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1
Corso di Sperimentazioni di Fisica 2
Elettromagnetismo e Circuiti

A.A. 2013-2014

Indicazioni per lanalisi dei dati







M. Lunardon e-mail: marcello.lunardon@unipd.it
2 2
Indicazioni per lanalisi dei dati
Lanalisi dati delle esperienze di laboratorio

1. Relazioni e logbook: descrizione del materiale disponibile e
indicazioni per la presentazione dei dati raccolti e dei risultati
2. usare la deviazione standard come incertezza da attribuire alle
misure
3. identificare eventuali correlazioni tra le gli errori di misura nelle
grandezze derivate per propagare correttamente lincertezza
4. identificare e utilizzare correttamente i contributi allincertezza di
carattere casuale e quelli di carattere sistematico.
2
3
1. logbook e relazioni
4
Relazioni e Logbook
Esempio di logbook
Il logbook un foglio con una copia dei dati
raccolti e con qualche calcolo di controllo
per verificare, durante lesperienza, che si
stiano prendendo misure sensate.

Il foglio va riconsegnato al termine della
giornata, anche se lesperienza non fosse
stata completata
valori di controllo (senza calcolo dellincertezza)
tabelle con le misure effettuate:
valori letti
scale di lettura
unit di misura
dati e misure
da registrare
nomi e firme
3
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Relazioni e Logbook
Esempio di indicazioni per lesperienza
Descrizione dellesperienza
indicazioni su cosa misurare e come:
leggere con attenzione!
risultati dellanalisi dati:
schema elettrico dei circuiti utilizzati
misure dirette con incertezza strumentale
fit lineari
grafici dei residui
calcolo di grandezze derivate e della loro
incertezza
formule (quando richiesto)
confronti e verifiche di compatibilit (quando
richiesto)
risultati finali (attenzione a cifre
significative e arrotondamenti!)
Relazione
6
2. usare la deviazione standard come
incertezza da attribuire alle misure
4
7
Uso della deviazione standard
Caso di N misure ripetute affette solo da errori casuali

x
=
(x
i
x )
2
i

N 1
N
s
s
x x
=
- miglior stima (risultato della misura): media aritmetica

- dispersione delle misure: deviazione standard
x
~ s.q.m.

- incertezza sul risultato: stdev della media

=
=
N
i
i
x
N
x
1
1
- totale assenza di errori sistematici (misure indipendenti)
- condizioni di ripetibilit : stesso procedimento, stesso osservatore, stessi
strumenti nelle stesse condizioni, stesso luogo, vicine nel tempo,;
- media e possono sempre essere calcolate, ma acquistano significato
per N sufficientemente grande ( ~10 (!));

tipiche condizioni di misura:
singola misura ottenuta con uno strumento di cui sono date solo alcune caratteristiche
gruppo di misure ottenute con uno stesso strumento affetto da errori sistematici (misure
correlate)

Cosa fare quando queste condizioni non sono verificate: le misure delle
esperienze di Sperimentazioni di Fisica 2
8
Un modo abbastanza diffuso di quantificare lincertezza di una misura, soprattutto in
campo ingegneristico-pratico, quello di fornire un intervallo che include sia gli
errori casuali che quelli sistematici.

Errore massimo intervallo allinterno del quale
siamo certi di trovare il valore vero:
anche le specifiche della maggior parte degli strumenti forniscono
tipicamente degli intervalli di accuratezza. Ad esempio, per il multimetro
digitale Fluke 111: per una misura di tensione con V
FS
= 6000 mV
vengono forniti i valori di 0.7% rdg + 2 dgt con cui si calcola in pratica
lerrore massimo V da attribuire alla lettura effettuata
x
v
[ x
0
-
x
, x
0
+
x
]
nelle descrizioni tecniche di pezzi di meccanica o elettronica viene
spesso riportato lintervallo massimo di tolleranza
Uso della deviazione standard
Accuratezza e tolleranza: lerrore massimo come tale pi un concetto da fisici.
Spesso lintervallo di incertezza da attribuire alla misura (o al dato di riferimento)
viene identificato con laccuratezza o con la tolleranza, ma in genere il significato
statistico di questi intervalli (non sempre propriamente) quello di un errore
massimo.
5
9
Uso della deviazione standard

concettualmente semplice e naturale

spesso il dato fornito direttamente dallo strumento

va bene per misure semplici
problematico nella misura di grandezze derivate
come si propaga?
cosa succede in presenza di errori sistematici?
luso dellerrore
massimo per
grandezze derivate
porta a una generale
sovrastima dell
incertezza
Vantaggi e svantaggi dellerrore massimo
Raccomandazione ISO/BIPM

