziali beneficiari in merito: a) alle opportunit di
finanziamento e agli inviti a presentare domande nell'ambito di ciascun PO; b) alle
condizioni di ammissibilit delle spese da soddisfare per poter beneficiare del
sostegno; c) alla descrizione delle procedure di esame delle domande di
finanziamento e delle rispettive scadenze; d) ai criteri di selezione delle operazioni
da sostenere; e) ai contatti a livello nazionale, regionale o locale in grado di fornire
informazioni su ciascun PO; f) alla responsabilit di informazione alla cittadinanza
circa lo scopo dell'operazione e il cofinanziamento UE;
o linformazione ai beneficiari effettivi circa l'accettazione del finanziamento a seguito
della loro inclusione nelle graduatorie e, se del caso, le informazioni e strumenti di
comunicazione, comprendenti modelli in formato elettronico, atti a supportare i
beneficiari stessi nel rispettare gli obblighi di pubblicit;
adottare (almeno) le seguenti misure di informazione e comunicazione:
o organizzazione di un'attivit informativa principale che pubblicizzi lavvio del PO;
o organizzazione di un'attivit informativa principale all'anno che promuova le
opportunit di finanziamento e le strategie perseguite, nonch presenti i risultati del
PO;
o mantenere aggiornato il sito web del PO, fornendo informazioni aggiornate in
merito all'attuazione del programma stesso.

3.7 Monitoraggio e valutazione


Il Piano di Comunicazione verr sottoposto a monitoraggio e valutazione secondo quanto previsto
dal Reg. (UE) 1303/13, Allegato XII, par. 4 punto g, al fine di verificare in itinere il livello di
raggiungimento degli obiettivi fissati nella Strategia di Comunicazione in termini di visibilit del
ruolo dellUE e delle sue implicazioni nella vita dei cittadini, qualit e fruibilit delle informazioni
fornite sui PO FSE 2014-2020, impatto delle azioni di comunicazione e informazione sui target
individuati.

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Dal punto di vista delle tempistiche, come previsto dallArt. 111 par. 4 lett. b) del suddetto
regolamento, i risultati delle misure di informazione e pubblicit dei Fondi promosse nellambito
della Strategia di Comunicazione saranno oggetto di valutazione nelle relazioni annuali da
presentare nel 2017 e nel 2019 e nel rapporto finale di esecuzione. I risultati delle valutazioni sulle
attivit di comunicazione realizzate saranno quindi utilizzati per apportare eventuali modifiche alla
Strategia inziale e agli interventi ivi pianificati.
Gli strumenti che verranno utilizzati per il monitoraggio e la valutazione della Strategia di
Comunicazione della Programmazione 2014-2020 FSE sono sintetizzati nella tabella seguente.
Strumenti che verranno utilizzati per il monitoraggio e la valutazione della Strategia di Comunicazione
della Programmazione 2014-2020 FSE, per tipologia di azione
Tipologia di azioni
Creazione logo e immagine
coordinata

Strumenti di monitoraggio/valutazione

conteggio di articoli prodotti per la pubblicizzazione del


programma (es. loghi ed emblemi, immagini coordinate, targhe
espositive);

rilevazione dei presenti alle manifestazioni ed eventi organizzate;


mappatura di focus group con beneficiari e stakeholder
organizzati a livello regionale e territoriale;
conteggio di gadget e materiale informativo distribuiti presso gli
stand dedicati nellambito di fiere e manifestazioni pubbliche;

Organizzazione di eventi e
partecipazione a iniziative rivolte
al grande pubblico

Pubblicazioni e materiali di
supporto

indice di diffusione/tiratura delle pubblicazioni realizzate;


conteggio di gadget e materiale informativo distribuiti;

Sviluppo e aggiornamento sito


web Lazio Europa

indici di accesso al sito web istituzionale del POR 2014-2020, per


tipologia di profilo utente

monitoraggio di contatti registrati per tipologia di utente,


tipologia di informazioni gestite, tempi medi di risposta, tipologia
di supporti multimediali utilizzati

sondaggio demoscopico campionario su impatto delle campagne


di comunicazione rispetto ai target intermedi e finali (ex ante e a
valle della campagna media principale)

attivit di ufficio stampa;


indici di ascolto delle trasmissioni radiotelevisive;
indici di diffusione e popolarit su social network.

Banca dati relazionale (CRM)

Campagne pubblicitarie

Ufficio stampa e relazione con i


media

Al fine di garantire un monitoraggio continuo dellavanzamento del Piano di Comunicazione, verr


prodotto e condiviso in occasione dei Comitati di Sorveglianza un rapporto di monitoraggio
annuale contenente informazioni finanziarie e fisiche di misurazione dei progressi dellattivit di
comunicazione dei PO, tra cui, a titolo esemplificativo:

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Gli indicatori di output del monitoraggio della Strategia di Comunicazione, per tipologia di azione
Tipologia di azioni
Creazione logo e
immagine
coordinata

Strumenti di monitoraggio/valutazione

conteggio di articoli prodotti per la


pubblicizzazione del programma (es.
loghi ed emblemi, immagini
coordinate, targhe espositive);

nr. di articoli prodotti per la


pubblicizzazione del programma (es.
loghi ed emblemi, immagini
coordinate, targhe espositive);

rilevazione dei presenti alle


manifestazioni ed eventi organizzate;
mappatura di focus group con
beneficiari e stakeholder organizzati a
livello regionale e territoriale;
conteggio di gadget e materiale
informativo distribuiti presso gli stand
dedicati nellambito di fiere e
manifestazioni pubbliche;

eventi: nr. di eventi organizzati e


tipologia; nr. dei partecipanti suddivisi
per genere; nr. copie materiali
informativi distribuite;
manifestazioni e fiere a cui AdG
partecipa: nr. gadget e materiale
informativo distribuiti presso gli stand
dedicati nellambito di fiere e
manifestazioni pubbliche;

Organizzazione di
eventi e
partecipazione a
iniziative rivolte al
grande pubblico

Pubblicazioni e
materiali di
supporto

Sviluppo e
aggiornamento
sito web Lazio
Europa

indice di diffusione/tiratura delle


pubblicazioni realizzate;
conteggio di gadget e materiale
informativo distribuiti;

indici di accesso al sito web


istituzionale del POR 2014-2020, per
tipologia di profilo utente;

monitoraggio di contatti registrati per


tipologia di utente, tipologia di
informazioni gestite, tempi medi di
contatto, tipologia di supporti
multimediali utilizzati;

Banca dati
relazionale

Campagne
pubblicitarie

Ufficio stampa e
relazione con i
media

Indicatori di output

documenti informativi: nr. di prodotti


informativi distribuiti, suddivisi per
tipologia (brochure, dpliant, ecc.);

nr. di pagine realizzate


nr. siti correlati
nr. di accessi e di permanenza

nr. di contatti registrati per tipologia


di utente;
tipologia di informazioni gestite;
tempi medi di contatto;
tipologia di supporti multimediali
utilizzati

sondaggio demoscopico campionario


su impatto delle campagne di
comunicazione rispetto ai target
intermedi e finali (ex ante e a valle
della campagna media principale);

attivit di ufficio stampa;


indici di ascolto delle trasmissioni
radiotelevisive;
indici di diffusione e popolarit su

nr. campagne realizzate;


nr. di soggetti raggiunti;
indice di gradimento delle attivit di
comunicazione e informazione;
livello di efficacia percepita;
editoria: n. edizioni; n. copie; n.
uscite/periodicit (per i periodici);
nr. media utilizzati;
spot/messaggi televisivi e radiofonici:
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Tipologia di azioni

Strumenti di monitoraggio/valutazione

Indicatori di output

social network.

nr. di spot/passaggi pubblicitari;


social media: nr di tweet inviati; nr di
gruppi creati su facebook;
inserzioni Stampa: n. inserzioni; n.
testate.

Con riferimento, infine, agli indicatori di risultato, si tratta di rilevare limpatto e i risultati della
Strategia di Comunicazione nel suo complesso (ossia, tenendo conto del mix di interventi attuati in
un dato periodo).
Di seguito si riportano i principali indicatori cui si dovr far riferimento, che potranno utilmente
essere declinati ed integrati nei Piani operativi di comunicazione:

grado di conoscenza dei cittadini circa:


o lesistenza del Programma Operativo FSE;
o gli obiettivi del PO FSE;
o i risultati del PO FSE;
o il ruolo svolto dallUE;
grado di conoscenza dei destinatari degli interventi sullesistenza del POR FSE;
grado di consapevolezza dei destinatari degli interventi sul ruolo svolto dallUE;
grado di soddisfazione dei cittadini/destinatari circa i risultati del PO FSE.

Tali risultati saranno raccolti attraverso specifiche attivit di monitoraggio qualitativo e di


valutazione, effettuate attraverso sondaggi a campione su target intermedi e finali, focus group,
questionari somministrati ai beneficiari finali.

3.8 Piani annuali di Comunicazione


Come anticipato, previsto un aggiornamento annuale del presente Piano, in linea con quanto
previsto dal Reg. (UE) 1303/13, allegato XII par. 4, punto i), realizzato attraverso la predisposizione
e laggiornamento periodico dei Piani annuali di comunicazione.
La predisposizione dei Piani annuali sar a cura del Responsabile delle informazioni e della
pubblicit, in condivisione con lAutorit di Gestione e con la Cabina di Regia e sar approvata
entro il 31 dicembre di ciascun anno.
I Piani Annuali conterranno i seguenti elementi minimi:

le attivit di informazione e comunicazione da svolgere nellanno successivo (scelta delle


azioni e dei mezzi di comunicazione e target di riferimento);
le modalit di coordinamento tra Autorit di gestione e altri soggetti istituzionali coinvolti
nelle diverse iniziative di informazione e pubblicit;
budget previsto;
tempistica di realizzazione;
monitoraggio e valutazione degli interventi realizzati lanno precedente.

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3.9 Budget
Il Piano di Comunicazione finanziato con le risorse del Programma Operativo FSE a valere
sullAsse prioritario 5 e con risorse stanziate a valere su altri Assi per la realizzazione di azioni
dirette agli specifici gruppi di destinatari, con un importo di 2.421.158 euro lordi, da utilizzare nel
corso dellintera programmazione.
Tale importo, pi contenuto rispetto a quello del precedente ciclo di programmazione, poich
come specificato nelle prima pagine di questo documento, ci sono attivit che saranno realizzate
Unitariamente dai 3 Fondi con quota parte a cura e carico di ogni Fondo (vedi da pag. 1 a 12 di
questo doc.); limporto dedicato e specifico sar utilizzato per lideazione, la progettazione e la
realizzazione dei servizi di comunicazione attuati attraverso il supporto interno dell'Ufficio stampa
nellambito di programmi di spesa specifici.
Di seguito si riporta una tabella con la suddivisione annuale delle percentuali degli importi e della
tipologia di interventi prevista. Non vi alcun riferimento al 2014 in quanto in tale anno nulla
stato speso per attivit di comunicazione.
Le percentuali relative al budget annuo previsto rappresentano unindicazione di massima. Esso
sar fissato puntualmente nellambito degli aggiornamenti previsti per il presente Piano, che
verranno predisposti ogni anno.

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Ripartizione del budget destinato al Piano di Comunicazione nel periodo 2015-2020


Anno

Tipologia di attivit

% importo a
disposizione

2015

Progettazione e realizzazione logo e immagine coordinata del FSE 2014-2020


Evento di lancio del PO FSE 2014-2020
Aggiornamento del sito web del Portale Lazio Europa
Implementazione banca dati relazionale
Pubblicazioni e stampa di materiali informativi
Eventi di comunicazione (seminari, conferenze stampa, ecc.)
Monitoraggio e valutazione Piano di Comunicazione

18

2016

Attivit informativa annuale sui risultati del PO


Eventi annuali dei PO FSE 2014-2020
Mantenimento del sito web del Portale Lazio Europa
Mantenimento banca dati relazionale
Campagne promo-informative su iniziative e dispositivi FSE
Pubblicazioni e stampa di materiali informativi
Eventi di comunicazione (seminari, conferenze stampa, ecc.)
Monitoraggio e valutazione Piano di Comunicazione

15

2017

Attivit informativa annuale sui risultati dei PO


Evento annuale del PO FSE 2014-2020
Mantenimento del sito web istituzionale del FSE
Mantenimento banca dati relazionale
Campagne promo-informative su iniziative e dispositivi FSE
Pubblicazioni e stampa di materiali informativi
Eventi di comunicazione (seminari, conferenze stampa, ecc.)
Monitoraggio e valutazione Piano di Comunicazione

15

2018

Attivit informativa annuale sui risultati dei PO


Evento annuale del PO FSE 2014-2020
Mantenimento del sito web istituzionale del FSE
Mantenimento banca dati relazionale
Campagne promo-informative su iniziative e dispositivi FSE
Pubblicazioni e stampa di materiali informativi
Eventi di comunicazione (seminari, conferenze stampa, ecc.)
Monitoraggio e valutazione Piano di Comunicazione

15

2019

Attivit informativa annuale sui risultati dei PO


Evento annuale del PO FSE 2014-2020
Mantenimento del sito web istituzionale del FSE
Mantenimento banca dati relazionale
Campagne promo-informative su iniziative e dispositivi FSE
Pubblicazioni e stampa di materiali informativi
Eventi di comunicazione (seminari, conferenze stampa, ecc.)
Monitoraggio e valutazione Piano di Comunicazione

15

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2020

Attivit informativa annuale sui risultati dei PO


Evento annuale del PO FSE 2014-2020
Mantenimento del sito web istituzionale del FSE
Mantenimento banca dati relazionale
Campagne promo-informative su iniziative e dispositivi FSE
Pubblicazioni e stampa di materiali informativi
Eventi di comunicazione (seminari, conferenze stampa, ecc.)
Monitoraggio e valutazione Piano di Comunicazione

15

2021

Evento informativo sui risultati finali della Programmazione 2014-20

Totale

100%

59

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4. Strategia di
Comunicazione del
PSR Lazio 2014-2020

60

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4.1 Il quadro di riferimento


4.1.1 Premessa
La comunicazione esterna di un Ente pubblico viene utilizzata per dialogare con tutti gli
interlocutori interessati, creando un canale permanente e continuo di ascolto e confronto, ma
anche di divulgazione delle attivit che lAmministrazione ha svolto e svolger.
Lobiettivo sia migliorare e adeguare, di volta in volta, il servizio reso, sia far conoscere quali e
quanti servizi quellAmministrazione offre ai cittadini.
Per il raggiungimento di questi obiettivi, ormai necessario e indispensabile, per ogni Ente
pubblico, attuare unazione di sensibilizzazione e informazione attraverso una larga diffusione del
messaggio che si vuole comunicare.
Il Piano di Comunicazione , dunque, una soluzione di coordinamento interno allAmministrazione
che permette di programmare e gestire le azioni di comunicazione per il raggiungimento di
specifici obiettivi strategici e di comunicazione.
Regolata dalla Legge 142/1990 e ribadita dalla Legge 150/2000, la comunicazione istituzionale
prevede, quindi, come strumento obbligatorio per la gestione e la programmazione della
comunicazione amministrativa verso lesterno, il Piano di Comunicazione (artt. 12-13 della legge
150/2000).
Alla luce di quanto sopra esposto, lAutorit di gestione del PSR Lazio ritiene indispensabile
migliorare i suoi processi di comunicazione, con i soggetti pubblici e privati, interessati al
Programma di Sviluppo Rurale del Lazio anche in relazione a quanto predisposto dallUnione
Europea con il Regolamento n. 1303/2013.
Il presente Piano pluriennale come tale un documento di indirizzo e deve essere considerato
uno strumento in continua evoluzione. Questo, infatti, potr essere aggiornato e integrato nel
corso del periodo di programmazione, solo al fine di rispondere rapidamente ed efficacemente a
bisogni ed esigenze emergenti.
Occorre infine tenere presente che la procedura di adozione del PSR Lazio 2014-2020 da
parte della Commissione Europea deve ancora essere completata.

4.1.2 Esperienza 2007-2013


Le azioni di monitoraggio e valutazione in itinere delle attivit di informazione e pubblicit sono
state condotte su tre universi differenti che rappresentavano i target principali della comunicazione
istituzionale:

I beneficiari del PSR;


I testimoni privilegiati (associazioni di categoria, ordini professionali, camere di
commercio);
I potenziali beneficiari, a loro volta distinti tra soggetti pubblici (comuni, comunit
montane) e privati.

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I risultati aggiornati a dicembre 2012, evidenziano i seguenti punti di forza e criticit analizzati per i
tre diversi target. Lanalisi sui beneficiari sia pubblici che privati ha rilevato una differenziazione
sulla conoscenza e lefficacia della comunicazione istituzionale in relazione sia alla localizzazione
che al comparto produttivo. Nelle aree A (poli urbani) e B (area ad agricoltura specializzata) il livello
di conoscenza dei canali di comunicazione istituzionali nettamente pi elevato che nelle aree C e
D. Tra gli strumenti di comunicazione utilizzati, in ogni caso il sito internet istituzionale risulta il
canale di comunicazione pi utilizzato. Lanalisi inoltre ha rilevato che per il target in questione, che
le organizzazioni di categoria, i professionisti hanno svolto un ruolo importante quale fonte di
informazione affiancandosi alla azioni di comunicazione istituzionale.
Per quanto concerne il target dei testimoni privilegiati lanalisi ha rilevato lesigenza di potenziare
la comunicazione sulla diffusione dei bandi e sullassistenza e di migliorare quella relativa ai risultati
raggiunti dal programma , alla diffusione delle buone prassi alla sensibilizzazione delle tematiche
chiave relative alla futura programmazione .
Lanalisi sul target dei potenziali beneficiari pubblici ha rilevato un livello di conoscenza del PSR e
degli strumenti di comunicazione istituzionale molto alto. Anche per questo target il canale di
comunicazione istituzionale che ha incontrato il pi alto gradimento il sito internet quale veicolo
di informazione. Il monitoraggio rileva altres una maggiore difficolt nel raggiungere i potenziali
beneficiari privati.
In relazione quindi ai risultati del monitoraggio intermedio, gi nellultimo biennio di
programmazione stata programmata e realizzata una campagna di comunicazione finalizzata sia
allinformazione sui risultati raggiunti mediante lattuazione il PSR 2007-2013, dando particolare
risalto alla buone pratiche, sia alla diffusione della strategia dello sviluppo rurale 2014-2020.

4.2 Obiettivi della Strategia di Comunicazione


In linea con il Regolamento UE n. 1303/2013 (artt. 115-116-117 e Allegato XII), la Strategia
pluriennale di comunicazione promuove e coordina gli obiettivi generali espressi dalla Unione
Europea, sostenendo il principio di omogeneit e coerenza dei messaggi di comunicazione e
informazione selezionati per tale scopo.
Le azioni proposte hanno dunque come obiettivi generali:

comunicare la strategia alla base del Programma;


informare sulle opportunit di finanziamento e le modalit di accesso al Programma;
comunicare i risultati ottenuti e limpatto degli accordi di partenariato, dei programmi
operativi e delle operazioni;
comunicare i dettagli delle operazioni adottate, ai fini della trasparenza del sostegno fornito
dai Fondi comunitari.

Vista leterogeneit degli utenti di riferimento, lAutorit di gestione del PSR in linea, sempre, con
quanto definito dallUnione Europea nel Regolamento UE n. 1303/2013 predispone allinterno del
presente Piano di Comunicazione, obiettivi specifici in base al tipo di audience.
Mentre, infatti, i beneficiari effettivi e potenziali devono essere stimolati ad interagire con
lAmministrazione per aderire alla Programmazione, piuttosto che per avere informazioni in merito

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alle modalit di partecipazione, il pubblico ha un tipo di coinvolgimento che pu essere definito


universale.
Gli obiettivi specifici, dunque, sono suddivisi in tre diverse tipologie di gruppi:
a. obiettivo di carattere informativo e di comunicazione rivolto al pubblico: mira a
informare e comunicare la strategia, le azioni e le operazioni di finanziamento sostenute nel
quadro del Programma di sviluppo rurale;
b. obiettivo di carattere informativo rivolto ai potenziali beneficiari: mira a informare in
merito alla strategia della Programmazione e le opportunit di finanziamento, con evidenza
dei requisiti di partecipazione e delle procedure da seguire per lottenimento del fondo;
c. obiettivo di carattere informativo rivolto ai beneficiari effettivi: mira a informare in
merito al sostegno fornito, pubblicando tutti i dati relativi alle singole operazioni effettuate
con i Fondi della Programmazione di cui hanno beneficiato, con evidenza dei loro obblighi,
anche in materia di comunicazione e informazione, una volta ottenuto il finanziamento.
I tre obiettivi specifici saranno perseguiti in completa sintonia e mai discostandosi dalle linee di
intervento, dichiarate prioritarie per il territorio laziale dallAutorit di gestione, che riguarderanno:
la modalit di approccio alle misure, la centralit dellimpresa agricola, il ricambio generazionale,
linnovazione e la formazione, lambiente e la tutela del territorio, la strategia per la montagna, le
politiche per la qualit, il benessere animale, laccesso al credito e, infine, la semplificazione e
innovazione procedurale.
Le suddette Linee di intervento sono nate dallanalisi del territorio alla luce di quanto stabilito
attraverso la strategia decennale per il rilancio economico dell'Unione Europea varata nel 2010.
La cosiddetta Europa 2020 specifica, infatti, che per stare al passo con i tempi la futura
crescita, economica e sociale, dellUnione debba essere intelligente, sostenibile e solidale con
lobiettivo di conseguire elevati livelli di occupazione, produttivit e coesione sociale.
Questa strategia declinata in agricoltura in ambito europeo (PAC) ha fatto individuare tre obiettivi a
lungo termine per il periodo 2014-2020:

il miglioramento della competitivit dellagricoltura;


la gestione sostenibile delle risorse naturali e lazione per il clima;
uno sviluppo territoriale equilibrato per le zone rurali.

In altri termini, lAutorit di gestione del PSR Lazio presenta specifiche azioni di comunicazione e
informazione che si rivolgono a tre tipi di utenti: potenziali beneficiari, beneficiari effettivi e
pubblico (privati cittadini, amministrazioni locali, Associazioni, etc.).
Al fine di una massima e capillare diffusione di quanto sopra descritto, lAutorit di gestione
coinvolger le Amministrazioni locali, le Organizzazioni, le Associazioni e gli Ordini che a vario
titolo sono interessati nelle azioni previste dal Programma e che si configurano come
moltiplicatori di informazione attraverso listituzione di un Tavolo regionale di coordinamento
con cadenza periodica.
Particolare attenzione sar, inoltre, rivolta allo scambio di comunicazioni con la Rete Rurale
Nazionale che, tra i suoi molteplici propositi, punta a favorire lo scambio di esperienze e

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conoscenze tra gli operatori del settore e le istituzioni di tutti i soggetti che operano e vivono nelle
aree rurali.

4.3 Approccio della Strategia di Comunicazione


La presente Strategia pluriennale si basa innanzitutto, sulla esperienza maturata con le attivit di
comunicazione del precedente Programma di Sviluppo Rurale del Lazio (2007-2013), analizzate
attraverso un attento lavoro di valutazione di medio e lungo termine e confrontate con le attivit
intraprese in quellarco di tempo da altre Regioni italiane, nonch sulle linee guida stabilite
dallUnione Europea attraverso il Regolamento UE n. 1303/2013 (artt. 115-116-117 e Allegato XII).
Allinterno dei riferimenti normativi sopra indicati, infatti, lUnione Europea stabilisce quali
strumenti di base e quali obiettivi generali lAutorit di gestione del Programma di Sviluppo Rurale
deve considerare nella stesura del Piano di Comunicazione pluriennale.
Per questa ragione, il presente Piano propone le attivit di promozione e informazione inserendole
in un contesto che garantisca trasparenza e massima visibilit alle azioni intraprese con il sostegno
del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) facendo conoscere il ruolo svolto
dallUnione Europea nella programmazione e nel finanziamento degli interventi di sviluppo rurale.
Nello stesso contesto, massima visibilit sar data ai risultati che queste azioni hanno raggiunto e
possono raggiungere attraverso il continuo dialogo tra tutte le parti coinvolte.

4.4 Destinatari
I soggetti destinatari delle azioni di informazione e pubblicit sono identificabili in quattro gruppi
sulla base delle indicazioni fornite dal Reg. UE n. 1303/2013: potenziali beneficiari, beneficiari
effettivi e pubblico (cittadinanza) a cui si aggiungono altri soggetti identificabili come
moltiplicatori di informazione (associazioni di categoria, professionisti, camere di commercio,
sindacati, universit), che da quanto scaturito dal monitoraggio degli esiti delle attivit di
comunicazione per il periodo 2007-2013, costituiscono un volano fondamentale per veicolare i
contenuti dellinformazione istituzionale anche nelle zone pi marginali.
Nei paragrafi 4.5.2, 4.5.3 e 4.5.4 sono descritte le attivit di informazione e comunicazione relative
ad ogni target individuato.

4.5 Strumenti e azioni


LAutorit di gestione del PSR Lazio ha stabilito la suddivisione delle attivit di comunicazione e
informazione, proposte con il presente Piano pluriennale, in base agli obiettivi specifici, cos come
declinati e indicati nel precedente paragrafo.
Tutte le attivit, distribuite in base allo schema sotto riportato, sono da considerarsi trasversali tra
loro e fruibili da tutti gli utenti interessati, pur mantenendo una priorit di utilizzo connessa al
target di riferimento.
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09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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4.5.1 Gli strumenti


La tecnologia, sempre pi radicata nella societ e sempre pi veloce nellofferta di nuovi strumenti,
rende la conoscenza e luso dei mezzi di comunicazione molto importante.
Questo ancor pi vero nel caso della Pubblica Amministrazione che ha il dovere di informare e
comunicare ai cittadini e a tutte le altre realt istituzionali le proprie attivit, con spesso anche il
compito di coinvolgere nel processo decisionale la societ civile e le altre amministrazioni.
La conoscenza approfondita dei mezzi con i quali questo coinvolgimento pu essere realizzato,
fornisce lopportunit di aprire nuovi canali di comunicazione, garantire messaggi pi efficaci,
aumentare i luoghi dove confrontarsi e quindi anche diversificare il dialogo in base alle categorie di
utenti. Rendendo il confronto con la Pubblica Amministrazione pi diretto e trasparente.
Per queste ragioni sono stati pensati strumenti appropriati al raggiungimento dei tre obiettivi
specifici.
Creazione del logo PSR 2014-2020 e dellimmagine grafica coordinata
Per garantire limmediata riconoscibilit del programma si progetter uno specifico logo del PSR
2014-2020 che rappresenti lemblema dellEuropa, dellItalia, del PSR e della Regione Lazio. I loghi
saranno impiegati direttamente e per tramite di partner e beneficiari. Congiuntamente sar
elaborato un manuale che conterr le indicazioni di utilizzo e che sar parte integrante del manuale
duso dei loghi per la comunicazione unitaria.
Campagna di informazione e comunicazione
La campagna di comunicazione o informazione promuove e fa conoscere a specifici utenti un tema
altrettanto specifico, mettendone in luce lobiettivo e gli aspetti positivi. Per far questo prevede una
struttura ben definita e una progettazione che tenga conto del target di riferimento e delle sue
caratteristiche, del messaggio da divulgare, delle caratteristiche del servizio, dei canali e mezzi da
utilizzare e delle risorse umane e materiali che possono essere impiegate.
Per raggiungere il maggior numero di persone possibile in maniera incisiva, con messaggi di chiara
lettura e che promuovano un approfondimento sul tema proposto, possono essere utilizzati diversi
strumenti che potremmo definire di divulgazione universale: gli spot radiofonici, i video
promozionali, la cartellonistica pubblicitaria (sia statica sia dinamica) e i redazionali (articoli scritti
internamente) di natura tecnico-divulgativa.
Questi strumenti, attraverso parole semplici e dirette e/o immagini suggestive sono in grado di far
arrivare il messaggio a tutti i target di utenza selezionati.
Della campagna di informazione fanno parte anche gli incontri seminariali, cos come i workshop
e/o i convegni. Occasioni di incontro tra la Pubblica Amministrazione, i partner e i soggetti privati
direttamente coinvolti, utili a un approfondimento e a un confronto sul tema.
Campagna stampa

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La campagna stampa uno strumento di comunicazione che permette di intrattenere rapporti con
i media ed ha come primo obiettivo quello di attirare lattenzione dei giornali e degli organi
dinformazione di massa sulla notizia che si desidera trasmettere, stimolandone linteresse
attraverso lincoraggiamento di redazionali (articoli sullargomento) e/o interviste ai referenti
istituzionalmente pi credibili per carica o formazione professionale.
Portale
Il portale Lazioeuropa.it levoluzione di un sito web, rispetto al quale offre anche servizi interattivi.
Un portale pubblico una porta dingresso ai servizi dellamministrazione, aperta a qualsiasi ora
ed accessibile da qualsiasi luogo, nel quale lutente riconosce un punto di contatto unificato.
Limportanza del portale pubblico cresciuta di pari passo con la diffusione di internet e con la
scelta di fare dellinnovazione tecnologica la leva strategica della trasformazione della pubblica
amministrazione, diventando un importantissimo mezzo di comunicazione con lutenza. Il Portale
unico per i tre Fondi con sezione ovviamente dedicata al PSR.
Newsletter
Per moltissime Istituzioni la newsletter rappresenta ormai il mezzo di comunicazione pi veloce e
diffuso. Per essere efficace, una newsletter dovrebbe contenere informazioni che riguardano
lamministrazione e le sue attivit, le principali novit e le notizie utili. Lobiettivo della newsletter
non solo tenere informati gli utenti, ma anche stimolarne la partecipazione. Il call Center e il CRM
del piano unitario saranno gli strumenti utili e necessari per la costruzione del Data Base e per
profilare correttamente i nostri target ed inviare notizie puntuali; sar uno strumento utile anche la
il monitoraggio e la misurazione.

4.5.2 Attivit di informazione e comunicazione rivolte al pubblico


Le attivit rivolte principalmente al pubblico comprenderanno:
1. la realizzazione di campagne stampa su specifici temi che raccolgano un interesse
universale, attraverso strumenti sia tradizionali sia multimediali raggiungendo la massima
copertura mediatica possibile;
2. la produzione di materiali di comunicazione cartacei, di diversi formati, fruibili per il grande
pubblico;
3. lo sviluppo di pagine web PSR Lazio 2014-2020 allinterno del Portale LazioEuropa.it che
diano evidenza dellavvio del Programma e che contengano una spiegazione, in termini
chiari e semplici, delle strategie, finalit e modalit operative del Programma;
4. lo sviluppo di una pagina web che evidenzi le best practice e dunque i risultati raggiunti con
i Fondi del Programma;
5. lorganizzazione di eventi annuali per la diffusione di una maggiore consapevolezza, da
parte soprattutto del cittadino, del ruolo attivo svolto dallagricoltura nello specifico
attraverso i Fondi PSR nella protezione dei paesaggi, dellambiente, della sicurezza
alimentare;
6. lo sviluppo di una pagina web che evidenzi le operazioni relative allaggiudicazione dei
Fondi.
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4.5.3 Attivit di informazione rivolte ai potenziali beneficiari


Le attivit rivolte principalmente ai potenziali beneficiari comprenderanno:
1. la realizzazione di una campagna di comunicazione attraverso una cartellonistica
pubblicitaria che promuova ladesione al Programma, la cui affissione deve essere
programmata in modo da raggiungere anche le zone rurali pi lontane dai centri abitati;
2. la produzione di redazionali che spieghino le opportunit offerte dal Programma,
veicolandoli anche attraverso le pubblicazioni delle Associazioni di categoria e/o delle
Organizzazioni di produttori;
3. la produzione di materiali di comunicazione cartacei, di diversi formati, che illustrino le
opportunit offerte dal Programma e le modalit di accesso ai finanziamenti;
4. lorganizzazione di incontri divulgativi (convegni, seminari, o altri eventi collegati), localizzati
nelle diverse province, nei quali coinvolgere direttamente le Associazioni di categoria, le
Organizzazioni di produttori e gli Enti territoriali;
5. lo sviluppo di pagine web, allinterno del portale LazioEuropa.it, che illustrino le opportunit
di finanziamento evidenziando il risvolto positivo delladesione al Programma;
6. lo sviluppo di pagine web, che illustrino le condizioni necessarie per aderire al Programma;
7. lo sviluppo di pagine web, che descrivano modalit e criteri di selezione;
8. lo sviluppo di una pagina web sempre e come le altre sul portale LazioEuropa, che indichi i
referenti di ogni operazione del Programma PSR Lazio 2014-2020;
9. la realizzazione di una newsletter dedicata esclusivamente al Programma e contenente
informazioni sullorganizzazione della Autorit di gestione e le sue attivit, le principali
novit sul PSR e quelle dellimmediato futuro. La newsletter sar inviata allinterno a tutti i
componenti lAutorit di gestione, e allesterno in due modi diversi: attraverso una mailing
composta dai diversi stakeholder di natura pubblico-istituzionale e attraverso un form di
adesione che ogni soggetto interessato potr compilare;
10. la predisposizione di un form di registrazione interno al portale sia per la ricezione della
suddetta newsletter, sia per la fruizione dei servizi specifici del Programma.

4.5.4 Attivit di informazione rivolte ai beneficiari effettivi


Le attivit rivolte principalmente ai beneficiari effettivi comprenderanno:
1. la realizzazione di servizi interattivi, allinterno del Portale PSR Lazio 2014-2020, che
consenta un accesso diretto agli atti dellazione amministrativa;
2. la realizzazione di una pagina web allinterno del Portale PSR Lazio 2014-2020 che illustri le
procedure attuative e gli obblighi dei beneficiari per la corretta esecuzione delle operazioni
finanziate;
3. la realizzazione di format redazionali per la pubblicazione sul sito web del beneficiario
(qualora lo avesse) di una breve descrizione dell'operazione, in proporzione al livello del
sostegno, compresi le finalit e i risultati;
4. la realizzazione di una targa permanente che riporti la dicitura Realizzato con i Fondi PSR
2014-2020 della Regione Lazio indicando il nome e l'obiettivo principale dell'operazione,
da far esporre in un luogo facilmente visibile al pubblico.
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4.6 Organizzazione e governance


Le attivit di comunicazione dei tre Fondi fanno riferimento al quadro unitario e integrato della
programmazione 2014-2020 dei Fondi SIE. Per tutto ci che attiene alla Organizzazione e
Governance Unitaria si veda il paragrafo 1.6.
La pianificazione, il coordinamento e la gestione delle attivit di comunicazione e informazione del
Programma di Sviluppo Rurale (PSR) vengono amministrate dallAutorit di Gestione del PSR Lazio
2014-2020 attraverso le proprie strutture amministrative centrali e periferiche.
Nel contesto delle attivit di comunicazione del PSR lAutorit di gestione ha il compito:

di redigere il Piano di Comunicazione cos come di produrre eventuali documenti di


approfondimento;
di coordinare le azioni relative alla attuazione del suddetto Piano;
di verificare la corretta esecuzione, sia in termini tecnici sia in termini strategici, delle azioni
previste dal Piano;
di interfacciarsi con i professionisti esterni.

In relazione a questultimo punto quando necessario lAutorit di Gestione pu avvalersi


dellausilio di esperti della comunicazione, pianificazione mezzi, pubblicit, marketing e
monitoraggio, esterni allamministrazione.
Inoltre, lAutorit di Gestione attribuisce grande importanza alla comunicazione interna, in quanto
capace di migliorare il coordinamento interno e dunque favorire una gestione pi efficace del
Programma di sviluppo rurale 2014-2020.
La newsletter elettronica sar perci utilizzata per tenere costantemente aggiornato tutto il
personale interno allAmministrazione interessato al procedimento amministrativo, consentendo da
un lato un ottimale coordinamento delle attivit burocratiche e dallaltro lapporto di eventuali
azioni strategiche correttive.

4.7 Monitoraggio e valutazione


Sulla base delle indicazioni formulate dal Regolamento n. 1303/2013, lAutorit di Gestione del PSR
Lazio 2014-2020 stabilisce che le attivit di informazione e comunicazione previste nel presente
Piano pluriennale, verranno sottoposte ad attivit di monitoraggio nel corso del loro svolgimento,
con lobiettivo di verificare il grado di visibilit e consapevolezza del Programma da parte di tutti i
target presi a riferimento.
Il monitoraggio, infatti, rende possibile la verifica della corretta esecuzione e realizzazione del
Piano, cos come laccertamento del livello di diffusione del messaggio presso i target individuati,
fornendo la possibilit di effettuare, in corso di programmazione, azioni correttive sulla strategia
applicata.

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I risultati, raccolti in report specifici, saranno utilizzati non solo come quadro di analisi dellefficacia
delle attivit di informazione e comunicazione realizzate, ma anche per calibrare le successive
azioni previste dal Piano pluriennale.
Il grado di efficacia delle iniziative sar valutato attraverso specifiche attivit, declinate in base agli
strumenti di comunicazione, e di seguito riassunte.
Campagna di informazione e comunicazione

rapporto tra numero partecipanti e numero invitati ai seminari/convegni


utilizzo di questionari online di valutazione finale dei seminari/convegni
rilevazione del numero di spazi occupati dalla cartellonistica promozionale

Campagna stampa

rilevazione del numero testate giornalistiche interessate


rilevazione del numero di redazionali
rilevazione del numero di interviste
rilevazione del numero di passaggi tv/radiofonici

Portale

rilevazione del numero di accessi


rilevazione del numero dei servizi interattivi utilizzati

Newsletter

rilevazione del numero di richiedenti iscrizione alla mailing


invio periodico agli iscritti di un questionario elettronico di valutazione del prodotto

Per particolari iniziative previste dal presente Piano, l'attivit di monitoraggio pu essere
completata con rilevazioni d'opinione su campioni di cittadini, beneficiari e potenziali beneficiari
chiamati a esprimere valutazioni e commenti sulle iniziative stesse.
La valutazione si conclude con la preparazione di specifici Rapporti di Valutazione come il Rapporto
di Valutazione Annuale, di Citizen Satisfaction, di Visibilit e Comprensione del Programma, della
Rete.

4.8 Piani annuali di Comunicazione


Nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento (UE) n. 1303/13, allegato XII par. 4, punto i), si
prevedono aggiornamenti annuali della presente Strategia di Comunicazione.
I Piani annuali saranno curati dal Responsabile di concerto con lAutorit di Gestione, e dovranno
essere approvati entro il 31 dicembre di ciascun anno.
Tali Piani dovranno contenere i seguenti elementi:
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attivit da svolgere nellanno successivo (scelta delle azioni e dei mezzi di comunicazione e
target di riferimento);
modalit di coordinamento tra Autorit di Gestione e altre strutture coinvolte;
budget per lattuazione delle azioni;
cronoprogramma delle attivit;
monitoraggio e valutazione delle azioni realizzate lanno precedente.

4.9 Budget
In analogia con quanto disposto per lattivazione delle azioni di informazione e comunicazione nel
precedente Programma di Sviluppo Rurale (2007-2013) attraverso la Misura 511, le risorse
economiche che verranno destinate utilizzate per il presente Piano di Comunicazione saranno
1.631.892 euro lordi.

Azioni

Budget per azione (in )

Campagne informative

700.000

BTL (prodotti editoriali e stampa)

491.892

Eventi e seminari

400.000

Monitoraggio e valutazione

20.000

Collaborazioni e consulenze

10.000

Partecipazione a reti, scambi esperienze

10.000

Totale

1.631.892

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Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 aprile 2015, n. G04491
Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280 "Disciplina della
riproduzione animale". D.M. 19 luglio 2000, n. 403 "Nuovo regolamento di esecuzione della legge 30/91".
D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 "Indicazioni operative di competenza regionale". Rinnovo autorizzazione alla
gestione di una stazione di monta naturale equina pubblica. Ditta: "MARIUCCI PIETRO" - Rignano
Flaminio (RM) - Codice stazione RM0206E. Quinquennio 2015 - 2019.

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Oggetto: Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280
Disciplina della riproduzione animale. D.M. 19 luglio 2000, n. 403 Nuovo regolamento di
esecuzione della legge 30/91. D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 Indicazioni operative di competenza
regionale.
Rinnovo autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina pubblica.
Ditta: MARIUCCI PIETRO Rignano Flaminio (RM) Codice stazione RM0206E.
Quinquennio 2015 2019.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE,


CACCIA E PESCA
SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Produzioni Agricole e Zootecniche, Trasformazione,
Commercializzazione e Diversificazione delle Attivit Agricole;
VISTA la legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la L. R. 18.02.2002, n. 6 e successive modificazioni Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al Personale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n. 1 del 6
settembre 2002 e successive modificazioni;
VISTA la legge 15 gennaio 1991, n. 30 Disciplina della riproduzione animale, modificata ed
integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280;
VISTO il decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali 19 luglio 2000, n. 403
Approvazione del nuovo regolamento desecuzione della legge 15 gennaio 1991, n. 30,
concernente disciplina della riproduzione animale;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale 8 febbraio 2002, n. 128 con la quale sono state
adottate le indicazioni operative di competenza regionale per lattuazione della legge n. 30/91 e del
D.M. n. 403/2000, modificata ed integrata dalla D.G.R. 18 ottobre 2002, n. 1399;
VISTO il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 recante Riordino della disciplina riguardante
gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni;
PRESO ATTO della domanda presentata allArea Decentrata Agricoltura di Roma il 19/09/2014 ed
acquisita al protocollo della predetta Area al n. 518259 del 19/09/2014, con la quale Mariucci
Pietro, in qualit di titolare della ditta omonima, ha chiesto il rinnovo dellautorizzazione alla
gestione della stazione di monta naturale equina pubblica sita in Comune di Rignano Flaminio
(RM), via Monte Cerasa snc;
VISTO il verbale trasmesso dallArea Decentrata Agricoltura di Roma alla Direzione Regionale
Agricoltura e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca con nota n. 186109 del 03/04/2015, acquisita al
protocollo della Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi Area Flussi
Documentali e Protocollo Generale al n. 194913/04/20 del 09/04/2015, con il quale lapposita
Commissione provinciale ha proposto di accogliere la sopra citata domanda per il rinnovo
dellautorizzazione alla gestione della stazione di monta naturale equina pubblica in favore della

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ditta Mariucci Pietro, sita in Rignano Flaminio (RM), via Monte Cerasa snc, ai sensi del sopra
richiamato D.M. 19 luglio 2000, n. 403, nonch delle indicazioni operative di competenza regionale
di cui al documento approvato con D.G.R. 8 febbraio 2002, n. 128;

DETERMINA
in conformit con le premesse, che qui si intendono integralmente richiamate e che costituiscono
parte integrante del presente Atto:
1) di rinnovare alla ditta MARIUCCI PIETRO, nato a Roma il 30/03/1977 e residente a
Rignano Flaminio (RM), in OMISSIS Partita IVA: 08940681003, lautorizzazione alla
gestione della stazione di monta naturale equina pubblica sita in Comune di Rignano
Flaminio (RM), via Monte Cerasa snc, per il quinquennio 2015 2019;
2) di prendere atto che nella stazione operano n. 3 asini stalloni di razza: Martina Franca,
Ragusana e Viterbese e non praticata la monta brada;
3) di stabilire che:
a) la stazione non autorizzata allinseminazione artificiale con impiego di seme equino fresco
prelevato dagli stalloni che operano nella stazione medesima;
b) alla predetta stazione di monta naturale equina pubblica confermato il codice univoco a
livello nazionale: RM0206E;
c) il termine di validit della suddetta autorizzazione il 31 dicembre 2019;
d) per il rinnovo dellautorizzazione dovr essere presentata la relativa domanda entro il 30
settembre 2019;
e) la presente autorizzazione non cedibile ed rinnovabile su richiesta dellinteressato. La
Regione pu revocarla qualora il gestore della stazione si renda inadempiente agli obblighi
previsti allarticolo 6 del D.M. n. 403/2000, oppure vengano meno una o pi condizioni
prescritte per il rilascio dellautorizzazione medesima;
f) il gestore della stazione di monta naturale equina tenuto a rispettare tutti gli obblighi
previsti allarticolo 6 del D.M. 19 luglio 2000 n. 403, e richiamati al punto 1 del documento
approvato con la D.G.R. 8 febbraio 2002, n. 128;
4) di incaricare lArea Decentrata Agricoltura di Roma di notificare la presente
Determinazione a Mariucci Pietro in qualit di titolare della sopra citata stazione di monta.

Non ricorrono le condizioni di cui al Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

Avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale


Amministrativo Regionale del Lazio nel termine di sessanta (60) giorni dalla data di pubblicazione
del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, ovvero ricorso straordinario al Capo
dello Stato entro il termine di centoventi (120) giorni.

Il Direttore
Roberto Ottaviani

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Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 aprile 2015, n. G04493
Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280 "Disciplina della
riproduzione animale". D.M. 19 luglio 2000, n. 403 "Nuovo regolamento di esecuzione della legge 30/91".
D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 "Indicazioni operative di competenza regionale". Rinnovo autorizzazione alla
gestione di una stazione di monta naturale equina pubblica. Ditta: "LORENZI GIUSEPPE" - Segni (RM) Codice stazione RM0205E. Quinquennio 2015 2019.

