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Repubblica Italiana

Bollettino Ufficiale della Regione Lazio


Disponibile in formato elettronico sul sito: www.regione.lazio.it
Legge Regionale n.12 del 13 agosto 2011

Data 21/05/2015
Numero 41

Periodicit bisettimanale

Direzione Redazione ed Amministrazione presso la Presidenza della Giunta Regionale Via Cristoforo Colombo, 212 00147 ROMA
Direttore del Bollettino: Dott. Alessandro Bacci

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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SOMMARIO
Stato
Ministeri
Ministero dell'Economia e delle Finanze
Decreti, Delibere e Ordinanze Ministeriali
Decreto 17 marzo 2015
Riparto dell'anticipazione del 60 per cento del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato, agli oneri del trasporto
pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario - anno 2015.
Pag. 9

Comitati e Conferenze
Comitato interministeriale per la programmazione economica
Decreti e Delibere di Altre Autorit
Deliberazione 28 gennaio 2015
Fondo sanitario nazionale 2012. Ripartizione tra le Regioni delle risorse destinate al finanziamento di interventi per la
prevenzione e la lotta all'AIDS (legge 5 giugno 1990, n. 135). (Delibera n. 12/2015).
Pag. 13

Regione Lazio
Atti del Presidente della Regione Lazio
Decreto del Presidente della Regione Lazio 12 maggio 2015, n. T00091
L.R. n. 87 del 7 dicembre 1990, art. 8, comma 6 e successive modifiche. Autorizzazzione alla pesca per scopo di studio, ricerca
e sperimentazione nelle acque interne della Regione Lazio. Societ Bioprogramm S.c. ( P.I. 02038910283)
Pag. 17
Decreto del Presidente della Regione Lazio 12 maggio 2015, n. T00092
Consiglio della CCIAA di Latina - Settore "Chimico-Farmaceutico". Attuazione art.12, comma 6, della Legge n. 580/1993
s.m.i.. Individuazione e nomina del consigliere camerale, in sostituzione del Dott. Pietro Santoro, dimissionario. Pag. 21
Decreto del Presidente della Regione Lazio 14 maggio 2015, n. T00095
Individuazione e classificazione delle acque destinate alla balneazione e dei punti di monitoraggio, ai sensi del D.Lgs 116/08 e
del Decreto attuativo 30.03.2010. Stagione balneare 2015
Pag. 26
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 12 maggio 2015, n. U00181
Individuazione del laboratorio di riferimento regionale per i sistemi di sorveglianza relativi a morbillo e rosolia, casi umani di
malattie trasmesse da vettori e epatite A
Pag. 85
Decreto del Commissario ad Acta 12 maggio 2015, n. U00183
Fondazione Policlinico Tor Vergata - Autorizzazione in deroga al blocco del turn over - anno 2015 -

Pag. 90

Decreto del Commissario ad Acta 12 maggio 2015, n. U00184


Azienda USL ROMA G - Autorizzazione all'assunzione in deroga al blocco del turn over - anno 2015.

Pag. 97

Decreto del Commissario ad Acta 12 maggio 2015, n. U00185


Azienda Ospedaliera S. Camillo Forlanini, autorizzazione alla mobilit ai sensi del Decreto del Commissario ad acta del 16
febbraio 2009, n. 14.
Pag. 104
Decreto del Commissario ad Acta 13 maggio 2015, n. U00187
Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e Assistenza Domiciliare Oncologica (ADO) - Approfondimento istruttorio, in
attuazione del mandato di cui al Decreto del Commissario ad acta n. U00128 del 7 aprile 2014. - Disposizioni conseguenti.
Pag. 110

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Decreto del Commissario ad Acta 14 maggio 2015, n. U00191


Approvazione del Documento Tecnico "Programmi di Screening Oncologici nella Regione Lazio".

Pag. 123

Atti della Giunta Regionale e degli Assessori


Deliberazione 12 maggio 2015, n. 212
Istituzione del Comitato di Sorveglianza del POR FESR Lazio 2014-2020

Pag. 165

Deliberazione 12 maggio 2015, n. 213


autorizzazione all'Autorit di Gestione del POR FESR Lazio 2007-2013 ad implementare la dotazione dell'Avviso Pubblico per
la concessione di agevolazioni agli investimenti innovativi delle piccole e medie imprese per impianti, sistemi ed
apparecchiature per la proiezione cinematografica digitale, approvato con la determinazione n. B02722/2013, utilizzando le
economie riallocabili delle risorse gi trasferite a Lazio Innova SpA per gli avvisi pubblici relativi all'attivit I.4, autorizzando
con proprio atto la societ Lazio Innova SpA a prelevare l'importo di euro 310.201,02 dalle suddette economie. Pag. 172
Deliberazione 12 maggio 2015, n. 214
Approvazione di linee di indirizzo per l'attuazione della Legge Regionale 24 dicembre 2010, n. 9, art. 2, comma 42 Interventi
per lo studio e la valorizzazione delle aree archeologiche. Revoca della DGR 16 dicembre 2011, n. 616.
Pag. 178
Deliberazione 12 maggio 2015, n. 215
Attuazione delle disposizioni di cui al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 29 gennaio 2015, pubblicato
sulla G.U. Serie Generale n. 54 del 6 marzo 2015. Approvazione dei criteri e delle modalit di gestione dell'annualit 2015 del
Fondo destinato alle categorie sociali di cui all'art. 1, comma 1 della Legge 8 febbraio 2007, n. 9 sottoposte a procedure
esecutive di rilascio per finita locazione.
Pag. 184
Deliberazione 12 maggio 2015, n. 216
Rettifica della deliberazione di Giunta Regionale n. 133 del 31 marzo 2015 recante "Concessione a canone ricognitorio dei beni
immobili di propriet della Regione Lazio appartenenti al Demanio Regionale di pertinenza stradale (ex A.N.A.S.) ai sensi
dell'articolo 20 della Legge Regionale 28 aprile 2006, n. 4 e s.m.i. Approvazione schema di atto di concessione ed
autorizzazione alla stipula" e revoca parziale delle concessioni assegnate con la deliberazione di Giunta Regionale n. 751 del 4
novembre 2014.
Pag. 192
Deliberazione 12 maggio 2015, n. 217
Modifiche alla deliberazione n. 317 del 30 maggio 2014 concernente "determinazione dei maggiori oneri posti a carico della
Regione Lazio a titolo di concorso alle spese sostenute da Bracciano Ambiente s.p.a. in relazione all'attivit di recupero delle
aree degradate a causa dei rifiuti abbancati dai soggetti autorizzati alla gestione della discarica fino al 30 giugno 2004 nella
discarica sita in Bracciano (Roma), localit Cupinoro
Pag. 198
Deliberazione 14 maggio 2015, n. 225
Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA) - Sostituzione Responsabile della Capacit amministrativa

Pag. 203

DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA


Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 28 aprile 2015, n. G05193
Reg. CE n. 1198/2006 e Reg. CE n. 498/2007, Determinazione dirigenziale n. C1884/2010, Fondo Europeo per la Pesca (FEP)
2007-2013. Misura 1.3 "Investimenti a bordo dei pescherecci e selettivit". Disimpegno economie per minore spesa.
Pag. 209
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05822
Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni - CARPITA ALESSANDRO Partita IVA 01963160591 Comune di Terracina (LT). Rilascio autorizzazioni fitosanitarie N. 12/0632.
Pag. 214

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Determinazione 13 maggio 2015, n. G05824


D.Lgs 14 agosto 2012, n. 150 e de Decreto Ministeriale 22 gennaio 2014. Approvazione del documento "Quesiti per la prova
d'esame necessaria al rilascio dei certificati di Abilitazione all'acquisto e all'utilizzo dei prodotti fitosanitari e di Abilitazione per
l'attivit di consulente".
Pag. 217
Determinazione 14 maggio 2015, n. G05829
USI CIVICI Universit Agraria di Valmontone (RM) Approvazione della delibera del Consiglio di Amministrazione
dell'Ente n 8 del 16/12/2014. Autorizzazione alla alienazione di una porzione residuale di terreno di demanio civico, sito in loc.
Via della Pace.
Pag. 264
Determinazione 14 maggio 2015, n. G05830
USI CIVICI - Associazione Agraria di Civitavecchia (RM) Consolidamento a titolo oneroso dell'acquisto di terreni
appartenenti al demanio civico. Approvazione della determinazione del Commissario Straordinario dell'ente n 34 del
31/03/2015, relativa alla alienazione di terreno a favore dei Sigg. SALVATI LAURA e STRIANO FRANCESCO - STRIANO
GIULIO. Autorizzazione alla riduzione del prezzo di alienazione.
Pag. 267
Determinazione 14 maggio 2015, n. G05831
USI CIVICI - Comune di Sant'Angelo Romano (RM) Consolidamento a titolo oneroso dell'acquisto di terreni appartenenti al
demanio civico. Approvazione della deliberazione del Consiglio Comunale n 77 del 24/11/2006, relativa alla alienazione di un
terreno a favore dei Sigg. MACERI ANGIOLINO - RUSSO ANTONIO. Autorizzazione alla riduzione del prezzo di
alienazione.
Pag. 270
Determinazione 14 maggio 2015, n. G05841
Regolamento CE 1698/05. Programma di sviluppo rurale del Lazio 2007/2013. D. G. R. 186 del 18 aprile 2012 - Misura 214.
Domande anno 2012. Approvazione elenco provinciale di autorizzazione alla liquidazione di Viterbo. Invio regionale n. 65.
Domande n. 9. Importo Euro 107.858,62.
Pag. 273
DIREZIONE CENTRALE ACQUISTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 27 aprile 2015, n. G05057
Autorizzazione a procedere ad una acquisizione in economia per l'affidamento di un servizio di spedizione di plichi e pacchi
mediante corriere espresso per le sedi regionali per l'anno 2015 - Impegno di spesa euro 9.760,00 IVA compresa - Cap. S23427
- Esercizio Finanziario 2015.
Pag. 278
Determinazione 27 aprile 2015, n. G05058
Affidamento diretto per l'esecuzione del servizio di Loss Adjuster relativa alla gestione dei sinistri sotto franchigia della polizza
assicurativa RCT/O della Regione Lazio. Impegno di spesa sul Cap. S21410, importo euro 18.300,00 I.V.A. inclusa - CIG n.
Z9D13C5BDB
Pag. 281
Determinazione 4 maggio 2015, n. G05353
Procedura di affidamento in economia del servizio di pubblicazione dell'avviso di aggiudicazione della gara concernente
l'acquisizione del servizio di realizzazione, installazione, avviamento e gestione del sistema informatico di supporto
all'emergenza sanitaria Servizio 118 della Regione Lazio. CIG ZE313DAC65. Impegno di spesa di 1.655,07 sul capitolo
H21509 in favore della Soc. Lexmedia Srl P.IVA 09147251004, ed accertamento di 1.216,34 sul capitolo 331530. Esercizio
finanziario 2015
Pag. 285
DIREZIONE FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 4 maggio 2015, n. G05392
Art. 57, L.R. 24.12.2008, n. 31. Fondo regionale integrativo per il diritto allo studio scolastico. D.G.R. n. 398 del 17/09/2010 e
Determinazione Dirigenziale n. B6576 del 21/12/2010 "Assegni di studio a favore degli alunni residenti nel Lazio, nell'ambito
delle politiche in favore delle famiglie meno abbienti." Comuni AFFILE (RM) e ANZIO (RM). Approvazione rendiconti anno
scolastico 2010/2011. Accertamento di euro 391,04. sul capitolo di entrata 331525 Esercizio finanziario 2015. Pag. 290

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Determinazione 13 maggio 2015, n. G05726


Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 - Titolo V - Rinnovo Autorizzazione ente "I.E.S. INTERNATIONAL ESTETIQUE
SCHULE (P.I. 06401121006)"
a svolgere corsi privati non finanziati.
Pag. 295
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05728
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 - Titolo V - Rinnovo Autorizzazione ente "ELITE PROFESSIONAL SCHOOL SRL" a
svolgere corsi privati non finanziati.
Pag. 300
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05767
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 - Titolo V - Rinnovo Autorizzazione - integrazione corso - rinuncia corsi - integrazioni
aule - modifica ricezione aule ente "ASSOCIAZIONE C.N.O.S.-F.A.P. REGIONE LAZIO" Autorizzazione Corsi.
Pag. 304
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05785
Istituti Tecnici Superiori - cofinanziamento regionale di cui alle Determinazioni D4454 del 28 dicembre 2009 e D0966 del 5
marzo 2010; B5039 del 22 ottobre 2010 Istruzioni operative concernenti la rendicontazione delle spese in conto capitale
sostenute dagli I.T.S.. Integrazione e modifica alla Determinazione G07003 del 13 maggio 2014.
Pag. 312
Atto di Organizzazione 14 maggio 2015, n. G05880
Conferimento di incarico ai sensi dell'art. 66, comma 3 e art. 68, comma 2, lettera c, del Regolamento regionale n.1 del 2002, a
personale dipendente regionale - designazione regionale esperto della formazione professionale Giuseppe Milella presidente in
COMMISSIONI ESAMI FINALI nei corsi di Formazione Professionale presso Ente CENTRO DI FORMAZIONE
PROFESSIONALE nei giorni 14 15 maggio 2015. Codice progetto ASL LT/20
Pag. 321
DIREZIONE LAVORO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 30 aprile 2015, n. G05310
Det. G10435/2014 - Individuazione del contraente per l'affidamento del servizio di assistenza tecnica del Piano di Attuazione
Regionale (PAR) del PON YEI "Garanzia per i giovani e attivit di politiche attive" Codice CUP F89D14000500005; Codice
CIG 5852813613". - ERNST & YOUNG FINANCIAL BUSINESS ADVISORS spa - per un importo pari ad 117.584,96 IVA
inclusa. Disimpegno di 77.415,04 quale eccedenza dell'impegno n. 30893/2014 e contestuale modifica creditore a valere sul
residuo del medesimo impegno n. 30893/2014 capitolo A39503 per 117.584.96.Modifica creditore cap. T19427 - impegno
34186/2014 assunto in favore dell'Autorit di vigilanza sui contratti pubblici - ora ANAC cod. cred. 159683 - per l'espletamento
della procedura di cottimo fiduciario di cui alla Det. G10435/2014.
Pag. 324
DIREZIONE POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05820
Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione della "ADERC - Fondazione dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e
degli Esperti Contabili di Tivoli", con sede in Tivoli (RM).
Pag. 329
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05821
Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione della nomina di Paola Porrini a Presidente del Consiglio di
Amministrazione della Fondazione "Erri De Luca", con sede in Roma.
Pag. 333
Determinazione 14 maggio 2015, n. G05843
leggi regionali del 27 giugno 1996, n. 24 e del 20 ottobre 1997, n. 30 e successive modifiche ed integrazioni "Olimpo societ
cooperativa sociale" codice fiscale 01107170571, con sede legale nel comune di Poggio Bustone (Ri) localit Poeta, 2 c.a.p.
02018. Iscrizione all'albo regionale delle cooperative sociali sezione A.
Pag. 336

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DIREZIONE PROGRAM. ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO


Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05755
Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017 - Variazione di bilancio con prelievo dal fondo di riserva per
le autorizzazioni di cassa, capitoli di spesa: T94643 e T25502.
Pag. 339
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05756
Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017 - Variazione di bilancio con prelievo dal fondo di riserva per
le autorizzazioni di cassa, capitoli di spesa T93615 e T25502.
Pag. 343
Determinazione 14 maggio 2015, n. G05847
Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017 Variazione di bilancio con prelievo dal fondo di riserva per
le autorizzazioni di cassa, capitoli di spesa: T93614, T83601 e T25502.
Pag. 347
Determinazione 20 maggio 2015, n. G06217
OGGETTO: Attuazione della deliberazione di Giunta regionale 9 dicembre 2014 n. 868. Approvazione del testo integrale dell'
"Avviso di Asta Pubblica" per le unit immobiliari libere di propriet della Regione Lazio, e del relativo testo estratto, per
l'alienazione di tali immobili. Impegno di spesa di euro 13.218,43, compresa I.V.A. al 22%, sul capitolo di spesa R31922
denominato "Spese per la comunicazione, l'informazione, la promozione (parte corrente) e servizi amministrativi" relativo all'
esercizio finanziario 2015 per la pubblicazione del testo estratto dell' "Avviso di Asta Pubblica".
Pag. 351
DIREZIONE RISORSE UMANE E SISTEMI INFORMATIVI
Atti dirigenziali di Gestione
Atto di Organizzazione 14 maggio 2015, n. G05883
Novazione oggettiva del contratto n. 17090 del 15.05.2014, concernente: "Contratto a tempo pieno e determinato per il
conferimento dell'incarico di dirigente dell'Area "Legislazione Sociale, Studi e Ricerche" della Direzione Regionale Politiche
Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport" al dott. Francesco Bucci.
Pag. 365
DIREZIONE SALUTE E INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA
Atti dirigenziali di Gestione
Atto di Organizzazione 13 maggio 2015, n. G05778
Regolamento regionale n.1/2002, art.164, comma 5. Affidamento ad interim della responsabilit dell'Area "Giuridico
Normativa, Istituzionale e Gestione Rischio Clinico" della Direzione Salute e Integrazione Sociosanitaria.
Pag. 368
DIREZIONE TERRITORIO, URBANISTICA, MOBILITA E RIFIUTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 4 maggio 2015, n. G05363
Impegno di spesa di 6.000.000,00 in favore dei Comuni del Lazio interessati (esclusa Roma Capitale) quale concorso
finanziario ex art. 30, comma 2, lett. c) della L.R. n. 30/98 agli oneri dei servizi di TPL. Saldo bimestre Novembre/Dicembre
2014. Capitolo di spesa D41920 (Missione 10, Programma 02, Aggregato 1.04.01.02.000) del Bilancio di Previsione della
Regione Lazio per l'esercizio finanziario 2015.
Pag. 371

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Enti Locali
Province
Provincia di Latina
Avviso 7 maggio 2015
L.R. 53/98 - R.D. 523/1904 - R.D. 368/1904 R.R. 10/2014 Pubblicazione avviso rilascio della Concessione DemanialeAutorizzazione ai soli fini idraulici per la realizzazione di n.4 manufatti di scarico nel canale principale di Bonifica denominato
"Canale della Colmata" - Comune di Latina (LT), relativamente al progetto della "Passeggiata a mare e pista ciclabile", sul
Lungomare della Marina di Latina tra Foceverde e Capoportiere, intervento compreso nel Programma Operativo Regionale
FERS 2007/2013 e nel Piano Locale Urbano di Sviluppo PLUS. Richiedente: COMUNE D LATINA (C.F./P.IVA
00097020598). Fasc. EC/OI 2360/2013.
Pag. 382

Enti Pubblici
ASL
AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE ROMA C
Avviso
Avviso pubblico, per titoli e colloquio, di mobilit regionale ed interregionale tra Aziende ed Enti del Servizio Sanitario, per la
copertura tempo pieno ed indeterminato di n. 2 posti di Dirigente Medico - Area Medico e Specialit Mediche - Disciplina
Medica e Chirurgia D'Accettazione e D'Urgenza per la U.O.C. di Pronto Soccorso e Medicina d'Urgenza del P.O.S. S.Eugenio,
dell'Azienda USL Roma C.
Pag. 384
AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE ROMA G
Avviso
Avviso pubblico, per titoli e colloquio, per la copertura a tempo determinato di n. 5 posti di Dirigente Medico - Area Medica e
delle specialit mediche - disciplina Psichiatria e n. 18 posti di Collaboratore Professionale Sanitario - Tecnico della
Riabilitazione Psichiatrica.
Pag. 393
Avviso
Avviso pubblico, per titoli e colloquio, di mobilit nazionale, per la copertura a tempo indeterminato di n. 30 posti di Operatore
Socio Sanitario, per l'istituzione nel territorio della Regione Lazio delle Residenze per l'Esecuzione di Misure di sicurezza REMS.
Pag. 400
Avviso
Avviso pubblico, per titoli e colloquio, per la copertura a tempo determinato di n. 30 posti di Operatore Socio Sanitario cat. Bs.
Pag. 413

AGENZIE REGIONALI
ARPALAZIO
Avviso
Avviso pubblico per il conferimento dell'incarico di Dirigente della struttura semplice "Staff sviluppo informativo dei sistemi
organizzativi presso la Divisione pianificazione sviluppo e controllo interno" a soggetto esterno all'amministrazione di ARPA
Lazio.
Pag. 420
Avviso
Avviso pubblico per il conferimento dell'incarico di Dirigente della struttura semplice "Unit patrimonio e servizi tenico
manutentivi" presso la Divisione patrimonio, beni e servizi, a soggetto esterno all'amministrazione di ARPA Lazio.
Pag. 425
Avviso
Avviso pubblico per il conferimento dell'incarico di dirigente della Divisione "Affari generali, istituzionali e legali" a soggetto
estermo all'amministrazione ARPA Lazio.
Pag. 431

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Privati
S.G.I. SpA
Avviso
Realizzazione del metanodotto Paliano (FR) - Busso (CB) DN500 (20"). Comunicazione della data in cui diventato efficace
l'atto che ha approvato il progetto definitivo e informazioni circa la facolt di prendere visione della relativa documentazione.
Pag. 436

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Stato
Ministeri
Ministero dell'Economia e delle Finanze
Decreti, Delibere e Ordinanze Ministeriali
Decreto 17 marzo 2015
Riparto dell'anticipazione del 60 per cento del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato, agli
oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario - anno 2015.

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DECRETO 17 marzo 2015


Riparto dell'anticipazione del 60 per cento del Fondo nazionale per
il concorso finanziario dello Stato, agli oneri del trasporto
pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario
- anno 2015.
(Pubbl. sulla G.U. n. 89 del 17 aprile 2014)

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA
E DELLE FINANZE
di concerto con
IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI
Vista la legge 24 dicembre 2012, n. 228 recante "Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge
di stabilita' 2013)";
Visto, in particolare, l'art. 1, comma 301, che ha modificato
l'art. 16-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto
2012,
n.
135,
recante
"Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con
invarianza dei servizi ai cittadini nonche' misure di rafforzamento
patrimoniale delle imprese del settore bancario";
Visto il comma 1 del predetto art. 16-bis che stabilisce che a
decorrere dall'anno 2013 e' istituito il Fondo nazionale per il
concorso finanziario dello Stato, agli oneri del trasporto pubblico
locale, anche ferroviario, nelle Regioni a statuto
ordinario,
alimentato da una compartecipazione al gettito derivante dalle accise
sul gasolio per autotrazione e sulla benzina;
Visto il successivo comma 3 che prevede che con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con
il
Ministro
dell'economia e delle finanze, da emanare previa intesa in sede di
Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, entro il 31 gennaio
2013, sono definiti i criteri e le modalita' con cui ripartire e
trasferire alle Regioni a statuto ordinario le risorse del Fondo di
cui al comma 1;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo
2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 giugno 2013, n. 148, che
prevede, in particolare, all'art. 2 la ripartizione delle risorse del
Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato, agli oneri
del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle Regioni a
statuto ordinario per il 90 per cento sulla base delle percentuali
riportate nella tabella 1 allegata al medesimo decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri;
Visto il successivo comma 5 dell'art. 16-bis del decreto-legge 6
luglio 2012, n. 95, che prevede che con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con
il
Ministro
dell'economia e delle finanze, da emanare, sentita la Conferenza
unificata, entro il 30 giugno di ciascun anno, sono ripartite le
risorse del Fondo di cui al comma 1, previo espletamento delle
verifiche effettuate
sugli
effetti
prodotti
dal
piano
di
riprogrammazione dei servizi predisposto dalle Regioni a statuto
ordinario;
Visto il successivo comma 6, che dispone che,
nelle
more
dell'emanazione del decreto di cui al comma 5, con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro

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delle infrastrutture e dei trasporti,


sentita
la
Conferenza
unificata, e' ripartito, a titolo di anticipazione tra le Regioni a
statuto ordinario, il 60 per cento dello stanziamento del Fondo di
cui al comma 1. Le risorse ripartite sono oggetto di integrazione, di
saldo o di compensazione con gli anni successivi a seguito dei
risultati delle verifiche di cui al comma 3, lettera e), effettuate
attraverso gli strumenti di monitoraggio. La relativa erogazione a
favore delle Regioni a statuto ordinario e' disposta con cadenza
mensile;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26
luglio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21 agosto 2013, n.
195, che prevede che la misura della compartecipazione al gettito
derivante dall'accisa sulla benzina, sulla benzina con piombo e sul
gasolio, impiegati come carburanti per autotrazione, per le Regioni a
statuto ordinario a decorrere dall'anno 2015 sia pari al 19,4 per
cento e che tale misura deve essere applicata alla previsione annuale
del predetto gettito;
Considerato che lo stanziamento per l'anno 2015 del Fondo di cui al
comma 1 a valere sul capitolo 1315 dello stato di previsione del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sulla base di quanto
stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26
luglio 2013, e' attualmente pari a euro 4.925.252.600,00;
Considerato che, ai sensi dell'art. 4 del decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 11 marzo 2013, la Conferenza unificata,
nella seduta del 5 agosto 2014, ha sancito l'intesa sulla tabella che
adegua le percentuali di riparto riportate nella tabella 1 dello
stesso decreto del Presidente del Consiglio dei ministri;
Considerato che l'art. 5 del decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 11 marzo 2013 prevede che lo 0,025 per cento dello
stanziamento del Fondo di cui al comma 1 per un ammontare complessivo
pari a euro 1.231.313,15 e' destinato alla creazione della banca dati
e del sistema informativo pubblico necessari al
funzionamento
dell'Osservatorio di cui all'art. 1, comma 300, della legge 24
dicembre 2007, n. 244;
Ritenuto
necessario
procedere
celermente
alla
erogazione
dell'anticipazione del 60 per cento dello stanziamento del Fondo di
cui al comma 1 per l'anno 2015, con le modalita' di cui al predetto
comma 6, applicando le percentuali di riparto stabilite dalla
Conferenza unificata nella seduta del 5 agosto 2014;
Acquisito il parere della Conferenza unificata nella seduta del 26
febbraio 2015;
Decreta:
Articolo unico
Erogazione dell'anticipazione per l'anno 2015
1. In attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 11 marzo 2013, di cui all'art. 16-bis, comma 3, del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, nelle more dell'emanazione del
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la
Conferenza unificata, da adottare, ai sensi dell'art. 16-bis, comma
5, del richiamato decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, entro il 30
giugno di ciascun anno, per l'anno 2015 e' concessa alle Regioni a
statuto ordinario un'anticipazione del 60 per cento del Fondo
nazionale per il concorso finanziario dello Stato, agli oneri del
trasporto pubblico locale, anche ferroviario, di cui al comma 1 del
predetto art. 16-bis, per un importo complessivamente pari a euro
2.954.412.772,11.

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2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvedera'


all'erogazione dell'anticipazione di cui al comma 1 in favore delle
Regioni a statuto ordinario secondo gli importi di cui alla Tabella
1, che costituisce parte integrante del presente provvedimento. La
relativa erogazione a favore delle Regioni a statuto ordinario e'
disposta con cadenza mensile, dal 20 marzo 2015 al 20 agosto 2015,
fino alla concorrenza dell'importo di euro 2.954.412.772,11.
3. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della
Repubblica italiana.
Roma, 17 marzo 2015
Il Ministro dell'economia
e delle finanze
Padoan
Il Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti
Lupi
Allegato
Tabella 1
Riparto delle risorse finanziarie da attribuire alle Regioni a
statuto ordinario a titolo di anticipazione per l'anno 2015 pari al
60 per cento dello stanziamento del Fondo al netto dello 0,025 per
cento destinato alla banca dati e del sistema informativo pubblico
dati in euro
=====================================================================
|
| Percentuali di
|
|
|
REGIONI
|
riparto
|
Risorse anticipazione
|
+==================+===================+============================+
(OMISSIS)
+------------------+-------------------+----------------------------+
|LAZIO
|
11,67%|
344.745.495,96|
+------------------+-------------------+----------------------------+
(OMISSIS)
+------------------+-------------------+----------------------------+
|TOTALE
|
100,00%|
2.954.412.772,11|
+------------------+-------------------+----------------------------+

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Stato
Comitati e Conferenze
Comitato interministeriale per la programmazione economica
Decreti e Delibere di Altre Autorit
Deliberazione 28 gennaio 2015
Fondo sanitario nazionale 2012. Ripartizione tra le Regioni delle risorse destinate al finanziamento di
interventi per la prevenzione e la lotta all'AIDS (legge 5 giugno 1990, n. 135). (Delibera n. 12/2015).

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DELIBERA 28 gennaio 2015


Fondo sanitario nazionale 2012. Ripartizione tra le Regioni delle
risorse destinate al finanziamento di interventi per la prevenzione e
la lotta all'AIDS (legge 5 giugno 1990, n. 135). (Delibera n.
12/2015).
(Pubbl. sulla G.U. n. 85 del 13 aprile 2015)
IL CIPE
Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833, istitutiva del Servizio
sanitario nazionale;
Vista la legge 5 giugno 1990, n. 135, concernente il Programma di
interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS;
Visto in particolare l'articolo 1 della predetta legge n.135/1990,
che prevede, tra l'altro, il finanziamento a carico del Fondo
sanitario nazionale di parte corrente, di spese vincolate per
specifici interventi di carattere pluriennale per lo svolgimento dei
corsi di formazione e aggiornamento professionale, nonche' per il
trattamento domiciliare dei soggetti affetti da AIDS;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modifiche e integrazioni, concernente il riordino della disciplina in
materia sanitaria, secondo l'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992,
n. 421;
Visto l'articolo 32, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n.
449, il quale dispone, tra l'altro, che le Province autonome di
Trento e Bolzano, la Regione Valle d'Aosta e la Regione Friuli
Venezia Giulia provvedano al finanziamento del Servizio sanitario
nazionale nei rispettivi territori, ai sensi dell'art. 34, comma 3,
della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e dell'articolo 1, comma 144,
della legge 23 dicembre 1996, n. 662, senza alcun apporto a carico
del bilancio dello Stato;
Visto l'articolo 1, commi 830 e 836, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296 (finanziaria 2007), i quali stabiliscono rispettivamente che
la misura del concorso a carico della Regione Siciliana, e' pari al
49,11 per cento e che la Regione Sardegna dall'anno 2007 provvede al
finanziamento del fabbisogno complessivo del Servizio sanitario
nazionale sul proprio territorio senza alcun apporto a carico del
bilancio dello Stato;
Vista la propria delibera del 21 dicembre 2012, n. 141 (Gazzetta
Ufficiale n. 97/2013), relativa al riparto delle risorse disponibili
per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale per l'anno 2012
che accantona, al punto 3.2 del deliberato, la somma di 49.063.000
finalizzati agli interventi per la prevenzione e lotta all'AIDS;
Vista la nota del Ministero della salute n. 15122 del 30 maggio
2014, con la quale e' stata trasmessa la proposta del Ministro della
salute di riparto tra le Regioni della somma complessiva di
49.063.000 a valere sul Fondo sanitario nazionale 2012, di cui
18.076.000 per lo svolgimento dei corsi di formazione
e
di
aggiornamento del personale dei reparti di ricovero per malattie
infettive e dei reparti per gli ammalati di AIDS e 30.987.000 per
il trattamento domiciliare dei malati;
Tenuto conto che, nella detta proposta, sono stati utilizzati per
il riparto in esame gli stessi criteri adottati negli anni precedenti
e in particolare, per la formazione, e' stato considerato il numero
di posti letto di day-hospital e di degenza ordinaria previsti per
l'anno 2012 per le malattie infettive e il numero dei casi di AIDS
registrati al 31 dicembre 2011, pesati rispettivamente per il 70 per
cento e per il 30 per cento, mentre, per il trattamento domiciliare,
e' stato considerato il numero di posti di assistenza domiciliare

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complessivi previsti dalla legge n. 135/1990 e il numero di casi di


AIDS registrati al 31 dicembre 2011, pesati in parti uguali;
Tenuto conto che nella tabella allegata alla proposta viene
calcolato l'importo teorico spettante alla Regione Siciliana in base
ai suddetti criteri di riparto e che su tale importo viene calcolata
la quota di compartecipazione della Regione stessa, pari al 49,11 per
cento (ai sensi dei citati commi 830 e 836 dell'articolo 1 della
legge n. 296/2006), e che tale quota viene poi redistribuita tra le
Regioni a statuto ordinario;
Vista l'intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, sancita
nella seduta del 15 maggio 2014 (repertorio atti n. 59/CSR);
Tenuto conto dell'esame della proposta svolto ai sensi del vigente
regolamento di questo Comitato (articolo 3 della delibera 30 aprile
2012, n. 62);
Vista la odierna nota n. 422-P, predisposta congiuntamente dal
Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica
economica della Presidenza del Consiglio dei ministri e dal Ministero
dell'economia e delle finanze e posta a base dell'odierna seduta del
Comitato;
Su proposta del Ministro della salute;
Delibera:
1. A valere sulle disponibilita' del Fondo sanitario nazionale per
l'anno 2012 di cui alle premesse, accantonate con la propria delibera
n. 141/2012 e destinate al finanziamento di interventi per la
prevenzione e la lotta all'AIDS, e' assegnata a favore delle Regioni
a statuto ordinario e della Regione Siciliana la somma complessiva di
49.063.000, cosi' ripartita:
1.1. 18.076.000 per le spese di organizzazione dei corsi di
formazione e di aggiornamento del personale dei reparti di ricovero
per malattie infettive e degli altri reparti che ricoverano ammalati
di AIDS;
1.2 30.987.000 per l'attivazione di servizi per il trattamento
domiciliare a favore dei soggetti affetti da AIDS.
2. Tali importi sono ripartiti tra le predette Regioni come da
allegata tabella che fa parte integrante della presente delibera.
Roma, 28 gennaio 2015
Il Ministro dell'economia e delle finanze
con funzioni di presidente
Padoan
Il segretario: Lotti

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Regione Lazio
Atti del Presidente della Regione Lazio
Decreto del Presidente della Regione Lazio 12 maggio 2015, n. T00091
L.R. n. 87 del 7 dicembre 1990, art. 8, comma 6 e successive modifiche. Autorizzazzione alla pesca per scopo
di studio, ricerca e sperimentazione nelle acque interne della Regione Lazio. Societ Bioprogramm S.c. ( P.I.
02038910283)

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OGGETTO: L.R. n. 87 del 7 dicembre 1990, art. 8, comma 6 e successive modifiche.


Autorizzazione alla pesca per scopo di studio, ricerca e sperimentazione nelle acque interne della
Regione Lazio. Societ Bioprogramm S.c. (P.I. 02038910283).

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO


Su proposta dellAssessore all'Agricoltura, Caccia e Pesca;
VISTA la Costituzione della Repubblica Italiana;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modifiche, concernente Disciplina
del Sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al
personale regionale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta n. 1 del 6 settembre
2002 e successive modificazioni ed integrazioni;
VISTA la Legge Regionale 7 dicembre 1990, n 87 Norme per la tutela del patrimonio ittico e per
la disciplina dellesercizio della pesca nelle acque interne e successive modifiche, ed in particolare
lart. 8 comma 6 che regolamenta la concessione di autorizzazioni alla pesca a scopo di studio,
ricerca e sperimentazione nelle acque interne della regione;
CONSIDERATO che coloro che intendono beneficiare di tale facolt devono ottenere apposita
autorizzazione rilasciata dal Presidente della Giunta regionale, su proposta dellAssessore allo
Sviluppo Economico e Agricoltura, previo parere tecnico dello Stabilimento Ittiogenico;
CONSIDERATO che lautorizzazione rilasciata ai sensi del comma 6 dellart. 8 della L.R. 87/90,
esonera dallobbligo della licenza di pesca ed esente dal pagamento della tassa e sopratassa sulle
concessioni regionali;
VISTA la L.R. 10 Gennaio 1995, n. 2 - Istituzione dell'agenzia regionale per lo sviluppo e
l'innovazione dell'agricoltura del Lazio (ARSIAL) che alla lettera o) del comma 1, art. 2, prevede
in capo ad ARSIAL la gestione dellosservatorio faunistico regionale, con le competenze dello
Stabilimento ittiogenico di cui allarticolo 3, comma 4, della legge regionale 7 dicembre 1990, n. 87
(Norme per la tutela del patrimonio ittico e per la disciplina dellesercizio della pesca nelle acque
interne del Lazio);
VISTA la richiesta di rilascio dellautorizzazione annuale per attivit di pesca scientifica mediante
utilizzazione dellelettrostorditore sulle acque ricadenti allinterno del Parco del Circeo localit
Fogliano per lespletamento delle indagini relative al progetto LIFE+08 ENV/IT/000406
REWETLAND Widespread introduction of contructed wetlands for a wasterwater treatment of
Agro Pontino, presentata dalla Societ Bioprogramm S.c., tramite nota del 02.12.2014, acquisita
agli atti della Direzione Regionale Agricoltura e Sviluppo rurale, Caccia e Pesca con nota prot. n.
719207, del 29.12.2014, per i seguenti soci e collaboratori:

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Dr. Paolo Turin, nato a Bagnoli di Sopra (PD) il 26.06.1961;


Dr. Marco Zanetti, nato a Firenze il 10.07.1961;
Dr. Manuel Bellio, nato a Treviso il 20.03.1975;
Dr. Daniele Turin, nato a Monselice (PD) il 07.04.1975;
Dr.ssa Irene Crivellari nata a Piazzola sul Brenta (PD), il 17.11.1978;
Dr. Irene Crivellari, nata a Padova il 17.11.1978;
Dr. Andrea Favaretto, nato a Treviso il 21.01.1977;
Dr. Patrick Macor, nato a Portogruaro (VE) il 12.07.1983;
Dr. Mirko Destro, nato a Conselve (PD) il 14.11.1977;
Dr. Andrea Bertoncin, nato a Camposanpietro (PD) il 25.07.1988;
Dr.ssa Elisabetta Vison, nata a Padova il 26.11.1988;

VISTO il parere tecnico espresso dallARSIAL Osservatorio Faunistico Regionale, trasmesso con
nota n. 2822 del 08.04.2015, ed acquisito agli atti della Direzione Regionale Agricoltura e Sviluppo
rurale, Caccia e Pesca con prot. n. 197959/04/21, del 10.04.2015;
CONSIDERATO che il suddetto parere tecnico esprime parere favorevole al rilascio
dellautorizzazione annuale di pesca a scopo scientifico richiesta dalla Societ Bioprogramm S.c.;
RITENUTO pertanto, che possa essere concessa lautorizzazione annuale alla pesca a scopo
scientifico per i nominativi sopra riportati per lo svolgimento della seguente attivit: indagini per
lesecuzione del progetto LIFE+08 ENV/IT/000406 REWETLAND mediante utilizzo
dellelettrostoridtore sulle acque allinterno del Parco Nazionale del Circeo Localit di Fogliano;
RITENUTO che le attivit di pesca a scopo scientifico dovranno essere concertate con gli uffici
provinciali competenti ai quali Servizi di vigilanza ittica dovr essere comunicato il calendario
preventivo delle uscite e dei nominativi volta per volta incaricati con le rispettive localit di
campionamento;
RITENUTO che nel realizzare le indagini della fauna ittica dovranno essere osservati i protocolli
previsti per la pesca scientifica;
RITENUTO di autorizzare la pesca per studio alla Societ Bioprogramm S.c.;

DECRETA
In conformit con le premesse che qui si intendono integralmente richiamate:
1. di autorizzare, ai sensi e per gli effetti della L.R. n. 87/90, art.8 comma 6 e successive modifiche,
alla pesca per scopo di studio, ricerca e sperimentazione nelle acque interne della Regione Lazio
mediante lutilizzo dellelettrostorditore, nellambito delle indagini relative al progetto LIFE+08
ENV/IT/000406 REWETLAND Widespread introduction of contructed wetlands for a
wasterwater treatment of Agro Pontino i seguenti soci e collaboratori della Societ Bioprogramm
S.c.:
-

Dr. Paolo Turin, nato a Bagnoli di Sopra (PD) il 26.06.1961;

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Dr. Marco Zanetti, nato a Firenze il 10.07.1961;


Dr. Manuel Bellio, nato a Treviso il 20.03.1975;
Dr. Daniele Turin, nato a Monselice (PD) il 07.04.1975;
Dr.ssa Irene Crivellari nata a Piazzola sul Brenta (PD), il 17.11.1978;
Dr. Irene Crivellari, nata a Padova il 17.11.1978;
Dr. Andrea Favaretto, nato a Treviso il 21.01.1977;
Dr. Patrick Macor, nato a Portogruaro (VE) il 12.07.1983;
Dr. Mirko Destro, nato a Conselve (PD) il 14.11.1977;
Dr. Andrea Bertoncin, nato a Camposanpietro (PD) il 25.07.1988;
Dr.ssa Elisabetta Vison, nata a Padova il 26.11.1988;

2. la presente autorizzazione valida allinterno del Parco Nazionale del Circeo Localit di
Fogliano;
3. la presente autorizzazione di durata annuale, con decorrenza dalla data dellatto ed esonera
dallobbligo della licenza di pesca e dal pagamento della tassa e soprattassa sulle concessioni
regionali;
4. fatto obbligo di comunicare al Servizio vigilanza ittica delle Amministrazioni provinciali,
competenti per territorio, il calendario preventivo delle uscite e dei nominativi volta per volta
incaricati, con le rispettive localit di campionamento;
5. nello svolgimento delle attivit dovranno essere osservati i protocolli previsti per la pesca
scientifica;
6. avverso il presente decreto ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale
Amministrativo del Lazio nel termine di sessanta giorni, ovvero, ricorso straordinario al Capo dello
Stato entro il termine di giorni centoventi;
7. il presente decreto, redatto in duplice originale, uno per gli atti dellArea Attivit Istituzionali,
laltro per i successivi adempimenti della struttura competente per materia, sar pubblicato sul
Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

Il Presidente
Nicola Zingaretti

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Regione Lazio
Atti del Presidente della Regione Lazio
Decreto del Presidente della Regione Lazio 12 maggio 2015, n. T00092
Consiglio della CCIAA di Latina - Settore "Chimico-Farmaceutico". Attuazione art.12, comma 6, della Legge
n. 580/1993 s.m.i.. Individuazione e nomina del consigliere camerale, in sostituzione del Dott. Pietro Santoro,
dimissionario.

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Oggetto: Consiglio della CCIAA di Latina - Settore Chimico-Farmaceutico. Attuazione art.12,


comma 6, della Legge n. 580/1993 s.m.i.. Individuazione e nomina del consigliere
camerale, in sostituzione del Dott. Pietro Santoro, dimissionario.
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO
SU PROPOSTA dellAssessore allo Sviluppo economico e Attivit produttive;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6 recante Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale e
successive modificazioni;
VISTO il Regolamento degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale n. 1 del 6 settembre 2002 e
successive modificazioni;
VISTA la Legge 29 dicembre 1993, n. 580 Riordinamento delle Camere di Commercio, Industria,
Artigianato e Agricoltura come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23
Riforma dellordinamento relativo alle camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura, in attuazione dellarticolo 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99;
VISTO il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 4 agosto 2011, n. 156 recante:
Regolamento relativo alla designazione e nomina dei componenti del consiglio ed allelezione
dei membri della giunta delle camere di commercio in attuazione dellarticolo 12 della legge 29
dicembre 1993, n.580, come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n.23,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.222 del 23/09/2011;
VISTO lart. 10 del D.M. n. 156/2011, ai sensi del quale i componenti del Consiglio camerale sono
nominati dal Presidente della Regione, su designazione delle organizzazioni imprenditoriali e
sindacali e delle associazioni dei consumatori, o loro raggruppamenti;
VISTO lart. 11, comma 1, del D.M. n. 156/2011, ai sensi del quale in caso di decesso, dimissioni
o decadenza di un consigliere, la camera di commercio ne d immediato avviso al Presidente
della giunta regionale che provvede, entro trenta giorni dalla comunicazione, sulla base delle
indicazioni fornite, entro quindici giorni dalla relativa richiesta, dallorganizzazione
imprenditoriale o sindacale o dellassociazione dei consumatori che aveva designato il
componente deceduto, dimissionario o decaduto;
VISTO lart. 11, comma 4, del D.M. n. 156/2011, ai sensi del quale lorganizzazione
imprenditoriale o sindacale o lassociazione dei consumatori che non provvedono, entro il
termine di cui al comma 1, ad indicare il nominativo del sostituto, vengono escluse dal
procedimento e il Presidente della giunta regionale provvede ai sensi del comma 6, dellarticolo
12 della legge;
VISTO il comma 6 dellart. 12 della Legge n. 580/1993 e s.m.i., ai sensi del quale qualora le
organizzazioni non provvedano ad effettuare le designazioni dei consiglieri con le modalit
indicate al decreto di cui al comma 4 del presente articolo, la designazione o le
designazioni vengono richieste all'organizzazione o
all'associazione immediatamente
successiva in termini di rappresentativit nell'ambito dello stesso settore. In caso di
ulteriore inerzia da parte delle organizzazioni individuate, il presidente della giunta regionale
nomina entro venti giorni il componente o i componenti del consiglio camerale tra le
personalit di riconosciuto prestigio nella vita economica della circoscrizione territoriale
con riferimento al settore che deve essere rappresentato. Le modalit di applicazione del presente
comma nel caso di apparentamento sono stabilite con il decreto di cui al comma 4;

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VISTO lo Statuto della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Latina;


VISTO il Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00077 del 17 marzo 2014, recante
Legge 29 dicembre 1993, n. 580 e s.m.i., articoli 10 e 12, e D.M. 4 agosto 2011, n. 156, articolo
9 - Individuazione delle organizzazioni alle quali spetta designare i componenti del Consiglio
della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Latina, con il quale stata
determinata la rappresentanza nel Consiglio dellEnte Camerale di Latina per ciascuna
organizzazione imprenditoriale, sindacale e dei consumatori, o loro raggruppamento, nellambito
dei settori economici, sindacali e di tutela dei consumatori;
VISTO il Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00255 del 6 agosto 2014, concernente
Legge 29 dicembre 1993, n. 580 e s.m.i., articolo 12 - Nomina dei componenti del Consiglio
della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Latina;
CONSIDERATO che, con il suddetto Decreto, era stato nominato in rappresentanza del settore
Chimico-Farmaceutico nel Consiglio della CCIAA di Latina il Dott. Pietro Santoro, su
designazione della Confindustria di Latina (Unindustria Latina);
VISTA la nota camerale n. 22508 del 07/10/2014, trasmessa con PEC del 07/10/2014 acquisita agli
atti regionali in data 08/10/2014 con prot. n. 558294/09/01, con la quale il Presidente della
Camera di Commercio di Latina ha comunicato alla Regione Lazio le dimissioni del Dott. Pietro
Santoro dallincarico di componente del Consiglio dellEnte camerale;
VISTA la nota regionale prot. n. 564480 del 13/10/2014, con la quale la Direzione Regionale per lo
Sviluppo Economico e le Attivit Produttive ha richiesto a Unindustria Latina la designazione
del nuovo rappresentante nel Consiglio della CCIAA di Latina per il settore ChimicoFarmaceutico, ricevuta da detta Organizzazione imprenditoriale in data 20/10/2014;
VISTA la nota prot. n. 346/1/Ad del 04/11/2014, trasmessa con raccomandata riportante quale data
di spedizione quella del 06/11/2014 e acquisita agli atti regionali in data 11/11/2014 con prot. n.
624034 in data 11/11/2014, con la quale il Presidente di Unindustria Latina ha designato il
proprio rappresentante per il settore Chimico - Farmaceutico nel Consiglio della CCIAA di
Latina, in sostituzione del Dott. Pietro Santoro;
RILEVATO che la suddetta designazione stata trasmessa due giorni oltre il termine perentorio di
quindici giorni stabilito, a pena di decadenza, dal comma 1 dellart. 11 del Decreto Ministeriale
4 agosto 2011, n. 156, per linvio delle designazioni in caso di sostituzione di un consigliere
camerale dimissionario;
CONSIDERATO che la suddetta situazione integra gli estremi stabiliti dal comma 4 dellart. 11 del
D.M. n. 156/2011 per escludere dal procedimento lorganizzazione imprenditoriale che non ha
provveduto ad effettuare le designazioni dei consiglieri con le modalit indicate dal decreto
stesso;
VISTA la comunicazione di avvio di procedimento, ai sensi dellart. 7 della Legge 241/1990 e
s.m.i., di pronuncia di decadenza del seggio assegnato a Confindustria di Latina per il settore
Chimico-Farmaceutico nel Consiglio della CCIAA di Latina con il Decreto del Presidente
della Regione Lazio n. T00077 del 17/03/2014, trasmessa con nota regionale prot. n. 699443 del
17/12/2014 (Raccomandata n.141843542608) spedita il 18/12/2014 e ricevuta dal destinatario in
data 08/01/2015;
CONSIDERATO che con la suddetta nota regionale stato, inoltre, assegnato a Confindustria
Latina il termine di 20 gg., decorrenti dalla data di ricezione della nota stessa, per presentare
memorie scritte e documenti attinenti al procedimento in parola;
RILEVATO che, entro il suddetto termine (scaduto il 28/01/2015), non risultano pervenute alla
Regione Lazio memorie scritte o documenti di Confindustria Latina;

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RITENUTI, pertanto, sussistenti i presupposti per lesclusione di Confindustria Latina dal


procedimento per il settore Chimico-Farmaceutico nel Consiglio della CCIAA di Latina di cui
ai Decreti del Presidente della Regione Lazio n. T00077 del 17/03/2014 e n. T00255 del 6 agosto
2014;
RITENUTO, altres, di dover dichiarare il Dott. Pietro Santoro decaduto dallincarico di
componente del Consiglio della CCIAA di Latina in quanto dimissionario;
CONSIDERATO che per lassegnazione del seggio per il settore Chimico Farmaceutico, in
sede di rinnovo del Consiglio Camerale, non hanno concorso ulteriori organizzazioni
imprenditoriali oltre a Confindustria Latina;
CONSIDERATO che, in relazione a quanto sopra, ai sensi del comma 6, dellart. 12 della Legge
580/1993 e s.m.i.,, alla sostituzione del consigliere decaduto deve provvedere direttamente il
Presidente della Regione Lazio scegliendo tra le personalit di riconosciuto prestigio nella
vita economica della circoscrizione territoriale con riferimento al settore che deve essere
rappresentato;
VISTO il curriculum vitae della Dott.ssa Giulia Braca;
TENUTO CONTO che il suddetto nominativo ha rilasciato, a norma dellarticolo 47 del Decreto
del Presidente della Repubblica 28 Dicembre 2000 n. 445, una dichiarazione attestante la propria
disponibilit alla nomina ed allo svolgimento del relativo incarico, linesistenza delle cause
ostative di cui al comma 2 dellarticolo 13 della Legge n. 580/1993 e s.m.i. e linsussistenza di
una delle cause di inconferibilit e incompatibilit previste dal Decreto Legislativo 8 aprile 2013
n. 39 recante Disposizioni in materia di inconferibilit e incompatibilit di incarichi presso le
pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1,
commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190;
PRESO ATTO che risultano rispettati i requisiti di legge per procedere alla nomina della Dott.ssa
Giulia Braca quale componente del Consiglio della CCIAA di Latina;
RITENUTO di dover individuare e nominare, ai sensi del comma 6 dellart. 12 della Legge n.
580/1993 s.m.i., la Dott.ssa Giulia Braca componente del Consiglio della CCIAA di Latina in
rappresentanza del settore Chimico - Farmaceutico;
RILEVATO che, ai sensi del Regolamento di semplificazione del procedimento per la
determinazione dei compensi ai presidenti e ai componenti degli organi delle camere di
commercio, approvato con il D.P.R. 20/08/2001 n. 363, le indennit di funzione o altre forme di
compenso, comunque denominato, spettanti ai presidenti e ai componenti degli organi camerali
sono a carico delle Camere di Commercio stesse;
DECRETA
di escludere, in attuazione dellart.12, comma 6, della Legge n. 580/1993 s.m.i.., Confindustria
Latina dal procedimento per il settore Chimico-Farmaceutico nel Consiglio della CCIAA di
Latina di cui ai Decreti del Presidente della Regione Lazio n. T00077 del 17/03/2014 e n.
T00255 del 6 agosto 2014;
2. di dichiarare il Dott. Pietro Santoro decaduto dallincarico di componente del Consiglio della
CCIAA di Latina in quanto dimissionario;
1.

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3. di individuare e nominare, ai sensi del comma 6 dellart. 12 della Legge n. 580/1993 s.m.i., la
Dott.ssa Giulia Braca, nata a Sezze (LT) il 16/01/1984, componente del Consiglio della CCIAA
di Latina in rappresentanza del settore Chimico - Farmaceutico.
Ai sensi della vigente normativa, tutte le spese inerenti a detto incarico sono di competenza della
CCIAA di Latina.
Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente atto.
Avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale
Amministrativo Regionale del Lazio, entro 60 giorni dalla sua pubblicazione, ovvero, ricorso
straordinario al Capo dello Stato, entro il termine di 120 giorni.
Il presente Decreto redatto in due originali: uno per gli atti dellArea Attivit Istituzionali della
Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi, laltro per i successivi adempimenti
dellAssessorato allo Sviluppo economico e Attivit produttive e sar pubblicato sul Bollettino
Ufficiale della Regione Lazio.
Il Presidente
Nicola Zingaretti

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Regione Lazio
Atti del Presidente della Regione Lazio
Decreto del Presidente della Regione Lazio 14 maggio 2015, n. T00095
Individuazione e classificazione delle acque destinate alla balneazione e dei punti di monitoraggio, ai sensi del
D.Lgs 116/08 e del Decreto attuativo 30.03.2010. Stagione balneare 2015

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Oggetto: Individuazione e classificazione delle acque destinate alla balneazione e dei


punti di monitoraggio, ai sensi del D.Lgs 116/08 e del Decreto attuativo 30.03.2010.
Stagione balneare 2015

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO


SU PROPOSTA dellAssessore alle Infrastrutture, alle Politiche Abitative e
allAmbiente;
VISTA la Costituzione della Repubblica Italiana;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la L.R. 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni;
VISTO il regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale 6 settembre 2002 n. 1 e le successive modificazioni;
VISTO il D.Lgs 30 maggio 2008 n. 116 di attuazione alla direttiva 2006/7/CE
relativa alla gestione della qualit delle acque di balneazione;
VISTO il D.M. 30.03.2010 di attuazione del D.Lgs 116/08, che definisce le
modalit e le specifiche tecniche inerenti il controllo della qualit delle acque di
balneazione nonch i criteri per determinare e gestire il divieto di balneazione;
CONSIDERATO che ai sensi dellart. 4 comma 1) del D.Lgs 116/08 compete alla
Regione:

lindividuazione delle acque di balneazione e dei punti di monitoraggio;


listituzione e laggiornamento del profilo delle acque di balneazione;
listituzione di un programma di monitoraggio prima dellinizio di ogni stagione
balneare;
la classificazione delle acque di balneazione;
laggiornamento dellelenco delle acque di balneazione;
la facolt di ampliare o ridurre la stagione balneare;
azioni volte alla rimozione delle cause di inquinamento ed al miglioramento
delle acque
di balneazione;
l'informazione al pubblico ai sensi dell'articolo 15;

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VISTO il Decreto del Presidente n. T00122 del 24/04/2014 di individuazione e


classificazione delle acque di balneazione e dei punti di monitoraggio, ai sensi del
D.Lgs 116/08 e del decreto attuativo 30.03.2010 - Stagione balneare 2014;
CONSIDERATO che in attuazione del D.Lgs 116/08 e del decreto attuativo
30.03.2010, necessario consentire alle amministrazioni comunali interessate
ladozione dei provvedimenti di competenza;
CONSIDERATO che per le attivit di monitoraggio e controllo delle acque di
balneazione la Regione si avvale dellAgenzia Regionale Protezione Ambientale
(ARPA Lazio);
CONSIDERATO che la valutazione e la classificazione delle acque di balneazione
per la stagione balneare 2015 effettuata sulla base dei risultati dei monitoraggi delle
acque degli anni 2011-2014;
RITENUTO opportuno classificare per la stagione 2015 le 224 aree di balneazione
(aree singole e aree accorpate) nonch indicare i punti di monitoraggio dove effettuare i
campionamenti, cos come riportato nellAllegato 1 al presente decreto;
CONSIDERATO che il monitoraggio delle acque deve essere effettuato ai sensi
dellart. 6 del D.Lgs 116/08 e che i parametri e i valori limite relativi ad un singolo
campione, ai fini della balneabilit delle acque, sono quelli fissati allAllegato A) del
decreto 30.03.2010;
CONSIDERATO che i campionamenti delle acque devono prevedere anche la
rilevazione dei principali parametri meteo marini e che Arpa Lazio dovr rilevare tutti i
parametri indicati all Allegato D) del decreto attuativo 30.03.2010;
TENUTO CONTO della comunicazione del Ministero della Salute circa
lequivalenza dei metodi Colilert-18/Quanty Tray ed Enterolert TM E/Quanty
Tray, per la determinazione degli Enterococchi intestinali ed Escherichia coli (ISO
17994:2004), in accordo a quanto previsto dallart. 3 comma 9 della direttiva
2006/7/CE, seconda la quale i suddetti metodi possano essere utilizzati quali metodi
alternativi a quelli previsti dallAllegato I del D.Lgs 116/08, fatte salve eventuali
successive osservazioni da parte della Commissione europea, come disposto al punto 3.
dellart.2 del decreto attuativo 30.03.2010;
DATO ATTO che qualora i dati di monitoraggio evidenzino un superamento dei
valori limite riportati nellAllegato A) del decreto 30.03.2010 devono essere attivate le
azioni di gestione previste allart. 2, comma 4, lettere a) e b) del decreto attuativo
anzidetto e le procedure di monitoraggio e controllo riportate nellAllegato 6 al presente
provvedimento;

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DATO ATTO che le acque di balneazione classificate scarse devono essere


gestite e trattate in modo tale da assicurare losservanza delle prescrizioni di cui allart.
8, punto 4, lettera a) del D.Lgs. 116/08 e art. 2, punto 7 del decreto attuativo
30.03.2010;
DATO ATTO che non sono comunque adibite alla balneazione le acque delle foci
dei fiumi, dei torrenti, dei porti, le aree militari ecc., come dettagliatamente definite
nellAllegato 2 al presente provvedimento;
CONSIDERATO che il programma di monitoraggio elaborato da ARPA Lazio per
la stagione balneare 2015, stato comunicato tramite il Portale delle Acque di
Balneazione al Ministero della Salute entro la data stabilita dal D.Lgs 116/08;
STABILITO che il piano di sorveglianza delle alghe tossiche, indicato allart. 3 del
decreto attuativo 30.03.2010, effettuato sulla base dei profili delle acque (Allegato III al
D.Lgs 116/08) riportato nellAllegato 4 al presente provvedimento;
STABILITO che il piano di sorveglianza dei cianobatteri, come indicato allart. 3
del decreto di attuazione 30.03.2010, effettuato sulla base del profilo delle acque
(Allegato III D.Lgs 116/08) riportato nellAllegato 5 al presente provvedimento;
RITENUTO opportuno individuare la lista delle acque di balneazione e dei rispettivi
punti di campionamento dove effettuare il monitoraggio nonch la relativa classe di
qualit;
CONSIDERATO che risultano in stato scarso da pi di 5 anni le aree di
balneazione: codice IT012058072004 definita 300m sx Fosso Loricina nel Comune di
Nettuno, codice IT012059011A006 definita Rio Martino nel Comune di Latina e
codice IT012059008010 definita Castello Miramare nel Comune di Formia ;
RITENUTO necessario eliminare le suddette aree dalla Lista delle acque di
balneazione individuate all1 al presente decreto;
RITENUTO che i Comuni debbano disporre, per le stesse aree, un divieto
permanente di balneazione delimitando la zona vietata alla balneazione, con adeguata
segnaletica, ai sensi dellart. 5 del D. Lgs 116/2008;
CONSIDERATO che alla scrivente Struttura pervenuta comunicazione da parte di
Arpa Lazio (note prot 11754/GR/03/52 del 12/01/2015 e 49183/GR/03/52 del
29/01/2015) in merito a fioriture di cianobatteri nel Lago di Albano, in corrispondenza
della stazione codice IT012058022A003 denominata Cabina Sollevamento Villa
Pontificia;

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RITENUTO necessario intraprendere attivit di monitoraggio dei cianobatteri nella


suddetta stazione ai sensi di quanto indicato nellall. 4 al presente decreto;
DECRETA
per i motivi espressi nelle premesse, che si intendono integralmente richiamati:

che la stagione balneare, per i punti di campionamento indicati in Allegato 1,


inizia il 1 maggio e si conclude il 30 settembre 2015, mentre la stagione di
campionamento inizia il 1 aprile e termina il 30 settembre 2015; fanno
eccezione il lago di Scandarello, per il quale la stagione balneare inizia il 1
giugno e si conclude il 31 agosto 2015 (attivit di campionamento dal 1 maggio
al 31 agosto 2015) e la spiaggia di Valmontorio, nellarea del Poligono Militare
di Latina, per la quale la stagione balneare inizia il 1 luglio e si conclude il 31
agosto 2015 ( attivit di campionamento dal 1 maggio al 31 agosto 2015);

che i campionamenti delle acque di balneazione devono essere effettuati ai sensi


del D.Lgs 116/08 e del decreto attuativo 30.03.2010; i parametri e i valori limite
relativi ad un singolo campione, ai fini della balneabilit delle acque, sono quelli
fissati allAllegato A del decreto 30.03.2010;

di approvare lAllegato 1, che fa parte integrante del presente decreto,


comprendente la lista delle acque di balneazione e dei punti di monitoraggio per
la stagione balneare 2015, nonch la relativa classe di qualit;

di eliminare dalla suddetta lista le aree di balneazione risultate in stato scarso da


pi di 5 anni: codice IT012058072004 definita 300m sx Fosso Loricina nel
Comune di Nettuno, codice IT012059011A006 definita Rio Martino nel
Comune di Latina e codice IT012059008010 definita Castello Miramare nel
Comune di Formia;

di disporre per le suddette aree un divieto permanente di balneazione ai sensi


dellart. 8 comma 4 punto b) del D. Lgs 116/2008;

che i Comuni dispongano, per le stesse aree, un divieto permanente di


balneazione delimitando la zona vietata alla balneazione, con adeguata
segnaletica ai sensi dellart. 5 del D. Lgs 116/2008;

di approvare lAllegato 2, che fa parte integrante del presente decreto, recante


lelenco delle zone non adibite alla balneazione per la stagione 2015, ai sensi del
D.Lgs 116/08 e del decreto attuativo 30.03.2010;

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che le acque di balneazione classificate Scarse devono essere, ai fini della


tutela della salute pubblica, gestite e trattate in modo tale da assicurare
losservanza delle prescrizioni di cui allart. 8 al D.Lgs 116/08;

che dovranno essere attivate, qualora i dati di monitoraggio evidenziassero un


superamento dei valori limite riportati nellAllegato A al decreto 30.03.2010, le
azioni di gestione previste allart. 2, comma 4, lettere a) e b) del decreto
anzidetto e le procedure di monitoraggio e controllo riportate nellAllegato 6 al
presente provvedimento;

di far obbligo ai Sindaci, in attuazione degli adempimenti di cui allart. 5 del


D.Lgs 116/08 di:
a) delimitare le acque NON adibite alla balneazione ricadenti nel proprio
territorio, in conformit a quanto stabilito dal presente provvedimento,
come da Allegato 2;
b) delimitare le zone interessate dal superamento dei valori analitici come
previsti allAll. A) al decreto attuativo 30.03.2010, a seguito della
comunicazione da parte di ARPA Lazio o qualora nel corso della
stagione balneare si verifichi una situazione inaspettata che ha, o
potrebbe avere, un impatto negativo sulla qualit delle acque di
balneazione o sulla salute dei bagnanti;
c) revocare i provvedimenti adottati sulla base delle disposizioni di cui alle
lettere a) e b) del D.Lgs 116/08 secondo quanto riportato nellAllegato 6
al presente provvedimento;
d) apporre nelle zone interessate, in unubicazione facilmente accessibile
nelle immediate vicinanze di ciascuna acqua di balneazione, la segnaletica
che indichi:
-la classificazione delle acque secondo la simbologia riportata
nellAllegato 3 al presente decreto;
-una descrizione generale delle acque di balneazione, in linguaggio non
tecnico, basata sul profilo delle acque di balneazione, che verr inviato
ai singoli comuni dallarea competente tramite internet;

di incaricare ARPA Lazio delle seguenti attivit:


a) monitoraggio delle acque di balneazione secondo le modalit e i tempi
previsti dallart. 6 del D.Lgs 116/08 e dal decreto attuativo 30.03.2010, a
far data dal 1aprile 2015, nei punti individuati e riportati nellAllegato 1 al
presente atto;

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b) rendere disponibili mensilmente sul sito web dellAgenzia i risultati del


monitoraggio ed i bollettini relativi alle acque di balneazione;
c) rendere disponibili i risultati analitici dei monitoraggi mensili sul sito web
del Ministero della Salute, consultabili da parte dei cittadini, durante il
corso della stagione balneare;
d) di dare tempestiva comunicazione ai comuni interessati, al Ministero della
Salute ed alla Regione Lazio, di ogni sospensione del programma di
monitoraggio, indicandone le ragioni;
e) di trasmettere alla Regione Lazio, a conclusione della stagione balneare e
non oltre il 30 novembre 2015, i risultati definitivi del monitoraggio e la
classificazione aggiornata delle acque di balneazione;

di approvare gli Allegati 4 e 5 che fanno parte integrante del presente decreto,
recanti lindividuazione delle aree in cui Arpa Lazio deve effettuare
rispettivamente il monitoraggio relativo ai Cianobatteri e allalga Ostreopsis
ovata;

di aggiungere allelenco dei punti da sottoporre a monitoraggio dei cianobatteri,


individuati allallegato 4 al presente decreto, la stazione codice
IT012058022A003 denominata Cabina Sollevamento Villa Pontificia del
Lago di Albano, in quanto sono state segnalate fioriture di cianobatteri da parte
di Arpa Lazio;

di inviare il presente provvedimento ad ARPA Lazio, alle Amministrazioni


Comunali, al Ministero della Salute ed al Ministero dellAmbiente e della Tutela
del Territorio e del Mare, per gli eventuali adempimenti di rispettiva
competenza;

Il presente decreto, redatto in duplice originale, uno per gli atti della Direzione
Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi - Area Attivit Istituzionali, laltro
per i successivi adempimenti della Direzione Regionale Infrastrutture, Ambiente e
Politiche Abitative, sar pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
Avverso il presento decreto ammesso ricorso giurisdizionale dinnanzi al Tribunale
Amministrativo Regionale del Lazio nel termine di 60 (sessanta) giorni, ovvero ricorso
straordinario al Capo dello Stato entro il termine di 120 (centoventi) giorni.

Il Presidente
Nicola Zingaretti

ESTENSIONE AREA

da Fosso Chiarone a Tombolo Foce Vecchia

da Camping degli Amici a Pescia Romana

Fosso del Tafone

da Bar Tonino a Bar Gabbiano

da Le Morelle a Il Torraccio

Fosso Arrone

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012056035A007

IT012056035A002

IT012056035009

IT012056035A004

IT012056035A005

IT012056035010

Comune di Montalto di Castro

Litorale marino

PROVINCIA DI VITERBO

386

391

007

384

282

383

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Fosso Arrone

Il Tombolo

Bar Gabbiano

Fosso del Tafone

Camping degli Amici

Costa Selvaggia

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Durata stagione balneare : 1 Maggio - 30 Settembre

Lista delle acque di balneazione - anno 2015

ALLEGATO 1

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

222335

220569

218673

212291

210923

208680

UTM33
X

4688299

4689686

4691267

4695677

4696440

4697551

UTM33
Y

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Stabilimento Torre del Sole

400 m. dx Fiume Marta

Deposito Barche Camping Tuscia Tirrenica

Fosso dei Giardini

da Riva Blue a Stabilimento CALE

da Le Saline a 700 m. sx del Fiume Mignone

da Fiume Mignone a Punta S.Agostino

IT012056050004

IT012056050014

IT012056050005

IT012056050006

IT012056050A007

IT012056050A008

IT012056050A009

257

393

023

021

020

260

015

285

da Campeggio Europing a Cancello 1-Camping Riva dei


Tarquini

IT012056050A001

da 2000 m. sx Fiume Marta a 1500 m. sx Fiume Marta

013

ESTENSIONE AREA

IT012056050A010

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Tarquinia

eccellente
eccellente

300 m. dx del Fiume


Mignone

eccellente

eccellente

S. Giorgio

Porto Clementino

Fosso dei Giardini

eccellente

Deposito Barche
Camping Tuscia
Tirrenica

eccellente

Stabilimento Torre del


Sole

buona

eccellente

2000 m. sx Fiume
Marta

400 m. dx Fiume Marta

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

Cancello n.4

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

230509

229240

228285

227852

227668

227534

226901

226080

223099

UTM33
X

4674474

4676221

4675059

4680306

4680742

4681054

4681900

4682727

4687443

UTM33
Y

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ESTENSIONE AREA

da Camping Patrizia a Camping Val di Sole

da Camping Chez Vous a Fosso del Pianale

da Fosso di Barano a Cabina Enel Loc. Barano

Fosso della Cavallaccia/ (ex Fosso del Cimitero)

da Le Naiadi a Fosso del Lavatore


Lido Camping

da Fosso Melona a 500 m. dx Fosso Melona

da Fosso Turone a Allacciamento Strada S. Antonio

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012056008A001

IT012056008A002

IT012056008A003

IT012056008013

IT012056008A005

IT012056008002

IT012056008A007

IT012056008A008

Comune di Bolsena

Lago di Bolsena

022

021

016

001

083

082

080

079

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

eccellente
eccellente
eccellente
eccellente

Camping pietre
Lanciate
500 m. dx Fosso
Melona
Allacciamento Strada S.
Antonio

buona

Fosso della Cavallaccia


(ex Fosso del
Cimitero)
Le Naiadi

eccellente

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

Fosso di Barano

Fosso della Piantata

Fosso Imbuto

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

253271

253158

253334

252811

252113

251228

250316

248882

UTM33
X

4721158

4722910

4723923

4725028

4725918

4726587

4726760

4726885

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 35 di 439

da Loc. S. Antonio a 200 m. dx La Bussola

Camping S. Lorenzo

da 200 m. dx Punta S.Bernardino a Fosso Spinetto

da 400 m. dx Fosso Spinetto a Fosso di Cantina

IT012056013A001

IT012056013004

IT012056013A003

IT012056013A004

ESTENSIONE AREA

da S. Magno a Fosso Valle di Gara

Fosso Val di Lama

da Casale Peschiera a Fosso del Rigo

da Fosso della Scopia a Le Matee

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012056028A001

IT012056028003

IT012056028A003

IT012056028A004

Comune di Gradoli

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Capodimonte

076

018

019

020

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

029

072

071

091

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

eccellente

400 m. dx Fosso
Spinetto

Fosso della Scopia

Casale Peschiera

Fosso Val di Lama

San Magno

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

200 m. dx Punta S.
Bernardino

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

Camping S. Lorenzo

Fosso del Tavolino

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

245168

244563

243649

243067

UTM33
X

242757

244333

244644

245109

UTM33
X

4725957

4725059

4723502

4721525

UTM33
Y

4719185

4717940

4716438

4716162

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 36 di 439

Ristorante Silvano

IT012056030001

ESTENSIONE AREA
La Rotonda
Marta
Villa Sciacca

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012056034001

IT012056034003

IT012056034002

Comune di Marta

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Grotte di Castro

028

093

012

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

007

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Villa Sciacca

Marta

La Rotonda

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Ristorante Silvano

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

eccellente

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

246662

247584

248847

UTM33
X

245862

UTM33
X

4714623

4714092

4713907

UTM33
Y

4726265

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 37 di 439

da Fosso del Carmine a Casale Gabelletta

Fosso del Bronzino

da Molo Orso del Piano a Fosso Orto del Piatto

da Punta Pinzale a Ristorante La Bussola


Loc. Kornos

IT012056036A001

IT012056036009

IT012056036A003

IT012056036A004

IT012056036006

ESTENSIONE AREA
Fosso il Fiume

da Camping Nerone a Tamur

Fosso del Ponticello

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012056047003

IT012056047A002

IT012056047004

Comune di San Lorenzo Nuovo

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Montefiascone

078

061

077

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

027

026

015

089

024

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Fosso del Ponticello

Camping Nerone

Fosso il Fiume

eccellente

eccellente

buona

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

Loc. Kornos 250 mt.


dx scavi archeologici

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

eccellente

eccellente

Distributore
Carburante
Punta Pinzale

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

Fosso del Bronzino

Casale Gabelletta

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

247101

246642

246211

UTM33
X

250311

252380

253131

253199

253432

UTM33
X

4726684

4726564

4726316

UTM33
Y

4713815

4714046

4714777

47174426

4717956

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 38 di 439

Lido Fogliano

Ristorante La Belle Venere

IT012056015001

IT012056015002

ESTENSIONE AREA

500 m. sx Punta del Lago

Ristorante San Souci

da La Scaletta a Riva Fiorita

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012056045004

IT012056045003

IT012056045A003

Comune di Ronciglione

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Caprarola

Lago di Vico

002

004

006

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

005

001

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Riva Fiorita

eccellente

eccellente

eccellente

500 m. sx Punta del


Lago
Ristorante San Souci

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

Ristorante La Belle
Venere

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

Lido Fogliano

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

265534

267310

268094

UTM33
X

269043

265870

UTM33
X

4687597

4687347

4687709

UTM33
Y

4690727

4690132

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 39 di 439

Stabilimento Bagni Pirgo

250 m. sx Fosso Infernaccio

IT012058032003

IT012058032004

IT012058032007

Spiaggia Fosso Marangone

da 250 m. dx Fosso Scarpatosta a 250 m. sx Fosso


Malpasso

da Torre S. Agostino a Loc. La Frasca

IT012058032A001

IT012058032A005

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Civitavecchia

Litorale marino

PROVINCIA DI ROMA

261

032

030

029

407

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

eccellente

Spiaggetta Fosso
Marangone

eccellente

250 m. sx Fosso
Infernaccio

eccellente

buona

Stabilimento Bagni
Pirgo

250 m. sx Fosso
Malpasso

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

Torre S. Agostino

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

236741

236215

235667

235331

230191

UTM33
X

4661190

4662404

4663972

4664446

4672626

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 40 di 439

312
042
043

250 m. sx Fosso delle Guardiole

da 250 m. dx Fosso delle Guardiole a Capo Linaro

da Fosso Castrato a Via Aurelia km 61,701

da 250 m. dx Fosso S. Maria Morgana a 250 m. sx Fosso


Castel Secco

da 250 m. dx Fosso Castel Secco a Villa Maraviglia Istituto


Mater Gratiae

da 250 m. dx Fosso delle Buche a 250 m. sx Fosso


Quartaccio

da 250 m. dx Fosso del Quartaccio a Rio Fiume

da Fosso Smerdarolo a Fosso Eri

da 250 m. dx Fosso Eri a 250 m. sx Poligono Militare

IT012058097002

IT012058097A003

IT012058097A004

IT012058097A005

IT012058097A006

IT012058097A007

IT012058097A008

IT012058097A009

IT012058097A010

040

50 m. dx Fosso Cupo

IT012058097001

306

323

044

038

036

035

ESTENSIONE AREA

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Santa Marinella

250 m. dx Fosso Eri

Fosso Eri

Colonia Pio X

250 m. sx Fosso
Quartaccio

Villa Maraviglia Istituto


Mater Gratiae

250 m. sx Fosso Castel


Secco

Via Aurelia km 61,700

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

250 m. sx Fosso delle


Guardiole
Capo Linaro

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

50 m. dx Fosso Cupo

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

247698

247478

245386

244872

242613

241767

240308

238268

237626

236876

UTM33
X

4656590

4656709

4658276

4658752

4658921

4658857

4658443

4657974

4659204

4660590

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 41 di 439

250 m. dx Fosso Turbino

250 m. sx Fosso Zambra

da 250 m. dx Fosso Zambra a Rimessaggio barche Renzi

IT012058029004

IT012058029001

IT012058029A003

055

da 750 m. sx Fosso Vaccina a 250 m. sx Fosso Vaccina

da 250 m. dx Fosso Sanguinara a 400 m. dx Fosso


Sanguinara

Castello Odescalchi

1250 m. sx Fosso Cupino

IT012058116A002

IT012058116A003

IT012058116003

IT012058116004

10

262

Torre Flavia

IT012058116007

057

056

313

ESTENSIONE AREA

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

050

048

307

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Ladispoli

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Cerveteri

eccellente
eccellente

250 m. sx Fosso
Zambra
Rimessaggio barche
Renzi

eccellente
eccellente

Castello Odescalchi
1250 m. sx Fosso
Cupino

eccellente

buona

750 m. sx Fosso
Vaccina
400 m. dx Fosso
Sanguinara

eccellente

Torre Flavia

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

250 m. dx Fosso
Turbino

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

CLASSE
(dati
2011_2014)

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

260915

259921

258438

256679

255636

UTM33
X

254855

254094

253104

UTM33
X

4646221

4646463

4647497

4648753

4649219

UTM33
Y

4650328

4651642

4652660

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 42 di 439

069

da 500 m. sx Collettore Acque Alte e Basse a 250 m. dx


Collettore Acque Alte e Basse

da 2000 m. dx Collettore Acque Alte e Basse a Radar

250 m. dx Fiumara Piccola

1250 m. dx Fiumara Piccola

IT012058120A007

IT012058120A008

IT012058120017

IT012058120018

11

067

da 2000 m. dx Fiume Arrone a 3500 m. dx Fiume Arrone

IT012058120A018

411

410

071

063

250m sx foce Fiume Arrone

IT012058120005

064

324

060

309

058

250 m. dx foce Fiume Arrone

250 m. sx Fosso Cupino


da 250 m. dx Fosso Cupino a 250 m. sx Fosso delle
Cadute
da 250 m. dx Fosso delle Cadute a 250 m. sx Fosso Tre
Denari
da 250 m. dx Fosso Tre Denari a 1000 m. dx Fosso Tre
Denari

ESTENSIONE AREA

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

IT012058120006

IT012058120A013

IT012058120A012

IT012058120A011

IT012058120001

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Fiumicino

250m. sx Fosso Cupino


250 m. dx Fosso
Cupino
1200 m. dx Fosso delle
Cadute
1000 m. dx Fosso Tre
Denari
250 m. dx Foce Fiume
Arrone
250m sx Foce Fiume
Arrone
3500 m. dx Fiume
Arrone
250 m. dx Collettore
Acque Alte e Basse
2000 m. dx Collettore
Acque Alte e Basse
250 m. dx Fiumara
Piccola
1250 m. dx Fiumara
Piccola

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

sufficiente

buona

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

269349

268895

268316

267799

267378

265931

266130

265103

263715

262118

261730

UTM33
X

4627252

4628104

4633029

4634790

4636094

4639628

4639175

4641214

4643563

4645357

4645684

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 43 di 439

086

da 850 m. sx Pontile Ostia a 700 m. dx Pontile Ostia

Foce Canale dello Stagno

da 550 m. dx Canale dello Stagno a 3000 m. sx Fosso


Focetta

250 m. dx Canale di Pantanello

da Fosso Tellinaro a 1600 m. dx Fosso Tellinaro

IT012058091A002

IT012058091013

IT012058091A004

IT012058091009

IT012058091A006

12

416

Ostia Stabulazione Molluschi Masone

IT012058091004

092

090

083

081

ESTENSIONE AREA

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Roma

eccellente
eccellente

1600 m. dx Fosso
Tellinaro

buona

Foce Canale dello


Stagno

250 m. dx Canale di
Pantanello

eccellente

700 m. dx Pontile
Ostia

eccellente

eccellente

Ostia Stabulazione
Molluschi Masone

2000 m. dx Canale
dello Stagno

CLASSE
(dati
2011_2014)

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

284164

281864

277587

275741

274133

271683

UTM33
X

4615596

4617910

4621043

4622114

4623103

4624384

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 44 di 439

da 250 m. sx Fosso Campo Ascolano a 250 m. sx Fosso


Pratica

da 250 m. dx Fosso Pratica a Stabilimento Tre Delfini

250 m. sx Fosso Crocetta

250 m. dx Fosso Crocetta

250 m. sx Fosso Orfeo

250 m. dx Fosso Orfeo

250 m. sx Fosso Rio Torto

IT012058079A001

IT012058079A002

IT012058079003

IT012058079008

IT012058079004

IT012058079005

IT012058079006

13

417

ESTENSIONE AREA

105

103

102

317

099

408

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Pomezia

buona
sufficiente

250 m. sx Fosso
Crocetta
250 m. dx Fosso
Crocetta

buona
eccellente

250 m. dx Fosso Orfeo


250 m. sx Fosso Rio
Torto

eccellente

buona

Stabilimento Tre
Delfini

250 m. sx Fosso Orfeo

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

Fosso Campo
Ascolano

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

290454

289330

289004

288129

287786

287460

285562

UTM33
X

4608495

4609982

4610390

4611442

4611805

4612223

4614269

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 45 di 439

115

250 m. sx Canale Biffi

da 250 m. dx Canale Biffi a 250 m. sx Fosso del Diavolo

da 250 m. dx Fosso del Diavolo a 250 m. sx Fosso


Caffarella

250 m. dx Fosso Caffarella

250m dx Foce Rio torto

250 m. sx Rio Grande

250 m. dx Fosso Moletta

IT012058117006

IT012058117A006

IT012058117A007

IT012058117007

IT012058117008

IT012058117009

IT012058117005

14

319

750 m. sx Rio Grande

IT012058117001

268

318

299

270

269

108

ESTENSIONE AREA

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Ardea

scarsa

250 m. dx Fosso
Moletta

scarsa

250m dx Foce Rio


torto

sufficiente

buona

250 m. dx Fosso
Caffarella

250m sx Rio Grande

eccellente

eccellente

buona

buona

CLASSE
(dati
2011_2014)

250 m. sx Fosso
Caffarella

250 m. dx Canale Biffi

250 m. sx Canale Biffi

750 m. sx Rio Grande

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

292807

292067

290704

295768

295434

293965

293677

291779

UTM33
X

4605345

4606289

4608070

4601310

4601720

4603798

4604209

4606689

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 46 di 439

da 250 m. dx Fosso del Cavallo Morto a Fosso dello


Schiavo

da 250 m. dx Fosso dello Schiavo a Stabilimento Tritone

da Foce Tor Caldara a Fornaci Paiella

Colonia Marina

1100 m. dx Colonia Marina

Loc. Grotta di Nerone

350 m. sx Molo Est Anzio

50 m. dx Porto di Anzio

IT012058007A002

IT012058007A003

IT012058007A004

IT012058007003

IT012058007004

IT012058007005

IT012058007006

IT012058007007

15

120

da Fosso Secco a 250 m. sx Fosso del Cavallo Morto

IT012058007A001

130

128

127

126

125

326

274

119

ESTENSIONE AREA

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Anzio

eccellente
eccellente
eccellente

350 m. sx Molo Est


Anzio
50 m. dx Porto di
Anzio

buona

1100 m. dx Colonia
Marina
Loc. Grotta di Nerone

eccellente

Colonia Marina

eccellente

eccellente

250 m. dx Fosso dello


Schiavo
Foce Tor Caldara

eccellente

eccellente

250 m. sx Fosso del


Cavallo Morto
250 m. dx Fosso del
Cavallo Morto

CLASSE
(dati
2011_2014)

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

302462

302030

301378

300772

300275

298819

297823

297427

297157

UTM33
X

4591517

4590940

4591026

4592614

4593616

4595896

4598010

4598658

4599083

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 47 di 439

ESTENSIONE AREA

da 300 m. dx Confine di Anzio a Castello Sangallo

500 m. dx Fosso Loricina

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012058072A001

IT012058072003

Comune di Nettuno

16

135

131

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)
CLASSE
(dati
2011_2014)
eccellente
buona

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO
300 m. dx Confine di
Anzio
500 m. dx Fosso
Loricina

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

305829

302939

UTM33
X

4592083

4591876

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 48 di 439

038
040
042
045

da 250 m. dx Fosso del Diavolo a 250 m. sx Fosso dei


Quadri

da 250 m. dx Fosso dei Quadri a 250 m. sx Fosso della


Mola

da 250 m. dx Fosso della Mola a 250 m. sx Fosso Grotta


Renara

da 250 m. dx Fosso Grotta Renara a 250 m. sx Fosso della


Fiora

da 250 m. dx Fosso della Fiora a 250 m. sx Fosso


Vicariello

250 m. dx Fosso Vicariello

IT012058013A002

IT012058013A003

IT012058013A004

IT012058013A005

IT012058013A006

IT012058013015

17

035

da Torraccia a 250 m. sx Fosso del Diavolo

IT012058013A001

047

018

ESTENSIONE AREA

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Bracciano

Lago di Bracciano

eccellente
eccellente

250 m. dx Fosso
Vicariello

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

km 16

250 m. sx Fosso della


Fiora

250 m. sx Fosso
Grotta Renara

250 m. sx Fosso della


Mola

250 m. dx Fosso del


Diavolo

Torraccia

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

270018

268952

266803

266846

266906

268346

269517

UTM33
X

4671114

4670769

4668320

4667233

4666212

4664512

4663549

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 49 di 439

da 400 m. dx confine Comune di Bracciano a Bar Marcello

da Canneto a Punta Pantanello

da Fosso Pianoro a Confine Comune di Roma

IT012058107A001

IT012058107A002

IT012058107A003

ESTENSIONE AREA

da 250 m. dx Fosso Conca a 250 m. sx Fosso Casacci

250 m. dx Fosso Casacci

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012058091A007

IT012058091003

Comune di Roma

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Trevignano Romano

18

032

030

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

019

051

014

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

CLASSE
(dati
2011_2014)
eccellente
eccellente

250 m. dx Fosso
Conca
250 m. dx Fosso
Casacci

eccellente

Confine Comune di
Roma

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

Punta Pantanello

Bar Marcello

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

275268

275656

UTM33
X

275661

273502

272391

UTM33
X

4666435

4668075

UTM33
Y

4668646

4670481

4670930

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 50 di 439

da 250 m. sx chiosco Piazzetta a Loc. Madonna delle


Grazie

da 400 m. sx Punta Pizzo a Punta Pizzo

da 1300 m. dx Punta Pizzo a Cabina Enel

IT012058005A002

IT012058005A005

IT012058005A003

ESTENSIONE AREA

Strada comunale

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012058005005

Comune di Anguillara Sabazia

Lago di Martignano

033

da Loc. Pizzo Prato a 350 m. sx Emissario Arrone

IT012058005A001

19

021

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

005

050

054

ESTENSIONE AREA

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Anguillara Sabazia

Strada comunale

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

1300 m. dx Punta Pizzo

Punta Pizzo

Loc. Madonna delle


Grazie

Loc. Pizzo Prato

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

277677

UTM33
X

271844

272572

273896

274882

UTM33
X

4665179

UTM33
Y

4662709

4663717

4663728

4665346

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 51 di 439

da 1750 m. dx emissario a 3000 m. dx emissario

4350 m. dx emissario

da Altezza ruderi a Cabina sollevamento Villa Pontificia

IT012058022A001

IT012058022003

IT012058022A003

ESTENSIONE AREA

da 1200 m. dx Museo Navi a 2000 m. dx Museo Navi

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012058070A001

Comune di Nemi

Lago di Nemi

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Castel Gandolfo

Lago Albano di Castel Gandolfo

20

001

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

004

003

001

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

CLASSE
(dati
2011_2014)
eccellente

1200 m. dx Museo
Navi

eccellente

Cabina sollevamento
Villa Pontificia

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

eccellente

buona

CLASSE
(dati
2011_2014)

4350 m. dx emissario

1750 m. dx emissario

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

309626

UTM33
X

305675

306751

305121

UTM33
X

4620800

UTM33
Y

4623522

4625368

4625724

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 52 di 439

347
145

da 200 m. dx Fiume Astura a 400 m. dx Acque Alte

da 800 m. dx Acque Alte a 400 m. sx via Casilina

da 200 m. sx Idrovora Capoportiere a Fogliano

da 800 m. dx Idrovora Capoverde a 150 m. sx Fosso del


Duca

da Fosso del Duca a 500 m. sx Rio Martino

IT012059011A002*

IT012059011A003

IT012059011A004

IT012059011A005

IT012059011A006

21

* Durata stagione balneare : 1 luglio - 31 agosto - Periodo di campionamento : 1 giugno - 31 agosto

348

141

421

ESTENSIONE AREA

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Latina

Litorale marino

PROVINCIA DI LATINA

Fosso del Duca

800 m. dx Idrovora
Capoverde

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

1400 m. dx Acque Alte


Foce Verde
Idrovora Capoportiere

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

Valmontorio*

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

324434

322913

321993

319023

314978

UTM33
X

4584316

4585390

4585986

4587078

4587519

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 53 di 439

da 100 sx Idrovora lavorazione a 600 m. dx Idrovora


lavorazione

da Emissario lago Caprolace a S. Andrea

da 300 m. sx Idrovora Caterattino a Le Dune

da Rimessaggio a Torre Paola

IT012059024A002

IT012059024A003

IT012059024A004

IT012059024A005

22

350

da 500 m. dx Rio Martino a 2300 m. dx Rio Martino

IT012059024A001

160

353

153

150

ESTENSIONE AREA

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Sabaudia

Torre Paola

eccellente

eccellente

eccellente

200 m. dx Emissario
lago Caprolace
Idrovora Caterattino

eccellente

eccellente

2300 m. dx Rio
Martino
Idrovora lavorazione

CLASSE
(dati
2011_2014)

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

334815

333096

330786

328260

327459

UTM33
X

4570091

4574219

4578206

4581171

4581977

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 54 di 439

ESTENSIONE AREA

da Torre Paola SFC a 500 m. dx Grotta della Maga Circe

da Punta Rossa a Faro Punta Cervia

Spiaggia a sx Porto S. Felice Circeo

da Centro Spiaggia Maga Circe a Spiaggia Hotel Circe

da Spiaggia La Bussola a 50 m. sx Rio Torto


Rio Torto

50 m. dx Rio Torto

da Colonia Marina a S. Vito

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012059025A001

IT012059025A009

IT012059025003

IT012059025A004

IT012059025A005

IT012059025014

IT012059025009

IT012059025A008

Comune di San Felice Circeo

23

176

174

355

171

167

163

162

161

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Colonia Marina

50 m. dx Rio Torto

Rio Torto

eccellente

eccellente

buona

eccellente

eccellente

Spiaggia a sx Porto S.
Felice Circeo

Spiaggia libera sotto


Torre Vittoria

eccellente

550 m. sx Faro di
Punta Cervia

eccellente

eccellente

500 m. dx Grotta della


Maga Circe

Spiaggia Hotel Circe

CLASSE
(dati
2011_2014)

