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Com’è organizzato questo volume:


libro e DVD
Per cominciare... l’acustica e la scrittura musicale
Nelle prime pagine del libro puoi trovare le informazioni fondamentali sulla formazione, la propagazione e le carat-
teristiche del suono, seguite dalle istruzioni per leggere e scrivere le note sul pentagramma.
Gli argomenti possono essere trattati sul libro e parallelamente sul DVD interattivo. Il DVD può essere utilizzato sul
PC a casa, oppure – in classe – sulla LIM (lavagna interattiva multimediale).

Le pagine di acustica e di scrittura


musicale nel DVD si “animano” e
diventano sonore, per illustrare con
maggiore efficacia i concetti.

Anche la durata delle figure musicali


nel DVD viene rappresentata
attraverso animazioni sonore.
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I metodi e la teoria
La finalità di questa parte del libro è quella di insegnarti a suonare uno o più strumenti a tua scelta (flauto, chitarra o
tastiera). Per far questo è necessario che tu conosca le principali regole di teoria musicale, che troverai presentate via
via e subito applicate all’esecuzione strumentale o vocale. L’obiettivo è quello di farti mettere in pratica immediata-
mente le conoscenze, esercitandoti con brani molto noti.
Tutte le pagine dei Metodi sono presenti anche nel DVD in forma interattiva, con icone “cliccabili”, per ascoltare basi,
fare dettati, zoomare sugli schemi delle note e degli accordi, seguire i filmati del videometodo e altro ancora.

Dalla pagina del libro


puoi passare a quella
del pdf nel DVD.
Qui troverai i pulsanti
che segnalano gli
esercizi interattivi.

Le pagine si aprono con la spiegazione


delle figure musicali, seguita dalla
lettura ritmica e dall’esercitazione
immediata «Vivi il ritmo».

Nella barra di navigazione del DVD Con un clic sul pulsante


trovi due livelli di zoom per ingrandire «Ascolta» puoi far partire
a piacere tutte le immagini che lo schema ritmico del
compaiono sul monitor. brano che stai studiando.
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Sulla pagina di destra vengono Cliccando sull’icona potrai ascoltare le note cantate e
presentate la nota (con la posizione dovrai scriverle sul pentagramma. Puoi ascoltare il
sul pentagramma) e la sua pausa. dettato per intero o una battuta per volta.

Lo schema grafico che indica la posizione delle


note su chitarra, flauto e tastiera si può
zoomare e ingrandire, per una visione più chiara.

3
Ogni argomento trattato presenta esercizi tecnici e una serie
di brani musicali. Gli spezzoni di canzoni famose sono
presentati in due versioni:
• versione studio (rallentata), per un approccio facilitato;
• base (a velocità normale, con melodia e accompagnamento).

Cliccando sul pulsante «Videometodo», puoi


aprire il filmato relativo: vedrai scorrere sul
pentagramma elettronico le note che si
colorano in sincronia con la base.
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Anche le sigle degli


accordi presenti nella
sezione di brani per
l’accompagnamento
sono interattive: un
clic sulla sigla e
compaiono le posizioni
degli accordi su
tastiera e chitarra.

4
La tastiera virtuale
Si tratta di una tastiera musicale che compare sul monitor e che ha le funzioni di uno strumento reale. Si suona premen-
do i tasti con il cursore del mouse oppure, se utilizzata in classe con la LIM, semplicemente toccandoli con le dita.

Anche la tastiera può essere ridotta o


ingrandita a piacere grazie ai tasti dello zoom.

Cliccando sulla scritta «Pentagramma» che


compare nel display della tastiera, si attiva
un rigo musicale sul quale si colorano le note
corrispondenti ai tasti premuti.

È possibile attivare la tastiera


dalla barra degli strumenti in
qualsiasi momento su ogni
pagina aperta del DVD.
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Per iniziare
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L’acustica
COME SI PROPAGANO I SUONI
L’udito
L’uomo riesce a percepire la realtà che lo circonda attraverso i suoi sensi (vista, olfatto, udito, tatto e gusto). Tra que-
sti vi è l’udito, che ci permette di sentire i suoni e i rumori che accompagnano la nostra vita.
Un suono prima di essere riconosciuto come tale dal nostro cervello deve compiere un vero e proprio percorso.
La prima fase è la produzione (il momento in cui il suono ha origine grazie a una sorgente sonora), poi c’è la trasmis-
sione (la propagazione del medesimo attraverso l’aria, l’acqua, i metalli, ecc.) ed infine c’è il punto d’arrivo, che è il
nostro apparato uditivo (orecchio esterno, medio, interno, collegati con il cervello).
L’orecchio ha il compito di ricevere il suono, trasformarlo in impulsi nervosi e trasmettere questi ultimi al cervello.
Solo quando gli impulsi giungono al nostro cervello noi siamo in grado di riconoscere il suono.

La produzione del suono


Il suono nasce dalla vibrazione di un corpo elastico.
Un corpo si dice elastico quando riesce a modificare la
sua posizione e subito dopo a tornare nella posizione
iniziale. Prendiamo, per esempio la corda di una chitar-
ra. Se pizzicata si muove, vibra per un certo periodo di
tempo e poi ritorna nella posizione iniziale. Per tutto il
6 tempo della vibrazione la corda produce un suono.
Naturalmente i corpi elastici non sono solo le corde, ma
anche membrane e lamelle di legno (tutti elementi che ti
verranno presentati con lo studio degli strumenti musi-
cali). Il nostro orecchio percepisce queste vibrazioni
come suoni oppure come rumori. La sensazione che
abbiamo quando ascoltiamo un suono è generalmente
piacevole, mentre risulta spiacevole e irritante quando
ascoltiamo un rumore. Questa differenza è data dal fatto che le vibrazioni che determinano un suono sono regolari
e ripetute costantemente nel tempo, mentre quelle che determinano un rumore sono irregolari e sempre diverse tra
di loro. Gli elementi da cui hanno origine i suoni si chiamano sorgenti sonore.

La trasmissione: le onde sonore


La vibrazione della sorgente che produce il suono si dif-
fonde nello spazio circostante attraverso il mezzo propa-
gante. Come abbiamo detto, questo può essere l’aria che
ci circonda, ma anche un corpo solido come il metallo o
liquido come l’acqua. Il suono è in grado di propagarsi
in presenza di questi elementi mentre, se la vibrazione
viene prodotta nel “vuoto”, cioè in assenza di aria, liqui-
di o solidi (come ad esempio nello spazio), il suono non
si sente, perché gli manca la “strada” per arrivare fino al
nostro orecchio. Il suono si muove a velocità diverse a
seconda del mezzo propagante. Nell’aria si propaga a
una velocità di 340 metri al secondo, nell’acqua di 1.500
metri al secondo e nei metalli può arrivare a una veloci-
tà di 5.000 metri al secondo.
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Anche il mezzo propagante si può definire elastico, perché


capace di deformarsi per riprendere poi, subito dopo, la sua
dimensione iniziale.
In presenza di una vibrazione le sue molecole, attraverso un
fenomeno di compressione e rarefazione, si mettono in
movimento, andando contro quelle vicine per tornare succes-
sivamente nella posizione iniziale. Così, anche se tutto appa-
rentemente resta immobile, di particella in particella la
vibrazione si propaga generando un’onda sonora.
Il nostro occhio non può “vedere” il fenomeno della com-
pressione e della rarefazione dell’aria e non può vedere, di
conseguenza, l’onda che si forma. Per avere un’idea “visiva”
di questo fenomeno basta pensare a un sasso che cade nel-
l’acqua ferma di uno stagno. Appena il sasso tocca l’acqua si formano delle onde che muovono la superficie. Ebbene,
il suono si propaga nell’aria con lo stesso movimento delle onde nello stagno.

La rappresentazione grafica
Gli scienziati rappresentano le onde sonore in modo
grafico con una curva detta sinusoide.
Osservando l’andamento della linea del suono nel- 7
l’illustrazione a lato puoi notare la sua oscillazione
rispetto all’asse centrale (la linea bianca orizzontale).
Una oscillazione completa è definita periodo. Il
ripetersi dei periodi nello spazio di un secondo deter-
mina la frequenza del suono, che si misura in Hertz
(si indica Hz), dal nome del fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz che studiò questo fenomeno.
Dall’andamento della linea si possono capire le caratteristiche del suono rappresentato.

LE CARATTERISTICHE DEL SUONO


Così come gli oggetti si distinguono per forma, lunghezza, altezza e peso, così anche i suoni hanno caratteristiche ben
precise che permettono di classificarli e riconoscerli con esattezza.
Queste caratteristiche sono l’altezza, l’intensità, la durata e il timbro.
Vediamo i principali aspetti di queste caratteristiche e come vengono indicate attraverso la rappresentazione grafica
dell’onda sonora.

L’altezza
L’altezza distingue i suoni bassi (gravi) da quel-
li alti (acuti). È la frequenza che rappresenta
l’altezza di un suono: più è elevata più il suono
è acuto, più è bassa più il suono è grave.
Si può cogliere l’altezza del suono osservando
quante volte la frequenza si ripete in un periodo.
Come abbiamo già visto, la frequenza (e quindi
l’altezza) si indica in Hertz.
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LA FREQUENZA DEI SUONI


Ogni suono ha una frequenza precisa: la nota La con la quale si accordano gli strumenti ha una frequenza di 440 Hz.
L’orecchio umano riesce a percepire i suoni compresi tra 16 e 20.000 Hz, anche se, in realtà, gli strumenti musicali produ-
cono suoni che superano di poco i 4.000 Hz, quindi tutta la produzione musicale è caratterizzata da suoni compresi in que-
sta soglia. I suoni che hanno un numero minore di 16 Hz si chiamano infrasuoni e quelli che hanno un numero maggiore di
20.000 Hz si chiamano ultrasuoni. Per l’uomo questi suoni non sono udibili. Ci sono alcuni animali, come i cani, i delfini o i
pipistrelli, che riescono a sentire gli ultrasuoni. Per avere un esempio concreto della differenza di percezione del suono tra
l’uomo e l’animale si può pensare ai fischietti a ultrasuoni che utilizzano gli addestratori di cani: le persone non sentono il
suono prodotto, i cani sì.

L’intensità
La caratteristica del suono forse più evidente è l’in-
tensità, cioè il volume, che viene indicata generica-
mente dagli aggettivi forte e piano. Si può cogliere
l’intensità di un suono dall’ampiezza della vibrazio-
ne e cioè, come puoi osservare nell’illustrazione,
dalla distanza della curva rispetto all’asse centrale.
L’intensità viene misurata in decibel (db), una misu-
8 ra che esprime la potenza del suono in relazione alla
sensazione fisica che esso provoca.
Nel linguaggio musicale viene indicato nel seguente
modo:
π = pianissimo f = forte
P = mezzo piano ƒ = fortissimo
p = piano < = crescendo (aumento progressivo da p a f )
F = mezzo forte > = diminuendo (diminuzione progressiva da f a p)

Il timbro
Il timbro di un suono può essere paragonato alla personalità di ognuno di noi: come il carattere di una persona è diver-
so da quello di qualunque altra, così la stessa melodia cambia completamente se eseguita da un’arpa o da una tromba.
Il timbro viene rappresentato dalla forma della curva. Osserva come cambia la forma della sinusoide, anche se relati-
va alla stessa nota, proposta da due strumenti diversi.
Le ragioni di questa differenza sono molte. Tra le
principali, la diversità di materiale con cui è costrui-
to lo strumento. Ci sono strumenti di ottone e altri di
legno e le vibrazioni che attraversano questi materia-
li così diversi non possono che produrre suoni con
timbri diversi. C’è poi il modo con cui si produce il
suono: ad esempio, il violino è di legno, come il cla-
rinetto, ma nel primo il suono si ottiene strofinando
una corda con l’archetto, nel secondo soffiando den-
tro lo strumento e mettendo in vibrazione una picco-
la lamella di legno. Anche la differenza nel produrre
il suono determina la diversità di timbro.
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La durata
L’uomo è riuscito a «misurare» il tempo dividendolo in periodi: i secoli, gli anni, le settimane, i giorni, le ore, i minu-
ti e i secondi. Nella musica ogni singolo suono si manifesta per pochi attimi per lasciare posto a quello successivo.
Un suono può essere lungo o corto per varie ragio-
ni. Innanzitutto il materiale con cui è costruito l’ele-
mento che lo produce: una percussione su una barra
di metallo produce un suono più lungo di quello che
possiamo ottenere con la stessa percussione su una
barra di legno. Questo perché le vibrazioni del
metallo durano più a lungo di quelle del legno.
Un altro elemento è la potenza del suono. Un suono forte risulta generalmente più lungo di un suono debole perché
le vibrazioni impiegano più tempo a terminare, pertanto il suono rimane nell’aria più a lungo.
Infine, il modo con cui si ottiene il suono. Se infatti una corda viene pizzicata, produce un suono che poco dopo deca-
de. Se la stessa corda viene strofinata con un archetto (come nel caso del violino), allora il suono continua per tutto
il tempo dello strofinamento.
La durata dei suoni viene governata e rappresentata dai simboli musicali che conoscerai nelle prossime pagine.

Il percorso del DVD


Fino a questo momento abbiamo esaminato le qualità del suono sotto l’aspetto “scientifico”, cioè legato alla rappre-
sentazione grafica delle varie sinusoidi. 9
Nel percorso di ascolto che trovi nel DVD, potrai notare le differenze tra i suoni in relazione alla loro altezza, inten-
sità, timbro e durata, e potrai vedere, attraverso diverse animazioni, come nasce un suono, come si propaga e l’anda-
mento della sinusoide in relazione alle varie caratteristiche.
Inoltre, troverai nel DVD la «Palestra dei suoni», composta da diverse “stanze” (una per ogni carattere del suono)
dove suoni e melodie con caratteristiche diverse sono proposti da vari strumenti musicali.
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La scrittura musicale
I musicisti hanno cercato fin dall’antichità di scrivere i suoni con le loro varie caratteristiche, giungendo però solo nel
Medioevo a un sistema di scrittura efficace. Tale sistema si può considerare l’antenato della notazione musicale
moderna che rappresenta con precisione il suono in tutte le sue qualità. Di un suono, infatti, è necessario indicare se è
acuto o grave, se è lungo o breve, il volume con il quale va eseguito e, infine, il timbro che gli si addice maggiormente.
Tutte queste informazioni vengono trasmesse attraverso una specifica scrittura musicale. Leggere la musica signifi-
ca saper interpretare correttamente questa scrittura e tradurla con la voce o uno strumento musicale nei suoni indica-
ti dallo spartito.

Il timbro e l’intensità
Il timbro è la qualità più facilmente rappresentabile; infatti, nel linguaggio musicale non ci sono simboli grafici spe-
cifici, ma indicazioni appartenenti alla lingua comune, come gli aggettivi tagliente, dolce, nasale, ecc.
Il timbro è sempre legato alla scelta dello strumento o della voce che si utilizza. In passato questo aspetto era trascu-
rato: fino al Cinquecento, infatti, i musicisti non specificavano sullo spartito lo strumento al quale la composizione
era stata dedicata. Solo a partire dal Seicento i brani furono sempre più vincolati a uno specifico strumento. Oggi il
timbro è diventato un aspetto fondamentale per l’espressività della musica, impossibile da ignorare.

Anche l’intensità non utilizza segni specifici, ma termini tratti dal linguaggio comune quali piano, forte, fortissimo,
ecc. che vengono abbreviati nel seguente modo:

π = pianissimo F = mezzo forte


10 P = mezzo piano f = forte
p = piano ƒ = fortissimo
Le indicazioni crescendo e diminuendo invece utilizzano segni grafici particolari:

< = crescendo (aumento progressivo da p a f )


> = diminuendo (diminuzione progressiva da f a p)

Questa classificazione delle varie intensità che i suoni possono assumere appartengono alla dinamica musicale, quel-
la parte della teoria musicale che si occupa appunto dell’intensità dei suoni. Puoi trovare un esercizio di ascolto sulla
dinamica musicale a p. 5 del volume A.

L’altezza: la scala musicale


Per indicare l’altezza dei suoni invece sono necessari simboli grafici specifici, appartenenti esclusivamente al lin-
guaggio musicale.
Si fa riferimento alla scala musicale, che è formata da sette note:

Do Re Mi Fa Sol La Si

Le note vengono scritte sul pentagramma, un sistema formato da 5 linee e 4 spazi. Sia le linee, sia gli spazi si con-
tano dal basso verso l’alto:
5
4
4
3
3
2
2
1
1
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Le note si possono scrivere sulle righe o negli spazi. Partendo dalla prima riga (o dal primo spazio) e salendo, i suoni
acquistano un’intonazione sempre più acuta. I suoni molto gravi o molto acuti non possono essere ospitati nel penta-
gramma. Per questo motivo si aggiungono dei trattini supplementari, detti tagli addizionali.

All’inizio del pentagramma si trova la chiave musicale che permette di dare un nome alle note del pentagramma. Noi
adopereremo la seguente, detta chiave di Sol (o di violino, perché utilizzata da questo strumento). Questa chiave indi-
ca che la nota scritta sulla 2ª linea è il Sol.

 

Le chiavi musicali
I musicisti medievali usavano un pentagramma con linee di diverso colore per stabilire la posizione delle note. La
colorazione delle linee era però un sistema poco pratico e ben presto i musicisti cominciarono a usare indicazioni
poste all’inizio del pentagramma.
Tali indicazioni erano ricavate dai nomi alfabetici delle note: una F posta all’inizio della riga indicava la posizione
della nota Fa, una C la nota Do, una G la nota Sol e così di seguito. Le iniziali del nome delle note con il passare del
tempo assunsero forme particolari fino a trasformarsi in segni grafici.
Questi segni prendono il nome di chiavi musicali. Le chiavi musicali sono sempre poste all’inizio del pentagramma.
Le più usate sono: 11

chiave di Sol chiave di Fa chiave di Do

La durata e i simboli musicali


Anche la durata dei suoni viene indicata con segni grafici specifici: i simboli di durata. Per poter stabilire con pre-
cisione la sua durata, il suono viene abbinato a una pulsazione (per pulsazione si intende una successione regolare di
battiti dove l’intervallo di tempo tra un battito e il successivo è sempre uguale).
A ogni simbolo di durata corrisponde un determinato numero di battiti: ad esempio
un suono lungo dura quattro battiti, mentre uno più breve dura solamente uno.

IL METRONOMO
Il primo metronomo fu inventato ad Amsterdam nel 1812 da un orologiaio olandese, ma
brevettato solo qualche anno più tardi, nel 1816, dall’austriaco Johann Nepomuk Maelzel.
Il metronomo tradizionale è costituito da una sorta di pendolo capovolto, con un’asta gra-
duata sulla quale scorre un peso mobile detto «lente»: se è posto in cima all’asta la pul-
sazione risulta lenta, se invece viene sistemato vicino alla base la pulsazione risulta
molto veloce. A ogni posizione del peso sull’asticella corrisponde quindi il numero delle
oscillazioni compiute al minuto.
La velocità del metronomo si indica solitamente con la lettera M (da Maelzel, il nome del suo
inventore) oppure con la sigla bpm (ovvero battiti per minuto), di origine anglosassone.
Oggi il metronomo si è trasformato in apparecchio elettronico di piccole dimensioni in
grado di produrre le varie pulsazioni selezionandole con un piccolo cursore.
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Per scrivere le note sul pentagramma si utilizzano appositi simboli o figure musicali. Ognuno ha un nome e
una durata precisa, da quelli molto lunghi (semibreve) a quelli molto corti (semibiscroma).
Nella musica servono anche attimi di silenzio per prendere fiato o rilassare un po’ la tensione e, in certi casi,
abbellire la melodia. Questi momenti sono chiamati pause, scritte anch’esse con simboli che ne indicano la durata.

NOTE PAUSE DURATA


semibreve  
minima  
semiminima  
 
croma 
 
semicroma 
 
biscroma


semibiscroma
 
Nello schema la durata di ogni simbolo è rappresentata graficamente dalla lunghezza delle linee.
La semibreve (il suono più lungo) dura 4 pulsazioni, la minima 2, la semiminima 1 e la croma mezza pulsazione e
12 così via. Ogni figura musicale ha una durata dimezzata rispetto a quella precedente.

Il tempo musicale e le battute


Un brano musicale è composto da tante note: per posizionare questi simboli con ordine, si divide il pentagramma con
delle stanghette verticali che formano tanti piccoli “cassetti”: le battute.

Se nell’ultima battuta trovi il simbolo (che si chiama ritornello), devi ripetere il brano da capo, cioè eseguirlo 2
volte. Se il brano va ripetuto più volte, troverai, oltre al segno del ritornello, anche l’indicazione di quante volte ese-
guirlo. Ogni battuta contiene un numero definito di pulsazioni, precisato dal tempo musicale.
Il tempo infatti indica la somma della durata di tutte le note e le pause che ci sono in ciascuna battuta. L’indicazione del
tempo musicale compare all’inizio del brano, subito dopo la chiave. Ad esempio, il tempo 4/4 (che si scrive anche )
ci dice che ci sono 4 pulsazioni, 3/4 tre, e così via.
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Prima tappa

13

Metodo per
suonare e Teoria
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Il flauto dolce
Il flauto dolce è uno degli strumenti più utilizzati per imparare la musica. È leggero, maneggevole ed economico. Di
legno, o più spesso di plastica, è formato da tre parti:
1. imboccatura;
2. corpo dello strumento;
3. parte finale.

Il suono, come in tutti gli strumenti a fiato, è prodotto dalle vibrazioni dell’aria che si ottengono soffiando attraverso
l’imboccatura.
Il corpo dello strumento ospita 7 fori nella parte anteriore e 1 foro (detto portavoce) in quella posteriore. Il suono
cambia a seconda dei fori che vengono chiusi di volta in volta con le dita.
Lo strumento termina con una forma “a campana”.
Esistono due modelli di flauto: il flauto barocco e il flauto tedesco, contrassegnati rispettivamente dalle lettere E e G
poste dai costruttori nella parte posteriore dello strumento.

Imboccatura

14
Corpo dello strumento

Parte finale

Come si suona
L’imboccatura va appoggiata alle
labbra ma non deve toccare i denti.
Il flauto si tiene in posizione
leggermente obliqua rispetto
al corpo. La schiena e la testa
dell’esecutore devono essere
ben dritte.
Con le dita della mano sinistra
si chiudono i fori presenti nella
parte superiore dello strumento.

Il foro posteriore del flauto


(portavoce) viene chiuso dal
pollice sinistro. Con le dita della mano destra
si chiudono i fori presenti nella
parte inferiore dello strumento.
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Attenzione!
Il soffio nell’imboccatura deve essere leggero. Occorre prestare attenzione a non soffiare con un’emissione d’aria
continua, per evitare suoni indesiderati nel passaggio da una nota all’altra.

I fori vengono chiusi dalle dita con i polpastrelli e non con le punte. La pressione deve essere leggera.

Le dita devono sollevarsi poco dallo strumento (circa 1 cm) e restare immobili, per ritrovare facilmente e con preci-
sione i fori.

La posizione delle mani


Nelle seguenti illustrazioni sono indicate la corretta posizione delle mani e la corrispondenza tra le dita e i fori da
chiudere. Il foro che viene chiuso dal pollice è il portavoce.

7 = mignolo
6 = anulare
5 = medio
4 = indice
3 = anulare
2 = medio
Mano destra 15
1 = indice
0 = pollice
Mano sinistra

= foro chiuso
= foro aperto
= foro parzialmente chiuso

La sordina per flauto


È possibile ridurre il volume dei suoni emessi dal
flauto utilizzando una piccola sordina che si appli-
ca all’imboccatura (vedi foto a lato).
La sordina permette di attenuare l’intensità sonora
a diversi livelli. L’intonazione rimane inalterata.
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La chitarra
La chitarra classica è uno strumento a corda molto diffuso: questa popolarità è dovuta alla facilità d’uso come stru-
mento per l’accompagnamento nella musica leggera. La chitarra elettrica è indispensabile nei complessi rock e jazz.
Le parti della chitarra sono le seguenti:
1. cassa armonica: di legno, a forma di 8, serve ad amplificare il suono;
2. corde: sono 6, di spessore diverso, di nylon o di metallo. Sono fissate in basso alla cordiera e in alto alla paletta;
3. manico e tastiera: il manico, anch’esso in legno, ospita la tastiera (i tasti sono delimitati dalle barrette di metallo);
4. paletta: è la parte finale del manico, nella quale sono inseriti i tiranti per le corde. A seconda che siano più o meno
tirate, le corde hanno una diversa intonazione.

