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Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA.

Capitolo 5 pagina 107

Marzo 1, 2011

107

CAPITOLO 5

Correnti incomprimibili
viscose
Introduzione Questo capitolo e` dedicato allo studio delle correnti incomprimibili
di un fluido viscoso. Nel primo paragrafo si descrive il fenomeno della viscosit`a nel
caso semplice di una corrente che si muove in una sola direzione. Nel paragrafo 5.2
questa nozione primitiva di viscosit`a e` estesa al caso generale per ricavare lespressione
della forza agente sulle particelle del fluido dovuta alla sua viscosit`a in una corrente
tridimensionale, sempre incomprimibile. Nel paragrafo 5.3 il nuovo termine della
forza viscosa e` aggiunto nellequazione della quantit`a di moto, cos` da potere scrivere
il sistema delle equazioni di NavierStokes che governano le correnti incomprimibili
viscose. Le condizioni supplementari, iniziali e al contorno, necessarie per ottenere un
problema matematicamente completo sono presentate nel paragrafo 5.4, assieme alle
loro condizioni di compatibilit`a, analogamente a quanto visto nel capitolo 3 per il caso
non viscoso e le equazioni di Eulero incomprimibili.
Nel paragrafo 5.5 si introduce la forma adimensionale delle equazioni di Navier
Stokes e si definisce il numero di Reynolds. Nei paragrafi successivi si ricavano alcune
soluzioni analitiche delle equazioni in regioni dalla geometria molto semplice, per
correnti incomprimibili viscose, sia stazionarie sia variabili.
Per quanto riguarda le correnti stazionarie, il paragrafo 5.6 e` dedicato allo studio
della corrente unidirezionale di un fluido che riempie lo spazio fra due pareti piane
parallele, di cui una eventualmente in moto con velocit`a costante, in presenza o meno di
un gradiente di pressione uniforme in tutta la regione occupata dal fluido. Si considera
anche la corrente di un fluido allinterno di un tubo causata della presenza di un
gradiente di pressione parallelo allasse del tubo. Si analizza inoltre il moto di uno
strato di fluido che scorre su un piano inclinato a causa del campo di gravit`a terrestre.
Il paragrafo 5.7 e` invece dedicato allo studio della corrente incomprimibile viscosa
attorno a una sfera per velocit`a molto piccole. Nel paragrafo 5.8 si discute il paradosso
di Stokes per la corrente viscosa a basse velocit`a attorno a un cilindro.
Per quanto riguarda i problemi dipendenti dal tempo, nel paragrafo 5.9 si studia
come un fluido inizia a muoversi in virt`u dellattrito viscoso a causa della traslazione
improvvisa di una parete piana; di questo tipo di correnti unidirezionali considereremo
due esempi particolari. Nel primo caso la regione occupata dal fluido e` un semispazio,
nel secondo caso e` lo spazio compreso fra due lastre parallele.
Il paragrafo 5.10 e` dedicato ad alcune soluzioni esatte delle equazioni incomprimibili in coordinate cilindriche quando il fluido si muove lungo traiettorie circolari. Si
esamina dapprima la corrente stazionaria generata in una regione compresa fra due
superfici cilindriche che possono ruotare con velocit`a angolari costanti diverse attorno
allo stesso asse. Si analizza inoltre levoluzione di una colonna di fluido che allistante
iniziale ruota in modo rigido e che e` frenata dallarresto improvviso della parete cilindrica delimitante il fluido e infine il decadimento nel tempo di un vortice rettilineo e di
un vortice attorno a un cilindro rigido la cui rotazione e` arrestata istantaneamente.
Il paragrafo 5.11 e` dedicato a una descrizione pi`u articolata del fenomeno della
viscosit`a. Per capire il meccanismo frenante dellattrito interno in un fluido e` necessario
considerare la situazione pi`u generale in cui esso pu`o essere anche comprimibile.
Presenteremo pertanto unanalisi che va oltre i confini stabiliti dallipotesi di corrente
incomprimibile, per cui il paragrafo in questione pu`o essere considerato un intruso
in questo capitolo. Tuttavia le equazioni di NavierStokes incomprimbili sono molto
importanti ed e` necessario ricavare lespressione della forza di attrito viscoso agente
su un corpo fermo in una corrente incomprimibile secondo il procedimento rigoroso
mostrato nel paragrafo 5.12.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 108

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CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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Nel paragrafo 5.13 si studia invece come varia lenergia cinetica del fluido in una
corrente incomprimibile viscosa. Si dimostra che lenergia cinetica de tutto il fluido
che si muove in una regione limitata da pareti rigide deve necessariamente diminuire nel
tempo a causa dellazione delle forze di frenamento viscoso che agiscono allinterno
del fluido.
Gli ultimi due paragrafi del capitolo sono infine dedicati alla presentazione delle
equazioni che governano la convezione naturale nei liquidi e le correnti incomprimibili
nei sistemi di riferimento rotanti.

5.1 Viscosita` dinamica e viscosita` cinematica


Le soluzioni della corrente stazionaria incomprimibile e irrotazionale attorno a una
sfera o a un cilindro circolare calcolate nel capitolo precedente mostrano che un fluido
supposto idealmente non viscoso scivola sulla superficie del corpo attorno al quale
scorre. Questo risultato e` una conseguenza dellipotesi di viscosit`a nulla e si traduce
matematicamente nel potere imporre la condizione al contorno solo sulla componente
normale della velocit`a, che si annuller`a quando la superficie e` ferma.
Lesame delle correnti di qualunque fluido reale rivela invece che non si verifica
alcuno scivolamento del fluido sulle superfici dei corpi solidi. Negli esperimenti si
osserva infatti che sulla superficie dei corpi fermi la velocit`a del fluido e` nulla, ovvero
che si annulla oltre alla componente normale anche quella tangente. La regione in
cui si verifica la riduzione del modulo della velocit`a dal valore asintotico, a grande
distanza dal corpo, al valore nullo su di esso pu`o essere di dimensioni confrontabili o
addirittura maggiori di quelle caratteristiche del corpo stesso, oppure pu`o essere una
zona molto sottile in prossimit`a della sua superficie. Quando la zona di transizione in
cui |u| decresce rapidamente, ma comunque in modo continuo, da un valore assegnato
fino al valore nullo e` molto sottile e` chiamata strato limite. Nello strato limite gli effetti
della viscosit`a del fluido sono importanti e non possono pi`u essere trascurati, per cui il
modello di fluido non viscoso considerato finora deve essere abbandonato.

Per comprendere la situazione dobbiamo precisare cosa significa il termine fluido


viscoso. A questo fine, consideriamo il caso di una semplice corrente cosiddetta di
taglio, ovvero di un campo di velocit`a piano unidirezionale del tipo:

u(y)
y = costante

Figura 5.1

Campo di velocit`a di taglio

u(r) = [u(y), 0, 0] = u(y) x ,

come mostrato di fianco. Nel caso di un fluido che si e` supposto non viscoso il vettore
sforzo, s, cio`e la forza per unit`a di area della superficie di contatto, che il fluido
immediatamente sopra un piano y = costante esercita sul fluido immediatamente al di
sotto, non ha alcuna componente tangente. Viceversa, per un fluido viscoso il vettore
sforzo ha una componente tangente sx tipicamente diversa da zero. Infatti la velocit`a
del fluido nella zona superiore e` maggiore di quella del fluido nella zona inferiore per
cui il primo tender`a ad aumentare la velocit`a del secondo, grazie a una forza di taglio.
A sua volta, il fluido immediatamente sotto il piano y = costante esercita una forza sul
fluido al di sopra, ed essendo la sua velocit`a nella zona inferiore pi`u piccola di quella
nella zona superiore, il fluido sotto tender`a a ridurre la velocit`a di quello sopra. Nel
caso particolare di fluido viscoso newtoniano la componente di taglio sx del vettore
s e` proporzionale alla derivata della velocit`a, ovvero, nel caso considerato, vale la
relazione
sx =

du
,
dy

dove e` una propriet`a del fluido chiamata viscosit`a dinamica o pi`u semplicemente
viscosit`a. Molti fluidi reali, come lacqua e laria, si comportano secondo la precedente
relazione lineare, ma esistono anche molti altri fluidi viscosi, come le vernici, i polimeri,
la maionese e il miele, che hanno un comportamento pi`u complicato che e` detto non
newtoniano.

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Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.2: Forza di attrito viscoso

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Da un punto di vista dinamico una grandezza molto importante risulta essere la viscosit`a
cinematica che e` definita dal rapporto fra la viscosit`a dinamica e la densit`a del fluido

= .

Nella tabella 1 sono riportati i valori della densit`a , della viscosit`a dinamica e di
quella cinematica relativi al mercurio, allacqua (allo stato liquido e di vapore) e
allaria in condizioni termodinamiche standard, ovvero alla temperatura di T = 300 K
e alla pressione atmosferica Patm = 1.01 105 Pa.
Tabella 1.

Propriet`a meccaniche di alcuni fluidi alla temperatura di T = 300 K e


alla pressione atmosferica Patm = 1.01 105 Pa
densit`a

viscosit`a dinamica

kg/m3

Fluido

kg/(m s)

1.56 103
1.0 103
12.3 106
18.5 106

mercurio, Hg
13 550
acqua, H2 O
998
vapore, H2 O a 100 C
0.60
aria
1.18

viscosit`a cinematica
m2 /s
0.115 106
1.0 106
20.5 106
15.6 106

Come si mostrer`a alla fine del paragrafo 10.1, il valore di (e quindi anche di )
pu`o variare sensibilmente con la temperatura e dipende anche, seppure in modo meno
sensibile, dalla pressione del fluido. Tuttavia, in tutto questo capitolo consideremo
un modello di fluido in cui la densit`a e la viscosit`a dinamica sono costanti. Nei
precedenti capitoli la condizione di densit`a uniforme e costante e` stata sempre indicata
esplicitamente scrivendo la densit`a come . In modo analogo, in questo capitolo
indicheremo con la viscosit`a dinamica quando essa potr`a essere considerata una
costante caratteristica del fluido, indipendente cio`e da temperatura e pressione. La
viscosit`a cinematica sar`a invece indicata sempre senza alcuna sopralineatura dato
che luso di questa grandezza e` qui limitato al caso incomprimibile con fluidi di densit`a
uniforme e con viscosit`a costante, per cui la definizione effettiva del coefficiente di
viscosit`a cinematica e`
=

Solo nel paragrafo 5.11 considereremo il caso generale dei fluidi comprimibili nei quali
lintensit`a dellattrito viscoso risulta dipendere dalle condizioni termodinamiche del
fluido. In quel paragrafo il coefficiente di viscosit`a dinamica potr`a dipendere dalle
variabili termodinamiche T e P.

5.2 Forza di attrito viscoso

y
z
y

x
sx (y + y)

sx (y)
x
z

Azione della componente x


dello vettore sforzo viscoso s nella
corrente di taglio u = u(y)
Figura 5.2

Lo sforzo viscoso nel caso della corrente di taglio ora considerata provoca una forza
tangenziale per unit`a di volume parallela alla velocit`a. Consideriamo infatti un volumetto di fluido di forma prismatica con base x z e altezza y avente il vertice
inferiore sinistro nel punto (x, y, z), vedi figura 5.2. La componente nella direzione
x del vettore sforzo viscoso che agisce sul fluido contenuto nel volumetto attraverso
, dal momento che il fluido esterno pi`u veloce
la faccia superiore e` data da du(y+y)
dy
tende ad aumentare la velocit`a del fluido nel volumetto. Al contrario la componente x
di s agente attraverso la faccia inferiore e` data da du(y)
e il fluido esterno pi`u
dy poich
lento tende a ridurre la velocit`a del fluido nel volumetto. La forza netta per unit`a di
volume avr`a allora la direzione dellasse x e tale componente sar`a data dalla differenza
du

dy y+y du
du
du
x z
dy y
visc
=
.
Fx =

dy
dy x y z
y
y+y

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 110

110

CAPITOLO 5

Correnti incomprimibili viscose

y
u(y)
x

u(y)
x
Figura 5.3 Gradienti della velocit`a anche
grandi possono causare nessun effetto
viscoso (figura in alto) dato che la
componente Fxvisc della forza viscosa per
unit`a di volume non e` determinato dalla
pendenza della funzione u = u(y) ma
dalla sua curvatura (figura in basso)

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Facendo tendere a zero lo spessore orizzontale del volumetto, la componente non nulla
della forza viscosa per unit`a di volume varr`a

d
du
Fxvisc =

.
dy
dy
Occorre per`o tenere presente che la velocit`a u dipende dalle tre coordinate spaziali,
ovvero si ha in generale u = u(x, y, z), per cui la derivata nella formula precedente e`
una derivata parziale, ovverosia risulta
Fxvisc

=
y

u(x1 , y1 , z)
x

La componente u della
velocit`a varia in generale anche
muovendosi parallelamente allasse z

Figura 5.4

y
z
sx (z)
y

sx (z + z)

x
z

Contributo alla forza viscosa


dovuto alla variazione di u lungo la
direzione z

Figura 5.5

.
y

Questo termine dovr`a essere aggiunto nel secondo membro dellequazione della quantit`a di moto, o meglio, nellequazione relativa alla sua componente x. In particolare,
se la viscosit`a dinamica e` costante, = , lespressione precedente diventa
Fxvisc =

x = x1
y = y1

Marzo 1, 2011

2u
.
y2

Lespressione del contributo di forza viscosa appena ricavato permette di capire perche
gli effetti viscosi possono diventare molto importanti nello strato limite di una generica
corrente viscosa. Il motivo e` che il gradiente della velocit`a pu`o diventare molto
maggiore nello strato limite che non nelle altre parti della corrente, poiche in uno strato
molto sottile pu`o verificarsi una variazione molto grande della velocit`a in uno spessore
molto sottile e quindi lo sforzo viscoso sar`a corrispondentemente grande. A sua volta,
la derivata dello sforzo viscoso potr`a essere grande. Nello strato sottile in cui ci`o si
verifica, la forza viscosa deve pertanto essere tenuta in conto anche se la viscosit`a e`
tanto piccola da permettere di trascurarne gli effetti nelle altre regioni della corrente.
La forza per unit`a di volume appena trovata costituisce solo una parte della componente della forza lungo la direzione x dovuta alla viscosit`a del fluido. In realt`a il
campo di velocit`a, anche se ha solo la componente in direzione x, pu`o variare anche
muovendosi lungo laltra direzione normale allasse x, cio`e parallelamente allasse
z, come mostrato in figura 5.4. E` quindi necessario considerare anche la forza che
agisce sul fluido contenuto nel volumetto attraverso le due superfici elementari verticali parallele allasse x, di area x y. La componente nella direzione x del vettore
sforzo viscoso che agisce sul fluido contenuto nel volumetto attraverso la faccia anteriore nella figura 5.5 e` data da u(x,y,z+z)
, dal momento che il fluido davanti pi`u
z
veloce tende ad aumentare la velocit`a del fluido nel volumetto. Al contrario la componente x del vettore sforzo agente attraverso la faccia posteriore e` data da u(x,y,z)
z
poiche il fluido dietro pi`u lento tende a ridurre la velocit`a del fluido nel volumetto. La
componente x di questo secondo contributo della forza viscosa sar`a allora data dalla
differenza

u
x y
u

u
visc

Fx =
z z+z
z z x y z
z
z
avendo fatto tendere a zero lo spessore z del volumetto.

u(x1 )

u(x3 )
u(x2 )
x

La componente x della
velocit`a varia in generale anche lungo la
direzione x

Figura 5.6

Da ultimo, la componente u della velocit`a potr`a variare anche muovendosi lungo la


direzione x, come schematizzato nella figura 5.6. Esiste un meccanismo di frenamento
viscoso agente sulla velocit`a del fluido in direzione x che si esercita attraverso le due superfici elementari del volumetto perpendicolari alla direzione x, di area y z. Come
sar`a discusso nel paragrafo 5.11 nel caso generale comprimibile, questo frenamento
viscoso, che si esercita sul fluido nella stessa direzione lungo la quale varia la velocit`a,
fa intervenire anche un altro coefficiente di viscosit`a, diverso dal . Tuttavia, nel caso
particolare di correnti incomprimibili, leffetto di attrito viscoso in direzione parallela
alla velocit`a fa intervenire solo il coefficiente di viscosit`a dinamica , o meglio la sua

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PARAGRAFO 5.3: Equazioni di NavierStokes incomprimibili

111

versione costante . Si mostrer`a infatti che il terzo contributo alla componente x della
forza viscosa per unit`a di volume e` dato da
visc
2u
F x = 2 ,
x

corrente incomprimibile

ovvero ha la stessa forma dei due precedenti associati alle variazioni trasversali della
velocit`a. Sommando ora i tre contributi trovati si ottiene la componente x della forza
viscosa per unit`a di volume agente in ogni punto del fluido:
Fxvisc =

2u
2u
2u
+
+
= 2 u,

x2
y2
z 2

dove 2 rappresenta quindi loperatore laplaciano. Il risultato trovato e` valido per


ognuna delle tre componenti cartesiane della velocit`a. Sommando quindi le tre relazioni
per le tre componenti cartesiane del vettore sforzo si ottiene lespressione vettoriale
della forza per unit`a di volume agente nel fluido in una corrente incomprimibile

Fvisc = 2 u x + 2 v y + 2 w z
= 2 (u x + v y + w z )

= 2 u,

corrente incomprimibile.

Dividendo questa grandezza per la densit`a uniforme del fluido, si ottiene la forza
viscosa per unit`a di massa f visc = Fvisc / che risulta essere data dalla (notevolmente)
semplice espressione:
f visc = 2 u,

corrente incomprimibile.

5.3 Equazioni di NavierStokes incomprimibili


Includendo la forza viscosa per unit`a di massa 2 u nel secondo membro dellequazione dinamica della velocit`a dedotta nel paragrafo 2.3, il sistema delle due equazioni
che governano la corrente incomprimibile di un fluido viscoso (newtoniano) avente
densit`a uniforme assume la forma seguente
u
P
+ (u )u +
= 2 u + g,
t

u = 0.
Questo sistema e` noto con il nome di equazioni di NavierStokes per le correnti
incomprimibili. Il sistema e` costituito da due equazioni, la prima vettoriale e la
seconda scalare, nelle due funzioni incognite u(r, t) e P(r, t), essendo una costante
nota. Pertanto il sistema ha tante equazioni quante incognite e pu`o essere risolto una
volta completato con le necessarie condizioni iniziale e al contorno.
Come nel caso delle equazioni di Eulero, per correnti incomprimibili, la pressione
e` presente nel sistema onde fornire i gradi di libert`a necessari per potere imporre
la condizione dincomprimibilit`a sul campo della velocit`a. Tecnicamente si esprime
questo fatto dicendo che P(r, t) costituisce il moltiplicatore di Lagrange associato al
vincolo u = 0 che deve essere soddisfatto dalla velocit`a u(r, t) in ogni punto r e in
ogni istante t.
Il campo della forza esterna g potr`a anche essere diverso dal campo gravitazionale
e in generale potr`a dipendere dallo spazio ed eventualmente anche dal tempo, ovvero,
g = g(r, t).

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 112

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CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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Teorema di Bernoulli e correnti viscose


Come e` stato sottolineato nellintroduzione al Capitolo 3, lespressione fluido non
viscoso pu`o indurre in errore, in quanto ogni fluido e` in grado di trasmettere sforzi
di taglio quando la rapidit`a con cui si deforma non e` nulla. Nonostante questo, per
comodit`a, si e` impiegata questa espressione per indicare quei campi di moto in cui la
viscosit`a del fluido svolgeva un ruolo marginale.
Nel derivare le differenti versioni del teorema di Bernoulli, in particolare, si e`
fatto uso dellipotesi di assenza di viscosit`a. E` importante a questo punto, una volta
acquisiti gli strumenti necessari, ritornare sulle dimostrazioni del teorema di Bernoulli
per meglio apprezzarne in significato, senza dover introdurre lipotesi di fluido non
viscoso e cos` comprendendo meglio anche le conseguenze di questa ipotesi adottata
nei capitoli precedenti.
Consideriamo una corrente incomprimibile di un fuido di densit`a uniforme soggetto
a un campo di forze conservative con energia potenziale per unit`a di massa (r).
Lequazione di bilancio della quantit`a di moto, nel caso particolare di corrente stazionaria, potr`a essere scritta nella forma

P
|u|2
(u) u 2 u =
+
+ .

2
E` conveniente a questo punto riscrivere il laplaciano della velocit`a utilizzando lidentit`a
vettoriale 2 u = ( u) + ( u) che, grazie alla solenoidalit`a del campo
della velocit`a, si riduce a 2 u = , essendo u = il campo di vorticit`a.
Effettuando la sostituzione nellequazione della quantit`a di moto, si ottiene quindi

P
|u|2
u + =
+
+ .

2
Analizziamo ora la validit`a delle versioni del teorema di Bernoulli, precedentemente
dimostrate, quando gli effetti viscosi non siano a priori trascurabili.
Consideriamo innanzitutto la prima versione del teorema, ovvero quella relativa
a una corrente stazionaria in generale rotazionale. Effettuiamo il prodotto scalare di
entrambi i membri della precedente equazione per il vettore s(r) parallelo in ogni punto
al campo di velocit`a o, in alternativa, al campo di vorticit`a, otteniamo

|u|2
P
+
+ .
s u + s = s

2
Essendo (u)u = u perpendicolare sia al vettore velocit`a sia al vettore vorticit`a,
la scelta della direzione di s implica che, in entrambi i casi, lequazione si riduce a

P
|u|2
s = s
+
+ .

2
Al contrario, il termine rimasto a primo membro in generale non si annulla. Esso e`
nullo solo nel caso, del tutto particolare, in cui o = 0, per esempio per una
corrente irrotazionale o con vorticit`a uniforme, o nel caso molto speciale in cui
sia perpendicolare a s. Possiamo quindi dire che, in generale, la prima versione del
teorema di Bernoulli non si estende al caso viscoso, se non aggiungendo ulteriori ipotesi
sulle caratteristiche della corrente rispetto a quelle del caso non viscoso.
Diverso e` il caso della seconda e della terza versione del teorema di Bernoulli, cio`e
quelle relative alle correnti irrotazionali, sia stazionarie sia dipendenti dal tempo. In
entrambi i casi, infatti, lipotesi di irrotazionalit`a della corrente permette di eliminare
il termine viscoso , dato che = 0. In conclusione, possiamo allora affermare
che le versioni del teorema relative a correnti irrotazionali stazionarie o dipendenti dal
tempo si estendono identiche al caso viscoso mentre ci`o non e` vero per la versione del
teorema riguardante le correnti stazionarie rotazionali.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 113

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.3: Equazioni di NavierStokes incomprimibili

113

Come vedremo nel prossimo capitolo sullo strato limite, nelle correnti con numero
di Reynolds elevato possono essere distinte zone in cui gli effetti della viscosit`a sono
trascurabili, e quindi pu`o essere adottato localmente il modello di fluido non viscoso, e
zone nelle quali i fenomeni legati alla viscosit`a giocano invece un ruolo fondamentale.
Nelle zone del modello di fluido non viscoso e` allora legittimo applicare il teorema di
Bernoulli, quando sono soddisfatte le sue ipotesi, anche se la corrente nel suo complesso
risente degli effetti della viscosit`a.
Approfondimento 1

Equazioni di NavierStokes in coordinate cilindriche


Se la regione in cui si muove il fluido e` assisimmetrica, ossia e` invariante per rotazioni
attorno a un asse che chiameremo asse z, allora e` conveniente utilizzare un sistema
di coordinate cilindriche per descrivere il moto del fluido. Ricordando le equazioni
di Eulero in coordinate cilindriche ricavate nel paragrafo 3.3, le equazioni di Navier
Stokes in coordinate cilindriche si ottengono aggiungendo il termine viscoso, che e`
riportato nel paragrafo A.8 dellappendice A. Otteniamo quindi

u R
u R
u u R
1 P
u R
+ uR
+
u + uz
+
t
R
R

z
R

uR
2 u
2
,
= uR 2 2
R
R

u
u
u u
1 P
u
+ uR
+
+ u R + uz
+
t
R
R

z
R

u
2 u R
2
= u 2 + 2
,
R
R
u z
u u z
u z
1 P
u z
+ uR
+
+ uz
+
= 2u z ,
t
R
R
z
z
1 (Ru R )
1 u
u z
+
+
= 0,
R R
R
z
dove loperatore laplaciano in coordinate cilindriche e`
2u =

1 u
1 2u
2u
R
+ 2 2 + 2.
R R
R
R
z

Nel caso particolare in cui il campo di velocit`a iniziale u0 e le condizioni al


contorno sono assisimmetrici, ossia indipendenti da , sono possibili soluzioni del
campo di moto aventi la stessa simmetria di invarianza per rotazioni attorno allasse,
del tipo
u = u(R, z, t)

P = P(R, z, t).

Questi campi sono governati dalle equazioni di NavierStokes per correnti incomprimibili assisimmetriche che si ottengono dalle precedenti eliminando tutti i termini
contenenti la derivata rispetto a , ovvero,

u 2
u R
u R
1 P
1 u R 2 u R
uR
u R
R
+
+ uR
+ uz

+
=
2 ,
t
R
z
R
R
R R
R
z 2
R

2
u z
uz
u z
u z
1 P
1
u z
R
+
+ uR
+ uz
+
=
,
t
R
z
z
R R
R
z 2

u
u
u
u u R
1 u 2 u
u
R
+
+ uR
+ uz
+
=
2 ,
t
R
z
R
R R
R
z 2
R
1 (Ru R ) u z
+
= 0.
R R
z

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 114

114

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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Nelle correnti assisimmetriche il vincolo dincomprimibilit`a non coinvolge la componente angolare u della velocit`a. Questa incognita rimane tuttavia accoppiata alle due
altre componenti della velocit`a u R e u z a causa della presenza del termine u 2 /R nella
prima equazione del sistema.
Tuttavia, se in tali correnti la componente di swirl e` nulla e quindi la velocit`a e`
contenuta nei piani assiali, le equazioni di NavierStokes in coordinate cilindriche per
correnti assisimmetriche si riducono al seguente sistema di sole tre equazioni

u R
uR
u R
u R
1 P
1 u R 2 u R

,
R
+
+ uR
+ uz
+
=
t
R
z
R
R R
R
z 2
R2

u z
u z
u z
1 P
1 u z 2 u z
R
+
+ uR
+ uz
+
=
,
t
R
z
z
R R
R
z 2
1 (Ru R ) u z
+
= 0.
R R
z

Approfondimento 2

Equazioni di NavierStokes in coordinate sferiche


Se la regione in cui si muove il fluido e` delimitata da due superfici sferiche concentriche,
allora e` conveniente utilizzare un sistema di coordinate sferiche per descrivere il moto
del fluido. Ricordando le equazioni di Eulero in coordinate sferiche ricavate nel paragrafo 3.3, le equazioni di NavierStokes per le correnti incomprimibili in coordinate
sferiche assumono la forma seguente

u
1 u r
1 P
u r
u u r
u r
+ ur
+
u +
u +
t
r
r

r sin
r

2u r
2 u
2 sin u
= 2 ur 2 2
,
2

r
r sin
r sin
u
u
u
+ ur
+
t
r
r

= 2u

1 P
u
cos u +

u
2 u r
2 cos u
,
+ 2
2 2
2
2
r sin
r sin
r
u
+ ur

u
r sin

u
u
u
u
1
1
u u
P
+ ur
+
+
+ cos u + u r +
t
r
r
r sin
r sin

u
2 u r
2 cos u
= 2u 2 2 + 2 2
,
+ 2
r sin
r sin
r sin

1 2
1
1 u

r ur +
sin u +
= 0,
2
r sin
r sin
r r

dove loperatore di Laplace in coordinate sferiche e`


2u =

1
u
1
1 2 u

2u
r
+
sin

+
.
r

r 2 r
r 2 sin
r 2 sin2 2

Nel caso particolare in cui il campo di velocit`a iniziale u0 e le condizioni al


contorno sono assisimmetrici, ossia indipendenti da , sono possibili soluzioni del
campo di moto aventi la stessa simmetria di invarianza per rotazioni attorno allasse,
del tipo
u = u(r, , t)

P = P(r, , t).