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

342773

341305

341293

341152

340924

340022

337650

336880

UTM33
X

4568392

4567231

4567228

4566903

4566321

4565563

4565446

4566816

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 55 di 439

ESTENSIONE AREA

da 100 m. sx Fiume Sisto a 100 m. dx Fiume Sisto

da Scafa di Ponte a Tumuletti

250 m. sx Fiume Portatore

500 m. dx Fiume Portatore

da Via Veneto a 500 m. sx banchina porto di Terracina

da 1300 m. sx Fosso Canneto a 100 m. sx Fosso Canneto

Fosso Canneto

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012059032A001

IT012059032A002

IT012059032008

IT012059032009

IT012059032A005

IT012059032A006

IT012059032012

Comune di Terracina

24

361

360

190

296

279

397

356

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Fosso Canneto

eccellente

eccellente

Fosso Acque Alte


Della Valle

buona

500 m. dx Fiume
Portatore

eccellente

buona

250 m. sx Fiume
Portatore

Viale Europa

eccellente

buona

CLASSE
(dati
2011_2014)

Scafa di Ponte

Fiume Sisto

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

356071

355876

353026

349781

349015

347519

344781

UTM33
X

4573164

4573109

4571730

4571727

4571488

4571136

4569800

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 56 di 439

201

da Camping Settebello a 250 m. sx Fosso S. Anastasia

Fosso S.Anastasia

da 250 m. dx Fosso S. Anastasia a 500 m. sx Canale


Pedemontano

Canale Pedemontano

da Capratica a 600 m. sx emissario Lago Lungo

IT012059007A002

IT012059007009

IT012059007A004

IT012059007010

IT012059007A006

25

363

da 100 m. dx Fosso Canneto a Tre Lanterne

IT012059007A001

203

364

362

196

ESTENSIONE AREA

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Fondi

eccellente
eccellente

600 m. sx emissario
Lago Lungo

eccellente

buona

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

Canale Pedemontano

500 m. sx Canale
Pedemontano

Fosso S. Anastasia

Camping Settebello

Tre Lanterne

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

365763

364107

364029

361266

359174

357799

UTM33
X

4570241

4571227

4571118

4572306

4572772

4573071

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 57 di 439

206
207

da emissario Lago Lungo a 2000 m. dx emissario Lago


Lungo

da Amiclae a Lavatoio

da Spiaggia di levante a Centro insenatura dx Torre


Capovento

IT012059030A001

IT012059030A002

IT012059030A003

ESTENSIONE AREA

200 m. sx galleria Capovento

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012059010001

26

290

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

365

ESTENSIONE AREA

Comune di Itri

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Sperlonga

CLASSE
(dati
2011_2014)
eccellente

200 m. sx galleria
Capovento

eccellente

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Spiaggia di Levante

Lavatoio

emissario Lago Lungo

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

374985

UTM33
X

370385

368526

367695

UTM33
X

4565462

UTM33
Y

4567472

4568521

4569138

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 58 di 439

da S. Agostino sbocco mare Torrente Grotte a S.Agostino


sbocco mare Torrente Lorgato

da Spiaggia dx Monte a Mare a Centro Spiaggia Arenauta

da Sx Torre Scissura a Centro Spiaggia Arianna

da Centro Spiaggia di Serapo a 400 m. dx Faro

IT012059009A001

IT012059009A002

IT012059009A003

IT012059009A004

27

212

ESTENSIONE AREA

218

215

368

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Gaeta
CLASSE
(dati
2011_2014)
eccellente

eccellente
eccellente
eccellente

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO
S. Agostino sbocco
mare Torrente
Lorgato
Centro Spiaggia
Arenauta
Centro Spiaggia
Arianna
Centro Spiaggia di
Serapo

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

378924

377678

376507

374455

UTM33
X

4563192

4563535

4564385

4565002

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 59 di 439

ESTENSIONE AREA

100 m. sx Torrente Pontone

Torrente Pontone

da 100 m. dx Torrente Pontone a Porticciolo Caposele

da Km 143 S.S. 7 Appia a 500 m. sx Fosso Acqualunga

da Fosso Acqualunga a Santojanni

Porto Romano

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012059008001

IT012059008008

IT012059008A003

IT012059008A007

IT012059008A008

IT012059008005

Comune di Formia

28

233

291

281

223

371

222

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Porto Romano

Santojanni

eccellente

buona

eccellente

eccellente

100 m. dx Torrente
Pontone
Km 143 S.S. 7 Appia

eccellente

eccellente

100 m. sx Torrente
Pontone
Torrente Pontone

CLASSE
(dati
2011_2014)

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

388950

387398

384904

381206

381092

380957

UTM33
X

4567161

4568055

4568610

4567061

4566947

4566912

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 60 di 439

406
238
380
243

ESTENSIONE AREA

da Spiaggia a sx Torre Scauri a 100 m. sx Rio Capo D'


Acqua

da 100 m. dx Rio Capo D' Acqua a Stabilimento Balneare


Aurora

da Canale Ricillo a Spiaggia Monte D'Argento

da 400 m. dx Monte D'Argento a 1400 m. sx Fiume


Garigliano

IT012059014A001

IT012059014A002

IT012059014A003

IT012059014A004

29

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Minturno

eccellente

eccellente

Spiaggia Monte
D'Argento
1400 m. sx Fiume
Garigliano

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

Stabilimento Balneare
Aurora

Spiaggia a sx Torre
Scauri

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

394585

394588

391877

390649

UTM33
X

4565682

4565691

4567624

4567422

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 61 di 439

ESTENSIONE AREA

Grotte di Pilato

da Faraglioni a Punta Della Guardia


Chiaia di Luna

da Scoglio Montagnello a Maria Rosa


Cala di Feola

Cala Dell'Acqua
Cala Capanna

da Gavi La Parata a Spiaggia Frontone

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012059018004

IT012059018A002

IT012059018001

IT012059018A012

IT012059018002

IT012059018008

IT012059018009

IT012059018A016

Comune di Ponza

Isola di Ponza

30

247

332

331

246

330

245

328

327

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Spiaggia Frontone

Cala Capanna

Cala Dell'Acqua

Cala di Feola

Maria Rosa

Chiaia di Luna

Faraglioni

Grotte di Pilato

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

329479

330811

328954

328308

327018

327658

328297

329077

UTM33
X

4532026

4533569

4532549

4531908

4531035

4529015

4528093

4529310

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 62 di 439

da La Forcina a Punta Vardella

da Faraglioni di Mezzogiorno a Punta Tramontana

IT012059018A014

IT012059018A015

ESTENSIONE AREA

da Lanterna Caponegro a Cala Caceta

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012059018A009

Comune di Ponza

Isola di Zannone

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Ponza

Isola di Palmarola

31

336

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

338

337

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Grottelle

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Cala dei Pescatori

Punta Vardella

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

336101

UTM33
X

319187

319927

UTM33
X

4536827

UTM33
Y

4534763

4534290

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 63 di 439

Cala Rossano
Parata Grande

da Le Piscine a Semaforo

IT012059033003

IT012059033002

IT012059033A003

ESTENSIONE AREA

da Punta Romanello a Cala Punta Spassano

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012059033A004

Comune di Ventotene

Isola di Santo Stefano

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Ventotene

Isola di Ventotene

32

343

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

250

251

252

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Punta Romanello

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Calanave

Parata Grande

Cala Rossano

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

368478

UTM33
X

367133

367359

367712

UTM33
X

4516866

UTM33
Y

4516607

4517676

4517907

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 64 di 439

Il Laghetto

IT012059030001

ESTENSIONE AREA

Ristorante Lago Lungo

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012059030002

Comune di Sperlonga

Lago Lungo

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Sperlonga

Lago di San Puoto

33

002

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

001

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Ristorante Lago Lungo

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Il Laghetto

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

366493

UTM33
X

367136

UTM33
X

4570146

UTM33
Y

4571784

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 65 di 439

da Fosso Colle Irto a Spiaggia Villaggio turistico (dx diga)

IT012057062A001

028
020
023

ESTENSIONE AREA

da Spiaggia S.Anatolia (Fosso delle Lesche) a Spiaggia


campeggio

da Fosso dei Carapelle a Gola Fossi Iaellucco e della


Cretara

da Spiaggia Castel di Tora a Spiaggia sede Comunit


Montana

IT012057013A005

IT012057013A002

IT012057013A003

34

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

018

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Castel di Tora

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Rocca Sinibalda

Lago del Turano

PROVINCIA DI RIETI

Spiaggia Trattoria del


Tasso

Fosso dei Carapelle

Spiaggia S.Anatolia
(Fosso delle Lesche)

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Fosso Colle Irto

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

eccellente

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

332516

330907

331342

UTM33
X

330194

UTM33
X

4675261

4676544

4674928

UTM33
Y

4677081

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 66 di 439

Spiaggia Ascrea

Fosso Bulgaretti

IT012057004001

IT012057004002

ESTENSIONE AREA

Spiaggia Paganico

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012057048001

Comune di Paganico

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Ascrea

35

026

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

027

025

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Spiaggia Paganico

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Fosso Bulgaretti

Spiaggia Ascrea

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

334090

UTM33
X

333789

333619

UTM33
X

4673135

UTM33
Y

4673281

4674404

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 67 di 439

ESTENSIONE AREA

Gola sotto paese

Spiaggia Villaggio giornalisti

Spiaggia Colle di Tora

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012057019001

IT012057019002

IT012057019004

Comune di Colle di Tora

36

030

017

016

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

eccellente

eccellente

Spiaggia Villaggio
giornalisti
Spiaggia Colle di Tora

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

Gola sotto paese

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

331085

330329

330487

UTM33
X

4674762

4675797

4675310

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 68 di 439

Spiaggia S.Ippolito

IT012057028001

Gola Fosso Tufito

IT012057036001

ESTENSIONE AREA

da Fosso fraz. Vallesecca a Gola di Campolano

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012057049A001

Comune di Pescorocchiano

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Marcetelli

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Fiamignano

Lago del Salto

37

024

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

022

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

026

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Gola di Campolano

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Gola Fosso Tufito

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Spiaggia S.Ippolito

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

342087

UTM33
X

340242

UTM33
X

344289

UTM33
X

4677128

UTM33
Y

4678804

UTM33
Y

4678573

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 69 di 439

da Fosso Petrella salto (lato dx) a Gola ponte lungo

da Gola Fosso Grande a Spiaggia campeggio diga Salto

Fosso delle Foche

da Fosso Pratostretto (Fiumata) a Spiaggia Teieto

da Gola campeggio Teieto a Spiaggia Altobelli

IT012057050A001

IT012057050A002

IT012057050005

IT012057050A004

IT012057050A005

ESTENSIONE AREA

da Spiaggia Rocca Villiana a Gola Fosso di Varco

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

IT012057073A001

Comune di Varco Sabino

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Petrella Salto

38

020

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

030

027

025

019

016

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

Spiaggia Rocca Villiana

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Spiaggia Altobelli

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

eccellente

Fosso Pratostretto
(Fiumata)

eccellente

Spiaggia campeggio diga


Salto

eccellente

eccellente

Fosso Petrella salto


(lato dx)

Fosso delle Foche

CLASSE
(dati
2011_2014)

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

337602

UTM33
X

340178

343159

342862

337689

340047

UTM33
X

4682081

UTM33
Y

4681257

4679165

4678548

4683065

4681682

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 70 di 439

da Spiaggetta a Pontile pescatori

IT012057022A001

da Le Conche 1 a Le Conche 2

da Ansa della Riserva a Diga sotto ristorante

Ponte cinque occhi

IT012057002A008*

IT012057002A006*

IT012057002003*

008

009

010

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

003

COD.PUNTO
DI PRELIEVO
(ex D.P.R.
470/82)

39

*Durata stagione balneare : 1 giugno - 31 agosto Periodo di campionamento : 1 maggio - 31 agosto

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Amatrice

Lago di Scandarello*

ESTENSIONE AREA

ID ACQUA di
BALNEAZIONE

Comune di Colli sul Velino

Lago di Ventina

Ponte cinque occhi

Diga sotto ristorante

Le Conche 1

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Spiaggetta

DESCRIZIONE
PUNTO DI
PRELIEVO

Allegato 1 - Lista delle acque di Balneazione - anno 2015

eccellente

eccellente

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

eccellente

CLASSE
(dati
2011_2014)

356461

358036

357702

UTM33
X

315507

UTM33
X

4720459

4722440

4721573

UTM33
Y

4708761

UTM33
Y

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 71 di 439

Comune

Montalto di Castro

Montalto di Castro

Tarquinia

Tarquinia

Provincia

Viterbo

Viterbo

Viterbo

Viterbo

PROVINCIA DI VITERBO

Foce Fiume Marta

Poligono militare

Foce Fiume Fiora

Tenuta Marchese Guglielmi

Descrizione

Lista delle acque non adibite alla balneazione - 2015

00 45 40

00 47 50

00 53 08

00 56 31

42 14 19

42 16 35

42 19 57

42 21 22

00 45 10

00 4647

00 52 14

00 53 05

42 13 47

42 15 18

42 19 24

42 20 00

inizio
inizio
fine
fine
tratto
tratto
tratto
tratto
longitudine latitudine longitudine latitudine

ALLEGATO 2

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 72 di 439

Comune

Civitavecchia

Civitavecchia

Civitavecchia

Civitavecchia

Santa Marinella

Santa Marinella

Santa Marinella

Santa Marinella

Santa Marinella

Santa Marinella

Santa Marinella

Cerveteri*

Cerveteri

Ladispoli

Fiumicino

Fiumicino

Fiumicino

Fiumicino

Fiumicino

Fiumicino

Roma

Pomezia

Pomezia

Provincia

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

PROVINCIA DI ROMA

Foce Fosso della Crocetta

Foce Fosso Pratica

Tenuta Presidenziale

Foce Fiume Tevere

Foce Fiume Tevere - canale navigabile

Foce Fiume Arrone

Foce Fosso Tre Denari

Foce Fosso delle Cadute

Foce Fosso Cupino

Foce Fosso Vaccina e Fosso Sanguinara

Foce Fosso Zambra

Foce Fosso Turbino

Poligono militare di Santa Marinella

Poligono militare di Santa Marinella

Foce Fosso Quartaccio

Foce Fosso Castelsecco delle Buche

Foce Fosso Santa Maria Morgana

Porticciolo di Santa Marinella

Foce Fosso delle Guardiole

Porto di Traiano

Foci Fossi Infernaccio e Scarpatosta

Porto di Civitavecchia

Torre Valdaliga

Descrizione

00 00 12

00 01 11

00 06 08

00 14 09

00 15 05

00 16 27

00 17 25

00 18 32

00 18 29

00 23 24

00 25 14

00 26 10

00 47 50

00 29 01

00 32 06

00 34 23

00 34 45

00 34 51

00 37 19

00 38 26

00 38 48

00 41 07

00 41 59

41 37 31

41 38 38

41 41 51

41 48 04

41 50 17

41 52 27

41 53 41

41 54 47

41 54 49

41 57 06

41 58 32

41 59 14

42 16 35

42 00 31

42 02 16

42 02 14

42 02 09

42 01 59

42 02 18

42 04 01

42 04 48

42 07 13

42 07 48

00 00 25

00 00 57

00 04 52

00 12 21

00 14 50

00 16 16

00 17 14

00 18 17

00 18 16

00 22 07

00 25 01

00 25 56

00 46 47

00 26 40

00 31 52

00 34 04

00 34 34

00 34 45

00 37 09

00 38 10

00 38 38

00 39 29

00 41 07

41 37 20

41 38 26

41 41 09

41 44 13

41 49 41

41 52 12

41 53 28

41 54 35

41 54 36

41 56 32

41 58 18

41 59 05

42 15 19

41 59 25

42 02 09

42 02 13

42 02 11

42 02 09

42 02 06

42 03 32

42 04 32

42 05 17

42 07 13

inizio
inizio
fine
fine
tratto
tratto
tratto
tratto
longitudine latitudine longitudine latitudine

Allegato 2 - Lista delle acque non adibite alla balneazione - 2015

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Pomezia

Ardea

Ardea

Ardea

Ardea

Anzio

Anzio

Nettuno

Nettuno

Nettuno

Bracciano

Bracciano

Bracciano

Bracciano

Bracciano

Bracciano

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Roma

Foce Fosso Casacci (Lago di Bracciano)

Foce Fosso Conca (Lago di Bracciano)

Foce Fosso Vicarello (Lago di Bracciano)

Foce Fosso della Fiora (Lago di Bracciano)

Foce Fosso Grotta Renara (Lago di Bracciano)

Foce Fosso Della Mola (Lago di Bracciano)

Foce Fosso Quadri (Lago di Bracciano)

Foce Fosso del Diavolo (Lago di Bracciano)

300m sx Fosso Loricina**

Poligono militare di Nettuno

Porto di Nettuno

Porto di Anzio

Foce Fosso Cavallo Morto

Foce Fosso Caffarella

Foce Fosso del Diavolo

Foce Canale Biffi

Foce Rio Torto

Foce Fosso Orfeo

00 10 12

00 14 20

00 14 31

00 16 26

00 16 26

00 16 38

00 15 46

00 14 59

304927.48

00 13 25

00 12 20

00 10 44

00 06 53

00 05 48

00 05 02

00 04 18

00 01 55

00 00 50

41 27 15

41 27 20

41 26 34

41 31 04

41 32 14

41 33 02

41 33 42

41 35 56

41 36 56

42 07 51

42 08 34

42 09 16

42 07 51

42 07 15

42 06 39

42 06 14

42 05 34

4591994.41

Allegato 2 - Lista delle acque non adibite alla balneazione - 2015

00 10 15

00 10 07

00 14 13

00 16 18

00 16 29

00 16 21

00 15 56

00 14 56

305482.86

00 18 20

00 12 30

00 10 50

00 07 04

00 06 02

00 05 13

00 04 33

00 03 49

00 01 04

42 06 59

42 07 51

42 09 23

42 08 02

42 07 26

42 06 59

42 06 24

42 05 26

4592001.36

41 24 57

41 27 21

41 26 52

41 30 49

41 3201

41 32 50

41 33 27

41 34 10

41 36 44

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Comune

Latina

Latina

San Felice

Terracina

Terracina

Sperlonga

Gaeta

Gaeta

Gaeta

Formia

Formia

Formia

Formia

Minturno

Minturno

Ponza

Ventotene

Provincia

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

PROVINCIA DI LATINA

Porto di Ventotene

Porto di Ponza

Foce Fiume Garigliano

Porticciolo - foce Rio Capo d'Acqua

Castello Miramare

Foce Rio Santa Croce

Porto di Formia

Foce Fosso Tuoro

Lungomare Caboto

Porto di Gaeta

da Punta Stendardo al Porto di Gaeta

Porto di Sperlonga

Foce Fiume Portatore Porto Badino


Dal confine sinistro del Porto di Terracina al depuratore
di Terracina

Porto di San Felice Circeo

Rio Martino

Foce Acque Alte

Descrizione

00 58 52

00 30 31

01 18 09

01 14 50

381188.34

01 12 40

01 09 18

01 08 52

01 07 05

01 07 35

01 08 11

00 58 54

00 48 12

00 44 51

00 38 09

325579.69

00 21 30

40 48 06

40 53 53

41 13 34

41 15 04

4567018.37

41 15 09

41 15 09

41 15 02

41 13 18

41 12 47

41 12 31

41 15 13

41 16 55

41 16 50

41 13 24

4583576.48

41 24 47

00 58 49

00 30 44

01 18 35

01 14 59

381933.73

01 09 38

01 09 38

01 09 18

01 07 03

01 07 05

01 07 35

00 59 00

00 48 54

00 45 05

00 38 13

325998.66

00 21 56

40 48 06

40 53 45

41 13 21

41 15 11

4567413.80

41 15 23

41 15 23

41 15 09

41 14 09

41 13 18

41 12 47

41 15 16

41 17 39

41 16 56

41 13 23

4583277.38

41 24 51

inizio
inizio
fine
fine
tratto
tratto
tratto
tratto
longitudine latitudine longitudine latitudine

Allegato 2 - Lista delle acque non adibite alla balneazione 2015

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ALLEGATO 3
Simbologia relativa alla classificazione delle acque da apporre nelle zone
interessate dalla balneazione in unubicazione facilmente accessibile nelle
immediate vicinanze di ciascuna acqua di balneazione
Per le acque di balneazione con classificazione Eccellente:

Per le acque di balneazione con classificazione Buona:

Per le acque di balneazione con classificazione Sufficiente:

Per le acque di balneazione con classificazione Scarsa:

Per le acque di balneazione in cui vi il divieto di balneazione:

Lago di Bolsena

Lago di Bolsena

Lago di Bolsena

Lago di Bracciano

Lago di Martignano

Lago di Nemi

Lago del Salto

Lago del Salto

Lago del Turano

Lago di Scandarello

Viterbo

Viterbo

Viterbo

Roma

Roma

Roma

Rieti

Rieti

Rieti

Rieti

Lago

Amatrice

Castel di Tora

Petrella Salto

Varco Sabino

Nemi

Anguillara Sabazia

Anguillara Sabazia

Capodimonte

Montefiascone

San Lorenzo Nuovo

Comune

23

30

20

21

33

91

89

077

Codice Punto (ex


D.P.R. 470/82)

IT012057002005

IT012057013004

IT012057050009

IT012057073001

IT012058070001

IT012058005005

IT012058005006

IT012056013007

IT012056036009

IT012056047003

ID Acqua di
Balneazione

Diga sotto ristorante

Spiaggia di fronte trattoria del Tasso

Spiaggetta Altobelli

Spiaggia Rocca Villiana

1200 m dx museo delle Navi

strada comunale

Loc. Madonna delle Grazie

Fosso del Tavolino

Fosso del Bronzino

Fosso il Fiume

Descrizione punto

Bacini nei quali non sono state rilevate specie di cianobatteri potenzialmente tossici, ma che potrebbero sostenerne le fioriture
(trasparenza inferiore a 1 m, fosforo totale > di 0,02 mg/L). Per questi bacini consigliato almeno 1 controllo stagionale (durante la
stagione estiva preferibilmente nel mese di agosto), attraverso ispezione visiva, valutazione della trasparenza e analisi del fitoplancton.

Provincia

Sulla base dell osservazione dei corpi idrici di interesse regionale, attraverso la valutazione dei dati storici, lanalisi dei nutrienti e la valutazione
della trasparenza, sono stati individuati le seguenti tipologie di bacini:

Monitoraggio per la sorveglianza dei cianobatteri anno 2015

ALLEGATO 4

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Sperlonga

Colli sul Velino

Comune

Codice Punto (ex


D.P.R. 470/82)

IT012059030001

IT012057022001

ID Acqua di
Balneazione

Lago di Vico

Lago Albano

Lago Albano

Viterbo

Roma

Roma*

Castel Gandolfo

Castel Gandolfo

Ronciglione

Caprarola

Comune

Codice Punto (ex


D.P.R. 470/82)

IT012058022A003

IT012058022001

IT012056045001

IT012056015002

ID Acqua di
Balneazione

Cabina Sollevamento Villa Pontificia

1750 m dx emissario

Riva Fiorita

Ristorante La bella Venere

Descrizione punto

Il Laghetto

Spiaggetta

Descrizione punto

Per le modalit di prelievo e trasporto seguire le indicazioni riportate allallegato B al decreto attuativo 30.03.2010.

Le aree che dovranno essere oggetto di indagine sono quelle che si presuppone possano essere soggette a fioriture di cianobatteri (es. quali baie
o rive esposte ai venti, ecc).

*nuovo punto da sottoporre a monitoraggio per la presenza di fioriture di cianobatteri riscontrate nei mesi di novembre e dicembre 2014 e gennaio 2015

Lago di Vico

Lago

Viterbo

Provincia

Bacini con fioriture per i quali necessario procedere ad una pianificazione delle attivit di monitoraggio:

Lago di San Puoto

Latina

Lago di Ventina

Lago

Rieti

Provincia

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ALLEGATO 4 - Monitoraggio per la sorveglianza dei cianobatteri anno 2015

MODALITA OPERATIVE E DI MONITORAGGIO

Il programma di monitoraggio deve essere avviato nel mese precedente linizio della stagione
balneare (con frequenza mensile) e si deve concludere al termine della stessa, con lesecuzione di
due controlli e sopralluoghi durante i mesi autunnali e invernali.
La sequenza logica del monitoraggio deve essere la seguente:
-effettuare il controllo ordinario con osservazioni circa la presenza/assenza di fioriture algali,
schiume, variazione di colore e controllo della trasparenza, fosforo totale e clorofilla;
in assenza di fioritura algali (e valori di trasparenza > 1 m, fosforo totale < 20 g/L e clorofilla
< 20 g/L) procedere al successivo controllo ordinario mensile;
in presenza di concentrazioni di cianobatteri < a 20.000 cell/ml:
- seguire levoluzione del fenomeno con osservazione bisettimanale e conta settimanale;
A seguito di tre conte settimanali successive con valori di cianobatteri inferiori a 20.000 cell/ml,
ispezione visiva negativa , valori di trasparenza > 1m, fosforo totale < 20 g/L e clorofilla < 20 g/L
previsto il ritorno al controllo ordinario mensile;
in presenza di concentrazioni massive di cianobatteri comprese tra 20.000 cell/ml e
100.000 cell/ml:
-seguire levoluzione del fenomeno con osservazione bisettimanale e conte almeno settimanali;
-avviare linformazione al pubblico;
-effettuare lanalisi delle microcistine con lapplicazione del divieto di balneazione per
concentrazioni di microcistine > 25 g/L;
in presenza di concentrazioni massive di cianobatteri > di 100.000 cell/ml:
-disporre il DIVIETO di BALNEAZIONE ed effettuare lanalisi delle microcistine; mantenere il
divieto di balneazione per concentrazioni di microcistine > 25 g/L
-fare informazione al pubblico;
-seguire levoluzione del fenomeno con conte settimanali;
la revoca del divieto di balneazione sar disposta se a seguito del controllo la fioritura presenter
un livello < 100.000 cell/ml e la concentrazione di microcistine sar inferiore a 25/ g/L;
In caso di fioritura in corso a conclusione della stagione balneare, i campionamenti dovranno
protrarsi per almeno un mese con osservazioni quindicinali.

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In presenza di schiume: procedere alla segnalazione del divieto di balneazione e all


analisi delle microcistine
- la revoca del divieto di balneazione sar disposta se a seguito del controllo la fioritura presenter
un livello < 100.000 cell/ml e la concentrazione di microcistine sar inferiore a 25/ g/L.
Per le modalit di prelievo, trasporto seguire le indicazioni riportate allallegato B al decreto
attuativo 30.03.2010.

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ALLEGATO 5
Monitoraggio per la sorveglianza delle alghe potenzialmente tossiche
Sorveglianza delle proliferazioni di fitoplancton e fitobenthos potenzialmente tossico
con particolare riferimento ad Ostreopsis ovata

Considerata la necessit di dare attuazione a quanto riportato allart. 3 e allallegato C del decreto
attuativo 30.03.2010, sulla base degli esiti dei monitoraggi specifici avviati per conoscere la
distribuzione dellalga potenzialmente tossica sulle coste laziali e delle caratteristiche
idrodinamiche e geomorfologiche della costa, si riporta lelenco delle acque di balneazione dove
effettuare il monitoraggio per la sorveglianza delle alghe potenzialmente tossiche.
Nei punti di campionamento riportati in tabella, si dovr procedere mensilmente, nel periodo
maggio/settembre, al prelievo della matrice acqua ed alla registrazione delle condizioni
meteorologiche, della temperatura dellaria, della direzione del vento e del moto ondoso ( 1
livello).
Nei punti in cui si rilevi la presenza della specie di interesse (fase di attenzione) si dovr effettuare
il monitoraggio con frequenza quindicinale e procedere al prelievo di campioni dacqua sul fondo,
in prossimit del substrato, di macroalghe e/o di organismi bentonici (2 e 3 livello).
Nei punti in cui si rilevi la presenza della specie con valori > 10.000/cell/L (fase di emergenza) si
dovr effettuare il monitoraggio con frequenza settimanale e procedere al prelievo di campioni
dacqua sul fondo, in prossimit del substrato, di macroalghe e/o di organismi bentonici (2 e
3livello).
In tale situazione devono essere comunicate tutte le informazioni a Regione, Comuni interessati e
Asl per leventuale convocazione del Gruppo di Coordinamento regionale.
A conclusione della stagione balneare, in caso di fioritura in corso, i campionamenti dovranno
protrarsi per almeno un mese, con osservazioni quindicinali.

Comune

Civitavecchia

Civitavecchia

Santa Marinella

Anzio

San Felice Circeo

San Felice Circeo

Terracina

Sperlonga

Formia

Provincia

Roma

Roma

Roma

Roma

Latina

Latina

Latina

Latina

Latina

233

208

360

162

176

128

038

029

407

Codice Punto (ex


D.P.R. 470/82)

IT012059008005

IT012059030007

IT012059032011

IT012059025002

IT012059025010

IT012058007006

IT012058097004

IT012058032003

IT012058032008

ID Acqua di
Balneazione

Colonia marina

350 m sx molo est Anzio

Capo Linaro

Stab. Bagni Pirgo

Torre S.Agostino

Descrizione

Porto Romano

Loc. Bazzano

Fosso Acque Alte

550 m sx Faro di Torre Cervia

Allegato 5 - Monitoraggio per la sorveglianza delle alghe potenzialmente tossiche anno 2015

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ALLEGATO 6
Procedure di monitoraggio e controllo

Inquinamento microbiologico
I prelievi devono essere eseguiti secondo le modalit riportate nellAllegato D del decreto
attuativo 30.03.2010, rispettando le frequenze riportate nel programma di monitoraggio. In caso di
impedimento, i prelievi possono essere effettuati entro e non oltre i quattro giorni successivi alla
data stabilita da calendario (art.6 com. 4 D.Lgs 116/08). In caso di eccezionali condizioni, tali da
rendere impossibile leffettuazione dei prelievi nella data prevista, il campionamento deve avvenire
il primo giorno utile nel quale sono cessate le cause ostative. Tale posticipazione deve essere
sempre giustificata e supportata da idonea documentazione e tempestivamente trasmessa via fax
alla Regione Lazio e al Ministero della Salute.
I controlli delle acque di balneazione devono essere effettuati con frequenza almeno mensile
avendo laccortezza di non far intercorrere pi di 30 giorni tra due controlli successivi (all. IV
punto 3 al D.Lgs 116/08).
Qualora durante un campionamento ordinario previsto dal calendario di monitoraggio si verifichi
un superamento dei valori limite indicati nellallegato A del decreto attuativo 30.03.2010
dovranno essere attivate le seguenti misure di gestione:
1. Inviare immediata comunicazione al Comune interessato (e per conoscenza al
Ministero della Salute e alla Regione Lazio) al fine delladozione dellordinanza di divieto
temporaneo a tutta lacqua di balneazione dipertinenza del punto di monitoraggio.

2. Effettuare un controllo aggiuntivo entro 72 ore dal campionamento che ha dato esito
sfavorevole. [Nelle aree omogenee per delimitare il tratto di mare interessato dal
fenomeno inquinante saranno necessari campionamenti aggiuntivi in corrispondenza dei
punti di controllo ricompresi nellarea omogenea facenti parte della ex rete 470/82* ( *vedi
Decreto della Presidente n.128/2011)].

3. In caso di esito favorevole del controllo aggiuntivo (per le aree omogenee di tutti i
punti di prelievo ricompresi nellarea stessa), levento sar identificato come
inquinamento di breve durata e ne sar data immediata comunicazione al Comune
interessato (e per conoscenza al Ministero della Salute e alla Regione Lazio) per ladozione
dellordinanza di revoca del divieto.
In caso di inquinamento di breve durata si dovr procedere alleffettuazione di un
ulteriore controllo dopo 7 giorni dalla fine dellevento; questo ulteriore campione, se
favorevole, dovr essere utilizzato per sostituire il campione sfavorevole ordinario, ai fini
della classificazione dellacqua di balneazione(all. IV punto 4 D.Lgs 116/08). Per ogni
stagione balneare sar possibile sostituire un solo campione per ciascuna acqua di
balneazione, scartando quello con lesito analitico peggiore (all. II D.Lgs 116/08 punto 2 lett.
c) dei comma 2, 3 e 4).
1

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4. In caso di esito sfavorevole del controllo aggiuntivo, occorrer procedere ad ulteriori


controlli, in giorni differenti e fino ad un massimo di tre, da effettuarsi nel pi breve tempo
possibile, prima del successivo controllo ordinario.
[Per le aree omogenee: in caso di esito sfavorevole di uno o pi punti ricompresi nellarea
stessa, rimarr interdetta alla balneazione solo larea di pertinenza di quel/quei punto/i
facente parte della ex rete 470/82* interessato/i dal fenomeno inquinante. ARPA Lazio
dovr comunicare immediatamente al Sindaco competente (e per conoscenza al Ministero
della Salute e alla Regione Lazio) gli estremi del tratto che rimarr interdetto, per emettere
una nuova ordinanza di limitazione del divieto].
-

Al primo esito favorevole tali controlli aggiuntivi saranno sospesi; in tal caso ARPA
Lazio dovr darne immediata comunicazione al Comune interessato (e per
conoscenza al Ministero della Salute e alla Regione Lazio) per ladozione
dellordinanza di revoca del divieto;

Nel caso in cui lesito analitico continui ad essere sfavorevole, il controllo


successivo dovr essere effettuato in corrispondenza della data di campionamento
ordinario.

A seguito della delimitazione dellarea interdetta sar necessario analizzare le cause del
superamento del valore limite, al fine di rivedere laccorpamento delle acque di balneazione e
individuare adeguate misure di miglioramento.
I risultati ottenuti dai campionamenti aggiuntivi non rientrano nella serie dei dati utilizzati per la
classificazione, ma devono essere comunque riportati con lidonea codifica, nel Portale delle Acque
di Balneazione.

Ordinanze di divieto e di riapertura alla balneazione


ARPA Lazio in caso di esito analitico sfavorevole di un prelievo, deve darne immediata
comunicazione (entro 48 ore dal campionamento), via fax, al Sindaco competente per lemissione
dellordinanza di divieto alla balneazione e, per conoscenza, anche al Ministero della Salute e alla
Regione Lazio.
ARPA Lazio in caso di esito favorevole del campione di controllo, deve darne immediata
comunicazione (entro 48 ore dal campionamento), via fax, al Sindaco competente per la revoca
dellordinanza di divieto alla balneazione e, per conoscenza, anche al Ministero della Salute e alla
Regione Lazio.
Il SINDACO territorialmente competente deve provvedere allimmediata emissione di ordinanza
di divieto alla balneazione, entro 24 dalla comunicazione di ARPA Lazio dellesito sfavorevole di un
campione. Lordinanza di divieto deve essere trasmessa via fax al Ministero della Salute e per
conoscenza anche alla Regione Lazio.
Il SINDACO territorialmente competente deve provvedere allimmediata emissione di ordinanza
di revoca di divieto alla balneazione, entro 24 dalla comunicazione di ARPA Lazio dellesito
favorevole di un campione di controllo. Lordinanza di revoca deve riportare anche il numero di
giorni di divieto ed essere trasmessa via fax al Ministero della Salute e per conoscenza anche alla
Regione.
2

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Regione Lazio
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 12 maggio 2015, n. U00181
Individuazione del laboratorio di riferimento regionale per i sistemi di sorveglianza relativi a morbillo e
rosolia, casi umani di malattie trasmesse da vettori e epatite A

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DECRETO DEL COMMISSARIO AD ACTA


(delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)

OGGETTO: Individuazione del laboratorio di riferimento regionale per i sistemi di sorveglianza


relativi a morbillo e rosolia, casi umani di malattie trasmesse da vettori e epatite A.

IL COMMISSARIO AD ACTA

VISTA la Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n.3;


VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002 n. 6 e ss. mm. ii., concernente Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale;
VISTO il Regolamento Regionale 6 settembre 2002 n. 1 e ss. mm. ii., concernente Regolamento di
organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta regionale;
VISTA la Legge 27 dicembre 1978, n. 833 e ss. mm. e ii., concernente listituzione del Servizio
Sanitario Nazionale;
VISTO il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e ss. mm. e ii., concernente il riordino della
disciplina in materia sanitaria;
VISTA la Legge Regionale 16 giugno 1994, n. 18 e ss. mm. e ii., concernente il riordino del
servizio sanitario regionale ai sensi del d.lgs. 502/1992;
DATO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013 stato conferito
al Presidente pro-tempore della Giunta della Regione Lazio, Dr. Nicola Zingaretti, lincarico di
Commissario ad acta per la prosecuzione del vigente piano di rientro dai disavanzi del settore
sanitario della regione Lazio, secondo i Programmi operativi di cui allarticolo 2, comma 88, della
legge 23 dicembre 2009, n. 191 e successive modifiche ed integrazioni;
DATO ATTO altres che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 1 dicembre 2014 lArch.
Giovanni Bissoni stato nominato sub-commissario nellattuazione del Piano di rientro dei
disavanzi del SSR della Regione Lazio, con il compito di affiancare il Commissario ad acta nella
predisposizione dei provvedimenti da assumere in esecuzione dellincarico commissariale, ai sensi
della deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013;

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DECRETO DEL COMMISSARIO AD ACTA


(delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)

VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n. 66 del 12 febbraio 2007 concernente:


Approvazione del Piano di Rientro per la sottoscrizione dell'Accordo tra Stato e Regione Lazio ai
sensi dell'art.1, comma 180, della Legge 311/2004;
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n. 149 del 6 marzo 2007 avente ad oggetto: Presa
datto dellAccordo Stato Regione Lazio ai sensi dellart. 1, comma 180, della legge n. 311/2004,
sottoscritto il 28 febbraio 2007. Approvazione del Piano di Rientro;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196 Codice in materia di protezione dei dati
personali;
Visto il Regolamento Regionale 30 aprile 2014, n. 11 Trattamento dei dati sensibili e giudiziari di
competenza della Giunta regionale, delle aziende Unit Sanitarie Locali, degli enti dipendenti e
delle agenzie regionali, delle societ e degli altri enti privati a partecipazione regionale, ai sensi
degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196 (Codice in materia di protezione
dei dati personali) che definisce le modalit per i trattamenti di dati sensibili e giudiziari previsti
dalle leggi vigenti;
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2006, recante Piano Sanitario Nazionale
2006-2008, che fissa gli obiettivi da raggiungere per attuare la garanzia costituzionale del diritto
alla salute ed individua, ai punti 5.2 e 5.8, in particolare, gli obiettivi della lotta alle grandi
patologie, tra cui le malattie respiratorie, e del controllo delle malattie diffusive, incluse le malattie
infettive sessualmente trasmesse;
VISTA lIntesa sancita nella Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
Province autonome di Trento e Bolzano del 29/04/2010 Rep. Atti n. 63 concernente il Piano
Nazionale per la Prevenzione per gli anni 2010-2012, che individua tra le macro-aree di intervento i
programmi di prevenzione collettiva, inclusi i programmi di sorveglianza e controllo delle malattie
infettive;
CONSIDERATO che la Regione Lazio, tra i propri compiti istituzionali, ha anche quelli relativi a
programmazione, indirizzo, coordinamento e controllo delle Aziende USL nell'ambito delle attivit
di prevenzione e controllo delle malattie infettive e parassitarie, inclusi i sistemi di sorveglianza
delle malattie infettive;
CONSIDERATO che alcuni di questi sistemi di sorveglianza, istituiti a livello nazionale, prevedono
che le Regioni individuino un proprio laboratorio di riferimento per lo svolgimento di specifiche
indagini diagnostiche, ed in particolare:
1) il sistema di sorveglianza integrato per il morbillo e la rosolia, sulla base della Circolare del
Ministero della Salute Prot. n. 4460 del 20 febbraio 2013;
2) il sistema di sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori, con particolare
riferimento a Chikungunya, Dengue, Zika Virus e West Nile Disease, sulla base della Circolare
annuale del Ministero della Salute (vd., da ultimo, la Nota Prot. n. 17674 del 30/06/2014);

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DECRETO DEL COMMISSARIO AD ACTA


(delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)
3) il sistema di sorveglianza dellepatite A in Italia, sulla base delle Circolari del Ministero della
Salute Prot. n. 11949 del 23 maggio 2013 e Prot. n. 32982 del 16 dicembre 2014;
RAVVISATA pertanto la necessit che la Regione Lazio proceda ad individuare e a designare
formalmente il proprio laboratorio di riferimento per i sistemi di sorveglianza precedentemente
elencati;
RILEVATO che lIstituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani (INMI), ed in
particolare il Laboratorio di Virologia, stato identificato, nellambito delle attivit di sorveglianza
di laboratorio, come centro di riferimento nazionale e regionale per numerose malattie ad eziologia
batterica e virale, disponendo tra laltro di tecniche di diagnostica molecolare avanzata;
RITENUTO pertanto opportuno richiedere allINMI, con nota regionale Prot. n. 168158 del 26
marzo 2015, la disponibilit a candidarsi quale laboratorio di riferimento regionale per le fattispecie
indicate, previa accurata valutazione circa lidoneit delle proprie metodiche di indagine e delle
dotazioni tecnico-strumentali utilizzate rispetto alle indicazioni ministeriali, considerando inoltre
lopportunit di predisporre apposita documentazione illustrativa sullattivit esperita nelle materie
oggetto dei sistemi di sorveglianza succitati;
VISTA la nota Prot. n. 107 del 15 aprile 2015, con la quale lINMI documenta ampiamente la
sussistenza di tutte le condizioni per candidare il Laboratorio di Virologia quale laboratorio di
riferimento regionale per morbillo e rosolia, casi umani di malattie trasmesse da vettori e epatite A,
disponendo tale struttura di tutte le tecniche e le piattaforme strumentali e strutturali per eseguire
esami basati su metodi sierologici, colturali e molecolari avanzati relativi alle infezioni sopra citate;
CONSIDERATO che, in allegato alla nota suddetta, lINMI ha trasmesso le seguenti tre relazioni:
1) Attivit del Laboratorio di Virologia nellambito della diagnostica per lindividuazione di casi di
Morbillo e Rosolia;
2) Attivit di diagnostica avanzata del Laboratorio di Virologia dellINMI per lindividuazione di
casi umani delle malattie trasmesse da vettori, con particolare riferimento a Chikungunya,
Dengue, Zika virus e West Nile Diseases;
3) Attivit di diagnostica avanzata del Laboratorio di Virologia dellINMI per lindividuazione di
casi di epatite virale a trasmissione oro-fecale;
CONSIDERATO inoltre che, sulla base di quando dedotto nella relazione di cui al precedente punto
3), appare opportuno che la designazione riguardante il laboratorio di riferimento regionale per la
sorveglianza dellepatite A comprenda in maniera integrata tutte le epatiti virali a trasmissione orofecale, inclusa lepatite E, patologia emergente che condivide con lepatite A le vie di trasmissione
e la presentazione clinica, assumendo pertanto notevole rilevanza in unottica di diagnosi
differenziale;

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DECRETO DEL COMMISSARIO AD ACTA


(delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)
RILEVATO pertanto che, dallesame delle suddette relazioni, il Laboratorio di Virologia dellINMI
risulta essere pienamente idoneo ad effettuare tutte le indagini richieste per una corretta conferma di
laboratorio delle malattie monitorate dai sistemi di sorveglianza qui considerati;

DECRETA
per le motivazioni espresse in premessa, che vengono integralmente richiamate
1) di designare il Laboratorio di Virologia dellIstituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro
Spallanzani (INMI) quale laboratorio di riferimento regionale per il triennio 2015-2017, ai fini
dello svolgimento delle indagini diagnostiche previste dai seguenti sistemi di sorveglianza:
a. il sistema di sorveglianza integrato per il morbillo e la rosolia, sulla base della Circolare
del Ministero della Salute Prot. n. 4460 del 20 febbraio 2013;
b. il sistema di sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori, con
particolare riferimento a Chikungunya, Dengue, Zika Virus e West Nile Disease, sulla
base della Circolare annuale del Ministero della Salute (vd., da ultimo, la Nota Prot. n.
17674 del 30/06/2014);
c. il sistema di sorveglianza dellepatite A in Italia, sulla base delle Circolari del Ministero
della Salute Prot. n. 11949 del 23 maggio 2013 e Prot. n. 707387 del 19 dicembre 2014;
2) di prevedere che la sorveglianza di cui alla lettera c del punto precedente comprenda in maniera
integrata tutte le epatiti virali a trasmissione oro-fecale, ivi inclusa lepatite E;
3) di stabilire che il Laboratorio di Virologia dellIstituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro
Spallanzani (INMI) predisponga, entro il 31 marzo di ogni anno, una relazione sulle attivit
svolte durante lanno precedente quale laboratorio di riferimento regionale nellambito dei
suddetti sistemi di sorveglianza, da trasmettere alla Direzione Regionale Salute ed Integrazione
Sociosanitaria;
4) di stabilire altres che il Laboratorio di Virologia dellIstituto Nazionale Malattie Infettive
Lazzaro Spallanzani (INMI), adegui automaticamente le metodiche di indagine e le dotazioni
tecnico-strumentali utilizzate rispetto agli aggiornamenti delle indicazioni nazionali e regionali,
eventualmente sopravvenienti nellambito dei suddetti sistemi di sorveglianza;
5) di verificare, al termine del triennio 2015-2017, la sussistenza in capo al Laboratorio di
Virologia dellIstituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani (INMI), dei requisiti
richiesti per la conferma quale laboratorio di riferimento regionale nellambito dei suddetti
sistemi di sorveglianza.
Il presente decreto sar pubblicato sul Bollettino Ufficiale Regione Lazio.
Avverso il presente decreto ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo
del Lazio nel termine di sessanta giorni, ovvero, ricorso Straordinario al Capo dello Stato entro il
termine di giorni centoventi.

Nicola Zingaretti

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Regione Lazio
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 12 maggio 2015, n. U00183
Fondazione Policlinico Tor Vergata - Autorizzazione in deroga al blocco del turn over - anno 2015 -

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IL COMMISSARIO AD ACTA
(Delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)

OGGETTO: Fondazione Policlinico Tor Vergata - Autorizzazione allassunzione in


deroga al blocco del turn over anno 2015.

IL COMMISSARIO AD ACTA

VISTA la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3;


VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale n.1 del 6 settembre 2002;
VISTO il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i. concernente: Riordino
della disciplina in materia sanitaria, a norma dellart. 1 della legge 23 ottobre 1992, n.
421 e successive modificazioni;
VISTE le deliberazioni della Giunta Regionale n. 66 del 12 febbraio 2007 concernente:
Approvazione del "Piano di Rientro" per la sottoscrizione dell'Accordo tra Stato e
Regione Lazio ai sensi dell'art.1, comma 180, della Legge 311/2004 e n. 149 del 6
marzo 2007 avente ad oggetto: Presa datto dellAccordo Stato Regione Lazio ai sensi
dellart. 1, comma 180, della legge n. 311/2004, sottoscritto il 28 febbraio 2007.
Approvazione del Piano di Rientro;
RILEVATO, in particolare, che tra gli obiettivi individuati nel Piano di Rientro
rivestono particolare importanza quelli relativi alla gestione del personale ed alla
ottimizzazione delle risorse umane allo scopo di perseguire il contenimento della spesa;

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PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013, il
dott. Nicola Zingaretti, stato nominato Commissario ad acta per lattuazione del
vigente Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Lazio secondo i
Programmi Operativi di cui allart. 2, comma 88 della Legge n. 191 del 2009 e
successive modificazioni e integrazioni;
PRESO ATTO che con la suddetta Deliberazione sono stati, altres, confermati i
contenuti del mandato commissariale gi affidato al Presidente pro-tempore della
Regione Lazio con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2010 come
riformulato con la successiva Deliberazione del 20 gennaio 2012;
PRESO ATTO che con la suddetta Deliberazione stato assegnato al Commissario
lincarico prioritario di adottare ed attuare i Programmi operativi per gli anni 20132015, redatti sulla base delle linee guida predisposte dai Ministeri affiancanti;
PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 01 dicembre 2014
lArch. Giovanni Bissoni stato nominato Sub Commissario per lattuazione del Piano
di Rientro dai disavanzi e di riqualificazione del SSR laziale, con il compito di
affiancare il Commissario ad acta nella predisposizione dei provvedimenti da assumere
in esecuzione dellincarico commissariale, ai sensi della deliberazione del Consiglio dei
Ministri del 21 marzo 2013;
PRESO ATTO che tra gli interventi prioritari assegnati al Commissario ad acta per la
realizzazione del suddetto Piano di Rientro vengono annoverati, tra gli altri, il riassetto
della rete ospedaliera con adeguati interventi per la dismissione/riconversione dei
presidi non in grado di assicurare adeguati profili di efficienza ed efficacia, la
razionalizzazione e il contenimento della spesa per il personale con particolare
riferimento al blocco del turn-over;
VISTA la L.R. n. 14 dell11 agosto 2008 e s.m.i. relativa allassestamento del bilancio
2008 con la quale sono state fornite disposizioni in materia di personale del Servizio
Sanitario regionale;
VISTO, in particolare, il comma 73 dellart. 1 della suddetta legge regionale nella parte
in cui dispone che, ai fini del rispetto dellobbligo di riduzione del costo del personale
delle Aziende sanitarie locali, delle Aziende sanitarie ed Enti del Servizio Sanitario
Regionale, previsto dallarticolo 1, comma 98, della Legge 311/04, dallarticolo 1,
comma 198, della Legge 266/05 nonch dallarticolo 1, comma 565, della Legge
27/12/2006 n. 296 e ai fini del Piano di rientro nellequilibrio economico finanziario
previsto dallAccordo di cui allarticolo 1, comma 180, della Legge 311/04, le
medesime Aziende ed Enti, prima di procedere alla pubblicazione, anche sul sito
internet, dei bandi di concorso o di avvisi per lassunzione, devono acquisire esplicito

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parere positivo motivato con decreto del Commissario ad acta per il piano di rientro
dal disavanzo sanitario. Il parere esplicito deve essere acquisito anche per le
assunzioni a tempo determinato, ovvero per rapporti di collaborazione, consulenze o
per altre tipologie contrattuali, a qualsiasi titolo riconducibili a nuove spese per
personale;
VISTO il comma 74 dellart. 1 della citata legge regionale nella parte in cui dispone
che, ai fini dellistruttoria per lespressione del parere motivato da parte del
Commissario ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario, i direttori generali
delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale devono formulare preventivamente
misure di riorganizzazione e riconversione, sulla base di una valutazione della capacit
operativa delle singole strutture e delle risorse umane disponibili nonch delle
prestazioni effettuate e della produttivit dimostrata negli anni;
VISTO, in particolare, il comma 75 dellart. 1 della citata legge regionale nella parte in
cui dispone che alle aziende ed enti del servizio sanitario regionale, in caso di
mancato conseguimento degli obiettivi di risparmio di spesa previsti dalle norme di cui
al comma 73, fatto divieto di procedere ad assunzioni di nuovo personale, fatti salvi
leventuale reclutamento di profili infungibili e indispensabili al fine del mantenimento
dei livelli essenziali di assistenza (LEA) preventivamente autorizzati dal Commissario
ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario e la mobilit infraregionale tra le
aziende e gli enti del servizio sanitario regionale;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 3 dicembre 2009 concernente il Patto per la salute
per gli anni 2010 2012;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 10 luglio 2014 concernente il Patto per la salute per
gli anni 2014 2016;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 17 dicembre 2009, n. U0087 recante
Approvazione del Piano Sanitario Regionale 2010/2012;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 29 settembre 2010, n U0080 avente ad
oggetto la Riorganizzazione della Rete Ospedaliera Regionale;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 31 dicembre 2010, n. U0111 avente ad
oggetto Decreto del Commissario ad acta n.87/2010 recante Approvazione Piano
Sanitario Regionale (PSR) 2010 2012 - Integrazioni e modifiche;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 25 luglio 2014 n. U0247 concernente
Adozione della nuova edizione dei Programmi Operativi 2013-2015 a salvaguardia
degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;

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VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 31 ottobre 2014 n. U0368 e s.m.i.
concernente Attuazione Programmi Operativi 2013-2015 di cui al Decreto del
Commissario ad Acta n. U00247/2014. Adozione del documento tecnico inerente:
Riorganizzazione della rete ospedaliera a salvaguardia degli obiettivi strategici di
rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;
VISTA la legge 7 agosto 2012, n, 135 di conversione, con modificazioni, del decreto
legge 6 luglio 2012, n. 95 avente ad oggetto: Disposizioni urgenti per la revisione
della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, nonch misure di
rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario;
VISTO il Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 convertito con modificazioni dalla
L. 8 novembre 2012, n. 189 avente ad oggetto Disposizioni urgenti per promuovere
lo sviluppo del Paese mediante un pi alto livello di tutela della salute;
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 484
concernente Regolamento recante la determinazione dei requisiti per laccesso al
secondo livello dirigenziale per il personale del ruolo sanitario del Servizio Sanitario
Nazionale;
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 483
concernente Regolamento recante la disciplina concorsuale per il personale
dirigenziale del Servizio Sanitario Nazionale;
VISTO il D.L. 90 del 24 giugno 2014 recante misure urgenti per la semplificazione e
la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari convertito con
legge 11 agosto 2014, n. 114;
CONSIDERATO che si conclusa la procedura di riconciliazione dei dati della c.d.
Tabella A con il Conto Annuale e il Conto Economico di ciascuna Azienda per lanno
2004, tramite linvio, con nota prot. 140664 del 4 dicembre 2013 al Ministero della
Salute e al Ministero dellEconomia e delle Finanze di una apposita relazione, ai fini
della valutazione del rispetto dellobiettivo della riduzione della spesa per il personale
nella percentuale dell1,4% rispetto alla spesa per il personale del 2004;
VISTA la nota della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria prot.
44878 del 28/01/2015 avente per oggetto rilevazione personale e attivit schede per
lanno 2014 con la quale le Aziende e gli Enti del Servizio Sanitario Regionale sono
state inviate e compilate apposite schede volte alla rilevazione della situazione del
personale, distinto per tipologia di prestazioni e per unit operative e, alla rilevazione
del fabbisogno del personale medesimo, secondo un ordine di priorit individuato da
ciascuna Azienda;

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CONSIDERATO, che il Direttore Generale della Fondazione Policlinico Tor Vergata,


con le note prot. n. 7064 del 13 marzo 2015 e n. 8665 del 31 marzo 2015 ha richiesto
lautorizzazione in deroga allassunzione con contratto a tempo indeterminato delle
seguenti unit:
n. 5 Dirigenti Medici per la disciplina di Anestesia e Rianimazione;
n. 2 Dirigenti Medici per la disciplina di Medicina e Chirurgia
dAccettazione e dUrgenza;
n. 12 Collaboratori Professionali Sanitari Infermieri.
CONSIDERATO che il Direttore Generale della Fondazione Policlinico Tor Vergata
nelle note sopracitate ha evidenziato lestrema urgenza dellacquisizione di detto
personale al fine di assicurare limmediata attivazione presso il Dipartimento
Emergenza, Accettazione e dellArea Critica di ulteriori 4 posti letto di terapia intensiva
post operatoria di cui al DCA n. U00368/2014, il quale ha previsto per il triennio 20132015 il completamento delle terapie intensive post-operatorie;
TENUTO CONTO che come sottolineato nelle sopra citate note, le richieste sono
ricomprese tra le priorit pi urgenti del piano di acquisizione del personale a tempo
indeterminato per lanno 2015;
RILEVATO che la suddetta autorizzazione viene resa per un numero di unit inferiore
rispetto alla richiesta di assunzione pervenuta dalla Fondazione Policlinico Tor Vergata,
in quanto nellanalisi delle richieste di autorizzazione in deroga occorre tener conto del
complessivo rispetto della riduzione dell1.4% della spesa per il personale rispetto al
costo sostenuto nel 2004, nonch delle criticit derivanti dalla carenza di personale
riferite sia alla Fondazione Policlinico Tor Vergata che a tutte le Aziende ed Enti del
SSR con conseguente rideterminazione del numero di autorizzazioni concedibili;
CONSIDERATA, pertanto, lassoluta necessit di autorizzare la Fondazione
Policlinico Tor Vergata allassunzione con contratto a tempo indeterminato delle
seguenti figure professionali:
>
n. 2 dirigenti medici disciplina Anestesia e Rianimazione;
>
n. 2 dirigenti medici disciplina Medicina e Chirurgia dAccettazione e
dUrgenza;
>
n. 6 Collaboratori Professionali Sanitari Infermieri,
previo scorrimento di graduatorie di concorsi pubblici, espletati da Aziende ed Enti del
servizio sanitario della Regione Lazio e in corso di validit;
CONSIDERATO che le succitate autorizzazioni saranno computate nella quota
percentuale di deroghe concedibili per lanno 2015;
RITENUTO NECESSARIO, in caso di infruttuoso scorrimento delle graduatorie
valide di concorso pubblico, autorizzare la Fondazione Policlinico Tor Vergata

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allindizione di un avviso pubblico a livello nazionale di mobilit, previa


comunicazione alle competenti strutture regionali;
RITENUTO NECESSARIO trasmettere ai Ministeri affiancanti, al termine della
procedura di deroga una relazione riepilogativa dei provvedimenti autorizzativi concessi
nel corso dellanno 2015, cos come richiesto dal Tavolo Tecnico per la verifica degli
adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei LEA, nella
riunione del 24/03/2015;
ACQUISITO il parere favorevole del Sub Commissario;

DECRETA

Per i motivi di cui in premessa che formano parte integrante e sostanziale del presente
provvedimento di:
1. autorizzare il Direttore Generale della Fondazione Policlinico Tor Vergata
allassunzione con contratto a tempo indeterminato delle seguenti figure
professionali:
>
n. 2 dirigenti medici disciplina Anestesia e Rianimazione;
>
n. 2 dirigenti medici disciplina Medicina e Chirurgia dAccettazione e
dUrgenza;
>
n. 6 Collaboratori Professionali Sanitari Infermieri,
previo scorrimento di graduatorie di concorsi pubblici, espletati da Aziende ed
Enti del servizio sanitario della Regione Lazio e in corso di validit;
2. autorizzare, in caso di infruttuoso scorrimento delle graduatorie valide di
concorso pubblico, la Fondazione Policlinico Tor Vergata allindizione di un
avviso pubblico a livello nazionale di mobilit, previa comunicazione alle
competenti strutture regionali;
3. pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.L.

Nicola Zingaretti

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Regione Lazio
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 12 maggio 2015, n. U00184
Azienda USL ROMA G - Autorizzazione all'assunzione in deroga al blocco del turn over - anno 2015.

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IL COMMISSARIO AD ACTA
(Delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)

OGGETTO: Azienda USL ROMA G - Autorizzazione allassunzione in deroga al


blocco del turn over anno 2015.

IL COMMISSARIO AD ACTA

VISTA la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3;


VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale n.1 del 6 settembre 2002;
VISTO il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i. concernente: Riordino
della disciplina in materia sanitaria, a norma dellart. 1 della legge 23 ottobre 1992, n.
421 e successive modificazioni;
VISTE le deliberazioni della Giunta Regionale n. 66 del 12 febbraio 2007 concernente:
Approvazione del "Piano di Rientro" per la sottoscrizione dell'Accordo tra Stato e
Regione Lazio ai sensi dell'art.1, comma 180, della Legge 311/2004 e n. 149 del 6
marzo 2007 avente ad oggetto: Presa datto dellAccordo Stato Regione Lazio ai sensi
dellart. 1, comma 180, della legge n. 311/2004, sottoscritto il 28 febbraio 2007.
Approvazione del Piano di Rientro;
RILEVATO, in particolare, che tra gli obiettivi individuati nel Piano di Rientro
rivestono particolare importanza quelli relativi alla gestione del personale ed alla
ottimizzazione delle risorse umane allo scopo di perseguire il contenimento della spesa;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013, il
dott. Nicola Zingaretti, stato nominato Commissario ad acta per lattuazione del
vigente Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Lazio secondo i
Programmi Operativi di cui allart. 2, comma 88 della Legge n. 191 del 2009 e
successive modificazioni e integrazioni;
PRESO ATTO che con la suddetta Deliberazione sono stati, altres, confermati i
contenuti del mandato commissariale gi affidato al Presidente pro-tempore della
Regione Lazio con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2010 come
riformulato con la successiva Deliberazione del 20 gennaio 2012;
PRESO ATTO che con la suddetta Deliberazione stato assegnato al Commissario
lincarico prioritario di adottare ed attuare i Programmi operativi per gli anni 20132015, redatti sulla base delle linee guida predisposte dai Ministeri affiancanti;
PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 01 dicembre 2014
lArch. Giovanni Bissoni stato nominato Sub Commissario per lattuazione del Piano
di Rientro dai disavanzi e di riqualificazione del SSR laziale, con il compito di
affiancare il Commissario ad acta nella predisposizione dei provvedimenti da assumere
in esecuzione dellincarico commissariale, ai sensi della deliberazione del Consiglio dei
Ministri del 21 marzo 2013;
PRESO ATTO che tra gli interventi prioritari assegnati al Commissario ad acta per la
realizzazione del suddetto Piano di Rientro vengono annoverati, tra gli altri, il riassetto
della rete ospedaliera con adeguati interventi per la dismissione/riconversione dei
presidi non in grado di assicurare adeguati profili di efficienza ed efficacia, la
razionalizzazione e il contenimento della spesa per il personale con particolare
riferimento al blocco del turn-over;
VISTA la L.R. n. 14 dell11 agosto 2008 e s.m.i. relativa allassestamento del bilancio
2008 con la quale sono state fornite disposizioni in materia di personale del Servizio
Sanitario regionale;
VISTO, in particolare, il comma 73 dellart. 1 della suddetta legge regionale nella parte
in cui dispone che, ai fini del rispetto dellobbligo di riduzione del costo del personale
delle Aziende sanitarie locali, delle Aziende sanitarie ed Enti del Servizio Sanitario
Regionale, previsto dallarticolo 1, comma 98, della Legge 311/04, dallarticolo 1,
comma 198, della Legge 266/05 nonch dallarticolo 1, comma 565, della Legge
27/12/2006 n. 296 e ai fini del Piano di rientro nellequilibrio economico finanziario
previsto dallAccordo di cui allarticolo 1, comma 180, della Legge 311/04, le
medesime Aziende ed Enti, prima di procedere alla pubblicazione, anche sul sito
internet, dei bandi di concorso o di avvisi per lassunzione, devono acquisire esplicito

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parere positivo motivato con decreto del Commissario ad acta per il piano di rientro
dal disavanzo sanitario. Il parere esplicito deve essere acquisito anche per le
assunzioni a tempo determinato, ovvero per rapporti di collaborazione, consulenze o
per altre tipologie contrattuali, a qualsiasi titolo riconducibili a nuove spese per
personale;
VISTO il comma 74 dellart. 1 della citata legge regionale nella parte in cui dispone
che, ai fini dellistruttoria per lespressione del parere motivato da parte del
Commissario ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario, i direttori generali
delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale devono formulare preventivamente
misure di riorganizzazione e riconversione, sulla base di una valutazione della capacit
operativa delle singole strutture e delle risorse umane disponibili nonch delle
prestazioni effettuate e della produttivit dimostrata negli anni;
VISTO, in particolare, il comma 75 dellart. 1 della citata legge regionale nella parte in
cui dispone che alle aziende ed enti del servizio sanitario regionale, in caso di
mancato conseguimento degli obiettivi di risparmio di spesa previsti dalle norme di cui
al comma 73, fatto divieto di procedere ad assunzioni di nuovo personale, fatti salvi
leventuale reclutamento di profili infungibili e indispensabili al fine del mantenimento
dei livelli essenziali di assistenza (LEA) preventivamente autorizzati dal Commissario
ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario e la mobilit infraregionale tra le
aziende e gli enti del servizio sanitario regionale;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 3 dicembre 2009 concernente il Patto per la salute
per gli anni 2010 2012;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 10 luglio 2014 concernente il Patto per la salute per
gli anni 2014 2016;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 17 dicembre 2009, n. U0087 recante
Approvazione del Piano Sanitario Regionale 2010/2012;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 29 settembre 2010, n U0080 avente ad
oggetto la Riorganizzazione della Rete Ospedaliera Regionale;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 31 dicembre 2010, n. U0111 avente ad
oggetto Decreto del Commissario ad acta n.87/2010 recante Approvazione Piano
Sanitario Regionale (PSR) 2010 2012 - Integrazioni e modifiche;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 25 luglio 2014 n. U0247 concernente
Adozione della nuova edizione dei Programmi Operativi 2013-2015 a salvaguardia
degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;

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VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 31 ottobre 2014 n. U0368 e s.m.i.
concernente Attuazione Programmi Operativi 2013-2015 di cui al Decreto del
Commissario ad Acta n. U00247/2014. Adozione del documento tecnico inerente:
Riorganizzazione della rete ospedaliera a salvaguardia degli obiettivi strategici di
rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;
VISTA la legge 7 agosto 2012, n, 135 di conversione, con modificazioni, del decreto
legge 6 luglio 2012, n. 95 avente ad oggetto: Disposizioni urgenti per la revisione
della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, nonch misure di
rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario;
VISTO il Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 convertito con modificazioni dalla
L. 8 novembre 2012, n. 189 avente ad oggetto Disposizioni urgenti per promuovere
lo sviluppo del Paese mediante un pi alto livello di tutela della salute;
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 484
concernente Regolamento recante la determinazione dei requisiti per laccesso al
secondo livello dirigenziale per il personale del ruolo sanitario del Servizio Sanitario
Nazionale;
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 483
concernente Regolamento recante la disciplina concorsuale per il personale
dirigenziale del Servizio Sanitario Nazionale;
VISTO il D.L. 90 del 24 giugno 2014 recante misure urgenti per la semplificazione e
la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari convertito con
legge 11 agosto 2014, n. 114;
CONSIDERATO che si conclusa la procedura di riconciliazione dei dati della c.d.
Tabella A con il Conto Annuale e il Conto Economico di ciascuna Azienda per lanno
2004, tramite linvio, con nota prot. 140664 del 4 dicembre 2013 al Ministero della
Salute e al Ministero dellEconomia e delle Finanze di una apposita relazione, ai fini ai
fini della valutazione del rispetto dellobiettivo della riduzione della spesa per il
personale nella percentuale dell1,4% rispetto alla spesa per il personale del 2004;
VISTA la nota della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria prot.
44878 del 28/01/2015 avente per oggetto rilevazione personale e attivit schede per
lanno 2014 con la quale le Aziende e gli Enti del Servizio Sanitario Regionale sono
state inviate e compilate apposite schede volte alla rilevazione della situazione del
personale, distinto per tipologia di prestazioni e per unit operative e, alla rilevazione
del fabbisogno del personale medesimo, secondo un ordine di priorit individuato da
ciascuna Azienda;

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CONSIDERATO, inoltre, che permane la necessit di procedere allacquisizione di un


Direttore della UOC Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro appartenente allArea
della dirigenza Medica, come rappresentato dal Direttore Generale dellAzienda USL
RMG con la nota prot. n. 11327 del 07/10/2014, per il funzionamento della struttura
stessa;
CONSIDERATA, pertanto, lassoluta necessit di autorizzare lAzienda USL ROMA
G allassunzione con contratto a tempo indeterminato di:
> n. 2 dirigenti medici disciplina Radiologia;
> n. 2 dirigenti medici disciplina Anestesia e Rianimazione,
previo scorrimento di graduatorie di concorsi pubblici, espletati da Aziende ed Enti del
servizio sanitario della Regione Lazio e in corso di validit;
TENUTO CONTO che le suddette richieste sono ricomprese tra le priorit pi urgenti
del piano di acquisizione del personale a tempo indeterminato per lanno 2015;
CONSIDERATO che le succitate autorizzazioni saranno computate nella quota
percentuale di deroghe concedibili per lanno 2015;
RITENUTO NECESSARIO, con il presente atto autorizzare il Direttore Generale
dellAzienda USL ROMA G a procedere al conferimento dei seguenti incarichi di:
> Direttore della UOC Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro;
> Direttore della UOC Farmacia Territoriale;
tramite procedura selettiva prevista dal D.P.R. n. 484/97;
RITENUTO NECESSARIO, inoltre, con il presente atto autorizzare il Direttore
Generale dellAzienda USL ROMA G allassunzione con contratto a tempo
indeterminato di:
> n. 2 dirigenti medici disciplina Radiologia;
> n. 2 dirigenti medici disciplina Anestesia e Rianimazione,
previo scorrimento di graduatorie di concorsi pubblici, espletati da Aziende ed Enti del
servizio sanitario della Regione Lazio e in corso di validit;
RITENUTO NECESSARIO, in caso di infruttuoso scorrimento delle graduatorie
valide di concorso pubblico, autorizzare lAzienda USL ROMA G allindizione di un
avviso pubblico a livello nazionale di mobilit, previa comunicazione alle competenti
strutture regionali;
RITENUTO NECESSARIO trasmettere ai Ministeri affiancanti, al termine della
procedura di deroga una relazione riepilogativa dei provvedimenti autorizzativi concessi
nel corso dellanno 2015, cos come richiesto dal Tavolo Tecnico per la verifica degli
adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei LEA, nella
riunione del 24/03/2015;

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ACQUISITO il parere favorevole del Sub Commissario;

DECRETA

Per i motivi di cui in premessa che formano parte integrante e sostanziale del presente
provvedimento di:
1. autorizzare il Direttore Generale dellAzienda USL ROMA G a procedere al
conferimento dei seguenti incarichi di:
Direttore della UOC Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro;
Direttore della UOC Farmacia territoriale;
tramite procedura selettiva prevista dal D.P.R. n. 484/97;
2. autorizzare il Direttore Generale dellAzienda USL ROMA G allassunzione con
contratto a tempo indeterminato di:
> n. 2 dirigenti medici disciplina Radiologia;
> n. 2 dirigenti medici disciplina Anestesia e Rianimazione,
previo scorrimento di graduatorie di concorsi pubblici, espletati da Aziende ed
Enti del servizio sanitario della Regione Lazio e in corso di validit;
3. autorizzare, in caso di infruttuoso scorrimento delle graduatorie valide di
concorso pubblico, lAzienda USL ROMA G allindizione di un avviso pubblico
a livello nazionale di mobilit, previa comunicazione alle competenti strutture
regionali;
4. pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.L.

Nicola Zingaretti

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Regione Lazio
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 12 maggio 2015, n. U00185
Azienda Ospedaliera S. Camillo Forlanini, autorizzazione alla mobilit ai sensi del Decreto del Commissario
ad acta del 16 febbraio 2009, n. 14.

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DECRETO DEL COMMISSARIO AD ACTA


(Delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)

Oggetto: Azienda Ospedaliera S. Camillo Forlanini, autorizzazione alla mobilit ai sensi del
Decreto del Commissario ad Acta del 16 febbraio 2009, n. 14.

IL COMMISSARIO AD ACTA

VISTA la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3;


VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002, n.6 e successive modificazioni;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n.1 del 6
settembre 2002;
VISTO il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i. concernente: Riordino della
disciplina in materia sanitaria, a norma dellart. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 e successive
modificazioni;
VISTE le deliberazioni della Giunta Regionale n. 66 del 12 febbraio 2007 concernente:
Approvazione del "Piano di Rientro" per la sottoscrizione dell'Accordo tra Stato e Regione Lazio
ai sensi dell'art.1, comma 180, della Legge 311/2004 e n.149 del 6 marzo 2007 avente ad oggetto:
Presa datto dellAccordo Stato Regione Lazio ai sensi dellart. 1, comma 180, della legge n.
311/2004, sottoscritto il 28 febbraio 2007. Approvazione del Piano di Rientro;
RILEVATO, in particolare, che tra gli obiettivi individuati nel Piano di Rientro rivestono
particolare importanza quelli relativi alla gestione del personale ed alla ottimizzazione delle risorse
umane allo scopo di perseguire il contenimento della spesa;
PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013, il dott.
Nicola Zingaretti, stato nominato Commissario ad acta per lattuazione del vigente Piano di
rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Lazio secondo i Programmi Operativi di cui
allart. 2, comma 88 della Legge n. 191 del 2009 e successive modificazioni ed integrazioni:

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PRESO ATTO che con Deliberazione del Consiglio dei Ministri dell01 dicembre 2014, lArch.
Giovanni Bissoni stato nominato Sub Commissario per lattuazione del Piano di Rientro dai
disavanzi del SSR. della Regione Lazio , con il compito di affiancare il Commissario ad Acta nella
predisposizione dei provvedimenti da assumere in esecuzione dellincarico commissariale, ai sensi
della deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013;
PRESO ATTO che con la suddetta Deliberazione sono stati altres, confermati i contenuti del
mandato commissariale gi affidato al Presidente pro-tempore della Regione Lazio con
deliberazione del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2010 come riformulato con la successiva
deliberazione del 20 gennaio 2012;
PRESO ATTO che con la suddetta deliberazione stato assegnato al Commissario lincarico
prioritario di adottare ed attuare i Programmi operativi per gli anni 2013-2015, redatti sulla base
delle linee guida predisposte dai Ministeri affiancanti;
PRESO ATTO che tra gli interventi prioritari assegnati al Commissario ad acta per la realizzazione
del suddetto Piano di Rientro vengono annoverati, tra gli altri, la razionalizzazione ed il
contenimento della spesa per il personale con particolare riferimento al blocco del turn over ;
CONSIDERATO che gi con L.R. n. 14/08 e s.m.i. relativa allassestamento del bilancio 2008
venivano date disposizioni in materia di personale del servizio sanitario regionale;
VISTO, in particolare, il comma 75 dellart. 1 della citata legge regionale nella parte in cui dispone
che alle aziende ed enti del servizio sanitario regionale, in caso di mancato conseguimento degli
obiettivi di risparmio di spesa previsti dalle norme di cui al comma 73, fatto divieto di procedere
ad assunzioni di nuovo personale, fatti salvi leventuale reclutamento di profili infungibili ed
indispensabili al fine del mantenimento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) preventivamente
autorizzati dal Commissario ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario e la mobilit
infraregionale tra le aziende e gli enti del servizio sanitario regionale;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 3 dicembre 2009 concernente il Patto per la salute per gli anni
2010 2012;
VISTA lIntesa Stato Regioni del 10 luglio 2014 concernente il Patto per la salute per gli anni
2014 2016;
VISTO il decreto del Commissario ad Acta del 31 dicembre 2010, n. 113 recante i Programmi
Operativi 2011 2012;
PRESO ATTO che lart. 13, comma 14 del Patto per la Salute 2010-2012 prevede che per le
Regioni gi sottoposte ai piani di rientro e gi commissariate alla data di entrata in vigore della
suddetta Intesa, restano fermi lassetto della gestione commissariale previgente per la prosecuzione
del piano di rientro secondo programmi operativi predisposti dal commissario ad acta;

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VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 17 dicembre 2009, n. U0087 recante la
Approvazione del Piano Sanitario Regionale 2010/2012;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 29 settembre 2010, n U0080 avente ad oggetto la
Riorganizzazione della Rete Ospedaliera Regionale;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta del 31 dicembre 2010, n. U0111 avente ad oggetto
Decreto del Commissario ad acta n.U0087/2010 recante Approvazione Piano Sanitario Regionale
(PSR) 2010 2012 - Integrazioni e modifiche;
VISTO il Decreto del Commissario ad acta n. U00247 del 25/7/2014 recante Adozione della
nuova edizione dei Programmi Operativi 2013-2015 a salvaguardia degli obiettivi strategici di
rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;
TENUTO CONTO che il suddetto Decreto individua, nellambito degli interventi di
razionalizzazione della gestione del personale, il blocco del turn over quale misura funzionale ai fini
degli obiettivi di contenimento della spesa del personale del SSR previsti dal Piano di Rientro;
VISTO il Decreto del Commissario ad Acta del 31 ottobre 2014 n. U0368 e s.m.i. concernente
Attuazione Programmi Operativi 2013-2015 di cui al Decreto del Commissario ad Acta n.
U00247/2014. Adozione del documento tecnico inerente: Riorganizzazione della rete ospedaliera
a salvaguardia degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio;
VISTA la circolare prot. n. 98401/D4/43/01 del 21 agosto 2008 del Dipartimento Sociale con la
quale la Regione Lazio ha disposto che: per la mobilit tra le Aziende ed Enti del servizio sanitario
regionale si invitano i Direttori Generali a richiedere lautorizzazione regionale, in quanto tale
mobilit potrebbe sguarnire servizi indispensabili per la garanzia dei LEA nella Azienda cedente, la
quale sarebbe poi indotta a chiedere la deroga alla Regione con conseguente aggravio di spesa per il
nuovo posto da ricoprire;
VISTO il Decreto commissariale n. 14 del 16 febbraio 2009 recante Disposizioni in materia di
mobilit del personale del s.s.r. con il quale sono state stabilite le misure di semplificazione e
snellimento delle procedure di mobilit del personale del s.s.r.;
CONSIDERATO che con il suddetto Decreto stato stabilito che lassenso alle mobilit
concesso solo previo accertamento della sussistenza delle condizioni che assicurino la non necessit
di copertura del posto nellAzienda di provenienza e che per le mobilit dalle provincie di Roma,
Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti verso il Comune di Roma, i Direttori Generali dovranno
procedere secondo le disposizioni vigenti previo specifico decreto commissariale di
autorizzazione;
PRESO ATTO che con la nota prot. n. 367/DG del 27/04/2015, agli atti della competente
Direzione Regionale, il Direttore Generale dellAzienda Ospedaliera S. Camillo Forlanini ha
inoltrato formale richiesta di autorizzazione al trasferimento in entrata, tramite procedura di
mobilit, del Dr. Emanuele Piccioni, dirigente medico disciplina Chirurgia Generale, dipendente a
tempo indeterminato dellAzienda USL di Viterbo;

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CONSIDERATA la sussistenza del preventivo assenso al trasferimento da parte dellAzienda


cedente, espresso dallAzienda USL di Viterbo con la nota prot. n. 19181 del 13/04/2015;
RILEVATA la particolare situazione di criticit derivante dalla permanenza del blocco delle
assunzioni per il personale del s.s.r. rappresentata, in particolare, dalle Aziende ed Enti del s.s.r.
insistenti ed operanti sul territorio del Comune di Roma e delle provincie del Lazio;
CONSIDERATO che la carenza di organico significata dallAzienda Ospedaliera riguarda un
profilo infungibile ed indispensabile ai fini del mantenimento dei livelli essenziali di assistenza
(L.E.A.), la cui erogazione, in assenza di personale dedicato, rischia altrimenti di essere fortemente
pregiudicata con gravi ripercussioni per lutenza;
CONSIDERATO che fermo restando quanto disposto da precedenti provvedimenti commissariali
in materia di blocco delle assunzioni, lattivazione delle procedure di mobilit pu rappresentare
uno strumento funzionale ad ovviare alle situazioni di grave carenza di organico e rientra tra le
azioni volte alla razionalizzazione, ottimizzazione e pi efficiente allocazione delle risorse umane;
TENUTO CONTO che lAzienda USL di Viterbo, nellesprimere il nulla osta in merito alla
suddetta procedura di mobilit, ha attestato la sussistenza delle condizioni che non rendono
necessaria la sostituzione nel posto che si render vacante;
RITENUTO NECESSARIO, pertanto, autorizzare il Direttore Generale dellAzienda Ospedaliera
S. Camillo Forlanini al trasferimento in entrata, mediante procedura di mobilit, del Dr. Emanuele
Piccioni, dirigente medico disciplina Chirurgia Generale, dipendente a tempo indeterminato
dellAzienda USL di Viterbo;
RITENUTO OPPORTUNO precisare che lunit trasferita non verr computata tra le unit
cessate nel corso dellanno nella azienda di provenienza ai fini della corretta determinazione degli
obiettivi connessi al risparmio derivante dal blocco del turn over;
RITENUTO OPPORTUNO rendere obbligatoria la trasmissione alla Direzione regionale Salute
e Integrazione Sociosanitaria dellatto deliberativo adottato dal Direttore Generale in attuazione
del presente provvedimento di autorizzazione;
ACQUISITO il parere favorevole del Sub Commissario;

DECRETA

Per i motivi di cui in premessa che formano parte integrante e sostanziale del presente
provvedimento:
1. di autorizzare, ai sensi del decreto Commissariale n. U0014/09, il Direttore Generale
dellAzienda Ospedaliera S. Camillo Forlanini allassunzione, mediante procedura di
mobilit in entrata, del Dr. Emanuele Piccioni, dirigente medico disciplina Chirurgia
Generale, dipendente a tempo indeterminato dellAzienda USL di Viterbo;

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2. di precisare che lunit trasferita non verr computata tra le unit cessate nel corso dellanno
nella Azienda di provenienza ai fini della corretta determinazione degli obiettivi connessi al
risparmio derivante dal blocco del turn over;
3. di rendere obbligatoria la trasmissione alla Direzione regionale Salute e Integrazione
Sociosanitaria dellatto deliberativo adottato dal Direttore Generale in attuazione del
presente provvedimento di autorizzazione;
4. di pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.L.

NICOLA ZINGARETTI

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Regione Lazio
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 13 maggio 2015, n. U00187
Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e Assistenza Domiciliare Oncologica (ADO) - Approfondimento
istruttorio, in attuazione del mandato di cui al Decreto del Commissario ad acta n. U00128 del 7 aprile 2014. Disposizioni conseguenti.

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IL PRESIDENTE
IN QUALIT DI COMMISSARIO AD ACTA
(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21marzo 2013)

OGGETTO: Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e Assistenza Domiciliare


Oncologica (ADO) - Approfondimento istruttorio, in attuazione del
mandato di cui al Decreto del Commissario ad acta n. U00128 del 7
aprile 2014. Disposizioni conseguenti.
IL COMMISSARIO AD ACTA
VISTI per quanto riguarda i poteri
- la Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n.3;
- lo Statuto della Regione Lazio 11 novembre 2001, n. 1Nuovo Statuto della Regione
Lazio e s.m.i.;
- la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e s.m.i.;
- Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1 e s.m.i.;
- la Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013, con cui il Presidente
della Regione Lazio Nicola Zingaretti stata nominato Commissario ad acta per la
prosecuzione del Piano di rientro dai disavanzi regionali del settore sanitario della
Regione Lazio;
- la Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 1 dicembre 2014, con cui lArch.
Giovanni Bissoni stato nominato Sub commissario nellattuazione del Piano di
rientro dai disavanzi regionali del settore sanitario della Regione Lazio con il compito
di affiancare il Commissario ad acta nella predisposizione dei provvedimenti da
assumere;
PREMESSO
- che con nota prot. 1/147-15-2013 del 17 febbraio 2014 avente ad oggetto Ospedale
Israelitico, il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute N.A.S. di Roma ha
chiesto alla Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, notizie, tra laltro,
circa la ..documentazione autorizzativa regionale di accreditamento al S.S.R. relativa
alle attivit ADI e ADO dal 2006 ad oggi, nonch le modalit con cui tali prestazioni
vengono remunerate e i relativi budget assegnati;
- che con Decreto del Commissario ad acta (DCA) n. 128 del 7 aprile 2014 si
provveduto ad autoannullare in parte qua il DCA n.89 del 27 settembre 2011 e il DCA
n. 149 del 6 agosto 2012 resi nei confronti dellente ecclesiastico, poi classificato,
Ospedale Israelitico, di seguito nominato O.I.;
- che con il citato DCA n. 128/2014, al punto 10), stato dato mandato allArea
Programmazione Servizi territoriali e delle Attivit Distrettuali e dellIntegrazione
Socio Sanitaria di provvedere, entro e non oltre 45 giorni dalla data di adozione del
presente provvedimento, allapprofondimento istruttorio con riferimento allattivit c.d.
ADI/ADO (Assistenza Domiciliare Integrata ed Oncologica), allo scopo di verificare la
correttezza dellesecuzione delle attivit ADI e ADO e la conseguente spettanza della
relativa remunerazione, anche avvalendosi a tal fine delle Aziende Sanitarie sul cui
territorio lattivit stata resa (ASL RM A e ASL ROMA D), riservando allesito ogni
eventuale ulteriore determinazione idonea ad incidere sugli Accordi oggetto del
presente provvedimento di autotutela;
1

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IL PRESIDENTE
IN QUALIT DI COMMISSARIO AD ACTA
(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21marzo 2013)

- che lapprofondimento istruttorio stato effettuato (cfr. relazione prot. n. 297969


GR/11/15 del 22 maggio 2014 e successiva ulteriore documentazione prodotta dalle
Aziende ASL RM/A e RM/D, su sollecitazione dellAmministrazione regionale);
- che la predetta relazione del 22 maggio 2014 stata trasmessa al Comando dei
Carabinieri per la Tutela della Salute N.A.S. di Roma, con nota prot. n. 300657
GR/11/00 del 23 maggio 2014, successivamente integrata con nota prot. n. 363643
GR/11/00 del 25 giugno 2014;
- che con nota prot. n. 1-1000-5-2013 del 16/07/2014, acquisita al protocollo n. 418097
del 21 luglio 2014, il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute N.A.S. di
Roma ha chiesto di effettuare il controllo del 100% delle cartelle cliniche afferenti le
prestazioni ADI e ADO erogate dallO.I. nel periodo 1/01/2009-31/12/2013;
- che con nota prot. n. 428571 GR/11/24 del 24 luglio 2014 i Medici del Nucleo Organo
di Controllo (N.O.C.), afferenti allArea Sistema di Remunerazione e Verifica e
Controllo Attivit Sanitaria della Direzione Regionale Salute e Integrazione
Sociosanitaria, sono stati incaricati di effettuare il controllo sulle prestazioni rese nel
periodo 2009-2013;
- che i medici del N.O.C., con relazioni, rispettivamente prot. n. 534916 del 29
settembre 2014 (per lADI) e n. 521377 (per lADO) del 22 settembre 2014, hanno
trasmesso lesito dei controlli effettuati (di cui si dir infra);
- che con Determinazione n. G01231 del 12 febbraio 2015, stato istituito un Tavolo
congiunto, composto da n. 3 componenti regionali, n. 2 componenti appartenenti al
personale della ASL RM/A e n. 2 componenti appartenenti al personale della ASL
RM/D, al fine di chiarire leffettiva erogazione, da parte dellOspedale Israelitico, delle
prestazioni ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e ADO (Assistenza Domiciliare
Oncologica ) negli anni 2009-2013 nonch la correttezza della liquidazione posta in
essere dalle ASL di riferimento;
- che il citato Tavolo stato istituito in quanto le predette conclusioni dei Medici del
N.O.C. non sono apparse omogenee e uniformi con quelle delle ASL di riferimento
anche a causa della mancata esibizione, da parte della struttura, dellintegrale
documentazione da esaminare e che, pertanto si ritenuto opportuno dover
procedere ad un ulteriore controllo sulla documentazione delle prestazioni e delle
liquidazioni effettuate ;
- che le prestazioni rese dall O.I., a far tempo dal 1 gennaio 2009, sia ai pazienti della
ASL RM/A che a quelli della ASL RM/D risultano, a tuttoggi, per la maggior parte non
pagate e la Regione Lazio deve adottare una decisione in merito a ci, per quanto di sua
competenza;

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IL PRESIDENTE
IN QUALIT DI COMMISSARIO AD ACTA
(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21marzo 2013)

RITENUTO
- che, prima di procedere ad ogni decisione in ordine alleventuale pagamento del
pregresso, questa Amministrazione deve verificare, anche in sede di autotutela, la
legittimit dei propri precedenti atti anche per gli aspetti conseguenti sui contratti che ha
sottoscritto;
- che, necessariamente, prima di procedere alleventuale pagamento del pregresso
devono, inoltre, essere riverificati alcuni aspetti in ordine alleffettiva liquidabilit delle
prestazioni;
CONSIDERATO
- che utile ricapitolare lintera vicenda, sulla base della documentazione acquisita, per
una migliore intellegibilit della presente decisione:
- con Deliberazione della Giunta Regionale (D.G.R.) n. 693/2004 venivano approvati,
nellambito dellarea di attivit connesse alla Rete Integrata dei Servizi Sanitari e
Sociali per la non autosufficienza, tra laltro, n. 2 progetti relativi a:
Assistenza Domiciliare Integrata da parte dellOspedale Israelitico ai pazienti
della AUSL RM/A;
Assistenza Domiciliare Oncologica da parte dellOspedale Israelitico ai pazienti
della AUSL RM/D;
in esecuzione della Deliberazione, veniva autorizzato:
con Determinazione n. D1117 del 18 marzo 2005, lavvio del Progetto di
Assistenza Domiciliare Integrata ADI Ospedalizzazione domiciliare per
pazienti ad elevata intensit assistenziale dellOspedale Israelitico - Azienda
USL RM/A;
con Determinazione n. D1116 del 18 marzo 2005, lavvio del Progetto di
Assistenza Domiciliare Oncologica dellOspedale Israelitico - Azienda USL
RM/D;
- con Deliberazione n. 463 del 29 dicembre 2005, la ASL RM/A prendeva atto del
protocollo dIntesa stipulato tra lAzienda e lO.I., in attuazione della citata
Determinazione n. D1117/2005 e avviava il progetto sperimentale a far data dal 1
gennaio 2006 per la durata di un triennio;
- con Deliberazione n. 691 del 13.9.2006, la ASL RM/D prendeva atto dellavvio del
progetto di Assistenza Domiciliare Oncologica- ADO da parte dellOspedale
Israelitico a favore di pazienti della Azienda USL Roma D a far data dal 1.1.2006, a
seguito della stipula del relativo Protocollo dintesa fra le strutture medesime;

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IL PRESIDENTE
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(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21marzo 2013)

- con Deliberazione n. 249 del 9 aprile 2008, la ASL RM/D provvedeva


allautorizzazione di spesa, anche per l anno 2007 e 2008, al fine di non interrompere
il progetto triennale di Assistenza Domiciliare Oncologica, ovvero, per gli ulteriori
due anni di durata del progetto non coperti da apposito finanziamento regionale;
cessato il triennio di sperimentazione, la Regione Lazio:
- con nota prot. n. 85905 del 21 luglio 2009, ai fini della remunerazione delle
prestazioni ADI e ADO, erogate dallOspedale Israelitico, sollecitava la Direzione
Generale, rispettivamente dellASL RM/A e RM/D, ad inviare un prospetto
riepilogativo delle prestazioni assistenziali rese ed i relativi importi fatturati e liquidati
in base ai provvedimenti regionali sopra richiamati, distinti per anno (2006 2007
2008);
per quanto riguarda la ASL RM/A
- con Deliberazione n. 951 del 13 agosto 2009, lAzienda, valutando che lattivit di
assistenza domiciliare viene regolarmente svolta e formalmente attestata dai
Responsabili dei C.A.D. distrettuali, decideva di attuare il progetto in maniera
continuativa dal 1 gennaio 2006 al 31 dicembre 2009, autorizzando il pagamento delle
relative fatture;
- con Deliberazione n. 678 del 10 giugno 2010, lAzienda, valutando che lattivit di
assistenza domiciliare viene regolarmente svolta e formalmente attestata dai
Responsabili dei C.A.D. distrettuali, decideva di attuare il progetto in maniera
continuativa dal 1 gennaio 2006 al 31 dicembre 2010, autorizzando il pagamento delle
relative fatture;
- con nota 74816 del 15 giugno 2010, indirizzata alla ASL RM/A, la Regione Lazio
rispondeva alla richiesta dell O.I. di intervenire a garantire la continuit dellattivit di
Assistenza Domiciliare sottolineando che leventuale attivit del Progetto succitato
da considerarsi nellambito delle prerogative di competenza della Azienda USL Roma A
e che gli oneri derivanti da ogni eventuale iniziativa rimangono interamente a carico
dellAzienda stessa.
Giova inoltre ricordare, per le decisioni che si vorranno intraprendere a tal proposito,
quanto previsto dalle Deliberazioni della Giunta regionale n. 325 del 8.05.2008
Approvazione dei requisiti ulteriori per il Servizio di Assistenza Domiciliare e n. 326
del 8.05.2008Ottimizzazione del modello regionale di assistenza sanitaria domiciliare
e relative tariffe;
- con Deliberazione n. 1564 del 31 dicembre 2010, lAzienda, preso atto della citata
nota regionale prot. n. 74816 del 15 giugno 2010, allo scopo di non interrompere il
progetto e garantire la continuit assistenziale, disponeva di attuare la proroga della
Convenzione in maniera continuativa dal 1 gennaio 2011 al 28 febbraio 2011,
autorizzando il pagamento delle relative fatture;

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(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21marzo 2013)

- con Deliberazione n. 458 dell8 giugno 2011 lAzienda, allo scopo di non
interrompere il progetto e garantire la continuit assistenziale, disponeva la proroga
della Convenzione limitatamente al periodo dal 1/3/2011 al 30/6/2011,
autorizzando il pagamento delle relative fatture;
per quanto riguarda la ASL RM/D
- con nota prot. n. 74848 del 15 giugno 2010, indirizzata ad ASL RM/D, la Regione
Lazio rispondeva alla richiesta dellO.I. di intervenire a garantire la continuit
dellattivit di Assistenza Domiciliare, sottolineando che leventuale attivit del
Progetto succitato da considerarsi nellambito delle prerogative di competenza della
Azienda USL Roma D e che gli oneri derivanti da ogni eventuale iniziativa rimangono
interamente a carico dellAzienda stessa.
Giova, inoltre, ricordare per le decisioni che si vorranno intraprendere a tal proposito,
quanto previsto dal decreto del Presidente della Regione Lazio in qualit di
Commissario ad acta n. U0044 del 17.11.2008 Definizione dei livelli massimi di
finanziamento e remunerazione della prestazioni sanitarie acquisite da privato per
lanno 2009 e dal Decreto del Commissario ad Acta U0023 del 18.3.2010
Finanziamento e definizione del sistema di remunerazione delle prestazioni di Hospice
dei soggetti erogatori privati accreditati per lanno 2010. Decreto Commissariale n,
U0096 del 29 dicembre 2009:Patto per la Salute 2010-2012, art. 13, comma 14.
Attuazione Programmi Operativi 2010: Obiettivo 5;
in sede regionale:
- con DCA n. 89 del 27 settembre 2011 veniva approvato e ratificato il Protocollo,
allegato allo stesso, sottoscritto in data 3 agosto 2011 dall O.I., dalla Regione Lazio,
dalla ASL RMA e dalla ASL RMD, in quanto, come si legge, per la consistente
quantit delle cartelle da controllare, si reso necessario definire le modalit di
espletamento dei controlli sulle cartelle in questione, come pure le modalit di
remunerazione dellattivit complessivamente svolta dallOspedale israelitico nel
quadriennio 2006-2009, tenendo conto del parere favorevole alla prosecuzione della
sperimentazione del protocollo ADI ADO oltre la data del 31.12.2008 e sino e alla data
odierna .
LAccordo sottoscritto prevedeva che con il Protocollo le parti intendono altres
regolamentare le modalit di effettivo pagamento dei crediti e degli interessi maturati
da OI per tutte le prestazioni sanitarie complessivamente rese al SSR dal 2006 al 2009
meglio individuate nellAllegato 1 (Allegato 1) che parte integrante del protocollo;
nella ricognizione sono state inserite le somme dovute in forza dellAccordo sui progetti
ADI e ADO per prestazioni rese dal 1 gennaio 2009 sino alla data di sottoscrizione del
presente protocollo, in relazione al quale si esprime parere favorevole alla
sperimentazione oltre la data del 31.12.2008 e sino alla data odierna, con impegno
della Parti ad incontrarsi entro 30 giorni dalla ratifica del presente Protocollo dintesa
per stipulare un nuovo accordo che regoli lulteriore prosecuzione della
sperimentazione.

