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RIASSUNTO DI NOLFO CAP VIII 1.

I problemi della ricostruzione Le conseguenze della guerra ed i problemi della ricostruzione Luscita dal secondo conflitto mondiale fu devastante per tutti i partecipanti sotto tutti i punti di vista. Gli orrori che si sono visti e la crudezza con cui si combattuta fecero s che molti la considerarono come lultima guerra mondiale possibile e la guerra stessa non pi come mezzo di politica internazionale, bens per come fonte di orrori. La RICOSTRUZIONE toccava tutti i partecipanti e se fra i vincitori significava ricostruzione dai danni materiali, fra gli sconfitti significava soprattutto ricostruzione delle istituzioni, come in Italia. La Germania, elemento destabilizzante del panorama europeo, usciva sconfitta, lasciando un vuoto nel continente stesso (la Francia non aveva risorse per colmarla). Il Giappone affidava lamministrazione al generale McArthur, nonostante limperatore Hiro Hito fosse ancora in carica. La Gran Bretagna vedeva trionfare il governo laburista che port riforme sociali. Solamente gli USA ne uscirono senza troppi danni: il periodo della depressione era finito e leconomia, anche se prevalentemente dedicata alle risorse militari, iniziava il suo inarrestabile cammino che avrebbe riportato in auge la figura dellamerican way of life. LUnione Sovietica assumeva, con la vittoria, assumeva ora un ruolo centrale in Europa: lalleanza col nemico capitalista stata giustificata dallaccantonamento della rivoluzione per la creazione di un cordone sanitario a protezione dellURSS. I processi di decolonizzazione stavano decollando, ponendo definitivamente fine al sistema internazionale di stampo imperialista. Il nuovo ordine politico internazionale Le conseguenze della fine della WWII furono rivoluzionari: il centro di gravit della politica internazionale cessava di essere in Europa per spostarsi allesterno. Il mantenimento delle colonie era ormai una mera illusione. Gli USA erano definitivamente usciti dalla politica isolazionista per porsi alla guida del nuovo panorama mondiale: la loro influenza toccava lintero globo senza neanche ampliare il proprio territorio. Anzi, concessero lindipendenza alle Filippine. LUnione Sovietica, daltra parte, si poneva con forza sostituendo il ruolo della Germania ed ereditando lestensione del vecchio impero zarista. Aveva, in poche parole, il vantaggio geopolitico di poter controllare il centro di gravit del sistema internazionale. Era in grado di controllare, con la ferrea politica del terrore, un territorio che comprendeva gran parte del continente eurasiatico in modo tale da porlo come secondo soggetto di gravitazione internazionale. Un sistema del genere si sarebbe potuto frantumare solamente dallinterno. LONU e i limiti della sua efficacia Tre erano i campi in cui la volont di collaborare sarebbe stata messa alla prova: 1- la capacit di far funzionare veramente le Nazioni Unite 2- la creazione di un sistema economico finanziario che soddisfacesse i progetti americani ma anche gli interessi sovietici 3- la definizione dei metodi per attuare forme di collaborazione ai fini dello sfruttamento pacifico dellenergia atomica. La mancata realizzazione del terzo punto port allinizio di una gara per la supremazia del possesso dellenergia atomica come risorsa militare. I lavori della nuova organizzazione iniziarono nel gennaio 46 a Londra, ma furono immediatamente caratterizzati dallincapacit di risolvere le nuove crisi: lIran protestava per la presenza di truppe

sovietiche che non rispettarono laccordo in cui si sanciva la partenza dopo 6 mesi dalla fine della guerra; i sovietici si lamentarono per la presenza britannica in Grecia e gli Ucraini per listigazione inglese al mantenimento del controllo olandese in Indonesia. La prima crisi fu delegata al negoziato fra le parti, mentre le altre due furono irrisolte. Come se non bastasse il 4 febbraio, lUnione Sovietica fece uso per la prima volta del diritto di veto quando i delegati siriano e libanese si lamentarono al Consiglio di Sicurezza per il perdurare della presenza delle truppe britanniche e francesi. Da quel momento in poi lURSS fece un largo uso del diritto di veto dimostrando che il periodo di collaborazione era ormai finito. Altro punto fallimentare lo si trova nella mancata istituzione di un contingente ONU e del relativo Stato maggiore (le forze sarebbero state inviate volontariamente dai singoli stati). Qualche esito migliore si ebbe in sede dellAssemblea Generale dove fu approvata listituzione dellATOMIC ENERGY COMMISSION o la risoluzione che chiedeva a tutti i membri di ritirare i rappresentanti diplomatici dalla Spagna per lassenza di democrazia. Ergo, lONU pi che la sede in cui le crisi si risolvevano, divent la cassa di risonanza delle stesse. Il nuovo sistema economico internazionale Gran parte delle manovre adottate nel dopoguerra erano volte a costruire il nuovo sistema internazionale disegnato dagli americani. Quando, con larmistizio con la Germania, si pose fine alla legge degli Affitti e dei prestiti, sovietici ed europei rimasero perplessi e cominciarono a domandarsi quanto fossero veramente affidabili gli americani per la ricostruzione del vecchio continente. I sovietici daltra parte non rimasero insensibili alla possibilit daiuti economici americani e questi a loro volta dovevano prima sapere se un prestito sarebbe stato economicamente favorevole ad entrambi, a quali condizioni i sovietici fossero interessati e a quali condizioni il governo americano sarebbe stato disposto a concedere tale prestito. Quel che era certo era che il prestito non era una necessit fondamentale per lUnione Sovietica ma che sarebbe stato utile ad entrambi. Un aiuto ai sovietici non li avrebbe comunque dissociati dal disegno americano di reintegrazione mondiale in un complesso unitario interdipendente che avrebbe portato gli USA in una posizione di elemento regolante. Una visione caratterizzata da unelasticit tale, per, che metteva in difficolt un regime abituato alla programmazione come quello sovietico. Gi prima di Yalta Molotov aveva illustrato ad Harriman che un prestito di 6 miliardi avrebbe favorito unimportazione di prodotti americani che li avrebbero aiutati a velocizzare il processo di transizione dalla produzione bellica a quella di pace. In seguito, per, in base ai dati raccolti Harriman, influenzando anche lazione di Truman, afferm che lURSS depredando i frutti dellindustria tedesca come pagamento delle riparazioni e che instaurando un clima similare nei territori da lei controllati, un eventuale prestito avrebbe dovuto avere delle contropartite anche sul piano politico. I moti di dissenso furono per tali da rendere contraddittoria uneventuale concessione daiuti allUnione Sovietica. La questione del controllo atomico Gi prima dello sganciamento delle due testate nucleari in Giappone, era iniziato il dibattito sulluso delle conoscenze relative allenergia atomica: gli scienziati del progetto Manhattan erano favorevoli alla divulgazione delle informazioni e della rapida istituzione di un controllo internazionale sullenergia atomica. Di parere specularmene contrario gli ambienti militari. Il segretario di Stato Byrnes, convinto della supremazia americana per i seguenti 7-10, aveva in mente come punto chiave di ogni futuro negoziato le ispezioni. Il suo vice Acheson, invece, era persuaso dal fatto che il segreto della bomba non potesse essere mantenuto per non fare apparire gli americani come gelosi del proprio vantaggio al fine di poter esercitare un controllo diretto su di loro. Le conoscenze erano pressoch conosciute fra i quattro potenziali possessori di energia atomica: il punto dincontro stava quindi nellassicurarsi che tale tipo denergia sarebbe stato adoperato

solamente per scopi pacifici. Si previde listituzione di una commissione in seno alle NU per discutere sulla base di 4 punti: 1- completo scambio delle informazioni scientifiche per scopi pacifici 2- necessit che luso dellenergia atomica fosse controllato in modo da assicurarne il carattere pacifico 3- leliminazione di tutte le armi atomiche e di tutti gli altri armamenti utilizzabili per compiere distruzioni di massa 4- la creazione di un efficace sistema di salvaguardia mediante ispezioni il progetto fu affidato ad Acceson e Lilienthal che conclusero che allinterno dellUNITED NATIONS ATOMC ENERGY COMMISSION si sarebbe dovuta creare unautorit col compito di prendere il controllo di tutti i depositi di uranio arricchito con limpegno di concedere questa risorse solo per usi pacifici. La presentazione di questo progetto fu affidata a Baruch che richiese anche di inserire allin terno del progetto Acheson-Lilienthal una modifica che avrebbe permesso che nelle questioni atomiche si sarebbe potuto aggirare il veto vista limportanza globale della questione e che un eventuale veto significherebbe la presenza di uninfrazione nel membro che lavrebbe posto. Il rappresentante sovietico Gromyko vedendo questa modifica come unazione che avrebbe rivelato alle potenze occidentali lo stadio al quel essi erano giunti, protest fermamente, proponendo invece un piano alternativo che prevedeva la proibizione e lutilizzo delle bombe nucleari e la distruzione di quelle esistenti. I sovietici erano veramente contrari agli armamenti atomici e quindi leventualit di altre ispezioni sarebbero state superflue. Il processo di Norimberga Un ultimo punto dincontro fra gli alleati si trov nellistituzione del Tribunale Internazionale Militare di Norimberga. Tale tribunale inizi i suoi lavori a Berlino il 18 ottobre 45 per concludersi lanno dopo con 12 esecuzioni fra i gerarchi nazisti. Norimberga segna tuttavia un punto di svolta per il diritto internazionale, poich afferm che anche durante una guerra esista una soglia al di l della quale non si dovrebbe andare. Per la prima volta veniva proclamato il principio che lindividuo dovesse sottrarsi al dovere di obbedienza ad ordini del proprio Stato quando questi oltrepassavano certi parametri di diritto internazionale.

2. Le avvisaglie della guerra fredda We know now? a- alla fine del 45 lURSS era passato da alleato malfidato, ad avversario e poi nemico b- cadeva la speranza del compromesso e lillusione del grande disegno rooseveltiano; si nutre una profonda sfiducia nelle intenzioni strategiche di Stalin e si ha la fiducia che lOccidente sapr contrastarlo c- tra la primavera del 46 e il 47 c la svolta: gli Occidentali adottano aperte dichiarazioni od azioni per inviare un segnale forte ai sovietici; hanno intenzione di sviluppare una politica di ricostruzione propria senza condizionamenti. d- Gli eventi dal 48-50 in Europa ed in Asia fanno s che il blocco diventi anche di carattere militare. Limpero di Stalin Gi prima della fine della guerra Stalin cerc in tutti i modi di estendere le trame del suo controllo: era perennemente in ansia per la sicurezza esterna del suo impero. Allinterno, infatti, attu ando la sua politica repressiva si era ormai consolidato al trono.

Poich accus il governo di Ankara di proteggere nazisti e per la lentezza dellentrata in guerra, lURSS inizi le azioni diplomatiche rivendicando le regioni armene del Kars e dellArdah an. Ci dimostrava che i sovietici non avrebbero pi tollerato un ruolo passivo nel Mediterraneo, allarmando cos Inglesi e Francesi. Altra questione quella iraniana: i sovietici non stettero ai termini dellaccordo che prevedeva la partenza delle truppe a sei mesi dalla fine della guerra, anzi, non repressero neanche il movimento rivoluzionario che si stava attuando in Azerbajdzan. Nel 46, dopo linefficienza dellONU, il governo iraniano dovette negoziare con Mosca: ritiro delle truppe in cambio del 51% delle estrazioni petrolifere. La ribellione venne repressa con forza e il parlamento iraniano neg la ratifica delle intese petrolifere. Un episodio di sconfitta per Stalin che per denota anche il suo interesse per la regione del Golfo Persico ricco di risorse petrolifere. Anche nelle regioni asiatiche si stavano attuando movimenti dindipendenza legati ai partiti comunisti: qui il contatto con lURSS non era diretto, ma non bisogna dimenticare che le regioni confinavano con la Cina, nella quale la lotta protratta da Mao sembrava sempre pi vittoriosa. In Corea invece si assisteva ad una situazione simile a quella tedesca. I trattati di pace con le potenze minori dellAsse Nella conferenza del Consiglio dei Ministri degli Esteri convocata a Londra 11-SETTEMBRE-45 per discutere dei trattati di pace con lItalia, lUngheria, la Romania, la Bulgaria e la Finlandia. Il trattato con lItalia, per via della media grandezza, dei due anni in cobelligeranza, sollev le questioni pi spinose. Gli Occidentali avevano preparato un elenco di voci che prevedeva come primo punto la discussione della situazione in Romania. La cosa fece irritare Molotov, facendo iniziare i lavori sotto cattivi auspici. In questo clima venne affrontato il problema italiano: affidato agli inglesi, questi, dovevano formulare un trattato di pace equo viste le motivazioni precedenti. Le questioni territoriali toccavano la Francia (crinale alpino), la nuova nazione austriaca (sud-Tirolo), e la Jugoslavia: lItalia sapeva di dover perdere Slovenia e Croazia, ma sperava almeno nelle linee etniche. Entrambi i contendenti rimasero fermi nelle loro posizioni: i sovietici sostennero gli jugoslavi poich il porto di Trieste ad una nazione amica prometteva loro un grande vantaggio strategico. La tensione sal rapidamente senza che fosse possibile raggiungere nessun accordo. Questo negoziato rispecchiava limpossibilit di discussione anche per le future questioni dellEuropa Orientale. C da dire per che gli Occidentali non riuscirono a percepire il divers o grado dinteresse per i paesi controllati da Stalin. Proprio questa sbagliata lettura port il dittatore ad attuare una politica che formasse un blocco sempre pi omogeneo e pi allineato alle posizioni staliniane. Una guerra diversa da quella del passato: ora chi occupa un territorio vi impone il sistema sociale. A posteriori si cap che se Romania, Bulgaria e Polonia interessassero i sovietici in maniera assoluta, meno lo furono lUngheria, lAlbania, la Jugoslavia e la Finlandia. La politica di Stalin nellEuropa orientale In Polonia il governo di Lublino aveva accettato in seno i membri ex -esiliati. Durante il governo di coalizione, presenti anche Gomulka e Mykolayzc, si vot per labolizione del Senato a favore di un sistema monocamerale: la proposta ottenne il 75% dei voti. Nonostante le pressioni americane per una maggiore trasparenza nella fase di transizione, i sovietici poterono fare appiglio al modello di controllo alleato applicato allItalia. In Romania, a capo del governo fu posto Petru Groza. La rispettabilit di tale governo fu messa in dubbio quando, nell8 novembre 45, la manifestazione per il saluto al re fu repressa. In Bulgaria, sin dallarmistizio, aveva dato vita al governo guidato dallunit patriottica, la cui spina dorsale era quello comunista. Tuttavia da parte occidentale si guardava alla Cecoslovacchia come ad un modello di convivenza.

Unico fra i paesi dellEuropa orientale a cui si applicava la dichiarazione di Yalta era lUngheria. Si instaur al governo una coalizione pluripartitica che sarebbe rimasta in vita fino al 47. Il premier Nagy era consapevole che il successo del modello ungherese sarebbe dipeso dalle azioni intraprese dalle grandi nazioni alleate. In Albania Hoxha diede vita ad un Fronte democratico e rimase al potere fino alla sua morte nell85. Gli accordi di Yalta prevedevano per la Jugoslavia il ritorno al pluralismo. Nel giro di pochi mesi, invece, venne condotta una rigorosa epurazione. Alle elezioni dell11 novembre 45 si presentarono solo candidati della lista del Fronte popolare. E nel 29 novembre si sanc la nascita della Repubblica federativa di Jugoslavia. Cos, proprio in due dei paesi rispetto ai quali linfluenza sovietica avrebbe dovuto essere minore, si ebbe uno sviluppo nel senso del monolitismo comunista. Verso un compromesso sui trattati di pace minori Durante la conferenza di Mosca, durata dal 16 al 27 dicembre 45, Byrnes decise di abbandonare il tono forte di Londra per riprendere un atteggiamento pi diplomatico. Dopo aver fatto sondaggi in Bulgaria, Romania e URSS, gli venne detto che cercare un compromesso era pericoloso e irrealistico. Ciononostante aveva in mente di ricreare il clima di Yalta: si fece convincere da Stalin che alcuni cambiamenti erano possibili in R e Blg. Le notizie giunte dal continente europeo, per, cominciavano a far cambiare la rotta della politica estera americana: evidente la propensione a favorire i partiti comunisti e linizio delle persecuzioni contro le personalit ecclesiastiche. Tutto ci per, precludeva a tutta quella parte di continente, il futuro intervento economico statunitense. Verso la cortina di ferro Gli andamenti dei lavori in seno allAssemblea Generale dellONU a Londra, dimostravano che lUnione Sovietica non si stava inserendo in modo costruttivo. Allinizio di febbraio si svolsero in URSS lelezioni per il Soviet Supremo e in quelloccasione Stalin fece un discorso in cui si accusava il capitalismo come istigatore della WWII e che quindi, per ottenere la pace sarebbe stata necessaria una trasformazione economica mondiale. Churchill allaccademia di Fulton, us per la prima volta il termine cortina di ferro per indicare la situazione mondiale. Quanto alle decisioni, il lungo telegramma dellincaricato daffari in Unione Sovietica George Kennan, condizion il futuro modus operandi della politica estera americana per i decenni avanti: latteggiamento sovietico per la politica mondiale non dipendeva dalla situazione esterna, bens da quella interna. Listintivo senso di insicurezza, infatti, unito ad una religiosa pazienza, facevano s che si poteva controbilanciare solamente con una politica rivolta ininterrottamente ad attaccare. La soluzione opporre un atteggiamento eguale e contrario, senza cercare lo scontro ma senza lasciare cedimenti. Bisognava applicare il CONTENIMENTO, per poi attendere 20 anni, ovvero quando lUnione Sovietica avr ceduto alle posizioni occidentali. La messa in pratica del piano fu affidata al consigliere Clifford: bisognava far sentire il peso militare. Bisognava anche essere pronti ad un conflitto atomico. Lobiettivo della politica estera americana doveva essere persuadere i sovietici ad una coesistenza pacifica. I trattati di pace con le potenze minori dellAsse I negoziati interrotti a Mosca ricominciarono a Parigi il 25 aprile 46. Al Consiglio dei Ministri si aggiunsero 21 paesi vittime daggressione che non avrebbero comunque avuto nessun peso durante le discussioni. I trattati furono firmati tutti a Parigi il 10 febbraio 47. In relazione al problema italiano, la linea di confine era sostanzialmente identica per i francesi, gli inglesi e gli americani. I sovietici, invece, la volevano un po pi spostata ad ovest a favore della Jugoslavia. Punto nodale infatti fu la questione di Trieste (e naturalmente del porto): alla fine si decise che la linea di confine sarebbe passata per Gorizia, e il restante territorio sarebbe stato

territorio libero sotto il governo militare congiunto nella zona A e sotto il governo jugoslavo in quella B. Venne risolta anche la questione delle colonie: lItalia doveva rinunciare a tutte le sue colonie. Nel 50 sarebbe stata concessa indipendenza alla Libia; lEritrea sarebbe diventata regione autonoma amministrata dallEtiopia e la Somalia sarebbe stata sotto trusteeship italiana fino al 1960. Alla Bulgaria fu assegnata la Dobrugia; lUngheria ritornava ai confini precedenti il 38 e la Romania recuperava la Transilvania. LUnione Sovietica si tenne la Bessarabia e la Bucovina, inoltre manteneva truppe in Romania per assicurare la comunicazione aperta con la zona doccupazione in Austria. Lo scontro sul futuro della Germania Le intese di Yalta e Potsdam non escludevano la politica delle riparazioni ma stabilivano comunque due importanti limiti: le necessit vitali dei tedeschi e il criterio secondo il quale la Germania avrebbe dovuto essere governata economicamente come un tuttuno. In ogni zona occupata, gli occupanti cercavano interlocutori a loro pi affidabili: i sovietici con i comunisti, gli inglesi con la social-democrazia e gli americani con i liberali. I sovietici attuarono subito una politica di trasformazione di stampo comunista, requisendo tutti i beni dei nazisti, confiscando tutte le propriet superiori ai 250 acri per poi ridistribuirle, ecc. avevano anche intrapreso, a titolo di bottino o di riparazione, una sistematica esportazione dei macchinari, pezzi di ricambio e materie prime tedesche in URSS. Cos lidea di amministrare la Germania come unica entit rimase sulla carta. Mentre gli anglo-americani decisero dinterrompere il programma di smantellamento, Byrnes prepar un progetto di compromesso: una rapida stipulazione del trattato di pace allegata ad un ulteriore trattato di garanzia fra le quattro potenze grazie al quale disporre di uno strumento politico per reprimere ogni velleit di ripresa di una politica aggressiva tedesca. Si prevedeva, dunque, che i quattro governi mantenessero contingenti dispezione. Era un progetto volto a calmare le pretese F. Molotov chiese un periodo di riflessione e il 10 luglio fece chiara la contrariet sovietica al progetto: innanzitutto i sovietici esigevano il completamento delle riparazioni ed un eventuale trattato di pace si sarebbe potuto firmare solamente dopo anni di prova che avrebbero dimostrato leffettivo livello di democrazia tedesco. Respingeva, quindi, una proposta che prevedeva un impegno americano in Europa. Secondo Byrnes, per, la situazione economica tedesca era ormai drammatica e non si poteva attendere un accordo a quattro. Si abbandona ora il principio dellunit economica della Germania: gli USA proponevano alle potenze occupanti che avessero accettato di associarsi alla loro iniziativa e di accordarsi per una gestione comune della zona occidentale. Konrad Adenauer dava la sua piena adesione. Era necessario adattarsi ed unificare quelle zone che erano pronte a convergere.

3. La svolta della politica americana in Europa Le premesse della svolta, il prestito americano e la crisi finanziaria britannica Gi prima della nomina di Marshall a segretario di Stato, la diplomazia americana si era mobilitata per spingere, nei paesi dellEuropa occidentale, le fazioni liberali ad allentare lalleanza antifascista e cominciare unazione per emarginare il partito comunista. La nomina di Marshall prefiggeva una maggiore velocit desecuzione in politica estera. Con i laburisti al governo, impegnati nella costruzione del Welfare State, la Gran Bretagna dichiar di non avere pi risorse per aiutare la Grecia e forse, drammatizzando anche un po, invocavano laiuto americano, senza il quale sarebbe caduta sotto influenza sovietica. La crisi finanziaria britannica, inoltre, spinse lord Keynes a negoziare un prestito dagli USA. Questi accettarono a condizione che la sterlina fosse convertibile in dollaro in tutto il Commonwealth. Dal disegno

americano di economia globale, si passava inevitabilmente a quello multilaterale e poi a quello delle relazioni speciali. La dottrina Truman La Grecia era gi riuscita a respingere i tedeschi nel 44, ma nonostante ci a fine guerra le truppe britanniche erano ancora stanziate nel territorio, stavolta, per contrastare i partigiani comunisti che cercavano di rovesciare il governo regio. In seguito alle prime elezioni del dopo guerra, si instaur al governo il Partito populista, che riabilitava il re. Iniziata una dura repressione i partiti democratici passarono allopposizione, ma n i partigiani comunisti, aiutati dallAlbania e dalla Jugoslavia, riuscivano a ribaltare la situazione, n il governo riusciva a contrastare i disturbi senza aiuto esterno. La crisi finanziaria che colp la Gran Bretagna, e il continuo uso del diritto di veto allinterno del Consiglio di sicurezza, fecero prospettare agli americani un possibile intervento. Unazione in Grecia, per, sarebbe apparsa come unaggressione gratuita agli occhi dellopinione pubblica contando anche lo stravolgimento che stava accadendo in Cina. Cos il sottosegretario Acheson consigli a Truman di presentare una lapprovazione della missione al Congresso con toni duri, allarmistici ed antisovietici. Cos il discorso del 12 marzo 47 fatto al Congresso a camere riunite, meglio conosciuto come dottrina Truman chiedeva un aiuto di 400 milioni di dollari e supporto militare da mandare in Grecia. Era la prima volta che la sicurezza degli USA veniva presentata al di fuori dei propri confini territoriali. Grecia e Turchia diventavano cos posizioni fondamentali per impedire allUnione Sovietica di affacciarsi al Mediterraneo, e cosa ancora pi importante, di affacciarsi al Medio Oriente ricco di risorse petrolifere. Il disegno internazionalista americano ricadeva cos nella politica di potenza. Alle origini del piano Marshall In un discorso del 5 giugno allUniversit di Harvard, Marshall, enunci il progetto di aiuti economici che si stava pianificando per il continente europeo. Era un piano che doveva risolvere molteplici problemi, di diversa natura, presenti in Europa. Uno fra questi il problema tedesco: nella sessione del Consiglio dei Ministri degli Esteri del 10 marzo 47 si discusse su come unificare la Germania. Gli anglo-americani erano favorevoli ad una nazione divisa in landers largamente autonomi. Questa scelta contrastava con quella sovietica che preferiva un governo fortemente centralizzato poich solo in quel modo le riparazioni sarebbero state puntuali. La Francia, invece, la prima a temere la rinascita di un forte stato tedesco, era comunque contraria allidea sovietica. Il resto del continente, daltra parte, non versava in buone acque per quanto riguardava la situazione economica e finanziaria. Si cercava cos di aiutare la ricostruzione della Germania, inserendola in un quadro pi generale. Caduta la possibilit di attuare una politica globale, si cercava adesso di aiutare una parte pi circoscritta ma con pi possibilit di riuscita. Inoltre, secondo il rapporto preliminare elaborato dal Comitato di coordinamento delle forze armate con il Dipartimento del Tesoro, si affermava che il modo migliore per fermare il comunismo fosse quello di usare bread and ballots rather than bullets. Secondo il lavoro svolto dalla Policy Planning Group, capeggiata da Kennan, viste le risorse mancanti, bisognava fare degli aiuti mirati, che supportassero quelle aree dove sarebbe potuto risultare pi efficace costruire la stabilit promuovendo la libert e le istituzioni democratiche. Fu una scelta che, quindi, chiamava lattenzione di tutti gli europei, ma che in verit era destinata solamente ai paesi compatibili con leconomia di mercato. Lo stesso modo in cui venne poi prospettata la potenziale adesione dellUnione Sovietica e dei paesi dellEest rivela che loccasione veniva concepita o come loccasione per addossare ai sovietici la divisione in blocchi o, al contrario, per spezzare la cortina di ferro. Il discorso di Marshall e le sue ripercussioni Nel discorso del 5 giugno, Marshall enunciava il suddetto discorso, del quale possono essere messi in luce due aspetti: la sua genericit e lappello ad unazione comune europea. Il tutto era frutto di

scelte mirate. Una richiesta congiunta da parte delle nazioni europee avrebbe infatti innescato il processo utopistico delleuropeismo. Le proposte furono subito accolte da Bevin e Bidault. Quesultimo inoltre chiese che fosse presente anche Molotov allincontro del 27 giugno a Parigi. Questo arriv accompagnato da una larghissi ma delegazione. Le discussioni ebbero un andamento alternato da momenti di cooperazione a momenti di critica serrata. Molotov, infatti, premeva per avere un programma daiuti variegato a seconda delle esigenze delle varie nazioni. Durante le pause Molotov fu informato dai servizi segreti sovietici che un programma daiuti a quelle condizioni sarebbe stato a sfavore del Cremlino. Cos il 2 luglio accus le altre due controparti di voler creare unorganizzazione che avrebbe interferito con le questioni interne dei paesi. I due continuarono il dialogo e invitarono tutti i governi europei alla futura conferenza di Parigi. Si creava cos limbarazzo per i paesi dellE orientale: la Cecoslovacchia accett linvito, ma dopo che il capo di governo e il suo ministro degli esteri si consultarono con Stalin, dovettero ritirare la loro adesione. Durante la conferenza vennero discussi i principi ed i metodi: emerse la propensione di ciascun paese a far valere la propria posizione, come aveva previsto Molotov. Dalla proposta della creazione di un organismo di coordinamento nacque poi lOrganizzazione europea per la cooperazione economica (OECE) alla quale fecero parte anche USA e Canada. Era un organizzazione con compiti sovrannazionali dal carattere prevalentemente tecnico di coordinamento. Il compromesso finale fu che il principio della ricostruzione della Germania veniva accettato come essenziale per la rinascita dellE. Altri aiuti, intanto, erano in corso in Francia, Italia ed Austria. Si trattava degli INTERIM AIDS che fornivano ai paesi generi di prima necessit. Negli anni del piano Marshall si assistette al superamento della crisi e allentrata della crescita economica. La bilancia dei pagamenti era quasi sempre risanata grazie anche alla creazione dellUnione Europea dei Pagamenti. Limpulso americano contribu, dunque, a diffondere in Europa la spinta al superamento delle barriere secolari che avevano dominato la vita europea. La divisione della Germania La conferenza di Mosca era terminata senza esser riusciti a trovare alcun compromesso per la questione tedesca. Tuttavia gli occidentali, durante le discussioni, continuavano a parlare in termini di una Germania unita. I fatta, daltra parte stavano dimostrando il contrario. La conferenza di Mosca, chiusa in aprile, si era ripromessa di ricominciare i lavori nellautunno dello stesso 47 a Londra: tutti evocavano ancora la necessit di una G unita, ma ciascuno tracciava i caratteri di tale Germania secondo i propri desideri. Molotov afferm che la volont americana era solo quella di liberarsi dalle condizioni poste a Yalta e Potsdam. Il 20 marzo 1948, quando si tenne una riunione (poi diventata lultima) della Commissione di controllo quadripartita, dopo che 3 giorni prima era stato firmato il Trattato di Bruxelles che sanciva la nascita della Western Union, i sovietici iniziarono a leggere una lunga filippica contro la politica delle potenze occidentali, mentre a Mosca si parlava di un piano per bloccare gli accessi occidentali a Berlino. La collaborazione quadripartita era cessata. La conferenza a sei, concluse i lavori il 2 giugno con una raccomandazione divisa in 3 punti: le tre zone occidentali avrebbero partecipato alla ERP; il popolo tedesco doveva formare rapidamente organizzazioni politiche in grado di avviare lautogoverno; listituzione dellautorit internazionale per il controllo della Ruhr a esclusione dellUnione Sovietica. Queste scelte furono le cause del futuro Blocco di Berlino e innescarono il processo per la creazione della Legge fondamentale che sarebbe servita come carta fondamentale: il 7 settembre 1949 la Repubblica Federale di Germania proclamava la propria identit.