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 115

Marzo 1, 2011

ISBN XX-abc-defg-h

PARAGRAFO 5.4: Condizione iniziale e condizione al contorno

115

I campi u(r, , t) e P(r, , t) sono allora governati dalle equazioni di NavierStokes per
le correnti incomprimibili assisimmetriche che si ottengono dalle precedenti eliminando
tutti i termini contenenti la derivata rispetto a , ovvero,

u 2
u r
u r
u u r
1 P
+ ur
+
u
+
t
r
r

r
r


2 sin u
1 2 u r
1
u r 2u r
= 2
r
+ 2
sin
2 2
,
r

r r
r sin
r
r sin

cot u 2
u
u u
1 P
u
+ ur
+
+ ur
+
t
r
r

r
r

1
u
u
1 2 u

2 u r
= 2
r
+ 2
sin
2 2 + 2
,
r

r r
r sin
r sin
r
u
u
u
u u
+ ur
+
+
(cot u + u r )
t
r
r
r

u
u
1

1 2 u
r
+ 2
sin
2 2 ,
= 2
r

r r
r sin
r sin

1 2
1

r ur +
sin u = 0.
r sin
r 2 r

5.4 Condizione iniziale e condizione al contorno


Le equazioni di NavierStokes sono delle equazioni differenziali alle derivate parziali
e da sole non costituiscono ancora un problema completo. Infatti, come in qualunque
problema differenziale, queste equazioni richiedono la specificazione di alcune condizioni supplementari per ottenere un problema ben posto, un problema cio`e che
ammetta una soluzione unica (in un senso opportuno) almeno nei casi pi`u semplici.
Come abbiamo gi`a accennato nel capitolo 3 sulle equazioni di Eulero incomprimibili, condizioni supplementari sono ad esempio necessarie per potere risolvere
qualunque problema di dinamica di un punto materiale. In questo caso la legge fondamentale della dinamica d 2 r/dt 2 = f(r, dr/dt) e` unequazione differenziale ordinaria
del secondo ordine per lincognita r = r(t), che rappresenta il vettore posizione del
corpo, la cui soluzione richiede di specificare le due condizioni iniziali r(0) = r0 e
dr(0)/dt = v0 . Nel caso delle equazioni di NavierStokes e` invece necessario specificare solo una condizione iniziale (vettoriale): la velocit`a iniziale del fluido in ogni
punto, ovvero,
u(r, 0) = u0 (r),
dove u0 (r) e` un campo di velocit`a noto. In effetti, lequazione evolutiva della velocit`a
e` del primo ordine nel tempo, dato che la posizione delle particelle del fluido e` estranea
alla descrizione euleriana del suo moto. Non esiste invece alcuna condizione iniziale
per la pressione dato che non esiste unequazione devoluzione per questa variabile, che
nelle correnti incomprimibili sappiamo essere un semplice moltiplicatore di Lagrange.
E` pertanto un errore volere specificare il campo di pressione iniziale.
Ma le equazioni di NavierStokes, come quelle di Eulero, sono differenziali anche
dal punto di vista spaziale in quanto esse contengono anche le derivate rispetto alle
coordinate spaziali: il gradiente, la divergenza, loperatore di derivata direzionale ma
soprattutto loperatore laplaciano. Come conseguenza, per ottenere un problema che

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 116

116

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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possa avere una sola soluzione, occorre specificare le opportune condizioni al contorno.
Il tipo di condizioni che possono o debbono essere fornite dipende dal tipo di equazioni
e dalla natura del contorno nel problema in esame.
Senza alcuna pretesa di analizzare questo aspetto in modo completo, nel caso delle
equazioni per correnti incomprimibili di un fluido viscoso abbiamo una condizione
al contorno vettoriale da imporre su tutta la frontiera del dominio V in cui si studia
il moto del fluido. Questo deriva dal fatto che lequazione della quantit`a di moto e`
vettoriale e in essa e` presente il laplaciano dellincognita u. La condizione al contorno
consiste allora nello specificare il vettore velocit`a u su tutta la frontiera S = V e sar`a
scritta nel modo seguente
u(r, t)|S = b(r S , t)
con r S S. Il valore al contorno b(r S , t) della velocit`a deve essere specificato per
ogni punto r S S e ogni istante t > 0, come rappresentato schematicamente nella
figura 5.7 riferita a un tipico problema di corrente attorno a un profilo alare. Si noti
che la funzione b(r S , t) e` vettoriale e che la sua variabile spaziale e` indicata con r S per
evidenziare che il dominio di tale variabile e` limitato alla sola frontiera S, che nel caso
in figura diventa S = Sest Scorpo .
b(r S , t)

b(r S , t)

V
Sest

b=0
Scorpo

Dominio e condizioni al
contorno per una corrente incomprimibile
viscosa

Figura 5.7

La condizione al contorno per il vettore velocit`a e` molto pi`u forte di quella che e`
stata usata nello studio delle correnti non viscose. La differenza fondamentale e` che
linclusione del termine viscoso nellequazione della quantit`a di moto ha aumentato
lordine dellequazione differenziale alle derivate parziali di uno. Pertanto la vera
condizione al contorno della realt`a fisica e` inclusa nel modello di NavierStokes mentre
non poteva essere soddisfatta nel modello delle equazioni di Eulero.
Nel caso particolare in cui una parte del contorno coincide con un corpo solido
fermo che non permette ne il passaggio del fluido attraverso la sua superficie ne lo
scivolamento del fluido su di esso, la condizione per la velocit`a su questa parte del
contorno diventa omogenea
u(r, t)|corpo fermo = 0.
Questa condizione al contorno include:
La condizione di annullamento della componente tangente della velocit`a, che si
chiama condizione al contorno di adesione o di aderenza, in inglese no slip
condition. Questa condizione e` propria del modello fisico di fluido viscoso che
non permette uno slittamento del fluido sulle pareti dei corpi solidi e vale per ogni
fluido con viscosit`a 6= 0, per quanto piccolo possa essere il valore di .
La condizione di annullamento della componente della velocit`a normale al corpo,
detta di non penetrazione, che e` invece comune a qualunque modello di fluido
indipendentemente dal suo carattere viscoso o non viscoso.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 117

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PARAGRAFO 5.4: Condizione iniziale e condizione al contorno

117

Senza timore di essere ripetitivi, sottolineiamo che le condizioni supplementari sono


altrettanto importanti delle equazioni differenziali che governano il moto del fluido. In
realt`a, il tipo di condizioni che e` lecito e necessario imporre e` legato strettamente alla
natura delle equazioni differenziali stesse, sicche le condizioni iniziali e al contorno
possono essere considerate come una parte integrante del sistema di equazioni da
risolvere. Ad esempio, un elemento distintivo delle due equazioni di NavierStokes
e` lassenza di un termine con derivata temporale (prima) nella seconda equazione,
cio`e nella condizione dincomprimibilit`a. Corrispondentemente, in questo sistema la
pressione iniziale non pu`o essere imposta, anzi sarebbe sbagliato pensare di farlo.
Una volta completato dalle sue condizioni supplementari, iniziali e al contorno, il
sistema delle equazioni di NavierStokes costituir`a il seguente problema completo
u
P
+ (u )u 2 u +
= g,
t

u = 0,
u(r, 0) = u0 (r),
u(r, t)|S = b(r S , t).
I termini con il laplaciano della velocit`a e il gradiente della pressione sono scritti nel
primo membro dellequazione perche le due variabili u e P sono entrambe incognite
del sistema (la densit`a e` invece una costante nota).
Questo problema presenta la stessa situazione paradossale che abbiamo incontrato
nel paragrafo 3.4 discutendo le equazioni di Eulero per correnti incomprimibili. Se i
campi u(r, t) e P(r, t) soddisfano le equazioni e le condizioni del problema, e quindi
forniscono una sua soluzione, allora anche la coppia [u(r, t), P(r, t)+C(t)], dove C(t)
e` una funzione arbitraria, e` soluzione delle medesime equazioni e condizioni. Questo
si verifica facilmente sostituendo questi campi nelle equazioni e nelle condizioni e
osservando che C(t) = 0 in quanto la funzione C(t) non dipende da r.
Pertanto, data una soluzione del problema delle equazioni di NavierStokes incomprimibili, esistono infinite altre soluzioni che differiscono soltanto per il valore
di riferimento della pressione, valore che pu`o inoltre essere scelto arbitrariamente in
ogni istante. Come nel caso non viscoso, questa situazione e` conseguenza dellipotesi
dincomprimibilit`a, posta alla base del sistema di equazioni in esame, ma deriva anche
dallavere considerato un problema in cui la velocit`a (o meglio la sua componente
normale) e` prescritta su tutto il contorno S; questultima situazione e` tipica del moto
di un fluido contenuto in una regione delimitata da pareti rigide (correnti confinate).
Dal punto di vista fisico, il valore assoluto della variabile termodinamica pressione
non pu`o essere variato senza che questo si rifletta sulle altre variabili termodinamiche
del fluido. Quindi siamo di fronte a unincongruenza fra la descrizione teorica fornita
dalle equazioni di NavierStokes per correnti incomprimibili e i principi della termodinamica. In effetti, come si e` gi`a accennato nei paragrafi 2.4 e 2.5, lintroduzione
dellipotesi dincomprimibilit`a ha eliminato ogni considerazione termodinamica dal
quadro descrittivo del moto del fluido. Pertanto il paradosso dellarbitrariet`a del
livello della pressione delle correnti incomprimibili in una regione confinata e` una conseguenza diretta dellipotesi dincomprimibilit`a del fluido e questo paradosso scompare
nellambito della dinamica dei fluidi comprimibili.
Notiamo infine che nei problemi in cui il fluido entra nel domino (correnti aperte
e correnti esterne) e` possibile specificare il valore della pressione su una parte del
contorno al posto di quello della velocit`a normale. In questi casi il campo di pressione
relativo alla soluzione delle equazioni incomprimibili non risente pi`u dellarbitrariet`a
riscontrata nel caso delle correnti confinate. Inoltre il campo trovato e` definito univocamente in modo assoluto poiche la variabile P compare direttamente in una condizione
al contorno e non solo come argomento delloperatore gradiente.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 118

118

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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Condizioni di compatibilita` dei e fra i dati


Analogamente a quanto visto nel paragrafo 3.4 per il problema incomprimibile di un
fluido non viscoso, i dati delle condizioni supplementari iniziale e al contorno, u0 (r) e
b(r S , t), del problema incomprimibile viscoso considerato non possono essere assegnati in modo del tutto libero e indipendentemente luno dallaltro. Questa limitazione
e` del tutto evidente riguardo il campo della velocit`a iniziale u0 che, essendo la corrente
incomprimibile, dovr`a necessariamente essere a divergenza nulla. In altre parole il
campo di velocit`a iniziale u0 (r) deve soddisfare la condizione di compatibilit`a
u0 (r) = 0.
Ma anche il dato al contorno b(r S , t) non pu`o essere scelto in modo completamente
arbitrario. Infatti, integrando su tutta la superficie S la componente normale della
velocit`a b(r S , t) prescritta sul contorno, si ottiene immediatamente
I

n u(r, t)|S =

n b(r S , t),

per ogni istante di tempo t > 0. Daltra parte, in virt`u del teorema della divergenza
lintegrale del primo membro si pu`o trasformare in un integrale di volume, ovvero,
Z

u(r, t) =

n b(r S , t),

e, siccome il campo della velocit`a deve essere a divergenza nulla t > 0, tale integrale
e` nullo e quindi deve necessariamente essere
I

n b(r S , t) = 0

per ogni t > 0. Questa e` una condizione di compatibilit`a globale che la componente
normale del dato al contorno b(r S , t) deve rispettare per ogni t > 0 affinche il campo
di velocit`a possa soddisfare sempre il vincolo dincomprimibilit`a.
Infine, esiste unulteriore condizione che esprime la compatibilit`a fra il dato iniziale
e il dato al contorno, su S e per t = 0, che ha la forma seguente
n u0 (r)|S = n b(r S , 0),
e che risulta utile nello studio delle correnti attorno a corpi che partono in modo
impulsivo, argomento sul quale non ci soffermiamo.
Linsieme delle tre condizioni di compatibilit`a nel caso del problema viscoso e`
quindi dato da
u0 (r) = 0,
I
n b(r S , t) = 0,
S

n u0 (r)|S = n b(r S , 0).


Nei problemi stazionari non esiste alcun dato iniziale e il valore prescritto sul
contorno per la velocit`a non dipende dal tempo, abbiamo cio`e b = b(r S ), per cui esiste
la sola condizione di compatibilit`a
I

n b(r S ) = 0.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 119

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.5: Equazioni adimensionali: il numero di Reynolds

119

5.5 Equazioni adimensionali: il numero di Reynolds


Consideriamo una corrente incomprimibile attorno a un corpo di forma assegnata
avente lunghezza caratteristica L e supponiamo che il fluido si muova con una
velocit`a caratteristico U . Ad esempio, se consideriamo la corrente attorno a una
sfera, L potrebbe essere il raggio della sfera o anche il suo diametro, e U potrebbe
essere la velocit`a del fluido allinfinito. Supponiamo inoltre di conoscere i valori e
della densit`a e viscosit`a del fluido utilizzato in un determinato esperimento. Nelle
equazioni e nelle condizioni al contorno che governano la corrente compaiono quattro
parametri: L , U, e . A prima vista sembrerebbe necessario esaminare una serie di
casi, per valori diversi di L, poi di U , poi ancora di e cos` via, ma invece le cose
non stanno in questo modo. Tutte le correnti possibili differenti corrispondono a valori
differenti di un solo parametro. Questo e` un fatto generale di notevole importanza per
le correnti viscose.
Una volta che sia stata stabilita la forma del corpo attorno al quale scorre il fluido,
tutte correnti incomprimibili viscose possibili attorno a tale forma costituiscono una
famiglia a un solo parametro di soluzioni. Ad esempio, la densit`a e la viscosit`a dinamica compaiono nellequazione del momento della quantit`a di moto solo attraverso il loro
rapporto /, che definisce la viscosit`a cinematica . Questo riduce a tre il numero di
parametri indipendenti. Ma questa riduzione pu`o essere sviluppata ulteriormente mediante un processo nel quale le varie grandezze aventi le loro proprie dimensioni fisiche
vengono sostituite da variabili senza dimensioni (ovvero adimensionali) utilizzando
alcune grandezze di riferimento che definiscono le scale deal corrente considerata. La
scelta dei valori di riferimento L e U determina una scala per la variabile temporale t
mediante la relazione evidente T = L/U .
Una volta introdotta le garndezze caratteristiche L e U , possiamo misurare le
grandezze r, u e t ecome frazioni rispetto alle quantit`a caratteristiche, introducendo le
seguenti variabili adimensionali:
r =

r
,
L

t =

t
Ut
=
,
T
L

u =

u
.
U

Per il teorema di derivazione delle funzioni composte, la derivata parziale rispetto al


tempo si trasformer`a nel modo seguente
1

d t
=
=
t
dt t
T t
dove il primo operatore agisce su una funzione delle variabili r e t mentre il secondo
agisce su una funzione delle variabili adimensionali r e t. Analogamente, per la derivata
rispetto allo spazio risulta
=

1
d r
= ,
dr
L

dove rappresenta
loperatore gradiente rispetto alle coordinate adimensionali (x,
y , z ) =
r . In modo simile, ricordando che 2 = , loperatore laplaciano si trasformer`a
nel modo seguente
2 =

1 2
.
L2

Esprimiamo ora la velocit`a dimensionale, incognita originaria del problema incompri e sostituiamo
mibile, in termini della corrispondente variabile adimensionale, u = U u,
nellequazione della quantit`a di moto (privata del termine di forza esterna g):

1
1
1 (U u)
1 P
(U u)

2 2 (U u)
+
+
(U u)
= 0.
T t
L
L
L

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 120

120

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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Ricordando che T = L/U abbiamo

U 2 u
U2
u U 2 u + 1 P = 0.
+
(u )
L t
L
L
L2
Moltiplicando tutti i termini per L/U 2 si ottiene
u
u 2 u +
P = 0,
+ (u )

LU
t
dove e` stata introdotta la pressione adimensionale P = P/(U 2 ). Il rapporto /(LU )
e` un numero puro (privo cio`e di dimensioni) e il suo reciproco e` chiamato numero di
Reynolds:
Re =

LU
LU
=
.

Esso permette di scrivere lequazione della quantit`a di moto nella classica forma
adimensionale
u
u 1 2 u +
P = 0.
+ (u )
Re
t
In pratica, una volta effettuata la riduzione alle variabili adimensionali e introdotto
il numero di Reynolds, tutte le variabili indipendenti e le variabili incognite sono
scritte eliminando il simbolo tilde , per cui le equazioni di NavierStokes in forma
adimensionale saranno scritte semplicemente
u
1 2
+ (u )u
u + P = 0,
t
Re
u = 0.
Per capire lutilit`a del numero di Reynolds, consideriamo le correnti attorno a due sfere
di raggi diversi, una corrente con una velocit`a U = 50 m/s a grande distanza da
una sfera di raggio a = 4 cm e laltra con U = 100 m/s con raggio a = 2 cm. Se
scegliamo come L il raggio a e come U la velocit`a allinfinito U , allora il numero di
Reynolds e` lo stesso per entrambe le correnti. Le equazioni soddisfatte dalle variabili
adimensionali sono quindi identiche per le due correnti.
Due correnti con la stessa geometria e lo stesso numero di Reynolds sono dette
simili. Pi`u precisamente, consideriamo i campi di velocit`a dimensionali u1 e u2 di due
correnti nelle regioni V1 e V2 le quali sono in rapporto di scala secondo un fattore ,
cos` che L 1 = L 2 . Supponiamo di avere scelto il valore U1 e U2 per ciascuna corrente
e che le viscosit`a cinematiche dei rispettivi fluidi siano 1 e 2 . Se accade che
Re1 = Re2

ovvero

L 2 U2
L 1 U1
=
,
1
2

allora i campi di velocit`a adimensionali u 1 e u 2 soddisfano esattamente le stesse


equazioni nella stessa regione (adimensionale). Pertanto possiamo concludere che il
campo della velocit`a dimensionale u1 pu`o essere ottenuto dalla soluzione u2 , opportuU1
namente riscalata, mediante la relazione u1 = U
u2 : in altre parole le due velocit`a u1
2
e u2 sono simili. Questo risultato e` molto importante. Significa che possiamo determinare quale sia il moto di una corrente attorno a unala di aeroplano senza bisogno
di costruire laeroplano e di provarlo. Possiamo invece realizzare un modello, tipicamente di dimensione ridotta, dellaeroplano ed effettuare della misure utilizzando una
velocit`a che dia lo stesso numero di Reynolds. E` questo il principio che permette di
utilizzare i risultati delle misure in galleria del vento su modelli di aeroplani o veicoli

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 121

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.5: Equazioni adimensionali: il numero di Reynolds

121

per prevedere i valori delle grandezze corrisponendenti negli oggetti reali. Ricordiamo
che abbiamo trascurato la comprimibilit`a del fluido per cui il numero di Reynolds e` il
solo parametro che rimane nelle equazioni adimensionali, altrimenti interverrebbe un
secondo numero adimensionale, dato dal rapporto della velocit`a di riferimento U e la
velocit`a del suono nel fluido, chiamato numero di Mach, che e` gi`a stato introdotto nel
paragrafo 2.8. Pertanto, quando la velocit`a del fluido e` confrontabile con quella del
suono al suo interno, le correnti in due situazioni diverse saranno uguali quando sia i
loro numeri di Reynolds sono uguali sia i loro numeri di Mach sono uguali nelle due
situazioni sperimentali.
Il significato fisico del numero di Reynolds Re e` chiarito dal seguente ragionamento. Notiamo che le derivate delle componenti di u, come ad esempio u/ x,
saranno tipicamente di ordine U/L, ovvero la componente u varia di una quantit`a di
ordine U su distanze di ordine L. Tipicamente queste derivate avranno a loro volta
variazioni di ordine U/L su distanze di ordine L, per cui le derivate seconde come
2 u/ x 2 saranno di ordine U/L 2 . Infine il termine non lineare, chiamato spesso anche
termine inerziale, avr`a variazioni di ordine U U/L = U 2 /L. Si ottengono cos` le
seguenti stime dellordine di grandezza dei due termini principali dellequazione della
quantit`a di moto:

termine non lineare :


|(u )u| = O U 2 /L ,

termine viscoso :
| 2 u| = O U/L 2 .
Se queste stime sono valide, si deduce che

termine non lineare


U /L
LU
= O(Re).
=O
=O
termine viscoso

U/L 2

Questo rapporto pu`o essere interpretato


Il numero di Reynolds e` quindi importante perche d`a una stima indicativa della
grandezza relativa dei due termini fondamentali dellequazione della quantit`a di moto.
Non sorprende pertanto che le correnti ad alto numero di Reynolds e quelle a basso
numero di Reynolds abbiano caratteristiche generali del tutto diverse.

Adimensionalizzazione alternativa
Esiste una scelta diversa della scala temporale per definire un tempo adimensionale
che conduce ad una forma alternativa delle equazioni di NavierStokes adimensionali. Invece del tempo di riferimento L/U basato sulla lunghezza e sulla velocit`a di
riferimento, e` possibile prendere come scala temporale quella determinata dal fenomeno
della diffusione viscosa della vorticit`a, che e` data dal rapporto L 2 /. Questa scelta,
assieme alle scale usuali L e U per le distanze e la velocit`a, e alla nuova scala U/L
per la pressione, permette di definire nuove variabili adimensionali secondo lo schema
r =

r
,
L

u =

u
,
U

t = t

. L2

P = P

. U
L

Esprimendo le grandezze e gli operatori dimensionali in termini delle nuove entit`a


adimensionali, lequazione della quantit`a di moto diventa
U2
U
U
U u
+
u u 2 2 u + 2
P = 0.
2
L
L t
L
L

Moltiplicando la relazione per L 2 /(U ) si ottiene

u
P = 0,
u 2 u +
+ Re u

che rappresenta una forma adimensionale alternativa a quella classica scritta in precedenza. Questa nuova forma e` pi`u comoda per analizzare il caso particolare di correnti
nelle quali gli effetti associati al termine non lineare sono trascurabili, ovvero quando
si considera il limite Re 0.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 122

122

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

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Nelle applicazioni si e` molto interessati a correnti in cui il valore di Re e` molto grande.


Dobbiamo sottolineare che non si pu`o dire che se e` piccolo allora gli effetti viscosi
non sono importanti, in quanto questo ragionamento non considera le altre dimensioni
del problema. In altre parole, e` piccolo e` unaffermazione priva di significato fisico
1
a meno che non sia stata scelta qualche scala per la lunghezza e la velocit`a, mentre Re
e` piccolo e` unaffermazione avente significato.

Correnti ad alti numeri di Reynolds

Il caso Re 1 corrisponde a una corrente di un fluido in cui gli effetti viscosi


sono trascurabili rispetto a quelli inerziali del termine non lineare. Per le correnti
incomprimibili di un fluido non viscoso attorno a una sfera o a un cilindro calcolate nel
capitolo precedente il numero di Reynolds non pu`o essere definito, ma questi problemi
possono essere considerati come il caso limite per Re e 0. Tuttavia, anche
con Re molto grande sono comunque sempre presenti effetti viscosi localizzati in uno
strato sottile di fluido vicino alla superficie del corpo e in una scia a valle di esso. In
queste regioni il valore molto grande delle variazioni locali del gradiente della velocit`a
rende il termine viscoso maggiore della stima considerata in precedenza. Nel capitolo
6 si mostrer`a che lo spessore tipico nello strato di fluido vicino al corpo, chiamato
strato limite e` di ordine

1
Re

L
Re

Re

Spessore dello strato limite


in funzione del numero di Reynolds

Figura 5.8

.
L
Re
Tanto maggiore e` il numero di Reynolds tanto minore e` lo spessore dello strato
limite,
secondo la relazione di ordine che si scrive anche come /L = O Re1/2 . poiche,
dopo il
Un numero di Reynolds elevato e` necessario per potere applicare la teoria delle
correnti non viscose nella maggior parte del campo di moto, ma non e` sufficiente. Nelle
correnti i reali pu`o verificarsi il fenomeno della separazione dello strato limite consistente nella deviazione improvvisa delle linee di corrente dalla superficie del corpo.
Quando questo accade, la corrente osservata e` molto diversa da quella ricavabile dalla
teoria non viscosa e nel campo di moto dietro al corpo e` presente una scia vorticosa.
In effetti, ai numeri di Reynolds elevati le correnti stazionarie diventano spesso instabili alle perturbazioni. Questa instabilit`a spesso e` il preludio della transizione della
corrente a un regime turbolento. E` stato proprio nel contesto dello studio dellorigine
dellinstabilit`a che Reynolds introdusse per primo il parametro adimensionale (numero
puro) che porta il suo nome.

Correnti con numero di Reynolds tendente a zero


Nelle correnti a basso numero di Reynolds si pu`o osservare un fenomeno molto interessante di reversibilit`a apparente del moto del fluido. Un esperimento che mostra tale
fenomemo consiste nel marcare con del colorante una porzione, ad esempio di forma
sferica, di un fluido trasparente, che riempie lo spazio compreso fra due superfici cilindriche di raggio diverso. Il fluido e` inizialmente fermo e viene messo in movimento
dalla lenta rotazione di una delle due superfici del contenitore, in modo che il numero di
Reynolds sia molto piccolo, dellordine di 102 o anche inferiore. Numeri di Reynolds
di questo ordine si ottengono facilmente in fluidi molto viscosi, come ad esempio la
glicerina e contraddistinguono campi di velocit`a estremamente regolari, per cui non
c`e alcun segno di disordine nel moto del fluido.
Nel corso dellesperimento la sfera di fluido colorata si deforma progressivamente
e si allunga fino a formare un nastro molto sottile, avvolto anche pi`u di una volta
intorno allasse. Se, dopo alcuni giri, il cilindro viene fatto ruotare lentamente in
senso contrario per lo stesso numero di giri fino a ritornare nella posizione iniziale, la
sfera colorata si ricompone quasi nella stessa configurazione iniziale. La reversibilita`
quasi completa delle correnti a bassissimo numero di Reynolds aiuta a comprendere il
modo di nuotare piuttosto insolito adottato da certi organismi microscopici, come ad
esempio gli spermatozoi.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 123

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.6: Soluzioni esatte per correnti stazionarie parallele

123

5.6 Soluzioni esatte per correnti stazionarie parallele


In questo paragrafo presentiamo alcune soluzioni analitiche delle equazioni di Navier
Stokes incomprimibili nel caso di correnti stazionarie e parallele. Una corrente e` detta
parallela se il vettore velocit`a ha la stessa direzione in ogni punto. Le soluzioni che
esamineremo risultano essere molto semplici in virt`u della semplicit`a geometrica dei
contorni che delimitano la regione occupata dal fluido e del carattere di tali regioni
che si estendono allinfinito in una o due direzioni. Le equazioni di NavierStokes per
correnti incomprimibili e stazionarie sono
(u )u 2 u +

P
= g,

u = 0,
saranno risolte, una volta completate da opportune condizioni al contorno.

Equazioni del moto fra due lastre piane parallele


U x
h

Regione della corrente fra


due lastre piane parallele

Figura 5.9

Il caso pi`u semplice di corrente incomprimibile viscosa descrivibile mediante una


soluzione analitica esatta delle equazioni di NavierStokes stazionarie e` la corrente di
un fluido fra due lastre piane infinite, poste a distanza h fra loro, di cui una si muove con
velocit`a U costante e parallela alle lastre mentre laltra e` tenuta ferma (vedi figura 5.9).
Consideriamo un sistema cartesiano con lasse x diretto nella stessa direzione della
velocit`a della lastra in moto, U = U x , lasse y perpendicolare alle due lastre e lorigine
del sistema posta in un punto qualunque della lastra ferma. Allora il piano y = 0
coincide con la superficie della lastra ferma, mentre il piano y = h coincide con la
superficie della lastra in moto.
Supponendo che il moto del fluido fra le due lastre sia bidimensionale, prenderemo
lasse z perpendicolare al piano del moto del fluido. In base alle condizioni di moto
delle pareti che delimitano il fluido, si pu`o supporre che la velocit`a u abbia diversa
da zero solo la componente x. Assumeremo quindi che le variabili incognite delle
equazioni di NavierStokes per la corrente piana stazionaria siano della forma
u(r) = [u(x, y), 0, 0] = u(x, y) x

P(r) = P(x, y).

Tali incognite dovranno allora essere soluzione del seguente sistema di equazioni in
due dimensioni
(u )u 2 u +

P
= 0,

u = 0,
dove 2 indica loperatore di Laplace bidimensionale nel piano x-y e dove abbiamo
supposto di potere trascurare leffetto della forza di volume esterna g eventualmente
presente. Nel caso in cui questa forza sia esprimibile mediante il gradiente di unenergia
potenziale, il suo effetto potrebbe comunque essere tenuto in conto come una semplice
correzione esplicita della pressione.
Vediamo quali sono le conseguenze delle due equazioni e dellipotesi u(r) =
u(x, y) x . Dalla condizione dincomprimibilit`a si ottiene
u =

u
= 0,
x

per cui la velocit`a pu`o dipendere solo dalla coordinata y: u = u(y) e quindi avremo
u(r) = u(y) x . Allora, per quanto riguarda il termine convettivo non lineare, avremo
(u )u = (u(y) x )(u(y) x ) = u(y)

u(y)
x = 0,
x

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 124

124

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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e quindi esso e` nullo. Per quanto riguarda il termine viscoso avremo invece
2u =

2
2
+ 2
2
x
y

(u(y) x ) =

d 2 u(y)
x ,
dy 2

dove si e` usata la notazione delle derivata ordinaria. Tenendo conto di questi risultati,
lequazione (vettoriale) della quantit`a di moto diventa quindi
2
d u
1 P

2
= 0,

d 2u
P
x
dy
2 x
=0

dy
P

= 0.
y

nelle due funzioni incognite u = u(y) e P = P(x, y), dove = . La componente


y di tale equazione e` Py = 0 per cui la pressione pu`o dipendere solo dalla coordinata
x, ovvero deve essere P(x, y) = P(x), per cui lequazione della componente x della
quantit`a di moto diventa
d 2u
1 dP
= 0.

2
dx
dy

Questa equazione e` del tipo f (y) g(x) = 0. Ma x e y sono variabili indipendenti,


ovvero devono potere variare in modo indipendente, la relazione pu`o essere soddisfatta solo se le funzioni f e g sono entrambe costanti e le due costanti coincidono.
Introduciamo pertanto tale costante scrivendola come gradiente di pressione
GP =

d P
dx

cost

dove lindice inferiore cost e` usato per ricordare che la derivata della pressione non
e` una funzione di x ma deve essere una costante. Un gradiente positivo (GP > 0)
comporta una spinta sul fluido nel verso negativo dellasse x mentre un gradiente
negativo (GP < 0) comporta una spinta nel verso positivo dellasse x: il fluido e`
sempre spinto nella direzione in cui P diminuisce. La pressione lungo lintercapedine
fra le due lastre avr`a quindi landamento lineare
P(x) = P0 + GP x,
dove P0 e` una costante arbitraria, mentre la velocit`a u = u(y) fra le due piastre dovr`a
soddisfare lequazione differenziale ordinaria
d 2u
GP
=

dy 2
assieme alle condizioni al contorno della velocit`a sulle due lastre.

Corrente di Couette piana


Supponiamo ora che non esista alcun gradiente della pressione nel fluido fra le due
lastre per cui G p = 0 e quindi P = costante e che inoltre le condizioni al contorno siano
quelle con la lastra inferiore ferma e quella superiore traslante con velocit`a orizzontale
U assegnata. In questo caso il problema da risolvere per u(y) e`
d 2u
= 0,
dy 2

u(0) = 0

u(h) = U.

Integrando due volte lequazione differenziale si ottiene immediatamente


u(y) = Ay + B.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 125

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PARAGRAFO 5.6: Soluzioni esatte per correnti stazionarie parallele

125

Imponendo prima la condizione al contorno sulla lastra ferma, u(0) = 0, si ottiene


B = 0, e poi la condizione al contorno sulla lastra in moto, u(h) = U , si ottiene
A = U/ h, per cui la soluzione e`
u(y) = U

y
,
h

per 0 y h, ovvero un profilo di velocit`a lineare fra le due lastre. Questa corrente
si chiama corrente di Couette (piana) ed e` mostrata nella figura 5.10.
y

Campo di velocit`a della


corrente di Couette (piana)

Figura 5.10

Calcoliamo ora il vettore sforzo viscoso nel fluido relativamente a superfici parallele
ai piani delle lastre. Partiamo dalla relazione (vedi paragrafo 5.11)

sn = 2(n )u + n u

che esprime la forza per unit`a di area causato dallattrito viscoso che il fluido da
una parte di una superficie esercita attraverso di essa sul fluido posto dallaltra parte,
essendo la normale n diretta verso il fluido agente. Se consideriamo una superficie
parallela ai piani delle lastre, la normale uscente n e` uguale a y , avremo quindi

sy = 2(y )(u(y) x ) + y (u(y) x )

du(y)
du(y)
= 2
z
x + y
dy
dy

du(y)
du(y)
du(y)
x
x =
x .
= 2
dy
dy
dy

Sostituendo u(y) = U y/ h si ottiene


sy =

U
x ,
h

per cui il vettore sforzo sy tra le lastre e` uniforme e diretto parallelamente alle lastre nella
direzione della velocit`a, e sulla lastra superiore ha lo stesso valore, come si pu`o trovare
direttamente dalla relazione slastra = y [ u]lastra . Il calcolo diretto fornisce
slastra = y [(u(y) x )] y=h = y [[u(y)] y=h x ] = hU y [y x ] =
U
z = hU x . La forza viscosa per unit`a di volume sar`a nulla in ogni punto del
h y
fluido.
Osservazione Il vettore sforzo appena calcolato, (U/ h) x , rappresenta la forza
esterna per unit`a di area che si deve applicare alla lastra superiore per riuscire a
mantenere il valore U della sua velocit`a costante e quindi a mantenere la corrente di
Couette fra le lastre. Una forza esterna, sempre per unit`a di area, uguale in modulo e
direzione ma opposta in verso deve essere applicata alla lastra inferiore affinche rimanga
ferma contrastando lazione della viscosit`a del fluido che tenderebbe a trascinarla in
direzione x .

