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INTRODUZIONE Il Novecento il secolo in cui, nel mondo industrializzato, per la prima volta i prodotti delle idee e dell immaginazione

e vengono messi a disposizione di tutti, attraverso l etere, e assumono un ruolo centrale nella vita delle masse. Essi costituiscono ormai una risorsa economicamente rilevante e condizionano il comportamento, il gusto, la mentalit d i ognuno: farne la storia significa fare la storia della societ del XX secolo. Fra i prodotti della cultura popolare, o di massa, cio concepita e realizzata per il popolo e per le masse, la radio e la televisione, pi della stampa, del cinema, del teatro e della musica riprodotta, hanno determinato la fisionomia dell immaginario sociale. Se la radio, insieme all automobile, ha cambiato la percezione del tempo e dello spazio, la tel evisione, insieme all uso di massa del trasporto aereo, ha cambiato il senso dell identit e del la velocit. Lo si voglia o no, il piacere uno dei connotati fondamentali della modernit. Radi o e televisione procurano piacere in modo semplice e diretto, senza mediazioni di so rta. A partire dal 1985, a Pisa e a Napoli, Gianni Isola e Anna Lucia Natale si eserc itavano in direzione di quel territorio di frontiera costituito dalla storia dell ascolto; un t erritorio tuttora impenetrabile per la mancanza di fonti numerose e attendibili, eccezion fatta per le rubriche di corrispondenza del vecchio Radiocorriere , e per alcuni sporadici rifer imenti contenuti in pubblicazioni di testimonianze orali del mondo operaio e contadino. Un pi sistematico approccio storiografico, ancorch limitato agli aspetti massmedio logici del mezzo televisivo, comincia invece a notarsi con le ricerche condotte dal gru ppo di lavoro dell Universit Cattolica di Milano coordinato da Gianfranco Bettetini. La stessa Rai intanto, sembra aver gi ufficiosamente disposto che Torino abbia il suo Museo della Radio, e Milano quello della Televisione. Da ricordare l anno 1924 che segna ufficialmente la nascita della radiofonia itali ana e il termine Broadcasting: per broadcast (o con l obsoleto termine italiano radioaudizi oni circolari) si intende la trasmissione di informazioni da un sistema trasmittente a un insieme di sistemi riceventi non definito a priori. L esempio pi classico costituito da un trasmettitore radio di grande potenza e da un gran numero di ricevitori montati nelle automobili o nelle case. In questo caso, tutti i ricevitori situati nell area di c opertura del trasmettitore riceveranno il segnale, e il trasmettitore non potr sapere esattame nte con

chi ha comunicato. Storia della radio e della televisione in Italia (Franco Monteleone) 1. LA GRANDE STRADA DELL ETERE Ho in mente un piano che potrebbe fare della radio uno strumento domestico, come il grammofono o il pianoforte. Sar tenuta in salotto e si potr ascoltare musica, conf erenze, concerti . Con queste parole, David Sarnoff aveva per primo immaginato, gi nel 1916 , di dare corpo a un progetto commerciale che potesse rivolgersi a un mercato ampio d i consumatori. La nascente industria delle comunicazioni per aveva altri obiettivi. Il suo scopo principale era la telefonia senza fili che tanto interessava i governi e il mondo degli affar i. Con il passaggio dallo sfruttamento commerciale della radiotelegrafia alla creazione dell e prime societ di radiodiffusione , si delineano i due sistemi antitetici di organizzazione

radiofonica nazionale, che da allora saranno considerati i modelli classici del servizio radiofonico: il monopolio pubblico del broadcasting, in Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia; il sistema privato del network in America. In Gran Bretagna, e precisa mente dalla stazione Marconi di Chelmsford in Cornovaglia che il 23 febbraio 1920 venne tras messo il primo regolare servizio radiofonico della storia, per due ore consecutive al gio rno, per un periodo di due settimane (un vero primato rispetto alla stazione Westinghouse di Pittsburgh in America, che inizi il servizio solo alcuni mesi dopo). Dal momento che il fenomeno divenne rapidamente inarrestabile, si posero le basi per la nascita del monopolio pubblico della British Broadcasting Company , ufficialmente costituita il 18 ottobre 1922 dall unione di alcune fra le maggiori compagnie industriali britannic he. Il ricorso alla pubblicit come risorsa finanziaria fu rifiutato per non comprometter e la qualit dei programmi. Due anni dopo, John C.W. Reith, il primo direttore generale della BBC, scriveva: Se l etere fosse stato svenduto al denaro e al suo potere; se non ci foss e stata responsabilit etica e intellettuale; se interessi diversi da quelli pubblici aves sero preso il sopravvento, la BBC non sarebbe mai diventata quella che . Esattamente il contrari o di quello che stava avvenendo in America dove, grazie al Radio Act del 1912, in bas e al quale il Ministero del commercio non poteva negare le licenze a nessuno che foss e cittadino americano, entrarono in scena le grandi corporations. Prima fra tutte la American Thelephone and Thelegraph Company, ma anche la General Electric e la Westinghous e, poi Radio Corporation of America. Tra il 1912 e il 1916 furono rilasciate pi di 8 .500 licenze di trasmissione, molte delle quali erano state richieste da colleges, sc uole, universit. La stazione Westinghouse inizi a trasmettere il 3 novembre 1920 e, contemporaneamente, a collocare sul mercato i propri ricevitori. Poco pi tardi, a New York, David Sarnoff aveva finalmente avuto il permesso e i finanziamenti necessa ri per realizzare un modello della sua Radio Music Box. Nacque cos la WJY, che il 2 lugl io 1921 trasmise in diretta la radiocronaca di un incontro di pugilato. In tutti gli Stati Uniti, verso la fine del 1922 i ricevitori funzionanti avevano raggiunto l incredibile cifra di 75 0 mila. La grande strada dell etere era stata per sempre tracciata. POLITICI E IMPRENDITORI NEL MERCATO DEI SUONI La prima legislazione italiana sulle comunicazioni senza fili risale al 1910 ed era frutto di

un progetto redatto da Carlo Schanzer presentato in parlamento dal Ministro dell e poste Augusto Ciuffelli. Il progetto assegnava l esercizio delle radiocomunicazioni alla sfera dei servizi pubblici e sottoponeva a regime restrittivo e controllato le concessioni a societ private. Ne era derivata la legge del 30 giugno 1910 n. 395, ispirata a preoccup azioni militari e di sicurezza nazionale. Guglielmo Marconi: Grande scienziato, ma sopr attutto grande imprenditore (un principe mercante della tecnologia). Gi nel 1898 era nata a Londra la Marconi s Wireless Telegraph Company, detentrice di tutti i brevetti dell inventore bolognese e capofila delle successive Marconi Companies. In Italia, fin dal 1902, egli aveva concesso gratuitamente pe r vent anni l uso dei suoi brevetti alle amministrazioni dell Esercito e della Marina. R icevette il Nobel per la fisica e venne nominato senatore da Salandra. 1921: Societ italia na per i servizi radiotelegrafici e radiotelefonici (Sisert Pres. Marconi, Vice Avv. Filipp o Bonacci, Cons. Luigi Solari). Nell estate del 1923 il Governo Regio (Mussolini) concluse un accordo con le societ francese e tedesca (Telefunken) per la costituzione della Italo Rad io con capitale da raccogliere mediante una sottoscrizione garantita dalla Banca commer ciale italiana. Lo smacco per Marconi non poteva essere pi grande: la Compagnia Marconi inizi una vasta serie di contatti onde unificare gli interessi gravitanti intorno alla questione

della radiofonia. Nacque cos il gruppo fondatore della societ Radiofono che rilev l a domanda di concessione avanzata dalla Sisert. LA PRIMA SOCIETA DI BROADCASTING

Nel 1924 nasceva il Ministero delle comunicazioni, con a capo Costanzo Ciano. Il 3 giugno di quello stesso anno Ciano rendeva noto alla Radiofono e alla Societ italiana ra dio audizioni circolari (Sirac che celava ditte USA, in particolare la Western Elect ric) che il governo aveva deciso di affidare l esercizio radiofonico a una societ unificata e l e invitava a prendere contatti per la fusione. Il 14 giugno le societ comunicavano di aver r aggiunto l accordo. Il 27 agosto 1924 nasceva a Roma l Unione radiofonica italiana (Uri). Cia no fu inoltre il ministro che condusse in porto l operazione economica di privatizzazion e dei telefoni. <Intreccio d interessi (fra il senatore Giovanni Agnelli e Benito Mussolini) che m ira al controllo dei grandi mezzi d informazione come merce di scambio tra potere economi co e potere politico). Per questo il Sen. prende possesso di testate come quella del R esto del Carlino , del La Stampa sino alla creazione del Corriere Italiano e alla nomina di Presidente dell Uri nella persona di Enrico Marchesi, in precedenza direttore cent rale della Fiat>. Con il regio decreto-legge 1 maggio 1924 n. 655 venivano definiti i contenuti de lle radiodiffusioni: concerti, teatro, conversazioni, notizie. Veniva inoltre regola to il sistema dei finanziamenti ai futuri concessionari mediante la pubblicit commerciale e i canon i di abbonamento; una prassi che rester immutata in tutta la storia della radiodiffusi one italiana. Con un secondo regio decreto venivano disciplinati non solo le modalit di esercizio degli impianti da parte dei concessionari ma anche i controlli del gov erno (in particolar modo l art. 25 ruolo chiave della Stefani). La convenzione stipulata il 27 novembre 1924 fra l Unione radiofonica italiana e il Ministero delle comunicazioni istituiva definitivamente la figura giuridica della societ concessionaria: rappresenta quin di l atto di nascita del primo regime radiofonico in Italia. Si pu finalmente parlare di regim e di monopolio. Solo adesso infatti, esistono le condizioni che consentono a una sola societ l esercizio delle radioaudizioni circolari. vero che il 55% del capitale in mani p rivate, ma con il passare degli anni lo Stato entrer sempre pi nella partecipazione aziona ria fino a ottenerne la maggioranza.

3. LA PAROLA ELETTRICA nuove dimensioni industriali All inizio del 1927 l Uri non era in grado di continuare l esercizio dell attivit sociale senza l intervento di massicci finanziamenti. Dal gennaio del 1927 al gennaio del 1928, si definiscono le caratteristiche del nuovo sistema: potenziamento delle stazioni t rasmittenti, creazione di un nuovo ente concessionario e istituzione di un Comitato superiore di vigilanza sulle radiodiffusioni (= creatura di Ciano; al suo interno hanno ruoli di assoluta rilevanza Benni, Cartoni e Polverelli). Il 15 gennaio 1928 la societ concessionar ia assume ufficialmente la denominazione di Ente italiano per le audizioni radiofoniche (E iar). La radio italiana esce cos dal periodo delle origini e comincia a imporsi all opinione pubblica come mezzo di comunicazioni di massa. Tra il 1929 e il 1934 le vicende della pro priet dell ente radiofonico si incrociano con quelle della Sip (Societ idroelettrica Piem onte), che finir per controllare il capitale azionario dell Eiar. Oltre alla Sip facevano aper tamente il loro ingresso nella radiofonia italiana anche la Fiat, o per meglio dire la hold ing Ifi, con Giovanni Agnelli e l editore Arnoldo Mondadori. Il 30 giugno 1931, con atto notari le, la Sip entr pure in possesso dell intero pacchetto azionario della Sipra e avrebbe trovato in

Giancarlo Vallauri il suo manager. Nel 1931 intanto, a Torino il Laboratorio di ricerche, da poco costituito, dette avvio alle prime esperienze nel campo della televisione. Con decreto legge 29 luglio 1933 veniva approvato lo statuto speciale dell Eiar, p asso storicamente e giuridicamente importante perch in esso si stabiliscono formalment e i limiti dell esercizio della radiofonia. Il patrimonio immobiliare dell Eiar invece, diverr cos consistente da condurre nel 1941 alla costituzione della Societ immobiliare radio fonica italiana, che, insieme alla Sipra e alla Cetra (Compagnia per edizioni, teatro, registrazioni e affini), formeranno il gr uppo radiofonico delle consociate Sip. LA MACCHINA DELL ATTENZIONE La radio ( macchina dell attenzione ) continuava a essere un genere di lusso, al pari dell automobile. Basti pensare che mentre la Fiat lanciava la prima vettura autent icamente popolare, la Balilla , al prezzo di poco superiore alle 10.000 lire, la Marelli mis e sul mercato un ricevitore commerciale, il Musagete, a quasi 3.000 lire. Per molto te mpo ancora la galena fatta in casa rimarr l unico strumento di ascolto per i ceti popolar i. Solo nel 1934 il presidente dell Eiar Vallauri, avanz una precisa richiesta al Gruppo co struttori apparecchi radio al fine di studiare concretamente la possibilit di mettere sul m ercato un radioricevitore di tipo popolare. Nel maggio del 1937 fu messo finalmente in ven dita, al prezzo di 430 lire (pagabili in 18 rate), il Radiobalilla, dal bel nome augurale, espressivo e descrittivo , scelto dallo stesso Mussolini. Nonostante questo e altri sforzi (ved i l utilizzo dei Pionieri), all inizio del 1934 gli abbonati erano poco pi di 350 mila, una cifr a ridicola rispetto al milione e mezzo di francesi, ai cinque milioni di tedeschi e ai quas i sei degli inglesi. Eravamo pari soltanto alla Polonia e all Ungheria. LA RADIO IN OGNI VILLAGGIO Gi nel 1929 si era creduto di individuare la maggioranza degli ascoltatori negli tatori delle campagne , ma il vero problema restava quello di raggiungere questo vasto ba cino di utenza nelle condizioni sociali ed economiche del momento. L idea di usare la radi o a scopi didattici, si ispirava a una caratterizzazione della stessa come servizio pubblico, contraddistinto tuttavia da un ideologia totalitaria. Grazie ad Arturo Marescalchi e a Costanzo Ciano con legge 15 giugno 1933 n. 791, venne creato l Ente radio rurale ( Err) al fine di contribuire alla elevazione morale e culturale delle popolazioni rurali . abi

