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L'evoluzione della televisione

La televisione rappresenta sicuramente ad oggi il mezzo di comunicazione di massa pi


usato e suggestivo, in quanto le sue immagini vivide sono quanto di pi vicino ci possa
essere alla realt visiva.
In Italia il fenomeno televisivo prende ufficialmente avvio il 3 gennaio del 1954, con la
nascita della prima rete televisiva RAI (Radiotelevisione Italiana), segnando in modo
indelebile la storia dell'Italia e diventando l'emblema del boom economico italiano,
storicamente avvenuto in un quinquennio compreso fra il 1958 e il 1963.
Nei primi anni cinquanta, infatti, pochissime persone potevano permettersi di possedere
un televisore, tanto che alcuni bar e le case dei vicini pi facoltosi diventavano luoghi
prediletti per le visioni di gruppo. A cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta, invece, si
assistito ad un aumento esponenziale delle vendite dei televisori, fino a toccare le classi
sociali meno agiate. A quei tempi, specialmente nelle classi sociali pi umili, era
altissimo il tasso di analfabetismo e per questo motivo la televisione italiana, almeno
nelle sue battute iniziali, ebbe fini pedagogici, in modo da educare e fornire una cultura
unitaria al popolo italiano. Celebre infatti la frase che recita L'unit d'Italia non l'ha
fatta Garibaldi, ma l'ha fatta Mike Bongiorno, battuta umoristica ma pressoch vera,
almeno dal punto di vista dell'unificazione
linguistica italiana. Molto importante ai fini di
questa educazione furono i primi telequiz, come
Lascia o raddoppia condotto da Mike
Bongiorno; ma in assoluto il programma
televisivo che maggiormente perorava questa
causa era Non mai troppo tardi, condotto da
Alberto Manzi in accordo con il Ministero della
Pubblica Istruzione che, si stima, avrebbe aiutato
quasi un milione e mezzo di adulti a conseguire la
licenza elementare. Ai suoi albori, dunque, la
Alberto Manzi alla conduzione del
televisione italiana non era interessata come oggi programma
ad un consenso popolare che garantisse introiti
pubblicitari, ma aveva finalit perlopi educative, con indubbi meriti nei confronti di una
Italia, quella del dopoguerra, che era ancora molto arretrata e culturalmente ancora
profondamente divisa.
Nel corso degli anni successivi, si and delineando la televisione come la conosciamo
oggi: sempre alla ricerca di una approvazione popolare per aumentare i ricavi
pubblicitari, modificando completamente gli stili di vita e i modelli comportamentali
delle societ, spesso imponendo un un uso passivo del tempo libero a discapito della
socializzazione e alla relazioni di carattere collettivo.
Questo scritto, si prefigge invece di indagare sul funzionamento tecnico dell'apparato
televisivo, partendo dagli inizi, giungendo fino alla televisione moderna ed infine,
rivolgendo uno sguardo al futuro e alle possibili evoluzioni che possiamo aspettarci a

breve e a lungo termine.