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 126

126

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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E` importante osservare che la forza esterna agente sulla lastra superiore effettua un
lavoro in quanto il suo punto di applicazione si sposta con la lastra. Quantitativamente,
dallesterno deve allora essere fornita una potenza per unit`a di area pari a U 2 / h
affinche la lastra superiore continui a mantenere il moto stazionario del fluido fra le
due lastre. Nasce a questo punto una domanda: dove finir`a lenergia spesa per fornire
la potenza richiesta? La risposta e` : nel fluido viscoso il quale aumenta la sua energia
interna e quindi la sua temperatura a causa dellattrito interno dovuto alla viscosit`a del
fluido.
Questo bilancio energetico indica che la descrizione del processo di riscaldamento
del fluido a causa dellattrito viscoso rende necessario considerare il principio di conservazione dellenergia. Formulando questo principio in forma locale, il riscaldamento
interno del fluido potrebbe allora essere descritto correttamente e quindi si potrebbe
anche determinare le variazioni conseguenti della densit`a e del coefficiente di viscosit`a
, che non potrebbero essere pi`u ritenuti costanti. In altre parole, verrebbero a cadere le
ipotesi che sono il fondamento del sistema di equazioni di NavierStokes per correnti
incomprimibili con fluido di densit`a uniforme. Sarebbe pertanto necessario formulare un sistema di equazioni della fluidodinamica pi`u generale, chiamate equazioni di
NavierStokes comprimibili o complete o anche equazioni di NavierStokes tout
court, che comprende, assieme allequazione di conservazione della massa e a quella
della quantit`a di moto, anche lequazione di conservazione dellenergia: questo sistema governa il moto dei fluidi comprimibili e viscosi e tutte le sue equazioni sono in
generale accoppiate fra loro.
Viceversa, se si accetta lipotesi di corrente incomprimibile, il sistema di equazioni
di NavierStokes che si studia in questo capitolo pu`o essere risolto indipendentemente
da considerazioni relative allenergia interna del fluido: la distribuzione di questa
energia nello spazio e la sua variazione nel tempo pu`o essere infatti calcolata in una
fase successiva, dopo avere determinato il campo di moto. Da un punto di vista
sperimentale, affinche il modello semplificato di corrente incomprimibile possa essere
adeguato sar`a necessario mettere allesterno delle pareti che contengono il fluido un
insieme di apparati in grado di mantenere la sua temperatura costante e uniforme in
ogni punto. Ad esempio, nel caso qui considerato di corrente incomprimibile fra due
pareti, possiamo immaginare che esse siano mantenute a una determinata temperatura
mediante un sistema di raffreddamento consistente in una corrente daria provocata
da un ventilatore esterno. Il flusso dellaria permette di evitare che lenergia interna
del fluido fra le pareti continui ad aumentare e consente di smaltire verso lesterno la
potenza spesa per mantenere in moto la lastra superiore contro la forza di frenamento
dovuta alla forza viscosa. Nel seguito il nostro studio delle correnti incomprimibili sar`a
sviluppato supponendo che la densit`a del fluido rimanga sempre esattamente uniforme.
Come gi`a accennato, per questo tipo di correnti lequazione della quantit`a di moto e
la condizione dincomprimibilt`a costituiscono un sistema di equazioni pari al numero
di incognite e quindi esso pu`o essere risolto, con le necessarie condizioni iniziali e al
contorno, prima di affrontare lequazione che governa lenergia interna del fluido e che
coinvolge anche le propriet`a termodinamiche del fluido.

Corrente di Poiseuille piana


Esaminiamo ora il caso in cui fra le due lastre esiste un gradiente della pressione il
quale, come abbiamo visto, deve essere costante. Consideriamo dapprima la situazione
pi`u semplice, nella quale entrambe le lastre sono ferme. In questo caso il problema da
risolvere e`
GP
d 2u
,
=

dy 2

u(0) = 0

con il parametro GP 6= 0 definito da


GP =

d P
dx

cost

u(h) = 0,

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 127

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PARAGRAFO 5.6: Soluzioni esatte per correnti stazionarie parallele

127

Integrando lequazione si ha
u(y) =

GP 2
y + Ay + B,
2

dove le costanti dintegrazione sono determinate dalle condizioni al contorno. La


prima condizione implica che B = 0 e poi la seconda che A = GP h/(2) per cui la
soluzione e`
u(y) =

y
GP h 2 y
1
,
2 h
h

per 0 y h. Il campo di velocit`a fra le lastre ferme ha quindi un profilo parabolico


come quello mostrato nella figura 5.11 nel caso GP < 0. Questo tipo di corrente e`
chiamato corrente di Poiseuille (piana).
y

Campo di velocit`a della


corrente di Poiseuille (piana)

Figura 5.11

Il vettore sforzo viscoso associato alla direzione y vale quindi

du(y)
2y
GP h
sy (y) =
1
x ,
x =
dy
2
h
e ha un andamento lineare con y: se GP < 0 il segno di questa grandezza e` positivo
nella met`a inferiore del canale e negativo nella met`a superiore: ci`o corrisponde a
un effetto frenante dei filetti di fluido pi`u vicini alle pareti su quelli pi`u lontani e al
contrario a un effetto accelerante di quelli pi`u vicini al centro del canale su quelli pi`u
lontani dal centro.
Il profilo di velocit`a pu`o essere espresso anche in forma adimensionale introducendo una velocit`a di riferimento per la corrente considerata. Ad esempio si pu`o
scegliere la velocit`a massima al centro del canale, ovvero,
h2 d P
GP h 2
=
.
u max = u(h/2) =
8
8 d x cost
Introducendo la velocit`a adimensionale u = u/u max e la coordinata verticale adimensionale y = y/ h, la relazione del profilo di velocit`a in forma adimensionale diverr`a,
molto semplicemente,
u(
y ) = 4 y (1 y ),

0 y 1.

Corrente ibrida di CouettePoiseuille


Veniamo infine al caso ibrido della corrente fra le due lastre piane che e` provocata
dallazione simultanea del moto della lastra superiore con velocit`a U e dalla presenza
di un gradiente di pressione (costante) in direzione x lungo lo spazio fra le lastre. In
tale caso dobbiamo risolvere il seguente problema
d 2u
GP
,
=
2

dy

u(0) = 0

u(h) = U,

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 128

128

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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con lusuale significato dei simboli. La soluzione e`

y y
GP h 2
1
,
u(y) = U
2
h
h
che, introducendo la velocit`a adimensionale (nuova) u = u/U e lordinata adimensionale y = y/ h, pu`o essere espressa in forma adimensionale:

u(
y ) = 1 G P (1 y ) y ,

0 y 1

Il parametro adimensionale G P che appare in questa relazione e` definito da


GP h 2
h2 d P
G P =
=
,
2U
2U d x cost
e rappresenta limportanza relativa dei due termini responsabili della corrente ibrida,
ovvero il gradiente della pressione e il moto della lastra: G P = 0 corrisponde ad
assenza di gradiente di pressione e quindi alla corrente di Couette, G P < 0 a un
gradiente della pressione che spinge il fluido nello stesso verso della velocit`a U della
lastra, e G P > 0 a un gradiente di pressione che spinge il fluido in verso opposto al
moto della lastra (vedi figura 5.12).
y
1

G P = 12

3 1 0 1 3 6 9 12

corrente inversa

Profili della velocit`a u(


y )
nella corrente piana di Couette
Poiseuille per valori diversi del
parametro adimensionale G P

Figura 5.12

Pu`o essere interessante sapere per quale valore del parametro G P leffetto della pressione con gradiente positivo, che quindi spinge il fluido nel verso negativo dellasse x,
riesce a provocare una corrente in verso opposto al moto della lastra, almeno in una
parte del canale.
Dalla figura 5.12 si nota che tale corrente inversa sar`a possibile solo a partire
da quel valore di G P per il quale e` nulla la pendenza del profilo di velocit`a sulla
superficie della lastra inferiore. Esprimendo la condizione in forma adimensionale
d u(
y )/d y = 0, abbiamo
1 G P (1 2 y ) = 0,
che per y = 0 fornisce G P = 1. Quindi per G P > 1 esistono regioni di corrente inversa
vicino alla lastra ferma e la loro estensione cresce al diminuire di G P . Fisicamente una
regione di corrente inversa esiste quando la forza viscosa per unit`a di volume e` superata
dal gradiente di pressione avverso o adverso, cio`e con la pressione che aumenta nella
verso positivo della corrente.
In modo simmetrico, si pu`o verificare che per G P < 1 la velocit`a nella zona
superiore del canale e` maggiore della velocit`a della lastra.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 129

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.6: Soluzioni esatte per correnti stazionarie parallele

129

Corrente di Poiseuille in un tubo di sezione circolare


La presenza di un gradiente di pressione costante in un fluido e` in grado di provocare
un moto in una sola direzione anche quando il fluido e` confinato allinterno di un
tubo rettilineo di sezione costante. Il caso pi`u semplice e anche pi`u rilevante per le
applicazioni e` quello di un tubo di sezione circolare il cui raggio indicheremo con a.
Consideriamo la situazione ideale in cui il tubo abbia lunghezza infinita e introduciamo
un sistema di coordinate cilindriche con lasse z coincidente con lasse del tubo, come
mostrato nella figura 5.13.

a
z
Figura 5.13

Tubo rettilineo di sezione circolare

Il moto stazionario del fluido sar`a governato dalle seguenti equazioni e condizioni al
contorno
(u )u 2 u +

P
= 0,

u = 0,
u|R=a = 0,
dove il vettore velocit`a e tutti gli operatori sono espressi in coordinate cilindriche.
Data la geometria assisimmetrica, possiamo supporre che la velocit`a soluzione
del problema abbia solo la componente assiale u z e che non dipenda dalla variabile
angolare , per cui scriveremo
u(r) = u z (R, z) z ,
e similmente per il campo della pressione
P(r) = P(R, z).
In altre parole stiamo cercando una soluzione stazionaria che sia invariante per rotazioni
attorno allasse z. La condizione dincomprimibilit`a, unita allipotesi di campo di
velocit`a unidirezionale, implica che
u =

u z (R, z)
= 0,
z

per cui u z non dipende da z, ovvero risulta u(r) = u z (R) z . Il termine non lineare
dellequazione della quantit`a di moto per la corrente unidirezionale e` nullo anche in
coordinate cilindriche in quanto

u z (R)
z = 0.
(u )u = u z (R) z u z (R) z = u z (R)
z

Riguardo al termine viscoso si vede subito che

1 d
2 u = 2 u z (R) z = 2 u z (R) z =
R dR

du z
dR

z .

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 130

130

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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Le variabili incognite u z (R) e P(R, z) devono quindi soddisfare lequazione della


quantit`a di moto

d
R dR

du z
dR

z +

P
= 0,

con u z (R) soggetta alla (sola) condizione al contorno


u z (a) = 0.
La componente in direzione R dellequazione della quantit`a di moto e` semplicemente
P
=0
R
per cui la pressione P(R, z) pu`o dipendere solo dalla coordinata assiale: P = P(z). Di
conseguenza, lequazione della componente lungo R della quantit`a di moto si scriver`a
d

R dR

du z
R
dR

1 dP
= 0.
dz

Questa equazione e` della forma f (R) + g(z) = 0 per cui, essendo R e z variabili
indipendenti, richiede che le funzioni f e g siano entrambe costanti e che le due costanti
coincidano. Pertanto la pressione P(z) deve avere un gradiente assiale costante e
scriveremo quindi
P(z) = P0 + GP z,
dove abbiamo introdotto il parametro (costante)
GP =

d P
dz

cost

Si noti che per GP < 0 il fluido e` spinto nel verso positivo dellasse z. La differenza di
pressione P(z 2 ) P(z 1 ) fra due punti diversi z 1 e z 2 lungo il tubo si chiama perdita
di carico. Il termine perdita indica proprio il fatto che la pressione diminuisce nella
direzione in cui scorre il fluido.
Con la definizione del parametro GP , il problema per la velocit`a assiale u z (R)
assume quindi la forma
1 d
R dR

du z
R
dR

GP
,

u z (a) = 0.

Non deve destare troppa sorpresa che lequazione differenziale del secondo ordine sia
completata da una sola condizione al contorno, poiche lestremo R = 0 dellintervallo
0 R a in cui si cerca la soluzione non rappresenta un contorno sul quale la velocit`a
possa essere prescritta. In altre parole, il valore u z (0) e` un elemento della soluzione
che deve emergere dal procedimento di risoluzione dellequazione. Verifichiamo se
ci`o accada effettivamente. Moltiplicando lequazione per R 6= 0 si ottiene
d
dR

du z
R
dR

GP
R,

che pu`o essere integrata immediatamente una volta, fornendo


R

GP 2
du z
=
R + A,
dR
2

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 131

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PARAGRAFO 5.6: Soluzioni esatte per correnti stazionarie parallele

131

dove A e` la costante di integrazione. Dividendo ora per R 6= 0 si ottiene lequazione


del primo ordine
du z
GP
A
=
R+ ,
dR
2
R
che si integra ancora immediatamente:
u z (R) =

GP 2
R + A ln R + B,
4

dove B e` la seconda costante dintegrazione. Ecco il punto: la prima costante A


deve essere nulla affinche la soluzione sullasse z sia limitata. Imponendo infine la
condizione al contorno u z (a) = 0 si ottiene B = GP a 2 /(4) per cui la soluzione e`
u z (R) =

GP a 2
4

R2
1 2 ,
a

per 0 R a, avente un profilo parabolico che e` chiamata corrente di Poiseuille nel


tubo a sezione circolare. La velocit`a massima e` raggiunta sullasse del tubo e vale
u max
= u z (0) =
z

a2 d P
GP a 2
.
=
4
4 dz cost

La velocit`a media hu z i su tutta la sezione del tubo si ottiene integrando la velocit`a


u z (R) su tutta larea della sezione del tubo:
2Z a

R2
GP a 2
1 2 R dR d
4
a
0
0

Z a
3
R
GP
2
R 2 dR
=
4
a
0
2
a
4
u max
R
GP R
GP a 2
2 =
= z .
=
2 2
8
2
4a
0

hu z i =

1
a 2

Determiniamo la portata in massa P.M., detta anche portata massica, che passa nel
tubo. Essendo la velocit`a diretta lungo lasse z, si deve calcolare lintegrale del flusso
su tutta la superficie circolare S della sezione del tubo. Questo integrale e` lo stesso,
a meno di un fattore, di quello appena calcolato per determinare la velocit`a media,
per cui, invece di ripetere i calcoli precedenti, possiamo trovare la portata utilizzando
lespressione della velocit`a media hu z i e tenendo conto che la densit`a del fluido e`
costante:
P.M. = hu z i a 2 =

GP a 4
GP a 2
a 2 =
.
8
8

La relazione finale
P.M. =

GP a 4
.
8

e` nota con il nome di legge di Poiseuille.


Determiniamo ora la forza agente sul tubo in conseguenza della corrente di
Poiseuille che scorre al suo interno. In base alla relazione per correnti incomprimibili ss = [n s u]|s dedotta nel paragrafo 5.11, dove n s indica il versore
normale alla superficie del tubo e diretto verso il fluido, avremo
u|tubo ,
stubo = R

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 132

132

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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Un calcolo diretto fornisce


essendo n tubo = R.

GP a
GP R
du z (R)
stubo = R
z .
z =
=
dR
2
2
|R=a
|R=a
La forza per unit`a di lunghezza si ottiene integrando questa espressione lungo la
circonferenza della sezione del tubo:
Fz =

2
0

GP a
a d = a 2 GP .
2

Se il gradiente della pressione e` negativo, GP < 0, allora il segno di Fz e` positivo:


ci`o e` corretto in quanto il fluido si muove lungo il tubo nel verso positivo dellasse z
e quindi la forza che agisce sul tubo a causa della viscosit`a del fluido in moto ha lo
stesso verso della corrente.

Corrente lungo un piano inclinato causata dalla gravita`


Consideriamo un altro caso di corrente unidirezionale, ma provocato questa volta
dallazione della forza gravitazionale agente sul fluido. Supponiamo di avere un piano
infinito inclinato di un angolo rispetto al piano orizzontale e che uno strato di un
fluido viscoso di spessore uniforme h si trovi sopra il piano inclinato. Vogliamo
determinare il moto stazionario del fluido sempre nellipotesi che la corrente possa
essere considerata incomprimibile. Introduciamo un sistema cartesiano con lasse x
diretto come la direzione di pendenza massima sul piano inclinato e con verso positivo
diretto verso il basso, per cui lasse x forma un angolo con il piano orizzontale, come
mostrato nella figura 5.14.

y
h

u(y)

Corrente stazionaria con


superficie libera lungo un piano inclinato

Figura 5.14

Prendiamo lasse y in direzione perpendicolare al piano inclinato e con verso positivo


al di sopra di tale piano, e scegliamo la posizione dellorigine in modo che la superficie
del piano inclinato in contatto con il fluido corrisponda a y = 0. La direzione dellasse
z sar`a allora orizzontale, perpendicolare al piano della figura e diretta verso il lettore.
Studiamo il movimento discendente del fluido supponendo che il suo campo di velocit`a
sia piano e quindi appartenente al piano x-y. Supponiamo infine che il campo di moto
della corrente considerata dipenda solo dalla coordinata y normale al piano, ovvero
u(r) = [u(y), v(y), 0] = u(y) x + v(y) y ,
mentre la pressione e` supposta essere indipendente solo dalla terza coordinata z:
P(r) = P(x, y).
Sul fluido agisce la forza di volume esterna dovuta alla presenza del campo di gravit`a
terrestre. Tale forza (per unit`a di volume) e` data dal vettore campo di gravitazione g
che sar`a espresso nel sistema cartesiano inclinato appena introdotto dalla relazione
g = g sin x g cos y .

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 133

Marzo 1, 2011

ISBN XX-abc-defg-h

PARAGRAFO 5.6: Soluzioni esatte per correnti stazionarie parallele

133

Le equazioni di NavierStokes che governano il moto stazionario di un fluido viscoso


sono:
P
(u )u 2 u +
= g,

u = 0,
Notiamo subito che la condizione dincomprimibilit`a
dv(y)
u(y) v(y)
+
=
=0
u =
x
y
dy
implica che v = costante e, in virt`u della condizione al contorno di non penetrazione
v(0) = 0 sulla superficie del piano inclinato, v = 0, identicamente.
Essendo allora la corrente unidirezionale con u(r) = u(y) x , il termine non lineare
(u)u e` nullo. Se teniamo poi conto della forma del termine viscoso e delle componenti
del campo di gravit`a, lequazione della quantit`a di moto assumer`a la forma
P
d 2u
= g sin x g cos y .
x +

dy 2
Scrivendo esplicitamente le due componenti cartesiane di questa equazione abbiamo

d 2u 1 P
= g sin ,
+
dy 2 x

1 P
= g cos .
y
La seconda di queste equazioni si integra immediatamente
P(x, y) = g cos y + f (x),

dove f (x) e` una funzione di x da determinare.


Consideriamo ora la superficie superiore dello strato di fluido. Essa e` in realt`a una
superficie di separazione fra il fluido che scorre sul piano inclinato e laria soprastante.
In generale, la superficie di separazione fra due fluidi differenti e non miscibili, come,
ad esempio, acqua e olio oppure acqua e aria, si chiama superficie di interfaccia.
La presenza di una superficie di questo tipo introduce delle difficolt`a matematiche nel
problema fluidodinamico che vanno oltre i limiti dello studio affrontato in questo testo.
Infatti, la forma della superficie di interfaccia e il suo movimento non sono noti e
devono essere determinati come parte della soluzione del problema. La posizione dei
punti della superficie rappresenta quindi unincognita supplementare che, per essere
determinata, richiede di imporre un numero di condizioni al contorno doppio rispetto
alle condizioni sui contorni ordinari, quali, ad esempio, la parete di un corpo o il
contorno a grande distanza da esso. Nelle correnti viscose, le condizioni al contorno su
una superficie interfaccia consistono nella continuit`a sia della velocit`a sia del vettore
sforzo totale (di pressione e viscoso) associato alla direzione normale alla superficie
stessa.
Nel caso della corrente lungo il piano inclinato, e` per`o possibile una semplificazione drastica rispetto al caso generale, per due ragioni. In primi luogo, i valori
della densit`a e della viscosit`a dellaria sono molto minori di quelli relativi al liquido
che scorre sul piano inclinato e questo permette di trascurare linerzia e la viscosit`a
dellaria rispetto a quelle del liquido. Si parla allora di superficie libera, invece di
superficie dinterfaccia, perche il problema si riduce a determinare solo il moto del
fluido pi`u denso mentre la presenza dellaltro influisce solo attraverso lazione della
sua pressione. Il secondo elemento di semplificazione nel problema in esame deriva
dal fatto che la forma della superficie libera e` un piano che e` a una distanza nota h dal
piano inclinato. Per quanto riguarda le condizioni della velocit`a, non e` pi`u possibile
imporre la continuit`a della componente tangente avendo considerato non viscoso il
fluido superiore mentre la componente normale e` nulla in tutto il campo di moto per
lipotesi di corrente unidirezionale. Per quanto riguarda invece le condizioni sul vettore
sforzo, la continuit`a della componente normale equivale alla continuit`a della pressione
P(x, h) = Patm ,

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 134

134

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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dove Patm rappresenta la pressione atmosferica, e la continuit`a della componente tangente corrisponde allannullamento della componente di taglio del vettore sforzo viscoso sulla superficie libera del fluido:

du(h)
= 0.
dy

In particolare, la prima condizione permette di trovare la funzione dintegrazione


f (x) giacche abbiamo
P(x, h) = g cos h + f (x) = Patm ,
da cui segue f (x) = costante = gh cos + Patm , per cui il campo di pressione della
corrente dipender`a solo da y e sar`a dato da
P(y) = Patm + (g cos ) (h y),

0 y h.

Essendo quindi P/ x = 0, la prima equazione si semplifica in


d 2u
g sin
,
=
2

dy
ed e` corredata da due condizioni al contorno: la prima di adesione del fluido sul piano
inclinato e la seconda di annullamento sulla superficie libera della componente x del
vettore sforzo viscoso sy , ovvero,
u(0) = 0

du(h)
= 0.
dy

La soluzione si calcola facilmente prima integrando lequazione differenziale due volte,


da cui si ricava
g sin 2
y + Ay + B,
u(y) =
2
e poi imponendo le due condizioni al contorno per determinare le costanti di integrazione, B = 0 e A = gh sin /, ottenendo
u(y) =

g sin
y(2h y),
2

0 y h.

Il profilo della velocit`a e` quindi parabolico e raggiunge la velocit`a massima sulla


superficie libera. La portata volumetrica di fluido lungo il piano inclinato, per unit`a di
lunghezza nella direzione z, e` data dallintegrale
Z h
gh 3
P.V. =
sin .
u(y) dy =
3
0

5.7 Corrente di Stokes attorno a una sfera


Determiniamo ora la corrente incomprimibile stazionaria attorno a una sfera investita
da un fluido con velocit`a uniforme a grande distanza da essa nel caso limite Re =
0. Con lespressione Re = 0 non si intende naturalmente dividere per zero il
termine viscoso delle equazioni di NavierStokes adimensionali, bens` considerare una
corrente a velocit`a tanto piccole da potere trascurare il termine non lineare quadratico
nellequazione della quantit`a di moto. Nellambito di questa approssimazione, il campo
di velocit`a u(r) e il campo di pressione P(r) della corrente incomprimibile saranno
soluzione delle seguenti equazioni stazionarie, scritte in forma dimensionale,

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 135

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.7: Corrente di Stokes attorno a una sfera

135

Figura 5.15

Sfera immersa in una corrente

2 u + P = 0,
u = 0,
chiamate equazioni di Stokes (stazionarie). Esse sono completate dalla sola condizione al contorno per la velocit`a che, nel caso della corrente uniforme attorno a una
sfera di raggio a, assumer`a la forma
u(r)||r|=a = 0

lim u(r) = U.

|r|

Ricerchiamo una soluzione assisimmetrica e utilizziamo un sistema di coordinate


sferiche (r, , ) con origine nel centro della sfera e con lasse z nella stessa direzione
della velocit`a del fluido allinfinito, talche U = U z . Allora il campo di velocit`a avr`a
solo le componenti radiale e azimutale ed esse saranno indipendenti dallangolo , per
cui avremo
u(r, ) = [u r (r, ), u (r, ), 0]

P = P(r, ).

Le equazioni di Stokes sono lineari e quindi sono pi`u facili da risolvere rispetto
a quelle di NavierStokes, ma presentano la medesima difficolt`a di ogni problema
incomprimibile dovuta allaccoppiamento fra le incognite velocit`a e pressione per cui
e` necessario risolvere assieme tutte le equazioni del sistema. Nel caso delle coordinate
sferiche esiste poi un ulteriore accoppiamento fra le componenti del vettore velocit`a a
causa della natura dal termine viscoso. Si nota infatti che il laplaciano di un campo
vettoriale in queste coordinate non ha unazione indipendente sulle componenti del
vettore velocit`a. Per queste ragioni, essendo il problema bidimensionale in virt`u
dellipotesi di assisimmetria della corrente, affronteremo in un primo momento il
problema introducendo la funzione di corrente di Stokes sferica (r, ) che ne
permette una formulazione in termini di una sola incognita scalare. Le componenti
della velocit`a possono essere definite tramite (r, ) mediante le relazioni
ur =

1
r 2 sin

u =

1
,
r sin r

cos` che la condizione dincomprimibilit`a u = 0 risulta soddisfatta identicamente


1
r 2 r

1
sin

+
r sin

2
1
1
2

= 2
= 0,

r r
r
r sin r

per luguaglianza delle derivate seconde miste. Un calcolo diretto mostra che
La velocit`a e` contenuta nei piani
meridiani per cui il suo rotore e`
perpendicolare a tali piani ed e`
sempre diretto come il versore .

u =

D 2 ,
r sin

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 136

136

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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dove rappresenta il versore tangente alle circonferenze con centro sullasse z e dove
e` stato introdotto loperatore differenziale del secondo ordine
sin
2
D 2+ 2
r
r
2

1
sin

In virt`u dellidentit`a differenziale u = 2 u + ( u) e della condizione


dincomprimibilit`a u = 0 per cui u = 2 u, lequazione della quantit`a di
moto pu`o essere scritta anche nella forma
u + P = 0
che e` pi`u conveniente per calcolare il termine viscoso in funzione della variabile scalare
. Infatti, ricordando lespressione di u appena ricavata e calcolando il suo rotore
in coordinate sferiche, si ottengono le componenti radiale e dellequazione

P
1 2

+
=0
D
r sin
r
r


1
1 P

D2 +
=0
r r
sin
r

r 2 sin

2 P
D +
= 0,

2 P
D +
= 0.
sin r

Differenziando la prima equazione rispetto a e la seconda rispetto a r , si pu`o eliminare


la pressione ottenendo una sola equazione per lincognita :
2 2 sin
D + 2
r 2
r

1 2
= 0,
D
sin

ovvero
2

1
sin
D = 0.
+ 2
2
r
r sin

Ricordando la definizione delloperatore D 2 , lequazione assume la forma

D 2 D 2 = 0,

e si constata che e`e unequazione alle derivate parziali di quarto ordine biarmonica.
Pertanto la semplificazione di sostituire tre equazioni accoppiate per le incognite u r , u
e P con una singola equazione per la sola incognita scalare e` possibile al prezzo di
un aumento dellordine del problema differenziale. Lequazione trovata deve poi essere
completata con le condizioni al contorno. Osserviamo che per unequazione ellittica
di quarto ordine (come lequazione presente) si devono fornire due condizioni su
tutto il contorno. In effetti nel problema fluidodinamico assisimmetrico la condizione
al contorno per la velocit`a consiste effettivamente in due condizioni scalari per le
due componenti della velocit`a e quindi abbiamo un numero corretto di condizioni al
contorno per la variabile .
La forma esplicita di tali condizioni si ottiene sfruttando la definizione delle
componenti della velocit`a in termini di . Sulla superficie della sfera si annullano sia
la componente normale, per cui (/ )|r =a = 0, sia la componente tangente, per
cui (/r )|r =a = 0. La prima condizione, integrata lungo la superficie, equivale a
|r =a = costante, dove la costante pu`o essere presa nulla, per cui scriveremo la coppia
di condizioni sulla superficie della sfera nel modo seguente
(a, ) = 0,

(a, )
= 0,
r

0 .

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 137

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PARAGRAFO 5.7: Corrente di Stokes attorno a una sfera

137

Per imporre la condizione di velocit`a uniforme a grande distanza dalla sfera si deve
prima ricavare la funzione di corrente sferica relativa al campo uniforme U z . E`
immediato verificare che uniforme = 21 Ur 2 sin2 e quindi la condizione al contorno
per r e`
lim (r, ) =

1
Ur 2
r 2

lim

sin2 ,

0 ,

che risulta essere lunica condizione al contorno diversa da zero.


Il problema per lincognita e` lineare per cui ammette una sola soluzione e
questa pu`o essere determinata cercando una funzione che soddisfa lequazione e le sue
condizioni al contorno. La condizione asintotica per r , che e` lunico dato non
omogeneo del problema, suggerisce di ricercare la soluzione nella forma di prodotto
di due funzioni di una sola variabile, del tipo f (r ) g( ), in cui la funzione f abbia una
dipendenza da r da determinare e la funzione g abbia la stessa dipendenza dallangolo
della corrente uniforme, ovverosia:
(r, ) = f (r ) sin2 .
Sostituendo questa espressione nellequazione per si ottiene lequazione, sempre
differenziale del quarto ordine, ma ora ordinaria:

d2
2
2
2
dr
r

f = 0,

che si potrebbe anche battezzare trionfo del 2. Le condizioni al contorno per f (r )


saranno le seguenti
f (a) = 0,

f (a) = 0,

lim f (r ) = 21 Ur 2 .