x
= < (x < x >)
2
>
Se f(x) la distribuzione
densit di probabilit:
< x > = x f (x) dx


x
2
= (x < x >)
2
f (x) dx

Quantificare lincertezza
x
con la deviazione standard:
10

x
=
x
6
~ 0.41x
Altre possibili distribuzioni:
ad esempio la distribuzione triangolare:

x
=
d
12
=
2x
12
=
x
3
~ 0.58x
Ipotesi conservativa: distribuzione uniforme
Conosciamo solo lerrore massimo x ma non f(x). Come si determina la ?
E necessario fare unipotesi di distribuzione di probabilit
nellintervallo [x-x , x+x] :
f (x)
x x
1
2x
f (x)
x x
Uso della deviazione standard
Dallerrore massimo alla deviazione standard
Regoletta generale che useremo in laboratorio: sigma = 0.6 * delta
6
11
3. correlazione tra gli errori di misura
nelle grandezze derivate
12
Errori di scala e di zero
Principali errori (potenzialmente) sistematici degli strumenti del
laboratorio:


errore di scala o di guadagno: la risposta dello strumento amplificata
o attenuata di un fattore costante k su tutta la scala di lettura:
x kx
errore di zero o offset: lo strumento fornisce sempre una misura
aumentata di una quantit fissa z su tutta la scala di lettura:
x x + z (quindi a 0 segna z...)
altri errori sistematici: alinearit, derive termiche, instabilit temporale
7
13
Misure ripetute fatte con un singolo strumento affetto
da errore di scala k avranno una distribuzione di
larghezza k
r
non centrata su x
v

x
v
<x>

k
r
(k-1)x
v
Uno strumento affetto da errore di scala o guadagno
Errore di scala o di guadagno: la risposta dello strumento amplificata
(o attenuata) di un fattore costante k su tutta la scala di lettura
Ogni strumento avr un k diverso e dar una
distribuzione centrata in punti diversi. La
distribuzione totale delle misure sar quindi pi
larga e centrata ora su x
v

Se consideriamo M strumenti diversi
x
v
k
r

x
<x>

Errori di scala e di zero
14
Lincertezza totale sulla misura con errore di scala
k
sar dunque :

x
=
r
2
+ x
r
2

k
2
In generale per uno strumento k fisso ma ignoto: < k >=1,
k
Errore di scala o di guadagno: la risposta dello strumento amplificata
(o attenuata) di un fattore costante k su tutta la scala di lettura
x = x
r
+ z
x
2
=
r
2
+
z
2
Errore di zero o offset: lo strumento fornisce sempre una misura
aumentata di una quantit fissa z su tutta la scala di lettura
z fisso e ignoto: < z >=0,
z
x = k x
r
Posto si ha:

x
la larghezza della distribuzione di
N misure fatte con M strumenti diversi

x
x
v

x
2
= k
2

r
2
+ x
r
2

k
2
=
r
2
+ x
r
2

k
2
Errori di scala e di zero
8
15
Le indicazioni del costruttore forniscono come accuratezza della misura un errore
massimo () che si compone di due contributi:
= % del valore letto + numero di digit
Il numero di digit tiene conto essenzialmente delle incertezze di troncamento,
offset, linearit e derive termiche. Viene espresso in valore assoluto, con un
numero intero di unit corrispondenti allultima cifra visualizzata sul display (quella
pi a destra).
Lincertezza delle misure col multimetro digitale
La % del valore letto tiene conto delle incertezze sul guadagno della circuiteria
interna.
quindi a tutti gli effetti un errore di scala (potenzialmente sistematico)
generalmente il termine predominante
Per semplicit nellanalisi dei dati considereremo:
la % del valore letto: incertezza pura di scala
il numero di digit: incertezza a distribuzione puramente casuale
dal punto di vista statistico un termine misto,
cio in parte a distribuzione puramente casuale
(troncamento), in parte di tipo sistematico (offset,
linearit, derive,...)
importante per piccoli valori letti
1dgt = 0.01 V
Errori di scala e di zero
16
Valore letto e fondo scala selezionato: R1 = 2.764 k - F.S. 6 k

dgt
=
r
= 0.58R
dgt

%
= 0.58R
%
= 0.580.9%R = 0.52%R
2) passaggio alla dev. standard:
2 2
% dgt R
+ =
(R1) = (0.0144
%
0.0006
dgt
) k = 0.014 k

