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RUDOLF STEINER

ESIGENZE SOCIALI
DEI TEMPI NUOVI

Dodici conferenze tenute a Dornach e a Berna


dal 29 novembre al 21 dicembre 1918

1971

Rudolf Steiner
EDITRICE ANTROPOSOFICA
MILANO

Rudolf Steiner

Titolo originale dell'opera:

Die soziale Grundforderung unserer Zeit In geinderter Zeitlage

Opera Omnia n. 186


Traduzione di Beniamino Lievers sull'ultima edizione tedesca del 1963
Prima edizione italiana

Queste conferenze, in origine non destinate


alla pubblicazione, furono tratte dalla stesu
ra stenografica non riveduta dall'autore. Le
premesse e la nomenclatura dell'antroposo
fia, o scienza dello spirito, sono esposte
nelle opere fondamentali di Rudolf Steiner:

La filosofia della libert, Teosofia, La


scienza occulta, L'iniziazione

Tutti i diritti, anche di traduzione, riservati alla

Rudolf SteinerNachlassverwaltung, Dornach (Svizzera)

Copyright 1971 Editrice Antroposofica s.a.s. Milano, viale Majno 17

Rudolf Steiner

INDICE
PRIMA CONFERENZA
Dornach 29 novembre 1918
Oriente e occidente considerati spiritualmente. Residui jahvetici
nella vita attuale.
SECONDA CONFERENZA
Dornach 30 novembre 1918
Richieste fondamentali del bolscevismo russo. Funzione del de
naro e distacco fra rimunerazione del lavoro e procacciamento
dei mezzi di sussistenza. Astrazione e realt nella vita sociale.
TERZA CONFERENZA
Dornach 1 dicembre 1918
Le esigenze sociali del passato erano diverse dalle attuali. La
moderna struttura triarticolata. Le societ segrete delle popola
zioni di lingua inglese agiscono nel senso della storia. Occulti
smo materiale, eugenetico, e igienico. Impedimenti allo svilup
po delle capacit occulte. Mancanza di una politica e di una
strategia tedesche prima della guerra.
QUARTA CONFERENZA
Dornach 6 dicembre 1918
Nel pensare siamo esseri antisociali. Il progresso sta nel diveni
re, non nell'accontentarsi di quello che si . Nel sentire guardia
mo secondo simpatie e antipatie e siamo perci antisociali. Nel
volere, attraverso l'amore falsato, siamo antisociali. Carattere
pendolare anche dei fenomeni sociali. Socialismo, libert di
pensiero e scienza dello spirito, necessit del nostro tempo
QUINTA CONFERENZA
Dornach 7 dicembre 1918
La vita sociale nell'equilibrio di una triade. Ritmo del respiro e
capacit di pensieri astratti. Conseguenze sociali dell'estromis
sione degli altri sei Elohim da parte di Jahve. La progressiva
comprensione del Cristo. Fantasmi del l'Antico Testamento nel
nazionalismo del presente. Il formare immagini del nostro pros
simo sar un impulso sociale
SESTA CONFERENZA
Dornach 8 dicembre 1918
Il pensare astratto, estraneo alla realt, dei rivoluzionari russi.
Caratteristiche e disposizioni dei diversi popoli: potenza per
Finglese, apparenza per il tedesco, saggezza per il russo. Le tre
esperienze dinanzi al Guardiano della soglia.
SETTIMA CONFERENZA
Berna 12 dicembre 1918
Istinti antisociali incoscienti e sociali coscienti. Diversit fra oc
cidente, centro e oriente: potenza politica, apparenza, saggezza.
Le tre esperienze differenziate dinanzi al Guardiano della so-

Pag.

20

31

49

62

73

89

glia.
OTTAVA CONFERENZA
Dornach 13 dicembre 1918
Il pensiero economico inizia soltanto nel periodo deiranima co
sciente. Mercantilisti, fisiocratici, Adam Smith, Malthus, Ricar
do, Saint Simon, Marx, Engels. La legge ferrea del salario, la
vendita della forca-lavoro e il materialismo storico. Trasforma
zione di impulsi da istintivi in coscienti.
NONA CONFERENZA
Dornach 14 dicembre 1918
Logica della realt e logica concettuale. Scarsa sensibilit russa
per la ricerca filosofica astratta della verit. Il bolscevismo e le
filosofie di Avenarius e Mach. L'umanit si ribell contro schia
vit e servaggio della gleba; ora si ribella contro la vendita della
forza-lavoro. Occorre staccare la forza-lavoro dalle merci.
DECIMA CONFERENZA
Dornach
15dicembre1918

Intelligenza diversa in occidente, centro e oriente. Diversa


applicazione della triarticolazione nei singoli paesi. Pen
siero astratto e pensiero reale. Propriet dei mezzi di pro
duzione e dei terreni. Modernit dell'antroposofia in cam
po scientifico, sociale e religioso.

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119

133

UNDICESIMA CONFERENZA

Dornach 20 dicembre 1918

150

DODICESIMA CONFERENZA

Dornach 21 dicembre 1918

164

Nuova rivelazione degli spiriti della personalit nell'uma


nit moderna. L'azione di spiriti oscuri attraverso la mac
china. Funzione positiva delle rappresentazioni meccani cistiche moderne. Impulsi spirituali e morali nella vita di
tutti i giorni. Lotta fra saggezza e amore. La nuova rivela
zione spirituale.

Comprensione fra i popoli, base della vita sociale. Diver


sit di valutazione fra popoli e individui. Metodo scienti
fico anche per lo spirito e azione ostacolante della chiesa
cattolica. Le disgrazie del presente servono al progresso.
Gli sviluppi del cristianesimo per la liberazione anche del
la forza-lavoro dell'uomo
NOTE

177

Gli asterischi segnati nel testo rinviano alle note a pag. 177 e seguenti.

Rudolf Steiner

PRIMA CONFERENZA

Dornach 29 novembre 1918


Nelle considerazioni sugli avvenimenti contemporanei che
vennero qui svolte nella nostra cerchia, * avevo accennato all'esi
genza di una strutturazione sociale derivata dagli impulsi della no
stra epoca.
Non intendevo elaborare un programma, lo dico espressamente perch sapete che non tengo in alcuna considerazione i pro
grammi; i programmi sono astrazioni.
Quanto avevo detto non deve avere valore di astrazione,
deve essere una realt.
Alle varie persone, alle quali ho parlato di questi impulsi
sociali nel corso degli ultimi anni, dimostrandone la necessit, ho
presentato la cosa nel modo seguente: Quanto vi ho detto - e non
affatto un programma astratto - vuole realizzarsi nel mondo nel
corso dei prossimi venti o trent'anni attraverso gli impulsi storici.
Voi potete (e allora esisteva la possibilit di parlare in que
sto modo alle persone che avevano il potere, oggi non lo hanno
pi) o adeguarvi alla realt con intelligenza ed aderirvi, o vedere
che le cose si realizzeranno in modo caotico attraverso cataclismi,
attraverso rivoluzioni, perch per queste cose non vi altra alterna
tiva nel corso degli eventi storici del mondo.
Al giorno d'oggi esiste l'esigenza che si comprendano tali
cose ricavandole dagli impulsi realmente attivi nel mondo.
Come ho messo ripetutamente in evidenza non viviamo in
un'epoca in cui uno possa pensare che debba succedere questo o
quello.

Oggi pu dire efficacemente qualche cosa in merito alle esi


genze dell'epoca solo chi in grado di osservare ci che vuol rea
lizzarsi nel tempo .
Allora potei fare soltanto uno schizzo di quanto devo consi
derare una necessit che vuole realizzarsi, ed oggi - solo per avere
un punto di riferimento - vorrei ripetere brevemente che si era par
lato del fatto che la struttura sociale confusa, che ha provocato in
tutto il mondo i fatti catastrofici degli ultimi anni, deve essere sem
plicemente sostituita da quella triarticolazione della struttura socia
le di cui ho parlato la volta precedente.
Avete potuto vedere che la triarticolazione ha lo scopo di
dividere, in settori separati, ci su cui finora si basava in modo
confuso l'unitaria, l'apparentemente unitaria organizzazione dello
stato; vale a dire nei tre settori di cui ho indicato come primo quel
lo dell'ordinamento politico in senso stretto, come secondo il setto
re dell'ordinamento sociale, dell'ordinamento economico, e come
terzo quello della libera produzione spirituale.
Questi tre settori si articolano - e precisamente nel corso dei
prossimi decenni la cosa si manifester anche a quelle persone che
sono restie a comprenderla oggi - questi tre settori si articoleranno
in modo autonomo in ogni direzione.
Ci si sottrarr ai gravi pericoli ai quali, altrimenti il mondo
continuer ad andare incontro, soltanto se si sar disposti a com
prendere queste cose. Le si potranno per comprendere soltanto a
condizione di approfondirle effettivamente.
Perch non si fraintenda quanto dir in seguito, vorrei pre
cisare ancora che il problema sociale non lo dobbiamo n creare,
n discutere in modo teorico.
Nel corso delle ultime osservazioni avrete potuto vedere
che esso esiste, che deve essere accettato come un dato di fatto,
come una cosa reale, e che si deve solo afferrarlo e comprenderlo
nel modo giusto, come un fatto naturale.
Avrete anche osservato che tutti gli impulsi necessari del
l'avvenire, sviluppati qui domenica scorsa, si prestano a superare
adeguatamente e ordinatamente i resti, di cui siamo completamente
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Rudolf Steiner

compenetrati, di quanto si ritrova ancora dai tempi antichi nella no


stra struttura sociale.
Anzitutto, approfondendo i risultati pratici della struttura
sociale di cui ho parlato domenica scorsa, osserverete che essi si
prestano a superare, e superare concretamente, ci che coloro che
si denominano socialisti, ma che vivono pi di illusioni che di real
t, vogliono superare in maniera non corrispondente alla realt.
Quello che deve essere superato la divisione della struttu
ra sociale in classi, e approfondendo il problema ci risulter da
quanto ho esposto domenica scorsa.
Quello che si deve conquistare nel senso dell'epoca dell'ani
ma cosciente, del quinto periodo post-atlantico nel quale viviamo,
il fatto che alle divisioni in classi subentri l'uomo.
Sarebbe quindi molto pericoloso scambiare la mia esposi
zione della scorsa domenica con quanto in svariati modi penetra da
tempi sorpassati nella nostra attuale organizzazione sociale.
Dalle regole presenti nell'evoluzione del mondo ha da veni
re il superamento di quanto dall'antica Grecia penetra nella nostra
struttura sociale: la partizione dell'umanit in caste alle quali affi
dato rispettivamente il compito di provvedere alla nutrizione, alla
difesa, all'insegnamento.
questo che deve essere appunto superato da quanto ho in
dicato domenica scorsa, perch la divisione in caste quella che
porta il caos nella nostra attuale struttura sociale.
Questa divisione pu essere superata se gli uomini non sa
ranno suddivisi nel modo descritto domenica scorsa, pi o meno in
caste.
Le caste spariranno in modo del tutto naturale.
La necessit storica tende all'articolazione dei rapporti e al
fatto che l'uomo, appunto come uomo, e non come astrazione ma
come essere vivente, sia il legame fra le tre parti dell'organismo so
ciale.
Se parlo del fatto che ci si deve indirizzare alla giustizia po
litica, all'organizzazione economica, alla libera produzione spiri
tuale, non si tratta di una divisione in caste per la nutrizione, la di-

fesa e l'insegnamento, ma del fatto che i rapporti siano articolati in


questo modo, e che l'uomo come tale non possa pi appartenere ad
una classe se le condizioni del mondo si articolano effettiva mente
in questa maniera.
L'uomo come tale inserito nella struttura sociale e rappre
senta appunto il collegamento fra i diversi elementi sociali.
Non esister una particolare casta economica, una particola
re casta per la produzione degli alimenti, ma una struttura di condi
zioni economiche.
Allo stesso modo non esister una particolare classe per
l'insegnamento, ma le condizioni saranno tali che la produzione
spirituale sar libera.
Allo stesso modo non si avr una particolare casta per la di
fesa ma, per quanto riguarda il settore politico, si dovr tendere
sempre pi in maniera liberaldemocratica a quanto si cerca di rea
lizzare ora in modo confuso per tutti i tre campi.
Si tratta appunto del fatto che il passaggio dal tempo antico
a quello moderno richiede che l'uomo sia situato nel mondo come
uomo.
Non altrimenti acquisteremo la possibilit di comprendere
le esigenze del nostro tempo, se non mettendoci in condizione di
comprendere veramente l'uomo come tale.
Naturalmente ci pu avvenire soltanto con l'atteggiamento
che proviene dalla scienza dello spirito.
Quanto ho esposto deve essere considerato, come ho detto
di recente, avendo presente un ampio quadro dell'evoluzione del
mondo.
Ho indicato alcuni degli elementi di questo quadro.
Per poter procedere nella descrizione di condizioni come
quelle che ho incominciato a tratteggiare domenica scorsa vorrei
partire di nuovo, direi, dall'occulto, per dimostrare che queste cose
non si possono trattare nel modo in cui si ama pensarle e senza
considerare le condizioni reali, ma si devono esaminare osservando
l'andamento dei fatti.
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Rudolf Steiner

Pertanto incomincer dicendo che la struttura sociale deve


avere come fondamento la comprensione sociale.
questo appunto che da decenni non si avuto.
Nel campo che qui si tocca, stato fatto il maggior numero
di errori.
La stragrande maggioranza degli uomini appartenenti alle
classi dirigenti non aveva la minima comprensione sociale.
Per questo motivo non ci si deve meravigliare affatto che
trasformazioni come quelle che avvengono nell'Europa centrale
sembrino alla gente delle forme nuove sorte dalla terra, forme alle
quali non era affatto preparata.
A chi ha comprensione sociale quelle trasformazioni non
giungono inaspettate, ma temo che gli uomini continueranno ad
avere lo stesso atteggiamento che avevano avuto prima del 1914.
Come allora sono stati sorpresi dalla guerra mondiale che
era nell'aria, cos si condurranno nei confronti di un fenomeno an
cora pi importante.
Mentre dormiranno, lasceranno di nuovo irrompere ci che
si estende nel mondo come movimento sociale.
Tenendo conto dell'attuale attivit pensante dell'umanit,
sar probabilmente impossibile evitarlo, come non si pot impedire
che la presente catastrofe sorprendesse gli uomini impreparati.
Gli che anzitutto ci si deve familiarizzare col fatto che in
realt, nel mondo, gli uomini non agiscono in questo o quel modo
in base ad idee astratte, ma che nell'istante in cui la loro azione ha
effetto sociale, essi agiscono come sono indotti ad agire dagli im
pulsi che sono negli avvenimenti mondiali in cui l'uomo invilup
pato.
Ancor oggi gli uomini non osservano una cosa elementare;
parlo per esperienza in quanto negli ultimi anni ho dovuto parlare
d queste cose con persone delle pi varie professioni e classi, e so
come stanno le cose quando si tratta di questi argomenti.
Si tratta del fatto che gli uomini dell'oriente e dell'occidente
- alla strutturazione a venire prenderanno parte tutti gli uomini -

sono del tutto diversi quanto ai loro impulsi, sono del tutto diversi
quanto a quello che vogliono.
Certamente se si considera solo l'ambiente sociale pi pros
simo, non si pu pervenire ad una chiara opinione su quel che ne
cessariamente avviene nel mondo.
Si perviene ad una chiara opinione quando si giudicano le
cose realmente devo ripetere il termine in base agli impulsi che
sono insiti negli avvenimenti del mondo.
Nei prossimi due, tre decenni gli uomini dell'occidente, vale
a dire gli stati dell'Europa occidentale e della relativa appendice
americana, diranno la loro e diranno la loro gli uomini dell'Europa
orientale con il retroterra asiatico, ma ognuno parler in modo del
tutto differente perch gli uomini sparsi sulla terra hanno necessa
riamente idee diverse su quello che l'uomo sente e deve sentire
come esigenza della sua dignit e del suo essere qui sulla terra.
Non se ne pu parlare se non ci si vuol rendere conto del
fatto che in avvenire devono manifestarsi certe cose che gli uomini
preferirebbero evitare.
Domenica scorsa avevo detto che in avvenire sar sempli
cemente impossibile trovare idee sociali efficaci e fruttuose, altri
menti che cercando la verit al di l della soglia della normale co
scienza fisica.
Nell'ambito della coscienza fisica normale non si trovano
idee sociali efficaci.
Tali idee sociali devono accostarsi agli uomini nel modo da
me descritto la scorsa domenica.
Ma ci significa nel contempo che in avvenire non ci si do
vr esimere dall'acquistare, per quanto a ciascuno possibile, cono
scenze del mondo spirituale.
Nel campo della vita giornaliera, anche nel campo della
scienza, si pu continuare per molto tempo ancora senza acquistare
conoscenza di quella che qui abbiamo indicata come soglia del
mondo spirituale.
In mancanza di meglio se ne pu fare a meno.
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Rudolf Steiner

Per quanto riguarda la vita sociale non si pu fare a meno di


avvertire ci che qui stata sempre chiamata soglia del mondo spi
rituale.
Infatti al giorno d'oggi gli uomini, anche se incosciente
mente, sentono l'impulso che tende sempre pi ad avviarsi a co
scienza di creare una struttura, sociale tale da permettere ad ogni
uomo di essere in modo adeguato uomo sulla terra .
Gli uomini delle pi diverse regioni della nostra terra sento
no in maniera poco chiara, ma tuttavia istintiva, che cosa sia la di
gnit umana, 1'esistenza degna dell'uomo.
L'astratto socialista democratico moderno crede che si pos
sa dare senz'altro una definizione internazionale della dignit uma
na, del diritto umano, ma questo non si pu fare perch, volendo
darne una definizione, bisogna necessariamente pensare che la vera
idea dell'uomo esplica azione viva al di l della soglia del mondo
spirituale-animico, dato che l'uomo appartiene al mondo spirituale.
Pertanto l'idea esatta e completa relativa allupino pu veni
re solo dal di l della soglia del mondo spirituale.
Effettivamente proviene di l.
In realt se un americano, un inglese, un francese, un tede
sco oppure un cinese, un giapponese, un russo parla dell'uomo, ed
al riguardo porta ad espressione dei concetti, delle idee, per quanto
esse siano insufficienti, nel suo subcosciente vive un elemento
molto pi completo che per deve essere afferrato.
E quel che vive nel subcosciente, questo elemento pi com
pleto, tende con forza ad entrare nella coscienza.
Pertanto possiamo dire che nell'evoluzione storica del mon
do siamo arrivati al punto in cui nei cuori umani vive un'immagine
dell'uomo.
Non si pu dunque sviluppare una comprensione sociale
senza prestare attenzione a tale immagine dell'uomo.
Essa vive nel subcosciente.
Nel momento in cui essa tende a diventare cosciente, e
quando diventa effettivamente cosciente, pu essere afferrata sol
tanto con le capacit - quanto meno con le capacit comprese, capi-

te - con le capacit della coscienza, di natura soprasensibile, che


sono accolte dal sano raziocinio umano.
Negli uomini oggi socialmente attivi vive un'immagine del
l'uomo che pu rimanere incosciente, istintiva, fino a quando non
sorga in lui l'impulso a chiarire la cosa.
Se per la vuol chiarire lo pu fare soltanto guardandola
nella luce che viene dal di l della soglia.
A chi osservi spiritualmente in modo obiettivo, risulta che
l'immagine dell'uomo, aleggiante istintivamente nelle anime, nel
l'uomo occidentale del tutto diversa da quella dell'uomo orientale.
Questa sar una questione di grandissima importanza in av
venire.
Essa porta i suoi effetti in tutte le reali condizioni; agisce
nel disordine russo, nella rivoluzione dell'Europa centrale, agisce
nella confusione che si sta preparando nell'occidente fino all'America.
In altre parole, se lo si vuol capire, bisogna considerare alla
luce della coscienza soprasensibile quanto si sta preparando.
Deve essere afferrato con le capacit derivanti dalla co
scienza soprasensibile, dato che non esiste alcun modo per capire,
con la coscienza che deriva dal sensibile, l'immagine dell'uomo che
istintivamente presente tanto nell'uomo occidentale quanto in
quello orientale.
Ma per conseguire questa comprensione necessario fami
liarizzarsi, quando si sia giunti al guardiano della soglia, con due
cose, con le due figure in cui si manifesta un elemento determinato
e istintivo nell'uomo, da cui egli propriamente posseduto.
E se ne posseduti tanto in occidente quanto in oriente.
Se ne posseduti fino a che esso rimane istintivo; non se ne
pi posseduti soltanto quando si giunge alla chiara coscienza.
E necessario familiarizzarsi con la maniera particolare in
cui tale elemento, di cui in realt l'uomo subcoscientemente pos
seduto, sale nella vera coscienza, nella coscienza soprasensibile.
In duplice modo l'uomo, arrivato al guardiano della soglia,
viene a conoscenza del come tale elemento che si agita nei suoi
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Rudolf Steiner

istinti, che pertanto non lui stesso perch si se stessi solo in


quanto si afferra coscientemente, gli si pone dinanzi.
Le cose, per cui in modo istintivo l'uomo interiormente
posseduto, hanno due figure al cospetto del guardiano della soglia.
Vale a dire, giunti che si sia alla soglia, risulta che l'elemen
to da cui si posseduti ha l'una o l'altra figura.
La prima si pu indicare come figura spettrale.
Ci che possiede l'uomo si presenta davanti al guardiano
della soglia come una percezione esterna; allora ha carattere di al
lucinazione, ma una percezione esteriore; si presenta effettiva
mente agli uomini e si manifesta come una percezione esteriore.
Questo il carattere spettrale.
Pertanto quando l'uomo viene a conoscere coscientemente
davanti al guardiano della soglia quanto vive in modo istintivo,
quanto si agita in lui, davanti al guardiano della soglia dove tutti gli
istinti si annullano, dove le cose incominciano ad essere pienamen
te coscienti e ad introdursi nella libera vita spirituale, quello che
vive istintivamente pu presentarsi come spettro.
Allora ce ne liberiamo, come istinto.
Non si deve temere che un tal elemento si presenti come
spettro perch possiamo liberarcene solo in quanto nell'oggettivazione lo si vede fuori, perch si ha realmente dinanzi a s come
spettro quello che si agita interiormente.
Questa una delle figure.
L'altra possibilit di manifestazione per un tale elemento
istintivo quella dell'incubo.
Qui non si tratta di una percezione dall'esterno, ma di una
sensazione opprimente o anche di un effetto residuo di una visione
da cui si oppressi, un'esperienza immaginativa che si sente come
incubo.
Quello che vive nell'uomo si deve manifestare o come incu
bo o come spettro, se lo si vuol portare a coscienza.
Quanto vero che ogni istinto presente nell'uomo deve sol
levarsi man mano e diventare o spettro o incubo per rendere possi
bile all'uomo di diventare uomo completo, perch solo in questo

modo ci si libera dall'istinto, altrettanto vero che quanto in occi


dente ed oriente vive inconsciamente, istintivamente nell'uomo
come dignit, come immagine dell'uomo, gli si deve presentare in
una forma o nell'altra; soprattutto deve essere compresa col sano
raziocinio umano.
Potr accadere che lo scienziato dello spirito, lo scienziato
attivo dello spirito, possa far apparire plausibile la designazione di
un fenomeno come incubo o come spettro; ma esprimer il frutto
della sua esperienza usando parole abituali per rappresentazioni
storiche, o altre, in modo da rendere accessibili le sue esperienze al
sano raziocinio di coloro che non possiedono ancora le facolt oc
culte per mezzo delle quali queste cose possano essere viste.
Non potr mai aver valore la scusa che queste cose non si
possono vedere, in quanto tutto ci che viene veduto con le facolt
occulte viene espresso in rappresentazioni afferrabili dal sano ra
ziocinio umano.
Si d fiducia a chi vede tali cose perch si confida che egli
possa dare degli impulsi, ma non necessario credergli.
Infatti quanto egli dice pu essere sempre compreso, solo
che ci si impegni senza preconcetti.
Le cose stanno dunque cos: gli istinti, che in occidente vi
vono come immagine dell'uomo e che tendono ad una struttura so
ciale, davanti al guardiano della soglia appaiono come spettri, men
tre l'immagine dell'uomo negli abitanti dell'Europa orientale e del
suo retroterra asiatico si presenta come un incubo.
Se si ci fa descrivere da un americano nel quale il fenomeno
si manifesta pi distintamente la sua immagine della vera dignit
umana e si porta questa immagine, occultamente elaborata, fino al
guardiano della soglia facendo proprie le esperienze in merito ad
essa, l'immagine si manifesta come spettro.
Se invece ci si fa spiegare da un asiatico, o da un russo col
to, come esso si rappresenti l'immagine dell'uomo, allora questa, su
chi giunge con la stessa fino al guardiano della soglia, fa l'impres
sione di un incubo.
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Rudolf Steiner

Quanto ora vi descrivo la caratterizzazione di un'esperien


za occulta.
Essa ha il suo fondamento negli impulsi storici, negli eventi
storici.
I popoli occidentali, gli inglesi, i francesi, gli italiani, gli
spagnoli, gli americani, nel corso della loro evoluzione da tempi
antichi fino alla presente condizione ed a seguito di certi impulsi
storici, hanno accolto nei loro cuori, naturalmente non in piena e
chiara coscienza ma istintivamente, un'immagine dell'uomo che
pu essere caratterizzata in modo giusto se si esaminano gli impul
si storici.
Questa immagine dell'uomo, quella occidentale e quella
orientale, deve essere sostituita da ci che pu essere realmente ot
tenuto per mezzo dell'indagine spirituale; da questo soltanto pu
derivare una reale strutturazione sociale, non una configurazione
che venga retta da spettri e nemmeno una che venga retta dall'incubo.
Se ci si pone oggettivamente la domanda del perch l'im
magine occidentale dell'uomo uno spettro, da tutti i fondamenti
storici risulta che gli istinti dai quali deriva l'immagine dell'uomo
in occidente e che, per esempio, hanno ora condotto al tanto idola
trato cosiddetto programma del mondo di Wilson *, si fondano sul
lo spettro dell'antico impero romano.
Tutto quanto man mano si svolto storicamente, quanto ef
fettivamente ha un carattere assolutamente antiquato, vale a dire un
carattere luciferico-arimanico, quanto non conforme all'immedia
to presente ma uno spettro di tempi antichi, lo spettro del romanesimo.
Naturalmente nelle civilt occidentali si trovano elementi
che non hanno affatto relazione col romanesimo.
Nelle zone di lingua inglese si trovano elementi che non
hanno rapporto con esso.
Anche nei paesi latini veri e propri si trovano molte cose
che non hanno rapporto col romanesimo.

Ma non di questo si tratta, bens deH'immagine deH'uomo,


in quanto egli ha da inserirsi nella struttura sociale.
In questi territori detta immagine senz'altro istintivamente
determinata ed influenzata da quanto si formato nell'ambito della
civilt romana.
Essa ancora, in tutto e per tutto, un prodotto del modo di
pensare latino del quarto periodo di civilt.
Quello che vive un nulla, qualcosa che agisce come lo
spettro di un morto; ed questo lo spettro che appare all'osservato
re occulto obiettivo, se vuol farsi un'idea di che cosa occorra per la
supremazia occidentale che deve diffondersi sul mondo.
Non serve affatto rifiutare queste cose senza conoscerle,
dato che le condizioni dell'umanit nel periodo presente non lo
consentono pi.
Quanto occorre di tenere gli occhi aperti.
Lo spettro del romanesimo si aggira nell'occidente, e se re
centemente ho richiamato l'attenzione sul destino di vari popoli oc
cidentali, in particolare di un singolo popolo, il francese, ci si
deve mettere in relazione col fatto che appunto i francesi sono i pi
abbarbicati allo spettro del romanesimo; n possono liberarsene a
causa delle loro istintive disposizioni di temperamento e carattero
logiche.
Questo uno degli aspetti, quello relativo all'occidente.
Per quanto riguarda l'altro aspetto, anche in oriente si affer
ma una certa immagine dell'uomo in quanto destinata ad inserirsi
nella struttura sociale.
Questa immagine certamente tale quale gi risulter dalle
esigenze dei fatti, da ci di cui ho sempre parlato, e cio che nell'o
riente europeo si prepara particolarmente il sesto periodo di civilt.
Se si osserva per la cosa dal punto di vista dell'epoca pre
sente, l'immagine dell'uomo che oggi vive nell'Europa orientale e
nel suo retroterra asiatico non quella che in modo naturale si svi
lupper in avvenire e che l'uomo dovrebbe necessariamente svilup
pare gi oggi per conoscenza.
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Rudolf Steiner

un'immagine che appare come un incubo, se la si accoglie


e si arriva con essa al guardiano della soglia per osservarla.
Questa immagine appare anche come incubo perch gli
istinti, che si sono sviluppati in oriente in occasione della determi
nazione deH'immagine stessa, vengono nutriti da una forza ancora
incompleta.
Solo nell'avvenire, cio nel sesto periodo di civilt posta
tlantica, essa raggiunger tutto il suo sviluppo.
Ma questa forza ha bisogno di un impulso che la sostenga.
Prima del risveglio della coscienza (e la coscienza si deve
risvegliare a partire dall'oriente), essa ha bisogno di un fondamento
istintivo.
Tale fondamento istintivo, che vive ancor oggi negli uomini
dell'oriente quando si fanno un'immagine dell'uomo, agisce come
un incubo.
Come tutti gli antichi impulsi rimasti dal romanesimo, e in
quanto derivati da esso, hanno un effetto complementare nell'im
magine dell'occidente, cos compito dell'incubo di aiutare l'orien
te in maniera del tutto inesplicabile ad arrivare al punto di liberar
sene; proprio come avviene dell'incubo che si supera e si respinge,
quando esso provoca il risveglio, e ci si rende conto di quanto ac
caduto.
La forza che deve agire verso l'oriente non un elemento
sorpassato, ma essa agisce proprio nel presente.
Si tratta della forza che emana dall'impero britannico.
Come in occidente l'immagine dell'uomo diventa spettro a
causa degli impulsi del romanesimo, cos essa viene spinta a forza
nellanima umana in modo che in tale azione diventi incubo ci
che per molto tempo ancora sar attivo nelle tendenze dellimpero
britannico,
La conseguenza di queste due cose che da un lato, in occi
dente, quanto era cosciente nell'impulso romano ha incosciente
mente una vita residua spettrale, e che quanto si sta preparando,
quanto appunto attivo attualmente, cio gli impulsi imperiali an
glo-americani, sono presenti come incubo, come contrasto dell'in-

cubo, per far in modo che gli uomini dell'oriente producano co


scientemente un'immagine appropriata dell'uomo.
Parlare di queste cose al giorno d'oggi scomodo, ed an
che scomodo per gli uomini ascoltarle.
Ma siamo ormai giunti ad un periodo dell'evoluzione stori
ca del mondo nel quale si pu avere qualche successo se l'uomo,
attraverso la sua conoscenza, attraverso la sua piena coscienza,
considera gli oggetti del mondo obiettivamente, se si familiarizza
effettivamente in modo obiettivo con le cose del mondo.
In altro modo non pu continuare.
Quello che in ultima analisi succede al presente ha lo scopo
di costringere l'uomo a sovvertire in un certo modo questi avveni
menti.
Ci che in realt non pu continuare che, come per lungo
tempo si stati costretti a pensare in un certo modo, si sia costretti
a pensare in un altro modo perch in certe zone della terra le cose
si sono capovolte.
Al giorno d'oggi si pu fare la conoscenza di persone che
nel corso di alcune settimane si sono trasformate da valenti (na
turalmente fra virgolette) monarchici in repubblicani estremisti, e
in chiss che cos'altro.
Sono le stesse persone!
Ebbene, come prima non era possibile che da chi per forza
era monarchico venisse la salvezza all'umanit, cos non pu deri
vare nulla di salutare da chi per forza socialista, da chi da vero
monarchico diventato, che so, bolscevico; perch ve ne sono an
che di questi.
Quanto occorre non n questo n quello.
Bisogna invece comprendere che pu essere salutare solo
quanto deriva dalla libera determinazione dell'anima umana libera,
da ci cui l'uomo stesso si decida, cui perviene attraverso le valuta
zioni del suo pensare, attraverso le valutazioni del suo cuore e so
prattutto per conoscenza.
E di questo che si tratta.
il

Rudolf Steiner

Altrimenti si deve ripetutamente fare l'esperienza che, in


dotti dalla necessit delle circostanze, si giudichino le cose ora in
un modo e ora nell'altro.
Per esempio, chi oggi afferma che Ludendorff * un delin
quente, mentre sei settimane fa lo considerava un grande generale,
se non ha dei motivi per l'uno o l'altro giudizio, se non lo pu fare
per libera determinazione di libero animo, sia nel primo caso sia
nell'altro ha il medesimo valore per lo sviluppo dell'umanit.
Infatti non si tratta solo del fatto che una cosa sia astrattamente esatta di norma una cosa altrettanto falsa dell'altra ma del
fatto che si acquisti la capacit di fare giudizi autonomi.
A questo riguardo la scienza dello spirito pu servire bene
come guida.
Ho ripetutamente sperimentato che quanto dico qui, o in ge
nere in campo scientifico spirituale, giudicato difficilmente com
prensibile.
Ci deriva dal fatto che in realt non si vuole applicare il
proprio sano raziocinio alle cose.
Si giudica difficilmente comprensibile quello che dico, per
ch si trova che non abbastanza comodo arrivarci.
Nel corso delle mie conferenze ho anche trattato da vari
punti di vista della cosiddetta catastrofe bellica degli ultimi anni e
del suo sviluppo fino ad oggi.
Spero che si comprenda che gli avvenimenti di queste ulti
me settimane siano una piena conferma di quello che da anni vado
dicendo qui e altrove.
Nulla avvenuto in senso diverso da quanto qui stato af
fermato, ed in questi giorni si vede realizzarsi la carta * che anni fa
disegnai su questa lavagna.
Per non bisogna considerare le cose dette qui come sermo
ni domenicali.
Si devono prendere come sono intese, vale a dire come
espressioni dei reali impulsi che si sono realizzati o che vogliono
diventare realt.

Di conseguenza non voglio esimermi dal tornare ad attirare


l'attenzione su certe cose riguardanti il metodo, anche se cos a vol
te mi ripeto.
Questi problemi di metodo sono quanto di pi importante vi
sia nel campo della conoscenza scientifco-spirituale, di cui il no
stro tempo ha tanto bisogno.
Gli effetti della scienza dello spirito sulla nostra anima sono
molto pi necessari che l'astratto familiarizzarsi con questa o con
quella verit.
Si sperimenta di continuo come appunto per la comprensio
ne dei fatti immediatamente esteriori serva quel tipo di struttura
animica che deriva dalla scienza dello spirito.
Quanto spesso, nel corso di questi anni, ho fatto rilevare
come in realt sia terribile che gli uomini abbiano ripetutamente
posta la comoda questione: Chi ha la colpa di questa catastrofe
bellica mondiale?
L'hanno gli Imperi Centrali o l'Intesa o chiss chi?, mentre
in fondo la domanda in merito al colpevole non pu affatto trovare
risposta.
Bisogna porre la questione in un modo del tutto particolare.
Si tratta di porre in giusto modo la questione.
Solo allora si pu pervenire, ad una comprensione suffi
ciente, esauriente, vera.
Ma al presente l'appello per una tale comprensione non d
adito a speranze.
Varie notizie provenienti da Parigi mi ricordano per esem
pio altri avvenimenti accaduti in precedenza a Berlino e altrove, e
non estranei ai presenti malanni.
Appunto non si tratta del fatto che si adegui il proprio giu
dizio - e specialmente il giudizio sui fatti - a quanto consentito o
non consentito, ma che tale giudizio sia dato attingendo alla libera
valutazione, all'anima libera.
Di questo si tratta.
12

Rudolf Steiner

Se si ricordano alcune delle cose da me dette qui nelle ulti


me settimane, si noter che esse sono state confermate dai fatti ve
rificatisi nel frattempo.
Per esempio ho spiegato come non si pu dire, nel senso
tanto comodo a molta gente, che la colpa della guerra mondiale sia
da attribuire agli Imperi Centrali.
Ho detto per che alla guerra mondiale ha notevolmente
contribuito il fatto che i governi degli Imperi Centrali erano stupi
di.
Quello che era stato da me qui esposto proprio durante le
ultime conferenze ha trovato nel frattempo piena conferma, nel
corso di questa settimana, nelle rivelazioni fatte dal Governo bava
rese, concordanti pienamente con le mie esposizioni, in merito allo
scambio di corrispondenza fra il Governo bavarese e l'ambasciato
re di Baviera a Berlino, il conte Lerchenfels Kfering.
Da particolari come questi risulter sempre pi il quadro da
me fatto da anni, naturalmente in modo da ricondurre i particolari
stessi alla giusta impostazione del problema.
Kurt Eisner * che in modo cos singolare passato dalla
prigione alla carica di Presidente del Consiglio, ha il merito - ed
anche tali cose si possono mettere in rilievo - di aver incominciato
a pubblicare questi documenti.
Nella nostra epoca, in cui si parla tanto degli uomini che si
sono dimostrati indegni delle loro cariche, si pu ben parlare di un
uomo, quale l'attuale Presidente del Consiglio bavarese, senza vo
lerlo adulare.
Naturalmente, a seconda del proprio destino e a seconda del
modo in cui si situati nel mondo per effetto di tale destino, ognu
no potr o dovr dare questo o quel giudizio.
Se ci si vuol procurare una comprensione sociale - e l'ho
detto da diversi punti di vista - si tratta anzitutto di imparare a capi
re gli uomini, ad avere interesse per gli uomini, un interesse diffe
renziato.
Voler imparare a conoscere gli uomini deve essere il com
pito per l'avvenire, il campito pi importante per l'avvenire.

Bisogna imparare ad avere, direi, un certo istinto per dedur


re i giudizi dai sintomi.
, per questo che ho tenuto qui le conferenze sullo Studio
dei sintomi storici *
Si ha un quadro completo di un uomo come il Presidente
del Consiglio bavarese, Kurt Eisner, se per esempio si considera
quanto segue, e non lo dico per esporre alcunch di attuale, ma per
illustrare un esempio di psicologia, un esempio di conoscenza dell'anima.
Quando non era stata fatta ancora alcuna dichiarazione di
guerra, n verso destra n verso sinistra, vale a dire negli ultimi
giorni del luglio 1914, Kurt Eisner disse a Monaco che se fosse
scoppiata veramente la guerra, non solo i popoli si sarebbero dila
niati ma tutti i troni dell'Europa centrale sarebbero caduti; era la
conseguenza necessaria.
Egli rimasto fedele a se stesso.
Durante tutti quegli anni egli aveva raccolto intorno a s a
Monaco un piccolo gruppo di persone, sempre perseguitate dalla
polizia, tenendo dei discorsi; quando, in un momento molto impor
tante dell'evoluzione degli ultimi anni in Germania, scoppi uno
sciopero, egli fu condannato, ed ora dalla prigione salito alla cari
ca di Presidente del Consiglio.
E un uomo tutto d'un pezzo.
Io non lo voglio lodare perch attualmente le condizioni
sono tali per cui un uomo pu fare errori su errori.
Ma vorrei dire che si tratta di considerare sempre le cose
che ci si presentano nel mondo proprio come sintomi, e di dedurre
dai sintomi ci che d origine ad esse, se non si ha la facolt di ri
conoscere direttamente dai sintomi l'attivit spirituale che sta alla
loro base.
Bisogna almeno sforzarsi di vedere lo spirituale che sta alla
base dei sintomi.
In particolare sar necessario per l'avvenire che si manifesti
la comprensione dell'uomo per l'uomo.
13

Rudolf Steiner

Con frasi, con programmi, con leninismi non si potr risol


vere il problema sociale, ma lo si risolver con la comprensione
dell'uomo per l'uomo; comprensione che per si pu acquisire sol
tanto se si in grado di riconoscere l'uomo quale manifestazione
esteriore di uno spirituale.
Se si considera quello che ho detto, e cio che davanti al
guardiano della soglia in occidente l'uomo fa l'effetto di spettro e in
oriente di incubo, in certo modo si avr l'impulso a vedere in ma
niera giusta le condizioni del presente: in occidente un'immagine
tramontante dell'uomo, che pertanto appare come spettro; in oriente
un'immagine sorgente, che per non dobbiamo prendere nella sua
forma attuale perch ancora un'immaginazione dellincubo, e pu
manifestarsi nella sua figura reale solo dopo il superamento dell'incubo.
Al giorno d'oggi le circostanze sono quindi tali che, se si
vuol partecipare ad una discussione sul problema sociale, bisogna
guardare pi in profondit.
E le cose che si devono scorgere in un senso pi profondo
si riferiscono anzitutto al modo di pensare, alla maniera di pensare
che scaturisce da tutto l'uomo, differenziato nelle personalit in tut
to il mondo.
Che lo spettro del romanesimo potesse acquistare un'in
fluenza cos profonda, deriva appunto dal fatto che sostanzialmente
nel pensiero umano il pensare secondo la concezione dell'Antico
Testamento non ancora superato.
Il cristianesimo in effetti non che agli inizi.
Il cristianesimo non riuscito ancora a compenetrare effet
tivamente gli animi.
A questo fine ha gi fatto quel che era necessario la Chiesa
romana che, per quanto riguarda la teologia, completamente sog
getta all'influenza dello spettro romano.
Come ho gi spesso accennato, la Chiesa romana ha pi
contribuito a tenere lontana dalle anime e dal cuori umani l'imma
gine del Cristo, piuttosto che ad introdurvela.

Questo perch le rappresentazioni utilizzate nell'ambito del


la Chiesa romana, per afferrare il Cristo, corrispondono in tutto alla
struttura sociale e politica dell'antico Impero romano.
Anche se gli uomini non lo sanno, tuttavia questo fatto agi
sce nei loro istinti.
Le rappresentazioni che vigevano nell'Antico Testamento,
quelle che anzitutto dobbiamo indicare come le rappresentazioni
dell'ebraismo dell'Antico Testamento e che hanno trovato la loro
secolarizzazione nel romanesimo - che anche se diametralmente
opposto all'ebraismo tuttavia in campo secolare quello che le
braismo spiritualmente, quelle rappresentazioni sono penetrate
nel nostro presente in via indiretta per il tramite del romanesimo e
vi agiscono spettralmente.
Secondo la sua vera origine, bisogna cercare nell'uomo que
sto pensiero non ancora cristianizzato dell'Antico Testamento.
Bisogna trovare risposta alla domanda: Da quali forze de
riva proprio questo modo di pensare, quale si manifesta nel pensare
dell'Antico Testamento?.
Questo pensare dipende da quel che pu essere ereditato di
generazione in generazione col sangue.
La capacit di pensare conformemente all'indirizzo di pen
siero dell'Antico Testamento viene ereditata, succedendosi gli uo
mini, nel sangue.
Ci che ereditiamo, quanto a capacit, dai nostri progenito
ri, semplicemente per il fatto di essere nati, per il fatto di essere
passati per lo stato embrionale prima della nostra nascita, quanto
dunque ereditiamo come forze del pensare, quanto vive nel sangue,
il pensare dell'Antico Testamento.
Infatti il nostro pensiero si suddivide in due parti distinte.
L'una rappresentata dal pensiero che abbiamo per mezzo
della nostra evoluzione fino alla nascita, vale a dire il pensiero che
ereditiamo dai nostri padri e dalle nostre madri.
Siamo in grado di pensare come si pensava secondo l'Anti
co Testamento perch siamo stati embrioni.
14

Rudolf Steiner

Importante del popolo ebraico antico che nel mondo, che


si attraversa fra nascita e morte, esso non ha voluto imparare nulla
oltre alle capacit che si ricevono per il fatto di essere stati embrio
ni fino al momento della nascita.
Si potr comprendere il pensare secondo l'Antico Testa
mento soltanto se lo si interpreta nel modo seguente: si tratta del
pensare che abbiamo in forza del fatto che siamo stati embrioni.
Il pensare che vi si aggiunge quello che poi acquistiamo
dopo il periodo embrionale, nel corso dell'evoluzione umana.
Per certe esigenze esteriori, l'uomo acquisisce bens ogni
genere di esperienze, ma ci non lo porta ad una reale trasforma
zione del pensare; ancor oggi il pensiero dell'Antico Testamento
agisce quindi molto pi di quanto non si creda.
L'uomo costretto a vivere qui sulla terra fisica fra nascita
e morte.
Per non compenetra le esperienze che fa qui, col pensare
che gli risulta dalle esperienze medesime.
Lo fa in maniera minima, tutt'al pi istintivamente.
Per lo meno non conduce le esperienze che attraversa fino
alla nascita di un modo di pensare particolare.
Questo lo fa solo il vero occultista sviluppatosi come oggi
si conviene.
Egli utilizza la vita che passa qui in modo da risvegliarsi ex
novo come si sveglia un bambino dopo che venuto al mondo.
Chi si conduce nel senso indicato dal libro L'iniziazione *
torna a fare questo, si trova nella condizione in cui l'uomo comu
ne rispetto all'embrione.
Nella vita normale le cose si svolgono per in modo che,
pur essendo costretti a fare esperienze, si utilizza solo il pensare
che si acquistato in forza del fatto di essere stati embrioni.
Cos agiscono gli uomini, cos fanno le loro esperienze; non
vogliono per progredire, e applicano alle loro esperienze, quanto a
contenuto di pensiero, a forma di pensiero, a indirizzo di pensiero,
ci che offre la vita embrionale, vale a dire ci che il sangue eredi
ta di generazione in generazione.

Ora vi un fatto di fondamentale importanza, ed che il


mistero del Golgota, nella sua peculiarit, non possa mai essere af
ferrato col pensare che si possiede solo in forza dello sviluppo em
brionale.
Pertanto anche nelle conferenze tenute qui in questo perio
do * ho spiegato che il mistero del Golgota qualcosa che, per es
sere onesti, si negher sempre fmtanto che si vorr restare fermi al
pensiero fisico.
Il mistero del Golgota, e in genere tutto ci che pervaso di
cristianesimo, deve essere afferrato non da quanto lunare, ma da
quanto solare, dal punto di vista che si consegue dopo la nascita
in questa vita.
Questa la grande differenza fra ci che pervaso da cri
stianesimo e ci che non lo .
Quel che non pervaso da cristianesimo viene governato da
un pensare che si trasmette in via ereditaria nel sangue.
La comprensione del mondo in senso cristiano viene gover
nata da un pensare che si deve acquistare nel mondo individual
mente, come personalit, per mezzo delle esperienze della vita, spi
ritualizzando queste ultime come descritto nel libro Iniziazione.
L'essenziale che il pensiero, che si possiede in forza dello
sviluppo embrionale, pu portare solo a riconoscere la divinit
come Padre.
Il pensiero invece che si acquista nel mondo attraverso la
vita personale nel periodo post-embrionale porta a riconoscere la
divinit anche come Figlio.
La spinta a servirsi solo di un pensare jahvetico, continua
ad avere efficacia, ancora nel secolo diciannovesimo.
Tale pensare ha per solo la possibilit di capire quel che
dell'uomo rientra nell'ordinamento naturale.
Ci avvenuto per il fatto che Jahve, vale a dire uno dei
sette Elohim, in primo luogo si impadronito prematuramente del
la coscienza umana ed ha ricacciato gli altri Elohim.
15

Rudolf Steiner

Per questo motivo gli altri Elohim sono stati spinti nella
sfera delle cosiddette illusioni, vale a dire sono considerati esseri di
fantasia.
Ma ci deriva dal fatto che Jahve ha temporaneamente slog
giato questi spiriti e compenetrato la coscienza umana solo con
quanto del periodo pre-embrionale pu essere rinvigorito.
Ci continuato fino al secolo diciannovesimo, perch a
seguito del fatto che Jahve ha in certo modo detronizzato gli altri
Elohim, che gli altri Elohim sono tornati a farsi valere solo per
mezzo della personalit del Cristo e in vari modi si faranno valere
uno dopo l'altro per questi motivi la natura umana cadde sotto l'in
fluenza di esseri spirituali elementari di bassa levatura che contra
stavano gli sforzi degli Elohim.
Pertanto per la coscienza umana il corso dell'evoluzione
stato il seguente: Jahve si insediato come unico dominatore ed ha
detronizzato gli altri.
Per il fatto che gli altri sono stati detronizzati, la natura
umana cadde sotto l'influenza di esseri di levatura pi bassa di
quella degli Elohim, e cos non solo Jahve estese la sua attivit fino
al secolo diciannovesimo, ma altrettanto fecero gli dei inferiori in
luogo degli Elohim.
Anche se il cristianesimo si esteso, ed ho sempre detto
che esso veramente si trova solo agli inizi, l'umanit non lo ha an
cora compreso, precisamente per il fatto che gli uomini, appunto,
non hanno accolto subito l'azione degli Elohim, ma sono rimasti le
gati al pensare jahvetico, al pensare suscitato dalla forza embriona
le; sono rimasti ancora sotto l'influenza degli avversari degli Elo
him.
Nel secolo diciannovesimo, e precisamente negli anni qua
ranta del secolo diciannovesimo, che spesso ho indicato come un
particolare punto di svolta, si verific la situazione che man mano
l'influenza stessa di Jahve sulla coscienza umana venisse sopraffat
ta dalla potenza degli spiriti che egli aveva chiamato.
Ne consegu che - dato che con la forza jahvetica si pu
comprendere solo quanto nell'uomo legato all'ordine naturale,

vale a dire al sangue - la primiera ricerca dell'unico Dio nella natu


ra si trasferisse, per l'influenza di cose contrastanti, alla sola scien
za naturale atea, al solo pensare ateo, scientifico e, in campo prati
co, al pensare utilitaristico.
Bisogna tener ben presente questa situazione per gli anni
quaranta, per il periodo che ho indicato.
Pertanto, per il fatto che Jahve non pot liberarsi dagli spiri
ti che aveva chiamato, il pensare secondo l'Antico Testamento si
trasform nella scienza naturale atea del tempo moderno che, in
campo sociale, diventata marxismo o qualcosa di simile; nel cam
po sociale domina cos un pensare influenzato dalla scienza natura
le.
Ci in relazione con molti fenomeni che avvengono al
giorno d'oggi.
L'uomo del presente semplicemente pervaso da un pensa
re secondo l'Antico Testamento, trasformato in naturalismo.
Contro tale pensare non offre sufficiente difesa n l'imma
gine dell'uomo che viene dall'occidente n quella che viene dall'o
riente, perch esse distolgono l'uomo da una vera, reale compren
sione.
Al giorno d'oggi da toccare con mano come gli uomini
oppongano resistenza alla comprensione.
Ci si manifesta talvolta in modo patologico.
La cosiddetta storia degli ultimi due anni di guerra - l'ho
detto recentemente - sar un problema psichiatrico, di psichiatria
sociale.
Componendo i fatti in maniera conveniente, per chi sa
come si sono svolti, essi offrono, la migliore sintomatologia per la
psichiatria sociale degli ultimi anni e degli anni a venire.
Naturalmente si dovr anche trattare la psichiatria in modo
un po' diverso, pi delicatamente di quanto non si faccia da parte
delle medicina materialistica; altrimenti non si metter mai in evi
denza nel modo giusto la psichiatria che si deve studiare avendo
per oggetto ad esempio la persona di Ludendorff.
16

Rudolf Steiner

Ma bisogner appunto imparare a vedere in giusta luce una


buona parte della storia del periodo pi recente.
Si potr ricordare che sin dall'inizio di questa catastrofe,
quando si faceva a cuor leggero questa o quella affermazione, ho
ripetutamente fatto rilevare che sarebbe stato impossibile, attingen
do unicamente a documenti ed a ricerche d'archivio, scrivere la sto
ria di questa guerra catastrofica.
Potr capire come sia stata possibile questa catastrofe solo
chi si render conto che i fatti pi decisivi, che si sono verificati tra
la fine di luglio e i primi di agosto del 1914, sono dovuti a coscien
ze offuscate.
Le coscienze degli uomini su tutta la terra erano offuscate, e
i fatti sono accaduti per l'azione di potenze arimaniche in quelle co
scienze offuscate.
Vale a dire che i fatti dovranno essere svelati per mezzo di
conoscenze derivanti veramente dalla scienza dello spirito.
Si dovr intendere una buona volta che passato il tempo in
cui si potevano stabilire i fatti semplicemente attraverso documen
ti, per esempio nel senso dell'esposizione storica di Ranke o, se si
vuole, nel senso dell'esposizione storica in un altro campo, per
esempio di Buckle * o di altri.
Questo importante!
Se si vuol giungere ad una opinione di massima, le semplici
simpatie non contano.
Ma negli ultimi anni si sono espressi giudizi soprattutto in
base a simpatie e ad antipatie, e si continua cos ancor oggi.
Naturalmente nell'mbito della simpatia e dell'antipatia si
fanno anche dei giudizi giusti, ma questi non hanno un'importanza
particolare per l'azione dell'uomo sulla realt, per mezzo del suo
giudizio.
Le vie per cui il pensiero orientato in questo o in quel senso
diventa epidemico potranno essere particolarmente studiate consi
derando nell'uomo l'evoluzione del giudizio negli ultimi anni.

Che cosa hanno pensato nell'Europa centrale milioni di uo


mini, e che cosa penseranno? e che cosa si pensa al di fuori del
l'Europa centrale?
Nell'Europa centrale, fino alla fine di questa guerra, perch
al di fuori dell'Europa centrale il fenomeno durer pi a lungo.
Ma si tratta realmente del fatto che finalmente ci si abitui ad
imparare dagli eventi, ad osservare le cose proprio al fine di giudi
care in base agli eventi.
Si vorrebbe che il peso degli eventi potesse essere un po'
determinante, decisivo per gli uomini; che fosse determinante il
modo in cui al presente gli eventi si svolgono in forma del tutto
originale, il modo in cui in precedenza non accadevano.
Le cose polarmente pi disparate si combinano!
La volta precedente ho attirato l'attenzione sul fatto che l'in
troduzione del bolscevismo in Russia stato essenzialmente un im
pulso di Ludendorff.
Si sono ripetute abbastanza queste cose, e naturalmente non
era necessario dirle al di fuori del campo degli Imperi centrali.
Ma non si volle prestare ascolto.
Come ho gi avuto occasione di dire qui, ho fatto ripetutamente un'esperienza, che davvero un'esperienza importante.
Lo scritto che ho diffuso * - l'ho gi detto, ma vorrei che
non lo si dimenticasse, perch man mano dir tutte queste cose;
tutti devono sapere di che cosa si era trattato - consisteva di due
parti.
La seconda parte riportava, ma adattate per quel tempo, le
condizioni sociali di cui ho fatto un abbozzo, mentre la prima parte
riguardava ci che ritenevo necessario venisse discusso e diffuso.
Ho trovato persone che, dopo aver letto la mia esposizione,
mi hanno detto che, volendo realizzare il primo punto, ne sarebbe
conseguita necessariamente l'abdicazione dell'imperatore tedesco.
Potevo rispondere soltanto dicendo che se questa era la con
seguenza che se ne traeva, sarebbe pur stato necessario che questo
avvenisse.
La storia l'ha confermato.
17

Rudolf Steiner

L'abdicazione doveva aver luogo.


Non doveva avvenire nel modo in cui accaduta ora, ma
sarebbe dovuta derivare da interiore libera decisione.
Al primissimo punto sarebbe ovviamente seguito questo
fatto.
Il primo punto naturalmente non sosteneva che l'Imperatore
tedesco dovesse abdicare, ma poneva una determinata richiesta.
Se ci si fosse conformati ad essa l'abdicazione avrebbe avu
to luogo gi da molto tempo, in circostanze del tutto diverse da
quelle in cui si compi in seguito.
Non mi mai stato possibile far capire alla gente che quan
to avevo scritto era stato dettato dalla realt.
A causa di questo singolo punto non stato nemmeno pos
sibile guadagnare terreno.
Quando esposi il problema ad un ministro degli esteri, gli
dissi anche che stava a lui aver criterio e realizzare ora la soluzio
ne, indottovi dalla ragione, o vedere le rivoluzioni che devono so
pravvenire nei prossimi decenni e che inizieranno prossimamente.
Ma come vero questo fatto, che fa riferimento solo a qual
che prospettiva pi ampia, cos vero che era necessario indurre
l'Imperatore tedesco ad abdicare, e che una tal proposta aveva que
sto fine.
Ma dicendo questo in una prospettiva meno chiara dell'al
tra, la si consider anche come qualcosa di cui non si doveva nem
meno parlare seriamente.
Naturalmente allo stesso modo non era necessario che aves
sero luogo gli ultimissimi eventi che, direi, rivelano obiettivamente
lo spirito malsano di Ludendorff.
Lo si poteva sapere da gran lunga.
Io ho potuto attirare l'attenzione su questo molto tempo fa.
Ma, e in ambiente scientifico-spirituale bisogna farlo pre
sente, la gente si ritira spaventata di fronte alla scienza dello spirito
medesima, perch la teme; al giorno d'oggi la paura animica
qualcosa che negli animi degli uomini ha una parte ben grande, una
parte enorme.

Essa si dissimula nelle maniere pi varie.


Ma la paura animica, il non volersi appressare a qualcosa,
ha una importanza del tutto particolare.
Bisogna considerare gli avvenimenti in base a questo, e al
lora li si riconosce come sintomi di cose pi profonde.
Osserviamo per esempio un fatto di questi ultimi giorni.
Che le cose sarebbero avvenute come sono accadute ora, lo
poteva sapere da gran lunga ogni osservatore attento delle condi
zioni e dell'esercito tedesco.
Solamente Ludendorff ha capito appena l'8 agosto 1918 di
non poter vincere.
Egli era l' esperto.
Ricordate tutto quanto ho detto man mano degli esperti,
deH'imperizia degli esperti!
Egli stato l'esperto che si sbagliato in tutte le circostan
ze, e che alla fine solo l'8 agosto ha capito che con l'esercito a sua
disposizione non poteva vincere.
Persone perspicaci sapevano fin dal 16 settembre 1914 che
con questo esercito non si poteva vincere.
Ebbene, che cosa fa Ludendorff?
Fa chiamare Ballin *, dato che Ballin intratteneva relazioni
molto amichevoli con l'Imperatore, perch finalmente si rechi dal
l'Imperatore per dirgli come stanno le cose.
Domanderete se non esisteva allora un cancelliere?
In verit esisteva un Cancelliere, ma si chiamava Hertling.
Se non esisteva un Ministro degli Esteri?
Ve ne era uno, ma si trattava del signor von Hintze *, pro
veniente dall'ambiente pi ottuso della corte.
Esisteva anche un Parlamento, certo, ma ai nostri tempi non
vale la pena di parlare di tali appendici della vita pubblica.
Dunque, Ludendorff chiam Ballin e lo incaric di illustra
re la situazione al Comandante in capo delle Forze Armate.
Ballin si rec dove l'Imperatore soggiornava (naturalmente
sempre lontano dagli eventi importanti a meno che Ludendorff non
credesse opportuno far comunicare che questa o quella azione era
18

Rudolf Steiner

stata intrapresa in presenza di Sua Maest, il Comandante in capo


delle Forze Armate.
E ognuno, al corrente delle circostanze, era in grado di va
lutare questa presenza ).
Dunque Ballin, che l'Imperatore conosceva e che era un
uomo intelligente, and alla Wilhelmshoehe per rendere edotto
l'Imperatore.
Naturalmente questo sarebbe potuto avvenire se Ballin
avesse potuto parlare con l'Imperatore a quattr'occhi, cosa che
avrebbe potuto sempre fare se l'Imperatore precedentemente, all'i
nizio della guerra, quando in un'altra occasione Ballin lo volle in
formare, non gli avesse sfiorato in un certo modo le guance.
Tuttavia, malgrado lo schiaffo datogli con un ventaglio, egli
accondiscese, in considerazione dell'importanza degli eventi, a ren
dere edotto il suo vecchio amico.
Ma quello chiam il signor von Berg, il quale sapeva far
deviare i discorsi - cosa che l'Imperatore naturalmente desiderava perch non voleva sentire la verit.
In tal modo la conversazione non cadde affatto sull'argo
mento sul quale sarebbe dovuto cadere :
Racconto questo solo come fenomeno psicologico.
Qui si tratta di un uomo che si trova in mezzo ad eventi di
somma importanza, che teme la verit portatagli da un altro e non
permette che gli sia esposta.
In questo caso lo si vede chiaramente.
, un fenomeno molto diffuso al giorno d'oggi.
Dunque Ballin non pot convincere il Comandante in capo
delle Forze Armate in quanto non pot esporgli il problema.
Ludendorff chiam allora von Hintze e concord con lui
che venisse richiesto l'armistizio all'Intesa.
Ci accadde subito dopo 1*8 agosto 1918.
Von Hintze promise di prendere contatto con Wilson.
Ma non accadde nulla fin verso l'ottobre dell'anno 1918,
malgrado non vi fosse dubbio che dovesse succedere quanto accad-

de durante l'infausto ministero del principe Massimiliano del Baden


Il principe Massimiliano del Baden voleva andare a Berlino
a fare tutt'altra cosa.
Ma Ludendorff dichiar che si doveva avanzare la richiesta
d'armistizio entro ventiquattro ore, pena la massima sventura.
Il principe Massimiliano del Baden lo fece contro la sua
primiera decisione.
Cinque giorni dopo Ludendorff dichiar che evidentemente
si era ingannato, che non sarebbe stato affatto necessario!
Questo uno degli esempi del modo col quale esperti,
esperti riveriti senza che vi sia motivo all'ammirazione, si immi
schiano in eventi mondiali, dell'atteggiamento e delle facolt di
pensiero con i quali vi s'immischiano.
Ma contemporaneamente un modo per studiare come le
opinioni divengano epidemiche.
Infatti il giudizio che Hindenburg e Ludendorff fossero dei
grandi uomini si realmente diffuso con potenza epidemica,
mentre in realt non erano affatto grandi uomini, nemmeno dal
punto di vista pi stretto della loro professione.
Proprio questi fatti catastrofici sono particolarmente carat
teristici per il modo col quale si formano giudizi errati.
Tutt'al pi un motto di spirito colpisce talvolta nel segno.
Se attualmente si va a Berlino, nelle vicinanze della Colon
na della Vittoria, nelle vicinanze della grande sputacchiera , l'e
dificio del Reichstag che davvero sembra costruito ad imitazione di
una sputacchiera, si trova una forma curiosa.
Vi si trova precisamente una orribile riproduzione di un
uomo, un Hindenburg *, grande, gigantesco; ogni patriota vi do
veva infiggere un chiodo per cui a poco a poco quel legno fu tutto
ricoperto di chiodi.
Si aveva intenzione di conservare quell'orribile arnese in
chiodato al Ministero della guerra.
Solo lo spirito berlinese azzecc un giudizio esatto che suo
nava (segue un gioco di parole sul doppio significato della parola
19

Rudolf Steiner

vernagelt che significa inchiodato e, in espressione familiare, an


che sciocco): Quando sar inchiodato del tutto (oppure sciocco
del tutto) andr al Ministero della guerra .
Tutte le cose dovrebbero essere giudicate piuttosto dal pun
to di vista dal quale ora ho parlato pi volte, vale a dire dal punto
di vista della sintomatologia della storia, o pi in generale della
sintomatologia degli eventi che si riferiscono all'uomo.
Dal mondo esteriore giungono solo sintomi, e si perviene
alla verit soltanto se si riconosce in essi appunto la loro natura di
sintomi.

20

Rudolf Steiner

\SECONDA CONFERENZA

Dornach 30 novembre 1918


Se si considera il fondamento della nostra scienza dello spi
rito ad orientamento antroposofico in relazione ad altre concezioni
del mondo che sorgono ora, e ve ne sono invero molte, si noter fra
l'altro un punto caratteristico, e cio che la scienza dello spirito ad
orientamento antroposofico, in quanto concezione del mondo e di
vita, si sforza di applicare alla vita ci che pu conoscere indagan
do nel mondo spirituale.
Chi ha un senso per l'essenziale che conta, appunto rispetto
agli urgenti e roventi problemi del nostro presente, potr forse an
che capire che proprio nella relazione delle grandi concezioni con
la vita immediata sta ci che necessita al presente e al prossimo fu
turo perch, fra i motivi che hanno provocato l'attuale situazione
catastrofica dell'umanit, uno dei non meno importanti il fatto
che tutte le concezioni degli uomini - radicate sia nel settore reli
gioso, sia in quello scientifico o in quello estetico - hanno perduto
nel corso del tempo la connessione con la vita.
Vi era quasi un'inclinazione, si potrebbe dire uninclinazio
ne perversa, che voleva staccare la cosiddetta vita pratica quotidia
na, nel senso pi lato, da quanto si ricercava per propria soddisfa
zione in campo religioso o in quello delle concezioni del mondo.
Si pensi soltanto a come negli ultimi secoli la vita abbia as
sunto a mano a mano l'aspetto dovuto al fatto che la gente si ade
gu al mondo esterno, al fatto che, per modo di dire, era gente pra
tica ed organizz la vita secondo principi pratici , dedicandosi

poi ogni giorno per mezz'ora, pi o meno, o per niente affatto, op


pure alla domenica, alla soddisfazione delle esigenze del cuore e
dell'anima, al fine di trovare un nesso col divino-spirituale che
compenetra il mondo.
Tutto ci prender senz'altro un diverso assetto se la scien
za dello spirito antroposofica potr impadronirsi degli uomini.
Avverr che da questa concezione del mondo sgorgheranno
pensieri utilizzabili nella vita pi immediata, e che essi ci metteran
no nella condizione di giudicare la vita in tutti i campi a ragion ve
duta.
La nostra concezione del mondo ad orientamento antroposofco non deve affatto seguire il principio del sermone pomeridia
no della domenica, ma tutta la vita, durante tutti i giorni feriali ed
anche la domenica, dovr essere compenetrata da quello che la
concezione del mondo antroposofica pu dare al mondo.
Proprio perch ci non avvenuto fino ai nostri giorni, il
mondo entrato mano mano in un caos.
Si trascurato di tener d'occhio quello che accade veramen
te nell'ambiente pi prossimo, ed oggi si sorpresi che si manife
stino chiaramente le conseguenze di quella trascuratezza.
In avvenire si sar ancor pi sorpresi, in quanto le conse
guenze si manifesteranno ancor pi chiaramente.
Al giorno d'oggi non si dovrebbe in nessun caso trascurare
quel che si prepara nell'umanit su tutta la terra.
Bisognerebbe cercare di penetrare, con giudizi che ci metta
no in grado di comprendere i grandi impulsi presenti negli eventi
del mondo, in ci che oggi sta parzialmente in modo tanto enigma
tico davanti alle anime degli uomini, e che minaccia di trasformare
la struttura sociale in un caos.
Non si dovrebbe continuare lasciando che le cose accadano
come vogliono, senza cercare di penetrarle col proprio sano giudi
zio.
Deve cessare il principio che sostiene: Questo di tutti i
giorni; questo profano; quest'altro riguarda la vita esteriore; disto
gliamocene e rivolgiamo lo sguardo al divino-spirituale .
21

Rudolf Steiner

Bisogna che incominci il tempo in cui anche i fatti pi co


muni vengano messi in relazione col divino-spirituale, il tempo nel
quale le cose desunte dal mondo spirituale non vengono considera
te solo dal punto di vista pi astratto.
Nel corso di queste considerazioni ho detto che un muta
mento favorevole nel movimento sociale e potr aver luogo soltan
to se crescer l'interesse del singolo per il suo prossimo.
La struttura sociale appunto la struttura che collega gli uo
mini socialmente.
Essa pu risanarsi soltanto se l'uomo sa di farne parte, se sta
coscientemente nella struttura sociale.
Il fenomeno malsano del presente, quello che ha provocato
la catastrofe, il fatto che gli uomini hanno trascurato di avere dei
princpi in merito al come stare nella comunit sociale.
L'interesse che ci collega come esseri umani ad altri uomini
cessato, anche se la gente spesso crede di avere un siffatto inte
resse.
Il giusto principio teosofico: Amo tutti gli uomini, mi inte
resso a tutti gli uomini non risana perch astratto e non afferra
la vita reale.
Si tratta invece di agire sulla vita reale; questo appunto
deve essere compreso pi profondamente.
L'incomprensione della vita reale stata proprio una carat
teristica degli ultimi secoli.
Ma gli ultimi secoli, senza che gli uomini avessero seguito
il processo, hanno provocato la situazione attuale, e daranno origi
ne alla situazione futura., Non pu essere altrimenti, nella vita sto
rica dell'umanit, se non che gli uomini accompagnino anche col
pensiero ci che succede, ci che avviene nella vita sociale in mez
zo a loro.
Ma gli eventi che si svolgono gi da un tempo relativamen
te lungo non possono essere seguiti altrimenti se non acquistando
un sano senso per certi fenomeni.
Allosservatore obiettivo si manifestava fin troppo chiara
mente che quasi in tutto il mondo si amministrava, si regnava, e si

continua ancora secondo princpi che in realt da secoli erano anti


quati, mentre negli ultimi secoli la vita naturalmente progredita.
Un fenomeno essenziale intervenuto nello sviluppo dell'u
manit l'industria moderna che ha creato tutto il proletariato mo
derno.
Ma il sorgere del proletariato moderno non stato accom
pagnato da pensieri.
I ceti dirigenti hanno continuato a vivere nel modo usato,
hanno occupato i posti dirigenti come erano abituati ad occuparli
da secoli, e senza aver fatto alcunch, senza aver accompagnato
con pensieri il processo storico mondiale; dai fatti, dal susseguirsi
dei fatti, dalla costituzione dell'industria moderna, che iniziata nel
secolo diciottesimo principalmente col telaio meccanico e con la
macchina per filare, si formato il moderno proletariato.
Cos il destino storico del presente e del prossimo avvenire
del mondo dipende da ci che possiamo anche dire folleggia per
il mondo nelle teste del proletariato moderno.
II proletariato aspira infatti al potere, alla maggioranza, e
dovr essere considerato nelle sue azioni come lo sono i risultati
dei fenomeni naturali, come azione degli elementi, non come qual
cosa suscettibile di critica, che pu piacere o non piacere, qualcosa
su cui si discute a seconda che abbia fatto un'impressione a Caio o
a Sempronio; e dovr essere giudicato all'incirca come un terremo
to o un'alta marea.'
Cos vediamo in primo luogo che si prepara ci che provie
ne dal proletariato moderno o, forse meglio, dalle tendenze e dalle
sensazioni del proletariato moderno; direi che vediamo come un
combattimento d'avanguardie ci che da un certo lato si manifesta
nel bolscevismo russo.
Il bolscevismo russo - l'ho detto varie volte - naturalmente
non si adatta alla caratteristica originale del popolo russo.
stato introdotto dal di fuori.
Ma non si tratta neppure di questo, se si vogliono conside
rare i fatti; esso si ormai molto diffuso nel territorio che prece22

Rudolf Steiner

dentemente era degli Zar, e lo si deve osservare come un fenomeno


naturale che ha in s l'impulso ad estendersi sempre di pi.
Anzitutto, quando si osserva un fenomeno come il bolscevi
smo russo, non bisogna tener conto dei fenomeni collaterali.
Bisogna considerare il punto pi importante.
Vi saranno state forse delle ragioni contingenti perch esso
abbia preso l'avvio proprio nel 1917, o perch manifesti questo o
quel fenomeno esteriore.
Ho fatto presente che non neppure estranea alfimprovvisa
manifestazione del bolscevismo l'incapacit di Ludendorff a trarsi
d'impaccio, ed altro ancora.
Ma bisogna lasciare da parte tutto questo, se si vogliono os
servare con profitto le cose, se si devono osservare gli impulsi che
vivono nel bolscevismo russo. Bisogna domandarsi schiettamente
che cosa vuole il bolscevismo russo, come si pone esso in tutta l'e
voluzione dell'umanit.
Infatti indubbio che esso non un fenomeno effimera
mente passeggero, ma un fenomeno che agisce profondamente nel
la storia del mondo.
Ed straordinariamente importante porsi una buona volta
dinanzi l'immagine che il bolscevismo russo si fa della fondamen
tale struttura sociale, per poterlo poi osservare quasi nel suo sorge
re dagli impulsi storici pi profondi.
Ebbene, se si considerano le caratteristiche fondamentali
del bolscevismo russo bisogna dire che, il suo sforzo principale
tende a distruggere, ad eliminare dal mondo quella che, nel senso
del marxismo, abbiamo' caratterizzato come borghesia.
Questa , per cos dire, la sua massima fondamentale: divel
lere dalla radice tutto ci che, nel corso dell'evoluzione storica,
borghese; divellerlo perch, secondo il suo punto di vista, danno
so all'evoluzione dell'umanit.
Varie sono le vie per non consentirglielo.
In primo luogo il superamento di tutte le differenze di clas
se fra gli uomini.

Il bolscevismo non ne vuol sapere di un superamento obiet


tivo delle differenze di classi e di caste nel senso da me ieri nuova
mente esposto.
Infatti esso stesso pensa in modo del tutto borghese, mentre
ci che ho descritto di nuovo ieri non pensato in maniera borghe
se, ma in modo umano.
Esso vuole superare a modo suo le differenze di classe, le
differenze di caste.
Esso fa la considerazione che la struttura degli stati odierni
si basa sulla concezione borghese del mondo.
Pertanto le forme degli stati attuali devono sparire.
Tutto quanto rappresenta appendici della borghesia negli
stati attuali, quali l'ordinamento poliziesco, l'ordinamento militare,
l'ordinamento giudiziario, devono sparire.
Ci che la borghesia ha creato per la sua sicurezza, per la
sua giustizia, deve sparire con la borghesia.
Tutta l'amministrazione, tutta lorganizzazione della struttu
ra sociale deve passare nelle mani del proletariato.
Questo far s che lo Stato, nella forma in cui esistito fin
qui, inaridisca, e che il proletariato amministri la complessiva strut
tura umana, tutta la convivenza umana.
Non si pu arrivare a ci attraverso le vecchie organizzazio
ni che appunto la borghesia ha creato per s, non vi si pu arrivare
eleggendo per esempio secondo un sistema elettorale qualsiasi par
lamento o rappresentanti del popolo, come si fa in una concezione
di vita borghese.
Se si continuasse infatti ad eleggere tali corpi rappresentati
vi, la borghesia continuerebbe solo a rigenerarsi negli stessi.
Con tutti i corpi rappresentativi, eletti con un sistema eletto
rale qualsiasi, non si raggiungono dunque le mete cui si tende.
Occorre quindi che anzitutto vengano introdotte le misure
che promanano dal proletariato stesso, misure che non possono svi
lupparsi in una testa borghese, in quanto la testa borghese necessa
riamente adotter misure che devono essere superate, ma che sca
turiscono invece da una testa di proletario.
23

Rudolf Steiner

Pertanto nessuna funzione dovr essere espletata da un'as


semblea nazionale * statale, ma unicamente dalla dittatura del pro
letariato; vale a dire la complessiva struttura sociale deve passare
alla dittatura del proletariato.
Solamente il proletariato sar capace di eliminare veramen
te dal mondo la borghesia, in quanto essa, stando nei corpi rappre
sentativi, non sarebbe capace di eliminarsi, mentre appunto si tratta
di privarla di ogni diritto.
Per questo motivo possono avere influenza sulla struttura
sociale quelle persone che sono veramente proletarie, che eseguono
cio lavori utili alla comunit.
Nel senso di questa concezione proletaria non ha diritto
elettorale chi in una qualche forma si procura servigi da altri uomi
ni, pagandoli.
Dunque chi d impiego a gente, chi prende gente al proprio
servizio, pagando per il servizio che viene prestato, non ha diritto a
prendere parte alla struttura sociale; non ha dunque nemmeno dirit
to elettorale.
Egualmente non ha diritto elettorale chi vive, per caso, de
gli interessi delle proprie sostanze, chi dunque ne gode gli interes
si.
Diritto elettorale non ha nemmeno chi commerciante, vale
a dire chi non esegue opera attiva, o chi intermediario.
Allora tutte le persone che vivono d'interessi, che impiega
no altra gente e la pagano, che commerciano o sono intermediari,
non possono far parte di organi di governo, quando domina la dit
tatura del proletariato.
Durante la dittatura del proletariato non esiste universale li
bert di parola, libert di riunione, di organizzazione; possono te
nere riunioni e organizzarsi solo coloro che eseguono opera attiva.
A tutti gli altri vietata la libert di parola, il diritto di riu
nione, il diritto di organizzarsi in societ o associazioni.
Cos pure godono libert di stampa solo coloro che eseguo
no opera attiva.
La stampa della borghesia viene soppressa, non tollerata.

Questi sono all'incirca i princpi che devono regolare, direi,


il periodo transitorio.
Quando poi questi principi avranno dominato per un certo
tempo - questo si ripromette la concezione proletaria dal suo opera
to - esister soltanto attiva umanit operante.
Esister solo il proletariato.
La borghesia sar sterminata.
A queste cose, che sono importanti anzitutto per il periodo
transitorio, si aggiungono quelle che hanno valore permanente.
Fra esse vi per esempio il dovere universale del lavoro:
Ogni uomo ha il dovere di fare qualche lavoro utile alla comunit.
Un principio importante, che pure ha valore duraturo, l'a
bolizione della propriet privata di terreni.
Possedimenti di pi vasta estensione saranno affidati a co
munit rurali.
Possedimenti terrieri non dovranno esistere in avvenire, se
condo questa concezione proletaria.
Esercizi industriali e imprenditoriali saranno confiscati,
passeranno all'amministrazione della societ, saranno amministrati
dall'amministrazione centralizzata dei lavoratori; a capo di quest'ultima vi sar poi il consiglio superiore per l'economia.
Questo appunto il bolscevismo in Russia.
Le banche saranno avocate allo Stato; sar istituita una con
tabilit generale comprendente tutto lo Stato, tutta la produzione.
Tutto il commercio estero apparterr alla comunit, vale a
dire gli esercizi saranno governativi.
Questi sono all'incirca i princpi che rappresentano l'ideale
di Trotzki e di Lenin *, e da questi si vedono sorgere, direi, i punti
principali di ci che vuole il proletariato.
Non basta naturalmente che i giornali riferiscano che tanti
fatti di sangue sono stati commessi dal bolscevismo.
Se si confrontano i fatti di sangue compiuti dal bolscevismo
con il numero enorme di fatti di sangue avvenuti in conseguenza
della guerra, i primi sono naturalmente poca cosa.
24

Rudolf Steiner

Si tratta di vedere ci che non stato osservato, ci che non


stato fatto per seguire in avvenire, pensando, l'evoluzione dell'umanit.
Infatti si deve considerare dapprima animicamente poi spi
ritualmente questo fenomeno che tanto intimamente in relazione
con tutto il processo di evoluzione dell'umanit.
appunto compito della scienza dello spirito considerare
proprio spiritualmente ed animicamente anche queste cose.
Deve finire il tempo in cui preti pasticcioni ogni domenica
parlano teoricamente alla gente dal pulpito esponendo argomenti
estranei alla vita, allo scopo di riscaldare in qualche modo le ani
me.
Bisogna invece che tutti coloro che vogliono partecipare
alla vita spirituale siano anche impegnati ad osservare la vita, a sta
re in immediato contatto con la vita.
Le avversit del presente sono dovute non per piccola parte
al fatto che da molto tempo proprio quelli che amministravano i
sentimenti religiosi dell'umanit dalla loro posizione, dal pulpito,
dicevano cose che non avevano alcun nesso con la vita, tenevano
discorsi per offrire ai cuori e alle anime della gente poveri argo
menti che hanno solo toccato gradevolmente, ma non hanno avuto
effetto sulla vita.
Ecco perch la vita rimasta irreligiosa, ecco perch ri
masta priva di spirito ed finalmente arrivata al caos.
Le cause di molte colpe che al giorno d'oggi devono essere
riscattate si devono ricercare proprio nelle stupide chiacchiere di
chi, per esempio, aveva il compito di amministrare i sentimenti re
ligiosi e non aveva alcun nesso con la vita.
Con gli avvenimenti di un'epoca in cui un'umanit comple
tamente nuova si sviluppata sotto forma di proletariato, a che
cosa sono arrivati coloro che dal pulpito sciorinavano chiacchiere
inutili, chiacchiere che la gente desiderava soltanto per nascondere
con illusioni di ogni genere le vere realt della vita?
I tempi sono seri, e bisogna considerare le cose con seriet.