Lequazione differenziale di f e` equidimensionale o di Eulero e le sue soluzioni sono


ricercate nella forma f (r ) = r , dove e` un esponente da determinare. Sostituendo
questo tipo di soluzione nellequazione si ottiene lequazione caratteristica
[( 2)( 3) 2][( 1) 2] = 0,
che si fattorizza completamente in
( 4)( 1)( 2)( + 1) = 0.
Le radici sono quindi = 4, 2, 1, 1, per cui la soluzione generale sar`a la combinazione lineare
f (r ) = Ar 4 + Br 2 + Cr +

D
.
r

La condizione allinfinito implica A = 0 e B = 21 U , per cui abbiamo


f (r ) =

D
U 2
r + Cr + .
2
r

Per imporre le condizioni sulla sfera dobbiamo calcolare la derivata di f (r ), ovvero:


f (r ) = Ur + C

D
,
r2

e quindi le condizioni per r = a forniscono il seguente sistema lineare di due equazioni


nelle incognite C e D

D
Ua

,
C + 2 =
2
a

C D = U a.
a2

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 138

138

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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La soluzione del sistema e` C = 3U a/4 e D = U a 3 /4 per cui la soluzione


dellequazione differenziale ordinaria e`
f (r ) =

U
4

2r 2 3ar +

a3
r

mentre quella dellequazione alle derivate parziali e`


U
(r, ) =
4

a3
2r 3ar +
r
2

sin2 .

Un calcolo diretto fornisce le componenti della velocit`a

a3
3a
+ 3 cos ,
u r (r, ) = U 1
2r
2r

a3
3a
3 sin .
u (r, ) = U 1
4r
4r

Il campo di velocit`a in un semipiano assiale e` rappresentato nella figura 5.16.

Campo di velocit`a della


corrente di Stokes attorno a una sfera

Figura 5.16

Si noti la forte riduzione della velocit`a vicino alla sfera in conseguenza della condizione
al contorno di velocit`a nulla sulla sua superficie. Questo andamento e` molto diverso da
quello della corrente incomprimibile non viscosa calcolato nel paragrafo 4.4 mostrato
nella figura 4.3.
Il campo di pressione si ottiene prendendo una delle due equazioni contenenti
le derivate della pressione e sostituendo in essa la soluzione (r, ). La semplice
integrazione fornisce
P(r, ) = P

3 U a
cos ,
2 r2

dove P e` la pressione (arbitraria) lontano dalla sfera. Nella figura 5.17 sono disegnate
le linee di livello (curve isobare) del campo della pressione della corrente di Stokes attorno alla sfera, avendo assunto convenzionalmente P = 0, per comodit`a. Le isobare
nella regione a sinistra, da dove proviene la corrente, corrispondono a valori positivi di
P P , mentre quelle nella regione dietro la sfera rispetto alla corrente corrispondono
a valori negativi. Lasimmetria del campo di pressione fra la regione anteriore e quella
posteriore della corrente attorno alla sfera e` una caratteristica della corrente di Stokes, e
costituisce una differenza fondamentale fra la corrente irrotazionale attorno a una sfera
studiata nel paragrafo 4.4 e quella relativa a un fluido reale viscoso, nel caso in cui la
velocit`a U della corrente rispetto alla sfera sia molto piccola (corrente di Stokes).

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 139

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.7: Corrente di Stokes attorno a una sfera

139

y
P

P < 0

P > 0

Rappresentazione 3D del campo di


pressione della corrente di Stokes attorno a una sfera.

Figura 5.18

Isobare della corrente stazionaria di


Stokes attorno a una sfera
Figura 5.17

Per comprendere ancora pi`u chiaramente le caratteristiche del campo di pressione della
corrente di Stokes attorno a una sfera, nella figura 5.18 si fornisce una rappresentazione
tridimensionale della funzione P(r, ) P ; le curve disegnate sulla superficie sono
le isobare. Notiamo che landamento spezzato della superficie in corrispondenza di
punti del piano x-y vicini alla circonferenza r = a (ovvero vicino alla superficie della
sfera) e` un artefatto della discretizzazione usata dal programma che genera il disegno.
Per completezza, sulla superficie sono disegnate anche le curve isobare. Il disegno
mostra chiaramente lesistenza della sovrapressione nella regione a monte della sfera
e della depressione nella regione a valle.
Nella figura 5.19 si mostra landamento della pressione sulla superficie della sfera,
ovvero il grafico della funzione P(a, ) P = 32 U
a cos .
P(a, )
1.0
0.5

1
4

1
2

3
4

0.5

Andamento della pressione


sulla superficie di una sfera nella corrente
di Stokes

Figura 5.19

1.0
1.5

Legge della resistenza di Stokes


Una quantit`a molto importante e` la forza resistente, in inglese drag, agente sulla
sfera che sar`a indicata con il simbolo D. Per calcolare questa grandezza e` necessario
conoscere, oltre alla pressione sulla superficie della sfera, anche il vettore sforzo viscoso
sn = n u|sfera
associato alla direzione normale n entrante nella sfera, la corrente incomprimibile,
ovverosia, essendo n = r,
ssfera = r u|sfera .

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 140

140

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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come visto
E` evidente che srsfera = 0 e anche ssfera = 0, essendo u diretto come ,
in precedenza. Dunque r u sar`a diretto come . Determiniamo allora lunica
componente di ssfera diversa da zero

sfera
ssfera = (r u) |sfera = 1(u)
.

Il calcolo esplicito della componente della vorticit`a fornisce

1 (r u ) u r
sfera

s
=
r
r
|r =a

a3
a3
3a
U
=
1 + 3 sin + 1
+ 3 cos
r
2r
2r
2r
|r =a

3a
3 U
= U
sin .
sin =
2a
2r 2 |r =a
Per simmetria la forza netta sulla sfera sar`a in direzione della corrente uniforme.
Indichiamo con t il vettore sforzo totale tsfera = P sfera r + ssfera , comprendente
anche la pressione, sulla superficie della sfera. La componente z di t e`
tz = tr cos t sin = P sfera cos ssfera sin ,
da cui, valutando le funzioni per r = a, si ottiene

3U
3U
cos cos +
sin sin
tz = P +
2a
2a
= P cos +

3U
.
2a

La forza resistente agente sulla sfera e` quindi data dallintegrale doppio


D=

2Z

tz a 2 sin d d

= 2a

3U
P cos +
sin d
2a

= 3 U a

sin d,

essendo nullo lintegrale del termine con la pressione P . Il calcolo dellultimo


integrale e il ripristino della natura vettoriale delle grandezze in gioco conducono alla
famosa legge della resistenza di Stokes
D = 6 a U.
Questa legge e` valida per una sfera immersa in una corrente che e` uniforme a grande
distanza da essa e vale per numeri di Reynolds bassi. Questo risultato e` sovente
espresso in termini di un coefficiente di resistenza, che e` una quantit`a adimensionale
definita da
CD =

|D|

1
2
2 U A

dove A = a 2 rappresenta larea frontale della sfera. Allora la legge di Stokes per la
sfera e` espressa in forma adimensionale dalla relazione
CD =

24
,
Re

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 141

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PARAGRAFO 5.7: Corrente di Stokes attorno a una sfera

141

dove il numero adimensionale della corrente attorno alla sfera e` basato sul diametro ed
e` quindi definito da Re = 2aU /. Questo risultato e` mostrato nella figura 5.20 che
riporta landamento qualitativo del coefficiente di resistenza misurato negli esperimenti
al variare del numero di Reynolds per la corrente attorno a una sfera. Notare che
entrambe le scale del disegno sono logaritmiche. In tutto lintervallo dei numeri di
Reynolds la relazione C D = 24/Re e` la sola soluzione esistente in forma chiusa
analitica. Essa vale per numeri di Reynolds bassi, per i quali le forze viscose sono
molto maggiori del termine non lineare; gli esperimenti mostrano che questo risultato
e` valido solo per Re < 1. La curva punteggiata nella figura 5.20 si riferisce alla legge
di Stokes C D = 24/Re che vale solo per numeri di Reynolds piccoli.
CD
102
10
1

Coefficiente di resistenza di
una sfera immersa in una corrente
uniforme in funzione del numero di
Reynolds basato sul diametro

Figura 5.20

Stokes

101
Re

101 1

10

102 103

104

105 106

107

Risoluzione mediante le variabili primitive


Il problema di Stokes per la corrente stazionaria di un fluido viscoso attorno a una
sfera pu`o essere affrontato anche partendo direttamente dalle equazioni per le variabili
primitive velocit`a e pressione, che qui scriviamo per comodit`a nella forma seguente:
2 u + p = 0,
u = 0,
dove p = P/ e = / , completate dalle condizioni al contormo
u(r)||r|=a = 0

lim u(r) = U,

|r|

per la corrente uniforme che investe una sfera di raggio a. Come in precedenza,
ricerchiamo una soluzione assisimmetrica attorno allasse passante per il centro della
sfera e parallelo alla direzione della velocit`a uniforme U del fluido a grande distanza
dal corpo. Introduciamo un sistema di coordinate sferiche (r, , ) con il centro
nellorigine della sfera e con lasse z avente la stessa direzione e lo stesso verso del
vettore U. Il campo di velocit`a ha quindi solo le componenti radiale e azimutale ed
esse saranno indipendenti dallangolo , per cui le incognite del problema hanno la
seguente forma
u(r, ) = [u r (r, ), u (r, ), 0]

p = p(r, ).

La soluzione assisimmetrica dipende solo dalle due variabili r e per cui possiamo
rappresentare le variabili incognite del problema ricorrendo ai polinomi di Legendre
P (z), con z = cos , nel modo seguente
u r (r, ) =
u (r, ) =
p(r, ) =

u (r ) P (cos ),

=0

X
=1

X
=0

v (r )

d P (cos )
,
d

p (r ) P (cos ).

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 142

142

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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Si deve notare che lespansione della componente angolare u della velocit`a non e`
basata direttamente sui polinomi di Legendre ma su delle funzioni che sono la loro
derivata prima (rispetto a ), per cui la sommatoria corrispondente parte dallindice 1
invece che da 0. Ricordiamo inoltre che il polinomio di Legendre P (z) di ordine e`
soluzione dellequazione differenziale

d P
d
+ ( + 1) P = 0.
1 z2
dz
dz
Scritta in termini della variabile angolare = cos1 z lequazione differenziale assume
la forma seguente

1 d
d P (cos )
sin
+ ( + 1) P (cos ) = 0.
sin d
d
Esprimiamo ora le equazioni differenziali del problema con le relative condizioni al
contorno in termini delle espansioni introdotte per ottenere le equazioni differenziali
(ordinarie) che governano i coefficienti u (r ), v (r ) e p (r ). In questa riduzione
utilizzeremo la propriet`a di ortogonalit`a dei polinomi di Legendre, ovverosia
Z

P (z) Pk (z) dz =

2
,k ,
2 + 1

e di ortogonalit`a della loro derivata prima:


1

d P (z) d Pk (z)
2( + 1)
dz =
,k .
1 z2
dz
dz
2 + 1
1

Partiamo dalla condizione dincomprimibilit`a u = 0 che, nel caso assisimmetrico


considerato, diventa

1 2
1

r ur +
sin u = 0.
2
r sin
r r

Sostituendo le due espansioni di u r (r, ) e u (r, ) e sfruttando lequazione soddisfatta da P (cos ), la condizione dincomprimibilit`a si riduce al seguente insieme di
equazioni differenziali ordinarie del primo ordine
1 d 2
v
r u ( + 1)
= 0,
r
r 2 dr

per i coefficienti u (r ) e v (r ), con = 1, 2, . . . . Si noti che per = 0 il coefficiente


v0 (r ) non esiste e lequazione precedente implica lannullamento del solo primo termine, da cui segue u 0 (r ) = C/r 2 e quindi, in assenza di sorgenti di massa, C = 0 per
cui u 0 (r ) = 0.
Un calcolo diretto permette inoltre di trovare, sempre considerando il caso assisimmetrico e sfruttando le equazioni appena scritte esprimenti lequazione che esprime la
condizione dincomprimibilit`a, le espressioni del campo della vorticit`a = u
=

X
D2 [r u ] d P (cos )

( + 1)
d
=1

e del laplaciano del campo di velocit`a a divergenza nulla, 2 u = u,

X
X
D2 [r u ]
1 d
P (cos ) r +
u=
r
r dr
2

=0

=1

"

r D2 [r u ]
( + 1)

d P (cos )
,
d

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 143

Marzo 1, 2011

ISBN XX-abc-defg-h

PARAGRAFO 5.7: Corrente di Stokes attorno a una sfera

143

dove e` stato introdotto loperatore differenziale del secondo ordine


D2 =

( + 1)
1 d2
r ...
.
2
r dr
r2

Grazie allortogonalit`a dei polinomi di Legendre e dei polinomi costituiti dalla loro
derivata, le due componenti dellequazione della quantit`a di moto conducono al
seguente sistema
D 2 [r u ]
dp
=
,
dr
r

d 2

r D [r u ] ,
p =
( + 1) dr

> 0.

Per l = 0 la prima equazione diventa


D 2 [r u 0 ]
dp0
= 0
=0
dr
r

dato che u 0 = 0 e quindi il coefficiente p0 del primo modo della pressione e` una
costante (arbitraria).
Per = 1, 2, . . . , si pu`o eliminare lincognita p dal sistema di due equazioni e si
ottiene unequazione solo per la componente radiale della velocit`a
D2 D2 [r u ] = 0,

= 1, 2, . . . ,

del quarto ordine (sorpresa?). In vrit`u della forma delloperatore D2 questa equazione
e` di tipo equidimensionale o di Eulero. Ricercando soluzioni del tipo r , un calcolo
diretto, benche un po noioso, conduce allequazione caratteristica
( 1)( 2)( 3) + 8( 1)( 2)
+ 2[6 ( + 1)] ( 1) 4( + 1)
( + 1)[2 ( + 1)] = 0,
che si fattorizza nel modo seguente
( 1)( + 1)( + )( + + 2) = 0.
Le quattro soluzioni dellequazione caratteristica sono quindi
= + 1,

1,

2.

La soluzione dellequazione differenziale e` pertanto


u (r ) = A r +1 + B r 1 + C r + D r 2 ,

per = 1, 2, . . . .

Le quattro costanti di ogni modo sono determinate imponendo le condizioni al contorno.


Per il problema assisimmetrico considerato la condizione al contorno sulla sfera e`
u(a, ) = 0

u r (a, ) = 0 e

ossia

u (a, ) = 0,

mentre a grande distanza da essa si deve imporre la condizione


lim u(r, ) = U = U (cos r sin ).

Per i coefficienti dellespansione la condizione sulla sfera diventa


u (a) = v (a) = 0,

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 144

144

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

ISBN XX-abc-defg-h

mentre la condizione allinfinito, esaminando la sola componente radiale, fornisce le


seguenti condizioni
lim u 1 (r ) = U

lim u (r ) = 0,

per 2,

dato che P1 (z) = z. Le condizioni asintotiche di u (r ), per tutti gli 1, richiedono


che siano nulle tutte le potenze r k con k 1, per cui deve essere A = 0 per ogni
1 e il primo termine della soluzione e` sempre assente. Scriveremo quindi
u (r ) = B r 1 + C r + D r 2 ,

per = 1, 2, . . . .

Le stesse condizioni asintotiche richiedono poi B1 = U B = 0 per 2. A questo


punto riscriviamo la soluzione di tutti i modi con 1 della velocit`a radiale separando
il modo con = 1 da tutti i rimanenti, nella seguente maniera:
u 1 (r ) = U +

C1
D1
+ 3,
r
r

u (r ) = C r + D r 2 ,

per = 2, 3, . . . .

Consideriamo per primo il modo con = 1 e calcoliamo la velocit`a angolare corrispondente v1 (r ) mediante lequazione che rappresenta la condizione dincomprimibilit`a:

C1
D1
D1
1 d
1 d
2
2
r U+
Ur + C1r +
+ 3
v1 (r ) =
=
2r dr
r
2r dr
r
r

D1
1
2Ur + C1 2
=
2r
r
=U+

C1
D1
3.
2r
2r

Imponendo le due condizioni al contorno sulla sfera u 1 (a) = 0 e v1 (a) = 0 otteniamo


il seguente sistema lineare
D1
C1
+ 3 = U,
a
a
C1
D1
3 = 2U,
a
a
avente per incognite i due coefficienti C1 e D1 . La soluzione di questo sistema e`
C1 = 32 U a, D1 = 12 U a 3 per cui avremo
3a
a3
u 1 (r ) = U 1
+ 3
2r
2r

Determiniamo infine i coefficienti C e D , di tutte le altre componenti con 2.


Valutiamo prima la componente angolare v della velocit`a di questi modi ricorrendo
di nuovo alle equazioni derivate dalla condizione dincomprimibilit`a. Con un calcolo
analogo al precedente si ottiene
v (r ) =

1
( + 2)C r D r 2 ,
( + 1)

per 2.

Imponendo le condizioni al contorno u (a) = 0 e v (a) = 0 si ottiene ancora un


sistema di due equazioni:
a C + a 2 D = 0,
( + 2)a C a 2 D = 0.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 145

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PARAGRAFO 5.8: Corrente attorno a un cilindro: paradosso di Stokes

145

Il sistema e` omogeneo e con determinante uguale a 2a 22 , quindi sempre diverso


da zero, per cui la soluzione unica del sistema e` la soluzione triviale C = D = 0, per
2. Pertanto u (r ) 0, per 2. In conclusione, risulta
3a
a3
u r (r, ) = u 1 (r ) P1 (cos ) = U 1
+ 3
2r
2r

cos .

Dallequazione che esprime la condizione dincomprimibilit`a per il primo modo e


dallequazione che fornisce i coefficienti dellespansione della pressione possiamo
infine dedurre la soluzione completa del problema:

3a
a3
u r (r, ) = U 1
+ 3 cos ,
2r
2r

a3
3a
3 sin ,
u (r, ) = U 1
4r
4r

P(r, ) = P

3 U a
cos ,
2 r2

dove P e` il valore (arbitrario) della pressione lontano dalla sfera. Il campo di vorticit`a
della corrente di Stokes e`
(r, ) =

3U a

sin .
2r 2

5.8 Corrente attorno a un cilindro: paradosso di Stokes


La soluzione appena ottenuta della corrente uniforme attorno a una sfera per Re = 0
non ha una controparte in due dimensioni per la corrente attorno a un cilindro infinito.
Dimostriamo questo risultato negativo cercando di risolvere le equazioni di Stokes per
la corrente uniforme attorno a un cilindro di sezione circolare.
Invece di risolvere le equazioni aventi come incognite le variabili velocit`a e pressione, riformuliamo il problema di Stokes stazionario per una corrente piana in termini
delle variabili incognite vorticit`a (scalare) e funzione di corrente . Consideriamo
lequazione della quantit`a di moto bidimensionale per Re 0
2 u + P = 0,
e prendiamone il rotore. Poiche s = 0 per qualunque funzione scalare s, il
termine della pressione sparisce e otteniamo la seguente equazione scalare per la
vorticit`a = z u
2 u = 0

2 = 0,

dove 2 e` loperatore laplaciano in due dimensioni. Daltra parte, come e` stato mostrato
nel paragrafo 3.9, lequazione che governa la funzione di corrente e`
2 = ,
per cui nel sistema di due equazioni si pu`o eliminare la variabile vorticit`a e ottenere
una sola equazione per la funzione di corrente

2 2 = 0,

che e` di quarto ordine ed e` chiamata equazione biarmonica.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 146

146

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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Essendo interessati alla corrente attorno a un cilindro di sezione circolare, esprimiamo


lequazione biarmonica in coordinate cilindriche/polari:

1 2
1
R
+ 2 2 = 0.
R R
R
R
Questa equazione e` corredata dalle condizioni al contorno per che impongono
lannullamento della velocit`a sulla superficie del cilindro e la velocit`a uniforme U x
a grande distanza. Questultima condizione significa che (R, ) uniforme =
U R sin per R , per cui ricerchiamo una soluzione del tipo
(R, ) = f (R) sin ,

0 < 2,

dove f (R) U R per R . Sostituendo questa forma della soluzione nellequazione


biarmonica, si ottiene la seguente equazione differenziale ordinaria di quarto ordine:

1 d
d
1 2
R
2 f = 0.
R dR
dR
R
Questa e` unequazione equidimensionale o di Eulero e la ricerca delle soluzioni particolari della forma di potenze R , con esponente da determinare, conduce allequazione
caratteristica di quarto grado
2

1 2 4 + 3 = 0,

che si fattorizza in modo completo in


( 3)( 1)2 ( + 1) = 0.

Le radici sono = 3, 1, 1, con = 1 radice doppia. Nel caso di radice doppia,


lequazione equidimensionale ammette oltre alla soluzione R anche la soluzione
R ln R, come mostrato nellappendice C nel caso dellequazione di secondo ordine.
Nel caso dellequazione di quarto ordine si pu`o anche verificare direttamente che
R ln R e` una sua soluzione. Quindi la soluzione generale dellequazione e`
f (R) = A R 3 + B R + C R ln R +

D
,
R

con A, B, C e D costanti da determinare. La condizione asintotica f (R) U R per


R implica che A = 0, B = U e C = 0, per cui la soluzione si riduce a
f (R) = U R +

D
,
R

e la soluzione dellequazione biarmonica originaria pu`o essere espressa come

D
sin .
(R, ) = U R +
R
Rimangono da imporre le condizioni al contorno sulla superficie del cilindro. Queste
condizioni richiedono che sia la componente tangente sia la componente normale
della velocit`a si annullino sul cilindro, ovvero che per R = a si abbia / R = 0
e / = 0. Dal momento che (a, )/ deve annullarsi per tutti valori di
, la condizione sulla componente normale della velocit`a e` equivalente a richiedere
che (a, ) = costante, dove la costante pu`o essere presa uguale a zero. Quindi le
condizioni sulla superficie del cilindro richiedono
(a, ) = 0

(a, )
= 0,
R

e quindi in termini della funzione f (R):


Ua +

D
=0
a

D
= 0.
a2

0 < 2,

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 147

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PARAGRAFO 5.9: Soluzioni esatte per correnti parallele dipendenti dal tempo

147

E` evidente che non esiste alcuna scelta della costante D nella soluzione che possa
soddisfare simultaneamente queste due condizioni al contorno. Se avessimo imposto le
due condizioni sul cilindro per prime, avremmo scoperto che era impossibile soddisfare
la condizione a grande distanza dal cilindro. Concludiamo pertanto che non esiste
alcuna soluzione delle equazioni di Stokes stazionarie in due dimensioni che possa
soddisfare le condizioni al contorno sia sul cilindro sia a grande distanza da esso.
Linesistenza di una tale soluzione e` nota come paradosso di Stokes: esso rivela che
il trascurare il termine non lineare dellequazione della quantit`a di moto costituisce
unapprossimazione inaccettabile per riuscire a descrivere la corrente di un fluido
viscoso attorno a un corpo cilindrico di lunghezza infinita. Lesistenza di una soluzione
del problema della corrente uniforme a Re = 0 attorno a una sfera ma non attorno a
un cilindro e` comunque unaltra manifestazione del fatto che la presenza della sfera
modifica il moto uniforme del fluido in modo molto minore di un cilindro, come gi`a
osservato nel caso non viscoso nei paragrafi 4.4 e 4.5.
Notiamo comunque che la soluzione del problema della corrente stazionaria incomprimibile viscosa attorno a un cilindro invece esiste quando si mantiene il termine
non lineare. In questo caso per`o le equazioni di NavierStokes sono non lineari e
possono essere risolte normalmente solo mediante tecniche di tipo numerico.

CD
103
102
10

Coefficiente di resistenza di
un cilindro circolare immerso in una
corrente uniforme in funzione del numero
di Reynolds basato sul diametro

Figura 5.21

1
102 101 1

10

102

103

104 105

106

Re

5.9 Soluzioni esatte per correnti parallele dipendenti dal tempo


Consideriamo la corrente incomprimibile di un fluido viscoso con un campo di velocit`a
piano e avente in ogni punto la medesima direzione. Un semplice esempio di una
corrente bidimensionale e` il moto di fluido vicino a una lastra piana che si muove nel
suo stesso piano.
Scegliamo un sistema di coordinate cartesiane con la direzione dellasse x coincidente con quella della velocit`a e lasse y pure appartenente al piano del campo di
velocit`a. Scriveremo allora le equazioni di NavierStokes non stazionarie per correnti
bidimensionali
u
P
+ (u )u 2 u +
= 0,
t

u = 0,
dove u(r) = u(x, y, t) = u(x, y, t) x , P = P(x, y, t) e gli operatori e 2 rappresentano il gradiente e il laplaciano nelle coordinate del piano x-y. Come gi`a visto
nel paragrafo 5.6 per la corrente stazionaria, la condizione dincomprimibilit`a implica
u(x, y, t) = u(y, t), il termine non lineare e` nullo e quello viscoso contiene solo la
componente x. Le equazioni che governano il campo di moto si riducono quindi alla
sola equazione vettoriale
2u
P
u
x 2 x +
= 0.
t

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 148

148

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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La componente y di tale equazione e` semplicemente


P
= 0,
y
da cui segue immediatamente che P = P(x, t). Lequazione della componente x
diventa quindi
1 P
u
2u
2 +
= 0,
t
x
y
nelle due funzioni incognite u = u(y, t) e P = P(x, t), dove si deve notare la
diversit`a delle loro rispettive variabili spaziali, y e x, sicche lequazione risulta essere
del tipo F(x, t) + G(y, t) = 0, dove la funzione F comprende i primi due termini
dellequazione e la funzione G corrisponde al terzo termine. Con un ragionamento
analogo a quello utilizzato nel metodo di separazione delle variabili possiamo dedurre
che entrambe le funzioni F e G devono dipendere esclusivamente dalla variabile
temporale t e che queste due funzioni di t devono essere una lopposta dellaltra,
ovverosia F(x, t) = C(t) e G(x, t) = C(t). Pertanto lequazione della componente
x della quantit`a di moto diventa:
2u
u
2 = C(t)
t
y

1 P
= C(t),
x

dove C(t) e` una funzione da determinare. La soluzione dellequazione per la pressione


e` immediata P(x, t) = C(t) x + Prif (t), dove la costante dintegrazione Prif (t)
e` arbitraria, conformemente alla natura indeterminata della variabile pressione nei
problemi incomprimibili. La funzione C(t) e` invece associata alla presenza di un
gradiente uniforme della pressione lungo la direzione della velocit`a. Questo gradiente
sar`a causato da dei sistemi esterni, ad esempio una pompa, la cui intensit`a potr`a essere
variabile nel tempo secondo landamento della funzione C(t). Per ogni funzione C(t)
assegnata esternamente, la corrispondente velocit`a u(y, t) del fluido sar`a la soluzione
dellequazione di diffusione non omogenea in una dimensione
2u
u
2 = C(t),
t
y
con le opportune condizioni iniziali e al contorno.

Traslazione istantanea di una lastra piana


Consideriamo ora la corrente incomprimibile di un fluido viscoso vicino a una lastra
piana che e` accelerata improvvisamente da ferma e che si muove parallelamente a se
stessa con velocit`a costante U . E` questo il cosiddetto primo problema di Stokes
Supponiamo che il moto del fluido sia causato solamente dal moto della lastra, ovvero
che il gradiente della pressione sia nullo, per cui la velocit`a u(y, t) soddisfa lequazione
di diffusione omogenea in una dimensione
u
2u
2 = 0.
t
y
Il fluido occupa tutto il semispazio y > 0 ed e` inizialmente fermo per cui la condizione
iniziale e`
u(y, 0) = 0,

y > 0.

Supponiamo che la lastra sia messa in movimento al tempo t = 0 con una velocit`a U
e che questa velocit`a sia poi mantenuta sempre costante. A causa della condizione di
adesione, le particelle di fluido in contatto con la lastra si muoveranno immediatamente
con la velocit`a U e le condizioni al contorno, sulla lastra e allinfinito, saranno allora
u(0, t) = U,

lim u(y, t) = 0,

t > 0.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 149

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Marzo 1, 2011

PARAGRAFO 5.9: Soluzioni esatte per correnti parallele dipendenti dal tempo

149

Il problema per la velocit`a u cos` formulato si chiama primo problema di Stokes.


Il problema e` costituito dallequazione di diffusione, che e` unequazione differenziale
alle derivate parziali di tipo parabolico, corredata da una condizione iniziale e da due
condizioni al contorno. La risoluzione del problema consiste nella determinazione
di una funzione di due variabili u = u(y, t) che soddisfi identicamente lequazione
differenziale nel quadrante (y > 0, t > 0) del piano spazio-temporale, chiamato anche
piano cinematico. La soluzione deve inoltre soddisfare la condizione iniziale u = 0
sul semiasse positivo (y > 0, t = 0) e le condizioni al contorno u = U e u = 0 sui
due contorni spaziali (y = 0, t > 0) e (y , t > 0) del quadrante. Si noti che la
condizione iniziale e` una sola, in quanto lequazione di diffusione contiene la derivata
prima rispetto al tempo, mentre le condizioni al contorno sono due in conformit`a con
il fatto che la derivata rispetto alla variabile spaziale y e` una derivata seconda. Questo
problema di Stokes e` in effetti identico al problema della diffusione dellenergia interna
in una bacchetta solida lunga e sottile che conduce il calore, quando la temperatura di
unestremit`a e` fatta variare istantaneamente da zero a un altro valore e poi mantenuta
sempre costante a quel valore.
Il problema alle derivate parziali per la velocit`a u presenta una caratteristica molto
importante che ne permette la riduzione a un problema differenziale pi`u semplice.
Infatti, lenunciato del problema, o pi`u precisamente tutti i suoi elementi costitutivi,
ovvero lequazione, la condizione iniziale, le condizioni al contorno ed eventualmente il
termine di sorgente (qui assente), non contengono ne alcuna lunghezza di riferimento ne
alcun intervallo temporale di riferimento. Ci`o suggerisce la possibilit`a che la soluzione
del nostro problema vari con y e t solo attraverso una combinazione opportuna di
queste variabili e non in modo completamente indipendente. In altre parole, mancando
nellenunciato del problema una lunghezza di riferimento e un tempo di riferimento, la
soluzione potr`a avere una dipendenza da y solo se essa implica anche una dipendenza
da t collegata.
Per individuare il tipo di legame esistente tra le variabili indipendenti della
soluzione particolare ricercata, si procede introducendo un cambiamento di variabili
consistente in una loro semplice dilatazione, ovvero un cambiamento di scala, del
tipo
y Y = y

t T = t,

e poi si cerca una relazione fra i parametri positivi e che lasci invariata lequazione
differenziale. Indichiamo la soluzione rispetto alle nuove variabili indipendenti (Y, T )
con la lettera maiuscola U (da non confondere con il valore della condizione al contorno
considerato in precedenza), per cui avremo
u(y, t) = U (Y, T ) = U (y, t).
Possiamo allora sostituire nellequazione di diffusione ottenendo
2u
2 U (y, t)
U (y, t)
u
2 =

t
t
y
y2

U d(t)
U d(y)
=

T dt
y Y dy

U
U
.