4. La nascita del Cominform e la situazione dellEuropa orientale La nascita del Cominform La prima risposta sovietica allazione occidentale fu la creazione del Cominform. Proposta nel 46 dalla Jugoslavia, questorgano di coordinamento aveva, infatti, il compito di rendere pi solido ed omogeneo il blocco orientale. Qui infatti gli Stati procedevano ancora verso concezioni nazionalistiche del comunismo. Fra il 21 e il 27 settembre 47, a Szklarska Poreba, si tenne una conferenza dei rappresentanti dei partiti comunisti dellE orientale (ad esclusione dellAlbania) e di quello francese ed italiano. I lavori furono contrassegnati, nella sostanza, da due prese di posizione: la prima era la requisitoria allimperialismo americano, per cui bisognava combattere questoffensiva per rafforzare la democrazia. Il compito affidato ai partiti occidentali era dunque quello di rafforzarsi e tagliare i contatti con la borghesia per la difesa dellindipendenza nazionale. Paradossalmente per gli orientali il compito affidato era quello di allentare i sentimenti nazionalisti per consolidare un blocco omogeneo e stringersi attorno allUnione Sovietica. La seconda presa di posizione, formulata dalla Jugloslavia, era laccusa ai partiti occidentali di mollezza con cui hanno combattuto la politica capitalistica. Era pi che altro un modo di dimostrare la lealt jugoslava allURSS, di cui questa dubitava. La stalinizzazione dellEuropa orientale Il Cominform fu il primo campanello dallarme per la fine del pluralismo nellE orientale: in Romania re Michele fu costretto ad abdicare, in Polonia Gomulka fu rimosso dalle cariche. Ma i fatti pi estremi avvennero in Cecoslovacchia, Germania e Jugoslavia. Il partito comunista cecoslovacco colse loccasione nel febbraio 48, quando una decisione a maggioranza del governo impediva al ministro degli Interni (comunista) di licenziare quei poliziotti che potevano garantire la regolarit delle elezioni. Le rimostranze fatte dal partito comunista, per, costrinsero i borghesi a dare le dimissioni e Benes, il 29 febbraio, dovette subire la costituzione di un governo dominato da comunisti. Il blocco di Berlino e la nascita della Repubblica federale di Germania Analogamente alla Germania, anche Berlino era stata divisa in 4 zone doccupazione. Si ponevano quindi due questioni di fondo: la responsabilit nel soccorrere la popolazione di una citt distrutta e le vie di comunicazione fra le zone occidentali. Per quanto riguarda la prima questione, i sovietici proposero che ogni occupante si sarebbe caricata la responsabilit della propria zona, mentre per quanto riguarda le vie di comunicazione gli occidentali avevano accesso alle strade, ferrovie e vie fluviali senza controlli. Il vero momento di svolta fu la decisione di attuare in Germania ovest una riforma monetaria che potesse ricondurre la situazione sotto controllo. Il 18 giugno tale riforma venne attuata mediante la creazione di un nuovo marco occidentale che sarebbe stato scambiato con dieci marchi di qualsiasi natura. Gli anglo-americani prevedevano comunque una moneta separata per la capitale, ma ci non imped le accuse sovietiche di voler spezzare lunit economica della Germania. Ordinarono che la moneta non potesse circolare a Berlino in quanto pienamente allinterno della zona sovietica. Ma gli occidentali risposero che una potenza non poteva decidere per tutti e 4. La rappresaglia scatt il 22 giugno quando i sovietici annunciarono lintroduzione della loro moneta tedesca e chiesero, inutilmente, che fosse riconosciuta come valuta legale a Berlino ovest. Respinte le proposte, i sovietici bloccarono tutto il traffico terrestre, fluviale e ferroviario. Era una situazione esplosiva ed emblematica: la prima perch si rischiava di passare ad uno scontro armato mentre la seconda avrebbe mostrato le reali intenzioni statunitensi sia ai sovietici che ai loro alleati. Si cre cos un ponte aereo per i rifornimenti che i sovietici non poterono bloccare se non a scapito di un conflitto militare. Durante il blocco, per, i contatti diplomatici non furono

bloccati: dopo che i rispettivi ambasciatori alleati si erano rivolti a Stalin, questo in un intervista del 30 gennaio 49, afferm che il blocco poteva essere tolto se gli alleati avessero discusso la questione tedesca nella riunione del Consiglio dei ministri esteri. Il 12 maggio finiva il blocco e nello stesso giorno gli alleati approvavano la Carta fondamentale della Repubblica Federale di Germania. La capitale rimase divisa nelle zone, e il tentativo sovietico di bloccare la nascita del nuovo stato rimase inefficace. Da quel momento la capitale sarebbe stata la vetrina dei rispettivi modelli di sviluppo e ricostruzione. Gli avvenimenti, associati alla crisi in Cecoslovacchia, aliment la percezione occidentale di un URSS determinata ad impedire la ricostruzione di un Europa guidata dagli USA. Non fu a caso che iniziarono i negoziati per il Patto Atlantico. Lespulsione della Jugoslavia dal Cominform Altro episodio di irrigidimento sovietico fu lespulsione dal Cominform della Jugoslavia effettuato il 28 giugno 48 a Bucarest. Linternazionalismo sovietico era infatti diventato sinonimo di allineamento alle decisioni di Mosca. Tale irrigidimento era per meno visibile in Jugoslavia per via della presenza di Tito, il quale si considerava secondo solo a Stalin. A questo poi, spiaceva la propensione di Tito a considerarsi come una sorta di guida dei partiti comunisti dellarea danubiano-balcanica. Lattivismo di Tito, secondo Stalin, avrebbe potuto portare a compiere gesti imprevisti. Dopo aver invitato a Mosca il suo braccio destro, Djilas, ed aver accusato la Jugoslavia di voler costituire una federazione balcanica, il 27 marzo, con Molotov, scrisse una lettera a Tito dove venivano rinnovate le accuse. Tito rispose affermando che i due erano disinformati. Stalin allora cerc, con poco successo, di tramare per rovesciare il presidente jugoslavo. Lo scontro sfoci a Bucarest nella riunione del Cominform, in cui la Jugoslavia fu espulsa. Tito non si distacc dal socialismo, bens dalla politica estera sovietica. CAP IX: LA FORMAZIONE DEI BLOCCHI E LEVOLVERE DEI LORO RAPPORTI 1. Formazione del Patto atlantico. La componente europeistica Il Patto di Bruxelles Allattuazione del Piano Marshall, ci si rese conto che la misura dellimpegno appariva insufficiente. Si diffuse il timore che i benefici potessero essere messi in pericolo dallestendersi dellinfluenza sovietica. Questa paura aveva messo radici soprattutto dopo la formazione del Cominform e dal colpo di stato a Praga. Un primo passo verso la costruzione di un fronte occidentale europeo era gi stato fatto con la firma del trattato anglo-francese di Dankerque, con cui ci si assicurava nellimpedire la rinascita del pericolo tedesco, ma in realt rivolta ai timori verso i sovietici. Il 22 gennaio 48, Bevin, in un discorso nella Camera dei Comuni, denunci il carattere aggressivo della politica estera sovietica ed esortava gli europei alla formazione di una Unione occidentale simile a Dankerque. Sebbene nel discorso avesse enumerato numerosi paesi, allappello, oltre ai francesi, risposero solamente i tre paesi del Benelux. Cos il 17 marzo 48 venne firmato a Bruxelles il trattato istitutivo dellalleanza a 5 contro la rinascita di un pericolo tedesco poich si prefer evitare la sfida aperta con Stalin. Il trattato, pur avendo tracce della vecchia politica di potenza europea, lasciava intravedere i primi passi di un europeismo attivo, gi siglato con lOECE. Il difficile negoziato ed il trattato dellAtlantico del Nord La risoluzione Vandenberg, che faceva uscire definitivamente gli USA dallisolazionismo, facilitarono Truman nei colloqui esplorativi una volta superate le discussioni in seno ai lavori dellAlleanza Atlantica.

A questi presero parte i cinque dellUnione occidentale, gli USA, il Canada e furono consultati, la Norvegia, lIslanda e la Danimarca. I problemi centrali erano 3: la questione tedesca, lelenco dei paesi invitati, e la formulazione del casus foederis. Il primo problema condizionava limpegno francese. Per gli americani, invece, nessun progetto di difesa poteva essere attuato senza la presenza tedesca, e affermarono di farsi garanti dello status-quo. Secondo Truman solamente unalleanza di questo genere poteva rassicurare una ricostruzione della Germania agli occhi dei francesi. La questione della delimitazione geografica pose molti interrogativi: invitare la Spagna fascista, o anche stati neutrali come la Svizzera e la Svezia? Il punto nodale fu poi lItalia: molti non erano ancora sicuri del livello di democrazia italiano e comunque provavano risentimento per la recente guerra. Altri ritenevano inopportuno allargare il fronte al Mediterraneo. Sarebbe stato meglio, per questi, creare un altro patto specifico. Ma escludendola, oltre ad isolarla, si sarebbero create difficolt per la neonata democrazia. Al contrario con la sua partecipazione, lalleanza avrebbe avuto una caratteristica continentale pi che marittima. Unalleanza che sarebbe stata pi franco-centrica (e le avrebbe fornito anche uno stato cuscinetto) ma anche pi dichiaratamente europea. Furono queste le ragioni che spinsero il rappresentante francese Bonnet a condizionare la partecipazione italiana a quella francese. I nodi politici vennero risolti per la met del marzo 49. La cerimonia della firma del trattato avvenne a Washington il 4 aprile 49 con la partecipazione dei 12 paesi. Unalleanza 20ennale rinnovabile. Lart 5 indicava il casus foederis: un attacco armato rivolto ad uno dei membri verr considerato come un attacco contro tutte le sue parti. C per da dire che limmediatezza non era come quella dellUnione occidentale in quanto qui si lasciava alle parti interessate il compito di definire lazione da adottare. Questo perch gli USA non potevano negare la prerogativa del Senato a dichiarare lo stato di guerra: un fatto che metteva subito in dubbio la repentinit di un intervento americano sul suolo europeo.

2. La vittoria comunista in Cina e la guerra in Corea. La questione giapponese La guerra civile in Cina Al contrario dellEuropa, per lAsia non si erano portate avanti proposte volte ad eliminare il colonialismo o lo stampo imperialista delle potenze occidentali. Negli ultimi giorni di guerra la Cina dovette cedere su alcuni punti a favore dellURSS anche sotto spinta degli americani. Questi a loro volta chiedevano aiuto per la neutralizzazione del PCC. Nel 45 il generale Marshall fu inviato in Cina per cercare di far collaborare il Guomintag e il PCC per ricostruire il paese. Il dialogo per non diede nessun risultato, in quanto il primo era sicuro di ricevere laiuto americano, mentre il secondo era sicuro del largo consenso della popolazione dello Shanxi. Nel luglio 47 il compito di cercare un compromesso fu affidato al generale Wedemeyer che ritorn con la sensazione della crisi dei nazionalisti e lavanzata dei comunisti. Nonostante ci non propose nessun inutile intervento armato americano. Si vide un minimo spiraglio di cambiamento nellestate del 49, quando Chang Kai-shek nomin alla vicepresidenza un personaggio pi disponibile al compromesso. La svolta per avvenne quando in giugno 49 Mao pubblic Sulla dittatura democratica del popolo in cui si affermava lesistenza di una sola Cina. La vittoria dei comunisti cinesi A fine 48 le forze del Guomintang erano in completo sfacelo. Gli americani abbandonavano ormai ogni illusione di riuscita, ma continuarono a porsi in una posizione di netta ostilit rispetto allipotesi di una Cina popolare. La questione venne risolta quando il 1 ottobre 1949

Mao annunci la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese. LAmerica rifiut immediatamente il riconoscimento diplomatico. I nazionalisti decisero di migrare nellisola di Formosa continuando la lotta. Avrebbero mantenuto comunque il loro posto in seno al Consiglio di sicurezza. Da questo momento Giappone e Corea diventavano due postazioni strategiche per gli USA. Iniziata questa nuova fase, la Cina si dovette rivolgere al naturale alleato: lURSS. Nonostante gli anni di militanza insieme, esistevano comunque differenze di fondo: la visione sovietica era incentrata sulla mobilitazione delle masse urbane. Proprio per questo motivo, agli inizi del secolo, il movimento comunista cinese non ebbe molti successi. Alla fine degli anni 20, per, Mao riformul lideologia ammettendo il carattere rurale del paese. La sua notoriet sal nel 35 quando intraprese la lunga marcia che port i comunisti a stabilirsi nella regione dello Shanxi. Comunque sia i suoi precedenti non garantivano per nulla una solida amicizia con lURSS. Le conseguenze della nascita della Repubblica popolare cinese La perdita della Cina provoc grande risentimento verso Truman, soprattutto da parte della China Lobby (fra questi anche il senatore McCarthy), un vero punto di difesa della Cina nazionalista. Agli alleati fu ordinato di non riconoscere la nuova Cina (ad eccezione della Gran Bretagna e dellIndia) e di attuare un embargo commerciale. Tutto ci prevedibilmente spinse ancora di pi Mao verso le posizioni sovietiche: il 14 febbraio 50 a Mosca si firmarono alcuni trattati che li legarono indissolubilmente. Il primo consisteva in unalleanza difensiva contro i giapponesi (ma anche contro qualunque aggressore), il secondo il rilascio sine die da parte dellURSS delle posizioni conquistate dal governo nazionalista e il terzo riguardava un prestito di 300 milioni di dollari alla Cina. Appariva allesterno come un satellite privilegiato ma sempre in linea con la politica aggressiva sovietica. La cosa trov conferma con linvasione del Tibet, che vide il Dalai Lama, privo di mezzi militari, rivolgersi allUK e allIndia che per non intervenirono. La questione coreana Nella conferenza del Cairo del 43, si era deciso di avviare una commissione quadripartita nella Corea. Come da accordi lURSS si ferm al 38 parallelo. La Gran Bretagna, per, mostrandosi incapace di sostenere altri aiuti esterni lasci che le discussioni si inasprirono con gli USA. Mentre i sovietici avevano trovato un interlocutore affidabile in Kim Il Sung, gli americani fecero lo stesso con il conservatore Syngman Rhee. Dal marzo 46 le super-potenze cominciarono a scambiarsi le accuse: gli americani creavano un governo anticomunista sotto il 38 parallelo mentre i sovietici stavano instaurando un regime monopartitico. Nel settembre 47 una raccomandazione da parte dellAssemblea delle Nazioni Unite chiedeva che si svolgessero al pi presto libere elezioni. Vista la natura giuridica della raccomandazione, per, Kim Il Sung pot respingere i rappresentanti ONU. Syngman Rhee decretava il 15 maggio 48 la nascita della Repubblica di Corea. Lo stesso fece Kim Il Sung quando il 9 settembre proclam la nascita della Repubblica popolare di Corea. Nonostante le continue frizioni, per, sovietici ed americani ritennero possibile ritirare le loro truppe. Per gli USA, infatti, la priorit andava al Giappone ed al Sud-Est asiatico. Alla fine del 49, per, Pyongyang cominci a ricevere armamenti dalla Cina e lURSS accorse immediatamente a fornire armi pi moderne. La guerra di Corea Kim Il Sung voleva conseguire lunificazione della nazione mediante la forza. Cos dopo aver meditato e consultato cinesi e russi, il 25 giugno 1950 pass allattacco sperando nel fattore sorpresa per rovesciare il governo del Sud. Il disegno fall poich, nonostante i territori conquistati, lidea dellindifferenza americana era del tutto errata. Poich se il sistema comunista rafforzava il suo arsenale e la sua estensione territoriale, la sfida imponeva nuove

risposte. Caduta la Corea, poi, il Giappone sarebbe rimasto privo di cordone sanitario. Iniziava cos la guerra per procura. Non si perse tempo e si sottopose il giorno stesso la questione al Consiglio di Sicurezza, che vot la risoluzione che condannava laggressione nord-coreana. I sovietici, infatti, come atto di protesta alla mancata sostituzione del seggio cinese, avevano deciso di non partecipare ai lavori. Il 27 giugno, rifacendosi allart 42, il Consiglio chiese un contributo volontario di tutti i membri dellONU: un aiuto simbolico che per diede un tono internazionale allintervento americano. A capo delloperazione fu posto il generale MacArthur: con una mossa a sorpresa fece sbarcare il 15 settembre, ad un centinaio a nord dal fronte, le forze internazionali che chiusero in una morsa le truppe nord-coreane e cominciarono la spinta verso lalto. Si pensava di poter attuare lunificazione attraverso luso di strumenti militari. Ben consci del pericolo del ritorno sovietico in seno al Consiglio, gli americani avevano preparato una proposta, che poi sarebbe stata approvata come risoluzione Unitine for peace il 3 novembre 50, secondo la quale in caso di veto ma con una maggioranza che avrebbe potuto deliberare, o in seguito alla richiesta dei 2/3 del Consiglio, le competenze in materia sarebbero potute passare allAssemblea. Cos fu accettata la proposta britannica che prevedeva la fine delle ostilit e lorganizzazione di libere elezioni sotto il controllo ONU. Dopo un lungo periodo di stasi, MacArthur ordin ai sud-coreani di attraversare il confine il 7 ottobre. Il 16 i cinesi nazionalisti cominciarono ad affluire nel territorio. Il 26 novembre, per, inizi la controffensiva delle forze nord-coreane congiunte a quelle cinesi. Lo sforzo militare fu rinnovato e ad aprile 1951 si riusc a respingere le forze cinesi poco pi a nord del 38 parallelo. Dal punto di vista politico la crisi tocc il punto pi alto: il 24 marzo, di sua iniziativa, MacArthur minacci la Cina popolare ed al tempo stesso proponeva un accordo puramente militare con la Corea, scavalcando il presidente. Cos per reazione Truman lo esautor generando dissensi. Arrivati ad un punto morto, la situazione si risolse quando i sovietici alla fine di giugno 1951 si fecero porta-voce del governo nord-coreano per negoziare a Kaesong. Le trattative furono faticose e lente anche per via delle elezioni americane del 52, da cui usc vincitore Eisenhower. Questo mantenne la sua promessa di risolvere la questione coreana, in quanto i negoziati di Panmunjon furono riaperti nel 53, poi proseguiti a Ginevra nel 54. La guerra si concludeva con un compromesso, ma lanalogia coreana con la situazione tedesca era evidente: bisognava cominciare a creare una rete difensiva. Il trattato di pace con il Giappone Il Giappone pass nel giro di 7 anni ad essere il nemico e poi lalleato principale degli USA in Asia e libero da ogni forza doccupazione. La responsabilit dellamministrazione fu affidata al Supreme Commander of Al lied Powers, il generale MacArthur, che aveva il compito di rielaborare la costituzione giapponese in senso democratico-pluralista. Divenne una sorta di alter-ego dellimperatore Hiro-Hito per il suo stile personale ed imperioso di dare disposizioni. La casa regnante fu mantenuta e la legittimazione veniva ora dal popolo. Anche la vecchia classe dirigente fu mantenuta ad esclusione degli esponenti militari che divennero il capro espiatorio. Il programma di ricostruzione non poteva avere successo senza un risanamento economico. Il principale intento era infatti quello di disgregare le zaibatsu (cartelli finanziari). Il pluralismo partitico caratterizz i primi anni, ma in seguito divenne chiaro il predominio di quello liberale. Emanata una disposizione, nel 46, che avrebbe dovuto sradicare le zaibatsu, il governo Yoshida non trov sufficiente supporto dagli americani. Il risanamento delleconomia venne affidato a Joseph Dodge che nel giro di un anno riusc a ristabilire la competitivit soprattutto grazie alla riduzione dei costi, soprattutto quelli salariali. Nel 47 MacArthur sollev il problema del tratto di pace: nel 50 il compito fu affidato a J.F. Dulles. I lavori ebbero inizio a S. Francisco il 4 settembre 51. LURSS portava gli interessi della Cina, ma questi non furono accolti. Infatti

quando questa entr in vigore il 28 aprile 52, mancava la firma sovietica. L8 settembre 51, invece, gli USA erano riusciti ad ottenere uno strumento giuridico che consentisse loro di mantenere truppe e basi nel territorio giapponese.

3. La militarizzazione della guerra fredda in Europa La risoluzione NSC-68 Al momento della firma del patto Atlantico (4-4-49), tale documento era considerato dagli americani come una concessione fatta agli europei. La fine del monopolio atomico e la nascita della nuova nazione cinese fecero per rivedere le loro posizioni. Bisognava analizzare i limiti della politica del contenimento. Furono queste le basi che portarono il 20 aprile allelaborazione numero 68 della National Security Council che avrebbe portato alla militarizzazione dellEuropa, fu premessa del riarmo tedesco e della nascita della NATO. Un ripensamento approfondito della dottrina Kennan fu avviata dal suo successore Paul Nitze: bisognava rispondere sia sul piano militare (la costruzione della bomba H) e su quello politico, ovvero la presentazione dei documenti che furono alla base della risoluzione. Qui infatti si faceva una analisi pi aggiornata degli obiettivi della politica estera sovietica. Si evinse che, mossa da fede fanatica, aveva come obiettivo la totale sottomissione dei popoli posti sotto il loro controllo. Tutto ci portava a conclusioni estreme ed a nuovi impegni in politica estera. Bisogna ricostruire lesercito che si era appena smantellato. Lintegrazione della Germania federale nel sistema occidentale La risoluzione NSC68 rimetteva in moto il processo avviato sui due binari in Europa nel 47: leuropeismo e la trasformazione del Patto Atlantico con il riarmo della Germania. Due aspetti che sono due facce della stessa medaglia: la costruzione di un sistema istituzionale europeo era funzionale allintegrazione sempre pi stretta di quei paesi che temevano la minaccia sovietica e prima fra questi la diretta interessata Germania federale. Liniziativa motrice si svilupp in vista della costituzione della Comunit Europea del Carbone e dellAcciaio. Dopo il rifiuto da parte alleata dellassegnazione della regione della Saar alla Francia, il ministro degli esteri Schuman lanci il 9 maggio 50 la proposta di istituire unalta autorit carbo-siderurgica che conciliasse le esigenze franco-tedesche: la special relationship angloamericana aveva fatto temere lisolamento francese in vista di una relazione similare fra americani e tedeschi. Il piano sostituiva la subordinazione con la sovrannazionalizzazione. La risposta di Adenauer fu positiva. I lavori furono lunghi e complessi anche per via del contrasto posto dallindustria privata. Il 18 aprile 51 fu approvato il testo che istituiva la CECA e questa entrava in funzione il 25 luglio 52. Era un primo passo per superare le rivalit storiche dellEuropa. Questorgano aveva il compito di creare un mercato comune per lindustria carbo-siderurgica al fine di evitare gli eccessi di cartellizzazione. Dal Patto atlantico alla NATO. Il riarmo della Germania Gli americani, dopo lNSC68 cominciarono a ripensare al proprio ruolo in Europa. I loro partners, infatti, chiedevano un impegno maggiore e gli avvenimenti in Corea avevano mostrato il viso della guerra per procura: un concetto che poteva essere esteso anche alloccidente, soprattutto in territorio tedesco. Tutto questo per poneva il problema della partecipazione della Germania alla difesa del proprio territorio. La questione venne discussa alla vigilia della riunione del Consiglio atlantico prevista per la met di settembre 50: gli USA accoglievano le richieste ma a condizione che avessero potuto aumentare in modo consistente la loro presenza e partecipare alla formazione di

una forza atlantica integrata, assumendone il comando e che gli europei accettassero il riarmo di 10 divisioni tedesche. Un progetto che colpiva direttamente nazioni come la Francia, la Polonia e lUnione Sovietica. Proprio per questo i francesi, grazie a Monnet, formularono una controproposta: la creazione di un esercito europeo riallacciato alle istituzioni politiche dellEuropa unita. Si proponeva la creazione di un ministero europeo per la Difesa e di un esercito di sei divisioni nelle quali unit di ogni paese sarebbe stata integrata. Una proposta che incontr sfavori interni: la sinistra contraria allidea del riarmo tedesco, i gollisti contrari al metodo soprannazionale e per lo stesso motivo gli inglesi che videro cadere il progetto di leader continentale. Restava comunque lunica formula in cui la Francia avrebbe potuto accettare il riarmo tedesco. Le discussioni continuarono fino alla met di dicembre quando a Bruxelles si decise di trattare i 3 temi (lorganizzazione delle forze atlantiche, il riarmo della Germania e quella dellesercito europeo) separatamente. La costituzione dellesercito Atlantico integrato, venne posto sotto il comando del generale Eisenhower. La NATO crebbe come sviluppo tecnico-militare del Patto atlantico. La questione della partecipazione tedesca venne risolta nella formula dei combat teams. Ascesa e caduta della Comunit europea di difesa Il negoziato sul piano Pleven ebbe inizio il 15 febbraio 1951 a Parigi, dur oltre un anno e gli sviluppi del quadro globale pesarono sui lavori. La reazione dei sovietici dinnanzi ad uneventuale riarmo della Germania, fece affiorare il pensiero in una Germania unificata e neutrale. Sul tavolo dei negoziati, intanto, di delineava una Comunit composta secondo istituzioni analoghe alla CECA ma nel quale lesecutivo sarebbe stato pi diluito dalle pretese soprannazionali. Durante il Consiglio atlantico del 51 ad Ottawa la formula della CED venne approvata. Sempre qui la struttura della NATO si vedeva consolidare, con la creazione dello Standing Group, una sorta di comitato demergenza e direzione militare. Nel febbraio 52 venne stabilito che la sede dellHQ NATO sarebbe stato a Parigi. Fu durante questa fase che il governo italiano propose anche la creazione di una comunit politica, che prevedeva lipotesi di unassemblea eletta a suffragio universale. Tutti gli scogli furono superati a Lisbona nel 52: accolte le richieste di Grecia e Turchia di far parte dellalleanza e furono poste le basi politiche del compromesso che volevano la Germania nella NATO solamente dopo la firma degli accordi contrattuali relativi allo status quo internazionale. Lo scottante tema della Saar, fu oggetto di un nuovo compromesso con gli accordi contrattuali tra la Germania e le potenze occupanti il 26 maggio a Bonn, mentre il giorno dopo si firmava il trattato costitutivo della CED: un organo speculare alla CECA nellambito della difesa, ma con un Consiglio dei ministri che aveva il compito di orientare lattivit del Commissariato. La Germania non avrebbe potuto disporre di proprie forze se non quelle integrate. Si apriva ora, per, il nodale processo di ratifica. LUnione Sovietica, inoltre, inform che per quanto riguardava lunificazione della G, era disposta a ritirare loccupazione e garantire il riarmo minimo per la difesa: un atteggiamento che faceva capire come il vero intento fosse quello di scardinare la coalizione europea. La firma degli accordi di Bonn e Parigi, non furono il punto darrivo, bens linizio della decadenza. Sul fronte interno francese si riaffacciavano i problemi del riarmo tedesco. Eventi esterni influirono: Eisenhower alla presidenza, la morte di Stalin il 5 marzo 53 che lasciava leredit ad un direttorio interessato alla corsa del potere interno pi che agli affari esteri. Alla nuova amministrazione americana i francesi chiesero degli aiuti: appoggio nella questione della Saar, aiuti in Indocina e riconoscimento formale della Francia come grande potenza. Questi si mostrarono disposti ad aiutarli solo nella questione indocinese. Ci si chiedeva se valeva ancora la pena proseguire un progetto quando il pericolo sovietico sbiadiva. La crisi di governo francese port al potere Pierre Mendes France che gett tutte le sue energie sul dialogo

in Indocina riuscendo ad ottenere posizioni favorevoli e avvis Dulles che la maggioranza dellAssemblea nazionale francese non era favorevole alla CED. Dopo un lungo lavorio si giunse il 18 agosto 52 alla convocazione a Bruxelles dei membri della Comunit, ai quali Mendes France intendeva proporre delle modifiche al trattato CED e avrebbe posto la questione della fiducia sulla ratifica solamente se le modifiche sarebbero state accettate: si ridusse in sostanza ad uno scontro fra il francese ed i restanti membri. La sorte della CED fu segnata quando il 30 agosto pass la mozione che respingeva il testo senza discussione. La nascita dellUnione Europea Occidentale La Francia impegnata sui fronti del suo impero sentiva il bisogno di conservare, come gli Inglesi, una forza armata propria non vincolata. Mendes France, inoltre, riafferm la sua intenzione di continuare il processo del riarmo tedesco. Il compito di raffreddamento della tensione sarebbe toccato alla Gran Bretagna, che pens al Patto di Bruxelles come surrogato della mancata CED: bisognava includere anche al Germania federale e lItalia. I lavori ebbero inizio a Londra il 28 settembre 1954 e terminarono il 3 ottobre con unintesa di massima che prevedeva la restituzione della piena sovranit alla Repubblica federale e ladesione di questa al Patto atlantico. La nuova alleanza avrebbe assunto il nome di Unione europea occidentale. Si prevedeva un esercito comune e a garanzia che nessuno oltrepassasse le soglie del riarmo venne costituita unAgenzia di controllo degli armamenti. Il 5-5-55 fu concluso il processo delle ratifiche: la Germania poteva entrare nella NATO ed essere riarmata. Lunico ostacolo rimaneva la Saar: nellottobre 56 Bonn e Parigi si accordarono perch ritornasse sotto sovranit tedesca dal 57, in cambio di importanti forniture alla Francia. Il Patto di Varsavia Il 1955 fu lanno in cui si complet la creazione dei blocchi in Europa. Se per il blocco occidentale fu il risultato di un lungo travaglio, quello orientale fu caratterizzato dalla facilit che solo i metodi sovietici consentivano. Compiuto nel 48 il processo di assimilazione dei regimi politici sotto linfluenza sovietica e superata la fase dello scontro frontale con gli occidentali, la reazione sovietica fu parallela a quelle occidentali. In una conferenza di fine 54 a Mosca, gli 8 Stati affermarono che qualora i trattati di Parigi fossero stati ratificati, essi avrebbero adottato contromisure necessarie. Di conseguenza il 6 maggio, allindomani della ratifica dellUEO, il governo sovietico rigettava i trattati anglo-sovietico e franco-sovietico. Si stipul il 14 maggio 55 un trattato di cooperazione ed amicizia noto come Patto di Varsavia: prevedeva consultazioni in caso di minaccia e si stabiliva che un attacco ad uno dei suoi membri avrebbe comportato limmediata assistenza da parte degli altri. Per esprimere lintento non aggressivo si esprimeva nellart 11 la cessazione del Patto qualora si fosse costituito un sistema generale europeo di sicurezza. Il suo carattere di risposta al riarmo tedesco era manifesto. Da allora tra i due blocchi ci sarebbero stati solamente momenti di crisi acuta ma temporanei, mentre era al loro interno che emergevano i conflitti. In tal senso il Patto pi che dimostrare la coesione del blocco sovietico, ne mise in mostra i limiti della capacit di controllo.