(R2) = (0.02
%
0.12
dgt
) = 0.12
3)
r
e
k
indipendenti, si possono sommare:
quasi tutto di guadagno
quasi tutto di digit
somme in quadratura
R2 = 4.6 - F.S. 600
Specifiche del costruttore per il FS 6.000 kOhm: R = 0.9% + 1 dgt
*** Attenzione: i valori di % e dgt dipendono sia dal tipo di grandezza misurata
che dal FS scelto! ***
per il FS 600.0 Ohm: R = 0.9% + 2 dgt
Esempio 1: misure di due resistenze con il Fluke 111
Calcolo dellincertezza:
1) errore massimo : R1 = 0.009R1 + 0.001 = 0.025 + 0.001 = 0.026 k

(come da specifiche) R2 = 0.009R2 + 0.2 = 0.04 + 0.2 = 0.2

%

dgt

9
17
Il risultato finale delle due misure sar quindi:

R1 = 2.764 0.014 k

R2 = 4.6 0.1
Esempio 1: misure di due resistenze con il Fluke 111
N.B. essendoci ila questione del troncamento nellultima cifra, si potrebbe pensare che
la speranza matematica di R1 sia 2.7645 kOhm, cio aumentata di 1/2 digit rispetto
al valore letto.
Nella pratica i multimetri sono tarati in fabbrica in modo che il valore letto sia
effettivamente il centro della distribuzione dei possibili risultati. Infatti, come riportato
sul manuale, la misura da intendersi:

X = Valore_letto intervallo_di_accuratezza (stdev per noi...)

cio un intervallo simmetrico rispetto al valore sul display.
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Correlazione tra gli errori di misura
Nelle grandezze derivate, i contributi casuali e quelli sistematici
dellincertezza si propagano in maniera differente ( correlazione).
Per gli errori di zero e scala tenere conto della correlazione nel calcolo
dellincertezza abbastanza semplice: si possono infatti esplicitare gli
errori nella formula e propagarli come variabili indipendenti
1) sostituire x x
r
+ z e/o x kx
r

2) propagare lincertezza con la solita formula per le variabili
indipendenti utilizzando
r
per x
r
,
z
per z e
k
per k
y = f (x
1
, x
2
) y = f (kx
1,r
, kx
2,r
) = f (x
1,r
, x
2,r
, k)

2
(y) =
f
x
1

r
2
(x
1
) +
f
x
2

r
2
(x
2
) +
f
k

k
2
Esempio: per la grandezza y funzione di x
1
e x
2
con lo stesso errore di scala:
10
19
Esempio 2: misura della differenza tra due resistenze R1 e R2 di valore
simile misurate con il Fluke 111

Valori letti: R1 = 276.4 e R2 = 270.1
Fondo scala selezionato: F.S. = 600.0
R1 e R2 sono state misurate con lo stesso strumento e con la stessa scala di
lettura => gli errori di R1 e R2 sono correlati
correlazione: i due k
R
sono uguali e li possiamo raccogliere. Ora R espressa
come funzione di 3 variabili indipendenti:
R = f (R1
r
, R2
r
, k
R
)
(R1) = 1.4
(R2) = 1.4
quasi interamente
dovuto al guadagno Incertezza totale delle
singole misure (vedi
esempio precedente):
2 2
% dgt R
+ =

R = R2 R1= k
R
R2
r
k
R
R1
r
= k
R
(R2
r
R1
r
)
Se scriviamo esplicitamente lerrore di scala:
R = R2 R1= f (R1, R2)
R funzione di 2 variabili, che per non sono
indipendenti: per il calcolo della (R) non bastano
le (R1) e (R2), serve anche la loro correlazione
20
Esempio 2: misura della differenza tra due resistenze R1 e R2 di valore
simile misurate con il Fluke 111

2
(R) =
R
R1

R1,r
2
+
R
R2

R2,r
2
+
R
k
R

k
R
2
=
= k
R
2

R1,r
2
+k
R
2

R2,r
2
+R
2

k
R
2
=
R1,r
2
+
R2,r
2
+R
2

k
R
2

R = R2 R1= k
R
R2
r
k
R
R1
r
= k
R
(R2
r
R1
r
)

