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Complementi ed esercizi di Idrodinamica I parte.

1. Propriet fisiche dei fluidi


1.1 Densit e modulo di elasticit a compressione cubica.
Come noto la densit di massa misura la massa contenuta nellunit di volume e viene misurata
in kg/m3. Nei fluidi la densit di massa dipende dalla pressione e dalla temperatura:

= (T , p )

(1)

essendo T, p pressione e temperatura. La (1) nota come equazione di stato del fluido. Nel caso dei
liquidi la densit diminuisce allaumentare della temperatura. Lacqua costituisce un eccezione in
quanto presenta un massimo a 277 K (4C). Per lacqua a pressione atmosferica vale la seguente
formula empirica:

= 0 (1 + 0.000052939T 0.0000065322T 2 + 0.00000001445T 3 )

(2)

in cui la temperatura deve essere espressa in gradi centigradi e 0 = 999.457 kg m3 la densit a


0C. Nel campo di temperature 0<T<40C, nel quale risultano comprese le condizioni pi frequenti
delle pratiche applicazioni, le variazioni della densit sono contenute entro lo 0.8% e perci
possono essere trascurate, assumendo un unico valore della densit pari a 1000 kg/m3. Nello stesso
campo di temperature, valgono condizioni analoghe anche per gli altri liquidi comunemente usati
nella pratica, per i quali si assume un unico valore della densit, riportato nella tabella sottostante

Nei liquidi la densit dipende dalla pressione assai debolmente. Il modulo di elasticit a
compressione cubica :

(3)

definito come la pressione necessaria a produrre un incremento relativo unitario della densit,
assume infatti valori di ordine di grandezza = n109 Pa (N m 2 ) , essendo n un numero di poche
unit. Per lacqua, alla temperatura di 283 K, si ha: = 2.03 109 Pa (N m 2 ) 20000 atm . La
relazione (3) pu essere scritta facendo comparire al posto della densit il volume di liquido V
considerato. A tal proposito si osservi che la massa di liquido M data dalla espressione:
M = V

(4)

ed invariabile; dunque le variazioni di massa sono nulle:


M = (V ) = V + V = 0

V
V

(5)

Sostituendo nella (3) la variazione relativa di densit ottenuta dalla (5) in funzione della variazione
relativa di volume, si ottiene:

V p
=

(6)

Dato lelevato valore di , i liquidi variano pochissimo la loro densit anche a fronte di notevoli
aumenti di pressione: per questo motivo vengono ritenuti incomprimibili. Il modulo di elasticit a
compressione cubica praticamente indipendente dalla pressione per tutti i liquidi, mentre varia
apprezzabilmente con la temperatura, il cui aumento comporta in generale un innalzamento del
valore di . Per lacqua il modulo aumenta di circa il 10% quando la temperatura passa da 273 K a
303 K. Facendo tendere lincremento di pressione a zero nella (3) si ottiene la seguente equazione
differenziale:
d

dp

(7)

che permette di determinare la dipendenza della densit dalla pressione. Integrandola si ottiene:

= 0 e ( p p

(8)

in cui evidentemente 0 il valore della densit in corrispondenza alla pressione p 0 .

Esercizio 1.1.1
Un volume di liquido si riduce dello 0.04% quando la sua pressione viene aumentata di p=150
N/cm2. Determinare il modulo di elasticit a compressione cubica ammettendo che questo sia
costante al variare della pressione.
Per risolvere lesercizio sufficiente applicare la formula (6), risolvendo in funzione di :

p
V

Prima di inserire i valori numerici per bene osservare che:

V
= 0.0004 ;
V
b) un incremento di pressione di 150 N/cm2 pari a 1500000 Pa (N/m2): bisogna ricordarsi
sempre di convertire i dati nelle unit di misura del SI.

a) una riduzione dello 0.04% pari alla variazione relativa:

Il valore numerico di dunque pari a:

1500000
= 3.75 109 Pa
0.0004

Esercizio 1.1.2
Determinare lincremento di pressione necessario a produrre un aumento relativo della densit
dellacqua a 283 K pari al 5%.
In questo caso conviene applicare la formula (3), risolvendo in funzione dellincremento di
pressione:
p =

1.2

= 2.03 109 0.05 = 1.015 108 Pa 1002atm

Tensione superficiale.

La superficie di separazione tra due fluidi non miscibili o tra un fluido e un solido si comporta come
se fosse una membrana elastica in stato uniforme di tensione. Immaginiamo di tagliare tale
membrana lungo un segmento di linea di lunghezza L: per mantenere uniti i lembi del taglio, che
tenderebbero a separarsi, necessario applicare una forza, distribuita uniformemente sul segmento
di lunghezza L, detta tensione superficiale , agente in direzione perpendicolare alla linea del
taglio, tangente alla superficie di separazione e avente verso orientato in modo tale da riunire i
lembi del taglio, come illustrato nella figura sotto riportata.

La tensione superficiale si misura in N/m ed funzione della coppia di materiali che definiscono la
superficie di separazione oltre che della temperatura. La tabella riportata pi avanti fornisce i valori
della tensione superficiale di alcuni liquidi a contatto con laria alla temperatura di 293 K; per questi
liquidi la tensione superficiale varia poco al variare del gas, mentre si hanno variazioni importanti al
variare della temperatura. In particolare la tensione superficiale diminuisce allaumentare della
temperatura.

La tensione superficiale responsabile del fatto che piccole porzioni di liquido completamente
immerse in un aeriforme assumano forma pseudo-sferica (gocce). Tale forma infatti lunica in
grado permettere lequilibrio della forza risultante dalla distribuzione di tensione superficiale sulla
superficie di separazione con le altre forze in gioco.
Liquido
Acqua
Mercurio
Benzene
Olio doliva

Tensione superficiale [N/m]


0.073
0.559
0.029
0.319

La tensione superficiale fa sentire i suoi effetti quando la curvatura della superficie di separazione
sufficientemente marcata, perch in tal caso si verifica un apprezzabile salto di pressione attraverso
la superficie stessa. Per comprendere questultima affermazione, si immagini una superficie di
separazione avente la forma di calotta sferica:
pe

p=pi- pe

pi

La tensione superficiale agente lungo il bordo della superficie di separazione, avente la forma di una
circonferenza, ha una risultante agente nella direzione dellasse verticale a tratto e punto e orientata
verso il basso. Di conseguenza dovr esistere una forza di modulo uguale e verso contrario a questa
e dovuta ad un salto di pressione p esistente tra le facce della superficie di separazione, tale da far
mantenere alla superficie la forma a calotta sferica. Il salto di pressione definito come la
differenza tra la pressione interna pi e la pressione esterna pe alla calotta sferica. Nel disegno la
pressione interna evidentemente maggiore di quella esterna. La componente della tensione
superficiale lungo lasse verticale pari a:

sin ( )

(9)

La forza risultante F pari al prodotto della (9) per la lunghezza della circonferenza di bordo della
calotta:
F = sin ( ) 2R sin ( )

(10)

La componente lungo la verticale della forza causata dal salto di pressione agente sulla calotta
sferica:

F = p (R sin ( ))

(11)

deve bilanciare la (10). Eguagliando la (10) e la (11) si ottiene lespressione del salto di pressione in
funzione della tensione superficiale:

p =

(12)

Definita la quantit 2/R curvatura della superficie sferica, si vede immediatamente dalla (12) che il
salto di pressione indotto dalla tensione superficiale tanto maggiore quanto maggiore la
curvatura ossia quanto pi piccolo il raggio di curvatura. Si pu dimostrare, sotto opportune
ipotesi, che per una superficie qualsiasi si definisce curvatura della superficie in un determinato
punto la quantit:

1
1
+
R1 R2

(13)

in cui R1 , R2 sono i raggi di curvatura principali, relativi a due circonferenze definite su due piani
perpendicolari e approssimanti la superficie di separazione nellintorno di un punto. Di conseguenza
la (12) si modifica nella (di cui la (12) un caso particolare):
1
1
p = +
R1 R2

(14)

Nel contatto con una superficie solida, la superficie di separazione liquido aeriforme si comporta
come un velo che aderisce alla superficie solida. Nella figura sotto riportata vengono illustrati due
casi tipici.