4. La svolta del 1953. Verso una prima distensione? Dulles fra roll back e New look Dulles accus la mollezza, infondata, della politica del containment. Sin dallinizio si pose con slogan forti e militanti e formul la strategia del Roll back: una controffensiva che avrebbe dovuto respingere i sovietici dalla posizione di forza guadagnata dal governo Truman. Gli eventi per si incaricarono di confutare la fondatezza di questa politica quando il 1953 la ribellione operaia a Berlino offr loccasione a Dulles o nel 56 durante la rivoluzione ungherese di Nagy.

In entrambe le situazioni Dulles non mosse un dito per via dellevidente stabilit di rapporti raggiunta in Europa. Altro caposaldo di Dulles era lincremento degli armamenti atomici: gli americani avevano dei vantaggi cronologici rispetto ai sovietici (bigger bang for a buck) e sicuramente lincremento in questo tipo di armamenti era sicuramente pi economico di uno volto alle forze convenzionali. Spinse gli alleati europei a farsi carico dellonere della propria difesa: non ci sarebbero stati pi aiuti se non sul piano militare. Per tutto il 53 elabor la strategia de New look: prevedeva la creazione di un sistema difensivo anticomunista capace di dispiegare il massimo dellefficacia a costi tollerabili: il tutto si basava sulla capacit di dare una risposta immediata e massiccia ad un attacco sovietico, una massive retaliation. Significava molto ma in pratica contava poco: a lungo termine lazione globale sovietica avrebbe assunto forme di penetrazione serpeggiante senza offrire occasioni di risposta statunitense. Il New look si dirigeva contro ipotesi irrealistiche, ma risolveva i problemi nella NATO e ad allinterno: tendeva a mostrare la credibilit dellappoggio americano ed era una politica meno onerosa. Un altro punto debole del New look era visibile: la rappresaglia massiccia sarebbe stata credibile solamente se in grado di mettere in ginocchio lavversario sin dal first strike. Dal momento per che una rappresaglia massiccia avrebbe causato una risposta massiccia, si istituiva un equilibrio che annullava le premesse logiche della strategia americana. Limpianto logico della nuova diplomazia di Dulles era dunque velleitario, un bluff. Una politica pi pacifica fu invece quella di Eisenhower che propose luso pacifico dellenergia atomica: l8 dicembre 1953 aveva presentato allAssemblea generale delle Nazioni Unite il suo progetto per la ripresa dei negoziati in vista di unautorit atomica. Allinsuccesso di attuare i programmi pi ambiziosi, Dulles, coltiv unazione politica pi realistica: si rivolse al Mediterraneo, al MO e allAsia sud-orientale dove motivi di incertezza e squilibrio offrivano loccasione per completare laccerchiamento dellURSS mediante accordi bilaterali senza impegni con la NATO. Proprio l si finanziarono costruzioni di basi che contraddicevano di fatto la dottrina della rappresaglia massiccia. La localizzazione periferica delle basi americane La Spagna ostracizzata, su proposta americana, nel 46 dallAssemblea delle Nazioni Unite per il suo regime dittatoriale, il 26 settembre 53 ottenne la firma per aiuti economici e militari americani in cambio dellaffitto di terreni per la costruzione di basi. Dopo la rottura della Jugoslavia con Mosca e le richieste di adesione NATO da parte di Grecia e Turchia, gli americani capirono la portata del cambiamento: si poteva costituire uno scudo balcanico. Lentrata della Jugoslavia nel sistema alleato avrebbe per innescato il problema di Trieste: dopo varie vicissitudini la questione si risolse con discussioni bilaterali con Londra. Le rispettive zone venivano consegnate alle due amministrazioni (lItalia otteneva Trieste ma vedeva il territorio a vantaggio degli jugoslavi). Cos il 28 febbraio 53 i tre paesi firmarono un trattato di amicizia e collaborazione che poi si sarebbe svuotato per la ventata riformistica di Chruschev e ladesione di Tito al movimento non allineato. La difesa del Medio Oriente Il MO anticamente terra egemonizzata dai britannici, si vedeva ora contesa fra questi e gli americani che avendo installato interessi economici, erano propensi ad intrattenere buoni rapporti. Proprio qui sincrinava la special relationship come poi dimostr la crisi di Suez. Dulles ritenne che il suo paese dovesse impegnarsi solo in maniera indiretta, dallesterno: nel febbraio 55 si ottenne il Patto di Baghdad (che poi sarebbe diventato CENTO nel 59) a cui aderirono Turchia, Iraq, GB, Pakistan e Iran. Lassenza dellEgitto, che avrebbe totalmente chiuso laccesso ai sovietici nel Mediterraneo, era dovuto alla politica di non allineamento adottata da Nasser.

Intanto, altre alleanze si andavano delineando: lANZUS nel Pacifico e la SEATO in Asia. Questultima, che di paesi asiatici aveva solo il Pakistan, la Thailandia e le Filippine, era esplicitamente stata progettata per eventuali attacchi sovietici, in territori che si estendevano anche alla Malesia ed allIndocina ( infatti una risposta alla sconfitta nella Conferenza di Ginevra), per rassicurare lIndia da un attacco Pakistano. Pi che roll-back, questa politica sembra unallargamento del contenimento. Dulles per era realista e cap che la guerra fredda si spostava allesterno e che la ricerca di dialogo con i sovietici doveva continuare. Tutte queste ambivalenze erano inoltre spinte dalle interferenze interne del maccartismo: solamente il carisma del presidente Eisenhower pot mettere fuori gioco il senatore, che avrebbe messo i bastoni fra le ruote nel momento in cui il dialogo avrebbe dovuto realizzarsi. 5. La lotta per la successione a Stalin e la destalinizzazione La direzione collegiale Alla morte di Stalin, quelli abituati ad obbedire od a complottare si ritrovarono a dover guidare il paese: il 16 aprile 53 la Pravda, annunciava listituzione della direzione collegiale con Malenkov come premier, Berija come ministro degli interni, Molotov al dicastero degli esteri e Chruschev a capo del partito. I primi due erano favorevoli ad uno spostamento di produzione verso lindu stria leggera e lagricoltura. Per fare ci necessitavano di un clima sereno allesterno. Idea fortemente contrastata dagli stalinisti come Molotov. Nella via di mezzo cerano i sostenitori, fra i quali gli ambienti militari, di Chruschev che propendeva solamente per una morbidezza esterna. I contrasti politici ebbero una vittima in Berija, che fu arrestato ed ucciso dopo che, adottando misure che smussassero i malcontenti nellEuropa dellest, si innescarono ondate di scioperi a partire dal 17 giugno a Berlino per poi dilagare in tutta la Germania. Il trattato di pace per lAustria e la Conferenza di Ginevra del 1955 Con il nuovo clima instaurato dalla presenza di Bulganin e Chruschev al vertice sovietico si pot siglare il 15 maggio 55 il trattato di Stato austriaco: lanchluss era gi stata annullata nel 43, il che diede la possibilit di agli austriaci di crearsi unamministrazione forte ed indipendente. Lunica analogia con la Germania era loccupazione quadripartita. Le discussioni ebbero successo poich i sovietici rinunciarono a condizionare il trattato austriaco con la soluzione di quello tedesco. Daltra parte ottennero la neutralizzazione dellAustria e la dipartita degli eserciti occidentali, pensando di tagliare un collegamento fondamentale dellalleanza. Si instaur un clima di buona volont che non fu scalpito dallammissione della Germania nella NATO, dallUEO e dal corrispettivo Patto di Varsavia: erano istituzioni che dovevano essere solamente formalizzate. In questo clima la diplomazia occidentale rilanciava la proposta di un vertice con i capi di Stato delle quattro potenze. Ginevra venne scelta come luogo dellincontro che si svolse dal 18 al 23 luglio. Lodg era fissato in 4 punti: lunificazione della Germania, la sicurezza europea, il disarmo e lo sviluppo delle relazioni Est-Ovest. La discussione che vide Bulganin, Molotov, Chruschev per i sovietici, Esienhower e Dulles per gli americani, Eden e McMillan per gli inglesi e Faure e Pinay per i francesi, fu molto amichevole ed abbastanza franca. I 4 si lasciarono in completo dissenso su tutti i punti. Non vanno dimenticati, per, la proposta inglese di riunificare la Germania dopo libere elezioni (con garanzie reciproche), quello sovietico per la costruzione di una zona demilitarizzata e neutralizzata al centro del continente, oppure la proposta delle ispezioni aeree Open Skies proposta da Eisenhower e la proposta francese per la creazione di un fondo di sviluppo legata al progetto di rendere pubblici i livelli delle rispettive forze armate. Senza ottenere risultati importanti si pu per evincere il ritorno della prassi degli incontri al vertice. Allindomani di Ginevra, Adenauer si rec a Mosca: gli fu chiesto di avviare negoziati con

la repubblica democratica, svuotando la dottrina Hallstein, e lui premette per la liberazione dei prigionieri tedeschi. Unico risultato fu laprirsi delle relazioni diplomatiche per la loro liberazione. Il XX Congresso del PCUS e il rapporto Chruscev Chruscev, consolidandosi, trov appoggi nel mondo militare ed nei settori dellindustria di Stato che non potevano vedere attuate le riforme di Malenkov. La prima preoccupazione era quindi quella di non farsi soverchiare dai militari: diede slancio al campo bellico con le ricerche nel campo convenzionale, missilistico e nucleare. Grazie alla fase di relativa distensione internazionale, pot attuare riforme in ambito agricolo: questa era, infatti, la base della ricrescita economica. LURSS avrebbe giocato meglio le sue carte in presenza di un sereno clima internazionale e rafforzato la coesione economica del blocco dei paesi fedeli. Il momento culminante dellascesa di Chruscev fu il 20esimo Congresso del PCUS svoltosi dal 14 al 25 febbraio 56 a Mosca: pronunci due discorsi (uno pubblico e uno privato). Al centro dellanalisi internazionali, tre erano le questioni fondamentali per lo sviluppo delle relazioni: la coesistenza, la possibilit di evitare la guerra e le differenti vie di transizione al socialismo. Nel discorso pubblico si limit a rilevare la necessit di un rafforzamento della legalit socialista, quella di una direzione collegiale e la lotta contro il culto della personalit. Argomento ripreso il 25 febbraio nel discorso segreto in cui critic fortemente la figura di Stalin: condann le sue repressioni di massa che eliminarono anche onesti comunisti; le confessioni estorte mediante la tortura, labbandono della direzione collegiale a scapito del culto della personalit e alcuni errori commessi durante la guerra per via del potere decisionale racchiuso solo nelle sue mani. Tale discorso per, stampato in aprile sul NY Times, gener stupore soprattutto nel blocco sovietico. Le crisi del 1956 in Polonia e Ungheria Il 28 giugno 1956 operai di una fabbrica di locomotive a Poznan, Polonia, esasperati dal mancato accoglimento delle loro richieste, scesero per strada dando luogo ad una manifestazione che in poche ore si trasform in una vera e propria sollevazione. Solo il giorno dopo la polizia riusc a reprimere lazione al prezzo di una decina di morti. Il dibattito si inaspr e Gomulka si fece portavoce dellopposizione. Leale alla causa comunista, vide nella morte di Bierut, subito dopo il 20 congresso, la sua salita al potere. Il 19 ottobre Chruscev ritenne indispensabile recarsi a Varsavia ed incontrare il leader allaeroporto. Questo riusc ad ottenere lestromissione del ministro della Difesa di origine sovietica in cambio della garanzia che il movimento non assumesse carattere antisovietico. Persuadere i sovietici della sua bont non fu facile: questi solamente il 23 ottobre ordinarono il ritiro delle truppe sovietiche dalla Polonia. Si riusc in questo a caso a trovare una soluzione pacifica grazie alla propensione di Gomulka di non creare una crisi internazionale. Diversa la situazione in Ungheria dove il partito comunista aveva sempre faticato ad inserirsi nella struttura sociale. La passata polemica fra Nagy e Rakosi aveva lasciato un solco profondo. Gran parte degli intellettuali avevano dato vita al Circolo Petofi che rimase molto colpita dalla campagna di critiche di Chruscev verso Stalin: col tempo lorganizzazione tendeva a trasformarsi in un punto di convergenza del dissenso. Si affront anche il tema delle purghe attuate da Rakosi e non si pot farli tacere poich gli eventi di Poznan erano gi giunti in Ungheria. LURSS decise che era arrivato il momento di destituire Rakosi dal comando di un partito ormai diviso fra gli stalinisti, i moderati rinnovatori di Kadar e il gruppo simpatizzante di Nagy. Il risultato della divisione era la paralisi politica. Durante il mese di ottobre la tensione sal quando i familiari delle vittime delle purghe chiesero la piena riabilitazione e funerali solenni. Il 6 ottobre il rito si trasform in una grande manifestazione di massa seguite poi da quelle studentesche: al Politecnico di Budapest venne formulato un programma in 10 punti che chiedeva la formazione di un nuovo Comitato centrale del partito e lappello a Nagy perch dirigesse il nuovo governo. La risoluzione chiedeva il ritiro delle truppe sovietiche. Una volta invocato, Nagy, in un discorso pacato fece appello allordine costituzionale e rinviava i negoziati da tenere nel partito. La stessa sera il primo segretario del partito Gero, in un discorso radiofonico, condann come colpevoli dei disordini i

nemici del socialismo. Quando la radio fu circondata partirono i primi colpi di fuoco. Frattanto il Comitato centrale aveva deciso di nominare premier Nagy. Nel momento in cui Chruscev accettava la nomina di Nagy due divisioni dellArmata rossa avanzarono mentre la radio annunciava di essere attaccata da elementi fascisti. Il 25 ripresero le sollevazioni con lobiettivo di far ritirare i sovietici e dimettere Gero, al quale si attribuiva la tentata repressione. Ancora una volta le manifestazioni sfociarono nel sangue. La sostituzione avvenne con Kadar il giorno stesso e sotto questa spinta il 28 Nagy annunci lestromissione di tutti coloro che erano legati a Rakosi e laccordo per il ritiro dei sovietici. Il 30 annunci la formazione di un governo su base pluralistica: il governo prometteva libere elezioni ma aumentavano anche le pressioni per uscire dal Patto. Nagy si illuse di ricevere lapprovazione sovietica e la crisi divent di portata internazionale. Qui per era isolato poich il resto del mondo era concentrato sui fatti di Suez. Allalba del 4 novembre lancia un messaggio drammatico alle radio occidentali e si rifugi presso lambasciata Jugoslava. La resistenza continu mentre Kadar formava il nuovo governo. Il 22 novembre Nagy fu imprigionato e dopo molte esitazioni, il 15 giugno 1958, condannato a morte. Il blocco occidentale si lasci sfuggire di mano questa occasione non perch troppo concentrata a Suez, bens perch si riteneva, ormai, lassetto europeo come invariato. Si era entrati nellera dell e coesistenza competitiva. Daltra parte il 56 chiar anche i limiti del socialismo reale non conducibili alle deviazioni personalistiche. Ci fece s che i partiti comunisti occidentali, che stavano ottenendo sempre pi consensi, cominciarono a distaccarsi dai dettami sovietici.

CAP X: LA COESISTENZA COMPETITIVA E LA DECOLONIZZAZIONE 1. I due campi nei primi anni della stabilizzazione Il rilancio europeo Il rilancio delliniziativa dintegrazione europea riaccese il motore nella sessione speciale della Conferenza dei ministri Esteri della CECA il 1 giugno 1955 a Messina: si discusse sulla successione di Monnet nellAlta Autorit e sul memorandum Beyen, che propugnava per unintegrazione generale. Questa volta il rilancio fu per iniziativa europea ed ebbe le aspettative americane. Nonostante levidente spinta per rilanciare il progetto ogni governo affidava a formule diverse la difesa dei propri interessi. Laccordo venne raggiunto con una dichiarazione di principi: la necessit di creare un Europa unita con la fusione graduale delle economie nazionali e la creazione di un mercato comune. Vi era comunque il progetto pi concreto di dar vita ad una comunit per un uso pacifico dellenergia atomica. I negoziati peri il trattato della Comunit economica europea La presidenza della commissione a cui vennero affidato gli obiettivi di Messina furono affidati a Spaak. I lavori iniziarono il 9 luglio e il rapporto fu esaminato dal Consiglio dei ministri degli Esteri il 29 maggio 1956 a Venezia. Da allora ebbe il negoziato per la stesura dellEuratom e della CEE che furono firmati a Roma il 25 marzo 1957. I tempi dellapprovazione furono caratterizzati anche dagli svenimenti esterni come la crisi ungherese e quella del Suez. La facilit con cui procedette il progetto per la collaborazione nucleare train anche i lavori per il mercato comune: nel novembre 55 si decise che bisognava eliminare le barriere interne, definire i regimi doganale verso paesi terzi e larmonizzazione delle diverse istituzioni economiche. La conferenza di Venezia si svolse senza troppi intoppi poich la Francia era troppo impegnata del nord-Africa. Gli inglesi, invece, ravvisavano il pericolo della distruzione dellOECE: cos, con una mossa di retroguardia, istituirono la European Free Trade Association a cui fecero parte tutti i paesi fuori dalla comunit europea.

I trattati dellEuratom e della Comunit economica europea La prima delle due comunit appariva il campo di collaborazione pi agevole e quello che sollevava i maggiori consensi anche dagli USA: il governo americano seguiva con preoccupazione levolvere dei progetti sovietici in ambito nucleare e si temeva che potessero condizionare gli europei una volta finita la loro fase di espansione economica. Laltra parte si vedeva nellEuratom uno strumento per tenere ben stretta la Germania alla comunit, evitando che sviluppasse una politica nucleare autonoma. Pi complesso invece era il processo dellattuazione della CEE: si affidava al nuovo organismo il compito di promuovere il graduale avvicinamento degli Stati: lunione doganale aveva il carattere di precondizione rispetto alla nascita della vera Comunit. Le due comunit entrarono in vita a partire dal 1 gennaio 58: Hallsetin alla CEE e Armand allEuratom. Due problemi per si affacciavano: leffettiva capacit di attuare il mercato comune come premessa di una comunit economica (un avvicinamento di situazioni non omogenee) e la capacit della Comunit di darsi forza politica propria: lesigenza di evoluzione da istituzione meramente economica in Comunit politica capace di sciogliere i nodi dei rapporti dei singoli Stati. Di questo problema ne fu consapevole De Gaulle che, rientrando al potere nel 58 e contro le aspettative di tutti, promosse lintegrazione economica europea, considerata come indispensabile alla modernizzazione delleconomia francese. Riteneva tuttavia impossibile che il proseguimento di tali obiettivi fosse affidato ad organi privi di collegamento reale con la politica dei singoli paesi. Uno degli obiettivi venne, per, raggiunto in anticipo quando il 1 luglio 1968 venne stabilita la tariffa esterna comune. Parallelamente De Gaulle aveva continuato la sua azione politica, affidando la missione a Fouchet: la collaborazione politica si doveva svolgere fra i governi. Cerc tutta la primavera 62 a persuadere le altre 5 controparti, vedendo poi il suo progetto fallire dopo lopposizione olandese. Il sistema sovietico dopo la crisi ungherese La destalinizzazione, il rapporto segreto del XX congresso del PCUS, e la rivolta in Ungheria provarono reazioni tali da suscitare problemi di fondo. I polacchi, gli ungheresi e gli jugoslavi avevano formato una sorta di coalizione revisionistica a tre. Daltra parte il leader sovietico doveva tenere conto delle esigenze dei governanti comunisti pi esposti al dissenso sotterraneo come Ulbricht. Lesigenza di equilibrio si faceva sentire sempre di pi quanto pi la Cina mostrava un crescente dissenso per la politica della destalinizzazione. Mao infatti prendeva come bersaglio Tito per non attaccare direttamente Chruscev, e questi, a sua volta, prendeva di mira Enver Hoxha. Nel giugno 57 lo scontro che divideva le gerarchie del PCUS giunsero al momento critico: messo in minoranza da Molotov, Malenkov e Kaganovic in seno al Presidium, Chruscev riusc a riportare il dibattito in seno al Comitato centrale (riusc a convocare tutti i capi di governo del blocco), dove lappoggio dei militari fu risolutivo. I tre vennero bollati di dogmatismo e settarismo. Chruscev ne usciva rafforzato, basandosi pi sul consenso di una direzione collegiale oligarchica che sul dominio personale. Si ottennero in questo periodo i primi successi spaziali sovietici con il lancio del satellite Sputnik il 4 ottobre 1957. Al 40 anniversario della rivoluzione dOttobre, durante la conferenza aperta, si scontrarono la spinta revisionistica e quella intransigente. I revisionisti misurarono le loro tesi dinanzi ad un auditorio ostile nel quale Chruscev non poteva esporsi troppo lasciando a Mao il compito di sviluppare le tesi intransigenti. Daltronde proprio in quei giorni (15 novembre) i due leader firmavano un accordo che rafforzava la collaborazione militare facilitando lavvio delle ricerche nucleari. Il leader cinese costrinse i revisionisti sulla difensiva riaffermando il primato dellUnione Sovietica. Il documento finale ricopriva di fittizia unit l affermazioni spesso contraddittorie. Cos venne spiegato che la diversit dei modi per costruire una societ socialista era condizionata da leggi generali; la guerra non inevitabile ma con la postilla che finch ci fosse stato limperialismo esisteva la guerra. Il documento era un faticoso compromesso.

