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A.

IL LUOGO DEL SUONO

1.IN SINTONIA CON LO SPIRITO DEL TEMPO.


Una straordinaria vitalit.
La radio diversamente dagli altri media ha avuto la capacit di cambiare la sua pelle cogliendo i
mutamenti della societ. La sua forma culturale cambiata pi volte: essa nasce come
radiotelegrafia cio telegrafo senza fili (forma di comunicazione punto a punto). Si tratta di una
applicazione pratica della natura ondulatoria della luce teorizzata da Maxwell e della sua conferma
sperimentale con la scoperta delle onde elettromagnetiche dal fisico tedesco Hertz negli anni 80
dell800. Guglielmo Marconi teorizza il principio per cui letere pu esser percorsa da onde di varie
frequenze che luomo pu produrre artificialmente. Il suo primo esperimento riuscito del 1895 la
trasmissione di un segnale dellalfabeto Morse nei terreni del podere paterno alle porte di Bologna.
La radio il primo strumento di comunicazione che non ha bisogno di alcun tipo di supporto
materiale. Marconi riusc ad entrare in contatto con la pi grande potenza navale dellepoca
lInghilterra dove fu compresa limportanza del suo apparecchio che fu prontamente brevettato. Le
applicazioni navali della nuova invenzione furono immediate e vastissime tanto che ancora oggi il
radiotelegrafista di una nave si chiama marconista. La prima dimostrazione dellutilit della radio
nota al pubblico si ebbe con il naufragio del Titanic nel 1912 quando il segnale di soccorso del
transatlantico venne intercettato da un giovane marconista dellAmerican Marconi di nome David
Sarnoff che poi sarebbe diventato presidente della RCA e padre padrone della radio e della tv
americana. Linstallazione di apparecchi radiotelegrafici sulle navi da tenere sempre accesi divent
obbligatoria.
Il broadcasting.
Linvenzione della valvola termoionica o triodo (= Audion) per Lee De Forest nel 1906 aveva
consentito di trasmettere da tempo la voce umana e non pi solo lalfabeto Morse. Durante la 1
guerra mondiale si era trovato il modo di produrre seralmente e a basso costo il triodo come
lampadina. Al termine della guerra le industrie avevano sviluppato tecnologie e linee di produzione
ma non avevano pi le commesse militari cosi negli Usa si lanciarono alla produzione seriale si
semplici apparecchi radio solo riceventi per uso domestico. Dagli anni 20 la radio diventa
broadcasting (= semina larga): trasmissione circolare via etere di contenuti di interesse generale,
musica e parole non indirizzati a un destinatario particolare ma a tutti gli apparecchi dislocati
nellarea di ricezione. La radio ha un grande sviluppo tra le due guerre e trova un tacito accordo col
cinema. A questultimo veniva riconosciuto il monopolio dello spettacolo visivo e il dominio della
sfera pubblica; la radio si occupava invece dello spettacolo sonoro e dellintimit della sfera privata.
Sar il cinema sonoro a rompere questo patto non scritto e violare il territorio della radio con il
primo film sonoro Il cantante di jazz del 1927 che si presenta come un musical. La guerra per
esalt nuovamente il ruolo della radio. Era uno strumento efficace per:

Informare la popolazione di allarmi aerei o dei bollettini bellici


Esercitar un controllo sociale sulla popolazione civile
Lanciare messaggi in codice ai partigiani dietro le linee avversarie
Intrattenimento dei soldati
Comunicare allinterno dei paesi nemici messaggi con trasmissioni da ricevere segretamente come
Radio Londra o Radio Mosca.

Appena torn la pace si crearono condizioni minime di benessere e cominci a diffondersi la


televisione.

La figlia sostituisce la madre.


La potenza della TV mise in difficolt la radio: alla sera la famiglia preferiva raccogliersi davanti al
televisore che forniva quellabbinamento tra suoni e immagini e che aveva incorporato le
trasmissioni della stessa radio. Questultima tuttavia rinunciando alla sua centralit nel sistema
delle comunicazioni di massa seppe trasformare i suoi punti deboli in punti di forza affermandosi
come medium personale. Grazie allinvenzione del transitor da parte dei laboratori americani della
Bell Telephone nel 1948 la radio si miniaturizzata facendo a meno della presa della corrente e
fornita di pile si allontanata dallambiente domestico. Questa trasformazione tecnologica non
sarebbe stata possibile se non si fosse incontrata con tendenze culturali quali la crescente necessit
di individuazione del singolo a seguito delle migliorate condizioni di vita che facevano venir meno
la condivisione familiare di abitudini. Il consumismo da un lato puntava sulla famiglia tradizionale,
dallaltro la incontrava come un limite. La comunicazione segue lo stesso percorso cominciando dai
giovani e dalla loro emancipazione che si afferma allinterno della sua camera dove non poteva
mancare lapparecchio radio.
Il primo dei nuovi media.
Grazie alla miniaturizzazione e allabbassamento dei costi la radio diventa il primo medium
elettronico personale. E da subito un mezzo mobile: si afferma con lautoradio come colonna
sonora del viaggio in auto, miniaturizzata come radiolina a transitor (dal 1979 anche come
walkman) segue il proprietario ovunque. I formati comunicativi cambiano radicalmente: la
dipendenza dalla narrazione si attenua fino a scomparire del tutto. La radio procede a fa strada ai
new media anche perch il primo mezzo post testuale. La ritrovata importanza della radio
dovuta anche alla centralit della musica nella societ contemporanea a partire dallaffermazione
del rock. Attorno alla musica si costruiscono trib ed identit. Lavvento di internet ha mostrato i
limiti di adattamento dei media unidirezionali e della televisione, sostituendo alla comunicazione
broadcasting, unidirezionale e discendente, il principio delletica e della interattivit. La radio ha
attraversato una nuova ibridazione stabilendo un rapporto con internet grazie a software: stazioni
radio viaggiano via internet senza bisogno di licenze e autorizzazioni locali evitando ogni censura e
possono essere ascoltate in diretta a costi bassi. Al binomio radio televisione si sostituisce un
triangolo di comunicazione mobile internet radio telefono cellulare mentre la rigida distinzione tra
comunicazione punto a punto e comunicazione di massa sta lasciando il posto ad una ibridazione
continua.

2. SUONI E IMMAGINI.
Statuto dellimmagine e statuto del sonoro.
Il 900 caratterizzato da una dialettica tra mezzi di comunicazione audio visivi, mezzi visivi,
mezzi audio. Limmagine prevalente quella di una prefazione audiovisiva, di fronte alla quale i
mezzi che non dispongono di questo binomio appaiono minorati. E questo il senso di espressioni
come sorella cieca per definire la radio. Eppure gran parte della vitalit della radio spiegabile
come aderenza alle speciali caratteristiche del suono e della voce. Nel 900 si afferma un cosiddetto
culto dellevidenza che si nutre dellillusione che vedere basti a conoscere, svalutativo del ruolo del
linguaggio e del pensiero. A questo culto dellevidenza si sottraggono il suono e la voce che sono
dotati di uno statuto di maggiore astrazione. Il suono non ha il vincolo di dover rappresentare la
realt, ma di accompagnarla; la parola descrive la realt o la giustifica ma non la sostituisce. Al
contrario la sensazione sonora per correlata a una sfera emotiva evocativa e simbolica che pu
avere un elevato grado di autosufficienza.
La scatola sonora. Parole e musiche.
La sonorit resa dalla radio music box ( o carillon). Il broadcasting radiofonico si inserisce in una
linea di riproduzione tecnica del suono che ha il suo momento culminante negli anni 80 dell800
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con linvenzione di altre scatole sonore (fonografo di Edison o grammofono di Berliner, pianola,
organo di Hammond, chitarra elettrica, tastiere elettroniche, microfoni e casse acustiche). La parola
dotata di uno statuto duplice: essa funzionale e ad ogni parola va associata una immagine che
non vediamo direttamente ma dobbiamo ricostruire secondo un processo astratto, personale e
creativo. E nessuno altro campo del sensorio resiste quanto il suono ad un atto che tenti di fermarlo
e stabilizzarlo. Il suo rapporto con il tempo rispetto alla vista rovesciato.
Vista e udito. I territori dei media.
Ludito capta i suoni da qualsiasi direzione provengano. Mentre i media generalmente stanno nel
mezzo la radio st a un pelo dellascoltatore. E molto pi difficile distogliersi dai suoni. Il suono
che si sente senza vedere la fonte da cui proviene stato definito per questo acusmatico.A ci
consegue che:

E possibile sentire la radio senza impegnare lo sguardo e quindi essa compatibile con altre
attivit: MOBILIZZAZIONE
La fonte sonora pu essere miniaturizzata a piacimento senza perdere la qualit della percezione:
MINIATURIZZAZIONE
Si pu parlare di vicinanza al soggetto: lapparecchio non offre pi solo lambiente sonoro ma crea
nuove connessioni tra corpo e mente.

3. DALLO SPAZIO PUBBLICO ALLO SPAZIO PRIVATO, PERSONALE E


MOBILE.
Comunicazione familiare a domicilio e attivit a flusso sonoro.

RADIOTELEGRAFIA
Comunicazione pubblica
Servizio di stato
navigazione
commercio

impresa

BROADCASTING
Spazio domestico
Comunicazione di massa nel privato:
famiglia
Domicilio urbano: terminale di una
molteplicit di reti che lo potenziano e
rendono gradevole labitare
Servizio a rete di carattere immateriale:
i servizi sono erogati quando lo si
desidera finch non chiuso il
collegamento
Attivit a flusso sonoro

La commistione tra pubblico e privato.