(R) = (0.12)
2
+ (0.12)
2
+ 6.3
2
(0.0052)
2
= 0.17 R = 6.3 0.2
0.16 Ohm a distribuzione casuale (digit)
0.03 Ohm a carattere sistematico (errore di scala)
incertezza totale quasi interamente casuale: la parte sistematica si praticamente
cancellata! Non considerando la correlazione nella propagazione avremmo trovato un
valore (sbagliato!) 10 volte pi grande!
11
21
Effetto degli errori di zero e di scala sul fit lineare di dati totalmente correlati
Dati con errore di scala sulle tensioni: Dati con errore di zero sulle tensioni:
nessun effetto
sui residui!!!
Correlazione tra gli errori di misura
22
In presenza di dati correlati da errori sistematici di zero e/o scala (misure
fatte con un unico strumento), i parametri della retta vengono modificati,
ma la qualit del fit resta invariata (residui regolari).
retta: y = mx + c m c
z
x
0 m
r
c
r
mz
x

z
y
0 m
r
c
r
+z
y

k
x
1 m
r
/ k
x
c
r

k
y
1 m
r
k
y
c
r
k
y


(m | k
y
) = m
k
y

m
=
m, fit
2
+ m
2

k
y
2
Per tenere in conto le possibili deviazioni prodotte dagli errori sistematici di
zero e scala (che sono incognite) occorre aggiungere allincertezza del fit
il contributo dellincertezza sistematica
Esempio: fit con
errore di scala sulle y:
Attenzione: k
y
ignoto non
ky
e non si pu quindi correggere il valore di m!
Correlazione tra gli errori di misura
12
23
Corrente [mA] I
FS
[mA] Tensione [V] V
FS
[V]
1.0 200 0.11 20
4.7 200 0.50 20

Fit lineare
m = 0.109293 0.000127
c = -0.007705 0.003241

y
= 0.005520
(m,c) = -0.842602
2) costruzione del grafico V ( I )
1) registrazione dei dati in tabella
N.B.: (m,c) il coeff. di correlazione tra i
parametri della retta (non tra le x e le y!!!)
Esempio 3: misura della resistenza di un filo di Stablohm
Misura voltamperometrica della resistenza di un filo di Stablohm lungo 1 m
e diametro 127 m
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3) costruzione del grafico dei residui
residui regolari


fit OK, si procede
R = m=109.293

(R)
stat
=(m) = 0.127
(R)
syst
=(R | k
V,I
) = 0.501
4) valore della resistenza e stima delle incertezze
lincertezza di scala dei multimetri si ripercuote in un
contributo aggiuntivo (sistematico) allincertezza totale:

m
tot
=
m, fit
2
+m
2

k
V
2
+m
2

k
I
2
R =109.3 0.5
5) presentazione finale dei risultati
notare approssimazioni
e unit di misura!
opp. R =109.29 0.52
(R)
tot
=
stat

syst
= 0.517
Esempio 3: misura della resistenza di un filo di Stablohm
13
25
Residui FILO7
-0,0012
-0,001
-0,0008
-0,0006
-0,0004
-0,0002
0
0,0002
0,0004
0,0006
0,0008
0 20 40 60 80 100 120
I(mA)
R
e
s
i
d
u
i
R e s i d u i F I L O 6
-0, 004
-0, 003
-0, 002
-0, 001
0
0, 001
0 0, 2 0, 4 0, 6 0, 8 1 1, 2
L ( m)
Questi punti possono essere ragionevolmente rimossi (anche se distano meno di
3 sigma dallo zero!), si ripete il fit e si ripete il test dei residui
Esempio di punti anomali in un fit lineare
Esempio 3: misura della resistenza di un filo di Stablohm
26
Nella verifica di compatibilit tra due misure il valore che andiamo a
confrontare la differenza delle misure rispetto al valore atteso (zero)

C =
|
atteso
|

= pull()

= x
1
x
2
Dove la variabile sotto verifica appunto e la sigma al
denominatore la deviazione standard della differenza.
Attenzione: se c una qualche correlazione tra le incertezze di x
1
e x
2
:

=
1
2
+
2
2

=
1
2
+
2
2
2cov(x
1
, x
2
)
NO!
Correlazione tra gli errori di misura
14
27
(V
AB
) = 21 mV
(V
1
) = 10 mV
(V
2
) = 10 mV
quasi interamente a carattere
sistematico (errore di scala)
Incertezza totale delle
singole misure:
Specifiche del costruttore per il FS 6V: V = 0.7% + 2 dgt (errore massimo...)
Valori letti: V
AB
= 5.009 V, V
6
= 2.505 V, V
5
= 2.506 V