Chruscev doveva, quindi, mantenere un ruolo di mediazione fra le esigenze revisioniste e la necessit di slogan fortemente mobilitanti. In Cina, Mao, aveva annunciato lo slogan dei Cento Fiori alludendo alle diverse vie socialismo. Tale slogan fu interrotto a met 57 dopo la crisi ungherese. LURSS di Chruscev, daltra parte, superata la fase della destalinizzazione, riusc a mediare da un punto di forza, ottenne successo dalle riforme interne. Tale successo fu dovuto anche ad una costante crescita economica che ebbe lapice nel 59. Oltre che in termini quantitativi, il regime cerc di migliorare anche le forme di organizzazione secondo metodi che avrebbero dovuto razionalizzare la distribuzione delle risorse e la scelta degli obiettivi. A partire dal 59, per, se il PIL continuava quantitativamente a crescere, qualitativamente esso cominciava a mostrare lincapacit di ammodernamento e la carenza di alcuni settori strategici come la produzione di beni alimentari. Al XXII Congresso tenutosi nel 61 a Mosca, Chruscev rilanci la politica riformistica e le sue critiche demolitrici dello stalinismo. Ci che aveva detto nel 56, stavolta lo disse in pubblico. Il Mediterraneo orientale e la crisi di Suez del 1956 Negli anni 50 le tensioni della GF vennero gradualmente sostituite da proposte di neutralizzazione o demilitarizzazione dellEuropa centrale. Fu il Mediterraneo il teatro di confronto che acquist maggiore evidenza: lo sforzo per costruire un sistema di contenimento non incontr altri ostacoli che quelli derivanti dalla crisi dellimpero francese e dalla presenza britannica in Egitto. Qui, infatti, rovesciata la monarchia nel 52, si instaur il governo del colonnello Nasser che avvi una politica di eliminazione dei residui colonialisti britannici riaprendo i negoziati per la partenza delle truppe inglesi: laccordo, raggiunto il 19 ottobre 54, prevedeva il ritiro delle truppe dal canale di Suez entro due anni. Gli americani, daltra parte volevano mantenere una politica imparziale in MO: non potevano lasciare Israele isolato ma dovevano anche rafforzare i legami col mondo arabo, soprattutto con quello saudita ed, erroneamente, trascurando quello egiziano. La scelta neutralistica di Nasser non eliminava il conflitto con Israele: si rivolse agli americani per la fornitura darmi, ma questi rifiutarono consigliando di cercare proposte alternative. Nel settembre 55 veniva annunciato un accordo siglato con la Cecoslovacchia per gli armamenti in cambio di cotone. Allinterno del Mediterraneo sotto stretto controllo occidentale, tale accordo poneva le basi per un rovesciamento della situazione. Dulles cerc di controbilanciare la situazione proponendo a Nasser i finanziamenti necessari per completare il progetto della diga di Assuan che gli avrebbe impedito di alimentare proposte bellicose ad Israele. Daltra parte gli ostacoli che si presentavano erano sia il clima fortemente anti occidentale che i nasseriani avevano diffuso nella regione e sia che il credito era condizionato allimpegno di non accettare aiuti sovietici. Il negoziato si trascin fino al 56 quando il ministro Esteri sovietico, Sepilov, si rec in Egitto per la partenza delle truppe inglesi. Fallita la speranza di concretizzazione dellaiuto sovietico torn a rivolgersi a Dulles che per aveva le mani legate in quanto lanno finanziario si era appena concluso. Il 26 luglio diede pubblicamente lannuncio della nazionalizzazione della Compagnia del canale di Suez: gli azionisti sarebbero stati indennizzati e i proventi sarebbero serviti alla creazione della diga. Nasser era per gli inglesi un elemento scomodo per i loro interessi nella regione, mentre per i francesi era un avversario militare in quanto principale sovvenzionatore della rivolta in Algeria. Paradossalmente si poteva fare scudo solamente con lazione frenante degli USA verso i suoi alleati. Questi promossero la creazione dellagenzia autonoma Suez Canal User Association, della quale avrebbe fatto parte anche lEgitto. La proposta venne respinta il 2 settembre da Nasser. Era un mezzo che presupponeva laccettazione de facto laccettazione egiziana dellinternazionalizzazione del canale e la rinuncia anglo-francese a perseguire i loro obiettivi. In realt un progetto di ritorsione militare era gi stato programmato sin dallinizio della crisi: il 27 luglio Eden aveva ordinato allo Stato Maggiore di preparare piani dintervento ed aveva, inoltre,

istituito la Egyptian Committee per seguire landamento della crisi. Il limite stava nel fatto che lazione militare sarebbe stata possibile solo se gli USA non si fossero dimostrati ostili. I francesi, daltra parte, non avevano preoccupazioni dellostilit araba in quanto gi bersagli principali o del deterioramento dei rapporti con gli americani, visto il fallimento della CED. Sin dal primo momento Mollet avvi colloqui informali con i militari britannici, ma fu deluso dalle loro incertezze. Una possibile soluzione la trov negli israeliani: un azione congiunta che doveva essere innescata con lattacco alla Giordania. Questa per era di forte interesse britannico e i rischi sarebbero diventati troppo elevati. Si propense quindi per un azione comune: le difficolt dei negoziati vennero superate il 24 ottobre 56 quando i tre paesi firmarono a Sevres laccordo segreto che voleva un attacco israeliano verso il canale di Suez che avrebbe e offerto agli anglo-francesi loccasione di lanciare un ultimatum per il cessate il fuoco ed intervenire alla contravvenzione di esso. Lazione ebbe inizio il 29 ottobre quando gli Israeliano riuscirono ad occupare quasi tutto il Sinai. Il giorno dopo Mollet e Eden inviarono lultimatum ovviamente rifiutato. Il 4 novembre cominciarono attacchi aerei alla basi egiziane. Fino allultimo momento gli inglesi oscillarono fra il timore di mettere a rischio la special relationship e le loro residue posizioni in MO. GB e Francia furono isolate dagli USA e da diversi paesi dellalleanza atlantica. Proprio in quel momento lopinione pubblica si spost dalla crisi ungherese a quella egiziana risultando nella divisione del blocco e dare la possibilit ai sovietici di recuperare terreno nella lotta contro il colonialismo ci che essi avevano perso nellOP con la crisi ungherese. Grazie alla formula della Uniting for Peace elaborata per la Corea, si riusc ad aggirare il veto anglo-francese nel Consiglio e per impedire la prima mossa ai sovietici, gli americani presentarono il primo novembre allAssemblea un progetto di risoluzione che chiedeva limmediato cessate il fuoco. Il 6 novembre i governi di Londra e Parigi si trovarono costretti ad accettare la risoluzione. Gli israeliani, per, traevano il vantaggio della presenza ONU in un territorio di pericolo. La dottrina Esienhower per il Medio Oriente Dai giorni pi difficili della crisi Dulles e Eisenhower resero esplicito il loro duplice obiettivo: impedire che lazione anglo-francese venisse assimilata nel mondo arabo come un attacco occidentale e delineare una politica mediterranea efficace ad impedire che i sovietici potessero trarre vantaggio dalla crisi. Superata la fase acuta, nel gennaio 57, il presidente enunciava la Congresso la dottrina Eisenhower: una politica che si sarebbe basata sulla continuazione degli aiuti economico e militari a quei paesi che, minacciati da unaggressione militare, ne avessero fatto richiesta. La dottrina mirava ad impedire che sotto le spoglie del nazionalismo estremista dilagasse linfluenza sovietica. Nel 57 trov una prima applicazione quando re Hussein di Giordania, minacciato dalla convergenza siriano-egizia, chiese aiuto agli USA e nel luglio 58 quando, allindomani del colpo di stato antimonarchico in Iraq, il presidente del Libano chiese lintervento armato americano per sedare gli scontri fra le fazioni religiose. Era chiaro che la dottrina annunciava un impegno durevole in MO.

2. Decolonizzazione e coesistenza competitiva La nascita di Israele nel 1948 e le sue ripercussioni Il pi tormentato episodio di decolonizzazione inglese avvenne nella Palestina. Il problema nacque sostanzialmente tra il 35 e il 47 quando la popolazione ebraica aveva raggiunto il 40% delle presenze nel territorio. Dai primi anni 40 le comunit ebraiche spinsero per la creazione di uno Stato indipendente, obiettivo che nel 42 divenne prioritario nellOrganizzazione sionistica mondiale e che fu perseguito con tanta pi energia a partire dalla diffusione delle notizie della Germania.

Per contro gli arabi, che nel 45 fondarono la Lega araba in funzione antibritannica, premettero per la creazione dello Stato della Palestina. Il sovrapporsi delle rivendicazioni, rendeva complesso il compito inglese di decidere a quale amministrazione affidare la regione. Il nazionalismo ebraico aveva avuto origine nel XIX secolo: il sionismo, cio il movimento che ha come obiettivo il ritorno degli Ebrei nella terra dei padri, nacque dalla disperazione di migliaia di diseredati e alimentato dallopera di intellettuali come Herzl, che tra laltro non ipotizzava uno Stato necessariamente localizzato in Palestina. In realt la vera terra promessa furono gli USA dove 3 milioni di ebrei divennero una sfera influente nella politica statunitense. Solo in seguito allo sgretolarsi dellimpero Ottomano nel primo dopoguerra che le speranze sioniste tradizionali riaffiorarono. Col flusso migratorio si costitu una comunit operosa con i kibbutz, basati sullegalitarismo sociale. La svolta della politica britannica nel 39, con il Libro Bianco, fu un colpo gravissimo: i nazisti avviavano la loro politica di sterminio, mentre gran parte dei paesi arabi collaborava con i tedeschi. In questa atmosfera nacquero una brigata ebraica integrata nellesercito inglese, una serie di gruppi estremisti illegali ma tollerati come Haganah o illegali e terroristici come la Banda Stern. Tutto ci accompagnato dal rinnovamento ai vertici del gruppo sionista, nel quale emerse Ben Gurion. I tentativi britannici di fermare lesodo clandestino faceva s che lunica via duscita dallimpasse dovesse venire dagli USA. Roosevelt, per, fece solo promesse in quanto gli interessi nel mantenere buoni rapporti con i sauditi erano alti. Fu solo con lavvento di Truman che, colpito dalle notizie giunte in Europa, i sionisti fecero passi avanti. Con gli americani coinvolti, si cerc di promuovere una commissione dinchiesta anglo-americana e la raccomandazione della mitigazione del Libro Bianco: si proponeva unamministrazione fiduciaria che portasse alla costituzione di 2 Stati. Le conclusioni dei lavori, per, scontentarono entrambe le parti e dinanzi a questi insuccessi la GB rimise il caso in mano allAssemblea delle NU: ancora una volta si ricorse ad una commissione dinchiesta che concluse che si dovevano costituire due stati e prevedere che fossero inizialmente integrati economicamente con la citt di Gerusalemme internazionalizzata. Il rapporto venne approvato il 29 novembre 47 con il voto sfavorevole di tutti i paesi arabi. Questi si sentirono ancora una volta traditi dal mondo occidentale e decisero che la costituzione di uno Stato ebraico avrebbe incontrato la loro opposizione armata. Dal 15 maggio 48 la Palestina fu abbandonata dalle truppe britanniche e i sionisti si rivelarono ad essere i pi preparati: le bande divennero un esercito regolare che dovette fronteggiare 20.000. Un aiuto non indifferente, per, stava nellintesa segreta siglata con re Abdullah di Transgiordania per loccupazione del territorio occidentale del fiume in cambio di azioni simboliche. La motivazione di fondo della riuscita israeliana stava anche nel fatto che questi erano animati dal senso di sopravvivenza, mentre gli arabi si battevano contro limperialismo ma non per una nazione palestinese. Il nuovo Stato venne immediatamente riconosciuto da USA & URSS. Dinanzi allevolvere della situazione lONU invi Bernadotte come mediatore ufficiale per discutere temporanee interruzioni dei combattimenti. Il 17 settembre fu assassinato da un israeliano e solo quando questi minacciarono di invadere il Sinai si ottennero 4 armistizi separati con lesclusione dellIraq. Non era una normalizzazione, in quanto gli arabi la ritenevano semplicemente una pausa. A rendere pi acuta la tensione vi era anche la presenza dei rifugiati nei territori circostanti: dovettero vivere in condizioni disumane (salvo, un minimo, in Giordania) e prive del sostegno arabo per la loro integrazione poich gi impegnati a risolvere i loro problemi interni e poich ci avrebbe vanificato il motivo della lotta. Gli arabi palestinesi non riuscirono a far sentire la loro voce sul piano internazionale, mentre gli altri paesi si palleggiavano la responsabilit della sconfitta che in realt rivelava la loro rivalit nel porsi alla guida del MO.

La crisi anglo-iraniana: 1951-54 Due episodi furono lespressione dellenorme tensione che correva nella regione Medio-orientale: luccisione del re Abdullah il 20 aprile 1951 che avrebbe privato la Giordania di un sovrano prestigioso e la controversia fra il governo di Londra e quello nazionalista di Mossadegh costituito il 28 aprile 1951. Questo, infatti, due giorni dopo il suo insediamento, propugnava per la nazionalizzazione della Anglo-Iranian Oil Company: fu la prima sfida di un paese produttore contro il predominio delle compagnie concessionarie e fu loccasione di uno scontro politico nel quale tentarono dinserirsi i comunisti iraniani ed ebbero peso gli americani. Verso la fine del 52 la controversia tocc il punto pi alto quando si decise di interrompere le relazioni diplomatiche con la GB: ci gener la collisione aperta di Mossadegh con lo sci Reza Pahlevi. Nel 53 Mossadegh tent di consolidare il potere che gli stava sfuggendo di mano mediante un plebiscito totalitario che incontr lopposizione dello sci. Questo propugnava per un governo militare che si instaur nel 19 agosto 53 grazie allaiuto americano. Mossadegh era finito ma il problema delle materie prime tornava ad affacciarsi sulla scacchiera internazionale. N era stato cancellato il fatto che la riconquista iraniana era stata opera americana e non britannica. Dopo un anno di negoziati si giunse nel 54 allaccordo con un nuovo consorzio di compagnie: Anglo-Iranian, Royal Dutsch Shell, Compaigne Franaise des Petroles. la National Iranian Oil Company avrebbe guadagnato il 50% dei profitti, divenendo un modello per gli altri paesi produttori che intravedevano una possibilit di controllo completo sulla produzione. Lo sgretolamento dellimpero francese del Nord-Africa Il nazionalismo arabo, alla fine della WWII, era una realt che non poteva essere pi ignorata ed ebbe il sopravvento, per la prima volta, in Egitto nel 52: il comitato dei liberi ufficiali impose a re Faruq labdicazione e si instaur la guida di Neguib, poi ereditata da Nasser. Questi avviarono una politica interna riformatrice che li fece diventare paladini della riscossa araba contro lOccidente. Lumiliante sconfitta contro Israele, li spinse ad adottare una politica eversiva verso i residui della presenza britannica e i paesi dellAfrica settentrionale, prendendo esempio, iniziarono lo slancio contro la presenza francese. Nella fase finale della guerra De Gaulle aveva cercato di risolvere i problemi dellimpero francese confermando la centralit dellimpero e dimostrando la scarsa familiarit di conservare il proprio controllo cedendo aspetti formali. La creazione dellUnion Franaise, con la 4 Repubblica, ribadiva lunit del mondo francese e indicava la volont di ripristinare la supremazia del controllo metropolitano. Alla prova dei fatti si rivel un insuccesso totale. Nel 44 il movimento indipendentista marocchino chiese la fine del protettorato come riconoscenza dellaiuto svolto nella guerra. Nel 45 lamministrazione represse una violenta rivolta in Algeria. Non escluso che questo rifiuto fosse alimentato da unerrata lettura dellUnione francese: la stipulazione dei trattati di associazione, infatti, presupponeva lesistenza di Stati indipendenti bench associati alla metropoli. Dallaltra parte delle barricate venne letta come la reiterazione di un vincolo permanente. Lindipendenza libica venne presa da esempio e lincitamento di Nasser fece scattare la scintilla. Fra il 50 e il 54 la politica francese venne catturata da una spirale di manifestazioni tunisinomarocchine alla quale non seppe rispondere se non con la forza: nel 53 il sultano Ben Youssef del Marocco fu costretto allabdicazione. Ma nemmeno con le riforme riuscirono a fermare linsurrezione tunisina dello stesso anno. Quando Mendes-France si instaur al governo nel 54 promise la proclamazione di uno Stato autonomo tunisino: il negoziato fu rallentato dalle pretese francesi di mantenere alcune restrizioni alla piena indipendenza. Bourgiba era disposto ad un compromesso, ma fu superato dagli eventi marocchini che nel 55 richiamarono il sultano al potere. Cos nel marzo del 1956 vennero chiuse 2 fronti per impegnarsi in Algeria.

Linsurrezione e lindipendenza dellAlgeria In Algeria latteggiamento dogmatico francese imped lascesa di una classe dirigente araba capace di fare da mediatrice. Qui il governo di Parigi aveva deliberato per la creazione di un assemblea che rappresentasse per met e met coloni ed indigeni. Le deliberazioni, per, prevedevano la maggioranza dei 2/3: una soluzione che scontentava i coloni ed esasperava gli algerini. Il movimento di Ahmed Ben Bella, smantellata prima, rinacque nel 54 promuovendo la formazione di una FLN che il 1 novembre scaten linsurrezione che mise a nudo linadeguatezza francese a fronteggiare i vari fronti del suo impero. La Francia cerc di evitare che il conflitto potesse assumere un rilievo internazionale: la maggiore fonte di preoccupazione era la reciproca influenza tra il conflitto algerino ed i rapporti con il Marocco e la Tunisia. Dal 57 anche per effetto della strategia di lotta urbana adottata dai francesi, si produsse la decimazione dei capi dellorganizzazione ad Algeri. Il controllo della guerra era pertanto sfuggito alla leadership civile metropolitana: da tempo i coloni avevano preso le distanze dal governo e progettavano la creazione di un secondo esecutivo. Questo clima port il 7 maggio 57 allinsurrezione militare guidata dal generale Massu che si estese fino in Francia. Fu per il timore di un colpo di Stato che si richiam al potere De Gaulle, lunico dotato di un sufficiente carisma per risolvere la situazione. Questo accett a patto che linsediamento avvenisse in modo legale: il 1 giugno 58 assunse la carica di primo ministro prima e presidente della Repubblica poi. Il suo insediamento fu salutato dagli elementi di destra che lo videro come la loro vittoria. Latteggiamento fu, invece, ambiguo: promise leguaglianza ed elezioni a collegio unico. Si pu ritenere che fosse gi incline a risolvere la concessione dellindipendenza allAlgeria per lasciare la Francia libera di dedicare le sue risorse alla modernizzazione alla base della grande politica estera di cui il generale intendeva essere protagonista. E si pu pensare che non rese esplicite le sue intenzioni per evitare la reazione dei coloni e dellesercito. I negoziati con Algeri ebbero uno stentato inizio il giugno 60. Furono ripresi seriamente ad Evian nel 61, ma poi bloccati dal tentativo fallito di golpe di Salan e dalla violenza dellOrganisation de larme secrte. I lavori ricominciarono nel marzo 62 e si raggiunse un accordo per unAlgeria indipendente legata alla Francia da accordi commerciali. Due referendum, fra aprile e luglio, diedero la stragrande maggioranza di voti a favore degli accordi. Nellintervallo fra questi due, lOAC scaten in Algeria unestrema resistenza che costrinse i coloni alla fuga per paura di ritorsioni da parte della popolazione che si accingeva allindipendenza. La fine del dominio francese sullIndocina La contiguit territoriale della Cina ed il Vietnam, spinse il mondo a riflettere sullintrecciarsi del processo di decolonizzazione con quello della guerra fredda. Alla fine del 49 Truman decise di aumentare gli aiuti militari alla Francia a patto che questa fosse stata in grado di creare una vera indipendenza degli Stati associati in modo da ottenere con loro una leale alleanza. I francesi cercarono di mettere ordine nel sistema di rapporti alla conferenza di Pau nel novembre 50: il progetto prevedeva un quadripartitismo che prevedeva larmonizzarsi della gestione pubblica con quella francese, mentre questa pensava alla difesa. Le lite per venivano contestate dai gruppi di pressione che reclamavano una reale indipendenza o da organizzazioni comuniste, emanazione del Viet Minh. Intanto lattivit militare di questi si rafforz tanto da costringere de Lattre de Tassigny ad attuare una controffensiva (dal risultato effimero), nella primavera del 51. Il suo comando pass nel 52 a Salan, meno efficiente ad ingraziarsi la popolazione indigena. Eisenhower aument il quantitativo daiuti e linternazionalizzazione del conflitto port alla creazione di una commissione militare per appianare le divergenze di concezioni americane, timorosi delleffetto domino, e quelle europee. Nel 53 Salan fu sostituito da Navarre che ebbe il compito di creare una robusta forza operativa per contrastare il comandante Giap.

Il governo sovietico, che tenne un basso profilo, lanci lidea di una conferenza internazionale per discutere dei problemi coreani ed indocinesi. In Francia lopinione pubblica si sentiva sempre pi lontana dallo scontro cos periferico. Gli inglesi erano contrari ad un peggioramento della situazione che avrebbe potuto influenzare il nuovo clima di distensione e paventavano leffetto domino. Gli USA, invece, rimanevano intransigenti nelle loro posizioni. Cos i paesi occidentali si presentavano uniti nel Containment, ma in ordine sparso per lIndocina, offrendo cos il fianco allURSS. Una conferenza consentiva a questi diversi elementi di vantaggio: era una crisi periferica della loro sfera; un buon risultato avrebbe influenzato la politica di riarmo occidentale; avrebbe fatto emergere i sovietici come paladini della decolonizzazione; avrebbe fatto brillare gli occhi dei cinesi invitandoli al tavolo dei negoziati. Questi, infatti, erano favorevoli alluscita dallisolamento internazionale e sarebbero stati riconosciuti come potenza indispensabile per la stabilit in Asia. Tuttavia, il Vietnam non era per loro un elemento periferico. La Conferenza venne fissata per aprile a Ginevra: i Viet Minh intensificarono i loro attacchi per poter sedere in una posizione favorevole. Le truppe del generale Giap posero sotto assedio a partire dal 13 marzo la fortezza di Dien Bien Phu, spezzandone la resistenza il 7 maggio. Ci diede la spinta risolutiva ai francesi che premettero per velocizzare i lavori. I sino-sovietici si adoperarono per frenare le rivendicazioni di Ho affinch accettasse le condizioni francesi. Lintesa venne raggiunta il 21 luglio 1954: il Vietnam sarebbe stato diviso al 17 parallelo e avrebbe atteso due anni per lunificazione mediante le elezioni. Gli accordi rientravano nellampio compromesso che Mosca cercava di tessere in vista della discussione francese sulla CED. Frattanto il governo di Saigon si era dichiarato unilateralmente il 4 giugno e protestava contro molte clausole definite senza la loro consultazione. Gli USA si rifiutarono di firmare gli accordi e promisero di appoggiare la causa Sud vietnamita per la mancata consultazione. Anche Laos e Cambogia divennero indipendenti. Il tutto si concluse, quindi, con formule ambigue. Il governo fu affidato a Ngo Dinh Diem che fece affidamento pi agli USA che non ai francesi. Nel luglio 56 non si verific nessuna elezione e linsurrezione comunista riprese nel 58, appoggiato dal nord nel 59. La Conferenza di Bandung e la nascita del movimento dei non allineati Laccesso allindipendenza di nuovi Stati, le massicce ammissioni allONU e il diffondersi del neutralismo come antidoto al colonialismo, consolidarono la nascente coalizione afro-asiatica che, allinterno dellAssemblea generale, sostenuti dalla coalizione comunista, misero sotto accusa le potenze coloniali per le loro inadempienze. Importante fu la Conferenza svoltasi a Bandung dal 18 al 24 aprile 1955: frutto di discussioni sviluppatesi fra paesi asiatici interessati allandamento della vita del continente, in seguito alla nascita della SEATO, ottenne la presenza di 29 delegazioni. Originariamente non concepito come progetto di non allineamento, vide delegati pakistani, cinesi, e anche arabi ed africani, tutti quanti sensibili ai costi impropri che la guerra fredda metteva in atto, deformando le iniziative di sviluppo. Il proposito iniziale venne modificato durante i lavori dal ruolo assunto da alcuni partecipanti: Sukarno, Nehru, Nasser, (Tito), U Nu e Zhou Enlai. Il diritto allautodeterminazione e la condanna al colonialismo ebbero un posto importante nel dibattito. Altro punto importante fu limpegno a non partecipare ad accordi di difesa collettiva volti a servire gli interesso delle grandi potenze, delineando cos il non allineamento esposto, per, in termini ambigui. La conferenza ebbe pi che altro valore simbolico, ma tale era limpegno a favore dellindipendeza del colonie che avrebbe avuto larga eco nel mondo. Tale, infine, il primo sintomo della volont cinese di sviluppare nel mondo afro-asiatico una politica non omogenea a quella sovietica.

CAP XI: IL SISTEMA INTERNAZIONALE DOPO IL 1956 1. La definizione delle regole della coesistenza competitiva La competizione nucleare e spaziale fra le superpotenze La capacit di Chruscev di incunearsi negli spazi lasciati aperti dagli occidentali non fu prevedibile come quella di Stalin. Vi era la necessit, quindi, di un adattamento delle strategie politicodiplomatiche e si poneva il problema delladeguamento militare. Il problema dei costi venne risolto in modo analogo: si aumentavano i finanziamenti dei programmi nucleari a scapito delle forze convenzionali. La diplomazia atomica diventava un passaggio obbligato del bipolarismo. Questosservazione ci fa capire la contraddizione che, a partire dal 55, vedeva la costruzione di un immenso arsenale atomico e la continua ricerca del negoziato. Coesistevano il costante bisogno di poter annientare lavversario, ma anche il bisogno di poter convivere: significava attendere che laltro fosse sconfitto dalla forza delle situazioni. La corsa al nucleare, iniziata nel 45 con il bombardamento in Giappone, fu colta di sorpresa dallesplosione sovietica, nellagosto 53, della prima bomba ad idrogeno per poi guadagnare il primato nel 62 con quella termonucleare. Il possesso per non poteva essere disgiunto dal mezzo con cui colpire: inizialmente furono usati gli aerei, precisi ma con limiti per quanto riguarda il raggio dazione e la dimensione degli ordigni trasportati; gli americani ebbero per lungo tempo il primato con il B-52. I sovietici rinunciarono alla gara in questo campo per sviluppare il settore missilistico. Per quanto riguarda i sottomarini, la corsa inizi nel 60 quando gli americani riuscirono a lanciare i Polaris senza dover emergere. Il problema divenne pi rilevante quando si cominciarono a sperimentare gli IRBM (54?) che, schierati in Europa, avrebbero potuto colpire il territorio sovietico stesso con i missili Jupiter e Thor (1500 miglia). Il problema correlato era se dotare o meno gli europei di una capacit autonoma di risposta nucleare. Latteggiamento assunto a Suez, infatti, aveva scontentato il vecchio continente: il 28 novembre 57 Italia, Francia e Germania firmarono un protocollo dintesa che prevedeva la collaborazione per la produzione di armi nucleari. Con lascesa di De Gaulle, nel maggio 58, ,di diede un forte impulso ai programmi francesi che per suscitarono qualche perplessit nei tedeschi poich la questione investiva i rapporti fra la G e gli USA da una parte e la Gorientale e lURSS dallaltra. I sovietici fecero entrare in campo i loro SS3/4 solamente nel 55/7. Tuttavia il punto critico stava nella costruzione dellICBM dalla gittata di 10.000Km, che avrebbe potuto colpire dal territorio sovietico, il santuario americano. Lanno di svolta fu il 57 quando gli americani cominciarono ad affrontare il problema dellimpatto ambientale degli esperimenti. Linatteso lancio sovietico dello Sputnik il 4 ottobre 57 provoc negli USA reazioni isteriche: la sconfitta nella corsa spaziale e gli sviluppi balistici che esponevano gli americani, gener unondata di panico. Si svilupparono diverse linee di condotta: sorpassare i sovietici nella corsa spaziale; perfezionare larsenale atomico; avviare un dialogo per saggiare la disponibilit a mettere al bando esperimenti nellatmosfera e la riduzione di armamenti strategici. Per quanto riguarda la corsa spaziale gli americani si resero conto che quella sovietica era solamente una vittoria temporanea e comunque il numero dei vettori e delle testate era tale da superare di gran lunga quello sovietico: si confermava il perdurare del primato americano nonostante leffetto provocato dallo Sputnik. Restava il fatto che una volta violabile il santuario si svuotava il senso della rappresaglia massiccia e gli USA dovevano porsi la questione della First and second strike: si necessitava la costruzione di rifugi anti-atomici e la creazione di un sistema di difesa in grado di colpire il missile avversario prima dellimpatto, ovvero tutti rimedi parziali che non eliminavano il problema alla radice. Perci il riesame della strategia americana, imponeva, come risultato, la riduzione degli armamenti anche se non si aveva la minima fiducia nellavversario. Si consolidava il clima della coesistenza competitiva.

I primi passi verso un controllo della crescita degli armamenti vennero compiuti in seguito al diffondersi delle proteste per gli effetti nocivi. Nel 57 il delegato ONU Cabot Lodge lanci in modo formale il progetto a patto che venisse creata una commissione internazionale di controllo. Nel 58 ebbero inizio a Ginevra dei dialoghi bilaterali per studiare le modalit tecniche delle possibili ispezioni. Attraversarono momenti altalenanti ma vennero ripresi dopo lelezione di Kennedy e la I I crisi di Berlino, per poi essere seguita dagli avvenimenti Cuba che fece prendere un passo concreto: il 5 agosto 1963 USA, URSS & UK sottoscrivevano il Limited Test Ban Treaty. La crisi di Berlino del 1958-61 e leffetto Kennedy Gli ultimi anni di Eisenhower vennero percepiti come un indebolimento della posizione americana allesterno, mentre lamministrazione dovette affrontare il massiccio movimento dei diritti civili volto ad abolire la segregazione. Nei nuovi paesi, poi, affiorava spontaneamente lat teggiamento antioccidentale perch anticolonialista. Tutto ci rese pi difficile la realizzazione di un sistema economico internazionale che ruotasse attorno agli USA, visto che gi grandi fette del globo, come la Cina, lIndia e lURSS, vi si erano sottratte. Lindebolimento politico era, poi , anche accompagnato da quello fisico che colp, con il cancro, Dulles: la sensazione era che unepoca stava giungendo al termine. Cera un bisogno di rinnovamento che si realizz nel 60 con lelezione di Kennedy: sarebbe stato identificato come il presidente della nuova frontiera che ambiva a proiettare gli USA verso progetti pi ambiziosi. Gli anni della paura e del pessimismo erano sostituiti dallimpegno volontaristico. Chruscev dovette affrontare questo cambiamento impregnato di dinamismo. Non mancarono i momenti di esitazione ed errori, ma fra il 61/3 Kennedy raggiunse i suoi obiettivi mettendo in mostra i limiti intrinseci dellUnione Sovietica. Lo stesso Dulles dovette rivedere le sue posizioni sulla rappresaglia massiccia che si svuot sempre pi di realismo. Si andava sostituendo con la dottrina della risposta flessibile graduata secondo il rischi da affrontare. Una dottrina che fu adottata ufficialmente dalla NATO solamente dal 67. Dal punto di vista internazionale i sovietici agivano ancora con la logica del partito che vedeva nella guerra fredda una guerra totale. Questa visione per dovette modificarsi con laffiorare dei tanti spazi grigi offerti dai paesi neo-indipendenti. Una volta consolidatisi al potere, Chruscev e Bulganin, ripresero la prassi tradizionale della diplomazia fatta dai contatti personali. I sovietici si preparavano ad esportare il loro modello per erodere il sistema di mercato americano, offrendosi senza propositi dinfluenza. Quegli anni furono dominati dallottimismo. Linadeguatezza dei mezzi e delle risorse, per, li rese pronti alla sfida ma anche al dialogo per una distensione. La capacit di reggere alla sfida occidentale richiedeva tempi tranquilli e libert di manovra. Vi era bisogno di un clima di distensione anche allinterno del blocco, per. Proprio per questo mostr una politica bifronte: atteggiamento distensivo nelle fasi di relativa tranquillit interna o la caduta nello scontro nelle fasi di polemica. Nellaprile 59 Nixon visit Mosca ed invit il leader negli USA: nel settembre comp un viaggio di 10 giorni e a Camp David concord un incontro al vertice con Eisenhower a Parigi nel 60. Mentre in senso diametralmente opposto agivano la competizione nella politica di deoccidentalizzazione del MO e di decolonizzazione dellAfrica. Dai primi passi della distensione Malenkov e Chruscev si dovettero scontrare con lopposizione interna al blocco: la Cina era in stato di guerra con gli USA che appoggiavano Taiwan e ne avevano imposto il riconoscimento come unico governo legittimo cinese a tutti i suoi alleati (una situazione analoga a quella tedesca). Oltre a ci Mao doveva realizzare le promesse di sviluppo economico richiedendo per anche aiuti economici e militari allesterno. I cinesi cominciarono ad opporre resistenza a Taiwan cominciando dal 54 a bombardare le isole Quemoy e Matsu. Sul terreno ideologico, la rappacificazione di Tito con Mosca fu preoccupante. Nellottobre del 57 Cina e URSS sottoscrissero un accordo segreto per lo sviluppo del loro arsenale atomico: la mancata applicazione divent ulteriore motivo dattrito. Durante la visita di Chruscev il 31 luglio 58 a Pechino, Mao denunci duramente il deviazionism,o jugoslavo senza troppo celare lattacco a quello cruscioviano. I bombardamenti alle isole si interruppero quando gli USA raccomandarono a Taiwan la rinuncia alluso della forza come mezzo di riconquista.