I concetti di pubblico e privato ne escono stravolti:

Parliamo di pubblico della radio ma nel privato


Parliamo di comunicazione di massa ma in realt essa da intendersi come audience
Agli albori c un uso collettivo per necessit della radio (dimensione democratica del mezzo, messa
in onda di eventi che si sarebbero svolti collettivamente,costi elevati) poi lascolto diviene familiare
e individualizzato.

Privato e confidenza.
Dalla dimensione collettiva per necessit si passa negli anni 30 ad un uso politico: la radio stata
usata dal nazismo e fascismo come forma di informazione del regime, ma il mezzo radiofonico era
piegato ad un uso che non era il suo e che non sopravvissuto alla coercizione fisica che era
incorporata in quel modo di fruizione. Luso pi congeniale alla radio intimistico e privato quello
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che meglio permette le libert di ascoltare come e quanto si vuole. Essa sinonimo di libert e
fruizione spontanea.
Via da casa.
La radio registra il passaggio da una fase di comunicazione familiare ad una personale. Il connubio
tra comunicazione e mobilit si esprime soprattutto nellautoradio a transitor e nel walkman che
esalta al massimo la portabilit della musica.
La comunicazione individuale e mobile.
La comunicazione privata comincia a distinguersi in due ambiti:

Sfera familiare con apparati fissi e pesanti


Sfera privata e personale con apparecchi minuscoli e leggeri.

Lutente della radio ha una prossimit virtuale con tutti gli eventi della vita pubblica perch
partecipa ad essi: la sua sfera privata incorpora elementi propri della sfera sociale. Lutente in
collegamento con un mondo in un modo che era stato il privilegio di pochi. C un rimescolamento
totale della sfera pubblica con quella privata e un esempio diretto dato dal ragazzo con le cuffie
che si isola pur restando in uno spazio pubblico.
Dallanalogico al digitale.
Lavvento del digitale negli anni 80 e 90 accentuer questa tendenza con laumento degli oggetti e
dei servizi offerti e lulteriore miniaturizzazione col passaggio dal transitor al microchip. Tra i
prodotti spiccano orologi digitali al quarzo, il compact disc che poi diventa discman, il videogioco,
le agende elettroniche prima ancora dei PC portatili. Tutti questi prodotti contengono in se una forte
dose di interattivit conosciuta ai tradizionali media unidirezionali e tendono sempre a favorire la
comunicazione e la connessione.

4. USO ELETTIVO DELLA RADIO.


Fine di un complesso di inferiorit.
Quando non esistevano altri media domestici audiovisivi si poteva pensare che lascolto di massa
della radio fosse non una scelta ma un ascolto per necessit destinato a decadere con lavvento della
tv in ogni casa. Leffetto di sostituzione della televisione sulla radio fu notevole e sostenuto ma poi
incontr un suo limite. Per liberarsene la radio ha cambiato funzione sociale, uscita dai solotti
delle case per incontrare la musica dei giovani e raggiungere una dimensione libera e privata della
radiofonia. Oggi essa ha raggiunto un ampio spazio elettivo: non ascoltata per obbligo ma per
scelta attraverso cui condividere culture, linguaggi, stili di vita e fruizione culturale. Il mondo della
radio connesso alla capacit di rappresentare la pi efficacia interfaccia comunicativa tra sfera
privata e pubblica, mobile e personale. Oggi la domanda sociale di radio risponde ad esigenze
connettive, identitarie e partecipative.
Funzioni connettive della radio.
Molti di no mentre svolgono altre attivit sentono il bisogno di essere accompagnati tramite la radio
sa suoni e voci che danno lidea di non essere soli. La radio e il concetto di connessione rimangono
per tutto il 900 saldamente intrecciati. Dalle radio montate a fine anni 20 su auto della polizia
americana in poi si gradualmente prodotta una grande diffusione di apparati di connessione. I
radioamatori privati e quelli del CB prima di essere inglobati da Internet affermavano un bisogno di
connessione superiore al contenuto da comunicare.. limportante era essere percepiti e i
radioamatori esibivano con fierezza le cartoline inviate da luoghi lontanissimi in cui gli altri
radioamatori testimoniavano di aver captato i segnali.
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Connessione e privatizzazione mobile.


Compattezza della sfera personale e privata e stili di vita fondati sulla mobilit ci fanno parlare di
privatizzazione mobile della radio. La radio contribuisce ad una ipertrofia dei non luoghi: basti
pensare alle occasioni di percezioni multiple che ci offre la stessa vita metropolitana. La
connessione anche attualizzazione: la radio adesso nel momento in cui la si ascolta una
testimonianza dellattualit. Il testo radiofonico non si pu rileggere. La radio oggi assomiglia al
nuovo telefono. Entrambi producono una mescolanza di distanza e intimit e quando assolvono a
funzioni connettive premiano i loro utenti anche con la particolare soddisfazione di ci che
potremmo chiamare un potenziale raddoppio del time budget. Nel comunicare mentre si cammina o
nellascoltare mentre si lavora si reagisce a unansia di un tempo che sembra non bastare mai, si ha
limpressione di mettere a profitto tempi obbligati, di raddoppiare le proprie facolt espressive, di
aderire ad una modalit dinamica che sembra propria di questa societ, imitandola con una nostra
rappresentazione dellattivismo. E il fascino della simultaneit, la scoperta che da un lato lo stesso
uomo nello stesso istante passa per molteplici esperienze diverse, dallaltro uomini diversi e in posti
diversi vivono la stessa esperienza.
Funzioni identitarie.
In un modo fatto di nicchie molti chiedono alla radio di aiutarli a riconoscersi nellidentit che
hanno scelto e a specchiarsi in essa. La radio il luogo dove questa identit viene confermata e
rifornita di sempre nuovi complementi e addizioni. Lidentit in gioco una certa musica dietro cui
si disegna una figura sociale ma anche una identit culturale o politica. Pu essere unentit
geografica, etnica o linguistica legata a consumi culturali. In questo senso la definizione di tamburo
tribale di Mc Luhan della radio risulta attuale come sua identificazione in un medium caldo perch
rivolto ad un solo senso.
Funzioni partecipative.
E stato spesso definito con lespressione radio di servizio quel complesso di informazione,
aggiornamento, previsioni metereologiche, bollettini sul traffico e sulla navigazione, dati di borsa.
Attraverso queste si sostanzia la partecipazione attiva ad una societ, linclusione e anche forme
della competizione sociale. Un esempio la radiocronaca. Il formato radiofonico dunque ci
permette di scorrere brevi frammenti informativi con la rapidit della voce di uno speaker smistando
rapidamente le informazioni cui decidiamo di attribuire un grado pi o meno alto di attenzione: cosi
noi partecipiamo a nostro modo al vivere della societ, al suo pulsare come corpo collettivo.
Proprio unaltra radio.
La radio oggi non quel medium consolidato su cui furono modellate teorie delle comunicazioni di
massa tramontate come quelle della scuola di Francoforte. Essa diede vita anche a filosofie
pedagogiche. Ma c una netta cesura tra lo stato di questa pur nobile radio e quella odierna per
formati, contesti comunicativi, diverse funzioni e usi sociali, forme e modalit dei messaggi e dei
consumi.

5. LA RIVINCITA DELLORALITA.
La voce non scritta e senza immagini. E lavvento della scrittura.
Nella sua forma radiofonica la parola una voce e non la sua trascrizione. Prima dellinvenzione
della scrittura questa era la condizione normale della parola. Le mente appariva come un
prolungamento della memoria. Per ricordare la parole erano necessari espedienti, un pensiero che
potremmo chiamare formulaico e che si circondava di qualche ridondanza. Con lavvento della
scrittura la parola non stata pi la stessa poich la scrittura ha imprigionato la parola in un campo
visivo. Lorecchio organo con cui viene percepita loralit si abbandona allocchio. La stampa ha
poi industrializzato la scrittura. Le ridondanze, le ripetizioni, i luoghi non comuni non sono pi
necessari. Lo scritto permette di superare il limite delle brevi sequenze che possibile ricordare
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dopo aver ascoltato qualcosa: libera una quantit di memoria che pu essere riconvertita ad altre
funzioni mentali
Loralit secondaria.
Nellepoca della scrittura loralit quando c perch non ve ne pi lo stesso stringente bisogno
una oralit secondaria che sulla scorta di Walter Ong la parola parlata conseguenza della lettura a
voce alta di testi scritti. Lo scritto conquista il pensiero ma perde qualcosa che resta attaccato alla
voce: un testo a sua volta con la sua significanza, con tutto ci che in essa va al di l della sua
significazione. Secondo Ong alcuni dei mass media del 900 introducono una oralit secondaria e di
ritorno che riporta luomo nel mondo della sonorit, dellemozione, della simultaneit temporale.
La radio sviluppa una propria cultura delloralit ma non di ritorno perch quella dipendenza dalla
scrittura e dalla stampa vale solo per lepoca pretelevisiva della radio e per quelle radio pubbliche
che non hanno potuto emanciparsene.
La terza oralit.
Siamo invece di fronte ad una oralit del tutto nuova, una terza oralit: un flusso e un ritmo che
lasciano uno spazio primario alla ripetizione di frammenti parlati e sonori. Anche quando loralit
ha una sua preparazione prima di andare in onda essa fa si di allontanarsi il pi possibile per aderire
agli stilemi della lingua parlata. Diversamente dalla radio di monopolio, dalla recitazione al
microfono di testi scritti, la radio di oggi ritmo e flusso, vocale e sonoro, una proposta di
ritmizzazione della vita e di intreccio fra sfera pubblica e personale, totalmente priva di immagini:
qualcosa di simile alloralit primaria una sua rivincita per cui una terza oralit.
Unisola nel Novecento.
La radio si potrebbe considerare come uno degli spazi del mito. E unisola di oralit e sonorit che
lavora sugli aspetti creativi ed emotivi per sviluppare connessione, identit di gruppo,
partecipazione, un pensiero, con una forte componente liberatoria perch riesce a produrre senso in
campi e aree della societ in cui la conoscenza scientifica non pu giungere e non sa spiegare. La
radio la regolazione con laltro, la sintonia delle diversit, come espressione delle differenze e la
tv come immagine dellugualianza, la tv generalista e la radio trib. Una radio che si colloca fuori
della cultura umanistica, non perch si necessariamente trasgressiva nel senso pi convenzionale ma
fornisce uno sfogo, un riposizionamento della trasgressione, in quanto espressione di una cultura
interstiziale.