All ente era affidata la vendita degli apparecchi radioriceventi e delle loro parti per le scu ole e altri luoghi pubblici dei comuni rurali e frazioni rurali dei comuni . Per le insistenti pressioni esercitate da Starace e da altri membri del Partito, nel novembre 1934 Mussolini decise di trasferire l Err sotto il diretto controllo del segretario del Pnf. Da questo mome nto nei programmi radiorurali l insegnamento di cultura fascista balz al primo posto. Il vero limite di fondo dell intera esperienza restava la difficolt di procurarsi l a pparecchio ricevente, il Radiorurale (in seguito Radiobalilla ). Ci che rese fallace questo proge tto pertanto, fu una grave mancanza di duttilit organizzativa e di spirito imprendito riale UNA VOLIERA DI VOCI E DI SUONI A quasi dieci anni dal suo esordio (1924) la radio diventata un mezzo fra i tant i, non pi un curioso ingombro tecnologico, ma elemento dello status symbol della famigli a che lo possiede, monumento domestico dal quale scaturisce l immagine del mondo moderno ,

voliera di voci e di suoni entro cui si compendia l idea stessa della civilt di massa . La programmazione che emerge con caratteri pi spiccati quella di genere leggero: gli sketch di Vittorio De Sica, i motivi orecchiabili del Trio Lescano e le interpre tazioni di Nunzio Filogamo, consolavano un ceto medio e popolare sul quale gravavano ancora le minacce della crisi economica. In quegli anni (1929-34) nasce anche il primo cab aret radiofonico sugli esempi tedesco-inglese. Riuscire a intrattenere e contemporane amente far divertire il pubblico dopo il carattere serio e un po noioso degli anni dell es ordio uno degli scopi maggiormente perseguiti dai programmisti dell Eiar, anche se non s empre coronato da successo. (Risale a questo periodo il debutto di Cesare Zavattini co n la famosa serie Parliamo tanto di me). Successo strepitoso ebbero i variet Topolino al cast ello incantato e soprattutto I quattro moschettieri entrambi di Angelo Nizza e Riccar do Morbelli che insieme a Egidio Storaci e Riccardo Massucci, dettero vita dai microfoni di Radio Torino a uno dei fenomeni pi clamorosi di tutta la storia della radio italiana. U na vera e propria follia nazionale, che raggiunse il suo acme nell edizione del programma de l 1936, alla quale fu abbinato un concorso a premi, sponsorizzato dalla Buitoni e dalla Perugina, basato sulla raccolta di figurine disegnate da Angelo Bioletto. Nemmeno le prime esperienze radiofoniche del grande Eduardo De Filippo ottennero un simile succes so. La canzone italiana rappresentava allora il legante indispensabile di una programma zione tutta orientata su un target casalingo composto in maggioranza da un pubblico di bambini e di donne. Il pubblico femminile diventa addirittura l interlocutore priv ilegiato della pubblicit radiofonica, sia come destinatario che come interprete. In Italia il rad ioteatro fa la sua comparsa soltanto cinque anni dopo la nascita del servizio regolare di radiodiffusione. La politica dell educazione nazionale aveva ormai cominciato a in trecciarsi stabilmente con gli strumenti dell industria culturale. PAROLE ALLO STATO NASCENTE Enzo Ferrieri cos scriveva a proposito del saper parlare in radio: Occorrono doti di cordiale comunicazione col pubblico, gradevole timbro di voce, accortezza di dar e alle parole che si dicono, o, magari, quelle che si leggono, un tono cos fresco, cos vi vo, direi, di parole allo stato nascente, che l ascoltatore si illuda che tutto sia creato l p er l, proprio per lui .

Nonostante l iniziale ostilit, le autorit ecclesiastiche videro con favore la presen za di predicatori ai microfoni dell Eiar (vedi il padre francescano Vittorino Facchinett i). Aumentava considerevolmente lo spazio concesso a una radio sempre pi parlata anche se l idea di una radio intesa come strumento di propaganda e di manipolazione dell opinione pubblica non era lontana. 4. LA PAROLA AUTORITARIA i portavoce del regime Nel periodo compreso fra il 1935 e lo scoppio della seconda guerra mondiale la r adio possiede ormai il volto sicuro del mezzo di comunicazione di massa e assume nell a societ italiana quel ruolo decisamente politico che Mussolini aveva tardato a ric onoscerle. Le iniziative prese dal regime per diffondere l ascolto collettivo nei luoghi pubb lici, dimostrano che si era attribuito al mezzo un potere delegato di amplificazione, e per ci stesso di persuasione, che in realt esso possedeva in misura contenuta. La nomina di Galeazzo Ciano a capo dell ufficio stampa nell agosto del 1933 fu il segno che Musso lini

intendeva dare maggiore impulso a questo organismo e allargarne autorevolmente l e attribuzioni e le competenze. Gi nel 1934 Ciano realizz un piccolo capolavoro di informazione controllata, mobilitando stampa, radio e cinema in occasione del pr imo incontro fra Mussolini e Hitler che si svolse a Venezia nel mese di giugno. Vers o la fine dell estate, con regio decreto 6 settembre 1934 n. 1434 l ufficio stampa venne aboli to e al suo posto fu istituito il sottosegretariato per la stampa e propaganda (in segui to elevato a Ministero per la stampa ) alle dirette dipendenze del Duce. Venne soppresso il Com itato di vigilanza e creata una Commissione composta di soli quattro membri per fissar e le direttive artistiche dell Eiar e la vigilanza sulla parte programmatica delle radi odiffusioni. Al Ministero delle comunicazioni rimanevano solo competenze di ordine tecnico. Alla fine del 1935 gli abbonati alle radioaudizioni erano oltre 500 mila. Complessivamente gli utenti dell Eiar costituivano l 1,28% della popolazione italiana e quasi 6 famiglie su 100 avevano sottoscritto l abbonamento. LA RADIO IN DIRETTA Spett alla box, con l incontro Bosisio Jacovacci trasmesso da Milano nel 1928, inaugurare il primo collegamento in diretta. Da ricordare Nicol Carosio definito come il miglior radiocronista sportivo. L informazione ormai il nuovo genere radiofonico c he sta per decollare. Nel 1933 venne istituito il Centro radiofonico sperimentale, col compito di preparare radiotecnici specializzati e soddisfare cos la crescente domanda di per sonale. La scuola fu progettata da Fulvio Palmieri e dai corsi diretti da Franco Cremasc oli, uscirono ottimi professionisti come Vittorio Veltroni e Pia Moretti. Il giornale radio venne diffuso in tre edizioni quotidiane ad orari sfalsati a par tire dal giugno 1930. Solo nel 1935, sotto la guida di Antonio Piccone Stella, nacquero l e nuove edizioni delle ore 13.00 e delle 13.50. Da allora, nel segno inconfondibile dell e voci di Guido Notari e Francesco Sormano, preceduto dal segnale orario, l appuntamento del giornale radio comincia a scandire il tempo quotidiano di tutti gli italiani. Il radiogiornale invece, nascer in seguito alla trasformazione subita dai semplici notiziari che n on rispondevano pi alle nuove esigenze di una informazione ampia e generale sugli avvenimenti della vita nazionale e internazionale. Di qui nacquero, con scopi ch iaramente propagandistici, le Cronache del Regime; una delle realizzazioni pi efficaci dell informazione radiofonica durante il fascismo e, insieme, una rubrica di largo consenso popolare, frutto dell intelligenza politica di Galeazzo Ciano e dell esperienza gior nalistica di

Roberto Forges Davanzati. Bersaglio di questi commenti radiofonici era la politi ca societaria e l influenza inglese a Ginevra. Screditare agli occhi dei radioascolta tori italiani l organismo internazionale significava accreditare il diritto dell Italia fascista a regolare da sola i propri conti nella politica europea. Nel novembre del 39 intanto, il Grupp o costruttori apparecchi radio mise a punto una piccola supereterodina a tre valvole capace di ricevere molte stazioni estere . Battezzata Radio Roma, era certamente un buon prodotto ma la sua vendita non fu sufficientemente reclamizzata, preferendo sempre e comunque smerciare apparecchi pi costosi che consentivano maggiori ricavi. 5. LA FOLLA DOMESTICA TAMBURI LONTANI Col passare degli anni il regime divenne l arbitro della partecipazione dei cittad ini alla vita nazionale non solo attraverso il controllo rigoroso delle fonti ufficiali d inform azione, ma anche mediante la repressione delle fonti non ufficiali. Non a caso, il fondator e di Giustizia e Libert, Carlo Rosselli, tentava di combattere il fascismo proprio utilizzando e mittenti

clandestine. Fu con l inizio della guerra civile spagnola, che l antifascismo fece s entire la sua prima voce alla radio. (Ricordare la comunista Radio Milano, situata in terr itorio spagnolo). Due i capisaldi di questa radiopropaganda: smascherare le ripetute fa lsit del nemico; denunciare i crimini e le atrocit screditando moralmente l avversario. SOTTO LE BOMBE Dopo il 10 giugno 1940 l Eiar mette in onda un nuovo genere radiofonico: la guerra . Dal 23 giugno tutte le trasmissioni vengono unificate e i programmi si concentrano su t re obiettivi fondamentali: l informazione e i commenti; l intrattenimento; la propaganda per l inte rno e per l estero. In ogni caso la caratterizzazione militare della radio appare fortis sima. Aumentate da sei a otto le edizioni quotidiane, il giornale radio trasmetteva og ni giorno alle 13 il bollettino del quartier generale delle Forze Armate. Aldo Valori notava: La guerra talora un mezzo persuasivo, atroce ma necessario, per introdurre a forza princip i nuovi in ambienti refrattari. I commentatori dell Eiar si limitavano ad affermare anzich con vincere, a esprimere opinioni anzich fatti, a esaltare anzich discutere, a vilipendere anzi ch criticare. Di quello stile sgangherato e violento che impervers alla radio italia na fra il 1940 e il 1942, l interprete senza dubbio pi adulato e pi calunniato, adatto per ogni uso quando ci fece comodo al regime, scacciato quando i suoi urli patriottici cominci arono a fruttare solo critiche e dissensi, fu Mario Appelius. Il 20 febbraio 1943 Appeli us venne liquidato e sostituito da Salvatore Aponte. Dal 10 aprile sempre del 1943 scompa rvero anche gli stessi Commenti, come genere di giornalismo radiofonico. La guerra come genere radiofon ico infatti, ebbe la sua massima punta di efficacia, ancora una volta, nel modello g iornalistico pi sperimentato di quegli anni: la radiocronaca (=anticipazione del neorealismo radiofonico). Nel 1942, anno cruciale della guerra, la radio appare pi viva che mai nei suoi ge neri di intrattenimento. Le trasmissioni di prosa sono un tipo di spettacolo che non con osce soste; cos la musica lirica e quella sinfonica. Intanto fa le sue prime prove Federico F ellini. L Eiar aveva proprio in quegli anni ampliato tutta la sua rete trasmittente, con forti investimenti che avevano inciso non poco sul bilancio di esercizio contraendone gli utili. In oltre, dai vertici del sistema della radiofonia italiana scomparivano alcuni personaggi sto rici, Luigi Solari dalla vice presidenza dell Eiar e Giuseppe Pession dalla carica di ispettor

e per la radiodiffusione, sostituito nel 1943 da Amedeo Tosti. 6. VOCI IN GUERRA l arma radiofonica Radio Londra: la pi celebre emittente in mano agli Alleati; aveva il pregio di ri volgersi a un pubblico indifferenziato. Radio Roma: quasi il corrispettivo inglese in mano ai fascisti, ma meno capillar e nella sua diffusione. Nella fase pi acuta del conflitto, i criteri di valutazione della credibilit delle emittenti dei paesi in guerra, rispetto al decennio precedente, cambiano radicalmente. Durante gli anni trenta la radio fa politica estera; ora la radio combatte una lotta senza esclus ioni di colpi, una vera e propria guerra delle onde che affianca quella combattuta con le armi. Radio Bari: serv per parlare ai paesi arabi il linguaggio della propaganda politi ca anche se con scarsi risultati. Psychological Warfare Branch (PWB): organizzazione del Governo militare angloame ricano, durante la liberazione dell Italia dal nazi-fascismo, che aveva il compito di

pilotare il ritorno della libert di stampa. Attua una sorta di controllo e superv isione sul flusso delle informazioni e rilascia le autorizzazioni per stampare i giornali. Ispettorato per la radio diffusione: aveva il compito di coordinare le iniziativ e della propaganda radiofonica italiana e germanica, compito assai delicato. La partita delle parole fu giocata soprattutto sulle bugie sempre meno sostenibi li della radio italiana e sulle verit sempre pi ascoltate delle radio nemiche. L ASCOLTO NEGATO L abitudine a sintonizzarsi su queste stazioni si intensifica nell inverno del 1941, quando, dopo le sconfitte in Grecia e in Libia, si manifesta la prima ondata do sfiducia nella politica bellica del fascismo. Andava crescendo la popolarit di Radio Mosca, la sezione it aliana che adoperava nel quadro delle attivit radiofoniche dell internazionale comunista. (Ricordare la figura di Palmiro Togliatti). In breve, tra il 1941 e il 1943, l asc olto delle emittenti sovietiche ormai, tra paure e sospetti di essere scoperti, abbastanza diffuso in ambiti limitati della popolazione italiana. La prima disposizione del capo della Polizia Carmine Senise in materia di radiod iffusioni dall estero, che costituiscono fonte di notizie disfattiste, del 3 aprile 1941. La voce di Londra (Stevens e Calosso), a dispetto degli arresti e delle azioni d i disturbo messe in atto dal Ministero dell Interno e dall ufficio radio, arrivava ormai in ogn i casa. Nel periodo bellico, nessun paese pi dell Inghilterra riusc a servirsi con altrettanta e fficacia del mezzo radiofonico, intorno al quale la BBC costru una organizzazione perfetta in grado di parlare in tutte le lingue del mondo grazie al Foreign Office. Il 25 luglio del 1942 dai microfoni della NBC co minci a farsi udire ogni domenica la voce del sindaco di New York, Fiorello La Guardia, il cui esordio fu di estrema violenza: Il cagnolino Mussolini dovr pagare per i suoi atti criminali ed i suoi peccati, come dovranno espiare il porco Hitler e il sorcio Hirohito . L It alia per lui contava molto. Radio Vaticana invece, si tenne sempre su un piano di stretta difesa degli inter essi della Santa Sede in obbedienza all atteggiamento di grande cautela manifestato da Pio XI I nei confronti del nazismo. AMERICANI E INGLESI A RADIO BARI Sul finire della guerra si scopriva l importanza dell intermediario l opinion leader ra i mass media e il loro pubblico. Radio Bari intanto era ormai un organo del quarti er generale f

alleato di Algeri, tanto da essere bollata dalle emittenti fasciste con l ignomini oso appellativo di radio vergogna . Nonostante avesse il carattere di una istituzione m ilitare, obbediente alle direttive alleate, Radio Bari fu la prima voce sonora della demo crazia italiana. Radio Bari parlava all opinione pubblica meridionale e ai partigiani, Ra dio Londra parlava agli organi governativi e alla classe dirigente. La vita nel Regno del S ud stava gi assumendo tutti i caratteri dell occupazione alleata: crisi degli alloggi, prostit uzione, traffico d armi e di sigarette, sciusci . L austerit della gente del Mezzogiorno sembrava dissolversi sotto l ondata di consumismo che gli angloamericani si portavano dietr o. L ITALIA COMBATTE!