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Oggetto: Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280
Disciplina della riproduzione animale. D.M. 19 luglio 2000, n. 403 Nuovo regolamento di
esecuzione della legge 30/91. D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 Indicazioni operative di competenza
regionale.
Rinnovo autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina pubblica.
Ditta: LORENZI GIUSEPPE Segni (RM) Codice stazione RM0205E. Quinquennio 2015
2019.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE,


CACCIA E PESCA
SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Produzioni Agricole e Zootecniche, Trasformazione,
Commercializzazione e Diversificazione delle Attivit Agricole;
VISTA la legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la L. R. 18.02.2002, n. 6 e successive modificazioni Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al Personale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n. 1 del 6
settembre 2002 e successive modificazioni;
VISTA la legge 15 gennaio 1991, n. 30 Disciplina della riproduzione animale, modificata ed
integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280;
VISTO il decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali 19 luglio 2000, n. 403
Approvazione del nuovo regolamento desecuzione della legge 15 gennaio 1991, n. 30,
concernente disciplina della riproduzione animale;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale 8 febbraio 2002, n. 128 con la quale sono state
adottate le indicazioni operative di competenza regionale per lattuazione della legge n. 30/91 e del
D.M. n. 403/2000, modificata ed integrata dalla D.G.R. 18 ottobre 2002, n. 1399;
VISTO il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 recante Riordino della disciplina riguardante
gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni;
PRESO ATTO della domanda presentata allArea Decentrata Agricoltura di Roma il 29/09/2014 ed
acquisita al protocollo della predetta Area al n. 534526 del 29/09/2014, con la quale Lorenzi
Giuseppe, in qualit di titolare della ditta omonima, ha chiesto il rinnovo dellautorizzazione alla
gestione della stazione di monta naturale equina pubblica sita in Comune di Segni (RM), localit
Monte Manlio Vallavicciosa;
VISTO il verbale trasmesso dallArea Decentrata Agricoltura di Roma alla Direzione Regionale
Agricoltura e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca con nota n. 186109 del 03/04/2015, acquisita al
protocollo della Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi Area Flussi
Documentali e Protocollo Generale al n. 194913/04/20 del 09/04/2015, con il quale lapposita
Commissione provinciale ha proposto di accogliere la sopra citata domanda per il rinnovo
dellautorizzazione alla gestione della stazione di monta naturale equina pubblica in favore della

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ditta Lorenzi Giuseppe, sita in Segni (RM), localit Monte Manlio Vallavicciosa, ai sensi del
sopra richiamato D.M. 19 luglio 2000, n. 403, nonch delle indicazioni operative di competenza
regionale di cui al documento approvato con D.G.R. 8 febbraio 2002, n. 128;

DETERMINA
in conformit con le premesse, che qui si intendono integralmente richiamate e che costituiscono
parte integrante del presente Atto:
1) di rinnovare alla ditta LORENZI GIUSEPPE, nato a Segni (RM) il 29/03/1955 e ivi
residente, in OMISSIS Partita IVA: 00403761000, lautorizzazione alla gestione della
stazione di monta naturale equina pubblica sita in Comune di Segni (RM), localit Monte
Manlio Vallavicciosa, per il quinquennio 2015 2019;
2) di prendere atto che nella stazione opera n. 1 stallone di razza Pony di Esperia e non
praticata la monta brada;
3) di stabilire che:
a) la stazione non autorizzata allinseminazione artificiale con impiego di seme equino fresco
prelevato dagli stalloni che operano nella stazione medesima;
b) alla predetta stazione di monta naturale equina pubblica confermato il codice univoco a
livello nazionale: RM0205E;
c) il termine di validit della suddetta autorizzazione il 31 dicembre 2019;
d) per il rinnovo dellautorizzazione dovr essere presentata la relativa domanda entro il 30
settembre 2019;
e) la presente autorizzazione non cedibile ed rinnovabile su richiesta dellinteressato. La
Regione pu revocarla qualora il gestore della stazione si renda inadempiente agli obblighi
previsti allarticolo 6 del D.M. n. 403/2000, oppure vengano meno una o pi condizioni
prescritte per il rilascio dellautorizzazione medesima;
f) il gestore della stazione di monta naturale equina tenuto a rispettare tutti gli obblighi
previsti allarticolo 6 del D.M. 19 luglio 2000 n. 403, e richiamati al punto 1 del documento
approvato con la D.G.R. 8 febbraio 2002, n. 128;
4) di incaricare lArea Decentrata Agricoltura di Roma di notificare la presente
Determinazione a Lorenzi Giuseppe in qualit di titolare della sopra citata stazione di monta.

Non ricorrono le condizioni di cui al Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

Avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale


Amministrativo Regionale del Lazio nel termine di sessanta (60) giorni dalla data di pubblicazione
del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, ovvero ricorso straordinario al Capo
dello Stato entro il termine di centoventi (120) giorni.

Il Direttore
Roberto Ottaviani

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Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 aprile 2015, n. G04494
Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280 "Disciplina della
riproduzione animale". D.M. 19 luglio 2000, n. 403 "Nuovo regolamento di esecuzione della legge 30/91".
D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 "Indicazioni operative di competenza regionale". Rinnovo autorizzazione alla
gestione di una stazione di monta naturale equina privata. Ditta: "Universit Agraria di Allumiere" Allumiere (RM) - Codice stazione RM0113E. Quinquennio 2015 - 2019.

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Oggetto: Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280
Disciplina della riproduzione animale. D.M. 19 luglio 2000, n. 403 Nuovo regolamento di
esecuzione della legge 30/91. D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 Indicazioni operative di competenza
regionale.
Rinnovo autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina privata.
Ditta: Universit Agraria di Allumiere Allumiere (RM) Codice stazione RM0113E.
Quinquennio 2015 2019.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE,


CACCIA E PESCA
SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Produzioni Agricole e Zootecniche, Trasformazione,
Commercializzazione e Diversificazione delle Attivit Agricole;
VISTA la legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la L. R. 18.02.2002, n. 6 e successive modificazioni Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al Personale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n. 1 del 6
settembre 2002 e successive modificazioni;
VISTA la legge 15 gennaio 1991, n. 30 Disciplina della riproduzione animale, modificata ed
integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280;
VISTO il decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali 19 luglio 2000, n. 403
Approvazione del nuovo regolamento desecuzione della legge 15 gennaio 1991, n. 30,
concernente disciplina della riproduzione animale;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale 8 febbraio 2002, n. 128 con la quale sono state
adottate le indicazioni operative di competenza regionale per lattuazione della legge n. 30/91 e del
D.M. n. 403/2000, modificata ed integrata dalla D.G.R. 18 ottobre 2002, n. 1399;
VISTO il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 recante Riordino della disciplina riguardante
gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni;
PRESO ATTO della domanda presentata allArea Decentrata Agricoltura di Roma il 29/09/2014 ed
acquisita al protocollo della predetta Area al n. 536391 del 29/09/2014, con la quale Pasquini
Antonio, in qualit di Presidente dellUniversit Agraria di Allumiere, ha chiesto il rinnovo
dellautorizzazione alla gestione della stazione di monta naturale equina privata sita in Comune di
Allumiere (RM), localit Colle di Mezzo;
VISTO il verbale trasmesso dallArea Decentrata Agricoltura di Roma alla Direzione Regionale
Agricoltura e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca con nota n. 186109 del 03/04/2015, acquisita al
protocollo della Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi Area Flussi
Documentali e Protocollo Generale al n. 194913/04/20 del 09/04/2015, con il quale lapposita
Commissione provinciale ha proposto di accogliere la sopra citata domanda per il rinnovo
dellautorizzazione alla gestione della stazione di monta naturale equina privata in favore

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dellUniversit Agraria di Allumiere, sita in Allumiere (RM), localit Colle di Mezzo, ai sensi del
sopra richiamato D.M. 19 luglio 2000, n. 403, nonch delle indicazioni operative di competenza
regionale di cui al documento approvato con D.G.R. 8 febbraio 2002, n. 128;

DETERMINA
in conformit con le premesse, che qui si intendono integralmente richiamate e che costituiscono
parte integrante del presente Atto:
1) di rinnovare allUniversit Agraria di Allumiere, con sede in Allumiere (RM), in Piazza
della Repubblica n. 29 Partita IVA del soggetto giuridico: 83000330585, rappresentata dal
Presidente Sig. Pasquini Antonio, nato a Civitavecchia il 14/02/1970 e residente ad
Allumiere, in OMISSIS, lautorizzazione alla gestione della stazione di monta naturale
equina privata sita in Comune di Allumiere (RM), localit Colle di Mezzo, per il
quinquennio 2015 2019;
2) di prendere atto che nella stazione operano n. 4 stalloni di razza Tolfetana, di nome Furia,
Bacco, Bolero II e Ercole, e che ivi praticata la monta brada;
3) di stabilire che:
a) la stazione non autorizzata allinseminazione artificiale con impiego di seme equino fresco
prelevato dagli stalloni che operano nella stazione medesima;
b) alla predetta stazione di monta naturale equina privata confermato il codice univoco a
livello nazionale: RM0113E;
c) il termine di validit della suddetta autorizzazione il 31 dicembre 2019;
d) per il rinnovo dellautorizzazione dovr essere presentata la relativa domanda entro il 30
settembre 2019;
e) la presente autorizzazione non cedibile ed rinnovabile su richiesta dellinteressato. La
Regione pu revocarla qualora il gestore della stazione si renda inadempiente agli obblighi
previsti allarticolo 6 del D.M. n. 403/2000, oppure vengano meno una o pi condizioni
prescritte per il rilascio dellautorizzazione medesima;
f) il gestore della stazione di monta naturale equina tenuto a rispettare tutti gli obblighi
previsti allarticolo 6 del D.M. 19 luglio 2000 n. 403, e richiamati al punto 1 del documento
approvato con la D.G.R. 8 febbraio 2002, n. 128;
4) di incaricare lArea Decentrata Agricoltura di Roma di notificare la presente
Determinazione a Pasquini Antonio in qualit di Presidente della sopra citata stazione di
monta.

Non ricorrono le condizioni di cui al Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33.


Avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale
Amministrativo Regionale del Lazio nel termine di sessanta (60) giorni dalla data di pubblicazione
del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, ovvero ricorso straordinario al Capo
dello Stato entro il termine di centoventi (120) giorni.
Il Direttore
Roberto Ottaviani

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Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 aprile 2015, n. G04495
Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280 "Disciplina della
riproduzione animale". D.M. 19 luglio 2000, n. 403 "Nuovo regolamento di esecuzione della legge 30/91".
D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 "Indicazioni operative di competenza regionale". Diniego al Rilascio
autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina. Ditta: "GABRIELLI STEFANO" Bracciano (RM).

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Oggetto: Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280
Disciplina della riproduzione animale. D.M. 19 luglio 2000, n. 403 Nuovo regolamento di
esecuzione della legge 30/91. D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 Indicazioni operative di competenza
regionale.
Diniego al Rilascio autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina.
Ditta: GABRIELLI STEFANO Bracciano (RM).

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE,


CACCIA E PESCA
SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Produzioni Agricole e Zootecniche, Trasformazione,
Commercializzazione e Diversificazione delle Attivit Agricole;
VISTA la legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la L. R. 18.02.2002, n. 6 e successive modificazioni Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al Personale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n. 1 del 6
settembre 2002 e successive modificazioni;
VISTA la legge 15 gennaio 1991, n. 30 Disciplina della riproduzione animale, modificata ed
integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280;
VISTO il decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali 19 luglio 2000, n. 403
Approvazione del nuovo regolamento desecuzione della legge 15 gennaio 1991, n. 30,
concernente disciplina della riproduzione animale;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale 8 febbraio 2002, n. 128 con la quale sono state
adottate le indicazioni operative di competenza regionale per lattuazione della legge n. 30/91 e del
D.M. n. 403/2000, modificata ed integrata dalla D.G.R. 18 ottobre 2002, n. 1399;
VISTO il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 recante Riordino della disciplina riguardante
gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni;
PRESO ATTO della domanda presentata allArea Decentrata Agricoltura di Roma il 29/09/2014 ed
acquisita al protocollo della predetta Area al n. 546689 del 02/10/2014, con la quale Gabrielli
Stefano, nato a Bracciano (RM) il 04/06/1985 e residente in Comune di Manziana, in OMISSIS, ha
chiesto il rilascio dellautorizzazione alla gestione della stazione di monta naturale equina sita in
Comune di Bracciano (RM), Via Tostino snc;
VISTO il verbale del 13/03/2015 trasmesso dallArea Decentrata Agricoltura di Roma alla
Direzione Regionale Agricoltura e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca con nota n. 186109 del
03/04/2015, e acquisita al protocollo della Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi
Informativi Area Flussi Documentali e Protocollo Generale al n. 194913/04/20 del 09/04/2015,
con il quale lapposita Commissione provinciale ha proposto di non accogliere la sopra citata
domanda tendente ad ottenere il rilascio dellautorizzazione alla gestione di una stazione di monta
naturale equina, richiesta da Gabrielli Stefano, per le seguenti motivazioni: Assenza dei seguenti

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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documenti: 1) Certificato di iscrizione al Registro Anagrafico dello stallone; 2) Certificati sanitari


dello stallone;

DETERMINA
in conformit con le premesse, che qui si intendono integralmente richiamate e che costituiscono
parte integrante del presente Atto:
1) di non accogliere la sopra citata domanda tendente ad ottenere il rilascio dellautorizzazione
alla gestione di una stazione di monta naturale equina, richiesta da Gabrielli Stefano, nato a
Bracciano (RM) il 04/06/1985 e residente in Comune di Manziana, in OMISSIS, per le
seguenti motivazioni: Assenza dei seguenti documenti: 1) Certificato di iscrizione al
Registro Anagrafico dello stallone; 2) Certificati sanitari dello stallone;
2) di incaricare lArea Decentrata Agricoltura di Roma di notificare la presente
Determinazione a Gabrielli Stefano.

Non ricorrono le condizioni di cui al Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

Avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale


Amministrativo Regionale del Lazio nel termine di sessanta (60) giorni dalla data di pubblicazione
del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, ovvero ricorso straordinario al Capo
dello Stato entro il termine di centoventi (120) giorni.

Il Direttore
Roberto Ottaviani

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 17 aprile 2015, n. G04526
Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280 "Disciplina della
riproduzione animale". D.M. 19 luglio 2000, n. 403 "Nuovo regolamento di esecuzione della legge 30/91".
D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 "Indicazioni operative di competenza regionale". Rilascio autorizzazione alla
gestione di una stazione di monta naturale equina privata. Ditta: "LATINI ANNA MARIA" - Percile (RM) Codice stazione RM0218E. Quinquennio 2015 2019.

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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Oggetto: Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280
Disciplina della riproduzione animale. D.M. 19 luglio 2000, n. 403 Nuovo regolamento di
esecuzione della legge 30/91. D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 Indicazioni operative di competenza
regionale.
Rilascio autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina privata.
Ditta: LATINI ANNA MARIA Percile (RM) Codice stazione RM0218E. Quinquennio 2015
2019.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE,


CACCIA E PESCA
SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Produzioni Agricole e Zootecniche, Trasformazione,
Commercializzazione e Diversificazione delle Attivit Agricole;
VISTA la legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la L. R. 18.02.2002, n. 6 e successive modificazioni Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al Personale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n. 1 del 6
settembre 2002 e successive modificazioni;
VISTA la legge 15 gennaio 1991, n. 30 Disciplina della riproduzione animale, modificata ed
integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280;
VISTO il decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali 19 luglio 2000, n. 403
Approvazione del nuovo regolamento desecuzione della legge 15 gennaio 1991, n. 30,
concernente disciplina della riproduzione animale;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale 8 febbraio 2002, n. 128 con la quale sono state
adottate le indicazioni operative di competenza regionale per lattuazione della legge n. 30/91 e del
D.M. n. 403/2000, modificata ed integrata dalla D.G.R. 18 ottobre 2002, n. 1399;
VISTO il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 recante Riordino della disciplina riguardante
gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni;
PRESO ATTO della domanda presentata allArea Decentrata Agricoltura di Roma il 29/09/2014 ed
acquisita al protocollo della predetta Area al n. 535114 del 29/09/2014, con la quale Latini Anna
Maria, in qualit di titolare della ditta omonima, ha chiesto il rilascio dellautorizzazione alla
gestione della stazione di monta naturale equina privata sita in Comune di Percile (RM), localit Le
Prata;
VISTO il verbale trasmesso dallArea Decentrata Agricoltura di Roma alla Direzione Regionale
Agricoltura e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca con nota n. 186109 del 03/04/2015, acquisita al
protocollo della Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi Area Flussi
Documentali e Protocollo Generale al n. 194913/04/20 del 09/04/2015, con il quale lapposita
Commissione provinciale ha proposto di accogliere la sopra citata domanda per il rilascio
dellautorizzazione alla gestione della stazione di monta naturale equina privata in favore della ditta

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Latini Anna Maria, sita in Percile (RM), localit Le Prata, ai sensi del sopra richiamato D.M. 19
luglio 2000, n. 403, nonch delle indicazioni operative di competenza regionale di cui al documento
approvato con D.G.R. 8 febbraio 2002, n. 128;

DETERMINA
in conformit con le premesse, che qui si intendono integralmente richiamate e che costituiscono
parte integrante del presente Atto:
1) di rilasciare alla ditta LATINI ANNA MARIA, nata a Percile (RM) il 12/05/1957 e
residente a Licenza (RM), in OMISSIS Codice Fiscale: LTNNMR57E52G444C,
lautorizzazione alla gestione della stazione di monta naturale equina privata sita in Comune
di Percile (RM), localit Le Prata, per il quinquennio 2015 2019;
2) di prendere atto che nella stazione opera n. 1 stallone di razza T.P.R. di nome Furioso, ed
ivi praticata la monta brada;
3) di stabilire che:
a) la stazione non autorizzata allinseminazione artificiale con impiego di seme equino fresco
prelevato dagli stalloni che operano nella stazione medesima;
b) alla predetta stazione di monta naturale equina privata attribuito il codice univoco a livello
nazionale: RM0218E;
c) il termine di validit della suddetta autorizzazione il 31 dicembre 2019;
d) per il rinnovo dellautorizzazione dovr essere presentata la relativa domanda entro il 30
settembre 2019;
e) la presente autorizzazione non cedibile ed rinnovabile su richiesta dellinteressato. La
Regione pu revocarla qualora il gestore della stazione si renda inadempiente agli obblighi
previsti allarticolo 6 del D.M. n. 403/2000, oppure vengano meno una o pi condizioni
prescritte per il rilascio dellautorizzazione medesima;
f) il gestore della stazione di monta naturale equina tenuto a rispettare tutti gli obblighi
previsti allarticolo 6 del D.M. 19 luglio 2000 n. 403, e richiamati al punto 1 del documento
approvato con la D.G.R. 8 febbraio 2002, n. 128;
4) di incaricare lArea Decentrata Agricoltura di Roma di notificare la presente
Determinazione a Latini Anna Maria in qualit di titolare della sopra citata stazione di
monta.

Non ricorrono le condizioni di cui al Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

Avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale


Amministrativo Regionale del Lazio nel termine di sessanta (60) giorni dalla data di pubblicazione
del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, ovvero ricorso straordinario al Capo
dello Stato entro il termine di centoventi (120) giorni.

Il Direttore
Roberto Ottaviani

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

Pag. 212 di 425

Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 17 aprile 2015, n. G04527
Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280 "Disciplina della
riproduzione animale". D.M. 19 luglio 2000, n. 403 "Nuovo regolamento di esecuzione della legge 30/91".
D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 "Indicazioni operative di competenza regionale". Rilascio autorizzazione alla
gestione di una stazione di monta naturale equina privata. Ditta: "FELICI DANIELE" - Segni (RM) - Codice
stazione RM0219E. Quinquennio 2015 - 2019.

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Pag. 213 di 425

Oggetto: Legge 15 gennaio 1991, n. 30 modificata ed integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280
Disciplina della riproduzione animale. D.M. 19 luglio 2000, n. 403 Nuovo regolamento di
esecuzione della legge 30/91. D.G.R. 8 febbraio 2002 n. 128 Indicazioni operative di competenza
regionale.
Rilascio autorizzazione alla gestione di una stazione di monta naturale equina privata.
Ditta: FELICI DANIELE Segni (RM) Codice stazione RM0219E. Quinquennio 2015 2019.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE,


CACCIA E PESCA
SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Produzioni Agricole e Zootecniche, Trasformazione,
Commercializzazione e Diversificazione delle Attivit Agricole;
VISTA la legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la L. R. 18.02.2002, n. 6 e successive modificazioni Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al Personale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n. 1 del 6
settembre 2002 e successive modificazioni;
VISTA la legge 15 gennaio 1991, n. 30 Disciplina della riproduzione animale, modificata ed
integrata dalla legge 3 agosto 1999, n. 280;
VISTO il decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali 19 luglio 2000, n. 403
Approvazione del nuovo regolamento desecuzione della legge 15 gennaio 1991, n. 30,
concernente disciplina della riproduzione animale;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale 8 febbraio 2002, n. 128 con la quale sono state
adottate le indicazioni operative di competenza regionale per lattuazione della legge n. 30/91 e del
D.M. n. 403/2000, modificata ed integrata dalla D.G.R. 18 ottobre 2002, n. 1399;
VISTO il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 recante Riordino della disciplina riguardante
gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni;
PRESO ATTO della domanda presentata allArea Decentrata Agricoltura di Roma il 29/08/2014 ed
acquisita al protocollo della predetta Area al n. 478186 del 29/08/2014, con la quale Felici Daniele,
in qualit di titolare della ditta omonima, ha chiesto il rilascio dellautorizzazione alla gestione della
stazione di monta naturale equina privata sita in Comune di Segni (RM), via del Pozzo Lario n. 5;
VISTO il verbale trasmesso dallArea Decentrata Agricoltura di Roma alla Direzione Regionale
Agricoltura e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca con nota n. 186109 del 03/04/2015, acquisita al
protocollo della Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi Area Flussi
Documentali e Protocollo Generale al n. 194913/04/20 del 09/04/2015, con il quale lapposita
Commissione provinciale ha proposto di accogliere la sopra citata domanda per il rilascio
dellautorizzazione alla gestione della stazione di monta naturale equina privata in favore della ditta
Felici Daniele, sita in Segni (RM), via del Pozzo Lario n. 5, ai sensi del sopra richiamato D.M. 19

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luglio 2000, n. 403, nonch delle indicazioni operative di competenza regionale di cui al documento
approvato con D.G.R. 8 febbraio 2002, n. 128;

DETERMINA
in conformit con le premesse, che qui si intendono integralmente richiamate e che costituiscono
parte integrante del presente Atto:
1) di rilasciare alla ditta FELICI DANIELE, nato a Colleferro (RM) il 27/09/1982 e residente
a Segni (RM), in OMISSIS Codice Fiscale: FLCDNL82P27C858V, lautorizzazione alla
gestione della stazione di monta naturale equina privata sita in Comune di Segni (RM), via
del Pozzo Lario n. 5, per il quinquennio 2015 2019;
2) di prendere atto che nella stazione opera n. 1 stallone di razza Puro Sangue Inglese di nome
Thinking Robin, e non praticata la monta brada;
3) di stabilire che:
a) la stazione non autorizzata allinseminazione artificiale con impiego di seme equino fresco
prelevato dagli stalloni che operano nella stazione medesima;
b) alla predetta stazione di monta naturale equina privata attribuito il codice univoco a livello
nazionale: RM0219E;
c) il termine di validit della suddetta autorizzazione il 31 dicembre 2019;
d) per il rinnovo dellautorizzazione dovr essere presentata la relativa domanda entro il 30
settembre 2019;
e) la presente autorizzazione non cedibile ed rinnovabile su richiesta dellinteressato. La
Regione pu revocarla qualora il gestore della stazione si renda inadempiente agli obblighi
previsti allarticolo 6 del D.M. n. 403/2000, oppure vengano meno una o pi condizioni
prescritte per il rilascio dellautorizzazione medesima;
f) il gestore della stazione di monta naturale equina tenuto a rispettare tutti gli obblighi
previsti allarticolo 6 del D.M. 19 luglio 2000 n. 403, e richiamati al punto 1 del documento
approvato con la D.G.R. 8 febbraio 2002, n. 128;
4) di incaricare lArea Decentrata Agricoltura di Roma di notificare la presente
Determinazione a Felici Daniele in qualit di titolare della sopra citata stazione di monta.

Non ricorrono le condizioni di cui al Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

Avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale


Amministrativo Regionale del Lazio nel termine di sessanta (60) giorni dalla data di pubblicazione
del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, ovvero ricorso straordinario al Capo
dello Stato entro il termine di centoventi (120) giorni.

Il Direttore
Roberto Ottaviani

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Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 28 maggio 2015, n. G06574
Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni - AZIENDE AGRICOLE MARTUFI
S.r.l. - Partita IVA 07034531009 - comune di Pomezia (RM). Rilascio autorizzazioni fitosanitarie N. 12/0307

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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Oggetto: Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni AZIENDE AGRICOLE
MARTUFI S.r.l. Partita IVA 07034531009 comune di Pomezia (RM). Rilascio autorizzazioni
fitosanitarie N. 12/0307.
IL DIRETTORE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Su proposta del Dirigente dellArea Servizio Fitosanitario Regionale. Innovazione in Agricoltura
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni: "Disciplina del
sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al Personale
regionale";
VISTO il Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta Regionale n. 1 del 6
settembre 2002 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n.33: Riordino della disciplina riguardante gli
obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni;
VISTO il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni di attuazione della
direttiva 2002/89/CE concernente le misure di protezione contro lintroduzione e la diffusione nella
Comunit di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali;
VISTO il decreto del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 12/11/2009
concernente: Determinazione dei requisiti di professionalit e della dotazione minima delle attrezzature
occorrenti per lesercizio dellattivit di produzione, commercio e importazione di vegetali e prodotti
vegetali, ai sensi dellart. 49, comma 2, lett. d) del D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 214;
VISTA la Legge Regionale 11 Giugno 1996, n. 20, concernente la disciplina del Servizio
Fitosanitario Regionale;
VISTA la determinazione dirigenziale N. A02112 del 19/03/2013 concernente Ricognizione delle
ditte in possesso di autorizzazioni fitosanitarie valide a seguito di comunicazione adeguamento dei requisiti
CONSIDERATO che la ditta AZIENDE AGRICOLE MARTUFI S.r.l., Partita IVA 07034531009,
con sede legale in Via del Mare n. 38/A Pomezia (RM), inserita nellelenco delle ditte ricognite con
determinazione N. A02112 del 19/03/2013 e di essa facente parte integrante;
VISTA la domanda prot. 215603 del 20/04/2015, conservata agli atti del Servizio Fitosanitario
Regionale, presentata dalla ditta AZIENDE AGRICOLE MARTUFI S.r.l., Partita IVA 07034531009, con
sede legale in Via del Mare n. 38/A Pomezia (RM) con la quale si richiede di rilasciare un nuovo atto
autorizzativo con la numerazione e le specifiche conformi allallegato II/A del D.M. 12/11/2009 relativo a :
- autorizzazione art. 19 del DLgs n. 214/2005, categoria commerciante allingrosso di agrumi con
peduncoli e foglie e importatore di altri vegetali;
- iscrizione al registro ufficiale dei produttori;
- autorizzazione alluso del passaporto di sostituzione;
VISTA la documentazione inviata dalla ditta AZIENDE AGRICOLE MARTUFI S.r.l., Partita IVA
07034531009, con sede legale in Via del Mare n. 38/A Pomezia (RM) acquisita al prot. 265131 del
14/05/2015, a seguito della richiesta di integrazione documentale da parte del Servizio Fitosanitario
Regionale atto prot. 260557 del 13/05/2015;
ATTESO che la ditta ha versato le tariffe fitosanitarie dovute per lannualit in corso e per il rilascio
delle autorizzazioni richieste;

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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RITENUTO che sono soddisfatti i requisiti professionali necessari per lesercizio dellattivit, di cui
allart. 4 del D.M. 12/11/2009;
RITENUTO di poter rilasciare alla ditta AZIENDE AGRICOLE MARTUFI S.r.l., Partita IVA
07034531009, con sede legale in Via del Mare n. 38/A Pomezia (RM) le autorizzazioni richieste;

DETERMINA
per quanto in premessa,
ai sensi del D.Lgs. 19 agosto 2005 n. 214 e successive modificazioni, del D.M. 12 novembre 2009,
relativamente alla ditta AZIENDE AGRICOLE MARTUFI S.r.l.,
Partita IVA: 07034531009;
Indirizzo sede legale: Via del Mare n. 38/A Pomezia (RM)
Indirizzo centro aziendale codice 001: Via Mascagni snc Aprilia (LT)
- di rilasciare lautorizzazione art. 19 del DLgs n. 214/2005, categoria commerciante allingrosso di agrumi
con peduncoli e foglie e importatore altri vegetali;
- di rilasciare liscrizione al registro ufficiale dei produttori;
- di attribuire la numerazione delle autorizzazioni fitosanitarie in possesso della ditta con il numero
12/0307;
- di rilasciare lautorizzazione alluso del passaporto di sostituzione per i seguenti vegetali e prodotti
vegetali commercializzati nel centro aziendale 001:
N.
ord.
1

Settore di
attivit
Frutta

Frutta

Frutta

Nome botanico di
specie e/o generi
Citrus L. e relativi
ibridi
Fortunella Swingle

Zone protette

Codice ZP

Specifiche

---

---

Frutti con peduncoli e foglie

---

---

Frutti con peduncoli e foglie

Poncirus Raf., e
relativi ibridi

---

---

Frutti con peduncoli e foglie

- di imporre alla ditta le prescrizioni previste allallegato III, lettera F.a, F.b del D.M. 12/11/2009.
La ditta tenuta ad aggiornarsi sulle normative in materia fitosanitaria consultabili sui siti
istituzionali del Servizio Fitosanitario Regionale e del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e
Forestali, Servizio Fitosanitario Centrale.
La presente determinazione non esonera il titolare dallobbligo di conformarsi alle disposizioni
urbanistiche, ambientali, sanitarie ed a munirsi di ogni altra autorizzazione richiesta dalla normativa vigente.
La presente determinazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale telematico della Regione Lazio.
Ricorrono le condizioni di cui allarticolo 23, comma 1, del D.Lgs. 33/2013.

IL DIRETTORE REGIONALE
Roberto Ottaviani

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Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06696
Reg. (UE) n. 1308/2013 e Reg. (CE) n.555/2008 e s.s. m.m. e i.i. Programma Nazionale di Sostegno del
settore vitivinicolo. DGR n. 186 del 6 maggio 2011. Misura Investimenti. Campagna 2014/2015.
Approvazione elenchi regionali delle domande annuali ammissibili e delle domande annuali non ammissibili.
- Autorizzazione al finanziamento. Adozione del modello di Provvedimento di concessione dell'aiuto per
investimenti annuali.

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Oggetto: Reg. (UE) n. 1308/2013 e Reg. (CE) n.555/2008 e s.s. m.m. e i.i. Programma Nazionale di
Sostegno del settore vitivinicolo. DGR n. 186 del 6 maggio 2011. Misura Investimenti. Campagna
2014/2015. Approvazione elenchi regionali delle domande annuali ammissibili e delle domande annuali non
ammissibili. - Autorizzazione al finanziamento. Adozione del modello di Provvedimento di concessione
dellaiuto per investimenti annuali.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE,


CACCIA E PESCA
VISTA la Legge Statutaria 11 novembre 2004, n. 1 Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e ss. mm. e ii. recante Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza e al Personale Regionale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale, n. 1 del 6
settembre 2002 e ss. mm. e ii.;
VISTO il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 avente ad oggetto Riordino della disciplina
riguardante gli obblighi di pubblicita', trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni;
VISTA la D.G.R. n. 85 del 30 aprile 2013, con cui stato conferito lincarico di Direttore della Direzione
Regionale Agricoltura e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca del Dipartimento Istituzionale e Territorio al
dott. Roberto Ottaviani;
VISTO il Regolamento (CE) n. 1234 del Consiglio del 22 ottobre 2007 recante Organizzazione Comune dei
Mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM), come
modificato dal regolamento (CE) n. 491/09 del Consiglio del 25 maggio 2009, ed in particolare larticolo 103
duovicies;
VISTO il regolamento (UE) N. 1308/2013 del parlamento europeo e del consiglio del 17 dicembre 2013
recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, in particolare lart. 50, e che abroga i
regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio;
CONSIDERATO che larticolo 231 del citato Regolamento (UE) n. 1308/2013 prevede che: I programmi
pluriennali adottati anteriormente al 1 gennaio 2014 continuano a essere disciplinati dalle pertinenti
disposizioni del regolamento (CE) n. 1234/2007 dopo l'entrata in vigore del presente regolamento e fino alla
loro scadenza;
VISTO il Regolamento (CE) n. 555 della Commissione, del 27 giugno 2008 e s.s. m.m.e i.i. recante
modalit di applicazione del Regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio relativo allOrganizzazione
Comune del Mercato vitivinicolo, in ordine ai programmi di sostegno, agli scambi con i paesi terzi, al
potenziale produttivo e ai controlli nel settore vitivinicolo, ed in particolare la sezione 6 Investimenti art.
17 Misure ammissibili, come da ultimo modificata dal Regolamento di esecuzione (UE) n. 752/2013 della
Commissione del 31 luglio 2013;
VISTO il Reg. delegato (UE) n. 612/2014 della Commissione dell11 marzo 2014 che integra il
Regolamento (UE) n. 1308/2013 e modifica il Regolamento (CE) n. 555/2008 per quanto riguarda le nuove
misure nel quadro dei programmi nazionali di sostegno nel settore vitivinicolo;
VISTO il regolamento (CE) n. 436/2009 della Commissione del 26 maggio 2009 e ss. mm. e ii., recante
modalit di applicazione del Reg. (CE) n. 479/2008 del Consiglio in ordine allo schedario viticolo, alle
dichiarazioni obbligatorie e alle informazioni per il controllo del mercato, ai documenti che scortano il
trasporto dei prodotti e alla tenuta dei registri nel settore vitivinicolo;

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VISTO il Reg. delegato (UE) n. 907/2014 della Commissione dell11 marzo 2014 che integra il Reg.
1306/2013 per quanto riguarda gli organismi pagatori e altri organismi, la gestione finanziaria, la
liquidazione dei conti, le cauzioni e luso delleuro, che abroga, tra laltro, il Reg. di esecuzione (UE) n.
282/2012 della Commissione del 28 marzo 2012 recante fissazione delle modalit comuni di applicazione
del regime delle garanzie per i prodotti agricoli;
VISTO il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5 avente ad oggetto Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e
di sviluppo convertito con modificazioni dalla L. 4 aprile 2012, n. 35 ed in particolare larticolo n. 25,
comma 2, riguardante il fascicolo aziendale elettronico di cui all'art. 9 del DPR 1 dicembre 1999, n. 503, e
all'art. 13 del D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99;
VISTO il Programma Nazionale di Sostegno al settore vitivinicolo (quinquennale) 2014-2018 notificato dal
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) alla Commissione Europea con nota
prot. n. 1834 del 1 marzo 2013 e le relative modifiche ed integrazioni inviate alla Commissione a luglio del
2013, cos come richiesto dalla stessa Commissione;
VISTO il DM del MIPAAF n. 1831 del 4 marzo 2011 e ss. mm. e ii. recante disposizioni nazionali di
attuazione dei Regolamenti (CE) nn. 1234/2007 e 555/2008, per quanto riguarda lapplicazione della Misura
Investimenti, come da ultimo modificato con D.M. del MIPAF n. 2634 del 22 aprile 2015;
CONSIDERATO che ai sensi dellarticolo n. 2 comma 4 del Decreto n. 1831/2011 e ss. mm. e ii. lelenco
dettagliato delle operazioni ammesse riportato per ogni singola Regione nellAllegato 1 del medesimo
decreto redatto in coerenza con i criteri di demarcazione e complementariet con i Programmi di Sviluppo
Rurale;
VISTO il Decreto del MIPAAF n. 3741 del 20 giugno 2014 avente ad oggettoProgramma di sostegno al
settore vitivinicolo Ripartizione della dotazione finanziaria relativa allanno 2015 con il quale vengono
stanziati, tra laltro, per la Regione Lazio complessivi 6.103.106,00 per le Misure facenti parte del
Programma Nazionale di Sostegno del Settore Vino, di cui 1.228.215,00 per la Misura Investimenti;
VISTE le Circolari di AGEA ACIU.2011.265 del 7 aprile 2011, ACIU.2011.412 del 20 maggio 2011,
UMU.2011.921 del 14 luglio 2011, ACIU.2012.014 del 16 gennaio 2012 inerenti lattuazione dei
regolamenti (CE) n. 479/2008 del Consiglio e n. 555/2008 della Commissione, e del DM 4 marzo 2011, n.
1831, per quanto riguarda la misura degli Investimenti;
VISTA la DGR n. 186 del 6 maggio 2011 con la quale si adotta nella Regione Lazio, a decorrere dalla
campagna vitivinicola 2010/2011, la Misura Investimenti prevista dal Piano Nazionale di Sostegno per il
settore vitivinicolo, in attuazione dei Regg. (CE) n. 1234/07 e n. 555/08 e del sopra citato D.M. n. 1831 del
4/03/2011;
VISTE le Istruzioni Operative di AGEA DPMU.2015.0000052 n. 3/OCM del 12 gennaio 2015 avente ad
oggetto: PNS - OCM Unica Reg. (UE) n. 1308/2013 e s.m.i. art. 50. Istruzioni operative relative alle
modalit e condizioni per laccesso allaiuto comunitario per la Misura degli Investimenti della campagna
2014/2015;
VISTE le Istruzioni Operative di AGEA UMU.2015.433 n. 19 del 18 marzo 2015 avente ad oggetto: OCM
Unica Reg. (UE) n. 1308/2013 art. 50 Misura Investimenti. Istruzioni operative relative alle modalit e
condizioni per la presentazione delle domande di pagamento a saldo per gli investimenti annuali, e per la
presentazione delle domande di pagamento anticipo per gli investimenti biennali. Campagna 2014/2015;
CONSIDERATO che le Istruzioni operative di AGEA DPMU.2015.0000052 n. 3/OCM del 12 gennaio
2015 sopra citate fissano (punto 17) al 30 agosto 2015 e al 31 agosto 2016 i termini per la realizzazione degli
investimenti e per la presentazione delle domande di pagamento, rispettivamente per le domande annuali e
biennali, e stabiliscono (punto 26) che le procedure di liquidazione si concludono per gli investimenti annuali
e per gli anticipi degli investimenti biennali entro il 15 ottobre 2015 e per gli investimenti biennali a saldo
entro il 15 ottobre 2016 date di chiusura dellesercizio finanziario comunitario;

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CONSIDERATO che le Istruzioni operative di AGEA UMU.2015.433 n. 19 del 18 marzo 2015 sopra citate
stabiliscono, tra laltro, (ultimo capoverso punto 2) che lUfficio Regionale competente per territorio dovr
far pervenire allOP AGEA le Schede distruttoria, in allegato agli elenchi di liquidazione entro e non oltre il
22 settembre 2015;
VISTA la Determinazione dirigenziale n. G00561 del 28 gennaio 2015 Reg. (UE) n. 1308/2013 e Reg.
(CE) n. 555/2008 e ss. mm. e ii. Programma Nazionale di Sostegno (PNS) Settore Vitivinicolo. DM del
MIPAAF n. 1831 del 4 marzo 2011 e ss. mm. e ii. DGR n. 186 del 6 maggio 2011. Disposizioni Regionali
Attuative della Misura Investimenti. Campagna 2014-2015;
PRESO ATTO che nelle Disposizioni Regionali Attuative (DRA) della Misura Investimenti. Campagna
2014-2015, approvate con la citata Determinazione n. G00561/2015, allart. 5 Modalit per la presentazione
delle domande si stabilisce che possono essere presentate domande per progetti di durata annuale da
completare entro il 31 luglio 2015 e per progetti di durata biennale da completare entro il 31 luglio 2016,
diversamente da quanto stabilito nelle citate Istruzioni Operative AGEA n. 3/OCM del 12 gennaio 2015, al
fine di permettere leffettuazione dei controlli amministrativi ed in loco in tempo utile per linvio ad AGEA
degli elenchi di pagamento entro il 22 settembre 2015;
CONSIDERATO che con la rimodulazione del piano di riparto dei fondi destinati alla Regione Lazio
nellambito del PNS Settore Vitivinicolo per lanno 2015, di cui alla determinazione n. G00508/2015, sono
stati destinati alla Misura Investimenti complessivamente 3.001.250,53, e che detraendo da questi la
somma impegnata per il pagamento del saldo delle domande biennali 2013/2014 ammesse ( 3.001.250,53-
1.914.453,33) sono risultati disponibili i fondi pari a 1.086.797,20 per finanziare le domande annuali
2014/2015 ritenute ammissibili e collocate in posizione utile nella graduatoria regionale;
VISTO il DM del MIPAAF n. 4615 del 5 agosto 2014 avente ad oggettoDisposizioni nazionali di
attuazione del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e del regolamento
(CE) n. 555/2008 della Commissione per quanto riguarda le comunicazioni relative agli anticipi con il
quale si stabilisce che a partire dalla campagna 2013/2014, i beneficiari delle misure afferenti lOCM
Vitivinicolo che hanno percepito anticipi trasmettono allOrganismo Pagatore limporto delle spese sostenute
al 15 ottobre di ciascun anno, per i quali anticipi non stata presentata domanda di saldo o richiesta di
collaudo finale;
VISTA la richiesta dellArea Politiche di Mercato ed Organizzazione Filiere. Progettazione Integrata
inviata alle Aree Decentrate Agricoltura con e-mail del 22 aprile 2015 con cui sono stati richiesti gli elenchi
delle domande ammissibili annuali e biennali e dei relativi importi della Misura Investimenti - Campagna
2014-2015, chiedendo linvio degli elenchi provinciali entro il 28 aprile 2015;
VISTE le note delle Aree Decentrate Agricoltura di:

Roma n. 234253 del 29 aprile 2015, acquisita al protocollo regionale n. 244032 del 5 maggio 2015,
con la quale sono stati trasmessi gli elenchi di n.12 domande annuali ammissibili per un contributo
complessivo di 736.415,27, n. 3 annuali non ammissibili;
Frosinone n. 230154 del 27 aprile 2015, con la quale sono stati trasmessi gli elenchi di n. 3 domande
annuali ammissibili per un contributo complessivo di 64.646,49, n. 0 annuali non ammissibili;
Viterbo n. 264155 del 14 maggio 2015, acquisita al protocollo regionale n. 267948 del 15 maggio
2015, con la quale sono stati trasmessi gli elenchi di n.8 domande annuali ammissibili per un
contributo complessivo di 257.531,73, n. 1 annuale non ammissibile;
Latina n. 232427 del 28 aprile 2015, acquisita al protocollo regionale n. 236754 del 30 aprile 2015,
come integrata con e-mail del 13 maggio 2015, con la quale sono stati trasmessi gli elenchi di n.5
domande annuali ammissibili per un contributo complessivo di 280.590,54, n. 0 annuali non
ammissibili;
Rieti con e-mail del 27 aprile 2015, con la quale sono stati trasmessi gli elenchi di n.0 domande
annuali ammissibili, n. 0 biennali ammissibili, n. 0 annuali non ammissibili, n. 0 biennali non
ammissibili;

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DATO ATTO che, dalle sopra citate comunicazioni delle Aree Decentrate dellAgricoltura risultano 28
domande annuali istruite con esito positivo per un contributo complessivo pari a 1.339.184,03, per un
investimento complessivo di 3.348.230,05;
CONSIDERATO che
la somma impegnata per il pagamento del saldo delle domande biennali 2013/2014 da effettuare
nellanno 2015, di cui alla Determinazione n. G10393/2014, pari a 1.951.821,36, che decurtato
della somma erogata a titolo di anticipo alla ditta Cantina Bacco per 37.368,03, risulta di importo
complessivo pari a 1.914.453,33;
la somma stanziata per il pagamento nel 2015 delle domande biennali ammesse per la campagna
2013/2014, di cui alla Determinazione n. G10393/2014, pari a 1.914.453,33 e che in seguito alle
rinunce presentate da parte di due ditte beneficiarie (Pandolfo Gabriele 51.096,00; Cantina Sociale
del Piglio 83.763,12) il contributo delle biennali 2013/2014 pari a 1.779.594,21;
TENUTO CONTO che con la rimodulazione dei fondi destinati alla Regione Lazio nellambito del PNS
Settore Vino per il 2015, di cui alla Determinazione n. G06625 del 29 maggio 2015, sono stati allocati, tra
laltro, i fondi per la Misura Investimenti per complessivi 3.120.000,00;
CONSIDERATO pertanto che la somma dellimporto del contributo delle domande biennali ammesse per la
campagna 2013/2014 di 1.779.594,21 e dellimporto del contributo delle 28 domande annuali ammissibili
per la campagna 2014/2015 di 1.339.184,03, pari a complessivi 3.118.778,24 rientra nei fondi stanziati
per la Misura Investimenti per lannualit 2015 di 3.120.000,00;
RITENUTO pertanto di approvare lElenco Regionale delle domande annuali ammissibili per la campagna
2014-2015 (all.1), allegato alla presente determinazione di cui costituisce parte integrante e sostanziale, e di
ammettere a finanziamento tutte le 28 domande annuali inserite nella graduatoria delle domande ammissibili;
RITENUTO di approvare lElenco Regionale delle domande annuali non ammissibili, rinunciate e
irricevibili per la campagna 2014-2015 (all.2), allegato alla presente determinazione di cui costituisce parte
integrante e sostanziale, comprendente 4 domande annuali di cui 1 rinunciata e 3 domande non ammissibili;
RITENUTO altres di approvare e adottare il modello del Provvedimento di concessione dellaiuto per
investimenti annuali (all.3) ), allegato alla presente determinazione di cui costituisce parte integrante e
sostanziale;
RITENUTO di autorizzare il finanziamento delle 28 domande annuali ammesse di cui al sopra citato Elenco
Regionale (all.1), per una spesa complessiva di contributo pubblico pari a 1.339.184,03 per un
investimento complessivo finanziabile di 3.348.230,05;
RITENUTO di dare mandato ai dirigenti delle Aree Decentrate Agricoltura di Roma, Latina, Viterbo e
Frosinone di emettere il Provvedimento di concessione dellaiuto alle ditte comprese nellElenco Regionale
delle domande annuali ammissibili per la campagna 2014-2015 (all.1), redatto secondo il modello di cui
allallegato 3, solo in seguito al ricevimento del presente atto, la cui validit subordinata alla previa
pubblicazione nella sezione Trasparenza della Regione Lazio;

DETERMINA
in conformit con le premesse, che costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento:
-

di approvare l lElenco Regionale delle domande annuali ammissibili per la campagna 2014-2015
(all.1) allegato alla presente determinazione di cui costituisce parte integrante e sostanziale, e di
ammettere a finanziamento tutte le 28 domande annuali inserite nella graduatoria delle domande
ammissibili;
di approvare l lElenco Regionale delle domande annuali non ammissibili, rinunciate e irricevibili
per la campagna 2014-2015 (all.2) allegato alla presente determinazione di cui costituisce parte

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integrante e sostanziale, comprendente 4 domande annuali di cui 1 rinunciata e 3 domande non


ammissibili;
di approvare e adottare il modello del Provvedimento di concessione dellaiuto per investimenti
annuali (all.3), allegato alla presente determinazione di cui costituisce parte integrante e
sostanziale;
di autorizzare il finanziamento delle 28 domande annuali ammesse di cui al sopra citato Elenco
Regionale (all.1), per una spesa complessiva di contributo pubblico pari a 1.339.184,03 per un
investimento complessivo finanziabile di 3.348.230,05;
di dare mandato ai dirigenti delle Aree Decentrate Agricoltura di Roma, Latina, Viterbo e Frosinone
di emettere il Provvedimento di concessione dellaiuto alle ditte comprese nellElenco Regionale
delle domande annuali ammissibili per la campagna 2014-2015 (all.1), redatto secondo il modello di
cui allallegato 3, solo in seguito al ricevimento del presente atto, la cui validit subordinata alla
previa pubblicazione nella sezione Trasparenza della Regione Lazio.