6. ORALITA SONORA.
Musica e parlato.
Loralit non solo parola anche musica. La musica convenzionalmente definita una forma
particolare di oralit. Sentire la radio ci comunica limpressione di un flusso continuo di parole e
musica.
Musica e radio: lavvento del rock.
Negli Usa attorno agli anni 50 avviene una rottura profonda che si intrecciata ai destini della
radio perch essa ha costituito il principale vettore con cui le culture giovanilistiche tenute insieme
dal rock hanno potuto rapidamente diffondersi. Il rock ha creato in combinazione con altri mass
media un quadro della fanciullezza e della adolescenza in America come una felice epoca di strani
vestiti e comportamenti, di linguaggio sfrenato e di baldoria.
La radio come rock medium.
Attraverso le stazioni radio il rock si diffonde in tutti gli Stati Uniti e poi approda in Europa. La
radiofonia diventa un vero rock medium. Le nuove radioline al transitor sono strumenti personali
che aiutano i giovani ad isolarsi dal resto della famiglia e ad esercitare il controllo in modo
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manifesto sulle loro camere, sui loro ritrovi, sui loro angoli di strada. Laudio molto migliorato
grazie a una nuova banda trasmissiva (la FM). Alla radio la musica si interseca con le parole: il
ritmo del rock invade anche il parlato.
Il rock sbarca in Europa.
Se in America la radio era quasi completamente privata e commerciale, in Europa era un servizio di
natura culturale svolto dallo Stato, con un esplicito ideale pedagogico e una precisa gerarchia tra
musica classica e leggera. Lunica eccezione era Radio Lussemburgo attiva dal 33 e pensata fin
dallinizio come radio di tipo americano, prevalentemente musicale e ballabile, con potentissimi
trasmettitori che la facevano ascoltare in una vasta area di paesi vicini, Gran Bretagna compresa.
Occupata durante la guerra dai tedeschi era stata utilizzata per la propaganda nazista verso
lInghilterra. Dopo la guerra divenne la pi americana e commerciale delle radio europee. Per la
BBC era una concorrenza fastidiosa. In regime di monopolio radiofonico era assai restia a separare
lintrattenimento dalleducazione e quindi a far passare il rock.
Radio pirata, radio estere, radio private.
Radio Luxembourg agi senza concorrenza finch nacquero nel 64 le radio pirata come Radio
Veronica e Radio Caroline. Sistemate precariamente su vecchie navi in acque internazionali, ma
vicine alle coste inglesi, con il loro romantico potenziale trasgressivo e il loro seguito di massa
forzarono il blocco delle radio di servizio pubblico nei confronti di queste culture musicali,
consentendo loro di affermarsi in Europa. Con il rock giunse nelle radio europee la figura del disc
jockey, consolidando la prima consistente ibridazione fra parole e canzoni. Nel 1967 la BBC
ristruttur radicalmente i suoi programmi radiofonici, trasformando Radio 1 nella radio per giovani.
Le voci pi significative delle radio privata ed estere furono arruolate. Nel 67 le radio pirata
cessarono le trasmissioni. La Rai apri gradualmente nei suoi palinsesti spazi e rubriche musicali e
giovanilistiche. Certo non riusc a seguire il modello della BBC trasformando uno o interi canali da
radio di programmi a radio di flusso con una emissione musicale e parlata a tema. Ci avvenne
soprattutto per un confine tra alta e bassa cultura. La musica giovanile stato il genere che ha
consentito una rapida affermazione della radio privata anche in Italia. Radio estera significa in Italia
soprattutto Radio Montecarlo che dal Principato comincia a diffondere una programmazione in
italiano dal 66 ispirata ad una musicalit pi melodica di quella delle radio pirata del Mare del
Nord, con notevoli inserti di canzoni francesi. Le radio di movimento erano al centro dellattenzione
ma dopo il 77 rappresentarono leccezione.
Musica gratis?
Radio e ritmi urbani.
La musica leggera attuale deriva in parte dal rock. Questa musica rappresenta la colonna sonora
della societ. Se pensiamo che il rock deriva dalla musica degli afroamericani si afferma in sintesi
che la colonna sonora della societ occidentale il principale contributo dellAfrica e della sua
cultura. C dunque una parte emotiva della societ in cui questa musica fa da padrona. La radio
occuperebbe cio la parte motiva africana della societ. La radio un linguaggio, un modo di
espressione, un uso sociale, un canale uditivo.

7. EFFETTI RADIOFONICI.
Lorganizzazione del broadcasting fra pubblico e privato.
Lorganizzazione del broadcasting stata diversa sulle due rive dellAtlantico. Negli Usa il sistema
evoluto verso unattivit commerciale gestita quasi esclusivamente da soggetti privati, che
traevano i loro proventi dalla vendita degli apparecchi e presto dagli inserzionisti pubblicitari. Lo
stato ha conservato per s una attivit di regolazione attraverso unautorit di nomina governativa,
la Federal Radio Commission. In Europa la radio fu quasi subito un monopolio dello Stato gestito
da organismi specializzati di natura pubblica. Neppure nei paesi pi sviluppati la vendita degli
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apparecchi radio e la pubblicit avrebbero consentito un gettito di risorse tali da sostenere lattivit
radiofonica. Il nuovo mezzo diventava il cardine di una elevazione culturale delle masse, il
temperamento della propriet privata degli organi di stampa. Una vera pedagogia si stampa o un
welfare state dellinformazione, come particolarmente evidente in Gran Bretagna nel passaggio
dalla prima BBC alla nuova British Broadcasting Corporation, rigorosamente pubblica e diretta da
una personalit molto forte come John Reith che la guid fino al 1938 e dette corpo e sostanza a
questo ideale pedagogico di Stato. Educare, informare, intrattenere erano i principi dellenergico
direttore generale della BBC.
La radio dei regimi totalitari.
La radio propagandistica del fascismo e del nazismo rappresenta una torsione a fini autoritari che
piega questo ideale pedagogico alle esigenze di uno Stato totalitario. Il modello dellinsegnate viene
in parte sostituito da quelli dellorganizzatore politico e dellagitatore. Varie opere degli anni 30
enfatizzano il ruolo della radio nel controllo delle masse da parte dei regimi autoritari moderni: in
realt la radio pi che controllare le masse moltiplicava quel substrato emozionale comune su cui si
insediava la dittatura.
NellAmerica degli anni Trenta.
In America la radio stata molto studiata negli anni Trenta; in seguito meno. La ricerca si occup di
lei quando occupava lo spazio domestico con la sua offerta di musica, fiction, intrattenimento
leggero e informazione. Nel 1938, lanno del Patto di Monaco e dellannessione dellAustria da
parte della Germania, and in onda la celebre trasmissione radiofonica di Orson Welles sul netto
americano CBS, in cui si era ricostruita una invasione ostile della terra da parte dei marziani. Solo
una parte del pubblico era rimasta spaventata dallinvasione marziana. La personalit degli
ascoltatori, le condizioni in cui avevano seguito la trasmissione, il loro atteggiamento pi o meno
cosciente e critico del clima complessivo vissuto dagli Stati Uniti un mese dopo il Patto di Monaco
erano altrettanti fattori delle differenze di percezione del programma. Essa non aveva avuto effetti
totalitari e differenziati.
La radio in guerra.
Linformazione radiofonica fu mobilitata a cominciare dallannuncio dellentrata in guerra, un vero
e proprio evento mediale. La BBC trasmise anche radiocronache in diretta delle battaglie aeree tra
caccia inglesi e tedeschi. Ma il principale uso politico della radio nel conflitto, una vera guerra di
parole e di musica, fu fatto da un complesso vario di trasmissioni specifiche: emissioni
propagandistiche rivolte ai paesi nemici, stazioni che simulano di trasmettere da istituzioni o luoghi
diversi da quelli effettivi, falsi annunci e comunicati, disturbo di trasmissioni altrui e loro
interruzione con messaggi di contestazione, radio di intrattenimento per le truppe, programmi rivolti
al fronte interno. Lesperienza bellica segn la radio anche in negativo perch fu associata alla
mente di molti allemergenza, al sistema totalitario e ai drammi della guerra mentre la tv era la
figlia del benessere e della pace. In un mondo in cui le comunicazioni erano ovunque proibite o
interrotte per i danneggiamenti bellici o le esigenze dei militari un piccolo apparecchio radio
rappresentava lunica fonte di collegamento e di informazione delle vittorie loro e della pena pia.
Tutti gli eventi erano comunicati dalla radio ma le sue risposte non erano mai definitive ed
esaurienti poich inquinate dalle condizioni precarie della ricezioni, dalla alterna attendibilit delle
trasmissioni. Ciascuno doveva esercitare al massimo le sue capacit di interpretazione.
La ricerca e larrivo della televisione.
Nel dopoguerra gli studi sui media effettuarono una convergenza pressoch totale sulla televisione e
sui giornali. La ricerca sui media si era concentrata su due direzioni, che per non erano fatti per
mettere in luce le caratteristiche della radio:
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1. La prima dedicata allinformazione e alla comunicazione politica, puntava sugli aspetti cognitivi,
conoscitivi ed informativi del sistema dei media ai fini della formazione dellopinione pubblica. Si
parla in queste ricerche ripetutamente di un sistema dei media ma in pratica una partita a due tra
televisione e giornali. La radio allepoca unavanguardia dellinformazione: arriva talvolta per
prima con i suoi radiogiornali che possono anche interrompere i programmi per dare informazioni
eccezionali. Ma sono evenienze rare che comunque poi saranno ben pi approfondite dalla tv.
2. La seconda direzione di ricerca rivolta a fiction e intrattenimento e alle loro capacit di creare una
realt mediale attorno allindividuo, a comunicargli socializzazione, senso condiviso, mode e stili di
vita. Qui la tv a farla da padrona stabilendo sul terreno della fiction rapporti da potenza a potenza
con il grande cinema hollywoodiano.