Come Taiwan era motivo di preoccupazione, allo stesso modo lo era Berlino. I sovietici si trovavano a dover governare due fronti di crisi: dopo il viaggio a Mosca di Adenauer la volont di affermare lunicit della sua Germania dominava la politica estera. La partecipazione di essa alla CEE ne accentu il carattere. Ulbricht, daltra parte, col suo giro di vite, contribu a mantenere alto il fenomeno dellemigrazione: propose la ricostruzione della Germania come confederazione. Adenauer rispose con una soluzione allaustriaca. Due problemi remoti diventavano paralleli delineando un possibile asse Pechino-Pankow: bisognava agire ma senza compromettere il dialogo con gli occidentali. Il 27 novembre 58 invi una nota alle potenze occidentali per avvertire la volont di sottoscrivere un trattato di pace separato con la RDT: sarebbe, quindi, toccato al governo Ulbricht caricarsi della responsabilit della comunicazione fra la Germania ovest e Berlino, uscendo cos dallisolamento internazionale. La scelta della forma ambigua era voluta per placare le attese degli intransigenti da una parte e per lasciar intendere ai destinatari che lintenzione era quella di dialogare. Valse a rassicurare lappoggio a Ulbricht ed a dissuadere la RFT di dotarsi di armamenti nucleari. Eisenhower percep il bluff, perci favor mosse distensive e offr di tenere un vertice dei ministri Esteri a Ginevra: il problema restava aperto, ma lurgenza veniva meno. Il dialogo con Chruscev significava spingere sempre pi sullo sfondo la rappresaglia massiccia e infatti questo ottenne la rinuncia della nuclearizzazione della Germania. Ci per corrose lalleanza atlantica che mostrava che lintenzione di tutela da parte americana fosse quanto mai dubbia. Un dubbio che crebbe maggiormente con la risposta flessibile. Non vennero, tuttavia, prese decisioni poich si rimandavano a maggio 60 a Parigi. Fra il 55/6 gli americani, per sorvegliare gli sviluppi atomici sovietici, costruirono degli aerei U2 in grado di volare a quote irraggiungibili dai radar e dalla contraerea sovietica, in seguito al rifiuto di accettare le ispezioni. Il 1 maggio 60, per, laereo di Gary Powers venne abbattuto. Il 5 Chruscev rivel lincidente mostrando le prove della cattura dellaereo spia mettendo in imbarazzo gli americani. A Parigi chiese che Eisenhower condannasse laccaduto per trarne il massimo profitto possibile. Questi si rifiut e gli avversari interni del russo si prepararono a metterlo in minoranza. Il leader sovietico reiter comunque la proposta di tenere, in circostanze migliori, il vertice, rivelando un atteggiamento teatrale per i nemici interni ed uno sostanziale continuista. Chruscev riprese improvvisamente il 6 gennaio 61 (6-1-61) la sua campagna per il trattato di pace tedesco: intendeva approfittare della transizione alla nuova presidenza. In febbraio Kennedy propose un vertice a due a Vienna, che fu programmato per il mese di giugno in seguito al fallimento della Baia dei Porci. Chruscev ribad le sue idee e Kennedy mostr moderazione rivelandolo, agli occhi del primo, come timido ed incerto. Per questo ritorn allo stile aggressivo e propose la riforma per il segretariato generale delle NU (1 segretario per ogni fazione). Del resto Kennedy stava imparando a rimanere freddo e rispose con energia: fece capire che gli americani abbandonavano la pacatezza di Eisenhower e non si sarebbero lasciati considerare come una potenza in declino: diede inizio ad unoffensiva dimmagine. Il 3 agosto 61 Ulbricht reiter la stipulazione immediata del trattato di pace che restituisse uno status legittimo al suo paese o ricorrere a misure militari come alternativa. In quel clima, quindi, la costruzione di un muro a Berlino apparve come compromesso fra lintransigenza di Ulbricht e la cautela di Chruscev. Berlino rimase una questione accantonata e non risolta: il 13 agosto 61 le autorit cominciarono a costruire una serie di barriere che rapidamente divennero lalta muraglia che separ le due parti della citt. Le misure di sorveglianza confermavano la determinazione di Ulbricht di porre fine allo stillicidio dei rifugiati. Ci per significava anche che Kennedy accettava la situazione europea. Il muro evidenziava lincapacit di Chruscev di dare ad Ulbricht ci che chiedeva. Durante gli anni 60 divenne chiaro che luso delle armi nucleari non si sarebbe avverato.

2. Lingresso dellAmerica Latina nella politica globale La crisi dei missili a Cuba Sin dal giugno 59 Eisenhower aveva previsto il pericolo nucleare in un alleanza sovietico-cubana: era loccasione per colmare il divario con gli USA sugli ICBM. Il territorio cubano costituiva, infatti, il territorio ideale per il lancio di missili di media gittata. Proprio per evitare tutto ci gi si stava pensando di smantellare gli Jupiters e Thors a favore dei Polaris che sarebbero stati integrati da diverse forze NATO, per evitare la force de frappe. Lidea di installare basi missilistiche a Cuba era dettata da tre motivi: offrire una migliore protezione allalleato, controbilanciare la supremazia americana, lanciare una nuova fase offensiva diplomatica contro Berlino. Lidea piacque a Castro che nel luglio 62 invio suo fratell o Raul e Che Guevara per regolamentare linstallazione di 40 missili sullisola e la presenza di 45.000 uomini. I servizi segreti notarono movimenti di forze superiori alla norma e il 9 ottobre Robert Kennedy autorizz un volo di ricognizione: il 15 si concluse che i sovietici stavano installando rampe di lancio. Il 16 Kennedy venne informato e mise in moto il processo per elaborare una risposta riunendo i pi stretti collaboratori nellExComm: segretario di Stato Rusk, segretario della difesa McNamara, direttore della CIA McCone e suo fratello si riunirono quasi ininterrottamente per 12 giorni. Vennero valutati i rischi militari e ne risult che un attacco non sarebbe stato risolutivo per i sovietici. Fra le proposte figuravano una ritorsione immediata (nella presunzione che i sovietici non avrebbero risposto) oppure quelle intermedie appoggiate da Kennedy che proponevano di far salire il livello dello scontro senza escludere vie duscita. Paradossale fu lepisodio in cui Gromyko recatosi negli USA afferm che gli aiuti erano solamente di tipo alimentare. Le discussioni dellExcomm continuarono fino al 22 quando fu resa pubblica la soluzione: si fissava una zona di quarantena, superata la quale si sarebbe proceduti allispezione del carico navale. Contemporaneamente il veterano Acheson veniva inviato nelle capitali alleate per ottenere lappoggio allazione americana. Le prime reazioni sovietiche furono negative, ma Stevenson, al Consiglio di Sicurezza, riusc a dimostrare la fondatezza delle prove. Ci che pi si temeva non era la violazione della quarantena, bens una ritorsione verso Berlino. Un primo passo verso il compromesso venne fatto da Chruscev che il 26 invi una lettera privata in cui proponeva lo smantellamento dei missili in cambio della promessa di non attaccare lisola o comunque appoggiare azioni analoghe. Il mattino del 27 ne fu inviata unaltra che aggiungeva come condizione lo smantellamento delle testate in Turchia. La differenza tra le due posizioni che la prima avrebbe espresso la risolutezza di Kennedy vittoriosa, mentre la seconda prospettava il compromesso: Cuba in cambio della Turchia senza la consultazione della NATO. Kennedy rispose ad entrambe le lettere adottando una forma che gli consentisse di apparire come il vincitore dello scontro: rispose pubblicamente solo alla prima. Frattanto erano avviati i negoziati con lambasciatore Dobrynin per discutere il compromesso sotanziale: alla base vi era la rinuncia dei missili Jupiter in Turchia e Italia. Raggiunto laccordo, la crisi cal rapidamente e il 28 era chiaro che lo scontro era evitato. Per gli europei la prima cosa che risaltava allocchio era la gestione bipolare della crisi. Daltra parte la divaricazione allinterno dellalleanza coincideva con lintento di Kennedy di concentrarsi maggiormente sugli interessi nazionali, promuovendo una forza multilaterale.

3. Politica atlantica e politica europea La nuova strategia nucleare americana e lEuropa La formula della nuova frontiera comportava, sul piano internazionale, una risolutezza difensiva degli USA che, per, acquistava nuove forme. Si diede limpulso per recuperare la supremazia in campo spaziale e nucleare. Le crisi di Cuba e Berlino misero in evidenza i rischi di un attacco massiccio, facendo cos ufficialmente abbandonare la dottrina della rappresaglia massiccia per quella della risposta flessibile: si sarebbe passati allarmamento tattico/strategico a seconda della gravit del momento. In questo modo, per, nessuno era in grado di prevedere se e a quali condizioni gli impegni assunti dagli americani fossero ancora credibili. In questo clima di sfiducia riceveva legittimazione la risolutezza con la quale De Gaulle proseguiva la costruzione della force de frappe senza godere di nessun aiuto americano. Oltretutto, in caso di risposta flessibile, il primo scontro delle forze convenzionali si sarebbe svolto in territorio tedesco, mettendo in luce la contraddizione insita nel rifiuto americano di consentire un armamento nucleare europeo. La Gran Gretagna fra Europa e Stati Uniti Latteggiamento scettico della GB verso la CEE era stato dettato dalle perplessit del suo funzionamento e dal fatto che De Gaulle al potere ne avrebbe paralizzato la costruzione. Invece, la rapidit con cui dava i suoi frutti e il modo in cui De Gaulle cerc di modificarla in una maniera favorevole alla visione britannica, convinsero McMillan al riavvicinamento verso il progetto. Elabor un progetto molto ambizioso: tutti gli interessi britannici sarebbero dovuti essere incanalati per il riavvicinamento. Voleva porsi come un ponte fra gli USA e la Francia. Tuttavia, intendeva continuare a ribadire che le preferenze del Commonwealth dovessero essere integrate. Il premier britannico si rese conto della questione nucleare ai fini del buon esito del suo progetto: cerc di convincere Kennedy ad approvare la force de frappe a condizione che i francesi accettassero lingresso inglese: era un tentativo dentrata senza incrinare la special relationship. Non riusc comunque a far convergere entrambe le parti. Il 9 agosto 61 il Londra chiedeva formalmente al presidente del Consiglio dei ministri CEE di iniziare i negoziati per ladesione inglese. Si chiedeva per che i negoziati tenessero conto anche delle relazioni speciali col Commonwealth e lEFTA, dimostrando lincapacit inglese di scegliere fra CEE e special relationship. Gli americani, in nome dei principi liberoscambisti, si rifiutarono di appoggiare le richieste per il mantenimento delle preferenze imperiali. La relazione anglo-americana, aveva un suo campo dapplicazione importante nellambito nucleare: emendate le restrizioni dellatto McMahon, dallincontro di Bermuda nel 57, era possibile una collaborazione anche sul piano militare: in cambio di una base in Scozia, gli USA promisero i missili Skybolt. La svolta avvenne allindomani della crisi di Cuba quando, il 19 dicembre, in un incontro a Nassau Kennedy disse a McMillan che il progetto era stato annullato a meno che gli inglesi non si sarebbero caricati la met delle spese. Linsuccesso metteva il premier in una posizione difficile: fu trovata lalternativa nei missili Polaris, da utilizzare possibilmente integrandoli nella FML. In questo modo Kenned cercava di aiutare lalleato e di rilanciare il progetto FML. Inoltre i due si accordarono per dar vi ta al triumvirato voluto da De Gaulle in cambio dellammissione britannica alla CEE. Questo per interruppe il processo con le sue dichiarazioni pubbliche, affermando che gli americani avrebbero preferito i Polaris, solamente perch un attacco alle basi Jupiter e Thor avrebbe fatto vittime statunitensi, la qual cosa poteva essere evitata se larmamento era in un sottomarino sotto responsabilit USA. Questa constatazione distrusse lalleanze che lasci i paesi europei privi, per 20 anni, dellequivalente degli SS3/4.

De Gaulle, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la CEE La sintesi strategica del generale Gallois, spinse De Gaulle a prendere una duplice decisione radicale. Ladesione britannica alla CEE aveva perso di significato e comunque sia avrebbe volu to anche dire lingresso di molteplici paesi che avrebbero modificato la struttura della CEE. Il 14 gennaio convoc una conferenza stampa nella quale oppose la candidatura inglese per aver ostacolato il processo di creazione della comunit. Il veto francese era sufficiente per impedire la continuazione dei negoziati. La seconda reazione agli accordi di Nassau, fu rappresentata dalla firma, il 22 gennaio, di un trattato di collaborazione con la RFT: si affermava come unalleanza fondamentale per la sicurezza europea che di fatto avrebbe svuotato di significato quella americana. Per il generale francese, esprimeva il desiderio di slegare la difesa europea dagli americani, mentre per il cancelliere era un mezzo per fare pressione a questi ultimi: la Bundestag, infatti, fece precedere il trattato da un preambolo che ribadiva la necessit di collaborare con gli USA e di risolvere i problemi della difesa nel quadro atlantico, facendolo cos perdere di valore. La Francia e levoluzione della Comunit economica europea Lazione di De Gaulle plasmava anche i rapporti con la NATO e la CEE: il primo segnale di distensione si ebbe nel marzo 66 quando annunci luscita francese dalla NATO, dovendo cos far spostare la sede a Bruxelles. Frattanto Johnson, preso dagli avvenimenti in Vietnam, lasci affossare, nel 65, il progetto MLF. La pausa per il negoziato sulla creazione di un Unione politica europea e quello riguardante lingresso britannico, non fermarono i lavori della CEE: fra i tanti obiettivi vi era anche quello di formulare una politica agricola comunitaria che avrebbe garantito i prezzi minimi per ogni prodotto agricolo, il che significava che la Commissione avrebbe dovuto intervenire sul mercato e ci presupponeva che disponesse di proprie risorse. Tutto ci poneva problemi di fondo su come dare e controllare tali risorse. La Commissione illustr nel pacchetto del 1 luglio 65 dei provvedimenti che avrebbero garantito la destinazione delle risorse percepite, dai dazi doganali nei confronti dei prodotti importati, alla Comunit, accompagnata da una proposta che avrebbe dato maggiori poteri al Parlamento sulle questioni di bilancio: era implicito il proposito di rendere la collaborazione fra Parlamento e Commissione diretta, per accentuare il carattere soprannazionale. I francesi erano favorevoli ad una politica agricola che li avrebbe avvantaggiati, ma contrari ad un rafforzamento delle istituzioni comunitarie. Frattanto la Commissione aveva raggiunto le sue decisioni. I rappresentanti francesi al Consiglio contestarono la legittimit delle decisioni assunte ed annunciarono che avrebbero sospeso la loro partecipazione alle attivit inaugurando la crisi della sedia vuota. Avrebbe rioccupato i suoi posti a condizione che la Commissione non accelerasse lintegrazione federalistica e che il Consiglio votasse allunanimit. Liniziativa francese poneva la Commissione di fronte ad un bivio: essere realisti e rallentare il processo dintegrazione oppure essere intransigenti ma vuoti di contenuti. Il compromesso venne raggiunto a Lussemburgo il 29 gennaio 66 e si ribad la prevalenza degli Stati su quella delle istituzioni, confermando, tuttavia che, a partire dal 70, la Comunit avrebbe avuto a disposizione risorse proprie. Laccordo era diviso in 4 punti: in caso di decisioni che mettessero in gioco interessi importanti di uno o pi Stati membri, toccava al Consiglio trovare una soluzione che tutti i paesi avrebbero potuto adottare; che nel precedente caso, si dovesse discutere fino al raggiungimento di un accordo unanime; le parti constatavano la divergenza che continuava ad esistere nel caso di mancata conciliazione; tuttavia, tale divergenza non impediva landamento dei lavori. Il compromesso impover listituzione delle sue speranze e la costruzione di una comunit politica vedeva un percorso sempre pi difficile. De Gaulle non nascondeva la sua insofferenza verso unorganizzazione che giudicava povera di legittimit democratica. Uno sviluppo positivo si ebbe con Wilson che ripropose la candidatura britannica il 10 maggio 67 e ancora unaltra volta il generale francese pose il suo veto. Il ministro belga Harmel, propose allora di spostare il dibattito allinterno dellUEO dove non esisteva diritto di veto. Il suo successore,

Pompidou, fu favorevole allingresso inglese a patto che venisse conclusa la politica agricola. Il 22 aprile 70 i paesi CEE firmavano laccordo per determinare risorse proprie e nel 71 venne avviata la politica di creazione di un unione economica e monetaria. Venne, infine, concluso laccordo che avrebbe fatto entrare GB, Danimarca, Irlanda e Norvegia (che non accett), prevista per il 1-1-73. Il seguito alla crisi energetica del 73, nel dicembre 74 si decise di modificare la struttura istituzionale: con gli accordi di Parigi del 10 dicembre 74 il Consiglio dei capi di Stato e di governo diventavano il vero organo di propulsione dellattivit comunitaria. Per assicurare la coesione, questi, accompagnati dai ministri Esteri, si dovevano riunire tre volte lanno. Da ultimo gli accordi prevedevano la creazione di un Fondo europeo di sviluppo regionale per correggere gli squilibri esistenti allinterno della Comunit.

5. La crisi vietnamita dal 1954 al 1968 Il fallimento degli accordi di Ginevra del 1954 Nessuna delle due parti rispett gli impegni presi a Ginevra: non vi furono elezioni per lunificazione del paese, bens un rafforzamento delle loro posizioni. Dopo il 54 Ho ricevette continui aiuti da parte degli alleati comunisti. In seguito alla crisi sinosovietica del 63/4, per, si orientarono verso le posizioni sovietiche, per consolidare una struttura militare preparata con durezza e disciplina, totalmente diversa dal disordine delle guardie rosse cinesi. La permanenza dei due Stati, port al riaccendersi del conflitto: elementi nazionalisti fomentavano la rivolta nel Sud, portando allescalation dellintervento americano. Dal 64, lepisodio infiamm lopinione pubblica, ripercuotendo ogni aspetto della vita quotidiana. Furono gli anni in cui si dovettero rivedere le fondamenta della politica estera americana che risaltava i caratteri di politica di potenza. Era un movimento che partito dai ghetti neri, si allarg ai campus per poi dilagare anche in Europa nel 68. Linsieme degli avvenimenti, contribu a fare della guerra in Vietnam un episodio simbolico superiore alla sua portata poltico-militare. Il fatto che le due fazioni fossero armate dalle superpotenze, poteva far pensare alla replica della Corea. Vi erano per due differenze di fondo: la prima, interna, che il consenso a Syngman Rhee era vastissimo e solido, diversamente da quella di Ngo Din Dieam. Laltra, di carattere internazionale, stava nel fatto che nel 50 non si erano ancora delineati i limiti dellespansione delle due superpotenze, mentre in quegli anni, linteresse reciproco era quello di circoscrivere la guerra. Gli USA e lIndocina da Dulles a Kennedy. Il colpo di Stato contro Ngo Dinh Diem Eisenhower e Dulles presentarono lintervento americano come soluzione alla teoria del domino: se il Vietnam fosse caduto sotto controllo comunista, tutta la penisola avrebbe subito la stessa sorte. Senonch la seriet del pericolo avrebbe richiesto mezzi superiori a quelli che Washington fu in grado di mobilitare. Nei primi anni la politica di Diem parve avere successo. Sebbene dovesse esprimere la forza della democrazia, i suoi metodi rispecchiavano quelli di una dittatura. Dal 54 il Sud appariva come un paese rappacificato, che in realt non corrispondeva alla reale situazione: Diem non fece molto per riorganizzare lesercito o mutare la situazione nelle campagne. La sua politica fu, invece, costantemente rivolta al consolidamento del suo potere e la distribuzione di esso verso le persone a lui pi vicine. I limiti riaffiorarono nel 57 quando ricominciarono le infiltrazioni comuniste che riuscirono ad impadronirsi gran parte delle campagne. Nel dicembre 60 si cre il Fronte Nazionale di Liberazione, allinterno del quale era notevole linfluenza dei partigiani vietcong. Leredit di Kennedy venne resa pi complessa dai paralleli sviluppi della situazione nel Laos: qui, allindomani di Ginevra, si era formato un governo filo-occidentale verso cui le forze Pathet-Lao ripresero le azioni dinfiltrazione. Un intervento statunitense era complesso, mentre, invece, la Cina confinava direttamente. Si discusse della situazione nuovamente a Ginevra, dove si decise la

costituzione di un governo di coalizione guidato dal principe Spuvanna Phouma. Nel 62 i comunisti uscirono dal governo e riavviarono la guerra civile, che divenne un fronte di retrovia di quella vietnamita poich parte del sentiero di Ho Chi Minh attraversava il territorio laotiano. La situazione nel Vs non poteva essere risolta in modi analoghi: Diem non riteneva di essere di fronte al pericolo e Kennedy giudicava possibile organizzare una contro guerriglia ai comunisti. La svolta politica americana riguardante linvio dei consiglieri militari e lassistenza diretta matur durante il 61: prima del viaggio di Johnson, lNSC aveva gi previsto un forte impegno nella regione anche mediante lintervento dei servizi segreti. Due furono le strade intraprese: linvi o dei consiglieri militari e la creazione dei villaggi strategici a modello britannico. Questi servivano a rendere pi sicura la vita dei contadini dallinfluenza comunista. Fu, di fatto, un progetto fallimentare. Lo scetticismo di Kennedy sullefficacia di un intervento militare fu superato dai risultati della missione svolta dal consigliere del dipartimento di Stato Rostow e dal generale Taylor: limpegno era necessario per dimostrare la fermezza e migliorare la preparazione e la volont di combattere vietnamita mediante linserimento di uomini americani. Nellautunno 62 Hilsman e Forrestal, dopo aver visitato il Vietnam, consigliarono di migliorare lidea dei villaggi strategici e persuadere Diem ad adottare una graduale liberalizzazione della politica autoritaria, ovvero decidere se Diem fosse o meno la persona adatta. Nel 63, mentre McNamara e Taylor pensavano ancora ad una buona riuscita, Kennedy temeva un eccessivo coinvolgimento americano. Invero una vittoria senza un importante impegno avrebbe necessitato di un Vs solido che invece era tuttaltro: la politica religiosa di Diem provoc le reazioni dei bonzi che per protesta si diedero fuoco in pubblico, suscitando orrore nellOP internazionale. Washignton ammon immediatamente lazione e cominciarono a porre in essere i progetti: i consiglieri erano divisi: McNamara e Johnson erano contrari, mentre a favore erano Harriman, Ball, Hilsman e Forrestal. Il 29 agosto Kennedy inviava un telegramma segreto in cui si autorizzava ad iniziare i preparativi e dopo che McNamara e Taylor visitarono nuovamente la regione furono daccordo verso il golpe. Cos il 27 ottobre un messaggio di via libera venne inviato allambasciatore Lodge: il 1 novembre 63 il palazzo presidenziale fu accerchiato dai golpisti ed il giorno dopo avvenne lesecuzione di Diem lasciando profonda amarezza in Kennedy. Johnson e lescalation americana nel Vietnam Johnson non modific immediatamente le direttive di Kennedy, ma dovette subire il deterioramento della situazione: Sihanouk, dopo aver accusato la CIA di aver tentato un colpo di Stato, attu una politica di neutralit; il nuovo governo era inefficiente come quello precedente e gli attacchi dei vietcong aumentavano. Bisognava scegliere se disimpegnarsi o meno: il diplomatico canadese Seaborn si incontr col premier Pham Van Dong che per gli fece capire che era pienamente convinto della loro vittoria. Dello stesso parere erano, daltronde, gli USA. Alla fine del gennaio 64 Minh fu sostituito da Nguyen Khan e nonostante Johnson ritenesse lintervento in Vietnam come un errore, non riteneva possibile una rinuncia americana che avrebbe avuto ripercussioni nel sistema anticomunista. Di conseguenza, le notizie allarmistiche, portavano alla soluzione obbligata. Passarono alcuni mesi che diedero vita allescalation militare. La svolta matur nellestate 64 quando ad Honolulu si incontrarono i responsabili delle operazioni che decisero di chiarire al pubblico la natura dellintervento e di avviare contatti diplomatici per ampliare lappoggio dei paesi vicini alla guerra. Il montare delle polemiche, fece sentire il bisogno di un consenso pi vasto. Il 3 agosto due navi americane vennero attaccate e il 5 agosto Johnson invi al Congresso un progetto di risoluzione secondo la quale gli USA erano pronti ad un intervento armato per lassistenza dei membri SEATO. La risoluzione fu un grande successo, che fu, per, seguito dalla defenestrazione di Chruscev e dallo scoppio della prima testata nucleare cinese (tutto nellottobre 64). Tuttavia Johnson non aveva ancora lintenzione di trasformarla veramente in una guerra americana per via del suo maggiore impegno nella creazione della Great Society.

La diffidenza fra americani e sud-vietnamiti, intanto, aumentava col perdurare dello stillicidio: i primi non si sentivano sufficientemente ripagati per gli sforzi atti a tenere in piedi un regime corrotto. Al tempo stesso le forze nordiste controllavano la quasi totalit della regione ad eccezione di Saigon e delle basi americane. Nel dicembre 64 Johnson approv i piani di bombardamento che si attuarono quando le forze nordvietnamite attaccarono di sorpresa Pleiku: la rappresaglia fu immediata (flaming dart?) e colp tutto il territorio controllato dai comunisti. I bombardamenti, infatti, toglievano limmunit ai vietong e si poteva sperare che i suddisti fossero rinvigoriti. Sul piano generale, i bombardamenti si presentavano come esercizio limitato di rappresaglia, rendendo ambiguo il coinvolgimento USA. Linefficienza di questi, per, pose la questione di un maggiore impegno: si decise di inviare i reparti marines presso la zona demilitarizzata del 17 parallelo e linvio in luglio 65 di 75.000 consiglieri che per potevano svolgere operazioni belliche. La conseguenza fu la prima manifestazione di protesta a Washington nellaprile 65. Da allora limpegno crebbe continuamente fino al 67 quando le forze raggiunsero 500.000 uomini. Per 3 anni divenne lincubo della politica americana che ebbe un costo di 165 miliardi di dollari. La teoria del domino era unipotesi astratta priva di realismo. Pi dannosa, invece, limmagine che ne deriv per gli USA: un paese diviso con un governo incapace di decidersi per limpegno o meno. La rinuncia di Johnson (marzo 1968) e lavvio dei negoziati di Parigi Alla fine del 67 molti territori vennero riconquistati e la risolutezza dei vietcong sembr incrinata. I bombardamenti sul sentiero rallentarono i rifornimenti e persino le truppe del Sud mostrarono maggiore volont di coinvolgimento. Frattanto, nel 65, un altro colpi di stato aveva portato alla presidenza Thieu. Le notizie ottimistiche del gennaio 68 di Rostow su un imminente collasso avversario ebbe uneco grandissima quando ne furono rilevate le infondatezze. Il 31 gennaio 68, primo giorno del Tet, i comunisti lanciarono di sorpresa unimmensa offensiva che mirava ai capoluoghi del Sud ed alle basi americane. Riuscirono ad impadronirsi di Hue, antica capitale imperiale. Dopo poco pi di un mese le forze nord-vietnamite furono respinte anche grazie allaiuto dellesercito regolare. Tuttavia, la vittoria militare, non bastava a calmare lallarme: i comunisti avevano dimostrato di essere in grado di combattere anche nelle condizioni pi disperate e resistere al di l di ogni previsione. Pensare di sconfiggerli definitivamente appariva dubbio. Non vi era neanche una motivazione adeguata per giustificare una tale atrocit. Lopinione pubblica si divise, in vista delle elezioni, in falchi (repubblicani) e colombe, che erano la parte pi influente. Le incertezze sulla candidatura democratica, vennero risolte con la presentazione a marzo di quella di Robert Kennedy. Fu in questo clima che il 31 marzo Johnson pronunci il discorso che fu il punto di svolta: linvio di 200.000 uomini, la ripresa di un negoziato per la pace accompagnata da una pausa nei bombardamenti americani, la volont di trasferire maggiori responsabilit allesercito regolare e la rinuncia alla candidatura presidenziale. Harriman venne nominato per lincontro di maggio a Parigi: i nord-vietnamiti precisarono che i lavori sarebbero potuti continuare solamente con la fine dei bombardamenti che avvenne il 31-10. Nixon e la vietnamizzazione della guerra Luccisione di Robert Kennedy il 5 giugno 68, priv i democratici di un candidato credibile. La corsa alla casa Bianca vedeva come concorrenti Humphrey e Nixon: entrambi promettevano la fine del conflitto senza per delineare una politica precisa. I negoziati di Parigi continuavano lentamente poich Harriman chiese alla controparte vietnamita che la buona volont americana doveva essere confortata da un minore appoggio ai vietcong e perch Thieu e il FNL si rifiutavano di sedere allo stesso tavolo. Lunica soluzione era vedere lesito delle elezioni americane.

