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Riassunto esame STORIA CONTEMPORANEA, docente prof.

DE MARCO, libro consigliato


STORIA DEGLI ULTIMI SETTANT'ANNI (Guarracino).

Capitolo 1: alla ricerca di un nuovo ordine mondiale, 1944-1945

Il bilancio umano e materiale della 2 guerra mondiale


La seconda guerra mondiale (1939-1945), comportò circa 55 milioni di morti in gran parte civili. I
nuovi stati sorti dopo di essa, erano multinazionali, in Istria, Venezia – Giulia e Polonia occidentale
si cercò di eliminare le minoranze indesiderate. A causa della guerra, molte furono le devastazioni
materiali ( ferrovie, porti..) tutte le infrastrutture erano state colpite e anche il sistema economico
venne sconvolto. Soltanto gli Stati Uniti, uscirono dal conflitto con limitati danni, anche l’ URSS,
nel 45’, assumeva un ruolo di grande potenza avendo però pagato con 20 milioni di morti. Tali
condizioni materiali, uniti all’ enorme quantità di cartamoneta in circolazione, determinarono il
fenomeno dell’ inflazione, ovvero di un notevole aumento dei prezzi. Inoltre malattie infettive,
denutrizione resero ancor più difficile la vita delle popolazioni civili.
Un nuovo sistema monetario per la ricostruzione economica:
Occorreva così favorire una ripresa della produzione e circolazione delle merci, bisognava rifondare
un nuovo sistema monetario, il quale fu oggetto della conferenza internazionale che si tenne a
Bretton Woods, nel luglio del 1944, in cui parteciparono 45 stati compresa l’URSS; le decisioni,
vennero prese da USA e Gran Bretagna, rispettivamente da due uomini, il sottosegretario al tesoro
degli USA, Harry White e l’ economista inglese John Maynard Keynes. Il nuovo sistema monetario,
non è più la sterlina ma il dollaro, che era al centro della conversione con l’ oro. Secondo tali
accordi, soltanto gli Stati Uniti, dichiaravano la loro moneta convertibile in oro. Gli accordi di
Bretton Woods, entrarono in vigore alla fine del 1945, dopo essere stati ratificati da due terzi dei
paesi presenti e entrarono e funzionare nel marzo del 1946. A tali accordi aderirono
successivamente anche i paesi sconfitti: Italia nel 47’, Germania e Giappone nel 52’; tali accordi,
condussero alla creazione di due nuove istituzioni:
• Fmi: Fondo monetario internazionale: sede a Washington, promuoveva la cooperazione
internazionale e lo sviluppo economico, in particolare manteneva stabili i rapporti tra le
monete, concedendo prestiti a breve termine agli stati in difficoltà a causa di deficit o
crisi finanziaria.
• Banca mondiale: sede a Washington, favoriva lo sviluppo economico, concedendo
prestiti a lungo termine.
I capitali di entrambe le istituzioni, erano costituiti dai depositi in oro, dollari e valute nazionali fatti
da ogni paese aderente.
Il progetto di sistema internazionale:
Il nuovo sistema monetario e L’ ONU, divennero i capisaldi di un Sistema Internazionale. L’
obiettivo di un’ Organizzazione delle nazioni Unite, era già stato proposto già nel gennaio del 1942,
dalla dichiarazione di Washington, tenutasi a Dumbarton Oaks, cominciarono le discussioni sull’
ONU e continuarono a Jalta( in Crimea) nel febbraio del 45’ tra i tre grandi: USA, UNIONE
SOVIETICA E REGNO UNITO. Per ogni stato vi erano rispettivamente: Roosvelt, Stalin,
Churcill. Nella conferenza di Jalta, si discusse riguardo:
• L’ assetto futuro della Polonia;
• Istituzione dell’ ONU;
Nella conferenza di Jalta, vi fu la proposta di una nuova conferenza da tenere a San Francisco
nell’aprile del 45’in cui si concordò il trattato istitutivo dell’ ONU, alla quale parteciparono 52 stati
fondatori, tra cui quelli che avevano firmato la dichiarazione di Washington. La carta venne
approvata il 26 giugno 1945, e entrò in vigore il 24 ottobre. Essa istituiva 3 organi:
• Assemblea Generale:
• Consiglio di sicurezza:
• Segretario generale:
L’ organo con maggiori poteri, era il Consiglio di sicurezza composto da i grandi (USA URSS,
REGNO UNITO FRANCIA E CINA), i quali rappresentano i 5 stati permanenti che avevano diritto
di veto, cioè la possibilità di impedire un provvedimento contro il parere degli altri stati. Di esso
facevano parte altri 6 membri eletti dall’ Assemblea Generale per 2 anni. Con la maggioranza di 7
voti si prendevano le decisioni ma tra questi dovevano esservi quelli dei membri permanenti. Solo
la loro unanimità, con il voto di 2 membri non permanenti, consentiva all’ ONU la sua funzione:
mantenere la pace e la sicurezza internazionale. Il segretario generale, veniva eletto dall’
assemblea generale su proposta del Consiglio di sicurezza. Le funzioni dell’ assemblea generale,
erano legate al Consiglio di sicurezza.
L’ 8 agosto del 45’, i vincitori istituirono un tribunale militare internazionale, incaricato di giudicare
3 ordini di crimini:
• Crimini contro la pace;
• Crimini di guerra commessi sulle popolazioni civili e i prigionieri;
• Crimini commessi contro l’ umanità, tra cui il genocidio degli ebrei.
22 tra i maggiori capi del regime nazista vennero sottoposti a processo di fronte a giudici, alcuni di
loro condannati a morte.
Gli accordi di Jalta: fra ordine mondiale e definizione delle zone di influenza:
La conferenza svoltasi a Jalta fra il 4 e l’ 11 febbraio del 45’, rappresentò una conferenza di
spartizione del mondo tra le potenze vincitrici: l’Europa venne divisa fra i vincitori e già nel
precedente incontro a Teheran, nel 1943,(28 novembre-1 dicembre), erano stati discussi i nuovi
confini fra Germania e Polonia e Polonia e URSS. Inoltre, la Lituania, L’Estonia e Lettonia, vennero
inglobate nell’ URSS; anche la parte settentrionale della Prussia orientale veniva riconosciuta all’
URSS quindi la Polonia, venne spostata a occidente. Riguardo la Germania, era prevista
l’occupazione e l’amministrazione militare coordinata da parte delle potenze vincitrici. Il 12 aprile
del 45’,Roosvelt (USA) morì, al suo posto vi fu il vice presidente Truman che partecipò all’ ultima
conferenza dei tre grandi a Postdam(17 luglio-2 agosto 45’). Essa comportò :
• La divisione della Germania in 4 parti capitanate da: USA, URSS, REGNO UNITO E
FRANCIA.
• Berlino venne divisa in 4 zone di occupazione, analoga soluzione vi fu per Vienna.
2 capitolo: dalla grande alleanza alla guerra fredda 1945-1949

Nel 1945- 47, vi furono numerosi incontri per i trattati di pace, (trattati di Parigi) infatti il 10
febbraio 1947, vennero firmati 5 trattati con:
• Italia;
• Romania,
• Finlandia;
• Ungheria,
• Bulgaria.
L’ Italia perse tutte le colonie infatti cedette:
• Alla Francia: Briga e Tenda;
• Alla Iugoslavia: Fiume e Istria;
• All’ Albania: l’isolotto di Saseno.
In Grecia la situazione era molto grave infatti, vi furono notevoli scontri tra:
• Fronte nazionale di liberazione (Eam) che includeva socialisti, comunisti e altre
formazioni politiche repubblicane contro i vari gruppi armati che combattevano in
favore del re.
In Grecia vi era una forte propensione verso la repubblica ma infine vinse la monarchia.
Il 12 marzo 1947, il presidente americano Truman, espose al congresso un discorso che
prese il nome di dottrina Truman, con la quale chiedeva di rispondere agli aiuti della
Grecia, facendo una netta contrapposizione tra i 2 modi di vita ovvero tra:
• USA: libere istituzioni, garanzia delle libertà umane
• GRECIA: totalitarismo, oppressione, terrore.
Quello che Truman voleva sottolineare con questo discorso, era proprio la libertà infatti
afferma, che tutti i popoli guardassero agli USA, per avere un appoggio che potesse
aiutarli a conservare la libertà. La politica degli USA, doveva essere quella di “sostenere
e popoli liberi”, minacciati da minoranze armate o pressioni esterne. L’ aiuto da parte di
Truman alla Grecia, era fine a se stesso ma doveva essere l’ inizio di un progetto globale
di aiuto che doveva coinvolgere tutta l’ Europa. Proprio in Europa, si studiò un piano di
aiuto “economico- finanziario” per l’ Europa, denominato Piano Marshall. Esso, interessò
i paesi dell’ Europa Occidentale e la Turchia. L’ URSS se ne tenne fuori. I paesi che
trassero maggior benefico furono:
• Francia
• Gran Bretagna.
Il piano Marshall, comportò l’ erogazione di oltre 13, 5 milioni di dollari, utilizzati sotto
forma di grano, petrolio, carbone, attrezzature varie.
Nel novembre del 47’, nasce il GATT( Accordo generale sulle tariffe e il commercio), che
attuava una prima riduzione delle tariffe doganali su un consistente numero di prodotti,
con lo scopo di un libero scambio generalizzato.

La formazione di 2 blocchi politici e militari:

Il 5 marzo 1946, Churcill, tiene un discorso a Fulton, parla di “CORTINA DI FERRO”, che i
sovietici avevano steso da Stettino a Trieste, si parla di imperialismo da una lato e
totalitarismo dall’ altro. Una vera e propria guerra psicologica, propaganda, false notizie,
confronto bellico indiretto, questi erano gli strumenti utilizzati da tale guerra che
successivamente prenderà il nome di guerra fredda. L’ ideale di cui si facevano portatori
gli USA, era quello di espansione della democrazia liberale e di un’ ampia libertà
individuale mentre l’ Unione Sovietica, si basava sul principio di rivoluzione sociale che
avrebbe eliminato lo sfruttamento delle classi povere, realizzando l’ uguaglianza e la
giustizia sociale.
Perché si giunge ad essa?
All’ interno dell’ Europa sconvolta dalla guerra, USA e URSS, erano gli unici paesi vincitori,
che potevano essere definiti superpotenze, poiché disponevano di innumerevoli risorse
naturali e industriali. Queste tensioni, tra i due stati, fecero pensare a un terzo conflitto
mondiale anche perché entrambe possedevano l’ arma atomica.

Origini, cause, e natura della guerra fredda:

