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Da Il Popolo, N. 2772, 9 agosto 1909, X. Di Benito Mussolini VECCHIA VATICANA LUPA CRUENTA Carducci Riepiloghiamo per intenderci e documentare.

Col primo agosto io sono entrato redattore in questo giornale. Non c nulla di straordinario. La cosa logica, naturale, non contraria direbbe Vallenstein al corso dei pianeti. Ma la mia entrata al Popolo urta tremendamente certo necroforo di Via Romana. Don Chelodi, fiascheggiante in tribunale, vuol prendersi una rivincita, e in un articolo intitolato Langelo custode ricama un tessuto di malignit e di menzogne contro la Camera del Lavoro. Questa convoca le direzioni delle societ federate e vota un ordine del giorno di smentita e di protesta. Prete Chelodi ritorna alla carica e con un articolo che vorrebbe essere spiritoso ed semplicemente idiota pubblicato nel numero di sabato della V. C. tenta voltare le carte in tavola e far vedere che la C. E. del P. S. T. e Camera del Lavoro, sono la stessa cosa. Ecco: Che al Vaticano Trentino, giornale, comitato diocesano, segretariato operaio, banca cattolica, banca industriale, libreria e religione siano tutti rami salienti dallo stesso ceppo di affarismo rapinatore e profano fuor di dubbio. Alcide, per esempio, direttore del giornale, diventa banchiere attraversando un corridoio e sagrestano a pi delle scale. Ma C. E. del P. S. Trentino e Camera del Lavoro sono due organi distinti, con funzione e scopo diversi. La Camera del Lavoro areligiosa apolitica e non ha mai domandato, prima di appoggiare operai scioperanti, qual fosse la loro fede religiosa o la loro idealit politica. La Camera del Lavoro si preoccupa della lotta economica e non poteva lanciare lappello pro diffusione del Popolo. Lo ha fatto invece il Partito Socialista Trentino, nella cui Commissione Esecutiva vi un solo membro che fa pure parte della Direzione della Camera del Lavoro. Vi dunque differenza essenziale e sostanziale almeno di persone fra C. E. del Partito Socialista e Camera del Lavoro. La terza parte poi dellordine del giorno giustificata dal contegno che i clericali tengono contro la Camera del Lavoro. Ogni qual volta lorgano nero ricorda la nostra istituzione, aggiunge la parola sovvenzionata . Ultimamente la Camera del Lavoro ha dato una festa al Vilpian e la Voce ha attaccato la Banda Cittadina che pagata intervenuta a prestar servizio. Il cronista terminava il trafiletto in parola con questa frase da epilettoide non si sa se rivolta alla Banda o alla Camera del Lavoro e che la duri ! . C da tremare a questa minaccia gadleriana o chelodiesca. In questi giorni lappello pro diffusione del Popolo ha sommosso ancora una volta il fondo limaccioso e fermentante odio dei pennivendoli clericali. Liquidati moralmente e politicamente (affare Marmifera e discorso Gentili lo provano) i signori di Via Romana tentano deviare lattenzione del pubblico attaccando la Camera del Lavoro e chi scrive queste linee. Nellarticolo Le soddisfazioni del mestiere, prete Chelodi mi ha dedicato un periodo che riporto integralmente:
Noi stiamo ora studiando la prosa di un certo buffone il quale per dimostrare che ha delle idee, ha detto che stato ricercato di scrivere un libro, presso a poco come quel burlone, senza un soldo in tasca, il quale andava affermando che gli avevano chiesto a prestito 100.000 lire. E quando avremo bene studiato, ci proveremo a scrivere un articolo "non sconclusionato e gi fin da ora ci ingalluzziamo al pensiero del terribile, spaventoso effetto che destinato a produrre .