d/2
R

d/2

Si tratta delle sezioni di due tubi cilindrici circolari di diametro d immersi in un contenitore aperto
di dimensioni rilevanti rispetto al diametro dei tubi e contenente liquido di data densit . La
superficie di separazione forma al contatto con la superficie esterna ed interna del tubo un angolo
pari a . Nel caso illustrato a sinistra (ad es. acqua) minore di 90 e il liquido bagna la superficie

del tubo. Nel caso a destra (ad es. mercurio) maggiore di 90 e il liquido non bagna la superficie
del tubo. La differenza di quota h riscontrata tra lesterno e linterno del tubo definita risalita
capillare e la sua espressione in funzione della densit del liquido, della tensione superficiale, del
diametro del tubo e dellangolo si ottiene con la seguente semplice considerazione: il salto di
pressione p esistente tra le facce della superficie di separazione deve necessariamente eguagliare il
peso, per unit di superficie, della colonnina liquida di altezza h:
p = gh

(15)

Daltra parte il salto di pressione anche dato dalla (12), in cui il raggio di curvatura venga espresso
tramite la:
R=

d
2 cos( )

(16)

Di conseguenza si ha:
h=

4
cos( )
gd

(17)

Si osservi che se minore di 90, h positivo e si ha effettivamente una sopraelevazione del


livello di liquido nel tubo rispetto a quello nel contenitore, mentre se maggiore di 90, h
negativo e si ha un abbassamento del livello di liquido nel tubo rispetto a quello nel contenitore. In
presenza di aria a pressione atmosferica e a temperatura ordinaria (293 K), langolo di contatto
dellacqua e della maggior parte dei liquidi organici con il vetro prossimo allo zero: =0, mentre
per il mercurio e il kerosene nelle stesse condizioni pari rispettivamente a =130, =26.

Esercizio 1.2.1
Determinare la pressione pi allinterno di una goccia dacqua del raggio R=0.025 mm alla
temperatura di 293 K, quando la pressione esterna pari a quella normale atmosferica: pe=101337
Pa.
Per risolvere lesercizio si deve prima applicare la formula (12) per calcolare il salto di pressione,
assumendo per la tensione superficiale il valore riportato in tabella: =0.073 N/m. Si ha dunque:
p =

2
2
=
0.073 = 5840 Pa
R
0.000025

Il raggio della sfera stato espresso in metri. Per valutare la pressione interna si ricordi la
definizione del salto di pressione, come differenza tra la pressione interna e quella esterna:
p = pi pe

pi = pe + p = 107177 Pa

Esercizio 1.2.2
Determinare, a 293 K, la risalita capillare dellacqua in un tubo di vetro del diametro d=4 mm e
del mercurio in un tubo di vetro del diametro d=2 mm.
Si applica direttamente la formula (17) che fornisce il risultato:

4
4 0.073
cos( ) =
cos(0) = 0.0074m
gd
1000 9.81 0.004
4
4 0.559
h=
cos( ) =
cos(130) = 0.0054m
gd
13546 9.81 0.002
h=

Si vede come la risalita assuma un valore tuttaltro che trascurabile, se posto a confronto con il
diametro dei tubi.

2. Idrostatica
2.1 Piano dei carichi idrostatici assoluti e relativi.
La formula (22) del II capitolo:
p
+ z = = cost
g

(18)

esprime il fatto che in un liquido (fluido incomprimibile) in quiete rispetto ad un sistema di


riferimento in cui agisce la sola forza peso la quota piezometrica resta costante.

h*-h= patm/g

patm
patm

h*

(pa- patm)/ g
pb

zb-za

zb

pa
za

z=0
Tramite la (18), nota la pressione in un punto della massa liquida, si pu calcolare la pressione in
qualsiasi altro punto. Infatti, supposto di conoscere la pressione nel punto a quota zb, la pressione
nel punto a quota za data da:
pa
p
+ z a = b + zb
g
g

pa = pb +
g ( zb z a )
{
1
424
3

(19)

Peso
Affondamento
specifico

ossia dalla somma del valore di riferimento pb e del prodotto del peso specifico del liquido per
laffondamento del punto posto a quota za rispetto a quello posto a quota zb. La pressione aumenta
linearmente con laffondamento, come mostrato nel disegno sopra riportato, ed il coefficiente di
proporzionalit pari al peso specifico. La pressione in un punto sempre espressa rispetto ad un
valore di riferimento, come nella formula (19). Si supponga di esprimere la pressione nel punto

posto a quota za rispetto alla pressione atmosferica patm, definita come il peso della colonna daria a
livello del mare su una superficie di un centimetro quadrato ed equivalente al peso di una massa di
1.033 kg su una superficie di un centimetro quadrato, ossia a 101337 Pa o N/m2. Detta h la quota
del punto appartenente alla massa liquida in cui si ha pressione atmosferica, si ha dalla (19):
pa = patm + g (h z a )

(20)

Facendo riferimento al disegno sopra riportato, si vede come il punto appartenente al liquido, in cui
si ha pressione atmosferica, si trovi nel tubo collegato al serbatoio ed aperto allaltra estremit.
Risolvendo la (20) rispetto ad h si ottiene:
h=

pa patm
+ za
g

(21)

La formula (21) fornisce la quota del punto in cui la pressione nella massa liquida pari alla
pressione atmosferica: tale quota individua il piano dei carichi idrostatici relativi. Nel disegno il
piano dei carichi idrostatici relativi coincide con la quota raggiunta dalla superficie del liquido nel
p patm
. Se nella
tubo, pari alla somma della quota za del punto di partenza e del segmento a
g
formula (21) si pone pari a zero la pressione atmosferica, si ottiene la quota del punto in cui la
pressione assoluta nella massa liquida pari a zero: tale quota individua il piano dei carichi
idrostatici assoluti:
p
h* = a + z a
(22)
g
Si vede chiaramente che la differenza tra la posizione del piano dei carichi relativi e assoluti pari
a:
h * h =

patm
g

(23)

Ossia il piano dei carichi assoluti si trova sempre al di sopra del piano dei carichi relativi, ad una
p
distanza da esso pari a: atm . Tale distanza dipende evidentemente dal tipo di liquido in
g
considerazione: se si tratta di acqua, essendo il peso specifico pari a 9810 N/m3, si ha: h*-h=10.33
m, se si tratta di mercurio, essendo il peso specifico pari a 132871 N/m3, si ha: h*-h=0.76 m.
La differenza pa patm , che appare nella (21), detta pressione relativa. Nelle normali applicazioni
dellIdrodinamica la pressione relativa ad essere presa in considerazione. Dora in avanti si
indicher con il simbolo p la pressione relativa alla atmosferica e con il simbolo p* la pressione
assoluta. Pressione relativa e pressione assoluta sono legate dalla formula:
p = p * patm

(24)

Poich il minimo valore che la pressione assoluta pu raggiungere in un fluido il valore nullo, il
minimo valore della pressione relativa pari a:
p = patm

(25)

La pressione (relativa o assoluta) in una massa liquida in quiete pu essere agevolmente calcolata,
nota la posizione del piano dei carichi (relativo od assoluto). Prendendo in considerazione la (20),
detta h la quota del piano dei carichi idrostatici relativi rispetto al piano a quota z=0, si ha che la
pressione relativa in un punto qualsiasi, posto a quota z, data da:
p = p * patm = g

(1
h z)
23

(26)

Affondamento del punto


rispetto al piano dei carichi
idrostatici relativi.

Ossia dal prodotto dellaffondamento del punto rispetto al piano dei carichi idrostatici relativi per il
peso specifico.

Esercizio 2.1.1
Il recipiente in figura contiene un liquido di peso specifico g = 8825 N m 3 . Determinare
lindicazione del manometro semplice a mercurio ( m g = 132871 N m 3 ) ed n del manometro
metallico. Sono note le distanze: h1=18 m, h2=13 m.
Gli strumenti dei misura della pressione vengono detti manometri. I manometri semplici sono dei
tubi collegati ad una estremit alla massa liquida di cui si vuole determinare la pressione ed aperti
allaltra estremit, in modo da essere in condizioni di pressione atmosferica. Sono riempiti dello
stesso liquido di cui si vuole misurare la pressione, in tal caso sono detti piezometri, o di un altro
liquido, detto manometrico, avente determinate caratteristiche fisiche. Nel caso sotto illustrato il
liquido manometrico deve essere pi pesante del liquido di lavoro. Il dislivello raggiunto dal
liquido manometrico proporzionale alla pressione del liquido di lavoro. I manometri metallici
sono invece dei tubi di metallo, collegati ad una estremit al serbatoio, piegati a spirale e chiusi
allaltra estremit, che si riempiono del liquido di lavoro. La pressione raggiunta da questo fa
svolgere la spirale, provocando la rotazione di un indice su un quadrante graduato e consentendo
cos la determinazione della pressione. Il manometro metallico fornisce il valore della pressione
relativa in corrispondenza della quota del centro geometrico del quadrante dello strumento.
patm

patm

h2

h1

m
mg

m
z=0

Per quanto riguarda lesercizio, osserviamo innanzitutto che il serbatoio aperto e che il piano dei
carichi idrostatici relativi coincide con la superficie libera, sulla quale la pressione assoluta pari
alla pressione atmosferica e la pressione relativa nulla. Poich la pressione relativa di un punto nel
liquido pu essere calcolata come prodotto del peso specifico per laffondamento del punto rispetto
al piano dei carichi idrostatici relativi (formula (26)) si ha:
n = gh1 = 8825 18 = 158850 Pa