La nascita formale dei due blocchi, era avvenuta nel settembre del 1947 con la
costituzione del Cominform, che si presentava come un organismo di informazione e
coordinamento del Pcus (partito comunista dell’ Unione Sovietica) e di altri otto partiti
comunisti europei. Tale costituzione, stesa dell’ ideologo del Pcus, Zdanov, aveva lo scopo
di tenere sotto controllo gli stati “satellite” dell’ Europa orientale ( Polonia, Bulgaria,
Ungheria, Romania, Cecoslovacchia, Germania est, Albania e Jugoslavia). Al controllo
politico e militare dell’ Unione Sovietica, corrispose il Patto atlantico, alleanza difensiva
sottoscritta a Waschington il 4 aprile del 1949 dagli Stati Uniti, Canada, e da dieci paesi
dell’ Europa occidentale tra cui: Gran Bretagna, Francia, Italia, Belgio, Olanda,
Lussemburgo, Portogallo, Norvegia, Danimarca e Islanda. L’anno dopo, l’ alleanza fece un’
ulteriore passo in avanti con un ulteriore alleanza militare, che prende il nome di NATO
(North Atlantic Treaty Organization), uno strumento militare d’ intervento, avente lo scopo
di difesa con precise strutture operative che riuniva i paesi filostatunitensi. Per quanto
riguarda l’Unione Sovietica, invece, in contrapposizione alla NATO, nasce il Patto di
Varsavia, un’ alleanza militare con i paesi dell’Europa Orientale. Dall’ autunno del 1949, la
Germania, era divisa in due:
• Repubblica Federale tedesca: con capitale Bonn, governata dall’ Unione cristiano
democratica(Cdu);
• Repubblica democratica tedesca: con capitale Pankow, governata dai comunisti del
Partito socialista unificato tedesco( Sed).
Il periodo di massima tensione tra i due blocchi, coincise con la guerra di Corea, nel 1950.
La parte settentrionale della Corea, retta da un governo comunista filosovietico, invase
quella meridionale (filoamericana). Gli stati Uniti, intervennero con l’ ONU, per difendere la
Corea del sud. Nel 1953, si giunse ad un armistizio che divise la Corea sul 38° parallelo.
Fino al 1949, gli Stati Uniti, erano i detentori della bomba atomica, ma a partire da quell’
anno, anche l’ Unione Sovietica sviluppò una tecnologia nucleare così anche’ essa
divenne una potenza atomica. La guerra fredda, infatti si caratterizza come la grande
corsa agli armamenti atomici, che potevano scatenare una terza guerra mondiale,
provocando la fine dell’ umanità.
Capitolo 3: la fase della decolonizzazione: 1945-1950
La crisi degli imperi coloniali alla fine della seconda guerra mondiale:
Alla fine della grande guerra, il dominio dei paesi europei sui propri imperi coloniali, si trovò molto
indebolito. L’insofferenza verso il dominio coloniale, era accentuata negli anni 30’, dall’ Indonesia
al Marocco, in cui vi era una formazione di partiti e movimenti di tipo anticapitalista. In tutta l’ area
del sud- est asiatico, (Filippine, Indonesia, Indocina, Malesia, Birmania) la dominazione europea
crollò del tutto e vi fu l’eliminazione da parte dei militari giapponesi dei poteri
coloniali(statunitensi, olandesi, francesi, inglesi). Anche in India, gli esponenti del movimento
nazionalista, stabilirono contatti con il Giappone e la Germania nazista, costituendo un vero e
proprio esercito contro Stati Uniti e Gran Bretagna. I movimenti anticoloniali, cercarono di
combattere i propri padroni, il caso significativo del Vietnam, dove il Viet Minh, il fronte per
l’indipendenza del Vietnam, di orientamento comunista, proclamò una lotta contro i francesi guidati
da Vichy, e contro i giapponesi. Nel marzo del 1945, i giapponesi eliminarono ciò che restava dell’
autorità francese in Indocina e grazie all’ aiuto dell’ imperatore Bao Dai, che aveva titolo onorifico
nella parte centrale del Vietnam, proclamò l’ indipendenza dell’ intero paese. Fu in Indonesia, che la
restaurazione degli imperi coloniali risultò impossibile; il 17 agosto 1945, Sukarno, a capo del
movimento nazionalista antiolandese, proclamò l’ indipendenza dell’Indonesia diventando primo
presidente. Gli olandesi, offrirono così al partito nazionalista, di entrare a far parte di un unione
olandese- indonesiana, in cui l’ Indonesia sarebbe stata autonoma ma con numerose limitazioni alla
sua sovranità. Gli Stati Uniti, si opposero alla politica di riconquista olandese, la quale venne
condannata dal Consiglio di sicurezza dell’ ONU. Così rimasta isolata, l’Olanda, dovette arrendersi
e riconoscere nel dicembre del 1949, la sovranità del governo di Sukarno su Sumatra, Giava e altre
isole che avevano costituito le Indie olandesi.
L’indipendenza dell’ India e la formazione del Pakistan:
La seconda guerra mondiale, si verificò mentre in India era stata approvata dal parlamento inglese
la nuova costituzione, la quale ampliava i poteri autonomi delle province indiane. Il partito del
congresso, nel quale si esprimeva il movimento indipendentista indiano, aveva rifiutato la riforma
di totale indipendenza ma, successivamente, valutò positivamente l’ elezioni provinciali del 1937-
38, in cui vinse il partito nazionale di Gandhi, esponente del satyagraha, le campagne di
disobbedienza civile di massa effettuate contro l’oppressione. Nel dicembre del 1941, l’ India, si
ritrovò in guerra con il Giappone, che occupò Singapore e avanzò verso Malesia e Birmania. Inoltre
ciò che stava portando l’ India al caos, era la minoranza di musulmani presenti sul territorio, ma
anche di innumerevoli etnie e religioni infatti oltre a induisti e musulmani vi erano consistenti
minoranze di sikh, buddisti, cristiani, janisti e parsi. Nel febbraio del 1947, il governo laburista,
annunciò alla camera de comuni che l’Inghilterra avrebbe lasciato l’India entro giugno 1948. Il 22
marzo 1947, giunse in India l’ultimo viceré incaricato di portare a termine l’operazione. Il 15 luglio,
il parlamento britannico, fece nascere 2 stati differenti: Unione Indiana e Pakistan, i quali
accettarono di diventare membri del Commonwealth. Gandhi, venne accusato di aver concesso
troppo ai musulmani e venne assassinato il 30 gennaio 1948. I maggiori esponenti dell’
indipendentismo indiano furono: Gandhi e Nehru. Divenuto primo ministro dell’ Unione indiana,
Nerhu fece della modernizzazione l’obiettivo della propria politica. La costituzione approvata nel
1949 dall’ assemblea costituente, entrò in vigore nel gennaio del1950 e così l’ India diventava uno
stato federale con 360 milioni di abitanti. Dopo l’ indipendenza, vi furono numerosi cambiamenti
tra cui
• Parità dei sessi attraverso il diritto di voto concesso alle donne;
• Aumento età legale minima per il matrimonio;
• Sviluppo notevole nell’ agricoltura e industrializzazione.
In realtà vi erano ancora numerosi problemi da risolvere, come: analfabetismo, scelta di una lingua
ufficiale, superamento del sistema delle caste ecc..
Nel 1961, l’occupazione militare indiana di Goa, ebbe grande importanza poiché era stata la
capitale del vecchio impero portoghese nell’ oceano indiano. Nella parte indiana del Punjab, presto
esplosero dei conflitti religiosi fra induisti e sikh, i quali si ritenevano discriminati. Il problema
venne risolto momentaneamente nel 1966, quando i sikh ottennero uno stato separato della parte del
Punjab, in cui costituivano la maggioranza mentre l’ altra parte, quella indù, divenne il nuovo stato
dell’ Haryana.
La vittoria dei comunisti in Cina:
Tra le guerre di resistenza che si svolsero insieme alle vicende dalla seconda guerra mondiale, un
posto particolare va dato alla Cina, invasa dai giapponesi, i quali già dal 1931, si erano impadroniti
della Manciuria, entrarono nella Cina Settentrionale e occuparono da subito Pechino e Shangai,
successivamente anche la capitale della repubblica nazionalista, Nanchino. Il governo del partito
nazionalista, retto da Chiang Kai-shek, fu costretto a trasferirsi nella provincia del Sichuan. Prima
delle invasioni, l’ Unione Sovietica, che intendeva applicare alla Cina la politica del fronte unitario
antifascista, aveva condotto al riavvicinamento del partito nazionalista di Chiang Kai-shek e le forza
comuniste guidate da Mao Zedong. Ma furono i comunisti a combattere con maggior efficacia l’
esercito degli invasori giapponesi, attraverso la tecnica della guerriglia con il supporto della
popolazione dei villaggi. Gli Stati Uniti, e l’ Unione Sovietica, continuarono a dare notevole
importanza ai nazionalisti di Chiang Kai, e considerarono egli, come il 4° grande, . Nel mese di
settembre del 1945, Mao e Chaing, si incontrarono per concordare il proseguimento della loro
collaborazione e firmarono un accordo il 10 ottobre, di cui si ebbe una divisione provvisoria delle
provincie cinesi fra i loro governi. Il generale Goerge Marshall, su incarico del presidente, passò tre
mesi in Cina per verificare la situazione e cercare di costruire un governo di unità nazionale ma ben
presto capì che il governo nazionalista, era solo capace di tirannide e non sarebbe stato in grado né
di sconfiggere i comunisti, né di governare la Cina autonomamente. Divenuto segretario di stato e
lasciata la Cina, Marshall, decise di aiutare il governo nazionalista attraverso l’ aiuto in armi. Nel
1947-48, i comunisti di Mao, avanzarono da nord- est conquistando una provincia dopo l’ altra; l’
amministrazione di Chiang, era così in completo disfacimento. La teoria di Mao Zedong, era quella
di radicarsi nelle campagne e ottenere il consenso dei cittadini realizzando una radicale riforma
agraria, circondare le città realizzando lasciandole isolate per farle cadere al momento opportuno. A
Pechino, il 1 ottobre del 1949, venne ufficialmente proclamata la Repubblica popolare cinese , la
Cina era finalmente unificata con l’eccezione dell’ isola di Taiwan, nella quale si rifugiò Chiang
Kai- shek con i resti del suo esercito.
I paesi arabi, lo stato d’ Israele e la questione palestinese:
Nel mondo arabo, ideologie come democrazia, comunismo, socialismo, erano avvertite come
estranee; ma anche il nazionalismo che sfociò in idea di unione di tutti i musulmani(panislamismo).
Come nome e confini, la Transgiordania era stata inventata dagli inglesi nel 1920. Il Libano, la
Palestina e la Siria, erano un casò a se in quanto appartenevano a un’ epoca molto lontana. L’ Iraq,
non era mai esistito come stato a sé, infatti venne ricavato dalla fusione delle ex province dell’
impero ottomano di Bagdad e Bassora. In Libano vi era una notevole popolazione di cristiani, i
quali costituivano circa la metà della popolazione ma vi erano inoltre musulmani tra cui sunniti,
sciiti e drusi. Nonostante questa varietà di popolazioni, vi era un sistema istituzionale impeccabile,
il quale garantiva la pace sociale e religiosa dividendo i poteri fra cristiani e musulmani in base al
loro peso demografico. Prima della Grande guerra, in medio oriente, si era manifestato il
panarabismo, soprattutto in Egitto che nel 1922, era stato il primo paese arabo riconosciuto
dall’Inghilterra come indipendente, ma soggetto a condizionamenti politici nella forma di
monarchia costituzionale. Nel 1932, L’Inghilterra, riconobbe l’indipendenza dell’ Iraq. Alla fine
della guerra mondiale, ottennero l’indipendenza anche Libano ,Siria e Transgiordania(denominata
nel 1949, Giordania); mentre la Gran Bretagna conservava lo Yemen del sud, dell’ Oman e altri
emirati minori del golfo di Persico e Kuwait. Nel 45, gli stati indipendenti del Medio
Oriente(Egitto, Arabia saudita, Iraq, libano, Siria, Transogiordania e yemen del nord), dettero vita
alla Lega Araba con lo scopo di rafforzare il mondo arabo contro le grandi potenze dell’ occidente.
Nel 1938, la produzione petrolifera in Iran era molto sviluppata e ciò provocò non poche rivalità fra
le grandi compagnie internazionali. Nel 1928 era nata l ‘Iran Petroleum Company ma anche varie
compagnie americane si erano assicurate una solida presenza in Arabia saudita. Nel 1950, il Medio
Oriente e Iran, rappresentavano il 16% della produzione mondiale di petrolio. Un secondo elemento
causa di gravi tensioni in medio oriente, fu il conflitto tra arabi e ebrei di Israele nel mandato
inglese della Palestina. Nel 1939, la Palestina era abitata dal 65% di palestinesi musulmani, 25% di
ebrei immigrati sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti e il 10% di da gruppi di cristiani e drusi.
Nel 1947, l’ONU, approva il progetto di spartizione della Palestina per le tre religioni, il progetto
prevedeva la creazioni di due stati autonomi e l’internazionalizzazione di Gerusalemme, città sacre
per tutte le religioni. Gli stati arabi membri dell’ ONU votarono contro. Il 14 maggio del 48’, la
Gran Bretagna abbandona la Palestina e gli ebrei proclamano lo stato di Israele con al capo del
governo Guron. Vi fu così un attacco contro Israele da parte di Siria, Egitto, Libano, Iraq, Giordania
ne scaturì una guerra sanguinosa; la quale fu fermata da una serie di armistizi imposti dall’ ONU.
Dai territori che formavano lo stato di Israele, fuggirono circa 600mila palestinesi, circa 150 vi
restarono. Lo stato di Israele venne ammesso all’ ONU ma in cambio dovette destinare gran parte
delle risorse a scopi militari. Tuttavia poté contare sull’aiuto degli Stati Uniti, ricevendo gran parte
di immigrati di esperienza culturale e professionale quindi lo stato di Israele, si configurò come uno
stato economicamente avanzato.
4 cap Il consolidamento del bipolarismo asimmetrico, 1949-1956
Le armi e le ideologie della guerra fredda:
Tra le armi utilizzate maggiormente dalla guerra fredda vi era purtroppo l’ uso della bomba atomica.
Sino al 1949, gli Stati Uniti erano gli unici detentori della bomba atomica; ma a partire da
quell’anno, anche l’Unione Sovietica sviluppò una tecnologia nucleare divenendo anch’ essa una
potenza atomica. Negli Stati Uniti, l’ opinione pubblica era più ricettiva a tale aspetto
propagandistico della guerra, poiché solo negli Stati Uniti i mezzi di comunicazione di massa erano
adeguatamente affermati; infatti nel 1951 un terzo delle famiglie americane possedeva un
apparecchio televisivo da cui poteva essere influenzata. Nel 1946, negli Stati Uniti, molti furono
accusati di spionaggio, tra cui: un gran numeri di dipendenti statali, scrittori, giornalisti e uomini
dello spettacolo. Le indagini portarono all’ arresto dei coniugi Rosenberg, per i quali vi fu la
condanna a morte nel 1953. La fase più acuta di tale instabilità collettiva, si ebbe con il senatore
Mcartny, il quale avviò una “caccia alle streghe” cioè una denuncia non veritiera, dell’ esistenza di
decine di comunisti nel Dipartimento di stato. Egli era un falsario senza scrupoli, che si rivolgeva a
un pubblico di mediocre qualità intellettuali; ma nel 1954, venne ignorato dal suo stesso partito. Per
quanto riguarda l’unione sovietica, la guerra fredda si manifestò con aspetti interni, modalità molto
repressive e il clima della guerra fredda, venne creato dall’alto. In sintesi la guerra fredda in URSS,
si manifestò con un rigido allineamento imposto al mondo della cultura, musica e letteratura; alla
proibizione del film di Ejzenstejn che accusava di comunismo Charlie Chaplin. Vi era inoltre la
proposta di una scienza proletaria contrapposta a una scienza borghese.
I conflitti armati indiretti: le guerre di Corea e Indocina:
Nel 1950, vi fu una fase della guerra fredda in cui Usa e URSS si si affrontavano indirettamente
attraverso alcuni conflitti armati; uno di questi esplose in Corea. In quell’ anno, la parte
settentrionale della Corea, retta da un governo comunista filosovietico, invase la Corea del sud
filoamericana. Gli stati uniti e i paesi occidentali, intervennero con l’ ONU per difendere il Sud. Nel
1953, si giunse però ad un armistizio che divise il la Corea in due parti aventi rispettivamente due
aree di occupazione, una linea che corrispondeva al 38° parallelo , avendo così due repubbliche
separate. La guerra di Corea fu l’ occasione per rendere ancor più asimmetrico il bipolarismo, nel
settembre del 1951, gli Stati Uniti costituirono un’ alleanza con l Australia e la nuova Zelanda,
seguirono poi nel 1953, quella con la Corea del sud e nel 1954 quella un alleanza che prendeva il
nome di SEATO,(South easy Asia Treaty Organization), la quale includeva oltra a USA, GRAN
BRETAGNA, AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA, LE FILIPPINE LA THILANDIA IL
PAKISTAN E LA FRANCIA. Si apre un’ altra questione : quella indocinese. Alla fine del 1946,
cominciò una guerra tra Francia e il Viet-minh, che controllava le regioni settentrionali del Vietnam
confinanti con la Cina. Gli Stati Uniti, nel 1950, decisero di aiutare la Francia attraverso armi e
finanziamenti. Per circa tre anni vi furono numerose guerriglie tra Francia e Viet minh, ma nel
novembre del 1953, il comando francese decise di concentrare le proprie forze su Dien Bien Phu, in
cui venne creato un campo dal quale dovevano partire le azioni finalizzate a tagliare i collegamenti
fra i guerriglieri e le frontiere con Laos e la Cina. Nel 1954,a Ginevra, si cerca di risolvere la
questione vietnamita: il Vietnam, venne diviso in due parti da una linea provvisoria fissata sul 17°
parallelo; l’ accordo venne firmato dalla Cina popolare, ma non dagli Stati Uniti, i quali si
limitarono a prenderne solo atto. Fra il 1950 e 54’, oltre la cortina di ferro europea e all’esistenza di
due Germanie, si erano aggiunte altre tre linee asiatiche della guerra fredda che tagliavano lo stretto
tra Taiwan e la Cina e i paralleli 38° e 17° in Corea e in Vietnam.
Gli Stati Uniti da Truman a Eisenhower:
dopo la guerra fredda, gli USA ebbero notevoli conseguenze sul piano politico, sociale e culturale.
Una parte dell’opinione pubblica, sentiva il bisogno di un ritorno all’ isolazionismo; ma con
Truman, si andava in direzione opposta all’ isolazionismo. Con le elezioni del 1946, che
contrapposero alla presidenza democratica un Congresso con maggioranza repubblicana, la società
di ceti medi chiedeva di potersi concentrare su sui suoi problemi interni e tornare al “modo di vita
americano”; cominciando dalla riduzione delle spese pubbliche e la rimozione dei controlli sull’
economia. Truman aveva ottenuto il consenso del Congresso, usando la minaccia comunista ma
dovette poi fare i conti con l’ inflazione dei prezzi. Iconflitti sindacali e gli scioperi, crebbero
notevolmente inducendo la maggioranza repubblicana ad approvare una legge che indeboliva i
sindacati togliendo il principio secondo il quale gli iscritti ai sindacati potevano essere assunti dalle
imprese. Inoltre la legge aumentava il controllo pubblico sull’ organizzazione dei sindacati e sulla
legittimità degli scioperi; infine chiedeva ai dirigenti dei sindacati, il giuramento di non essere
membri del partito comunista. Lo spostamento a destra della società americana si arrestò con le
elezioni del 1948, in cui Truman si ritrovò a dover fronteggiare un repubblicano e il candidato del
nuovo partito progressista creato da Wallace, vicepresidente di Roosvelt. Ma a Truman andò l’
appoggio dei ceti operai e dei sindacati. Il programma presentato da Truman, prendeva il nome di “
Fair Deal” ovvero equo trattamento, giustizia sociale. Solo una parte di tale programma potè essere
realizzata(minimi salari, pensioni, edilizia popolare). In particolare, Truman, non riuscì a far
approvare una legge sui diritti civili che aveva lo scopo di ostacolare la segregazione razziale. Egli
aveva da sempre cercato di combattere tale discriminazione facendo lavorare i neri nelle industre di
guerra e nell’ esercito. Molti stati erano razzisti nei confronti della gente di colore, che spesso era
oggetto di violenza e intimidazioni, il diritto di voto era ostacolato dalle norme sulle iscrizioni ai
seggi elettorali, che prevedevano il pagamento di una tassa o prove di alfabetizzazione che
servivano solo per discriminare meglio tale popolo. Le leggi segregazioniste escludevano la
popolazione di colore da scuole, ospedali, enti pubblici, autobus e treni riservati ai bianchi.
L’amministrazione Truman, cadede nel 1952, e succedette il nuovo presidente Eisenhower, il quale
continuò la lotta contro la segregazione razziale dei neri, attraverso la nascita di un movimento dei
neri che prevedeva azioni dimostrative come il sit-in cioè il rifiuto lasciare il posto nei locali
riservati ai bianchi. Nel 1954, la Corte suprema, annullava le legge di separazione tra bianchi e neri
nelle scuole.
L’ Europa occidentale nel decennio postbellico:
Per quanto riguarda la Gran Bretagna, dopo la guerra, con le elezioni politiche del luglio 1945,
Chercill venne licenziato e gli elettori dettero una netta maggioranza ai laburisti che avevano come
loro leader Clement Attlee. Il programma laburista, prevedeva l’ attuazione del Walfare State o stato
del benessere, come modello di intervento statale nelle questioni sociali, adottato in tutte le nazioni
industrializzate. Tale programma, prevedeva varie forme di protezione del lavoro:
• Indennità di disoccupazione;
• Un periodo di ferie pagate;
• Gratuità delle cure mediche e ospedaliere;
• Istruzione di base gratuita e pubblica;
• Estensione a tutte le categorie delle pensioni di vecchiaia;
• Programmi di edilizia popolare.
Per quanto riguarda la Francia, vi è la nascita di una nuova repubblica, la quarta repubblica per la
precisione. De Gaulle, che aveva guidato dopo la liberazione i primi governi di unità nazionale, creò
un suo partito che si aggiunse agli altri già esistenti: comunisti, socialisti, democratici, radicali che
costituivano il Movimento repubblicano popolare. Il partito gollista, nel 1955, finì purtroppo per
perdere l’ appoggio del suo stesso creatore che si ritirò dalla vita politica. Successivamente vi fu una
nuova coalizione guidata da Mendes-France, ma anch’ esso durò solo 7 mesi. In Italia, finita la
Grande Guerra, si esaurì l’ unità antifascista ma nascono nuovi partiti tra cui:
• Democrazia cristiana;
• Partito comunista;
• Partito socialista.
Il 2 giugno 1946, vi fu la consultazione nella quale votarono per la prima volta le donne, vi fu il
referendum sulla forma istituzionale dello stato che prevedeva la scelta tra monarchia e repubblica.
A vincere fu la repubblica; entrata in vigore il 1 gennaio del 1948. Inoltre oltre il referendum, venne
eletta l’ Assemblea costituente. Il 18 aprile del 1948, si tennero le prime elezioni politiche in cui
vinse con il 48% la Democrazia cristiana, la quale fu al centro del sistema politico per 40 anni.
Nascita e riarmo della Repubblica federale tedesca:
L assemblea riunitasi a Francoforte il 1° settembre 1948, per decisione del governo militare alleato,
preferì chiamarsi Consiglio parlamentare e il documento approvato nel 49, prese in nome di “legge
fondamentale” e non costituzione. Tale legge, doveva essere approvata dal governo militare, il quale
si riservava il diritto di stabilire se era realmente democratica. La rieducazione democratica dei
tedeschi, era compiuta; la nascita della Rft (repubblica federale tedesca) segnava il passaggio della
Germania da ex nemica a ad alleata. Le elezioni del 49’ riguardavano vari partiti:
• L’unione cristiano democratica (CDU): che raccoglieva voti di cattolici e protestanti;
• Unione cristiano Sociale: più conservatrice e cattolica(CSU);
• Partito socialdemocratico(SPD).
Al cancelliere della Germania occidentale Adenauer, di convincimenti antinazisti, toccava il
compito di costruire un governo di coalizione con altri partiti minori. Il complesso sistema
elettorale tedesco, escludeva dalla ripartizione dei seggi chi non avesse raggiunto il 5% dei voti.
Nel 1950, gli Stati Uniti, capirono la potenza della Germania per cui, vollero a tutti i costi che la
Germania entrasse nel blocco atlantico. Per fare ciò, occorreva l’autorizzazione degli altri stati. Nel
1954, la Germania venne ammessa alla NATO. La risposta da parte dell’URSS, al blocco
occidentale, fu la costituzione del Patto di Varsavia del 1955, un’ alleanza firmata a Varsavia tra i
paesi del blocco sovietico.
L’URSS e il blocco sovietico da Stalin a Cruscev:
Gli ultimi anni della dittatura staliniana, costituirono il periodo peggiore per l’Urss, poiché il paese
usciva distrutto dalla guerra mondiale. I mezzi utilizzati da Stalin nel dopoguerra, furono terrore e
opposizione; si cominciava a manifestare il problema della successione a Stalin, che negli ultimi
anni della sua vita sembrava aver trasformato in paranoia la sua tendenza a vedere traditori
ovunque non fidandosi più del suo gruppo dirigente. La morte di Stalin, avvenuta il 5 marzo del
1953, portò a una prima decisione collegiale del gruppo dirigente del partito, dalla quale emersero:
• Malenkow: divenuto capo del governo, era già considerato possibile successore di Stalin,
avevndo avuto l’ incarico di preparare la relazione generale al recente congresso;
• Berija: dirigeva da quindici anni la polizia segreta ed era il più probabile candidato a essere
eliminato da Stalin;
• Vjaceslav: ministro degli esteri dal 1939 al 1949.
La sistemazione del potere, si rivelò provvisoria infatti cresceva sempre più la figura di Nikita
Cruscev; nel luglio del 1953, Berija venne arrestato, accusato di essere coinvolto con i servizi
segreti e in seguito ucciso. La lotta per il potere proseguì a lungo e nel gennaio del 1955, con le
dimissioni di Malenkow si risolse in favore di Cruscev, il quale aveva assunto la carica di segretario
del PCUS: (partito comunista dell ‘Unione sovietica). La sconfitta di Malenkow, segnò una svolta in
quanto fu il primo caso nella storia dell ‘Urss, in cui vi era stata la rimozione di un dirigente,
avvenuta senza ricorrere alla sua uccisione. Un’ altra svolta storica, avvenne nel 20° congresso del
Pcus, del 1956, in cui Cruscev, lesse una relazione che denunciava i crimini commessi da Stalin,
definendolo come un tiranno capriccioso, responsabile di una repressione di massa. Tale denuncia,
si soffermava più sulle migliaia di onesti e innocenti comunisti, morti in seguito a processi costruiti
sulle confessioni estorte con la tortura. Dal marzo 1956, la diffusione del rapporto di Crusciev,
autorizzò in tutta l’ Europa orientale un manifestarsi di stati d’animo antistalinisti; uno di tali paesi
fu la Polonia, in cui lo sciopero operaio di Pòznam, si trasformò in un’aperta insurrezione che vanne
però repressa rapidamente. In Ungheria, vi era stato un tentativo di trasferimento dei poteri dal
gruppo staliniano ai dirigenti comunisti, i quali avevano difeso l ‘autonomia del paese ed erano
riusciti a sopravvivere ai processi del 1949. Con il consenso sovietico, Kadar e Nagy, due vittime
dello stalinismo, divennero rispettivamente segretario del partito e capo del governo. A causa di
numerose guerriglie civile tra democratici e nazionalisti contro comunisti, il gruppo dirigente
sovietico fu costretto ad inviare militari per riportare l’ordine. Nagy, proclamò l’ uscita dell’
Ungheria dal patto di Varsavia e la neutralità del paese, chiedendo aiuto all’ ONU.
Capitolo 5: Terzo mondo e non – allienamento, 1950-1965:
Dopo la fissazione delle nuove linee della guerra fredda, nello stretto di Taiwan, in Corea e in
Vietnam, nel corso degli ultimi 50 anni, gli sviluppi della decolonizzazione fecero si che molte aree
del mondo venissero coinvolte nella guerra fredda. Nella regione medio orientale, non vi erano
domini coloniali, ma nel 1950, la Francia e l’Inghilterra, possedevano interessi molto forti (il canale
di Suez e il petrolio), che cercavano di difendere. In Iran e Egitto, vi furono numerosi avvenimenti
che minacciavano la posizione di predominio dell ‘Inghilterra. Nel 1951, il leader del partito
nazionalista iraniano Mossadegh, capo del governo, decretò la nazionalizzazione dell ‘Anglo
iranian Oil company, che da molti anni anni, garantiva gli interessi petroliferi inglesi nel paese. Il
conflitto economico e politico tra Gran Bretagna e Iran, durò per circa due anni provocando il
boicottaggio britannico delle esportazioni di petrolio iraniane e la rottura delle relazioni tra i due
paesi. La Gran Bretagna si rivolse al consiglio di sicurezza dell ‘ONU e rinunciò a un intervento
militare in Iran. Intanto in Iran, vi era una battaglia contro l’ assolutismo dello scià Riza Palhavi e
Mossadegh, che professava un nazionalismo laico che non venne approvato da dal clero sciita
infatti venne vi fu il rovesciamento del primo ministro nel 1953 con un colpo di stato avvenuto
grazie all’ aiuto dei servizi segreti degli Stati Uniti. Così lo scià Palhavi, divenne l’ unico capace di
ristabilire l’ ordine in Iran e fece arrestare Mossadegh. In base all’ accordo del 1954, l’Iran,
conservava le risorse petrolifere e ne affidava lo sfruttamento a un consorzio internazionale in cui la
Gran Bretagna, ne sfruttava il 40% con la British Petroleum; le società deli USA anch’ esse con
40%, mentre il resto era olandese e francese. I profitti del petrolio, sarebbero stati divisi tra il
consorzio e lo stato iraniano secondo il principio del “fifty- fifty”. In Egitto, Nasser, rovesciò la
dinastia protetta dagli inglesi, e instaurò la repubblica nel 1953. Si tratta della politica del
nasserismo. Nasser, aveva buoni rapporti con gli USA, i quali, promisero all’ Egitto di fargli
ottenere dalla Banca Mondiale, il finanziamento necessario per la costruzione di una diga, che
avrebbe permesso l’ accrescimento della superficie del paese; ma a sua volta l’ Egitto stava
consolidando la sue relazioni che l ‘Uniona Sovietica così il governo americano congelò il prestito.
Nasser, rispose attraverso la nazionalizzazione del canale si Suez nel luglio del 1956. Intanto inglesi
e francesi, prepararono l’ ultima guerra anticoloniale: gli israeliano avrebbero attaccato l’ Egitto
occupando la striscia di Gaza e il Sinai; la Francia e la Gran Bretagna, sarebbero intervenute per
proteggere le attrezzature . Il 29 ottobre si realizzò la prima parte del piano ma l’ attacco istraeliano,
venne condannato dall’ assemblea generale dell’ ONU, il 5 novembre l’ONU organizzò un gruppo
di spedizione tra egitto e israele. Nel febbraio del 1958, nasser, estese i propri territori attraverso la
creazione della Repubblica araba Unita, la quale avrebbe dovuto portare alla totale fusione tra
Egitto e Siria ma non durò oltre il 1961. Nello stesso anno, una rivoluzione militare nazionalista,
abbattè la monarchia in Iraq, e instaurò la repubblica.
Il movimento dei non-allineati:
Gli stati che in quelli anni ottennero l’ indipendenza dal dominio coloniale, cercarono di dichiararsi
neutrali fra i due blocchi. Tra questi vi erano India, Egitto, Siria e Iraq. Fu un gruppo di 5 paesi
asiatici a voler estendere il processo di decolonizzazione; il gruppo promotore includeva l’india, il
pakistan, indonesia e due ex colonie britanniche divenuti indipendenti nel 48’ e la Birmania. Nella
conferenza tenuta a Bandung, nell’isola indonesiana di Giava, nel 1955; 29 paesi proclamarono la
loro neutralità verso i due blocchi configurandosi come “Terzo mondo”. La nascita del terzo mondo,
nel 1955-61, allargò ancora lo scenario della guerra fredda producendo nuovo terreno di
competizione con i 2 blocchi. Dalla conferenza di Bandung, ne succedette una nuova a Belgrado nel
1961, che prese in nome dei “paesi non allineati”
La seconda fase della decolonizzazione:
In Africa, la maggior parte degli stati ottiene l’ indipendenza pacificamente, l’ unico stato ad averne
difficoltà fu l’ Algeria, la destra nazionalista non voleva perdere l’Algeria questo avrebbe significato
un duro colpo per l’opposizione nazionalista. In Algeria, vi era una notevole maggioranza di
francesi e musulmani che godevano dei diritti politici; i francesi d’ Algeria detenevano una larga
quota di proprietà terriere e occupavano tutte le posizioni strategiche del paese. Algeri e Orano
erano a tutti gli effetti città francesi infatti in tutto il paese, il francese era la lingua ufficiale. Nel
1954, venne costituito il FRONTE DI LIBERAZIONE NAZIONALE ALGERINO(FLN); il quale
attraverso il terrorismo, cercò di affrontare il potere francese; vi fu una vera e propria guerra tra
algerini e francesi. La guerra, fu molto cruenta provocando numerose morti soprattutto civili
algerini. Dopo 7 anni di guerra, gli algerini proclamarono l’ indipendenza proclamata il 5 luglio del
1962 a Evian.
L’indipendenza dell’ Africa subshariana:
Nel corso del 1960, 17 stati africani giunsero all’ indipendenza tra questi: la Somalia, l’ ex Togo,
tredici ex colonie francesi, Nigeria e Congo belga. Le sole colonie sopravvissute erano quelle
portoghesi. Un discorso a parte va fatto per i possessi di Rhodesia, Kenya e Unione sudafricana in
cui la minoranza bianca aveva un peso pari al 20% della popolazione totale ; fra i bianchi il gruppo
più influente e numeroso era quello che aveva imposto come lingua ufficiale l ‘afrikaans(derivato
dall’ antico olandese); dal 1924, gli afrikaner, erano al potere e avevano istituito una politica di
segregazione razziale contro la maggioranza non bianca chiamata APARTHEID(separazione). L’
Unione Sudafricana è stata condannata dall’ONU, per aver utilizzato tale politica razzista, e inserita
tra i crimini dell’ umanità. Nel 1961, Unione sudafricana, uscì dal Commonwealth, proclamandosi
repubblica sovrana.
Gli anni dello sviluppo economico: 1950-1973:
Diversi furono i fattori che contribuirono alla crescita economica del 1950-73; un ruolo di primaria
importanza ebbe il mercato internazionale, in netta ripresa in seguito al buon funzionamento del
sistema monetario di Bretton woods nel 1944. Inoltre a fare da traino a questa crescita economica fu
l’industria, attraverso i settori siderurgici e meccanici riuscì a effettuare grandi innovazioni nel
campo della chimica e dell’elettronica. Nel corso del anni 60’ cominciò a manifestarsi un crescita
molto rapida del settore denominato “terziario”; così l’ agricoltura assunse un ruolo minore, sia in
termini di quota del prodotto realizzato, sia in termini di numero di addetti sul totale delle forze di
lavoro. A questa riduzione degli addetti corrispose un aumento della produttività dovuto alla
diffusione della meccanizzazione del lavoro, dei concimi chimici, diserbanti e antiparassitari.
Venivano ripudiati i principi di politica economica imposti in Occidente negli anni 30’; il
protezionismo venne considerato come responsabile dell’ epoca di sciagure precedente. Un notevole
contributo dello sviluppo del mercato internazionale fu dato dalle imprese multinazionali. Le
società multinazionali derivano dagli investimenti compiuti all’ estero, creando filiali all’ estero
consente di penetrare in altri mercati esportando il prodotto dal paese della casa madre. La grande
trasformazione di questo periodo, riguardò le fonti di energia, con l’aumento del petrolio e dei gas
naturali, la produzione mondiale del petrolio aumentò notevolmente e il Golfo del Persico divenne
una punto strategico per la produzione di petrolio grezzo. Il mercato mondiale del petrolio, era
dominato da sette grandi compagnie che presero il nome di “sette sorelle”; il mercato del carbone