Partiamo dal principio.
Nella notte di Natale del 1883 a Berlino uno studente, nella sua camera d'albergo, faceva
girare intorno al proprio volto un disco di cartone con dei particolari fori... non poteva
certo immaginare che questo sarebbe stato il primo passo per la nascita della televisione!
Si pu definire come televisione un sistema di comunicazioni per la trasmissione
istantanea di immagini fisse o in movimento. Dopo l'invenzione della fotografia e, in
seguito, del cinema, gli studiosi che vissero a cavallo fra il secolo scorso e l'ottocento,
sono sempre stati affascinati dall'idea di poter trasmettere a distanza delle immagini,
magari anche in tempo reale.
Lo studente in questione si chiamava Paul Gottlieb Nipkow
ed il particolare oggetto da lui inventato, inizialmente
denominato telescopio elettronico, passato alla storia
come il disco di Nipkow, uno strumento che per molti
decenni venne considerato come la base del apparato della
trasmissione di immagini a distanza. Il funzionamento il
seguente: facendo ruotare un disco opaco, costituito da dei
particolari fori posti a spirale con origine al centro del disco,
si possono analizzare delle immagini riga per riga, iniziando
dal foro pi esterno fino a quello pi interno.
Il disco di Nipkow
Questo strumento, ovviamente, da solo non sufficiente per
una trasmissione televisiva, tant' vero che lo stesso Nipkow abbandon il suo progetto,
salvo poi accorgersi molti anni dopo (1905) dopo che il suo
brevetto era stato utilizzato da un altro uomo: lo scozzese John
Logie Baird.
La televisione di Baird era costituita da un sistema di scansione
meccanico. Un disco di Nipkow ruotava davanti agli elementi
sensibili di selenio, e istante dopo istante si otteneva un valore
elettrico corrispondente alla luminosit di un punto dell'immagine,
riga dopo riga. Il visore era costituito da un altro disco di Nipkow,
che girava davanti ad una lampada al neon comandata dal segnale
modulato a seconda della luminosit dei punti letti istante dopo
La televisione di
istante: in pratica, si comandava la corrente di scarica del neon. I
Baird
dischi dei due apparecchi (lo scanner
e il visore) erano naturalmente sincronizzati.
Inizialmente le immagini in movimento presentavano
solamente due tonalit di grigio, mentre quelle aventi una
vasta gamma di grigi (che noi comunemente chiamiamo "in
bianco e nero") riusc a realizzarle il 2 ottobre del 1925,
quando riprodusse il viso di un giovane fattorino con una
risoluzione di 30 linee ed una frequenza di 5 immagini al

Una immagine di 30
linee

secondo.
Questo tipo di televisione fu definita elettromeccanica in quanto utilizzava il disco di
Nipkow, dispositivo elettromeccanico.
Per giungere alla successiva evoluzione della televisione, per, necessario effettuare un
altro passo indietro, precisamente ritornando nel 1897, quando Karl Ferdinand Braun
cre l'oscilloscopio a raggi catodici, precursore del famoso tubo catodico televisivo.
Questo dispositivo, dotato di un cannone elettronico, porta un fascio di elettroni presenti
ad un capo del tubo ad impattare violentemente contro una superficie ricoperta di fosfori
presente nell'altro capo, i quali diventano luminescenti al momento dello scontro. Se lo
spostamento degli elettroni velocissimo, si avr la sensazione ottica di una vera e
propria "riga" luminosa, come quando si muove rapidamente una torcia elettrica.
Il primo display televisivo non tard ad arrivare: nel 1927, infatti, lo statunitense Philo
Farnsworth fece utilizzo dell'oscilloscopio a raggi catodici di Braun per realizzare il
cinescopio. Fondamentale era, per
realizzare un vero e proprio monitor
televisivo, la possibilit di formare molte
pi righe luminose, andando a formare un
quadro, e quella di modulare l'intensit
del fascio di elettroni secondo
l'andamento del segnale video.
L'innovazione fu dunque quella di deviare
questo fascio mediante delle placche
elettromagnetiche che costituiscono il
cosiddetto giogo di deflessione. Appositi
circuiti elettronici pilotano gli
Funzionamento del cinescopio
elettromagneti del giogo in modo da
effettuare una scansione in perfetta sincronia.
Questa invenzione, assieme alla scoperta dell'effetto fotoelettrico, diede avvio alla
televisione definita "elettronica" ed alla prima
telecamera, ad opera del russo Vladimir
Zworykin.
L'invenzione in questione, chiamata iconoscopio,
costituita da una ampolla di vetro al cui interno si
trova da un lato una lamina metallizzata di mica
(un composto isolante) con una grande quantit di
elementi sensibili alla luce e dall'altro dei
microscopici granuli di ossido di cesio, in modo da
formare una sorta di condensatore.
Un pennello elettronico esplora periodicamente
Struttura dell'iconoscopio
tutta la superficie di mica e quando investe uno di
questi condensatori elementari ne provoca la scarica, inducendo cos una piccola corrente