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IL PRESIDENTE
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(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21marzo 2013)

LAllegato n. 1 riportava un Riepilogo 2006-2009 che,


per Prestazioni ADI RM/A, era di complessivi 12.662.463,88;
per Prestazioni ADO RM/D, era di complessivi 5.639.284,50.
Veniva, pertanto, confermata in sanatoria la sperimentazione di ADI e ADO fino al 3
agosto 2011 e previsto limpegno delle parti ad incontrarsi per stipulare un nuovo
accordo per lulteriore prosecuzione della sperimentazione;
- con DCA n. 149 del 6 agosto 2012, in accoglimento delle osservazioni del Ministero
della Salute di concerto con il Ministero dellEconomia e Finanze, sul citato DCA n.
89/2011, si prendeva atto dellAccordo integrativo e modificativo del Protocollo
dIntesa del 3 agosto 2011, ratificato con Decreto del Commissario ad Acta n. U0089
del 27 settembre 2011, sottoscritto in data 13 luglio 2012 dall O.I., dalla Regione
Lazio, dalla ASL RMA e dalla ASL RMD che recitava:
La sperimentazione ADI/ADO interrotta dalla data di sottoscrizione del presente
accordo. LO.I. su richiesta della AA.SS.LL. si impegna comunque ad assicurare la
continuit assistenziale nei confronti dei pazienti gi presi in carico, alle tariffe vigenti
a norma di legge. Fatta salva la remunerazione delle prestazioni erogate, fino alla data
del 3 agosto 2011, alle condizioni previste dalle convenzioni stipulate con le AA.SS.LL.
territorialmente competenti;
in sede aziendale:
per quanto riguarda la ASL RM/A:
- con Deliberazione n. 498 del 27 giugno 2011, lAzienda approvava un nuovo accordo
per lattuazione del progetto ADI per il periodo 1 luglio 2011- 30 giugno 2013, con un
impegno di spesa presunta pari a 2 milioni per la prima annualit;
- il successivo 3 agosto 2011, senza far menzione del contratto sottoscritto nel giugno
2011, con validit fino al 30 giugno 2013, la ASL RM/A sottoscriveva il Protocollo
allegato al DCA n. 89 del 27 settembre 2011, che esprimeva parere favorevole alla
prosecuzione della sperimentazione del protocollo ADI-ADO.. fino alla data odierna
impegnandosi a stipulare un nuovo accordo che regolasse lulteriore prosecuzione
della sperimentazione ;
- in data 13 luglio 2012, senza far menzione del contratto sottoscritto in giugno 2011
con durata fino al giugno 2013, la ASL RMA sottoscriveva lAccordo allegato al DCA
n. 149 del 6 agosto 2012 con cui dichiarava: La sperimentazione ADI/ADO interrotta
dalla data di sottoscrizione del presente accordo. L O.I. su richiesta delle AA.SS.LL. si
impegna comunque ad assicurare la continuit assistenziale nei confronti dei pazienti
gi presi in carico;
- con Deliberazione n. 537 del 12 agosto 2013, lAzienda, valutata la necessit di
garantire la continuit dellassistenza, deliberava la prosecuzione dellaccordo tra
la ASL RM A e LOspedale Israelitico per il periodo 01.07.2013 al 30.06.2015
nonostante nel citato Accordo del 13 luglio 2012 fosse espressamente previsto La
sperimentazione ADI/ADO interrotta dalla data di sottoscrizione del presente
accordo;

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(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21marzo 2013)

- con Deliberazione n. 406 del 11 agosto 2014 lASL RMA, vista la nota della Regione
Lazio Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio Sanitaria prot. n.
300673/GR/11/00 del 23.05.2014 con la quale si invita la ASL RM A a provvedere, con
decorrenza immediata, alla presa in carico dei pazienti in ADI con lOspedale
Israelitico, non risultando lOspedale Israelitico autorizzato n accreditato per
lattivit di Assistenza Domiciliare Integrate, disponeva lannullamento in autotutela
della deliberazione n. 537 del 12 agosto 2013 ed il recesso dal correlato accordo;
per quanto riguarda la ASL RM/D
- a far tempo dal 1 gennaio 2009, la ASL RM/D non ha adottato alcuna proroga del
progetto sperimentale, ma lattivit di ADO con O.I., fatta eccezione per i 31 pazienti di
cui si dir, proseguita, in via di fatto, in continuit assistenziale, come risulta dalla
Deliberazione DG ASL RM/D n.691/2013, fino al 31/08/2013 (cfr. nota aziendale prot.
n.41099 del 12 maggio 2014), con riconoscimento contrattuale in sanatoria fino al 13
luglio 2012 (DCA n. 89/2011 e DCA n. 149/2012).
Nel periodo gennaio 2009/giugno 2009 sono stati presi in carico e affidati allO.I. n. 31
nuovi pazienti, in quanto, nel periodo indicato, non era stato possibile affidare gli stessi
alle Strutture accreditate con le quali la ASL RM/D aveva stipulato specifico Accordo
(cfr. nota aziendale prot. n. 62863 del 18/07/2014);
RITENUTO
inoltre, necessario, ai fini della remunerazione delle prestazioni ADI ADO, precisare
che:
- le tariffe previste dalla sperimentazione 2006-2008 erano pi alte di quelle stabilite,
per lassistenza domiciliare, dalla normativa regionale, adottata a partire dal 1 gennaio
2009.
Infatti:
- per ADI, la tariffa di sperimentazione era fissata in . 121,00 pro capite/pro die;
- per ADO, la tariffa di sperimentazione ammontava ad . 151,50 pro capite/pro die;
- successivamente, la tariffe sono state fissate:
per lattivit di ADI
con DGR n. 326 dell8 maggio 2008, per lalto livello assistenziale, nella misura
massima di . 80,42;
per lattivit di ADO
con DCA n. 44 del 17 novembre 2008, in . 92,10;
con DCA n. 22 del 24 marzo 2009 e DCA n. 23 del 18 marzo 2010, poi
confermati con DCA 103 del 9 aprile 2013, in . 100,33;

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(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21marzo 2013)

quindi:
- il DCA 89/2011, nel prorogare la sperimentazione fino alla data odierna(27
settembre 2011), riconosceva per tutti gli anni 2009, 2010 e, quindi, fino al 27
settembre 2011, la tariffa di sperimentazione pi alta di quella riconosciuta dalla
stessa normativa regionale nel frattempo emanata;
- il DCA n. 149/2012 applicava, invece, le tariffe vigenti a norma di legge, ma faceva
salve fino alla data del 3 agosto 2011 (data di sottoscrizione del Protocollo
allegato al DCA n. 89/2011), le pi alte tariffe eventualmente previste dalle
convenzioni stipulate con le AA.SS.LL. territorialmente competenti;
- per quanto riguarda la ASL RMA, la Deliberazione n. 498 del 27 giugno 2011 aveva
approvato un nuovo accordo per lassistenza domiciliare per il periodo 1 luglio 201130 giugno 2013, con cui allart. 4 fissava la tariffa regionale di euro 80,42 (7/10 accessi
settimanali) di cui alla disciplina regionale; tuttavia lAzienda si riservava la facolt di
richiedere, a fronte di casi particolarmente gravi e multiproblematici, eventuali
prestazioni ed accessi aggiuntivi (11-20) con ulteriori figure professionali a richiesta
del CAD, retribuiti con limporto di 120,00 previsto nel precedente accordo e,
comunque, rientrante nellimpegno globale di spesa annua, ed inoltre, nel medesimo
Accordo Sezione 8 Requisiti era previsto anche un inedito Assistenza Domiciliare
Integrata ADI (140) Livello assistenziale altissimo (7-10 accessi settimanali anche di
diversi operatori su 7 giorni lavorativi);
- la ASL RM/D ha adottato le Deliberazioni di natura contabile n. 232/2013 e n.
691/2013 che non precisano la tariffa applicata ai fini della liquidazione, limitandosi a
richiamare il protocollo dintesa approvato con Deliberazione 691/2006;
DATO ATTO
- che lart. 1339 c.c. dispone che le clausole contrattuali che stabiliscano prezzi di beni e
servizi in modo difforme da quanto imposto dalle legge sono di diritto inserite nel
contratto in sostituzione di clausole difformi;
- che, sia per ADI che per ADO, la tariffa applicabile, a far tempo dal 1 gennaio 2009,
quella prevista dalla normativa regionale in base a legge, ex art. 8 sexies D.lgs n. 502/92
e ss.mm.ii.;
CONSIDERATO
- che tutti i cittadini della Regione devono ricevere i medesimi livelli essenziali di
assistenziali e tutti i soggetti erogatori per il SSR devono ricevere il medesimo
trattamento economico in ambito regionale;
- che non , pertanto, consentito, n alla Regione stessa n ad una Azienda, di applicare
in contratto tariffe diverse da quelle stabilite in applicazione di legge, dovendosi ritenere
illegittime previsioni diverse operate da atti amministrativi e sostituite di diritto le
clausole contrattuali difformi;
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IL PRESIDENTE
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(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21marzo 2013)

RITENUTO
- che, pertanto, per tutte le prestazioni a partire dal 1 gennaio 2009 la tariffa ex lege
applicabile solo quella prevista :
per lattivit di ADI
con DGR n. 326 dell8 maggio 2008, per lalto livello assistenziale, nella misura
massima di . 80,42;
per lattivit di ADO
con DCA n. 44 del 17 novembre 2008, in . 92,10;
con DCA n. 22 del 24 marzo 2009 e DCA n. 23 del 18 marzo 2010, poi
confermati con DCA 103 del 9 aprile 2013, in . 100,33;
- che esclusivamente su queste tariffe ex lege vanno rideterminati tutti i conteggi di
liquidazione;
DATO ATTO
- che, in base ai progetti di sperimentazione, le prestazioni al domicilio dei pazienti
segnalati nominativamente dalle rispettive Unit Valutative dellAssistenza
Domiciliare dovevano essere erogate in conformit ai Piani di Assistenza Individuale;
- che dagli esiti dei controlli effettuati dai Medici del N.O.C., sulla documentazione
sanitaria in possesso della Struttura erogatrice, in relazione alle prestazioni ADI-ADO,
rese dallO.I. nel periodo 2009-2013, risultava che la documentazione sanitaria esibita
gravemente carente e, ove presente, dimostra che le prestazioni rese a domicilio non
sono conformi al piano di Assistenza nonch risulta assente, nel 100% dei casi, il
rispetto delle procedure di presa in carico del paziente (cfr. nota prot. n. 535060 del
29 settembre 2014 e relativi allegati);
- che i predetti esiti venivano, tra laltro, comunicati, in data 24 settembre 2014, al
Comando dei Carabinieri per la Tutela della salute N.A.S. di Roma, come da richiesta,
con nota prot. n. 1-1000-5-2013 del 16/07/2014;
- che, con Determinazione n. G01231 del 12 febbraio 2015, non apparendo le
conclusioni alle quali erano pervenuti i Medici del N.O.C., omogenee e uniformi con
quelle delle ASL di riferimento, si ritenuto opportuno procedere ad un ulteriore
controllo sulla documentazione delle prestazioni e delle liquidazioni effettuate e,
pertanto, stato istituito un Tavolo congiunto, composto da n. 3 componenti regionali,
n. 2 componenti appartenenti al personale della ASL RM/A e n. 2 componenti
appartenenti al personale della ASL RM/D, al fine di chiarire leffettiva erogazione, da
parte dellOspedale Israelitico, delle prestazioni ADI (Assistenza Domiciliare
Integrata) e ADO (Assistenza Domiciliare Oncologica ) negli anni 2009-2013 nonch la
correttezza della liquidazione posta in essere dalle ASL di riferimento;
- che con Determinazione n. G02259 del 5 marzo 2015 stata disposta la proroga del
termine di fine lavori dellistituito Tavolo congiunto;

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- che tale Tavolo ha effettuato un controllo a campione della documentazione relativa


alle prestazioni di Assistenza Domiciliare Integrata (A.D.I.) e Assistenza Domiciliare
Oncologica (A.D.O.), prodotta dalle Aziende Sanitarie;
DATO ATTO
- che, dallesito dei controlli effettuati dai Medici del N.O.C., risulta che la
documentazione sanitaria esibita gravemente carente e, ove presente, dimostra che le
prestazioni rese a domicilio non sono conformi al piano di Assistenza nonch risulta
assente, nel 100% dei casi, il rispetto delle procedure di presa in carico del paziente
(cfr. nota prot. n. 535060 del 29 settembre 2014 e relativi allegati);
- che allesito dei lavori del Tavolo congiunto, dallesame della documentazione
sanitaria prodotta dalle Aziende, per il campione esaminato, emerso che:
per la ASL RMA
- per n 68 su 87 casi visionati (su un totale di 146 pazienti in assistenza ADI) stata
presentata documentazione attestante la valutazione iniziale del paziente, con redazione
del PAI in modo congiunto tra ASL ed erogatore, ai sensi della normativa regionale
vigente (DGR 325-326 del 2008);
- risulta assente la documentazione relativa alle rivalutazioni trimestrali del PAI
(condivise tra ASL ed erogatore), come previsto dalla normativa vigente;
per la ASL RMD
- la documentazione esibita al tavolo dimostra che non sono state rispettate, ai sensi
della norma vigente, sia le procedure di presa in carico congiunta, sia quelle di
revisione trimestrale del PAI;
per entrambe le aziende
- che: non stato possibile sia per la Asl Roma A che per la Asl Roma D, effettuare
una verifica pi analitica e puntuale delle fatture nei casi in cui si sia riscontrata
incongruit nella fase di reclutamento dei pazienti e nella successiva fase di erogazione
della prestazione, in quanto le fatture riportavano come allegati i fogli firma sottoscritti
dagli operatori dello stesso Ospedale Israelitico e dai pazienti ed il riepilogo degli
accessi effettuati ... La documentazione prodotta non pu colmare le citate carenze
riscontrate nelle cartelle cliniche dellOspedale Israelitico, che come tutti gli erogatori
ha lobbligo della conservazione documentale;
- che, pertanto, la grave carenza documentale, in particolare, relativa alle diarie delle
visite domiciliari (alla cui conservazione a tempo illimitato, opportuno precisare,
tenuto lerogatore (cfr. Circolare del Ministero della Sanit del 19/12/1986 n. 61)), non
ha consentito di verificare n la misura, n la correttezza delle prestazioni erogate e,
conseguentemente, la effettiva liquidabilit delle prestazioni di ADI e di ADO per il
periodo 2009-2013;

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(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21marzo 2013)

DATO ATTO che:


- con nota protocollo n.229224 GR/11/27 del 27/04/2015, stata data comunicazione,
ex art. 7 L. 241/1990 e s.m.i., al legale rappresentante dellOspedale Israelitico, ai
Direttori Generali delle Aziende USL RM/A e USL RM/D, dellavvio del
procedimento per la conclusione della procedura di cui al punto 10 della parte
dispositiva del DCA n. 128 del 19/4/2014 e, comunque, per ladozione di un
provvedimento avente ad oggetto lan ed il quantum della liquidabilit delle prestazioni
di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e di Assistenza Domiciliare Oncologica
(ADO), erogate dallOspedale Israelitico, rispettivamente a favore dei pazienti della
ASL RM/A e della ASL RM/D, nel periodo 2009-2013;
- con nota prot. n. 1640/9PR/O.I. del 4/05/2015 lOspedale Israelitico, ha inviato le
proprie osservazioni, in relazione allavviato procedimento;
- le osservazioni dellOspedale Israelitico non sono tali da modificare le conclusioni alle
quali sono pervenuti i Medici del N.O.C. e le risultanze del Tavolo congiunto;
CONSIDERATO
- che le prestazioni sono liquidabili laddove data prova che:
sono state effettivamente rese;
sono state rese correttamente;
sono state rese in modo conforme a quanto previsto dal contratto;
- che, in assenza di tali elementi, liquidazioni di pagamento eventualmente avvenute in
sede aziendale devono ritenersi mancanti dei necessari presupposti richiesti per legge;
- che lonere della prova della prestazione resa in modo liquidabile incombe, comunque,
al soggetto che chiede il pagamento;
RITENUTO
- che, in assenza dei citati requisiti, la Regione Lazio impossibilitata ad autorizzare
pagamenti che sarebbero mancanti dei presupposti previsti per legge;
DECRETA
per le motivazioni descritte in premessa, che costituiscono parte integrante del presente
provvedimento:
1) di ritenere applicabili alle prestazioni ADI e ADO, a partire dalla data di cessazione
della sperimentazioni regionali e quindi dal 1/1/2009, esclusivamente le tariffe
previste, ex art. 8 sexies Dlgs n. 502/1992 e ss.mm.ii. e, quindi, per lattivit di ADI,
previste con DRG n. 326 dell8/5/2008 per lalto livello assistenziale, in . 80,42; per
lattivit di ADO, con DCA n. 44/2008 in . 92,10, con DCA n. 22/2009, con DCA
n. 23/2010, poi confermata con DCA n. 103/2013, in .100,33;

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IL PRESIDENTE
IN QUALIT DI COMMISSARIO AD ACTA
(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21marzo 2013)

2) di autoannullare il DCA n. 89 del 27 settembre 2011 nella parte in cui, tenendo ferma
la sperimentazione, manteneva le pi alte tariffe ivi previste, in luogo delle tariffe
regionali, ex art. 8 sexies Dlgs n. 502/1992, nel frattempo adottate per lassistenza
domiciliare e di cui sopra ed il DCA n. 149/2012 nella parte in cui, modificando il
DCA n. 89/2011, faceva comunque salve fino alla data del 3 agosto 2011, le pi
alte tariffe eventualmente previste dalle convenzioni stipulate con le AA.SS.LL.
territorialmente competenti;
3) di ritenere le tariffe di cui al punto 1) di diritto inserite, ex art. 1339 c.c., nel
protocollo 3 agosto 2011 approvato con DCA n. 89/2011 e nellAccordo integrativo
e modificativo 13 luglio 2012 approvato con DCA n. 149/2012, in sostituzione delle
clausole difformi apposte dalle parti;
4) di invitare ASL RMA a riconsiderare, per le stesse ragioni di cui sopra, i contratti da
essa sottoscritti ove contenenti clausole di tariffe difformi;
5) di prendere atto delle risultanze delle verifiche effettuate dal Tavolo congiunto
Regione Lazio - ASL RM/A- ASL RM/D, istituito con Determina n. G01231 del
12/2/2015 e di considerare perci, allo stato, non provate e quindi in ogni caso non
liquidabili e, conseguentemente, non pagabili, le prestazioni di ADI e ADO di cui
lO.I. chiede il pagamento per il periodo 2009-2013, invitando ASL RM/A e ASL
RM/D a rivedere ed autoannullare eventuali atti di liquidazione nel frattempo
adottati.
Avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al
Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio nei termini di gg 60 (sessanta) dalla
notifica ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di gg 120
(centoventi).
Il presente decreto sar pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

Nicola Zingaretti

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Regione Lazio
Decreti del Commissario ad Acta
Decreto del Commissario ad Acta 14 maggio 2015, n. U00191
Approvazione del Documento Tecnico "Programmi di Screening Oncologici nella Regione Lazio".

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IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO AD ACTA


(deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013)
OGGETTO: Approvazione del Documento Tecnico Programmi di Screening Oncologici nella
Regione Lazio
IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO AD ACTA

VISTA la Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n.3;


VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge 23 dicembre 1978, n. 833 e successive modifiche e integrazioni, concernente
listituzione del Servizio Sanitario Nazionale;
VISTO il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche e integrazioni,
concernente il riordino della disciplina in materia sanitaria;
VISTA la Legge Regionale 16 giugno 1994, n. 18 e successive modifiche e integrazioni,
concernente il riordino del servizio sanitario regionale ai sensi del d.lgs. 502/1992;
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002 n. 6 e successive modifiche e integrazioni,
concernente Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni
relative alla dirigenza ed al personale regionale;
VISTO il Regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 concernente il Regolamento di
organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta regionale e successive modifiche e
integrazioni;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 66 del 12 febbraio 2007 concernente:
Approvazione del Piano di Rientro per la sottoscrizione dellAccordo tra Stato e Regione Lazio
ai sensi dellart.1, comma 180, della Legge 311/2004;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n.149 del 6 marzo 2007 avente ad oggetto: Presa
datto dellAccordo Stato Regione Lazio ai sensi dellart.1, comma 180, della legge n.311/2004,
sottoscritto il 28 febbraio 2007. Approvazione del Piano di Rientro;
VISTO larticolo 2, commi da 67 a 105, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 ed, in particolare, il
comma 88, che prevede il mantenimento della gestione commissariale per la prosecuzione del Piano
di rientro, secondo programmi operativi, coerenti con gli obiettivi finanziari programmati,
predisposti dal Commissario ad acta;
VISTA la Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013, con cui il Presidente della
Regione Lazio, dott. Nicola Zingaretti stato nominato Commissario ad Acta per la realizzazione
degli obiettivi di risanamento finanziario previsti dal Piano di Rientro dai disavanzi regionali del
settore sanitario;
DATO ATTO che con Delibera del Consiglio dei Ministri del 1 dicembre 2014, lArch. Giovanni
Bissoni, stato nominato Sub Commissario per lattuazione del Piano di rientro dai disavanzi del
SSR della Regione Lazio, con il compito di affiancare il Commissario ad Acta nella predisposizione

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dei provvedimenti da assumere in esecuzione dellincarico commissariale, ai sensi della


deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 4236 dell8 luglio 1997 concernente Linee
guida per i programmi di screening del carcinoma della mammella e della cervice uterina;
VISTO il Decreto Legislativo 29 aprile 1998, n. 124 concernente "Ridefinizione del sistema di
partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie e del regime delle esenzioni, a norma dell'articolo
59, comma 50, della legge 27 dicembre 1997, n. 449" che allart.1 specifica che la partecipazione ai
programmi di prevenzione garantita senza oneri a carico dellassistito;
VISTO lAccordo tra il Ministro della Sanit e le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano
sulle linee-guida concernenti la prevenzione, la diagnostica e l'assistenza in oncologia. (Rep. Atti n.
1179 dell8 marzo 2001);
VISTO il D.P.C.M. 29 novembre 2001 concernente Definizione dei livelli essenziali di assistenza
che colloca tra questi, i programmi organizzati di diagnosi precoce e prevenzione collettiva;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 1736 del 20 dicembre 2002 concernente: Piano
Sanitario Regionale 2002/2004. Sfida Prioritaria Prevenzione. Criteri di buona pratica dello
screening del cancro della mammella;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 1740 del 20 dicembre 2002 recante Piano
Sanitario Regionale 2002/2004. Sfida prioritaria Prevenzione-Progetto di fattibilit dello screening
del cancro colorettale;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 244 del 02 aprile 2004 avente ad oggetto Piano
Sanitario Regionale 2002/2004. Sfida Prioritaria Prevenzione. Criteri di Buona Pratica dello
screening del cancro della cervice uterina;
VISTO lart.2-bis della Legge 26 maggio 2004, n.138 concernente "Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 81, recante interventi urgenti per fronteggiare
situazioni di pericolo per la salute pubblica che promuove interventi speciali per
limplementazione sul territorio nazionale dei tre programmi di screening oncologici (mammella,
cervice uterina e colon retto);
VISTO il documento tecnico del Ministero della Salute concernente Raccomandazioni per la
pianificazione e l'esecuzione degli screening di popolazione per la prevenzione del cancro della
mammella, del cancro della cervice uterina e del cancro del colon retto 2006, in attuazione
dellart.2 bis della Legge 138/2004 e del Piano nazionale della prevenzione 2005-2007;
VISTO il Piano Nazionale della prevenzione 2005-2007 di cui allAllegato 2 dellIntesa tra Stato,
Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 23 marzo 2005 (Atto rep. n. 2271), che
prevede la realizzazione di specifici interventi per avviare e promuovere i programmi di screening
validati: mammella, cervice uterina e colon retto;
VISTA la Circolare della Regione Lazio n. 15924 del 11 febbraio 2008 concernente Modifiche
delle procedure e del Sistema Informativo per il programma di screening della cervice uterina in
applicazione al Sistema di Refertazione Bethesda 2001;
VISTO il Piano Regionale della prevenzione 2010-2012 approvato con le Deliberazioni di Giunta

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regionale n. 577 del 17 dicembre 2010 e n. 613 del 29 dicembre 2010 e prorogato al 31 dicembre
2013 con Decreto del Commissario ad Acta n.U00224 del 31 maggio 2013, che prevede, tra gli
interventi, il consolidamento e la qualificazione dei programmi di screening organizzati;
VISTO il Decreto del Commissario ad Acta n. U00437 del 28 ottobre 2013 concernente Piano
regionale per il governo delle liste di attesa 2013-2015;
VISTA la Determinazione della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria n.
G02879 del 11 marzo 2014 concernente Istituzione del Sistema Informativo Unico Regionale degli
Screening Oncologici per i tumori della mammella, della cervice uterina e del colon retto con la
quale viene adottato il software denominato SIPSOweb come strumento unico regionale per la
gestione, il monitoraggio e la valutazione degli screening oncologici, che consente di rispondere al
debito informativo verso il Ministero della Salute, in maniera pi omogenea e completa;
VISTE le Linee di indirizzo regionali per le attivit dei consultori familiari di cui allallegato 1
del Decreto del Commissario ad Acta n.U000152 del 12 maggio 2014 concernente Rete per
la Salute della Donna, della Coppia e del Bambino: ridefinizione e riordino delle funzioni e delle
attivit dei Consultori Familiari regionali. Tariffa per il rimborso del Parto a domicilio, ad
integrazione del Decreto del Presidente in qualit di Commissario ad Acta n.U0029 del
01/04/2011", in cui si ribadisce che i percorsi socio assistenziali tra i quali lo screening oncologico
del cervico carcinoma debbano essere garantiti allinterno dei consultori familiari;
VISTA lIntesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano del 10
luglio 2014 concernente il nuovo Patto per la Salute per gli anni 2014 2016;
VISTO il Decreto del Commissario ad Acta n.U00244 del 24 luglio 2014 avente ad oggetto:
Integrazione DCA U00148/2014 recante: Definizione, ai sensi dellarticolo 3 bis, comma 5, del
d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, dei criteri generali e delle procedure per la valutazione dellattivit
dei Direttori Generali delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale e assegnazione degli obiettivi
per lanno 2014 che prevede il raggiungimento di una copertura degli screening adeguata rispetto
agli standard nazionali, espressa in termini di estensione degli inviti e adesione ai test di screening
offerti alla popolazione bersaglio;
VISTO il Decreto del Commissario ad Acta n. U00247 del 25 luglio 2014 Adozione della nuova
edizione dei Programmi Operativi per il periodo 20132015 a salvaguardia degli obiettivi strategici
di rientro dai disavanzi sanitari della Regione;
VISTA lIntesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, recante
approvazione del Piano nazionale della Prevenzione 2014-2018. Rep. Atti n.156/CSR del 13
novembre 2014 che riguardo la prevenzione oncologica, ribadisce tra le linee strategiche da
adottare, lidentificazione precoce dei tumori con programmi di popolazione dei soggetti a rischio
per i carcinomi della cervice uterina, della mammella e del colon retto per et;
VISTO il Decreto del Commissario ad Acta n.U00017 del 16 gennaio 2015 avente ad oggetto:
Recepimento dellIntesa, ai sensi dellarticolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n.131 tra il
Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, recante approvazione del Piano
Nazionale della Prevenzione 2014-2018, Rep. Atti n.156/CSR del 13 novembre 2014. Preliminare
individuazione dei Programmi regionali e approvazione del Quadro di contestodel Piano
Regionale della Prevenzione 2014-2018;

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VISTO il Decreto del Commissario ad Acta n. U00038 del 03 febbraio 2015 Recepimento
dell'Atto di Intesa del 18 dicembre 2014 della Conferenza Stato Regioni sul documento recante
"Linee di indirizzo sulle modalit organizzative ed assistenziali della rete dei Centri di Senologia
ed adozione del documento tecnico inerente "Rete oncologica per la gestione del tumore della
mammella nel Lazio", ai sensi del DCA n. U00247/2014;
CONSIDERATO che partendo dai dati registrati dalle Aziende nella Piattaforma Regionale
SIPSOweb, di cui alla citata Determinazione n.G02879/2014, attraverso il calcolo degli indicatori
nazionali e il confronto con gli standard di riferimento prodotti dallOsservatorio Nazionale degli
Screening in collaborazione con il GISMa (Gruppo Italiano per lo Screening Mammografico), il
GISCi (Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma) e il GISCoR (Gruppo Italiano per lo
Screening colo rettale), la regione verifica periodicamente le performance delle aziende e il rispetto
degli indicatori di processo e di esito;
PRESO ATTO che ad oggi i risultati riguardanti la copertura dei test di screening per i tumori della
mammella, del collo dellutero e del colon retto risultano ancora insoddisfacenti, si ritiene
necessario riorganizzare lofferta dei test di prevenzione, per garantire una adeguata copertura degli
screening organizzati, rendere pi efficiente il sistema e garantire il raggiungimento dei Livelli
Essenziali di Assistenza ( LEA);
PRESO ATTO del documento tecnico Modello organizzativo e protocollo diagnostico-terapeutico
dei programmi di screening nella Regione Lazio per la prevenzione e la diagnosi precoce dei
tumori del colon retto (2011) elaborato da Laziosanit-ASP con il contributo di esperti del settore;
CONSIDERATO che i Programmi Operativi 2013-2015, di cui al citato Decreto del Commissario
ad Acta n. U00247 del 25 luglio 2014, prevedono nellambito dellintervento di Qualificazione dei
programmi di screening oncologici e adeguamento agli standard nazionali lemanazione di un
documento regionale in materia di screening oncologici finalizzato allaggiornamento della DGR
4236/97 istitutiva degli screening ed espliciti modelli organizzativi, requisiti, risorse sia umane che
tecniche, protocolli e debito informativo;
RITENUTO di definire un modello aggiornato di offerta regionale per i tre programmi di screening
oncologici attivi per i tumori della mammella, della cervice uterina e del colon retto, stabilendo i
bacini dutenza, i requisiti minimi dei centri, larticolazione dei percorsi e le modalit di accesso ai
percorsi mediante la redazione di un documento tecnico che tenga conto delle indicazioni espresse
nella normativa nazionale e alla luce delle nuove evidenze scientifiche;
VISTO il documento tecnico denominato Programmi di Screening Oncologici nella Regione
Lazio redatto dallArea competente in materia di Screening secondo i criteri sopra esplicitati;
RITENUTO di approvare il documento tecnico allegato, parte integrante e sostanziale del presente
provvedimento, denominato Programmi di Screening Oncologici nella Regione Lazio;
RITENUTO di dare mandato alla Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria con
successivi atti allistituzione dei gruppi di lavoro per laggiornamento dei protocolli diagnostico
terapeutici relativi ai tre programmi di screening oncologici (mammella, cervice uterina e colon
retto) e alladozione degli atti necessari per lapprovazione degli aggiornamenti del documento;

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DECRETA
per le motivazioni espresse in premessa che si intendono integralmente richiamate:

di approvare il documento tecnico allegato, parte integrante e sostanziale del presente


provvedimento, denominato Programmi di Screening Oncologici nella Regione Lazio;

di dare mandato alla Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, con


successivi atti, allistituzione dei gruppi di lavoro per laggiornamento dei protocolli
diagnostico terapeutici relativi ai tre programmi di screening oncologici (mammella, cervice
uterina e colon retto) e alladozione degli atti necessari per lapprovazione degli
aggiornamenti del documento.

Avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale


Amministrativo Regionale del Lazio entro 60 giorni dalla sua pubblicazione, ovvero ricorso
straordinario al Presidente della repubblica entro 120 giorni dalla sua pubblicazione.
Il presente decreto sar pubblicato sul Bollettino Ufficiale Regione Lazio.

Nicola Zingaretti

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PROGRAMMI DI SCREENING ONCOLOGICI


NELLA REGIONE LAZIO
(ALLEGATO TECNICO)

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PROGRAMMI DI SCREENING ONCOLOGICI DELLA REGIONE LAZIO


Indice
Premesse

pag. 4
Cenni di epidemiologia sui tumori della mammella, della cervice uterina e
del colon retto

pag. 5

Analisi dellofferta di screening nel contesto regionale

pag. 8

Modello organizzativo dei programmi di Screening Oncologici della regione Lazio

pag. 9

Modello dellofferta dei programmi di screening della Regione Lazio

pag. 10

Bacini di utenza, fabbisogno delle risorse e requisiti minimi dei centri

pag. 11

Identificazione della popolazione bersaglio

pag. 15

Test di screening e prestazioni di diagnostica strumentale

pag. 15

Articolazione dei percorsi di screening e modalit di accesso allo screening

pag. 16

Comunicazione di esito del test, invio allapprofondimento diagnostico


e trattamento

pag. 17

Protocolli di diagnosi e terapia, controlli successivi e supporto psicologico

pag. 17

Controlli di qualit

pag. 18

Formazione

pag. 18

Coinvolgimento degli stakeholders

pag. 18

Sistema Informativo: valutazione e obblighi informativi

pag. 18

Monitoraggio e valutazione

pag. 19

Programmazione regionale

pag. 20

Articolazione aziendale

pag. 21

Allegati

pag. 23
Volumi di attivit e principali indicatori- mammella, cervice uterina e colon retto

pag. 24

Popolazione bersaglio, stima dei volumi di attivit - mammella, cervice uterina


e colon retto

pag. 27

Stima fabbisogno dotazione organica mammella, cervice uterina e colon retto

pag. 30

Indicatori di performance - mammella, cervice uterina e colon retto

pag. 33
1

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Pag. 131 di 439

Documenti di riferimento nazionali e internazionali


-

DPCM n. 26 del 29 novembre 2001

Linee Guida

concernenti la prevenzione, la diagnosi e lassistenza in oncologia, contenute

nellaccordo tra Ministero della Salute e le Regioni e Province Autonome Supplemento Ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n.100 del 2 maggio 2001.
-

Legge n. 138/2004 art. 2 bis

Ministero della Salute Screening oncologici: screening del carcinoma, della mammella, della
cervice uterina e del colon-retto Raccomandazioni per la pianificazione e lesecuzione degli
screening di popolazione per la prevenzione del cancro della mammella, della cervice uterina e
colon-retto. 2006.

Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007 (Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005)

Piano Nazionale della Prevenzione 2010-2012 (Intesa Stato-Regioni del 29 Aprile 2010)

Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018

Documenti di riferimento regionali


-

DGR 4236/ 1999 e successive integrazioni: linee guida regionali per i programmi di screening del
cancro della mammella e della cervice uterina.

DGR 1736/02 Manuale dei Criteri di Buona Pratica Screening Mammografico (in corso di
aggiornamento)

DGR 244/04 Manuale dei Criteri di Buona Pratica Screening

Cervice Uterina (in corso di

aggiornamento)
-

Circolare ASP 154924/2008: Recepimento Protocollo Bethesda 2001

DGR 577/2010; DGR 613/2010 Piano Regionale della Prevenzione

Protocollo regionale sullo screening dei tumori del colon retto, anno 2011

Determina G02879/2014: Istituzione del Sistema Informativo degli Screening Oncologici della
Regione Lazio (SIPSOweb)

DCA 437/2013: Piano Regionale per il governo delle Liste di Attesa

DCA 152/2015: Rete dei consultori

DCA 38/2015: Rete dei Centri di Senologia

Documenti di indirizzo
Linee Guida Europee:
-

European guidelines for quality assurance in breast cancer screening and diagnosis - IV edition

European guidelines for quality assurance in cervical cancer screening II edition

European guidelines for quality assurance in colorectal cancer screening and diagnosis I edition
2

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 132 di 439

EUSOMA - Breast Unit Guidelines: The requirements of a specialist breast unit

Manuali indicatori di processo e di esito:


-

GISMa (Gruppo Italiano Screening per i tumori della Mammella) - Indicatori e standard per la
valutazione di processo dei programmi di screening del cancro della mammella Epidemiologia e
Prevenzione, 2006

GISCi (Gruppo Italiano Screening per i tumori della Cervice Uterina) - Indicatori e standard per la
valutazione di processo dei programmi di screening del cancro del collo dellutero Epidemiologia
e prevenzione, 1999

GISCoR (Gruppo Italiano Screening per i tumori del Colon Retto) - Indicatori di qualit per la
valutazione dei programmi di screening dei tumori colorettali Epidemiologia e prevenzione, 2007

Raccomandazioni per la determinazione del sangue occulto fecale (SOF) nei programmi di
screening per il carcinoma colo rettale.- Metodo immunologico - Manuale operativo. Epidemiologia
e Prevenzione 2009; 33(4-5) suppl. 3: 1-16

Siti principali di riferimento


www. salute.gov.it
www.ccm-network.it
www.osservatorionazionalescreening.it
www. regione.lazio.it
www.giscor.it
www.gisma.it
www.qtweb.it
www.gisci.it

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 133 di 439

PREMESSE
Negli ultimi quindici anni le istituzioni nazionali ed internazionali hanno sostenuto la
prevenzione basata sulla diagnosi precoce per i tumori della mammella, della cervice uterina e del colon
retto attraverso lattivazione dei programmi di screening organizzati.
La Regione Lazio ha deliberato lattuazione dello screening per i tumori della mammella e della
cervice uterina nel 1997 con DGR n. 4236 e successive integrazioni. Lavvio dello screening del cancro
colorettale avvenuto nel 2002 con DGR n. 1740, attraverso una prima fase di studio di fattibilit.
Successivamente sono stati emanati per gli screening femminili con le DGR n. 1736/02 e 244/04, i
manuali dei criteri di buona pratica

che definiscono i comportamenti tecnico-professionali e

organizzativi cui gli operatori dei programmi di screening per i tumori della mammella e della cervice
uterina delle varie ASL sono tenuti ad uniformarsi e costituiscono la griglia di riferimento per la
valutazione di conformit tecnico-professionale dei programmi aziendali.
Nel 2011 stato emanato il modello organizzativo regionale dei programmi di screening per il
tumore del colon retto adottato dalle ASL.
I programmi di screening sono Livelli Essenziali di Assistenza e come tali devono essere
garantiti a tutta la popolazione bersaglio. Per essere efficaci i programmi di screening devono
raggiungere lintera popolazione nelle specifiche fasce di et e garantire un adeguata partecipazione al
test di screening (o copertura test). Lorganizzazione molto complessa di un programma di screening,
vede la partecipazione di pi professionisti e pi centri di riferimento ed

il determinante

fondamentale per ottenere i benefici di salute previsti (riduzione dellincidenza e/o della mortalit).
Lobiettivo del presente documento di riorganizzare lassetto dei programmi di screening
oncologici della Regione Lazio attraverso unazione di reingegnerizzazione dei modelli organizzativi,
delle modalit operative, delle strutture coinvolte nel percorso e degli strumenti per il monitoraggio e la
valutazione dei processi, sulla base delle pi aggiornate indicazioni nazionali.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 134 di 439

Cenni di epidemiologia
Mammella
Il tumore della mammella (nella decima classificazione internazionale delle malattie

- ICD-10 -

codice=50) la neoplasia pi frequente nel sesso femminile, rappresentando il 29% di tutti i tumori;
secondo i dati del rapporto AIOM-ARTum del 2014 una donna su 8 si ammala di tumore alla
mammella nel corso della vita.
Si stima che in Italia nel 2014 siano stati diagnosticati circa 55.500 nuovi casi e riscontrati circa
10.000 decessi1. Il tumore mammario rappresenta il 41% dei tumori maligni nelle donne nella fascia di
et tra 0 e 49 anni, il 35% dei tumori maligni tra 50 e 69 anni e il 21% nelle donne di et maggiore di 70
anni. Lincidenza complessiva (0-100 anni) di 157 casi ogni 100.000ab ma questa rimane
sostanzialmente bassa fino ai 39 anni (35-39enni 69 casi ogni 100.000 ab) per poi raddoppiare nelle
classi successive (40-49enni 153 casi ogni 100.000ab e 50-69enni 289 casi ogni 100.000ab).
Complessivamente in Italia vivono circa 522.000 donne che hanno ricevuto una diagnosi di carcinoma
mammario, pari al 41,6% di tutte le donne che convivono con una pregressa diagnosi di tumore e pari
al 23% di tutti i lungo-sopravviventi (uomini e donne). La buona prognosi fa s che solo il 16% dei casi
prevalenti abbia ricevuto la diagnosi da meno di due anni, il 21% tra i 2 e 5 anni, il 25% tra i 5 e 10 anni,
e ben il 38% oltre i 10 anni.
Per quanto riguarda landamento della mortalit lanalisi riportata da AIRTum mostra una
inflessione significativa a partire dal 1989. Tra i decessi oncologici la prima causa di morte nelle donne
in tutte le fasce di et: rappresenta il 29% dei decessi tra le giovani (0-49 anni), il 23% tra le adulte (5069 anni) e il 16% tra le donne con et superiore ai 70 anni. La sopravvivenza relativa per questo tumore
mostra valori intorno all 87% a 5 anni dalla diagnosi al netto delle altre cause di morte. Si osservato
un miglioramento nel tempo della sopravvivenza per tutte le et (76.3% nel 1985-1987 e 89,1 % 20002002); nellambito delle singole fasce di et si osserva un incremento maggiore nella fascia di et pi
giovane (20-39 anni) e nella fascia di et di screening (50-69 anni). Tutto questo grazie allanticipazione
diagnostica e una maggiore applicazione di protocolli pi efficaci medici e chirurgici. La sopravvivenza
maggiore si osserva comunque nella fascia 40-49 anni (91%).
Nella regione Lazio, fatta eccezione per il registro tumori di Latina, non sono disponibili fonti
affidabili per l incidenza e la prevalenza del tumore maligno alla mammella. Le ultime stime riportate
(anno 2014) parlano di circa 1.000 decessi e 6.300 nuovi casi di malattia.1

1 Fonte: www.tumori.net
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Cervice uterina
Il tumore alla cervice uterina (ICD-10 =53) ha rappresentato tra il 1998 e 2002 l1,6% di tutti i
tumori diagnosticati tra le donne, mentre in termini di mortalit ha rappresentato lo 0,6% dei decessi
per neoplasie.
Il rischio di avere una diagnosi di tumore della cervice uterina nel corso della vita (fra 0 e 74
anni) di 6,2 (1 caso ogni 163 donne), mentre il rischio di morire del 0,8. Nellarea coperta dai
registri accreditati AIRTum sono stati diagnosticati in media ogni anno 9,8 casi di tumore della cervice
uterina ogni 100.000 donne. Lincidenza cresce dai 25 ai 45 anni (picco di 15 casi su 100.000) per poi
rimanere sostanzialmente stabile fino ai 85 anni. Dallanalisi dei dati AIRTum risulta una riduzione dell
incidenza a partire dagli anni 90.
La sopravvivenza relativa per questo tumore mostra valori intorno al 66% a 5 anni dalla
diagnosi, al netto delle altre cause di morte; la sopravvivenza migliore nelle classi di et pi giovani
(80% 15-44enni e 73% 45-54enni).
Si stima che in Italia ogni anno vengano diagnosticati circa 1.500 nuovi casi e si verifichino circa
700 decessi per questo tumore. Nella regione Lazio, fatta eccezione per il registro tumori di Latina, non
sono disponibili fonti affidabili della incidenza e della prevalenza del tumore maligno della cervice
uterina. Le stime per lanno 2014 sono 140 nuovi casi e circa 60 decessi 1.
Colon retto
Il carcinoma del colon-retto (ICD-10 =18) in assoluto il tumore pi frequente nella popolazione
italiana. Tra i maschi si trova al terzo posto, preceduto da prostata e polmone (14% di tutti i nuovi
tumori), nelle femmine al secondo posto, preceduto dalla mammella, con il 14%.
Lincidenza sempre pi alta nella popolazione maschile (113 casi ogni 100.000 ab) rispetto a
quella femminile (79 casi ogni 100.000 ab); cresce a partire dai 50 fino ai 74 anni (picco di incidenza).
Il rischio di avere una diagnosi di carcinoma del colon-retto nel corso della vita (fra 0 e 74 anni) del
38 per gli uomini e del 22 per le donne. Lanalisi dati di AIRTum mostra una leggera crescita
dellincidenza a partire dagli anni 90 per entrambi i sessi.
Sono quasi 300.000 i pazienti con pregressa diagnosi di carcinoma del colon-retto in Italia (51%
maschi), al secondo posto tra tutti i tumori e pari al 13,2% di tutti i pazienti oncologici. Il 16% di questi
si trova ad ormai oltre 15 anni dalla diagnosi (e il 14% tra i 10 e i 15 anni), ci grazie alla sempre
maggiore tendenza alla diagnosi precoce, alla diffusione dei programmi di screening di questi ultimi anni
e alla maggior efficacia delle cure mediche.
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Il carcinoma del colon-retto presenta una prognosi sostanzialmente favorevole con una
sopravvivenza progressivamente in aumento: dal 50% a 5 anni dei primi anni 90 al 64% del 2007 nei
maschi; nelle femmine si passati dal 51% al 63%. La probabilit di sopravvivere per ulteriori 5 anni si
avvicina a quella della popolazione generale, essendo per i sopravviventi a 5 anni del 91% e 92%
rispettivamente per gli uomini e per le donne.
Le stime per il 2014 in Italia contano 60.000 nuovi casi e circa 20.600 decessi. Nella regione
Lazio, fatta eccezione per il registro tumori di Latina, non sono disponibili fonti affidabili per
lincidenza e la prevalenza del tumore del colon retto. Le ultime stime riportano circa 6.000 casi e 1.900
decessi 1.

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Analisi dellofferta di screening nel contesto regionale


Nonostante i programmi di screening nel Lazio siano attivi da tempo, non tutte le ASL raggiungono
risultati soddisfacenti in termini di estensione dellinvito e di adesione al test. Si riportano di seguito i
dati di sintesi registrati nellanno 2014.
Programmi di screening del tumore della mammella
Nel corso del 2014 nella Regione Lazio sono state invitate circa 250.000 donne e sono stati eseguiti
circa 100.000 esami, con una estensione del 62% ed una adesione corretta del 44,6%. Lindicatore di
copertura LEA per lanno 2014 stato pari al 26,1% lontano dallo standard minimo del 35%. Sono stati
eseguiti 7.500 esami di approfondimento diagnostico ed inviate ad intervento 487 donne.
Rispetto al 2013 si registrato un calo sia degli inviti (250.000 Vs 275.000) che degli esami eseguiti
(100.000 Vs 109.000); nel corso degli anni la Regione non mai riuscita a raggiungere n lo standard
minimo raccomandato del 90% per lestensione, n lo standard minimo raccomandato del 50% per
ladesione.
NellAllegato 1 a sono riportati i volumi di attivit per lanno 2014 distribuiti per ASL ed i principali
indicatori di performance.
Programmi di screening del tumore della cervice uterina
Nel corso del 2014 nella Regione Lazio sono state invitate poco pi di 434.000 donne e sono stati
eseguiti circa 110.000 esami, con un estensione del 74% ed un adesione corretta del 27,2%.
Lindicatore di copertura LEA per lanno 2014 stato pari al 19,4% lontano dallo standard minimo del
25%. Sono stati eseguiti 2.400 esami di approfondimento diagnostico ed individuate 317 lesioni di alto
grado.
Rispetto al 2013 si registrato un aumento degli inviti (435.000 vs 382.000) ma che non ha portato ad
un incremento degli esami eseguiti (110.000 vs 111.000); nel corso degli anni la Regione non mai
riuscita a raggiungere n lo standard minimo raccomandato del 90% per lestensione, n lo standard
minimo raccomandato del 40% per ladesione.
Nell Allegato 1 b sono riportati i volumi di attivit per lanno 2014 distribuiti per ASL ed i principali
indicatori di performance

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Programmi di screening del tumore del colon retto


Nel corso del 2014 nella Regione Lazio sono state invitate poco pi di 429.000 tra uomini e donne e
sono stati eseguiti circa 99.000 esami, con un estensione del 47% ed un adesione corretta del 24,3%.
Lindicatore di copertura LEA per lanno 2014 stato pari all 11,4%, lontano dallo standard minimo
(range 25-49%). Sono stati eseguiti 6.300 esami di approfondimento diagnostico ed individuate 927
lesioni di altro grado (neoplasie + adenomi avanzati).
Rispetto al 2013 si registrato un importante aumento sia degli inviti (429.000 vs 270.000) che degli
esami eseguiti (99.000 vs 54.000); nel corso degli anni la Regione non mai riuscita a raggiungere n lo
standard minimo raccomandato del 90% per lestensione, n lo standard minimo raccomandato del
40% per ladesione.
Nel corso del 2015 essendosi attivate anche le ultime due ASL che ancora non erogavano lo screening
colorettale la Regione Lazio ha una copertura su tutto il territorio al pari degli altri due screening
organizzati.
Nell Allegato 1c sono riportati i volumi di attivit per lanno 2014 distribuiti per ASL ed i principali
indicatori di performance

MODELLO ORGANIZZATIVO DEI PROGRAMMI DI SCREENING ONCOLOGICI


DELLA REGIONE LAZIO
I Programmi di Screening organizzato si propongono di ridurre la mortalit per causa specifica e/o
lincidenza nella popolazione che si sottopone regolarmente a controlli per la diagnosi precoce di
neoplasie (mammella) o di lesioni precancerose (cervice uterina e colon retto).
Tuttavia lefficacia dello screening deve essere bilanciata con i possibili effetti negativi che derivano
dalla inevitabile presenza di falsi positivi e che si traducono in successivi accertamenti diagnostici per
persone che non ne avrebbero avuto bisogno e che potrebbero esitare in trattamenti non necessari
(sovratrattamento).
Inoltre, solo nel caso dello screening della mammella, esiste il problema della sovra diagnosi, cio dell
individuazione, tramite lesame di screening, di una lesione maligna che non avrebbe mai dato alcuna
manifestazione clinica nel corso della vita della donna. Ci pu avvenire a causa della mortalit
competitiva, oppure se si

diagnosticano lesioni indolenti o a crescita molto lenta che non si

discriminano dalle lesioni che mettono a rischio la vita della donna ma che vengono trattate.
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Infine, la somministrazione stessa del test di screening o degli approfondimenti successivi pu


comportare alcuni rischi per chi vi si sottopone.
Sulla base delle evidenze sperimentali ed osservazionali prodotte dalla letteratura scientifica nazionale
ed internazionale e delle considerazioni sopra espresse sui rischi e benefici dello screening, in linea con
quanto raccomandato dal Ministero della Salute, stato definito il modello organizzativo della Regione
Lazio di seguito riportato.

Modello dellofferta dei programmi di screening della Regione Lazio


La popolazione bersaglio coinvolta nei percorsi di screening attraverso una lettera di invito, con
appuntamento prefissato, per effettuare il test di screening (mammografia, Pap-test/test HPV-DNA) o
per ritirare il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF). Il test si effettua (o si ritira e
successivamente si riconsegna, nel caso dello screening del colon retto) presso centri territoriali di
riferimento (centri di screening o di I livello). Se lesito del test nella norma il soggetto viene
informato attraverso una lettera e reinvitato secondo il periodismo raccomandato. Se il test risulta
sospetto o positivo la persona viene contattata telefonicamente per effettuare gli approfondimenti
diagnostici necessari e leventuale trattamento presso i centri di riferimento (centri di II e di III livello).
Per favorire laccesso alle prestazioni di primo livello in modo da raggiungere tassi di adesioni ai
programmi accettabili in alcune zone disagiate e con difficolt di accesso alle sedi di I livello, le
AASSLL che ne sono in possesso, utilizzano delle Unit Mobili.
Il modello organizzativo dei programmi di screening della Regione Lazio deve prevedere le seguenti
fasi:

programmazione: comprende tutte le azioni finalizzate alle funzioni gestionali, amministrative, di data
managering e di sorveglianza dellintero percorso.

pianificazione e gestione degli inviti: comprende le azioni finalizzate alle funzioni di gestione degli
inviti, dei solleciti e di call center, queste ultime garantite da un efficiente numero verde dedicato con
unapertura al pubblico che garantisca una buona fruibilit

I livello, erogazione test: comprende tutte le attivit che riguardano leffettuazione del test (o la
consegna/riconsegna nel caso dello screening colorettale), compresa la registrazione dei dati sulla
piattaforma regionale dei Programmi di Screening Oncologici SIPSOweb.

II livello, approfondimenti diagnostici: comprende tutte le attivit che riguardano leffettuazione


degli approfondimenti necessari per la conferma diagnostica, secondo i protocolli raccomandati dalle
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LLGG Europee sulla quality assurance degli screening, integrati dalle indicazioni del Ministero della
Salute tramite i suoi organi tecnici (Osservatorio Nazionale degli Screening, ONS) e dalle eventuali
integrazioni della Regione Lazio, attraverso specifici documenti tecnici e in corso di aggiornamento.

III livello, trattamento, terapia e follow up: comprende le attivit che riguardano il trattamento e la
presa in carico dei soggetti che devono essere trattati e seguiti nei follow up, secondo i protocolli
raccomandati dalle LLGG Europee sulla quality assurance degli screening, integrati dalle indicazioni del
Ministero della Salute tramite i suoi organi tecnici (ONS) e dalle eventuali integrazioni della Regione
Lazio, attraverso specifici documenti tecnici e in corso di aggiornamento.

Bacini di utenza, dotazione organica e requisiti minimi dei centri


Attualmente il territorio regionale suddiviso in aree corrispondenti alle 12 AASSLL alle quali affidata
lerogazione dei programmi di screening.
Deve essere individuato un centro di coordinamento unico per i tre programmi di screening, che sotto
la direzione del Coordinatore dei programmi di screening, svolga le funzioni di programmazione,
orientamento, pianificazione e gestione dei percorsi; centralizzi le attivit di call center attraverso un
numero verde dedicato (aperto almeno 5 giorni a settimana per 8 ore/die, 3 linee telefoniche dedicate,
segreteria e messaggistica); organizzi campagne di promozione, realizzi un piano formativo annuale
degli operatori coinvolti nei percorsi; garantisca il monitoraggio costante delle fasi del percorso e la
valutazione quali-quantitativa dellintervento di screening attraverso la certificazione dei dati sul sistema
informativo dei programmi di screening oncologici (SIPSOweb). Il Coordinatore svolge il ruolo di
interfaccia con lorganizzazione regionale.
Lofferta attiva viene effettuata attraverso una lettera di invito personalizzata, attingendo alle liste
anagrafiche comunali. Appena disponibile, il riferimento sar lanagrafe unica regionale centralizzata e
condivisa (ASUR).
Allo scopo di ottimizzare lutilizzo delle risorse di personale e strumentali, necessario definire un
numero medio annuo di test di screening, tenendo conto che bassi volumi di attivit favoriscono
sprechi e non consentono di diagnosticare un sufficiente numero di casi, mentre una eccessiva
centralizzazione pu comportare difficolt di accesso alla popolazione.
NellAllegato 2 sono riportati i bacini di utenza delle ASL per singolo programma di screening con i
volumi di attivit previsti per singola ASL, considerando un tasso di estensione inviti totale e tassi di
adesioni ai test di screening in linea con gli standard nazionali.

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Nell Allegato 3 riportato il fabbisogno stimato di risorse umane che riguardano rispettivamente le
figure di tecnico radiologo (TRSM) e medico radiologo per lo screening mammografico, prelevatore, e
colposcopista per lo screening del cervicocarcinoma, endoscopista gastroenterologo per lo screening
colorettale.
Secondo quanto raccomandato dalle linee guida nazionali, ma anche

per esigenze di efficienza,

economicit e logistica, le AASSLL devono organizzare i programmi di screening sul proprio territorio
secondo quanto segue.
Programmi di screening del tumore della mammella

deve essere identificato un Responsabile del programma di screening che presidi e verifichi
lintero percorso diagnostico terapeutico, integrando lattivit sia per la parte radiologica sia per
gli aspetti di approfondimento clinico e di terapia con gli altri professionisti coinvolti; garantisca
lapplicazione delle linee guida e dei protocolli regionali e nazionali; partecipi agli incontri e ai
gruppi di lavoro regionali.

il volume di attivit dovrebbe essere almeno di 10.000 mammografie di screening refertate


allanno, con un bacino di utenza servito di almeno 200.000 abitanti2;

i centri di screening che erogano le mammografie di I livello devono essere dotati di almeno 23 mammografi con parametri tecnici conformi alle Linee Guida Europee ed essere collegati
funzionalmente ai centri di II livello, in grado di garantire gli esami di approfondimento (agoaspirati o micro biopsie eco guidate e/o in stereotassi, core biopsy);come riportato nel DCA
38/2015 Recepimento dellAtto di intesa del 18 dicembre 2014 della Conferenza StatoRegioni sul documento recante Linee di indirizzo sulle modalit organizzative della rete dei
Centri di Senologia e adozione del documento tecnico inerente Rete oncologica per la
gestione del tumore della mammella nel Lazio.

il personale deve essere adeguato rispetto allaccesso dellutenza (garanzie di almeno due-tre
sedute settimanali di apertura dei centri in orario pomeridiano/preserale e il sabato mattina, per
facilitare la partecipazione delle donne; utilizzo delle strutture e delle strumentazioni nellarco di
tutta la giornata, doppi turni);

2 Per la ASL di Rieti stata considerata una soglia inferiore a garanzia per esigenze di accessibilit della popolazione ivi
residente.
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il personale tecnico radiologo (TSRM) inserito nei programmi di screening deve dedicare
allattivit senologica almeno il 60% del proprio debito orario e deve aver ricevuto una specifica
formazione sia per quelli tecnico-professionali sia per gli aspetti comunicativi;

i radiologi che operano nei programmi di screening devono partecipare a programmi di


formazione continua, essere dedicati allattivit senologica per almeno il 50% della loro attivit,
leggere almeno 5.000 esami di screening ogni anno, partecipare allapprofondimento delle
lesioni identificate mediante screening e alla discussione dei casi clinici nelle periodiche riunioni
multidisciplinari; partecipare alla revisione periodica della propria performance (tasso
diagnostico, tasso di richiami, revisione cancri intervallo);

le letture dei radiogrammi devono essere fatte in doppio; deve essere prevista una ulteriore
lettura da parte di un terzo radiologo (arbitrato), per i casi discordanti.

il personale infermieristico deve essere adeguatamente formato per le attivit di accoglienza alle
persone richiamate al secondo livello diagnostico

il centro di II livello deve garantire gli approfondimenti derivanti da una mammografia di


screening con esito sospetto o positivo per lesione neoplastica e garantire il trattamento delle
lesioni riscontrate, se possiede i requisiti quali-quantitativi previsti nel DCA 38/2015 (Centri
di Senologia o Breast Unit), prevedendo lintegrazione funzionale dei servizi coinvolti con la
diretta partecipazione del medico radiologo incaricato della refertazione delle mammografia di
screening negli incontri multidisciplinari per la discussione dei casi;

Programmi di screening del tumore della cervice uterina


In attesa del documento tecnico che prevede la riconversione dei programmi di screening del
cervicocarcinoma allutilizzo del test HPV-DNA come test di primo livello, in corso di stesura, si
precisa che per l organizzazione del programma di screening con Pap-test come test primario:
-

deve essere identificato un Responsabile del programma di screening che presidi e verifichi
lintero percorso diagnostico terapeutico, integrando le attivit di tutti i professionisti coinvolti
nelle varie fasi dellintervento di screening (I, II, III livello); garantisca lapplicazione delle linee
guida e dei protocolli regionali e nazionali; partecipi agli incontri e ai gruppi di lavoro regionali.

devono essere messi in rete tutti i consultori aziendali, per garantire la massima penetrazione
territoriale, al fine di aumentare la partecipazione delle persone contattate, come da DCA
152/2014 Rete per la Salute della Donna, della Coppia e del Bambino: ridefinizione e riordino
delle funzioni e delle attivit dei Consultori Familiari regionali;
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il bacino di utenza raccomandato dalle Linee Guida deve comprendere 200.000 abitanti3

il volume dei test citologici cervico vaginali di screening letti in un laboratorio di citopatologia
deve essere di almeno 15.000 test allanno, se il test primario utilizzato il Pap-test.

Ogni prelevatore deve essere formato specificamente e deve effettuare almeno 1.500
prelievi/anno;

I test HPV- DNA di Triage devono essere eseguiti in laboratori qualificati con esperienza di
analisi biomolecolari e che eseguano almeno 500 test ogni anno. Con lintroduzione del test
HPV-DNA come esame di screening primario tale parametro sar riconsiderato;

il personale infermieristico deve essere adeguatamente formato per le attivit di accoglienza alle
persone richiamate al secondo livello diagnostico;

il ginecologo colposcopista deve effettuare almeno 50 nuovi casi di colposcopie/ anno per
mantenere la sua competenza clinica.

Programmi di screening del tumore del colon retto


-

deve essere identificato un Responsabile del programma di screening che presidi e verifichi
lintero percorso diagnostico terapeutico, integrando le attivit di tutti i professionisti coinvolti
nelle varie fasi dellintervento di screening (I, II, III livello), garantisca lapplicazione delle linee
guida e dei protocolli regionali e nazionali e partecipi agli incontri e ai gruppi di lavoro
regionali.

i centri di lettura per il test del sangue occulto fecale, presenti nei laboratori di analisi devono
analizzare almeno 60.000 campioni fecali di screening ogni anno;

i centri di endoscopia devono eseguire non meno di 700 colonscopie/anno;

ogni gastroenterologo endoscopista deve eseguire un numero di colonscopie > 300/anno entro
due anni dal suo ingresso nel programma di screening;

Per favorire laccesso alle prestazioni di primo livello in modo da raggiungere tassi di adesioni ai
programmi accettabili, le AASSLL che ne sono in possesso, utilizzano le Unit Mobili, avvicinando la
distribuzione del test di primo livello agli utenti e riducendo le barriere logistiche.

3 Per la ASL di Rieti stata considerata una soglia inferiore a garanzia per esigenze di accessibilit della popolazione ivi
residente.
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In accordo con le raccomandazioni nazionali auspicabile il coinvolgimento dei MMG ai programmi di


screening. In particolare il contributo del MMG al programma pu essere rilevante soprattutto nelle
seguenti aree:
-

sostegno diretto ai programmi di screening (es. firma delle lettere di invito, sensibilizzazione ai
soggetti non responders);

informazione ed educazione sanitaria;

counselling in tutte le fasi del programma.

Il MMG, previo consenso dellassistito, deve poter ricevere le informazioni riguardanti gli inviti, i
richiami, liter diagnostico e terapeutico, per svolgere adeguatamente il ruolo di indirizzo clinico e
supporto psicologico.

Identificazione della popolazione bersaglio


La popolazione bersaglio invitata a partecipare ai programmi di screening costituita dai soggetti in
fascia target (mammella: donne di et compresa tra i 50 e i 69 anni; cervice uterina: donne di et
compresa tra i 25 e i 64 anni; uomini e donne di et compresa tra i 50 e i 74 anni) residenti e/o
domiciliati nella regione Lazio.
La popolazione bersaglio deve essere chiaramente identificabile al fine di comunicare alle persone
linvito nominativo, i solleciti ai non responders, la comunicazione dellesito dei test, i richiami per gli
approfondimenti diagnostici. Le liste di popolazione devono essere complete, accurate e
periodicamente aggiornate. Le informazioni sul recapito devono essere ricavate attraverso le anagrafi
comunali o lanagrafe regionale, appena disponibile (ASUR).

Test di screening e prestazioni di diagnostica strumentale


I test adottati nei programmi di screening della Regione Lazio sono: mammografia bilaterale, Paptest/test HPV-DNA, test per la ricerca del Sangue Occulto nelle Feci, attraverso il metodo
immunologico.
Tali test compaiono nel nomenclatore tariffario delle prestazioni di diagnostica strumentale e di
laboratorio e possono essere prescritti dal medico di medicina generale, dallo specialista convenzionato
ed ospedaliero, dal medico del consultorio familiare, solo in presenza di un sospetto diagnostico che
dovr essere indicato in maniera inequivocabile.
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La loro prescrizione a soggetti in et target, non consentita con finalit di prevenzione secondaria dei
tumori, e non potranno essere accettate prescrizioni indicanti diciture come controllo o simili.
Ai sensi della legge 388/2000 per le donne in et compresa tra i 45-49 anni dovr essere garantita
lesecuzione gratuita dellesame mammografico e qualora necessario delle prestazioni di secondo livello.
Per le persone di et compresa tra i 45-49 anni e sopra i 75 anni, dovr essere garantita lesecuzione
gratuita rispettivamente della colonscopia. La prescrizione effettuata sul ricettario del SSR e deve
riportare il relativo codice di esenzione. Lintervallo di tempo indicato per ciascuna prestazione deve
essere rispettato anche se il primo accertamento stato eseguito privatamente.
I test di screening non sono erogabili, con finalit di prevenzione secondaria dei tumori, in strutture
non inserite nei percorsi di screening, sia dal punto di vista organizzativo sia informatico.
Inoltre, nellambito del progetto di ammodernamento del ReCUP previsto dal DCA 437/2013
riguardante il Piano Regionale per il Governo delle Liste di Attesa, previsto che qualora persone di
et compresa nelle fasce oggetto di un programma di screening regionale vogliano prenotare, in
assenza di indicazioni cliniche e ai fini unicamente preventivi, lesame diagnostico corrispondente, il
ReCUP provveder:
-

ad indirizzare le persone richiedenti il test al centro di screening competente territorialmente, se


lintervallo tra lultima erogazione e la data di prenotazione uguale o superiore allintervallo
raccomandato dal programma regionale;

a segnalare limpossibilit di usufruire dellesame a carico del SSR se lintervallo tra lultima
erogazione del medesimo esame e la data di prenotazione inferiore allintervallo raccomandato
dal programma regionale.

Articolazione del percorsi di screening e modalit di accesso allo screening


La popolazione identificata accede al programma di screening su invito da parte del programma
oppure spontaneamente, secondo le modalit di seguito elencate:
Con lettera di invito. Linvito avviene con lettera, con appuntamento prestabilito ma modificabile. La
lettera d invito, su un modello standardizzato regionale, deve essere semplice, chiara e contenere le
informazioni dettagliate riguardanti il percorso offerto e lappuntamento prefissato che il soggetto deve
poter modificare se per lui scomodo. In caso di mancata adesione alla prima lettera d invito
opportuno inviare tempestivamente una seconda lettera (sollecito o reinvito attraverso varie modalit).

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Senza lettera d invito. I residenti o i domiciliati in fascia target non ancora inseriti nel programma di
screening della ASL possono accedere direttamente al centro di erogazione per effettuare il test di
screening, previo contatto con il centro di coordinamento, purch si trovino nelle seguenti condizioni:
-

test precedentemente effettuato nel programma di screening da un tempo uguale o superiore


allintervallo raccomandato dai protocolli operativi adottati dalla regione Lazio;

mai effettuato precedentemente un test nellambito del programma di screening;

test precedente negativo e in attesa di un nuovo invito, in presenza di sintomi.

Comunicazione di esito del test, invio allapprofondimento diagnostico e trattamento


In caso di esito del test nella norma, la risposta viene comunicata per invio postale o on-line,
attraverso il modulo Escape, entro i tempi programmati. La comunicazione, standardizzata su un
modello regionale, deve essere chiara nei contenuti e deve informare il soggetto che ricever un nuovo
invito alla scadenza dellintervallo prestabilito.
I soggetti positivi al test devono essere contattati telefonicamente per essere sottoposti ad
approfondimento diagnostico, offrendo loro un appuntamento prefissato presso il centro di II livello di
riferimento della ASL, entro pochi giorni per limitare lansia indotta dallesito positivo del test di primo
livello.
Il coordinamento degli screening,

deve assicurarsi che ad ogni referto patologico abbia seguito

unazione diagnostica e/o terapeutica.

Protocolli di diagnosi, terapia, controlli successivi e supporto psicologico


Gli accertamenti diagnostici dei soggetti positivi al test di screening, il trattamento delle lesioni
diagnosticate ed i controlli successivi devono essere effettuati secondo protocolli regionali definiti sulla
base delle Linee Guida di riferimento.
La tempestivit e la qualit delliter diagnostico e del trattamento delle lesioni riscontrate rappresentano
aspetti chiave per il successo dei programmi di screening organizzati. I tempi di attesa tra le fasi del
percorso devono essere monitorati e confrontati con gli standard raccomandati dal Ministero della
Salute.

17

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 147 di 439

I soggetti che vengono indirizzati verso accertamenti diagnostici invasivi o a cui viene diagnosticato il
cancro, devono poter usufruire di supporto psicologico e di counselling.

Controlli di qualit
La qualit dei servizi erogati, definita dal raggiungimento dei valori standard raccomandati dal Ministero
della Salute, essenziale per garantire un bilancio positivo tra benefici e svantaggi dei programmi di
screening. Per tutti gli elementi dei programmi, sia tecnico scientifici sia organizzativi, occorre fare
riferimento alle LLGG Europee sulla quality assurance negli screening e, dove maggiormente specifici,
ai protocolli operativi regionali.

Formazione
La formazione del personale operante nei programmi di screening deve essere continua e periodica ed
effettuata sulla base dei bisogni formativi. E necessario pianificare corsi di re-training periodici per il
personale (medico e non medico) partecipante ai programmi di screening al fine di migliorare la qualit
del programma e garantire laggiornamento professionale del personale impegnato.

Coinvolgimento degli stakeholders


Al fine di

promuovere la partecipazione consapevole ai programmi di screening oltre alla

raccomandazione di coinvolgere il MMG auspicabile creare delle sinergie, attraverso accordi formali,
con le Associazioni territoriali presenti a livello locale e pi vicine ai cittadini e per questo pi efficaci a
far penetrare il messaggio della prevenzione oncologica.

Sistema Informativo
Il Sistema Informativo dei Programmi di screening oncologici (SIPSOweb) istituito con delibera
regionale n. G02879 del 11-03-2014 la piattaforma regionale messa a disposizione delle strutture di
screening per la gestione e il monitoraggio dei percorsi organizzati. Tale sistema consente la gestione
integrata ed univoca della persona coinvolta nei programmi di screening, in tutte le sue fasi.
A livello aziendale garantisce le funzioni che riguardano la pianificazione e lerogazione del percorso,
quali:
-

gestione dellanagrafica e della residenza del soggetto,


18

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 148 di 439

gestione dellagenda e spedizione degli inviti,


gestione accettazione dei soggetti coinvolti,
espletamento e refertazione del test di I livello,
gestione e refertazione degli approfondimenti diagnostici e del trattamento chirurgico,
gestione e stampa dei documenti / referti relativi alla comunicazione versus il paziente, la
produzione di elaborazioni statistiche, report, export dati
calcolo e monitoraggio degli indicatori di performance.
A livello regionale garantisce le funzioni che riguardano la gestione, il monitoraggio e la valutazione
quali:
attivit di Data Management (help desk e correzioni dati),
gestione aggiornamenti anagrafici,
gestione Estrattore dati,
gestione Flusso per il Datawarehouse Nazionale degli Screening Oncologici,
gestione ed analisi delle incongruenze e della mancanza dei dati
gestione delle Statistiche e delle Survey verso il Ministero / Osservatorio Nazionale Screening
Il sistema offre la possibilit di integrare i dati con quelli di altri sistemi informativi regionali, quali il
Sistema Informativo Ospedaliero (SIO), il Sistema Informativo dellAssistenza Specialistica (SIAS), con
le anagrafi comunali e con altre strumentazioni tecnologiche, dai lettori di codici a barre agli analizzatori
automatici per la determinazione del sangue occulto fecale, ai sistema RIS/PACS.
E prevista la reingegnerizzazione del SIPSOweb che prevede una sua collocazione all'interno del
Sistema Informativo di Prevenzione della Regione. In particolare, SIPSOweb andr a interagire con il
sistema di anagrafe sanitaria unica regionale (ASUR), le agende CUP/RECUP, altri sistemi di
refertazione sanitaria (Anatomie Patologiche, RIS), modulo Escape per la refertazione on line

Monitoraggio e Valutazione
I programmi di screening sono costantemente monitorati e valutati, su scala locale, regionale e
nazionale, attraverso indicatori precoci di processo che forniscono informazioni tempestive
sullandamento dei programmi. Tali indicatori sono utilizzati dal Ministero della Salute per valutare le
performance delle regioni riguardo ladempimento dei Livelli Essenziali di Assistenza e misurare la
qualit dei percorsi diagnostico- terapeutici.

19

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 149 di 439

Nell Allegato 4 sono riportati i principali indicatori e gli standard di riferimento per la valutazione
Regionale dei tre percorsi di screening.
La valutazione della qualit (organizzativa e tecnica) viene effettuata annualmente, attraverso survey
specifiche, dall Osservatorio Nazionale degli Screening, organo tecnico del Ministero della Salute.

Programmazione regionale
La programmazione e il coordinamento dei programmi di screening oncologici sono affidati alla
Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria.
Il Gruppo di Coordinamento Regionale degli screening, i cui componenti saranno formalmente
nominati, ha i seguenti compiti:
definire i modelli organizzativi e rendere omogenee le modalit di attuazione dei programmi di
screening nelle AASSLL;
proporre linee di indirizzo per migliorare laccessibilit e garantire equit di offerta;
aggiornare i protocolli tecnici per lattuazione degli screening sulla base delle ultime
raccomandazioni nazionali ed internazionali;
monitorare landamento delle attivit delle Aziende Sanitarie

e la qualit dei programmi

attraverso il confronto degli indicatori con gli standard nazionali e in ottica di benchmarking;
comunicare periodicamente ai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie interessate i risultati
delle attivit svolte e gli eventuali scostamenti dai risultati attesi;
pianificare campagne di sensibilizzazione per lutenza;
coordinare le attivit di formazione e aggiornamento del personale sanitario, tecnico e
amministrativo coinvolto nelle attivit di screening;
coordinare le attivit di aggiornamento del Sistema Informativo degli Screening Oncologici
(SIPSOweb).
La Direzione Regionale comunica periodicamente ai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie
interessate i risultati delle attivit svolte e gli eventuali scostamenti dai risultati attesi.
Il Gruppo di Coordinamento Regionale composto da:
Il Direttore della Direzione Regionale Salute ed Integrazione sociosanitaria
Il Dirigente dellArea Sanit pubblica, Promozione della Salute, Sicurezza Alimentare e Screening
Il Dirigente dellUfficio Prevenzione e Screening della Regione Lazio
20

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 150 di 439

I Coordinatori dei programmi di screening aziendali


I Rappresentanti dei Medici di Medicina Generale (principali sigle sindacali)
Il Direttore del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio
I Rappresentanti delle societ scientifiche di riferimento
I Rappresentanti delle Associazioni
Il Gruppo di Coordinamento regionale si pu avvalere di tecnici di radiologia, citologia e di laboratorio,
fisici sanitari, radiologi, patologi, oncologi, chirurghi, fisioterapisti, radioterapisti, ostetriche, ginecologi,
colposcopisti, gastroenterologi, endoscopisti, psicologi, psico-oncologi e infermieri al fine di favorire
lintegrazione tra professionisti, laggiornamento e la redazione dei protocolli sulla base delle Linee
Guida Nazionali ed Internazionali, limpostazione dei piani formativi degli operatori e la definizione
delle modalit operative per la valutazione della qualit dei programmi.
I gruppi di lavoro hanno il compito di elaborare documenti di indirizzo e proposte su protocolli di
screening, formazione e quality assurance.

Articolazione aziendale: ruoli e funzioni


Alle AASSLL compete la garanzia dei livelli essenziali di assistenza definiti dalla programmazione
sanitaria nazionale e regionale.
Il Direttore Generale aziendale responsabile dellofferta di programmi di screening che deve
promuovere il pi possibile tra i cittadini. Nel contratto del Direttore Generale sono compresi gli
indicatori di copertura dei test di screening, che misurano ladempimento relativo alla griglia LEA.
In considerazione del fatto che i programmi di screening sono percorsi assistenziali cui concorrono
plurime discipline, figure professionali e strutture, la direzione generale aziendale tenuta ad utilizzare
tutti gli strumenti programmatori per lattuazione dei programmi. Al fine di garantire elevati livelli di
specializzazione e qualificazione, le prestazioni nelle attivit di screening non devono essere occasionali
ma prestabilite in termini di tempo dedicato percentuale minimo sullattivit professionale globale.
Il ruolo del Direttore Generale nellimplementazione dei Programmi di Screening quello di:
garantire risorse finanziarie, umane e strumentali adeguate allerogazione ai programmi di screening;
garantire lestensione degli inviti a tutta la popolazione target, attraverso il centro di coordinamento
garantire la qualit delle prestazioni erogate secondo gli standard previsti, attraverso il responsabile
di programma;

21

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 151 di 439

provvedere alla stipula di accordi con altre ASL, Aziende Ospedaliere, IRCCS e Universit per
lorganizzazione dei programmi di screening quando e se necessario.
promuovere ladesione consapevole della popolazione destinataria, attraverso campagne di
sensibilizzazione; attraverso il centro di coordinamento;
assicurare il coinvolgimento dei medici di medicina generale;
assicurare la formazione degli operatori sulla base dei bisogni rilevati dai responsabili di programma.
Ogni Direttore Generale deve individuare attraverso atto formale le seguenti figure:
Il coordinatore unico dei tre programmi di screening oncologici
I responsabili dei singoli programmi (mammella, cervice uterina e colon retto)
I referenti delle singole fasi del percorso (organizzativo, I livello, II livello, III livello)
Il coordinatore dei programmi di screening responsabile:
della gestione manageriale dei programmi;
delle funzioni operative di tipo organizzativo e per le attivit inerenti allinvito delle persone
destinatarie;
della promozione della partecipazione della popolazione destinataria dellinvito;
dellattivit di monitoraggio e valutazione di ambito locale;
dellinterazione operativa con il coordinamento regionale;
di tutti i compiti generati dallattuazione delle iniziative e dei progetti definiti dal coordinamento
regionale;
dellinserimento dei dati nella piattaforma SIPSOweb e della certificazione di essi.
della valutazione dei bisogni formativi e dellassicurazione della partecipazione del personale che
opera nei programmi alle attivit formative.
Il Coordinatore

dei programmi di screening si avvale della collaborazione di Responsabili di

programma, i quali dirigono le azioni e garantiscono la qualit tecnico-professionale per ognuno dei tre
programmi di screening e deve essere supportato per lassolvimento di tutte le attivit amministrative
necessarie alla gestione dei programmi di screening.
Responsabili di programma
I responsabili dei singoli programmi di screening sono tenuti a:

22

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 152 di 439

collaborare con il coordinatore aziendale dei Programmi di Screening al fine del raggiungimento
degli obiettivi di efficacia e di qualit dei programmi di screening; in particolare sono responsabili
di:

predisporre i piani di utilizzo del personale, di approvvigionamento dei materiali di consumo e delle
tecnologie necessari allerogazione delle prestazioni di screening di primo, secondo e terzo livello;
tali piani sono approvati dal coordinatore e da questi inseriti nella programmazione operativa e nella
contrattazione del budget;

monitorare lapplicazione dei protocolli regionali e landamento degli indicatori;

promuovere il miglioramento continuo della qualit identificando, con metodologie partecipative


(in primo luogo audit clinico) le criticit e le soluzioni da proporre al coordinatore aziendale dei
Programmi

contribuire a definire i bisogni formativi da proporre al coordinatore dei Programmi

garantire lapplicazione dei controlli di qualit.