invece venne ridimensionato a causa del basso prezzo del petrolio.
La società dei consumi e l’era elettronica:
Dai bassi costi del petrolio, dipesero due settori più dinamici delle industrie di consumo, quello dell’
automobile, simbolo dei consumi di massa e quello dei derivati del petrolio. L’ automobile, era il
primo motore di sviluppo, grazie ad essa vennero create le reti autostradali e rimodellate le grandi
città; i ceti medi vennero trasferiti versi i nuovi quartieri esterni provocando così lo svuotamento di
antichi centri urbani. Quanto al petrolio, elemento essenziale per dare energia facendo funzionare
gran parte delle centrali elettriche e fornendo combustibile per il riscaldamento e per i motori dei
mezzi di trasporto. Il campo dell’ elettronica determinò grossi risultati infatti nel 1948 con la
costruzione del transistor, un dispositivo elettronico in grado di aumentare un segnale elettrico, così
nasce una vera e propria rivoluzione delle comunicazioni di massa. Nel 1949, nasce la televisione
portando a una radicale modifica nelle famiglie e nella collettività, dal 1962, sarebbe entrata in ogni
casa. Con il transistor, avviene un passaggio decisivo nel settore dei calcolatori, che dalla fine degli
anni 50’, vennero sempre più utilizzati in: banche, uffici, servizi statistici, aeroporti, centri militari e
spaziali che consentirono il trattamento automatico delle informazioni e gestione della produzione
dei magazzini, della contabilità e nell’elaborazione die dati dei censimenti.
Il processo di integrazione europeo:
Nel 1949, il Consiglio d’ Europa, con sede a Strasburgo, aveva l’ obiettivo di promuovere la
consultazione fra gli stati e gli scambi culturali; un anno dopo il ministro degli esteri francese,
Robert Shuman, rese pubblica una dichiarazione, nella quale Francia e Germania, si impegnassero a
mettere in comune le loro risorse di carbone e acciaio, invitando anche gli altri stati a partecipare al
progetto. Nell’ aprile del 1951, venne firmato a Parigi, il trattato che prevedeva l’istituzione della
“Comunità europea del carbone e dell’acciaio” (Ceca), cu aderirono: Italia, Lussemburgo, Belgio,
Paesi bassi. Il trattato prevedeva:
• Un uguale accesso alle fonti;
• Abolizione di misure restrittive dei prodotti carbosiderurgici;
• Alta autorità, composta da nove membri, nominata dal Consiglio dei ministri, il quale
rappresentava gli stati membri; essa decideva a maggioranza e non all’ unanimità ed
esercitava le sue funzioni in piena autonomia;
• Corte di giustizia.
La costruzione dell’ Europa, riprese l’anno dopo attraverso due trattati, firmati a Roma nel marzo
del 1957, co i quali si aggiungeva alla Ceca, una Comunità economica europea,(Cee) e una
comunità economica europea per l’energia atomica(Euratom). Dai trattati di Roma si ebbe:
• La creazione di un mercato comune europeo (Mec);
• Abolizione dei dazio doganali fra gli stati aderenti;
• L’ adozione di una tariffa doganale unica;
• Libera circolazione di merci;
• Definizione di una politica agricola comune.
Anche l’ euratom, istituiva un unione doganale a sé per i materiali destinati allo sviluppo delle
industrie nucleari e favoriva un’ attività di ricerca per un uso pacifico dell’ energia nucleare.
Anche la Gran Bretagna istituì un l’ European Free Trade Association (Efta) poiché temeva di
essere penalizzata nell’ esportazione di merci verso l’ Europa; l’Efta, era costituita da sei membri
comprendendo i tre paesi scandinavi: Danimarca, Svezia e Norvegia e Austria e Svizzera. Nel 1961,
la Gran Bretagna chiese di aderire alla Cee. Il generale francese De galle, era contrario a qualsiasi
progetto europeista e continuò a opporsi agli sviluppi dell’ Europa secondo il modello rappresentato
dalla Ceca. Nel 1963, De galle, rese pubblico il suo veto alla Gran Bretagna e si oppose per tutto il
tempo che restò in carica(1969).
Tre miracoli economici: Germania, Italia e Giappone
I tre paesi registrarono nel 1950 e 1973, i più elevati tassi di crescita del prodotto nazionale lordo. In
Germania, il sistema politico andò restringendosi a 4 partiti due di orientamento democratico-
cristiano(Cdu e Csu) raggiungevano insieme una maggioranza relativa; dal 1949 al 1963 il governo
da Adenuaer e succeduto da Ludwing per altri tre anni in precedenza ministro dell’ economia. Alle
elezioni del 1966, la Spd divenne primo partito tedesco e venne costituito un nuovo governo detto
di grande coalizione perché basato sull’ alleanza fra Cdu- Csu- Spu che resse la Germania fino al
1969. Inoltre, il miracolo economico tedesco, promosso dalle scelte liberiste di Erhard, (bassa
pressione fiscale, limitato intervento dello stato nell’ economia, la stabilizzazione della moneta, il
marco introdotto nel 48’);riuscì a dare maggior importanza alla crescita delle esportazioni. In Italia,
si succedettero 16 governi cui undici dei quali durarono meno di sette mesi. L’ alleanza di centro
costituita da De Gasperi con la Democrazia cristiana, cercò di darsi vittoria nel 1953, con la legge
elettorale denominata legge “ truffa” dall’ appellativo dato dai suoi oppositori. Essa assegnava un
premio di maggioranza consistente nell’ assegnazione del 65% dei seggi, alla coalizione che avesse
superato il 50% dei voti. La democrazia cristiana, non raggiunse tale cifra per ottenere il premio di
maggioranza. Nella metà degli anni 50’, si ebbe un notevole sviluppo industriale che riguardò
purtroppo solo il nord Italia, mentre tutto il mezzogiorno rimase altamente arretrato,
prevalentemente agricolo. Il sud si rivelò comunque importante per il nord, in quanto inviava una
grande manodopera a basso costo, ciò non avvenne solo al nord Italia, ma anche all’estero(Belgio,
Germania, Francia, Svizzera America). In quelli anni, si realizzò un’ importante svolta politica, con
il passaggio dai governi centristi di De Gasperi, a quelli di centro-sinistra. Il caso del Giappone, è
merita la definizione vera e propria di miracolo economico, poiché comportò i più elevati tassi di
crescita del prodotto nazionale e del commercio estero. Il Giappone venne inserito dalla Banca
mondiale, tra i paesi in via di sviluppo moltiplicando per 4 volte il reddito pro capite. Il Giappone,
divenne una grande potenza grazie alle importazioni dall’ estero che fecero si che diventasse il terzo
produttore mondiale di energia elettrica e acciaio; non più solo tessuti ma acciaio quindi costruzioni
di navi petroliere, prodotti dell’ industria meccanica, elettrica e elettronica.
Lo sviluppo economico nell’ Urss e nei paesi orientali:
Nel periodo dal 1950- al 73’ il processo di crescita economica non riguardò solo i paesi capitalisti,
ma anche comunisti. I piani economici elaborati da Stalin, avevano mirato a notevoli investimenti
nell’ industria pesante, cioè nei settori del carbone e dell’acciaio, delle centrali idroelettriche;
mentre i piani economici di Krusciov, ebbero maggiori elasticità rispetto quelli staliniani. Krusciov,
cercò di valorizzare l’ industria di consumo e l’ agricoltura, della chimica e dell’elettronica.
Nonostante ciò, il tenore di vita quotidiano, restava comunque modesto. Un altro aspetto da non
sottovalutare, è quello dello spazio, infatti l’Urss precedette gli USA nella corsa allo spazio, infatti
nel 1957, inviò il primo satellite artificiale chiamato Sputnik1, seguito un mese dopo da un secondo
più pesante che aveva a bordo una cagnetta. Nel 1959, l’Urss, inviò un satellite in orbita attorno alla
Luna e nel 1961 lanciò un satellite che ospitava il primo cosmonauta.
Capitolo 7:Terzo mondo e sottosviluppo, 1945-1970
La scoperta del sottosviluppo:
Dopo la colonizzazione, nasce una nuova categoria di stato, che prese il nome di : “paese
sottosviluppato”; con tale termine si intesero tutti quei paesi a basso reddito individuale,
insufficientemente sviluppati ma che cercavano di effettuare notevoli sforzi per superare il divario
rispetto i paesi più progrediti. Un paese sottosviluppato, prevede vari fattori:
• Malnutrizione o denutrizione;
• Mortalità infantile;
• Analfabetismo;
• Malattie infettive;
• Aumento rapido della popolazione;(nel XX sec. Si ebbe una notevole crescita della
popolazione mondiale);
• Dipendenza economica da altri paesi.
Negli ambienti degli organismi dell’ ONU, l’espressione ufficiale fu quella più ottimista di “paesi
in via di sviluppo”, la quale esprimeva ancor meglio l ‘idea di una transizione più che una vera
condizione. Diventò anche di uso comune l’ espressione “ Sud del mondo”; nata per proporre una
contrapposizione diversa da quella ideologico- politica di Est- Ovest.
Le strategie dello sviluppo:
In India, vi furono numerose strategie di sviluppo che portarono a notevoli cambiamenti; tra queste
strategie vi sono:
• Controllo delle nascite, che si manifestò molto lentamente alla fine degli anni 50’,
attraverso uno sviluppo di programmi di educazione all’ uso di contraccettivi e
innalzando l’ età minima al matrimonio consentita alle donne;
• Intensificazioni nel campo agricolo, avente la denominazione di “rivoluzione verde”; ad
opera di Idira Gandhi, figlia di Nerhu, devenuta primo ministro nel 1966. Tale
rivoluzione nel campo agricolo, prevedeva l’ utilizzo di varietà vegetali selezionate,
fertilizzanti e sistemi di irrigazione. La rivoluzione verde, però non fu una soluzione
miracolosa poiché solo chi possedeva mezzi sufficienti per accedere ai sistemi di
irrigazione e uso di fertilizzanti poteva trarre vantaggio dai nuovi sistemi mentre le
regioni più povere, furono tagliati fuori da questo tipo di progresso.
In America Latina, invece, vi era la riforma agraria che con la requisizione delle terre e la
creazione di una vasta categoria di proprietari coltivatori, divenne la scelta obbligata per il
progresso economico. Essa consentì un aumento della superficie coltivata. In Africa, vi era un’
eccessiva arretratezza delle tecniche e una notevole difficoltà ad estendere le terre senza
danneggiare l ‘ambiente. Qui gli investimenti più importanti erano assorbiti dalle colture da
esportazione.
In tutti i paesi sottosviluppati, si cercava di raggiungere una crescita industriale e la strategia
utilizzata dall’ India e dall’ America Latina, fu quella di far convergere gli investimenti pubblici, un
rigido controllo statale e un alto protezionismo doganale; con lo scopo di appoggiare le industrie di
base(la siderurgia). Al di fuori del settore terziario, il settore in espansione restò quello delle
esportazioni di prodotti agricoli e materie prime. Un aspetto importante è stato anche quello degli
aiuti internazionali ai paesi del Terzo mondo, nel complesso nel corso degli anni 60’, i paesi
sviluppati non fornirono aiuti neppure per il 0, 5% del prodotto annuo.
La Cina: il grande balzo in avanti e la rivoluzione culturale:
La Cina, apparteneva ai paesi sottosviluppati, ma occupava fra essi un ruolo importante: era il
paese più popolato del mondo. La riforma agraria effettuata nelle regioni settentrionali controllate
dai comunisti non ebbe solo scopi economico-sociali, ma anche culturali pedagogici infatti doveva
condurre alla distruzione delle basi della società tradizionale cioè, le terre venivano espropriate ai
grandi proprietari terrieri collettivizzate, a favore di masse di contadini poveri. Gli aspetti culturali
di tale riforma, inclusero una grande opera di alfabetizzazione, attraverso una semplificazione della
lingua cinese, effettuata dal Partito comunista cinese(PCC). Inoltre vi fu un tentativo di
riformazione della famiglia, condanna dell’infanticidio, la vendita delle figlie, l’istituzione del
divorzio e l’innalzamento dell’età legale minima per il matrimonio. Vennero inoltre intrapresi
progetti di industrializzazione, che contribuirono alla costruzione di una moderna struttura
nazionale. Mao, dal 1953,elaborò un piano di industrializzazione, il quale si ispirava al modello
staliniano, utilizzando tutti gli investimenti alle miniere, alla siderurgia e all’ elettricità cercando di
industrializzare il paese. In realtà, in confronto all’ Unione Sovietica, la Cina, partiva da livelli più
bassi di industrializzazione e la popolazione contadina era maggiore. Nel maggio del 1958, Mao,
impose la politica denominata “Del grande balzo in avanti”, il quale contraddiceva il modello
sovietico dell’ industria pesante, in base a questo piano economico, l’ agricoltura sarebbe stata
collettivizzata e sarebbe stata incentivata la piccola industria rurale. Lo scopo del piano, era quello
di un’ industrializzazione rapide del paese, convertendo i contadini in operai. In realtà la politica
del grande balzo, si dimostrò fallimentare, in quanto la popolazione cinese venne stremata dai
lavori compiuti con scarsi mezzi materiali, ritmi di lavoro insopportabili, così il raccolto del 1959 si
rivelò insufficiente e vi furono 2 anni di carestia aggravati anche da calamità naturali(inondazioni,
siccità…), vi furono fra i 15 e 20 milioni di morti. Fra il 1965 e il 1966, Mao, fu in grado di uscire
allo scoperto e di dar vita al movimento della Rivoluzione culturale, la quale segnò la Cina in
modo negativo e per due anni rese instabile la vita politica del paese fino alla morte di Mao, nel
1976. Il movimento era stato aperto nel 1966, da gruppi universitari che protestavano contro
l’autorità; tali gruppi presero il nome di “Guardie rosse”. Tale movimento fu appoggiato da Mao e i
suoi sostenitori, che lo utilizzarono come strumento di pressione contro l’ opposizione interna. Le
vittime del movimento furono: da un alto gli “esperti” cioè gli insegnanti e gli intellettuali dall’
altro i dirigenti e funzionari del partito. Nel 1967- 68, lo scontro sembrò raggiungere quasi una
guerra civile, intervenne l’Armata Rossa di liberazione comandata da Lin Biao, un’ istituzione
economista e democratica che comportò il riassorbimento delle Guardie rosse nei comitati
rivoluzionari, che recuperarono i dirigenti superstiti. Nel 1969 il XI congresso del partito
comunista, pose fine alla rivoluzione culturale, designando Lin Biao come successore di Mao e
riconsegnando il potere a un partito posto sotto il controllo dell’ armata popolare.
L’Africa dopo l’ indipendenza:
Nel 1966, in Africa, vi erano 33 stati indipendenti sorti dai processi di decolonizzazione. La
superficie dell’ Africa, era mal distribuita e all’ interno di tali stati, vi erano numerose divisioni
religiose con una grande competizione tra musulmani e cristiani. Gli stati africani erano
particolarmente numerosi nella regione della Guinea, dal Senegal alla Nigeria. In questi stati,
l’economia di sfruttamento era orientata verso l’esterno; la Nigeria, l’ ex Congo belga e la
Tanzania, erano gli unici stati che potevano puntare a uno sviluppo equilibrato e non dipendente
solo da uno o pochi prodotti di esportazione. I nuovi stati africani possedevano una classe dirigente
di alto livello culturale, la quale aveva condotto la lotta di liberazione: Kwame Nkrumah,
presidente del Ghana; Jomo Kenyatta, il padre del Kenya indipendente, antropologo di fama
mondiale; Senghor, presidente del Senegal, Azikiwe primo presidente della Nigeria. Tale classe
dirigente, aveva intenzione di portare in Africa, le istituzioni politiche occidentali ma allo stesso
tempo erano portatori di un nazionalismo africano. Senghor, era uno dei maggiori esponenti della
“negritudine”, un movimento politico- letterario che rivendicava la capacità dell’ Africa di fornire
un proprio contributo economico e culturale alla civiltà occidentale. L’ Africa indipendente, aveva
bisogno di un lungo periodo di stabilità politica che fu possibile solo per il Senegal in cui Senghor
mantenne la presidenza sino al 1980, e la Costa d’ Avorio dove Felix Boigny morì nel 1963,
essendo ancora in carica come presidente. In realtà la lunga durata di tali capi di stato, mostra come
anche alcune procedure tipicamente occidentali come pluripartitismo e elezioni libere, non
riuscirono a stabilirsi in modo permanente. Così l’ evoluzione verso regimi monopartitici e
autoritari fu inevitabile; nel 1971-72, l’ evoluzione di dittature e tirannidi in Uganda a opera di
Amin e nella repubblica centroafricana di Bokassa che si proclamò imperatore nel 76’. Tra le
strategie di sviluppo utilizzate vi furono le esportazioni.
Il caso più importante de fallimento dell’ indipendenza, fu quello del Congo belga, il primo
accenno di movimenti indipendentisti vi fu quello guidato da Lumumba, il quale uscì vincitore
dalle elezioni precedenti, e divenne primo ministro con un programma nazionalista e centrista,
difficile da realizzarsi in un paese con vari gruppi etnici. Il colonialismo belga, era stato il peggiore
fra quelli che afflissero l’ Africa, si era limitato a proteggere solo le compagnie minerarie e a
diffondere la cristianizzazione. La crisi del Congo, cominciò con la ribellione delle truppe contro i
loro ufficiali belgi e continuò con manifestazioni feroci contro i belgi rimanenti nel paese. L’ 11
luglio del 1960, la regione mineraria del Katanga, proclamò la secessione ottenendo l’ appoggio di
una compagnia mineraria belga. Le nazioni unite, cercarono di proteggere la vita dei residenti
europei e ignorarono la richiesta di Lumumba di porre fine alla secessione. Egli chiese aiuto a all’
Unione sovietica avviando un complotto che lo portò al suo arresto e consegnato ai katanghesi, i
quali lo uccisero nel 1961. Per 4 anni il Congo, visse in anarchia e solo nel 1965, grazie al generale
Mobutu, riuscì a porre fine alla guerra civile.
Capitolo 8
coesistenza e competizione 1955/1968