Fondo scala selezionato: F.S. = 6.000 V
La relazione da verificare sar dunque: V
AB
- V
6
- V
5
= 0
V =V
AB
V
6
V
5
= 2 mV V = k
V
V
AB,r
k
V
V
6,r
k
V
V
5,r
= k
V
(V
AB,r
V
6,r
V
5,r
)

(V) = (1.2)
2
+ (1.2)
2
+ (1.2)
2
+ 2
2
(0.0041)
2
= 2.1 mV V = 2.0 2.1 mV

C =

= 0.96
Esempio 4: verifica che la d.d.p tra A e B uguale alla
somma delle cadute di potenziale su R6 e R5 (Fluke 111)

28
4. incertezza casuale e sistematica
15
29
In generale nellincertezza di una misura possibile individuare una
parte di carattere casuale e una di carattere sistematico
diciamo contributo casuale (o statistico) (
r
) la parte di incertezza
associata agli errori casuali. In linea di principio il contributo casuale
pu essere reso piccolo a piacere eseguendo un numero N
sufficientemente grande di misure ripetute ( errore della media);
il contributo sistematico invece la parte di incertezza associata
agli errori sistematici derivanti dagli strumenti, dalluso di formule
approssimate, etc... Il contributo sistematico non si riduce eseguendo
misure ripetute.
nelle grandezze derivate, il contributo casuale e quello sistematico si
propagano in maniera differente ( correlazione). Per questo
importante identificare nellincertezza entit e natura dei due contributi.
Contributo casuale e sistematico allincertezza
30
ISO/IEC GUIDE 99:2007(E/F)
Errore sistematico o casuale: caratteristica assoluta o relativa?
ISO: International Organization for Standardization / IEC: International Electrotechnical Commission
Contributo casuale e sistematico allincertezza
1
31
Misuro una grandezza Y in modo indiretto. Per misurare Y utilizzo un
apparato che contiene una resistenza R. Il risultato della misura dipende,
tra le altre cose, dal valore di R.
Y =Y(X
1
,..., X
n
, R)
La non precisa conoscenza di R (lincertezza di R) si ripercuote come un
contributo allincertezza sul valore della Y :

2
(Y) =
2
(Y | X
1
) +... +
2
(Y | R)
Contributo di R allincertezza di Y:
casuale o sistematico ?
Caso A) ho a disposizione un solo apparato e il valore di R viene fornito
insieme allapparato ( R
R
). Con questo faccio N misure ripetute di Y e
trovo il valore medio.

In questo caso
2
(<Y >| R) sistematico casuale
Esempio 5
32
Caso B) ho a disposizione N apparati simili (ognuno con la sua R
R
) e
con ciascuno di questi faccio una misura di Y e poi la media.

In questo caso

2
(<Y >| R) sistematico casuale
Caso C) ho a disposizione N apparati simili e con ciascuno di questi faccio
una misura di Y e poi la media. Ho per la possibilit di misurare tutte le
R
i
con un multimetro molto pi preciso della precisione nominale:

In questo caso
2
(<Y >| R) sistematico casuale
Caso D) ho a disposizione un solo apparato con cui posso fare una sola
misura di Y.

In questo caso
2
(Y | R)
sistematico casuale
Esempio 5
17
33
ISO/IEC GUIDE 99:2007(E/F)
Sistematico o casuale?

dipende dal contesto: da come stata fatta la misura e
dalluso che se ne fa in seguito
la sistematicit degli errori tipicamente associata a una
presenza di correlazioni tra gli errori stessi
lenunciato ISO/IEC quindi il criterio da applicare al
contesto per decidere come classificare lerrore
Contributo casuale e sistematico allincertezza
34
Altri esempi
18
35
Esempio 6: misura di tensione
1)
dgt
(V) =1.2 dgt 1 mV =1.2 mV
2)
%
(V) =V 0.41%=V 0.0041= 5.010V 0.0041= 20.5 mV

TOT
(V) =
%
2
+
dgt
2
= 20.6 mV
intervallo omogeneo con la
grandezza misurata (Volt).
Lo consideriamo come un
errore casuale o statistico
anche questo un intervallo omogeneo con la
grandezza misurata (Volt). E un errore di tipo
sistematico rispetto alle altre misure effettuate
con lo stesso strumento e lo stesso FS
incertezza totale per la singola misura,
omogenea con la grandezza misurata (Volt)
Misura: V = 5.010 V V
FS
= 6 V
Specifiche del multimetro per il FS 6V: 0.7% + 2 dgt errore massimo
passando alle deviazioni standard: 0.41% 1.2 dgt sigma
Lincertezza strumentale sulla misura di V composta da 2 pezzi (formuletta standard):
36
Unaltra forma equivalente: scriviamo esplicitamente il fattore di scala
1) V
r
= <V >
r
= <V >
dgt
= 5010.0 1.2 mV
2) k
V
= < k
V
>
k
V
=1 0.41%=1.0000 0.0041

