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Capitolo X:Il conflitto ispano-americano e l’alzamiento in Spagna

L’Ottocento fu per gli Stati Uniti il secolo della crescita e della formazione di
una vera e propria potenza economica,finanziaria ,industriale e politica;essa
però voleva cercare di espandersi e l’occasione che permise agli Stati Uniti
d’America a divenire protagonisti principali nelle vicissitudini internazionali fu
il conflitto,durato pochi mesi, con la Spagna per la “Questione Cubana”.

Con la compravendita dei nuovi territori da mantenere all’Unione, gli Stati


Americani nei decenni prima del conflitto si erano assicurati canali
commerciali lungo tutto il settore orientale(Asia,Cina) ed europeo.(Le
Hawaii,ad esempio,costituirono un’importante base strategica e militare per
gli interessi politici e finanziari diretti verso l’Asia)

Cuba e Portorico rappresentavano l’ulteriore tassello strategico mancante per


consentire agli Stati Uniti d’America di avere una base di appoggio intermedia
verso i Paesi orientali e questo tipo di annessione avrebbe portato alla
concretizzazione dell’ideologia del DESTINO MANIFESTO o DOTTRINA
MONROE, secondo la quale gli americani si caricavano della responsabilità
morale di esportare nel mondo la loro forma di libertà e di democrazia.

Alcune persone importanti come: Peirce,Soulé,Buchanan e Mason


incontrandosi segretamente a Ostend,in Belgio, convennero che l’acquisto di
Cuba sarebbe stato un affare per gli Stati Uniti e per la Spagna e nel
Manifesto di Ostend affermavano che se le trattative per l’acquisto non
fossero andate a buon fine, sarebbe stato giusto per gli Stati Uniti d’America
“strappare Cuba dalle mani spagnole” anche con la forza.

Soulé non mantenne il segreto concordato nel documento e ciò creò una
profonda crisi diplomatica con la Spagna che Washington riuscì a sanare.
Poco dopo, si scatenarono delle vere rivolte che sfociarono in un vero e
proprio scontro armato tra Cuba e Spagna. Nel 1865 gli insorti costituirono un
governo provvisorio,autodefinendosi “ Paese autonomo” provocando dure
repressioni da parte della Spagna.

In questa situazione interna si inserirono gli Stati Uniti d’America che si


schierarono politicamente e moralmente dalla parte dei cubani. Nel febbraio
1898 il governo statunitense con il neo presidente William McKinley inviò
all’Avana la Corazzata Maine, al fine di tutelare gli interessi americani a Cuba
e proteggere i cittadini statunitensi da possibili attacchi da parte delle truppe
spagnole.

La corazzata affondò a causa di un incidente e causò la morte di 260 marinai.


Molto probabilmente si pensò ad un attacco spagnolo. L’America decise così
di concedere un ultimatum alla Spagna con il quale si intimava:

a) Eliminare a Cuba i campi di concentramento per gli insorti e per i


guerriglieri;
b) Interrompere immediatamente le ostilità;
c) Avviare un negoziato di pace con i ribelli.

La Spagna accolse le prime due condizioni ma non la terza , questo perché


la sua accettazione avrebbe significato il riconoscimento di Cuba quale
Stato autonomo e non più come colonia.

Al rifiuto,il 25 aprile 1898 gli Stati Uniti d’America dichiararono guerra alla
Spagna: il conflitto durò meno di quattro mesi e si concluse con la vittoria
degli Stati Uniti.

Va detto che l’imperialismo degli Stati Uniti d’America si basava sulla


creazione di zone di influenza legate agli Stati Uniti d’ America per
dipendenza commerciale e finanziaria divenendo così “zone di protettorato
americano” e non si basava sull’estensione territoriale.

Con l’accordo di Parigi del 10 dicembre 1898 vennero attuati i diversi


armistizi firmatari nelle varie fasi del conflitto e secondo l’accordo:

1) A Cuba veniva riconosciuta l’indipendenza ,anche se poi di fatto divenne


zone d’influenza americana;
2) Agli Stati Uniti d’America venne data l’acquisizione di Portorico e Guam;
3) Al benestare dell’occupazione delle Filippine, che poi divennero zone di
protettorato statunitense, si voleva in cambio dagli Stati Uniti
20.000.000 dollari da dare alla Spagna come indennizzo.