La difficile prosecuzione degli studi sulla radio.


Si comprende cosi la notevole rarefazione degli studi sulla radio dedicati allattualit. Lunica
eccezione rilevante riguarda le radio politiche del 77. Ma una eccezione pi legata allarena
politica che al discorso sui media e che comunque ha avuto una durata limitata. Al di sopra delle
teorie del ruolo dei media e dei loro effetti c lidea funzionalista di un sistema dei media
interrelato, a vasi comunicanti, che vicendevolmente si rafforzano e si stimolano, svolge funzioni,
produce effetti e influenza, crea presso il proprio pubblico una realt mediatica.
La radio dentro e fuori al sistema dei media.
Tuttavia la radio a questo sistema a vasi comunicanti appartiene oramai marginalmente. Se fiction,
informazione ed entertainment sono i tre macrogeneri dei contenuti a cui questi media si affidano
per giungere al loro pubblico, la radio insiste su questa triade solo con linformazione e con una
parte specializzata dellentertainment. Nel mondo radiofonico i rapporti che una emittente
intrattiene con gli altri media sono minori di quelli che intrattiene con altri mondi: il mondo della
musica, il mondo delle culture giovanili, sociali, politiche, religiose ed identitarie. Le influenze e gli
effetti della radio sono in gran parte altra cosa anche quando essa utilizzata come fonte
informativa. La radio d un contributo esiguo a quel processo di creare la realt. Ritornano qui le
suggestioni dellHomo Videns come unica e deplorevole alternativa allhomo sapiens. Ma
dellhomo audiens nessuno sembra darsi pensiero. La radio diventata matura tenta di mantenere il
suo pubblico giovanile attirandone uno nuovo con inedite connotazioni generaliste, transitando dalla
radio di parola, dallintrattenimento parlato, o dallinformazione. Generalista in questo caso il
termine pi usato dai dirigenti di RDS e Radio Deejay, le emittenti che pi si pongono questi
obiettivi.
B) LITALIA IN ONDA.

FLUSSI E FORMATI
Format radio.
La reazione ad un declinio annunciato avviene per prima negli Usa, il primo paese al mondo in cui
la radio avvert le conseguenze distruttive dellavvento della tv. La congiunzione tra rock e radio
non solo la sostituzione di un genere con un altro, di un programma con un altro, ma
lintroduzione di un ritmo rullante che mette sotto pressione le convenzioni enunciative della radio,
la sua cadenza settimanale, sostituendola con la frequente iterazione di brani musicali del momento,
sorretto da un parlato informale e confidenziale, le tradizionali paratie stagne tra i vari programmi si
sbriciolano: alla radio la musica si interseca con le parole, il ritmo del rock invade la parola , la
recitazione di un annunciatore sostituita dal parlato caratterizzato, denso di inflessioni e di
ammiccamenti al suo pubblico del disc-jockey. Il nuovo formato radiofonico che permise tutto
questo era semplicissimo e per questo si diffuse con rapidit. Si chiamava Top 40 ed era fondato su
una playlist di classifiche settimanali, condotta e commentata dal disc-jockey. Allinizio questo
programma si fece apprezzare per la variet delle sue scelte ma presto divent sinonimo di rock e
teenager. Nel 61 la Federal Communication Commission autorizz la trasmissione stereofonica in
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modulazione di frequenza. Alla fine degli anni 60 in America le radio FM avevano conquistato un
quarto dellascolto radiofonico. Intanto dal formato musicale Top 40 nascevano forme evolutive
meno dipendenti dalle classifiche come Contemporary Hit Radio, con intarsi di radio di parola,
specie per notizie, aggiornamenti sul traffico, previsioni metereologi che, ecc: si tratta di formati
talk e music. Quando Radio Luxembourg e le radio pirata importarono in Europa la musica
americana portarono con se la filosofia della format radio sviluppata e ricca di varianti che sarebbe
diventata la forma espressiva tipica della radiofonia privata. In Italia questo modello di radio arriva
con laffermazione delle radio nazionali (RTL). Il consolidamento delle radio nazionali sar sancito
dalladozione di un formato, e quindi dalla scelta di un preciso target di ascoltatori.
Precedentemente le radio nazionali applicavano un formato generalmente musicale costruito per
analogia apparente con i modelli americani; le radio locali e provinciali preferivano una
programmazione pi generalista, multi target, fortemente differenziata per fasce orarie. Questa
soluzione permetteva di non selezionare troppo il pubblico in un bacino di utenza di dimensioni
limitate. Il concetto fondamentale della radio di flusso la rotation. Non il pubblico a doversi
adeguare ad orari precisi: lemittente gli viene incontro ripetendo la programmazione in cicli
periodici. In questo tempo circolare lintervallo tra due successivi inizi della programmazione il
clock di unora. Ogni clock ha i suoi isoritmi: elementi cadenzati( sigle di identificazione, spot,
nome della stazione, nome del conduttore), che permettono una piena riconoscibilit dellemittente.
Il clock rappresenta la carta didentit della radio e permette di distinguere il lavoro creativo di
individuazione di un particolare formato comunicativo per una determinata radio dalla pratica
quotidiana. Quello che la serialit per la televisione il clock per la radio.
Il flusso radiofonico.
Il concetto di flusso stato elaborato in ambito televisivo da Raymond Williams nel 74. Nasce da
una analisi comparata della televisione inglese e di quella americana da cui risult evidente che la
trasmissione di programmi decisi e delimitati, composti in un laborioso dosaggio tra generi e
rubriche, proprie della tradizionale televisione inglese complessivamente influenzata dal modello
della BBC, nel sistema commerciale della tv americana non era mai esistito. In America lofferta
televisiva era costituita da un flusso di brevi sequenze. La teoria del flusso ha rappresentato la
principale guida alla comprensione dei linguaggi della televisione europea nellera della
concorrenza, sviluppatasi negli anni 80 che stata chiamata neotelevisione. Negli anni 90 il
concetto di flusso fu applicato alle radio private italiane. Lascoltatore chiede oggi alla radio non un
contenuto, un singolo programma, un appuntamento da rispettare nella sua giornata ma piuttosto di
condividere una emozione, di venire incontro ad una sua richiesta di benessere. Questo ascoltatore
non vuole adeguarsi agli orari, vuole un flusso al quale collegarsi quando pu, o quando ne ha
voglia. Spesso lascolto puramente casuale e sempre condiviso con altre attivit. La radio di flusso
la risposta a questo tipo di attesa. La radio di flusso si poi affermata come radiofonia
commerciale e indirettamente della cultura giovanile.