elettrica proporzionale alla carica, che a sua volta proporzionale all'intensit della luce.
La scansione effettuata da due coppie di elettrodi, agenti fra piani fra loro ortogonali: la
differenza di potenziale fra gli elettrodi produce il movimento del pennello elettronico
nella direzione desiderata (sistema di Zennec).
Sulla faccia anteriore della lamina di mica messa a fuoco un'immagine, tramite un
obbiettivo come quelli che ormai erano largamente impiegati nelle macchine
fotografiche; la sua scansione viene effettuata riga per riga, fino a costituire un quadro.
Per molti anni si discusse su quale fosse la tipologia di televisione migliore, se quella
elettromeccanica o quella elettronica, ma alla fine, come tutti sappiamo, la spunt
quest'ultima. Il motivo principale di questa scelta fu che la televisione elettronica era in
grado di produrre un maggior numero di linee visive (pi del doppio di quella
elettromeccanica, 375 contro 180, per poi passare a 441). Un'altra ragione fu la
particolare creazione della cosiddetta tecnica di interlacciamento, che divideva la
scansione delle linee in due semiquadri, rispettivamente composti dalle linee dispari e
dalle linee pari; in questo modo il fascio di elettroni si scontra pi frequentemente con la
superficie composta da fosfori, permettendo una immagine molto pi stabile, riducendo
sensibilmente quella sorta di sfarfallamento che caratterizzava i primissimi film con una
cadenza di immagini troppo bassa.
Si comprende perfettamente che la reale qualit di una trasmissione televisiva dipende sia
dal numero di linee presenti che dalla frequenza delle immagini proposte. Si svilupparono
nel corso degli anni tre principali soluzioni di standard televisivi:

NTSC (National Television System Committee), sviluppato negli USA intorno al


1941. Si compone di 240 linee verticali e 360 linee orizzontali, con una frequenza
video di of 29.97 immagini per secondo a 60Hz.
PAL (Phase Alternating Line), sviluppato in Germania a cavallo fra gli anni '50 e '60,
ma presentato ufficialmente soltanto nel 1963. Questo lo standard televisivo pi
largamente utilizzato in Europa e prese piede anche in Italia. Il PAL possiede 288
linee verticali e 360 orizzontali di scansione, con un quadro di 25 fotogrammi al
secondo a 50Hz.
SECAM (SEquentiel Coleur Avec Mmoire), sviluppato in Francia e adottato anche
nell'Europa orientale dell'URSS. Il sistema utilizza la stessa risoluzione e la stessa
frequenza del PAL, ma venne utilizzato per la sola trasmissione (non esistono
videocamere in formato SECAM).

Facciamo ora per un altro passo indietro. Come possibile trasmettere a grandissime
distanze una vera e propria trasmissione televisiva?
La comune trasmissione televisiva terrestre da noi comunemente utilizzata e detta anche
via etere, sicuramente equiparabile alla trasmissione audio della radio: vengono
dunque sfruttate le cosiddette onde radio o microonde. La trasmissione di segnali
televisivi presenta una serie di particolari problemi non presenti nelle trasmissioni audio,
il principale dei quali la larghezza di banda.
La quantit di informazione che pu essere trasportata da un segnale radio

proporzionale alla sua frequenza, per questo motivo la frequenza delle onde radio
televisive deve essere particolarmente elevata: si fa dunque utilizzo di onde radio in alta
frequenza. La televisione ne usa principalmente due tipi:

VHF (Very High Frequency), che sta indicare lo spettro delle onde radio comprese
fra 30 e 300 MHz.
UHF (Ultra High Frequency), che comprende lo spettro di banda delle onde radio che
va dai 300 MHz ai 3 GHz.