Se viene detto che gli uomini devono sviluppare interesse


l'uno per l'altro, ci non va considerato solo nel senso delle inten
zioni che si riscontrano nei sermoni domenicali; bisogna invece te
ner presente che con questa affermazione si dirige profondamente
l'attenzione sulla struttura sociale del presente.
Si prenda un esempio concreto.
Quante persone hanno oggi una rappresentazione compietamente confusa e astratta della vita, della loro vita personale!
Generalmente non lo facciamo, ma se proprio una volta ci
domandassimo per esempio di che cosa viviamo, potremmo rispon
dere: Be', del nostro denaro .
Fra coloro che risponderebbero: Del nostro denaro , vi
sono moltissimi che lo hanno ereditato per esempio dai loro genito
ri, ed ora credono di vivere del denaro ereditato.
Ma, miei cari amici, di denaro non si pu vivere!
Denaro non qualcosa di cui si possa vivere.
A questo punto bisogna incominciare a pensare.
La domanda intimamente legata al vero interesse che si ha
da uomo a uomo.
Chi crede di vivere del denaro ereditato o avuto in qualche
altra maniera, salvo che si riceva denaro per lavoro, cosa oggi nor
malmente invalsa, chi vive in tal modo e crede che si possa vivere
del denaro, non ha interesse per il suo prossimo, perch nessuno
pu vivere del denaro.
Bisogna mangiare, ed il cibo deve essere prodotto da qual
cuno.
Bisogna vestirsi.
Quello che si indossa deve essere prodotto da persone.
Perch io possa mettermi una giacca o un Pantalone, degli
uomini devono lavorare a lungo per produrli.
Essi lavorano per me.
Di questo io vivo, non del mio denaro.
Il mio denaro non ha altro valore se non di darmi il potere
di usare il lavoro altrui.
25

Rudolf Steiner

Nelle attuali condizioni sociali si incomincia ad avere inte


resse per il prossimo solo rispondendo in modo adeguato a questa
domanda, quando si vede spiritualmente che tanta gente deve lavo
rare ore e ore affinch io possa vivere nella struttura sociale.
Il problema non che ci si senta soddisfatti nel dirsi di
amare gli uomini.
Non si amano gli uomini credendo di vivere del proprio de
naro e senza farsi una minima idea del come uomini lavorino per
noi soltanto per avere il minimo indispensabile alla vita.
Ma non si pu dividere il pensiero che tanta gente lavori per
avere il minimo della vita, dall'altro pensiero che si deve rendere
alla societ, non con denaro ma con lavoro, quello che viene pro
dotto per noi.
Soltanto se ci si sente obbligati a restituire la quantit di la
voro che viene fatto per noi con lavoro in altra forma, soltanto allo
ra si ha interesse per il prossimo.
Il fatto che si dia il proprio denaro al prossimo significa sol
tanto poter tenere il prossimo sotto la propria influenza, renderlo
schiavo, costringerlo a lavorare per noi.
Si pu rispondere per propria esperienza alla domanda:
Quante persone pensano che il denaro sia soltanto un assegno per
forza di lavoro umana, che il denaro sia un mezzo di potere?
Quante persone vedono in ispirito che non potrebbero affat
to esistere in questo mondo fisico senza dovere al lavoro di altri
uomini ci che serve alla vita?.
Sentirsi obbligati alla societ in cui si vive l'inizio di quel
l'interesse che si deve richiedere per una forma sociale sana.
Una buona volta bisogna ben meditare queste cose, altri
menti ci si addentra in modo malsano in astrazioni spirituali, e non
si sale in modo sano dalla realt fisica alla realt spirituale.
La mancanza d'interesse alla struttura sociale caratterizza
proprio gli ultimi secoli.
Infatti, negli ultimi secoli si andata formando man mano
l'abitudine umana che la gente in realt sviluppa interesse, in quan
to a impulsi sociali, solo per la propria riverita persona.

Pi o meno per vie diverse, tutto destinato alla propria


persona.
Sana vita sociale possibile solo se l'interesse per la propria
riverita persona si allarga a vero interesse sociale.
A questo riguardo la borghesia pu magari domandarsi che
cosa abbia omesso.
Si pensi solo a questo: esiste una cultura, vi sono opere d'ar
te; ma voglio porre la questione: A quante persone sono accessi
bili tali opere d'arte? o meglio: A quante persone queste opere
d'arte non sono affatto accessibili?Per quante persone queste opere
d'arte non esistono affatto?.
Calcoliamo il numero di persone che devono lavorare per
ch queste opere d'arte possano esistere.
Un'opera d'arte a Roma.
Un borghese qualsiasi pu fare un viaggio a Roma.
Si faccia solo il conto di quanto devono lavorare operai,
ecc., ecc., (e l'ecc. non ha fine) affinch quel borghese possa anda
re a Roma e vedere qualcosa che esiste per lui, perch borghese,
e che non esiste per tutta la gente che ora incomincia a far valere la
propria concezione proletaria.
Proprio nell'mbito della borghesia si andato formando il
punto di vista che il godimento non dovrebbe essere mai considera
to come cosa ovvia.
Bisognerebbe proprio considerare una colpa sociale godere
qualcosa senza rendere in cambio alla comunit l'equivalente nella
forma in cui si pu purch sia una forma.
Nulla dovrebbe rimanere inutilizzato per la comunit.
Non proprio dell'ordinamento naturale e spirituale che la
comunit venga privata di alcunch.
Tempo e spazio sono solo impedimenti artificiali, non sono
veri impedimenti.
Le cose che sono legate al luogo possono essere imitate
dappertutto, possono essere accessibili a tutti.
E le cose che possono essere moltiplicate non sono legate al
luogo; una legge comune che si possono portare dappertutto.
26

Rudolf Steiner

solo un'appendice della concezione borghese che la Ma


donna Sistina stia sempre appesa, non esposta, a Dresda, e possa
essere veduta solo da coloro che possono andare a Dresda; infatti
essa movibile, la si pi portare in giro per tutto il mondo.
Si pu far in modo - faccio solo un esempio - che quanto
vien goduto da uno possa essere goduto anche da un altro.
lo faccio un esempio, ma scelgo sempre esempi che servo
no d'esempio per tutto, che spiegano completamente le altre cose.
Basta fare qualche accenno di questo genere, e subito si toc
ca una quantit di cose in merito alle quali la gente in realt non ha
mai pensato, ma che ha considerate ovvie.
Perfino fra di noi, dove le cose sono tanto ovvie, non si tie
ne conto del fatto che tutto ci che si riceve comporta che si renda
un equivalente alla societ, che non se ne goda soltanto.
Da tutto quanto ho esposto valendomi di singoli esempi,
che potrebbero essere moltiplicati non per cento ma per mille, po
tr sorgere la domanda: Ebbene, come si pu cambiare la situa
zione, se in realt il denaro soltanto uno strumento di potere?.
La risposta gi nel principio fondamentale iniziale, di cui
ho parlato qui la scorsa settimana, perch ci che ho esposto come
una specie di scienza sociale, attingendo al mondo spirituale, al
trettanto certo quanto la matematica.
In queste cose non si tratta del fatto che qualcuno possa os
servare la vita pratica e dire che bisogna incominciare a vedere se
le cose in questo modo sono giuste.
No, le cose da me esposte come scienza sociale, traendole
dalla scienza dello spirito, sono all'incirca come il teorema di Pita
gora, quando si sappia che il quadrato dell'ipotenusa uguale alla
somma dei quadrati dei due cateti; non esiste alcuna esperienza che
lo contraddica e bisogna applicare dappertutto questo principio.
Lo stesso avviene del principio da me esposto della scienza
sociale e della vita sociale.
Tutto quanto l'uomo guadagna, ricevendolo per il suo lavo
ro nel rapporto sociale, ha cattivi effetti.

Il nesso sociale sano soltanto se l'uomo pu vivere, ma ri


cevendo il necessario da altre fonti della societ.
Apparentemente questo in contraddizione con quel che ho
detto or ora, ma appunto solo apparentemente.
Il fatto che il lavoro non sia remunerato lo rende apprezza
bile.
Infatti ci cui si deve tendere, naturalmente non in maniera
bolscevica ma ragionevole, di separare il lavoro dal procaccia
mento dei mezzi di sussistenza.
L'ho detto recentemente.
Se non si viene remunerati per il proprio lavoro, il denaro,
come mezzo di potere, perde il suo valore per il lavoro.
Non vi altro mezzo contro l'abuso che viene fatto col de
naro, se non strutturando la societ in modo che nessuno possa es
sere remunerato per il suo lavoro, che il procacciamento dei mezzi
di sussistenza sia attuato in tutt'altra maniera.
In tal modo non si potr mai far s che qualcuno venga co
stretto, mediante il denaro, a lavorare.
La maggior parte dei problemi che ora sorgono, si presenta
no appunto in modo da venir affrontati in modo confuso.
Per poterli portare a chiarezza si pu ricorrere solo alla
scienza dello spirito.
In avvenire il denaro non dovr essere un equivalente per la
forza umana di lavoro, ma solo per la merce.
Solo merce si potr avere in avvenire per denaro, non forza
umana di lavoro.
Questo di enorme importanza, miei cari amici.
Si pensi ora un po' che proprio dalla concezione proletaria
risulta nelle forme pi varie che nella moderna societ industriale
la forza lavoro una merce.
Questo infatti uno dei fondamenti dei marxismo, uno dei
princpi grazie al quale esso ha conseguito il maggior numero di
proseliti fra i proletari.
27

Rudolf Steiner

Qui si vede manifestarsi da un lato in maniera confusa ed


imbrogliata un'esigenza che in ogni modo deve essere soddisfatta
da tutt'altra parte.
Ed caratteristico per le esigenze socialistiche attuali che
esse siano suscitate, in quanto si manifestano istintivamente, da
istinti senz'altro giusti e sani; solo che sorgono da una struttura so
ciale caotica, e pertanto si manifestano in maniera confusa, ragion
per cui portano anche alla confusione.
Questo si riscontra in molti campi.
Per questo motivo tanto importante capire veramente una
concezione sociale scientifico-spirituale perch da questa soltanto
pu derivare la salvezza.
Ed ora si domander se tutto questo provocher una trasfor
mazione.
Se per esempio un tale ha soltanto ereditato e continua a
comperare per s merce col denaro che ha o che ha ereditato, e nel
la merce vi il lavoro di altra gente, si dir che nulla si trasforma.
Se per si considerassero gli effetti di quanto succede sepa
rando il procacciamento dei mezzi di sussistenza dal lavoro, allora
si giudicherebbe diversamente, perch nella realt non che si
traggano solo conclusioni astratte, ma in essa le cose hanno anche i
loro effetti concreti.
Se veramente avvenisse che il procacciamento dei mezzi di
sussistenza fosse separato dalla prestazione di lavoro, non vi sareb
be pi eredit.
Ci provocherebbe un tale mutamento della struttura socia
le che si avrebbe solo denaro per l'approvvigionamento di merci.
Se infatti si pensa concretamente una cosa, essa provoca
precisamente effetti di ogni genere.
La separazione del procacciamento dei mezzi di sussistenza
dal lavoro ha inoltre un effetto particolarissimo.
Quando si parla di realt non pu avvenire che magari uno
dica: Non capisco il perch .
Allo stesso modo si potrebbe dire: Non capisco perch la
morfina produca il sonno .

Ci infatti non deriva semplicemente da una relazione di


concetti, ma si manifesta soltanto osservando gli effetti.,
Esiste oggi nell'ordinamento sociale qualcosa di innaturale
al massimo grado e cio che, semplicemente per il fatto di posse
derlo, il denaro aumenta.
Lo si mette in banca e se ne ricavano interessi.
Questo il fatto pi innaturale che possa esistere.
In realt semplicemente un assurdo.
Non si fa nulla; si mette in banca il denaro che si ha, che
forse non ci si nemmeno procurato col lavoro, ma che si eredi
tato, e se ne ricavano interessi.
tutta un'assurdit.
Per sorger la necessit, quando il procacciamento dei
mezzi di sussistenza sar separato dal lavoro, che venga impiegato
il denaro, quando esiste, e quando venga prodotto come equivalen
te di merci che esistono.
Esso deve essere utilizzato, deve circolare.
Si avr allora l'effetto reale che il denaro non aumenter,
ma diminuir.
Se al giorno d'oggi uno possiede un certo capitale, in circa
quattordici anni e ad un interesse normale, avr quasi il doppio;
egli non avr fatto nulla, avr solo aspettato.
Immaginando la modifica della struttura sociale che avver
rebbe con l'applicazione del principio da me esposto, il denaro non
aumenter ma diminuir, e dopo un certo numero di anni la banco
nota che mi sar procurata prima di quegli anni non avr pi valo
re; sar svalutata, cesser di avere un valore.
Cos nella struttura sociale diverr naturale un certo movi
mento, sorgeranno condizioni a seguito delle quali il semplice de
naro, in fondo null'altro che un documento, un assegno che d un
certo potere sulla forza di lavoro degli uomini, si svaluter se non
verr messo in circolazione.
Quindi non aumenter, ma diminuir progressivamente e
dopo quattordici anni, o forse dopo un periodo un po' pi lungo,
sar assolutamente uguale a zero.
28

Rudolf Steiner

Se uno oggi milionario, non avr raddoppiato il suo avere,


ma sar un povero diavolo se nel frattempo non avr guadagnato
nulla.
Se presentemente si dice questo, a volte se ne riceve l'im
pressione come se si sentisse il prurito provocato da certi insetti, se
mi consentito il paragone.
Non avrei usato il paragone, se non avessi percepito uno
strano movimento in sala.
Ma dato che la situazione cos, che la cosa fa l'impressio
ne come se certi insetti provocassero del prurito, per questo vi il
bolscevismo.
Si cerchino soltanto i giusti motivi; si vedr che sono qui.
N si elimina dal mondo quel che si sta formando, se non si
comprende veramente la verit.
Non c' scampo se la verit spiacevole.
Sar compito essenziale dell'educazione dell'umanit del
presente e del prossimo avvenire, far s che non si creda pi che le
verit possano muoversi secondo il parere soggettivo, secondo sim
patie o antipatie.
La scienza dello spirito pu gi provvedervi se viene com
presa con sano raziocinio, perch la cosa si pu anche osservare
spiritualmente.
Col vago modo di dire, che ho gi udito anche da antroposofi i quali, prendendo in mano denaro, dicono: Questo Arima
ne , con questo modo di dire non si raggiunge nulla.
Oggi denaro significa un equivalente per merce e forza la
voro.
E un buono per qualcosa che avviene.
Se si passa dalla mera astrazione alla realt, se si pensa,
avendo per esempio dieci banconote e facendo un pagamento, che
con tali banconote si passa da una mano ad un'altra l'equivalente
del lavoro di un certo numero di persone, che nelle banconote sta il
potere di costringere al lavoro un certo numero di persone, allora
soltanto si nella vita.

Allora si nella vita con tutte le sue ramificazioni ed i suoi


impulsi, allora non ci si fermer pi all'astrazione, all'astrazione di
stratta del pagare col denaro, ma si chieder che cosa significhi il
passaggio da una ad altra mano di dieci banconote che chiamano al
lavoro un certo numero di persone provviste di pensiero, sentimen
to e volont.
Che cosa significa questo?
In ultima analisi si ha la risposta a questa domanda soltanto
osservando spiritualmente il fenomeno.
Prendiamo il caso pi estremo.
Supponiamo che qualcuno abbia denaro senza darsi troppo
da fare per l'umanit.
Esistono casi del genere.
Voglio esaminarne appunto uno cos.
Dunque qualcuno, senza darsi troppo da fare per l'umanit,
ha del denaro.
Col denaro egli si compera qualcosa.
Ha altres la possibilit di sistemarsi una vita molto piace
vole per il fatto di avere del denaro che rappresenta un buono per
lavoro umano.
Bene!
Non necessario che costui sia cattivo; pu essere un uomo
buonissimo, perfino pieno di zelo.
Spesso non si comprende la struttura sociale.
Non si ha interesse per il prossimo, vale a dire per la strut
tura sociale.
Si crede certamente di amare gli uomini se col denaro ere
ditato, per esempio, ci si compera qualcosa o magari lo si regala.
Anche se lo si regala non si fa altro che far lavorare un cer
to numero di persone per chi riceve il denaro.
Il denaro solo un mezzo di potere.
Per il fatto di essere un buono per forza-lavoro, esso un
mezzo di potere.
Ma miei cari amici, tutto ci si sviluppato cos, si for
mato cos, ed l'immagine riflessa di qualcos'altro.
29

Rudolf Steiner

l'immagine riflessa di quello che ho accennato nella con


ferenza precedente.
Ho fatto presente che il dio Jahve ha dominato il mondo per
un certo tempo perch aveva cacciato gli altri Elohim, e che ora
non pu salvarsi dagli spiriti che cos aveva svegliato.
Egli aveva cacciato i suoi compagni, gli altri sei Elohim.
A seguito di ci diventato dominante nella coscienza umana
solo quanto l'uomo sperimenta gi nello stato embrionale.
Le altre sei forze che l'uomo embrionale non sperimenta
sono perci inefficaci, sono cadute sotto l'influenza di entit spiri
tuali inferiori.
Ho detto che negli anni quaranta Jahve non poteva pi sal
varsi.
Allora, dato che con la saggezza di Jahve acquisita nello
stato embrionale si pu comprendere soltanto la provvidenza della
natura esteriore, e poich si cess di comprendere la provvidenza,
irruppe la pura scienza naturale atea.
L'immagine riflessa di questo la circolazione del denaro
senza che col denaro circoli merce, il fatto che del denaro passa
semplicemente un persona all'altra senza che circoli della merce.
Infatti, per quanto ci si sforzi in un dato campo, nel fatto
che il denaro produca apparentemente del denaro, vive la forza arimanica.
Non si pu ereditare senza che col denaro venga passata
una certa quantit di forza arimanica.
Non vi altro mezzo di possedere denaro in modo salutare
entro la struttura sociale, se non possedendolo in maniera eristica:
vale a dire far s di acquistarlo per mezzo di quello che si sviluppa
fra nascita e morte.
Pertanto il modo in cui si riceve il denaro non deve essere
un'immagine riflessa di ci che jahvetico.
E jahvetico il fatto che veniamo messi al mondo, che pas
siamo da un embrione alla vita esterna.
Immagine riflessa di ci il fatto che guadagniamo denaro.

Le caratteristiche che ereditiamo col sangue vengono eredi


tate attraverso la natura.
Il denaro che ereditiamo e non guadagniamo ne sarebbe
l'immagine riflessa.
Per il fatto che la coscienza cristiana non si ancora inse
diata, che veramente la struttura sociale viene attuata ancora sem
pre con la saggezza j ahveti ca o col suo spettro, col pensiero statale
romano, per questo motivo si sono verificate tutte le cose che han
no provocato da un lato le attuali sciagure.
Ho detto che se denaro produce denaro, non si deve consi
derare il fenomeno astrattamente, ma bisogna considerarlo nella
sua realt.
Tutte le volte che denaro produce denaro si tratta di qualco
sa che avviene solo qui sul piano fisico, mentre ci che l'uomo
come uomo sempre in relazione col mondo spirituale.
Che cosa avviene dunque se non lavoriamo noi stessi, ma
avendo del denaro lo diamo ad altri perch lavorino?
In tal caso un uomo deve portare sul mercato la propria
quota parte celeste, e noi lo paghiamo soltanto con qualcosa di ter
restre, puramente arimanico.
Questa la parte spirituale del fenomeno.
Dove in gioco Arimane pu solo prodursi rovina.
Anche questa un'altra spiacevole verit; ma non serve a
nulla dirsi: Be', io sono un galantuomo o una donna onesta, e non
faccio quindi nessun male se, con la mia rendita, pago qualcosa .
Per in tal modo si d Arimane per qualcosa di divino.
Naturalmente entro l'attuale struttura sociale si ripetutamente costretti a farlo.
Non si deve per fare il giuoco dello struzzo e nascondersi
il problema; bisogna invece guardare negli occhi la verit.
Quello che ci porter l'avvenire dipende appunto dal fatto
che si guardi negli occhi la verit.
Molto di ci che in modo tanto catastrofico si abbattuto
sull'umanit, si abbattuto per il fatto che la gente ha chiuso gli oc
chi animici dinanzi alla verit, che si costruita concetti astratti per
30

Rudolf Steiner

ci che giusto non giusto, e non ha voluto comprendere il reale,


il concreto.
Di questo continueremo a parlare domani, e solleveremo
poi l'argomento a livello spirituale.

31

Rudolf Steiner

TERZA CONFERENZA

Dornach lo dicembre 1918


Nelle mie esposizioni desideravo mettere in evidenza la for
ma che il pensiero sociale dovrebbe assumere nel presente.
Oggi vorrei aggiungere alle considerazioni fatte qualcosa
per cui sia data l'occasione di spostare questi problemi ad un livello
pi alto, il che veramente molto necessario appunto in base alle
particolari esigenze dello spirito della nostra epoca.
Tutte le cose che ho esposte e che ancora esporr - vorrei
ripeterlo ancora una volta - desidererei non venissero considerate
come una critica alla nostra epoca e alle sue condizioni, ma sempli
cemente come materiali per indirizzare i giudizi, materiali che pos
sono dare una base per comprendere la situazione.
Il punto di vista scientifico-spirituale non intende fare una
critica, ma solo attirare l'attenzione, senza pessimismo e senza otti
mismo, su quello che .
Per si naturalmente sempre obbligati ad usare parole che
dall'uno o dall'altro possono essere intese come se si volesse criti
care qualcuna delle classi sociali.
Non cos.
Se qui si parla di borghesia, se ne parla come di un fenome
no storicamente necessario, senza fare o sollevare rimproveri verso
ci che, da un certo punto di vista scientifico-spirituale, appunto
stato semplicemente necessario.
Prego pertanto di considerare in questo modo le cose che
esporr oggi.

Anzitutto prendiamo le mosse dall'ampio impulso che sta


alla base sia delle attuali esigenze sociali proletarie, sia di tutti o di
un gran numero dei movimenti umani, in maniera pi o meno pro
nunciata o anche pi o meno istintiva e incosciente, confusa e
oscura, per tuttavia forte.
Si tratta del fatto che esiste un certo ideale di instaurare un
ordine sociale che sia soddisfacente in ogni senso.
Volendo caratterizzare in maniera radicale -e per questo ap
punto in modo falso - la sostanza del problema, si potrebbe dire
che si cerca di ideare e realizzare un ordinamento sociale che porti
il paradiso in terra, o almeno che porti a tutti gli uomini quella feli
ce condizione degna dell'uomo che viene appunto considerata desi
derabile nel nostro tempo dalla popolazione proletaria.
Questo si chiama soluzione del problema sociale , e ci
che ho appunto detto sta istintivamente sullo sfondo di quella che
vien chiamata soluzione del problema sociale.
Ebbene, in merito alla soluzione del problema sociale ne
cessario che lo scienziato dello spirito, che in nessun campo deve
farsi illusioni ma deve osservare la realt, non si faccia nemmeno
illusioni a questo riguardo.
Infatti proprio in questo campo caratteristico che gli uo
mini, i quali cercano di realizzare queste cose, non partono da posi
zioni libere da illusioni, ma da un punto di vista dinanzi al quale si
pongono un gran numero di illusioni, anzitutto l'illusione fondamentale che sia possibile risolvere il problema sociale.
Ci sta in certo modo in relazione col fatto che il nostro
tempo non ha coscienza della differenza fra il piano fisico e i mon
di spirituali, ma che considera in modo quasi istintivo il piano fisi
co come l'unico mondo, e vorrebbe produrvi per incantesimo il pa
radiso.
Per questo motivo esso costretto a credere che l'uomo sia
condannato o a non trovare da nessuna parte giustizia e armonizza
zione delle sue inclinazioni e dei suoi bisogni, o a trovarli appunto
nell'mbito dell'esistenza fisica terrestre.
32

Rudolf Steiner

Ma a chi osserva il mondo in modo immaginativo, vale a


dire a chi va alla vera realt, il piano fisico si manifesta in modo da
dover dire che in esso non esiste perfezione, ma solo imperfezione.
Pertanto non affatto possibile parlare di una soluzione to
tale del problema sociale.
Si potr cercare di risolvere il problema sociale come si
vuole, attingendo alle profondit pi recondite della conoscenza,
ma non lo si potr mai risolvere nel senso in cui moltissima gente
crede.
Questo non deve indurre a dire che, se il problema sociale
non risolvibile, occorre smettere di occuparsene e lasciare che
tutto il vecchio continui.
In sostanza il fenomeno avviene come nel pendolo: nello
scendere, la forza di caduta fa acquistare la , forza per risalire;
come nello slancio verso il basso viene accumulata proprio la forz
pi contrastante che poi si consuma nello slancio verso l'alto, cos
avviene nella successione ritmica della vita storica dell'umanit.
Quello che in una certa epoca l'ordine sociale pi perfetto,
o comunque un or dine, quando sia realizzato si consuma, e dopo
un certo tempo porta al disordine.
La vita evolutiva non uniformemente in progresso, ma si
svolge come l'alta e la bassa marea, si svolge in maniera ondulato
ria.
Per mezzo dell'optimum che si istituisce, quando lo si rea
lizza sul piano fisico, si provocano condizioni che, dopo un tempo
adeguato, distruggono quello che si istituito.
L'umanit sarebbe in tutt'altra situazione se si riconoscesse
convenientemente questa necessaria inderogabile legge ciclica del
levoluzione dellumanit nel divenire storico.
Allora non si penserebbe di poter fondare in senso assoluto
un paradiso sulla terra, ma si sarebbe obbligati ad osservare la leg
ge ciclica dell'evoluzione dell'umanit.
Escludendo quindi una risposta assoluta alla domanda: qua
le forma deve assumere la vita sociale?, sar invece giusto chieder
si: Che cosa si deve fare per la nostra epoca?Quali esigenze pon-

gono gli impulsi del nostro quinto periodo postatlantico? Che cosa
vuol realizzarsi?.
Sapendo che quanto si realizza necessariamente torner a
distruggersi nella trasformazione ciclica, bisogna tener presente
che si pu pensare socialmente solo in questo modo relativo, rico
noscendo gli impulsi evolutivi di una certa epoca.
Bisogna lavorare con la realt.
Si lavora contro la realt credendo di organizzare qualcosa
con ideali astrattamente assoluti.
Per lo scienziato dello spirito che vuol guardare la realt e
non l'illusione, il problema prende questi limiti: che cosa si vuol
realizzare nella realt presente?
Anche le mie spiegazioni di ieri erano intese da questo pun
to di vista, e verrei capito malissimo se si credesse che io pensi54che un paradiso assoluto sia magari provocato dal fatto che il red
dito di un lavoro venga separato dal lavoro.
Piuttosto considero questo, per le leggi pi profonde dell'e
voluzione dell'umanit, solo una necessit che deve ora avverarsi
perch, dietro a quanto gli uomini hanno nella loro coscienza, e
precisamente a ci che la concezione proletaria chiede con urgenza
concentrando alle volte le cose in esigenze radicali, come quelle da
me ieri elencate per il bolscevismo, sta ci che istintivamente gli
uomini-vogliono realizzare.
Chi dunque tiene conto della realt non accetta programmi,
nemmeno quello della Repubblica Sovietica, ma considera quello
che sta ancora istintivamente dietro alle esigenze che esteriormente
si esprimono balbettando.
Di questo si tratta; altrimenti, se non si considerano cos,
non se ne verr mai ad una.
Ci cui si tende per istinto sta appunto completamente nel
carattere fondamentale del nostro quinto periodo post-atlantico
che, per esempio, si differenzia notevolmente dal precedente quar
to, il greco-latino, o ancora dal precedente terzo, legizi o-cal dai co.
33

Rudolf Steiner

Oggi gli uomini, non come singoli individui, ma socialmen


te, in quanto si manifestano in gruppi, devono volere alcunch, di
ben determinato.
E lo vogliono anche in modo istintivo.
Essi vogliono oggi ci che non poteva essere voluto nel
quarto periodo postatlantico, quanto non poteva essere voluto fino
al secolo quindicesimo della nostra era cristiana; vogliono un'esi
stenza degna dell'uomo, vale a dire, riflesso nell'ordinamento so
ciale, il concretarsi dell'ideale umano che il nostro tempo si prefig
ge.
Oggi gli uomini vogliono istintivamente che si rifletta nella
struttura -sociale quello che luomo .
Le condizioni erano diverse nel terzo Periodo postatlantico
legizio-caldaico.
Ed era differente prima, nel secondo.
Nel secondo periodo, vale a dire nel paleopersiano, l'uomo
era ancora tutto nella sua interiorit, era ancora tutto interiorizzato.
Allora l'uomo richiedeva istintivamente, non esteriormente,
di riconoscere nel mondo i bisogni che aveva interiormente; allora
luomo non richiedeva una struttura sociale dalla quale si potessero
riconoscere esteriormente le brame, gli istinti, le necessit che ave
va interiormente.
Segu il terzo periodo postatlantico, legizio-caldaico.
Allora l'uomo pretese che una parte del suo essere, vale a
dire ci che legato al capo, apparisse nello specchio della realt
sociale esteriore.
Pertanto vediamo che a partire dal terzo periodo postatlanti
co, legizio-caldaico, si tende ad unorganizzazione sociale teocra
tica; tutto si riferisce allorganizzazione sociale teocratica, in certo
qual modo compenetrata di religiosit
Il resto rimane ancora istintivo; quanto si riferisce al secon
do uomo, all'uomo del petto, all'uomo della respirazione, e quanto
si riferisce all'uomo del ricambio rimane istintivo.
Allora l'uomo non pensava ancora di vedere ci in qualche
modo riflesso come immagine nell'ordinamento esteriore.

Nell'antico periodo persiano esisteva soltanto una religione


istintiva che veniva guidata dagli iniziati del zarathustrismo.
Ma tutto quanto l'uomo sviluppava era ancora interiormente
istintivo.
Egli non aveva ancora il bisogno di vedere le cose esterior
mente nell'immagine riflessa, nella struttura sociale.
Nel periodo che fin all'incirca con la fondazione dell'antica
Roma - l'anno esatto il 747 prima dell'era cristiana - nell'epoca
che precedette quellanno, l'uomo incominci a richiedere che si ri
trovasse nell'ordinamento sociale ci che pu vivere nella sua testa
come pensiero.
Poi segu il periodo che incominci nell'ottavo secolo, nel
l'anno 747 prima dell'era cristiana, e fin col secolo quindicesimo
dopo Cristo: il periodo greco-latino.
In esso l'uomo pretese che nella struttura sociale esteriore si
riflettessero due parti del suo essere: l'uomo della testa e luomo
ritmico o del respiro, luomo del petto.
Vi si doveva riflettere quello che era l'antico ordinamento
teocratico, ma ora solo come una risonanza.
In effetti gli ordinamenti teocratici veri e propri sono molto
congeniali col terzo periodo postatlantico, e cos anche per gli or
dinamenti cattolici.
Tutto questo dunque continua e, nuovo, si aggiunge ci che
deriva specialmente dal periodo greco-latino: gli ordinamenti este
riori della respubblica , gli ordinamenti che si riferiscono all'ammi
nistrazione della vita esteriore, in quanto amministrazione della
giustizia e cos via.
L'uomo pretende non solo di portare in s due parti del suo
essere, ma di poterli osservare riflessi all'esterno.
Per esempio non si comprender la civilt greca senza co
noscere questa situazione, che cio resta interiore, istintiva, la pura
vita del ricambio che esteriormente si esprime nella struttura eco
nomica, senza che ne sia pretesa un'immagine riflessa
Per questa non viene richiesta ancora un'immagine riflessa.
34

Rudolf Steiner

La tendenza di chiedere per questa un'immagine riflessa


esteriore sorge soltanto all'inizio del secolo quindicesimo dopo Cri
sto.
Se si studia la storia, com' veramente, non come risulta
dalle leggende fabbricate nell'ambito della nostra cosiddetta scien
za storica, si trover confermato anche esteriormente quello che ho
comunicato attingendo a basi occulte in merito alla schiavit in
Grecia, senza la quale non sarebbe stata possibile la civilt greca
che tanto ammiriamo.
Si pu soltanto pensarla presente nella struttura sociale sa
pendo che tutto il quarto periodo postatlantico dominato dallo
sforzo di avere esteriormente un ordinamento legale e religioso, e
di avere soltanto un ordine economico istintivo.
Soltanto il nostro periodo, quello che inizia per appena nel
secolo quindicesimo dopo Cristo, pretende di vedere in immagine
l'intero uomo triarticolato, anche nella struttura sociale in cui si tro
va
Pertanto al giorno d'oggi dobbiamo studiare l'uomo triarti
colato, perch esso sviluppa l'istinto triarticolato di avere nella
struttura esteriore, nella struttura sociale, quello che ho spiegato: in
primo luogo un campo 'spirituale, che possiede un'amministrazione
autonoma, una struttura propria; in secondo luogo un campo ammi
nistrativo, sicurezza pubblica e ordine civile, vale a dire un campo
politico che pure possiede la propria autonomia e come terzo un
campo economico.
Si verifica per la prima volta che anche per il settore econo
mico il nostro periodo richiede un'organizzazione esteriore.
Solo nel nostro periodo si manifesta come istinto l'esigenza
di vedere realizzata nella struttura sociale l'immagine dell'uomo.
Questa la ragione pi profonda per la quale non agisce pi
un semplice istinto economico, ma per cui la classe economica che
stata appena creata, il proletariato, si' sforza di istituire esterior
mente in modo cosciente la struttura economica, cos come il quar
to periodo postatlantico istitu la struttura amministrativa del dirit-

to, e come il terzo periodo postatlantico, l'egizio-caldaico, istitu la


struttura teocratica.
Questa la ragione pi profonda!
Soltanto considerando questa ragione pi profonda si pos
sono giudicare rettamente le condizioni attuali.
E allora si comprender perch una settimana fa dovetti
parlare dell'ordinamento sociale triarticolato.
Effettivamente esso non inventato come vengono inventa
ti programmi da numerose societ, ma dettato da forze che si pos
sono osservare considerando la realt dell'evoluzione.
Si deve ottenere che gli impulsi evolutivi presenti nell'evo
luzione dell'umanit siano compresi in modo concreto ed obiettivo.
Il tempo spinge a ci.
La gente ancora resiste a questa esigenza.
singolare osservare proprio coloro che sono pi progredi
ti.
Per esempio, poco tempo fa sono uscite le Lettere di una

donna a Walther Rathenau, in merito alla trascendenza delle cose


a venire *

Si toccano vari argomenti in questo libro.


Cos per esempio: Con questo fascicolo si intende pubbli
care in forma epistolare il contenuto di una concezione importante.
La comunicazione personale in tanto stata esclusa in
quanto non sta in relazione diretta con essa.
Da ci risulta automaticamente una forma epistolare fram
mentaria in cui si evita anche il ripetersi continuo della formula
d'indirizzo e della chiusa.
Una donna dotata di qualit chiaroveggenti esprime in esso
la sua singolare esperienza e conoscenza relativa alla nuova anima
del tempo ed il nuovo divenire del mondo in opposizione all'autore
del libro Delle cose a venire.
Vi si manifestano le potenze future che oggi lottano per
dare una forma superiore alla vita di un singolo destino umano,
quale vissuta realt delle nuove potenze animiche .
35

Rudolf Steiner

singolare che qui si parli di moltissime cose, ma ve ne


una curiosa.
Questa donna si accorge che l'uomo pu sviluppare capacit
spirituali superiori, e che solo con queste si pu vedere la vera real
t.
Con ci conclude, in fondo, il libro il cui ultimo capitolo
intitolato: Considerazioni cosmiche conclusive sull'anima del
mondo e sull'anima dell'uomo .
Non si arriva per al di l della comprensione che l'uomo
pu avere certe capacit superiori; non si arriva affatto al punto di
dire che cosa si vede con tali capacit superiori.
Come se si insegnasse all'uomo che ha gli occhi, ma non gli
si permettesse di arrivare a vedere alcunch della realt con gli oc
chi stessi.
singolare come oggi certa gente si ponga nei confronti
della scienza dello spirito.
Indietreggia proprio spaventata se si incomincia a parlare di
ci che si pu vedere.
Si sarebbe indotti a dire ad un'autrice come questa: Tu
ammetti che nell'uomo si possono sviluppare capacit superiori. Vi
la scienza dello spirito per dire che cosa si vede, appunto svilup
pando queste capacit superiori, quando si tratta di cose importanti
.

Ma dinanzi a ci la gente si ritrae convulsamente, non lo


vuol ancora sentire.
Si vede quanto i tempi spingano per arrivare proprio l
dove vuol andare la scienza dello spirito, e come si ammassino
contemporaneamente nell'uomo le cose di cui ho parlato nell'ulti
mo numero della rivista del Bernus Das Reich nel mio articolo:
Elementi luciferici ed arimanici nella loro relazione con l'uomo *.
Esse si accumulano nell'anima umana in modo che perfino
chi ammette la possibilit di vedere una realt spirituale considera
ancor oggi visionario chi ne parla; una realt che viene ammesso
sia la vera e che si possa vedere.

Ho menzionato questa signora perch essa non rappresenta


un fenomeno singolo, ma perch ci che si manifesta in lei si mani
festa in molti casi, perch proprio caratteristico il fatto che gli uo
mini vengano spinti a guardare oltre la comune realt esteriore, ma
che tuttavia non vogliano farlo.
Per esempio nel libro citato si fa rilevare come l'uomo abbia
una certa affinit con le forze cosmiche.
Ma ci si deve guardare dall'andare ad esporre il contenuto
della mia Scienza occulta * in cui quelle relazioni vengono svilup
pate!
Esse suscitano un sussulto e ci si ritrae.
Quando si tratta appunto di problemi sociali, che devono
essere considerati nel modo da me esposto, non si perviene alla
loro comprensione semplicemente ammettendo la visione spirituale
senza ammetterne il contenuto.
Comprenderlo di enorme importanza.
Altrimenti si cadr sempre nell'errore al quale stato fatto
cenno oggi proprio al principio, di rendere cio assoluto ci che
concretamente ha valore per il singolo caso individuale, e di chie
dersi, con riferimento al problema sociale, quali ordinamenti vanno
introdotti su tutta la terra.
Ma questo problema non esiste affatto.
Gli uomini sulla terra sono diversi, e proprio in avvenire,
malgrado tutto rintemazionalismo, si manifester sempre pi tale
differenza.
Ne viene che esprimer un pensiero del tutto falso chi cre
der di poter socializzare allo stesso modo in Russia, in Cina, nel
l'America meridionale, in Germania, o in Francia, vale a dire chi
esprimer pensieri assoluti mentre corrisponderanno alla realt sol
tanto pensieri individuali, relativi.
Che lo si comprenda estremamente importante.
Negli ultimi anni, quando sarebbe stato necessario che que
ste cose venissero comprese in loco competente, mi ha colpito in
modo molto doloroso il fatto che esse appunto non fossero state
comprese.
36

Rudolf Steiner

Si ricorder che due anni fa disegnai qui una carta geografi


ca, quella che si realizza oggi.
N la disegnai soltanto qui.
Volli produrre tale carta per indicare come gli impulsi pro
vengono da una certa direzione; vi infatti una legge secondo cui,
se si conoscono questi, impulsi, se si comprendono, se si prendono
a coscienza, in certo qual modo essi possono essere corretti, posso
no essere indirizzati altrimenti.
Che lo si comprenda molto importante, ma appunto nes
suno di coloro che avrebbero dovuto farlo ha voluto interessarsene,
prenderli realmente sul serio.
Che fossero da prendere seriamente lo dimostrano gli eventi
odierni.
Il fatto che in proposito bisogna considerare che oggi si sa
qualcosa in maniera piuttosto ampia di certe leggi fondamentali
dell'evoluzione mondiale, e in modo che tali conoscenze vengono
realizzate anche esteriormente, soltanto nell'mbito, di certe societ
segrete dei popoli di lingua inglese.
qualcosa di importante da tener presente.
In fondo le societ segrete presso altri popoli sono soltanto
parole.
Invece le societ segrete nellambito dei popoli di lingua in
glese sono fonti dalle quali, per' mezzo di certi metodi di cui forse
potr anche parlare un'altra volta perch oggi porterebbe troppo
lontano, vengono conquistate verit in base alle quali si possono
condurre politicamente le cose
Si pu cos dire che le forze affluenti alla politica dell'occi
dente da quelle societ segrete, vanno in senso concreto con la sto
ria; tengono conto delle leggi dell'evoluzione storica.
Non occorre che esteriormente tutto corrisponda in modo
perfetto; si tratta del fatto se si va in senso concreto con le leggi
dell'evoluzione storica, oppure se si procede da dilettanti, solo se
condo idee arbitrarie.

Politica da dilettanti nella maniera pi eminente, lontana da


tutte le leggi storiche, era per esempio la politica dell'Europa cen
trale.
Una politica non da dilettanti, opportuna, o se mi consen
tito di usare il termine, una politica da esperti era quella della po
polazione di lingua inglese, dell'Impero, britannico con la sua ap
pendice americana
Questa la grande differenza, il fenomeno importante che
bisogna considerare.
importante per il motivo che quanto si sa in quei circoli
ben entra nella realt.
Fluisce anche negli istinti degli uomini che poi esteriormen
te sono al loro posto di politici rappresentativi, anche se agiscono
soltanto per istinti politici.
Dietro a costoro stanno le forze alle quali ho appunto fatto
cenno.
Pertanto non occorre domandare se Northcliffe o lo stesso
Lloyd George * siano stati iniziati in qualche misura nelle forze di
cui parlavo.
Non importa questo, ma se vi sia la possibilit che il loro at
teggiamento corrisponda al senso di quelle forze.
Basta che essi accolgano nei loro istinti ci che nel senso
di quelle forze.
Questo avviene, l'essenziale, e quelle forze agiscono nel
senso della storia.
Si pu agire in maniera favorevole nei nessi storici soltanto
accogliendo in maniera veramente consapevole ci che in tal modo
avviene nel mondo.
Del resto chi scientemente agisce, o fa agire nel senso della
storia, ha sempre il potere, e chi non sa nulla impotente.
Cos la potenza pu vincere l'impotenza.
Questo un evento esteriore.
Ma in queste cose la vittoria della potenza sull'impotenza si
ritorna in definitiva alla differenza fra sapere e non sapere.
E quel che bisogna tener presente.
37

Rudolf Steiner

importante che il caos, che ora si sta preparando in orien


te e nell'Europa centrale, da un lato faccia vedere come fosse stato
terribile tutto quanto pretendeva di introdurre in questo caos Fordi
namento statale che ora stato spazzato via; ma dall'altro lato quel
che avviene nell'Europa centrale ed in quella orientale mostra che
in questo campo la vita pubblica impregnata appunto di dilettan
tismo.
In occidente, fra la popolazione della terra che parla ingle
se, non domina affatto, il dilettantismo; dappertutto queste cose, se
mi consentito il termine, vengono considerate come possono es
serlo da parte di esperti.
questo che nei prossimi decenni dar la configurazione
la storia.
Per quanto nell'Europa centrale ed in quella orientale si im
postino , sublimi ideali, per quanta buona volont si manifesti in
questi o in quei programmi, con tutto ci ben poco si raggiunger
se non si sar in grado di prendere le mosse dagli impulsi che s at
tingono dal di l della soglia, allo stesso modo allo stesso modo
omeglio di come sono attintii dal di l della soglia della coscienza
gli impulsi dell'occidente, delle popolazioni di lingua inglese.
Gli amici che hanno ascoltato queste cose come le vado
esponendo da anni, hanno sempre fatto in proposito un errore a cui
di regola possono con difficolt essere distolti anche i migliori dei
nostri amici; l'errore che parte dai seguenti pensieri: a che serve
dire alla gente che da certi centri segreti delloccidente provengono
questi o quegli impulsi?bisogna prima poter far credere che vi sia
no societ segrete di questo genere.
In realt fu considerato fondamentale risvegliare la convin
zione che esistano tali societ segrete.
Ma non questo che principalmente si deve considerare.
Si troverebbe poco terreno favorevole se si volesse far capi
re, per esempio ad un uomo di stato del calibro di un Kulmann *,
che esistono societ segrete in possesso di tali impulsi.
Ma non si tratta affatto di questo.

Si fa perfino un errore se si considera fondamentale questa


circostanza.
Che la si consideri fondamentale dipende dal fatto che an
che gli antroposofi hanno la cattiva abitudine, derivante dalla vec
chia Societ teosofica, di fare del misticismo.
Si crede di procurarsi particolare considerazione pronun
ciando le parole segreto o occulto, e accennando a qualcosa di se
greto o di occulto.
Ma non cos che si agisce con efficacia quando si tratta
della realt esteriore.
Bisogna indicare come avvengono le cose, accennare sem
plicemente a ci che ognuno pu capire col proprio sano razioci
nio.
Nell'ambito delle societ che coltivano verit occulte aventi
come meta la realt, si diceva per esempio che occorreva fare una
politica per cui, dopo che limpero russo degli Zar fosse stato rove
sciato per la salvezza del popolo russo, venisse offerta la possibilit
di intraprendere in Russia degli esperimenti socialistici; esperimen
ti che non si volevano intraprendere in occidente perch ivi non ap
parivano vantaggiosi, non erano desiderabili.
Finch dico che in societ segrete se n parlava, se ne pu
dubitare.
Ma se poi si mostra che tutta la direzione politica si svolge
sulla base di questo principio, col comune sano raziocinio si en
tro la realt; e si tratta appunto di risvegliare il senso della realt.
Quello che si sviluppato in Russia in fondo soltanto una
realizzazione di ci che si vuole in occidente
Il fatto che oggi si facciano degli esperimenti ancora inabili
da parte di non inglesi, che le cose si realizzino in intrecci di ogni
genere, quelle societ lo sanno tanto bene che il fatto non d loro
particolari grattacapi; esse sanno infatti che si tratta di portare anzi
tutto quei paesi fino al punto da rendere necessari esperimenti so
cialistici.
38

Rudolf Steiner

Se poi si ha cura che quei paesi ignorino che cosa sia un or


dine sociale, allora si fa ordine sociale in essi, allora si fa da regista
per degli esperimenti socialistici.
Vedete, precludendo un certo tipo di conoscenza occulta,
quella che appunto si coltiva con molta cura in quei centri, si ha
una enorme potenza.
N vi altra salvezza di fronte a quella potenza se non nella
conoscenza, che venga acquistata da altra fonte e che le possa venir
contrapposta.
In questo campo non si parla appunto di colpa o di innocen
za; in questo campo si parla semplicemente di necessit, di cose
che devono succedere perch ora sono gi attive nel sottofondo,
nella regione delle forze che non sono ancora fenomeni, ma che
sono gi forze che diventano fenomeni.
Naturalmente non necessario io metta in rilievo che so
stengo quello che ho sempre detto: che l'essere vero e proprio del
popolo tedesco non pu tramontare.
L'essere vero e proprio del popolo tedesco deve cercare la
sua strada.
Ma appunto di questo si tratta: che esso possa trovare que
sta strada, che non la cerchi pi per vie errate, che non la cerchi in
modo inconsapevole.
Non si interpreti ora quanto sto per dire nel senso che ci
contraddice quel che ho sostenuto nel corso degli anni, perch le
cose hanno tutte due facce, e ci cui accennavo, per diversi aspetti,
dipende dalla volont.
Essa pu certo restare paralizzata se d'altro canto entrano in
gioco forze che per devono fondarsi sulla conoscenza, non sull'i
gnoranza dilettantesca.
Questo il punto: se dall'oriente - e con questa designazio
ne intendo ora tutto quanto sta ad oriente del Reno fino all'Asia non si solleva opposizione, il dominio mondiale britannico si svi
lupper, con il tramonto dell'elemento francese-latino, in modo
corrispondente alle intenzioni delle forze che spesse volte ed oggi
di nuovo ho indicato come quelle che stanno dietro agli istinti.

Pertanto importante non solo abbordare quanto dice Woodrow Wilson * con il pensiero che in larga misura stato presentemente inculcato nella gente con l'educazione, ma importante che
si afferri con un sapere pi profondo ci che si manifesta solo negli
istinti in persone come Woodrow Wilson, ci che poi, formulato in
princpi di ogni genere, opprime gli uomini, essendo peraltro sorto
in quell'anima solo per il fatto che in certo modo essa dominata
da forze subcoscienti.
Il problema infatti che nei circoli che tengono segreto illo
ro sapere si cerchi di far s che certe cose si sviluppino in modo che
l'occidente acquisti in ogni caso il dominio sull'oriente.
Nella propria coscienza dica pure la gente ci che vuole:
quello che si vuol raggiungere la fondazione di una casta di pa
droni in occidente e di una casta economica di schiavi in oriente,
cominciando dal Reno per estendersi verso oriente fino nell'Asia
Non una casta di schiavi nel senso dell'antica Grecia, ma
una casta economica di schiavi, una casta di schiavi che deve esse
re organizzata in maniera socialistica che deve accogliere tutte le
cose impossibili di una struttura sociale, peraltro da non doversi
applicare alle popolazioni di lingua inglese.
Questo il punto: far diventare la popolazione di lingua in
glese padrona della terra,
Ebbene, da quella parte ci stato escogitato in maniera
giusta nel senso pi lato.
Ora esporr qualcosa che prego di accogliere realmente in
maniera da essere coscienti che, se si dicono queste cose, si dicono
appunto sotto la pressione e la spinta degli eventi e non devono as
solutamente essere prese in modo non serio.
Quello che dir viene tenuto segreto nella maniera pi ac
curata dalle cerehie dell'occidente alle quali ho spesso accennato.
In occidente sembra ovvio che agli uomini dell'oriente non
si faccia saper nulla delle conoscenze che, come ho detto prima, si
posseggono per mezzo di metodi di cui forse parler ancora; cono
scenze che si posseggono precisamente al fine di stabilire per loro
39

Rudolf Steiner

mezzo il dominio del mondo, dato che gli altri non dovrebbero sa
perle (ed l'unico modo in cui ci pu avvenire).
Vedete, a partire dal quinto periodo postati antico si svilup
pano delle forze ben determinate nell'evoluzione dell'umanit.
Naturalmente l'umanit continua ad evolversi.
Da un breve periodo, che si consideri antropologicamente o
storicamente dal punto di vista della scienza materialistica esterio
re, non si pu mai trarre un giudizio in merito alle forze che risulta
no nell'evoluzione dell'umanit.
Infatti in un breve periodo, che si osserva antropologica
mente o storicamente nel divenire esteriore, si muta appunto ben
poco.
Per mezzo di quella scienza non si sa come le cose avessero
un aspetto del tutto diverso per esempio gi nel secondo periodo,
per non parlare del primo o ancora prima.
Questo lo si pu sapere solo con la scienza dello spirito.
Del pari, solo a mezzo della scienza dello spirito si pu ac
cennare alle forze che si svilupperanno in avvenire muovendo dalla
stessa natura umana in modo del tutto elementare.
Si sa per in quei centri segreti che tali forze, le quali modi
ficheranno la vita sulla terra, si svilupperanno dall'uomo.
Questo ci che si vuol nascondere all'oriente, questo il
sapere che si vuole conservare per s.
Si sa anche che le capacit, di cui l'uomo possiede oggi sol
tanto i primi accenni, saranno di tre tipi.
Esse si svilupperanno dalla natura umana cos come nel
corso dellevoluzione umana si ebbero altre capacit '
Devo rendere comprensibile nel seguente modo queste tre
capacit, di cui ognuno, al corrente delle cose, parla nell'mbito di
quei circoli segreti.
In primo luogo vi sono le capacit per il cosiddetto occulti
smo materiale.
Per mezzo di tali capacit - ed proprio questo l'ideale del
le societ segrete britanniche - certe forme, che oggi stanno a base

deH'industrializzazione, dovranno essere poste su basi del tutto di


verse.
Ogni membro di quei circoli segreti, al corrente delle cose,
sa che semplicemente, per mezzo di certe capacit oggi ancora la
tenti nell'uomo 'ma che si svilupperanno per mezzo della legge del
le vibrazioni consonanti, si potranno, mettere in moto in larga mi
sura impianti meccanici ed altro.
Si pu trovare un accenno a ci in quanto collegato al per
sonaggio di Strader nel miei misteri drammatici.
Queste cose sono oggi in divenire.
Nell'mbito di quei circoli segreti, nel campo dell'occulti
smo materiale, esse vengono custodite quali segreti.
Vi saranno dei motori che potranno essere messi in moto
con influenza umana molto modesta, per il fatto che si conoscer la
relativa curva di vibrazione.
Questo render possibile sostituire con forze puramente
meccaniche molte cose per cui oggi occorrono forze umane.
(Macchine a controllo numerico.)
Al presente sulla terra vivono millequattrocento milioni di
uomini ma non lavorano solo questi millequattrocento milioni, l'ho
detto qui una volta; in realt si esegue tanto lavoro in modo pura
mente meccanico da poter dire che la terra popolata da duemila
milioni di uomini; gli altri sono semplicemente macchine, vale a
dire che se il lavoro fatto dalle macchine dovesse essere fatto da
uomini, sulla terra dovrebbero vivere seicento milioni di uomini in
pi.
Se quello che ora, ho chiamato occultismo meccanico pas
ser nell'attivit pratica, se si realizzer l'ideale di quei centri se ,
greti, si potr eseguire un lavoro, pari non solo a quello di seicento
milioni di uomini, ma un lavoro pari a quello di ben pi di mille
milioni di uomini.
Cos vi sar la possibilit, nellmbito della popolazione d
lingua inglese, che nove decimi del lavoro umano risulti inutile.
L'occultismo meccanico non dar solo la possibilit di fare
a meno di nove decimi del lavoro che viene ancora eseguito da
40

Rudolf Steiner

mani umane, ma render anche possibile di paralizzare ogni movi


mento di sollevazione della massa umana che poi sar insoddisfat
ta.
La capacit di mettere in moto motori in base alla legge del
le vibrazioni consonanti si svilupper proprio in larga misura nel
l'mbito della popolazione di lingua inglese.
Questo noto in quei circoli segreti.
Si conta che ancora nel corso del quinto periodo postatlanti
co ci dar la signoria sul rest della popolazione della terra.
Ma in quei circoli si sa anche unaltra cosa ancora.
Si sa che esistono, altre due capacit che pure si sviluppe
ranno.
Si svilupper una capacit che chiamerei capacit eugeneti
ca.
Tale capacit s svilupper principalmente fra gli uomini
delloriente, nei russi e negli uomini del retroterra asiatico.
In quei circoli segreti dell'occidente si sa anche che quel
l'occultismo eugenetico si svilupper non dalle disposizioni umane
della popolazione di lingua inglese, ma proprio dalle disposizioni
innate delle popolazioni asiatiche e russe.
Questi fatti si conoscono nei circoli segreti dell'occidente e
se ne tiene conto.
Vengono considerati come impulsi che devono agire nell'e
voluzione futura.
Chiamo capacit eugenetica il sottrarre la riproduzione
umana alla semplice spontaneit e al caso.
Precisamente nell'mbito della popolazione orientale si svi
lupper istintivamente una chiara conoscenza alla quale sar noto
come le leggi del popolamento devono correre in parallelo con cer
ti fenomeni cosmici, com , organizzando la concezione in confor
mit a certe costellazioni di stelle, s, offra l'occasione d accesso
all'incamazione sulla terra di anime buone o cattive.
Soltanto gli uomini che rappresentano la continuazione del
la razza e del sangue della popolazione asiatica potranno acquistare
la capacit di vedere semplicemente nei particolari, in consonanza

con le grandi leggi del cosmo, come si debba fare nel singolo caso
concreto ci che agisce caoticamente ad libitum su tutta la terra: la
concezione e la nascita.
Qui non valgono le leggi astratte, ma quella che si raggiun
ger sar una capacit concreta per cui si sapr: ora deve aver luo
go una concezione, oppure ora non deve aver luogo.
Questo sapere, che sar in grado di attingere dal cielo gli
impulsi per rendere morale o amorale la terra per mezzo della natu
ra dell'uomo stesso, questa particolare capacit si svilupper come
una prosecuzione della capacit del sangue presso le razze dell'o
riente; chiamo dunque occultismo eugenetico la capacit che cos
si svilupper.
Questa la seconda capacit; essa impedir che l'evoluzio
ne dell'umanit, per quanto riguarda la concezione e la nascita, si
sviluppi nel mondo solo ad libitum, pi o meno a caso.
Si consideri ora l'enorme conseguenza sociale, l'enorme im
pulso sociale che ne deriva.
Queste, capacit sono, latenti.
Si sa bene nei circoli segreti della popolazione di lingua in
glese che quelle capacit si svilupperanno fra la popolazione del
loriente.
Le popolazioni di lingua inglese non avranno quelle capaci
t per innata disposizione.
Si sa che la terra non potrebbe raggiungere la sua meta, che
non potrebbe arrivare a Giove, che relativamente presto la terra si
allontanerebbe perfino dalla sua meta, se si lavorasse solo con le
forze dell'occidente.
Se si lavorasse soltanto con le capacit meccaniche occulte
dell'occidente, si potrebbe sviluppare nelloccidente soltanto una
popolazione senz'anima, una popolazione che diventerebbe quanto
pi possibile senz'anima.
Questo lo si sa.
Ci si sforza quindi di sviluppare nellmbito della propria
cerchia ci che si pu sviluppare per capacit proprie: l'occultismo
41

Rudolf Steiner

meccanico; e ci si sforza di dominare le popolazioni che sviluppa


no loccultismo eugenetico.
Chi addentro nei circoli occidentali sa che per esempio
necessario dominare l'India per il motivo che solo nella prosecuzio
ne di quanto deriva dai corpi indiani se ci si collega con quanto in
occidente ha preso un tutt'altro indirizzo, con ci che va soltanto
nella direzione dell'occultismo meccanico si formeranno corpi nei
quali si potranno incarnare anime che avvieranno la terra ai suoi
stadi futuri di evoluzione.
Gli occultisti di lingua inglese sanno di dover rinunciare ai
corpi che provengono dalla propria base etnica, e si sforzano di
avere il dominio su una popolazione che fornir corpi con l'aiuto
dei quali l'evoluzione della terra potr essere portata verso il futuro.
Gli occultisti americani sanno che soltanto coltivando in se
stessi quello che si svilupper nei corpi futuri per mezzo della' di
sposizione eugenetica occulta nell'mbito della popolazione russa,
che soltanto se lo domineranno, per cui man mano si costituisca un
collegamento sociale fra le proprie caratteristiche razziali in decli
no e le caratteristiche fisiche razziali germoglianti della Russia eu
ropea, allora soltanto potranno portare verso l'avvenire ci che vi
vogliono portare.
Devo ora parlare di una terza capacit, quella che oggi la
tente e che si svilupper in avvenire.
quella che chiamerei capacit occulta igienica.
Cos le abbiamo elencate tutte e tre: la capacit materiale
occulta, la capacit eugenetica occulta e la capacit igienica, occul
ta.
La capacit igienica occulta ben avviata e, relativamente,
non occorrer aspettarla molto.
Questa capacit maturer semplicemente per la compren
sione che la vita umana, svolgendosi da nascita a morte, avviene
secondo un processo del tutto identico ad un processo di malattia.
Processi di malattia sono infatti soltanto speciali e radicali
modifiche del processo normale, del tutto comune, che si svolge

fra nascita e morte; salvo che portiamo in noi non solo le forze che
rendono malati, ma anche le forze salutari.
Tali forze salutari, ci risaputo da ogni occultista, sono
perfettamente uguali a quelle che si applicano quando ci procuria
mo capacit occulte trasformando tali forze in conoscenze.
La forza salutare insita nell'organismo umano, trasformata
in conoscenza, d appunto conoscenze occulte.
Inoltre ogni erudito dei circoli occidentali sa che in avveni
re la medicina materialistica non avr un fondamento perch, nel
momento in cui le capacit igieniche occulte si svilupperanno, non
ci sar bisogno di una medicina esteriore materiale, ma vi sar la
possibilit di trattare per via profilattica, di prevenire le malattie
che sorgono per cause karmiche, e che pertanto non possono esse
re' influenzate.
A questo riguardo tutto cambier.
Tutto ci sembrerebbe oggi una mera fantasia, ma qualco
sa che si realizzer molto presto.
Queste tre capacit non si distribuiranno uniformemente fra
i popoli della terra.
Si gi vista la differenziazione che ha naturalmente a che
fare con i corpi e non con le anime che passano da razza a razza, da
popolo a popolo; questa differenziazione ha molto a che fare con i
corpi.
Dai corpi delle popolazioni di lingua inglese non potr mai
promanare la capacit di sviluppare in avvenire per nascita capacit
eugenetiche occulte.
Saranno 'applicate in occidente allo scopo di dominare i
paesi orientali e si realizzeranno matrimoni fra occidentali ed
orientali per utilizzare quanto si pu apprendere soltanto dagli
orientali.
Alle capacit igieniche occulte sono particolarmente dispo
sti g li, uomini dei paesi centrali.
La popolazione di lingua inglese non pu acquistare le ca
pacit igieniche occulte per disposizione innata, ma pu acquistare
42

Rudolf Steiner

queste facolt nel corso del tempo durante lo sviluppo fra nascita e
morte.
Qui possono diventare facolt acquisite, mentre saranno
presenti per nascita presso le popolazioni a partire allincirca dal
l'oriente del Reno fin entro lAsia.
D altra parte le popolazioni dei paesi centrali non potranno
acquisire senza intermediari la disposi ione eugenetica occulta ma
potranno acquisirla nel corso della vita imparando dagli uomini
dell'oriente.
Tali facolt saranno distribuite in , questo modo: gli uomini
dell'oriente non avranno alcuna capacit per loccultismo materia
le; potranno riceverlo soltanto se sar loro dato, se verr loro tenu
to nascosto.
E si potranno sempre trovare i mezzi per tenerlo nascosto,
particolarmente se gli altri saranno cos sciocchi da non credere a
quello che dice chi in grado di vedere in queste cose.
Dunque, la gente dell'oriente e quella dei paesi centrali do
vr ricevere l'occultismo materiale dall'occidente.
Essi ne riceveranno appunto i vantaggi, i prodotti.
L'occultismo igienico si svilupper precisamente nei paesi
centrali, quello eugenetico nei paesi orientali.
Ma dovr aver luogo una comunicazione fra gli uomini.
E qualcosa che dovr essere accolto negli impulsi sociali
dell'avvenire, qualcosa per cui gli uomini dovranno comprendere
che potranno vivere su tutta la terra soltanto come parte di un com
plesso.
Se l'americano volesse vivere solo come americano potreb
be invero raggiungere il massimo effetto materiale, ma si condan
nerebbe non poter pi seguire l'evoluzione della terra.
Se egli cercasse le relazioni sociali verso l'oriente, come
anima egli si condannerebbe ad essere relegato, dopo qualche in
carnazione, nella sfera terrestre e ad agire come spettro nell'ambito
della stessa.
La terra verrebbe sottratta dal suo nesso cosmico, e tutte
quelle anime' dovrebbero agire come spettri.

L'uomo dell'oriente invece se non accogliesse con le sue fa


colt occulte eugenetiche ci che attira verso la terra, e cio il ma
terialismo dell'occidente, perderebbe, la terra
Verrebbe attirato solamente in qualche evoluzione fisicospirituale e perderebbe l'evoluzione terrestre; la terra sprofondereb
be quasi sotto di lui; egli non potrebbe cogliere frutti dell'evolu
zione terrestre
Fra gli uomini, nel senso pi profondo interiore, deve sor
gere la fiducia
Questo appunto fa vedere la singolare evoluzione umana
dell'avvenire.
senz'altro nel ragionevole intendimento dei centri dell'oc
cidente coltivare le cose soltanto come possono farlo.
Non interessa agli uomini dell'occidente porre particolare
attenzione a quello che si sviluppa in oriente dal punto di vista de
gli uomini dell'oriente; quel che si sviluppa presso altri bisogna la
sciarlo agli altri.
E questo che bisogna considerare molto profondamente:
che cio qui si raggiunto un punto dove colpa od innocenza, o
concetti del genere, non hanno alcun significato, dove si tratta di
considerare le cose in tutta seriet nel senso pi profondo perch
esse contengono un sapere il quale solo atto a guidare l'umanit
nel futuro.
importante considerare
Si pensi che su tutta la terra, differenziate secondo gli uomi
ni dell'occidente, dei paesi centrali e dell'oriente, si sviluppano tre
tipi di facolt occulte che in certo qual modo si intrecciano; e pre
cisamente si intrecciano reciprocamente in modo che l'uomo del
l'occidente ha la disposizione innata all'occultismo materiale, ma
pu acquistare l'occultismo igienico; che l'uomo dei paesi centrali
ha per nascita preferibilmente disposizione per l'occultismo igieni
co, ma che pu acquistare, se gli vengono dati, Foccultismo mate
riale dell'occidente e loccultismo eugenetico dell'oriente; che l'uo
mo dell'oriente ha innata disposizione per l'occultismo, eugenetico
ma che pu acquistare dai paesi centrali l'occultismo igienico.
43

Rudolf Steiner

Queste facolt sorgono differenziate fra l'umanit sulla ter


ra, ma in modo da intrecciarsi; e dagli intrecci appunto sar condi
zionato il legame della futura unione sociale sulla terra.
Per esistono degli impedimenti per lo sviluppo di queste
facolt; essi sono di tipo svariato, e il loro effetto in realt ben
complicato.
Cos per esempio, per gli uomini dei paesi centrali ed orien
tali, appunto un impedimento notevole a sviluppare scientemente
le facolt a venire, che in essi si manifestino forti antipatie per gli
uomini dell'occidente, che le cose non possano essere considerate
obiettivamente.
Questo un impedimento per lo sviluppo delle loro facolt.
D'altra parte la disposizione per una futura facolt occulta
viene in un certo modo sostenuta se viene sviluppata da certi istinti
dell'odio.
Si tratta di un fenomeno molto particolare.
Infatti spesso ci si chiede ed un punto che bisogna osser
vare in modo molto obiettivo perch mai si strilli in modo cos esa
gerato nei paesi occidentali.
Per istinto si tende gi verso queste facolt.
Infatti nulla promuover ci che insito negli impulsi pi
profondi dell'occultismo occidentale, pi del fatto che si sviluppino
dei sentimenti falsi, ma in certo qual modo sentiti come sacrosanti,
per cui gli uomini dell'oriente, e in particolare gli uomini dei paesi
centrali, vengono considerati barbari .
Le predisposizioni materiali occulte vengono promosse per
esempio proprio dalla disposizione d'anima che in America detta
delle crociate .
Essa consiste nel fatto che l'America sente la vocazione a
portare su tutta la terra libert e diritto, e non so quante altre cose
mai.
La gente naturalmente lo crede.
Qui non si tratta di fare accuse.
La gente crede di fare una crociata.

Ma appunto nel fatto di credere qualcosa di inesatto sta il


sostegno in appoggio di un certo indirizzo.
Se si dicesse coscientemente il falso non vi sarebbe quel
l'appoggio.
Cos quanto ora avviene, da un lato d un grande impulso, e
dall'altro impedisce proprio lo sviluppo di quelle facolt di cui bi
sogna dire che sono ancora latenti presso la maggior parte degli uo
mini, ma che si vogliono sviluppare nel futuro, e che avranno una
profonda influenza sulla struttura sociale degli uomini dell'avveni
re.
Si pensi come si infiamma e si satura di comprensione e
chiarezza tutto quanto avviene nel presente, se si considerano que
sti problemi di fondo, se si riconosce che dietro a tutto quanto oggi
vien detto coscientemente stanno gli istinti subcoscienti, corrispon
denti a questa esposizione.
Il fatto pi importante a questo riguardo per che, a causa
di particolarissimi processi evolutivi, le popolazioni di lingua in
glese posseggano tali centri occulti segreti.; essi conoscono queste
cose, sanno quali facolt possederanno in avvenire in quanto ap
partenenti a popolazioni di lingua inglese e di quali facolt saranno
privi, e sanno anche organizzare la struttura sociale per poter met
tere al proprio servizio ci che loro manca.
Nella direzione di queste cose agiscono per gli istinti; essi
hanno anche gi agito, hanno agito enormemente, hanno agito in
modo notevolissimo.
Un mezzo molto utile per condurre in un falso canale ci
che pu ricevere un impulso dal sapere occulto occidentale, di
agire sull'oriente in modo che esso mantenga anche in avvenire la
sua antica tendenza a sviluppare la sola religione senza la scienza
Le guide dei circoli segreti occidentali avranno cura che l
non esista qualcosa che sia n mera religione n mera scienza, ma
la sintesi di ambedue, la cooperazione di sapere e fede.
Ma avranno anche cura che quella scienza, che del resto
passa anche al contenuto della religione, agisca solo segretamente,
e che, nel conseguimento del dominio britannico del mondo, com44

Rudolf Steiner

penetri soltanto le questioni pi importanti dell'umanit e la guida


politica della terra.
Quando questo dominio del mondo si estender, servir
moltissimo se possibilmente l'oriente non compenetrer le rappre
sentazioni religiose con la scienza.
Ora si pensi come tutto ci che russo venga incontro a
questo sforzo occidentale.
In Russia ci si sforza oggi ancora di essere pii, ma non di
compenetrare il contenuto della devozione con scienza spirituale;
di restare in certo qual modo in una mistica oscura.
Questa mistica oscura sarebbe un buon mezzo per promuo
vere ci che l'occidente vuole per il dominio sull'oriente.
Dall'altro lato si tratta di rendere possibilmente atea la
scienza, destinata alla terra.
In questo senso proprio la civilt delle popolazioni di lingua
inglese ha prodotto nei tempi moderni qualcosa di enormemente
fecondo.
Quelle popolazioni non possono proprio lamentarsi.
Hanno conseguito enormi successi perch in fondo hanno
diffuso su tutta la terra il loro indirizzo scientifico, la scienza irreli
giosa, la scienza atea.
Essa impera su tutta la terra.
Il goetheanismo, che in modo del tutto cosciente ne rappre
senta il contrapposto, non pot neppure attecchire nella patria di
Goethe; abbastanza sconosciuto perfino nella patria di Goethe!
All'intelletto che domina al giorno d'oggi la scienza vien
dato assolutamente l'indirizzo che si deve manifestare quale espres
sione esteriore della scienza coltivata in segreto dai circoli ricorda
ti, coltivata come sintesi fra scienza e religione.
Per il mondo esteriore deve esistere soltanto la scienza atea;
per le cerehie interne, che devono guidare gli eventi., deve esservi
una scienza che sia contemporaneamente religione e una religione
che sia contemporaneamente scienza.,
Si avr in mano nel miglior modo l'oriente se si, conserver
per esso una religione priva di scienza.

Si avranno in mano nel miglior modo i paesi centrali se si


inculcher loro una scienza senza religione, in quanto essi non la
sciano che una religione venga loro inculcata.
Queste cose vengono promosse in modo del tutto cosciente
da chi addentro in quei circoli, dagli altri in maniera istintiva.
E quando i poteri dominanti dei paesi centrali, provenienti
da tempi sorpassati, saranno stati spazzati via, non vi sar nulla in
quei paesi che ne possa prendere subito il posto.
Questo rende anche cos difficile giudicare in modo esatto
tutta la situazione storica del presente.
Tutto il mondo si occupato del problema della colpa o
della causa di questa catastrofe bellica.
Ma tutte queste cose restano illuminate soltanto se si guar
dano sullo sfondo delle forze attive che non si manifestano nei fe
nomeni esteriori.
Non possibile giudicare in merito a queste cose in base
alle categorie di pensiero secondo le quali si giudica abitualmente,
quando si pone il problema della colpa o dell'assenza di colpa; non
si pu giudicare appunto per i motivi oggi esposti.
So benissimo che in questi tempi, in cui si chiama gi Wil
son il papa del secolo ventesimo, non in senso demolitore ma di
adesione in quanto legittimamente il papa laico del secolo vente
simo, so benissimo che perfino nei paesi centrali si svilupper man
mano un giudizio offuscato in merito all'andamento di questa guer
ra mondiale, come la si chiama, dato che non si considerer il
modo in cui si formulano le questioni.
Ogni documento dimostrer quanto sto dicendo.
Ma bisogna vedere i documenti sullo sfondo giusto.
Bisogna anzitutto avere la possibilit di farsi un'opinione.
In questo caso consegue una tale opinione solo chi in gra
do di portare un po' di luce dal di l della soglia su questi eventi.
Temo infatti che per mezzo delle cose, che invero di giorno
in giorno vengono alla luce, si affermeranno opinioni sempre pi
false, che vi sar sempre meno gente disposta ad affrontare il pro
blema in modo proficuo.
45

Rudolf Steiner

Penso che la gente si far delle strane idee se per esempio


apprender attraverso i giornali - pu essere vero o no, ma potreb
be essere vero - che l'imperatore tedesco destituito dica quello che
si letto nei giornali pi recenti: Quando si decisa la guerra io
non c'ero; Bethmann e Jagow * hanno deciso la guerra! .
Naturalmente inaudito che qualcosa di simile venga detto
da questo personaggio, ovviamente inaudito!
Ma in segreto dappertutto esistono opinioni influenzate che
poi prendono vie errate per cose del genere.
Ci di cui qui si tratta che bisogna tener conto esattissima
mente dei fatti, per poter porre le giuste questioni.
Allora si potr ben vedere che realmente non si dovr pren
dere in considerazione tanto superficialmente, come spesso succe
de, la profonda, la tragica necessit che sta alla base di questa cata
strofe.
Nemmeno gli eventi superficiali devono essere considerati
superficialmente.
Io voglio attirare l'attenzione su un fatto; si vedr poi subito
perch mi valgo di questo particolare.
Gi tempo fa ho spiegato qui che in realt, in Germania, vi
sono state molte serie di eventi, di fatti che avrebbero potuto porta
re alla guerra, ma che poi si sono dileguati, che non l'hanno causa
ta, mentre quel che ha portato effettivamente alla guerra suben
trato in fondo molto tardi a seguito di certe premesse, senza aver
alcuna relazione con le altre cose.
Oggi non voglio ripetere quanto ho detto a questo riguardo,
ma desidero far considerare un problema per mettere in evidenza
come nella storia le cose, che agiscono come sintomi esteriori, di
rei che svaniscono, mentre alle loro spalle stanno le grandi cose di
cui oggi ho parlato.
Si pu porre la seguente questione: tutta la catastrofe belli
ca, che ha preso l'avvio in luglio o in agosto 1914, avrebbe potuto
avere, in date circostanze, un corso diverso da quello avuto?
Ora non voglio discutere se questa catastrofe, come tale,
avrebbe potuto essere evitata o no; questo un altro problema,

mentre io voglio porre la questione: questa catastrofe avrebbe potu


to avere un corso diverso?
Ebbene, avrebbe potuto avere un corso diverso; lo si pu
senz'altro immaginare sebbene dirlo ora abbia solo un valore meto
dologico.
Ma secondo gli eventi, ed anche secondo le basi occulte, sa
rebbe immaginabile che tutta questa catastrofe avesse preso un cor
so diverso.
Ma bisogna dare giudizi per settori.
Quanto dir adesso, naturalmente, vale poi soltanto per un
certo settore di fatti; e nell'mbito di quel settore si pu forse dare
il giudizio che segue.
Sarebbe anche possibile immaginare che all'inizio della
guerra, nel 1914, l'esercito tedesco andasse verso oriente e che si
fosse aspettato per vedere se, per il fatto che la guerra era sorta in
oriente, ne fosse poi seguita una guerra in occidente.
Si potrebbe immaginare che la parte pi cospicua dell'eser
cito tedesco si fosse diretta contro la Russia e ci si fosse mantenuti
verso occidente sulla difensiva per vedere se i francesi, che in que
sto caso non avrebbero avuto alcun obbligo derivato dalle alleanze,
avrebbero attaccato.
In quel momento essi non avrebbero avuto alcun obbligo
derivato dall'alleanza, se non si fosse dichiarata la guerra verso
oriente, ma si fosse aspettato che le armate russe realmente attac
cassero.
Queste ultime avrebbero attaccato, non c' dubbio.
Ora non sostengo che cinque anni prima non esistesse un'al
tra ipotesi che avrebbe potuto prendere un altro indirizzo, ma nel
1914 ci non era pi possibile.
Nell'ambito di questi fatti ci si potrebbe immaginare che la
guerra avrebbe preso una svolta fondamentale verso oriente.
Ci sarebbe stato possibile.
E tuttavia era impossibile.
In realt era di fatto proprio impossibile per il motivo che
non esisteva alcun piano di guerra tedesco verso oriente.
46

Rudolf Steiner

Non si era mai pensato altrimenti se non che il caso di guer


ra avrebbe potuto verificarsi perch la Germania veniva provocata
ad attaccare la Russia, che quindi entrasse in azione per la Francia
il patto franco-russo, e che la Germania dovesse condurre una
guerra su due fronti.
Si partiva dal principio stabilito dalla strategia tedesca fin
dall'inizio del secolo ventesimo, che cio una guerra su due fronti
non potesse essere condotta altrimenti che su basi offensive.
Esisteva solo il piano di operazioni per cui, marciando rapi
damente verso occidente attraverso il Belgio, la Francia venisse co
stretta ad una pace separata - era certamente un'illusione, ma queste
illusioni c'erano - e che poi le masse armate venissero gettate verso
oriente.
Si pensi un momento che cosa un simile piano strategico.
Esso calcolato in ogni particolare, giorno per giorno.
Si calcola esattamente quanto tempo deve essere necessa
rio, dall'inizio della mobilitazione generale russa, perch sia dato il
primo ordine per la mobilitazione tedesca, che poi non pu aspetta
re ma procede, in quanto il primo spunto dato dalla mobilitazione
russa.
Il giorno successivo, il secondo giorno successivo, il terzo
giorno successivo deve essere fatto questo, e quest'altro.
Lasciando passare un solo giorno dopo la mobilitazione ge
nerale russa tutto il piano sarebbe stato infirmato e non avrebbe pi
potuto essere svolto.
E questo da tener presente: che succedesse qualcosa di si
mile, qualcosa di effettivamente decisivo dal momento che non era
disponibile alcuna politica mitteleuropea.
Naturalmente l'essenziale che non esisteva una politica
mitteleuropea.
Infatti Bethmann dice ancor oggi delle sciocchezze.
Si era perplessi quando Bethmann al parlamento tedesco
enunciava le cose pi incredibili, impossibili; e le dice ancor oggi.
Non esisteva alcuna politica, ma soltanto strategia, e una
strategia costruita su un caso ben determinato.

Non c'era nulla da fare, non si poteva neppure rimediare al


momento.
Prego dunque di considerare che in Germania cause esterio
ri non spingevano alcuno a voler la guerra, ma che tuttavia essa do
veva scoppiare.
Non c'era bisogno di volerla.
Questo prego di considerare.
Essa doveva scoppiare semplicemente per il fatto che in
modo del., tutto automatico, nel momento in cui la Russia d l'ordi
ne di mobilitazione generale, come quando la lancetta dell'orologio
arriva al dodici, al capo dell'esercito tedesco viene in mente di do
vere a sua volta mobilitare; e da quel momento tutto avviene auto
maticamente.
Non avviene affatto per volont; avviene per essere stato
preparato per anni.
Alla mobilitazione generale russa segue in modo del tutto
automatico l'irruzione nella Francia attraverso il Belgio perch la si
considera l'unica cosa ragionevole.
Non lo si poteva dire all'imperatore perch si sapeva - l'ho
gi raccontato - che egli era molto indiscreto: se glielo si fosse det
to oggi, domani l'avrebbe saputo tutto il mondo.
Che si intendeva irrompere attraverso il Belgio egli lo ap
prese soltanto quando si mobilit.
Cose simili accaddero in gran numero.
Si considerino per favore tali cose, e allora ci si potr dire
che in Germania non occorreva affatto volere la guerra; essa dove
va scoppiare, se si permane nell'mbito di questo ordine di fatti.
Naturalmente si pu passare ad un ordine del tutto diverso,
e allora sorgono dei problemi molto complicati.
Avviene proprio che qualcosa di importante, qualcosa che
diventa una catastrofe dell'umanit, ricorda la storia del preside
Kaltenbrunner, quella che ho raccontato in relazione a Hamerling
*

Si ricorder che ho raccontato come, ripensando alla perso


nalit di Hamerling quale poeta, e comprendendola, vien fatto di
47

Rudolf Steiner

dire che quanto agisce in quella personalit deriva in gran parte dal
fatto che egli, ad un certo momento, and a Trieste in qualit di
professore di ginnasio, e che da l pot passare le sue vacanze a
Venezia; cio dal fatto che egli giunse alle rive dell'Adriatico.
Tutta la struttura animica interiore di Hamerling dipende
dal fatto che gli fu dato di passare dieci anni come professore di
ginnasio - e non poteva essere altro, considerati i precedenti del
suo sviluppo - di andare a Trieste in riva al l'Adriatico.
Ma perch and l?
L'ho raccontato.
Quando era supplente a Graz aveva fatto domanda di otte
nere un posto vacante a Budapest.
Ci si figuri ora che egli aveva fatto una domanda, che se le
autorit l'avessero avuta e approvata Hamerling sarebbe stato per
dieci anni a Budapest.
Tutta la sua personalit di poeta sarebbe stata annullata, non
sarebbe esistita; chi lo conosce lo sa.
E come avvenne che non andasse a Budapest, ma a Trieste?
Il preside Kaltenbrunner, cui la domanda doveva essere pre
sentata, la dimentic, la lasci nel cassetto fino a che il posto di
Budapest non fu occupato.
Quando poi il posto di Budapest risult occupato, e Hamer
ling disse che sarebbe andato tanto volentieri ad occupare quel po
sto, il bravo Kaltenbrunner si vergogn di aver completamente di
menticato la domanda che era ancora nel suo cassetto.
Cos Hamerling evit il trasferimento a Budapest, e la volta
successiva, quando chiese di andare a Trieste, il preside Kalten
brunner, dopo quel precedente, non dimentic d'inoltrare la richie
sta.
Hamerling and a Trieste e cos divent Hamerling .
Ed ora c' da chiedersi se non sia stato Kaltenbrunner a fare
di Hamerling un poeta.
Certo fra i fenomeni esteriori non vi altra causa promotri
ce del fatto che Hamerling diventasse Hamerling , se non la di
menticanza di Kaltenbrunner, preside a Graz, nella Stiria.

solo possibile scoprire le cose se si studia la sintomatolo


gia, perch essa spinge a valutare nel modo giusto gli eventi esterni
e a vedere quanto stia dietro ai sintomi.
Questo Timportante, ed questo che vorrei raggiungere
sempre pi.
Se si considera l'attuale catastrofe, non certo facile trovare
la possibilit di uscire dalla confusione.
Si osservi soltanto la grande difficolt attuale.
Supponiamo che il signor Grey * intendesse dimostrare,
sulla base di soli documenti, che per lo scoppio della guerra egli
del tutto innocente.
A mezzo di documenti esteriori si pu naturalmente dimo
strare in modo rigoroso che il governo britannico non ha colpa per
lo scoppio della guerra.
Ma si tratta sempre di vedere quale peso abbiano le dimo
strazioni.
Lo si pu capire se si pone la questione come l'ho posta qui
da anni: per esempio, sarebbe stato in grado il governo britannico
di impedire l'invasione del Belgio?
A questa domanda si deve rispondere: Si, sarebbe stato in
grado .
E appunto quanto sono tornato a chiedere nel mio memoria
le, che cio venissero resi schiettamente noti al mondo gli avveni
menti.
Questi naturalmente avrebbero da un lato fatto s che quel
signore, che ora si rifugiato in Olanda *(limperatore), gi allora
avrebbe dovuto far perdere le sue tracce in qualche modo.
Forse ci in connessione col fatto che il mio memoriale ha
trovato cos poca risonanza anche presso coloro che l'hanno potuto
giudicare.
Ma io ho chiesto che gli avvenimenti fossero anzitutto rac
contati di minuto in minuto, schiettamente, senza colori, come si
sono svolti contemporaneamente a Berlino e a Londra fra le quat
tro e mezzo di sabato pomeriggio ( noto che la mobilitazione
48

Rudolf Steiner

stata firmata alle quattro e mezzo di sabato a Berlino) e le dieci e


mezzo di sera.
Questi fatti decisivi, nei quali non interviene nulla di quanto
il mondo ha parlato, raccontati in modo schietto, danno la dimo
strazione che l'invasione del Belgio avrebbe potuto essere impedita
dal governo britannico.
Non stata impedita.
Perci sabato alle dieci e mezzo di sera, l'unico ordine che
Sua Maest si era deciso di dare contro la volont della strategia te
desca, di trattenere cio l'esercito tedesco, di non farlo marciare
verso occidente, ma di porlo in occidente sulla difensiva - quell'u
nico ordine fu annullato sabato sera alle dieci e mezzo e rimase in
vigore la vecchia strategia.
Allora per bisogna raccontare veramente il succedersi dei
fatti di minuto in minuto, direi fra sabato pomeriggio dalle quattro
e mezzo alle dieci e mezzo, raccontare solo schiettamente i fatti.
Ne risulterebbe naturalmente un quadro del tutto diverso,
soprattutto un quadro che conduce a porre le questioni in modo
giusto.
Ora da temere che il pubblico del mondo si lasci influen
zare da quanto si trova negli archivi; ma i fatti decisivi, che sono
avvenuti sabato pomeriggio dalle quattro e mezzo alle dieci e mez
zo, probabilmente non verranno mai alla luce negli archivi, perch
probabilmente non sono stati registrati, sono cio stati registrati,
ma non in modo da poterne trovare negli archivi le annotazioni.
Circospezione nel giudizio, ecco quel che bisogna anche
raggiungere.
Se la si pu raggiungere, si ha un grande aiuto per lo svilup
po delle facolt latenti di cui oggi ho parlato, e che si devono svi
luppare in avvenire nell'umanit, tripartitamente differenziata sulla
terra.
Allora si comprender che otto giorni fa, attingendolo ad un
pensiero intellettuale, non stato veramente sviluppato qui un pro
gramma astratto per caratterizzare l'unica soluzione giustificata del

problema sociale, per quanto si possa parlare al giorno d'oggi di


una tale soluzione nel senso indicato.