=
T
y Y
Calcolando infine la derivata seconda si ottiene
u
2u
2 U d(y)
U
2 =

t
T
y
Y 2 dy
=

U
2U
2
.
T
Y 2

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 150

150

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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Si osserva che se = 2 allora risulta

u
2u
2U
U
2 = 2

,
t
T
y
Y 2
ovvero la trasformazione delle variabili
y Y = y

t T = 2t

lascia invariata lequazione di diffusione. Ci`o indica la possibilit`a che esistano


soluzioni dellequazione che siano funzioni di y e t semplicemente attraverso la singola
combinazione y 2 /t. Infatti la trasformazione di variabili (y, t) (Y, T ) = (y, 2 t)
implica che Y 2 /T = (y)2 /( 2 t) = 2 y 2 /( 2 t) = y 2 /t, e quindi anche la variabile
combinata rimane invariata a seguito di una tale
trasformazione. Naturalmente e`
del tutto equivalente considerare la variabile y/ t . Inoltre, e` conveniente avere una
variabile adimensionale, per cui si pu`o ricorrere alla costante , che ha le dimensioni

di una lunghezza al quadrato diviso un tempo, e considerare la combinazione y/ t.


Introduciamo allora la variabile di similarit`a adimensionale
y
= (y, t) =
t
e cerchiamo quindi una soluzione dellequazione di diffusione avente forma seguente
u(y, t) = F() = F((y, t)).
Questa scelta implica per la soluzione un passaggio da una dipendenza diretta dalle
variabili y e t a una dipendenza indiretta dalle stesse variabili attraverso la sola funzione
(y, t). Per il teorema di derivazione delle funzioni composte abbiamo
F((y, t))

y
u
=
= F ()
= F ,
t
t
t
2t t
F((y, t))

1
u
=
= F ()
= F ,
y
y
y
t

2
u
1

1
1
1
=
F ((y, t)) = F () = F .
y
t
y2
t
t
t
Sostituendo queste derivate parziali nellequazione di diffusione per u abbiamo
y

F () + F () = 0
t
2t t
e semplificando otteniamo unequazione differenziale ordinaria
F + 21 F = 0
con le due condizioni al contorno
F(0) = U,

F() = 0.

Notiamo che per t 0 si ha per ogni y > 0 e quindi la seconda condizione


al contorno F() = 0 impone anche la condizione iniziale u(y, 0) = 0 del problema
alle derivate parziali originario. Questo risultato costituisce una conferma della validit`a
del legame esistente tra le variabili y e t nella soluzione del problema in esame.
Siccome lincognita F dellequazione differenziale compare in essa solo come
derivata, si pu`o introdurre lincognita ausiliaria G = F e ridurre lordine dellequazione:
G + 21 G = 0.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 151

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Marzo 1, 2011

PARAGRAFO 5.9: Soluzioni esatte per correnti parallele dipendenti dal tempo

151

Questa equazione e` tuttavia priva di condizione al contorno poiche entrambe le condizioni disponibili riguardano lincognita originaria F. Daltra parte, il teorema fondamentale del calcolo differenziale, ovvero:
Z

d f (x)
d x = f (b) f (a),
dx

pu`o essere applicato alla funzione F() i cui i valori agli estremi dellintervallo [0, [
sono specificati, ottenendo
Z
d F()
d = F() F(0) = 0 U = U.
d
0
La definizione della nuova variabile G = F permette allora di scoprire che essa deve
soddisfare la seguente condizione integrale
Z
G() d = U.
0

Questa condizione globale completa quindi lequazione di G che e` del primo ordine
(lineare a coefficienti non costanti) a variabili separabili della forma:
1
dG
= d.
G
2
La soluzione generale e`
G() = Ae

2 /4

dove A e` la costante dintegrazione che viene determinata imponendo la condizione


integrale
Z
2
A
e /4 d = U.
0

Lintegrale definito si calcola facilmente dal valore dellintegrale definito della funzione
2
di Gauss ex :
Z

2
ex d x = ,

per cui si ottiene A = U/ . La soluzione e` quindi


U
2
G() = e /4 .

Lequazione rimanente F = G() e` poi risolta mediante una semplice integrazione


Z
U
2
es /4 ds,
F() = B
0
dove B e` unaltra costante dintegrazione, da determinare imponendo luna o laltra
delle due condizioni al contorno dellincognita originaria F. Ad esempio, la condizione
F(0) = U fornisce subito B = U . Pertanto la soluzione dellequazione differenziale
del secondo ordine e`

Z
1
s 2 /4
e
ds ,
F() = U 1
0
ed e` mostrata nella figura 5.22.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 152

152

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

ISBN XX-abc-defg-h

4.5
4.0
3.5
3.0
2.5
2.0
1.5

Soluzione F()
dellequazione similare per la corrente
causata dalla traslazione improvvisa di
una lastra piana

Figura 5.22

1.0
0.5
0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6 0.7 0.8 0.9 1.0 F()/U

Notiamo che se si fosse imposta laltra condizione al contorno si sarebbe ottenuta la


stessa soluzione. Infatti, imponendo la condizione F() = 0, si ha
Z
U
U
2
B
= 0,
es /4 ds = B
0

da cui segue subito B = U .

Dalla soluzione F(), ricordando la definizione dellavariabile


similare = y/ t
si ricava la soluzione della velocit`a u(y, t) = F() = F y/ t :
"

1
u(y, t) = U 1

y
t

s 2 /4

ds .

I profili della velocit`a in alcuni istanti di tempo diversi sono mostrati nella figura 5.23
per il caso = 1.
y

1.5

1.0

t = 0.5
0.3
0.1

Profili della velocit`a u(y, t)


in istanti di tempo diversi per = 1 della
corrente parallela causata dalla traslazione
impulsiva di una lastra piana

Figura 5.23

0.5
0.05
0.01

u(y, t)/U

0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6 0.7 0.8 0.9 1.0

La soluzione e` talvolta espressa utilizzando la funzione di errore erf(x) definita


2
dallintegrale della funzione gaussiana ex :
Z x
2
2
erf(x) =
eX d X
0
o eventualmente della funzione complementare di errore erfc(x) = 1 erf(x). La
soluzione trovata pu`o allora essere espressa nella forma seguente

y
.
u(y, t) = U 1 erf

2 t
La soluzione u(y, t) rappresenta una superficie in uno spazio a tre dimensioni con assi
cartesiani che corrispondono alle tre variabili y, t e u. La figura 5.24 mostra la forma
complessiva della soluzione: le linee disegnate sulla superficie corrispondono al profilo
della velocit`a in determinati istanti di tempo.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 153

Marzo 1, 2011

ISBN XX-abc-defg-h

PARAGRAFO 5.9: Soluzioni esatte per correnti parallele dipendenti dal tempo

153

u/U

Rappresentazione
tridimensionale dellandamento della
velocit`a di un fluido viscoso causata dal
movimento istantaneo di una lastra piana
al tempo t = 0

Figura 5.24

y
t

La forma semplice delle condizioni iniziali e al contorno, unitamente allassenza di una


lunghezza di riferimento nel problema, e` stata decisiva per ottenere una soluzione di
tipo similare. Le soluzioni similari sono una classe speciale di soluzioni che esistono
in problemi governati da equazioni differenziali alle derivate parziali di tipo parabolico
con due variabili indipendenti quando i dati del problema non contengono nessuna
scala assoluta delle lunghezze.
Il problema considerato soddisfa queste condizioni. Come dice il nome stesso di
soluzione similare, i profili della velocit`a u(y, t) a istanti di tempo differenti
sono tutti

` funzione di y/ t1 e al tempo
geometricamente simili. Al tempo t1 la velocit`
a
u
e

t2 la velocit`a u e` la stessa funzione di y/ t2 . La sola cosa che accade al crescere


del tempo
e` che il profilo della velocit`a risulta dilatato nello spazio di un coefficiente
pari a t2 /t1 . In altre parole, la soluzione in istanti di tempo diversi assume gli stessi
valori ma essi sono distribuiti sullasse y in modo sempre pi`u dilatato. Ci`o non sarebbe
possibile se vi fosse una seconda lastra posta a una distanza y = h dalla lastra in
moto: in questo caso la lunghezza h fornirebbe una scala spaziale di riferimento e una
soluzione similare non sarebbe pi`u possibile.

Diffusione della vorticita`


Ritornando ad esaminare la soluzione similare trovata, al tempo t, gli effetti del movimento
istantaneo della lastra sono limitati prevalentemente a una distanza dellordine

di t da essa; ad esempio u e` meno del 4 per cento di U alla distanza y = 3 t, in


quanto 1 erf(x) = 0.04 per x = 32 .
Un modo alternativo di interpretare questo processo e` in termini della diffusione di
vorticit`a. Nel problema piano considerato la distribuzione della vorticit`a nello spazio
e nel tempo e` data dalla funzione
(y, t) =

U
u(y, t)
2
=
ey /(4t) ,
y
t

che tende a zero esponenzialmente oltre una distanza dalla lastra dellordine di
come mostrato nella figura 5.25 per la soluzione con = 1.
y
3

Diffusione della vorticit`a da


una lastra messa in moto in modo
istantaneo al tempo t = 0. Soluzione per
=1

t =1

0.3

Figura 5.25

0.1
1

0.05
2

0.02
3

/U

t,

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 154

154

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

ISBN XX-abc-defg-h

La diffusione della vorticit`a a causa dellazione viscosa distribuisce in modo sempre


pi`u uniforme lo strato di vorticit`a iniziale, ovvero rende sempre pi`u piatta la concentrazione infinita della vorticit`a iniziale sulla superficie della lastra (esistente in virt`u
della discontinuit`a fra la condizione al contorno u(0, t) = U per t 0 e la condizione
iniziale u(y, 0) = 0 per y 0) mentre la vorticit`a e` nulla inizialmente in tutto il fluido
(la condizione iniziale u(y, 0) = 0 per y > 0 implica (y, 0) = 0). Landamento
della vorticit`a (y, t) nello spazio e nel tempo e` rappresentato in modo tridimensionale
nella figura 5.26.
/U

Rappresentazione
tridimensionale della diffusione della
vorticit`a da una lastra messa in moto in
modo istantaneo al tempo t = 0

Figura 5.26

Queste conclusioni possono essere enunciate anche in un altro modo leggermente


diverso. In un tempo t la vorticit`a si estende per una distanza dellordine di
distanza di diffusione viscosa = O


t .

Ovverosia, il tempo necessario affinche la vorticit`a si diffonda su una distanza dellordine


di e` dellordine di

tempo di diffusione viscosa = O 2 / .


Approfondimento 1

Metodo alternativo per le soluzioni similari

Nel procedimento seguito per determinare la soluzione similare della corrente provocata dalla partenza impulsiva della lastra si e` supposto che la variabile similare avesse
una forma determinata. La forma considerata non era stata dedotta con un ragionamento rigoroso ma solo giustificata con argomenti di plausibilit`a. In questo senso il
successo del procedimento e` solo verificato a posteriori dal fatto che abbiamo ottenuto
una soluzione fisicamente significativa. Vogliamo ora riconsiderare il procedimento
per la ricerca di soluzioni similari e mostrare un metodo alternativo per individuare
le soluzioni di questo tipo. Questo metodo si basa sulla ricerca di una variabile indipendente di tipo adimensionale che abbia la forma di un prodotto di potenze delle
variabili indipendenti originarie con esponenti da determinare. Il valore preciso degli
esponenti e` stabilito dalle condizioni che si devono soddisfare per ottenere da un lato
un problema differenziale ordinario e dallaltro variabili solo di tipo adimensionale.
La ricerca di soluzioni similari consiste nella determinazione di una trasformazione
delle varibili che riduca lequazione differenziale alle derivate parziali in unequazione
differenziale ordinaria. Dal momento che lequazione alle derivate parziali coinvolge
pi`u di una variabile indipendente e unequazione differenziale ordinaria solo una, e`
ragionevole assumere una trasformazione di variabili che cerchi di combinare le due
variabili indipendenti. Pertanto assumiamo
(y, t) = C y m t n ,
dove e` la variabile indipendente trasformata, che deve essere adimensionale, e C, m
e n sono delle costanti per ora indeterminate. Inoltre, per rendere adimensionale
lequazione finale dobbiamo imporre che anche la variabile dipendente (cio`e la nuova

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 155

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.9: Soluzioni esatte per correnti parallele dipendenti dal tempo

155

incognita del problema differenziale ordinario) sia adimensionale. Siccome lincognita


originaria e` la velocit`a u e nel problema esiste una scala delle velocit`a definita dal valore
al contorno U , la nuova incognita f deve essere definita da
u = U f (),

ovvero avremo la relazione


u(y, t) = U f ((y, t)) = U f (C y m t n ),

che esprime la vecchia incognita (dimensionale) u in funzione di quella nuova (adimensionale) f , la prima dipendente da due variabili (y e t) la seconda da una sola ().
Per mezzo di questa relazione di trasformazione possiamo calcolare le derivate parziali
di u con la regola di derivazione delle funzioni composte, ottenendo
u
d f
=U
= U Cny m t n1 f ,
t
t d

u
=U
f = U Cmy m1 t n f ,
y
y
2u
= U Cm(m 1)y m2 t n f + U C 2 m 2 y 2(m1) t 2n f .
y2
Sostituendo nellequazione di diffusione di u e dividendo per U 6= 0 si ottiene
Cny m t n1 f Cm(m 1)y m2 t n f C 2 m 2 y 2(m1) t 2n f = 0.

Ora determiniamo i valori di m, n e C in modo che si realizzi la riduzione a unequazione


differenziale ordinaria adimensionale. Per prima cosa eliminiamo il coefficiente variabile del termine di ordine pi`u elevato moltiplicando tutti i termini dellequazione per
y 2(m1) t 2n ottenendo:
C 2 m 2 f + Cm(m 1)y m t n f Cny m+2 t n1 f = 0.

Ma y m t n = C/, per cui lequazione si pu`o scrivere nella forma pi`u semplice (dopo
avere diviso tutti i termini per C 2 )
y 2 t 1
1
f = 0.
m 2 f + m(m 1) f n

Affinche questa equazione sia effettivamente unequazione differenziale ordinaria, il


coefficiente dellultimo termine deve essere una funzione solo di e, poiche =
C y m t n , questo richiede necessariamente n = m/2. In tal caso la relazione della
variabile di similarit`a diventa
m
y
(y, t) = C
t
e lequazione assume la forma
2
1
1 m
m f + (m 1) f +
f = 0.

2 C
Affinche questa equazione diventi adimensionale deve essere C 2/m = 1/. Allora la
variabile di similarit`a sar`a definita dalla relazione finale

y m
(y, t) =
t
e lequazione differenziale ordinaria adimensionale ricercata sar`a

1 m 1 1 2m

f = 0.
+ m
f +
m

2
Naturalmente questa equazione deve essere risolta con le due condizioni al contorno
adimensionali:
f (0) = 1

f () = 0.

Il valore di m pu`o essere scelto in maniera arbitraria. Da questa scelta dipender`a la


funzione f soluzione dellequazione differenziale, rimanendo comunque inalterata la
forma della soluzione u(y, t). Per m = 1 si riottiene lo stesso problema similare
analizzato in precedenza.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 156

156

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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Traslazione oscillatoria di una lastra piana


Consideriamo ora un problema simile a quello precedente, ma supponiamo di porre in
movimento la lamina con un moto oscillatorio in direzione x con velocit`a U cos(t),
dove U e` una costante e e` la pulsazione del movimento della parete, legata alla
frequenza f , che rappresenta il numero di oscillazioni al secondo, dalla relazione
f = /(2 ). E` questo il secondo problema di Stokes. Siamo interessati, in questo
caso, non tanto al transitorio iniziale, quanto alla soluzione per tempi lunghi che non
dipende dalla velocit`a iniziale del fluido, per cui trascureremo i termini che decadono
nel tempo per t .
Osserviamo innanzitutto che, mentre nel problema precedente era impossibile
costruire due variabili indipendenti adimensionali distinte a partire da t e y e utilizzando
il solo parametro del problema , in questo caso la presenza del parametro aggiuntivo
permette di costruire sia una lunghezza sia un tempo di riferimento separati. Ci
aspettiamo dunque che la soluzione non dipenda pi`u da ununica variabile di similarit`a
ma sia funzione effettivamente di due variabili.
Lequazione che vogliamo risolvere e` identica a quella precedente, incontrata nel
primo problema di Stokes:
2u
u
2 = 0.
t
y
Per integrarla ricorriamo, come fatto in precedenza, alla tecnica di separazione delle
variabili. Supporremo infatti che la soluzione sia esprimibile come prodotto di due
funzioni F(t) e G(y) dipendenti solo dal tempo la prima e solo dalla coordinata
y la seconda, u(y, t) = F(t) G(y). Sostituendo questa espressione nellequazione
differenziale, e dividendo entrambi i membri per il prodotto F G si ottiene:
F
G
=
,
F
G
dove gli apici indicano le derivate rispetto alla variabile propria di ciascuna funzione.
Essendo il primo membro funzione solo del tempo e il secondo funzione solo di y, i
due membri devono essere uguali entrambi a una costante. Diamo nome k a questa
costante, in modo che lequazione pu`o essere riscritta come sistema di due equazioni
differenziali ordinarie del primo e del secondo ordine rispettivamente:

F k F = 0,
G k G = 0,

in cui la costante k deve essere determinata imponendo la condizione al contorno.


Cominciamo integrando la prima equazione. Il suo integrale generale e` semplicemente
F(t) = Aekt ,

k C.

Per determinare il valore di k relativo alla soluzione del problema, consideriamo la


funzione che rappresenta la velocit`a della lastra oscillante. Mediante una nota identit`a,
essa pu`o essere riscritta nella forma
eit + eit
.
2
Per soddisfare la condizione al contorno dovremo restringere dunque i valori di k da
prendere in considerazione a i e i. Se fossimo interessati anche a soluzioni relative
al transitorio di avviamento dovremmo prendere in esame tutti i valori complessi con
parte reale negativa, ma poiche siamo interessati solamente alla soluzione di regime
possiamo limitarci a valori di k puramente immaginari. Avremo perci`o le due funzioni
U cos (t) = U

F + (t) = A+ eit

F (t) = A eit .

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 157

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Marzo 1, 2011

PARAGRAFO 5.9: Soluzioni esatte per correnti parallele dipendenti dal tempo

157

In corrispondenza della prima soluzione, lequazione differenziale per G diventa


i
G = 0,
G

il cui integrale generale e`


q
q
G + (y) = B+ e

+ C+ e

i
,

dove B+ e B sono dei coeffcienti da determinare, e analogamente


q
q
G (y) = B e

iy

+ C e

i
.

i y

La soluzione sar`a quindi una combinazione lineare del prodotto F + G + e del prodotto
F G , che possiamo scrivere come
q
q
q
q
u(y, t) = C1 eit e

i
+C

2e

i
+C

it y

3e

i
+C

it i y

4e

it i y

i cui coefficienti devono essere determinati imponendo la condizione al contorno.


Prima di imporre la condizione al contorno conviene riscrivere lespressione
precedente
esprimendo
la radice quadrata dellunit`a immaginaria i mediante lidentit`a

i = (1 + i)/ 2, ottenendo
q
q
u(y, t) = C1 eit e
+ C3 e

y(1+i)

it y(1+i)

+ C2 eit e

+ C4 e

y(1i)

it y(1i)

che pu`o essere riscritta nel modo seguente, separando la parte reale e quella immaginaria
dellesponente

q
q q
q
u(y, t) = C1 e
+ C3 e

i t+y

i ty

+ C2 e

i ty

+ C4 e

i t+y

q
e

Per determinare i coefficienti C1 , C2 , C3 e C4 incominciamo ad analizzare il comportamento della soluzione per y .


I termini in C1 e C4 divergono, poiche contengono
un fattore con esponente reale y /(2) che tende a infinito con y. Questo non e`
fisicamente accettabile, quindi C1 = C4 = 0. Per determinare i restanti coefficienti
imponiamo la condizione al contorno sulla lastra:
eit + eit
,
2
da cui si ricava immediatamente C2 = C3 = U/2. Otteniamo infine la soluzione
cercata

q
q
q

i ty 2
i ty 2
U y 2
e

+e
u(y, t) = e
2
u(0, t) = C2 eit + C3 eit = U cos(t) = U

che pu`o essere riscritta pi`u chiaramente come

u(y, t) = U e

cos t y

per y 0. Scritta in questa forma la soluzione si presta a uninterpretazione immediata:


essa rappresenta
unonda sinusoidale piana di frequenza f = /(2 ) e lunghezza
r

2
donda 2
, che si propaga in direzione y con velocit`a 2 e che si smorza

q
allontanandosi dalla parete secondo la legge e

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 158

158

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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Corrente non stazionaria fra due lastre parallele


Consideriamo ora la corrente generata ancora dal moto impulsivo della lastra piana
ma questa volta in presenza di una seconda lastra ferma posta a una distanza h dalla
prima. La velocit`a u(y, t) dovr`a ora essere determinata nella striscia 0 y h come
soluzione della stessa equazione di diffusione
u
2u
2 = 0,
t
y
completata dalla condizione iniziale
u(y, 0) = 0,

0 < y < h,

e dalla condizioni al contorno


u(0, t) = U,

u(h, t) = 0,

t > 0.

Non potendo ricercare una soluzione simile (nel problema esiste una lunghezza di
riferimento: la distanza h fra le lastre) osserviamo che lequazione e` omogenea mentre
le condizioni al contorno non lo sono. Possiamo allora cercare di riformulare il
problema mediante un cambiamento dellincognita che renda omogenee le condizioni
al contorno per poi provare ad applicare il metodo di separazione delle variabili. Le due
condizioni al contorno sono soddisfatte dalla semplice funzione lineare U (1 y/ h) che
rappresenta la corrente di Couette fra le due lastre. Questa funzione e` anche soluzione
(stazionaria) dellequazione di diffusione. Possiamo allora introdurre una variabile
ausiliaria w mediante la definizione
u(y, t) = w(y, t) + U (1 y/ h),
e osservare che la nuova incognita w deve essere soluzione del problema
2w
w

= 0,
t
y2
w(y, 0) = U (1 y/ h),
w(0, t) = 0,

0 < y < h,

w(h, t) = 0,

t > 0,

le cui condizioni al contorno sono ora completamente omogenee mentre la condizione


iniziale e` ora diversa da zero. Ricorriamo al metodo di separazione delle variabili
ricercando delle soluzioni elementari W = W (y, t) che siano prodotto di due funzioni,
ovvero,
W (y, t) = Y (y) T (t)
dove Y (y) e T (t) sono due nuove funzioni incognite. Sostituendo W nellequazione
di diffusione si ottiene
Y

dT
d 2Y
T
= 0,
dt
dy 2

dove le derivate parziali sono diventate ordinarie perche le nuove incognite sono funzioni di una sola variabile. Dopo avere diviso per il prodotto Y T si ottiene
1 d 2Y
1 dT

= 0.
T dt
Y dy 2
Questa equazione e` del tipo f (t) g(y) = 0. Ma t e y sono variabili indipendenti, per
cui la relazione richiede che entrambi i due termini siano costanti e che le due costanti
siano coincidenti. Indicando tale costante di separazione con , si ottengono le due
equazioni differenziali ordinarie
1 dT
=
T dt

1 d 2Y
= .
Y dy 2

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 159

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.9: Soluzioni esatte per correnti parallele dipendenti dal tempo

159

Il valore di e` per il momento sconosciuto. Consideriamo per prima la seconda


equazione che riscriviamo come
d 2Y
= Y,
dy 2
e osserviamo che le due condizioni al contorno omogenee w(0, t) = w(h, t) = 0
impongono su Y (y) le condizioni anchesse omogenee Y (0) = Y (h) = 0. Per un
valore generico della costante non esistono funzioni che soddisfano sia lequazione
differenziale che le due condizioni al contorno. Infatti: se > 0 lequazione ammette
come soluzione due funzioni esponenziali con segno dellesponente positivo o negativo,
mentre se < 0 le due soluzioni sono le funzioni seno e coseno, ma in entrambi i
casi non e` possibile trovare una loro combinazione lineare che si annulli in entrambi
i punti y = 0 e y = h. [Il caso = 0 non interessa in quanto la prima equazione
diventerebbe dT /dt = 0 con soluzione T = costante, per cui W (y, t) sarebbe una
soluzione stazionaria W (y, t) = W (y).]
Tuttavia la costante pu`o essere scelta in modo da: i) selezionare soluzioni che
oscillano e ii) annullare le soluzioni oscillanti proprio nei punti estremi dellintervallo
[0, h]. La prima condizione significa che si deve prendere = 2 , con costante
reale, per cui le soluzioni sono sin( y) e cos( y), mentre la seconda condizione
significa che si deve scartare la soluzione cos( y) e inoltre che deve assumere i
valori discreti soddisfacenti la seguente condizione
n h = n

n =

n
,
h

dove n e` un intero positivo qualsiasi. Tutte le soluzioni oscillanti Yn (y) = sin(n y/ h)


si annullano per y = 0 e y = h e quindi permettono di costruire soluzioni elementari
del metodo di separazione delle variabili soddisfacenti le condizioni al contorno. La
costante di separazione deve quindi assumere i seguenti valori discreti
n = n2 = (n/ h)2

n = 1, 2, 3, . . . .

Per ogni intero positivo n la prima equazione diventa


dTn
= (n/ h)2 Tn
dt
e ammette la semplice soluzione esponenziale Tn (t) = e(n/ h)

2 t

= en

2 2 t/ h 2

Pertanto le soluzioni elementari in forma di prodotto ricercate sono


Wn (y, t) = Tn (t) Yn (y) = sin(n y/ h) en

2 2 t/ h 2

n = 1, 2, 3, . . . .

Nessuna di queste funzioni soddisfa da sola la condizione iniziale per lincognita


ausiliaria w ma, poiche lequazione di diffusione di w e` lineare, si pu`o considerare una
loro combinazione lineare w(y, t) definita dalla serie
w(y, t) =

X
n=1

An Wn (y, t) =

An sin(n y/ h) en

2 2 t/ h 2

n=1

che soddisfer`a lequazione differenziale qualunque siano i valori dei coefficienti An .


A questo punto, si pu`o ricorrere alla teoria della serie di Fourier per determinare i
coefficienti An in modo tale che al tempo t = 0 questa espansione coincida con il dato
iniziale del problema modificato, ovvero:

X
n=1

An sin(n y/ h) = U (1 y/ h)

in 0 y h.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 160

160

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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Moltiplicando questa relazione per sin(n y/ h), con n intero positivo, e integrando
sullintervallo [0, h], la relazione di ortogonalit`a

2 se n = n = 0
se n = n 1
sin(n ) sin(n ) d =

0 se n 6= n

permette di trovare
An =

2
h

h
0

U (1 y/ h) sin(n y/ h) dy =

2U
.
n

La velocit`a u fra due lastre parallele poste a distanza h provocata dal moto impulsivo
della lastra inferiore e` quindi espressa dalla soluzione

2U X 1
2 2
2
sin(n y/ h) en t/ h .
u(y, t) = U (1 y/ h)

n
n=1

Laspetto pi`u importante di questa soluzione e` che per tempi t > h 2 / la corrente ha
raggiunto il suo stato stazionario (corrente di Couette) e la distribuzione della vorticit`a
e` pressoche uniforme in tutto il fluido.