Corde

Ponticello Paletta

Cordiera

16 Manico e tastiera
Cassa armonica

Buca

Come si suona
Le dita della mano sinistra
premono sulle corde
La chitarra appoggia contro all’altezza dei vari tasti.
il torace dell’esecutore.

L’avambraccio destro
La chitarra è sostenuta
poggia sulla fascia laterale
dalla gamba sinistra.
della chitarra all’altezza
del ponticello.

Il piede sinistro poggia


Le dita della mano destra su uno sgabello.
pizzicano le corde.
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La posizione delle mani


Le corde della chitarra si indicano con i numeri arabi inseriti in cerchietti.
I tasti si indicano con i numeri romani.

Sol Si Mi
I II III IV V
1
2
3
4
5
6

Re La Mi

Le dita della mano sinistra La posizione ottimale delle


sono indicate con i numeri: mani è la seguente:

1 = indice • il pollice dietro il manico;


2 = medio
3 = anulare
• le altre dita perpendicolari
al manico, premendo con il
4 = mignolo polpastrello (vicino all’un-
ghia);
Quelle della mano destra • ditail più vicino possibile
sono indicate con le iniziali: alle barrette.
17
p = pollice
i = indice
m = medio
a = anulare

Le corde possono essere pizzicate anche con il plettro, un piccolo triangolo di plastica.
I movimenti del plettro sono indicati con i seguenti simboli:

= in giù = in su

Accordare la chitarra
Le corde a vuoto della chitarra emettono i seguenti suoni:
Mi, La, Re, Sol, Si, Mi.

Accordare la chitarra significa tendere le singole corde in modo tale


che riproducano esattamente queste note.
Per riuscire con successo in questa operazione ti puoi aiutare con il
corista, una specie di fischietto che riproduce con precisione la nota La.
Avvita o allenta la chiavetta della corda 5 (La) fino a ottenere un suono della
stessa intonazione di quello emesso dal corista.
Successivamente, basandoti sul La ottenuto, accorda le altre corde procedendo
come descritto nella pagina seguente.
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I 1. premi la corda 6 sul 2. premi la corda 5 sul


II
III tasto V e confrontala con tasto V e confrontala con
IV
V la 5 : se è accordata deve la 4 : se è accordata deve V
dare lo stesso suono. dare lo stesso suono.

3. premi la corda 4 sul 4. premi la corda 3 sul I


II
tasto V e confrontala con tasto IV e confrontala III
IV
V la 3 : se è accordata deve con la 2 : se è accordata
dare lo stesso suono. deve dare lo stesso suo-
no.

5. premi la corda 2 sul


tasto V e confrontala con
la 1 : se è accordata deve
dare lo stesso suono.

18 V

L’accordatore elettronico
La chitarra si può accordare facilmente utilizzando l’accordatore elettronico.
Si tratta di un piccolo apparecchio elettronico che funziona a pile. È dotato di un display e di un microfono. Suonando
le corde della chitarra una alla volta, l’accordatore riconosce la frequenza della nota prodotta (l’altezza del suono) e
indica con una lancetta o con delle luci se quel suono è accordato. Se la lancetta si posiziona al centro del display, il
suono è perfetto.
L’accordatore elettronico dispone anche di un ingresso jack per inserirvi il cavo della chitarra elettrica (o del basso
elettrico). In questo modo il suono arriva all’accordatore via cavo e ciò consente di accordare lo strumento in assolu-
to silenzio.
Esistono anche accordatori virtuali, utilizzabili con il computer. Si tratta di software che simulano l’accordatore elet-
tronico, di cui riproducono l’aspetto grafico. Per fare in modo che il suono prodotto dallo strumento arrivi all’accor-
datore virtuale, occorre un microfono collegato con l’ingresso della scheda audio del computer. Il suono entra nel
computer e va a muovere verso destra o verso sinistra la lancetta dell’accordatore virtuale. Anche in questo caso, il
suono è giusto quando la lancetta si posiziona al centro del display.
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La tastiera
Gli strumenti a tastiera sono il pianoforte, il calvicembalo, la fisarmonica, l’organo, ma a scuola si utilizzano tastie-
re meno ingombranti e più economiche, come la tastiera elettronica e la clavietta (o melodica).

La tastiera elettronica produce il suono per mezzo di dispositivi elettronici. Per questo ha bisogno di energia, che
viene fornita dalla corrente elettrica o, in alcuni casi, dalle batterie.

Centralina dei
Centralina dei comandi: effetti
comandi: timbri

Altoparlanti Centralina dei comandi:


accompagnamento

Tastiera

La clavietta ha un numero di tasti piuttosto limitato. Il suono si ottiene soffiando in una imboccatura collegata allo
strumento.

19
Imboccatura

Tastiera

Come si suona
Le mani posano sulla tastiera con le
dita curve, il polso piatto e le braccia
rilassate.

Le dita sono indicate mediante una corrispondenza numerica:


4 3 2 2 3 4
Mano sinistra: 5 Mano destra:
5
1 = pollice 1 1 1 = pollice
2 = indice 2 = indice
3 = medio 3 = medio
4 = anulare 4 = anulare
5 = mignolo 5 = mignolo
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Tasti bianchi e tasti neri


La tastiera è formata da tasti bianchi e tasti neri. Per orientarsi è fondamentale crearsi dei riferimenti:
• i tasti neri si alternano a gruppi di due e gruppi di tre;
• il tasto bianco a sinistra dei due neri è sempre la nota Do;
• il tasto bianco a sinistra dei tre neri è sempre la nota Fa.

I tasti compresi tra due Do prendono il nome di ottava.


Ogni tastiera può essere formata da un minimo di due ottave (es. la
clavietta) a un massimo di sette ottave (es. il pianoforte).
Le ottave di una tastiera possono essere paragonate alle scale di un
palazzo: pur essendo sempre più in alto man mano che si sale, sono
tra loro del tutto identiche. Così le ottave della tastiera sono
sempre composte dalla stessa sequenza di note, pur proceden-
do dal grave verso l’acuto.

20
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UNITÀ
1Prima tappa obiettivi
• Leggere ritmicamente i seguenti simboli musicali: semiminima, minima e croma • Riconoscere e
saper leggere le seguenti note: Si, La, Sol, Do2 e Re2 • Possedere le elementari tecniche di base dello
strumento musicale utilizzato ed eseguire brani ritmici e melodici, comprendenti tutti i simboli musi-
cali e le regole studiate, sia a orecchio, sia decifrando la notazione musicale

I CONTENUTI
Quella che stai per affrontare è la prima tappa del tuo Gli argomenti che verranno proposti sono:
percorso all’interno del metodo e della teoria musicale: ti la semiminima e le note Si e La; la minima e la nota Sol;
saranno presentati alcuni simboli che ti permetteranno di la croma e le note Do2 e Re2.
suonare subito il tuo strumento musicale.
P R E RE

QUI
All’inizio di ogni tappa ti verrà proposta una verifica dei prerequisiti: prima di passare allo studio degli argomenti

SITI
successivi, infatti, è opportuno controllare di aver imparato quelli affrontati in precedenza. In questa prima verifi-
ca ti chiediamo soltanto di ricordare le caratteristiche fondamentali degli strumenti presentati alle pp. 14-20.
21
1. Com’è prodotto il suono nel flauto? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

2. Quanti sono i fori del flauto?


a. 6 b. 7 c. 4 d. 8
3. Come si chiama il foro che si trova nella parte posteriore? .......................................................................................................

4. Con le dita di quale mano si chiudono i fori della parte superiore dello strumento? E quelli della parte inferiore?
..............................................................................................................................................................................................................

5. Quante corde ha la chitarra?


a. 6 b. 4 c. 8 d. 9
6. Come possono essere pizzicate? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

7. Come si indicano le corde?


a. Con i numeri romani b. Con i numeri arabi inseriti nei cerchietti
8. Che cosa significa «accordare» la chitarra? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
..............................................................................................................................................................................................................

9. Come si ottiene il suono della clavietta? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .


10. Come si alternano i tasti neri?
a. A gruppi di tre b. A gruppi di due c. A gruppi di due e tre
11. Dove si trova la nota Do? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
12. E la nota Fa? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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La semiminima e le note Si e La

(
(
LA SEMIMINIMA E LA SUA PAUSA
La semiminima è rappresentata dal simbolo musicale 
È formata da un cerchietto nero con una gambetta. La sua durata è di un movimento della mano. Per aiutarti nella
sua lettura pronuncia la sillaba TA:

Il simbolo  indica la pausa della semiminima, che dura un movimento. Quando lo incontri devi stare zitto e con-
tinuare a muovere la mano:

22 Lettura ritmica
                
1. )

                
2. )

e
tracc 1-2
cd 8 Vivi il ritmo
mp3 2 Esegui, con semplici strumenti a percussione (o anche il solo battito delle mani), i seguenti schemi rit-
t r ac
ce 1 - 2 mici in accompagnamento ai due brani che troverai nelle pagine successive.

Il gatto
cd 8: traccia 1 mp3 2: traccia 1
                
) Ecc. ecc.

La volpe
cd 8: traccia 2 mp3 2: traccia 2

                
) Ecc. ecc.
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Prima tappa
LE NOTE SI E LA
Utilizziamo ora la semiminima per scrivere le note sul pentagramma.
Quando la nota è sulla terza linea si chiama Si.
Quando invece è nel secondo spazio si chiama La.

semiminima semiminima

   
Si La Pausa della semiminima

traccia 3
cd 8 Dettato
mp3 2
t r a c c ia 3 Ascolta e scrivi le note.

 )
               
23


               

Le note SI e LA si suonano così:

La nota SI La nota LA

1 1
2 2
3 2 3
4 4
5 5
6 6
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:33 Pagina 24

tracce 4-5
cd 8 Esercizi
mp3 2
t r ac Suona.
ce 4 -5

cd 8: traccia 4 mp3 2: traccia 4

1.  )                

                 
(3 volte)

cd 8: traccia 5 mp3 2: traccia 5

2.  )                

                 
24
(3 volte)

e
tracc 6-7
cd 8 Il gatto
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 6 mp3 2: traccia 6
t r ac
ce 6- 7 base cd 8: traccia 7 mp3 2: traccia 7

 )                

                 
(3 volte)

tracce 8-9
cd 8 La volpe
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 8 mp3 2: traccia 8
tr ac
ce 8 -9 base cd 8: traccia 9 mp3 2: traccia 9

 )                

                 
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:33 Pagina 25

La minima e la nota Sol

(
LA MINIMA E LA SUA PAUSA
La minima è rappresentata dal simbolo musicale 
È formata da un cerchietto bianco con una gambetta.
La sua durata è di due movimenti della mano. Per aiutarti nella lettura, pronuncia la sillaba TA-A:

Il simbolo  posto sopra la terza linea del pentagramma indica la pausa della minima, che dura due movimenti.
Quando lo incontri devi stare zitto e continuare a muovere la mano:

Lettura ritmica
25
          
1. )

        
2. )

traccia 10
cd 8 Vivi il ritmo
mp3 2
t r ac Esegui.
cia 10

Certe notti

         
) Ecc. ecc.
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LA NOTA SOL
Utilizziamo ora la minima per scrivere le note sul pentagramma.
Quando la nota è sulla seconda linea si chiama Sol.

minima semiminima

   
Sol Pausa della minima

traccia 11
cd 8 Dettato
mp3 2
t r ac Ascolta e scrivi le note.
c ia 11

 )
           
26


          

La nota SOL si suona così:

La nota SOL

1
2
3
4
5
6
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Prima tappa
e1
racc 2-1
3
t

cd 8 Esercizi
mp3 2
r ac
ce 12- 1
Suona.
3
t

cd 8: traccia 12 mp3 2: traccia 12

1.  )                      
(3 volte)

cd 8: traccia 13 mp3 2: traccia 13

2.  )                            
(3 volte)

e 14
racc -1
Certe notti (L. Ligabue)
5
t

cd 8
mp3 2
r ac
versione studio cd 8: traccia 14 mp3 2: traccia 14 27
ce 14 - 1
5
t

base cd 8: traccia 15 mp3 2: traccia 15

    
 )            

               

            Ripeti altre 2 volte,


poi suona le battute finali
   
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La croma e le note Do2 e Re2

(
LA CROMA E LA SUA PAUSA 
La croma è rappresentata dal simbolo 
Si ottiene aggiungendo alla semiminima una cediglia sul lato destro della gambetta:

Quando ci sono più crome si possono raggruppare (a 2, 3, 4), sostituendo la cediglia con una lineetta che le unisce
nel seguente modo:

La croma ha la durata di mezzo movimento della mano: il battere , oppure il levare . Per aiutarti nella sua lettu-
ra, pronuncia la sillaba TI:

Il simbolo  indica la pausa della croma che dura metà movimento.


Quando lo incontri, per aiutarti nella sua esecuzione pronuncia la sillaba UN:
28

Lettura ritmica
    
1. )                      

    
2. )                        
e 16
racc -1
7
t

cd 8 Vivi il ritmo
mp3 2
r ac
c e 16 - 1
Esegui.
7
t

Bella
cd 8: traccia 16 mp3 2: traccia 16
             
) Ecc. ecc.

Per averti
cd 8: traccia 17 mp3 2: traccia 17

           


) Ecc. ecc.
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Prima tappa
LA NOTA DO2
Utilizziamo ora anche la croma per scrivere le note sul pentagramma.
Quando la nota è nel terzo spazio si chiama Do2.

croma minima semiminima


    

Do2 Pausa della croma

traccia 18
cd 8 Dettato
mp3 2
t r ac Ascolta e scrivi le note.
c ia 18

 )
               
  29


             

La nota DO2 si suona così:

La nota Do2

1
1 2
3
4
5
6
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e 19
racc -2
1
t

cd 8 Esercizi
mp3 2
r ac
c e 19 - 2
Suona.
1
t

cd 8: traccia 19 mp3 2: traccia 19

1.  )                
(3 volte)

cd 8: traccia 20 mp3 2: traccia 20

    
2.  )             
(3 volte)

cd 8: traccia 21 mp3 2: traccia 21

                  
3.  )    
(3 volte)

30 e 22
racc -2
Bella (Jovanotti)
3
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 22 mp3 2: traccia 22
rac
3

ce 2 2- 2
t

base cd 8: traccia 23 mp3 2: traccia 23

 )                          

                             
(3 volte)

e 24
racc -2
Per averti (A. Celentano)
5
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 24 mp3 2: traccia 24
r ac
5

c e 24 - 2
t

base cd 8: traccia 25 mp3 2: traccia 25

 )                            

                         
(3 volte)
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Prima tappa
LA NOTA RE2
Quando la nota è sulla quarta linea si chiama Re2.

croma minima semiminima


    

Re2 Pausa della croma

traccia 26
cd 8 Dettato
mp3 2
t r ac Ascolta e scrivi le note.
c ia 2 6

 )
                     
 
31


                    
 

La nota RE2 si suona così:

La nota Re2

1
3 2
3
4
5
6
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:33 Pagina 32

e 27
racc -2
9

Esercizi
t

cd 8
mp3 2
r ac Suona.
9

ce 27 - 2
t

cd 8: traccia 27 mp3 2: traccia 27

               
1.  )  
(3 volte)

cd 8: traccia 28 mp3 2: traccia 28

      
2.  )         
(3 volte)

cd 8: traccia 29 mp3 2: traccia 29

     
3.  )            

                    
32
(3 volte)

e 30
racc -3
Samarcanda (R. Vecchioni)
1
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 30 mp3 2: traccia 30
r ac
1

ce 3 0 -3
t

base cd 8: traccia 31 mp3 2: traccia 31

 )                     

                     

                           

                 Ripeti altre due volte,


 
poi suona la battuta finale
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Prima tappa
e 32
racc -3
Anima mia (Cugini di campagna)
3
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 32 mp3 2: traccia 32
r ac
3

c e 3 2-3
t

base cd 8: traccia 33 mp3 2: traccia 33

 )                 

           
 Ripeti altre 2 volte,
poi suona la battuta finale 

e 34
racc -3
Montagne verdi (Marcella)
5
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 34 mp3 2: traccia 34
r ac
5

c e 3 4 -3
t

base cd 8: traccia 35 mp3 2: traccia 35

 )                

33
                    
(3 volte)

e 36
racc -3
Infinito (Raf)
7
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 36 mp3 2: traccia 36
rac
7

c e 3 6 -3
t

base cd 8: traccia 37 mp3 2: traccia 37

       
 )             

                       

                     

(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:33 Pagina 34

UNITÀ
2Seconda tappa obiettivi
• Leggere ritmicamente i seguenti simboli musicali: semibreve e semicroma • Riconoscere e saper
leggere le seguenti note: Fa, Mi, Re, Do, Si b e Fa # • Possedere una tecnica di base dello strumento
musicale utilizzato ed eseguire brani ritmici e melodici, comprendenti tutti i simboli e le regole stu-
diate, sia a orecchio, sia decifrando la notazione musicale

I CONTENUTI
I simboli e le regole musicali che hai incontrato Ti verranno presentate nuove regole che metterai subito
nell’Unità 1 ti hanno permesso di suonare il tuo strumen- in pratica con nuovi brani musicali.
to musicale fin da subito. Adesso, lavorando sull’Unità 2, Gli argomenti che verranno proposti sono:
sarai in grado di eseguire brani più complessi rispetto ai la semibreve e le note Fa, Mi, Re, Do; le note alterate: Si b
precedenti. e Fa #; la semicroma.
P R E RE

QUI
1. Come si chiama il segno che si mette all’inizio del 6. Colloca nel pentagramma, seguendo le

SITI
34 pentagramma? indicazioni scritte sotto, le note del valore di
due movimenti.
................................................................................................

2. Quale nota è posizionata sul secondo rigo? 


a. Si b. La c. Sol Do2 Re2 La Sol
3. A quanti movimenti della mano corrisponde la 7. Rispondi vero o falso per ciascuna
semiminima? delle seguenti affermazioni. V F
a. 1 b. 2 c. 4 a. La nota Re2 è posizionata sul
terzo rigo del pentagramma.  
4. In che modo si possono raggruppare le crome? b. La croma vale la metà della minima.  
................................................................................................ c. Le semiminime si possono unire
con una lineetta.  
5. Scrivi i seguenti simboli di durata. d. La nota La è posizionata nel
secondo spazio.  
a. Semiminima: ...................................................................

b. Minima: ............................................................................
8. Colloca nel pentagramma le varie pause seguendo le
indicazioni scritte sotto.
c. Croma: .............................................................................


minima semiminima croma
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La semibreve e le note
Fa, Mi, Re, Do

(
(
(
(
LA SEMIBREVE E LA SUA PAUSA
La semibreve è rappresentata da 
È formata da un cerchietto bianco e la sua durata è di quattro
movimenti della mano.
Per aiutarti nella sua lettura, pronuncia la sillaba TA-A-A-A:

Il simbolo musicale  posto sotto la quarta linea indica inve-


ce la pausa della semibreve che dura quattro movimenti.
Quando la incontri devi stare zitto e continuare a muovere la
mano:

Lettura ritmica
                
1. ) 35

    
2. )                    

acce 38-4
tr

cd 8 Vivi il ritmo
mp3 2
r ac Esegui.
0

ce 3 8 - 4
t

Un’emozione per sempre


cd 8: traccia 38 mp3 2: traccia 38
          
) Ecc. ecc.

La canzone del capitano


cd 8: traccia 39 mp3 2: traccia 39
      
) Ecc. ecc.

Diavolo in me
cd 8: traccia 40 mp3 2: traccia 40
         
) Ecc. ecc.
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 36

LE NOTE FA E MI
Utilizziamo ora la semibreve per scrivere le note sul pentagramma.
Quando la nota è nel primo spazio si chiama Fa.
Quando invece è nel primo rigo si chiama Mi.

semibreve minima semiminima croma semibreve minima semiminima croma


   
       
Fa Mi
Pausa della semibreve

traccia 41
cd 8 Dettato
mp3 2
t r ac Ascolta e scrivi le note.
c ia 41

 )
36                    
   


                
 

Le note FA e MI si suonano così:

La nota FA La nota MI

1 1
2 2
3 3
3 4 2 4
5 5
6 6
Flauto Barocco
Flauto Tedesco
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Seconda tappa
e 42
racc -4
3
t

cd 8 Esercizi
mp3 2
r ac Suona.
3

c e 4 2- 4
t

cd 8: traccia 42 mp3 2: traccia 42

1.  )         
(3 volte)
cd 8: traccia 43 mp3 2: traccia 43

2.  )                       

(3 volte)
acce 44-4
Un’emozione per sempre (E. Ramazzotti)
tr

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 44 mp3 2: traccia 44
r ac
5

ce 4 4 - 4
t

base cd 8: traccia 45 mp3 2: traccia 45

 )                        

       37
          
(3 volte)

acce 46-4
Banane e lampone (G. Morandi)
tr

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 46 mp3 2: traccia 46
r ac
7

ce 4 6 - 4
t

base cd 8: traccia 47 mp3 2: traccia 47

 )    
  

  
      

            
   
(3 volte)
acce 48-4
Rose rosse (M. Ranieri)
tr

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 48 mp3 2: traccia 48
r ac
9

ce 4 8 - 4
t

base cd 8: traccia 49 mp3 2: traccia 49


 )               

             
     
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 38

LE NOTE RE E DO
Quando la nota è sotto il primo rigo si chiama Re.
Quando invece, oltre che essere sotto il primo rigo, ha una piccola lineetta sulla testa si chiama Do.

semibreve minima semiminima croma semibreve minima semiminima croma


  
       
Re Do

traccia 50
cd 8 Dettato
mp3 2
t r ac Ascolta e scrivi le note.
c ia 5 0

 )
38                    


              

Le note RE e DO si suonano così:

La nota RE La nota DO

1 1
2 2
3 3
4 4
5 3 5
6 6
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 39

Seconda tappa
e 51
racc -5
4
t

cd 8 Esercizi
mp3 2
r ac Suona.
4

c e 51 - 5
t

cd 8: traccia 51 mp3 2: traccia 51

1.  )            


cd 8: traccia 52 mp3 2: traccia 52

2.  )  
    
 
 
cd 8: traccia 53 mp3 2: traccia 53

 
3.  )     
 

      
  
(3 volte) 39
cd 8: traccia 54 mp3 2: traccia 54

 )               
4.
 

       
          
(3 volte)

e 55
racc -5
La canzone del capitano (Dj Francesco)
6
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 55 mp3 2: traccia 55
r ac
6

ce 5 5 -5
t

base cd 8: traccia 56 mp3 2: traccia 56

 )                            

                             
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 40

e 57
racc -5
Il ballo di Simone (Giuliano e i Notturni)
8
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 57 mp3 2: traccia 57
rac
8

ce 57 - 5
t

base cd 8: traccia 58 mp3 2: traccia 58

 )                            

                         
(3 volte)

acce 59-6
Diavolo in me (Zucchero)
tr

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 59 mp3 2: traccia 59
rac
0

ce 5 9 - 6
t

base cd 8: traccia 60 mp3 2: traccia 60

 )        
      
 

              
40          

   
            

     
     
(3 volte)

e 61
racc -6
Io amo (F. Leali)
2
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 61 mp3 2: traccia 61
r ac
2

c e 61 - 6
t

base cd 8: traccia 62 mp3 2: traccia 62

 )           
  
     

  

          Ripeti altre 2 volte,


  poi suona la battuta finale

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Seconda tappa

e 63
racc -6
Il cielo (R. Zero)
4
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 63 mp3 2: traccia 63
r ac
4

ce 63 - 6
t

base cd 8: traccia 64 mp3 2: traccia 64


 
 )   
        
    
   

             
          
(3 volte)

e 65
racc -6
Boy Band (Velvet)
6
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 65 mp3 2: traccia 65
r ac
6

c e 65 - 6
t

base cd 8: traccia 66 mp3 2: traccia 66

 )                

      41
             
(3 volte)

e 67
racc -6
Albachiara (V. Rossi)
8
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 67 mp3 2: traccia 67
r ac
8

c e 67 - 6
t

base cd 8: traccia 68 mp3 2: traccia 68

 )               
      
   

     

         

                     
    

     
           
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 42

Le note alterate
DIESIS E BEMOLLE
Nella tastiera del pianoforte oltre ai tasti bianchi (che corrispondono alle note della scala) ci sono i tasti neri.
Ciascun tasto nero riproduce un suono che è un po’ più acuto del tasto bianco alla sua sinistra e un po’ più grave di
quello bianco alla sua destra.
Le note prodotte da questi tasti si chiamano note alterate e vengono indicate con i nomi delle note che già conosci
uniti ai termini diesis (  ) e bemolle (  ) nel seguente modo:
• con il nome della nota precedente seguito da diesis;
• con il nome della nota seguente seguito da bemolle.