Ricorrono le condizioni di cui allarticolo 26 del Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013.
Avverso il presente provvedimento, ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale o, in
alternativa, al Presidente della Repubblica, rispettivamente entro i termini di sessanta e centoventi giorni
dalla data di pubblicazione della presente determinazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
Il presente provvedimento sar pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito internet della
Direzione Regionale Agricoltura e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca www.agricoltura.regione.lazio.it.

Il Direttore Regionale
Roberto Ottaviani

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VT

RM

RM

RM

CANTINA
STEFANONI DI
STEFANONI
STEFANO & C.
SNC

5562000933
11162871005
VINI VANNELLI
6

5562000887
SOC. AGR.
4
PARVUS AGER

SOC.AGR.
5562000612
FORESTALE LA
5
TORRE

80017720378

08633770584

5,562E+10

01214180562

Provin
Ragione sociale
cia

CUAA

Codice
domanda

Nu
m.
prog
.

231.996,57

316.822,26

36.600,00

35.723,86

Investimento
richiesto
()

92.798,63

126.728,00

14.640,00

14.289,54

Contributo
richiesto ()

prot n 232941
del 28/04/2015

Estremi
Motivazioni
rinuncia
di non
(data e n. prot.) ricevibilit

NO

NO

prot.215990 del
20/04/2015 tramite PEC

La Ditta non possiede il titolo di


possesso dove si realizzer
l'investimento per un periodo di almeno
cinque anni, come previsto all' art.4 del
Bando (Propriet,Usufrutto, Contratto
d'affitto) Punteggio inferiore a 20 punti

La Ditta ha gi presentato una domanda


di adesione alla OCM Vitivinicola - Mis.
Strutturali nell'ambito della campagna
vitivinicola 2013-2014 presentata in data
28/02/2014 prot. 126687, cod. dom.
45620010491, relativa tra l'altro,
prot. 211857 del
all'edificazione di un locale enoteca e
17/04/2015 tramite PEC
barriccaia, che ad oggi non ancora
completato. Per tale motivazione il
progetto presentato nella campagna
2014/2015 non immediatamente
cantierabile.

NO

Prot. n. 235303 del


29/04/2015

Presentazione di
controdeduzioni da parte
della ditta (SI/NO).

La domanda riporta un punteggio pari a


15 e pertanto non pu essere ammessa a
finanziamento ai sensi dellart.13 del
Bando: Allegato alla Determinazione
G00561 del 28/01/2015.

Motivazioni di non ammissibilit.

prot. e data
comunicazione dei
motivi ostativi
all'accoglimento
dell'istanza (art. n. 10
bis della legge 241/90)

ELENCO DOMANDE ANNUALI NON AMMISSIBILI, RINUNCIATE E IRRICEVIBILI

DRA DE n. G00561 del 28/01/2015 - Campagna 2014-2015

REG. (UE) n. 1308/2013 e Reg. (CE) n. 555/2008 e ss.mm.ii.


Misura Investimenti

10/05/2015

Locchi Giovanni

Gianfranco Volpi

Taurisano
Rosanna

Sanna Stefano

Data in cui sono


scaduti i termini per
Responsabile del
la presentazione
procedimento
delle
controdeduzioni.

Note

Allegato 2

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Direzione Regionale Agricoltura e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca


Area Decentrata Agricoltura di _________________________

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Allegato 3

Reg. (CE) n. 1308/2013 e Reg. (CE) n. 555/2008.


Misura Investimenti
CAMPAGNA 2014-2015

PROVVEDIMENTO DI CONCESSIONE DELL AIUTO PER


INVESTIMENTI ANNUALI
PROVVEDIMENTO N. .. del ...

Beneficiario
CUAA
Codice Agea della domanda di aiuto
Titolo del progetto
Determinazione n

del

Spesa ammessa
Contributo concesso
Spesa a carico del beneficiario

IL DIRIGENTE DELL AREA DECENTRATA AGRICOLTURA DI _________________


VISTO il Regolamento (CE) 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre 2007, recante Organizzazione Comune dei
Mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM), come modificato
dal Regolamento (CE) n. 491/2009 del Consiglio del 25/05/2009 che ha abrogato il Reg. (CE) 479/2008 del
Consiglio del 29/04/2008 relativo allorganizzazione comune del mercato vitivinicolo;
VISTO il Regolamento (CE) n. 555/2008 della Commissione del 27 giugno 2008, recante modalit di applicazione
del Regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio del 29/04/2008 relativo allorganizzazione comune del mercato
vitivinicolo, in ordine ai programmi di sostegno, agli scambi con i paesi terzi, al potenziale produttivo e ai controlli
nel settore vitivinicolo;
VISTO il regolamento (UE) N. 1308/2013 del parlamento europeo e del consiglio del 17 dicembre 2013 recante
organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, in particolare lart. 50, e che abroga i regolamenti (CEE) n.
922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio;
CONSIDERATO che larticolo 231 del citato Regolamento (UE) n. 1308/2013 prevede che: I programmi pluriennali
adottati anteriormente al 1 gennaio 2014 continuano a essere disciplinati dalle pertinenti disposizioni del
regolamento (CE) n. 1234/2007 dopo l'entrata in vigore del presente regolamento e fino alla loro scadenza;
VISTO il Reg. delegato (UE) n. 612/2014 della Commissione dell11 marzo 2014 che integra il Regolamento (UE) n.
1308/2013 e modifica il Regolamento (CE) n. 555/2008 per quanto riguarda le nuove misure nel quadro dei
programmi nazionali di sostegno nel settore vitivinicolo;
VISTO il regolamento (CE) n. 436/2009 della Commissione del 26 maggio 2009, recante modalit di applicazione
del Reg. (CE) n. 479/2008 del Consiglio in ordine allo schedario viticolo, alle dichiarazioni obbligatorie e alle
informazioni per il controllo del mercato, ai documenti che scortano il trasporto dei prodotti e alla tenuta dei registri
nel settore vitivinicolo;
VISTO il Decreto del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali 04/03/2011 n. 1831, come da ultimo
modificato con D.M. del MIPAF n. 2634 del 22 aprile 2015, concernente disposizioni nazionali di attuazione dei
Regolamenti (CE) n. 1234/2007 del Consiglio e n. 555/2008 della Commissione per quanto riguarda lapplicazione
della misura degli investimenti;
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VISTA la raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 06/05/2003, relativa alla definizione delle
microimprese, piccole e medie imprese, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dellUnione europea n. 124 del
20/05/2003;
VISTA la DGR 06/05/2011 n. 186 relativa alladozione della misura investimenti nella Regione Lazio a decorrere
dalla campagna vitivinicola 2010/2011 prevista dal programma nazionale di sostegno per la viticoltura in attuazione
dei Regg.(CE) n. 1234/2007 e n. 555/2008;
VISTA la Circolare di AGEA Coordinamento prot. n. ACIU.2011.265 del 7 aprile 2011 avente ad oggetto
Attuazione dei regolamenti (CE) n. 479/2008 del Consiglio e n. 555/2008 della Commissione, e del DM 4 marzo
2011, n. 1831, per quanto riguarda la misura degli investimenti;
VISTE le Istruzioni Operative di AGEA DPMU.2015.0000052 n. 3/OCM del 12 gennaio 2015 avente ad oggetto:
PNS - OCM Unica Reg. (UE) n. 1308/2013 e s.m.i. art. 50. Istruzioni operative relative alle modalit e condizioni per
laccesso allaiuto comunitario per la Misura degli Investimenti della campagna 2014/2015;
VISTE le Istruzioni Operative di AGEA UMU.2015.433 n. 19 del 18 marzo 2015 avente ad oggetto: OCM Unica
Reg. (UE) n. 1308/2013 art. 50 Misura Investimenti. Istruzioni operative relative alle modalit e condizioni per la
presentazione delle domande di pagamento a saldo per gli investimenti annuali, e per la presentazione delle domande
di pagamento anticipo per gli investimenti biennali. Campagna 2014/2015;
VISTA la Determinazione dirigenziale n. G00561 del 28 gennaio 2015 Reg. (UE) n. 1308/2013 e Reg. (CE) n.
555/2008 e ss. mm. e ii. Programma Nazionale di Sostegno (PNS) Settore Vitivinicolo. DM del MIPAAF n. 1831 del
4 marzo 2011 e ss. mm. e ii. DGR n. 186 del 6 maggio 2011. Disposizioni Regionali Attuative della Misura
Investimenti. Campagna 2014-2015;
VISTA la domanda codice AGEA n. _____________________, intesa ad ottenere i benefici previsti dalla normativa
sopra citata, presentata dal Sig. ________________________________________, in qualit di
______________________
dellazienda___________________________________________________
CUAA_________________________;
VISTI gli impegni assunti e le dichiarazioni rese dal richiedente o dal rappresentante legale al Quadro G della
domanda di aiuto presentata in data_____________ protocollo n. ____________;
DATO ATTO che con nota prot. n. del//. stato dato incarico al funzionario
istruttore di procedere allistruttoria della richiamata domanda di aiuto per
verificare la ricevibilit e lammissibilit del progetto proposto e di determinare lentit dellaiuto concedibile;
VISTO il verbale istruttorio predisposto dal funzionario Responsabile del procedimento __________________ in
data ______________ ;
DATO ATTO che sulla base delle risultanze istruttorie e dall'esame del progetto effettuato dal funzionario
responsabile del procedimento di cui sopra:
- il richiedente possiede tutti i requisiti e rispetta tutte le condizioni di ammissibilit indicate nelle DRA di cui alla
citata DD n. G00561/2015;
- la documentazione a corredo del progetto e le dichiarazioni relative alla domanda di aiuto sono valide e coerenti con
quanto richiesto dalle citate DRA;
- gli investimenti proposti rispondono ai requisiti di ammissibilit di cui alle citate DRA;
VISTA la Determinazione n. ___________ del __/___/______, con la quale stato autorizzato a favore di codesta
Ditta il finanziamento della domanda di aiuto n. _______________ relativa alla Misura Investimenti, campagna
2014/2015;
DISPONE

1) al beneficiario di seguito specificato


BENEFICIARIO
CUAA
Cognome e Nome / Ragione sociale
Indirizzo dellazienda
Comune

Provincia

Dati identificativi del titolare (in caso di ditta individuale o persona fisica)
Luogo di nascita
Data di nascita
Indirizzo
n.
Comune
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CAP

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Prov.

CAP

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Telefono/Fax

Dati identificativi del rappresentante legale (in caso si societ)


Cognome e Nome
Codice Fiscale
Luogo di nascita
Data di nascita
Indirizzo
n.
Comune
Prov.
CAP
Telefono/Fax
Per il progetto di seguito specificato
PROGETTO
Domanda di aiuto codice Agea n. ______________________
investimento ANNUALE per il quale tutte le operazioni indicate in domanda e ammesse a finanziamento
devono essere completate entro il 31.07.2015, salvo proroghe stabilite da AGEA;
Descrizione del progetto

Codici intervento e relativa descrizione


Codici intervento e relativa descrizione
Intervento 1: realizzazione, ristrutturazione, ampliamento e
adeguamento delle strutture di trasformazione,
confezionamento, commercializzazione, conservazione e
stoccaggio dei prodotti vitivinicoli, anche al fine del
miglioramento ambientale. Sono comprese spese per
strutture destinate al commercio al dettaglio, per sale di
degustazione e per uffici.
Intervento 2: acquisto di macchinari e impianti tecnologici,
recipienti, contenitori, barriques, macchine e attrezzature
nuove, comprese quelle informatiche e i relativi programmi,
impiegati nella trasformazione, confezionamento,
commercializzazione, conservazione e stoccaggio dei
prodotti vitivinicoli.
Intervento 3: spese per attrezzature e arredi per locali
destinati al commercio al dettaglio, per sale di degustazione
e per uffici per un investimento ammissibile per il singolo
intervento non superiore a 80.000;
.
Intervento 4: Introduzione di sistemi volontari per la
certificazione di processo e di prodotto.

Descrizione:

Descrizione:

Descrizione:

Descrizione:

Intervento 5: Interventi volti al potenziamento ed alla Descrizione:


razionalizzazione delle fasi della logistica.
Tra le spese ammesse per la realizzazione delle operazioni di cui agli interventi da 1 a 5, sono comprese le spese
generali quali onorari di consulenti, tecnici, agronomi, architetti e ingegneri, studi di fattibilit, consulenze e
acquisizione di brevetti e licenze entro i seguenti limiti:
fino ad un massimo del 10 % dellinvestimento per lavori e opere edili;
fino ad un massimo del 5 % dellinvestimento per tutti gli altri investimenti ammissibili.

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E concesso il contributo di .. in conto capitale, per un investimento complessivo massimo ammesso di


.. (al netto di IVA a carico della ditta beneficiaria).
In merito gli investimenti approvati e finanziati, in considerazione dei massimali di spesa previsti dagli articoli n. 7 e
12 delle Disposizioni Regionali Attuative della Misura Investimenti approvate con Determinazione n. G00561 del 28
gennaio 2015, sono di seguito riportati distinti per intervento e per voce di spesa:
PROSPETTO A
A1) Intervento 1: realizzazione, ristrutturazione, ampliamento e adeguamento delle strutture di trasformazione,
confezionamento, commercializzazione, conservazione e stoccaggio dei prodotti vitivinicoli, anche al fine del
miglioramento ambientale. Sono comprese spese per strutture destinate al commercio al dettaglio, per sale di
degustazione e per uffici
RICHIESTO
FINANZIATO*
Descrizione voce di spesa
Investimento % Contributo Investimento % Contributo

TOTALE EURO
A2) Intervento 2: acquisto di macchinari e impianti tecnologici, recipienti, contenitori, barriques, macchine e
attrezzature nuove, comprese quelle informatiche e i relativi programmi, impiegati nella trasformazione,
confezionamento, commercializzazione, conservazione e stoccaggio dei prodotti vitivinicoli;
RICHIESTO
FINANZIATO
Descrizione voce di spesa
Investimento % Contributo Investimento % Contributo

TOTALE EURO
A3) Intervento 3: spese per attrezzature e arredi per locali destinati al commercio al dettaglio, per sale di
degustazione e per uffici per un investimento ammissibile per il singolo intervento non superiore a 80.000;
Descrizione voce di spesa

TOTALE EURO

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RICHIESTO
FINANZIATO
Investimento % Contributo Investimento % Contributo

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A4) Intervento 4: Introduzione di sistemi volontari per la certificazione di processo e di prodotto.


RICHIESTO
FINANZIATO
Descrizione voce di spesa
%
Investimento
Contributo Investimento % Contributo

TOTALE EURO
A5) Intervento 5: Interventi volti al potenziamento ed alla razionalizzazione delle fasi della logistica.
RICHIESTO
FINANZIATO
Descrizione voce di spesa
%
Investimento
Contributo Investimento % Contributo

TOTALE EURO
* si tratta della spesa effettivamente ammissibile, alla luce delle eventuali riduzioni applicate allimporto
ammissibile per il rispetto dei massimali previsti dalle D.R.A.

PROSPETTO B
RIEPILOGO FINALE
IN QUESTO RIQUADRO SONO RIPORTATI I TOTALI GI INSERITI NEI RIQUADRI A1, A2, A3, A4 E A5

Descrizione voce di spesa

RICHIESTO
FINANZIATO
%
Investimento
Contributo Investimento % Contributo

Intervento 1
Intervento 2
Intervento 3
Intervento 4
Intervento 5
TOTALE EURO
La spesa relativa al contributo finanziato, e rientrante nellimpegno assunto con la Determinazione sopra citata,
pari a ......., mentre la spesa a carico della ditta beneficiaria pari a
..... .
Lattuazione del progetto approvato e finanziato deve avvenire in conformit alle disposizioni previste dalla normativa
citata in oggetto e a quanto disposto dallarticolo n. 10 (Realizzazione dellinvestimento) dellallegato A alla
Determinazione n. G00561/2015.
In particolare la S.V., anche in adempimento alle dichiarazioni rese al momento della presentazione della domanda,
oltre agli impegni assunti allatto della sottoscrizione della domanda di sostegno comunitario (cfr Quadro G della
domanda medesima), ha lobbligo di rispettare i seguenti impegni:

a) eseguire le opere, i lavori e gli acquisti, nel pieno rispetto delle norme e dei regolamenti vigenti, secondo le
indicazioni tecniche espresse nei pareri, nulla osta, concessioni o autorizzazioni e in ottemperanza alle
prescrizioni istruttorie richiamate nel presente provvedimento;

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b) eseguire e concludere tutti gli interventi ammessi a finanziamento, salvo proroghe stabilite da AGEA, entro e
c)
d)
e)

f)

g)
h)
i)
j)
k)
l)
m)

non oltre il 31.07.2015. A tale proposito tutte le spese per gli interventi finanziati dovranno essere sostenute e
quietanziate entro il 31.07.2015;
garantire, per cinque anni dalla data di liquidazione del saldo finale, la pronta reperibilit e la conservazione
degli originali dei titoli di spesa, della documentazione contabile e di ogni altro atto amministrativo
eventualmente utilizzato per la realizzazione degli interventi approvati e finanziati;
rinunciare ad ogni altro finanziamento pubblico per linvestimento previsto negli interventi progettuali
finanziati con il presente provvedimento;
rispettare, nei 5 (cinque) anni successivi alla data della liquidazione del saldo finale il vincolo di cui
allarticolo n. 72 del regolamento (CE) n. 1698/2005 per cui ai beni realizzati o acquistati grazie al contributo
pubblico ricevuto non possono essere apportate modifiche sostanziali che: a) ne alterino la natura o le
condizioni di esecuzione o conferiscano un indebito vantaggio ad una impresa o a un ente pubblico; b) siano
conseguenza di un cambiamento dellassetto proprietario di uninfrastruttura ovvero della cessazione o della
rilocalizzazione di una attivit produttiva;
esibire ai funzionari incaricati dellaccertamento finale, che ne acquisiscono fotocopia, gli originali dei
documenti fiscali (fatture quietanzate, titoli di pagamento, ecc.) relativi alle spese sostenute. In sede di
accertamento dellesecuzione dei lavori i funzionari incaricati provvederanno allannullamento delle fatture
originali apponendo la seguente dicitura: OCM Vino. Reg. (CE) n. 1234/2007 e s.s. m.m. e i.i. Misura
investimenti. Campagna _____/_____ Domanda di aiuto annuale n. ____________, Data: ___/___/____, e
la firma del funzionario incaricato;
affiggere una targhetta informativa in ogni bene oggetto di aiuto riportante la dicitura: OCM Vino. Reg. (CE)
n. 1234/2007 e s.s. m.m. e i.i. Misura investimenti. Campagna _____/_____ Domanda di aiuto annuale n.
____________;
tenere sollevata ed indenne lAmministrazione regionale da qualsiasi vertenza per fatto di terzi in dipendenza
dellesecuzione dei lavori e delle opere del progetto medesimo;
ottemperare ad ogni richiesta da parte dellAmministrazione Regionale e di altre autorit competenti di dati e
notizie relativi alla realizzazione del progetto, necessarie per lo svolgimento delle attivit di monitoraggio
fisico e finanziario del progetto;
consentire che le Autorit competenti abbiano accesso, in ogni momento e senza restrizioni, agli impianti e
alle sedi dell'impresa nonch a tutta la documentazione che sar ritenuta necessaria ai fini dell'istruttoria e dei
controlli;
segnalare tempestivamente alla competente Area Decentrata Agricoltura eventuali danneggiamenti provocati
da elementi esterni, determinanti la parziale o totale compromissione dellintervento finanziato;
presentare, tramite lapposita applicazione presente nel portale SIAN la domanda di pagamento corredata
dei relativi giustificativi di spesa entro il 31.07.2015, fatte salve eventuali proroghe stabilite dallOrganismo
Pagatore Agea;
accettare le eventuali modifiche alla normativa comunitaria, nazionale e regionale introdotte con successive
disposizioni, anche in materia di controlli e sanzioni.

N.B.: Il mancato adempimento a quanto sopra prescritto comporter lavvio delle procedure afferenti alla
decadenza dellaiuto concesso, nonch alla revoca del provvedimento di Concessione dellaiuto in argomento.

DISPOSIZIONI SPECIFICHE PER LA MISURA


Domanda di pagamento
Le domande di pagamento devono essere presentate tramite lapposita applicazione presente nel portale SIAN
Investimenti vitivinicolo - Gestione Domande Pagamento e fatte salve eventuali proroghe stabilite dallOrganismo
Pagatore Agea entro il 31.7.2015.
Dopo aver provveduto alla stampa definitiva, alla firma e al rilascio informatico, la domanda di pagamento deve
essere presentata allArea Decentrata Agricoltura competente per territorio entro il 31.07.2015 fatte salve eventuali
proroghe stabilite dallOrganismo Pagatore Agea.
La domanda di pagamento dovr essere corredata della seguente documentazione:
OCM Vino. Reg. (CE) n. 1234/2007 Misura Investimenti

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1) relazione finale con data di inizio e fine dei lavori e indicazione degli investimenti realizzati firmata da
un tecnico abilitato;
2) Per gli investimenti strutturali:
- comunicazione fine lavori presentata al Comune competente;
- computo metrico consuntivo dei lavori effettivamente eseguiti e della relativa spesa, redatto con la
stessa impostazione del computo preventivo e che evidenzi le eventuali differenze rispetto al progetto
iniziale;
- elaborato grafico con l'individuazione delle opere e dei lavori per i quali stato chiesto laiuto;
- tabella di raffronto tra computo metrico preventivo e consuntivo con lattribuzione delle fatture per
elenco voci.
3) copia conforme alloriginale dei giustificativi di spesa: fatture quietanzate o documenti contabili aventi
forza probatoria, da cui si evinca, tra laltro, che la data di emissione sia successiva alla presentazione
della domanda di aiuto informatizzata e, fatte salve eventuali proroghe stabilite dallOrganismo Pagatore
Agea, pari o antecedente al 31.7.2015 ;
4) copia conforme alloriginale dei giustificativi di pagamento. Al fine di rendere trasparenti e
documentabili tutte le operazioni finanziarie connesse alla realizzazione degli interventi, il beneficiario,
per dimostrare lavvenuto pagamento delle spese, potr utilizzare le seguenti modalit:
- Bonifico o ricevuta bancaria (Riba). Il beneficiario deve produrre copia del bonifico o della Riba, con
riferimento a ciascuna fattura rendicontata. Tale documentazione, rilasciata dallistituto di credito, deve
essere allegata alla pertinente fattura. Nel caso in cui il bonifico sia disposto tramite home banking, il
beneficiario del contributo tenuto a produrre la stampa delloperazione dalla quale risulti la data ed il
numero della transazione eseguita, oltre alla descrizione della causale delloperazione a cui la stessa fa
riferimento.
- Carta di credito collegata al conto corrente indicato nella domanda di aiuto e di saldo. La
documentazione rilasciata dallistituto di credito relativa a pagamenti effettuati con carta di credito
collegata al conto corrente indicato nella domanda di aiuto e di saldo deve essere allegata alla pertinente
fattura.
In nessun caso ammesso il pagamento tramite assegno, vaglia postale o in contanti.
5) estratto conto rilasciato dallistituto di credito di appoggio ove sono elencate le scritture contabili
eseguite;
6) elenco analitico dei documenti giustificativi di spesa con gli estremi dei pagamenti effettuati;
7) dichiarazione liberatoria delle ditte fornitrici;
8) certificato di agibilit (cos come previsto dal DPR 380/2001) nel caso in cui il progetto riguardi:
- nuove costruzioni;
- ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;
- interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrit,
risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati;
9) certificati di conformit degli impianti realizzati;
10) certificati di conformit per i macchinari e le attrezzature acquistate;
11) DIA sanitaria (ove prevista);
12) Schema finanziario finale con indicazione dei riferimenti dei bonifici e delle relative fatture e
certificato di regolare esecuzione dei lavori;
13) documentazione fotografica concernente gli investimenti realizzati;
14) eventuale documentazione comprovante la sussistenza di cause di forza maggiore a giustificazione della
mancata o parziale realizzazione degli investimenti, ai sensi dellart. 31 del Reg. CE n. 73 del 2009;
15) eventuale documentazione comprovante la sussistenza di cause di forza maggiore (ai sensi dellart. 31 del
Reg. CE n. 73 del 2009) a giustificazione della mancata o tardiva presentazione delle Dichiarazioni
obbligatorie ai sensi del Reg. CE n. 436/2009.
Sebbene il termine ultimo per la realizzazione dellinvestimento sia il 31-07-2015 per gli interventi riconducibili a
quelli previsti dallarticolo 24 del D.P.R. n. 380/2001 i lavori devono essere terminati in tempo utile per ottenere,
entro la suddetta data, il rilascio del certificato di agibilit da parte del Comune competente.
I funzionari responsabili dellaccertamento finale possono richiedere, qualora ritenuto necessario, ulteriore
documentazione.
LOrganismo Pagatore per lerogazione dei contributi ai beneficiari rappresentato da AGEA.
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I pagamenti sono erogati ai beneficiari, a fronte delle spese ammissibili effettivamente sostenute, documentate e
verificate.
Non sono concessi acconti (SAL). Per le domande annuali non sono previsti anticipi.
Eleggibilit delle spese: sono eleggibili a finanziamento le spese sostenute nel periodo che va dalla data di
presentazione della domanda di aiuto informatizzata e fino al 31/07/2015.
Decadenza in caso di parziale realizzazione dellinvestimento
Ai sensi dellart. 5 comma 4 del Decreto MIPAAF n. 1831 del 4 MARZO 2011 Laiuto versato solo dopo
leffettiva realizzazione dellinvestimento globale proposto e delleffettuazione del controllo in loco di tutte le
operazioni contenute nella domanda di aiuto. Tuttavia, in caso di forza maggiore o di circostanze eccezionali ai sensi
dellart. 31 del regolamento (CE) n. 73/2009, laiuto pu essere versato anche dopo la realizzazione di singole
operazioni.
Ai sensi dellarticolo 19 del Reg. (CE) n. 555/2008 se in fase di accertamento finale dei lavori emerge che
unoperazione globale contemplata dalla domanda di aiuto non stata pienamente attuata per motivi diversi
dalla forza maggiore o da circostanze eccezionali, di cui allarticolo 31 del regolamento (CE) n. 73/2009 o non
stato rispettato quanto previsto dallarticolo n. 10 (Realizzazione dellinvestimento) dellallegato A alla
Determinazione n. G00561/2015, relativamente alle modifiche non sostanziali si procede alla revoca
dellaiuto.

DISPOSIZIONI FINALI
Per quanto non previsto nel presente provvedimento di concessione si fa riferimento alla vigente normativa
comunitaria, nazionale e regionale, ed alle relative disposizioni attuative e ad apposite circolari predisposte da AGEA,
dintesa con le Regioni competenti, relativamente ai controlli in loco ed ai pagamenti stessi, ai controlli ex-post,
nonch alle modalit di gestione dei ricorsi, delle decadenze, delle revoche e dei recuperi degli importi liquidati.
Avverso il presente provvedimento si pu adire lautorit giudiziaria competente nei tempi e modi stabiliti dalla legge.
Prescrizioni:________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
IL DIRIGENTE DELL
AREA DECENTRATA AGRICOLTURA
________________________________________________
N.B. Il presente provvedimento viene trasmesso in duplice copia in quanto una copia deve essere sottoscritta, in
ciascuna pagina, dalla ditta beneficiaria per accettazione e restituita a questa Area Decentrata Agricoltura.

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ATTESTAZIONE DI RICEVUTA ED ACCETTAZIONE SENZA RISERVE

 Il sottoscritto ........................................................., in qualit di titolare/legale rappresentante della Ditta


........... dichiara di aver preso visione delle clausole e delle prescrizioni contenute nel
Provvedimento di concessione dellaiuto n. .......... del ...../...../........ emesso dallArea Decentrata Agricoltura
di ..........................e di accettarle senza riscontrare motivi ostativi e rinunciando ad opporre riserve di
qualsiasi genere.
Firma del beneficiario/legale rappresentante
________________________________________

 Il sottoscritto ........................................................., in qualit di soggetto delegato dalla Ditta


....................... dichiara di aver preso visione delle clausole e delle prescrizioni contenute nel
Provvedimento di concessione dellaiuto n. .......... del ...../...../........ emesso dallArea Decentrata Agricoltura
di .......................... e di accettarle senza riscontrare motivi ostativi e rinunciando ad opporre riserve di
qualsiasi genere.
In allegato:
- delega
- copia fronte/retro del documento di riconoscimento del delegante
- copia fronte/retro del documento di riconoscimento del delegato
Luogo..., data .

Firma del delegato dalla ditta beneficiaria


_____________________________________

Documento di riconoscimento presentato: n


...
Rilasciato da:
Con scadenza il: ..
Firma del funzionario ricevente la dichiarazione
____________________________________________

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Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06697
Oggetto: Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni CORTESE VERUSKA Partita 01534960560 - comune di Viterbo (VT). Rilascio e rinnovo autorizzazioni fitosanitarie N.
VT/12/0534.

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Oggetto: Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni CORTESE VERUSKA Partita
01534960560 comune di Viterbo (VT). Rilascio e rinnovo autorizzazioni fitosanitarie N. VT/12/0534.
IL DIRETTORE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Su proposta del Dirigente dellArea Servizio Fitosanitario Regionale. Innovazione in Agricoltura
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni: "Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al Personale regionale";
VISTO il Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta Regionale n. 1 del 6 settembre
2002 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n.33: Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di
pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni;
VISTA la Decisione di Esecuzione della Commissione del 30 settembre 2014 n. 2014/690/UE che abroga la
decisione 2006/464/CE che stabilisce misure demergenza provvisorie per impedire lintroduzione e la diffusione nella
Comunit di Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu;
VISTO il Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni di attuazione della direttiva
2002/89/CE concernente le misure di protezione contro lintroduzione e la diffusione nella Comunit di organismi
nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali;
VISTO il Decreto Legislativo 25 giugno 2010 n. 124 Attuazione della direttiva 2008/90 relativa alla
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti;
VISTO il Decreto del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 14 aprile 1997
concernente le norme tecniche sulla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle
piante da frutto destinate alla produzione di frutti;
VISTO il Decreto del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 12/11/2009 concernente:
Determinazione dei requisiti di professionalit e della dotazione minima delle attrezzature occorrenti per lesercizio
dellattivit di produzione, commercio e importazione di vegetali e prodotti vegetali, ai sensi dellart. 49, comma 2, lett.
d) del D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 214;
VISTA la Legge Regionale 11 Giugno 1996, n. 20, concernente la disciplina del Servizio Fitosanitario
Regionale;
VISTA lautorizzazione prot. n. 0367 del 12/02/2001 per limpianto di vivaio e per il commercio di piante,
parti di piante, semi e bulbi rilasciata dalla Regione Lazio, alla ditta CORTESE VERUSKA Partita 01534960560, con
sede in Viterbo (VT), Strada Santa Caterina snc;
VISTO il certificato di iscrizione al Registro dei Produttori del Lazio (RUP) ed il certificato di accreditamento
fornitore per la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da frutto
destinate alla produzione di frutto, prot. n. 0798 del 22/03/2002, dal quale risulta che la ditta CORTESE VERUSKA
Partita 01534960560, con sede legale in Viterbo (VT), Via Gorizia n. 30, iscritta con il n. VT0021/fr, ed autorizzata
alluso del passaporto delle piante per le specie: Castanea Mill., Citrus L., Malus Mill., Cydonia Mill., Cotoneaster
Ehrn, Crataegus L., Mespilus L., Pyracantha Roem, Prunus L. (escluso P. laurocerases e P. lusitanica) Vitis L.,
Leucanthemum spp., Picea spp., Pinus spp., Platanus spp., Populus spp., Abies spp., Quercus spp., Dianthus spp.;
VISTO il certificato di iscrizione al Registro dei Produttori del Lazio (RUP), prot. n. 16283 del 06/02/2007,
dal quale risulta che la ditta CORTESE VERUSKA Partita 01534960560, ha variato la sede legale in Viterbo (VT),
alla Strada Santa Caterina snc, ed iscritta con il numero 01534960560;
VISTA la nota prot. n. 132446 del 23/07/2009, con la quale, ai sensi della Decisione n. 2006/464/CE e del
Decreto Ministeriale 30 ottobre 2007, stato imposto alla ditta Cortese Veruska il divieto di movimentazione dei
vegetali di Castanea Mill. e la conseguente sospensione dellautorizzazione alluso del passaporto delle piante per la
specie Castanea Mill., in quanto il centro aziendale della ditta sito in Strada Santa Caterina snc a Viterbo (VT) ricadente

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in zona di insediamento per il cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus) ai sensi della Determinazione Dirigenziale
n. 1825/2009;
VISTA la determinazione dirigenziale n. G10170 del 14/07/2014, con la quale sono state rinnovate le
autorizzazioni fitosanitarie in possesso della ditta ed stata rilasciata lautorizzazione alluso del passaporto delle piante
UE per Pyrus L., Sorbus L., Vegetali di Solanacee eccetto specie a tuberi o stoloni di Solanum L. e Solanum
jasminoides, Vegetali di Araceae, Marantaceae, e Strelitziaceae;
VISTA la determinazione dirigenziale n. G00655 29/01/2015, con la quale stato attribuito il numero
VT/12/0534 alle autorizzazioni fitosanitarie in possesso della ditta CORTESE VERUSKA Partita 01534960560
comune di Viterbo (VT).
VISTA la domanda, prot. n. 229343 del 27/04/2015 conservata agli atti del Servizio Fitosanitario Regionale,
presentata dalla ditta CORTESE VERUSKA Partita 01534960560, con sede legale in Viterbo (VT), Strada Santa
Caterina n. 1, per il rilascio dellautorizzazione alluso del passaporto delle piante UE per le seguenti specie vegetali:
Castanea Mill.;
CONSIDERATO che la ditta pu movimentare vegetali di Castanea Mill. in zone non protette della UE in
quanto la Decisione n. 2014/690/UE, abrogando la decisione 2006/464/CE, fa decadere i fondamenti normativi sulla
base dei quali era stato imposto il divieto di movimentazione e la conseguente sospensione dellautorizzazione alluso
del passaporto delle piante per la specie Castanea Mill. prot. n. 132446 del 23/07/2009;
ATTESO che la ditta ha versato le tariffe fitosanitarie dovuta per lannualit in corso;
RITENUTO di poter rilasciare alla ditta CORTESE VERUSKA Partita 01534960560, con sede legale in
Viterbo (VT), Strada Santa Caterina n. 1, lautorizzazioni alluso del passaporto richieste;
DETERMINA
per quanto in premessa,
ai sensi del D.Lgs. 19 agosto 2005 n. 214 e successive modificazioni, del D.M. 12 novembre 2009, del D.M. 09 Agosto
2000 e del D.M. 14 aprile 1997
relativamente alla ditta CORTESE VERUSKA
Partita IVA: 01534960560
Indirizzo sede legale: Strada Santa Caterina n. 1, 01100 Viterbo (VT)
Indirizzo centro aziendale codice 001: Strada Santa Caterina n. 1, 01100 Viterbo (VT)
in possesso dellautorizzazione art. 19 del DLgs n. 214/2005, categoria produttore e commerciante di piante,
delliscrizione al registro ufficiale dei produttori, accreditamento fornitore per la commercializzazione dei materiali di
moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da frutto destinate alla produzione di frutto e dellautorizzazione
alluso del passaporto delle piante UE per le specie: Abies spp., Citrus L., Cotoneaster Ehrn, Crataegus L., Cydonia
Mill., Dianthus spp., Leucanthemum spp., Malus Mill., Mespilus L., Picea spp., Pinus spp., Platanus spp., Populus spp.,
Prunus L. (escluso P. laurocerases e P. lusitanica), Pyracantha Roem, Pyrus L., Quercus spp., Solanum jasminoides,
Sorbus L., Vitis L., Vegetali di Araceae, Marantaceae, e Strelitziaceae, Vegetali di Solanacee eccetto specie a tuberi o
stoloni di Solanum L.
-

di rilasciare lautorizzazione alluso del passaporto delle piante UE per Castanea Mill. e pertanto la ditta risulta
autorizzata alluso del passaporto delle piante UE per i seguenti vegetali e prodotti vegetali prodotti nel centro
aziendale 001:

N.
ord.
1

Settore di
attivit
Ornamentali

Nome botanico di
specie e/o generi
Abies Mill.

Zone protette

Codice ZP

Specifiche

---

---

Ornamentali

ARACEAE

---

---

Fruttiferi

Citrus L. e relativi ibridi

---

---

Fruttiferi

Castanea Mill

---

---

Fruttiferi

Cotoneaster Ehrn.

b)2

Fruttiferi

Crataegus L.

E EE F IRL I LV
LT P SI SK FI - UK
E EE F IRL I LV
LT P SI SK FI - UK

Vegetali, destinati alla piantagione,


ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi

b)2

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

b)2

Dianthus spp.

E EE F IRL I LV
LT P SI SK FI - UK
---

Ornamentali

Leucanthemum spp.

---

---

10

Fruttiferi

Malus Mill.

b)2

11

Ornamentali

MARANTACEAE

E EE F IRL I LV
LT P SI SK FI - UK
---

12

Fruttiferi

Mespilus L.

b)2

13

Ornamentali

Picea spp.

E EE F IRL I LV
LT P SI SK FI - UK
---

14

Ornamentali

Pinus spp.

---

---

15

Ornamentali

Platanus spp.

---

---

16

Ornamentali

Populus spp.

---

---

17

Fruttiferi

---

---

18

Ornamentali

Prunus L. (escluso P.
laurocerasus e P.
lusitanica)
Pyracantha Roem.

b)2

19

Fruttiferi

Pyrus L.

20

Ornamentali

Quercus spp.

E EE F IRL I LV
LT P SI SK FI - UK
E EE F IRL I LV
LT P SI SK FI - UK
---

21

Ornamentali

---

---

22

Ornamentali

SOLANACEE (escluso
specie a tuberi o stoloni
di Solanum L. e
Solanum jasminoides)
STRELITZIACEAE

---

---

23

Fruttiferi

Sorbus L:*

b)2

24

Fruttiferi

Vitis L.

E EE F IRL I LV
LT P SI SK FI - UK
---

Fruttiferi

Cydonia Mill.,

Ornamentali

---

---

b)2
---

---

Vegetali, destinati alla piantagione,


ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi

Vegetali, destinati alla piantagione,


ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione,
ad eccezione delle sementi

autorizzazione alluso del passaporto delle piante UE di sostituzione RP per tutte le specie per cui la ditta
autorizzata alluso del passaporto UE e per la specie:

N.
ord.
1

---

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Settore di
attivit
Ornamentali

Nome botanico di
specie e/o generi
Solanum jasminoides

Zone protette

Codice ZP

Specifiche

---

---

Vegetali, destinati alla piantagione,


ad eccezione delle sementi

di imporre alla ditta le prescrizioni previste allallegato III, lettera A e B del D.M. 12/11/2009.

La presente determinazione non esonera il titolare dallobbligo di conformarsi alle disposizioni urbanistiche,
ambientali, sanitarie ed a munirsi di ogni altra autorizzazione richiesta dalla normativa vigente.
La presente determinazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale telematico della Regione Lazio.
Ricorrono le condizioni di cui allart.3 del D.L. n.33/2013.
IL DIRETTORE REGIONALE
Roberto Ottaviani

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Pag. 239 di 425

Regione Lazio
DIREZIONE CENTRALE ACQUISTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06653
Nomina della Commissione Giudicatrice dell'appalto specifico indetto dalla Regione Lazio per la fornitura di
ausili tecnici per persone disabili di cui agli elenchi 2 e 3 del D.M. 332/99.

