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INDICE GENERALE

Introduzione .................................................................................................................3
Capitolo I: Il sogno cinese: definizione e dibattito.................................................5
1.1 Definizione del Zhongguo meng..........................................................................11
1.2 Il discorso nazionalista............................................................................................12
1.3 Il sogno militare di Liu Mingfu ..............................................................................13
Capitolo II: Sogno dell'individuo, sogno della collettivit.......................................15
2.1 Zhongguo meng e American dream.................................................................17
2.2 La tendenza individualista della nuova classe media..............................................21
Capitolo III: Sogno cinese e soft power..................................................................24
3.1 L'immagine internazionale della Cina.....................................................................25
3.2 Il Beijing consensus.............................................................................................28
3.3 Il sogno cinese, un sogno globale........................................................................32
Conclusione..................................................................................................................34
Bibliografia..................................................................................................................36

Introduzione
Lo scopo di questo elaborato quello di presentare il sogno cinese, lo slogan di propaganda
politica scelto dal nuovo Segretario Generale del Partito Comunista Cinese (PCC) e
Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping all'inizio del suo mandato. Nel suo
primo discorso pubblico Xi Jinping ha annunciato: Stiamo tutti discutendo il 'sogno cinese'.
Nella mia visione, il pi grande sogno della Cina nei tempi moderni quello di raggiungere il
'grande ringiovanimento della nazione'1. L'ideale del sogno cinese ha sicuramente destato
grandissimo interesse tra i commentatori sia dentro che fuori la Cina per gli ideali che chiama
in causa e per un apparente richiamo al famoso motivo del sogno americano, tanto da aprire
un dibattito riguardo al suo significato. Le interpretazioni circa la vera natura di tale sogno
sono diverse e spesso discordi: alcuni analisti sostengono che si tratti semplicemente di vuota
retorica politica, mentre altri conferiscono al sogno cinese un senso di revanscismo
culturale e di riaffermazione dell'identit nazionale sia all'interno del Paese che a livello
globale. Bisogna tener presente che la Cina essendo in rapida ascesa come potenza globale,
sta acquisendo un ruolo sempre pi preponderante nell'assetto mondiale; quindi probabile
che in futuro sentiremo sempre pi parlare del sogno cinese.
Una difficolt incontrata durante l'elaborazione dovuta alla mancanza o alla difficile
reperibilit di dissertazioni esaustive riguardo questo argomento, soprattutto a livello
accademico. Appare dunque chiaro che l'obiettivo di questo elaborato quello di fornire un
piccolo contributo per la comprensione di un argomento ancora poco dibattuto in Italia.
Esistono principalmente due motivi per i quali ho scelto di scrivere una tesi sul cosiddetto
sogno cinese: innanzitutto perch si tratta di un argomento emergente ed ancora in fase di
1 Discorso di Xi Jinping presso il museo della storia nazionale in piazza Tiananmen il 29 Novembre 2012,
news.xinhuanet, Xi pledges great renewal of the nation, 2012,
http://news.xinhuanet.com/english/china/2012-11/29/c_132008231.htm.

sviluppo (soprattutto in Occidente), quindi che necessita di un maggiore approfondimento


accademico; in secondo luogo, per una personale fascinazione nell'approcciare un'idea (quella
di sogno cinese) che per sua stessa natura appare indefinita e che lascia spazio a diverse
interpretazioni.
L'elaborato diviso in tre capitoli che nell'insieme dovrebbero dare al lettore un'idea generale
riguardo al sogno cinese e alle questioni ad esso connesse. Nel primo capitolo prender in
esame la definizione di sogno cinese, considerando sia le parole del Presidente della
Repubblica Popolare Cinese (RPC) Xi Jinping, che le interpretazioni di diversi analisti, per
arrivare poi a parlare del complesso dibattito circa l'identit nazionale e storica della Cina che
risulta particolarmente complesso. Nel secondo capitolo, partendo da una comparazione tra gli
elementi che caratterizzano il sogno americano ed il sogno cinese cercher di
comprendere verso chi rivolto quest'ultimo per poi analizzarne la dicotomia esistente tra
individuo e collettivit. Nel terzo ed ultimo capitolo metter in relazione l'ideale di sogno
cinese con i concetti di soft power e di Beijing consensus per cercare di comprendere
l'immagine e gli atteggiamenti della Cina sul piano internazionale, facendo infine riferimento
ad un discorso ufficiale pronunciato da Xi Jinping dove egli dichiara che il sogno cinese
un sogno di comune prosperit per tutta l'umanit.

1. Il sogno cinese: definizione e dibattito


L'ideale di Sogno cinese (Zhongguo meng) stato per la prima annunciato da Xi Jinping in
un discorso pubblico alla fine del mese di novembre 2012, durante una mostra denominata
La strada per il risveglio (Fuxing zhi lu) presso il museo nazionale della storia di piazza
Tiananmen. Appare chiaro dai recenti discorsi del neo-leader (Segretario generale) del Partito
Comunista Cinese (PCC), il fatto che il suo nuovo slogan il sogno Cinese debba essere
collocato nel pi ampio dibattito legato all'identit nazionale ed alle aspirazioni del Paese e
dei suoi abitanti, un dibattito interno che ha implicazioni importanti anche per la politica
estera della RPC2.

Tuttavia, non ancora chiaro ci che Xi Jinping voglia intendere

proponendo la sua nuova formula, perci nemmeno come egli abbia intenzione di posizionarsi
ideologicamente: se da una parte viene considerato dagli osservatori politicamente
conservatore3, nel senso che sembra favorevole a mantenere lo stesso ordine costituito dai
suoi predecessori, dall'altra, il nuovo leader cinese ha gi deciso di intraprendere alcune
riforme sia socio-politiche che economiche del sistema, soprattutto volte a scardinare la
corruzione dilagante dei funzionari di partito, ad approfondire il ruolo del mercato
nell'economia di stato e a migliorare il benessere dei cittadini4.
Occorre inoltre dire che Xi

Jinping, come molti dei leader della cosiddetta quinta

generazione5 (coloro giunti al potere in seguito al XVIII Congresso del PCC nel 2012), un
principino (Taizi6): un membro della fazione composta da figli dei veterani della rivoluzione
2 David Shambaugh, China goes global: The partial power, Oxford, Oxford University press, 2013, pp 16-17.
3 Claudia Astarita, Il sogno Maoista di Xi Jinping, 27 giugno 2013, agichina24.it/focus/notizie/il-sognomaoista-di-xi-jinping.
4 Eugenio Buzzetti, Xi Jinping designato presidente, il nuovo leader tra riforme e continuit, 14 marzo 2013,
http://www.agichina24.it/in-primo-piano/politica-interna/notizie/xi-jinping-eletto-presidente-della-cina-br-.
5 Dalla nascita della RPC nel 1949 fino ad oggi si sono susseguite cinque generazioni di leadership comunista.
6 Letteralmente: principe. Originariamente era il titolo degli eredi al trono nella Cina imperiale.

maoista, uno dei gruppi pi influenti all'interno del PCC assieme a quello dei tuanpai i cui
dirigenti si sono formati politicamente presso la Lega Giovanile Comunista (Zhongguo
gongchanzhuyi qingniantuan)7 e di cui fa parte l'ex Segretario del partito Hu Jintao. Il padre
di Xi Jinping, Xi Zhongxun, ader infatti al PCC nel 1928 e divenne uno dei dirigenti politici
pi importanti della RPC. Dopo essere caduto in disgrazia con l'accusa di cospirazione contro
il partito, fu imprigionato nel 1962 e rest in carcere fino al 1978, quando dopo la morte del
Grande Timoniere venne riabilitato da Deng Xiaoping e nominato Segretario del Partito
nella provincia del Guangdong. Xi Jinping nacque a Pechino nel 1953 ed inizi la sua carriera
politica nel 1983 ricoprendo diversi tipi di incarichi ufficiali nella provincia dello Hebei, per
essere poi essere trasferito prima nel Fujian nel 1985, poi nel Zhejiang nel 2002 ed infine nel
2007 a Shanghai dove assunse la carica di Segretario del Partito. Grazie al suo successo nella
lotta contro la corruzione nella citt di Shanghai nel 2008 egli divenne vice presidente della
RPC. Nel mese di novembre 2012 Xi Jinping ha assunto la carica massima di partito, quella di
Segretario Generale8. Nella politica cinese gli slogan possono definire la filosofia di governo,
o per meglio dire il percorso da intraprendere nei dieci anni di governo: Jiang Zemin
promosse le Tre rappresentanze (San ge dai biao)9, mentre Hu Jintao una Societ
armoniosa(Hexie shihui).
Nonostante sia solo agli albori, il Sogno cinese di Xi Jinping annunciato al XVIII
Congresso Nazionale del Partito (svoltosi nella met di Novembre 2012), pu

fornire

indicazioni importanti sulla strada che il nuovo leader intende seguire10.