Le alterazioni (diesis  e bemolle  ) scritte subito dopo la chiave all’inizio del pentagramma alterano le note corri-
42 spondenti per tutto il brano. In questo caso prendono il nome di armatura di chiave:


 )             
Fa diesis

Quando invece si trovano all’interno delle singole battute alterano le note corrispondenti solo all’interno di quella
battuta:


 )            

Si bemolle Si naturale

C’è infine ancora un segno di alterazione, il bequadro (  ), che serve per annullare le alterazioni precedenti e ripor-
tare la nota allo stato naturale:

 )              
Si bemolle Si naturale
(perché c’è il bequadro)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 43

Seconda tappa
LA NOTA SI b
Quando la nota è sulla terza linea ed è preceduta dal  si chiama Si bemolle.
semibreve minima semiminima croma
    

Si b

La nota SI b si suona così:


La nota SI b

1
2
3 3
4
5
6

e
tracc 1-4
43
cd 9
Esercizi
mp3 2
r ac Suona.
2

c ia 6 9 - 7
t

cd 9: traccia 1 mp3 2: traccia 69

1.   )            
(3 volte)

cd 9: traccia 2 mp3 2: traccia 70

2.   )             
(3 volte)

cd 9: traccia 3 mp3 2: traccia 71


3.   )              
(3 volte)

cd 9: traccia 4 mp3 2: traccia 72


4.   )                       
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 44

e
tracc 5-6
cd 9 Una miniera (New Trolls)
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 5 mp3 2: traccia 73
r ac
c e 73 - 7
4
t

base cd 9: traccia 6 mp3 2: traccia 74

 
  )            


                

           

(3 volte)

e
tracc 7-8
cd 9 Tanta voglia di lei (Pooh)
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 7 mp3 2: traccia 75
r ac
6

c e 75 - 7
t

base cd 9: traccia 8 mp3 2: traccia 76


44
 )         
 
      

                     
(3 volte)

racce 9-10
Geordie (F. De André)
t

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 9 mp3 2: traccia 77
r ac
8

ce 77 - 7
t

base cd 9: traccia 10 mp3 2: traccia 78

  )                  
 

        
      
  
    
 
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 45

Seconda tappa
LA NOTA FA #
Quando la nota è nel primo spazio ed è preceduta dal segno  si chiama Fa diesis.
semibreve minima semiminima croma

    
Fa #

La nota FA # si suona così:


La nota FA #

1
2
3
4 4
5
6

Flauto Barocco
Flauto Tedesco

e 11
racc -1
45
4
t

cd 9
Esercizi
mp3 2
r ac Suona.
2

ce 79 - 8
t

cd 9: traccia 11 mp3 2: traccia 79


1.  )             
(3 volte)

cd 9: traccia 12 mp3 2: traccia 80


2.  )                        
(3 volte)

cd 9: traccia 13 mp3 2: traccia 81

   
3.  )             
 
(3 volte)

cd 9: traccia 14 mp3 2: traccia 82

  
4.  )                       
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 46

e 15
racc -1
Vamos a bailar (Paola e Chiara)
6
t

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 15 mp3 2: traccia 83
r ac
4

c e 83 - 8
t

base cd 9: traccia 16 mp3 2: traccia 84


 )              
       

 
              
     
(3 volte)

e 17
racc -1
Questo piccolo grande amore (C. Baglioni)
8
t

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 17 mp3 2: traccia 85
rac
6

ce 8 5 - 8
t

base cd 9: traccia 18 mp3 2: traccia 86

 
 )                

46

             Ripeti altre due volte,

  poi suona la battuta finale

e 19
racc -2
Si può dare di più (G. Morandi, E. Ruggeri, U. Tozzi)
0
t

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 19 mp3 2: traccia 87
r ac
8

ce 87 - 8
t

base cd 9: traccia 20 mp3 2: traccia 88


 )                     

  
                   

     
        
(3 volte)
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Seconda tappa

e 21
racc -2
Canzone (L. Dalla)
2
t

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 21 mp3 2: traccia 89
r ac
0

ce 8 9 -9
t

base cd 9: traccia 22 mp3 2: traccia 90


  )               


    
             

               

    
         
    
(3 volte)

e 23 47
racc -2
Di sole e d’azzurro (Giorgia)
4
t

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 23 mp3 2: traccia 91
rac
2

ce 91 - 9
t

base cd 9: traccia 24 mp3 2: traccia 92

 
 )          

     


               

      
     Ripeti altre due volte,
poi suona la battuta finale 
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 48

La semicroma
LA SEMICROMA E LA SUA PAUSA 
La semicroma è rappresentata dal simbolo musicale 
Si ottiene aggiungendo alla croma una seconda cediglia sul lato destro della gambetta:

oppure

Quando ci sono più semicrome, solitamente si raggruppano (a 2, 3, 4…) sostituendo le cediglie con due lineette che
le uniscono nel seguente modo:

Il termine semicroma significa «metà croma». La semicroma vale quindi metà della croma e, rispetto al movimento
della mano, sarà disposta nel seguente modo:

2 semicrome occupano il battere:

e 2 il levare:

Per aiutarti nella sua lettura, pronuncia la sillaba TO:


48

Il simbolo indica la pausa della semicroma che dura la quarta parte del movimento. Quando lo incontri, per aiu-
tarti nella sua esecuzione, pronuncia la lettera U:

Lettura ritmica
                  
1. )

 
2. )                      

traccia 25
cd 9 Vivi il ritmo
mp3 2
t r ac Esegui.
c ia 9 3

Dieci ragazze
                           
)
Ecc. ecc.
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 49

Seconda tappa
acce 26-2
tr

cd 9 Esercizi
mp3 2
rac Suona.
5

ce 9 4 - 9
t

cd 9: traccia 26 mp3 2: traccia 94

1.  )                   


(3 volte)
cd 9: traccia 27 mp3 2: traccia 95

2.  )                           



(3 volte)
acce 28-2
Dieci ragazze (L. Battisti)
tr

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 28 mp3 2: traccia 96
r ac
7

ce 9 6 -9
t

base cd 9: traccia 29 mp3 2: traccia 97

 )                  


 

 49
         
      
(3 volte)
e 30
racc -3
Pensiero (Pooh)
1
t

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 30 mp3 2: traccia 98
r ac
9

ce 9 8 - 9
t

base cd 9: traccia 31 mp3 2: traccia 99

    
 )                  
 

  
                      

(3 volte)
e 32
racc -3
Quattro amici (G. Paoli)
3
t

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 32 mp3 2: traccia 100
ac
01
tr

c e 10 0 - 1 base cd 9: traccia 33 mp3 2: traccia 101

  )                 


 

                        
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 50

3Terza tappa
UNITÀ

obiettivi
• Riconoscere e saper leggere le seguenti note: Mi2, Fa2, Sol2, Do2 # e Fa2 # • Riconoscere le seguen-
ti regole musicali: il ritornello e la corona, il punto di valore, la legatura di valore, la terzina, i tempi
composti, l’anacrusi, la polifonia • Possedere una tecnica di base dello strumento musicale utilizza-
to ed eseguire brani ritmici e melodici, comprendenti tutti i simboli e le regole studiate, sia a orecchio,
sia decifrando la notazione musicale
I CONTENUTI
A questo punto hai già fatto ulteriori progressi nell’esecu- Gli argomenti che verranno proposti sono:
zione strumentale. I brani che hai eseguito nelle pagine le note Mi2, Fa2, Sol2, Do2# e Fa2#; il ritornello e la coro-
precedenti erano composti utilizzando tutte le figure e le na; il punto di valore; la legatura di valore; la terzina; i
regole studiate. Ora conoscerai altri simboli e altre rego- tempi composti; l’anacrusi; la polifonia.
le e i brani che incontrerai saranno ancora più completi.
P R E RE

QUI
1. Qual è il valore della semibreve espresso in 6. Qual è il valore della semicroma rispetto

SITI
50 movimenti? agli altri simboli?
a. Vale la metà della minima
................................................................................................
b. Vale la metà della semiminima
2. Scrivi nel pentagramma la seguente serie di note c. Vale la metà della croma
(tutte del valore di 4 movimenti): Do, Re, Mi, Fa.
7. Scrivi i seguenti simboli di durata.
 a. Semibreve: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

3. Tra quali note è collocata la nota Si b ?


b. Semicroma: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

................................................................................................
8. È possibile unire più semicrome insieme?

4. Che cosa accade se il segno del bemolle ( b ) è collocato


................................................................................................

vicino alla chiave di violino all’altezza della nota Si? 9. Scrivi nel pentagramma le note e le pause riportate
a. Risultano alterate tutte le note Si della prima battuta sotto.
b. Risultano alterate tutte le note Si dell’intero brano
c. Risultano alterate tutte le note Si che si trovano nel 
primo pentagramma
Mi (semibreve) Fa (semicroma)
5. Come si chiama il segno che riporta le note alterate al
loro stato naturale? 
................................................................................................ Pausa della semibreve Pausa della semicroma
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 51

Le note Mi2, Fa2, Sol2, Do2# , Fa2#


Terza tappa

(
(
(
(
(
LA NOTA MI2
Quando la nota è nel quarto spazio si chiama Mi2.

semibreve minima semiminima croma semicroma


    
  
Mi2

traccia 34
cd 9 Dettato
mp3 2
tr a
cc ia 1 0 2
Ascolta e scrivi le note.

 )
                 51


                 

La nota MI2 si suona così:

La nota Mi2

1
2
3
4
5
6
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 52

e 35
racc -3
7
t

cd 9 Esercizi
mp3 2
ac Suona.
05
tr

ce 10 3 - 1

cd 9: traccia 35 mp3 2: traccia 103

         
1.  )    

              

(3 volte)

cd 9: traccia 36 mp3 2: traccia 104

             
2.  )         
(3 volte)

cd 9: traccia 37 mp3 2: traccia 105

        
3.  )  
52  
         

(3 volte)

e 38
racc -3
L’emozione non ha voce (A. Celentano)
9
t

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 38 mp3 2: traccia 106
ac
07
tr

c e 10 6 - 1 base cd 9: traccia 39 mp3 2: traccia 107

                 
 )    

                     
(3 volte)
acce 40-4
Fatti mandare dalla mamma (G. Morandi)
tr

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 40 mp3 2: traccia 108
ac
09
tr

c e 10 8 - 1 base cd 9: traccia 41 mp3 2: traccia 109

     
 )               

   

     
 
       Ripeti altre 2 volte,
poi suona la battuta finale
 
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 53

Terza tappa
LE NOTE FA 2 E SOL 2

Quando la nota è nel quinto rigo si chiama Fa 2.


semibreve

minima semiminima
 
croma

semicroma
  
Fa2

Quando invece è posizionata subito sopra il quinto rigo si chiama Sol 2.


semibreve

minima semiminima
 
croma

semicroma

  
Sol2
a
tracci 42
cd 9 Dettato
mp3 2
tr a
c c i a 1 10
Ascolta e scrivi le note.

 )
53
                


                  

Le note FA2 e SOL2 si suonano così:


La nota Fa2 La nota Sol2

1 1 3 1
2 2
3 3
4 4
5 5
6 6
Flauto Barocco
Flauto Tedesco
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 54

acce 43-4
tr

cd 9 Esercizi
mp3 2
ac Suona.
12
tr

c e 11 1 - 1

cd 9: traccia 43 mp3 2: traccia 111

           
1.  ) 
(3 volte)

cd 9: traccia 44 mp3 2: traccia 112

                  
2.  )  
(3 volte)

acce 45-4
Aggiungi un posto a tavola (J. Dorelli)
tr

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 45 mp3 2: traccia 113
ac c
14
tr

e 113 - 1 base cd 9: traccia 46 mp3 2: traccia 114

 )                           
54
     
                        

                     
(3 volte)

acce 47-4
Sarà perché ti amo (Ricchi e Poveri)
tr

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 47 mp3 2: traccia 115
ac
16
tr

c e 1 15 - 1 base cd 9: traccia 48 mp3 2: traccia 116

 )    
               

        
             

    
          Ripeti altre 2 volte,
poi suona la battuta finale

013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 55

Terza tappa
LA NOTA DO2 #

Quando la nota è nel terzo spazio ed è preceduta dal segno diesis (  ) si chiama Do2  .

semibreve minima semiminima croma


    

Do2 #

traccia 49
cd 9 Dettato
mp3 2
tr a
cc ia 117
Ascolta e scrivi le note.
Attenzione: i Do che ascolterai sono tutti Do # ; pertanto devono esser scritti con il simbolo # .

 )
                  
55


                

La nota DO2 # si suona così:

La nota Do2 #

1
2 2
3
4
5
6
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 56

acce 50-5
tr

cd 9 Esercizi
mp3 2
ac Suona.
20
tr

c e 11 8 - 1

cd 9: traccia 50 mp3 2: traccia 118

        
1.   )      
(3 volte)

cd 9: traccia 51 mp3 2: traccia 119

  
2.   )        

 
          
(3 volte)

cd 9: traccia 52 mp3 2: traccia 120

      
56
3.   )             
(3 volte)

e 53
racc -5
Bella da morire (Homo Sapiens)
4
t

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 53 mp3 2: traccia 121
ac
22
tr

ce 121 - 1 base cd 9: traccia 54 mp3 2: traccia 122


  
  )      
       
   

  
               
 
 


                      
 
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 57

Terza tappa
LA NOTA FA 2 #

Quando la nota è nel quinto rigo ed è preceduta dal segno diesis (  ) si chiama Fa2  .

semibreve minima semiminima croma semicroma


    
  
Fa2 #

traccia 55
cd 9 Dettato
mp3 2
tr a
cc ia 123
Ascolta e scrivi le note.
Attenzione: i Fa che ascolterai sono tutti Fa# ; pertanto devono esser scritti con il simbolo # .

 )
                  
57


                

La nota FA2 # si suona così:

La nota Fa2 #

2 1
2
3
4
5
6
Flauto Barocco
Flauto Tedesco
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e 56
racc -5
8
t

cd 9 Esercizi
mp3 2
ac Suona.
26
tr

c e 124 - 1

cd 9: traccia 56 mp3 2: traccia 124

                
1.   )  
(3 volte)
cd 9: traccia 57 mp3 2: traccia 125

               
2.  )   
(3 volte)

cd 9: traccia 58 mp3 2: traccia 126

   
3.   )  
          
(3 volte)

acce 59-6
Il cielo in una stanza (G. Paoli)
tr

cd 9
58 ac
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 59 mp3 2: traccia 127
28
tr

c e 127 - 1 base cd 9: traccia 60 mp3 2: traccia 128

    
  )      

      
    

       
    
(3 volte)
e 61
racc -6
Io ho in mente te (Equipe 84)
2
t

cd 9
mp3 2 versione studio cd 9: traccia 61 mp3 2: traccia 129
ac
30
tr

c e 129 - 1 base cd 9: traccia 62 mp3 2: traccia 130

             
 )    

      
      
                 


(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:34 Pagina 59

Terza tappa

Le altre note
Per completare lo studio delle note, ne mancano sette: le seguenti.
Le affrontiamo tutte insieme perché il loro uso nel libro è limitato e perché hai raggiunto un livello di preparazione
che ti consente di impararle con discreta facilità. Quando incontrerai queste note nello studio dei brani dell’Antologia,
consulta queste pagine per ricordarti la posizione corrispondente sullo strumento che usi.

LA NOTA DO #
1
2
3
4
4 5
6

 
   
59

LA NOTA RE #
1
2
3
1 4
5
6

 
   

LA NOTA SOL #
1
2
1 3
4
5
6


    
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LA NOTA MI2 b
1
4 2
3
4
5
6

   
 

LA NOTA LA2
4 1
2
3
4
5
6

   
 
60

LA NOTA SI2
4 1
2
3
4
5
6

   
 

LA NOTA DO3
4 1
2
3
4
5
6

   
 
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Terza tappa

Il ritornello e la corona
IL RITORNELLO

Il simbolo  , come abbiamo visto, si chiama ritornello. Esso indica che occorre ripetere. Le ripetizioni possono
essere di vario tipo, a seconda di com’è collocato il simbolo del ritornello.

Infatti è possibile:
• ripetere l’intero brano;
• ripetere solo una parte del brano;
• ripetere l’intero brano un frammento alla volta.

Se il ritornello compare al fondo del brano, si esegue due volte l’intero brano:


1 2 3 4 5 6


Quando compare due volte all’interno del brano, riguarda le battute comprese tra i due simboli. Ad esempio, in que-
sto caso, si eseguono due volte le battute 5, 6, 7, 8:


1 2 3 4

5 6
61


7 8
 9 10 11 12

In questo caso, si eseguono due volte le prime quattro battute, poi due volte le battute da 5 a 8 e infine due volte le
battute da 9 a 12:

   5
1 2 3 4 6


7 8
 9 10 11 12


Attenzione! Puoi trovare, sopra il segno del ritornello, questi simboli 1. , 2. , ecc.:
1. 2.

  

In tal caso, devi eseguire: la prima volta la battuta contrassegnata con 1. , la seconda volta saltarla e passare diret-
tamente alla battuta 2. .
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LA CORONA
Questo segno  si chiama corona.
Quando lo trovi sopra una nota, la devi prolungare a tuo piacere.
Se suoni in gruppo, sarà chi dirige a stabilirne la durata.

cia 1
trac -2
cd 10 Esercizi
mp3 2
ac Suona.
32
tr

c e 131 - 1

cd 10: traccia 1 mp3 2: traccia 131



1.  )             

                

cd 10: traccia 2 mp3 2: traccia 132


62 2.  )              

               

    
         

e
tracc 3-4
cd 10 L’anno che verrà (L. Dalla)
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 3 mp3 2: traccia 133
ac
34
tr

ce 13 3 - 1 base cd 10: traccia 4 mp3 2: traccia 134



 )     
 
          
   

      
1.2. 3
    
          

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Terza tappa

Il punto di valore
Come abbiamo visto, i simboli musicali hanno durate molto precise. A volte però nella musica è necessario utilizza-
re suoni con una durata diversa da quelle dei simboli musicali, ad esempio un suono da 3 pulsazioni. Per questo si usa
il punto di valore che, prolungando una nota di metà del suo valore, permette di ottenere nuove durate.

Facciamo qualche esempio:

LA MINIMA  

La durata della minima con il punto di valore passa da 2 movimenti a 3 (2 la nota più 1 il punto):

Allenati alla lettura ritmica della minima con il punto:

                   
)

LA SEMIMINIMA  
63
La durata della semiminima con il punto di valore passa da 1 movimento a 1 e 1/2 (1 la nota e 1/2 il punto):

Allenati alla lettura ritmica della semiminima con il punto:

     
)              

LA CROMA   

La durata della croma con il punto di valore passa da 1/2 movimento a 3/4 di movimento.

Allenati alla lettura ritmica della croma con il punto:

                   
)

Attenzione! La stessa regola si può applicare anche alle pause.


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e
tracc 5-7
cd 10 Vivi il ritmo
mp3 2
ac Esegui.
37
tr

c e 135 - 1

Cielito lindo
cd 10: traccia 5 mp3 2: traccia 135
      
) Ecc. ecc.

Sei un mito
cd 10: traccia 6 mp3 2: traccia 136
     
  

  

  
) Ecc. ecc.

Sei diventata nera


cd 10: traccia 7 mp3 2: traccia 137
                          
)
Ecc. ecc.

racce 8-10
64
t

cd 10 Esercizi
mp3 2
ac Suona.
40
tr

c e 13 8 - 1

cd 10: traccia 8 mp3 2: traccia 138


1.  )                
(3 volte)

cd 10: traccia 9 mp3 2: traccia 139

 
2.  )           

 

      
       
  
(3 volte)
cd 10: traccia 10 mp3 2: traccia 140


3.  )                

                 
  
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:35 Pagina 65

Terza tappa

e 11
racc -1
Cielito lindo (X. Cugat)
2
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 11 mp3 2: traccia 141
ac
42
tr

ce 141 - 1 base cd 10: traccia 12 mp3 2: traccia 142

     
 )         

         
         
(3 volte)

e 13
racc -1
24.000 baci (A. Celentano)
4
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 13 mp3 2: traccia 143
ac
44
tr

c e 14 3 - 1 base cd 10: traccia 14 mp3 2: traccia 144

 )                    

                      
    
(3 volte)
65
e 15
racc -1
Sei un mito (883)
6
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 15 mp3 2: traccia 145
ac
46
tr

ce 145 - 1 base cd 10: traccia 16 mp3 2: traccia 146

   
 )               

    
           
(3 volte)

e 17
racc -1
Sei diventata nera (Los Marcellos Ferial)
8
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 17 mp3 2: traccia 147
ac
48
tr

c e 147 - 1 base cd 10: traccia 18 mp3 2: traccia 148

 )                        

 
                        
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:35 Pagina 66

e 19
racc -2
Yellow submarine (Beatles)
0
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 19 mp3 2: traccia 149
ac
50
tr

c e 14 9 - 1 base cd 10: traccia 20 mp3 2: traccia 150

          
 )          

       
              
(3 volte)

e 21
racc -2
E la luna bussò (L. Bertè)
2
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 21 mp3 2: traccia 151
ac
52
tr

c e 1 51 - 1 base cd 10: traccia 22 mp3 2: traccia 152

 )         
    
         

                   
 
66

                  
 

                      

                    

                   
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:35 Pagina 67

Terza tappa

La legatura di valore
In musica è possibile prolungare un suono sommando tra di loro le durate di più note, a condizione che queste siano
della stessa altezza. Due note si dicono della stessa altezza quando occupano lo stesso rigo o lo stesso spazio nel
pentagramma.

Possiamo sommare le durate delle note della stessa altezza con un segno grafico che si chiama legatura di valore e
che si colloca sopra o sotto le note interessate.
Quando si incontrano più note legate si deve produrre un unico suono della durata complessiva delle note interessate.
Allenati nella lettura ritmica delle note con la legatura di valore:

            
)

traccia 23
cd 10 Vivi il ritmo
mp3 2
tr a
cc ia 15 3
Esegui.

La cucaracha
              
) 67
Ecc. ecc.

e 24
racc -2
5

Esercizi
t

cd 10
mp3 2
ac Suona.
55
tr

c e 15 4 - 1

cd 10: traccia 24 mp3 2: traccia 154

1.  )              


(3 volte)

cd 10: traccia 25 mp3 2: traccia 155

2.  )                    
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:35 Pagina 68

Adesso prova a eseguire questi brani ma… attenzione alla legatura di valore!

acce 26-2
La cucaracha
tr

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 26 mp3 2: traccia 156
ac
57
tr

c e 15 6 - 1 base cd 10: traccia 27 mp3 2: traccia 157


 
 )                  
          

              
1.2. 3.

     
      

e 28
racc -2
Strada facendo (C. Baglioni)
9
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 28 mp3 2: traccia 158
ac
59
tr

c e 15 8 - 1 base cd 10: traccia 29 mp3 2: traccia 159

           
 )      
       

68
              
      

 
             Ripeti altre 2 volte,
  poi suona la battuta finale

e 30
racc -3
Chi fermerà la musica (Pooh)
1
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 30 mp3 2: traccia 160
ac
61
tr

c e 16 0 - 1 base cd 10: traccia 31 mp3 2: traccia 161

  )                    

                        

1.2. 3.