La vittoria and a Nixon che lanci la formula della vietnamizzazione del conflitto: diminuire il peso dellintervento americano e avviarsi verso un accordo di pace. Il problema consisteva nel non far ricadere la sconfitta USA tutta dun colpo: unoperazione che Kissinger port a termine.

6. Il campo sovietico: crescita e contraddizioni La sostituzione di Chruscev e la politica di potenza nucleare La caduta di Chruscev fu il sintomo della fine del periodo di transizione ma anche dei temi che questa aveva lasciato aperti. Chruscev non era mai stato appoggiato allunanimit ed inoltre i suoi progetti grandiosi dovevano scontrarsi con la scarsit delle risorse. Laggravarsi dei dissensi con la Cina, la nostalgia degli stalinisti e gli insuccessi economici del 63 fecero da terreno fertile per coloro che nel 64 decisero di pensionarlo: il 14 ottobre fu convocato il Comitato centrale del PCUS sulla base di una relazione critica di Suslov che sanzion la decisione di destituire Chruscev. Il suo posto sarebbe stato affidato al suo vice, Breznev, mentre quello di primo ministro da Kosygin. Il 16 ottobre la notizia venne resa pubblica. I successori non modificarono nella sostanza la sua linea politica. Sul piano internazionale non avevano ragioni per scostarsi dalle linee gi tracciate. Il problema era vedere se e quanto fosse possibile modernizzare il paese. Nel 65 si tent di riequilibrare la distribuzione degli investimento migliorando il settore edile e quello agricolo. Fatto negativo era invece lassenza di ricadute tecnologiche dalle scoperte in ambito militare si quello civile. Si attu anche una politica di distribuzione egualitaristica che esasper i lavoratori qualificati ed intellettuali. La crisi in Europa orientale nel 1968 e la dottrina Breznev La frattura sino-sovietica era solamente la pi vistosa. Una serie di altre situazioni mostravano come lUnione Sovietica non fosse stata ancora in grado di creare un blocco coeso e di inserirsi nei singoli paesi con eccezione della Germania di Ulbricht e la Bulgaria. LUngheria di Kadar si era mossa lungo una linea di riformismo che aveva cercato di accrescere il benessere della popolazione. La fase culminante fu ladozione nel 68 di un nuovo meccanismo economico che allentava la centralizzazione burocratica. In Polonia, con Gomulka, nel 57, per la prima volta al Parlamento furono eletti rappresentati cattolici. Concessione, tuttavia, controbilanciata da restrizioni delle libert politiche come il ripristino della censura. A poco per volta le maglie della repressione si strinsero fino a provocare proteste studentesche alla proibizione dellopera teatrale di un poeta patriottico polacco. Luomo che salv il regime divenne sempre pi logoro e fu sostituito da Gierek che seppe affrontare la nuova ondata di scioperi adottando provvedimenti relativi ai salari. Ben pi carica di conseguenze la Cecoslovacchia che sotto la guida di Novotny segu, fino al 63, una politica intransigente e settaria. In seguito al fallimento del piano quinquennale nel 62, questo accett lavvio di un dibattito che mise in luce un gruppo di giovani economisti critici del culto della pianificazione e promotori di un programma basato sui principi dellautofinanziamento. Novotny appariva disposto al dialogo e dal 63/8 la vita cecoslovacca fu percorsa da una corrente di rinascita. Torn in evidenza anche la questione del differente trattamento della popolazione slovacca. Verso la fine del 67 la situazione divenne pi accesa a causa di scontri tra polizia e studenti. Allinizio di gennaio si discusse della possibile rinuncia di Novotny e il 3 gennaio Dubcek divenne segretario del partito. Dal mese di aprile il fermento democratico acquist un ritmo frenetico ricordato poi come la primavera di Praga. Dubcek, infatti, insieme al presidente Svoboda, si era posto il progetto per la creazione di un socialismo dal volto umano. Gli altri membri del Patto, come risposta lo invitarono alla cautela. Dallinizio di luglio i 5 premettero perch si tenesse una conferenza sulla situazione. Dubcek rifiut affermando di avere il pieno controllo. Il 1 agosto 68 a Cerna si svolse un incontro bilaterale fra cecoslovacchi e sovietici: un dialogo fra sordi. Gli avversari (fra i quali quelli interni) lavoravano silenziosamente per

rovesciare Dubcek che non trov il supporto di Tito e Ceausescu. Il 20, 21 agosto le truppe dellArmata rossa invasero il paese ed il 22 Dubcek e si suoi collaboratori furono prelevati a Mosca: dovevano accettare la normalizzazione ed il ritorno al passato. La parentesi praghese doveva essere cancellata. Il 26 dovettero sottoscrivere un protocollo che sanzionava la loro sconfitta ed affermava la dottrina Breznev. Una volta di ritorno, il potere era formalmente nelle loro mani e furono costretti a disorientare i loro sostenitori. Solo nellaprile 69 Dubcek venne rimpiazzato da Husk, il Kadar cecoslovacco. Furono Ulbricht e Gomulka, in particolare, a temere le ripercussioni della parentesi cecoslovacca. Sul piano internazionale Breznev giustific la sua azione con la dottrina della sovranit limitata: una delega allUS del diritto di mantenere lordine nei paesi del sistema comunista per ripagare i sacrifici durante la guerra al nazismo. Pi che tutela era un rapporto di tipo coloniale. La dottrina Breznev esprimeva, in verit, una profonda insicurezza data dal fatto che dal 48 pressoch ininterrottamente vi erano stati tentativi di rivolta. Per questo cresceva la premura di promuovere lavvio di un grande dialogo con lOccidente per una conferenza sulla sicurezza europea. Tale proposta, fatta sei mesi dopo i fatti di Praga, sfoci nellavvio dei negoziati di Helsinki del 72 che si sarebbero conclusi nel 75. Inoltre, dallinvasione della Cecoslovacchia, i partiti comunisti dellE occidentale, inseritesi nella realt pluralistica, presero istituzionalmente le distanze dal sistema del socialismo reale. Ebbe origine allora il concetto di eurocomunismo contrapposto a quello sovietico. Altro aspetto che accompagn la crisi di Praga fu lemergere del fenomeno del dissenso.

CAP XXII: LA GRANDE DISTENSIONE E I SUOI LIMITI 2. Il dialogo tra Stati Uniti e Unione Sovietica Il trattato di non proliferazione nucleare Tra il 1968 ed il 74 si assistette al trionfo della diplomazia come strumento per governare la vita internazionale. Venne segnato linizio di un ventennio di dualismo nel quale gli USA riconobbero lUnione sovietica come un soggetto eguale, almeno dal PDV politico. Proprio limpegno alluguaglianza imponeva, invece, ai sovietici, oneri che richiedevano sacrifici interni e mostravano i limiti della loro solidit. Lascesa di Breznev, dominatore unico della vita politica sovietica, fu un elemento che indic il ritorno ad un dogmatismo di ispirazione staliniana. Il risultato pi rilevante prima della fine della presidenza Johnson, fu la firma, nel luglio 68, del Trattato di non proliferazione degli armamenti nucleari, un progetto partito dallAssemblea ONU dal 61: nel 64 si ebbe il primo esperimento nucleare cinese, mentre gli americani dovettero affrontare i problemi interni alla NATO in relazione al fallimento della MLF, che veniva sostituita, nel 67, dal progetto di Nuclear Planning Group, con il compito di formulare la strategia nucleare NATO (urtando per con i desideri francesi). Questi due motivi non omogenei spinsero quindi le due superpotenze a considerare la proposta delle Nazioni Unite. Inoltre, la limitazione della gara missilistica sostituita alla fabbricazione di MIRV ed il discorso riguardante gli ABM, spinsero le due potenze a stipulare il 1 luglio 68 il Trattato di non proliferazione. Comportava limpegno di non trasferire armi atomiche a chi non le possedeva e la rinuncia di questi a possederne, sancendo legemonia delle potenze nucleari. Gli USA rinunciavano per sempre al riarmo atomico della Germania in cambio della condanna sovietica al riarmo atomico cinese. A loro volta, Mao e De Gaulle si sentirono incoraggiati a perseguire i loro progetti indipendenti che portarono da una parte ad un totale distacco dalla NATO, e dallaltra agli scontri armati con i sovietici sul fiume Ussuri nel 69. Per gli USA di Nixon e Kissinger il primo mandato e linizio del secondo furono una fase politicamente favorevole e ricca di risultati: gli anni dal 68 al 74 segnarono, per la diplomazia americana, una vera svolta che impresse una spinta al dialogo bipolare. Questo parve assumere il

carattere di una convergenza nel governo della politica mondiale, mentre invece celava la mutua volont di usare il peso politico ed economico dellaltro per risolvere i propri problemi. Gli accordi, infatti, non erano altro che forme di stabilizzazione provvisoria grazie alle quali ciascuna delle parti cercava anche di paralizzare i movimenti che laltra avrebbe potuto attuare. Proprio per far ricadere sullURSS tutto il peso delle contraddizioni, Nixinger non esitarono ad introdurre la Cina nelle Nazioni Unite occupando il seggio di Taiwan: aveva un arsenale trascurabile, usciva dalla rivoluzione culturale, non era una superpotenza da temere, ma grazie alla normalizzazione dei rapporti, riuscirono a trasformare la sconfitta nel Vietnam in un episodio periferico. Il Vietnam restava, cos, isolato e aveva come potenziale supporto solo quello indiano. I nuovi rapporti instaurati con la Cina, inoltre, eliminava il velo dimperialismo americano, poich se la Cina stessa collaborava con loro, gli altri avrebbero potuto seguirne lesempio. La distensione si risolveva in una lotta diplomatica, nella quale i sovietici volevano trarne la soluzione definitiva per la loro influenza nel mondo, mentre gli americani la concepivano come una ritorno alle posizioni. Un piano della distensione riguarda il rapporto bipolare sulla materia nucleare: nel gennaio 67 Johnson aveva lanciato la proposta di un negoziato per la limitazione degli armamenti strategici (SALT). Le esitazioni sovietiche furono molteplici, soprattutto dagli ambienti militari. La soluzione per apparve nella primavera 68 quando il presidente rinunci alla candidatura e ferm i bombardamenti in Vietnam. Alla firma del 1 luglio 68 del TNP i sovietici si dissero pronti ai salt. Lottimismo per fu demolito dalla crisi cecoslovacca: Nixon lasci i sovietici nellincertezza fino al giugno 69 quando accett di iniziare i lavori ad Helsinki nel novembre. Il vero fulcro delle discussioni fu la definizione delle armi strategiche: il dibattito si dilung e solo alla met del 71 convennero di estendere il trattato anche gli armamenti difensivi (ABM). Nonostante la ripresa dei bombardamenti in Vietnam nel 72 e linstallazione di mine nelle acque vietnamite non imped di continuare il dialogo con i sovietici. La sfida dimostrava come ormai il Vietnam fosse un fatto marginale rispetto alle relazioni bipolari: Nixon il 22 si rec a Mosca ed il 26 sottoscrissero gli accordi SALT 1: disponevano circa i livelli entro i quali ciascuno si sarebbe dovuto mantenere nei futuri 5 anni. Nella seconda parte degli accordi si parlava dei sistemi antimissile e si concluse che ciascuno avrebbe potuto costruire due sistemi ABM. Nixon e Breznev firmarono una serie di protocolli per dimostrare come la distensione potesse portare a forme pi strette di collaborazione. Affermavano, infatti, che nellet nucleare i rapporti potevano avvenire solo allinterno di una coesistenza pacifica e che a tal fine le parti si impegnavano a consultarsi per prevenire conflitti militari. Quando ebbero luogo i vertici a Mosca ed in Crimea nellestate 74, Nixon era gi compromesso dal Watergate e Breznev non volle spingersi troppo avanti nel negoziato con un presidente che di l a poco sarebbe stato rimosso. Lultimo vertice degli anni della distensione avvenne con Ford a Vladivostok nel novembre 74 nel quale venne affermato il principio della parit e venne fissato il limite di 2400 con un massimo di 1320 MIRV.

3. La fine della crisi vietnamita Le alternative di Nixon e i negoziati di Parigi Nixon eredit la guerra in Vietnam da Johnoson che aveva gi avviato i negoziati a Parigi e la vietnamizzazione del conflitto. Tutto ci, per, non significava la fine della guerra, anzi. Kissinger prevedeva due ipotesi di soluzione: la prima, militare, esigeva che lesercito sud vietnamita fosse rafforzato in maniera tale da consentire il ritiro statunitense; la seconda presupponeva la disponibilit di Saigon ad allargare la base di consenso su cui poggiava. Voleva in pratica persuadere il Nord ad accettare il ritiro americano in cambio del ritiro del FNL dal sud.

Queste proposte, per, non si adattavano n ai sud-vietnamiti che negavano a Parigi il diritto di decidere il destino del loro paese, n al governo del nord che prospettava un ritiro di truppe solo dopo un accordo politico generale. Nella fase critica del negoziato (febbraio 1969) le forze comuniste attaccarono oltre 100 obiettivi americani, mentre Nixon rispose allargando il raggio dazione dei bombardamenti al Laos ed alla Cambogia: il negoziato diventava unarea di parcheggio in attesa della vittoria militare. La vietnamizzazione del conflitto Per vedere leffettivit delle sue scelte, Kissinger, nel marzo 69, invi il ministro della Difesa Laird: questi ribad che se si voleva attuare la vietnamizzazione dovevano creare un vero esercito fromato da sud-vietnamiti, cos da rendere pi accettabile il ritiro americano. Kissinger, daltra parte, in aprile aveva cominciato a tessere rapporti segreti con il rappresentante vietnamita a Parigi Le Duc Tho. Restava il problema di dimostrare ai loro alleati che essi non venivano abbandonati: l8 giugno nellincontro alle Midway, fu Thieu stesso a proporre il ritiro americano e Nixon rispose premendolo per cercare un dialogo con il nord, cosa impossibile. Nixon lo prese com un via libera per lo sganciamento, cos il 25 luglio 69 pronunci a Guam lapologia dei nuovi indirizzi di politica estera: necessit di non sovresporre gli USA che si attuava con una politica di low profile; gli USA non potevano fare i poliziotti mondiali e quindi la responsabilit doveva essere assunta dalle singole nazioni asiatiche: la vietnamizzazione trovava la sua ragion dessere. Per porre fine alla guerra, disse il Presidente, cerano due possibilit: un ritiro precipitoso o la ricerca di una pace giusta mediante un negoziato accompagnato dal programma di vietnamizzazione. Acquistava, cos, tempo per tener testa allOP e lasciare una via duscita a Parigi. La fase finale della guerra e la vittoria nord-vietnamita In quel momento era in atto la crisi sino-sovietica (marzo 69): mentre i rapporti fra Vietnam e URSS erano diventati strettissimi, quelli con la Cina si erano deteriorati. Il Vietnam non poteva essere sconfitto militarmente, ma poteva essere isolato sul piano diplomatico, facendo cessare del tutto laiuto cinese. Questa visione aveva portato allallargamento dellazione in Cambogia: Nixon, nel 70, appoggi un colpo di Stato che destitu Sihanouk a favore di Lon Nol che, chieste le armi, si vide entrare nel territorio forze americane e sud-vietnamite. La decisione fu presa partendo dal presupposto che il successo della vietnamizzazione esigeva che le basi dellavversario nascoste, fossero colpite. Dalle reazioni che si manifestarono, si cap che nessuno fu interessato a sostenere lesiliato Sihanouk. Nel frattempo loffensiva in Cambogia aveva riacceso gli animi dellopposizione inter na. I negoziato segreti con Le Duc Tho continuavano, mentre sul piano pubblico continuava il disimpegno militare. Nel marzo 72 il FNL tentarono una massiccia offensiva in cui si fece uso anche di armi pesanti provenienti dallURSS, il che rese possibile allUSA di dimostrare come il loro ritiro non significava la sconfitta. Come loffensiva del Tet, quella del marzo 72 fece numerose vittime in campo comunista e questo fatto accompagnato dalla pressione di URSS e Cina verso la moderazione, ammorbidirono le posizioni nord-vietnamite. Quando il gennaio 73 gli Americani ripresero la massiccia offensiva aerea, Hanoi fin per accettare il cessate il fuoco firmato a Parigi il 27 gennaio 73: era la fine dellimpegno USA. Laccordo prevedeva la restituzione dei prigionieri, il 17 come linea di demarcazione; i vietnamiti si impegnavano a non utilizzare la Cambogia ed il Laos per compiere offensive. Dunque la condizione politica proposta dai nordisti sin dallinizio, venne accolta. Era tuttavia un accordo debole e priv o di garanzie. A Parigi, il 2 marzo 73, la conferenza dei 12 interessati, approv gli accordi. Durante tutto il 73/4, invece del cessate il fuoco, era continuata la guerra senza gli americani: la determinazione dei nord-vietnamiti e dei vietcong permisero lentrata a Saigon il 30 aprile 75.

LIndocina dopo la guerra La potenza che pi di tutti aveva gradito la frammentazione della penisola fu la Cina che pens di poter esercitare uninfluenza pi diretta nella regione. La persistenza della politica di conq uista di tutto il Vietnam, raffreddarono i rapporti con i cinesi. Nonostante tutto il regime di Lon Nol non era riuscito a consolidarsi: il paese era diviso fra i Khmer Issarak, filovietnamiti e i Khmer rossi, guidati da Pol Pot, che rivendicavano la propria originalit di programma. Questi avevano allacciato rapporti con Sihanouk, vale a dire con la Cina. I cinesi, infatti, individuarono nella Cambogia il mezzo per tenere in scacco il Vietnam rafforzato sotto lala sovietica. Daltra parte questi consideravano il controllo degli altri due stati come una precondizione per la loro sicurezza. I governanti cinesi offrirono un enorme appoggio per rendere una rapida azione in concomitanza con lentrata vietnamita a Saigon: cos lo stesso giorno abbatterono il regime di Lon Nol, mentre in aprile veniva abbattuto il neutralista Souvanna Phouma dal Pathet Lao filovietnamita. In apparenza, nel 75, lIndocina era tutta in mano comunista, ma in realt era assai frammentata. In Cambogia i Khmer rossi avviarono la repressione verso tutti gli avversari. Parallelamente si erano stretti i rapporti sovietico-vietnamiti: installarono basi aeree nella regione e stipularono un trattato di amicizia e cooperazione che avrebbe garantito la difesa del Vietnam da qualsiasi aggressione. Alla fine del 77 ci fu la rottura dei rapporti fra Vietnam e Cambogia e primi la invasero come necessit di porre fine al genocidio perpetrato dai Khmer rossi. Lattacco era illegittimo e comunque il regime di Pol Pot quello internazionalmente riconosciuto. I cinesi come risposta entrarono per 30 km in territorio vietnamita, per dimostrare la loro determinazione e per mettere in luce i limiti dellalleanza sovietico-vietnamita del 78, in quanto i sovietici si limitarono alla condanna verbale. Landamento dei rapporti delle potenze isolava il Vietnam che usciva da 30 anni di guerra e la Cambogia in un limbo politico-giuridico che costrinse lintervento delle NU. 4. La diplomazia triangolare di Kissinger La ripresa delle relazioni diplomatiche fra USA e Cina Il Giappone costituiva la roccaforte americana nel Pacifico e non aveva mai avuto rapporti antagonistici con la Cina popolare. In questo clima matur la rivoluzione diplomatica americana: rinunciarono ad una politica di contrapposizione ideologica per sostituirla con una di collaborazione suggerita dai mutamenti geopolitica in Asia. Il mutamento di clima rispetto allURSS, la fine della corsa agli armamenti, la firma del SALT 1, consolidavano una situazione stabile; invece i nuovi equilibri diplomatici in Asia creavano un sistema di conteminemto che limitava lespansionismo sovietico, costringendolo a sfociare in Africa. I cinesi dovettero riconoscere il fallimento di minare lautorit sovietica allinterno del blo cco, visto il riappacificarsi con gli jugoslavi ed i rumeni. Inoltre, gli anni della rivoluzione culturale, avevano inferto un duro colpo riguardo la credibilit cinese sul piano internazionale. Daltra parte la sconfitta americana in Vietnam e la crisi del dollaro fecero s che lavversario non fosse aggressivo come un tempo. Preso fra la constatazione del collasso americano e il riarmo sovietico diretto contro la Cina, il gruppo dirigente cinese si pose il problema di uscire dallisolamento. Mao e Zhou Enali furono i protagonisti della svolta: avvertirono gli americani che lappoggio cinese avrebbe frenato il dinamismo sovietico; il mutamento di rapporti diplomatici non avrebbe rimesso in discussione il carattere della rivoluzione cinese; la Cina avrebbe normalizzato i rapporti economici con USA e Giappone ottenendo delle ottime ricadute tecnologiche; avrebbero recuperato uno spazio di manovra diplomatica internazionale. Una delle ragioni americane era, invece, la volont di ridar vita ad una tradizionale amicizia con una realt che era impossibile fingere di non vedere. Le motivazioni generali di Nixon risalivano al proposito di creare una circolazione di flussi diplomatici pi ricca, tale da costruire un sistema triangolare.

Lattuazione ebbe luogo rapidamente: nellestate 69 gli USA abolirono alcune restrizioni economiche; nonostante il colpo di Stato in Cambogia durante il 70 i segni della distensione con loccidente si moltiplicavano (venne riconosciuta da Italia e Canada). Gli americani propendevano per la teoria delle due cine in Assemblea Generale. Questa per sanzion il 25 ottobre 71, il restauro dei diritti legittimi della Cina popolare, decretando lespulsione dei rappresentanti di Taiwan che occupavano il seggio illegalmente. Il momento di svolta fu la visita segreta di Kissinger il 9/10 luglio 71 che pose le basi per il disgelo e programm la visita di Nixon. Nel mentre un nuovo tratto fra India e US venne interpretata come il presagio di unoffensiva indiana alla Cina con appoggio sovietico. La visita del 21/8 febbraio 72 di Nixon, fu un vero trionfo diplomatico: il clima damicizia fu superiore alla realt dei fatti. Gli americani abbandonavano la teoria delle due cine (ma non sul piano economico). I cinesi in cambio riconobbero la supremazia americana nel Pacifico ed entrambi dichiararono di opporsi a qualunque tentativo terzo di affermare la propria egemonia nellarea: un avvertimento a Mosca. 5. LEuropa negli anni della distensione LEuropa e la politica finanziaria di Nixon La CEE dimostrava una vitalit inaspettata portando alla vigorosa crescita economica di Francia, Italia e Germania dallinizio degli anni 60. Sino al 58 la vita economica del continente era stata legata allUEP e i 14 stati membri avevano raggiunto un accordo che stabiliva la convertibilit generala basata sul gold-dollar standard. Si promuoveva la creazione di un mercato stabile dominato dalleconomia del dollaro, diventando il pilastro della convertibilit generale. Si imponevano di fatto i prezzi americani sul resto del mondo: prezzi stabili per la stabilizzazione dei prezzi generale. Tuttavia, il cambiamento avvenuto con la rinascita europea, giapponese e di quella dei paesi neoindipendenti, determinarono una redistribuzione del potere economico che mise in difficolt gli USA: intrappolato dalla regola della parit fissa, il dollaro venne sempre pi sopravvalutato con la conseguenza che gli investitori si rivolgevano allesterno dove i costi erano minori. In altri termini, dovevano fronteggiare la conseguenza che spostava i dollari-oro fuori gli USA. Ogni crescita del commercio mondiale e, di conseguenza, della liquidit mondiale minacciava di trasformarsi in ragione di crisi per il sistema monetario americano. Il dollaro veniva ingabbiato e non si poteva applicare la svalutazione per correggere il disavanzo. Inoltre, gli USA, si facevano carico del sistema difensivo alleato, facendo diventare europei e giapponesi dei profittatori. Vi era un sistema imperiale allinterno della quale la potenza egemone vedeva diminuire i vantaggi della propria superiorit. Vi furono progetti di riforma come quello del belga Triffin: stipulare una serie di accordi bilaterali per minimizzare la conversione dei dollari in oro, dimostrando per la debolezza del gold-dollar standard. Oppure quello del francese Reuff: ritorno al gold-standard con una politica di svalutazione simultanea di tutte le valute rispetto alloro stesso per eliminare la supremazia USA immotivata. Nixon cerc di porre rimedio attraverso una politica monetaria deflazionistica che non riusc a bloccare la disoccupazione e linflazione, generando timore negli investitori. Il 15 agosto Nixon illustr la new economy policy, il cui cardine era la temporanea sospensione della convertibilit del dollaro. La svalutazione colp gli europei e i giapponesi, creando sentimenti di diffidenza. Solo alla fine del 71 con gli Smithsonian Agreements vennero fissate nuove parit del dollaro e venne introdotto il principio che le monete potessero oscillare del 2,25% sopra o sotto dei tassi ufficiali. Il prezzo delloro pass a 38$ loncia e al sistema precedente si sostitu il dollar-standard.

La politica di distensione e lEuropa. Brandt e lOstpolitik La partecipazione europea al processo di distensione riguard gli sviluppi della politica di De Gaulle, lostpolitik tedesca ed i negoziati di Helsinki. La posizione francese si era avviata verso una distensione unilaterale, segnato non tanto dal ritiro dalla NATO, quanto al tentativo del generale di avviare un dialogo europeo col suo viaggi o a Mosca nel 66, nel quale afferm che la GF era gi conclusa. Aspirava, infatti, ad allargare il respiro della politica francese ed a smuovere gli altri partner europei, al fine di non dover subire passivamente liniziativa americana. Intrecci il suo nazionalismo con laffermazione del sistema europeo come potenziale soggetto autonomo. Con le dimissioni di Adenauer si trvo, per privo di un valido alleato. Erhard e Schroder erano, infatti, atlantismi convinti. Il 1966 fu lo spartiacque che vide al governo una coalizione con Kiesinger cancelliere e Brandt agli esteri. Questo era stato uno dei maggiori sostenitori per un mutamento della dottrina Hallstein e nella politica con lE orientale: sosteneva che contatti pi stretti avrebbero accresciuto la sua limitata indipendenza. Nel 67 la RFT stabiliva relazioni diplomatiche normali con la Romania e 68 con la Jugoslavia. La crisi cecoslovacca persuase la fondatezza dei progetti di Brandt, poich lunica alternativa sarebbe stato assistere passivamente alla dottrina Breznev. Per evitare che a causa della risposta flessibile la Germania restasse scoperta militarmente, era necessario che i rapporti, in particolare con RDT e lURSS, cambiassero radicalmente. Doveva sviluppare unazione politica meno vincolata dalle potenze. Lessenza dellOstpolitik, dunque, consisteva nel vivere diversamente la situazione cristallizzata. Considerare la divisione della Germania significava poter porre le basi per migliorare la situazione. Si aspettava una maggiore sicurezza attuando un alleggerimento della situazione a Berlino: maggiori contatti per ammorbidire gli aspetti umanitari. Nel 69 Brandt prese liniziativa: progett un trattato con lURSS per la non interferenza e la rinuncia alluso della forza come mezzo per risolvere le controversie; riconobbe il confine polacco lungo la linea dellOder-Neisse; offr alla Cecoslovacchia un trattato di commercio e di pagamento dei danni compiuti dai nazisti; firm il trattato di non proliferazione. Cos a pochi mesi dalla crisi cecoslovacca, la mossa di Brandt, cre uno spiraglio per incrinare dottrina Breznev. Con i sovietici la normalizzazione avvenne durante il suo viaggio a Mosca nellagosto 70. il 7 dicembre 70 visit il ghetto di Varsavia. Le relazioni con la Germania erano condizionate da vincoli giuridici: la RFT si riconosceva come lunica G, mentre i paesi comunisti avevano deciso che lunificazione sarebbe dovuta passare prima col riconoscimento della RDT. Brandt e il premier orientale Erfurt sincontrarono due volte: non portarono a risultati concreti ma capirono che per ulteriori movimenti bisognava defenestrare Ulbricht. Questo sotto pressioni sovietiche dovette dimettersi nel maggio 71 e fu sostituito da Honecker: ci dimostrava che per Mosca era pi importante la relazione economica con la RFT che non le esigenze del proprio partner. Dopo di allora il ritmo delle discussioni fu accelerato: il 3 settembre 71 i rappresentanti delle 4 potenze sottoscrissero un accordo che confermava lo status di Berlino. Il 21 dicembre 72 un trattato prevedeva rapporti di buon vicinato sulla base delluguaglianza dei diritti, con un incremento delle relazioni commerciali. Da parte dei democristiani lostpolitik venne criticata come dimostrazione della debolezza tedesca. Daltra parte se considerare questa politica per il lungo termine un presupposto errato. Tuttavia si present come tatticamente corretta: risucchiando lest nel dialogo, creava le condizioni perch tali paesi si sentissero pi vincolati alloccidente.