Agli inizi degli anni Venti la Spagna manifestò delle forti crisi politiche e
sociali e questa grave situazione fece emergere la figura di Miguel Primo
De Rivera che impadronitosi del potere con l’avallo del re , Alfonso XIII,
impose una dittatura militare che si inspirò al modello del fascismo
italiano, nel tentativo di istituzionalizzare nel Paese un modello nuovo
finalizzato alla creazione di un regime. Il progetto però per vari motivi fallì.

Nell’agosto 1930 i partiti di ispirazione repubblicana raggiunsero l’accordo,


con il patto di San Sebastiano, per instaurare la Repubblica ed il nuovo
capo di governo Damaso Berenguer, nominato dal re a seguito delle
dimissioni del Rivera, non ebbe la capacità di fronteggiare la situazione
generale del Paese e il monarca lo sostituì con l’ammiraglio Aznar.

Aznar indisse le elezioni amministrative il 12 aprile 1931 nel quale vinse la


maggioranza repubblicana. Alfonso XIII, senza abdicare, abbandonò il
Paese ed il 14 aprile venne proclamata la Repubblica. Gli anni successivi,
in Spagna ci furono tentativi rivoluzionari e insurrezionali che esasperano
la lotta politica nelle elezioni politiche generali del 16 febbraio 1936. Ad
esse, si presentarono 3 schieramenti:

1) Il FRONTE POPOLARE(Fp): per le forze di sinistra e quelle repubblicane;


2) Il FRONTE NAZIONALE: per le forze di destra;
3) Il PARTITO NAZIONALISTA BASCO(Pnv): una forza di centro, che non
aderì all’aggregazione di destra.

Vinse il Fronte Popolare ma i principali partiti di sinistra non si


impegnarono direttamente nell’azione di governo perché ritenuto
scarsamente rappresentativo e preferirono ricorrere all’appoggio esterno;
mentre la sinistra socialista ed il PCE(partito comunista de Espana)insieme
ai rappresentanti del movimento anarchico ed al raggruppamento
trotzkista puntarono a far cadere il governo per poter poi avviare un
processo rivoluzionario.

Tutti elementi che uniti alla posizione delle destre, che non accettarono il
risultato elettorale, determinarono il logoramento del governo e della
situazione politica generale del paese ed essa toccò il culmine quando si
dimise il Presidente della Repubblica Alcolà Zomora sostituito da Azana.

Furono tutti questi fattori che portarono alla sollevazione militare


(ALZAMIENTO) di alcuni reperti militari: essi si sarebbero dovuti
impadronire contemporaneamente, fra il 16 ed il 20 luglio 1936, delle
maggiori città, ma la resistenza popolare , il sostegno della marina alla
Repubblica impedirono che il colpo avesse successo, di fatto il Paese si
trovò in piena guerra civile.

Ci fu una guerra anche fra le Cancellerie europee, a seguito delle richieste


d’aiuto fatte dall’una e dall’altra parte. Lo schieramento repubblicano
inoltrò la richiesta d’aiuto alla Francia che decise di rimanere neutrale e i
golpisti invece si rivolsero a Berlino e Roma.

Il generale Francisco Franco era capo dei ribelli nazionalisti. Egli si poté
inizialmente contare sulle truppe di stanza in Marocco che riuscì a spostare
in Spagna grazie all’invio di aerei forniti da Hitler e Mussolini.

Francisco Franco venne proclamato Caudillo, titolo che aveva un


orientamento ideologico di ispirazione fascista, emulato il mito del capo
come avvenuto con il Duce in Italia e con il Fuhrer in Germania.

Sul piano internazionale ci furono posizioni e schieramenti a favore dei:

- Repubblicani: qui si schierarono l’URSS( Unione delle Repubbliche


Socialiste Sovietiche) e l’Internazionale comunista( quest’ultima il 18
settembre diede inizio al reclutamento di volontari che successivamente
avrebbe formato le Brigate Internazionali);
- Nazionalisti di Francisco Franco: qui si schierarono l’Italia (che inviò 80.000
uomini) e la Germania( inviò 15.000-19.000 uomini ed ingente materiale
bellico).

La Francia il 1 agosto 1936 costituì il Comitato del Non Intervento, nel quale
confluirono tutti gli Stati Europei.

 Tra la fine del 1938 ed il marzo del 1939 caddero tutti i capisaldi
democratici;
 Il 28 marzo venne occupata Madrid;
 Il 1 aprile Franco emanò il bollettino della vittoria.

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