                   
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:35 Pagina 69

Terza tappa

La terzina
Come abbiamo visto, due crome corrispondono a un movimento della mano, una croma al battere e una al levare.

Quando le trovi scritte così:    (= terzina), devi eseguirle un po’ più velocemente, perché, nello stesso
movimento, devi far spazio a una nota in più:

Attenzione! Non è detto che le note della terzina siano crome. Nei prossimi brani troverai anche terzine composte
da semiminime come questa:
  3 
 )

Allenati nella lettura ritmica della terzina:


3 3 3

                
1. )
3 3 3

             
2. ) 69
traccia 32
cd 10 Vivi il ritmo
mp3 2
tr a
ccia 162
Esegui.

Gli altri siamo noi


3 3 3 3

                    
)
Ecc. ecc.

e 33
racc -3
4
t

cd 10 Esercizi
mp3 2
ac Suona.
64
tr

ce 163 - 1

cd 10: traccia 33 mp3 2: traccia 163


3 3

1.  )                     


3 3 3 3 (3 volte)

cd 10: traccia 34 mp3 2: traccia 164


3

 )  
3 3
2.
           
(3 volte)
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Adesso prova a eseguire questi brani ma… attenzione alla terzina!

e 35
racc -3
Gli altri siamo noi (U. Tozzi)
6
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 35 mp3 2: traccia 165
ac
66
tr

ce 165 - 1 base cd 10: traccia 36 mp3 2: traccia 166

 )
3 3 3 3 3 3 3 3
       
               

      
3 3 3 3 3 3
  
                 
(3 volte)

e 37
racc -3
Isn’t she lovely (S. Wonder)
8
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 37 mp3 2: traccia 167
ac
68
tr

c e 167 - 1 base cd 10: traccia 38 mp3 2: traccia 168

 )          
3 3 3
      

70
         
3 3 3

      

   
3

            
 
(3 volte)

acce 39-4
Il pescatore (F. De André)
tr

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 39 mp3 2: traccia 169
ac
70
tr

c e 16 9 - 1 base cd 10: traccia 40 mp3 2: traccia 170


3 3 3

 )     
       
            

3 3 3

          
              
3 3

                    
     
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:35 Pagina 71

Terza tappa

I tempi composti
  
) ) ) ) si chiamano tempi semplici. Quando un brano è composto pre-
I tempi musicali che hai suonato finora ( , ,
valentemente di terzine, viene scritto in un tempo che prende il nome di tempo composto, nel quale ogni movimen-
to corrisponde a tre crome; i tempi composti si indicano così:
 6_  9_  12
) = 8 ) = 8 ) = _8
3

dove   =    . Anche i tempi composti si dividono in binari, ternari e quaternari.


Tra i tempi semplici che abbiamo usato fino a ora e quelli composti esiste la seguente corrispondenza:
TEMPI SEMPLICI COMPOSTI TEMPI SEMPLICI COMPOSTI TEMPI SEMPLICI COMPOSTI
 2_  6_  3_  9_  4_  12
binari ) = 4 ) = 8 ternari ) = 4 ) = 8 quaternari ) = 4 ) = _8
Per leggere ritmicamente, invece di fare un movimento verticale (battere-levare), farai un movimento che riproduce
idealmente il perimetro di un triangolo. Ogni suo lato corrisponderà al valore di una croma:
1 3 e e
2
e
Allenati nella lettura ritmica dei tempi composti:
      71
                              
)
traccia 41
cd 10 Vivi il ritmo
mp3 2
tr a
c c ia 171
Esegui.

Ti amo
                           
)
Ecc. ecc.

e 42
racc -4
3
t

cd 10 Esercizi
mp3 2
ac c Suona.
73
tr

e 172- 1
cd 10: traccia 42 mp3 2: traccia 172

1.  )          
  
(3 volte)
cd 10: traccia 43 mp3 2: traccia 173

2.  )                    
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:35 Pagina 72

Adesso prova a eseguire questi brani ma… attenzione ai tempi composti!

acce 44-4
Ti amo (U. Tozzi)
tr

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 44 mp3 2: traccia 174
ac c
75
tr

e 174 - 1 base cd 10: traccia 45 mp3 2: traccia 175

 )              
   

                      
 

 
                   
(3 volte)

acce 46-4
Sapore di sale (G. Paoli)
tr

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 46 mp3 2: traccia 176
72 ac
77
tr

c e 17 6 - 1 base cd 10: traccia 47 mp3 2: traccia 177


  )         
                  
 


                       

      
1.2.        
3.

      

acce 48-4
La guerra di Piero (F. De André)
tr

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 48 mp3 2: traccia 178
ac
79
tr

ce 178 - 1 base cd 10: traccia 49 mp3 2: traccia 179

  )             
         

 
             
   
     

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L’anacrusi
Come nel linguaggio parlato la sillaba della parola su cui cade l’accento è più marcata delle altre
(lè-ga-mi, le-gà-mi, àn-co-ra, an-cò-ra), nel linguaggio musicale la pulsazione più marcata è quella caratterizzata dal-
l’accento forte (le altre hanno invece un accento debole).
Gli accenti dei tempi musicali sono organizzati nel seguente modo:
• nei tempi binari si alterna un accento forte a uno debole;
• nei tempi ternari si alternano un accento forte a due deboli;
• nei tempi quaternari si alternano un accento forte, uno debole, uno mezzo-forte e uno debole.
Solitamente le melodie iniziano sull’accento forte (detto anche battere). Quando invece iniziano su un accento debo-
le (detto levare), si ha l’anacrusi.

Esegui i seguenti brani. I primi due li hai già incontrati: ripetili prestando attenzione all’attacco in levare.
e 24
racc -2
Per averti (A. Celentano)
5
t

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 24 mp3 2: traccia 24
r ac
5

c e 24 - 2
t

base cd 8: traccia 25 mp3 2: traccia 25

 )                            

73
                         
(3 volte)

acce 46-4
Banane e lampone (G. Morandi)
tr

cd 8
mp3 2 versione studio cd 8: traccia 46 mp3 2: traccia 46
r ac
7

ce 4 6 - 4
t

base cd 8: traccia 47 mp3 2: traccia 47

 )                  

            
   
(3 volte)
e 50
racc -5
Se io se lei (B. Antonacci)
1
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 50 mp3 2: traccia 180
ac
81
tr

c e 18 0 - 1 base cd 10: traccia 51 mp3 2: traccia 181

 )                

 

1.2. 3.

              
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e 52
racc -5
Stessa spiaggia stesso mare (Mina)
3
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 52 mp3 2: traccia 182
ac
83
tr

c e 1 8 2- 1 base cd 10: traccia 53 mp3 2: traccia 183

 )                     

                    

(3 volte)

e 54
racc -5
Non c’è (L. Pausini)
5
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 54 mp3 2: traccia 184
ac
85
tr

c e 184 - 1 base cd 10: traccia 55 mp3 2: traccia 185

 )  
                         


Coda
             
              
74 Ripeti altre 2 volte,
poi Coda

e 56
racc -5
Non voglio mica la luna (Fiordaliso)
7
t

cd 10
mp3 2 versione studio cd 10: traccia 56 mp3 2: traccia 186
ac
87
tr

c e 18 6 - 1 base cd 10: traccia 57 mp3 2: traccia 187

 
 )                    

3 3 3
      
3

               
(3 volte)
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Terza tappa

La polifonia
Il termine polifonia indica una tecnica compositiva che ci permette di eseguire più melodie contemporaneamente.

Le note possono essere inserite nello stesso pentagramma:

 
 )     
o in pentagrammi diversi:

 
 )    

 )      

Le singole melodie sono eseguite da un unico strumento, se questo è in grado di eseguire più suoni contemporanea-
mente (pianoforte, organo, chitarra, ecc.) oppure da più strumenti che suonano assieme.

Provate a eseguire i seguenti brani polifonici. Ciascuno deve stabilire quale voce eseguire e leggere il pentagramma
opportuno.
75

Uomini soli (Pooh)


  )     
       
   

  )                  

          
       

 
                
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Le ragazze (Neri per caso)


 )  
  
                 


 )                       

 
                     
  
      
                   

Hey Jude (Beatles)


76

 )                  
    

  
 )   


   
          
 

 
              
     


 

       
      
   

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UNITÀ
4Quarta tappa obiettivi
• Conoscere i gradi della scala musicale • Conoscere gli intervalli tra le note • Scrivere scale di
modo maggiore e di modo minore naturale • Riconoscere e analizzare con il linguaggio appropriato
le fondamentali strutture del linguaggio musicale • Possedere la tecnica di base dello strumento musi-
cale utilizzato ed eseguire brani ritmici e melodici, comprendenti tutti i simboli e le regole studiate,
sia a orecchio, sia decifrando la notazione musicale

I CONTENUTI
I brani che hai trovato nella tappa precedente erano abba- L’argomento che affronterai è: i rapporti tra le note.
stanza complessi. Soprattutto avrai notato la presenza di I contenuti che verranno proposti sono:
una grande quantità di regole musicali. Nell’Unità 4 il i gradi della scala; gli intervalli; la scala di modo mag-
tuo percorso musicale si approfondisce ancora di più. giore; la scala di modo minore naturale.

P R E RE

QUI
1. Dov’è collocata la nota Mi2? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

SITI
2. A che cosa serve il segno del ritornello?
77
a. A prolungare il suono delle note
b. A fare ripetere il brano
c. A indicare il tempo musicale

3. Come si chiama il simbolo che serve ad aumentare il valore delle note?


a. Punto di valore b. Alterazione c. Terzina d. Battuta
4. Dov’è collocata la nota Sol2? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

5. Rispondi vero o falso per ciascuna delle seguenti affermazioni. V F


a. La corona serve ad aumentare il valore della nota.  
b. La legatura di valore può unire note di altezza diversa.  
c. La terzina può essere formata solo da crome.  
d. Il tempo musicale 9/8 è un tempo composto.  
e. Il punto di valore può essere messo accanto solo alla semiminima.  

6. Quale nota è collocata nel quinto rigo?


a. Do2# b. Fa2# c. Fa2 d. Sol2

7. Colloca nel pentagramma, seguendo le indicazioni scritte sotto, le note del valore di un movimento.


Mi2 Sol2 Do2# Fa2# Fa2
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Le scale musicali
I gradi della scala
Le note della scala prendono il nome di grado. Ogni grado si definisce anche con un termine particolare:

Do 8°grado
Si 7°grado: Sensibile
La 6°grado: Sopradominante
Sol 5°grado: Dominante
Fa 4°grado: Sottodominante
Mi 3°grado: Mediante o Caratteristica
Re 2°grado: Sopratonica
Do 1°grado: Tonica

Ciascun grado ha una funzione precisa.


La tonica (1º grado) è il grado più importante della scala, sul quale si appoggiano tutti gli altri. È il suono che dà
un senso di conclusione al brano.
Le seguenti melodie sono prive dell’ultima nota. Prova a suonarle e scegli, fra le soluzioni proposte, quella che dà un
maggiore senso di chiusura al brano: quella è la tonica.


  
78  )            



 )               

              
    

La dominante (5º grado) è la seconda nota per importanza nella scala e rappresenta il punto di massima sospen-
sione.
Suona la melodia che segue: puoi facilmente notare come l’andamento delle note oscilli sempre tra la tonica e la
dominante. Individua la dominante e indica la battuta o le battute dove compare:

 )            
          

dominante = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . battuta/e = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

La mediante (3º grado) è disposta esattamente a metà strada fra tonica e dominante e ha un ruolo decisivo nella
costruzione della scala, come vedremo a p. 80.
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Quarta tappa

Nel seguente pentagramma la nota cerchiata di rosso corrisponde alla mediante.

 )            
          
La sensibile (7º grado) è la nota più instabile della scala. Essendo vicino alla tonica ne è fortemente attratta: infatti
spesso compare nel finale prima della tonica.
Prova a eseguire le note della scala e fermati sulla sensibile: che sensazione hai?

    
  

 di conclusione  di sospensione

La sensibile senza la tonica dà infatti la sensazione che il brano non sia terminato.

Gli intervalli
Nella scala musicale, la differenza di altezza fra le note prende il nome di intervallo.
La distanza fra due note con lo stesso nome è detta intervallo di ottava, perché 8 sono le note che troviamo fra il
punto di partenza e il punto di arrivo.
Do 79
OT TAVA Si intervallo di 7ª
La intervallo di 6ª
Sol intervallo di 5ª
Fa intervallo di 4ª
Mi intervallo di 3ª
Re intervallo di 2ª
Do

Allo stesso modo si definiscono gli altri intervalli:


Do - Re Do - Mi Do - Fa Do - Sol Do - La Do - Si
è un intervallo di 2ª è un intervallo di 3ª è un intervallo di 4ª è un intervallo di 5ª è un intervallo di 6ª è un intervallo di 7ª

L’ampiezza degli intervalli si misura in toni e semitoni. Come sappiamo, ogni nota della scala è più acuta rispetto alla
precedente di un tono o di un semitono:
Do - Re Re - Mi Mi - Fa Fa - Sol Sol - La La - Si Si - Do
1 tono 1 tono 1 semitono 1 tono 1 tono 1 tono 1 semitono

Un intervallo può essere modificato se una delle due note viene alterata (con il # o il b ). Ad esempio, l’intervallo di 1
tono può essere ridotto a 1 semitono:
Do - Re = 1 tono
Do # - Re = 1 semitono Do - Re b = 1 semitono

L’intervallo di 1 semitono può essere aumentato a uno di 1 tono:


Mi - Fa = 1 semitono
#
Mi - Fa = 1 tono Mi b - Fa = 1 tono
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Il modo maggiore e minore


La disposizione degli intervalli che compongono una scala determina il modo maggiore o minore della
scala stessa.
La scala di modo maggiore è quella che ha un semitono tra il 3º e il 4º grado e tra il 7º e l’8º:

    
   

Do Re Mi Fa Sol La Si Do
1° grado 2° grado 3° grado 4° grado 5° grado 6° grado 7° grado 8° grado

1 tono 1 tono 1 semitono 1 tono 1 tono 1 tono 1 semitono

La scala di modo minore è quella che ha un semitono tra il 2º e il 3º grado e tra il 5º e il 6º:

     
  

La Si Do Re Mi Fa Sol La
1° grado 2° grado 3° grado 4° grado 5° grado 6° grado 7° grado 8° grado
80
1 tono 1 semitono 1 tono 1 tono 1 semitono 1 tono 1 tono

traccia 58
cd 10
Il modo maggiore è utilizzato in musiche dal carattere più sereno e gioioso, mentre il modo minore è
mp3 2
tra impiegato per dare alla musica un carattere più triste e malinconico. Puoi verificare queste differenze
c c i a 18 8
ascoltando il brano che segue (Fra Martino), eseguito in due versioni.

Costruire le scale
Si possono costruire tante scale, maggiori o minori, quante sono le note.

Proviamo a costruire la scala di Re secondo lo schema del modo maggiore:

   
    

Re Mi Fa# Sol La Si Do # Re
1° grado 2° grado 3° grado 4° grado 5° grado 6° grado 7° grado 8° grado

1 tono 1 tono 1 semitono 1 tono 1 tono 1 tono 1 semitono


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Quarta tappa
gradi 1º - 2º: è richiesto l’intervallo di 1 tono. Tra le note Re e Mi c’è questo intervallo.

gradi 2º - 3º: è richiesto l’intervallo di 1 tono. Tra le note Mi e Fa c’è l’intervallo di un semitono soltanto;
allora utilizziamo il #: Mi - Fa #.

gradi 3º - 4º: è richiesto l’intervallo di 1 semitono. Tra le note Fa # e Sol c’è questo intervallo.

gradi 4º - 5º: è richiesto l’intervallo di 1 tono. Tra le note Sol e La c’è questo intervallo.

gradi 5º - 6º: è richiesto l’intervallo di 1 tono. Tra le note La e Si c’è questo intervallo.

gradi 6º - 7º: è richiesto l’intervallo di 1 tono. Tra le note Si e Do c’è l’intervallo di un semitono soltanto; allora uti-
lizziamo il #: Si - Do #.

gradi 7º - 8º: è richiesto l’intervallo di 1 semitono. Tra le note Do # e Re c’è questo intervallo.

Proviamo a costruire la scala di Re minore.


Anche in questo caso useremo le alterazioni per modificare gli intervalli che hanno un’ampiezza diversa da quella
richiesta.

   
    
81
Re Mi Fa Sol La Si b Do Re
1° grado 2° grado 3° grado 4° grado 5° grado 6° grado 7° grado 8° grado

1 tono 1 semitono 1 tono 1 tono 1 semitono 1 tono 1 tono

gradi 1º - 2º: è richiesto l’intervallo di 1 tono. Tra le note Re e Mi c’è questa distanza.

gradi 2º - 3º: è richiesto l’intervallo di 1 semitono. Tra le note Mi e Fa c’è questa distanza.

gradi 3º - 4º: è richiesto l’intervallo di 1 tono. Tra le note Fa e Sol c’è questa distanza.

gradi 4º - 5º: è richiesto l’intervallo di 1 tono. Tra le note Sol e La c’è questa distanza.

gradi 5º - 6º: è richiesto l’intervallo di 1 semitono. Tra le note La e Si c’è l’intervallo di 1 tono; allora utilizziamo il
b : La - Si b .
gradi 6º - 7º: è richiesto l’intervallo di 1 tono. Tra le note Si b e Do c’è questa distanza.

gradi 7º - 8º: è richiesto l’intervallo di 1 tono. Tra le note Do e Re c’è questa distanza.
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Allenati a suonare le seguenti scale maggiori: Do, Re, Fa.

1.  )              
 

 
2.  )              

     
3.  )          

Allenati a suonare le seguenti scale minori: Rem e Mim.

 
1.  )              

   
82
2.  )             

La tonalità
Per indicare a quale scala si fa riferimento nel comporre una melodia, si utilizza il termine tonalità. Ad esempio, se
si è utilizzata la scala di Do, si dice che il brano è in tonalità di Do.
Ogni tonalità è caratterizzata dalle alterazioni della relativa scala. Ad esempio, la tonalità di Re maggiore utilizza due
alterazioni: il Fa # e il Do #, come la scala. Per comodità, le alterazioni vengono scritte subito dopo la chiave (armatu-
ra di chiave).

Il trasporto
Le melodie possono essere scritte in diverse tonalità. Per far sì che la melodia mantenga le sue caratteristiche, si inse-
riscono delle alterazioni, in modo tale che gli intervalli tra le note abbiano la stessa disposizione rispetto alla melodia
originale.

Suona la seguente melodia (in tonalità di Do).

 )         
       

      
          
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:35 Pagina 83

Quarta tappa
Questa melodia non ha nessuna alterazione perché fa riferimento alla scala di Do.

Suona ora la melodia precedente in altre tonalità: nel primo caso di Re (con le alterazioni Fa # e Do #),
nel secondo alla scala di Fa (con l’alterazione Si b ).

 
1.  )               

  
              

   
2.  )             

  
              

Esegui le seguenti canzoni che hai già incontrato, scritte in tonalità diverse da quelle precedenti. 83

Certe notti (L. Ligabue)

  )                

               

               

Bella (Jovanotti)

  )                          

                             
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Un’emozione per sempre (E. Ramazzotti)

 )                        

 
             
 

La canzone del capitano (Dj Francesco)



  )                            


                              

Albachiara (V. Rossi)


84
 
)         
             

 
               
   

         
            


     

     
 
     
  

L’emozione non ha voce (A. Celentano)



 )                      

 
          

   
    
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:35 Pagina 85

Prima tappa

85

Metodo per
l’accompagnamento
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UNITÀ
1Prima tappa obiettivi
• Conoscere gli accordi maggiori e minori • Saper accompagnare una melodia con la chitarra
e/o la tastiera • Sapersi orientare ritmicamente in un brano musicale eseguendo gli accordi richiesti
• Riconoscere e analizzare con il linguaggio appropriato le fondamentali strutture del linguaggio
musicale • Possedere la tecnica di base dello strumento musicale utilizzato ed eseguire brani ritmici
e melodici, comprendenti tutti i simboli e le regole studiate, sia a orecchio, sia decifrando la notazione
musicale

I CONTENUTI
Quest’ultima tappa del tuo percorso musicale è dedicata
al metodo per l’accompagnamento su tastiera e chitarra.
P R E RE

QUI
1. Il primo grado della scala si chiama: 7. A quale scala musicale è riferita la tonalità

SITI
a. sottodominante di Do?
86 b. tonica
...................................................................................
c. sensibile
2. Quale grado della scala si deve suonare per avere un 8. La seguente scala è:

 )      
senso di “sospensione”?
...............................................................................................
 
a. di modo maggiore
3. Qual è la definizione di intervallo?
b. di modo minore naturale
a. La differenza di altezza tra due note
b. La differenza di durata tra due note 9. Quale termine si usa per indicare la variazione che
c. La durata delle pause subisce una stessa melodia proposta in tonalità
4. Qual è l’ampiezza dell’intervallo tra le note Mi e Fa? diverse?
a. Alterazione
............................................................................................... b. Trasporto
c. Dicitura
5. Sol-Do2 è un intervallo di:
a. quinta b. seconda c. quarta

6. Rispondi vero o falso per ciascuna


delle seguenti affermazioni. V F
a. La tonica è la nota con cui spesso
si conclude il brano.  
b. La mediante è il quinto grado
della scala.  
c. La sensibile spesso compare nel
finale del brano prima della tonica.  
d. La scala di modo maggiore è
composta da toni e semitoni.  
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Prima tappa

L’accompagnamento e gli accordi


L’accompagnamento
Se vogliamo rendere una melodia più varia e piacevole, possiamo accompagnarla con altri suoni in modo da creare
un’atmosfera particolare.
Il modo più semplice per accompagnare una melodia è quello di eseguire accordi con strumenti polifonici, in grado
cioè di emettere più suoni contemporaneamente. Di solito si usano la chitarra o la tastiera.

Il termine accordo indica l’esecuzione simultanea di tre o più suoni. Gli accordi si possono costruire su qualunque
grado della scala e sono formati da tre suoni scelti in un rapporto di intervallo di terza.

Formiamo un accordo sul 1º grado della scala Do:  



L’accordo di Do è formato dalle note Do, Mi, Sol.

Gli accordi di modo maggiore e minore


Definiamo l’ampiezza di toni e semitoni di questi due intervalli: 87
Do - Mi = 2 toni
Mi - Sol = 1 tono + 1 semitono

Gli accordi che hanno questa struttura sono definiti di modo maggiore.

Prendiamo ora in esame un altro tipo di accordo,


l’accordo costruito sul 2º grado della scala:  

L’accordo di Re è formato dalle note Re, Fa, La.


Definiamo l’ampiezza in toni e semitoni di questi due intervalli:

Re - Fa = 1 tono + 1 semitono
Fa - La = 2 toni

Gli accordi che hanno questa struttura sono definiti di modo minore.

Confrontando la struttura degli accordi di modo maggiore con quella di modo minore, si può osservare che la dispo-
sizione dei toni e dei semitoni è inversa:

ACCORDO MAGGIORE ACCORDO MINORE


2 toni 1 tono + 1 semitono
1 tono + 1 semitono 2 toni
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Ogni singolo accordo può essere trasformato da maggiore in minore e viceversa con l’uso delle alterazioni.
La nota che determina il modo dell’accordo è quella centrale (la seconda). Per il cambiamento di modo si deve quin-
di intervenire su di essa.
Gli accordi maggiori si trasformano in minori abbassando di 1 semitono la nota centrale:

Do = Do - Mi - Sol diventa Do - Mi b - Sol


Fa = Fa - La - Do diventa Fa - La b - Do
Sol = Sol - Si - Re diventa Sol - Si b - Re

Gli accordi minori si trasformano in maggiori alzando di 1 semitono la nota centrale:

Re = Re - Fa - La diventa Re - Fa # - La
Mi = Mi - Sol - Si diventa Mi - Sol # - Si
La = La - Do - Mi diventa La - Do # - Mi

Accompagnare con chitarra e tastiera


Nel leggere le partiture occorre sapere che gli accordi sono indicati nel seguente modo:

- quelli di modo maggiore con il nome della nota che li genera:


es.: Do = accordo di Do maggiore (Do, Mi, Sol);

- quelli di modo minore con il nome della nota che genera l’accordo seguita dalla lettera m (iniziale di «minore»):
88 es.: Lam = accordo di La minore (La, Do, Mi).