7 Consiste in una organizzazione politica giovanile che ha il compito di educare le nuove generazioni cinesi agli
ideali comunisti. Fu originariamente costituita nel 1920, per poi accompagnare il PCC lungo le diverse fasi
della sua storia.
8 William A. Callahan, China Dreams: 20 visions of the future, Oxford, Oxford University Press,2013.
9 Ideologia esposta da Jiang Zemin nel 2000. Prevede il fatto che il PCC sia in grado di rappresentare le
esigenze delle forze produttive pi avanzate del paese, di dare voce a pi avanzati orientamenti culturali e di
garantire gli interessi dei pi ampi strati della popolazione.

Per analizzare ci che egli intende esprimere con questo slogan, occorre innanzitutto
individuare un punto di partenza dal quale poi tracciare una linea di continuit fino ad arrivare
a parlare della situazione odierna. Inoltre, come sostiene Geremie Barm, mentre il Partito
promuove una visione comune del sogno nazionale e dell'identit internazionale da acquisire
nei prossimi anni, scrittori e pensatori indipendenti hanno proposto idee di governo
costituzionale, stato di diritto e maggiori libert11. Una circostanza senza dubbio emblematica
a tal proposito l'editoriale di inizio anno del Southern Weekly (Nanfang zhoumo), un
settimanale di stampo liberale molto diffuso in Cina che pone un particolare accento
sull'importanza dell'economia di mercato, sullo Stato di diritto, sui valori universali e le
riforme politiche. Sul finire del mese di dicembre 2013 la redazione del Southern Weekly
stava pianificando l'editoriale per il nuovo anno. Dai Zhiyong redattore del Southern Weekly
propose un articolo potenzialmente critico nei confronti dell'Ufficio Centrale di Propaganda
del Partito. L'articolo in questione, intitolato Sogno cinese, un sogno costituzionale
(Zhonguo meng, xianfa meng), invocava lo Stato di diritto in Cina, in accordo con la
Costituzione. L'editoriale originale non mai stato pubblicato. stato ri-pianificato e riscritto
da un redattore della rivista in linea con le indicazioni del Dipartimento di Propaganda. Come
si pu ben comprendere dal titolo, questo articolo pregiudicava il nuovo slogan proposto dalla
leadership cinese, facendo appello a ideali democratici che attaccavano la definizione di
sogno cinese utilizzata da Xi Jinping ed indirizzando quindi una pesante accusa al governo
per la negazione di diritti costituzionali come quelli di libera espressione e di assemblea.
L'articolo come detto, fu prontamente censurato dal Dipartimento di Propaganda e fu soggetto
ad una rettifica da parte degli editori della rivista di Guangzhou. Tutto ci provoc una

10 Ming Wan, China dream-same bed, different dreams, asanforum, 2 agosto 2013,
http://www.theasanforum.org/xi-jinpings-china-dream-same-bed-different-dreams/.
11 Geremie Barm, Chinese dreams, thechinastory, 18 ottobre 2013,
http://www.thechinastory.org/yearbooks/yearbook-2013/forum-dreams-and-power/chinese-dreamszhongguo-meng.

protesta dei giornalisti che decisero di chiudere temporaneamente il periodico. Il fatto


diventato noto come L'incidente del southern weekly12.
In questo capitolo, partendo dai discorsi ufficiali di Xi Jinping,

prover a definire il

cosiddetto sogno cinese, cercando di rilevarne i diversi significati e le possibili ispirazioni 13.
Pertanto mia intenzione approfondire lanalisi del linguaggio politico del Presidente cinese.
Questo costituisce un discorso caratterizzato da ideali di rinnovamento e di benessere sociale,
mentre, nel frattempo sembra tuttavia farsi strada un ritorno al sino-centrismo 14 da parte di
una nazione che intende riaffermarsi dopo pi di un secolo di umiliazioni subite 15, il secolo che va
dalla prima guerra dell'Oppio (1839-1842) alla nascita della Repubblica popolare cinese,
attraversato da shock culturali, traumi, disgregazioni territoriali, devastazioni.
1.1 Definizione del Zhongguo meng
Come e in quale circostanza Xi Jinping inizia a parlare di sogno cinese? Che cosa rivela
riguardo le aspirazioni della Cina? E infine un concetto davvero nuovo o esistono degli
antecedenti storici? Xi Jinping inizia ad elaborare il suo slogan poco dopo aver assunto la
posizione di vertice, ovvero quella di Segretario generale del PCC. Come accennato in
precedenza, egli espone per la prima volta l'ideale di sogno cinese in un contesto alquanto
emblematico, il 29 novembre 2012, accompagnato dagli altri sei membri del Comitato
permanente del Politburo: Li Keqiang, Zhang Dejiang, Yu Zhengsheng, Liu Yunshan, Wang
Qishan, Zhang Gaoli in una visita al museo nazionale della storia in piazza Tiananmen

12 Southern weekly reporters confront china censors, BBC News, 4 gennaio 2013,
http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-china-20911823.
13 Geremie Barm, Chinese dreams, thechinastory, 18 ottobre 2013
14 Concezione che considera la Cina come fulcro di equilibri economici e politici.
15 Borge Ljunggren, China dream-Unshaken party role, MacMillan Center, 20 marzo 2013,
http://yaleglobal.yale.edu/content/china-dream-unshaken-party-rule.

durante la celebre esibizione denominata La strada per il risveglio16. Lobiettivo di questa


mostra era quello di tracciare la storia cinese moderna a partire dallumiliante sconfitta subita
da parte della Gran Bretagna con la prima guerra delloppio (1839-1842) nella met del XIX
secolo fino ad arrivare allultimo decennio. In questa circostanza Xi ha parlato per la prima
volta in un discorso pubblico del "sogno cinese" come tema unificante per i suoi
connazionali, dichiarando che il pi grande sogno della Cina quello di conseguire il
cosiddetto grande risveglio della nazione (Zhonghua minzu weida de fuxing) ed il
raggiungimento della moderata prosperit (Xiaokang)17. Entrambi questi ideali, messi in
relazione all'idea di sogno, fanno riferimento ad un ritorno al passato glorioso della Cina e
sembrano in qualche modo esprimere l'esigenza, dopo pi di un secolo di pesanti
stravolgimenti e fratture sia culturali che ideologiche, di riaffermare i legami e ricostruire una
linea di continuit con il passato. Per comprendere meglio questa dinamica pu risultare utile
prendere in considerazione un articolo di Amina Crisma. La professoressa Crisma pone
l'accento sul legame inscindibile fra tradizione e modernit, un nesso che trova spazio in
diversi ambiti sociali e politici e che cerca di attribuire importanza al rinnovamento
dell'identit nazionale rivalutando un passato troppo spesso rinnegato o oscurato sin dall'inizio
dello scorso secolo. Seppur sullo sfondo di un incessante deterioramento ambientale, a livello
concreto risulta evidente un ritrovato interesse da parte dei cinesi nei confronti dei siti
archeologici e dei retaggi del passato18. Questo fenomeno pu essere osservato nella
riconsiderazione in chiave moderna di filosofie come quella confuciana19, spesso ripresa dai
leader del PCC nei loro slogan, ad esempio quello di societ armoniosa (hexie shihui)
16 Ming Wan, Xi Jinping's China Dream, Same bed different dreams,asanforum.org, 2 agosto 2013;
17 Discorso di Xi Jinping presso il museo della storia nazionale in piazza Tiananmen il 29 Novembre 2012,
news.xinhuanet, Xi pledges great renewal of the nation, 2012,
http://news.xinhuanet.com/english/china/2012-11/29/c_132008231.htm.
18 Amina Crisma, Celebrazioni della memoria e reticenze dell'oblio nella Cina d'oggi", Inchiesta, no. 182, luglio-settembre 2013.
19 Maurizio Scarpari, Confucianesimo e religione, Inchiesta, no. 182, luglio-settembre 2013.

proposto da Hu Jintao, predecessore di Xi Jinping. Nel discorso di Xi Jinping possibile


intravedere una sorta di nostalgia per un tempo glorioso ma ormai troppo lontano dalla realt
urbana. Inoltre, il recupero di Confucio pu forse rappresentare un punto di riferimento
morale per un paese in rapido mutamento e soggetto ad un evidente degrado ambientale20.
Nel suo libro China goes global-The partial power, David Shambaugh, afferma che il
richiamo all'identit tradizionale presente nei documenti e nei discorsi ufficiali riflette una
sorta di insicurezza della Cina a rapportarsi con la scena globale. Shambaugh sostiene che la
Cina stia attraversando una sorta di crisi d'identit dimostrando un orientamento alquanto
ambiguo, sopratutto quando si parla di politica estera: alle volte sembra che il potere del
governo si manifesti in maniera responsabile, ovvero senza generare conflitti interni o esterni,
altre volte invece questo sembra assumere un atteggiamento estremamente nazionalista se non
addirittura neo-imperialista, avanzando pretese territoriali, come nel caso delle isole Senkaku
ora sotto l'amministrazione giapponese, oppure sfruttando le risorse naturali delle nazioni
africane (entrambe questioni che per la loro complessit verranno in parte discusse nel terzo
capitolo). Tutto ci sintomatico delle diverse tendenze ideologiche presenti nel paese, infatti,
Shambaugh asserisce che questo atteggiamento contraddittorio di Pechino rispecchia alla
perfezione il persistente conflitto interno al paese per quanto riguarda il ruolo da assumere nel
contesto internazionale21. In tal proposito, il saggista americano identifica esattamente sette
diverse tendenze di pensiero rilevanti: i Nativisti, un collettivo di iper-nazionalisti, populisti e
marxisti pesantemente critici nei confronti dell'Occidente; i Realisti caratterizzati da un
pensiero nazionalista ma di natura pi pragmatica e meno xenofoba rispetto ai precedenti; le
Scuole di potere maggiore le quali sostengono il fatto che la Cina dovrebbe sviluppare
importanti relazioni con le maggiori potenze dell'Occidente; le Asia First le quali
affermano che la Cina dovrebbe prima di tutto concentrarsi nelle relazioni con i paesi asiatici;
20 Simone Pieranni, Il nuovo sogno cinese, Roma, ManifestoLibri, 2013, pp. 75-76;
21 David Shambaugh, China goes global, cit., pp. 17-20.