5.10 Soluzioni esatte per correnti in geometria cilindrica


Esistono soluzioni esatte delle equazioni di NavierStokes nel caso di un fluido contenuto fra superfici cilindriche coassiali che possono ruotare attorno allasse comune.
Supponendo che i cilindri in rotazione siano molto lunghi rispetto al loro raggio, il moto
del fluido pu`o essere considerato bidimensionale. Nel caso di problemi dipendenti dal
tempo supporremo inoltre che il campo di velocit`a iniziale sia invariante per traslazioni
parallele allasse del cilindro e per rotazioni attorno allasse. Ci`o significa che studiamo
soluzioni che non dipendono dalla coordinata assiale z e nemmeno dalla coordinata
angolare (a parte la dipendenza da dei versori delle coordinate polari/cilindriche).
Sotto queste condizioni il campo di velocit`a della soluzione sar`a piano e dipender`a solo
dalla distanza R dallasse comune dei due cilindri, oltre che dal tempo t, per cui si potr`a
+ u (R, t) ed anche P(r, t) = P(R, t).
assumere in generale: u(r, t) = u R (R, t) R
Le equazioni che governano questo tipo di correnti sono le classiche equazioni di
NavierStokes incomprimibili
P
u
+ (u )u 2 u +
= 0,
t

u = 0,
dove gli operatori e 2 rappresentano questa volta il gradiente e il laplaciano bidimensionali nelle coordinate polari/cilindriche R- in un piano perpendicolare allasse
z.
Per prima cosa, analizziamo le conseguenze della condizione di incomprimibilit`a
nel caso considerato di corrente piana: essa significa
1 u (R, t)
1
R u R (R, t) +
R R
R

1
R u R (R, t) = 0,
=
R R

u =

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 161

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.10: Soluzioni esatte per correnti in geometria cilindrica

161

per cui deve essere u R (R, t) = A(t)/R. Supponendo ora che le pareti cilindriche
contenenti il fluido siano impermeabili, su di esse u R = 0 per cui avremo A(t) = 0 e
quindi u R (R, t) = 0 in ogni punto del fluido e per ogni t > 0. In altre parole il moto
del fluido sar`a puramente circolare e quindi il campo della velocit`a della soluzione
avr`a la forma seguente
u(r) = u (R, t) ( ).
Vediamo ora quali sono le conseguenze di questo risultato per quanto riguarda il
termine convettivo, esprimendolo ovviamente in coordinate cilindriche. Invece di usare
lespressione fornita nella tabella degli operatori differenziali in coordinate cilindriche,
) e ( )
calcoliamo questo termine, tenendo conto esplicitamente che i versori R(

hanno |R( )| = 1 e | ( )| = 1 ma variano direzione con langolo ,

(u )u = u (R, t) ( ) u (R, t) ( )

(1 )

= u (R, t)

()

[u (R, t)]2 d ( )
1
u (R, t) ( ) =
.
R
R
d

), come mostrato nella figura 5.27, otteniamo


Siccome risulta d ( )/d = R(

Illustrazione della derivata


): notare che
d ( )/d = R(

| | = , per cui |d /d | = 1

Figura 5.27

(u )u =

u 2
)
R(
R

e quindi il termine non lineare e` diverso da zero. Passando al termine viscoso abbiamo

1 2
1
R
+ 2 2 u (R, t) ( )
u=
R R
R
R

u (R, t)
u (R, t) d 2 ( )
1
R
( ) +
=
R R
R
R2
d 2

)
u (R, t)
u (R, t) d R(
1
R
( )
=
2
R R
R
d
R

u (R, t)
u (R, t)
1
=
R

( ),
R R
R
R2
2

1)
R(

R()

Illustrazione della derivata


)/d = ( ): notare che
d R(
= , per cui |d R/d

|R|
|=1

Figura 5.28

)/d = ( ), come mostrato in figura 5.28. In base a questi risultati,


in quanto d R(
lequazione della quantit`a di moto per le correnti incomprimibili con traiettorie circolari
sar`a

u2
u
) 1 R u u ( ) + 1 P R(
)=0
( ) R(
t
R
R R
R
R
R2
nelle due funzioni incognite u (R, t) e P(R, t). La componente angolare di questa
equazione e`

u
u
u
1
R
2 = 0,

t
R R
R
R
e costituisce unequazione indipendente nella sola incognita u (R, t). E` immediato
verificare che

1
1
u
u
R
2 =
(Ru) ,
R R
R
R R R
R
per cui lequazione di u diventa:

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 162

162

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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t
R

1
(Ru ) = 0.
R R

Lequazione della componente radiale dellequazione della quantit`a di moto e` invece

u 2
1 P
+
= 0.
R
R

Se trasferiamo il termine del gradiente di pressione nel secondo membro, in questa


relazione riconosciamo la legge fondamentale della dinamica nella forma a = f/m
per le particelle del fluido: infatti il termine a sinistra rappresenta laccelerazione
centripeta della particella mentre il gradiente della pressione e` la forza centripeta per
unit`a di volume allinterno del fluido che provoca il moto circolare uniforme di ogni
sua particella.
Una volta determinata la velocit`a u (R, t), la pressione P(R, t) pu`o essere calcolata dallequazione della componente radiale della quantit`a di moto riscritta nel modo
seguente
1 P
[u (R, t)]2
=
,
R
R
che permette unintegrazione immediata
P(R, t) =

[u (R , t)]2
dR + C(t),
R

dove C(t) indica una funzione arbitraria del tempo.

Corrente di Couette fra superfici cilindriche in rotazione


Supponiamo che il fluido sia contenuto fra due superfici cilindriche coassiali di raggio
a e b > a e che queste superfici ruotino con velocit`a angolare costante a e b , vedi
figura 5.29. La corrente stazionaria causata dalla rotazione delle due superfici o di
una sola di esse si ottiene risolvendo la versione stazionaria dellequazione di u (R).
Scriviamo questa equazione notando che nel problema stazionario la derivata rispetto
a R e` ordinaria:

d 1 d
(Ru ) = 0,
dR R dR
da risolvere con le condizioni al contorno
u (a) = aa

u (b) = bb .
z
a
b

a
b

Figura 5.29

Cilindri coassiali rotanti

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 163

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.10: Soluzioni esatte per correnti in geometria cilindrica

163

Una prima integrazione fornisce lequazione del primo ordine


1 d
(Ru ) = C1 ,
R dR
che integrata a sua volta conduce a
Ru =

C1 R 2
+ C2 .
2

Risolvendo rispetto a u e ridefinendo la costante C1 /2 come C1 si ottiene la soluzione


u (R) = C1 R +

C2
,
R

dove le costanti C1 e C2 sono da determinare mediante le condizioni al contorno. Il


campo di velocit`a e` dato quindi dalla sovrapposizione di un moto di rotazione rigida e
di un vortice rettilineo. Limposizione delle condizioni al contorno conduce al seguente
sistema di due equazioni lineari algebriche nelle incognite C1 e C2
(
aC1 + C2 /a = aa ,
bC1 + C2 /b = bb ,

la cui soluzione e`
C1 =

b2 b a 2 a
,
b2 a 2

C2 =

a 2 b2 (a b )
.
b2 a 2

Questa soluzione e` nota come corrente di Couette cilindrica o corrente di Taylor


Couette. Nella figura 5.30 e` mostrato il campo di velocit`a per b = 4a nel caso in cui il
cilindro interno e` fisso mentre quello esterno ruota. La situazione opposta di rotazione
del cilindro interno con il cilindro esterno fermo e` mostrata nella figura 5.31. Infine
nella figura 5.32 e` riportata la soluzione nel caso in cui entrambi i cilindri ruotano, ma
in senso inverso e con a = 10b . La pressione P(R) della corrente stazionaria di
TaylorCouette si ottiene dalla relazione

Z R
C2 2 d R
[u (R )]2

dR =
P(R) =
C1 R +
R
R
R

!
Z R
C22
2C1 C2
=
C12 R +
+
d R.
R
R 3
Z

Figura 5.30 Corrente di TaylorCouette per b = 4a


con cilindro esterno rotante e cilindro interno fermo

Corrente di TaylorCouette per b = 4a


con cilindro interno rotante e cilindro esterno fermo

Figura 5.31

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 164

164

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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Una semplice integrazione fornisce


"

#
R
C12 2
C22
P(R) =

R + 2C1 C2 ln
,
2
C3
2R 2
dove la nuova costante di integrazione C3 arbitraria e` stata fatta comparire di proposito
allinterno del logaritmo, per rendere il suo argomento adimensionale.

Campo di velocit`a della


corrente di TaylorCouette per b = 4a con
cilindro interno rotante in senso opposto al
cilindro esterno, quando a = 10b
Figura 5.32

Corrente dovuta a un disco infinito rotante


Unaltra corrente incomprimibile puramente circolare molto interessante e` quella
causata dal movimento di un disco di estensione radiale infinita, immerso in un fluido
viscoso, e che ruota attorno al proprio asse. Si vuole determinare il campo di moto
stazionario quando il disco ruota con velocit`a angolare costante supponendo che la
corrente sia incomprimibile e che la velocit`a del fluido a grande distanza dal disco sia
puramente assiale. In altri termini, il fluido e` messo in rotazione dal disco a causa
dellattrito viscoso tramite la condizione al contorno di perfetta adesione sulla superficie del disco e, in conseguenza dellincomprimibilit`a, la corrente circolare provoca
una corrente secondaria in direzione assiale del fluido che si muove da grande distanza
verso il disco per poi essere espulso radialmente avvicinandosi al disco. Diversamente
dalla corrente cilindrica di Couette, il campo di moto della corrente provocata dalla
rotazione del disco dipende, oltre che dalla distanza radiale dallasse di rotazione anche
dalla coordinata che misura la distanza dal disco. Come vedremo, la componente radiale della velocit`a raggiunge un massimo a una determinata distanza assiale dal disco.
Questo tipo di corrente e` nota con il nome di corrente di von Karman.
Dato che il problema presenta simmetria cilindrica, e` conveniente esprimere le
equazioni di NavierStokes in coordinate cilindriche (R, , z). Grazie al carattere
assisimmetrico della corrente considerata, le componenti della velocit`a, come pure
la pressione, non dipendono dalla coordinata angolare , ma solo dalla distanza R
dallasse del disco e dalla distanza z dal disco. Si pu`o quindi scrivere la velocit`a nel
seguente modo
+ v(R, z) + w(R, z) z
u = u(R, z) R
e conviene sostituire la variabile pressione P con la seguente pressione scalata

p = p(R, z) =

P(R, z)
,

dove e` la densit`a uniforme del fluido.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 165

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.10: Soluzioni esatte per correnti in geometria cilindrica

165

Come mostrato nellapprofondimento 1 del paragrafo 5.3, le equazioni di Navier


Stokes per correnti assisimmetriche sono,
u

u
u
2u
u
v2
p
1
R
+ 2
+w

+
=
R
z
R
R
R R
R
z

v
2v
v
vu
1
v
R
+ 2
+w
+
=
u
R
z
R
R R
R
z

w
2w
w p
1
w
R
+ 2
+w
+
=
u
R
z
z
R R
R
z

u
R2

v
R2

1 (Ru) w
+
=0
R R
z
dove sono state eliminate le derivate delle componenti della velocit`a rispetto al tempo,
essendo il problema stazionario, e dove e` la viscosit`a cinematica che si suppone
costante.
Le equazioni sono completate dalle condizioni al contorno che includono: le
condizioni di non scivolamento e non penetrazione sulla superficie del disco, date dalle
seguenti relazioni
u(R, 0) = 0,

v(R, 0) = R,

w(R, 0) = 0;

e le condizioni asintotiche, che possono essere cos` espresse


lim u(R, z) = 0

lim v(R, z) = 0.

Il valore della componente assiale w per z non e` specificato e risulter`a dalla


soluzione del problema. Si deve sottolineare che sono prescritte condizioni al contorno
sia per z = 0 sia per z : questo fatto richiede di utilizzare un metodo di risoluzione
per il problemi di tipo two-point boundary value problem. Inoltre, a causa del carattere
non lineare delle equazioni sar`a necessario ricorrere a un metodo numerico di tipo
iterativo, come, ad esempio, il metodo di Newton.
Poiche non e` presente una lunghezza di riferimento nel problema esaminato, si
pu`o immaginare che il profilo della velocit`a non dipenda dalla coordinata R, ma che al
variare di R si ottenga solo un cambiamento di dimensione, ma non di forma del profilo.
Matematicamente ci`o permette di descrivere la velocit`a tramite una variabile, detta
variabile di similarit`a che pu`o essere espressa usando una distanza adimensionalizzata
nel modo seguente
Z=z

dove le dimensioni di sono [T ]1 , quelle di sono [L]2 /[T ] e quella di z e` [L], da


1/2
1/2
cui si ottiene la dimensione di Z pari a [T ] [L][T ] [L] che corrisponde a una grandezza
adimensionale.
Dopo avere introdotto la variabile di similarit`a, le incognite che compaiono nelle
equazioni di NavierStokes incomprimibili si possono esprimere in termini di nuove
variabili incognite adimensionali. Queste ultime dipenderanno esclusivamente dalla
variabile di similarit`a, anchessa adimensionale. Ottengo quindi:
u(R, z)

R F(Z ),

v(R, z)

w(R, z)

R G(Z ),

H (Z ),

p(R, z)

P(Z ).

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 166

166

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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Sostituendo queste espressioni nelle equazioni di NavierStokes prima scritte, si ottiene


il seguente sistema di equazioni differenziali, dove non compaiono pi`u le derivate
parziali ma solo la derivata ordinaria rispetto alla variabile Z :

F H F F 2 + G 2 = 0,

G H G 2F G = 0,

H H H P = 0,
H + 2F = 0,

corredate dalle rispettive condizioni al contorno che, espresse in termini delle nuove
incognite, assumono la forma seguente

F(0) = 0,

G(0) = 1,

H (0) = 0,

P(0) = P0 ,

lim F(Z ) = 0,

lim G(Z ) = 0,

dove P0 e` una costante arbitraria. La pressione pu`o essere determinata dalle soluzioni
H e F integrando direttamente la terza equazione e poi sostituendo in essa H dato
dalla quarta equazione. Si ottiene cos`
P(Z ) = 2F(Z ) 12 [H (Z )]2 .
Avendo eliminato unincognita, il problema si semplifica nel seguente sistema ridotto:

F H F F 2 + G 2 = 0,

G H G 2F G = 0,

H + 2F = 0,

F(0) = 0,
G(0) = 1,
H (0) = 0.

lim F(Z ) = 0,

lim G(Z ) = 0,

Approfondimento 1

Riduzione a sistema del primo ordine


Il sistema differenziale ordinario ricavato per le incognite F, G eH pu`o essere ricondotto a un sistema di equazioni del primo ordine introducendo due incognite ausiliarie:
E F

K G.

In questo modo si ottiene il seguente sistema di cinque equazioni nelle cinque incognite
E, F, K , G e H ,
Z

2
2

E = HE + F G ,
E(Z ) d Z = 0,

F = E,
F(0) = 0 oppure F() = 0,

K
=
H
K
+
2F
G,
K (Z ) d Z = 1,

G = K ,
G(0) = 1 oppure G() = 0,


H = 2F,
H (0) = 0.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 167

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PARAGRAFO 5.10: Soluzioni esatte per correnti in geometria cilindrica

167

con le rispettive condizioni al contorno e integrali. Il sistema e` non lineare e la


sua risoluzione pu`o essere affrontata mediante tecniche numeriche. In questo caso
lintervallo semi-infinito di integrazione dovr`a essere troncato a una distanza finita, ma
sufficientemente grande, che sar`a indicata con Z = Z . Linsieme delle condizioni al
contorno e integrali sullintervallo troncato a Z e` allora:
Z Z

E(Z ) d Z = 0,

F(0) = 0 oppure F(Z ) = 0,

Z Z

K (Z ) d Z = 1,

G(0) = 1 oppure G(Z ) = 0,

H (0) = 0.

Per essere risolto numericamente il problema deve essere discretizzato ottenendo un


sistema di equazioni algebriche non lineari per i valori delle incognite nei punti del
reticolo adottato. Utilizzeremo un metodo di discretizzazione avente la propriet`a di
rispettare in modo esatto il teorema fondamentale del calcolo differenziale a livello
delle equazioni discretizzate. Grazie a questa propriet`a speciale, e` del tutto equivalente
imporre la condizione integrale per una variabile ausiliaria, assieme a una delle due
condizioni per la variabile originaria, con derivata seconda, oppure imporre entrambe le
condizioni al contorno di tale variabile. Per questa ragione, possiamo scegliere la seconda strada e quindi risolveremo il sistema di equazioni del primo ordine sullintervallo
troncato imponendo le seguenti condizioni contorno:

E = H E + F 2 G2,
F(Z ) = 0,

F(0) = 0,
F = E,

K = H K + 2F G,
G(Z ) = 0,

G = K ,
G(0) = 1,


H = 2F,
H (0) = 0.
I grafici della soluzione F(Z ), G(Z ) e H (Z ) sono riportati nella figura 5.33, con
lasse verticale che corrisponde alla coordinata verticale Z del sistema cilindrico.
Le tre funzioni sono associate alle componenti cilindriche della velocit`a, in base
alle relazioni
viste in precedenza: u(R, z) = R F(Z ), v(R, z) = R G(Z ) e
w(R, z) = H (Z ). Dai grafici delle soluzioni F(Z ) e G(Z ) si vede il rispetto
della condizione contorno di non scivolamento sulla superficie del disco. La componente radiale u(R, 0) e` uguale a zero perche il fluido non scivola sul disco (per z = 0)
mentre la componente tangenziale v(R, 0) sulla superficie e` pari alla velocit`a tangenziale del disco = R: il disco ruotando, trascina il fluido in un moto circolare. Il
terzo grafico H (Z ) e` proporzionale alla componente assiale w(R, z) della velocit`a, che
soddisfa la condizione di non penetrazione sul disco. Sempre dai grafici si vede che
a grande distanza dal disco u(R, z) e v(R, z) non sono influenzate dal moto rotatorio
del disco pertanto tendono a zero. Invece il valore limite di H (Z ) per Z in f t y e`
uguale a 0.886; pertanto la componente assiale w(R, z) a grande distanza dal disco
raggiunge il massimo valore negativo uguale a

w(R, ) = 0.886 .
Nella corrente e` presente quindi un moto del fluido diretto come lasse del disco, verso
il suo centro. Questo flusso in eccesso viene espulso dal disco in direzione radiale,
come indicato dal massimo del grafico di u(R, z) in prossimit`a della superficie del
disco.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 168

168

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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Z
9
8
7
6
5
4

H (Z )

3
2

Soluzione della corrente di


von Karman causata dalla rotazione di un
disco infinito

Figura 5.33

F(Z )

G(Z )
0.2

0.4

Approfondimento 2

0.6

0.8

1.0

Frenamento di un fluido in rotazione rigida

Consideriamo ora un altro problema in cui il fluido viscoso occupa tutta una regione
cilindrica R a di lunghezza infinita. Supponiamo inoltre che allistante iniziale
sia il cilindro sia il fluido abbiano un moto di rotazione rigida solidale, ovvero stiano
ruotando con velocit`a angolare uniforme, per cui il campo di velocit`a e`
u(r, 0) = u (R, 0) = R ,

per R a.

Supponiamo ora che al tempo t = 0 il cilindro sia fermato istantaneamente. Per


determinare il moto del fluido per t > 0 si deve risolvere la seguente equazione
differenziale alle derivate parziali di tipo parabolico

1
u

(Ru ) = 0,
t
R R R
soggetta alla condizione iniziale
u (R, 0) = R,

R a,

e alla condizione al contorno


u (a, t) = 0,

t > 0.

Non esiste una condizione al contorno sullasse, ossia per R = 0. Il problema pu`o
essere affrontato in maniera analoga al problema della partenza impulsiva della lastra
piana. Questa volta il metodo di separazione delle variabili coinvolge le funzioni di
Bessel di ordine zero e uno, J0 e J1 , in termini delle quali la soluzione e` espressa da

X
J1 (n R/a)
2 t
u (R, t) = 2a
exp n 2 .
n J0 (n )
a
n=1

In questa relazione n indica ln-esimo valore positivo per il quale si ha J1 () = 0. Il


segno negativo nella dipendenza esponenziale dal tempo dei termini della serie mostra
che essi decadono rapidamente con t; il termine che sopravvive pi`u a lungo e` quello con
il valore minimo di ||, cio`e 1 3.83. Il processo di smorzamento della rotazione
della colonna di fluido inizialmente rotante ha completato il suo corso in un tempo
dellordine di a 2 /(21 ), cio`e nel classico tempo di diffusione viscosa (1 e` un numero
puro).
Se applichiamo questo modello al fenomeno del rallentamento della rotazione del
liquido in una tazza da t`e con a = 2 cm = 2102 m e = 1.0106 m2 /s dellacqua,
otteniamo un tempo per il frenamento pari a = 4 104 /(106 (3.83)2 ) 25 s.
Questo valore risulta sovrastimare il tempo di frenamento osservato e il disaccordo
deriva dallavere trascurato il carattere tridimensionale del moto causato dal fondo
della tazzina, che e` essenziale prendere in considerazione.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 169

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.10: Soluzioni esatte per correnti in geometria cilindrica

169

Decadimento di un vortice rettilineo


Studiamo ora come decade il vortice rettilineo introdotto negli esempi 3 e 4 del paragrafo 3.7. Supponiamo di avere un campo di velocit`a iniziale costituito da un vortice
rettilineo:
u0 (r) =

0
,
2 R

R > 0,

dove 0 e` una costante. Il vortice ha una vorticit`a nulla per ogni R > 0, ma vorticit`a
infinita in R = 0. In un fluido viscoso questo vortice non pu`o persistere: la vorticit`a
tender`a a diffondersi verso lesterno al crescere del tempo. La formulazione matematica del problema consiste nellequazione di diffusione in coordinate cilindriche per
u (R, t) scritta in precedenza, completata dalla condizione iniziale
u (R, 0) =

0
2 R

e dalla condizione al contorno asintotica


lim u (R, t) = 0.

Per R = 0 non si conosce il valore di u ma si richiede soltanto che u sia finito.


Per risolvere questo problema e` opportuno cambiare lincognita introducendo la
circolazione
(R, t) = 2 R u (R, t)
come nuova variabile dipendente del problema. Un semplice calcolo mostra che la
nuova incognita deve soddisfare lequazione


1
=0

t
R R
R2
ed e` soggetta alla condizione iniziale (uniforme)
(R, 0) = 0 ,

R > 0,

e alle condizioni al contorno


(0, t) = 0

t > 0,

che proviene dalla richiesta che u sia finito per R = 0. Non esiste invece una condizione al contorno di per R poiche la condizione asintotica di u conduce per
alla condizione lim R 2 Ru (R, t) = 2 0, che e` una forma indeterminata.
Il problema per lincognita e` simile a quello della corrente causata dal moto
impulsivo di una lastra, per cui possiamo cercare una soluzione di tipo similare basata
sul medesimo cambiamento di variabili. Scegliamo come variabile similare la variabile
= (R, t) =

R2
,
t

che rappresenta il quadrato di quella considerata nel problema del moto impulsivo
della lastra piana, con opportuna sostituzione della lunghezza di riferimento. La nuova
variabile dipendente adimensionale e` definita da
( ) = ((R, t)) = (R, t)/0 .
Un calcolo diretto mostra che la nuova incognita ( ) soddisfa lequazione differenziale
ordinaria
+ 14 = 0,

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 170

170

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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ed e` soggetta alle due condizioni al contorno


(0) = 0

lim ( ) = 1.

La prima condizione deriva dalla prima condizione al contorno di mentre la seconda


deriva dalla condizione iniziale di , dato che per t 0 si ha = R 2 /(t) .
Integrando una volta lequazione si ha
+ 14 = A,
dove A e` una costante dintegrazione. La soluzione generale di questa equazione
lineare del primo ordine e`
( ) = A + Be/4 ,
dove B e` la seconda costante dintegrazione. Imponendo le condizioni al contorno si
ottiene immediatamente A + B = 0 e A = 1, per cui
( ) = 1 e/4 .

Dalla funzione ( ) cos` ottenuta ricaviamo poi la soluzione per lincognita circolazione:
h
i
2
2
(R, t) = 0 Rt = 0 1 eR /(4t) ,

e infine la distribuzione richiesta della velocit`a allinterno del vortice


u (R, t) =

i
0 h
2
1 eR /(4t) .
2 R

Il profilo della soluzione u (R, t) in diversi istanti di tempo e` mostrato nella figura 5.34
per 0 /(2 ) = 4 e = 1. Si osserva che la richiesta che la soluzione u abbia valore
finito per R = 0 ha condotto ad avere velocit`a u nulla in corrispondenza dellasse del
vortice.
u (R, t)

u (R, t)
4

t = 0.1

3
0.3
2

0.5
1

t
3
R

Figura 5.34 Profili della velocit`a u (R, t) a diversi


istanti di tempo per 0 /(2 ) = 4 e = 1

Rappresentazione tridimensionale del


decadimento di un vortice rettilineo

Figura 5.35

A distanze maggiori di circa 4t dallasse, la circolazione e` quasi inalterata poiche la


vorticit`
a non si e` ancora diffusa tanto lontano. Tuttavia, a piccola distanza dallasse, per
R 4t, la corrente non e` pi`u irrotazionale: infatti, considerando lapprossimazione
della seriedi Taylor della funzione esponenziale arrestata al termine lineare, risulta,
per R 4t,
h
2 io
0 n
R2
R 2
1 1 4t
+ O 4t
u (R, t) =
2 R
3
R
0 R
0 R 2
+O 2
,
=
2 R 4t
8 t
t

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 171

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.10: Soluzioni esatte per correnti in geometria cilindrica

171

che corrisponde a una rotazione rigida quasi uniforme con velocit`a angolare
(t) =

0
.
8 t

Quindi lintensit`a del vortice diminuisce con il tempo mentre il core del vortice si
allarga radialmente.
Landamento complessivo della velocit`a pu`o anche essere rappresentato mediante
una superficie nello spazio tridimensionale, come mostrato nella figura 5.35: gli assi
orizzontali corrispondono alle due variabili indipendenti e lasse verticale corrisponde
alla soluzione u.

Decadimento del vortice attorno a un cilindro


Il metodo utilizzato per studiare il decadimento di un vortice rettilineo singolare pu`o
essere seguito anche per determinare come rallenta e decade un vortice che ruota
inizialmente attorno a un cilindro circolare di raggio a in conseguenza dellarresto
improvviso della rotazione del cilindro. In questo caso la condizione iniziale della
velocit`a, sempre puramente angolare, e` data da
u (R, 0) =

0
,
2 R

R > a,

e le due condizioni al contorno sono date da


u (a, t) = 0

lim u (R, t) = 0.

Anche in questo caso e` conveniente introdurre lincognita ausiliaria


(R, t) = 2 R u (R, t),
che soddisfer`a la stessa equazione del vortice singolare ed e` soggetta alla condizione
iniziale
(R, 0) = 0 ,

R > a,

e alla condizione al contorno sulla superficie del cilindro


(a, t) = 0,

t > 0,

mentre la condizione al contorno asintotica di u conduce per alla forma indeterminata lim R 2 Ru (R, t) = 2 0.
Come nel caso precedente, introduciamo la variabile di similarit`a
= (R, t) =

R2
t

usata in precedenza, la nuova incognita ( ) soddisfa la stessa equazione differenziale


ordinaria di prima, cio`e,
+ 41 = 0,
ed e` soggetta alle due condizioni al contorno

a2
t

=0

lim ( ) = 1.

La prima condizione deriva dalla condizione al contorno per sulla superficie del
cilindro mentre la seconda deriva dalla condizione iniziale di osservando che per
t 0 si ha = R 2 /(t) .

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 172

172

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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Integrando lequazione del secondo ordine per si ha la soluzione generale ( ) =


A + Be/4 e imponendo le condizioni al contorno si ottiene
a2

( ) = 1 e 4R2 e/4 = 1 e

a2

R2

Da questo si ricava immediatamente la soluzione per lincognita circolazione


(R, t) = 0

R2
t

a 2 R 2
= 0 1 e 4t ,

e infine la distribuzione richiesta della velocit`a attorno al cilindro:


u (R, t) =

a 2 R 2
0
1 e 4t .
2 R

Landamento della velocit`a del fluido in vari istanti di tempo dopo che il cilindro ha
arrestato istantaneamente la sua rotazione e` mostrato nella figura 5.36 per = a 2 /4.

u (R, t)

2a

t = 0.001

t =1
2
3

Decadimento della velocit`a


di un vortice avente rotazione iniziale
rigida dovuta allarresto istantaneo di un
cilindro in rotazione

Figura 5.36

6
1

R/a

5.11 Viscosita` nei fluidi reali (comprimibili)


Come abbiamo visto, la forza agente sul fluido in conseguenza del suo carattere viscoso
assume una forma particolarmente semplice nel caso di correnti incomprimibili. Infatti,
se vale questa ipotesi assieme a quella di viscosit`a di taglio costante, = , la forza
per unit`a di massa f visc risulta essere espressa dalla relazione
f visc = 2 u,
dove = / rappresenta il coefficiente (costante) di viscosit`a cinematica, con
indicante la densit`a uniforme del fluido. Questa espressione vettoriale e` piuttosto
facile da tenere in conto, almeno nel caso di coordinate cartesiane, poiche in questo
caso loperatore di Laplace agente su un campo vettoriale agisce indipendentemente su
ciascuna delle sue componenti. Di conseguenza, le componenti cartesiane della forza
viscosa sono date da
f xvisc = 2 u,

f yvisc = 2 v,

f zvisc = 2 w.

Ciascuno di questi tre termini deve essere aggiunto nel secondo membro di ognuna
delle tre componenti cartesiane dellequazione della quantit`a di moto del sistema di
equazioni di Eulero per le correnti incomprimibili, ovvero, in forma vettoriale avremo
il termine viscoso aggiuntivo
fxvisc = 2 u.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 173

ISBN XX-abc-defg-h

Marzo 1, 2011

PARAGRAFO 5.11: Viscosit`a nei fluidi reali (comprimibili)

173

La semplicit`a della forza viscosa espressa in coordinate cartesiane e` la ragione per


cui le equazioni di NavierStokes incomprimibili ammettono soluzioni analitiche che
possono essere determinate agevolmente, almeno nel caso di correnti in regioni limitate
da pareti di forma semplice.
La situazione delle coordinate cilindriche e sferiche e` pi`u complessa poiche
lazione delloperatore di Laplace su un campo vettoriale espresso in queste coordinate non si separa in azioni indipendenti su ciascuna delle componenti del vettore:
loperatore 2 introduce infatti un accoppiamento fra due delle componenti cilindriche
e fra tutte e tre le componenti sferiche del campo vettoriale su cui agisce. Quindi
nel problema di NavierStokes incomprimibile in coordinate cilindriche o sferiche la
presenza del termine viscoso non permette di risolvere le equazioni delle componenti
della velocit`a u in modo indipendente.
Nonostante la forma relativamente semplice della forza viscosa nelle correnti
incomprimibili con viscosit`a costante, la sua deduzione e` alquanto complicata, essenzialmente per due motivi diversi. In primo luogo una descrizione completa dellattrito
viscoso internamente a un fluido deve partire dallanalisi di un fluido comprimibile.
Vedremo che considerare un fluido di tipo generale conduce a scoprire che esistono due
forme diverse di attrito al suo interno associate a due distinti coefficienti di viscosit`a,
relativi uno allattrito di taglio e laltro allattrito di dilatazione. In secondo luogo,
le due viscosit`a dipendono in generale dalle condizioni termodinamiche del fluido
nel punto considerato. Come vedremo, questi due aspetti indipendenti intervengono
in modo intrecciato nel ragionamento che conduce alla formula della forza viscosa
presente nel caso delle equazioni di NavierStokes incomprimibili.

Tensore degli sforzi viscosi

Consideriamo allinterno di un fluido una superficie elementare S di normale n,


attraverso la quale si esercita linterazione fra le particelle del fluido. In assenza di
attrito viscoso, la forza interna fra le particelle e` solo nella direzione normale n e
dipende dal valore della pressione P nel punto considerato. Precisamente la forza
esercitata attraverso la superficie S dalle particelle che si trovano dalla parte in cui

punta n sul fluido che si trova dalla parte opposta e` data da PS n.