Nei Paesi anglosassoni note e accordi vengono indicati con le lettere dell’alfabeto in base a questa corrispondenza:

A = La B = Si C = Do D = Re E = Mi F = Fa G = Sol

Chitarra
Con la chitarra è facile ottenere gli accordi: è sufficiente assumere una posizione con la mano sinistra e pizzicare le
sei corde con la destra mediante un plettro (piccola lamina di materiale sintetico). Il colpo di plettro si chiama pen-
nata e si indica nel seguente modo:

- dalla 6 alla 1 (dall’alto in basso):


- dalla 1 alla 6 (dal basso in alto):

Ogni pennata viene abbinata a una figurazione ritmica nel seguente modo:

  
 ) 
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:35 Pagina 89

Prima tappa
Tastiera
L’esecuzione degli accordi sulla tastiera è affidata alla mano sinistra, mentre la destra esegue solitamente la melo-
dia. Ti consigliamo, prima di eseguire brani con le due mani, di studiare l’esecuzione degli accordi con la sola sini-
stra. Quando, in un secondo tempo, sarai sufficientemente sicuro, abbinerai gli accordi studiati alle melodie.

Le dita della mano sinistra sono indicate nel seguente modo:

5 = mignolo 4 = anulare 3 = medio 2 = indice 1 = pollice

Ti consigliamo di usare la seguente diteggiatura:

1ª nota = 5 2ª nota = 3 3ª nota = 1

Ogni accordo può essere eseguito in tre «posizioni» diverse:

- stato fondamentale;
- 1º rivolto;
- 2º rivolto.

Facciamo un esempio con l’accordo di Do:  



89

stato fondamentale

1º rivolto

2º rivolto

Nell’esecuzione dell’accompagnamento è bene collegare gli accordi il più possibile, per creare una sonorità più uni-
forme e regolare. La mano deve procedere senza grossi spostamenti: cerca quindi di scegliere, fra le tre, la posizione
più funzionale.
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:36 Pagina 90

L’accordo di Mim

(
1

 
2
3
2 4
1 5
6

L’accordo di Lam
(


 
1
1 2
3 3
2 4
5
6

Esercizi
Suona.
Em
90        
1. )

Am

2. )           

acce 59-6
Vent fin
tr

cd 10
mp3 2 Suona l’accompagnamento su questa versione studio, poi esercitati sulla base.
ac
90
tr

c e 18 9 - 1 versione studio cd 10: traccia 59 mp3 2: traccia 189


base cd 10: traccia 60 mp3 2: traccia 190

 )               

Am Em Am Em Am Em Am Em
        
)

           
   

Am Em Am Em Am Em Am
       
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:36 Pagina 91

Prima tappa

L’accordo di Sol

(
 
3 1
2
3
4
1 5
2 6

L’accordo di Re
(
2 1

  
3 2
1 3
4
5
6

Esercizi
Suona.
G

1. )            91

D G D G

2. )         

traccia 61 Il ballo di Simone (Giuliano e i Notturni)


cd 10
mp3 2 Suona l’accompagnamento su questa versione studio, poi esercitati sulla base (cd 8: traccia 58, mp3 2:
tr a traccia 58).
c c ia 19 1

 ) 

                       
  

G Am D G
       
) 

                         

(3 volte)
Am D G
       
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:36 Pagina 92

L’accordo di Do

(
 

1
1 2
3
2 4
3 5
6

Esercizi
Suona.
C
92 
1. )           

G C G C
2. )             

traccia 62 Bella (Jovanotti)


cd 10
mp3 2 Suona l’accompagnamento su questa versione studio, poi esercitati sulla base (cd 8: traccia 23, mp3 2:
tr a traccia 23).
cc ia 19 2

        
 )                  

G D Em C D
             
)

 
                            

G D Em C D G (3 volte)
                
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:36 Pagina 93

Prima tappa

L’accordo di La

(

  
1
3 2
2 3
1 4
5
6

L’accordo di Mi
(
1

  
2
1 3
2 4
3 5
6

Esercizi
Suona.
E A E A

1. )         
93
traccia 63
cd 10 Diavolo in me (Zucchero)
mp3 2 Suona l’accompagnamento su questa versione studio, poi esercitati sulla base (cd 8: traccia 60, mp3 2:
tr a
c c ia 19 3 traccia 60).

 )      
       

      

E A E A E A E A E A
                    
)

          
               
E A E A E A E A E A
                   

       
           
(3 volte)
E A E A E A E A E A E A
                        
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:36 Pagina 94

L’accordo di Rem

(
  1
3
1
2
2 3
4
5
6

Esercizi
Suona.
Dm

1. )       
94
traccia 64 Dieci ragazze (L. Battisti)
cd 10
mp3 2 Suona l’accompagnamento su questa versione studio, poi esercitati sulla base (cd 9: traccia 29, mp3 2:
tr a traccia 97).
c c i a 19 4

 )        
           

Dm A
                
)

    
 
     
    

Dm A Dm
               
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:36 Pagina 95

Prima tappa

L’accordo di Fa

(
  1
1
1
2
Il barré:
1
1
2 3 Sulla chitarra, la posizione di
4 4
1
1
3 5 alcuni accordi richiede di pre-
6
mere contemporaneamente cin-
que o sei corde con lo stesso di-
to (l’indice). Questa posizione
prende il nome di barré.
Allenati sulla chitarra a preme-
re con l’indice della mano sini-
stra prima solo due corde, poi
tre e così di seguito.

Esercizi
Suona.
F C F C F
          
1. ) 95
traccia 65 La canzone del capitano (Dj Francesco)
cd 10
mp3 2 Suona l’accompagnamento su questa versione studio, poi esercitati sulla base (cd 8: traccia 56, mp3 2:
tr a traccia 56).
c c i a 19 5

 )                            

C F C F C F G
          
)

                             

C F C F C F G
          
(3 volte)
013_106 LeoneSS_B.qxd:013_106 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:36 Pagina 96

L’accordo di Si b

(

 
 1
1 4
1
2
1 3 3
1 2 4
1 5
1 6

Esercizi
Suona.
B
96         
1. )
B F B
        
2. )

traccia 66 Un’emozione per sempre (E. Ramazzotti)


cd 10
mp3 2 Suona l’accompagnamento su questa versione studio, poi esercitati sulla base (cd 8: traccia 45, mp3 2:
tr a traccia 45).
ccia 19 6

  )                        

F Am
        
)

                

Dm B (3 volte)

        
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Prima tappa

L’accordo di Re7

(
1

  
3
1 2
2 3
4
5
6

L’accordo di Sol7
(


1

 
1
2
3
4
2 5
3 6

Esercizi
Suona.

4 ..
G7 C G7 C
1. Q) ˙ ˙ ˙ ˙ ˙ ˙ w 97

2. 4Q) ..
D7 G D7 G
˙ ˙ ˙ ˙ ˙ ˙ w

traccia 61 Il ballo di Simone (Giuliano e i Notturni)


cd 10
mp3 2 Suona l’accompagnamento su questa versione studio, poi esercitati sulla base (cd 8: traccia 58, mp3 2:
tr a traccia 58).
cc ia 191

& 4Q) ‰
œ
j œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ‰ œ œ œ œ œ œ ‰ œ œ œ ˙
Œ ‰ j
œ

4 ˙ ˙ ˙ ˙ ˙ ˙ w
G Am D7 G

Q) ∑

& œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ‰ œ œ œ œ œ œ ‰ œ œ œ ˙ Œ ..

(3 volte)

˙ ˙ ˙ ˙ ˙ ˙ ˙. ..
G Am D7 G
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Schema riassuntivo
di tutti gli accordi
Con i seguenti accordi potrai accompagnare tutti i brani presenti nell’antologia.
Ti consigliamo, per imparare a eseguirli, di procedere in modo analogo alle precedenti esperienze.

Do  
 Dom    Do7   
 

1 1 1 1
1 2 1 2 2 1 2
3 1 4 3 4 3
2 4 1 3 4 2 4
3 5 1 5 3 5
6 1 6 6

98

Re    Rem   Re7   

2 1 1 1 3 1
3 2 3 2 1 2
1 3 2 3 2 3
4 4 4
5 5 5
6 6 6

Mi    Mim   Mi7   

1 1 1
2 2 4 2
1 3 3 1 3
3 4 2 4 3 4
2 5 1 5 2 5
6 6 6
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Prima tappa


Fa   Fam    Fa7  

1 1 1 1 1 1
1 2 1 2 1 2
1 2 3 1 3 1 2 3
1 4 4 1 4 4 1 4
1 3 5 1 3 5 1 3 5
1 6 1 6 1 6


Sol   Solm    Sol7  

3 1 1 1 1 1
2 1 2 2
3 1 3 3
4 1 4 4 4
1 5 1 3 5 2 5
2 6 1 6 3 6

99
  
     
La Lam La7  

1 1 1
3 2 1 2 3 2
2 3 3 3 3
1 4 2 4 1 4
5 5 5
6 6 6

       


Si  Sim  Si7 

1 1 1 1 4 1
1 4 2 1 2 2 2
1 3 3 1 4 3 3 3
1 2 4 1 3 4 1 4
1 5 1 5 2 5
1 6 1 6 6
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UNITÀ
2Seconda tappa obiettivi
• Possedere le elementari tecniche di base dello strumento musicale utilizzato ed eseguire
accompagnamento a semplici melodie utilizzando sia tutti i simboli e le regole studiate, sia
l’orecchio musicale • Saper accompagnare una canzone con la sola indicazione degli accordi
sul testo • Saper abbinare ritmi appropriati a melodie • Sapersi accompagnare mentre si canta

I CONTENUTI
Un modo semplice ma efficace per suggerire l’accompa- indicazioni precise come quelle di uno spartito.
gnamento di una canzone è quello di inserire le sigle degli Troverai di seguito alcuni testi di canzoni con gli accor-
accordi tra le parole del testo. È questa una dimensione di. Inizialmente prova ad accompagnare la canzone uti-
più “spontanea” della musica che privilegia il cosiddetto lizzando la base; quando poi ti sentirai più sicuro, prova
“orecchio musicale”, cioè la capacità di suonare senza a cantare tu stesso la canzone accompagnandoti.

P R E RE
100

QUI
1. A quale sigla corrisponde il seguente accordo scritto 4. A quale sigla corrisponde la seguente

SITI
sul pentagramma? posizione su tastiera e chitarra?
a. Si b
 
a. Do b. Re c. Fa
b. Sol
2 1
c. La 1
3 2
3
4
5
6

2. A quale sigla corrisponde il seguente accordo scritto


sul pentagramma?
a. Lam
b. Re  
c. Mim

3. A quale posizione su chitarra e tastiera corrisponde la


seguente sigla di accordo?
Fa a. b.
a.
1
1 2
3
2 4
3 5
6

b.
1 1
1 2
1 2 3
1 4 4
1 3 5
1 6
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Seconda tappa

Canzoni da accompagnare
Mamma mia
Autori: B. Andersson, U. Andersson, B. Ulvaeus
Interpreti: Abba
traccia 1
cd 11
Cantare Estensione Do - Do2 Tonalità Cantare: Re Accordi utilizzati Re Sol La Si m Fa # m
mp3 2
tr a
c c ia 19 7

IL TE

STO
Re Sol 2. I was angry inside when I knew we were through
1. I was cheated by you and I think you know when I can’t count all the times I’ve cried over you.
Re Sol Look at me now, will I ever learn?
so I made up my mind, it must come to an end. I don’t know how but I suddenly lose control
Re there’s a fire within my soul
Look at me now, will I ever learn? just one look and I can hear a bell ring
Sol one more look and I forget everything, o-o-o-oh. 101
I don’t know how but I suddenly lose control
La Rit. Mamma mia, here I go again
there’s a fire within my soul my my, how can I resist you?
Sol Re La Mamma mia, does it show again?
just one look and I can hear a bell ring My my, just how much I’ve missed you
Sol Re La yes, I’ve been brokenhearted
one more look and I forget everything, o-o-o-oh. blue since the day we parted
why, why did I ever let you go?
Re Sol Mamma mia, now I really know
Rit. Mamma mia, here I go again my my, I should not’ve let you go.
Re
my my, how can I resist you?
Sol
Mamma mia, does it show again?
Re
My my, just how much I’ve missed you
La Sim
yes, I’ve been brokenhearted
Fa # m Sol
blue since the day we parted
La Re
why, why did I ever let you go?
Sim Sol
Mamma mia, now I really know,
La Re
my my, I should not’ve let you go.
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Se provi a volare
Autore: L. Dirisio
Interprete: L. Dirisio
traccia 2
cd 11
Cantare Estensione Do - Re2 Tonalità Cantare: Lam Accordi utilizzati Do Re Fa Sol La m
mp3 2
tr a
c c i a 19 8

IL TE

STO
Lam Re Rit. Più liberi… Se provi a volare
1. Se provi a volare ti accorgi che qualche stella sta lì per noi
Fa Do Sol Lam e sfiorandole sei più libero,
ti accorgi che qualche stella sta lì per noi sei più libero.
Re Fa E corri, dai tutto per essere
e sfiorandole sei più libero. fino infondo quello che vuoi.
Lam Re E se ce la fai, sei più libero, sei più libero.
Tu lo sai che il mondo Ed io in te, crederò,
Fa Do Sol Lam se vorrai ci sarò,
non ti accetta mai per quello che sei canteremo per il mondo,
Re Fa che se vuoi, ce la fai.
e allunga le distanze per dividerci. Lo amerò, lo amerai,
Fa Re Fa perchè tu sei libero.
102 Ma se tu mi sarai accanto, io ci crederò.
Rit. Se provi a volare…
Lam Re Tu lo sai che il mondo
Rit. Più liberi… Se provi a volare non ti accettà mai per quello che sei.
Fa Do Sol Lam
ti accorgi che qualche stella sta lì per noi
Re Fa
e sfiorandole sei più libero,

sei più libero.

Lam Re
2. E la senti forte,
Do Sol Lam
come un’onda blu dell’oceano
Re Fa
un sentimento enorme, proprio dentro te… dentro te.
Fa Re Fa
Stringimi la mano ed io non ti lascerò.
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Seconda tappa

A te
Autore: L. Cherubini
Interprete: Jovanotti
traccia 3
cd 11
Cantare Estensione La - La2 Tonalità Cantare: La Accordi utilizzati Re Sol La Si m Fa # m
mp3 2
tr a
c c i a 19 9

IL TE

STO
La Mi 2. A te che sei il mio grande amore ed il mio
1. A te che sei l’unica al mondo l’unica ragione amore grande
Fa # m La a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto
per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro di più
Re La a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo
quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore
Sim Mi a te che io ti ho visto piangere nella mia mano
senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro fragile che potevo ucciderti stringendoti un po’
La Mi e poi ti ho visto con la forza di un aeroplano
a te che mi hai trovato all’angolo coi pugni chiusi prendere in mano la tua vita e trascinarla in salvo
Fa # m La a te che mi hai insegnato i sogni e l’arte dell’avventura
con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi a te che credi nel coraggio e anche nella paura
Re La a te che sei la miglior cosa che mi sia successa
con gli occhi bassi stavo in fila con i disillusi a te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa. 103
Sim Mi
tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te Rit. A te che sei semplicemente sei
La Mi sostanza dei giorni miei sostanza dei sogni miei
a te io canto una canzone perché non ho altro a te che sei essenzialmente sei
Fa # m La sostanza dei sogni miei sostanza dei giorni miei.
niente di meglio da offrirti di tutto quello che ho
Re La 3. A te che non ti piaci mai e sei una meraviglia
prendi il mio tempo e la magia che con un solo salto le forze della natura si concentrano in te
Sim Mi che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
ci fa volare dentro all’aria come bollicine. sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
a te che sei l’unica amica che io posso avere
Re La l’unico amore che vorrei se io non ti avessi con me
Rit. A te che sei semplicemente sei a te che hai reso la mia vita bella da morire
Sim Re Mi che riesci a render la fatica un immenso piacere
sostanza dei giorni miei sostanza dei giorni miei. a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore.

Rit. A te che sei semplicemente sei


sostanza dei giorni miei sostanza dei sogni miei
a te che sei semplicemente sei
compagna dei giorni miei sostanza dei sogni miei.
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Ogni volta
Autore: V. Rossi
Interprete: V. Rossi
traccia 4
cd 11
Cantare Estensione Si - Si b2 Tonalità Cantare: Do Accordi utilizzati Do Fa Sol La Mi m Fa m
mp3 2
tra
c cia 2 0 0

IL TE

STO
Do Do
1. Ogni volta che viene giorno 3. E ogni volta che non sono coerente
Mim Mim
ogni volta che ritorno ogni volta che non è importante
La La
ogni volta che cammino e ogni volta che qualcuno
Fa Fa
mi sembra di averti vicino si preoccupa per me
Fam Fam
ogni volta che mi guardo intorno ogni volta che non c’è
Do Do
ogni volta che non me ne accorgo proprio quando la stavo cercando
Sol Do Sol Sol
104 ogni volta che viene giorno. ogni volta, ogni volta quando.

Do Do
2. Ogni volta che mi sveglio 4. E ogni volta che non c’entro
Mim Mim
ogni volta che mi sbaglio ogni volta che non sono stato
La La
ogni volta che sono sicuro e ogni volta che non guardo in faccia niente
Fa Fa
ogni volta che mi sembra solo e ogni volta che dopo piango
Fam Fam
ogni volta che mi viene in mente ogni volta che rimango
Do Do
qualche cosa che non c’entra niente con la testa tra le mani
Sol Sol
ogni volta. e rimando tutto a domani.
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Seconda tappa

La mia banda suona il rock


Autore: I. Fossati
Interprete: I. Fossati
traccia 5
cd 11
Cantare Estensione La - La2 Tonalità Cantare: Rem Accordi utilizzati Do Fa Re m La m
mp3 2
tr a
cc ia 2 01

IL TE

STO
Rem Do 2. La mia banda suona il rock
1. La mia banda suona il rock e cambia faccia all’occorrenza
Lam Rem da quando il trasformismo è diventato un’esigenza
e tutto il resto all’occorrenza ci vedrete in crinoline, come brutte ballerine
Do Lam Rem ci vedrete danzare come giovani zanzare
sappiamo bene che da noi fare tutto è un’esigenza ci vedrete alla frontiera con la macchina bloccata
Do Lam Rem ma lui ce l’avrà fatta, la musica è passata
è un rock bambino, soltanto un po’ latino è un rock bambino soltanto un po’ latino
Do viaggia senza passaporto e noi dietro col fiato corto
una musica che è speranza, lui ti penetra nei muri, ti fa breccia nella porta
Lam Rem ma in fondo viene a dirti che la tua anima non è morta.
una musica che è pazienza
Do Rit. Non svegliatevi oh
è come un treno che è passato non ancora 105
Lam Rem e non fermateci no, no
con un carico di frutti per favore no.
Do Lam Rem
eravamo alla stazione sì ma dormivamo tutti 3. La mia banda suona il rock
Do ed è un’eterna partenza
e la mia banda suona il rock viaggia bene ad onde medie
Lam Rem e a modulazione di frequenza
per chi l’ha visto e per chi non c’era è un rock bambino soltanto un po’ latino
Do Lam Rem una musica che è speranza,
e per chi quel giorno lì inseguiva una sua chimera. una musica che è pazienza
è come un treno che è passato
Fa Do Lam con un carico di frutti
Rit. Non svegliatevi oh eravamo alla stazione si ma dormivamo tutti
Rem e la mia banda suona il rock
non ancora per chi l’ha visto e per chi non c’era
Fa Do Lam e per chi quel giorno lì inseguiva una sua chimera.
e non fermateci no, no
Rem Rit. Non svegliatevi oh
per favore no. non ancora
e non fermateci no, no
per favore no.
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Che sarà
Autori: Fontana, Greco, Migliacci, Pes
Interpreti: Ricchi e Poveri
traccia 6
cd 11
Cantare Estensione La - La2 Tonalità Cantare: La Accordi utilizzati Re La Mi7 Fa # m Si m Do # m
mp3 2
tr a
cc ia 2 0 2

IL TE

STO
La Mi 7 La 2. Amore mio ti bacio sulla bocca
1. Paese mio che stai sulla collina che fu la fonte del mio primo amore
Re Mi 7 La ti do l’appuntamento come e quando non lo so
disteso come un vecchio addormentato ma so soltanto che ritornerò.
Re Mi 7 Do # m Fa # m
la noia, l’abbandono, il niente sono la tua malattia Rit. Che sarà, che sarà, che sarà
Sim Mi 7 La Mi 7 che sarà della mia vita chi lo sa
paese mio ti lascio e vado via. con me porto la chitarra se la notte piangerò,
una nenia di paese suonerò.
La
Rit. Che sarà, che sarà, che sarà 3. Gli amici miei son quasi tutti via
Re Mi 7 La e gli altri partiranno dopo me.
che sarà della mia vita chi lo sa Peccato perché stavo bene in loro compagnia,
106 Re Mi 7 Fa # m ma tutto passa, tutto se ne va.
so far tutto o forse niente da domani si vedrà,
Sim Mi 7 La Mi 7 Rit. Che sarà, che sarà, che sarà
che sarà, sarà quel che sarà. che sarà della mia vita chi lo sa
so far tutto o forse niente da domani si vedrà,
che sarà, sarà quel che sarà.
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 107

Prima tappa

107

Metodo per
cantare
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 108

La voce
La voce è uno strumento musicale di inestimabile bellezza che ci permette di fare musica in modo spontaneo e natu-
rale. Certamente ti sarà già capitato di cantare da solo o con gli amici qualche canzone, magari l’ultimo successo del
tuo gruppo rock preferito, sperimentando così la gioia di vivere la musica in questa dimensione molto immediata.
Naturalmente, per poter raggiungere risultati soddisfacenti è necessario un po’ di studio e una buona conoscenza delle
tecniche vocali. Bisogna infatti conoscere bene il funzionamento degli organi, detti fonatori, che ci permettono di
emettere suoni, acquisire una giusta intonazione e saper leggere con precisione le note sul pentagramma.

L’emissione della voce


I suoni che emettiamo sono il risultato di un com- fosse frontali cervello
plesso meccanismo che si mette in funzione all’in-
terno del nostro corpo e che coinvolge l’attività di
più organi:
• l’apparato respiratorio; fosse nasali
• le corde vocali; faringe
• la cavità della bocca e del naso. vie nasali

Quando inspiriamo, attraverso la laringe e la tra- cavità


della bocca
chea, l’aria giunge ai polmoni. Questi, dilatandosi,
abbassano il muscolo del diaframma. epiglottide
laringe
Quando espiriamo, invece, il diaframma si alza,
108 comprimendo i polmoni che poco per volta si svuo-
corde vocali
tano. L’aria salendo urta le corde vocali (situate
nella laringe) causando delle vibrazioni che, ampli-
ficate nella cassa toracica e nelle cavità del naso e trachea esofago
della bocca, diventano udibili uscendo dalla bocca. cassa bronchi
toracica
polmoni
Le caratteristiche della voce
I suoni che emettiamo possono essere modulati,
cioè variati nel timbro, nell’intensità e nella loro
altezza.
Il timbro dipende dalle parti del corpo che permet- diaframma
tono l’amplificazione e la risonanza dei suoni, l’in-
tensità dalla quantità e dalla pressione dell’aria che
esce dai polmoni, mentre l’altezza dipende dalle
caratteristiche specifiche delle corde vocali e dalla
loro tensione. inspirazione espirazione
È questo aspetto che permette di classificare le voci
e suddividerle in voci maschili, voci femminili e
voci bianche (quelle dei bambini). La divisione viene fatta in base all’estensione, cioè alla quantità di suoni che una
persona è in grado di fare, dal più grave al più acuto.
Le voci maschili si dividono in: basso (quella più grave), baritono e tenore.
Le voci femminili si dividono in: contralto (quella più grave), mezzosoprano e soprano.
La voce bianca, invece, è una sola e ha un’estensione più limitata perché fino all’età dello sviluppo sia i maschi che
le femmine hanno la medesima estensione. Solo nell’adolescenza la voce cambia, assumendo un’intonazione più
grave nei maschi e più acuta nelle femmine.
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 109

Metodo per cantare

Respirare bene per cantare bene


Anche se respirare è un’attività spontanea del nostro corpo, la respirazione può essere “migliorata”: mediante alcuni
accorgimenti possiamo aumentare la quantità d’aria inspirata e ottenere un miglior funzionamento degli organi fona-
tori. Esistono infatti più tipi di respirazione con caratteristiche e risultati molto diversi tra loro.