Al di fuori del Regno la guerra continuava duramente. Stava nascendo la resisten za ai tedeschi e la lotta per bande. Nacque cos Italia combatte. Si trattava di un serv izio (radio) con obiettivi esclusivamente militari. In quel periodo Alberto Moravia ed Elsa M orante erano a Radio Napoli. 7. DAGLI ALLEATI ALLA DEMOCRAZIA l emergenza postbellica Ha scritto Marshall McLuhan che ogni guerra tende ad essere combattuta con tecno logie sempre pi moderne; e questo vale anche per le tecnologie della comunicazione. La seconda guerra mondiale non solo ha prodotto grandi innovazioni in tutto il mond o nel campo dei media ma ha contribuito ad accelerare la diffusione di massa di quelle forme della comunicazione, come la stampa e la radio, che in precedenza interessavano fasce di pubblico ancora limitate. Anche in Italia, con la seconda guerra mondiale, si so no determinate le condizioni per un profondo cambiamento nell uso sociale dei grandi media; in primo luogo la radio, che ha visto sviluppate le tipologie del suo consumo e ristrutturate le dimensioni della sua sfera produttiva. Riunificate quanto restava dell Eiar, scoraggiando tutte le dispersioni e le richi este di autonomia, ancorch proclamate in nome della libert conquistata, fu la prima preoccupazione dei nuovi governi democratici. Il mezzo di comunicazione, che nel Ventennio fascista era stato concepito come puro strumento di regime, assumeva a desso il suo vero carattere, istituzionale, di servizio reso alla comunit nazionale. Il 26 ottobre del 1944, sotto il governo Bonomi, la societ di radiodiffusione assume la nuova denominazione di Radio Audizioni Italia (Rai). Il consiglio di amministrazione p oi, nomin direttore generale Armando Rossini, un avvocato romano amico del conte Sforza. Commissario straordinario era invece Luigi Rusca. Subito dopo la liberazione La voce dei partiti fu il primo tentativo di informaz ione politica alla radio, anche se palesava numerosi difetti. Il bilancio del 1944 aveva presentato una perdita di esercizio di 23.679.000 lir e, superando di un terzo la consistenza del capitale sociale. Nei primi mesi della ricostruzi one i bilanci della Rai, come quelli di tutte le aziende, furono travolti dall inflazione. Tutta via, tra impianti e immobili funzionanti, crediti a vario titolo derivanti dagli eventi bellici, l a zienda presentava problemi di bilancio non insolubili. La riunificazione della rete nazionale, con i collegamenti paralleli di due prog rammi completi, avvenne il 3 novembre 1946: la radio italiana si era definitivamente r iscattata dalle rovine della guerra (tutto questo avvenne durante la presidenza Rai di Spa taro). Le due reti (Nord e CentroSud rispettivamente rete Azzurra e rete Rossa), conservan

o all inizio una diversa potenzialit di ascolto e offrono programmi complementari sul l intero arco dei generi. Ogni stazione si riserva inoltre uno spazio di programmazione r egionale. 8. RADIO ITALIANA TUTTO A ROMA Oltre alle iniziative per la riduzione degli utenti abusivi, la rai svilupp in qu egli anni un intensa campagna per reclutare nuovi abbonamenti. Questa propaganda venne impostata su tre direttive di fondo: stabilire un legame immediato con il pubbli co (baster ricordare le trasmissioni Il microfono vostro, Botta e risposta, Radiosquadre), invitandolo a partecipare attivamente a manifestazioni radiofoniche di vasta attrattiva (con corsi a premio, referendum ecc.); promuovere l interesse per la radio e per i suoi program mi, in special modo per quelli destinati a un largo ascolto; favorire e indirizzare l ape rtura del

mercato radio verso settori di pubblico con minore capacit di acquisto. In questo vasto programma di sviluppo dell utenza vengono poste le premesse di un nuovo rapporto f ra radio e pubblico, sia rispetto all immediato dopoguerra, sia rispetto al periodo d ell Eiar: la radio punta ora decisamente al successo di un numero sempre maggiore di programm i, si intensificano le rubriche di intrattenimento, si gettano cio le basi di quella te ndenza che molti anni dopo verr chiamata di massimizzazione dell ascolto . Difatti, l incremento netto, che nel 1947 era stato di 156 mila unit, nel 1953 fu di oltre 572 mila. Ne llo stesso periodo il numero degli abbonati pass da 1.976.118 a 4.800.170, con un aumento del 243%. Alla fine del 1953 la posizione dell Italia in campo europeo, relativamente alla densit radiofonica, era radicalmente cambiat a, anche se la distanza rispetto alle altre nazioni si manteneva ancora piuttosto f orte. Tra il 1948 e il 1952 possiamo, quindi, collocare il vero decollo dell azienda, allorch la situazione economica e finanziaria della Rai si va gradualmente consolidando, raggiungendo anche margini attivi di bilancio. Motivi di questo rafforzamento fu rono l incremento degli abbonamenti, il consolidamento finanziario ottenuto con l incorpo razione di societ immobiliari che gestivano beni d uso dell azienda, l aumento del canone, oltr e a quello della tassa sui materiali che veniva percepita dalla Rai. Il 26 gennaio 1 952 veniva rinnovata all azienda Rai la concessione delle trasmissioni circolari, comprese qu elle tv, per altri venti anni. La Rai intanto, interamente, nelle mani dell Iri. CARI AMICI VICINI E LONTANI! La sera del 29 gennaio 1951 frattanto, nasce il Festival di Sanremo: presenta Nu nzio Filogamo e vince Nilla Pizzi con Grazie dei fior . Il rapporto con la societ si def inisce in modo significativo, fino all avvento della tv, anche in quelle trasmissioni che, i n vario modo, si aprono a iniziative di solidariet. Una delle occasioni straordinarie in cui il coordinamento tecnico e professionale dei giornalisti radiofonici si coniugato c on una funzione di stimolo alla solidariet collettiva fu l emergenza per l alluvione del Pol esine nel novembre del 1951. Con la riforma del 1951 invece, anche il giornalismo radiofonico venne potenziat o. Nacque nel dicembre il nuovo giornale radio del secondo programma, Radiosera, concepito nello stile di un magazine, con una durata di mezz ora dalle 20.00 alle 20.30 animato da una grande ricchezza di notizie, da una impaginazione pi agile, da una concezione pi moderna del mezzo. L alto livello professionale della radio italiana, durante l intero decennio degli a nni

cinquanta, si manifest non solo nelle edizioni del Gr, ma in un genere di informa zione pi meditata, spesso di rara efficacia linguistica, a volte addirittura di notevole bellezza estetica: il documentario (= neorealismo radiofonico ). Di questo giornalismo, nel 1953, gli ascoltatori italiani conobbero un esempio straordinario con Notturno a Cnosso di Sergio Zavoli e Giovan Battista Angioletti, che ottenne il riconoscimento della stampa italiana al Prix Italia. Lo spettacolo di variet non era da meno nel connotare, con la sua carica simbolic a, l ascolto di questa grande stagione della radio italiana. Nel 1951 nasce Rosso e N ero, forse il programma leggero pi famoso della radio del dopoguerra, con la regia di Riccardo Mantoni, presentato in un primo tempo da Mario Carotenuto e poi da Corrado. La gara di abilit, il gioco, la conquista dei premi in denaro con il loro richiam o agli svaghi tipici delle feste popolari vengono a poco a poco a costituire, insieme a lle canzoni, la struttura portante dell intrattenimento degli italiani. Si affermano p rogrammi condotti da personaggi ben noti al pubblico: Nunzio Filogamo diventa il presenta tore de Il microfono vostro, gara tra dilettanti rimasta famosa soprattutto per il suo slog an: Miei

cari amici vicini e lontani, buonasera; buonasera ovunque voi siate! . Ma il progr amma pi popolare, in questo genere, fu senza dubbio Il Campanile d oro, vera e propria ker messe in cui si fronteggiavano sotto l egida di due citt singoli o gruppi di concorrenti provenienti da tutta Italia. Anche questa trasmissione condotta da un giovanissi mo Enzo Tortora contribuisce, non meno di quanto si proponessero i programmi giornalisti ci, a far conoscere gli italiani agli italiani. Campanile d oro diventa anzi il prototipo di un prodotto spettacolare tipicamente nazionale, la cui formula continuer ad essere sfruttata in seguito. Un altro successo radiofonico, Il motivo in maschera condotto da Mike Bongiorno e basato su un indovinello musicale, sar il modello de Il Musichiere, cavallo di battaglia televisivo di Mario Riva. A Jacopo Treves invece, si deve nel 1947 l iniziativa del Manifesto della radio, u n titolo programmatico sotto il quale venivano trasmesse opere radiofoniche molte delle q uali straniere che avevano in qualche modo contribuito allo sviluppo di quelle ricerc he sulla radio come mezzo artistico che erano state avviate negli anni venti e trenta dal le avanguardie storiche. Il dibattito animato attorno al Manifesto costitu una premessa fondamentale per l istituzione de l Premio Italia nel 1948 e del terzo programma nel 1950. 9. VEDERE A DISTANZA l invasione delle immagini La guerra era finita da appena sette anni e l Occidente industrializzato stava com inciando ad assistere a uno dei pi importanti salti tecnologici in tutta la storia dei media nel secolo ventesimo. La televisione, negli anni precedenti il conflitto mondiale, e ra ancora a uno stadio di tecnologia sperimentale e un mezzo a circolazione limitatissima, n onostante la Gran Bretagna avesse inaugurato il 2 novembre del 1936 il primo servizio tele visivo regolare del mondo. Con la guerra, le esigenze belliche bloccarono dappertutto o gni ipotesi legata allo sfruttamento commerciale della trasmissione di immagini a di stanza, ma al tempo stesso stimolarono la ricerca e l innovazione nel settore elettronico pon endo le basi per il grande sviluppo futuro della televisione. (Sono gli anni del miracolo economico italiano). La diffusione del mezzo televisivo corrispose, in realt, a una sorta d i espropriazione della radio e la sua stessa sopravvivenza si avvalse di un compro messo. (= quello di fornire la televisione dei programmi che avevano sancito le sue for tune pur di

vivere). Ma paradossalmente la televisione va tuttavia storicamente considerata una derivazione diretta della radio; da questa che nasce infatti il mezzo pi forte, s ia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista dei linguaggi e delle forme disco rsive pi frequentemente praticate. La radio non stata cancellata dalla televisione, uscen do anzi a testa alta dalla crisi di sottomissione in cui sembrava averla gettata l invadenza della grande sorella . Col tempo la radio ha dispiegato, in tutti i suoi generi, una stra tegia a tutto campo, fortemente vincente, seducendo di nuovo il suo pubblico, la sua cap acit di attenzione, il suo rapporto con la parola. PROVE TECNICHE DI TRASMISSIONE Le ricerche teoriche sulla trasmissione a distanza delle immagini erano iniziate nel 1929 a Milano, su iniziativa di due ingegneri, Alessandro Banfi e Sergio Bertolotti, co n la costituzione di un laboratorio sperimentale al quale la stampa e i periodici spe cializzati dedicarono subito numerosi servizi. In realt, l Italia si limitava in quegli anni a registrare scoperte fatte all estero e ad applicarle su scala nazionale. Negli anni 1933 1934 , con il

passaggio dalla televisione meccanica a quella elettronica, l evoluzione tecnologi ca avvicina il momento in cui sar possibile un vero e proprio servizio di radiovision e circolare . Con la scoperta dell iconoscopio di Zworykin, e con il passaggio dal sis tema elettrico a quello elettronico, il progetto di una televisione pubblica comincia a fondarsi su pi solide basi. Aprile 1933: I Conferenza internazionale per lo studio della televisione. 22 luglio 1939: Entra in funzione il trasmettitore tv di Monte Mario a Roma. 9 settembre 1952: Da Milano viene trasmesso il primo telegiornale della televisi one italiana. (Periodo di Nino Manfredi, Raffaele Pisu ed Elio Pandolfi). 1 gennaio 1954: Giorno inaugurale del servizio televisivo italiano. La rete serviva un area di circa 80.000 kmq con pi di 20 milioni di abitanti, pari al 43% del totale della popolazione nazionale. In pochi mesi venne realizzata una rete tele visiva all altezza delle maggiori esistenti in Europa. Nel corso del 1954 la rete venne e stesa a tutto il Centro del paese; nel 1955 tocc la Campania e l anno successivo raggiunse la punta meridionale della Calabria e poco dopo anche la Sicilia. . 10. IL MAGICO OCCHIO LUMINOSO GLI ANNI DEL SACCHEGGIO La popolarit crescente del nuovo mezzo di comunicazione dimostrata anche da quell a delle sue annunciatrici: Nicoletta Orsomando a Roma, Maria Teresa Ruta a Torino e Fulvia Colombo a Milano. Le signorine buonasera devono essere ovviamente molto belle, ma riservate, non aggressive e non sexy. Grande signorilit, assenza di tru cco, sorriso discreto: l immagine della donna in tv, che non deve turbare gli italiani, che deve suggerire l idea di una moglie non quella di un amante. (Periodo di Padre Mariano con Sguardi sul mondo). Dal 1995 l attore Giorgio Albertazzi conclude la serata televisiva con il suo Appu ntamento con la novella. Il volto e la voce, le mani che sfogliano un libro colpiscono la fantasia del pubblico femminile pi giovane: il primo caso di divismo televisivo, subito seguit o da quello di Vittorio Gassman interprete della riduzione del romanzo di Dumas, Kean , e successivamente protagonista della serie Il Mattatore di Federico Zardi. Questo programma anticipa alcune tipologie future dell impianto spettacolare elettronico: il programma a contenitore, la contaminazione di pi mezzi espressivi, la parodia, l incursione in territori riservati ad altri media. Da ricordare anche: il regista Anton Giulio Majano, protagonista del teleromanzo all italiana, finalmente autonomo e L amico degli animali con Angelo Lombardi, decisamente formativo nonostante fosse condotto nelle forme dell intrattenimento l eggero. La tv dei ragazzi invece, comincia ad essere al centro delle indagini del Serviz