Se il fluido e` reale, la forza interna tra le particelle, esercitata attraverso la superficie


S, ha componenti sia lungo la normale sia in direzione tangente a S. Quindi la forza
interna non e` pi`u descrivibile mediante la sola grandezza scalare P combinata con il
Nella realt`a, lazione interna e` costituita da un vettore che dipende
versore normale n.
in modulo e direzione dalla normale n e che in generale ha una direzione diversa
da quella della normale stessa. Siccome nello spazio tridimensionale le direzioni
indipendenti sono tre, lazione interna fra le particelle del fluido sar`a rappresentata da
tre vettori distinti, ciascuno associato a una direzione indipendente. In altre parole per
caratterizzare linterazione fra le particelle di un fluido viscoso e` necessario introdurre
una grandezza di nuovo tipo, che si chiama tensore degli sforzi viscosi e che si indica
con il simbolo particolare S. Questa grandezza rappresenta la forza per unit`a di area
relativa alle tre diverse orientazioni nello spazio. Essa e` una grandezza intrinseca, come
lo sono i vettori, ma rappresenta un operatore lineare, nel senso che la sua azione su un
determinato vettore produce un altro vettore. In un determinato sistema di riferimento
il tensore S sar`a descritto da una matrice i cui elementi dipendono dal sistema scelto,
esattamente come accade per un vettore e le sue componenti. Precisamente una
colonna del tensore S rappresenta la forza per unit`a di area che si esercita attraverso
una superficie elementare S la cui normale e` nella direzione corrispondente alla
colonna considerata.
Si pu`o dimostrare che la legge di conservazione del momento della quantit`a di
moto (o momento angolare) implica che il tensore degli sforzi deve essere simmetrico.
Nel caso di coordinate cartesiane il tensore degli sforzi viscosi S e` allora dato dalla

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 174

174

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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matrice simmetrica

sx,x sim
S = s y,x s y,y
sz,x sz,y

n
sn

Figura 5.37

Vettore sforzo viscoso, ovvero proiezione


del tensore S lungo la direzione della
normale n

sim
sim
sz,z

mentre, in un sistema di coordinate curvilinee ortogonali con versori ( 1 , 2 , 3 ), il


tensore degli sforzi viscosi sar`a indicato nella forma generale:

s1,1 sim sim


S = s2,1 s2,2 sim
s3,1

s3,2

s3,3

Noto il tensore dello sforzo viscoso S in un punto del fluido, possiamo introdurre il
vettore sforzo viscoso sn relativo a una superficie con normale n facendo agire il
tensore S su n (vedi figura 5.37)
sn = S n

sn,i
(u) =

3
X
j=1

si, j (u) n j ,

i = 1, 2, 3.

Tensore di rapidita` di deformazione


Gli sforzi interni si manifestano anche in un solido continuo, ad esempio in un materiale
elastico come un pezzo di metallo o di altra sostanza solida. In effetti la differenza fra
liquidi e solidi emerge solo quando si analizza la causa degli sforzi interni nel mezzo
continuo: per un solido lo sforzo dipende dalla deformazione locale del corpo mentre
per un fluido esso dipende dalla rapidita` di variazione della deformazione locale del
fluido. Dobbiamo quindi introdurre una nuova grandezza in grado di rappresentare
questo aspetto cinematico del campo di moto del fluido.
Per determinare quale sia questa grandezza incominciamo col considerare il campo
di moto di un corpo rigido. Esso pu`o solo traslare e ruotare. Il campo di velocit`a che
caratterizza i punti del corpo pu`o quindi essere espresso come somma di un contributo
uniforme, la velocit`a di traslazione U, e di un contributo dovuto alla sola rotazione,
esprimibile mediante la relazione
urotaz. (r, t) = (t) [r r0 (t)]
dove r0 (t) e` un punto appartenente allasse di rotazione allistante t. Poiche muovendosi, oltre a traslare e a ruotare, si deforma, il campo di velocit`a che caratterizza le
particelle di un fluido non e` esprimibile mediante la somma di questi due soli contributi, ma occorre tenere in considerazione anche la rapidit`a con cui le particelle di
fluido si stanno deformando. Inoltre, mentre nel caso di un corpo solido la velocit`a
angolare e` funzione solamente del tempo, nel caso di un continuo deformabile essa
pu`o essere diversa da particella a particella, e quindi e` anche funzione della posizione,
scriveremo perci`o (r, t). Occorre ora trovare un modo per descrivere la rapidit`a con
cui si deforma localmente il fluido, oltre che la velocit`a con cui esso trasla e ruota. In
realt`a, linformazione cercata e` interamente contenuta nel campo di velocit`a u(r, t),
quindi il problema consiste nellestrarre dal campo di velocit`a soltanto la parte relativa
alla rapidit`a con cui si deformano le particelle. Per fare questo consideriamo due
punti vicini fra loro, r e r , entrambi appartenenti al campo di moto. Chiameremo dr
la differenza r r che, in coordinate cartesiane ortogonali, pu`o essere scritta come
dr = d x x + dy y + dz z . Come si e` detto, la velocit`a in entrambi i punti pu`o essere
vista come somma di tre contributi: uno legato alla componente traslatoria del campo
di moto, uno dovuto alla componente rotatoria del campo di moto pi`u un contributo che
rappresenta la rapidit`a con cui il fluido si deforma. In altre parole possiamo scrivere
u(r, t) = U(t) + urotaz. (r, t) + udeform. (r, t)

u(r , t) = U(t) + urotaz. (r , t) + udeform. (r , t).

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 175

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PARAGRAFO 5.11: Viscosit`a nei fluidi reali (comprimibili)

175

Nel caso in cui il moto del fluido sia puramente traslatorio, ossia quando la velocit`a
e` uniforme in tutti i punti del campo di moto, i due punti si muoveranno con la
medesima velocit`a, possiamo quindi ritenere che la differenza fra le velocit`a di due
punti vicini contenga le informazioni relative alla rapidit`a di rotazione e alla rapidit`a di
deformazione delle particelle di fluido. Per vederlo, consideriamo questa differenza di
velocit`a e supponiamo che i due punti siano molto vicini: siamo infatti interessati alle
propriet`a locali del campo di moto, punto per punto. Esprimendo la velocit`a nel punto
r = r + dr per mezzo dello sviluppo in serie di Taylor della velocit`a nellintorno del
punto r, e troncando la serie ai termini infinitesimi del primo ordine, abbiamo
u(r , t) = u(r + dr, t)
= u(r, t) +
u(r, t) +

u
u
u
d x x +
dy y +
dz z + O |r r|2
x
y
z
u
u
u
d x x +
dy y +
dz z
x
y
z

in cui, per fissare le idee, abbiamo considerato un sistema di coordinate cartesiane


e ortogonali. Se introduciamo la definizione del tensore gradiente della velocit`a G
costituito dalle derivate delle tre componenti della velocit`a rispetto a ciascuna delle
coordinate spaziali, le cui componenti cartesiane sono
G(u) gi, j =

u i
,
xj

possiamo esprimere la differenza di velocit`a in modo estremamente sintetico, come


prodotto scalare fra il tensore G(u) e il vettore dr,
u(r , t) u(r, t) G(u) dr.
Il tensore G(u), in ogni punto del campo di moto, contiene una descrizione delle
propriet`a locali del campo di velocit`a per quanto concerne la rotazione e la deformazione
della particella di fluido. Allo scopo di descrivere la rapidit`a di deformazione della
particella, da cui dipendono gli sforzi viscosi, dobbiamo quindi estrarre dal tensore
G(u) la parte relativa soltanto alleffettiva rapidit`a di deformazione, depurandolo dal
contributo dovuto alla rotazione della particella. A tale scopo, consideriamo un campo
di velocit`a puramente rotatorio, e quindi rigido, con velocit`a angolare (t) e sia r0 (t) un
punto appartenente allasse di rotazione, la velocit`a nel punto r e` data dallespressione
urot (r, t) = (t) [r r0 (t)]
dove il pedice rot indica il fatto che si tratta del solo contributo dovuto alla rotazione
della particella. Allo stesso modo la velocit`a nel punto r e` data da
urot (r , t) = (r , t) [r r0 (t)]

= (r, t) [r r0 (t)] + O |r r|2

cosicche la differenza della componente rotatoria della velocit`a fra i due punti r e
r = r + dr risulta

urot (r , t) urot (r, t) = (r, t) dr + O |dr|2 .


Un calcolo diretto del prodotto vettoriale fornisce
urot (r , t) urot (r, t)
= ( y dz z dy) x (x dz z d x) y + (x dy y d x) z
= (z y y z ) d x + (x z z x ) dy + ( y x x y ) dz.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 176

176

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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Come fatto in precedenza, questa espressione pu`o essere riscritta in forma sintetica
introducendo un nuovo tensore, il tensore velocit`a angolare che, in coordinate cartesiane
ortogonali, corrisponde alla matrice

0 z
y
R = z
0 x .
y

Ma e` il vettore velocit`a angolare locale del campo di velocit`a u per cui = 12 u.


Potremo quindi scrivere

v u
w
u

y
x z
x

u
v
w
1 v

R(u) =
,
y
z
y
2 x

w u w v

0
x
z y
z
e la variazione della componente rotatoria della velocit`a si pu`o esprimere come

urot (r , t) urot (r, t) = R(u) dr + O |dr|2 .

Ricordiamo ora che ogni tensore T pu`o essere scomposto in maniera unica nella somma
di un tensore simmetrico, tale cio`e che per la sua rappresentazione in coordinate
cartesiane ortogonali valga lidentit`a ti, j t j,i , e di un tensore antisimmetrico, cio`e
tale che ti, j t j,i : T = T S + T A . Definiamo ora il trasposto di un tensore, e lo
indichiamo con lapice tr , quel tensore la cui rappresentazione cartesiana e` definita
tr = t . Risulta evidentemente T = 1 (T + Ttr ) e T = 1 (T Ttr ).
dalla relazione t j,i
A
i, j
S
2
2
Si vede subito che il tensore R(u) appena calcolato e` antisimmetrico per cui potremo
scrivere la differenza delle velocit`a del fluido in due punti molto vicini nel modo
seguente
u(r , t) u(r, t) = G(u) dr = G A (u) dr + G S (u) dr
= R(u) dr + D(u) dr.
dove il secondo termine coinvolge la parte simmetrica del vettore G(u) definita da

D(u) 21 G(u) + Gtr (u) .

Questo tensore si chiama tensore di rapidit`a di deformazione e descrive il tipo di


deformazione della particella di fluido. Gli elementi della matrice che rappresentano
D(u) in un sistema di coordinate cartesiane sono dati da

1 u j
u i
,
i, j = 1, 2, 3,
di, j (u) =
+
2 xi
xj
ovverosia, scrivendo in forma dettagliata tutti gli elementi della relativa matrice,

u
sim
sim

v
v

1 u

+
sim
D(u) =

1 u
1 v
w
w
w
+
+
2 z
x
2 z
y
z
La definizione generale del tensore di rapidit`a di deformazione che risulta valida per
ogni sistema di coordinate curvilinee ortogonali e` invece la seguente

D(u) 12 ( )u + ( )u ,

dove ed sono due versori la cui direzione varia in tutte le possibili direzioni, in
modo da generare il carattere tensoriale di D. Anche la definizione generale indica
che la matrice del tensore D(u) e` simmetrica. Gli elementi di D(u) in un sistema di
coordinate curvilinee ortogonali con versori 1, 2 ed 3 sono dati da

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 177

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PARAGRAFO 5.11: Viscosit`a nei fluidi reali (comprimibili)

di, j (u) =

1
2

i ( j )u + j ( i )u ,

177

i, j = 1, 2, 3.

Per ricavare questi elementi si deve pertanto ricordare che il calcolo della derivata
( j )u richiede di espandere u in termini delle sue componenti nello stesso sistema
di coordinate, ovvero,

( j )u = ( j ) u 1 1 + u 2 2 + u 3 3 ,
e di tenere conto che anche i versori 1, 2 ed 3 in generale possono dipendere da una
o pi`u coordinate, per cui alcune derivate di i potranno essere diverse da zero e quindi
vi potranno essere contributi aggiuntivi anche per le altre componenti ortogonali.

Fluido viscoso newtoniano


Per definire le propriet`a del fluido riguardanti lattrito interno viscoso si deve fornire il
legame fra il tensore degli sforzi viscosi e quello di rapidit`a di deformazione, entrambi
simmetrici. In linea teorica sono possibili legami aventi forme diverse, ma il caso
di un semplice legame lineare fra D e S e` particolarmente importante e conduce alla
classe di fluidi viscosi detti newtoniani. Questa ipotesi e` il corrispettivo per i fluidi
dellipotesi di linearit`a tra gli sforzi e la deformazione che caratterizza il comportamento
perfettamente elastico dei corpi solidi.
Supponiamo ora che S sia una funzione lineare di D e che il fluido sia isotropo,
cio`e che le sue propriet`a siano indipendenti dalla direzione nello spazio. Il principio
di invarianza rispetto alle rotazioni nello spazio permette allora di dimostrare (si veda
loriginale dimostrazione proposta da Federico Lastaria nellappendice T) che sono
sufficienti solo due coefficienti scalari per caratterizzare il legame lineare fra i due
tensori simmetrici D ed S, e che tale legame assume la seguente forma
S(u) = 2 D(u) + ( u) I,
dove si chiama coefficiente di viscosit`a (di taglio) e si chiama coefficiente di
viscosit`a di dilatazione. Questi coefficienti devono soddisfare le condizioni seguenti:
> 0 e + 32 > 0.
In certi casi si preferisce fare comparire un nuovo tensore con traccia nulla. Osservando allora che u e` uguale alla traccia di D(u), la relazione lineare precedente
fra il tensore dei gradienti di velocit`a e il tensore degli sforzi viscosi si pu`o riscrivere
anche nella forma seguente:

S(u) = 2 D(u) 31 ( u) I + ( u) I,

dove = 23 + e` chiamato secondo coefficiente di viscosit`a per distinguerlo da ,


che allora e` indicato come primo coefficiente di viscosit`a.
In generale, per fluidi con propriet`a generiche, il valore dei due coefficienti di
viscosit`a dipende dalle condizioni termodinamiche del fluido, per cui potremo scrivere
= (T, P)

= (T, P).

Nel campo di moto del fluido avremo in generale T = T (r, t) e P = P(r, t), per cui
il valore di e dipender`a della posizione e dal tempo, ovvero avremo, per esempio,
(T (r, t), P(r, t)) = (r, t).
Osserviamo infine che il tensore degli sforzi viscosi si somma allo sforzo normale
dovuto alla pressione per costituire il tensore totale degli sforzi
T(P, u) = P I + S(u),
che per un fluido viscoso di tipo newtoniano assume la forma:
T(P, u) = P I + 2 D(u) + ( u) I.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 178

178

CAPITOLO 5

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Vettore sforzo viscoso relativo a una superficie


Possiamo ora determinare il vettore sforzo viscoso sn (u) relativo a una superficie con
normale generica n in un punto di un campo di moto u di cui sia noto il tensore degli
ovvero
sforzi viscosi S(u). Per definizione abbiamo sn (u) = S(u) n,
sn,i
(u) =

3
X
j=1

si, j (u) n j ,

i = 1, 2, 3.

Un calcolo diretto, sebbene un po noioso, in un sistema di coordinate curvilinee ortogonali qualsiasi, ad esempio in coordinate cartesiane, permette di ricavare la seguente
relazione vettoriale

sn (u) = 2(n )u + n u + n u.

Lespressione nel secondo membro ha una forma vettoriale intrinseca e quindi pu`o
essere utilizzata per calcolare sn (u) in qualunque sistema di coordinate curvilinee
ortogonali.

Forza di attrito viscoso


Nel caso di fluido viscoso, sulle particelle agisce una forza interna di interazione dovuta
allattrito viscoso. La forza viscosa per unit`a di volume Fvisc si ottiene considerando
un volumetto di fluido e sommando tutte le forze agenti sulla sua superficie. Ci`o
conduce a valutare la divergenza del tensore simmetrico degli sforzi viscosi S(u),
ovvero allespressione
Fvisc = S(u),
le cui componenti vettoriali sono date dallespressione

Fjvisc = s j (u) ,

j = 1, 2, 3.

Sostituendo lespressione esplicita di s j (u) si ha quindi

Fjvisc = 2 ( j )u + j u + j u ,

j = 1, 2, 3.

Un calcolo ancora diretto, in un qualunque sistema di coordinate curvilinee ortogonali,


ad esempio cartesiane, permette di dedurre la seguente espressione della forza viscosa
per unit`a di volume agente in un fluido qualsiasi, anche comprimibile,

Fvisc = (u) + (2 + )( u)

+ 2() u 2() u + 2(() )u.

Questo risultato ha una forma vettoriale intrinseca e quindi esso e` valido in qualunque
sistema di coordinate curvilinee ortogonali.

5.12 Viscosita` nelle correnti incomprimibili


I tre termini della seconda linea dellespressione di Fvisc appena calcolata sono nulli se
la viscosit`a di taglio del fluido pu`o essere considerata costante. Infatti, se = =
costante, allora = = 0 e inoltre il coefficiente costante pu`o uscire allesterno
delloperatore di rotore, per cui lespressione di Fvisc si semplifica notevolmente:

Fvisc = (u) + (2 + )( u) .

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 179

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.12: Viscosit`a nelle correnti incomprimibili

179

Introduciamo infine lipotesi che la corrente sia incomprimibile, per cui la condizione
u = 0 risulta essere soddisfatta. In questo caso lespressione della forza viscosa si
semplifica ulteriormente e diventa

Fvisc = (u) = 2 u ( u) ,

avendo usato lidentit`a vettoriale (u) = 2 u + ( u). Sfruttando nuovamente lipotesi u = 0, la forza viscosa per unit`a di volume nel caso di corrente
incomprimibile assume la forma finale
Fvisc = 2 u.
Corrispondentemente, anche il vettore sforzo viscoso relativo a una determinata direzione n per correnti incomprimibili e` dato dallespressione pi`u semplice

sn (u) = 2(n )u + n u .

Forza agente sui corpi rigidi fermi


Il vettore sforzo viscoso sulla superficie di un corpo rigido fermo in una corrente
incomprimibile si pu`o esprimere in un modo ancora pi`u semplice osservando che vale
la relazione
[(n )u]|superficie = [n u]|superficie ,
in conseguenza delle ipotesi u = 0 e u|superficie = 0. La dimostrazione di questa
relazione e` presentata nellapprofondimento seguente.
Approfondimento 1
Dimostrare che in ogni punto della superficie di un corpo
rigido fermo in una corrente incomprimibile vale la relazione

[(n )u]|s. r. f. = [n u]|s. r. f. ,


dove labbreviazione nellindice superiore |s. r. f. denota la valutazione sulla superficie
di un corpo rigido fermo.
Soluzione

Supponiamo che la superficie del corpo sia regolare, ossia senza spigoli
in modo da potere definire in ogni suo punto un piano tangente. In un punto arbitrario
della superficie prendiamo allora un sistema di riferimento locale cartesiano con la
direzione x coincidente con la normale e le altre due direzioni y e z tangenti.
Utilizziamo la forma cartesiana delle derivate spaziali e valutiamo il termine di
sinistra in forma esplicita ottenendo

s. r. f.

s. r. f.
v
w
u

=
u x + v y + w z
x +
y +
z
[(x )u]|s. r. f. =
.
x
x
x
x

Ma la condizione dincomprimibilit`a u = 0 scritta sulla superficie del corpo, ossia


( u)|s. r. f. = 0, espressa in coordinate cartesiane significa che

v s. r. f. w s. r. f.
u s. r. f.
=

,
x
y
z

in cui, essendo u|s. r. f. = 0 e in particolare v|s. r. f. = v(0, y, z) = 0 e w|s. r. f. =


w(0, y, z) = 0, le derivate parziali di v e w sulla superficie sono nulle. Pertanto risulta

u s. r. f.
= 0, e quindi il termine considerato si riduce a due sole componenti
x
[(x )u]|s. r. f. =

w s. r. f.
v s. r. f.

y
+
z .
x
x

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 180

180

CAPITOLO 5

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Correnti incomprimibili viscose

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Consideriamo ora il secondo membro della relazione da dimostrare. Abbiamo


x u = (x u) y y + (x u)z z
= 1 (u)z y + 1 (u) y z

v
u
u
w
=
y +
z ,

x
y
z
x
ovvero prendendo la traccia sulla superficie del corpo

[x u]|

s. r. f.

s. r. f.
v s. r. f. u s. r. f.
w s. r. f.
u

y +
z .
x
y
z
x

Ma, sempre dato che il corpo e` fermo, u|s. r. f. = 0, il secondo termine della componente
y e il primo termine della componente z sono nulli e quindi risulta

[x u]|

s. r. f.

v s. r. f.
w s. r. f.
=
y
z ,
x
x

che e` proprio lopposto dellespressione ottenuta del membro di sinistra della relazione
da dimostrare.
Utilizzando questo risultato, lespressione del vettore sforzo viscoso nei punti della
superficie di un corpo rigido fermo investito da una corrente incomprimibile si riduce
a un solo termine nel modo seguente
ss. r. f. = n s u|s. r. f. ,
dove n s e` il versore normale alla parete e diretto verso il fluido. Il vettore sforzo totale
sulla superficie del corpo rigido fermo sar`a allora

s. r. f.
ts. r. f. = P n s n s u
.

Per essere coerenti con la convenzione della direzione normale sempre uscente dal
volume in cui c`e il fluido, e` opportuno considerare il versore normale n diretto in
senso opposto a quello di n s , ossia n = n s , per cui il vettore sforzo totale sulla
superficie del corpo rigido fermo sar`a

s. r. f.
ts. r. f. = P n + n u

essendo n il versore normale standard, diretto verso lesterno del dominio occupato dal
fluido e quindi verso linterno del corpo considerato.
La forza istantanea che il campo di moto incomprimibile esercita sul corpo fermo
e` quindi data da
Fc (t) =

Sc

P(r, t) n +

Sc

n u(r, t),

dove, come al solito, abbiamo omesso gli elementi infinitesimi degli integrali considerati. La determinazione di questa grandezza richiede quindi di conoscere sia la
pressione sia la vorticit`a (o meglio le sue componenti tangenti) su tutta la superficie del
corpo immerso nella corrente.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 181

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.12: Viscosit`a nelle correnti incomprimibili

Approfondimento 2

181

Forza in funzione del solo campo di moto

La forza che una corrente incomprimibile esercita istantaneamente su un corpo rigido


fermo dipende dalla distribuzione della pressione sulla sua superficie. In certi casi
risulta difficile determinare sperimentalmente o per via numerica il campo della pressione, per cui pu`o essere comodo disporre di unespressione alternativa della forza
in termini del solo campo di moto. Una formula di tale tipo pu`o essere stabilita
introducendo un opportuno campo scalare armonico, mediante il quale il contributo
alla forza dovuto allintegrale della pressione si pu`o esprimere in termini dei campi
vettoriali della velocit`a e della vorticit`a della corrente.
Fissato un vettore a costante, consideriamo il seguente problema armonico, definito
nella regione esterna alla superficie Sc del corpo,
2 a = 0,

n a | Sc = n a,

n a | S = 0,

dove S rappresenta la superficie allinfinito. Riscriviamo lequazione della quantit`a


di moto per la corrente incomprimibile con il termine viscoso in forma rotazionale,
lasciando nel primo membro solo il termine della pressione:
P =

u
(u )u ,
t

dove = u. Moltiplichiamo scalarmente ora questa relazione per a e integriamo


su tutto il volume occupato dal fluido, ottenendo

Z
Z
u
(a ) P = (a )
(u )u .
t
V
V
Analizziamo ora i vari termini, sfruttando il carattere armonico della funzione a nel
dominio e le sue condizioni al contorno. In virt`u dellidentit`a differenziale () =
() () + 2 = () () valida per ogni funzione armonica, il membro di
sinistra si pu`o scrivere come
Z
Z
I
I
(a ) P =
[(a ) P] =
n [(a ) P] =
(n a ) P
V

Sc

(n a )| Sc P +

(n a )| S P =

Sc

n a P,

dove si sono utilizzati il teorema della divergenza e le condizioni al contorno di a .


Passando al membro di destra della relazione integrale, esaminiamo i suoi tre
termini separatamente. Per lidentit`a differenziale (u) = ()u+u = ()u
valida per ogni campo u a divergenza nulla, il primo integrale risulta essere nullo.
Infatti, usando ancora il teorema della divergenza, si vede che
Z
Z
Z
I

d
d
()
() u =
=
(u) =
n u
t
dt V
dt V
V
V t

I
I
d
n u| S
n u| Sc +
=
dt Sc
S

I
I
d
d
=
0+
n x U = U
n x = 0,
dt
dt S
S
dove e` stata usata la condizione al contorno della velocit`a sul corpo, u| Sc = 0, e a
grande distanza da esso, u| S = U x . Il secondo integrale del membro di destra
rimane e si scriver`a nel modo seguente
Z
Z
(a ) (u )u = (a ) (u )u.
V

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 182

182

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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Infine, per il terzo e ultimo termine, lidentit`a differenziale elementare ( ) =


[()] () = () permette di ricavare, ricorrendo ancora
una volta al teorema della divergenza,
Z

(a ) =
=

(a ) =

Sc

n a

n a

n a | S =

Sc

n a .

In conclusione, lintegrale considerato della pressione sulla superficie vale


I

Sc

P n a =

(a ) (u )u

Sc

n a .

Sommando infine il termine della forza dovuto alla pressione cos` trovato a quello
viscoso proiettato lungo la direzione a, si ottiene
Fc (t) a =

(a ) (u )u +

Sc

n (a + a).

Il termine non lineare pu`o anche essere trattato in forma rotazionale: la dimostrazione
vale lo stesso, tenendo conto della condizione al contorno per u. Otteniamo in questo
modo lespressione finale della componente in direzione a della forza che il fluido
esercita sul corpo rigido fermo in una corrente incomprimibile:
Fc (t) a =

u a +

Sc

n (a + a).

Notare che lassenza della pressione in questa espressione non significa che la pressione
non agisce sul corpo, bens` che il termine corrispondente e` rappresentato dalla somma
dei due termini coinvolgenti il campo ausiliario a . Per determinare il vettore forza
occorre naturalmente risolvere tre problemi armonici, scegliendo il vettore a in tre
direzioni spaziali indipendenti.

5.13 Energia cinetica delle correnti incomprimibili viscose


Come si e` gi`a detto, nelle correnti incomprimibili gli aspetti termodinamici del fluido
in esame sono estromessi completamente dal sistema di equazioni che governano il
suo moto. Daltra parte, le particelle di un fluido, anche di densit`a uniforme, hanno
unenergia cinetica per cui e` utile esaminare come varia lenergia cinetica del fluido
nelle correnti incomprimibili dipendenti dal tempo. In questo paragrafo si studia
lequazione che governa la variabile di campo 21 |u|2 che rappresenta lenergia cinetica
specifica, ovvero per unit`a di massa. In una corrente incomprimibile questa grandezza
e` proporzionale alla densit`a di energia cinetica 12 |u|2 . Lequazione dellenergia
cinetica che ricaveremo e` dedotta dalle equazioni di NavierStokes incomprimibili e
quindi essa non costituisce unequazione indipendente da soddisfare bens` ne e` una
diretta conseguenza.
Il punto di partenza del ragionamento sono le equazioni di NavierStokes con il
termine non lineare espresso in forma rotazionale, vale a dire,

u
+ (u) u + 12 |u|2 + p = 2 u,
t

u = 0,

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 183

Marzo 1, 2011

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PARAGRAFO 5.13: Energia cinetica delle correnti incomprimibili viscose

183

dove p pressione/. Moltiplicando scalarmente

per u lequazione della quantit`a di


1
2 , otteniamo
=
|u|
moto e tenendo conto che risulta u u
t
t 2

1 2
|u| + u 21 |u|2 + p = u 2 u.
t 2

Il termine u 2 u pu`o essere espresso in modo conveniente in base alla seguente


identit`a differenziale

[(u )u] = (u) u + 12 |u|2

= [(u) u] + 2 12 |u|2

= [u] u (u) (u) + 2 12 |u|2

= u u |u|2 + 2 12 |u|2 .

Essendo la corrente incomprimibile, u = 0, abbiamo u = 2 u, per cui,


risolvendo la relazione rispetto al termine u 2 u, otteniamo

u 2 u = 2 21 |u|2 |u|2 [(u )u].

Utilizzando questa identit`a, lequazione dinamica diventa

1 2
|u| + u 12 |u|2 + p 2 21 |u|2 + |u|2 = [(u )u].
2
t

Questa equazione si pu`o anche scrivere pi`u compattamente introducendo la variabile k


che rappresenta lenergia cinetica specifica:
k(r, t) 21 |u(r, t)|2 ,
per cui si ha lequazione
k
+ u (k + p) 2 k + |u|2 = [(u )u].
t

Decadimento dellenergia cinetica


Introduciamo a questo punto lenergia cinetica totale (sempre per unit`a di massa) di
tutto il fluido contenuto in una regione V
K V (t)

k(r, t),
V

dove il volume infinitesimo d V e` stato omesso, come di consueto. Integriamo


lequazione di evoluzione della variabile k sulla regione V . Lintegrale del termine
u (k + p) e` nullo in virt`u del teorema di ortogonalit`a di Ladyshenskaya fra i
campi vettoriali a divergenza nulla e con componente normale nulla sulla frontiera, e
lo spazio dei gradienti delle funzioni scalari, ovverosia
Z

v = 0,

dove v = 0 e n v| V = 0 e e` una funzione differenziabile qualsiasi.


Supponendo quindi che la superficie della regione fissa V sia impermeabile, deve
essere n u| V = 0 e lintegrazione su tutta la regione V dellequazione di evoluzione
di k fornisce
Z
Z

d KV
+
2 k + |u|2 =
[(u )u].
dt
V
V

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 184

184

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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Essendo 2 k = k, il teorema della divergenza implica che


I
Z
I
d KV
2

n k +
|u| =
n (u )u.
dt
V
V
V
Supponiamo ora per semplicit`a che la condizione al contorno della velocit`a sia nulla
su tutta la frontiera V , ossia u| V = 0. (Nel caso in cui la velocit`a sul contorno e`
diversa da zero, lequazione finale conterrebbe due integrali di superficie supplementari
descriventi un flusso attravero la frontiera del dominio.) Sotto lipotesi di velocit`a sul
contorno nulla, lultimo integrale dellequazione e` nullo per cui, portando nel membro
di destra gli altri due integrali, lequazione si riduce a
I
Z
d KV
=
n k
|u|2 .
dt
V
V
Osserviamo ora che, essendo nulla la velocit`a sulla frontiera, si ha anche k| V =
1
2
2 |u| V | = 0 e inoltre k 0 in ogni punto del fluido interno al dominio. Di conseguenza il vettore (k)| V e` necessariamente diretto verso linterno del dominio
occupato dal fluido, per cui (n k)| V < 0. Pertanto il primo integrale e` necessariamente negativo e ci`o significa che una superficie fissa sottrae sempre energia alla
corrente incomprimibile viscosa. Inoltre anche il secondo termine e` sempre negativo
per cui la presenza di vorticit`a nel fluido comporta unulteriore diminuzione di K V .
Quindi necessariamente
d KV
<0
dt
e lenergia cinetica totale del fluido contenuto nella regione V pu`o solo diminuire.
Questo risultato sembra contraddire il principio di conservazione dellenergia meccanica. La contraddizione e` tuttavia solo apparente in quanto il nostro modello fluidodinamico include il fenomeno della viscosit`a, che e` un attrito interno al fluido, per cui
va oltre i confini di una descrizione puramente meccanica del sistema. In effetti la
diminuzione dellenergia cinetica comporta un aumento dellenergia interna del fluido
che si riscalda in conseguenza del fenomeno dellattrito viscoso.