• Nel 1957 i sovietici fecero delle imprese spaziali lanciando gli Sputnik 1 e 2 , gli Usa
percepirono la cosa come una sconfitta più che una sfida, poiché dimostrava che gli Usa non
era piu invulnerabili e che le dichiarazioni di Cruchev erano reali.
• Vi era nel frattempo la battaglia per le elezioni presidenziali del nov 1960, come tema
centrale vi era la capacità degli usa a continuare ad essere la maggiore potenza modiale. I
candidati erano Nixon (vicepresidente di eisenhower), anticomunista, candidato dal
repubblicani e Kennedy (di famiglia influente cattolica, si candidò nel luglio del 60).
Kennedy essendo cattolico aveva preclusi alcuni voti ma utilizzò la televisione per la
propagnda e nei dibattiti diretti con Nixon apparve più brillante. Kennedy vinse le elezioni,
non dette parte a temi sociali e diritti ma si preoccupò soprattutto della minaccia comunista.
Egli si dichiarava pronto a collaborare con i sovietici per ricercare la pace però non avrebbe
permesso che il colonialismo scomparisse per lasciare posto al comunismo (ancora peggiore
secondo lui) però si convinse che sconfiggere la povertà era il miglior modo per opporsi al
comunismo.
• Guatemala: sin dal 1944 aveva un governo progressista, nel 52 il presidente Arbenz aveva
avviato una riforma agraria che ridistribuiva i latifondi ai contadini. Il governo americano
aveva accusato Arbenz di essere comunista perchè aveva identificato gli interessi della
multinazionale americana con la difesa del mondo libero, la Cia aveva fatto ospitare in
Honduras campi di addestramento con forze controrivoluzionarie ed era partito l'attacco nel
54 che aveva rovesciato Arbenz.
• Cuba: aveva fatto una lotta di liberazione contro la spagna ed era stata appoggiata con le
armi dagli usa facendola diventare una semicolonia. Esportava zucchero ed era controllata
per il forte turismo americano. Batista,dittatore militare nel 52 torna al potere con un colpo
di stato accordato con gli usa(precedentenmente era stato battuto alle elezioni dai
democratici), a questa dittatura c'era un opposizione di contadini, studenti provenienti da
famiglie benestanti. A capo di questa opposizione si distinze Fidel Castro che guidò una
guerriglia, appoggiata dalle masse contadine, che condusse un attacco finale all'Avana nel
1959. Castro divenne I ministro di un governo democratico e liberale. Glu usa furono ostili
verso questa rivoluzione provocando boicottaggi economici, Cuba nazionalizzò tutte le
proprietà americane e glu usa avevano rotto le relazioni diplomatiche col paese ormai
nemico colpendolo con embargo economico.
GUERRA ALLA POVERTA': Kennedy annunciò la politica definita “Alleanza per il progresso” che
voleva arrestare il contagio comunista. Chiedeva al congresso di assegnare gli ordini del piano
Marshall al fine di realizzare forme agrarie e democratiche con la disponibilità dei governi latino-
americani. Si crearono i cosiddetti Corpi della pace che erano dei gruppi volontari che in 46 paesi
sottosviluppati realizzavano programmi di cooperazione tecnica, economica e sociale (1963). Il
congresso ridusse gli stanziamenti e le riforme proposte verso i paesi latini furono impedite sia dagli
americani sia dagli oligarchi locali (percepite come intromissioni). Kennedy perse anche credibilità
ai suoi propositi poiché nel 61 autorizzò un corpo di spedizione composto da borghesi di Cuba che
prima della rivoluzione si erano trasferiti in Florida. L'invasione fu un fallimento e gli Usa persero
prestigio. Kennedy propose una guerra alla povertà, varò un piano di assistenza sociale per
sostenere lavoratori e ceti disagiati, si impegnò nella politica di integrazione dei neri e nella difesa
dei loro diritti ( il movimento dei neri americani di estese, nel 63 ci fu la marcia pacifica su
Washington guidata dal leader il pastore M.L.King). Il 22 novembre Kennedy viene assassinato a
Dallas (potevano essere esuli cubani, razzisti del sud o mafie del nord).
Gara ATOMICA: verso il 55 ci furono tentativi di coesistenza pacifica infatti nel maggio 1955
ebbe fine l'occcupazione di Vienna, Chruscev compì vari viaggi tra cui quello a Gonevra dove di
riunirono le 4 potenze mondiali (Chriscev, Eisenhower, Eden,Faure), oggetto della conferenza
furono il futuro della Germania, la pace, il disarmo ma alla fine non ci fu alcun accordo. Nel 55 ci
fu anche la fine del boicottaggio reciproco che impediva nove ammissioni all'ONu: entrarono infatti
l'Austria e altri 15 stati, assieme al giappone che ristabilì relazioni diplomatiche con l'Urss. Nel 59
Chruscev si recò negli Usa e fu ben accolto da Eisenhower, dava tutto ciò l idea che la guerr fredda
fosse finita. Ma questo anno fu anche l'anno degli esperimenti nucleari: entrambe le superpotenze
già dal 54 avevano arsenali di bombe a idrogeno. Nel 54 una nave giapponese fu investita dalla
ricaduta di particelle radioattive prodotte da un esplosione sperimentale degli USA nel Pacifico,
questo fenomeno fu chiamato del FALL OUT, che fece prendere agli Usa la precauzione di
acquistare rifugi antiatomici. Il club nucleare che aveva gia come membro la GB si estese anche alla
Francia, si fece esplodere una bomba nel Sahara. Il 10 ottobre del 61 l'Urss fece esplodere la più
potente bomba mai realizzata chiamata bomba H, pari a 4600 atomiche.
BERLINO: si sarebbe dovuta tenere una conferenza a Parigi il 16 maggio 1960 ma il 1 maggio un
aereo americano U-2 che sorvolava l'urss in missione di spionaggio fu abbattuto: quanto Chruscev
si recò a Parigi non volle incontrare Eisenhower, voleva la garanzia che un episodio del genere non
sarebbe più accaduto. La situazione a Berlino era critica poiché la città dal 49 si trovava divisa in 4
che in realtà erano state integrate in 2 Germanie: est e ovest. Quella di Berlino ovest (federale)era
pià anomala poiché era elemento di sfida e provocazione per la republica democratica a causa degli
accordi di circolazione che questi offrivano ai tedeschi orientali (passare con assoluta libertà
dall'una all alta parte, attratti da migliori condizioni di vita della parte occidentale), questi passaggi
erano stati tantissimi e per la repubblica democratica perdere cosi tante persone era un grave danno
economico. Era fallito il tentativo di unificazione e Chriscev nel giungo 61 ripropose di fare di
Berlino ovest un città libera e smilitarizzata, d'altra parte gli USA avevano dichiarato che qualsiasi
minaccia a Berlino Ovest sarebbe stata considerata causus belli. Il 12 agosto il governo dell RDT
chiuse tutti i passaggi fra le due parti e li sottopose a rigido controllo. Vennero impiantate barriere
di filo spinato che poi sarebbero diventate un muro di cemento esteso su tutto il perimetro di
Berlino Ovest, presidiato da truppe armate. Nell idea occidentale il muor era visto come una vera e
propria prigione posseduta dal comunismo. Glu usa non la accettarono e pretesero chei loro militari
potessero circolare liberamente. Nella notte del 27 ottobre carri armati americani e sovietici si
fronteggiarono dai due lati della città. L crisi si potè considerare conclusa poiché gli USA
affermarono che perloro lo statuto internazionale della B ovest non era cambiato e Chruscev lasciò
cadere i propositi di pace separata.
CUBA nel 61: erano sbarcati nel 61 profughi cubani e Cuba fu costretta a stipulare rapporti con l
'URSS :l'urss fornì armamenti e intallò rampe di lancio per missili nucleri.
Kennedy se ne rese conto grazie all'aereo spia in volo su Cuba, e grazie alla propaganda televisiva
fece un discorso in cui affermò che qualora fosse stato lanciato anche un missile da Cuba si sarebbe
avuta da parte dell'usa una rappresaglia nucleare contro l'urss. Da ciò si riuscì a tenere sotto
controllo la crisi: le navi sovietiche tornarono indietro e furono ritirate le armi atomiche da cuba a
patto che l'usa rinunciava a qualsiasi intervento su cuba, kennedy inoltre ritirò i missili in turchia
puntati sull'urss. Nel giungo 1963 venne messa in funziona la linea diretta di telescriventi tra mosca
e washington chiamata LINEA CALDA che aveva lo scopo di evitare le guerre per errore a causa di
interpretazioni errate delle intenzioni altrui. Kennedy e Chruscev divennero con questa azione
garanti della pace mondiale. Nel 5 agosto 1963 venne stipulato a mosca un trattato che proibiva
nuove esperimenti nucleari nell atomosfera (parteciparono usa , urss, GB e i maggiori paesi del
mondo, tranne Francia e Cina che vi aderirono successivamente).
Chiesa cattolica nella guerra fredda: gli anni della guerra fredda coincisero con la seconda parte
del pontificato di Pio XII. La chiesa nei paesi cattolici dell'europa orientale veniva trattata in modo
rude dai regimi comunisti. Con il decreto del luglio49 venne determinata la scomunica per chiunque
aderiva ai partiti comunisti e socialisti e questo fu gradito dal blocco occidentale ma portò danno
alla chiesa stessa perchè i militanti della sinistra restavano cattolici e davano l'impressione che la
chiesa si schierasse dalla parte sbagliata. La vera svolta si ebbe nel 58 quando dopo la morte di Pio
XII fu eletto il cardinale RONCALLI che prese il nome di Giovanni XIII. Con il nuovo pontefice si
ebbe un epoca di rinnovamento: convocò un concilio ecumenico nel 59 che dette la parola ai
vescovi di tutto il mondo. Nel 62 venne indetta l'enciclica pacem in terris che riconosceva in 3
fenomeni il manifestarsi dell'epoca moderna (l ascesa delle classi lavoratrici, la crescita della
propria coscienza della propria dignità nella donna, la liberazione dei popoli dal dominio coloniale).
Papa G.XIII assunse accanto a Kennedy e Chruscev il ruolo di difensore della pace universale. Con
il concilio la chiesa si liberava dall'atteggiamento di condanna nei confronti di chi non accettava il
suo primato, vi era il dialogo con le altre fedi cristiane non cattoliche e con le altre religioni,
sparirono i termini di scomunica e eretico e fu abbandonato il latino per dare spazio alle lingue
utilizzate dai credenti. A papa G.XXIII susseguì Paolo VI.
Blocco orientale da Chruscev a Breznev: dal 53 le condizioni di vita in unione sovietica
iniziarono a migliorare: milioni di persone riottennero la libertà,vi era un nuovo clima dove gli
intellettuali e la gente comune poteva ricominciare a pensare, liberi dalla paura. Nel XXII congresso
di Pcus, ci fu una svolta profonda: Chruscev fece spostare la tomba di Stalin nelle mura di
Cremlino, i suoi monumenti furono abbattuti, fu cambiato il nome da Stalingrado a Volgograd,
autorizzò la pubblicazione del racconto Una giornata di Ivan Denisovic per rendere giustizia alla
memoria offesa delle vittime delllo stalinismo. A sua volta però venne posta fine all'epoca di
Chuscev dalla riunione del comitato centrale di Pcus che lo costrinsero alle dimissioni poiché
vedevano la sua conduzione del potere troppo personalista e orientata da decisioni frettolose e
imprudenti, considerando anche il pessimo raccolto del 63 che aveva costretto il paese alle
importazioni dallestero, volevano fare dell'URSS un paese normale. La prima carica fu affidava a
Breznev che era stato sempre sotto la protezione di Chruscev.
Cecoslovacchia: tra gli atti che esprimevano la natura del sistema di Breznev fu la soppressione
dell esperimento comunista democratico che stava avvenendo in cecoslovacchia. Il segretario del
partito comunista Dubcek tentò in quella che fu chiamata la primavera di praga di realizzare una
duplice riforma ovvero la ristrutturazione dell economia e una trasformazione in senso liberal
democratico delle istituzioni statali, rivendicando la libera elezione, l'abolizione del controllo
politico e ideologico sulla stampa e sulla televisione. Breznev non vedeva compatibilità tra
comunismo e libertà e quindi temeva che potesse diventare contagioso: ricorrendo alla forza nella
notte tra il 20 e 21 agosto del 68 fece invadere il paese e occupare Praga dalle truppe del patto di
Varsavia. Non ci furono vittime ma Dubcek venne allontanato.
Cina-Urss:Chruscev si era recato nel 54 in Cina presso i dirigenti del partito comunista cinese
come viaggio diplomatico, e strinse accordi economici e tecnici. Successivamente però le sue azioni
non furono ben viste a Pechino. Chrucev appariva a loro affrettato e semplicistico. Nel Novembre
1957 Mao Zedong alla conferenza mondiale dei partiti comunisti a Mosca rilasciò dichiarazioni
sulla guerra sostenendo che i socialisti non doveva no sentirsi impauriti dalle minacce nucleari e
che era per la pace ma che doveva essere pronto a sostenere una guerra rivoluzionaria.Mao Z. si
metteva fuori dalla logica della guerra fredda e pensava che ci potesse essere una via di mezzo tra la
rinuncia alla rivoluzione e la catastrofe universale. Chruscev stesso era rimasto sconcertato dalle
parole di Mao infatti nelle sue memoria afferma di essere rimasto inorridito da come Mao aveva
definito la bomba atomica (“una tigre di carta”). Chruscev pensava che il socialismo fosse superiore
e che quindi poteva imporre la pace all'avversario esercitando anche attrazione dei paesi del terzo
mondo. Le iniziative cinesi dall'altra parte turbavano l'ordine internazionale per Chruscev: nel 58
ripresero i bombardamenti nelle isole Quemoy e Matsu. Nel 59, dopo aver occupato il Tibet, si
trovò a sostenere con l'india un conflitto sulla frontiera del Tibet, mentre C. si propose come
meditore perchè considerava i due stati alleati di pari grado. La collaborazione nucleare con la Cina
venne interrotta, la Cina che fino ad allora aveva attaccato con la stampa solo la jugoslavia, ora
attaccava le tesi sovietiche. C nel60 richiamò 1600 tecnici sovietici dalla Cina e fu un ulteriore
passo verso il dissidio: Cina e Urss avevano idee divergenti sul socialismo. Tra il 64 e il 65 la Cina
parlò dell'URSS in termini sempre più duri definendola Socialimperialismo e nuovi zar. In Cina
aveva vinto il comunismo che si era esteso nella camppagne e poi nelle città, doveva contare non
più sull urss ma sui paesi sottosviluppati.
CAPITOLO 9
dal terzomondismo rivoluzionario alla strategia triangolare 1965/1973