La Conferenza di Helsinki Con il clima creato dalla politica di Brandt, si pot avviare il progetto che i sovietici prospettavano da anni: il tema della sicurezza europea, poich la neutralizzazione della Germania non aveva pi senso dopo il trattato di non proliferazione. Dopo gli appelli del 69, solamente nel 71 matur la disponibilit dei paesi alleati a partecipare ad una conferenza parallela per il Mutual Balanced Force Reduction e il problema della sicurezza e della cooperazione in Europa. La prima sessione si tenne il 22-11-72 ad Helsinki e i lavori furono lenti e complessi. Si arriv al 1 agosto 75 con ladozione dellAtto Finale: una dichiarazione di principi ai quali le parti si impegnavano ad attenersi, firmata dai 33 paesi europei (esclusa lAlbania), lUSA e il Canada. Suddiviso in quattro parti: 1- enunciazione dei principi politici della sicurezza europea: riconoscere linviolabilit dei confini, salvo variazioni concordate pacificamente; non interferire negli affari interni degli altri paesi e riconoscere il diritto di appartenenza ad organizzazioni internazionali, alleanze comprese; rispettare i diritti delle minoranze. 2- Cooperazione in campo economico, scientifico, tecnico ed ambientale. 3- Accettato dai sovietici solo dopo molte pressioni, riguardava la cooperazione nel campo culturale ed umanitari e rispettare i diritti umani (che contrastavano la reale situazione). 4- Limpegno a riunirsi nel 77 a Belgrado per fare il punto della situazione. Molti vi lessero la vittoria delle testi sovietiche con la conferma dello status-quo. A lungo termine, per, il 3 paniere si rivelo tuttaltro che un mero esercizio di retorica: il peso dellOP era divenuto tale che pot svolgere unazione politica che fece dellAtto finale linizio della svolta.

CAP XIII: DALLA CRISI DELLA DISTENSIONE ALLA CRISI SOVIETICA. SVOLTA 1973 1. La guerra dello Yom Kippur e la crisi energetica La guerra Yom Kippur Dopo la morte di Nasser, il nasserismo si era diffuso e aveva come obiettivo principale la lotta allo Stato dIsraele. Con Gheddafi in Libia, il partito baath in Iraq si era modificato in senso antiisraeliano la geografia dellarea. I sovietici erano a conoscenza di un progetto di vendetta egiziano per la cocente sconfitta del 67. Sadat, daltra parte, non era pro-sovietico e lo dimostr quando chiese il ritiro di tutti i consiglieri russi dopo il rifiuto di accrescere la fornitura darmamenti egiziani. Un avviso che poteva far capire un eventuale cambio di campo. Allinizio di ottobre Sadat inform Mosca delle sue intenzioni, e questa si guard dallapplicare le intese Breznev-Nixon del 72 che avevano come obiettivo di fare tutto il possibile per evitare che i conflitti facessero crescere la tensione internazionale. Il 6 ottobre Sadat lanci le sue truppe sulla sponda orientale del canale di Suez, mentre i Siriani attaccavano le alture del Golan. Riuscirono, allinizio, a mettere in seria difficolt gli israeliani che furono colti di sorpresa durante il festeggiamento della Yom Kippur. I sovietici si precipitarono a suggerire un cessate il fuoco, in modo tale da non dover dare ulteriori aiuti egiziani e sfidare le reazioni americane. Sadat non accett e i sovietici furono costretti ad inviare aiuti. Intanto, gli israeliani, riorganizzatisi, una settimana dopo riuscirono a fermare lavanzata ed a circondare le truppe di Sadat, mentre gli USA attivarono un ponte aereo di aiuti. Gli egiziani correvano il rischio di essere battuti. La crisi coinvolgeva le superpotenze. Gli americani giunsero il 25 ottobre a decretare lo stato dallerta generale. Liniziativa diplomatica, per, blocc la crisi: il 22 lONU ordin di cessare le ostilit. Kissinger si rec a Mosca: Israele non aveva accettato di sospendere le operazioni; i sovietici minacciavano un intervento militare; Kissinger si faceva forza con lallerta delle forze. Le due pressioni si compensarono: lintervento americano ammorbid le tiepide intenzioni sovietiche e la minaccia di questi sugger pi miti consigli agli israeliani.

Gli egiziani si trovarono isolati e non vennero aiutati dai sovietici, portando alla rottura. Kissinger port a termina una grande azione diplomatica, avvantaggiato dalle relazioni aperte con entrambe le parti e non essendo direttamente toccato dal blocco petrolifero. Incontr ripetutamente i rappresentanti militari delle due fazioni e riusc ad ottenere un cessate il fuoco provvisorio. Poi un accordo del 18 gennaio 74 port al disimpegno militare al chilometro 101 interposto dalla forze NU e si programm una conferenza pi generale a Ginevra per il 31 maggio 74. La crisi, gener nei sovietici lidea che la distensione nel continente africano e in MO potesse assumere una sfumatura differente ed unapplicazione pi elastica: una percezione errata. Larma del petrolio Nel 72, il petrolio, rappresentava i 2/3 della materia prima impiegata per la produzione di energia. Il regime di estrazione, commercializzazione e lavorazione, divenne quindi una questione primaria per il mondo occidentale. La scoperta di nuovi giacimenti in Indonesia, Venezuela, Nigerie e altri paesi arabi, port alla costituzione, nel 60, dellOrganization of Petrolrum Exporting Countries, con lobiettivo di coordinare le iniziative politiche dei suoi membri. Miravano a modificare il regime di propriet degli impianti, della distribuzione dei proventi, con una chiara tendenza a circoscrivere lautonomia delle multinazionali mediante la nazionalizzazione dei campi petroliferi. A causa della sua composizione, lOPEC, era particolarmente sensibile ai problemi arabi: tale arma venne sapientemente usata nel 73 durante la crisi dello Yom Kippur. Il mondo arabo, infatti, in modo unanime, si era espresso contro Israele. Larma venne usata per attuare lembargo verso quei paesi che non si dimostravano sensibili alla causa Palestinese e mediante la concentrazione sulle quote di produzione globale da raggiungere al fine di evitare che un eccesso di produzione potesse provocare una caduta dei prezzi. Dal PDV politico, tutti i paesi dipendenti dalle forniture arabe furono condizionati dalla necessit di non deteriorare i rapporti. Lipotesi di elaborare una risposta comune allOPEC non ebbe successo e furono costretti a ripiegare su soluzioni bilaterali. La causa israeliana venne sempre meno tutelata, mentre quella palestinese trov una comprensione crescente. Dal PDV economico, le ripercussioni fecero aggravare la recessione che colp leconomia mondiale il 74/6, costringendo i paesi industrializzati a ridurre la produzione. Nel 73/4 i redditi petroliferi dei paesi dellOPEC salirono vertiginosamente, senza che tale incremento fosse compensato da un incremento nella politica commerciale dei paesi produttori. Pi grave la situazione per i paesi del Terzo Mondo che dovettero comprare il petrolio a prezzi proibitivi, rallentando oltremodo il processo di sviluppo. La sospensione del gold-dollar standard cre un circolo virtuoso per effetto del quale i deficit della bilancia dei pagamenti erano finanziati in gran parte dal trasferimento di saldi in dollari in MO e grazie a crediti concessi dai paesi OPEC a quelli industrializzati, la maggior parte dei petroldollari torn in occidente attraverso depositi OPEC sul mercato delle eurodivise. Rilevanti furono le ripercussioni sulleconomia sovietica: il governo sovietico concentr risorse nello sfruttamento di riserve per allora marginali. Ci dava unenorme capacit di controllo a Mosca, ma dirotto le risorse dagli investimenti pi vantaggiosi verso quelli a breve termine e costosi. Il prezzo economico e politico di questa scelta fu rovinoso. La concentrazione, da parte occidentale, di misure tendenti a ridurre luso del petrolio e i dissensi fra i membri OPEC si ripercossero in un indebolimento del cartello che ritorn i prezzi di mercato. Verso il dialogo fra Egitto e Israele La posizione dellEgitto divenne assai delicata: dipendente dai paesi arabi per lo sviluppo, ma legato alla politica americana per quanto riguarda la sicurezza da Israele, rovinati i rapporti con lUnione sovietica. Eletto alla presidenza Carter, il processo politico relativo ai rapporti israelo-egiziani accelerarono: nel 77 in Israele era al potere lultranazionalita Begin. Dopo brevi scandagli Sadat decise di recarsi a Gerusalemme per discutere direttamente la possibilit di un accordo di pace che avrebbe dato

allEgitto la sicurezza necessaria per affrontare i problemi della crescita economica. Lala protettiva USA, avrebbe poi facilitato il compito dal PDV economico. Circondata da nemici, Israele doveva alleggerire la pressione: Begin era aperto ad un negoziato che prevedesse un trattato di pace in cambio della restituzione dei territori occupati nel 67, meno la striscia di Gaza in cui erano ammassati i palestinesi. Sadat, sapeva di poter fare la sua mossa solo a condizione che gli israeliani concedessero qualcosa al popolo palestinese. Il momento culminante furono gli incontri a Camp David nel settembre 78, mediati dallo stesso Carter, che portarono al trattato firmato a Washington nel marzo 79: Begin si impegnava ad intraprendere negoziati con i palestinesi per la concessine di uno statuto di autonomia allinterno di Israele, rifiutando per di riconoscere nellOLP un rappresentante. La questione della Cisgiordania e dellindipendenza palestinese furono solo sfiorate. Proprio queste mancanze portarono allespulsione egiziana dalla lega araba e Sadat fu condannato di tradimento: pag il suo gesto con lassassinio dell81. Il successore, Mubarak, seppe gradualmente far uscire il suo paese dallisolamento e trasformare lesempio egiziano in modello per una soluzione di compromesso.

2. La ripresa della politica di espansione sovietica Lintervento sovietico e cubano in Africa Negli anni della distensione, entrambe la parti, continuarono a condurre la loro politica internazionale secondo la propria concezione dei rispettivi interessi e con diverso risultato, ma ci che venne considerato normale per gli USA venne invece considerato come una manifestazione trasgressiva, rispetto alle regole, se compiuto dai sovietici. Questi, tagliati fuori dal Pacifico con gli accordi sino-americani, dal MO con labbandono dellEgitto e il rafforzamento americano dopo lo Yom Kippur, dallAmerica Latina dopo il colpo di Stato in Cile nel 73 e non potendo varcare la cortina di ferro in Europa, dovettero espandere le proprie mire verso lAfrica. Nellaprile 74 il regime portoghese di Caetano, fu abbattuto da Antonio de Spinola. Dopo mesi di serrata lotta interna, and al potere il socialista Soana che avvi immediatamente il processo di decolonizzazione: Mozambico e Angola furono liberati nel 75. In Mozambico, si consolid il FRELIMO (fronte per la liberazione del Mozambico) guidato dal comunista Machel, che incontr lopposizione del RENAMO (resistenza nazionale del Mozambico) sostenuto dal Sudafrica. Anche in Angola la sinistra and al potere con la MPLA (movimento popolare per la liberazione dellAngola) guidata da Neto e dos Santos che si dovettero fronteggiare con la FNLA (fr nazionale per la liberazione dellAngola) legata da vincoli tribali con lo Zaire, e lUNITA (unione nazionale per lindipendenza totale dellAngola) sostenuta dai sudafricani e americani. Nel settembre 75, dinanzi alla guerra civile, il governo sovietico dovette prima subire lirruenza di Castro, temendo per il clima di distensione, ma poi riconsider la situazione ed invi aiuti militari. Altri eventi accaduti avevano evidenziato linstabilit del continente: nel 74 limperatore etiope venne detronizzato e nel 77 si consolid il potere filo-sovietico di Menghistu. Ad aggravare la situazione, cera lEritrea che limperatore, nel 61, volendola annettere, ne fece un teatro di guerra dove si scontravano il FLE insieme al FPLE, dispirazione marxista. Dallimmediato dopoguerra fino alla detronizzazione, lEtiopia era sempre stata schierata a fianco degli USA. Ci spiega lazione intrapresa da Siad Barre, dittatore alleato allURSS in funzione antietiope, che decise di intraprendere una lotta di liberazione dellOgaden (territorio etiope ma di etnia somala). Dopo il rovesciamento della situazione etiopica, per, ve ne fu un altro in sede diplomatica: Sied Barre fu abbandonato dallalleato (e cambi fazione) che appoggi il governo etiope contro laggressione somala. Nellagosto 77 si decise di inviare migliaia di soldati sovietici e cubani a sostegno di Menghistu: linvasione somala fu respinta, ma ci che colpisce la dimensione dellimpegno dinanzi ad una minaccia limitata.

Ci dimostra che i sovietici, insieme ai cubani, mantennero sempre stretti contatti con i paesi di recente indipendenza in Africa. Un esempio della potenziale destabilizzazione della presenza cubana, il tentativo avvenuto nel marzo 77 di invasione della provincia zairese di Shaba che colpiva direttamente gli interessi minerari occidentali.

3. La presidenza di Jimmy Carter: un riesame Carter e i diritti umani Carter fu un idealista tenace e poco incline agli accomodamenti sulle questioni di principio. Linsistenza che egli pose nellesigere che il terzo paniere fosse veramente attuato, rinfocol il dissenso allinterno del blocco sovietico. Loffensiva ideologica era pi che mai risoluta. Lui e il suo consigliere Brzezinski, nutrivano lidea che la distensione con llURSS non significasse n la rinuncia alla tutela degli interessi americani n la rinuncia di mettere in luce le contraddizioni che minavano il sistema socialista. Inoltre, levidenza resa allinadeguatezza della tutela dei diritti umani sarebbe servita a spingere Mosca sulla difensiva, impedendogli di usare gran parte delle argomentazioni che esso aveva utilizzato contro lOccidente e ritorcendolo, piuttosto, sulla r ealt delle condizioni di vita dei paesi socialisti. La sua mossa fu sottile poich lintento era gettare discredito verso i leader sovietici ed attizzare il dissenso anche nei partiti comunisti doccidente. Lidea di distensione fu comunque mantenuta, poich il ritorno allo scontro sarebbe stato troppo oneroso. Ci fu confermato con la firma dei SALT II nel giugno 79, anche se in verit lintesa era una situazione ormai superata nei fatti. Loccupazione sovietica dellAfghanistan Nella crisi emersa nel dicembre 79, pi che di GF, si poteva parlare di due ordini di avvenimenti la quale risonanza fu ingrandita dai mass media. Tali avvenimenti furono la questione degli euromissili e linvasione sovietica in Afghanistan. LAfghanistan aveva goduto di stabilit fino al 73, quando Mohamed Daoud deton il cugino Shah, applicando una politica neutrale. Nel 78 lo stesso Daoud venne rovesciato dalle fazioni comuniste, divise nel Khalaq, pi intransigente e guidato da Taraki e Amin, e il Parcham, pi moderato, guidato da Karmal. Questultimo, non riusc a reggere lalleanza e si rifugi in Cecoslovacchia. Taraki attu un cambiamento radicale che invest lintero sistema sociale ed innescando proteste, rese pi pericolose poich in Iran si stava attuando la rivoluzione sciita. Oltre a ci cominci ad affiorare la rivalit tra Taraki ed Amin che aveva contatti sempre pi frequenti con gli USA. Il primo, dopo un viaggio a Mosca nel settembre 79, cerc di liberarsi di Amin, che per cap in anticipo la mossa e riusc a prendere il potere. Questo quadro deve essere anche correlato con la situazione esterna: lURSS si stava insinuando in Africa e aveva promosso lunificazione dello Yemen; seguiva landamento militare vietnamita in Cambogia; un rafforzamento dei alleanze che corrispondeva ad un indebolimento sul piano diplomatico: assenza nella mediazione israelo-egiziana; miglioramento delle relazioni fra Cina, USA, e Giappone che costrinse un rafforzamento sovietico nelle Kurili e lungo il confine con la Cina, installando missili a gittata intermedia. A Mosca, la rivoluzione iraniana era vista in modo ambivalente. L, infatti, erano situate importanti stazioni di sorveglianza elettronica americana e il potenziale pericolo era uno spostamento di tali apparecchiature nellAghanistan di Amin che mostrava sempre pi affinit con gli Stati Uniti. La svolta avvenne con luccisione di Taraki nel novembre: la soluzione militare ebbe il sopravvento. Era lapplicazione della dottrina Breznev in Asia: un legittimo intervento allinterno dellarea sotto controllo per prevenire ogni ulteriore forma di destabilizzazione. Una decisione deliberata due giorni dopo ladozione del dispiegamento degli euromissili NATO. Linvasione della vigilia di Natale, fu presentata al pubblico internazionale, come un appelli di soccorso da parte dellinesistente governo di Karmal che entr accompagnato da 75.000 soldati sovietici. La reazione americana fu dura: Carter chiese al Congresso di posporre indefinitivamente

la ratifica dei SALT II, ridusse le esportazioni di grano, bloccate le consegne di merci tecnologiche e la mancata partecipazione americana alle olimpiadi di Mosca. Dinanzi lAssemblea generale, lazione fu criticata aspramente, tanto da attutire la portata della questione degli euromissli. Linvasione fu vittima di un errore di calcolo: invece che pacificare la situazione, si innesc una controrivoluzione di matrice islamica e fece scappare la popolazione in Iran e Pakist an. Linvasione gener anche il sospetto che i sovietici, approfittando dei disordini iraniani, volessero arrivare al golfo persico. Morto Breznev, Andropov cerc la mediazione con lONU, mentre Gorbachev nel 85 attu una politica similare a quella adottata da Nixon in Vietnam cercando di consolidare un governo pi stabile con Najibullah, finch nel 89 non accettarono di ritirare le loro truppe. La questione degli euromissili Laltro motivo di frattura riguardava la questione degli INF e il loro dispiegamento in Europa che nel 79/80 riapr le diatribe allinterno della NATO. Dopo la firma dei SALT I nel 72, gli ambienti militari sovietici premettero per un miglioramento degli armamenti, ottenendo cos la serie SS20, dalla gittata di 3000 miglia, con testate multiple e a combustibile solido: pi accurati e pi facili da nascondere. Furono installati a partire dal 76 e puntati verso lEuropa. Tutto ci non andava contro gli accordi del 72, poich non vi era nessun divieto nel rinnovamento degli armamenti. Dal PDV sovietico, le nuove armi avevano semplicemente carattere difensivo e dissuasivo o comunque miglioravano le posizioni sovietiche in vista degli accordi SALT II. Inoltre, i sovietici, consideravano gli SS20 come armi strategiche e non di teatro: una visione non condivisa dagli europei che li vedevano come una minaccia diretta. Anche gli americani avevano avviato una revisione del loro arsenale nucleare: la sostituzione dei missili americani in Europa con i pi precisi Lance, la progettazione dei Pershing 2, con un margine derrore ridotto ed in grado di volare a bassa quota per non essere individuati dai radar. Venne accelerato anche lo studio degli ERW, che limitavano i danni ma non le radiazioni. Un programma di revisione avviato da Schlesinger e poi continuato da Rumsfeld. Dinanzi alla scoperta dellarsenale sovietico, nel 77, si mise in moto il mutamento di rotta che port Washington a porre in sede atlantica il problema della modernizzazione delle difese di teatro. Il primo argomento affrontato fu quello dellERW: dopo una discussione etica, Carter non autorizz la fabbricazione di tali armamenti. Lampia gamma di scelte presentate agli europei, fece apparire Carter come indeciso. Questo, invece, si ricollegava alle concezioni di Truman e Eisenhower sulla necessit che la NATO fosse anche una realt operativa. Limpegno di Carter risentiva della pressione europea: Schmidt affront il problema della parit degli armamenti strategici dei due blocchi affermando che il primo terreno di scontro sarebbe stata proprio la Germania. Gli accordi bipolari, codificavano, a suo parere, solamente le capacit strategiche nucleari mettendo in pericolo lEuropa che non veniva assicurata. Per gli europei, infatti, ogni missile intermedio era strategico. Il discorso ottenne leffetto desiderato: Carter si mostr disponibile a dotare gli europei degli ERW con il loro consenso e nel 78 ad ammodernare i sistemi darma in Europa. Si svilupp unintensa consultazione che port il Consiglio dei ministri Esteri e Difesa NATO ad approvare allunanimit il 14 dicembre 79 ad una doppia decisione che riconosceva la necessit di schierare nuove forze di teatro e riprendere negoziati per la loro riduzione. La via verso il voto di dicembre 79, infatti, venne aperta da un vertice anglo-francese-tedesco-americano a Guadalupa dove si invitarono i sovietici ad avviare un negoziato a Ginevra per la riduzione dei missili di teatro. La decisione del Consiglio atlantico costituiva una seria sconfitta per i sovietici e restituiva equilibrio nei rapporti interni alla NATO.

4. Reagan e Gorbachev al potere I primi anni della presidenza Reagan La sensazione che la maggior parte dellelettorato condivise, fu il calo del prestigio americano causato dalla presidenza Carter: gli ostaggi allambasciata in Iran, una distensione a favore sovietica. Tutto ci contribu alla vittoria di Ronald Reagan: dotato di eccezionali capacit comunicative, seppe compiere scelte politiche importanti e scegliere persone altrettanto adeguate, riusc a farsi eleggere per due mandati. Il primo caratterizzato dalla controffensiva antisovietica di propaganda mentre il secondo dominato dal dialogo, che con lascesa di Gorbachev, cambi la natura delle relazioni fra le superpotenze. Il suo Kissinger fu Brzezinski, radicale antisovietico: Reagan, sin dalla campagna elettorale, non aveva nascosto i temi forti della sua ideologia secondo la quale lURSS era lavversario pericoloso da ridurre entro i giusti limiti. Circondato da uomini che condividevano la sua visione radicale come il segretario della Difesa e il suo vice Weindenberg e Perle e da altri che ritenevano essenziale il tema del linkage che collegava le risposte americane ad azioni compiute dai sovietici. Fra questi i segretari di Stato Haig e Shultz. Era, infatti, necessario costruire una poderosa forza americana in grado di far decidere i dirigenti sovietici se continuare nellimpegno globale politico e militare oppure rimediare alle disfunzioni interne ormai palesi. Nel giugno 81 Haig persuase Reagan a sospendere lembargo del grano e riusc ad avviare per il 30 novembre 1981 a Ginevra il negoziato per la doppia decisione NATO del dicembre 79 dalla quale dipendeva la sorte degli euromissili. Tuttavia le sue aperture lo lasciarono isolato fin quando non diede le dimissioni. La sua carica fu assunta da Shultz che non cambi di molto le linee guida confermando linteresse del Dipartimento di Stato nella ricerca del dialogo con i sovietici. Nel maggio 82 il presidente lanci lidea di avviare un negoziato, poi definiti START che Breznev accett: iniziarono il 29 giugno 1982 in parallelo con i negoziati per gli euromissili. Frattanto, il Dipartimento della Difesa diffondendo il rapporto Soviet Military Power, in cui si affermava la superiorit degli armamenti sovietici, condizion i lavori fino a portarli alla sospensione quando gli euromissli furono effettivamente installati. Da non dimenticare, per, il fatto che Reagan alla vigilia degli START propose lopzione zero che mirava alla rinuncia americana di dispiegare gli euromissili in cambio dello smantellamento degli SS20/4/5. Daltra parte il dialogo con Breznev dovette essere abbandonato quando le sue condizioni fisiche divennero precarie. Quando mor nel novembre 82, fu sostituito da Andropov: un intervallo distensivo che fu interrotto con lasprezza dello scontro per la doppia decisione e la malattia di questo. Morto nel febbraio 84, fu succeduto da Cernendo, altro anziano, che non dimostrava altro che le difficolt interne al partito per trovare un degno leader. Proprio questo periodo dinerzia imped al primo mandato Reagan di svolgere una vera ripresa del dialogo. In questa congiuntura si manifest il nuovo volto dellAmerica rinforzata: incremento delle spese militari convenzionali affinch gli USA potessero essere presenti in ogni parte del mondo; ripresa degli studi per la bomba al neutrone; la Strategic Denefence Initiative per un sistema di difesa antimissilistico in grado di proteggere tutto il territorio americano. Lanci il progetto il 23 marzo 83, accompagnandolo allincitamento per la ricerca di un laser per una difesa nello spazio. Erano progetti ambiziosi e non propriamente legittimi, visti gli accordi sugli ABM. Il senso della sfida per era politico: mettere pressione i sovietici perch decidessero se concentrare le loro risorse ad un confronto aspro o per migliorare la societ sovietica che stava ginocchio.

5. Crisi del bipolarismo? I primi sintomi Un nuovo ruolo per la NATO? La divaricazione fra gli interessi americani e quelli europei (diversa definizione di distensione, campagna pacifista per gli euromissili, allargamento CEE) modificarono le relazioni interne allAlleanza atlantica. Negli anni 80 NATO & CEE erano istituzion i diverse da quelle iniziali. La divaricazione delle relazioni avvenne anche quando Carter dopo aver accettato limpegno degli euromissli, si ritrov il rifiuto per lappoggio nella questione afgana, in quanto una crisi fuori dalla portata della sicurezza europea, o per lannullamento della partecipazione olimpionica. Cercarono di far capire allUnione Sovietica, come fece dEstaing, che gli europei avevano idee diverse da quelle americane sulla situazione mondiale. Tutto ci cre disappunto negli americani stessi: questa divergenza esprimeva la volont degli europei di non voler essere trascinati in crisi internazionali rispetto ai quali non nutrivano alcun interesse, mentre la partecipazione avrebbe dato risultati dubbi a costi elevati. La prima fase della politica Reagan non fece che accrescere questa tensione: per la maggioranza dei dirigenti del continente, lelezione del presidente fu pi una vittoria dei mezzi di comunicazione che non della bravura politica. Questi, infatti, non riuscirono a comprendere la portata globale della sua politica: non si trattava pi di contenere, bens di vedere il risultato finale della lunga attesa prospettata da Kennan. Si prevedevano misure economiche restrittive verso i sovietici proprio negli anni in cui gli europei si accingevano a compiere investimenti comuni. A cavallo tra Carter e Reagan, le pi fosche previsioni parvero avverarsi: gli USA aumentavano gli aiuti al Pakistan, appoggiavano lUNITA in Angola, i contras in Nicaragua. Questo clima di tensione fu per attutito fra l82/3 da una serie di mutamenti od eventi che riport le relazioni interne alla NATO verso un clima di stretta collaborazione, come dimostrato dalla relativa facilit con la quale nell80/3 vennero ratificati gli accordi per gli euromissili. Lel ezione del socialista Mitterand nell81 non fu accompagnato dal rifiuto degli euromissili: la questione di Solidarnosc in Polonia, fu supportata dallopinione pubblica francese che port anche allappoggio per lelezione del democristiano Helmut Kohl in Germania, affinch superasse le opposizioni. Anche se contemporaneamente la Conferenza di Ginevra avrebbe potuto risolvere le questioni sul piano teorico, molti non lo ritenevano possibile. Il rafforzamento della NATO venne completato da due eventi: il ritorno della Grecia dalla sua quarantena: in seguito alla fallita annessione di Cipro da parte della dittatura militare del 74, Karamanlis protest per il mancato intervento NATO e replic lazione di de Gaulle. Paradossalmente il governo socialista dell80 adott unazione pi atlantista. Il secondo evento fu ladesione di Spagna e Portogallo al Patto atlantico e lintegrazione delle forze armate. Due crisi esterne misero alla prova il grado di recupero della coesione atlantica: la crisi delle Falkland/Malvinas che videro lesercito argentino nel giugno 82 invadere lisola, innesc una risposta immediata della signora Tatcher che invi 11.000 uomini. Si apr un duro scontro che per volse a favore britannica. Lazione istantanea imped che affiorassero dissensi e dubbi allinterno dellalleanza, che alla fine deplorarono lazione argentina. Impegno ancora pi importante quello in Libano nell82 che vide lazione comune di alcuni paesi dellalleanza: dopo il settembre nero del 70 dovuto a Camp David, in Libano si cre uno Stato nello Stato dove lOLP collideva col governo libanese. Nel giugno 82 il governo israeliano tent di recidere questa anomalia che rendeva possibili continui attacchi, avviando un massiccio intervento dallinaudita crudezza. Per evitare ulteriori disordini, lAmerica propose agli israeliani di togliere lassedio e sarebbero stati sostituiti da reparti americani, francesi ed italiani. Reagan propose anche una soluzione non dissimile da Camp David che prevedeva una confederazione della Palestina con la Giordania. Gli israeliani respinsero la proposta, e luccisione del presidente libanese vide riaprire la crisi con i massacri compiuti nei campi profughi da parte della falange cristiana. Il nuovo attacco impose il ritorno della forza multilaterale accompagnato dal ritiro israeliano: queste dovettero subire pesanti sconfitte, ma si dimostr che lalleanza era in grado di mobilitarsi senza dissensi.