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le Scuole globali del sud sostengono che la Cina essendo ancora un paese in via di sviluppo
dovrebbe approfondire le sue relazioni diplomatiche con altri paesi in via di sviluppo; i
Multilateralisti selettivi i quali affermano che la Cina debba sviluppare un coinvolgimento
internazionale solamente seguendo i propri interessi nazionali ed infine i Globalisti, coloro
che aderiscono alla globalizzazione in modo analitico, predicando un forte coinvolgimento a
livello internazionale22.
Alla luce di ci che stato appena detto, il futuro della RPC appare dunque incerto. Il
concetto di sogno cinese, lungi dall'essere univocamente definito, sembra comunque voler
assumere la funzione di collante ideologico per la popolazione. I pareri degli intellettuali
cinesi riguardo al sogno nazionale, come dimostrato da una serie di brevi interviste 23 di
William A. Callahan, comprendono diversi argomenti: a prescindere dall'avere una visione
ottimistica o pessimistica del fenomeno, alcuni chiamano in causa concetti di vario genere
come quelli di individualismo, nazionalismo, materialismo ecc., mentre altri liquidano
l'argomento senza attribuirgli nessun significato ad eccezione di quello politico.
1.2 Il discorso nazionalista
Il tema del risveglio o ringiovanimento dell'identit nazionale contenuto nel concetto di
sogno cinese non un qualcosa di assolutamente nuovo nel dibattito nazionale cinese e pu
essere considerato uno dei motivi cardine presenti nella retorica politica del paese da circa un
secolo24. In passato ad esempio, Sun-Yat-Sen25, intorno al periodo della caduta dell'ultima
22 David Shambaugh, China goes global, cit., pp. 27-42.
23 https://www.chinafile.com/china-dreams, 15 maggio 2013.
24 Marco Fumian, Do not awaken the sleepers, Nottingham University-China policy blog, 8 luglio 2013,
http://blogs.nottingham.ac.uk/chinapolicyinstitute/2013/07/08/do-not-awaken-the-sleepers-ironies-andparadoxes-of-the-chinese-dream/.
25 Sun Yat-sen viene considerato il fondatore della Cina moderna ed uno dei pi famosi rivoluzionari cinesi.
Dopo il rovesciamento dell'impero cinese a favore della repubblica nel 1911 fu tra i primi ad analizzare il
problema della democrazia in Cina.

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dinastia Qing (1911), nei suoi discorsi ufficiali tra il 1900 ed il 1920, proclamava un bisogno
di rinvigorimento (zhenxing) dell'identit nazionale, dopo il tormentato periodo successivo
alla prima guerra dell'oppio (1839-1842) che si sarebbe protratto fino alla fine del conflitto
sino-giapponese nel 194526. Nel fare ci Sun affermava che il rinnovamento della Cina poteva
avvenire solo attraverso la realizzazione di quelli che vennero da lui chiamati i Tre principi
del popolo (San min)27: nazionalismo, democrazia e benessere del popolo. L'ideale di
ringiovanimento venne mantenuto e riproposto lungo tutto il periodo che parte dall'avvento
della RPC, fino a giungere ai nostri giorni, sia in termini culturali che economici 28. In alcuni
casi questo ideale fa leva sul senso di vittimizzazione che la Cina ha provato durante quello
che viene comunemente definito come il secolo delle umiliazioni, arrivando a caricarsi di
uno slancio nazionalista che mira a riaffermare un ruolo della Cina come potere in rapida
ascesa nel mondo. La preoccupazione internazionale generata da questa dinamica 29 ha portato
alla formulazione del concetto di ascesa pacifica(Heping Jueqi) da parte di Zheng Bijian,
uno dei massimi teorici del partito durante nell'era del di Hu Jintao (2002-2012). Tra il 1997
ed il 2005 Zheng Bijian ha pubblicato una serie di articoli con i quali argomentava le
intenzioni di sviluppo e modernizzazione pacifica della Cina, dichiarando che la Cina non
cerca di raggiungere l'egemonia e il predominio militare, ma bens di stabilire un nuovo
ordine politico ed economico internazionale30. Tuttavia, come specificato in precedenza,
questo discorso tende ad assumere diverse forme nel dibattito domestico cinese, sia politico

26 Zheng Wang, Not rising but rejuvinating: the chinese dream, The Diplomat, 5 febbraio 2013.
27 Filosofia politica sviluppata da Sun Yat-Sen per rendere la Cina un paese libero, esposta per la prima volta
nel 1905.
28 Orvell Schell e John Delury, Rejuvenation, Chinafile, 7 febbraio2013, https://www.chinafile.com/wealthpower-rejuvenation.
29 David Shambaugh, China goes global, cit., p. 21.
30 Zheng Bijian, China's peaceful rise to great power status, Foreign affairs, volume 84, n5, Londra, settembre-ottobre
2005.

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che intellettuale.
1.3 Il sogno militare di Liu Mingfu
Prima che Xi Jinping cominciasse a diffondere attraverso i suoi discorsi lo slogan del Sogno
cinese, la locuzione era gi stata resa famosa grazie ad un celebre e discusso libro pubblicato
da un colonnello dell'Esercito Popolare di Liberazione (Zhongguo renmin jiefangjun) di nome
Liu Mingfu, attualmente professore presso il Dipartimento di Difesa Nazionale dell'Universit
di Pechino. Nel suo libro intitolato appunto Il sogno cinese, il colonnello Liu sembra essere
in contrasto con la politica di ascesa pacifica (Heping jueqi) del governo, dichiarando la
necessit di contrastare l'egemonia militare americana convertendo il potere economico in
potere bellico cos da aspirare alla supremazia militare31. Secondo Liu Mingfu, occorrerebbe
quindi una modernizzazione ed un rafforzamento dell'apparato in questione per assicurarsi
una difesa efficace. Anche se appare chiaro che la visione del colonnello Liu non rispecchia la
politica ufficiale, va detto che comunque rappresenta una tendenza esistente nell'apparato
militare cinese32. E' vero che Xi Jinping, avendo acquisito anche la nomina di presidente della
Commissione Militare Centrale sembra aver parlato di rinascita cinese anche in termini
militari. In occasione di un'ispezione nella regione militare di Guangzhou nel mese di
dicembre 2012, Xi Jinping ha sottolineato il fatto che per essere una nazione forte la Cina
deve consolidare il proprio esercito, facendo quindi riferimento al sogno militare (qiangjun
meng) del paese33, richiamando vagamente le idee espresse da Liu Mingfu. Nella sua
argomentazione il colonnello sostiene che Pechino debba cogliere il momento favorevole per
proporsi come maggiore potenza globale, sempre rispettando l'ideale di societ armoniosa
indicato da Hu Jintao smettendo per di mantenere il profilo basso tipico della sua politica
31 William A. Callahan, China dreams, cit., pp. 58-62.
32 Chris Buckley, China PLA officer urges challenging U.S. Dominance, Reuters, 28 febbraio 2010,
http://www.reuters.com/article/2010/03/01/us-china-usa-military-exclusive-idUSTRE6200P620100301.
33 Xi Jinping: pursuing dream for 1.3 billion chinese, xinhua, 17 marzo 2013,
http://news.xinhuanet.com/english/china/2013-03/17/c_124467411_2.htm.

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estera. Dal libro di Liu si pu intravedere una certa ansiet nei confronti del modello
americano che sembra essere di intralcio al grande risveglio della Cina. Un'altra questione
toccata nel suo libro quella della corruzione dei funzionari che danneggia pesantemente il
partito e le finanze dello Stato, generando un diffusissimo malcontento della popolazione che
sfocia in proteste anti- casta e che se non fermata potrebbe portare ad una crisi interna34.
In conclusione, come sostiene Marina Miranda, docente di Storia della Cina alla Facolt di
studi orientali dell'universit La Sapienza di Roma, non ancora facile prevedere le future
mosse di Xi Jinping, tuttavia il leader appare estremamente conscio dei problemi che la Cina
dovr affrontare nel prossimo decennio, in particolare quello della corruzione. Il Presidente
dovr dimostrare che le sue non sono chiacchiere vuote e che la rinascita di cui parla
caratterizzer il decennio avvenire35.