9. LASCOLTO RADIOFONICO.
Lascolto della radio.
La radio il secondo dei media tra i nostri consumi, subito dopo la televisione. Il confronto 96-99
mostra una crescita a favore della radio e lItalia il paese dove cresciuto di pi. Dall83 lascolto
della radio prima stagnante ha cominciato a crescere con un exploit in occasione della Guerra del
Golfo in cui evidentemente la radio ha mostrato ancora una volta le sue potenzialit informative in
tempo reale. Lascolto radiofonico nella giornata ha un andamento complementare alla visione
televisiva. Le ore del primo mattino sono le pi pregiate:linformazione con cui si inizia la giornata
sempre quella radiofonica in casa o in auto. Successivamente il ciclo vitale della radio nella
giornata coincide con quello della vita attiva e del lavoro. Ha un calo nelle ore meridiane del ritorno
a casa o della pausa pranzo dove si fa sentire la concorrenza del telegiornale. La radio risale poi nel
pomeriggio anche per lapporto dei giovani che al mattino erano a scuola poi decresce man mano
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che cresce la platea televisiva significativa la quota dellascolto che si svolge in auto. Fino al 97
esso richiedeva uno speciale abbonamento alla Rai che si pagava assieme al bollo di circolazione.
Dal 98 il canone autoradio stato abolito. Lautoradio sviluppa al massimo le caratteristiche di
ubiquit proprie del mezzo.
Il mercato della radio in Italia.
Per valutare limportanza economica della radiofonia in Italia opportuno partire dalla quantit di
risorse finanziarie che essa raccoglie. Le risorse pi importanti sono le entrate pubblicitarie in spot,
promozioni e sponsorizzazioni. Condivide con la televisione una distribuzione immateriale via etere
tendenzialmente gratuita ma diversamente dalla tv non ha neanche la possibilit di far pagare il
cliente finale. Un mezzo che ha i suoi punti di forza nellinformalit, la portabilit, la flessibilit
non pu certo piazzare un apparecchio decodificatore sopra ogni radio a transitor e criptare le
trasmissioni radiofoniche.
Il paradosso del canone.
Il canone radiofonico dovuto alla RAI ha carattere pi virtuale che altro. La RAI ha sempre
incentivato il passaggio al canone televisivo,pi remunerativo, stabilendo che esso d diritto anche
allascolto della radio ( quindi in realt un canone audio televisivo) e mantenendo a livelli minimi
il canone solo radiofonico che non stato mai aumentato dal 54. Lerosione del concetto di canone,
gi evidente in televisione, si spinta nella radiofonia pubblica fino a polverizzarlo. La radio
pubblica, che sostenne con i suoi profitti linsediamento della tv, oggi non ha di fatto risorse di
canone proprio.
La risorsa pubblicitaria.
Allinizio degli anni 80 la pubblicit in Italia cominci una tumultuosa crescita determinata
dallavvento della televisione privata nazionale. La forte attrazione della televisione sulla pubblicit
ha avuto come conseguenza una divaricazione nei destini del sistema radiofonico rispetto a quello
televisivo. Il grande afflusso di risorse ha finanziato laffermazione della televisione privata
nazionale e lo splendore barocco della macchina televisiva italiana, in quel duopolio RAI
Fininvest/Mediaset che nato verso l84 e ha subito i primi seri colpi solo con lavvento della
televisione digitale dal 97 in poi. La radio privata non aveva nessun precedente avviamento
commerciale n particolari protezioni; il suo sviluppo avvenuto in un contesto di penuria di risorse
senza poter raggiungere dimensioni di impresa ragguardevoli, con per il vantaggio di un ampio
pluralismo competitivo di imprese di dimensioni simile. In Italia il sorpasso degli investimenti sulla
radio privata rispetto a quella pubblica avviene in quello stesso 84 in cui si verifica in tv. Ma per la
radio pubblica va aggiunta la scarsa convinzione con cui stata raccolta la sua pubblicit in tutto il
periodo segnato dalla televisione. Gi dal 75 la legge di riforma RAI aveva posto un limite alla
raccolta pubblicitaria (tetto pubblicitario), stabilito annualmente dal Parlamento. Con lavvento
dellemittenza privata la manovra annuale del tetto pubblicitario consentiva ad essa e non alla
stampa di crescere raccogliendo quella pubblicit che alla RAI non era consentita: i limiti pi
restrittivi verso la RAI sono quelli pi favorevoli allemittenza privata. La legge Mammi del 90 ha
sostituito il tetto con gli affollamenti pubblicitari, questione cos scottante che ha impedito
lapprovazione di qualunque disciplina sulla parte radiofonica e televisiva delle telecomunicazioni.
Linvestimento pubblicitario in radiofonia si dinamizzato solo quando sono emersi broadcaster
nazionali consistenti, diversi dalla RAI. Ci avvenuto nella prima met degli anni 90.
Un punto di non ritorno.
Il 1997 stato lanno in cui la divergenza tra il mercato radiofonico e quello televisivo giunta a un
punto di non ritorno. La radio tende a selezionare con cura i propri investimenti. La televisione
generalista consolida ancora la sua posizione di medium pi amato. Tuttavia la radio si dimostra un
tramite pregiato ed unico verso una fascia di mercato e nicchie di pubblico pregiate ma sfuggenti a
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cominciare dai giovani, pi indifferenti alla televisione e che preferiscono uscire. La radio sta
vivendo una valorizzazione sensibile da parte di utenti pubblicitari interessati a raggiungere quella
fascia di consumatori. I grandi investitori si erano originariamente indirizzati alla radio attratti dal
basso costo delle inserzioni e senza attribuirle un ruolo strategico ma di contorno. Questo
atteggiamento cambiato. Laumento degli ascolti e la maturazione delle radio nazionali si
sommano alla capacit di segmentazione del pubblico, alla marcata identit di ciascuna emittente e
al legame che essa ha con i suoi ascoltatori, fatto di riconoscimento, fiducia, partecipazione,
fidelizzazione.
La maturazione del sistema radiofonico, tra legge Mammi e rivelazioni Audiradio.
La legge Mammi rappresenta un tentativo largamente fallito di regolamentare la televisione dopo 15
anni in cui era successo di tutto. Infatti la riforma della RAI del 75 aveva stabilito solennemente il
monopolio della RAI, ma la Corte costituzionale con una sentenza dellanno successivo aveva
dichiarato illegittimo tale monopolio in ambito locale, riconoscendo che la radiotelevisione di Stato
da sola era insufficiente ad esprimere una societ oramai laica e complessa, desiderosa di libert di
informazione e anche di affermare una cultura di consumo. Sarebbe spettato al Parlamento di
scrivere una legge per aggiornare la riforma della RAI, disciplinare il famoso ambito locale e dare
certe regole allo sviluppo dellemittenza locale, ma esso non riusc a farlo per 15 anni perch si
confrontavano due schieramenti trasversali: coloro che difendevano il monopolio RAI e quelli che
volevano la libert dimpresa. La legge Mammi stabil per le radio private listituto della
concessione con due sole varianti territoriali, quella nazionale (non pi di tre per ogni soggetto) e
quella locale. Possibilit intermedie come consorzi di emittenti non erano previsti anche perch era
proibito essere contemporaneamente concessionari nazionali e locali. Il territorio sarebbe stato
diviso in bacini dutenza secondo un piano nazionale di assegnazione delle frequenze che avrebbe
dovuto essere approvato entro sei mesi dalla legge, per il quale ogni soggetto non poteva avere pi
di una frequenza radiofonica per bacino, ma fino a sette bacini diversi. La legge prevedeva un
tortuoso iter applicativo in cui, attribuite le concessioni nazionali televisive, tutte le scadenze
saltarono.
LAudiradio stata fondata nel 1988 per iniziativa dellUPA, lassociazione che raccoglie gli utenti
pubblicitari cio le aziende produttrici di beni e servizi. Produce annualmente unindagine
campionaria unitaria sullascolto delle emittenti radiofoniche nazionali e locali, pubbliche e private,
ma la sua strumentazione molto diversa da quella televisiva. Mentre Auditel registra lascolto
attraverso uno strumento elettronico installato in oltre 5000 case italiane accanto al televisore (il
people meter della societ inglese AGB), la miniaturizzazione e la portabilit degli apparecchi
radio, e le caratteristiche della fruizione non hanno finora consentito ad Audiradio di utilizzare una
procedura relativamente automatica come il people meter. Si deve ricorrere perci al sistema CATI
con una filosofia propria delle ricerche di mercato. I dati statistici prodotti da Audiradio sono: il
numero degli ascoltatori negli ultimi 7 giorni e il numero di ascoltatori nel giorno medio. Ciascuno
di questi dati articolato per variabili geografiche e socio demografiche; esse vengono incrociate
sulle singole emittenti e sullesclusivit di ascolto RAI\private.
Ma quante sono le radio in Italia?
Il numero di emittenti radiofoniche in Italia non mai stato stabilito con certezza. E stato calcolato
che nel 1999 si contassero 1100 radio locali di cui 250 comunitarie; 5 syndication, 14 emittenti
nazionali. Queste cifre sono a nostro avviso, le pi vicine alla realt.