io opinioni; esse determinano, negli addetti alla programmazione, una grande sensibilit per i bisogni di questa utenza cos delicata e particolare. L espressione pi riuscita di questa ten denza fu Lo Zecchino d Oro, nato nel 1957 e trasmesso per anni dal Teatro dell Antoniano d i Bologna. Il primo esperimento di educazione per adulti fu invece Non mai troppo tardi del 15 novembre 1960, nato in concomitanza con la campagna di alfabetizzazione delle ar ee depresse voluta dai governi dell epoca. Si trattava di un vero e proprio corso di insegnamento della lingua italiana per analfabeti con trasmissioni trisettimanal i, realizzato mediante l installazione di 2.000 televisori collocati in altrettanti punti di asc olto sparsi in tutta Italia. (= Il maestro era Alberto Manzi, che fece prendere la licenza elem entare a pi di un milione di analfabeti).

MENTRE CRESCE LA TV, LA RADIO Se la televisione, dopo quattro anni dall inizio ufficiale delle trasmissioni, far registrare pi di un milione di abbonamenti un impennata eccezionale se si considera che il dato risulta superiore a quello registrato contemporaneamente in Francia e appena inferiore a quello di Germania e Urss la radio nel 1958 supera i 7 milioni di abbonamenti, distribu iti in 4 milioni al Nord, 1.500.000 al Centro e il restante 1.500.000 tra Sud e Isole. Ne l confronto continuo fra i due mezzi, radio e tv, assume rilievo la tendenza del primo (la r adio) a ritornare a un uso pi ampio delle trasmissioni dal vivo . In generale, per quanto ri guarda il decennio successivo all inizio delle trasmissioni televisive, la prima reazione della radio sembra quella di giocare in difesa , puntando sul prestigio della propria tradizion e e sfruttando anche qualche effetto di rimbalzo dai programmi tv. (Prende ufficialmente il via il servizio di Filodiffusione: la radio diffusa att raverso una rete di telecomunicazioni il cui ultimo tratto, quello che raggiunge l utente, utilizza il doppino telefonico con cui sono cablati gli edifici serviti dalla telefonia fissa). RITORNO A CASA Surclassando la radio, l esperienza leggera della televisione di quegli anni stabili sce prepotentemente l egemonia del mezzo, che sconvolge le abitudini degli italiani, c he risponde alla domanda assai viva del fantasticare . Autori e interpreti vengono rip resi direttamente dal grande serbatoio del teatro di rivista e variet: su tutti Garine i e Giovannini. Poi, l incrocio fra il quiz e lo spettacolo leggero che agisce come straordinario moltiplicatore produttivo, contribuendo in maniera decisiva all aume nto del genere nel palinsesto della tv tradizionale. Appena tre anni dopo l inizio di Lasc ia o raddoppia? nascono due programmi che segneranno il definitivo lancio di questo s ettore. Nel 1957 si assiste al successo di Un, due e tre che, dopo il suo esordio nel 19 54 con Mario Carotenuto, verr presentato da Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, e alla nas cita del Musichiere condotto da Mario Riva. Ritorno a casa la denominazione data alla fascia preserale: nella dimensione familistica la funzione antropologica della tv ha il merito di proporre il diver so, l altro, il non ancora conosciuto, d forma all immaginario di tutti. Nessuno dei media esistenti ha la capacit di essere contemporaneamente pi cose come la tv: informazione e spettacolo , produttore di opinioni e di immaginario, stabilizzatore del consenso e stimolo d i novit. Ma,

soprattutto, nessuno di essi ha la possibilit di raccordare la propria proposta c ulturale, ancorch limitata, tradizionale e moderata, con il messaggio pubblicitario, il Car osello, indiscusso protagonista della rivoluzione dei consumi. Dal 3 febbraio 1957, fino all immotivata e improvvisa abolizione del programma dopo la riforma del 1975, la formula pubblicitaria televisiva del racconto breve due minuti di spettacolo cui seguiva u n rapido advertising diventa un appuntamento di grandissimo richiamo popolare. Spettacolo nello spettacolo, televisione nella televisione, Carosello crea un ve ro e proprio star system di personaggi-divi, la cui vita privata non si esaurisce nella breve storia rappresentata ma continua fuori di essa. GOOD MORNING AMERICA! La televisione rappresent il veicolo primario attraverso il quale la penetrazione statunitense si impose nel nuovo processo di socializzazione delle masse che l Ita lia stava sperimentando, anche se l America che, attraverso il video, entr nelle case di tutt i fu

comunque riveduta e corretta da un preciso disegno di adattamento alla sensibili t, alla ricettivit, alla mentalit italiane. Se vero che molteplici furono i tentativi di c opiare il modello americano, la televisione italiana si impose alla fine per i suoi caratt eri di autentica originalit. L amico del giaguaro a esempio, del 1961, porta alle estreme conseguenze l abitudine ormai invalsa di costruire intorno ai quiz un vero e proprio spettacolo di variet, che vive per suo conto snaturando l immediatezza e la concisione dei game shows americani cui si ispirava. (Il quiz risulta solo un pr etesto per introdurre i numeri di Gino Bramieri e Raffaele Pisu). Da citare anche Campanile Sera, nato nel 1959, che rappresenta il pi originale e illuminante ritratto antropologi co dell Italia della fine degli anni cinquanta: una gara collettiva fra comuni di differenti re gioni, condotta da Mike Bongiorno. Canzonissima: il programma, che nasce nel 1956 alla radio con il titolo Le canzo ni della fortuna, il primo esempio di abbinamento fra una gara di canzonette e una lotter ia gestita dallo Stato. Il nome Canzonissima compare solo nel 1958, con una nuova formula c he prevede numeri di variet, balletti, parodie; il programma tenuto a battesimo da D elia Scala, Nino Manfredi e Paolo Panelli. Canzonissima inoltre un vero e proprio tra mpolino di lancio per divi emergenti: Walter Chiari, Sandra Mondaini, Corrado, Raffaella Carr, Loretta Goggi, Pippo Baudo. In una sola occasione quella tanto contestata del 19 62 gli autori, Dario Fo e Franca Rame, ne furono anche gli interpreti. Dall America arrivano invece ben presto altri prodotti: con le serie Perry Mason e Hitchcock l amore per il poliziesco esplode irrefrenabile. Dal novembre del 1959 G iallo Club, presentato da Paolo Ferrari e Francesco Mul, diventer un grandissimo success o televisivo, conter tre serie fino al 1961 e lancer un personaggio celebre, il tene nte Sheridan, ovvero Ubaldo Lay. La formula del giallo-quiz segna un esperienza nuova ne lla vita dell ente televisivo italiano, che, per la prima volta, passa dal ruolo di im portatore di modelli americani a quello di produttore, in grado di offrire al pubblico uno sp ettacolo inedito. Il 13 luglio del 1960 intanto, la Corte costituzionale respinge due tentativi di concorrenza alla Rai (da parte delle societ Tempo Tv e TVL = Televisione Libera), salva il mo nopolio di Stato ma sollecita il governo ad aprire le porte della Rai a chi era interessa to ad avvalersene per la diffusione del pensiero nei diversi modi del suo manifestarsi . Iniziava

frattanto la costruzione della nuova sede (Rai) della direzione generale di Roma in viale Mazzini. 11. RIBALTA ACCESA I PROGRAMMI CHE HANNO FATTO LA TV Nel decennio 1960-70 la Rai si dedica alla creazione di un pubblico popolare il pi possibile omogeneo. Un progetto favorito dalla dimensione sempre pi familiare dell ascolto e perseguito attraverso l estensione della programmazione intorno a tre grandi aree tematiche: lo spettacolo leggero e di variet, la musica leggera, e i program mi culturali e d informazione. Nasce la Domenica sportiva. Nel gennaio del 1961 il decennio televisivo si apre sullo spettacolo delle gambe, senza calzamaglia, delle gemelle Alice ed Ellen Kessler. Costoro propongono un erotismo freddo , che non emoziona e non turba, quindi lecito, tutto assorbito dalla perfetta macchina scenografica di Giardino d inverno, prima, e di Studio Uno, poi. Da Canzonissima nasce Mina. Il Festival di Sanremo diventa infine l unico grande appuntamento in diretta della programmazione annuale del palinsesto telev isivo. Sul piano artistico la storia del Festival in primo luogo la storia dell adattamen to fra un

evento, nato e concepito per la radio, e la ripresa televisiva; sul piano social e essa anche la storia di una progressiva unificazione del pubblico che vede rispecchia ti i suoi gusti musicali. (Periodo di Pippo Baudo e Raffaella Carr). Avventure della scienza, di Enrico Medi, fu la prima trasmissione tv ad aprire l e porte dei laboratori scientifici. La lezione universitaria, chiara e precisa, l impianto com une di questa e altre trasmissioni tipo Orizzonti della scienza e della tecnica di Giul io Macchi. Nascita di una dittatura: grande capolavoro storiografico oltre che televisivo d i Sergio Zavoli. 20 gennaio 1963 TV 7 di Enzo Biagi: nuova rubrica giornalistica in cui era gi pos sibile scorgere i caratteri del moderno news magazine. Le rubriche Cordialmente e Zoom invece, erano state entrambe programmate con l obiettivo di raccogliere intorno a temi di attualit sostanzialmente poco impegnativi il favore di un pubblico alla ricerca d i nuovi modelli. La seconda ebbe il merito, tra gli altri, di rivelare il volto di Laura Antonelli. Ironicamente trasgressivo, ma in realt ideato proprio per contribuire alla miglio r conoscenza del paese, della vita nascosta e inespressa dei suoi abitanti, dei comportamenti banali e delle abitudini indotte, Specchio segreto di Nanni Loy vu ol cogliere le reazioni pi immediate di persone comuni attraverso una telecamera invisibile o camuffata. Il programma, ricalcato sul modello americano Candid Camera di Allen Funt, adotta lo scrupolo di avvertire coloro che vengono ripresi; non trasmesso in diretta, ma opportunamente montato e messo in onda con l autorizzazio ne degli involontari protagonisti. Ancora una volta una intenzione educativa e, al tempo stesso spettacolare, che riesce a condensare in un ora di programma, collocato nel la fascia di prima serata del nazionale, la cosiddetta ribalta accesa , tutti i generi televisivi. Bisogna sottolineare che, dietro l apparente trasgressione del cinma vrit, la televis ione di quegli anni adotta formule di grande originalit espressiva, il cui scopo non m ai puramente evasivo ma tende a conoscere, riconoscere, e possibilmente interpretar e la realt sociale e culturale dell Italia e del mondo. QUEL PICCOLO, QUASI INTIMO STRUMENTO La radio intanto, sembrava aver perduto molte delle sue qualit. I tempi cambiavan o velocemente e la radio ne restava in qualche modo tagliata fuori. Era anche scom parso, o quasi, quel divismo radiofonico che si era imposto come il segno maggiore dell aut onomia e della vivacit della proposta espressiva del mezzo.

Nella trasmissione La trottola, debutta Alighiero Noschese mentre Pippo Baudo si rivela con Il mondo del variet, poi con Domenica insieme, che anticipa anche nel titolo il contenitore festivo dei tardi anni settanta, e infine con Caccia grossa, nel qua le manifesta notevoli attitudini di intervistatore. Cos Maurizio Costanzo, che nel suo Cabaret delle 22 del 1965 inaugura la gentile chiacchiera da salotto su usi e costumi dei suoi co ncittadini che in seguito lo render famoso. Sempre nello stesso anno nasce il popolarissimo Bandiera gialla di Gianni Boncom pagni severamente vietato ai maggiori di anni 18 , nel quale c gi molto delle trasgressive impertinenze del futuro Alto gradimento. I nuovi appuntamenti sportivi della dom enica, Tutto il calcio minuto per minuto e 90 minuto, con le voci di Nando Martellini, P aolo Valenti e del grande, indimenticabile Nicol Carosio, caratterizzano ulteriormente il panorama di questa prima met degli anni sessanta in cui, se la programmazione presenta un andamento sostanzialmente tradizionale, il complesso cambiamento nel le consuetudini dell ascolto radiofonico appare gi definito e avviato.