Importante da considerare la modulazione delle onde elettromagnetiche che


compongono il segnale televisivo.
La modulazione un'operazione mediante la quale il segnale contenente l'informazione
(modulante) viene "collegato" a un secondo segnale (portante) avente le caratteristiche
adatte alla trasmissione. In pratica, la modulazione consiste nel far variare istante per
istante una o pi delle caratteristiche del segnale portante, in relazione al valore assunto
dal segnale modulante. L'operazione inversa, che consente l'estrazione del segnale di
partenza dal segnale modulato detta demodulazione.
Il risultato pi importante della modulazione che la banda occupata dal segnale
modulato diversa da quella di partenza del segnale modulante. La banda occupata
originariamente dal segnale detta banda base, mentre la banda occupata dal segnale
modulato detta banda traslata.
Le ragioni che giustificano l'utilizzo delle operazioni di modulazione e demodulazione
sono molteplici; le pi importanti sono le seguenti:

E' possibile ottenere l'adattamento del segnale alla banda passante del canale, che ne
deve contenere lo spettro.
Consente di trasmettere contemporaneamente attraverso lo stesso supporto fisico
segnali che, se trasmessi in banda base, risulterebbero avere spettri sovrapposti con
conseguenti effetti di interferenza reciproca.
Si ha la massima emissione di potenza se le dimensioni delle antenne (sia quella
emittente che quella ricevente) sono dello stesso ordine di grandezza della lunghezza
d'onda del segnale da trasmettere.
Permette una riduzione del rumore e delle interferenze.

Celeberrime sono le modulazioni della radio FM (modulazione di frequenza) ed AM


(modulazione di ampiezza). Fino a pochissimi anni fa, la modulazione utilizzata per la
televisione era un particolare tipo di modulazione di ampiezza: la modulazione VSB
(Vestigial Side Band).
La modulazione di ampiezza consiste nel far variare l'ampiezza del segnale portante in
radiofrequenza (spesso prodotto da un oscillatore a radiofrequenza) secondo quella del
segnale modulante in bassa frequenza. In questo modo si vengono a produrre due bande
(o righe) spettrali laterali simmetriche rispetto alla frequenza della portante.
Tornando alla modulazione VSB, essa deriva da quella detta SSB (Single Side Band), che
sopprime una delle due bande laterali mediante dei particolari filtri, ma mantenendo
alcune vestigia della banda soppressa per agevolare le operazioni di demodulazione,

ottenendo anche un sensibile risparmio di banda.

Un esempio di modulazione di ampiezza (AM)


Facendo un piccolo riassunto, il processo televisivo si articola in questo modo: le
immagini vengono riprese da una telecamera (di cui l'iconoscopio fu il precursore),
trasformate in un segnale in onde radio elettromagnetiche a sua volta modulato ed emesso
da una antenna (detta emittente); viene dunque ricevuto da un'altra antenna (questa volta
ricevente) che immette il segnale nel televisore che effettua la demodulazione per
ritornare al segnale di partenza ed infine, grazie al cinescopio, le immagini vengono
visualizzate sul display del televisore.
E i colori?
Un cinescopio per la televisione a
colori si differenzia sostanzialmente
per la presenza di tre cannoni
elettronici, che riproducono il rosso,
il verde ed il blu. Nasce cos il
sistema di trasmissione a colori
detto RGB (dalla corrispettiva
denominazione dei colori in inglese:
Red, Green e Blue). La scelta dei
colori fondamentale: se si
sovrappongono, con uguale
Struttura interna del cinescopio a colori
intensit, tre fasci di luce di questi
tre tonalit, si andr a formare il colore bianco; dalla miscelazione di questi tre colori,
modificando opportunamente l'intensit di uno o pi di essi, si in grado di formare
praticamente ogni colore esistente.