10. LE EMITTENTI PRIVATE NAZIONALI.


Le radio private nazionali.
Le radio nazionali sono il segmento pi attivo sia del segmento privato che del settore radiofonico
nel suo complesso. La radio non ha un assetto duopolistico come la televisione; una pluralit di
imprese radiofoniche nazionali di medie dimensioni si divide il pubblico in modo che nessuna
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realizza pi del 20% dellascolto. Con leccezione di Radio Maria e delle tre reti RAI si tratta
sempre di radio prevalentemente musicali e commerciali. Alle loro spalle altre radio nazionali o in
syndication dai molteplici formati musicali.
La cultura della radio nazionale in Italia.
Lofferta delle radio nazionali italiane prevalentemente rivolta ai giovanissimi. La radio enfatizza
una comunicazione orizzontale fondata sul gruppo dei pari; punta dunque a stabilire legami
orizzontali, amicali, fondati sulla condivisione di nucleo emotivo che la musica rappresenta. La
fidelizzazione di quote crescenti di pubblico giovanile e di popolazione attiva la chiave di un trend
pubblicitario particolarmente vivace. Nella format radio le percentuali tra i generi sono costanti per
ciascuna emittente; il clock orario organizza la sequenza di musiche, parlati e inserzioni
pubblicitarie, mentre la riconoscibilit della stazione, e la conseguente fidelizzazione
dellascoltatore, assicurata dalla confezione accurata di jingle, sigle, stacchi. Lexploit delle radio
private avviene in un territorio definito: quello dei giovani delle grandi citt del nord. Lo stile e lo
spirito delle prime emittenti, da Radio Montecarlo a Radio Milano International, quello
dissacrante degli anni 70. Crescono Radio Milano, International, Radio dimensione suono e nasce
Rete 105. La radiofonia nazionale un fenomeno metropolitano: da Milano, Rete 105 diventa la
prima rete nazionale privata, allinizio degli anni 80; RTL 102.5 la rete emergente agli inizi degli
anni 90 ha sede vicino a Bergamo. Andando verso sud le dimensione dimpresa e il bacino di
utenza diminuiscono. A met degli anni 90 seguendo lo schema a T di tutte le modernizzazioni
italiane si consolida la radiofonia nazionale nel centro sud soprattutto con lexploit di Radio
Dimensione Suono emittente romana. Nata come un fenomeno del nord la radiofonia privata
nazionale scesa verso sud e a met degli anni 90 rappresentava gi un fenomeno nazionale. In 20
anni ha dato vita ad una variet di soluzioni di formato e stile, originati inizialmente dallimitazione
e dallemulazione delle radio americane, delle radio pirata, di Radio Luxembourg, di Montecarlo e
delle trasmissioni giovanilistiche della RAI. Ogni emittente cercava una caratteristica che la
distingueva dalle altre.
Le syndication.
Negli Usa, la patria della radiofonia commerciale, una parte significativa delle emittenti locali
collegata a grandi circuiti nazionali. Lemittente locale sceglie il proprio formato, lo caratterizza e
lo riveste di colore locale in rapporto al suo insediamento ma una parte del tempo radiofonico serve
per le trasmissioni nazionali del circuito, fra cui primeggia sempre linformazione, il genere pi
costoso. Questa forma organizzativa detta syndication ed tipica della filosofia federalista
americana. Il circuito nazionale pu non avere stazioni proprie o averne solo una piccola parte.
Sostanzialmente un produttore di programmi che vende allingrosso. La risorsa pubblicitaria
fornita col metodo dello splitting, ossia con una separazione netta tra raccolta nazionale e locale. Il
principio semplice: le trasmissioni nazionali del circuito sono oggetto di una raccolta centralizzata
che punta sulla grande diffusione e popolarit degli appuntamenti e si rivolge a inserzionisti
nazionali. La parte della programmazione che si caratterizza fortemente come locale viene proposta
in loco ad inserzionisti radicati sul posto o che intendono affermarsi in una certa comunit o etnia.
E interessante notare che il sistema delle syndication and in crisi in America con lavvento della
televisione e poi con il rock. In Italia la situazione ancora pi confusa perch la legge Mammi non
prevede alcuna forma di consorzio per evitare che lesempio si estendesse alla televisione dove
avrebbe turbato qualche interesse consolidato a cominciare da quelli del duopolio RAI-Fininvest.
Un concessionario di radiofonia locale, se possiede emittenti (fino a 7) in altri bacini, pu
trasmettere lo stesso programma tutto il tempo che vuole senza alcun limite; due o pi emittenti di
proprietari diversi che vogliono consorziarsi devono chiedere lautorizzazione a trasmettere lo
stesso programma al ministero delle Poste che deve emettere un apposito decreto. Il limite di 6 ore
giornaliere, ma c il vantaggio di poter trasmettere sia pubblicit locale che nazionale.
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11. NELLA CONCESSIONARIA PUBBLICA.


La radio della RAI.
La RAI dispone di 3 canali radiofonici nazionali, strutturati in reti ad onde medie AM ripetute in
modulazione di frequenza FM. Alle 3 reti nazionali si aggiunge Isoradio, servizio di informazioni
sul traffico e musica, in collaborazione con la societ Autostrade. Gr. Parlamento ha iniziato le
trasmissioni nel 1998. La RAI effettua inoltre in convenzione con la Presisdenza del Consiglio, le
trasmissioni per lestero di RAI International: un tempo prevalentemente in onde corte, oggi anche
via satellite.
Radio e televisione secondo la RAI.
Dopo laffermazione della televisione allinterno della RAI la radio ha rappresentato un compito
declinante e minore. Lo sviluppo della televisione mostrava la capacit di raggiungere con rapidit
quelle fasce della popolazione italiana in cui la radio era penetrata con lentezza. La televisione era
per anche un programma politico. Non solo perch incarnava assai bene un ideale di ordinato
welfare familiare e di modernizzazione diretta dallalto ma anche perch Ettore Barnabei aveva
compiuto la scelta lucida di pilotare la televisione, dove nulla esisteva e tutto andava fatto,
lasciando la radio ad una cultura umanistica, letteraria ed etnico politica, in cui i cattolici avevano
dialogato con quasi tutti e in cui sopravvivevano lo spirito azionista e torinese della parte migliore
dellEIAR e della prima RAI. Non cera dentro la RAI unattenzione che permettesse di compiere
loperazione di rivolgimento radicale della radio che fu compiuta dalla BBC dedicando un canale
alle culture musicali giovanili. Una cultura per fare una radio pubblica di questo tipo non cera
proprio. La televisione ha captato le novit meglio della radio; si dotata di approfondimenti
informativi i rotocalchi e si intrecciata saldamente con lo show business musicale, relegando la
radio in una nicchia di ascolto alta e di et adulta. Il tema di una rete radio pubblica dei giovani
magari non collocata a Roma del tutto assente e la cosa non fa meraviglia, perch gi la radiofonia
privata aveva occupato quello spazio e coinvolto una generazione. Negli anni 80 la RAI si illusa
che le radio private si alimentassero di un comportamento giovanilistico, che fossero un oggetto per
adolescenti, un giocattolo da abbandonare quando, una volta cresciuti, avrebbero assunto le
abitudini di ascolto dei loro padri. Su questo ha costruito una implicita divisione del lavoro: che le
private parlassero anche ai giovani, che costruissero anche loro i network nazionali che la legge
Mammi avrebbe protetto dallannessione a Fininvest, la RAI poteva proseguire in unofferta
generalista per gli adulti. Lunica innovazione della Rai fu la creazione accanto alle tre reti
nazionali dell8 novembre dell82 di due canali stereofonici innovativi in FM, pomeridiani e serali
(Stereouno e stereodue) e di uno notturno a reti unificate, Stereonotte, mirati sulla musica leggera.
Mancava soprattutto un formato e la scelta musicale si sovrapponeva tra un canale e laltro e
risultava casuale e compendiaria, affidata ai gusti diversi dei disc jockey licenziati ogni sei mesi
perch non maturassero il diritto alla vertenza sindacale per essere assunti. Cosi nessuno di loro
poteva diventare un personaggio.
Un difficile cambiamento.
Nel 1990 la RAI var un piano per la radio con alcuni significativi provvedimenti di
riorganizzazione dellofferta. Radio due e giornale radio due vedevano confermata una missione
editoriale generalista; per radio tre e il gr. 3 si ribadiva una funzione culturale. Radio uno e Gr. 1 si
vedevano affidata nei rispettivi ruoli la realizzazione del programma specializzato
nellinformazione. I due canali stereofonici dovevano differenziarsi: Stereouno diventava Stereorai
partecipando alla specializzazione informativa della prima rete e assorbendo il marchio Stereonotte.
Stereo due aasumeva la missione di radio per gli automobilisti ( poi diventata Radioverde Rai). La
loro presenza era osteggiata dai radiofonici privati perch la legge Mammi assegnava alla RAI tre
reti televisive e tre reti radiofoniche mentre la precedente convenzione tra lo Stato e la RAI pi
largamente le consentiva tre reti radiofoniche a modulazione di frequenza per la diffusione via radio
di almeno tre programmi. Il rinnovo della convenzione cadeva nel 94. Levidente trascuratezza
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della RAI nel considerare strategico il settore radiofonico condusse ad una nuova convenzione nella
quale erano assegnate alla RAI soltanto tre reti radiofoniche per la diffusione di altrettanti
programmi. Un testo che provoc lo chiusura dei due programmi stereo e costitu anche un requiem
per ogni possibilit di organizzazione stellare o federalista della radio pubblica. Un confronto con
una tipica radio per giovani, Radio dimensione suono mostra il carattere adulto e maturo del
pubblico RAI con una programmazione che intercetta il grosso degli ascoltatori solo dopo i 35 anni
proprio quando RDS passa il testimone. Let del passaggio del testimone tende a spostarsi sempre
pi avanti man mano che cresce la generazione del 70 e nuove leve si avvicinano alla radio
commerciale, sospingendo gradualmente Radio RAI in una nicchia sempre pi stretta. Lerrore
compiuto don la Convenzione del 1994 si rivela qui in tutta la sua gravit: agendo su pi reti si
sarebbero sperimentati nuovi formati a flusso senza dover smantellare da un giorno allaltro la
programmazione esistente.

12. RADIO LOCALI E COMUNITARIE.


Lo spazio del locale.
Lindagine Audiradio 1999 riporta 219 radio classificate locali, di cui 165 con un bacino di utenza
inferiore o pari al territorio della regione dove operano e 54 che sono ascoltate in due o pi regioni.
Per collocare il significato di queste radio possiamo prendere in considerazione due interpretazioni
molto diverse:
1. Queste radio locali svolgono funzioni identitarie e di rispecchiamento del senso di una comunit.
2. Queste radio svolgono funzioni connettive e di circolazione delle idee allinterno di gruppi sociali e
luoghi fisici altrimenti troppo isolati, ristretti, chiusi.