Con l avvento del transistor e quindi con la rivoluzione delle dimensioni ed una m igliore maneggevolezza dell apparecchio la radio accentua la propria peculiarit di mezzo di comunicazione individuale. La riforma della radiofonia promossa dal suo direttore, Leone Piccioni, nel 1966 non una semplice operazione di cosmesi, ma un autentico rinnovamento di modelli, di pali nsesti, di programmi. Di fatto, vengono ideate e prodotte trasmissioni destinate ad entrare nelle abitudini di ascolto di un pubblico che , inscindibilmente, soprattutto spettator e televisivo. Gran variet presentato da Johnny Dorelli. Da ricordare Radiosera. Dal 6 marzo del 1966 nell etere italiano c una presenza nuova, frutto dell intuizione di Noel Coutisson che aveva pensato e ottenuto la nascita di una stazione radiofoni ca dedicata al mercato italiano, anche se collocata in territorio estero. Gi nell ultimo scorcio degli anni sessanta, in pieno rivolgimento studentesco, la v oglia di chiacchiera liberamente divagatoria appare anche nei canali della Rai, fino al mom ento in cui verr magistralmente interpretata, nei suoi aspetti pi corrosivi, dal fenome no di Alto gradimento. Con Chiamate Roma 3131 invece, per la prima volta il telefono diventa strumento costitutivo, e non solo occasionale, di un programma radiofonico. Per mezzo del telefono la radio si apre ai suoi ascoltatori invertendo il senso di direzione del messag gio, spostando il centro di irradiazione e collocandolo qua e l, in una topografia den sa di suggestioni per l immaginario dell ascoltatore. (Periodo di Carmelo Bene). Nel 1973 nasce la serie delle Interviste impossibili, che restano nella storia della radio un esperimento unico, per valore artistico e pr esa spettacolare, nei rapporti spesso scontrosi e diffidenti tra gli intellettuali i taliani e la radiotelevisione pubblica. 12. ANNI DI PIOMBO un monopolio pubblico e riformato Il partito di maggioranza, la Democrazia cristiana, attraversava un momento di c risi, divisa pi che mai nelle sue correnti proprio quando avrebbe avuto bisogno di una direzio ne chiara e sicura. Nella primavera del 1970 vennero istituite le Regioni e vennero definiti i mecca nismi operativi dell istituto del referendum. Forse, anche se un po semplicisticamente, si pu affermare che la storia della radiotelevisione, per un periodo limitato che va dal 1970 al 1975, pu essere vist a come una continua oscillazione tra fermenti rivoluzionari e istanze di ristrutturazio ne capitalistica. Nel compromesso che si stabil tra l una e l altra di queste opzioni finir per vincere una

terza strada, quella di un mercato da capitalismo selvaggio, che inizialmente se mbrava accontentare un po tutti ma che, durante il tormentato ultimo decennio, riuscir a imporre l assolutismo del duopolio. Altri interventi della Corte costituzionale sancirono, nel 1974, l illegittimit di quel particolare monopolio (Rai), per la forma in cui veniva eser citato, e ne imposero in tempi brevi la sua decisa trasformazione. All interno stesso della Rai vi era un gruppo formato da dirigenti, ben consapevol e che occorreva mutare qualcosa affinch, tutto restasse tale e quale (almeno per loro). Ricordare a tal proposito la redazione di un famoso documento, da parte di tre e sperti, in cui si delineava una Rai che doveva essere pi azienda e meno fabbrica di consenso . Fu il neopresidente Aldo Sandulli a firmare l ordine di servizio del 1969 che rimpastand o tutte le cariche aziendali port pi a zone d ombra che a miglioramenti. (Periodo di Giuseppe Saragat capo dello Stato). Sempre pi difficile era trovare un accordo sul modo di intendere l obiettivit e l imparzialit cui era tenuto un pubblico servizio. La polemica scoppiata su un inchie sta di

TV 7, Un codice da rifare, realizzata da Sergio Zavoli, e che fu pretestuosament e accusata da De Feo di tendenziosit e di faziosit, suscit una energica presa di posizioni a f avore del giornalista, gener una valanga di interrogazioni parlamentari e produsse, il 18 febbraio 1970, le dimissioni di Sandulli. Da questo momento si apre nella Rai un a crisi lunga e difficile. Tutto questo avveniva alla vigilia del rinnovo della convenzi one ventennale fra lo Stato e la Rai che scadeva il 15 dicembre del 1972. In quello stesso periodo cominciano a comparire le prime televisioni locali private via cavo. Il fronte di contestazione del monopolio tanto ampio quanto composito, ma due sono le linee d i fondo sulle quali esso si articola: la linea della riforma interna dell azienda e la linea del l apertura alla privatizzazione. In questo clima cos vario e indefinito prende corpo l ipotesi di privatizzazione avanzata da Eugenio Scalfari che intravede nella concorrenza fra pubblico e privato l unica scelta operativa possibile. Nasce cos quella campagna di stampa c he, raccogliendo vaste forze imprenditoriali, in dieci anni porter all abolizione del m onopolio della Rai e conquister persino il favore del Partito socialista che, all epoca, inv ece del tutto contrario a ogni ipotesi di privatizzazione. In casa Rai gli abbonamenti erano diventati 10.951.341. Ventisette studi televis ivi, suddivisi nei quattro centri di produzione di Roma, Milano, Torino e Napoli, ser vivano una popolazione del 98% sul programma nazionale e del 91% sul secondo. FERMENTI NELL ETERE Nel 1970, la Mondadori, la Rusconi, l Olivetti cominciano ad interessarsi al prodo tto audiovisivo e a studiare la possibilit di sfruttamento commerciale delle nuove te cniche di riproduzione elettronica dell immagine. Ma la vera novit rappresentata dall interesse che si sta manifestando nei confronti della tv via cavo come mezzo di comunicazi one di massa. Non a caso la prima televisione privata che nel 1971 riesce a trasmettere in Italia proprio una televisione di questo tipo: Telebiella. In seguito per, questa e molt e altre stazioni locali via cavo, in base al nuovo Codice postale, modificato dal Minist ro Gioia, vennero dichiarate tutte fuorilegge. Gran parte del mondo politico si oppone all applicazione del nuovo articolo del Testo Unico: i repubblicani chiesero la so stituzione del Ministro delle poste e telecomunicazioni; comunisti e socialisti definirono del tutto arbitraria la sua decisione. Nel maggio del 1973 il governo Andreotti cadde prop rio su

questo intoppo. Nel mentre, un altro fenomeno sembrava mettere in serio pericolo il monopolio della concessionaria. Si trattava della presenza in Italia dei ripetit ori della Svizzera italiana e di Capodistria che consentivano la ricezione dei programmi d i queste emittenti in diverse regioni del paese. L iniziativa era stata presa dai fratelli Marcucci per costituire una vera e propria rete. La RTSI e Tele Capodistria trasmettono gi a c olori e rappresentano, per molti italiani, una novit allettante: i campionati mondiali di calcio disputati nel 1974 in Germania federale furono in moltissimi casi seguiti attrav erso le trasmissioni a colori delle due stazioni estere, con un notevole svantaggio per la Rai. Non fu certo casuale, dunque, se la prima delle due rivoluzionarie sentenze emesse d alla Corte costituzionale nel luglio del 1974, la n. 225, riguardasse proprio l illegittimit d el decreto con cui un mese prima, il 7 giugno, il nuovo Ministro delle poste Togni aveva or dinato lo smantellamento dei ripetitori delle due emittenti straniere. questa una prima gr ande svolta giuridico-istituzionale: la sentenza osservava che la riserva dello Stato trova il suo presupposto solo nel numero limitato delle bande di trasmissione riservate all Ita lia e che quindi l abbattimento dei ripetitori delle televisioni straniere avrebbe costituit o una sorta di sbarramento alla libera circolazione delle idee compromettendo un bene essenziale della vita democratica. La seconda sentenza, la n. 226, definiva legittima la riserva allo Stato

della concessione per la tv via etere e liberalizzava definitivamente la tv via cavo in ambito locale. Nella prima delle sue sentenze la Corte aveva inoltre osservato che le n orme regolatrici dell esercizio radiotelevisivo svolto dalla Rai non offrivano sufficie nti garanzie di imparzialit, obiettivit e pluralismo, qualit considerate essenziali per la stessa permanenza in mano pubblica dell attivit ad essa riservata. Aveva inoltre raccomand ato l intervento del legislatore al fine di definire nuove regole per il servizio pubb lico che fossero finalmente in conformit con il dettato costituzionale. Prendendo atto implicitamente della frantumazione del consenso stabilitosi agli inizi degli ann i cinquanta sulla compatibilit del monopolio della Rai con gli articoli 21, 41, 43 della Cost ituzione, la Corte aveva segnalato al parlamento sette temi fondamentali che dovevano caratte rizzare il nuovo assetto del servizio pubblico e sui quali fu modellata tutta la fisiono mia della legge di riforma. Pronunciandosi in favore di una prima apertura ai privati in ambito locale la Corte aveva escluso il rischio delle concentrazioni per la limitatezza dei costi; tuttavia questa decisione arriva pr oprio nel momento in cui inizia la parabola discendente della tv via cavo e si comincia, a l contrario, a intravedere la convenienza economica della tv via etere. Con le sue sentenze l a Corte aveva certamente impresso un accelerazione decisiva al processo di riforma, ma ave va anche determinato un vuoto legislativo suscettibile di essere colmato dall interve nto dell iniziativa privata. Attraverso numerose possibilit di interpretazione legislat iva si fanno strada, dall estate del 1974, le prime esperienze di emittenti libere via etere. Il 5 agosto 1974 va in onda la prima trasmissione per l Italia di Telemontecarlo. Neanche una settimana dopo, il 10 agosto, Firenze Libera inizia le trasmissioni via eter e. Nel settembre del 1974 Silvio Berlusconi, fa nascere Telemilano via cavo, e nell ottob re si costituisce l Anti (Associazione nazionale delle teleradiodiffusioni indipendenti) che raggruppa gi 24 stazioni. Dopo un ampia discussione, la legge n. 103 (riforma Rai) venne finalmente approvat a il 14 aprile 1975. La legge si basava su tre grandi nodi fondamentali: a) la riserva a llo Stato della diffusione dei programmi su scala nazionale. La Rai inoltre, sarebbe stata gestita e controllata dal parlamento e non pi dall esecutivo; b) le istanze locali e le esige nze di decentramento e di partecipazione delle associazioni dei cittadini alla produzio ne di messaggi radiotelevisivi venivano affidate alla costituzione di una terza rete p ubblica e allo sviluppo di reti televisive via cavo il cui bacino di utenza non doveva superare

i 150 mila abitanti, alle quali era vietate l interconnessione e fatto obbligo di produrre al meno il 50% dei programmi trasmessi; c) la ripetizione sul territorio nazionale di televisio ni straniere che non risultavano costituite al solo scopo di diffondere programmi sul territo rio italiano era consentita in base alla sentenza della Corte cui s fatto cenno. Una legge scritta per un contesto monopolistico rischiava di bloccare lo svilupp o di una grande azienda improvvisamente venuta a trovarsi in una realt di mercato non rego lato, a tutto vantaggio dei concorrenti. Un altro intervento della Corte costituzionale cambia nuovamente le regole del g ioco. la sentenza n. 202 del luglio 1976 che dichiarando incostituzionali gli articoli 1, 2, 14, 45 della neonata legge 103 autorizza le trasmissioni via etere di portata non eccedente l a mbito locale. la definitiva mossa liberalizzatrice. (Tra le novit del periodo in oggetto, vanno citate la miniaturizzazione dei mezzi tecnologici e la diffusione del telecomando). CATV: (Community Antenna Television) PICCOLE ANTENNE CRESCONO

Il 68 aveva tuttavia inaugurato un decennio di creativit diffusa che trov nella rad io, pubblica e poi privata, il suo sbocco naturale. Questa creativit intelligente e a ssurda, ma anche fantastica e demenziale, venne rivelata proprio da una trasmissione della Rai: Alto gradimento, nata nel 1970 per merito di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni. La pi stravagante galleria di personaggi del repertorio radiofonico aveva letteralmente messo in scena tutto l armamentario linguistico, tutti gli effetti di stravolgimento, tutte le tecniche trasgressive proprie dell avanguardia . Quella straordinaria trasmissione diventer il modello di quasi tutte le radio libere apparse nel corso del decennio. Senza Alt o gradimento impossibile capire nella sua totalit il fenomeno dell emittenza privata, del suo linguaggio iterativo e afasico, del suo ascolto epidermico e trasversale. Pi che nella televisione, stato nella radio che la pratica dell imitazione si esercitata da par te delle radio libere, con una singolare mescolanza di competitivit invidiosa e di spocchi osa distruttivit. ( di questo periodo anche La Corrida, presentata da Corrado). Boom d elle radio locali e comparsa dei primi disk-jokey. A Roma comincia a trasmettere Radi o Citt Futura (di Renzo Rossellini, figlio del noto regista): emittente fortemente poli ticizzata, che si propone un vero e proprio obiettivo di lotta contro l informazione borghese . A Bo logna nasce Radio Alice e altrove Radio Radicale. Le pi autorevoli di questo genere di emittenti si costituiscono in Federazione, la Fre d, per contrastare qualsiasi forma di oligopolio nell emittenza privata. Inizia poi una fase di transizione che possiamo collocare intorno al 1977-80. So no gli anni di piombo che insanguinano il paese. Sono anche gli anni in cui si progetta e si lancia la nuova terza rete televisiva, in cui nascono le prime concessionarie di pubblicit. Da questo momento la Rai si trova a subire le conseguenze di una doppia legge: quella di r iforma e quella del mercato. RETI E TESTATE Nonostante tutto la televisione della riforma, modificando alcune caratteristich e strutturali, produce continuamente pubblico. Nasce anche una nuova struttura centrale per la produzione di trasmissioni didattiche: il Dipartimento scuola educazione. Period o del decentramento operativo Rai che equivale a una maggiore concorrenza interna e quin di, a una pi spiccata vitalit e ricchezza. Nascono inoltre in quegli anni alcune delle innovazioni che caratterizzeranno l offerta televisiva per moltissimo tempo: la co llocazione

quotidiana in striscia del telefilm nella fascia preserale; il film la domenica po meriggio; la dilatazione dei tempi a contenitore dei programmi; la stabilizzazione della sfasat ura tra TG 1 (ore 20) e TG 2 (ore 20.30 e, successivamente, 19.45). Termina infine, la programmazione di Carosello. Onde assicurarsi le migliori condizioni di ascolto naturale che ciascuna rete pu nti su programmi di intrattenimento (ricompare sulla prima, il gioved, un nuovo quiz, Ri schiatutto con l immancabile Mike Bongiorno) e in generale su quelli pi leggeri. Per opera del direttore del TG 2 Andrea Barbato (e Massimo Fichera) accanto al giornalismo di approfondimento degli avvenimenti politico-istituzionali (TG 2 Dossier, Ring) na sce un giornalismo di osservazione del costume e dello spettacolo con tono satirico, an che se francamente superficiale. 15 dicembre 1979: Inizio delle trasmissioni della terza rete (che sar per cos dire regionale a carattere nazionale ). IL RILANCIO DELLA FICTION