I tipi di respirazione
Nella respirazione costale (la più diffusa e forse la più spontanea) si tende ad alzare le spalle per immagazzinare più
aria, con il conseguente innalzamento delle costole superiori. Questi due movimenti in realtà limitano la dilatazione
dei polmoni e quindi la quantità di aria in entrata. Per questo motivo la respirazione costale non è la più indicata per
cantare.
Nella respirazione diaframmatica si utilizza invece il muscolo del diaframma che è posto orizzontalmente tra i pol-
moni e lo stomaco (per sentire i suoi spostamenti è sufficiente mettere le mani sui fianchi e pronunciare più volte la
lettera X: avvertiremo una piccola dilatazione dello stomaco). Con questo tipo di respirazione quando inspiriamo il
diaframma si abbassa permettendo alle costole inferiori di dilatarsi maggiormente e, di conseguenza, ai polmoni di
immagazzinare più aria. Nell’espirazione invece il diaframma si alza, aiutando i polmoni a svuotarsi. Il diaframma
permette anche di controllare meglio la pressione dell’aria in uscita, aspetto fondamentale per variare in intensità e
altezza i suoni emessi.
Nella respirazione mista si fa uso di entrambe le tecniche, utilizzando la dilatazione sia delle costole superiori, sia
di quelle inferiori. Per questo motivo tale tecnica è la più utilizzata nel canto.

109

Respirazione costale. Respirazione diaframmatica. Respirazione mista.

PROVA TU!
Prova a sperimentare la respirazione mista seguendo i seguenti consigli:
• mettiti in una posizione comoda con una mano sulla pancia all’altezza dello stomaco. Inspira adagio (conta fino a cin-
que) mantenendo le spalle rilassate. Sentirai uno spostamento del diaframma in avanti contro la mano. Può capitare che
questo muscolo ti sembri bloccato: ripeti pazientemente l’esercizio fino a ottenere il risultato desiderato;
• usando la respirazione diaframmatica, prova a trattenere il fiato per qualche secondo tra un respiro e l’altro in questo
modo: inspira, apnea per tre secondi, espira, apnea per tre secondi. Limita questo esercizio a un solo minuto perché può
causare momentanei capogiri;
• tieni la mano destra sullo stomaco e quella sinistra sul petto: inspirando molto lentamente concentrati prima sulla respi-
razione diaframmatica (sentirai sollevarsi leggermente lo stomaco) e poi su quella costale (sentirai dilatarsi le costole
superiori). Poi espira lentamente, sentendo il diaframma che si abbassa sotto la mano destra.
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Prima di cantare
Gli organi fonatori, così come tutti gli altri muscoli del corpo umano, devono essere usati gradualmente, evitando sfor-
zi a freddo. Per questo motivo inizia a cantare per qualche minuto sottovoce aumentando poi il volume poco per volta
fino a giungere alla normalità. Anche l’altezza dei suoni è da affrontare in modo graduale, evitando i suoni troppo
acuti o gravi all’inizio dell’esercitazione.
Ci sono appositi esercizi chiamati vocalizzi che ti aiutano nel riscaldamento della voce. Te ne proponiamo alcuni che,
con l’aiuto del tuo insegnante, eseguirai ad altezze diverse, dal grave fino all’acuto.
Cantali pronunciando le sillabe «la la». Quando trovi la , prendi fiato.

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107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 111

Prima tappa

UNITÀ
1Prima tappa obiettivi
• Eseguire individualmente e in coro brani desunti da vari repertori, controllando l’espressione e
curando il sincronismo e l’amalgama delle voci • Leggere cantando le note dal Sol grave al Do2
con i simboli musicali semibreve, minima, semiminima, croma e semicroma

I CONTENUTI
Leggere il nome delle note sul pentagramma è la prima Oltre alle note che già conosci, troverai le 3 note gravi Si,
difficoltà che si affronta nello studio della teoria musica- La e Sol (p. 118) che si scrivono sotto il pentagramma uti-
le. È necessario, però, saperle anche intonare, abilità che lizzando i tagli addizzionali.
richiede un’applicazione costante, paziente e mirata.
Questo metodo è formulato per raggiungere questi due &
obiettivi: a “esercizi tecnici” maggiormente teorici, si w w w
affiancano spezzoni di brani noti di più facile esecuzione. Si La Sol

P R E RE 111

QUI
1. Quali sono i simboli di durata?

SITI
................................................................................................................................................................................................

2. Indica la durata (in movimenti della mano) di:


a. minima h = b. semibreve w = c. semiminima q = d. croma e =

3. Cosa sono e a che cosa servono le pause?

..............................................................................................................................................................................................................

4. Che cos’è e a cosa serve il pentagramma?

..............................................................................................................................................................................................................

5. Che cosa sono le battute?

..............................................................................................................................................................................................................

6. Che cos’è il tempo musicale?

..............................................................................................................................................................................................................

7. Quali sono gli organi fonatori?

..............................................................................................................................................................................................................
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Le note medie
DO-MI
e
tracc 7-8
cd 11 Esercizi
mp3 2
Canta con il nome delle note.
04
tr a

cc e
203-2

cd 11: traccia 7 mp3 2: traccia 203

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(3 volte)

cd 11: traccia 8 mp3 2: traccia 204

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112
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(3 volte)

traccia 9
cd 11 Vado al massimo (V. Rossi)
mp3 2 base cd 11: traccia 9 mp3 2: traccia 205
tr a
cc ia 2 0 5

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(3 volte)
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 113

Prima tappa
DO-FA
e 10
racc -1
1
t

cd 11 Esercizi
mp3 2
Canta con il nome delle note.
07
tr a

cc e
20 6- 2

cd 11: traccia 10 mp3 2: traccia 206

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(3 volte)

cd 11: traccia 11 mp3 2: traccia 207

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(3 volte) 113
traccia 12
cd 11 Laura non c’è (Nek)
mp3 2 base cd 11: traccia 12 mp3 2: traccia 208
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cc ia 2 0 8

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Ripeti altre due volte,
œ œ œ œ œ œ œ œ poi suona la battuta finale. w
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 114

DO-SOL
e 13
racc -1
4
t

cd 11 Esercizi
mp3 2
ac Canta con il nome delle note.
10
tr

ce 2 0 9 - 2

cd 11: traccia 13 mp3 2: traccia 209

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(3 volte)

cd 11: traccia 14 mp3 2: traccia 210

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114
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(3 volte)

traccia 15
cd 11 La solitudine (L. Pausini)
mp3 2 base cd 11: traccia 15 mp3 2: traccia 211
tr a
cc ia 211

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107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 115

Prima tappa

Le note acute
SOL-DO2
e 16
racc -1
7
t

cd 11 Esercizi
mp3 2
ac c Canta con il nome delle note.
13
tr

e 212- 2

cd 11: traccia 16 mp3 2: traccia 212

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(3 volte)

cd 11: traccia 17 mp3 2: traccia 213

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(3 volte)
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 116

traccia 18
cd 11 I tuoi occhi
mp3 2 base cd 11: traccia 18 mp3 2: traccia 214
tr a
c cia 214

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(3 volte)

DO1-DO2
traccia 19
cd 11 Giro di valzer
mp3 2 base cd 11: traccia 19 mp3 2: traccia 215
116 tr a
cc ia 215

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(3 volte)

traccia 20
cd 11 Vita militare
mp3 2 base cd 11: traccia 20 mp3 2: traccia 216
tr a
cc ia 216
3 3

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3

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3 3
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 117

Prima tappa
3 3

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3 3 3

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3 3 (3 volte)

traccia 21
cd 11 Canta blues
mp3 2 base cd 11: traccia 21 mp3 2: traccia 217
tr a
c c ia 217

& 4Q) ˙. œ ˙. Œ ˙. œ

& ˙ œ œ œ Œ
œ ˙ ˙.

& œ Œ œ œ œ œ
œ ˙ ˙.
117

& œ ˙. œ ˙. Œ
œ œ œ
(3 volte)

a
tracci 22
cd 11 Domenica bestiale (F. Concato)
mp3 2 base cd 11: traccia 22 mp3 2: traccia 218
tr a
cc ia 218

& 4Q) ∑ Ó Œ
œ
œ ˙ œ œ œ œ œ œ œ
Œ
œ
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& œ œ œ œ œ Ó
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙
(3 volte)
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 118

Le note gravi
DO-SOL GRAVE
e 23
racc -2
4
t

cd 11 Esercizi
mp3 2
ac Canta con il nome delle note.
20
tr

c e 219 - 2

cd 11: traccia 23 mp3 2: traccia 219

1. & 3Q) ˙ œ ˙ œ œ œ ˙
Œ
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œ œ œ œ ˙ ˙

& œ œ Œ œ ..
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙.
(3 volte)

118 cd 11: traccia 24 mp3 2: traccia 220

2. & 4Q) œ œ œ œ œ Œ Œ
œ œ œ œ œ
Œ Œ
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& œ œ œ œ œ œ œ Œ œ œ œ œ œ
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& œ œ œ œ Œ œ œ œ œ œ œ ..
œ œ
œ œ œ œ œ ˙
(3 volte)

traccia 25
cd 11 Tempo di reggae
mp3 2 base cd 11: traccia 25 mp3 2: traccia 221
tr a
ccia 2 21

j
& 4Q) œ ‰ œ œ œ œ œ Œ œ œ
‰ œj
œ ˙
œ ˙
& œ ‰ œj œ œ œ œ Œ œ œ ‰ j Ó ..
œ œ œ ˙ (3 volte)
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 119

Prima tappa
traccia 26
cd 11 Il silenzio (Anonimo)
mp3 2 base cd 11: traccia 26 mp3 2: traccia 222
tr a
c cia 2 2 2

& 3Q) ˙. ˙.

œ ˙. ˙. ˙.

˙. ˙

& ˙. ˙ ∑
˙. ˙. œ ˙. ˙. ˙. ˙. ˙.

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˙ œ ˙. ˙. ˙. ˙. ˙. ˙. ˙ œ

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˙. ˙. ˙. ˙. ˙. ˙. ˙ œœ ˙ œ

& ˙. ..
˙. ˙. ˙.
˙ œ œ ˙ œ (3 volte)

traccia 27 119
cd 11 Gente di mare (Raf, U. Tozzi)
mp3 2 base cd 11: traccia 27 mp3 2: traccia 223
tr a
cc ia 2 23

& 3Q) œ œ œ œ.
j ∑
œ œ ˙.

& œ ∑
œ œ ˙. ˙.

& œ ∑
œ œ ˙ œ œ ˙.

& œ ∑ ..
œ œ ˙. ˙.
(3 volte)
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 120

Cantare con 11 note


traccia 28
cd 11 Teorema (M. Ferradini)
mp3 2 base cd 11: traccia 28 mp3 2: traccia 224
tr a
c c i a 2 24

& 4Q) œ Œ Œ Ó
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙

& Œ Œ
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙ œ œ

& œ œ œ œ œ Œ Œ
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙ œ œ

& œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ Ó ..
œ œ œ œ œ œ œ ˙
120 (3 volte)

traccia 29
cd 11 Ti lascio una canzone (G. Paoli)
mp3 2 base cd 11: traccia 29 mp3 2: traccia 225
tr a
c c ia 2 25

& 4Q) ∑ .. Ó Œ ‰ j œ œ œ œ œ œ œ œ
œ œ œ œ œ œ œ œ
œ

& œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
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..
œ œœ ˙ ˙
(3 volte)
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Prima tappa
a
tracci 30
cd 11 La rosa gialla del Texas (Anonimo)
mp3 2 base cd 11: traccia 30 mp3 2: traccia 226
tr a
cc ia 2 2 6

& 4Q) œ œ œ œ œ œ œ ˙ œ œ œ œ ˙. œ œ œ œ
œ œ

& œ ˙ œ œ œ œ œ ˙. œ œ œ œ œ œ œ ˙ œ

& œ œ œ ˙. œ œ œ œ œ œ œ œ
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& œ œ œ œ ˙. œ œ œ œ œ œ œ ˙ œ

& œ ˙ 121
œ œ œ ˙. œ œ œ œ œ œ œ
œ œ

& œ œ œ œ ˙. œ œ œ œ œ œ œ œ ˙ œ œ œ œ œ

& ˙. œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙.
œ œ (3 volte)
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UNITÀ
2Seconda tappa obiettivi
• Eseguire individualmente e in coro brani desunti da vari repertori, controllando l’espressione e
curando il sincronismo e l’amalgama delle voci in semplici brani polifonici • Leggere cantando
le note dal Sol grave al Do2 con i simboli musicali semibreve, minima, semiminima, croma e
semicroma • Saper leggere una melodia con un testo

I CONTENUTI
Saper cantare in modo polifonico è un traguardo note- melodia (senza perdere il ritmo), eseguire le seconde
vole nell’apprendimento musicale perché richiede voci per intervalli di terza e sesta, non perdere l’intona-
diverse abilità che sono riassumibili negli argomenti di zione, mantenere il senso melodico nell’esecuzione di
studio di questa tappa: alternarsi nell’esecuzione di una un canone.
P R E RE

QUI
1. Che cosa s’intende per polifonia?

SITI
122
................................................................................................................................................................................................

2. Quali sono le note medie, acute e gravi che hai cantato nella precedente tappa?

................................................................................................................................................................................................

3. Osserva con attenzione il pentagramma: in quali battute trovi della polifonia?

œ œ œ œ ˙ œ œ œ œ ˙
& 4Q) œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ

& 4Q) ∑ œ œ œ œ ˙ ∑ œ œ œ œ ˙

..............................................................................................................................................................................................................
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Seconda tappa

Cantare in modo polifonico


Parole e note
Nelle tappe precedenti hai avuto modo di imparare a leggere le note sul pentagramma cantandone i nomi e intonan-
do la loro altezza. Quando si canta una canzone (o una qualunque composizione vocale) questo però non è più suffi-
ciente perché bisogna abbinare alla melodia il testo sostituendo il nome delle note con le sillabe delle parole. Parole
e note devono infatti procedere assieme, scorrere sullo stesso ritmo rispettando contemporaneamente le regole di due
linguaggi diversi: quello musicale e quello grammaticale.
Cerchiamo ora di capire come si procede per armonizzare musica e testo.
Le parole sono formate dalle sillabe che sono composte, a loro volta, da consonanti e una vocale (quando una silla-
ba presenta due vocali prende il nome di dittongo). Anche se non ci sono regole assolute, generalmente se i suoni sono
di durata breve (cioè semiminime, crome, semicrome, ecc.) ogni sillaba è abbinata a una nota; se invece i suoni sono
più lunghi (semibrevi, minime, ecc.) più sillabe si abbinano allo stesso suono. Quando più sillabe sono abbinate alla
stessa nota, si uniscono eliminando la vocale comune (elisione).

Nelle parole gli accenti cadono su una delle sillabe (per sentirli è sufficiente ripetere più volte di seguito la parola):
– cane ha l’accento sulla prima sillaba;
– limone ha l’accento sulla seconda sillaba;
– contrabbasso ha l’accento sulla terza sillaba.
Nella musica gli accenti si trovano:
– sul battere del movimento della mano (quando scende).
– sul primo (e sul terzo movimento nei tempi quaternari) all’interno delle singole battute. 123
Gli accenti delle parole e delle note devono coincidere, cioè cadere esattamente nello stesso punto.

Facciamo un esempio: > = accento > > >


œ œ œ œ œ œ

>
> 3 >œ 4
& 2Q) œ œ Q) œ œ Q) œ œ œ œ
So - le Ge - no - va Cal - cia - to - re

Quando devi imparare una canzone (o una qualunque composizione vocale) ti consigliamo di procedere nel seguen-
te modo: inizia a cantare il nome delle note familiarizzando con la melodia. Poi, quando ti senti sicuro, sostituisci il
nome delle note con le sillabe delle parole, inserendo a poco a poco il testo della composizione.
Facciamo un esempio. Impara la seguente melodia con il nome delle note:

& 4Q) œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙

Eseguila ora con il testo:

& 4Q) œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙
Ri - de - re ri - de - re ri - de - re an - co - ra o - ra la guer - ra pa - u - ra non fa.
˘
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Alternarsi nella melodia


È la prima difficoltà che dobbiamo superare per imparare a eseguire brani polifonici: i gruppi si alternano nell’ese-
cuzione della melodia dando vita a un “dialogo musicale”. Occorre prestare molta attenzione al ritmo in modo da
entrare a tempo senza rallentare od ostacolare l’andamento generale del brano.

e 31
racc -3
Pick a bale of cotton (Anonimo)
3
t

cd 11
mp3 2 base cd 11: traccia 31 mp3 2: traccia 227
29
tr a

cce
2 27 - 2 versione studio 1ª voce cd 11: traccia 32 mp3 2: traccia 228
versione studio 2ª voce cd 11: traccia 33 mp3 2: traccia 229

Allegro
#
Voce I & # 4Q) œ œ œ. œ œ

œ œ œ. œ œ

Jump down turn a round, jump down turn a round,

# I said me and my buddy, now me and my buddy,

& # ∑ ∑
˘

124
Voce II
œ . œ œ . œ œj œ . œ. œ œ. œ ˙
pick a bale of cot ton pick a bale a day
pick a bale of cot - ton pick a bale a day

#
Voce I & # œ œ œ. œ œ

œ œ œ. œ œ

jump down turn a - round, jump down turn a - round,

# I said me and my buddy, now me and my buddy,

& #
˘
∑ ∑
Voce II
œ . œ œ . œ œj œ . œ. œ œ. œ ˙
pick a bale of cot - ton pick a bale a day.
pick a bale of cot - ton pick a bale a day.
# j j
Voce I & # ˙ œ œ. ∑
˙ œ œ. ∑
Oh Lor - dy, Oh Lor - dy,

#
Voce II & # ∑
œ . œ œ . œ œj œ .
∑ œ. œ œ. œ ˙
pick a bale of cot - ton pick a bale a day

# j j
Voce I & # ˙ œ œ. ∑
˙ œ œ. ∑ ..
Oh Lor - dy, Oh Lor - dy,

## ∑ ∑ ..
Voce II & œ . œ œ . œ œj œ . œ. œ œ. œ ˙
pick a bale of cot - ton pick a bale a day
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 125

Seconda tappa
IL TE

STO
1. Jump down turn around, pick a bale of cotton, 2. I said me and my buddy, pick a bale
jump down turn around, pick a bale a day. of cotton
Jump down turn around, pick a bale of cotton, now me and my buddy, pick a bale a day
jump down turn around, pick a bale a day. I said me and my buddy, pick a bale of cotton
now me and my buddy, pick a bale a day.
Rit. Oh Lordy, pick a bale of cotton.
Oh Lordy, pick a bale a day. Rit. Oh Lordy…
Oh Lordy, pick a bale of cotton.
Oh Lordy, pick a bale a day.
Pick a, pick a, pick a, pick a, pick a bale of cotton.
Pick a, pick a, pick a, pick a, pick a bale a day.

Melodie parallele
Eseguire la stessa melodia ma ad altezze diverse (solitamente a una altezza di tre o sei note) è il modo più semplice per
ottenere una polifonia. Non tutte le melodie però si prestano a questa tecnica che viene utilizzata maggiormente nel
repertorio popolare. Bisogna stare particolarmente attenti a intonare con precisione la nota d’inizio. È consigliabile
ripeterla qualche volta prima di cominciare. Attenzione, nel seguente brano la seconda voce inizia dalla battuta 16.
125
e
tracc 1-3
cd 12 Quella carezza della sera (New Trolls)
mp3 2 base cd 12: traccia 1 mp3 2: traccia 230
ac
32
tr

c e 23 0 - 2 versione studio 1ª voce cd 12: traccia 2 mp3 2: traccia 231


versione studio 2ª voce cd 12: traccia 3 mp3 2: traccia 232

Allegro
#
& # 4Q) œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙. ∑
Quan do tor na va mio pa dre sen ti vo le vo ci

## Ó ∑
& œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙
di - men - ti - ca - vo i miei gio - chi e cor - re - vo lì.
˘ ˘

#
& # œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙. ∑
Mi na - scon - de - vo nel - l'om - bra del gran - de giar - di - no

## 1
Œ Ó ∑ ..
2
Œ Ó
& œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
œ œ
e lo sfi - da - vo a cer - car - mi: io so - no qui
˘
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:50 Pagina 126

## Ó ‰ œ œ
& ˙ Œ Ó
Voce I
œ œ œ ˙ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙ œ
Non so più il sa - po - re che ha
#
Voce II & # Ó œ œ ˙

œ œ œ ˙ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙
Œ Ó
œ

##
& œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙
œ œ œ œ œ
Voce I
œ
quel - la spe - ran - za che sen - ti - vo na - sce - re in me.
## ˘
Voce II & œ œ œ œ œ œ œ œ
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙

## Ó ‰ œ œ
& ˙
œ œ œ ˙ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙
Voce I

Non so più se mi man - ca di più


#
Voce II & # Ó œ œ ˙

œ œ œ ˙ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙
126

#
Voce I & # ∑ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
œ
quel la ca rez za del la se ra
##
Voce II & ∑ œ œ œ œ
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ

#
Voce I & # œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
o quel - la vo - glia d'av - ven - tu - ra
##
Voce II & œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ #œ œ

#
& # œ œ œ w ∑ ..
œ œ œ œ œ ˙ ˙ w
Voce I

vo - glia di an - da - re vi - a di là. Da Capo senza Rit.


## ˘
∑ ..
Voce II & w
œ œ œ œ œ œ œ bœ w b˙ ˙ (w)
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:51 Pagina 127

Seconda tappa
IL TE

STO
1. Quando tornava mio padre sentivo le voci
dimenticavo i miei giochi e correvo lì.
Mi nascondevo nell’ombra del grande giardino
e li sfidavo a cercarmi: io sono qui.

2. Poi mi mettevano a letto finita la cena


lei mi spegneva la luce ed andava via.
Io rimanevo da solo ed avevo paura
ma non chiedevo a nessuno: rimani un po’...

Rit. Non so più il sapore che ha


quella speranza che sentivo nascere in me.
Non so più se mi manca di più
quella carezza della sera
o quella voglia di avventura
voglia di andare via di là.

3. Quelle giornate d’autunno sembravano eterne


quando chiedevo a mia madre dov’eri tu.
Io non capivo cos’era quell’ombra negli occhi
e rimanevo a pensare: mi manchi tu.

Rit. Non so più…


127
e
tracc 4-6
cd 12 Plaisir d’amour (P. J. Martin)
mp3 2 base cd 12: traccia 4 mp3 2: traccia 233
ac
35
tr

c e 23 3 - 2 versione studio 1ª voce cd 12: traccia 5 mp3 2: traccia 234


versione studio 2ª voce cd 12: traccia 6 mp3 2: traccia 235

Questo brano dalla battuta 16 alla fine è a una sola voce, adatto quindi a un solista o a un gruppo ristretto di esecutori.