Un'altra importante differenza del cinescopio a colori rispetto a quello precedente la


presenza di una mascher forata posta immediatamente prima dello strato di fosfori,
anch'essi diversi in base al colore dal quale vengono colpiti, in modo tale che il fascio di
elettroni colpisse solamente il colore ad esso corrispondente.
Il segnale televisivo a colori, per, non strutturato esattamente cos. Vi era infatti
l'esigenza, da parte di chi produceva il segnale televisivo, di poter mantenere la
compatibilit con i televisori in bianco e nero durante il periodo di sostituzione degli
apparecchi e anche quello di risparmiare la banda radio utilizzata. La trasmissione infatti
costituita da due componenti: il segnale di luminanza (Y), che contiene le informazioni
sulla luminosit delle immagini, e il segnale di crominanza, contenente le informazioni
sul colore, composto dai colori rosso (R-Y) e blu (B-Y). Come detto in precedenza, la
somma dei colori RGB porta al bianco: dunque, per completare il quadro dei colori scelti,
si ottiene il verde originato alla differenza fra la luminanza e la crominanza.
Naturalmente i televisori in bianco e nero ricevono solamente il segnale di luminanza,
ignorando quello di crominanza.
Da questo punto in poi si parler della televisione odierna, parlando dei sistemi e delle
tecnologie pi moderne. Le televisioni con display a tubo catodico, nel corso dell'ultimo
decennio, sono state via via soppiantate da quelle LCD e, molto pi recentemente, da
quelle OLED.
Lo schermo LCD (Liquid Crystal Display) basato sulle propriet ottiche dei cristalli
liquidi, delle particolari sostanze che hanno come principale caratteristica quella di non
passare direttamente dallo stato liquido a quello solido, ma sono in grado, in particolari
condizioni, di organizzarsi in fasi intermedie dette mesofasi, che presentano
caratteristiche sia dello stato liquido cristallino che di quello solido.
Questi cristalli liquidi vengono intrappolati fra due superfici vetrose provviste di
numerosissimi contatti elettrici, uno per ogni pixel (una piccolissima porzione
puntiforme) da comandare, che producono un campo elettrico. Sulle facce esterne delle
sue superficie di vetro sono posti due filtri polarizzatori perpendicolari fra loro (uno
verticale ed uno orizzontale): questi filtri sono composti da lamelle spaziate fra loro
dell'ordine della lunghezza d'onda della luce incidente. Le lamelle impediscono o
smorzano l'oscillazione del campo elettrico lungo la direzione ad esse ortogonale secondo
la legge I=I cos2(), dove I l'intensit della luce entrante, I l'intensit della luce
0

uscente e l'angolo fra le due direzioni di polarizzazione, in entrata ed in uscita dal


filtro. Come conseguenza, se l'angolo di 90 la luce viene comletamente assorbita dal
filtro, mentre se di 0, essa lo attraversa totalmente. Tornando al funzionamento del
display, accade che, quando il campo elettrico attivo, le molecole dei cristalli liquidi si
allinineano con esso, limitando la rotazione della luce entrante. Potendo regolare la
rotazione della luce entrante e disponendo dei due polarizzatori, si pu regolare quanta
luce far passare fra essi.
Ogni tipo di display, per, pu basarsi su una logica leggermente diversa che caratterizza
la gestione della illuminazione.

Comportamento della luce attraverso i due polarizzatori


Il vantaggio pi importante di questa tecnologia consiste nella possibilit di creare una
immagine estremamente chiara anche negli ambienti in cui manca la giusta
illuminazione.
I display OLED (Organic Light Emitting Diode), sono stati messi in commercio soltanto
nel recente 2008 e costituiscono il presente e l'immediato futuro degli schermi di
proiezione televisivi. A differenza dei display finora descritti, quello OLED possiede luce
propria, senza bisogno di componenti aggiuntivi per una illuminazione esterna: questo d
la possibilit di realizzare display pi sottili o addirittura flessibili con un maggiore
risparmio energetico.
In questo caso si limiter la descrizione al solo principio di funzionamento.
Il materiale organico in questione un polimero conduttivo, simile alla plastica ed in
grado di condurre la corrente elettrica. Normalmente questi polimeri conduttivi possono
produrre solamente la luce bianca, ma mediante opportuni drogaggi essi sono in grado di
produrre i colori tradizionali RGB. Il drogaggio consiste nell'aggiunta, nel materiale
conduttivo, di piccole percentuali di atomi non presenti nell'elemento stesso, con lo scopo
di modificarne le propriet elettriche: nel caso della tv OLED, il processo viene effettuato
grazie a dei composti elettrofosforescenti.
Ora necessario soffermarsi sulle nuove modalit di trasmissione del segnale televisivo.
Ormai a pi riprese si sente il termine inglese switch off, ossia lo spegnimento delle
frequenze televisive analogiche per far spazio alle trasmissioni del digitale terrestre.
Lo standard televisivo della televisione digitale il DVB (Digital Video Broadcasting)
che, nel caso del digitale terrestre, denominato DVB-T.
I principali vantaggi della televisione digitale rispetto a quella analogica finora descritta
sono:
Un maggior numero di canali potenzialmente trasmissibili.
Una miglior qualit audio e video, in quanto il segnale digitale meno soggetto ad
interferenze.
La possibilit di utilizzare programmi interattivi.
La possibilit della trasmissione in alta definizione.
La televisione digitale pu potenzialmente trasmettere un maggior numero di canali