ALLEGATI
Allegato 1
1a

Volumi di attivit - Programma di screening dei tumori della mammella, Anno 2014

1b

Volumi di attivit - Programma di screening dei tumori della cervice uterina, Anno 2014

1c

Volumi di attivit - Programma di screening dei tumori colon retto, Anno 2014

Allegato 2
2a

Bacino di utenza e stima volumi di attivit - Programma di screening dei tumori della mammella

2b

Bacino di utenza e stima volumi di attivit - Programma di screening dei tumori della cervice uterina

2c

Bacino di utenza e stima volumi di attivit - Programma di screening dei tumori colon retto

Allegato 3
2a

Dotazione organica - Programma di screening dei tumori della mammella

2b

Dotazione organica - Programma di screening dei tumori della cervice uterina

2c

Dotazione organica - Programma di screening dei tumori colon retto

Allegato 4
3a

Principali indicatori di performance - Programma di screening dei tumori della mammella

3b

Principali indicatori di performance - Programma di screening dei tumori della cervice uterina

3c

Principali indicatori di performance - Programma di screening dei tumori colon retto

23

35.637
47.997
39.053
39.299
37.685
20.538
30.733
36.260
21.867
10.741
36.707
33.301
389.818

13.802
17.974
20.145
53.945
37.470
21.068
29.757
16.576
18.576
362
9.156
11.429
250.260

donne invitate
(N)
4.862
10.156
6.313
21.689
7.823
9.809
11.228
7.216
11.213
222
4.574
6.168
101.273

La ASL RM G non utilizza la piattaforma regionale SIPSO

ASL
RM A
RM B
RM C
RM D
RM E
RM F
RM G
RM H
VT
RI
LT
FR
LAZIO

popolazione
bersaglio anno (N)

donne
rispondenti
all'invito
(N)

Volumi

Tabella 1a Volumi di attivit screening mammografico, Anno 2014

745
716
874
1.085
747
601
407
915
485
19
578
335
7.507

donne
richiamate II
livello
(N)
25
51
22
127
38
50
45
4
53
0
29
43
487

donne con
consiglio
exeresi
(N)
37,6
37,1
50,6
100,0
94,8
98,0
95,7
43,2
82,5
3,4
24,9
32,7
62,3

Estensione
(%)
13,6
21,2
16,2
55,2
20,8
47,8
36,5
19,9
51,3
2,1
12,5
18,5
26,1

38,7
60,3
35,7
45,7
22,5
55,5
39,0
50,5
63,8
62,2
52,1
60,1
44,6

Copertura Adesione
(LEA)
Corretta
(%)
(%)

Indicatori

15,3
7,1
13,8
5,0
9,5
6,1
3,6
12,7
4,3
8,6
12,6
5,4
7,7

tasso di
richiamo
(%)

5,1
5,0
3,5
5,9
4,9
5,1
4,0
0,6
4,7
0,0
6,3
7,0
4,8

24

tasso
exeresi
(%)

Allegato 1 - VOLUMI DI ATTIVITA E PRINCIPALI INDICATORI PER I PROGRAMMI DI SCREENING DEI TUMORI DELLA MAMMELLA, DELLA CERVICE UTERINA E
DEL COLON RETTO

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 153 di 439

48.015
72.262
53.278
57.505
53.864
31.268
47.718
54.335
30.200
14.552
53.622
46.561
563.179

5.749
14.247
13.501
12.486
11.505
9.574
11.840
11.711
16.809
2.511
109.933

38.315
36.495
31.878

52.729
6.088
434.887

donne
rispondenti
all'invito
(N)

43.995
54.633
55.558
45.339
69.857

donne Invitate
(N)

263
45
2.421

175
90
402

79
330
324
573
140

donne
richiamate
II livello
(N)

6
10
317

22
27
32

17
53
29
70
51

lesioni
CIN 2+
(N)

98,2
12,7
74,0

80,5
62,7
100

88,0
73,9
100
77,9
100

Estensione
(%)

la ASL RM F ha attivato lo screening del cervicocarcinoma nel mese di dicembre


la ASL di Rieti ha avviato il programma nel 2015
La ASL RM G non utilizza la piattaforma regionale SIPSO ed effettua HPV primario al target 25-64

ASL
RM A
RM B
RM C
RM D
RM E
RM F
RM G
RM H
VT
RI
LT
FR
LAZIO

popolazione
bersaglio anno
(N)

Volumi

Tabella 1b Attivit screening del collo dell'utero, Anno 2014

31,3
5,4
19,4

17,8
21,8
38,8

12,0
19,7
25,3
21,7
21,4

32,9
43,8
27,2

26,0
37,2
39,3

12,7
27,1
26,3
28,6
18,0

2,7
1,8
2,5

1,8
0,8
3,4

1,4
2,3
2,4
4,6
1,2

1,8
4,0
3,4

2,3
2,3
2,7

3,0
3,7
2,1
5,6
4,4

25

7.0
27.0
15.0

12,6
35.5
8.4

22.1
17.3
9.4
12.7
36.7

tasso di
Copertura Adesione
invio in
VPP
identificazione
(LEA)
Corretta colposcopia
CIN 2+
per CIN 2+
(%)
(%)
(%)
(%)
(%)

Indicatori

Allegato 1 - VOLUMI DI ATTIVITA E PRINCIPALI INDICATORI PER I PROGRAMMI DI SCREENING DEI TUMORI DELLA MAMMELLA, DELLA CERVICE UTERINA E
DEL COLON RETTO

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 154 di 439

39.521

12.838

79.331

6.278

11.661

38.636

43.975

87.334

89.376

83.503

47.540

71.205

83.067

51.150

887.619

76.923

84.479

429.795

47.861

66.060

108.406

25.594

83.634

soggetti
invitati (N)

79.042

popolazione
bersaglio anno (N)

98.857

10.949

14.008

15.863

5.308

1.805

10.358

2.828

7.443

19.071

11.224

soggetti
rispondenti
(N)

La ASL RM G non utilizza la piattaforma regionale SIPSO

6.339

720

1.018

956

413

114

582

173

483

1.317

563

Soggetti
positivi al I
livello (N)

la ASL di Rieti ha avviato il programma nel 2015


la ASL di Frosinone ha avviato il programma nel 2015

RM A
RM B
RM C
RM D
RM E
RM F
RM G
RM H
VT
RI
LT
FR
LAZIO

ASL

Volumi

Tabella 1c Attivit screening colorettale, Anno 2014

249

14

46

53

22

10

34

36

28

Neoplasie
trovate
(N)

678

39

168

131

15

41

18

44

119

103

Ad.
Avanzato
(N)

872

89

124

147

24

88

33

66

209

92

Ad.
Iniziale
(N)

47,0

56,6

83,6

44,2

16,4

13,2

90,2

14,1

44,7

60,0

100,0

Estensione
(%)

11,4

13,0

27,4

19,1

7,5

3,8

12,4

3,2

8,5

17,6

14,2

Copertura
TEST (LEA)
(%)

24,3

22,9

32,7

43,2

45,5

28,8

13,8

22,7

19,1

29,3

13,8

Adesione
Corretta
(%)

6,3

6,6

7,3

6,0

7,1

6,3

5,6

6,1

6,5

6,9

5,0

Tasso di
positivit
(%)

Indicatori

2,7

1,3

3,3

3,3

2,8

2,1

3,5

4,6

1,9

2,5

D.R. per
Cancro
(%)

7,2

3,6

12,0

8,3

8,3

4,0

6,4

5,9

6,2

26

D.R.
Adenoma
Avanzato
(%)
9,2

Allegato 1 - VOLUMI DI ATTIVITA E PRINCIPALI INDICATORI PER I PROGRAMMI DI SCREENING DEI TUMORI DELLA MAMMELLA, DELLA CERVICE UTERINA E
DEL COLON RETTO

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 155 di 439

71.273
95.994
78.106
78.598
75.370
41.075
61.465
72.520
43.733
21.481
73.414
66.601

779.630

505.509

729.553

561.186

595.101

546.828

323.595

497.690

561.782

322.195

159.670

569.664

497.678

5.870.451

RM A

RM B

RM C

RM D

RM E

RM F

RM G

RM H

VT

RI

LT

FR

^ stimata su una % di estensione inviti totale

LAZIO

donne
50-69 anni

popolazione totale

ASL

389.815

33.301

36.707

10.741

21.867

36.260

30.733

20.538

37.685

39.299

39.053

47.997

35.637

inviti/anno

253.380

23.164
31.198
25.384
25.544
24.495
13.349
19.976
23.569
14.213
6.981
23.860
21.645

17.818
23.998
19.526
19.650
18.842
10.269
15.366
18.130
10.933
5.370
18.354
16.650
194.908

adesione 65%

test/anno^
adesione 50%

Tabella 2a - Bacino di utenza e stima volumi di attivit - Programma di screening dei tumori della mammella

27

Allegato 2 POPOLAZIONE BERSAGLIO, STIMA DEI VOLUMI DI ATTIVITA PER I PROGRAMMI DI SCREENING DEI TUMORI DELLA MAMMELLA, DELLA CERVICE
UTERINA E DEL COLON RETTO

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 156 di 439

144.045
216.786
159.834
172.515
161.592
93.804
143.153
163.004
90.599
43.656
160.867
139.682

1.689.537

505.509

729.553

561.186

595.101

546.828

323.595

497.690

561.782

322.195

159.670

569.664

497.678

5.870.451

RM A

RM B

RM C

RM D

RM E

RM F

RM G

RM H

VT

RI

LT

FR

^ stimata su una % di estensione inviti totale

LAZIO

donne
25-64 anni

popolazione totale

ASL

563.179

46.561

53.622

14.552

30.200

54.335

47.718

31.268

53.864

57.505

53.278

72.262

48.015

inviti/anno

337.907

28.809
43.357
31.967
34.503
32.318
18.761
28.631
32.601
18.120
8.731
32.173
27.936

19.206
28.905
21.311
23.002
21.546
12.507
19.087
21.734
12.080
5.821
21.449
18.624
225.272

adesione 60%

adesione 40%

test/anno

Tabella 2b- Bacino di utenza e stima volumi di attivit - Programma di screening dei tumori della cervice uterina ( Pap-test 25-64 anni)

28

Allegato 2 POPOLAZIONE BERSAGLIO, STIMA DEI VOLUMI DI ATTIVITA PER I PROGRAMMI DI SCREENING DEI TUMORI DELLA MAMMELLA, DELLA CERVICE
UTERINA E DEL COLON RETTO

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 157 di 439

323.595

497.690

561.782

322.195

159.670

569.664

497.678

RM F

RM G

RM H

VT

RI

LT

FR

^ stimata su una % di estensione inviti totale


stimato su una % di SOF positivi del 6%

936.502

838.736

546.828

RM E

5.870.451

595.101

RM D

LAZIO

561.186

RM C

114.793
95.157
96.581
91.690
48.846
72.694
85.867
52.363
25.928
87.207
78.526

102.020
79.511
82.171
75.316
46.234
69.716
80.267
49.936
25.260
81.750
75.320

729.553

RM B

donne
86.849

505.509

RM A

50-74 anni

uomini
71.235

popolazione
totale

ASL

887.619

76.923

84.479

25.594

51.150

83.067

71.205

47.540

83.503

89.376

87.334

108.406

79.042

inviti/anno

532.571

47.425
65.044
52.400
53.626
50.102
28.524
42.723
49.840
30.690
15.356
50.687
46.154

35.569
48.783
39.300
40.219
37.576
21.393
32.042
37.380
23.017
11.517
38.015
34.615
399.429

adesione 60%

adesione 45%

test/anno ^

Tabella 2c- Bacino di utenza e stima volumi di attivit - Programma di screening dei tumori della colon retto

23.966

2.134
2.927
2.358
2.413
2.255
1.284
1.923
2.243
1.381
691
2.281
2.077

adesione al 45%

31.954

2.846
3.903
3.144
3.218
3.006
1.711
2.563
2.990
1.841
921
3.041
2.769

29

adesione al 60%

colonscopie/anno

Allegato 2 POPOLAZIONE BERSAGLIO, STIMA DEI VOLUMI DI ATTIVITA PER I PROGRAMMI DI SCREENING DEI TUMORI DELLA MAMMELLA, DELLA CERVICE
UTERINA E DEL COLON RETTO

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 158 di 439

389.815

35.637
47.997
39.053
39.299
37.685
20.538
30.733
36.260
21.867
10.741
36.707
33.301

71.273
95.994
78.106
78.598
75.370
41.075
61.465
72.520
43.733
21.481
73.414
66.601

779.630

inviti/anno

donne
50-69 anni

15.281

1.397
1.881
1.531
1.541
1.477
805
1.205
1.421
857
421
1.439
1.305
90,4

8,3
11,1
9,1
9,1
8,7
4,8
7,1
8,4
5,1
2,5
8,5
7,7

TSRM * (1)

60,3

5,5
7,4
6,0
6,1
5,8
3,2
4,8
5,6
3,4
1,7
5,7
5,1

TRSM * (2)

33,1

3,0
4,1
3,3
3,3
3,2
1,7
2,6
3,1
1,9
0,9
3,1
2,8

medico
radiologo** (1)

22,1

2,0
2,7
2,2
2,2
2,1
1,2
1,7
2,1
1,2
0,6
2,1
1,9

2) stima fatta su una percentuale di tempo dedicato dell'operatore pari al 75% del proprio monte ore annuo al netto delle assenze per varia natura (min
1.420 ore/anno; max 1.454 ore/anno)
30

medico
radiologo** (2)

1) stima fatta su una percentuale di tempo dedicato dell'operatore pari al 50% del proprio monte ore annuo al netto delle assenze per varia natura (min
1.420 ore/anno; max 1.454 ore/anno)

**su una stima di 3 minuti a lettura per Mx di I livello + una stima di 20 minuti a lettura per Mx di II livello; il numero dei lettori radiologi
raddoppiato perch prevista la doppia lettura. Non stato considerato l'eventuale arbitrato

194.908

17.818
23.998
19.526
19.650
18.842
10.269
15.366
18.130
10.933
5.370
18.354
16.650

Mammografie I Mammografie di
livello/anno^
II livello/anno

Stima dotazione organica per TRSM e per Medico Radiologo nel programma di screening mammografico

^ estensione inviti totale e adesione 50%


* su una stima di 20 minuti a Mx effettuata

LAZIO

FR

LT

RI

VT

RM H

RM G

RM F

RM E

RM D

RM C

RM B

RM A

ASL

Tabella 3 a

Allegato 3 - STIMA FABBISOGNO DI RISORSE UMANE PERI PROGRAMMI DI SCREENING DELLA MAMMELLA, DELLA CERVICE UTERINA E DEL COLON RETTO

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 159 di 439

1.689.537

144.045
216.786
159.834
172.515
161.592
93.804
143.153
163.004
90.599
43.656
160.867
139.682

donne
25-64 anni

563.179

48.015
72.262
53.278
57.505
53.864
31.268
47.718
54.335
30.200
14.552
53.622
46.561

inviti/anno

225.272

19.206
28.905
21.311
23.002
21.546
12.507
19.087
21.734
12.080
5.821
21.449
18.624

test citologici
/anno^

16.783

1.431
2.153
1.588
1.714
1.605
932
1.422
1.619
900
434
1.598
1.388

colposcopie
attese*

69,7

5,9
8,9
6,6
7,1
6,7
3,9
5,9
6,7
3,7
1,8
6,6
5,8

prelevatore (2)

7,5

0,6
1,0
0,7
0,8
0,7
0,4
0,6
0,7
0,4
0,2
0,7
0,6

5,0

0,4
0,6
0,5
0,5
0,5
0,3
0,4
0,5
0,3
0,1
0,5
0,4

31

colposcopista colposcopista
(1)
(2)

1) stima fatta su una percentuale di tempo dedicato dell'operatore pari al 50% del proprio monte ore annuo al netto delle assenze per varia natura (min
1.454 ore/anno; max 1.516 ore/anno)
2) stima fatta su una percentuale di tempo dedicato dell'operatore pari al 75% del proprio monte ore annuo al netto delle assenze per varia natura (min
1.454 ore/anno; max 1.516 ore/anno)

104,5

8,9
13,4
9,9
10,7
10,0
5,8
8,9
10,1
5,6
2,7
10,0
8,6

prelevatore (1)

Stima dotazione organica per prelevatore e colposcopista nel programma di screening del cervicocarcinoma

^ calcolati su estensione inviti totale e adesione al 40%


^^ si stimato un incremento del 5% dei test di I livello scaturiti da Follow up citologici
* Stima su un tasso di Referal Rate di 2,5 + i test di Follow up
su una stima di 15 minuti a prelievo
su una stima di 20 minuti ad esame colposcopico

LAZIO

FR

LT

RI

VT

RM H

RM G

RM F

RM E

RM D

RM C

RM B

RM A

ASL

Tabella 3b

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 160 di 439

1.775.238

887.619

target 50-74
inviti/anno
anni
158.085
79.042
216.813
108.406
174.668
87.334
178.752
89.376
167.006
83.503
95.080
47.540
142.410
71.205
166.134
83.067
102.299
51.150
51.188
25.594
168.957
84.479
153.846
76.923
23.426

colonscopie
attese ^
2.086
2.861
2.305
2.359
2.204
1.255
1.879
2.192
1.350
675
2.230
2.030
23,7

endoscopisti
necessari (1)
2,1
2,9
2,3
2,4
2,2
1,3
1,9
2,2
1,4
0,7
2,3
2,1
15,8

endoscopisti
necessari (2)
1,4
1,9
1,6
1,6
1,5
0,8
1,3
1,5
0,9
0,5
1,5
1,4

2) stima fatta su una percentuale di tempo dedicato dell'operatore pari al 75% del proprio monte ore annuo al netto delle assenze per varia natura (min
1.454 ore/anno; max 1.516 ore/anno)

1) stima fatta su una percentuale di tempo dedicato dell'operatore pari al 50% del proprio monte ore annuo al netto delle assenze per varia natura (min
1.454 ore/anno; max 1.516 ore/anno)

^calcolate su estensione inviti totale, adesione 45%, ed un tasso di positivit al test di I livello del 6%
e compliance al 85%, oltre al 15% di colonscopie attese, comprese le colon di FU

LAZIO

ASL
RM A
RM B
RM C
RM D
RM E
RM F
RM G
RM H
VT
RI
LT
FR

Stima dotazione organica per endoscopista nel programma di screening del tumore del colon retto

Tabella 3c

32

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 161 di 439

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 162 di 439

Allegato 4 PRINCIPALI INDICATORI E STANDARD DI RIFERIMENTO PER I PROGRAMMI DI SCREENING


Tabella 4a Principali indicatori di performance Mammella
INDICATORE

FORMULA

STANDARD

FONTE

Estensione inviti

(Persone invitate inviti inesitati) /


Popolazione target
Persone rispondenti/ (Persone invitate - inviti
inesitati esami recenti)

Desiderabile >90%

GISMa/ Regione Lazio

Accettabile >50%

Regione Lazio

Range 35-59%

Regione Lazio

Adesione corretta

Copertura test (LEA)

Persone rispondenti/ Popolazione target

Tempo di attesa Mx/referto


negativo 21 gg

Tempo in giorni tra la data di effettuazione


della mammografia e la data di refertazione
della stessa

>90%

Regione Lazio
ONS

Tempo di attesa
Mx/approfondimento 28gg

Tempo in giorni tra la data di effettuazione


della mammografia e la seduta di
approfondimento

>90%

Regione Lazio
ONS

Tasso di richiamo:
primi esami
esami successivi
Rapporto B/M

DR (x1000):

Persone inviate ad approfondimento /


Persone rispondenti

Donne operate con diagnosi patologica


benigna / totale donne operare con diagnosi
di carcinoma
Donne operare con diagnosi di carcinoma /
Persone rispondenti

primi esami
esami successivi
DR (x1000): Tumori invasivi
<1cm esami successivi
% Tumori invasivi <=1cm:
primi esami
esami successivi
% Tumori in situ

% Tumori Stadio II:

Tasso di richiami anticipati


Early rescreen
Early recall

Acc. <7% des.<5%


Acc. <5% des.<3%
Accettabile <0,5%
Desiderabile <0,2%

IR=incidence rate

GISMa

GISMa

>=3 x IR
>=1,5 x IR
Donne con diagnosi invasiva < 15mm /
Persone rispondenti

Non disponibile
Media Italia 1,5

Donne con diagnosi invasiva < 15mm / Totale


donne con diagnosi invasiva

Donne con diagnosi DCIS/ Totale donne con


diagnosi di cancro

GISMa
Acc. >20% des.>25%
Acc. >25% des.>30%
Accettabile =10%
Desiderabile=10-20%

Donne con diagnosi di tumore stadio II+ /


Totale donne con diagnosi di cancro

primi esami
esami successivi
Diagnosi pre-operatoria
definitiva (C5-B5)

GISMa

Donne con diagnosi pre-operatoria C5 o


B5inviate ad intervento/donne operate
Donne sopposte ad un richiamo ravvicinato /
Persone rispondenti

GISMa

GISMa
Acc. <30% des.<30%
Acc. <25% des.<25%
Accettabile >80%
Desiderabile>90%

GISMa

GISMa
Accettabile <1%
Desiderabile=0%

33

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 163 di 439

Allegato 4 PRINCIPALI INDICATORI E STANDARD DI RIFERIMENTO PER I PROGRAMMI DI SCREENING


Tabella 4b Principali indicatori di performance Cervice uterina
INDICATORE

FORMULA

Estensione inviti

(Persone invitate inviti inesitati) /


Popolazione target
Persone rispondenti/ (Persone invitate
- inviti inesitati esami recenti)

Desiderabile >90%

GISCi/Regione Lazio

Accettabile >40%

Regione Lazio

Persone rispondenti/ Popolazione


target
Tempo in giorni tra la data di
effettuazione del test di I livello e la
data di refertazione dello stesso
Tempo in giorni tra la data di
effettuazione del test di I livello e la
seduta di approfondimento
Persone inviate ad approfondimento /
Persone rispondenti

Range 25-49%

Regione Lazio

Adesione corretta

Copertura test (LEA)


Tempo di attesa test/referto
negativo 30 gg

STANDARD

FONTE

>90%

Regione Lazio

>90%

Regione Lazio

Accettabile <4%
Desiderabile <3%

GISCi

Persone rispondenti ad
approfondimento / Persone inviate ad
approfondimento
Donne con diagnosi istologica CIN 2 +/
Persone rispondenti
Donne con diagnosi istologica CIN 2 +/
donne aderenti ad approfondimento

Accettabile >80%
Desiderabile >90%

GISCi

Accettabile >10%
Desiderabile >15%

GISCi

Adesione corretta al test HPV

Persone rispondenti/ (Persone invitate


- inviti inesitati esami recenti)

In fase di
definizione

GISCi

% donne positive al test


primario HPV

Donne con test HPV +/ Donne


rispondenti al test HPV

In fase di
definizione

GISCi

% donne positive alla


citologia di triage

Donne con pap test di triage + /


Donne con test HPV +

In fase di
definizione

GISCi

DR (x1000) CIN 2+

diagnosi istologica CIN 2 +/ Donne


rispondenti al test HPV

In fase di
definizione

GISCi

Tempo di attesa
test/approfondimento 60gg
Tasso di invio alla seduta di
approfondimento
Compliance alla seduta di
approfondimento
DR (x1000) CIN 2+
VPP CIN 2+

Non disponibile

34

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 164 di 439

Allegato 4 PRINCIPALI INDICATORI E STANDARD DI RIFERIMENTO PER I PROGRAMMI DI SCREENING

Tabella 4c Principali indicatori di performance Colon retto


INDICATORE
Estensione inviti

Adesione corretta
Copertura test (LEA)
% test non riconsegnati

Tasso di positivit SOF


primi esami
esami successivi
Tempo di attesa test/referto
negativo 21 gg
Tempo di attesa
test/colonscopia 30gg
Compliance alla colonscopia

FORMULA

STANDARD

FONTE

(Persone invitate inviti inesitati) /


Popolazione target

Desiderabile >90%

GISCoR/Regione
Lazio

Persone rispondenti/ (Persone invitate


- inviti inesitati esami recenti)
Persone rispondenti/ Popolazione
target
Persone che non hanno riconsegnato il
FOBT entro due mesi dal ritiro /
persone che hanno ritirato il FOBT
Persone con test positivo / persone
con test adeguato

Accettabile >45%
Accettabile >65%
Range 25-49%

GISCoR

Tempo in giorni tra la data di


effettuazione del test di I livello e la
data di refertazione dello stesso
Tempo in giorni tra la data di
effettuazione del test di I livello e la
seduta di approfondimento
Persone rispondenti ad
approfondimento / Persone inviate ad
approfondimento

Regione Lazio

Accettabile <10%
Desiderabile <5%
GISCoR
Acc. <6% des.<5%
Acc.<4,5% des.<3,5%
>90%

GISCoR

>90%

GISCoR

Accettabile >85%
Desiderabile >90%

GISCoR

DR (x1000) per
Cancro
primi esami
esami successivi
Adenoma avanzato
primi esami
esami successivi
VPP del FOBT alla colonscopia
suggerito calcolare il VVP
anche suddiviso per cancri,
adenomi avanzati ed adenomi
iniziali
D.R. tumori stadio>III

Persone con diagnosi finale di


carcinoma (adenoma avanzato) /
persone sottoposte a screening

Acc. >2% des.>2,5%


Acc.>1% des.>1,5%
Acc.>7,5% des.>10%
Acc.>5% des.>7,5%

Persone con diagnosi finale di


carcinoma o adenoma avanzato /
persone che hanno eseguito la
colonscopia

Accettabile >25%
Desiderabile >30%

Donne con diagnosi di tumore stadio


II+ / Totale donne con diagnosi di
cancro

Accettabile <30%
Desiderabile <20%

GISCoR

35

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 12 maggio 2015, n. 212
Istituzione del Comitato di Sorveglianza del POR FESR Lazio 2014-2020

Pag. 165 di 439

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 166 di 439

OGGETTO: Istituzione del Comitato di sorveglianza del POR FESR Lazio 2014-2020.
LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA dellAssessore Sviluppo Economico per le Attivit Produttive;
VISTO il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del
17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo
regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo
per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e
disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale
europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e
che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, e in particolare:
a) larticolo 47.1, che prevede che entro tre mesi dalla data di notifica allo Stato
membro della decisione della Commissione di adozione di un programma, lo
Stato membro istituisca un comitato, conformemente al suo quadro istituzionale,
giuridico e finanziario, d'intesa con l'autorit di gestione, per sorvegliare
sull'attuazione del programma (il Comitato di sorveglianza);
b) larticolo 47.2 che prevede che il Comitato di sorveglianza stabilisca e adotti il
proprio regolamento interno conformemente al quadro istituzionale, giuridico e
finanziario;
c) gli articoli 48, 49, 56 e 110 che disciplinano la composizione e le funzioni del
Comitato di sorveglianza;
VISTO il Regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del
17 dicembre 2013 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni
specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e
dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006;
VISTO il Regolamento delegato (UE) n. 240/2014 della Commissione del 7 gennaio
2014 recante un codice europeo di condotta sul partenariato nellambito dei fondi
strutturali e d'investimento europei (artt.8, 10, 11, 15);
VISTO il Regolamento delegato (UE) n. 480/2014 della Commissione del 3 marzo
2014, che integra il Regolamento (UE) n.1303/2013;
VISTO il Programma Operativo POR Lazio FESR 2014/2020, approvato con decisione
della Commissione europea n. C(2015) 924 del 12 febbraio 2015;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, e s.m.i., concernente "Disciplina
sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza
ed al personale regionale" ed in particolare l'art. 11 che disciplina le strutture della
Giunta;

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VISTO il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n.1 e successive modifiche e


integrazioni denominato Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della
Giunta Regionale;
VISTA la Deliberazione n. 660 del 14 ottobre 2014 con cui la Giunta regionale ha
designato lAutorit di Audit, lAutorit di Certificazione, lAutorit di gestione del
Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e lAutorit di gestione del Fondo Sociale
Europeo (FSE) per il ciclo di programmazione 2014-2020;
VISTA la DGR n. 205 del 6 maggio 2015, avente ad oggetto: Adozione del
Programma Operativo POR LAZIO FESR 2014-2020 nellambito dellObiettivo
Investimenti a favore della crescita e delloccupazione;
VISTA la Direttiva del Presidente N. R00004 del 7 agosto 2013 avente ad oggetto
listituzione della Cabina di Regia per l'attuazione delle politiche regionali ed europee
(Coordinamento e Gestione dei Fondi Strutturali e delle altre risorse finanziarie
ordinarie e/o aggiuntive) come aggiornata e integrata dalla Direttiva del Presidente n.
R00002 dell8 aprile 2015;
RITENUTO necessario istituire il Comitato di sorveglianza del POR FESR Lazio
2014-2020, in conformit dellarticolo 47 del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del
Parlamento Europeo e del Consiglio;
RITENUTO che il Comitato di sorveglianza sia costituito dai seguenti membri con
diritto di voto, in rappresentanza delle autorit pubbliche competenti, delle parti
economiche e sociali e degli organismi che rappresentano la societ civile:
-

lAssessore Regionale allo Sviluppo Economico e Attivit Produttive, in qualit di


Presidente;
lAutorit di Gestione del POR FESR Lazio 2014-2020;
il Direttore della Direzione Regionale Programmazione Economica, Bilancio,
Demanio e Patrimonio;
il Direttore della Direzione Regionale Politiche del Territorio, Mobilit, Rifiuti;
il Direttore della Direzione Regionale alla Cultura e Politiche Giovanili;
il Direttore della Direzione Regionale Infrastrutture, Politiche abitative, Ambiente;
il Direttore della Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi;
il Direttore della Direzione Lavoro;
lAutorit di Gestione del POR FSE Lazio 2014-2020;
lAutorit di Gestione del PSR FEASR Lazio 2014-2020;
un rappresentante della Cabina di Regia per lattuazione delle politiche regionali ed
europee;
il responsabile del Piano di Rafforzamento Amministrativo;
la Consigliera di parit della Regione Lazio;
un rappresentante dellAgenzia per la Coesione Territoriale;
un rappresentante del Ministero dellEconomia e Finanze Ispettorato Generale per
i rapporti con lUnione Europea IGRUE;
un rappresentante della Presidenza del Consiglio del Ministri Dipartimento delle
Politiche di Coesione;
un rappresentante del Ministero Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;
un rappresentante dellAutorit di Gestione del PON Governance e Capacit
Istituzionale 2014-2020;

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un rappresentante dellAutorit di Gestione del PON Citt Metropolitane 20142020;


un rappresentante della Presidenza del consiglio dei Ministri Dipartimento della
funzione Pubblica;
un rappresentante del Ministero dello Sviluppo economico - Direzione Generale per
gli incentivi alle imprese;
un rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale
per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali;
un rappresentante di Lazio Innova SpA;
un rappresentante di ANCI;
un rappresentante di UNIONCAMERE;
un rappresentante della CRUI;
un rappresentante del CNR;
un rappresentante della CGIL;
un rappresentante della CISL;
un rappresentante della UIL;
un rappresentante di UNINDUSTRIA;
un rappresentante di FEDERLAZIO;
un rappresentante di ABI;
un rappresentante di CNA;
un rappresentante di CONFARTIGIANATO;
un rappresentante di CONFCOMMERCIO;
un rappresentante di CONFESERCENTI;
un rappresentante di ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE;
un rappresentante di FORUM TERZO SETTORE;
un rappresentante di WWF LAZIO;
un rappresentante di LEGAMBIENTE LAZIO;

RITENUTO, altres, che il Comitato di sorveglianza sia costituito dai seguenti membri
a titolo consultivo:
-

un rappresentante della Commissione europea;


un rappresentante del Consiglio regionale - Commissione V - Cultura, diritto allo
studio, istruzione, pari opportunit, politiche giovanili, spettacolo, sport e turismo;
un rappresentante dellAutorit di Certificazione;
un rappresentante dellAutorit di Audit;
un rappresentante della Banca Europea per gli Investimenti (BEI);

CONSIDERATO che ai lavori del Comitato, inoltre, in attuazione di quanto stabilito


dal Regolamento (UE) 240/2014, relativo al Codice di Condotta, potranno partecipare
ulteriori soggetti portatori di interessi di strutture pubbliche e private operanti sul
territorio regionale per la trattazione di specifici punti allordine del giorno individuati
dal Presidente del Comitato;
DELIBERA
Per quanto espresso in premessa, che costituisce parte integrante e sostanziale della
presente deliberazione:
1. di istituire il Comitato di sorveglianza del Programma Operativo Regionale POR
FESR Lazio 2014-2020;

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2. che il suddetto Comitato di sorveglianza composto dai seguenti membri con diritto
di voto:
-

lAssessore Regionale allo Sviluppo Economico e Attivit Produttive, in qualit di


Presidente;
lAutorit di Gestione del POR FESR Lazio 2014-2020;
il Direttore della Direzione Regionale Programmazione Economica, Bilancio,
Demanio e Patrimonio;
il Direttore della Direzione Regionale Politiche del Territorio, Mobilit, Rifiuti;
il Direttore della Direzione Regionale alla Cultura e Politiche Giovanili;
il Direttore della Direzione Regionale Infrastrutture, Politiche abitative, Ambiente;
il Direttore della Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi;
il Direttore della Direzione Lavoro;
lAutorit di Gestione del POR FSE Lazio 2014-2020;
lAutorit di Gestione del PSR FEASR Lazio 2014-2020;
un rappresentante della Cabina di Regia per lattuazione delle politiche regionali ed
europee;
il responsabile del Piano di Rafforzamento Amministrativo;
la Consigliera di parit della Regione Lazio;
un rappresentante dellAgenzia per la Coesione Territoriale;
un rappresentante del Ministero dellEconomia e Finanze Ispettorato Generale per
i rapporti con lUnione Europea IGRUE;
un rappresentante della Presidenza del Consiglio del Ministri Dipartimento delle
Politiche di Coesione;
un rappresentante del Ministero Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;
un rappresentante dellAutorit di Gestione del PON Governance e Capacit
Istituzionale 2014-2020;
un rappresentante dellAutorit di Gestione del PON Citt Metropolitane 20142020;
un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della
funzione Pubblica;
un rappresentante del Ministero dello Sviluppo economico - Direzione Generale per
gli incentivi alle imprese;
un rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale
per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali;
un rappresentante di Lazio Innova SpA;
un rappresentante di ANCI;
un rappresentante di UNIONCAMERE;
un rappresentante della CRUI;
un rappresentante del CNR;
un rappresentante della CGIL;
un rappresentante della CISL;
un rappresentante della UIL;
un rappresentante di UNINDUSTRIA;
un rappresentante di FEDERLAZIO;
un rappresentante di ABI;
un rappresentante di CNA;
un rappresentante di CONFARTIGIANATO;
un rappresentante di CONFCOMMERCIO;
un rappresentante di CONFESERCENTI;
un rappresentante di ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE;
un rappresentante di FORUM TERZO SETTORE;

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un rappresentante di WWF LAZIO;


un rappresentante di LEGAMBIENTE LAZIO;

e dai seguenti membri a titolo consultivo:


-

un rappresentante della Commissione europea;


un rappresentante del Consiglio regionale - Commissione V - Cultura, diritto allo
studio, istruzione, pari opportunit, politiche giovanili, spettacolo, sport e turismo;
un rappresentante dellAutorit di Certificazione;
un rappresentante dellAutorit di Audit;
un rappresentante della Banca Europea per gli Investimenti (BEI);

3. ai lavori del Comitato di sorveglianza, in attuazione di quanto stabilito dal


Regolamento (UE) 240/2014 relativo al Codice di Condotta, potranno partecipare
ulteriori soggetti portatori di interessi di strutture pubbliche e private operanti sul
territorio regionale per la trattazione di specifici punti allordine del giorno
individuati dal Presidente del Comitato;
4. ai lavori del Comitato di sorveglianza possono partecipare i membri effettivi o i loro
supplenti; lAutorit di Gestione del POR FESR Lazio 2014-2020 provveder
allacquisizione dei relativi nominativi;
5. il Regolamento interno del Comitato di sorveglianza sar approvato ed adottato nel
corso della prima riunione conformemente al quadro istituzionale, giuridico e
finanziario;
6. eventuali integrazioni o modifiche della composizione del Comitato di sorveglianza
potranno essere deliberate dal Comitato stesso.
Il presente atto non comporta impiego di risorse finanziarie a carico della Regione
Lazio.
La presente deliberazione sar pubblicata sul B.U.R.L. e sul sito internet:
www.regione.lazio.it.

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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di


deliberazione che risulta approvato allunanimit.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 12 maggio 2015, n. 213
autorizzazione all'Autorit di Gestione del POR FESR Lazio 2007-2013 ad implementare la dotazione
dell'Avviso Pubblico per la concessione di agevolazioni agli investimenti innovativi delle piccole e medie
imprese per impianti, sistemi ed apparecchiature per la proiezione cinematografica digitale, approvato con la
determinazione n. B02722/2013, utilizzando le economie riallocabili delle risorse gi trasferite a Lazio Innova
SpA per gli avvisi pubblici relativi all'attivit I.4, autorizzando con proprio atto la societ Lazio Innova SpA a
prelevare l'importo di euro 310.201,02 dalle suddette economie.

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Oggetto: autorizzazione allAutorit di Gestione del POR FESR Lazio 2007-2013 ad implementare
la dotazione dellAvviso Pubblico per la concessione di agevolazioni agli investimenti innovativi
delle piccole e medie imprese per impianti, sistemi ed apparecchiature per la proiezione
cinematografica digitale, approvato con la determinazione n. B02722/2013, utilizzando le economie
riallocabili delle risorse gi trasferite a Lazio Innova SpA per gli avvisi pubblici relativi allattivit
I.4, autorizzando con proprio atto la societ Lazio Innova SpA a prelevare limporto di
310.201,02 dalle suddette economie.
LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA dellAssessore alle Attivit Produttive;
DI CONCERTO con lAssessore alla Cultura e Politiche giovanili;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002 n. 6 e successive modificazioni Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al personale
regionale;
VISTO il Regolamento regionale n. 1 del 6 settembre 2002, concernente Regolamento di
organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale e successive modifiche ed
integrazioni;
VISTO il Decreto Legislativo n. 118/2011 Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi
contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli Enti locali e dei loro organismi, a norma
degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009 n. 42;
VISTA la Legge regionale 20 novembre 2001 n. 25 concernente Norme in materia di
programmazione, bilancio e contabilit della Regione e successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la L.R. n. 17 del 30.12.2014 Legge di stabilit regionale 2015;
VISTA la L.R. n. 18 del 30.12.2014 Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015
2017;
VISTA la D.G.R. del 30 aprile 2013 n. 90 con la quale la Giunta Regionale ha nominato la dott.ssa
Rosanna Bellotti Direttore della Direzione Regionale Attivit Produttive;
VISTA la deliberazione di Giunta regionale n. 98 dell8/5/2013, concernente l'assegnazione alla
Direzione Regionale Attivit Produttive della funzione di Autorit di Gestione del POR FESR
Lazio 2007-2013 in ordine alla programmazione, progettazione, gestione, monitoraggio,
valutazione e controllo delle risorse del fondo;
VISTO il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell'11 luglio 2006, recante disposizioni
generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di
coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999, relativamente ai Programmi operativi per
gli obiettivi Convergenza e Competitivit regionale e occupazione e ss.mm.ii.;

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VISTO il Regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 luglio
2006 e ss.mm.ii relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e recante abrogazione del
regolamento (CE) n. 1783/1999 e ss.mm.ii.;
VISTO il Regolamento (CE) n. 1828/2006 del Consiglio dell'8 dicembre 2006 che stabilisce
modalit di applicazione del Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni
generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di
coesione e del Regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 luglio
2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e ss.mm.ii.;
VISTO il Quadro Strategico Nazionale per la Politica Regionale di Sviluppo (QSN) 2007-2013,
approvato dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni in data 21/12/06 e dal Comitato
Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) in data 22/12/06 e approvato
definitivamente dalla Commissione Europea con Decisione C(2007) 3329 del 13 luglio 2007;
VISTE le delibere CIPE n. 166 del 2007 di attuazione del Quadro Strategico Nazionale (QSN) e
della politica regionale unitaria e n. 1 del 2011 Obiettivi, criteri e modalit di programmazione
delle risorse per le aree sottoutilizzate e selezione ed attuazione degli investimenti per i periodi
2000-2006 e 2007-2013 con cui si stabiliscono indirizzi e orientamenti per laccelerazione degli
interventi cofinanziati dai Fondi Strutturali 2007-2013;
VISTO il POR FESR Lazio 2007-2013 approvato dal Consiglio regionale del Lazio con D.C.R. n.
39 del 3 aprile 2007 e adottato, nella versione originaria, con Decisione della Commissione n.
C(2007)4584 del 2/10/2007 e ss.mm.ii;
VISTA la deliberazione di Giunta regionale n. 370 del 2 settembre 2011 avente ad oggetto:
Revoca delle Deliberazioni della Giunta Regionale n.611/2008 e n.644/2009 Conferma DGR
n.485/2010 e n.166/2011. Rideterminazione programmazione finanziaria disposta dalla DC 50/2008
dellAsse I Ricerca, innovazione e rafforzamento della base produttiva e dellAsse II Ambiente e
prevenzione dei rischi del POR FESR Lazio 2007-2013. Conferma dei criteri di selezione approvati
dal Comitato di Sorveglianza ai sensi dellart. 65 del Reg.(CE) 1083/06;
CONSIDERATO che la deliberazione di Giunta regionale n. 370 del 2 settembre 2011 ha ritenuto
opportuno avviare nuove attivit idonee a soddisfare le esigenze di competitivit delle PMI del
Lazio mediante successive Deliberazioni della Giunta, tenendo conto dei criteri di selezione
approvati dal Comitato di Sorveglianza ai sensi dellart. 65 del Reg.(CE) 1083/06;
CONSIDERATO che, con determinazione dirigenziale C0433, del 27 febbraio 2009, stato
approvato lo schema di convenzione, poi sottoscritta in data 17 luglio 2009, fra la Regione Lazio e
Sviluppo Lazio S.p.A. (oggi Lazio Innova S.p.A.), per la gestione delle domande di contributo che
questultima, dovr condurre in qualit di Organismo Intermedio;
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n. 154 del 26/06/2013, con la quale stata autorizzata
lAutorit di Gestione del POR FESR Lazio 2007-2013 ad approvare con proprio atto un Avviso
pubblico per la concessione di agevolazioni agli investimenti innovativi delle piccole e medie
imprese per impianti, sistemi ed apparecchiature per la proiezione cinematografica digitale,
motivata dal cosiddetto switch-off del dicembre 2013, che prevedeva una cessazione da parte delle
distribuzioni cinematografiche e major americane della stampa di film in pellicola, per cui sarebbe
stato possibile proiettare le produzioni americane soltanto in digitale e solo nelle sale
adeguatamente attrezzate;

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VISTA la determinazione dirigenziale n. B02722 dell1/07/2013, con la quale stato approvato


lavviso pubblico per la presentazione di richieste di contributo per investimenti innovativi delle
piccole e medie imprese per impianti, sistemi ed apparecchiature per la proiezione cinematografica
digitale, con uno stanziamento complessivo di euro 3 milioni rappresentato nella seguente tabella:
Capitolo
A38104
A38105
A38106
A38501
TOTALE

Euro
785.895,65
756.350,97
29.545,68
1.428.207,7
3.000.000

VISTA la determinazione dirigenziale n. G02202 del 04.03.2015 di recepimento del verbale del
nucleo di valutazione del 21.11.2014, nel quale si prende atto che le risorse stanziate per le
agevolazioni di cui allAvviso Pubblico approvato con la suddetta determinazione B02722/2013,
pari a complessivi 3.000.000,00 sono gi state interamente assorbite, pertanto, i beneficiari
ammessi al contributo nella seduta in parola e in quelle precedenti sono non finanziabili per un
importo di 310.201,02;
CONSIDERATO che risultano economie riallocabili per un importo complessivo di 609.331,15,
derivanti dagli Avvisi Pubblici delle filiere produttive regionali e delle attivit 1.4 e 1.6 del POR
FESR Lazio 2007-2013, come confermato dalla nota di Lazio Innova S.p.A. del 15.04.2015
protocollo 0010324 ed in particolare per lattivit I.4 risultano economie riallocabili per un importo
di 411.731,59;
RITENUTO di dover implementare la dotazione dellAvviso Pubblico della digitalizzazione delle
sale cinematografiche descritto in premessa, per un importo di euro 310.201,02, utilizzando le
economie delle risorse gi trasferite a Lazio Innova S.p.A. per gli avvisi pubblici relativi allattivit
I.4, che offre sufficiente disponibilit;
RITENUTO, pertanto, di autorizzare lAutorit di Gestione del POR FESR LAZIO 2007-2013 a
implementare la dotazione dellAvviso Pubblico della digitalizzazione delle sale cinematografiche
descritto in premessa, utilizzando le economie delle risorse gi trasferite a Lazio Innova SpA per gli
avvisi pubblici relativi allattivita I.4, autorizzando con proprio atto la societ Lazio Innova SpA a
prelevare limporto di 310.201,02 dalle suddette economie,
ATTESO che la presente deliberazione non comporta nuovi oneri a carico del bilancio regionale,
DELIBERA
in conformit con le premesse che si intendono qui integralmente richiamate,
- di autorizzare lAutorit di Gestione del POR FESR LAZIO 2007-2013 a implementare, per un
importo di euro 310.201,02, la dotazione dellAvviso Pubblico della digitalizzazione delle sale
cinematografiche approvato con la determinazione B02722/2013, utilizzando le economie delle
risorse gi trasferite a Lazio Innova SpA per gli avvisi pubblici relativi allattivit I.4, autorizzando
con proprio atto la societ Lazio Innova SpA a prelevare il corrispondente importo di 310.201,02
dalle suddette economie.

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La presente deliberazione non comporta nuovi oneri a carico del bilancio regionale.
La presente deliberazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sui siti
internet www.regione.lazio.it e www.lazioinnova.it..

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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che


risulta approvato allunanimit.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 12 maggio 2015, n. 214
Approvazione di linee di indirizzo per l'attuazione della Legge Regionale 24 dicembre 2010, n. 9, art. 2,
comma 42 Interventi per lo studio e la valorizzazione delle aree archeologiche. Revoca della DGR 16
dicembre 2011, n. 616.

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OGGETTO: Approvazione di linee di indirizzo per lattuazione della Legge Regionale 24


dicembre 2010, n. 9, art. 2, comma 42 Interventi per lo studio e la valorizzazione delle aree
archeologiche. Revoca della DGR 16 dicembre 2011, n. 616.

LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA dellAssessore alla Cultura e Politiche Giovanili;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio 11 novembre 2004, n. 1;
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 1 concernente: Disciplina del Sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale e successive modificazioni;
VISTO il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1 concernente: Regolamento di
organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale e successive modificazioni;
VISTA la Legge Regionale 20 novembre 2001, n. 25 concernente: Norme in materia di
programmazione, bilancio e contabilit della Regione Lazio;
VISTA la Legge Regionale 30 dicembre 2014, n. 17 concernente: Legge di stabilit regionale
2015;
VISTA la Legge Regionale 30 dicembre 2014, n. 18 concernente: Bilancio di previsione
finanziario della Regione Lazio 2015-2017;
VISTA la Legge Regionale 24 dicembre 2010, n. 9 concernente: Disposizioni collegate alla Legge
Finanziaria regionale per lEsercizio Finanziario 2011 e in particolare larticolo 2, comma 42
concernente: Promozione dello studio e della valorizzazione delle aree archeologiche presenti nel
territorio del Lazio;
VISTA la DGR 16 dicembre 2011, n 616 che, in attuazione della L.R. 24 dicembre 2010, n. 9, art.
2, comma 42, approva la destinazione delle risorse del capitolo G24553 dellE.F.2012;
CONSIDERATO che per modifiche intervenute sugli stanziamenti di bilancio relativi al capitolo
in questione non stato possibile dare attuazione alla succitata DGR 16 dicembre 2011, n. 616;
RITENUTO pertanto opportuno revocare la DGR 16 dicembre 2011, n. 616 e procedere con il
presente atto alla individuazione di nuove linee di indirizzo per lattuazione della legge in parola;
RITENUTO opportuno, in considerazione dellelevato numero di aree e siti archeologici presenti
nel Lazio, di dare attuazione al succitato articolo 2, comma 42 della L.R. 9/2010 individuando degli
aspetti territoriali e degli aspetti tematici salienti per larcheologia e la storia antica della Regione,
su cui intervenire prioritariamente;
VISTO lAccordo di Programma Quadro Beni e Attivit Culturali (APQ1), sottoscritto il 12
aprile 2000 dal Ministero per i Beni e le Attivit Culturali, dal Ministero del Tesoro del Bilancio e
della Programmazione Economica e dalla Regione Lazio;
VISTA la DGR 5 febbraio 2012, n. 14 con cui stato approvato lAvviso Pubblico per la
presentazione di progetti a valere sulla nuova Attivit II.5 - Valorizzazione e promozione del
patrimonio culturale e paesistico nelle aree di particolare pregio - in virt della proposta di

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revisione del POR FESR Lazio 2007-2013 che individua quali aree di pregio su cui intervenire
prioritariamente il Sistema degli Etruschi e il Sistema delle Ville di Tivoli;
VISTA la DCR 21 dicembre 2013, n. 14 di approvazione del Documento di programmazione
economica e finanziaria regionale (DEFR) 2014-2016, con il quale la Regione si dota di uno
strumento pluriennale che individua sette macro-aree dintervento con i rispettivi indirizzi
programmatici per la promozione dello sviluppo, dellinnovazione, della coesione sociale e della
sostenibilit;
VISTA la DCR 10 aprile 2014, n. 2 di approvazione delle Linee di indirizzo per un uso efficiente
delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo 2014-2020 con le quali per la prima volta i Fondi
Europei si inseriscono in un disegno di programmazione unitaria della Regione per il
raggiungimento degli obiettivi comuni di crescita economica, inclusione sociale e sostenibilit
ambientale;
VISTO il documento 45 progetti per il Lazio (pubblicato sul Portale www.regione.lazio.it Lazio
Europa Una grande regione europea dellinnovazione) con il quale secondo, la visione
programmatica regionale, vengono individuate alcune priorit di intervento denominate Azioni
cardine, da realizzare nel medio lungo periodo, attraverso lutilizzo integrato di tutte le risorse
disponibili (Bilancio Regionale; POR-FESR 2014-2020; POR-FSE 2014-2020; PSR 2014-2020;
Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020; Altre Risorse);
PRESO ATTO che:
lo stesso documento di cui sopra individua nellambito della macro-area Una grande
regione europea per linnovazione lazione cardine relativa ai Sistemi di valorizzazione del
patrimonio culturale in aree di attrazione;
tra i sistemi territoriali e tematici individuati rivestono particolare valore, sotto il profilo
archeologico, il Sistema delle Citt dellEtruria e il Sistema delle Ville di Tivoli che
comprendono tre dei quattro siti Unesco del Lazio: il Sito Unesco delle Necropoli di
Tarquinia e Cerveteri; il Sito Unesco di Villa Adriana e di Villa DEste a Tivoli;
CONSIDERATO che:
con la Determinazione 09/06/2014, n. G08247 che assegna un contributo al Comune di
Tarquinia per laggiornamento del Piano di Gestione del Sito UNESCO Necropoli etrusche
di Cerveteri e Tarquinia (ai sensi della Legge 77/2006), la Regione, in accordo con gli enti
locali convolti e la Soprintendenza competente, ha individuato, a livello sperimentale, come
nucleo iniziale del Sistema delle Citt dellEtruria, le Necropoli di Tarquinia, Cerveteri e il
Parco naturalistico archeologico di Vulci;
laggiornamento del Piano di gestione del Sito Unesco allargato al parco di Vulci ha
prodotto un modello sperimentale di valorizzazione integrata e governance delle aree
archeologiche del Sito UNESCO di Cerveteri e Tarquinia e del Parco archeologico di Vulci;
con risorse POR-FESR 2007-2013 Attivit II.5 di cui alla succitata DGR 5 febbraio 2012,
n. 14 stato, tra gli altri, finanziato un progetto di Immagine coordinata relativo al
suindicato Sistema delle Citt dellEtruria;
CONSIDERATO altres che per quanto riguarda il Sistema delle Ville di Tivoli, questo, anche alla
luce di precedenti Piani e Programmi di Valorizzazione promossi dalla Regione e dal MiBACT
nellambito di Accordo di Programma Quadro Beni e Attivit Culturali (APQ1), da intendere,
come insieme integrato delle emergenze monumentali comprendente i Siti UNESCO di Villa
Adriana e Villa dEste, il Santuario di Ercole Vincitore e Villa Gregoriana facenti tutti capo allarea
di attrazione culturale e turistica del cosiddetto Polo Tiburtino;

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CONSIDERATO che la Regione intende migliorare le condizioni e gli standard di offerta e di


fruizione del patrimonio culturale dei siti sopra indicati, nonch potenziare i servizi legati alla
cultura, alle attivit espositive, agli eventi culturali e ricreativi;
RITENUTO altres necessario, al fine di raggiungere gli obiettivi di valorizzazione suindicati,
individuare le seguenti tipologie di interventi prioritari:

interventi per adeguamento strutturale di spazi e servizi legati ad attivit ed eventi culturali e
ricreativi;
interventi per il miglioramento dellaccessibilit fisica e della fruibilit dei siti;
interventi di adeguamento e sviluppo integrato dei servizi (servizi per il pubblico di
comunicazione, promozione, accoglienza e informazione);

RITENUTO pertanto opportuno, alla luce di quanto premesso, individuare quali ambiti territoriali
e tematici di intervento prioritari per lattuazione del succitato articolo 2, comma 42 della L.R.
9/2010, il Sistema delle Citt dellEtruria e il Sistema delle Ville di Tivoli;
VISTA la DGR 17 ottobre 2012, n. 518 che ha per oggetto: Disciplina dei rapporti tra
lAmministrazione Regionale e lAgenzia Regionale per gli investimenti e per lo sviluppo del Lazio
Sviluppo Lazio S.p.A. istituita dallart. 24 della L.R. n. 6 del 7 giugno 1999 Disposizioni
finanziarie per la redazione del bilancio di previsione della Regione Lazio per lesercizio
finanziario 1999 (art. 28 L.R. 11 aprile 1986, n. 17) e delle controllate FI.LA.S. S.p.A., BIC Lazio
S.p.A., Unionfidi Lazio S.p.A.;
VISTA la Determinazione 25 ottobre 2013, n. G01054 con la quale la Direzione Regionale Cultura
e Politiche Giovanili ha affidato a BIC Lazio S.p.A. del gruppo Lazio Innova S.p.A., come societ
strumentale della Regione Lazio, lincarico di assistenza tecnica per le attivit di valorizzazione
delle Aree Archeologiche del Lazio, da svolgere ai sensi dellart. 2, comma 42 della L.R. 24
dicembre 2010, n. 9;
VISTA la Determinazione 10 dicembre 2013, n. G04023 con la quale la Direzione Regionale
Cultura e Politiche Giovanili ha trasferito a BIC Lazio S.p.A. lintera quota di risorse regionali
disponibili sul Capitolo G24553 per lEsercizio Finanziario 2013 destinato allo studio e alla
valorizzazione delle aree archeologiche del Lazio, per un totale di 770.000,00;
CONSIDERATO che con la stessa Determinazione si affida a BIC Lazio S.p.A. lincarico di
assistenza tecnica affinch provveda, a seguito dellespletamento di procedure di evidenza pubblica,
allerogazione delle risorse finanziarie secondo le modalit specifiche che verranno individuate con
successivo schema di convenzione;
VISTA la Determinazione della Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili 23 dicembre
2014, n. G 18812 avente ad oggetto: L.R. 9/2010, articolo 2 comma 42: "Interventi per lo studio e
la valorizzazione delle aree archeologiche". Impegno di 147.000,00 a favore di BIC Lazio S.p.A.
sul Capitolo G24562 per l'E.F. 2014 con la quale si trasferita a BIC Lazio S.p.A. lintera quota di
risorse regionali disponibili volta ad incrementare il Fondo, gi costituito, con la succitata DE
G04023/2013;
VISTA la DGR 28 ottobre 2014, n. 738 Programmazione integrativa delle risorse finanziarie
disponibili sul Capitolo G23912, esercizio finanziario 2014 che destina, tra gli altri, 132.078,84
per la realizzazione di Piani di valorizzazione e promozione integrati del patrimonio culturale relativo ai Siti
UNESCO del Lazio e affida a BIC Lazio S.p.A. lincarico di assistenza tecnica;

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VISTA la Determinazione 23 dicembre 2014, n. G18817 che impegna le risorse complessive di


264.157,69, di cui alla succitata DGR 28 ottobre 2014, n. 738, a favore di BIC LAZIO S.P.A. sul
capitolo armonizzato G23912, - per l'EF 2014;
VISTA la convenzione approvata con Determinazione 19 dicembre 2014, n. G18401 avente ad
oggetto: Approvazione di uno schema di convenzione tra la Regione Lazio e BIC Lazio S.p.A. per la
realizzazione di attivit destinate alla valorizzazione del patrimonio culturale nell'ambito delle
competenze della Direzione Cultura e Politiche Giovanili disciplinante i rapporti con BIC Lazio
S.p.A. con riferimento ai fondi in precedenza citati;
RITENUTO opportuno demandare a successive procedure di evidenza pubblica lindividuazione
dei progetti, coerenti con le finalit e i criteri di priorit indicati, finanziabili con le risorse trasferite
a BIC Lazio S.p.A., di cui alle Determinazioni G04023/2013, G18812/2014 e G18817/2014.

DELIBERA
Per le motivazioni individuate in premessa che si intendono integralmente recepite

di revocare la DGR 16 dicembre 2011, n. 616;


di individuare, quali ambiti tematico-territoriali di intervento prioritario della L.R. 24
dicembre 2010, n. 9, articolo 2, comma 42 il Sistema delle Citt dellEtruria e il Sistema
delle Ville di Tivoli come indicati in premessa;
di individuare altres come prioritarie, nei suddetti ambiti tematico-territoriali, le seguenti
tipologie di interventi di valorizzazione:
- adeguamento strutturale di spazi e servizi legati ad attivit ed eventi culturali e
ricreativi;
- miglioramento dellaccessibilit fisica e della fruibilit dei siti;
- adeguamento e sviluppo integrato dei servizi (servizi per il pubblico di
comunicazione, promozione, accoglienza e informazione);

Le successive procedure di evidenza pubblica provvederanno allindividuazione dei progetti,


coerenti con le finalit e i criteri di priorit indicati nel presente atto, finanziabili con le risorse
trasferite a BIC Lazio S.p.A., con le Determinazioni G04023/2013, G18812/2014 e G18817/2014.
La presente Deliberazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito
Internet della Regione Lazio www.regione.lazio.it.

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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che


risulta approvato allunanimit.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 12 maggio 2015, n. 215
Attuazione delle disposizioni di cui al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 29 gennaio
2015, pubblicato sulla G.U. Serie Generale n. 54 del 6 marzo 2015. Approvazione dei criteri e delle modalit
di gestione dell'annualit 2015 del Fondo destinato alle categorie sociali di cui all'art. 1, comma 1 della Legge
8 febbraio 2007, n. 9 sottoposte a procedure esecutive di rilascio per finita locazione.

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OGGETTO: Attuazione delle disposizioni di cui al decreto del Ministero delle Infrastrutture e
dei Trasporti 29 gennaio 2015, pubblicato sulla G.U. Serie Generale n. 54 del 6 marzo 2015.
Approvazione dei criteri e delle modalit di gestione dellannualit 2015 del Fondo destinato alle
categorie sociali di cui allart. 1, comma 1 della Legge 8 febbraio 2007, n. 9 sottoposte a
procedure esecutive di rilascio per finita locazione.

LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA dellAssessore alle Infrastrutture, alle Politiche Abitative e allAmbiente;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modifiche concernente
Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla
dirigenza ed al personale regionale;
VISTO il Regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 e successive modifiche concernente
lorganizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale;
VISTA la Legge regionale 30 dicembre 2014, n. 17 concernente Legge di stabilit regionale
2015;
VISTA la Legge regionale 30 dicembre 2014, n. 18 concernente Bilancio di previsione
finanziario della Regione Lazio 2015-2017;
VISTA la Legge 9 dicembre 1998, n. 431 concernente Disciplina delle locazioni e del rilascio
degli immobili adibiti ad uso abitativo ed in particolare lart. 11 che istituisce presso il Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti il fondo nazionale per il sostegno allaccesso alle abitazioni in
locazione;
VISTA la Legge 8 febbraio 2007, n. 9 concernente Interventi per la riduzione del disagio
abitativo per particolari categorie sociali;
VISTO il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 29 gennaio 2015 concernente
Fondo nazionale di sostegno per laccesso alle abitazioni in locazione. Riparto disponibilit
anno 2015, pubblicato sulla G.U. Serie Generale n. 54 del 6 marzo 2015, che:
-

ripartisce tra le regioni la disponibilit di 100 milioni di euro relativa allannualit 2015 del
fondo nazionale per il sostegno alla locazione ex art. 11 della Legge n. 431/1998,
assegnando alla Regione Lazio limporto di 9.930.328,94;

destina una quota non superiore al 25 per cento delle risorse ripartite, per dare idonea
soluzione abitativa ai soggetti di cui allart. 1, comma 1, della Legge n. 9/2007 sottoposti a
procedure esecutive di rilascio per finita locazione, promuovendo, prioritariamente, la
sottoscrizione di nuovi contratti a canone concordato;

dispone, per le finalit di cui al punto precedente, che i comuni interessati entro trenta
giorni dalla data di pubblicazione del decreto in argomento, comunicano alla Regione il
numero dei provvedimenti esecutivi di rilascio emessi nei confronti delle categorie sociali

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di cui al citato art. 1, comma 1 della Legge n. 9/2007, e che la Regione nei successivi
trenta giorni provvede al riparto delle disponibilit e allerogazione delle risorse statali
trasferite;
VISTO il capitolo di entrata n. 224109 denominato Assegnazione di cui al fondo nazionale per
il sostegno allaccesso delle abitazioni in locazione (Legge n. 431/1998) che nellesercizio
finanziario 2015 del bilancio regionale presenta la disponibilit in competenza dellimporto di
9.930.328,94 incassato con reversale n. 3029/2015, accertamento n. 2949/2015, per il quale la
Direzione regionale competente ha richiesto la disponibilit di cassa sul corrispondente capitolo
di uscita E61105 per le finalit del D.M. 29 gennaio 2015 pubblicato sulla G.U. Serie Generale
n. 54 del 6 marzo 2015;
RITENUTO di avviare concrete azioni di contrasto al disagio abitativo dei conduttori di
immobili appartenenti alle categorie sociali di cui allart. 1, comma 1 della Legge n. 9/2007
sottoposti a procedure esecutive di rilascio per finita locazione;
CONSIDERATO a tal fine necessario, cos come disposto nel punto 2 del D.M. 29 gennaio
2015, vincolare per le finalit sopra indicate limporto di 900.000,00 pari a circa il 9 per cento
della dotazione relativa allannualit 2015 del sostegno alla locazione ex art. 11 della Legge n.
431/1998;
CONSIDERATO inoltre stabilire che, trattandosi di fondo vincolato proveniente dallo Stato, a
conclusione delle procedure di ripartizione e impegno di spesa del presente Fondo, le risorse
eventualmente non utilizzate torneranno nella disponibilit dellannualit 2015 del fondo per il
sostegno alla locazione di cui al D.M. 29 gennaio 2015 pubblicato sulla G.U. Serie Generale n.
54 del 6 marzo 2015, che verr comunque ripartito ed impegnato nellesercizio finanziario 2015
del bilancio regionale;
RITENUTO di approvare lAllegato A che forma parte integrante della presente deliberazione
concernente Criteri e modalit di gestione dellannualit 2015 del Fondo destinato alle categorie
sociali di cui allart. 1, comma 1 della Legge 8 febbraio 2007, n. 9 sottoposte a procedure
esecutive di rilascio per finita locazione;

DELIBERA

per le motivazioni espresse nelle premesse che formano parte integrante e sostanziale del
presente provvedimento;
in attuazione di quanto disposto con decreto 29 gennaio 2015 del Ministero delle Infrastrutture e
dei Trasporti, pubblicato sulla G.U. Serie generale n. 54 del 6 marzo 2015 concernente Fondo
nazionale di sostegno per laccesso alle abitazioni in locazione. Riparto disponibilit anno 2015,
di:
1. approvare lAllegato A che forma parte integrante della presente deliberazione concernente
Criteri e modalit di gestione dellannualit 2015 del Fondo destinato alle categorie sociali
di cui allart. 1, comma 1 della Legge 8 febbraio 2007, n. 9 sottoposte a procedure esecutive
di rilascio per finita locazione;

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2.

destinare al Fondo di cui al precedente punto 1 limporto di 900.000,00 pari a circa il 9 per
cento delle risorse attribuite alla Regione Lazio con il D.M. 29 gennaio 2015 pubblicato
sulla G.U. Serie Generale n. 54 del 6 marzo 2015, per complessivi 9.930.328,94 incassati
con reversale n. 3029/2015, accertamento n. 2949/2015, sul capitolo di entrata n. 224109 del
bilancio regionale esercizio finanziario 2015 denominato Assegnazione di cui al fondo
nazionale per il sostegno allaccesso delle abitazioni in locazione (Legge n. 431/1998), per i
quali la Direzione regionale competente ha richiesto la disponibilit di cassa sul
corrispondente capitolo di uscita E61105;

3.

stabilire che, trattandosi di fondo vincolato proveniente dallo Stato, a conclusione delle
procedure di ripartizione e impegno della spesa in favore dei comuni destinatari del Fondo
previste nellAllegato A di cui al precedente punto 1, le risorse eventualmente non utilizzate
torneranno nella disponibilit dellannualit 2015 del fondo per il sostegno alla locazione di
cui al D.M. 29 gennaio 2015 pubblicato sulla G.U. Serie Generale n. 54 del 6 marzo 2015,
che verr comunque ripartito ed impegnato nellesercizio finanziario 2015 del bilancio
regionale.

Il Direttore regionale competente , in conformit alle vigenti disposizioni di legge, provveder ad


adottare i provvedimenti di competenza necessari allesecuzione del presente provvedimento, ivi
compresi quelli riguardanti la ripartizione in favore dei comuni destinatari del Fondo.
La presente deliberazione sar pubblicata sul sito internet www.regione.lazio.it e sul Bollettino
Ufficiale della Regione Lazio.

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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che


risulta approvato allunanimit.

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Allegato A
CRITERI E MODALIT DI GESTIONE DELLANNUALITA 2015 DEL FONDO DESTINATO
ALLE CATEGORIE SOCIALI DI CUI ALLART. 1, COMMA 1, DELLA LEGGE 8 FEBBRAIO
2007, N. 9 SOTTOPOSTE A PROCEDURE ESECUTIVE DI RILASCIO PER FINITA
LOCAZIONE.

1. Finalit
Ai sensi di quanto disposto dallart. 1, commi 2 e 3 del decreto del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti 29 gennaio 2015, pubblicato sulla G.U. Serie Generale n. 54
del 6 marzo 2015, una quota non superiore al 25 per cento delle risorse ripartite dal
decreto in questione destinata a dare idonea soluzione abitativa alle categorie sociali di
cui allart. 1, comma 1, della Legge 8 febbraio 2007, n. 9 sottoposte a procedure
esecutive di rilascio per finita locazione, promuovendo, prioritariamente, la sottoscrizione
di nuovi contratti a canone concordato.

2. Enti destinatari del Fondo


I comuni del territorio della Regione Lazio indicati nellart. 1, comma 1, della Legge n.
9/2007:
comuni capoluoghi di provincia;
comuni confinanti con i capoluoghi di provincia con popolazione superiore a
10.000 abitanti;
comuni ad alta tensione abitativa di cui alla delibera CIPE n. 87 del 13 novembre
2003, pubblicata nella G.U. n. 40 del 18 febbraio 2004.
3. Soggetti beneficiari del Fondo e requisiti per lammissione ai contributi
Gli inquilini conduttori di immobili adibiti ad uso abitazione sottoposti a provvedimenti
esecutivi di rilascio emessi per finita locazione, che dal 6 marzo 2015 (data di
pubblicazione del D.M. 29 gennaio 2015) al 6 luglio 2015 sottoscrivono un nuovo
contratto di locazione. Tali soggetti devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
residenti nei comuni indicati nel precedente punto 2;
reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 27.000 euro;
non possedere altra abitazione adeguata al nucleo familiare nel territorio della
Regione Lazio;
che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare:
- persone ultrasessantacinquenni;
- malati terminali;
- portatori di handicap con invalidit superiore al 66 per cento.

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Alle stesse condizioni accedono al contributo anche i conduttori che abbiano nel proprio
nucleo familiare figli fiscalmente a carico.

4. Risorse
Con decreto 29 gennaio 2015 pubblicato sulla G.U. Serie Generale n. 54 del 6 marzo
2015, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ripartito lannualit 2015 del
fondo nazionale per il sostegno alla locazione ex art. 11 della Legge n. 431/1998,
assegnando alla Regione Lazio limporto complessivo di 9.930.328,94.
La quota di circa il 9 per cento di detto importo, pari a 900.000,00, destinata al Fondo
di cui al presente documento.
A conclusione delle procedure di ripartizione e impegno della spesa in favore dei comuni
destinatari del Fondo, le risorse eventualmente non utilizzate torneranno nella
disponibilit dellannualit 2015 del fondo per il sostegno alla locazione ex art. 11 della
Legge n. 431/1998, ripartito con D.M. 29 gennaio 2015.

5. Procedure, modalit di ripartizione e erogazione del Fondo


Ai sensi di quanto disposto con lart. 1, comma 3 del D.M. 29 gennaio 2015 ed al fine di
sostenere le categorie sfrattate per finita locazione che trovano soluzione abitativa
attraverso la sottoscrizione di nuovi contratti di locazione:
a) entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto in argomento, i comuni
indicati al precedente punto 2 comunicano a mezzo PEC, all'indirizzo
ediliziaresidenziale@regione.lazio.legalmail.it, il numero dei provvedimenti
esecutivi di rilascio emessi nei confronti delle categorie sociali di cui allart. 1,
comma 1, della Legge n. 9/2007;
b) entro i successivi trenta giorni la Direzione regionale competente verifica i dati
trasmessi e con apposito atto ripartisce la disponibilit del Fondo
proporzionalmente tra i comuni che hanno posto in essere le procedure previste
nella precedente lettera a), utilizzando come parametro il numero dei
provvedimenti sopra indicati, attribuendo per ogni sfratto comunicato fino
allimporto massimo di 3.000,00 (euro tremila/00);
c) entro il 6 luglio 2015 (quattro mesi dalla pubblicazione del D.M. 29 gennaio
2015), i comuni rientranti nella ripartizione del Fondo comunicano a mezzo
PEC, all'indirizzo ediliziaresidenziale@regione.lazio.legalmail.it, il numero
delle avvenute sottoscrizioni di nuovi contratti da parte dei soggetti facenti parte
della comunicazione di cui alla lettera a). A tal fine, i comuni trasmettono alla
Regione il provvedimento comunale di approvazione dellelenco dei soggetti
beneficiari;
d) sulla base di quanto dichiarato dai comuni nella comunicazione di cui alla lettera
c) e nel rispetto della disponibilit ripartita, la Direzione regionale competente
impegna la spesa in favore dei comuni destinatari del Fondo, attribuendo fino
allimporto massimo di 3.000,00 (euro tremila/00) per ogni nuovo contratto di
locazione sottoscritto. A seguito dellimpegno della spesa, la Direzione

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regionale predispone i provvedimenti di liquidazione per la successiva


erogazione dei contributi.

6. Concessione dei contributi da parte dei comuni destinatari del Fondo


I comuni stabiliscono criteri di priorit nellassegnazione del contributo ai soggetti che
sottoscrivono un nuovo contratto di locazione a canone concordato e attribuiscono agli
stessi il contributo fino allimporto massimo di 3.000,00 (euro tremila/00).
Lassegnazione del contributo ha luogo solo in favore dei soggetti di cui alla
comunicazione del precedente punto 5, lettera c), che abbiano sottoscritto un nuovo
contratto di locazione dal 6 marzo 2015 (data di pubblicazione del D.M. 29 gennaio
2015) al 6 luglio 2015.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 12 maggio 2015, n. 216
Rettifica della deliberazione di Giunta Regionale n. 133 del 31 marzo 2015 recante "Concessione a canone
ricognitorio dei beni immobili di propriet della Regione Lazio appartenenti al Demanio Regionale di
pertinenza stradale (ex A.N.A.S.) ai sensi dell'articolo 20 della Legge Regionale 28 aprile 2006, n. 4 e s.m.i.
Approvazione schema di atto di concessione ed autorizzazione alla stipula" e revoca parziale delle concessioni
assegnate con la deliberazione di Giunta Regionale n. 751 del 4 novembre 2014.

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OGGETTO: Rettifica della deliberazione di Giunta Regionale n. 133 del 31 marzo 2015 recante
Concessione a canone ricognitorio dei beni immobili di propriet della Regione Lazio
appartenenti al Demanio Regionale di pertinenza stradale (ex A.N.A.S.) ai sensi dellarticolo 20
della Legge Regionale 28 aprile 2006, n. 4 e s.m.i. Approvazione schema di atto di concessione
ed autorizzazione alla stipula e revoca parziale delle concessioni assegnate con la deliberazione di
Giunta Regionale n. 751 del 4 novembre 2014.
LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA dellAssessore alle Politiche del Bilancio, Patrimonio e Demanio;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio approvato con legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002 n. 6 e s.m.i. riguardante Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza e al personale
regionale
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 e s.m.i., avente ad oggetto Regolamento di
organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale;
PREMESSO CHE con la legge del 15 marzo 1997, n. 59, veniva sancita la delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle Regioni ed Enti Locali, per la riforma della Pubblica
Amministrazione e per la semplificazione amministrativa;
VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante conferimento di funzioni e compiti
amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del capo I della legge 15
marzo 1997, n. 59;
VISTA la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 con cui si provvedeva allorganizzazione delle
funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo;
VISTO il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 461, recante disposizioni relative
allindividuazione della rete autostradale e stradale di interesse nazionale a norma dellart. 98,
comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
VISTO il D.P.C.M. del 21 febbraio 2000, che individua la rete stradale regionale e trasferisce, ai
sensi dellart. 101, comma 1 del decreto legislativo n.112/98 le strade non comprese nella rete
autostradale e stradale nazionale;
VISTA la deliberazione del Consiglio Regionale del Lazio 19 ottobre 2000 n. 18, che stabilisce i
criteri per l individuazione della rete Viaria regionale, ai sensi dellart. 206 della suddetta legge
regionale 6 agosto 1999, n. 14;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale del Lazio del 10 aprile 2001 n. 543, che individua
la rete Viaria regionale, tra quella trasferita dallo Stato con D.P.C.M. 21.02.2000;
VISTO il D.P.C.M. del 21 settembre 2001, che modifica le tabelle di individuazione
rispettivamente della rete stradale di interesse nazionale (di cui al d.lgs. 29 ottobre 1999, n. 461) e
di interesse regionale (di cui al D.P.C.M. 21 febbraio 2000);
VISTO il verbale di consegna redatto in data 12 ottobre 2001, sottoscritto dallAgenzia del
Demanio (Filiali di Roma, Viterbo, Latina), ANAS, Regione Lazio e Province di Roma, Viterbo e
1

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Frosinone, con il quale sono state immesse nel possesso della Regione Lazio le strade individuate
quali regionali con le relative pertinenze;
VISTA la deliberazione di Giunta Regionale del 5 dicembre 2014 n. 853 Inventario dei beni
immobili della Regione Lazio Libro 9 - ed in particolare lallegato A.3 Demanio immobili di
pertinenza stradale (ex A.N.A.S.);
VISTA la deliberazione di Giunta Regionale del 2 dicembre 2013 n. 426 e s.m.i., con la quale sono
state approvate le linee guida per la definizione dei criteri e modalit di concessione o locazione a
canoni ricognitori dei beni immobili di propriet della Regione Lazio;
VISTA la deliberazione di Giunta Regionale del 15 luglio 2014 n. 470, con la quale sono stati
approvati gli elenchi A e B che individuano i beni immobili di propriet della Regione Lazio da
dare in concessione a canone ricognitorio (Allegato B);
VISTA la deliberazione di Giunta Regionale del 4 novembre 2014 n. 751, con la quale sono stati
assegnati in concessione a canone ricognitorio i beni immobili di propriet della Regione Lazio
appartenenti al Demanio Regionale di pertinenza stradale (ex A.N.A.S.) alle seguenti
Amministrazioni Comunali:
Vicovaro Via Tiburtina Valeria Km 48+358 Parco attrezzato, servizi autobus, sala
polifunzionale per associazioni, area di manovra per autobus;
Arsoli Via Tiburtina Valeria KM 60+ 192 Centro socio culturale giovanile;
Guidonia Montecelio Via Tiburtina Valeria Km. 3+280 Centro socia sanitario;
Segni Via Carpinetana Km 4+913 Centro Socio Culturale giovanile;
Palombara Sabina Via Palombara Sabina Km 18+300 sede Croce Rossa Italiana;
Cassino Via Casilina Sud Km 140+ 446 Centro di ascolto del disagio sociale abitativo;
Cassino Via di Forca DAcero Km 60+850 Centro di ascolto del disagio sociale e delle
famiglie;
Broccostella Via della Vandra Km 60+850 - Sede uffici comunali, sede Unione dei comuni del
Lacerno e Fibreno, sede della Polizia Locale e sede associazioni comunali;
Fondi Via Flacca Km 2+611 Centro socio-culturale per aggregazione giovani e anziani;
Priverno Via Carpinetana Km 42+150 casa della sicurezza, VVFF, Protezione Civile e CRI;
Tivoli Via Tiburtina Valeria Km 27+927 Centro ascolto, sostegno e progetti per lintergrazione;
Subiaco Via Sublacense Km 12+714 Centro di prevenzione e sostegno alla famiglia;
Subiaco Via Sublacense Km 17+726 Casa protetta per donne e minori vittime di violenza;
Ripi Via Casilina Km 93+278 - Centro di Ascolto familiare;
Leonessa Via di Leonessa Km 21+020 Ostello;
Ceprano Via Casilina Km 101+401 Casa dellArte e della Musica;
Roccasecca Via Casilina Nord Km 121+402 Laboratorio Culturale;
Rieti Via del Terminillo Km 3+980 Officina cantoniera (teatro, Arte e Artigianato);
Rieti Via del Terminillo Loc. Pian delle Valli Km 19+550 Officina cantoniera (teatro, arte e
artigianato) ;
Capranica Via Cassia Km 59+995 sede C.R.I., Protezione Civile e Pro-Loco;
Veroli Via Maria e Isola Casamari Km 3+550 Centro assistenza Sociale;
Campo di Mele Via della Valle del Liri Km 108+820 Residenza per anziani;
Montefiascone Via Cassia Km 94+174 Casa famiglia per minori;
Montefiascone Via Cassia Km 94+600 Casa famiglia per minori;
VISTA la deliberazione di Giunta Regionale del 31 marzo 2015 n. 133, con la quale stato
approvato lo schema di atto di concessione ed autorizzata la stipula;

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CONSIDERATO che le seguenti Amministrazioni comunali hanno rinunciato alla concessione dei
beni immobili per i quali avevano in precedenza fatto istanza:
- Comune di Rieti con nota del 23 aprile 2015, acquisita con protocollo regionale n. 233581
del 28/4/2015;
- Comune di Montefiascone con nota del 24 aprile 2015, acquisita con protocollo regionale n.
228797 del 27/4/2015:
RITENUTO di dover revocare le assegnazioni autorizzate con la deliberazione di Giunta Regionale
del 4 novembre 2014 n. 751:
- al Comune di Rieti degli immobili siti in Via del Terminillo Km 3+980 e in Via del
Terminillo Loc. Pian delle Valli Km 19+550;
- al Comune di Montefiascone degli immobili siti in Via Cassia Km 94+174 e in Via Cassia
Km 94+600 Casa famiglia per minori;
RILEVATO che per mero errore materiale la casa cantoniera sita nel Comune di Broccostella era
stata indicata nelle deliberazioni di Giunta Regionale nn. 751/2014 e 133/2015 come ubicata in Via
della Vandra Km 60+850 anzich KM 3+050;
RITENUTO rettificare le due deliberazioni di cui sopra eliminando lerrore materiale sopracitato;
RILEVATO che, nello schema di atto di concessione allegato alla deliberazione di Giunta
Regionale del 31 marzo 2015 n. 133, per mero errore materiale, alla prima riga manca lindicazione
del codice fiscale del Comune;
RILEVATO che, nello schema di atto di concessione allegato alla deliberazione di Giunta
Regionale del 31 marzo 2015 n. 133, a pagina 2 delle premesse, al 3 capoverso stato previsto, per
mero errore materiale: ACQUISITO, in data il parere favorevole della
Commissione di valutazione della suddetta proposta progettuale e considerato che n la normativa
regionale n le linee guida in materia prevedono listituzione della commissione di valutazione;
RILEVATO che, nel medesimo schema di atto di concessione, a pagina 2 delle premesse, il 6
capoverso, per mero errore materiale, formulato nel seguente modo VISTA la valutazione del
valore di mercato effettuata dalla Commissione Tecnica preposta, che ha stimato in
Euro il canone mensile, e che tale formulazione non consente di indicare sia il
valore di mercato che il canone ricognitorio e considerato opportuno indicare entrambi i valori;
RILEVATO che, nel medesimo schema di atto di concessione manca lindicazione della
Deliberazione di Giunta Comunale con la quale i singoli Comuni accettano il canone ricognitorio,
comunicandolo allArea tecnico-manutentiva, nonch lindicazione della presente D.G.R. di
modifica della precedente;
RILEVATO che, nel medesimo schema di atto di concessione allart. 10, comma 3, per mero
errore materiale indicata la parola concessionaria anzich concedente;
RILEVATO che, nel medesimo schema di atto di concessione lart. 12, per mero errore materiale,
sono indicate a carico del concessionario, tra le altre, le spese di bollo, e che in realt gli atti di
concessione in questione sono esenti da spese di bollo ai sensi dellart. 16, Tab B, del DPR 642/72;
RITENUTO, pertanto, necessario rettificare lo schema di atto di concessione allegato alla
deliberazione di Giunta Regionale del 31 marzo 2015 n. 133, sostituendolo con quello allegato alla
presente deliberazionee che prevede:
3

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inserimento nella prima riga dello schema di atto di concessione dellindicazione del codice
fiscale del Comune;
eliminazione a pagina 2 delle premesse, dellattuale 3 capoverso;
riformulazione a pagina 2 delle premesse, dellattuale 6 capoverso come segue VISTA la
valutazione del valore di mercato, stimato in . e del canone
ricognitorio, determinato ai sensi dellart. 20 della Legge Regionale 28 aprile 2006, n. 4 e
s.m.i., effettuata dalla Commissione Tecnica preposta, che ha valutato in

. il canone annuale.;
inserimento del seguente capoverso a pagina 2,: VISTA la Deliberazione di Giunta
Comunale del n. ., con la quale il Comune di
ha accettato il canone ricognitorio, comunicato dallArea tecnicomanutentiva con nota del . prot. n. ..;
inserimento del seguente capoverso a pagina 2: VISTA la deliberazione di Giunta Regionale
del .. n. .., con la quale stata approvata la modifica allo schema
di atto di concessione, gi approvato con deliberazione di Giunta Regionale del 31 marzo
2015 n. 133
sostituzione allart. 10, comma 3, della parola concessionaria con la parola concedente;
sostituzione dellattuale testo dellart. 12 con il seguente Sono a carico del concessionario
tutte le spese, comprese quelle di registrazione nonch tutte quelle inerenti e conseguenti al
presente atto, ivi comprese quelle per oneri fiscali. Il presente atto esente da spese di bollo
ai sensi dellart. 16, Tab B, del DPR 642/72;

VISTO il comma 5, dellart. 4 delle Linee guida per la definizione dei criteri e modalit di
concessione o locazione a canoni ricognitori dei beni immobili di propriet della Regione Lazio,
che prevede che il contratto di locazione o concessione debba essere approvato con deliberazione
della Giunta Regionale;
DELIBERA
1. di revocare le assegnazioni autorizzate con la deliberazione di Giunta Regionale del 4
novembre 2014 n. 751:
- al Comune di Rieti degli immobili siti in Via del Terminillo Km 3+980 e in Via del
Terminillo Loc. Pian delle Valli Km 19+550;
- al Comune di Montefiascone degli immobili siti in Via Cassia Km 94+174 e in Via Cassia
Km 94+600 Casa famiglia per minori;
2. di rettificare le deliberazioni di Giunta Regionale nn. 751/2014 e 133/2015 con lindicazione
dellesatta ubicazione della casa cantoniera sita nel Comune di Broccostella in Via della
Vandra KM 3+050, anzich Km 60+850;
3. rettificare lo schema di atto di concessione allegato alla deliberazione di Giunta Regionale
del 31 marzo 2015 n. 133, sostituendolo con quello allegato alla presente deliberazione e che
prevede:
o inserimento nella prima riga dello schema di atto di concessione dellindicazione del
codice fiscale del Comune;
o eliminazione a pagina 2 delle premesse, il 3 capoverso
o riformulazione a pagina 2 delle premesse, dellattuale 6 capoverso come segue
VISTA la valutazione del valore di mercato, stimato in . e del
canone ricognitorio, determinato ai sensi dellart. 20 della Legge Regionale 28
aprile 2006, n. 4 e s.m.i., effettuata dalla Commissione Tecnica preposta, che ha
valutato in . il canone annuale.;
4

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o inserimento del seguente capoverso a pagina 2 : VISTA la Deliberazione di Giunta


Comunale del n. ., con la quale il Comune di
ha accettato il canone ricognitorio, comunicato dallArea
tecnico-manutentiva con nota del . prot. n. ..
o inserimento del seguente capoverso a pagina 2 VISTA la deliberazione di Giunta
Regionale del .. n. .., con la quale stata approvata la
modifica allo schema di atto di concessione, gi approvato con deliberazione di
Giunta Regionale del 31 marzo 2015 n. 133
o sostituzione allart. 10, comma 3, della parola concessionaria con la parola
concedente;
o sostituzione dellattuale testo dellart. 12 con il seguente Sono a carico del
concessionario tutte le spese, comprese quelle di registrazione nonch tutte quelle
inerenti e conseguenti al presente atto, ivi comprese quelle per oneri fiscali. Il
presente atto esente da spese di bollo ai sensi dellart. 16, Tab B, del DPR
642/72;
La presente deliberazione viene pubblicata sul sito internet www.regione.lazio.it. e sul Bollettino
Ufficiale della Regione Lazio.
Il Presidente poni ai voti, a norma di legge il suesteso schema di deliberazione che risulta approvato
allunanimit.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 12 maggio 2015, n. 217
Modifiche alla deliberazione n. 317 del 30 maggio 2014 concernente "determinazione dei maggiori oneri posti
a carico della Regione Lazio a titolo di concorso alle spese sostenute da Bracciano Ambiente s.p.a. in
relazione all'attivit di recupero delle aree degradate a causa dei rifiuti abbancati dai soggetti autorizzati alla
gestione della discarica fino al 30 giugno 2004 nella discarica sita in Bracciano (Roma), localit Cupinoro

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OGGETTO:

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Modifiche alla deliberazione n. 317 del 30 maggio 2014 concernente determinazione


dei maggiori oneri posti a carico della Regione Lazio a titolo di concorso alle spese sostenute
da Bracciano Ambiente s.p.a. in relazione allattivit di recupero delle aree degradate a causa
dei rifiuti abbancati dai soggetti autorizzati alla gestione della discarica fino al 30 giugno
2004 nella discarica sita in Bracciano (Roma), localit Cupinoro

LA GIUNTA REGIONALE

Su proposta dell Assessore alle Politiche del bilancio, Patrimonio e demanio,

VISTO

la Legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 Nuovo Statuto della Regione Lazio;

VISTA

la Legge Regionale del 18 febbraio 2002, n. 6, e successive modificazioni, Disciplina


del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed
al personale regionale;

VISTO

il Regolamento Regionale 29 aprile 2013, n. 6, "Modifiche al Regolamento regionale 6


settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale) e successive modificazioni";

VISTA

la Legge Regionale 30 dicembre 2014 n. 17, Legge di Stabilit regionale 2015;

VISTA

la Legge Regionale 30 Dicembre 2014, n. 18 Bilancio di previsione finanziario della


Regione Lazio 2015-2017;

VISTA

la Legge Regionale 9 luglio 1998, n. 27, Disciplina regionale della gestione dei rifiuti e
successive modificazioni;

VISTA

la Deliberazione della Giunta Regionale n. 317 del 30 maggio 2014, recante


determinazione dei maggiori oneri posti a carico della Regione Lazio a titolo di concorso alle
spese sostenute da Bracciano Ambiente s.p.a. in relazione allattivit di recupero delle aree
degradate a causa dei rifiuti abbancati dai soggetti autorizzati alla gestione della discarica
fino al 30 giugno 2004 nella discarica sita in Bracciano (Roma), localit Cupinoro;

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PRESO ATTO CHE la Deliberazione della Giunta Regionale n. 317 del 30 maggio 2014 demanda:
1. alle strutture competenti in materia di ciclo integrato dei rifiuti e di recupero della
aree degradate la verifica in ordine alla legittimit ed inerenza delle spese sostenute
e documentate da Bracciano Ambiente S.p.a., in relazione allattivit di recupero
delle aree degradate precedentemente coltivate dai soggetti autorizzati alla gestione
della discarica sita in Bracciano (Roma), localit Cupinoro fino al 30 giugno 2004;
2. alle strutture regionali di porre in essere le azioni per individuare inadempienze e
responsabilit pregresse per i fatti di cui in premessa, nonch di promuovere azioni
di accertamento del danno, verificati i presupposti di legge, nei confronti dei
soggetti inadempienti e/o responsabili a qualsiasi titolo;
3. a successivo provvedimento, la compensazione tra gli oneri posti a carico della
Regione Lazio, per concorrere al mantenimento degli standards ambientali
altrimenti minacciati da compromissione, con una corrispondente riduzione dei
crediti di natura tributaria vantati dalla Regione stessa nei confronti di Bracciano
Ambiente S.p.a., con esclusivo riferimento al tributo speciale di cui alla legge 28
dicembre 1995, n. 549 e legge regionale 10 Settembre 1998, n. 42, e comunque fino a
concorrenza di una somma pari a Euro 10.453.107,68, oltre alle sanzioni e agli
interessi previsti dalla normativa vigente, tenuto conto della convenuta cessata
materia del contendere per i giudizi tributari di cui alla nota di Bracciano Ambiente
richiamata in premessa;

PRESO ATTO ALTRESI CHE il punto n. 3 di cui al periodo precedente attiene esclusivamente a
profili di natura contabile, per i quali non risulta necessaria la concertazione con le
altre strutture summenzionate;

RILEVATO CHE, al 30 aprile 2015, la Regione Lazio risulta creditrice della societ Bracciano
Ambiente S.p.a., con esclusivo riferimento al tributo speciale per il deposito in
discarica dei rifiuti solidi di cui alla legge 28 dicembre 1995, n. 549 e legge regionale
10 Settembre 1998, n. 42, per un ammontare complessivamente pari a euro
10.453.107,68, oltre alle sanzioni e agli interessi previsti dalla normativa vigente;

PRESO ATTO CHE, sulla scorta dellattivit istruttoria propedeutica allapprovazione della
Deliberazione della Giunta Regionale n. 317 del 30 maggio 2014, si era ritenuto
legittimo individuare, quale oggetto di eventuale compensazione con successivo
provvedimento, le spese sostenute e documentate da Bracciano Ambiente S.p.a., in

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relazione allattivit di recupero delle aree degradate precedentemente coltivate dai


soggetti autorizzati alla gestione della discarica sita in Bracciano (Roma), localit
Cupinoro fino al 30 giugno 2004, in quanto assorbibili, seppure indirettamente, nel
novero delle spese [per somministrazione, forniture e appalti] ammesse in
compensazione, su specifica richiesta del creditore, ai sensi dellart. 28-quinquies al
D.P.R. n. 602/1973;

PRESO ATTO ALTRESI CHE, sulla base di una pi ampia e diffusa attivit di approfondimento
normativo svolto dagli Uffici regionali, la valenza meramente indiretta del nesso tra
le spese oggetto di eventuale compensazione di cui alla Deliberazione della Giunta
Regionale n. 317 del 30 maggio 2014 e lelenco di crediti di natura non tributaria
ammessi a compensazione di cui allart. 28-quinquies al D.P.R. n. 602/1973 non
appare sufficiente a definire con certezza la piena legittimit dello strumento di
regolazione delle eventuali maggiori somme dovute;

PRESO ATTO ALTRESI che tale ultima ricostruzione appare quella pi aderente, secondo la pi
recente giurisprudenza, al dettato dellarticolo 17 del D.lgs. 241/97 e dellart. 9 del
D.L. n. 35/2013;

RITENUTO

OPPORTUNO,

alla

luce

di

quanto

sopra,

non

procedere

alla

compensazione fra crediti di natura tributaria, relativi al tributo per il conferimento


in discarica dei rifiuti di cui alla legge regionale 42/1998, vantati dalla Regione Lazio
nei confronti di Bracciano Ambiente Spa ed i maggiori oneri eventualmente
riconosciuti a carico della Regione a seguito della summenzionata attivit di
verifica;

RAVVISATA PERTANTO la necessit di provvedere alla modifica di quanto previsto nella


Deliberazione 317/2014 in merito alle modalit di eventuale riconoscimento di
somme dovute, nei confronti di Bracciano Ambiente S.p.a., per il concorso

al

mantenimento degli standards ambientali altrimenti minacciati da compromissione,


in relazione allattivit di recupero delle aree degradate precedentemente coltivate
dai soggetti autorizzati alla gestione della discarica sita in Bracciano (Roma), localit
Cupinoro fino al 30 giugno 2004,

DELIBERA

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per le motivazioni espresse in premessa, che integralmente si richiamano:

1. di disporre la modifica della D.G.R. 317/2014 relativamente alle modalit di eventuale


riconoscimento di somme dovute, nei confronti di Bracciano Ambiente S.p.a., per il
concorso

al mantenimento degli standards ambientali altrimenti minacciati da

compromissione, in relazione allattivit di recupero delle aree degradate precedentemente


coltivate dai soggetti autorizzati alla gestione della discarica sita in Bracciano (Roma),
localit Cupinoro fino al 30 giugno 2004;
2. di individuare, in luogo della compensazione tributaria, altra iniziativa regionale che sar
definita, ai sensi di legge, per lassolvimento delle finalit di cui alla predetta deliberazione.

La presente Deliberazione pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, sul sito web
della Regione (www.regione.lazio.it).

Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il su esteso schema di deliberazione che risulta
approvato allunanimit.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 14 maggio 2015, n. 225
Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA) - Sostituzione Responsabile della Capacit amministrativa

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OGGETTO: Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA) - Sostituzione Responsabile della


Capacit amministrativa.
LA GIUNTA REGIONALE
VISTA la Costituzione della Repubblica Italiana;
VISTO il decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, recante Disposizioni in materia di inconferibilit
e incompatibilit di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in
controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 20 novembre 2001, n. 25, recante Norme in materia di programmazione,
bilancio e contabilit della Regione;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, e successive modifiche ed integrazioni, recante
Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla
dirigenza ed al personale regionale;
VISTA la legge regionale n. 13/2013, Legge di Stabilit Regionale 2014;
VISTA la legge regionale n. 14/2013 Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 20142016;
VISTO il Regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta regionale, e successive modificazioni;
VISTO il Regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre
2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e a disposizioni specifiche
concernenti lobiettivo Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione, che abroga il
regolamento (CE) n. 1080/2006;
VISTO il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre
2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale
europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo
europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo
regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari
marittimi e la pesca, che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio;
VISTO il Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre
2013, relativo al Fondo sociale europeo (FSE), che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del
Consiglio;
VISTO il Regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre
2013, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
(FEASR), che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio;

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DATO ATTO della nota n. 30248 del 31/12/2013 del Ministero dellEconomia e delle Finanze ove
sono indicati, tra laltro, i requisiti di adeguatezza strutturale ed operativa dellAutorit di Audit;
VISTO il documento Accordo di partenariato sulla Programmazione dei Fondi strutturali e di
investimento europei per il periodo 2014-2020 e in particolare lallegato III Elementi salienti della
proposta di SI.GE.CO. 2014-2020, predisposti dal MISE-DPS in accordo con le Amministrazioni
centrali, le Regioni e il partenariato economico e sociale, approvati dal CIPE e trasmessi alla
Commissione europea in data 22 aprile 2014;
VISTE le note CE ARES(2014) n. 969811 del 28 aprile 2014, e la nota del Dipartimento per lo
Sviluppo e la Coesione economica (DPS) prot. 6778 del 11 luglio 2014 contenente le Linee Guida
per la definizione del Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA);
VISTA la Deliberazione del Consiglio Regionale 10 aprile 2014, n. 2, sulle Linee di indirizzo per
un uso efficiente delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo 2014-2020;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 479 del 17 luglio 2014, avente ad oggetto
Adozione unitaria delle proposte di Programmi Operativi Regionali: FESR, FSE e PSR FEASR
2014-2020;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 861 del 9 dicembre 2014, avente ad oggetto
Adozione del Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA), individuazione e nomina del
Responsabile della Capacit amministrativa, nonch istituzione del Roster di Esperti per la
Pubblica Amministrazione;
ATTESO CHE con la su indicata deliberazione stata disposta la nomina, sulla base delle Linee
Guida per il PRA, del Responsabile della Capacit Amministrativa del PRA nella persona dellavv.
Giulio Mario Donato, dirigente regionale, attribuendogli ogni autorit necessaria ai fini
dellattuazione e delladozione del PRA, tra cui quella di adottare ogni atto pubblico,
amministrativo e contabile, necessario ai fini suddetti;
CONSIDERATO che lattuazione delle disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi
contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, di cui al
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, richiede il massimo livello di integrazione delle funzioni
di programmazione e gestione delle risorse, sia quelle concernenti i Programmi Operativi Regionali
2014-2020, sia quelle proprie del bilancio regionale;
CONSIDERATO che, riguardo alla costituzione di ununit specificamente dedicata al PRA e con
riferimento al sistema generale di governance della gestione unitaria dei fondi, si rende necessario
individuare un Responsabile della Capacit Amministrativa che, nellambito dellattivit di
coordinamento con tutte le strutture interessate, garantisca specifiche capacit in materia di
programmazione economica ed assicuri adeguate competenze in ambito economico-finanziario
anche con particolare riferimento alle procedure di armonizzazione dei sistemi contabili e degli
schemi di bilancio;
DATO ATTO che il Responsabile della Capacit Amministrativa avr ogni autorit necessaria ai
fini dellattuazione e delladozione del PRA, tra cui quella di adottare ogni atto necessario ai fini
suddetti e che dovr pertanto essere supportato da unapposita unit organizzativa;
PRESO ATTO che le risorse finanziarie per ladozione del PRA sono individuate nel quadro
dellObiettivo Tematico 11 del POR FSE 2014-2020, nonch sugli assi dedicati allAssistenza
2

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Tecnica dei PO FSE, FESR e FEASR 2014-2020, nonch su ulteriori future risorse appositamente a
ci dedicate nei PON nazionali di prossima approvazione;
RAVVISATA, la necessit di revocare la nomina quale Responsabile della Capacit
Amministrativa del PRA dellAvv. Giulio Mario Donato e di individuare la figura di un
Responsabile della Capacit Amministrativa che abbia le caratteristiche di cui sopra, supportato da
unapposita unit organizzativa;
VISTO il curriculum del dott. Giorgio Francesco Giuseppe Pugliese, dirigente dellArea
Programmazione economica della Direzione regionale Programmazione economica, Bilancio,
Demanio e patrimonio che cura, tra laltro, in raccordo con il Segretariato generale, la
predisposizione dei documenti programmatici relativi alla politica regionale unitaria nellambito del
perseguimento degli obiettivi strategici della regione in coerenza con gli obiettivi stabiliti
dallUnione Europea, nonch la programmazione degli strumenti finanziari di attuazione della
predetta politica unitaria e delle relative risorse di cofinanziamento comunitarie e nazionali e delle
ulteriori risorse ordinarie aggiuntive;
RITENUTO, pertanto
di revocare la nomina quale Responsabile della Capacit Amministrativa del PRA dellAvv.
Giulio Mario Donato;
di nominare quale Responsabile della Capacit Amministrativa del PRA il dott. Giorgio
Francesco Giuseppe Pugliese, dirigente dellArea Programmazione economica della Direzione
regionale Programmazione economica, Bilancio, Demanio e patrimonio in considerazione del
curriculum in atti;
di individuare nella citata Area Programmazione economica la struttura organizzativa di
supporto per ladozione di ogni atto necessario alle finalit di cui in premessa;
di dare atto che il Responsabile della Capacit Amministrativa, svolge la sua funzione e i compiti
ad esso attribuiti in ossequio al principio dellonnicomprensivit del trattamento economico e
dunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, nellambito delle risorse
finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente, fatto salvo limpiego dei
fondi europei previsti nei POR a ci specificamente destinati,
DELIBERA
per i motivi di cui in preambolo che si intendono integralmente riportati e trascritti,
1. di revocare la nomina quale Responsabile della Capacit Amministrativa del PRA dellAvv.
Giulio Mario Donato;
2. di nominare quale Responsabile della Capacit Amministrativa del PRA il dott. Giorgio
Francesco Giuseppe Pugliese, dirigente dellarea Programmazione economica della
Direzione regionale Programmazione economica, Bilancio, Demanio e patrimonio in
considerazione del curriculum in atti;
3. di dare atto che il Responsabile della Capacit amministrativa del PRA coordina, ai soli fini
del PRA, gli uffici coinvolti nella gestione dei Fondi SIE nel quadro della programmazione
integrata 2014-2020 e opera in sinergia e nonch con le altre figure apicali atte ad integrare le
3

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Pag. 207 di 439

attivit di integrazione, gestione e monitoraggio del PRA, onde pervenire alla piena
realizzazione e al coordinamento delle azioni previste dal PRA e degli uffici coinvolti;
4. di dare altres atto che il Responsabile della Capacit Amministrativa del PRA obbligato ad
agire nel rispetto dei principi comunitari e delle norme del Trattato UE e di quelle nazionali e
regionali compatibili, nonch nel rispetto delle indicazioni fornite dal Responsabile politico;
5. di individuare nella citata Area Programmazione economica la struttura organizzativa di
supporto al Responsabile della Capacit Amministrativa per ladozione di ogni atto
necessario alle finalit di cui in premessa;
6. di stabilire che il Responsabile della Capacit Amministrativa operi nel rispetto del principio
dellonnicomprensivit del trattamento economico e comunque svolgendo le proprie attivit
senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, nellambito delle risorse
finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente, fatto salvo limpiego dei
fondi europei previsti nei POR a ci specificamente destinati;
7. di stabilire che le risorse finanziarie per la realizzazione, il monitoraggio, la valutazione,
limplementazione e laggiornamento del PRA sono individuate nel quadro dellObiettivo
Tematico 11 del POR FSE 2014-2020, nonch sugli assi dedicati allAssistenza Tecnica dei
PO FSE, FESR e FEASR nonch su ulteriori future risorse appositamente a ci dedicate nei
PON nazionali di prossima approvazione.
La presente deliberazione, sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
Avverso il presente atto ammesso ricorso giurisdizionale al T.A.R. del Lazio entro il termine di 60
giorni dalla comunicazione, e ricorso al Presidente della Repubblica entro il termine di 120 giorni.