Allegretto

Voce I & 3Q) ˙. ˙. ˙. ˙ œ


œ
Plai sir d'a mour ne

Voce II & 3Q) ˙. ˙. ˙. ˙ œ


œ
Plai - sir d'a - mour ne

Voce I & ˙. œ œ œ ˙. ˙ œ
dure qu' - un mo - ment cha -

Voce II & ˙. œ œ œ ˙. ˙ œ
dure qu' - un mo - ment cha -
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Voce I & œ œ œ
˙. ˙.
grin d'a - mour du - re

Voce II & ˙. ˙. œ œ œ
grin d'a - mour du - re

Voce I & œ œ ˙. ˙. ˙.
œ Fine
tou - te la vi - e

Voce II & œ œ œ ˙. ˙. ˙.
tou - te la vi - e Fine

&Ó ˙. ˙. œ œ œ œ œ œ ˙.
œ
J'ai tout quit - té pour l'in - gra - te Syl - vi -

& ˙. #˙. ˙ #œ ˙ œ
˙. ˙.
128 - e el - le me quitte et

& œ œ œ ˙. #˙. ˙. ˙ ..
D.C. al Fine
prend un au - tre a - mant

IL TE STO

Testo originale Traduzione

Plaisir d’amour ne dure qu’n moment, Gioia d’amore dura solo un momento,
chagrin d’amour dure toute la vie. pena d’amore dura tutta la vita…

J’ai tout quitté pour l’ingrate Sylvie; Io ho lasciato tutto per l’ingrata Sylvie;
elle me quitte et prend un autre amant. lei mi lascia e prende un altro amante.

Plaisir d’amour… Gioia d’amore…


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Seconda tappa
tracce 7-9
cd 12 We shall overcome (Carawan, Hamilton, Horton)
mp3 2 base cd 12: traccia 7 mp3 2: traccia 236
ac
38
tr

c e 23 6 - 2 versione studio 1ª voce cd 12: traccia 8 mp3 2: traccia 237


versione studio 2ª voce cd 12: traccia 9 mp3 2: traccia 238

Andante
### 4
& Q) œ œ œ j œ œ j
Voce I
œ œ. œ ˙ œ œ œ. œ ˙
We shall o ver come, we shall o ver come,
### 4
Voce II & Q) œ œ œ œ œ.
j
œ œ œ œ œ.
j
œ ˙ œ ˙
We shall o - ver - come, we shall o ver - come,

### ˙
Voce I & œ œ œ œ ˙ ˙ œ œ œ œ
we shall o - ver - come some day,
### Ó
Voce II & œ œ œ ˙ #˙ ˙
œ
we shall o - ver - come some day 129

###
Voce I & ˙ œ œ ˙ œ œ w ˙ œ œ
Oh, deep in my heart, I do be -
### Ó
Voce II & œ œ ˙ œ œ w ˙ œ œ
Oh, deep in my heart, I do be -

### ..
Voce I & w œ œ œ ˙
œ ˙ w
lieve, we shall o - ver - come some day
### ..
Voce II & œ œ œ ˙ ˙ w
w œ
lieve, we shall o - ver - come some day
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:51 Pagina 130

IL TE

STO
Testo originale Versione ritmica

1. We shall overcome, we shall overcome, 1. Noi trionferemo, noi trionferemo,


we shall overcome some day. noi trionferemo un dì.
Rit. Oh, deep in my heart, I do believe, Rit. Nel profondo del cuor lo credo già,
we shall overcome some day. noi trionferemo.
2. We shall live in peace… some day. 2. Noi vivrem in pace… un dì.
Rit. Oh, deep in my heart, … Rit. Nel profondo del cuor …
3. We’ll walk hand in hand… some day. 3. Noi cammineremo mano nella mano… un dì.
Rit. Oh, deep in my heart, … Rit. Nel profondo del cuor …
4. Black and White together… some day. 4. Bianchi e neri insieme… un dì.
Rit. Oh, deep in my heart, … Rit. Nel profondo del cuor …

Inseguimenti musicali
Il canone è una forma musicale molto antica che permette di ottenere esecuzioni polifoniche utilizzando una sola
130 melodia. Il canone più popolare e conosciuto è certamente Fra Martino.
Per eseguirlo bisogna dividersi in gruppi: il primo inizia a cantare la melodia e quando giunge a un punto del testo
entra il secondo eseguendo la melodia da capo. La melodia eseguita in questo modo crea un effetto d’inseguimento
estremamente piacevole e vario.
L’imitazione, così si chiama questo tipo di tecnica polifonica, può essere applicata anche solo a una parte di brano. È
fondamentale – per non sbagliare o “perdersi” – concentrarsi sulla propria parte e non ascoltare troppo l’altra voce.
State quindi particolarmente attenti alla direzione del vostro insegnante, che vi aiuterà a non perdere il ritmo.

e 10
racc -1
C’era un re (Anonimo)
1
t

cd 12
mp3 2 melodia cd 12: traccia 10 mp3 2: traccia 239
ac
40
tr

c e 23 9 - 2 canone completo cd 12: traccia 11 mp3 2: traccia 240

Allegro
b
Voce I & b 2Q.) œ . œ
j
œ œ. j œ
j
œ œ œ
j
œ œ ˙.
C'e ra un re, se du to sul so fà,
bb 2 ∑ ∑ ∑ ∑
Voce II & Q).
b
Voce III & b 2Q). ∑ ∑ ∑ ∑

b
Voce IV & b 2Q). ∑ ∑ ∑ ∑
107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:51 Pagina 131

Seconda tappa
b j j j j
I & b œ. œ œ œ. œ œ
j œ œ œ œ œ. œ œ
c'e - ra un re, se - du - to sul so - fà, che

& bb j j j j
II
œ. œ œ œ. œ œ œ œ œ œ ˙.
C'e - ra un re, se - du - to sul so - fà,
b
III &b ∑ ∑ ∑ ∑

b
IV &b ∑ ∑ ∑ ∑

b œ. j œ. j
I &b œ œ œ œ œ
J œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
dis - se al - la sua ser - va: "Rac - con - ta - mi dun - que u - na sto - ria che io

bb j j j j
˘
& œ. œ œ œ. j œ œ œ œ œ
II
œ œ œ. œ
c'e - ra un re, se - du - to sul so - fà che

& bb j j j j
III
œ. œ œ œ. œ œ œ œ œ œ ˙.
C'e - ra un re, se - du - to sul so - fà,
b
IV &b ∑ ∑ ∑ ∑
131
b œ œ œ œ œj
I &b œ œ œ œ œ œ œ j
œ ˙.
j
œ œ

pos-sa im- pa - ra - re a me - mo - ria": E co - sì la sto - ria co - min - ciò...
bb œ ˘ œ œ ˘ œ œ . ˘ j j
II & J œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ. œ œ œ œ œ œ œ œ
dis - se al - la sua ser - va: "Rac - con - ta - mi dun-que u - na sto - ria che io pos-sa im - pa - ra - re a me -
bb j j j j
˘ ˘ ˘ ˘
& œ. j œ œ œ œ œ œ
III
œ œ œ. œ œ œ œ œ œ œ. œ J
c'e - ra un re, se - du - to sul so - fà che dis - se al - la sua

& bb j j j j œ. œ œ
j
IV
œ. œ œ œ. œ œ œ œ œ œ ˙.
C'e - ra un re, se - du - to sul so - fà c'e - ra un

b
I &b ∑ ∑ ∑ ∑ ∑

b j
II &b œ œ œ œ œ œ j
œ ˙.
j
œ œ
∑ ∑
mo ria". E co sì la sto ria co min ciò...
b j œ œ œ œ j j
& b œ. œ œ œ. œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
˘
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107_132 LeoneSS_B.qxd:107_132 LeoneSS_B.qxd 1-12-2009 8:51 Pagina 132

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con - ta - mi dun-que u-na sto - ria che io pos-sa im - pa - ra - re a me - mo-ria": E co - sì la sto - ria co - min - ciò
˘ ˘ ˘ ˘ ˘

IL TE

STO
Versione ritmica 3. Cento dì dovette stare lì,
per riuscire a conquistarle il cuor,
1. C’era un re, seduto sul sofà, sotto la sua finestra
c’era un re, seduto sul sofà, sperando che lei l’aprisse
che disse alla sua serva: per dare l’atteso segnale
«Raccontami dunque una storia che lui il cuor le conquistò.
132 che io possa imparare a memoria».
E così la storia incominciò… 4. Passaron le sere d’autunno,
il freddo e la neve arrivò,
2. Un bel dì, nel regno di un re la pioggia insistente di maggio,
un soldato di guardia si trovò il sole cocente arrivò.
e vide al di là della porta E solo e senza un lamento,
una fanciulla passare sperando i giorni contava
e, senza sapere il perché, e quando una notte mancava…
lui se ne innamorò. senza voltarsi se ne andò!
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Gli stili
musicali
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Il rock
Rock e protesta giovanile
Il termine rock deriva da rock and roll, genere musicale
nato negli Stati Uniti verso la metà degli anni Cinquanta
del Novecento. In realtà non si può parlare di un unico
genere musicale, ma dell’unione di tanti stili musicali che
si sono avvicendati o miscelati nel corso degli ultimi cin-
quant’anni. In generale il rock ha come elemento caratte-
ristico il ritmo, scandito con energia; i timbri vocali sono
decisi e ruvidi e i testi anticonformisti.
Negli anni Sessanta il rock diventa il simbolo della con-
I Pink Floyd in concerto.
testazione giovanile: i ragazzi ascoltano o suonano que-
sta musica come forma di sfogo e ribellione nei confron- Perfino i testi delle canzoni sono cantati da Mick Jagger,
ti di genitori, scuola e, più in generale, della società. leader del gruppo, con toni particolarmente accesi e ar-
Sono gli anni in cui in America i giovani lottano per i rabbiati.
diritti civili dei Neri e protestano contro la partecipazio-
ne americana alla guerra del Vietnam.
Diversi tipi di rock
Tra gli anni Settanta e Novanta il rock si evolve veloce-
Beatles e Rolling Stones mente: nascono decine di gruppi che danno origine ad
L’Inghilterra è la seconda patria del rock. Vi nascono altrettanti stili musicali, che si differenziano più o meno
134 molti gruppi musicali, tra i quali i Beatles, che ottengono dalla matrice comune.
un successo planetario con le loro canzoni caratterizzate L’hard rock (rock duro) è caratterizzato da un ritmo velo-
da un ritmo morbido e da una melodia orecchiabile. ce e da sonorità aggressive, frutto di autentiche “esplosio-
Il genere musicale che propongono è il cosiddetto beat. ni” di chitarre elettriche distorte, di accompagnamento e
I Rolling Stones, altro famosissimo gruppo inglese, me- assolo di batteria, di bassi ossessivi e voci quasi “strazia-
glio rappresentano l’anima più aggressiva del rock, so- te”. Il tutto a un volume ai limiti della sopportazione. I
prattutto grazie all’uti- Led Zeppelin (che ottengono un grandissimo successo
lizzo massiccio di negli anni Settanta) ne sono i massimi esponenti.
chitarre elettriche L’heavy metal (metallo pesante) è una forma particolare
Mick Jagger e con suoni “distor- di rock duro. Tra i gruppi che rappresentano meglio que-
Keith Richards dei ti” (cioè resi più sto stile possiamo citare i Metallica, band che vive il suo
Rolling Stones. graffianti ed periodo di maggior successo negli anni Ottanta.
aggressivi). Il latin rock nasce, come si può facilmente intuire dal
nome, dalla contaminazione tra il rock e la musica
dell’America Latina, con la presenza di percussioni tipi-
che di quei luoghi (ad esempio le maracas), e un uso di
suoni più puliti (senza effetti di distorsione) per le chi-
tarre. Carlos Santana è il musicista che meglio
interpreta questo stile.
Lo psychedelic rock (il termine «psichede-
lico» si riferisce al fatto che la musica
intende riprodurre gli effetti e le sensazioni
delle droghe) vede tra i massimi esponenti il gruppo bri-
tannico dei Pink Floyd. Questa band si specializza in
uno stile molto spettacolare per l’uso di timbriche elet-
troniche innovative, di effetti sonori particolari (il battito
cardiaco, il rombo degli aerei, i rumori dei registratori di
cassa, ecc.). Durante i loro concerti essi fanno uso anche
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Gli stili musicali


di effetti visivi di grande impatto sul pubblico, come luci,
fumi, proiezioni su grandi schermi.
Esiste anche un altro tipo di rock, chiamato rock sinfo-
nico, che nasce dal tentativo di fondere rock e musica
classica. Questa esperienza è resa possibile dall’aggiun-
ta, alla tipica strumentazione rock, di strumenti classici e
soprattutto dei sintetizzatori, che permettono di ricreare
le sonorità tipiche dell’orchestra sinfonica.
Il rock pop è il rock di più facile ascolto, destinato al
grande pubblico. È quello che ha maggiormente influen-
zato il mondo della musica leggera. Esponenti di spicco
di questo genere musicale sono i Queen (con la voce leg-
gendaria di Freddie Mercury), gli U2, i Police, Michael
Jackson e Madonna.

I caratteri musicali del rock


Naturalmente ci sono molti altri interpreti della musica
rock: ognuno di questi ha portato delle innovazioni, in
alcuni casi relative all’utilizzo degli strumenti musicali
(effetti di distorsione, accostamento di violini e violon-
celli con le chitarre, ecc.), in altri casi riguardanti il mes-
saggio proposto nei testi (storie d’amore ma anche di
libertà, di diritti civili, di pace).
Nell’arco di oltre cinquant’anni l’evoluzione di questo
genere è stata enorme e costante, tuttavia possiamo evi-
denziare alcuni elementi che sono tipici di tutti i generi
135
del rock.
1. Gli strumenti utilizzati sono inizialmente chitarra, bas-
so e batteria. Successivamente si aggiungono le tastiere.
2. La chitarra viene utilizzata con il distorsore per rende-
re il suono più aggressivo.
3. Le corde del basso vengono pizzicate con il plettro per
ottenere un suono più penetrante e definito, mentre in
altri generi musicali, come il jazz, le corde del basso ven-
gono pizzicate dalle dita della mano destra, per ottenere
suoni morbidi.
4. Per quanto riguarda la batteria c’è un uso abbondante
del ride (il piatto grande che si trova alla destra del bat-
terista) nei brani più lenti e gli hi-hat (piccoli piatti
metallici sospesi su un supporto a stelo) sono percossi
aperti, cioè quando si trovano a una distanza di qualche
millimetro e non quando sono appoggiati l’uno sull’altro.
La distanza dei piatti viene determinata dal batterista con
un pedale messo in funzione dal piede sinistro.
5. I suoni delle tastiere sono generalmente potenti e
penetranti.
6. Gli impianti di amplificazione diventano sempre più
imponenti per far sentire meglio i suoni anche a chi è
molto lontano dal palco (per alcuni eventi rock la folla è
oceanica).
Dall’alto in basso: Joan Baez e Bob Dylan negli anni Settanta,
Carlos Santana, i Metallica.
133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd:133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd 1-12-2009 9:04 Pagina 136

Il rock
e 12
racc -1
6

Europe
t

cd 12

ac
mp3 2 The final countdown
45
tr

c e 2 41 - 2
Analizziamo le principali caratteristiche del brano The final countdown
degli Europe. Il gruppo svedese, con questo pezzo, ottiene un grande suc-
cesso alla fine degli anni Ottanta e scala le classifiche di tutta Europa.
Rispetto ai mostri sacri del rock, che hanno attraversato i decenni, gli
Europe appaiono più come un fenomeno commerciale sapientemente orga-
nizzato dalle case discografiche; tuttavia, in questo pezzo riusciamo a
cogliere alcune tra le principali caratteristiche musicali dell’intero genere
rock.

cd 12: traccia 12 mp3 2: traccia 241


Il brano inizia con un’introduzione delle tastiere che vengono utilizzate con timbriche aggressive e potenti (come
quelle degli ottoni) anche quando devono proporre una melodia abbastanza semplice e orecchiabile.

cd 12: traccia 13 mp3 2: traccia 242


Subito dopo entra la batteria. Possiamo notare come gli hi-hat vengano suonati “aperti”.

cd 12: traccia 14 mp3 2: traccia 243


A questo punto si inserisce il basso. Le note di questo strumento, suonato con il plettro, completano il disegno ritmi-
co della cassa della batteria (il tamburo più grande suonato con un pedale azionato dal piede destro del batterista).
136 cd 12: traccia 15 mp3 2: traccia 244
La chitarra esegue l’accompagnamento del brano con il suono distorto.

cd 12: traccia 16 mp3 2: traccia 245


Ascolta The final countdown per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile rock.
ASCOLTOGU
IDATO
1. Quale strumento esegue la prima melodia utilizzata come introduzione?
a. La chitarra
b. La tastiera

2. Questa melodia è formata da:


a. poche note
b. molte note

3. La batteria inizia a suonare:


a. all’inizio del brano
b. dopo l’introduzione

4. Come suona gli hi-hat il batterista?


a. Aperti
b. Chiusi

5. Come definisci l’andamento del brano?


a. Lento
b. Veloce
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Gli stili musicali

The final countdown


Autore: J. Tempest
Interpreti: Europe
traccia 16
cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Lam
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Rock •••• Sol - Fa2
c c ia 24 5
Allegro
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33

133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd:133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd 1-12-2009 9:04 Pagina 138

Il pop
La canzone dalle origini al Novecento
La canzone, oltre a essere una forma musicale molto
semplice, è forse il genere più diffuso e ascoltato nella
nostra società. Per la sua facile e immediata comprensio-
ne è infatti utilizzata nelle più svariate situazioni (nei
concerti, in chiesa, con gli amici, nelle feste, come
colonna sonora, nelle scuole, ecc.) ed è alla base della
cosiddetta «musica leggera», quella musica che si può
eseguire anche se non si hanno conoscenze musicali
molto approfondite.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la canzone
è una forma musicale molto antica, che ha le sue origini
nelle civiltà primitive. Ad esempio, nell’antica Grecia era
abbinata alla poesia e il grande Omero recitava i suoi
poemi accompagnandosi con la cetra. Nel Medioevo
invece i menestrelli e i giullari giravano di castello in I Nomadi al Festival di Sanremo 2006.
castello cantando le gesta dei cavalieri. altri artisti, definiti «impegnati», danno molta importan-
È però solo alla fine del Settecento in Francia che diven- za al testo e trattano temi rilevanti come la guerra, la dro-
ta una forma di spettacolo musicale: in alcuni locali (i ga, la violenza, le ingiustizie sociali.
cafés chantant) i cantanti eseguono canzoni note o di
138 loro invenzione accompagnati da orchestrine, mentre gli
ascoltatori siedono ai tavolini e consumano bevande. In I caratteri musicali del pop
Italia questo tipo di spettacolo si diffonde solo alla fine Anche se ogni artista ha un proprio stile e propone la sua
dell’Ottocento e prende il nome di caffè concerto. musica in totale libertà, ci sono tuttavia alcuni elementi
musicali generali tipici della musica cosiddetta pop
(abbreviazione di popolare).
Festival e industria discografica L’introduzione del brano, molto importante perché per-
Nel Novecento, con la nascita del fonografo (l’antenato mette al cantante di iniziare a cantare con la nota giusta,
del giradischi e dell’Hi-fi) e in seguito della radio, la can- spesso è priva di sezione ritmica (basso e batteria) ed è
zone diventa via via un genere musica- affidata ai suoni lunghi di archi e tastiere (definiti «tap-
le sempre più amato e diffuso. Ven- peti musicali»). A volte invece, per avere una maggiore
gono organizzati festival e spet- incisività, è suonata da tutti gli strumenti (archi, tastiere,
tacoli vari e una vera e propria chitarre, basso e batteria).
industria, quella discografi- Il basso e la batteria, dal momento in cui iniziano a suo-
ca, gestisce i grandi interessi nare, procedono in coppia fino alla fine del pezzo.
economici che ruotano attor- A volte per sottolineare ancora di più il carattere ritmico
no al mondo della canzone. del brano viene utilizzata anche la chitarra elettrica. In
Alcuni cantanti si specializ- questo caso però le note eseguite sono «stoppate» (il
zano in canzoni commer- suono di ogni singola nota viene fermato subito dalla
ciali che hanno vita breve mano del chitarrista per ottenere un effetto più ritmico,
(è il caso dei tormentoni quasi percussivo). La chitarra – e talvolta anche il sasso-
estivi che finita l’estate fono o l’armonica – vengono utilizzati spesso anche per
non vengono più ricor- gli assolo. Verso la metà del brano il cantante fa una
dati da nessuno); pausa e il chitarrista ripropone la melodia principale,
personalizzandola a proprio piacere. Generalmente la
canzone è formata di due melodie, ripetute più volte:
una melodia corrisponde alla strofa, l’altra al ritornello.

La cantante italiana Nada negli anni Settanta.


133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd:133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd 1-12-2009 9:04 Pagina 139

Gli stili musicali


e 17
racc -2
3

Adriano Celentano
t

cd 12

ac
mp3 2 Per averti
52
tr

c e 24 6 - 2
In questo brano l’introduzione, per ottenere una maggio-
re incisività, è suonata da tutti gli strumenti, compresi
quelli ritmici. Suonano infatti la batteria, il basso, la chi-
tarra stoppata e gli archi.
Questi strumenti accompagnano la melodia fino alla fine
del brano.

cd 12: traccia 17 mp3 2: traccia 246


Introduzione.

cd 12: traccia 18 mp3 2: traccia 247


Il basso e la batteria.

cd 12: traccia 19 mp3 2: traccia 248


La chitarra stoppata.

cd 12: traccia 20 mp3 2: traccia 249


I violini.

cd 12: traccia 21 mp3 2: traccia 250


Le melodie che corrispondono alla strofa e al ritornello
risultano abbastanza orecchiabili. Ascolta la strofa.
139
cd 12: traccia 22 mp3 2: traccia 251
Ascolta il ritornello.

cd 12: traccia 23 mp3 2: traccia 252


Ascolta Per averti per intero e rispondi alle domande.
Poi, suona il brano in stile pop sulla partitura di pagina
seguente.

ASCOLTO
GU
IDATO

1. La batteria e il basso iniziano a suonare:


a. all’inizio del brano
b. dopo una lunga introduzione

2. La chitarra è utilizzata come strumento ritmico. Come si chiamano le note così proposte?
a. Stoppate
b. Tappeti musicali

3. Come definisci l’andamento del brano?


a. Molto lento
b. Abbastanza vivace e ben marcato
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Il pop
Per averti
Autori: G. Bella, Mogol
Interprete: A. Celentano
traccia 23
cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Mim
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Pop •••• Do - Do2
c cia 2 5 2
Moderato
Em C G D Em
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C G D Em G C

6

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11 G D Em G C

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140
15 G D B7 Em C

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24
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Gli stili musicali

Il blues
La voce degli schiavi neri
Il blues nasce come espressione musicale tipica dei Neri
d’America, che dà voce alla triste condizione di vita degli
schiavi nelle piantagioni. Si diffonde probabilmente nella
seconda metà dell’Ottocento dopo l’abolizione della
schiavitù (avvenuta in seguito alla guerra civile). A diffe-
renza dello spiritual e del gospel, che hanno carattere reli-
gioso e collettivo, il blues è un canto profano, che espri-
me emozioni e sentimenti individuali. La linea melodica
è improvvisata: non trascritta su pentagramma, è inven-
tata e modulata nel momento stesso in cui si esegue.
Talvolta anche il testo è improvvisato o comunque ripre-
so da storie appartenenti al repertorio tradizionale.

Country blues e blues urbano Un’orchestra blues degli anni Venti.