grazie alla multiplazione del segnale televisivo, che consiste nell'effettuazionedella


trasmissione impiegando per ciascun segnale da trasmettere (detti tributari) uno portante
di frequenza diversa, compresa in una certa gamma, tale che gli spettri dei vari segnali
modulati occupino bande di frequenza adiacenti e non sovrapposte. In altri termini pi
segnali televisivi vengono combinati in uno unico che comprende tutti gli altri.
Il segnale televisivo digitale viene codificato secondo lo standard MPEG-2 (Moving
Pictures Experts Group), permettendo una compressione del segnale televisivo e, assieme
alla multiplazione, consente una maggior trasmissione di canali. La compresione del
segnale avviene eliminando tutte quelle componenti audio-video che la nostra vista e il
nostro udito non possono percepire o eliminando le frequenze troppo alte o troppo basse.
MPEG-2 costituito da profili e livelli: i primi definiscono la modalit di compressione,
mentre i secondi la definizione dell'immagine ed il bitrate (ossia la velocit di
trasferimento dei dati in un intervallo di tempo) da associare a ciascun profilo. E' proprio
perch il segnale digitale codificato che per passare al digitale terrestre necessario
acquistare un decoder o una televisione con esso integrato, in quanto il loro scopo la
decodificazione del segnale televisivo, senza la quale non sarebbe possibile la sua
visualizzazione.
La pi grande novit della televisione digitale , comunque, la possibilit di trasmettere
in HDTV (High Definition TeleVision). Essa comprende principalmente due formati
video:
720p, il pi diffuso ed economico, che presenta una risoluzione di 1280x720 pixel.
Un televisore che supporta unicamente questo formato dell'HDTV chiamato HD
Ready.
1080p, il pi nuovo fra i due, possiede una risoluzione pari a 1920x1080 pixel. Full
HD viene definito il televisore che supporta anche questo formato video.
Esiste inoltre il formato 1080i, che la variante interlacciata del 1080p. Non esiste invece
un ipotetico 720i.