34 William A. Callahan, China dreams, cit.,pp. 58-62.


35 Marina Miranda, Le prime mosse di Xi Jinping, ChinaFiles, 3 luglio 2013, http://www.chinafiles.com/it/link/30459/6-5-le-prime-mosse-di-xi-jinping,

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2. Sogno dell'individuo, sogno della collettivit


Un paragone che viene subito in mente quando si parla di sogno cinese con la sua
presunta controparte: il sogno americano. Il sogno americano un motivo nazionale nato
negli Stati Uniti d'America, caratterizzato da una serie di ideali di libert e benessere che
comprendono la possibilit di ottenere la prosperit ed il successo personale, nonch
l'opportunit di raggiungere una mobilit sociale verso l'alto attraverso i propri sforzi 36. Il
sogno americano una nozione che stata introdotta da James Truslow Adams nel 1931,
nel suo celebre libro The Epic of America (1931). Egli lo definiva come "il sogno di una terra
in cui la vita dovrebbe essere migliore e pi ricca e pi piena per tutti, con la possibilit di
realizzazione per ciascuno a seconda delle sue capacit. Non semplicemente un sogno di
automobili e alti salari ma un sogno di ordine sociale in cui ogni uomo ed ogni donna sono in
grado di raggiungere la statura di massimo rilievo di cui sono intrinsecamente capaci, ed
essere riconosciuti dagli altri per quello che sono, indipendentemente dalle circostanze
fortuite di nascita o di classe37. Questo ideale sembra fare appello alla prima parte della
dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti del 4 luglio 1776, dove si proclama che tutti gli
uomini sono nati uguali e liberi e che la ricerca della felicit un diritto inalienabile di ogni
individuo38. Appare dunque chiaro che il sogno americano sia innanzitutto un sogno
dell'individuo, poich in genere questo promuove la libert ed il successo individuale e tende
ad essere meno, se non per niente, vincolato del potere statale; tutt'al pi lo Stato a dover
garantire i sogni dei singoli individui. Con il sogno cinese il processo sembra essere quasi
l'opposto: si parla piuttosto dei problemi e gli obiettivi del PCC, quindi dello Stato e non delle
persone. Ogni individuo pu coltivare il proprio sogno solamente se accetta il sogno nazionale

36 American Dream, http://en.wikipedia.org/wiki/American_Dream.


37 James Truslow Adams,, The epic of America, Washington D.C., Little, Brown and Company, 1931, pp. 214215.
38 Declaration of Indipendence, 1776, http://www.archives.gov/exhibits/charters/declaration_transcript.html

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concepito dal PCC39.


In questo capitolo vengono comparati i due ideali. Naturalmente questi non appaiono
culturalmente unitari per il fatto che il dibattito, in entrambi i casi, include molte e diverse
voci spesso contrastanti, voci che parlano di benessere, civilizzazione e progresso 40. Occorre
quindi dire che questi due sogni non sembrano essere n completamente uguali, n
completamente diversi, per il fatto che alle volte condividono la stessa retorica nei discorsi.
Come nuovo fenomeno, il sogno cinese sta ancora acquisendo forma[...]non coerente come
il sogno americano di cui si parlato lungo tutto lo scorso secolo. Ma alcuni dibattiti e valori
stanno emergendo per definire la tendenza del sogno cinese 41. Un ulteriore considerazione
riguardante la natura di entrambi i sogni dovr dunque essere fatta per spiegare il dualismo
persistente tra individuo e collettivit. Marco Fumian, sostiene che il sogno cinese non sia
n individuale n collettivo, bens entrambe le cose, con la premessa che il sogno cinese la
somma di un miliardo e trecentomila sogni individuali e che tutti possono raggiungere il
benessere solamente se anche il Paese sta bene. Pertanto ognuno incoraggiato, a perseguire
il proprio successo e la propria libert, fin tanto che questo successo e questa libert vadano
nella stessa direzione indicata dal PCC. Detto ci, Fumian afferma che Xi Jinping stia
solamente attingendo da quelle idee che sono entrate nel senso comune42 sin dalla creazione
del cosiddetto "mercato socialista"43. Ne consegue dunque che il sogno cinese sia da una
parte il sogno dei singoli individui e dall'altra il sogno della collettivit. Il PCC sembra aver
39 Geremie Barm, Chinese dreams, thechinastory, 18 ottobre 2013.
40 Richard Madsen, China and the American dream, University of California Press, Berkeley, 1995, pp.209-210.
41 William A. Callahan, China dreams, cit., cap. 6.
42 Marco Fumian, Do not awaken the sleepers, Nottingham University-China policy blog, 8 luglio 2013.
43 Dall'inizio degli anni novanta in Cina, in contraddizione con l'ideale socialista, si venuto a creare un
mercato finanziario, verso il quale far affluire i capitali sia interni che esteri. Questo fenomeno una
conseguenza delle riforme economiche di apertura introdotte da Deng Xiaoping a partire dagli anni ottanta
ed una parte determinante del cosiddetto socialismo con caratteristiche cinesi (Zhongguo tese shehui
zhuyi).

16

compreso il fatto che per ottenere la prosperit nazionale ed il grande ringiovanimento della
nazione, occorre prima di tutto migliorare il benessere del popolo cinese. A loro volta gli
individui sono come incentivati dal PCC a migliorare la propria condizione e a perseguire i
propri sogni.
Molti libri di letteratura commerciale sono stati pubblicati da autori cinesi, i quali cercano di
raccontare le storie dei propri compatrioti o di stranieri che vivono nella Repubblica Popolare
e come questi perseguano il proprio sogno individuale solitamente di natura materialista.
Spesso questi libri parlano dell'ascesa della nuova classe media in Cina attraverso interviste,
storie di viaggi, prospettive storiche ed offrono un'analisi che cerca di guidare le persone ad
avere una visione dall'interno della realt contemporanea cinese e di facilitare al lettore
straniero la comprensione di questa realt. Alcuni esempi sono The Chinese dream di Helen
Wang (Bestseller Press, 2012) e "The Chinese Dream. What It Means for China and the Rest
of the World" di Zhou Mingwei (New World Press, 2013). Libri di questo genere vengono
spesso scritti in inglese o in ogni caso tradotti dal cinese per essere proponibili al lettore
occidentale. Ci probabilmente rappresenta l'esigenza espressa dagli autori, di migliorare la
cooperazione tra la Cina ed il mondo e di chiarire ai lettori non cinesi alcune perplessit ed
incomprensioni riguardo al repentino mutamento della realt sociale cinese.
A livello accademico invece, il capo del Dipartimento di Propaganda Liu Qibao facendo
riferimento al motivo del grande rinnovamento della nazione, ha invitato gli studenti
dell'Accademia Cinese di Scienze Sociali a condurre ricerche per fornire un supporto
accademico ad uno degli argomenti pi discussi negli ultimi anni: il Zhongguo meng44.
2.1 Zhongguo meng e American dream
Il "sogno cinese" e quello americano sono differenti, per ragioni culturali, economiche,
storiche e geografiche. La storia moderna cinese a differenza di quella americana, ha inizio
44 Think Tank urged to research the Chinese dream, chinadaily, 28 maggio 2013,
http://www.chinadaily.com.cn/china/2013-05/28/content_16537848.htm.

17

nel 1912 dopo che l'ultimo imperatore cinese Pu Yi abdic al trono e il paese divenne una
repubblica. Da questo momento in poi la Cina ha attraversato un lungo ed intenso periodo di
instabilit, caratterizzato da stravolgimenti sia culturali che politici.
Durante la dodicesima Assemblea Nazionale del Popolo (ANP)45 tenutasi il 17 marzo 2013
nella Sala del Popolo di Pechino, il leader Xi Jinping definisce il sogno cinese come la
realizzazione di una societ relativamente prospera, di una nazione socialista modernizzata,
democratica ed armoniosa; la realizzazione del sogno cinese di una grande rinascita del
popolo cinese consiste proprio nel rendere la nazione prospera ed il popolo felice46.
Il sogno americano come descritto da James Truslow Adams l'opportunit per tutte le
classi sociali di trascorrere una vita felice e prospera, questo il pi grande contributo che gli
Stati Uniti hanno dato al mondo sia a livello ideologico che di benessere sociale47.
In prima istanza, credo possa risultare utile prendere in considerazione un articolo di Shi
Yuzhi, professore di Lingua e Linguistica cinese presso l'Universit Nazionale di Singapore,
comparso il 27 maggio 2013 sulla rivista economica cinese Caijing48. Questo articolo
sostanzialmente cerca di cogliere il significato di sogno cinese attraverso una
differenziazione suddivisa in diversi punti con la sua controparte americana.
In primo luogo, mentre il sogno cinese pone l'accento sulla prosperit della nazione, il
sogno americano consiste piuttosto nella ricchezza e prosperit dei singoli individui.
L'autore ritiene che il motivo per cui ci avviene per il fatto che storicamente gli Stati Uniti
45 L'Assemblea Nazionale del Popolo (ANP) la pi alta istituzione statale e l'unica camera legislativa della
Repubblica Popolare Cinese (RPC).