Per determinare il dislivello del liquido manometrico, si tenga presente che il piano orizzontale S,
passante per la superficie di separazione tra il liquido manometrico e il liquido di lavoro, un piano
isobaro. Di conseguenza, calcolando la pressione su tale piano a partire dal piano dei carichi
idrostatici relativi del liquido di lavoro e del liquido manometrico (passante per la superficie libera
di questultimo, allestremit aperta del tubo), si deve ottenere lo stesso risultato:

gh2 = m g =

8825
g
h2 =
13 = 0.86m
132871
m g

In figura riportato anche il diagramma delle pressioni. Questultimo riporta in ascisse le pressioni
e in ordinate gli affondamenti, crescenti verso il basso. Si nota come il diagramma delle pressioni
del liquido di lavoro meno inclinato rispetto alla verticale del diagramma delle pressioni del
liquido manometrico. Linclinazione rispetto alla verticale aumenta con il peso specifico del
liquido e dipende dalle scale di rappresentazione delle pressioni e delle lunghezze. Infatti nel
diagramma il generico affondamento h viene rappresentato dal segmento di H cm, con una scala
pari a h m/cm, mentre la pressione p viene rappresentata tramite un segmento di dp cm, con una
scala pari a p Pa/cm. Poich si deve avere:
p = gh p d p = g H H
Si ricava la seguente espressione per la tangente dellangolo :

tan ( ) =

dp
H

= g

H
p

Dunque si vede come langolo aumenti allaumentare del peso specifico.

Esercizio 2.1.2
Calcolare la differenza di pressione esistente tra i centri dei serbatoi cilindrici A, B, illustrati in
figura, e la differenza tra le quote dei piani dei carichi idrostatici relativi dei serbatoi suddetti. I
recipienti contengono un liquido di peso specifico g = 9810 N m 3 . Lindicazione del
manometro differenziale a mercurio ( m g = 132871 N m 3 ) pari a =1.5 m.
Il manometro differenziale misura la differenza di pressione esistente tra due punti ed costituito da
un tubo piegato ad U, riempito di liquido manometrico, le cui estremit sono collegate ai due punti
di misura. Si hanno due disposizioni: ad U e ad U rovescia. Nel primo caso il peso specifico del
liquido manometrico deve essere maggiore del peso specifico del liquido di lavoro, nel secondo
caso il peso specifico del liquido manometrico deve essere minore del peso specifico del liquido di
lavoro.

Per determinare la differenza di pressione esistente tra i centri dei serbatoi A, B sufficiente
esprimere la pressione relativa nel piano orizzontale di separazione S, partendo sia dal serbatoio A
che dal serbatoio B ed eguagliando le espressioni cos ottenute:
p = p A + g (h2 + )

p = pB + gh2 + m g

p A p B = ( m g g ) = (132871 9810 )1.5 = 184592 Pa

Nel centro del serbatoio A vi dunque una pressione maggiore che nel centro del serbatoio B, come
peraltro era intuibile osservando la disposizione del liquido manometrico. Per calcolare la
differenza tra le quote dei piani dei carichi idrostatici relativi sufficiente esprimere la pressione
relativa nel piano orizzontale di separazione S, partendo sia dal piano dei carichi idrostatici relativi
del serbatoio A che dal piano dei carichi idrostatici relativi del serbatoio B ed eguagliando le
espressioni cos ottenute:
p = g ( + h1 + h2 + )
g g
132871 9810
= m
=
1.5 = 18.82m

g
9810
p = g (h1 + h2 ) + m g

p.c.i.r.A

p.c.i.r.B
h1

B
PA

h2

PB

m
S
m

Sulla destra della figura si riporta il diagramma delle pressioni.

Esercizio 2.1.3
Calcolare la differenza di pressione esistente tra i centri dei serbatoi cilindrici A, B, illustrati in
figura.
I
liquidi
contenuti
nei
recipienti
hanno
peso
specifico
3
3
1 g = 9810 N m , 2 g = 14710 N m . Il liquido manometrico ha peso specifico:
( m g = 8335 N m 3 ). Lindicazione del manometro differenziale vale =0.5m. Le distanze sono
pari a: h1=3m, h2=2m.
In questo caso il manometro differenziale si presenta nella disposizione ad U rovescia e di
conseguenza il peso specifico del liquido manometrico minimo rispetto a quello degli altri liquidi.

Per calcolare la differenza di pressioni si dovr esprimere la pressione sul piano S, a partire dal
serbatoio A e dal serbatoio B, facendo comparire le pressioni nei centri dei serbatoi, eguagliando le
due espressioni e ricavando la differenza di pressione cercata:
p = p A 1 gh1 m g

p = pB 2 g (h1 h2 ) 2 g

p B p A = 1 gh1 + m g 2 g (h1 h2 ) 2 g = 11533Pa

Sulla destra della figura si riporta il diagramma delle pressioni dove si evidenzia il fatto che il piano
dei carichi del liquido manometrico, posto allintersezione della retta a tratto e punto in grassetto
con la verticale, si trova notevolmente pi in alto dei piani dei carichi dei due serbatoi.
p.c.i.r.m
m
2
p.c.i.r.B
p.c.i.r.A

S
1

2
h1

h2

PB

A
1
PA

E interessante calcolare la distanza tra i piani dei carichi dei due serbatoi, procedendo come nel
precedente esercizio: sufficiente esprimere la pressione relativa nel piano orizzontale di
separazione S, partendo sia dal piano dei carichi idrostatici relativi del serbatoio A che dal piano dei
carichi idrostatici relativi del serbatoio B ed eguagliando le espressioni cos ricavate:
p = 1 g (h + ) m g
g m g
g 1 g
= 1
2
h

2 g
2 g
p = 2 g ( + h )

La formula cos ottenuta differisce da quella precedente, valida nel caso di manometro differenziale
ad U con liquidi dello stesso peso specifico nei serbatoi. Considerando la presenza di due liquidi
differenti non possibile calcolare la distanza tra i piani dei carichi dei due serbatoi , a meno di
non assegnare anche la distanza h tra il piano di separazione S e il piano dei carichi di uno dei due
serbatoi. Se per si considerano due liquidi uguali ( 2 = 1 = ), nella formula sopra ricavata si
annulla il secondo termine a secondo membro, dunque non pi necessario assegnare la distanza h
per calcolare il , la cui espressione ritorna uguale a quella del manometro ad U con liquidi uguali:

g m g

salvo il fatto che la differenza tra il peso specifico del liquido di lavoro e il peso specifico del
liquido manometrico invertita rispetto a quella del manometro differenziale ad U.

Esercizio 2.1.4
In un recipiente chiuso si trovano sovrapposti tre strati di uguale spessore h (h=1m) di mercurio,
acqua e benzina, aventi peso specifico rispettivamente pari a:
1 g = 132871 N m 3 , 2 g = 9806 N m 3 , 3 g = 7845 N m 3 . Sopra il liquido di peso specifico
minore vi inoltre uno strato daria a g = 12.02 N m 3 Nota la quota hm (hm=1.2 m) raggiunta dal
mercurio nel piezometro, si determinino le quote dei piani dei carichi dei tre liquidi rispetto al
fondo e la pressione vigente nello strato daria.
Per la stabilit dellequilibrio, strati di liquidi immiscibili in quiete sovrapposti in un serbatoio si
dispongono in modo tale che gli strati pi pesanti occupino via via le parti pi profonde del
serbatoio. In teoria uno strato di liquido pesante pu trovarsi in equilibrio al di sopra di uno leggero,
ma basta una lieve perturbazione perch il sistema si porti nello stato in cui il liquido leggero si
trova al di sopra di quello pesante.