5.14 Convezione naturale nei liquidi con comprimibilita` non nulla

Gli argomenti della deduzione


di questo paragrafo sono
euristici (non rigorosi). Una
deduzione matematicamente
corretta delle equazioni della
convezione naturale pu`o essere
formulata solo partendo dalle
equazioni di NavierStokes
complete che governano il moto
dei fluidi reali, cio`e viscosi e
comprimibili.

Esiste unampia classe di correnti in cui il moto del fluido e` causato dalle forze di
galleggiamento. Con questo termine si intendono le forze provocate dalle variazioni di
densit`a del fluido in presenza del campo di gravit`a. Il fatto che la densit`a del fluido sia
non uniforme significa di solito che il fluido e` comprimibile. Di conseguenza, lo studio
generale delle correnti causate dalle forze di galleggiamento, fenomeno che chiamiamo
di solito convezione naturale, pu`o essere affrontato solo nellambito della teoria dei
fluidi comprimibili, che sar`a sviluppata nei capitoli 9 e 10, riguardanti rispettivamente
i fluidi non viscosi e quelli viscosi.
Tuttavia, in certe condizioni che possono essere chiarite completamente solo
nellambito dello studio delle correnti comprimibili, la corrente pu`o essere descritta
con sufficiente approssimazione da un sistema di equazioni pi`u semplici contenenti
la condizione dincomprimibilit`a e che quindi presentano interessanti analogie con le
equazioni di NavierStokes incomprimibili. Sfortunatamente, la deduzione di questo
sistema particolare di equazioni a partire dalle equazioni di NavierStokes generali
per i fluidi comprimibili e` molto complicata. Daltra parte, dato il notevole interesse applicativo dei fenomeni di convezione naturale, in questo paragrafo forniremo le
equazioni che governano questo tipo di correnti, senza per`o pretendere di giustificare
in modo rigoroso la loro origine. Affronteremo il caso di una sostanza allo stato liquido
per semplificare il ragionamento, il caso di una sostanza allo stato gassoso risulta infatti
molto pi`u complicato.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 185

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Marzo 1, 2011

PARAGRAFO 5.14: Convezione naturale nei liquidi con comprimibilit`a non nulla

185

Una caratteristica tipica dei liquidi e` la loro ridotta comprimibilit`a. Precisamente, il


coefficiente di comprimibilit`a isoterma (definito nel paragrafo D.8 dellappendice D)
T =

1 (T, Ptermo )

Ptermo

di un liquido e` estremamente piccolo e pressocche indipendente dal valore della pressione termodinamica, indicata con Ptermo proprio per distinguerla dalla variabile P
che compare nelle equazioni di NavierStokes incomprimibili, che e` invece il solito
moltiplicatore di Lagrange. Per avere unidea degli ordini di grandezza si pensi che per
lacqua, a 20 C, il coefficiente di comprimibilit`a isoterma e` pari a 4.6 1010 Pa1 .
Consideriamo ora il coefficiente di dilatazione o espansione termica (vedi ancora D.8)
=

1 (T, Ptermo )
,

nei liquidi esso assume valori decisamente pi`u grandi rispetto a quelli tipici del coefficiente di comprimibilit`a isoterma. Nel caso dellacqua, sempre a una temperatura di
20 C, assume un valore di circa 2.1 102 K1 . Non e` per`o importante il rapporto
fra i valori dei due coefficienti, quanto piuttosto il rapporto fra le variazioni di densit`a
dovute alle variazioni della pressione e quelle dovute alla variazione temperatura, nel
fenomeno in esame.
Consideriamo il problema della convezione naturale. Le velocit`a in gioco sono
dellordine del metro al secondo e questo comporta variazioni di pressione dellordine
di 103 pascal, ovvero variazioni di densit`a T P 107 kg/m3 . Le variazioni di
temperatura sono tipicamente dellordine del kelvin e comportano variazioni di densit`a
dellordine di T 102 kg/m3 . Le variazioni di densit`a dovute al moto sono quindi
di circa 5 ordini di grandezza inferiori a quelle dovute alle variazioni di temperatura.
Questo ragionamento e` valido fintanto che le variazioni di densit`a dovute alla pressione
idrostatica rimangono minori di quelle dovute al campo di moto, ovvero su distanze
inferiori al metro. Per variazioni di altezza maggiori, le variazioni di densit`a causate
dalla pressione idrostatica supereranno quelle dovute al movimento del fluido. Tuttavia,
fino ad altezze dellordine di 10 m il rapporto non supera i 3 ordini di grandezza e quindi
e` lecito trascurare la dipendenza della densit`a dalla pressione.
Sotto queste ipotesi, possiamo ritenere che la densit`a del liquido dipenda solo dalla
temperatura cosicche anche il coefficiente di dilatazione pu`o essere considerato funzione solo di T . Per variazioni limitate della temperatura, poi, i cambiamenti di densit`a
di un liquido sono descritti in modo sufficientemente accurato dallapprossimazione
lineare
= (T, Ptermo ) = (To + T, Ptermo )
(To , Ptermo ) +

= o 1 o T ,

(To , Ptermo )
T
T

termo )
dove o (To , Ptermo ) e o 1o (To,P
. Se ora utilizziamo questa approssiT
mazione nel termine di forza di gravit`a g, lequazione della quantit`a di moto per
correnti incomprimibili di un liquido viscoso potr`a essere scritta nella forma seguente

u
+ (u )u + P = 2 u + o 1 o T g.

Trascurando termini 2 ordini di grandezza pi`u piccoli rispetto a quello principale sar`a
possibile anche approssimare la densit`a del fluido con il valore costante o nel coefficiente del primo membro, come faremo fra breve. Per il momento, se introduciamo
una nuova variabile pressione Q che contiene il contributo della pressione idrostatica,
ovvero definiamo
Q P + o gz,

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 186

186

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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lequazione della quantit`a di moto diventa

u
+ (u )u + Q = 2 u o o T g.
t

Siccome in tale equazione compare la temperatura del fluido, o meglio la sua variazione T , come incognita del problema, e` necessario considerare anche la legge di
conservazione dellenergia del fluido.

Equazione della temperatura per correnti incomprimibili


Per il presente scopo della convezione naturale in un liquido, e` conveniente esprimere
la legge di conservazione dellenergia scegliendo come incognita lenergia interna
specifica e dellequazione seguente (vedere i paragrafi 10.3 e 9.5) che e` governata

Le dimensioni della
conducibilit`a termica sono
[] =

m kg
J
= 3
msK
s K

e
+ u e + P u = (T ) + 2|D(u)|2 .
t

In questa relazione P e` la pressione termodinamica, il coefficiente di conducibilit`a


termica, che non deve essere confuso con il coefficiente di comprimibilit`a isoterma T
visto in precedenza. Inoltre, D(u) e` il tensore di rapidit`a di deformazione del fluido
definito nel paragrafo precedente, per cui il suo modulo al quadrato e` dato da
|D(u)|2 =

3
3 X
X

di, j (u) di, j (u).

i=1 j=1

Laspetto fondamentale dellequazione dellenergia nel caso di corrente incomprimibile


e` che il termine contenente la pressione P del fluido sparisce, dato che il campo di
velocit`a e` supposto a divergenza nulla. Avremo pertanto la seguente equazione per
lenergia specifica e

e
+ u e = 2 T + 2 |D(u)|2
t

(corrente incomprimibile)

dove si e` anche supposto che la viscosit`a e il coefficiente di conducibilit`a termica siano


costanti.
Consideriamo ora lequazione di stato e = e(T, ) per cui avremo
de =

e
T

dT +

e i due termini del membro di sinistra dellequazione dellenergia si possono espandere


nel seguente modo

e
+ u T +
+ u
T t
t

e
T
T
=
+ u T = cv (T, )
+ u T ,
T t
t

e
+ u e =
t

e
T

dove nel penultimo passaggio e` stata usata la legge di conservazione della massa nella
` introdotto il
forma
t + u = 0 che vale quando u = 0, e nellultimo si e
calore specifico a volume costante cv del fluido. Pertanto lequazione dellenergia si
trasforma nella seguente equazione della temperatura
cv (T, )

T
+ u T = 2 T + 2 |D(u)|2
t

(corrente incomprimibile).

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 187

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Marzo 1, 2011

PARAGRAFO 5.14: Convezione naturale nei liquidi con comprimibilit`a non nulla

187

Equazioni di NavierStokesBoussinesq
Mettiamo ora a sistema le equazioni che descrivono il vincolo dincomprimibilit`a, il
bilancio della quantit`a di moto e levoluzione del campo di temperatura, questultima
con lincognita T sostituita dalla variabile T = T To :
u = 0,

+ (u )u + P = 2 u + o 1 o T g,
t

T
cv (T, )
+ u T = 2T + 2 |D(u)|2 .
t
Le variabili incognite contenute in questo sistema di 1 + 3 + 1 equazioni sono , u, P
e T , per cui c`e unincognita in pi`u del numero di equazioni.
Lapprossimazione di Boussinesq delle equazioni precedenti consiste nellipotesi
ad hoc (ovvero brutale) di assumere che il valore della densit`a e della temperatura che
compaiono a sinistra delle equazioni possano essere considerati uguali alle quantit`a
costanti o e To . Secondo questa assunzione, il sistema potr`a essere scritto nel modo
seguente
u = 0,
u

+ (u )u + q = 2 u + g o T z ,
t
o
T

2
+ u T =
2T +
|D(u)|2 ,
t
o cv,o
o cv,o
dove cv,o cv (To , o ) e dove la variabile q rappresenta la pressione con incluso il
contributo idrostatico, divisa per la densit`a costante o , ovvero:
q

P
Q
=
+ gz.
o
o

Naturalmente questa variabile continua ad avere la natura di moltiplicatore di Lagrange associato al vincolo dincomprimibilit`a per cui e` ancora priva di qualunque
connotazione termodinamica. Il sistema di equazioni cos` ricavato ha un numero di
equazioni uguale al numero dincognite. Questo sistema descrive in modo adeguato
la convezione naturale nei liquidi di bassa comprimibilit`a ed e` usualmente chiamato
sistema delle equazioni di NavierStokesBoussinesq.

Equazioni adimensionali e numeri di Prandtl e Grashof


La versione adimensionale delle equazioni di NavierStokesBoussinesq si ricava
seguendo lo stesso percorso adottato per le equazioni di NavierStokes nel paragrafo
5.5. Il primo passo e` quello di scegliere le grandezze fisiche di riferimento che riteniamo
pi`u utile impiegare nel procedimento di adimensionalizzazione. Poiche le equazioni
considerate sono utilizzate principalmente nello studio della convezione naturale, e`
opportuno scegliere grandezze di riferimento che siano congruenti con tale fenomeno.
Come gi`a fatto nel rendere adimensionali le equazioni di NavierStokes, sceglieremo come grandezze di riferimento una lunghezza L, che rappresenta una dimensione
caratteristica del dominio allinterno del quale avvengono i fenomeni. Come seconda
grandezza di riferimento sceglieremo una velocit`a, ma nei problemi tipici di convezione
naturale non esiste una velocit`a caratteristica imposta dallesterno per cui si deve seguire
un procedimento diverso. Si introduce inizialmente una nuova grandezza dimensionale
definita dal rapporto fra il coefficiente di conducibilit`a termica e il prodotto della
densit`a o con il calore specifico a volume costante cv,o , che rappresenta un coefficiente
di diffusivit`a o diffusione termica e che si indica con o , ovvero si definisce

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 188

188

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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.
o cv,o

Questa grandezza ha le dimensioni di una lunghezza al quadrato divisa per un tempo,


per cui permette di definire una velocit`a Urif di riferimento per mezzo della relazione
Urif

=
.
L
L o cv,o

Accanto a queste due grandezze di riferimento, assumiamo ancora la densit`a del fluido
o e una differenza di temperatura tipica T come restanti grandezze per il procedimento di adimensionalizzazione.
Incominciamo considerando le variabili indipendenti r e t e i corrispondenti operatori di derivazione. Come nel caso delle equazioni di NavierStokes, indicheremo
con una tilde tutte le quantit`a adimensionali. Il vettore posizione adimensionale r e i
relativi operatori di derivazione spaziale saranno legati alla loro versione dimensionale
dalle semplici relazioni
r =

r
,
L

d r
1
=
dr
L

2 =

1 2
.
L2

Consideriamo ora il tempo t. La sua adimensionalizzazione si ottiene definendo un


tempo di riferimento che indichiamo con la lettera T (da non confondere con la variabile
temperatura) in base alla velocit`a Urif e alla lunghezza L di riferimento, ossia:
T =

L
L2
L 2 o cv,o
=
=
,
Urif
o

che rappresenta il tempo tipico della diffusione della temperatura su una distanza
unitaria. Il tempo adimensionale t e la sua derivata sono pertanto legati alle loro
versioni dimensionali delle relazioni
t =

= o2 t
T
L


= o2 .
t
L t

La velocit`a adimensionale u e` definita da


u =

u
L
=
u.
Urif
o

Per la sua natura semplicissima la condizione di incomprimibilit`a adimensionale e`


formalmente identica a quella dimensionale, ossia risulta
u = 0.

Consideriamo ora lequazione della quantit`a di moto e sostituiamo le variabili incognite


con le loro corrispondenti quantit`a adimensionali. Otteniamo
o o u
o2 1
u + 1 q
= 1 o 2 u + g o T T z .
+
(u )
2
2
L
o L 2 L
L L t
L L
Moltiplicando lequazione per
si ottiene

L3
o2

e introducendo la pressione adimensionale q =

3
u
u +
q = 2 u + L g o T T z .
+ (u )
o o
t
o2

L2q
o2

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 189

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Marzo 1, 2011

PARAGRAFO 5.14: Convezione naturale nei liquidi con comprimibilit`a non nulla

189

Introduciamo ora il numero di Prandtl che, nel caso di un liquido, e` definito da


Pr =

cv,o
=
o o

e che rappresenta il rapporto fra il coefficiente di diffusione della quantit`a di moto, la


viscosit`a cinematica, e il coefficiente di diffusione termica. Nel caso di gas, il numero
di Prandtl e` definito invece come Pr = c P,o /. Introduciamo inoltre il numero di
Rayleigh definito da
Ra =

L 3 g o T
o2

che misura lentit`a del rapporto fra le forze di galleggiamento dovute alle variazioni di
temperatura nel fluido e le forze viscose. Utilizziamo questi due numeri adimensionali
e riscriviamo lequazione della quantit`a di moto adimensionale in modo pi`u semplice,
eliminando tutti i segni di tilde:
u
+ (u )u + q = Pr 2 u + Ra T z .
t
In alternativa al numero di Rayleigh si introduce spesso il numero di Grashof
Gr =

L 3 go2 o cv,o T
L 3 go o T
=
.
o

Si vede subito che i tre numeri adimensionali introdotti sono legati dalla relazione
Ra = Pr Gr.
Terminiamo il procedimento di adimensionalizzazione considerando lequazione per
la differenza di temperatura
T
2
+ u T = o 2T +
|D(u)|2 .
t
o cv,o
Introducendo lincognita adimensionale T = T /T e sostituendo le variabili con
le loro corrispondenti quantit`a adimensionali si ottiene:
2
2
o
T o 1
u)
T = o 1 T 2T + 2 1 o D(

+
T
T
u

2
2
2
2

L L
o cv,o L L
L
L
t

Moltiplicando lequazione per


ratura in forma adimensionale

L2
o T

si ottiene lequazione della differenza di tempe-

2
T
2 o
D(
u)
T = 2T +
.
+ u
2

L o cv,o T
t

Possiamo allora introdurre un nuovo numero adimensionale, senza nome, che indicheremo con Nn,
Nn =

2 o
2
= 2 2 2
L 2 o cv,o T
L o cv,o T

che misura lentit`a del rapporto fra la dissipazione energetica dovuta alla viscosit`a e
il contenuto energetico della corrente. Utilizzando questo numero adimensionale e
scrivendo poi tutte le grandezze adimensionali senza il segno di tilde, lequazione della
differenza di temperatura adimensionale appare nella forma seguente
T
+ u T = 2 T + Nn |D(u)|2 .
t

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 190

190

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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In condizioni ordinarie, il valore del numero adimensionale Nn e` molto piccolo per cui
di solito il termine corrispondente non e` incluso nellequazione. In effetti, considerando
il caso di un liquido che sia lacqua in condizioni ambiente i valori caratteristici delle
varia grandezze che compaiono nel numero adimensionale sono = 103 kg/m3 ,
1.0 103 kg/(m s), 56 J/(m s K) e cv = 4.19 103 J/(kg K). Assumendo
una differenza di temperatura di riferimento pari a 1 grado, si ottiene
Nn

1014 m2
,
L2

per cui nei problemi che si svolgono sulle ordinarie scale spaziali macroscopiche, il termine della funzione di dissipazione pu`o essere tralasciato rispetto agli altri senza provocare conseguenze apprezzabili. Il nuovo numero adimensionale e` invece dellordine
dellunit`a quando la lunghezza di riferimento L e` dellordine di
L 107 m.
Queste sono le distanze caratteristiche dei fenomeni sulla scala nanometrica, per cui il
termine di dissipazione viscosa potrebbe giocare un ruolo non trascurabile nello studio
di fenomeni di dinamica dei liquidi nellambito delle nanotecnologie.
Il sistema completo delle equazioni di NavierStokesBoussinesq in forma adimensionale e` dunque il seguente
u = 0,
u
+ (u )u + q = Pr 2 u + Pr Gr T z ,
t
T
+ u T = 2T + Nn |D(u)|2 ,
t

dove la variabile q = L/ 2o (P/o + gz) gioca il ruolo della pressione.

5.15 Equazioni di NavierStokes nei sistemi di riferimento rotanti


Questo paragrafo e` dedicato allo studio delle correnti incomprimibili in un sistema di
riferimento rotante. In un tale sistema gioca un ruolo fondamentale la forza di Coriolis
che provoca correnti aventi caratteristiche molto particolari. La manifestazione pi`u
spettacolare degli effetti della rotazione sul moto di un fluido causati dalla forza di
Coriolis e` senza dubbio la formazione di cicloni nellatmosfera terrestre. Per analizzare
le correnti nei sistemi di riferimento rotanti e` necessario tenere conto delle forze
apparenti agenti sulle particelle del fluido. Queste forze sono dovute alla non inerzialit`a
del sistema in cui il moto del fluido e` descritto e devono essere incluse come forze
di volume esterne nellequazione di bilancio della quantit`a di moto. La presente
esposizione si limita solo solo agli elementi fondamentali e il lettore interessato trover`a
una trattazione pi`u approfondita nel testo di Michel Rieutord Une introduction a` la
dynamique des fluides.
La modifica da apportare alle equazioni di NavierStokes si ricava esaminando
inizialmente il problema pi`u semplice delle equazioni del moto di una particella in un
sistema rotante con una determinata velocit`a angolare . Se R = R(t) e` il vettore
posizione della particella di massa m al tempo t nel sistema rotante e f e` la risultante
delle forze (dinterazione) agenti su di essa, la legge fondamentale della dinamica
valida in un sistema di riferimento inerziale stabilisce che
m

d 2R
= f.
dt 2

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 191

ISBN XX-abc-defg-h

Marzo 1, 2011

PARAGRAFO 5.15: Equazioni di NavierStokes nei sistemi di riferimento rotanti

191

In un sistema non inerziale rotante con velocit`a angolare questa legge deve essere
modificata includendo le forze dette apparenti o inerziali. Nel caso di pura rotazione
con velocit`a angolare costante, tali forze sono solo due: la forza centrifuga m
( R) e la forza di Coriolis 2m V, dove V = V(t) e` la velocit`a della particella
al tempo t nel sistema rotante. Esse devono essere sommate alla forza f affinche la
seconda legge della dinamica possa essere utilizzata anche nel sistema di riferimento
non inerziale. Per lanalisi delle equazioni della dinamica dei fluidi e` preferibile
fare apparire questi i termini direttamente a sinistra per cui scriveremo lequazione
modificata del moto della paricella nella maniera seguente
m

d 2R
+
2
V
+

(
R)
= f,
dt 2

ovverosia, dato che laccelerazione e` la derivata prima della velocit`a,

dV
m
+ 2 V + ( R) = f.
dt
Questa e` la legge del moto per una particella puntiforme nel sistema rotante con velocit`a
angolare costante.
Se ora consideriamo un fluido di densit`a uniforme , possiamo prendere una
particella di volume V la cui massa sar`a m = V . Trattandosi di una particella
di fluido, la sua velocit`a e` indicata con u mentre la sua posizione e` data da r. Nel
caso di fluido viscoso, la forza agente per unit`a di volume comprender`a il contributo
dovuto alla pressione P e quello dovuto alla viscosit`a 2 u, oltre alla forza di
volume esterna g del campo di gravit`a. Quindi, lequazione del moto precedente per
la particella puntiforme diventa nel caso di una particella di fluido

+ (u )u + 2 u + ( r) + P = 2 u + g.
t
Nel passaggio dallequazione per la particella a quella del fluido la derivata temporale
(ordinaria) della velocit`a V(t), che e` laccelerazione della particella puntiforme, e`
stata sostituita con la somma della derivata parziale rispetto al tempo e della derivata
direzionale del campo di velocit`a u(r, t), che rappresentano assieme laccelerazione
della particella di fluido, come descritto nel paragrafo 3.1.
Dividiamo ora lequazione trovata per la densit`a e, grazie allidentit`a
( r) = 12 | r|2 ,
introduciamo una pressione ridotta, sempre per unit`a di massa,
p

1
P
| r|2

che contiene un termine supplementare, detto centrifugo. Lequazione della quantit`a


di moto finale e la condizione dincomprimibilit`a costituiranno il seguente sistema che
governa il moto di un fluido viscoso newtoniano in un sistema riferimento rotante con
velocit`a angolare :
u
+ 2 u + (u )u + p = 2 u + g,
t
u = 0,
dove = /.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 192

192

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

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Equazioni adimensionali e numeri di Ekman e di Rossby


Per stimare limportanza degli effetti della rotazione e` necessario introdurre le variabili
adimensionali. Supponiamo esista una scala L delle lunghezze e una velocit`a U di
riferimento. Per quanto riguarda la scala dei tempi, scegliamo il periodo di rotazione,
ovvero prendiamo il tempo di riferimento T = (2)1 , che e` linverso della pulsazione di Coriolis. Per mezzo delle grandezze caratteristiche cos` stabilite definiamo
le variabili adimensionali
r
u
r = ,
u = ,
t = 2 t.
L
U
Seguendo il procedimento consueto, lequazione della quantit`a di moto (senza il termine
di forza esterna) diventa
U
u
1
u +
= 2 u
+ z u +
(u )
p

2 L
2 LU
2 L 2
t
rappresenta il gradiente rispetto alle coordinate spaziali adimensionali. Introdove
duciamo infine la pressione adimensionale
p =

P
p
=
,
2 LU
2 LU

e definiamo allora i due parametri adimensionali numero di Rossby e numero di


Ekman
Ro

U
2 L

Ek

.
2 L 2

Per semplicit`a di scrittura eliminiamo la tilde da tutte le variabili adimensionali, ottenendo lequazione della quantit`a di moto
u
+ z u + Ro (u )u + p = Ek 2 u.
t
Il numero di Ekman misura il rapporto fra la forza viscosa e la forza di Coriolis mentre il
numero di Rossby misura lampiezza dei termini non lineari rispetto allaccelerazione
di Coriolis. Una corrente sar`a dominata dalla rotazione se questi due numeri sono
piccoli rispetto allunit`a. Le espressioni di questi numeri adimensionali mostrano che
gli effetti della rotazione si faranno sentire sulle grandi distanze.
Consideriamo, ad esempio, il caso del sistema di riferimento solidale con la
Terra: la velocit`a angolare di rotazione della Terra attorno al proprio asse e` T =
7.29 105 s1 ovvero 2T = 1.46 104 s1 , e quindi (2T )1 = 6.86 103 s.
Nellatmosfera terrestre un vento di 100 km/h 30 m/s e` dominato dalla rotazione se
L 200 km. Nelloceano, le correnti marine, che hanno una velocit`a tipica U 1 m/s
molto inferiore, sono influenzate dalla rotazione su distanze pi`u piccole, dellordine di
7 chilometri. I numeri di Ekman coinvolti sono pure molto piccoli rispetto allunit`a:
ad esempio, nelloceano (acqua 1.0 106 m2 /s) per scale dellordine di 10 km,
Ek < 1010 . Si constata quindi che i movimenti di grande scala nellatmosfera e negli
oceani sono influenzati fortemente dalla rotazione terrestre.

Equazioni in forma rotazionale


Una versione alternativa delle equazioni del moto si ottiene scrivendo il termine non
lineare advettivo in forma rotazionale, (u )u = (u) u + 12 |u|2 . Con semplici
calcoli si ottiene
u
+ (2 + u) u + q = 2 u + g,
t
u = 0.

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 193

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PARAGRAFO 5.15: Equazioni di NavierStokes nei sistemi di riferimento rotanti

193

La nuova variabile pressione q (sempre per unit`a di massa) della forma rotazionale e`
definita includendo in essa anche il contributo dellenergia cinetica, oltre a quello del
termine centrifugo, ossia
q p+

|u|2
P
1
=
+ |u|2 | r|2 .
2

Correnti geostrofiche e teorema di Taylor e Proudman


Una corrente stazionaria si dice geostrofica se gli effetti dei termini non lineari e di
quelli viscosi possono essere trascurati. Le correnti incomprimibili di questo tipo sono
quindi governate dalle due equazioni
2 u + p = 0,
u = 0,
e si parla di equilibrio geostrofico, pur essendo il fluido in movimento, in quanto si
ha una compensazione esatta fra la forza di Coriolis e il gradiente della pressione (col
segno meno).
Le correnti incomprimibili geostrofiche hanno una propriet`a notevole: sono indipendenti dalla coordinata parallela allasse di rotazione. Infatti, prendendo il rotore
della prima equazione, si ha (2 u) = 2[ u ( )u] = 0 ed essendo la
corrente incomprimibile, si ottiene subito
( )u = 0

u
= 0.
z

Il campo di velocit`a dipende quindi solo dalle coordinate in un piano perpendicolare a


: u = u(x, y). Questo risultato e` noto come teorema di Taylor e Proudman.
La soluzione del problema delle correnti geostrofiche si ottiene moltiplicando
vettorialmente lequazione 2 u = p per il versore z . Lespressione della
soluzione si pu`o allora scrivere nella forma seguente
u=

1
z p + u z z ,
2

dove e` ora loperatore gradiente in due dimensioni, = x x + y y , e u z = u z (x, y)


e` la seconda incognita del problema assieme alla pressione p. La forma trovata
della soluzione u = u(x, y) della corrente geostrofica mostra che anche la pressione
dipende solo dalle coordinate del piano, p = p(x, y), e che pu`o essere cosiderata
come la funzione di corrente della velocit`a orizzontale: le linee isobare sono anche le
linee di corrente. Le due incognite u z (x, y) e p(x, y) sono determinate dalla forma del
dominio occupato dal fluido, mediante limposizione delle condizioni al contorno.
Supponiamo che il fluido riempia la regione compresa fra due superfici definite
dalle due funzioni:
(
z = f (x, y) superficie superiore
z = g(x, y)

superficie inferiore

dove si suppone che f > e g < 0, senza perdita di generalit`a.


Le normali N (non unitarie) uscenti da queste superfici sono date da
(

Nsup = 3D (z f (x, y)) = z f


Ninf = 3D (z g(x, y)) = z + g

Quartapelle e Auteri: FLUIDODINAMICA. Capitolo 5 pagina 194

194

CAPITOLO 5

Marzo 1, 2011

Correnti incomprimibili viscose

ISBN XX-abc-defg-h

Sottraendo fra loro le due relazioni otteniamo


Nsup Ninf + ( f g) = 2z.
Ora, sulle due superfici deve essere Nsup u = 0 e Ninf u = 0, per cui moltiplicando
scalarmente per u la relazione appena trovata ricaviamo lequazione scalare
u ( f g) = 2u z ,
con entrambi i membri sconosciuti. Sostituiamo le espressioni trovate di z e u z nei due
termini del secondo membro dellespressione iniziale di u. Si ottiene lequazione
u=

1
1
Nsup Ninf + ( f g) p + u ( f g).
4
2

Ma i due termini contenenti ( f g) sono uno lopposto dellaltro, come e` facile vedere
moltiplicando scalarmente per ( f g) lespressione iniziale di u. Lequazione trovata
si riduce allora a
u=

1
Nsup Ninf p.
4

Moltiplicando adesso lequazione scalarmente per Ninf si ottiene

Nsup Ninf p = 0.

Daltra parte, moltiplicando vettorialmente le due relazioni che definiscono i vettori


normali si ha Nsup Ninf = ( f + g) z + f g = h z + f g, avendo
introdotto h(x, y) f (x, y) + g(x, y), che rappresenta laltezza del recipiente in ogni
punto (x, y) del piano. Sostituendo lespressione del prodotto vettoriale delle normali
nellequazione e tenendo conto che (f g) p = 0 dato che i tre vettori sono
complanari, otteniamo
(h z ) p = 0

p h = 0.

Pertanto i vettori h e p sono paralleli in ogni punto e quindi le funzioni h e p hanno


le stesse curve di livello, ovverosia le due variabili h e p sono funzioni luna dellaltra.
Le curve di altezza costante coincidono quindi con le isobare e quindi anche con le
linee di corrente. Tali curve si chiamano linee geostrofiche. Affinche possa esistere
una soluzione geostrofica queste curve devono essere chiuse.
Indichiamo allora con p = p(h) la funzione (di una sola variabile) che esprime la
dipendenza della pressione dallaltezza del contenitore. Per il teorema di derivazione
dp
della funzione composta si ha p = dh
h. Utilizziamo a questo punto la relazione
Nsup + Ninf = h, ottenuta sommando le relazioni che definiscono le normali. Un
calcolo diretto mostra che:

1
Nsup + Nsup + h p
4
1
1
dp
=
Nsup p =
Nsup h
2
2
dh

dp
1
Nsup Nsup + Ninf
,
=
2
dh

u=

da cui si ricava il campo di velocit`a della corrente geostrofica in funzione delle pressione
u=

1 dp
Nsup Ninf .
2 dh

Naturalmente la determinazione completa della soluzione richiede di trovare la funzione


p = p(h) e ci`o pu`o essere fatto utilizzando la condizione dincomprimibilit`a.