Il contrasto russo-cinese andava sempre più ad aggravarsi.


Indonesia: il presidente Sukarno aveva sottolineato le sue posizioni antimperialiste e fece uscire nel
63 il suo paese dalle nazioni unite. Accettava l appoggio del partito comunista, infatti nel 65 i
comunisti indonesiani cercano di impadronirsi del potere. Il generale Suharto fece un insurrezione
in cui Sukarno venne privato della sua autorità, il partito comunista venne distrutto e furono uccisi
un numero elevato di persone (circa 500.000).
Vietnam: dopo il rifiuto nel 54 degli usa agli accordi di Ginevra, in Vietnam si erano venute a
creare due entità territoriali separate a nord e sud: ad Hanoi sorse la Repub. Popolare retta da Ho
Chi Minh, a Saigon Ngo Dinh sorse una repubblica con caratteri dittatoriali retta da Bao Dai e
sostenuta dagli usa. Il regime di Diem si dimostrò incapace creandosi due forme di opposizione (la
maggioranza buddista e la guerriglia organizzata dal Fronte nazionale di liberazione). Il Fronte
aveva prevalenza di comunisti ed era sostenuto dal Vietnam del nord. Kennedy vedendo che Diem
ostacolava il consolidamento del vietnam del sud si liberò di lui attraverso il colpo di stato del 1
novembre organizzato dai servizi segreti americani. Entrò (dopo l'assassinio di Kennedy) in carica
Johnson che si rese conto che perdere nel Vietnam del sud significava che tanti altri stati sarebbero
caduti nel comunismo (Malaysia, Indonesia, filippine). Nel 94 Johnson compì incursioni aeree
contro il Vietnam del nord mentre i regimi comunisti fornirono appoggio al vietnam del nord
(Hanoi). Gli Usa dovettero far fronte a numerose perdite economiche, umane e militari,
bombardarono foreste, coltivazioni e ci furono molte vittime, cosi facendo distruggevano il Vietnam
per salvarlo dal comunismo. Nel 68 Jhonson ordinò la cessazione dei bombardamenti accettando di
partecipare alla conferenza di Parigi dei due Vietnam. A Jhonson (che non si candidò alle elezioni
del 68) successe Nixon che aprì una nuova strategia di “vietnamizzazione” del conflitto attraverso
una migliore organizzazione dell'esercito. I combattimenti si estendevano intanto all'Indocina e alla
Cambogia. Gli usa appoggiarono l'Indocina e in Cambogia (dove il principe Sihnaouk appoggiava il
Vietnam del nord) fecero rovesciare il governo attraverso un colpo di stato che dette vita a un
governo filoamericano.
L'armistizio che era stato firmato a Parigi prevedeva il ritiro entro 2 mesi delle forze degli usa, la
riunificazione graduale del vietnam in uno stato neutrale ma tutto ciò rimase sulla carta: gli scontri
ripresero tra sud e nord e nel 75 cadde il governo del sud e ci fu la riunificazione del governo
comunista di Hanoi. Questa guerra inutile costò milioni di morti.
Israele: il conflitto tra arabi e Israele era rimasto latente. Nel 67 avvenne quella che fu definita la
guerra dei 6 giorni (dal 5 al 10 giugno). L'Israele attaccò Egitto Siria e Giordania e avvenne come
guerra difensiva e preventiva perchè Nasser, presidente egiziano, aveva ritirato i contingenti dalla
frontiera del sinai e bloccato il golfo di Aqaba sul mar rosso (dove c era il porto israeliano).
L'israele sapeva di essere militarmente superiore, annientò infatti tutte le forze nemiche e occupò
Gaza, Sinai, Goldan, Gisgiornania e la parte occid. di Gerusalemme. Vi era anche la questione
palestinese, la Palestina che riguardava un piccolo lembo di terra del mediterraneo orientale, aveva
una posizione geografica strategica e questo portò le due superpotenze usa e Urss a schierarsi:
l'Urss appoggiò gli stati arabi mentre gli usa appoggiarono l'Israele. Gli stati arabi divennero
fortemente antiamericani e accentuarono il loro odio verso il sionismo identificandolo con
l'anitsemitismo. Con la guerra dei 6 giorni ci fu una crisi internazionale. L'organizzazione per la
liberazione della Palestina (olp)divenne una battaglia aperta che voleva distruggere lo stato di
Israele. L'olp colpiva Israele e tutti gli stati occidentali considerati suoi complici con dirottamenti
aerei e attentati a aeroporti.
America latina: nel xx sec. L'America latina comprendeva 20 stati indipendenti, distinguibili in 9
dell America centrale e caraibica e i 10+ Messico dell'America meridionale. I primi erano
sottomessi agli usa in modo umiliante poiché ne usufruivano economicamente, gli usa si
imponevano specialmente su Cuba (di Batista), sulla R.Dominicana (di Trujillo), lo stato di Haiti,
Nicaragua, Guatemala, el Salvador e Honduras. Nel secondo gruppo invece ( America meridionale)
gli interventi diretti degli usa erano più limitati, per esempio in Messico si ebbero dei presidenti
abbastanza forti come Cardenas che riuscirono a nazionalizzare le risorse petrolifere del paese.
L'argentina e il brasile vennero accomunati sotto il nome di “populismo” sorti attraverso un elezione
e poi evoluti in forme piu autoritarie. L'argentina era sotto Juan Peròn mentre il Brasile sotto
Vargas, presentarono somiglianze con il fascismo italiano, erano giudicati capaci di effettuare
processi di modernizzazione sociale ed economica. L'influenza degli usa non tardò poiché costrinse
gli stati meridionali a entrare in guerra contro l'Asse nel 41. L'egemonia degli usa si confermò con
l'istituzione dell'OSA (organizzazione degli stati americani) sorta a Bogotà nel 48 con lo scopo di
promuovere la pace tra i conflitti degli stati membri. Cuba, che venne espulso dagli Osa, iniziò a
dipendere sempre più dall Urss, ma rimase delusa quando l'Urss ritirò senza consultarla i suoi
missili dal territorio. Ernesto Che Guevara rappresentò il perfetto rivoluzionario cosmopolita:
argentino di origine, combattè con Castro contro la dittatura Batista, nel 65 aiutò i congolesi contro
Mobutu e promosse focolai di guerriglia in america meridionale, morì in Bolivia nel 67. Nel 62
iniziarono i colpi di stato militari: vennero rovesciati i governi di Argentina , Brasile, di nuovo
argentina nel 66, R. Dominicana. Il Perù si provocò l'ostilità degli usa poiché nel 68 promosse una
riforma agraria a nazionalizzò imprese minerarie e banche straniere. Il Cile invece nel 70 vinse lo
schieramento UNIDAD POPULAR che comprendeva socialisti, comunisti, radicali, democristiani.
Si basava sull'esportazioni di metallo e aveva tra i maggiori clienti gli usa. Il paese però si avviò
verso il disastro economico a causa dalla destabilizzazione creata dalle forze di opposizione e dai
servizi segreti americani ( attraverso scioperi,inflazioni ecc) fino a giungere al colpo di stato del 73.
L'argentina invece dopo la morte del presidente era rimasta sotto una crescente guerriglia urbana:
nel 76 una giunta militare si impadronì del potere e rovesciò anche le istituzioni democratiche. Tutti
gli altri paesi meridionali che avevano governi militari furono classificati come fascisti.
Le proteste dei neri: Jhonson nel 64 firma il Civil Right Act che vietava le pratiche segregazioniste
nei luoghi pubblici e nelle scuole, attribuiva agli organi federali efficaci poteri repressivi nei
confronti dei trasgressori, mentre il XXIV emendamento della costituzione aboliva la tassa
sull'iscrizione alle liste elettorali. Riuscì anche id introdurre negli usa un servizio sanitario pubblico
a favore di anziani e indigenti. Nell agosto del 65 il voting right act aggirava le restrizioni degli
stati del sud come affirmative action, la legge affidava a organi federali l'iscrizione degli elettori
neri nelle contee. Il razzismo si andava sempre più a sconfiggere infatti anche la parole nigger
considerata dispreggiativa veniva sostituiva dalla parola black o afroamericano. La minoranza nera
che possedeva un istruzione ambiva all'integrazione nella società civile poiché si trovava a un
passodai ceti medi bianchi, a differenza di quella che viveva al sud che era perlopiù disoccupata e
che subiva razzismo, isolata in veri e propri ghetti. Nell'agosto del 65 ci fu una rivoluzione del
ghetto di Watts, quartiere di Los Angeles abitato da neri: la polizia cercò di prevaricarli e ciò fece
scoppiare una vera e propria battaglia con feriti morti e incendi. Martin L.K. Voleva una
collaborazione tra neri e bianchi ma ciò veniva opposto da gruppi radicali come il Black Muslims
che affermavano la superiorità razziale dei neri. M.L. King fu assassinato nel 68 a Memphis e ciò
dette vita ad altre rivolte urbane. Il movimento dei neri venne a convergere con l'opposizione
all'impegno militare degli usa in Vietnam: questa opposizione si fece notare nelle università con
manifestazioni e dibattiti, poi nell'intero mondo giovanile quando nel 65/66 rischiavano di ricevere
(durante la guerra in Vietnam) la cartolina di leva. Il rifiuto dell'obbligo di leva divenne un fatto
politico ostentato in pubblico quando si bruciavano le cartoline-precetto, inoltre ci fu un ondate di
fughe all'estero o si ricorreva ad amicizie degliufficiali de leva. I costi economici e umani della
guerra non facevano accettare alla gente che in Vietnam si trovassero davvero interessi vitali per gli
usa. Ci furono delle manifestazioni pacifiste nel 67(15 aprile a New York, 21 ottobre a Washington)
e il culmine della crisi venne raggiunto nell estate del 68 con i due omicidi di M.L.king e il fratello
di Kennedy.
IL 68: vi erano proteste aperte contro il potere non solo negli usa mai n diversi paesi come
Giappone, Messico e gran parte dell'Europa.
In Messico gli studenti manifestarono per mesi contro le contraddizioni sociali di un paese
governato da decenni senza opposizione denominato rivoluzionario-istituzionale.
Germania: l'ondata fu perlopiù giovanile e studentesca
Francia: oltre agli studenti anche la classe operaia e i sindacati, a maggio furono occupate le
università e e le fabbriche e ci furono i piu vasti scioperi di tutto il dopoguerra.
Italia: il 68 italiano fu il più intenso d'europa, estendendosi anche nel 69 nelle fabbriche e nei
sindacati. Mai prima di allora l'istruzione aaveva coinvolto tante persone inserendo l'università tra le
istituzioni di massa. I giovani universitari avevano un alto grado di coscienza intellettuale e capacità
critiche ma avevano il limite di studi culturali e liberali. La scolarizzazione dimostrò che la cultura
poteva produrre insofferenza e spirito eversivo non meno dello sfruttamento economico.
Dal 68 uscì una tendenza al terrorismo che proseguì per tutti gli anni settanta in Germania e ancora
di più in Italia con attentati e uccisioni.
Strategia triangolare : nel luglio del 68 venne concluso il Trattato di non proliferazione nucleare
(TNP) che aveva lo scopo di impedire l'ingresso di altri stati nel club nucleare, le potenze nucleari
non avrebbero trasferito agli altri questi armamenti e quelli non nucleari rinunciavano a produrli. Il
TNT entrò in vigore il 5 marzo del 70 con la ratifica formale dei 3 stati promotori (usa, Urss e GB),
non tutti però accettarono di parteciparvi come la Cina,L'India, Pakistan, Brasile, argentina, Egitto,
Israele, Sudafrica, corea del nord e la Francia che aveva stabilito relazioni diplomatiche con la Cina.
SALT: I colloqui diretti sovietico-americani ripresero nel 69 (sotto la sigla SALT ovvero strategic
arms limitation talks).Gli usa volevano uscire con onore dal Vietnam e avrebbero apprezzato le
pressioni dell Urss sui loro alleati per concludere le trattative. L'Urss voleva un accordo che
definisse esattamente il giusto equilibrio tra armamenti strategici: nel 72 durante una visita di Nixon
a Mosca si arrivò alla firma dei SALT che toccavano 2 questioni: la prima riguardava i missili
antimissile o antibalistici (ABM), dove le due parti si impegnavano a ridurli al minimo e difendere
solo le loro aree di installazione missilistiche a terra. Il secondo riguardava il conteggio dei vari tipi
di vettori per armi nucleari posseduti dalle 2 parti per stabilire un equilibrio.
Germania: le elezioni tedesche del 69 videro la vittoria della SPD e condussero alla formazione
del governo presieduto da Brandt. La repub.federale tedesca rifiutava di riconoscere l'esistenza di
una seconda Germania e di avere relazioni diplomatiche con chi la riconosceva, questo aveva
portato l'impossibilità di chiudere con formali trattati di pace la 2 g.mondiale. Brandt voleva
intrattenere relazioni economiche e politiche con alcuni stati dell europa orientale: l'Ostpolitik si
articolava in 4 trattati: quello dell'amicizia e non aggressione (tra rft e urss, affermavano
l'inviolabilità delle frontiere in Europa), quello tra rft e Polonia ( trasfeirmento delle province
tedesche orientali), il terzo tra rft rdt (nel 72, lo status della città venne confermato, il transito tra le
due parti venne reso più facile, ci fu il reciproco riconoscimento e l'ammissione di entrambe alle
naz. Unite) e il quarto tra rft e Cecoslovacchia ( veniva dichiarata la nullità del vecchio patto di
monaco). Nella conferenza per la sicurezza e la cooperazione europea (csce) a Helsinki nel luglio
73 parteciparono Urss, tutti gli stati europei (anche gli usa vollero essere presenti), l'atto finale
isituzionalizzò le riunioni della Csce e comprese 3 impegni: il rispetto della sovranità e
dell'uguaglianza tra stati, la cooperazione economica scientifica e tecnica, l'apertura reciproca nei
rapporti culturali e il rispetto dei diritti umani come la libertà di manifestazione di pensiero.
La Cina in questo scenario si trovava isolata poiché aveva anche perso i contatti con i paesi non
allineati. Intavolò nel settembre del 69 trattative con l'Urss, il primo ministro Zhou Enlai preparavo
con Mao Zedong il nuovo orientamento dei rapporti con gli usa. Gli usa si recarono presso i
dirigenti cinesi e il 25 ottobre sotto votazione la Cina venne ammessa all'ONU, Nixon nel 72
recandosi a Pechino attraverso una dichiarazione congiunta fece ammettere Taiwan alla Cina. La
politica di Kissinger (Usa) approfittando del conflitto Urss-Cina aveva prodotto un sistema
internazionale triangolare che faceva recuperare agli usa le posizioni perdute.
Francia: De Gaulle si era opposto all ammissione della GB nel 63 e aveva portato arresto nel
processo di integrazione europea. Quando DG nel 69 propose un referendum e gli venne respinto,
dette le dimissioni e al suo posto fu eletto ex primo ministro francese Pompidou. Nel 72 egli fece
annettere la GB nella CEE(comunità ec. Europea) e a sua volta entrarono anche Irlanda e
Danimarca trasformando l'Europa dei sei nell'Europa dei 9.