S3

a
3

S2

hm

S1

h
z=0

Dalla conoscenza della quota del mercurio nel piezometro, coincidente con la quota del piano dei
carichi del mercurio rispetto al fondo, si risale immediatamente alla pressione sul fondo:

pF = 1 ghm = 132871 1.2 = 159445Pa


La pressione sul piano di separazione S1 data da:
pS1 = 1 ghm 1 gh = 1328711.2 132871 = 26574 Pa
Tale pressione anche la pressione dei punti appartenenti allo strato dacqua. Il piano dei carichi
dellacqua rispetto al piano di separazione S1 perci dato dalla:
h2 S1 =

pS 1 1 ghm 1 gh 132871 1.2 132871


=
=
= 2.71m
9810
2 g
2 g

E dunque il piano dei carichi dellacqua dista dal fondo di:


h2 =

1 ghm 1 gh
132871 1.2 132871
+h=
+ 1 = 3.71m
2 g
9810

La pressione sul piano di separazione S2 data da:


pS 2 = pS1 2 gh = 26574 9810 = 16764 Pa
Il piano dei carichi della benzina rispetto al piano di separazione S2 perci dato dalla:
h3S 2 =

pS 2

3 g

pS1 2 gh

3 g

16764
= 2.14m
7845

E dunque il piano dei carichi della benzina dista dal fondo di:
h3 =

pS1 2 gh

3 g

+ 2h =

16764
+ 2 = 4.14m
7845

La pressione nello strato daria pari a quella che si ha sul piano di separazione benzina-aria S3:
pS3 = pS 2 3 gh = 16764 7845 = 8919 Pa
La pressione nello strato daria varia approssimativamente come negli strati liquidi sottostanti,
tuttavia, stante il piccolo peso specifico dellaria e la ridotta estensione dello strato, pu essere
assunta costante allinterno di esso. Questo fatto messo in luce dal diagramma delle pressioni, in
cui il segmento che compete allaria verticale. Si noti altres come nel diagramma delle pressioni
gli angoli formati dalle rette dei singoli strati con la verticale vadano decrescendo verso lalto:
3<2<1, in corrispondenza del fatto che gli strati a densit crescente sono posti via via verso il
basso.

2.2 Spinte idrostatiche su superfici piane.


Si consideri una superficie piana A immersa in un liquido in quiete. Sia langolo formato dal
piano dei carichi idrostatici relativi e il piano contenente la superficie. Si definisce retta di sponda y

la retta intersezione tra il piano dei carichi idrostatici relativi e il piano contenente la superficie. Si
definisce retta di massima pendenza x la retta ad essa perpendicolare, appartenente al piano della
superficie A. La spinta elementare dS agente sulla superficie A, dovuta alla distribuzione di
pressione idrostatica, data dalla espressione:
dS = ghn dA

(27)

In cui:
dA una porzione elementare della superficie A;
h laffondamento del centro di figura della superficie elementare dA;
n il versore normale alla superficie A.
Poich la superficie A piana, il versore ad essa normale ha direzione costante al variare del punto
preso in considerazione sulla superficie. La spinta risultante, dovuta alla distribuzione idrostatica, si
ottiene sommando tutti i contributi elementari (27):

S = g h dA n = ghCF An
A

(28)

Per ottenere la (28) si tenuto conto della costanza del versore normale e del peso specifico.
Lintegrale h dA il momento statico della sezione calcolato rispetto al piano dei carichi: come
A

noto pari al prodotto dellaffondamento del centro di figura della superficie rispetto al piano dei
carichi per larea della superficie. In base alla figura sotto riportata, che illustra la geometria presa
in considerazione, la (28) pu anche essere espressa come:
S = ghCF An = gxCF sin ( )An

(29)

Retta di sponda y
Piano dei carichi
O
xCF

hCF h

P
n

CF
rCS

Piano contenente la superficie

dA
CS

Retta di massima pendenza x


La (29) si pu dunque sintetizzare nella regola seguente:

la spinta su una superficie piana pari al prodotto della pressione calcolata nel centro
di figura della superficie per larea della superficie. Il verso e la direzione della spinta
sono concordi al verso e alla direzione del versore normale al piano contenente la
superficie piana.

La spinta idrostatica S su una superficie piana non , in generale, applicata al centro di figura ma
applicata in un punto, detto centro di spinta, la cui determinazione viene effettuata imponendo
lequivalenza del momento della spinta. In altre parole si deve imporre la condizione che il
momento della spinta S eguagli la somma dei momenti delle spinte elementari. Considerato il
sistema di riferimento Oxy illustrato nella figura sopra riportata, sia r il vettore posizione di un
punto generico P sulla superficie piana A, di componenti x, y. Il momento della spinta idrostatica
elementare relativa al punto P dato da:
r dS = ghr n dA = ghydAi ghxdAj = gxy sin ( )dAi gx 2 sin ( )dAj
(30)
Avendo sfruttato la relazione h = x sin ( ) ed essendo i, j i versori degli assi x, y rispettivamente.
Sommando i momenti elementari (30) e tenendo conto degli elementi costanti, si ha:

M = r dS = g sin ( ) xydA i g sin ( ) x 2 dA j


A
A

(31)

Il momento risultante deve essere uguale al momento della spinta S, applicata nel centro di spinta,
di coordinate xCS , yCS incognite:
M = rCS S = gxCF sin ( )AyCS i gxCF sin ( )AxCS j

(32)

Eguagliando le espressioni (31) e (32) per componenti, si ottengono le espressioni delle coordinate
del centro di spinta:

A xydA I xy

yCS = x A = x A

CF
CF

2
x dA

I yy
x = A
=
CS

xCF A xCF A

(33)

Gli integrali che appaiono nella (33) dipendono esclusivamente dalla geometria della superficie A. Il
primo integrale detto momento di inerzia misto della figura ( I xy ) ed nullo per superfici che
ammettano come asse di simmetria una retta parallela allasse x ( il caso rappresentato nella figura
sopra riportata). Il secondo integrale il momento dinerzia della figura rispetto allasse y ( I yy ) e
gode della propriet (teorema di Huygens-Steiner) che in un sistema di riferimento con origine nel
centro di figura pu essere espresso dalla:
CF
2
I yy = I yy
+ xCF
A

(34)

Ossia dalla somma del momento dinerzia della figura rispetto ad un asse parallelo allasse y e
passante per il centro di figura ( I yyCF ) e del prodotto dellarea della superficie per il quadrato della

distanza tra il nuovo asse y (passante per il centro di figura) e il vecchio asse y (la retta di sponda).
Grazie alla (34) la coordinata x del centro di figura pu essere espressa dalla:
xCS = xCF +

I yyCF
xCF A

(35)

CF
Dalla (35) si possono trarre alcune interessanti conclusioni. Innanzitutto A e I yy
sono grandezze

sempre non nulle e positive. Viceversa xCF pu assumere sia valori positivi che negativi, a seconda
che il centro di figura si trovi al di sotto o al di sopra del piano dei carichi. In queste due eventualit
la formula (35) funziona regolarmente, trovandosi la coordinata xCS sempre pi distante
dallorigine rispetto alla coordinata xCF : infatti i due contributi della formula (35) hanno lo stesso
segno. Se per la coordinata xCF si annulla, la qual cosa si verifica quando il piano dei carichi passa
per il centro di figura, secondo la formula (35) la coordinata xCS tende ad assumere un valore
infinito. In questo caso singolare la spinta S si annulla e la superficie A sottoposta allazione di
una sola coppia.
CS

CS
y

CF
CF

Piano dei carichi

B
CS
x

CF
C
x

Infatti, come si vede dalla figura sopra riportata, nei casi delle superfici A e C, la distribuzione di
pressione relativa prevalentemente negativa o positiva, e genera pertanto una spinta non nulla
applicata in CS. Nel caso della superficie B invece la parte di superficie sottoposta a pressione
relativa positiva esattamente uguale a quella sottoposta a pressione relativa negativa, di
conseguenza la spinta si annulla, ma nel complesso la superficie sollecitata a ruotare attorno
allasse y, a causa dellazione di una coppia di modulo:
CF
M = g sin ( )I yy

(36)

Allaumentare della coordinata del centro di figura xCF , diminuisce il secondo termine a secondo
membro della (35) e di conseguenza la coordinata del centro di spinta xCS tende a coincidere con
quella del centro di figura.

Esercizio 2.2.1
La paratia piana AB, quadrata, di lato a=2.5 m, forma un angolo =53 con lorizzontale,
incernierata in A e appoggiata in B ed a contatto con acqua: g=9810 Nm-3. Il punto A
affondato di hA=3 m rispetto alla superficie libera. Trascurando il peso proprio della paratia,
determinare la forza FB che si scarica sullappoggio B e il momento M necessario per aprire la
paratia.