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OGGETTO: Nomina della Commissione Giudicatrice dellappalto specifico indetto dalla Regione
Lazio per la fornitura di ausili tecnici per persone disabili di cui agli elenchi 2 e 3 del D.M. 332/99.
LA DIRETTRICE DELLA DIREZIONE REGIONALE CENTRALE ACQUISTI
Su Proposta del Dirigente dellArea Gestione delle Procedure di Gara;
VISTA la Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n.3;
VISTA la Legge Statutaria n. 1 dell11.11.2004: Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge Regionale n. 6 del 18.02.2002, avente ad oggetto: Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale, e s.m.i.;
VISTO il Regolamento Regionale n. 1 del 6.09.2002, Regolamento di organizzazione degli uffici e dei
servizi della Giunta Regionale, e s.m.i.;
VISTO il Regolamento Regionale 28.03.2013, n. 2, concernente: Modifiche al regolamento regionale 6
settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale)
ed in particolare lart. 7, comma 2, che modifica la lettera b) del comma 1 dellart. 20 del r.r. 1/2002 e che
istituisce la Direzione Regionale Centrale Acquisti;
VISTA la D.G.R. n. 92 del 30.04. 2013, con la quale stato conferito allAvv. Elisabetta Longo
lincarico di Direttrice della Direzione Regionale Centrale Acquisti;
VISTA la D.G.R. n. 121 del 5.06.2013 concernente Modifiche al regolamento regionale 6 settembre
2002, n. 1;
VISTE le Determinazioni n. B03054 del 17.07. 2013, n. B03910 del 10.09.2013, n. G01553 del
5.11.2013, n. G00214 del 14.01.2014 e n. G01292 del 7.02.2014, n. G03846 del 27.03.2014, nonch, da
ultimo, n. G03407 del 25.03.2015 e n. G04399 del 15.04.2015, con le quali stato definito lassetto
organizzativo della Direzione Regionale Centrale Acquisti;
VISTO lAtto di organizzazione n. G05783 del 13.05.2015 (pubblicato sul BUR n. 39 del 14.05.2015), il
quale, ai sensi dellart. 162 del Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta
regionale n. 1/2002 e successive modificazioni, attiva la ricerca di professionalit per laffidamento
dellincarico di dirigente dellArea Gestione delle procedure di gara della Direzione regionale Centrale
Acquisti a soggetto esterno allamministrazione regionale, nelle more della quale il suddetto incarico
dirigenziale svolto dalla Direttrice, Avv. Elisabetta Longo;
VISTO il Decreto Legislativo n. 163/06 e s.m.i. concernente il Codice dei Contratti Pubblici relativi a
lavori, servizi e forniture ed in particolare lart. 84 Commissione giudicatrice in caso di aggiudicazione
con il criterio dellofferta economicamente pi vantaggiosa;
VISTA la Determinazione n. G18606 del 22.12.2014 avente ad oggetto: Appalto specifico indetto dalla
Regione Lazio per la fornitura di ausili tecnici per persone disabili di cui agli elenchi 2 e 3 del D.M.
332/99 Approvazione schemi atti ed indizione gara;
PRESO ATTO che, alla data odierna, n. 10 operatori economici hanno fatto pervenire i loro plichi per la
procedura in argomento, entro il termine fissato per la ricezione delle stesse, 31 marzo 2015, per un totale
di complessive 69 offerte per i 12 lotti costituenti la gara stessa;
CONSIDERATO che laggiudicazione avverr secondo le modalit previste dallart. 83 del Decreto
Legislativo n.163/06 e s.m.i. e cio con il criterio dellofferta economicamente pi vantaggiosa;
CONSIDERATO che la Commissione deve essere composta da un numero dispari di componenti, che
abbiano maturato unadeguata esperienza professionale;

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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CONSIDERATO che, al fine di reperire le adeguate professionalit, questa Direzione, con nota 89135
del 18.02.2015, ha richiesto alle ASL i cui fabbisogni sono stati contemplati nella gara in oggetto, e che
non abbiano gi, attraverso proprio personale, partecipato al relativo gruppo di lavoro, lindicazione di
nominativi di dipendenti dotati di adeguata capacit ed esperienza;
VISTE le risposte alla suddetta richiesta, e, nello specifico:
ASL Rieti (prot. 7512 del 24.02.2015);
ASL Roma B (prot. 0016029 del 2.03.2015);
ASL Roma H (prot. 19289 del 3.03.2015);
ASL Roma G (prot. 2895 del 4.03.2015);
ASL Roma C (prot. 24955 del 6.03.2015);
ASL Frosinone (prot. 222/D4 del 11.03.2015);
ASL Roma E (prot. 0019801 del 24.04.2015);
CONSIDERATO che la suddivisione in lotti della gara in oggetto strutturata, oltre che su categorie
merceologiche, anche su base territoriale, risultando a tal fine la Regione Lazio ripartita in due aree: Area
A (ASL Roma D, Roma F, Roma E, Roma H, Viterbo e Latina) e Area B (ASL Roma Roma B, Roma C,
Rieti e Frosinone);
RITENUTO opportuno, pertanto, acquisire un membro di commissione per ciascuna delle due aree nelle
quali il territorio della Regione Lazio suddiviso;
RITENUTO inoltre di individuare, tra le ASL che hanno risposto alla suddetta richiesta, in Roma E e
Frosinone le strutture dalle quali acquisire i membri di Commissione per la gara in argomento, per la
rilevanza del bacino dutenza a ciascuna di esse riferibile (destinato, per la ASL Roma E, ad aumentare
ulteriormente, a seguito dellaccorpamento con la ASL Roma A, disposto dai Programmi Operativi 20132015);
CONSIDERATO che le ASL Frosinone e Roma E hanno indicato rispettivamente il Dott. Antonio
Palumbo (nota prot. 222/D4 datata 11.03.2015) e la Dott.ssa Francesca Provenzano (nota prot. 19801 del
24.04.2015) quali dipendenti idonei a ricoprire il ruolo di membro della Commissione;
VISTI i curricula trasmessi dai dipendenti suddetti a questa Stazione Appaltante, con mail
rispettivamente del 17.03.2015 e 4.05.2015, e valutati gli stessi come idonei allincarico de quo;
RITENUTO pertanto di individuare, quali membri della Commissione in argomento, i seguenti
professionisti:
- il Dott. Antonio Palombo, Responsabile U.O. Medicina Legale Distretto C ASL Frosinone;
- la Dott.ssa Francesca Provenzano, Responsabile U.O.S. Riabilitazione Territoriale XVII e Unit
Clinica Valutativa (U.C.V.) ASL Roma E;
VISTA la nota 276807 del 21.05.2015, con la quale la scrivente Direzione ha richiesto alla Direzione
Generale dellAzienda Sanitaria Locale Roma E lautorizzazione per la partecipazione della Dott.ssa
Francesca Provenzano alle attivit della Commissione Giudicatrice della gara in argomento, in qualit di
membro della stessa, nonch la nota prot. 25213 del 28.05.2015 (acquisita al protocollo della Regione
Lazio con n. 291626 del 28.05.2015), con la quale la Direzione Generale interpellata ha rilasciato
lautorizzazione richiesta;
VISTA la nota 276812 del 21.05.2015, con la quale la scrivente Direzione ha richiesto alla Direzione
Generale dellAzienda Sanitaria Locale Frosinone lautorizzazione per la partecipazione del Dott.
Antonio Palombo alle attivit della Commissione Giudicatrice della gara in argomento, in qualit di
membro della stessa, nonch il nulla osta rilasciato in data 27.05.2015 dalla Direzione Generale
interpellata (acquisito al protocollo della Regione Lazio con n. 290498 del 27.05.2015);

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CONSIDERATO che, allinterno della Regione Lazio, la Dott.ssa Alessandra Mecozzi, Dirigente
dellUfficio Assistenza Protesica della Direzione Salute ed Integrazione Sociosanitaria, stata individuata
quale soggetto idoneo a ricoprire il ruolo di Presidente della Commissione, per lattinenza dellincarico
ricoperto alla fornitura oggetto della gara in argomento, nonch alla relativa utenza e mercato;
RITENUTO di non prevedere alcun compenso per la partecipazione alla Commissione Giudicatrice di
gara in argomento;
per le motivazioni indicate in premessa,

DETERMINA

di nominare la Commissione Giudicatrice dellappalto specifico indetto dalla Regione Lazio per la
fornitura di ausili tecnici per persone disabili di cui agli elenchi 2 e 3 del D.M.332/99:
Presidente: Dott.ssa Alessandra Mecozzi, Dirigente dellUfficio Assistenza Protesica della
Direzione Salute ed Integrazione Sociosanitaria;
Membro:

Dott. Antonio Palombo, Responsabile U.O. Medicina Legale Distretto C ASL


Frosinone;

Membro:

Dott.ssa Francesca Provenzano, Responsabile U.O.S. Riabilitazione Territoriale


XVII e Unit Clinica Valutativa (U.C.V.) ASL Roma E;

di non prevedere alcun compenso per la partecipazione alla Commissione Giudicatrice di Gara di cui
trattasi;

di pubblicare la presente Determinazione sul BURL.

La Direttrice della Direzione


Centrale Acquisti
Avv. Elisabetta Longo

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Regione Lazio
DIREZIONE CULTURA E POLITICHE GIOVANILI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 5 giugno 2015, n. G06937
DGR n. 472/2011. Legge regionale 7 giugno 1999, n. 6, art. 82: "Disposizioni in materia di comunit
giovanili", e ss.mm.ii. Annualit 2015. Approvazione dell'Avviso pubblico per i finanziamenti riferiti
all'esercizio finanziario 2016

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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OGGETTO: DGR n. 472/2011. Legge regionale 7 giugno 1999, n. 6, art. 82: Disposizioni in
materia di comunit giovanili, e ss.mm.ii. Annualit 2015. Approvazione
dellAvviso pubblico per i finanziamenti riferiti allesercizio finanziario 2016.
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE CULTURA E POLITICHE GIOVANILI

Su proposta del Dirigente dellArea Politiche Giovanili e Creativit;


VISTA

la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n 6 recante: Disciplina del sistema


organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza
ed al personale regionale e s.m.i.;

VISTO

il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta


Regionale n.1 del 6 settembre 2002 e s.m.i.;

VISTA

la Legge Regionale 20 novembre 2001, n. 25 e successive modificazioni, che


detta norme in materia di programmazione, bilancio e contabilit della
Regione;

VISTA

la Legge 7 agosto 1990, n. 241 e s.m.i. che detta, tra laltro, norme in materia
di procedimento amministrativo;

VISTA

la Legge 4 agosto 2006, n. 248, quale conversione e modificazione del decreto


legge 4 luglio 2006, n. 223, recante, tra laltro, disposizioni urgenti per il
rilancio economico e sociale, e listituzione Fondo per le politiche giovanili;

VISTO

il D.P.R. 5 ottobre 2010, n, 207: Regolamento di esecuzione ed attuazione del


D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163;

VISTO

il D.lgs. 23 giugno 2011, n. 118: Disposizioni in materia di armonizzazione


dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e
dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n.
42;

VISTA

la Legge Regionale 30 dicembre


2013,
n. 14 avente per oggetto:
Bilancio di previsione finanziario della Regione 2014-2016;

VISTO

il Decreto del Presidente della Regione Lazio 30 dicembre 2013, n.


T00463 avente per oggetto: Bilancio di previsione finanziario della Regione
Lazio 2014-2016. Adozione del bilancio redatto per capitoli di entrata
allinterno di ciascuna categoria e per capitoli di spesa allinterno di ciascun
macro aggregato. Autorizzazione nei confronti del Segretario generale
allassegnazione dei capitoli di spesa delle Direzioni regionali competenti;

VISTA

la DGR 30 dicembre 2013, n. 520 avente per oggetto: Bilancio di


previsione finanziario della Regione Lazio 2014-2016. Adozione del bilancio
redatto per categorie con dettaglio fino al V livello del piano dei conti per le
entrate e per macro aggregati con dettaglio fino al IV livello del piano dei conti
per le spese;

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

VISTA

VISTA

Pag. 245 di 425

la Legge regionale del 30 dicembre 2014, n. 17 Legge di Stabilit regionale


2015;
la Legge regionale del 30 dicembre 2014, n. 18 Bilancio di previsione
finanziario della Regione Lazio 2015-2017;

VISTA

la Deliberazione della Giunta regionale del 27 gennaio 2015, n. 24


Applicazione delle disposizioni di cui allart. 39, comma 4, del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n 118 e successive modifiche e ulteriori
disposizioni per la gestione del bilancio di previsione finanziario della Regione
Lazio 2015-2017;

VISTA

la Legge Regionale 7 giugno 1999, n. 6, concernente Disposizioni finanziarie


per la redazione del bilancio di previsione della Regione Lazio per lesercizio
1999 e successive modifiche ed in particolare lart. 82 concernente
Disposizioni in materia di Comunit Giovanili;

VISTA

la Legge Regionale 10 maggio 2001 n. 10: Disposizioni finanziarie per la


redazione del bilancio della Regione Lazio per lesercizio finanziario 2001
che allarticolo 45 apporta modifiche allarticolo 82 della L.R. n. 6/99;

VISTA

la Legge Regionale 29 novembre 2001, n. 29, recante norme in materia di


promozione e coordinamento delle politiche in favore dei giovani;

VISTA

la Legge Regionale 28 aprile 2006, n. 4: Legge finanziaria regionale per


lesercizio 2006 in particolare larticolo n. 103: Modifica allarticolo 82 della
legge regionale 7 giugno 1999, n. 6 relativo alle comunit giovanili che
approva il seguente testo:
1. il comma 7 bis dellart. 82 della l.r. 6/1999 sostituito dal seguente:
7 bis. La Giunta regionale, con propria deliberazione e previa ricognizione
effettuata dalle strutture competenti, provvede ogni anno allindividuazione
delle comunit giovanili che operano con continuit e che abbiano stabilito
un consolidato legame con il territorio di riferimento, che dispongano gi di
una sede operativa e che svolgano quotidiana attivit di aggregazione
sociale. Con il medesimo provvedimento la Giunta determina, nellambito
dello stanziamento annuale, la quota da destinare alle iniziative di cui al
presente comma, che comunque non pu superare il 40 per cento della
disponibilit nonch il contributo relativo da assegnare ai soggetti
individuati. La deliberazione di cui al comma 7 adeguata alle disposizioni
di cui al presente comma nei termini e con le procedure in esso previste per
ladozione;

VISTA

la D.G.R. n. 5066 del 12 ottobre 1999 con la quale sono stati definiti i criteri e
le modalit per lerogazione dei benefici previsti per favorire le comunit
giovanili di cui allart. 82 della legge regionale 07 giugno 1999, n. 6;

VISTA

la D.G.R. n. 1848 del 30 novembre 2001 con la quale stata adeguata la


deliberazione di Giunta Regionale del 12 ottobre 1999, n. 5066 al sopra citato
art. 45 della legge regionale n. 10/2001;

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VISTA

la D.G.R. del 04 ottobre 2005 n. 842 che allinea sotto il profilo delle
competenze amministrative il testo approvato in allegato alla DGR n. 1848 del
30 novembre 2001;

VISTA

la D.G.R. del 26 settembre 2006, n. 611, avente come oggetto: Legge


regionale 29 novembre 2001, n. 29: Promozione e coordinamento delle
politiche in favore dei giovani. Approvazione del Programma annuale degli
interventi a favore dei giovani per lanno 2006. Approvazione dei criteri e delle
modalit per lerogazione dei benefici di cui allart. 82 della legge regionale 7
giugno 1999, n. 6: Disposizioni in materia di comunit giovanili. Criteri e
modalit contenuti, tra gli altri, negli approvati allegati B1; B2;

VISTA

la DGR n. 472 del 14 ottobre 2011: Legge Regionale 29 novembre 2001, n.


29, Promozione e coordinamento delle politiche in favore dei giovani.
Approvazione Programma Triennale 2010-2012 degli interventi in favore dei
giovani.;

VISTA

la DGR n. 511 del 28 ottobre 2011: Legge Regionale 29 novembre 2001, n.


29, Promozione e coordinamento delle politiche in favore dei giovani.
Approvazione del Piano annuale Interventi a favore dei giovani.
Approvazione schema di Accordo. E.F. 2011;

VISTO

lAccordo sottoscritto in data 11/11/2011 tra la Presidenza del Consiglio dei


Ministri Dipartimento della Giovent e la Regione Lazio avente ad oggetto
la realizzazione del Piano annuale Interventi a favore dei Giovani per un
valore complessivo di 15.125.652,55;

VISTO

il vigente quadro normativo per la semplificazione dei


procedimenti
amministrativi e per la riduzione degli oneri amministrativi di cui allAccordo
Stato Regioni Autonomie Locali del 29 marzo 2007 in materia di
Semplificazione e miglioramento della qualit della regolazione ed allart. 3
bis del D. L. 5/2012 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di
sviluppo);

VISTA

la D.D. n. B02725 del 10 maggio 2012, concernente la definizione dei principi


a cui attenersi per la stesura di linee guida nellambito delle Azioni rivolte ai
giovani procedure, modalit ed elementi indicativi, etc. al fine di
semplificare lattivit gestionale delle iniziative approvate e finanziate;

VISTA

la Legge Regionale 7 giugno 1999, n. 6 e s.m.i., in particolare il disposto di cui


al comma 1 dellart. 93 : Le domande per lammissione ai benefici e alle
provvidenze previsti dalla vigente legislazione regionale devono essere
presentate entro il 30 giugno e valgono per lesercizio finanziario successivo,

CONSIDERATO che al fine di razionalizzare - sul piano tecnico amministrativo - gli obblighi
derivanti da quanto disposto dal comma 1 dellart. 93, della L.R. n. 6/99 e
s.m.i., e garantire adeguate forme di informazione, stato redatto specifico
Avviso pubblico denominato Allegato A contenente, tra gli altri, i termini e
le modalit estratti di cui ai richiamati allegati B1, e B2 approvati con
DGR n. 611/2006;

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PRESO ATTO

inoltre, di quanto disposto al comma 2 dellart. 3 dellAvviso pubblico in


parola, denominato Allegato A: La Regione Lazio si riserva la facolt di
non procedere allassegnazione del contributo nel caso di mancato
stanziamento di specifiche risorse sul bilancio regionale relativo allanno 2016
- art.93, L.R. 6/99 e s.m.i. - quale Contributo regionale per il funzionamento
delle associazioni giovanili (art.82, L.R. 6/99 e s.m.i.);

RITENUTO

pertanto, necessario non procedere nel caso di mancato stanziamento di


specifiche risorse sul bilancio regionale relativo allanno 2016 - art.93, L.R.
6/99 e s.m.i. - quale Contributo regionale per il funzionamento delle
associazioni giovanili (art.82, L.R. 6/99 e s.m.i.), sulla base del comma 2
dellart. 3 dellAvviso pubblico in parola denominato Allegato A,
allassegnazione del contributo alle domande/progetti presentati e approvati,
ovvero non potr essere dato corso ad alcuna attivit e n riconosciuta alcuna
iniziativa;

RITENUTO

altres, necessario approvare il sopra citato Avviso pubblico denominato


Allegato A che costituisce parte integrante e sostanziale della presente
determinazione - contenente, tra gli altri, i termini e le modalit estratti di cui
ai richiamati allegati B1, e B2 approvati con DGR n. 611/2006 - per
laccesso ai finanziamenti riferiti allesercizio finanziario 2016, previsti
dallart. 82 della Legge Regionale 7 giugno 1999, n. 6 e s.m.i.;

RITENUTO

inoltre, di rinviare a successivo atto del Direttore regionale Cultura e


Politiche Giovanili listituzione di una apposita Commissione Tecnica per la
valutazione dei progetti,
demandando allArea Politiche giovanili e
Creativit il riscontro e la sola elencazione della documentazione posta a
corredo della domanda, quali presupposti alla istruttoria e valutazione di
merito;

RITENUTO

infine, di pubblicare la presente determinazione comprensiva dellallegato A


sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, nonch sul portale della Regione
Lazio http://www.regione.lazio.it/rl_giovani;

DETERMINA

che le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale della presente determinazione;


approvare il sopra citato Avviso pubblico denominato Allegato A che costituisce parte
integrante e sostanziale della presente determinazione - contenente, tra gli altri, i termini e
le modalit estratti di cui ai richiamati allegati B1, e B2 approvati con DGR n.
611/2006 - per laccesso ai finanziamenti riferiti allesercizio finanziario 2016, previsti
dallart. 82 della Legge Regionale 7 giugno 1999, n. 6 e s.m.i.;
di rinviare a successivo atto del Direttore regionale Cultura e Politiche Giovanili
listituzione di una apposita Commissione Tecnica per la valutazione dei progetti,
demandando allArea Politiche giovanili e creativit il riscontro e la sola elencazione
della documentazione posta a corredo della domanda, quali presupposti alla istruttoria e
valutazione di merito;

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di non procedere nel caso di mancato stanziamento di specifiche risorse sul bilancio
regionale relativo allanno 2016 - art.93, L.R. 6/99 e s.m.i. - quale Contributo regionale
per il funzionamento delle associazioni giovanili (art.82, L.R. 6/99 e s.m.i.), sulla base del
comma 2 dellart. 3 dellAvviso pubblico in parola denominato Allegato A,
allassegnazione del contributo alle domande/progetti presentati e approvati, ovvero non
potr essere dato corso ad alcuna attivit e n riconosciuta alcuna iniziativa;
di pubblicare la presente determinazione comprensiva del denominato Allegato A sul
Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, nonch sul portale della Regione Lazio
http://www.regione.lazio.it/rl_giovani.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE


CULTURA E POLITICHE GIOVANILI
(Miriam Cipriani)

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ALLEGATO A

REGIONE LAZIO

ASSESSORATO CULTURA, POLITICHE GIOVANILI

DIREZIONE REGIONALE CULTURA E POLITICHE GIOVANILI


Area Politiche Giovanili e Creativit

AVVISO PUBBLICO
INVITO
A
PRESENTARE
DOMANDA
PER
ACCEDERE
AI
FINANZIAMENTI
RIFERITI
ALLART. 82 DELLA LEGGE REGIONALE 7 GIUGNO
1999, N. 6
s.m.i., SECONDO I CRITERI E LE
MODALITA ESTRATTI DI CUI AI SUB ALLEGATI
B1 e B2 APPROVATI 26 SETTEMBRE 2006, N. 611.

DIREZIONE REGIONALE CULTURA E POLITICHE GIOVANILI


AREA POLITICHE GIOVANILI E CREATIVITA

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Art. 1
Premessa
1. Le richieste di finanziamento per lesercizio finanziario 2016 previste dallarticolo 82 della legge
regionale 7 giugno 1999, n. 6, e s.m.i. dovranno essere presentate allAmministrazione regionale
entro e non oltre la data del 30 giugno 2015, secondo i termini e le modalit estratte da quanto
riportate nei sub allegati B1 e B2 - approvati con DGR 26/09/2006, n. 611 di cui
rispettivamente agli art. 5 e 6 del presente avviso pubblico.
2. Le domande e la relativa documentazione, dovranno pervenire, a pena di esclusione, allindirizzo:
Regione Lazio - Direzione regionale Cultura e Politiche Giovanili - Area Politiche Giovanili e
Creativit - Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 - 00145 Roma, entro e non oltre le ore 14 del 30
giugno 2015.
3. Ogni busta dovr contenere una sola domanda, con riportate una delle diciture indicate
rispettivamente allart. 5 comma IV ovvero allart.6 comma IV e specificate:
a) allart. 5, sub allegato B1 al punto IV - Termini e modalit di inoltro della domanda;
b) allart. 6, sub allegato B2 al punto IV - Termini e modalit di inoltro della domanda;
Nel caso in cui un soggetto contravvenga a tale disposizione, tutte le domande presentate verranno
automaticamente escluse.
Art. 2
Oggetto
1. Con il presente avviso pubblico si intende introdurre forme di sostegno e/o supporto e favorire gli
obiettivi perseguiti dalle Comunit giovanili ritenute strumenti di crescita culturale e sociale della
popolazione giovanile, con un riconosciuto e rilevante ruolo di promozione ed integrazione sociale
perseguito attraverso:
a) l'organizzazione della vita associativa come esperienza comunitaria al fine di favorire la
maturazione e la consapevolezza della personalit nel rispetto degli altri;
b) l'educazione all'impegno sociale, civile, alla partecipazione e alle conoscenze culturali;
c) lo svolgimento di attivit sportive, ricreative, sociali, didattiche, ambientali, culturali,
turistiche, agricole, artigianali, artistiche e di formazione professionale.
2. A tal fine la Direzione regionale Cultura e Politiche Giovanili provvede a selezionare, tramite
unapposita Commissione di valutazione, sulla base dei criteri e delle modalit estratte da quanto
riportate nei sub allegati B1 e B2 - approvati con DGR 26/09/2006, n. 611 di cui
rispettivamente agli art. 5 e 6 del presente avviso pubblico e di seguito riportate, i progetti pi
idonei a perseguire gli obiettivi di cui al comma 1.
Art. 3
Risorse programmate
1. Lammontare delle risorse destinate alle domande di cui al presente Avviso pubblico saranno
definite sulla base della programmazione della Regione Lazio - con Legge di Bilancio per lanno
2016 a valere su giusto capitolo e riferito a: Contributo regionale per il funzionamento delle
associazioni giovanili (art.82, L.R. 6/99 e s.m.i.);
2. La Regione Lazio si riserva la facolt di non procedere allassegnazione del contributo nel caso di
mancato stanziamento di specifiche risorse sul bilancio regionale relativo allanno 2016 - art.93,
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L.R. 6/99 e ss.mm.ii. - quale Contributo regionale per il funzionamento delle associazioni
giovanili (art.82, L.R. 6/99 e ss.mm.ii.)( riferimento D.Lgs 118/20111 DGR 24/2015);

3. Ciascun progetto finanziabile nella misura massima di 30.000,00 (comprensivo del 20 % a


carico del soggetto promotore). Il progetto che presenti un costo complessivo superiore a tale cifra
finanziabile esclusivamente se il soggetto proponente dimostri, con idonea documentazione,
lesistenza di adeguate forme di finanziamento del costo eccedente.
4. Per ciascuna Comunit giovanile (comma 7 bis art.82) i benefici sono definiti sulla base di quanto
disposto dai successivi punti III e VIII dellart.6 del presente Avviso.
Art. 4
Durata, soggetti proponenti e destinatari dei progetti
1. Ai fini del presente avviso pubblico sono ammessi alla valutazione le domande con progetti della
durata non superiore ad un anno;
2. Possono presentare proposte progettuali enti pubblici singoli o associati;
3. Possono presentare proposte progettuali organismi privati senza fini di lucro i soggetti di cui al
comma II, lettera b) e c) artt. 5 e 6 - quali le associazioni, ATS o consorzio di associazioni
comunque denominati:
a. con organi statutari - composti nella maggioranza da soggetti fino ai 35 anni di et,
ovvero nei ruoli del consiglio direttivo o nellorgano amministrativo (minimo tre
componenti), del Rappresentante legale o del Presidente e/o Vice-presidente e/o gruppi o
comitati o organismi previsti dallo statuto, esclusa lassemblea dei soci - regionali
autonomi, sede legale, sede operativa e attivit realizzata nel territorio regionale;
b. costituite per atto pubblico o scrittura privata registrata;
c. nei cui statuti e/o regolamenti siano previste finalit e attivit di promozione e sostegno
rivolte ai giovani o alla fascia di popolazione giovanile o al mondo giovanile;
d. nei cui statuti e/o regolamenti sia previsto l'obbligo di devoluzione del patrimonio
residuo, in caso di scioglimento ai fini di utilit sociale;
4. Nel caso di proposte progettuali presentate da ATS o consorzi (tra associazioni), richiesta
lindicazione del soggetto capofila nonch la sussistenza dei requisiti di cui al comma 3 del presente
articolo per tutti i componenti dellATS o del consorzio;
5. Ciascun proponente pu presentare un solo progetto per laccesso ai benefici dellart.82 della l.r.
6/99 s.m.i. art. 5 o art.6 del presente Avviso - anche nel caso di proposte progettuali presentate in
qualit di partner ATS o consortile. Nel caso in cui un soggetto contravvenga a tale disposizione,
tutte le proposte progettuali presentate verranno automaticamente escluse;
6. I progetti devono essere attuati sul territorio regionale e rivolti a favore di giovani tra i 15 ed i 35
anni di et.
Art. 5
Comunit giovanili
1. Ai fini del presente Avviso pubblico per lerogazione dei benefici previsti per favorire le
comunit giovanili di cui allart.82 della L.r. 6/99 e ss.mm.ii., e da elementi estratti - Allegato
sub B1 - approvato con DGR n. 611/2006, sono definiti:
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I. Finalit dei benefici.


I benefici previsti dallart. 82 della legge regionale n. 6/1999 sono finalizzati a favorire i seguenti
obiettivi perseguiti dalle Comunit giovanili di cui allo stesso articolo 82, commi 2 e 3, come
modificati dalla deliberazione legislativa approvata dal Consiglio Regionale nella seduta del 29
luglio 1999:
a) l'organizzazione della vita associativa come esperienza comunitaria al fine di favorire la
maturazione e la consapevolezza della personalit nel rispetto degli altri;
b) l'educazione all'impegno sociale, civile, alla partecipazione e alle conoscenze culturali;
c) lo svolgimento di attivit sportive, ricreative, sociali, didattiche, ambientali, culturali,
turistiche, agricole, artigianali, artistiche e di formazione professionale.
II. Soggetti interessati.
Possono accedere ai benefici i seguenti soggetti:
a) enti pubblici singoli o associati;
b) enti, associazioni, consorzi di associazioni ed organismi privati comunque denominati nei
cui statuti siano previste le finalit e attivit di promozione e sostegno delle comunit
giovanili;
c) autogestioni, intendendosi con tale termine le stesse comunit giovanili il cui
funzionamento attuato attraverso un regolamento da proporre all'atto della
presentazione della domanda;
III. Benefici concedibili.
I benefici consistono in contributi economici .
Per i benefici sono individuati i seguenti parametri massimi riferiti allentit economica dei
progetti presentati allAmministrazione regionale secondo i limiti progettuali di euro 30.000,00
(comma 3 art. 3) per le iniziative di cui al punto I;
IV. Termini e modalit di inoltro della domanda.
Per accedere ai benefici resta fissata la data di cui alla legge regionale 7 giugno 1999, n. 6, che
allart. 93, 1 comma, tra laltro, recita: le domande per lammissione ai benefici ed alle
provvidenze previsti dalla vigente legislazione regionale devono essere presentate entro il 30
giugno.
A pena di inammissibilit i soggetti interessati ai finanziamenti dovranno indirizzare la domanda
con la documentazione di cui al punto V e quella prevista nei formulari, alla Struttura
competente in materia della Regione Lazio, riportata allarticolo 1 del presente Avviso pubblico,
mediante una delle seguenti modalit:
a) spedizione con raccomandata con avviso di ricevimento; in tale caso fa fede la data
risultante dal timbro apposto dallufficio postale accettante;
b) consegna a mano al Servizio "Spedizione - Accettazione della Regione" dal luned al
venerd dalle ore 8.00 alle ore 14.00.
Sulla busta contenente la domanda dovr essere apposto oltre i dati completi del mittente il
seguente riferimento: "Domande ex art 82. L.R. n. 6/1999 e s,m,i, Comunit giovanili"
(art.1, comma 3) .
Il presente avviso pubblico e la relativa modulistica sono reperibili allinterno del portale della
Regione Lazio http://www.regione.lazio.it/rl_giovani.
. Sul medesimo sito internet saranno, inoltre, comunicate eventuali rettifiche, modifiche e
integrazioni dellAvviso e della documentazione allegata.
Informazioni e/o chiarimenti debbono essere inoltrate, entro e non oltre 4 giorni precedenti la
scadenza del presente Avviso, al seguente indirizzo di posta elettronica:
areapolitichegiovanili@regione.lazio.it.
Per quanto non espressamente previsto dal presente Avviso si rinvia alla normativa comunitaria,
nazionale e regionale.
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V. Contenuto della domanda e documentazione.


La domanda sottoscritta dal rappresentante legale, deve contenere il curriculum del
rappresentante legale - per i soggetti di cui al punto II, lettere b) e c) - i dati anagrafici e fiscali
del richiedente (vedi Modulo A1) e deve essere corredata dalla seguente documentazione:
a) copia autentica dell'atto costitutivo e dello statuto esclusivamente per i soggetti di cui al
punto II, lettera b);
b) copia del bilancio e relazione consuntiva dellorgano di amministrazione o del
rappresentante 1egale per lultimo esercizio finanziario esclusivamente per i soggetti di
cui al punto II, lettere b) e c) qualora operino da almeno un anno alla data di
presentazione della domanda;
c) regolamento del funzionamento delle comunit giovanili ( per i soggetti di cui al punto II,
lettera c) depositato presso la competente Agenzia delle Entrate, il quale deve prevedere,
tra l'altro:
1. assenza di fini di lucro;
2. il perseguimento degli obiettivi di cui al punto I;
3. lelettivit delle cariche comunitarie e gratuit delle stesse;
4. i criteri di ammissione alla comunit, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 82,
comma 2 della legge regionale n. 6 /99;
5. l'obbligo d formazione del bilancio annuale, dal quale devono risultare i beni, i
finanziamenti ed i lasciti ricevuti;
6. le modalit d approvazione del bilancio da parte della comunit;
7. le modalit di scioglimento della comunit;
8. l'obbligo di devoluzione del patrimonio residuo, in caso di scioglimento ai fini di
utilit sociale;
9. lindividuazione del rappresentante legale;
d) relazione illustrativa sull'attivit eventualmente gi svolta per il perseguimento degli
obiettivi d cui al punto I, (vedi modulo B1);
e) progetto dettagliato delle iniziative e degli interventi, con l'indicazione dei mezzi ritenuti
necessari ed il preventivo delle relative spese, (vedi modulo C1 e D);
f) dichiarazione di non aver ricevuto benefici regionali ad analogo titolo (vedi Modulo E);
VI. Esame delle domande
1. Lesame delle domande effettuato da unapposita Commissione di valutazione nominata
dal Direttore della Direzione regionale Cultura e Politiche Giovanili nellambito del
personale regionale, demandando allArea Politiche giovanili e Creativit il riscontro e la
sola elencazione della documentazione posta a corredo della domanda, quali presupposti alla
istruttoria e valutazione di merito.
La Commissione effettua listruttoria delle domande procedendo:
a) alla valutazione preliminare della loro ammissibilit;
b) allelencazione delle domande ritenute inammissibili con specificazione dei motivi
di esclusione;
c) allelencazione delle domande ritenute ammissibili sulla base dei criteri di cui al
punto VII.
Il punteggio di 51 costituisce la soglia minima di ammissibilit, quale accesso al contributo
della proposta progettuale.
2. Al termine della fase dei lavori di valutazione entro e non oltre 75 giorni dalla data di
insediamento - la Commissione provveder a redigere una graduatoria di merito dei
(soggetti/proponenti) progetti ammessi al finanziamento. Si finanzieranno, pertanto, i
progetti ammessi nei limiti delle risorse disponibili, tenendo conto dellordine della
graduatoria.
3. Nel caso in cui uno o pi progetti (soggetti proponenti) figurino in graduatoria a parit di
punteggio si terr conto dellordine cronologico di presentazione delle domande e far fede
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lindicazione della data e dellorario risultante dal timbro di spedizione apposto dallufficio
postale (verificare lapposizione) o, nel caso di domande consegnate a mano, dal timbro del
servizio Accettazione corrispondenza della Regione Lazio.
4. Le graduatorie inerenti il presente Avviso pubblico saranno pubblicate sul Bollettino
Ufficiale della Regione Lazio e sul sito internet http://www.regione.lazio.it/rl_giovani . La
pubblicazione sul BURL assume valore di notifica legale.
5. Gli elenchi delle domande pervenute di cui al presente avviso pubblico saranno pubblicati
entro
45
giorni
dalla
scadenza
sul
portale
della
Regione
Lazio
www.regione.lazio.it/rl_giovani. Sul medesimo sito internet saranno, inoltre, esposti gli esiti
dei lavori della Commissione di valutazione.

a) qualit
del
progetto
presentato o sua idoneit
(tecnica ed economica)
alla realizzazione delle
iniziative per le quali si
chiede il contributo;

Progetto:
30%

30%

descrizione e articolazione progetto rispondente


allo schema/modulo completo in ogni sua sezione/parte.
Documentazione posta a corredo attestante quanto descritto.
Contenuti, metodologie, finalit, contesto, tempi di realizzazione,
strumenti, risorse umane
impiegate, giovani coinvolti,
certificazione sede, etc

Costi: Congruit destinazione risorse

economiche. Macro voci


e sub voci. Documentazione attestante leventuale somma
eccedente. Descrizione quote.

Territorio:

b) carenza, in rapporto alle


esigenze, di analoghe
iniziative
nell'ambito
territoriale di riferimento;

15%

c) esperienza
maturata
nell'ambito di attivit
prevista dal progetto.

25%

Totale generale punteggio

INDICATORI

PESO
espresso in
quota %

Totale

ART. 82 L. R. 6/99
(Enti-Associazioni)

Punteggio
attribuito

VII. Criteri per la concessione dei benefici


Ai fini della concessione dei benefici la Commissione adotta un apposito elenco delle domande
ritenute ammissibili tenendo conto dei seguenti criteri con punteggio da graduare < minimo di
due raggruppamenti per ogni singola quota di valutazione espressa > come riportato nel
seguente prospetto:

dati e riferimenti (fonte attendibile),


permanenza
sede, zona operativa, contesto, certificata
disponibilit di una sede operativa, alcune sue peculiarit quali:
sale riunioni, particolari spazi espositivi, laboratori informatici,
etc., determinano l'eventuale valore aggiunto.

Esperienza:

documentazione attestante lattivit, tipologia,


servizi erogati, settore, numero degli anni di attivit , etc.

100%

VIlI. Concessione dei benefici.


I provvedimenti di concessione dei benefici sono adottati dal Direttore della Direzione
Regionale competente in materia, secondo l'ordine di scorrimento dellelenco di cui al punto VII.
La concessione dei contributi di cui al punto III, lettera a), avviene nei limiti dello stanziamento
di Bilancio; detti finanziamenti vengono concessi per una quota percentuale nel limite del 50%
della spesa ritenuta ammissibile, relativamente ai soggetti di cui all'art. 82 della l.r. 6/99, comma
4) lettera a) e finanziamenti pari alla spesa ritenuta ammissibile, relativamente ai soggetti di cui
al comma 4) lettera b) e c). Qualora lo stanziamento di Bilancio non sia sufficiente in relazione
alle domande ritenute ammissibili, la ripartizione dei finanziamenti effettuata nel limite
dell80'% delle spese preventivate con scorrimento dell'elenco fino allesaurimento delle somme
stanziate.
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Art. 6
Comunit giovanili - Comma 7 bis
1. Ai fini del presente Avviso pubblico per lerogazione alle Comunit giovanili dei contributi di cui al
comma 7 bis dellart.82 della l.r. 6/99 e s.m.i., e da elementi estratti - Allegato B2 - approvato
con DGR 26/07/2006, n. 611, sono definiti:
I. Finalit dei benefici.
I benefici previsti dal comma 7 bis dellarticolo 82 della legge regionale 7 giugno 1999, n. 6,
sono finalizzati ad introdurre particolari forme di sostegno e supporto in favore delle Comunit
giovanili ritenute strumenti di crescita culturale e sociale della popolazione giovanile, con un
riconosciuto e rilevante ruolo di promozione ed integrazione sociale perseguito attraverso:
a. l'organizzazione della vita associativa come esperienza comunitaria al fine di favorire la
maturazione e la consapevolezza della personalit nel rispetto degli altri;
b. l'educazione all'impegno sociale, civile, alla partecipazione e alle conoscenze culturali;
c. lo svolgimento di attivit sportive, ricreative, sociali, didattiche, ambientali, culturali,
turistiche, agricole, artigianali, artistiche e di formazione professionale.
II. Soggetti interessati.
I soggetti che possono accedere ai contributi sono le Comunit giovanili, cio linsieme di
persone aggregate stabilmente che non abbiano fini di lucro e che perseguano le finalit di cui al
punto precedente, aperte a tutti gli studenti delle scuole medie superiori, gli studenti universitari
e ai giovani fino ai trentacinque anni di et senza alcuna discriminazione politica, culturale,
religiosa, etica e sociale.
Il contributo di cui al comma 7 bis assegnato alle Comunit giovanili che rispondano ai
seguenti requisiti: che operino con continuit e che abbiano stabilito un consolidato legame con
il territorio di riferimento, che dispongano gi di una sede operativa e che svolgano quotidiana
attivit di aggregazione sociale.
Secondo il 4 comma dellart. 82 le Comunit giovanili possono essere promosse da:
a) enti pubblici, singoli o associati;
b) enti, associazioni, consorzi di associazioni ed organismi privati comunque denominati,
nei cui statuti siano previsti le finalit riportate al punto I;
c) autogestioni, intendendosi con tale termine le stesse comunit giovanili il cui
funzionamento attuato attraverso un regolamento da proporre allatto della
presentazione della domanda.
III. Benefici concedibili.
Ai sensi del comma 7 bis dellart. 82 il sostegno regionale non pu comunque superare
complessivamente il 40 % (quaranta per cento) della disponibilit dello stanziamento di bilancio
ed i singoli contributi sono assegnati ai soggetti individuati dalla Giunta regionale secondo i
criteri e le modalit di cui al successivo punto VII.
IV. Termini e modalit di inoltro della domanda.
Per accedere ai contributi resta fissata, a pena di inammissibilit e quale termine ultimo la data
prevista dalla legge regionale 7 giugno 1999, n. 6, che allart. 93, 1 comma, tra laltro, recita:
Le domande per lammissione ai benefici ed alle provvidenze previsti dalla vigente
legislazione regionale devono essere presentate entro il 30 giugno.
Entro i termini indicati al comma precedente le Comunit giovanili dovranno presentare la
domanda contenente la documentazione di cui al punto V, indirizzandola alla struttura
competente della Regione Lazio, riportata allarticolo 1 del presente avviso pubblico, mediante
una delle seguenti modalit:
a) spedizione con raccomandata con avviso di ricevimento; in tale caso fa fede la data
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risultante dal timbro apposto dallufficio postale accettante;


b) consegnata a mano al Servizio Spedizione Accettazione della Regione, dal luned al
venerd, nellorario 8,00 14,00.
Sulla busta contenente la domanda dovr essere apposto oltre i dati completi del mittente il
seguente riferimento: Domande ex art. 82, comma 7 bis, legge regionale 7 giugno 1999, n.
6 e s.m.i. (art.1, comma 3)
Il presente avviso pubblico e la relativa modulistica sono reperibili allinterno del portale della
Regione Lazio http://www.regione.lazio.it/rl_giovani.
Sul medesimo sito internet saranno, inoltre, comunicate eventuali rettifiche, modifiche e
integrazioni dellAvviso e della documentazione allegata.
Informazioni e/o chiarimenti debbono essere inoltrate - entro e non oltre 4 giorni precedenti la
scadenza del presente Avviso - solo per posta elettronica al seguente indirizzo:
areapolitichegiovanili@regione.lazio.it.
Per quanto non espressamente previsto dal presente Avviso si rinvia alla normativa comunitaria,
nazionale e regionale.
V.

Contenuto della domanda e della documentazione.


La domanda sottoscritta dal rappresentante legale, della Comunit giovanile, deve contenere i
dati anagrafici e fiscali del richiedente (vedi Modulo A2) e deve essere corredata dalla seguente
documentazione:
a) copia autentica dell'atto costitutivo, dello statuto e regolamento del funzionamento delle
comunit giovanili per i soggetti di cui al punto II lettera b);
b) regolamento del funzionamento delle comunit giovanili esclusivamente per i soggetti di
cui al punto II, lettera c), depositato presso la competente Agenzia delle Entrate, il quale
deve prevedere, tra l'altro:
1. assenza di fini di lucro;
2. il perseguimento degli obiettivi di cui al punto I;
3. lelettivit delle cariche comunitarie e gratuit delle stesse;
4. i criteri di ammissione alla comunit, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 82
comma 2 della legge regionale n. 6 /99;
5. l'obbligo di formazione del bilancio annuale, dal quale devono risultare i beni, i
finanziamenti ed i lasciti ricevuti;
6. le modalit d approvazione del bilancio da parte della comunit;
7. le modalit di scioglimento della comunit;
8. l'obbligo di devoluzione del patrimonio residuo, in caso di scioglimento ai fini di
utilit sociale;
9. lindividuazione del rappresentante legale.
La domanda, inoltre, deve essere corredata da:
a. copia del bilancio e della relazione consuntiva dellorgano di amministrazione o del
rappresentante 1egale per lultimo esercizio finanziario;
b. una relazione sulle attivit e iniziative promosse e realizzate, con riferimento ai servizi
erogati a carattere permanente e/o specifici, giorni e ore di apertura sede, agli utenti
(associati e non), alla fascia di et, alle fonti economico-finanziarie, alle risultanze
riscontrate e le finalit perseguite;
c. il programma e il piano di realizzazione della nuova annualit;
d. una dichiarazione (Modulo A2), sottoscritta dal legale rappresentante della Comunit
giovanile presentata unitamente alla fotocopia di un documento valido di riconoscimento
del dichiarante e contenente lespressa dicitura di seguito riportata: Consapevole delle
sanzioni penali, nel caso di dichiarazioni mendaci e falsit negli atti, previste dallart. 76
del D.P.R. 28.12.2000 n. 445, concerne lindirizzo ed i recapiti della sede della
Comunit stessa nonch lattestazione del possesso, per quella sede o per altre
eventualmente da specificare, dei requisiti richiesti dal comma 7 bis dellart. 82, della
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6/99 e s.m.i., come elementi di condizione di ammissibilit al beneficio dei contributi in


esso previsti e di seguito riportati:
1. che opera con continuit;
2. che ha stabilito un consolidato legame con il territorio di riferimento;
3. che dispone gi di una sede operativa;
4. che svolge quotidiana attivit di aggregazione sociale.
e. curriculum del rappresentante legale e degli operatori, addetti, volontari, soci, etc.
operanti presso la struttura;
f. ogni ulteriore ed eventuale documentazione per ladozione degli elenchi che lapposita
Commissione Tecnica deve predisporre sulla base degli elementi di cui al successivo
punto VI, e utile alla valutazione delle Comunit giovanili di cui punto VII.
VI. Esame delle domande.
1. Lesame delle domande effettuato da unapposita commissione tecnica nominata dal Direttore
della Direzione regionale competente nellambito del personale regionale, che potr essere la
medesima di quella prevista dalla DGR n. 611 del 27 settembre 2006 al sub allegato B1 (art. 5,
punto VI Esame delle domande).
La Commissione effettua listruttoria delle domande e procede:
a)
alla valutazione preliminare della loro ammissibilit;
b)
allelencazione delle domande ritenute inammissibili con la specificazione dei
motivi di esclusione;
c)
allelencazione dell'elenco delle domande ritenute ammissibili sulla base dei
criteri di cui al punto VII.
Il punteggio di 51 costituisce la soglia minima di ammissibilit, quale accesso al contributo
della domanda avanzata.
2. Al termine della fase dei lavori di valutazione entro e non oltre 75 giorni dalla data di
insediamento - la Commissione provveder a redigere una graduatoria di merito dei
(soggetti/proponenti) progetti ammessi al finanziamento. Si finanzieranno, pertanto, i progetti
ammessi nei limiti delle risorse disponibili, tenendo conto dellordine della graduatoria.
3. Nel caso in cui uno o pi progetti (soggetti proponenti) figurino in graduatoria a parit di
punteggio si terr conto dellordine cronologico di presentazione delle domande e far fede
lindicazione della data e dellorario risultante dal timbro di spedizione apposto dallufficio
postale (verificare lapposizione) o, nel caso di domande consegnate a mano, dal timbro del
servizio Accettazione corrispondenza della Regione Lazio.
4. Le graduatorie inerenti il presente Avviso pubblico saranno pubblicate sul Bollettino Ufficiale
della Regione Lazio e sul sito internet http://www.regione.lazio.it/rl_giovani .
La pubblicazione sul BURL assume valore di notifica legale.
5. Gli elenchi delle domande pervenute di cui al presente avviso pubblico saranno pubblicati entro
45 giorni dalla scadenza sul portale della Regione Lazio www.regione.lazio.it/rl_giovani. Sul
medesimo sito internet saranno, inoltre, esposti gli esiti dei lavori della Commissione di
valutazione.
VII. Criteri per la concessione dei benefici.
Ai fini della concessione dei contributi la Commissione redige un apposito elenco delle domande
ritenute ammissibili secondo le condizioni di cui al comma 7 bis e rapportata ai criteri definiti
con punteggio da graduare < minimo di due raggruppamenti per ogni singola quota di
valutazione espressa > come riportato nel seguente prospetto:

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a) Che operino con continuit;

b) che abbiano stabilito un


consolidato legame con il territorio
di riferimento;

c) che dispongano gi di una sede


operativa;

d) che svolgano quotidiana attivit


di aggregazione;

PESO
espresso in
quota %

INDICATORI

20%

Presupposta e certificata la condizione di continuit di presenza


della Comunit sul territorio, il numero degli anni di permanenza
rappresenta l'elemento di possibile graduazione. Ci e desumibile
dalla data di effettiva costituzione della Comunit rilevabile
dall'atto costitutivo.