Capitolo 10
il sistema internazionale tra policentrismo e seconda guerra fredda

Il sistema triangolare non aveva lo stesso significato per i 3 membri: l'urss continuava a preferire il
bipolarismo dove vi erano solo satelliti e non allineati e non si correva il rischio che potessero avere
iniziative autonome; per gli usa il triangolarismo serviva contro l'urss; per la cina invece era un
appoggio in quanto era in netta inferiorità e debolezza.
Cina: il maresciallo Lin Bao (che era stato nominato successore di Mao) nel 71 scomparve dandolo
morto in un incidente aereo,(voleva eliminare Mao e stava fuggendo verso l'URSS). Nel 73 il
congresso segnò il ritorno di Deng Xiaoping, che divenne collaboratore di Zhou Enlai e nel 75
assunse il titolo di viceprimoministro. Intanto vi erano campagne ideologiche che facevano pensare
ad una nuova rivoluzione culturale, in primo piano vi era la moglie di Mao, Jiang Qing. Deng
Xiaoping venne destituito scomparendo dalla vita politica, la morte di Mao nel 76 portò all arresto
dei radicali e dei capi dell'ultrasinistra denominati banda dei 4, tra cui la moglie di Mao.
USA: nel 72 Nixon venne rieletto presidente, venne però investito da un grave scandalo politico, in
quanto durante la campagna elettorale erano stati visti alcuni uomini all'interno del quartier generale
dei democratici mentre frugavano nei documenti e collocavano un dispositivo di spionaggio. Nixon
nel 74 dovette dimettersi e gli succedette Gerald Ford che confermà Kissinger segretario di stato. La
Cina nel frattempo non era contento dell incontro che avevano avuto Chruscev e Ford per un nuovo
accordo dei Salt in quanto significava che l'Urss accresceva la sua pressioni militare sulla Cina.
Cina e Giappone fecero un trattato di pace che condannava ogni forma di egemonismo in Asia, le
relazioni tra Cina Usa e Cina-Giappone si fecero sempre piu intense e la cine crebbe in esportazioni
in cambio di tecnologie per lo sviluppo. Deng Xiaoping mostrò alle nazioni unite 3 forme di mondi:
il primo costituito da usa e Urss, le superpotenze, il secondo costituito da europa e giappone, paesi
sviluppati, e il terzo costituito dai paesi sottosviluppati compresa la cina.
POL POT, cambogia: i cambogiani erano organizzati da Pol Pot, il 17 aprile gli “Khemer rossi”
occuparono Phnom Penh e ordinarono l immediata evacuazione dellapopolazione che in quegli anni
si era stabilita lì per sfuggire ai bombardamenti americani. Era una manifestazione di comunismo e
più precisamente di Maosismo, il regime di Pol Pot si inserì cosi tra i totalitarismi e minacciando di
cancellare le città per ripristinare la purezza originaria della società Khmer fondata sui lavori
collettivi agrari. Furono compiuti stermini su tutti coloro che potevano portare una cultura dall
esterno, conoscendo ad es. un lingua straniera. Tutti queste uccisioni e le carestie e il lavoro coatto
provocarono milioni di morti.
VIETNAM: il vietnam visti i tanti profughi che sfuggivano dalla cambogia decise di invaderla,
ponendo fine ai massacri. Il vietnam divenne potenza dominante in Indocina che nel 78 stringe
rapporti con l'urss concretizzando i timori della cina e deli usa. Deng Xiaoping appoggiò il regine di
Pol Pot e nel 79 fecero penetrare truppe cinesi in vietnam.,ma si ritirarono subito temendo
l'intervento dell Urss. Nelle nazioni unite il posto cambogiano venne occupato dagli inviati del
Khmer.
SALT 2: gli accordi Salt 2 vennero firmati ufficialemente il 18 giugno 1979 tra Jimmy Carter
(presidenza repubblicana usa) e Breznev: venivano messe al bando le armi chimiche e gli
armamenti strategici. L'accordo inoltre impegnava le due parti a distruggere una piccola parte delle
loro testate. Carter inoltre inserì l'argomento dei diritti umani gia trattato a Helsinki chiedendo all
urss che venisse garantita la libertà di espressione, Breznev replicava considerandoli tentativi di
destabilizzazione dell'Urss.
L'interventismo sovietico riguardò africa e lotte di decolonizzazione che vi erano in corso.
Portogallo: Il regime politico dittatoriale di antonio Salazar in Portogallo proseguù fino a dopo il
suo ritiro (68). l'unico appoggio al portogallo veniva dal governo razzista del sudafrica che era
interessato (essendo vicino alle altre colonie di Angola e Mozambico) a non avere vicino governi
rivoluzionari. Il 25 aprile 1974 una ribellione militarerovescià il governo del successore di Salazar
in quella che fu definita la rivoluzione dei GAROFANI. Il nuovo governo pose fine alle guerre
africane e riconobbe l'indipendenza di tutte le colonie. Tutte le colonie si dichiravano socialiste ed
erano pronte a instaurare rapporti con l'Urss, tranne l'Angola dove dopo la decolonizzzione ci fu la
guerra civile tra il Movimento popolare dell'indipendenza filosovietico , un fronte nazionale che si
dichiarava filoccidentale e un unione nazionale appoggiata dal Sudafrica. Il sostegno dell'Urss
consentì al movimento popolare filosovietico di ottenere una prima vittoria nel 76.
ETIOPIA: contemporaneamente in Etiopia si stava dichiarando la repubblica e le influenze
sovietiche avevano portato un nuovo colpo di stato nel 77 che portò al potere il colonnello
Menghistu. L Urss prese posizione in favore dell Etiopia perchè corse il rischio di disgregarsi a
seguito della guerra d indipendenza dell Eritrea e dell aggressione della Somalia.
LUrss intanto definendolo un normale ammodernamento, sotituiva i missili puntati sull Europa e
sulla Cina con dei missili denominati SS-20 molto piu veloci e precisi. Anche gli usa avevano pronti
un altro tipo di missili denominati Pershing-2 che erano ancora piu veloci degli ss20, e i Cruiss che
erano temutissimi dall Urss, non veniva individuati dai radar. Gli usa avevano anche la Bomba N, a
cui Carter rinunciò però fecero capire all'Urss che avrebbero dovuto ritirare gli ss20.
INDIA-PAKISTAN: la guerra che nel 71 oppose india e Pakistan aveva alla base il sollevamento
del Bangladesh che nel 47 si era visto unire forzatamente al Pakistan. L'india intervenne a favore
del Bangladesh per farlo diventare stato indipendente, l'india era alleata con l'Urss mentre il
Pakistan era alleato con glu usa e la cina.
Palestina-Libano: la Giordania era divenuta sede principale dell Olp e subiva pressioni dai
palestinesi che volevano impadronirsi del potere, nel 70 il re Hussein fece ricorso all esercito
disarmandoli e espellendoli. Il terrorismo palestinese divenne ancora piu intenso,cosi che ne 75/76
ci fu una guerra civile fra musulmani e cristiani: lo stati libanese sembrò dissolversi.
Egitto-Siria-Israele: l Egitto attaccò il Sinai e la Siria il Golan, l'Israele non resistì al momento ma
poi fece una controffensiva (appoggiato dagli usa). I paesi arabi intanto bloccano le forniture a chi
aiutava l Israele. Tra le superpotenze era tensione altissime e stato di allerta mondiale. Effetti: Sadat
accentuò il distacco dall Urss e passò a rapporti con gli usa, recatosi a Gerusalemme offrì la pace in
cambio del Sinai. Gli accordi si fissarono nell incontro tra Sadat e primo ministro israeliano nel
1978 con la mediazione di Carter e consacrati nel trattato di pace del marzo del 79 firmato a
Washington (trattative di Camp David).
ISRAELE:nel 1982 l' Israele scatena una nuova guerra invadendo il Libano meridionale con lo
scopo di distruggere le forze dell Olp. L'Onu condannò l attacco e gli usa aderirono alla risoluzione
che imponeva l Israele a ritirarsi nelle sue frontiere. L'Israele non accettò e occupò Beirut e
costrinse Araf e i capi palestinesi a lasciare il Libano. Gli usa inviarono a Beirut una forza
multinazionale per aiutare la rinascita del governo libanese. In questo periodo si scoprirono
attentatori e gruppi sotto il nome di Hezbollah e nel 83 uno di questi distrusse l'ambasciata
americana a Beirut. Nel 85 l' Israele lasciò Beirut e si ritirò dal Libano merdiionale. Queste
invasioni da parte dell'Israele furono denominate PACE IN GALILEA, avevano avuto solo l'utilità
di scoprire gruppi islamici come Hezbollah, Fratelli musulmani, mujaheddin. La “legge islamica era
adottata perlopiù in arabia saudita con la segregazione delle donne e la loro esclusione dalla vita
politica.la libia di Gheddafi fu la prima repubblica araba con elementi di ideologia islamica.
L'Iran retto dallo scià Pahlavi tiranno che Nel 75 aveva esaltato attraverso cerimonia
propagandistica il nazionalismo iraniano. Nel 79 fece ritorno Khomeini (prestigiosa autorità sciita)
dall esilio che divenne il presidente della nuova repubblica islamica fondata sulla legge coranica e
rifiuto dei valori occidentali. Egli si impegnò in una politica antioccidentale e cercò di diffondere la
tradizione islamico-sciita anche all estero. Le donne pur conservando diritti politici furono escluse
dalle cariche e costrette ad indossare il velo.
AFGHANISTAN: i paesi confinati con l'Iraq rischiavano il contagio rivoluzionario,cosi l'Urss il 24
dicembre del 79 invase l'Afghanistan. Nel 78 l'Afghanistan aveva subito un colpo di stato che aveva
portato al potere il Partito democratico orientato in senso socialista con attacchi diretti alla
tradizione islamica. Il partito democratico consolida rapporti con l Urss, nel 79 prevalsero le forze
di sinistra più radicali. L'Urss aveva valutato l'Afghanistan come un elemento decisivo alla sua
politica asiatica. Nacque una guerriglia afghana ispirata da motivi islamici e nazionalistici: i
mujaheddin che combattevano l'invasore e contemporaneamente faceva la guerra santa contro gli
infedeli. Gli usa pensarono alle azioni dell Urss come strategie globali e collegarono l'intervento in
Afghanistan con la presenza in Etiopia supponendo che dietro tutto ciò ci fosse un piano di
destabiliazzione ovvero coinvolgere l'intera regione tra golfo d Africa e golfo persico cosi da
ricattare l'occidente per il petrolio, fonte mondiale. Nel 79 l ambasciata americana a Theran fu
invasa da studenti islamici che chiesero la restituzione di Pahlevi che si trovava a New York (“crisi
degli ostaggi”).
IRAQ: con le elezioni del nuovo presidente americano repubblicano Reagan, gli usa ripresero le
relazioni diplomatiche con l'Iraq. In Iraq si era formata un regime dittatoriale con a capo Saddam
Hussein (79). l'Iraq si impegna nella costruzione di una centrale nucleare ad usi militari, che l'israele
distrusse nel 81. l'Iraq poi attaccò con armi chimiche l'iran e i curdi considerati suoi complici e
provocò 5 mila morti e altrettanti intossicati.
REAGAN: tornava con Reagan il confronto diretto Usa-Urss. Gli usa fecero una nuova corsa agli
armamenti, e specifiche trattative sugli euromissili e la cosiddetta opzione zero: gli usa non
collocava gli euromissili se l Urss toglieva i suoi ss20.
EUROPA: la Spagna dopo la morte di Franco nel 75 iniziò la sua transizione verso la monarchia
guidata dal successore di Franco ovvero Juan Carlos di Borbone. Nel 78 un referendum popolare
approvò la nuova costituzionedemocratica e alle elezioni dell 82 si affermò il partito socialista
spagnolo (PSOE) di Gonzales. Entrò nella Nato nel 82 e nella CEE nell 86.
La Grecia invece aveva avuto per lunghi anni la dittatura definita “dittatura dei colonnelli” che nel
1974 crollò spinta dlle opposizioni interne e pressioni internazionali. Determinante fu anche il
fallimento dell annessione di Cipro, divisa tra Grecia e Turchia (Repubblica di Cipro nord e
repubblica di cipro). Alle elezioni del 74 si affermò una coalizione di centro guidata da Karamanlis,
e nel 75 fu varata una costituzione repubblicana e democratica. Nel 81 la Grecia entra nella CEE.
CAPITOLO 11
crisi dei modelli di sviluppo 1970/1986