46 President vows to bring benefits to people inn realizing Chinese Dream, news.xinhua, 17 marzo 2013,
http://news.xinhuanet.com/english/china/2013-03/17/c_132240052.htm2013.
47 James Truslow Adams, The epic of America, cit., p. 215.
48 Rivista indipendente di Pechino che pubblica articoli riguardanti questioni socio-politiche ed economiche,
con particolare attenzione verso i diritti civili, gli affari pubblici ed il business.

18

non sono mai stati sottomessi da altri paesi, perci non dovendosi preoccupare della sicurezza
della Patria, il popolo americano sempre rimasto pi libero di preoccuparsi del proprio
arricchimento personale. La Cina invece lungo la sua storia sempre stata tormentata prima
dalle invasioni dei paesi vicini e poi dai colonizzatori europei. La storia insegna alla Cina che
la forza di un Paese consiste nell'assicurare al proprio popolo una vita serena e felice e
pertanto il sogno cinese non pu che mettere al primo posto la prosperit del Paese.
Secondariamente, sebbene entrambi questi due paesi racchiudano diverse etnie, il concetto
stesso di nazione e quindi di sogno nazionale ben diverso: gli Stati Uniti sono una nazione
originariamente formata da migranti alla ricerca del benessere individuale, mentre
diversamente per i cinesi, probabile che esista un ideale nazionalmente condiviso per fatto
che questi ultimi non sono mai dovuti emigrare se non internamente al Paese. Terzo, il sogno
cinese pu essere realizzato quasi esclusivamente dal popolo cinese seguendo la via indicata
dal PCC, a differenza di quello americano, che storicamente deve il suo successo
all'eterogeneit di talenti e risorse provenienti da altri paesi. Quarto, il sogno cinese sembra
fare leva sul concetto di armonia della collettivit, mentre quello americano sostiene la libert
e la ricerca di benessere individuale; infine, il sogno cinese rispetto alla sua controparte,
viene dotato di un forte senso storico predicando la rinascita (fuxing) di un paese che si
porta sulle spalle la coscienza di cinquemila anni di storia, mentre il sogno americano
rappresenta le aspirazioni della prima nuova nazione del mondo49.
Occorre specificare che entrambi i paradigmi di sogno nazionale non si presentano come
qualcosa di statico ed immutabile, piuttosto tendono a variare, ad acquisire alcuni significati
aggiuntivi lungo il corso della storia. Proprio come il sogno americano ha subito
cambiamenti, cos anche il sogno cinese in uno stato dinamico. Con il progredire della
societ le aspirazioni delle persone cambiano e di conseguenza anche il sogno nazionale
49 Shi Yuzhi, Renmin luntan: zhongguo meng qiubie yu meiguo meng de qida tezhen
(Forum del popolo: sette punti di comparazione tra le caratteristiche del sogno cinese
e del sogno americano), caijing, 27 maggio 2013, http://comments.caijing.com.cn/2013-0527/112830491.html?utm_source=Sinocism+Newsletter&utm_campaign=342b9fadffSinocism05_28_13&utm_medium=email&utm_term=0_171f237867-342b9fadff-24563705.

19

subisce un mutamento. Inoltre, come sostiene, William A. Callahan: Il sogno americano e il


sogno della Cina non sono fatti per essere comprovati o confutati, ma sono drammi morali che
esprimono le aspirazioni e le paure di una comunit. Invece di denunciare tali sogni,
dovremmo prenderli sul serio come un modo di pensare ai valori di una comunit. Nella sua
comparazione tra sogno cinese e sogno americano, Callahan prosegue facendo notare che
anche se i contenuti dei due sogni spesso differiscono, la retorica ufficiale rimane solitamente
la stessa. Ad ogni modo, si pu dire che anche il sogno americano presenta un ideale
collettivo: quello di uguaglianza, il quale espresso da diversi gruppi dentro la societ civile
che attraverso il potere dello stato cercano di costruire una societ egualitaria50.
Nel suo libro La societ cinese (2011) Jean-Louis Rocca, nella sua analisi della modernit
cinese comprendente anche una riflessione sull'individuo e la collettivit in tale contesto,
afferma che esistono principalmente due metodologie possibili di approccio intellettuale ai
fenomeni cinesi: il primo modo attraverso ci che il sociologo definisce essenzialismo
culturale, ovvero attraverso la constatazione che esista un'irriducibile diversit tra il modello
cinese e quello occidentale e che quindi ogni sforzo di provare a definire un fenomeno ad
esempio quello del sogno cinese in termini di paragone con il sogno americano pu
risultare vano; l'altro metodo di analisi della realt cinese viene denominato da Rocca
universalismo dei percorsi storici e sociali, questo prevede il fatto che tutte le societ
seguano un modello universale di sviluppo storico, in questo caso lo sviluppo economico
porter la Cina a convergere verso un modello comune: la modernit caratterizzata da un
mercato regolato, democrazia e trionfo dell'individualismo. Ci comporta che la Cina,
nonostante il suo singolare percorso non potr sfuggire al senso della storia. Secondo Rocca,
l'oscillazione tra questi due approcci ha da sempre caratterizzato l'analisi della realt storica e
sociale cinese che data la sua complessit richiede uno studio costante e rigoroso51.
50 William A. Callahan, China dreams, cit., cap. 6.
51 Jean-Louis Rocca, La societ cinese, Bologna, Il Mulino, 2011, (ed. or.: Une sociologie de la Chine, Parigi, La
Decouverte, 2010, traduzione a cura di Monica Fiorini, pp. 7-8.

20

2.2 La tendenza individualista della nuova classe media


La societ cinese profondamente cambiata lungo il corso dell'ultimo secolo. Le riforme
economiche lanciate da Deng Xiaoping, negli ultimi trent'anni hanno dato vita a nuove
categorie e nuovi gruppi sociali. Nell'ultimo decennio la nuova classe media cinese va
progressivamente aumentando. Questo fenomeno, stato dapprima rilevato dai giornalisti per
poi diventare oggetto di dibattito tra gli intellettuali. Marina Miranda specifica che per nuova
classe media (zhongchan jieceng) non si intendono i nuovi ricchi come spesso i media
occidentali tendono a far intendere, dal momento che pi che ad un ceto medio appartengono
ad una lite economica. Vengono definiti di ceto medio quelli che percepiscono un salario
annuale che oscilla tra 150.000 e 300.000 yuan. Tuttavia, nel determinare il livello di reddito
bisogna tener conto delle differenze geografiche che esistono tra le diverse zone della Cina e
che non possono essere trascurate: ad esempio, per lo stesso tipo di occupazione, nel 2002 si
percepivano 435 yuan al mese nel Jilin e invece 1.033 nel Zhejiang. Miranda pertanto afferma
che pu essere considerato appartenente al ceto medio chiunque usufruisca di un reddito
superiore al livello di reddito medio percepito in ciascuna determinata provincia cinese 52. La
classe media cinese composta dai cosiddetti colletti bianchi, ovvero gli impiegati, i tecnici
ed i dirigenti di aziende individuali locali o straniere di piccole o medie dimensioni, il cui
numero andato ad aumentare precisamente dagli anni ottanta in poi, dal momento in cui
Deng Xiaoping intraprese una graduale privatizzazione delle imprese statali 53. La condizione
di questi individui notevolmente influenzata dai cambiamenti economici e sociali avvenuti
in Cina sin dai tempi della politica di riforma ed apertura di Deng Xiaoping 54. Tale dinamica
52 Marina Miranda, La formazione di un ceto medio in Cina fra nuove realt, vecchi pregiudizi e diffuse
generalizzazioni , CosmoPolis, 3 gennaio 2008, http://www.cosmopolisonline.it/20080624/miranda.php.
53 Politica di riforma economica intrapresa da Deng Xiaoping a partire dal 1978. Questa nota come Gaige
kaifang, ovvero politica di riforma ed apertura e coinvolse diversi settori, tra cui quello agricolo, quello
industriale ed il commercio estero. Riforme che miravano ad integrare l'economia cinese con le altre
economie mondiali, soprattutto con quelle dei paesi industrializzati.
54 Li Jian e Niu Xiaohan, La nuova classe media a Pechino (Parte II), traduzione a cura di Marina Miranda,
Mondo cinese, n 111, 2002, http://www.tuttocina.it/mondo_cinese/111/111_lijian.htm.