Determiniamo innanzitutto la spinta S esercitata dallacqua sulla paratia tramite la formula (29):
2.5
a

S = ghCF An = g hA + sin ( )a 2n = 9810 3 +


sin (53)2.52 n = 245145n
2
2

Il modulo pari a 245145 N, il verso e la direzione coincidono con quelli della n (vedi figura).
A

hCF

hA

n
CF

P=gh

a
B

x
CF
Il punto di applicazione si calcola con la (35) ricordando che il momento dinerzia I yy
di un

quadrato di lato a pari a:


a 4 2.54
=
= 3.26m 4
12 12
3
2.5
hA
a
=
+ =
+
= 5.0m
sin ( ) 2 sin (53) 2

CF
=
I yy

xCF

xCS = xCF +

CF
I yy

xCF A

= 5+

3.26
= 5.1m
5 2.52

Le distanze del centro di figura e del centro di spinta si intendono misurate rispetto allorigine O.
Per calcolare la forza FB necessario imporre lequilibrio della paratia alla rotazione rispetto al
punto A. Assunto positivo il verso antiorario, si ha:
a
+ xCS xCF
1.25 + 5.1 5

a
2
FB a = S + xCS xCF FB = S
= 245145
= 132378 N
a
2 .5

La forza FB diretta come la S e ha verso opposto.


Infine il momento necessario allapertura della paratia ha modulo pari a:


a
FB a = S + xCS xCF = 330946 Nm

2
e verso orario.

Esercizio 2.2.2
La paratia piana triangolare ACA incernierata lungo il lato orizzontale AA. Determinare il peso
P da applicare in B affinch la paratia sia in equilibrio sotto lazione della spinta dellacqua. Dati:
AA=2.5 m, H=1.8 m, h=1.2 m, b=1 m, g=9810 Nm-3
A
A
O
b
P
y
A
A
CF
h

CS

Come si vede dalla figura, non tutta la paratia immersa: la superficie libera infatti interseca il
piano della paratia nella retta A' A' . Il piano della paratia inoltre perpendicolare al piano dei
carichi (=90). La parte di paratia che lavora dunque quella coincidente con il triangolo
ACA, di altezza h e base A' A' . Determiniamo innanzitutto la base a = A' A' . Dalla similitudine
dei triangoli ACA e ACA, si ha:
a AA
h
1.2
2.5 = 1.67m
=
a = AA =
h H
H
1.8
Determiniamo poi la spinta S esercitata dallacqua sulla paratia tramite la formula (29), ricordando
che in un triangolo il centro di figura situato ad una distanza dalla base pari ad 1/3 dellaltezza:

S = ghCF An = g

h ah
1.2 1.67 1.2
n = 9810

n = 3932n
3 2
3
2

n perpendicolare al piano della figura, orientata da sinistra verso destra.


Determiniamo ora la coordinata xCS del centro di spinta con la (35) ricordando che il momento
ah 3
CF
della parte di paratia triangolare ACA, di base a ed altezza h, dato da
:
dinerzia I yy
36

xCS = xCF +

CF
I yy

xCF A

h h h
+ = = 0.6m
3 6 2

La coordinata xCS del centro di spinta si trova in h/2.


Per determinare il peso P ora necessario imporre lequilibrio alla rotazione della paratia attorno al
punto O:
Pb = S ( xCS + H h ) P = S

0.6 + 1.8 1.2


xCS + H h
= 3932
= 4718 N
1.
b

Esercizio 2.2.3
In un tubo circolare di diametro D=1.5 m, ad asse orizzontale, inserita una valvola a farfalla AB,
incernierata rispetto ad un asse orizzontale O passante per il diametro. A sinistra della valvola il
tubo completamente riempito dacqua (g=9810 Nm-3) in pressione, a destra il tubo riempito
dacqua per met e sulla superficie libera vige la pressione atmosferica. Determinare il momento
occorrente a mantenere la valvola in posizione verticale di chiusura, noto che il livello dacqua
nel piezometro pari a 0.8m.

patm

hCF1=xCF1 xCS1

A
patm

O
D
1

-n

xCS2

hCF2=xCF2
2

B
x

In questo caso la spinta S deve essere determinata da entrambi i lati della paratia. La spinta agente
sul lato 1 normale alla superficie della valvola ed orientata da sinistra verso destra. La spinta
agente sul lato 2 normale alla superficie della valvola ed orientata da destra verso sinistra.
Applicando la formula (29) su entrambi i lati si ha dunque:
D D 2
1.5 1.5 2

S1 = ghCF 1 A1n = g +
n = 9810 0.8 +
n = 26870n

2 4
2
4

Per il lato 2 bisogna ricordare che il centro di figura di un semicerchio posto ad una distanza dal
2D
:
diametro pari a:
3

S 2 = ghCF 2 A2n = g

2 D D 2
2 1.5 1.52
n = 9810

n = 2759n
3 8
3
8

Bisogna ora determinare le coordinate del centro di spinta xCS su entrambi i lati, applicando la (35).
CF
Ricordiamo a tal proposito che i momenti di inerzia I yy
del cerchio e del semicerchio sono dati
rispettivamente da:

xCS 1 = xCF 1 +

xCS 2

D 4

1 4

,
D .
64 128 18

CF
I yy
1

=+

D
+
2

D 4

= 0.8 +

1.5
+
2

1.54
= 1.64m
1.5 1.52

D D

64 +
64 0.8 +

2 4
2 4

1 4
1


4

1.5
D

CF
I yy
2 D 128 18
2 1.5 128 18
2
= 0.44m
=
+
= xCF 2 +
=
+
2
2 D D
2 1.5 1.52
xCF 2 A2 3
3
3 8
3
8
xCF 1 A1

Noti i punti di applicazione delle forze ora possibile imporre lequilibrio alla rotazione della
valvola attorno ad O e determinare cos il momento necessario a tenere chiusa la valvola in
posizione verticale:
M + S1 ( xCS 1 xCF 1 ) S 2 xCS 2 = 0

M = S 2 xCS 2 S1 ( xCS 1 xCF 1 ) = 2759 0.44 26870 (1.64 1.55) = 1204 Nm


Avendo assunto positivo il verso di rotazione antiorario, risulta che il momento necessario a tener
chiusa la valvola deve avere verso di rotazione oraria.

2.3 Spinte idrostatiche su superfici curve.


Per calcolare la spinta idrostatica agente su una superficie curva A si applica lequazione globale
dellidrostatica:
+ G = 0; = pnd , G = gkdV

(37)

in cui la superficie di contorno del volume di controllo V deve contenere la superficie A.


Vediamo concretamente come si procede attraverso la considerazione di alcuni casi pratici.

Esercizio 2.3.1
Calcolare la spinta idrostatica esercitata dal liquido sulla calotta semisferica e sulla valvola conica
del serbatoio illustrato in figura. Dati: g=9810 Nm-3, mg=132871Nm-3, D=3m, d=0.6m,
a=0.15m, =60, =0.15m, h=1m
Consideriamo dapprima la calotta semisferica ABC. Lapplicazione dellequazione globale pu
essere schematizzata in passi ben distinti.
1. Scelta del volume di controllo
Il volume di controllo deve essere scelto in modo tale che la superficie di contorno contenga la
superficie curva sulla quale si deve calcolare la spinta. In altre parole, la superficie del volume di
controllo deve essere costituita, in parte o del tutto, dalla superficie curva su cui si deve calcolare la
spinta ed eventualmente da superfici ausiliarie piane, di forma semplice, reali o virtuali. Nel caso

della calotta ABC, si sceglie senzaltro come volume di controllo V il volume della calotta. Di
conseguenza la superficie del volume di controllo risulta composta dalla superficie semisferica A e
dalla base della calotta, ossia dalla superficie ausiliaria Aa piana tracciata idealmente allinterno del
liquido.

2. Applicazione dellequazione globale al volume di controllo


Definito il volume di controllo e la superficie di questo, possibile applicare lequazione globale al
volume di liquido in esso contenuto, esprimendo lintegrale di superficie come la somma
dellintegrale calcolato sulla superficie curva e dellintegrale calcolato sulla superficie ausiliaria
piana:
+G = 0

pnd gkdV = pndA

pndA

Au

123

Spinta sulla
superficie curva

1
424
3

Spinta sulla
superficie ausiliaria
piana

gkdV

=0

1
424
3

Risultante della forza di corpo:


peso del liquido contenuto
nel volume di controllo

Lultima equazione pu essere risolta rispetto allopposto dellintegrale calcolato sulla superficie
curva:
pndA =
A

pndA gkdV
u

Au

La spinta S esercitata dal liquido sulla superficie curva coincide con il termine a primo membro.
Infatti i termini dellequazione globale rappresentano forze applicate al liquido. In particolare
lintegrale calcolato sulla superficie curva la forza esercitata sul liquido dalla superficie curva
ma noi stiamo cercando S ossia la forza esercitata dal liquido sulla superficie curva, dunque
esattamente lopposto dellintegrale calcolato sulla superficie curva. Possiamo perci scrivere:

S = au + G
in cui au la spinta esercitata dalla superficie ausiliaria piana sul liquido contenuto allinterno
del volume di controllo e G il peso del liquido contenuto allinterno del volume di controllo.