Grazie a questa coesione fu possibile velare le divergenze che accompagnarono gli anni precedenti l85 e riguardarono sia il diverso approccio ai problemi del commercio con lE orientale che la compatibilit fra i mutamenti in corso in E, la nuova forza economico-politica della CEE e la permanenza nel continente di 350.000 soldati americani.

6. La crisi del sistema sovietico Solidarnosc e la crisi del regime comunista in Polonia Lo slancio della ripresa americana e i progressi dellEuropa comunitaria, fecero risaltare la crisi nel sistema comunista: il divario stava fra unenorme forza militare contrapposta allarretratezza dellUnione sovietica, la qual cosa metteva in crisi legemonia del PCUS. Gli eventi che pi influirono furono quelli polacchi che iniziarono nell80. La Polonia fu da sempre considerata il gioiello dellUnione Sovietica: era il fulcro della politica di sicurezza sovietica. Ci significa che riguardo ai mutamenti polacchi i sovietici dovevano essere pronti allintervento armato ma anche attenti ad evitare passi falsi. In Polonia il rapporto fra mondo operaio e partito comunista non fu mai del tutto integrato per via della forza che la Chiesa cattolica esercitava sul proletariato. Perci con lelezione di Giovanni Paolo II fu chiaro che la scelta ecclesiastica avrebbe portato a delle conseguenze. La decisione governativa di accrescere del 10% il prezzo della carne fu la scintilla: nellagosto dell80 iniziarono degli scioperi nelle citt polacche. Il 14 agosto entrarono in campo gli operai del cantiere navale di Danzica, i quali formularono una serie di rivendicazioni (21 domande) che divennero la base programmatica del movimento Solidarnosc. Sotto la guida di Walesa chiedevano la libert di associazione per sindacati indipendenti, il diritto di sciopero. Il 28 agosto fu annunciato lo sciopero generale. Il governo dovette cedere riconoscendo la libert di organizzazione sindacale. Gierek su sostituito da Kania, pi disposto al compromesso. Il successo di Solidarnosc fu favorito da alcune circostanze: il partito comunista, scoraggiato dallevidente sconfitta e disorientato dalla scelta dei dirigenti, non ebbe neanche lappoggio delle forze armate. Ci non lasciava alternative fra la ricerca del compromesso o un intervento dellArmata rossa: soluzione non accettabile che avrebbe fatto precipitare le cose. Altro elemento importante per il successo della nuova organizzazione, fu la ritrovata sintonia fra il mondo operaio e quello intellettuale dominato dai cattolici. Si svilupp, quindi, il movimento del partito comunista alla ricerca del controllo sociale e quello dellopposizione che doveva saldare lalleanza. La politica moderata di Kania, fu contrastata tanto da esautorarlo e portare al potere il generale Jaruzelski che continu a negoziare Mosca per decidere modi e tempi per imporre la legge marziale. Lautunno 81 fu il momento pi caldo: appoggiare una reazione armata avrebbe richiesto 30 divisioni dellArmata rossa che per era impegnata in Afghanistan, mettendo in luce i limiti del governo di Mosca. Nonostante la spinta diplomatica di Brzezinski e Kania rivolti a Mosca, Jaruzelski acceler i preparativi sperando nellappoggio sovietico. Questo non venne, poich si riteneva che unazione del genere non sarebbe stata tollerata dallOP internazionale. Il 13 dicembre 81 la Polonia veniva dichiarata in Stato di guerra: Solidarnosc venne dichiarata illegale e i suoi esponenti arrestati. Il colpo di stato per un certo tempo riport lordine e la condizione di semi-legalit del sindacato. Gradatamente la situazione si plac e alla fine dell82 lo stato di guerra venne modificato, Walesa liberato, e il Papa comp il suo secondo viaggio in Polonia nel giugno 83. el dicembre 85 si tennero lelezioni ed il generale venne eletto alla presidenza, ma quando la politica di Gorbachev invest la Polonia, fu chiaro che Jaruzelski non aveva ottenuto i consensi desiderati. Nell89 venne legittimato il sindacato e per la prima volta il premier non fu comunista. Anche gli altri paesi maturarono, ma pi lentamente. In Romania si vedeva il culto della persona di Nicolae Ceausescu. In Ungheria, Kadar, affidando il governo a tecnici riformisti, riusc ad aprire poco per volta leconomia ungherese con leconomia di mercato. La figura di Nagy venne

riabilitata. Nel settembre 87 venne riconosciuto il Forum democratico come nucleo dopposizione. Gli eventi si susseguirono: privo dellappoggio di Gorbachev, Kadar dovette rinunciare a guidare il partito comunista. Il 18 settembre 89 il partito fu costretto ad accettare un referendum che apr il ritorno al regime democratico. I cecoslovacchi, per via dei troppo recenti avvenimenti del 68, si mossero con cautela: il dissenso serpeggiava senza erompere. Liniziativa, infatti, venne dallesterno: Gorbachev annunci la necessit di riformare i metodi di governo dello Stato socialista. Da l lOP cominci a mobilitarsi con centinaia di manifestazioni. Il movimento Carta 77 riprese a propagandare le sue opinioni ed alla fine dell89 il partito comunista si rese conto di non esser pi in grado di controllare la situazione: attorno a Havel si cre un governo di coalizione senza la partecipazione comunista. Era la rivoluzione di velluto. Con le elezioni del 90 si ebbe Havel alla presidenza e Dubcek alla presidenza del Parlamento. Durante una riunione del Patto, i 5 paesi che intervennero nel 68 dichiararono le loro colpe e affermavano lazione come illegale. Le conseguenze pi serie si ebbero in Germania: dopo liniziale timore di Honecker per il propagarsi delleffetto polacco, una volta dichiarato il colpo di Stato, di sent abbastanza tranquillo per poter riprendere contatto con la controparte occidentale. La Germania est divenne un grande partner commerciale. Solo con Gorbachev al governo, nel 87, fu possibile per Honecker visitare laltra parte. I tedeschi dellest si rendevano conto che pur essendo i maggiori produttori di ricchezze allinterno del Patto, erano un paese in via di sviluppo in confronto alla loro controparte: una constatazione che alla fine dell89 provoc la caduta del partito comunista.

7. Le trasformazioni extrasistemiche: la guerra Iran-Iraq Lo sci Mohamed Reza regnava in Iran dal 41. In seguito alla crisi di Mossadegh del 53 fu costretto ad appoggiarsi agli USA. Le rendite petrolifere gli permisero di mettere in piedi il pi forte esercito della regione ed avviare una modernizzazione amministrativa che suscit profondo scontento fra studenti e ceto borghese. Quando nel 71 celebr il 30esmi anno dallincoronamento, il gesto fu mal visto dagli islamici che lo ritennero un atto di ribellione verso Dio. Le conseguenze non furono, per, subito evidenti. Laiuto americano venne rinnovato con la presidenza Nixon che poteva armare un alleato in MO senza neanche dover pagare, poich gli armamenti sarebbero stati pagati con le rendite petrolifere. Lottimismo fu per smantellato dallaffiorare della crisi: limperatore doveva far fronte ad un malcontento sempre pi vasto e lo faceva con i mezzi militari ed allontanando il clero con lesilio. Layatollah Khomeini, esiliato a Parigi, con laiuto della tecnologia, riusc ad infiammare gli animi dei fedeli con le sue registrazioni su videocassetta. Allinizio del 79 gran parte del clero fu schierato dalla sua parte nella lotta contro Reza Pahlevi. Le manifestazioni iniziarono nel febbraio 78 nella citt santa di Qom, dilagando in tutto il paese senza che la repressione potesse rimediare. Un anno dopo Khomeini ritorn trionfalmente in patria: inizi un periodo di transizione che port al governo un moderato sostenitore dellulema, Bazargan, che nel novembre 79 proclam la repubblica islamica. Pahelvi, infatti, non aveva ufficialmente abdicato e si temeva una replica del 53. Alla morte di Khomeini nel 3 giugno 89 in Iran si contrapposero i pi ortodossi con i pi pragmatici, ma alla fine gli succedette Rafsanjani. Gli oppositori interni furono perseguitati. La perdita dellalleato statunitense fu uno scacco che si allarg quando nel novembre 79 gli studenti iraniani assediarono lambasciata americana senza che Carter riuscisse a trovare una soluzione efficace. La variabile iraniana si sottraeva da ogni schema di bipolarismo. LIraq, che aveva subito decenni di prevalenza politica iraniana, approfitt delle difficolt provocate dalla rivoluzione ed il primo ministro Saddam Hussein cerc di rovesciare la situazione e contenere la rivoluzione sciita, risolvendo a favore iracheno le questioni di confine: nel settembre lIraq prese liniziativa invadendo lIran lungo tutta la frontiera di confine. La lentezza dei movimenti e linefficienza dellesercito iracheno si dovettero scontrare con un gravissimo errore di calcolo:

lesercito iraniano non si era dissolto e in pi fu affiancato dalla guardia rivoluzionaria. Due anni dopo una controffensiva iraniana riport pi o meno il tutto alla situazione iniziale. Gli israeliani non potevano che giovare di uno scontro inter-islamico, mentre gli altri paesi si schieravano in maniera differente. Visto laumento della tensione, gli Emirati, il 26 maggio 81 proposero la creazione del Consiglio di cooperazione del Golfo. Il Kuwait per paura di veder coinvolti i giacimenti petroliferi, chiese aiuto americano. I due contendenti divennero grandi acquirenti delle armi pi moderne per gli USA e URSS. Quando la situazione militare fu a favore iraniana, Hussein propose nell87 un cessate il fuoco in seno alle Nazioni Unite. Dopo le perdite provocate dalloffensiva irachena, Khomeini si rese conto dellinutilit di una guerra che non faceva che esaurire le risorse a sfavore del programma del regime islamico. Cos il 18 luglio 88 accett le proposte di pace delle NU. LIraq usciva senza aver raggiunto i suoi obiettivi ma comunque in una posizione di forza. 10. Lascesa al potere di Gorbaschev nellUnione Sovietica I caratteri strutturale della crisi economica sovietica Durante il primo mandato Reagan, lAmerica fu in grado di sostenere una fase di crescita imponente sostenendo anche una poderosa politica di riarmo. Tutto ci forz le regole tacite del sistema di coesistenza bipolare. Da anni il declino della societ sovietica era noto: le riforme avviate da Malenkov in poi non ebbero successo e il decremento era drammatico nel settore dei beni di consumo e dei generi alimentari. Il 26% della forza lavoro era dedicata ad unagricoltura incapace di superare il livello darretratezza, improduttiva e dipendente da aiuti esterni. Un sistema tecnologico indegno per una superpotenza, rivelava come lURSS fosse riuscita a saldare la sua forza nucleare ma senza aver saputo risol vere il problema del 1917: una ricchezza equamente distribuita, leguaglianza nel benessere, la libert conquistata con la giustizia. La crisi aveva le radici nella scelta di Stalin di costruire un apparato economico fortemente centralizzato, sulla propriet pubblica dei mezzi di produzione, partendo dal presupposto di risorse abbondanti, lavoro a basso costo con una tecnologia grossolana. Dagli anni 60 era chiaro che leconomia sovietica non poteva pi contare sulle risorse. Un problema reso pi acuto dal fatto che qualunque scelta compiuta avrebbe riguardato il rapporto fra investimenti militari e beni di consumo, destinati ad un pubblico reso pi esigente dal confronto con la produzione occidentale. Non scegliere significava avviarsi verso una crisi ancor pi grave. Tutto ci portava allunica conclusione: una riduzione degli investimenti militari significava creare un clima politico internazionale di pace duratura. Il legame di politica estera ed interna si affacciava in tutta la sua portata, dimostrando come le scelte internazionali dipendessero da quelle interne. Lascesa al potere di Gorbachev. I primi accordi con Reagan. La designazione dell11 marzo 85 di primo segretario del PCUS di Gorbachev, fu lesito di un processo decisionale combattuto. Le scelte di Andropov e Cernendo erano chiaramente state di transizione. Il progetto del nuovo leader era rendere il partito pi efficace, moderno ed onesto. Ebbe come punti cardine la perestrojka, riforma e la glasnost, la trasparenza. Volle mobilitare ogni energia in un grande sforzo di risveglio internazionale. Dedizione e disciplina socialista erano il perno per andare avanti. Alle idee vecchie, dunque, ci aggiungeva coraggio, determinazione ed acutezza. Le riforme furono sempre concepite come aggiustamenti che correggessero lo stato delle cose, senza modificarne la struttura: non si superava mai la soglia oltre il quale il cambiamento diventava irreversibile.I punti cruciali riguardavano i diritti umani e la riforma del regime di propriet in agricoltura. Gorbachev affront questi problemi con lintenzione di migliorare per conservare e proprio questillusione lo port alla sconfitta politica.

Con la perestrojka come precondizione, lazione internazionale di Gorbachev acquista una profonda coerenza: allindomani della rielezione Reagan, Shultz e Gromyko raggiunsero un accordo di massima per la ripresa dei negoziati di Ginevra: ripartiti il 12 giugno urtarono subito il problema dellSDI che poneva un grave dilemma ai sovietici: celare la loro arretratezza o rive lare subito la loro debolezza e sperare nel condono americano. Il 20 novembre 1985i due leader si incontrarono a Ginevra: dagli incontri cordiali, Shultz vide nel sovietico un interlocutore affidabile e caldeggi per un compromesso nel cui ambito anche la SDI fosse sacrificata. Reagan per era pi propenso alle posizioni di Weinberger che sosteneva un negoziato che presupponeva la resa dellinterlocutore. Non si ottenne niente di rilevante se non la promessa di un altro incontro per ridurre del 50% gli armamenti nucleari senza che ne fosse specificata la natura. La seconda fase fu ancora pi nettamente condizionata dal SDI: nell86 la questione costitu la precondizione di tutte le proposte di compromesso avanzate dai sovietici. A mostrare la debolezza sovvenne, per, lepisodio di Chernobyl che rivelava come anche il settore pi avanzato della tecnologia sovietica fosse arretrato, costringendo Gorbachev sulla difensiva, specialmente dopo che gli USA dichiararono di non sentirsi pi vincolati agli START II mai ratificati. Anche il secondo incontro nellottobre 86 a Reykjavik, quindi, si svolse in un clima costruttivo che per si blocc sul tema dellSDI. Fu il momento cruciale per il leader sovietico che doveva mostrare se pur di giungere ad una conclusione fosse disposto ad accettare che gli USA continuassero in una sperimentazione che non era in grado di permettersi Tutto l87 fu caratterizzato dalla ricerca di una via duscita dallo stallo dellincontro islandese: il lavoro diplomatico venne svolto dai ministri esteri Shultz e Sevarnadze. Il passo pi facile da compiere per Reagan fu quello di rinunciare al dispiegamento ed al ritiro degli euromissli in posizione: non aveva pi senso la questione della credibilit americana con i mutamenti in corso: Khol si disse pronto a rinunciare ai nuovi missili se le due parti avessero distrutto tutti i missili a medio e corto raggio esistenti in Europa. Nel dicembre 87, infatti, a Washington, si stabil che entro 3 anni tutti missili di teatro (non ancora quelli tattici) fossero distrutti. Laccordo venne siglato in un clima di tale armonia che si previde anche un meccanismo dispezione reciproca. Il limite era appunto che la minaccia rimaneva per la Germania. Il quarto ed ultimo incontro a Mosca nel giugno 88 fu in pratica una cerimonia daddio, con discussioni generali e manifestazioni damicizia reciproca. Gorbachev, infatti preparava il terreno dintesa con George Bush. Gorbachev, Bush e gli accordi START Con Bush ebbe inizio la fase conclusiva dello smantellamento delle strutture della GF. Gi nel dicembre 88 Gorbachev annunci unilateralmente il proposito di richiamare i soldati sovietici dai paesi del Patto. Il primo incontro dei due avvenne a Malta nel dicembre 89, dopo la caduta del Muro: G non esit a parlare delle difficolt interne e sebbene continuasse ad affermare la supremazia sovietica in Europa, afferm limportanza della permanenza americana nel continente. Ottenuti i consensi delle due alleanze, il 13 febbraio ad Ottawa, i rappresentanti delle due fazioni si accordarono per un massimo di 195.000 uomini di entrambe le parti in Europa. A Camp David e Washington nel giugno 90, misero a punto i termini del trattato START, confermando la distruzione del 50% dellarsenale nucleare, impegnandosi nella distruzione delle armi chimiche e siglarono nuovi accordi commerciali. Durante la riunione della CSCE a Parigi nel novembre 90, i membri delle due alleanza firmarono un trattato riguardante le forze convenzionali e ribadirono gli impegni di Helsinki. Il secondo documento, definiva i principi della Carta di Parigi per una nuova Europa. Liter del negoziato si concluse il 31 luglio 91 con la firma degli START a Mosca, completati nel 92 dagli START 2 (con Eltsin) che dimezzava ulteriormente il numero stabilito dal primo. Gli accordi del 91 segnarono lapice dellattivit di statista di Gorbachev.

Il colpo di Stato dellagosto 1991 e lascesa di Eltsin Il successo in politica estera di Gorbachev, corrispondeva a complicazioni interne: nell88 promosse lelezione di un Congresso del popolo con membri votati e nominati. Uninnovazione notevole in cui i candidati comunisti a Mosca e Leningrado furono sonoramente battuti. Nel febbraio 90 dopo molte discussioni fu abolita la funzione dirigente del partito comunista. Gorbachev fu eletto presidente dellURSS, conservando la testa del partito. Mentre nel marzo fu eletto Eltsin alla presidenza della Repubblica federativa russa. In realt il potere era conteso da 3 fazioni: il riformismo avanzato di Eltsin, lala conservatrice si Ligacev ed il centrismo riformista di Gorbachev. Intanto la perestojka mostrava sempre pi i limiti del sistema sovietico: le riforme si scontrarono con lapparato burocratico; tasse elevatissime alla produzione privata. Si faceva strada la proposta di abbandonare il metodo della pianificazione a favore di uneconomia di mercato: un progetto totalmente opposto a quello voluto da Gorbachev. Si erano anche aperte le questioni della nazionalit, rivendicata dagli stati baltici, dalla Bielorussia e dallUcraina. Tutto ci spinse il leader a cercare posizioni cautelative avvicinandosi allala conservatrice. Sul piano internazionale la sua ultima mossa fu quella di chiedere a Londra lammissione alla Banca mondiale ed al Fondo monetario internazionale, ma gli venne concessa lammissione solamente con lo status di associato. Mentre si preparava, in patria, a sottoscrivere il testo che avrebbe trasformato lUnione in senso confederativo, fu tradito dal colpo di Stato. Solo con lenergia con cui Eltsin riusc a mobilitare lOP, riusc a tornare al potere per qualche tempo, anche se sotto le redini del presidente russo. Eltsin divenne il fautore di una radicale trasformazione della federazione, basata sullabbandono del sistema comunista e sullabolizione del partito in vista della creazione di un economia di mercato. La prima fase del governo di Borsi Eltsin Il presidente russo incontr tutti i problemi derivati da un passaggio di transizione brusco. Nel dicembre 91 avvi una serie di accordi con Bielorussia ed Ucraina per creare unUnione delle 3 repubbliche slave. Si percep per il tentativo egemonico di Eltsin e fu cos che per controbilanciare si aggiunsero le altre repubbliche ex-sovietiche (meno gli stati baltici e la Georgia) il 21 dicembre 91 per dar vita alla Comunit degli Stati Indipendenti: una formazione che doveva ancora ricevere contenuti economico-politici e giuridici. Su alcuni problemi laccordo si aren: la distribuzione del patrimonio e del debito pubblico dellURSS, il destino della Banca di Stato, se mantenere o meno il Rublo come moneta di scambio. La Russia oper in modo da esser riconosciuta come primus inter pares: subentr allURSS nelle Nazioni Unite e si accoll gran parte del debito pubblico e le spese di mantenimento dellesercito. Nel maggio 92 a Tashkent venne stipulato un trattato di sicurezza collettiva senza che fosse, per, possibile darne un contenuto: dovevano risolvere la mancanza degli stati baltici, della guerra endemica fra lArmenia e lAzerbajdzan e le tensioni create dalle comunit musulmane. Dopo il ritiro dallAfghanistan, vennero normalizzati i rapporti con la Cina, confermati quelli con lIndia e impossibile riconciliarsi col Giappone per via delle Kurili. Cadeva la competizione con gli USA per la mancanza dei mezzi: tutti gli alleati si dovettero adeguare al cambiamento di rotta. Solamente Castro non volle abbandonare la bandiera del socialismo. Lazione sovietica, quindi, a partire dall85 e pi ancora nel 91 divent convergente con quella americana. 11. La rivoluzione democratica nellEuropa orientale Lestendersi della democratizzazione nellEuropa orientale Il processo avviato negli anni 80 in Polonia, Ungheria e poi Cecoslovacchia, che port lallontanamento dei partiti comunisti, divent la regola. Anche in Germania, infatti, Honeckerfu costretto ad uscire di scena.

Restava la Romania: la dittatura di Ceausescu, macchiata di infinite responsabilit, aveva imboccato la via dellesasperazione nazionalistica sfidando le tradizioni della popolazione ungherese nella Transilvania: la pretesa di una trasformazione urbanistica, fece scoppiare manifestazioni che dilagarono in tutta la Romania, grazie alla collaborazione fra coloro che volevano semplicemente liberarsi del dittatore e coloro che, invece, puntavano ad un effettivo cambiamento in senso pluralistico. I comunisti, invece, accettarono le elezioni per il 20 maggio 90, mascherandosi nel Fronte di salvezza nazionale ed ottenendo la vittoria elettorale. In Bulgaria il 10 novembre 89, il capo di stato Zivkov fu costretto a dimettersi e dalle elezioni dello stesso mese si ebbe una svolta riformatrice. In Albania, dopo la 40ennale dittatura di Hoxha, si apr al pluralismo e nel 92 il potere venne assegnato a Sali Berisha che mostr solamente unapparente democrazia e tanta fragilit nella classe dirigenziale da sempre divisa nella lotta dei clan regionali. La fine del Patto di Varsavia In tutta lEuropa orientale, i sistemi comunisti avevano in gran parte lasciato il campo a quelli pluralisti. Dal momento che la politica di disarmo e gli accordi allontanavano il pericolo americano, e dal momento che aumentava linteresse per linserimento nella CEE, ci si chiedeva se avesse ancora senso tenere in piedi il Patto di Varsavia. Un punto a favore lavrebbe avuto se fosse stato simmetrico alla NATO. Ma mentre questa ero lo strumento di coordinamento delle potenze occidentali, il Patto di Varsavia era il mero strumento sovietico per il controllo degli alleati. Gorbachev tent di difenderlo fino allo stremo, tant che dopo il crollo del muro, afferm che non avrebbe obiettato una Germania est non comunista a patto che questa rimanesse nellalleanza. Ciononostante il suo mantenimento era diventato impossibile: nel 90 Ungheria, Cecoslovacchia e Polonia chiesero il ritiro delle truppe sovietiche e Gorbachev dovette accettare. Nella riunione del giugno 90 a Mosca, i membri convennero sulla necessit di modifica nellorganizzazione militare e furono favorevoli a trasformare il Patto in un mero strumento di consultazione temporanea sulle questioni di disarmo.

12. La riunificazione della Germania Gorbachev e la Germania orientale La ostpolitik di Brandt e la westpolitik di Honecker dimostravano il bisogno dintegrazione delle due germanie. Se dallesterno agivano forze centrifughe miranti allaffermazione dello status, allinterno il movimento era centripeto. Quando per la forza di coesione di uno dei due blocchi cominci ad incrinarsi, vennero meno le ragioni per continuare un dialogo nascosto. Il primo grande risultato della grande distensione europea e della crisi sovietica fu quindi la rinascita di una Germania unificata ed integrata allovest. La diversit tedesca, infatti, fin per coincidere con le stesse intenzioni di Gorebachev che rese esplicite in due occasioni: nella visita della RFT nell89 in cui afferm il diritto di ogni popolo di determinare liberamente il proprio destino e nellottobre di quellanno durante i festeggiamenti per i 40 della RDT in cui espresse il suo disappunto verso Honecker. La caduta del muro di Berlino Migliaia di tedeschi, con la possibilit di poter viaggiare allinterno del Patto, cominciarono la trasmigrazione. Un problema che divenne presto di primo piano per Budapest: il governo era incerto se rispedire la migrazione verso casa o infrangere la regola e spezzare la cortina di ferro. Gorbachev, interpellato, si rimise alle decisioni ungheresi che l11 settembre 89, aprirono gli accessi verso lAustria.

Un deflusso cos imponente dimostrava che la Germania est era una prigione, cosa che Gorbachev aveva sempre cercato di negare: Honecker il 18 ottobre fu sostituito, la gerarchia e le organizzazioni di partito cominciarono a sgretolarsi. In quel clima il 9 novembre 89 fu annunciato il via libera per chi volesse lasciare la Germania est: a Berlino si accalcarono per distruggere il muro. Il 28 gennaio il governo annunci libere elezioni: le principali opinioni, si dividevano fra la proposta democristiana che puntava ad ununificazione immediata e qu ella socialista che pendeva per un processo graduale. I risultati elettorali furono schiaccianti ed a favore dei centristi. Sarebbe stata riconosciuta la parit dei marchi e la nuova Germania, nata ufficialmente il 3 ottobre 90, si sarebbe collocata in seno alla NATO. La riunificazione della Germania e la comunit internazionale Laccelerazione del processo di unificazione, aveva presentato problemi non indifferenti sul panorama internazionale soprattutto a Francia, Polonia ed Unione Sovietica. Quando i tedeschi proclamarono il diritto di autodeterminazione, la CEE laccolse con qualche riserva mentale. A ci si aggiunse alla rinascita di un organismo ancora in vita: la Commissione alleata di controllo. Nel gennaio 90 Gorbachev si disse disponibile ad accettare le decisioni che il nuovo Parlamento avrebbe preso, ma consigli ununificazione graduale che sarebbe dovuta passare per uno stato confederale e sarebbe dovuta diventare neutrale o comunque far parte, alternativamente, della NATO e del Patto. Khol, grazie alla stretta collaborazione con Bush, ad una riunione del CSCE ad Ottawa, propose di concordare le procedure allinterno dei due stati tedeschi e poi le 4 potenze avrebbero concordato lestinzione dei loro diritti sulla Germania. Una proposta che non piaceva a tutti poich escludeva i paesi interessati, ma daltra parte si presentava come la pi logica per riconoscere la piena sovranit e libert. La soluzione avvenne quando Khol si rec il 16 luglio 90 da Gorbachev e riusc a convincerlo che un Centro-Europa opulento sarebbe stato funzionale al disegno della prestrojka: lUnione sovietica era pronta a riconoscere la piena sovranit della Germania e la sua appartenenza alla NATO a patto che lorganizzazione non avesse messo piede prima del ritiro sovietico. Il governo federale, daltra parte, simpegnava a sostenere il mantenimento dei soldati sovietici, del limite di 370.000 uomini, delle forze NATO completamente tedesche e ribad il trattato di non proliferazione. Il 14 novembre venne firmato il trattato con la Polonia che riconosceva i confini del 45, mentre la partecipazione agli accordi di Parigi nel novembre 90 sugli armamenti convenzionali complet il quadro. La Germania impar che la politica dinfluenza produceva pi frutti di q