21

ha generato nella societ cinese un certo dualismo tra socialismo e capitalismo che poi
definito come socialismo con caratteristiche cinesi (Zhongguo tese shehui zhuyi) fortemente
dibattuto tra gli accademici.
Il successo delle politiche economiche della Cina e le modalit della loro attuazione ha
provocato enormi cambiamenti nella societ cinese. Se da una parte la pianificazione
governativa su larga scala insieme alle nuove caratteristiche del mercato hanno ridotto la
povert, dall'altra le disuguaglianze di reddito tra il ceto basso e quello medio sono
aumentate55. Per quanto riguarda la classe media questo processo ha portato alla formazione di
ci che Rocca definisce la societ di soggetti, dove grazie alla loro ascesa sociale gli
individui, soprattutto se giovani, ora possono liberamente scegliere e nutrire aspirazioni
personali in un universo da sempre caratterizzato da una spiccata spiccata tendenza degli
individui alla convivenza sociale56.
Per garantire una stabilit sociale il PCC si trova di fronte alla necessit di ridurre le
diseguaglianze interne al Paese e di ampliare lo strato intermedio (che oggi comprende
solamente il 15% della popolazione); in modo da diminuire il divario tra gli individui
benestanti e quelli che vivono in una condizione di estrema povert. In questo caso secondo
Marina Miranda, la classe media assumerebbe il ruolo di stabilizzatore sociale tra i ricchi e i
poveri57. A tal proposito il sogno cinese di benessere del popolo proposto da Xi Jinping,
sembra quindi riferirsi alle aspirazioni dell'emergente classe media.
Alla luce di queste ultime osservazioni il sogno cinese appare chiaramente indefinito come
ideale, ribadendo ancora una volta il contrasto tra la realizzazione personale dell'individuo e la
55 Angela Pascucci, Potere e societ in Cina: Storie di resistenza nella grande trasformazione, Roma, Edizioni
dell'asino, 2012, pp. 130-131.
56 Jean.Louis Rocca, La societ cinese, cit., pp. 79-80.
57 Marina Miranda, La formazione di un ceto medio in Cina fra nuove realt, vecchi pregiudizi e diffuse
generalizzazioni, cit..

22

sottomissione alla collettivit precedentemente discusso. In un certo senso nei discorsi


ufficiali, il concetto di sogno sembra in parte assumere una carica individualista, come
afferma Marco Fumian: dopo decenni di slogan 'rigidi' come "cercare la verit dai fatti" e 'lo
sviluppo l'unica dura logica', ci sembra di essere entrati nell'era della propaganda 'soft',
quella che conferisce pi attenzione al regno 'liquido' delle percezioni soggettive
individuali58.

58 Marco Fumian, Do not awaken the sleepers, Nottingham University, China policy blog, 8 luglio 2013.

23

3. Sogno cinese e Soft Power


Uno dei concetti pi discussi nell'ambito della politica internazionale cinese quello di Soft
power (ruan shili). In questo capitolo cercher di definire il significato di questa nozione e
di analizzarne alcuni aspetti ponendola in relazione con l'idea diBeijing Consensus
attualmente al centro del dibattito politico e accademico occidentale. E' mia intenzione poi
mostrare come questi due concetti siano collegati all'ideale del sogno cinese, facendo
riferimento al discorso pronunciato da Xi Jinping durante la XII Assemblea Nazionale del
Popolo.
Il padre del concetto di soft power Joseph Nye, uno dei massimi esperti di scienze politiche
e relazioni internazionali presso la Harvard University. Nye coni il termine in un libro
pubblicato nel 1990 intitolato Bound to Lead: The Changing Nature of American Power
per poi approfondirlo in un libro scritto successivamente dal titolo Soft power: The means of
success in world politics. Il soft power in termini di politica internazionale viene definito
come la capacit di modellare le preferenze altrui e di ottenere ci che si vuole tramite la
propria attrattiva. In breve, il soft power fa affidamento sulla cooptazione pi che sulla
coercizione59. David Shambaugh, sempre ispirandosi a quanto elaborato da Nye, afferma che
il soft power consiste nella capacit di una societ di attrarre le altre e non in un governo che
cerca di persuadere altri governi60. In questo modo Shambaugh delinea la principale
distinzione tra soft power e diplomazia pubblica: si potrebbe dire che il primo prende origine
dalla societ e riguarda principalmente le risorse intangibili come i valori culturali e le
istituzioni politiche di un paese, la seconda invece prende origine dal governo e consiste nella
capacit di trattare affari di politica internazionale. Inoltre, occorre fare un'ulteriore
distinzione tra soft e hard power, dove il primo consiste appunto nell'attrazione politica e

59 Joseph S. Nye, Jr., Soft power: The means of success in world politics. New York, Public Affairs, 2004, pp.5-6,
34.
60 David Shambaugh, China goes global, cit., pp. 209-211.

24

culturale di un paese, mentre il secondo nel suo potere economico e militare. Nye argomenta
che questi due poteri si influenzano a vicenda e costituiscono l'ascesa di uno stato sul piano
internazionale. Tuttavia, non sempre appare limpida la differenza fra queste due dinamiche,
poich occorre specificare che alle volte queste possono essere percepite diversamente da
parte dei diversi attori o in diverse situazioni61. Il concetto di soft power si inserito nel
dibattito accademico cinese dal 1993, quando Wang Huning, al tempo professore presso
l'Universit di Fudan, membro del segretariato del PCC e direttore dell'ufficio di ricerca
politica del comitato centrale del partito, pubblic l'articolo Culture as national power: Soft
power (Fudan Daxue xuebao, no. 3, 1993). Di l a poco Wang divenne consigliere
dell'allora presidente Jiang Zemin e del suo successore Hu Jintao. Quest'ultimo nel 2011
dichiar Dobbiamo diffondere la cultura cinese nel mondo, sviluppare un soft power
culturale compatibile con la posizione internazionale della Cina ed incrementare l'influenza
culturale cinese nel mondo.62 Numerosi articoli accademici e giornalistici sul soft power sono
usciti negli anni successivi al discorso di Hu e diverse universit e istituzioni di ricerca hanno
promosso convegni e forum sull'argomento63.
3.1 L'immagine internazionale della Cina
Dagli inizi degli anni novanta, soprattutto in seguito al massacro dei dimostranti in piazza
Tiananmen che gett in cattiva luce la Cina agli occhi degli osservatori internazionali 64, i

61 Zheng Yongnian e Zhang Chi, Soft power and Chinese soft power, in Lai Hongyi e Lu Yiyi (a cura di),
China's soft power and International relations, Routledge, 2012, pp. 21-22.
62 Discorso di Hu Jintao durante l'incontro celebrativo del novantesimo anniversario dalla nascita del PCC, Full
Text of Hu Jintao's Speech at CPC Anniversary Gathering, 1 Luglio 2011,
http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011-07/01/c_13960505.htm.
63 David Shambaugh, China goes global, cit., p. 210.
64 Si parla della serie di dimostrazioni guidate da studenti, intellettuali e operai che hanno avuto luogo in
piazza Tiananmen tra il 15 aprile ed il 4 giugno del 1989 e che furono duramente represse dal governo
cinese attraverso un intervento armato dell'Esercito Popolare di Liberazione. I protestanti rivendicavano
principalmente maggiori diritti costituzionali e l'attuazione di riforme democratiche.

25

governanti cinesi hanno percepito la forte esigenza di dover rivalutare l'immagine del Paese
sia a livello nazionale che globale. Un'opportunit per fare ci si present nel periodo della
crisi finanziaria che colp il sud-est asiatico a partire 199765 e dalla quale la Cina fu solo
marginalmente toccata. In questa circostanza ad esempio, il governo cinese ha dimostrato un
atteggiamento responsabile nei confronti dei paesi colpiti dalla crisi fornendo aiuti economici
volti a mantenere la stabilit finanziaria nel sud-est asiatico. Lobiettivo di rilanciare e
fortificare sotto una luce misticheggiante limmagine della Cina stato e continua ad essere
un diktat fondamentale della politica cinese, un input centrale e imprescindibile66. La Cina
sembra voler intraprendere un'ascesa sulla scena globale non solo politica ed economica ma
anche culturale, in modo da attrarre positivamente altri paesi del mondo e di scalzare la
percezione ostile e i sospetti crescenti che molti paesi nutrono nei confronti dell'irrefrenabile
crescita economica cinese67. Oltre agli sforzi del governo, la presenza culturale della Cina e la
sua stessa immagine vengono caratterizzate e diffuse in tutto il mondo grazie ad una serie di
dispositivi culturali. Shambaugh nel sesto capitolo del suo libro individua una variet di
dimensioni: storia, cultura sia alta che popolare, arte, film, letteratura, innovazioni, turismo,
sport, religione ecc., che in qualche modo sono volte a promuovere il soft power cinese.
Innanzitutto a livello storico e di civilizzazione, dagli anni novanta in poi avvenuto un
ripristino di elementi del passato, come la restaurazione di templi antichi, scavi archeologici,
la rivalutazione del pensiero di Confucio, Laozi e Mencio, la promozione di mostre d'arte
tradizionale cinese e cos via68. Un esempio di evento culturale volto a proiettare un'immagine
65 Crisi economica che colp sul finire degli anni novanta gran parte dei paesi del sud-est asiatico e che provoc
una pesante svalutazione e deprezzamento della moneta. La crisi fu causata in particolar modo dal forte
indebitamento di banche ed imprese private che port gli investitori stranieri a ritirare i proprio capitali.
66 Davide Cucino, L'offensiva del soft power cinese, dossier Cina a cura di Amina Crisma, Inchiesta, no.
182, luglio-settembre 2013.
67 Lai Hongyi, China's cultural diplomacy-Going for soft power, in Lai Hongyi e Lu Yiyi (a cura di), China's soft
power and International relations, Routledge, 2012, pp. 84-86.
68 Amina Crisma, Celebrazioni della memoria e reticenze dell'oblio nella Cina d'oggi", cit..