TOT
(V) =
V
V
r

r
2
+
V
k
V

k
V
2
= k
V
2

r
2
+V
r
2

k
V
2
=
dgt
2
+
%
2
= 20.6 mV
Incertezza sul fattore
di scala, numero puro
V
r
la grandezza misurata, con u.d.m. (Volt),
considerata affetta solo da errori casuali
Esempio 6: misura di tensione
k
V
il fattore di scala ed un numero puro.
Il suo valore di aspettazione 1
incertezza casuale sulla
grandezza, omogenea con
la grandezza stessa (Volt)
V
r
e k
V
sono statisticamente indipendenti. Calcolando la varianza con la nota
formula di propagazione si ritrova la formuletta della slide precedente...
Misura: V = 5.010 V V
FS
= 6 V
Specifiche del multimetro per il FS 6V: 0.7% + 2 dgt errore massimo
passando alle deviazioni standard: 0.41% 1.2 dgt sigma
V = k
V
V
r
19
37
Misure dirette:
V
0
= 5.017 V V
FS
= 6 V
V = 5.003 V V
FS
= 6 V
I = 164.5 mA I
FS
= 200 mA
V
0
= 501721 mV
V = 500321 mV
I =164.50.7 mA
incertezze totali sulle
grandezze misurate
Valore finale misure dirette:
Esempio 7: misura di R
G

TOT
(V
0
) = (50170.0041)
2
+1.2
2
= 20.6 mV

TOT
(V) = (50030.0041)
2
+1.2
2
= 20.5 mV

TOT
(I ) = (164.50.0043)
2
+0.06
2
= 0.71 mA
Incertezze strumentali:
Specifiche: per il Fluke FS 6V: 0.41% + 1.2 dgt sigma
per il T110B FS 200 mA: 0.43% + 0.6 dgt sigma
gi espresse come
deviazioni standard...
A
A
B
A
A
B
1) 2)
R
G
=
V
0
V
I
38
R
G
=
V
0
V
I
= R
G
(V
0
, V, I ) Misura indiretta:
funzione di 3 variabili, di cui 2 con errori NON statisticamente indipendenti
(le 2 tensioni misurate con lo stesso multimetro e lo stesso FS)
per calcolare lincertezza occorrono 4 numeri:
le deviazioni standard di V
0
, V e I
la correlazione tra gli errori di V
0
e V (coeff. di corr. o covarianza)
Esempio 7: misura di R
G

in questo modo abbiamo trasformato R
G
in una funzione di 4 variabili con errori
indipendenti => si pu utilizzare la nota formula di propagazione delle varianze
senza correlazioni (useremo le deviazioni standard di V
0
, V, I e k
V
)
R
G
=
k
V
V
0,r
k
V
V
r
I
=
k
V
(V
0,r
V
r
)
I
= R
G
(V
0,r
, V
r
, k
V
, I )
Incertezza della misura indiretta:
correlazione: i due k
V
sono
uguali e li possiamo raccogliere
20
39
(R
G
) =
R
G
V
0,r

V
0
,r
2
+
R
G
V
r

V,r
2
+
R
G
k
V

k
V
2
+
R
G
I

I
2
=
=
1
I

V
0
,r
2
+
1
I

V,r
2
+
V
0,r
V
r
I

k
V
2
+
V
0,r
V
r
I
2

I
2
= 0.010
V
0,r
= 5017.0 1.2 mV
V
r
= 5003.0 1.2 mV
k
V
=1.0000 0.0041
I =164.50.7 mA

con:
incertezze casuali (dgt) per i V
incertezza totale per I: in questo caso non servito
esplicitare leffetto di scala per le correnti. Se avessimo usato
k
I
I
r
al posto di I si otteneva lo stesso risultato (a meno di
piccole differenze dovute allapprossimazione lineare)
incertezza sul fattore di scala: numero puro
R
G
=
k
V
V
0,r
k
V
V
r
I
=
k
V
(V
0,r
V
r
)
I
=
1 (50175003)
164.5
= 0.085
Calcolo della misura indiretta e della sua incertezza :
Esempio 7: misura di R
G