La crisi del sistema monetario internazionale era dovuta al crollo degli accordi di Bretton Woods
(44) che si basavano sulla stabilità dei cambi tra monete e sul dollaro come divisa di riferimento del
sistema monetario internazionale. Il crollo iniziò nel 67 quando il governo britannico svalutò la
sterlina perchè non ne assicurava la stabilità nei confronti del dollaro, la crisi del dollaro fu palese
nel 71 quando Nixon ne sospese la convertibilità. Il dollaro si indebolì a causa delle alte spesi
militati statunitensi negli anni 60 (guerra del Vietnamn e la competizione con l'Urss). Il governo
degli usa per sostenere i propri impegni finanziari stampò sempre più carta moneta tanto da
renderne difficile la coonvertibilità in oro.
Un altro fattore di crisi fu in prezzo del petrolio che salì agli inizi degli anni 70. La maggior parte
dei giacimenti si trovava nel 3 mondo e sfruttarlo significava un neo colonialismo.
Quando ci fu la guerra dei 6 giorni e l'Egitto chiuse il canale di Suez provocò un innalzamento dei
costi di trasporto del greggio (petrolio prima di subire trattamenti) perchè vi era l obbligo cosi di
circumnavigare l'Africa. Nel 72 l'OPEC (organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, riunitisi a
Baghdad nel 60, paesi fondatori: Arabia, Iraq,Iran,Kuwait e Venezuela) impose un aumento del
prezzo del greggio per controbilanciare la svalutazione del dollaro. La situazione precipitò ancora
durante la guerra Arabo.Israeliana nel 73, mentre i paesi dell OPEC stavano negoziando un nuovo
aggiornamento del prezzo. I paesi arabi vollero usare il petrolio come arma di pressione contro gli
usa che sostenevano l'Israele e imposero un aumento del prezzo del 70% diminuendone anche la
produzione. L'aumento del prezzo del petrolio colpì specialmente Giappone e Europa che
dipendevano dai paesi produttori. Cosi aumentando i pressi diminuivano i consumi e il potere
d'acquisto. La prima crisi petrolifera (73) spinse i governi ad adottare misure per limitare i consumi
tra cui quelli urbani (illuminazione, automobili, riscaldamenti..). La seconda crisi petrolifera (79)
portò i governi a varare vere e proprie politiche di risparmio energetico, tutto questo portò ad un
rallentamento nella crescita nella crescita del consumo mondiale di energia.
La stagflazione: la produzione nei paesi sviluppati subì un rapido calo per poi riprendere ma senza
più raggiungere i livelli precedenti. Il PIL non superò 2,2% per poi scendere a zero nel 75 e nell82.
Il rallentamento della crescita però non abbassò i prezzi e quindi si ebbero 2 fenomeni negativi: il
calo della produzione e degli investimenti e una forte inflazione. Questo fenomeno nuovo fu
definito stagflazione. L'aumento dei prezzi fu problematico specialmente in alcuni paesi dove toccò
il 20% in piu (Italia e GB). Le misure anticrisi furono svalutazioni monetarie e restrizioni alle
importazioni per proteggere l economia nazionale.
Tendenze demografiche/ problemi ambiente ed energia: nel 73 ci fu la crisi energetica che portò
alla vulnerabilità dei paesi industrializzati. In questo periodo vi era un importante dibattito
scientifico che affermava che lo sviluppo economico degli ultimi 25 anni era un fatto raro e
irripetibile e non sarebbe durato molto, infatti attraverso indagini matematiche effettuate con
computer dell epoca si era arrivati a dedurre il collasso del sistema mondiale sarrebbe avvenuto
negli anni 2050 a causa dello sviluppo incontrollato della popolazione, la difficoltà della produzione
di alimenti e l'esaurimento delle risorse naturali, e infine l'inquinamento ambientale. Tutti questi
fattori hanno interessato la crisi degli anni 70, infatti la popolazione mondiale crebbe in modo
esponenziale, confermando l'ipotesi di bomba demografica e l'incombente carestia mondiale. Dal 65
si stavano esaurendo i baby boom che avevano determinato in usa e un europa nel ventennio scorso
lo sviluppo economico. Si ebbe una caduta della natalità e della fecondità intorno agli anni 70,
proseguendo anche dopo l'82. Si ebbero meno di 2 figli per donna e ciò portò alla diminuzione della
popolazione. Le spiegazioni per l'abbassamento della natalità derivano da varie tesi tra cui quella di
papa Giovanni Paolo II dell'edonismo e quella sui fattori socioeconomici come ad esempio
l'ingresso della donna nel mondo del lavoro. Nel corso degli anni 80 i paesi sviluppati si sono
imbattuti nel progressivo invecchiamento della popolazione e quindi nell'innalzamento della sua età
media. Inoltre si aggiunsero anche le migrazioni dal paesi del sud del mondo (Messico vs Usa,
Africa vs Europa, Turchia vs Germania ecc), e i paesi di accoglienza si ponevano il problema se
limitare o regolarizzare l'ingresso degli immigrati. La chiusura delle frontiere non funzionò e c'era
anche da aggiungere che gli immigrati sarebbero stati utili nella mano d'opera e nei lavori che la
popolazione nazionale rifiutava. Per quanto riguarda le fonti di energia, difronte all'aumento del
costo del petrolio vi era l'estrazione del carbone, inoltre veniva intensificata la produzione di
elettricità di origine nucleare. Nel 90 le centrali nucleari erano diventate 430 e la loro produzione
era cresciuta di 10 volte. L'inquinamento ebbe un ruolo fondamentale: nelle fasi
dell'industrializzazione si doveva fare i conti con lo smog, che faceva aumentale la mortalità per
patologie dell'apparato respiratorio, inoltre inquinava acqua, aria e suolo. Alcuni agenti inquinanti
erano connessi al simbolo dello sviluppo stesso come ad esempio il Ddt contro la malaria e
detersivi. Con l'incidente di Chernobyl nel 86 ci si rese conto dei rischi, e nelle stazioni antartiche di
rilevarono i buchi nell'ozono prodotti dai CFC ovvero clorofluoroideocarburi. Si arrivò quindi ad
una sfiducia nel confronti dello sviluppo stesso e al rallentamento della costruzione di centrali
nucleari che in Europa vennero a diminuire sempre più.
USA e blocco orientale negli anni di BREZNEV: intorno agli anni 60 i tassi di crescita sovietica
stavano rallentando ed era in netto calo anche la produttività del capitale. Lo sviluppo dell'Urss
rimaneva di tipo estensivo, cioè fondato sulla disponibilità illimitata di forza lavoro e risorse
naturali ma non di tipo estensivo ovvero fondato sull'aumento della produttività. L'Urss faceva un
cattivo uso dello sviluppo e aveva spreco di risorse. Nella metà degli anni 60 si mise sotto accusa il
sistema della pianificazione che era decisa dal massimi organi centrali del partito (nel 64 ci era stato
l'avvento del gruppo dirigente costituito da breznev, Kosyghin,Podgornyj,Suslov), e furono messi
in rilievo tre punti ovvero: la propensione del piano a realizzare solo indici quantitativi misurati in
quantità fisiche senza tener conto dei consumatori, il secondo punto riguardava l'inesistenza di
strumenti che consentivano di correggere rapidamente gli errori, e infine l'ultimo riguardava la
tendenza del sistema a mettere in conflitto gli interessi dei pianificatori e delle imprese. Nel 65
Kosyngin presentò un piano di riforma che fu approvato dal partito e dal governo. Introdusse il
nuovo indice della produzione perduta accanto a quello della produzione globale, ma in realtà nel
70 la riforma era fallita. L'Urss degli anni 70 non somigliava più a quella staliniana: dava al
cittadino sensazione di benessere proveniente dall'alto ma sicuro, ma ai privilegi della nomenklatura
corrispore un periodo di illegalità con mercato nero, servizi resi sottobanco, pagando in dollari
(riservato solo alla nomenklatura). Inoltre nel frattempo veniva a cadere la distensione che intorno
al 71/75 si stava realizzando: maggiore apertura dei paesi blocco orientali nei confronti dei prodotti
occidentali, la possibilità dei cittadini del blocco orientale di andare all'estero come turisti, tutto ciò
portò l'Urss a rinunciare all'emancipazione della propria agricoltura, e ricorrere a importazioni
granarie che nel 79/80 divennero più del 20% della produzione interna. L'Urss forniva ai paesi
occidentali il petrolio e i gas naturali, scambiandoli con attrezzature industriali e tecnologie
avanzate. Anche i paesi dell'Europa orientale aprirono le frontiere alle importazioni industriali e
tecnologie e si trovarono indebitati piu dell urss (1981). La Polonia rimase l'unica in cui si costituì
un opposizione: nell'80 ci fu una protesta operaia che esprimeva disagio per la crisi economica, e
chiedeva il riconoscimento ufficiale di un sindacato libero. Era un movimento forte poiché si
sentiva spalleggiato dal Papa polacco Woityla eletto nel 78. Il movimento sindacale (chiamato
Solidarnosc) assunse quindi carattere cattolico. Nell'81 ci fu una divisione del potere: da un lato il
sindacato e Walesa( il presidente del sindacato, operaio nei cantieri) e dall'altra il generale Jaruzelki,
comandante dell'esercito, primo ministro e segretario del partito. Egli il 13 dicembre decretò lo stato
di emergenza, arrestò Walesa e quindi si coseguenza l'Urss ebbe un duro colpo.
CAPITOLO 12
Gorbacev e la crisi dell'Urss

All'inizio degli anni 80 l'Urss entrò in una fase di crisi che aveva ostacolato il miglioramento delle
condizioni di vita, la libertà di opione continuava ad essere impedita e ogni forma di dissenso
veniva soffocata. Nel 82 morì Breznev e nell'85 gli succedette Gorbacev. Gorbacev attò riforme
radicali come la PERESTROIJka ovvero una ristrutturazione del sistema economico dando più
autonomia ai sistemi produttivi, mentre lo stato menteneva il compito delle direttive generali. Fu
abbandonato il livellamento salariale concedendo una liberalizzazione dei prezzi. Fu avviato in
ambito politico un processo di democratizzazione, in base al principio della trasparenza (glasnost)
venne reso pubblico il confronto nel PCUS allo scopo di promuovere la partecipazione popolare alla
vita politica. Furono ripristinate la libertà di informazione e la tutela dei diritti individuali, vennero
scarcerati molti oppositori. La strategia del confronto tra socialismo e capitalismo non venne
abbandonata, però si iniziò a favorire la cooperazione tra i due blocchi. La Glasnost era una riforma
importante per l'Urss che poteva portarla verso la democrazia mentre la PereSTROIJka non aveva
prodotto un aumento del benessere. Vi era stato un aumento della disoccupazione poiché i nuovi
criteri di produttività comportavano massicci licenziamenti della manodopera. Ci fu ua crescita del
deficit di bilancio statale e fu affrontata con l emissione di una nuova carta moneta che favorì
l'aumento dell inflazione: la realizzazione della nuova politica sociale era caratterizzata da errori e
superficialità. Gorbacev si ritrovò stretto tra i conservatori che volevano abbandonare le riforme e i
democratici radicali che voleva un accellerazione del programma riformista. Diminuita la
repressione, si stavano formando repubbliche nazionaliste : dal 1986 in Kazakistan, Georgia,
Ucraina, Armenia, ci furono varie opposizioni nazionali che sfociarono in scontri aperti con i rivali.
L'Urss aveva difficoltà a mantenere l'ordine. Nel 1989l Europa orientale fu investita da un grande
sommovimento e fece cadere tutti i regimi comunisti: Mosca ebbe tolleranza per la situazione e
quindi dimostrò che il comunismo era ormai debole. La stagnazione economica negli anni 80 rese
incolmabile il divario tra est e ovest e l'urss non riusciva piu a mantenere il controllo sui regimi
satelliti. Tra l'89 e il 90 il blocco sovietico si sfaldò completamente : prima in Polonia(ripresero
scioperi e agitazioni e nel 89 Jaruzelski legalizzà Solidarnosc, convocò elezioni libere dove ebbe
successo l opposizione e andò al governo Mazowiecki, un dirigente di Solidarnosc, e
successivamente nel 90 s elesse come presidente Walesa). In Ungheria, Bulgaria, Cecosvlovacchia
la democratizzazione avvenne pacificamente, in Romania nel 89 la dittatura di Ceausescu fu
abbattuta da una sollevazione popolare, Ceausescu venne giustiziato insieme alla moglie.
USA con REGAN: nella prima metà degli anni 80 Regan aveva effettuato un riarmo che potenziò
le forze sia navali che nucleari, i nuovi missili Pershing e Cruis vennero discolati in tutta Europa e
posti sotto il comando della NATO, poi venne varata la Strategic Defense Initiative (SDI) che
prevedeva la creazione di una sorta di scudo spaziale che neutralizzava qualsiasi attacco nucleare,
l'Urss non potà rispondere allo stesso modo poiché era in debole economia.
FINE DELL URSS: Nel 87 Gorbacev riprese i negoziati sul disarmo che portarono a ridurre le
testale nucleari in Europa. Anche negli anni successivi il leader sovietico e il nuovo presedente
americano Bush concordarono una riduzione degli armamenti missilistici. Nel 90 NATO e patto di
Varsavia firmarono un accordo di non aggressione e smobilitarono una parte delle truppe che vi
eranoun Europa centrale. Nel luglio del 91 fu sciolto il patto di Varsavia e l'Urss cessò di esistere.
Nel 90 infatti ,la pressione di Eltsin (presidente del soviet supremo della Rep. Russa) convinse
Gorbacev a varare una riforma costituzionale che trasformava l'urss in una repubblica presidenziale
e il PCUS perdeva la sua funzione. Era previsto un accordo che avrebbe stabilito i nuovi rapporti tra
le repubbliche e l'unione ma non avvenne a causa di un colpo di stato nel 91, i conservatori del
PCUS vollero arrestare il processo di dissoluzione dell urss. Gorbacev fu costretto agli arresti
domiciliari, alcuni reparti dell armata rossa entrarono a Mosca ma si trovarono difronte ad una
resistenza organizzata da Eltsin che si rifugiò nel Parlamento sotto la protezione di migliaia di
fedeli. Il colpo di stato fallì e Gorbacev si dimise dalla carica di segretario, sciolse il partito e invitò
i comunisti di orientamento democratico a creare una nuova formazione politica. Nel 91 i presidenti
di 21 repubbliche sovietiche si riunirono ad Alma Ata e proclamarono la fine dell Urss, dando vita
ad una comunità di stati indipendenti (CSI). Eltsin ereditò il seggio occupato dall'Urss nell'ONU e i
nuovi stati entrarono nelle nazioni unite.
LA federazione russa: Etlsin dovette da subito affrontare due emergenze: il peggioramento delle
condizioni economiche e la nascita di movimenti nazionalisti interni alla federazione. Le riforme
avviate da Gorbacev subirono un accellerazione, il sistema economico entrò in crisi a causa del
passaggio da economia pianificata a economia di mercato. Nel congresso gli avversari di Eltsin
avevano la maggioranza e reclamavano l'arresto delle riforme mentre Eltsin voleva creare un regime
presidenzialista che limitasse il ruolo del Parlamento. Nel 93 le forze armate di Eltsin attaccarono la
sede del parlamento dove vi era l opposizione. Ci fu un accordo in cui il congresso rinunciava a
mettere Eltsin sotto accusa e si sciolse favorendo una nuova carta costituzionale che rafforzava i
poteri del presidente. I sostenitori di Eltsin subirono 2 sconfitte: nel 93 vinse alle legislative il
partito social democratico di Zhirinovskij, nel 95 i neocimunisti di Zyuganov, anche se nelle
presidenziali si riconfermò Eltsin.
La CECENIA: nel 94 Eltsin temeva lo sfaldamento del nuovo stato federale e quindi decise di
intervenire militarmente in Cecenia che era una repubblica del caucaso situata al confine tra mondo
cristiano ortodosso e musulmano. La Cenenia si era dichiarata indipendente dall Urss e poi dalla
federazione russa. La guerra fu disastrosa: 80.000 vittime, già nel 96 si ebbe una tregua, ma la
questione rimase aperta tanto da causare un nuovo conflitto militare nel 99, oltre ad attentati e
ritorsioni. Nel 99 Eltsin era politicamente indebolito e affetto da problemi di salute. Si ritirò dalla
vita politica trasferento il potere al funzionario dei servizi segreti Vladimir Putin, eletto presidente
della federazione russa nel 2000. anche il gioverno di Putin fu criticato dall opinione pubblica
mondiale: il potere politico ed economico era concentrato nelle mani di pochi oligarghi, il potere
veniva gestito in modo autoritario.
Guerra del golfo: nell area del golfo persico, il 2 agosto 1990, esplose la crisi, il dittatore dell Iraq
Saddam Hussein invase Kuwait proclamandone l annessione. Questa invasione è da collegare a
ragioni economiche e in particolare per il petrolio. Nel 90 l Iraq contava ancora sull aiuto degli usa
in termini di armi e prodotti alimentari e gli usa importavano il petrolio dall Iraq. Con l invasione
del Kuwait l'Iraq voleva “pagarsi il conto”. Questa guerra fu una guerra di petrolio. Il giorno dell
invasione il consiglio di sicurezza dell Onu ingiunse all Iraq di ritirarsi dal Kuwait e mise poi sotto
blocco l aggressione vietando l'acquisto del suo petrolio, che come conseguenza iniziò a crescere di
prezzo. Bush costruì una coalizione (con anche Italia Francia e GB) che fu approvata dal consiglio
di sicurezza ad usare la forza se entro il 15 gennaio l Iraq non si fosse ancora ritirato dal Kuwait. Il
16 gennaio infatti iniziò la guerra del golfo, gli usa attaccarono dall 'altro attraverso aerei, missili e
alta tecnologia e dal 24 febbraio attaccarono anche da terra in Iraq. Il 27 febbraio S.Hussein si ritirò,
ma Bush impose alle sue truppe di fermarsi e non avanzare piu: decisione dovuta alle pressioni della
Russia e degli arabi che temevano un egemonia americana nel golfo persico. I primi giorni di marzo
gli sciiti e i curdi avanzarono contro s.Hussein e successivamente Bush e l Onu decisero di
intervenire in loro aiuto. Le aree tra il 36° e il 32° parallelo divennero zone no fly. Il consiglio di
sicurezza aggiunse due condizioni tra il 91 e 95: disarmo totale dell Iraq, proseguimento dell
embargo commerciale , controllo sulle sue vendite di petrolio.