3. Calcolo dei vari termini


Si devono ora materialmente calcolare i termini sopra descritti. Il calcolo del termine G
immediato:
2 D3
2
33
G = gkdV = gVk = g
k = 9810 k = 69343kN
3 8
3
8
V
Il calcolo di au pi articolato, ma in definitiva si tratta di calcolare la spinta su una superficie
piana e di attribuirgli il giusto verso. Poich la spinta esercitata dalla superficie ausiliaria piana
sul liquido contenuto allinterno del volume di controllo, au ha direzione normale alla superficie
ausiliaria piana e verso orientato verso linterno del volume di controllo, se la pressione relativa
del centro di figura positiva. Il verso di au invece orientato verso lesterno del volume di
controllo, se la pressione relativa del centro di figura negativa. Nel caso in esame dunque la
direzione di au coincide con i. Il modulo di au si calcola con la formula (29), ossia calcolando
la pressione nel centro di figura della figura piana e moltiplicandola per larea di questa. La
pressione, secondo quanto indicato in figura, fornita dalla:
pCF = m g + gh = 132871 0.15 + 9810 1 = 10121Pa
la pressione negativa: ci vuol dire che la pressione assoluta nel centro di figura della superficie
ausiliaria minore della pressione atmosferica esterna al serbatoio. Nel disegno il centro di figura si
trova al di sopra del piano dei carichi. Il modulo della spinta vale:
au = pCF

32
D2
= 10121
= 71539
4
4

La spinta in modulo, direzione e verso dunque data da:


au = au ( i ) = 71539( i ) = 71539i

Dunque ha verso orientato da sinistra verso destra: poich il liquido nel serbatoio in depressione la
calotta sferica viene premuta dallesterno.
Una volta calcolati i vari termini si pu infine esprimere il risultato:
S = au + G = 71539i 69343k

Si noti che la spinta S non ha componente nella direzione individuata dal versore j: questo fatto
conseguenza della simmetria della superficie semisferica rispetto al piano xz.

z
dSz dSx
dSy
dS

k
j

dSz

dS

dSy

dSx

Di conseguenza le componenti delle spinte elementari nella direzione individuata dal versore j
hanno modulo uguale e verso opposto e dunque si bilanciano reciprocamente. Il risultato finale
che la componente nella direzione individuata dal versore j nulla. Applicando lequazione globale
si ottiene il risultato finale senza dover tener conto dei dettagli intermedi. E per buona norma
controllare sempre la consistenza del calcolo.
4. Determinazione del centro di spinta
Nel caso delle superfici curve la determinazione del centro di spinta in generale un problema assai
complesso. Nel caso in esame tuttavia la forma semisferica della superficie semplifica notevolmente
il procedimento. Infatti la spinta elementare generica dS = pndA , agente sulla superficie
semisferica, normale ad essa e dunque passa per il centro O.

dS

CS
O

dS
Di conseguenza anche la spinta risultante S passa per il centro e la sua retta dazione inclinata
sullorizzontale di un angolo dato dalla:
69343
S k
= 44
= arctan
71539
Si

= arctan

ossia dato dallarco tangente del rapporto tra la componente verticale e quella orizzontale. In questo
caso dunque la spinta S ha retta dazione inclinata di 44 gradi sullorizzontale e il centro di spinta
CS, appartenente alla calotta sferica, posto al di sopra del piano diametrale ad una distanza da
questo pari a:

CS =

D
sin ( ) = 1.04m
2

Applichiamo ora lequazione globale al calcolo della spinta sulla valvola conica, ripercorrendo i
passi precedentemente descritti.
1. Scelta del volume di controllo
Scegliamo come volume di controllo la parte di cono immersa nel liquido. La superficie del volume
di controllo quindi definita dalla superficie laterale del cono e dalla superficie ausiliaria piana
circolare avente diametro d. In questo caso il volume di controllo effettivamente non contiene
liquido: il cono sar infatti costituito da qualche materiale metallico. Tuttavia possibile sostituire
idealmente il cono reale con un cono virtuale, costituito da liquido in equilibrio con lambiente
liquido circostante
2. Applicazione dellequazione globale al volume di controllo
Definito il volume di controllo e la superficie di questo, possibile applicare lequazione globale al
volume di liquido in esso contenuto, esprimendo lintegrale di superficie come la somma
dellintegrale calcolato sulla superficie curva e dellintegrale calcolato sulla superficie ausiliaria
piana:
+G = 0

pnd gkdV = pndA

pndA

123

Spinta sulla
superficie curva

Au

1
424
3

Spinta sulla
superficie ausiliaria
piana

gkdV

=0

1
424
3

Risultante della forza di corpo:


peso del liquido contenuto
nel volume di controllo

Lultima equazione pu essere risolta rispetto allintegrale calcolato sulla superficie curva:

pndA gkdV
=

p
n
dA
u
A

V
u

La spinta S esercitata dal liquido sulla superficie curva coincide con il termine a primo membro.
Infatti i termini dellequazione globale rappresentano forze applicate al liquido. In particolare
lintegrale calcolato sulla superficie curva la forza esercitata sul liquido virtuale dallambiente
esterno attraverso la superficie curva e poich noi stiamo cercando S, ossia la forza esercitata
sulla superficie curva dal liquido esterno ad essa, lintegrale calcolato sulla superficie curva
coincide esattamente con S. Possiamo perci scrivere:
S = au G

in cui au la spinta esercitata dalla superficie ausiliaria piana sul liquido contenuto allinterno
del volume di controllo e G il peso del liquido contenuto allinterno del volume di controllo.
3. Calcolo dei vari termini
Si devono ora materialmente calcolare i termini sopra descritti. Il calcolo del termine G
d
0.6
=
= 0.52m
immediato, tenendo presente che laltezza del cono data da: hc =
2 tan (30)
2 tan
2

1
0.6 2
1 d2
G = gkdV = gVk = g
hc k = 9810
0.52k = 481k N
3
4
3
4
V

au la spinta esercitata sul liquido virtuale attraverso la superficie piana orizzontale, circolare, di
diametro d ed data da:
au = pCF Ak
La direzione della spinta ausiliaria coincide con quella della normale entrante, il verso dipende dal
segno della pressione relativa nel centro di figura. In questo caso infatti la pressione nel centro di
figura di questa vale:
D

pCF = m g g h + a = 132871 0.15 9810 (1.5 1 + 0.15) = 26307 Pa


2

e pertanto la spinta vale:

au = pCF Ak = pCF

d 2
4

k = ( 26307 )

0.6 2
4

k = 7438k N

Una volta calcolati i vari termini si pu infine esprimere il risultato:

S = au G = 7438k + 481k = 6957k

Si noti che la spinta S non ha componenti orizzontali: questo fatto conseguenza della simmetria
assiale della superficie conica. Si noti anche che nel caso di corpo immerso e di applicazione della
equazione globale con riempimento virtuale il peso del volume di liquido interviene con il segno
opposto: in altre parole il corpo riceve una spinta dal basso verso lalto pari (in modulo) al peso
del liquido contenuto nel volume del corpo (principio di Archimede).

4. Determinazione del centro di spinta


Nel caso in esame la retta dazione della spinta, per ovvii motivi di simmetria, coincide con lasse
del cono. La spinta inoltre complessivamente rivolta verso il basso: tende cio a schiacciare la
valvola conica contro il serbatoio, conseguenza del fatto che il serbatoio complessivamente in
depressione (il piano dei carichi, facendo riferimento allo schema principale, situato al di sotto del
piano diametrale) e dunque premuto dallambiente esterno a pressione atmosferica.

Esercizio 2.3.2
Determinare la spinta che i liquidi contenuti nel serbatoio in figura esercitano sulle superfici
cilindriche ABC, lunghe L. Dati: L=1m, m g = 4903 N m 3 , 1 g = 7845 N m 3 , 2 g = 9810 N m 3 ,

=0.2 m, n=0.88 bar, h1=1.2, , h2=0.2, , r1=0.2, r2=0.3.


Osserviamo innanzitutto che:
1.013 bar = 1 atm = 101337 Pa
pertanto tramite la seguente proporzione il valore 0.88 bar viene convertito in Pascal:

pn
0.88
=

101337 1.013

pn = 101337

0.88
= 88032 Pa
1.013

Poich la superficie ABC cilindrica, il problema pu essere studiato nel piano individuato dagli
assi xz, i cui versori sono i, k. La presenza di due liquidi separati dal setto con le superfici
cilindriche render necessario il calcolo della spinta prima da un lato e poi dallaltro. Procediamo
quindi separatamente nei due lati, applicando lequazione globale dellidrostatica, seguendo i passi
indicati nellesercizio precedente.