30%

Desumibile dalle relazioni o legami, dimostrati e documentabili,


attivati e posti in essere dalla Comunit con altri soggetti, sia
pubblici che privati, formalizzati in atti e documenti che, ai fini
dell'attribuzione del punteggio, dovranno essere trasmessi
all'Amministrazione regionale.

15%

Presupposto perch certificata la disponibilit di una sede


operativa, alcune sue peculiarit quali: sale riunioni, particolari
spazi espositivi, laboratori informatici, ecc, determinano
l'eventuale valore aggiunto. Dette peculiarit possono essere
autocertificate.

15%

Desumibile dal numero degli iscritti alla Comunit stessa,


dimostrabile con la trasmissione del registro degli iscritti o con
specifica autocertificazione del Rappresentante legale della
Comunit. Il punteggio verr assegnato in misura direttamente
proporzionale agli iscritti.

20%

L'attivit espletata dalla Comunit desumibile da una relazione


analitica sottoscritta dal legale rappresentante che, ai fini
dell'attribuzione del punteggio, dovr essere trasmessa
all'Amministrazione regionale.

35%

Totale

ART. 82 L. R. 6/99, COMMA 7 BIS


Condizioni di ammissibilit della
Comunit giovanile al contributo

Pag. 258 di 425

Punteggio
attribuito

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Totale generale punteggio


100%

VIII. Concessione dei benefici.


I provvedimenti di concessione dei contributi sono adottati dal Direttore della Direzione
Regionale competente secondo l'ordine di scorrimento dellelenco di cui al punto VI.
La concessione dei contributi avviene nel limite della quota complessiva che la Giunta Regionale
determina nellambito dello stanziamento annuale di bilancio che comunque non pu superare il
40% dello stanziamento stesso.
Oltre ad individuare la quota complessiva di finanziamento, La Giunta Regionale procede alla
ricognizione delle Comunit giovanili rispondenti ai requisiti di cui al comma 7 bis dellart. 82 e
precisa il contributo, quantificato nello stesso importo per tutte le Comunit, da erogarsi a tutti i
soggetti individuati ed utilmente inseriti nella graduatoria che comunque non potr essere
inferiore ad euro 12.000,00 e superiore ad euro 24.000,00.
La misura del contributo concesso pu essere ridotta in misura proporzionale ai tempi di effettiva
sussistenza delle condizioni di cui al comma 7 bis.
E' disposta la revoca del contributo e quindi il recupero delle somme gi erogate qualora sia
accertato la perdita del possesso dei requisiti richiesti.
Art. 7
Requisiti di ammissibilit
1. Non sono ammissibili i soggetti e/o progetti:
a. che non sono in possesso o siano difformi a quanto stabilito dallart. 4;
b. che prevedano costi difformi dai limiti previsti di cui al punto III, articolo 5, fermo
restando quanto previsto allarticolo 3, comma 3;
c. che sia omessa la compilazione di parti o il tutto degli schemi: Modulo A1 o Modulo A2;
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d. che non rispettino le modalit ed i termini di presentazione previsti dai punti IV, artt. 5 e
6;
e. che non siano corredati, in tutto o parte, dalla documentazione di cui agli artt.5 e 6;
2. Sono ritenute ammissibili le proposte progettuali presentate da ATS o consorzi tra associazioni.
In tal caso richiesta lindicazione del soggetto capofila nonch la sussistenza dei requisiti di cui
al comma 3 dellarticolo 4, per tutti i componenti dellATS;
3. Ciascun proponente pu presentare un solo progetto per laccesso ai benefici di cui allart.82
della l.r. 6/99 s.m.i. art. 5 o art.6 del presente Avviso - anche nel caso di proposte progettuali
presentate in qualit di partner ATS o consortile tra associazioni. Nel caso in cui un soggetto
contravvenga a tale disposizione, tutte le proposte progettuali presentate verranno
automaticamente escluse;
Art. 8
Costi
1. Per essere considerati ammissibili i costi devono:
rispettare i limiti e le condizioni di ammissibilit stabiliti dalla normativa comunitaria e
nazionale nonch, per i profili di competenza, la normativa regionale di riferimento;
essere direttamente ed esclusivamente imputabili al progetto, secondo le modalit e i limiti
definiti nel presente documento.
2. Il costo, inoltre, deve essere:
pertinente ed imputabile con certezza ad azioni ammissibili;
effettivo, ossia corrispondente a pagamenti effettuati (ai fini della rendicontazione);
riferibile temporalmente al periodo di vigenza del finanziamento: il costo deve, quindi, essere
sostenuto in un momento successivo alla data di scadenza per la presentazione della domanda ed
antecedente alla data stabilita per la conclusione delle azioni ivi previste. Fanno eccezione i costi
ascrivibili alla Preparazione del piano finanziario, che, in caso di approvazione del progetto,
saranno ammessi a rimborso anche ove sostenuti in un momento precedente;
comprovabile fino allatto che ha dato origine al costo;
legittimo, ossia sostenuto in conformit alle norme comunitarie, nazionali, regionali, fiscali e
contabili;
contabilizzato separatamente.
3. I seguenti costi sono da considerare inammissibili:
gli oneri finanziari (ad esclusione della fideiussione), gli interessi debitori, gli aggi e gli altri
oneri meramente finanziari;
le ammende, le penali e le spese per controversie legali in conseguenza di comportamenti che
hanno dato origine a sanzioni amministrative, in conseguenza di violazioni di impegni
contrattuali e di azioni per la tutela di interessi lesi;
le spese per la costituzione e la gestione di consorzi, associazioni (anche temporanee) o gruppi di
associazioni/enti.
Art. 9
Obblighi del soggetto ammesso al finanziamento
1. Gli obblighi del soggetto ammesso al contributo e le spese ammissibili sono definiti in apposita
convenzione stipulata quale condizione indispensabile - prima dellinizio delle attivit (escluso il
soggetto interessato al comma 7 bis);

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2. Lerogazione del finanziamento al soggetto assegnatario subordinata allaccettazione delle


condizioni fissate nella convenzione che conterr anche le modalit di rendicontazione e di verifica
dellattuazione del progetto, i vincoli e le condizioni di revoca;
3. Il soggetto aggiudicatario del finanziamento (escluso il soggetto interessato al comma 7 bis) dovr
procedere alla stipula di unapposita fidejussione pari al 60%, pi il 10 % quale misura forfettaria
(quota oneri, spese, etc.) dellimporto concesso i cui estremi saranno riportati in convenzione. I costi
relativi alla stipula della fidejussione potranno essere previsti nel piano dei costi di cui allallegato
Modulo D;
4. Le modalit e le forme di redazione della documentazione - necessaria allavvio e realizzazione del
progetto - saranno specificate dalla Regione Lazio con apposite linee guida rilasciate in fase di
comunicazione del finanziamento concesso;
5. Le modalit e la documentazione necessaria - per i soggetti interessati al comma 7 bis - saranno
specificate dalla Regione Lazio con apposite linee guida rilasciate in fase di comunicazione del
finanziamento concesso.
Art. 10
Modalit di erogazione del finanziamento
1. Il contributo avverr come di seguito indicato:
60% a seguito della stipula della Convenzione di cui allart. 9 nonch alla presentazione della
documentazione attestante gli impegni economici assunti dal proponente e la correlativa
sussistenza di crediti certi, liquidi ed esigibili da parte di terzi. Tale documentazione dovr
riferirsi a non meno del 60% dei costi progettuali ammessi al finanziamento;
il saldo a conclusione del progetto, a presentazione della documentazione contabile e di un
dettagliato report finale;
2. LAmministrazione regionale si riserva di revocare in tutto o in parte il contributo concesso in caso
di inadempienze ed in relazione alla loro gravit nonch in caso di omessa o incompleta
rendicontazione;
3. Nel caso in cui uno o pi (soggetti/proponenti) progetti finanziati risultino inadempienti o
rinunciatari, con apposito atto, verranno esclusi e le economie generate, sulla base dello scorrimento
della graduatoria, saranno destinate alle successive proposte progettuali di cui al comma 2, del
punto VI, artt. 5 e 6.
Art. 11
Controllo e monitoraggio
1. Al fine di permettere una adeguata azione amministrativa ex-ante, in itinere ed ex-post sulla corretta
attuazione dei progetti finanziati la Regione Lazio (direttamente e/o tramite suoi incaricati) potr
chiedere specifica documentazione e/o predisporre controlli e verifiche. Eventuali inadempienze
saranno sanzionate secondo la loro gravit sino alla revoca del finanziamento concesso.
Art. 12
Propriet dei prodotti divulgativi
1. Al soggetto aggiudicatario fatto obbligo del puntuale rispetto delle disposizioni contenute nellart.
20 della L.R. n. 16 del 20 maggio 1996, nello specifico 1. Tutti i soggetti beneficiari di contributi
finanziari da parte della Regione Lazio, ivi compresi quelli di provenienza statale e comunitaria,
sono obbligati negli atti di informazione, compresi manifesti e cartellonistica, a citare espressamente
le fonti finanziarie dalle quali derivano i contributi medesimi..
2. Lomissione di tali indicazioni comporta lapplicazione di sanzioni, fino alla revoca del
finanziamento concesso.
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Pag. 261 di 425

Art. 13
Protezione dei dati personali
Ai sensi dell'articolo 13 del D.lgs. n.196/2003 Codice in materia di protezione dei dati personali, si
informa che:
1. i dati resi saranno trattati per adempiere alle prescrizioni contenute nellart. 9 della Legge 8 marzo
2000, n. 53;
2. il trattamento potr essere effettuato con modalit sia manuali che informatiche;
3. il trattamento riguarder tutti i dati contenuti nei progetti, nonch nelle dichiarazioni sostitutive di
certificazioni o di atti di notoriet, i quali potranno essere, dunque, comunicati ad altre
amministrazioni per i controlli previsti dallart. 71 del D.P.R. n. 445/2000;
4. i dati in questione non saranno comunicati al di fuori dai casi sopra indicati;
5. i dati identificativi dei soggetti richiedenti i finanziamenti potranno essere oggetto di diffusione in
occasione della pubblicazione delle graduatorie nonch, tramite un manuale per le buone prassi,
nellambito delle attivit di promozione delle misure di conciliazione, prescritte dallarticolo 1,
comma 1255, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007);
6. il conferimento dei dati richiesti obbligatorio per poter ottenere il pagamento richiesto e l'eventuale
rifiuto di fornire i dati stessi comporta limpossibilit di disporre il pagamento;
7. il titolare responsabile del trattamento il titolare dellufficio che dispone il pagamento (Regione
Lazio, Direzione regionale Cultura e Politiche Giovanili);
8. in ogni momento possibile esercitare i diritti previsti dal D.Lgs. n. 196/2003 nei confronti del
titolare del trattamento stesso, ai sensi dell'art. 7 del medesimo decreto legislativo.
Recapiti per informazioni:
Direzione Regionale CULTURA

E POLITICHE GIOVANILI;

Area Politiche giovanili areapolitichegiovanili@regione.lazio.it


Responsabile del procedimento: Sig. Fabio Paris

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MODELLO DOMANDA - Comunit Giovanili


Modulo A1
ALLA REGIONE LAZIO
Dipartimento Economica e Occupazionale
Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili
Area 0705 Politiche giovanili e Creativit
Via Rosa Raimondi Garibaldi n. 7
00145 ROMA

Il/la sottoscritto/a.
Nome

Cognome

In qualit di rappresentante legale del ....


(ai sensi dellart. 46 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445)

consapevole delle sanzioni penali previste dallarticolo 76 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445, nel caso di dichiarazioni
mendaci a pubblico ufficiale, falsit in atti, uso di atti falsi, ai sensi dell art. 47 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445:
CHIEDE
per lintervento denominato

_____________________________________________________________

di accedere ai finanziamenti per ____________________

quale 80 % del costo

del progetto pari ad

____________________ di cui ____________________ pari al 20 % a carico del soggetto proponente, per


lintervento denominato _____________________________________________________

previsti dallart.82

della legge regionale 7 giugno 1999, n. 6 e s.m.i. di cui ai criteri e le modalit estratti dal sub Allegato B1
approvato con D.G.R. n. 611/2006 e ss.mm.ii.. Scadenza presentazione della domanda 30 giugno 2015 - A tal
fine:

DICHIARA
- che le seguenti informazioni sono esatte e corrispondenti al vero:
SCHEDA ANAGRAFICA
Ente pubblico - Associazione giovanile
Denominazione:
Data di costituzione:
Domicilio fiscale

Codice fiscale:

Partita IVA (se diversa dal C. F.)

Indirizzo:

(se diverso dalla sede legale)

Indicare il titolo duso della sede (indicare: abitazione, propriet, affitto, ecc.) ___________________
Indirizzo:
SEDE LEGALE
Regione:

Provincia:

Comune:
Telefono:

CAP
Fax:

Indirizzo:
e-mail:

Indicare il titolo duso della sede (indicare: abitazione, propriet, affitto, ecc.)
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Altre sedi operative


Regione:

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Provincia:

Comune:

CAP

Indirizzo:

Telefono:
Fax:
e-mail:
Indicare il titolo duso della sede (abitazione, propriet, affitto, ecc.)
Operante negli ambiti territoriali provinciali nei quali di seguito indicati:
(indicare leventuale attivit continuativa svolta in altre province)
FR
LT

RI

RM

INDIRIZZO PER COMUNICAZIONI


( indicare eventualmente c/o......................................................... )
Nome e cognome o ragione sociale
Regione:

Provincia:

Comune:

CAP

Telefono:

Via, viale, piazza e numero civico

Fax

e-mail:

Ogni comunicazione deve essere trasmessa (scegliere una sola opzione):


alla sede legale

indirizzo per comunicazioni, sopraindicato

dichiara inoltre che per il progetto stato nominato responsabile:

Responsabile del progetto


Nome:

Cognome:

Indirizzo:
Telefono:

Comune:
Fax:

dichiara di non aver ricevuto benefici regionali ad analogo titolo

CAP
e-mail:

SI

dichiara di aver ricevuto i seguenti finanziamenti: (ultimi tre anni) SI


n.o. anno
Ente erogatore
Riferimenti, contenuti e/o motivazioni
1
2012
n
1
n

2013

1
n

2014

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NO
NO

;
:

VT

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Lultimo bilancio del soggetto proponente si chiuso in :


ATTIVO
Pari ad
Approvato

PAREGGIO

PERDITA
Anno di riferimento
n.

del

il soggetto proponente accreditato SI

NO
:
_______________________________________________
_______________________________________________
_______________________________________________
_______________________________________________

Comune
Provincia
Regione
Altro

Organi Statutari: (previsti nello statuto del soggetto proponente)


1. Ente pubblico:
Sindaco/Presidente: (nominativo)
Consiglio

n. ______

Assessori/Delegati

n. ______

_____________________________________
Giunta

n. ______

Assessore Delegato Politiche giovanili (nominativo) _____________________________


Altro

Popolazione territorio di riferimento delliniziativa progettuale: (per classi det)








n. ______







55 64
65 74
75 84
85 e oltre

Organizzazioni presenti sul territorio:



Associazioni
_________

Consorzi
_________

Centri Giovanili _________





Str. Istituzionali ________


Cooperative
________
Altro
________

Dati economico-settoriali:

Industriale

Artigianale

Servizi





Agricolo
Commerciale
Altro

Meno di 14 anni
15 - 24
25 34
35 44
45 - 54
Totale v.a.

________%
________%
________%
________%
________%
_____________

________%
________%
________%

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________%
________%
________%
________%

_______%
_______%
_______%

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2. Associazioni:
Presidente:
Vice Presidente

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NO

SI

n. ______

NO

SI

n. ______

Consiglio Direttivo

componenti

NO

SI

n. ______

Comitato Tecnico

componenti

NO

SI

n. ______

Consiglio Scientifico

componenti

NO

SI

n. ______

Comitato/i ________

componenti

NO

SI

n. ______

Revisore dei Conti

componenti

NO

SI

n. ______

Altro (descrivere)

componenti

NO

SI

n. ______

- Componente Organi Statutari (trascrivere i nominativi di tutti i componenti):


1

Nominativo

_____________________________________________

Ruolo

_____________________________________________

Nato il:
2

_____________________________________________

Ruolo

_____________________________________________
Citt:

Prov.:

Nominativo

_____________________________________________

Ruolo

_____________________________________________

Nato il:

Prov.:

Nominativo

Nato il:
3

Citt:

Citt:

Prov.:

Nominativo

_____________________________________________

Ruolo

_____________________________________________

Nato il:

5 x nvolte Nominativo
Ruolo

Citt:

Prov.:

_____________________________________________
_____________________________________________

Nato il:

Citt:

Prov.:

Soci : (per classi det)


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Meno di 14 anni
15 - 24
25 34
35 44
45 - 54
55 64
65 e oltre

________
________
________
________
________
________
________

________%
________%
________%
________%
________%
________%
________%

 TOTALE v.a. ____________

Soci per titolo di studio:



Scuola infanzia

Scuola primaria

S. Sec. Inferiore

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Totale

________%
________%
________%

Il soggetto proponente opera con (organico/soci):


Personale: tot.
______

Tempo indeterminato ______

Tempo determinato
______

Altro contratto
______

________100





Scuola Sec. Superiore _______%


Laurea
_______%
Altro
_______%






Soci Fondatori ________


Organo Diret.vo ________
Soci
________
Altro
________

Popolazione territorio di riferimento delliniziativa progettuale: (per classi det)








Meno di 14 anni
15 - 24
25 34
35 44
45 - 54
Totale v.a.







________%
________%
________%
________%
________%
_____________

55 64
65 74
75 84
85 e oltre

________%
________%
________%
________%

Ai soli fini della valutazione della richiesta di finanziamento e per le rilevazioni generiche statistiche, ai sensi del
D.lgs. n.196/2003, si rilascia liberatoria per il trattamento dei dati contenuti nella presente scheda anagrafica.
_________________________________ li,___________________________
Luogo

Data

Il legale rappresentante
Nome e cognome

Firma e Timbro

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Pag. 267 di 425

Documentazione da allegare (punto V, art. 5) :


1) copia autentica dello statuto e dellatto costitutivo - per i soggetti di cui al punto II lettera b) (*);
(*)
latto costitutivo e lo statuto possono essere prodotti anche in copia conforme (conformit a firma del Rappresentante
legale) ai sensi del DPR 445/2000 e s.m.i. nel caso siano gi in possesso della Regione vanno trasmesse comunque le copie
conformi indicando la struttura nella quale sono depositati (Assessorato, Direzione, Area, Ufficio):

_________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________
2) documentazione attestante variazioni statutarie, incarichi, etc.;
3) copia atto di giunta o di consiglio istitutivo partecipazione o presentazione progetto - per i soggetti di cui
al punto II lettera a);
4) relazione dettagliata sullattivit gi svolta dal soggetto proponente, documentazione probante da
allegare(Modulo B1), in caso di consorzio o ATS tra pi associazioni presentare una relazione per
ognuna di esse;
5) progetto dettagliato delle iniziative e degli interventi, definire nei dettagli come richiesto (Modulo C1);
6) preventivo del progetto con indicazione dettagliata delle relative spese (Modulo D1);
7) fotocopia leggibile di un documento di riconoscimento in corso di validit del legale rappresentante del
soggetto proponente e curriculum;
8) copia del bilancio e relazione consuntiva dellorgano di amministrazione o del rappresentante legale per
lultimo esercizio finanziario (esclusivamente per i soggetti di cui al punto II, lettere b) e c) qualora
operino da almeno un anno alla data di presentazione della domanda); in caso di recente costituzione
relazione sullo stato dessere e di fatto economico-finanziario dellassociazione;
9) regolamento del funzionamento della Struttura, quale soggetto proponente;
10) regolamento del funzionamento della comunit giovanile esclusivamente per i soggetti di cui al punto II,
lettera c) depositato presso la competente Agenzia delle Entrate (vedi voci previste cosi come da D.G.R.
del 26 settembre 2006 n. 611 nel sub allegato B1);
11) per i soggetti di cui al punto II lettera b anche i Moduli E, F, G (esclusi i soggetti di cui al punto II lettera
a) - e H debitamente compilati.

Si allega: (indicare con un segno di spunta le relative voci opzionali se presenti):

eventuale dichiarazione dintenti per le azioni previste dal progetto che coinvolgano altre
iniziative e/o attori ed enti locali.
altro specificare:
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________

Denominazione

Data

Firma legale rap.te e Timbro

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Modulo B1
Relazione illustrativa sull'attivit eventualmente svolta

Attivit svolta:
Devono essere descritte:
-

le azioni e le iniziative svolte negli anni precedenti ed eventuali forme di comunicazione e di informazione
attuate, con riportati i dati dei partecipanti, i periodi, i contenuti, etc.;
le relative modalit di attuazione;
le attrezzature e strumenti impiegati;
le strategie ed azioni intraprese per la promozione e la crescita dellaggregazione giovanile;
gli enti e le associazioni coinvolte;
il contesto locale;
dati statistici di riferimento utilizzati e/o elaborati.

Massimo 4 cartelle.

Denominazione

Data

Firma legale rap.te e Timbro

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Modulo C1
Progetto
dettagliato delle iniziative, degli interventi, delle attrezzature e strumenti impiegati

Progetto: ..
Devono essere descritte:
-

le azioni ed iniziative proposte ed eventuali attivit promozionali, di comunicazione e di informazione che si


intendono attuare, con riportati i dati dei partecipanti, i periodi, i contenuti, etc.;
il target di progetto e relative modalit di attuazione;
il modello di organizzazione e gestione;
le attrezzature e strumenti impiegati;
le strategie ed azioni previste per la promozione e la crescita dellaggregazione giovanile;
leventuale organizzazione delle azioni ed iniziative dintesa con altri attori locali;
il contesto locale;
dati statistici di riferimento utilizzati e/o elaborati

Massimo 4 cartelle.

Evidenziare la successione temporale e larticolazione dellintervento:


1

10

11

12

Fasi/azione 1
Fasi/azione 2
Fasi/azione
n. volte .

Denominazione

Data

Firma legale rap.te e Timbro

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Pag. 270 di 425

Modulo D
Preventivo del progetto con indicazione dettagliata delle relative spese
TOTALI

AZIONE

Macrovoce 1. PREPARAZIONE

ore

costo h.

Macrovoce 2. GESTIONE E FUNZIONAMENTO

Macrovoce 3. ATTREZZATURE

Macrovoce 4. PERSONALE

Macrovoce 5. ALTRE SPESE

TOTALI - Macrovoci 1 - 2 - 3 - 4 - 5
CONTRIBUTO REGIONALE
max 80 %
QUOTA A CARICO SOGGETTO PROPONENTE min 20 %
QUOTA ECCEDENTE A CARICO SOGGETTO PROPONENTE
TOTALE PROGETTO

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importo

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Pag. 271 di 425

MODELLO DOMANDA Comunit Giovanili - comma 7 bis


Modulo A2
ALLA REGIONE LAZIO
Dipartimento Economica e Occupazionale
Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili
Area 0705 Politiche giovanili e Creativit
Via Rosa Raimondi Garibaldi n. 7
00145 ROMA

Il/la sottoscritto/a.
Nome

Cognome

In qualit di rappresentante legale del


(ai sensi dellart. 46 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445)

consapevole delle sanzioni penali previste dallarticolo 76 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445, nel caso di dichiarazioni
mendaci a pubblico ufficiale, falsit in atti, uso di atti falsi, ai sensi dell art. 47 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445:
CHIEDE
di accedere ai benefici di cui benefici riferiti allesercizio finanziario 2016 scadenza presentazione della
domanda 30 giugno 2015 - previsti dallart.82 comma 7bis della legge regionale 7 giugno 1999, n. 6 secondo i
criteri e le modalit estratti da sub Allegato B2, approvato con D.G.R. n. 611/2006. A tal fine

DICHIARA
- che le seguenti informazioni sono esatte e corrispondenti al vero:
SCHEDA ANAGRAFICA DELLA COMUNITA GIOVANILE
Denominazione:
Data di costituzione:
Domicilio fiscale

Codice fiscale:

Partita IVA (se diversa dal C. F.)

Indirizzo:

(se diverso dalla sede legale)

Indicare il titolo duso della sede (abitazione, propriet, affitto, ecc.) ________________________
Indirizzo:

SEDE LEGALE
Regione:

Provincia:

Comune:

CAP

Telefono:
Fax:
Indicare il titolo duso della
_________________________

sede

Indirizzo:

(indicare:

e-mail:
abitazione, propriet,

Indirizzo:

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affitto,

ecc.)

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Pag. 272 di 425

INDIRIZZO PER COMUNICAZIONI


( indicare eventualmente c/o......................................................... )
Nome e cognome o ragione sociale
Regione:

Provincia:

Comune:

CAP

Via, viale, piazza e numero civico

Telefono:
Fax
e-mail:
Ogni comunicazione deve essere trasmessa (scegliere una sola opzione):
alla sede legale
indirizzo per comunicazioni, sopraindicato
- dichiara inoltre che la comunit giovanile opera con continuit;
- che ha stabilito un consolidato legame con il territorio di riferimento;
- che dispone gi di una
Sede operativa 1
Indirizzo:

o pi sedi

operative cosi come di seguito indicato:


Comune:

CAP

Telefono:
Fax:
e-mail:
Indicare il titolo duso della sede (indicare: abitazione, propriet, affitto, ecc.)
Sede operativa 2 (o pi, riportare n. volte)
Indirizzo:

Comune:

CAP

Telefono:
Fax:
e-mail:
Indicare il titolo duso della sede (Indicare: abitazione, propriet, affitto, ecc.)
- dichiara che svolge quotidiana attivit di aggregazione sociale, nelle sedi, nei giorni e nelle ore come di seguito
riportato:
Luned
Marted
Mercoled
Gioved
Venerd
Sabato
Domenica
Sede Op 1
dalle/ore/alle
Luned

Marted

Mercoled

Gioved

Venerd

Sabato

Domenica

Luned

Marted

Mercoled

Gioved

Venerd

Sabato

Domenica

dichiara di non aver ricevuto benefici regionali ad analogo titolo

SI

NO

NO

Sede Op 2
dalle/ore/alle

Sede Op 3
dalle/ore/alle

dichiara di aver ricevuto i seguenti finanziamenti: (ultimi tre anni) SI


n.o. anno
Ente erogatore
Riferimenti, contenuti e/o motivazioni
1
2012
n
1
n

2013

1
n

2014

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Pag. 273 di 425

Lultimo bilancio del soggetto proponente si chiuso in :


ATTIVO
Pari ad
Approvato

PAREGGIO

PERDITA
Anno di riferimento
n.

del

Il soggetto proponente accreditato SI

NO
:
_______________________________________________
_______________________________________________
_______________________________________________
_______________________________________________

Comune
Provincia
Regione
Altro

Organi Statutari: (previsti nello statuto del soggetto proponente)


Presidente:

NO

SI

n. ______

Vice Presidente

NO

SI

n. ______

Consiglio Direttivo

componenti

NO

SI

n. ______

Comitato Tecnico

componenti

NO

SI

n. ______

Consiglio Scientifico

componenti

NO

SI

n. ______

Comitato ___________

componenti

NO

SI

n. ______

Revisore dei Conti

componenti

NO

SI

n. ______

Altro (descrivere)

componenti

NO

SI

n. ______

- Componente Organi Statutari:


1

Nominativo

_____________________________________________

Ruolo

_____________________________________________

Nato il:
2

Citt:

Prov.:

Nominativo

_____________________________________________

Ruolo

_____________________________________________

Nato il:
3 nvolte Nominativo
Ruolo

Citt:

Prov.:

_____________________________________________
_____________________________________________

Nato il:

Citt:

Prov.:

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Il soggetto proponente opera con (organico/soci):


Personale: tot.
______

Tempo indeterminato ______

Tempo determinato
______

Altro contratto
______

Volontari
______






Pag. 274 di 425

Soci Fondatori ________


Organo Diret.vo ________
Soci
________
Altro
________

Soci : (per classi det)









Totale

________%
________%
________%
________%
________%
________%
________%
_______100

Soci per titolo di studio:





Meno di 14 anni ________


15 - 24
________
25 34
________
35 44
________
45 - 54
________
55 64
________
65 e oltre
________
 TOTALE v.a. ____________

Scuola infanzia
Scuola primaria
S. Sec. Inferiore





________%
________%
________%

Scuola Sec. Superiore _______%


Laurea
_______%
Altro
_______%

Popolazione territorio di riferimento dellattivit della comunit giovanile: (per classi det)








Meno di 14 anni
15 - 24
25 34
35 44
45 - 54
Totale v.a.






________%
________%
________%
________%
________%
_____________

55 64
65 74
75 84
85 e oltre

________%
________%
________%
________%

Ai soli fini della valutazione della richiesta di finanziamento e per le rilevazioni generiche statistiche, ai sensi del
D.lgs. n.196/2003, si rilascia liberatoria per il trattamento dei dati contenuti nella presente scheda anagrafica.
_________________________________ li,___________________________
Luogo

Data

Il legale rappresentante
Nome e cognome

Firma e Timbro

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Pag. 275 di 425

Documentazione da allegare (punto V, art. 6) :

1) copia autentica dello statuto e dellatto costitutivo (per i soggetti di cui al punto II lettera b) (*);
(*) latto costitutivo e lo statuto possono essere prodotti anche in copia conforme (conformit a firma del Rappresentante Legale
dellassociazione proposta per ogni foglio) ai sensi del DPR 445/2000 e s.m.i. nel caso siano gi in possesso della Regione vanno
trasmesse comunque le copie conformi indicando la struttura nella quale sono depositati (Assessorato, Direzione, Area, Ufficio):

________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
2) documentazione attestante variazioni statutarie, incarichi, etc.;
3) relazione dettagliata sullattivit gi svolta dal soggetto proponente, documentazione probante da
allegare (Modulo B2), in caso di consorzio o ATS tra pi associazioni presentare una relazione per
ognuna di esse;
4) copia atto di giunta o di consiglio istitutivo della comunit con relativo regolamento, elenco dei
componenti organi statutari, ruoli e funzioni, etc. - quale espressione dei soggetti previsti al punto II
lettera a);
5) regolamento del funzionamento della Struttura, quale soggetto proponente;
6) regolamento del funzionamento della comunit giovanile esclusivamente per i soggetti di cui al punto II,
lettera c) depositato presso la competente Agenzia delle Entrate (vedi voci previste cosi come da lettera
c) punto V, art.6);

7) copia del bilancio e relazione consuntiva dellorgano di amministrazione o del rappresentante legale per
lultimo esercizio finanziario;

8) dettagliata relazione sullattivit da svolgere dalla Comunit Giovanile, definire nei dettagli come
richiesto (Modulo C2), in caso di consorzio tra pi associazioni presentare una relazione per ognuna di
esse;
9) fotocopia leggibile di un documento di riconoscimento in corso di validit del legale rappresentante del
soggetto proponente e curriculum;

10) fotocopia leggibile di un documento di riconoscimento in corso di validit del legale rappresentante
dellassociazione giovanile;

11) per i soggetti di cui al punto II lettera b anche i moduli E, F, G ed H debitamente compilati;
Si allega: (indicare con un segno di spunta le relative voci opzionali se presenti):
ulteriore documentazione utile alla definizione della graduatoria, specificare:

__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
altro specificare:
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________

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Pag. 276 di 425

Modulo B2
Relazione illustrativa sull'attivit svolta

Attivit svolta:
Devono essere descritte:
-

i servizi e le attivit erogate;


le azioni e le iniziative svolte negli anni precedenti ed eventuali forme di comunicazione e di coinvolgimento
attuate;
le relative modalit di attuazione e i termini economici adottati;
le attrezzature e strumenti impiegati;
le strategie e le azioni intraprese per la promozione e la crescita dellaggregazione giovanile;
gli enti e le associazioni coinvolte
il contesto locale;
dati statistici di riferimento utilizzati e/o elaborati.

Massimo 4 cartelle.

Denominazione

Data

Firma legale rap.te e Timbro

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Pag. 277 di 425

Modulo C2
Relazione illustrativa sull'attivit da svolgere

Attivit da svolgere:
Devono essere descritte:
-

le attivit e i servizi da erogare;


le azioni e le iniziative preventivate a breve e lungo termine ed eventuali forme di comunicazione e di
informazione;
le relative modalit di attuazione, termini economici;
le attrezzature e strumenti impiegati;
le strategie e le azioni intraprese per la promozione e la crescita dellaggregazione giovanile;
gli enti e le associazioni coinvolte;
il contesto locale;
dati statistici di riferimento e/o elaborati.

Massimo 4 cartelle.

Denominazione

Data

Firma legale rap.te e Timbro

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Pag. 278 di 425

Modulo E
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE
(D.P.R. n. 445 del 28.12.2000)

_l_ sottoscritt_ (nome e cognome) __________________________________________________


nat_

__________________________

Prov.

________

il

________________

residente

in_____________________via/piazza____________________________________________ n.__ in
qualit

di

legale

rappresentante

di________________________________________________

C.F./P.IVA__________________________Con sede legale in _______________________ via/p.zza


____________________________________________ n.____ CAP________________

consapevole delle sanzioni penali in caso di dichiarazioni false e della conseguente decadenza
dai benefici eventualmente conseguiti (ai sensi degli artt. 75 e 76 D.P.R. 445/2000) sotto la
propria responsabilit
DICHIARA
- che di non aver ricevuto benefici regionali ad analogo titolo;

_________________________________ li,___________________________
Luogo

Il legale rappresentante
Nome e cognome

Data

Firma e Timbro

N.B.: la presente dichiarazione non necessita dellautenticazione della firma e sostituisce a tutti gli effetti le normali
certificazioni richieste o destinate ad una pubblica amministrazione nonch ai gestori di pubblici servizi e ai privati che vi
consentono. LAmministrazione si riserva di effettuare controlli, anche a campione, sulla veridicit delle dichiarazioni (art.
71, comma 1, D.P.R. 445/2000). In caso di dichiarazione falsa il cittadino sar denunciato allautorit giudiziaria.

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Pag. 279 di 425

Modulo F

DICHIARAZIONE AUTENTICITA

DICHIARAZIONE DI AUTENTICIT DELLE INFORMAZIONI CONTENUTE NELLA RICHIESTA


Ai sensi degli artt. 46-47 DPR 445/2000

Io sottoscritto/a .
nato/a
il
e residente in .........
(indirizzo) ..
in qualit di rappresentante legale di .... in relazione
a tutte le dichiarazioni e le informazioni rese nella presente domanda di finanziamento
per il progetto (titolo del progetto),
dichiaro
di essere consapevole delle sanzioni penali previste nel caso di dichiarazioni non
veritiere, di formazione o uso di atti falsi (richiamate dall'articolo 76 del citato D.P.R. n.
445/2000) nonch della decadenza dai benefici conseguenti al provvedimento
eventualmente emanato sulla base della dichiarazione non veritiera, qualora dal
controllo effettuato emerga la non veridicit del contenuto di taluna delle dichiarazioni
rese (articolo 75 del citato D.P.R. n. 445/2000).

_________________________________ li,___________________________
Luogo

Il legale rappresentante
Nome e cognome

Data

Firma e Timbro

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Pag. 280 di 425

Modulo G

(non riempire per i soggetti di cui al punto II, lettera a)

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE


(D.P.R. n. 445 del 28.12.2000)

_l_ sottoscritt_ (nome e cognome) ________________________________________________


nat_

__________________________

Prov.

________

il

________________

residente

a_____________________via/piazza____________________________________________n.___
qualit

di

legale

rappresentante

in

di________________________________________________

C.F./P.IVA__________________________Con sede legale in _______________________ via/p.zza


______________________________n.____ CAP_________

consapevole delle sanzioni penali in caso di dichiarazioni false e della conseguente decadenza
dai benefici eventualmente conseguiti (ai sensi degli artt. 75 e 76 D.P.R. 445/2000) sotto la
propria responsabilit
DICHIARA
-

che lAssociazione composta nella totalit da soggetti,

che lAssociazione composta da soggetti di et superiore ai 35 anni, pari a n. _____;

che lAssociazione composta da soggetti di et inferiore ai 35 anni,

pari a n. _____;

pari a n. _____;

_________________________________ li,___________________________
Luogo

Il legale rappresentante
Nome e cognome

Data

Firma e Timbro

N.B.: la presente dichiarazione non necessita dellautenticazione della firma e sostituisce a tutti gli effetti le normali
certificazioni richieste o destinate ad una pubblica amministrazione nonch ai gestori di pubblici servizi e ai privati che vi
consentono. LAmministrazione si riserva di effettuare controlli, anche a campione, sulla veridicit delle dichiarazioni (art.
71, comma 1, D.P.R. 445/2000). In caso di dichiarazione falsa il cittadino sar denunciato allautorit giudiziaria.

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Pag. 281 di 425

Modulo H
AUTOCERTIFICAZIONE DELLA COMUNICAZIONE ANTIMAFIA
Dichiarazione sostitutiva di certificazione
(D.P.R. n. 445 del 28.12.2000)
_l_ sottoscritt_ (nome e cognome) __________________________________________________________
nat_

__________________________

Prov.

________

il

________________

residente

in_____________________via/piazza______________________________________________ n.____ in qualit


di

legale

rappresentante

C.F./P.IVA__________________________Con

di________________________________________________
sede

legale

in

_______________________

via/p.zza

______________________________n.____ CAP_________
consapevole delle sanzioni penali in caso di dichiarazioni false e della conseguente decadenza dai
benefici eventualmente conseguiti (ai sensi degli artt. 75 e 76 D.P.R. 445/2000) sotto la propria
responsabilit
DICHIARA
che nei propri confronti non sussistono le cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui allart. 10 della
Legge 31 maggio 1995, n. 575(*).
Il/la sottoscritto/a dichiara inoltre di essere informato/a, ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003 (codice in materia
di protezione di dati personali) che i dati personali raccolti saranno trattati, anche con strumenti
informatici, esclusivamente nellambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene
resa.

_________________________________ li,___________________________
Luogo

Il legale rappresentante
Nome e cognome

Data

Firma e Timbro

Lautocertificazione dovr essere prodotta dal rappresentante legale del soggetto proponente.
N.B.: la presente dichiarazione non necessita dellautenticazione della firma e sostituisce a tutti gli effetti le normali
certificazioni richieste o destinate ad una pubblica amministrazione nonch ai gestori di pubblici servizi e ai privati che vi
consentono. LAmministrazione si riserva di effettuare controlli, anche a campione, sulla veridicit delle dichiarazioni (art.
71, comma 1, D.P.R. 445/2000). In caso di dichiarazione falsa il cittadino sar denunciato allautorit giudiziaria.
(*) Costituiscono cause ostative lavere in corso procedimenti o essere destinatari di provvedimenti definitivi di applicazione
di misure di prevenzione, provvedimenti di cui allart. 10 commi 3, 4, 5, 5 ter e art. 10 quater comma 2 della legge 31 maggio
1965 n. 575; essere stati condannati con sentenza definitiva o confermata in grado di appello per i delitti di cui agli artt. 416
bis c.p. associazione di tipo mafioso o commessi avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso art. 416 bis; 630 c.p.
sequestro di persona a scopo di estorsione; 74 del D.P.R. n. 309/1990 associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze
stupefacenti.

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Pag. 282 di 425

Da compilare solo in caso di ATS o Consorzio tra Associazioni (anche Moduli E; F; G; H)


SCHEDA ANAGRAFICA
Associazione giovanile
Denominazione:
Data di costituzione:
Domicilio fiscale

Codice fiscale:

Partita IVA (se diversa dal C. F.)

Indirizzo:

(se diverso dalla sede legale)

Indicare il titolo duso della sede (indicare: abitazione, propriet, affitto, ecc.) ___________________
Indirizzo:
SEDE LEGALE
Regione:

Provincia:

Comune:

CAP

Telefono:

Indirizzo:

Fax:

e-mail:

Indicare il titolo duso della sede (indicare: abitazione, propriet, affitto, ecc.)

Altre sedi operative


Regione:

Provincia:

Comune:

CAP

Indirizzo:

Telefono:
Fax:
e-mail:
Indicare il titolo duso della sede (abitazione, propriet, affitto, ecc.)
Operante negli ambiti territoriali provinciali di seguito indicati:
(indicare attivit continuativa svolta in altre province)
FR
LT
RI

RM

VT

INDIRIZZO PER COMUNICAZIONI


( indicare eventualmente c/o......................................................... )
Nome e cognome o ragione sociale
Regione:

Provincia:

Comune:

CAP

Telefono:

Via, viale, piazza e numero civico

Fax

e-mail:

Ogni comunicazione deve essere trasmessa (scegliere una sola opzione):


alla sede legale

indirizzo per comunicazioni, sopraindicato

dichiara inoltre che per il progetto stato nominato responsabile:

Responsabile del progetto


Nome:

Cognome:

Indirizzo:
Telefono:

Comune:
Fax:

CAP
e-mail:

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AREA POLITICHE GIOVANILI E CREATIVITA

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

Pag. 283 di 425

dichiara di non aver ricevuto benefici regionali ad analogo titolo

SI

NO

dichiara di aver ricevuto i seguenti finanziamenti: (ultimi tre anni)

SI

NO

n.o. anno
1
2012
n
1
n

2013

1
n

2014

Ente erogatore

Riferimenti, contenuti e/o motivazioni

Lultimo bilancio del soggetto proponente si chiuso in :


ATTIVO
Pari ad
Approvato

PAREGGIO

NO
:
_______________________________________________
_______________________________________________
_______________________________________________
_______________________________________________

Popolazione territorio di riferimento delliniziativa progettuale: (per classi det)








del

il soggetto proponente accreditato SI

Comune
Provincia
Regione
Altro

PERDITA
Anno di riferimento
n.







55 64
65 74
75 84
85 e oltre

Organizzazioni presenti sul territorio:



Associazioni
_________

Consorzi
_________

Centri Giovanili _________





Str. Istituzionali ________


Cooperative
________
Altro
________

Dati economico-settoriali:

Industriale

Artigianale

Servizi





Agricolo
Commerciale
Altro

Meno di 14 anni
15 - 24
25 34
35 44
45 - 54
Totale v.a.