Talk show: Genere egemone della tv degli anni ottanta. Da questo momento la soci et commerciale della Rai, la Sacis, attraverso la vendita dei diritti derivanti dai programmi televisivi comincia ad imporsi anche sul mercato internazionale: anch esso un aspe tto della lenta trasformazione in impresa che sta compiendo tutto il gruppo Rai. Il mercato delle vendite dei diritti derivati aveva raggiunto il boom con quattro programmi destinati ai ragazzi: Atlas Ufo Robot, Heidi, Happy Days e Apriti Sesamo. La trasformazione dell offerta dedicata a questo pubblico il segno pi visibile della fine della tv pe dagogica. La politica degli acquisti di fiction, ovvero un fenomeno di tipo esclusivamente commerciale, determina il mutamento di una pratica progettuale. Il grande regista Roberto Rossellini si dedica alla tv, mentre nasce Ges di Nazar eth di Franco Zeffirelli. Grande successo del genere telefilm. Partita con ambizioni pedagogiche, dopo la riforma della Rai la televisione ital iana comincia ad accorgersi di essere un formidabile strumento di intrattenimento. La programmazione di fiction si allontana dalla pretesa di ottenere un risultato es teticamente elevato per diventare sempre pi una componente strutturale dei palinsesti, tanto nella tv pubblica che in quella privata. LA ROTTURA DEI GENERI Con la riforma, il sacrificio dei programmi culturali comincia a consumarsi, non solo nel senso della loro progressiva marginalizzazione all interno dei palinsesti, ma sopr attutto in quello della loro spettacolarizzazione e trasformazione dei modelli linguistici. L enfasi viene post a sulla diretta, nella erronea presunzione di una sua supposta maggiore democraticit. Que sta rottura dei generi non va vista per come sconfinamento, peraltro abbastanza prati cato, su contenuti altrui, ma come scambio e intreccio di esperienze e di formule. Il pri mo programma che oper la rottura dei generi fu Odeon, di Brando Giordani ed Emilio R avel (quasi 15 milioni di spettatori nel 1978). La rottura dei generi rende possibile una maggiore agilit produttiva. IL NUOVO CONSUMO Si affermano cos in questa seconda fase della tv figure divenute poi popolarissim e, soprattutto in ambito cinematografico, dove hanno portato i personaggi nati nel variet televisivo: Cochi Ponzoni, Renato Pozzetto e Paolo Villaggio. Da ricordare Speci ale per

voi (1969) di Renzo Arbore, quale modello di stile televisivo che mira ad accont entare contemporaneamente i gusti e gli interessi pi contrastanti. Nel 1976, Roberto Ben igni utilizza ancora una volta stili, tempi e linguaggi del giovanilismo consacrando il genere della comicit demenziale ormai dilagante. Nasce cos il personaggio di Mario Cioni che trasmette da Tele-vacca, nel programma che, guarda caso, si chiama Onda libera, una felice parodia del fenomeno ormai massiccio delle televisioni private. La trasformazione dello spazio domenicale diventa inoltre uno dei punti di forza della strategia dell incremento del consumo e la nascita nel 1976 dei due grandi conteni tori L Altra Domenica e Domenica in sancisce definitivamente l inizio di una nuova epoca. Nasce da questo genere (Domenica in ) la televisione senza qualit che sar tipica deg li anni ottanta; essa si fonda su un modello Rai introdotto al solo scopo di aument are il consumo, dilatare l audience. Domenica in diventer con il passare del tempo il serbatoio del divismo televisivo pi insulso.

Da ricordare Portobello (condotto da Enzo Tortora): frutto di un primo grande ce dimento dell apparato televisivo pubblico alle zone d ombra delle televisioni private, ai lo ro giochi casalinghi, alle pratiche delle compravendite attraverso il video, all uso ripetit ivo del telefono. Bont loro (con Maurizio Costanzo) il prototipo di un fenomeno destinato a dilagar e e a diventare modello di ogni discorso televisivo: il bisogno di confessarsi. In rea lt a pensarci bene, pi di dieci anni prima Sergio Zavoli con Processo alla tappa aveva tentato una operazione quasi identica: parlare con personaggi apparentemente comuni, trattan doli con una attenzione e un riguardo inusitati, facendo loro confessare ci che essi stess i non avrebbero mai pensato di poter dire. 13. NEL MERCATO ELETTRONICO TRA UCCELLI DI ROVO E VENTI DI GUERRA Il processo di ampliamento del sistema dei network sembrava inarrestabile. Il 19 82 si apre con alcune novit di rilievo: a far concorrenza alla Rai non c pi soltanto Canale 5 m a altre due reti private, Italia 1 di Rusconi e Retequattro di Mondadori. La prima si avvale per la gestione pubblicitaria della Publikompass; la seconda una S.r.l. Nel 1982, da lla fusione di due agenzie di pubblicit, Sto e Radiovideo, nasce anche il circuito in tegrato nazionale Euro Tv, costituito da una cooperativa di 28 stazioni. Calisto Tanzi, tramite la finanziaria Fincom, contro lla la maggior parte del pacchetto azionario. D ora in poi, per tutto il decennio e oltre, l intrec cio fra media elettronici, pubblicit, editoria stampata, finanza e politica manifesta un grovig lio di interessi sempre meno chiaro che, a ragione, ha fatto parlare di capitalismo sel vaggio. Nell estate del 1982 Rusconi vende la sua rete alla Fininvest che, battendo sul te mpo Mondadori, si assicura il controllo delle due maggiori reti private nazionali e apre una spina sanguinosa nel fianco della Rai. L avventura di Retequattro avr una durata maggiore , ma un identica sorte, finendo per essere assorbita dal Biscione nell agosto del 1984. D altra parte, nella guerra condotta sparando un episodio dopo l altro delle serie t elevisive di maggior successo, Uccelli di rovo programmato su Canale 5 aveva avuto pi spett atori di Venti di guerra. Con la mediazione dell eminenza grigia della finanza italiana, Enrico Cuccia, la Fininvest acquista Retequattro, in un momento in cui il deficit stava aggravandosi in misura non pi sostenibile, a condizioni estremamente vantaggiose.

Berlusconi aveva salvato non solo Retequattro ma la stessa Mondadori le cui perd ite, in due anni, si aggiravano intorno ai 200 miliardi. La disfatta televisiva di tre grandi gruppi editoriali, Rizzoli, Rusconi e Monda dori, si era quindi definitivamente consumata. In cinque anni Berlusconi aveva costruito un s istema industriale della televisione da fare invidia in tutto il mondo. Intorno a lui s i muovevano Fedele Confalonieri, consigliere strategico; il fratello Paolo, incaricato del s ettore immobiliare; Marcello Dell Utri, presidente di Publitalia; Giancarlo Foscale; Carl o Bernasconi, amministratore di Rete Italia; Valerio Lazarov, presidente di Videot ime. Inoltre Angelo Codignoni, per i rapporti con la Cee e Adriano Galliani. MERCATO E PALINSESTI La proliferazione delle emittenti, con il suo flusso omogeneo e indifferente di messaggi e di informazioni, aveva vanificato l elemento primario della sua capacit comunicativa: il genere. In Fininvest la diversificazione delle reti attuata soprattutto in relaz ione alla

richiesta del mercato pubblicitario, dove l ascolto solo l indicatore di un potere d i acquisto delle merci e non, come per la Rai, un rivelatore di successo e di prestigio (= Rivoluzione del palinsesto). Carlo Freccero, Roberto Giovalli, Giorgio Gori, e in seguito Michele Franceschel li, sono gli uomini che hanno fatto grandi le reti Fininvest. Angelo Guglielmi, in Rai, fu il primo a intuire (molti anni prima) il senso di quel cambiamento (vale a dire appuntamenti dei pr ogrammi in senso orizzontale e quotidiano) programmando un telefilm per ragazzi, Furia c avallo del West, tutti i giorni nella fascia preserale. LA NEOTELEVISIONE Nessuna tutela, nessuna garanzia per i produttori, lo zapping attraverso il tele comando aggira qualunque progetto di rete e, soprattutto, il primo indizio di un incrinatu ra nel sistema, articolato quanto si vuole ma tuttora monolitico, del broadcasting tele visivo. Si rompe una dittatura e viene sconvolto un rapporto unidirezionale. Infranto l ordin e interno, da questo momento il processo di dissoluzione arriva dall esterno. Grazie alla nuo va tecnologia della videoregistrazione domestica poi, i programmi si autonomizzano dal flusso dei palinsesti e dalle costrizioni spazio-temporali. Questa nuova fase venne definita neotelevisione da Umberto Eco (immagine del fluss o continuo e ininterrotto di una evoluzione che si consumata totalmente sul terren o del palinsesto ). La televisione si trasformata in un grande videogame in cui il gioco sostituisce la sacralit della rappresentazione (la geniale intuizione di Blob il paradigma di questo processo). Da questo ruolo, nascono i caratteri distintivi della neo-t v: la serialit ripetitiva, la conversativit affabulatoria, la proposta trasgressiva (che arriva fino al porno), l esercizio demenziale dei nuovi comici; cio, a pensarci bene, caratteri che sono t ipici della fase attuale della modernit, e che si riscontrano nelle arti figurative, ne lla moda, in un certo nuovo teatro, in moltissimo nuovo cinema. In particolare su molti di qu esti linguaggi l influenza della pubblicit stata fortissima nel determinare i ritmi, i t empi di montaggio, la rapida testualit delle situazioni. Ci appare tanto pi vero soprattutt o dopo il 1987, con la grande e intelligente trasformazione della terza rete televisiva , che propone modelli del tutto nazionali, frutto di una creativit propriamente e autonomamente televisiva. Cos, mentre la Rai mette in diretta lo spettacolo che si svolge fuori della televisione (il giro di boa avvenne con il terremoto di Napoli e dell Irpinia nel

1980 e poi con Vermicino, l alluvione della Valtellina ecc), la televisione commerciale simul a soltanto la messa in scena del reale e le sue dirette sono farse iperreali. Entrambe le o perazioni sono tuttavia inscritte nella nuova fase della modernit televisiva. Infine un altra caratteristica fondamentale della neo-tv, strettamente dipendente dalla sua matr ice pubblicitario-commerciale, il progressivo consolidarsi del mezzo come canale di comunicazione politica. qualcosa di molto diverso dalla tradizionale subalternit dei mass media alle logiche del sistema politico; , al contrario, l emergere, fin dalla prima met degli anni settanta, soprattutto in America con la cosiddetta new politics, d i una crescente influenza dei media sulla vita politica. La tendenza inarrestabile alla spettacolarizzazione nasce dal nuovo ruolo dell informazione (attentato al Papa, vermicino, scandalo P2, terrorismo ecc.) tut ta centrata sulla costruzione emotiva della realt televisiva. Ad esse si accompagna la scoperta fatta da molti leader politici, grandi comunicatori come Sandro Pertini, Giovanni Spadolini e, in seguito, Francesco Co ssiga, delle straordinarie possibilit della televisione qualora venga utilizzata proprio per le sue caratteristiche spettacolari e secondo il suo specifico linguaggio.

NULLA E

PIU

DEFINITIVO DEL PROVVISORIO

Nell ottobre del 1984 alcuni pretori decisero di oscurare le reti Fininvest in tre diverse regioni, Lazio, Piemonte e Abruzzo: una decisione maturata in una fase di forte attivismo, in molti campi, della magistratura italiana. Il ricorso al decreto, emanato dal governo Craxi, si rese necessario per riaprire le stazioni oscurate. Decaduto per scadenza dei termini ne venne emanato un secondo, il 6 dicembre, che sar poi convertito nella legge n. 10 del febbraio 1985. Una legge certamente favorevole alla Fininvest, che modificava an che alcune regole riguardanti la Rai, aumentando addirittura i poteri del direttore generale, limitando quelli del consiglio di amministrazione. Agli inizi del 1985 si crea la Federazione radio e televisioni che raggruppa le televisioni e le radio locali e nazionali private, fra le quali le reti di Berlusconi, Euro Tv , Rete A e Tele Elefante. Il primo contratto collettivo di lavoro normalizza infine anche il set tore privato della radiotelevisione. Solo con la SIAE resta aperto un contenzioso che le reti private si mostreranno sempre riottose a conciliare. Inoltre un accordo intervenuto nel mar zo del 1986 tra la Fininvest e le associazioni di categoria, l Upa e l Assap, che raccoglie vano rispettivamente gli utenti e le agenzie di pubblicit, port a una limitazione degli spot pubblicitari al 16% durante il prime time e al 18% negli altri orari di programm azione. Nello stesso mese la Commissione parlamentare di vigilanza fissava il nuovo tetto di p ubblicit per la Rai aumentandolo del 6% in pi rispetto al 1985 (636 miliardi). L affollament o massimo era stabilito al 10% per il 92,5% nelle trasmissioni giornaliere e al 15 % per il restante 7,5%. Enrico Manca nuovo presidente Rai. SUL SIGNIFICATO DI POPOLARE Il giornalismo popolare in Italia lo ha fatto la televisione, occupando uno spaz io di mercato nel quale, non a caso, la carta stampata non mai riuscita ad avere una posizione dominante. Il giornalismo popolare, pi che dagli scarni telegiornali, stato fatto da tutte le trasmissioni che, fin dall esordio della tv, hanno mostrato la realt, sostituendosi a essa con la forza delle immagini che vivono sempre di vita propria (per Alfredino Ram pi di Vermicino, ci furono 18 ore consecutive di diretta Rai e 30 milioni di telespett atori). TV SPAZZATURA O TV INTELLIGENTE?