49

Rudolf Steiner

QUARTA CONFERENZA

Dornach 6 dicembre 1918


Ultimamente ho messo in rilievo espressamente che, se si
torna a considerare la frase allo stesso modo di come l'ho usata al
lora, sul piano fisico impossibile una condizione paradisiaca; de
vono cio basarsi su illusioni tutte le cosiddette soluzioni del pro
blema sociale, tendenti a realizzare sul piano fisico in modo pi o
meno cosciente o incosciente una tale condizione paradisiaca che
per di pi dovrebbe essere duratura.
Alla luce di questa indicazione prego di voler accogliere
tutte le esposizioni che faccio in relazione agli eventi del presente.
Senza dubbio nella realt presente vi infatti una determi
nata esigenza che si potrebbe chiamare l'esigenza tendente ad una
configurazione sociale delle condizioni dell'umanit.
Si tratta solo di non rendere astratto questo problema, di
non prendere questo problema in senso assoluto ma, come ho gi
detto la volta precedente, di tendere alla comprensione di quanto
necessario proprio per il nostro tempo, attingendo a conoscenze
sci enti fi co-spi ritual i.
Quello che in genere oggi sfugge veramente moltissimo,
quando si parla del problema sociale o di esigenze sociali, che il
problema sociale non pu affatto essere affrontato, conformemente
alle esigenze della nostra epoca, senza una conoscenza piuttosto in
tima dell'essere umano.
Si possono ideare tutti i programmi sociali che si vogliono,
si possono voler realizzare condizioni sociali pi ideali possibili,

tutto deve restare infecondo se non tende ad afferrare l'uomo come


tale, se non ha per fine la conoscenza intima dell'uomo.
Ho fatto presente che larticolazione sociale di cui ho parla
to, la triarticolazione sociale che ho dovuto indicare come un'esi
genza del nostro tempo, propria del tempo attuale perch tiene
conto in ogni particolare del riconoscimento dell'uomo quale ora,
nel momento presente del quinto periodo postatlantico.
Prego di considerare anche da questo punto di vista tutte le
spiegazioni che dar.
Anzitutto si tratta del problema che non si istituisce un ordi
ne sociale, richiesto dalle condizioni odierne, senza essere coscien
ti che l'uomo deve riconoscere se stesso in relazione con l'elemento
sociale.
Si pu invero anche dire che la conoscenza dell'uomo su
per gi la pi difficile, ed anche per questo che negli antichi mi
steri il conosci te stesso stato posto come meta pi alta dello
sforzo tendente alla saggezza.
Per l'uomo oggi riesce particolarmente difficile intuire tutta,
l'attivit che gli perviene dal cosmo, ci che attivo in lui.
L'uomo preferirebbe al massimo grado avere una rappre
sentazione di s quanto pi semplice possibile perch proprio al
presente diventato particolarmente pigro nel suo pensare.
Ma per l'appunto l'uomo non un essere semplice.
Contro questa realt nulla si pu per mezzo dell'arbitrio nel
le rappresentazioni...
L'uomo anzitutto non un essere semplice, neppure nei ri
guardi sociali.
Proprio nei riguardi sociali egli un essere che avrebbe
un'immensa voglia di non essere avrebbe unimmensa voglia di es
sere diverso da come .
Si pu dire che in realt l'uomo s i , ara immensamente.
Non lo si pu affatto negare.
L'uomo si ama in modo enorme.
Ed a causa di questo amore per se stesso che l'uomo fa
dell'auto-conoscenza una fonte d'illusioni.
50

Rudolf Steiner

Cos l'uomo non vorrebbe ammettere che in realt un es


sere sociale solo a met, che per l'altra met un essere antisociale.
Ammettere seccamente ed energicamente questo fatto, che
cio l'uomo in pari tempo un essere sociale ed antisociale un'e
sigenza fondamentale della conoscenza sociale umana.
Non basta dire di voler diventare un essere sociale; non ba
sta dirlo perch, senza essere un essere sociale non si pu affatto
vivere in maniera conveniente con esseri umani.
Contemporaneamente insito nella natura umana combatte
re di continuo contro la socialit, essere continuamente un essere
antisociale.
Dai punti di vista pi diversi noi abbiamo ripetutamente
considerato l'uomo secondo la triplicit della sua anima, secondo il
pensare o rappresentare, il sentire ed il volere.
Possiamo oggi considerare l'uomo anche nel suo aspetto so
ciale secondo pensare o rappresentare, sentire e volere.
Anzitutto bisogna rendersi chiaro conto, in relazione alla
rappresentazione, al pensare, che nel rappresentare, nel pensare,
insita una fonte estremamente importante delFantisocialit dell'uo
mo.
In quanto luomo un essere semplicemente pensante, egli
antisociale.
A questo riguardo solo la scienza dello spirito pu giungere
alla verit in merito alle cose, perch soltanto la scienza dello spiri
to pu dare qualche luce in merito al problema: in quanto uomini,
in quale rapporto siamo con gli altri uomini?
Quando mai si realizza il giusto rapporto fra uomo e uomo
per la coscienza comune, quotidiana, o meglio per la vita comune,
quotidiana?
Ebbene, vedete, se si realizza un giusto rapporto fra uomo e
uomo, allora vi senza dubbio lordine sociale.
Per - si pu dire: sfortunatamente - non si sa come stanno
le cose dir: necessariamente - vi il fatto particolare che noi svi
luppiamo un giusto rapporto da uomo a uomo soltanto nel sonno.

Soltanto quando dormiamo realizziamo un rapporto schietto


e giusto da uomo a uomo.
Nel momento in cui ci svegliamo , a causa del rappresenta
re, del pensare, cominciamo a sviluppare impulsi antisociali.
Bisogna solo immaginare quanto diventino complicati i rap
porti sociali umani per il fatto che soltanto nel sonno l'uomo si
comporta veramente in modo giusto nei confronti del suo prossi
mo.
Ho accennato a ci varie volte da altri punti di vista.
Per esempio ho accennato al fatto che da svegli si pu be
nissimo essere nazionalisti in modo sciovinistico, e quando si dor
me venir trasferiti proprio fra gli uomini che da svegli si odiano al
massimo grado, essere con il loro spirito di popolo.
Nulla possiamo contro ci.
Il sonno pareggia socialmente.
Ma siccome la scienza moderna non vuole saper nulla del
sonno, per molto tempo ancora, nelle sue considerazioni sociali,
non comprender quello che ora ho esposto.
Nello stato di veglia siamo inseriti inoltre in un'altra corren
te antisociale.
Supponiamo di essere di fronte ad un uomo.
Siamo infatti di fronte a tutti gli uomini per il fatto di stare
di fronte ad ogni singolo uomo.
Siamo uomini pensanti, naturalmente, perch non saremmo
uomini se non fossimo pensanti.
Ora parlo solo del pensare.
Del sentire e del volere parleremo pi tardi; dal punto di vi
sta del sentire e del volere si pu obiettare qualcosa, ma dal punto
di vista del rappresentare quel che dico ora giusto.
Mentre come uomo pensante sto di fronte ad un altro si ve
rifica il fatto particolare che, semplicemente per il rapporto reci
proco che si stabilisce fra uomo e uomo, nel subcosciente si ha lo
stimolo ad essere addormentati dallaltro.
51

Rudolf Steiner

Il rapporto normale da uomo a uomo tale che, quando ci si


incontra, ognuno si sforza di addormentare il subcosciente dell'al
tro, e il fenomeno ovviamente reciproco.
Da persona pensante, che cosa dovrebbe quindi fare?
Tutto quanto dir ora si svolge naturalmente nel subco
sciente, 'ma ciononostante avviene.
un fatto reale anche se non arrva alla coscienza normale.
Se dunque ci si pone di fronte ad un uomo, esso ci addor
menta, vale a dire addormenta il nostro pensare, non il nostro senti
re e il nostro volere.
Se si vuol rimanere uomini interiormente pensanti si deve
opporre resistenza.
Bisogna attivare il proprio pensiero.
Bisogna resistere ..all'assopimento.
Lo stare di fronte ad un altro uomo significa sempre render
si svegli, svegliarsi, svincolarsi da quanto egli vuole fare.
Tali cose avvengono nella vita; la si comprende soltanto se
la si osserva in modo scientifico-spirituale.
Parlare con un uomo, stare insieme ad un uomo, significa
doversi mantenere continuamente svegli nei confronti dei suoi
sforzi di addormentare il nostro pensare.
Ci invero non arriva a coscienza, ma agisce come impulso
antisociale.
In certo qual modo ogni uomo ci viene incontro come ne
mico del nostro rappresentare, come nemico del nostro pensare.
Dobbiamo difendere il nostro pensiero nei confronti dellal
tro.
La conseguenza ne che noi, in quanto al rappresentare, al
pensare, siamo degli esseri altamente antisociali, e che possiamo
solo educarci ad essere sociali.
Se attraverso l'educazione, attraverso l'autodisciplina, attra
verso la necessit nella quale viviamo, non dovessimo esercitare
questa continua azione di ripulsa del nostro prossimo, noi potrem
mo essere individui sociali col nostro pensare.

Ma siccome la dobbiamo esercitare, ci deve essere anzitutto


chiaro che possiamo diventare esseri sociali soltanto per mezzo
dell'autodisciplina; che per natura per, quali esseri pensanti, non
lo siamo.
Da ci si vede quindi che senza occuparsi dell'animico, del
fatto che l'uomo un essere pensante, non si pu dire proprio nulla
in merit al problema sociale, perch il problema sociale influisce
su aspetti molto reconditi della vita umana.
Chi non considera che l'uomo, in quanto pensa, sviluppa
semplicemente impulsi antisociali, non raggiunge chiarezza in me
rito al problema sociale.
Nel sonno la cosa facile, perch allora siamo gi addor
mentati.
quindi possibile gettare un ponte verso tutti gli altri uomi
ni.
Allo stato di veglia, in quanto ci si pone reciprocamente di
fronte, ognuno si sforza di addormentare l'altro affinch sia possi
bile gettare un ponte verso di lui; ma noi ci dobbiamo difendere
dall'azione del prossimo perch altrimenti, nel nostro rapporto con
la gente, verremmo semplicemente defraudati della nostra coscien
za pensante.
Non dunque tanto facile avanzare semplicemente delle
esigenze sociali, perch la maggior parte degli uomini che pongono
esigenze sociali non si rendono affatto conto di quanto profonda
mente sia ancorato nella natura umana l'elemento antisociale.
E anzitutto l'uomo non disposto a confessarsi una cosa si
mile per auto-conoscenza.
Gli sarebbe facile farlo se egli confessasse a se stesso che
non lui solo un essere antisociale, ma che in questo accomunato
a tutti gli altri uomini.
Ma un pochino ognuno, anche se ammette che in generale
l'uomo un essere antisociale, cova in segreto il giudizio riservato
di essere un'eccezione.
Anche se non ce lo confessiamo pienamente, nel segreto
della coscienza ci balugina sempre un po' il pensiero di essere
52

Rudolf Steiner

un'eccezione; e che gli altri, in quanto pensano, sono esseri antiso


ciali.
Per la gente riesce particolarmente difficile prendere sul se
rio il fatto che, in quanto uomini, non si pu essere alcunch di de
finito, che sempre bisogna diventare qualcosa.
Questo per qualcosa che sta in un rapporto particolar
mente profondo con le cose che si possono imparare nel nostro
tempo.
Al giorno d'oggi invero possibile accennare, e cinque o
sei anni fa non lo si voleva affatto ammettere, che certi mali e di
fetti della natura umana sono diffusi su tutta la terra; tali mali e di
fetti sono invero diventati troppo scoperti.
Illudendosi, la gente cerca di sfuggire alla necessit di do
ver diventare qualcosa.
Anzitutto cerca di indicare non quello che vuol essere, ma
quello che .
Cos ora si trover che un gran numero di alleati occidentali
e di americani credono a quello, che sono, semplicemente per il
fatto di essere membri dellIntesa o americani.
Non devono diventar nulla, basta che mettano in rilievo
come essi si distinguano dagli uomini cattivi dei Paesi dell'Europa
centrale, come questi siano cattivi mentre essi solo sono buoni.
Questo qualcosa che ha diffuso in larghe zone della terra
unillusione umana che col tempo porter naturalmente terribili
conseguenze.
Il credere di essere qua cosa e lo stimare di non doverlo di
ventare alla base di ogni opposizione alla scienza dello spirito,
perch la scienza dello spirito non pu far altro che fare presente
agli uomini che bisogna continuamente diventare qualcosa.
L'uomo si illude enormemente su se stesso se crede di far
riferimento a qualcosa di assoluto che condiziona in lui qualche
particolare perfezione.
Tutto quanto non in divenire condiziona nell'uomo una
imperfezione, non una perfezione; e quel che ho detto in merito al-

l'uomo come pensatore e agli impulsi antisociali che ne derivano,


presenta ancora un altro lato importante.
L'uomo oscilla fra l'elemento sociale e quello antisociale,
cos come oscilla fra veglia e sonno.
Si potrebbe anche dire che il sonno sociale e che la veglia
antisociale; e come per condurre una vita sana egli deve oscillare
fra veglia e sonno, cos egli deve oscillare fra l'elemento sociale e
quello antisociale.
Ma appunto questo deve essere preso in massima conside
razione per la vita dell'uomo, perch cos l'uomo pu tendere pi
all'una o all'altra cosa, cos come si pu perfino essere pi gli im
pulsi sociali o pi quelli antisociali.
Cosi l'uomo pu coltivare in s pi gli impulsi sociali o pi
quelli antisociali.
Gli uomini sono individualmente diversi per il fatto che lu
no coltiva pi gli impulsi sociali, l'altro pi quelli antisociali.
Conoscendo un poco gli uomini, si pu benissimo distin
guerli secondo questo modo.
Si suddividono esattamente in queste due classi.
Gli uni propendono pi verso la socialit, gli altri verso
fanti socialit.
Ma ho detto che vi anche un altro lato, che cio l'elemento
antisociale in relazione col fatto che in certo qual modo noi ci di
fendiamo dal venir addormentati.
Ma con ci legato qualcosa d'altro che ci fa ammalare.
Se anche ne derivano delle malattie non molto percepibili e talvolta anche molto percepibili - fra le cause di malattia vi fan
ti socialit..
Sar quindi facilmente comprensibile che la socialit ha
contemporaneamente delle qualit salutari, vivificanti.
Da questo si vede come la natura umana sia costituita in
modo singolare: l'uomo non pu rendersi sano per mezzo della so
cialit senza addormentarsi, e nello strapparsi dalla socialit rinfor
za la sua coscienza pensante, ma diventa antisociale.
53

Rudolf Steiner

In tal modo per paralizza le forze apportatrici di salute che


sono nel suo subcosciente, nel suo organismo.
Cos la quantit di impulsi sociali ed antisociali presenti
nell'uomo influisce fin sullo stato di salute.
Chi sviluppa la conoscenza dell'uomo in questa direzione
potr attribuire un gran numero di malattie pi o meno vere all'ele
mento antisociale dell'uomo.
Pi di quanto non si creda la malattia dell'uomo connessa
con l'antisocialit, e precisamente le malattie, talvolta ben vere, che
per si manifestano nell'essere lunatici, nel tormentare se stessi
ed il prossimo, nell'essere strani, nella mania di avercela con qual
cuno o qualcosa.
Tutto questo legato ad una costituzione organica malsana;
si sviluppa pero man mano, se si tende fortemente ad impulsi anti
sociali.
Bisognerebbe perfino rendersi ben chiaro conto del fatto
che qui sta celato un mistero molto importante della vita.
Conoscere in modo vivo questo mistero della vita, straordi
nariamente importante tanto per l'educatore quanto per l'autoeduca
zione, conoscerlo non solo in teoria, significa 'ricevere anche la
spinta a prendere in mano energicamente la propria vita, a pensare
al superamento dell'elemento antisociale, a sentirlo per vincerlo.
Molta gente non solo guarirebbe dalle sue manie, ma anche
da stati malaticci di ogni genere se esaminasse i suoi impulsi anti
sociali.
E lo si deve fare seriamente.
Bisogna farlo senza amor proprio Poich di enorme im
portanza per la vita.
Questo sia detto in merito allelemento sociale ed' antiso
ciale nell'uomo per quanto riguarda il rappresentare o il pensare.
Naturalmente l'uomo anche un essere senziente, e per
quanto concerne il sentire vi un'altra particolarit.
Anche per quanto riguarda il sentire l'uomo non cosi sem
plice come gli piacerebbe immaginarsi.

Il sentire da uomo a uomo ha infatti una particolarit para


dossale.
Il sentire ha la peculiarit che tende anzitutto a darci una
sensazione falsata del prossimo.
La prima disposizione nel subcosciente dell'uomo, nel rap
porto da uomo a uomo, consiste nel fatto che nel subcosciente sor
ge una sensazione falsata; e nella vita, a tutta prima, dobbiamo
comtbattere questa sensazione falsata.
Chi conosce la vita osserver molto facilmente che la gente
non disposta a capire con interesse gli altri, in realt parla male
quasi di tutti, almeno dopo un certo tempo.
Questa invero una particolarit di un gran numero di per
sone.
Si ama una persona per un certo tempo; ma quando quel
tempo trascorso qualcosa si muove nella natura umana si inco
mincia a parlarne male ad avere qualcosa contro di lei.
Spesso non si sa neppure che cosa si abbia contro di lei,
perch questi fenomeni si svolgono molto nel subcosciente.
Ci dipende semplicemente dal fatto che il subcosciente ha
in realt la tendenza a falsare l'immagine, che abbiamo del prossi
mo.
Quando avremo conosciuto meglio l'altra persona, vedremo
che dobbiamo cancellare le parti falsate delLimmagine che prima
avevamo formata.
Per quanto possa suonare paradossale, sarebbe una buona
massima di vita anche se in ci bisogna considerare delle eccezioni
prefiggersi sempre di correggere l'immagine dell'uomo che si fissa
nel subcosciente, di correggerla comunque in qualche modo.
Questo perch il subcosciente ha la tendenza a giudicare se
condo simpatie e antipatie.
La vita stessa ci invita a ci.
Come la vita ci chiede di essere semplicemente degli uomi
ni pensanti, e per questo motivo siamo antisociali, cos la vita ci
chiede - e sono semplici dati di fatto - di giudicare secondo simpa
tie ed antipatie.
54

Rudolf Steiner

Per ogni giudizio, che viene dato in base a simpatie ed an


tipatie, falsato.
Non esiste giudizio vero, esatto, se viene dato in base a sim
patie ed antipatie.
E Poich il subcosciente si basa sempre su simpatie e anti
patie, esso sviluppa sempre un'immagine falsata del prossimo.
Non , affatto possibile avere nel subcosciente un'immagine
esatta del prossimo.
Certamente ne abbiamo talvolta una troppo buona, ma essa
sempre basata su simpatie ed antipatie e non resta altro che con
fessare un tale stato di fatto, confessare a se stessi che in quanto
uomini non possiamo essere qualcosa di definito, ma che bisogna
divenire qualcosa.
Bisogna dirsi precisamente che, per quanto riguarda il rap
porto sentimentale con altri uomini, si deve condurre la vita in po
sizione di attesa.
Non bisogna tener conto dell'immagine delluomo che a tut
ta prima dal subcosciente affiora nella coscienza, ma bisogna cer
care di vivere con la gente.
Se si cerca di vivere con la gente, si vedr che dall'atteggia
mento antisociale dell'anima, che si aveva prima, si svilupper
quello sociale.
Cos particolarmente importante studiare la vita del senti
mento dell'uomo, in quanto antisociale.
Mentre l'esperienza pensiero antisociale, perch l'uomo si
deve difendere dalladdormentarsi, la vita del sentimento antiso
ciale perch luomo, in quanto ordina le sue relazioni con la gente
in base a simpatie ed antipatie, inocula sin dall'inizio delle false
correnti di sentimento nella societ.
Quel che proviene dagli uomini attraverso simpatie e anti
patie ha fin dall'inizio la caratteristica di gettare correnti di vita an
tisociale , nella societ umana.
Si pu dire, per quanto paradossale possa sembrare, che una
societ sociale sarebbe in realt solo possibile se gli uomini non vi
vessero in simpatie e antipatie.

Da ci risulta pertanto che luomo contemporaneamente


un nessere sociale ed antisociale; quello che viene chiamato pro
blema sociale deve quindi occuparsi degli aspetti reconditi del
l'essere umano.
Se non ci si addentra in essi, non si raggiunger mai la solu
zione del problema sociale adatta ad un'epoca qualsiasi.
Per quanto riguarda il volere che si sviluppa da uomo ad
uomo si rivela in modo particolarmente sorprendente e paradossale
quale essere complicato sia luomo.
Si sa che quanto alla volont, fra uomo e uomo giocano non
solo le simpatie e antipatie - ma giocano in modo del tutto partico
lare, nella loro manifestazione e nella loro rivelazione, inclinazioni
ed avversioni che passano in azione, vale a dire simpatie e antipatie
in azione.
L'uomo si comporta rispetto ad un altro come gli viene sug
gerito dalla particolare simpatia verso quell'uomo, dal particolare
grado di amore che egli gli offre.
Qui ha una strana parte una ispirazione subcosciente, per
ch tutto quanto si riscontra in ogni relazione volitiva fra uomo e
uomo va considerato alla luce dell'impulso al quale soggiace tale
relazione volitiva, alla luce dell'amore, pi o meno presente, che
intercorre fra gli uomini.
Gli uomini fondano sull'amore che agisce fra di loro i loro
impulsi volitivi, che in questo modo passano da uomo a uomo.
Quanto all'amore, l'uomo soggiace nel senso pi elevato ad
una grande illusione ed ha ancor pi bisogno di essere corretto che
non per quanto concerne le comuni simpatie ed antipatie del senti
re.
Per quanto singolare appaia alla coscienza comune, infatti
assolutamente vero che l'amore sorgente fra essere umano e essere
umano, se non amore spiritualizzato, in realt non amore come
tale, ma limmagine che ce ne facciamo, e generalmente no al
tro che una terribile illusione; nella vita normale lamore assai ra
ramente spiritualizzato, ed ora non parlo dellamore sessuale o ba55

Rudolf Steiner

sato sulla sessualit, ma dellamore in generale fra essere umano ed


essere umano.
Lamore che un essere umano crede di sviluppare per un al
tro - cos nella vita normale - non generalmente che amore per
se stesso.
Un essere umano crede di amarne un altro, ma nellamore
ama in realt solo se stesso.
Si vede qui una fonte di essenza antisociale che inoltre deve
essere sorgente di una spaventosa auto-illusione.
Si pu infatti credere di avere un amore travolgente per un
altro essere umano, ma in realt non si ama l'essere umano, ma
Tesser collegati con l'altro nella propria anima.
In realt si ama la felicit che si sente nella propria anima in
relazione con l'altro essere umano, quel che si sente in s, per lo
stare assieme all'altro, Il fare per esempio una dichiarazione d'amo
re.
Si ama in tutto e per tutto se stessi accendendo questo amo
re per se stessi nel rapporto con l'altro.
Questo e un importante mistero della vita.
E di immensa importanza, perch, nell'illusione relativa a
tale amore, che si crede essere amore ma che in realt solo amore
per se stessi, egoismo, egoismo mascherato - e di gran lunga la
maggior parte dell'amore che agisce fra essere umano ed essere
umano e che viene chiamato amore, non altro che egoismo ma
scherato, - in questa illusione sta la sorgente degli impulsi antiso
ciali pi grandi ed estesi che si possano immaginare.
A causa di questo amore per se stessi che si maschera di
amore, l'uomo diventa un essere antisociale nel senso pi lato.
L'uomo appunto un essere antisociale perch si nasconde
in se stesso.
E si nasconde in se stesso al massimo grado quando non sa,
o non vuol sapere, di questo essere nascosto in s.
Si osserva che chi parla di esigenze sociali, in ispecie nei
confronti dellumanit presente, deve prendere in attenta conside
razione queste situazioni animiche.

Bisogna chiedersi semplicemente come gli uomini possano


giungere ad una strutturazione qualsiasi della loro convivenza, se
non vogliono rendersi conto di quanto egoismo sia nascosto per
esempio nel cosiddetto amore, nell'amore verso il prossimo.
In tal modo l'amore pu essere proprio un impulso di enor
me forza per la vita antisociale.
Si pu dire che l'uomo come ora, se non lavora su se stes
so, se non si prende in mano con autodisciplina, quale essere aman
te antisociale in ogni caso.
L'amore come tale, quale proprio alla natura umana senza
che l'uomo eserciti autodisciplina, antisociale in partenza
perch, esclusivo.
Nemmeno questa una critica!
Molte esigenze della vita sono connesse col fatto che l'amo
re deve essere esclusivo.
Naturalmente il padre amer il proprio figlio pi che un fi
glio altrui, ma ci antisociale.
Non si pu affatto negare che attraverso la vita fattori anti
sociali passino nella vita stessa.
Quando si dice che l'uomo un essere sociale, - come oggi
diventato addirittura di moda - si dice unassurdit perch l'uomo
altrettanto antisociale quanto sociale.
La vita stessa rende l'uomo un essere antisociale.
Ci si immagini soltanto che venga creata una condizione so
ciale paradisiaca, diciamo anche superparadisiaca quale la voglio
no sulla terra Lenin, Trotzki, Kurt Eisner ed altri.
Gi entro un breve tempo innumerevoli uomini dovrebbero
sollevarsi contro di essa, perch, in una tale condizione appunto
soltanto gli istinti sociali troverebbero soddisfazione, mentre im
mediatamente si metterebbero in moto gli istinti antisociali.
Ci necessario come necessario che il pendolo non
oscilli in una sola direzione.
Nel momento in cui viene creata una condizione paradisia
ca bisogna che si muovano gli istinti antisociali.
56

Rudolf Steiner

Se si dovesse realizzare quanto Lenin, Trotzki e Kurt Eisner


immaginano sia una condizione paradisiaca, in brevissimo tempo
tutto si trasformerebbe nel senso opposto per mezzo degli istinti
antisociali.
La vita appunto fatta in modo da passare dalla bassa all'al
ta marea e viceversa.
Se non lo si vuol capire, non si capisce proprio nulla del
mondo.
Invero si sente spesso dire che l'ideale della convivenza sta
tale la democrazia.
Supponiamo pure che l'ideale della convivenza sociale sia
la democrazia.
Ma se si volesse introdurre la democrazia in qualche luogo,
essa porterebbe necessariamente nella sua ultima fase' alla propria
soppressione.
Nella democrazia c' necessariamente sempre la tendenza,
quando i democratici sono riuniti, che uno voglia sopraffare l'altro,
che uno voglia aver ragione nei confronti dell'altro.
del tutto ovvio.
Essa cerca il proprio dissolvimento.
Si provi dunque ad introdurre in qualche luogo la democra
zia: si pu pensarlo nella forma pi bella.
Ma trasportata nella realt, la democrazia conduce sempre
all'opposto della democrazia, come i pendolo ritorna nellaltra po
sizione.
Nella vita non va altrimenti.
Le democrazie moriranno sempre dopo qualche tempo per
la loro natura democratica.
Queste cose Sono immensamente importanti per la com
prensione della vita.
Si riscontra inoltre la particolarit che proprio le caratteri
stiche essenziali delluomo del quinto periodo postatlantico siano
antisociali, Poich in questo periodo si deve sviluppare la coscien
za che si basa appunto sul pensare.

Perci proprio questepoca, attraverso la natura delluomo,


nel modo pi forte gli impulsi antisociali.
Attraverso tali impulsi antisociali gli uomini provocheranno
delle condizioni pi o meno insopportabili, e sempre la reazione
contro l'antisocialit torner a farsi valere con la richiesta a viva
voce di socialismo.
Bisogna solo capire che la bassa e l'alta marea si devono al
ternare.
Supponiamo infatti che la societ venga realmente socializ
zata: verrebbero allora create condizioni tali da uomo a uomo per
cui nel reciproco rapporto dormiremmo sempre.
Il rapporto umano sarebbe un sonnifero.
Oggi lo si pu difficilmente immaginare perch non affat
to possibile farsi la rappresentazione concreta di come le cose sa
rebbero in una repubblica cosiddetta socialistica.
Ma questa repubblica socialistica sarebbe in effetti un gran
dormitorio per la capacita di rappresentazione umana.
Si pu capireche vi siano degli intensi desideri per qualcosa
di simile.
Invero in moltissimi uomini sono continuamente presenti
intensi desideri di dormire.
Ma bisogna appunto capire che cosa siano le necessit inte
riori della vita, e non ci si deve accontentare di voler solo quanto
va bene o piace; di regola piace quel che non si ha, e non si sa ap
prezzare quanto si possiede.
Si osserva da questa esposizione che, quando si parla del
problema sociale, bisogna anzitutto penetrare intimamente l'essen
za umana e imparare a conoscerla, tanto da sapere come nell'uomo
si realizzino istinti sociali ed antisociali.
Nella vita le spinte sociali ed antisociali si intrecciano spes
so in masse inestricabili.
Per questo tanto difficile parlare del problema sociale.
Difficilmente si pu parlare del problema sociale se non si
ha l'inclinazione a penetrare realmente lintima natura dell'uomo, a
57

Rudolf Steiner

penetrare il fatto che per esempio la borghesia in s portatrice di


impulsi antisociali.
L'essere borghesi consiste essenzialmente nel fatto di creare
per s una, sfera di vita che faccia comodo, in modo da poter stare
tranquilli.
Se si esamina questa mira caratteristica del borghese si tro
va che essa consiste nel fatto che egli vuol crearsi, secondo le ca
ratteristiche dell'epoca presente, unisola di vita su base economica
sulla quale poter dormire per quanto riguarda tutte le altre situazio
ni, salvo qualche particolare abitudine di vita che egli sviluppi a se
conda delle sue simpatie ed antipatie soggettive.
Cos il borghese pu dormire moltissimo.
Egli non aspira pertanto al sonno cui aspira il proletario;
questi viene tenuto sveglio continuamente perch la sua coscienza
non viene addormentata dalle condizioni economiche; egli pertanto
desidera ardentemente il sonno dellordine sociale.
Questo in realt uno scorcio psicologico molto importan
te.
Il possesso addormenta, la necessit di lottare nella vita
sveglia.
L'assopimento a causa del possesso fa sviluppare impulsi
antisociali perch non si desidera il sonno sociale.
La continua sollecitazione per necessit di guadagno fa sor
gere nelle relazioni sociali il desiderio di addormentarsi.
Bisogna prendere a fondo in considerazione queste cose,
perch altrimenti non si capisce assolutamente il presente.
Ora si pu dire che, malgrado tutto ci, il nostro quinto pe
riodo postatlantico tende in certo qual modo alla socializzazione
nella forma che recentemente ho qui illustrato.
Le cose che ho detto si avvereranno: se gli uomini vi si
adatteranno, attraverso la ragione umana; se non vi si adatteranno,
attraverso cataclismi e rivoluzioni.
Nel quinto periodo postatlantico l'uomo tende alla triarticolazione, la tri articolazione deve realizzarsi.

La nostra epoca si sforza dunque di giungere ad una certa


socializzazione.
Ma una socializzazione non possibile come risulta dalle
varie considerazioni qui fatte senza che vi si accompagni dell'altro.
La socializzazione si pu riferire soltanto alla struttura este
riore della societ.
Ma nel nostro quinto periodo postatlantico ci pu consiste
re solo in un soggiogamento della coscienza pensante, nel soggio
gamento degli istinti antisociali umani.
In certo qual modo, per mezzo della struttura sociale, biso
gna che si verifichi un soggiogamento degli istinti antisociali di
pensiero.
Essi devono subire una sconfitta, devono essere messi in
equilibrio per mezzo di qualcosa.
Ma si possono mettere in equilibrio solo eliminando tutto
quanto deriva da tempi passati, nei quali era giustificato lassogget
tamento dei pensieri, la sopraffazione dei pensieri di un uomo da
parte di un altro, solo eliminandoli col progredire della socializza
zione.
Bisogna quindi che in avvenire si realizzi la libert della
vita spirituale accanto allorganizzazione della vita economica.
La libert della vita spirituale soltanto rende possibile che
realmente si stia uomo di fronte ad uomo in modo che nell'altro si
veda la persona che ci sta di fronte, non l'uomo in generale.
Un programma tipo Woodrow Wilson parla dell'uomo in
generale.
Ma quest'uomo in generale, quest'uomo astratto, non esiste.
Quello che esiste sempre soltanto l'uomo singolo, indivi
duale.
Di questo ci possiamo interessare come uomini interi, non
col mero pensare.
Cancelliamo quanto dobbiamo sviluppare da uomo a uomo
se ci comportiamo come Wilson, se abbozziamo un'immagine
astratta dell'uomo.
58

Rudolf Steiner

L'essenziale di cui si tratta che in avvenire alla socializza


zione si aggiunga l'assoluta libert dei pensieri; non si pu immagi
nare la socializzazione senza libert di pensiero.
Perci la socializzazione dovr essere collegata con l'aboli
zione di ogni asservimento del pensiero sia che l'asservimento del
pensiero derivi dall'attivit delle associazioni della popolazione di
lingua inglese che ho sufficientemente caratterizzate, sia dal catto
licesimo romano.
Ambedue si equivalgono, ed straordinariamente importan
te che si tenga docchio la loro affinit interiore.
straordinariamente importante, in particolare in merito a
cose di questo genere, che le cose non siano oscure.
Si pu raccontare oggi ad un gesuita quanto ho esposto qui
circa le caratteristiche di quelle associazioni della popolazione di
lingua inglese: sar contentissimo di ricevere una conferma di quel
che egli sostiene; ma deve essere chiaro, se si vuol stare sul terreno
della scienza dello spirito, che la nostra ripulsa di quelle associa
zioni: non va scambiata con la ripulsa da parte dei gesuiti.
singolare che in questo campo si manifesti ancora troppo
scarsa capacit di distinzione.
Recentemente, anche in conferenze pubbliche, ho attirato
l'attenzione sul fatto che oggi non si tratta solo di quanto uno dice,
ma dello spirito che compenetra quanto si dice.
Ho portato l'esempio di frasi d'uguale tenore di Woodrow
Wilson e di Hermann Grimm*.
Dico questo perch si noter in misura sempre maggiore
che da parte cattolica si assume apparentemente un atteggiamento
contrario a quelle associazioni anglo-americane, ma appunto solo
apparentemente; proprio come stato fatto qui.
Per questo un articolo come quello pubblicato per esempio
nel numero di dicembre della rivista Stimmen der Zeit *, fa un'im
pressione buffonescamente comica a chi guarda al concreto, perch
ovviamente ci che delle associazioni segrete anglo-americane si
deve combattere esattamene uguale a quanto si deve combattere
d esuitismo.

Ambedue si stanno di fronte combattendosi reciprocamente,


come due potenze che non possono stare una accanto all'altra.
N l'una n l'altra hanno il minimo e vero interesse obietti
vo, ma solo interessi, di parte, di confraternita.
Bisogna che oggi disimpariamo a considerare solo il conte
nuto e a non vedere da quale punto di vista una cosa qualsiasi viene
collocata nel mondo.
Se qualcosa viene, collocato nel mondo da un punto di vista
valido per una epoca, pu essere benefico, salutare; se viene propo
sto da un'altra potenza pu essere qualcosa di enormemente ridico
lo o perfino dannoso.
Tutto ci va considerato in modo speciale, perch si vedr
sempre pi che se due dicono la stessa cosa, a seconda di ci che
sta alle loro spalle, non si tratta della medesima cosa.
Dopo tutte le prove che la vita ci ha portato negli ultimi tre
o quattro anni, particolarmente necessario che una buona volta te
niamo conto di cose del genere, che davvero ci addentriamo in
queste cose.
Non si nota ancora molto che questi argomenti vengano ab
bordati realmente.
Per esempio si domander magari come si debba provvede
re a qualcosa, come lo si abbia a fare perch sia giusto.
Provvedendo ad una cosa qualsiasi, se non vengono impie
gati uomini che pensano secondo la nostra epoca, si potr disporre
la soluzione migliore o peggiore, con effetti propizi o contrari, a
seconda degli uomini che saranno stati impiegati.
Oggi importante comprendere veramente che l'uomo deve
diventare qualcosa, che non pu credere di essere gi qualcosa, che
deve essere sempre in evoluzione.
Egli deve anche sapere come osservare veramente la realt.
Ma a ci si molto avversi, e l'ho messo in rilievo dai punti
di vista pi vari.
Per tutto, e in ispecie per le condizioni attuali, si molto in
clini a guardarsi bene dall'avvicinarsi alla realt, ma si prendono
appunto le cose come fanno comodo.
59

Rudolf Steiner

Farsi un giudizio obiettivo non naturalmente cos facile


come un giudicare che possibilmente vada diritto alla formulazio
ne.
Giudizi obiettivi non si possono formulare cosi senz'altro e
soprattutto non possono essere formulati quando agiscono sull'ele
mento sociale o umano oppure sulla vita politica, perch in questi
casi quasi sempre giusto anche il contrario di quanto si suppone,
giusto nello stesso grado come l'opposto.
Soltanto quando si cerca di non formarsi per nulla un giudi
zio, ma di farsi delle immagini, vale a dire se gi ci si solleva alla
vita immaginativa, si potr percorrere approssimativamente la via
giusta.
di particolare importanza per il nostro tempo cercare di
farsi delle immagini, non veramente dei giudizi astratti, definiti.
Devono invero essere immagini quelle che spingono verso
la socializzazione.
Occorre poi dell'altro: non esiste socializzazione senza che
l'uomo giunga ad un livello scientifico spirituale cio libero nel
pensiero da un lato, alla scienza dello spirito dallaltro.
Anche in conferenze pubbliche *, anche nella conferenza di
Basilea accennai a questo problema.
Dissi che certe persone che pensano materialisticamente,
che vogliono spiegarsi tutto come procedente dall'evoluzione ani
male, sostengono, che presso gli animali si trovano gli inizi degli
istinti sociali che nell'uomo si sviluppano fino alla moralit.
Ma proprio gli istinti sociali esistenti negli animali, se pas
sano al livello umano, diventano appunto antisociali.
Proprio quanto presso gli animali sociale diventa nell'uo
mo antisociale al massimo.
Gli uomini non vogliono abbordare i vari aspetti che danno
un'immagine reale delle cose, ma vogliono formarsi rapidamente
dei giudizi.
Ci si raccapezza nelle relazioni reciproche tra uomo e uomo
soltanto se non si concepisce l'uomo in base alla sua natura anima-

le, perch in questa egli antisociale nel senso pi lato, ma se lo si


concepisce quale essere spirituale.
Per si pu fare questo soltanto se si concepisce tutto il
mondo in relazione col suo fondamento spirituale.
Tre cose non possono essere staccate una dall'altra: sociali
smo, libert di pensiero, scienza dello spirito.
Devono stare insieme.
Nel nostro quinto periodo postatlantico una non pu evol
versi senza l'altra.
Sar particolarmente necessario adattarsi a non considerare
distrattamente che in ogni uomo si nasconde anche un essere anti
sociale.
Si potrebbe anche dire, esprimendosi in modo grossolano,
che importa moltissimo per la salvezza di quest'epoca , che gli uo
mini cessino di amare se stessi in modo cosi esagerato.
La caratteristica dell'uomo attuale appunto il fatto di ama
re tanto se stesso.
E qui bisogna tornare a distinguere: egli ama il suo pensare,
il suo sentire il suo volere, e se poi ad un certo punto s'innamora,
per esempio, del suo pensiero, non lo molla pi.
Chi sa pensare veramente, sa qualcosa che non manca affat
to di importanza : al di la di tutto quanto si pensa in modogiusto,
qualche volta si pensato in maniera errata.
In realt si ha unidea esatta di qualcosa solo quando si
sono sperimentati gli effetti che si 'hanno nell'anima per averne
avuto un'idea errata.
Ma gli uomini non abbordano volentieri tali interiori condi
zioni evolutive.
Per questo oggi gli uomini si capiscono tanto poco fra di
loro.
Voglio fare 'un esempio: la concezione proletaria, di cui ho
parlato spesso, sostiene che il modo con cui la gente pensa tutta la
sovrastruttura ideologica, dipende dalle condizioni economiche,
per cui la gente forma i pensieri politici secondo la propria con di
zione economica.
60

Rudolf Steiner

Chi in grado di elaborare tali pensieri trover che un tale


pensiero largamente esatto, particolarmente quasi esatto per il
periodo evolutivo a partire dal secolo sedicesimo, in quanto ci che
gli uomini pensano dal secolo sedicesimo in poi quasi tutto un ri
sultato delle condizioni economiche.
Non esatto in senso assoluto, ma in senso relativo ha un'e
sattezza di vasta portata.
Questo non entra per nella testa di un professore di econo
mia.
Per esempio, non lontano da qui, insegna in una universit
un economista di nome Michels *; egli afferma che ci falso, in
quanto si pu dimostrare che i pensieri politici non vengono forma
ti dalle condizioni economiche, ma che le condizioni economiche
vengono modificate particolarmente dai pensieri politici.
Il professor Michels richiama l'attenzione sul blocco conti
nentale di Napoleone a seguito del quale certi rami dell'industria,
per esempio in Italia e in Inghilterra, sono stati distrutti senza ceri
monie ed altri sono stati introdotti.
Egli afferma quindi che qui abbiamo l'esempio pi lampan
te di come, a seguito di un pensiero politico, a seguito del blocco
continentale, vengano determinate le condizioni economiche.
Fa diversi altri esempi del genere.
So che se cento persone leggessero il libro del professor
Michels sarebbero convinte della giustezza della sua asserzione, in
quanto l'argomentazione svolta con una logica acutissima.
Sembra esatta in modo, assoluto, e tuttavia falsa in modo
ridicolo.
ridicolmente falsa perch bisogna trattare tutti gli esempi
che egli cita secondo lo stesso schema del blocco continentale.
Certamente il blocco continentale ha avuto per effetto che
certe industrie dovettero essere trasformate in Italia, ma la trasfor
mazione di queste industrie non ha apportato alcuna modifica nel
rapporto economico tra imprenditore ed operaio.
Questo appunto l'elemento caratteristico.

fondo.

Tutto ci tiene quindi come un setaccio o una botte senza

Questa teoria economica del Michels come una botte sen


za fondo.
Tutto quanto egli espone non ha una base, perch la conce
zione proletaria non sostiene affatto che per mezzo di un pensiero
di questo genere si sviluppi, poniamo, findustria serica fiorentina
che prima non esisteva, mentre la la stessa non si sviluppa in In
ghilterra.
La concezione proletaria sostiene piuttosto che, malgrado il
blocco continentale possa far sorgere un'industria , qua e unaltra
l, non si modifica nulla nei rapporti economici fra imprenditore e
lavoratore; tali rapporti sono decisivi, e quindi i fatti; citati esorbi
tano dalla grande corrente dei fatti economici con la relativa sovra
struttura ideologica; proprio il blocco continentale nei suoi effetti
non dimostra per nulla ci che il professor Michels vuol dimostra
re.
Ci si domander perch una persona come il professor Mi
chels insista sulla sua teoria di fronte al pensiero proletario.
Semplicemente per il fatto che egli si innamorato del suo
pensare e perch non affatto in grado di abbordare il pensiero
proletario.
E quindi si addormenta subito.
t un addormentarsi latente.
Nel momento in cui deve riflettere sui pensieri proletari egli
si addormenta.
Pu quindi sorreggersi, soltanto sviluppando i pensieri di
cui innamorato.
Cos bisogna abbordare i fatti animici.
Al presente siamo ormai in un'epoca in cui bisogna abbor
dare le cose animiche, altrimenti non si capirebbe ci che neces
sario, non si potrebbe pervenire ad un benefico giudizio su queste
difficili, tragiche condizioni.
E giudizi benefici sono soltanto quelli che possano e faccia
no superare la miseria del presente.
61

Rudolf Steiner

Non vi ragione per il pessimismo in genere, ma vi sono


molti motivi per capovolgere il giudizio.
Anzitutto ogni singolo individuo ha al massimo grado dei
motivi per capovolgere il giudizio.
Bisogna ben dire che molto singolare vedere come la gen
te esprima quasi dormendo i suoi giudizi e come rapidamente li di
mentichi da un periodo ad un altro, per quanto brevi siano tali pe
riodi.
Vedremo specialmente ora come la gente dimenticher il
modo in cui ha giudicato ci che in tutto il mondo stato detto cir
ca la giustizia e la necessit di combattere per la giustizia contro
l'ingiustizia.
Vedremo che la maggior parte della gente, la stessa che
poco tempo fa parlava cos del diritto, lo dimenticher e poi non si
accorger affatto che la maggior parte di quelli che parlavano di di
ritto intendevano semplicemente far valere la pura e semplice po
tenza.
Non per dirne male, ma bisogna che sia chiaro che se da
un lato si parlato di giustizia, non si ha il diritto di sorvolare sul
fatto che, per coloro che pi si adoperavano in questo senso, si trat
tava in ultima analisi del potere.
Come ho detto non bisogna prenderla male, ma non sar
bello vedere come si far valere la parte che relativamente poco
tempo fa parlava solo di giustizia, giustizia e giustizia.
Non se ne p essere sorpresi.
Dovranno essere sorpresi coloro che sono intervenuti con le
parole e con i fatti, se ora trovano che il quadro tanto cambiato!
Bisognerebbe almeno che venisse loro a coscienza quanto
l'uomo sia incline a formare i suoi giudizi in base a illusioni, e non
in base a realt.

62

Rudolf Steiner

QUINTA CONFERENZA

Dornach 7 dicembre 1918


Spesso per la gente difficile trovarsi a proprio agio nel
corso degli eventi del mondo, proprio quando si considerano tali
eventi da un punto di vista superiore.
Farebbe molto piacere all'uomo non guardare imparzial
mente la verit che risolve certi conflitti della vita solo dopo lunghi
periodi di tempo.
Anche se non se lo confessa sempre, l'uomo gradirebbe
moltissimo essere condotto con le dande dalle potenze del mondo.
In particolare gli riesce difficile trovarsi serenamente a pro
prio agio se in qualche incarnazione costretto a vivere in un epo
ca cos se catastrofica, come per esempio quella a attuale.
Allora pone volentieri la domanda del perch la divinit la
sci che tali cose avvengano.
Non indaga volentieri circa le necessit della vita.
In certo qual modo egli ha infatti il desiderio di vedere le
cose quanto pi piacevoli possibile.
Ma in un'epoca come la nostra l'uomo deve vedere varie
cose che si vanno preparando nel caos.
Il caos necessario per il corso complessivo del divenire.
Spesso Fuorno si deve inserire tanto nelle situazioni caoti
che quanto in quelle armoniche.
Il nostro quinto periodo postatlantico in particolare uno di
quelli che fa molto sperimentare alla gente il caos; la particolari
t, l'essenza di questo periodo.

Noi viviamo infatti nel tempo in cui l'uomo deve attraversa


re gli impulsi evolutivi che lo pongono sui suoi piedi, che lo com
penetrano della coscienza individuale.
Viviamo nel periodo dell'anima cosciente.
Dopo tutto quello che abbiamo osservato, raccogliendo le
cose pi varie che possono far capire proprio il nostro periodo, bi
sogna porsi la domanda di quale sia la particolarit principale ap
punto del nostro tempo e dello sviluppo dell'anima cosciente.
La particolarit principale di questo periodo il fatto che
l'uomo deve imparare a conoscere nel modo pi profondo, nel
modo pi intenso, le forze che si oppongono all'armonizzazione di
tutta l'umanit.
Pertanto nel nostro tempo si deve diffondere man mano una
conoscenza cosciente delle forze arimaniche e luciferiche che si
oppongono all'uomo.
Se l'uomo non sperimentasse questi impulsi dell'evoluzione,
ai quali cooperano le potenze luciferiche ed arimaniche, non arri
verebbe all'uso completo della sua coscienza, cio alla formazione
completa della sua anima cosciente.
Dobbiamo per riconoscere in questo inserimento dell'ani
ma cosciente nella natura umana un impulso essenzialmente anti
sociale.
Nella nostra epoca si verifica cio la particolarit che il sor
gere dell'idea sociale appare come una reazione a ci che vuol usci
re proprio dall'essere intimo della natura umana, una reazione allo
sviluppo della coscienza individuale.
Direi che nel nostro tempo abbiamo una vocazione per il
socialismo perch, l'essere intimo dell'uomo di oggi si oppone pro
prio al massimo grado al socialismo.
Pertanto necessario considerare tutto quanto nel cosmo,
nel mondo, in una relazione con l'uomo, per diventare coscienti
della relazione che esiste fra gli impulsi antisociali, che sgorgano
dalle profondit delle anime umane, e la vocazione allarmonizza
zione sociale, che agisce come reazione a quanto sgorga dall'intimo
dell'anima umana.
63

Rudolf Steiner

Bisogna appunto rendersi chiaro conto del fatto che l'uomo,


con la sua vita, rappresenta una condizione d'equilibrio fra potenze
che reciprocamente si combattono.
Ogni rappresentazione che per esempio tenda semplicemen
te a rappresentare una dualit, per esempio un principio buono ed
uno cattivo, non sar mai capace di illuminare la vita.
Si pu illuminare la vita solo rappresentandola come ele
mento ternario, in cui una parte rappresenta la condizione d'equili
brio, e le altre due i poli verso i quali la condizione d'equilibrio
oscilla continuamente.
Da ci deriva la triade che vogliamo raffigurare nella nostra
scultura, quella che deve formare il centro di questo edificio, col
rappresentante dell'umanit fra Arimane e Lucifero *.
Questa coscienza di una i condizione d'equilibrio alla quale
si tende, sempre in pericolo di volgersi verso una parte o verso
quella opposta, deve diventare l'elemento essenziale della conce
zione del quinto periodo postatlantico.
Mentre l'uomo sperimenta l'anima cosciente, egli si evolve
verso il s spirituale II periodo di evoluzione dell'anima cosciente
durer ancora a lungo.
Ma in realt le cose non si svolgono in modo che sempre
come in un bello schema, una cosa segua all'altra; una in certo
qual modo inclusa nell'altra.
Cos, mentre educhiamo l'anima cosciente ad essere sempre
pi forte, direi che il s spirituale che si manifester nel sesto pe
riodo postatlantico con la stessa forza dell'anima cosciente nel
quinto, resta in attesa sullo sfondo.
Con la stessa forza con la quale l'anima cosciente, svilup
pandosi, ha un effetto antisociale, agir socialmente il s spirituale.
Si pu quindi dire che l'uomo, dagli intimi impulsi della sua
anima, sviluppa nel nostro tempo elementi antisociali, ma che sotto
sotto si stanno preparando elementi spiritualmente sociali.
Tali elementi spiritualmente sociali, che sotto sotto si stan
no preparando, si manifesteranno essenzialmente quando sorger,
nel sesto periodo postatlantico, la luce del s spirituale.

Per questa ragione non c' da meravigliarsi che in questo


quinto periodo postatlantico si manifesti in forme astruse, iper-radicali, quel che potr inserirsi nell'umanit in modo ordinato sol
tanto nel sesto periodo postatlantico che seguir il nostro.
Durante il quinto periodo postatlantico l'uomo sar esposto
ai prodromi di quanto deve sopraggiungere nel sesto periodo posta
tlantico, e tutto dipender dal fatto che si acquisti una comprensio
ne di quello che dobbiamo passare nel quinto periodo.
Le spinte antisociali avranno un'enorme importanza e po
tranno essere attutite e incorporate in una vita realmente sociale se,
come ho esposto recentemente, gli uomini si varranno della scienza
sociale che risulta dalla generale scienza dello spirito.
Cos molto anticipate, sullo sfondo, dietro al vari sforzi del
presente e dell'avvenire, abbiamo le aspirazioni sociali.
Ma dobbiamo ripetere dai pi svariati punti di vista che la
forma sociale richiesta non potrebbe essere vitale senza un collega
mento con altre due cose.
Nel sesto periodo postatlantico questo collegamento si ma
nifester pi o meno spontaneamente.
Nel quinto periodo postatlantico la vita sociale deve essere
regolata coltivando la scienza dello spirito.
Ogni sforzo per regolare la vitale al di fuori dell'ambito del
la scienza dello spirito porter soltanto al caos e ad un iper-radicalismo che rende infelici gli omini.
Riguardo alla struttura sociale della vita, proprio il quinto
periodo postatlantico dipende particolarmente dalla scienza dello
spirito.
Dobbiamo infatti riflettere ancora una volta sul fatto - ne ho
gi accennato ieri ed anche recentemente a Basilea nella conferen
za pubblica - che in certo qual modo luomo supera la natura che si
riferisce al regno animale.
Egli supera la natura animale, porta in s la natura animale.
Darwinisti ingenui sostengono che la morale umana sia sol
tanto un'evoluzione degli istinti sociali degli animali.
64

Rudolf Steiner

Gli istinti sono per innati negli animali, e da istinti sociali


negli animali si trasformano nell'uomo in istinti antisociali; l'uomo
potr tornare a svegliarsi alla vita sociale quando superer ci che
provenendo dal regno animale, si trasforma nell'elemento antiso
ciale.
Questa la verit.
Se quindi vogliamo rappresentarci schematicamente l'uomo
da questo punto di vista, possiamo dire che egli supera l'animale, si
evolve al di l dell'animale.
Quello che nell'animale elemento sociale, diventa antiso
ciale nelluomo.
Ma l'uomo si eleva alla spiritualit, e nello spirituale pu
tornare a conquistarsi lelemento sociale.
Luomo si conquista lelemento sociale a un livello pi alto
di quello che gli proprio nell'epoca dell'anima cosciente, nel cor
so della quale uscito dall'animalit; nello stato caotico l'elemento
sociale irradia nella condizione intermedia in cui appunto si trova.
A questo punto sono necessarie altre due aggiunte.
Se il socialismo che sorge come impulso elementare, si pre
senta da solo come unesigenza nellambito dellumanit, esso fini
sce col portar danno.
Il socialismo pu portare del bene solo se appaiato alle al
tre due cose che si devono sviluppare nell'umanit fino alla fine
della nostra epoca postatlantica, fino al settimo periodo postatlanti
co, se appaiato a quanto si pu chiamare una libera vita di pensie
ro, ad una comprensione della natura spirituale del mondo che sta
dietro alla natura sensibile.
Il socialismo senza scienza dello spirito e senza libert di
pensiero un assurdo.
Questa appunto una verit obiettiva.
Ma l'uomo deve svegliarsi alla libert di pensiero, deve ma
turarsi proprio nel nostro periodo dell'anima cosciente.
Perch, deve svegliarsi allanima cosciente?

Voglio far osservare che nel corso della sua evoluzione


l'uomo, nel quinto periodo postatlantico, giunto come ad un pun
to decisivo.
Fino al quinto periodo postatlantico l'uomo aveva mantenu
to la possibilit che il tempo prenatale continuasse ad agire dopo la
nascita.
Rendiamocene ben conto.
Fino al nostro periodo l'uomo portava in s forze che non
erano state da lui conquistate nel corso della vita, ma che gi aveva
quando, come s dice, vedeva la luce, quando nasceva; forze che gli
erano state impresse nel periodo embrionale.
Fino al quarto periodo postatlantico l'uomo aveva le forze
che gli venivano impresse nel periodo embrionale e che poi conti
nuavano ad agire nel corso della vita.
Solo ora ci troviamo dinanzi la grande crisi nell'evoluzione
dell'umanit per cui quelle forze non possono dare il la , non
possono pi avere un'azione elementare come fino ad ora.
In altre parole, nel quinto periodo postatlantico l'uomo sar
molto pi esposto alle impressioni della vita, perch, le forze che si
oppongono alle impressioni della vita, che vengono acquisite nel
periodo embrionale prima della nascita, perdono la loro forza por
tante.
E di grandissima importanza che queste forze perdano la
loro forza portante.
Soltanto per un aspetto la vita gi stata ordinata fin qui in
modo che l'uomo potesse acquisire fra nascita e morte qualcosa,
che non gli era stato inoculato durante il periodo embrionale.
Questo fu solo possibile per ci che segue.
Ieri abbiamo esaminato particolari fenomeni del sonno in
rapporto con la vita sociale.
Quando l'uomo dorme il suo io ed il suo corpo astrale si tro
vano fuori dal corpo fisico e dal corpo eterico.
Nel sonno vi un'altra relazione fra io e corpo astrale da un
lato, corpo fisico e corpo eterico dall'altro, che non nella veglia.
65

Rudolf Steiner

Quando dorme l'uomo si comporta diversamente nei con


fronti del suo corpo fisico e di quello eterico.
Ora vi una certa somiglianza fra il nostro sonno ed il no
stro periodo embrionale - somiglianza, non uguaglianza!
In un certo senso, quando ci addormentiamo e fino al risve
glio la nostra vita diventa simile, non uguale, alla vita che condu
ciamo dalla concezione - o in realt da tre settimane dopo la stessa
- fino alla nascita.
Quando siamo nel grembo materno conduciamo una vita si
mile a quella che abbiamo dopo quando dormiamo.
La sola differenza deriva da qualcosa di molto importante, e
cio dal respiro, dal respirare l'aria esterna.
Per questo motivo ho potuto dire: simile ma non uguale.
Quando siamo nel grembo materno non respiriamo l'aria
esterna.
Siamo chiamati a respirare l'aria esterna quando veniamo
messi al mondo.
Questo il motivo per cui la vita nel sonno diversa da
quella embrionale.
Si tenga ora presente che quando dorme, da molti punti di
vista l'uomo ha una vita simile a quella embrionale.
Ora interferisce qualcosa che pu esistere solo fra nascita e
morte, non nella vita embrionale: interviene il respiro.
Per il fatto che l'uomo respira l'aria esterna, il suo organi
smo viene influenzato in un certo modo.
Ma tutto quanto influenza il nostro organismo influisce su
tutte le nostre manifestazioni di vita, anche sulle nostre manifesta
zioni animiche.
Comprendiamo la vita in mondo diverso se respiriamo o se
non respiriamo.
Nell'evoluzione dell'umanit vi un particolare elemento ed esaminandolo tocchiamo un importante segreto dell'evoluzione
dell'umanit - quello dell'Antico Testamento i cui iniziati erano
profondamente compenetrati in modo particolare dal fatto che l'uo-

mo, fra nascita e morte, si differenzia per il respiro dalla vita em


brionale alla quale, per il resto, la vita nel sonno molto simile.
Sul riconoscimento interiore della natura del respiro si ba
sava il nesso degli antichi iniziati ebrei, degli iniziati ebrei dell'An
tico Testamento, con il loro Dio Jahve.
Possiamo rilevare dalla Bibbia che il Dio Jahve si manife
stava al suo popolo.
Quale era il popolo di Jahve?
Il popolo che aveva un particolare nesso con la verit relati
va al respiro che appunto ho enunciato.
Con ci connesso il fatto che proprio questo popolo rice
vette la rivelazione che l'uomo diventato tale perch, gli fu dato il
vivo respiro.
Si acquista una comprensione del tutto particolare se si
bada alla natura del respiro Umano.
Si conquista la comprensione per la vita del pensiero astrat
to, quella che nell'Antico Testamento viene chiamata la vita della
legge, per l'accoglimento di pensieri astratti.
Per quanto strano possa suonare oggi al pensiero materiali
stico, vero tuttavia che la forza di astrazione umana essenzial
mente condizionata proprio dal processo di respirazione.
Che l'uomo possa astrarre, che possa afferrare pensieri
astratti nel senso in cui anche le leggi sono pensieri astratti, anche
fisiologicamente connesso col suo processo di respirazione.
Lo strumento per il pensiero astratto il cervello.
Esso compreso in un continuo ritmo che conforme al rit
mo del respiro.
A proposito del rapporto del ritmo del cervello col ritmo del
respiro ho gi parlato qui, perfino pi volte.
Ho spiegato come il cervello riposi nel liquido cerebrale,
come il liquido cerebrale, quando l'aria viene espirata, scorra attra
verso la colonna del midollo spinale e si riversi, in basso, nella ca
vit addominale.
Come nell'inspirazione il liquido venga poi spinto indietro
in modo che abbia luogo un continuo vibrare: all'atto dell'espira66

Rudolf Steiner

zione un abbassarsi del liquido cerebrale, all'atto dell'inspirazione


un salire del liquido cerebrale ed unadagiarsi del cervello nel li
quido cerebrale.
La capacit di astrazione dell'uomo in rapporto anche fi
siologicamente con questo ritmo del processo di respirazione.
Un popolo che si fondava in modo speciale sul processo di
respirazione era contemporaneamente il popolo del processo di
astrazione.
Per questo motivo gli iniziati, percependo nel loro modo
jahvetico, potevano dare al foro popolo una rivelazione del tutto
particolare perch, tale rivelazione era completamente adeguata al
pensiero astratto.
Il segreto della rivelazione dell'Antico Testamento sta nel
fatto che l'uomo ha accolto una saggezza che era adeguata alla ca
pacit di astrazione, alla capacit del pensiero astratto; e la saggez
za jahvetica era adeguata al pensiero astratto.
Nella coscienza normale, dormendo, l'uomo perde la sag
gezza jahvetica.
Gli iniziati di Jahve, nella loro iniziazione, accoglievano
semplicemente ci che l'uomo sperimenta per mezzo del respiro,
da quando si addormenta fino al risveglio.
Per questo motivo molto spesso, da coloro che amano le
mezze verit, Jahve viene indicato come la divinit che regola il
sonno.
E anche cos.
Egli ha trasmesso all'uomo la parte di saggezza che l'uomo
sperimenterebbe se diventasse tanto veggente, quanto appunto di
vennero gli iniziati, da sperimentare coscientemente la vita da
quando ci si addormenta fino al risveglio.
Ci non venne per sperimentato dalla coscienza normale
nella vita dell'Antico Testamento, ma fu dato alla gente come rive
lazione; nella saggezza jahvetica la gente riceveva quindi come ri
velazione ci che doveva perdere dormendo.
Doveva essere perduto dormendo perch, altrimenti il pro
cesso vitale non avrebbe potuto proseguire.

L'essenziale della civilt dell'Antico Testamento che la


saggezza notturna viene rivelata come saggezza jahvetica.
Questa possibilit si era esaurita fino ad un certo grado prego di notare: fino ad un certo grado - per la gente nel tempo in
cui si approssimava il mistero del Golgota.
Infatti la saggezza che in certo modo la saggezza del son
no-respiro, un settimo della saggezza che l'uomo deve sviluppare;
un settimo!
lasaggezza di uno degli Elohim, di Jahve.
Gli altri sei settimi potevano e possono avvicinarsi all'uma
nit solo per la penetrazione dell'impulso del Cristo nell'umanit.
Si pu cos dire che rivelandosi Jahve, egli rivela direi in
anticipo la saggezza notturna della respirazione.
Gli altri sei Elohim, che nel loro complesso, col settimo,
rappresentano l'impulso del Cristo rivelano il resto che si avvicina
all'uomo fra nascita e morte al di l del respiro.
Nell'ambito della civilt dell'Antico Testamento l'uomo sa
rebbe diventato un essere del tutto antisociale, se Jahve non avesse
rivelato al suo popolo l'elemento sociale nella legge astratta che re
golava ed armonizzava la vita appunto di quel popolo.
Jahve pot, conquistarsi questo primato respingendo gli al
tri Elohim, quasi detronizzandoli, come ho spiegato.
A seguito di ci si sono avvicinati alla natura umana altri
esseri spirituali di pi bassa levatura, e se ne sono impossessati.
L'uomo fu esposto a questi altri esseri per cui, durante l'e
voluzione dell'Antico Testamento, dobbiamo registrare due fatti.
In primo luogo la saggezza jahvetica armonizzatrice, in ci
che gli ebrei chiamavano la legge e nella quale allo stesso tempo
era definita la vita sociale; in secondo luogo ci che si opponeva a
quella coesione sociale, vale a dire gli altri esseri di pi bassa leva
tura vicini alla natura umana, perch, gli altri Elohim non erano
ammessi nel tempo precedente il mistero del Golgota.
Questi esseri di pi bassa levatura dirigevano i loro forti at
tacchi in senso antisociale contro l'elemento jahvetico.
67

Rudolf Steiner

Si verifica il particolare fatto che a met del secolo dician


novesimo, negli anni quaranta, Jahve non pot pi dominare con la
sua influenza gli spiriti oppositori, e cos questi ultimi acquistarono
particolare potenza.
In realt appena nel corso del secolo diciannovesimo sorta
la necessit di comprendere veramente l'impulso del Cristo che pri
ma, come spesso ho ricordato, veniva solo preparato, perch, senza
di esso la civilt umana non pu progredire.
L'elemento sociale della vita umanasi trovava appunto da
vanti a questa notevole crisi per cui l'impulso del Cristo deve esse
re compreso per l'avvenire quanto pi possibile.
Senza la comprensione dell'impulso del Cristo nessuna esi
genza sociale si avvia ad una soluzione benefica.
Tutti i secoli, e sono ormai quasi venti, in cui il cristianesi
mo si diffuso, sono stati solo preparatori per la vera comprensio
ne dell'impulso del Cristo.
L'impulso del Cristo pu essere infatti afferrato solo nello
spirito.
Tutto avviene a poco a poco, e nel nostro tempo critico, nel
l'epoca in cui appunto per quanto riguarda le cose da me esposte ha
luogo una crisi, avviene che, come un residuo, penetra ancora l'im
pulso verso la sola saggezza jahvetica, verso la saggezza che di
pendeva da quanto viene acquisito nella vita, embrionale e che vie
ne modificato dal processo di respirazione, peraltro incosciente.
Il processo di respirazione non viene a coscienza.
La saggezza jahvetica-deve venir rivelata alla coscienza.
Ci dur fin tanto che lanima cosciente non fu sviluppata
fino ad un certo grado.
Ora l'anima cosciente sviluppata fino a quel grado non si
pu continuare ad utilizzare la saggezza jahvetica sintonizzata col
respiro.
Sempre si manifesta invece la tendenza a continuare ad uti
lizzare ci che, secondo le necessit interiori, non si pu utilizzare.
Poich, per la vita fra la nascita e la morte resta incosciente
ci che connesso col respiro, la civilt ebraica stata una civilt

individuale dell'umanit, ma una civilt di popolo in cui tutto


connesso con la discendenza dal comune capostipite.
La rivelazione ebraica essenzialmente una rivelazione cal
colata per il popolo ebraico, perch, appunto tiene conto di quanto
viene acquisito nella vita embrionale edificato solo da un elemento
inconscio: il processo di respirazione.
Che cosa ne consegue nel nostro tempo critico?
Che chi non vuol aderire alla saggezza eristica, la quale
porta nell'uomo laltro elemento che viene conquistato fra nascita e
morte al di fuori del processo di respirazione, vuole fermarsi alla
saggezza jahvetica, vuole orientare l'umanit solo verso civilt na
zionali.
L'attuale appello per una divisione degli uomini in singoli
popoli l'appello, arimanicamente ritardato, per la fondazione di
una civilt in cui tutti i popoli rappresentino solo civilt nazionali,
vale a dire civilt secondo l'Antico Testamento.
Che i popoli di tutta la terra abbiano a diventare simili al
popolo ebreo antico, questo l'appello di Woodrow Wilson!
Con ci tocchiamo un enigma profondissimo, un enigma
che si riveler nelle forme pi diverse.
Un elemento sociale, che antisociale rispetto a tutta l'uma
nit, che vuole fondare la socialit soltanto nei singoli popoli, vuol
emergere quale elemento arimanico; l'impulso di civilt dell'Antico
Testamento viene mantenuto arimanicamente!
Vedete, le cose non sono tanto semplici come molta gente
crede; non basta escogitare questo o quello per proporre ideali al
l'uomo.
Bisogna poter abbordare la realt, bisogna essere capaci di
dire che cosa veramente domini ed agisca in tale realt.
L'uomo ha appunto la prospettiva, fra nascita e morte, di
non costruire su quanto inconscio, ma su quanto cosciente.L'e
lemento inconscio si fonda sul processo di respirazione eovviamente su quanto in rapporto col processo di respirazione, sul san
gue, sulla circolazione sanguigna, vale a dire sulla discendenza,
sulla relazione del sangue, sull'ereditariet.
68

Rudolf Steiner

La civilt a venire non pu fondare l'ordine sociale sulla


sola relazione del sangue, perch, tale nesso d solo un settimo di
ci che deve essere fondato nella civilt umana.
Gli altri sei settimi devono aggiungersi per mezzo dell'im
pulso del Cristo, un settimo nel quinto periodo, un altro nel sesto,
un terzo nel settimo ed il resto nei tempi successivi.
Pertanto nell'umanit si deve sviluppare man mano ci che
in relazione col vero impulso del Cristo, e deve essere superato
ci che connesso col solo impulso jahvetico.
Sar caratteristico dell'impulso jahvetico che per l'ultima
volta poderosi tentativi di vasta portata si verificheranno nel socia
lismo internazionale, quale viene compreso dal proletariato.
Sar in sostanza l'estremo tentativo dell'impulso jahvetico.
Avverr il particolare fenomeno che ogni popolo diventer
popolo di Jahve e che contemporaneamente ogni popolo pretender
di diffondere il suo culto di Jahve, il suo socialismo.
Queste saranno poi le forze reciprocamente contrastatesi fra
le quali si dovr trovare l'equilibrio.
In tutto ci che si attua come necessit obiettiva nel corso
dell'evoluzione umana, si mescolano i sentimenti e le sensazioni
degli uomini che prendono diversi atteggiamenti rispetto ai vari
gruppi di popoli e che, nell'ambito del corso necessariamente obiet
tivo dell'evoluzione, hanno un'azione molesta.
Per mezzo della saggezza jahvetica si apre uno dei sette
varchi per i legami fra gli uomini.
Si aprir un secondo varco quando si riconoscer che la na
tura fisica ed eterica dell'uomo si ammala nel corso della vita.
Naturalmente non si intende una malattia acuta, ma vivere
nel nostro quinto periodo significa un lento ammalarsi.
Ci avviene dal quarto periodo in poi, ed in particolare
cos nel quinto.
Anche se lento e continuo, il processo vitale corrisponde a
una malattia acuta; soltanto che questa ha un decorso rapido.

Pertanto, come si deve guarire da una malattia per mezzo di


una cura specifica, cos deve verificarsi nella vita umana qualcosa
che risana.
Dal quinto periodo postatlantico in poi la vita naturale degli
uomini dunque una specie di continuo, lento ammalarsi.
L'educazione, tutti gli influssi culturali devono avere come
mta la guarigione.
In certo qual modo questa la prima vera spinta dell'impul
so del Cristo: il risanamento, la redenzione.
Il Redentore chiamato nel quinto periodo postatlantico ad
essere specialmente il risanatore.
Le altre forme dell'impulso Cristo devono stare sullo sfon
do.
Per il sesto periodo postatlantico l'impulso del Cristo avr
una particolare azione per la chiaroveggenza.
Allora si svilupper il s spirituale, entro il quale l'uomo
non pu vivere senza la chiaroveggenza.
Nel settimo periodo postatlantico si svilupper una specie
di natura profetica, in quanto il terzo impulso si trasferir profetica
mente in un'epoca del tutto diversa.
Le altre tre parti della sestuplice saggezza eristica agiranno
nelle epoche successive.
Cos l'impulso del Cristo deve penetrare nell'umanit come
processo risanatore, come processo veggente, come processo pro
fetico, come l'elemento che infuoca socialmente l'umanit nel pre
sente e nei due successivi periodi di civilt.
Questa la reale penetrazione dell'impulso del Cristo nella
vita, ed essa si insinua in tutte le altre cose che abbiamo gi men
zionato in merito all'evoluzione.
Un varco stato aperto per mezzo della saggezza jahvetica.
Ma esso diventato impraticabile a met del secolo dician
novesimo.
Che sia possibile attraversare tale varco, potr avvenire sol
tanto se tutti i popoli svilupperanno, in certo qual modo a seconda
della loro forma, delle civilt di tipo ebraico.
69

Rudolf Steiner

Altri varchi devono essere aperti; deve aggiungersi cio la


saggezza iniziatica - che diventa nota per mezzo di un secondo, di
un terzo, di un quarto varco - alla saggezza nota per mezzo del var
co di Jahve.
Solo in questo modo l'uomo potr inserirsi in nessi diversi
da quelli regolati dai legami del sangue, vale a dire dai legami della
respirazione; ci sar di particolare importanza per lui nell'avveni
re.
Elemento critico del nostro tempo poi che la gente vuol
conservare arimanicamente da tempi antichi la regolazione dell'or
dinamento mondiale secondo legami del sangue, ma che una ne
cessit intima cerca di superare tali legami del sangue.
In avvenire il regolatore dell'elemento sociale non potr de
rivare da ci che in qualche modo affine, ma avr valore solo
quello che l'anima stessa, per libera determinazione, potr speri
mentare come normativo per l'ordine sociale.
In un certo senso una necessit interiore guider gli uomini
in modo che sar abolito tutto quanto penetra nell'ordinamento so
ciale attraverso i meri legami del sangue.
Agli inizi tutte queste cose appariranno in maniera tumul
tuosa.
Nel nostro tempo dovranno la conoscenza dello spirito e la
libert di pensiero, quest'ultima soprattutto in campo religioso.
La scienza dello spirito deve svilupparsi perch, gli uomini
devono sviluppare dei nessi fra di loro, e l'uomo spirito.
Si pu entrare in relazione con l'uomo solo partendo dallo
spirito.
Il rapporto precedente, in cui gli uomini si erano inseriti,
partiva dallo spirito inconscio, vibrante nel sangue nel senso della
saggezza jahvetica, che per port solo all'astrazione.
Il grado successivo, al quale l'uomo deve essere condotto,
deve essere qualcosa che viene afferrato nell'animico.
In immagine, per atavismo, i popoli pagani avevano i miti
in antiche forme culturali.

Il popolo ebreo aveva le sue astrazioni - non miti, ma astra


zioni - aveva la legge.
Il fenomeno continuato.
Con ci l'uomo stato elevato dapprima alla capacit rap
presentativa, alla capacit di pensiero.
Ma dalla sua attuale concezione del mondo, nella quale
vive leco del Non costruirti alcun simulacro *, l'uomo deve ri
tornare alla capacit dell'anima che in grado coscientemente di
costruirsi delle immagini.
In avvenire la vita sociale potr infatti essere realizzata in
modo giusto solo in immagini, in immaginazioni.
La vita sociale pot essere regolata in astrazioni solo nel
l'ambito del singolo popolo, e la regolamentazione nazionale pi
eminente dal punto di vista sociale fu quella dell'Antico Testamen
to.
La successiva regolamentazione della vita sociale dipender
dalla capacit di esercitare coscientemente la stessa forza che era
insita in modo inconscio o semi cosci ente, in maniera atavica, nella
capacit di produrre miti.
La gente si riempirebbe completamente di istinti antisociali
se si limitasse a diffondere solo delle leggi astratte.
Attraverso la loro conceione del mondo gli uomini devono
arrivare a creare immagini soltanto cos, grazie a questa creazione
cosciente di miti, sorger la possibilit che nella relazione da uomo
a uomo si formi l'elemento sociale.
Nel guardare un'immagine come quella del gruppo sculto
reo * col rappresentante dell'umanit, con Lucifero e con Arimane,
ci sta dinanzi ci che agisce in tutto l'uomo, perch, l'uomo rappre
senta la condizione d'equilibrio fra l'elemento luciferico e quello
arimanico.
Se durante la vita ci si compenetra dell'impulso a stare di
fronte ad ogni uomo in modo da vedere in lui questa triade, da ve
derla concretamente in lui, si incomincer a comprenderlo.
La forza essenziale che tende a svilupparsi nel quinto perio
do postatlantico quella per cui non si passer pi vicino al prassi 70

Rudolf Steiner

mo come uno spettro a fianco di altro spettro, senza farsi un'imma


gine l'uno dell'altro e definendo il prossimo con i nostri concetti
astratti.
Al presente non si fa altro, ci si passa vicini l'un l'altro
come spettri.
Uno spettro forma l'idea: Ecco un tipo simpatico, L'altro:
Ecco un tipo meno simpatico! ecco un malvagio! ecco un
buono!
Sempre concetti astratti del genere.
Nelle relazioni fra uomo e uomo non abbiamo altro che un
fascio di concetti astratti.
questo l'effetto essenziale che risultato nell'uomo dalla
norma dell'Antico Testamento: Non costruirti alcun simulacro, e
che avrebbe tutte le qualit per condurre ad una vita antisociale se
lo mantenessimo.
Ci che irraggia dall'intimo dell'uomo, ci che vuol diven
tare realt che in un certo qual modo dal nostro prossimo emana
un'immagine: l'immagine di quel particolare tipo di equilibrio che
ogni uomo individualmente esprime.
A questo si aggiunge l'aumentato interesse che l'uomo deve
avere per il suo prossimo, l'interesse che spesso ho descritto come
base di una vita sociale
Al giorno d'oggi non abbiamo ancora.un intenso interesse
per il prossimo; per questo motivo lo critichiamo, per questo lo
giudichiamo, per questo pronunciamo giudizi secondo simpatia o
antipatia, e non in base all'immagine obiettiva che ci viene incontro
dal prossimo.
La capacit di essere sollecitati, direi misticamente, quando
veniamo a trovarci di fronte al nostro prossimo, questa capacit
vuol diventare realt.
Essa entrer nella vita sotto forma di un particolare stimolo
sociale.
Da un lato l'anima cosciente si sforza di manifestarsi in pie
no antisocialmente nel quinto periodo postatlantico.