A sostegno di questa seconda ipotesi pu essere invocato un risultato della ricerca umbra che ha
messo a confronto il pubblico delle radio e quello delle televisioni locali. Nelle tv locali la fedelt
pi alta si trova nelle emittenti con bacino pi circoscritto, mentre in radio avviene lopposto: la
fedelt premia le emittenti pi diffuse.
Radio interregionali e macroregionali.
Se collochiamo le radio locali su una carta geografica dItalia ci rendiamo subito conto di quanto
questa direzione locale sia inadeguata e poco rappresentativa. Delle 212 classifiche locali e rilevate
da Audiradio nel 1999 ve ne sono 164 il cui bacino di utenza limitato ad una sola regione ma
anche 37 che abbiamo definito interregionali e che sono ascoltate in due o tre regioni vicine e infine
11 emittenti macroregionali ascoltate in pi di tre regioni.
Emittenti interregionali: quadro di radio piccole e medie ma di notevole personalit che hanno
ritagliato unarea di ascolto rispettabile in quei grandi bacini interregionali in cui avvengono ogni
giorno migrazioni di studio e di lavoro per migliaia di persone. La pianura padana scomposta in
pi aree, al centro Italia c un complesso di radio che dal Lazio si irradiano verso lAbruzzo,
Molise, Campania giungendo anche in Basilicata e Puglia, poi un gruppo di emittenti che si parlano
dalle due rive dello stretto di Messina.
Emittenti regionali: appaiono vocate ad una radiofonia metropolitana citt come Torino; Milano,
Roma, Napoli, Cagliari.
Radio macroregionali: grandi radio solo formalmente locali. Al di l del modo che hanno scelto per
marcare la loro presenza (syndication, consorzi di fatto, catene di emittenti della medesima
propriet, emittenti fondamentalmente distinte e di proprietari diversi ma in via di fatto unificate,
shopping di frequenze in giro per lItalia) si tratta di radio che arrivano in genere in 6-7 regioni con
ascolti nettamente superiori a quelle delle radio interregionali
Ci sono radio che da una determinata regione hanno allargato progressivamente il loro bacino di
utenza stemperando ma non perdendo le caratteristiche culturali del luogo di origine.

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Le dimensioni dimpresa delle radio locali


Radio comunitarie, radio religiose.
La legge Mammi introdusse anche il profilo delle radio comunitarie, senza fini di lucro, espressione
delle minoranze linguistiche ed etniche, delle organizzazioni ecclesiali e politiche, delle
associazioni e dei movimenti, del Terzo settore mentre dal 2000, con Facolt di frequenza
dellateneo senese nata la prima radio universitaria italiana. Sono comunitarie molte emittenti
cattoliche, e a livello nazionale Radio Maria: nata nel 1983 ad Arcellasco dErba come piccola radio
di culto mariano e di preghiera ha oggi ottimi impianti, imponente ascolto, ed interamente
sostenuta dalle offerte dei fedeli. Nella radio cattolica non manca un tratto imprenditoriale,
lombardo. Intende essere commerciale nel ritmo e nello stile ma comunitario nei valori e nei
contenuti. Le radio cattoliche sono promosse dai soggetti pi diversi: vi sono radio diocesane,
emittenti parrocchiali, radio promosse da congregazioni e ordini religiosi, emittenti di movimenti
ecclesiali. Il CORALLO associa 244 radio e 42 televisioni di tutte le regioni italiane.

13. PRODURRE E INFORMARE.


Produrre= trasmettere.
Il dinamismo del comparto radiofonico dovuto ad un sistema dei costi molto pi semplice della
televisione. Il dilemma se fare in casa o comprare, tipico della tv qui non esiste: una volta che si
scelto di non entrare in una syndication o di comprare un pacco di nastri registrati magari di
unemittente americana e di mandarli in onda da qualche angolo dItalia inserendo solo break
pubblicitari, ovvio che si fa quasi tutto in casa. Mezzo altamente fidelizzato, la radio costruisce la
sua amicizia con lascoltatore attraverso una ripetizione costante e fedele di una formula
comunicativa, di un formato proprio; un processo che dura nel tempo e porta alla formazione di
una nicchia di pubblico, mentre in televisione uno stesso pubblico salta da una offerta allaltra.
Inoltre non c la fiction, non c il confronto competitivo con il cinema nelle sale. In radio non ha
senso produrre, mettere in magazzino e prelevare da esso i materiali strategici per il palinsesto,
come in televisione cercando di spiare cosa fa la concorrenza. Lespressione produrre = trasmettere
rende bene la differenza situazioni sta tra radio e tv. Nella radio produzione e trasmissione
coincidono con una produzione straordinaria. Mentre in tv si lotta per avere in esclusiva un film in
radio gli stessi dischi vanno in molte radio diverse.
La radio digitale (DAB).
Il DAB una promettente tecnologia radiofonica sviluppata nel progetto comunitario Eureka 147
che pu risolvere alcuni problemi storici della radio:

Deterioramento del segnale FM a causa delle interferenze


La modesta qualit del segnale
La penuria delle frequenze
La necessit di cambiare continuamente frequenza
La digitalizzazione consente di mantenere costante sul territorio la modulazione cio operare in
isofrequenza sfruttando al meglio lo spettro perch fino a 6 canali occupano una sola frequenza.

Cosi si pu trasmettere oltre a musica e parlato stringhe di dati: notizie e quotazioni di borsa durante
il giornale radio, informazioni sul traffico, la foto di un cantante
Informare con la radio.
La radio d le notizie, la tv le illustra, i quotidiani le approfondiscono. In radio non c tempo per le
lunghe inchieste ma ci sono molte possibilit per arrivare primi.
Linformazione della RAI.
Linformazione alla radio ha costituito fin dallinizio uno dei segmenti pi esclusivi del servizio
pubblico. Anche dopo lavvento dellemittenza privata la RAI non ha avvertito la concorrenza se
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non da parte delle radio politiche molto attente alla controinformazione. Il rapimento Moro del 1978
rappresenta anche qui un passaggio chiave. Leccezionalit dellevento conferma lassoluta
centralit dellinformazione radiofonica RAI sino ai giorni recenti. Fino al 75 ha avuto ununica
testata giornalistica radiofonica il Giornale Radio che nasce con una forte impronta ufficiale. Con la
riforma i Gr diventano tre, uno per rete opportunamente divisi per equilibri politici. Nel 93 iniziata
la sua riunificazione compiuta nel 94 con lintento mai interamente realizzato di trasferire
linformazione su Radio Uno. In RAI un giornale radio costituito da giornalisti professionisti cosa
diversa dai programmi cio dalle trasmissioni culturali e dintrattenimento che hanno alto budget e
personale sotto un altro contratto. Anche i vertici sono diversi. Unorganizzazione un po datata che
non tiene conto del dilagante infotainment e in cui due squadre con diverse missioni occupano i
rispettivi tempi al microfono come appartamenti in un condominio spesso conoscendosi appena
anche perch lavorano in ambienti fisici lontani. Da sempre i Gr sono abituati a lunghe campiture di
spazio di mezzora soprattutto al mattino con notiziari di tipo generalista con una grande gerarchia
di notizie e di generi simile allimpaginazione di un giornale di carta che avesse molte edizioni
quotidiane con continue ribattute e aggiornamenti delle notizie. E evidente che lunificazione del
Gr. Non ha affatto trasferito su un unico canale linformazione. E come se la RAI vedesse le sue tre
reti solo al mattino con un unico clock nel quale ogni mezzora c un notiziario che dura mezzora,
lasciando allascoltatore la ricerca della frequenza su cui in quel momento viene trasmesso quel
gruppo.
Radio Popolare di Milano: dal movimento al servizio.
Fino al 90 la radiofonia privata ha percorso le strade della musica e del light entertainment parlato
dedicando quindi allinformazione spazi ridotti. Si trattato di una scelta culturale ma anche di
marketing con consistenti risvolti organizzativi perch linformazione richiede costi di produzione,
livelli di professionismo e di organizzazione allora non raggiungibili. Una consistente eccezione
rappresentata da Radio Popolare che nasce la vigilia di Natale del 75 ed una radio di movimento
particolarmente legata a Milano e alla sua sinistra politica ma indipendentemente da ogni sigla.
Diventa sempre pi una radio di informazione: una miscela particolare di carattere milanese e di
apertura critica sul mondo. Dopo la legge Mammi chiede infatti una concessione come radio
commerciale e si finanzia con un misto di pubblicit e di risorse tipiche dellemittenza comunitaria:
abbonamenti di sostegno e azionariato popolare. Nel 92 nasce Popolare Network via satellite dal 95:
di fatto una syndication informativa con 5 partner che arriveranno poi a 15.
Oratoria in onda: Radio radicale.
Si caratterizza per le trasmissioni in diretta delle sedute parlamentari e di altri eventi politici,
alternate a campagne propagandistiche dalla grande forza polemica. Nell81 lanno in cui la radio
costruisce una sua rete nazionale, per iniziativa di Paolo Vigevano dai microfoni di Radio Radicale
Leonardo Sciascia dialoga con le Brigate Rosse. Nell83 va in onda in diretta il proceseo in cui era
imputato Negri e nell85 la volta di Tortora. Nell86 quando la radio attraversa una delle sue crisi
economiche come iniziativa di protesta collega i suoi microfoni senza mediazione con la segreteria
telefonica. Arrivano telefonate di insulti, oscenit. Emittente di partito usufruisce dal 1987 di
finanziamenti per leditoria e di una legge ad hoc approvata il giorno dopo la legge Mammi. Nel 92
la Camera delibera lorganizzazione di una postazione fissa di Radio Radicale per la registrazione e
la messa in onda delle sedute ed ha equiparato i suoi addetti ai giornalisti parlamentari; dal 94 viene
firmata tra vivaci polemiche la convenzione per la trasmissione integrale delle sedute. Radio
radicale continua cosi a vivere e minacciarsi di morte periodicamente alternando riprese di
congressi, eventi e convegni a lunghi programmi di informazione politica, rassegne stampa,
dialoghi con gli ascoltatori, ma partecipando energicamente a tutte le campagne del partito radicale.
Radio di partito stata anche Italia Radio.