Da ricordare il Processo del luned (con Aldo Biscardi) in onda sulla terza rete ( Rai) dal settembre del 1980; Blitz di Giovanni Minoli, Gianni Min e Milly Carlucci (sulla seconda rete). Dal 6 gennaio 1985 anche Canale 5 vuole riempire di chiacchiere la festiv it degli italiani e produce Buona domenica. Ma la vera straordinaria rivelazione della te levisione commerciale fu nel 1983 Drive in, il programma di Antonio Ricci, il pi popolare e innovativo cabaret televisivo degli anni ottanta trasmesso da Italia 1. La Rai i nvece rivisita Fantastico (conduce dapprima Pippo Baudo poi Adriano Celentano) che andava in on da il sabato sera sulla prima rete gi dal 1975 e rappresentava la prosecuzione di Canzonissima. Dal 1988 invece, sulla Fininvest compare Enrico Montesano. Il vari et televisivo, per la Rai, a dire il vero, nel decennio ottanta era iniziato con un buon programma, quel Te la do io l America del 1981 con Beppe Grillo e la regia di Enzo Trapani, un viaggio alla scoperta di una America cos diversa che assomiglia addir ittura all Italia; in ogni caso un tentativo di realizzare uno show meno convenzionale de i soliti. Dall aprile del 1985 vanno in

onda Quelli della notte di Renzo Arbore e Ugo Porcelli sulla seconda rete, e Lin ea Diretta di Giovanni Minoli su Raiuno. Finalmente la Rai, nella fase acuta della sua batt aglia con la Fininvest, aveva imparato a programmare attraverso tecniche utilizzate a tutto c ampo. I due programmi delle due reti Rai (Quelli della notte e Linea Diretta) infatti, n on erano disposti in concorrenza fra loro ma, rivolgendosi a pubblici diversi, si ponevan o l obiettivo di fare il pieno . Quelli della notte in particolar modo, anticipava tutti gli espe rimenti successivi, da Blob a Striscia la notizia, nati per comunicare televisione attra verso la critica alla televisione. Come osserva Paolo Martini, Arbore comprende in pieno che alla radice di un vero successo televisivo c sempre un intuizione di natura sociale: la vera televisione la messa in bella, davanti alle telecamere, della societ che rapprese nta . Nella successiva trasmissione, Indietro tutta, programmata due anni dopo nella m edesima fascia e con il medesimo obiettivo, Arbore opera definitivamente la distruzione del genere pi corrivo, il contenitore con uso di quiz che (auspice un Mike Bongiorno sempre pi incartapecorito e trascolorato dal passare del tempo) infesta le reti pubbliche ma soprattutto quelle private. L operazione, in negativo, mostra tutti i suoi limiti: un arma momentaneamente formidabile nella battaglia con la concorrenza ma non possibile usarla una seconda volta. un evento e, come tutti gli eventi, irripetibile. Da q uel momento la Rai sar costretta a mettere in campo una dose continua e sempre pi aggiornata di creativit per non arretrare di un solo punto nell audience. 14. RESTATE IN ASCOLTO un destino di minoranza? Tornando alla radio, c da dire che sfruttando la caratteristica sociale di rompere l isolamento propria del mezzo ideato da Marconi, a soli due anni dalla liberalizza zione, la concorrenza aveva sottratto al servizio pubblico nazionale circa la met dell ascolt o medio, mentre l ascolto globale era stazionario. Esattamente il contrario di ci che stava accadendo in televisione. Le categorie di alti consumatori sono sostanzialmente tr e: i giovani tra i 15 e i 24 anni, di ambo i sessi; le casalinghe (pi che i pensionati ); i lavoratori autonomi (commercianti e, ancor pi, artigiani). bene ricordare che il servizio ra diofonico Rai mantiene l esclusivit dell informazione in diretta a diffusione regionale e nazio nale. Nel 1982 furono inaugurati i due programmi stereofonici in FM, Stereouno e Stere odue (poi denominata RadioverdeRai), che avrebbero dovuto contrattaccare l emittenza pr ivata sul suo stesso terreno, vale a dire sul formato musicale di intrattenimento per il pubblico femminile

ma soprattutto per quello giovane e giovanissimo. I risultati furono deludenti p er una serie di ragioni solo in parte relative alla qualit della programmazione. Pi originale, per i caratteri che subito assunse e che ancora oggi conserva, la programmazione di Stereonotte. Radiouno si esercita in una programmazione rivolta al grande dibattito civile (v edi Radio anch io di Gianni Bisiach); Radiodue, vuole essere il canale per tutti; Radiotre a ppare la pi innovativa, soprattutto nella fascia mattutina (vedi Il Filo di Arianna). Va r icordato inoltre che il meglio del mondo musicale contemporaneo passato da Radiotre. Dove l intervento della radio pubblica senza competitori, l area della radio di serv izio, il primato dell ascolto appare indiscusso. La radio per gli automobilisti, l isofrequen za, la sperimentazione radiofonica da satellite, il radiotext rappresentano altrettanti comparti di intervento nei quali la Rai si impegna per mantenere, almeno in queste posizioni , un ruolo predominante. Corrado Guerzoni neo vicedirettore generale per la radio.

IL CONSUMO E L OFFERTA La limitata intercambiabilit dell utenza e quindi la complementarit tra radio pubbli che e private assegna a queste ultime una prevalenza di pubblico giovane e giovanissim o, soprattutto femminile, rispetto all audience della radio Rai, che pi maschile e di et media considerevolmente pi elevata. UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO Tra tutti, il principale risiede nel modello di sviluppo adottato da pressoch tut te le emittenti locali (private) per raggiungere una dimensione nazionale: il sistema delle affi liazioni. Tale sistema prevedeva che la propriet dell emittente legasse con un contratto, per ogni nuova area che voleva raggiungere col proprio segnale, un operatore che, possedendo gl i impianti e avendo occupato una o pi frequenze, poteva impiegarle tutte o in parte per ripetere localmente il segnale della radio. Come contropartita il cosiddetto ripe titorista acquisiva il diritto di inserire pubblicit locale nei break appositamente predisp osti dalla radio e di trattenere i relativi proventi (per una percentuale non inferiore al 90%). Il sistema dell affiliazione, con la delega della gestione locale ai ripetitoristi, ha impedi to che le radio nazionali sviluppassero politiche commerciali centralizzate e quindi univoche. L a dozione del sistema delle affiliazioni giustificata in primo luogo dal fatto che il rico noscimento del diritto di radiodiffusione operato nel luglio del 1976 dalla Corte costituzional e sanciva unicamente il diritto a trasmettere in ambito locale. In assenza di altri interv enti regolatori, i proprietari di Radio 105 di Milano avviarono il processo di estensione del segna le realizzando quello che formalmente avrebbe potuto configurarsi come un network d i emittenti locali, ma che nella sostanza non era tale in quanto il segnale era un ico e centralizzato con la sola eccezione dei break pubblicitari locali. In seguito al l approvazione della legge n. 223 del 1990, tutte le strutture che ripetono il segnale sono sta te acquisite o almeno compartecipate dall editore nazionale ma questa trasformazione a cui le rad io sono state costrette in tempi molto stretti non ha mutato il quadro complessivo, che risente ancora fortemente delle modalit con cui la radiofonia commerciale naziona le si sviluppata. Su 15 radio che hanno chiesto la concessione nazionale, infatti, sol amente 4 (Rete 105, Radio Montecarlo, Deejay Network e Radio Italia solo musica italiana) sono

presenti su tutto o quasi tutto il territorio italiano e raccolgono ascolto in m odo abbastanza omogeneo in tutte le regioni (sia pure in misura variabile e con concentrazioni sensibilmente maggiori nell area di origine). LA STRATEGIA DELLA RADIO PRIVATA NAZIONALE RTL 102.5 ha realizzato la prima format radio all americana (in isofrequenza), bas ata interamente sul concetto di flusso, vale a dire sull idea che la radio debba farsi immediatamente fruibile e riconoscibile per un consumo tendenzialmente occasiona le e soprattutto limitato nel tempo. Per formato si intende il modello radiofonico, l o stile di programmazione che richiama un determinato segmento di pubblico. Il successo pi clamoroso degli ultimi anni per quello di Radio Italia solo musica italiana, vincitrice assoluta dell ultima edizione di Audiradio (societ di rilevazi one ascolti) con 1.694.000 ascolti nel giorno medio. Il successo di questa radio si deve alla scelta radicale di programmare solo musica italiana, cosa che inizi a fare nei primi ann i ottanta, quando ancora dominava l approccio esterofilo e soprattutto anglofilo delle radio musicali pi ascoltate.

Radio Radicale e Italia Radio (nata come radio del PCI): Rappresentano radio di informazione. Radio Maria: Radio di culto, finita sotto inchiesta (nel luglio del 1992) per ap propriazione indebita di capitali e per truffa. Radio nastroteca : Radio che trasmettono colonne sonore poco o per nulla interrotte dai commenti degli speaker. LE CONSEGUENZE DELLA LEGGE Un evento rilevante stato l approvazione della legge n. 223 di disciplina del sist ema radiotelevisivo pubblico e privato. Essa riconosce l esistenza dei principali atto ri della radiofonia privata italiana: le radio nazionali (network o broadcasting) e le ra dio locali eventualmente consorziate in ambito subnazionale. Inoltre recepisce l idea di radi o comunitaria riservandole il 25% delle frequenze e affiancandola cos come realt costitutiva del panorama radiofonico a quella commerciale e all emittenza pubblica . Come risultato, si allargher il divario tra radio e televisione, favorendo ulteriormen te il mezzo la cui centralit assoluta nel mercato pubblicitario ha gi condizionato in modo negati vo lo sviluppo della radiofonia pubblica e privata in Italia. 15. UNA DIFFICILE TRANSIZIONE la sfida europea stato osservato (A. Sanchez Tabernero e P.Y. Lochon) che lo smantellamento dei monopoli pubblici della radiotelevisione coincide storicamente con una fase di c rescita del pensiero liberale, tanto negli Stati Uniti quanto in Europa. La Rai, sottoposta a vincoli (lacci e lacciuoli) politici e pubblicitari, contin ua a stare al gioco delle diverse maggioranze di governo dalle quali dipende per ripianare i suoi de ficit di bilancio; la Fininvest e tutto il comparto privato non hanno alcuna investitura legislativa e operano, se non proprio nell illegalit, certamente in una condizione di alegalit. Un a emergenza continua, del tutto dannosa per l Italia soprattutto se confrontiamo il suo sistema televisivo con quello che sta decollando, liberalizzato, nel resto d Europ a. Periodo della guerra del Golfo, della CNN trionfante e di un solo nome nel panor ama giornalistico, Ted Turner. Da una logica dell offerta, scrive Giuseppe Richeri, si passati a una logica della domanda. La funzione intorno a cui si organizza l attivit televisiva quella del con sumo: la formazione, il comportamento, la consistenza delle audiences al centro dell attenzione, gli indici di ascolto diventano la misura del successo dal moment o che, in un ambiente competitivo, il pubblico che guarda un programma non un dato seconda rio ma un risultato da conquistare e da confrontare .

Gianni Pasquarelli nuovo direttore generale Rai, Bruno Vespa alla direzione del TG 1. Arnaldo Forlani era il nuovo segretario della Dc dal febbraio del 1989, Giulio A ndreotti era a Palazzo Chigi, ed entrambi avevano stretto un nuovo patto con Bettino Craxi. E ra nato il CAF (dalle iniziali dei loro cognomi). In questo scenario la legge Mamm, non a ca so, apparsa a molti osservatori uno strumento che aveva soprattutto lo scopo di sistemare giuridicam ente l attivit televisiva del grande gruppo privato, riservandogli di fatto la met del si stema televisivo e concedendogli, in aggiunta, il diritto di occupare le frequenze del la pay tv. Inoltre, nell aprile del 1991, su un altro fronte imprenditoriale, quando si temev a che l intesa potesse subire un ulteriore slittamento, Silvio Berlusconi e Carlo De Ben edetti raggiungevano l accordo sulla Mondadori. cosa nota. Ma da quel momento, il gruppo

Fininvest si presenta come una delle pi grandi concentrazioni multimediali del mo ndo, in ottima posizione dopo l americana Time-Warner, la tedesca Bertelsmann, la canadese Thomson, la francese Hachette. RIFORMA DELLA RIFORMA? In quegli anni il TG 1 si tinge di rosa con la comparsa di Lilli Gruber, Maria L uisa Busi e Carmen La Sorella; al TG 4 c Emilio Fede che fu il primo, nella notte del 17 genna io del 1991, a dare la notizia dell attacco americano all Iraq. Si affaccia sulla scena tel evisiva anche Fabrizio Del Noce. In realt la funzione stessa del giornalista televisivo che sta cambiando e influe nzando sempre pi l intera programmazione. Nell inverno del 1991 il dibattito politico animat o dal tentativo di trovare una intesa sulle regole dell autonomia professionale nell infor mazione radiotelevisiva. Nonostante fosse strumento obsoleto ancor prima di essere promulgata, la legge M amm aveva cominciato a far sentire i suoi effetti: nasce l eccellente TG 5 della Finin vest, diretto da Enrico Mentana, e con esso ha inizio la competizione fra la Rai e il polo pri vato anche nel campo dell informazione. Il 19 febbraio del 1992 intanto, Walter Pedull viene nominato nuovo presidente Rai in luogo di Manca. In quelle settimane la polemica anche alimentata dai nuovi problemi che si sono andati manifestando in ordine alla distribuzione delle risorse pubblicitarie con pregiu dizio degli interessi della carta stampata. La quasi totalit degli editori aveva fatto ricors o ai nuovi organi previsti dalla legge 223, l Autorit antitrust, presieduta da Francesco Saja, e il Garante per la radiodiffusione e l editoria, Giuseppe Santaniello, sferrando una f orte offensiva contro la Fininvest per abuso di posizione dominante nel campo della pubblicit; abuso che si sarebbe verificato dopo l acquisizione della Mondadori. Saj a, nella sua risposta, molto prudente, aveva in sintesi escluso i pericoli paventati dagl i editori e, sostanzialmente, aveva fatto capire che se si fosse davvero voluto eliminare ogn i timore di possibile dominio del gruppo Fininvest in campo televisivo si sarebbe dovuto cam biare la legge. Si dava atto al polo privato di operare nei limiti della normativa, ma ve niva altres riconosciuto che la richiesta degli editori di ridiscutere la legge Mamm era poli ticamente motivata. C quindi da riportare l intervento del Garante che condanna in modo lieve Silvio Berlusconi, il quale a sua volta ricorre al Tar e vince. Scontenti tutti. Periodo di Scalfaro presidente della Repubblica. La notte della Repubblica: Programma di Sergio Zavoli che consiste in una lunga inchiesta

sul terrorismo. Umbriafiction : Nuova manifestazione internazionale dedicata a film e sceneggiati p er la tv. ISIMM: Istituto per lo studio dell innovazione nei mass media. VERSO LA PAY TV Il mondo politico, che si limita a sorvegliare l industria televisiva, ha un improvv iso sussulto dopo il decreto che, all inizio dell estate (1992), trasforma l IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) in societ per azioni. Nel momento in cui il capitale p rivato si appresta a entrare nel neonato pacchetto azionario dell Istituto, si avanzano inte rrogativi sulla compatibilit tra ruolo e finalit del servizio pubblico radiotelevisivo e cam biamento dell assetto societario del gruppo.