Dall'altro lato cerca di uscire dall'intimo dell'uomo qualco


s'altro: la capacit di formarsi delle immagini degli uomini con cui
viviamo, che incontriamo nella vita.
Stimoli sociali, impulsi sociali queste cose sono molto pi
nel profondo di quanto non si creda, quando si parla di elementi so
ciali e antisociali.
Ora pu sorgere la domanda: con quale mezzo ci procuria
mo man mano la capacit di vedere l'immagine dell'uomo che ci si
fa incontro?
Dobbiamo assimilare questa capacit nel corso della vita.
Riceviamo con la nascita capacit jahvetiche, e le sviluppia
mo durante la vita embrionale.
Nella civilt a venire le cose non saranno cos facili per
l'uomo che dovr conquistare e anche sviluppare nel corso della
vita le sue capacit.
Nell'educazione dovranno affermarsi massime molto pi
concrete, pi definite di quelle che vengono sostenute in maniera
tanto confusa nella pedagogia.
Anzitutto l'uomo dovr essere stimolato a guardare spesso
indietro alla vita passata, ma nel modo giusto.
Al giorno d'oggi i ricordi di esperienze passate che si susci
tano hanno ancora un carattere molto egoistico.
Se si dirige lo sguardo pi disinteressatamente, a seconda
dell'et si raggiunta, sulle esperienze fatte nella fanciullezza o
nella giovent, come da grigie profondit spirituali sorgono varie
persone che nelle condizioni pi varie presero parte alla nostra vita.
Guardiamo indietro, allo svolgimento della nostra vita
meno chiusi in noi stessi, e non tanto a ci che interessa la nostra
riverita persona, ma piuttosto alle persone che si sono avvicinate a
noi per educarci, con le quali abbiamo stretto unamicizia, che han
no contribuito al nostro progresso, che forse ci hanno anche dan
neggiato, talvolta anche in maniera molto utile.
Da quel che sorger come da grigie profondit spirituali, da
quel che ci si far incontro, comprenderemo quanto pochi motivi
abbia in fondo l'uomo per ascrivere a se stesso ci che diventato.
71

Rudolf Steiner

Spesso qualcosa d'importante in noi legato al fatto che in


una certa epoca abbiamo incontrato una persona la quale, senza sa
perlo oppure anche sapendolo benissimo, ebbe ad attirare la nostra
attenzione su qualcosa d particolare.
Uno sguardo retrospettivo sulla vita, dato disinteressata
mente, ce la mostra composta delle cose pi varie nel senso pi
lato, e non ci d motivo per immergerci egoisticamente in noi stes
si, per almanaccare egoisticamente su di noi, ma per estendere il
nostro sguardo su quello che ci venuto incontro.
Immergendoci amorevolmente in ci che ci venuto incon
tro!
Spesso osserveremo che quanto in un certo periodo ci ha
colpito antipaticamente, non ci far effetto tanto antipatico, solo
che sia passato un tempo abbastanza lungo, perch, vi vedremo un
nesso interiore.
Il fatto che una persona ci abbia fatto un effetto antipatico
ha forse potuto esserci anche utile.
Talvolta ci riesce pi vantaggioso il danno che qualcuno ci
procura, del vantaggio che altro ci reca.
Sarebbe molto utile all'uomo se guardasse spesso indietro
alla propria vita disinteressatamente, se saturasse la vita con la con
vinzione che ne deriva, e cio di che scarsi motivi egli abbia di oc
cuparsi di se stesso, quanto infinitamente pi ricca diventi la sua
vita se fa scorrere lo sguardo sulle diverse persone entrate nella sua
vita.
Ci stacchiamo in certo qual modo da noi stessi se ci osser
viamo con un simile sguardo retrospettivo disinteressato.
Allora superiamo il terribile male della nostra epoca, dal
quale tanta gente assillata: l'almanaccare su noi stessi.
Ed tanto necessario che ci liberiamo dall'almanaccare su
noi stessi!
Chi una sola volta rimanga impressionato da un tale esame
di se stesso, come ora l'ho descritto, si trover non tanto interessan
te da almanaccare troppo sulla sua vita.

Infinita luce si espande su questa nostra vita, se la vediamo


illuminata da ci che perviene dalle sue grigie profondit spirituali.
Questo ci feconda talmente che davvero riceviamo le forze
immaginative per metterci di fronte all'uomo del presente;ci pu
cos apparire in lui ci che altrimenti nell'esame retrospettivo ci ap
pare soltanto dopo anni, relativamente alle persone con le quali ab
biamo vissuto.
Cos ci procuriamo la capacit di vederci venire incontro
immagini dalla persona che incontriamo.
La cura della vita sociale, che in realt per il passato deriva
va soltanto dai legami del sangue, non legata tanto con program
mi socialistici, quanto col fatto che l'uomo diventi un essere spiri
tualmente sociale.
Ma lo diventa risvegliando in s, nel modo descritto le forze
pi profonde che suscitano in lui la rappresentazione immaginativa
del suo prossimo.
Altrimenti restiamo sempre esseri antisociali che possiamo
avere legami basati su simpatia e antipatia con le persone con le
quali dobbiamo vivere, e non possiamo avere rapporti in base al
l'immagine che pu sorgere da ognuno quando noi, nelle nostre re
lazioni con gli uomini, sviluppiamo forze immaginative.
Proprio nella vita sociale umana deve svilupparsi la massi
ma: Costruisciti unimmagine del tuo simile .
Se poi saremo riusciti a costruirci unimmagine del nostro
simile, avremo arricchito la nostra vita animica; con ogni relazione
umana consegneremo allora un tesoro alla nostra vita animica.
Allora non avverr pi che A vivr qui, B vivr l, e C an
cora pi in l; ma A, B e C vivranno in D; A, B e D vivranno in C;
C, D ed E in A; e cos via.
Ci viene data la possibilit che le altre persone vivano in
noi.
Questa per una capacit che deve essere conquistata, non
qualcosa che riceviamo con la nascita.
Se continuassimo a coltivare soltanto le qualit innate reste
remmo attaccati soltanto ad una civilt legata al sangue, non ad una
72

Rudolf Steiner

civilt che possa parlare della fratellanza umana nel vero senso del
la parola.
Possiamo infatti parlare della fratellanza umana, inizial
mente sorta come parola astratta, se portiamo il nostro prossimo in
noi come noi stessi.
Se ci facciamo un'immagine del nostro prossimo che im
pressa in noi come tesoro della nostra anima, allora portiamo qual
cosa con noi nella sfera animica qualcosa di lui, come portiamo in
noi qualcosa del fratello carnale per mezzo del sangue.
Come fondamento della vita sociale deve subentrare in que
sto modo concreto la parentela elettiva alla semplice parentela di
sangue.
E qualcosa che effettivamente si dovr sviluppare.
Deve dipendere dalla volont il modo con cui si svilupper
la fratellanza fra gli uomini.
Ma per il fatto che la fratellanza si sveglier in questo
modo, bisogner che vi sia una compensazione in un campo com
pletamente diverso, e cio per mezzo della libert del pensiero.
Finora gli uomini sono stati divisi.
Devono socializzarsi in fratellanza.
Perch non si perda in variet bisogna che in ognuno si pos
sa formare individualmente l'elemento pi intimo: il pensiero.
Tutto il popolo era in rapporto con Jahve.
Ogni singolo deve essere in relazione col Cristo.

73

Rudolf Steiner

SESTA CONFERENZA
Dornach 8 dicembre 1918
Nelle due ultime conferenze ho attirato l'attenzione sul fatto
che il cosiddetto problema sociale non tanto semplice come co
munemente si crede, ma che bisogna tener gran conto della circo
stanza che la natura umana molto complicata e che, indipendente
mente dalla struttura sociale e dagli ideali sociali realizzati, nell'uo
mo sono presenti e si devono esprimere sia impulsi sociali sia im
pulsi antisociali.
Come abbiamo visto, proprio nel nostro tempo dell'anima
cosciente gli impulsi antisociali hanno un ruolo particolarissimo.
Nell'evoluzione dell'umanit, in certo modo essi hanno un
compito educativo quando si tratti di far poggiare l'uomo su se
stesso.
Essi saranno superati per il fatto che al nostro periodo del
l'anima cosciente seguir l'altro che si sta gi preparando: quello
del s spirituale che in sostanza unir socialmente l'umanit.
Ad ogni modo ci avverr non come se lo sognano gli illu
si, ma in modo che ci si conoscer veramente l'un l'altro come es
seri umani, che si avr interesse per il prossimo in quanto uomo,
in breve, si guarder l'uomo in modo tale che ogni singolo giunger
alla condizione di comprendere l'altro con reale interesse.
Le esigenze sociali che si manifestano oggi sono una specie
di avanguardia o di avvisaglia, una specie di preparazione che, in
quanto rappresenta un germoglio per l'avvenire, si manifesta caoti
camente e si esprime in molte illusioni ed errori; errori che l'umani
t compie oggi perch, gli impulsi sociali sorgono perla maggior

parte ancora da quanto non cosciente o subcosciente, e non


sono purificati da una conoscenza spirituale del mondo e dell'uma
nit.
Questo modo illusorio di esprimersi si concreta in maniera
particolarmente forte nello sviluppo della cosiddetta rivoluzione
russa, estremamente caratteristica per il fatto che in fondo, cos
come si manifesta oggi e perch, viene realizzata in base ad astra
zioni, non ha un rapporto giusto con quanto si sta preparando nel
popolo russo per il futuro sesto periodo postatlantico.
Proprio gli ideali pi o meno illusori della presente rivolu
zione russa sono significativi per chi voglia studiare avvisaglie di
una realt futura in una passata.
Si direbbe che il rappresentante caratteristico di questa rivo
luzione russa sia Trotzki tipico pensatore astratto, il quale sembra
non abbia un'idea che in un fatto, quale la vita sociale degli uomini,
vi sia una realt.
Qualcosa di pensato in modo del tutto estraneo alla realt
dovrebbe essere inoculato nella realt stessa.
Questa non una critica, ma semplicemente una caratteriz
zazione.
E infatti caratteristico per la nostra epoca che la tendenza
all'astrazione, al pensare estraneo alla realt, voglia anche introdur
re in essa principi che vengono semplicemente presupposti, senza
la conoscenza delle leggi della realt stessa; principi che si consi
derano assolutamente esatti senza aver alcun riguardo per la vita
complicata, quella che studiamo per mezzo dell'elemento spirituale
che sta alla base della realt esteriore.
Tutto quanto si deve formare deve procedere da questa realt.il fatto che qui si mette in scena una cosa tanto estranea alla real
t, realt in cui per si agitano impulsi ed istinti di ogni genere pro
pri al modo di pensare proletario, appunto per questo sono tanto
importanti, da questo punto di vista, le idee che vogliono realizzar
si e che vivono oggi nelle teste rivoluzionarie russe.
Si pu infatti vedere come, in un periodo di tempo relativa
mente breve, persone professanti le pi svariate concezioni di vita
74

Rudolf Steiner

abbiano preso parte in Russia alla formazione del movimento rivo


luzionario.
Mentre la situazione divenuta acuta in Russia, il problema
sociale vero e proprio del presente si fatto attuale sotto l'influenza
della catastrofe bellica.
E dall'attualit del problema della propriet si poi svilup
pata in Russia, nel marzol917, la cosiddetta rivoluzione del febbra
io che invero aveva essenzialmente lo scopo di far cadere i poteri
statali che stanno alle spalle della propriet.
Poco dopo questa forma puramente politica, esteriormente
politica della rivoluzione, venne sostituita dalla prima tappa del
pensare rivoluzionario per mezzo di quelle persone che, nella ter
minologia di Trotzki, si potrebbero chiamare forse uomini del
compromesso; vale a dire degli uomini che, a mezzo di acute in
tuizioni trasformate in concetti, volevano realizzare una struttura
sociale.
Questi rivoluzionari erano soprattutto coloro che anche pri
ma avevano gi partecipato pi o meno alla formazione della strut
tura sociale; si trattava di circoli culturali, commerciali, industriali,
i quali pi o meno si prefiggevano di realizzare per ragionamento
una struttura sociale.
Ma con una certa ragione, anche se solo con una relativa ed
unilaterale ragione, Trotzki giudica queste persone, che per mezzo
di valutazioni d'ogni genere, per mezzo di buone idee di buona vo
lont, vogliono creare una struttura sociale, dei meri insabbiatori
della rivoluzione, degli incapaci, degli inetti.
Dalle considerazioni da me qui svolte saprete che la conce
zione proletaria rifiuta soprattutto valutazioni del genere, per quan
to ragionevoli, per quanto giustificate da coloro che Trotzki chiama
chiacchieroni, perch, parlano in modo intelligente.
Queste cose ragionevoli vengono rifiutate dalla concezione
proletaria, e precisamente per un certo istinto che per nel marxi
smo si trasformato man mano in una teoria ben determinata.
Semplicemente non si credono queste cose, non si crede
che per mezzo di certe valutazioni ragionevoli, anche se con inten-

dimenti onestissimi, si possa creare in avvenire una struttura socia


le come si deve.
Il proletariato crede unicamente che solo dalle menti dei
proletari stessi, dalle menti della massa nullatenente, dalle condi
zioni economiche in cui si trovano i proletari possano nascere idee:
che tali idee non possano nascere mai nella borghesia o in un'altra
classe in quanto la borghesia per le sue ide, deve pensare altrimen
ti.
Soltanto nell'ambito della classe lavoratrice dovrebbero svi
lupparsi le idee che sole possono pervenire ad una futura struttura
sociale.
Considerando ci, per una mente ad esempio come quella
di Trotzki, deve seguire necessariamente la conseguenza che vi sia
altro da fare che togliere la propriet alla borghesia e portare al do
minio la classe nullatenente.
E' qualcosa che per decenni si andata preparando in menti
di questo tipo, ed esse la vogliono introdurre in Russia dopo che ivi
intervenuta la grande crisi.
Ci doveva essere introdotto per mezzo della cosiddetta ri
voluzione d'ottobre dopo che gli altri - diciamo partiti - fossero sta
ti tolti di mezzo dalla presa del potere da parte del proletariato stes
so.
E dall'ottobre 1917 la rivoluzione stata anche condotta da
parte delle personalit dirigenti da questo punto di vista, che natu
ralmente pura astrazione ed concreto solo in quanto tutto ac
cordato e adattato ad una determinata classe di uomini che invero
sono la realt.
Ora per un tale pensare rivoluzionario sorgono certe diffi
colt.
Queste difficolt sorgono anche in Russia con particolare
forza in quanto, come sapete dalle nostre considerazioni scientifico-spirituali, vigono l particolari condizioni preliminari.
Queste difficolt sono fondate sulla costituzione delle clas
si, diffuse in tutto il mondo, ma si manifestano in modo particolare
solo a causa delle condizioni russe.
75

Rudolf Steiner

La prima grande difficolt sta nel fatto che una classe, che
prima era stata esclusa da tutto, e prima non aveva alcun rapporto
con quanto stava alla base della cosiddetta cultura, doveva ora
prendere in mano tutta la guida sociale e politica dell'umanit.
Il proletario, che effettivamente ora giunge al potere, era
stato escluso da tutti gli impulsi che erano alla base dei precedenti
fattori del potere.
Fino ad ora, per modo di dire, esso non aveva da offrire che
la propria forza di lavoro, la sua capacit di lavoro fisico.
Ci si verifica in tutti i paesi.
Nella misura cio in cui la rivoluzione vi prenda piede, in
tutti i paesi accade che il proletariato, in quanto gruppo politico,
subito prende il potere; ma in un certo senso tutto rimane invariato,
cio tutte le persone che fino a quel momento avevano diretto l'am
ministrazione, rimangono ai loro posti, continuano a svolgere le
funzioni per cui sono state preparate, perch, sono le uniche ad
avere una preparazione tecnica.
In tutto l'apparato tradizionale non si ha cos altra modifica
se non che vi intervengono degli incompetenti, se non che, per cos
dire, un collegio d'incompetenti lo invade.
Ma si tratta del fatto che questo collegio d'incompetenti ha
una fisionomia ben determinata, la fisionomia proletaria, e del fatto
che formata da proletari.
Dato che questo collegio deve essere formato da proletari,
esso vuol essere certo dell'adempimento della massima: Soltanto
dal proletariato possono derivare quelli che in avvenire deterranno
il potere; altri non devono prendervi parte.
In avvenire dunque, non si potr per esempio mettere il po
tere in bala di un'assemblea nazionale o di una costituente, perch,
una costituente, in certo modo, non sarebbe altro che la continua
zione di quanto esisteva prima, mentre quello che deve avvenire
deve rappresentare una trasformazione radicale.
Infatti non necessario fare prima le elezioni.

Coloro che devono dirigere, hanno la loro carica in quanto


appartengono al proletariato: non vi un'assemblea nazionale, non
un'assemblea costituente, ma la dittatura del proletariato.
Come ho accennato, da ci sorge per anzitutto la difficolt
che il proletariato deve essere considerato appunto incompetente,
che esso pu esercitare in realt solo un controllo su coloro che di
rigevano l'amministrazione secondo i metodi passati, che dunque
propendevano in realt verso gli interessi del sistema precedente.
Cos in Russia, quelli che al presente, in quanto proletari, si
sono trovati in posti preminenti, quelli che in precedenza non ave
vano avuto alcuna dimestichezza con quanto interviene nell'organi
smo statale, si sono visti di fronte a ci che era rimasto dell'organi
smo statale.
Essi hanno dovuto considerare questo fatto, come in effetti
succede in realt, nel senso che tutti gli appartenenti all'organismo
statale precedente agivano secondo le direttive che da esso deriva
vano.
Costoro dunque portavano gli interessi del vecchio stato
borghese in quello che deve sottostare alla dittatura del proletaria
to.
Costoro agivano al modo di un nemico che, durante una
guerra o una controrivoluzione, non agisce apertamente, ma dal
suo paese fa entrare nel paese nemico quanto ha un effetto distrutti
vo.
Cos i proletari venuti al potere hanno sentito l'attivit del
passato corpo statale come sabotaggio.
Il loro primo sforzo stato dunque quello di superare il sa
botaggio con l'introdurre in ci che volevano fondare come nuovo
regime quanto in realt non poteva essere che un puntello del vec
chio.
esattamente lo stesso procedimento che si applica quan
do, per esempio quale cittadino di un paese, senza aprire aperta
mente alcuna ostilit si portano veleni in un paese straniero e si av
velenano i campi, il terreno, col risultato che nulla pi vi cresce.
76

Rudolf Steiner

I proletari hanno sentito dunque come sabotaggio quanto


proveniva dal vecchio corpo amministrativo.
Ed anzitutto hanno rivolto le loro direttive pi intense al su
peramento del sabotaggio.
Non si sono comportati affatto con moderazione: hanno
cercato di eliminare radicalmente tutto quanto, secondo loro, era
vecchio.
In realt un uomo come per esempio Trotzki convinto che
al giorno d'oggi il sabotaggio sia gi superato fino ad un certo gra
do.
Chi ha fatto qualcosa di non corrispondente al pensiero pro
letario stato cacciato, se non peggio.Ma la difficolt non si supe
ra, lo riconosce anche Trotzki, combattendo semplicemente il co
siddetto sabotaggio.
Egli comprende che bisogna disporre di tutto il vecchio cor
po amministrativo e che si deve asservirlo al potere del proletaria
to.
Trotzki, per esempio, vede in questo la prima grande diffi
colt.
Ma qualcosa che crede di poter superare con i suoi mezzi
astratti che non gli serviranno allo scopo.
Qui inizia l'illusione, in quanto Trotzki appunto uno spiri
to estraneo alla realt.
L'illusione si fonda sull'idea astratta che si possa asservire
semplicemente il complesso degli impiegati tecnici, gli intellettua
li, i commercianti ad un collegio proletario che dia gli ordini.
l'incredulit nella vita animico-spirituale che si manifesta
in questa illusione.
Rimanendo attaccati alle vecchie idee, se non si ritiene giu
sto quanto ho messo qui spesso in evidenza, che cio la trasforma
zione sociale deve sorgere da nuove idee, se si impiegano sempli
cemente di nuovo i vecchi tecnici, i vecchi impiegati, i vecchi ge
nerali, se si accoglie semplicemente il vecchio senza andare anzi
tutto incontro al nuovo a mezzo dell'educazione, dopo qualche
tempo le cose torneranno ad essere come prima.

Vale a dire non si supera il sabotaggio, ma lo si traspone.


Per qualche tempo lo si pu superare con mezzi coercitivi,
ma esso torner sempre a riprendersi; perch, se giusto che l'uo
mo dipende dalla situazione in cui si trova - e ne dipende da tre o
quattro secoli, questo esatto per la storia pi recente - se non lo si
rende indipendente dalle circostanze per mezzo di idee efficaci, le
quali per possono derivare soltanto dalla vita spirituale, egli deve
ricadere nel vecchio modo di pensare, e con ci nel vecchio modo
di agire.
Qui sta uno dei punti in cui questo pensare si rivela illuso
rio, estraneo alla realt.
Potrei citare molti di tali punti, ma mi propongo di presen
tare soltanto la particolare configurazione di questo pensiero.
Con singoli esempi voglio far vedere come questo pensiero
si riveli estraneo alla realt.
Infatti non si pu semplicemente immaginare che questo o
quello debba avvenire, ma bisogna tener conto degli impulsi con
formi a leggi esistenti nella realt.
Se non si vive con essi si cade necessariamente preda di il
lusioni.
Una delle illusioni pi notevoli di Trotzki per esempio
questa: Trotzki sa che con l'oppressione particolarmente forte subi
ta proprio in Russia da larghe masse, anche del proletariato agrico
lo - lo si pu ben chiamare cos - le condizioni dovevano peggiora
re.
Egli sa che la forma assunta dalla rivoluzione in queste par
ticolari circostanze non pu portare alla vittoria.
estraneo alla realt, ma non tanto da non riconoscere ra
gionevolmente che non si pu introdurre unilateralmente nelle con
dizioni attuali una nuova struttura sociale in un territorio che, per
quanto grande, in rapporto alla terra, tuttavia ancora piccolo.
Per questo motivo Trotzki contava sulla rivoluzione in tutto
il mondo civile per mezzo del proletariato, e non si illudeva che la
rivoluzione russa potesse vincere di per s.
77

Rudolf Steiner

Egli sapeva che.essa dipendeva dalla vittoria proletaria in


tutto il mondo.
Ebbene, il carattere astratto della rappresentazione di Trotzki si permeato di questi pensieri.
Trotzki ha creduto nella rivoluzione proletaria di tutto il
mondo, ha creduto che la guerra avrebbe preso man mano un carat
tere per cui su tutta la terra si sarebbe verificata una specie di rivo
luzione proletaria, che la guerra si sarebbe trasformata nella rivolu
zione proletaria.
La catastrofe bellica avr certo le pi varie conseguenze,
ma fin d'ora la realt ha sufficientemente fatto vedere che il pensie
ro trotzkista appunto estraneo ad essa.
Sarebbe reale solo se la catastrofe bellica fosse finita con
l'esaurimento generale, se non fosse stata raggiunta da una delle
parti una cosiddetta vittoria tanto evidente, una vittoria che elimina
semplicemente la speranza che un esaurimento si manifesti unifor
memente nel mondo civile.
Quanto si manifesta una decisa egemonia delle potenze
occidentali, mentre le potenze centrali ed orientali restano comple
tamente dipendenti.
Le forze portanti che si sono manifestate conducono ad un
completo predominio delle potenze occidentali sulle potenze cen
trali ed orientali, n poteva essere diversamente.
Questo era ovvio per chi comprende la realt su questo pia
no.
Ma Trotzki appunto uno spirito estraneo alla realt, altri
menti oggi dovrebbe dirsi che gli eventi lo hanno contraddetto.
Ha detto una parola che non senza fondamento se si pensa
solo astrattamente, una parola ricca di spirito; ha detto: La conce
zione borghese del presente non ha se non Talternativa fra la guer
ra continua e la rivoluzione.
La realt ha avuto uno sviluppo diverso.
Si avuta una cosiddetta vittoria delle potenze occidentali;
n una guerra continuata, n una rivoluzione.

Ed in quanto si va preparando nell'occidente non vi nep


pure in germe una disposizione ad una rivoluzione proletaria; si in
travede invece la trasformazione di tutto l'occidente in una macro
borghesia organizzata statalmente che si oppone al proletariato del
l'Europa centrale ed orientale.
Questo, si potrebbe dire, l'effetto storico che invero torne
r a modificarsi, ma che per ora esiste.
Questa la realt.
Per cui Trotzki, se considerasse la realt, dovrebbe sempli
cemente cambiare parere.
Dovrebbe chiedersi come potr pervenire alla vittoria ci
che ha voluto con la rivoluzione russa, dato che una delle pi im
portanti premesse, la rivoluzione mondiale del proletariato, non
avr luogo.
Se egli ancora oggi fa assegnamento sulla rivoluzione mon
diale del proletariato, si ha la dimostrazione del suo essere estraneo
alla realt.
Il modo di pensare estraneo alla realt di un tale rivoluzio
nario si manifesta in maniera notevole in un altro punto.
Naturalmente anche rivoluzionari del genere hanno fatto
sempre rilevare che il malanno maggiore il cosiddetto militari
smo prussiano-tedesco; che esso doveva essere superato, eliminato.
Ebbene, gli eventi si sono sviluppati in modo che il militari
smo prussiano-tedesco stato eliminato.
Ma il militarismo dell'Intesa eserciter prossimamente una
notevole azione di predominio!
Non voglio affatto parlare ora di questo argomento, ma del
la circostanza che Trotzki stesso abbia avuto occasione di chiedersi
quale fosse uno dei prossimi compiti pi importanti della rivoluzio
ne russa, se questa voleva sussistere.
La sua risposta fu: La creazione di un'armata!
Questo proprio il compito pi prossimo e importante indi
cato da Trotzki.
Queste cose dovrebbero essere ben osservate e ben compre
se, perch soltanto quando si osservano e comprendono veramente
78

Rudolf Steiner

si giunge a dire che in realt si deve guardare un po pi profonda


mente negli impulsi dell'umanit se ci si vuole formare una rappre
sentazione delle conseguenze che avr il caos sviluppato man
mano dalla catastrofe bellica.
L'umanit certamente molto restia ad occuparsi degli im
pulsi che ho sviluppato qui dai pi vari unti di vista come gli unici
veri e possibili impulsi sociali.
Ma l'umanit potrebbe abbordarli se si decidesse appunto a
considerare pi attentamente le forze reali che dominano in essa.
Una idea che torna sempre a manifestarsi nelle menti rivo
luzionarie russe oltremodo caratteristica.
Che cosa vogliono invero, nell'insieme, quei proletari della
dittatura?
Vogliono far diventare il mondo come una grande fabbrica,
una fabbrica attraversata da una specie di sistema contabile banca
rio che si estende su tutto il gruppo considerato.
Penseremo noi a preparare i tecnici, gli impiegati, perfino i
generali per la nostra dittatura proletaria!
Ma dobbiamo tenere le fila della contabilit, la registrazio
ne dell'economia generale, vale a dire l'ufficio direttivo della fab
brica!
Non bisogna meravigliarsene, in quanto tutto il movimento
proviene dall'industria moderna.
Se si pensasse soltanto che esso partito dal proletariato
dell'industria moderna, non ci si meraviglierebbe nemmeno che il
modo di pensare di questo proletariato, che si formato con quanto
ha veduto nelle fabbriche, deve essere utilizzato pertutto ci che
entra nel suo dominio.
Ci naturalmente la conseguenza del fatto che la borghe
sia non ha notato che nel tempo pi recente il proletariato si svi
luppato in modo tanto esteso.
Se anche stato necessario che la borghesia chiudesse gli
occhi e lasciasse tranquillamente che tutto si sviluppasse, non tut
tavia una necessit che le condizioni ancor pi importanti, che le
forze e le cause presenti nel mondo non vengano tenute in conside-

razione; non vi infatti la possibilit di acquistare conoscenza dei


compiti sociali senza tener conto di queste forze.
Bisogna sapere come sia differenziata l'umanit nel mondo;
lho gi detto ieri o ieri l'altro.
Bisogna sapere che in occidente vive un'umanit diversa da
quella dell'oriente e del centro, che non si pu produrre alcun ger
me di formazione sociale con idee astratte, senza tener conto della
realt.
Per la grande illusione dovuta al suo essere estranea alla
realt, la rivoluzione russa dovr naufragare.
Chi per educazione anche socialmente libero, in quanto
chi ha il potere pu appunto usare ci che vi nel potere pu tra
sformare per un certo tempo tali illusioni in realt.
Ma la realt lo espelle perch, non pu utilizzare queste
cose.
La realt accetta soltanto quello che nel senso del suo
svolgimento.
Non dobbiamo dimenticare che il fatto pi importante che
viviamo nel periodo dell'evoluzione dell'anima cosciente, e e che
tale evoluzione si manifesta sulla terra in forme nettamente diffe
renziate.
Sulle scorte delle pi notevoli differenziazioni europee che
si manifestano per mezzo della lingua, cerchiamo di osservare i
vari impulsi che stanno alla base del mondo civile.
Ho gi spesso spiegato che nelle popolazioni di lingua in
glese vi sono i germi veri e propri per la formazione dell'anima co
sciente.
E importante tenerlo presente.
Vi connesso invero tutto ci che avviene nel mondo sotto
l'influenza delle popolazioni di lingua inglese.
L'elemento nazionale delle popolazioni di lingua inglese,
non parlo del singolo ma della nazione, ha in s tutti gli impulsi
che conducono alla formazione dell'anima cosciente.
79

Rudolf Steiner

cos che l, in modo del tutto diverso che non presso il re


sto dell'umanit, la tendenza all'anima cosciente si manifesta in
maniera istintiva.
In nessun'altra parte del mondo come nella nazione inglese
vive questo istinto spiritualizzato teso a formare l'anima cosciente.
L istinto.
In nessun altro luogo, del resto, ha carattere istintivo, nem
meno nel romanesimo incorporato nella popolazione di lingua in
glese.
In realt il romanesimo il successore di quanto in effetti
viveva nel quarto periodo postatlantico.
Allora il romanesimo aveva gli istinti per quanto si svi
luppato particolarmente nel quarto periodo postatlantico.
Ora i suoi istinti non sono pi elementari allo stesso modo,
ma sono razionalizzati, intellettualizzati, si manifestano come reto
rica, come forma decorativa, attraverso l'intelletto, attraverso l'ani
ma.
Derivano dall'elemento istintivo.
Ci che si manifesta nel romanesimo, direi come tempera
mento popolare, assolutamente diverso dal temperamento popo
lare che si palesa nell'elemento nazionale inglese.
Nella nazione inglese la tendenza verso l'anima cosciente,
lo sforzo del singolo di mettersi sulle proprie gambe, istinto.
Vale a dire, il compito del quinto periodo postatlantico
ancorato in quella nazione come istinto, come impulso proveniente
istintivamente da tutta l'anima.
E la posizione di quella nazione nel mondo in relazione
con ci.
Vi connesso il fatto che questo impulso l'elemento deci
sivo nell'ambito della struttura sociale delle popolazioni di lingua
inglese, e che esso pu sopraffare le altre tendenze.
Le altre tendenze sono gi secondo l'articolazione indicata
da me per il problema sociale, come si pu rilevare dalle mie espo
sizioni: l'impulso economico e l'impulso della produzione spiritua
le.

Ma si provi a studiare psicologicamente l'elemento naziona


le delle popolazioni di lingua inglese: gli altri due impulsi, quello
economico e quello spiritualmente produttivo stanno compietamente nell'ombra di ci che proviene dall'impulso istintivo che ten
de alla formazione dell'anima cosciente.
Per questo motivo i settori che dovranno formare la vita so
ciale dell'avvenire acquistano proprio nell'ambito della nazione in
glese la loro particolare colorazione.
Le tre branche dovranno mostrare di avere particolare effi
cacia, dovranno dare il la: in primo luogo la politica, che provvede
alla sicurezza; in secondo luogo l'organizzazione del lavoro, del la
voro puramente materiale, vale a dire l'ordinamento economico, il
sistema economico.
Questa la seconda.
La terza il sistema della produzione spirituale nella quale
annovero, come dissi allora, anche la giurisprudenza, il diritto.
Queste branche della struttura sociale saranno naturalmente
messe nell'ombra dall'impulso principale, esistente in ogni diffe
renziazione nazionale.
Per il fatto che nella nazione di lingua inglese l'evoluzione
tende istintivamente verso l'anima cosciente, verso lo stare sulle
proprie gambe, per questo motivo in essa la politica ha la parte pre
cipua, come la storia tanto esaurientemente insegna.
Tale politica dominata completamente dalla spinta istinti
va a porre l'uomo sulle proprie gambe, a sviluppare completamente
l'anima cosciente.
Poich, istintiva, e gli istinti derivano sempre dall'egoi
smo faccio qui una caratterizzazione e non una critica, quella spin
ta tende a far coincidere letteralmente egoismo e mta politica; in
modo del tutto spontaneo e senza che se ne possa far colpa a nessu
no dei politici di lingua inglese, essi tendono a far s che tutta la
politica possa venir messa al servizio dell'egoismo, e con ci porti
a compimento la missione della nazione di lingua inglese.
80

Rudolf Steiner

Solo in questo modo si riesce a comprendere la caratteristi


ca della politica inglese che veramente d il tono per tutta la popo
lazione della terra.
Infatti dappertutto si considera come un ideale la politica
inglese e il suo ordinamento parlamentare, con l'alternanza di mag
gioranza e minoranza, e cos via.
Se ci si prende la briga di studiare le condizioni dei vari
parlamenti, di come essi si siano formati, si osserver dappertutto
che la politica inglese d appunto il tono alla vita politica.
Ma diffondendosi fra gli altri popoli altrimenti differenziati,
essa non ha potuto rimanere pi la medesima in quanto ancorata,
e giustamente, all'egoismo necessariamente inerente ad ogni ele
mento istintivo.
Qui risiede la riscontrata difficolt a comprendere la politi
ca inglese o americana.
Non si osserva la sfumatura che deve essere necessariamen
te considerata: che tale politica deve essere egoistica, che deve
poggiare completamente su impulsi egoistici.
Deve poggiare su impulsi egoistici per la sua particolare ca
ratteristica.
Essa considerer pertanto come naturali, giusti, morali, i
suoi impulsi egoistici.
Contro questo non c' nulla da obiettare.
E non da criticare, ma da considerare semplicemente come
una necessit storica, addirittura cosmica.
Non la si pu nemmeno confutare per la semplice ragione
che se qualcuno nell'ambito della nazione di lingua inglese volesse
confutare qualcosa si troverebbe sempre su un sentiero sbagliato.
Per motivi morali, di cui in questo caso non si deve tenere
affatto conto, egli negherebbe che la politica della nazione di lin
gua inglese egoistica.
Ma in questo caso motivi morali non vanno considerati af
fatto.
Gli.effetti di quella politica, i suoi risultati, deriveranno ap
punto da quel carattere istintivo, egoistico.

Per questo motivo, nel nostro quinto periodo postatlantico,


si attribuisce in certo modo alla popolazione di lingua inglese l'ele
mento della potenza.
Ricordiamoci dei tre elementi della fiaba* di Goethe: po
tenza, apparenza o sembianza, saggezza o conoscenza.
Di questi tre elementi viene assegnata alla nazione di lingua
inglese la potenza.
Ci che essa compie politicamente nel mondo, lo pu com
piere in quanto in certo qual modo pertinente alle sue innate ca
ratteristiche di agire per mezzo del potere.
E nel quinto periodo di civilt postatlantica l'azione derivata
dalla potenza sar accettata come ovvia.
La politica inglese viene accettata in tutto il mondo natural
mente si potranno criticare fortemente tutti i danni sempre presenti
nella realt sul piano fisico, lo possono fare anche gli appartenenti
all'impero britannico ma questa politica viene accettata.
semplicemente una caratteristica dell'evoluzione del tem
po che essa sia accettata, e precisamente senza che ci si pensi, sen
za che se ne cerchino i motivi.
Del resto i motivi tutti non serviranno a nulla in quanto
appunto senz'altro ovvio che venga accettata la potenza provenien
te da quella parte.
Non cos presso i popoli neolatini.
Si direbbe che essi vivano il riflesso di quel che erano nel
quarto periodo postatlantico.
Gli istinti sono trasformati in intellettualit, non sono pi
tanto elementari.
Per questo motivo la politica inglese viene accettata come
ovvia, mentre la politica francese lo solo da parte di coloro ai
quali riesce gradita.
Il modo di essere francese viene amato nel mondo in quanto
piace.
Quello inglese non ne ha affatto bisogno, ma si basa sulla
naturalezza per cui istintivamente la sua attuale politica risulta effi
cace.
81

Rudolf Steiner

In tal modo per anche possibile che proprio nell'ambito


della popolazione di lingua inglese, sotto la spinta preminente del
l'egoismo e della potenza che si adeguano alla politica, vengano
posti dei limiti all'elemento economico, ed per questo che a quei
popoli tocca necessariamente il dominio del mondo; l'elemento
economico messo cio in sottordine, e anche la vita spirituale, in
quanto appartenente al quinto periodo postatlantico, entra al servi
zio della politica; tutto, unitariamente, in certo qual modo al ser
vizio della politica.
semplicemente questo il motivo per cui il marxismo risul
ta falso per il mondo di lingua inglese.
Infatti il marxismo presuppone che la politica sia un adden
tellato dell'ordinamento economico.
Essa non lo semplicemente per gli istinti tendenti all'ani
ma cosciente che si formano nella popolazione di lingua inglese.
Un ordinamento marxistico viene impedito non da argo
mentazioni o discussioni, non da qualcosa che pu accadere nel
mondo, ma perch, l'impero britannico poggia su fondamenti reali,
diversi da quelli su cui si fonda il marxismo.
Questo il grande contrasto fra il proletariato di fede mar
xista e ci che l'impero britannico porta nel mondo, traendolo dalla
vita istintiva.
La fortuna arrider non all'istituto bancario o alla contabili
t che Trotzki vuol introdurre in Russia, ma al grande istituto ban
cario, al grande istituto finanziario per il quale, attraverso le sue
particolari disposizioni, organizzata la popolazione di lingua in
glese.
Lo si comprende proprio esaminando come la singola na
zione, nella sua caratteristica, si comporta verso i tre settori che,
come ho indicato, sono fondati sulla realt.
A questo va aggiunto qualcos'altro, oltremodo importante.
La caratteristica di cui ho parlato arriva al punto che chi
non tende a superare il suo nazionalismo ma vi si immerge, e la po
litica invero si affonda nel nazionalismo, dinanzi al guardiano della

soglia fa esperienze differenti di chi tende a superare il nazionali


smo.
E qui arrivo al punto che, studiando a fondo, d. una base
per distinguere l'occultismo benefico, che naturalmente si manife
sta su tutta la terra senza distinzione di nazionalit, dalfoccultismo
che, nelle societ di cui ho parlato, si pone al servizio politico della
nazione e da qui agisce.
Si potr chiedere: com' possibile distinguere ci?
Lo si pu distinguere considerando le grandi caratteristiche
distintive che indicher oggi.
Per pervenire al vero occultismo utile a tutta l'umanit, un
uomo deve superare il suo elemento nazionale, deve diventare in
certo qual modo un senza patria .
Se vuol progredire nel vero occultismo egli non deve, per
quanto riguarda l'essere intimo della sua anima, tener conto al ap
partenere, a un certo popolo non deve avere impulsi che tornino
utili ad uno solo popolo.
L'occultismo per che vuol limitarsi a tornar utile ad un de
terminato popolo, raggiunge dinanzi al guardiano della soglia qual
cosa di particolare.
Tutti coloro che, nell'ambito di quelle societ esistenti pres
so i popoli di lingua inglese, cercano un'evoluzione occulta, hanno
una certa esperienza dinanzi al guardiano della soglia.
Nel momento in cui vogliono superare la soglia, scoprono
le forze che vivono nella natura umana pi profonda, quella che si
manifesta appunto quando si entra nel mondo soprasensibile; tali
forze sono della stessa specie delle forze distruttrici del mondo.
questo che si vede dinanzi al guardiano della soglia.
Se costoro, nell'ambito di una di tali societ occulte, vengo
no portati fino al guardiano della soglia, pervengono alla conoscen
za delle potenze malefiche della malattia e della morte, di tutti gli
elementi paralizzanti e distruttori.
Infatti se le forze che portano la morte nella natura esterna,
che dunque sono forze annientatrici che agiscono anche in noi, ci
82

Rudolf Steiner

procurano conoscenza, si tratta della conoscenza che si manifesta


in dette societ.
Si tratta di una conoscenza occulta.
la specifica conoscenza occulta che si manifesta in quelle
societ.
Si entra certamente nel mondo soprasensibile, basta soltan
to passare davanti al guardiano della soglia.
Per bisogna passare davanti al guardiano della soglia spe
rimentando nella sua vera forma la morte, quale esiste in noi stessi
e nella natura esterna.
Ci dipende dal fatto che nella natura esterna, quale si ma
nifesta intorno a noi, vivono potenze arimaniche.
In quanto si resti nella natura esterna, non si possono perce
pire se non potenze arimaniche.
Si pu avere la manifestazione di tali potenze che entrano
spettralmente nella natura esterna.
Da qui nell'occidente la tendenza allo spiritismo, alla perce
zione di figure appartenenti in realt al mondo fisico sensibile, che
nella vita ordinaria non sono visibili ma che, in condizioni partico
lari, possono essere rese visibili.
Sono tutte potenze di morte, distruttrici, arimaniche.
In tutto l'esteso campo delle manifestazioni spiritistiche non
vi sono altri spiriti se non quelli arimanici anche quando le manife
stazioni spiritistiche sono autentiche; si tratta infatti di quegli spiriti
che nel passare la soglia portiamo con noi dal mondo sensibile.
Essi ci accompagnano; ci inseguono fin l.
Si oltrepassa la soglia e si ha il seguito dei demoni arimani
ci, dei servitori della morte, della malattia, dell'annientamento e
cos via; quelli che prima non si erano visti ma che l si vedono.
In tal modo si svegliati alla conoscenza soprasensibile, si
portati nel mondo soprasensibile.
Tutti coloro che vengono educati ed istruiti all'occultismo
in questo modo fanno importanti esperienze, perch, l'esperienza di
cui ho parlato importante, ma si tratta di un'esperienza basata sul

fatto che non ci si dedica ad un occultismo di tutta l'umanit, ma


all'occultismo di un particolare popolo.
Esiste tale differenziazione.
E se talvolta pu accadere di sentir dire che oltrepassando
la soglia si fa anzitutto la conoscenza delle potenze malefiche della
morte e della malattia, si capisce subito semplicemente dalla comu
nicazione relativa all'esperienza avuta presso il guardiano della so
glia, che l'occultista di cui si tratta proviene dal genere di scuole
che spesso ho caratterizzato.
Le cose stanno diversamente nei popoli di lingua tedesca.
Direi che anche la popolazione tedesca contiene dei fattori
estranei.
Nella sua sfera di grande potenza il popolo inglese trova in
serito qualcosa di romano; la popolazione tedesca ha qualcosa che
non proviene solo dal passato, ma che come un bagliore del futu
ro: l'elemento slavo.
L'elemento slavo che incomincia in Russia avvenire, esi
ste invero come germoglio di attitudini future.
Invece gli slavi occidentali sono avamposti, bagliori di
quanto si sta preparando.
In certo qual modo essi indicano i bagliori dell'avvenire del
mondo mitteleuropeo tedesco, come il romanesimo fa vedere l'om
bra del passato del mondo occidentale di lingua inglese.
Ma l'elemento tedesco non possiede un'attitudine istintiva
allo sviluppo dell'anima cosciente; ha solo la disposizione per edu
carsi all'anima cosciente.
Mentre nell'elemento britannico si ha dunque l'attitudine
istintiva allo sviluppo dellanima cosciente, il medio europeo tede
sco, che in certo qual modo voglia attivare l'anima cosciente, deve
essere educato a farlo.
Egli pu conquistarla solo a mezzo dell'educazione.
Dato che l'epoca dellanima cosciente contemporanea
mente l'epoca dell'intellettualit, se il tedesco vuol attivare in s l'a
nima cosciente deve farlo mediante l'intelletto.
83

Rudolf Steiner

Questo anche il motivo per cui il tedesco ha cercato la sua


relazione con l'anima cosciente prevalentemente attraverso l'intel
lettualit, non per via della vita istintiva.
Da qui il fatto che, in certo qual modo, hanno assolto il
compito dei tedeschi solo coloro che hanno attuato la loro autoedu
cazione.
La gente meramente istintiva non resta toccata dal muoversi
dell'anima cosciente; resta per cos dire distaccata.
Questo anche il motivo per cui il popolo britannico ha
l'attitudine alla politica fin dagli inizi, mentre il tedesco un popolo
apolitico, del tutto privo di doti politiche.
Volendo far politica il popolo tedesco sta dinanzi ad un gra
ve pericolo che si comprender considerando che esso ha assunto il
compito di introdurre in campo intellettuale il secondo elemento.
L'inglese corrisponde alla potenza, il tedesco all'apparenza,
diciamo pure alla sembianza, all'elaborazione di pensieri, a ci che
per un certo riguardo non ha solidit terrestre.
Nell'elemento britannico tutto ha solidit terrestre.
Nell'elemento tedesco si tratta di qualcosa che non ha soli
dit terrestre, ma che viene elaborato dialetticamente.
Se si esamina l'intellettualit dei tedeschi, la si pu parago
nare a quella ellenica, soltanto che i greci, per quanto riguarda la
natura immaginativa, hanno foggiato la sembianza; i tedeschi, par
ticolarmente per quanto riguarda la sembianza, hanno foggiato la
natura intellettualizzante.
In ultima analisi non vi nulla di pi bello di quanto ha
avuto forma attraverso il goetheanismo, attraverso Novalis *, attra
verso Schelling, attraverso tutti quegli spiriti che in effetti sono ar
tisti nel pensiero.
Ci rende il tedesco un popolo apolitico.
Se devono essere politici i tedeschi non sono allaltezza di
una persona che pensa politicamente per istinto.
Delle tre cose caratterizzate nella favola di Goethe: la po
tenza, la sembianza, la conoscenza, al tedesco toccato il compito,

nell'epoca deH'intellettualit, di foggiare la sembianza dell'intellet


tualit.
Se ugualmente vuol intervenire nella politica, egli si espone
al pericolo di introdurre nella realt ci che bello nell'ambito del
la formazione dei pensieri; questo per esempio il fenomeno Treitschke *.
Alle volte quindi, rispetto alla realt, ci che bello nella
sembianza perch, non si trova nelle proprie attitudini, si trasforma
in qualcosa che non si accorda bene con l'uomo, in qualcosa che
pu restare mera affermazione, in qualcosa che pu dare al mondo
l'impressione di insincerit.
Il grande pericolo, che naturalmente deve essere superato
anche se non sempre vi si riesce, consiste appunto nel fatto che il
tedesco mente non solo quando cortese, ma che pu mentire an
che quando vuol applicare le, sue migliori inclinazioni in un campo
per il quale non ha attitudini innate, per il quale le attitudini posso
no essere educate con sforzo individuale.
Alcuni anni fa dissi che l'inglese qualcuno e che il tedesco
pu solo diventare qualcuno.
Da qui deriva la difficolt della civilt tedesca; per questo
motivo nella civilt tedesca ed in quella tedesco-austriaca emergo
no solo singole individualit che hanno esercitato l'autodisciplina,
mentre la larga massa vuol essere dominata, non vuol occuparsi dei
pensieri che sono istintivi nella popolazione di lingua inglese.
E anche questo il motivo per cui la popolazione dell'Europa
centrale, per sua natura apolitica, cadde preda di gente bramosa di
dominio quali gli Asburgo e gli Hohenzollern.
Esistono infatti esigenze del tutto diverse se il tedesco deve
assolvere la sua missione.
Deve essere educato per questo compito; in un certo senso
deve venir toccato dal problema rappresentato da Goethe nel Fau
st, dal problema del divenire dell'uomo fra nascita e morte.
Ci appare anche dinanzi al guardiano della soglia.
Quando qualcuno, rimasto nell'ambito del popolo tedesco,
perviene al guardiano della soglia, non nota i maligni servi della
84

Rudolf Steiner

malattia e della morte, come accade a quelli delle societ britanni


che di cui ho parlato.
Se ben si osservano queste cose si possono appunto fare
delle distinzioni.
Il tedesco osserver anzitutto la lotta fra le potenze arimani che e quelle luciferiche, le une facenti impeto dal mondo fisico, le
altre mentre si avventano dal mondo spirituale; osserver il modo
con cui deve essere valutata questa lotta perch, si tratta in realt di
una lotta continuamente in essere, perch, non si pu mai dire a
quale parte arrider la vittoria.
Presso il guardiano della soglia si impara a conoscere la
base reale del dubbio, la lotta che vive nel mondo che continuamente si accende e rimane indecisa; tutto ci rende titubanti, ma
educa a considerare il mondo dai lati pi diversi.
Malgrado tutto, la particolare missione dell'elemento tede
sco sar di intervenire come tale da questo lato nella civilt del
mondo.
Per la sua particolarit nazionale certe cose relative al cam
po della conoscenza, di cui per esempio voglio trattare oggi, po
tranno essere sviluppate solo dall'elemento nazionale tedesco.
Dall'elemento nazionale britannico sorto il darwinismo
nella sua sfumatura materialistica.
Come ho esposto nei miei Enigmi della filosofia *, un
principio giusto che gli organismi si sono trasformati man mano
dall'imperfetto al perfetto, fino alluomo.
Il perfetto deriva dall'imperfetto; si tratta di un principio as
solutamente esatto quando si osservi il mondo fisico e ci si avvicini
alle potenze della morte e della distruzione presso il guardiano del
la soglia.
Ma si pu anche dire che l'imperfetto deriva dal perfetto.
Leggete il capitolo su Preuss nella seconda parte dei miei

Enigmi della filosofia.

Si pu allo stesso modo dimostrare che dapprima esiste il


perfetto e che per decadenza si forma l'imperfetto, che all'inizio

c'era l'uomo e che, per decadenza, da lui derivano gli altri regni
della natura.
Infatti ci altrettanto esatto!
Solo alla stirpe tedesca stato veramente concesso dall'ele
mento nazionale il riconoscimento di tutta la fecondit della condi
zione in cui si trova l'uomo conoscente nel momento di dover dire
che cose diverse sono giuste.
In nessun'altra parte del mondo si in grado di comprender
lo.
Nel mondo non si comprende che si possa dibattere a lungo
sul fatto che qualcuno, per esempio Darwin *, possa sostenere che
gli esseri perfetti discendono da quelli imperfetti o che qualche al
tro, come Schelling, sostenga che gli esseri imperfetti discendono
da quelli perfetti.
Ambedue hanno ragione e precisamente da differenti punti
di vista.
Se si considera il processo spirituale, l'imperfetto discende
dal perfetto; se si considera quello fisico il perfetto deriva dall'im
perfetto.
Tutto il mondo ammaestrato a poter stare attaccato a veri
t unilaterali.
I tedeschi, direi, sono tragicamente condannati ad indeboli
re le loro attitudini se vogliono restare lungamente attaccati ad una
verit unilaterale.
Se sviluppano le proprie attitudini, concentrandosi un po',
apparir loro sempre in ogni caso che se si fa un'affermazione rela
tiva a nessi universali vero anche il contrario.
Si vede la verit soltanto.considerando i due aspetti insie
me.
Lo si impara bene davanti al guardiano della soglia vedendo
la lotta degli spiriti, che ci accompagnano fin l dal mondo fisico,
con quelli che ci si avventano incontro dall'altro, dal mondo spiri
tuale; spiriti che per non vengono affatto scorti dalle societ di cui
ho parlato.
85

Rudolf Steiner

La situazione ancora diversa nel caso delle popolazioni di


lingua slava.
Ho gi detto che, in certo modo, gli slavi occidentali sono
sparsi fra la popolazione medioeuropea di lingua tedesca.
Come il romanesimo l'ombra del passato, cos gli slavi
occidentali, che sono entrati in oriente in contatto con la popolazio
ne di lingua tedesca, sono il barlume di quanto deve promanare
dallo slaviSmo.
Per questo motivo manifestano in un modo opposto ci che
l'elemento neolatino palesa nell'ambito della popolazione di lingua
inglese.
Nel periodo dell'anima cosciente gli slavi occidentali sono
anche organizzati per l'intellettualit, tuttavia la rendono mistica, la
trasformano in mistica.
I tedeschi sono apolitici.
Anche gli slavi occidentali sono apolitici, ma tendono a
portare gi nel mondo fisico quello spirituale; lo fanno gi nella
vita attuale.
Da ci deriva la loro caratteristica diametralmente opposta
a quella dei francesi o degli italiani.
Gli italiani e i francesi, quanto alla loro politica, dipendono
dal fatto se piacciono o no agli altri; la politica dellInghilterra vie
ne accettata come ovvia, che piaccia o no.
La politica della Francia dipende dal fatto che i francesi
piaccianono o no; da questo dipesa l'efficacia di quanto hanno
fatto.
Incerte epoche sono piaciuti molto.
Le cose sono diverse nel caso degli slavi occidentali.
La loro politica dipende dall'effetto poco simpatico del loro
essere spirituale sulla popolazione di lingua tedesca.
Essi dipendono dal modo in cui non piacciono.
Si pu studiare il destino dei cechi, dei polacchi, degli slo
veni, dei serbi, cio degli slavi occidentali: esso risulta da quanto
poco riescono simpatici, da quanto poco piacciono alla popolazio
ne medio europea.

La relazione con i francesi o con gli italiani o con gli spa


gnoli deriva dal modo in cui piacciono; quella con i polacchi, gli
sloveni, i cechi, i serbi deriva dal fatto che non piacciono.
Se si studia la storia si trova mirabilmente confermata que
sta tesi, perch, il primo caso in relazione col passato, l'altro con
lavvenire.
La situazione completamente diversa nel caso degli slavi
orientali che portano in s il germe dell'avvenire.
Qui il carattere fondamentale, l'essere pi elementare di
queste popolazioni, la spiritualit germogliante.
Pertanto l'elemento russo, a differenza della grande massa
della popolazione di lingua tedesca, che fa sempre spuntare lindi
vidualit dal proprio seno, dipende in misura ancora maggiore dal
l'individualit la quale riceve dal di fuori lelemento nazionale che
deve essere rivelato al popolo.
Quindi per molto tempo ancora, e cio fino agli albori del
sesto periodo postatlantico, sar una civilt basata sulla rivelazio
ne.
Il russo dipende pi degli altri dal veggente, ma anche.ri
cettivo per quanto il veggente gli d.
La nazione di lingua inglese viene portata dalla sua politica
semplicemente a ci che di sua natura ha per attitudine.
La popolazione di lingua tedesca viene portata dalla sua po
litica a quanto in realt non disposta; quando si affida agli istinti
pu quindi venir portata facilmente in una situazione poco chiara,
insincera; non si trover invece mai in situazioni oscure, se i suoi
rappresentanti, che si sforzano di pervenire all'intellettualit, si sot
toporranno ad adeguata autodisciplina.
Gli altri non sono ancora pervenuti al livello dell'essere
vero e proprio del popolo tedesco, e vivono al di sotto di quel livel
lo.
Questo avviene in misura ancora maggiore nel caso dei rus
si.
L'elemento russo non solo apolitico come il tedesco, ma
antipolitico.
86

Rudolf Steiner

Pertanto la politica britannica sar egoista, la politica tede


sca diventer idealismo sognante che non avr molto a che fare con
la realt; avr a che fare con tutto ci che falso, con ogni teoriz
zazione - e qui non si intende moralmente - perch, ogni teorizza
zione falsa.
La politica russa deve essere falsa fino all'osso in quanto si
tratta di un elemento estraneo, non conforme al carattere russo.
Se il russo, per il suo carattere, deve diventare politico,
piuttosto si ammala, perch, nell'ambito dell'elemento russo fare
politica significa ammalarsi, vuol dire accogliere in s forze di
struttrici.
Il russo antipolitico, non semplicemente apolitico.
Pu venir sopraffatto da politici come per esempio erano
quelli all'inizio di questa catastrofe bellica.
Essi non agivano da russi, ma in modo del tutto diverso.
Se il russo deve fare il politico si ammala, perch, non ha
nulla a che vedere con la politica quando si trova nell'ambito del
suo elemento nazionale.
Egli in relazione con qualcosa d'altro, con ci che, secon
do la Fiaba di Goethe, il terzo potere, la conoscenza, la saggezza,
che deve sorgere per l'umanit nell'ambito del sesto periodo posta
tlantico.
I tre elementi: potenza, sembianza e conoscenza si distribui
scono quindi fra occidente, centro e oriente.
Di questo bisogna tener conto.
Dato che in fondo la natura dei russi si ammala con la poli
tica, le si pu attribuire anche una politica come quella bolscevica,
a tutta prima nella sua forma pi crassa, radicale; n farebbe diffe
renza se le si inoculasse qualcosa d'altro.
Essa appunto non solo apolitica, antipolitica.
Queste cose si manifestano anche presso il guardiano della
soglia.
II russo, se nell'ambito del suo elemento nazionale si ferma
da occultista presso il guardiano della soglia, vede principalmente

all'assalto gli spiriti provenienti dall'altro lato, dal lato soprasensi


bile.
Egli non vede gli spiriti che lo accompagnano, non vede le
lotte fra gli spiriti; vede soprattutto gli spiriti che vengono a preci
pizio dall'altro lato.
Egli vede gli spiriti che in certo modo sono pieni di luce;
non vede la morte, la rovina, ma vede quanto fa quasi restar som
merso l'uomo da ci che eccelso; lo pervade quindi il grande pe
ricolo di diventare sempre pi umile, di gettarsi in ginocchio da
vanti al sublime.
Per il russo, che come occultista rimanga nell'ambito del
suo elemento nazionale, esiste il pericolo di rimanere accecato da
ci che vede stando presso il guardiano della soglia.
Bisogna prendere in considerazione proprio cose di questo
genere, se si vuol scorgere la realt vera.
Cos stanno le cose nel mondo, cos esse agiscono.
Le astrazioni non servono; non sono mai servite all'umani
t.
In tempi passati l'umanit aveva istinti.
Ma esiste solo un istinto, nella sua forma spiritualizzata,
nella popolazione di lingua inglese: l'istinto di sviluppare l'anima
cosciente.
Il resto bisogna acquistarlo coscientemente.
E per il mondo caratteristico il fatto che si devono acqui
stare queste cose coscientemente.
Senza conoscere le forze che agiscono nellumanit, delle
quali abbiamo parlato di nuovo oggi, non possibile immaginare
di poter dire autorevolmente qualcosa in campo sociale.
Se si parla di riforma sociale senza conoscere l'oggetto che
deve subire la riforma, si parla come fa il cieco dei colori.
Da ci si indotti a ricordare sempre che per l'uomo ve
nuto il momento di prendere seriamente e non per scherzo gli inse
gnamenti della vita.
Quanto deriva dalle attitudini ereditarie ci serve al massimo
nella vita fino al ventisettesimo anno.
87

Rudolf Steiner

In avvenire servir per un periodo anche pi ristretto.


Ho detto questo in precedenti considerazioni.
Abbiamo bisogno di qualcosa che ci sostenga durante la
vita come esseri umani in divenire, non come esseri umani esisten
ti, limitati, finiti.
In base a queste cose molto diventer comprensibile all'u
manit proprio per il problema sociale.
Corregger molte delle sue idee illusorie e molto dovr es
sere corretto.
Si Pu ben dire che il compito davanti al quale l'umanit si
trova difficile, ma che essa lo assolver.
Pensate solo al fatto che voi siete qui e sapete queste cose.
N dovete immaginare di essere dei privilegiati; pensate in
vece che fuori di qui ci sar tanta altra gente pure in grado di com
prenderle.
Non impossibile che queste idee si diffondano realmente
nell'umanit.
L'impedimento quindi soltanto fittizio.
In ogni caso l'impedimento fittizio terribile, ma deve esse
re superato, altrimenti non c' salvezza.
Ognuno dal suo posto faccia quanto necessario per supe
rare le difficolt in questo campo.
Vi molto, moltissimo da fare per l'umanit, se siamo com
penetrati della seriet del compito che ci attende: acquistare anzi
tutto comprensione della realt, non passare la vita ottusamente
sonnolenti, non lasciare che l'umanit passi la vita in modo sonno
lente ed ottuso.
Conoscendo al giorno d'oggi la gente si osserver quanto
poco essa sia disposta in realt ad abbordare queste cose.
Miei cari amici, sono passati questi ultimi quattro anni,
quattro anni e mezzo!
Si sono viste ripetutamente persone benpensanti, anche
molto intelligenti, presentare programmi per l'avvenire.

Quanti mai programmi per l'avvenire esistono nel mondo!


La gente immagina di tutto, ma fin dall'inizio essi non sono per il
bene dell'umanit; non servono a nulla o sono dannosi.
Inutili, se nessuno li prende in considerazione, dannosi se
dovessero essere posti in atto.
Bisogna proporsi solo questo: conoscere una buona volta la
realt.
Allora non si penser di fondare un'associazione, di fare
questo o quello, ma si sentir il dovere di fare conoscenza con la
realt e di avere idee consone alla realt.
Se almeno nel nostro movimento numerose persone cercas
sero di compenetrare in modo giusto le loro anime con gli impulsi
qui indicati, se si distogliessero da ideali astratti ed esaltati, intesi a
rendere felice l'umanit, e invece studiassero i veri compiti e gli
impulsi del nostro tempo, adeguando in conformit il loro compor
tamento, allora s che si otterrebbero dei risultati!
Oggi ho voluto presentare da un particolare punto di vista il
modo con cui si deve studiare il problema sociale.
Non si pu pretendere, essendo esseri umani e comprenden
do la matematica di poter costruire un ponte.
Si sa che prima bisogna imparare matematica, meccanica,
dinamica, e cos via.
Allo stesso modo bisogna conoscere le leggi dell'essere
umano, se si vogliono avere gli elementi pi semplici per un giudi
zio sociale.
Infatti gli uomini non sono esseri dello stesso tipo su tutta la
terra, come Trotzki si immagina; al massimo sono differenziati in
gruppi, se essi si riconoscono parte di un popolo, oppure sono an
che singole individualit.
Da un lato dobbiamo riconoscere ci che caratterizza i
gruppi, per esempio secondo le lingue, come dalle nostre conside
razioni odierne; d'altro canto dobbiamo acquistare la capacit di di
stinguere, come ieri ho esposto, fra individuo umano e individuo
umano.
88

Rudolf Steiner

Ci connesso con tutto quanto pu produrre in noi un giu


dizio sociale, ma anche un sentire sociale.
Altrimenti non si forma quel che deve vivere come giudizio
e sentire sociale.
Ho dunque voluto di nuovo rendervi edotti, da un certo
punto di vista, delle linee direttive per un giudizio ed un sentire so
ciali.
Ho voluto attirare la vostra attenzione sulla profonda seriet
di quello che si chiama il problema sociale, e sul fatto che Tizio o
Caio possa avere anche buona volont, come per esempio qualche
rivoluzionario russo, che per estraneo alla realt, non crede allo
spirito e ritiene che tutti gli uomini sulla terra siano indifferenziata
mente uguali.
Che cos' dunque l'uomo, secondo l'astrazione di Trotzki?
Abbiamo visto che il fondamento, il fattore elementare del
compito sociale la conoscenza dell'uomo!
Che cos' l'uomo che Trotzki considera?
l'uomo dell'Antico Testamento, quello che attualmente si
pu soltanto celare come ombra dell'uomo dell'Antico Testamento.
l'animale con la capacit dell'astrazione.
l'animale nel quale, superati i limiti dell'animalit si for
ma il pensiero astratto.
L'animale-uomo indifferenziato su tutta la terra perch, le
differenziazioni derivano daH'animico.
Ma l'animico nell'evoluzione deve essere portato alla spiri
tualit; allora si manifesta la differenziazione.
Bisogna quindi studiare l'animico; se lo si fa, si manifesta la
differenziazione che agisce anche per mezzo di qualit animiche,
come per esempio quelle riflettentesi nella lingua.
Di queste cose parleremo ancora venerd prossimo.

89

Rudolf Steiner

SETTIMA CONFERENZA *
Berna 12 dicembre 1918
Il nostro tempo palesa gi con sufficiente chiarezza l'esi
genza che proprio le sensazioni e le considerazioni a cui si giunge
approfondendo la nostra scienza dello spirito, siano applicate alle
condizioni del nostro tempo, alla vita del nostro tempo.
Non sono soltanto le condizioni esteriori dell'epoca a parla
re un chiaro linguaggio, ma la nostra concezione scientifico-spirituale stessa a giustificare in un certo senso questo linguaggio.
In tante delle nostre considerazioni abbiamo preso le mosse
da un fatto fondamentale dell'evoluzione umana, dal fatto che essa
si svolge in tappe successive di cui per noi la pi significativa,
quella che ci riguarda pi da vicino, ebbe inizio come sappiamo
con la grande catastrofe atlantica.
Sono trascorsi quattro periodi postatlantici, mentre noi vi
viamo nella quinta tappa dell'evoluzione.
Questa tappa evolutiva, che ha avuto inizio nel secolo quin
dicesimo dell'ra cristiana, quella che possiamo chiamare dell'a
nima cosciente.
Altre forze dell'anima umana si sono sviluppate specialmente negli altri periodi di civilt.
Nell'attuale nostro periodo di civilt, che appunto dalla pri
ma met del secolo quindicesimo seguito a quello greco-latino,
l'umanit deve a poco a poco sviluppare l'anima cosciente.
Nel periodo precedente, iniziato nel secolo ottavo avanti
Cristo e compiuto nel secolo quindicesimo dopo Cristo, l'umanit
ha sviluppato principalmente l'anima razionale.

Non occorre che ora ci addentriamo nella caratterizzazione


di queste tappe, ma vogliamo considerare specialmente le partico
larit del nostro tempo, del periodo che ha dietro di s relativamen
te pochi secoli.
Un periodo di civilt dura in media poco pi di duemila
anni.
Nel nostro periodo dell'anima cosciente resta ancora molto
da portare a termine.
Il compito dell'umanit civile nel periodo dell'anima co
sciente sar quello di afferrare tutto l'essere umano e di appoggiar
lo su se stesso; di sollevare alla piena luce della coscienza molto,
moltissimo di ci che l'uomo ha sentito e giudicato istintivamente
in epoche precedenti.
Si sa che molte difficolt e molti elementi caotici che ci cir
condano e ci coinvolgono appaiono subito spiegabili, sapendo che
il compito della nostra epoca quello di sollevare a coscienza l'ele
mento istintivo.
Infatti l'azione istintiva avviene, per modo di dire, di per s;
ma ci che deve attuarsi coscientemente esige che l'uomo si sforzi
interiormente, che incominci anzitutto a pensare dall'intimo del
proprio essere.
E l'uomo ne ha paura.
Partecipare coscientemente alla formazione delle condizioni
del mondo qualcosa che l'uomo non fa volentieri.
Questo inoltre un punto sul quale gli uomini si fanno an
cora molte illusioni.
Al giorno d'oggi la gente pensa che viviamo appunto nell'e
poca dello sviluppo del pensiero.
Tutti sono fieri che oggi si pensi pi che in passato.
Ma innanzi tutto un'illusione, una delle tante di cui l'uma
nit oggi vive.
Ci che rende tanto orgogliosi gli uomini, l'afferrare i pen
sieri, per lo pi un fatto istintivo.
Soltanto quando diventer attivo l'elemento istintivo che si
palesato nell'evoluzione dell'umanit e che oggi si manifesta nel90

Rudolf Steiner

l'essere fieri del nostro pensiero, quando l'elemento intellettuale


scaturir realmente non soltanto dal cervello, ma dall'uomo intero,
quando l'elemento intellettuale stesso diventer una parte di tutta la
vita spirituale, quando esso sar sottratto al piano razionalistico e
sollevato al piano immaginativo, al piano ispirato, al piano intuiti
vo, allora soltanto si far strada a poco a poco ci che cerca di af
fermarsi nel nostro quinto periodo postatlantico dell'anima coscien
te.
Ci che al presente si pu osservare che perfino le idee
pi correnti, nelle caratteristiche particolari di questo periodo, indi
cano quel che si deve tornar sempre a ricordare: il manifestarsi del
cosiddetto problema sociale.
Ma chi abbia approfondito seriamente la nostra scienza del
lo spirito orientata antroposoficamente potr giungere facilmente a
sentire che nella formazione di un ordine sociale, lo si chiami stata
le o in altra maniera, l'essenziale deve pur prendere le mosse da ci
che l'uomo sviluppa da s, da ci che l'uomo in grado di svilup
pare da se stesso al fine di regolare le relazioni tra gli uomini.
Tutto ci che l'uomo sviluppa da s, corrisponde natural
mente a determinati impulsi che in ultima analisi riedono nella no
stra vita animico-spirituale.
Considerando il problema cos, si potr chiedere se non si
debba forse rivolgere la nostra attenzione anzitutto agli impulsi so
ciali.
Senza pensare per a qualcosa di meramente animalesco,
chiamiamo tali impulsi sociali per esempio istinti sociali.
Dicendo questo ricordiamo bene che non si deve immagina
re l'impulso semplicemente incosciente o istintivo.
Se parliamo di istinti sociali intendiamo quindi che siamo
nell'epoca della coscienza e che l'istinto vuol appunto passare nella
coscienza.
Se dunque si mette in rilievo che esistono impulsi sociali,
che essi vogliono realizzarsi, ecco allora che proprio nel nostro
tempo si insinua subito la terribile unilateralit che non da con-

dannarsi ma da considerare tranquillamente, perch, deve essere


superata.
Nel nostro tempo l'uomo tanto incline a considerare tutto
unilateralmente!
E sempre come se si volesse affermare che il pendolo oscil
la da un lato, senza mai riflettere che il pendolo, partendo dal cen
tro, non pu oscillare in una direzione senza oscillare anche nell'al
tra.
Come il pendolo non pu oscillare in una direzione soltan
to, cos nell'uomo gli impulsi sociali non possono estrinsecarsi in
un solo senso.
Agli impulsi sociali si contrappongono del tutto natural
mente nella natura umana, a causa della natura umana stessa, gli
impulsi antisociali.
Nello stesso modo in cui nella natura umana vi sono impul
si sociali, esistono anche impulsi antisociali.
Questo bisogna anzitutto considerare.
I dirigenti e gli agitatori sociali, infatti, si illudono grande
mente che basti diffondere certe teorie oppure, quando le teorie esi
stano, fare appello a qualche classe di uomini disposti a coltivare
gli impulsi sociali.
E appunto un illudersi se si procede in questo modo, per
ch, non si tiene conto che, come esistono gli istinti sociali, si fan
no valere sempre gli istinti antisociali.
Al giorno d'oggi si tratta di guardare in faccia a queste cose
senza farsi illusioni; e si possono guardare in faccia senza illusioni
soltanto dal punto di vista di una considerazione scientifico-spiri
tual e.
Si direbbe che gli uomini lascino passare inosservata la
cosa pi importante della vita, se non considerano la vita stessa dal
punto di vista della osservazione scientifico-spirituale.
Dobbiamo vedere quali siano in realt le relazioni fra gli
uomini dal punto di vista degli istinti sociali ed antisociali.
In effetti il nesso fra uomo e uomo in sostanza qualcosa di
ben complicato.
91

Rudolf Steiner

Naturalmente dobbiamo considerare ogni caso, direi, radi


calmente.
E vero che lo starsi di fronte di due uomini una cosa di
versa, differenziata, a seconda delle varie situazioni, ma dobbiamo
considerare il carattere comune del nesso fra due uomini, e chie
derci che cosa veramente accada in tutta la realt non solo in ci
che si manifesta alla vista sensibile esteriore che cosa avvenga nel
la realt quando un uomo sta di fronte all'altro.
Avviene che una certa forza agisce passando da un uomo
all'altro.
Quando due uomini si stanno di fronte vuol dire semplicemente che una certa forza agisce fra di loro.
Per ci che passa da uomo a uomo non possiamo stare di
fronte indifferentemente nella vita, neppure nei pensieri e nei senti
menti, e nemmeno quando siamo spazialmente separati.
Se dobbiamo occuparci in qualche modo del prossimo, se
dobbiamo creare qualche possibilit di relazione, esiste una forza
che agisce fra un uomo e l'altro.
questo che sta alla base della vita sociale.
questo che in realt, ramificato e intrecciato, sta a base
della struttura umana.
Naturalmente il fenomeno appare nella massima purezza, se
si pensa al nesso immediato da uomo a uomo: si ha cio lo sforzo
di addormentare l'interlocutore attraverso l'impressione che ognuno
fa sul suo prossimo.
Si tratta dunque di un fenomeno presente nella vita sociale
che ognuno venga addormentato da chi ha di fronte.
Un fisico direbbe che vi sempre la latente tendenza che
nel rapporto sociale un uomo addormenti l'altro.
Perch mai?
Ci dipende da un importantissimo ordinamento nel com
plesso dell'entit umana.
Dipende dal fatto che, in fondo, quelli che noi chiamiamo
istinti sociali si sviluppano in realt dall'anima umana, soltanto nel
la coscienza comune attuale, precisamente quando l'uomo dorme.

Finch non si ascende alla chiaroveggenza, si veramente


pervasi da istinti sociali solo quando si dorme.
E soltanto ci che dal sonno estende la sua azione nella ve
glia, nella veglia stessa ha effetto di istinto sociale.
Sapendolo non ci si meraviglier se, attraverso la relazione
fra uomo e uomo, nel sociale ci si addormenti.
L'istinto sociale deve svilupparsi da uomo a uomo.
Esso si pu sviluppare solo nel sonno, e quindi nella rela
zione fra uomo e uomo si sviluppa la tendenza che un uomo addor
menti l'altro per mezzo della creazione di un nesso sociale.
Questo fatto colpisce, e si manifesta subito a chi osservi la
realt della vita.
Il nesso fra uomo e uomo consiste nel fatto che innanzi tut
to in tale nesso la nostra capacit rappresentativa viene addormen
tata per mezzo della creazione di istinti sociali fra uomo e uomo.
Naturalmente non ci si pu aggirare di continuo addormen
tati nella vita.
La tendenza a stabilire rapporti sociali consiste gi e si
esprime nel fatto che in realt si dovrebbe essere continuamente in
clini al sonno.
Le cose che espongo avvengono ovviamente tutte nel subcosciente, ma non per questo si effettuano continuamente in modo
meno reale, pervadendo la nostra vita.
Proprio perch, si crei una struttura sociale umana, sussiste
dunque una continua tendenza ad addormentarsi.
Vi si oppone anche un altro elemento.
Agisce una continua resistenza, il nostro continuo insorgere
contro questa tendenza, appunto quando non dormiamo.
Quando ci troviamo di fronte ad un uomo, siamo quindi
sempre inseriti nei seguenti contrasti: in quanto gli siamo di fronte
si sviluppa sempre in noi la tendenza a dormire, a sperimentare il
nesso relativo nel sonno; per non dover essere presi dal sonno, per
non venir sommersi nel sonno, sorge in noi la forza contraria al
fine di mantenerci desti.
92

Rudolf Steiner

Si ha dunque sempre, nelle relazioni fra uomo e uomo, la


tendenza ad addormentarsi, la tendenza a mantenersi svegli.
Ma in questo caso la tendenza a mantenersi svegli antiso
ciale, l'affermazione della propria individualit, della propria per
sonalit nella societ, nei confronti della struttura sociale.
Semplicemente per il fatto di essere uomini fra uomini la
nostra vita animica interiore oscilla in qua e in l fra l'elemento so
ciale e quello antisociale.
Domina nella nostra vita ci che vive in noi sotto la forma
di quei due istinti, ci che si pu osservare fra uomo e uomo, quan
do li si vede l'uno di fronte all'altro e li si considera occultamente.
Se prendiamo delle misure per quanto lontane siano dalla
realt, nonostante la coscienza attuale tanto intelligente esse sono
tuttavia una espressione del legame pendolare fra istinti sociali ed
antisociali.
Gli economisti meditino pure sul significato del credito, del
capitale, della rendita, e cos via; queste cose, che rappresentano
leggi nelle relazioni sociali, sono soltanto oscillazioni di quei due
istinti: dell'istinto sociale e di quello antisociale.
Da queste cose dovrebbe prendere ragionevolmente lo
spunto, in modo realmente scientifico, chi al presente pensi di tro
vare i rimedi per la nostra epoca.
Da che cosa infatti dipende che nell'epoca nostra si manife
stino esigenze sociali?
Viviamo ora nel periodo dell'anima cosciente nel quale l'uo
mo deve poggiare su se stesso.
Che cosa deve fare?
Per adempiere il suo compito, la sua missione nel nostro
quinto periodo postatlantico egli deve affermare se stesso, non
deve lasciarsi addormentare.
Per mantenere la sua posizione nell'epoca attuale, egli deve
sviluppare gli istinti antisociali.
L'uomo non potrebbe adempiere i compiti del nostro tempo,
se appunto gli istinti antisociali, in virt dei quali egli si colloca al

vertice della propria personalit, non diventassero sempre pi po


derosi.
Oggi l'umanit non ha neppure la pi pallida idea di come
gli istinti antisociali si dovranno sviluppare sempre pi poderosa
mente fino al terzo millennio dopo Cristo.
Appunto perch, l'uomo possa maturare in modo giusto, si
devono sviluppare gli istinti antisociali.
In periodi precedenti lo sviluppo degli istinti antisociali non
era cos vitale per l'evoluzione umana.
Non era perci necessario mettervi un contrappeso, e nep
pure vi veniva messo.
Nel nostro periodo, in cui l'uomo deve sviluppare gli istinti
antisociali per s, per s singolarmente (e sono istinti che si stanno
gi formando in quanto l'uomo soggetto all'evoluzione, n contro
ci vi nulla che tenga), nel nostro periodo deve realizzarsi ci che
l'uomo pu contrapporre agli istinti antisociali :una struttura sociale
tale per cui sia mantenuto l'equilibrio a fronte di quella tendenza
evolutiva.
Perch, l'uomo possa raggiungere il vertice della sua evolu
zione, gli istinti antisociali devono agire interiormente; fuori, nella
vita sociale, affinch, l'uomo non perda l'uomo nelle relazioni della
vita, deve agire la struttura sociale.
Da qui le esigenze sociali.
Nel nostro tempo le esigenze sociali non sono altro, in certo
qual modo, che il necessario contrappeso alla tendenza dell'evolu
zione interiore dell'umanit.
Si pu vedere contemporaneamente da questo che conside
razioni unilaterali non bastano affatto.
Si immagini un po' che certe parole, dato il modo in cui gli
uomini vivono - non parlo affatto di idee o di sentimenti - acquisti
no un determinato valore.
Cos alla parola antisociale si connette qualcosa che d
un'impressione antipatica, la si considera qualcosa di cattivo.
Sia pure, ma non ci si pu preoccupare troppo se sia consi
derata qualcosa di cattivo o no; invece necessaria e, buona o cat93

Rudolf Steiner

tiva che sia, appunto nel nostro tempo essa in relazione con le ne
cessarie tendenze evolutive dell'uomo.
Se qualcuno venisse a dire che gli istinti antisociali devono
essere combattuti, direbbe una cosa del tutto insensata,
perch, quegli istinti non possono essere combattuti.
Nel nostro tempo, per la tendenza evolutiva assolutamente
normale dell'umanit, essi devono afferrare proprio l'interiorit del
l'uomo.
Non si tratta di trovare ricette per combattere gli istinti anti
sociali, ma di conformare, di ordinare le istituzioni sociali, la strut
tura, l'organizzazione di quel che rimane al di fuori dell'individuo
umano, di ci che non afferra l'individuo umano, in modo che vi
sia un contrappeso per gli istinti antisociali che agiscono nell'inte
riorit dell'uomo.
Perci tanto necessario che nel nostro periodo di civilt
l'uomo con tutto il suo essere venga separato dall'ordinamento so
ciale.
Altrimenti n l'uno n l'altro potrebbero essere perfetti.
In periodi precedenti esistevano caste, esistevano classi.
Il nostro periodo tende a superare le caste e le classi.
Il nostro tempo non pu suddividere la gente in classi, ma
deve mettere in valore l'uomo nella sua totalit, ed inserirlo in una
struttura sociale tale per cui sia socialmente organizzato ci che
separato da lui.
Perci ieri nella conferenza pubblica * ho detto che nel pe
riodo greco-latino poteva esistere ancora la schiavit; allora uno
era il padrone, l'altro lo schiavo, gli uomini erano suddivisi.
Come residuo abbiamo oggi appunto ci che irrita tanto il
proletario: che cio la sua forza di lavoro sia merce, che dunque
qualcosa insito in lui sia ancora organizzato esteriormente.
Ci deve sparire.
Pu essere organizzato socialmente soltanto quanto non
legato all'uomo: la sua posizione, il posto in cui si trova; non qual
cosa che sia in lui stesso.