________%
________%
________%
________%
________%
_____________

________%
________%
________%

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AREA POLITICHE GIOVANILI E CREATIVITA

________%
________%
________%
________%

_______%
_______%
_______%

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3. Associazioni:
Presidente:
Vice Presidente

Pag. 284 di 425

NO

SI

n. ______

NO

SI

n. ______

Consiglio Direttivo

componenti

NO

SI

n. ______

Comitato Tecnico

componenti

NO

SI

n. ______

Consiglio Scientifico

componenti

NO

SI

n. ______

Comitato/i ________

componenti

NO

SI

n. ______

Revisore dei Conti

componenti

NO

SI

n. ______

Altro (descrivere)

componenti

NO

SI

n. ______

- Componente Organi Statutari (trascrivere i nominativi di tutti i componenti):


1

Nominativo

_____________________________________________

Ruolo

_____________________________________________

Nato il:
2

Citt:

Nominativo

_____________________________________________

Ruolo

_____________________________________________

Nato il:
3

Citt:

Prov.:

Nominativo

_____________________________________________

Ruolo

_____________________________________________

Nato il:
4

Prov.:

Citt:

Prov.:

Nominativo

_____________________________________________

Ruolo

_____________________________________________

Nato il:

Citt:

5 x nvolte Nominativo
Ruolo

Prov.:

_____________________________________________
_____________________________________________

Nato il:

Citt:

Prov.:

Soci : (per classi det)

Meno di 14 anni

________

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________%

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15 - 24
25 34
35 44
45 - 54
55 64
65 e oltre

________
________
________
________
________
________

________%
________%
________%
________%
________%
________%

 TOTALE v.a. ____________

Soci per titolo di studio:



Scuola infanzia

Scuola primaria

S. Sec. Inferiore

Pag. 285 di 425

Totale

________%
________%
________%

Il soggetto proponente opera con (organico/soci):


Personale: tot.
______

Tempo indeterminato ______

Tempo determinato
______

Altro contratto
______

________100





Scuola Sec. Superiore _______%


Laurea
_______%
Altro
_______%






Soci Fondatori ________


Organo Diret.vo ________
Soci
________
Altro
________

Popolazione territorio di riferimento delliniziativa progettuale: (per classi det)








Meno di 14 anni
15 - 24
25 34
35 44
45 - 54
Totale v.a.







________%
________%
________%
________%
________%
_____________

55 64
65 74
75 84
85 e oltre

________%
________%
________%
________%

Ai soli fini della valutazione della richiesta di finanziamento e per le rilevazioni generiche statistiche, ai sensi del
D.lgs. n.196/2003, si rilascia liberatoria per il trattamento dei dati contenuti nella presente scheda anagrafica.
_________________________________ li,___________________________
Luogo

Data

Il legale rappresentante
Nome e cognome

Firma e Timbro

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Documentazione da allegare (punto V, art. 5) :


12) copia autentica dello statuto e dellatto costitutivo - per i soggetti di cui al punto II lettera b) (*);
(*)
latto costitutivo e lo statuto possono essere prodotti anche in copia conforme (conformit a firma del Rappresentante
legale) ai sensi del DPR 445/2000 e s.m.i. nel caso siano gi in possesso della Regione vanno trasmesse comunque le copie
conformi indicando la struttura nella quale sono depositati (Assessorato, Direzione, Area, Ufficio):

_________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________
13) documentazione attestante variazioni statutarie, incarichi, etc.;
14) copia atto di giunta o di consiglio istitutivo partecipazione o presentazione progetto - per i soggetti di cui
al punto II lettera a);
15) relazione dettagliata sullattivit gi svolta dal soggetto proponente, documentazione probante da
allegare(Modulo B1), in caso di consorzio o ATS tra pi associazioni presentare una relazione per
ognuna di esse;
16) progetto dettagliato delle iniziative e degli interventi, definire nei dettagli come richiesto (Modulo C1);
17) preventivo del progetto con indicazione dettagliata delle relative spese (Modulo D1);
18) fotocopia leggibile di un documento di riconoscimento in corso di validit del legale rappresentante del
soggetto proponente e curriculum;
19) copia del bilancio e relazione consuntiva dellorgano di amministrazione o del rappresentante legale per
lultimo esercizio finanziario (esclusivamente per i soggetti di cui al punto II, lettere b) e c) qualora
operino da almeno un anno alla data di presentazione della domanda); in caso di recente costituzione
relazione sullo stato dessere e di fatto economico-finanziario dellassociazione;
20) regolamento del funzionamento della Struttura, quale soggetto proponente;
21) regolamento del funzionamento della comunit giovanile esclusivamente per i soggetti di cui al punto II,
lettera c) depositato presso la competente Agenzia delle Entrate (vedi voci previste cosi come da D.G.R.
del 26 settembre 2006 n. 611 nel sub allegato B1);
22) per i soggetti di cui al punto II lettera b anche i Moduli E, F, G (esclusi i soggetti di cui al punto II lettera
a) - e H debitamente compilati.

Si allega: (indicare con un segno di spunta le relative voci opzionali se presenti):

eventuale dichiarazione dintenti per le azioni previste dal progetto che coinvolgano altre
iniziative e/o attori ed enti locali.
altro specificare:
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________

Denominazione

Data

Firma legale rap.te e Timbro

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Regione Lazio
DIREZIONE FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06593
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 Titolo V Integrazione Autorizzazione corsi ente
"ASSOCIAZIONE CULTURA D'IMPRESA" a svolgere corsi privati non finanziati.

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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OGGETTO: Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 Titolo V Integrazione Autorizzazione


corsi ente ASSOCIAZIONE CULTURA D'IMPRESA a svolgere corsi privati non finanziati.

IL DIRETTORE
DELLA DIREZIONE REGIONALE FORMAZIONE, RICERCA E INNOVAZIONE,
SCUOLA E UNIVERSITA, DIRITTO ALLO STUDIO
SU PROPOSTA del dirigente dellArea Programmazione dellOfferta formativa e di
Orientamento
VISTI:
lo Statuto della Regione Lazio, (legge statutaria 11/11/2004 n. 1 Nuovo statuto della
Regione Lazio);
la legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23 Autorizzazione allo svolgimento dei corsi
privati non finanziati - Titolo V - in particolare, gli artt. 39, 40, 41, 42;
la Deliberazione della Giunta regionale 4 giugno 1996, n. 4572 con la quale sono state
approvate le direttive attuative del Titolo V della legge regionale 23/92 Modalit di
procedere per la presentazione delle domande per lo svolgimento e chiusura delle attivit
formative non finanziate e successive modificazioni ed integrazioni;
la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 Organizzazione delle funzioni a livello regionale e
locale per la realizzazione del decentramento amministrativo, (art. 158);
la Deliberazione della Giunta regionale 29 novembre 2007, n. 968 Revoca D.G.R.
21/11/2002, n. 1510 e D.G.R. 20/12/2002, n. 1687. Approvazione della nuova Direttiva
Accreditamento dei soggetti che erogano attivit di formazione e di orientamento nella
Regione Lazio e s.m.i.;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 459 del 17/12/2013 concernente la modifica
all'allegato A della deliberazione della Giunta Regionale del 29 novembre 2007, n. 968;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 452 del 11/09/2012 concernente: Istituzione del
"Repertorio regionale delle competenze e dei profili formativi" - Approvazione Linee di
indirizzo e Procedura di aggiornamento - Approvazione di n. 108 profili formativi
caratterizzanti settori economici del territorio regionale e inserimento nel Repertorio.
Revoca della deliberazione di Giunta regionale 22 marzo 2006, n. 128.
il D.lgs 257/92 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro";
L.R. 12 Novembre 2002, n. 40 Istituzione del registro regionale degli amministratori di
condominio ed immobili (1);
Il Decreto 13 agosto 2014, n. 140 Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle
modalita' per la formazione degli amministratori di condominio nonche' dei corsi di
formazione per gli amministratori condominiali.
la Deliberazione di Giunta Regionale n. 831 del 28 novembre 2014 con la quale stato
conferito alla Dott. Fabrizio Lella lincarico di Direttore della Direzione Regionale
Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio del
Dipartimento Programmazione Economica e Sociale;
la Determinazione n. B03022 del 16/07/2013 concernente: Riorganizzazione delle Aree e
degli Uffici della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e
Universit, Diritto allo Studio.
la determinazione dirigenziale n. 2011 del 14/05/2015 trasmessa dalla Citt Metropolitana
di Roma Capitale, avente per oggetto: ASSOCIAZIONE CULTURA D'IMPRESA
integrazione corsi - per lo svolgimento di corsi privati non finanziati -perfezionamento

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dellistruttoria ai fini dellintegrazione dellautorizzazione regionale di cui allart. 158 (lett.


m) della L.R. n. 14 del 06/08/1999;
la determinazione dirigenziale n. D2829 del 17/09/2009 di accreditamento definitivo
dellente ASSOCIAZIONE CULTURA D'IMPRESA, per la sede operativa di Via Zoe
Fontana, 220/b - 00131 ROMA [RM];
la determinazione dirigenziale B03999 del 02/07/2012 di Modifica tipologia di
accreditamento da definitivo ad ingresso.

PREMESSO CHE,
ai sensi dellart. 158, lettera m) della legge regionale 14/99 la Regione Lazio rilascia
lautorizzazione allo svolgimento di corsi privati non finanziati, di cui al titolo V della
legge 23/92, su istruttoria e proposta delle Province;
laccreditamento ottenuto ai sensi della Direttiva di cui alla D.G.R. 968/2007 e s.m.i.
soggetto a revoca nei casi previsti dallarticolo 16 della medesima;
PRESO ATTO che listruttoria effettuata dalla Citt Metropolitana di Roma Capitale con la
determinazione dirigenziale sopra citata finalizzata allintegrazione dellautorizzazione per lo
svolgimento dei corsi di formazione per:
Amministratore di condominio (qualifica livello 2 ore 72)
Amministratore di condominio (aggiornamento ore 15)
VERIFICATO attraverso il sistema di gestione dellaccreditamento regionale Sac Portal, che, alla
data del presente atto lente ASSOCIAZIONE CULTURA D'IMPRESA legalmente
rappresentata dal Sig. Giovanni Bretti con sede legale in Via Zoe Fontana, 220/b - 00131 ROMA
[RM] accreditato ai sensi della D.G.R. 968/07 e s.m.i.
CONSIDERATO che la D.G.R. 4572/96 stabilisce una durata triennale dellautorizzazione e
disciplina i casi in cui la stessa pu essere revocata;
RICHIAMATO lente in oggetto:
alladozione dello standard formativo di cui alla normativa di riferimento
al rispetto della normativa vigente in materia di edilizia scolastica, sicurezza degli impianti
e prevenzione degli infortuni;
RITENUTO che sussistono le condizioni per integrare lautorizzare ai sensi del Titolo V - della
legge regionale n. 23 del 25 febbraio 1992, allente ASSOCIAZIONE CULTURA D'IMPRESA
legalmente rappresentata dal Sig. Giovanni Bretti con sede legale in Via Zoe Fontana, 220/b 00131 ROMA [RM] allo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:
Amministratore di condominio (qualifica livello 2 ore 72)
Amministratore di condominio (aggiornamento ore 15)

Tutto ci premesso, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto.

DETERMINA
1. di integrare lautorizzare ai sensi del Titolo V della legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23,
allente ASSOCIAZIONE CULTURA D'IMPRESA legalmente rappresentata dal Sig. Giovanni

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Bretti con sede legale ed operativa in Via Zoe Fontana, 220/b - 00131 ROMA [RM] allo
svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:
Amministratore di condominio (qualifica livello 2 ore 72)
Amministratore di condominio (aggiornamento ore 15)
Da svolgersi presso la sede operativa di Via Zoe Fontana, 220/b - 00131 ROMA [RM], nelle
seguenti aule:
Aula 1
13 allievi max + docente;
aula 2
14 allievi max + docente;
aula 3
16 allievi max. + docente.
2. di richiamare lente ASSOCIAZIONE CULTURA D'IMPRESA al rispetto degli standard e
dei requisiti prescritti dalla DGR sullaccreditamento delle sedi formative e, in particolare, al
rispetto del numero massimo di allievi per mq. in aule e laboratori per ciascun corso;
3. di procedere alla revoca della presente autorizzazione nei casi previsti dalla D.G.R. 4572/96
ovvero nel caso di perdita dellaccreditamento;
4. di trasmettere per il seguito di competenza, copia della presente determinazione alla Citt
Metropolitana di Roma Capitale;
5. di notificare la presente determinazione allente ASSOCIAZIONE CULTURA D'IMPRESA.
con sede legale in Via Zoe Fontana, 220/b - 00131 ROMA [RM];
6. di pubblicare il presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito internet
www.regione.lazio.it e che tale pubblicazione riveste carattere di formale notifica.

Avverso la presente determinazione consentito il ricorso al TAR entro 60 gg. dalla notifica
ovvero al Capo dello Stato entro 120 gg. dalla notifica.

Il Direttore
Fabrizio Lella

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Regione Lazio
DIREZIONE FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06594
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 Titolo V Rinnovo e Integrazione Autorizzazione "LA NUOVA
IMMAGINE SNC DI FRANCESCA BELARDINELLI E C."a svolgere corsi privati non finanziati.

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OGGETTO: Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 Titolo V Rinnovo e Integrazione


Autorizzazione LA NUOVA IMMAGINE SNC DI FRANCESCA
BELARDINELLI E C.a svolgere corsi privati non finanziati.

IL DIRETTORE
DELLA DIREZIONE REGIONALE FORMAZIONE, RICERCA E INNOVAZIONE,
SCUOLA E UNIVERSITA, DIRITTO ALLO STUDIO
SU PROPOSTA del dirigente dellArea Programmazione dellOfferta formativa e di
Orientamento
VISTI:
lo Statuto della Regione Lazio, (legge statutaria 11/11/2004 n. 1 Nuovo statuto della
Regione Lazio);
la legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23 Autorizzazione allo svolgimento dei corsi
privati non finanziati - Titolo V - in particolare, gli artt. 39, 40, 41, 42;
la Deliberazione della Giunta regionale 4 giugno 1996, n. 4572 con la quale sono state
approvate le direttive attuative del Titolo V della legge regionale 23/92 Modalit di
procedere per la presentazione delle domande per lo svolgimento e chiusura delle attivit
formative non finanziate e successive modificazioni ed integrazioni;
la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 Organizzazione delle funzioni a livello regionale e
locale per la realizzazione del decentramento amministrativo, (art. 158);
la Deliberazione della Giunta regionale 29 novembre 2007, n. 968 Revoca D.G.R.
21/11/2002, n. 1510 e D.G.R. 20/12/2002, n. 1687. Approvazione della nuova Direttiva
Accreditamento dei soggetti che erogano attivit di formazione e di orientamento nella
Regione Lazio e s.m.i.;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 459 del 17/12/2013 concernente la modifica
all'allegato A della deliberazione della Giunta Regionale del 29 novembre 2007, n. 968;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 452 del 11/09/2012 concernente: Istituzione del
"Repertorio regionale delle competenze e dei profili formativi" - Approvazione Linee di
indirizzo e Procedura di aggiornamento - Approvazione di n. 108 profili formativi
caratterizzanti settori economici del territorio regionale e inserimento nel Repertorio.
Revoca della deliberazione di Giunta regionale 22 marzo 2006, n. 128.
il D.lgs 257/92 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro"
Ricostruzione Artificiale delle Unghie deliberazioni della Commissione Regionale per
l'Artigianato della Regione Lazio Approvate nella seduta del 25/11/2008;
la Deliberazione della Giunta regionale 4796/98 descrizione delle competenze per
tatuaggio e piercing;
la L.R. 13 Dicembre 2001, n. 33 Norme in materia di attivit di estetica (1);
la DGR 5144/98 Rettifica schede didattiche approvate con delibera n. 7363 del 19
settembre 1995 concernente: Approvazione disposizioni sui requisiti di accesso e la durata
dei corsi di: Agenti e rappresentanti di commercio, Registro esercenti il commercio e
Agenti di'affari in mediazione, ai sensi delle LL.RR. 99/79 e 23/92;
la DGR 2335/99 Rettifiche schede didattiche dei corsi di "Agenti e rappresentanti di
commercio" e "Registro esercenti il commercio", approvate con deliberazione n. 5144 del 6
ottobre 1998.

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Pag. 293 di 425

la Deliberazione di Giunta Regionale n. 831 del 28 novembre 2014 con la quale stato
conferito alla Dott. Fabrizio Lella lincarico di Direttore della Direzione Regionale
Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio del
Dipartimento Programmazione Economica e Sociale;
la Determinazione n. B03022 del 16/07/2013 concernente: Riorganizzazione delle Aree e
degli Uffici della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e
Universit, Diritto allo Studio.
la determinazione dirigenziale n. 2047 del 14/05/2015 trasmessa dalla Citt Metropolitana
di Roma Capitale, avente per oggetto: LA NUOVA IMMAGINE SNC DI FRANCESCA
BELARDINELLI E C Rinnovo autorizzazione svolgimento corsi privati non finanziati perfezionamento dellistruttoria ai fini dellintegrazione dellautorizzazione regionale di cui
allart. 158 (lett. m) della L.R. n. 14 del 06/08/1999;
la determinazione dirigenziale n G05166 DEL 28/04/2015 di accreditamento per
lautorizzazione dellente LA NUOVA IMMAGINE SNC DI FRANCESCA
BELARDINELLI E C, per le sedi operative di: Via Antonio Gramsci, 24/26 - 00030 SAN
CESAREO [RM]
e
Via
Trilussa,206 -00041 ALBANOLAZIALE [RM].

PREMESSO CHE,
ai sensi dellart. 158, lettera m) della legge regionale 14/99 la Regione Lazio rilascia
lautorizzazione allo svolgimento di corsi privati non finanziati, di cui al titolo V della
legge 23/92, su istruttoria e proposta delle Province;
laccreditamento ottenuto ai sensi della Direttiva di cui alla D.G.R. 968/2007 e s.m.i.
soggetto a revoca nei casi previsti dallarticolo 16 della medesima;
PRESO ATTO che listruttoria effettuata dalla Provincia Citt Metropolitana di Roma Capitale
con la determinazione dirigenziale sopra citata finalizzata:
_al rinnovo per lo svolgimento dei corsi di formazione per:
Estetista Biennale (qualifica livello 1 1800 ore)
Estetista per lesercizio dimpresa (specializzazione livello 1 900 ore)
Estetista aggiornamento (aggiornamento livello 1 300 ore)
Estetista riqualificazione (riqualificazione livello 1 900 ore)
Ricostruzione artificiale delle unghie (frequenza livello 1- 200 ore)
Agente e rappresentante di commercio (abilitazione 120 ore)
Agente di affari in mediazione (AIM frequenza 150 ore)
Tatuaggi e piercing (frequenza livello 1 90 ore)
_allintegrazione per lo svolgimento dl corso di formazione per:
Truccatore cinematografico e audiovisivo (500 ore)
VERIFICATO attraverso il sistema di gestione dellaccreditamento regionale Sac Portal, che, alla
data del presente atto lente LA NUOVA IMMAGINE SNC DI FRANCESCA BELARDINELLI
E C legalmente rappresentata dalla Sig.ra Belardinelli Francesca con sede legale in Via Antonio
Gramsci,6/8 -00030 SAN CESAREO [RM] accreditato ai sensi della D.G.R. 968/07 e s.m.i.
CONSIDERATO che la D.G.R. 4572/96 stabilisce una durata triennale dellautorizzazione e
disciplina i casi in cui la stessa pu essere revocata;
RICHIAMATO lente in oggetto:
alladozione dello standard formativo di cui alla normativa di riferimento

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al rispetto della normativa vigente in materia di edilizia scolastica, sicurezza degli impianti
e prevenzione degli infortuni;

RITENUTO che sussistono le condizioni per:


Rinnovare lautorizzare ai sensi del Titolo V - della legge regionale n. 23 del 25 febbraio 1992,
allente LA NUOVA IMMAGINE SNC DI FRANCESCA BELARDINELLI E C legalmente
rappresentata dalla Sig.ra Belardinelli Francesca con sede legale in Via Antonio Gramsci,6/8 00030 SAN CESAREO [RM] allo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:

Estetista Biennale (qualifica livello 1 1800 ore)


Estetista per lesercizio dimpresa (specializzazione livello 1 900 ore)
Estetista aggiornamento (aggiornamento livello 1 300 ore)
Estetista riqualificazione (riqualificazione livello 1 900 ore)
Ricostruzione artificiale delle unghie (frequenza livello 1- 200 ore)
Agente e rappresentante di commercio (abilitazione 120 ore)
Agente di affari in mediazione (AIM frequenza 150 ore)
Tatuaggi e piercing (frequenza livello 1 90 ore)

Integrare lautorizzazione allo svolgimento dl corso di formazione per:


Truccatore cinematografico e audiovisivo (500 ore)
I suddetti corsi dovranno essere svolti presso le seguenti sedi operative:
Via Antonio Gramsci, 24/26 - 00030 SAN CESAREO [RM] aula 1 - 19 allievi max + docente,
aula 2 - 19 allievi max + docente;
Via Trilussa,206 -00041 ALBANO LAZIALE [RM] aula - 19 allievi max + docente, aula - 19
allievi max + docente.

Tutto ci premesso, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto.

DETERMINA
1. di rinnovare lautorizzare ai sensi del Titolo V della legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23,
allente LA NUOVA IMMAGINE SNC DI FRANCESCA BELARDINELLI E C legalmente
rappresentata dalla Sig.ra Belardinelli Francesca con sede legale in Via Antonio Gramsci,6/8 00030 SAN CESAREO [RM] allo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:

Estetista Biennale (qualifica livello 1 1800 ore)


Estetista per lesercizio dimpresa (specializzazione livello 1 900 ore)
Estetista aggiornamento (aggiornamento livello 1 300 ore)
Estetista riqualificazione (riqualificazione livello 1 900 ore)
Ricostruzione artificiale delle unghie (frequenza livello 1- 200 ore)
Agente e rappresentante di commercio (abilitazione 120 ore)
Agente di affari in mediazione (AIM frequenza 150 ore)
Tatuaggi e piercing (frequenza livello 1 90 ore)

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2. di integrare lautorizzazione allo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:
Truccatore cinematografico e audiovisivo (500 ore)
3. di richiamare lente LA NUOVA IMMAGINE SNC DI FRANCESCA BELARDINELLI E
C. al rispetto degli standard e dei requisiti prescritti dalla DGR sullaccreditamento delle sedi
formative e, in particolare, al rispetto del numero massimo di allievi per mq. in aule e laboratori
per ciascun corso;
4. di procedere alla revoca della presente autorizzazione nei casi previsti dalla D.G.R. 4572/96
ovvero nel caso di perdita dellaccreditamento;
5. di trasmettere per il seguito di competenza, copia della presente determinazione alla Citt
Metropolitana di Roma Capitale;
6. di notificare la presente determinazione allente LA NUOVA IMMAGINE SNC DI
FRANCESCA BELARDINELLI E C. con sede legale in Via Antonio Gramsci,6/8 -00030 SAN
CESAREO [RM];
7. di pubblicare il presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito internet
www.regione.lazio.it e che tale pubblicazione riveste carattere di formale notifica.

Avverso la presente determinazione consentito il ricorso al TAR entro 60 gg. dalla notifica
ovvero al Capo dello Stato entro 120 gg. dalla notifica.

Il Direttore
Fabrizio Lella

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Regione Lazio
DIREZIONE INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E POLITICHE
ABITATIVE
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06659
Rettifica della determinazione n G06368 del 25/05/2015 avente per oggetto "POR FESR LAZIO 2007-2013.
Progetto A0070P0202. Gruppo di Dossier Codice LSE24. Intervento SVLAZ-ES-2013-1230 - Determina di
Nomina della Commissione Giudicatrice di Gara per l'affidamento dei lavori per "l'efficientamento energetico
nella Scuola Materna Elementare Oliveto Piano - Contrada Oliveto Piano - nel COMUNE DI SUBIACO
(RM)". CUP F24H14000620006.

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OGGETTO: Rettifica della determinazione n G06368 del 25/05/2015 avente per oggetto POR
FESR LAZIO 2007-2013. Progetto A0070P0202. Gruppo di Dossier Codice LSE24. Intervento
SVLAZ-ES-2013-1230 Determina di Nomina della Commissione Giudicatrice di Gara per
laffidamento dei lavori per lefficientamento energetico nella Scuola Materna Elementare Oliveto
Piano - Contrada Oliveto Piano - nel COMUNE DI SUBIACO (RM).
CUP F24H14000620006.
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E
POLITICHE ABITATIVE
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 Organizzazione delle funzioni a livello regionale e
locale per la realizzazione del decentramento amministrativo e ss.mm.ii.;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 Disciplina del sistema organizzativo della Giunta
e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale, e successive
modifiche e integrazioni;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n.1 concernente lorganizzazione degli uffici e
dei servizi della Giunta regionale, e successive modifiche e integrazioni;
VISTA la deliberazione del G.R. n. 211 del 06/05/2015, con la quale stato conferito lincarico di
Direttore della Direzione Regionale Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative alling. Mauro
Lasagna;
VISTA la disposizione del Direttore Regionale Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative n
674181 del 03/12/2014 che individua nellArea Genio Civile Lazio Nord la Struttura organizzativa
responsabile della formalizzazione di tutti gli atti e determinazioni necessarie e propedeutiche alla
attuazione degli interventi, dalla approvazione del progetto fino alla approvazione della spesa
finale, secondo le indicazioni dellArea Infrastrutture energetiche;
VISTA la determinazione n G06368 del 25/05/2015;
CONSIDERATO che per mero errore materiale, al punto n. 1 del dispositivo della determinazione
dirigenziale n. G06368 del 25/05/2015 stato inserito il nominativo di Walter Grossi anzich di
Walter Reali quale Soggetto componente la Commissione di gara in qualit di Commissario;
RITENUTO pertanto necessario rettificare in tal senso la Determinazione Dirigenziale n G06368
del 25/05/2015;
DETERMINA
Per le motivazioni espresse in premessa,
1. di rettificare il punto n. 1 della Determinazione n G06368 del 25/05/2015, POR FESR LAZIO
2007-2013. Progetto A0070P0202. Gruppo di Dossier Codice LSE24. Intervento SVLAZ-ES2013-1230 Determina di Nomina della Commissione Giudicatrice della Gara per
laffidamento dei lavori per lefficientamento energetico nella Scuola Materna Elementare
Oliveto Piano - Contrada Oliveto Piano - nel COMUNE DI SUBIACO (RM),

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CUP F24H14000620006, dando atto che nella parte dispositiva i nominativi dei Soggetti
componenti la Commissione giudicatrice di gara in qualit di Commissari, sono:

geom. Walter Reali;

geom. Nevio Scappaticci;

2. di confermare il restante contenuto della Determinazione n G06368 del 25/05/2015 il quale si


mantiene inalterato ad eccezione di quanto sopra indicato.
La presente Determinazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sui siti
www.regione.lazio.it e www.porfesr.lazio.it.
Il Direttore Regionale
Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative
Ing. Mauro Lasagna

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Regione Lazio
DIREZIONE INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E POLITICHE
ABITATIVE
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06669
Rettifica della determinazione n G06364 del 25/05/2015 avente per oggetto "POR FESR LAZIO 2007-2013.
Progetto A0070P0517. Gruppo di Dossier Codice LSE24. Intervento SVLAZ-ES-2013-1581 - Determina di
Nomina della Commissione Giudicatrice della Gara per l'affidamento dei lavori per "l'efficientamento
energetico della Scuola - San Giovanni Bosco - Loc. Altipiani di Arcinazzo, nel COMUNE DI ARCINAZZO
ROMANO (RM)". CUP F64H14000510006.

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OGGETTO: Rettifica della determinazione n G06364 del 25/05/2015 avente per oggetto POR
FESR LAZIO 2007-2013. Progetto A0070P0517. Gruppo di Dossier Codice LSE24. Intervento
SVLAZ-ES-2013-1581 Determina di Nomina della Commissione Giudicatrice della Gara per
laffidamento dei lavori per lefficientamento energetico della Scuola - San Giovanni Bosco
Loc. Altipiani di Arcinazzo, nel COMUNE DI ARCINAZZO ROMANO (RM).
CUP F64H14000510006.
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E
POLITICHE ABITATIVE
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 Organizzazione delle funzioni a livello regionale e
locale per la realizzazione del decentramento amministrativo e ss.mm.ii.;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 Disciplina del sistema organizzativo della Giunta
e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale, e successive
modifiche e integrazioni;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n.1 concernente lorganizzazione degli uffici e
dei servizi della Giunta regionale, e successive modifiche e integrazioni;
VISTA la deliberazione del G.R. n. 211 del 06/05/2015, con la quale stato conferito lincarico di
Direttore della Direzione Regionale Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative alling. Mauro
Lasagna;
VISTA la disposizione del Direttore Regionale Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative n
674181 del 03/12/2014 che individua nellArea Genio Civile Lazio Nord la Struttura organizzativa
responsabile della formalizzazione di tutti gli atti e determinazioni necessarie e propedeutiche alla
attuazione degli interventi, dalla approvazione del progetto fino alla approvazione della spesa
finale, secondo le indicazioni dellArea Infrastrutture energetiche;
VISTA la determinazione n G06364 del 25/05/2015;
CONSIDERATO che per mero errore materiale, al punto n. 1 del dispositivo della determinazione
dirigenziale n. G06368 del 25/05/20215 stato inserito il nominativo di Walter Grossi anzich di
Walter Reali quale Soggetto componente la Commissione di gara in qualit di Commissario;
RITENUTO pertanto necessario rettificare in tal senso la Determinazione Dirigenziale n G06364
del 25/05/2015;
DETERMINA
Per le motivazione espresse in premessa,
1. di rettificare il punto n. 1 della Determinazione n G06364 del 25/05/2015, POR FESR
LAZIO 2007-2013. Progetto A0070P0517. Gruppo di Dossier Codice LSE24. Intervento
SVLAZ-ES-2013-1581 Determina di Nomina della Commissione Giudicatrice della Gara per
laffidamento dei lavori per lefficientamento energetico della Scuola - San Giovanni Bosco
Loc. Altipiani di Arcinazzo, nel COMUNE DI ARCINAZZO ROMANO (RM)

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CUP F64H14000510006, dando atto che nella parte dispositiva i nominativi dei Soggetti
componenti la Commissione giudicatrice di gara in qualit di Commissari, sono:

geom. Walter Reali;

geom. Nevio Scappaticci;

2. di confermare il restante contenuto della Determinazione n G06364 del 25/05/2015 il quale si


mantiene inalterato ad eccezione di quanto sopra indicato.
La presente Determinazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sui siti
www.regione.lazio.it e www.porfesr.lazio.it.
Il Direttore Regionale
Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative
Ing. Mauro Lasagna

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Regione Lazio
DIREZIONE INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E POLITICHE
ABITATIVE
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06682
RD. 1775/1933.concessione di derivazione di acqua pubblica as uso irriguo dal fiume Marta, nel comune di
Tuscania (VT)loc.Guado della Spina per mod.28,50.Variante della concessione gi rilasciata con DM 6367del
25/2/1961 con scadenza 31/8/2029 ad istanza del Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca con sede in
Via G.Garibaldi 7,cap 01016 Tarquinia(VT), di cui alla domanda 22/1/2014 prot.42637del 24/1/2014, per la
estensione temporale.Modifiche ed integrazione al punto 3( tre) del disposto della Determina Direttore
Regionale n.G00201 del 16/1/2015.

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OGGETTO: R.D. 1775/1933. Concessione di derivazione di acqua pubblica ad uso irriguo dal
Fiume Marta, in Comune di Tuscania (VT), loc. Guado della Spina, per moduli 28,50 (l/s
2850).Variante della concessione gi rilasciata con D.M. n.6367 del 25.02.1961, con scadenza
31.08.2029, ad istanza del Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca, con sede in Via Giuseppe
Garibaldi n. 7 c.a.p. 01016 Tarquinia (VT), di cui alla domanda 22 Gennaio 2014 prot. 42637
del 24.01.2014 per la estensione temporale .
Modifiche ed integrazioni al punto 3 del disposto della Determina del Direttore Regionale n.
G00201 del 16 Gennaio 2015.
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E POLITICHE ABITATIVE

Vista la Legge Regionale 16 aprile 2002, n. 6 relativa alla disciplina del sistema organizzativo della
Giunta e del Consiglio Regionale;
Visto il Regolamento n. 1 del 6 settembre 2002 di organizzazione degli uffici e dei servizi della
Giunta Regionale e ss.mm.ii.;
Vista la D.G.R.L. n. 211 del 06 maggio 2015 che conferisce allIng. Mauro Lasagna lincarico di
Direttore della Direzione Regionale Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative;
Visto il R.D. n. 1775 del 11/12/1933 Testo Unico delle disposizioni di legge sulle acque gli
impianti elettrici, ed in particolare gli artt. 7 e 8, e le successive modifiche ed integrazioni;
Visto il R.D. n.1285 del 14 agosto 1920 Regolamento per le derivazioni ed utilizzazione di acque
pubbliche;
Visto il D.M. 16 dicembre 1923 Norme per la compilazione dei progetti di massima e di
esecuzione a corredo di domande per grandi e piccole derivazioni di acqua;
Vista la legge 7 agosto 1990 n. 241, come modificata da Legge n. 15 del 11 febbraio 2005;
Visto il D.Lgs. 12 luglio 1993, n. 275 Riordino in materia di concessione di acque pubbliche;
Visto il D.P.R. 18 febbraio 1999 n. 238 Regolamento recante norme per lattuazione di talune
disposizioni della legge 5 gennaio 1994 n. 36;
Visto il D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 Norme in materia ambientale;
Visto il Decreto Legislativo n. 112/98 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello
Stato alle Regioni ed agli Enti Locali, in attuazione del capo I della legge 15/03/1997 n. 59;
Vista la L.R. n. 53 del 11/12/1998 art. 8 comma con la quale la Regione si riserva le funzioni in
materia di concessioni di grandi derivazioni per lutilizzo di acqua pubbliche in attuazione del
suddetto Decreto Legislativo n. 112/98;
Visto il Piano di Tutela delle Acque (PTAR) approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale
del Lazio il 27 settembre 2007 n. 42;
Visto lart. 8 della Legge Regionale n. 2 del 29 aprile 2013;
ATTESO che con domanda del 22 Gennaio 2014, prot. n.42637 del 24.01.2014, corredata da
relazione generale ed idraulica a firma delling. Sergio Pisarri, il Consorzio di Bonifica della
Maremma Etrusca - con sede in Via G. Garibaldi n.7 - c.a.p. 01016 - Tarquinia (VT), ha provveduto
a richiedere allArea Risorse Idriche e S.I.I., competente in materia di riconoscimenti concessori di
derivazione idrica per le grandi derivazioni, l estensione del periodo di prelievo allintero arco
dellanno, in ordine alla concessione irrigua dal Fiume Marta, loc. Guado della Spina, gi rilasciata
a detto Consorzio dallallora Min. LL.PP con D.M. 6367 del 25/02/1961, con scadenza fissata al
31.08.2029, per un prelievo pari a mod. 28,50 (pari a l/s 2850);
RILEVATO che con Determinazione del Direttore Regionale G00201 del 16 gennaio 2015, al
termine del completamento istruttorio, veniva autorizzata la variante concessoria per il prelievo
idrico di che trattasi autorizzandone il prelievo, per gli stessi ed invariati moduli pari a 28,50, per
lintero periodo dellanno da mesi 6 (sei) a mesi 12 (dodici);
CONSIDERATO che con nota prot. n.787 del 29/4/2015 il Consorzio di Bonifica della Maremma
Etrusca, gi concessionaria di utenza di derivazione idrica per grande derivazione ad uso irriguo dal
fiume Marta in loc. Guado della Spina per mod. 28,50, per lintero anno (mesi 12) giusta la
Determina G00201 del 16 gennaio 2015, comunicava altres allArea Risorse Idriche e SII, in
qualit di Struttura concedente in materia di assensi di derivazione, quanto segue:
- di avere proceduto separatamente, per ragioni di celerit procedimentale, allinvio con rispettive
note prott. n. 948 del 24/11/2014 e n. 26727 del 19/1/2015, al diretto inoltro presso lARDIS, per il
conseguimento degli occorrenti pareri di compatibilit idraulica, di n.2 progetti rispettivamente

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afferenti, luno allesecuzione del raddoppio dellesistente sedimentatore, e laltro alla costruzione
di una ulteriore condotta di restituzione in alveo delladduttrice primaria, finalizzati a garantire il
miglioramento gestionale di tutto il sistema irriguo della Piana di Tarquinia, di pertinenza del
predetto Consorzio;
- di avere, giusta la nota prot. n. 212051 in data 17/4/2015 della Agenzia Regionale per la Difesa del
Suolo, positivamente conseguito il prescritto nulla-osta idraulico sulla idoneit delle predette
proposte di progettazione preliminare, di cui alle richiamate n. 2 iniziative insistenti nell area
dintervento demaniale individuata;
- che con la predetta nota prot. 787 del 29/4/2015, assunta al prot. 243890 del 5/5/2015 dellArea
Risorse Idriche, il concessionario Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca chiedeva di
procedere alla modifica del punto 3 del disposto della variante della concessione di derivazione alla
stessa gi assentita con Determinazione del Direttore Regionale n.G00201 del 16/1/2015, in ordine
alla mera approvazione delle opere aggiuntive e funzionali allesercizio della concessione gi
assentita per moduli 28,50 e per mesi 12 (dodici) dellanno solare;
ATTESO il prescritto parere favorevole gi rilasciato dalla competente Autorit dei Bacini
Regionali del Lazio acquisito dallArea Risorse Idriche e S.I.I. con nota prot. 518998 del
19/09/2014, cui non competono ope legis valutazioni in linea tecnica sulla eventuale estensione o la
realizzazione di nuove opere connesse allesercizio del prelievo idrico;
ATTESA la regolarit della istruttoria tecnico-amministrativo esperita dallUfficio procedente,
Area risorse Idriche e S.I.I, ai sensi delle disposizioni di cui al R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 con
particolare riferimento allart. 7 della predetta legge nonch con riferimento allart. 8 della L.R. 53
dell11/12/1998 e definita con la Determinazione n. G00201del 16/1/2015 di variante alla
concessione del prelievo idrico per lintero arco solare dellanno nei confronti del predetto
Consorzio, come sopra specificato;
Tutto quanto sopra espresso e considerato

DETERMINA
- di approvare i progetti preliminari di cui agli elaborati progettuali trasmessi, con note n.533 e
n.534 del 18/03/2015, dal Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca afferenti al nulla-osta
idraulico rilasciato dallARDIS, Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo, con nota prot. 212051
del 17/04/2015;
- di modificare il punto 3 del disposto di cui alla Determinazione del Direttore Regionale
Infrastrutture Ambiente e Politiche Abitative n. G00201 del 16/1/2015 di variante alla concessione
di derivazione dal Fiume Marta in Comune di Tuscania (VT), loc. Guado della Spina, del prelievo
idrico per moduli 28,50, per lintero arco solare dellanno, assentita al Consorzio di Bonifica della
Maremma Etrusca, gi titolare della concessione di derivazione rilasciata dallallora Ministero dei
LL.PP. con D.M n.6367 del 25.02.1961, con scadenza 31.08.2029, quanto allassentimento alla
realizzazione delle opere costituite dal raddoppio dellesistente sedimentatore, ed alla costruzione di
una ulteriore condotta di restituzione in alveo delladduttrice primaria, finalizzate a garantire il
miglioramento gestionale di tutto il sistema irriguo della Piana di Tarquinia, di pertinenza del
predetto Consorzio, come da elaborati progettuali citati;
- di confermare, limitatamente alla modifica di cui al punto 3 del disposto di cui alla
Determinazione del Direttore Regionale Infrastrutture Ambiente e Politiche Abitative n. G00201 del
16/1/2015, le premesse ed i contenuti determinativi del provvedimento dirigenziale menzionato;
- di autorizzare la realizzazione delle opere costituite dal raddoppio dellesistente sedimentatore e
dalla costruzione di una ulteriore condotta di restituzione in alveo delladduttrice primaria da parte
del concessionario per grande derivazione idrica ad uso irriguo Consorzio di Bonifica della
Maremma Etrusca come in narrativa specificato e menzionato e di disporre che al termine delle
2

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realizzazioni in oggetto il predetto Ente comunichi alla Struttura competente la data di ultimazione
dei lavori previa la trasmissione alla stessa dellunito certificato di collaudo o di regolare esecuzione
delle opere autorizzate;
- di ritenere il presente atto parte integrante e sostanziale della Determinazione del Direttore
Regionale Infrastrutture Ambiente e Politiche Abitative n. G00201 del 16/1/2015 che ne costituisce
quanto al menzionato punto 3 atto di modifica ed integrazione;
- di provvedere alla pubblicazione della presente Determinazione sul Bollettino Ufficiale della
Regione Lazio.
Ai sensi delle vigenti leggi ammesso, avverso il predetto provvedimento, ricorso giurisdizionale
dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio nel termine di 60 (sessanta) giorni dalla
pubblicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di 120 (centoventi)
giorni.

Il Direttore Regionale
(Ing. Mauro Lasagna)

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Regione Lazio
DIREZIONE LAVORO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 28 maggio 2015, n. G06578
Modifica della determinazione 20 agosto 2014, G11965 "Piano di attuazione regionale Garanzia per i Giovani
(PAR Lazio 2014 - 2015). Approvazione dell'avviso pubblico per la definizione dell'offerta regionale relativa
alla misura: Tirocini extracurriculari nel Lazio". Integrazione finanziaria di euro 14.617.250,00.