L esercizio provvisorio della legge Mamm ha ormai i giorni contati. Nella sua relaz ione, presentata alla Commissione cultura della Camera, il Garante per la radiodiffusi one aveva gi fatto presente il ritardo nell adempimento della legge. Al neo-Ministro delle po ste, il socialdemocratico Maurizio Pagani, quindi affidato l obbligo di far rispettare la legge, che fissa al 23 agosto del 1992 il termine ultimo per l esercizio provvisorio dell attiv it radiotelevisiva. L anomalia del cosiddetto caso italiano sempre pi evidente: il ritar do con cui si sono definite le regole le rende inutili e improduttive. Inutili perc h rischiano di non essere rispettate; improduttive perch arrivano nel momento in cui si rende necessario il loro superamento. Ma il ministro ha gi deciso: presenter l elenco dell e 12 emittenti nazionali oltre a quello, ben pi numeroso, di quelle regionali che, a s uo giudizio, hanno diritto alla concessione. La graduatoria comprende le tre reti Rai, le tre reti Fininvest, Telemontecarlo, Rete A, Videomusic, e le tre Telepi, sulle quali per no n si decider subito, rimandando la loro definizione a un nuovo provvedimento legislati vo, ma prenotando loro il posto nelle liste delle 12 emittenti ammesse alle concessioni. La televisione a pagamento diventa cos, di nuovo, il nodo dello scontro. In particol are, la Dc si preoccupa che le tre reti pay tv diventino il cavallo di Troia per l espansione della Fininvest oltre i limiti fissati dalla legge, precostituendo un surrettizio alla rgamento delle percentuali di assegnazione. Perch dice il presidente della Commissione parlamenta re di vigilanza, Andrea Borri le pay tv, destinate a poche migliaia di abbonati, de vono avere concessioni nazionali? L unica spiegazione che cos facendo si occupa uno spazio togliendolo a un potenziale concorrente . In realt, in un sistema diverso, tutto ta rato sull innovazione tecnologica, una rete a pagamento potrebbe tranquillamente essere distribuita via cavo, o via satellite, senza occupare frequenze dell etere. Con il decreto del 13 agosto 1992 il Consiglio dei ministri, dilaniato da una vigilia di polemiche, sceglie infine la strada del compromesso, attenendosi al puro e semplice rispetto di una legge vecchia e, tra poco, inservibile. Canale 5, Italia Uno, Retequattro, Telemontecarlo, Ret e A, Videomusic, Raiuno, Raidue e Raitre ottengono la concessione di emittenti nazion ali. Per le tre reti a pagamento si dovr studiare, entro il 28 febbraio 1993, una discipli na particolare; esse conservano tuttavia il diritto alla concessione anche se subor dinata all adozione di specifici provvedimenti. Periodo di Tangentopoli mani pulite Antonio Di Pietro.

EVOLUZIONE DELLA RADIO Il Ministro delle finanze in carica aveva di fatto abolito il canone per autorad io, che comunque dava un gettito annuo di circa 250 miliardi. La radio, in Italia, nel c omplesso dei suoi 35 milioni di ascoltatori era un fenomeno in grande ascesa. Con espressione che divenne abusata, essa stava vivendo una nuova giovinezza . Le tre reti radiofoniche Rai, vennero di nuovo rese autonome. La fisionomia differenziata dei tre canali (ai q uali va aggiunto Isoradio per gli automobilisti) veniva cos ristabilita. Un canale, Radio uno, di informazione e musica, con competenza anche sui notiziari degli altri due; un ca nale di intrattenimento che Valzania fece crescere con un linguaggio vivo e moderno, con formati giovani per un pubblico giovane; un canale culturale, con buone proposte (Fahren heit, Hollywood Party) prodotte dal vicedirettore Marino Sinibaldi e un offerta musicale di tutto rispetto che faceva dimenticare il chiacchiericcio banale di Radiotre Suite. Rad iodue continuava ad essere l offerta pi popolare e pi seguita. La riscoperta di Fiorello a veva dato nuovo smalto alla rete. E inoltre Fabio e Fiamma, Il ruggito del coniglio, con Marco Presta e Antonello Dose, che sanno guardare ogni aspetto della vita italiana con autoironia e sguardo satirico, Golem,

Caterpillar, vera trasmissione di culto, condotta dagli ex di Radio Popolare, la coppia Cirri&Ferrentino, sono alcuni dei suoi maggiori punti di forza. Nell organigramma nominato dal nuovo Consiglio d amministrazione nella primavera del 2001, la seconda e la te rza rete radio verranno nuovamente unificate sotto la direzione di Sergio Valzania e con la vicedirezione di Daniela Recine, valido testimone di Radiotre fin dalla sua nasc ita. Tra le radio nazionali private Radio Dimensione Suono, Radio Deejay, RTL 102.5, Radio 105, Radio Montecarlo, Radio Italia Solo Musica Italiana, Lattemiele, Radio Cuor e e Radio Maria fanno la parte del leone. Ad esse vanno poi aggiunte dopo il 2000 Radio Ca pital, CNR (con Demetrio Volcic), Radio 24 Ore, l emittente della Confindustria e Italia Radio, passata dalla propriet di partito a quella del gruppo Caracciolo. Accanto a quest e poi, vanno ricordate anche Italia Network, Radio 101, Radio Kiss Kiss e Radio Subasio che conquista nel Centro Italia un ascolto di tutto rispetto e Radio Radicale che un a delle voci pi interessanti del sistema informativo italiano alla fine del secolo. L emitt ente infatti al primo posto nella documentazione dei lavori parlamentari. Alla genera zione dei ventenni, che dopo il 1970 rinnov l espressivit della radio, si sostituita una nuova leva che usa il mezzo in modo maturo per influenzare mode e linguaggi della comunicaz ione e della musica. Albertino il dj pi famoso d Italia con il suo Deejay Time sulla omoni ma rete. La popolarit di Linus sempre indiscussa. A Radio 105 Marco Galli conduce Ha ppy Days, dal 1999 il programma pi ascoltato d Italia. Castigate trasgressioni sessuali in Capriccio, condotta da Luca Viscardi e Ambra Angiolini su RTL 102.5, allo stesso modo di Pippo Pelo a Radio Kiss Kiss, che tuttavia sfrutta un vero e proprio filone di p orno casereccio con Facciamo Candy Candy, non privo di ironia. Al contrario, Loveland di Anna Pettinelli, su Radio Dimensione Suono, si butta sui sentimenti e sul gioco amoro so. Le fasce mattutine occupano formati di pi riconoscibile comicit, come I due di 101 co ndotto da Paolo Cavallone e Tony Severo, una raffica di personaggi surreali. Sulla stes sa rete Fausto Terenzi ripropone un clone, in vero assai originale, del vecchio e straor dinario cult radiofonico Alto gradimento. Periodo storico che vede Franco Cardini e Gianni Is ola, protagonisti dell opera complessa e difficile di ritrovare documenti, testi, copio ni ecc in vecchi armadi Rai. Nella tv Gad Lerner a capo del TG 1 ma costretto alle dimissi oni dopo un servizio di bambini vittime di pedofili; al suo posto torna Albino Longhi. Ma

rio Landolfi, presidente della Commissione parlamentare di vigilanza. Era gi l autunno del 2000. Genere del Reality show, vero protagonista della televisione del nuovo millennio . ROMANZO POPOLARE DI FINE SECOLO La Rai a dire il vero non aveva fatto poco per programmare negli ultimi anni del decennio una televisione di riconosciuta qualit culturale, a cominciare dal sostegno alla produzione di nuovo cinema (come a esempio La stanza del figlio di Nanni Moretti o Pane e t ulipani di Silvio Soldini), ma anche rubriche come Report di Raitre o l intelligente programm a per ragazzi La Melevisione sino naturalmente a Il fatto di Enzo Biagi, che diventa u n appuntamento ineludibile per qualsiasi spettatore pensante. La programmazione ch e resta per nella memoria degli italiani ben altra: 25 milioni di cazzate di Adriano Celentano, Quelli che il calcio di Fabio Fazio o dei Quiz show tipo La Zingara. L innovazione altrove. Figlia in qualche modo dello sceneggiato la fiction italiana, ovvero quel genere narrativo che l industria della tv ha ricavato nel corso degli anni, sul modello americano, da un singolare connubio tra fotoromanzo e cinema. Anche Medi aset, da questo punto di vista, poteva vantare una programmazione di tutto rispetto co me nel caso di Vivere o di Centovetrine. Anche la rete di Carlo Freccero certamente in prima fila nella produzione di una fiction popolare appetibile da ampie fasce di pubblico, dal Maresciallo Rocca al Commissario Montalbano. N va trascurato il salto di liberali t che la Rai si consente nella serie Commesse, storie di amori e amicizie, anche trasgres sive, e

comunque intimamente collegate alle questioni di fondo di un nuovo modo di inten dere l educazione sentimentale. Lo ritroviamo nel Medico in famiglia, il cui successo sta tutto nella visione laica con la quale vengono aff rontate le grandi questioni private della vita di ognuno. Nella lunga serialit Un posto al s ole e La Squadra, entrambi realizzati nel Centro di produzione di Napoli, hanno avuto il merito di aver dato vita a processi produttivi, indubbiamente originali, di fiction industr iale realizzata con sistemi artigianali . La creativit napoletana stata, a questo scopo, essenziale. Tuttavia sul piano espressivo, per queste produzioni, pi che di ficti on occorrerebbe parlare di fotoromanzo animato . Indubbiamente la legge n. 122 del 199 8 voluta saggiamente dal vicepresidente del Consiglio, Walter Veltroni, cominciava a conseguire i suoi obiettivi. Essa aveva imposto ai broadcasters di reinvestire n ella produzione nazionale ed europea di film e fiction quote significative dei loro r icavi netti: il 10% del canone nella tv pubblica; il 20% della pubblicit in quella privata. I nuovi modelli di narrazione del racconto popolare sono il frutto di una nuova le va di sceneggiatori, pi che di registi o di interpreti. Sono loro che hanno decretato i l successo e l espansione del consumo di fiction, con prodotti molto caratterizzati. Da ricorda re in tal senso: Francesco Scardamaglia (Papa Giovanni, record di ascolti), Gabriele Romag noli e Luigi Montefiori (La Uno bianca) e Sandro Petraglia e Stefano Rulli (Perlasca). Muore Lady Diana. IL FILTRO SOCIALE DEL PAESE Pi che in qualsiasi altro momento in questi anni cruciali che la tv generalista h a saputo monopolizzare l attenzione degli spettatori, poich il suo spazio divenuto lo spazio centrale dell opinione, il fulcro del dibattito politico e morale, il viatico di o gni pi significativa presa di coscienza del sociale. Il talk show, divenuto un genere a tal punto maturo da collocarsi in posizione dominante nei palinsesti: Costanzo show e Porta a Porta: quotidianit, continuit. Ballar (di Giovanni Floris) ed Enigma (di Andrea Vianello): discontinuit. Nel pomeriggio c il regno vittorioso del trash televisivo: Al posto tuo di Alda D Eusanio, Casa Raiuno di Massimo Giletti, La vita in diretta di Michele Cucuzza, I fatti vostri (con Giancarlo Magalli, regia di Michele Guard), senza dimenticare le trasmissioni di Maria De Filippi. Nella confessione pubblica, o nella resa dei conti privata esibita in pubblico, la televisione si apre all abbraccio con la gente: essa sfila sulla scena alla ricerca di quel su pporto

morale che si faccia carico dei loro problemi, che dia spazio alla loro denuncia , che sia disposto ad ascoltare e sostenere le loro ragioni. La fortuna mediatica di quest o genere televisivo nasce dalla promessa di una immediata operativit, dall efficacia di una risposta in grado persino di surrogare le assenze delle istituzioni sociali. Non va disti nta da ci, la ripetuta accoglienza data dalla tv a fenomeni basati sulla casualit della fortuna che fa vincere o perdere: i quiz show. Il vero trionfatore della tv generalista postmod erna comunque lo spettacolo leggero, portatore di modelli originali e innovativi. Il vasto genere di consumo nel quale ha brillato la genialit di Carlo Freccero, almeno dal 1999 al 2002: Superconvenscion, Ottavo nano, Satyricon e PippoChennedy Show. Da non dimenticare poi sul fronte privato i successi di Zelig e di Sarabanda su Italia 1. Sempre in onda sulla stessa rete va inoltre citato Mai dire gol. Da menzionare anche Macao e Chiambretti c (entrambi di Gianni Boncompagni). CONCLUSIONE

Nell Italia degli ultimi decenni il disastro causato dalla crisi progressiva dell or dinamento formativo, la perdita di valore della scuola e delle principali istituzioni educ ative, ha finito per dare al sistema dei media un potere enorme. Riequilibrare questo potere nell i nteresse di tutti ora e sempre pi lo sar in futuro il compito supremo di un popolo che vogl ia dirsi realmente libero.