Lato 1
1. Scelta del volume di controllo
Il setto forma in realt due semicilindri: AB, BC ai quali si deve applicare separatamente
lequazione globale. Il semicilindro AB infatti riempito effettivamente del liquido 1, mentre il
semicilindro BC sporge nel lato 1. La scelta pi intuitiva e pi semplice quindi quella di prendere
come volumi di controllo per il lato 1 i due semicilindri AB, BC, chiusi da due superfici ausiliarie,
piane, rettangolari, di altezza rispettivamente pari a 2 r2, 2r1 e base L.
2. Applicazione dellequazione globale al volume di controllo
Per quanto appena visto, lequazione globale si applicher con riempimento reale al semicilindro
AB e con riempimento virtuale al semicilindro BC. Perci, ricordando i risultati ottenuti
nellesercizio precedente:
S1AB = 1auAB + G1AB
1
S BC = 1auBC G1BC
In cui le forze a secondo membro sono applicate alle masse liquide contenute nei volumi di
controllo.

3. Calcolo dei vari termini


Al solito il calcolo dei pesi G non pone alcun problema:

1
r22
0 .3 2
Lk = 7845
1k = 1109k N
G AB = 1 gVAB k = 1 g
2
2

2
2
G1 = gV k = g r1 Lk = 7845 0.2 1k = 493k N
BC
1
1
BC
2
2

Il calcolo dei termini au consiste nel calcolare le spinte sulle superfici piane rettangolari ausiliarie.
Si devono perci preliminarmente determinare le pressioni nei centri di figura di tali superfici
ausiliarie:

p1auAB = pn + 1 gh1 = 88032 + 7845 1.2 = 97446 Pa


1
pauBC = p1auAB + 1 g (r1 + r2 ) = 97446 + 7845 0.5 = 101369 Pa
Possiamo ora calcolare i termini au ricordandoci che, se la pressione (relativa) positiva, essi sono
orientati verso linterno del volume di controllo e sono normali alle superfici ausiliarie:
1auAB = p1auAB AauAB ( i ) = p1auAB 2r2 L( i ) = 97446 2 0.3 1( i ) = 58468i N
1
auBC = p1auBC AauBC i = p1auBC 2r1 Li = 101369 2 0.2 1i = 40548i N
Riunendo i risultati:
S1AB = 1auAB + G1AB = 58468i 1109k
1
S BC = 1auBC G1BC = 40548i + 493k
4. Determinazione del centro di spinta
Vale il ragionamento fatto per la calotta sferica nellesercizio precedente: la spinta risultante S passa
per il centro del semicilindro e la sua retta dazione inclinata sullorizzontale di un angolo dato
dalla:
S1AB k
1109
= arctan
= 1
1
58468
S AB i

1
= arctan
AB

1
BC

S1BC k
493
= arctan
= arctan 1
= 042'
40548
S BC i

Nel caso del semicilindro AB la retta dazione della spinta interseca la superficie cilindrica nel
punto CS 1AB posto al di sotto del piano diametrale di una quota pari a:

( )

1
CS 1AB = r2 sin AB
= 0.3 sin(1) = 0.006m

Nel caso del semicilindro BC la retta dazione della spinta interseca la superficie cilindrica nel
1
posto al di sotto del piano diametrale di una quota pari a:
punto CS BC

( )

1
1
CS BC
= r1 sin BC
= 0.2 sin( 042' ) = 0.002m

A
1
AB

S1AB
CS 1AB

1
CS BC

S1BC

1
BC

Lato 2
1. Scelta del volume di controllo
Nel lato 2 il semicilindro BC riempito effettivamente del liquido 2, mentre il semicilindro AB
sporge nel lato 2. Quindi, anche nel lato 2, la scelta pi intuitiva e pi semplice quella di prendere
come volumi di controllo i due semicilindri AB, BC, chiusi da due superfici ausiliarie, piane,
rettangolari, di altezza rispettivamente pari a 2 r2, 2r1 e base L.
2. Applicazione dellequazione globale al volume di controllo
Per quanto appena visto, nel lato 2 lequazione globale si applicher con riempimento reale al
semicilindro BC e con riempimento virtuale al semicilindro AB:

S 2AB = 2auAB G 2AB


2
S BC = 2auBC + G 2BC
In cui le forze a secondo membro sono applicate alle masse liquide contenute nei volumi di
controllo.
3. Calcolo dei vari termini
Per il calcolo dei pesi G si ha:
2
r22
0.32
Lk = 9810
1k = 1387k N
G AB = 2 gVAB k = 2 g
2
2

2
2
G 2 = gV k = g r1 Lk = 9810 0.2 1k = 616k N
2
2
BC
BC
2
2

Per determinare le pressioni nei centri di figura delle superfici ausiliarie, si calcola innanzitutto la
pressione nel punto D:
pD = pn + 1 gh2 = 88032 + 7845 0.2 = 89601Pa

Successivamente si calcola pressione nel punto E:


pE = pD + m g = 89601 + 4903 0.2 = 90582 Pa
e infine si calcolano le pressioni nei centri di figura delle superfici ausiliarie:
2
pauAB
= pE + 2 g (h1 h2 ) = 90582 + 9810 (1.2 0.2 0.2) = 98430 Pa
2
2
pauBC = pauAB
+ 2 g (r1 + r2 ) = 98430 + 9810 0.5 = 103335Pa

Possiamo ora calcolare i termini au ricordandoci che, se la pressione (relativa) positiva, essi sono
orientati verso linterno del volume di controllo e sono normali alle superfici ausiliarie:
2
2
2
auAB
AauAB ( i ) = pauAB
2r2 L( i ) = 98430 2 0.3 1( i ) = 59058i N
= pauAB
2
2
2
auBC = pauBC AauBC i = pauBC 2r1 Li = 103335 2 0.2 1i = 41334i N

Riunendo i risultati:
2
S 2AB = auAB
G 2AB = 59058i + 1387k N
2
S BC = 2auBC + G 2BC = 41334i 616k N

4. Determinazione del centro di spinta


La spinta risultante S passa per il centro del semicilindro e la sua retta dazione inclinata
sullorizzontale di un angolo dato dalla:

S 2AB k
1387
= arctan
= 121'
2

59058
S
i

AB

2
AB
= arctan

S 2BC k
616
= arctan
= 051'
2
41334
S BC i

2
BC
= arctan

Nel caso del semicilindro AB la retta dazione della spinta interseca la superficie cilindrica nel
2
posto al di sotto del piano diametrale di una quota pari a:
punto CS AB

( )

2
2
CS AB
= r2 sin AB
= 0.3 sin(121' ) = 0.007m

Nel caso del semicilindro BC la retta dazione della spinta interseca la superficie cilindrica nel
2
posto al di sotto del piano diametrale di una quota pari a:
punto CS BC
2
2
) = 0.2 sin( 051' ) = 0.003m
CS BC
= r1 sin( BC

2
CS AB

2
AB

S 2AB

2
BC

2
CS BC

2
BC

2.4 Equilibrio relativo.


In un sistema di riferimento in moto di traslazione uniformemente accelerato o in moto di rotazione
con velocit angolare uniforme, lequazione indefinita dellidrostatica assume, rispettivamente, le
forme:

gk a = 0
grad( p )
14243T

Forze di corpo

gk 3r = 0
grad( p )
14442444

Forze di corpo

(38)

in cui le forze di corpo, oltre a tener conto della forza peso, devono tener conto delle forze
apparenti. Di conseguenza, il gradiente di pressione dato dalle espressioni:

gk aT
grad( p ) =
142
4 43
4

Forze di corpo

gk 3r
grad( p ) =
14442444

Forze di corpo

(39)

ossia un vettore avente verso opposto e modulo e direzione identici al vettore delle forze di corpo
per unit di volume. Per comprendere il significato della (39), considereremo dapprima un serbatoio
parallelepipedo, aperto, in moto uniformemente accelerato con accelerazione aT , riempito di
liquido, avente densit , che in quiete raggiunge il livello H e successivamente un contenitore
cilindrico circolare, di raggio R, in moto di rotazione attorno al suo asse, con velocit di rotazione
uniforme , riempito di liquido, avente densit , che in quiete raggiunge il livello H.
Come noto, la direzione e il verso del gradiente della pressione indicano la direzione e il verso di
massima variazione della pressione. Nelle direzioni normali al gradiente non si ha variazione di
pressione: perci le superfici perpendicolari al gradiente della pressione sono superfici isobare.
Nel primo caso, considerando una sezione del serbatoio nel piano individuato dalla direzione
verticale e dalla direzione dellaccelerazione, le superfici isobare sono piani, le cui tracce sono date

dalle rette in grassetto a tratteggio. La retta a tratto e punto, parallela alle precedenti, rappresenta la
superficie libera.