17

Quando un obbligo diventa unopportunit.


Con leccezione di RTL le radio avvertirono la legge Mammi come un vincolo poich obbligava i
concessionari nazionali a trasmettere quotidianamente giornali radio o telegiornali. Nel contesto di
una legge cosi infelice questo stato linizio di una crescente attenzione alla radiofonia privata
verso linformazione. Un primo esempio la syndication di informazione e di spettacolo CNR nata
nel 92 per iniziativa della concessionaria SPER e dalla sua agenzia radiofonica AGR.
Successivamente lofferta delle radio nazionali ha cominciato a curvare i propri formati con una
maggiore attenzione alle news e al parlato. La radio dinformazione conoscer una crescita
consistente. Si possono osservare 4 direttrici di sviluppo dellinformazione alla radio:
1. Sviluppo di formati informativi brevi che si adattino bene ad un clock in cui musica e
intrattenimento sono gli elementi prevalenti
2. Laccentuazione di una componente di servizio spesso a scala metropolitana come notizie sul
traffico, sul tempo, sulle quotazioni della borsa.
3. Aumento di rubriche a contenuto informativo affidate a grandi firme e un forte investimento in
figure di direttori che conoscessero bene la radio e fossero nomi riconosciuti e autorevoli.
4. Non si vede per in Italia un formato all news come quello di France info, rete pubblica francese
nata nell87 con uno straordinario clock di mezzora.

C) INTERNET OLTRE LO SCHERMO VISIVO


Ci vuole orecchio.
Siamo abituati a pensare ad internet come qualcosa di visivo. Oggi tutti i computer incorporano gli
altoparlanti nello schermo e hanno una scheda audio evoluta. Lambiente sonoro di internet un
tema di crescente importanza. La radio e il suo modo di trattare la musica stanno diventando la
sonorit della rete, lorecchio di internet, grazie alla congiunzione radio e musica via internet. Il
motivo di questa congiunzione non tecnologico ma sociale. Il computer si allea con i mezzi che
sono pronti a superare la dicotomia tra la comunicazione di massa e quella punto a punto e che non
si accontentano di una comunicazione unidirezionale. Al binomio radio-televisione si sostituisce il
triangolo internet radio telefono cellulare e compaiono interfacce miste.
La radio smatarializzata.
Una radio trasmessa via internet non ha bisogno di licenze e autorizzazioni, evita ogni censura, non
deve fare i conti n con lOrdine dei giornalisti n con i sindacati, va in diretta in tutto il mondo.
Stiamo parlando della trasmissione direttamente via internet. La trasmissione direttamente via
Internet, da sola o in aggiunta alle tradizionali frequenze via etere, rende la radio ascoltabile
ovunque con ridotti investimenti materiali e superando tutte le dogane e i controlli. Ogni residuo di
trasmissione generalista si estingue; lascoltatore deve cercarsi la sua radio come un tempo faceva il
radioamatore.
On air - on line - on site.
La radio smaterializzandosi diventa visibile radio, acquista la capacit di un ascolto asincrono
bidirezionale e interattivo, guadagna la possibilit di essere archiviata e riappropriata, diventare
anche lei testo e ipertesto, lasciandosi dietro le spalle quel suo carattere volatile e interstiziale che le
proprio. La sua terza oralit si arricchisce di una testualit scritta e iconica. (meta radio:
prosecuzione della radio con altri mezzi. Esempio web nello studio radio \\ tv).

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GLOSSARIO:
ACUSMA: propriet del suono che lo rende percepibile anche se la fonte sonora da cui proviene
non si trova nel campo visivo.
ALL NEWS: formato di una emittente radiofonica o televisiva interamente dedicata
allinformazione, con notiziari cadenzati e programmi di approfondimento delle notizie.
AMUSEMENT: termine inglese che significa divertimento; una componente dellentertainment di
cui per fanno parte anche il sentimentale, il commovente, il melodrammatico, il thriller, ecc.
ANCHORMAN: anche semplice anchor, nella televisione americana il giornalista protagonista
delle news che presenta il TG, ne garantisce lattendibilit presso il pubblico con la sua personale
autorevolezza, e dialoga con i corrispondenti e gli inviati i cui servizi appaiono sullo schermo. Il
termine fu coniato sulla personalit di Walter Cronkitr, protagonista delle CBS News, che
annuncer al mondo lassassinio di Kennedy nel 1963. Dopo il 1991 si diffonde anche nei
telegiornali italiani.
ANNUNCIATORE: personaggio generalmente femminile che in radio e in televisione annunziava
linizio di ogni trasmissione e leggeva i comunicati dellemittente.
AUDIRADIO: societ fondata nel 1988 per iniziativa dellUPA, lassociazione che raccoglie gli
enti pubblicitari, per misurare lascolto radiofonico.
AUDITEL: societ fondata nel 1986 per la certificazione dellascolto televisivo. E lo strumento per
determinare con una convenzione da tutti accettata lampiezza e le caratteristiche della platea
televisiva di minuto in minuto, e dunque il valore degli spazi, dei programmi, dei personaggi
televisivi.
BIBBIA: testo di riferimento nelladattamento di un format televisivo, contenente dati tecnici e
artistici utili al funzionamento e alla produzione di un programma o di una fiction seriale. Per i
format non fictional essa comprende regole e suggerimenti che provengono dalladattamento di un
programma nei diversi mercati in cui stato sperimentato.
BOUQUET: pacchetto di canali televisivo delle pay tv che per contratto si acquistano
congiuntamente.
BREAKING NEWS: notizie comunicate in tempo reale, che interrompono i programmi televisivi.
BROADCASTING: letteralmente semina larga; il termine definisce la trasmissione circolare
simultanea via etere di contenuti televisivi e radiofonici di interesse generale, non indirizzati a un
destinatario particolare ma a tutti gli apparecchi dislocati nellarea di ricezione.
CAMPI: descrivono lo spazio dellazione sul set:
CAMPO CONTROCAMPO
CAMPO LUNGHISSIMO (CLL)
CAMPO LUNGO (CL)
CAMPO MEDIO (CM)
CANALE TEMATICO: nella televisione a pagamento, canale dedicato a un solo tema, hobby o
attivit, che spesso trasmette solo poche ore al giorno di nuova programmazione, continuamente
replicata. Impensabile nella televisione generalista.
CHROMA KEY: effetto speciale analogico che sovrappone una immagine allaltra utilizzando
come discriminante il colore. Se si usa il blu ad esempio tutti i punti di colore blu di una immagine
sono sostituiti con i corrispondenti dellaltra immagine, ma non gli altri.
CLIFFHANGER: nella fiction seriale sospensione ad effetto dellazione per accrescere nello
spettatore lattesa per gli sviluppi futuri della vicenda.
CLOCK: letteralmente quadrante dellorologio. Nella radio di formato il diagramma orario su cui
sono indicate le percentuali dei vari generi di programmazione e la loro ricorrente successione.
CODA LUNGA: teoria economica di Chris Anderson per cui Internet e le forme di distribuzione
immateriale favoriscono la vita commerciale allungando la coda di quei prodotti non bestseller che
sarebbero subito eliminati dai punti vendita per far posto ad altri di pi rapida remunerazione.

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CONTENITROE: una scatole, un involucro duttile che pu durare anche molto e si presta a farsi
riempire con frammenti dei pi vari generi, mediati e organizzati da un conduttore. Il primo
conduttore considerato Domenica in della RAI (1976).
CONTROPROGRAMMAZIONE: strategia di costruzione del palinsesto fondata sullosservazione
dei palinsesti dei concorrenti e sullinserimento di programmi capaci di competere e sottrarre
pubblico allofferta della concorrenza.
CULTURAL STUDIES: campo interdisciplinare di studi umanistici tra la storia della cultura, la
sociologia, le discipline letterarie e quelle dello spettacolo. Sviluppato in Inghilterra negli anni 60
con una forte componente di critica sociale, si successivamente diffuso in tutto il mondo per la sua
capacit di interpretare fenomeni culturali e sociali complessi, attenuando la primitiva imposizione
critica.
DOCUDRAMA: genere televisivo di provenienza inglese che alterna frammenti recitati da attori
con filmati depoca.
DOCUSOAP: programma di narrazione seriale con ambientazioni ispirate alla vita reale, in cui un
gruppo di personaggi, attori non professionisti, mette in scena una mimesi delle proprie relazioni
interpersonali o professionali.

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