09/06/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 46

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GGETTO: Modifica della determinazione G11965 del 20 agosto 2014 Piano di attuazione
regionale Garanzia per i Giovani (PAR Lazio 2014 2015). Approvazione
dellavviso pubblico per la definizione dellofferta regionale relativa alla misura:
Tirocini extracurriculari nel Lazio. Integrazione finanziaria di 14.617.250,00.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE LAVORO


Su proposta della Dirigente dellArea Affari Generali
VISTI:

lo Statuto della Regione Lazio;

la Strategia Europa 2020, ratificata dal Consiglio europeo del 10 giugno 2010, con la quale
lUnione Europea mira a rilanciare leconomia comunitaria, definendo obiettivi che gli Stati
membri devono raggiungere nel campo delloccupazione, dellinnovazione, dellistruzione,
dellintegrazione sociale e di clima e energia;

la Decisione del Consiglio europeo, 8 febbraio 2013, con la quale si deciso di creare
un'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile per un ammontare di 6.000 milioni di euro
per il periodo 2014 - 2020 al fine di sostenere le misure esposte nel pacchetto
sull'occupazione giovanile del 5 dicembre 2012 e, in particolare, per sostenere la garanzia
per i giovani;

la Raccomandazione del Consiglio del 22 aprile 2013 pubblicata sulla GUE Serie C
120/2013 del 26 aprile 2013 delinea lo schema di opportunit per i giovani, promosso dalla
Comunicazione della Commissione COM (2013) 144, istituendo una garanzia per i
giovani che invita gli Stati Membri a garantire ai giovani con meno di 25 anni unofferta
qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, di apprendistato o di
tirocinio o altra misura di formazione entro quattro mesi dallinizio della disoccupazione o
dalluscita dal sistema di istruzione formale;

il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre
2013 pubblicato sulla GUE del 20.12.2013 recante disposizioni comuni sul Fondo europeo
di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e
disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo,
sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga il
Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio;

il Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre
2013 pubblicato sulla GUE del 20.12.2013 relativo al Fondo sociale europeo e abrogante il
Regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio sostiene, in particolar modo il capo IV,
Iniziativa a favore delloccupazione giovanile;

lAccordo di Partenariato, trasmesso in data 22 aprile 2014, individua il Programma


Operativo Nazionale per lattuazione della Iniziativa Europea per lOccupazione dei
Giovani (di seguito PON-YEI) tra i Programmi Operativi Nazionali finanziati dal FSE;

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il Piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani, inviato alla Commissione
Europea il 23 dicembre 2013 e recepito dalla Commissione stessa, DG Occupazione, Affari
sociali e Inclusione, con nota n. ARES EMPL/E3/ MB/gc (2014);

il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 Regolamento di Organizzazione degli


Uffici e dei Servizi della Giunta Regionale e successive modifiche ed integrazioni;

la deliberazione della Giunta regionale 18 luglio 2013, n. 199 Attuazione dellAccordo


adottato dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e Bolzano del 24 gennaio 2013, in applicazione dellart. 1, co. 34, legge
28 giugno 2012, n. 92 in ordine alla regolamentazione dei tirocini. Revoca della DGR 151
del 13 marzo 2009 cui si rinvia per relationem anche per le motivazioni del presente atto;

la deliberazione della Giunta regionale 15 aprile 2014, n. 198 Disciplina per


laccreditamento e la definizione dei servizi per il lavoro, generali e specialistici, della
Regione Lazio anche in previsione del piano regionale per lattuazione della Garanzia per i
Giovani. Modifica dellallegato A della Deliberazione della Giunta Regionale, 9 gennaio
2014, n. 4. e smi;

la deliberazione della Giunta regionale 23 aprile 2014, n. 223 Programma Nazionale per
lattuazione della Iniziativa Europea per lOccupazione dei Giovani - Approvazione del
Piano di Attuazione regionale;

la deliberazione della Giunta regionale 17 febbraio 2015, n. 55 Presa d'atto del Programma
Operativo della Regione Lazio FSE n. CCI2014IT05SFOP005- Programmazione 2014-2020
nell'ambito dell'obiettivo Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione;

la deliberazione della Giunta regionale, 6 maggio 2015, n. 202 Modifica della


Deliberazione della Giunta Regionale, 23 aprile 2014, n. 223 "Programma Nazionale per
l'attuazione della Iniziativa Europea per l'Occupazione dei Giovani - Approvazione del
Piano di Attuazione regionale" cui si rinvia per relationem anche per le motivazioni della
presente determinazione;

la determinazione G11965 del 20 agosto 2014 Piano di attuazione regionale Garanzia per i
Giovani (PAR Lazio 2014 2015). Approvazione dellavviso pubblico per la definizione
dellofferta regionale relativa alla misura: Tirocini extracurriculari nel Lazio cui si rinvia
per relationem anche per le motivazioni del presente atto;

la determinazione direttoriale 11 novembre 2014, n. G16027 Modifica dellallegato A della


determinazione G08607 del 13 giugno 2014 Approvazione dello schema di contratto di
collocazione ai sensi dell'art. 11, deliberazione della Giunta regionale 15 aprile 2014, n. 198
Disciplina per l'accreditamento e la definizione dei servizi per il lavoro, generali e
specialistici, della Regione Lazio anche in previsione del piano regionale per l'attuazione
della Garanzia per i Giovani. Modifica dell'allegato A della Deliberazione della Giunta
Regionale, 9 gennaio 2014, n. 4;

la determinazione direttoriale del 20 marzo 2015, G03868 Piano di attuazione regionale


Garanzia per i Giovani (PAR Lazio 2014 - 2015). Approvazione del Manuale operativo
Garanzia Giovani;

il decreto del Direttore generale per le Politiche attive, i Servizi per il Lavoro e la
Formazione del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali n. 63\Segr. D.G.\2014 di
rettifica al Decreto Direttoriale n. 1709\Segr. D.G.\2014 del 08/08/2014 che rende

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retroattivo lincentivo bonus occupazionale alle assunzioni effettuate dal primo maggio
2014, data dalla quale stato possibile per i giovani Neet registrarsi al portale nazionale
garanziagiovani.it;

il decreto del Direttore generale per le Politiche attive, i Servizi per il Lavoro e la
Formazione del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali n. 11\Segr. D.G.\2015 di
rettifica al Decreto Direttoriale n. 1709\Segr. D.G.\2014 del 08/08/2014;

la nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Sintesi del circuito finanziario
PON YEI Riunione del 11 aprile 2014, trasmessa in data 14 aprile 2014, che definisce le
opzioni relative al circuito finanziario del PON YEI prevedendo la possibilit per gli
Organismi intermedi del Programma di scegliere tra:

Opzione 1 Le Regioni utilizzano il Fondo di rotazione ex lege n. 183/1987 per


effettuare i pagamenti in favore dei beneficiari;

Opzione Le Regioni effettuano i pagamenti ai beneficiari direttamente, per il


tramite delle rispettive procedure di bilancio;

la nota della Direzione regionale lavoro n. prot. 273947 del 12 maggio 2014 con la quale
relativamente al circuito finanziario del PAR Lazio, la Regione ha scelto di utilizzare il
fondo di rotazione ex legge n.183 /1987 per effettuare i pagamenti a favore dei beneficiari;

la convenzione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Regione Lazio
Programma Operativo Nazionale per lattuazione dellIniziativa Europea per lOccupazione
dei Giovani - PON YEI stipulata il 2 maggio 2014;

la nota prot. n. 273947 del 12 maggio 2014 con cui la Regione comunica al Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali, la scelta di avvalersi dellOpzione 1, utilizzando il Fondo di
rotazione ex lege n. 183/1987 per effettuare impegni e pagamenti in favore dei beneficiari;

la convenzione stipulata tra Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Regione Lazio e
INPS in data 8 dicembre 2014;

la nota prot. 7435 del 3 aprile 2015 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in
concernente la promozione dei tirocini extracurriculari finanziati nellambito del Programma
Operativo Nazionale Garanzia Giovani (PON IOG), e concernente in particolar modo gli
orientamenti ministeriali in merito ai rapporti di parentela tra tirocinante e titolare
dellimpresa ospitante;

la nota n.274540 del 20/05/2015 della Direzione regionale Lavoro con cui si ribadisce
lorientamento ministeriale in merito ai vincoli di parentela sul tirocinio extracurriculare di
Garanzia Giovani e con la quale vengono forniti ulteriori indirizzi operativi ai soggetti
promotori

CONSIDERATO che:

la Regione ha adottato il Piano di attuazione regionale (PAR Lazio 2014 - 2015) coerente
con le finalit e limpianto metodologico del Piano italiano di attuazione della Garanzia
Giovani e del PON YEI e con le schede descrittive degli interventi;

il suddetto Piano costituisce parte integrante della Convenzione stipulata in data 2 maggio
2014 che regola i rapporti tra la Regione Lazio e il Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali;

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con la citata DGR 202/2015 stata modificato il PAR Lazio 2014-2015, gi approvato con
DGR 223/2014, in particolar modo per quel che concerne la possibilit di innalzare
lindennit di tirocinio da 400,00 a un massimo di 500,00 allineando quanto sinora
previsto per la misura specifica con il massimale individuato dal richiamato Piano Operativo
Nazionale Garanzia Giovani;

il richiamato DD 11\Segr. D.G.\2015 introduce, tra le altre cose, la possibilit di cumulare il


bonus occupazionale previsto nellambito di Garanzia Giovani con altri incentivi
allassunzione di natura economica o contributiva ampliando le possibilit di accesso
dellincentivo per i datori di lavoro e per i lavoratori;

il richiamato DD 11\Segr. D.G. \2015 introduce le specifiche della sua applicabilit anche a
fronte di contratti di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere;

nel PAR Lazio previsto lo stanziamento di 29.617.250,00 a valere sulla misura tirocini
extracurriculari anche in mobilit geografica;

con la citata la determinazione dirigenziale G11965 20 agosto 2014 la Regione Lazio ha


stanziato 15.000.000 per lattivazione della misura Tirocini extracurriculari nel Lazio;

che alla data del 19 maggio sono stati avviati 6587 tirocini extracurriculari, cos come risulta
da un primo monitoraggio regionale operato sulla specifica misura;

il citato Decreto Direttoriale MLPS del 23 gennaio 2015, n. 11 - nel novellare quello del 08
agosto 2014 - introduce il bonus occupazionale anche in caso di assunzione del giovane con
contratto di apprendistato professionalizzante;

CONSIDERATA, pertanto lopportunit di:

innalzare lo stanziamento iniziale previsto dallavviso pubblico in oggetto, approvato con


determinazione G11965/2014, da 15.000.000,00 a 29.617.250,00 rendendo cos
disponibile lintero stanziamento programmato per la misura di tirocinio extracurriculare di
cui alla scheda n.5 - dal PAR Lazio 2014-2015 comprensiva dellindennit da riconoscere ai
soggetti promotori accreditati ;

innalzare lindennit mensile di tirocinio come previste in fase di prima attuazione dal
richiamato avviso regionale approvato con determinazione dirigenziale G11965/2014 da
400,00 a 500,00, cos come disposto dalla DGR 202/2015;

modificare, tra laltro, quanto previsto nell Avviso regionale sopra citato al paragrafo
relativo contenuti e caratteristiche della misura eliminando le parole tale incentivo non
previsto in caso di assunzione con contratto di apprendistato;

RITENUTO necessario per le motivazioni sopra espresse:

modificare la determinazione G11965 del 20 agosto 2014 e i suoi allegati sostituendoli


interamente con il presente atto e i suoi allegati che ne costituiscono parti integranti e
sostanziali;

incrementare lo stanziamento gi disposto con determinazione G11965 del 20 agosto 2014


per lattuazione dellavviso in oggetto con un ulteriore stanziamento di 14.617.250,00 cos
da rendere disponibile lintero stanziamento programmato per la misura di tirocinio
extracurriculare dal PAR Lazio 2014-2015, scheda n. 5;

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TENUTO CONTO che il presente atto non comporta oneri a carico del bilancio regionale in
quanto la Regione ha scelto di utilizzare il fondo di rotazione ex legge n.183 /1987 per effettuare i
pagamenti a favore dei beneficiari, come indicato nella nota della Direzione regionale competente
in materia di Lavoro n. prot. 273947 del 12 maggio 2014, sopra citata;
tutto ci premesso, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto;

D ETE R MI NA
di:

modificare la determinazione G11965 del 20 agosto 2014 e i suoi allegati sostituendoli


interamente con il presente atto e i suoi allegati che ne costituiscono parti integranti e
sostanziali;

incrementare lo stanziamento gi disposto con determinazione G11965 del 20 agosto 2014


per lattuazione dellavviso in oggetto con un ulteriore stanziamento di 14.617.250,00 cos
da rendere disponibile lintero stanziamento programmato per la misura di tirocinio
extracurriculare dal PAR Lazio 2014-2015, scheda n. 5;

Ai sensi dellart. 32 della richiamata l. 69/2009 e s.m.i. il presente provvedimento sar pubblicato
sui siti web regionali: http://www.regione.lazio.it/garanziagiovani/..
La presente determinazione sar notificata allAutorit di gestione del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali.

Il Direttore
Marco Noccioli

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Piano di Attuazione Regionale (PAR) Lazio 2014 2015


Garanzia Giovani

REGIONE LAZIO

Avviso pubblico per la definizione dellofferta regionale relativa


ai servizi e alle misure del PAR Lazio 2014 2015
(DGR 223/2014 e smi)
Avviso n. 2
Tirocini extracurriculari nel Lazio
_____________
Piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani
PON per lattuazione dellIniziativa Europea per lOccupazione dei Giovani
PON YEI

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Sommario

Premessa ............................................................................................................................................................ 3
1) Oggetto e finalit dellAvviso ....................................................................................................................... 4
2) Risorse ............................................................................................................................................................ 4
3) Destinatari ...................................................................................................................................................... 4
4) Beneficiari ....................................................................................................................................................... 5
5) Modalit di partecipazione allAvviso ......................................................................................................... 5
5.1) Sotto-misura 1 Promozione e realizzazione di un percorso di tirocinio per il tramite del
SOGGETTO PROMOTORE ACCREDITATO .............................................................................................. 5
5.2) Sotto-misura 2 Realizzazione di un percorso di tirocinio per il tramite del CPI................................ 6
6 Descrizione della misura ............................................................................................................................... 6
6.1) Sotto-misura 5.1 Promozione e realizzazione di un percorso di tirocinio per il tramite del
SOGGETTO PROMOTORE ACCREDITATO .............................................................................................. 6
6.2) Sotto-misura 5.2 - Realizzazione di un percorso di tirocinio per il tramite del CPI ....................... 10
7) Modalit di svolgimento delle attivit........................................................................................................ 13
8) Regolazione dei rapporti con la Regione e principali adempimenti .................................................... 13
9) Consuntivazione dellattivit svolta e fatturazione ................................................................................. 14
9.1) Promozione e realizzazione di un percorso di tirocinio per il tramite del SOGGETTO
PROMOTORE ACCREDITATO .................................................................................................................... 14
9.2) Realizzazione di un percorso di tirocinio per il tramite del CPI......................................................... 15
10) Controlli....................................................................................................................................................... 15
11) Casi di inadempimento............................................................................................................................. 16
12) Informazioni ............................................................................................................................................... 16
13) Tutela della privacy ................................................................................................................................... 17
14) Definizioni e principali abbreviazioni ...................................................................................................... 17
14.1) Definizioni ............................................................................................................................................... 17
14.2) Principali abbreviazioni ......................................................................................................................... 18
15) Quadro di riferimento normativo ............................................................................................................. 18

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Premessa
Il termine Garanzia per i giovani si riferisce a una situazione nella quale, entro un periodo di quattro mesi
dallinizio della disoccupazione o dalluscita dal sistema distruzione formale, i giovani ricevono unofferta
qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio.
Il piano di attuazione della Garanzia Giovani adottato dallItalia, prevede ladozione di un PON, nellambito
della programmazione FSE 2014 - 2020, a titolarit del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (in
qualit di Autorit di Gestione), nel quale le Regioni/Province autonome ammissibili al finanziamento della
YEI sono designate quali Organismi intermedi.
Con DGR 223/2014 e smi, la Regione Lazio, in qualit di Organismo Intermedio del PON per lattuazione
dellIniziativa Europea per lOccupazione dei Giovani (di seguito, PON YEI), ha adottato il Piano di
attuazione regionale per la Garanzia Giovani 2014 2015 (di seguito, PAR Lazio).
Per la descrizione del contesto di riferimento e delle modalit attuative del PAR Lazio nellambito del PON
YEI, si rinvia e al Manuale operativo garanzia giovani ad uso dei soggetti attuatori pubblicato sul sito web
www.regione.lazio.it/garanziagiovani.
Il PAR Lazio contempla le misure previste nellambito del Programma nazionale ed in particolare:
 Accoglienza e informazione sul programma (scheda 1.A)
 Accesso alla garanzia, presa in carico, colloquio individuale e profiling, consulenza orientativa (scheda
1.B)
 Orientamento specialistico o di II livello (scheda 1.C)
 Formazione mirata allinserimento lavorativo (scheda 2.A)
 Reinserimento di giovani 15-18enni in percorsi formativi (scheda 2.B)
 Accompagnamento al lavoro (scheda 3)
 Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale (scheda 4.A)
 Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (scheda 4.B)
 Apprendistato per lalta formazione e la ricerca (scheda 4.C)
 Tirocinio extracurriculare, anche in mobilit geografica (scheda 5)
 Servizio civile (scheda 6)
 Sostegno allautoimpiego e allautoimprenditorialit (schede 7.1 e 7.2)
 Mobilit professionale e transnazionale (scheda 8)
 Bonus occupazionale (scheda 9)
In fase di prima attuazione, sono individuati i percorsi di seguito indicati:
1) Formazione
2) Accompagnamento
3) Apprendistato
4) Tirocinio
5) Servizio civile
6) Autoimprenditorialit
7) Mobilit
8) Assunzione
Secondo liter di adesione alla Garanzia Giovani, previsto dal Piano di attuazione italiano della Garanzia per i
Giovani e dal PAR Lazio, le attivit di prima informazione (scheda 1.A) e di presa in carico (scheda 1.B)
sono precedenti alla stipula del Patto di servizio, che segna linizio del percorso, e sono svolte in assenza di
un contributo a valere sulla dotazione finanziaria della Garanzia Giovani.
Le misure di cui alla scheda 6 Servizio civile e alla scheda 9 Bonus occupazionale saranno realizzate
mediante specifici avvisi emanati rispettivamente dal Dipartimento della Giovent e del Servizio civile
nazionale, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dallINPS in base ai rispettivi ambiti di competenza.
Per quanto riguarda tutte le restanti misure, la Regione proceder allemanazione di specifici avvisi con cui
saranno definite le regole di accesso e le modalit di attuazione.

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1) Oggetto e finalit dellAvviso


Il presente Avviso ha lobiettivo di favorire la realizzazione dei tirocini extra-curriculari ai sensi dellart. 1,
comma 3, dellAllegato A della DGR 199/2013, di cui alla scheda 5 del PAR Lazio, incentivando la
trasformazione dello stesso in un contratto di lavoro subordinato.
A tal fine, nellambito del presente Avviso sono previste le seguenti sotto-misure:
1. promozione e realizzazione di un percorso di tirocinio, per il tramite del soggetto promotore accreditato
come definito al paragrafo 14.1 (di seguito, soggetto promotore accreditato);
2. realizzazione di un percorso di tirocinio, per il tramite del centro per limpiego (di seguito CPI).
Con il presente avviso sono promossi percorsi di tirocinio esclusivamente nel territorio della regione
Lazio. A seguito della definizione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (di seguito,
MLPS) dei parametri e dei criteri di riconoscimento dellindennit di mobilit geografica a favore del
tirocinante, la misura sar estesa anche ai tirocini svolti al di fuori della regione Lazio, in Italia o allestero
(Paesi UE). Le modalit di partecipazione ed erogazione della misura verranno pertanto disciplinate con
apposito successivo atto.

2) Risorse
Ai fini della realizzazione dei percorsi di tirocinio di cui al punto 1, la Regione Lazio ha adottato un primo
avviso di cui alla determinazione dirigenziale G11965 del 20 agosto 2014 con cui stanziava 15 mln di euro
sulla misura in oggetto. Con il presente avviso, la Regione stanzia lulteriore somma prevista dal PAR pari a
14.617.250,00, impegnando, quindi, lintero stanziamento di risorse previste dal piano regionale pari a
29.617.250,00 a valere sulla misura 5.
La Regione si riserva di variare ulteriormente la dotazione del presente Avviso in ragione dellandamento
delle misure nellambito del PAR Lazio.

3) Destinatari
Le misure previste nellambito dellAvviso sono rivolte ai giovani di et compresa tra i 18 e i 29 anni, che non
sono iscritti a scuola n all'universit, non lavorano e non sono iscritti a corsi di formazione, inclusi i percorsi
di tirocinio extra-curriculare (Not in Education, Employment or Training - NEET), che abbiano aderito alla
Garanzia Giovani e che, nellambito del Patto di Servizio (di seguito, PdS) - e del relativo Piano dAzione
Individuale (di seguito PAI) -sottoscritto presso un centro per limpiego del Lazio, abbiano scelto la misura di
cui al presente Avviso.
I tirocini attivati a favore di persone con disabilit non concorrono agli adempimenti previsti dalla
Legge n. 68/1999.
I destinatari di cui sopra, sono classificati, secondo un sistema di profilazione nazionale, in quattro categorie
che ne misurano la distanza dal mercato del lavoro (in termini di occupabilit). Tale classificazione
articolata nelle seguenti fasce:
 bassa;
 media;
 alta;
 molto alta.
In caso di rinuncia o rifiuto ingiustificato, il giovane decade da ogni beneficio e dal Programma Garanzia
Giovani.
Si specifica che il giovane in cassa integrazione e in solidariet non rientra nella definizione di NEET e
pertanto non accede alla Garanzia Giovani.

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4) Beneficiari
Lavviso rivolto, secondo le modalit specificate per sotto-misura al paragrafo 6, ai seguenti soggetti:
1) soggetti promotori accreditati, in qualit di soggetti proponenti, per il servizio specialistico facoltativo:
Servizi di orientamento mirato alla formazione non generalista e per percorsi di apprendimento non
formale svolti in cooperazione con le imprese che cercano personale qualificato con l'obiettivo
dellassunzione;
2) giovani di et compresa tra i 18 e i 29 anni secondo i requisiti di cui al punto 3, in qualit di soggetti
richiedenti lindennit di tirocinio, che svolgono un tirocinio presso imprese, fondazioni, associazioni e
studi professionali con sede operativa nel Lazio (di seguito soggetto ospitante).
I tirocini potranno essere promossi anche dal centro per limpiego. In tal caso, non previsto il
coinvolgimento del soggetto promotore accreditato, di cui al punto 1. Nel caso in cui il tirocinio sia attivato
per il tramite del CPI, non previsto alcun rimborso per lattivit di promozione.

5) Modalit di partecipazione allAvviso


Lavviso opera con modalit a sportello. Le modalit di partecipazione prevedono le fasi di seguito descritte
in relazione alla tipologia di sotto-misura.

5.1) Sotto-misura 1 Promozione e realizzazione di un percorso di tirocinio per il


tramite del SOGGETTO PROMOTORE ACCREDITATO
Relativamente alla sotto-misura 1, la partecipazione al presente Avviso avviene attraverso le seguenti fasi.
Fase A: presentazione della candidatura da parte del soggetto promotore accreditato
I soggetti promotori accreditati presentano la propria candidatura mediante procedura informatica attraverso
il Portale Si.Mon. Lavoro, coerentemente con la tipologia di accreditamento richiesta Lutente potr quindi
candidarsi al presente avviso solo se accreditato per lerogazione dei servizi al lavoro come specificati al
paragrafo 4. Presentando la propria candidatura per lerogazione di servizi di promozione di tirocini, i
soggetti promotori accreditati sono inseriti nel Catalogo dellofferta regionale (cfr. paragrafo 14.1).
Per le modalit operative di utilizzo del sistema informativo e i dettagli della procedura di candidatura, si
rinvia
al Manuale operativo per lattuazione del PAR Lazio 2014 - 2015, pubblicato sul sito
www.regione.lazio.it/garanziagiovani (di seguito manuale operativo).
Le candidature sono individuali: non pertanto ammessa la costituzione di ATI/ATS; inoltre, fatto divieto di
delega1.
Fase B: attivazione e realizzazione del percorso di tirocinio
Effettuata la candidatura attraverso la procedura informatica, qualora il giovane scelga di svolgere un
tirocinio per tramite di un soggetto promotore accreditato, questultimo dovr attivare il tirocinio entro 4 mesi
dalla stipula del Patto di Servizio.
Ai fini dellattivazione del tirocinio richiesta la stipula di unapposita convenzione tra il soggetto promotore
accreditato e il soggetto ospitante, con relativo progetto formativo sottoscritto anche dal tirocinante,
predisposti mediante il sistema informativo regionale Tirocini online (http://www.regione.lazio.it/sil/tirocini/),
secondo lo schema approvato dalla Regione.
Ai fini dellattivazione di nuovi percorsi di tirocinio nellambito della Garanzia Giovani, sono fatte
salve le eventuali convenzioni gi sottoscritte ai sensi della DGR 199/2013 tra soggetto promotore
accreditato e soggetto ospitante.
Lindennit di tirocinio sar rimborsata dalla Regione Lazio direttamente al tirocinante, il quale sar
responsabile della consuntivazione dellattivit svolta e della trasmissione della documentazione alla
Regione.

Cfr. Vademecum per lammissibilit della spesa al FSE PO 2007 2013.

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5.2) Sotto-misura 2 Realizzazione di un percorso di tirocinio per il tramite del CPI


La sotto-misura 2 rivolta direttamente ai destinatari che scelgono di attivare un tirocinio presso un soggetto
ospitante per il tramite del CPI.
In tali casi, in assenza del coinvolgimento del soggetto promotore accreditato per i servizi specialistici
facoltativi di cui allart. 4 comma 2 lett. b) della determinazione G05903/2014 come modificata dalla
determinazione G11651/2014, non prevista la fase A di presentazione delle candidature, di cui al
paragrafo 5.1.
Ai fini dellattivazione del tirocinio richiesta la stipula di unapposita convenzione tra CPI in qualit di
soggetto promotore e il soggetto ospitante, con relativo progetto formativo sottoscritto anche dal tirocinante,
predisposti
mediante
il
sistema
informativo
regionale
Tirocini
online
(http://www.regione.lazio.it/sil/tirocini/), secondo lo schema approvato dalla Regione.
Come nel caso della sotto-misura 1, lindennit di tirocinio sar rimborsata dalla Regione Lazio direttamente
al tirocinante, il quale sar responsabile della consuntivazione dellattivit svolta e della trasmissione della
documentazione alla Regione.

6 Descrizione della misura


Di seguito sono descritte in dettaglio le modalit di attivazione e realizzazione dei tirocini per ciascuna delle
sotto-misure previste.

6.1) Sotto-misura 5.1 Promozione e realizzazione di un percorso di tirocinio per il tramite del
SOGGETTO PROMOTORE ACCREDITATO

Obiettivi della
misura

Lobiettivo della misura di promuovere la realizzazione di tirocini nel territorio


regionale, per il tramite di un soggetto promotore accreditato. Attraverso questa
sotto-misura, il giovane viene preso in carico da un soggetto promotore accreditato
che, entro 4 mesi dalla sottoscrizione del Patto di Servizio, dovr individuare un
soggetto ospitante (impresa, fondazione, associazione e studio professionale con
sede operativa nel Lazio) disponibile ad ospitare il giovane per il periodo del tirocinio.
Per i tirocini nel Lazio:

Beneficiari
(soggetti
proponenti)

 soggetto accreditato per il servizio specialistico facoltativo b) di cui alla DGR


198/2014 e s.m.i.:
Servizi di orientamento mirato alla formazione non generalista e per
percorsi di apprendimento non formale svolti in cooperazione con le imprese
che cercano personale qualificato con l'obiettivo dellassunzione.
I rapporti tra il soggetto promotore accreditato e il soggetto ospitante sono disciplinati
dalla convenzione di tirocinio.

Beneficiari
(soggetti
richiedenti)

 giovani di et compresa tra i 18 e i 29 anni secondo i requisiti di cui al paragrafo 3


che svolgono un tirocinio presso imprese, fondazioni, associazioni e studi
professionali con sede operativa nel Lazio.

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Principali azioni
Il servizio di promozione e attivazione del tirocinio prevede le seguenti attivit:
- promozione del tirocinio (pre-selezione, attivit di incontro D/O per lattivazione
del tirocinio);
- assistenza e accompagnamento nella definizione del progetto formativo legato
allattivazione e alla conduzione dei percorsi di tirocinio, coerentemente, ove
2
possibile, con il Repertorio regionale dei profili professionali e formativi ;
- attestazione delle competenze acquisite, secondo la procedura informatica
prevista mediante il sistema informativo regionale Tirocini online
(http://www.regione.lazio.it/sil/tirocini/);
- promozione (nei casi pertinenti) presso il soggetto ospitante della misura 9
Bonus occupazionale e delle altre misure di incentivazione allassunzione
promosse dalla Regione, al fine di favorire linserimento occupazionale del
giovane che ha concluso il tirocinio con successo, entro 60 giorni dal termine del
percorso.
A favore del tirocinante, prevista lerogazione dellindennit mensile di tirocinio.
Modalit attuative
Ai fini dellattivazione del tirocinio richiesta la stipula della convenzione tra soggetto
promotore accreditato e soggetto ospitante e la definizione del progetto formativo per
ciascun tirocinante. La convenzione, i progetti formativi devono essere predisposti
mediante
il
sistema
informativo
regionale
Tirocini
online
(http://www.regione.lazio.it/sil/tirocini/), secondo lo schema approvato dalla Regione
Lazio.

Contenuti e
caratteristiche
della misura

Il soggetto promotore accreditato tenuto a:


-

verificare il possesso da parte del soggetto ospitante dei requisiti previsti dalle
disposizioni nazionali e regionali vigenti, nonch nel rispetto della definizione di
cui al paragrafo 14.1, pena la non ammissibilit del percorso di tirocinio;
acquisire, previa informazione del giovane in merito alle caratteristiche e alle
finalit dello strumento del tirocinio, la dichiarazione di accettazione delle
condizioni di svolgimento del tirocinio presso il soggetto ospitante sottoscritta dal
tirocinante (cfr. Allegato n. 1);
accertare che il giovane abbia aderito alla Garanzia Giovani con la sottoscrizione
del PdS presso il CPI competente e che nel relativo Piano di Azione Individuale
(di seguito PAI) sia prevista la realizzazione della misura di tirocinio, pena la
non ammissibilit del percorso di tirocinio;
acquisire dal tirocinante e dal titolare del soggetto ospitante dichiarazione
sostitutiva ai sensi del DPR n. 445/2000 e smi in merito ai vincoli di parentela
reciproci;
designare un proprio tutor al quale sono affidati i compiti di cui alla DGR
199/2013 (cfr. art. 11);
fornire al soggetto ospitante il Registro presenze relativo al percorso di tirocinio
timbrato, secondo il modello adottato (cfr. Allegato n. 2);
rilasciare al giovane lattestazione dei risultati mediante il sistema informativo
regionale Tirocini online, specificando le competenze acquisite al termine del
percorso di tirocinio;
assistere il soggetto ospitante riguardo al rispetto degli obblighi e delle procedure
relative allattivazione del tirocinio e durante il suo svolgimento;
acquisire dal soggetto ospitante la documentazione richiesta dallAvviso
comprovante la realizzazione del percorso di tirocinio;
elaborare e trasmettere alla Regione Lazio la domanda di rimborso (cfr. Allegato
n. 3) corredata della documentazione richiesta dal presente Avviso.

Il soggetto ospitante tenuto a:


2

effettuare la comunicazione obbligatoria di attivazione del tirocinio, ai sensi

Cfr. DGR 452/2012 e s.m.i..

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dellart. 9, co. 1 dellAllegato A alla DGR 199/2013;


provvedere alla copertura assicurativa INAIL del tirocinante, salvo diverso
accordo tra le parti (soggetto ospitante e soggetto promotore);
provvedere alla copertura assicurativa del tirocinante per la responsabilit civile
verso terzi, salvo diverso accordo tra le parti (soggetto ospitante e soggetto
promotore);
designare un proprio tutor al quale sono affidati i compiti di cui alla DGR
199/2013 (cfr. art. 11);
mettere a disposizione strumentazioni, attrezzature, postazioni di lavoro, ecc., ai
fini dello svolgimento del tirocinio;
assicurare la regolare compilazione, firma e conservazione del registro tirocini
rilasciato dal soggetto promotore accreditato (cfr. Allegato n. 3);
trasmettere al soggetto promotore una relazione sugli esiti del tirocinio,
attraverso il sistema informativo regionale Tirocini online, ai fini
dellattestazione delle competenze.

Il tirocinante tenuto a:
-

firmare quotidianamente il registro di tirocinio;


trasmettere alla Regione Lazio la richiesta di erogazione dellindennit di tirocinio
e il riepilogo mensile delle ore di effettiva frequenza allegato (cfr. Allegato n. 4),
secondo le modalit e i termini stabiliti dal presente Avviso.

Lindennit di frequenza verr rimborsata direttamente al tirocinante per il tramite


dellINPS, a mezzo di bonifico domiciliato presso Poste Italiane Spa.
Qualora, a conclusione del tirocinio, il soggetto ospitante intenda assumere il
giovane, (entro 60 giorni dalla conclusione del percorso di tirocinio), questi potr
beneficiare del bonus occupazionale di cui alla scheda 9 del PAR Lazio.
Lerogazione di tale incentivo avverr per il tramite dellINPS secondo le condizioni e
i requisiti definiti dallo stesso Istituto nellambito di un proprio dispositivo attuativo.
Durata
 Servizio di promozione
Di seguito sono indicate per fascia di profilazione, le durate del servizio di
promozione in termini di ore, ritenute idonee.

Parametri di
attuazione

Fascia di profilazione

BASSA

MEDIA

ALTA

MOLTO ALTA

Ore di servizio

12

15

 Tirocinio
I tirocini hanno una durata minima di 3 mesi e massima di 6 mesi per un impegno
di 140 ore mensili. In caso di persone con disabilit e persone svantaggiate ai sensi
della Legge 381/91, la durata massima del tirocinio di cui allart. 1, co. 3, lett. c),
dellallegato A della DGR 199/2013 estesa a 12 mesi.
Lo svolgimento del tirocinio pu essere sospeso in caso di maternit o malattia
lunga: il periodo di sospensione non concorre al calcolo della durata del tirocinio. Nel
corso del periodo di sospensione, il giovane non percepisce lindennit mensile di
tirocinio.

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Parametri di costo
 Servizio di promozione
Al soggetto promotore accreditato corrisposto un rimborso per i costi di promozione
del tirocinio, in relazione al livello di profilazione del giovane, secondo i costi
standard nazionali riportati in tabella.
Fascia di profilazione

BASSA

MEDIA

ALTA

MOLTO ALTA

UCS nazionale (euro)

200

300

400

500

 Tirocinio
Al tirocinante riconosciuta unindennit mensile, secondo i seguenti parametri:
-

Termini di avvio e
realizzazione della
misura

500,00 euro lordi mensili, fino ad un massimo di 6 mesi (3.000,00 euro);


500,00 euro lordi mensili, fino ad un massimo di 12 mesi in caso di persone con
disabilit e persone svantaggiate ai sensi della Legge 381/91 (6.000,00 euro).

La misura avviata contestualmente allinvio della comunicazione obbligatoria di


attivazione del tirocinio.
Lavvio del tirocinio dovr avvenire entro il termine dei 4 mesi successivi alla data di
stipula del PdS + relativo PAI.
I tirocini devono essere avviati il primo giorno lavorativo del mese.
 Servizio di promozione
Il rimborso del costo di promozione riconosciuto a risultato, al termine del
periodo di tirocinio, secondo le seguenti regole:
1. nel caso di interruzione del tirocinio prima del raggiungimento della met del
percorso (<50% della durata prevista), non corrisposto alcun rimborso;
2. nel caso di realizzazione del tirocinio per una durata pari o superiore alla met
del percorso ma inferiore al completamento dello stesso (50%; <100%),
riconosciuto un rimborso pari al 50% dellimporto previsto;
3. nel caso di completamento del percorso di tirocinio riconosciuto lintero importo
previsto.

Criterio di
riconoscimento
del rimborso

 Tirocinio
Lindennit riconosciuta per una frequenza minima mensile di 98 ore. Nel caso di
effettiva frequenza inferiore al numero di ore minimo previsto, pari a 98 ore,
lindennit di tirocinio mensile non riconosciuta.
Lindennit di tirocinio non erogata qualora il giovane sia percettore di ASPI
e di altre forme di ammortizzatori sociali.
Il tirocinante risponde di eventuali restituzioni, qualora sulla base degli esiti
dei controlli di primo livello effettuati a campione sul registro presenza del
tirocinio, risulti un numero di ore di effettiva frequenza inferiore rispetto a
quanto dichiarato dallo stesso in sede di richiesta di erogazione dellindennit
mensile.

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 Servizio di promozione a cura del soggetto promotore accreditato


Il rimborso del costo di promozione riconosciuto previa presentazione di copia delle
convenzioni di tirocinio e dei relativi progetti formativi firmati in originale;
Lavvenuto espletamento dellobbligo di comunicazione dellavvio del tirocinio
verificato dufficio da parte dellAmministrazione mediante il sistema informativo
regionale SIL.

Documentazione
da produrre in
fase di
consuntivazione
della misura

Inoltre, il soggetto promotore dovr predisporre e conservare agli atti per eventuali
controlli, un prospetto di riepilogo delle ore di servizio prestate per singolo
destinatario, sottoscritto dal Legale rappresentante (o altro soggetto delegato), come
da format di cui al manuale operativo.
 Indennit di tirocinio a cura del tirocinante
- dichiarazione di accettazione delle condizioni di svolgimento del tirocinio firmata
(cfr. Allegato n. 1);
- riepilogo mensile delle ore di effettiva frequenza firmato dal tirocinante e
sottoscritto dal soggetto promotore e dal soggetto ospitante (Cfr. Allegato 4bis).
Il registro del tirocinio, in originale, conservato agli atti presso il soggetto ospitante
ai fini dei controlli di competenza della Regione e degli altri organismi di controllo.
Una copia conforme del registro dovr essere conservata anche presso il soggetto
promotore e dal tirocinante.

6.2) Sotto-misura 5.2 - Realizzazione di un percorso di tirocinio per il tramite del CPI

Obiettivi della
sotto-misura

Beneficiari
(soggetti
richiedenti)

Lobiettivo della misura di promuovere la realizzazione di tirocini nel territorio


regionale, per il tramite di un CPI. Attraverso questa sotto-misura, il giovane viene
preso in carico direttamente dal CPI presso il quale ha stipulato il PdS+PAI. Entro 4
mesi dalla sottoscrizione del patto, il CPI dovr individuare un soggetto ospitante
(impresa, fondazione, associazione e studio professionale con sede operativa nel
Lazio) disponibile ad ospitare il giovane per il periodo del tirocinio.
 Giovani di et compresa tra i 18 e i 29 anni secondo i requisiti di cui al paragrafo 3
che svolgono un tirocinio presso imprese, fondazioni, associazioni e studi
professionali con sede operativa nel Lazio.

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Ai fini dellattivazione del tirocinio richiesta la stipula della convenzione tra CPI e
soggetto ospitante e la definizione del progetto formativo per ciascun tirocinante. La
convenzione, i progetti formativi devono essere predisposti mediante il sistema
informativo regionale Tirocini online (http://www.regione.lazio.it/sil/tirocini/), secondo
lo schema approvato dalla Regione Lazio.
Il CPI tenuto a:
verificare il possesso da parte del soggetto ospitante dei requisiti previsti dalle
disposizioni nazionali e regionali vigenti, nonch nel rispetto della definizione di
cui al paragrafo 14.1, pena la non ammissibilit del percorso di tirocinio;
previa informazione del giovane in merito alle caratteristiche e alle finalit dello
strumento del tirocinio, acquisire la dichiarazione di accettazione delle condizioni
di svolgimento del tirocinio presso il soggetto ospitante sottoscritta dal tirocinante
(cfr. Allegato n. 1);
verificare, in fase di stipula del PdS, il possesso dei requisiti soggettivi del
tirocinante di cui al paragrafo 3, pena la non ammissibilit del percorso di
tirocinio;
acquisire dal tirocinante e dal titolare del soggetto ospitante la dichiarazione
sostitutiva ai sensi del DPR n. 445/2000 e smi sui vincoli di parentela reciproci;
designare un proprio tutor al quale sono affidati i compiti di cui alla DGR
199/2013 (cfr. articolo 11);
fornire al soggetto ospitante il Registro presenze relativo al percorso di tirocinio
timbrato, secondo il modello adottato (cfr. Allegato n. 2);
rilasciare al giovane lattestazione dei risultati mediante il sistema informativo
regionale Tirocini online, specificando le competenze acquisite al termine del
percorso di tirocinio;
assistere il soggetto ospitante riguardo al rispetto degli obblighi e delle procedure
relative allattivazione del tirocinio e durante il suo svolgimento.

Contenuti e
caratteristiche
della misura

(continua)

Il soggetto ospitante tenuto a:


-

effettuare la comunicazione obbligatoria di attivazione del tirocinio, ai sensi


dellart. 9, co. 1 dellAllegato A alla DGR 199/2013;
provvedere alla copertura assicurativa INAIL del tirocinante, salvo diverso
accordo tra le parti (soggetto ospitante e soggetto promotore);
provvedere alla copertura assicurativa del tirocinante per la responsabilit civile
verso terzi, salvo diverso accordo tra le parti (soggetto ospitante e soggetto
promotore);
designare un proprio tutor al quale sono affidati i compiti di cui alla DGR
199/2013 (cfr. art. 11);
mettere a disposizione strumentazioni, attrezzature, postazioni di lavoro, ecc., ai
fini dello svolgimento del tirocinio;
assicurare la regolare compilazione, firma e conservazione del registro tirocini
rilasciato dal soggetto promotore accreditato (cfr. Allegato n. 3);
trasmettere al soggetto promotore una relazione sugli esiti del tirocinio, attraverso
il sistema informativo regionale Tirocini online, ai fini dellattestazione delle
competenze.

Il tirocinante tenuto a:
-

firmare quotidianamente il registro di tirocinio;


trasmettere alla Regione Lazio la richiesta di erogazione dellindennit di tirocinio
e il riepilogo mensile delle ore di effettiva frequenza allegato (cfr. Allegati n. 4 e
4b), secondo le modalit e i termini stabiliti dal presente Avviso.

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Contenuti e
caratteristiche
della misura
(segue)

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Lindennit di frequenza verr rimborsata direttamente al tirocinante per il tramite


dellINPS, a mezzo di bonifico domiciliato presso Poste Italiane Spa.
Qualora, a conclusione del tirocinio, il soggetto ospitante intenda assumere il giovane,
(entro 60 giorni dalla conclusione del percorso di tirocinio), questi potr beneficiare
del bonus occupazionale di cui alla scheda 9 del PAR Lazio. Lerogazione di tale
incentivo avverr per il tramite dellINPS secondo le condizioni e i requisiti definiti
dallo stesso Istituto nellambito di un proprio dispositivo attuativo.
Durata
 Tirocinio
I tirocini hanno una durata minima di 3 mesi e massima di 6 mesi per un impegno
di 140 ore mensili. In caso di persone con disabilit e persone svantaggiate ai sensi
della Legge 381/91, la durata massima del tirocinio di cui allart. 1, co. 3, lett. c),
dellallegato A della DGR 199/2013 estesa a 12 mesi.

Parametri di
attuazione

Lo svolgimento del tirocinio pu essere sospeso in caso di maternit o malattia lunga:


il periodo di sospensione non concorre al calcolo della durata del tirocinio. Nel corso
del periodo di sospensione, il giovane non percepisce lindennit mensile di tirocinio.
Parametri di costo
 Tirocinio
Al tirocinante riconosciuta unindennit mensile, secondo i seguenti parametri:
-

Termini di avvio
e realizzazione
della misura

Criterio di
riconoscimento
del rimborso

500,00 euro lordi mensili, fino ad un massimo di 6 mesi (3.000,00 euro);


500,00 euro lordi mensili, fino ad un massimo di 12 mesi in caso di persone con
disabilit e persone svantaggiate ai sensi della Legge 381/91 (6.000,00 euro).

La misura avviata contestualmente allinvio della comunicazione obbligatoria di


attivazione del tirocinio.
Lavvio del tirocinio dovr avvenire entro il termine perentorio dei 4 mesi successivi
alla data di stipula del PdS.
Lindennit riconosciuta per una frequenza minima mensile di 98 ore. Nel caso di
effettiva frequenza inferiore al numero di ore minimo previsto, pari a 98 ore,
lindennit di tirocinio mensile non riconosciuta.
Lindennit di tirocinio non erogata qualora il giovane sia percettore di ASPI e
di altre forme di ammortizzatori sociali.
Il tirocinante risponde di eventuali restituzioni, qualora sulla base degli esiti dei
controlli di primo livello effettuati a campione sul registro presenza del
tirocinio, risulti un numero di ore di effettiva frequenza inferiore rispetto a
quanto dichiarato dallo stesso in sede di richiesta di erogazione dellindennit
mensile.

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Documentazione
da produrre in
fase di
consuntivazione
della misura

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 Indennit di tirocinio a cura del tirocinante


- dichiarazione di accettazione delle condizioni di svolgimento del tirocinio firmata
(cfr. Allegato n. 1);
- copia della convenzione di tirocinio e del relativo progetto formativo firmati in
originale;
- riepilogo mensile delle ore di effettiva frequenza firmato dal tirocinante e
sottoscritto dal soggetto promotore e dal soggetto ospitante (cfr. Allegato 4bis).
Lavvenuto espletamento dellobbligo di comunicazione dellavvio del tirocinio
verificato dufficio da parte dellAmministrazione mediante il sistema informativo
regionale SIL.
Il registro del tirocinio, in originale, conservato agli atti presso il soggetto ospitante
ai fini di controlli di competenza della Regione e degli altri organismi di controllo. Una
copia conforme del registro dovr essere conservata anche presso il CPI e dal
tirocinante.

7) Modalit di svolgimento delle attivit


La scelta delle misure concordata tra loperatore del CPI e il giovane, a seguito di una prima fase di
accoglienza, presa in carico e orientamento che si conclude con la stipula del PdS e la definizione del
relativo PAI. I servizi e le misure scelte e indicate nel PAI sono registrate nella scheda anagraficoprofessionale (di seguito, SAP) presente nel Sistema informativo regionale - SIL Lazio.
Nel caso del tirocinio, qualora il giovane decida di affidare lattivit di promozione ad un soggetto accreditato
(sotto-misura 1), la scelta del soggetto erogatore del servizio effettuata dal giovane nellambito del
Catalogo dellofferta regionale.
Nel caso in cui il PAI del giovane preveda anche unazione di orientamento specialistico (misura 1.C di cui
allavviso pubblico approvato con determinazione G16149/2014), il giovane dovr orientare la propria scelta
su un unico soggetto, al fine di assicurare continuit nellerogazione dei diversi servizi tra loro strettamente
collegati.
Lavvenuta adesione del giovane ad unofferta promossa da un soggetto accreditato nellambito del Catalogo
regionale comporta lautomatica e contestuale accettazione e presa in carico da parte di questultimo del
destinatario. Il soggetto accreditato tenuto ad erogare il servizio richiesto a tutti i giovani che ne facciano
domanda, senza porre in atto prassi o comportamenti di tipo discriminatorio.
Lattivit di promozione realizzata dal CPI non oggetto di finanziamento pubblico a valere sulle
risorse di cui al paragrafo 2 del presente Avviso.
Per tutto quanto non espressamente richiamato nel presente avviso, si applicano le disposizioni di cui alla
DGR 18 luglio 2013, n. 199 "Attuazione dell'Accordo adottato dalla Conferenza permanente per i rapporti fra
lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 24 gennaio 2013, in applicazione dell'art.
1, co. 34, legge 28 giugno 2012, n. 92 in ordine alla regolamentazione dei tirocini. Revoca DGR n. 151 del
13 marzo 2009.