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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che


risulta approvato allunanimit.

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Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 28 aprile 2015, n. G05193
Reg. CE n. 1198/2006 e Reg. CE n. 498/2007, Determinazione dirigenziale n. C1884/2010, Fondo Europeo
per la Pesca (FEP) 2007-2013. Misura 1.3 "Investimenti a bordo dei pescherecci e selettivit". Disimpegno
economie per minore spesa.

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OGGETTO: Reg. CE 1198/2006 e Reg. CE 498/2007, Determinazione dirigenziale n. C1884/2010, Fondo


Europeo per la Pesca (FEP) 2007/2013. Misura 1.3 Investimenti a bordo dei pescherecci e selettivit.
Disimpegno economie per minore spesa.
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA, SVILUPPO RURALE,
CACCIA E PESCA
SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Economia Ittica e Gestione Sostenibile delle Risorse;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la L.R. 18.02.2002, n. 6 e successive modificazioni concernente Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al Personale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n. 1 del 6
settembre 2002 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la L.R. 30 dicembre 2014, n. 17 Legge di Stabilit regionale 2015;
VISTA la L.R. 30 dicembre 2014, n. 18 Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-017;
VISTA la Determinazione dirigenziale n. A5887, del 17.7.2013, Riorganizzazione delle strutture
organizzative di base della Direzione Regionale Agricoltura e Sviluppo rurale, Caccia e Pesca che istituisce
le nuove strutture organizzative di base e le relative declaratorie, tra le quali:
-

lArea Economia ittica e Gestione sostenibile delle risorse che, nella declaratoria delle funzioni,
comprende, tra laltro, la regolamentazione della pesca e la tutela della fauna ittica e cura la gestione
ed il coordinamento degli interventi contributivi a favore delle imprese che operano in tale settore,
incluse le misure previste nellambito dei programmi e dei regimi comunitari per lo sviluppo del
comparto;

le Aree Decentrate Agricoltura di Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo alle quali affidata, tra
laltro, la gestione delle istanze di finanziamento per laccesso ai regimi di aiuto istituiti dalla
normativa regionale, nazionale e comunitaria;

VISTO il Reg. CE n. 1198 del 27 luglio 2006 del Consiglio, relativo al Fondo Europeo per la Pesca, di
seguito denominato FEP;
VISTO il Reg. CE n. 498 del 26 marzo 2007 e ss.mm.ii. che definisce modalit di applicazione del Reg. CE
n. 1198/2006;
VISTO il D.Lgs n. 14 marzo 2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicit,
trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, articolo 26, comma 2;
VISTA la Determinazione del Direttore del Dipartimento Economico ed Occupazionale n. A6787, del
7.12.2010, di approvazione del Manuale delle procedure e dei controlli del Referente regionale dellAutorit
di Gestione - Programma Operativo FEP 2007-2013;
VISTA la Determinazione del Direttore del Dipartimento Istituzionale e Territorio n. C1883/2010 e
ss.mm.ii. concernente le Disposizioni operative regionali per lesecuzione del Piano di attuazione regionale
del Fondo Europeo per la Pesca (FEP) 2007-2013 ed il percorso procedurale organizzativo e ss.mm.ii.;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 198 del 18.07.2013, avente per oggetto Bilancio
pluriennale della Regione Lazio 2013- 2015 Variazione di bilancio riguardante i capitoli di spesa A14129,
A14130, A14131, A14138, A14140 e A14141, appartenenti a macroaggregati diversi del medesimo

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programma 03 della missione 16 e che i capitoli della medesima D.G.R. afferiscono al Fondo Europeo della
Pesca 2007/2013;
VISTA la Determinazione dirigenziale n. C1884/2010, di approvazione dellavviso pubblico relativo alla
misura 1.3 Investimenti a bordo dei pescherecci e selettivit;
VISTA la Determinazione dirigenziale n C1883/2010 di approvazione del Percorso procedurale regionale e
modello organizzativo interno per lesecuzione del piano di attuazione regionale del Fondo Europeo per la
Pesca (FEP) - Reg. (CE) n. 1198/2006 e ss.mm.ii.;
VISTA, la Determinazione dipartimentale n. A2990, del 12.4.2012, Reg. CE 1198/2006 FEP 2007/2013.
Avviso pubblico Mis 1.3 approvato con Determinazione dipartimentale n. C1884/2010: pubblicazione
dellelenco delle domande di contributo pubblico presentate e approvazione dellelenco regionale delle
domande non ammesse, non ricevibili e rinunciate e dellelenco regionale delle domande ammesse a
contributo pubblico. Impegno importi ammessi a finanziamento. Annualit 2012 Spesa euro 450.361,48
Cap. A14129, A14130, A14131., che ha ammesso a finanziamento tutte le domande ammissibili;
VISTA la Determinazione dirigenziale n. A06695 del 19.08.2013, di conferma degli impegni, tra gli altri,
della determinazione dirigenziale n. A2990/2012;
CONSIDERATO che, a seguito del completamento dei procedimenti amministrativi espletati dalle Aree
Decentrate Agricoltura territorialmente competenti per i beneficiari di cui alla richiamata Determinazione
dirigenziale di impegno n. A299072012 e dei successivi provvedimenti di liquidazione emessi a titolo di
saldo del contributo pubblico concesso predisposti dalla competente Area Economia Ittica e Gestione
Sostenibile delle Risorse, emergono economie per minore spesa come dettagliato nella seguente Tabella A;
Tabella A Avviso pubblico attivato con Determinazione dirigenziale n. C1884/2010: economie per
minore spesa
Cod.
Cred.
140844
140735
85817

140742

140843

140842

85819

141336

Beneficiario

Importo
impegnato

importo
liquidato

AZZOLINI
54.800,00 53.740,00
Orazio
Soc
24.136,30 14.000,00
Coop.PITE'
Di
DOMENICO 24.781,00 21.588,40
Antonio
Soc. Coop
SANTA
12.752,00 12.480,00
FERMINA
Srl
LGF di
SPINOSA
54.936,00 54.193,28
Giacomo
DI PINTO
Claudio &
6.873,30
5.800,00
CO S.a.s
m/p
CLOTILDE
SECONDA 42.040,00 39.520,00
di ZENO G.
e N.
COLOZZI
Damiano e
24.465,00 20.842,44
Ciro & CO
snc
TOTALE
116.469,30 101.808,40

Economie

Quota
UE

Quota
Stato

Quota
Reg

1.060,00

530,00

424,00

106,00

10.136,30

5.068,15

4.054,52

1.013,63

3.192,60

1.596,30

1.277,04

319,26

272,00

136,00

108,80

27,20

372,72

186,36

149,09

37,27

1.073,30

536,65

429,32

107,33

2.520,00

1.260,00

1.008,00

252,00

3.622,56

1.766,28

1.503,03

353,25

22.249,48

11.079,74

8.953,80

2.215,94

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per un importo complessivo di euro 22.249,48;


RITENUTO necessario procedere con riferimento ai progetti di cui sopra al disimpegno dellimporto
complessivo di 22.249,48 ripartito tra i capitoli di pertinenza come di seguito specificato:
o euro 11.079,74 Cap. A14138,
o euro 8.953,80 Cap. A14130,
o euro 2.224,95 Cap. A14131;
CONSIDERATO che lobbligazione giunge a scadenza al 31.12.2015;
In conformit con le premesse che qui si intendono integralmente richiamate,

DETERMINA

di procedere al disimpegno delle economie per minore spesa risultanti a seguito del completamento
dei procedimenti amministrativi espletati dalle Aree Decentrate Agricoltura territorialmente
competenti per i progetti dei beneficiari di cui alla richiamata Determinazione dirigenziale di
impegno n. A299072012 e dei successivi provvedimenti di liquidazione emessi a titolo di saldo del
contributo pubblico concesso predisposti dalla competente Area Economia Ittica e Gestione
Sostenibile delle Risorse, come dettagliato nella seguente Tabella A:
Tabella A Avviso pubblico attivato con Determinazione dirigenziale n. C1884/2010: economie
per minore spesa
Cod.
Cred.

Beneficiario

AZZOLINI
Orazio
Soc
140735
Coop.PITE'
Di
85817 DOMENICO
Antonio
Soc. Coop
SANTA
140742
FERMINA
Srl
LGF di
140843 SPINOSA
Giacomo
DI PINTO
140842 Claudio &
CO S.a.s
m/p
CLOTILDE
85819 SECONDA
di ZENO G.
e N.
COLOZZI
Damiano e
141336
Ciro & CO
snc
TOTALE
140844

Importo
importo
Economie
impegnato liquidato

Quota
UE
530,00

Quota
Stato
424,00

Quota
Reg

54.800,00

53.740,00

1.060,00

106,00

24.136,30

14.000,00

10.136,30

24.781,00

21.588,40

3.192,60

12.752,00

12.480,00

272,00

136,00

108,80

27,20

54.936,00

54.193,28

372,72

186,36

149,09

37,27

6.873,30

5.800,00

1.073,30

536,65

429,32

107,33

42.040,00

39.520,00

2.520,00

1.260,00 1.008,00

252,00

24.465,00

20.842,44

3.622,56

1.766,28 1.503,03

353,25

5.068,15 4.054,52 1.013,63


1.596,30 1.277,04

319,26

116.469,30 101.808,40 22.249,48 11.079,74 8.953,80 2.215,94

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per limporto complessivo di euro 22.249,48 ripartito tra i capitoli di pertinenza di seguito riportati:
o euro 11.079,74 Cap. A14138,
o euro 8.953,80 Cap. A14130,
o euro 2.224,95 Cap. A14140.
Non ricorrono le condizioni di cui al D.lgs 33/2013 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di
pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, articolo 26,
comma 2.

La presente Determinazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito web
www.agricoltura.regione.lazio.it.

Il Direttore
Roberto Ottaviani

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Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05822
Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni - CARPITA ALESSANDRO Partita
IVA 01963160591 - Comune di Terracina (LT). Rilascio autorizzazioni fitosanitarie N. 12/0632.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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Oggetto: Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni CARPITA ALESSANDRO
Partita IVA 01963160591 Comune di Terracina (LT). Rilascio autorizzazioni fitosanitarie N.
12/0632.
IL DIRETTORE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Su proposta del Dirigente dellArea Servizio Fitosanitario Regionale. Innovazione in Agricoltura
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni: Disciplina del
sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al Personale
regionale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta Regionale n. 1 del 6
settembre 2002 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n.33: Riordino della disciplina riguardante gli
obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni;
VISTO il Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni di attuazione della
direttiva 2002/89/CE concernente le misure di protezione contro lintroduzione e la diffusione nella
Comunit di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali;
VISTO il Decreto del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 12/11/2009
concernente: Determinazione dei requisiti di professionalit e della dotazione minima delle attrezzature
occorrenti per lesercizio dellattivit di produzione, commercio e importazione di vegetali e prodotti
vegetali, ai sensi dellart. 49, comma 2, lett. d) del D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 214;
VISTA la Legge Regionale 11 Giugno 1996, n. 20, concernente la disciplina del Servizio
Fitosanitario Regionale;
VISTA la domanda prot. n. 73071 del 10/02/2015, conservata agli atti del Servizio Fitosanitario
Regionale, presentata dalla ditta CARPITA ALESSANDRO Partita IVA 01963160591, con sede legale in
Terracina (LT), Via Pontina km 101,600-B.go Hermada, per il rilascio dellautorizzazione art. 19 del DLgs
n. 214/2005, produttore di piante ornamentali e officinali, delliscrizione al Registro Ufficiale dei
Produttori e lautorizzazione alluso del passaporto delle piante;
VISTO il verbale di sopralluogo effettuato dagli ispettori fitosanitari in data 25/03/2014, con il

quale stato accertato che la ditta in possesso dei requisiti tecnici previsti dallart. 5, comma 1,
conformemente allallegato IV del D.M. 12/11/2009, e che sono soddisfatti i requisiti richiesti dal
DLgs 19 agosto 2005, n. 214 e successive modificazioni;
VISTA lintegrazione documentale inviata dalla ditta e acquisita al prot. N 190877 del
08/04/2015;
ATTESO che la ditta ha versato le tariffe fitosanitarie dovuta per lannualit in corso e per il rilascio
delle autorizzazioni richieste;

RITENUTO che sono soddisfatti i requisiti professionali necessari per lesercizio


dellattivit, di cui allart. 4 del D.M. 12/11/2009;
RITENUTO di poter rilasciare alla ditta CARPITA ALESSANDRO Partita IVA 01963160591, con
sede legale in Terracina (LT), Via Pontina km 101,600-B.go Hermada, le autorizzazioni richieste;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 216 di 439

DETERMINA
per quanto in premessa,
ai sensi del D.Lgs. 19 agosto 2005 n. 214 e successive modificazioni, del D.M. 12 novembre 2009 e del
D.M. 14 aprile 1997 relativamente alla ditta CARPITA ALESSANDRO
Partita IVA: 01963160591
Indirizzo sede legale e centro aziendale codice 001: Via Pontina km 101,600-B.go Hermada-Terracina
(LT)
- di rilasciare lautorizzazione art. 19 del DLgs n. 214/2005, categoria produttore di piante ornamentali e
officinali, e liscrizione al Registro Ufficiale dei Produttori, con il numero 12/0632;
- di rilasciare lautorizzazione alluso del passaporto UE per i seguenti vegetali prodotti nel centro
aziendale 001:
N.
ord.

Settore di attivit

Nome botanico di specie e/o


generi

Zone
protette

Codice
ZP

Specifiche

1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17

Ornamentale
Ornamentale
Ornamentale
Ornamentale
Ornamentale
Ornamentale
Ornamentale
Ornamentale
Ornamentale
Ornamentale
Ornamentale
Ornamentale
Ornamentale
Ornamentale
Officinale
Officinale
Officinale

Pelargonium spp.
Dianthus spp.
Solanaceae spp.
Viburnum spp.
Photinia davidiana
Impantiens spp.
Osteospermum spp.
Dendranthema spp.
Gerbera spp.
Scaevola spp.
Verbena spp.
Gazania spp.
Cuphea spp.
Matthiola incana
Ocimum spp.
Petroselinum spp.
Foeniculum spp.

-----------------------------------

-----------------------------------

Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi


Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi
Vegetali, destinati alla piantagione, ad eccezione delle sementi

- di imporre alla ditta le prescrizioni previste allallegato III, lettera A e B del D.M. 12/11/2009.
La ditta tenuta ad aggiornarsi sulle normative in materia fitosanitaria consultabili sui siti istituzionali del
Servizio Fitosanitario Regionale e del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Servizio
Fitosanitario Centrale.
La presente determinazione non esonera il titolare dallobbligo di conformarsi alle disposizioni
urbanistiche, ambientali, sanitarie ed a munirsi di ogni altra autorizzazione richiesta dalla normativa vigente.
La presente determinazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale telematico della Regione Lazio.
Ricorrono le condizioni di cui allarticolo 23, comma 1, del D.Lgs. 33/2013.

IL DIRETTORE REGIONALE
Roberto Ottaviani

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Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05824
D.Lgs 14 agosto 2012, n. 150 e de Decreto Ministeriale 22 gennaio 2014. Approvazione del documento
"Quesiti per la prova d'esame necessaria al rilascio dei certificati di Abilitazione all'acquisto e all'utilizzo dei
prodotti fitosanitari e di Abilitazione per l'attivit di consulente".

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Oggetto: D.Lgs 14 agosto 2012, n. 150 e de Decreto Ministeriale 22 gennaio 2014. Approvazione
del documento Quesiti per la prova desame necessaria al rilascio dei certificati di Abilitazione
allacquisto e allutilizzo dei prodotti fitosanitari e di Abilitazione per lattivit di consulente.
IL DIRETTORE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Su proposta del Dirigente dellArea Servizio Fitosanitario Regionale. Innovazione in Agricoltura
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni: Disciplina del
sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al
Personale regionale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta Regionale n. 1 del
6 settembre 2002 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la DGR n. 85 del 30/4/2013, con la quale il dott. Roberto Ottaviani stato nominato
direttore della Direzione Regionale Agricoltura Sviluppo Rurale Caccia e Pesca;
VISTO il D.Lgs 14 agosto 2012, n. 150 concernente Attuazione della direttiva 2009/128/CE che
istituisce un quadro per lazione comunitaria ai fini dellutilizzo sostenibile dei pesticidi che, agli
articoli 7, 8 e 9 prevede:
-

listituzione di un sistema di formazione e aggiornamento obbligatorio finalizzato al rilascio e


al rinnovo di specifiche abilitazioni per gli utilizzatori professionali, i distributori e i
consulenti sullimpiego dei prodotti fitosanitari, rinviando a un Piano di azione nazionale (di
seguito denominato PAN) per luso sostenibile dei prodotti fitosanitari la definizione dei
requisiti minimi condivisi a livello nazionale di tale sistema di formazione;

lobbligo, a partire dal 26 novembre 2015, del possesso di un certificato di abilitazione per
chiunque intenda svolgere unattivit di consulenza sullimpiego di prodotti fitosanitari, o
acquistare e utilizzare in modo professionale, per s, o per conto di terzi, prodotti fitosanitari,
stabilendo che tali certificati sono validi cinque anni, rinnovabili previa partecipazione a corsi
di aggiornamento con superamento di un esame finale;

VISTO il decreto legislativo 14 marzo 20 13, n. 33 recante Riordino della disciplina riguardante
gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni;
VISTO il Decreto Ministeriale 22 gennaio 2014, concernente "Adozione del Piano di azione
nazionale per luso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ai sensi dellarticolo 6 del decreto legislativo
14 agosto 2012, n. 150 recante: Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro
per lazione comunitaria ai fini dellutilizzo sostenibile dei pesticidi;
VISTA la D.G.R. n. 788/2014 concernente Disciplina per il rilascio ed il rinnovo del certificato di
abilitazione allacquisto e allutilizzo dei prodotti fitosanitari e alla consulenza, ai sensi del D.Lgs.
n. 150/2012, cos come modificata dalla D.G.R. 93/2015, che al paragrafo 4, in particolare,
stabilisce le modalit di svolgimento della prova di esame consistente in una prova scritta con la
somministrazione di numero 50 (cinquanta) quesiti a risposta multipla;
VISTA la determinazione n. G01805 del 24/2/2015 concernente Adozione del Piano Nazionale per
luso sostenibile dei prodotti fitosanitari ai sensi dellarticolo 6 del decreto legislativo 14 agosto

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2012 n. 150. Istituzione di una task force presso la Direzione Regionale Agricoltura e Sviluppo
Rurale del Lazio;
CONSIDERATO che, al fine di dare attuazione alla D.G.R. n. 788/2014 e s.m.i. necessario:
1. predisporre una raccolta di quesiti in numero congruo, da cui estrarre numero 50 (cinquanta)
quesiti da somministrare nel corso dello svolgimento della prova di esame;
2. rendere pubblica la suddetta raccolta di quesiti a risposta multipla, unitamente alla risposta
corretta per ciascun quesito, ad uso dei candidati allesame e a supporto dei relativi corsi di
formazione obbligatori, fatte salve le previste deroghe;
VISTO il verbale redatto in data 12/05/2015 dalla task force di cui alla determinazione G01805 del
24/2/2015 che approva il documento Quesiti per la prova desame necessaria al rilascio dei
certificati di Abilitazione allacquisto e allutilizzo dei prodotti fitosanitari e di Abilitazione per
lattivit di consulente costituito da numero 426 (quattrocentoventisei) quesiti a risposta multipla;
VISTO il documento Quesiti
per la prova desame necessaria al rilascio dei certificati di
Abilitazione allacquisto e allutilizzo dei prodotti fitosanitari e di Abilitazione per lattivit di
consulente costituito da numero 426 (quattrocentoventisei) quesiti a risposta multipla e allegato
alla presente determinazione e di essa facente parte integrante e sostanziale;
RITENUTO necessario approvare il documento Quesiti per la prova desame necessaria al
rilascio dei certificati di Abilitazione allacquisto e allutilizzo dei prodotti fitosanitari e di
Abilitazione per lattivit di consulente costituito da numero 426 (quattrocentoventisei) quesiti a
risposta multipla e allegato alla presente determinazione e di essa facente parte integrante e
sostanziale;
DETERMINA
per quanto in premessa,
ai sensi della D.G.R. n. n. 788/2014 e s.m.i. e del paragrafo 4 dellallegato Disciplina per il
rilascio ed il rinnovo del certificato di abilitazione allacquisto e allutilizzo dei prodotti fitosanitari
e alla consulenza, ai sensi del D.Lgs. n. 150/2012 di approvare il documento Quesiti per la prova
desame necessaria al rilascio dei certificati di Abilitazione allacquisto e allutilizzo dei prodotti
fitosanitari e di Abilitazione per lattivit di consulente costituito da numero 426
(quattrocentoventisei) quesiti a risposta multipla e allegato alla presente determinazione e di essa
facente parte integrante e sostanziale.
La presente determinazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale telematico della Regione Lazio
e sul sito web del Servizio Fitosanitario Regionale.
Non ricorrono le condizioni di cui allarticolo 23, comma 1, del D.Lgs. 33/2013.

IL DIRETTORE REGIONALE
Roberto Ottaviani

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ALLEGATO

REGIONE

LAZIO

ASSESSORATO ALLAGRICOLTURA
DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
AREA SERVIZIO FITOSANITARIO REGIONALE, INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA
QUESITI PER LA PROVA DESAME NECESSARIA AL RILASCIO DEI CERTIFICATI DI
ABILITAZIONE ALLACQUISTO E ALLUTILIZZO DEI PRODOTTI FITOSANITARI E DI
ABILITAZIONE PER LATTIVITA DI CONSULENTE

MODULO 1
1.
a)
b)
c)

2.

NORMATIVA RELATIVA AI PRODOTTI FITOSANITARI E


ALLA LOTTA OBBLIGATORIA

Il Regolamento 1107/2009, relativo allimmissione sul mercato dei PF, contiene:


le procedure per lautorizzazione dei PF e alcuni obblighi per gli utilizzatori di PF
le procedure per limmissione sul mercato dei PF e le sanzioni relative
le procedure per limmissione sul mercato dei PF che devono essere applicate da tutti gli Stati
Membri

a)
b)
c)

Il regolamento CLP, relativo alla classificazione, etichettatura e confezionamento dei PF,


prevede:
lobbligo della Scheda dati di Sicurezza per i PF classifi cati pericolosi
larmonizzazione delle indicazioni di pericolo a livello mondiale
lobbligo di fornire allacquirente i PF sempre nei loro imballaggi originali

a)
b)
c)

I Limiti Massimi dei Residui LMR sui prodotti destinati allalimentazione sono fissati:
dal Ministero della Salute con appositi decreti
da Regolamenti UE
da Decisioni della UE che i singoli Stati Membri devono recepire

a)
b)
c)

In materia di tutela delle acque valgono le:


disposizioni comunali
le norme nazionali di recepimento delle direttive comunitarie
disposizioni regionali

a)
b)
c)

La direttiva 2009/128/CE riguarda:


luso sostenibile dei PF
limmissione in commercio dei PF
i residui massimi ammessi dei PF sulle derrate destinate al consumo umano e animale

3.

4.

5.

6.
a)
b)
c)

La direttiva 2009/128/CE, per quanto riguarda la difesa delle colture, prevede che:
a partire dall1 gennaio 2020 tutte le aziende dovranno applicare lagricoltura biologica
a partire dall1 gennaio 2016 tutte le aziende dovranno applicare i disciplinari regionali di difesa
integrata
a partire dall1 gennaio 2014 tutte le aziende devono applicare i principi e criteri della
difesa integrata

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


7.

Pag. 221 di 439

a)
b)
c)

Chi pu richiedere il certificato di abilitazione allacquisto e allutilizzo dei prodotti


fitosanitari?
Tutti i lavoratori agricoli
Tutti i cittadini maggiorenni
Solo chi effettua i trattamenti antiparassitari

a)
b)
c)

Ogni quanti anni deve essere rinnovato il certificato di abilitazione allacquisto e


allutilizzo dei prodotti fitosanitari?
10 anni
5 anni
3 anni

8.

9.
a)
b)
c)

10.
a)
b)
c)
11.
a)
b)
c)
12.
a)
b)
c)

A cosa serve il certificato di abilitazione allacquisto e allutilizzo dei prodotti fitosanitari?


Per acquistare tutti i prodotti fitosanitari destinati ad un uso professionale
Per acquistare prodotti fitosanitari classificati come molto tossici, tossici e nocivi
Per acquistare prodotti fitosanitari etichettati con il simbolo di pericolo T+ e lindicazione di pericolo
MOLTO TOSSICO
necessario acquisire il certificato di abilitazione per acquistare prodotti fitosanitari
pericolosi per lambiente?
Sempre
S, perch sono pericolosi
Solo quando vengono irrorati su terreni seminativi in pieno campo
Chi pu richiedere il certificato di abilitazione alla vendita dei prodotti fitosanitari?
Solo chi in possesso di un diploma o laurea in discipline agrarie, forestali, biologiche,
ambientali, chimiche, mediche e veterinarie
Tutti i cittadini maggiorenni
Solo chi vende prodotti fitosanitari destinati ad utilizzatori professionali
necessario frequentare un corso di formazione per rinnovare il certificato di abilitazione
allacquisto e allutilizzo dei prodotti fitosanitari?
S
No, il corso di formazione previsto solo per il rilascio del certificato di abilitazione
S, ma solo se si smarrito il certificato di abilitazione

13.
a)
b)
c)

Quali tipi di norme riguardano lacquisto e lutilizzo dei prodotti fitosanitari?


Normative nazionali
Normative comunitarie
Normative comunitarie e nazionali

14.
a)

Quali prodotti fitosanitari pu utilizzare un agricoltore hobbista?


I prodotti fitosanitari destinati ad utilizzatori non professionali

b)
c)

I prodotti fitosanitari non classificati


I prodotti fitosanitari per piante ornamentali

15.
a)
b)
c)

Quali prodotti fitosanitari sono di libera vendita?


I prodotti fitosanitari per utilizzatori professionali
I prodotti fitosanitari pronti alluso
I prodotti fitosanitari destinati ad essere utilizzati su piante ornamentali o edibili,
coltivate in forma amatoriale e destinate allautoconsumo familiare

16.
a)
b)
c)

Quale attivit svolge il consulente?


Autorizza limmissione in commercio dei prodotti fitosanitari
Attivit di assistenza tecnica nellambito della difesa fitosanitaria integrata e biologica
Vendita di prodotti fitosanitari per utilizzatori professionali

17.
a)
b)
c)

Il contoterzista considerato
un utilizzatore professionale
un distributore
un consulente

18.
a)

Cosa si intende per utilizzatore professionale?


Colui che utilizza i prodotti fitosanitari nellambito di unattivit professionale sia nel
settore agricolo che in altri settori
Solo lImprenditorie Agricolo Professionalo (IAP) che utilizza i prodotti fitosanitari tossici
Solo il contoterzista che utilizza i prodotti fitosanitari tossici

b)
c)

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

19.
a)
b)
c)
20.
a)
b)
c)

21.
a)
b)
c)

Pag. 222 di 439

Cosa si intende per utilizzatore professionale?


Colui che utilizza i prodotti fitosanitari nellambito di unattivit professionale sia nel
settore agricolo che in altri settori
Solo lImprenditorie Agricolo Professionalo (IAP) che utilizza i prodotti fitosanitari tossici
Solo il contoterzista che utilizza i prodotti fitosanitari tossici
Il PAN prevede lobbligo di controllo funzionale delle irroratrici?
S, per tutte le aziende che utilizzano in modo professionale i mezzi irroranti
No, legalmente prevista solo la forma di adesione volontaria al servizio di controllo delle
attrezzature
Solo per le aziende che aderiscono ad alcune misure del PSR (Piano di sviluppo rurale) o che
rientrano nel contesto applicativo dellOCM ortofrutta
In merito alle macchine, il PAN prevede:
che tutti i mezzi siano opportunamente tarati per evitare linquinamento ambientale
che le attrezzature irroranti di nuova fabbricazione siano progettate e costruite secondo criteri che
tutelino la salute delluomo e lambiente
controlli funzionali periodici delle attrezzature, regolazione o taratura e manutenzione
dei mezzi meccanici operanti in agricoltura

22.
a)
b)
c)

Cos il PAN?
E il piano per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari
E il piano per il controllo funzionale e la taratura delle macchine irroratrici
E il piano per la difesa integrata delle colture agrarie

23.
a)
b)
c)

Il PAN prevede che


gli utilizzatori professionali abbiano compiuto 18 anni e che siano diplomati o laureati
i distributori siano diplomati o laureati
i consulenti, se diplomati o laureati in materie agrarie, sono esentati dallobbligo della frequenza ai
corsi di formazione

24.
a)
b)

Il PAN prevede la possibile di effettuare lirrorazione aerea?


Lirrorazione aerea pu essere autorizzata, in deroga, se un consorzio di tutela a farne richiesta
Lirrorazione aerea pu essere autorizzata, in deroga, sia per contrastare
unemergenza fitosanitaria che per la difesa ordinaria
Lirrorazione aerea sempre vietata

c)
25.
a)
b)
c)

Cosa norma il regolamento Reach?


La registrazione, la valutazione, lautorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche
I controlli in materia di classificazione, etichettatura ed imballaggio dei prodotti fitosanitari
La verifica degli obblighi di pre-registrazione e registrazione delle sostanze attive in quanto
tali o in quanto contenute nei prodotti fitosanitari

26.
a)
b)
c)

E prevista la sospensione dellabilitazione dellutilizzatore professionale quando.


si utilizzano prodotti fitosanitari autorizzati in Italia ma non ammessi sulla coltura
si utilizzano prodotti fitosanitari illegali o revocati
si acquistano prodotti fitosanitari revocati, non autorizzati o illegali

27.
a)

E prevista la revoca dellabilitazione dellutilizzatore professionale in caso di.


reiterazione del mancato rispetto delle indicazioni riportate in etichetta elativamente alle
prescrizioni per la tutela della salute o dellambiente
mancato rispetto delle indicazioni riportate in etichetta relativamente alle prescrizioni per la tutela
della salute o dellambiente e utilizzo non corretto del prodotto fitosanitario nella fase di
distribuzione con il rischio di fenomeni di deriva
utilizzo di prodotti fitosanitari autorizzati in Italia ma non ammessi sulla coltura

b)
c)
28.
a)
b)

E prevista la revoca dellabilitazione del distributore in caso di.


non corretta conservazione e manipolazione dei prodotti fitosanitari che comportino un rischio per la
salute o per lambiente
reiterazione nel non fornire informazioni o fornire informazioni insufficienti sul corretto
uso dei prodotti fitosanitari e dei coadiuvanti, in materia di rischi e sicurezza per la salute
umana e per lambiente connessi al loro impiego

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


c)

29.
a)
b)
c)

vendita ad utilizzatori non professionali di prodotti destinati ad uso professionale

E prevista la sospensione dellabilitazione del consulente quando.


c reiterazione nel fornire informazioni non corrette sullimpiego dei prodotti fitosanitari
sullapplicazione delle tecniche di difesa integrata e biologica
si consiglia lutilizzo di prodotti fitosanitari non autorizzati, illegali o revocati
si forniscono informazioni non corrette sullimpiego dei prodotti fitosanitari e/o
sullapplicazione delle tecniche di difesa integrata e biologica

30.
a)
b)
c)

Le lotte obbligatorie agli organismi nocivi:


sono regolamentate da appositi Decreti Ministeriali
non sono regolamentate da apposite leggi
riguardano tutti gli organismi nocivi ai vegetali

31.
a)

Le lotte obbligatorie agli organismi nocivi:


obbligano i cittadini e le amministrazioni a rispettare determinate prescrizioni
fitosanitarie
si riferiscono solo alle aziende vivaistiche
riguardano solo le specie vegetali economicamente pi rilevanti

b)
c)

Pag. 223 di 439

32.
a)
b)
c)

E in vigore un Decreto Ministeriale di lotta obbligatoria per le patate?


No
S
Solo pre le patate importate da paesi terzi

33.
a)
b)

Se una palma di cui siamo proprietari presenta presunti sintomi da punteruolo rosso:
la tagliamo ed eliminiamo i residui vegetali trattandoli come rifiuti urbani
prima del taglio abbiamo lobbligo di inoltrare la segnalazione al Servizio Fitosanitario
Regionale
prima del taglio abbiamo lobbligo comunicarlo al Corpo Forestale dello Stato

c)
34.
a)
b)
c)

Che cosa stabiliscono i Decreti di lotta obbligatoria?


Leliminazione di specie erbacee invasive, di nuova comparsa, diffi cilmente controllabili con i
diserbanti disponibili
Gli interventi diretti a punire la contraffazione ed il traffico illegale dei PF
Gli interventi per limitare la diffusione di avversit delle piante particolarmente
pericolose

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

MODULO 2

Pag. 224 di 439

ELEMENTI DI FITOIATRIA

35.
a)
b)
c)

Le fisiopatie sono:
malattie di natura fisiologica
malattie di natura virale
malattie che inducono sintomi a distribuzione tipicamente asimmetrica

36.
a)
b)
c)

La presenza di patine e muffe tipica di malattie:


batteriche
fungine
virali

37.
a)
b)
c)

Le cocciniglie e le cicaline sono insetti che provocano danno per effetto di:
erosioni
punture di suzione
escavazione di gallerie (mine)

38.
a)
b)
c)

I nematodi galligeni sono nematodi:


fogliari
che vivono liberi nel terreno
endoparassiti radicicoli

39.
a)

Come si manifesta la stanchezza del terreno?


Con la diminuzione progressiva e costante della produzione e laumento delle malattie
parassitarie in genere
Con laumento di tutte le erbe infestanti
Con laccresciuta richiesta di acqua da parte della coltura

b)
c)
40.
a)
b)
c)

A cosa dovuta la stanchezza dei terreni?


Alle troppe lavorazioni meccaniche e scarsa letamazione
Alluso continuo di geodisinfestanti e fertilizzanti chimici
Al continuo ripetersi della stessa coltura sullo stesso terreno

41.
a)
b)
c)

Cosa pu provocare la pratica della monocoltura con impiego di prodotti fitosanitari?


Laccumulo nel terreno di residui chimici ed il selezionarsi di erbe resistenti
La riduzione di malattie delle piante con laumento della produzione agricola
Il miglioramento della struttura del terreno e della sua fertilit

42.
a)
b)
c)

Una fisiopatia un danno alle piante che pu derivare da:


agenti infettivi e insetti
condizioni ambientali non favorevoli
solo agenti infettivi o patogeni delle piante

43.
a)
b)
c)

Gli insetti sono dotati di


quattro paia di zampe
tre paia di zampe
due paia di ali e di zampe

44.
a)
b)
c)

Il corpo degli acari si differenzia da quello degli insetti


per avere quattro paia di zampe
per essere diviso in tre parti: capo, torace e addome
per avere un paio di ali

45.
a)
b)
c)

Le avversit fungine, in generale sono favorite dalle seguenti condizioni ambientali


caldo asciutte
freddo eccessivo
prolungata umidit e bagnature

46.
a)
b)

I batteri si possono controllare preferibilmente:


con PF antibotici, ma solo se regolarmente registrati sulla coltura
con sistemi di prevenzione

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


c)

Pag. 225 di 439

con interventi a base di rame ogni volta che si irriga o si verifica una pioggia

47.
a)
b)
c)

Le manifestazioni provocate dai batteri sulle piante sono spesso rappresentate da:
maculature, gocce di essudato e marciumi molli
presenza di muffe in genere di colore bianco-grigiastro
presenza di decolorazioni, anulature e striature con colorazioni anomale

48.
a)
b)
c)

La flavescenza dorata della vite viene trasmessa da:


insetti di diverse specie, come afidi, cimici e cicaline
da cicaline che si nutrono della linfa delle piante di vite
da afidi che possono trasportare la malattia anche da piante spontanee

49.
a)
b)
c)

La flavescenza dorata della vite viene trasmessa da:


insetti di diverse specie, come afidi, cimici e cicaline
da cicaline che si nutrono della linfa delle piante di vite
da afidi che possono trasportare la malattia anche da piante spontanee

50.

Per controllare i fitoplasmi che causano la flavescenza dorata della vite o la moria del
pero occorre:
effettuare specifici interventi con fungicidi
intervenire contro gli insetti vettori, se e quando presenti
effettuare lo sfalcio delle erbe infestanti a filari alterni, in modo da favorire il controllo biologico della
malattia

a)
b)
c)

51.
a)
b)
c)

I virus delle piante coltivate possono essere controllati attraverso:


prodotti fitosanitari ad attivit viricida, ma solo se registrati sulla coltura interessata
sia con mezzi preventivi che con prodotti specifici
esclusivamente con metodi preventivi

52.
a)
b)
c)

Gli acari parassiti delle piante:


causano prevalentemente decolorazioni, bronzature fogliari e rugginosit sui frutti
causano decolorazioni ed erosioni fogliari, oltre allaccartocciamento delle foglie
arrecano danni principalmente in quanto sono in grado di propagare altre pericolose malattie, come
le virosi

53.
a)
b)
c)

Gli attacchi di acari sono favoriti da:


condizioni climatiche caldo umide e piogge frequenti
concimazioni azotate e irrigazioni eccessive
temperature elevate e situazioni di stress idrico

54.
a)
b)

Per il controllo dei nematodi dannosi alle colture possibile:


effettuare rotazioni sufficientemente lunghe
lavorare profondamente il terreno in modo da interrare completamente i resti della coltura
precedente
applicare la tecnica della solarizzazione mantenendo la copertura del terreno con film trasparente
per almeno 1 settimana

c)

55.
a)
b)
c)

Che cosa sono i fitofagi?


Sono gli insetti e gli acari dannosi alle colture
Sono i virus e i batteri che attaccano le piante coltivate
Sono i funghi che danneggiano le colture agrarie

56.
a)
b)
c)

Che cosa sono gli insetti predatori?


Sono specie che si nutrono di insetti o acari dannosi alle piante
Sono insetti dannosi che vanno eliminati dalle colture agrarie
Sono linsieme degli insetti utili e dannosi che si possono trovare sulle colture agrarie

57.
a)
b)
c)

I fitoseidi sono:
insetti predatori degli acari dannosi
acari predatori di acari dannosi
chiamati volgarmente ragnetto rosso possono, in particolari condizioni, arrecare gravi danni alle
colture

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 226 di 439

58.
a)
b)
c)

Cosa si intende per organismo antagonista?


Un organismo che combatte i nemici naturali dei parassiti
Un organismo che danneggia le piante
Un organismo che combatte i parassiti delle colture

59.
a)
b)
c)

Unerba infestante esercita unazione parassitaria?


Si
No
Dipende dal tipo

60.
a)
b)
c)

Gli insetti e gli acari presenti sulle colture sono tutti dannosi?
No
Si
Dipende dallo stadio di sviluppo

61.
a)
b)
c)

In quale stadio di sviluppo la mosca dellolivo dannosa?


Allo stadio di adulto
Allo stadio di uovo e di pupa
Allo stadio di larva

62.
a)
b)
c)

Le api possono danneggiare la vite?


S, quando rompono gli acini duva per succhiarne il succo zuccherino
Solo allo stadio di larva
No, mai

63.

Per evitare danni alle api sufficiente allontanare gli alveari da un frutteto prima di
trattarlo con insetticidi?
Si, se non sono in periodo riproduttivo
No, bisogna anche sfalciare le erbe sottostanti ed evitare di trattare in periodi di fioritura
Si, ma di almeno 500 metri dallarea interessata al trattamento

a)
b)
c)
64.
a)
b)
c)

Sono consentiti i trattamenti insetticidi durante il periodo della fioritura?


S, su tutte le colture in caso di forti infestazioni
Solamente sulle colture erbacee, assolutamente no sui frutteti
No, in nessun caso per non danneggiare gli insetti impollinatori

65.
a)
b)
c)

Il punteruolo rosso della palma:


un insetto che colpisce le palme ed altre piante arboree
un batterio
un insetto che colpisce solo le palme

66.
a)
b)
c)

Il Cinipide del castagno:


causa la comparsa di galle
non pu essere combattuto con nessun organismo antagonista
non presente nel territorio laziale

67.
a)
b)
c)

Lessudato rosso che si pu riscontrare su piante di Actinidia:


non un sintomo di attacco di PSA
un tipico sintomo di attacco di PSA
causato da un insetto

68.
a)
b)
c)

Il Torymus:
linsetto antagonista naturale del Cinipide del castagno
linsetto antagonista naturale del Cerambicide asiatico
un organismo nocivo per le specie erbacee

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

MODULO 3
69.
a)
b)
c)

Pag. 227 di 439

I PRODOTTI FITOSANITARI: DEFINIZIONI,


CARATTERISTICHE TECNICHE E MODALITA DI IMPIEGO

Che cosa sono i prodotti fitosanitari?


Sono le sostanze attive ed i preparati, contenenti una o pi sostanze attive, destinati ad
essere utilizzati per il controllo degli organismi nocivi delle colture, per il controllo delle
piante infestanti nelle coltivazioni e per favorire o regolare le produzioni vegetali.
Sono esclusivamente gli insetticidi e fungicidi utilizzati per la difesa delle piante e delle derrate
alimentari
Sono tutti i prodotti classificati come molto tossici, tossici e nocivi che vengono utilizzati per la
difesa della piante agrarie ed ornamentali

70.
a)
b)
c)

Che cosa si intende per sostanza attiva?


Un prodotto che pu essere acquistato solamente da chi possiede il certificato di abilitazione
E la parte del formulato commerciale che serve per migliorare le prestazioni del prodotto
E la sostanza che svolge unattivit di contrasto nei confronti degli organismi nocivi o
delle avversit da combattere

71.
a)
b)

Perch importante conoscere l'attivit della sostanza attiva?


Perch specifica se il prodotto nocivo nei confronti degli insetti ed acari utili
Perch indirizza l'agricoltore nella scelta del prodotto in relazione allavversit da
combattere
Perch indica la quantit minima di prodotto necessaria per combattere i parassiti

c)
72.
a)
b)
c)

Nel campo dei prodotti fitosanitari, cosa si intende per formulazione?


Una miscela di due sostanze attive
Il procedimento di solubilizzazione in acqua di un prodotto fitosanitario
Il prodotto fitosanitario come acquistato dal rivenditore

73.
a)
b)
c)

Da cosa sono costituiti i coformulanti?


Da sostanze inerti o diluenti
Da sostanze attive che completano il prodotto fitosanitario
Da coadiuvanti

74.
a)
b)

Cosa sono i coformulanti?


Sostanze che agiscono contro i parassiti da combattere
Sostanze che completano il prodotto fitosanitario e riducono la concentrazione della
sostanza attiva
Sostanze che riducono lintervallo di sicurezza

c)
75.
a)
b)
c)

Che cosa sono i coadiuvanti?


Sostanze che aumentano lefficacia delle sostanze attive e ne favoriscono la distribuzione
Sostanze che aumentano l'efficacia di un prodotto fitosanitario
Sostanze che riducono lintervallo di sicurezza

76.
a)
b)

Cosa sono i bagnanti-adesivanti?


Prodotti che prevengono le fisiopatie
Coadiuvanti di prodotti fitosanitari che favoriscono una maggior copertura della superficie
irrorata e aumentano la resistenza al dilavamento
Coadiuvanti antischiuma degli erbicidi di post-emergenza

c)
77.
a)
b)
c)

Cos un sospensivante?
E un composto che favorisce la dispersione in acqua di un formulato in polvere bagnabile
E una sostanza altamente instabile
E un composto che favorisce la formazione di una emulsione

78.
a)

I corroboranti sono:
sono sostanze di origine naturale, diverse dai fertilizzanti, che migliorano la resistenza
delle piante nei confronti degli organismi nocivi e le proteggono da danni non provocati
da parassiti

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


b)
c)

79.
a)
b)

c)
80.
a)
b)
c)

Pag. 228 di 439

sono sostanze che sostituiscono i coformulanti quando questi non sono gi presenti nel prodotto
fitosanitario
sono sostanze di origine naturale che vengono distribuite al terreno e che aumentano
lassorbimento dei fertilizzanti

Quali sono i prodotti fitosanitari destinati ad utilizzatori non professionali?


Sono tutti i prodotti fitosanitari classificati come non pericolosi
Sono i prodotti impiegabili su piante ornamentali e da fiore, in appartamento, balcone e
giardino domestico (PPO) e quelli utilizzabili su piante edibili coltivate in forma
amatoriale, il cui raccolto sia destinato al consumo familiare, nonch su tappeti erbosi ed
aree incolte
Sono tutti i coformulanti in quanto non risultano tossici per luomo
I prodotti impiegabili su piante edibili coltivate in ambito domestico
possono essere acquistati esclusivamente da coloro che possiedono il certificato di abilitazione
possono essere acquistati sia dagli utilizzatori non professionali che da coloro che
possiedono il certificato di abilitazione
possono essere acquistati ovunque e solo dagli utilizzatori non professionali

81.
a)
b)
c)

Che cosa sono i prodotti fitosanitari anticrittogamici?


Sono prodotti idonei per la lotta contro le malattie delle piante causate dai funghi
Sono prodotti che servono esclusivamente per il contenimento dei marciumi post-raccolta
Sono prodotti idonei per la lotta contro gli acari dannosi alle piante

82.
a)
b)
c)

E razionale effettuare trattamenti per prevenire una malattia dovuta a funghi?


Si, perch pu ridurre linfezione
Si, purch sia tempestiva
No, perch non in grado di bloccare limminente infezione

83.
a)
b)
c)

Un trattamento fungicida curativo


efficace soprattutto se lintervento tempestivo
non utile per la coltura perch linfezione gi in atto
deve essere fatto con prodotti citotropici o sistemici

84.
a)

Qual la caratteristica di un prodotto fungicida sistemico?


La capacit di agire sistematicamente nei confronti di tutte le avversit presenti sulla pianta
indipendentemente dal tipo di patogeno
La caratteristica di non risultare tossico per l'operatore che effettua il trattamento e di rispettare
lambiente
La capacit di essere assorbito dai tessuti vegetali, di trasferirsi per via linfatica nella
pianta, e quindi combattere i patogeni non raggiungibili con i prodotti di copertura

b)
c)

85.
a)
b)
c)

In quale gruppo si deve scegliere il prodotto da utilizzare per combattere le peronospore


dannosi alle colture?
Insetticidi
Anticrittogamici
Acaricidi

86.
a)
b)
c)

Qual lepoca di intervento legata allattivit di un prodotto fungicida di copertura?


Preventiva: impedisce lo sviluppo dellinfezione
Curativa: consente di combattere la malattia durante lincubazione
Eradicante: blocca lo sviluppo di infezioni gi manifeste

87.
a)

corretto utilizzare i prodotti fungicidi con finalit eradicanti?


S, perch si interviene solo quando la malattia presente sulla coltura e si evitano trattamenti
inutili
No, perch il trattamento cos effettuato risulta eccessivamente costoso
No, perch il trattamento pu risultare inefficace e si pu incorrere nellinsorgenza di
fenomeni di resistenza del patogeno

b)
c)

88.
a)
b)
c)

Quale categoria di antiparassitario utilizzo in caso di infestazione di afidi?


Acaricida
Insetticida
Nematocida

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Pag. 229 di 439

89.
a)
b)
c)

Con gli insetticidi di impiego agricolo possono essere trattati i parassiti degli animali?
S, solamente se questi non producono latte
No, mai
S, solo su ricetta del veterinario

90.
a)
b)
c)

A che cosa serve un prodotto fitosanitario insetticida?


A combattere gli insetti pronubi e antagonisti
A combattere le malattie crittogamiche
A combattere gli insetti dannosi alle colture (fitofagi)

91.
a)
b)
c)

E consigliabile fare un trattamento insetticida preventivo?


Si, in quanto si impedisce leventuale diffusione dellinfestazione
No, perch non presente il bersaglio cui diretto il trattamento
No, perch rappresenta un onere troppo elevato per lagricoltore

92.
a)
b)
c)

Che cosa si intende per selettivit di un insetticida?


La capacit di agire sugli insetti nocivi pur essendo di bassa tossicit per l'uomo
La capacit di eliminare tutti gli insetti presenti nella coltura
La capacit di agire nei confronti dei fitofagi e di rispettare il pi possibile gli insetti utili

93.
a)
b)
c)

Nella scelta di un prodotto fitosanitario, preferibile quello


selettivo
a largo spettro dazione
polivalente

94.
a)
b)
c)

Quale la modalit di azione dei prodotti insetticidi e acaricidi?


Stimolazione delle difese naturali della pianta
Limitazione dellaccoppiamento tra maschi e femmine
Ingestione, contatto e asfissia

95.
a)
b)
c)

Fra le modalit dazione degli insetticidi quale la pi selettiva?


Per contatto
Per ingestione
Per asfissia

96.
a)
b)
c)

importante conoscere gli stadi di sviluppo degli insetti?


S, per definire lepoca di intervento in relazione al prodotto impiegato
S, perch gli insetticidi agiscono solo sulle larve e non sugli altri stadi di sviluppo
No, non influisce sulleffetto del trattamento se linsetticida a largo spettro dazione

97.
a)
b)
c)

In presenza di resistenza ad un insetticida, che cos opportuno fare?


Aumentare il dosaggio del prodotto in questione e ripetere lintervento frequentemente
Utilizzare prodotti tossici o molto tossici per eliminare gli insetti dannosi resistenti allinsetticida in
Alternare prodotti fitossanitari con diverso meccanismo dazione

98.
a)
b)
c)

In presenza di uninfestazione da insetti dannosi come possibile intervenire?


Utilizzando i feromoni
Utilizzando i fitoregolarori
Utilizzando i fertilizzanti

99.
a)
b)
c)

Luso dei feromoni nella difesa delle colture determina


la morte degli insetti dannosi
il disorientamento sessuale degli insetti
la mutazione genetica dei fitofagi

100.
a)
b)
c)

Il bacillus thuringiensis utilizzato in agricoltura :


un attrattivo sessuale degli insetti
regolatore di sviluppo e sterilizzante dei fitofagi
un bio-insetticida

101.
a)
b)
c)

A che cosa serve un prodotto fitosanitario acaricida?


A combattere gli insetti parassiti degli animali
A combattere le malattie crittogamiche
A combattere gli acari dannosi alle piante

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 230 di 439

102.
a)
b)
c)

A che cosa serve un prodotto fitosanitario diserbante?


A contenere lo sviluppo indesiderato delle erbe infestanti
Ad eliminare tutte le piante infestate da organismi nocivi
Al solo diserbo di fossi, canali e giardini

103.
a)
b)
c)

Che cosa si intende per selettivit di un diserbante?


Che solo la coltura danneggiata mentre le erbe infestanti sono risparmiate
Che il prodotto agisce sulle erbe infestanti da controllare rispettando la coltura
Che il prodotto agisce sulle erbe infestanti da controllare rispettando gli insetti ed acari utili

104.

In base alla modalit dazione, quali erbicidi possono influire negativamente sulla coltura
che segue quella trattata?
Disseccanti
Antigerminanti residuali
Ad assorbimento fogliare sistemico

a)
b)
c)
105.
a)
b)
c)

Con quale altro termine si definiscono gli erbicidi?


Fitoregolatori
Disseccanti
Diserbanti

106.
a)
b)
c)

Per combattere le erbe infestanti perenni conveniente


usare prodotti erbicidi a largo spettro dazione
usare prodotti erbicidi che agiscono per contatto
usare prodotti erbicidi traslocabili

107.
a)
b)
c)

Un erbicida che agisce per contatto pu essere usato efficacemente


su tutti i tipi di erbe infestanti
solo sulle erbe infestanti annuali
solo sulle erbe infestanti perenni

108.

Non rispettare lepoca di intervento riportata sulletichetta di un diserbante pu dar luogo


a:
danni consistenti alla coltura o alla sua distruzione
nessun danno perch i diserbanti vengono applicati solo in pre-semina
danni consistenti soltanto se si interviene dopo una pioggia

a)
b)
c)
109.
a)
b)
c)

L'uso ripetuto degli stessi erbicidi pu dar luogo:


alla presenza di piante rinate della coltura precedente
a malerbe resistenti agli erbicidi impiegati, che si diffondono con il tempo
a malerbe che soffocano la coltura

110.

Quali fenomeni si possono manifestare impiegando un erbicida a dose pi alta di quella


consigliata?
Aumento della produzione perch si eliminano tutte le infestanti
Nessuno, se dato in pre-emergenza
Fitotossicit per la coltura

a)
b)
c)
111.
a)
b)
c)

Cosa sono i prodotti fitosanitari fitoregolatori?


Prodotti utilizzati per combattere le malattie crittogamiche
Prodotti impiegati per la concia delle sementi
Prodotti di sintesi che promuovono o inibiscono determinati processi naturali delle piante

112.
a)
b)
c)

I fitoregolatori sono prodotti utilizzati in agricoltura per


limitare la diffusione delle erbe infestanti
proteggere i vegetali dagli organismi nocivi
favorire o regolare i processi vitali delle piante

113.

Cos un prodotto fitosanitario regolatore di crescita?

a)

E una sostanza attiva che stimola crescita e difese naturali delle piante contro i parassiti

b)

E una sostanza attiva che interferisce con il sistema ormonale del fitofago impedendo o
danneggiando la formazione delladulto
E una sostanza attiva che interferisce con i processi cellulari del fungo impedendo o danneggiando
la formazione delle spore

c)

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 231 di 439

114.
a)
b)
c)

Cos lazione citotropica segnalata nelletichetta di alcuni prodotti?


E lazione di penetrazione della sostanza attiva nei tessuti vegetali
E la capacit della sostanza attiva di traslocare allinterno del sistema linfatico della pianta
E lazione di copertura svolta della sostanza attiva sulla vegetazione

115.
a)
b)

Quando un prodotto fitosanitario svolge unazione citotropica-translaminare?


Quando capace di penetrare nelle foglie e di traslocare a livello sistemico nel resto della pianta
Quando capace di penetrare nelle foglie e di raggiungere la parte opposta a quella
direttamente interessata dal trattamento
Quando ha una traslocazione esclusivamente basipeta

c)
116.
a)
b)
c)

Cosa si intende per prodotto fitosanitario fitotossico?


Che mortale per l'uomo
Che provoca danni alle colture trattate
Che provoca danni allentomofauna utile

117.
a)
b)
c)

La fitotossicit pu essere causata dalla


eccessiva concentrazione della sostanza attiva
bassa concentrazione della sostanza attiva
giusta concentrazione della sostanza attiva

118.
a)
b)
c)

In quali condizioni consigliabile utilizzare i fungicidi a base di zolfo?


Con il sole e senza vento
Nelle ore pi fresche della giornata
Di notte in presenza di ventilazione moderata

119.
a)
b)
c)

Che cosa la persistenza d'azione di un prodotto fitosanitario?


La capacit di non essere asportato dalla pioggia
La capacit di essere attivo nel tempo, nei confronti delle avversit per cui registrato
La capacit di agire anche durante il riposo vegetativo di una pianta

120.
a)
b)
c)

possibile miscelare prodotti fitosanitari diversi?


No, mai
S, previa consultazione delle indicazioni di compatibilit riportate in etichetta
S sempre, se aventi la medesima classificazione duso

121.
a)
b)
c)

Prima di miscelare due prodotti fitosanitari per un trattamento, cosa bisogna fare?
Preparare una dose doppia di acqua, perch i prodotti sono due
Preparare due soluzioni distinte e poi unirle, per renderle complementari
Leggere la voce "compatibilit sulle due etichette

122.
a)
b)
c)

Perch si sceglie di usare una miscela?


Per ridurre i costi dei trattamenti
Per effettuare, con un solo passaggio, un trattamento erbicida ed insetticida
Per essere pi tempestivi nelleffettuazione dei trattamenti

123.
a)

Cosa si intende per compatibilit?


La possibilit di miscelare solo prodotti acidi tra loro, solo prodotti alcalini tra loro e
prodotti neutri con tutti gli altri
La possibilit di miscelare prodotti acidi sia con prodotti alcalini che neutri
La possibilit di miscelare tra loro solo i prodotti alcalini e quelli neutri con tutti gli altri

b)
c)
124.
a)
b)
c)

Cosa si intende per prodotto neutro?


Un prodotto che, per problemi di incompatibilit chimica, non possibile miscelare
Un prodotto che risulta compatibile esclusivamente con i prodotti basici
Un prodotto che risulta compatibile con prodotti acidi, basici e neutri

125.
a)
b)
c)

Quali prodotti fitosanitari non possibile miscelare?


Pi insetticidi
Insetticidi e fungicidi
Insetticidi ed erbicidi

126.
a)
b)

Per prodotto fitosanitario non miscibile con prodotti alcalini si intende....


un prodotto fitosanitario miscibile con prodotti acidi o neutri
un prodotto fitosanitario miscibile esclusivamente con prodotti basici

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


c)

127.
a)
b)
c)

Pag. 232 di 439

un prodotto fitosanitario che miscibile solo con insetticidi o fungicidi

Quando l'operatore agricolo miscela due o pi prodotti fitosanitari con intervalli di


sicurezza diversi, dopo quanti giorni pu effettuare la raccolta?
Dopo il numero di giorni indicato sul prodotto con il tempo di carenza pi lungo
Dopo il numero di giorni indicato per il prodotto pi tossico
Non prima di venti giorni

128.
a)
b)
c)

Cosa sono i trattamenti a secco?


I diserbi eseguiti su terreno libero
I trattamenti che non hanno bisogno di acqua come mezzo disperdente
I trattamenti eseguiti con la pompa a spalla

129.
a)
b)
c)

Cos un formulato flowable?


E una sospensione fluida molto stabile in cui dispersa una sostanza attiva solida
E una formulazione polverulenta idonea per trattamenti ad alti volumi
E una sospensione in cui la sostanza attiva dispersa allo stato liquido

130.
a)
b)
c)

Cos una sospensione microincapsulata?


E quella in cui la sostanza attiva risulta racchiusa in piccoli sacchetti predosati
E quella in cui la sostanza attiva, allo stato solido, suddivisa in tante piccolissime capsule
E quella in cui la sostanza attiva, dispersa allo stato liquido, circondata da una
membrana porosa

131.

Quali vantaggi offrono le nuove formulazioni dei prodotti fitosanitari (es. granuli
idrodisperdibili, fluido microincapsulato, ecc.)?
Nessuno, la loro efficacia non cambia
Economici, in quanto diminuisce la quantit di prodotto che viene distribuita sulla coltura
Minore pericolosit per l'operatore e maggiore facilit nella preparazione della miscela

a)
b)
c)
132.
a)
b)
c)

In caso si riscontri una minore efficacia del trattamento, cosa opportuno fare?
Aumentare la dose del prodotto impiegato per aumentare proporzionalmente lefficacia del
trattamento
Sostituire il prodotto impiegato con uno pi tossico e caratterizzato da una differente modalit di
azione
Consultare un tecnico specializzato ed eventualmente sostituire il prodotto con un altro,
registrato per la coltura e lavversit da combattere

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

MODULO 4

Pag. 233 di 439

METODI DI DIFESA FITOSANITARIA

133.
a)
b)
c)

Cosa sono i trattamenti a calendario?


Sono quelli consigliati sui lunari
Sono quelli effettuati a date fisse uguali ogni anno
Sono quelli effettuati a scopo cautelativo in momenti fenologici prestabiliti senza tenere
conto della presenza del parassita

134.
a)
b)
c)

Quali inconvenienti ha determinato luso indiscriminato della lotta chimica?


La selezione di popolazioni di insetti resistenti ai prodotti fitosanitari
La selezione di popolazioni di insetti antagonisti
La comparsa della fitotossicit

135.

Nella lotta ai fitofagi sono da preferire gli insetticidi di prima e seconda generazione
oppure quelli di terza e quarta?
Sono da preferire gli insetticidi di prima e seconda generazione
Sono da preferire gli insetticidi di terza e quarta generazione
Dipende dal tipo di insetto che si vuole combattere

a)
b)
c)
136.
a)
b)
c)
137.
a)
b)
c)

corretto eseguire i trattamenti fitosanitari a calendario seguendo esclusivamente le


fasi fenologiche?
No, perch non si certi che il parassita sia presente, o abbia raggiunto un livello di
reale dannosit per la coltura
S, perch cos si sicuri di colpire in tempo l'avversit da combattere
S, ma solo se il trattamento viene effettuato a scopo preventivo con prodotti di copertura
Su cosa si basa la lotta guidata?
Sulla valutazione del costo dellintervento fitosanitario rispetto al danno economico
previsto
Sull'esecuzione dei trattamenti a turni fissi in base dell'andamento meteorologico
Sulla presenza di una guida tecnica nellambito delle rivendite o di un consulente allinterno
dellazienda che decide le strategie di difesa fitosanitaria

138.
a)
b)
c)

Cosa si intende per soglia economica di intervento?


La presenza del parassita in percentuale tale da giustificare il trattamento
La presenza del parassita in misura tale da provocare un danno alla coltura
Il limite di infestazione o infezione oltre il quale la pianta viene danneggiata

139.
a)

Quando si raggiunge la soglia economica di intervento?


Nel momento in cui, in base alle condizioni meteorologiche ed alla percentuale di infestazione,
risulta conveniente effettuare il trattamento
Nel momento in cui la presunta perdita di prodotto supera il costo del trattamento
Nel momento in cui arriva lepoca prevista per iniziare i trattamenti su una determinata coltura,
contro uno specifico parassita

b)
c)

140.
a)
b)
c)

A cosa servono le trappole a feromoni nella lotta guidata?


Ad evidenziare la presenza degli insetti utili
Ad evidenziare la presenza ed il grado di infestazione di un parassita
A catturare le femmine che devono deporre le uova

141.

Qual un possibile mezzo di previsione delle infezioni fungine e quindi della necessit di
effettuare i trattamenti ?
Il controllo dei parametri meteorologici
Il controllo dellumidit relativa dellaria
Non esistono mezzi di previsione, ai primi sintomi occorre trattare tempestivamente

a)
b)
c)
142.
a)
b)
c)

Cose una stazione agrometeorologica?


Una struttura coperta, presente nel campo, contenente strumentazioni per il rilevamento della
piovosit
Una struttura coperta, presente nel campo, contenente strumentazioni per il
rilevamento dei dati meteorologici
Uno strumento che elabora e trasmette i dati meteorologici

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143.
a)
b)
c)

144.
a)
b)
c)

145.
a)
b)
c)

146.
a)
b)
c)

Pag. 234 di 439

Quando il momento adatto per effettuare il primo trattamento contro la peronospora


della vite?
Quando la vite piange: si tratta del periodo in cui la pianta risulta pi suscettibile allinfezione
peronosporica
Quando sulla pagina superiore delle foglie sono visibili le macchie dolio: segni evidenti
dellavvenuta infezione peronosporica
Con germogli di 10 cm di lunghezza, dopo una pioggia di almeno 10 mm e con una
temperatura minima di almeno 10 C
Cos la regola dei tre dieci ?
Un metodo per stimare linizio dellinfezione peronosporica ed il momento per effettuare
il relativo trattamento
Un metodo per ricordare il sesto dimpianto della vite e predisporre il giusto volume di
distribuzione del prodotto
La proporzione che deve essere mantenuta tra insetticidi, fungicidi ed acaricidi usati sulla vite nei
trattamenti
Come avviene la valutazione della soglia di intervento?
Valutando la scadenza del precedente intervento fitosanitario in base alle caratteristiche del
prodotto utilizzato
Attraverso monitoraggi e campionamenti di campo effettuati con procedura standard e
ripetibile
Dividendo il numero di piante presenti nel campo coltivato per il numero di trattamenti fatti in un
anno
Cosa si intende per lotta integrata?
Lutilizzo di tutti i fattori e le tecniche di difesa disponibili, siano esse di natura chimica,
fisica, agronomica, biologica, biotecnologica
L'utilizzo integrato di prodotti fitosanitari selettivi, dopo unattenta lettura delle etichette
L'utilizzo di antagonisti naturali per il contenimento degli organismi dannosi

147.
a)
b)
c)

Cosa si intende per lotta fitopatologica integrata?


Luso congiunto e razionale di mezzi agronomici, fisici, biologici e chimici
Linsieme dei prodotti fitosanitari utilizzati e riportati sul registro dei trattamenti
Luso congiunto e razionale di insetticidi, fungicidi ed erbicidi

148.
a)
b)
c)

Cosa prevede la difesa integrata volontaria?


Il rispetto dei disciplinari di produzione integrata
Il divieto dellutilizzo di prodotti fitosanitari di sintesi
La drastica riduzione del numero dei trattamenti

149.
a)

Qual lobiettivo della produzione integrata?


Lottenimento di produzioni di qualit nel rispetto del produttore, del consumatore e
dellambiente
Favorire la produzione di prodotti integrali e biologici
Incentivare, attraverso aiuti economici, la costituzione di aziende ad indirizzo misto zootecnico e
fruttiviticolo

b)
c)

150.
a)
b)
c)
151.
a)
b)
c)
152.
a)

Cosa si intende per lotta biologica?


La totale abolizione dell'impiego di prodotti fitosanitari molto tossici, tossici e nocivi
L'uso di antagonisti naturali per contenere le popolazioni degli organismi dannosi alle
colture
L'impiego di prodotti fitosanitari selettivi che non eliminano gli insetti utili
Le tecniche di lotta biologica possono essere utilizzate solo in agricoltura biologica?
No, anche nellagricoltura tradizionale, integrata, nonch nellambiente forestale ed
urbano
S, poich per utilizzare queste tecniche occorre aderire ad un regolamento comunitario specifico
S, perch lotta e agricoltura biologica sono la stessa cosa
Che cosa si intende per agricoltura biologica?
Un sistema di produzione compatibile con lambiente che per la difesa delle colture si basa
sullabolizione dei prodotti fitosanitari

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


b)
c)

Pag. 235 di 439

Un sistema di produzione compatibile con lambiente che per la difesa delle colture si basa
sullimpiego di soli prodotti fitosanitari non classificati
Un sistema di produzione compatibile con lambiente che per la difesa delle colture si
basa sullabolizione delle sostanze chimiche di sintesi

153.
a)
b)
c)

Quali prodotti fitosanitari possono essere utilizzati per la produzione biologica?


Nessuno
Solo quelli definiti biologici
Solo quelli indicati da un apposito regolamento

154.
a)
b)
c)

Cos la solarizzazione?
Linstallazione di apparecchiature per misurare la radiazione solare
Il numero di ore di insolazione giornaliera
La sterilizzazione del terreno tramite le radiazioni solari

155.
a)
b)
c)

Quali vantaggi comporta la pacciamatura?


Favorisce la maturazione dei frutti
Impedisce lo sviluppo delle erbe infestanti
Protegge la coltura in atto dai parassiti del terreno

156.
a)
b)
c)

Nella lotta biologica in serra si utilizzano


agenti chimici non nocivi
prodotti con breve tempo di carenza
antagonisti naturali dei nemici delle piante

157.
a)
b)
c)

La difesa fitosanitaria a basso apporto di prodotti fitosanitari include:


sia la difesa integrata che la lotta a calendario
sia la difesa integrata che la lotta guidata
sia la difesa integrata che l'agricoltura biologica

158.

Tra le seguenti pratiche colturali, quali possono favorire lo sviluppo di una malattia nelle
piante?
Le concimazioni azotate abbondanti
Le rotazioni colturali lunghe
Le sistemazioni del terreno

a)
b)
c)

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

MODULO 5

Pag. 236 di 439

CLASSIFICAZIONE TOSSICOLOGICA ED ETICHETTATURA

159.
a)
b)
c)

Cosa significa il parametro della Dose Letale 50 (DL50)?


Il 50% del prodotto pu essere letale per via ingestiva, cutanea e inalatoria
La dose che uccide il 50% degli animali da esperimento sottoposti al trattamento
La dose da diluire al 50% per avere un'azione tossica per gli animali da esperimento per via
ingestiva in maniera superiore a quella inalatoria

160.
a)

Cosa significa il parametro della Concentrazione Letale 50 (CL50)?


La dose di aria satura di prodotto fitosanitario che viene somministrata a 50 animali da
esperimento su un totale di 100, mentre ai rimanenti 50 animali viene somministrata dellacqua
satura di prodotto fitosanitario concentrato
La concentrazione in aria o acqua del prodotto che agisce allo stato di gas o di vapore e
che ottiene lo stesso effetto della Dose Letale 50
Il 50% del prodotto che pu essere letale per via ingestiva, cutanea e inalatoria

b)
c)
161.
a)
b)
c)

162.
a)
b)
c)

163.
a)
b)
c)

164.
a)
b)
c)
165.
a)
b)
c)

166.
a)

Fino al 31 maggio 2017 e secondo la vecchia normativa, come sono etichettati e


contrassegnati i prodotti fitosanitari molto tossici?
Sono etichettati e contrassegnati con croce di Sant'Andrea in un riquadro rettangolare di colore
giallo-arancio e lindicazione di pericolo "Molto Tossico
Sono etichettati e contrassegnati in caratteri ben visibili: attenzione, manipolare con prudenza
Prodotto Molto Tossico
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo T+, con teschio su tibie
incrociate di colore nero in campo giallo arancione e lindicazione di pericolo "Molto
Tossico
Fino al 31 maggio 2017 e secondo la vecchia normativa, come sono etichettati e
contrassegnati i prodotti fitosanitari tossici?
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo T, con teschio su tibie
incrociate di colore nero in campo giallo arancione e lindicazione di pericolo "Tossico
Sono etichettati e contrassegnati in caratteri ben visibili: attenzione, manipolare con prudenza
Prodotto Tossico
Sono etichettati e contrassegnati con croce di Sant'Andrea in un riquadro rettangolare di colore
giallo-arancio e la scritta "Tossico
Fino al 31 maggio 2017 e secondo la vecchia normativa, Come sono etichettati e
contrassegnati i prodotti fitosanitari nocivi?
Sono etichettati e contrassegnati con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un quadrato
rettangolare di colore giallo-arancio e lindicazione di pericolo Nocivo
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo Xn, con croce di S. Andrea
nera in campo giallo arancione e lindicazione di pericolo "Nocivo
Sono etichettati e contrassegnati con croce di S. Andrea nera in campo giallo arancione e
lindicazione di pericolo "Prodotto Nocivo
Fino al 31 maggio 2017 e secondo la vecchia normativa, la croce di Sant'Andrea si trova
solo su prodotti nocivi?
No, anche sui prodotti irritanti e sensibilizzanti
S
No, anche sui prodotti infiammabili
Fino al 31 maggio 2017 e secondo la vecchia normativa, come sono etichettati e
contrassegnati i prodotti fitosanitari sensibilizzanti per inalazione?
Sono etichettati e contrassegnati con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un riquadro
rettangolare di colore giallo-arancio e la scritta Irritante
Con la sola scritta Nocivo, senza nessun contrassegno e disegno particolare
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo Xn, con croce di S. Andrea
nera in campo giallo arancio e lindicazione di pericolo "Nocivo
Fino al 31 maggio 2017 e secondo la vecchia normativa, come sono etichettati e
contrassegnati i prodotti fitosanitari sensibilizzanti per contatto con la pelle?
Sono etichettati e contrassegnati con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un riquadro
rettangolare di colore giallo-arancio e lindicazione di pericolo Irritante

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


b)
c)

167.
a)
b)
c)

168.
a)
b)
c)

169.
a)
b)
c)
170.
a)
b)
c)

171.
a)
b)
c)

Pag. 237 di 439

Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo Xn, con croce di S. Andrea nera in
campo giallo arancio e lindicazione di pericolo "Nocivo
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo Xi, con croce di S. Andrea
nera in campo giallo-arancio e lindicazione di pericolo "Irritante
Fino al 31 maggio 2017 e secondo la vecchia normativa, come sono etichettati e
contrassegnati i prodotti fitosanitari irritanti?
Con una I maiuscola, inserita su di un quadrato di color giallo-arancio, e lindicazione di pericolo
"Irritante
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo Xi, con croce di S. Andrea nera
in campo giallo-arancio e lindicazione di pericolo "Irritante
Sono etichettati e contrassegnati con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un riquadro
rettangolare di colore giallo-arancio e la scritta Irritante
Fino al 31 maggio 2017 e secondo la vecchia normativa, come sono etichettati e
contrassegnati i prodotti fitosanitari cancerogeni, mutageni e tossici per il ciclo
riproduttivo di categoria 3?
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo Xi, con croce di S. Andrea nera in campo
giallo-arancio e lindicazione di pericolo "Irritante
Sono etichettati e contrassegnati con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un quadrato
rettangolare di colore giallo-arancio e lindicazione di pericolo Prodotto Molto Tossico
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo Xn, con croce di S. Andrea
nera in campo giallo arancio e lindicazione di pericolo "Nocivo
Fino al 31 maggio 2017 e secondo la vecchia normativa, come si fa a capire dalletichetta
se un prodotto fitosanitario nocivo per inalazione?
Si capisce dalla lettura del simbolo di pericolo riportato in etichetta
Si capisce dalla lettura del nome commerciale e della sostanza attiva contenuta nel prodotto
fitosanitario
Si capisce dalla lettura della frase di rischio nelletichettatura di pericolo
Fino al 31 maggio 2017 e secondo la vecchia normativa, come sono etichettati e
contrassegnati i prodotti fitosanitari facilmente infiammabili?
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo F, con fiamma nera in campo gialloarancio e lindicazione di pericolo "Infiammabile
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo F, con fiamma nera in campo
giallo-arancio e lindicazione di pericolo "Facilmente Infiammabile
Sono etichettati e contrassegnati con croce di Sant'Andrea in un riquadro rettangolare di colore
giallo-arancio e lindicazione di pericolo Infiammabile
I prodotti sensibilizzanti per la pelle sono meno dannosi sugli insetti ed acari utili
rispetto ai prodotti tossici di categoria 1, 2 e 3?
S, sugli insetti e acari utili sono meno dannosi
No, l'effetto sugli insetti ed acari utili non legato alla tossicit per la salute umana
Dipende da ci che riportato in etichetta e dalla DL50

172.
a)
b)
c)

Che cosa si intende per etichettatura di pericolo dei prodotti fitosanitari?


E uninformazione sintetica delle principali propriet pericolose
E letichetta che deve essere apposta per legge sulle confezioni di tutti i prodotti fitosanitari
E il simbolo di pericolo presente sulletichetta di tutti i prodotti fitosanitari

173.
a)
b)
c)

Cosa troviamo sulletichetta di un prodotto fitosanitario?


La classificazione delle miscele e delle sostanze chimiche
I pittogrammi
Le modalit per archiviare i preparati pericolosi

174.
a)
b)
c)

Cosa troviamo sulletichetta di un prodotto fitosanitario


Le indicazioni di pericolo poste sotto al pittogramma
Le avvertenze di pericolo o attenzione
Le frasi di rischio

175.
a)
b)
c)

Con la classificazione CLP cosa cambia in etichetta rispetto alla normativa DPD?
Le frasi di rischio vengono sostituite con le indicazioni di pericolo
Si aggiungono i consigli di prudenza
Si aggiunge la tossicit DL50

176.

Cosa un pittogramma di pericolo?

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


a)
b)
c)

Pag. 238 di 439

Una frase attribuita ad una classe e categoria di pericolo che descrive la natura del pericolo e
il grado di pericolo
Un codice alfanumerico composto dalla lettera H seguita da tre numeri destinato a
comunicare informazioni specifiche sul pericolo in questione
Una composizione grafica comprendente un simbolo e un bordo, destinata a
comunicare informazioni specifiche sul pericolo in questione

177.
a)
b)
c)

In etichetta riportato attenzione


come avvertenza per indicare il grado relativo del pericolo
come avvertenza per le categorie di minore entit di pericolo
come avvertenza per le categorie di maggiore entit di pericolo

178.
a)
b)
c)

Quali sono le frasi H?


Quelle relative ai consigli di prudenza
Quelle relative allindicazione di rischio
Quelle relative allindicazione di pericolo

179.
a)

Cos lindicazione di pericolo?


E la frase attribuita ad una classe e categoria di pericolo che descrive la natura del
pericolo e che sostituisce la vecchia frase di rischio
E una frase che descrive la misura o le misure raccomandate per ridurre al minimo o
prevenire gli effetti nocivi dellesposizione a una sostanza o miscela pericolosa conseguente al
suo impiego o smaltimento
E la frase che fornisce ulteriori precisazioni sulla valutazione del rischio e che ha lo scopo di
stabilire come i prodotti fitosanitari possono essere impiegati senza rischi per la salute e
lambiente

b)
c)

180.
a)
b)
c)

Con la variazione di classificazione in funzione dei nuovi criteri CLP


al prodotto, secondo la normativa DPD classificato molto tossico, con i criteri CLP pu essere
attribuita la classificazione con il simbolo del punto esclamativo
prodotto, secondo la normativa DPD classificato tossico, con i criteri CLP pu essere
attribuita la classificazione con il simbolo del punto esclamativo
al prodotto, secondo la normativa DPD classificato nocivo, con i criteri CLP pu
essere attribuita la classificazione con il simbolo del teschio

181.
a)
b)
c)

Quali sono le frasi P?


Quelle relative ai consigli di prudenza
Quelle relative allindicazione di rischio
Quelle relative allindicazione di pericolo

182.
a)
b)
c)

Come vengono espressi i consigli di prudenza?


Con un codice alfanumerico composto dalla lettera H seguita da tre numeri
Con un codice alfanumerico composto dalla lettera P seguita da tre numeri
Con un codice alfanumerico composto dalla lettera R seguita da tre numeri

183.
a)
b)
c)

In etichetta trovo
la categoria 4 indicata con il punto esclamativo
la categoria 3 indicata con il punto esclamativo
la categoria 2 indicata con il punto esclamativo

184.
a)
b)
c)

In etichetta trovo
le categorie 4 e 3 indicate con il teschio
le categorie 3 e 2 indicate con il punto esclamativo
le categorie 1 e 2 indicate con il teschio

185.
a)

Il Regolamento CLP suddivide i pericoli in:


3 classi (pericoloso per la salute umana, pericoloso per lambiente, pericoloso per lambiente
acquatico)
4 classi (chimico-fisico, pericoloso per la salute umana, pericoloso per lambiente,
supplementare)
5 classi (tossicit acuta, cancerogenicit, pericolose per lo strato di ozono, pericoloso per
lambiente acquatico, liquidi infiammabili ed esplosivi)

b)
c)

186.
a)
b)
c)

I consigli di prudenza sono suddivisi in


5 gruppi
7 gruppi
9 gruppi

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


187.
a)
b)
c)

A cosa si riferisce il consiglio di prudenza P5?


Allutilizzo del prodotto fitosanitario
Alla conservazione
Allo smaltimento

188.
a)

Sono autorizzate le etichette multilingue?


No, le etichette devono essere scritte nella lingua ufficiale dello Stato membro in cui
la sostanza o miscela immessa sul mercato
S
Solo con speciale deroga

b)
c)

Pag. 239 di 439

189.
a)
b)
c)

Quale il colore dello sfondo dei nuovi pittogrammi in etichetta?


Arancio
Giallo
Bianco

190.

Quale il colore dello sfondo dei pittogrammi utilizzati per il trasporto su strada di
merci pericolose?
Arancio
Giallo
Bianco

a)
b)
c)
191.
a)
b)
c)

192.
a)
b)
c)

193.
a)
b)
c)

Come sono etichettati e contrassegnati i prodotti fitosanitari tossici acuti di categoria 1,


2 e 3?
Sono etichettati e contrassegnati con una croce di Sant'Andrea in un riquadro rettangolare di
colore giallo-arancio
Con scritto, in caratteri ben visibili: attenzione, manipolare con prudenza prodotto Molto
Tossico
Sono etichettati e contrassegnati con un pittogramma a forma di losanga con fondo
bianco e bordo rosso contenente il simbolo del teschio su tibie incrociate di colore
nero con avvertenza sottostante pericolo
Come vengono etichettati e contrassegnati i prodotti fitosanitari tossici acuti di
categoria 4?
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo T, con teschio su tibie
incrociate di colore nero in campo giallo arancione e lindicazione di pericolo "Tossico
Con scritto, in caratteri ben visibili: attenzione, manipolare con prudenza prodotto Tossico
Sono etichettati e contrassegnati con un pittogramma a forma di losanga con fondo
bianco e bordo rosso contenente il simbolo del punto esclamativo di colore nero
con avvertenza sottostante attenzione.
Come sono etichettati e contrassegnati i prodotti fitosanitari tossici sulla prole
per gli effetti della lattazione?
Non previsto nessun pittogramma ed avvertenza, ma prevista lindicazione di
pericolo H
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo T, con teschio su tibie incrociate di
colore nero in campo giallo arancione e lindicazione di pericolo "Tossico
Sono etichettati e contrassegnati con un pittogramma a forma di losanga con fondo bianco e
bordo rosso contenente il simbolo del punto esclamativo di colore nero con avvertenza
sottostante attenzione.

194.
a)
b)
c)

Il punto esclamativo si trova solo su prodotti tossici di categoria 4?


No, anche sui prodotti irritanti e sensibilizzanti per la pelle
S
Indica prodotti tossici che sono contemporaneamente infiammabili

195.

Come sono etichettati e contrassegnati i prodotti fitosanitari sensibilizzanti per


inalazione?
Sono etichettati e contrassegnati con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un
quadrato rettangolare di colore giallo-arancio e la scritta Irritante
Con la sola scritta Nocivo, senza nessun contrassegno e disegno particolare
Sono etichettati e contrassegnati con un pittogramma a forma di losanga con
fondo bianco e bordo rosso contenente il simbolo della persona danneggiata di
colore nero con avvertenza sottostante di pericolo.

a)
b)
c)

196.
a)

Come sono etichettati e contrassegnati i prodotti fitosanitari sensibilizzanti per


contatto con la pelle?
Sono etichettati e contrassegnati con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

b)
c)
197.
a)
b)
c)

198.
a)
b)
c)
199.
a)
b)
c)
200.
a)
b)
c)
201.
a)
b)
c)
202.
a)
b)
c)

Pag. 240 di 439

quadrato rettangolare di colore giallo-arancio e la scritta Irritante


Sono etichettati e contrassegnati con un pittogramma a forma di losanga con
fondo bianco e bordo rosso contenente il simbolo del punto esclamativo di colore
nero con avvertenza sottostante di attenzione
Con la sola scritta Nocivo, senza disegni particolari, ma il colore e sempre giallo-arancio
Come sono etichettati e contrassegnati i prodotti fitosanitari irritanti per le vie
respiratorie?
Con una I maiuscola, inserita su di un quadrato di color arancio
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo Xi, con croce di S. Andrea nera
in campo giallo arancione e lindicazione di pericolo "Irritante
Sono etichettati e contrassegnati con un pittogramma a forma di losanga con fondo
bianco e bordo rosso contenente il simbolo del punto esclamativo di colore nero
con avvertenza sottostante di attenzione.
Come sono etichettati e contrassegnati i prodotti fitosanitari cancerogeni,
mutageni e tossici per il ciclo riproduttivo di categoria 2?
Sono etichettati e contrassegnati con un pittogramma a forma di losanga con
fondo bianco e bordo rosso contenente il simbolo della persona danneggiata punto
esclamativo di colore nero con avvertenza sottostante attenzione
Con la sola scritta Nocivo, senza nessun contrassegno e disegno particolare
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo Xn, con croce di S. Andrea nera
in campo giallo arancio e lindicazione di pericolo "Nocivo
Come sono etichettati e contrassegnati i prodotti fitosanitari facilmente
infiammabili?
Sono etichettati e contrassegnati con il simbolo di pericolo F, con fiamma nera in campo
giallo-arancione e lindicazione di pericolo "Facilmente Infiammabile
Sono etichettati e contrassegnati con un pittogramma a forma di losanga con
fondo bianco e bordo rosso contenente una fiamma di colore nero con avvertenza
sottostante di pericolo
Sono etichettati e contrassegnati con una croce di Sant'Andrea in un riquadro rettangolare
di colore giallo-arancio e la scritta Infiammabile
Un prodotto fitosanitario non classificato pericoloso pu contenere sostanze
pericolose per la salute delluomo?
S, pu contenere sostanze molto pericolose, anche se in piccole quantit
No, perch non classificato pericoloso
No, perch non obbligatorio ottenere la scheda di sicurezza
Che cosa si intende per etichettatura di pericolo dei prodotti fitosanitari?
Linsieme del pittogramma, delle avvertenze, delle indicazioni di pericolo, dei consigli di
prudenza con il nome del prodotto fitosanitario e dellimpresa che lo ha immesso in
commercio
E letichetta che deve essere apposta per legge sulle confezioni di tutti i prodotti chimici
E il simbolo di pericolo presente sulletichetta delle confezioni
Ottenere la scheda di sicurezza dei prodotti fitosanitari obbligatorio?
Sempre, per prodotti pericolosi e non pericolosi contenenti almeno una sostanza
pericolosa
Sempre, ma solo per confezioni con contenuto superiore a 1 Kg per i formulati solidi o 1 litro per
quelli liquidi
No, non obbligatorio ottenere la scheda di sicurezza per i prodotti fitosanitari non classificati
pericolosi

203.
a)
b)
c)

Di quante voci informative composta la scheda di sicurezza?


18 voci obbligatorie
11 voci per i prodotti fitosanitari non pericolosi e 16 per quelli pericolosi
16 voci obbligatorie

204.
a)

A cosa serve la scheda di sicurezza di un prodotto fitosanitario?