Tutto ci che in tal modo si apprende sul necessario svilup


po della vita sociale, al giorno d'oggi va veramente inteso nel senso
che l'uomo, come non pretende di saper far di conto se non ha mai
imparato la tavola pitagorica, cos non deve pretendere di interlo
quire in merito a riforme sociali e simili, se non ha mai imparato
cose come quelle che ora abbiamo spiegato: che esiste socialit ed
antisocialit nel senso in cui lo abbiamo spiegato ora concretamen
te.
Gli uomini che oggi, nelle pi importanti posizioni delle
nostre organizzazioni statali o sociali, incominciano anche solo a
parlare di esigenze sociali, a chi veramente conosce queste cose ap
paiono come persone che vogliano costruire un ponte sopra un cor
so d'acqua impetuoso, e che mai abbiano imparato il principio del
parallelogrammo delle forze o altri simili.
Costruiscano pure un ponte, ma esso croller alla prima oc
casione!
Cos appaiono oggi i dirigenti sociali o anche quelli che
hanno cura di altre organizzazioni sociali: alla prima occasione le
loro organizzazioni si riveleranno impossibili, perch le cose esigo
no che si agisca nel senso della realt e non contro di essa.
E immensamente importante prendere una buona volta sul
serio quello che, per cos dire, il tratto fondamentale della nostra
spiritualit orientata antroposoficamente.
Uno degli impulsi da cui siamo animati nel nostro movi
mento antroposofico, in un certo senso di trasferire in tutta la vita
umana ci che la gente ritiene per lo pi valido soltanto per la pri
ma giovinezza.
Anche se forse i nostri capelli sono diventati grigi da parec
chio tempo, noi ci mettiamo ancora a sedere sul banco di scuola,
naturalmente sul banco di scuola della vita.
Questa anche una delle differenze che ci distingue da chi,
dopo aver fatto il pigrone fino ai venticinque o ventisei anni, anzi,
dopo essersi iscritto ad un corso universitario o dopo aver studiato
all'universit, crede di essere pronto per tutta la vita!
94

Rudolf Steiner

Segue tutt'al pi un hobby a pi alto livello, o qualcosa di


simile, per mezzo di cui impara ancora dell'altro.
Ma se ci accostiamo all'essenza del movimento scientificospirituale, in sostanza, ci si presenta all'anima il sentimento che, se
vuol essere all'altezza dei compiti che gli spettano nella vita, l'uo
mo deve imparare veramente durante tutta la vita.
molto importante che ci compenetriamo anche di questo
sentimento.
Se non si lascia l'idea che si possa gi dominare tutto me
diante le attitudini che si sono sviluppate fino all'et di venti o ven
ticinque anni, che basti solo radunarsi nei parlamenti o altrove per
decidere su ogni cosa, fintanto che non si lascia quest'idea, questo
sentimento, nulla di salutare potr concretarsi nella struttura sociale
degli uomini.
Studiare il reciproco rapporto fra l'elemento sociale e quello
antisociale cosa straordinariamente importante peri giorni nostri.
Noi possiamo per studiare soltanto l'elemento antisociale,
perch, conforme all'evoluzione del nostro tempo che questo ele
mento sia proprio una delle cose pi importanti che, come ho spie
gato, deve affermarsi e svilupparsi in noi stessi.
Questo elemento antisociale pu essere tenuto in un certo
equilibrio soltanto dall'elemento sociale; ma l'elemento sociale
deve essere coltivato, deve essere coltivato consapevolmente; nel
nostro tempo ci diventer in effetti sempre pi difficile,
perch, l'altro elemento, l'antisociale, quello naturale.
L'elemento sociale necessario, deve essere coltivato.
Si potr constatare che nel quinto periodo postatlantico c'
una tendenza a lasciare inosservato l'elemento sociale proprio
quando ci si abbandona soltanto a se stessi, quando non si intervie
ne attivamente, quando non si partecipa coscientemente con l'atti
vit dell'anima.
Quello che necessario, e che deve essere conquistato mol
to coscientemente, appunto l'interesse dell'uomo per l'uomo, un
interesse che prima esisteva istintivamente nell'uomo.

Il nucleo fondamentale di ogni vita sociale l'interesse del


l'uomo per l'uomo.
Oggi sembra quasi paradossale dire che non si otterr alcun
lume intorno ai cosiddetti difficili concetti economici, se non cre
scer l'interesse dell'uomo per l'uomo, se la gente non incomincer
a collegare le forme apparenti, che dominano nella vita sociale, con
la realt.
Chi mai pensa che semplicemente per il nostro modo di es
sere inseriti nell'ordinamento sociale, in realt siamo sempre in un
nesso complicato fra uomo e uomo?
Supponiamo di avere in tasca una banconota, di utilizzarla
una mattina per fare degli acquisti, e di comperare tanto da spen
derla tutta.
Che significa uscir di casa con una banconota?
In realt la banconota una forma apparente, non vale nulla
e non varrebbe nulla anche se fosse di metallo.
Qui non voglio parlare dei metallisti e dei nominalisti nel
campo delle teorie monetarie;ma anche se si trattasse di moneta
metallica sarebbe in effetti una forma apparente, non varrebbe nul
la.
Il denaro si inserisce, infatti fra due altre merci, e soltanto
perch, esiste un certo ordinamento sociale, al tempo nostro ap
punto un ordinamento statale, soltanto per questo la banconota che
possediamo e spendiamo una mattina per gli acquisti pi vari non
se non lequivalente di un certo numero di giornate lavorative di un
determinato numero di persone.
Un certo numero di persone deve eseguire un certo numero
di giornate lavorative, una determinata quantit di lavoro umano
deve fluire nell'ordinamento sociale, deve cristallizzarsi in merce,
perch il valore apparente di una banconota possa diventare un va
lore reale; e solo per disposizione dell'ordinamento sociale.
La banconota d solo potere di porre al proprio servizio una
certa quantit di lavoro, di esercitare il dominio su una certa quan
tit di lavoro.
95

Rudolf Steiner

Se ci si immagina di avere una banconota, in forza della po


sizione in cui ci si trova essa d il potere su un certo numero di la
voratori, e si vede che in ogni ora del giorno dei lavoratori vendono
il loro lavoro come valore equivalente, reale valore equivalente
nella banconota che abbiamo nel portafoglio, allora soltanto si ha
l'immagine della realt.
Le nostre condizioni sono diventate tanto complicate che
non si fa pi alcuna attenzione a queste cose, specialmente se non
sono tanto ovvie.
Ho un esempio della vita corrente, in cui la cosa risulta fa
cile.
Nel campo pi difficile dell'economia, a proposito di capi
tale, rendita e credito, in cui i problemi sono molto complicati, non
sanno essere precisi neppure i professori universitari; intendo quel
li di economia il cui mestiere sarebbe di saperne qualcosa.
Da questo risulta gi quanto sia necessario che i problemi
siano presi in giusta considerazione.
Naturalmente non possiamo oggi riformare l'economia che,
per quello che visi studia, si ingolfata in una situazione senza
uscita *; ma in merito alla pedagogia sociale possiamo almeno
chiederci che cosa occorra perch, la vita sociale possa essere con
trapposta coscientemente alla interiore vita antisociale.
Ho detto che nel nostro tempo difficile trovare il giusto
interesse fra gli uomini.
Non si ha il giusto interesse se si crede di poter comperare
qualcosa con una banconota e non si pensa che essa determina un
rapporto sociale con un certo numero di persone e con le loro forze
lavorative.
Si ha il giusto interesse se, nella propria immagine del pro
cesso, si in grado di sostituire ogni operazione apparente del ge
nere, quale lo scambio di merci con un biglietto di banca, con l'o
perazione reale che vi connessa.
Vedete, le mere chiacchiere commosse, che chiamerei egoi
ste, circa il nostro amore per il prossimo e la nostra azione relativa
non appena ci se ne presenta l'occasione, non sono la vita sociale.

Quell'amore generalmente molto egoistico.


Pi d'uno aiuta paternalisticamente i suoi simili con ci che
prima ha magari predato; crea cos un oggetto per il suo amor pro
prio, per potersi commuovere al pensiero di fare delle belle azioni.
Non si riesce a scoprire come una grande parte del cosid
detto amore caritatevole sia un amore per se stessi mascherato.
Il problema non prendere in considerazione soltanto qual
cosa di immediato che si presta all'amore per noi stessi, ma di sen
tirsi obbligati a rivolgere lo sguardo alla struttura sociale variamen
te ramificata nella quale siamo inseriti.
Noi dobbiamo per lo meno creare delle basi.
Ma al giorno d'oggi pochissima gente disposta a creare
tali basi.
Almeno dal punto di vista della pedagogia sociale vorrei
parlare oggi di come si possano contrapporre, e contrapporre co
scientemente, gli impulsi sociali a quelli antisociali che si sviluppa
no in modo naturale; come si possano coltivare perch, si metta in
moto in noi l'interesse da uomo a uomo, perch, esso continui sem
pre pi; noi non avremo infatti pace se non continua quell'interesse
che, proprio nel nostro periodo dell'anima cosciente, cos pauro
samente svanito.
Nel nostro tempo abissi sono aperti fra uomo e uomo!
In un modo che nemmeno si immaginano, gli uomini passa
no gli uni accanto agli altri senza affatto comprendersi.
Esiste oggi solo un minimo desiderio di comprendere vera
mente il prossimo, la sua caratteristica.
Da un lato abbiamo il grido della socialit e dall'altro il pro
gressivo irrompere dell'impulso meramente antisociale.
Si nota come gli uomini passino gli uni accanto agli altri
senza vedersi, quando essi si riuniscono in associazioni o in socie
t.
Al presente esse non sono per nulla un'occasione per acqui
stare conoscenza della natura umana.
Al giorno d'oggi la gente pu stare per anni insieme ad altra
gente, e non conoscerla meglio di quando in origine la conobbe.
96

Rudolf Steiner

proprio necessario che in avvenire si aggiunga in maniera


sistematica l'elemento sociale a quello antisociale.
A questo scopo esistono vari mezzi animici, fra gli altri
quello di volgersi pi di una volta nella vita a guardare questa no
stra vita, questa incarnazione, per cercare di osservare l'incamazione attuale, ci che si svolto fra noi e la gente che abbiamo cono
sciuto in questa vita.
Se siamo onesti diremo, o almeno la maggior parte di noi
dir, che oggi per lo pi consideriamo l'intervento di molte persone
nella nostra vita ponendo la nostra persona al centro della nostra
retrospezione sulla vita.
Istintivamente chiediamo che cosa abbiamo avuto da questa
o quella persona che intervenuta nella nostra vita.
un atteggiamento che si dovrebbe combattere.
Dovremmo cercare di far sorgere in immagine davanti alla
nostra anima i maestri, gli amici e le persone che, aiutandoci, sono
intervenute nella nostra vita, o quelle che ci hanno danneggiato e
alle quali, da un certo punto di vista, dobbiamo pi che non a quel
le che ci hanno protetto.
Dovremmo far scorrere davanti alla nostra anima queste
immagini, rappresentarci in maniera molto viva che cosa ognuno
ha fatto per noi al nostro fianco, e procedendo in questo modo ve
dremo che man mano impariamo a dimenticare noi stessi; trovere
mo che realmente potremmo avere solo la minima parte delle qua
lit che abbiamo se questa o quella persona non fosse intervenuta
nella nostra vita come amico, insegnante o in altra maniera.
Soltanto rivolgendoci a considerare anni passati da molto
tempo e persone con le quali forse non siamo pi in relazione, nei
riguardi delle quali ci pi facile l'obiettivit, capiremo come la
sostanza animica della nostra vita venga assorbita da ci che ha
esercitato un influsso su di noi.
Il nostro sguardo s allarga ad abbracciare tutta una schiera
di persone che nel corso del tempo passata accanto a noi.
Se cerchiamo di capire quanto dobbiamo all'una o all'altra,
di vedere in questo modo noi stessi nello specchio di coloro che

hanno agito su di noi e sono stati con noi, allora si sviluppa man
mano (potrete sperimentarlo) un senso che consiste in questo:per
effetto dell'esercizio di ritrovare immagini delle persone che furono
a noi unite nel passato, si sviluppa in noi anche un senso per arriva
re a formarci un'immagine dell'uomo di fronte al quale veniamo a
trovarci nel presente.
Importantissimo che si svegli in noi l'impulso a non senti
re soltanto l'uomo che sta di fronte a noi in base a simpatia e anti
patia, a non lasciar sorgere in noi l'impulso ad amare o detestare
qualcosa della persona, ma di risvegliare in noi, senza amore o
odio, un immagine dell'uomo quale .
Forse non si avr la sensazione che quanto dico della mas
sima importanza, ma importante.
La capacit di far sorgere senza odio e senza amore l'imma
gine del prossimo, di far sorgere in s, l'altro uomo animicamente,
infatti una caratteristica che, nell'evoluzione degli uomini, svani
sce ogni settimana che passa, una qualit che gli uomini man
mano perdono.
Passiamo gli uni accanto agli altri senza che si svegli in noi
l'impulso a far sorgere in noi il nostro prossimo.
E invece una qualit che si deve coltivare coscientemente.
E qualcosa che deve trovare il suo posto anche nella peda
gogia: la capacit di sviluppare nell'uomo la facolt immaginativa.
Si pu realmente sviluppare tale facolt immaginativa se,
invece di cercare le sensazioni della vita come oggi si fa, non si
teme di eseguire sommessamente in s, quella retrospezione a se
guito della quale sorgono di fronte all'anima le passate relazioni
con gli uomini.
Allora raggiungeremo la condizione di avere un atteggia
mento immaginativo nei confronti delle persone che ci troviamo di
fronte.
Allora contrapporremo l'istinto sociale a quanto si sviluppa
sempre pi del tutto necessariamente ed in modo non cosciente: l'i
stinto antisociale.
Questo uno dei punti.
97

Rudolf Steiner

L'altro qualcosa che si pu collegare con l'osservazione


retrospettiva del rapporto con le persone: il fatto che si cerchi di di
ventare sempre pi obiettivi con noi stessi.
Anche per questo dobbiamo trasporci in tempi passati.
Ma in tal caso direi che possiamo affrontare direttamente i
fatti; e ponendo di avere trenta o quarantanni dobbiamo pensare a
come fosse la situazione quando ne avevamo dieci.
Immaginarci immersi nella situazione, immaginarci come
se fossimo altri ragazzi o altre ragazze di dieci anni; dimenticare di
essere stati noi stessi, volersi veramente sforzare di oggettivarsi.
Nel presente dobbiamo specialmente cercare di raggiungere
la auto-oggettivazione, il distacco nel presente dal proprio passato,
l'estrazione dell'io dalle proprie esperienze, perch, il presente ha
sempre pi la tendenza a collegare l'io con le esperienze.
Oggi del tutto istintivamente l'uomo vuol essere ci che gli
danno le proprie esperienze.
Per questo tanto difficile raggiungere l'attivit additata
dalla scienza dello spirito.
Si tratta di attivare di volta in volta lo spirito a nuovo, di
non basarsi su quanto si conserva a memoria.
Si potr veramente osservare che nella vera scienza dello
spirito non si riesce a nulla col comodo mantenere a memoria.
Le cose si dimenticano, e bisogna tornare sempre a coltivar
le; ma bene che questo avvenga, appunto giusto che si debba
rinnovare sempre lo sforzo.
Chi infatti progredito, appunto nel campo scientifico-spirituale, cerca d porsi dinanzi agli occhi giorno per giorno le cose
pi elementari; gli altri se ne vergognano.
Nella scienza dello spirito nulla deve dipendere dal fissare
le cose nella memoria, perch, quello che conta di afferrarle nel
l'esperienza del presente.
Si tratta di educarsi a questa capacit con l'oggettivarsi, col
rappresentarsi il ragazzo o la ragazza che fummo come se fossero
degli esseri a noi estranei nel passato; occorre tendere a staccarsi

sempre pi dalle esperienze vissute, di essere sempre meno il tren


tenne nel quale in realt affiorano ancora gli impulsi del decenne.
Staccarsi dal passato non significa rinnegarlo, lo si ricon
quista in altro modo, ma qualcosa di grandissima importanza.
Da un lato, dunque, coltiviamo coscientemente l'istinto so
ciale, l'impulso sociale, in quanto ci procuriamo le immagini degli
uomini del presente osservando gli uomini che in passato sono stati
in relazione con noi, e considerando animicamente noi stessi come
il prodotto di quella gente; dall'altro lato, per mezzo della nostra
oggettivazione, acquistiamo la possibilit di sviluppare direttamen
te l'immaginazione di noi stessi.
L'oggettivazione nostra nel passato ci toma utile, quando
non agisce in noi inconsciamente.
Pensiamo che se il ragazzino o la ragazzina decenne conti
nuassero ad agire in noi, allora a noi, trentenni o quarantenni, si as
sommerebbe il decenne.
Ma si sommano anche l'undicenne, il dodicenne, e cos via.
L'egoismo ne risulta enormemente potenziato.
Diminuir invece sempre pi se si estromette il passato, se
lo si oggettiva, se diventa piuttosto un oggetto.
questo l'importante, questo che dobbiamo considerare.
In sostanza dovr venir sempre pi chiarito alla gente, la
quale illudendosi solleva irragionevoli esigenze sociali, che oggi
premessa essenziale comprendere come l'uomo debba diventare in
nanzi tutto un essere che agisce socialmente, proprio nell'epoca in
cui devono manifestarsi gli impulsi antisociali, perch,si possa ele
vare la natura umana.
Che cosa si fa invece?
Si scoprir tutto il significato di quanto ho esposto ora, con
siderando che nel 1848 venne pubblicato il primo scritto, in certo
qual modo il pi efficace, che oggi fa sentire i suoi effetti anche nel
socialismo pi radicale, nel bolscevismo.
Si tratta del Manifesto comunista di Karl Marx *; in esso
riassunto ci che domina nelle menti ed anche nei cuori dei prole
tari.
98

Rudolf Steiner

Marx pot conquistare il mondo proletario per il semplice


motivo di aver detto ci che il proletario capisce, ci che pensa in
quanto proletario.
Il Manifesto comunista, di cui non occorre che esponga il
contenuto, apparve nel 1848.
Fu il primo documento, il primo seme del frutto che matura
appunto oggi, dopo che altri elementi contrastanti sono stati di
strutti.
Questo documento contiene un'espressione, una frase, che
si trova citata in quasi ogni scritto socialistico: Proletari di tutto il
mondo, unitevi!.
una espressione ripetuta nelle associazioni socialistiche di
ogni genere: Proletari di tutto il mondo, unitevi!.
Che cosa esprime mai? Esprime l'appello pi innaturale che
si possa immaginare per la nostra epoca.
Esprime un impulso verso la socializzazione, per l'unione di
certe masse di uomini.
Su che cosa deve fondarsi tale unione, e socializzazione ?
Sul contrasto, sull'odio contro coloro che non sono proleta
ri.
La socializzazione, l'unione degli uomini dovrebbe essere
costruita sulla separazione!
Bisogna meditare ci e cercare di seguire la realt di questo
principio in quel che oggi, come reale illusione - se mi concesso
usare questa espressione che comprenderete - si manifestato pri
ma in Russia, ed ora anche in Germania e nei Paesi della vecchia
Austria; ed principio che sempre pi si diffonder.
l'appello pi innaturale perch, mentre da un lato esprime
la necessit della socializzazione, dall'altro la socializzazione stes
sa viene edificata sull'istinto antisociale, e cio sull'odio di classe,
sul contrasto di classe.
Per l'appunto queste cose si devono considerare in una luce
pi alta, altrimenti non si va lontano e non si riesce soprattutto ad
intervenire in modo salutare, dal posto in cui si , nell'andamento
dell'evoluzione dell'umanit.

N, oggi vi altro mezzo all'infuori della scienza dello spi


rito per vedere queste cose in un senso veramente lato, vale a dire
per comprendere la nostra epoca.
Proprio come si teme di interessarsi dello spirito e dellani
ma che sono alla base dell'uomo fisico, cos si teme e non ci si vuol
interessare - perch si ha paura, perch, si pusillanimi - nemmeno
di ci che nella vita sociale possibile cogliere con lo spirito.
La gente ha paura, si mette bende sugli occhi, ficca la testa
nella sabbia come lo struzzo, di fronte a tali cose veramente reali
ed importanti, di fronte al fatto che, quando un uomo di fronte al
l'altro, uno cerca sempre di addormentare mentre l'altro si sforza di
mantenersi desto.
Per parlare in senso goethiano, questo il fenomeno pri
mordiale della scienza sociale.
Esso trascende ci che il pensiero meramente materialistico
in grado di sapere, interviene in quanto pu essere compreso sol
tanto sapendo che nella vita umana non si dorme solo quando si
poltrisce e si dorme della grossa per delle ore, ma che nella cosid
detta vita di veglia giuoca continuamente anche la tendenza al son
no; sapendo che veramente le medesime forze, che ci svegliano la
mattina e ci fanno addormentare la sera, entrano continuamente in
gioco nella vita di sempre, e nella loro azione attuano insieme la
socialit e l'antisocialit.
Non serve a nulla tutto il pensare che si fa a proposito del
l'ordinamento sociale umano, non servono a nulla i provvedimenti
pi particolari, se non ci si sforza di comprendere veramente queste
cose.
Partendo da questo punto di vista necessario non rendersi
ciechi per i fatti che si diffondono sulla terra, ma considerare ci
che avviene.
Che cosa pensa il socialista odierno ?
Pensa di poter escogitare massime sociali, massime sociali
stiche, oppure di lanciare l'appello a tutti gli uomini: Proletari di
tutto il mondo, unitevi! , e che in tal modo debba essere possibile
creare internazionalmente una specie di paradiso in terra.
99

Rudolf Steiner

Ma questa una delle pi grandi illusioni, una delle pi ro


vinose illusioni che ci siano!
Gli uomini non sono soltanto astrazioni ma uomini concreti.
A base di tutto sta il fatto che ogni uomo u n'individualit.
Ho cercato di mostrarlo nella mia Filosofia della libert,
contrapposto al livellamento del kantismo e del socialismo.
Ma sulla terra gli uomini si differenziano anche in gruppi.
Esamineremo una di tali differenziazioni per vedere che
non si pu dire semplicemente che si incomincia in occidente e
che, andando verso oriente, si realizza su tutta la terra un certo or
dinamento sociale arrivando alla fine al punto di partenza.
Come in passato si viaggiava intorno alla terra, si vorrebbe
oggi estendere il socialismo su tutta la terra, e si considera la terra
una sfera sulla quale, partendo dall'occidente, si arriva all'oriente.
Gli uomini su tutta la terra sono differenziati e nella diffe
renziazione vive appunto un impulso, un motore del progresso, se
mi consentita l'espressione.
In tal modo si vede predisposto che, appunto nel nostro
tempo, si deve manifestare in particolare l'anima cosciente.
Direi che nell'umanit solo le popolazioni di lingua inglese
sono al presente predisposte per sangue, per attitudini innate e per
attitudini ereditarie, a ricevere l'impronta dell'anima cosciente.
Cos differenziata lumanit.
Gli uomini facenti parte delle popolazioni di lingua inglese
hanno oggi la particolare attitudine a sviluppare l'anima cosciente;
in certo qual modo essi sono cos i rappresentanti del quinto perio
do postatlantico; sono preparati a ci.
Gli orientali devono in altro modo rappresentare, produrre
la giusta evoluzione dell'umanit.
Presso gli orientali, a cominciare gi dai russi e poi presso
tutti i popoli retrostanti dell'Asia che ne costituiscono l'appendice,
si manifesta una vera e propria lotta, una resistenza contro questo
elemento istintivamente naturale dell'evoluzione dell'anima co
sciente.

Gli orientali non vogliono mescolare ad esperienze vissute


quella che, nel nostro tempo, la principale facolt animica dell'intellettualit; essi la vogliono staccare e conservare per il periodo
successivo, per il sesto periodo postatlantico, in cui poi dovr aver
luogo una unione di uomini, non come quelli odierni, ma come sa
ranno dopo aver sviluppato il s, spirituale.
Mentre dunque si riscontra la forza caratteristica per l'evo
luzione del nostro tempo proprio in occidente, forza che pu essere
coltivata in modo particolare precisamente dalle popolazioni di lin
gua inglese, a loro volta gli orientali in quanto popolo, perch, non
ci si riferisce al singolo che emerge sempre dalla massa ma si in
tende il popolo, hanno il compito di non permettere che nelle loro
forze animiche si sviluppi il lato caratteristico del tempo,
affinch, in loro possa svilupparsi il germe di ci che sar l'ele
mento principale del periodo successivo, quello che incomincer
nel quarto millennio.
Il fatto che nella vita umana e nell'essere umano vi sono
delle leggi.
Per la natura oggi la gente non si meraviglia se, per esem
pio, non si pu accendere il ghiaccio, non si meraviglia che nella
natura tutto sia conforme a leggi.
Ma in relazione alla struttura sociale dell'umanit la gente
crede che per esempio si possa attuare in Russia una struttura so
ciale secondo gli stessi principi sociali validi in Inghilterra o in
Scozia o perfino in America.
Questo non lo si pu fare perch, il mondo organizzato
secondo leggi e non in modo che in ogni parte si possa fare tutto
arbitrariamente.
E questo va tenuto presente.
Nei paesi centrali la condizione appunto intermedia.
Vi si sta, come si potrebbe dire, in un equilibrio instabile fra
un lato e l'altro.
La popolazione sulla terra quindi tripartita.
Non si pu dire: Proletari di tutto il mondo, unitevi! *
perch anche i proletari sono triplicemente differenziati.
100

Rudolf Steiner

La popolazione della terra tripartita.


Se torniamo a considerare i popoli dell'occidente, riscontre
remo che tutti coloro che parlano inglese in quanto popolo anche se
il singolo pu differenziarsi molto hanno un particolare talento,
una particolare attitudine, una particolare missione nello sviluppare
l'anima cosciente, e cio di non isolare, nel periodo dell'anima co
sciente, le loro qualit caratteristiche, ma di collegare con l'espe
rienza la formazione dell'intelligenza, la particolare caratteristica
dell'intelligenza.
La grande estensione dell'impero britannico dipende dal
modo naturale, istintivo, direi impulsivo, di inserirsi nel mondo
come uomo dotato di anima cosciente.
Il fenomeno primordiale dell'estensione dell'impero britan
nico consiste nell'attitudine della sua popolazione di conformarsi
con gli intimi impulsi del nostro tempo.
L'essenziale su questo argomento si pu gi trovare nel mio
ciclo di conferenze sulle anime dei popoli europei *, tenuto molto
tempo prima della guerra; esso offre tutto il materiale essenziale
per un giudizio obiettivo sulla catastrofe bellica.
L'attitudine di cui si parlava, che connessa con l'evoluzio
ne dell'anima cosciente, determina nella popolazione di lingua in
glese la particolare disposizione per la vita politica.
Si pu studiare come il modo politico di ripartire societ e
strutture, si sia diffuso dall'Inghilterra in ogni direzione dove le
cose, nella forma attuale, sono rimaste come erano nel quarto pe
riodo postatlantico, si sia diffuso perfino nella ripartizione dei Co
mitati ungheresi, a cominciare dai capi locali; il pensiero politico
inglese si dunque diffuso persino fra i popoli turanici d'Europa,
appunto perch, soltanto dal sangue inglese pu provenire il pen
siero politico del quinto periodo postatlantico.
Gli inglesi hanno una particolare attitudine per la politica.
Al giorno d'oggi non serve dare giudizi su queste cose, sono
le necessit a decidere, che riescano simpatiche o antipatiche, ma
per quanto riguarda le faccende del mondo, decidono le necessit
oggettive.

Oggi, nel periodo dell'anima cosciente, appunto importan


te considerare le necessit obiettive.
Nella sua Fiaba dei serpente verde e della bella Lilia, Goe
the ha indicato in tre elementi le forze che si trovano nell'anima
umana: potenza, apparenza o parvenza, conoscenza o saggezza; e
cio il re di bronzo, il re d'argento, il re d'oro.
Nella fiaba, quando il discorso si riferisce alle condizioni
di dominio, vengono dette in modo originale molte cose che al pre
sente si stanno preparando e si svilupperanno sempre pi.
Bisogna appunto notare che quanto Goethe simbolizza con
il re di bronzo, l'impulso della potenza, si estende sulla terra prove
nendo dalla popolazione di lingua inglese.
Per il coincidere della civilt dell'anima cosciente con la
particolare attitudine dell'elemento britannico ed americano, questa
una necessit.
Nei paesi centrali, che presentemente sono gi coinvolti nel
caos, vige un equilibrio instabile fra l'inclinazione dell'intelletto al
l'anima cosciente e quella del desiderio di sottrarsene; pertanto pre
valgono di volta in volta l'una e l'altra.
In questi paesi la tendenza del tutto diversa.
I paesi centrali non hanno tutti l'attitudine alla politica.
Se vogliono fare politica presentano molto la tendenza ad
uscire dalla realt, realt che sempre presente quando il pensiero
politico nei popoli anglo-americani fermo ai fatti, ancorato nell'a
nima umana.
Nei paesi centrali domina la seconda delle forze dell'anima:
l'apparenza, sembianza.
I paesi centrali manifestano l'intellettualit anche con parti
colare lustro.
La si confronti col pensiero che promana dalla popolazione
di lingua inglese: sono pensieri saldamente in relazione con la soli
da realt.
Se si considerano le brillanti prestazioni dello spirito tede
sco, s noter che si tratta piuttosto di una configurazione estetica
dei pensieri anche se tale configurazione assume una forma logica.
101

Rudolf Steiner

Spicca particolarmente il modo in cui si fa confluire un


pensiero nell'altro, perch, i pensieri, che specialmente si prestano,
si manifestano in dialettica, in elaborazione estetica dei pensieri.
Volendo applicare questa tecnica alla solida realt, volendo
adottarla in politica, facile diventare falsi, facile arrivare al co
siddetto idealismo visionario; si vogliono allora fondare stati unita
ri, per decenni si fantastica di stati unitari mentre poi si fondano
stati basati sulla forza, passando da un polo a quello opposto.
Nella vita politica non si sono mai scontrate due opposte
tendenze quali la visione unitaria tedesca del 1848 e la successiva
realizzazione del 1871.
In questo si vede l'ondeggiamento, l'oscillazione fra ci che
tende alla configurazione estetica e ci che pu diventare falso,
creazione fantastica, creazione di sogno nel passare al terreno poli
tico.
Nei paesi centrali non si riscontra attitudine per la politica;
se si fa politica, o si sogna o si mente.
Queste cose non vanno dette affatto con simpatia o antipa
tia, nemmeno per incolpare o assolvere, ma van dette perch, ap
punto corrispondono da un lato al bisogno e dall'altro alla tragicit.
Sono cose da ben ponderare.
Se poi si osserva l'oriente e ci che vi si sta preparando, si
pu arrivare a dire, esprimendosi piuttosto radicalmente, che quan
do il tedesco vuol diventare politico si mette a sognare, cade nell'i
dealismo, se va bene, nel bell'idealismo, e se va male, nell'insince
rit; ma se il russo vuol far politica, si ammala del tutto o ne muo
re.
Ha cos poca attitudine alla politica che facendola si amma
la, ne muore.
Tutto questo detto un po' drasticamente, radicalmente, ma
questo il fenomeno.
Nell'anima popolare russa non vi nulla di affine alla con
cretezza politica dell'anima popolare inglese o americana.

L'orientale ha invece l'attitudine per trasferire l'intelletto,


che egli distacca dal naturale collegamento con le esperienze, nella
futura epoca del s spirituale.
Cos si conosce come le disposizioni siano differenziate
sulla terra; tali differenziazioni si manifestano fin nelle esperienze
pi importanti.
Dalle varie esposizioni fatte vi noto quello che l'esperien
za soprasensibile pi progredita chiama l'incontro col guardiano
della soglia.
Anche rincontro col Guardiano della soglia * presenta delle
differenziazioni.
Naturalmente se l'iniziazione avviene indipendentemente
dai ogni elemento nazionale, l'incontro col guardiano della soglia
anche multilaterale.
Se per l'iniziazione viene curata da persone o da societ
unilaterali, o ha carattere nazionale, anche lesperienza col guardia
no della soglia si differenzia.
Chi appartenga alla popolazione di lingua inglese, se non
viene iniziato da spiriti superiori che fanno da guida, ma dallo spi
rito del popolo, ha la particolare disposizione a portare con s, gli
esseri spirituali arimanici che ci circondano sempre qui nel mondo,
che ci accompagnano quando ci avviamo alla soglia del mondo so
prasensibile, che possiamo poi riportare se essi, per cos dire, mani
festano una inclinazione per noi.
Essi ci conducono anzitutto alla visione delle potenze della
malattia e della morte.
Cos si potr apprendere dalla maggior parte degli iniziati ai
segreti soprasensibili nei paesi anglo-americani, da quelli pervenuti
alla soglia, ch la prima e pi importante esperienza del mondo so
prasensibile l'incontro con le potenze che esprimono malattia e la
morte.
Imparano a conoscere questo fatto come qualcosa a loro
estraneo.
Nei paesi centrali, se durante l'iniziazione si ha il concorso
dello spirito del popolo, l'iniziando non viene sollevato dall'ele102

Rudolf Steiner

mento nazionale a quello umano universale ma, sempre che lo spi


rito del popolo cooperi, il primo e pi significativo evento che si
notano le lotte che hanno luogo fra certe entit appartenenti al
mondo spirituale soltanto, che stanno dall'altro lato della corrente,
e altre entit che stanno qui nel mondo fisico, di qua della corrente,
ma invisibili alla coscienza normale.
Ivi ha luogo una lotta continua.
questa lotta che si nota per prima nei paesi centrali.
La lotta che si nota diventa percepibile alla soglia precisamente per il fatto che nei paesi centrali un serio indagatore della
verit pervaso dalle potenze del dubbio.
Si viene a conoscere tutto delle potenze del dubbio, delle
potenze della plurilateralit.
Nelle zone occidentali si molto pi inclini ad accontentar
si di una verit semplice; nei paesi centrali viene subito in mente
l'altro lato della questione.
Anche per quanto riguarda la ricerca della verit qui si
nell'incertezza: ogni cosa ha due aspetti.
Nei paesi centrali, se si fa tanto di accogliere fiduciosamen
te un'asserzione diretta unilaterale, si piccini.
E questo si deve anche tragicamente subire quando si arriva
alla soglia.
Bisogna fare attenzione al modo in cui si svolge la lotta che
ha luogo alla soglia fra gli spiriti che fanno solo parte del mondo
spirituale, e quelli che appartengono al mondo sensibile; tutto que
sto determina ci che fa sorgere il dubbio nell'interiorit dell'uomo,
l'instabilit per quanto riguarda la verit, la necessit di farsi prima
educare alla verit, di non tener in nessun conto gli impulsi ricono
sciuti della verit.
Se invece nei paesi orientali lo spirito del popolo tiene a
battesimo l'iniziando, se l'uomo viene condotto alla soglia sotto la
tutela dello spirito del popolo, allora chi appartiene ai popoli orien
tali scorge anzitutto gli spiriti che agiscono sull'egoismo umano.
Vede tutto ci che pu dar adito all'egoismo umano.

L'occidentale, per esempio, non vede questo come prima


cosa, quando si presenta alla soglia.
Egli vede gli spiriti che penetrano nel mondo e nell'umanit
come malattia e morte nel senso pi lato, come forze paralizzanti,
distruttrici, degradanti.
Chi viene iniziato in oriente vede alla soglia tutto ci che si
presenta aH'uomo per indurlo alfegoismo.
Di conseguenza l'ideale risultante in occidente dall'iniziazione quello di rendere sani, mantenere sano l'uomo, procurare
che esista per tutti gli uomini la possibilit di igienico sviluppo
esteriore.
In oriente, essendo la gente istintivamente al corrente dell'e
sistenza dell'iniziazione attraverso il solo sapere religioso, risulta
anzitutto l'impulso a sentirsi piccoli nei confronti dell'elevatezza
del mondo spirituale.
infatti l'elevatezza che si vede per prima avvicinarsi dal
mondo spirituale.
Quando ci si trova al cospetto del mondo spirituale, l'at
tenzione delforientale viene anzitutto diretta al sublime, al fatto
che occorre curare l'egoismo, cacciare l'egoismo, perch, ne ven
gono messi in rilievo i pericoli.
Ci si manifesta in oriente perfino nel carattere esteriore del
popolo.
Diversi aspetti del carattere orientale, che risultano non
simpatici all'occidentale, derivano da quello che si manifesta ap
punto alla soglia.
Quando consideriamo l'evoluzione interiore, la configura
zione interiore dello spirituale-animico dell'uomo, queste sono ap
punto le differenziazioni delle qualit umane.
importante non distogliere l'occhio da queste cose.
In certi circoli occulti della popolazione di lingua inglese, l
dove queste cose sono note anche se sotto la tutela dello spirito del
popolo, durante tutta la seconda met del secolo diciannovesimo si
potevano trovare profetici accenni ad avvenimenti che oggi si veri
ficano *.
103

Rudolf Steiner

Si immagini che cosa sarebbe avvenuto se la gente del resto


dell'Europa, all'infuori della popolazione di lingua inglese, non
avesse tappato entrambe le orecchie e bendato entrambi gli occhi
quando si facevano notare queste cose!
Voglio citare una espressione che, appunto nella seconda
met del secolo scorso, l si tornava sempre a ripetere, e cio: Af
finch. il popolo russo possa evolversi, lo stato russo deve sparire,
perch, in Russia si devono compiere esperimenti socialistici che
mai si potranno compiere nei paesi occidentali .
Questa sar forse per i non inglesi una saggezza poco sim
patica, ma si tratta di grande e profonda saggezza, di una intelli
genza vivissima.
Chi ne compenetrato tanto da esser convinto che si tratti
di impulsi alla cui realizzazione egli partecipa, all'altezza del suo
tempo, mentre gli altri se ne escludono.
Queste cose devono essere considerate.
Naturalmente la giustificata sorte dell'Europa centrale ed
orientale fu quella di tapparsi ambo gli orecchi e di bendarsi ambo
gli occhi di fronte ai fatti occulti, di non ascoltarli, di esercitare mi
stica astratta, intellettualismo astratto, astratta dialettica.
Ma ora incomincia il tempo in cui ci non pu continuare!
Considerazioni come queste non devono suscitare pessimi
smo, non devono suscitare sconforto.
Tutt'altro!
Ci che ne ricaviamo forza, coraggio, senso per ricono
scere quel che occorre.
In questo senso dobbiamo sempre ricordarci che, nell'ambi
to del movimento scientifico-spirituale ad orientamento antroposofico, effettivamente non dobbiamo agire contro i compiti del tem
po, ma occuparcene.
Ci deve essere chiaro che cosa altrimenti veniamo a perde
re.
La scienza dello spirito, che indica alla coscienza ci che
altrimenti le resta nascosto, che ci fa vedere quali forze l'uomo svi
luppi quando libero dal corpo, vale adire fra l'addormentarsi ed il

risveglio, quella scienza dello spirito ci conduce anche svegli e co


scienti all'educazione degli impulsi sociali.
Deve esserci chiaro che coltiviamo le forze pi necessarie
del tempo, se da svegli riflettiamo a ci che puocompenetrare
energicamente la nostra anima soltanto quando vi pensiamo da de
sti.
Se lo dobbiamo sviluppare soltanto nel sonno diventiamo
impotenti.
Due potenze agiscono nei nostri tempi.
Una la potenza che dal mistero del Golgota in poi, nelle
varie metamorfosi dell'impulso cristico. attraversa tutte le epoche
successive deH'evoluzione della terra.
Abbiamo gi spesso ricordato che proprio nei nostri secoli
deve aver luogo una specie di ri apparizione, questa volta del Cristo
eterico.
Tale riapparizione non molto lontana.
Che Egli appaia qualcosa che non pu dar adito a forme
di pessimismo, ma neppure al desiderio di passare la vita soltanto
nebulosamente, e di raccogliere informazioni sulle teorie teosofi
che, per cos dire egoisticamente esaltanti l'anima.
L'impulso cristico, nei suoi vari aspetti e anche nella sua
forma attuale in cui vuol annunciare all'umanit la saggezza spiri
tuale che dal mondo soprasensibile si vuol manifestare per il nostro
tempo, aiuter perch, ci si realizzi.
Questa saggezza spirituale vorr diventare realt, e l'impul
so cristico sar d'aiuto per tale realizzazione che l'importante.
In questo momento critico l'umanit deve prendere una dif
ficile decisione.
Da un lato c limpulso cristico che invita a rivolgerci per
decisione libera dell'anima all'argomento trattato oggi, ad accoglie
re coscientemente gli impulsi sociali, ad accogliere liberamente
con l'anima tutto ci che benefico per l'umanit e che pu essere
d'aiuto.
Pertanto non ci uniamo in base a punti di vista come quelli
contenuti nell'appello: Proletari di tutto il mondo, unitevi! , per
104

Rudolf Steiner

dedicarci all'amore che ha per fondamento lodio ma ci uniamo con


l'intento di realizzare l'impulso cristico e di fare ci che il Cristo
vuole per il nostro tempo.
A ci si oppone il demonio, quello che la Bibbia chiama

principe illegittimo d questo monda

Esso si presenta nelle forme pi varie.


Una delle forme di mettere al servizio della corporeit le
forze delle quali gli uomini dispongono per volgerle con libera de
cisione a ci di cui abbiamo parlato oggi- le forze che devono esse
re poste nella libera decisione.
Il demonio, il principe illegittimo dej
ha vari stru
menti.
Gli servono anche la fame ed il caos sociale.
Viene cos utilizzata con strumenti fisici, con costrizione, la
forza che dovrebbe essere impiegata al servizio dell'uomo libero.
Si consideri come oggi lumanit mostri ad ogni pi sospin
to di non volersi occupare per libera decisione della vita sociale e
del riconoscimento del vero progresso umano, di volersi far co
stringere.
Si osservi come questa costrizione non sia neppure riuscita
a far s che in certo guai modo la gente faccia gi la distinzione fra
lo spirito del mondo soprasensibile, lo Spirito-Cristo, e lo spirito
del demonio, il gnncige illegittimo del mondo !
Si consideri questo stato di fatto, e si potr dire che esso
spiega come al presente la gente rifiuti in molti luoghi di accogliere
qualcosa delle comunicazioni spirituali, dei benefici spirituali e
della scienza dello spirito.
Gli uomini sono appunto posseduti dall'illegittimo princi
pe di questo mondo.
Mentre per libera decisione vi indirizzate alla vita spiritua
le. consideratevi nel senso pi modesto, ma anche pi serio ed
energico, missionari dello spirito cristico del nostro tempo, consi
deratevi come coloro che devono combattere il principe illegittimo
del nostro tempo il quale rende ossessi tutti quelli che, non per co-

scienza ma indotti da altre forze, vogliono farsi costringere a rea


lizzare qualcosa che porta l'umanit verso l'avvenire.
Un tale atteggiamento non conduce al pessimismo, non
concede tempo per considerare solo pessimisticamente il mondo.
Esso non ci chiuder gli occhi e le orecchie per vedere nella
loro vera forma gli eventi passati, in parte anche crudi, anche terri
bilmente tragici.
Ma esso vi presenter anzitutto quegli eventi in modo
da indurvi a dire che in ogni modo si chiamati a vedere tutto
senza illusioni, che non si deve essere n pessimisti n ottimisti,
ma che si deve fare il possibile perch, nella nostra anima si de
sti la forza per collahorare. dal posto in cui ora ci si trova, alla
libera evoluzione degli uomini verso il progresso.

Non vogliamo stimolare al pessimismo o all'ottimismo an


che se, dal punto di vista della scienza dello spirito, si additano net
tamente in ogni caso i danni o l'inerzia del tempo, ma si vuol sti
molare l'uomo a poggiare su se stesso, a destarsi interiormente per
lavorare e coltivare i pensieri giusti.
Infatti occorre anzitutto della comprensione.
Se almeno un numero sufficiente di uomini avesse oggi
fimpulso di dirsi che anzitutto si devono comprendere questi pro
blemi. il resto seguir!
E appunto se si vogliono comprendere le questioni sociali,
si tratta di avere anzitutto la volont di acquisire conoscenze per la
vita di veglia.
Lo stimolo della volont a ci gi provveduto viene ad un
certo punto, perch, esso si sviluppa.
Se nella vita di veglia cercassimo solo di educarci, se voles
simo farci delle rappresentazioni per la vita sociale, allora a poco a
poco, precisamente per una legge occulta, si giungerebbe al punto
che chiunque cerchi queste conoscenze per s. potrebbe trascinarsi
dietro un altro.
Quanto alla volont ognuno pu aver cura di due persone.
Si pu fare molto purch si abbia la seria volont di acquisi
re anzitutto della comprensione.
105

Rudolf Steiner

In tal caso, ad un certo punto, il fine si raggiunge.


Increscioso non tanto che molta gente non possa fare an
cora nulla: infinitamente peggio che la gente non si possa decide
re ad apprendere le leggi sociali sotto l'aspetto scientifico-spirituale. a studiarle.
Se si studiano, ad un certo punto se ne avranno ali effetti.
Ecco quanto ho voluto comunicare oggi per quanto riguarda
il sapere e l'intendimento di questioni importanti, importanti per il
presente, ed anche per quanto riguarda il modo in cui tale intendi
mento abbia a trasformarsi in impulso vitale.
Spero ci sar data qualche altra occasione di tornare presto
a parlare di cose piuttosto profonde della nostra scienza dello spiri
to.

106

Rudolf Steiner

OTTAVA CONFERENZA
Dornach 13 dicembre 1918
Dalle varie considerazioni che ultimamente abbiamo fatto
sugli impulsi sociali dei tempi pi recenti, del presente e del prossi
mo futuro, si sar notato che nei vari fenomeni che si manifestano
da tali impulsi si rivelata una tendenza fondamentale che anzitut
to ne caratterizza molto esteriormente lo svolgimento.
Si pu dire: si manifestano certamente le pi varie tenden
ze. si avanzano le pi varie pretese, sorgono concezioni sociali ed
antisociali, si prendono svariate iniziative secondo tali concezioni
sociali ed antisociali: ma se dal punto di vista da noi raggiunto si
vuol riassumere qualcosa nella domanda: Che cosa ne sta alla
base, che cosa vuol venire alla superficie deH'evoluzione e del de
stino umani?, naturalmente in modo esteriore, si potr caratteriz
zare il fenomeno dicendo che fuorno vuol avere un ordinamento
sociale, vuol dare alla convivenza umana una struttura sociale nel
l'ambito della quale, conformemente al nostro periodo dell'anima
cosciente, potersi render conto di che cosa egli possa sapere come
uomo in quanto a dignit umana, a valore umano ed a forza umana.
Egli vuole orientarsi come uomo nelfordinamento sociale.
Gli impulsi, che prima erano istintivi, inducevano l'uomo a
fare, a pensare, a sentire questa o quella cosa.
Quegli impulsi istintivi vogliono trasformarsi in impulsi co
scienti.
Nel periodo dell'anima cosciente, che ha preso l'avvio nel
secolo quindicesimo e che durer fin al quarto millennio, l'uomo
potr introdurre giustamente nella vita degli impulsi coscienti se
nel nostro periodo si render sempre pi conto di che cosa egli sia

come uomo, che cosa possa come uomo, anche nell'mbito della
struttura sociale, nella quale vive socialmente, statalmente o in al
tro modo.
Ho gi accennato al fatto che quanto, nel senso del nostro
periodo della coscienza, pu essere giustamente e chiaramente
compreso soltanto dalla scienza dello spirito, appare in modo pi o
meno tumultuoso qua e l, tanto nelle concezioni e nelle idee,
quanto negli eventi in mezzo ai quali l'uomo vive.
Per esempio ben caratteristico, direi sconvolgentemente
caratteristico, ci che si manifesta in un discorso di Trotzki *.
Se si considera quanto ho detto ora circa la volont di met
tere l'uomo al centro della concezione del mondo, si troveranno
sconvolgenti parole, come quelle pronunciate da Trotzki.
Egli dice che la dottrina comunista, o la dottrina socialista,
si posta come uno dei suoi pi importanti compiti il consegui
mento, sulla nostra vecchia terra peccaminosa, di una situazione
tale per cui la gente la smetta di spararsi a vicenda.
Uno dei compiti del socialismo o del comuniSmo sarebbe di
creare un ordine tale per cui, per la prima volta, l'uomo sia degno
del suo nome.
Noi siamo abituati a dire che la parola uomo suona su
perba.
In Gorki* troviamo l'espressione: L'uomo, suona super
bo.
In realt, considerando questi tre anni e nove mesi di san
guinose stragi, verrebbe fatto di gridare: L'uomo, suona
vergogna.
Ad ogni modo, all'inizio di un discorso propagandistico, al
centro di una considerazione si vede subito confusamente anche la
domanda: Come pu l'uomo rendersi conto del suo essere umano,
del suo valore umano, della sua forza umana?.
Osservando attentamente si incontrer in molti uomini il
medesimo fenomeno.
Lo si comprender soltanto - e con questo intendo riferirmi
al modo in cui ci che si viene a capire pi chiaramente attraverso
107

Rudolf Steiner

la scienza dello spirito, turbini in modo confuso nelle menti si


comprender questo turbinare, questo fenomeno, soltanto conside
rando alcuni fenomeni, che abbiamo esaminato ancor meno, relati
vi al pensiero sociale del quinto periodo postatlantico.
In realt moltissime cose cambiano, quasi con un salto, dal
tempo in cui, nel secolo quindicesimo dopo Cristo, il quinto perio
do postatlantico segu al quarto che allora finiva; al quarto periodo
che, come sapete, incominci nel secolo ottavo avanti Cristo.
Soltanto che la gente non nota come si sia in realt mutata
radicalmente la costituzione animica dell'umanit civile, per esem
pio al passaggio dai secoli tredicesimo e quattordicesimo, ai secoli
quindicesimo e sedicesimo.
Ho indicato vari fenomeni in campo artistico, in quello del
pensiero e in vari altri, dai quali si pu notare questo cambiamento.
Oggi vogliamo considerare qualcos'altro che ha grandissi
ma importanza, particolarmente per le forze che entrano in gioco
nel presente e nel prossimo futuro.
In realt si pu dire che la vita economica pubblica, in
quanto si inserisce nella vita sociale, viene osservata coscientemen
te soltanto dall'inizio del quinto periodo postatlantico.
Ci che oggi forma oggetto di pensiero degli uomini si era
manifestato prima pi o meno istintivamente.
In fondo solo verso il secolo sedicesimo si cominciano a
porre coscientemente le domande: che cos' l'ordine in economia?
quale la migliore economia ? quali leggi stanno a base dell'econo
mia?
E da queste considerazioni si sviluppano poi, fino ai nostri
giorni, gli impulsi della concezione socialistica.
Precedentemente le cose erano state ordinate in modo pi o
meno istintivo da uomo a uomo, da associazione ad associazione.
da corporazione a corporazione o anche da stato a stato.
Soltanto da quando sorta la moderna forma statale, che
data anch'essa dal secolo sedicesimo all'incirca, osserviamo che si
riflette su problemi economici.

Ora, considerando questi fenomeni, non si deve dimenticare


quanto segue.
Bisogna rendersi conto che, fino a quando qualcosa avviene
istintivamente, avviene con una certa sicurezza.
Si chiamino ordinamento divino, si chiamino ordine na
turale. o come si vuole, gli istinti sono qualcosa che agisce con
una certa sicurezza attraverso l'evoluzione deH'umanit. qualcosa
che non pu essere modificato da pensieri, che col pensiero non si
tocca.
L'insicurezza incomincia solo quando gli oggetti, sui quali
agiva prima la sicurezza degli istinti, vengono ora compenetrati
dalla riflessione umana, dalfintelletto umano.
Si pu dire che soltanto man mano, dopo aver fatto i pi
vari errori, luomo acquista in modo cosciente la sicurezza che pri
ma aveva avuto per altre situazioni attraverso l'istinto.
Naturalmente contro questo non si pu obiettare che allora
sarebbe meglio tornare all'istinto.
Le condizioni si sono mutate, in condizioni mutate l'istinto
non sarebbe pi giusto.
Inoltre lumanit si trova in evoluzione e, per cose di questo
genere, passa appunto dall'istinto alla vita cosciente.
La richiesta di tornare agli istinti di una volta sarebbe altret
tanto saggia quanto la decisione di chi a cinquant'anni stabilisse di
avere di nuovo vent'anni.
Si, vede dunque che verso il secolo sedicesimo e nel secolo
sedicesimo incomincia il pensare sull'economia.
Si dirige lo sguardo cosciente su fenomeni che prima si era
no sperimentati intimamente nei rapporti umani.
interessante considerare almeno alcune delle idee, delle
rappresentazioni, che gli uomini si sono fatte in merito all'ordine
sociale.
Per esempio, ci furono prima i cosiddetti mercantilisti, con
certe rappresentazioni della vita sociale economica.
In realt le loro rappresentazioni derivano in tutto e per tut
to dalle rappresentazioni giuridiche, quelle che prima si avevano
108

Rudolf Steiner

nel campo del diritto o in genere nella vita pubblica, con tali rap
presentazioni essi cercavano di capire l'andamento del commercio
e dell'industria che era sul nascere.
Le idee dei mercantilisti dipendono anzitutto dallo studio
del commercio e dellindustria.
Ma sono influenzate anche da altro, sono influenzate dal
fatto che la monarchia moderna ad indirizzo piuttosto assoluto, con
tutto quanto vi si connette, con lo stato burocratico, ebbe allora la
sua particolare impronta.
Le idee erano condizionate dal fatto che, a seguito della
scoperta dell'America, si era importato molto metallo nobile, dal
fatto che alla vecchia economia era subentrata l'economia moneta-

ik.

Da fenomeni come questi erano influenzate le idee dei pri


mi maestri di economia, i mercantilisti.
Per costoro si trattava di immaginare l'economia pubblica,
la convivenza sociale pubblica, in base alle idee che si erano fatte
secondo il modello dell'antica economia privata.
E per la vecchia economia privata si avevano le antiche
idee giuridiche romane.
Come ho detto, si continuavano quelle, secondo quelle si
cercava semplicemente di estendere le leggi dell'economia privata
alla vita pubblica.
Quelle idee maturarono uno strano risultato, e non poco
interessante seguire ci che nei pensieri dei mercantilisti divenne a
poco a poco oggetto della principale attenzione.
Il risultatone fu che i mercantilisti si dissero: L'essenziale
in una politica economica nazionale di possedere, nell'mbito di
un territorio economico, molto equivalente per le merci da far cir
colare sul mercato e da prodursi da parte dell'industria .
In altre parole, a costoro interessava escogitare una struttura
sociale tale da far entrare molto denaro nel paese che formava ap
punto l'oggetto del loro studio.
Vedevano il benessere del paese nel denaro disponibile.

E come rendere grande il benessere del paese in cui, secon


do il loro punto di vista, anche il benessere del singolo sarebbe sta
to il pi grande che si potesse immaginare?
Col creare possibilmente una struttura interna del paesetale da far circolare molto denaro e da far defluire poco denaro ver
so altri paesi, in modo che possibilmente molto denaro fosse concentrato nel paese.
Contro questa concezione ne sorse poi un'altra chiamata fisiocratica.
Essa partiva dall'idea che, per quanto riguarda il benessere
di un paese, non interessa veramente la quantit di denaro ivi rac
colta. ma piuttosto quanto si ricava dalla terra per mezzo del lavo
ro. quanti beni si ricavano con lo sfruttamento delle forze naturali.
Infatti con la circolazione delle merci nel commercio e ac
cumulando denaro si raggiunge solo qualcosa di apparente.
Non si aumenta veramente il benessere.
Vediamo qui manifestarsi due successive concezioni econo
miche, due punti di vista del tutto diversi.
A questo prego di porre attenzione.
Sarebbe infatti molto facile credere che sia semplicissimo,
purch lo si sia imparato, dire da che cosa dipenda il benessere,
quale sia il miglior tipo di economia.
Ma vedendo che persone che riflettono su questi argomenti,
che del pensare questi argomenti fanno addirittura una professione,
pervengono nel corso del tempo a concezioni contrarie, si conclu
der che non tanto facile pensare su queste cose.
Per il fatto di dare massima importanza alla produzione di
beni per mezzo della lavorazione della terra e della natura in gene
re, i fisiocratici giunsero poi alla conclusione che in effetti si do
vesse lasciare la gente libera per indurla, attraverso la libera con
correnza, ad ottenere di pi dal fondamento naturale dellesistenza.
Mentre i mercantilisti si preoccupavano soprattutto di ele
vare dazi e di chiudere i paesi verso l'esterno, perch, il deflusso di
denaro non fosse troppo grande, i fisiocratici pervennero alla con
cezione contraria: che cio, proprio quando si esporta ed esporta li109

Rudolf Steiner

beramente da un paese all'altro, la capacit di sfruttamento del ter


reno su tutta la terra viene aumentata, e con ci anche il benessere
di ogni singolo paese.
Si vede che all'alba del pensiero cosciente, nell'economia
sorgono pensieri contrastanti nelle pi varie direzioni.
Si pu vedere poi come si affermi in campo economico una
concezione molto influente, una concezione che effettivamente ag
in modo molto intenso non solo sulla legislazione, ma anche sulle
idee che gli economisti si fecero su questi problemi.
Si tratta della concezione di Adam Smith *; in particolare
egli si pose questo problema: come si realizza una struttura sociale
idonea a creare nel modo migliore il benessere del singolo e il be
nessere della collettivit?
In realt Adam Smith pervenne alla concezione - volendo
accennare ad un punto caratteristico - che la configurazione del
tutto individuale dell'economia sia la migliore.
Egli part dal concetto che i beni, le merci, formanti in ulti
ma analisi il contenuto dell'economia, sono il risultato del lavoro
umano.
Si pu dire che la sua concezione fosse la seguente.
Se si compera qualcosa, ci avviene per il fatto che del la
voro umano stato compiuto.
Il bene, la merce, in certo qual modo cio lavoro umano
cristallizzato.
Lo Smith pensava che il fondamento dell'economia, il be
nessere. venisse appunto realizzato nel modo migliore se non si
tratteneva la gente, per mezzo di qualche impedimento legislativo.
dal produrre liberamente.
Il singolo rende appunto il massimo per la collettivit se
rende il massimo per s.
Adam Smith pensa approssimativamente che si renda al
massimo per l'umanit, quando si rende al massimo per s.
Si possono vendere allora le cose nel modo migliore, e si
rende al massimo per l'umanit quando si rende al massimo per s.

Il meglio per il singolo e per l'umanit l'organizzazione


individualistica dell'economia, il non creare particolari impedimen
ti con la legislazione o con altri interventi.
In queste dottrine economiche tutto l'indirizzo del pensiero
ha la mta di come realizzare nel modo migliore la struttura socia
le.
A questo riguardo, pu forse sorgere un problema che po
trebbe sembrare il pi importante, ma che in realt non stato con
siderato nella sua caratteristica in modo del tutto chiaro nemmeno
dai fisiocratici.
Nei sistemi economici di cui ho parlato si medita sul modo
migliore di realizzare la struttura economica.
Ma il seguire le idee che qui si manifestano, richiama conti
nuamente all'altro problema esistente, al problema cio di quale sia
in realt lo scopo dell'economia.
Essa non pu voler soltanto distribuire ci che disponibi
le, ma deve anche provvedere che i beni materiali vengano prodotti
effettivamente.
Si tratta infatti anche di ricavare i beni dalla terra.
In che relazione si trova l'uomo con i beni che si ricavano
dalla terra?
Su questi problemi soltanto Malthus * impost dei pensieri
coscienti; precisamente i suoi pensieri presero un corso che in fon
do pu rendere perplessi fino ad un certo grado.
Non affatto senza fondamento il problema centrale che
Malthus sollev, e soprattutto il punto di vista relativo a quel pro
blema centrale.
Egli disse che se si considera l'aumento della popolazione
della terra - come molti studiosi moderni egli era del parere che la
popolazione della terra aumentasse continuamente - e se si consi
dera faumento degli alimenti prodotti, si ha un certo rapporto.
Malthus lo esprime in forma matematica dicendo che l'au
mento degli alimenti avviene in progressione aritmetica, mentre
l'aumento della popolazione avviene in progressione geometrica.
Posso chiarirlo con qualche cifra.
110

Rudolf Steiner

Supponendo che la produzione degli alimenti sia 1, 2, 3, 4,


5, per la popolazione avremmo il rapporto geometrico 1, 2, 4, 8,
16.
In altre parole, egli pensa che la popolazione aumenti molto
pi rapidamente degli alimenti.
E dunque del parere che l'evoluzione dell'umanit non pos
sa sfuggire al pericolo che subentri la lotta per la vita, e che alla
fine cio siano troppi uomini in confronto all'aumento degli ali
menti.
Egli dunque considera l'evoluzione economica umana dal
punto di vista del tutto diverso, dal punto di vista del rapporto del
l'uomo con le condizioni della terra, e arriva al punto, o quanto
meno i suoi seguaci arrivano al punto di considerare realmente
contrario all'evoluzione l'occuparsi molto dei poveri e dei problemi
connessi, perch, in tal modo si coltiva soltanto il sovrapopolamento, il che dannoso all'evoluzione dell'umanit.
Malthus arriva proprio a dire: Si lasci senza assistenza chi
debole nella vita, perch, si tratta di eliminare gli inadeguati alla
vita .
Egli propone ancora altri mezzi di cui non voglio trattare
qui; posso solo accennarvi.
Precisamente raccomanda il sistema dei due figli per argi
nare la naturale tendenza al sovrapopolamento.
Considera le guerre come manifestazione necessaria dell'e
voluzione dell'umanit, dato che esiste la naturale tendenza dell'au
mento pi rapido della popolazione in confronto agli alimenti.
Come si vede prende posto nella storia una concezione ben
pessimistica, per quanto riguarda l'evoluzione economica dellumanit.
Non si pu dire che il rapporto dell'uomo con la base natu
rale dell'economia sia stato molto seguito nel tempi pi recenti.
La gente nei tempi moderni non ha neppure la chiara co
scienza che si dovrebbe indagare in questa direzione.
In un certo senso si tornati a riferirsi alla struttura sociale
stessa, alla maniera in cui gli uomini debbano distribuire quanto

disponibile, perch, possano conseguire il massimo benessere; il


problema non tanto il modo di ricavare possibilmente molto dalla
terra, ma piuttosto la distribuzione.
Ebbene, nell'evoluzione del corso delle idee, si manifestano
varie cose che importante osservare perch, esse preparano il
pensiero sociale e socialistico del tempo attuale; quello che ha con
dotto e sempre pi condurr gli uomini in una specie di caos socia
le da cui necessariamente bisogner cercare la via d'uscita.
Ad un punto ho gi accennato: che cio Adam Smith mani
festa chiaramente il pensiero secondo cui i beni acquistati, le mer
ci, sono lavoro immagazzinato.
In certo qual modo, come una necessit naturale, si forma
l'idea che si pu considerare la merce soltanto come lavoro accu
mulato.
Questa idea domina tanto gli uomini che in realt essa uno
dei motori fondamentali del pensare proletario del presente.
Essa lo in quanto, dalle premesse economiche da me ca
ratterizzate, nelle menti del proletariato si formata la precisa idea
che in effetti, allo stato attuale dell'ordine e della struttura sociale,
la forza lavoro del lavoratore, che nullatenente e che pu portare
sul mercato solo il lavoro delle sue mani, una merce.
Come si comperano altre cose, cos si compera la forza-la
voro del lavoratore proletario.
A fronte della domanda: In realt, che cosa sono, in quan
to uomo? , il proletario moderno ha una sensazione opprimente al
massimo grado, e da ci derivano le sue esigenze.
Egli non vuole che qualche sua parte sia venduta; ha l'im
pressione, si pu dire, come se si potessero allo stesso modo com
perare le sue braccia, le sue mani.
Questa appare all'uomo una cosa scomoda, in qualunque
forma essa si manifesti, sia che si tratti del pensiero marxistico, sia
di quello revisionistico, o come chiamar si voglia; vi sta alla base il
sentimento che altra gente compera e vende merce, ma che lui deve
vendere la sua forza di lavoro.
I li

Rudolf Steiner

Sarebbe un errore sostenere che anche altra gente vende il


proprio lavoro.
In effetti non vero.
Nella nostra odierna struttura sociale solo il proletario ven
de veramente il suo lavoro poich si cessa di vendere la propria
forza-lavoro dal momento che in qualche modo si legati alla pro
priet.
Il borghese non vende la sua forza-lavoro.
Egli compera e vende merce; vende forse prodotti del pro
prio lavoro, ma in questo caso si tratta di qualcosa di diverso dal
vendere il proprio lavoro.
In merito a queste cose il proletario moderno ha dei concetti
molto precisi, e chi conosce il pensiero del proletariato moderno sa
che il principio: Lavorare da proletario significa vendere la pro
pria forza-lavoro, veramente l'elemento motore del pensiero
proletario attuale, dalle forme pi moderate fino a quelle pi radi
cali.
Chi non in grado di rilevare questo dai fenomeni non ca
pisce appunto il tempo attuale, ed cosa triste che tanta gente non
capisca i tempi attuali.
Appunto per questo sprofondiamo sempre pi nella confu
sione, perch, la gente non cerca di capire il suo tempo.
Questo un aspetto.
L'altro che, in relazione a quello che abbiamo caratteriz
zato sebbene modificato da punti successivi (e in certo modo istin
tivi), sorta un'idea come quella della legge del salario.
Questa idea in sostanza non esiste pi nel moderno proleta
riato, nella forma in cui esisteva prima; bisogna tuttavia conoscere
la forma in cui tale idea esistette ancora, per esempio in Lassalle *,
per potersi orientare in merito a quanto continua ad esistere nel
proletariato attuale, quale residuo di quell'idea.
Essa chiarante fissata dalla cosiddetta legge ferrea del sa
lario dell'economista Ricardo *.
Ma Lassalle la sosteneva con ogni energia ancora alla met
del secolo scorso.

Essa si formulerebbe all'incirca cos: Dato lo stato attuale


della struttura sociale e la forma del capitale, chi deve lavorare da
proletario non pu essere remunerato per il suo lavoro al di l di un
certo massimo.
Il salario deve muoversi sempre entro certi limiti.
Non pu superare tali limiti, n, scendere al di sotto di essi.
Le circostanze obiettive stesse rendono necessario si rag
giunga una certa quota di salario.
Il salario del lavoratore non pu salire al di sopra n, scen
dere sotto un certo livello massimo o minimo; per lo meno non in
misura essenziale .
Cos pensa Ricardo, e precisamente per il seguente motivo.
Egli dice: Supponiamo che per certe circostanze, ad esem
pio per congiuntura favorevole o per altre cause, in un certo tempo
si verifichi un particolare aumento del salario.
Che cosa avverrebbe?
I proletari riceverebbero cio improvvisamente dei salari
pi alti, il loro tenore di vita si eleverebbe, ed essi raggiungerebbe
ro un certo benessere.
Cercare lavoro sarebbe pi attraente di quanto non lo fosse
al salario precedente.
Si verificherebbe una maggiore offerta di lavoro ed inoltre,
a seguito del benessere, un notevole aumento dei lavoratori e cos
via; in breve, si avrebbe una maggiore offerta.
La conseguenza ne sarebbe che si troverebbero pi facil
mente operai, e che quindi si tornerebbe a pagare meno.
II salario scenderebbe di nuovo al livello precedente.
Proprio per il fatto della sua ascesa, verrebbero provocati
dei fenomeni che lo farebbero diminuire.
Pensiamo invece che per qualche motivo il salario diminui
sca; allora si verificherebbe un immiserimento, e, di conseguenza
una minore offerta.
Gli operai morirebbero prima e si ammalerebbero, avrebbe
ro meno figli; si avrebbe pertanto una minore offerta di forze lavo
rative, e di conseguenza un aumento di salario.
112

Rudolf Steiner

Ma si arriverebbe al massimo al livello ferreo .


Naturalmente sia Ricardo sia Lassalle, nell'impostare la leg
ge ferrea del salario, pensavano alla determinazione del salario in
un processo puramente economico.
Oggi, ed anche gi due o tre decenni fa, se facendo la storia
dell'economia si citava ai proletari la legge ferrea del salario, essi
dicevano che essa non era giusta, che Ricardo e Lassalle avevano
sbagliato.
Ma in effetti tale obiezione non giusta perch, quegli eco
nomisti potevano soltanto pensare che la ferrea legge del salario
entrasse in funzione se la struttura sociale veniva lasciata in bala
di se stessa.
Ma appunto perch, essa non avesse efficacia vennero fon
date le associazioni dei lavoratori e si ricorse all'aiuto e all'influen
za dello Stato.
La conseguenza ne che si aumenta artificialmente il ferreo
limite della legge del salario.
La parte che eccede il ferreo limite della legge del salario
viene dunque creata dalla legislazione o per mezzo di associazioni.
Per questo motivo errata lobiezione.
Si tratta del come il pensiero viene indirizzato.
Ho voluto citare queste cose, che si moltiplicano misuratamente, solo per far vedere come nell'epoca dell'anima cosciente si
siano andate formando le idee sull'economia.
Le opinioni erano sempre sbilanciate da un lato o dall'altro.
Gli uni pensano sempre che il benessere del popolo fiorisse
nel miglior modo, se l'economia veniva organizzata individualisti
camente, se si lasciava il pi possibile libero il singolo.
Gli altri erano dellopinione che in tal modo i pi deboli ve
nissero danneggiati, e si dovessero quindi favorire i pi deboli fa
cendo intervenire laiuto statale o dell'associazione.
Dovrei parlare a lungo se volessi caratterizzare tutto quanto
si manifestato nel corso del tempo.
Nelle pi varie zone della terra, del mondo civile, si forma
rono dunque pensieri economici.

Gli economisti che ho caratterizzato, e molti altri, si propo


nevano in fondo non solo di pensare come si presentava la struttura
sociale nel mondo che si era sviluppato fino ad allora, ma si pone
vano la questione di come si potesse organizzare la struttura socia
le perch, la gente non vivesse in miseria, perch, si raggiungesse
il benessere e cos via.
In molti che se ne sono occupati la dottrina economica in
duceva sempre a migliorare la vita economica.
Nature utopistiche come quelle dei socialisti Saint Simon,
Auguste Comte, Louis Blanc * ed altri, avevano come mta questa
tendenza.
Il loro modo di pensare all'incirca il seguente: dato che
fino ad ora la societ stata pi o meno abbandonata a se stessa,
essa si sviluppata in modo da manifestare un grande divario fra
poveri e ricchi, fra benestanti e indigenti; questa azione deve essere
modificata.
A questo scopo essi studiarono le leggi economiche ed
esposero le pi varie idee per modificare la situazione e realizzare
dei miglioramenti.
Cos facendo alcuni partivano addirittura dall'idea che si
potesse creare, come ho recentemente accennato, una specie di pa
radiso sulla terra.
Questo pensare sulla struttura sociale ha assunto appunto
nel proletariato moderno una forma particolare.
Ho gi detto perch, proprio il proletariato fosse predestina
to a formare tali concezioni.
Ma vorrei aggiungere delle osservazioni integrative in meri
to ad un particolare punto di vista.
Certamente ci che Marx ha esposto nei suoi libri, e in
quelli scritti in collaborazione con Friedrich Engels *, stato molto
cambiato.
Ma le modifiche sono molto minori degli impulsi fondamentali che in realt vi sono in queste cose.
Si pu* dire in generale, anche se ci pu avere soltanto va
lore con opportune modificazioni, che in tutti i paesi civili della
113

Rudolf Steiner

terra, dall'estremo occidente fino alla Russia, i proletari sono domi


nati dagli impulsi marxistici (anche se, al giorno d'oggi, non pi
decisamente secondo i limiti marxistici).
Le idee sulla struttura sociale si manifestano in un modo del
tutto particolare nel pensiero marxistico moderno.
Le idee che ora ho sviluppato, che si incontrano anche negli
economisti borghesi dall'inizio del periodo dell'anima cosciente in
qua, vengono accolte dal pensiero socialistico.
Esse vengono per modificate dal pensiero socialistico cos
come deve di necessit pensarle il proletario, secondo il suo parere
e nell'mbito della sua classe.
Avviene cos il fatto caratteristico che l'idea: Nelfambito
della moderna struttura sociale capitalistica fuorno, in quanto pro
letario. deve vendere la sua forza lavoro . ulteriormente elaborata
in modo teorico, diventa il motore spingente del pensiero proleta
rio. facendo sorgere la domanda: Come evitare che la forza-lavo
ro possa essere inserita nel mercato e venduta come merce?.
Naturalmente in questo impulso agisce il punto di vista che
viene chiaramente espresso da Adam Smith e che si ritrova in altri;
cio che la merce acquistata forza di lavoro accumulata.
un'idea validissima, un'idea da cui si deve trarre la con
clusione di che cosa fare in proposito.
Se compero un soprabito, il lavoro svolto dal sarto, o da chi
ha contribuito perch, il soprabito fosse confezionato, nel sopra
bito; lavoro immagazzinato.
Pertanto il problema se si possa distinguere il lavoro dalla
merce, non viene preso molto in considerazione; si considera piut
tosto come assiomatico, ovvio, il fatto che il lavoro sia indissolu
bilmente legato alla merce.
Si cerca dunque una struttura sociale che renda innocuo per
il lavoratore il fatto incontrovertibile che il lavoro resta collegato al
prodotto del lavoro.
In effetti da questi influssi si sviluppato il marxismo: cio
l'idea che semplicemente trasferendo i mezzi di produzione alla
collettivit, divenendo in certo qual modo la collettivit propriet-

ria di tutto il macchinario, del terreno e dei mezzi di trasporto, sia


possibile realizzare un compenso giusto.
Non sorse affatto il problema se fosse possibile rendere la
merce indipendente dal compenso, ma l'altro, di come si potesse
realizzare un compenso giusto dovendo presumere in modo assio
matico, ovvio, che il lavoro fluisce nella merce.
Questo il problema, ed a questo connesso il resto.
Con esso collegata anche la concezione materialistica del
la dottrina economica, l'estrema concezione materialistica della
storia.
Come ho gi spiegato, essa consiste nel seguente pensiero
del proletariato.
Tutto quanto si attua nella civilt umana, tutta la produzio
ne spirituale, tutto il pensiero, la politica, in genere tutto ci che
non dipende da processi economici, una sovrastruttura, un'ideolo
gia, che viene impostata sul fondamento di quanto viene prodotto
economicamente.
L'economia il fatto reale.
La realt nella vita umana il modo in cui l'uomo inserito
nella vita economica.
Le idee che poi ha, risultano dalla sua posizione economica.
Decisi marxisti, come per esempio Franz Meliring *, scri
vendo su Lessing e - si tratta solo di un esempio - indagano sulla
vita economica, sulla produzione e sul commercio, sulla relazione
dellindustria con il resto dell'umanit nella seconda met del seco
lo diciottesimo, sui pensieri relativi, e si chiedono come si sia for
mato Lessing.
Questa particolare personalit e le sue opere vengono spie
gate in base alla vita economica della seconda met del secolo di
ciottesimo.
Kautsky * ed altri cercarono di spiegare, vedendo da questo
punto di vista, perfino il sorgere del cristianesimo.
Essi esaminarono le condizioni economiche allinizio della
nostra ra, stabilirono che esistevano determinate condizioni pro
duttive.
114

Rudolf Steiner

Ne derivarono la conseguenza che allora si sviluppasse una


specie di pensiero comunistico che prese nome dal Cristo Ges.
AH'inizio della nostra ra la realt sarebbe quindi veramente
l'ordine economico.
Il cristianesimo un'ideologia, una sovrastruttura, quasi
un'immagine riflessa del nostro ordine economico.
Non esiste altro che l'ordine economico.
Tutto il resto si libra su di esso, una fata morgana, un'im
magine riflessa, nulla di reale; al massimo qualcosa che, come ho
gi caratterizzato in conferenze precedenti *, ritorna ad agire sulle
condizioni economiche, ma in scarsa misura e per vie indirette, a
mezzo di eventi umani di altro tipo.
Queste due cose agiscono insieme.
L'indignazione perch, l'uomo deve lasciar trattare come
merce una parte di s, la sua forza-lavoro, agisce insieme all'idea
materialistica, portata agli estremi limiti, secondo cui l'unica realt
la vita economica.
Naturalmente non tutti hanno fatto propria questa concezio
ne, sebbene milioni di persone, i proletari appunto, ne siano pi o
meno dominati.
Ma a questo proposito presso gli altri uomini si afferma
un'altra cosa.
Presso i non proletari non infatti invalso ci che abituale
nei proletari.
Dopo che, i proletari hanno lavorato le loro otto, dieci o pi
ore, essi si incontrano la sera e discutono di questo problema, se lo
fanno spiegare; hanno luogo anche riunioni di donne.
Essi si interessano, ogni singolo si interessa di come costi
tuita la struttura sociale; a modo loro ci pensano, si fanno comuni
care a quale risultato sono giunti coloro che pensano su queste
cose, e cos via.
Sono esperti dell'argomento, a modo loro naturalmente, ma
sono esperti.
Nello strato superiore, che viene chiamato borghesia, si am
metter che ci non avviene.

d'altro.

A lavoro finito, lo diciamo fra virgolette, ci si occupa

Ci si occupa al massimo dei proletari e poi si crede di aver


gi fatto tanto facendoli agire sulle scene attraverso l'opera di qual
che autore borghese.
Ma si fanno fare ai professori universitari le riflessioni sul
l'ordine economico.
loro mestiere, e pertanto le fanno loro.
Si dice che non esiste il culto dell'autorit, ma si giura su
quanto i professori universitari hanno escogitato su questi argo
menti; deve essere ovviamente giusto in quanto essi sono pagati
dallo Stato, sono l per questo.
Ma fra questi professori si andata formando una strana
dottrina economica.
Scrivono dei libri, nell'mbito di una scuola storica .
Trattano il mercantilismo, fisiocratici, Adam Smith, il so
cialismo, l'anarchismo, e poi il proprio punto di vista; questa la
scuola storica .
Si pongono il problema di come farsi un'idea sul modo di
trattare questi problemi.
Ma in proposito costoro sono proprio privi di risorse.
Non si decidono a sviluppare un'attivit di pensiero che
chiede con insistenza idee sul modo di creare una struttura sociale.
A borghesucci come per esempio Lujo Brentano o Schmoller o Roscher * non viene in mente di mettere in attivit il pensare
ma giudicano che si debbano studiare i fenomeni, come fa anche il
naturalista.
Uno studioso naturalista lascia quindi che i fenomeni si
svolgano e li studia.
Studia semplicemente lo sviluppo storico dell'umanit, for
se anche lo sviluppo storico dei pensieri degli uomini sull'econo
mia, e descrive quello che c'.
Al massimo fa come Lujo Brentano.
Se proprio non si vogliono fare osservazioni nel proprio
paese, si fa un viaggio in un paese dall'economia rappresentativa,
115

Rudolf Steiner

in Inghilterra, si fanno indagini, poi si descrivono le condizioni di


quei prestatori d'opera e di quei datori di lavoro.
Si nota come l ci sia gente ricca, come si acquisti il credi
to, come lavori il capitale, si vede che vi miseria, che vi sono nul
latenenti, che qualcuno non ha di che sfamarsi, che non si possono
sfamare pi o meno per queste o quelle circostanze.
E poi questi signori dicono che il compito della scienza non
di dire come le cose debbano evolversi, ma solo di indicare come
si evolvono.
Ma in definitiva che ne sar di una tale scienza, che pure
esercita un'azione sulla vita pratica, se in realt essa osserva soltan
to come le cose si sviluppano?
E come se, volendo formare un pittore, gli dicessi di andare
anzitutto da tutti i possibili pittori, di osservare come uno dipinga
bene e l'altro male, ma di non far nulla lui stesso.
Certo in questo campo tutto diventa subito paradossale, ma
effettivamente paragonabile con l'atteggiamento descritto.
C' infatti da scoppiar di rabbia, scusate il termine, se ci si
mette veramente ad osservare ci che al giorno d'oggi non si pu
dire: si fa, ma si fa male, se si vuol abbordare l'economia, o settori
simili, con il metodo scientifico.
Non ne risulta proprio nulla, perch, in fondo gi le pre
messe sono le pi assurde.
Da questa schiera si formano al massimo i cosiddetti socia
listi di cattedra i quali, dall'osservazione di ci che esiste, arrivano
alla conclusione che qualcosa deve avvenire.
E poi si fanno delle leggi che dovrebbero rimediare a questa
o quella situazione.
Ma appunto la mancanza di idee ha contribuito alla creazio
ne di questa situazione.
Oggi sarebbe una vilt non far presente che il caos, nel qua
le siamo venuti a trovarci, cagionato da ci che l'umanit odierna,
la quale realmente non ha il culto dell'autorit, permette che le si
racconti.