26

della civilizzazione del paese a livello internazionale stato il celebre Shanghai Expo del
2010 che aveva come tema principale l'urbanizzazione sostenibile della citt, nonch la
protezione e l'utilizzazione dell'eredit storica. Un altro esempio di soft power cinese riguarda
la diffusione dei diversi Istituti Confucio sparsi nelle citt di tutto il mondo. Questi istituti, in
rapido aumento, si innestano su un terreno culturale gi fertile e ricettivo come ad esempio
nelle Universit dove promuovono attivit che vanno dallo studio della lingua cinese, ai corsi
di cucina, di teatro e musica, fino alle conferenze riguardanti la realt sociale cinese ed altro
ancora. In alcuni casi questi istituti si occupano di stimolare i rapporti commerciali tra Cina ed
Occidente69. A tal proposito vanno segnalate le recenti aperture di Istituti Confucio in paesi
africani e dellAmerica Latina, che hanno l'obiettivo di migliorare la percezione della Cina in
quelle aree dove in corso una campagna di promozione culturale, commerciale e degli
investimenti70.
L'impronta culturale della Cina nel mondo si espande sempre di pi. Certamente, come detto
in precedenza, esistono tantissimi altri aspetti del soft power cinese che contribuiscono a
proiettare l'immagine Cina all'estero, come le borse di studio che sostengono i programmi di
scambio universitari, la tecnologia che produce nuovi brevetti ogni anno, la moda o il design:
tutti settori in rapido sviluppo. Nonostante tutto ci occorre dire che a livello globale, la
presenza culturale cinese ancora molto debole rispetto a quella americana. Inoltre, gli stessi
rappresentanti della leadership cinese e gli studiosi che impostano a tavolino le basi del soft
power continuano a sorprendersi della difficolt che incontra la Cina nel farsi apprezzare dal
resto del mondo: la percezione della Cina allestero non appare affatto lusinghiera. Al
deterioramento

dell'immagine

della

Cina

contribuiscono

le

questioni

riguardanti

l'inquinamento, lo sfruttamento delle risorse e le pretese territoriali di interi arcipelaghi

69 David Shambaugh, China goes global, cit., pp. 245-247.


70 Ivi, cit., pp. 116, 245.

27

avanzate a paesi come Vietnam, Filippine e Giappone71. Alcuni analisti occidentali sostengono
che

questo insediamento culturale mimetizzi il progetto di produrre una profonda

infiltrazione dell'attuale pensiero politico della Cina nella vita degli altri Stati. Comunque,
l'immagine della Cina nei paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa, particolarmente
positiva. Un sondaggio effettuato dal Pew Research Centre, indica che la percezione di Cina e
Stati Uniti in Africa ed America Latina sia relativamente equilibrata. Alla Cina viene
riconosciuto un livello di attrazione in crescita nei settori dell'innovazione per aver messo a
disposizione risorse per lo sviluppo, mentre gli Stati Uniti restano avanti nel settore
culturale, nel mondo degli affari e nella diffusione di idee e costumi72.
A questo punto occorre approfondire il cosiddetto "Beijing Consensus", una nozione coniata
da Joshua Cooper Ramo per riferirsi al modello di sviluppo economico della Cina o modello
Cina che ha attratto molti paesi in via di sviluppo in cerca di una valida alternativa al
modello occidentale73. In quanto al modello di sviluppo economico cinese, occorre dire che
esistono diversi pareri contrastanti per il fatto che si presenta come un fenomeno
particolarmente complesso le cui dinamiche non appaiono del tutto chiare.
3.2 Il Beijing Consensus
Il Beijing Consensus (anche denominato Modello Cina), come specificato in precedenza,
un termine che si riferisce alle strategie politiche e soprattutto economiche della Repubblica
Popolare Cinese. Il termine stato introdotto da Joshua Cooper Ramo, un tempo redattore
della rivista Time, ora vice presidente della Kissinger Associates, una societ che assiste i
propri clienti nell'individuazione di partner strategici, opportunit di investimento e
71 Davide Cucino, L'offensiva del soft power cinese, cit..
72 America's Global image remains more positive than China's, Pew Research Center, 18 luglio 2013,
http://www.pewglobal.org/2013/07/18/americas-global-image-remains-more-positive-than-chinas/.
73 Ying Fan, Soft power: power of attraction or confusion?, Uxbridge, Brunel University Business School,
2008, http://bura.brunel.ac.uk/bitstream/2438/1594/3/FullText.pdf.

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consulenza ai clienti sui rapporti governativi in tutto il mondo, nonch esperto di economia
cinese. Ramo propone questo concetto in un rapporto pubblicato nel 2004, dove definisce il
Beijing consensus come: un percorso per le altre nazioni in tutto il mondo che stanno
cercando non solo di capire come sviluppare i loro paesi, ma anche come inserirsi nell'ordine
internazionale in un modo che permetta loro di essere veramente indipendenti, per proteggere
il loro stile di vita e le loro scelte politiche 74. Ramo pone il Beijing Consensus in
contrapposizione a ci che viene comunemente denominato Washington Consensus75, che
consiste nella politica economica statunitense volta a promuovere i paesi in via di sviluppo ed
in fase di crisi economica attraverso la prescrizione di una serie di riforme: questa politica di
sviluppo si basa su istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale, La Banca Mondiale ed
il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d'America. In poche parole il Washington
Consensus si regge sull'adozione del capitalismo, sul libero mercato e sulla propriet privata.
Tutto ci dovrebbe portare alla formazione di una nuova classe media nei paesi in via di
sviluppo in grado di reclamare maggiori diritti e di conseguenza formare una democrazia 76.
Sia il Washington consensus

che il Beijing consensus contengono oltre che idee

economiche, anche idee riguardanti la politica, la qualit della vita e l'equilibrio globale del
potere. Occorre specificare che all'interno del dibattito domestico i cinesi almeno a livello
ufficiale, non fanno mai riferimento al Beijing Consensus, piuttosto preferiscono parlare di
modello Cina (Zhongguo moshi).
I diversi fallimenti e l'apparente insostenibilit del modello economico di Washington, oltre
all'accusa mossa nei confronti di questo, di democratizzare i paesi in via di sviluppo attraverso
la coercizione e la forza della propria supremazia impedendo in alcuni casi lo sviluppo dei
74 Joshua Cooper, The Beijing Consensus, Foreign Policy Center, Londra, 2004, p. 3.
75 Joshua Cooper, The Beijing Consensus, Foreign Policy Center, Londra, 2004, pp. 3-4.
76 John Williamson, What Washington Means by Policy Reform, contenuto nel secondo capitolo di LatinAmerican adjustment: How much has happened, Peterson Institute for International Economics, 1990,
http://www.iie.com/publications/papers/paper.cfm?researchid=486.

29

paesi del sud del mondo, hanno portato Joshua Cooper Ramo a proporre un'alternativa a tale
modello di sviluppo: il Beijing Consensus. Occorre inoltre dire che l'attuale crisi
economica di Wall Street che imperversa dal 2008, ha ulteriormente rinnovato il dibattito
circa i due modelli di sviluppo economico 77. Il modello proposto da Ramo presenta
principalmente tre caratteristiche: priorit all'innovazione ed alla sperimentazione costante,
una crescita non per forza veloce ma graduale e sostenibile con particolare attenzione
all'eguaglianza piuttosto che al Pil pro capite come indice di progresso ed infine l'impegno per
preservare l'auto-determinazione e gli interessi delle nazioni in via di sviluppo, insomma una
maggiore dinamicit di azione ed una maggiore elasticit politica ed economica 78. La tesi di
Ramo appare chiaramente provocatoria nei confronti del modello statunitense. Tuttavia alcuni
analisti sostengono che nella realt dei fatti la Cina non sia in grado di fornire un simile
modello di sviluppo. Scott Kennedy presenta il Beijing Consensus come un mito,
argomentando che tale modello non si attenga a nessuno dei principi proposti. Innanzitutto
egli afferma che sia la tecnologia che la politica economica cinese siano emulative piuttosto
che innovative; in secondo luogo, Kennedy dubita del fatto che tale modello risulti
sostenibile; egli chiama in causa i problemi di inquinamento e sfruttamento ambientale dovuti
alla insostenibile industrializzazione del Paese. Successivamente Kennedy argomenta il fatto
che le diseguaglianze in Cina risultano in continua crescita e che le pratiche economiche del
paese presentano evidenti similitudini con quelle dei paesi liberali di stampo capitalista 79. Gli
intellettuali cinesi spesso riassumono

il modello cinese come una combinazione tra

elementi capitalisti (che comportano l'apertura del mercato agli investimenti esteri) e lo
statalismo autoritario (caratterizzato da un sistema a partito unico) 80. Zhao Suisheng, nella
prima parte del suo articolo Il modello Cina e la sua sostenibilit rivela i punti di forza
77 Angela Pascucci, Pechino alla ricerca di consensus, in Marina Miranda e Alessandra Spalletta (a cura di), II
Modello Cina, Roma, L'asino d'oro edizioni, 2011, pp. 105-106.
78 Joshua Cooper Ramo, The Beijing Consensus, Foreign Policy Center, Londra, 2004, p.4.
79 S. Kennedy, The myth of the Beijing Consensus, in Journal of Contemporary China, 2010, pp. 461-477.