Serve per scegliere le necessarie misure di prevenzione e protezione per luomo e
lambiente
Serve per la salvaguardia della salute delluomo e dellambiente quando si impiegano prodotti
molto tossici, tossici e nocivi
Serve per adottare, alla fine del trattamento, un corretto smaltimento della miscela fitoiatrica
residua e dei contenitori dei prodotti fitosanitari

b)
c)

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

205.
a)
b)
c)
206.
a)
b)
c)
207.
a)
b)
c)
208.
a)
b)
c)
209.
a)
b)
c)
210.
a)
b)
c)
211.
a)
b)
c)
212.
a)
b)
c)
213.
a)
b)
c)
214.
a)
b)
c)

Pag. 241 di 439

Come ci si deve comportare se non viene consegnata la scheda di sicurezza di un


prodotto fitosanitario allatto dellacquisto?
Si aspetta che venga consegnata in un secondo momento, anche per corrispondenza o posta
elettronica
Se non viene consegnata vuol dire che non necessaria
Si richiede obbligatoriamente al rivenditore
Quando deve essere fornita obbligatoriamente la scheda di dati di sicurezza dei
prodotti fitosanitari?
La prima volta che si acquista un prodotto fitosanitario
Sempre, ma solo per confezioni con contenuto superiore a 1 litro
Mai, non obbligatorio fornire la scheda di dati di sicurezza per i prodotti fitosanitari
La scheda di dati di sicurezza di un prodotto fitosanitario pu essere consegnata su
CD o per via elettronica?
S, ma solo se si dichiara di essere in possesso di un computer o di essere collegati
a internet
No, la scheda di dati di sicurezza deve essere consegnata sempre a mano in fotocopia
cartacea
Si richiede obbligatoriamente al rivenditore
Se non si in possesso del computer come possiamo avere la scheda di dati di
sicurezza di un prodotto fitosanitario allatto del primo acquisto?
Va bene lo stesso anche se non labbiamo, perch letichetta sufficiente
Se non viene consegnata vuol dire che non necessaria
Richiediamo la fotocopia cartacea
Si incorre in sanzioni se non si in possesso della scheda di dati di sicurezza di un
prodotto fitosanitario in fase di utilizzo?
S, anche fino a 18.000 euro
Se non viene consegnata non si incorre in nessuna sanzione
Solo il rivenditore viene sanzionato
A cosa serve la scheda di dati di sicurezza di un prodotto fitosanitario per un
datore di lavoro?
Serve solo quando si impiegano prodotti molto pericolosi
Serve prevalentemente per valutare il rischio da agenti chimici pericolosi e per
scegliere le necessarie misure di prevenzione e protezione per luomo e lambiente
Serve per adottare un corretto smaltimento dei contenitori
E prevista la scheda di dati di sicurezza per i prodotti fitosanitari solo infiammabili,
ma non pericolosi per la salute?
No, la SDS deve essere consegnata solo per i prodotti fitosanitari pericolosi
No, i prodotti fitosanitari infiammabili non sono mai pericolosi per la salute
S, la SDS deve essere consegnata per tutti i prodotti fitosanitari pericolosi
Passando da unattrezzatura a volume normale ad una a basso volume la dose
per ettaro indicata in etichetta deve cambiare?
No
Si
Dipende dal tipo di trattamento che si intende effettuare
Cosa si intende per intervallo di sicurezza?
L'intervallo di tempo espresso in giorni che deve intercorrere tra un trattamento e laccesso, in
totale sicurezza, nel terreno trattato
L'intervallo di tempo espresso in giorni che deve intercorrere tra l'ultimo trattamento e
la raccolta o la messa in commercio di derrate alimentari immagazzinate
L'intervallo di tempo espresso in giorni che deve intercorrere tra il primo trattamento e la raccolta
o la messa in commercio di derrate alimentari immagazzinate
Lintervallo di sicurezza di un prodotto fitosanitario varia se viene diminuita la
concentrazione di impiego?
Non varia
No, aumenta proporzionalmente alle concentrazioni
Diminuisce aumentando la quantit di acqua impiegata

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

215.
a)
b)
c)
216.
a)
b)
c)

L'intervallo di sicurezza di un prodotto fitosanitario varia se viene diminuita la dose di


impiego?
Diminuisce riducendo la quantit di acqua impiegata
Diminuisce proporzionalmente alle concentrazioni
Non varia
Se si rende necessario eseguire un trattamento in prossimit della raccolta, quale tipo di
prodotto occorre impiegare?
Un prodotto fitosanitario che non venga assorbito per via cutanea per evitare rischi a carico della
salute di chi esegue la raccolta
Un prodotto fitosanitario che possieda un tempo di carenza inferiore a quello che
intercorre tra il trattamento e la presumibile data di raccolta
Qualsiasi prodotto fitosanitario purch il prodotto raccolto venga lavato accuratamente prima del
consumo

217.
a)
b)
c)

Posso ridurre il tempo di carenza diminuendo la dose del prodotto?


Si, diminuendo la dose riesco a ridurre il tempo di carenza
No
Dipende dalla classificazione tossicologica del prodotto utilizzato

218.

Se si effettuano trattamenti della frutta in post-raccolta, prima di immetterla sul


mercato necessario
pulirla in maniera da eliminare i residui dei prodotti fitosanitari
lavarla se si utilizza prima del giorno di scadenza del periodo di sicurezza
rispettare i tempi di carenza

a)
b)
c)
219.
a)
b)
c)
220.
a)
b)
c)

Pag. 242 di 439

Il lavaggio e la conservazione dei prodotti ortofrutticoli successivi al trattamento,


modificano l'intervallo di sicurezza di un prodotto fitosanitario applicato in campo?
Annullano lintervallo di sicurezza
Lasciano inalterato lintervallo di sicurezza
Riducono lintervallo di sicurezza
Nel caso di vegetali destinati alla trasformazione industriale o surgelati, si deve o no
tenere conto dell'intervallo di sicurezza?
S, sempre
No, se i vegetali vengono lavati
No, in quanto lintervallo di sicurezza pu esaurirsi durante la trasformazione o la surgelazione dei
vegetali e comunque prima del consumo

221.
a)
b)
c)

Il tempo di carenza indicato in etichetta?


S, sempre quando le colture o le derrate hanno una destinazione alimentare
A discrezione della ditta produttrice del formulato
Quando non indicato in etichetta lo troviamo riportato sulla scheda di sicurezza

222.
a)
b)
c)

Dovendo fare un trattamento su coltura ortiva a raccolta scalare:


bisogna rispettare i tempi di carenza soltanto per l'ultima raccolta
non bisogna rispettare i tempi di carenza in quanto la raccolta scalare
bisogna sempre rispettare i tempi di carenza

223.
a)

Cosa si intende per limite di tolleranza?


Il residuo massimo di prodotto fitosanitario tollerato sui prodotti agricoli freschi o sulle
derrate immesse al consumo
La quantit massima di prodotto fitosanitario che possibile distribuire in campo senza arrecare
danni allambiente
La dose massima di prodotto fitosanitario tollerata dalla pianta affinch non si verifichino delle
ustioni o comunque fenomeni di fitotossicit

b)
c)
224.
a)
b)
c)

Che cosa si intende per residuo ammesso o limite di tolleranza di un prodotto


fitosanitario?
La percentuale di sostanza attiva presente nel formulato del prodotto commerciale autorizzato
La quantit massima di prodotto fitosanitario che pu essere presente sui prodotti
destinati all'alimentazione
La quantit di prodotto fitosanitario che rimane nellirroratrice al termine del trattamento, da
smaltire come previsto per i rifiuti speciali

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

225.
a)
b)
c)
226.
a)
b)
c)

Pag. 243 di 439

Che cos lR.M.A.?


E il residuo massimo ammesso di una sostanza attiva tollerata nei prodotti destinati
allalimentazione perch sicuramente non nocivo
E il residuo minimo ammesso di una sostanza attiva tollerata nei prodotti destinati
allalimentazione perch sicuramente non nocivo
E il rischio mortale associato di una sostanza attiva che deve essere indicato in etichetta
Cosa si intende per tempo di rientro?
Lintervallo di tempo che deve intercorrere tra il trattamento con prodotti
fitosanitari e laccesso di uomini o animali nella zona trattata
Lintervallo di tempo, espresso in giorni, che deve intercorrere tra lultimo trattamento con prodotti
fitosanitari e la raccolta
Lintervallo di tempo che deve intercorrere tra lultimo trattamento con prodotti fitosanitari e la
vendita del prodotto

227.
a)
b)
c)

Qual il tempo di rientro ottimale?


Come minimo 48 ore, se non indicato diversamente in etichetta
Il tempo dato dallintervallo di sicurezza
Dipende dalla classificazione tossicologica del prodotto fitosanitario utilizzato

228.
a)

Che cosa il tempo di rientro per loperatore agricolo?


Lintervallo di tempo tra il trattamento eseguito con un prodotto sistemico ed il suo assorbimento
allinterno della pianta
Lintervallo di tempo tra il trattamento e il rientro nellarea trattata per svolgere attivit
lavorative senza mezzi protettivi
Lintervallo di tempo tra il momento in cui si esegue il trattamento e il rientro in azienda

b)
c)
229.
a)
b)
c)

A cosa serve il rispetto del tempo di rientro in un frutteto?


Ad evitare la commercializzazione di frutta con residui superiori al limite di tolleranza
Per avere nellaria una quantit di prodotti fitosanitari tollerabile
Ad evitare lassorbimento di prodotti fitosanitari attraverso la cute nel momento in cui si
effettuano operazioni colturali

230.

Quando in etichetta non indicato il tempo di rientro per loperatore agricolo quanto
tempo consigliabile aspettare prima di entrare nelle aree trattate senza misure
protettive?
Almeno 48 ore
1 giorno
Non necessario aspettare del tempo e rispettare alcuna misura protettiva in quanto in etichetta
non sono descritte le precauzioni da prendere

a)
b)
c)

231.
a)
b)
c)

Tutti i prodotti fitosanitari possono essere distribuiti sulle colture protette?


Si, purch si rispetti il campo di impiego indicato in etichetta
No, per le colture protette sono previsti prodotti fitosanitari specifici
Si, purch non vi sia il divieto in etichetta o sia richiesta una specifica autorizzazione

232.
a)
b)
c)

Cosa non riporta letichetta di un prodotto fitosanitario?


I pittogrammi
La classificazione di rischio
Il residuo massimo ammesso della sostanza attiva nei prodotti alimentari

233.

Un prodotto registrato per la tentredine del pero, pu essere utilizzato anche per la
tentredine del susino?
S, in quanto un prodotto specifico contro la tentredine
No, se non riporta in etichetta anche il susino come coltura autorizzata
S, luso del prodotto dipende dalle sostanze attive in esso contenute e non dalla coltura da
trattare

a)
b)
c)
234.
a)
b)
c)

Un prodotto acaricida pu essere impiegato su qualsiasi coltura per la lotta contro gli
acari?
No, solo sulle colture indicate in etichetta
S, se il campo di impiego ampio
Si, in quanto un prodotto specifico

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

235.
a)
b)
c)

Pag. 244 di 439

corretto impiegare, per i prodotti fitosanitari, dosi pi alte di quelle massime indicate
in etichetta?
No, mai
S a volte, in base alle diverse emergenze fitosanitarie
S, ma solamente se miscelati

236.
a)
b)
c)

possibile impiegare prodotti fitosanitari per scopi diversi da quelli indicati in etichetta?
No, i prodotti fitosanitari vanno utilizzati esclusivamente come riportato in etichetta
S, solamente su consiglio del venditore o del tecnico che fornisce lassistenza
S, solo se realmente necessario e in mancanza di alternative fitoiatriche

237.
a)
b)
c)

Per la scelta del prodotto fitosanitario da utilizzarsi in un trattamento, necessario:


verificare in etichetta le registrazioni e le modalit di impiego
scegliere un prodotto sistemico perch se piove il trattamento pi efficace
non occorrono particolari precauzioni purch il trattamento venga effettuato in assenza di vento

238.
a)
b)
c)

I prodotti fitosanitari possono essere impiegati per trattamenti di aree non agricole?
S, purch si rispetti il tempo di carenza
No, in quanto potrebbero intossicare la popolazione
S, quando specificatamente indicato in etichetta

239.
a)
b)
c)

Un prodotto fitosanitario non classificato pericoloso un agente chimico pericoloso?


S, perch pu essere pericoloso durante limpiego
No, perch non classificato pericoloso
No, perch non obbligatorio ottenere la scheda di sicurezza

240.

Lindicazione riportata in etichetta di un antiparassitario di una dose di 1,5 litri


per ettaro equivale a:
1,5 litri per 100 litri di acqua
1,5 litri per 1.000 metri quadrati di terreno
0,75 litri per 5.000 metri quadrati di terreno

a)
b)
c)
241.
a)
b)
c)
242.
a)
b)
c)
243.
a)
b)
c)

Nel caso si debbano trattare 9.000 metri quadrati di terreno e la dose prescritta in
etichetta sia di un litro per ettaro si dovr:
usare comunque un litro
usare 0,9 litri e conservare il residuo
smaltire 0,1 litri e preparare la soluzione
Se un prodotto consigliato in etichetta, per una certa coltura, alla dose massima di
125 ml per 100 litri di acqua, posso preparare una diluizione con 400 ml in 400 litri
di acqua?
Si, in quanto 125 la dose massima consigliata
Si, in quanto si supera di pochissimo la dose massima consigliata
No, in quanto non si pu superare la dose massima consigliata
Un prodotto consigliato alla dose di 75 ml per 100 litri di acqua, in quale quantit pu
essere diluito in una botte che ha portata di 250 litri?
187,5 ml
151,5 ml
210,5 ml

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

MODULO 6

Pag. 245 di 439

NORME DI SICUREZZA PER IL CORRETTO UTILIZZO DEI


PRODOTTI FITOSANITARI
(ACQUISTO, IMPIEGO, TRASPORTO E SMALTIMENTO)

244.
a)
b)
c)

Limmissione in commercio e la produzione dei prodotti fitosanitari sono soggette ad


una specifica autorizzazione?
Non necessitano di autorizzazione perch i prodotti fitosanitari sono di libera produzione e
vendita
Sono soggette ad autorizzazione dell'Azienda Unit Sanitaria Locale
Sono soggette ad autorizzazione del Ministero della Salute

245.
a)
b)
c)

I prodotti fitosanitari dove possono essere realizzati?


In tutte le industrie chimiche
Solo nelle industrie farmaceutiche autorizzate dal Ministero della Salute
Solo nelle industrie autorizzate per la produzione di prodotti fitosanitari

246.
a)
b)
c)

possibile utilizzare prodotti di cui sia stata ritirata lautorizzazione?


S, purch nellutilizzo si eseguano le indicazioni di un tecnico
No, in nessun caso dopo il termine di utilizzo previsto dallautorizzazione
S, solamente se fanno parte delle scorte di magazzino e vengono utilizzati in epoche lontane
dalla raccolta

247.
a)
b)
c)

Dove devono essere detenuti e venduti i prodotti fitosanitari?


In locali areati in cui possibile vendere anche altri prodotti per lagricoltura
In locali refrigerati in quanto molti prodotti fitosanitari si degradano con le alte temperature
In locali autorizzati e non adibiti al deposito o alla vendita di generi alimentari e
mangimi

248.
a)

Dove possono essere acquistati i prodotti fitosanitari?


Da qualunque distributore, purch maggiorenne e in possesso di un diploma o laurea in
discipline agrarie, forestali, biologiche, ambientali, chimiche, mediche e veterinarie
Esclusivamente dai distributori autorizzati
Da qualunque distributore, purch abbia alle sue dipendenze personale in grado di fornire
informazioni sulluso dei prodotti e in materia di sicurezza per la salute umana e per lambiente

b)
c)
249.
a)
b)
c)

Possono essere acquistati prodotti fitosanitari in confezioni non sigillate o non


originali?
No, in nessun caso
S, purch si tratti di prodotti registrati
S, purch il distributore ne garantisca la provenienza

250.
a)
b)
c)

Il certificato di abilitazione pu essere lasciato in deposito presso il distributore?


S, se gli acquisti vengono eseguiti sempre nella medesima rivendita
No, in quanto il certificato di abilitazione un documento strettamente personale
S, fino alla data di scadenza del certificato di abilitazione, dopo va ritirato e rinnovato

251.
a)
b)
c)

Quale responsabilit assume chi acquista prodotti fitosanitari ad uso professionale?


Nessuna responsabilit se il prodotto viene impiegato da coadiuvanti familiari
La responsabilit diretta nel caso di impiego del prodotto da parte di persone minorenni
La responsabilit diretta di unidonea conservazione e di un impiego corretto del
prodotto

252.

Il titolare del certificato di abilitazione allacquisto e allutilizzo pu rivendere o


regalare ad altre persone prodotti fitosanitari ad uso professionale?
S, ma solamente se certo che vengano impiegati correttamente, secondo le indicazioni
riportate in etichetta e le voci informative delle schede di sicurezza
No, in nessun caso
S, se queste persone sono in possesso del medesimo certificato di abilitazione

a)
b)
c)
253.
a)
b)
c)

Come comportarsi all'atto dell'acquisto di prodotti fitosanitari?


Controllare la corretta etichettatura dei prodotti fitosanitari
Controllare che i prodotti siano venduti in confezioni integre e non in forma sfusa
Rivolgersi unicamente a rivenditori autorizzati e controllare la corretta etichettatura

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 246 di 439

254.
a)
b)
c)

In caso di dubbi circa la provenienza e l'autenticit di prodotti fitosanitari, cosa fare?


Riportare i prodotti fitosanitari appena acquistati al rivenditore, per non correre rischi
Avvisare le autorit competenti
Smaltire correttamente le confezioni sospette attraverso le ditte autorizzate

255.
a)
b)

Quali sono i rischi nell'utilizzare prodotti illegali?


Rischi legati a frode fiscale per l'agricoltore con ripercussioni giudiziarie e sanzionatorie
Rischi per la collettivit, per l'agricoltore e per le aziende produttrici di prodotti
fitosanitari
Rischi economici per le aziende produttrici autorizzate che subiscono la concorrenza sleale da
parte delle aziende illegali

c)
256.
a)
b)
c)
257.
a)
b)
c)
258.
a)
b)
c)
259.
a)

Quale deve essere il comportamento nel caso in cui si manifestino delle perdite di
prodotto fitosanitario al momento del loro trasporto dal rivenditore allazienda
agricola o al momento della loro distribuzione con il mezzo irrorante?
Fermare il traffico, lavare la strada e convogliare il residuo nei fossi
Raccogliere personalmente il materiale disperso, riporlo in adeguato contenitore e smaltirlo
come rifiuto speciale pericoloso
Informare la pubblica autorit sanitaria e ambientale e comunque adoperarsi per
evitare ulteriori danni
Durante il trasporto dei prodotti fitosanitari dal punto vendita al centro aziendale
pi importante verificare
lassenza di perdite dai contenitori
il corretto funzionamento delle luci del veicolo e la scorta di carburante
la presenza di un estintore a bordo del veicolo
Per trasportare i prodotti fitosanitari dal punto vendita al centro aziendale meglio
utilizzare
un rimorchio agricolo
un furgone con il piano di carico separato dalla cabina di guida
unautomobile con portabagagli

b)
c)

Come debbono essere conservati i prodotti fitosanitari?


Entro locali, recinti o armadi areati, chiusi a chiave, su cui deve essere apposto un
cartello con un teschio e la scritta veleno
In un luogo appartato dell'abitazione, anche adibito a deposito gasolio e fertilizzanti
E sufficiente che siano tenuti separati da sostanze alimentari o mangimi

260.
a)
b)
c)

Dove devono essere detenuti i prodotti fitosanitari dallutilizzatore professionale?


In un locale qualsiasi purch riparato dalla pioggia e chiuso a chiave
In un locale refrigerato e fornito di opportuni armadi
In locali idonei e non adibiti al deposito di generi alimentari e mangimi

261.

Quale deve essere il comportamento nel caso in cui le confezioni presenti nel locale
adibito a magazzino dei prodotti fitosanitari si rompano e fuoriescano quantit anche
minime di prodotto fitosanitario?
Occorre lavare la superficie imbrattata con acqua e convogliare il residuo nella fognatura per
evitare linquinamento ambientale
Occorre pulire immediatamente le superfici imbrattate, raccogliere il prodotto, se
liquido, con materiale assorbente quale segatura o sabbia per impedire che il
prodotto finisca nella fognatura e smaltire il rifiuto secondo le norme vigenti
E sufficiente asciugare la superficie con una spugna o con uno strofinaccio con lausilio dei
dispositivi di protezione individuali per evitare il rischio di intossicazione

a)
b)
c)
262.
a)
b)
c)
263.
a)
b)
c)

Se si devono pesare prodotti fitosanitari in polvere:


meglio pesarli in un locale chiuso per evitare di inquinare lambiente
meglio pesarli allaperto, in assenza di vento, cercando di non alzare polvere e di
non disperderli
indifferente pesarli in un locale chiuso o allaperto, purch sia lontano dallabitazione
Quando si deve preparare una soluzione per il trattamento con un prodotto
fitosanitario in polvere, preferibile...
riempire la cisterna con lacqua necessaria e poi immettervi la polvere
riempire la cisterna con la met dellacqua necessaria, sciogliere a parte con poca
acqua la polvere, immettere il tutto nella cisterna e dopo portare a volume agitando
immettere nella cisterna la polvere e poi, agitando, tutta lacqua necessaria

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

264.
a)
b)
c)

Pag. 247 di 439

Dove opportuno miscelare i prodotti fitosanitari?


Su un tavolo sotto una tettoia possibilmente lontano dall'abitazione e dagli allevamenti
Nellarea attrezzata o nel luogo pi prossimo alla coltura che si intende trattare ed in
ogni caso lontano da abitazioni, pozzi e corsi dacqua superficiali
In un locale con porta munita di serratura, separato dall'abitazione e non accessibile ai minori

265.
a)
b)
c)

permesso prelevare acqua dai fossi o dai canali direttamente con mezzi irroranti?
No in nessun caso, per evitare rischi di contaminazione delle acque
S, purch si lavi prima dell'uso il tubo aspirante
S, ma solo con mezzi aspiranti separati ed autonomi dall'attrezzatura irrorante

266.
a)
b)
c)

La tracimazione della miscela dall'attrezzatura da evitare?


No, purch il prodotto tracimato non inquini pozzi e corsi dacqua circostanti
S, sempre
No, se si tratta di prodotti non classificati molto tossici, tossici o nocivi

267.
a)

Quando si effettuano trattamenti, opportuno:


preparare una quantit di miscela irrorante effettivamente necessaria per il
trattamento
scaricare la soluzione avanzata sul terreno evitando che finisca nel pi vicino fossato
distribuire la soluzione rimasta nella coltura limitrofa

b)
c)
268.
a)
b)
c)
269.
a)
b)
c)

Durante la fase di riempimento del serbatoio dellirroratrice con la miscela


fitoiatrica pi importante
evitare di lasciare la macchina incustodita
utilizzare solo acqua pulita
mantenere costantemente in agitazione il liquido del serbatoio
Per ridurre al minimo la quantit di miscela residua nel serbatoio al termine del
trattamento, risulta utile
impiegare basse pressioni di esercizio
evitare di effettuare lultima parte del trattamento in aree declivi
verificare la corretta taratura dellirroratrice

270.
a)
b)
c)

Per stemperare il prodotto concentrato meglio utilizzare


sempre lo stesso recipiente (es. secchio)
un recipiente diverso per ciascun tipo di prodotto
un dispositivo pre-miscelatore

271.

Prima di effettuare il trasferimento dellirroratrice dal centro aziendale al campo da


trattare pi importante verificare
la presenza della protezione del cardano
la pressione di gonfiaggio dei pneumatici della trattrice e dellirroratrice
lassenza di gocciolamenti dallirroratrice

a)
b)
c)
272.
a)
b)
c)
273.
a)
b)
c)
274.
a)
b)
c)
275.
a)

Prima di effettuare il trasferimento dellirroratrice dal centro aziendale al


campo da trattare di fondamentale importanza verificare
la perfetta chiusura del serbatoio e di tutte le valvole dellirroratrice
la corretta erogazione degli ugelli
la presenza dei pittogrammi sul serbatoio della macchina irroratrice
Per limitare il rischio di inquinamento puntiforme da prodotti fitosanitari durante
la distribuzione della miscela fitoiatrica opportuno
operare con pressioni di esercizio non superiori a 10 bar
operare con velocit di avanzamento superiori a 6 Km/ora
verificare che i getti erogati dagli ugelli non colpiscano parti della macchina
irroratrice
Per limitare il rischio di inquinamento puntiforme da prodotti fitosanitari durante la
distribuzione della miscela fitoiatrica molto importante
interrompere lerogazione della miscela durante le svolte in capezzagna
effettuare le svolte nel minor tempo possibile senza interrompere lerogazione del liquido
non variare mai la velocit di avanzamento durante le svolte
Per ridurre i rischi di inquinamento puntiforme da prodotti fitosanitari
prioritario
rendere minimi i quantitativi di reflui del trattamento

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


b)
c)
276.
a)
b)
c)

disporre di elevati quantitativi dacqua pulita per diluire i reflui


utilizzare prodotti fitosanitari poco tossici
Come opportuno segnalare un campo trattato con prodotti fitosanitari?
Recintando adeguatamente i campi trattati
Appendendo agli alberi i contenitori dei prodotti fitosanitari per rendere nota la tipologia del
prodotto utilizzato
Applicando cartelli in numero sufficiente, con avvertimenti idonei, ai margini delle
colture trattate

277.
a)
b)
c)

E opportuno irrorare una coltura in presenza di vento?


Si, ma solo durante le ore pi fresche della giornata
Si, ma solo dopo aver osservato lanemometro
No comunque

278.
a)
b)

In caso di giornata ventosa corretto eseguire il trattamento?


S, se necessario essere tempestivi, purch si utilizzi la maschera protettiva
No, per il rischio che la nube tossica colpisca l'operatore e si sposti lontano dalla
coltura trattata
S, purch si riduca la pressione di esercizio e la velocit di avanzamento

c)
279.
a)
b)
c)

Pag. 248 di 439

Quali precauzioni d'obbligo adottare trattando in prossimit di strade, corsi d'acqua


e colture confinanti?
Nessuna precauzione se il prodotto fitosanitario non classificato come molto tossico, tossico o
nocivo
Tutte le precauzioni affinch la nube irrorante non fuoriesca dall'appezzamento
irrorato
Nessuna precauzione particolare se il trattamento viene effettuato in assenza di vento

280.
a)
b)
c)

Lazionamento del sistema lava impianto a fine trattamento consente di:


diluire la miscela residua nel serbatoio che sar poi distribuita direttamente sulla coltura
effettuare un risciacquo sommario delle pareti interne del serbatoio e delle tubazioni
effettuare direttamente in campo il risciacquo del serbatoio e delle tubazioni in modo
da poter distribuire lacqua di lavaggio direttamente sulle colture

281.
a)
b)
c)

La pulizia interna dellirroratrice dovrebbe essere effettuata:


almeno una volta lanno
tutte le volte in cui si cambia il tipo di miscela fitoiatrica
soltanto quando si impiegano prodotti ad elevata tossicit

282.
a)
b)
c)

Com giusto che sia il serbatoio della macchina irroratrice?


Con pareti interne lisce, con spigoli e con agitatore
Con pareti interne lisce, senza spigoli e con agitatore
Con pareti interne ruvide, senza spigoli e con agitatore

283.
a)
b)
c)

A cosa serve lagitatore nel serbatoio delle macchine irroratrici?


Ad assicurare lomogeneit della miscela acqua-prodotto fitosanitario
A migliorare il risciacquo del serbatoio
A modificare la concentrazione della miscela acqua sostanza attiva

284.
a)
b)
c)

Quale la pressione di esercizio consigliabile per una pompa a membrana?


Tra 40 e 50 bar
Fino a 30 bar
Meno di 20 bar

285.
a)
b)
c)

A cosa serve un manometro?


A controllare la pressione di esercizio
A controllare il compensatore pneumatico
A controllare la pompa

286.
a)
b)
c)

Gli ugelli che si usurano meno sono quelli realizzati in:


ottone, acciaio
acciaio, polimeri plastici
polimeri plastici, ceramica

287.
a)
b)

Gli ugelli che si usurano pi velocemente sono quelli realizzati in:


ottone, acciaio
acciaio, polimeri plastici

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


C)

polimeri plastici, ceramica

288.
a)
b)
c)

Come si esegue la pulizia degli ugelli?


Con aghi
Soffiando, avvicinandoli alla bocca
Con pennelli o getti daria compressa

289.
a)
b)
c)

Soffiare dentro gli ugelli di distribuzione otturati corretto?


No, in nessun caso, per il grave rischio di intossicazione
S, ma solo se non si usano prodotti molto tossici, tossici e nocivi
S, in quanto l'unico metodo veloce per eliminare l'otturazione ed evitare la distribuzione
disomogenea del prodotto

290.
a)
b)
c)

Come si dispongono gli ugelli a fessura sulla barra?


Con le fessure parallele tra loro e non inclinate rispetto allasse della barra
Inclinando le fessure di 5 - 10 rispetto allasse della barra
Inclinando le fessure di 15 - 20 rispetto allasse della barra

291.
a)
b)
c)

Quando laltezza di lavoro della barra irroratrice piuttosto elevata si hanno:


eccessive sovrapposizioni dei getti
giuste sovrapposizioni dei getti
zone non trattate

292.
a)
b)
c)

Quando laltezza di lavoro della barra irroratrice molto vicina al suolo si hanno:
eccessive sovrapposizioni dei getti
giuste sovrapposizioni dei getti
zone non trattate

293.
a)
b)
c)

Cosa si intende per volume nel trattamento fitosanitario?


Le dimensioni della botte irroratrice
La quantit della miscela acqua-sostanza attiva distribuita ad ettaro
La quantit della miscela acqua-sostanza attiva distribuita nella superficie trattata

294.
a)
b)
c)

Le macchine irroratrici a polverizzazione pneumatica in genere operano a...


volume alto (700-1000 litri /ha)
volume medio (300-700 litri/ha)
volume basso (150-300 litri/ha)

295.

Nelle macchine irroratrici ad alto volume la quantit di prodotto da irrorare per


ettaro, rispetto a quelle a basso volume, ...
maggiore
minore
circa uguale

a)
b)
c)
296.
a)
b)
c)

Cosa accade quando il volume di distribuzione troppo elevato?


Gocciolamento a terra del prodotto a causa delle gocce troppo grandi
Dispersione in atmosfera del prodotto a causa delle gocce troppo piccole
Buona diluizione della sostanza attiva e ripartizione uniforme su grandi superfici

297.
a)
b)
c)

Lirrorazione a bassi volumi pu determinare:


Percolazione
gocciolamento
deriva

298.
a)
b)
c)

Con temperature alte e umidit relativa bassa si deve assolutamente evitare:


lapplicazione di alti volumi di distribuzione
lapplicazione di medi volumi di distribuzione
lapplicazione di bassi volumi di distribuzione

299.

Durante un trattamento, quando si ha la garanzia di un grado di copertura totale


della vegetazione?
Quando si irrora con bassi volumi
Quando si irrora con medi volumi
Quando si irrora con alti volumi

a)
b)
c)
300.
a)

Le barre irroratrici vanno usate con pressioni di esercizio:


da 1 a 10 bar

Pag. 249 di 439

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


b)
c)

Pag. 250 di 439

da 5 a 15 bar
da 10 a 20 bar

301.
a)
b)
c)

La pressione di esercizio da impiegare negli atomizzatori pu arrivare fino a:


10 bar
15 bar
25 bar

302.
a)

Cosa si intende per deriva?


Levaporazione della miscela fitoiatrica che si verifica quando la temperatura superiore ai 15
e lumidit relativa dellaria inferiore all80%
Una serie di fenomeni per i quali una frazione di sostanza attiva non raggiunge il
bersaglio depositandosi poi anche a grandi distanze
Laumento della velocit del vento e le conseguenti turbolenze atmosferiche

b)
c)
303.
a)
b)
c)

Cosa si intende per gocciolamento?


Il trattamento effettuato ad alto volume, quindi con gocce di prodotto troppo grosse
Leccesso di prodotto che non viene trattenuto dalle superfici trattate e pertanto cade
al suolo
Lirregolarit di distribuzione del prodotto a causa della mancanta taratura della macchina

304.
a)
b)
c)

Nella macchina irroratrice dopo 8 ore di lavoro occorre controllare:


pressione del compensatore, stato di usura degli ugelli e regolatore di pressione
livello e stato dellolio, pulizia degli ugelli, membrane antigoccia e filtri di aspirazione
fissaggio dei piedi della pompa e viti in genere, lubrificazione di snodi e mozzi delle ruote,
pressione dei pneumatici

305.
a)
b)
c)

Come verifico che lirroratrice distribuisce la giusta quantit di prodotti fitosanitari?


Pulendo gli ugelli con fil di ferro dopo ogni trattamento
Soffiando negli ugelli quando sembrano ostruiti
Effettuando la periodica taratura della macchina irroratrice

306.
a)
b)

In cosa consiste la taratura delle macchine irroratrici?


Pulizia dei filtri, controllo e pulizia degli ugelli, controllo della tenuta dei tubi
Lubrificazione degli snodi, controllo del regolatore di pressione, controllo della pressione del
compensatore
Controllo della portata, del manometro, del circuito idraulico, dellassetto delle barre

c)
307.
a)
b)
c)

Qual lo scopo della taratura delle macchine?


Adattare perfettamente lirroratrice alla coltura da trattare ed alla sua fase fenologica
Verificare che la distribuzione del prodotto fitosanitario sia uniforme ed omogeneo
Verificare i parametri di uniformit, funzionalit e tenuta dei diversi componenti della macchina

308.

Il controllo funzionale, la regolazione e la manutenzione delle macchine irroratrici


sono necessarie per:
fare meno trattamenti poich aumenta notevolmente lefficienza dellattrezzatura
ridurre i tempi necessari per i trattamenti poich si utilizzano minori quantit dacqua, avendo
la possibilit di operare a pi bassi volumi
ridurre gli effetti negativi sulla salute e lambiente e migliorare l'efficacia dei
trattamenti

a)
b)
c)
309.
a)
b)
c)

Con quale periodicit deve avvenire il controllo funzionale delle attrezzature


impiegate per uso professionale?
Le attrezzature nuove devono essere controllate dopo 7 anni dallacquisto
Le attrezzature nuove devono essere controllate entro 3 anni dallacquisto
Le attrezzature nuove devono essere controllate almeno 1 volta entro 5 anni
dallacquisto

310.
a)
b)
c)

necessaria la manutenzione ordinaria alle macchine utilizzate per i trattamenti?


No, visto che le nuove attrezzature sono garantite e certificate dal costruttore
S, ad opera dello stesso agricoltore, con lavaggi periodici per evitare di intasare tubi e raccordi
S, controllando ugelli, raccordi e tubi, rubinetti e manometri, per verificare lo stato di
usura e il calo degli standard di efficacia

311.

Il contoterzista deve provvedere al controllo funzionale della propria irroratrice


ogni
3 anni
2 anni
5 anni

a)
b)
c)

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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312.
a)
b)
c)

Vi sono casi in cui permesso al trattore avere lalbero cardanico scoperto?


Si, ma solo nei casi in cui lo preveda il libretto di uso e manutenzione
No, mai
Si, ma solo nei casi in cui vi sia totale assenza di persone fra trattore e serbatoio

313.

Cosa devono avere le trattrici gommate per ridurre i rischi degli operatori connessi al
ribaltamento?
Il telaio
Un ottimo impianto frenante
Pneumatici non usurati

a)
b)
c)
314.
a)
b)
c)
315.
a)
b)
c)
316.
a)
b)
c)
317.
a)
b)
c)

Quale tipo di trattrice occorre utilizzare quando la pendenza del terreno arriva fino al
15%?
A ruote a trazione semplice
A ruote a doppia trazione
Cingolata
Quale tipo di trattrice occorre utilizzare quando la pendenza del terreno tra 25 e
40%?
A ruote a trazione semplice
A ruote a doppia trazione
Cingolata
Quale tipo di trattrice occorre utilizzare quando la pendenza del terreno tra 15 e
25%?
A ruote a trazione semplice
A ruote a doppia trazione
Cingolata
Cosa rappresenta il marchio CE apposto sulle macchine irroratrici?
La garanzia del possesso di requisiti di sicurezza stabiliti a livello comunitario
La garanzia del possesso di dispositivi di sicurezza degli ingranaggi e degli organi di
trasmissione, come stabilito a livello comunitario
La garanzia del possesso di organi di comando per la facile manovrabilit da parte
dellagricoltore, come stabilito a livello comunitario

318.
a)
b)
c)

Come si deve comportare l'operatore al termine del trattamento?


Deve lavarsi il viso, le mani e le braccia con acqua calda e sapone neutro
Nessuna precauzione perch al termine del trattamento non si corre pi alcun pericolo
Deve spogliarsi e lavarsi abbondantemente con acqua e sapone

319.
a)

obbligatorio registrare i trattamenti alle colture agricole con prodotti fitosanitari?


S, ma solo quando si utilizzano prodotti molto tossici, tossici o nocivi poich sono solo questi
prodotti che vanno riportati nel registro dei trattamenti
S, sempre
No, obbligatorio solo per le aziende che aderiscono ad alcune misure del PSR (Piano di
sviluppo rurale) o che rientrano nel contesto applicativo dellOCM ortofrutta

b)
c)
320.
a)
b)
c)

Da chi deve essere compilato il registro dei trattamenti?


Dal commercialista
Dallutilizzatore o in alternativa da un suo delegato o dal contoterzista
Dal distributore che ha venduto il prodotto utilizzato per il trattamento fitosanitario

321.

Il registro dei trattamenti deve esser compilato solo per i trattamenti effettuati nelle
aziende agricole?
S, indipendentemente dalla coltura trattata
No, anche per i trattamenti effettuati negli orti e giardini familiari
No, anche per la difesa delle derrate alimentari e per gli impieghi extra-agricoli

a)
b)
c)
322.
a)
b)

Nel registro dei trattamenti, o quaderno di campagna, vanno annotati i trattamenti


effettuati con
tutti i prodotti fitosanitari e relativi coadiuvanti indipendentemente dalla classe
tossicologica di appartenenza
i prodotti fitosanitari classificati come molto tossici, tossici e nocivi e quelli pericolosi

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


c)

323.
a)
b)
c)
324.
a)
b)
c)
325.
a)
b)
c)

Pag. 252 di 439

diserbanti, insetticidi, acaricidi, nematocidi e fungicidi

Quali informazioni essenziali devono essere riportate sul registro dei trattamenti o
quaderno di campagna dopo aver effettuato un trattamento?
Data del trattamento, prodotto impiegato e coltura trattata e nominativo
delleventuale contoterzista
Data del trattamento, sostanza attiva utilizzata ed appezzamento interessato
Data del trattamento, formulato e sostanza attiva utilizzati, nome di chi ha effettuato il
trattamento
Il registro dei trattamenti deve essere conservato per
per lintera durata dellazienda presso il proprio commercialista
per un anno presso il proprio consulente aziendale
per almeno un anno e comunque per un periodo di tempo rapportato al tempo di
permanenza del prodotto in commercio
Entro quanto tempo dal trattamento deve essere aggiornato il quaderno di
campagna?
Entro 20 giorni e comunque deve essere sempre a disposizione in caso di controlli in campo per
la condizionalit
Entro 30 giorni e comunque deve essere a disposizione e completato a richiesta
dellautorit o delloperatore del settore alimentare
Entro la settimana successiva dopo leffettuazione del trattamento fitosanitario, se passa pi
tempo si rischia di dimenticare

326.
a)
b)
c)

Gli imballaggi dei prodotti fitosanitari possono essere utilizzati per altri scopi?
S, solo quelli dei prodotti meno pericolosi e se adeguatamente bonificati
No, mai
S purch non siano adibiti a contenere sostanze alimentari

327.

I contenitori usati dei prodotti fitosanitari possono essere immessi nei cassonetti dei
rifiuti urbani?
S, ma solo nel caso non si attui la raccolta differenziata
No
S, ma solo nei Comuni dove sono presenti gli inceneritori

a)
b)
c)
328.
a)
b)
c)

consentito abbandonare o disperdere i contenitori vuoti di prodotti fitosanitari?


No, in nessun caso
S, ma solo in attesa di interrarli o bruciarli
S, purch lontano da sorgenti o corsi d'acqua

329.
a)
b)
c)

I contenitori dei prodotti fitosanitari dopo l'uso debbono essere:


bonificati e riutilizzati per altri scopi previsti dallattivit agricola
bonificati e conferiti presso un inceneritore
bonificati e custoditi, in un deposito temporaneo, in attesa di essere conferiti ad una
ditta autorizzata al loro smaltimento

330.

Quali rischi possono provenire dai contenitori vuoti abbandonati dei prodotti
fitosanitari?
Nessuno, se il contenitore stato bonificato ed costituito da materiale non infiammabile
Intossicazioni a chi ne viene in contatto ed inquinamento delle acque e del suolo
Solo un grave deturpamento del paesaggio

a)
b)
c)
331.
a)
b)
c)

Cosa occorre fare dei recipienti vuoti dei prodotti fitosanitari?


Bonificarli e buttarli nelle immondizie dandone comunicazione all'azienda municipale dell'igiene
urbana
Bonificarli e distruggerli, bruciandoli o interrandoli, dandone comunicazione all'Unit Sanitaria
Locale e allARPA
Bonificarli e conferirli ai depositi appositamente attrezzati

332.
a)
b)
c)

I prodotti fitosanitari non pi utilizzabili come devono essere smaltiti?


Sotterrati in luoghi isolati lontano da abitazioni e non utilizzati per le coltivazioni agrarie
Conferendoli a trasportatori iscritti all'Albo Gestori Ambientali
Riversandoli nel corso d'acqua pi vicino, solo se lacqua non destinata al consumo umano

333.

Cosa occorre fare dellacqua di lavaggio derivante dalla bonifica dei contenitori vuoti
di prodotti fitosanitari?

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


a)
b)
c)

Pag. 253 di 439

Deve essere scaricata per terra, avendo cura di non bagnarsi con eventuali schizzi
Deve essere versata nella miscela preparata per effettuare il trattamento
E possibile scaricarla in fognatura o nel pozzetto dellarea attrezzata

334.
a)
b)
c)

Come vengono classificati i rifiuti derivanti dallesercizio delle attivit agricole?


Solidi urbani
Solidi agricoli
Speciali

335.

A spese di chi devono essere smaltiti i rifiuti provenienti dallesercizio delle attivit
agricole?
Del servizio pubblico
Del produttore
Di terzi autorizzati

a)
b)
c)
336.
a)
b)
c)
337.
a)
b)
c)
338.
a)
b)
c)
339.
a)
b)
c)
340.
a)
b)
c)
341.
a)
b)
c)

Quali sono le due categorie in cui si suddividono i rifiuti speciali?


Autorizzati e non autorizzati
Pericolosi e non pericolosi
Smaltibili e non smaltibili
Come trattare i contenitori vuoti dei prodotti fitosanitari?
Risciacquarli con acqua, da distribuire sulla coltura trattata, e accumularli in depositi
temporanei
Senza alcun risciacquo, depositarli in magazzino. Periodicamente, la ditta autorizzata
provveder al loro smaltimento
Bruciarli in modo da poter smaltire le ceneri nel cassonetto dei rifiuti solidi urbani
I prodotti fitosanitari non pi utilizzabili devono:
essere conservati per almeno due anni per la progressiva inattivazione
essere conferiti a soggetti autorizzati per lo smaltimento di rifiuti speciali
essere bonificati ed eliminati con i rifiuti urbani
Cosa bisogna fare delle sementi conciate con prodotti molto fitosanitari avanzate
dalla semina?
Destinarle allalimentazione zootecnica
Considerarle rifiuti speciali pericolosi e smaltirle come tali
Interrarle o bruciarle
I contenitori vuoti di prodotti fitosanitari vengono classificati come
rifiuti speciali
rifiuti speciali pericolosi
rifiuti speciali non pericolosi
Per quanto tempo possibile stoccare in azienda i rifiuti speciali non pericolosi?
Fino al raggiungimento di 10 metri cubi, e comunque massimo per un anno
Fino al raggiungimento di 20 metri cubi, e comunque massimo per un anno
Per massimo 6 mesi

342.
a)
b)
c)

Per quanto tempo possibile stoccare in azienda i rifiuti speciali pericolosi?


Fino al raggiungimento di 10 metri cubi, e comunque massimo per un anno
Fino al raggiungimento di 20 metri cubi, e comunque massimo per un anno
Per massimo 3 mesi

343.

I contenitori vuoti di prodotti fitosanitari possono rimanere in deposito temporaneo


presso lazienda
allaperto, purch confinati entro la propriet privata
allaperto, sotto coperture provvisionali
in ambienti con requisiti tali da impedire qualsiasi dispersione e per un periodo
massimo di un anno

a)
b)
c)
344.
a)
b)
c)

I rifiuti derivanti dallimpiego dei prodotti fitosanitari possono essere trasportati


miscelati indifferentemente tra pericolosi e non pericolosi
racchiusi singolarmente in contenitori a perdere
raggruppati per tipologie omogenee

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

345.
a)
b)
c)
346.
a)
b)
c)
347.
a)
b)
c)
348.
a)
b)
c)
349.
a)
b)
c)

Pag. 254 di 439

E esentato dalla compilazione del documento di trasporto per il trasporto dei rifiuti
derivanti dallimpiego dei prodotti fitosanitari
limprenditore agricolo che trasporta occasionalmente rifiuti non pericolosi per un
massimo di 30 Kg o litri per volta
limprenditore agricolo che opera per conto della ditta di smaltimento autorizzata
limprenditore agricolo che trasporta occasionalmente rifiuti non pericolosi per un massimo di
50 Kg o litri per volta
Non vi obbligo di tenuta del registro di carico/scarico dei rifiuti speciali di origine
agricola quando
lagricoltore risciacqua tre volte i contenitori dei prodotti fitosanitari da smaltire
lagricoltore smaltisce gli indumenti contaminati da prodotti fitosanitari
lagricoltore che produce rifiuti speciali non pericolosi
Limprenditore agricolo tenuto alla denuncia annuale al catasto dei rifiuti se
ha prodotto rifiuti speciali ed ha realizzato, nellanno di riferimento, un volume di affari inferiore
a 8.000 euro
ha prodotto rifiuti speciali pericolosi ed ha realizzato, nellanno di riferimento, un
volume di affari superiore a 8.000,00 euro
ha prodotto rifiuti speciali ed ha realizzato, nellanno di riferimento, un volume di affari di
almeno 6.000 euro
Il formulario di trasporto dei rifiuti deve essere redatto
in due esemplari, uno per il produttore ed uno per il trasportatore
in tre esemplari, uno per il produttore, uno per il trasportatore ed uno per lo smaltitore
in quattro esemplari, uno per il produttore, due per il trasportatore ed uno per lo
smaltitore
Come corretto smaltire gli oli usati?
Con leliminazione diretta da parte di chi li ha prodotti
A pagamento, tramite ditte autorizzate, con importi proporzionali alla quantit da smaltire
Gratuitamente, tramite il consorzio obbligatorio oli usati

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

MODULO 7
350.
a)
b)
c)
351.
a)
b)
c)
352.
a)
b)
c)
353.
a)
b)
c)
354.
a)
b)
c)
355.
a)
b)
c)
356.
a)
b)
c)
357.
a)
b)
c)

Pag. 255 di 439

EFFETTI SULLA SALUTE E MODALITA DI PREVENZIONE

Non rispettando le norme precauzionali per l'uso dei prodotti fitosanitari a quale
rischio per la salute si sottopone l'operatore?
Intossicazione acuta con senso di nausea e vomito
Intossicazione acuta, cronica e possibile sviluppo di malattie allergiche
Intossicazione cronica, sviluppo di malattie allergiche e cancro
Quando si pu verificare unintossicazione acuta?
Quando lorganismo esposto, in tempi brevi, a quantit elevate di sostanze
pericolose per la salute
Quando lorganismo esposto a quantit relativamente piccole di prodotti fitosanitari, in casi di
esposizione a grandi quantit si ha lintossicazione cronica
Solo quando lorganismo esposto a prodotti fitosanitari come tossici
Quando si pu verificare unintossicazione cronica?
Solo se lorganismo esposto, in tempi brevi, a quantit elevate di sostanze pericolose per la
salute
Anche per esposizione prolungata a quantit relativamente piccole di prodotti
fitosanitari
Solo quando lorganismo esposto a prodotti fitosanitari classificati come tossici
Attraverso quali vie dassorbimento delluomo pu avvenire unintossicazione acuta?
Solamente per ingestione ed inalazione, la via dassorbimento per contatto provoca
unintossicazione cronica
Solamente per contatto con le mani e con il corpo
Per ingestione, per contatto e per inalazione
Attraverso quali vie dassorbimento delluomo pu avvenire unintossicazione
cronica?
Solamente per ingestione ed inalazione, la via dassorbimento per contatto provoca
unintossicazione acuta
Per ingestione, per contatto e per inalazione
Particolarmente per ingestione e per contatto con le mani e con il corpo
Quali rischi pu comportare lingestione di alcolici durante i trattamenti con prodotti
fitosanitari?
Sbalzi di pressione
Interazione tossica con alcol etilico
Disturbi gastroenterici
Quali provvedimenti adottare se durante i trattamenti con prodotti fitosanitari
compaiono chiazze cutanee (arrossamenti della pelle e bolle)?
Il soggetto si deve allontanare dalla fonte di contaminazione, lavare accuratamente
con acqua le superfici cutanee interessate e rivolgersi al medico
Il soggetto si deve allontanare dalla fonte di contaminazione, cospargere immediatamente le
superfici cutanee interessate con una pomata medicata e rivolgersi al medico
Il soggetto si deve allontanare dalla fonte di contaminazione, disinfettare con alcol le superfici
cutanee interessate e rivolgersi al medico
All'insorgere di un malessere che si ritiene collegato con l'impiego dei prodotti
fitosanitari, come opportuno comportarsi?
Bere del latte e distendersi per qualche ora
Provocare il vomito e mettersi a riposo
Rivolgersi al pronto soccorso portando con s la scheda di sicurezza o letichetta dei
prodotti utilizzati

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

358.
a)
b)
c)

359.
a)
b)
c)

Nel caso di intossicazione acuta da prodotti fitosanitari, quali provvedimenti


immediati occorre adottare?
Spogliare e lavare con acqua l'intossicato, somministrare una bevanda calda, chiamare il 118 a
cui verr consegnata la scheda di sicurezza o letichetta del prodotto che ha causato
l'intossicazione
Spogliare, lavare con acqua e mettere a letto l'intossicato, chiamare il medico curante
facendogli vedere il luogo dellintossicazione nonch la scheda di sicurezza o letichetta del
prodotto che ha causato l'intossicazione
Chiamare il 118, trasportare lintossicato lontano dal luogo della contaminazione,
spogliarlo e lavarlo con acqua e non somministrare alcuna bevanda, aspettare larrivo
del personale del 118 a cui verr consegnata la scheda di sicurezza o letichetta del
prodotto che ha causato l'intossicazione
In caso di malessere o di intossicazione che si ritiene collegato con l'impiego dei
prodotti fitosanitari, quale documentazione necessario portare con s al pronto
soccorso?
Il registro dei trattamenti eseguiti nei 30 giorni precedenti allintossicazione
La scheda di sicurezza o letichetta dei prodotti fitosanitari impiegati
Il certificato di abilitazione allacquisto e allutilizzo dei prodotti fitosanitari rilasciato dalla
Regione

360.
a)
b)
c)

Dove si concentrano, prevalentemente, i residui dei prodotti fitosanitari?


Nellaria
Nelle falde acquifere
Lungo le catene alimentari

361.
a)
b)

Cosa avviene nel passaggio tra un anello e laltro della catena alimentare?
Il passaggio di aria ed acqua
Laumento di concentrazione di residui di elementi persistenti da un anello della
catena a quello successivo
Il passaggio di energia attraverso le sostanze nutritive

c)
362.
a)
b)
c)
363.
a)
b)
c)
364.
a)
b)
c)
365.
a)
b)
c)
366.
a)
b)
c)

Pag. 256 di 439

A quale categoria europea appartengono i dispositivi di protezione individuale (DPI)


per il rischio desposizione a prodotti fitosanitari?
Alla prima categoria
Alla terza categoria
Alla seconda categoria
Occorre indossare tutti i dispositivi di protezione individuale
durante il trattamento, mentre nelle fasi di preparazione del prodotto sufficiente indossare i
guanti
durante il trattamento solo se non procura disagi personali, ma la maschera indispensabile se
il trattamento lo si esegue contro vento
sempre, nelle fasi di manipolazione e durante il trattamento
Perch importante utilizzare i dispositivi di protezione individuale prima di
manipolare i prodotti fitosanitari?
Perch si evita di respirare e di assorbire attraverso la pelle i prodotti fitosanitari da
distribuire
Perch si evita lassorbimento cutaneo dei prodotti fitosanitari da distribuire
Perch si evita lassorbimento gastrico e cutaneo dei prodotti fitosanitari da distribuire
Quali sono i requisiti essenziali di salute e di sicurezza che deve possedere un
dispositivo di protezione individuale (DPI)?
Dichiarazione di conformit CE, marcatura CE, nota informativa
Attestato di certificazione CE e certificazione rilasciata da un organismo di controllo autorizzato
(Organismo Notificato)
Nota tecnica illustrativa delle modalit di impiego e data di scadenza
Laddestramento per limpiego dei DPI per le vie respiratorie negli ambienti di lavoro
deve essere compiuto da:
un tecnico competente
un ispettore del lavoro
dal responsabile della sicurezza

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


367.
a)
b)
c)
368.
a)
b)
c)
369.
a)
b)
c)
370.
a)
b)
c)
371.
a)
b)
c)

Pag. 257 di 439

Per quale categoria di dispositivi di protezione individuale (DPI) obbligatorio


laddestramento dei lavoratori?
Per tutti i DPI di 3a categoria
Per DPI per ludito e di 3a categoria
Per tutte le categorie di DPI
Dove corretto conservare tuta, stivali, guanti e mascherina utilizzati per i
trattamenti fitosanitari?
In uno specifico armadietto chiuso a chiave possibilmente posto accanto quello dei
prodotti fitosanitari
In un armadietto posto nel giardino di casa possibilmente chiuso a chiave
Nellofficina delle riparazioni
Un DPI per la protezione del corpo o delle mani rispetta i requisiti essenziali di salute
e di sicurezza quando:
possiede la marcatura CE, la nota informativa scritta che indichi che in grado di proteggere
ad esempio in caso di contatto con prodotti fitosanitari e laddestramento allimpiego
effettuata da un formatore qualificato
possiede la marcatura CE e laddestramento allimpiego effettuata da un formatore qualificato
possiede la marcatura, la dichiarazione di conformit CE e la nota informativa scritta
che indica che in grado di proteggere in caso di contatto con prodotti fitosanitari
I dispositivi di protezione individuale possono essere scambiati tra i lavoratori della
stessa azienda?
Si, se il lavoratori sono provvisti di regolare contratto di lavoro
No
Si, se opportunamente lavati
Quando viene prescritto l'impiego dei dispositivi di protezione individuale, questi
devono essere indossati:
solamente se si esegue il trattamento in una giornata ventosa
solamente se non procura disagi personali nell'effettuazione del trattamento
sempre, quando non siano sufficienti le misure di protezione collettiva

372.
a)
b)
c)

Come devono essere conservati i DPI?


Appesi, in luoghi freschi e riparati
Lontano dalla portata dei bambini
In magazzini asciutti e areati

373.
a)
b)
c)

Come deve essere la tuta protettiva degli addetti ai trattamenti?


Di terza categoria per la protezione da agenti chimici pericolosi
Impermeabile e traspirante, in grado di proteggere in caso di contatto con prodotti fitosanitari
Possedere la marcatura e la dichiarazione di conformit CE e la nota informativa
scritta che indichi che in grado di proteggere in caso di contatto con prodotti
fitosanitari

374.

Qual il miglior tipo di protezione che deve garantire una tuta da impiegare per
trattamenti fitosanitari con trattori non in possesso della cabina pressurizzata?
Tuta Tipo 3, 4, 5, 6
Tuta Tipo 5 e 6
Tuta Tipo 6

a)
b)
c)
375.
a)
b)
c)
376.
a)
b)
c)
377.
a)
b)
c)

Se si contamina con un prodotto concentrato una tuta protettiva in tessuto, cosa


bisogna fare?
Lavarla a secco e riporla in un armadio, chiuso a chiave, fino alla prossima utilizzazione
Lavarla con acqua calda e sapone
Avviarla alla distruzione perch le sostanze sono di difficile rimozione
A quale categoria appartengono i guanti in nitrile ed in neoprene da indossare
quando si aprono le confezioni dei prodotti fitosanitari?
1a categoria
2a categoria
3a categoria
Per proteggere le mani durante l'impiego dei prodotti fitosanitari opportuno
utilizzare guanti:
in gomma di nitrile o in pelle
in gomma di nitrile o in tessuto non tessuto
in gomma di nitrile o in neoprene

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 258 di 439

378.
a)
b)
c)

Nel togliersi i guanti dopo lavorazioni con prodotti fitosanitari molto utile:
sfilarseli uno alla volta aiutandosi con al mano restata libera
sfilarseli rapidamente uno alla volata rovesciandoli
sfilarseli contemporaneamente a poco a poco aiutandosi ogni volta con la mano pi
protetta

379.
a)
b)
c)

Le formulazioni in granuli possono essere maneggiate a mani nude?


Si, in quanto i granuli non permettono lassorbimento del prodotto
No
Solamente se c acqua per lavarsi

380.

Qual il tipo di dispositivo di protezione individuale (DPI) per la protezione delle vie
respiratorie pi idoneo per un operatore agricolo, con barba o basette lunghe, che sta
aprendo le confezioni di prodotti fitosanitari?
Semimaschera o Quarto di maschera
Casco elettroventilato
Facciale filtrante

a)
b)
c)
381.
a)
b)
c)

Quale manutenzione richiede la maschera che viene usata durante il trattamento?


Va lavata dopo l'uso, separando il filtro che va sostituito frequentemente, seguendo
le indicazioni del costruttore
Va revisionata almeno una volta all'anno presso il rivenditore autorizzato che rilascia sempre un
attestato di conformit CE
Va lavata con acqua e sapone dopo l'uso, asciugata e riposta in armadio chiuso a chiave

382.
a)
b)
c)

Lutilizzatore di una maschera con filtro antigas efficace contro i vapori organici...
deve controllare sul filtro la data di scadenza
non deve accertarsi della data di scadenza se non mai stato usato
pu ritenere irrilevante lindicazione della data di scadenza sul filtro purch non superi il
numero di ore duso fissato dal costruttore

383.
a)

Lutilizzatore di una maschera con filtro antipolvere ...


inutile che si accerti della data di fabbricazione o di scadenza in quanto la sicurezza di
funzionamento del filtro non soggetta ad essere influenzata dallinvecchiamento
deve controllare la data di fabbricazione o di scadenza in quanto la sicurezza di
funzionamento del filtro soggetta ad essere influenzata dallinvecchiamento
deve solo accertarsi che il filtro sia integro

b)
c)
384.
a)
b)
c)
385.
a)
b)
c)

Lutilizzatore di maschere con filtri accoppiati (antigas/antipolvere) deve accertarsi


che il flusso daria allingresso...
incontri prima il filtro antigas
incontri prima il filtro antipolvere
incontri indifferentemente prima un tipo di filtro e poi laltro
Il filtro combinato per la protezione da polveri e gas che si producono nelluso dei
prodotti fitosanitari a quale categoria deve appartenere?
1a categoria
2a categoria
3a categoria

386.
a)
b)
c)

In quante classi europee (EN) di protezione si suddividono i filtri antipolvere?


2
3
6

387.
a)
b)
c)

In quante classi europee (EN) si suddividono i filtri per antigas?


4
3
5

388.

Con quali colori contrassegnato un filtro combinato per polveri e gas che si
producono nelluso dei prodotti fitosanitari?
Grigio-bianco
Bianco-marrone
Bianco-grigio-marrone

a)
b)
c)

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


389.
a)
b)
c)
390.
a)
b)
c)
391.
a)
b)
c)
392.
a)
b)
c)
393.
a)
b)
c)
394.
a)
b)
c)

Pag. 259 di 439

Nei trattamenti fitosanitari qual il tipo di filtro che devono avere le trattrici con
cabina pressurizzata?
Non necessario il filtro quando il prodotto fitosanitario non pericoloso
Un filtro combinato in grado di trattenere polveri, vapori e nebbie
Un filtro idoneo per le polveri dei prodotti fitosanitari molto tossici, tossici e nocivi
Se un operatore deve proteggere le vie respiratorie dallinalazione di vapori di un
prodotto fitosanitario tossico, deve far uso di un filtro antigas (efficace contro i
vapori organici) ....
contrassegnato dalla lettera K
contrassegnato dalla lettera G
contrassegnato dalla lettera A
Quali sono le misure preventive e protettive da adottare obbligatoriamente quando vi
un rischio chimico rilevante per la salute e la sicurezza dei lavoratori?
Lutilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale
Tutte le misure specifiche di prevenzione e protezione, le disposizioni in caso
dincidenti e la sorveglianza sanitaria
Effettuare visite specialistiche ed analisi mediche periodiche
Le misure preventive e protettive pi idonee per limpiego dei prodotti fitosanitari:
sono quelle che vengono adottate nelle aziende agricole dopo unattenta analisi degli aspetti
tossicologici e tecnico-applicativi dei prodotti fitosanitari
sono quelle conseguenti alla valutazione del rischio chimico della propria azienda
sono quelle conseguenti alla scelta dei dispositivi di protezione individuale migliori presenti in
commercio e che forniscono la massima protezione della salute ed il massimo comfort
opportuno che una donna in gravidanza o in allattamento o un giovane di et
inferiore a 18 anni collabori ai trattamenti con prodotti fitosanitari?
S, purch abbiano ricevuto correttamente informazione, formazione e addestramento
S, purch provvisti di dispositivi di protezione individuali (DPI)
No, in nessun caso
vietato alle donne in gravidanza o fino a sette mesi dopo il parto o ai giovani di et
inferiore a 18 anni collaborare ai trattamenti con prodotti fitosanitari?
S
No, purch siano provvisti di dispositivi di protezione individuali (DPI)
No, purch abbiano ricevuto correttamente informazione, formazione e addestramento

395.
a)
b)
c)

Chi abilitato ad effettuare le visite mediche nelle aziende agricole?


Il medico USL scelto mediante il sistema delle prenotazioni specialistiche
Il medico USL scelto dal responsabile della sicurezza o dai lavoratori
Il medico competente nominato dal datore di lavoro o dallimprenditore agricolo

396.
a)
b)
c)

Sono obbligatorie le visite mediche nellimpiego dei prodotti fitosanitari?


S, per i dipendenti che sono esposti ad un rischio rilevante per la salute
S, per tutti dipendenti addetti alle lavorazioni agricole
S, ma solo per i dipendenti abilitati allacquisto dei prodotti fitosanitari molto tossici, tossici e
nocivi

397.

obbligatorio sostituire un prodotto fitosanitario pericoloso con uno meno pericoloso


per la salute dei lavoratori?
S, nel caso di un prodotto fitosanitario di pari efficacia fitosanitaria
No, se un prodotto fitosanitario che usano tutte le aziende agricole, regolarmente autorizzato
S, nel caso sia prescritto nella scheda di sicurezza

a)
b)
c)
398.
a)
b)
c)

Quali sono le disposizioni in caso dincidente o demergenza?


Indossare i dispositivi di protezione individuale di 3 categoria
Le misure antincendio, di primo soccorso e le procedure da osservare in situazioni
pericolose
Effettuare periodiche visite mediche per tutti i lavoratori

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


399.
a)
b)
c)
400.
a)
b)
c)
401.
a)
b)
c)
402.
a)
b)
c)
403.
a)
b)
c)
404.
a)
b)
c)
405.
a)
b)
c)
406.
a)
b)
c)
407.
a)
b)
c)

Pag. 260 di 439

Per effettuare i trattamenti fitosanitari in modo da soddisfare gli obblighi in materia


di salute e di sicurezza sul lavoro il lavoratore deve
partecipare al corso di formazione per il rilascio del certificato di abilitazione allacquisto e
allimpego dei prodotti fitosanitari e al termine sostenere il relativo esame
essere informato dei rischi, formato sui rischi ed addestrato alluso delle misure
protettive
partecipare ad un corso di informazione e di formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro
dove alla sua conclusione deve apporre una firma obbligatoria sul registro di partecipazione
sanzionato limprenditore agricolo che non esegue linformazione, la formazione e
laddestramento dei propri lavoratori allimpiego dei prodotti fitosanitari?
S, con unammenda fino a 10.000 euro
S, con unammenda fino a 4000 euro
No, in quanto spetta al lavoratore provvedere allacquisizione del certificato di abilitazione
sanzionato un lavoratore che nellimpiego dei prodotti fitosanitari non rispetta
linformazione, la formazione e laddestramento che gli ha fornito il datore di lavoro?
No, in quanto sottopone a rischio esclusivamente la propria salute
S, con unammenda fino a 2.000,00 euro
S, con unammenda fino a 600,00 euro
Chi responsabile di eventuali danni agronomici e ambientali o di intossicazione
verso terzi che potrebbero verificarsi in seguito all'uso scorretto dei prodotti
fitosanitari per utilizzatori professionali?
Chiunque abbia effettuato il trattamento in possesso dei necessari requisiti
professionali ed il titolare del certificato di abilitazione che ha acquistato il prodotto
fitosanitario
Il distributore e la ditta autorizzata alla produzione
Chiunque abbia effettuato il trattamento in possesso dei necessari requisiti professionali e il
distributore titolare del certificato di abilitazione alla vendita
Chi responsabile di eventuali danni agronomici e ambientali o di intossicazione
verso terzi che potrebbero verificarsi a seguito dell'uso scorretto dei prodotti
fitosanitari per utilizzatori non professionali?
Il distributore titolare del certificato di abilitazione alla vendita e la ditta autorizzata alla
produzione dei prodotti fitosanitari non professionali
Lutilizzatore dei prodotti fitosanitari
Il titolare del certificato di abilitazione che ha acquistato il prodotto fitosanitario
Chi responsabile di un impiego dei prodotti fitosanitari non conforme
alletichettatura presente nelle confezioni?
Chiunque sia lutilizzatore dei prodotti fitosanitari
Il titolare dellazienda agricola
Il distributore dei prodotti fitosanitari
Chi responsabile di eventuali intossicazioni conseguenti al cattivo uso del
dispositivo di protezione individuale (DPI) per la protezione delle vie respiratorie?
Chi non ha cambiato il filtro del DPI e si dimenticato di leggere attentamente la nota
informativa
Chi ha venduto il prodotto fitosanitario e non ha rilasciato un attestato di conformit CE, la nota
informativa e una dichiarazione di conformit CE
Il datore di lavoro che ha acquistato il prodotto fitosanitario e chi, pur informato,
formato ed addestrato, ha utilizzato scorrettamente il DPI
sanzionato il datore di lavoro che non fa eseguire le visite mediche obbligatorie ai
propri lavoratori che impiegano i prodotti fitosanitari?
No, se il lavoratore provvede da s
S, ma solo se il lavoratore non in possesso del certificato di abilitazione previsto per gli
utilizzatori
S, qualora il lavoratore sia esposto ad un rischio rilevante per la salute
Sono sanzionati i datori di lavoro che non adempiono agli obblighi in materia di tutela
della salute e sicurezza sul lavoro relativi al contratto dappalto o al contratto dopera
fra lagricoltore e le imprese appaltatrici o i contoterzisti?
No
S, con unammenda fino a 5000 euro
S, ma solo se il lavoratore non in possesso del certificato di abilitazione previsto per gli
utilizzatori

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


408.
a)
b)
c)
409.
a)
b)
c)
410.
a)
b)
c)

Pag. 261 di 439

Cosa deve verificare un agricoltore che affida i trattamenti fitosanitari ad un


contoterzista?
Almeno liscrizione alla Camera di commercio, il possesso del certificato di abilitazione
allacquisto e allutilizzo dei prodotti fitosanitari ed il tesserino di riconoscimento
Almeno liscrizione ad una associazione di categoria agricola e d il possesso del certificato di
abilitazione allacquisto e allutilizzo dei prodotti fitosanitari
Che non abbia avuto condanne penali passate in giudicato e che abbia provveduto al controllo
funzionale delle macchine
Un agricoltore che affida i trattamenti fitosanitari ad un contoterzista deve
opportunamente:
consegnare un elenco di comportamenti corretti da tenere nella propria azienda prima, durante e
dopo i trattamenti fitosanitari
predisporre e concordare un adeguato contratto dappalto
richiedere unautocertificazione dove venga evidenziata unelevata capacit professionale
Qual lentit delle sanzioni in misura ridotta per un cattivo impiego e una cattiva
conservazione dei prodotti fitosanitari non in conformit alle indicazioni e alle
prescrizioni presenti nelletichetta e nella scheda di sicurezza?
300 euro
Inferiore a 3000 euro
Sempre maggiore a 3000 euro

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

MODULO 8

Pag. 262 di 439

STRATEGIE DI SOSTENIBILITA AMBIENTALE

411.
a)
b)
c)

Limpiego dei prodotti fitosanitari pu causare danni allambiente?


No, se il prodotto non classificato pericoloso
S, possono contaminare il suolo, laria, le acque superficiali e sotterranee
No, se in azienda non vi sono corpi idrici superficiali

412.
a)
b)
c)

Dove avviene, prevalentemente, il processo di degradazione dei prodotti fitosanitari?


Nellacqua
Nellaria
Nel suolo

413.
a)
b)
c)

Cosa si intende per organismi non bersaglio?


Gli insetti che muoiono, siano essi fitofagi o utili, a seguito di un trattamento insetticida
Gli organismi raggiunti dai prodotti fitosanitari con attivit sistemica
Le specie animali e vegetali, terrestri o acquatiche, che subiscono, in modo diretto e
indiretto, un condizionamento a seguito di un trattamento fitosanitario

414.

Quali sono le modalit attraverso le quali i prodotti fitosanitari si disperdono


nellambiente?
Deriva, volatilit, ruscellamento e lisciviazione
Contatto, asfissia e ingestione
Abbandono nellambiente e bruciatura dei contenitori vuoti non bonificati

a)
b)
c)
415.
a)
b)
c)
416.
a)
b)
c)

Quando in etichetta riportata una fascia di rispetto di 30 metri dai corpi idrici
occorre:
non avere un pozzo con acqua potabile nel raggio di 30 metri rispetto al punto di preparazione
della miscela
lasciare una fascia non trattata di almeno 30 metri fra la coltura e un corpo idrico
eseguire il trattamento solo con vento in direzione opposta al corpo idrico al fine di rispettare i
parametri riportati in etichetta
Esiste un divieto legale dimpiego dei prodotti fitosanitari in aree di rispetto intorno a
pozzi o sorgenti di acque destinate al consumo umano?
S, entro un raggio di 200 metri
No, non esiste un divieto legale ma solo lobbligo di adottare tutte le precauzioni per tutelare le
acque destinate al consumo umano
S, entro un raggio di 50 metri, salvo deroghe specifiche

417.
a)
b)
c)

Per tutelare gli organismi non bersaglio di interesse agricolo necessario:


rispettare scrupolosamente eventuali vincoli applicativi riportati in etichetta
utilizzare i prodotti insetticidi alla dose pi bassa riportata in etichetta durante la fioritura
dare la preferenza ai prodotti di copertura

418.
a)
b)
c)

Nelle aree specifiche sempre vietato luso dei prodotti fitosanitari?


Nelle aree specifiche il loro uso sempre vietato
Nelle aree specifiche il loro uso vietato ma esistono deroghe
Nelle aree specifiche il loro uso, in determinati casi, pu essere vietato o ridotto al
minimo

419.
a)

Di cosa si deve tenere conto per la tutela delle aree specifiche?


Della salute umana, dellambiente e della biodiversit e dei risultati dellanalisi del
rischio
Della salute umana, della biodiversit e dellambiente in particolar modo dellentomofauna utile
Della salute umana e dei risultati dellanalisi del rischio riferiti ai corpi idrici

b)
c)
420.
a)
b)
c)

Quali sono i Siti che formano la Rete Natura 2000?


Le Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e le Zone di Protezione Speciale (ZPS)
Le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e le Riserve
naturali
Le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e i Parchi
regionali e nazionali

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

421.
a)
b)
c)

422.
a)
b)
c)

Pag. 263 di 439

Cos la valutazione di incidenza o VINCA?


E un procedimento facoltativo per i Piani, i progetti o anche i singoli interventi che possono
avere incidenza significativa sulla conservazione degli habitat e delle specie animali e vegetali
presenti in un Sito della Rete Natura 2000
E un procedimento obbligatorio da adottare prima di realizzare qualsiasi tipo di intervento
nellambito di in un Sito della Rete Natura 2000
E un procedimento obbligatorio per i Piani, i progetti o anche i singoli interventi che
possono incidere sulla conservazione degli habitat delle specie animali e vegetali
presenti in un Sito della Rete Natura 2000
In cosa consiste la tracciabilit di un alimento?
Nella possibilit di inserire un codice identificativo sulle confezioni dei prodotti alimentari
Nel seguire il percorso effettuato dai prodotti alimentari dal produttore al
consumatore e viceversa
Nel seguire le tracce dellalimento

423.
a)
b)
c)

Per garantire la qualit e la sicurezza dei prodotti alimentari lagricoltore tenuto a:


compilare il quaderno di campagna ed il registro dei trattamenti
conservare in maniera corretta i prodotti alimentari
assicurare che i prodotti primari siano protetti da contaminazioni, tenendo conto delle
trasformazioni successive

424.
a)

Per ottemperare allobbligo della tracciabilit lagricoltore deve:


conservare la documentazione inerente la consegna a commercianti (dettaglianti o
grossisti) o allindustria della propria produzione
nulla in quanto si tratta di un sistema indipendente
registrare le consegne effettuate

b)
c)
425.
a)
b)
c)

I prodotti primari sono:


i prodotti della terra, dellallevamento, della caccia e della pesca
i primi prodotti che si raccolgono nei campi
le principali produzioni della zona

426.
a)
b)
c)

Nel gestire le produzioni primarie deve essere utilizzata acqua:


potabile
di qualsiasi qualit
acqua priva microrganismi e/o sostanze nocive

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 264 di 439

Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 14 maggio 2015, n. G05829
USI CIVICI Universit Agraria di Valmontone (RM) Approvazione della delibera del Consiglio di
Amministrazione dell'Ente n 8 del 16/12/2014. Autorizzazione alla alienazione di una porzione residuale di
terreno di demanio civico, sito in loc. Via della Pace.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 265 di 439

OGGETTO: USI CIVICI Universit Agraria di Valmontone (RM) Approvazione della delibera
del Consiglio di Amministrazione dellEnte n 8 del 16/12/2014. Autorizzazione alla alienazione di
una porzione residuale di terreno di demanio civico, sito in loc. Via della Pace.
IL DIRETTORE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
SU proposta del Dirigente dellArea Territorio Rurale, Credito e Calamit Naturali
VISTA la L.R. 18.02.2002 n. 6 e s.m.i. Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del
Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al personale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n. 1 del 6
settembre 2002 e s.m.i.;
VISTO lart. 12 della L.16.06.27, n. 1766;
VISTO lart. 39 del R.D. 26.02.28, n.332;
VISTO il D.P.R. 24.07.77, n. 616;
VISTO D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 recante "Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di
pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni";
PREMESSO che lUniversit Agraria di Valmontone, con nota del 04/02/2015, prot. n 88,
pervenuta alla Direzione Regionale Agricoltura in data 10/02/2015, prot. n 70971, ha trasmesso la
delibera di Consiglio Comunale n 8 del 16/12/2014, unitamente alla relazione tecnica redatta dal
perito demaniale incaricato per lEnte, Dott. Agr. Marco Cacioni, richiedendo al contempo
lautorizzazione regionale alla sistemazione demaniale di alcuni terreni appartenenti al demanio
civico ed aventi caratteristiche di residualit come indicate dallart. 39 del R.D. n 332 del
26/02/1928, catastalmente identificati al Comune di Valmontone, al Foglio 33, particelle 10-172198-199-207-208-211-212;
PRESO ATTO della stima effettuata in sede di perizia dal pd. Marco Cacioni, il quale valuta in
13,00 Euro/mq il valore dei terreni in oggetto fissando in Euro 136.000,00 il prezzo base di
alienazione;
VISTA la nota della Direzione Regionale Agricoltura del 16/03/2015, prot. n 144477, con la quale
stato richiesto allEnte Agrario ed al perito demaniale di confermare la valutazione effettuata in
sede di stima;
DATO ATTO che a seguito della succitata nota regionale prot. 144477/2015, il perito demaniale
Dott. Agr. Marco Cacioni ha fatto pervenire, in data 08/04/2015 e prot. 190612, una nota integrativa
del proprio elaborato peritale nella quale il tecnico comunica che il prezzo base di alienazione per i
terreni in esame, deve ritenersi congruo in 15,00 Euro/mq;
PRESO ATTO di tale valore di stima;
CONSIDERATO che i terreni in esame ricadono in una area identificata dalla Variante al P.R.G.
del Comune di Valmontone, come Zona Agricola E sottozone E2;
CONSIDERATO che con la sottrazione al demanio collettivo delle superfici in parola, non si
pregiudica lesercizio dei diritti, tenuto conto della notevole estensione degli stessi che rimangono a
disposizione della popolazione locale;
RITENUTO di poter concedere lautorizzazione alla alienazione, ai sensi dellart. 39 del R.D.
332/28, in quanto trattasi di un terreno di demanio civico di natura residuale e non pi riconducibile
alla sua originaria destinazione oltre che non utilizzabile convenientemente per altre colture e per

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 266 di 439

lesercizio dei diritti civici, in quanto relitto distaccato rispetto al restante patrimonio di uso civico,
in completo stato di abbandono per gli inesistenti requisiti agronomici, effettivamente riscontrabili;
RILEVATO altres che, a fronte di tale cessione, la collettivit ne viene garantita con la somma che
verr introitata e che potr essere destinata allacquisto di altri terreni, da destinare alla coltivazione
ovvero alla realizzazione di opere di interesse collettivo;
DETERMINA
La premessa costituisce parte integrante del presente determinato;
Di autorizzare lUniversit Agraria di Valmontone ad alienare, per pubblico incanto, una porzione
dei propri terreni di demanio collettivo, sita nel territorio del Comune di Valmontone, in loc. Via
della Pace ed ivi catastalmente come di seguito identificati:
Comune Censuario

Foglio

Valmontone

33

Particella
10
172
198
199
207
208
211
212

Superficie Ha
0.13.70
0.05.19
0.11.11
0.02.73
0.30.54
0.04.17
0.45.39
0.00.41

ed aventi estensione complessiva di Ha 1.13.24, al prezzo base di alienazione di Euro 15,00


(quindici) al metro quadrato,
per un importo complessivo di Euro 169.860,00
(centosessantanovemilaottocentosessanta/00).
La somma derivante dalla presente alienazione dovr essere depositata presso la tesoreria dellEnte,
per essere destinata, previa autorizzazione della Regione Lazio, ad opere permanenti di interesse
generale della popolazione, conformemente alle disposizioni di cui allart. 8 bis della L.R. n.
1/1986.
Ad avvenuta alienazione lEnte Agrario dovr far pervenire copia degli atti di vendita intercorsi
Nel presente provvedimento non ricorrono le condizioni di cui allart. 26 del Decreto Legislativo 14
marzo 2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicit, trasparenza e
diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.
Avverso la presente Determinazione, ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale
Amministrativo Regionale del Lazio nel termine di giorni 60 (sessanta) dalla pubblicazione sul
Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, ovvero, ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il
termine di 120 (centoventi) giorni.
Il presente atto sar anche pubblicato sul sito www.agricoltura.regione.lazio.it.
Il Direttore
Roberto Ottaviani

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 267 di 439

Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 14 maggio 2015, n. G05830
USI CIVICI - Associazione Agraria di Civitavecchia (RM) Consolidamento a titolo oneroso dell'acquisto di
terreni appartenenti al demanio civico. Approvazione della determinazione del Commissario Straordinario
dell'ente n 34 del 31/03/2015, relativa alla alienazione di terreno a favore dei Sigg. SALVATI LAURA e
STRIANO FRANCESCO - STRIANO GIULIO. Autorizzazione alla riduzione del prezzo di alienazione.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 268 di 439

OGGETTO: USI CIVICI - Associazione Agraria di Civitavecchia (RM) Consolidamento a titolo oneroso
dellacquisto di terreni appartenenti al demanio civico. Approvazione della determinazione del Commissario
Straordinario dellente n 34 del 31/03/2015, relativa alla alienazione di terreno a favore dei Sigg. SALVATI
LAURA e STRIANO FRANCESCO - STRIANO GIULIO. Autorizzazione alla riduzione del prezzo di alienazione.
IL DIRETTORE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
SU proposta del Dirigente dellArea Territorio Rurale, Credito e Calamit Naturali;
VISTA la L.R. 18.02.2002, n.6 e successive modificazioni Disciplina del Sistema organizzativo della
Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al Personale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta regionale n.1, del 6
settembre 2002 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO lultimo capoverso dellart. 29 della L. 16.06.1927, n.1766 sul riordinamento degli usi civici;
VISTO il R.D. 26.02.1928, n.332;
VISTO lart. 66 del D.P.R. 24.07.1977, n. 616 di trasferimento alle Regioni delle funzioni amministrative
Statali in materia di usi civici;
VISTA la Legge Regionale n 1 del 03/01/1986 e s.m.i.
VISTO il D.L. n 83/2012 ed in particolare il comma 2 dellart. 18, convertito con Legge 134/2012
VISTO il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33, art. 26 Riordino della disciplina riguardante gli
obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni;
VISTA la nota prot. 469 del 01/04/2015 acquisita agli atti della Direzione Regionale Agricoltura al prot. n.
183248 del 02/04/2015, con la quale lAssociazione Agraria di Civitavecchia ha trasmesso la determinazione
del Commissario Straordinario dellEnte n 34 del 31/03/2015, con la quale viene richiesta, in forza delle
disposizioni di cui al 6 comma dellart. 8 della L.R. 03/031/1986, n.1 e s.m.i., lautorizzazione regionale al
consolidamento dellacquisto a titolo oneroso di un terreno appartenente al demanio civico, con riduzione
fino all80% del valore del terreno da alienare, a favore dei Sigg. SALVATI LAURA e STRIANO FRANCESCO STRIANO GIULIO
VISTA la determinazione del Commissario Straordinario dellAssociazione Agraria di Civitavecchia, n 34
del 31/03/2015, con la quale viene approvata la perizia di stima redatta dal perito demaniale Arch. Paola
Rossi con la quale il tecnico fissa in 7.459,50 limporto della alienazione e delibera di alienare il terreno
appartenente al demanio civico dellEnte, distinto in catasto del Comune di Civitavecchia al Foglio n. 24,
part.lla n. 164, sub 502-503, di Ha 0.04.74 e richiesta lautorizzazione allabbattimento del prezzo di
alienazione;
CONSIDERATO che, nella fattispecie, le disposizioni di cui al citato comma 6 dell art. 8 della L.R.
n1/1986 rinviano alla Regione Lazio la competenza dellapprovazione delle deliberazioni degli Enti titolari
dei diritti civici, che fissano la riduzione fino all80% del prezzo di alienazione delle terre demaniali, come
possedute, a titolo conciliativo, ai fini del consolidamento dellacquisto dei terreni interessati;
CONSIDERATO che la demanialit del comprensorio Tenuta delle Mortelle, in cui ricade il fondo in
questione, stata dichiarata dal Commissario per la Liquidazione degli Usi Civici del Lazio con la sentenza
181/1990 e che lidentificazione dei mappali avvenuta da parte della Regione Lazio con Determinazione
n A7844 del 30/09/2013;
CONSTATATO che i Sigg. SALVATI LAURA e STRIANO FRANCESCO detengono il terreno Fg. 24, part.lla
164, sub 503, in virt di atto di compravendita dell11/06/2007, rogato in Roma dal Notaio dott.ssa Stefania
Giacalone, Rep. n 8771, Racc. 5466, registrato a Roma il 12/06/2007 al n 8960;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 269 di 439

CONSTATATO che il Sig. STRIANO GIULIO detiene il terreno Fg. 24, part.lla 164, sub 502, di cui alla
presente in virt di atto di compravendita rogato in Civitavecchia dalla Dott.ssa Rossella Sartorelli
l08/08/2007, Rep. n 164, racc.ta n 144, registrato a Civitavecchia l11/08/2007, al n 3309, serie 17;
CONSIDERATO che i singoli subalterni catastali 502-503 costituisco prima abitazione dei richiedenti;
ACCERTATO quindi, che si riscontrata lesistenza dei requisiti previsti dal 6 comma dellart. 8 della
citata L.R. n. 1/1986 e s.m.i. ai fini dellabbattimento del prezzo di alienazione stabilito dal Commissario
Straordinario dellEnte Agrario;
RITENUTO, pertanto, doveroso procedere in merito;
DETERMINA
Di approvare la Determinazione del Commissario Straordinario dellAssociazione Agraria di Civitavecchia
n 34 del 31/03/2015 con la quale lEnte Agrario richiede alla Regione Lazio lautorizzazione al
consolidamento, a titolo oneroso, dellacquisto di un terreno di demanio civico censito in catasto del
Comune di Civitavecchia al Foglio n. 24, part.lla n. 164, sub 502-503 di Ha 0.04.74 da parte dei Sigg.
SALVATI LAURA e STRIANO FRANCESCO STRIANO GIULIO, riconoscendo la piena propriet del terreno in
loro possesso, ciascuno per quanto di competenza, mediante il pagamento del valore stabilito con perizia, di
7.459,50, autorizzandone la riduzione fino all80% e fissando limporto finale dellalienazione in Euro
1.491,90 (millequattrocentonovantuno/90) secondo quanto previsto dallart. 8 bis della L.R. n. 1/86 come
modificata dalla L.R. n. 6/2005.
Limporto di euro 1.491,90 versato dagli interessati, potr essere utilizzato, previa autorizzazione della
Regione Lazio, secondo le disposizioni dettate dallart. 8 bis della L.R. n. 1/86, come modificata dalla L.R.
n. 6/2005.
Le spese del procedimento e quelle successive ad esso inerente e dipendenti, sono a carico delle parti private;
Nel presente provvedimento non ricorrono le condizioni di cui allart. 26 del Decreto Legislativo 14 marzo
2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di
informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.
Il presente atto sar anche pubblicato sul sito www.agricoltura.regione.lazio.it.
Avverso tale atto potr essere adita lAutorit Giudiziaria competente per materia e per territorio, nei modi e
nei termini previsti dalla legge dalla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Lazio, al
quale il presente atto sar inviato.

Il Direttore
Roberto Ottaviani

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Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 14 maggio 2015, n. G05831
USI CIVICI - Comune di Sant'Angelo Romano (RM) Consolidamento a titolo oneroso dell'acquisto di
terreni appartenenti al demanio civico. Approvazione della deliberazione del Consiglio Comunale n 77 del
24/11/2006, relativa alla alienazione di un terreno a favore dei Sigg. MACERI ANGIOLINO - RUSSO
ANTONIO. Autorizzazione alla riduzione del prezzo di alienazione.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 271 di 439

OGGETTO: USI CIVICI - Comune di SantAngelo Romano (RM) Consolidamento a titolo oneroso
dellacquisto di terreni appartenenti al demanio civico. Approvazione della deliberazione del Consiglio
Comunale n 77 del 24/11/2006, relativa alla alienazione di un terreno a favore dei Sigg. MACERI
ANGIOLINO - RUSSO ANTONIO. Autorizzazione alla riduzione del prezzo di alienazione.
IL DIRETTORE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
SU proposta del Dirigente dellArea Territorio Rurale, Credito e Calamit Naturali;
VISTA la L.R. 18.02.2002, n.6 e successive modificazioni Disciplina del Sistema organizzativo della
Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla Dirigenza ed al Personale;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta regionale n.1, del 6
settembre 2002 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO lultimo capoverso dellart. 29 della L. 16.06.1927, n.1766 sul riordinamento degli usi civici;
VISTO il R.D. 26.02.1928, n.332;
VISTO lart. 66 del D.P.R. 24.07.1977, n. 616 di trasferimento alle Regioni delle funzioni amministrative
Statali in materia di usi civici;
VISTA la Legge Regionale n 1 del 03/01/1986 e s.m.i.
VISTO il D.L. n 83/2012 ed in particolare il comma 2 dellart. 18, convertito con Legge 134/2012
VISTO il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33, art. 26 Riordino della disciplina riguardante gli
obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni;
VISTA la nota prot. 1848 del 19/03/2007, acquisita agli atti della Direzione Regionale Agricoltura al prot. n.
38099 del 21/03/2007, con la quale il Comune di SantAngelo Romano ha trasmesso la deliberazione del
Consiglio Comunale, con la quale viene richiesta, in forza delle disposizioni di cui al 6 comma dellart. 8
della L.R. 03/031/1986, n.1 e s.m.i., lautorizzazione regionale al consolidamento dellacquisto a titolo
oneroso di un terreno appartenente al demanio civico, con riduzione fino all80% del valore del terreno da
alienare, a favore dei Sigg. MACERI ANGIOLINO - RUSSO ANTONIO
VISTA la deliberazione del C.C. n 77 del 24/11/2006 con la quale viene approvata la perizia di stima
redatta dal perito demaniale Dott. Agr. Carlo Palone con la quale il tecnico fissa in 4.545,20 limporto della
alienazione e delibera di alienare il terreno appartenente al demanio civico dellEnte, distinto in catasto del
Comune medesimo al Foglio n. 6, part.lla n. 393, di Ha 0.00.44, richiedendo lautorizzazione
allabbattimento del prezzo di alienazione;
CONSIDERATO che, nella fattispecie, le disposizioni di cui al citato comma 6 dell art. 8 della L.R.
n1/1986 rinviano alla Regione Lazio la competenza dellapprovazione delle deliberazioni degli Enti titolari
dei diritti civici, che fissano la riduzione fino all80% del prezzo di alienazione delle terre demaniali, come
possedute, a titolo conciliativo, ai fini del consolidamento dellacquisto dei terreni interessati;
CONSIDERATO che la demanialit del fondo in questione, stata accertata a seguito della verifica
demaniale del Dott. Agr. Carlo Palone nellanno 1996, in data successiva alla stipula degli atti di
compravendita;
CONSTATATO che il Sig. MACERI ANGIOLINO detiene il terreno Fg. 6, part.lla 393, sub 3, in virt di atto
di compravendita del 21/12/1987, rogato in Roma dal Notaio dott. Mazzocca, Rep. n 9189, registrato a
Roma il 22/12/1987 al n 14509;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 272 di 439

CONSTATATO che il Sig. RUSSO ANTONIO detiene il terreno Fg. 6, part.lla 393, sub 2, di cui alla
presente, in virt di atto di compravendita rogato in Roma dal Dott. DAdamo il 09/07/1993, Rep. n
33.516, racc.ta n 7.116, registrato a Roma il 28/07/1993;
CONSIDERATO che i singoli subalterni catastali, secondo quanto attestato dal Comune di SantAngelo
Romano con nota n 465 del 25/01/2012, costituisco prima abitazione dei richiedenti;
ACCERTATO quindi, che si riscontrata lesistenza dei requisiti previsti dal 6 comma dellart. 8 della
citata L.R. n. 1/1986 e s.m.i. ai fini dellabbattimento del prezzo di alienazione stabilito dal Consiglio
Comunale;
RITENUTO, pertanto, doveroso procedere in merito;
DETERMINA
Di approvare la deliberazione del Consiglio Comunale di SantAngelo Romano n 77 del 24/11/2006 con la
quale lEnte richiede alla Regione Lazio lautorizzazione al consolidamento a titolo oneroso dellacquisto di
un terreno di demanio civico censito in catasto del Comune medesimo al Foglio n. 6, part.lla n. 393, sub 2
e 3 di Ha 0.00.44 da parte dei Sigg. MACERI ANGIOLINO RUSSO ANTONIO, riconoscendo la piena propriet
del terreno in loro possesso, ciascuno per quanto di competenza, mediante il pagamento del valore stabilito
con perizia, di 4.545,20, autorizzandone la riduzione fino all80% e fissando limporto finale
dellalienazione in Euro 909,04 (novecentonove/04) secondo quanto previsto dallart. 8, comma 6, della L.R.
n. 1/86 come modificata dalla L.R. n. 6/2005.
Limporto di euro 909,04 versato dagli interessati dovr essere accantonato in uno specifico fondo
fruttifero con vincolo a favore della Regione Lazio, per essere utilizzato secondo le disposizioni di cui
allart. 8 bis della L.R. 1/1986, previa autorizzazione rilasciata dalla Direzione Regionale Agricoltura.Le
spese del procedimento e quelle successive ad esso inerente e dipendenti, sono a carico delle parti private;
Nel presente provvedimento non ricorrono le condizioni di cui allart. 26 del Decreto Legislativo 14 marzo
2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di
informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.
Il presente atto sar anche pubblicato sul sito www.agricoltura.regione.lazio.it.
Avverso tale atto potr essere adita lAutorit Giudiziaria competente per materia e per territorio, nei modi e
nei termini previsti dalla legge dalla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Lazio, al
quale il presente atto sar inviato.