Prete Chelodi che aveva promesso di non pi occuparsi della mia persona e mi aveva anzi dichiarato morto, scende allingiuria. umano. Egli non ha altro argomento. Non discuto il paragone chegli mette in campo. Prete Chelodi sa di essere insincero. Chi mi ha invitato a scrivere un libro non gi limbecille che si rivolge al pezzente per un prestito, ma un uomo che segue ci

che ho scritto e che mi stima capace del compito chegli mi vuole assegnare. Voi prete Chelodi, avete letto ci che ho pubblicato da mesi ad oggi sul Popolo, e se non posso chiamarmi unarca santa didee (voi le avete trustizzate, come le cooperative e le banche) ho dimostrato anche ad onesti avversari la mia cultura e sopratutto i miei diritti a una pi vasta cultura. Io vi cedo, prete Chelodi, con animo tranquillo, tutta la mia prosa disseminata qua e l in un decennio ormai dattivit giornalistica. Se non vi basta il Popolo, chiedete la collezione del Proletario di New- York, dellAvanguardia socialista di Milano (1904), di Pagine libere, del Pensiero Romagnolo. Prendete i miei articoli polemici, le mie novelle, i miei studi critici di letteratura, le mie versioni dal francese e dal tedesco. Il materiale non scarso e voi, o piccolo censore inquisitoriale, potreste trarne il lauro di una non effimera gloria. Fatelo questo esercizio solitario. Nel celibato cui siete costretto dal voto pu servirvi quale divagazione o sostitutivo. Ed io aspetto il vostro responso, che sar naturalmente infallibile e immutabile come quelli del papa o delloracolo delfico. Ma raccogliendo le mie prose, vi prego, o dolce Chelodi, di non dimenticare lopuscoletto nel quale ho documentate e descritte le turpitudini di un vostro collega. Povero necroforo, povera bertuccia non si sa come fuggita alla colonia residua di Gibilterra, voi mi fate piangere e ridere al tempo stesso. Volete scendere in campo, e non vaccorgete che la sottana vintoppa e la chierica vi tradisce. Invece di attaccare la Camera del Lavoro, rispondete agli articoli sulla Bancaria, che hanno mostrato il marcio, il falso delle vostre istituzioni economiche, rispondete a quel cattolico nazionale che in uno degli ultimi numeri dell'Alto Adige vi denunciava come traditori della religione! S, voi siete i traditori della religione! Nelle sacrestie, sotto limmagine di Ges che ebbe una sola tunica, qualche volta non un sasso ove posare il capo e fustig un giorno i mercatori che profanavano il tempio, voi tenete i conciliaboli ove si tratta dinteressi materiali. Sotto quel Vangelo che fu il verbo della rivolta e della consolazione, io vedo spuntare le pagine di un libro-mastro col dare e lavere delle vostre banche! Quando io voglio sentire il fuoco della passione religiosa che si superumanizza in Dio, non leggo i vostri articoli stillanti odio, livore, abbiezione, non frequento le vostre chiese ove si vitupera Cristo, mascherandolo da scontista, no, io grido nella solitudine della mia soffitta il Cantico delle Creature di S. Francesco dAssisi e linvocazione a frate Sole, a sorella Acqua, a Madonna Povert; tutto questo inno damore alle cose buone, questo richiamo alla vita semplice e pura mi d lidea dellenorme divario che corre fra il poverello dAssisi e voi, che siete ad un tempo giornalisti, speculatori, galoppini elettorali, e sempre e dovunque preti! Io mi domando perch da sei mesi mi ringhiate alle calcagna. E forse per ottenere il mio sfratto? Ci riuscirete, ma una magra consolazione. Per denigrare la Camera del Lavoro? Tentativo vano. Per vendicarvi delle mie frustate? La vostra vendetta non sar mai allegra. Io vi rispondo colle parole di Giosue Carducci, il poeta che giunto allultima ora non ha voluto preci di cardinali : Voi siete il partito che nella storia nega il progresso, che nel consorzio civile nega il miglioramento delluomo e le sue aspirazioni alla felicit, che nella scienza nega il libero pensiero, che nellEuropa moderna nega la libert della stampa e delle religioni, che in Italia nega la Patria . Via, sepolcri imbiancati!