Comparazione grafica fra gli standard tradizionali e quelli HDTV

Nella immagine qui sopra si pu notare le differenze di risoluzione dei due formati
HDTV comparati con gli standard PAL, NTSC e SECAM. Nell'ambito della televisione
digitale, infatti, la descrizione dell'immagine viene effettuata con la suddivisione in pixel.
Essendo la risoluzione della HDTV molto pi elevata, stata resa necessaria un'altra
codifica per il suo segnale, quella dell'MPEG-4. Per risparmiare ulteriormente banda di
trasmissione, specialmente per quanto riguarda i canali in alta definizione, in arrivo
prossimamente il nuovo standard DVB-T2, che permetter un risparmio del 30%.
Ora arrivato il momento di descrivere la televisione come sar nel futuro, recente o pi
lontano, parlando della televisione via internet.
Normalmente ci si riferisce alla televisione via internet con l'acronimo IPTV (Internet
Protocol TeleVision), ma in realt ci sbagliato. Potrebbe essere semplicemente
chiamata Cable Tv, tv via cavo, che negli USA esiste da decenni ormai.
La televisione autenticamente fruita attraverso il web, si pu chiamare Web TV, che si
basa sulla trasmissione di dati in streaming. Lo streaming, dalla definizione inglese della
parola stream, si pu identificare come un flusso di dati audio-video, trasmessi da un
server (il computer trasmettitore dei dati) ad una serie di client (i computer riceventi).
I flussi streaming possono essere basati sulla tecnologia di Windows Media, Real Video,
Adobe Flash Video (il pi utilizzato al giorno d'oggi) e Silverlight.
Esistono due tipologie principali di streaming:
Streaming live, esattamente la riproduzione in internet della televisione come
normalmente la conosciamo.
Streaming on demand, nella quale il dati audio-video vengono memorizzati e
catalogati nei server in modo da essere fruiti dagli utenti in qualunque momento,
senza essere legati da alcun palinsesto; il celeberrimo Youtube un esempio calzante
di questa tecnologia.
Il pi grosso limite odierno della Web TV la qualit relativamente bassa in media dei
canali televisivi, ancora lontani dalla televisione tradizionale. La qualit di un canale di
internet regolato dal suo bitrate, che costringe il client a produrre una velocit di
scaricamento (download) almeno pari ad esso; mediamente un canale televisivo
tradizionale come ad esempio uno RAI, possiede un bitrate di circa 5-6 MB/s,
difficilmente raggiungibile con le basse velocit della nostra comune ADSL. Inoltre la
velocit di invio (upload) del server deve essere particolarmente elevata per poter inviare
la stessa quantit di dati ad un numero imprecisato di client riceventi.
Per ovviare parzialmente a questo problema stata ideata la P2PTV (Peer To Peer
TeleVision), una rete di computer che non possiede server o client fissi, ma tanti peer
equivalenti che fungono sia da client che da server. Detta in soldoni, per quanto riguarda
la P2PTV, la si pu descrivere in questo modo: il peso della trasmissione non va a
intaccare solo la connessione di chi trasmette (server), ma anche di chi guarda (client) che
ridistribuisce il tutto agli altri client, bilanciando quindi la rete. Questo riduce quindi la
banda necessaria del server per trasmettere ad una determinata qualit, consentendo

quindi la trasmissione in una pi elevata.


La principale rivoluzione della Web TV , per, un'altra: il telespettatore pu non
limitarsi semplicemente a guardare, ma
pu anche produrre televisione lui stesso,
sia in diretta che on demand, fungendo da
server egli stesso. Data l'enorme difficolt
che un comune utente trova nel produrre
un segnale televisivo di qualit appropriata
ad un numero anche esiguo di persone,
sono state create delle piattaforme web,
che mettono a disposizione i loro server
La piattaforma televisiva on demand
per ritrasmettere i suoi dati. Le due
piattaforme pi famose sono Justin Tv per per eccezione
lo streaming live e Youtube per lo streaming on demand.
Al giorno d'oggi e ancor di pi in futuro, incredibilmente facile produrre un canale
televisivo sia in diretta che on demand: gli strumenti sono pochi e sempre meno costosi,
come telecamere o webcam, una connessione ad internet e un p di creativit.
Inoltre, con l'avvento della diffusione wireless di internet e l'affermazione dei dispositivi
riceventi mobili (come telefoni cellulari, palmari e tablet), ognuno potr usufruire della
Web Tv come preferisce.
La televisione del futuro sar infatti quella in cui tutti possono vedere ci che vogliono,
quando vogliono e dove vogliono, senza essere legati a nessun palinsesto, utilizzando un
nuovo tipo di televisione che si avvicina sempre di pi agli interessi e alle esigenze del
singolo telespettatore.

Bibliografia

i6BS Ham Radio Italy


http://pc31.fauser.it/
http://www.pinotti.co.uk/
http://www.elettronicagrillo.it/
Wikipedia
http://www.audiotekonline.it/
http://www.digital-sat.it