Il Direttore
Roberto Ottaviani

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Pag. 273 di 439

Regione Lazio
DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 14 maggio 2015, n. G05841
Regolamento CE 1698/05. Programma di sviluppo rurale del Lazio 2007/2013. D. G. R. 186 del 18 aprile
2012 - Misura 214. Domande anno 2012. Approvazione elenco provinciale di autorizzazione alla liquidazione
di Viterbo. Invio regionale n. 65. Domande n. 9. Importo Euro 107.858,62.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 274 di 439

OGGETTO: Regolamento CE 1698/05. Programma di sviluppo rurale del Lazio 2007/2013.


D. G. R. 186 del 18 aprile 2012 - Misura 214. Domande anno 2012.
Approvazione elenco provinciale di autorizzazione alla liquidazione di Viterbo.
Invio regionale n. 65. Domande n. 9. Importo Euro 107.858,62.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE,


CACCIA E PESCA
SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Economia Ittica e Gestione Sostenibile delle Risorse;
VISTA

la L. R. 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni Disciplina del sistema


organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni organizzative alla Dirigenza ed al
Personale;

VISTA il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale n. 1 del 6
settembre 2002;
VISTO il Decreto Legislativo 14/03/2013 n. 33;
VISTO il Regolamento (CE) n. 1698/2005 relativo al sostegno allo sviluppo rurale da parte del
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), che prevede la definizione di
Programmi regionali di Sviluppo Rurale per il periodo 2007-2013;
VISTO il Regolamento (CE) n. 1974/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006 recante
disposizioni di applicazione del sopra citato regolamento 1698/05;
VISTO il Reg. (CE) n. 1975 / 2006 della Commissione del 7 dicembre 2006 che stabilisce
modalit di applicazione del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio per quanto
riguarda lattuazione delle procedure di controllo e della condizionalit per le misure di
sostegno dello sviluppo rurale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dellUnione Europea
L 368 del 23 dicembre 2006;
VISTO il Piano Strategico Nazionale per lo sviluppo rurale 2007 / 2013 approvato dalla
Conferenza Stato-Regioni il 31 ottobre 2006, predisposto ai sensi dellarticolo 11 del
Reg. (CE) n. 1698/2005;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 356 del 20 giugno 2006 concernente Politica di
sviluppo rurale Approvazione del documento: le strategie per il Programma di Sviluppo
Rurale del Lazio 2007/2013 pubblicata sul Supplemento Ordinario n. 3 al Bollettino
Ufficiale n. 22 del 10 agosto 2006;
VISTA la Deliberazione del Consiglio Regionale n. 35 del 21 febbraio 2007 concernente Reg.
(CE) n. 1698/2005. Approvazione della Proposta di Programma di Sviluppo Rurale del
Lazio per il periodo 2007/2013 pubblicata sul Supplemento Ordinario n. 3 al Bollettino
Ufficiale n. 9 del 30 marzo 2007;
VISTA la Deliberazione n. 310 del 15 maggio 2007 con la quale la Giunta Regionale ha approvato
la versione definitiva della Proposta di Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013;
VISTA la Decisione della Commissione Europea n. C/2008/708 del 15 febbraio 2008 recante
approvazione del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Lazio per il periodo di
programmazione 2007-2013;
VISTA

la Deliberazione della Giunta Regionale n. 186 del 18 aprile 2012 concernente il


Programma di Sviluppo Rurale per il periodo 2007-2013, misura 211 Indennit per

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 275 di 439

svantaggi naturali a favore di agricoltori in zone montane, 212 Indennit a favore di


agricoltori in zone svantaggiate, diverse dalle zone montane e 214 pagamenti
agroambientali annualit 2012. Avviso pubblico;
VISTO lelenco di seguito specificato:
- elenco provinciale di autorizzazione alla liquidazione della provincia di Viterbo redatto
dalla competente Area Decentrata Agricoltura di Viterbo, sulla base di istruttoria tecnicoamministrativa, dal quale risultano liquidabili in totale n. 9 ditte per un importo di Euro
107.858,62;
Per un totale di 9 domande pari ad un importo complessivo di Euro 107.858,62.

DETERMINA
di approvare lelenco provinciale di autorizzazione alla liquidazione di seguito specificato:

elenco provinciale di autorizzazione alla liquidazione della provincia di Viterbo redatto dalla
competente Area Decentrata Agricoltura di Viterbo, sulla base di istruttoria tecnicoamministrativa, dal quale risultano liquidabili in totale n. 9 ditte per un importo di Euro
107.858,62;
Per un totale di 9 domande pari ad un importo complessivo di Euro 107.858,62.
di procedere con successivo atto alla approvazione dei successivi elenchi provinciali di
liquidazione delle ulteriori domande ritenute ammissibili
di incaricare la competente Area Economia Ittica e Gestione Sostenibile delle Risorse ad
espletare gli adempimenti connessi alla trasmissione degli elenchi di liquidazione
allOrganismo Pagatore Nazionale (AGEA)
che ricorrono le condizioni di cui al D.L. n. 33/2013
La presente determinazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
Avverso il presente provvedimento pu essere presentato:

ricorso giurisdizionale al TAR competente entro 60 giorni dalla data di pubblicazione sul
BURL
ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni a decorrere dalla data di
pubblicazione sul BURL
Il Direttore
Roberto Ottaviani

Codice a barre
garanzia

Cognome e nome

LAZIO

CUAA

24711450148

24710733080

24710457409

24711447961

24710872151

24710335159

24710516154

24710403049

VALENTINI DANIELA

TONIETTI MARCELLA

Autorizzazione al pagamento

Tipologia

N.

VLNDNL48P41H501P

TNTMCL72S54M082K

01285290563

SNIFNC55M01L814R

. 282,46

. 1.241,28

. 31.593,86

. 893,24

. 37.453,35

. 726,52

. 28.675,52

. 1.203,50

. 5.788,89

Importo totale
107,858.62

. 970,28

. 3.723,84

. 25.729,34

. 2.679,72

. 0,00

. 2.179,55

. 0,00

. 0,00

. 0,00

22/01/2015

19/01/2015

25/03/2015

05/11/2014

17/03/2015

03/03/2015

12/02/2015

19/03/2015

12/12/2014

SI

SI

NO

NO

NO

NO

NO

SI

NO
28/04/2015

54,191.01

28/04/2015

28/04/2015

0.00

Positivo

Positivo

Positivo

Quota regionale totale *

AGEA.ASR.2015.0209960

AGEA.ASR.2015.0210070

AGEA.ASR.2015.0210033

livello

livello

primo

revisione

Esito

primo

primo livello

Protocollo scheda revisore

1 di 2

revisore

per

Estratto

Quota nazionale totale *

AGEA.ASR.2015.0017485

AGEA.ASR.2015.0013655

AGEA.ASR.2015.0165555

AGEA.ASR.2014.0608974

AGEA.ASR.2015.0154920

AGEA.ASR.2015.0138556

AGEA.ASR.2015.0043891

AGEA.ASR.2015.0158700

AGEA.ASR.2014.0711424

Protocollo
Scheda istruttore

53,667.61

Quota comunitaria totale *

AREA DECENTRATA AGRICOLTURA DI VITERBO

SOCIETA' AGRICOLA SANTA LUCIA SOCIETA' SEMPLICE

SINI FRANCESCO

S.AGRI.V.IT - SOCIETA' AGRICOLA VITIVINICOLA ITALIANA


07326481004
A RESPON SABILITA' LIMITATA

PTRMSM58E29A949J

01519100562

MULA ANTONIO MARIA E FRANCO SOCIETA' SEMPLICE


AGRICOLA

PIETRETTI MASSIMO

VNGLGU58S21I855I

01595610500

EVANGELISTELLA LUIGI

BIOSECAMM SOCIETA' SEMPLICE AGRICOLA

RIEPILOGO PER L'ENTE :

24711450056

erogato

determinato
precedenteme

Importo

Importo

Pagina

REGOLAMENTO(CE) N.1698/2005
ASSE II - Miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale
Misura 214/215 e misure precedenti (F e 2078)
AUTORIZZAZIONE AL PAGAMENTO

ELENCO DELLE AUTORIZZAZIONI ALLA LIQUIDAZIONE

AREA DECENTRATA AGRICOLTURA DI VITERBO

Ente

Codice

REGIONE

N.

AGEA.ASR.2015.0217895

Elenco firmato digitalmente

Protocollo :

Data di stampa 05/05/2015

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41


Pag. 276 di 439

Codice a barre
garanzia

Cognome e nome

erogato

determinato
precedenteme

Importo

Importo
Protocollo
Scheda istruttore

Importo totale
. 107.858,62

. 53.667,61

Quota comunitaria totale *

. 54.191,01

GENCHI FABIO

05/05/2015

GNCFBA60S28H501C

. 0,00

Si dichiara che per i beneficiari che rientrano nei casi previsti dallart.10 del DPR 252/98, la Regione in possesso del certificato prefettizio antimafia in corso di validit ovvero della
richiesta prefettizia di oltre 45 giorni, unitamente al certificato camerale, che consentono il pagamento del presente elenco.

Ai sensi del Reg. CE 885/2006 si dichiara che per tutte le domande inserite nel presente elenco stata verificata la presenza e la correttezza delle check list previste nell'iter
amministrativo, come stabilito dallOrganismo Pagatore.

Data

Codice fiscale

Quota regionale totale *

livello

livello

primo

revisione

Esito

primo

primo livello

Protocollo scheda revisore

2 di 2

revisore

per

Estratto

Quota nazionale totale *

RIEPILOGO AUTORIZZAZIONE ALLA LIQUIDAZIONE

CUAA

ELENCO DELLE AUTORIZZAZIONI ALLA LIQUIDAZIONE

Pagina

REGOLAMENTO(CE) N.1698/2005
ASSE II - Miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale
Misura 214/215 e misure precedenti (F e 2078)
AUTORIZZAZIONE AL PAGAMENTO

RESPONSABILE AUTORIZZAZIONE AL PAGAMENTO (VISTO SI LIQUIDI)

LAZIO

* La divisione in quote potrebbe subire variazioni al momento della decretazione

Firma

Cognome e nome

N. beneficiari

Codice

REGIONE

N.

AGEA.ASR.2015.0217895

Elenco firmato digitalmente

Protocollo :

Data di stampa 05/05/2015

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Pag. 277 di 439

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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Regione Lazio
DIREZIONE CENTRALE ACQUISTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 27 aprile 2015, n. G05057
Autorizzazione a procedere ad una acquisizione in economia per l'affidamento di un servizio di spedizione di
plichi e pacchi mediante corriere espresso per le sedi regionali per l'anno 2015 - Impegno di spesa euro
9.760,00 IVA compresa - Cap. S23427 - Esercizio Finanziario 2015.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 279 di 439

OGGETTO: Autorizzazione a procedere ad una acquisizione in economia per l'affidamento di


un servizio di spedizione di plichi e pacchi mediante corriere espresso per le sedi regionali
per lanno 2015 Impegno di spesa 9.760,00 IVA compresa Cap. S23427 Esercizio
Finanziario 2015.
LA DIRETTRICE REGIONALE DELLA CENTRALE ACQUISTI
SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Pianificazione e Programmazione;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge Regionale del 18 febbraio 2002 n. 6 e successive modifiche, Disciplina del
sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al
personale regionale;
VISTO il Regolamento Regionale del 28 marzo 2013, n. 2, concernente: "Modifiche al
Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei
servizi della Giunta regionale) e successive modificazioni" ed in particolare lart. 7, comma 2, che
modifica la lettera b) del comma 1 dellart. 20 del R.R. 1/2002 e che, tra laltro, istituisce la
Direzione Regionale Centrale Acquisti;
VISTA la D.G.R. n. 92 del 30 aprile 2013, con la quale stato conferito allAvv. Elisabetta Longo
lincarico di Direttore della Direzione Regionale Centrale Acquisti;
VISTA la D.G.R. n. 121 del 5 giugno 2013 concernente Modifiche al regolamento regionale 6
settembre 2002, n. 1;
VISTA la Determinazione n. B03054 del 17 luglio 2013 Organizzazione delle Strutture di Area
della Direzione Centrale Acquisti che identifica lArea Pianificazione e Programmazione
allinterno della Direzione Centrale Acquisti quale Area deputata allespletamento di iniziative di
razionalizzazione della spesa e allespletamento delle procedure di gara relative allacquisto di beni
e servizi per le strutture regionali e gli enti dipendenti;
VISTA la Determinazione n. B03910 del 10 settembre 2013, con la quale sono state individuate le
strutture organizzative di base di cui si compone la Direzione Centrale Acquisti e sono state
determinate le relative competenze;
VISTO il Decreto Legislativo n.163/06 e s.m.i. Codice dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture;
VISTO il D.P.R. n. 207/2010: Regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12
aprile 2006, n.163;
VISTA la Direttiva del Presidente n. R00003 del 03/07/2013 in materia di acquisizione di beni e
servizi in economia;
VISTA la Delibera di Giunta n. 336 del 10/06/14 Approvazione delle linee guida per
l'acquisizione di servizi e forniture in economia della Regione Lazio;
VISTO il Dlgs n. 118 del 23 giugno 2011 recante Disposizioni in materia di armonizzazione dei
sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a
norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42;
VISTA la L.R. n. 17 del 30 dicembre 2014 Legge di stabilit regionale 2015;
VISTA la L.R. n. 18 del 30 dicembre 2014 Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio
2015-2017;
VISTA la Delibera di Giunta n. 24 del 27/01/15 Applicazione delle disposizioni di cui allart. 39,
comma 4, del d. lgs 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche, e ulteriori disposizioni per la
gestione del bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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VISTA la Circolare del Segretario Generale prot. N. 56463 del 03 febbraio 2015 relativa alla
gestione del bilancio 2015-2017;
VISTA la nota prot. 58505 del 03/02/15 con la quale il Dirigente dellArea chiede lattivazione di
un servizio di spedizione di plichi e pacchi mediante corriere espresso necessario per far fronte alle
richieste che pervengono dalle strutture regionali nel corso dellanno 2015;
VISTA il D.G.R. 860 del 09/12/14 proposta di regolamento concernente Disposizioni di prima
attuazione dellart. 3 della l.r. 20 novembre 2001, n. 25. Regolamento per la gestione del servizio di
economato;
CONSIDERATO che il servizio oggetto della presente Determinazione non reperibile tra le
Convenzioni Consip attive, n sul mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA);
RITENUTO:
- necessario procedere allespletamento di una acquisizione in economia per laffidamento del
servizio di spedizione di plichi e pacchi mediante corriere espresso, ai sensi dellart. 125 del
D.Lgs. n. 163/2006;
- che la gara debba esperirsi con il criterio del prezzo pi basso, ai sensi dellart. 82 del D.Lgs.
163/2006;
ATTESO che sar necessario avviare unindagine di mercato per selezionare almeno tre operatori
economici di settore cui indirizzare la Lettera Invito di partecipazione alla gara;
CONSIDERATO che per il finanziamento del servizio, stimato in complessivi 8.000,00 Iva
esclusa, occorre procedere allimpegno di spesa sul capitolo S23427, esercizio finanziario 2015;
ATTESO che con successiva determinazione si provveder ad assegnare la fornitura alla ditta
aggiudicatrice con contestuale disimpegno delle eventuali somme in eccedenza;
ATTESO che lobbligazione verr a scadenza nel corso del 2015;
DETERMINA
Per le motivazioni indicate in premessa che si intendono integralmente riportate:
1. di approvare quanto enunciato nelle premesse;
2. di autorizzare lindizione della gara di cui alle premesse per lattivazione di un servizio di
spedizione di plichi e pacchi mediante corriere espresso tramite lettere di invito da inviare a
non meno di tre ditte operanti nel settore;
3. di impegnare, la somma posta a base dasta di 9.760,00 IVA compresa sul cap. S23427
delles. fin. 2015, che offre la necessaria disponibilit, corrispondente alla missione 01
programma 03 codice di V livello del piano dei conti 1.03.02.16.002 Spese postali a
favore di Creditori Diversi;
4. di provvedere con successiva determinazione allaggiudicazione della gara ed allimpegno
delle relative somme a favore della ditta aggiudicatrice sul cap. S23427 con contestuale
disimpegno delle eventuali somme in eccedenza;
5. di prendere atto che lobbligazione verr a scadenza nel corso del 2015.

La Direttrice Regionale
Avv. Elisabetta Longo

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Regione Lazio
DIREZIONE CENTRALE ACQUISTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 27 aprile 2015, n. G05058
Affidamento diretto per l'esecuzione del servizio di Loss Adjuster relativa alla gestione dei sinistri sotto
franchigia della polizza assicurativa RCT/O della Regione Lazio. Impegno di spesa sul Cap. S21410, importo
euro 18.300,00 I.V.A. inclusa - CIG n. Z9D13C5BDB

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OGGETTO: Affidamento diretto per lesecuzione del servizio di Loss Adjuster relativa alla gestione
dei sinistri sotto franchigia della polizza assicurativa RCT/O della Regione Lazio. Impegno di spesa
sul Cap. S21410, importo 18.300,00 I.V.A. inclusa CIG n. Z9D13C5BDB.
LA DIRETTRICE DELLA DIREZIONE REGIONALE CENTRALE ACQUISTI
SU PROPOSTA della Dirigente dellArea Pianificazione e Programmazione;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge Regionale del 20 novembre 2001 n. 25 e s.m.i., Norme in materia di
programmazione, bilancio e contabilit della Regione;
VISTA la Legge Regionale del 18 febbraio 2002 n. 6 e successive modifiche, Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale;
VISTO il regolamento regionale n.1 del 6 settembre 2002 e s.m.i.;
VISTO il Regolamento Regionale del 28 marzo 2013, n. 2, concernente: "Modifiche al Regolamento
Regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della
Giunta regionale) e successive modificazioni" ed in particolare lart. 7, comma 2, che modifica la
lettera b) del comma 1 dellart. 20 del R.R. 1/2002 e che, tra laltro, istituisce la Direzione
Regionale Centrale Acquisti;
VISTA la D.G.R. n. 92 del 30 aprile 2013, con la quale stato conferito allAvv. Elisabetta Longo
lincarico di Direttore della Direzione Regionale Centrale Acquisti;
VISTA la D.G.R. n. 121 del 5 giugno 2013 concernente Modifiche al regolamento regionale 6
settembre 2002, n. 1;
VISTA la Determinazione n. B03054 del 17 luglio 2013 Organizzazione delle Strutture di Area della
Direzione Centrale Acquisti che identifica lArea Pianificazione e Programmazione allinterno della
Direzione Centrale Acquisti quale Area deputata allespletamento di iniziative di razionalizzazione
della spesa;
VISTA la Determinazione n. B03910 del 10 settembre 2013, con la quale sono state individuate le
strutture organizzative di base di cui si compone la Direzione Centrale Acquisti e sono state
determinate le relative competenze;
VISTA la Determinazione n. B04230 del 25 settembre 2013, con cui stata conferito alla Dott.ssa
Giovanna Agostinelli lincarico di Dirigente dellArea Pianificazione e Programmazione della
Direzione Regionale Centrale Acquisti;
VISTO il Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla Legge 15 luglio
2011, n. 111, recante disposizioni per la stabilizzazione finanziaria;
VISTA la sopra citata Determinazione B03054 del 17 luglio 2013, recante disposizioni in merito alla
Organizzazione delle Strutture di Area della Direzione Centrale Acquisti, che identifica, tra le
competenze dellArea Pianificazione e Programmazione, lespletamento delle procedure di gara
relative allacquisto di beni e servizi per le strutture regionali e gli enti dipendenti;

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VISTA la Direttiva del Presidente n. R00003 del 03/07/2013 in materia di acquisizione di beni e
servizi in economia;
VISTA la Delibera di Giunta n. 336 del 10/06/14 Approvazione delle linee guida per l'acquisizione
di servizi e forniture in economia della Regione Lazio;
VISTA la L.R. n. 17 del 30 dicembre 2014 Legge di stabilit regionale 2015;
VISTA la L.R. n. 18 del 30 dicembre 2014 Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio
2015-2017;
VISTA la Delibera di Giunta n. 24 del 27/01/15 Applicazione delle disposizioni di cui allart. 39,
comma 4, del D. L.gs 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche, e ulteriori disposizioni per la
gestione del bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017;
VISTA la Circolare del Segretario Generale prot. n. 56463 del 03 febbraio 2015 relativa alla
gestione del bilancio 2015-2017;
VISTA la Determinazione n. G16618 del 19/11/2014 avente ad oggetto Affidamento diretto per
lesecuzione del servizio di Loss Adjuster per la gestione dei sinistri sotto franchigia della polizza
RCT/O della Regione Lazio - Importo 45.140,00 I.V.A. inclusa - Cap. S21404 - Es. Fin. 2014/2015
Societ CONTEC S.r.l. - CIG n. Z3C11B9264, per un trimestre, le cui attivit sono terminate in data
28/02/2015;
VISTA la Determinazione n. G01927 del 26/02/2015, con cui stata indetta la procedura di gara
avente oggetto laffidamento del servizio di Loss Adjuster per la durata di 12 mesi, il cui termine
per la presentazione delle offerte fissato alle ore 12,00 del 30/03/15;
CONSIDERATO che, nelle more dellaggiudicazione della suddetta proceduta, risulta necessario
garantire la prosecuzione del servizio affidato con la Determinazione n. G16618 del 19/11/2014,
per ulteriori 2 mesi;
VERIFICATA la mancanza allinterno della Regione Lazio di un ufficio dotato delle professionalit
formate in materie tecniche e giuridiche attinenti alla gestione, trattazione e liquidazione dei
sinistri di responsabilit civile;
CONSIDERATO che il servizio oggetto della presente Determinazione non reperibile tra le
Convenzioni Consip attive, n sul mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA), n
che possibile acquisirlo attraverso gli operatori economici iscritti presso lAlbo Fornitori della
Regione Lazio;
VALUTATA lurgenza e la non procrastinabile acquisizione di tale servizio a supporto
dellAmministrazione Regionale nella gestione delle richieste di risarcimento danni in relazione alla
polizza RCT/O e dellASTRAL, la quale ha in pi comunicazioni rappresentato tale necessit, stato
richiesto, con nota, Prot. n. 150127 del 18 marzo 2015, alla Societ CONTEC S.r.l., con sede in Via
A. M. Maragliano, 7 - 16121 Genova, di garantire la copertura del servizio per i sinistri occorsi nel
periodo 01/03/2015 30/04/2015 per un importo fissato in 15.000,00 I.V.A. esclusa;
RISCONTRATO che la Societ CONTEC S.r.l., con nota del 19/03/2015, Prot. n. 156070, ha
accettato di garantire leffettuazione del servizio per il periodo e per limporto sopra indicato;

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RITENUTO necessario procedere con laffidamento diretto, ai sensi dellart. 125, comma 11 del D.
L.gs. n. 163/2006, alla CONTEC S.r.l., per lesecuzione del servizio in oggetto, per la durata di due
mesi, per un importo pari ad 18.300,00 I.V.A. inclusa;
CONSIDERATO che, ai sensi dellart. 15 della L. 183/2011, il DURC della Societ menzionata ai fini
della verifica dei requisiti previsti per la partecipazione alle gare pubbliche ai sensi dellart. 38 del
D. L.gs 163/2006 stato gi acquisito;
ATTESO che lobbligazione giunger a scadenza nel corso dellesercizio 2015;
PRESO ATTO che, ai sensi della L. 136/2010, lAutorit Nazionale Anticorruzione (ANAC gi AVCP)
ha attribuito alla gara il CIG n. Z9D13C5BDB;

1)

2)

3)
4)
5)

DETERMINA
di approvare laffidamento diretto, ai sensi dellart. 125, comma 11 del D. L.gs. n. 163/2006,
alla Societ CONTEC S.r.l. Via A. M. Maragliano, 7 - 16121 Genova, per lesecuzione del servizio
di Loss Adjuster, consistente nella gestione e trattazione dei sinistri sotto franchigia della
polizza RCT/O della Regione Lazio, per la durata di due mesi, per un importo pari ad
15.000,00 I.V.A. esclusa;
di impegnare la somma necessaria di 18.300,00 I.V.A. inclusa, sul Cap. S21410 per lesercizio
2015, che offre la necessaria disponibilit, corrispondente alla missione 01 programma 03
codice di V livello del piano dei conti 1.03.02.11.004 Perizie per il periodo dall01/03/2015 al
30/04/2015, a favore della Societ CONTEC S.r.l.;
di prendere atto che lobbligazione verr a scadenza nel corso del 2015;
di dare atto che il Responsabile Unico del Procedimento, ai sensi dellart. 10 del D. L.gs.
163/2006 e ss. mm. ii., la Dott.ssa Giovanna Agostinelli;
di pubblicare il presente atto sul B.U.R.L.

La Direttrice Regionale
Avv. Elisabetta Longo

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Regione Lazio
DIREZIONE CENTRALE ACQUISTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 4 maggio 2015, n. G05353
Procedura di affidamento in economia del servizio di pubblicazione dell'avviso di aggiudicazione della gara
concernente l'acquisizione del servizio di realizzazione, installazione, avviamento e gestione del sistema
informatico di supporto all'emergenza sanitaria Servizio 118 della Regione Lazio. CIG ZE313DAC65.
Impegno di spesa di 1.655,07 sul capitolo H21509 in favore della Soc. Lexmedia Srl P.IVA 09147251004,
ed accertamento di 1.216,34 sul capitolo 331530. Esercizio finanziario 2015

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OGGETTO: Procedura di affidamento in economia del servizio di pubblicazione dellavviso di


aggiudicazione della gara concernente lacquisizione del servizio di realizzazione, installazione,
avviamento e gestione del sistema informatico di supporto allemergenza sanitaria Servizio 118
della Regione Lazio. CIG ZE313DAC65. Impegno di spesa di 1.655,07 sul capitolo H21509 in
favore della Soc. Lexmedia Srl P.IVA 09147251004, ed accertamento di 1.216,34 sul capitolo
331530. Esercizio finanziario 2015.

LA DIRETTRICE DELLA DIREZIONE REGIONALE CENTRALE ACQUISTI


Su proposta della Dirigente dellArea Pianificazione e Programmazione
VISTA la Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
VISTA la Legge Statutaria 11 novembre 2004, n. 1 Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTO il Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118 recante Disposizioni in materia di
armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei
loro organismi a norma degli articoli 1 e 2 delle Legge 5 maggio 2009, n. 42 e ss.mm.ii.;
VISTA la Legge Regionale 20 novembre 2001, n. 25 Norme in materia di programmazione,
bilancio e contabilit della Regione e s.m.i.;
VISTA la Legge Regionale 30 dicembre 20134 n. 17 Legge di stabilit regionale 2015;
VISTA la Legge Regionale 30 dicembre 2014, n. 18 Bilancio di previsione finanziario della
Regione Lazio 2015-2017;
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6, Disciplina del sistema organizzativo della
Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale e s.m.i.;
VISTO il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1, Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta regionale e s.m.i.;
VISTO il Regolamento Regionale 28 marzo 2013, n. 2, concernente: Modifiche al regolamento
regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della
Giunta regionale) ed in particolare lart. 7, comma 2, che modifica la lettera b) del comma 1
dellart. 20 del r.r. 1/2002 e che tra laltro istituisce la Direzione Regionale Centrale Acquisti;
VISTA la D.G.R. n. 92 del 30 aprile 2013, con la quale stato conferito allAvv. Elisabetta Longo
lincarico di Direttore della Direzione Regionale Centrale Acquisti;
VISTA la D.G.R. del 5 giugno 2013, n. 121 concernente Modifiche al regolamento regionale 6
settembre 2002, n. 1;
VISTA la Determinazione n. B03054 del 17 luglio 2013 Organizzazione delle Strutture di Area
della Direzione Centrale Acquisti che indentifica lArea Pianificazione e Programmazione
allinterno della Direzione Centrale Acquisti quale Area deputata allespletamento di iniziative di
razionalizzazione della spesa;

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VISTA la Determinazione n. B03910 del 10 settembre 2013 con la quale sono state individuate le
strutture organizzative di base di cui si compone la Direzione Centrale Acquisti e sono state
determinate le relative competenze;
VISTO il Decreto Legislativo 12 aprile 2006 n. 163 e s.m.i. concernente il Codice dei Contratti
Pubblici relativi a lavori, servizi e forniture ed in particolare larticolo 125, comma 11, in materia di
acquisizione di servizi in economia;
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, Regolamento di
esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 recante Codice dei contratti
pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture e s.m.i.;
VISTO larticolo 34, comma 35, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 concernente Ulteriori
misure urgenti per la crescita del Paese convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre
2012, n. 221;
VISTO il decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 contenente Misure urgenti per la competitivit e la
giustizia sociale convertito, con modificazioni, con legge 23 giugno 2014, n. 89;
VISTA la Direttiva del Presidente della Regione Lazio 3 luglio 2013, n. R00003 Direttiva in
materia di acquisizione di beni e servizi in economia;
VISTA la Deliberazione di Giunta regionale 10 giugno 2014, n. 336 concernente Approvazione
delle linee guida per lacquisizione di servizi e forniture in economia della Regione Lazio
VISTA la Determinazione dirigenziale n. B05235 del 08/08/2012 relativa alla Indizione Gara
comunitaria centralizzata a procedura aperta finalizzata allacquisizione del servizio di
realizzazione, installazione, avviamento e gestione del sistema informatico di supporto
allemergenza sanitaria Servizio 118 della Regione Lazio;
VISTA la Determinazione dirigenziale n. B08499 del 05/11/2012 concernente Impegno di spesa in
favore di Lexmedia S.r.l. sul capitolo H 21503/2012 per la pubblicazione degli atti della gara
comunitaria centralizzata a procedura aperta finalizzata allacquisizione del servizio di
realizzazione, installazione, avviamento e gestione del sistema informatico di supporto
allemergenza sanitaria Servizio 118 della Regione Lazio;
VISTA la Determinazione n. G14823 del 21/10/2014 concernente la Gara comunitaria a procedura
aperta finalizzata allacquisizione del servizio di realizzazione, installazione, avviamento e gestione
del sistema informatico di supporto allemergenza sanitaria Servizio 118 della Regione Lazio.
Aggiudicazione gara;
CONSIDERATA la necessit di provvedere, in conformit allobbligo di cui agli articoli 65 e 66
del d.lgs.163/2006, alla pubblicazione dellavviso sullesito di gara, tra gli altri, sulla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica Italiana e, per estratto, su almeno due dei principali quotidiani a
diffusione nazionale e due a maggior diffusione locale;
VERIFICATO che non sono attive convenzioni CONSIP aventi ad oggetto il servizio di
pubblicazione di avvisi e bandi a mezzo stampa e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana,
e che non risultano in ordine allo stesso servizio opzioni di acquisto mediante il MePA, non
rinvenendosi nellambito di esso la relativa categoria merceologica;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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VERIFICATA quindi la sussistenza della necessit dellAmministrazione di acquisire il servizio in


argomento, al fine di ottemperare agli obblighi di legge in materia di pubblicazione degli atti di gara
di cui allarticolo 66, comma 7, del d.lgs. 163/2006, e dei presupposti richiesti, anche ai sensi del
parere della Corte dei Conti n. 92 del 18.03.2013, per il ricorso a procedure autonome e, in
particolare, allaffidamento diretto di cui allarticolo 125 comma 11 del d.lgs.163/2006, consentito
in relazione ai servizi e forniture di importo inferiore a quarantamila euro;
VISTO il punto 12.2. della DGR 336/2014 il quale prevede che le acquisizioni di importo non
superiore ad 40.000,00 possono essere disposte mediante contratto concluso per mezzo di
apposito scambio di lettere, secondo luso del commercio;
CONSIDERATO che in data 23.03.2015, stata avviata una specifica indagine di mercato
attraverso linvio di richieste di preventivo per il servizio in oggetto, alle seguenti due ditte operanti
nel settore delle pubblicazioni legali a mezzo stampa: Lexmedia srl, MediaGraphic srl;
TENUTO CONTO che solo la Soc. Lexmedia Srl ha dato riscontro alla richiesta entro il termine
indicato;
RITENUTO pertanto di approvare il preventivo di spesa della Lexmedia S.r.l. n. 1304 del
23/03/2015 per un importo di 1.359,50 pi IVA 22% (totale 1.655,07) dei quali:
- 346,50 pi IVA 22% (totale 422,73) per la pubblicazione dellavviso sulla GURI;
- 997,00 pi IVA 22% (totale 1.216,34) per la pubblicazione dellestratto giornali su quattro
quotidiani, dei quali due a diffusione nazionale (Italia Oggi Ed. Nazionale e Milano Finanza
Ed. Nazionale), e due locali (Il Giornale Centro-Sud e Milano Finanza Ed. Locale);
- 16,00 per imposta di bollo,
affidando alla ditta stessa, ai sensi dellart. 125 comma 11 D.Lgs. 163/2006, il relativo servizio;
RITENUTO inoltre di dover impegnare, per lesercizio finanziario 2015, sul capitolo di spesa
H21509, che presenta la necessaria disponibilit, in favore della Lexmedia S.r.l., C.F./P.IVA
09147251004, con sede in via Verdinois, 6 00159 Roma (cod. cred. n. 112034) limporto
complessivo di 1.655,07 IVA ed imposta di bollo inclusi, da liquidare con successivo
provvedimento emesso a beneficio del medesimo soggetto;
VISTO larticolo 34, comma 35, del d.l. 179/2012, convertito con modificazioni dalla l. 221/2012,
secondo il quale, a partire dal 1 gennaio 2013, le spese per la pubblicazione di bandi e avvisi sui
quotidiani nazionali e locali di cui allarticolo 66, comma 7, secondo periodo ed allarticolo 122,
comma 5, secondo periodo, del d.lgs. 163/2006, sono rimborsate alla stazione appaltante
dallaggiudicatario entro il termine di sessanta giorni dallaggiudicazione;
RITENUTO pertanto di porre a carico dei soggetti aggiudicatari, individuati dalla determinazione
n. G14823 del 21/10/2014 le spese anticipate dallAmministrazione regionale per la pubblicazione
dellesito di gara su 2 quotidiani a diffusione nazionale e 2 a diffusione locale;
RITENUTO inoltre opportuno, tenuto anche conto di quanto indicato nelle Linee Guida sulla
trasparenza e pubblicit degli appalti pubblici elaborate dallIstituto per linnovazione e la
trasparenza degli appalti e la compatibilit ambientale ITACA ed emanate in data 13 giugno 2013,
al fine di garantire uniformit di trattamento nella ripartizione degli oneri di pubblicazione, di
suddividere tali costi in maniera proporzionale al valore posto a base dasta dei lotti aggiudicati a
ciascun soggetto;

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DATO ATTO che limporto delle spese anticipate dallAmministrazione regionale paria ad
1.216,34 sono a carico della Soc. ISED Spa quale unico aggiudicatario, come riportato nella citata
determina G14823 del 21/10/2014, per lintero importo;
RITENUTO quindi di accertare per lesercizio finanziario 2015, sul capitolo 331530, la seguente
cifra il cui recupero avverr tramite versamento mediante bonifico sul c/c IBAN
IT03M0200805255000400000292, intestato alla Regione Lazio:
a carico della ISED Ingegneria Sistemi Elaborazione Dati S.p.A. - Via Tiburtina, 1236
00131 ROMA C.F./P.IVA P.IVA 00976081000 (cod. cred. 23376 ), la cifra di
1.216,34;
DATO ATTO che in relazione alla presente procedura stato acquisito tramite lAutorit per la
Vigilanza sui lavori pubblici, Servizi e Forniture, ora Autorit Nazionale Anticorruzione, il
seguente Codice Identificativo di Gara CIG ZE313DAC65
ATTESO che le suddetta obbligazione e il suddetto credito giungeranno a scadenza nellesercizio
finanziario 2015;
DETERMINA
Per le motivazioni esposte in premessa, parte integrante della presente determinazione,
1) di affidare ai sensi dellarticolo 125, comma 11, del d.lgs. 163/2006 alla Lexmedia S.r.l. il
servizio di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e, per estratto,
sui quotidiani Italia Oggi Ed. Nazionale e Milano Finanza Ed. Nazionale, Il Giornale
Centro-Sud e Milano Finanza Ed. Locale, dellavviso di aggiudicazione della gara
concernente lacquisizione del servizio di realizzazione, installazione, avviamento e gestione
del sistema informatico di supporto allemergenza sanitaria Servizio 118 della Regione
Lazio, di cui alla citata determinazione n. G14823 del 21/10/2014;
2) di approvare il preventivo di spesa n. 1304 del 23/03/2015 per un importo di 1.655,07 IVA
ed imposta di bollo inclusi presentato dalla Soc. Lexmedia Srl;
3) di impegnare sul capitolo di spesa H21509, che presenta la necessaria disponibilit, per
lesercizio finanziario 2015, in favore della Lexmedia S.r.l., C.F./P.IVA 09147251004, con
sede in via Verdinois, 6 00159 Roma (cod. cred. n. 112034) limporto complessivo di
1.655,07 IVA ed imposta di bollo inclusi, da liquidare con successivo provvedimento
emesso a beneficio del medesimo soggetto;
4) di accertare per lesercizio finanziario 2015, sul capitolo 331530, le seguenti cifre, il cui
recupero avverr tramite versamento mediante bonifico sul c/c IBAN
IT03M0200805255000400000292, intestato alla Regione Lazio:
a carico della ISED Ingegneria Sistemi Elaborazione Dati S.p.A. - Via Tiburtina, 1236
00131 ROMA C.F./P.IVA P.IVA 00976081000 (cod. cred. 23376), la cifra di 1.216,34;
5) di pubblicare la presente Determinazione sul BURL.
Avverso il presente atto ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo del
Lazio nel termine di giorni 30 (trenta) dalla pubblicazione.

La Direttrice
(Avv. Elisabetta Longo)

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Regione Lazio
DIREZIONE FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 4 maggio 2015, n. G05392
Art. 57, L.R. 24.12.2008, n. 31. Fondo regionale integrativo per il diritto allo studio scolastico. D.G.R. n. 398
del 17/09/2010 e Determinazione Dirigenziale n. B6576 del 21/12/2010 "Assegni di studio a favore degli
alunni residenti nel Lazio, nell'ambito delle politiche in favore delle famiglie meno abbienti." Comuni
AFFILE (RM) e ANZIO (RM). Approvazione rendiconti anno scolastico 2010/2011. Accertamento di euro
391,04. sul capitolo di entrata 331525 Esercizio finanziario 2015.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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OGGETTO: Art. 57, L.R. 24.12.2008, n. 31. Fondo regionale integrativo per il diritto allo studio
scolastico. D.G.R. n. 398 del 17/09/2010 e Determinazione Dirigenziale n. B6576 del 21/12/2010
Assegni di studio a favore degli alunni residenti nel Lazio, nellambito delle politiche in favore
delle famiglie meno abbienti. Comuni AFFILE (RM) e ANZIO (RM). Approvazione rendiconti anno
scolastico 2010/2011. Accertamento di 391,04. sul capitolo di entrata 331525 Esercizio
finanziario 2015.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE FORMAZIONE, RICERCA E


INNOVAZIONE, SCUOLA UNIVERSITA, DIRITTO ALLO STUDIO
Su proposta della Dirigente dellArea Organizzazione e attuazione interventi per listruzione e il
diritto allo studio
VISTA la Legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge regionale n. 6 del 18 febbraio 2002 e successive modificazioni;
VISTO il Regolamento di Organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta Regionale n. 1 del
06 settembre 2002, e successive modificazioni;
VISTA la Legge Regionale 20 novembre 2001, n. 25 concernente le norme in materia di
programmazione, bilancio e contabilit della Regione;
VISTO il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 concernente le disposizioni in materia di
armonizzazione dei sistemi contabili e gli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei
loro organismi;
VISTO il D.P.C.M 28 dicembre 2011 riguardante la sperimentazione della disciplina concernente i
sistemi contabili e gli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro enti ed organismi,
di cui allarticolo 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118;
VISTO il D.P.C.M. 25 maggio 2012 con il quale la Regione Lazio stata individuata tra le
Amministrazioni che partecipano alla sperimentazione della disciplina concernente i sistemi
contabili e gli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, di cui al
D.Lgs. 118/2011, per la durata di due esercizi finanziari;
VISTA Legge Regionale 30 dicembre 2014, n. 17 Legge di Stabilit regionale 2015
VISTA Legge Regionale 30 dicembre 2014, n. 18 Bilancio di previsione finanziario della Regione
Lazio 2015-2017;
VISTA Deliberazione 30 dicembre 2014, n. 942 Bilancio di previsione finanziario della Regione
Lazio 2015-2017. Approvazione del "Documento tecnico di accompagnamento", ripartito in titoli,
tipologie e categorie per le entrate ed in missioni, programmi e macroaggregati per le spese.
VISTA Deliberazione 30 dicembre 2014, n. 943 Bilancio di previsione finanziario della Regione
Lazio 2015-2017. Approvazione del "Bilancio finanziario gestionale", ripartito in capitoli di entrata
e di spesa.

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VISTO lart. 35, commi da 1 a 13 del D.L. 24 gennaio 2012, n.1, convertito con modificazioni dalla
legge n. 27 del 24/3/12, modificato dallart.1, comma 395 della Legge 190/14, che ha dettato
disposizioni riguardanti la tesoreria unica, stabilendo, tra laltro, la sospensione sino al 31/12/2017
del regime di tesoreria unica cosiddetta mista e lapplicazione del regime di tesoreria unica
tradizionale di cui allart. 1 della legge 720/84;
VISTA la L.R. 24 dicembre 2010, n. 8, art. 6, che dispone la verifica delle posizioni debitorie dei
creditori prima di effettuare ogni pagamento e, qualora sia riscontrata lesistenza di un debito nei
confronti della Regione, lincasso tramite lemissione del mandato di pagamento e della contestuale
reversale dincasso con quietanza di entrata;
VISTA la L. R. 30 marzo 1992, n. 29, che affida ai Comuni di residenza la titolarit degli interventi
per il diritto allo studio;
VISTA la Legge Regionale del 24.12.2008, n. 31, art. 57, Fondo regionale integrativo per il diritto
allo studio scolastico, che istituisce un apposito fondo regionale integrativo per il diritto allo studio
scolastico, nellambito delle politiche in favore delle famiglie meno abbienti, al fine di integrare le
risorse statali erogate ai sensi dellarticolo 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e della legge 10
marzo 2000, n. 62;
VISTA la D. G. R. n. 398 del 17/09/2010 con la quale sono stati individuati i criteri di ripartizione
dei fondi destinati alla concessione degli assegni di studio a favore degli alunni meritevoli residenti
nel Lazio, per lanno scolastico 2010/2011 ed approvate le linee guida ai fini di ununiforme
applicazione delle disposizioni regionali da parte delle Amministrazioni comunali;
CONSIDERATO altres che con la delibera sopra richiamata stata prevista, a partire dallanno
scolastico 2010/2011, una procedura informatizzata (SICED) per lacquisizione da parte dei Comuni
dei dati relativi ai beneficiari e alla rendicontazione delle spese;
CONSIDERATO inoltre che le linee guida prevedono lobbligo da parte dei Comuni di procedere
allerogazione degli assegni di studio previa verifica delleventuale godimento, nel medesimo anno
scolastico, dei contributi previsti dalle leggi n. 448/1998 e n. 62/200 concernenti rispettivamente la
fornitura gratuita dei libri di testo e lassegnazione delle borse di studio;
VISTA la Determinazione n. B6576 del 21/12/2010 con la quale sono state approvate le graduatorie
dei soggetti beneficiari dellassegno di studio, iscritti al primo e al terzo anno delle scuole
secondarie di secondo grado, statali e paritarie, nonch sono state impegnate ed erogate a favore dei
Comuni laziali le somme destinate alla suddetta finalit e riportate nellAllegato Rendiconti assegni
di studio A.S. 2010-2011, parte integrante della presente determinazione;
ACQUISITA la documentazione trasmessa dalle Amministrazioni comunali di Affile e Anzio
inerente la rendicontazione delle spese sostenute per gli assegni di studio a favore degli alunni
meritevoli per lanno scolastico 2010/2011;
RITENUTO, a seguito dellesame della suddetta documentazione e delle verifiche effettuate nel
sistema informatizzato SICED, di approvare i rendiconti trasmessi dai Comuni di Affile e Anzio
riconoscendo come spese ammissibili gli importi indicati nella colonna F non riconoscendo come
spese ammissibili gli importi riportati nella colonna G del citato allegato, secondo quanto stabilito
dalle disposizioni regionali e determinando quali economie per lanno scolastico 2010/2011 gli
importi indicati nella colonna H del prospetto A, parte integrante della presente determinazione;
RITENUTO inoltre di approvare lallegato Rendiconti assegni di studio A.S. 2010-2011, parte
integrante della presente determinazione;

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DETERMINA
Per le motivazioni espresse in premessa, parti integranti della presente determinazione

di approvare i rendiconti trasmessi dai Comuni di Affile e Anzio inerenti le spese sostenute
per gli assegni di studio a favore degli alunni meritevoli per lanno scolastico 2010/2011;

di riconoscere ai Comuni di Affile e Anzio come spese ammissibili gli importi indicati nella
colonna F dellallegato Rendiconti assegni di studio A.S. 2010-2011 ;

di non riconoscere al Comune di Anzio l importo indicato nella colonna G dellallegato


Rendiconti assegni di studio A.S. 2010-2011 ;

di considerare economie a carico del comune di Anzio limporto indicato nella colonna H
dellallegato Rendiconti assegni di studio A.S. 2010-2011 ;

di approvare lallegato Rendiconti assegni di studio A.S. 2010-2011, parte integrante della
presente determinazione;

di procedere al recupero dellimporto di 391.04 quale somma complessiva da restituire del


finanziamento concesso al Comune di Anzio (Rm) - per gli assegni di studio per studenti
meritevoli per lanno scolastico 2010/2011;

di richiedere al Comune di Anzio la restituzione dellimporto di 391.04, mediante il


pagamento direttamente presso la tesoreria unica dello Stato, conto speciale n. 0031183
intestato alla Regione Lazio, indicando come causale restituzione somma non riconosciuta
assegni di studio per studenti meritevoli anno scolastico 2010-2011;

di accertare sul capitolo 331525, esercizio finanziario 2015, limporto di 391,04 quale
somma complessiva da restituire del finanziamento assegnato al Comune di Anzio (Rm) per gli assegni di studio per studenti meritevoli per lanno scolastico 2010/2011;

di procedere dufficio, in assenza della restituzione di cui al punto precedente, al recupero


delle somme dovute dai Comuni, attraverso la compensazione con altre posizioni debitorie,
in base a quanto previsto dalla citata Legge Regionale n. 8/2010 art. 6;

di pubblicare sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio il presente provvedimento. Tale
pubblicazione ha valore di notifica per gli interessati a tutti gli effetti di legge.
.
Avverso il presente provvedimento ammesso il ricorso giurisdizionale davanti al Tribunale
Amministrativo Regionale del Lazio o il ricorso straordinario davanti al Presidente della
Repubblica entro i termini rispettivamente di 60 e 120 giorni dalla notifica del presente
provvedimento.
Il Direttore
Dott. Fabrizio Lella

COMUNE

AFFILE (RM)

ANZIO (RM)

N.

15

7.500,00

2.000,00

7.374,00

2.000,00

IMPORTO
IMPORTO
ASSEGNATO ED
N.
EROGATO CON RENDICONTATO
BENEFICIARI
DET.N.B6576
DAL COMUNE
DEL21/12/2010

33.500,00

2.000,00

391,04

0,00

126,00

0,00

391,04

0,00

ECONOMI IMPORTI DA
IMPORTO
IMPORTO
E ANNO ACCERTARE
NON
RICONOSCIUT
SCOLASTI
SUL
RICONOSCI
O
CO
CAPITOLO
UTO
2010/2011
331525

ECONOMIE
RESTITUITE
CON REV. 2011
N. 13887

NOTE

ALLEGATO A - PROSPETTO RIEPILOGATIVO RENDICONTI ASSEGNI DI STUDIO A.S. 2010 - 2011

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Regione Lazio
DIREZIONE FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05726
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 - Titolo V - Rinnovo Autorizzazione ente "I.E.S. INTERNATIONAL
ESTETIQUE SCHULE (P.I. 06401121006)"
a svolgere corsi privati non finanziati.

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OGGETTO: Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 Titolo V Rinnovo Autorizzazione ente
I.E.S. INTERNATIONAL ESTETIQUE SCHULE (P.I. 06401121006)
a svolgere corsi privati non finanziati.

IL DIRETTORE
DELLA DIREZIONE REGIONALE FORMAZIONE, RICERCA E INNOVAZIONE,
SCUOLA E UNIVERSITA, DIRITTO ALLO STUDIO
SU PROPOSTA del dirigente dellArea Programmazione dellOfferta formativa e di
Orientamento
VISTI:
lo Statuto della Regione Lazio, (legge statutaria 11/11/2004 n. 1 Nuovo statuto della
Regione Lazio);
la legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23 Autorizzazione allo svolgimento dei corsi
privati non finanziati - Titolo V - in particolare, gli artt. 39, 40, 41, 42;
la Deliberazione della Giunta regionale 4 giugno 1996, n. 4572 con la quale sono state
approvate le direttive attuative del Titolo V della legge regionale 23/92 Modalit di
procedere per la presentazione delle domande per lo svolgimento e chiusura delle attivit
formative non finanziate e successive modificazioni ed integrazioni;
la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 Organizzazione delle funzioni a livello regionale e
locale per la realizzazione del decentramento amministrativo, (art. 158);
la Deliberazione della Giunta regionale 29 novembre 2007, n. 968 Revoca D.G.R.
21/11/2002, n. 1510 e D.G.R. 20/12/2002, n. 1687. Approvazione della nuova Direttiva
Accreditamento dei soggetti che erogano attivit di formazione e di orientamento nella
Regione Lazio e s.m.i.;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 459 del 17/12/2013 concernente la modifica
all'allegato A della deliberazione della Giunta Regionale del 29 novembre 2007, n. 968;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 452 del 11/09/2012 concernente: Istituzione del
"Repertorio regionale delle competenze e dei profili formativi" - Approvazione Linee di
indirizzo e Procedura di aggiornamento - Approvazione di n. 108 profili formativi
caratterizzanti settori economici del territorio regionale e inserimento nel Repertorio.
Revoca della deliberazione di Giunta regionale 22 marzo 2006, n. 128;
il D.lgs 257/92 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro";
L.R. 13 Dicembre 2001, n. 33 Norme in materia di attivit di estetica (1);
la Deliberazione di Giunta Regionale n. 831 del 28 novembre 2014 con la quale stato
conferito alla Dott. Fabrizio Lella lincarico di Direttore della Direzione Regionale
Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio del
Dipartimento Programmazione Economica e Sociale;
la Determinazione n. B03022 del 16/07/2013 concernente: Riorganizzazione delle Aree e
degli Uffici della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e
Universit, Diritto allo Studio;
la determinazione dirigenziale n. 1786 del 28/04/2015 trasmessa dalla citt Metropolitana
di Roma Capitale, avente per oggetto: - I.E.S. INTERNATIONAL ESTETIQUE
SCHULE rinnovo autorizzazione svolgimento corsi privati non finanziati -

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perfezionamento dellistruttoria ai fini dellintegrazione dellautorizzazione regionale di cui


allart. 158 (lett. m) della L.R. n. 14 del 06/08/1999;
la determinazione dirigenziale n G04454 del 16/04/2015 di accreditamento in ingresso
dellente I.E.S. INTERNATIONAL ESTETIQUE SCHULE per la sede operativa di
Via Reno, 6- 00198 ROMA [RM].

PREMESSO CHE,
ai sensi dellart. 158, lettera m) della legge regionale 14/99 la Regione Lazio rilascia
lautorizzazione allo svolgimento di corsi privati non finanziati, di cui al titolo V della
legge 23/92, su istruttoria e proposta delle Province;
laccreditamento ottenuto ai sensi della Direttiva di cui alla D.G.R. 968/2007 e s.m.i.
soggetto a revoca nei casi previsti dallarticolo 16 della medesima;
PRESO ATTO che listruttoria effettuata dalla Citt Metropolitana di Roma Capitale con la
determinazione dirigenziale sopra citata finalizzata al rilascio del rinnovo dellautorizzazione per
lo svolgimento dei corsi di formazione per:

Estetista Biennale (qualifica livello I- ore 1800);


Estetista allEsercizio di Impresa (specializzazione livello 1 900 ore);
Estetista aggiornamento (aggiornamento livello I- ore 300);
Estetista Formazione Teorica (livello I ore 300);
Estetista Riqualificazione (riqualificazione - livello I- ore 900).

I suddetti corsi saranno svolti presso la sede operativa di Via Reno, 6- 00198 ROMA [RM], nelle
seguenti aule:
Aula A (Teorico/pratica) 17 allievi max + docente;
Aula B (Informatica) 11 allievi max + docente;
Aula C (Teorico/pratica) 16 allievi max + docente;
Aula D (Terica) 13 allievi max + docente.
VERIFICATO attraverso il sistema di gestione dellaccreditamento regionale Sac Portal, che, alla
data del presente atto lente I.E.S. INTERNATIONAL ESTETIQUE SCHULE legalmente
rappresentato dalla Sig.ra Adele DAmbrosio,. con sede legale in Via Reno, 6- 00198 ROMA [RM]
accreditato ai sensi dellla D.G.R. 968/07 e s.m.i.
CONSIDERATO che la D.G.R. 4572/96 stabilisce una durata triennale dellautorizzazione e
disciplina i casi in cui la stessa pu essere revocata;
RICHIAMATO lente in oggetto:
alladozione dello standard formativo di cui alla normativa di riferimento
al rispetto della normativa vigente in materia di edilizia scolastica, sicurezza degli impianti
e prevenzione degli infortuni;
RITENUTO che sussistono le condizioni per rinnovare lautorizzare ai sensi del Titolo V - della
legge regionale n. 23 del 25 febbraio 1992, allente I.E.S. INTERNATIONAL ESTETIQUE
SCHULE legalmente rappresentato dalla Sig.ra Adele DAmbrosio, con sede legale in Via Reno,
6- 00198 ROMA [RM] allo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:
Estetista Biennale (qualifica livello I- ore 1800);
Estetista allEsercizio di Impresa (specializzazione livello 1 900 ore);
Estetista aggiornamento (aggiornamento livello I- ore 300);

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Estetista Formazione Teorica (livello I ore 300);


Estetista Riqualificazione (riqualificazione - livello I- ore 900).
I suddetti corsi saranno svolti presso la sede operativa di Via Reno, 6- 00198 ROMA [RM], nelle
seguenti aule:
Aula A (Teorico/pratica) 17 allievi max + docente;
Aula B (Informatica) 11 allievi max + docente;
Aula C (Teorico/pratica) 16 allievi max + docente;
Aula D (Terica) 13 allievi max + docente.

Tutto ci premesso, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto.

DETERMINA
1. di rinnovare lautorizzare ai sensi del Titolo V della legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23,
allente I.E.S. INTERNATIONAL ESTETIQUE SCHULE legalmente rappresentato dalla
Sig.ra Adele DAmbrosio con sede legale ed operativa in Via Reno, 6- 00198 ROMA [RM] allo
svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:

Estetista Biennale (qualifica livello I- ore 1800);


Estetista allEsercizio di Impresa (specializzazione livello 1 900 ore);
Estetista aggiornamento (aggiornamento livello I- ore 300);
Estetista Formazione Teorica (livello I ore 300);
Estetista Riqualificazione (riqualificazione - livello I- ore 900).

I suddetti corsi saranno svolti presso la sede operativa di Via Reno, 6- 00198 ROMA [RM], nelle
seguenti aule:
Aula A (Teorico/pratica) 17 allievi max + docente;
Aula B (Informatica) 11 allievi max + docente;
Aula C (Teorico/pratica) 16 allievi max + docente;
Aula D (Terica) 13 allievi max + docente.
2. di richiamare lente I.E.S. INTERNATIONAL ESTETIQUE SCHULE al rispetto degli
standard e dei requisiti prescritti dalla DGR sullaccreditamento delle sedi formative e, in
particolare, al rispetto del numero massimo di allievi per mq. in aule e laboratori per ciascun
corso;
3. di procedere alla revoca della presente autorizzazione nei casi previsti dalla D.G.R. 4572/96
ovvero nel caso di perdita dellaccreditamento;
4. di trasmettere per il seguito di competenza, copia della presente determinazione alla Citt
Metropolitana di Roma Capitale;
5. di notificare la presente determinazione allente I.E.S. INTERNATIONAL ESTETIQUE
SCHULE con sede legale in Via Reno, 6- 00198 ROMA [RM];
6. di pubblicare il presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito internet
www.regione.lazio.it e che tale pubblicazione riveste carattere di formale notifica.

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Avverso la presente determinazione consentito il ricorso al TAR entro 60 gg. dalla notifica
ovvero al Capo dello Stato entro 120 gg. dalla notifica.

Il Direttore
Fabrizio Lella

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Regione Lazio
DIREZIONE FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05728
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 - Titolo V - Rinnovo Autorizzazione ente "ELITE PROFESSIONAL
SCHOOL SRL" a svolgere corsi privati non finanziati.

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OGGETTO: Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 Titolo V Rinnovo Autorizzazione ente
ELITE PROFESSIONAL SCHOOL SRL a svolgere corsi privati non finanziati.

IL DIRETTORE
DELLA DIREZIONE REGIONALE FORMAZIONE, RICERCA E INNOVAZIONE,
SCUOLA E UNIVERSITA, DIRITTO ALLO STUDIO
SU PROPOSTA del dirigente dellArea Programmazione dellOfferta formativa e di
Orientamento
VISTI:
lo Statuto della Regione Lazio, (legge statutaria 11/11/2004 n. 1 Nuovo statuto della
Regione Lazio);
la legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23 Autorizzazione allo svolgimento dei corsi
privati non finanziati - Titolo V - in particolare, gli artt. 39, 40, 41, 42;
la Deliberazione della Giunta regionale 4 giugno 1996, n. 4572 con la quale sono state
approvate le direttive attuative del Titolo V della legge regionale 23/92 Modalit di
procedere per la presentazione delle domande per lo svolgimento e chiusura delle attivit
formative non finanziate e successive modificazioni ed integrazioni;
la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 Organizzazione delle funzioni a livello regionale e
locale per la realizzazione del decentramento amministrativo, (art. 158);
la Deliberazione della Giunta regionale 29 novembre 2007, n. 968 Revoca D.G.R.
21/11/2002, n. 1510 e D.G.R. 20/12/2002, n. 1687. Approvazione della nuova Direttiva
Accreditamento dei soggetti che erogano attivit di formazione e di orientamento nella
Regione Lazio e s.m.i.;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 459 del 17/12/2013 concernente la modifica
all'allegato A della deliberazione della Giunta Regionale del 29 novembre 2007, n. 968;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 452 del 11/09/2012 concernente: Istituzione del
"Repertorio regionale delle competenze e dei profili formativi" - Approvazione Linee di
indirizzo e Procedura di aggiornamento - Approvazione di n. 108 profili formativi
caratterizzanti settori economici del territorio regionale e inserimento nel Repertorio.
Revoca della deliberazione di Giunta regionale 22 marzo 2006, n. 128.
il D.lgs 257/92 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro";
la L.R. 13 Dicembre 2001, n. 33 Norme in materia di attivit di estetica (1);
la Deliberazione di Giunta Regionale n. 831 del 28 novembre 2014 con la quale stato
conferito alla Dott. Fabrizio Lella lincarico di Direttore della Direzione Regionale
Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio del
Dipartimento Programmazione Economica e Sociale;
la Determinazione n. B03022 del 16/07/2013 concernente: Riorganizzazione delle Aree e
degli Uffici della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e
Universit, Diritto allo Studio.
la determinazione dirigenziale n. 1848 del 30/04/2015 trasmessa dalla Citt Metropolitana
di Roma Capitale, avente per oggetto: ELITE PROFESSIONAL SCHOOL SRL
Rinnovo autorizzazione svolgimento corsi privati non finanziati - perfezionamento
dellistruttoria ai fini dellintegrazione dellautorizzazione regionale di cui allart. 158 (lett.
m) della L.R. n. 14 del 06/08/1999;

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la determinazione dirigenziale n G18235 del 17/12/2014 di accreditamento in ingresso


dellente ELITE PROFESSIONAL SCHOOL SRL, per la sede operativa di Via Flavio
Domiziano,9 -00145 ROMA [RM].

PREMESSO CHE,
ai sensi dellart. 158, lettera m) della legge regionale 14/99 la Regione Lazio rilascia
lautorizzazione allo svolgimento di corsi privati non finanziati, di cui al titolo V della
legge 23/92, su istruttoria e proposta delle Province;
laccreditamento ottenuto ai sensi della Direttiva di cui alla D.G.R. 968/2007 e s.m.i.
soggetto a revoca nei casi previsti dallarticolo 16 della medesima;
PRESO ATTO che listruttoria effettuata dalla Citt Metropolitana di Roma Capitale con la
determinazione dirigenziale sopra citata finalizzata al rilascio del rinnovo dellautorizzazione per
lo svolgimento dei corsi di formazione per:
Estetista Biennale (qualifica livello I- ore 1800);
Estetista allEsercizio di Impresa (specializzazione livello 1 900 ore);
VERIFICATO attraverso il sistema di gestione dellaccreditamento regionale Sac Portal, che, alla
data del presente atto lente ELITE PROFESSIONAL SCHOOL SRL legalmente rappresentato
dalla Sig.ra Daniela Renata Confalonieri con sede legale in Via Flavio Domiziano,9
00145 ROMA [RM]. accreditato ai sensi della D.G.R. 968/07 e s.m.i.
CONSIDERATO che la D.G.R. 4572/96 stabilisce una durata triennale dellautorizzazione e
disciplina i casi in cui la stessa pu essere revocata;
RICHIAMATO lente in oggetto:
alladozione dello standard formativo di cui alla normativa di riferimento
al rispetto della normativa vigente in materia di edilizia scolastica, sicurezza degli impianti
e prevenzione degli infortuni;
RITENUTO che sussistono le condizioni per rinnovare lautorizzare ai sensi del Titolo V - della
legge regionale n. 23 del 25 febbraio 1992, allente ELITE PROFESSIONAL SCHOOL SRL
legalmente rappresentato dalla Sig.ra Daniela Renata Confalonieri con sede legale in Via Flavio
Domiziano,9 00145 ROMA [RM].allo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:
Estetista Biennale (qualifica livello I- ore 1800);
Estetista allEsercizio di Impresa (specializzazione livello 1 900 ore);
I suddetti corsi saranno svolti presso la sede operativa di Via Flavio Domiziano,9
00145 ROMA [RM], nelle seguenti aule:
Int. 19
Int. 19
Int. 23
Int. 23
Int. 23

piano 5
piano 5
piano 6
piano 6
piano 6

Aula n. 1 (pratica)
Aula n. 2 (teoria)
Aula n. 3 (pratica)
Aula n. 4 (pratica)
Aula n. 5 (teoria)

15 allievi max + Docente;


16 allievi max + Docente;
15 allievi max + Docente;
15 allievi max + Docente;
12 allievi max + Docente;

Tutto ci premesso, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto.

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DETERMINA
1. di rinnovare lautorizzare ai sensi del Titolo V della legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23,
allente ELITE PROFESSIONAL SCHOOL SRL legalmente rappresentato dalla Sig.ra Daniela
Renata Confalonieri con sede legale in Via Flavio Domiziano,9 00145 ROMA [RM].allo
svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:
Estetista Biennale (qualifica livello I- ore 1800);
Estetista allEsercizio di Impresa (specializzazione livello 1 900 ore);
I suddetti corsi saranno svolti presso la sede operativa di Via Flavio Domiziano,9
00145 ROMA [RM], nelle seguenti aule:
Int. 19
Int. 19
Int. 23
Int. 23
Int. 23

piano 5
piano 5
piano 6
piano 6
piano 6

Aula n. 1 (pratica)
Aula n. 2 (teoria)
Aula n. 3 (pratica)
Aula n. 4 (pratica)
Aula n. 5 (teoria)

15 allievi max + Docente;


16 allievi max + Docente;
15 allievi max + Docente;
15 allievi max + Docente;
12 allievi max + Docente;

2. di richiamare lente ELITE PROFESSIONAL SCHOOL SRL al rispetto degli standard e dei
requisiti prescritti dalla DGR sullaccreditamento delle sedi formative e, in particolare, al rispetto
del numero massimo di allievi per mq. in aule e laboratori per ciascun corso;
3. di procedere alla revoca della presente autorizzazione nei casi previsti dalla D.G.R. 4572/96
ovvero nel caso di perdita dellaccreditamento;
4. di trasmettere per il seguito di competenza, copia della presente determinazione alla Citt
Metropolitana di Roma Capitale;
5. di notificare la presente determinazione allente ELITE PROFESSIONAL SCHOOL SRL. con
sede legale in Via Flavio Domiziano,9 00145 ROMA [RM];
6. di pubblicare il presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito internet
www.regione.lazio.it e che tale pubblicazione riveste carattere di formale notifica.

Avverso la presente determinazione consentito il ricorso al TAR entro 60 gg. dalla notifica
ovvero al Capo dello Stato entro 120 gg. dalla notifica.

Il Direttore
Fabrizio Lella

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Regione Lazio
DIREZIONE FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05767
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 - Titolo V - Rinnovo Autorizzazione - integrazione corso - rinuncia
corsi - integrazioni aule - modifica ricezione aule ente "ASSOCIAZIONE C.N.O.S.-F.A.P. REGIONE
LAZIO" Autorizzazione Corsi.

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OGGETTO: Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 Titolo V Rinnovo Autorizzazione


integrazione corso rinuncia corsi integrazioni aule modifica ricezione aule
ente ASSOCIAZIONE C.N.O.S.-F.A.P. REGIONE LAZIO Autorizzazione
Corsi.

IL DIRETTORE
DELLA DIREZIONE REGIONALE FORMAZIONE, RICERCA E INNOVAZIONE,
SCUOLA E UNIVERSITA, DIRITTO ALLO STUDIO
SU PROPOSTA del dirigente dellArea Programmazione dellOfferta formativa e di
Orientamento
VISTI:
lo Statuto della Regione Lazio, (legge statutaria 11/11/2004 n. 1 Nuovo statuto della
Regione Lazio);
la legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23 Autorizzazione allo svolgimento dei corsi
privati non finanziati - Titolo V - in particolare, gli artt. 39, 40, 41, 42;
la Deliberazione della Giunta regionale 4 giugno 1996, n. 4572 con la quale sono state
approvate le direttive attuative del Titolo V della legge regionale 23/92 Modalit di
procedere per la presentazione delle domande per lo svolgimento e chiusura delle attivit
formative non finanziate e successive modificazioni ed integrazioni;
la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 Organizzazione delle funzioni a livello regionale e
locale per la realizzazione del decentramento amministrativo, (art. 158);
la Deliberazione della Giunta regionale 29 novembre 2007, n. 968 Revoca D.G.R.
21/11/2002, n. 1510 e D.G.R. 20/12/2002, n. 1687. Approvazione della nuova Direttiva
Accreditamento dei soggetti che erogano attivit di formazione e di orientamento nella
Regione Lazio e s.m.i.;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 459 del 17/12/2013 concernente la modifica
all'allegato A della deliberazione della Giunta Regionale del 29 novembre 2007, n. 968;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 452 del 11/09/2012 concernente: Istituzione del
"Repertorio regionale delle competenze e dei profili formativi" - Approvazione Linee di
indirizzo e Procedura di aggiornamento - Approvazione di n. 108 profili formativi
caratterizzanti settori economici del territorio regionale e inserimento nel Repertorio.
Revoca della deliberazione di Giunta regionale 22 marzo 2006, n. 128.
il D.lgs 257/92 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro"
la Deliberazione Giunta Regionale - numero 361 del 13/07/2012 Recepimento Accordo
Stato-Regioni e Province Autonome del 21 dicembre 2011 sui corsi di formazione per lo
svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione
dai rischi ai sensi dell'articolo 34, commi 2 e 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Approvazione dello standard formativo e riconoscimento validit corsi di cui al D.M.16
gennaio 1997;
La Deliberazione Giunta Regionale - numero 140 del 06/03/2007
Il Decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 195 - Recepimento Accordo Stato-Regioni del 26
gennaio 2006 in attuazione dei commi 2 e 4 dell'art. 8 bis del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626 introdotto dal decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 195 e
approvazione delle Direttive per la formazione degli Addetti e dei Responsabili dei servizi
di prevenzione e protezione. Revoca D.G.R. 3 febbraio 1998 n. 166.

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La Deliberazione Giunta Regionale - numero 141 del 06/03/2007:


il Decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 235 - Recepimento Accordo Conferenza StatoRegioni del 26.01.2006 art. 36-quater, comma 8 e 36-quinques, comma 4, del d.lgs. 19
settembre 1994, n. 626 per la formazione teorico-pratica dei lavoratori e preposti addetti al
montaggio/smontaggio/trasformazione di ponteggi e addetti ai sistemi di accesso e
posizionamento mediante funi e approvazione delle Direttive per la realizzazione dei corsi
di formazione.
la Deliberazione Giunta Regionale - numero 719 del 28/10/2014
Definizione dello
standard professionale e formativo del Tecnico meccatronico delle autoriparazioni, sulla
base di quanto stabilito dall'accordo in Conferenza Stato Regioni del 12 giugno 2014, in
attuazione dell'art. 7 della Legge 5 febbraio 1992, n. 122, Disposizioni in materia di
sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell'attivit di autoriparazione e s.m.i.
la Deliberazione di Giunta Regionale n. 831 del 28 novembre 2014 con la quale stato
conferito alla Dott. Fabrizio Lella lincarico di Direttore della Direzione Regionale
Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio del
Dipartimento Programmazione Economica e Sociale;
la Determinazione n. B03022 del 16/07/2013 concernente: Riorganizzazione delle Aree e
degli Uffici della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e
Universit, Diritto allo Studio.
la determinazione dirigenziale n. 1889 del 30/04/2015 trasmessa dalla Citt Metropolitana
di Roma Capitale, avente per oggetto: ASSOCIAZIONE C.N.O.S.-F.A.P. REGIONE
LAZIO Rinnovo autorizzazione - integrazione corso rinuncia corsi integrazioni aule
modifica ricezione aule per lo svolgimento di corsi privati non finanziati perfezionamento dellistruttoria ai fini dellintegrazione dellautorizzazione regionale di cui
allart. 158 (lett. m) della L.R. n. 14 del 06/08/1999;
la determinazione dirigenziale n. D2262 del 22/07/2009 di accreditamento definitivo
dellente ASSOCIAZIONE C.N.O.S.-F.A.P. REGIONE LAZIO, per le sedi operative
di Via Tiburtina, 994 - 00156 ROMA [RM] Via Prenestina, 468 - 00171 ROMA [RM] e
Via Umbertide, 11 - 00181 ROMA [RM]

PREMESSO CHE,
ai sensi dellart. 158, lettera m) della legge regionale 14/99 la Regione Lazio rilascia
lautorizzazione allo svolgimento di corsi privati non finanziati, di cui al titolo V della
legge 23/92, su istruttoria e proposta delle Province;
laccreditamento ottenuto ai sensi della Direttiva di cui alla D.G.R. 968/2007 e s.m.i.
soggetto a revoca nei casi previsti dallarticolo 16 della medesima;
PRESO ATTO che listruttoria effettuata dalla Citt Metropolitana di Roma Capitale con la
determinazione dirigenziale sopra citata finalizzata:
_al rinnovo per lo svolgimento dei corsi di formazione per:
Responsabili ed addetti al servizio di Prevenzione e Protezione: Mod. A Mod. B Mod. C;
Datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e
protezione dai rischi, di primo soccorso e prevenzione incendi e di evacuazione;
Lavoratori e Preposti addetti al montaggio/smontaggio/trasformazione di ponteggi e dei
lavoratori addetti ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi frequenza 28 ore;
_allintegrazione per lo svolgimento dei corsi di formazione per:
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso standard livello 1 ore
500);
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso integrativo ore 150);

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Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso integrativo ore 100);


Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso speciale ore 40);
_allintegrazione di n. 3 laboratori per la sede di Via Tiburtina, 994 - 00156 ROMA [RM],
individuati come: Aula n.10 (laboratorio Tech) Aula n. 23 (laboratorio meccanica auto) Aula n.
24 (laboratorio meccanica auto);
_ alla modifica ricezione delle seguenti aule per la sede di Via Prenestina, 468 - 00171 ROMA
[RM]:
Aula n. 11 (informatica) passa da 20 allievi a 22 allievi;
Aula n. 12 (informatica) passa da 20 allievi a 24 allievi;
lo spazio esterno passa a 12 allievi;
aula n. 13 (seminari) passa da 80 a 30 allievi.
PRESO ATTO che listruttoria effettuata dalla Citt Metropolitana di Roma Capitale con la
determinazione dirigenziale sopra citata finalizzata:
_al rinnovo per lo svolgimento dei corsi di formazione per:
Responsabili ed addetti al servizio di Prevenzione e Protezione: Mod. A Mod. B Mod. C;
Datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e
protezione dai rischi, di primo soccorso e prevenzione incendi e di evacuazione;
Lavoratori e Preposti addetti al montaggio/smontaggio/trasformazione di ponteggi e dei
lavoratori addetti ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi frequenza 28 ore;
_allintegrazione per lo svolgimento dei corsi di formazione per:
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso standard livello 1 ore
500);
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso integrativo ore 150);
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso integrativo ore 100);
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso speciale ore 40);
_allintegrazione di n. 3 laboratori per la sede di Via Tiburtina, 994 - 00156 ROMA [RM],
individuati come: Aula n.10 (laboratorio Tech) Aula n. 23 (laboratorio meccanica auto) Aula n.
24 (laboratorio meccanica auto);
_ alla modifica ricezione delle seguenti aule per la sede di Via Prenestina, 468 - 00171 ROMA
[RM]:
Aula n. 11 (informatica) passa da 20 allievi a 22 allievi;
Aula n. 12 (informatica) passa da 20 allievi a 24 allievi;
lo spazio esterno passa a 12 allievi;
aula n. 13 (seminari) passa da 80 a 30 allievi.
I suddetti corsi dovranno essere svolti nelle sedi operative ed aule di seguito elencate:
Via Tiburtina, 994 - 00156 ROMA [RM]:
Aula n. 14
16 allievi max + docente;
Aula n. 15
18 allievi max + docente;
Aula n. 18
21 allievi max + docente;
Aula n. 19
22 allievi max + docente;
Aula n. 20
23 allievi max + docente;
Aula n. 21
25 allievi max + docente;
Aula A lab. Meccanica auto
25 allievi max + docente;
Aula n. 10 lab. Tech
20 allievi max + docente;

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Aula n. 23 lab. MA
Aula n. 24 lab. MA

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22 allievi max + docente;


24 allievi max + docente;

Via Prenestina, 468 - 00171 ROMA [RM]:


Aula n. 1
20 allievi max + docente;
Aula n. 4
20 allievi max + docente;
Aula n. 5
20 allievi max + docente;
Aula n. 6
20 allievi max + docente;
Aula n. 11 informatica
22 allievi max + docente;
Aula n. 12 informatica
24 allievi max + docente;
Spazio esterno pratica
12 allievi max + docente;
Aula n. 13 Seminari
30 allievi max + docente;
PRESO ATTO della rinuncia allo svolgimento dei corsi di Tecniche di carrozzeria per autoveicoli;
tecnico installatore fotovoltaico; tecnico della comunicazione dimpresa; tecnico web marketing e
tecnico autronico dellautomobile
VERIFICATO attraverso il sistema di gestione dellaccreditamento regionale Sac Portal, che, alla
data del presente atto lente ASSOCIAZIONE C.N.O.S.-F.A.P. REGIONE LAZIO
legalmente rappresentata dal Sig. Antonio Petrosino con sede legale in Via Tiburtina, 994 - 00156
ROMA [RM] accreditato ai sensi della D.G.R. 968/07 e s.m.i.
CONSIDERATO che la D.G.R. 4572/96 stabilisce una durata triennale dellautorizzazione e
disciplina i casi in cui la stessa pu essere revocata;
RICHIAMATO lente in oggetto:
alladozione dello standard formativo di cui alla normativa di riferimento
al rispetto della normativa vigente in materia di edilizia scolastica, sicurezza degli impianti
e prevenzione degli infortuni;
RITENUTO che sussistono le condizioni per:
_rinnovare lautorizzare ai sensi del Titolo V - della legge regionale n. 23 del 25 febbraio 1992,
allente ASSOCIAZIONE C.N.O.S.-F.A.P. REGIONE LAZIO legalmente rappresentata dal
Sig. Antonio Petrosino con sede legale in Via Tiburtina, 994 - 00156 ROMA [RM] allo
svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:
Responsabili ed addetti al servizio di Prevenzione e Protezione: Mod. A Mod. B Mod. C;
Datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e
protezione dai rischi, di primo soccorso e prevenzione incendi e di evacuazione;
Lavoratori e Preposti addetti al montaggio/smontaggio/trasformazione di ponteggi e dei
lavoratori addetti ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi frequenza 28 ore;
_integrare lautorizzazione allo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso standard livello 1 ore
500);
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso integrativo ore 150);
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso integrativo ore 100);
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso speciale ore 40);

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_integrare n. 3 laboratori per la sede di Via Tiburtina, 994 - 00156 ROMA [RM], individuati come:
Aula n.10 (laboratorio Tech) Aula n. 23 (laboratorio meccanica auto) Aula n. 24 (laboratorio
meccanica auto);
_ modificare la ricezione delle seguenti aule per la sede di Via Prenestina, 468 - 00171 ROMA
[RM]:
Aula n. 11 (informatica) passa da 20 allievi a 22 allievi;
Aula n. 12 (informatica) passa da 20 allievi a 24 allievi;
lo spazio esterno passa a 12 allievi;
aula n. 13 (seminari) passa da 80 a 30 allievi.
I suddetti corsi dovranno essere svolti nelle sedi operative ed aule di seguito elencate:
Via Tiburtina, 994 - 00156 ROMA [RM]:
Aula n. 14
16 allievi max + docente;
Aula n. 15
18 allievi max + docente;
Aula n. 18
21 allievi max + docente;
Aula n. 19
22 allievi max + docente;
Aula n. 20
23 allievi max + docente;
Aula n. 21
25 allievi max + docente;
Aula A lab. Meccanica auto
25 allievi max + docente;
Aula n. 10 lab. Tech
20 allievi max + docente;
Aula n. 23 lab. MA
22 allievi max + docente;
Aula n. 24 lab. MA
24 allievi max + docente;
Via Prenestina, 468 - 00171 ROMA [RM]:
Aula n. 1
20 allievi max + docente;
Aula n. 4
20 allievi max + docente;
Aula n. 5
20 allievi max + docente;
Aula n. 6
20 allievi max + docente;
Aula n. 11 informatica
22 allievi max + docente;
Aula n. 12 informatica
24 allievi max + docente;
Spazio esterno pratica
12 allievi max + docente;
Aula n. 13 Seminari
30 allievi max + docente;

Tutto ci premesso, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto.

DETERMINA
1. di rinnovare lautorizzare ai sensi del Titolo V della legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23,
allente ASSOCIAZIONE C.N.O.S.-F.A.P. REGIONE LAZIO legalmente rappresentata dal
Sig. Antonio Petrosino con sede legale in Via Tiburtina, 994 - 00156 ROMA [RM] allo
svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:
Responsabili ed addetti al servizio di Prevenzione e Protezione: Mod. A Mod. B Mod. C;
Datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e
protezione dai rischi, di primo soccorso e prevenzione incendi e di evacuazione;

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Lavoratori e Preposti addetti al montaggio/smontaggio/trasformazione di ponteggi e dei


lavoratori addetti ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi frequenza 28 ore;
2. di integrare lautorizzazione allo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati per:
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso standard livello 1 ore
500);
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso integrativo ore 150);
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso integrativo ore 100);
Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni (qualifica percorso speciale ore 40);
3. di integrare n. 3 laboratori per la sede di Via Tiburtina, 994 - 00156 ROMA [RM], individuati
come: Aula n.10 (laboratorio Tech) Aula n. 23 (laboratorio meccanica auto) Aula n. 24
(laboratorio meccanica auto);
4. di modificare la ricezione delle seguenti aule per la sede di Via Prenestina, 468 - 00171 ROMA
[RM]:
Aula n. 11 (informatica) passa da 20 allievi a 22 allievi;
Aula n. 12 (informatica) passa da 20 allievi a 24 allievi;
lo spazio esterno passa a 12 allievi;
aula n. 13 (seminari) passa da 80 a 30 allievi.
I suddetti corsi dovranno essere svolti nelle sedi operative ed aule di seguito elencate:
Via Tiburtina, 994 - 00156 ROMA [RM]:
Aula n. 14
16 allievi max + docente;
Aula n. 15
18 allievi max + docente;
Aula n. 18
21 allievi max + docente;
Aula n. 19
22 allievi max + docente;
Aula n. 20
23 allievi max + docente;
Aula n. 21
25 allievi max + docente;
Aula A lab. Meccanica auto
25 allievi max + docente;
Aula n. 10 lab. Tech
20 allievi max + docente;
Aula n. 23 lab. MA
22 allievi max + docente;
Aula n. 24 lab. MA
24 allievi max + docente;
Via Prenestina, 468 - 00171 ROMA [RM]:
Aula n. 1
20 allievi max + docente;
Aula n. 4
20 allievi max + docente;
Aula n. 5
20 allievi max + docente;
Aula n. 6
20 allievi max + docente;
Aula n. 11 informatica
22 allievi max + docente;
Aula n. 12 informatica
24 allievi max + docente;
Spazio esterno pratica
12 allievi max + docente;
Aula n. 13 Seminari
30 allievi max + docente;
5. di richiamare lente ASSOCIAZIONE C.N.O.S.-F.A.P. REGIONE LAZIO al rispetto degli
standard e dei requisiti prescritti dalla DGR sullaccreditamento delle sedi formative e, in
particolare, al rispetto del numero massimo di allievi per mq. in aule e laboratori per ciascun
corso;
6. di procedere alla revoca della presente autorizzazione nei casi previsti dalla D.G.R. 4572/96
ovvero nel caso di perdita dellaccreditamento;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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7. di trasmettere per il seguito di competenza, copia della presente determinazione alla Citt
Metropolitana di Roma Capitale;
8. di notificare la presente determinazione a ASSOCIAZIONE C.N.O.S.-F.A.P. REGIONE
LAZIO. con sede legale in Via Tiburtina, 994 - 00156 ROMA [RM];
9. di pubblicare il presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito internet
www.regione.lazio.it e che tale pubblicazione riveste carattere di formale notifica.

Avverso la presente determinazione consentito il ricorso al TAR entro 60 gg. dalla notifica
ovvero al Capo dello Stato entro 120 gg. dalla notifica.

Il Direttore
Fabrizio Lella

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Regione Lazio
DIREZIONE FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05785
Istituti Tecnici Superiori - cofinanziamento regionale di cui alle Determinazioni D4454 del 28 dicembre 2009
e D0966 del 5 marzo 2010; B5039 del 22 ottobre 2010 Istruzioni operative concernenti la rendicontazione
delle spese in conto capitale sostenute dagli I.T.S.. Integrazione e modifica alla Determinazione G07003 del
13 maggio 2014.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 313 di 439

OGGETTO: Istituti Tecnici Superiori - cofinanziamento regionale di cui alle Determinazioni


D4454 del 28 dicembre 2009 e D0966 del 5 marzo 2010; B5039 del 22 ottobre 2010 Istruzioni
operative concernenti la rendicontazione delle spese in conto capitale sostenute dagli I.T.S..
Integrazione e modifica alla Determinazione G07003 del 13 maggio 2014.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE FORMAZIONE, RICERCA E


INNOVAZIONE, SCUOLA E UNIVERSITA, DIRITTO ALLO STUDIO

su proposta della Dirigente dellArea Programmazione dell'Offerta Formativa e di Orientamento


VISTO lo Statuto regionale;
VISTA la Legge regionale del 18/02/2002, n. 6 e s.m.i. recante Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale;
VISTO il Regolamento 6 settembre 2002, n.1 e s.m.i.: Regolamento di organizzazione degli uffici
e dei servizi della Giunta Regionale e sue modificazioni e integrazioni ed in particolare il Capo I del
Titolo III, relativo alle strutture organizzative per la gestione;
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n. 831 del 28 novembre 2014 con la quale stato
conferito al Dr. Fabrizio Lella lincarico di Direttore della Direzione Regionale Formazione,
Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio;
VISTA la Determinazione n. G03853 del 27/03/2014 concernente: Riorganizzazione delle Aree e
degli Uffici della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit,
Diritto allo Studio;
VISTA la legge 20 Novembre 2001, n. 25 Norme in materia di programmazione, bilancio e
contabilit della Regione e s.m.i.;
VISTA la Legge Regionale 30 dicembre 2014, n. 17 - Legge di stabilit regionale 2015;
VISTA la Legge Regionale 30 dicembre 2014, n. 18 - Bilancio di previsione finanziario della
Regione Lazio 2015-2017;
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n 942 del 30 dicembre 2014 Bilancio di previsione
finanziario della Regione Lazio 2015-2017. Approvazione del Documento tecnico di
accompagnamento, ripartito in titoli, tipologie e categorie per le entrate ed in missioni, programmi
e macro aggregati per le spese;
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n 943 del 30 dicembre 2014 Bilancio di previsione
finanziario della Regione Lazio 2015-2017. Approvazione del Bilancio finanziario gestionale,
ripartito in capitoli di entrata e di spesa;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale 27 gennaio 2015, n. 24, recante: Applicazione
delle disposizioni di cui allarticolo 39, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modifiche, e ulteriori disposizioni per la gestione del bilancio di previsione finanziario
della Regione Lazio 2015-2017;

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VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n 70 del 24 febbraio 2015: Bilancio di previsione


finanziario della Regione Lazio 2015-2017. Assegnazione dei capitoli di spesa alle strutture
regionali competenti, ai sensi dell'articolo 1, comma 6, lettera c), della legge regionale 30 dicembre
2014, n. 18;
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.275 Regolamento recante
norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della legge 15 marzo
1997, n. 59;
VISTA la Legge 17 maggio 1999, n.144, art.69, che ha istituito il Sistema di Istruzione e di
Formazione Tecnica Superiore;
VISTO il Decreto Interministeriale 31 ottobre 2000, n. 436, con il quale stato emanato il
regolamento recante norme di attuazione del sopracitato art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144;
VISTA la Legge 27 dicembre 2006, n.296, articolo 1, comma 875 concernente il fondo risorse
messe a disposizione dal Ministero della dell'istruzione, delluniversit e della ricerca;
VISTO il Decreto Legge 31 gennaio 2007, n.7, convertito, con modificazioni, nella Legge 2 aprile
2007, n. 40, contenente, allart.13, disposizioni urgenti in materia di istruzione tecnicoprofessionale e di valorizzazione dellautonomia scolastica;
VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 gennaio 2008, recante Linee guida
per la riorganizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore e la costituzione
degli istituti tecnici superiori;
VISTA la Legge 26 febbraio 2010, n. 25, conversione in legge del D.L. 30 dicembre 2009, n. 194,
recante Proroga di termini previsti da disposizioni legislative (c.d. decreto mille proroghe);
VISTO il Decreto 7 febbraio 2013 del Ministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, di
concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dello sviluppo economico, il
Ministro delleconomia e delle finanze Linee guida di cui all'art. 52, commi 1 e 2, della legge n. 35
del 4 aprile 2012, contenente misure di semplificazione e di promozione dell'istruzione tecnico
professionale e degli Istituti Tecnici Superiori (GU n.92 del 19-4-2013);
RICHIAMATI gli atti di seguito indicati con cui la Regione Lazio ha avviato il processo di
costituzione e di programmazione dellofferta di istruzione tecnica superiore ed stata definita la
modalit per la realizzazione degli interventi per il triennio precedente:
DGR n. 119 del 06/03/2009;
DGR n. 902 del 27/11/09;
Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. T0865 dell 11 dicembre 2009;
Determinazione n. D4430 del 23 dicembre 2009 e successiva Determinazione di rettifica
D0966 del 5 marzo 2010;
Determinazione n. D4454 del 28 dicembre 2009;
DGR n. 344 del 24/07/2010;
DGR n. 439 del 9/10/2010;
Determinazione n. D4379 del 15 ottobre 2010;
Determinazione n. B5039 del 22/10/2010;

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Determinazione n. B08497 del 5/11/2012;


VISTI altres gli atti della Regione Lazio relativi alla nuova programmazione 2013/2015, in
particolare:
la DGR n. 326 del 17 ottobre 2013 concernente Approvazione del Piano territoriale
triennale per listruzione e la formazione tecnica superiore - Programmazione Regionale
2013 2015 Istruzione Tecnica Superiore;
la Determinazione n. G03039 del 26 novembre 2013 concernente il cofinanziamento
regionale dei percorsi ITS biennio a partire dal 2013/2014 Impegno 763.410,26
Capitolo F17907 E.F. 2013;
la DGR n. 329 del 10 giugno 2014 avente ad oggetto: Integrazione numero e durata
percorsi previsti dalla Programmazione 2013/2014 nellambito del Piano territoriale
triennale per listruzione e la formazione tecnica superiore - Programmazione Regionale
2013 2015 Istruzione Tecnica Superiore di cui alla DGR 326 del 17 ottobre 2013;
la DGR n. 619 del 30 settembre 2014 concernente Attuazione del Piano Territoriale
Triennale per listruzione e la formazione tecnica superiore - Programmazione Regionale
2013 2015 Istruzione Tecnica Superiore di cui alla D.G.R 326 del 17 ottobre 2013 e
D.G.R. 329 del 10 giugno 2014. Attivazione percorsi Istituti Tecnici Superiori
Programmazione 2014/2015;
la Determinazione n. G14799 del 21 ottobre concernente il cofinanziamento regionale dei
percorsi ITS programmazione 2014/2015 Impegno 763.000,00 a valere sul Capitolo
F17907 E.F. 2014;
CONSIDERATO che:
nelle more della costituzione delle Fondazioni ITS, la Regione Lazio ha assunto impegni a
favore degli Enti Locali Provincia e/o Comune - in cui risultavano situati gli Istituti
Scolastici Enti di riferimento delle costituende fondazioni, erogando le relative risorse. Gli
Enti Locali a loro volta provvedono a trasferire le risorse alle costituite Fondazioni ITS,
beneficiarie del cofinanziamento regionale, secondo i criteri indicati nel D.P.C.M. 25
gennaio 2008, ovvero laddove intervenute secondo diverse modalit debitamente
formalizzate agli Enti Locali;
a conclusione del percorso di costituzione, nel territorio della Regione Lazio, stata
riconosciuta dalla competente Autorit Prefettizia la personalit giuridica a sette Fondazioni
I.T.S., tutte attualmente funzionanti;
DATO ATTO che:
la Regione Lazio con le Determinazioni n. D4454 del 28 dicembre 2009 e n. D0966 del 5
marzo 2010 ha finanziato n. 4 I.T.S. per le attivit pertinenti di costituzione ed attuazione
dei percorsi, e trasferito risorse alle Province territorialmente competenti per 2.240.000,00
di cui 1.540.000,00 per spesa in conto capitale;
la Regione Lazio con Determinazione B5039 del 22 ottobre 2010 ha finanziato n. 3 I.T.S.
per le attivit pertinenti di costituzione ed attuazione dei percorsi, e trasferito risorse alle
Province territorialmente competenti per 466.680,00 di cui 311.120,01 per spesa in
conto capitale;

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VISTA la Determinazione n.G07003 del 13 maggio 2014 avente ad oggetto: Istituti Tecnici
Superiori - cofinanziamento regionale di cui alle Determinazioni D4454 del 28 dicembre 2009 e
D0966 del 5 marzo 2010; B5039 del 22 ottobre 2010 - Istruzioni operative concernenti la
rendicontazione delle spese sostenute dagli I.T.S. che si richiama integralmente per le
motivazioni del presente atto;
CONSIDERATO in particolare che
Le risorse nazionali e il contributo delle regioni (cofinanziamento) sostengono i piani di
intervento, cos come previsto dal D.P.C.M. 25 gennaio 2008. In particolare si fa riferimento
allAllegato C, punto 3, per la Tipologia di intervento (attivit realizzate dalle medesime
Fondazioni I.T.S. sia per la fase di costituzione sia per la fase di progettazione/pianificazione,
attuazione/realizzazione dei percorsi formativi, monitoraggio, valutazione e rendicontazione dei
percorsi formativi);
La fruizione di finanziamenti pubblici impone un obbligo specifico di contabilizzazione e di
rendicontazione delle spese sostenute, differenziato in relazione alle diverse fonti di
finanziamento. Limputazione delle spese ai finanziamenti regionali esclude quindi la
contestuale imputazione delle medesime ad altre fonti di finanziamento, sia pubbliche che
private;
Allo stato attuale la suddetta Determinazione G07003/2014 non opera distinzioni di
rendicontazione tra le diverse tipologie di finanziamento assegnato (spesa corrente e spesa in
conto capitale), laddove la diversa natura dei costi richiede invece tempistiche e metodi
differenziati;
Le spese in conto capitale attengono al funzionamento della Fondazione ITS e non sono
direttamente connesse agli specifici percorsi formativi;
Le spese in conto capitale non si esauriscono in un unico esercizio finanziario ma producono
effetti durevoli;
Nellambito dellammissibilit dei costi e dei criteri di imputazione

lutilizzazione di detti fondi deve essere giustificata e pertinente rispetto allo scopo e al
funzionamento della Fondazione ITS;
tale utilizzazione deve avvenire in tempi certi e deve essere contabilizzata e rendicontata;

Allo stato attuale non tutti gli Enti Locali Provincia e/o Comune , hanno gi provveduto a
trasferire le risorse alle costituite Fondazioni ITS tenute alla rendicontazione;
CONSIDERATO necessario fornire quindi ulteriori indicazioni solo ed esclusivamente per quanto
concerne la rendicontazione delle spese in conto capitale, ad integrazione e modifica della citata
Determinazione G07003/2014, fermo restando quanto altro stabilito e la normativa di riferimento
(D.P.C.M. 25 gennaio 2008 e Linee Guida Decreto 7 Febbraio 2013);
RITENUTO OPPORTUNO procedere ad una integrazione e modifica della Determinazione N.
G07003/2014 solo ed esclusivamente per quanto concerne la rendicontazione delle spese in conto

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capitale, fermo restando quanto altro stabilito, adottando le Istruzioni operative concernenti la
rendicontazione delle spese in conto capitale sostenute dagli I.T.S. Istituti Tecnici Superiori cofinanziamento regionale di cui alle Determinazioni D4454 del 28 dicembre 2009 e D0966 del 5
marzo 2010; B5039 del 22 ottobre 2010 Integrazione e modifica della Determinazione G07003
del 13 maggio 2014 di cui allAllegato 1, parte integrante e sostanziale del presente
provvedimento, cui si rinvia per relationem;
Tanto premesso
DETERMINA
Per le motivazioni espresse in premessa, che costituiscono parte integrante e sostanziale della
presente determinazione:
di adottare, solo ed esclusivamente per quanto concerne la rendicontazione delle spese in
conto capitale, ad integrazione e modifica della Determinazione G07003/2014, fermo
restando quanto altro stabilito e la normativa di riferimento (D.P.C.M. 25 gennaio 2008 e
Linee Guida Decreto 7 Febbraio 2013), le Istruzioni operative concernenti la
rendicontazione delle spese in conto capitale sostenute dagli I.T.S. Istituti Tecnici
Superiori - cofinanziamento regionale di cui alle Determinazioni D4454 del 28 dicembre
2009 e D0966 del 5 marzo 2010; B5039 del 22 ottobre 2010 Integrazione e modifica della
Determinazione G07003 del 13 maggio 2014 di cui allAllegato 1 parte integrante e
sostanziale del presente provvedimento cui si rinvia per relationem.
La presente determinazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito
istituzionale www.regione.lazio.it..
Avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al T.A.R Lazio nel
termine di giorni sessanta dalla pubblicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro
il termine di centoventi giorni.