8) Regolazione dei rapporti con la Regione e principali adempimenti


La regolazione dei rapporti con la Regione definita secondo modalit distinte in relazione alla sotto-misura
di riferimento.
Per quanto riguarda la sotto-misura 5.1, ai fini della regolazione dei rapporti tra Regione Lazio e i soggetti
promotori accreditati, e della definizione delle modalit di attuazione degli interventi, conformemente a
quanto previsto dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale di riferimento, prevista la sottoscrizione
per accettazione di in una convenzione quadro (cfr. Allegato n. 5).
Tale convenzione quadro ha validit per tutte le azioni realizzate dal soggetto accreditato nellambito del
presente Avviso e del PAR Lazio.
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La convenzione, firmata digitalmente dal soggetto accreditato, dovr essere trasmessa per via informatica
attraverso il portale Si.Mon. Lavoro, alla Regione, prima della definizione della propria offerta di servizi
nellambito del Catalogo regionale (cfr. manuale operativo).
Il presente Avviso opera in raccordo con gli altri avvisi emanati dalla Regione Lazio in attuazione del PAR
Lazio. Pertanto, salvo quanto specificato diversamente nei successivi avvisi promossi nellambito del PAR
Lazio 2014-2015, non sono tenuti ad inviare nuovamente la convenzione i soggetti che lhanno gi
sottoscritta in occasione di un precedente avviso. Infatti, la sottoscrizione della convenzione quadro
comporta anche laccettazione esplicita di quanto concerne il servizio di promozione di tirocini di cui
al presente avviso.
Relativamente alla misura 5.2, si fa riferimento alla dichiarazione di accettazione delle condizioni di
svolgimento del tirocinio (Cfr. Allegato n. 1), sottoscritta dal tirocinante in fase di stipula della convenzione.

9) Consuntivazione dellattivit svolta e fatturazione


La consuntivazione delle attivit realizzate avviene ad attivit conclusa, secondo le modalit di seguito
descritte in relazione alla tipologia di sotto-misura. Per attivit conclusa si intende il completamento del
percorso di tirocinio.

9.1) Promozione e realizzazione di un percorso di tirocinio per il tramite del


SOGGETTO PROMOTORE ACCREDITATO
A) Servizio di promozione
Lerogazione del rimborso effettuata in ununica soluzione a conclusione del percorso di tirocinio, a seguito
della presentazione dal parte del soggetto promotore della domanda di rimborso (Cfr. Allegato n. 3). Non
sono previsti pagamenti intermedi. La consuntivazione delle attivit realizzate, e la relativa fatturazione,
avviene su base trimestrale. Il soggetto promotore accreditato tenuto a consuntivare in ununica domanda
di rimborso tutte le attivit concluse nel trimestre precedente, inviando una fattura unica e la
documentazione richiesta entro il giorno 10 del mese successivo alla conclusione del trimestre oggetto del
rimborso.
La domanda di rimborso dovr essere redatta e trasmessa alla Regione secondo le indicazioni di cui al
manuale operativo sopra menzionato. La domanda di rimborso contiene la seguente documentazione
minima:
1. domanda di pagamento secondo il modello in allegato (cfr. Allegato n. 3);
2. fattura o altro documento contabile equivalente, completo di marca da bollo da 2,00 (o di indicazione di
eventuale esenzione) e recante i riferimenti del soggetto accreditato, del PON YEI e della misura di
riferimento, per i servizi di promozione, come specificato nel manuale operativo;
3. convenzioni di tirocinio e relativi progetti formativi firmati.
Con la dichiarazione di cui al punto 1, il soggetto erogatore assume la responsabilit in ordine al corretto
svolgimento delle attivit erogate e alla veridicit delle informazioni riportate, ai sensi del DPR 445/2000.
B) Tirocinio
Lindennit erogata a seguito della presentazione da parte del tirocinante della richiesta di erogazione
dellindennit (cfr. Allegati n. 4 e 4b), secondo le seguenti modalit:
- pagamenti intermedi, a conclusione di ogni bimestre del tirocinio, per un importo corrispondente a
ciascun bimestre pari a 1000 euro;
- saldo, a conclusione del percorso di tirocinio per un importo corrispondente al periodo residuo (ultimo
bimestre o ultimo mese a seconda dei casi), nei limiti dellimporto massimo complessivo
La richiesta di erogazione dellindennit di tirocinio dovr essere redatta e trasmessa alla Regione secondo
le indicazioni di cui al manuale operativo sopra menzionato. La richiesta di erogazione contiene la seguente
documentazione:
1. richiesta di erogazione delle indennit mensili (richieste intermedie e finale);
2. dichiarazione di accettazione delle condizioni di svolgimento del tirocinio firmata (una sola volta, con la
presentazione della prima richiesta intermedia);
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3. riepilogo mensile delle ore di effettiva frequenza firmato dal tirocinante e sottoscritto dal soggetto
promotore e dal soggetto ospitante (richieste intermedie e finale).

9.2) Realizzazione di un percorso di tirocinio per il tramite del CPI


A)

Servizio di promozione

In tal caso, per lattivit di promozione svolta dal CPI non previsto alcun rimborso.
B) Tirocinio
Lindennit erogata a seguito della presentazione da parte del tirocinante della richiesta di erogazione
dellindennit (cfr. Allegati n. 4 e 4b), secondo le seguenti modalit:
- pagamenti intermedi, a conclusione di ogni bimestre del tirocinio, per un importo corrispondente a
ciascun bimestre pari a 1000 euro;
- saldo, a conclusione del percorso di tirocinio per un importo corrispondente al periodo residuo (ultimo
bimestre o ultimo mese a seconda dei casi), nei limiti dellimporto massimo complessivo.
La richiesta di erogazione dellindennit di tirocinio dovr essere redatta e trasmessa alla Regione secondo
le indicazioni di cui al manuale operativo sopra menzionato. La richiesta di erogazione contiene la seguente
documentazione:
1. richiesta di erogazione delle indennit mensili (richieste intermedie e finale);
2. dichiarazione di accettazione delle condizioni di svolgimento del tirocinio firmata (una sola volta, con la
presentazione della prima richiesta intermedia);
3. riepilogo mensile delle ore di effettiva frequenza firmato dal tirocinante e sottoscritto dal soggetto
promotore e dal soggetto ospitante (richieste intermedie e finale).

10) Controlli
Conformemente alla normativa di riferimento ed alle procedure adottate nellambito del POR FSE Lazio 2007
21033, e tenuto conto delle specificit delle misure realizzate nellambito del presente Avviso, ai fini della
verifica della regolarit delle attivit realizzate e delle domande di rimborso, sono previsti i seguenti controlli:
- controlli documentali volti ad accertare la conformit della domanda di rimborso e la regolarit della
realizzazione delle misure conformemente a quanto previsto dal presente Avviso e dalla normativa di
riferimento;
- verifica delleffettivo raggiungimento del risultato attraverso il controllo della documentazione di supporto
richiesta;
- verifiche in loco mirate a verificare leffettivo e regolare svolgimento dei percorsi di tirocinio su base
campionaria.
I soggetti promotori beneficiari del contributo pubblico previsto nellambito del presente Avviso, dovranno
dotarsi di un sistema contabile distinto o di unadeguata codificazione contabile, coerentemente con lo
schema di piano finanziario di cui alla Direttiva Regionale per lo svolgimento, la rendicontazione e il controllo
delle attivit cofinanziate con il Fondo Sociale Europeo e altri Fondi adottata con Determinazione B06163 del
17 settembre 2012, al fine di assicurare la trasparenza dei costi e la facilit dei controlli.
Tutta la documentazione di progetto, e in particolare la documentazione comprovante leffettivo svolgimento
delle attivit (ad esempio, timesheet, verbali degli incontri, questionari di gradimento e altra
documentazione), dovr essere conservata presso la sede del soggetto beneficiario per un periodo di 10
anni o termine superiore ai sensi dellart. 140 del Reg. (CE) 1303/2013 e successive modifiche e
integrazioni, e resa disponibile ai fini dei controlli di competenza dellAmministrazione e degli altri organismi
comunitari e nazionali preposti.
I registri in originale dei tirocini sono conservati, negli stessi termini sopra indicati, presso la sede del
soggetto ospitante.

Conformemente con quanto stabilito allart. 6 della convenzione tra il MLPS e la Regione Lazio, approvata con Determinazione
G06086 del 23 aprile 2014, nelle more di adozione del Sistema di gestione e controllo (di seguito, Si.Ge.Co) regionale 2014 2020, la
Regione utilizza il Si.Ge.Co gi in uso nellambito della programmazione 2007 2013.

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I soggetti coinvolti nellattuazione delle misure sono tenuti a consentire lo svolgimento delle verifiche in loco
che gli organi di controllo comunitari, nazionali e regionali possono effettuare, anche senza preavviso, in
ogni fase dellattivit, nonch ad attivit concluse.
La Regione Lazio si riserva la facolt di chiedere al soggetto beneficiario ogni chiarimento e integrazione
necessaria ai fini del controllo; questi ultimi sono tenuti a rispondere nei termini e nei modi indicati
dallAmministrazione.
In presenza di irregolarit sono applicate le disposizioni previste dalla normativa di riferimento comunitaria,
nazionale e regionale di riferimento, nonch dal presente Avviso (cfr. paragrafo 11).

11) Casi di inadempimento


In aggiunta a quanto gi previsto dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale di riferimento
(determinazione B06163/2012), nonch dalla convenzione di tirocinio, nella tabella sottostante sono
individuati i provvedimenti in relazione a ulteriori specifici casi di inadempienza relativi alle misure finanziate
con il presente avviso.
Inadempimento

Provvedimento

Violazione del divieto di delega

Non riconoscimento del rimborso

Rifiuto da parte del soggetto accreditato della presa in carico del


giovane

Sospensione dal Catalogo dellofferta


regionale per un periodo di 12 mesi

Assenza di documentazione comprovante lo svolgimento delle


attivit (ad esempio, timesheet, verbali degli incontri, questionari
gradimento, registri presenza, altro)

Non riconoscimento del rimborso

Mancato rispetto delle disposizioni della DGR 199/2013

Non riconoscimento del rimborso

Per quanto attiene ai casi di sospensione o revoca dellaccreditamento, si rimanda a quanto previsto allart.
14 della determinazione G11651/2014.
Per quanto attiene la regolarit amministrativa e finanziaria degli interventi, si rimanda a quanto stabilito
dalla determinazione B06163/2012.
Si rappresenta che i provvedimenti sopra indicati, a seconda delle irregolarit riscontrate, potranno anche
essere disposti cumulativamente (sospensione/revoca accreditamento e revoca totale/parziale del
finanziamento con blocco dellerogazione dei successivi rimborsi).
In tutti i casi in cui la Regione dovesse rilevare linosservanza di uno o pi obblighi posti a carico del
soggetto accreditato proceder, previa comunicazione, al blocco dei successivi rimborsi ed alla apertura di
apposito procedimento amministrativo di controllo come da determinazione B06163/2012 e, nei casi in cui i
rilievi dovessero riguardare attivit gi liquidate, al recupero degli importi indebitamente percepiti., anche
attraverso il meccanismo della compensazione.

12) Informazioni
Il presente avviso, i relativi allegati, il manuale operativo, la normativa e altra documentazione di riferimento
sono disponibili sul sito www.regione.lazio.it/garanziagiovani.
Inoltre, per informazioni sono disponibili i seguenti riferimenti in relazione alle diverse fasi di attuazione delle
misure:
garanziagiovani_programmazione@regione.lazio.it,
garanziagiovani_attuazione@regione.lazio.it,
garanziagiovani_controlli@regione.lazio.it,
garanziagiovani_monitoraggio@regione.lazio.it.

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13) Tutela della privacy


Ai sensi della DGR 551/2012, ai fini del trattamento dei dati personali, il titolare delle banche dati regionali
la stessa Regione Lazio. La Direzione regionale Lavoro responsabile del trattamento dei dati.
Ai sensi e per gli effetti del d.lgs. 30 giugno 2003 n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali),
la informiamo che la raccolta e il trattamento dei dati da Lei conferiti allinterno del presente modulo sono
effettuati con la esclusiva finalit di abilitare lutente allaccesso e fruizione dei servizi ivi richiesti.
Il trattamento dei dati, realizzato attraverso operazioni o complessi di operazioni indicate nel d.lgs. 196/2003
sopra citato, sar effettuato con lausilio di strumenti elettronici e/o con supporti cartacei ad opera di soggetti
di ci appositamente incaricati dalla Regione Lazio.
Leventuale rifiuto di conferire i dati personali da parte dellinteressato comporta limpossibilit per lo stesso
di usufruire dei servizi richiesti.
La raccolta e trattamento dei dati conferiti sono effettuati dalla Regione Lazio, con sede in 00145 Roma, via
R. Raimondi Garibaldi n. 7 per il perseguimento delle proprie finalit istituzionali.
In relazione al trattamento dei dati raccolti, il soggetto interessato potr esercitare i diritti previsti dallart. 7
del suddetto d.lgs. 196/2003. In particolare linteressato pu:
- ottenere dal titolare o dai responsabili del trattamento dei dati la conferma dell'esistenza o meno di propri
dati personali e la loro messa a disposizione in forma intelligibile;
- avere conoscenza dell'origine dei dati, nonch della logica e delle finalit su cui si basa il trattamento;
- ottenere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione della
legge, nonch l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati;
- opporsi, per motivi legittimi, al trattamento.

14) Definizioni e principali abbreviazioni


14.1) Definizioni
Catalogo dellofferta regionale: offerta regionale di servizi di orientamento, formazione e lavoro, definita
dai soggetti accreditati che si sono candidati, mediante specifica procedura informatica, per la realizzazione
delle misure di cui al PAR Lazio.
Soggetto promotore accreditato: soggetto promotore di cui allart. 3 della DGR 199/2013 accreditato ai
sensi della Direttiva accreditamento dei soggetti pubblici e privati per i servizi per il lavoro di cui alla
determinazione G05903/2014 come modificata dalla determinazione G11651/2014 . per:
- il servizio facoltativo specialistico b) Servizi di orientamento mirato alla formazione non generalista e per
percorsi di apprendimento non formale svolti in cooperazione con le imprese che cercano personale
qualificato con l'obiettivo dellassunzione;

Soggetto ospitante: imprese, fondazioni, associazioni e studi professionali del Lazio (con sede operativa
nel Lazio), di cui allart. 4 della DGR 199/2013, presso cui viene realizzato il tirocinio, nel rispetto delle
disposizioni e dei limiti di cui alla stessa deliberazione. In particolare, pu attivare un tirocinio, il soggetto
che:
non ha effettuato licenziamenti, fatti salvi quelli per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo, e
fatti salvi specifici accordi sindacali con le organizzazioni territoriali pi rappresentative, nei dodici mesi
precedenti lattivazione del tirocinio nella medesima sede operativa;
non ha in corso procedure di cassa integrazione guadagni, ordinaria, straordinaria o in deroga, per
attivit equivalenti a quelle del tirocinio nella medesima sede operativa;
non ha intrattenuto con il destinatario rapporti di lavoro nei 12 mesi precedenti lattivazione del
tirocinio;
rispetta i limiti numerici di cui allart. 7 della DGR 199/2013.
Inoltre, il soggetto ospitante non pu:
utilizzare il tirocinio per sostituire personale nei periodi di malattia, maternit o ferie e personale
assunto con contratto a termine;
ospitare, in qualit di tirocinanti, i lavoratori licenziati o dimessi dallo stesso nei dodici mesi precedenti
lattivazione del tirocinio.

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14.2) Principali abbreviazioni


ASPI

Assicurazione Sociale per lImpiego

CE

Commissione Europea

CPI

centro per limpiego

FSE

Fondo Sociale Europeo

MLPS

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

NEET

Not in Education, Employment or Training

OI

Organismo Intermedio

OMLS

Operatore del Mercato del Lavoro con competenze Specialistiche

PAR Lazio

Piano di Attuazione Regionale 2014 2015

PON

Programma Operativo Nazionale

PON YEI

Programma Operativo Nazionale per lattuazione dellIniziativa Europea per


lOccupazione dei Giovani

POR

Programma Operativo Regionale

SAP

Scheda anagrafica professionale

UE

Unione Europea

UCS

Unit di costo standard

YEI

Youth Employment Initiative

15) Quadro di riferimento normativo

decisione del Consiglio europeo, 8 febbraio 2013, con la quale si deciso di creare un'iniziativa a favore
dell'occupazione giovanile per un ammontare di 6.000 milioni di euro per il periodo 2014 - 2020 al fine di
sostenere le misure esposte nel pacchetto sull'occupazione giovanile del 5 dicembre 2012 e, in
particolare, per sostenere la garanzia per i giovani;
raccomandazione del Consiglio del 22 aprile 2013 pubblicata sulla GUE Serie C 120/2013 del 26 aprile
2013 delinea lo schema di opportunit per i giovani, promosso dalla Comunicazione della Commissione
COM (2013) 144, istituendo una garanzia per i giovani che invita gli Stati Membri a garantire ai giovani
con meno di 25 anni unofferta qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, di
apprendistato o di tirocinio o altra misura di formazione entro quattro mesi dallinizio della disoccupazione
o dalluscita dal sistema di istruzione formale;
regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 pubblicato
sulla GUE del 20.12.2013 recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul
Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul
Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo
regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e
la pesca e che abroga il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio;
regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 pubblicato
sulla GUE del 20.12.2013 relativo al Fondo sociale europeo e abrogante il Regolamento (CE) n.
1081/2006 del Consiglio sostiene, in particolar modo il capo IV, Iniziativa a favore delloccupazione
giovanile;
regolamento (UE, EURATOM) N. 1311/2013 del Consiglio del 2 dicembre 2013 che stabilisce il quadro
finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020, in particolar modo lart. 15 che consente agli Stati
membri di anticipare fondi nel primo biennio di programmazione 2014 -2015 per la lotta alla
disoccupazione giovanile e il rafforzamento della ricerca;
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decisione C (2014)4969 del 11 luglio 2014 di approvazione del PON Iniziativa Occupazione Giovani a
titolarit del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
vademecum per lammissibilit della spesa al FSE PO 2007 2013 del Ministero del lavoro e della
Previdenza Sociale approvato dal Tavolo Permanente FSE (Ministero del lavoro e Coordinamento
tecnico delle Regioni Commissione IX) il 27 febbraio 2008, dal Sottocomitato Risorse Umane il 9 luglio
2009 e integrato e modificato il 2 novembre 2010;
legge n. 196 del 24 giugno 1997 Norme in materia di promozione dell'occupazione";
legge n. 183 del 16 aprile 1987 in materia di Coordinamento delle politiche riguardanti l'appartenenza
dell'Italia alle Comunit europee e all'adeguamento dell'ordinamento interno agli atti normativi comunitari"
con la quale allarticolo 5 stato istituito il Fondo di Rotazione per lattuazione delle politiche comunitarie;
legge n. 236 del 19 luglio 1993 e s.m.i. in materia di Interventi urgenti a sostegno dell'occupazione con
la quale allarticolo 9 stato istituito il Fondo di rotazione per la Formazione Professionale e per laccesso
al Fondo Sociale Europeo;
decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e
mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30 e successive modifiche ed integrazioni;
decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al
secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell'articolo 2 della legge 28
marzo 2003, n. 53.
legge n. 92 del 28 giugno 2012 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una
prospettiva di crescita;
decreto legge n. 76 del 28 giugno 2013, approvato con legge di conversione 9 agosto 2013, n. 99,
concernente Primi interventi urgenti per la promozione dell'occupazione, in particolare giovanile, della
coesione sociale, nonch in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie
urgenti;
decreto legge 20 marzo 2014, n. 34 Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la
semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese;
accordo di Partenariato, trasmesso in data 22 aprile 2014, che individua il Programma Operativo
Nazionale per lattuazione della Iniziativa Europea per lOccupazione dei Giovani (di seguito PON-YEI)
tra i Programmi Operativi Nazionali finanziati dal FSE;
accordo tra il Governo e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante:
Linee guida in materia di tirocini del 24 gennaio 2013;
piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani, inviato alla Commissione Europea il 23 dicembre
2013 e recepito dalla Commissione stessa, DG Occupazione, Affari sociali e Inclusione, con nota n.
ARES EMPL/E3/ MB/gc (2014);
decreto direttoriale n. D.D. 237\SegrD.G.\2014 del 4 aprile 2014, con cui sono state ripartite le risorse del
Piano di attuazione Italiano della Garanzia per i Giovani tra le Regioni e la Provincia Autonoma di
Trento;
il decreto del Direttore generale per le Politiche attive, i Servizi per il Lavoro e la Formazione del Ministero
del lavoro e delle Politiche sociali n. 1709\Segr. D.G.\2014 del 08/08/2014 concernente il Bonus
occupazionale del Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani, registrato dalla
Corte dei Conti italiana in data 18 settembre 2014 al n. 4164;
il decreto del Direttore generale per le Politiche attive, i Servizi per il Lavoro e la Formazione del Ministero
del lavoro e delle Politiche sociali n. 63\Segr. D.G.\2014 di rettifica al Decreto Direttoriale n. 1709\Segr.
D.G.\2014 del 08/08/2014 che rende retroattivo lincentivo bonus occupazionale alle assunzioni
effettuate dal primo maggio 2014, data dalla quale stato possibile per i giovani Neet registrarsi al
portale nazionale garanziagiovani.it;
il decreto del Direttore generale per le Politiche attive, i Servizi per il Lavoro e la Formazione del Ministero
del lavoro e delle Politiche sociali n. 11\Segr. D.G.\2015 di rettifica al Decreto Direttoriale n. 1709\Segr.
D.G.\2014 del 08/08/2014;
la deliberazione della Giunta regionale 3 febbraio 2012, n. 41 Disposizioni in materia di formazione
nellambito del contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere;
deliberazione della Giunta regionale 11 settembre 2012, n. 452 Istituzione del repertorio regionale delle
competenze e dei profili formativi;
deliberazione della Giunta regionale 14 gennaio 2014, n. 17 Approvazione degli schemi di protocollo di
Intesa per l'apprendistato di alta formazione e ricerca a norma dell'art. 5 del d.lgs. 14 settembre 2011, n.
19

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167 e s.m.i.;
deliberazione della Giunta regionale 18 luglio 2013, n. 199 Attuazione dellAccordo adottato dalla
Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano
del 24 gennaio 2013, in applicazione dellart. 1, comma 34, Legge 28 giungo 2012, n. 92 in ordine alla
regolamentazione dei tirocini. Revoca della DGR n. 151 del 13 marzo 2009;
deliberazione della Giunta regionale 15 aprile 2014, n. 198 Disciplina per laccreditamento e la
definizione dei servizi per il lavoro, generali e specialistici, della Regione Lazio anche in previsione del
piano regionale per lattuazione della Garanzia per i Giovani. Modifica dellallegato A della deliberazione
della Giunta Regionale, 9 gennaio 2014, n. 4. e smi;
deliberazione della Giunta regionale 23 aprile 2014, n. 223 Programma Nazionale per lattuazione della
Iniziativa Europea per lOccupazione dei Giovani - Approvazione del Piano di Attuazione regionale;
deliberazione della Giunta regionale, 6 maggio 2015, n. 202 Modifica della Deliberazione della Giunta
Regionale, 23 aprile 2014, n. 223 "Programma Nazionale per l'attuazione della Iniziativa Europea per
l'Occupazione dei Giovani - Approvazione del Piano di Attuazione regionale"
determinazione 17 settembre 2012, n. B06163 Direttiva Regionale per lo svolgimento, la rendicontazione
e il controllo delle attivit cofinanziate con il Fondo Sociale Europeo e altri Fondi Programmazione FSE
2007 2013;
determinazione 18 ottobre 2013, n. G00585 di approvazione del Documento descrittivo del Sistema di
gestione e Controllo dellOrganismo Intermedio Direzione regionale Lavoro POR FSE Lazio 2007
2013 Obiettivo Competitivit Regionale e Occupazione;
determinazione 29 novembre 2013, n. G03230 di approvazione del manuale delle procedure per
lattuazione degli interventi cofinanziati nellambito del POR Lazio FSE 2007 2013 dellOrganismo
Intermedio Direzione regionale Lavoro.
determinazione direttoriale 8 agosto 2014, n. G11651 Modifica della determinazione direttoriale 17 aprile
2014, n. G05903 Modalit operative della procedura di accreditamento dei soggetti pubblici e privati per i
servizi per il lavoro. deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2014, n. 198 Disciplina per
l'accreditamento e la definizione dei servizi per il lavoro, generali e specialistici, della Regione Lazio
anche in previsione del piano regionale per l'attuazione della Garanzia per i Giovani. Modifica
dell'allegato A della deliberazione della Giunta Regionale, 9 gennaio 2014, n. 4 e dei relativi allegati;
determinazione direttoriale G03868 del 20 marzo 2015 Piano di attuazione regionale Garanzia per i
Giovani (PAR Lazio 2014 - 2015). Approvazione del Manuale operativo Garanzia Giovani;
convenzione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Regione Lazio Programma Operativo
Nazionale per lattuazione dellIniziativa Europea per lOccupazione dei Giovani - PON YEI stipulata il 2
maggio 2014;
la convenzione stipulata tra Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Regione Lazio e INPS in data 8
dicembre 2014.

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Allegato n. 1
Dichiarazione di accettazione delle condizioni di svolgimento del tirocinio

Dichiarazione sostitutiva ex art. 47 d.p.r. 445/2000

Io
sottoscritto/a
.............................................................................,
nato/a
a
.............................
il
.........................., residente a ..........................................................................., in ..................................... n.
.........................., C.A.P. ...................., Prov. ..............., domiciliato (se diverso dalla residenza) a
..........................................................................., in ..................................... n. .........................., C.A.P.
...................., Prov. ...............,
Tel.
Codice Fiscale
Consapevole delle sanzioni penali previste per il caso di dichiarazioni false o mendaci, cos come
stabilito dall'art. 76 del d.p.r. 445/2000, nonch della decadenza dei benefici eventualmente
conseguenti al provvedimento emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere, ex art. 75 del
medesimo decreto del Presidente della Repubblica,
DICHIARO

di aver aderito al programma Garanzia Giovani della Regione Lazio e di aver sottoscritto con il CPI
competente un Patto di Servizio (e relativo PAI) che prevede la realizzazione di un percorso di tirocinio;
di aver preso visione del provvedimento attuativo per la realizzazione dei percorsi di tirocinio emanato dalla
Regione;
di accettare tutte le condizioni di svolgimento del percorso di tirocinio e di essere consapevole degli obblighi
e degli adempimenti di mia competenza;
di essere consapevole della natura e delle finalit del tirocinio e che lo stesso non configura un rapporto di
lavoro consistendo invece in unesperienza formativa;
di impegnarmi ai fini della realizzazione del percorso di tirocinio coerentemente con quanto previsto nel
progetto formativo;
di assicurare la corretta compilazione e firma del registro presenze ai fini della registrazione delle attivit e
delle ore di effettiva frequenza al percorso e la predisposizione del riepilogo mensile delle presenze da
presentare alla Regione ai fini del riconoscimento dellindennit;
di essere consapevole che, ai fini dellerogazione dellindennit mensile di tirocinio, richiesta la frequenza

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di almeno il 70% delle ore previste nel mese (pari a 98 ore);


di essere disponibile a fornire eventuale documentazione richiesta dalla Regione o altro soggetto anche ai
fini dei controlli di competenza;
di restituire eventuali somme indebitamente percepite, qualora sulla base degli esiti dei controlli di primo
livello risulti un numero di ore di effettiva frequenza inferiore rispetto a quanto dichiarato;
di dare il consenso al trattamento dei dati personali per le finalit e con le modalit specificatamente
indicate nellinformativa di cui allart. 13 del d.lgs. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati
personali).

DICHIARO INOLTRE
-

di non avere intrattenuto con il soggetto ospitante rapporti di lavoro nei 12 mesi precedenti alla data di
attivazione del percorso di tirocinio;
di non aver svolto altri percorsi di tirocinio presso lo stesso soggetto ospitante per il medesimo profilo
professionale;
di non essere percettore di ASPI o di altri ammortizzatori sociali;
(soltanto se persona con disabilit) di essere in possesso di certificato di invalidit rilasciato in data
__/__/___, da __________________, attestante la seguente condizione: indicare la tipologia di invalidit.
Dichiaro che il citato provvedimento si riferisce all'ultimo accertamento del grado di invalidit disposto
dall'amministrazione competente

(soltanto se persona svantaggiata) di essere nella condizione di svantaggio ai sensi della l. 381/91.

Luogo e data ...........................


Firma del destinatario
................................................
(Firma leggibile del destinatario
o di chi ne fa le veci)

Copia del documento di identit in corso di validit del firmatario.

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Allegato 3
Domanda di pagamento del soggetto promotore accreditato

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA ATTO DI NOTORIETA


ex art. 47 del d.p.r. 445/2000

Io

sottoscritto/a

...........................................................................................................................,

...........................................................,

il

........................................

residente

....................................................................................,

PROV

...................,

......................................................................................,

domicilio (se diverso

CAP

nel

nato/a

Comune

...............,

da residenza)

in

di
via

in PROV

..................., CAP ..............., in via ......................................................................................, in qualit di


rappresentante

legale

altro

soggetto

con

potere

di

firma

del

soggetto

accreditato.......................................................................................................con ID n. ...........................,

CHIEDO

il riconoscimento dellimporto pari a ., per lerogazione dei servizi realizzati nel


trimestre dal gg/mm/aaaa al gg/mm/aaaa in favore dei destinatari dellAvviso approvato con Determinazione
.. del ., di cui al Modello A in allegato alla presente domanda, ripartito come segue:
-

Misura . per un valore ..

Consapevole, in caso di dichiarazioni mendaci, della responsabilit penale ex art. 76 del d.p.r. 445/2000
e s.m.i. nonch della decadenza dal contributo concesso ex art. 75 del medesimo decreto del
Presidente della Repubblica,

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DICHIARO CHE

la presente domanda di pagamento rispetta le condizioni definite dalla normativa comunitaria, nazionale e
regionale di riferimento, dallAvviso sopra richiamato e dal Manuale operativo, pubblicato sul sito web
regione.lazio.it/garanziagiovani, di cui ho preso atto;

i servizi erogati sono stati realizzati in conformit con la normativa comunitaria, nazionale e regionale di
riferimento, in particolare in materia di Fondo Sociale Europeo, lavoro, orientamento, formazione, ivi inclusi
i tirocini extra-curriculari, e accreditamento e nel rispetto di quanto stabilito dallAvviso pubblico sopra
richiamato e degli adempimenti previsti dalla Convenzione quadro;

i servizi erogati sono debitamente documentati secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria,
nazionale e regionale di riferimento, con specifico riferimento alle ore erogate e ai risultati conseguiti, e che
la

relativa

documentazione

conservata

in

originale

presso:;
-

il personale impiegato per la realizzazione delle attivit in possesso, per curriculum vitae, di adeguate
esperienze professionali secondo quanto stabilito dalla regolazione regionale in materia di accreditamento
dei servizi per il lavoro e/o per la formazione (se del caso);

le spese sostenute per la realizzazione di dette attivit sono registrate in un sistema contabile distinto e
correttamente imputate alle corrispondenti voci di costo, coerentemente con lo schema di piano finanziario
di cui alla Direttiva regionale per lo svolgimento, la rendicontazione e il controllo delle attivit cofinanziate
con il Fondo Sociale Europeo e altri Fondi adottata con determinazione B06163 del 17 settembre 2012;

le informazioni in merito al cofinanziamento del FSE nellambito della Garanzia Giovani sono state
adeguatamente diffuse nel rispetto delle disposizioni comunitarie, nazionali e regionali in materia di
informazione e pubblicit;

i costi relativi alle attivit realizzate non sono oggetto di ulteriori contributi o altre sovvenzioni, nel rispetto
del divieto di cumulo dei finanziamenti di cui allart. 9 della Convenzione quadro.

Si includono i seguenti documenti debitamente compilati, timbrati e firmati:


-

fattura (o documento equivalente), in originale e copia conforme, n. del gg/mm/aaaa;

fotocopia di un documento di identit del dichiarante in corso di validit;

ulteriore documentazione prevista dallAvviso.

Luogo e data,..
Firma
Legale Rappresentante o altro soggetto
con poteri di firma (*)

Copia del documento di identit in corso di validit del firmatario.

(*) In caso di altro soggetto munito di poteri di firma, allegare atto di delega o altro documento comprovante i poteri di firma

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Allegato 4
Richiesta di erogazione dellindennit mensile

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA ATTO DI NOTORIETA


ex art. 47 del d.p.r. 445/2000

Io

sottoscritto/a

.............................................................................,

nato/a

.............................

il

.........................., residente a ..........................................................................., in ..................................... n.


.........................., C.A.P. ...................., Prov. ..............., domiciliato (se diverso dalla residenza) a
...........................................................................,

in

.....................................

n.

..........................,

C.A.P.

...................., Prov. ..............., in qualit di tirocinante presso il soggetto ospitante (indicare la denominazione
del soggetto ospitante) ai sensi della Convenzione di tirocinio n. (indicare il numero identificativo della
convenzione), progetto formativo n. (indicare il numero identificativo del progetto formativo),

CHIEDO

lerogazione delle indennit mensili afferenti al periodo bimestrale dal .. al.per un importo
complessivo pari a 1000 euro lordi.

Consapevole delle sanzioni penali previste per il caso di dichiarazioni false o mendaci, cos come
stabilito dall'art. 76 del d.p.r. 445/2000, nonch della decadenza dei benefici eventualmente
conseguenti al provvedimento emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere, ex art. 75 del
medesimo decreto del Presidente della Repubblica.

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DICHIARO

di aver regolarmente frequentato il percorso di tirocinio per un numero di ore pari a (indicare il numero di
ore di effettiva frequenza del periodo), nel rispetto del requisito minimo richiesto di frequenza pari almeno al
70% del monte ore previsto per ciascuna mensilit, come di seguito indicato:

mese/anno (indicare il mese/anno di riferimento): n. ore frequentate;

mese/anno (indicare il mese/anno di riferimento): n. ore frequentate.

di aver assicurato la corretta compilazione e firma del registro presenze ai fini della registrazione delle
attivit e delle ore di effettiva frequenza al percorso e di aver compilato, in coerenza con tale registro, il
riepilogo mensile delle presenze in allegato alla presente richiesta, debitamente firmato e sottoscritto dal
soggetto ospitante e dal soggetto promotore;

di avere ad oggi ricevuto pagamenti per un importo complessivo pari a (indicare limporto percepito) euro
afferenti al/i bimestre/i (indicare il/i bimestre/i di riferimento);

di conservare agli atti la documentazione relativa alla realizzazione del percorso di tirocinio, coerentemente
con quanto previsto dallAvviso, e di renderla disponibile per eventuali controlli o in caso di richiesta da
parte dellAmministrazione.

Luogo e data ...........................


Firma del destinatario
................................................
(Firma leggibile del destinatario
o di chi ne fa le veci)

Copia del documento di identit in corso di validit del firmatario.

(Firma del tirocinante o di chi ne fa le


veci )

Firma del tirocinante

Data e luogo

Mese

Progetto formativo n.

Convenzione n.

11

13

14

15

Soggetto promotore

12

16

(Timbro del soggetto promotore e


firma del tutor )

10

17

Giorni mese

Riepilogo mensile delle ore di frequenza

18

19

20

21

22

25

26

Soggetto ospitante

24

27

28

(Timbro del soggetto ospitante e


firma del tutor e del Legale
rappresentante)

23

29

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Allegato 4b
Richiesta di erogazione dellindennit mensile (saldo)

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA ATTO DI NOTORIETA


ex art. 47 del d.p.r. 445/2000

Io

sottoscritto/a

.............................................................................,

nato/a

.............................

il

.........................., residente a ..........................................................................., in ..................................... n.


.........................., C.A.P. ...................., Prov. ..............., domiciliato (se diverso dalla residenza) a
...........................................................................,

in

.....................................

n.

..........................,

C.A.P.

...................., Prov. ..............., in qualit di tirocinante presso il soggetto ospitante (indicare la denominazione
del soggetto ospitante) ai sensi della Convenzione di tirocinio n. (indicare il numero identificativo della
convenzione), progetto formativo n. (indicare il numero identificativo del progetto formativo),

CHIEDO

lerogazione delle indennit mensili afferenti allultimo bimestre relativo al periodo dal .. al.per un
importo complessivo pari a 1000 euro lordi;
oppure

lerogazione dellultima indennit mensile relativa al periodo dal .alper un importo


pari a 500 euro lordi.

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Consapevole delle sanzioni penali previste per il caso di dichiarazioni false o mendaci, cos come
stabilito dall'art. 76 del d.p.r. 445/2000, nonch della decadenza dei benefici eventualmente
conseguenti al provvedimento emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere, ex art. 75 del
medesimo decreto del Presidente della Repubblica.

DICHIARO

di aver regolarmente frequentato il percorso di tirocinio per un numero di ore pari a (indicare il numero di
ore di effettiva frequenza del periodo), nel rispetto del requisito minimo richiesto di frequenza pari almeno al
70% del monte ore previsto per ciascuna mensilit, come di seguito indicato:

mese/anno (indicare il mese/anno di riferimento): n. ore frequentate;

mese/anno (indicare il mese/anno di riferimento): n. ore frequentate.

di aver assicurato la corretta compilazione e firma del registro presenze ai fini della registrazione delle
attivit e delle ore di effettiva frequenza al percorso e di aver compilato, in coerenza con tale registro, il
riepilogo mensile delle presenze in allegato alla presente richiesta, debitamente firmato e sottoscritto dal
soggetto ospitante e dal soggetto promotore;

di avere ad oggi ricevuto pagamenti per un importo complessivo pari a (indicare limporto percepito) euro
afferenti al/i bimestre/i (indicare il/i bimestre/i di riferimento);

di conservare agli atti la documentazione relativa alla realizzazione del percorso di tirocinio, coerentemente
con quanto previsto dallAvviso, e di renderla disponibile per eventuali controlli o in caso di richiesta da
parte dellAmministrazione.

Luogo e data ...........................


Firma del destinatario
................................................
(Firma leggibile del destinatario
o di chi ne fa le veci)

Copia del documento di identit in corso di validit del firmatario.

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Regione Lazio
DIREZIONE POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E
SPORT
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 29 maggio 2015, n. G06640
D.G.R. del 30 dicembre 2014, n. 945: "Modifica della deliberazione di Giunta regionale n.658/2014:
"Pacchetto famiglia 2014: misure a sostegno delle famiglie del Lazio.". Approvazione linee guida.

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OGGETTO:

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D.G.R. del 30 dicembre 2014, n. 945: Modifica della deliberazione di Giunta


regionale n.658/2014: Pacchetto famiglia 2014: misure a sostegno delle famiglie
del Lazio.. Approvazione linee guida.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE


POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT

SU PROPOSTA

del Dirigente dellArea Sostegno alla Famiglia e ai Minori;

VISTA

la legge regionale del 6 agosto 1999, n. 14: Organizzazione delle funzioni a


livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento
amministrativo;

VISTA

la legge regionale del 18 febbraio 2002, n. 6: Disciplina del sistema


organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla
dirigenza e al personale regionale e successive modificazioni ed
integrazioni;

VISTO

il regolamento regionale del 6 Settembre 2002, n. 1: Regolamento di


organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale e successive
modificazioni ed integrazioni;

VISTA

la delibera di Giunta regionale del 30 settembre 2014, n. 641, con la quale


stato conferito a Nereo Zamaro lincarico di Direttore della Direzione
Politiche Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport;

VISTA

la legge regionale del 20 novembre 2001, n. 25: Norme in materia di


programmazione, bilancio e contabilit della Regione e successive
modifiche ed integrazioni;

VISTO

il decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1: Disposizioni urgenti per la


concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivit, convertito
con Legge del 24 marzo 2012, n. 27;

VISTI

in particolare i commi da 8 a 13 dellart. 35 del decreto legge n.1/2012,


relativi alla sospensione del sistema della tesoreria unica mista e
assoggettamento al sistema di tesoreria unica;

VISTO

il decreto legislativo del 23 giugno 2011, n. 118: Disposizioni in materia di


armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni,
degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5
maggio 2009, n. 42;

VISTO

il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 maggio 2012:


Individuazione delle amministrazioni che partecipano alla sperimentazione
della disciplina concernente i sistemi contabili e gli schemi di bilancio delle
Regioni, degli Enti locali e dei loro enti ed organismi, di cui all'articolo 36
del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;

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DATO ATTO

che la Regione Lazio partecipa alla sperimentazione concernente i sistemi


contabili e gli schemi di bilancio prevista dal decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 28 dicembre 2011, in attuazione dellart. 36 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118, propedeutica allentrata a regime per tutte
le Regioni e gli enti locali;

VISTA

la legge del 23 dicembre 2014, n. 190: Disposizioni per la formazione del


bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilit 2015);

VISTA

legge regionale del 30 dicembre 2014, n. 17: Legge di stabilit regionale


2015;

VISTA

la legge regionale del 30 dicembre 2014, n. 18: Bilancio di previsione


finanziario della Regione Lazio 2015-2017;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 30 dicembre 2014, n. 942:


Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017.
Approvazione del Documento tecnico ed accompagnamento, ripartito in
titoli, tipologie e categorie per le entrate ed in missioni, programmi e
macroaggregati per le spese.;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 30 dicembre 2014, n. 943, recante:


Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017.
Approvazione del Bilancio finanziario gestionale, ripartito in capitoli di
entrata e di spesa;

VISTA

la legge del 8 novembre 2000, n. 328: Legge quadro per la realizzazione del
sistema integrato di interventi e servizi sociali;

VISTA

la legge regionale del 9 settembre 1996, n. 38: Riordino, programmazione e


gestione degli interventi e dei servizi socio-assistenziali nel Lazio;

VISTA

la legge regionale del 16 giugno 1980, n. 59: Norme sugli asili nido, e
successive modificazioni e integrazioni;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 7 ottobre 2014, n. 658: Pacchetto


famiglia 2014: misure a sostegno delle famiglie del Lazio.;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 30 dicembre 2014, n. 945:


Modifica della deliberazione di giunta regionale n. 658/2014: Pacchetto
famiglia 2014: misure a sostegno delle famiglie del Lazio.;

CONSIDERATO

in particolare che, la succitata D.G.R. n. 945/2014, incarica il Direttore della


Direzione Regionale Politiche Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport della
stesura di linee guida, contenenti criteri e modalit di utilizzazione delle
risorse trasferite allIPAB Asilo di Savoia;

VISTA

la determinazione dirigenziale 30 dicembre 2014, n. G19290: D.G.R.


n.658/2014 misure 2.1), 2.2), 3.2), 3.3): Sostegno ai nuclei familiari fragili e
sviluppo dei servizi per la prima infanzia. Impegno, in favore dellIPAB
Asilo di Savoia, della somma complessiva di 5.809.977,20 di cui
3.378.752,18 sul capitolo H41132, corrispondente alla Missione n. 12,
Programma n. 05, codice 1.04.01.02.000 (trasferimenti correnti a
Amministrazioni Locali) ed 2.431.225,02 sul capitolo H41133

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corrispondente alla Missione n. 12, Programma n. 01, codice 1.04.01.02.000


(trasferimenti correnti a Amministrazioni Locali) per lesercizio finanziario
2014;
VISTO

in particolare, il punto 3 della succitata determinazione dirigenziale n.


G19290/2014, il quale rinvia ad un successivo provvedimento dirigenziale la
pubblicazione delle linee guida contenenti fra laltro:
1. requisiti di partecipazione ai bandi;
2. criteri di selezione dei progetti;
3. criteri di valutazione delle attivit svolte;
4. tempi e modalit di pagamento dei contributi;
5. criteri dindividuazione dei progetti sperimentali;
6. tempi di realizzazione degli interventi e relativi cronoprogrammi. ;

RITENUTO

pertanto opportuno, in ottemperanza alla DGR n. 945/2014, di approvare


lallegato A alla presente determinazione dirigenziale, contenente le linee
guida ed i relativi schemi di bando, per lutilizzazione delle risorse trasferite
allIPAB Asilo di Savoia con la determinazione dirigenziale
n.G19290/2014.

DETERMINA

le premesse formano parte integrante della presente determinazione:

di approvare lallegato A alla presente determinazione dirigenziale, contenente le linee


guida ed i relativi schemi di bando, per lutilizzazione delle risorse trasferite allIPAB
Asilo di Savoia con la determinazione dirigenziale n. G19290/2014.

La presente determinazione dirigenziale sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio
e sul sito regionale www.socialelazio.it .

IL DIRETTORE
(Nereo Zamaro)

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LINEE GUIDA PER LIPAB "ASILO DI SAVOIA" PER


LUTILIZZO DELLE RISORSE DESTINATE AI SENSI
DELLA D.G.R. DEL 30 DICEMBRE 2014, N. 945

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Sommario
1. Premessa
2. Obiettivi da Perseguire
3. Azioni da Sviluppare
4. Risorse assegnate e loro ripartizione
5. Requisiti di partecipazione ai bandi e/o avvisi;
6. Criteri di selezione dei progetti;
7. Criteri di valutazione delle attivit svolte;
8. Tempi e modalit di pagamento dei contributi;
9. Criteri dindividuazione dei progetti sperimentali;
10. Tempi di realizzazione degli Interventi e relativi cronoprogrammi.
11. Rapporti d