30

caratterizzati da un forte pragmatismo di questo modello. In primo luogo, Zhao dichiara che la
maggiore attrattiva del modello Cina risieda nella sua capacit di elaborare decisioni
complesse ed efficaci in breve tempo, senza doversi basare su un sistema democratico,
secondo Zhao ci traspare nella realizzazione di grandi investimenti ed infrastrutture, come ad
esempio la Diga delle Tre Gole (Sanxia daba) nello Hubei, un progetto che ha richiesto
enormi sforzi umani, in questo caso il governo riuscito a dislocare circa un milione di
persone dal posto incontrando poca opposizione: un'impresa inattuabile in Occidente; In
secondo luogo, la Cina ha a disposizione enormi risorse politiche ed economiche dovute ad
esempio al controllo da parte del governo delle aziende statali e delle terre che possono essere
vendute in ogni momento, ci garantisce un enorme flusso di denaro nelle casse del governo;
terzo, la crescita economica cinese non subisce pesanti disturbi causati da una opposizione
(che viene subito messa a tacere dalla censura) o da un sistema elettivo sullo stile delle
democrazie occidentali: il governo opera un controllo selettivo sull'economia di Stato, ci
rende il sistema finanziario cinese meno vulnerabile ai tracolli dei sistemi occidentali; quarto,
il modello Cina ha dimostrato una rapida crescita economica, risollevando buona parte della
popolazione dalla povert, un problema a cui devono far fronte la maggior parte dei paesi in
via di sviluppo. Il modello Occidentale ha invece generato grandissimi indebitamenti per poi
giungere al crollo finanziario. A livello diplomatico il modello Cina si impegna a stabilire
rapporti amichevoli con i paesi in via di sviluppo basandosi su interessi puramente economici
e strategici, senza imporre la propria egemonia o particolari condizioni politiche. Secondo
l'autore il modello occidentale rappresentato dagli Stati Uniti, al contrario, sarebbe basato su
principi etici come la diffusione della democrazia e dello Stato di diritto nei paesi in via di
sviluppo. In seguito Zhao argomenta l'insostenibilit del modello Cina attraverso diversi
punti: in primis, essendo basato sul pragmatismo il modello Cina non fornisce un'attrattiva
morale; secondo, la capacit dello Stato di elaborare decisioni veloci spesso comporta alti

80 Zhao Suisheng, Il modello Cina e la sua sostenibilit, in Marina Miranda e Aleesandra Spalletta (a cura di),
II Modello Cina, Roma, L'asino d'oro edizioni, 2011, pp. 17-22.

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costi economici e sociali che saranno riscontrabili in futuro; terzo, la politica autoritaria ed il
suo controllo sull'economia genera un Stato corruttivo; quarto, la rapida crescita economica
ha generato un grosso divario interno tra est ed ovest del paese; Infine, Zhao afferma che
difficile rivendicare l'universalit del modello Cina, poich nessuna economia cresce
all'infinito81. In conclusione, va detto che gli equilibri internazionali sono in continuo
cambiamento e che gli atteggiamenti politici ed economici su entrambi i fronti spesso
risultano essere ambigui e non interamente definibili. Per questo motivo occorrer ancora
tempo per tirare le somme riguardo la politica internazionale cinese ed il soft power del Paese.
3.3 Il sogno cinese, un sogno globale
Per comprendere meglio fenomeni come il soft power ed il Beijing consensus, risulta
necessario fare ancora una volta riferimento alla promozione dell'ideale del sogno cinese da
parte del governo, sia internamente che esternamente alla Cina 82. Durante la conferenza di
conclusione della prima sessione della XII ANP, avvenuta nel mese di marzo 2013, Xi Jinping
fornisce una breve definizione del sogno cinese. Egli parlando di tale sogno afferma gli
ideali del grande ringiovanimento della nazione, di ascesa pacifica e di un apertura verso
l'esterno. Partendo da quest'ultimo punto, Xi Jinping passa a parlare del bisogno da parte della
Cina di sviluppare rapporti amichevoli con i paesi del resto del mondo in modo da creare una
situazione che risulti reciprocamente vantaggiosa. Infine il Segretario generale del PCC
dichiara che il percorso di sviluppo e modernizzazione della societ cinese ha l'obiettivo di
offrire un grande contributo a tutta l'umanit83. Quindi, il sogno cinese sembra proporre un
ideale di cooperazione, di sostegno reciproco volto al raggiungimento di una comune
prosperit. Tuttavia, per proporre un simile ideale la leadership cinese comprende bene che
81 Ivi, pp. 22-29.
82 Davide Cucino, L'offensiva del soft power cinese, cit..

83 President vows to bring benefits to people in realizing Chinese Dream, china, 17 marzo 2013,
http://www.china.org.cn/china/NPC_CPPCC_2013/2013-03/17/content_28269287.htm.

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occorre prima di tutto migliorare la percezione della Cina sia all'interno del Paese che
all'estero in modo da suscitare a livello globale una maggiore fiducia riguardo al proprio
modello di sviluppo. Purtroppo la Cina sembra lontana dal raggiungimento di questo
obiettivo, per il fatto che tale modello di sviluppo non ha ancora acquisito una definizione ben
precisa sia in politica interna che estera84. Nel suo articolo, Davide Cucino osserva che
Pechino incontra dei limiti nel diffondere il proprio soft power, probabilmente dovuti al fatto
che la leadership cinese ancora troppo impegnata a mantenere il controllo su questioni di
stabilit interna al Paese e a ribadire la propria autorit contrastando alcuni valori di
ispirazione Occidentale, come quelli di democrazia costituzionale e Stato di diritto di cui si
parlato in precedenza. In conclusione, Cucino afferma che occorrerebbe un compromesso:
cos come alloccidente richiesto un certo grado di sinizzazione nel rivolgersi a questo
straordinario paese, forse anche la Cina dovrebbe sfruttare la sua vena pragmatica nel
proporre i suoi valori al resto del mondo85. Purtroppo al momento una conciliazione tra le
due parti rimane ancora una questione difficile da risolvere.

84 Angela Pascucci, Pechino alla ricerca di consensus, cit., pp. 105-106.


85 Davide Cucino, L'offensiva del soft power cinese, cit..

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Conclusione
Il presente lavoro di tesi ha cercato di mettere alla luce alcuni aspetti del sogno cinese, il
nuovo slogan di propaganda lanciato da Xi Jinping. Si tratta di un argomento molto vasto che
spesso sfugge dall'assumere un significato uniforme e preciso. Per affrontare il concetto di
sogno cinese ho dunque dovuto fare delle scelte nell'argomentazione.
Nel primo capitolo ho deciso di dare alcune definizioni generali riguardo la nozione di sogno
cinese per poi prenderne in analisi le diverse interpretazioni, soprattutto quelle che
attribuiscono a questo ideale un forte senso nazionalista e di rivalsa della Cina sull'Occidente.
Analizzando il discorso storico circa l'identit nazionale della Cina ho scoperto che gli ideali
connessi al sogno cinese non sono qualcosa di completamente nuovo, bens il perpetuarsi di
concezioni risalenti a pi di un secolo fa. Nel capitolo successivo ho proposto una
comparazione tra sogno americano e sogno cinese, cos da porre l'accento sulle diversit
di questi due fenomeni: il primo caratterizzato da una forte spinta individualista, mentre il
secondo fa appello ad un ideale collettivo. Tuttavia occorre ricordare che entrambi i sogni
nazionali presentano delle ambiguit nei loro contenuti. Nel terzo capitolo ho preso in esame
le teorie riguardanti il soft power ed il Beijing consensus, quindi ho esposto i meccanismi di
diffusione dell'immagine e del modello di sviluppo economico cinese nel mondo, per fare
infine riferimento al discorso di Xi Jinping durante la conferenza di conclusione della XII
ANP, dove egli fa appello al sogno cinese come ad un ideale globale di comune prosperit e
cooperazione. Tuttavia, l'atteggiamento della Cina sulla scena globale risulta in molti casi
incerto ed incompatibile sopratutto con l'Occidente.
In conclusione, sembra che il sogno cinese sia per sua stessa natura una nozione sfuggente.
Si tratta di un concetto che con molta probabilit non possiede nulla di veramente concreto,
basta pensare alla mera idea di sogno: se da una parte questa rappresenta un'aspirazione per
il futuro, dall'altra rivela il suo carattere di semplice visione. Pertanto, poich si tratta di un
discorso che racchiude in s voci confuse e alle volte contrastanti, appare ancora difficile
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comprendere quale sar il percorso che intraprender il dibattito nei prossimi anni e quali
saranno i valori e le tendenze che acquisir il sogno cinese. Forse l'ideale del sogno
cinese si esaurir nel giro di pochi anni o forse raggiunger una portata sempre pi grande,
tanto da appassionare sempre pi persone. Probabilmente la Cina alla ricerca di una
ideologia unificante, di un qualcosa che riaffermi l'essenza della Cina stessa. In tal proposito il
sogno cinese rappresenta una vaga speranza di rinnovamento. Tuttavia, occorrer ancora
tempo ed un costante studio dei fenomeni cinesi per poter dare un giudizio riguardo al sogno
nazionale della Cina.

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