Il Direttore
Dr. Fabrizio Lella

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ALLEGATO 1

Istruzioni operative concernenti la rendicontazione delle spese in conto capitale sostenute


dagli I.T.S. Istituti Tecnici Superiori - cofinanziamento regionale di cui alle
Determinazioni D4454 del 28 dicembre 2009 e D0966 del 5 marzo 2010; B5039 del 22
ottobre 2010 Integrazione e modifica della Determinazione G07003 del 13 maggio 2014

PREMESSO che
Le risorse nazionali e il contributo delle regioni (cofinanziamento) sostengono i piani di intervento, cos
come previsto dal D.P.C.M. 25 gennaio 2008. In particolare si fa riferimento allAllegato C, punto 3, per
la Tipologia di intervento (attivit realizzate dalle medesime Fondazioni I.T.S. sia per la fase di
costituzione sia per la fase di progettazione/pianificazione, attuazione/realizzazione dei percorsi
formativi, monitoraggio, valutazione e rendicontazione dei percorsi formativi);
La fruizione di finanziamenti pubblici impone un obbligo specifico di contabilizzazione e di
rendicontazione delle spese sostenute, differenziato in relazione alle diverse fonti di finanziamento.
Limputazione delle spese ai finanziamenti regionali esclude quindi la contestuale imputazione delle
medesime ad altre fonti di finanziamento, sia pubbliche che private;
La Regione Lazio con Determinazione G07003 del 13 maggio 2014 ha adottato, fermo restando quanto
previsto dalla normativa di riferimento (D.P.C.M. 25 gennaio 2008 e Linee Guida Decreto 7 Febbraio
2013) le Istruzioni operative concernenti la rendicontazione delle spese sostenute dagli I.T.S.
Istituti Tecnici Superiori - cofinanziamento regionale di cui alle Determinazioni D4454 del 28
dicembre 2009 e D0966 del 5 marzo 2010; B5039 del 22 ottobre 2010;
Allo stato attuale la suddetta Determinazione G07003/2014 non opera distinzioni di rendicontazione tra
le diverse tipologie di finanziamento assegnato (spesa corrente e spesa in conto capitale), laddove la
diversa natura dei costi richiede invece tempistiche e metodi differenziati;
Le spese in conto capitale attengono al funzionamento della Fondazione ITS e non sono direttamente
connesse agli specifici percorsi formativi;
Infatti nellambito delle spese in conto capitale
vengono esposte voci di spesa per materiali il cui consumo non si esaurisce nellesercizio
finanziario, quali, a titolo esemplificativo, beni mobili costituenti dotazione per ufficio, beni
mobili quali materiali scientifici, di laboratorio, attrezzature tecniche e didattiche, dotazioni
strumentali, libri e materiali bibliografici.
Le spese in conto capitale non si esauriscono in un unico esercizio finanziario ma producono effetti
durevoli;
Nellambito dellammissibilit dei costi e dei criteri di imputazione
lutilizzazione di detti fondi deve essere giustificata e pertinente rispetto allo scopo e al
funzionamento della Fondazione ITS;
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tale utilizzazione deve avvenire in tempi certi e deve essere contabilizzata e rendicontata;
Allo stato attuale non tutti gli Enti Locali Provincia e/o Comune , hanno gi provveduto a trasferire le
risorse alle costituite Fondazioni ITS tenute alla rendicontazione;
Si rende quindi necessario procedere ad una integrazione e modifica della Determinazione N.
G07003/2014 solo ed esclusivamente per quanto concerne la rendicontazione delle spese in conto
capitale, fermo restando quanto altro stabilito;
Con esclusivo riferimento agli impegni assunti con i finanziamenti di cui alle citate Determinazioni, la
rendicontazione dovr comunque essere presentata dalle Fondazioni I.T.S. agli Enti Locali di riferimento
Provincia e/o Comune che, espletati i necessari controlli, trasmetteranno i provvedimenti in esito agli
stessi alla Regione Lazio per gli adempimenti di competenza;

con il presente documento


vengono fornite le necessarie Istruzioni operative concernenti esclusivamente la rendicontazione
delle spese in conto capitale sostenute dagli I.T.S. Istituti Tecnici Superiori - cofinanziamento
regionale di cui alle Determinazioni D4454 del 28 dicembre 2009 e D0966 del 5 marzo 2010; B5039 del
22 ottobre 2010 ad integrazione e modifica della Determinazione G07003 del 13 maggio 2014, fermo
restando quanto previsto dalla normativa di riferimento (D.P.C.M. 25 gennaio 2008 e Linee Guida
Decreto 7 Febbraio 2013) nonch quanto altro stabilito.

In dettaglio:
a- Province e Comune trasferiscono le risorse previste in modo che queste possano essere
utilizzate e poi rendicontate.
Tenuto conto della natura e finalit delle spese in conto capitale, necessario che Province e
Comune trasferiscano interamente le provviste finanziarie alle Fondazioni ITS (ove non gi
provveduto) per consentirne lutilizzo in tempi utili per la rendicontazione delle stesse nel termine
fissato;
b- Nuovo termine per la rendicontazione fissato al 30.12.2016;
c- Istruzioni operative per la gestione/rendicontazione delle spese in conto capitale
La Regione adotta e notifica la determinazione di rendicontazione delle spese in conto capitale;
Monitoraggio degli stati di avanzamento dellutilizzo delle risorse, attraverso la presentazione del
Modello SA/ITS (Allegato alla Determinazione G07003/2014, di cui parte integrante e
sostanziale) al 30 giugno 2015, al 30 dicembre 2015 e al 30 giugno 2016;
Rendicontazione delle spese alla scadenza del 30 dicembre 2016. A quella data le risorse utilizzate
devono essere state interamente spese, come da fatture o altri documenti giustificativi equivalenti,
da esibire allatto dei controlli, attraverso la presentazione del Modello R/ITS (Allegato alla
Determinazione G07003/2014, di cui parte integrante e sostanziale;
Restituzione degli importi eventualmente non spesi (quietanzati) allatto della presentazione del
Rendiconto;

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Si rimanda alle indicazioni della citata Determinazione G07003/2014, riferibili e pertinenti le


spese in conto capitale de quo, per quanto attiene la modalit di rendicontazione, le norme
generali, lammissibilit dei costi e i criteri di imputazione, le disposizioni specifiche per macro
categoria di spesa, la verifica amministrativo contabile (ad esclusione della tempistica);
Con esclusivo riferimento agli impegni assunti con i finanziamenti di cui alle citate
Determinazioni, la rendicontazione dovr comunque essere presentata dalle Fondazioni I.T.S. agli
Enti Locali di riferimento Provincia e/o Comune che, espletati i necessari controlli,
trasmetteranno i provvedimenti in esito agli stessi alla Regione Lazio per gli adempimenti di
competenza.

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Regione Lazio
DIREZIONE FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Atto di Organizzazione 14 maggio 2015, n. G05880
Conferimento di incarico ai sensi dell'art. 66, comma 3 e art. 68, comma 2, lettera c, del Regolamento
regionale n.1 del 2002, a personale dipendente regionale - designazione regionale esperto della formazione
professionale Giuseppe Milella presidente in COMMISSIONI ESAMI FINALI nei corsi di Formazione
Professionale presso Ente CENTRO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE nei giorni 14 15 maggio
2015. Codice progetto ASL LT/20

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OGGETTO: Conferimento di incarico ai sensi dellart. 66, comma 3 e art. 68, comma 2, lettera c,
del Regolamento regionale n.1 del 2002, a personale dipendente regionale - designazione regionale
esperto della formazione professionale Giuseppe Milella presidente in COMMISSIONI ESAMI
FINALI nei corsi di Formazione Professionale presso Ente CENTRO DI FORMAZIONE
PROFESSIONALE nei giorni 14 15 maggio 2015. Codice progetto ASL LT/20
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE FORMAZIONE,
INNOVAZIONE, SCUOLA E UNIVERSIT, DIRITTO ALLO STUDIO

RICERCA

VISTO lo Statuto regionale;


-

la Legge regionale del 18/02/2002, n. 6 e s.m.i. recante Disciplina del sistema


organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al
personale regionale;

il Regolamento regionale 6 settembre 2002, n.1 e s.m.i. Regolamento di organizzazione


degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale in particolare: il Capo I del Titolo III,
relativo alle strutture organizzative per la gestione; lart. 66, comma 3 e lart. 68, comma 2,
lettera c per i conferimenti degli incarichi; lart. 160, comma1, lett. b per la gestione del
personale; lart. 353 e seguenti; lart. 355 per la tipologia degli incarichi.

lart. 53 del d.lgs. n. 165 del 2001 e s.m.i. per il conferimento degli incarichi;

lart.18 del d.lgs. n. 33 del 14 marzo 2013 concernente il riordino della disciplina
riguardante gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle
Pubbliche Amministrazioni;

lart.17 della Legge Regionale 23 del 10 marzo 1992 Composizione della commissione
esaminatrice punto 1 comma a) in cui si prevede che il presidente designato per le
commissioni esaminatrici sia competente in materia di formazione professionale;

la DGR n. 161 del 20 marzo 2009;

l allegato A, comma 1.4, della DGR n. 518 del 04/08/2006;

la Nota Prot. 088791 del 12 novembre 2013 Direzione Regionale Risorse Umane e
Sistemi Informativi, in materia di incarichi conferiti dallAmministrazione Regionale ai
propri dipendenti;

la determina dirigenziale G02031 del 24/02/2014Approvazione dellelenco del personale


idoneo a rappresentare la Regione Lazio nellambito alle commissioni di selezione/esame
come previsto dalla vigente normativa in materia di formazione professionale;

la determina dirigenziale G04147 del 01/04/2014 Integrazione e modifica alla


determinazione G02031 del 24/02/2014. Approvazione dellelenco del personale idoneo a
rappresentare la Regione Lazio nellambito alle commissioni di selezione/esame come
previsto dalla vigente normativa in materia di formazione professionale e nellambito delle
commissioni di esame per la verifica finale delle competenze acquisite dagli studenti che
hanno frequentato i percorsi I.T.S. di cui alle linee guida Decreto 07/02/2013;

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PRESO ATTO della nota n. 158 del 03/04/2015 e rettificata con nota n. 179/2015 con la quale
lEnte FB FORMAZIONE E PROGETTAZIONE richiedeva la nomina di un rappresentante
regionale in qualit di Presidente nella Commissione di esame finale ai partecipanti al corso di
formazione professionale di cui il Codice progetto ASL LT/20 per i giorni 15 16 maggio 2015;
ATTESO che la sottoelencata designazione corrisponde a criteri di scelta per competenza in
materia, riscontrata in base al curriculum professionale personale della interessata:
1) Designazione regionale dellesperto della formazione professionale Giuseppe Milella Ente
FB FORMAZIONE E PROGETTAZIONE . Data esami 15 16 maggio 2015;
PRESO ATTO del consenso espresso dal dipendente regionale Giuseppe Milella lo svolgimento
dellincarico come da determinazione dirigenziale G02031 del 24/02/2014 sopra espressa,
ATTESO che il suddetto incarico si esplica al di fuori dellorario di servizio, o in orario di servizio
privo del gettone di presenza previsto dalla DGR 161 del 20/03/2009;
CONSIDERATO che detto incarico non d luogo a spese a carico dellAmministrazione Regionale;

DISPONE
Il conferimento di incarico ai sensi dellart.66, comma 3 e art. 68, comma 2, lettera c, del
Regolamento regionale n.1 del 2002 - designazione regionale dellesperto della formazione
professionale, componente in Commissione di esami finali:
1) Designazione regionale dellesperto della formazione professionale Giuseppe Milella
Ente FB FORMAZIONE E PROGETTAZIONE. Data esami 15 16 maggio 2015;
Le giornate complessive per lespletamento del suddetto incarico saranno riportate allinterno della
SCHEDA INCARICHI CONFERITI - PERSONALE GIUNTA REGIONE LAZIO;
Il presente atto sar pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito istituzionale
della Regione Lazio.
Avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al T.A.R Lazio nel
termine di giorni sessanta dalla pubblicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro
il termine di centoventi giorni.

IL DIRETTORE
(Fabrizio Lella)

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Regione Lazio
DIREZIONE LAVORO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 30 aprile 2015, n. G05310
Det. G10435/2014 - Individuazione del contraente per l'affidamento del servizio di assistenza tecnica del
Piano di Attuazione Regionale (PAR) del PON YEI "Garanzia per i giovani e attivit di politiche attive"
Codice CUP F89D14000500005; Codice CIG 5852813613". - ERNST & YOUNG FINANCIAL BUSINESS
ADVISORS spa - per un importo pari ad 117.584,96 IVA inclusa. Disimpegno di 77.415,04 quale
eccedenza dell'impegno n. 30893/2014 e contestuale modifica creditore a valere sul residuo del medesimo
impegno n. 30893/2014 capitolo A39503 per 117.584.96.Modifica creditore cap. T19427 - impegno
34186/2014 assunto in favore dell'Autorit di vigilanza sui contratti pubblici - ora ANAC cod. cred. 159683 per l'espletamento della procedura di cottimo fiduciario di cui alla Det. G10435/2014.

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OGGETTO: Det. G10435/2014 - Individuazione del contraente per laffidamento del servizio di
assistenza tecnica del Piano di Attuazione Regionale (PAR) del PON YEI Garanzia per i giovani e
attivit di politiche attive Codice CUP F89D14000500005; Codice CIG 5852813613. - ERNST
& YOUNG FINANCIAL BUSINESS ADVISORS spa - per un importo pari ad 117.584,96 IVA
inclusa. Disimpegno di 77.415,04 quale eccedenza dellimpegno n. 30893/2014 e contestuale
modifica creditore a valere sul residuo del medesimo impegno n. 30893/2014 capitolo A39503 per
117.584.96.
Conferma impegno 225.00 n. 10297/2015 - status AP - e modifica creditore cap. T19427 per
contribuzione dovuta allAutorit di vigilanza sui contratti pubblici - ora ANAC - per
lespletamento della procedura di cottimo fiduciario di cui alla Det. G10435/2014.
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE LAVORO
SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Attuazione Interventi
VISTA la Legge Regionale n. 6 del 18/02/2002 e s.m.i. avente ad oggetto: Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale e smi;
VISTO il Regolamento regionale n. 1 del 6 settembre 2002: Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta Regionale e s.m.i.;
VISTO il Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Codice dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE e s.m.i.;
VISTO il D.P.R. n.207 del 05/10/2010: Regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto
legislativo 12 aprile 2006 n. 163;
VISTI:
la legge 28 giugno 2012, n. 92 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in
una prospettiva di crescita;
il decreto legge 28 giugno 2013, n. 76 convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 99 Primi
interventi urgenti per la promozione dell'occupazione, in particolare giovanile, della
coesione sociale, nonch in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure
finanziarie urgenti;
il decreto legge 20 marzo 2014, n. 34 convertito in legge 16 maggio 2014, n. 78
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, recante
disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli
adempimenti a carico delle imprese.
la Comunicazione della Commissione COM (2013) 144, relativa alla Youth Employment
Initiative, che rappresenta uniniziativa a favore delloccupazione giovanile, aperta a tutte le
Regioni con un livello di disoccupazione giovanile superiore al 25%;
la proposta di Accordo di Partenariato, trasmesso in data 10 dicembre 2013, che individua il
Programma Operativo Nazionale per lattuazione della Iniziativa Europea per
lOccupazione dei Giovani , di seguito PON-YEI, tra i Programmi Operativi Nazionali
finanziati dal FSE;
il Piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani inviato alla Commissione
Europea il 23 dicembre 2013 e recepito dalla Commissione stessa, DG Occupazione, Affari
sociali e Inclusione, con nota n. ARES EMPL/E3/ MB/g0.(2014);
il Decreto Direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. D.D.
237\SegrD.G.\2014 del 4 aprile 2014, con cui sono state ripartite le risorse del Piano di

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attuazione Italiano della Garanzia per i Giovani tra le Regioni e la Provincia Autonoma di
Trento, che assegna, in particolare, alla Regione Lazio risorse pari a 137.197.164,00;
la Deliberazione della Giunta regionale 23 aprile 2014, n. 223 Programma Nazionale per
lattuazione della Iniziativa Europea per lOccupazione dei Giovani Approvazione del
Piano di Attuazione regionale, cui si rinvia per relationem anche per le motivazioni del
presente atto;
la Convenzione tra il Ministero del lavoro e le Politiche Sociali e Regione Lazio
Programma Operativo Nazionale per lattuazione dellIniziativa europea per lOccupazione
dei Giovani (PON YEI) stipulata in data 24 aprile 2014;
la Legge Regionale del 30 dicembre 2014, n. 17 Legge di stabilit regionale 2015;
la Legge Regionale del 30 dicembre 2014, n. 18 Bilancio di previsione finanziario della
Regione Lazio 2015-2017;
la determinazione n. G10435 del 21/7/2014 Procedura di cottimo fiduciario ai sensi
dellarticolo 125, comma 11 del d.lgs. 163/2006 per laffidamento del servizio di assistenza
tecnica del Piano di Attuazione Regionale (PAR) del PON YEI Garanzia per i giovani e
attivit di politiche attive per importo pari a 159.836,00 IVA esclusa. Codice CUP
F89D14000500005; Codice CIG 5852813613;
la determinazione n. G11650 del 8/8/2014 Erogazione dellimporto di 225,00 allAutorit
per la vigilanza sui contratti pubblici, a titolo di contribuzione dovuta per lespletamento
della procedura di cottimo fiduciario autorizzato con la Determinazione N. G10435 del 21
luglio 2014 Codice CIG 5852813613. Numero Gara 5684600. Impegno di 225,00 sul
capitolo T19427 del Bilancio Regionale 2014.
la determinazione n. G12147 del 27/8/2014 Procedura di cottimo fiduciario ai sensi
dellarticolo 125, comma 11 del d.lgs. 163/2006 per laffidamento del servizio di assistenza
tecnica del Piano di Attuazione Regionale (PAR) del PON YEI Garanzia per i giovani e
attivit di politiche attive di cui alla determinazione n. G10435 del 21 luglio 2014. Nomina
della Commissione per la valutazione delle offerte pervenute;
i verbali redatti dalla predetta commissione trasmessi con nota prot. n. 672800 del 3
dicembre 2014;

CONSIDERATO
che la medesima Commissione, come riportato nei verbali delle sedute di gara, ha svolto le attivit
previste dal bando per la valutazione delle offerte pervenute secondo il criterio dellofferta
economicamente pi vantaggiosa, attribuendo alle offerte presentate i punteggi di seguito riportati:

Soggetto concorrente
Ernst & Young Financial
Business Advisors Spa
Consorzio Ulisse

Punteggio
offerta
tecnica

Punteggio
offerta
economica

Punteggio
totale

Posizione in graduatoria

60

40

100

31.83

28.56

60.39

DATO ATTO che, come si evince dalla tabella e dal verbale del 12/11/2014, la Societ Ernst &
Young Financial Business Advisors Spa stata dichiarata aggiudicataria provvisoria
dellaffidamento in oggetto;

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CONSIDERATO inoltre
- che in base alla normativa vigente, limporto dellaffidamento non prevede lobbligo
dellacquisizione delle comunicazioni antimafia da parte della stazione appaltante;
- che allesito delle verifiche effettuate ai sensi dellart. 38 del D. Lgs. 163/2006, la Societ Ernst
& Young Financial Business Advisors SpA risultata in possesso dei requisiti necessari
allaffidamento del servizio di assistenza tecnica di cui alla determinazione n. G 10435 del
21/07/2014;
- che con determinazione n. G 10435 del 21/07/2014 stata impegnata sul Cap. A 39503 la
somma di 195.000,00 (imp. n. 30893/2014) in favore di creditori diversi;
- che con la determinazione n. G11650 del 8/8/2014 stata impegnata sul cap. T19427 la somma
di 225,00 (imp. n. 34186/2014) in favore dellAutorit di vigilanza dei contratti pubblici, ora
ANAC, e che il citato impegno n. 34186/2014 stato trasportato sullesercizio finanziario in
corso al numero 10297 e risulta in status AP;
RITENUTO pertanto necessario
- procedere allaffidamento definitivo relativamente alla procedura ad evidenza pubblica di
cui sopra per un importo pari ad 117.584,96 IVA inclusa in favore di ERNST & YOUNG
FINANCIAL BUSINESS ADVISORS spa;
-

disimpegnare 77.415,04 quale eccedenza dellimpegno n. 30893/2014 e contestualmente


modificare il creditore n. 3805 (Cred. diversi) in favore di ERNST & YOUNG FINANCIAL
BUSINESS ADVISORS spa (cod. cred. 126808) a valere sul residuo del medesimo impegno
n. 30893/2014 capitolo A39503 per 117.584.96;

di confermare limpegno 10297/2015 che attualmente risulta in status AP assunto in favore


dellAutorit di vigilanza sui contratti pubblici - ora ANAC cod. cred. 159683 - quale
importo dovuto per lespletamento della procedura di cottimo fiduciario di cui alla det.
G10435/2014 e modificare il creditore;

PRESO ATTO che la suddetta obbligazione giunger a scadenza nel corrente esercizio
finanziario;

DETERMINA
per le motivazioni elencate in narrativa, parti integranti del presente provvedimento:
1) di procedere allaffidamento definitivo relativo alla procedura ad evidenza pubblica per il
servizio di assistenza tecnica del Piano di Attuazione Regionale (PAR) del PON YEI Garanzia
per i giovani e attivit di politiche attive per importo pari 117.584,96 IVA inclusa. Codice
CUP F89D14000500005; Codice CIG 5852813613 - in favore di ERNST & YOUNG
FINANCIAL BUSINESS ADVISORS spa;
2) di disimpegnare 77.415,04 quale eccedenza dellimpegno n. 30893/2014 e contestualmente
modificare il creditore n. 3805 (Cred. diversi) in favore di ERNST & YOUNG FINANCIAL

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BUSINESS ADVISORS spa (Cod. cred. 126808) a valere sul residuo del medesimo impegno n.
30893/2014 capitolo A39503 per 117.584.96;
3) di confermare limpegno sul cap. T19427 n. 10297/2015 in status AP assunto in favore
dellAutorit di vigilanza sui contratti pubblici - ora ANAC cod. cred. 159683 - quale importo
dovuto per lespletamento della procedura di cottimo fiduciario di cui alla det. G10435/2014 e
modificare il creditore;
4) di dare atto che la suddetta obbligazione giunger a scadenza nel corrente esercizio;
5) di comunicare ai sensi dellart. 79, comma 5 del D.lgs. 163/2006 il presente atto ai soggetti
partecipanti alla gara e di pubblicare il presente atto sul bollettino ufficiale della Regione Lazio
e sul sito internet www.portalavoro.regione.lazio.it

Il Direttore
Marco Noccioli

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Regione Lazio
DIREZIONE POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E
SPORT
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05820
Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione della "ADERC - Fondazione dell'Ordine dei Dottori
Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli", con sede in Tivoli (RM).

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Oggetto: Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione della ADERC - Fondazione
dellOrdine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli, con sede in
Tivoli (RM).

IL DIRETTORE REGIONALE POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT


Su proposta del Dirigente dellArea Politiche per lo sviluppo socio-economico dei comuni, servit
militari ed universit agrarie

VISTA

la Costituzione della Repubblica Italiana;

VISTO

il Libro I, Titolo II, Capo II, articoli 14 e seguenti del codice civile;

VISTO

il decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio 1977, n. 616;

VISTA

la legge regionale del 2 dicembre 1983, n. 73;

VISTO

il decreto del Presidente della Repubblica del 10 febbraio 2000, n. 361,


Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti di
riconoscimento di persone giuridiche private e di approvazione delle
modifiche dellatto costitutivo e dello statuto (n. 17 dellallegato 1 della legge
15 marzo 1997, n. 59);

VISTA

la legge regionale del 18 febbraio 2002, n. 6, Disciplina del sistema


organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla
dirigenza ed al personale regionale e successive modificazioni;

VISTO

il Regolamento regionale del 6 settembre 2002, n. 1, Regolamento di


organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale e successive
modificazioni;

VISTA

la deliberazione di Giunta Regionale del 30 settembre 2014, n. 641, con la


quale stato conferito a Nereo Zamaro lincarico di Direttore della Direzione
Regionale Politiche sociali, autonomie, sicurezza e sport;

VISTA

la nota pervenuta il 12.08.2014, con la quale il Presidente della ADERC


Fondazione dellOrdine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili
di Tivoli, con sede in Tivoli (RM), Via Palatina n. 19, chiede il
riconoscimento della personalit giuridica di diritto privato mediante
iscrizione nel Registro regionale delle persone giuridiche, ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica del 10 febbraio 2000, n. 361;

PRESO ATTO

del rogito della dr.ssa Laura Mattielli del 24.07.2012, repertorio n. 32795,
raccolta n. 4702, registrato presso lAgenzia delle Entrate di Tivoli il
07.08.2012, con il quale lAssemblea dei soci della ADERC Associazione
dottori e ragionieri commercialisti Valle dellAniene ha deliberato la

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trasformazione dellassociazione in fondazione denominata ADERC


Fondazione dellOrdine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili
di Tivoli ed approvato il relativo Statuto, allegato F) dellatto di che trattasi;
PRESO ATTO

del rogito della dr.ssa Laura Mattielli del 23.07.2014, repertorio n. 37624,
raccolta n. 5794, registrato presso lAgenzia delle Entrate di Tivoli il
28.07.2014, con il quale stato depositato il verbale del 09.06.2014 con il
quale il Consiglio Direttivo della ADERC Fondazione dellOrdine dei
Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli ha approvato il
nuovo Statuto della fondazione che costituisce allegato A) dellatto di che
trattasi;

CONSIDERATO

che la Fondazione esaurisce le proprie finalit statutarie nellambito della


Regione Lazio ed ha lo scopo di valorizzare la figura e lattivit professionale
del dottore commercialista e dellesperto contabile, come configurata
dallordinamento professionale, attuando iniziative di supporto allattivit
dellOrdine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della
circoscrizione dellOrdine di Tivoli, come indicato nellart. 4 dello Statuto;

PRESO ATTO

che la fondazione non ha scopo di lucro e dispone di risorse adeguate al


perseguimento degli scopi statutari;

VISTE

le note del 18.09.2014, prot. n. 516873 e del 05.12.2014 prot. n. 679919, con
le quali stato richiesto e sollecitato il parere di cui allart. 6 della legge
regionale del 2 dicembre 1983, n. 73, alla struttura regionale interessata per
materia in relazione alla finalit della fondazione in argomento;

PRESO ATTO

della nota prot. n. 217927 del 21.04.2015, con la quale la Direzione regionale
Formazione, ricerca e innovazione, scuola e universit, diritto allo studio, in
relazione alla richiesta del parere di cui allart. 6 della legge regionale del 2
dicembre 1983, n. 73, inoltrata con nota del 18.03.2015, prot. n. 151110,
esprime, per quanto attiene alle attivit istituzionali che rientrano nella sfera di
competenza, parere favorevole per il riconoscimento della personalit
giuridica di diritto privato della ADERC Fondazione dellOrdine dei
Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli;

RITENUTO

che, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 10 febbraio 2000,
n. 361, ricorrono i presupposti per il riconoscimento della personalit giuridica
di diritto privato mediante iscrizione nel Registro regionale delle persone
giuridiche private della ADERC Fondazione dellOrdine dei Dottori
Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli, il cui Consiglio Direttivo
risulta composto da: Tartaro Gianluca, Presidente; Crisci Enrico, vice
Presidente, Ferranti Primo, Segretario; Fabrizi Fernando, Tesoriere; De Luca
Vincenzo, De Vincenzi Carlo, Boanelli Stefano, Rovazzani Maria Cristina,
Diotallevi Francesco, Irti Alberto e Abbate Natalia, consiglieri;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 332 di 439

DETERMINA

per le motivazioni espresse in narrativa che si intendono integralmente richiamate:


- di iscrivere nel Registro regionale delle persone giuridiche private la ADERC Fondazione
dellOrdine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli, con sede in Tivoli
(RM), Via Palatina n. 19, il cui Consiglio Direttivo risulta composto da:
- Tartaro Gianluca
Presidente
- Crisci Enrico
vice Presidente
- Ferranti Primo
segretario
- Fabrizi Fernando
tesoriere
- De Luca Vincenzo
consigliere
- De Vincenzi Carlo
consigliere
- Boanelli Stefano
consigliere
- Rovazzani Maria Cristina
consigliere
- Diotallevi Francesco
consigliere
- Irti Alberto
consigliere
- Abbate Natalia
consigliere
La presente determinazione dirigenziale sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione
Lazio.

IL DIRETTORE
Nereo Zamaro

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Regione Lazio
DIREZIONE POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E
SPORT
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05821
Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione della nomina di Paola Porrini a Presidente del
Consiglio di Amministrazione della Fondazione "Erri De Luca", con sede in Roma.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 334 di 439

Oggetto: Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione della nomina di Paola Porrini a
Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Erri De Luca, con sede
in Roma.

IL DIRETTORE REGIONALE POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT


Su proposta del Dirigente dellArea Politiche per lo sviluppo socio-economico dei comuni, servit
militari ed universit agrarie

VISTA

la Costituzione della Repubblica Italiana;

VISTO

il Libro I, Titolo II, Capo II, articoli 14 e seguenti del codice civile;

VISTO

il D.P.R. del 24.07.1977, n. 616;

VISTA

la legge regionale del 02.12.1983, n. 73;

VISTO

il D.P.R. del 10 febbraio 2000, n. 361, Regolamento recante norme per la


semplificazione dei procedimenti di riconoscimento di persone giuridiche private
e di approvazione delle modifiche dellatto costitutivo e dello statuto (n. 17
dellallegato 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59) e, in particolare, lart. 4, comma
2, che recita Nel Registro devono altres essere iscritte le modificazioni dellatto
costitutivo e dello statuto, il trasferimento della sede e listituzione delle sedi
secondarie, la sostituzione degli amministratori, con indicazione di quelli ai quali
attribuita la rappresentanza, le deliberazioni di scioglimento, i provvedimenti
che ordinano lo scioglimento o accertano lestinzione, il cognome e nome dei
liquidatori e tutti gli altri atti e fatti la cui iscrizione espressamente prevista da
norme di legge o di regolamento;

VISTA

la legge regionale del 18.02.2002, n. 6, Disciplina del sistema organizzativo della


Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale e successive modificazioni;

VISTO

il Regolamento regionale del 06.09.2002, n. 1, Regolamento di organizzazione


degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale e successive modificazioni;

VISTA

la deliberazione di Giunta Regionale del 30.09.2014, n. 641, con la quale si


conferisce a Nereo Zamaro lincarico di Direttore della Direzione Regionale
Politiche Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport;

ACCERTATO che la Fondazione Erri De Luca, con sede in Roma, Via di Tragliatella n. 113,
iscritta, con determinazione dirigenziale del 02.07.2012, n. A6706, al n. 238 del
Registro regionale delle persone giuridiche private;
VISTA

la nota pervenuta il 4 marzo 2015, con la quale il Presidente della Fondazione


Erri De Luca comunica le variazioni intervenute in seno al Consiglio di
Amministrazione, per liscrizione nel Registro regionale delle persone giuridiche
private;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

VISTA

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la nota pervenuta il 6 maggio 2015, con la quale stata trasmessa la


documentazione richiesta dalla Direzione Regionale Politiche sociali,
Autonomie, Sicurezza e Sport, con nota del 13.03.2015, prot. n. 140341;

PRESO ATTO del verbale del 10.02.2015, nel quale il Consiglio dei fondatori della Fondazione
Erri De Luca, nellaccettare le dimissioni di Enrico De Luca dalla carica di
Presidente nomina quale nuovo Presidente Paola Porrini conferendo a Enrico De
Luca il ruolo di vice Presidente;
RITENUTO

che ricorrono i presupposti di cui al citato art. 4, comma 2, del D.P.R. del
10.02.2000, n. 361, per liscrizione nel Registro regionale delle persone giuridiche
private della nomina di Paola Porrini a Presidente del Consiglio di
Amministrazione della Fondazione Erri De Luca;

DETERMINA

per le motivazioni di cui in narrativa che si intendono richiamate;


- di iscrivere, nel Registro regionale delle persone giuridiche private, la nomina di Paola
Porrini a Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Erri De Luca.
La presente determinazione dirigenziale sar pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione
Lazio.

IL DIRETTORE
Nereo Zamaro

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 336 di 439

Regione Lazio
DIREZIONE POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E
SPORT
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 14 maggio 2015, n. G05843
leggi regionali del 27 giugno 1996, n. 24 e del 20 ottobre 1997, n. 30 e successive modifiche ed integrazioni
"Olimpo societ cooperativa sociale" codice fiscale 01107170571, con sede legale nel comune di Poggio
Bustone (Ri) localit Poeta, 2 c.a.p. 02018. Iscrizione all'albo regionale delle cooperative sociali sezione A.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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Oggetto: leggi regionali del 27 giugno 1996, n. 24 e del 20 ottobre 1997, n. 30 e successive
modifiche ed integrazioni Olimpo societ cooperativa sociale codice fiscale 01107170571, con
sede legale nel comune di Poggio Bustone (Ri) localit Poeta, 2 c.a.p. 02018. Iscrizione allalbo
regionale delle cooperative sociali sezione A.
IL DIRETTORE REGIONALE POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT

SU PROPOSTA del dirigente ad interim dellarea terzo settore;


VISTA

la legge regionale del 18 febbraio 2002, n. 6 disciplina del sistema organizzativo


della Giunta e del consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale;

VISTO

il regolamento regionale del 6 settembre 2002, n. 1 recante regolamento di


organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale e successive
modifiche ed integrazioni;

VISTA

la delibera della Giunta regionale del 30 settembre 2014, n. 641 con la quale
stato conferito a Nereo Zamaro lincarico di Direttore della Direzione Regionale
Politiche Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport;

VISTO

latto di organizzazione n. G02103 del 02 marzo 2015, con il quale stata


affidata ad interim a Tiziana Biolghini la responsabilit di dirigente dellarea
Terzo Settore della Direzione Politiche Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport,
ai sensi dellarticolo 164, comma 5, del regolamento regionale n. 1/2002;

VISTA

la legge regionale del 27 giugno 1996, n. 24 e successive modifiche ed


integrazioni Disciplina delle cooperative sociali;

VISTA

la delibera della Giunta regionale del 28 gennaio 1997, n. 137 concernente le


direttive per listruttoria della domanda di iscrizione allalbo regionale delle
cooperative sociali, cos come modificata dalla delibera della Giunta regionale del
04 agosto 1998, n. 4105;

VISTA

la determina dirigenziale del 19 giugno 2012, n. B03635 di approvazione delle


nuove procedure di iscrizione on-line allalbo delle cooperative sociali ed ai
registri delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione
sociale;

VISTA

la domanda inoltrata on-line dalla cooperativa sociale Olimpo societ


cooperativa sociale codice fiscale 01107170571, con sede legale nel comune di
Poggio Bustone (Ri) localit Poeta, 2 c.a.p. 02018, e pervenuta in data 10
novembre 2014 protocollo n. 619792/GR/10/09 tesa ad ottenere liscrizione
nellalbo regionale delle cooperative sociali, sezione A;

PRESO ATTO che dallistruttoria effettuata risulta che la cooperativa suddetta in possesso dei
requisiti previsti dalla citata legge regionale del 27 giugno 1993, n. 24 per
liscrizione nellalbo regionale delle cooperative sociali, sezione A;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 338 di 439

CONSIDERATO che il comma 5 dellart.4 della L.R. 30/97 prevede che trascorso il termine di
settantacinque giorni dalla data di ricezione della domanda di iscrizione, questa si
intende comunque accolta;
PRESO ATTO che per motivi straordinari e contingenti connessi allorganizzazione dellufficio ed
allattivazione della nuova procedura di informatizzazione delle iscrizioni non si
potuta completare listruttoria nei termini previsti ex lege e che, per quanto
sopradetto, occorre comunque determinare la decorrenza delliscrizione nellalbo
a far data dal settantaseiesimo giorno successivo alla ricezione della
domanda

DETERMINA
per le motivazioni riportate in premessa e che sintendono qui integralmente riportate:
liscrizione della cooperativa sociale Olimpo societ cooperativa sociale codice fiscale
01107170571, con sede legale nel comune di Poggio Bustone (Ri) localit Poeta, 2 c.a.p. 02018
allalbo regionale delle cooperative sociali di cui allarticolo 3 della legge regionale del 27 giugno
1996, n. 24 come modificata dalla legge regionale 20 ottobre 1997, n 30 sezione A a far data del 25
gennaio 2015.
La presente determinazione verr pubblicata sul bollettino ufficiale della regione Lazio.

IL DIRETTORE
Nereo Zamaro

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 339 di 439

Regione Lazio
DIREZIONE PROGRAM. ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E
PATRIMONIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05755
Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017 - Variazione di bilancio con prelievo dal
fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa, capitoli di spesa: T94643 e T25502.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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OGGETTO: Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017 Variazione di


bilancio con prelievo dal fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa, capitoli di spesa: T94643 e
T25502.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE PROGRAMMAZIONE


ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO
VISTA

la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante modifiche al Titolo V,


parte seconda, della Costituzione;

VISTA

la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni


concernente la disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del
Consiglio regionale;

VISTO

il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 e successive modificazioni,


concernente lorganizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale 30 aprile 2013, n. 86, con la quale


stato conferito lincarico di Direttore della Direzione Programmazione
Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio al Dott. Marco Marafini;

VISTO

il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante: Disposizioni in


materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio
delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e
2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 e relativi principi applicativi, e
successive modiche;

VISTA

la legge regionale 30 dicembre 2014, n. 17, concernente: Legge di stabilit


regionale 2015;

VISTA

la legge regionale 30 dicembre 2014, n. 18, concernente: Bilancio di


previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale 30 dicembre 2014, n. 942,


concernente: Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 20152017. Approvazione del "Documento tecnico di accompagnamento", ripartito
in titoli, tipologie e categorie per le entrate ed in missioni, programmi e
macroaggregati per le spese;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale 30 dicembre 2014, n. 943,


concernente: Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 20152017. Approvazione del "Bilancio finanziario gestionale", ripartito in capitoli
di entrata e di spesa;

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VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 24 febbraio 2015, n. 70, recante:


Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017.
Assegnazione dei capitoli di spesa alle strutture regionali competenti, ai sensi
dell'articolo 1, comma 6, lettera c), della legge regionale 30 dicembre 2014, n.
18;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale 27 gennaio 2015, n. 24, recante:


Applicazione delle disposizioni di cui allarticolo 39, comma 4, del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche, e ulteriori
disposizioni per la gestione del bilancio di previsione finanziario della
Regione Lazio 2015-2017;

CONSIDERATO

che, ai sensi della gi citata deliberazione della Giunta regionale 27 gennaio


2015, n. 24, le variazioni di bilancio con provvedimento amministrativo, da
adottarsi ai sensi dellarticolo 1, comma 18, della legge regionale 30
dicembre 2014, n. 18, ivi comprese le variazioni con prelievo dal fondo di
riserva per le autorizzazioni di cassa, sono di competenza del Direttore della
Direzione regionale Programmazione economica, bilancio, demanio e
patrimonio;

VISTA

la nota prot. n. 205604 del 15 aprile 2015 con cui la Direzione regionale
Salute ed Integrazione Sociosanitaria, Area Risorse Finanziarie, Analisi di
Bilancio e Contabilit Analitica e Crediti Sanitari comunica che, al fine di
procedere alla liquidazione di vari impegni residui in favore di Aziende
Ospedaliere, necessario provvedere allintegrazione in termini di cassa, a
valere sullannualit 2015, pari ad euro 51.467.815,11, del capitolo di spesa
T94643, iscritto nel programma 05 Servizio sanitario regionale investimenti sanitari, nella missione 13 Tutela della salute;

CONSIDERATO

necessario provvedere allintegrazione in termini di cassa, a valere


sullesercizio finanziario 2015, del capitolo di spesa T94643 allinterno del
programma 05 della missione 13, piano dei conti finanziario fino al IV livello
2.03.01.02, mediante il prelevamento di euro 51.467.815,11 dal fondo di
riserva per le autorizzazioni di cassa, capitolo T25502, iscritto nel
programma 03 Altri fondi della missione 20 Fondi ed accantonamenti,
piano dei conti finanziario fino al IV livello 1.10.01.01;

VISTO

larticolo 1, comma 18, lettera c), della legge regionale 30 dicembre 2014, n.
18, che dispone ladozione del provvedimento amministrativo nel caso delle
variazioni derivanti da prelievi dal fondo di riserva per le autorizzazioni di
cassa;

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DETERMINA
1. ai sensi dellarticolo 1, comma 18, lettera c), della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 18, di
provvedere alle seguenti variazioni di bilancio in termini di cassa, a valere sullannualit 2015:
SPESA
missione e programma

13.05

cap.
T94643

piano dei conti finanziario fino al IV livello


2.03.01.02
denominazione capitolo
RESIDUI PASSIVI PERENTI AGLI EFFETTI AMMINISTRATIVI
(FONDI VINCOLATI IN CAPITALE) CONTRIBUTI AGLI
INVESTIMENTI A AMMINISTRAZIONI LOCALI

cassa 2015
+ 51.467.815,11

missione e programma

20.03

cap.
T25502

piano dei conti finanziario fino al IV livello


1.10.01.01
denominazione capitolo
FONDO DI RISERVA DA UTILIZZARSI PER LA INTEGRAZIONE DELLE PREVISIONI DI CASSA FONDO DI RISERVA

cassa 2015
51.467.815,11

La presente determinazione pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione ed trasmessa,


corredata di relativa relazione di accompagnamento, al Consiglio regionale, ai sensi dellarticolo 1,
comma 19, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 18.

IL DIRETTORE
(Dott. Marco Marafini)

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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Regione Lazio
DIREZIONE PROGRAM. ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E
PATRIMONIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 13 maggio 2015, n. G05756
Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017 - Variazione di bilancio con prelievo dal
fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa, capitoli di spesa T93615 e T25502.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 344 di 439

OGGETTO: Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017 - Variazione di


bilancio con prelievo dal fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa, capitoli di spesa T93615 e
T25502.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE PROGRAMMAZIONE


ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO

VISTA

la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante modifiche al Titolo V,


parte seconda, della Costituzione;

VISTA

la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni


concernente la disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del
Consiglio regionale;

VISTO

il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 e successive modificazioni,


concernente lorganizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale 30 aprile 2013, n. 86, con la quale


stato conferito lincarico di Direttore della Direzione Programmazione
Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio al Dott. Marco Marafini;

VISTO

il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante: Disposizioni in


materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio
delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e
2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 e relativi principi applicativi, e
successive modificazioni;

VISTA

la legge regionale 30 dicembre 2014, n. 17, concernente: Legge di stabilit


regionale 2015;

VISTA

la legge regionale 30 dicembre 2014, n. 18, concernente: Bilancio di


previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale 30 dicembre 2014, n. 942,


concernente: Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 20152017. Approvazione del "Documento tecnico di accompagnamento", ripartito
in titoli, tipologie e categorie per le entrate ed in missioni, programmi e
macroaggregati per le spese;

VISTA

la Deliberazione della Giunta regionale 30 dicembre 2014, n. 943,


concernente: Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 20152017. Approvazione del "Bilancio finanziario gestionale", ripartito in capitoli
di entrata e di spesa;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 24 febbraio 2015, n. 70, recante:


Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017.
Assegnazione dei capitoli di spesa alle strutture regionali competenti, ai sensi
dell'articolo 1, comma 6, lettera c), della legge regionale 30 dicembre 2014, n.
18;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale 27 gennaio 2015, n. 24, recante


Applicazione delle disposizioni di cui allarticolo 39, comma 4, del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche, e ulteriori
disposizioni per la gestione del bilancio di previsione finanziario della
Regione Lazio 2015-2017;

CONSIDERATO

che, ai sensi della gi citata deliberazione della Giunta regionale 27 gennaio


2015, n. 24, le variazioni di bilancio con provvedimento amministrativo, da
adottarsi ai sensi dellarticolo 1, comma 18, della legge regionale 30
dicembre 2014, n. 18, ivi comprese le variazioni con prelievo dal fondo di
riserva per le autorizzazioni di cassa, sono di competenza del Direttore della
Direzione regionale Programmazione economica, bilancio, demanio e
patrimonio;

VISTA

la nota prot. n. 231240 del 28 aprile 2015, con cui la Direzione regionale
Salute e integrazione sociosanitaria, Area Programmazione servizi rete
soggetti deboli comunica che, al fine di procedere alla liquidazione di alcune
fatture elettroniche relative a progetti di Lotta alla droga, necessario
provvedere allintegrazione in termini di cassa, a valere sullannualit 2015,
pari ad euro 71.071,23, del capitolo di spesa T93615, iscritto nel programma
01 Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario corrente per la
garanzia dei LEA della missione 13 Tutela della salute;

RITENUTO

necessario provvedere allintegrazione dello stanziamento di cassa, a valere


sullannualit 2015, del capitolo iscritto nel programma 01 Servizio sanitario
regionale - finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA della
missione 13 Tutela della salute, T93615, piano dei conti finanziario fino al
IV livello 1.04.04.01, mediante il prelevamento di euro 71.071,23 dal fondo
di riserva per le autorizzazioni di cassa, capitolo T25502, iscritto nel
programma 03 Altri fondi della missione 20 Fondi ed accantonamenti,
piano dei conti finanziario fino al IV livello 1.10.01.01;

VISTO

larticolo 1, comma 18, lettera c), della legge regionale 30 dicembre 2014, n.
18, che dispone ladozione del provvedimento amministrativo nel caso delle
variazioni di bilancio con prelievo dal fondo di riserva per le autorizzazioni
di cassa;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 346 di 439

DETERMINA
1. ai sensi dellarticolo 1, comma 18, lettera c), della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 18, di
provvedere alle seguenti variazioni di bilancio in termini di cassa, a valere sullannualit 2015:
missione e programma

13.01

cap.
T93615

piano dei conti finanziario fino al IV livello


1.04.04.01
denominazione capitolo
RESIDUI PASSIVI PERENTI AGLI EFFETTI AMMINISTRATIVI
(FONDI VINCOLATI CORRENTI) TRASFERIMENTI
CORRENTI A ISTITUZIONI SOCIALI PRIVATE

cassa 2015
+ 71.071,23

missione e programma

20.03

cap.
T25502

piano dei conti finanziario fino al IV livello


1.10.01.01
denominazione capitolo
FONDO DI RISERVA DA UTILIZZARSI PER LA
INTEGRAZIONE DELLE PREVISIONI DI CASSA FONDO DI
RISERVA

cassa 2015
71.071,23

La presente determinazione pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione ed trasmessa,


corredata di relativa relazione di accompagnamento, al Consiglio regionale, ai sensi dellarticolo 1,
comma 19, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 18.

IL DIRETTORE
(Dott. Marco Marafini)

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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Regione Lazio
DIREZIONE PROGRAM. ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E
PATRIMONIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 14 maggio 2015, n. G05847
Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017 Variazione di bilancio con prelievo dal
fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa, capitoli di spesa: T93614, T83601 e T25502.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 348 di 439

OGGETTO: Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017 Variazione di


bilancio con prelievo dal fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa, capitoli di spesa: T93614,
T83601 e T25502.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE PROGRAMMAZIONE


ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO
VISTA

la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante modifiche al Titolo V,


parte seconda, della Costituzione;

VISTA

la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modificazioni


concernente la disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del
Consiglio regionale;

VISTO

il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 e successive modificazioni,


concernente lorganizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale 30 aprile 2013, n. 86, con la quale


stato conferito lincarico di Direttore della Direzione Programmazione
Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio al Dott. Marco Marafini;

VISTO

il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante: Disposizioni in


materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio
delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e
2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 e relativi principi applicativi, e
successive modiche;

VISTA

la legge regionale 30 dicembre 2014, n. 17, concernente: Legge di stabilit


regionale 2015;

VISTA

la legge regionale 30 dicembre 2014, n. 18, concernente: Bilancio di


previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale 30 dicembre 2014, n. 942,


concernente: Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 20152017. Approvazione del "Documento tecnico di accompagnamento", ripartito
in titoli, tipologie e categorie per le entrate ed in missioni, programmi e
macroaggregati per le spese;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale 30 dicembre 2014, n. 943,


concernente: Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 20152017. Approvazione del "Bilancio finanziario gestionale", ripartito in capitoli
di entrata e di spesa;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 349 di 439

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 24 febbraio 2015, n. 70, recante:


Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017.
Assegnazione dei capitoli di spesa alle strutture regionali competenti, ai sensi
dell'articolo 1, comma 6, lettera c), della legge regionale 30 dicembre 2014, n.
18;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale 27 gennaio 2015, n. 24, recante:


Applicazione delle disposizioni di cui allarticolo 39, comma 4, del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche, e ulteriori
disposizioni per la gestione del bilancio di previsione finanziario della
Regione Lazio 2015-2017;

CONSIDERATO

che, ai sensi della gi citata deliberazione della Giunta regionale 27 gennaio


2015, n. 24, le variazioni di bilancio con provvedimento amministrativo, da
adottarsi ai sensi dellarticolo 1, comma 18, della legge regionale 30
dicembre 2014, n. 18, ivi comprese le variazioni con prelievo dal fondo di
riserva per le autorizzazioni di cassa, sono di competenza del Direttore della
Direzione regionale Programmazione economica, bilancio, demanio e
patrimonio;

VISTA

la nota prot. n. 227336 del 24 aprile 2015, con cui la Direzione regionale
Salute e Integrazione Sociosanitaria, Area Risorse Finanziarie, Analisi di
Bilancio, Contabilit Analitica e Crediti Sanitari, ufficio Crediti Sanitari
comunica che, al fine di procedere alla liquidazione di impegni residui ,
necessario provvedere allintegrazione in termini di cassa, a valere
sullannualit 2015, pari ad euro 5.176.204,58, del capitolo di spesa T93614
e pari ad euro 2.263.845,12, del capitolo di spesa T83601, iscritti nel
programma 01 Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario
corrente per la garanzia dei LEA, nella missione 13 Tutela della salute;

CONSIDERATO

necessario provvedere allintegrazione in termini di cassa, a valere


sullesercizio finanziario 2015, allinterno del programma 01 della missione
13, dei capitoli di spesa T93614, piano dei conti finanziario fino al IV livello
1.04.01.02 e T83601, piano dei conti finanziario fino al IV livello 1.04.01.02,
per complessivi euro 7.440.049,70, mediante il prelevamento del medesimo
importo dal fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa, capitolo T25502,
iscritto nel programma 03 Altri fondi della missione 20 Fondi ed
accantonamenti, piano dei conti finanziario fino al IV livello 1.10.01.01;

VISTO

larticolo 1, comma 18, lettera c), della legge regionale 30 dicembre 2014, n.
18, che dispone ladozione del provvedimento amministrativo nel caso delle
variazioni derivanti da prelievi dal fondo di riserva per le autorizzazioni di
cassa;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 350 di 439

DETERMINA
1. ai sensi dellarticolo 1, comma 18, lettera c), della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 18, di
provvedere alle seguenti variazioni di bilancio in termini di cassa, a valere sullannualit 2015:
SPESA
missione e programma

13.01
cassa 2015
+ 5.176.204,58

cap.
T93614

piano dei conti finanziario fino al IV livello


1.04.01.02
denominazione capitolo
RESIDUI PASSIVI PERENTI AGLI EFFETTI AMMINISTRATIVI
(FONDI VINCOLATI CORRENTI) TRASFERIMENTI
CORRENTI A AMMINISTRAZIONI LOCALI

cassa 2015
+ 2.263.845,12

cap.
T83601

piano dei conti finanziario fino al IV livello


1.04.01.02
denominazione capitolo
SOMME RADIATE DA RE-ISCRIVERE IN BILANCIO (FONDI
VINCOLATI CORRENTI) TRASFERIMENTI CORRENTI A
AMMINISTRAZIONI LOCALI
missione e programma

20.03

cap.
T25502

piano dei conti finanziario fino al IV livello


1.10.01.01
denominazione capitolo
FONDO DI RISERVA DA UTILIZZARSI PER LA INTEGRAZIONE DELLE PREVISIONI DI CASSA FONDO DI RISERVA

cassa 2015
7.440.049,70

La presente determinazione pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione ed trasmessa,


corredata di relativa relazione di accompagnamento, al Consiglio regionale, ai sensi dellarticolo 1,
comma 19, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 18.

IL DIRETTORE
(Dott. Marco Marafini)

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 351 di 439

Regione Lazio
DIREZIONE PROGRAM. ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E
PATRIMONIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 20 maggio 2015, n. G06217
OGGETTO: Attuazione della deliberazione di Giunta regionale 9 dicembre 2014 n. 868. Approvazione del
testo integrale dell' "Avviso di Asta Pubblica" per le unit immobiliari libere di propriet della Regione Lazio,
e del relativo testo estratto, per l'alienazione di tali immobili. Impegno di spesa di euro 13.218,43, compresa
I.V.A. al 22%, sul capitolo di spesa R31922 denominato "Spese per la comunicazione, l'informazione, la
promozione (parte corrente) e servizi amministrativi" relativo all' esercizio finanziario 2015 per la
pubblicazione del testo estratto dell' "Avviso di Asta Pubblica".

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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OGGETTO: Attuazione della deliberazione di Giunta regionale 9 dicembre 2014 n. 868. Approvazione
del testo integrale dell Avviso di Asta Pubblica per le unit immobiliari libere di propriet della
Regione Lazio, e del relativo testo estratto, per lalienazione di tali immobili. Impegno di
spesa di euro 13.218,43, compresa I.V.A. al 22%, sul capitolo di spesa R31922 denominato Spese per
la comunicazione, linformazione, la promozione (parte corrente) e servizi amministrativi relativo all
esercizio finanziario 2015 per la pubblicazione del testo estratto dell Avviso di Asta Pubblica.

DIREZIONE PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO

VISTO

lo Statuto della Regione Lazio;

VISTO

il regolamento regionale 6 settembre 2002 n. 1 e successive modificazioni ed


integrazioni, Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale;

VISTA

la legge regionale 18 febbraio 2002 n. 6 e successive modificazioni ed integrazioni


Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni
relative alla dirigenza ed al personale regionale;

VISTA

la deliberazione di Giunta regionale 5 dicembre 2014 n. 853 inerente lapprovazione


dellultimo aggiornamento dellinventario del beni immobili regionali Libro n. 9;

VISTO

il decreto legislativo del 23 giugno 2011 n. 118, recante Disposizioni in materia di


armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli
enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio
2009 n. 42;

VISTA

la legge regionale 30 dicembre 2014 n. 17 concernente Legge di stabilit regionale


2015, pubblicata sul B.U.R.L. del 30 dicembre 2014 n. 104, supplemento ordinario
n. 4;

VISTA

la legge regionale 30 dicembre 2014 n. 18 concernente Bilancio di previsione


finanziario della Regione Lazio 2015 2017 ed in particolare lart. 1 comma 25
ulteriori allegati al bilancio lettera a relativo allapprovazione dellallegato
elenco dei beni immobili soggetti a valorizzazione e/o alienazione, di cui allart.
58 comma 1 del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito in legge 6 agosto
2008 n. 133, ed ai sensi dellart. 1, commi dal 31 al 35 della legge regionale 11
agosto 2009 n. 22;

VISTA

la deliberazione della Giunta Regionale 30 dicembre 2014, n. 942 Bilancio di


previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017. Approvazione del Documento
tecnico di accompagnamento, ripartito in titoli, tipologie e categorie per le entrate
ed in missioni, programmi e macroaggregati per le spese;

VISTA

la deliberazione della Giunta Regionale 30 dicembre 2014, n. 943 Bilancio di


previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017. Approvazione del Bilancio
finanziario gestionale, ripartito in capitoli di entrata e di spesa;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale 27 gennaio 2015 n. 24: Applicazione delle


disposizioni di cui allarticolo 39, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011,
n. 118 e successive modifiche, e ulteriori disposizioni per la gestione del bilancio di
previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017;

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

Pag. 353 di 439

VISTA

la deliberazione di Giunta regionale 30 aprile 2013 n. 86 con la quale viene conferito


lincarico di direttore della Direzione regionale Programmazione Economica,
Bilancio, Demanio e Patrimonio al dr. Marco Marafini;

VISTO

il regolamento regionale 4 aprile 2012, n. 5, pubblicato sul B.U.R.L., parte I, n. 17


del 7 maggio 2012 Regolamento regionale di attuazione ed integrazione
dellarticolo 1, comma 102, lettera b) della Legge regionale 13 agosto 2011, n. 12
(Disposizioni collegate alla legge di assestamento del bilancio 2011-2013) recante
norme sui criteri, le modalit e gli strumenti operativi per la gestione e la
valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale, cos come modificato ed
integrato in ultimo dal regolamento regionale 21 luglio 2014 n. 19, pubblicato sul
B.U.R.L. n. 58 del 22 luglio 2014;

CONSIDERATO

che lart. 4, comma 1-bis, del menzionato regolamento regionale ha previsto che
lalienazione degli immobili di propriet regionale ad uso abitativo e ad uso diverso
dallabitativo, possa avvenire, tra laltro:
a) mediante vendita diretta da parte della Regione, tramite asta pubblica, con il
sistema delle offerte segrete in aumento e delle offerte residuali secondo le
procedure anche informatiche con il supporto dellordine professionale dei notai;

CONSIDERATO

altres che nel menzionato regolamento regionale n. 5/2012 inserito anche


l Allegato A recante il Disciplinare dAsta per lalienazione dei beni immobili
liberi e/o occupati;

TENUTO CONTO

che la Regione Lazio ha gi intrapreso una collaborazione con il Notariato di cui alla
Convenzione approvata con deliberazione di Giunta regionale 13 marzo 2015 n.
98 e sottoscritta tra le parti in data 1 aprile 2015, la quale prevede la vendita degli
immobili, ad uso abitativo e diverso dallabitativo, per il tramite della Rete Aste
Telematiche Notarili (R.A.N.) di cui si dotato il Consiglio Nazionale del Notariato
(C.N.N.);

CONSIDERATO

che con deliberazione di Giunta regionale 27 maggio 2014 n. 306 stata approvata
una prima segmentazione del patrimonio immobiliare regionale finalizzata a processi
di dismissione e/o di forme varie di valorizzazione;

ATTESO

che nella sopra indicata deliberazione di Giunta regionale n. 306/2014 previsto che
le procedure delle Aste on line possano essere affidate alternativamente
allAgenzia del Demanio ovvero al Consiglio Nazionale del Notariato;

VISTA

la deliberazione di Giunta regionale 9 dicembre 2014 n. 868 recante Modificazione


della deliberazione di Giunta regionale 15 luglio 2014 n. 474 concernente
lalienazione di alcuni compendi immobiliari di propriet regionale con il sistema
delle aste on line effettuate dallagenzia del demanio, sostituendo per due compendi
tale procedura con il ricorso alle aste on line effettuate dal Consiglio Notarile del
Lazio, con le modalit di cui alla convenzione sottoscritta con il predetto Consiglio
di cui alla deliberazione di Giunta regionale 28 gennaio 2011 n. 29;

PRESO ATTO

che con la sopra indicata deliberazione di Giunta regionale n. 868/2014 sono stati
indicati per lalienazione i compendi immobiliari di seguito elencati:
Compendio n. 522
Salita del Grillo n. 10-12, fg. 493, part.lle 11-103, sub. 501-504, categoria
C/2, piano terra-S1, Roma;
Salita del Grillo n. 10-17, fg. 493, part.lle 8-11, sub. 5-2, categoria A/2,
piano primo, Roma;
Compendio n. 752
Salita del Grillo n. 17, fg. 493, part.lla 9, sub. 11, categoria A/2, piano terzo,
interno 7, Roma;

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TENUTO CONTO

che le predette unit immobiliari saranno alienate tramite il sistema delle Aste on
line di cui alla convenzione sottoscritta tra la Regione Lazio ed il C.N.N. in data 1
aprile 2015;

ATTESO

che di concerto con il C.N.N. stato predisposto:

PRESO ATTO

il testo integrale dell Avviso di Asta Pubblica per lalienazione delle unit
immobiliari libere con il sistema telematico R.A.N. in dotazione al C.N.N.
medesimo;

il testo estratto dell Avviso di Asta Pubblica da pubblicare sui quotidiani


nazionali ed internazionale, nonch, sui siti informatici specializzati nelle
compravendite immobiliari, la cui indagine di mercato stata curata dal
C.N.N. e le cui risultanze sono state acquisite dalla Regione Lazio con
protocollo n. 273531 e protocollo n. 273538 del 19 maggio 2015 (Allegato
1/A ed Allegato 1/B);

delle risultanze della sopra indicata indagine di mercato condotta sulle seguenti
testate giornalistiche e/o siti informatici specializzati nelle compravendite
immobiliari (Allegato 1/A):
1. Il Sole 24 ORE S.p.A. SYSTEM Comunicazione Pubblicitaria per Centro:
- Il Sole 24 ORE edizione nazionale
2.800,00 + 616,00 (I.V.A. 22%)
totale 3.416,00
- Financial Times edizione Marted Properity Market
3.608,08 + 793,78 (I.V.A. 22%)
totale 4.401,86
- Financial Times edizione Sabato House & Home
3.608,08 + 793,78 (I.V.A. 22%)
totale 4.401,86
- Web Sistem Pacchetto Web
3.672,00 + 807,84 (I.V.A. 22%)
totale 4.479,84
2. R.C.S. Pubblicit S.p.A.:
- Corsera edizione nazionale
4.000,00 + 880,00 (I.V.A. 22%)
- Corsera edizione locale
1.800,00 + 396,00 (I.V.A. 22%)
- Corsera pacchetto nazionale + locale
5.500,00 + 1.210,00 (I.V.A. 22%)
3. A. MANZONI & C. S.p.A
- La Repubblica edizione nazionale
3.966,70 + 872,67 (I.V.A. 22%)
- La Repubblica edizione locale
2.886,70 + 635,07 (I.V.A. 22%)
- La Repubblica pacchetto nazionale + locale
6.000,00 + 1.320,00 (I.V.A. 22%)

totale 4.880,00
totale 2.196,00
totale 6.710,00

totale 4.839,37
totale 3.521,77
totale 7.320,00

4. PIEMME S.p.A.
- Il Messaggero edizione nazionale
4.800,00 + 1.056,00 (I.V.A. 22%)
900,00 + 198,00 (I.V.A. 22%)

totale 5.856,00
totale 1.098,00

5. ROMEING S.R.L.
- Campagna Web
700,00 + 154,00 (I.V.A. 22%)

totale 854,00

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

RITENUTO

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conveniente per lAmministrazione regionale, al fine di assicurare idonea pubblicit


dellAvviso dAsta in argomento, selezionare le seguenti testate giornalistiche e/o
siti informatici specializzati nelle compravendite immobiliari, in quanto i medesimi
hanno offerto, a seguito di trattativa, il prezzo pi basso e quindi economicamente
pi vantaggioso per la Regione Lazio (Allegato 1/B):
1. Il Sole 24 ORE S.p.A. SYSTEM
- Il Sole 24 ORE edizione nazionale
2.800,00 + 616,00 (I.V.A. 22%)
sub - totale 3.416,00
- Financial Times edizione Marted Properity Market
3.608,08 + 793,78 (I.V.A. 22%)
sub - totale 4.401,86
totale
7.817,86
2. A. MANZONI & C. S.p.A
- La Repubblica edizione nazionale + Pacchetto Web
3.726,70 + 819,87 (I.V.A. 22%)
totale
4.546,57
3. ROMEING S.R.L.
- Campagna Web
700,00 + 154,00 (I.V.A. 22%)

totale

854,00

ATTESA

la necessit di procedere allapprovazione del testo integrale (Allegato 2) e del testo


estratto (Allegato 3) dell Avviso di Asta Pubblica per la alienazione della unit
immobiliari in argomento, da pubblicare, oltre che sui quotidiani e siti specializzati
sopra indicati, anche sul B.U.R.L., sul sito internet della Regione Lazio
www.regione.lazio.it e sul sito internet del Notariato www.notariato.it;

RITENUTO

necessario pertanto procedere allassunzione del relativo impegno di spesa


per la pubblicazione dellestratto dell Avviso sui quotidiani Il
Messaggero edizione nazionale + locale, Corriere della Sera edizione
nazionale, Il Tempo edizione nazionale;

CONSIDERATO

che per la tipologia del procedimento, ai sensi della normativa vigente in materia,
previsto lobbligo di richiesta del CIG allAutorit Nazionale Anticorruzione
(A.N.A.C.);

CONSIDERATO

altres, che il Responsabile del Procedimento ha richiesto ed ottenuto dalla sopra


indicata Autorit il seguente CIG n. ZD6149C813;

CONSIDERATO

che la presente obbligazione giunger a scadenza nellesercizio finanziario 2015.

Per quanto in premessa,


DETERMINA
Le premesse costituiscono parte integrante del presente atto;
1. di approvare il testo integrale (Allegato 2) dell Avviso di Asta Pubblica per lalienazione delle unit
immobiliari libere con il sistema telematico Rete Aste Notarili (R.A.N.) in dotazione presso il Consiglio
Nazionale del Notariato (C.N.N.), per i seguenti immobili di propriet della Regione Lazio:

Compendio n. 522
Salita del Grillo n. 10-12, fg. 493, part.lle 11-103, sub. 501-504, categoria
C/2, piano terra-S1, Roma;
Salita del Grillo n. 10-17, fg. 493, part.lle 8-11, sub. 5-2, categoria A/2,
piano primo, Roma;
Compendio n. 752
Salita del Grillo n. 17, fg. 493, part.lla 9, sub. 11, categoria A/2, piano terzo,
interno 7, Roma;

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2. di approvare il testo estratto (Allegato 3) dell Avviso di Asta Pubblica;


3. di procedere alla pubblicazione del testo integrale dell Avviso di Asta Pubblica, e del relativo testo
estratto, sul B.U.R.L., sul sito internet della Regione Lazio www.regione.lazio.it e sul sito internet del
Notariato www.notariato.it;
4. di procedere, altres, alla pubblicazione del sopra menzionato testo estratto dell Avviso di Asta
Pubblica sui quotidiani nazionali ed internazionale, nonch, sui siti informatici specializzati nelle
compravendite immobiliari, di seguito indicati:
1. Il Sole 24 ORE S.p.A. SYSTEM
- Il Sole 24 ORE edizione nazionale
2.800,00 + 616,00 (I.V.A. 22%)
sub - totale 3.416,00
- Financial Times edizione Marted Properity Market
3.608,08 + 793,78 (I.V.A. 22%)
sub - totale 4.401,86
totale
7.817,86
2. A. MANZONI & C. S.p.A
- La Repubblica edizione nazionale + Pacchetto Web
3.726,70 + 819,87 (I.V.A. 22%)
totale

4.546,57

3. ROMEING S.R.L.
- Campagna Web
700,00 + 154,00 (I.V.A. 22%)

854,00

totale

5. di impegnare sul capitolo di spesa n. R31922 - denominato Spese per la comunicazione,


linformazione, la promozione (parte corrente) e servizi amministrativi relativo allesercizio
finanziario 2015, che offre la necessaria disponibilit, corrispondente alla missione 01, programma 11,
livello del piano conti 1.03.02.16.001 Pubblicazione bandi di gara - limporto complessivo
di 13.218,43, compresa IVA al 22%, per la pubblicazione dellestratto dell Avviso di Asta
Pubblica di cui al precedente punto 2, suddiviso come segue:
1. Il Sole 24 ORE S.p.A. SYSTEM
- Il Sole 24 ORE edizione nazionale
2.800,00 + 616,00 (I.V.A. 22%)
sub - totale 3.416,00
- Financial Times edizione Marted Properity Market
3.608,08 + 793,78 (I.V.A. 22%)
sub - totale 4.401,86
totale
7.817,86
2. A. MANZONI & C. S.p.A
- La Repubblica edizione nazionale + Pacchetto Web
3.726,70 + 819,87 (I.V.A. 22%)
totale
4.546,57
3. ROMEING S.R.L.
- Campagna Web
700,00 + 154,00 (I.V.A. 22%)

totale

4. di dare atto che lobbligazione giunger a scadenza nellesercizio finanziario 2015.

IL DIRETTORE REGIONALE
Dr. Marco Marafini

854,00

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AVVISO IN ESTRATTO DI ASTA PUBBLICA PER UNITA IMMOBILIARI LIBERE


DI PROPRIETA DELLA REGIONE LAZIO
LE ASTE SI SVOLGERANNO A PARTIRE DAL 24 GIUGNO 2015 AL 25 GIUGNO 2015

CON MODALITA TELEMATICA


ATTRAVERSO LA RETE ASTE NOTARILI DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO

La Regione Lazio come pubblicato sul B.U.R.L. n . del .... offre allasta la piena propriet di unit
immobiliari libere facenti parte del programma di dismissione approvato con legge regionale 30 dicembre
2014 n. 18 Bilancio di previsione della Regione Lazio art. 1 comma 25 lettera a), con la quale stato
approvato lelenco dei beni immobili soggetti a valorizzazione e/o alienazioni, ai sensi dellart . 58
comma 1 del decreto legge 112/2008, ed ai sensi dellart. 1, commi dal 31 al 35 della legge regionale
11 agosto 2009 n. 22, nonch ai sensi del regolamento regionale 4 aprile 2012 n. 5 pubblicato sul B.U.R.L.
7 maggio 2012 n. 17 e successive modificazioni ad integrazioni, in esito alla convenzione sottoscritta in data
1 aprile 2015 con il Consiglio Nazionale del Notariato , per la gestione delle procedure dasta e la vendita
degli immobili con lutilizzo di una procedura telematica via web, utilizzando la piattaforma R.A.N. Rete
Aste Notarili del C.N.N. Le aste sono effettuate per singoli Lotti, comprensivi di eventuali pertinenze e
accessori, il cui elenco, completo di documentazione (planimetrie, foto, etc.), nonch lElenco dei Notai,
presso i quali possibile depositare le offerte, lAvviso Integrale di Asta Pubblica, il Disciplinare dAsta
ed il fac-simile dei modelli di partecipazione che regolano le modalit di partecipazione e di svolgimento
dellasta, sono disponibili sui siti internet www.notariato.it oppure w w w . r e g i o n e . l a z i o . i t o potranno
essere richiesti ai notai incaricati della procedura dasta.
L'asta verr espletata in forma telematica nel rispetto dei principi di sicurezza, accessibilit, tracciabilit,
trasparenza e orientamento, secondo quanto indicato al punto 1 del Disciplinare dAsta.
LOTTI IN ASTA
LOTTO n. 522: Compendio immobiliare sito in Roma in via Salita del Grillo n.ri 10/12/17
Salita del Grillo n. 10-12, fg. 493, part.lle 11-103, sub. 501-504, categoria C/2, piano terra-S1, Roma
Salita del Grillo n. 10-17, fg. 493, part.lle 8-11, sub. 5-2, categoria A/2, piano primo, Roma
LOTTO n. 752 : Appartamento sito in Roma via Salita del Grillo n. 17
Salita del Grillo n. 17, fg. 493, part.lla 9, sub. 11, categoria A/2, piano terzo, interno 7, Roma
Per la partecipazione alla Fase delle Offerte Segrete e Residuali il deposito dellofferta dovr avvenire entro
il 23 giugno 2015 alle ore 17,00
In entrambi i casi il deposito dellofferta dovr avvenire, previo appuntamento, presso il Notaio Banditore
della Fase delle Offerte Segrete o delle Offerte Residuali ovvero presso uno dei Notai Periferici il cui
Elenco, con i recapiti, presente nel sito www.notariato.it.
Si ricorda che questa nuova procedura consente sia il consueto deposito di unofferta in busta chiusa sia il
deposito di offerte in modalit cartacea digitalizzata (plico cartaceo, file pdf e dichiarazione per la
digitalizzazione dellofferta cartacea).
Per ulteriori informazioni possibile rivolgersi ai Notai Banditori o Periferici o in alternativa al Consiglio
Nazionale del Notariato (tel. 06/362091; e-mail: servizioaste@notariato.it).
Responsabile del Procedimento per la Regione Lazio: Filippo Chiesa, tel. 06/5168.3069, e-mail:
fchiesa@regione.lazio.it.
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
BILANCIO DEMANIO E PATRIMONIO
Dr. Marco Marafini
1

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AVVISO INTEGRALE DI ASTA PUBBLICA PER UNITA IMMOBILIARI LIBERE


DI PROPRIETA DELLA REGIONE LAZIO
LE ASTE SI SVOLGERANNO A PARTIRE DAL 24 GIUGNO 2015 AL 25 GIUGNO 2015 CON MODALITA
TELEMATICA ATTRAVERSO LA RETE ASTE NOTARILI DEL CONSIGLO NAZIONALE DEL NOTARIATO

La Regione Lazio offre allasta la piena propriet di unit immobiliari libere facenti parte del programma
di dismissione approvato con legge regionale 30 dicembre 2014 n. 18 Bilancio di previsione della
Regione Lazio art. 1 comma 25 lettera a), con la quale stato approvato lelenco dei beni immobili
soggetti a valorizzazione e/o alienazioni, ai sensi dellart. 58 comma 1 del decreto legge 112/2008, ed
ai sensi dellart. 1, commi dal 31 al 35 della legge regionale 11 agosto 2009 n. 22, nonch ai sensi del
regolamento regionale 4 aprile 2012 n. 5 pubblicato sul B.U.R.L. 7 maggio 2012 n. 17 e successive
modificazioni ad integrazioni, in esito alla convenzione sottoscritta in data 1 aprile 2015 con il Consiglio
Nazionale del Notariato, per la gestione delle procedure dasta e la vendita degli immobili con lutilizzo di
una procedura telematica via web, utilizzando la piattaforma R.A.N. Rete Aste Notarili del C.N.N.
Le aste sono effettuate per singoli Lotti, comprensivi di eventuali pertinenze e accessori, il cui elenco, completo
di documentazione (planimetrie, foto, etc.), nonch lElenco dei Notai presso i quali possibile depositare
le offerte, lAvviso Integrale di Asta Pubblica, il Disciplinare dAsta e il fac-simile dei modelli di
partecipazione che regolano le modalit di partecipazione e di svolgimento dellasta, sono disponibili sui
siti internet www.notariato.it oppure w w w . r e g i o n e . l a z i o . i t o potranno essere richiesti ai notai
incaricati della procedura dasta.
L'asta verr espletata in forma telematica nel rispetto dei principi di sicurezza, accessibilit, tracciabilit,
trasparenza e orientamento, secondo quanto indicato al punto 1 del Disciplinare dAsta (Allegato A del
citato regolamento regionale).
Descrizione dei Beni
Compendio n. 522
Salita del Grillo n. 10-12, fg. 493, part.lle 11-103, sub. 501-504, categoria C/2, piano terra-S1, Roma
Salita del Grillo n. 10-17, fg. 493, part.lle 8-11, sub. 5-2, categoria A/2, piano primo, Roma
I Fase dAsta o Fase delle Offerte Segrete
Prezzo base: 2.516.000,00
Deposito cauzionale: 251.600,00
Aumento minimo: lofferta economica deve, a pena di esclusione, essere superiore di almeno euro 1,00
allimporto indicato nel presente avviso quale base dasta
Notaio banditore: Guido Bolognesi con studio in viale Gioacchino Rossini n.7, Roma (RM) 00198;
tel.: 06/8412452 ; e-mail: gbolognesi@notariato.it
Data e ora inizio presentazione offerte segrete: 3 giugno 2015 ore 9:00
Data e ora fine presentazione offerte segrete: 23 giugno 2015 ore 17:00
Data e ora svolgimento asta: 24 giugno 2015 ore 10:00
Referente regionale: Filippo Chiesa, tel. 06/5168.3069, e-mail: fchiesa@regione.lazio.it
Referente regionale per la visita del lotto: Filippo Chiesa, tel. 06/5168.3069, e-mail:
fchiesa@regione.lazio.it, Donatella Favorito, tel. 06/5168.3363, e mail: dfavorito@regione.lazio.it
Data ed ora per le visite del lotto, da confermare preventivamente a mezzo posta elettronica:
28 maggio 2015 e 04 11 18 giugno 2015, dalle ore 10:00 alle ore 13:00

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

II Fase dAsta Bis o Fase delle Offerte Residuali


Prezzo base: 2.516.000,00
Deposito cauzionale: 251.600,00
Notaio banditore: Luigi Gallori con studio in viale Giuseppe Mazzini n. 88, Roma (RM) 00195;
tel: 06/37516309 ; e-mail: lgallori@notariato.it
Data e ora inizio presentazione offerte segrete: 22 giugno 2015 ore 9:00
Data e ora fine presentazione offerte segrete: 23 giugno 2015 ore 17:00
Data e ora svolgimento asta: 25 giugno 2015 ore 10:00
Referente regionale: Filippo Chiesa, tel. 06/5168.3069, e-mail: fchiesa@regione.lazio.it
Referente regionale per le visite del lotto: Filippo Chiesa, tel. 06/5168.3069, e-mail:
fchiesa@regione.lazio.it, Donatella Favorito, tel. 06/5168.3363, e mail: dfavorito@regione.lazio.it
Data ed ora per le visite del lotto, da confermare preventivamente a mezzo posta elettronica:
28 maggio 2015, 04 11 18 giugno 2015, dalle ore 10:00 alle ore 13:00
Compendio n. 752
Salita del Grillo n. 17, fg. 493, part.lla 9, sub. 11, categoria A/2, piano terzo, interno 7, Roma
I Fase dAsta o Fase delle Offerte Segrete
Prezzo base: 1.660.000,00
Deposito cauzionale: 166.000,00
Aumento minimo: lofferta economica deve, a pena di esclusione, essere superiore di almeno euro 1,00
allimporto indicato nel presente avviso quale base dasta
Notaio banditore: Roberto Giacobini con studio in via Emanuele Gianturco n.6, Roma (RM) 00196;
tel: 06/32652985 ; e-mail: rgiacobini@notariato.it
Data e ora inizio presentazione offerte segrete: 3 giugno 2015 ore 9:00
Data e ora fine presentazione offerte segrete: 23 giugno 2015 ore 17:00
Data e ora svolgimento asta: 24 giugno 2015 ore 12:00
Referente regionale: Filippo Chiesa, tel. 06/5168.3069, e-mail: fchiesa@regione.lazio.it
Referente regionale per le visite del lotto: Filippo Chiesa, tel. 06/5168.3069, e-mail:
fchiesa@regione.lazio.it, Donatella Favorito, tel. 06/5168.3363, e mail: dfavorito@regione.lazio.it
Data ed ora per le visite del lotto, da confermare preventivamente a mezzo posta elettronica:
28 maggio 2015 e 04 11 18 giugno 2015, dalle ore 10:00 alle ore 13:00
II Fase dAsta Bis o Fase delle Offerte Residuali
Prezzo base: 1.660.000,00
Deposito cauzionale: 166.000,00
Notaio banditore: Luigi Gallori con studio in viale Giuseppe Mazzini n. 88, Roma (RM) 00195;
tel: 06/37516309 ; e-mail: lgallori@notariato.it
Data e ora inizio presentazione offerte segrete: 22 giugno 2015 ore 9:00
Data e ora fine presentazione offerte segrete: 23 giugno 2015 ore 17:00
Data e ora svolgimento asta: 25 giugno 2015 ore 11:00
Referente regionale: Filippo Chiesa, tel. 06/5168.3069, e-mail: fchiesa@regione.lazio.it
Referente regionale per le visite del lotto: Filippo Chiesa, tel. 06/5168.3069, e-mail:
fchiesa@regione.lazio.it, Donatella Favorito, tel. 06/5168.3363, e mail: dfavorito@regione.lazio.it
Data ed ora per le visite del lotto, da confermare preventivamente a mezzo posta elettronica:
28 maggio 2015 e 04 11 18 giugno 2015, dalle ore 10:00 alle ore 13:00

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Modalit di compilazione e presentazione


delle Offerte Segrete, delle Offerte Residuali e di costituzione delle Cauzioni
(3, 4, 4.1 e 4.2 del Disciplinare dAsta)
Le cauzioni per le offerte segrete e le offerte residuali, a pena di esclusione, devono essere costituite mediante
assegno circolare recante la clausola di non trasferibilit intestato alla Regione Lazio secondo quanto
indicato ai punti 3.1 e 3.2 del Disciplinare dAsta.
Le offerte segrete e le offerte residuali, a pena di esclusione, devono essere redatte e presentate secondo le
modalit indicate al punto 4 del Disciplinare dAsta (fac-simile dei modelli di partecipazione disponibili sul
sito del Notariato www.notariato.it e sul sito della Regione Lazio www.regione.lazio.it).
Nellofferta segreta deve essere contenuta unofferta economica superiore di almeno euro 1,00 allimporto
indicato nel presente avviso quale base dasta.
Le offerte segrete e le offerte residuali devono essere consegnate, a pena di esclusione, nei tempi e nei termini
indicati nel presente avviso dasta, previo appuntamento con il notaio incaricato.
Il notaio incaricato potr essere:
- il notaio banditore, come indicato nel presente avviso dasta;
- qualsiasi notaio periferico abilitato alla R.A.N., il cui Elenco disponibile sul sito del Notariato
www.notariato.it, presentando, oltre al plico cartaceo, il file pdf contenente la scansione di tutto il
contenuto del plico cartaceo e la dichiarazione per la digitalizzazione dellofferta cartacea.
Registrazione delle Offerte Segrete e delle Offerte Residuali
(5.1 del Disciplinare dAsta)
Le offerte segrete e le offerte residuali, a pena di esclusione, devono essere registrate contestualmente alla
loro presentazione sulla piattaforma R.A.N. dal notaio incaricato, banditore o periferico, presso cui stata
presentata lofferta.
Fase delle Offerte Segrete
(5.2 e 5.3 del Disciplinare dAsta)
Nei giorni e negli orari indicati nel presente avviso dasta il notaio banditore procede allapertura dei plichi,
cartacei o digitali, delle offerte segrete registrati sulla piattaforma R.A.N.:
- in caso di presentazione di un unica offerta valida, si procede allaggiudicazione del Lotto allunico
offerente;
- in caso di presentazione di pi offerte valide, viene dato seguito alla Fase del Pubblico Incanto;
- in assenza di offerte valide, viene dato seguito alla Fase delle Offerte Residuali.
Fase del Pubblico Incanto
(5.4 del Disciplinare dAsta)
A seguito dellapertura delle Offerte Segrete, ove presenti pi offerte valide, si procede alla II Fase d'Asta o
Fase del Pubblico Incanto, in presenza del notaio incaricato, banditore o periferico, presso cui stata
depositata lofferta.
La partecipazione a tale fase riservata esclusivamente ai soggetti che hanno presentato le cinque offerte segrete
valide di importo pi elevato, secondo quanto indicato al punto 5.3 del Disciplinare dAsta.
Il Notaio incaricato provvede a registrare ciascuna offerta palese in aumento sulla piattaforma R.A.N., con rialzi
minimi pari ad almeno euro 2.500,00 (duemilacinquecento/00).
In assenza di ulteriore valida offerta palese nei tre minuti successivi alla fine della registrazione dell'ultima
valida offerta palese, il notaio dichiara l'intervenuta laggiudicazione a favore dell'ultimo offerente.

21/05/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 41

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Fase delle Offerte Residuali


(5.2 e 5.6 del Disciplinare dAsta)
Nei giorni e negli orari indicati nel presente avviso dasta il notaio banditore procede allapertura dei plichi,
cartacei o digitali, delle offerte residuali registrati sulla piattaforma R.A.N., e:
- in caso di presentazione di un'unica offerta valida, si procede allaggiudicazione del Lotto allunico
offerente;
- in caso di presentazione di pi offerte valide, viene dato seguito allaggiudicazione mediante estrazione
a sorte tra le relative offerte valide;
- in assenza di offerte valide, viene constatata la mancata aggiudicazione del Lotto.
Le offerte presentate dal soggetto che risulti, anche se provvisoriamente, aggiudicatario di un numero di lotti
pari al numero massimo indicato nellofferta residuale, non verranno ritenute valide.
Costituzione dellulteriore Cauzione da parte dellAggiudicatario
dellOfferta Segreta e dell'Offerta Residuale ed effetti dell'eventuale inadempimento
(5.8 del Disciplinare dAsta)
Ai fini del rispetto del termine di 7 (sette) giorni lavorativi decorrenti dalla data di aggiudicazione per la
costituzione dellulteriore cauzione, di importo pari al 10% del prezzo di aggiudicazione di ciascun Lotto di
cui sia risultato aggiudicatario, onere dellaggiudicatario essere presente all'asta o informarsi sul risultato
dell'asta, a pena di decadenza dall'aggiudicazione e di incameramento delle cauzioni prestate.
La costituzione della valida ulteriore cauzione deve essere eseguita, a pena di decadenza dallaggiudicazione e
dellincameramento delle cauzioni versate, tramite:
- assegno circolare recante la clausola di non trasferibilit intestato alla Regione Lazio;
- bonifico bancario sul conto corrente intestato alla Regione Lazio presso la Banca

UniCredit, Agenzia 30151, via Rosa Raimondi Garibaldi n.


ITO3M0200805255000400000292.

7 codice IBAN:

L'assegno circolare recante la clausola di non trasferibilit deve essere consegnato a mano, o trasmesso a mezzo
raccomandata con avviso di ricevimento, nel pi breve tempo possibile, e comunque entro e non oltre 5 (cinque)
giorni lavorativi dalla effettiva data di costituzione del deposito cauzionale di cui al presente numero, alla
Regione Lazio proprietaria del lotto aggiudicato, presso la Direzione Regionale Programmazione Economica,
Bilancio, Demanio e Patrimonio, Via Rosa Raimondi Garbildi n. 7, 00145 Roma.
Facolt e riserve in favore della Regione Lazio (sospensione della procedura)
(6 del Disciplinare dAsta e Convenzione tra C.N.N. e Regione Lazio)
La Regione Lazio si riserva comunque, in ogni momento della procedura e fino alla stipula del contratto, la
facolt di sospendere e/o non dare ulteriore corso agli atti della procedura d'asta e all'aggiudicazione, per
motivate ragioni, senza che gli offerenti o gli aggiudicatari possano avanzare alcuna pretesa nei suoi confronti
e fermo restando l'obbligo alla restituzione delle cauzioni e delle spese relative alla procedura dasta.
Spese relative alla Procedura dAsta
(7 e 8 del Disciplinare dAsta e della Convenzione tra C.N.N. e Regione Lazio)
Sono a carico dellaggiudicatario un importo corrispondente a quello delle spese relative alla procedura d'asta
ed alla vendita (ivi incluse, a titolo meramente esemplificativo, le spese per bolli, access