aT

-aT

aTx

aTz

g k
-aTz=- aT sin() k

k
grad(p)

-aTx=-aT cos() i
x

Nel sistema di riferimento inerziale considerato dunque, le superfici isobare non sono piani
orizzontali, bens inclinati rispetto allorizzontale dellangolo . Quanto detto illustrato in figura.
Si vede inoltre, chiaramente indicata, la direzione di massima variazione della pressione, indicata
dal gradiente. Per ottenere lequazione delle superfici isobare, le cui tracce sono le rette in grassetto
a tratteggio riportate in figura, si deve considerare che lequazione indefinita dellidrostatica:
grad( p ) + gk + a T = grad( p ) + gk + aT sin( )k + aT cos( )i = 0

(40)

pu essere posta nella forma:


grad( p + gz + aT cos( )x + aT sin( )z ) = 0

(41)

avendo fatto comparire le componenti cartesiane dellaccelerazione. La (41) ammette la soluzione:


p + gz + aT cos( )x + aT sin( )z = cos t

(42)

che pu essere applicata sia per determinare la pressione in qualsiasi punto del serbatoio, nota la
pressione in un punto di riferimento, sia per determinare lequazione della famiglia delle superfici
isobare, ponendo p=cost e conglobandola nella costante a secondo membro:
z=

cos t aT cos( )x
g + aT sin( )

(43)

Dalla (40), esplicitando le componenti dellaccelerazione:


grad( p ) = ( g + aT sin( ))k aT cos( )i

si pu ottenere langolo e il modulo del gradiente della pressione.

(44)

aT cos( )

g + aT sin( )

= arctan

grad( p ) =

(45)

(aT cos( )) + (g + aT sin( ))


2

= aT2 + g 2 + 2aT g sin( )

E interessante considerare due casi particolari:

a
=0; il serbatoio si muove in direzione orizzontale. = arctan T , grad( p ) = aT2 + g 2 .
g
=/2; il serbatoio si muove in direzione verticale. = 0 , grad( p ) = (aT + g ) . In questo

grad( p ) = 0 , il serbatoio in caduta libera e la pressione costante

caso, se aT = g
in tutta la massa liquida.

Nel secondo caso, consideriamo un sistema di riferimento Orz solidale al contenitore cilindrico
rotante attorno al suo asse, in cui lasse z coincida con lasse di rotazione del serbatoio cilindrico e
lasse r sia lasse radiale. Inoltre lorigine O del riferimento si trovi sulla superficie libera del livello
del liquido quando il contenitore in quiete:
z

k
d

er

In tale sistema di riferimento la forza di corpo vale: r = 2 re r . Infatti i vettori , r


sono definiti dalle: = k ,r = re r , essendo e r il versore dellasse r. Di conseguenza lequazione
indefinita dellidrostatica assume la forma:
grad( p ) = gk + 2 re r

(46)

La componente verticale del gradiente di pressione pari alla forza peso per unit di volume,
mentre quella orizzontale alla forza centrifuga per unit di volume. Questultima dipende dalla
posizione: aumenta con la distanza dallasse di rotazione. Ponendo la (46) nella forma:
2

2 r
=0
grad p + gz
2

(47)

si pu ottenere la distribuzione di pressione:


p = cos t gz + 2

r2
2

(48)

nota la pressione in un punto qualsiasi. Lequazione delle superfici isobare, conglobando nella
costante della (48) la pressione, data dalla:
z = cos t +

2
2g

r2

(49)

La superficie libera e le superfici isobare sono paraboloidi di rotazione. Eguagliando il volume di


liquido che si innalza a quello che si abbassa, rispetto al livello originario in quiete, si pu
dimostrare che la superficie libera si abbassa sullasse di rotazione della stessa quantit d =

R2
4g
di cui si innalza sui bordi. In definitiva, nel sistema di riferimento considerato, lequazione della
superficie libera assume la forma:
z=

2
2g

r2

2
4g

R2

(50)

Esercizio 2.4.1
Un serbatoio parallelepipedo, lungo L=8m, largo b=2m e profondo H=3m, contiene h=1.5m
dacqua g=9806Nm-3. Se viene sottoposto ad una accelerazione orizzontale di a=2.45 ms-2 nel
senso della lunghezza, calcolare la forza che lacqua esercita sulle due pareti estreme del
serbatoio.
z
d

H
ai
h

d
x

gk

L
-a i

Cominciamo col calcolare langolo di cui si inclina la superficie libera, tenendo conto del fatto che
in questo caso laccelerazione ha solo la componente orizzontale (=0):
aT cos( )
a
= arctan = 14
g
g + aT sin( )

= arctan

Linnalzamento e labbassamento sulle pareti di estremit sono pari a:

d=

L
La
2.45
tan( ) =
= 4
= 1m
2
2g
9.81

Il livello raggiunto dallacqua nella parete posteriore, dove si innalza, pari a:


La
La
h+d = h+
= 2.5m , nella parete anteriore, dove si abbassa, pari a: h d = h
= 0.5m .
2g
2g
Dobbiamo ora calcolare la spinta dellacqua sulle pareti di estremit. A tal proposito, fissato un
sistema di riferimento solidale al serbatoio con origine sul fondo, dobbiamo determinare la
pressione nei centri di figura delle superfici bagnate di estremit, utilizzando lespressione (42), in
cui la costante viene determinata imponendo che per x=0, z=h, la pressione relativa nulla (la
pressione assoluta pari alla pressione atmosferica):
p = g (h z ) ax

sulle superfici rettangolari di estremit la pressione vale pertanto:


h
L
a = 9810 0.75 1000 2.45 2 = 2458Pa
2
4
h
L
p p = g + a = 9810 0.75 + 1000 2.45 2 = 12258Pa
2
4

p a = g

Note le pressioni nei centri di figura si possono calcolare le spinte, i cui versi sono, rispettivamente,
i sulla superficie anteriore e i su quella posteriore:
2
aL
La
g 2 aL aLh

bi =
h
h
S a = pa Aa i =
b h +
i = 2463i N
2
2 g
2 g
2
2 g
g

2
aL
La
g
g 2 aL aLh
+
b( i ) =
h +
h +
S b = pb Aa i =
b h +
i = 61263i
2
2 g
2g
2
2 g
g

Sommando le spinte, che non hanno medesima retta dazione, si ottiene la spinta risultante:
S a + S b = bLhai = 58800i

pari alla forza dinerzia complessivamente esercitata sulla massa liquida e dovuta alla accelerazione
a.

Esercizio 2.4.2
Un serbatoio cilindrico circolare, diametro D=1 m, altezza H=2 m, contiene acqua, g=9806Nm-3,
fino ad una altezza h=1.5 m. Se il cilindro ruota attorno al proprio asse, quale velocit angolare
costante pu essere raggiunta senza far uscire lacqua? Qual la pressione in C e D, se =6
rad/s?
Adottando un sistema di riferimento Orz solidale al cilindro rotante, asse r radiale, asse z
coincidente con lasse del cilindro e origine sulla superficie libera del liquido in quiete, si visto
che il paraboloide di rotazione, in cui si trasforma la superficie libera iniziale, si abbassa sullasse
della stessa quantit d di cui si innalza sul bordo. Tale quantit pari a:

d=

2
4g

R2

Se pertanto il cilindro riempito in quiete fino allaltezza h, affinch in rotazione non fuoriesca dal
cilindro, si dovr avere che:
h+

2
4g

R2 H

2
4g

R2 H h

4 g (H h )
= 8.86rad / s
R

Consideriamo la distribuzione di pressione (48) e determiniamo la costante imponendo che per r=0,
z=

R 2 , la pressione nulla: si tratta infatti del punto della superficie libera che interseca lasse
4g
di rotazione. Si determina cos la distribuzione di pressione nella massa in rotazione:

p=

R2
r 2
gz
2
2

Grazie alla quale possono essere calcolate le pressioni nei punti C, D:

1000 6 2
0.52 = 12465 Pa
4
4
2
1000 6 2
2
pD = gh +
R = 9810 1.5 +
0.52 = 16965Pa
4
4
z

pC = gh

R 2 = 9810 1.5

k
d
h

er