Queste cose sono cos gravi che bisogna veramente consi


derarle nel loro vero aspetto.
Allora sorgono delle domande.
In tutto questo che cosa agisce ancora pi profondamente ?
Perch, tutto avvenuto cos?
Perch, idee cos indecise agiscono in uno dei settori pi
importanti per l'umanit, come ho esposto?
Osserviamo un'idea del genere, sia pure illusoria ma straor
dinariamente efficiente; osserviamo per esempio l'idea marxistica
modificata, la stessa che in sostanza quella degli odierni profes
sori: reale solo l'economia, reale solo la struttura economica; il
resto ideologia, sovrastruttura, fata morgana che le si sviluppa in
torno.
In fondo, qualcosa di singolare al massimo grado: l'assoluta
miscredenza in tutto ci che di spirituale l'uomo pu produrre mo
vendo da tutte le idee che si evolvono da quando s venuta for
mando l'anima cosciente.
In questo campo si impone il fatto che gli uomini vengono
spinti sempre pi a ci che noto esteriormente, a ci* che este
riormente afferrabile in modo concreto dai sensi.
Il resto lo fuggono, lo evitano.
Sotto l'influsso di questa fuga, di questo evitare, si sono for
mate non solo le idee sociali, ma anche i sentimenti sociali, ed infi
ne gli eventi sociali del nostro tempo; ed essi continueranno a for
marsi se non si sentir l'appello per una compenetrazione realmente
scientifico-spirituale di questi fatti.
Che cosa sta alla base di tutto ci?
Vi alla base il fatto che siamo entrati appunto nel periodo
dell'anima cosciente, che ci troviamo in essa dal secolo quindicesi
mo, e che l'evoluzione nel periodo dell'anima cosciente, la spinta a
svegliare l'anima cosciente, rende necessario che l'uomo si avvicini
sempre pi ad un punto della sua evoluzione da cui in realt, per
istinti contrastanti, vuole fuggire.
Sar essenziale che l'uomo moderno superi questo istinto di
fuga; egli vuol fuggire da qualcosa in cui in realt deve penetrare.
116

Rudolf Steiner

Quando ultimamente ho parlato qui, ho detto che nelle di


verse nazioni, in occidente, nei paesi centrali, in oriente, si diffe
renzia anche il modo in cui l'uomo si approssima al guardiano della
soglia, entrando nel mondo spirituale.
Un avvicinamento alla prova di esperienze, come possono
essere fatte coscientemente davanti al guardiano della soglia (espe
rienze che per nel periodo dell'anima cosciente devono essere fat
te man mano dagli uomini), una spinta verso le esperienze dinanzi
il guardiano della soglia in una determinata forma, anche se este
riore, quel che agisce come impulso, come istinto, come stimolo
negli uomini moderni; ed essi la fuggono.
Temono di pervenire al punto che in realt devono raggiun
gere.
Nell'evoluzione moderna dell'uomo ci regolare.
Si consideri quello che ho esposto prima quale caratteristica
esteriore degli sforzi moderni.
L'uomo si sforza di riconoscere che cosa egli sia in quanto
uomo, che cosa valga come uomo, che cosa sia la sua dignit d'uo
mo.
Si sforza di considerare se stesso come uomo, di avere fi
nalmente un'immagine di se stesso.
Non si pu giungere all'immagine dell'uomo volendosi fer
mare al mondo sensibile, perch, fuorno non esaurisce se stesso
nel mondo dei sensi, non soltanto un essere sensibile.
Nei periodi dell'evoluzione istintiva, in cui l'uomo non si in
teressava di avere una immagine di se stesso, della dignit umana,
della forza umana, si poteva trascurare il fatto che, volendo cono
scere l'uomo, si doveva abbandonare il mondo sensibile e guardare
nel mondo spirituale.
Nel nostro periodo dell'anima cosciente bisogna fare la co
noscenza del mondo soprasensibile in qualche forma, almeno con
l'intelletto.
Agisce cos in modo inconscio ci che l'iniziando deve su
perare coscientemente.

Nei nostri contemporanei, e nelle persone di cui ho descrit


to le idee sociali, agisce ancora, anzitutto in modo non cosciente, la
paura dell'ignoto che si deve osservare.
Timore, pusillanimit, vigliaccheria dominano l'umanit.
E se l'umanit moderna dice che l'economia la sostanza
concreta da cui tutto deriva, questa concezione sorta perch, si
teme ci che invisibile, non concreto.
Non ci si vuol avvicinare a quel che si vuol evitare, e men
tendo lo si chiama ideologia, fata morgana.
Si fa cos perch, lo si teme.
La concezione sociale moderna rappresenta una posizione
di paura, di sgomento, rispetto ai punti che ho caratterizzato.
Per quanto animosi alcuni si dimostrino esteriormente nelle
aspirazioni della moderna concezione sociale, per quanto coraggio
si si dimostrino da un lato, di fronte allo spirituale, che si deve far
loro incontro nella forma in cui vogliono conoscere l'uomo, di
fronte allo spirituale hanno paura, di fronte ad esso si ritirano vil
mente.
Ci che si rivela nelle concezioni socialistiche moderne
un prodotto della paura, dello sgomento.
Bisogna considerare i problemi da questo punto di vista.
L'uomo moderno deve infatti imparare a conoscere tre tipi
di fenomeni, perch, viene condotto ad essi in modo differenziato
in occidente, nel centro e in oriente, come ho caratterizzato la volta
scorsa.
In qualche forma egli viene condotto naturalmente a questi
tre tipi di fenomeni.
Anche se soltanto l'iniziato vede questi tre punti, ogni uomo
moderno che voglia compenetrare la struttura economica deve
comprenderli, sentirli, accoglierli man mano nell'intelletto, se non
in quanto veggente.
In primo luogo l'uomo moderno deve acquistare un chiaro
sentire o almeno una chiara rappresentazione intellettuale delle forze che nel mondo sono forze del declino, forze distruttrici.
117

Rudolf Steiner

Fra le forze che si considerano volentieri - e ci si inganna


perch, le si considera solamente con la simpatia della benevolenza
- ci sono le forze edificatrici.
Si vuol sempre costruire, costruire, costruire.
Ma nel mondo non vi soltanto evoluzione o costruzione,
vi che involuzione, logoro, il nostro sistema nervoso, il sistema
cerebrale, continuamente in stato di logoro.
Nel mondo c' logorio.
L'uomo deve conoscere le forze logoranti.
Senza concetti e imparzialmente deve dirsi che proprio sul
la via deve svilupparsi in questo periodo, in cui l'anima cosciente
deve svegliarsi completamente, le forze logoranti sono attive al
massimo.
Talvolta le forze logoranti si concentrano, si consolidano e
sviluppano qualcosa come in questi ultimi quattro anni e mezzo.
Qui diventa manifesto all'umanit qualcosa che c' sempre.
Ma questo non deve rimanere incosciente ed istintivo; in
questo periodo deve diventare del tutto cosciente.
L'uomo distoglie volentieri l'occhio dalle forze logoranti.
dalle forze di morte, dalle forze paralizzanti, ma fuggendo le forze
logoranti si rende cieco e non impara a collaborare con l'evoluzio-

QL

Il secondo fenomeno che l'uomo deve imparare a conoscere


e che ugualmente fugge, che in questo periodo dello sviluppo in
tellettuale, vale a dire nel periodo dell'anima cosciente, deve asso
lutamente arrivare a cercare, per cos dire, un nuovo centro di gra
vit del suo essere.
L'evoluzione istintiva gli ha dato, anche nei pensieri, un
centro di gravit.
Egli crede di stare saldo nelle sue concezioni, nei suoi pen
sieri, che appunto gli pervengono per via di sangue o di discenden
za o in qualsiasi altro modo.
Da ora in avanti non pu pi essere cos.
L'uomo deve distaccarsi dalla sua base sicura, da quanto s
formato istintivamente.

In certo qual modo l'uomo deve mettersi sull'orlo dellabis


so. deve sentire sotto di s. il vuoto, l'abisso, perch, deve avere se
stesso nel centro del suo essere.
Dinanzi a questo indietreggia spaventato, ne ha paura.
Il terzo fenomeno che fuorno, evolvendosi verso l'avveni
re deve imparare a conoscere in tutta la sua potenza l'impulso delTegoismo.
L'epoca nostra fatta per rendere chiaro all'uomo di essere
una creatura egoista, quando si abbandona alla sua natura.
Per superare l'egoismo occorre da prima scandagliare tutte
le fonti delFegoismo nella natura umana.
L'amore sorge solo come contrapposto allamore per se
stessi, volendolo imparare a conoscere non soltanto in teoria ma in
pratica.
Va superato l'abisso delfegoismo per arrivare al calore del
la struttura sociale presente e futura, per conoscerla anche nella
pratica.
L'avvicinarsi a questo sentimento, che si manifesta all'ini
ziando dinanzi al guardiano della soglia all'ingresso del mondo spi
rituale, riempie l'uomo di paura perch, gli diventa anche chiaro
che non si pu realmente entrare nel nostro periodo, che necessa
riamente deve produrre una struttura sociale, se non con l'amore.
che non amore per se stessi, ma amore per il prossimo, interesse
per il prossimo.
Gli uomini sentono ci come qualcosa che brucia, qualcosa
che li consuma, qualcosa che toglie loro il proprio essere privando
li dell'amore per se stessi, del diritto all'amore perse stessi.
E come fuggono il soprasensibile, che temono perch, per
loro qualcosa di sconosciuto, cos fuggono l'amore, perch.esso
per loro un fuoco bruciante.
Come nel periodo in cui devono essere preparati gli impulsi
spirituali, gli uomini si bendano gli occhi e si tappano le orecchie
dinanzi alla verit del soprasensibile dicendo per esempio nel mar
xismo e nel traviato pensiero proletario, appunto per deviare dal
soprasensibile, che ci si deve basare sul concreto, come gli uomi118

Rudolf Steiner

ni perseguono proprio il contrario di quanto in questo campo la


vera tendenza dell'evoluzione umana, cos fanno per quanto riguar
da l'amore.
Ci si manifesta perfino nelle parole che esprimono questa
tendenza.
Si creano ideali che sono il contrario di quel che conforme
all'evoluzione dell'umanit e che deve essere raggiunto.
Quando nel 1848 apparve la prima e la pi importante di
chiarazione per la moderna concezione di vita proletaria: Il mani
festo comunista di Karl Marx, esso era gi corredato delle parole,
del motto, che si trova ora in ogni libro ed in ogni opuscolo sociali
sta: Proletari di tutto il mondo unitevi!.
A proposito di queste parole, avendo solo un po' di senso
per la comprensione della realt, si deve giungere ad un preciso ma
strano paradosso.
Che cosa significa Proletari di tutto il mondo unitevi!?
Significa: agite insieme gli uni con gli altri, siate fratelli,
siate compagni !
Questo amore!
Fate che l'amore sia attivo fra di voi!
Sorge questa tendenza tumultuosamente, ma in che modo?
Proletari, diventate coscienti di essere esclusi dall'umanit.
odiate quelli che non sono proletari, sia l'odio fimpulso delle vo
stre riunioni!
In modo strano sono accoppiati amore e odio, si cerca l'u
nione per odio, l'opposto dell'amore!
Non lo si osserva solo per il fatto che al giorno d'oggi si
molto lontani dal collegare i propri pensieri con la realt.
Ma l'idea della paura dell'amore che per, pur accennan
dovi, contemporaneamente si evita, perch, dinanzi ad essa ci si ri
tira tremando spaventati, come davanti ad un fuoco che consuma,
quando appunto nel movimento sociale si mettono in evidenza e si
elevano a motto parole come queste.

Soltanto quando si compenetrati spiritualmente da quanto


reale pu riuscire chiaro ci che agisce nel presente, ci che biso
gna conoscere per potersi inserire coscientemente nel presente.
Non tanto semplice seguire quello che pulsa al giorno
doggi nell'umanit.
A questo scopo occorre la scienza dello spirito.
Non bisogna lasciare inosservato questo fatto.
Soltanto chi sia in grado di considerare abbastanza se
riamente queste cose giustamente inserito nel movimento
scientifico-spirituale.

119

Rudolf Steiner

NONA CONFERENZA
Dornach 14 dicembre 1918
Oggi vorrei fare alcune osservazioni a proposito di quelle
cose che da parecchio tempo ci siamo poste per compito.
Se si pensa al modo in cui la scienza dello spirito qui intesa
pu rispondere ai problemi che sono anche problemi della vita, bi
sogna anzitutto aver cura di rendersi ben conto che la scienza dello
spirito, e con essa il nostro tempo e specialmente l'avvenire, pon
gono esigenze diverse al modo di pensare dell'uomo, rispetto a quel
che si abituati dalle consuetudini di pensiero dell'immediato pas
sato ed anche del presente, consuetudini derivate dalla scienza e
dalla sua divulgazione.
Si sa che tutto quanto la scienza dello spirito ha da dire su
qualsiasi argomento, quindi anche in campo sociale e particolar
mente in campo sociale, l'espressione di risultati d'indagine spiri
tuale che non vengono ottenuti soltanto in modo razionalistico,
astratto, ma che sono attinti dalla realt spirituale.
Si sa che essi possono essere compresi usando semplicemente il sano raziocinio, ma che si possono soltanto trovare salen
do dalla coscienza normale, comprendente anche il pensiero razio
nale, astratto, l'indagine scientifica e cos via, alla coscienza imma
ginativa, ispirata e intuitiva.
Ci che si manifesta attraverso l'immaginazione, l'ispirazio
ne, l'intuizione, viene formulato in pensieri e in idee che si possono
esprimere, e forma il contenuto della scienza che data dall'indagi
ne ad orientamento antroposofico.

In merito al ritrovamento della verit bisogna appunto as


suefarsi ad avere idee differenti da quanto non si sia abituati, ed
proprio questo a rendere cos difficile ai nostri contemporanei il
passaggio dal consueto pensiero odierno alla scienza dello spirito
antroposofica.
facile che al presente l'uomo si chieda se si possa dimo
strare qualcosa.
La domanda certamente molto giustificata, ma bisogna
anche considerarla dal punto di vista della realt.
Se sintende che, in base ai concetti gi raggiunti, ai concet
ti correnti, ai concetti che si sono assorbiti attraverso leducazione
e la vita, si possa dimostrare in qualche modo ci che l'indagatore
dello spirito espone, allora spesso si sbaglia perch i risultati scientifico-spirituali sono attinti alla realt.
Per mezzo di un esempio molto banale, semplice, voglio
chiarire come per il pensiero comune, che si svolge in modo pura
mente astratto, possa nascere l'errore.
Da un concetto deve derivarne certo un altro; e se poi si os
serva concettualmente che ci non avviene, si pensa che il concetto
sia errato, mentre conformemente alla realt la cosa tuttavia giu
sta.
Conclusioni reali non coincidono con semplici conclusioni
di pensiero; la logica della realt qualcosa del tutto diversa della
logica del pensiero.
Siccome nella nostra epoca il pensiero metafisico, giuridi
co, ha afferrato tutti, si crede che tutto debba essere compreso da
ci che si avvezzi a considerare logica di pensiero.
Ma cos non .
Si abbia per esempio un cubo di trenta centimetri di lato.
Se qualcuno dice che esso si trova in questa sala ad un me
tro e mezzo al di sopra del pavimento, si pu affermare con la sem
plice logica, senza essere nella stanza dove il cubo si trova, che
esso deve poggiare su qualcosa, che ci deve essere un tavolo di al
tezza adeguata perch, il cubo non pu librarsi per aria.
120

Rudolf Steiner

Si pu dunque giungere a questa conclusione anche senza


essere presenti, senza avere l'esperienza diretta.
Ma supponiamo che sul cubo ci sia una palla.
Questo non lo si pu dedurre a mezzo del pensiero, lo si
deve vedere, osservare.
Corrisponde tuttavia alla realt.
La realt dunque attraversata da entit, da cose che hanno
naturalmente una logica intrinseca, una logica che non coincide
con la semplice logica concettuale.
La logica derivata dall'osservazione si distingue dalla sem
plice logica concettuale.
Ma ci comporta che ci si adatti una buona volta a non
chiamare semplicemente dimostrazioni le cosiddette deduzioni lo
giche alle quali il pensiero odierno abituato; altrimenti non ci si
ritrova con le cose.
Nel campo che ormai tratto da settimane, nel campo della
struttura sociale della societ umana, risultano moltissime esigenze
semplicemente dalle premesse esposte in merito alla triplice artico
lazione della societ che necessaria per l'avvenire.
Per esempio ne risulta un determinato sistema di tassazione.
Lo si pu trovare per soltanto ricorrendo alla logica deri
vata dall'osservazione.
Con la sola logica del pensiero non ce la si fa.
Da qui la necessit di seguire chi sa qualcosa in merito; una
volta che la cosa sia stata detta, il sano raziocinio umano pu infatti
decidere, dopo aver considerato tutti gli aspetti.
Il sano raziocinio umano sar sempre sufficiente; esso pu
sempre controllare quel che dice l'indagatore dello spirito.
Ma il sano raziocinio umano divej so dalla logica del pen
siero che si affermata precisamente a seguito dell'attuale modo di
pensare imbevuto di scienza.
Da ci risulta per che la scienza dello spirito non deve agi
re sull'uomo nel senso di dargli semplicemente un certo numero di
concetti, e di fargli poi credere di poterli utilizzare come qualco
s'altro che si apprenda dalla scienza o quasi.

Ci non affatto possibile n, pensabile.


Se lo si pensasse si penserebbe in modo errato.
La scienza dello spirito fa s che il modo di pensare, di
comprendere il mondo, diventi per l'uomo del tutto diverso da pri
ma, che l'uomo impari non solo a comprendere a fondo, ma anche
in maniera diversa.
Quando ci si compenetra della scienza dello spirito bisogna
considerare anzitutto, naturalmente con l'occhio spirituale, che ci si
pu sempre chiedere se, per il fatto di accogliere la scienza dello
spirito non la chiaroveggenza, ma la scienza dello spirito si impari
a guardare il mondo in modo diverso da quanto non lo si guardasse
prima.
Chi considera la scienza dello spirito come una somma di
nozioni, potr naturalmente conoscere moltissime cose, ma se pen
ser allo stesso modo di prima non avr accolto la scienza dello
spirito.
Avr accolto la scienza dello spirito soltanto se in certo sen
so avr modificato il modo, la formazione, la struttura del pensiero;
se rispetto a prima sar diventato per cos dire un altro.
Ci semplicemente effetto della potenza, della forza dei
pensieri che si accolgono per mezzo della scienza dello spirito.
Ora, nel caso del pensiero sociale, indispensabile che l'uo
mo resti compreso da questa esigenza, che pu aver luogo soltanto
per mezzo della scienza dello spirito, perch, quanto ho messo in
evidenza ieri pu essere inteso soltanto in questa luce.
Ieri ho fatto notare che i professori di economia politica,
quelli che fanno conoscere agli uomini i concetti economici, sono
in realt del tutto senza risorse nei confronti della realt.
Perch, sono senza risorse?
Perch, con il pensiero ad orientamento scientifico essi vo
gliono comprendere ci che con quel pensiero non pu essere com
preso.
Soltanto quando ci si adatter a comprendere la vita sociale
diversamente che attraverso il pensiero formato in modo scientifi
ci

Rudolf Steiner

co, si potranno trovare idee sociali feconde; idee che si possono


realizzare, che sono appunto feconde per la vita.
Gi un'altra volta ho attirato l'attenzione su qualcosa che
forse potr aver meravigliato qualcuno, e che richiede un maggior
approfondimento.
Ho fatto presente che la conclusione logica, che si inclini
a trarre da certi concetti o anche da una concezione del mondo, non
sempre corrisponde a ci che per pratica di vita deriva da tale con
cezione.
Intendo dire che qualcuno pu avere un certo numero di
concetti o addirittura tutta una concezione del mondo; si pu consi
derare in modo puramente concettuale tale concezione, forse de
durne altre conclusioni ancora, conclusioni di cui si presume con
ragione che siano logiche, e si pu credere che le conclusioni de
dotte logicamente debbano derivare logicamente dalla concezione
di cui si tratta.
Ma ci non affatto necessario; la vita pu trarre conclu
sioni del tutto diverse.
Che cosa significa che la vita trae conclusioni diverse?
Supponiamo che ci si formi una concezione del mondo ap
parentemente molto idealistica.
Supponiamo che tale concezione a ragione sembri idealisti
ca, che contenga meravigliose idee idealistiche.
Pu accadere il caso, a seconda del tipo di concezione, che
si istruisca il proprio figliolo o che si faccia subire in modo vivo ai
propri allievi di una certa et l'influenza di tale concezione.
Probabilmente si ammetter che, dalla propria concezione,
derivino soltanto conseguenze logiche.
Ma se la si immerge nell'anima di un altro, se la si conside
ra vita che trapassa da un uomo ad un altro superando anche abissi,
pu accadere qualcosa la cui necessit pu essere spiegata soltanto
dalla scienza dello spirito.
Ci si forma cio una concezione che sembra idealistica, con
ragione si pensa che tutto quanto si deduce logicamente da essa
debba a sua volta essere idealistico, grande e bello, e si insegna tale

concezione ad un figlio, ad una figlia o ad un'allieva. e si constata


che poi costoro diventano dei discoli, dei mascalzoni.
Ci pu accadere.
Dalla concezione idealisticamente conformata pu derivare
nella vita la scelleratezza.
Questo naturalmente un caso limite che per potrebbe an
che verificarsi, e che serve solo a far capire che la vita trae conclu
sioni differenti del mero pensare.
Siccome per gli uomini non lo vedono, poich non sono
disposti a trasformare veramente in coscienza ci che prima avve
niva istintivamente, essi sono cos terribilmente lontani dalla realt.
Con gli istinti dei tempi passati si aveva la sensazione che
in qualche luogo sarebbe sorto qualcosa.
Con gli istinti non si inclini a premettere ci che razio
nalmente logico.
Gli istinti agivano gi logicamente.
Ma al presente si ha una certa insicurezza, e nel periodo
dell'evoluzione dell'anima cosciente, se non si crea un contrappeso
che consiste nell'accogliere coscientemente anche la logica della
realt, tale incertezza diventa sempre maggiore.
La si accoglie invece nel momento in cui si considera vera
mente nel suo essere, nei suoi processi, lo spirito che sta dietro alla
realt sensibile.
Voglio fare un esempio pratico che possa illustrare quanto
ho appunto spiegato teoricamente.
Ma nello stesso tempo esso dovr illustrare anche qualcosa
d'altro.
Esso dovr illustrare quanto si possa errare considerando le
cose secondo i loro sintomi esteriori.
Nelle conferenze delle scorse settimane ho parlato di sinto
matologia nell'osservazione storica *.
La sintomatologia qualcosa che la gente deve far propria
se vuole pervenire alla realt partendo da ci che esteriore, dai fe
nomeni.
122

Rudolf Steiner

Uno scrittore e filosofo russo, Berdjajev *, ha scritto recen


temente un saggio molto interessante sull'evoluzione filosofica del
popolo russo dalla seconda met del secolo diciannovesimo ai no
stri giorni.
Due cose sono molto notevoli nel saggio di Berdjajev.
L'una che l'autore parte da uno strano preconcetto cui ri
sulta che egli non penetra le verit che dovrebbero essere per noi
molto correnti, verit secondo le quali nell'oriente russo, per il se
sto periodo postatlantico, per il periodo dello sviluppo del s, spiri
tuale, sono in procinto di sorgere elementi del tutto nuovi, di cui
oggi esistono solo i germi.
Poich non lo sa, egli giudica un punto in modo del tutto
falso.
Pensa cio che sia veramente curioso - e come filosofo rus
so lo dovrebbe invece sapere - che in Russia, diversamente che nel
l'occidente europeo, non si abbia veramente interesse in campo fi
losofico per quella che in occidente si chiama verit.
Ci si interessa anche molto alla filosofia dell'occidente, ma
in quanto essa ricerca la verit non la si capisce bene; si accoglie
la verit filosofica in quanto serve alla vita, in quanto utile per
un'immediata concezione della vita.
Il socialista, per esempio, si interessa alla filosofia
perch, crede che qualche concezione filosofica dia una giustifica
zione del suo socialismo.
Cos l'ortodosso si interessa a qualche concezione filosofi
ca, non per come l'occidentale perch essa ricerca la verit, ma per
ch, gli d una base, una giustificazione della sua fede ortodossa, e
cos via.
Berdjajev considera ci un grave difetto dell'odierna anima
popolare russa.
Egli pensa che gli occidentali siano molto progrediti in
quanto non stimano che la verit si debba adeguare alla vita, ma
che la verit verit, e che la vita si debba adeguare ad essa.
A questo aggiunge decisamente la curiosa tesi - curiosa na
turalmente non per l'uomo odierno, perch, questi la trova ovvia,

ma molto curiosa per lo scienziato dello spirito - che il socialista


russo non ha il diritto di usare il termine scienza borghese per
ch, la scienza borghese ha per contenuto la verit, perch, essa ha
impostato finalmente il concetto di verit, e che per questo ap
punto verit irrefutabile.
pertanto un difetto dell'anima popolare russa se essa cre
de che la verit possa essere superata.
Berdjajev condivide questo punto di vista non solo con tutto
il mondo dei professori, ma anche con i loro seguaci e quindi per
esempio con tutta la borghesia occidentale e centroeuropea, pi che
mai con la nobilt, e cos via.
Berdjajev non sa appunto che quanto ora si trova in germe
nell'anima popolare russa, si manifesta spesso proprio per questo in
modo tumultuoso e caricato.
In questa concezione della verit, oggi appunto errata, dal
punto di vista della vita vi proprio anche un germe per una conce
zione futura; e in avvenire le cose si sistemeranno.
Infatti quando si sar sviluppato ci che oggi in germe si sta
preparando, vale a dire l'avvio dell'evoluzione umana al s spiritua
le, quanto oggi viene chiamato verit avr in effetti una forma del
tutto diversa.
Oggi ho attirato l'attenzione su alcune particolarit.
Per esempio questa verit porter alla coscienza dell'uomo e
l'uomo odierno non lo pu affatto comprendere che la logica dei
fatti, la logica della realt, la logica derivata dall'osservazione, di
versa della logica concettuale.
Allora la trasformata rappresentazione della verit avr an
che altre caratteristiche.
Questa una delle cose che si vedono manifestarsi in Berd
jajev, ed molto strana perch, fa vedere quanto poco uno scrittore
come questo sia addentro nel vero senso dell'evoluzione del nostro
tempo; ed un senso che egli potrebbe cogliere molto bene proprio
nel suo popolo, ma che non pu riconoscere a causa del preconcet
to che ho indicato.
123

Rudolf Steiner

ma.

In modo del tutto diverso si deve giudicare un altro proble

Dal senso del suo saggio risulta che ovviamente Berdjajev


vede con molto disagio il sorgere del bolscevismo.
Ora uno, a seconda che sia bolscevico o no, gli pu dare ra
gione o torto.
Si tratta di un argomento nel quale non mi voglio addentra
re, perch, voglio esporre fatti e non criticare.
L'importante che Berdjajev, dal punto di vista che la veri
t e la filosofia dipendono dalla vita, pensa che, come negli anni
sessanta del secolo scorso il materialismo ha trovato accesso in
Russia e si creduto al materialismo perch, lo si trovato utile
alla vita, cos negli anni settanta si creduto per esempio al positi
vismo di Auguste Comte.
Poi in Russia, presso gente che apparteneva alla intellighen
zia, trovarono accesso altre concezioni, per esempio anche quelle
di Nietzsche *.
Berdjajev si domanda ora quale filosofa si sia affermata
presso i bolscevichi appartenenti all'intellighenzia.
Effettivamente una filosofia si affermata.
Ma Berdjajev in realt del tutto perplesso per quanto ri
guarda il cominciare di questa particolare filosofia col bolscevi
smo.
Non pu certo comprendere che il bolscevismo consideri
propria filosofia le dottrine di Avenarius e di Mach *.
Se si fosse detto ad Avenarius ed a Mach che la loro filoso
fia sarebbe stata accettata proprio da gente come i bolscevichi, essi
sarebbero stati pi malamente sorpresi di Berdjajev.
Si rivolterebbero nella tomba, perch, ambedue sono gi
morti, dovessero immaginare di venir considerati filosofi ufficiali
dei bolscevichi.
S'immagini il bravo borghese Avenarius che pensava di la
vorare con i concetti pi maturi, che naturalmente supponeva di
poter essere compreso da gente per bene, che non faceva del male a

nessuno in modo bolscevico, compreso da gente ben costumata, da


gente costumata come ce la si figurava alla fine del secolo scorso.
Avenarius pensava che la sua filosofia potesse trovare se
guaci solo fra gente di questo genere.
Ebbene, proprio se ci si addentra nel contenuto della filoso
fia di Avenarius non si capisce che egli sia il filosofo ufficiale dei
bolscevichi.
Che cosa pensa infatti Avenarius?
Egli dice: La gente vive col preconcetto che qua dentro,
nella mia testa o nella mia anima o chiss dove, stiano soggettiva
mente i concetti, le percezioni, e che fuori ci siano gli oggetti.
Ma questo non esatto.
Se fossi solo al mondo non scoprirei mai la differenza fra
oggetto e soggetto.
La scopro soltanto perch, esiste anche dell'altra gente.
Guardando da solo un tavolo non mi verrebbe di pensare
che il tavolo sia fuori nello spazio e che un'immagine di esso sia
nel mio cervello, ma avrei il tavolo e non distinguerci fra soggetto
ed oggetto.
Li distinguo soltanto perch, se io ed un altro osserviamo
un tavolo, io mi dico che quello vede il tavolo, io lo vedo, e nella
mia testa vi quindi questa percezione.
Mi vien quindi da pensare che anch'io senta ci che egli
sente.
Avenarius si muove dunque in mezzo a simili considerazio
ni puramente teoriche, puramente astratte, gnoseologiche; e non
voglio descriverle tutte perch, si direbbe che non interessano af
fatto.
Nel 1876 egli scrisse il libretto Filosofia come pensiero del

mondo secondo il principio della minima misura di forza.

Partendo da premesse quali da me appunto ora esposte, egli


dimostra che i concetti, che abbiamo in quanto uomini, non hanno
affatto un valore reale, e che creiamo dei concetti solo allo scopo di
tenere insieme il mondo economicamente.
124

Rudolf Steiner

Per esempio il concetto leone o il concetto che esprime


una legge naturale, non nulla di reale; secondo Avenarius non ri
chiama nemmeno qualcosa di reale, ma sarebbe antieconomico,
avendo visto nel corso della vita cinque, sei o trenta leoni, se do
vessi rappresentarmi tutti questi leoni; allora risolvo il problema
pi economicamente e mi faccio un concetto unico che comprenda
tutti e trenta i leoni.
Tutte le forme di concetto rappresentano solo un'economia
soggettiva interiore.
Mach ha una concezione simile.
Mach quello di cui ho raccontato* che, stanco, era salito
su un omnibus in cui c'era uno specchio.
Era dunque salito su di un omnibus ed aveva visto un uomo
avanzare in senso opposto.
L'uomo gli aveva fatto un'impressione assai poco simpatica,
ed egli aveva formato il relativo pensiero.
Poi si era accorto che c'era uno specchio in cui aveva visto
se stesso.
Con questo aveva solo voluto accennare alla scarsa cono
scenza che si ha di se stessi, anche per quanto riguarda la propria
forma esteriore umana, alla scarsa auto-conoscenza degli uomini.
Egli racconta anche un altro caso: passando accanto ad una
vetrina aveva incontrato di nuovo se stesso, ed era diventato furio
so per il fatto d'imbattersi in un tipo cos brutto e insignificante.
Lo stesso Mach, di cui ho raccontato questi episodi, pur
agendo in modo un po' plateale ha una concezione uguale a quella
di Avenarius.
Egli dice che non esistono rappresentazioni n, soggettive
n, oggettive, ma che ci sono solo contenuti di sensazioni.
Per esempio io stesso sono per me soltanto contenuto di
sensazione.
La tavola fuori di me contenuto di sensazione, il mio cer
vello contenuto di sensazione, tutto soltanto contenuto di sensa
zione.

Perfino i concetti che la gente si fa esistono soltanto per


economia.
Forse nellanno 1881 o 1882, io ero presente alla seduta
dell'Accademia delle Scienze di Vienna, quando Mach tenne la sua
conferenza dal titolo: La natura economica
fisica,
sull'economia del pensiero.
Devo dire che ebbi una terribile impressione - allora ero
molto giovane, sui vent'anni - nel sentire che esistesse gente di un
tale radicalismo, gente che non aveva un'idea del fatto che l'anima
riceve il primo annuncio, la prima manifestazione del soprasensibi
le attraverso il pensiero, gente che negava talmente i concetti da
vedere in essi un risulto dell'attivit dell'anima, ma solo a fini eco
nomici.
Tutto ci si dissolve in Mach e in Avenarius nei limiti - non
mi si fraintenda - di un pensiero del tutto decente.
Non affatto strano premettere che questi due signori ed i
loro seguaci sono dei borghesi benpensanti, lontanissimi dall'avere
delle idee che abbiano solo un accenno praticamente radicale o ad
dirittura rivoluzionario.
Ed ora sono diventati i filosofi dei bolscevichi!
Mai si sarebbe pensata una cosa simile.
Leggere il libricino di Avenarius sulla misura pi piccola,
potrebbe forse interessare, scritto abbastanza bene: se per si in
comincia a leggere la sua Critica dell'esperienza pura si smette su
bito, perch, la si trova noiosissima.
E scritta in tono abbastanza professorale, e non vi alcuna
possibilit di ricavarne qualcosa di bolscevico.
Non se ne ricaverebbe neppure una concezione pratica del
pi lieve radicalismo.
So naturalmente che chi prende dei sintomi per realt, potr
sollevare una contestazione.
Un incrollabile positivista direbbe che il problema si spiega
in modo semplicissimo, che i bolscevichi hanno fatto venire tutte le
loro persone intelligenti da Zurigo, che Avenarius insegnava a Zu125

Rudolf Steiner

rigo, e che coloro che ora, da persone intelligenti, esercitano un'at


tivit fra i bolscevichi furono suoi allievi.
Inoltre vi insegnava un allievo di Mach, il giovane Adler *,
che poi in Austria assassin Stiirgkh.
Lo frequentavano numerosi seguaci di Lenin, forse lo stesso
Lenin; essi accolsero queste cose che poi si sono diffuse.
quindi un puro caso.
So naturalmente che incrollabili e massicci positivisti pos
sono spiegare cos il fenomeno.
Di recente * ho anche detto che si pu ricondurre tutta la
personalit poetica di Robert Hamerling al fatto che il preside Kaltenbrunner dimenticasse la domanda di Hamerling intesa ad avere
un posto d'insegnante a Budapest, in modo che quel posto tocc a
qualcun'altro.
Se Kaltenbrunner non avesse dimenticato la domanda, negli
anni sessanta Hamerling sarebbe andato in qualit di professore di
ginnasio a Budapest e non a Trieste.
Se ora si considera che cosa diventato Hamerling per il
fatto di aver trascorso dieci anni della sua vita a Trieste sull'Adria
tico, si capisce che tutta la vita poetica di Hamerling una conse
guenza di quel fatto.
Esteriormente cio Kaltenbrunner, del ginnasio di Graz, di
mentic la domanda e quindi provoc l'andata di Hamerling a Trie
ste.
Appunto queste cose non si devono considerare realt, ma
sintomi per ci che esprimono interiormente.
Il fatto che, secondo Berdjajev, i bolscevichi abbiano eleva
to a loro idoli i bravi filosofi borghesi Avenarius e Mach, ben ri
chiama a quanto ho spiegato oggi all'inizio: che la realt della vita,
la realt osservata, diversa dalla realt logica.
Naturalmente da Avenarius e da Mach non deriva per nien
te il fatto che essi diventassero i filosofi ufficiali dei bolscevichi.
Ma quel che si pu dedurre logicamente da una cosa ha sol
tanto un valore sintomatico esteriore.

Si scopre appunto la realt soltanto per mezzo dell'indagine


che ha per oggetto la realt stessa; e nella realt agiscono gli esseri
spirituali.
Ora potrei raccontare molte cose che senz'altro farebbero
sembrare una necessit che filosofie come quelle di Avenarius e di
Mach conducano, conformemente alla vita, alle conclusioni pi ra
dicali del socialismo attuale.
Dietro le quinte dell'esistenza ci sono infatti gli stessi spiriti
che fanno stillare nella coscienza umana la filosofia di Avenarius o
di Mach, che fanno stillare nella coscienza umana ci che per
esempio conduce al bolscevismo.
Solo che logicamente non si pu derivare una cosa dallal
tra.
Ma la realt lo fa.
La realt qualcosa che va accolta profondamente nel cuo
re per ricordare quanto sempre metto in evidenza.
Al presente necessario che si trovi il passaggio alla vera
realt dalla sterpaglia semplicemente logica di cui oggi, illudendo
si, si pensa che la realt sia compenetrata.
Se si osservassero i sintomi, se si sapessero valutare i sinto
mi, allora la cosa forse diventerebbe talvolta pi seria.
A questo proposito voglio far presente qualcosa cui chi non
scienziato dello spirito non presta tanta attenzione perch, la con
sidera piuttosto una frase, qualcosa di indifferente.
Per esempio Mach, che un positivista, un positivista radi
cale, scopre che in realt tutto sensazione.
La dottrina che fu insegnata anche dal giovane Adler a Zu
rigo, e che procur molti seguaci a lui, a Mach e ad Avenarius, so
stiene che tutto sensazione, che non abbiamo il diritto di distin
guere fra fisico e psichico.
La tavola che si trova fuori di noi fisico-psichica altrettan
to esattamente quanto sono fisico-psichiche le mie rappresentazio
ni; ed i concetti esistono solo per economia.
126

Rudolf Steiner

Ma Mach presentava la caratteristica di ritrarsi talvolta


istintivamente di fronte alla propria concezione del mondo, dalla
sua concezione radicale, positivistica.
Ritraendosi pensava che, se anche si rendeva conto di
come, secondo tutte le moderne conquiste, non avesse senso soste
nere 1'esistenza di qualcos'altro al di fuori della propria sensazione,
o dover distinguere fra fisico e psichico, tuttavia tornava sempre ad
essere indotto, avendo dinanzi a s, il tavolo, non solo a parlare di
sensazione ma a credere che fuori di lui vi fosse fisicamente dell'al
tro.
D'altra parte, avendo una rappresentazione, una sensazione,
un sentimento, non si ha solo la percezione, il fatto che si svolge, il
fenomeno, ma si crede che l'anima sia all'interno e l'oggetto all'estemo; sebbene in base alla scienza che ci si pu conquistare si
sappia che ci non giustificato.
Ci si sente indotti a fare questa distinzione.
Che cos' questo in realt?
Mach si chiede come avvenga che tutto ad un tratto si deb
ba supporre che nel proprio interno ci sia qualcosa di animico e
all'esterno qualcosa di esteriore all'anima.
Si sa invero che questa non una distinzione.
Si indotti a pensare qualcosa di diverso rispetto a quel che
dice la scienza.
Cos pensa a volte Mach quando si ritrae dinanzi alle cose,
cos si legge nei suoi libri.
Egli fa un'altra osservazione, sostenendo che talvolta si ha
la sensazione, il dubbio, di venir presi in giro da uno spirito mali
gno.
E crede che sia cos.
So che molta gente sorvola su questo passo come su una
semplice frase.
Ma un passo come questo sintomatico.
Talvolta dall'anima fa capolino lo stato di fatto reale.
E lo spirito arimanico che porta in giro gli uomini, e cos
essi pensano come Avenarius e Mach.

In tali momenti Mach si accorse dello spirito arimanico.


E il medesimo spirito arimanico che agisce nel modo di
pensare bolscevico, e non c' quindi da meravigliarsi che la logica
della realt abbia dato questo risultato.
Si vede per che volendo comprendere le cose della vita,
bisogna guardare pi profondamente nella vita stessa.
Proprio sul terreno sociale ci non di poco rilievo per il
presente e per il prossimo futuro, perch, le conclusioni non sono
quelle tratte da Schmoller, Brentano, Wagner, Spencer, John Stuart
Mill * o da chiunque altro; sul terreno sociale bisogna trarre con
clusioni corrispondenti alla realt, conclusioni logicamente corri
spondenti alla realt.
Il male che nelle attuali tendenze agitatorie, e in ci che
esse hanno creato, nelle conclusioni meramente logiche, vivono
delle illusioni; e le illusioni sono diventate realt esteriore.
A questo proposito voglio tare due esempi.
Uno di questi ben noto, ma occorre langolazione in cui lo
pongo ora.
I socialisti di tendenza marxistica - spesso ed anche ieri ho
detto che si tratta di quasi tutto il proletariato influenzati da Marx
dicono che l'economia, i contrasti economici, le opposizioni di
classe che derivano da contrasti economici, sono la vera realt; il
resto sovrastruttura ideologica.
Ci che l'uomo pensa ed esprime in poesia, che crea artisti
camente, ci che pensa dello Stato, della vita, di tutto, soltanto il
risultato del modo in cui vive leconomia.
per questo che il proletario, volendo creare un ordine
nuovo, dice che non occorre un'assemblea nazionale costituente,
perch, in tal caso in essa si tornerebbe ad essere borghesi e vi sa
rebbero anche sempre discorsi economicamente determinati dalla
borghesia.
E questo non serve ai proletari.
Servono solo coloro che parlano come possono parlare
menti proletarie, perch, al giorno d'oggi sono costoro che devono
strutturare il mondo.
127

Rudolf Steiner

Per questo non affatto necessario incominciare a convoca


re un'assemblea, ma bastano i pochi proletari che sono alla testa del
movimento; essi devono esercitare la dittatura perch, hanno la
concezione proletaria e pertanto pensano quel che giusto.
Cos Lenin e Trotzki in Russia, e Karl Liebknecht * a Berli
no respingono l'assemblea nazionale.
Liebknecht sostiene che essa non diventerebbe altro che
una nuova edizione della vecchia banda di chiacchieroni del parla
mento.
Ebbene, che cosa sta alla base di tutto questo?
Alla base vi principalmente lo stesso motivo per il quale
sedici anni fa venni cacciato dalla Scuola operaia di Berlino; ho
raccontato l'episodio ricordando la storia della mia Filosofia della
libert *.
Vi insegnavo materie scientifiche, dirigevo esercizi di ora
toria, ma insegnavo anche storia.
La insegnavo come ritenevo, dovesse essere insegnata
obiettivamente, e questo soddisfaceva senz'altro i miei allievi.
Se la mia attivit avesse potuto continuare non sarebbe fini
ta in modo innaturale, e so che avrebbe potuto portare buoni frutti.
Ma i capi socialdemocratici scoprirono che non insegnavo
il marxismo, la concezione marxistica della storia, ma che strana
mente facevo perfino le eccentricit di cui ora voglio riferire, e che
piacevano molto ai miei allievi.
Dicevo per esempio che gli storici non possono capire la
storia dei sette re di Roma: la considerano addirittura un mito, per
ch, la successione dei sette re, come viene riferita da Livio *,
come un sorgere ed un tramontare, una specie di salita fino al quar
to re: Marzio, e poi una discesa fino alla decadenza, al settimo re:
Tarquinio il Superbo.
Spiegavo anche alla gente che si risale cos ai pi antichi
tempi dell'evoluzione romana, ai tempi precedenti la repubblica e
che il passaggio a questa consistette nella trasformazione degli an
tichi atavici regolamenti spirituali in un certo caos popolare, men-

tre in effetti nei tempi pi antichi esisteva una saggezza come quel
la che si pu chiaramente riscontrare presso i faraoni egizi.
Non per niente si raccontava che Numa Pompilio fosse sta
to influenzato dalla Ninfa Egeria per porre in atto tutti gli ordina
menti.
Spiegavo poi come allora la gente ricevesse delle ispirazio
ni per disporre effettivamente le successioni secondo le leggi attin
te al mondo spirituale, non come accadde dopo, quando un potente
segu l'altro.
Da qui la regolarit delle successioni dei faraoni ed anche
quella dei re romani, che di conseguenza si susseguirono con Ro
molo, Numa Pompilio, e cos via fino a Tarquinio il Superbo.
Se ora si considerano uno dopo l'altro i sette princpi, come
li ho riassunti nel mio libro Teosofia *, li possiamo ritrovare nella
successione dei sette re.
qualcosa di cui ora accenno soltanto; qui basta che ne ac
cenni; si tratta di qualcosa che, adeguatamente impostato, deve
senz'altro essere considerato come una verit del tutto obiettiva;
essa getta luce su questo elemento caratteristico che il comune sto
rico materialista non pu capire.
Per questo motivo uno storico sincero, anzi uno storico
scientifico, non considerer mai i sette re di Roma come realmente
esistiti, ma come miti.
Fino a questo punto ero arrivato, e la mia esposizione si va
leva anche di altro; se si fanno le cose in modo adeguato esse han
no naturalmente anche un effetto che corrisponde alla realt.
Ma questa non una concezione storica materialistica per
ch, tale concezione richiede l'indagine sulle condizioni economi
che, sulle relazioni fra coltivazione, allevamento e commercio, sul
la fondazione delle citt, sull'economia degli Etruschi sul modo in
cui essi commerciavano con i Romani in via di affermazione, e sul
lo sviluppo della situazione sotto l'influsso dell'elemento economi
co ai tempi di Romolo, Numa Pompilio, Tulio Ostilio e cos via.
Naturalmente questo insegnamento non avrebbe potuto af
fermarsi cos senz'altro.
128

Rudolf Steiner

Ma la vera realt mi venne in soccorso; appunto


perch, cercavo la vera realt essa mi venne incorso.
Certo non erano solo giovanissimi quelli che costituivano il
mio uditorio.
Fra di loro alcuni avevano gi assorbito fino ad un certo
grado il pensiero proletario, alcuni erano gi saturi di tutti i precon
cetti; non affatto facile convincere gente come questa, anche
quando si tratta di problemi che sono al di fuori del loro interesse.
Una volta parlai per esempio di arte, spiegando che cosa sia
l'arte, come essa agisca, e una signora dal fondo grid improvvisa
mente: Ebbene, il verismo, forse arte?.
Era cio gente che non accettava le cose cos, per autorit.
Si trattava di trovare la via d'accesso a quelle persone, non
gi furbescamente, per vie oblique, ma attraverso il senso della
realt e della verit.
Venne anche il momento di dover dire, non di potere ma di
dover dire, che loro erano imbevuti dei concetti che corrispondono
alla concezione materialistica della storia; secondo tale concezione
tutto dipende dalle condizioni economiche, tutta la vita spirituale si
basa solo sullideologia: una fata morgana che si afferma fondan
dosi sulle condizioni economiche.
Marx lo ha spiegato in modo molto acuto ed ingegnoso.
Ma perch, accaduto tutto questo?
Perch, lo ha spiegato e perch, lo crede?
Per il fatto che Marx ha considerato solo il suo immediato
presente e non i tempi pi antichi.
Marx si basa solo sull'evoluzione storica umana a partire
dal secolo sedicesimo.
Era appunto l'epoca dell'evoluzione umana in cui la vita
spirituale, in gran parte del mondo, era diventata espressione di
condizioni economiche, anche se non esattamente come viene
esposto da Marx.
Non si pu far derivare il goetheanismo dalla vita economi
ca, e Goethe viene considerato anche da quella gente come uno che
non ha nulla a che fare con la vita economica.

Si potrebbe quindi dire che l'errore sta nel generalizzare ci


che vale per un certo periodo, in particolare per quello pi recente.
Spiegandoli nel senso della concezione materialistica della
storia, si potevano comprendere soltanto gli ultimi quattro secoli.
Ma ora viene l'importante, e l'importante sta nel non proce
dere meramente con la logica concettuale; con questa logica in
fatti difficilissimo aggirare i princpi precisi di Marx; bisogna inve
ce procedere con la logica della vita, della realt, con la logica ba
sata sull'osservazione.
Risulta allora che nel corso dell'evoluzione, che dal secolo
sedicesimo si svolta in modo da poter essere interpretata secondo
il materialismo storico, si ha un'importante involuzione, qualcosa
che si compie invisibilmente, soprasensibilmente, al di sotto del
sensibile visibile.
Ed appunto il contrapposto del materialismo che vuol ve
nire alla superficie, che vuol trovare la via d'uscita, dalle anime
umane.
Il materialismo diventa tanto forte ed agisce con tanta ener
gia solo perch, nel periodo deH'anima cosciente fuorno insorga
contro di esso, perch, trovi la possibilit di cercare in se stesso lo
spirituale e di portarlo all'autocoscienza.
Non si tratta pertanto di osservare semplicemente la realt,
conformemente al pensiero di Marx, e dedurre da essa che l'econo
mia la base reale dell'ideologia; bisogna invece dirsi che dal seco
lo sedicesimo la realt non ci offre quel che effettivamente vero;
che occorre cercare la vera realt nello spirito.
Bisogna trovare un ordine sociale tale che appunto esso pre
valga su quanto esteriormente appare, su quanto pu essere osser
vato esteriormente a partire dal secolo sedicesimo.
Il tempo stesso costringe a non osservare soltanto i processi
esteriori, ma a trovare qualcosa che possa intervenire in tali proces
si, correggendoli.
Bisogna rimettere in piedi ci che il marxismo ha sovverti
to.
129

Rudolf Steiner

straordinariamente importante sapere che in questo caso


la logica della realt ribalta addirittura la dialettica meramente sot
tile di Marx.
Dovr scorrere ancora molta acqua sotto i ponti prima che
un sufficiente numero di persone si avveda che si deve arrivare alla
logica della realt, alla logica basata sull'osservazione.
Ma necessario che lo si comprenda.
E necessario appunto per l'urgente questione sociale.
Questo uno degli esempi.
L'altro pu essere collegato ad alcune cose da me dette ieri.
Ho detto che a partire da Ricardo, da Adam Smith, carat
teristico che si sia osservato come l'ordinamento sociale avesse per
conseguenza che nella convivenza sociale umana venisse impiega
ta la forza umana di lavoro, che essa venisse portata sul mercato
come merce e che fosse trattata come merce secondo lofferta e la
domanda.
Ieri ho spiegato come questo sia appunto il fatto irritante, il
vero e proprio motore nella concezione proletaria.
Chi pensa solo in base alla logica concettuale, osserva che
cos e si dice che bisogna dunque avere una dottrina economica,
una dottrina sociale, una concezione di vita sociale che tenga con
to, che risponda nel miglior modo possibile all'opportunit di di
fendere la merce forza-lavoro dallo sfruttamento delluomo, dato
che la forza-lavoro merce.
Il problema mal posto, non solo da un punto di vista teori
co, ma anche dal punto di vista della vita.
Il porre oggi i problemi in modo errato ha effetti distruttivi,
devastanti.
Se non si avr un'inversione, questo fatto avr sempre pi
un effetto di rapina.
Anche in questo caso bisogna rimettere in piedi ci che
sovvertito.
Non si pu chiedere come si debba configurare la struttura
sociale perch luomo non possa essere sfruttato, anche se la sua
forza-lavoro viene portata al mercato come un'altra merce, secondo

la domanda e l'offerta, perch, ci contraddice ad un impulso inte


riore dell'evoluzione che risulta dalla logica della realt.
Corrisponde invece a quell'impulso interiore che non viene
affatto enunciato, ma che tuttavia corrisponde alla realt e pu es
sere espresso dicendo che si pu concepire perfino il periodo greco
antico, la civilt greca divenuta tanto importante per noi, soltanto
per il fatto che una gran parte della popolazione era in stato di
schiavit.
La schiavit era la premessa di quella civilt che ha tanta
importanza per noi.
La schiavit era in tal misura la premessa della civilt greca
che un filosofo dal pensiero eminentemente lucido come Platone
considerava la schiavit giustificata e necessaria per la civilt uma
na.
Ma l'evoluzione umana procede.
La schiavit esistette nei tempi antichi, e si sa che l'umanit
si sollev contro la schiavit, si sollev istintivamente contro il fat
to che l'uomo potesse essere venduto e comperato.
Non si pu comperare o vendere tutto l'uomo.
Oggi si pu dire che questo un assioma; se esiste ancora
da qualche parte, la schiavit considerata barbarie.
Per Platone non si tratta di barbarie, ma di una cosa ovvia.
Per lui, come per ogni greco di atteggiamento platonico, per
ogni greco che pensasse da statista, la schiavit era ovvia.
Lo schiavo non pensava diversamente.
Anche per lui era ovvio che degli uomini potessero essere
venduti, che degli uomini venissero portati al mercato secondo l'of
ferta e la domanda, naturalmente non come delle mucche.
Ma era solo una maschera, un paravento, perch, questa si
tuazione venne trasferita ad una schiavit pi attenuata, alla servit
della gleba.
Quest'ultima durata moltissimo.
Ma anche contro di essa l'umanit si sollevata.
130

Rudolf Steiner

rimasto, e si estende fino nel nostro tempo, il fatto che


non tutto l'uomo possa essere venduto, ma solo una sua parte: la
forza-lavoro.
Oggi per l'uomo si solleva contro la vendita della forza-la
voro.
Nel rifiuto della possibilit di acquistare e di vendere la for
za lavoro si ha solo la continuazione del rifiuto della schiavit.
pertanto del tutto ovvio che nel corso dell'evoluzione del
l'umanit si manifestasse l'opposizione a che la forza-lavoro venis
se considerata merce, che nella struttura sociale funzionasse come
merce.
Partendo quindi dalla premessa assiomatica, divenuta usua
le dal tempo di Rjcardo, di Adam Smith e di altri, circa il carattere
mercantile della forza lavoro, carattere considerato anche da Karl
Marx e da tutta la concezione proletaria, non si pu porre il proble
ma della difesa dell'uomo dallo sfruttamento.
Infatti si considera gi come assioma che la forza-lavoro sia
merce.
Per, malgrado sia merce, la si vuol soltanto difendere dallo
sfruttamento, si vuol difendere il lavoratore dallo sfruttamento del
la sua forza-lavoro.
Secondo il pensare vigente, pi o meno istintivamente, o
anche non istintivamente come da parte di Karl Marx, quella dozzi
na di professori di economia, attivi nelle universit, accettano come
assioma l'idea che la forza-lavoro sia da considerarsi merce.
In cose del genere dominano solo preconcetti, ed i precon
cetti agiscono.
Proprio in questo campo i preconcetti sono terribili.
Non so quanti, forse perfino dei presenti, considerino sia
troppo pretendere che ci si occupi di queste cose, che le si esamini
no.
Ma non si pu considerare la vita stessa, e si finisce per
prendere lucciole per lanterne, se non si in grado di pensare su
questi argomenti.

te.

Gli ultimi quattro anni lo hanno dimostrato in modo eviden

Che cosa non hanno portato mai questi quattro anni!


Si sono potute sperimentare le cose pi strane.
Voglio fare un solo esempio.
Avendo occasione di ritornare spesso in Germania - e altro
ve non era diverso - si poteva notare che ad ogni momento si veri
ficava qualcosa di nuovo per alimentare il patriottismo.
Proprio quando ci siamo ritornati F ulti ma volta aveva preso
piede un nuovo slogan patriottico sulla circolazione monetaria sen
za contanti.
Non si sarebbe pi dovuto pagare per contanti, ma favorire
la circolazione di assegni, possibilmente non far circolare denaro
ma assegni.
Si diceva alla gente che il favorire la circolazione senza
contanti era particolarmente patriottico perch, si credeva che ci
fosse necessario per vincere la guerra.
Nessuno aveva capito che una simile affermazione era un
evidente nonsenso.
E non solo lo si diceva, ma lo si propagandava realmente; la
gente si orientava in questo senso, anche gente di cui meno lo si sa
rebbe aspettato, gente di cui si doveva presumere che capisse qual
cosa di economia in quanto dirigeva fabbriche, imprese industriali!
Si sosteneva che una circolazione senza contanti fosse pa
triottica!
La circolazione senza contanti sarebbe patriottica in un solo
caso: se ogni volta si facesse il calcolo del tempo risparmiato per la
circolazione senza contanti; ma questo solo certa gente pu farlo,
la maggior parte non ne capace.
Bisognerebbe fare la somma dei tempi, e poi si dovrebbe
dire che a seguito della circolazione senza contanti si risparmiato
una certa quantit di tempo utilizzabile per una determinata attivi
t, per un determinato lavoro.
Soltanto in tal caso sarebbe un reale risparmio.
131

Rudolf Steiner

Ma la gente non lha fatto, non ha neppure pensato che solo


con questa premessa l'iniziativa avrebbe potuto avere economica
mente un valore patriottico.
E negli ultimi quattro anni e mezzo, perch, tutto andava
cambiando, si diceva questo genere di roba nel modo pi inconsul
to.
Si sono realizzati i dilettantismi pi incredibili.
Cose impossibili sono diventate realt perch la gente, an
che coloro che le disponevano, non sapeva affatto quali nessi esi
stono nella realt in questo campo.
In merito ai problemi che ho trattato or ora, l'indagine deve
avere per obiettivo la configurazione della struttura sociale, della
convivenza sociale, al fine di staccare la merce oggettiva, il bene, il
prodotto, dalla forza-lavoro.
In ogni attivit rivolta al settore economico si tratta di por
tare sul mercato e di far circolare il prodotto, la merce, di modo che
il prodotto sia staccato dalla forza-lavoro.
Questo problema deve essere proprio risolto economica
mente.
Ma se si considera come assioma il fatto che la forza-lavoro
cristallizzata nella merce, che non possibile separare questi due
fattori, ci si occulta proprio il problema principale, si capovolge ci
che invece deve stare sui piedi.
Non si osserva affatto che il problema principale, da cui di
pende la felicit e l'infelicit del mondo civile in campo economico
e dal quale si deve indirizzare ogni impulso dello studioso, di tro
vare la maniera di dissociare dalla forza-lavoro la merce oggettiva,
il bene, di modo che la forza-lavoro non possa pi essere merce.
Vi si pu arrivare.
Se si prendono le misure necessarie nel senso della triarticolazione da me esposta, si ha la maniera per dissociare dalla for
za-lavoro quanto obiettivamente una merce, un bene distaccato
dall'uomo.
Ad ogni modo oggi si riscontra poca comprensione per que
ste cose attinte alla realt.

Nel 1905 pubblicai nella rivista Luzifer Gnosis il saggio

Scienza dello spirito e problema sociale *.

Allora facevo presente il principio fondamentale da applica


re per dissociare il prodotto dal lavoro, e dicevo che la via d'uscita
del problema sociale poteva essere solo nel pensare in maniera giu
sta sulla produzione e sul consumo.
Oggi si pensa soltanto alla produzione.
Bisogna cambiare modo di pensare.
Bisogna cessare di fare oggetto del problema la produzione,
e considerare il consumo.
Fu possibile fare qualche singola proposta che per non
pot avere reali ed effettive conseguenze in seguito all'inadeguatez
za delle circostanze ed a seguito di varie insufficienze.
Cose di questo genere sono gi accadute.
Oggi avviene effettivamente che la gente, per fede in deter
minate conclusioni logiche che considera conclusioni reali, non ca
pisce che bisogna osservare la realt.
E proprio in campo sociale solo dalla realt deriva la giusta
impostazione del problema.
naturalmente facile sentir dire oggi che bisogna lavorare
perch vi sia della merce.
Certamente, bisogna lavorare per avere della merce.
Logicamente la merce proviene dal lavoro.
Ma la realt qualcosa di diverso dalla logica.
Ho ripetutamente chiarito tutto questo da punti di vista di
versi.
Ho suggerito di osservare soltanto come il problema si ma
nifesti nel pensiero dei materialisti darwinisti.
Ho vivo il ricordo del modo in cui cercai di spiegarlo per la
prima volta molti anni fa agli amici del gruppo di Monaco e - da
allora l'ho ripetuto spesso - proponendo di immaginare un haeckeliano convinto.
Egli pensa che da un animale simile alla scimmia sia arriva
to l'uomo.
132

Rudolf Steiner

Da scienziato naturalista, egli deve formarsi il concetto del


l'animale simile alla scimmia e poi il concetto delluomo.
Se non esistesse ancora nessun uomo, e se egli possedesse
solo il concetto dell'animale simile alla scimmia, quello scienziato
non sarebbe mai capace di ricavare, di estrarre dal suo concetto il
concetto dell'uomo.
Egli crede soltanto che il concetto dell'uomo provenga dalla
scimmia, perch ne effettivamente derivato nella realt.
Nella vita reale la gente distingue fra logica concettuale, lo
gica di pensiero e logica derivata dall'osservazione.
Ma tutto ci va approfondito, altrimenti non si perverr mai
ad un ordinamento sociale ed alle condizioni politiche che sono ne
cessarie per il presente e per il prossimo avvenire.
Se non ci si vuol indirizzare verso il pensiero conforme alla
realt, come oggi ho di nuovo esposto, non si perverr mai al goetheanismo.
Che il goetheanismo possa entrare nel mondo dovrebbe es
sere indicato dal fatto che su questa collina esiste gi un Goetheanum.
Solo per scherzo consiglierei di leggere la grande inserzio
ne apparsa oggi sull'ultima pagina delle Basler Nachrichten *con la
quale si chiede di fare il possibile per realizzare il pi gran giorno
della storia con la fondazione dell'Istituto per gli studi wilsoniani!
Si tratta soltanto di un'inserzione, ed ho voluto accennarvi
solo per scherzo.
Ma cos viene costruito nelle anime degli uomini 1' Istituto
per gli studi wilsoniani.
Recentemente ho spiegato che ha gi un certo valore l'esi
stenza di un Goetheanum, ed ho indicato questo fatto come una vil
t negativa .
In questo modo volevo indicare il contrario della vilt.
Anche se questa inserzione ne solo un'anticipazione
scherzosa, in avvenire si verificheranno degli avvenimenti che, in
base ad una certa concezione del mondo, profeticamente faranno
apparire giustificata questa contestazione.

Anche non prendendo sul serio l'inserzione di mezza pagina


a proposito dell'Istituto per gli studi wilsoniani, bene sapere che
verr il tempo in cui Istituti per gli studi wilsoniani saranno fonda
ti.
Per questo motivo deve esistere come contestazione un
Goetheanum!

133

Rudolf Steiner

DECIMA CONFERENZA
Dornach 15 dicembre 1918
Ieri ho collegato una parte delle nostre considerazioni ad un
saggio di Berdjajev che, come si visto, parte da un preconcetto: la
fede incondizionata nella scienza moderna.
Egli registra inoltre il fatto curioso che il bolscevismo ha
eletto Avenarius, Mach e filosofi positivisti a suoi filosofi ufficiali,
cosa comprensibile solo attraverso il contrasto fra la logica razio
nale, a logica scientifico-naturalistica e la logica dei fatti.
E forse necessario mettere in rilievo che il saggio a cui mi
riferisco stato scritto fin dal 1908, ed molto notevole - lo si pu
capire solo sulla scorta delle nostre basi scientifico-spirituali - che
in questo scrittore russo si riscontri un giudizio che collima perfet
tamente col tempo attuale; pi esattamente che egli esprima un giu
dizio ancora valido per il tempo attuale pur restando indifferente
l'atteggiamento che si pu avere rispetto a questi problemi.
E forse anche importante notare che Avenarius e Mach fos
sero stati considerati filosofi bolscevichi nel tempo in cui - e qui
non voglio assolutamente riferirmi a qualcuno in particolare - in
cui probabilmente una gran parte dei presenti non sapeva che cosa
in realt fosse il bolscevismo.
Infatti una gran parte dell'umanit dell'Europa occidentale e
centrale sa del bolscevismo solo da pochissimo tempo, mentre esso
un vecchio fenomeno.
Ora vorrei collegare ancora alcune cose alle considerazioni
fatte in quest'ultimo tempo.

Si sar osservato che volevo fare vedere come gli impulsi


sociali siano da giudicarsi osservandoli dal punto di vista della
scienza dello spirito.
Abbiamo cos dovuto dar molta importanza al fatto che non
si creda semplicemente - non come generalmente si fa per astrazio
ne - di poter pensare in modo uniforme sugli impulsi sociali.
I pensieri e le opinioni sui problemi sociali saranno turbati e
condurranno ad errare, se non si considera che in tutto il mondo ci
vile le comunit umane sono differenziate, che si deve evitare l'er
rore in cui si cade dicendo che, per quanto riguarda il problema so
ciale, si tratta di una determinata questione e che la societ deve es
sere organizzata in un determinato modo.
Bisogna domandare piuttosto quali siano le forze che porta
no alle esigenze sociali fra gli uomini dell'oriente, gli uomini del
l'occidente e quelli del centro.
Ed infatti abbiamo caratterizzato nel modo pi vario, sia dal
punto di vista sintomatico esteriore sia da quello interiore occulto,
in che cosa consista, come ci si debba rappresentare la differenzia
zione fra l'umanit occidentale, quella centrale e quella orientale,
della quale ultima in particolare fa parte l'Europa orientale, la Rus
sia.
Senza conoscere questa differenziazione non possibile
pensare in modo fecondo sul problema sociale.
Ebbene, domandiamoci oggi un po' quale sia la caratteristi
ca fondamentale dell'anima umana, la caratteristica che la fa evol
vere, proprio nel periodo iniziato nel secolo quindicesimo e che du
rer fino ad oltre il terzo millennio; abbiamo trattato spesso questo
problema e oggi vogliamo metterne in evidenza singoli aspetti.
La caratteristica fondamentale che a mala pena si rivelata
nella sua vera forma, che ora agli inizi e che sempre pi si svilup
per l'intelligenza umana, l'intelligenza come caratteristica animi
ca.
Nel corso di questo periodo l'uomo sar quindi chiamato
sempre pi a giudicare con la sua intelligenza su tutto, su argomen
ti sociali, scientifici e religiosi, perch, in effetti gli impulsi religio134

Rudolf Steiner

si, quelli scientifici e quelli sociali esauriscono l'attivit della vita


umana.
Ora riuscir forse pi facile la rappresentazione dell'essere
intelligente, dellessere umano, che a questo punto bisogna suscita
re, se ci si rende conto che non si pu dire che nel quarto periodo
postatlantico l'uomo, come personalit, si volesse mettere, come
oggi si mette, sul solo fondamento dell'intelligenza.
Per quanto riguarda il pensiero filosofico ho messo in parti
colare evidenza questo fatto specialmente nel mio libro Gli enigmi

della filosofia.

Nel quarto periodo postatlantico, che fin nel secolo quindi


cesimo dopo Cristo, non era necessario che gli uomini si servissero
personalmente dell'intelligenza.
Come il colore ed il suono penetrano nell'uomo attraverso
le percezioni, cos fluivano nell'uomo con le percezioni del mondo
circostante, con tutti i rapporti della vita, anche i concetti e le idee,
vale a dire l'elemento intellettuale.
Ad esempio per i greci, ed anche per i romani, il contenuto
dell'elemento intellettuale era anche percezione.
A partire dal secolo quindicesimo l'elemento intellettuale
non pot, pi essere per l'uomo risultato di percezione.
La percezione dei concetti rimase ben esclusa dal mondo
delle percezioni.
L'uomo non accolse pi i concetti e le idee contemporanea
mente alle percezioni.
E solo un errore credere che non sia avvenuta questa grande
trasformazione all'inizio del secolo quindicesimo.
Questo errore deriva dal non sapere distinguere.
Vari uomini lo hanno gi osservato nella vita esteriore.
All'europeo succede per esempio di considerare assolutamente uguali i giapponesi che invece si differenziano uno dall'al
tro, come gli europei.
Egli infatti non distingue.
Allo stesso modo la scienza non distingue i singoli periodi,
crede che tutto sia uguale.

Ma non cos, si tratta invece del fatto che si avuta una


grande trasformazione all'inizio del secolo quindicesimo.
Allora gli uomini cessarono di accogliere insieme alle per
cezioni i concetti, cominciarono a dover elaborare anche i concetti.
L'uomo attuale deve elaborare i concetti traendoli dalla sua
personalit.
Cos all'inizio, e il processo si svilupper sempre pi.
Proprio per quanto riguarda lo sviluppo dell'intelligenza gli
uomini dell'occidente, del centro e dell'oriente sono diversi al mas
simo grado.
E poich le odierne esigenze teoriche del proletariato hanno
il carattere dell'intelligenza - com' ovvio nel quinto periodo posta
tlantico, in quello dell'anima cosciente - importante considerare il
rapporto dell'entit intelligente dell'essere umano, nella sua diffe
renziazione sulla terra, anche per quanto riguarda gli impulsi socia
li.
Si sottovaluta il significato di queste cose perch, esse al
presente agiscono spesso soltanto nel subcosciente.
L'uomo, col suo comodo pensare in piena coscienza, non
gradisce distinguere.
Ma ognuno ha in s, un uomo interiore che svela la sua pre
senza nella coscienza solo in una certa misura.
A seconda del suo punto di vista di occidentale, centrale ed
orientale, l'uomo interiore fa una netta distinzione, distingue netta
mente fra uomo occidentale, uomo centrale e uomo orientale.
In questo caso non ci si riferisce alla singola individualit,
ma a quella parte dell'uomo che riguarda l'elemento etnico.
Prego di fare sempre questa distinzione.
Naturalmente il singolo emerge dall'elemento etnico.
\Certo, ci sono oggi degli uomini in cui l'elemento etnico
agisce a mala pena; si tratta di quelli che sistematicamente si sfor
zano di essere uomini senza che l'elemento etnico agisca in loro;
ma in quanto agisce, esso si manifesta come in vari modi l'abbiamo
gi caratterizzato e come ora, ancora una volta, lo vogliamo carat
terizzare da certi punti di vista connessi col problema sociale.
135

Rudolf Steiner

Se si manifesta infatti qualcosa come il problema sociale, o


anche qualcosa non dipendente dal singolo ma dalla comunit, al
lora bisogna gi tener sempre conto dell'elemento etnico.
Anche se un appartenente alla nazione britannica o un tede
sco o un abitante della terra russa faccio intenzionalmente questa
distinzione anche se questi tre, in quanto uomini, giudicassero nel
l'identico modo la politica o la struttura sociale inglese, tedesca o
russa, i giudizi non sarebbero uguali, dovrebbero essere differen
ziati perch in tal caso, entra in funzione l'elemento comune.
Dunque qui non tanto questione del nesso da uomo a
uomo, ma di ci che agisce da popolo a popolo, di un elemento et
nico che si distingue da un altro elemento etnico.
Devo sempre mettere questo in forte rilievo perch, queste
cose vengono continuamente fraintese con animo in parte benevo
lo, in parte malevolo.
Prendiamo un esempio.
Prego di voler considerare queste cose in modo del tutto pa
cifico, in quanto non vogliono essere una critica, ma soltanto un'in
dicazione di dati di fatto, prego dunque di considerarle del tutto
senza simpatia ed antipatia.
Prendiamo un uomo dell'Europa centrale che osservi da un
lato la vita della nazione di lingua inglese, e dall'altro la vita della
nazione di lingua russa, come esse si manifestano nei modi di pen
sare del popolo, cio nel modo di pensare non del singolo ma del
popolo.
L'appartenente ad un popolo centro-europeo coscientemen
te esprimer ogni genere di giudizi.
Secondo l'opinione pubblica, che sempre una pigrizia pri
vata, si esternano determinati giudizi.
Ci pu avvenire, ma l'uomo interiore, intendo ora quello
centroeuropeo, esprimendo un giudizio e non affatto necessario
che ne diventi cosciente se guarda ad occidente la popolazione di
lingua inglese e considera l'elemento etnico nel modo in cui esso si
manifesta politicamente, socialmente, dir che si tratta di borghe
sume; e se guarda alla Russia dir che si tratta di bohme.

cos.

Naturalmente ci espresso in modo un po' radicale, ma

Egli stesso sentir certamente dire da sinistra e da destra:


puoi chiamarci borghesi, puoi chiamarci bohemiens, ma tu sei un
pedante!
Certo ci pu capitare, questa naturalmente l'opinione
espressa dagli altri.
Queste cose sono per pi reali di quanto non si creda; sono
realt che bisogna attingere dai fondamenti del divenire umano.
Ed ora subentra il fatto caratteristico: nell'mbito della po
polazione di lingua inglese l'intelligenza istintiva.
Essa agisce istintivamente; un nuovo istinto sorto nell'e
voluzione dell'umanit, l'istinto di pensare intelligentemente.
Quella appunto che l'anima cosciente deve educare, l'intelli
genza, viene praticata istintivamente dalla popolazione di lingua
inglese.
L'elemento nazionale inglese ha l'attitudine all'esercizio
istintivo dell'intelligenza.
Per quanto riguarda l'impulso ad essere intelligenti, la po
polazione di lingua russa si distingue da quella di lingua inglese
come il polo nord dal polo sud, oppure potrei dire perfino come il
polo nord dall'equatore.
Nell'Europa centrale - anche a questo ho gi accennato l'intelligenza non istintiva, bisogna essere educati a conseguirla,
viene inculcata con l'educazione.
Questa la grande, l'enorme differenza.
In Inghilterra, neH'America, l'intelligenza istintiva.
Ivi essa ha tutte le caratteristiche dell'istinto.
Nell'Europa centrale l'intelligenza non innata, ma deve es
sere inculcata, deve essere afferrata nel divenire dell'uomo.
In Russia - voglio basarmi a questo riguardo su varie mani
festazioni letterarie perch, non si creda che io inventi queste cose
- per cos dire si disputa su che cosa sia veramente l'intelligenza.
In base a dichiarazioni fatte da russi capaci di comprensio
ne, ci che l si chiama intelligenza del tutto diverso da quanto si
136

Rudolf Steiner

chiama intelligenza gi nell'Europa centrale, per non parlare del


l'Inghilterra.
In Russia non intelligente chi abbia imparato qualcosa.
Chi viene considerato intelligente qui da noi?
Chi ha imparato una certa cosa, chi lha fatta sua, chi a
mezzo di questa ha acquistato destrezza nel pensare.
Come ho detto questa capacit addirittura innata nell'Eu
ropa occidentale e in America.
Noi per non ci permettiamo di non annoverare fra le per
sone intelligenti un commerciante, un impiegato statale o un rap
presentante di un'arte liberale.
Ma il russo s.
Il russo non considera senz'altro intelligente un commer
ciante, un impiegato dello Stato o un rappresentante di un'arte libe
rale; secondo lui intelligente chi sveglio, chi pervenuto ad un
certo grado di autocoscienza.
L'impiegato dello Stato che ha imparato molto, che ha una
propria opinione su molte cose pu non essere un uomo sveglio.
L'operaio che medita sul proprio nesso con l'ordinamento
sociale, che desto per quanto riguarda il meditare sul proprio nes
so con la societ, quegli intelligente.
Ed molto caratteristico che si perfino costretti ad usare
la parola intelligenza in un senso del tutto diverso.
Mentre in occidente l'intelligenza infatti istintiva, innata,
mentre nell'Europa centrale viene inculcata o almeno sviluppata, in
oriente viene trattata in realt come una cosa per niente affatto in
nata, una cosa che non pu essere inculcata, che non pu essere
sviluppata cos senz'altro, ma che deve essere destata da una certa
profondit dell'anima.
Ci si desta all'intelligenza.
Ci viene osservato particolarmente da certi membri del
partito cosiddetto dei Cadetti * i quali credono che la fede nello
sviluppo dell'intelligenza sia appunto il motivo per cui si pu nota
re nell'intelligenza russa una certa superbia, una certa sopravvaluta
zione di se stessi malgrado tutte le altre caratteristiche di umilt.

re.

In Russia l'intelligenza ha una posizione del tutto particola

Anche se in base ai concetti dell'Europa centrale o dell'Eu


ropa occidentale l'intelligenza russa pu apparire molto scarsa, se
non ci si lascia ingannare, se non ci si illude circa i sintomi esterio
ri, ma si bada al nocciolo, si pu dire che essa viene preservata da
tutto quanto istintivo.
Essa non deve farsi intaccare cos pensa il russo da qualche
istinto umano, e non si deve credere di poter conseguire nulla di
particolare con quanto si sviluppa come intelligenza.
Il russo, naturalmente in modo non cosciente, vuol preser
vare l'intelligenza fin quando non sia giunto il sesto periodo posta
tlantico, il suo periodo, per non andare a pescare per mezzo dell'in
telligenza negli istinti, ma per portarla lass dove fiorir il s, spi
rituale.
Mentre la popolazione di lingua inglese fa sprofondare l'in
telligenza negli istinti, il russo vuole preservarla da ci.
Egli non vuole lasciar scendere l'intelligenza negli istinti,
vuole averne cura, per quanto scarsa essa possa essere al presente,
perch, sia preservata per il periodo futuro in cui il s, spirituale, il
puro spirituale, potr essere compenetrato dall'intelligenza.
Considerando tutto questo nella sua essenza, si rivela che
quanto con un giudizio senza preconcetti anche passibile di una
profonda critica, dipende tuttavia da una certa necessit dell'evolu
zione umana.
Come ho detto, gli stessi russi, quelli capaci di comprensio
ne, nel caratterizzare queste cose scoprono in modo esatto che l'in
telligenza russa, in base alla sua evoluzione, ha due fondamenti.
L'intelligenza russa ha conseguito la sua configurazione, il
suo carattere attuale perch, il russo che si sviluppa all'intelligenza,
che vuole diventare un uomo sveglio, era stato dapprima oppresso
dalla polizia;doveva difendersi fino al martirio dall'oppressione
della polizia.
Come ho detto, questa pu anche essere condannata, ma al
riguardo bisogna formarsi un'opinione senza preconcetti.
137

Rudolf Steiner

D'altro canto il carattere specifico dell'intelligenza russa,


che vuole appunto preservarsi per i futuri impulsi spirituali dell'u
manit, completamente condizionato dall'oppressione poliziesca
che poteva condurre fino al martirio.
Inoltre oggi l'intelligenza russa, in quanto essa si vuole pre
servare per tempi a venire, e gli scrittori russi lo mettono sempre in
rilievo, ovviamente qualcosa di estraneo al mondo, qualcosa che
non capace di destreggiarsi nella vita; indirizzata a fini del tutto
diversi da quelli che ora vivono nel mondo.
Si pu cos dire che anche a questo riguardo la vita animica
russa opposta a quella della popolazione di lingua inglese.
Si pu dire che in occidente l'intelligenza protetta dalla
polizia, in oriente l'intelligenza respinta dalla polizia.
A qualcuno pu piacere la prima soluzione, ad altri la se
conda; qui si tratta di assodare dati di fatto.
Come ho dunque detto, in occidente l'intelligenza protetta.
Il carattere particolare dell'intelligenza deve fluire nella vita
esteriore, deve trovarsi in ogni elemento della struttura sociale.
La gente, per mezzo della sua intelligenza, deve partecipare
alla vita sociale e cos via.
In Russia, per iniziativa dello zar o di Lenin, l'intelligenza
viene soffocata dalla polizia e verr soffocata dalla polizia per mol
to tempo ancora.
Forse proprio nel fatto di essere perseguitata dalla polizia
sta il nerbo della sua forza.
A questo riguardo si pu fare proprio una classificazione
piuttosto schematica e tuttavia valida, dicendo che l'intelligenza
viene perseguitata in Russia, che viene domata nell'Europa centrale
e che nasce gi doma in occidente.
Si coglie nel segno facendo questa classificazione, questa
ripartizione, malgrado le parole suonino strane.
In Inghilterra ed in America, per quanto riguarda lo stato
costituzionale, la politica estera ed anche la struttura sociale, l'intel
ligenza nasce gi doma.
Nell'Europa centrale viene domata.

In oriente vorrebbe circolare libera, ma viene perseguitata.


Queste sono le cose che devono senz'altro essere considera
te, se si vuole vedere la realt, se non ci si vuole semplicemente
impegnare in modo confuso in cose che poi non permettono che ci
si faccia un'idea precisa.
Si tratta cio del fatto che gli uomini, proprio per quanto ri
guarda l'intelligenza, sono differenziati in questo modo perch, l'e
lemento nazionale agisce nell'uomo.
Essi sono differenziati come in vari modi ho accennato e
come torno ad accennare oggi da un certo punto di vista.
Ma d'altro canto nel periodo dell'anima cosciente bisogna
comprendere questa differenziazione ed avere la possibilit di su
perarla.
Nella vita la si supera praticamente in due modi.
In primo luogo venendo a conoscerla.
Non significa nulla se soltanto si declama, da un comune
punto di vista astratto, che giusto un determinato punto di vista
sociale, senza conoscere le differenziazioni entro l'umanit; in tal
caso si passa accanto alla realt facendo delle chiacchiere vuote.
Il riconoscimento di questi nessi dunque uno dei punti im
portanti.
L'altro, volendo essere pratici, di essere tuttavia in condi
zione di superare incerto qual modo queste cose con tutta la propria
esperienza umana, e di tener conto della differenziazione; di non
credere che gli uomini siano uguali su tutta la terra, e che si possa
risolvere allo stesso modo su tutta la terra il problema sociale.
Bisogna sapere che il problema sociale va risolto in vari
modi perch, esso richiede di essere risolto in vari modi in base
agli impulsi degli elementi nazionali.
Ci per solo possibile con la premessa fatta qui da parte
della scienza dello spirito.
Se infatti si possiede un ideale sociale pi o meno confuso,
o anche uno impostato armonicamente, come lo si applica a tutti
gli uomini?
Lo si pu* applicare solo unilateralmente.
138

Rudolf Steiner

Si possono avere le pi belle idee, dimostrabili nel modo


migliore; non s potr fare a meno di pensare di poter rendere con
esse felici gli uomini di tutta la terra.
Il male del nostro tempo sta proprio nel voler qualcosa del
genere.
Quando ci si mette a fare dei discorsi su problemi sociali o
politici, si pensa che le situazioni sulla terra possano essere ordina
te soltanto in un certo modo, e che con le idee escogitate si possa
rendere felice tutta l'umanit.
Questo appunto si pensa oggi, ed in base alle premesse del
le nostre abitudini di pensiero difficile pensare diversamente.
Si consideri per l'elemento sociale, attinto alla scienza del
lo spirito, da me esposto qui tempo fa.
Si vedr senz'altro che esso in contrasto con le abitudini
di pensiero del nostro tempo, che esso ha un carattere del tutto di
verso.
Ho detto che non si tratta di avere un ideale unitario, ma di
indagare su quanto attende di diventare una realt nel mondo.
Poi ho fatto rivolgere l'attenzione alla tri arti col azione della
vita che lo stato unitario abbraccia in modo caotico.
Al giorno d'oggi vi dappertutto un governo, un parlamen
to, e si considerai deale far confluire caoticamente tutto in un par
lamento.
Ho detto che la realt tende a tener separato ci che unito
in un complesso cosiffatto.
La vita spirituale, in essa compreso l'elemento giuridico
non la giustizia amministrativa, ma quella civile e quella penale ne
forma una parte; la vita economica ne forma la seconda parte; e la
vita che regola le prime due forma la terza parte; qui si amministra,
si presta il servizio di pubblica sicurezza e cos via.
Queste tre parti si fronteggiano come stati che si trovano gli
uni di fronte agli altri.
Sono in relazioni reciproche per mezzo di rappresentanti,
regolano i loro reciproci rapporti, ma sono in s, sovrane, se con
sentita l'espressione.

Si pu stroncare quanto dico, ma in tal modo non si critica


un punto di vista, bens ci che tende a diventare realt nel corso
dei prossimi quaranta o cinquant'anni.
Soltanto la tri arti col azione d la possibilit di tener conto
delle differenziazioni neH'umanit.
Se infatti si ha un solo elemento unitario, lo si deve imporre
a tutta l'umanit, come se si volesse far indossare la medesima
giacca ad un piccolino, ad un uomo medio o ad un gigante; dove la
grandezza viene considerata qui solo a titolo di chiarimento e non
per classificare i popoli in grandi o piccoli.
Se per c' la triarticolazione, si ha la possibilit di avere in
essa un elemento universale.
In tal caso, per quanto riguarda la sua struttura sociale, l'oc
cidente si configurer in modo che in esso prevarr l'amministra
zione, la costituzione, ci che regola la vita pubblica, la polizia in
senso lato, e cos via.
Gli altri due saranno dei momenti subalterni, dipenderanno
dal primo.
Invece in altri paesi sar diverso.
Uno dei tre settori sar preponderante, e gli altri due saran
no in posizione pi o meno subalterna.
Esistendo una triarticolazione si avr anche la possibilit,
nel considerare i problemi, di scoprire la differenziazione della
realt.
Va applicato su tutta la terra ci che ha carattere unitario;
ma di ci che in effetti triarticolato si pu dire che in occidente
bene predomini il primo elemento, nei paesi centrali il secondo ed
in oriente il terzo.
Cos si differenzia su tutta la terra ci che viene considerato
l'ideale della struttura sociale.
Qui sta la differenza fondamentale fra la concezione che so
steniamo qui, attingendo alla scienza dello spirito, e le altre conce
zioni.
La concezione che si sostiene attingendo alla scienza dello
spirito si pu applicare alla realt a priori, perch, essa accetta in
139

Rudolf Steiner

s, la differenziazione e, differenziata, pu essere applicata alla


realt.
La differenza fra una concezione astratta ed una concreta
sta in questo: una concezione astratta una somma di concetti, e
con essa si crede di essere o di poter rendere felici gli uomini; di
una concezione concreta si sa che da essa pu derivare una volta
una soluzione, poi un'altra o una terza; in diverse condizioni ester
ne si pu quindi applicare la prima, la seconda o la terza soluzione.
Ecco la differenza fra una concezione conforme alla realt
ed il dogmatismo.
Ma il dogmatismo giura sui dogmi.
I dogmi si possono per far valere soltanto tiranneggiando
la realt.
Una concezione conforme alla realt uguale alla realt
stessa, viva in s,.
Come un organismo umano e non umano mobile e vivo,
non qualcosa di solido e in s, conchiuso, cos una concezione con
forme alla realt viva e si sviluppa in un senso o in un altro.
L'osservazione della differenza fra la concezione conforme
alla realt e il dogmatismo importantissima per la trasformazione
delle abitudini di pensiero; oggi essa tanto necessaria agli uomini,
ma essi ne sono ancora molto lontani, in realt molto pi lontani di
quanto si sappia.
Ci che dico sta a sua volta in intima relazione con la scien
za dello spirito Ad orientamento antroposofico.
Per la scienza ordinaria oggi corrente, l'uomo un'unit.
L'anatomista, il fisiologo, considera il cervello, gli organi di
senso, i nervi, il fegato, la milza, il cuore come organi che egli in
serisce in un organismo unitario.
Noi non facciamo cos.
Noi distinguiamo l'uomo che si manifesta nel capo, cio
l'uomo che si manifesta nel sistema neuro-sensoriale, da quello che
si manifesta nel petto, vale a dire nella circolazione e nel respiro, e
ancora da quello del ricambio o degli arti o anche dei muscoli.

Come si sa, per noi l'uomo tri arti colato, e l'uomo triartico
lato, vive nel mondo.
E poich nella scienza dello spirito ad orientamento antroposofico non siamo fissati astrattamente sull'uomo unitario, succe
de che lo scienziato dello spirito ad orientamento antroposofico
scopre quell'ordinamento sociale di cui l'uomo fa parte, in quanto
essere triarticolato.
Il filo conduttore infatti l'articolazione antroposofica del
l'uomo.
Pi o meno i tre arti sono anche soltanto i simboli dell'esse
re umano, riscontrabili esteriormente, in quanto l'uomo ha le sue
radici in tutti i mondi.
Ma se consideriamo la triarticolazione, essa rappresenta per
noi il filo conduttore per osservare poi il modo di essere differen
ziato degli uomini sulla terra.
Se mi soffermo su questi argomenti prego ancora di consi
derarli sine ira perch, io caratterizzo, non critico, n dico qualco
sa che possa sembrare contrario a una parte o a favore dell'altra.
Prendiamo le mosse dal russo, dall'uomo dell'oriente euro
peo.
Non lo si pu studiare affatto se si considerano soltanto le
attuali anatomia, fisiologia, o psicologia e non l'uomo articolato al
quale, almeno per grandi linee, ho accennato nel mio libro Enigmi
dell'anima *.
Se infatti si considera la odierna (prego di notare: odierna)
caratteristica dell'anima o in genere del popolo russo, si pu dire
che la Russia 1 patria dell'uomo che si manifesta nella testa; i rus
si vogliano perdonarmi, ma vero.
Chiedo perdono ai russi perch, essi stessi non lo credono,
ma sbagliano appunto.
Forse si penser che la Russia sia la patria dell'uomo che si
manifesta nel cuore che la testa faccia piuttosto da sfondo.
Lo si pu sostenere soltanto se non si studia bene la scienza
dello spirito.
140

Rudolf Steiner

Infatti in Russia la civilt, estrinsecazione della testa, sem


bra soprattutto una civilt derivata dal cuore perch, se mi con
sentita l'espressione banale, il russo ha il cuore nella testa; vale a
dire che l'attivit del cuore cos forte da estendere la sua azione
alla testa, compenetrare tutta l'intelligenza, da compenetrare tutto.
L'azione del cuore sulla testa, sui concetti, sulle idee, confi
gura tutta la civilt dell'Europa orientale.
A loro volta gli uomini dell'Europa centrale non se ne ab
biano a male, ma la nota distintiva che caratterizza tutta la civilt
medioeuropea, la continua discesa dell'attivit della testa nel pet
to e la salita dell'addome o delle estremit nel cuore.
Questo l'essenziale nell'uomo mitteleuropeo; per questo
motivo se la cava malissimo perch, non in effetti n, ad un capo
n all'altro.
Ho descritto la situazione dicendo che presso il guardiano
della soglia l'uomo dell'Europa centrale giunge a sperimentare par
ticolarmente il tentennamento, l'incertezza, dubbio.
Gli europei occidentali, a loro volta, non se ne abbiano a
male - ci si pu gi immaginare di quale parte resti da parlare - ma
la loro civilt precipuamente una civilt derivata dalladdome,
una civilt dei muscoli, perch, tutto quanto promana dalla civilt
dei muscoli estende nel popolo, non nel singolo individuo, la sua
azione anche alla testa.
Da qui l'intelligenza istintiva, ed per questo motivo che da
l prende origine la civilt dei muscoli nel senso moderno della
vita: sport e cos via.
Tutto quanto sto dicendo lo si pu anche scoprire dappertut
to nella vita esteriore purch si voglia, purch si osservinorealmente e senza preconcetti le circostanze.
Un indirizzo in questo senso lo d solo la scienza dello spi
rito orientata antroposoficamente.
Nel russo il cuore manda le sue emanazioni nella testa, nel
la popolazione di lingua inglese l'addome manda la sua emanazio
ne nella testa, ma la testa reagisce verso l'addome e lo dirige.
E molto importante considerare queste cose.

Non necessario esprimersi in modo tanto radicale su que


sti argomenti come facciamo fra di noi, ma noi ci comprendiamo
perch, fra di noi abbiamo forse, fino ad un certo punto, una reci
proca benevolenza e sappiamo prendere queste cose con obiettivi
t, non con simpatia ed antipatia.
Come si vede, volendo studiare le differenziazioni anche fi
siologicamente e psicologicamente, necessario considerare l'uo
mo triarticolato, bisogna sapere realmente che l'uomo un essere
triarticolato, un essere secondo il modello della Trinit.
Infatti l'essenziale non solo che gli uomini abbiano inte
resse reciproco, come raccomanda il sacerdote, ma che esista un
effettivo interesse da uomo a uomo.
Questo pu basarsi per solo sulla comprensione.
Resta qualcosa di meramente astratto se si dice di amare
tutti gli uomini.
Bisogna interessarsi con comprensione dell'uomo e anche
delle comunit, se ci si vuol fare un'opinione sulle comunit umane
e sulla loro struttura sociale.
Lo si pu fare per soltanto sulla base della natura umana
triarticolata.
Non conoscendo - non mi si fraintenda - la parte pi no
tevole di una comunit umana, non sar davvero possibile conosce
re l'uomo.
Bisogna avere un certo indirizzo per acquistare comprensio
ne, altrimenti si confonde tutto.
Di questo si tratta, e per questo la scienza dello spirito ad
orientamento antroposofico tiene conto della realt.
Essa perci anche molto spiacevole per gli uomini perch,
essi, a motivo di certi preconcetti, non vogliono essere perscrutati.
Per gli uomini perfino oltremodo spiacevole se nella vita
privata vengono intimamente compresi, e quasi si potrebbe dire
che su dieci persone nove diventano nemiche se vengono comprese
veramente.
In qualche modo lo diventano; forse qualcuna incosciente
mente, ma lo diventano.
141

Rudolf Steiner

spiacevole per gli uomini essere compresi anche se ci


avviene nel senso qui esposto, in modo da servire appunto ad in
crementare l'amore per gli uomini.
Lamore astratto per gli uomini appunto paragonabile al
calore che la stufa - ho fatto spesso il raffronto - dovrebbe svilup
pare riscaldando.
Se si esorta la stufa dicendo: Tu sei una stufa pertanto tuo
dovere riscaldare la stanza e non si accende il fuoco, l'esortazione
morale non serve a niente.
Lo stesso dicasi dei sermoni domenicali.
Per quanto si predichi lamore, se non si fornisce il combu
stibile, cio il mezzo per capire gli uomini e le comunit, il predi
care non ha valore.
Qui si vede in quale senso possiamo considerare appunto la
scienza dello spirito antroposofica come combustibile per il giusto
interesse dell'uomo per l'uomo, per la giusta evoluzione dell'amore
per gli uomini.
Si possono far comprendere agli uomini perfino gli impor
tanti eventi storici che stanno alla base degli odierni impulsi sociali
(qualche tempo fa ne ho parlato nelle conferenze sulla sintomatolo
gia *) soltanto dal punto di vistai di una concezione conforme alla
realt.
Considerando tutto quanto stato gi detto in merito alla
differenziazione fra mondo occidentale, centrale ed orientale, ci
che fluisce ancora pi copiosamente nell'anima di chi guarda questi
mondi in modo veramente comprensivo, ci si pu ben domandare
da che cosa derivi, a parte quanto gi stato detto, che per esempio
l'intelligenza russa possa conservarsi per tempi avvenire.
In certo qual modo, per difendere l'intelligenza dall'attacco
degli istinti occorre una forza maggiore di quella necessaria per
esercitare l'intelligenza innata, istintiva.
Occorre una forza maggiore.
Anche questo si ottiene - mi si consenta lespressione - at
tuando certe disposizioni nell'evoluzione dell'umanit occidentale.

Si consideri il solo fatto che per molti riguardi la Russia


stata tenuta lontana dalle correnti culturali che ci sono state in occi
dente.
Ho gi caratterizzato da un altro punto di vista la stagnazio
ne culturale di epoche passate in oriente.
Si prenda per esempio la frattura della chiesa nel secolo
nono, terminata nel decimo; una conformazione antica del cristia
nesimo venne spinta verso oriente e vi rest stazionaria, conserva
trice.
Si pu perci dire che una certa condizione, diffusa nel cri
stianesimo nei primi secoli, fu spinta verso oriente, ove rimase sta
zionaria.
Nel frattempo l'occidente continu ad evolvere il suo cri
stianesimo.
Qualcosa fu dunque respinto verso oriente.
Questo uno dei fenomeni.
D'altro canto venne spinto in oriente, dal proprio territorio
in oriente, l'elemento tartaro, tutto l'elemento asiatico.
Questa per soltanto la manifestazione del fatto che sul
territorio russo furono respinte forze umane antiche le quali accol
sero in s, in uno stato pi giovanile dell'umanit dell'Europa occi
dentale, le forze umane provenienti dall'Asia.
Osserviamo a questo punto la civilt mitteleuropea in quan
to deriva dal protestantesimo.
Tale derivazione molto maggiore di quanto in genere si
creda.
In fondo tutta la civilt mitteleuropea viene configurata dal
l'impulso del protestantesimo; non da una determinata fede, ma
dall'impulso del protestantesimo, dato che anche il protestantesimo,
per chi lo osservi da un livello pi alto, non che un sintomo.
L'essenziale l'impulso spirituale attivo nel protestantesi
mo.
Tutta la scienza coltivata nell'Europa centrale, la forma che
essa prende, in effetti influenzata dal protestantesimo; non ci si
pu immaginare la civilt mitteleuropea senza il protestantesimo.
142

Rudolf Steiner

Ci che in un luogo si manifesta in maniera particolarmente


cospicua - proprio come l'ho messo in evidenza applicando i com
piti sociali dell'antroposofia, che sono da mettere in pratica addirit
tura in modo differenziato - esiste in un altro luogo in modo diver
so, in altri nessi con la vita.
Direi che il protestantesimo ha dato anzitutto l'avvio nel
l'Europa centrale al poggiare dell'uomo sulla propria essenza intel
ligente.
L'intelligenza europea, da acquisire con l'educazione, ha dei
nessi col protestantesimo.
Osservando bene, perfino l'azione cattolica, messa in atto
contro il protestantesimo, protestante quando non emanazione
del gesuitismo che ha contrastato coscientemente quel che derivava
dal protestantesimo.
Ma l'impulso che agisce attraverso il protestantesimo ha la
sua culla nell'Europa centrale.
Qual era la sua azione nell'Europa occidentale?
Studiando le condizioni storiche sulla scorta dei sintomi, ri
sulter che nell'Europa occidentale ed in America l'azione del pro
testantesimo tale da corrispondere come cosa ovvia all'innato
istinto intelligente che esplica la sua attivit in modo perfino pi
efficace nella vita politica che in quella religiosa.
Esso agisce in modo del tutto ovvio.
L il protestantesimo qualcosa che tutto compenetra, non
ha bisogno di una particolare struttura, anche se naturalmente qua e
l anime riformatrici si infervorano; non deve provocare una rifor
ma sconvolgente come nell'Europa centrale.
In occidente esiste in modo ovvio.
tale che si potrebbe dire: l'uomo occidentale moderno na
sce gi protestante.
L'uomo mitteleuropeo discute da protestante.
proprio il protestantesimo a provocare discussioni.
Nell'Europa centrale esso non innato.
Il russo, in quanto russo, rifiuta il protestantesimo.

Non lo vuol avere e in quanto russo non gli pu nemmeno


essere proprio.
L'elemento russo ed il protestantesimo non si sopportano a
vicenda.
Quanto sto dicendo non si manifesta solo se si considera la
professione di fede, ma si esprime nell'accoglimento di qualsiasi
impulso culturale.
Si pu per esempio seguire il marxismo nei paesi occidenta
li.
Vi viene accolto come una iniziale protesta contro le anti
che condizioni di propriet e cos via.
Nei paesi centrali si discute molto su queste cose, si bistic
cia, si dubita, ed anche si chiacchiera inutilmente.
una caratteristica dei paesi centrali.
Nell'Europa orientale il marxismo assume delle forme addi
rittura strane, bisogna dapprima rimaneggiarlo completamente.
Considerando il marxismo nell'Europa orientale lo si trova
in effetti completamente pervaso e colorato dell'ortodossia russa.
Il marxismo porta l'impronta della fede ortodossa, non nelle
sue idee, ma nell'atteggiamento che li russo assume nei suoi con
fronti.
Questo serve soltanto a far presente quanto sia necessario
sorvolare sulle cose esteriori e considerare il loro nocciolo.
Sar molto vantaggioso abituarsi a pensare considerando
varie cose della vita che, nel momento in cui le parole vengono
usate, sono gi in gran parte prive di valore.
Ci che si pensa oggi sulle cose basandosi sulle consuetudi
ni del linguaggio non corrisponde mai esattamente alla realt.
Bisogna approfondire sempre le cose.
Direi che il protestantesimo, come viene definito comune
mente in base alle odierne abitudini di pensiero, in effetti non cor
risponde pi alla realt.
Bisogna concepire il protestantesimo in modo da poter an
che dire che esso corrisponde alla realt nella veste in cui si mani143

Rudolf Steiner

festa nel marxismo oppure se vogliamo, nella politica e perfino


nella scienza.
Al giorno d'oggi bisogna tendere assolutamente alla com
prensione viva della realt, superando la mera forma apparente del
le parole, dei concetti.
Da ci dipende tutto e principalmente l'esatta comprensione
dell'attuale impulso pi importante, dell'impulso sociale.
Da ci dipende anche l'esatta valutazione delle condizioni
del nostro tempo.
Esse vengono giudicate in modo tanto errato appunto per
ch, la gente non affatto abituata a considerare la realt, perch,
lontanissima da pensieri corrispondenti alla realt.
La gente ricerca sempre la colpevolezza o l'innocenza ri
spetto alle recenti catastrofi belliche, malgrado questo problema
come tale non abbia alcun senso.
Per questo motivo gi parecchio tempo fa, ebbi ad illustrare
qui la vera situazione per quanto riguarda gli impulsi del mondo.
Come al presente si sta veramente realizzando la carta geo
grafica da me qui disegnata *, cos si stanno realizzando anche al
tre cose.
Esse si realizzano, si realizzeranno esattamente nel modo in
cui se ne parl qui.
Bisogna avere il senso del reale e non rimanere attaccati
alle vuote parole.
Spesso bisogna usare parole vuote per caratterizzare, ma
non bisogna rimanervi attaccati.
Guardando la realt bisogna perci anche comprendere dal
suo punto di vista l'odierno giudizio dell'Intesa e degli americani a
proposito dei paesi centrali.
Ho sentito da molte parti criticare a fondo l'operato dei pae
si centrali all'inizio della catastrofe bellica.
Questo l'avevo gi detto.
Quelli che allora criticavano, criticano oggi molto meno
l'effettiva politica di potenza e cose del genere attualmente pratica-

te, malgrado vi sarebbero motivi sufficienti per un'analoga dura


critica.
Non ho mai preso le difese di qualche personalit, ma ho
caratterizzato delle situazioni.
Perci non affatto mio compito difendere in qualche
modo le personalit la cui vita nell'ultimo tempo si rivelata senza
maschera.
Ma bisogna tuttavia decidere accuratamente, non parlarne
superficialmente, se per esempio l'incondizionata divinizzazione
del wilsonismo, e di tutto quanto vi connesso, corrisponda alla
tendenza degli uomini verso un'idolatria meno di quel che avve
nuto nei paesi centrali col fenomeno Ludendorff, che gi fa parte
della psichiatria sociale.
Da un altro punto di vista avevo per detto qui una volta
che se qualcuno si lagna, sparla di un altro, non sempre, anzi molto
raramente bisogna ricercarne il motivo nella persona di cui si spar
la.
Pu anche darsi che quella persona sia malvagia, a per l'os
servatore obiettivo della realt la sua cattiveria il motivo minimo
per le lagnanze.
Generalmente il motivo delle lagnanze la necessit di la
gnarsi.
Questa necessit cerca un oggetto per scaricarsi; cerca di
portare le idee in una corrente tale da far sembrare che esse siano
suscitate giustificatamene nella persona che si lagna.
Spesso cos avviene nei rapporti reciproci fra gli uomini.
Ma in un campo pi vasto, nel mondo, non avviene diversamente.
Allora bisogna soltanto considerare che vi sono anche ra
gioni pi profonde.
E senz'altro comprensibile e naturale che la gente nei paesi
dell'Intesa e nei territori americani parli male non solo dei singoli
governanti, ma di tutta la popolazione dei paesi centrali e ne dica di
ogni genere in questo senso.
144

Rudolf Steiner

Lo si pu capire perch, altrimenti in queste settimane che


figura farebbe la politica dei paesi dell'Intesa, e la gente dicesse
che gli abitanti dei paesi centrali non sono poi tanto cattivi, che in
fondo si tratta di uomini che dovrebbero sviluppare soltanto la loro
parte migliore ed allora non andrebbe male?
Se quella gente dicesse ci vi sarebbe poco accordo con la
loro politica.
Al mondo bisogna dire ci che giustifica.
Si deve sapere come le cose sorgano dalla realt.
Questa una concezione piuttosto profonda.
ovvio che tutta l'opinione pubblica dei paesi dell'Intesa
sia cos non perch, vero, ma per giustificare il proprio atteggia
mento; allo stesso modo di chi si lagna di un altro non perch, l'al
tro fatto in un certo modo, ma perch, egli ha bisogno di lagnarsi
e si vuol scaricare.
Si tratta proprio di considerare le cose in maniera diversa di
quanto abitualmente si considerano.
di questo che si tratta.
Capire nel profondo della propria anima la scienza dello
spirito per molti aspetti qualcosa del tutto diverso di quanto s'im
maginano molti che fanno conto di appartenere al movimento antroposofico.
Considerandolo esteriormente, astrattamente - e qui si giun
ge ad un altro capitolo - si potrebbe credere che il socialismo attua
le, le esigenze sociali del presente provengano da impulsi sociali.
Recentemente ho fatto presente come l'uomo oscilli fra ten
denze ed istinti sociali ed antisociali.
Chi pensa astrattamente considerer ovvio che il proletario
sociale sia nato attualmente dall'elemento sociale perch, sembra
giusto definire un elemento sociale con un altro elemento sociale.
Ma questo non vero.
Chi osserva il socialismo attuale, conformemente alla sua
realt, sa che il socialismo, presentandosi oggi come marxismo,
un fenomeno antisociale.
Emana da impulsi antisociali.

Questa la differenza fra definizioni astratte, fra pensiero


astratto, e pensiero conforme alla realt.
Che cosa spinge la gente che oggi vuol realizzare il sociali
smo nel senso qui inteso?
spinta forse da istinti sociali?
No, spinta da istinti antisociali!
Ieri l'ho fatto persino rilevare in base a dati esteriori, attra
verso la configurazione della formula fondamentale: Proletari di
tutto il mondo, unitevi! il che vuol dire: abbiate particolare odio
contro le altre classi per sentire il vincolo dell'unit!
Ecco uno degli impulsi antisociali.
Studiando la psicologia sociale del presente si potrebbero
citare infiniti impulsi antisociali.
Questa la differenza fra il modo di pensare che sta affio
rando, che deve affiorare e che deve essere fatto progredire dalla
scienza dello spirito ad orientamento antroposofico, e le odierne
comuni consuetudini di pensiero.
Il punto di vista antroposofico che si deve affermare nei
confronti del problema sociale incontra oggi ancora tanta resisten
za perch, la gente non capace di pensare in modo conforme alla
realt; soprattutto perch, la gente non capace di pensare in modo
differenziato, e spesso crede perfino che chi ha questa capacit
contraddica se stesso.
Importanti problemi attuali si possono risolvere solo col
pensiero conforme alla realt.
Voglio indicare uno di questi problemi che si connette con
quanto abbiamo discusso.
Avevo detto che quel che si agita particolarmente nelle
menti proletarie, che diventa il motore spingente, che al posto
dell'antica schiavit subentrato l'asservimento del lavoro; perch,
nell'attuale struttura sociale il lavoro merce.
Ieri ho messo in netta evidenza che il compito del pensiero
sociale sta proprio nello staccare la merce dalla forza lavoro.
La struttura sociale triarticolata di cui ho parlato ieri contie
ne gi l'impulso che stacca la merce dal lavoro umano, perch, gli
145

Rudolf Steiner

effetti della triarticolazione non sono logici ma reali, sono effetti


che corrispondono anche alla realt.
Ora a questo problema se ne collega un altro, in certo modo
urgentissimo.
Si sa che una delle esigenze fondamentali del materialismo
proletario tinto di marxismo la socializzazione dei mezzi di pro
duzione.
I mezzi di produzione dovrebbero passare in propriet col
lettiva.
Questo sarebbe solo l'inizio della propriet collettiva in ge
nere, anche dei terreni, e cos via.
Da quanto ho esposto a proposito del programma della Re
pubblica Sovietica, noto che esso prevede la statizzazione, o me
glio la socializzazione dei mezzi di produzione e delle propriet
terriere.
Questo indica gi la pi importante e attuale domanda spe
cifica che si possa immaginare.
Essa si pu formulare nel modo seguente: Osservando i
paesi centrali ed orientali, lintervento sociale nella civilt attuale,
oppure anche nel caos presente, dovrebbe avvenire in modo da ten
dere a che possibilmente in futuro un numero sempre pi grande di
singole persone diventi proprietaria, oppure che proprietaria diven
ti la collettivit?
Si capisce che cosa intendo.
Deve succedere che possibilmente il singolo abbia una pro
priet, un possedimento o, per evitare ingiustizie, deve diventare
propriet collettiva quello che pu diventare propriet, cio i terre
ni, i mezzi di produzione e cos via?
Questo un problema sociale complementare molto impor
tante.
La tendenza del pensiero proletario attuale si sforza di far
diventare le cose propriet collettiva.
Ma per quanto riguarda gli impulsi sociali pi importanti
non vi differenzi se la propriet di un singolo, di un'associazio
ne o della collettivit.

A chi in grado di studiare la realt risulta che la collettivi


t non diventa un imprenditore diverso, un imprenditore meno cat
tivo rispetto al singolo, di quanto non sia l'imprenditore privato.
Ci sta proprio nella natura delle cose come una legge natu
rale; soltanto non lo si riconosce, e per questo motivo si sbaglia.
Perch, si tratta del problema se debbano diventare proprie
tari tutti gli uomini.
Ci accadrebbe se non esistesse la propriet collettiva, se
tutti i singoli individui, ognuno seconda dell'opportunit esistente
su un certo territorio, fosse proprietario in modo giusto; non posso
addentrarmi nel merito della tecnica relativa, ma essa perfetta
mente realizzabile.
Devono diventare tutti proprietari o tutti devono diventare
proletari, come il pensiero proletario attuale vorrebbe?
Questa l'alternativa.
Il pensiero proletario odierno vuole che tutti diventino pro
letari e che solo la collettivit diventi imprenditrice.
Se si in grado di afferrare la realt risulta il contrario per
ch, non possibile conseguire la struttura sociale triarticolata se
tutti diventano proletari.
Nella finalit della struttura triarticolata si deve raggiungere
la libert del singolo per quanto riguarda il corpo, l'anima e lo spi
rito.
Non possibile arrivare a questa mta se tutti diventano
proletari, ma ognuno la pu raggiungere se tutti hanno una base di
propriet.
In secondo luogo deve diventare possibile che le relazioni
siano regolate in modo che davanti alla legge o alla costituzione, o
quanto meno davanti al governo, tutti siano uguali.
Libert sul sentiero spirituale; uguaglianza, diciamo, nello
Stato, se cos si vuol indicare questo secondo elemento; fraternit
per quanto riguarda la vita nel campo economico.
Mi sono noti libri molto acuti in cui si mette a ragione in ri
lievo che le idee di libert, uguaglianza e fraternit si contraddico
no a vicenda.
146

Rudolf Steiner

Luguaglianza infatti decisamente in contraddizione con


la libert; acuti scrittori l'hanno detto nel 1848 ed anche prima.
verissimo: se si prendono tutti insieme, questi princpi si
contraddicono.
Libert esiste in campo spirituale, giuridico, religioso, del
l'insegnamento, della giurisprudenza; uguaglianza nell'amministra
zione, nel governo, nel servizio di pubblica sicurezza; fratellanza in
campo economico.
La propriet che deve essere elaborata adeguatamente per il
futuro, appartiene al campo economico; il diritto al settore di pub
blica sicurezza ed amministrativo, e la libert al campo della vita
spirituale e giuridica.
Se questi princpi sono distribuiti secondo il tre non sono in
reciproca contraddizione.
Infatti quanto concettualmente in contraddizione corri
sponde alla realt perch, nella realt variamente distribuito.
Il pensiero va alla ricerca delle contraddizioni, ma la realt
vive di contraddizioni.
Pertanto non si pu afferrare la realt se non si capaci di
afferrare le contraddizioni, se nei pensieri non si seguono le con
traddizioni.
Da tutto ci si vede che la scienza dello spirito qui intesa ha
effettivamente qualcosa da dire in merito agli importanti problemi
attuali.
Qualcuno dei presenti capir forse che la scienza dello spi
rito ad orientamento antroposofico ha qualcosa da dire e che l'idea
che ce ne dovremmo fare dovrebbe risentire della consapevolezza
della sua posizione rispetto alle pi importanti esigenze dell'epoca.
Questo qualcosa che sta in intimo rapporto col modo in
cui personalmente devo immaginare la posizione che la scienza
dello spirito ad orientamento antroposofico o i suoi rappresentanti,
il movimento orientato antroposoficamente, devono assumere nel
l'attuale vita spirituale.
Naturalmente non possibile attendersi che i nostri contem
poranei possano formarsi tutto ad un tratto una giusta opinione.

Non si creda, e chi mi conosce non lo creder, che se carat


terizzo queste cose io lo faccia per dire una freddura o per vanit
personale.
In un senso o nell'altro sono sempre costretto a caratterizza
re in base alle necessit dei fatti.
In realt non sono per niente incline, l'ho fatto rilevare in
varie occasioni, a sopravvalutare ci che sono in grado e che vo
glio fare.
Conosco i limiti e conosco elementi che forse qualcuno
nemmeno immagina.
Ma mi sia concesso di dire proprio a chi in questo campo
volesse condannarmi un pochino, se in mancanza di altre mi con
sentito di usare questa espressione non del tutto appropriata, che mi
augurerei si facesse una certa distinzione fra ci che qui si perse
gue e ci che spesso si crede venga perseguito.
Sono molti coloro che vedendo delle societ occulte o che
si spacciano per tali non osano distinguerle con buon senso dalla
nostra.
Infatti da noi, magari con la massima insufficienza, si cerca
sempre di tener realmente conto della coscienza del tempo.
Si osservi invece il modo in cui quelle unioni, che spesso
vengono considerate movimenti occulti o simili considerano la co
scienza del tempo.
Tutti i massoni di basso o alto livello, oppure tutte le varie
associazioni religiose, sono appunto arretrati perch, non sono in
grado di tener conto della coscienza del tempo.
Dove sono le basi per trattare questi argomenti?
Dove si parla in modo veramente moderno ed efficace, ap
propriato alla realt, degli impellenti problemi del presente?
Nessuno sar in grado di scoprire questi argomenti nei ri
tuali o nelle prescrizioni delle varie massonerie oppure delle asso
ciazioni confessionali.
Ecco perch, si desidera l'avvento di una capacit di discer
nimento!
147

Rudolf Steiner

Naturalmente ammetto che ci reso pi difficile


perch,per circostanze storiche, come ho spiegato, la nostra Socie
t venne in principio confusa con la Societ Teosofica o con altre
del genere.
Dal punto di vista esteriore pu* darsi sia stato un errore,
ma karmicamente era giustificato.
Sarebbe stato meglio se la Societ Antroposofica si fosse
costituita su basi del tutto autonome, senza alcun rapporto con altre
societ.
Dal punto di vista esteriore sarebbe stato certo pi sensato,
perch, tutta la pedanteria borghese della Societ Teosofica, tutto
quel bagaglio antiquato non vi sarebbe entrato.
Per la verit non ntrato nell'antroposofia, ma per molti
aspetti ha influito sul suo funzionamento sociale.
Almeno in un certo senso la nostra Societ potrebbe gi ca
ratterizzare in modo esemplare quel singolo terzo della struttura so
ciale che deriva dall'antroposofia stessa, quello spirituale (incluso
anche quello giuridico), se lantroposofia vivesse in modo giusto,
ci che appunto non succede.
Infatti dovrebbe essere ovvio fra antroposofi il diritto che
dovrebbe regnare fra gli individui; mi d sempre l'impresone di una
profonda deviazione da quanto si dovrebbe sviluppare fra di noi, se
qualcuno trova da lagnarsi di un altro al di fuori del nostro ambien
te.
Vi si dovrebbe sviluppare anche la coscienza del diritto
quale appunto s'intende in quel singolo terzo della struttura sociale.
Ma ce ne vorr finch, in una siffatta Societ Antroposofica
possa esistere ci che dovrebbe, secondo gli impulsi antroposofici
effettivamente intesi.
Si dovr inoltre sviluppare ancora il senso per la verit inte
riore, senso che oggi sono pochissimi ad avere.
Poich in effetti non ha luogo la distinzione, che in realt
dovrebbe venire da fuori, a volte si rende necessario attirare l'atten
zione da qualche punto di vista sull'elemento distintivo.

Oggi vorrei dire in particolare, con riferimento a certe cose,


che quanto vive nel movimento antroposofico per mio mezzo si di
stingue per il fatto che ho sempre lavorato sulla base del principio
da me esposto nella prefazione della mia Teosofia, che cio non
comunico se non quello che posso comunicare per personale espe
rienza.
Qui non comunico se non quel che posso garantire per per
sonale esperienza.
In nessun caso mi appello qui, come si fa da altre parti, al
l'autorit di qualcuno.
Posso inoltre dire di conseguenza che la corrente spirituale
diretta dal movimento antroposofico non dipende da nessun'altra
corrente spirituale, ma unicamente dalla spiritualit che fluisce nel
presente, solo da quella.
Pertanto non sono impegnato con nessuno - lo dico con tut
ta seriet - a sottacere qualcosa se trovo necessario dirlo nel mo
mento attuale.
Per chi non ha impegni con nessuno relativamente al suo
bene spirituale, non esiste un comandamento che imponga il silen
zio.
In questo c' gi un principio per distinguere il nostro movi
mento da altri.
Se infatti qualcuno sostenesse che quanto viene comunicato
nell'mbito della scienza dello spirito ad orientamento antroposofico viene comunicato in senso diverso da quanto da me asserito nel
la prefazione della Teosofia (che cio lo garantisco personalmente),
pu darsi che non conosca le circostanze o che non vi abbia preso
spesso parte e le consideri dall'esterno; direbbe comunque cosa non
vera o per malanimo o senza malanimo.
Se per qualcuno, avendo avuto occasione di stare spesso fra
di noi, dice qualcosa di diverso se conoscendo la nostra situazione,
crede di vedere dei trascorsi o dei rapporti di questo movimento
spirituale con qualche altro, costui mente.
Si tratta di questo: o dir falsit per ignoranza della situa
zione, oppure, conoscendola, mentir.
148

Rudolf Steiner

In questo senso bisogna comprendere gli avversari.


Perci torno sempre a sottolineare che devo sottacere sol
tanto quel che so non poter essere comunicato all'umanit attuale a
causa della sua immaturit.
Ma non devo sottacere nulla per aver fatto promessa solen
ne a qualcuno, o qualcosa di simile.
Nel nostro movimento non penetrato nulla che provenisse
da altra fonte.
Esso non mai dipeso da un altro movimento; i rapporti
sono stati soltanto esteriori.
Verr forse il tempo in cui si riuscir a capire come sia bene
ricordarsi che talvolta preannuncio cose la cui esatta connessione
viene capita solo pitardi.
Forse qualche volta sar molto utile ricordarsi, avendone la
buona volont, in quale senso viene coltivato il bene spirituale che
deve fluire attraverso il movimento antroposofico.
Chi vuol distinguere il movimento antroposofico da altri,
possiede anche una pietra di paragone.
La pietra di paragone oggi esistente per un tale movimento
triplice.
Prima di tutto il nostro movimento si dimostra adeguato alle
esigenze scientifiche e spirituali del presente.
Si esamini per esempio quel che ho scritto: anche se non
tutto sar perfetto, si osserver lo sforzo di creare un movimento
che non elabora cose vecchie, antiquate, ma che perfettamente al
corrente dei mezzi scientifici attuali e che agisce in perfetto accor
do con la coscienza scientifica del presente.
Questo in primo luogo.
In secondo luogo un movimento come il nostro ha da dire
qualcosa in modo veramente vivo sui problemi vitali del presente,
per esempio sul problema sociale.
Si cerchi di confrontare l'arretratezza, l'estraneit alla realt
di quello che dicono altri movimenti con ci che al riguardo dice il
nostro.

Il terzo aspetto della pietra di paragone che un movimento


come il nostro pu chiarire coscientemente in s, le diverse esigen
ze religiose, chiarirle nel senso di collegare le spiegazioni delle esi
genze religiose con una completa familiarit della realt.
Si pu gi distinguere il nostro movimento da tutti gli altri
che in fondo arrivano solo al punto di fare delle prediche domeni
cali, che arrivano a tenere discorsi morali alla gente e cose simili,
mentre sono estranei ai concetti attivi nell'attuale struttura sociale.
Una scienza attuale della realt deve essere capace di parla
re di lavoro, di capitale, di situazioni creditizie, agrarie, tutte cose
queste connesse con la vita odierna; di parlare del nesso dell'uomo
con l'essere divino, del nesso dell'uomo con laltruismo e cos via.
Ecco ci che l'umanit ha omesso per tanto tempo: di trova
re il legame dall'alto verso il basso fin entro i pi immediati e con
creti processi e le configurazioni della vita.
Ecco ci che nel nostro tempo stato omesso dalla teologia
dalla teosofia nelle loro varie versioni, ci che stato omesso an
che da un indirizzo occulto.
Essi parlano, per modo di dire, dall'alto verso il basso fino
al punto di dire alla gente di essere buona, e simili cose.
Ma sono infecondi, sono sterili, quando si tratta di afferrare
veramente gli impellenti concreti problemi del presente.
La scienza esteriore a sua volta parla di cose che riguardano
la vita immediata, ma anch'essa estranea alla realt.
Ieri ho fatto rilevare come la gente sia distaccata dalla vita.
Al giorno d'oggi quanta la gente che in realt sa per esem
pio che cos' il capitale?
Naturalmente sa, avendo nel cassetto una certa quantit di
denaro, che si tratta di un capitale.
Questo non vuol per dire che cosa il capitale.
Sapere che cosa capitale vuol dire sapere come avvenga la
regolazione di certi processi e cose nella struttura sociale.
Allo stesso modo in cui per il singolo uomo bisogna cono
scere antroposoficamente i nessi esistenti nella circolazione del
149

Rudolf Steiner

sangue che ritmicamente regola la vita umana, cos bisogna sapere


che cosa pulsa nella vita umana nel modo pi vario.
Ma la fisiologia attuale non ancora nemmeno in grado di
risolvere materialisticamente i pi importanti problemi; potranno
essere risolti se si riuscir a comprendere antroposoficamente l'uo
mo triarticolato.
Per esempio che cosa sa la scienza odierna di un fatto im
portantissimo: da che cosa cio dipenda materialmente il pensare,
da che cosa dipenda la volont tesa ad un certo fine?
Dico oggi queste cose perch, ho passato trenta o trentacinque anni della mia vita ad indagare su di esse, come ho gi detto in
relazione ad un altro punto.
Il pensiero dipende dal fatto che per esempio l'uomo ha in
s, nella circolazione sanguigna, dell'anidride carbonica che non
stata ancora espirata.
Se all'interno circola dell'anidride carbonica non ancora
espirata, essa rappresenta la controparte materiale del pensiero.
Se nell'uomo circola dell'ossigeno non ancora trasformato
in anidride carbonica, ossigeno che in via di trasformazione in
anidride carbonica, in via di passare nell'anidride carbonica, in un
certo senso si tratta della controparte materiale della volont.
Quando nell'uomo pulsa dell'ossigeno che non ancora del
tutto trasformato e che ha delle funzioni, si attua materialmente la
volont.
Se nell'interno del corpo umano vi gi dell'anidride carbo
nica non ancora del tutto elaborata tanto da essere espulsa o espira
ta, si ha il fondamento materiale per una forma di pensiero.
Ma come vengono regolati questi due poli, il polo del pen
siero che si pu anche chiamare il polo dell'anidride carbonica, ed
il polo della volont che pu anche essere chiamato il polo dell'os
sigeno, lo insegna soltanto una scienza della realt.
In nessun libro odierno si riscontra una verit come quella
da me ora enunciata.

Ma siccome non si esercita il pensiero in relazione ad una


realt come questa, non lo si esercita nemmeno per quanto occorre
all'uomo odierno relativamente alla struttura sociale.
Ma deve avvenire, ed necessario per il tempo attuale,
deve avvenire che al nostro problema sociale sia collegato l'inseri
mento animico-spirituale dell'uomo nella struttura sociale.
Non lo si fatto.
Si immagini soltanto come sarebbe diverso se in una deter
minata fabbrica il singolo lavoratore venisse inserito in modo spirituale-animico in tutto il processo che la merce da lui prodotta per
corre nel mondo, se capisse come egli sia inserito nella struttura
sociale per il fatto di produrre proprio quella merce.
Ci potr per avvenire soltanto se sar diffuso realmente
un tale interesse dell'uomo per l'uomo, se man mano non esister
nessun vero uomo adulto che non sia in grado di conoscere i pi
importanti concetti sociali in modo corrispondente alla realt.
un'esigenza sociale che venga il tempo in cui si sappia in
quanto uomini che cosa sono il capitale, il credito, il denaro con
tante, l'assegno, e quali ne sono gli effetti economici; e si pu sa
perlo, non affatto difficile, bisogna soltanto che chi lo deve inse
gnare afferri i problemi in modo giusto allo stesso modo in cui si sa
che il brodo non si mangia con la forchetta ma col cucchiaio.
Certo, chi mangiasse il brodo con la forchetta farebbe una
sciocchezza; ma commette la stessa sciocchezza chi non sa le altre
cose.
Questa dovrebbe diventare una generale e comune opinio
ne.
Allora l'impulso pi importante del presente, quello sociale,
sar impostato su una base del tutto diversa.

150

Rudolf Steiner

UNDICESIMA CONFERENZA
Dornach 20 dicembre 1918
Nelle considerazioni delle ultime settimane abbiamo esami
nato dai pi diversi punti di vista il grande problema del nostro
tempo: quello sociale.
Abbiamo cercato di vederlo su uno sfondo sci enti fi co-spi ri
tuale poich solo in tal modo possibile avere un orientamento su
quanto in effetti questo problema include.
E sar possibile arrivare ad impulsi e punti di vista validi
per il nostro tempo cos tormentato e per il prossimo futuro, solo
tenendo conto di ci cui si accennato nelle nostre considerazioni.
Torner sull'argomento domani.
Oggi vorrei inserire come fatto a s, qualcosa che sar
come la continuazione di indicazioni date altre volte; ne risulter
l'atteggiamento che la scienza dello spirito qui coltivata assumer
nei confronti di quello che posso ben chiamare stato di coscienza
interiore del presente e del prossimo futuro.
L'altro giorno, alla fine della conferenza, ho citato alcuni
elementi basilari a questo riguardo.
Ho fatto presente che chiunque abbia la volont di esamina
re e di distinguere, con il sano raziocinio sviluppatosi fino al tempo
presente, ci che si persegue fra di noi con la scienza dello spirito,
trover che la scienza dello spirito antroposofica realmente capa
ce di tener conto della coscienza e del modo di pensare del nostro
tempo.
Ci risulta proprio dalle nostre considerazioni sociali.

Pertanto, parlando di qualsiasi argomento della nostra


scienza dello spirito, si pu far sempre rilevare che volendo si pu
controllare col pensiero del presente, anche con quello scientifico
in particolare, tutto ci che diciamo.
Si potrebbe perfino dire che un gran numero degli attacchi
contro la scienza dello spirito derivi dal fatto che essa pu venir
controllata dalla coscienza attuale e del prossimo futuro in modo
cos sorprendente.
Ci spiace e risulta scomodo per qualcuno.
Appunto perch, tutto corrisponde alle esigenze e ai modi
di pensare scientifici attuali, e poich tuttavia in molte menti ed in
particolare in molte anime si riscontra una certa avversione verso
una cosiffatta conoscenza spirituale, sorgono avversari ai quali ri
sulta semplicemente sgradevole che si manifesti qualcosa di intera
mente controllabile proprio secondo le esigenze scientifiche del
nostro tempo.
La scienza dello spirito tiene per conto di un interiore dato
di fatto dell'evoluzione umana e cio che nel nostro tempo, e sem
pre meglio in avvenire, si vede penetrare del nuovo attraverso il
velo dei fenomeni e degli eventi.
L'umanit vissuta a lungo con pensieri conformi unica
mente alle sensazioni.
Quanto andava al di l di quei pensieri erano in fondo dei
fenomeni antichi derivati da un'epoca in cui l'umanit aveva una
chiaroveggenza atavica, in cui la saggezza penetrava nell'umanit
per vie diverse da quelle che essa prender in avvenire.
Molto si mantenuto di quella saggezza adeguata ai tempi
passati; essa tutt'ora per molta gente l'unica saggezza, perfino per
gli attuali scienziati.
Osservando attentamente possiamo accorgercene.
Ma da lungo tempo non vi pi traccia di una elementare
rivelazione della saggezza come quella esistente nel passato.
Per l'evoluzione terrestre dell'umanit era subentrato come
un oscuramento, un torpore nel quale non si rivelava nulla di spiri
tuale.
151

Rudolf Steiner

Ora inizia il tempo in cui penetrano nell'orizzonte spirituale


ed animico umano nuove rivelazioni attraverso il velo degli eventi.
Di conseguenza per molte cose deve avvenire un rinnova
mento.
A questo riguardo dobbiamo per l'appunto riferirci al pi
importante evento terrestre: al mistero del Golgota.
Certamente l'evoluzione della terra ha proprio un senso dal
mistero del Golgota in poi.
Dal lato spirituale-animico il pianeta terrestre non sarebbe
quello che , se su di esso non si fosse svolto il mistero del Golgo
ta.
Ma l'evento del Golgota una cosa, ed un'altra le relative
dottrine cristiane che hanno dominato nei secoli.
Chi non riesce a capirlo, difficilmente sar in grado di adat
tarsi ai problemi fondamentali del nostro tempo.
Prendiamo a titolo di confronto un fenomeno semplicissi
mo.
Sono certo due cose distinte un fatto che si svolge davanti
ai propri occhi e ci che raccontano, ci che dicono due o tre per
sone che hanno veduto lo svolgimento dello stesso.
In senso spirituale superiore gli uomini non hanno saputo
altro del mistero del Golgota come evento se non ci che stato
detto nel corso dei secoli.
Ma quel che stato detto di un evento spirituale - il mistero
del Golgota lo era quando si svolto sul piano fsico - esprime il
punto di vista dell'antica saggezza.
Come si sa dal mio libro II cristianesimo quale fatto misti
co *, perfino i Vangeli sono stati scritti dal punto di vista dell'anti
ca saggezza.
Vale a dire si avevano certe rappresentazioni derivate dagli
antichi misteri o addirittura dalle antiche rappresentazioni eredita
te.
Ci che si era svolto sul Golgota veniva espresso col lin
guaggio di quelle rappresentazioni.
Esse per appartengono appunto al periodo umano atavico.

Per poter almeno farlo capire, si dovette dapprima racconta


re il mistero del Golgota con quel linguaggio.
Ora per viviamo in un tempo in cui disusato il modo di
osservare spiritualmente il mondo, giusto per i tempi antichi.
Infatti anche se la gente non lo vuole ancora riconoscere,
nuove rivelazioni di ordine spirituale, che man mano assumono lo
stesso valore delle antiche ataviche, penetrano nel mondo.
Pertanto, se si deve tener conto delle esigenze del tempo,
bisogna anche parlare del mistero del Golgota come evento col
nuovo linguaggio, con le nuove rappresentazioni.
Ci significa che anche le rappresentazioni cristiane do
vranno tener conto di quello che penetra nell'evoluzione dell'uma
nit, altrimenti il cristianesimo destinato a rimanere una somma
di vecchie rappresentazioni, e tutto quanto vive neH'interiorit del
l'uomo come esigenza del tempo si estinguerebbe, non troverebbe
alimento, a causa delle antiche rappresentazioni.
La scienza spirituale ad orientamento antroposofico vuole
appunto tener conto del fatto che le nuove rivelazioni spirituali de
vono essere rese comprensibili, e che il pi grande evento terrestre,
il mistero del Golgota, deve essere espresso con le rappresentazioni
della nuova rivelazione.
Ora ci si pu domandare, e si tratta di una domanda impor
tantissima: quale entit del mondo spirituale si nasconde in realt
dietro le manifestazioni del mondo spirituale che ora penetrano
nella storia dell'umanit attraverso il velo degli eventi?
E nota la successione delle varie gerarchie da me descritta
nei miei libri, e pertanto si conosce che cosa siano nell'ordinamento
gerarchico spirituale i cosiddetti spiriti della personalit.
Si sa che gli spiriti della personalit stanno nell'ordine ge
rarchico spirituale di un gradino al di sotto dei cosiddetti spiriti del
la forma.
Fra questi ultimi annoveriamo Jahve.
Ormai, anche se in via preparatoria, e non con la potenza
con la quale si sono manifestati gli spiriti della forma, gli spiriti
della personalit vogliono prendere posto accanto a questi ultimi.
152

Rudolf Steiner

Se cercassimo un termine per definire che cosa sono in real


t gli spiriti della forma, potremmo anche usare il ben noto termine
di creatori .
Il termine biblico creatori comprende quasi tutto quel che
dobbiamo collegare con gli spiriti della forma, osservando il loro
influsso sull'uomo dai tempi lemurici ad oggi e fin entro i tempi fu
turi.
Naturalmente essi non smetteranno la loro azione, ma do
vranno svolgerla per cos dire su un altro piano.
Considerando tutto quel che si pu osservare in modo
scientifico-spirituale, possiamo chiamare appunto creatori gli spiri
ti della forma.
L'uomo deve ad essi anzitutto la sua esistenza di uomo ter
reno.
Fino al nostro periodo di civilt gli spiriti della personalit
non sono stati per creatori.
Sono stati spiriti che dal mondo spirituale ordinavano varie
cose.
Si pu vedere nella mia Scienza occulta * quale fosse l'atti
vit degli spiriti della personalit.
Sta iniziando il tempo in cui essi devono veramente interve
nire anzitutto nell'elemento creativo dell'evoluzione umana.
Pi tardi interverranno anche nella creazione degli altri re
gni.
Anche nelle gerarchie si verifica infatti un'evoluzione.
Gli spiriti della personalit salgono ad un'attivit creatrice.
Qui c' un accenno ad un importante mistero dell'evoluzio
ne dell'umanit.
Chi cerca di comprenderla, non in base ad una superficiale
osservazione della natura, com' invalso al giorno d'oggi, ma la
considera intimamente con impulsi scientifico-spirituali, sa che
qualcosa incomincia a spegnersi a poco a poco nell'uomo a partire
dall'inizio del quinto periodo postatlantico di cui abbiamo gi spes
so parlato da vari punti di vista.

Con questo progressivo spegnersi, col contrarsi di qualcosa


nella nostra natura, collegato in fondo tutto il nostro progresso,
anche in campo animico e spirituale.
Volendo esprimermi in maniera grossolana, noi non siamo
pi vivi esseri umani allo stesso modo in cui lo erano gli uomini
secoli o perfino millenni addietro.
Essi avevano maggiore vitalit, maggiore forza, una forza
che derivava dalla corporeit.
L'uomo conosce invero la morte soltanto quando essa si
manifesta in forma radicale con la cessazione della vita terrestre.
Ma si sa dalle considerazioni scientifico-spirituali che qual
cosa muore continuamente in noi.
Se non morisse continuamente qualcosa non avremmo co
scienza.
La coscienza connessa proprio col progressivo spegnersi
di qualcosa in noi.
Ma questo spegnersi progressivo, questo processo di pro
gressivo spegnersi, ha attualmente maggior forza di quanto avesse
per esempio nel primo secolo dopo Cristo, o anche negli ultimi se
coli avanti Cristo.
Ci che nell'uomo deriva dagli spiriti creatori in quanto spi
riti della forma, se mi consentita l'espressione, incomincia a mo
rire vigorosamente, e un elemento creativo nuovo deve venir inse
rito nell'uomo, un elemento creativo che all'inizio deve emanare
dallo spirituale.
Avviene effettivamente che, a partire del nostro periodo di
civilt, all'uomo che non vi si oppone, forze creative fluiscono dal
lo spirito.
La scienza dello spirito cerca di capirle.
Essa cerca di capire pensando, osservando il nuovo elemen
to spirituale che si insinua nell'evoluzione, penetrando da mondi
che finora non facevano fluire i loro impulsi nellaevoluzione uma
na.
Ecco che cos' in realt la scienza dello spirito in senso ve
ramente moderno: essa non si manifesta cio come qualsiasi altro
153

Rudolf Steiner

programma, scientifico o di altro genere, ma si palesa perch, i cie


li inviano agli uomini nuove rivelazioni e perch, nuove rivelazioni
devono essere comprese.
Chi non afferra in questo senso il compito della scienza del
lo spirito ad orientamento antroposofico non lo capisce affatto, per
ch la scienza dello spirito ad orientamento antroposofico tacereb
be se non avesse da comunicare delle novit, mi si consenta l'e
spressione, che dai cieli si manifestano agli uomini, novit che ap
punto ora incominciano ad arrivare impetuosamente.
Quel che si manifesta attraverso il velo dei fenomeni l'e
spressione di un nuovo principio creativo amministrato dagli spiriti
della personalit.
Da ci dipende che il nostro periodo di civilt, che come
abbiamo detto incomincia appunto nel secolo quindicesimo dopo
Cristo, abbia come caratteristica lo sviluppo degli impulsi della
personalit.
Se posso usare un'espressione banale, la personalit vuol
stare sulle proprie gambe, e lo vorr sempre pi man mano che ci
si inoltrer nel terzo millennio; poi, quando la personalit sar
completata, si manifesteranno altri impulsi.
Nel ripensare a quanto ho detto or ora, si osservi il modo in
cui la nuova rivelazione degli spiriti della luce, gli spiriti della per
sonalit, si avvicina agli uomini.
A questo per si oppongono, per l'appunto dall'inizio del
nuovo quinto periodo di civilt postatlantico, anche certi spiriti del
le tenebre.
Infatti, non appena guardiamo al di l del velo dei fenome
ni, vediamo subito come altri spiriti, contrari, si oppongano ad un
certo settore di spiriti.
Da un lato guardiamo verso gli spiriti della personalit che
si manifestano come ho appunto esposto, e dall'altro vediamo pale
sarsi di fronte a loro certi spiriti oscuri che hanno interesse ad im
pedire con ogni mezzo che la nuova rivelazione, proveniente dagli
spiriti della personalit, diventi attiva nella umanit.

A questi altri, agli spiriti ottusi, oscuri, si offre l'occasione


di realizzarsi attraverso un fenomeno al quale qui ho gi accennato
qualche settimana fa, fenomeno al quale purtroppo l'umanit fa
troppo poco caso.
Per esempio, se attualmente si chiede il numero degli abi
tanti della terra, ci si sente rispondere abitualmente: 1500 milioni.
Ci significherebbe anche che sulla terra viene eseguita so
lamente la quantit di lavoro che i 1500 milioni di abitanti possono
espletare.
Ma non cos perch dall'inizio del quinto periodo posta
tlantico, si sviluppata la possibilit che, oltre ai 1500 milioni di
abitanti della terra di cui solitamente si parla, vi siano ulteriori cin
quecento milioni di unit lavorative.
Sono le macchine!
Se il lavoro eseguito dalle macchine venisse eseguito da uo
mini, lo dovrebbero eseguire cinquecento milioni di persone *.
Si vede da ci che, per modo di dire, il lavoro umano ha
trovato un surrogato sulla terra, che esiste qualcosa che opera come
un uomo, non per in carne ed ossa.
Questo fatto straordinariamente importante per l'evoluzio
ne di tutta l'umanit, ed in relazione con altri fatti dell'evoluzione
presente.
I cinquecento milioni di uomini presenti in realt non in
qualit di uomini in carne ed ossa, ma come operai (le macchine
eseguono il lavoro come se venisse espletato da uomini), con le
loro prestazioni di lavoro danno occasione agli spiriti oscuri, agli
spiriti avversari degli spiriti della personalit portatori della nuova
rivelazione, di realizzarsi nell'mbito dell'evoluzione della nostra
umanit.
Cos vi sono da un lato le nuove rivelazioni dei cieli che pe
netrano per dare una nuova chiaroveggenza, e dall'altro, quasi
uscisse dal sottosuolo, la materialit per gli avversari, per certi spi
riti demoniaci, per spiriti delle tenebre, che non si realizzano per
mezzo di uomini di carne ed ossa, che per sono nondimeno fra di
154

Rudolf Steiner

noi dato che forze umane vengono sostituite per mezzo di meccani
smi, per mezzo di macchine.
Da qui tutte le disarmonie del nostro tempo in campo socia
le.
Oggi derivano inoltre da ci certe deviazioni del pensare
umano, deviazioni che a loro volta sono fonte di aberrazioni socia
li, poich il pensare umano nel corso degli ultimi secoli si ade
guato in certo modo all'ordine meccanicistico.
Il pensare umano pervaso, impregnato di rappresenta
zioni adeguate all'ordine meramente meccanicistico.
Si pu dire che in molti campi dell'indagine scientifica, ma
anche in molti campi della vita e dell'attuale pensiero sociale o so
cialistico, non si usano se non pensieri utili per comprendere il fun
zionamento di meccanismi, ma inutili per comprendere quel che
sta al di l dei meccanismi.
Tuttavia, poich nel mondo manifesto ogni cosa ha due
aspetti, non si pu dire che le rappresentazioni meccanicistiche, in
quanto esiste questo dato di fatto, abbiano assunto nell'evoluzione
umana un aspetto che si deve evitare.
Sostenerlo sarebbe errato.
Per quanto siano pericolose le rappresentazioni meccanici
stiche, cio l'ordinamento da cui esse derivano, perch, danno oc
casione a certi spiriti delle tenebre di avversare gli spiriti della per
sonalit che si rivelano, altrettanto benefico il pensiero che si ac
costa alle rappresentazioni meccanicistiche.
infatti compito del tempo moderno compenetrare la no
stra capacit animica con le rappresentazioni che vivono nel pen
siero scientifico moderno, nel pensiero moderno in genere; noi
per dobbiamo mettere tali pensieri al servizio della nuova rivela
zione dei cieli.
In altre parole le rappresentazioni meccanicistiche hanno
insegnato all'umanit a pensare con contorni chiari e precisi.
Prima non si pensava come ora, nell'mbito delle rappre
sentazioni meccanicistiche.

Le rappresentazioni dei tempi antichi avevano sempre con


torni sfumati.
Lo sa chi segue la storia spirituale del tempo.
Perfino studiando spiriti acuti come Platone si trova che i
suoi concetti sono sfumati.
L'uomo ha potuto acquistarsi la capacit di formulare pen
sieri acutamente definiti soltanto quando caduto nell'unilateralit
col formarsi rappresentazioni meccanicistiche del mondo.
Le rappresentazioni meccanicistiche unilaterali hanno un
contenuto straordinariamente povero per quanto riguarda il mondo;
contengono in fondo soltanto il perituro.
Sono per mezzi educativi straordinari.
Lo si nota anche al presente: al giorno d'oggi pensa in modo
particolarmente acuto chi ha fatto proprie certe rappresentazioni
scientifiche.
Gli altri sono indotti a pensare in modo impreciso.
Con l'educazione acquistata mediante il pensiero a contorni
precisi, l'umanit deve ora rivolgersi verso la nuova rivelazione
spirituale e comprendere ora i mondi spirituali con la medesima
chiarezza con la quale ci si assuefatti a comprendere il mondo
scientifico.
Senza questa comprensione l'umanit non ce la far, non
sar in grado di risolvere i problemi importantissimi del presente e
del prossimo futuro.
Ecco ci che esige la moderna coscienza intellettualistica:
acuto pensare, educato alle pi moderne rappresentazioni scientifi
che, rivolto per al mondo spirituale che ora si manifesta.
Questa in sostanza anche la configurazione della scienza
spirituale antroposofica.
Essa vuol essere cos perch, tiene conto delle necessarie
esigenze del tempo attuale.
Per questo motivo essa in grado di scendere da certi livelli
spirituali e di comprendere ci che quotidianamente occorre all'uo
mo.
155

Rudolf Steiner

Va fatto sempre presente che la scienza dello spirito vuol


essere un nuovo aiuto in questa direzione per il lavoro e le presta
zioni degli uomini.
Degli antichi elementi tradizionali, sviluppatisi in tempi
passati, si considerino le varie confessioni religiose.
Certamente le confessioni religiose bastano oggi ad una
quantit di persone quando esse cercano una certa edificazione.
Le religioni narrano alla gente di regni celesti divini, di ci
che si cela dietro il velo dei fenomeni sensibili.
Esse scendono al punto di predicare alla gente la bont, l'a
more reciproco e cos via.
In altre parole arrivano fino a certe esigenze morali.
Dall'altro lato al giorno d'oggi, in merito ai bisogni quoti
diani, si cerca di conquistare un punto di vista che quasi all'altro
polo della vita.
Si cerca di acquistare la conoscenza della natura.
Si sa che in rarissimi casi i preti o i predicatori, nei sermoni
domenicali, trovano modo di parlare alla gente di botanica, di zoo
logia, come di rivelazioni superiori.
Ci che viene divulgato dei regni celesti non arriva fin gi
sulla terra.
Sotto la spinta delle esigenze immediate che ad ogni ora, ad
ogni momento ci si pongono, si cerca la spiegazione all'altro estre
mo.
Si cos manifestato un pensare sulle esigenze sociali che
chiamerei scientifico.
Si immagini per in che modo coesistano i pensieri che la
gente si fa sulle esigenze della vita quotidiana e ci che il prete di
vulga dei regni celesti.
Sono due mondi che non si toccano.
La gente vuol lavorare, quando il caso, vuol anche avere
dei pensieri relativi al proprio lavoro; a lavoro finito vuol sentire
che cosa la morte, fimmortalit, il divino.
Ma questi sono campi del tutto staccati.

Il grande guaio del presente che i settori sono staccati, che


la gente non sente il bisogno di collegarli, che in certo qual modo
succede quello che nelle precedenti considerazioni ho spiegato da
altri punti di vista: che la gente da un lato vuol pensare al capitale,
al denaro, al credito, alla forza-lavoro e cos via, e dall'altro alle
esigenze morali ed etiche, senza per suscitare la forza di pensiero
capace di portare il discorso da quanto si riferisce allo spirito anche
alla vita quotidiana, dove Dio o gli dei non si manifestano meno
che in altri campi.
questo che bisogna capire anzitutto se si vuole compren
dere perch, questo tempo catastrofico si abbattuto sull'umanit.
La gente ha di nuovo bisogno di una scienza capace di trat
tare le esigenze quotidiane, mentre parla delle elevatezze divine,
altrimenti le esigenze quotidiane rimangono nell'ordine caotico
come lo vedono Lenin e Trotzki, e le dottrine che annunciano i mi
steri dei cieli restano infeconde per la vita esteriore, anche se ri
scaldano il sentimento egoistico delle anime.In avvenire non dovr
essere cos.
Non dovranno esserci sermoni domenicali per dar modo
alla gente di elevarsi al disopra della vita quotidiana, semplicemen
te per edificarsi, per infervorare le proprie egoistiche esigenze reli
giose e poi tornare alle cose giornaliere, viste con occhio profano
senza comprenderne il lato spirituale, con un insufficiente pensare
comune.
Le grandi esigenze, proposteci dal nostro tempo, apparten
gono al campo spirituale.
Non vi sar ordine nel nostro tempo fin tanto che la gente
non ammetter che bisogna tener conto di quello che ho appunto
caratterizzato.
A questo si connette per una serie di altri importanti im
pulsi del nostro tempo.
Vi siamo nel mezzo, non alla sua fine.
Lo dico con piena coscienza: non siamo alla fine, ma nel
centro di un tempo di lotte, di un tempo in cui, nell'mbito dell'evo156

Rudolf Steiner

luzione dell'umanit, si svolgono caoticamente eventi l'ho detto


spesso che dovrebbero servire di lezione alla gente.
Purtroppo vi sono moltissimi che, pensando come quattro
anni e mezzo fa, non hanno imparato oggi ancora nulla dagli eventi
degli ultimi quattro anni e mezzo.
Si svolgono fatti in cui si vede l'umanit, o piuttosto la vita
dell'umanit, in difficolt e in lotte.
Naturalmente difficolt e lotte vi sono state anche in altri
tempi.
Ma le difficolt e le lotte nel nostro tempo hanno un caratte
re diverso.
Lo rileviamo guardando non solo in superficie, ma anche in
profondit; accorgendoci che molte cose si svolgono al di fuori de
gli uomini, mentre in realt per il loro carattere dovrebbero svol
gersi neH'interiorit.
Si pu facilmente immaginare che per poter ricevere la nuo
va rivelazione dei cieli sia necessaria una interiorit approfondita
della natura umana.
L'interiorit approfondita della natura umana introdurr cer
te lotte interiori nella natura umana stessa, nelle anime.
La previsione che gli uomini avranno lotte animiche inte
riori non ci deve far diventare pessimisti perch, soltanto passando
attraverso tali lotte animiche l'uomo potr diventare forte in avve
nire.
L'uomo che al presente non vuole che ci* avvenga ancora,
chiede ai rappresentanti
della sua fede, ai preti, di annebbiargli la mente in merito a
problemi che gli vivono inconsci nell'anima.
Senza la sua partecipazione, i preti dovrebbero riscaldargli
l'anima, consolarlo, e raccontargli belle cose circa le intenzioni di
Dio nei confronti dell'uomo.
L'uomo deve invece attraversare lotte animiche che lo ren
dano forte.
Non dobbiamo mirare ad un avvenire pi comodo del pas
sato o del presente.

Ideali apparenti del genere, che sono soltanto moderni nar


cotici, non sono la verit, sono semplicemente dei prodotti wilsoniani.
Parlare del fatto che un'ra del tutto diversa possa risultare
da qualche doppia serie di sette punti non so se sia intesa in modo
mistico, ma se lo fossesarebbe un misticismo in senso cattivo una
forma particolarissima di superstizione moderna.
Per quanto riguarda l'avvenire la vita non sar pi comoda.
Nel rimanente dell'evoluzione terrestre l'umanit dovr sop
portare scomodit anche maggiori di quelle che oggi si possano
immaginare.
Ma essa le sopporter perch, interiori lotte animiche la
renderanno pi forte, ognuno nella propria personalit.
Se guardiamo attraverso il velo dei fenomeni, non vediamo
un mondo nel quale gli di se ne stiano favolosamente fermi a dor
mire e a condurre una vita pacifica, ognuno nel suo letto, come gli
uomini desidererebbero; non sarebbe altro che una diversa forma di
vita oziosa.
Non cos! Guardando attraverso il velo dei fenomeni, non
rivolgiamo lo sguardo ad una vita di sonno divino-spirituale, ma
proprio a un lavoro di gerarchie divino-spirituali.
Ci che anzitutto ci sorprende la grande lotta che ha luogo
dietro la scena del mondo fisico-sensibile fra la saggezza e l'amore.
E l'uomo posto in mezzo a questa lotta.
Per lungo tempo non ne ha avuto coscienza; in avvenire do
vr intervenire sempre pi coscientemente nella lotta che avviene
nel mondo fra saggezza ed amore, in quanto l'uomo deve essere il
risultato della continua oscillazione pendolare della saggezza e del
l'amore: ora dal lato della saggezza, ora dell'amore.
Difatti dipende dalle ritmiche oscillazioni del pendolo, non
dall'assonnata calma, che nel mondo vi sia l'esistenza.
Da tempi antichissimi, e fino ai nostri giorni, si svolge la
lotta fra saggezza ed amore nel sottofondo incosciente dell'anima
umana.
157

Rudolf Steiner

L, dove pulsano gli istinti incoscienti, si fronteggiano lo


spirito della saggezza opposto allo spirito dell'amore e lo spirito
dell'amore opposto allo spirito della saggezza.
Tale fronteggiarsi sale alla coscienza all'inizio del periodo
di evoluzione dell'anima cosciente.
L'uomo deve portare a termine in s questa lotta.
Deve diventare sempre pi forte la forza che si deve svilup
pare nelle nature umane in base alla lotta interiore.
Oggi gli uomini fanno per ancora resistenza contro l'evo
luzione interiore.
La subodorano e la temono, ma non hanno il coraggio di af
frontare la lotta interiore.
Il contenuto del mio libro Iniziazione * deve condurre l'uo
mo a superarla vittoriosamente.
Ci scomodo per gli uomini.
Indietreggiano spaventati, non hanno il coraggio di affron
tare la lotta interiore.
Che gli uomini non vogliano affrontare questa lotta interio
re, che la fuggano ancora, che non la vogliano, un fenomeno del
tempo.
E poich non la vogliono interiormente, essa si proietta at
tualmente all'esterno.
Ne ho accennato nei miei Misteri drammatici *, dove si pu
vedere che le lotte esterne che si svolgono fra gli uomini sono l'e
spressione di una lotta interiore.
noto che quei drammi furono scritti molto tempo prima
dello scoppio di questa catastrofe bellica, ma proprio ci dimostra
la verit di quel che vi sta scritto.
Si accenna al fatto che tutte le lotte esteriori che avvengono
oggi sono lotte espulse daH'interiorit (in tempi passati le lotte ave
vano un carattere diverso, dato che tutto muta ed attraversa meta
morfosi).
Deve avvenire che gli uomini facciano entrare nell'intimo
ci che credono di dover superare lottando oggi in campo esterno.

Un campo di battaglia nell'intimo delle anime umane sar il


rimedio per ci che ha apportato tanta rovina agli uomini.
Non prima dell'ingresso neH'interiorit umana di tale campo
di battaglia potr spegnersi ci che avvenuto esteriormente in
modo cos catastrofico fra gli uomini; l'esteriorit infatti non se
non ci che essi proiettano verso lesterno dato che non lo vogliono
tenere nella loro interiorit.
Tutto il resto solo apparenza, ma questa la realt.
Questa un'altra circostanza di cui tiene conto la scienza
dello spirito antroposofica.
Ne tiene conto per il fatto che non accoglie soltanto delle
antiche dottrine, ma perch, vuole portare effettivamente fra gli
uomini ci che si afferma, direi, come nuova rivelazione dei cieli
adeguata al presente e all'avvenire.
Bisogna conoscere questa distinzione altrimenti si confon
der sempre la scienza dello spirito qui intesa con altre cose ad
essa estranee.
La scienza dello spirito antroposofica non pu annunciarsi
come molte correnti del tempo attuale che riguardano in realt il
passato.
La scienza dello spirito antroposofica deve parlare alla pie
na chiara coscienza dell'umanit.
Ma dicendo questo si offende soltanto la vanit di molti
perch, al giorno d'oggi tutti credono di avere un pensare straordi
nariamente chiaro, luminoso.
Basterebbe che si guardassero intorno per vedere come agi
scono per l'appunto in campo spirituale, e allora si accorgerebbero
che quanto al chiaro luminoso pensare non c' molto da vantarsi.
Il problema sociale e, volendo, il problema attuale dovuto
alla guerra non possono venire risolti se non per mezzo di pensieri
chiari, educati dal pensare moderno, che si orientano verso la nuo
va rivelazione del mondo spirituale, emanazione dei buoni spiriti
della personalit.
Dato che a questo riguardo la scienza dello spirito ha un'im
postazione cos nuova, le sono contrari tutti quelli che non voglio158

Rudolf Steiner

no fare lo sforzo di penetrare realmente nel nuovo, poich per fare


un interiore sforzo animico occorre veramente buona volont.
Il filo conduttore della scienza dello spirito qui intesa di
verso da quello derivato da rivelazioni precedenti.
Gi ripetutamente ho fatto presente che spesso della gente,
che vuole aggiornarsi sugli enigmi dell'esistenza, consulta vecchi
libri che contengono l'antica dottrina sulla chiaroveggenza atavica.
Come si sentono felici se trovano dei libri che, senza essere
pervasi dalla moderna coscienza scientifica, dovrebbero rivelare
qualcosa che attualmente non si pu sapere e che gli antichi sape
vano, libri in cui si parla di sale, mercurio, zolfo e di cose simili.
Naturalmente questi libri contengono cose venerabili ed
elevate.
Nel mondo per esiste l'evoluzione, e ci che era valido per
epoche precedenti non va bene per il nostro tempo.
Epoche recedenti hanno potuto appropriarsi a modo loro del
contenuto delle parole sale, mercurio, zolfo.
Il tempo presente deve trovare del nuovo.
Poich spiriti portano incontro del nuovo perla salvezza
dell'umanit, non lo si deve trascurare.
Il nuovo deve essere del tutto diverso dall'antico.
Vi una differenza fondamentale fra il nuovo e l'antico.
L'antico aveva una meravigliosa comprensione per il mon
do, per quanto al di fuori dell'uomo.
L'antica sapienza, pervenuta ancora a spiriti come Paracelso
e Jakob Bhme *, era una profonda comprensione del mondo uti
lizzata anche per capire l'uomo.
Il carattere fondamentale dell'antica saggezza che si ca
pito l'uomo stesso partendo dal mondo.
Per mezzo della chiaroveggenza atavica si poteva capire
come lo spirituale, ed anche i vari gradi delle entit spirituali, si ri
velassero nella natura esterna attraverso i vari elementi.
Oggi ci non pi possibile.
Nella grande, vasta natura si conosceva anzitutto la parte
planetaria, la vita stellare; poi, attraverso gli elementi, attraverso

sale, mercurio e zolfo, ci si poteva domandare come tutto ci si


manifestasse nell'uomo.
Si passava dal mondo all'uomo.
Questa non pi la via attraverso la quale l'uomo possa
evolversi nel tempo attuale e nel prossimo futuro.
Jakob Bhme poteva ancora dire: sale, mercurio, zolfo.
Noi dobbiamo esprimerci diversamente perch, dobbiamo
percorrere la via inversa;la via inversa quella dell'avvenire.
Noi partiamo dall'uomo, comprendiamo prima l'uomo, e
dalla comprensione dell'uomo passiamo alla comprensione del
mondo.
Questa la via da me battuta nella mia Scienza occulta in
un certo settore, l'unica via che si dovr battere in avvenire.
Noi non parliamo di sale; parliamo di ci che nell'organi
smo umano la parte regressiva del sistema neuro-sensoriale; com
prendiamo il sistema neuro-sensoriale come un'involuzione.
Gli antichi osservavano la natura esterna; in tutto ci che si
attua nell'elemento salino vedevano ci che noi vediamo quando
dal punto di vista della scienza spirituale osserviamo il sistema
neuro-sensoriale.
Per capire il mondo gli antichi guardavano fuori, nel mondo
del mercurio.
Noi guardiamo entro l'uomo e troviamo il ritmo.
La vita ritmica nell'uomo l'abbiamo fatto spesso rilevare
ci che all'esterno di esso mercurio.
Noi guardiamo l'uomo, cerchiamo di comprenderlo, e con
la comprensione dell'uomo cerchiamo di comprendere il mondo.
Ecco la grande rivelazione secondo la quale dobbiamo vi
vere per comprendere ogni elemento spirituale.
Le antiche religioni e le tradizioni che si sono mantenute
nelle vecchie concezioni sono sorte dalle antiche rivelazioni, passa
te dalla comprensione del mondo alla comprensione dell'uomo.
Esse serviranno all'umanit solo come oggetto di osserva
zione storica, ed a far sentire come venerande le cose antiche.
Da ci derivano, in fin dei conti, anche le fedi religiose.
159

Rudolf Steiner

Oggi siamo agli inizi del nuovo, della comprensione del


l'uomo che deve allargarsi alla comprensione del mondo.
Questo deve essere il nuovo corso ed esso collegato a
molti elementi.
Si pu vedere per esempio che esso collegato con molti
fattori dal modo in cui si tentato di costruire questo edificio *.
Come noto, ho posto pi volte in particolare rilievo che
una calunnia obiettiva dire che l'edificio simboleggia qualcosa (an
che se forse molti non calunniano soggettivamente bench gli in
competenti in effetti non dovrebbero parlare del nostro edificio).
Si cerchi un singolo simbolo in questo edificio: non lo si
trover da nessuna parte.
Attingendo direttamente al mondo spirituale si tentato di
creare non qualcosa di simbolico, ma la realt spirituale, entro i li
miti in cui essa si pu manifestare nel presente.
In passato si parlava simbolicamente all'umanit.
Il progresso dell'evoluzione dell'umanit sta appunto nel
fatto che l'osservazione attraverso i simboli, che agivano sugli
istinti, viene sollevata alla piena coscienza dove viene osservata la
realt, quella spirituale.
L'osservazione della realt spirituale richiede una certa atti
vit degli uomini.
L'osservazione dei simboli, direi, faceva addormentare la
gente.
Recentemente ho detto che per esempio vi sono dei massoni
i quali dicono di essere contentissimi di non ricevere la spiegazione
dei loro simboli, cos ognuno pu immaginare ci che vuole; quasi
tutti poi spiegano il fatto dicendo che non pensano a nulla e incon
sciamente lasciano agire su di loro i simboli.
Ecco quel che rimasto dei tempi antichi, quel che deve
trasformarsi nel nuovo!
Il simbolismo, come si sa, non ha un ruolo radicale, essen
ziale, in quella che qui si chiama scienza dello spirito antroposofica.

nuova.

Perci qui si deve parlare, in certo modo, in una maniera

E se nel corso del tempo si accennato a simboli, essi furo


no come presi a prestito, per esemplificare qualcosa o per dimo
strare la coincidenza delle nuove scoperte, che possono essere di
aiuto all'umanit nuova, con quel che di antiquato esiste sin da
tempi lontani.
E per insito nella natura umana - e quanto sto dicendo ci
ricondurr domani all'osservazione della vita sociale - che per cos
dire ci si rivolti a tutta prima contro il realmente nuovo.
Pi di tutti vi si oppongono coloro che si considerano i cu
stodie i guardiani dell'antico.
Da ci deriva che sono oppositori predestinati della scienza
dello spirito antroposofica proprio quelli che si considerano custodi
dell'antico.
Questo fatto non pu per trattenere la scienza dello spirito
antroposofica dal continuare per la sua strada, appunto quella ne
cessaria e naturale dell'umanit moderna.
Alcuni dei presenti sanno che, anche fra di noi, per chi ha
potuto occuparsene non ci si veramente trattenuti dall'esporre i ri
tuali e il simbolismo, retaggi di tempi antichi; ma lo si fatto sem
pre con uno spirito diverso da quello usato per questo genere di
cose negli ambienti in cui simboli e rituali godono grande conside
razione in senso tradizionale.
Al giorno d'oggi, per salvaguardare la continuit dell'evolu
zione dell'umanit, bisogna allacciarsi ancora ai rituali e al simboli
smo; essi per non sono stati mai presentati fra di noi altrimenti
che come mezzi per l'inserimento diretto della realt spirituale in
valori del presente.
Da qui deriva appunto il fatto che proprio nell'ambito della
scienza dello spirito antroposofica si spiegano molti fenomeni, in
particolare il simbolismo e i rituali del passato.
Cos si pu far vedere come l'umanit abbia accolto per al
tre vie una saggezza che oggi antiquata, che ha reso non liberi gli
160

Rudolf Steiner

uomini; al presente si devono seguire invece altre strade per rag


giungere la saggezza.
Queste altre strade sono scomode per molti, scomodissime
per coloro che vorrebbero soltanto custodire l'antico, che vorrebbe
ro addormentare gli uomini in mezzo agli antichi tesori della sa
pienza.
Non serve dire all'uomo di quarant'anni che egli pu diven
tare savio, che pu di nuovo acquistare la capacit d'imparare, e
che a tal fine deve diventare ventenne.
Certo potrebbe imparare se diventasse ventenne.
Ma ci non pu essere.
Non si pu far regredire l'umanit.
Non si pu raccomandare all'umanit di fare qualcosa che
era adatto per tempi passati della terra.
Tuttavia molti seguaci di confessioni religiose o di aderenti
ad altre antiche comunit vorrebbero diffondere oggi ci che era
adatto per tempi passati.
Ci che porta ai catastrofici processi del nostro tempo di
pende in gran parte dalla contrapposizione dell'antico a ci che
vuol penetrare fra gli uomini e che soltanto pu servire al bene del
l'umanit.
E molto importante tenerlo presente.
Al giorno d'oggi bisogna essere capaci di essere uomini nel
senso pi profondo, uomini che si leghino con ci che le nuove ri
velazioni dei cieli chiedono all'evoluzione terrestre.
Oggi occorre semplicemente una scienza dello spirito tale
da avere concetti abbastanza forti ed efficaci, perch, ci che com
muove le anime su tutta la terra commuova anche nel quotidiano,
senza far naufragare i problemi esteriori, exoterici; beninteso nel
modo differenziato che ho esposto.
In avvenire non potr pi essere che da un lato si viva nella
vita quotidiana considerandola povera e profana, e poi ci si ritiri in
chiesa o nel tempio massone lasciando separati i due mondi in
modo che n l'una n l'altro abbiano un'idea del modo di ordinare
la vita sociale esteriore; in modo che poi la vita sociale percorra vie

proprie, priva di un'aspirazione interiore o di quanto per mezzo di


rituali e simboli parli al subcosciente degli uomini.
In avvenire si dovr parlare alla coscienza degli uomini.
Ci pi importante di tutte le simpatie ed antipatie per
l'antico o il nuovo, perch, quel che deve avvenire, deve avvenire
per comprensione e non per simpatia ed amtipatia.
Il filo conduttore per la comprensione del mondo spirituale
sta neH'interiorizzare tutto quel che proviene da tempi antichi, nell'interiorizzare il mondo esterno, perch, in tal modo esso viene
portato nella coscienza e mantiene lo stesso carattere sacro di pri
ma.
Questa tendenza deve inserirsi nell'evoluzione moderna.
Questa tendenza soltanto il cristianesimo del secolo ven
tesimo.
Contro di essa, contro le intenzioni qui intese, si rivolge ov
viamente l'elemento conservatore.
Una gran parte dell'umanit sta attaccata all'antico con cer
te, consuetudini di pensiero e di sentimento.
L'antico pi comodo agli uomini perch, non richiede di
essere capito.
Ecco ci che rende cos scomoda la scienza dello spirito
agli uomini: che deve essere capita e che la si pu capire soltanto
servendosi del sano raziocinio, tutto intero.
La si pu capire, ma volentieri se ne farebbe a meno!
Su molti argomenti oggi non si cerca di capire, ma di non
capire.
Per questo motivo per molto tempo ancora aumenter il nu
mero degli oppositori della scienza dello spirito qui intesa.
Vari di questi oppositori sono magari ben disposti, ma gli
oppositori ben disposti possono anche trasformare il loro atteggia
mento nel suo contrario.
Ho fatto spesso presente che i seguaci degli indirizzi che
tendono ad antiche fedi chiesastiche, a certe antiche associazioni
massoniche o similari, si riveleranno oppositori della scienza dello
161

Rudolf Steiner

spirito perch, essa vuol parlare agli uomini in modo libero ed im


parziale dei pi alti problemi spirituali.
Questi sono, direi, gli oppositori naturali.
Si possono capire pienamente gli oppositori!
Anche in questo campo naturalmente la comprensione ci
che si addice alla scienza dello spirito: non la oscura, ottusa incom
prensione.
Non occorre affatto che la scienza dello spirito antroposofica si presenti come un tempo quale ordinatrice di societ, e non
dobbiamo meravigliarcene; non le servono infatti i metodi adottati
dalle antiche societ segrete e accettati anche oggi.
L'umanit moderna vuole appunto espellere dal suo seno gli
antichi metodi.
Nel mondo esterno, exoterico, si parla deH'eliminazione
della diplomazia segreta.
Credo a ragione, a giusta ragione.
Dopo aver studiato la storia diplomatica si sa che la diplo
mazia segreta non altro che l'ultimo rimasuglio dell'antico modo
di concepire le societ segrete.
Molti altri fenomeni che parecchia gente considera esigenze
fondamentali devono essere ancora superati.
curioso come in questo campo si possa incontrare molta
incomprensione.
Tutti i presenti sanno che ho scritto una Scienza occulta.
Un signore, gi da me spesso ricordato, mi ha fatto avere in
proposito un manoscritto che incominciava press'a poco con l'as
serzione che veramente non pu esistere una scienza occulta, dato
che una scienza deve essere palese; che pertanto sarebbe un abuso
del termine parlare di scienza occulta.
Naturalmente un'assurdit completa perch, non ho inteso
il titolo nel senso di una scienza che resta occulta il che corrispon
derebbe ad intendere la scienza naturale come una scienza che re
sta naturale.
Come naturalmente non vi una scienza che resta naturale,
ma vi una scienza elaborata, come per esempio la scienza natura-

le , cos esiste anche una palese scienza occulta , cio una scienza
di ci che si pu chiamare intimo, segreto.
Ma un'assurdit interpretare l'espressione in quel modo.
Inoltre non bisogna credere che con l'essere palese tutto sia
gi risolto.
Parecchie cose rimarranno esoteriche per lungo tempo an
cora, anche se sono dette exotericamente, dato che molti libri exoterici che si possono facilmente comperare sono ben esoterici per
molte persone e per essere cortese non dico per la maggior parte
della gente.
Il contenuto di parecchi libretti, magari in edizioni popolari
che si possono comperare per pochi soldi, per molti contengono ar
gomenti singolarmente esoterici.
L'importante dunque non questo, ma si tratta del tipo di
legame che l'anima umana vuol avere con le cose.
Questo detto solo fra parentesi, perch, quel che mi inte
ressa di far presente che l'antico motivo dell'occulto deve essere
sostituito da altro.
La scienza dello spirito vivr anche nell'umanit in modo
diverso da quello praticato da certe sette segrete.
Le sette segrete, la cui anima naturalmente possa essere
oggi esaminata, e che non sono affatto segrete per chi se ne interes
sa, conservano appunto in modo improprio il principio segreto; lo
conservano anche, direi, negli usi e nel comportamento, ed qual
cosa di molto pi importante di tanti altri aspetti.
Tutti sanno che esistono societ segrete di vario genere, so
ciet che derivano da confessioni religiose o da altre societ che in
segnano a configurare il rapporto da uomo a uomo, a immettere se
gretamente determinati elementi nella vita.
E del tutto naturale che nel corso del tempo si siano formate
societ segrete delle pi varie sfumature le quali si combattono
aspramente, e in cui a volte si riscontrano anche cose che a buon
diritto possono essere combattute.
Ci che per vive in una comunit umana che si riconosce
nella scienza dello spirito antroposofica, non di necessit va difeso
162

Rudolf Steiner

nello stesso modo in cui talvolta occorre difendere le emanazioni


di societ segrete con usanze segrete.
Non vi alcuna necessit di difendere con arti o con mezzi
particolari ci che si manifesta nell'ambito del movimento spiritua
le antroposofico.
Posso comunicare il mezzo pi semplice per difendere il
movimento spirituale antroposofico.
Per sostener ci che stato fatto dal movimento spirituale
antroposofico non occorre fare altro che dire la verit e non menti
rei
Chi dice il vero sul conto della scienza spirituale antroposofica - ed ognuno ha l'obbligo di dire la verit - la difende.
So che lo si pu sostenere.
Alla scienza spirituale antroposofica non necessaria una
difesa diversa, perch, tutti hanno il dovere di respingere il falso.
Con questo metto in rilievo qualcosa di importantissimo
connesso col principio della scienza spirituale antroposofica
La scienza dello spirito antroposofica non prende vie tra
verse ma parla alla gente allo stesso modo della scienza attuale.
Con i metodi della scienza, se cos posso esprimermi, essa
solamente comunica ci che i cieli rivelano agli uomini a partire da
ora.
Ma questo da comprendere, qualcosa che pone in risalto
la scienza dello spirito come tale e non la vita sociale, che pone in
risalto la parte obiettiva, e che fa dell'elemento sociale soltanto il
portatore della prima.
Qui, all'incirca otto giorni fa, dissi che necessario distin
guere fra la scienza spirituale antroposofica ed altre correnti di
pensiero.
Bisogna per esserne coscienti, altrimenti si pecca contro
un elemento importante dell'evoluzione attuale dell'umanit.
Non si deve peccare contro di esso quando ci si vuole dedi
care in modo onesto agli impulsi pi necessari che possono avere
un effetto benefico nel nostro presente catastrofico e nell'avvenire.

Si desidererebbe che venisse trovato un nuovo modo di giu


dicare, una nuova capacit di distinguere il nuovo che deve inserir
si nell'evoluzione umana; in tal modo non si metterebbe sullo stes
so piano il vecchio e ci che, in base alle stesse esigenze fondamentali dell'evoluzione della terra, cerca di produrre nel presente e
nel prossimo avvenire il necessario per poter sostituire, sotto l'in
flusso di nuovi impulsi, il vecchio derivato da impulsi del passato.
Si consideri soltanto un fatto.
L'antico cristianesimo si voluto in circa duemila anni.
Nei primi secoli era diverso da oggi; lo sa chiunque studi il
cristianesimo.
Il cristianesimo del presente deve diventare diverso.
Chi per studi i passati quattro anni e mezzo pu notare da
questo periodo, preso come campione, quale prova abbia fatto, o
piuttosto non abbia fatto, questa antica propaggine non del cristia
nesimo, ma di una certa concezione cristiana.
Naturalmente se ci si limita ad astrazioni e ad aspetti gene
rali si pu dire di tutto, perch, l'essenziale delle concezioni astrat
te che possono adattare tutto nelle loro formule astratte.
Arrivando a concetti ed idee come la fondamentale idea so
ciale del futuro, l'idea della tri arti col azione da me recentemente
esposta, come ho spiegato domenica scorsa, si ha un'idea adeguata
alla realt stessa, un'idea che si estende alla realt per la sua stessa
capacit di adattamento.
Con un'idea astratta si pu abbracciare tutto.
Di un'idea vera si pu parlare come ho parlato esponendola
a diversa gente.
Ho parlato dell'idea triarticolata, l'ho spiegata.
Ma non ne ho parlato come chi, convinto di un dogma, dice
che lo si deve accettare, altrimenti non c' salvezza.
Non cos quando si tratta di idee conformi alla realt.
Perci ai miei interlocutori ho esposto le cose in altro
modo.
Ho spiegato che non c'era bisogno di credere a queste idee
come a dogmi, ma di avviare qualche applicazione nella realt; si
163

Rudolf Steiner

sarebbe osservato, mettendole in pratica, che la realt sarebbe di


ventata malleabile; forse alla fine dell'azione, anche se essa fosse
stata espletata in un limitato settore della realt, qualcosa si sarebbe
modificato.
Non mi meraviglierei affatto se, una volta posta in atto l'i
dea, proprio durante l'applicazione la realt sovvertisse tutto quanto
originariamente era stato avviato.
Se non si procede in modo dogmatico, non ci si attiene cos
strettamente ai programmi, come i programmatori che elaborano
programmi e statuti per la societ, ma si provvede alla realizzazio
ne di ci che appunto si vede prospettarsi nella realt; in tal caso
possibile la sua applicazione alla realt.
Ma si dia mano all'applicazione!
Forse sorgerebbero delle idee del tutto diverse da quelle de
scritte.
conforme alla realt ci che appunto si muta con la vita, e
la vita si modifica continuamente.
Non occorre avere belle idee, ma idee conformi alla realt.
Esse non vengono enunciate astrattamente, ma si cerca di
enunciarle in modo che siano vive, che si inseriscano nella realt.
Perci chi vive di astrazioni pu attaccarle facilissimamen
te.
La novit della scienza spirituale antroposofica non solo
che nel suo mbito si pensa del nuovo, ma che si pensa in modo
nuovo.
Questo il motivo per cui tanta gente non in grado di av
vicinarsi al modo nuovo di pensare.
L'importante per il pensare in modo nuovo, il pensare di
cui si pu dire che il pensiero si immerge nella realt e vive con
essa.
Con l'astrazione si pu dimostrare tutto.
Con un'astrazione, quella stessa di Dio, da bravo suddito
monarchico si pu dire che il re viene messo sul trono per grazia di
Dio.

Il tempo attuale pu insegnare per che il re viene a sua


volta anche spodestato dalla grazia di Dio.
Con le astrazioni si pu abbracciare tanto il bianco quanto il
nero.
Con astrazioni si pu sostenere che Dio guida entrambi gli
eserciti che si stanno di fronte.
L'importante dello sforzo di arrivare alla vera realt che sta
alla base della scienza spirituale antroposofica appunto che una
vita astratta e un discorrere astratto, rovine della realt, vengono
sostituite da un pensare conforme alla realt, da un discorrere che
amorevolmente si immerge nella realt e parla attraverso la realt
stessa.
Il pensare che non solo pensa qualcosa di diverso, ma che
pensa diversamente, cerca di raggiungere l'ideale del detto paolino:
Non io, ma il Cristo in me *, perch il Cristo ricercava l'armonia
fra la parte esterna dell'uomo e la sua interiorit.
Questo deve diventare un ideale per tutti gli sforzi umani.

164

Rudolf Steiner

DODICESIMA CONFERENZA

Dornach 21 dicembre 1918


Quando si fa rivivere nel nostro cuore il versetto che da se
coli ci parla degli enigmi celesti e della pace in terra per gli uomini
di buona volont, specialmente nel nostro tempo sorger viva la
domanda di che cosa in effetti, dal punto di vista dell'evoluzione
terrestre, abbia bisogno l'uomo su tutta la terra nel senso della pace
intesa dal Vangelo *.
Veramente parliamo gi da settimane di che cosa l'uomo
necessiti sulla terra tutta, specialmente nel nostro presente cos gra
ve e problematico.
E volendo riassumere con un'unica frase ci che abbiamo
fatto oggetto delle nostre considerazioni, possiamo dire che gli uo
mini devono sempre pi raggiungere una completa reciproca com
prensione.
Ora la ricerca della vera, reciproca comprensione umana
coincide con quanto ieri ho spiegato a proposito dell'impulso fon
damentale di quella che viene chiamata qui scienza spirituale antroposofica.
La scienza spirituale antroposofica cerca di arrivare alla
comprensione di ci che non pu essere osservato nel mondo e nel
la sua evoluzione; considerando invece quel che si deve sviluppare
nelle anime umane attraverso la comprensione del mondo, si trova
appunto non il contenuto apparente ed illusorio delle presenti esi
genze sociali, ma quello vero che consiste nel risvegliare reciproca,
vera comprensione fra gli uomini.

Bisogna cercare di comprendere gli uomini su tutta la terra,


da un lato davvero onestamente, e dall'altro con energia.
Al giorno d'oggi lo si pu fare solo nel senso di un'attiva
vita spirituale che non vuole dedicarsi semplicemente al mondo,
ma attivarsi interiormente per giungere alla vera comprensione del
mondo e dell'uomo, partecipando agli impulsi dell'esistenza.
Ieri ho detto che viviamo in un periodo nel quale nuove ri
velazioni spirituali si fanno strada attraverso i veli dei fenomeni
esteriori.
Questa verit non sar mai considerata con sufficiente se
riet, ma soltanto chi la prender del tutto seriamente potr essere
all'altezza dei compiti che in fondo il nostro tempo pone ad ogni
singolo che voglia essere vigile nella vita.
Ripensando a varie considerazioni qui svolte nel corso di
alcune settimane, si noter che non cos semplice, come molti
credono, ottenere su tutta la terra la comprensione fra gli uomini.
Ci siamo sforzati di gettare luce sulle caratteristiche dei rag
gruppamenti umani nelle parti occidentale ed orientale della terra e
in quella centrale.
Abbiamo tentato di capire, direi senza lasciare il minimo
posto alle simpatie o alle antipatie, le piprofonde caratteristiche
dell'elemento popolare dell'occidente, del centro e dell'oriente.
Perch lo abbiamo fatto?
Abbiamo fatto presente che il nostro il periodo del parti
colare sviluppo dell'intellettualit, che l'intellettualit si manifesta
fra i popoli occidentali, in particolare fra quelli di lingua inglese, in
modo da apparire quasi istintivamente, come fosse un istinto.
Fra ipopoli del centro, invece, l'intelletto non agisce istinti
vamente.
A tutta prima non affatto innato, ma deve essere acquisito
per mezzo dell'educazione.
Abbiamo fatto rilevare questa notevole differenza fra i po
poli dell'occidente ed i popoli del centro.
Poi abbiamo rivolto l'attenzione ai popoli dell'oriente e
spiegato che fra questi l'evoluzione dell'intelletto si rivela anzitutto
165

Rudolf Steiner

nel rifiuto di suscitare in s l'intellettualit, perch, essi vogliono


conservarla per conoscere in avvenire il s spirituale.
Abbiamo indicato anche altre differenziazioni riscontrabili
sulla terra, ed oggi ci domandiamo il perch, di tali differenziazio
ni.
Perch cerchiamo di caratterizzare i vari gruppi di popoli
della terra dai punti di vista che qui si sostengono?
Tentiamo di farlo perch, in avvenire non baster pi il
semplice: Amatevi l'un l'altro , perch, in avvenire gli uomini
sulla terra si intenderanno in merito ai rispettivi compiti soltanto se
conosceranno l'attivit che si esplica su ogni singolo territorio della
terra, se in certo qual modo saranno in grado di osservare coscien
temente le caratteristiche proprie dei vari raggruppamenti etnici.
In tal caso, se si riuscir ad avere la sensibilit necessaria
per una siffatta comprensione, essa potr anche venir realizzata.
Fin da quando si incominciano a caratterizzare in tal modo
gli uomini della terra, bisogna sentire di dover mettere da parte
l'impulso a valutarli secondo il modo invalso di valutare il singolo
uomo in base alle sue qualit morali.
Volendo caratterizzare popoli non li si pu valutare come si
valuta l'individuo.
L'essenziale dell'evoluzione individuale degli uomini sulla
terra appunto che l'individuo, cos com', sviluppa moralit.
Solo il singolo uomo in grado di sviluppare moralit,
gruppi di uomini non lo sono.
Sarebbe la peggiore illusione se si continuasse a credere che
gruppi di uomini, oppure popoli, secondo l'espressione oggi gradi
ta, possano avere fra di loro lo stesso rapporto che un uomo ha con
un altro.
Chi riesce a capire concretamente che cosa, sono i gruppi di
uomini, e quindi anche i popoli, vede che i popoli sono guidati da
quegli esseri dell'ordine delle gerarchie che chiamiamo arcangeli
(lo sappiamo dal ciclo di conferenze sulle anime dei popoli) *.

Non si potr per mettere mai sullo stesso piano il rapporto


reciproco fra i popoli ed il rapporto che si vede intercorrere fra
uomo e uomo.
Quello che i popoli sono, lo sono rispetto alle entit divine.
Bisogna quindi adottare una valutazione diversa da quella
esistente fra uomo e uomo.
L'uomo diventa appunto un individuo nel corso della sua
evoluzione, e per questo motivo si svincola dal mero elemento et
nico per potersi immettere completamente in quello che si chiama
ordinamento morale del mondo, ordinamento che una questione
umana individuale.
Cose come queste devono venir comprese per mezzo di una
reale conoscenza.
L'adeguato progresso del cristianesimo nel nostro tempo di
pende dalla comprensione di cose come queste.
Ho spiegato che viviamo nel tempo in cui, per cos dire, gli
spiriti della personalit si elevano ad attivit creativa, diventano
creatori.
Ci molto importante perch, diventando essi creatori, pe
netra attraverso il velo dei fenomeni qualcosa che ieri abbiamo in
dicato come una nuova rivelazione.
Gli spiriti della personalit assumono dunque un carattere
creativo, diventano per cos dire qualcosa di diverso rispetto a pri
ma; il loro essere assume un carattere simile a quello che per l'evo
luzione della nostra terra avevano avuto fin dall'epoca lemurica
spiriti come quelli della forma.
Per questo l'uomo viene a trovarsi davanti ad un mondo
completamente modificato.
Bisogna rendersene conto perch, il fatto notevole del no
stro tempo che l'uomo viene a trovarsi davanti ad un mondo del
tutto modificato.
Tale mondo esce per modo di dire da indistinte profondit
spirituali, per usare l'espressione goethiana.
Osservando l'evoluzione storica dell'umanit nella retrospezione scientifico-spirituale, si potranno vedere tempi pre-cristiani,
166

Rudolf Steiner

forse tempi pre-cristiani molto lontani, e si noter che gli uomini


possedevano in modo antico, istintivo, una conoscenza del mondo
tanto pi diffusa quanto pi distante sar il tempo considerato.
Questa diffusa conoscenza del mondo tanto pi infonder
venerazione quanto pi la si imparer a conoscere.
Alla fine sar un dato di fatto per l'osservatore che, agli al
bori dell'evoluzione terrestre, molto sapere era stato per modo di
dire diffuso sulla vita terrena dell'uomo, ed era poi man mano sva
nito.
A proposito di questa conoscenza, per quanto possa sem
brare strano, il fatto che nel tempo in cui il mistero del Golgota
rese felice l'umanit, essa si trovava contemporaneamente ad un li
vello molto basso.
In quel tempo tutto ci che gli uomini avevano saputo sboc
c per cos dire nel caos della coscienza umana.
E coloro che si intendevano di queste cose dicevano con
cordemente che in quel tempo l'evoluzione nella quale l'uomo era
coinvolto si trovava di nuovo al momento dell'ignoranza.
Nell'oscura ignoranza che si estendeva sull'umanit, che vi
veva tutt'al pi nelle tradizioni di tempi passati, venne ad inserirsi
la massima rivelazione della terra: il mistero del Golgota, l'inizio
del nuovo sapere, l'inizio della nuova rivelazione per l'umanit.
Successivamente, per quanto dipendeva dall'uomo, l'oscura
ignoranza si conserv in un certo senso nel corso dei secoli.
Si spiega effettivamente moltissimo se, considerando i due
ultimi millenni, ci si chiede ragionevolmente che cosa in ultima
analisi gli uomini abbiano prodotto nei due ultimi millenni.
Tutta la sapienza che in modo indipendente essi avevano a
partire dal mistero del Golgota, si limitava a vecchie tradizioni, era
ereditata.
Intendiamoci bene, io non voglio ovviamente sostenere che
l'umanit nei due ultimi millenni non abbia avuto alcuna sapienza e
non voglio svalutare quella tradizionale.
Ma bisogna tener presente che la sapienza esistente negli
antichi tempi pre-cristiani, i cui residui si possono appunto rilevare

negli ultimi secoli prima del mistero del Golgota, era stata vista da
gli uomini nei tempi antichi, anche se istintivamente.
La capacit di mettersi in relazione visiva autonoma con la
saggezza cosmica era andata perduta.
Ci che si sapeva nei tempi antichi fu conservato quasi
come in una memoria storica, in un ricordo storico.
Come ho detto ieri, allo stesso mistero del Golgota fu data
la forma dell'antica sapienza; esso fu espresso mediante pensieri
dell'antico sapere, il sapere rammentato.
Questa situazione dur per secoli.
Un sintomo del nuovo modo di penetrare degli uomini nella
sapienza cosmica si ebbe col nuovo modo di pensare scientifico,
anche se si trattava solo di un sintomo, e anche se a tutta prima ci
avveniva in un modo che chiamerei profano.
Si ha qui di nuovo qualcosa che l'uomo vuole conquistare
per mezzo dell'attivit propria della sua anima.
Come ho fatto spesso rilevare, si tratta appunto di osservare
in avvenire antroposoficamente il mondo spirituale allo stesso
modo in cui da Copernico in poi si osservato l'ordinamento natu
rale esteriore, puramente meccanico.
Ecco una mta che dobbiamo fissare, se vogliamo arrivare a
comprendere esattamente il nostro tempo: comprendere il divino
come si sono imparati a comprendere i fenomeni meccanici terre
stri da Copernico, da Galileo e da Giordano Bruno in poi.
Molto si oppone alla comprensione del nostro tempo.
Come si sa, per poterlo comprendere necessario affrontare
argomenti come quelli trattati nel mio libro Iniziazione; per modo
di dire necessario far vedere agli uomini la via che l'anima deve
battere per penetrare nel mondo spirituale, cos come Copernico,
Galileo e Giordano Bruno* cercarono di entrare nell'ordinamento
naturale meccanico esteriore.
Chi non ha una comprensione pi profonda per le aspirazio
ni di molta gente potrebbe facilmente meravigliarsi che proprio
l'antico spirito confessionale, se cos si vuol chiamarlo, in partico
lare nella forma del gesuitismo, si opponga energicamente al tenta167

Rudolf Steiner

tivo di indicare le vie che l'anima deve prendere verso i mondi spi
rituali.
Fra le varie stupide accuse apparse nel corso di quest'anno
in tre articoli su Stimmen der Zeit *, vi anche l'asserzione attri
buitaci secondo la quale la Chiesa proibisce di coltivare l'anima
umana in modo da farle trovare la via al mondo spirituale.
Per qualche fedele, per qualche credente nell'autorit, tale
accusa suona come qualcosa di particolare.
Ma suona cos soltanto perch, non si pensa che la stessa
Chiesa ha vietato anche le ricerche di Copernico e di Galileo.
La Chiesa si comportata allo stesso modo con l'indagine
esteriore, per cui non c' da meravigliarsi che tratti a quel modo
l'indagine interiore in campo spirituale.
Conserva soltanto le sue abitudini.
Allo stesso modo in cui fino all'anno 1827 si opposta alla
dottrina copernicana, cos la chiesa cattolica si oppone alla penetra
zione nel mondo spirituale.
Tuttavia l'ingresso nel mondo spirituale non un vacuo di
scorrere in astrazioni, ma qualcosa di altamente concreto.
Si tratta di un nuovo superamento della oscura ignoranza e
della penetrazione consapevole nel contesto spirituale che sta alla
base del mondo.
la stessa oscura ignoranza che faceva scorrere lo sguardo
sulla terra, che vedeva popoli, raggruppamenti di uomini, e ne par
lava come di un caos.
Si parlava dei popoli dell'occidente, del centro e dell'orien
te, ma non si faceva alcuna distinzione, alcuna caratterizzazione.
Si sapeva tutt'alpi che le guide dei singoli popoli erano gli
arcangeli.
Non ci si sforzava di conoscere il carattere dei singoli popo
li, degli arcangeli.
Invece proprio della nuova rivelazione che ormai si osser
vi veramente il modo di agire dei singoli arcangeli sulla terra.
Questo sar un effettivo, reale arricchimento della coscien
za umana sulla terra.

Non riuscendo a sollevarsi dalla nebulosa ignoranza a tali


effettive differenziazioni, si creato l'abisso esistente fra gli argo
menti dei sermoni domenicali che ho caratterizzato ieri e quelli che
l'uomo considera questioni della vita pratica esteriore.
Ho detto del modo in cui, nel campo delle confessioni reli
giose, si parla del mondo divino e della sua relazione con gli uomi
ni; ho detto che tale modo inadeguato a comprendere veramente
l'attivit degli uomini sulla terra, inadeguato a dire alla gente qual
cosa di pi dell'amatevi l'unl'altro .
Il che ha lo stesso valore del dire alla stufa: Riscalda la
stanza; il tuo dovere .
Una tale dottrina non ha per la capacit di afferrare effetti
vamente i cuori, se per il resto gli uomini devono darsi da fare nel
le occupazioni quotidiane e non sono in grado di collegare le no
zioni relative alle faccende quotidiane con quanto viene argomen
tato in merito ad affermazioni abitudini e dogmi sul mondo spiri
tuale.
Questo abisso esiste, e le confessioni non vogliono staccar
sene.
A motivo dell'esistenza di questo abisso e del persistere nel
volervi restare attaccati, si vedono formarsi degli strani fenomeni.
Cos da parte dei gesuiti si rimprovera alla scienza dello
spirito antroposofica il suo sforzo di ricercare nell'uomo qualcosa
che sia suscettibile di sviluppo per avvicinarlo al divino.
Questa considerata un'azione eretica perch, la Chiesa in
segna - e vieta di sostenere un'opinione diversa - che nella sua es
senza Dio non ha nulla a che fare col mondo e nemmeno, in identi
t sostanziale, con l'anima umana.
Chi sostiene che l'anima umana in qualche modo abbia in s
qualcosa dell'essenza divina, per la chiesa cattolica di estrazione
gesuitica un eretico.
In affermazioni come questa si insinua l'intimo sforzo della
Chiesa di non lasciare che gli uomini pervengano al divino, di
escluderli dal divino.
168

Rudolf Steiner

Il dogma assume cio una forma che ha per effetto di impe


dire agli uomini di pervenire al divino.
Non c' pertanto da meravigliarsi che nel quinto periodo
postatlantico, destinato a portare l'anima cosciente, il sapere relati
vo alle cose pratiche del mondo non sia divenuto spirituale ma pu
ramente arimanico, perch, non si permesso agli uomini di perve
nire al divino.
Come abbiamo spesso caratterizzato, la scienza oggi rico
nosciuta infatti puramente arimanica.
Strano soltanto il fatto che la chiesa cattolica preferisca la
scienza naturale arimanica. a quella ad orientamento antroposofico,
dato che la prima oggi non viene pi considerata eretica ma ufficia
le, e la seconda viene diffamata come eretica.
L'uomo veramente illuminato deve appunto avere chiarezza
in merito a queste cose.
Deve capire che sulla via dello spirito si deve intraprendere
lo stesso processo adottato sulla via della natura, perch, soltanto
cos si pu impedire che quest'ultima devii nell'elemento puramen
te arimanico.
deviata appunto perch la via spirituale vi si associata
solo pi tardi.
Ma da ora in poi, andando verso il futuro dell'umanit, essa
deve congiungervi si affinch la scienza naturale venga sollevata al
suo livello divino-spirituale, e perch, la nostra vita fra nascita e
morte possa essere collegata con la nostra vita fra morte e nuova
nascita, come ci dice l'antroposofia.
Ci avverr per solo se avremo la volont di comprendere
veramente la vita su tutta la terra, afferrandola come essa agisce
nell'uomo.
Comprenderemo anche il singolo individuo soltanto com
prendendo il carattere dei raggruppamenti degli uomini; e in questo
modo saremo in grado di vedere nell'intimo la vera realt.
Non molto tempo fa ho richiamato l'attenzione su uno stra
no fenomeno che pu sorprendere qualcuno.
Lo ripeter in breve.

Come si sa il filosofo Avenarius svolse la sua attivit in


Svizzera.
Egli certamente si considerava un ottimo cittadino borghese
e non si reputava assolutamente un rivoluzionario.
Espose le sue dottrine per iscritto con un linguaggio cos
difficile che pochi le leggono.
Con un linguaggio un po' pi facile, ma simile, svolse la
sua attivit a Vienna e a Praga un altro filosofo: Ernst Mach.
Anche questi si considerava un ottimo cittadino.
Nessuno dei due aveva davvero la vena rivoluzionaria.
Poi avvenne lo strano fenomeno, l'ho appunto fatto rilevare
*, che questi due filosofi diventassero i filosofi ufficiali del bolsce
vismo, che i bolscevichi li considerassero i propri filosofi; com
prendendo bene il termine, si potrebbe dire che li considerarono fi
losofi di Stato.
Con un termine volentieri usato si pu dire che entrambi,
Avenarius e Mach, si rivolterebbero nella tomba se venissero a sa
pere di essere considerati i filosofi di Stato dei bolscevichi.
Avevo detto che non si capisce questo fenomeno solamente
perch, ci si attiene alla logica astratta, non alla logica della realt
dei fatti, di ci che si vede.
Malgrado la cosa possa apparentemente sembrare poco in
teressante, voglio richiamare ancora una volta l'attenzione su que
sto fatto da un altro punto di vista; in particolare voglio mettere in
rilievo un punto della filosofia di Avenarius che ci pu essere di
guida nella risposta all'importante domanda: Come avviene che
Avenarius e Mach diventino i filosofi di Stato bolscevichi?.
Infatti il dato di fatto sempre caratteristico per la confu
sione del presente.
Avenarius propone varie questioni e nel suo linguaggio par
la di introiezioni cio di concetti da lui sviluppati relativamente
alla pura gnoseologia, usando un linguaggio incomprensibile per
molti.
169

Rudolf Steiner

Con questo linguaggio egli propone per una questione


molto interessante proprio dal punto di vista della scienza dello
spirito.
La sua domanda la seguente: Un uomo, essendo solo al
mondo, parlerebbe delle distinzioni fra quanto nella sua anima e
quanto c' fuori nel mondo, delle differenze fra soggettivo ed og
gettivo? .
Avenarius abbastanza intelligente per dire che siamo in
dotti a parlare di soggettivo ed oggettivo perch, stando di fronte
ad un altro uomo e cio quando non siamo soli al mondo, riteniamo
che anche nell'altro vi sia ci che di un tavolo o di qualche altro
oggetto abbiamo nel nostro cervello.
A causa di questa deviazione, per il fatto di proiettare nel
cervello l'immagine che abbiamo in noi, di modo che tutta la que
stione assuma un carattere di immagine, distinguiamo le cose che
sono nella nostra anima dalle cose che stanno al di fuori, che sono
di fronte a noi, dagli oggetti.
Avenarius pensa che se oltre a noi non ci fosse altra gente
fuori nel mondo, non vi sarebbe la questione della differenza fra le
cose nella nostra anima e quelle al di fuori di essa, ma ci considere
remmo un'unit, ci considereremmo come un confluire con le cose,
non ci distingueremmo dal mondo.
Si pu dire che con questa affermazione Avenarius abbia
ragione da un certo punto di vista, e che erri terribilmente da un al
tro.
Ha ragione in quanto significa s qualcosa che nel corso
della nostra primissima infanzia anche se di quel tempo non ricor
diamo nulla veniamo in contatto con delle persone; ci ha un certo
significato.
Tutto il nostro modo di pensare ne viene influenzato.
Se non venissimo in contatto con altra gente, il nostro pen
sare sarebbe diverso, ma non come immagina Avenarius.
Chi in grado di scoprire con lo sguardo spirituale il dato
di fatto veramente basilare giunge su questo punto alla verit.

Avremmo certamente un'immagine diversa del mondo se


avessimo incontrato altra gente nel tempo in cui non eravamo in
grado di pensare coscientemente.
Ma il fatto curioso sarebbe che in quell'immagine diversa
del mondo vi sarebbero gli spiriti che ne stanno alla base.
Se quindi fossimo soli al mondo e se non esistessero altri
uomini, non ci distingueremmo dal mondo, ma non nel senso di
Avenarius.
Se fossimo soli al mondo, ed una terribile astrazione, cer
tamente non ci distingueremmo n dai minerali n dalle piante, ma
dietro a questi scorgeremmo il mondo divino spirituale.
In ogni caso non ci dovrebbero essere nemmeno animali,
perch, essi danneggerebbero l'immagine del mondo.
Da questo fatto risulta per che la convivenza degli uomini
la causa per cui non percepiamo in modo spontaneo il mondo spi
rituale che dietro alle piante e agli animali.
Al prezzo di non percepire il divino mondo gerarchico, con
quistiamo ci che abbiamo attraverso la convivenza con altri uomi
ni sulla terra fisica.
In certo qual modo gli uomini si mettono davanti al mondo
divino occultandolo.
Naturalmente Avenarius non lo sapeva e quindi ha portato
la questione su un binario del tutto sbagliato.
Egli credeva che non essendoci gli uomini, non ci conside
reremmo staccati dal mondo, non ci distingueremmo da esso.
La verit per questa: in realt non ci distingueremmo da
gli altri uomini, dalle piante e dagli animali, ma ci distingueremmo
dagli esseri divini che avremmo attorno a noi.
Questa la verit.
Considerando ci, si pu pensare qualcosa di molto impor
tante per il nostro tempo, e cio che strano come per molti riguar
di sia destino del nostro tempo che gli spiriti pi acuti sfiorino, toc
chino i problemi pi importanti e li avviino sui binari pi errati; e
sempre in modo da distogliere dall'accoglimento dello spirituale.
170

Rudolf Steiner

Non si pu infatti distogliere dallo spirituale in modo p i


radicale di quanto faccia Avenarius perch, la sua filosofia acuta,
scritta con la massima raffinatezza del linguaggio accademico
essa pertanto atta a distogliere dallo spirito gli uomini, possibil
mente addormentati.
Quando per gli uomini vengono distolti dallo spirito in
stato di assopimento, considerano questo fatto una necessit quasi
matematica; non accorgendosi di essere distolti dallo spirito, accet
tano questo fatto come qualcosa di scientificamente dimostrato.
Questo da un lato.
L'intimo scopo del pensiero di Avenarius, e per Mach si
pu dire qualcosa di simile, era di giustificare una scienza che distogliesse radicalmente l'uomo dallo spirito.
Il bolscevismo dovrebbe istituire un ordinamento sociale
che escluda ci che spirituale, dovrebbe raggruppare socialmente
l'umanit in maniera che lo spirituale non vi prenda parte.
Ecco l'intima connessione.
Essa si manifesta nella logica dei fatti.
Non pe rmotivi esteriori, ma per intimissime affinit di es
senza, Avenarius e Mach sono diventati filosofi di Stato dei bolsce
vici.
Da ci risulta che dinanzi a cose come queste si sta invero
piuttosto irrigiditi col comune pensiero oggi corrente.
Ci si pu solo meravigliare come facciano i bolscevichi a
far diventare Avenarius e Mach i loro filosofi di Stato.
Oggi possibile capire i collegamenti, ma bisogna conside
rare le basi spirituali.
Con questo caso concreto ora lo abbiamo fatto.
Ma bisogna essere in grado di indicare come sarebbe in
realt se l'uomo fosse da solo sulla terra fisica senza altri uomini.
Ho appena ricordato un fatto spirituale, ma se ne potrebbero
ricordare anche altri comuni; specialmente nelle reciproche relazio
ni fra gli uomini, intervengono oggi semplicemente dei fenomeni
nella vita umana che sorprendono perch, non possono essere com
presi se non con l'osservazione scientifico-spirituale.

Non si creda che sia stato cos in ogni tempo.


Anticamente vi erano pure fenomeni del genere, ma gli uo
mini li comprendevano istintivamente con l'antica chiaroveggenza
istintiva.
Poi, durante il periodo dell'oscura ignoranza, fenomeni del
genere non si verificarono nelle reciproche relazioni fra gli uomini.
Ora tornano a verificarsi.
Non che si evolvano soltanto le anime degli uomini, si
evolve il mondo; esso si muta e mostra le sue trasformazioni anzi
tutto nelle relazioni degli uomini fra di loro; nel prossimo periodo
le mostrer nelle relazioni fra l'uomo e gli altri regni della natura.
Attualmente e nel prossimo futuro la vita rester incom
prensibile agli uomini se non vorranno osservarla dal punto di vista
scientifico-spirituale.
L'anima umana sar preda di continue illusioni se non ci si
decider a ricorrere ai concetti scientifico-spirituali.
Fra i presenti ve ne sono alcuni ai quali, allo scoppio della
catastrofe bellica, ho spesso ripetuto che sui fenomeni cosiddetti
storici degli ultimi secoli si pu scrivere la storia al modo di Ranke
* o di altri in base alle documentazioni trovate rovistando negli ar
chivi.
In questo modo non si pu scrivere la storia di questa cata
strofe bellica perch, per quanti documenti gli uomini possano esu
mare dagli archivi, se non si prester attenzione alle disposizioni
animiche di chi ha partecipato all'inizio della guerra e alla penetra
zione di potenze ari mani che negli eventi terrestri attraverso tali di
sposizioni, se non si prester attenzione al fatto che per questo mo
tivo le cause della catastrofe bellica sono di origine arimanica, se
non si vorr studiare l'inizio della catastrofe bellica dal punto di vi
sta scientifico-spirituale, quell'inizio rimarr sempre oscuro.
Direi che in questa catastrofe vi un invito per gli uomini
ad imparare da essa.
Si pu imparare molto da quanto accaduto negli ultimi
quattro o cinque anni a seguito della situazione precedente.
171

Rudolf Steiner

Soprattutto si imparer a non porre certi problemi cos uni


lateralmente come prima, ma in modo adeguato alle esigenze del
tempo.
Ho detto spesso che non vi motivo di prendere a cuor leg
gero le avversit del tempo o magari di chiudere gli occhi davanti
ad esse.
Ma non vi neppure motivo per il pessimismo.
Basta pensare alle cose terribili avvenute sulla terra nel cor
so degli ultimi quattro anni e mezzo.
Che cosa ne l'essenziale?
L'essenziale sono le esperienze che le anime umane hanno
fatto in questo periodo, ovviamente rispetto alla loro evoluzione
nell'evoluzione di tutta la terra.
A questo punto sorge per una importantissima, grave do
manda.
Si tratta di una domanda paradossale solo perch, essa
grave ed insolita per il comune pensare: sarebbe stato cio vera
mente desiderabile che l'umanit avesse continuato semplicemente
a vivere, senza una catastrofe come questa, cos come si era abitua
ta a vivere fino al 1914?
Lo si pu in realt desiderare cos senz'altro?
Quando sorge una tale domanda torno sempre a riferirmi a
ci* che dissi prima dello scoppio di questa catastrofe bellica in un
ciclo di conferenze a Vienna * e cio che, considerando ci che
vive nel mondo umano, le relazioni reciproche fra gli uomini, la
vita sociale, si manifesta una specie di carcinoma sociale, una in
fiammazione cancerosa che si insinua nell'umanit.
Senza dubbio gli uomini hanno chiuso gli occhi dinanzi al
carcinoma della comunit sociale; non hanno voluto guardare le
condizioni effettive.
Guardando per in fondo alle cose nessuno pu dire che sa
rebbe stato un bene per l'umanit se essa avesse proseguito come
prima.
Allontanandosi dal mondo spirituale per la via cui avevo
accennato, essa sarebbe scesa sempre pi in basso.

E coloro ai quali guardiamo con animo tanto addolorato, i


milioni di uomini che a seguito di questa terribile catastrofe sono
stati spazzati via dal piano fisico, che ora vivono come anime, sono
essi che pensano pi di tutti che ora, mentre passano il resto della
loro vita nel mondo spirituale, la loro situazione diversa e che sa
rebbe stata differente se il loro karma li avesse trattenuti ancora
sulla terra.
Ma sub specie aeternitatis, dal punto di vista dell'eternit,
le cose hanno un aspetto diverso.
Questo andava pur detto.
Soltanto le cose non devono essere prese con leggerezza e
succintamente.
Quant' vero che il sopraggiungere di questa catastrofe in
finitamente triste, altrettanto vero che per causa sua l'umanit
stata preservata da un terribile affondamento nel materialismo e
nell'utilitarismo.
Se oggi non lo si vede ancora, lo si vedr soprattutto nei
paesi centrali ed in oriente dove, invece di un ordinamento che as
sorbisse in s il materialismo, si sviluppato il caos.
Certamente non si pu parlare senza un fondo di dolore del
caos che si riversato sui paesi centrali ed orientali, caos che dal
punto di vista esteriore offre poche speranze di trasformarsi in uno
stato di armonia.
Ma c' dell'altro.
Dove vi il caos, nel prossimo futuro vi sar un mondo il
quale, attraverso il piano fisico esteriore, dar il meno possibile
agli uomini.
Nei paesi centrali e in quelli orientali i vantaggi derivanti
dal piano fisico non saranno grandi.
Non saranno molti i vantaggi che l'uomo potr avere per il
fatto di passare la vita in mezzo a violenze esterne.
Per stare saldo l'uomo dovr rafforzarsi nell'intimo della sua
anima, e rafforzandosi interiormente per stare saldo potr fare il
primo passo sulla via verso il mondo spirituale, potr prendere la
172

Rudolf Steiner

decisione di avviarsi allo spirito dal quale soltanto pu derivare la


salvezza dell'avvenire.
Infatti l'essenziale per l'avvenire sar che in certo qual
modo la nostra parte corporea esteriore ci sfuggir, che il nostro fi
sico esteriore, come ho detto ieri, non sar pi sano come nel pas
sato, che racchiuder in s pi morte che nel passato.
E quando nel mondo fisico si potr trovare davvero poco,
sorger l'impulso a comprendere che si potr trovare il contenuto
dell'enigma del mondo non con la parte alla quale collegato il no
stro elemento corporeo, a comprendere che a tale scopo bisogna sa
lire al mondo spirituale; a comprendere limpulso di andare a rica
vare anche l'ordine sociale dal mondo spirituale.
Il mondo fisico potr avere una forma armonica soltanto
dalla vita spirituale.
Nelle prime pagine la Bibbia non dice che siano stati Luci
fero edArimane a cacciare l'uomo dal paradiso, ma che a cacciarlo
stato lo stesso Jahve.
Ma noi sappiamo anche che la cacciata dal paradiso signifi
ca per l'uomo diventare libero, significa per gli uomini l'esperienza
della libert, in quanto con essa stata posta la possibilit, stato
posto il germe della libert.
forse contrario alla saggezza biblica dire che stata la
stessa saggezza divina a cacciare gli uomini del nostro tempo, ten
dente al materialismo e aH'utilitarismo, verso germi che spiritualmente compresi dovrebbero servire il mondo?
Dal fondo doloroso degli ultimi quattro anni e mezzo si
sentono quasi risuonare le parole: Spiritualit vuol manifestarsi
attraverso i veli deifenomeni esteriori; uomini imparino dalle sven
ture a considerare queste manifestazioni, e sar la loro salvezza!.
Anche questo un linguaggio che per qualcuno sapr di pa
radosso, ma il linguaggio che il Cristo ci induce ad usare nel no
stro tempo, perch, col progredire del cristianesimo si devono
esprimere le verit cristiane in modo nuovo; e questo pu avvenire
solo comprendendole spiritualmente.

Il mistero del Golgota un evento spirituale che ha inciso


nell'evoluzione della terra.
Lo si pu comprendere soltanto attraverso il metodo spiri
tuale di conoscenza.
Come in fondo l'umanit ha trovato il Cristo attraverso le
avversit, cos anche noi dovremo cercare il Cristo attraverso le av
versit col nuovo modo di capire e nella nuova forma.
Certo in quel che cos si detto non vi un conforto generi
co.
Ma volendo star discosti da ogni grossolanit, nel senso pi
profondo della parola, vi forse un po' di conforto, forse l'unico
oggi corrispondente alla dignit umana del nostro tempo.
In ogni caso non un conforto che suggerisca agli uomini
di aspettare che senza la loro collaborazione tocchi loro in sorte
tutto il divino; invece un conforto che suggerisce agli uomini di
utilizzare le proprie forze; si scoprir allora che Dio parla e lavora
nelle anime, si scopre Dio nel mondo e, quel che pi importante,
che con Dio si potr agire in comune nel mondo.
Bisogna cessare dall'avere un atteggiamento semplicemente
passivo nei confronti della conoscenza soprasensibile.
Per scoprire se stesso interiormente l'uomo deve riscuotersi,
e con l'interiore scoperta riconoscere se stesso come un elemento
del mondo.
Insorgano pure le fedi religiose che vogliono rendere la vita
comoda all'uomo, addormentando il suo spirito con l'incenso (in
tendo in modo figurato), perch, trovi la via al divino passivamen
te, senza collaborare.
Le fedi religiose, che in questo modo si rivolgono allindo
lenza dell'uomo, insorgeranno sempre contro l'esigenza, ora manifestantesi dai mondi spirituali, che l'uomo cerchi il suo valore an
che con attivit interiore, con operosit interiore, on attivo interiore
sviluppo della vita spirituale.
Deve essere cos specialmente se si vuole tener conto del
lesigenza del nostro tempo che si manifesta sotto vari mascheramenti e camuffamenti.
173

Rudolf Steiner

Nelle ultime settimane ho gi fatto presente che viviamo,


che almeno gran parte delle persone colte vivono delle conquiste
della civilt greca, che soltanto non peniamo sempre che l'ambiente
in cui viviamo stato creato perch, la civilt greca si sviluppata
sulla base della schiavit, che una gran parte degli uomini doveva
no essere schiavi perch, potessero esistere quelli che sentiamo
come i benefici della civilt greca.
Rendendosi per ben conto di ci che significano l'arte gre
ca, i bei ricordi della vita greca, la scienza greca e altre cose ancora
nate in conseguenza della schiavit, ci si chiede con intensit di
versa da che cosa dipenda che noi non pensiamo pi come i grandi
filosofi greci Platone e Aristotele: che cio la schiavit sia qualco
sa del tutto ovvio.
Per gli uomini pi saggi era allora naturale che i nove deci
mi dell'umanit vivessero in condizione di schiavit.
Per noi oggi ci non pi ovvio, anzi consideriamo che of
fenda la dignit umana chi pensi in questo modo.
Che cosa stato a mutare talmente la capacit di pensiero
nellambito dellumanit occidentale?
stato il cristianesimo.
Il cristianesimo ha liberato gli uomini dalla schiavit; il cri
stianesimo li ha indotti a riconoscere, almeno per principio, la mas
sima che gli uomini, quanto alla loro anima, sono uguali davanti a
Dio.
Da questo deriva per anche l'esclusione della schiavit
dall'ordinamento sociale umano.
Ma sappiamo che una cosa rimasta, e dobbiamo sempre
tornare a farvi riferimento dai pi vari punti di vista; rimasta fino
al nostro tempo la concezione che ho indicato proprio come il pun
to saliente della coscienza del proletario: che nel nostro ordinamen
to sociale una parte dell'uomo, e per di pi un elemento che si svol
ge nel corpo, pu essere comperata come merce ed anche venduta
dall'uomo stesso.
Questo appunto ci che snerva ed irrita.

In effetti il punto saliente del problema sociale che la for


za lavoro possa essere pagata.
Ed anche questo che lascia sul fondo di tutta la nostra co
munit sociale il carattere dell'egoismo, perch nell'ordinamento
sociale deve dominare l'egoismo se l'uomo deve far pagare il pro
prio lavoro per ci di cui ha bisogno.
Egli deve procurarsi un introito.
Dopo il superamento della schiavit, la tappa che resta da
superare che nessun lavoro umano possa essere merce.
Questo il vero punto saliente del problema sociale che il
nuovo cristianesimo risolver.
Ho esposto varie questioni a proposito della soluzione del
problema sociale.
La tri arti col azione dell'ordinamento sociale di cui ho parla
to stacca la merce dalla forza lavoro; quindi in avvenire gli uomini
compreranno e venderanno solo merce, solo prodotti esteriori, solo
quanto separato dall'uomo, e l'uomo lavorer per il suo prossimo
per amor fraterno, come avevo gi scritto nel saggio La scienza
dello spirito e il problema sociale del 1905.
La via per arrivare a tale mta sar magari lunga, ma nulla
all'infuori di questo, e questo soltanto, potr risolvere il problema
sociale.
Chi oggi non crede che nell'ordinamento del mondo dovr
avvenire solo cos, simile a chi avesse detto agli inizi del cristia
nesimo che schiavi avrebbero dovuto esserci sempre.
Come allora quello avrebbe avuto torto, cos ha torto oggi
chi dice che bisogner pagare sempre il lavoro.
Allora non si poteva immaginare che non ci potesse essere
un certo numero di uomini nella condizione di schiavi, n Platone
n Aristotele potevano immaginarselo.
Oggi le persone pi avvedute non riescono a pensare che
possa esistere una struttura sociale in cui il lavoro possa avere an
che validit del tutto diversa di quando esso viene pagato.
174

Rudolf Steiner

Naturalmente anche in avvenire coi lavoro sar creato un


prodotto, ma il prodotto sar l'oggetto unico esolo che si potr
comperare e vendere.
Questo salver socialmente gli uomini.
Per capire queste cose occorre la conoscenza, la logica deri
vata dall'osservazione.
L'umanit non progredir senza una tale logica perch, essa
il combustibile per ci che deve diffondersi fra gli uomini: l'amo
re per il prossimo che nasce dalla comprensione fra gli uomini.
Per quanto strano possa sembrare mentre negli uomini vi
sono ogni genere di resti atavici di varia estrazione, attualmente
tutto viene considerato secondo simpatia ed antipatia.
Se viene spiegato per esempio qualcosa del tipo da me trat
tato qui tempo fa, quando dissi che considerando le tre parti della
natura umana i popoli occidentali hanno il compito di sviluppare
particolarmente proprio la natura addominale, i popoli centrali
quella del cuore, e i popoli orientali quella della testa, tali cose
vengono valorizzate in molti modi; l'uomo possiede da qualche
parte nella sua interiorit un certo angolo dove le valorizza.
Bisogna che tale valorizzazione cessi perch, proprio il
considerare le differenziazioni sulla terra fonder l'amore pieno di
comprensione.
Il vero amore per gli uomini, estendentesi su tutta la terra,
nel periodo dell'anima cosciente nascer dalla comprensione, non
dall'incomprensione.
Allora ci si sapr ritrovare nel Cristo su tutta la terra.
Il Cristo non riguarda un popolo o un altro, riguarda tutta
l'umanit.
Ma perch, sia riconosciuta come questione che riguarda
tutta l'umanit, bisogner che qualche illusione cada, bisogner che
gli uomini sappiano elevarsi al punto di considerare senza illusioni
la vera essenza delle cose.
Gli uomini delle pi varie estrazioni oggi non lo vogliono.
Io so per di esprimere soltanto un pensiero di pace natali
zia presentando il seguente paradosso.

Parlando delle differenziazioni non parlo, come si sa, del


singolo uomo ma di popoli.
Se non si ha buona volont queste cose si possono frainten
dere facilmente.
Faccio presente spessissimo che non mi riferisco al singolo
uomo individuale emergente dal popolo ma che intendo appunto i
popoli.
Mentre espongo quel che segue prego di tenerlo presente.
Consideriamo un po' questa o quella opinione sugli Stati
dell'Europa centrale, espressa negli ultimi quattro anni e mezzo.
Siccome sono in grado di capire quegli stati d'animo, non
voglio dire assolutamente nulla contro la gente entusiasta dell'Inte
sa.
Non ho assolutamente questa intenzione.
Ognuno ha la sua opinione, giustificata da un certo punto di
vista.
Ma si pu distogliere lo sguardo dall'opinione avuta negli
anni trascorse considerarne il seguito nel presente.
In tal caso molte cose riusciranno forse pochissimo com
prensibili.
Ci si potr domandare se sia proprio necessario mantenere i
medesimi giudizi di quando nei paesi centrali vi erano i potenti, ed
essi disponevano ancora del potere; se sia necessario, in modo raf
finato, fare il possibile per mantenere gli stessi punti di vista.
E proprio necessario?
E altrettanto spiegabile?
Considerandole superficialmente non si potranno spiegare
tante questioni come si potevano spiegare prima.
Considerandole per in modo pi approfondito, esse sono
spiegabili, ma non come emanazione di un singolo uomo (i singoli
uomini provocheranno il risanamento di queste condizioni nei pae
si occidentali); chi giudica esprimendo semplicemente l'elemento
nazionale, o esprimendo giudizi dell'elemento nazionale in base a
preconcetti, ha per nel subcosciente qualcosa che si pu caratte
rizzare nel modo seguente.
175

Rudolf Steiner

Alcune settimane fa * ho spiegato qui che nella nostra con


cezione del mondo, e cio nel nostro modo di pensare, presentemente vivono ancora molti elementi dell'Antico Testamento che
l'essenza del cristianesimo si ancora poco affermata.
La caratteristica dell'ufficio jahvetico consiste nel fatto che
esso concerne tutto ci che non accogliamo per mezzo delleduca
zione fra nascita e morte, ma ci* che ereditiamo, ci che nel no
stro sangue e che esercita soltanto un influsso durante il sonno
quando abbiamo abbandonato il corpo.
La concezione jahvetica pulsa ancora molto nel nostro tem
po.
Nel periodo intellettualistico essa pu elevarsi alla conce
zione eristica soltanto se si cerca di penetrare con la massima ener
gia nel mondo spirituale non per nascita o per mezzo delle qualit
che ci derivano dalla nascita, ma per mezzo di quel che acquistia
mo con l'educazione.
Non l'occidente predestinato a passare naturalmente dal
l'ufficio jahvetico a quello cristico: la predestinazione inizia nel
centro dell'Europa soltanto e si avvia verso oriente.
Questo vale naturalmente per i popoli e non per il singolo.
Da qui il singolare pensare wilsoniano ancora compietamente adagiato nella rappresentazione dell'Antico Testamento; an
che se lo si nega, tale pensare si presenta in effetti come se volesse
negare e distruggere ci che ha l'impulso a svilupparsi spiritualmente nei paesi centrali ed in oriente.
Per questo al presente tanto inspiegabile che si continui
con questi princpi avanzando tutte le scuse possibili, mentre sta
to rimosso ci che si diceva di voler rimuovere, e sono rimasti sol
tanto i popoli ai quali si assicura di non voler fare nulla di male.
Si continua perch, in effetti ci si difende dallo sviluppo
spirituale nei paesi centrali e orientali che si manifestato nel cor
so degli ultimi secoli.
Subcoscientemente lo si vorrebbe spegnere.
Non ci si vorrebbe impegnare in queste cose.
Viviamo una crisi del mondo molto significativa.

Ho sentito spesso gente chiedersi come mai gli occidentali,


e precisamente i francesi e gli inglesi, odiassero tanto i tedeschi.
Per questa domanda c' una risposta molto semplice, vera
mente esauriente, e consiste nel fatto che l'uomo guarda in maniera
diversa se stesso, anche come membro di un popolo, di quanto non
guardi il suo prossimo.
Posso assicurare che pensieri come quelli avuti da Mach sa
lendo sull'omnibus o camminando per la strada, sono molto spesso
nel subcosciente degli uomini.
nota la storia che Mach stesso racconta: stanco, era salito
una volta su un omnibus e non aveva osservato uno specchio sulla
parete di fronte alla porta d'ingresso.
Egli allora pens che la persona che si sedeva di fronte a lui
fosse bruttissima.
Per se stesso egli era un estraneo, tanto poco si conosceva
come persona; e vedendosi non si riusc affatto simpatico.
Si osservi la storia spirituale dell'Europa centrale, non nei
particolari, ma nel suo complesso.
Fino a Lessing, vale a dire fino all'ultimo terzo inoltrato del
secolo diciottesimo i tedeschi si sono sforzati di essere come i fran
cesi.
Lo si vede da tutto.
Ad iniziare da un certo punto, circa nel secolo dodicesimo, i
tedeschi si sono sforzati di essere come i francesi, di fare in modo
di diventare anch'essi francesi.
I francesi, vedendo nell'imitazione ci che non vedevano in
s oppure anche se lo vedevano, prima lo apprezzavano, provavano
un sentimento di forte odio.
L'uomo infatti esercita incoscientemente una strana auto
conoscenza.
In fondo i tedeschi non sono stati mai odiati dai francesi nel
loro essere pi profondo; i francesi odiavano invece se stessi guar
dando la loro immagine riflessa dall'anima tedesca.
Da allora incominciato uno strano influsso inglese, oggi
non ancora considerato a sufficienza.
176

Rudolf Steiner

Gli inglesi vedono ovviamente se stessi altrettanto poco


quanto Mach vedeva se stesso, ma si osservavano vedendosi in
quell'immagine riflessa che in maniera strana penetrata nell'ani
ma tedesca del secolo diciottesimo.
Nel tedesco giudicano l'inglese.
Questa la semplice soluzione psicologica.
Se non si fosse verificata questa crisi mondiale, tale situa
zione sarebbe durata ancora molto; ci sarebbe stato un gran pastone
dal quale sarebbero emerse le singole individualit che peraltro
avrebbero avuto le caratteristiche particolari dell'essere tedesco.
Ma le avversit, il caos, faranno sorgere dalla crisi proprio
ci che deve sorgere, ci che sempre esistito, ci che soltanto non
pot svilupparsi sotto il dominio dell'occidente.
Cos stanno i fatti reali.
Non c'motivo per essere pessimisti, nemmeno nell'Europa
centrale.
Bisogna scendere per ai motivi pi profondi che stanno
alla base del divenire.
Quel che le potenze dell'Intesa fanno ora pu avere un certo
aspetto, ma importa pochissimo perch, in fondo alle loro aspira
zioni vogliono qualcosa di impossibile.
Vogliono impedire che compaia qualcosa che deve invece
svilupparsi nel centro dell'Europa ed in oriente, e che legato al
progresso spirituale degli uomini.
Non lo si pu impedire.
Ne segue per l'altro fatto che l'uomo, se prende sul serio
l'avvenire della terra, deve credere appunto allo spirito.
Solo lo spirito, la forza dello spirito, provocher quel che
deve avvenire anche per la soluzione delle esigenze sociali, tanto
impellenti.
E stato necessario che nel periodo delle macchine cinque
cento milioni di uomini invisibili, cio uomini visibili sotto forma
di macchine, facessero sentire man mano agli uomini che essi non
possono essere pagati come si pagano le macchine.

stato necessario che accadesse questa terribile catastrofe


nella quale il periodo delle macchine ha celebrato i suoi massimi
trionfi.
La catastrofe svilupper per la forza degli uomini.
L'uomo attinger alla forza sviluppata la possibilit di colle
garsi nuovamente col divino, con lo spirituale.
Come non stata una mera sventura che gli uomini siano
stati cacciati dal paradiso (per confrontare ora l'inizio dell'evoluzio
ne terrestre con quello che molti considerano l'evento pi terribile
della storia), cos non una mera sventura che gli uomini siano sta
ti colpiti da una catastrofe come questa.
Le verit pi importanti sono in definitiva fondamentalmen
te paradossali.
Infatti oggi si potrebbe dire, l'ho messo in evidenza varie
volte, che gli uomini sono stati tanto scellerati da crocifiggere l'es
sere pi prezioso apparso sulla terrari Cristo Ges.
Lo hanno ucciso.
Si pu dire che stata una scelleratezza degli uomini.
Ma quella morte il contenuto del cristianesimo.
Per mezzo di quella morte avvenuto ci che noi chiamia
mo il mistero del Golgota.
Senza quella morte non vi sarebbe il cristianesimo.
Quella morte la fortuna degli uomini, la forza dell'uomo
terreno.
Cos paradossali sono le cose della realt!
Da un lato si dire che stata una scelleratezza degli uomini
l'aver crocifisso il Cristo; tuttavia quella morte, quella crocifissione
ha fatto s che avesse luogo il massimo evento terrestre.
Una sventura non sempre una mera sventura.
Una sventura spesso l'avvio per il raggiungimento di
grandezza e di forza umane.

177

Rudolf Steiner

NOTE
Queste conferenze sono la diretta contimiazione del volume

Entiwicklungsgeschicktliche Unterlagen zur Bildung eines sozialen


Urteils (Documenti storici di base per la formazione di un giudizio

sociale) - Opera Omnia n,185a (non pubblicato in italiano) e ven


nero tenute in un periodo molto agitato.
La prima guerra mondiale era finita, l'impero tedesco era in
dissolvimento, e l'imperatore era fuggito in Olanda.
Il 9 novembre era scoppiata a Berlino la cosiddetta rivolu
zione a seguito della quale era iniziata la repubblica di Weimar, ed
era in vigore l'armistizio che sfoci poi nel trattato di Versailles
che aveva in s i germi che portarono alla seconda guerra mondiale
del 1939/45.
In Germania era in pericolo il mantenimento dell'ordine
pubblico.
Tutti questi eventi vivevano con forza nell'Oratore e negli
ascoltatori, anche in Svizzera che era stata risparmiata dalla guerra.
Tutti erano sollevati che fossero terminate le carneficine
della guerra ed erano preoccupati per l'avvenire, poich non solo la
Germania ma tutti i paesi gi belligeranti erano stremati e ci si at
tendevano modificazioni politiche fra le speranze di una nuova au
rora e il timore di un tragico tramonto.
Fu questa una delle prime occasioni in cui Rudolf Steiner
espose in pubblico l'idea della triarticolazione dell'organismo so
ciale, perch, sia il libro sui Punti essenziali della questione socia
le , sia le prime conferenze sull'argomento sono del 1919.
Le conferenze erano state stenografate da Helene Finckh e
da lei stessa scritte in chiaro.
L'ultima edizione tedesca del 1990 fu controllata con cura e
furono apportate modifiche rispetto alla prima edizione tedesca del
1963.
La presente ristampa italiana tiene conto di tali modifiche e
corregge in molti punti la precedente traduzione.

Pag A
4

9
11
11
9

11

12

12
12
14
14

Cfr. di Rudolf Steiner: Entiwicklungsgeschicktliche Unterlagen zur


Bildung eines sozialen Urteils - Opera Omnia n.l85a Rudolf Steiner
Verlag, Domach.
Si veda la nota precedente.
Si veda ancora la prima nota qui sopra.
II resto si riferisce ancora alla prima nota qui sopra.
Oltre alle conferenze gi citate si veda anche il volumetto La soglia del
inondo spirituale - O.O. n. 17, in italiano nel volume Sulla via dell'inizia
zione Editrice Antroposofica, Milano
Si tratta dei cosiddetti 14 punti, applicando i quali Woodrow Wilson
(1856/1924), allora Presidente degli Stati Uniti d'America, contava di con
seguire un giusto ordinamento del mondo.
Cfr. la conferenza lei 17 novembre 1918 fra quelle citate nella nota di pag
4.
Erich Ludendorff 1865/1937, anche se non formalmente, in realt capo
dell'esercito tedesco tal 1916 al 1918.
Nel novembre 1918 inizi a Kiel Tammutinamento dei marinai che port a
rivoluzioni in diverse parti della Germania, all'armistizio, alla fuga del
l'imperatore e alla formazione della repubblica.
Una carta relativa alla suddivisione dell'Europa, quale si realizz dopo il
1918, fu pubblicata nel 1890 dall'inglese Labouchre sul settimanale sati
rico "Truth" con Austria e Cecoslovacchia indipendenti, cori la Germania
suddivisa e con lo spazio russo sul quale erano le parole: Deserto, stati
per esperimenti socialistici . Cfr. di Arthur Polzer-Hodtz Kaiser Karl,
Zurich 1928, pag.91
In merito al problema della colpa per lo scoppio della prima guerra mon
diale si vedano le conferenze del 9, 10 e 16 novembre 1918 nel ciclo gi
citato nella nota di pag. 4 e gli articoli Zum Welkrieg 1914 - 1918 in 0 .0 .
n.24.
Si vedano le tre conferenze qui sopra citate.
Hugo von Lerchenfeld-Kfering (1843 - 1925), diplomatico, dal 1880 al
1918 ambasciatore bavarese a Berlino e plenipotenziario al Bundesrat.
Kurt Eisner (1867 - 1919) socialista e scrittore. Fu Presidente del Consi
glio bavarese dal novembre 1918 e fu assassinato il 21 febbraio 1919.
Cfr. di Rudolf Steiner: Sintomi storici 0 .0 . n. 185 - Ed. Antroposofica.
Cfr. di Rudolf Steiner: L'iniziazione 0 .0 . n. 10 Ed. Antroposofica.
Si veda ad esempio la conferenza del 5 ottobre 1918 in Die Polaritt von
Dauer und Eitiwickelung Menschenleben - Die kosmische Vogeschichte
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Rudolf Steiner

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18
23

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der Menscheit - 0 .0 . n.184 - R. Steiner Verlag.


Cfr. di Rudolf Steiner la conferenza dei 17 ottobre 1915 in II movimento
occulto nel secolo XIX e il mondo della cultura - 0 .0 . n.254 Ed. Antroposofica.
Leopold von Ranke (1795 - 1886); considerato uno dei maggiori storici
tedeschi; Heriry Thomas Buckle (1821 - 1862), storico.
intesa l'autorizzazione dei comandi tedeschi a far passare Lenin attraver
so la Germania, dalla Svizzera alla Russia, affinch favorisse la rivoluzio
ne russa e il conseguente armistizio.
Si tratta del Memorandum inviato da Rudolf Steiner ai governanti tedeschi
nell917. In italiano pubblicato da ed. Tilopa, Roma.
Era Richard von Kuhlmann, ministro tedesco degli esteri.
Albert Ballin (1857 - 1918), direttore della compagnia di navigazione
Hamburg-America Line.
Georg vonti Hertling (1843 - 1919), professore di Filosofia; dal 1912 Pre
sidente del Consiglio bavarese, Cancelliere dell'Impero dall'ottobre 1917.
Paul von Hintze (1864 - 1941), diplomatico, fu anche ministro degli este
ri.
Friedrich Wilhelm Bernhard von Berg fu dal 16 gennaio all'll ott. 1918
capo del gabinetto civile dell'Imperatore.
Max von Baden (1876 - 1929), ultmio Cancelliere dell'Impero tedesco.
Rudolf Steiner ebbe un colloquio con lui per illustragli la necessit della
triarticolazione sociale.
Paul von Hindenburg (1847 - 1934), Maresciallo tedesco dal 1916 al
1919, e Presidente della repubblica dal 1925 al 1934.
40 Vladimir Ilic Lenin (1870 - 1924): Leon Trotzki (1879 - 1940).
Lo Zarathustra, fondatore della religione dell'antica Persia, oper circa
5000 o 6000 anni prima della guerra di Troia e non la personalit storica
che visse nel sesto secolo a.C. e che sarebbe stato il maestro di Pitagora.
Si veda di Rudolf Steiner la conf. del 19 genn. 1911 in 0 .0 . n.60, in italia
no nel volume Punti di svolta della vita spirituale ed. Tipografia Modene
se 1934.
L'autrice Kristina von Pfeiffer Raimund. Walther Rathenau (1867 1922), industriale, economista e Filosofo, fu ucciso nel 1922 dai predeces
sori dei nazionalsocialisti. Von konnnenden Dingen dei 1917.
Das Reich , Monaco, anno III, voi.3; l'articolo ora nel volume Philosoplie undAnthroposophie 0 .0 . n.35 R. Steiner Verlag.
La scienza occulta 0 .0 . n. 13 Ed. Antroposofica.
Alfred Charles William Hannsworth, visconte di Northcliffe (1865 1922), giornalista inglese e grande editore di giornali. David Lloyd Geor
ge (1863 - 1945), ministro dal 1905 e Primo ministro inglese dal 1916 al
1922.

37 Richard von Kuhlmann, (1873 - 1948) ministro degli esteri dell'Impero te


desco dall'agosto 1917 al luglio 1918.
Cfr. di Rudolf Steiner la conf. del 12 ott. 1918 in O.O. n. 184, gi citata.
Rudolf Steiner parla dell'argomento anche nei suoi Misteri drammatici, e
in particolare nel quarto quadro del Guardiano della soglia, in 0 .0 . n. 14
Ed. Antroposofica.
Cfr. di Rudolf Steiner la conf. del 19 ago. 1918 in Die Wissenschaft von
Werden des Menschen 0 .0 . n. 183 R. Steiner Verlag.
Si veda in merito la gi citata Scienza occulta, al cap. IV.
45 Theobald von Bethmann-Hollweg (1856 - 1921), Cancelliere tedesco dal
1909 all917; Gottlieb von Jagow (1863 - 1935), ministro degli esteri te
desco dal 1913 al 1916.
46 Karl Adami Kaltenbrunner (1804 - 1867), poeta dialettale austriaco, diret
tore del ginnasio a Graz. Robert Hamerling (1830 - 1889), poeta e Filoso
fo; si vedano anche le pagg. 147 e segg. ne I sintomi storici, gi citato.
47 Sir Edward Grey (1862 - 1933), ministro degli esteri inglese dal 1905 al
1916.
47 E' inteso l'imperatore Guglielino II che, dopo l'abdicazione, si era rifugiato
in Olanda e viveva nel castello di Doom.
Si veda la nota di pag. 7.
58 Cfr. di Rudolf Steiner: Anthroposophische Lebensgaben 0 .0 . n. 181 - R.
Steiner Verlag e il gi citato Sintomi storici alla pag. 109 e segg.Herman
Grimm (1828 - 1901), storico dell'arte.
58 Si veda nella rivista citata l'articolo di Hermann Gruber: President Wilson
und die freimaurerei der Vereinigten Staaten unter besonderer
Berucksictigung der Kriegsziele der Wasbingtoner Hochgradbruder 33
59 intesa una conferenza dell'8 nov. 1918 tenuta a Berna, ma non pubblica
ta, perch, incompleta.
60 Robert Michels (1876 - 1936), economista e sociologo, professore all'Uni
versit di Basilea.
63 II testo si riferisce al gruppo scultoreo ligneo, oggi conservato in una sala
dell'attuale Goetheanum a Domach; era destinato ad esser posto sol fondo
della scena del primo Goetheanum. Poich non era terminato, non era an
cora al suo posto e non bruci quindi nella notte di S. Silvestro del 1922,
quando and completamente distrutto dal fuoco il primo Goetheanum che
era tutto in legno.
69 Esodo 20, 4.
69 sempre inteso il gruppo scultoreo ligneo al Goetheanum
80 Si veda di Rudolf Steiner: Tre saggi su Goethe 0 .0 . n. 22; Gli enigmi del
Faust" di Goethe in 0 .0 . n. 57; entrambi presso la Ed. Antroposofica, e
inoltre le due conferenze del 22 e del 24 ott. 1908, anchesse in 0 .0 . n.
57: Wo und wie findet man den Geist? R. Steiner Verlag.
179

Rudolf Steiner
83 Friedrich von Hardenberg Novalis: (1772 - 1801), poeta tedesco; Friedri
ch Wilhelm Joseph Schelling (1775 - 1854), filosofo; con Fichte e Hegel
Uno dei massimi rappresentanti delfidealismo tedesco.
83 Heinrich von Treitschke (1834 - 1896), storico.
83 II testo tedesco mette in rilievo che le radici delle due parole Schein sem
bianza e schn bello sono molto simili tua ovviamente ravviamento non
proponibile in italiano.
84 Cfr. di Rudolf Steiner: Gli enigmi della fdosofia O.O. n. 18, la prima parte
gi pubblicata presso la editrice Tilopa, Roma, e la seconda parte in prepa
razione presso la stessa editrice. In quest'opera si veda il capitolo su Wi
lhelm Heinrich Preuss (1843 - 1909): Geist und Stoff. Erlauterungen des
Verhltinisses Welt und Mensch nack dem Zeugnis der Organismen Oldenburg 1882.
84 143 Charles Darwin (1809 - 1882), naturalista inglese, medico, geologo e
botanico.
89 Leggendo questa conferenza sar bene tener presente che essa fu tenuta a
Berna, di fronte cio a un pubblico diverso da quello di Domach che ave
va ascoltato le conferenze precedenti. Per questo alcuni degli argomenti
gi esposti sono spesso qui riassunti.
93 Cfr. di Rudolf Steiner la conf. dell'11 die. 1918 in Sitlicbes, soziales und
religises Leben vom Gesichtspunkte der Anthroposophie O.O. n. 72 R.
Steiner Verlag.
95 Rudolf Steiner: I capisaldi delleconomia O.O. n.340 - Ed. Antroposofica.
100 Karl Marx (1818 - 1883). Il manifesto dei partito comunista apparve ano
nimo nel!848 e fu scritto in comune fra Marx e Engels (1820 - 1895) nel
1847-48.
101 La fdosofia della libert O.O. n. 4 Ed. Antroposofica.
101 La missione di singole anime di popolo O.O. n. 121 - Ed. Antroposofica.
101 Si vedano in merito di Rudolf Steiner: Teosofia O.O. n. 9 e Iniziazione
n.10 - e inoltre gli incontri col Guardiano della soglia dei diversi perso
naggi dei quattro misteri drammatici di Rudolf Steiner: La porta dell'ini
ziazione, La prova dell 'anima, Il Guardiano della soglia, Il risveglio delle
anime O.O.n. 14 - tutti pubblicati da Ed. Antroposofica.
103 Si veda di C.G.Harrison: The transcendental Universe London, 1893.
106 Cfr. di Leon Trotzki: La potenza sovietica e l'imperialismo internaziona
le.
106 Maxim Gorki (1868 - 1936), scrittore russo. La frase citata tratta dal
quarto atto del suo Asilo notturno.
109 Adam Smith (1723 - 1790), Filosofo ed economista scozzese.
I l i Thomas Robert Malthus (1766 - 1834, teologo e sociologo.
I l i Ferdinand Lassalle 1824 - 1864, capo socialista tedesco.
I l i David Ricardo 1772 - 1823, economista inglese.

112 Claude Henry, de Saint Simon (1760 - 1825), fondatore della prima scuo
la socialistica; Auguste Comte (1798 - 1857), fondatore della filosofia positivistica;Louis Blanc (1811 - 1882), storico e politico.
112 Karl Mane (1818 - 1883), Friedrich Engels (1820 - 1895), fondatori del
ComuniSmo teorico.
113 Franz Mehring (1846 - 1919), scrittore socialista. L'opera citata di Lessing (1729 - 1781) : Die Lessing Legende. Zur Geschichte und Kritik des
preussischen Despotismus und der klassischen Literatur 6a ediz. Stuttgart
1919.
113 Karl Kautski (1854 - 1938), politico tedesco; succedette a Engels nella di
rezione del movimento operaio. E' considerato il rappresentante del revi
sionismo.
114 Si veda il gi citato Sintomi storici.
114 Lujo Brentano (1844 - 1931), Gustav Schmoller (1843 - 1917), Wilhelm
Roscher (1817 -1894), economisti.
121 Si veda il gi citato Sintomi storici.
121 Nicolaj Alexandrovic Berdjajev (1874 - 1948)
123 Friedrich Nietzsche (1844 - 1900).
123 Richard Avenarius (1843 - 1896), filosofo francese; professore prima a
Lipsia e poi a Zurigo, fond rempiriocriticismo che influ molto sul reali
smo americano ed ebbe risonanza in Russia per la fomnazione dell'ideolo
gia sovietica; Ernest Mach (1838 - 1916), fisico e pensatore tedesco; con
Averiarius uno dei principali rappresentanti deH'empiriocriticismo.
124 Ad esempio nella conf. del 30 genn.1915 in O, O. n. 161. In italiano nella
rivista"Antroposofia", anno 1961, pag.206.
125 Friedrich Adler (1879 - 1960); il 21 ott. 1916 uccise il Primo ministro au
striaco Sturgkh.
125 Si veda pag. 144 del gi citato Sintomi storici.
126 Gustav von Schnioller (1838 - 1917), economista e storico, capo della co
siddetta giovane scuola storica; Franz Brentano (1838 - 1917), psicologo
tedesco; Adolph Wagner (1835 - 1917), economista tedesco; Herbert
Spencer (1820 - 1903), Filosofo inglese:Jhon Stuart Mill 1806 - 1873, fi
losofo inglese.
127 Karl Liebknecht (1871 - 1919), capo socialista; fu ucciso a Berlino dalle
truppe governative per aver preso parte alla rivolta spartachista del 1919.
127 Si veda a pag. 119 del gi citato Sintomi storici e il eap. XXVIII de La
mia vita O.O. n. 28 Ed. Antroposofica.
127 Tito Livio 59 a.C. - 17 d.C., storico romano.
127 In merito ai re di Roma si veda anche di Rudolf Steiner: La leggenda del
tempio e la Leggenda aurea in O.O. n. 93 Efd. Antroposofica.
131 Dopo la costituzione nel 1902 della Sezione Tedesca della Societ Teoso
fica, di cui Steiner divenne segretario, inizi la pubblicazione della rivista
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Luzifer che nel 1904 si fuse con la rivista Gnosis di Vienna, divenen
do cos Luzifer - Gnosis, e su di essa Steiner pubblicava articoli per
presentare la scienza dello spirito poi raccolti nel volume n.34 di O.O.
Nella rivista apparve anche nel 1905 laiticolo citato nel testo, in italiano
in appendice al volume di Rudolf Steiner: I punti essenziali della questio
ne sociale 0 .0 . n.23 Ed. Antroposofica.
Nel numero del 14 die. 1918 del "Basier Nachrichten", il pi diffuso gior
nale di Basilea, vi era un annuncio su mezza pagina per sollecitare dona
zioni allo scopo di costruire um Wilsonianuni in onore del "salvatore di
tutta l'umanit, del pi giusto cavaliere per la pace nel mondo, del pi ge
niale e abile riformatore del mondo, del pi geniale e potente liberatore
dei popoli, dei pi grande uomo vivente".
Partito politico russo, di tendenze moderate e riformiste, costituito nel
1904; cos denominato per le dLIC parole che ne formavano il nome:
"Konstitutionell - Dcmokratisch", abbreviate in K + D, e pronunciate ap
punto "Kadett".
Enigmi dellanima 0 .0 . n. 21 Ed. Antroposofica: il testo si riferisce alla
sesta appendice: "Le connessioni fisiche e spirituali dell'entit umana".
Si veda il gi citato Sintomi storici.
Cfr. di Rudolf Steiner: Zeitgeschichtlice Betrachtungen, 1 e II 0 .0 . n. 173
e 174 R. Steiner Verlag. In merito alla carta geografica citata nel testo si
veda la nota di pagg. 20.
II cristianesimo come fatto mistico 0 .0 . n.8 Ed. Antroposofica.
Si veda la gi citata Scienza occulta.
Le cifre riportate nel testo si riferiscono al 1918; oggi sono molto diverse:
popolazione e forza-lavoro sono molto aumentate e in proporzione la se
conda pi della prima. Il concetto esposto nel testo acquista quindi un
maggior valore.
Si veda la gi citata Iniziazione.
A pag. 151 della gi citata Prova dellanima il Gran Maestro dice: "la lot
ta che ci apprestano i nostri awersari/ solo un'immagine di quella guerra
immane/che nel cuore una potenza incessantemente/deve condurre, per
ostilit, contro tutte le altre potenze".
Theophrastus Bombastus Paracelsus von Hohenheim (1493 - 1541); Jakob
Bhme (1575 - 1624). Si veda in merito di Rudolf Steiner: I mistici all'al
ba della vita spirituale dei nuovi tempi 0 .0 . n. 7 Ed. Antroposofica.
Si veda la nota di pag. 107.
Lettera ai Galati 2, 20.
Luca 2, 14.
Nicola Copernico (1473 - 1543), astronomo polacco, matematico, medi
co, giurista, umanista e canonico; Galileo Galilei (1564 - 1642) ;Giordano
Bruno (1548 - 1600).

167 I tre articoli apparsi sulla rivista citata sono a firma di O. Zimmermann
S.J. e si intitolano: Antroposophische Irrlehren Mensch und Christ
nach antroposophischer Vorstellung, Der Antroposophische Mistizismus.
168 Si vedano la nona e la decima conferenza in questo volume.
171 Cfr. di Rudolf Steiner: Natura interiore delluomo e vita tra morte e nuo
va nascita. O.O. n. 153 Ed. Antroposofica, a pag.155 e segg.
175 Si veda la prima conferenza in questo volume.

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