Da semplice canto triste, proposto nelle campagne da
musicisti ambulanti che vivono di carità (country blues), to del pianoforte. Il testo tratta quasi sempre vicende dolo-
il blues si trasforma poi in raffinato genere musicale, nel rose (delusioni d’amore, carcere, disastri naturali, fame).
quale vengono miscelati la vena malinconica di fondo e Nella sua forma più comune, ogni strofa occupa 12 bat-
l’abilità tecnica strumentale, ottenendo improvvisazioni tute musicali. La melodia è strutturata in 3 frasi di 4 bat- 141
accattivanti. Il cantante si accompagna con strumenti a tute, e ogni frase è conclusa con pause e note lunghe. Ne-
corde come banjo o chitarra. Talvolta l’accompagnamen- gli anni Venti il blues confluisce nel jazz, a cui regala la sua
to viene affidato a un gruppo musicale. caratteristica struttura di 12 battute, sulla quale i jazzisti
Nei primi anni del Novecento l’industrializzazione attira ancora oggi improvvisano.
migliaia di Neri negli Stati americani del Nord e così il
blues si diffonde nei ghetti delle
grandi città e viene spesso propo- I caratteri musicali del blues
sto nei locali pubblici, dando La formazione orchestrale che esegue il blues si è modi-
origine al blues urbano, con ficata nel corso dei decenni. Oggi il gruppo blues è com-
caratteri specifici: maggiore posto da batteria, contrabbasso, chitarra e voce. A questi
durezza e accompagnamen- strumenti si aggiungono perlopiù tastiere,
sax, armonica a bocca: sempre strumenti in
grado di eseguire le melodie alternandosi
con il cantante.
L’andamento dei brani può essere a volte lento,
a volte veloce. L’elemento costante è il carattere tri-
ste del brano, strutturato su una scala musicale particola-
re (scala blues) che ha la terza e la settima nota abbassa-
te di un semitono e quindi leggermente più gravi rispet-
to a quelle della scala di modo maggiore.
L’improvvisazione continua a essere alla base di questo
genere: il musicista sa che ha a disposizione un totale di
12 battute per volta (la struttura tipica del blues) durante
le quali inventa melodie a proprio piacere.

B. B. King, famoso cantante di blues


e chitarrista statunitense.
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Il blues
e 24
racc -3
0

Gene Vincent
t

cd 12

ac
mp3 2 Be bop a lula
59
tr

c e 253 - 2
cd 12: traccia 24 mp3 2: traccia 253
Ascolta la differenza tra la scala di Do maggiore e la scala blues (con il terzo e settimo grado abbassato) e un esem-
pio di improvvisazione.
Analizziamo ora, con l’ascolto, le principali caratteristiche del brano Be bop a lula nella tipica struttura blues.

cd 12: traccia 25 mp3 2: traccia 254


L’introduzione è affidata alla chitarra sia come accompagnamento ritmico, sia come strumento solista.

cd 12: traccia 26 mp3 2: traccia 255


La struttura del brano è formata dalla ripetizione di una sequenza di 12 battute. Ascoltiamo e contiamole.

cd 12: traccia 27 mp3 2: traccia 256


Contrabbasso e batteria.

cd 12: traccia 28 mp3 2: traccia 257


Anche gli accordi (gruppi di tre o più note eseguite contemporaneamente) si ripetono sempre nella stessa sequenza.
In questo pezzo gli accordi utilizzati sono quindi quelli di: Sol (4 battute), Do (2 battute), Sol (2 battute), Re (1 bat-
tuta), Do (1 battuta), Sol (1 battuta) e Re (1 battuta). Totale 12 battute. Poi il tutto si ripete da capo.

cd 12: traccia 29 mp3 2: traccia 258


Su questa struttura si ha la melodia.
142
cd 12: traccia 30 mp3 2: traccia 259
Ascolta Be bop a lula per intero e rispondi alle domande.

ASCOLTO

GU
IDATO
1. A cosa è dovuto il carattere triste e malinconico del brano?
a. Alla lentezza del brano b. All’utilizzo della scala blues

2. La struttura del pezzo è formata dalla ripetizione di:


a. 12 battute b. 18 battute

3. Gli strumenti ritmici (contrabbasso e batteria) suonano:


a. dopo l’esecuzione di due parti complete (24 battute) b. fin dall’inizio

4. La melodia proposta è:
a. uniforme e ripetitiva b. costantemente modificata

5. Come definisci l’andamento del brano?


a. Tranquillo e malinconico b. Frenetico e adatto al ballo

Ora, suona il brano in stile blues. Noterai che vicino alla chiave di Sol c’è un’alterazione (il diesis sulla nota Fa). Con
questo segno ti preparerai a eseguire tutte le note Fa trasformate in Fa #. Invece vedrai che tutti i Fa hanno il segno del
bequadro (quindi Fa n) accanto e dovranno essere suonate come Fa naturale (senza il # ). Anche le note Si sono tutte
alterate con il segno del bemolle (quindi Si b). Questa particolarità è la dimostrazione che nel blues la terza e la setti-
ma nota sono abbassate di un semitono, infatti la tonalità del brano è Sol maggiore e le note Si b e Fa naturale non
sono altro che la terza e la settima nota della scala di Sol abbassate di un semitono.
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Gli stili musicali

Be bop a lula
Autori: T. Davis, G. Vincent
Interprete: G. Vincent
a
tracci 30
cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Sol
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Blues •••• Re - Re2
c cia 2 59
Moderato
G

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10 C G D G

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26 C G D G

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C G

31
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36
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3 volte
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Il charleston
Un ballo dal ritmo brillante
Il charleston è una danza di derivazione jazzistica che
prende nome dall’omonima città statunitense della Caro-
lina del Sud in cui ha avuto
origine. Di andamento vi-
vace, il charleston è caratte-
rizzato da un ritmo brillan-
te; si basa su un particolare
passo che consiste nel man-
dare le gambe verso la par-
te esterna del corpo tenen-
do però unite le ginocchia.
Negli anni Venti del Nove-
cento questo ballo acquista sta che viene suonato con un pedale azionato dal piede
grande popolarità grazie a destro) interviene nei tempi forti della battuta (il primo e
Joan Crawford negli Stati il terzo);
Uniti e a Josephine Baker - il rullante (il tamburo piccolo più vicino al batterista)
(vedi foto) in Europa. suona nei tempi deboli (il secondo e il quarto).
In un primo momento il rullante è percosso sul bordo,
poi nella parte centrale, quindi sulla pelle, per ottenere
144 I caratteri musicali del charleston un effetto percussivo inizialmente ridotto e subito dopo
Il tempo musicale è in 4/4. Gli strumenti utilizzati sono potente. Insieme al rullante vengono utilizzati gli hi-hat
il contrabbasso, la batteria, la chitarra e il pianoforte per (cioè i due piatti metallici sospesi su un supporto a stelo).
eseguire la parte ritmica. Per la parte melodica gli stru- Il contrabbasso – le cui corde nel charleston sono pizzi-
menti scelti possono essere vari: esistono versioni di cate con le dita – esegue due note per ogni battuta e il suo
charleston in cui la melodia è eseguita dal banjo, altre in andamento risulta vivace ma uniforme. La chitarra e il
cui la melodia è eseguita dalla tromba. pianoforte eseguono gli accordi d’accompagnamento (il
La batteria, invece, è suonata nel seguente modo: secondo e il quarto) di ogni battuta, rinforzando il dise-
- la cassa (il tamburo grande collocato davanti al batteri- gno ritmico del rullante e degli hi-hat.
e 31
racc -3
6

Duo Fasano
t

cd 12

ac
mp3 2 Lola
65
tr

ce 260 - 2
cd 12: traccia 31 mp3 2: traccia 260
L’introduzione è breve (solo 4 battute) ed è caratterizzata dalla produzione del suono da parte di tutti gli strumenti rit-
mici solo sul quarto accento di ogni battuta. Risulta pertanto molto frammentata.

cd 12: traccia 32 mp3 2: traccia 261


Dopo l’introduzione la batteria propone un ritmo uniforme, in cui si ha l’alternanza dei battiti della cassa e di quelli
del rullante (suonato sul bordo) e degli hi-hat.

cd 12: traccia 33 mp3 2: traccia 262


Nella seconda parte del brano il rullante è percosso nella zona centrale. In questo modo si ottiene un suono più poten-
te, a vantaggio della brillantezza del ritmo.

cd 12: traccia 34 mp3 2: traccia 263


Il contrabbasso esegue due note ogni battuta e il suo andamento risulta costante e uniforme.
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Gli stili musicali


cd 12: traccia 35 mp3 2: traccia 264
La chitarra e il pianoforte eseguono i loro accordi d’accompagnamento sugli accenti deboli della battuta.

cd 12: traccia 36 mp3 2: traccia 265


Ascolta Lola per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile charleston.

ASCOLTO

GU
IDATO
1. La breve introduzione, suonata dagli strumenti ritmici, risulta:
a. melodica e uniforme
b. frammentata ed energica

2. La ritmica proposta dal basso è:


a. costante e uniforme
b. scatenata e aggressiva

3. Quale effetto si ottiene con la ritmica eseguita dal pianoforte e dalla chitarra?
a. Rinforzo del ritmo proposto dal rullante
b. Sostegno del basso

Lola
Autori: Borella, Donaldson, Lombardo 145
Interpreti: Duo Fasano
traccia 36
cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Charleston •••• Do - Do2
c cia 2 65
Allegro
C G7 C
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G7 C
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13
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Dal  al Fine
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Lo swing
Big bands e swing nero I caratteri musicali dello swing
Lo swing (da to swing = dondolare) nasce alla fine dell’Ot- Caratteristica di questo stile è che la batteria e la chitarra
tocento negli Stati Uniti e si diffonde in tutto il mondo a par- accentuano i tempi deboli della battuta, rendendo più flui-
tire dagli anni Trenta del Novecento. Uno dei massimi espo- da la scansione del ritmo. Il contrabbasso invece suona nei
nenti è il clarinettista Benny Goodman, definito il «re del- tempi forti. Nei brani swing, proprio perché eseguiti da
lo swing». Il ritmo dello swing esprime il ritrovato ottimismo grandi orchestre, sentiamo la presenza, oltre che degli
dell’America uscita dalla crisi economica del 1929. Il decen- strumenti ritmici (basso, batteria), anche dei fiati (sax,
nio 1935-’45 è considerato «l’era dello swing», che diviene trombe e tromboni). Proprio a questi ultimi vengono affi-
la musica della nazione americana, suonata anche da orche- date le introduzioni e le «risposte» alla linea melodica,
stre di bianchi che prendono il nome di big bands. Nell’om- cioè piccole sequenze di note inserite nei momenti di pau-
bra fiorisce però il più genuino e duraturo swing nero, pro- sa della linea melodica. La durata di alcune note viene ap-
posto da musicisti di colore. Questi eseguono brani in cui pena dilatata a sca-
miscelano sapientemente orecchiabilità e sperimentazione. pito delle altre.

e 37
racc -4
1

Frank Sinatra
t

cd 12

ac
mp3 2 Cheek to cheek
70
tr

ce 2 66 - 2
Analizziamo ora, con l’ascolto, le principali caratteristiche del brano Cheek to
146 cheek nella versione swing interpretata dall’orchestra di Frank Sinatra.

cd 12: traccia 37 mp3 2: traccia 266


L’introduzione è affidata a tutta l’orchestra. Spiccano i fiati: le trombe eseguono la frase principale e i sax “rispondo-
no” con altrettante frasi musicali durante i silenzi delle trombe.

cd 12: traccia 38 mp3 2: traccia 267


Il contrabbasso procede con un accompagnamento regolare caratterizzato dall’esecuzione di quattro note per ogni battuta.

cd 12: traccia 39 mp3 2: traccia 268


Il batterista accentua i tempi deboli della battuta (il secondo e il quarto movimento) sul ride.

cd 12: traccia 40 mp3 2: traccia 269


La melodia è semplice e orecchiabile. Nelle pause entrano i sassofoni, che riempiono tutti i momenti di vuoto.

cd 12: traccia 41 mp3 2: traccia 270


Ascolta Cheek to cheek per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile swing.
ASCOLTO
GU
IDATO

1. Nell’introduzione ci sono alcuni strumenti che eseguono la frase principale. Quali?


a. I sax b. Le trombe

2. Nell’introduzione ci sono strumenti che eseguono le risposte alla melodia principale. Quali?
a. I sax b. Le trombe

3. L’accompagnamento del contrabbasso è: a. uniforme e regolare b. irregolare e grintoso

4. La batteria mette in evidenza gli accenti deboli delle battute. Perché?


a. Per rendere più fluido l’andamento ritmico b. Per rendere più trasgressivo e irregolare l’andamento ritmico
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Gli stili musicali

Cheek to cheek
Autore: I. Berlin
Interprete: F. Sinatra
traccia 41
cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Swing •••• Do - Mi2
cc ia 270

Allegro
C Am Dm G C Am Dm G

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147
Dm G C


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Dm G C Dm G C
21
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Dm G C Dm G C
25
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Dm G C Dm G C
29
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Il boogie woogie
Ritmo vivace e figure acrobatiche ca occidentale, e viene tradotto per chitarra e pianoforte dai
Il boogie woogie è una danza particolarmente ritmata. Il musicisti neri americani. Nel 1938 diviene improvvisa-
termine boogie significa «cattivo»; il woogie, invece, era mente popolare anche presso il pubblico bianco, che lo
un’antica danza tipica della Louisiana, uno Stato meridio- adotta come nuovo ballo alla moda. Il boogie woogie giun-
nale degli Stati Uniti d’America. In coppia queste due pa- ge in Europa con l’arrivo delle truppe americane durante la
role esprimono l’idea di un movimento ossessivo di va e Seconda guerra mondiale e da quel momento molte orche-
vieni. Discende da musiche per strumenti a corda dell’Afri- stre da ballo italiane inseriscono nel loro repertorio brani in
questo stile. Il boogie woogie è una danza vivace, ballata
in coppia. Ha passi semplici e veloci, e una serie di figure,
anche acrobatiche, spesso improvvisate. I ballerini riman-
gono a distanza e sono uniti solo per la mano.

I caratteri musicali del boogie woogie


La sezione ritmica dell’orchestra (contrabbasso, batte-
ria e chitarra) assume una notevole importanza, anche
perché per i ballerini è fondamentale essere sorretti da un
ritmo ben scandito. Nei brani trascritti per orchestra sono
importantissime le parti affidate alle sezioni di fiati
come gli ottoni (trombe e tromboni) e alcuni legni (sas-
148 sofoni e clarinetti). Proprio grazie alla presenza di tutti
questi strumenti, il boogie woogie è molto gradito anche
come musica d’ascolto.

acce 42-4
tr

cd 12 Glenn Miller
ac
mp3 2 In the mood
77
tr

c e 271 - 2
Analizziamo con l’ascolto le principali caratteristiche del brano In the mood di Garland e Razaf. Questo pezzo, com-
posto nel 1939, è giunto in Italia nella versione per orchestra lanciata da Glenn Miller.

cd 12: traccia 42 mp3 2: traccia 271


Nell’introduzione non compaiono gli strumenti ritmici. Essa è affidata ai sassofoni, ai quali rispondono le trombe.

cd 12: traccia 43 mp3 2: traccia 272


L’inizio del brano vede ancora i sax che propongono la melodia ripetendo lo stesso schema formato da tre note.

cd 12: traccia 44 mp3 2: traccia 273


In risposta a questa melodia la sezione dei fiati esegue brevi interventi sul levare.

cd 12: traccia 45 mp3 2: traccia 274


Verso la metà del brano compare una seconda melodia eseguita dalla tromba abbellita da brevi interventi dei fiati.

cd 12: traccia 46 mp3 2: traccia 275


Il contrabbasso esegue una serie di quattro note per ogni battuta.

cd 12: traccia 47 mp3 2: traccia 276


La batteria oltre ai piatti utilizza rullante e cassa per sottolineare i vari passaggi del brano (ad esempio il finale).
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Gli stili musicali


cd 12: traccia 48 mp3 2: traccia 277
Ascolta In the mood per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile boogie woogie.

ASCOLTO

GU
IDATO
1. L’introduzione è affidata ai seguenti strumenti:
a. sezione ritmica (basso, batteria e chitarra) b. sezione dei fiati (sassofoni e trombe)

2. Quali strumenti rispondono alla melodia proposta dai sax?


a. Le trombe b. La chitarra e il contrabbasso

3. Verso la metà del brano compare una seconda melodia. Quale strumento la esegue?
a. La tromba b. Il sassofono

4. Come definiresti l’andamento dell’accompagnamento proposto dal basso e dalla batteria?


a. Regolare e uniforme b. Frenetico e irregolare

In the mood
Autori: J. C. Garland, A. Razaf
Interprete: G. Miller
a
tracci 48
cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Boogie woogie •••• Mi - Mi2 149
cc ia 2 7 7
Allegro
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13
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C F G7 Da Capo al Fine
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17
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Il rock and roll


Una rivoluzione musicale
Il termine rock and roll (o rock’n’roll) significa «dondo-
la e rotola» e rappresenta la prima forma di rock. Nasce
intorno alla metà degli anni Cinquanta in America per
reazione alla dolciastra canzone melodica, ed è portata al
successo da cantanti come Bill Haley e Elvis Presley.
È proprio Bill Haley che nel 1954 incide il brano Rock
around the clock, vera pietra miliare di questo genere
musicale. Il successo arriva quando il brano viene inseri-
to nella colonna sonora del film Blackboard jungle che
tratta problemi di delinquenza e miseria dei giovani del
Bronx (una zona povera e malfamata di New York). Ha
inizio una vera e propria rivoluzione musicale, che con-
tinuerà nei decenni successivi con l’evoluzione del rock.
Il re del rock and roll è però Elvis Presley che modifica
radicalmente il modo di proporsi al pubblico: canta
accompagnandosi con dinamici movimenti e contorsioni
Elvis Presley in concerto.
del corpo, veste in modo del tutto particolare e porta uno
stravagante ciuffo ribelle. In breve tempo il suo stile L’uso della chitarra è sia ritmico, sia melodico. Nel primo
viene imitato in tutto il mondo. caso il chitarrista accompagna il brano con accordi di
150 breve durata per sostenere la brillantezza del ritmo.
Nel secondo caso propone degli “assolo” velocissimi che
I caratteri musicali del rock and roll entusiasmano il pubblico. La batteria è generalmente uti-
Il rock and roll ha un andamento veloce e un ritmo sca- lizzata nel seguente modo: dopo ogni battito della cassa,
tenato, adatto al ballo. I testi hanno un linguaggio infor- si ha un battito del rullante.
male e trattano argomenti molto vicini ai giovani. Il contrabbasso viene sostituito, negli anni più recenti,
Gli strumenti musicali maggiormente utilizzati sono la dal basso elettrico, che risulta più leggero e maneggevo-
chitarra elettrica – vero e proprio simbolo di questo le. L’accompagnamento espresso dal basso è formato da
stile musicale – la batteria e il contrabbasso. quattro note per ogni battuta.

e 49
racc -5
3

Bill Haley
t

cd 12

ac
mp3 2 Rock around the clock
82
tr

c e 2 78 - 2
Analizziamo con l’ascolto le principali caratteristiche del brano Rock
around the clock di Bill Haley.

cd 12: traccia 49 mp3 2: traccia 278


L’introduzione del brano è molto ritmata e ha una particolarità: tutti gli
strumenti suonano fin dall’inizio, però eseguono un suono solo ogni due
battute, mentre la melodia è eseguita dal sax.

cd 12: traccia 50 mp3 2: traccia 279


La chitarra esegue accordi di durata molto breve per sostenere il ritmo.

cd 12: traccia 51 mp3 2: traccia 280


Dei battiti di batteria spiccano il colpo di cassa e subito dopo il colpo di
rullante.
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Gli stili musicali


cd 12: traccia 52 mp3 2: traccia 281
Il basso propone una linea ritmica composta da quattro note per ogni battuta.

cd 12: traccia 53 mp3 2: traccia 282


Ascolta Rock around the clock per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile rock’n’roll.

ASCOLTO

GU
IDATO
1. All’inizio del brano gli strumenti suonano:
a. una lunga melodia b. un’unica nota, lasciando sola la melodia

2. Inizialmente la chitarra è utilizzata come strumento ritmico. Cosa esegue?


a. Brevi accordi d’accompagnamento b. La melodia principale

3. Come definisci l’andamento del brano?


a. Vivace e marcato b. Tranquillo e lento

Rock around the clock


Autori: J. De Knight, M. Freedman, J. E. Myers
Interprete: B. Haley
151
traccia 53
cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Sol
Suonare Tonalità
tr a
mp3 2 Rock and roll •••• Sol - Fa2
cc ia 2 8 2
Tempo di Rock
G

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Il twist
Dondolare a ritmo di twist menti utilizzati per spegnere una sigaretta con il piede e
Il twist è una danza di sala a ritmo veloce che nasce per strofinarsi le mani con un asciugamano».
negli Stati Uniti tra la fine degli anni Cinquanta e gli
inizi degli anni Sessanta. Si diffonde con grande succes-
so anche in Europa. L’avvento del twist è storicamente I caratteri musicali del twist
considerato un fatto di grande importanza perché cambia Il ritmo del twist è abbastanza veloce e incalzante.
il modo di ballare: la danza si svolge a coppie ma, per la Gli strumenti generalmente utilizzati sono batteria, chi-
prima volta, senza che i ballerini si tocchino. Ognuno dei tarra, basso e pianoforte. Il basso esegue un accompa-
due deve spostare il peso del corpo da un piede all’altro, gnamento ritmico abbastanza ripetitivo, proponendo tre
con movimenti dondolanti. Un’altra caratteristica, che note per ogni battuta. Il pianoforte esegue una serie di
all’epoca viene ampiamente reclamizzata, è l’estrema accordi ripetuti per vivacizzare l’andamento del brano.
facilità di imparare i passi del twist. Chubby Checker, Una particolarità ritmica di questo stile musicale è che in
l’esecutore più famoso di questo genere musicale, affer- ogni battuta il rullante (il tamburo centrale della batteria)
ma che «per ballare il twist è sufficiente eseguire i movi- esegue alcuni colpi veloci.

e 54
racc -5
8

Pat Boone
t

cd 12
mp3 2 Speedy Gonzales
87
tr a

cc ia
283 - 2
Analizziamo con l’ascolto le principali caratteristiche del brano Speedy Gonzales di Pat Boone.
152
cd 12: traccia 54 mp3 2: traccia 283
Nell’introduzione (le prime sette battute dello spartito) è proposta la melo-
dia accompagnata dalla chitarra e dal pianoforte. La ritmica è quasi comple-
tamente assente (tranne alcuni battiti dei piatti).

cd 12: traccia 55 mp3 2: traccia 284


Il basso entra con la batteria (i due strumenti rimangono uniti fino alla fine
del brano) proponendo una sequenza di tre note per ogni battuta.

cd 12: traccia 56 mp3 2: traccia 285


Il pianoforte esegue un accompagnamento caratterizzato dalla ripetizione di
5 accordi per ogni battuta.

cd 12: traccia 57 mp3 2: traccia 286


Il rullante esegue alcuni colpi veloci per ogni battuta caratterizzando così lo
stile del twist.

cd 12: traccia 58 mp3 2: traccia 287


Ascolta Speedy Gonzales per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile twist.
ASCOLTO
GU
IDATO

1. Nell’introduzione ci sono alcuni strumenti che accompagnano la melodia principale. Quali?


a. Il basso e gli archi b. La chitarra, il pianoforte e i piatti

2. Quali strumenti sono il più importante riferimento ritmico?


a. Il basso e la batteria b. Le tastiere
133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd:133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd 1-12-2009 9:05 Pagina 153

Gli stili musicali

3. Qual è la principale caratteristica ritmica nel twist?


a. Alcuni colpi veloci del rullante b. Le note eseguite dal basso

4. Com’è l’andamento del brano?


a. Lento e tranquillo b. Allegro e frenetico

Speedy Gonzales
Autori: Hill, Kaye, Lee
Interprete: P. Boone
traccia 58
cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Twist •••• Mi - Mi2
c cia 2 87
Allegro
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27

Da Capo al Fine
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Il valzer
I valzer di Strauss
Il valzer è una danza di andamento moderato e di
tempo ternario (3/4). Ciò significa che in ogni battuta ci
sono 3 accenti, il primo forte e gli altri due deboli.
Questo ballo ha origine a Vienna, tra la fine del XVIII e
l’inizio del XIX secolo, dal Ländler (una danza popolare
del Settecento). I valzer di Beethoven e di Schubert
hanno ancora qualche affinità con il Ländler, mentre il
celebre Invito alla danza di C. M. von Weber inaugura lo
spirito del valzer classico. Reso celeberrimo in tutto il
mondo soprattutto dagli Strauss, il valzer, oltre a svilup-
parsi come danza di società, continua a ispirare insigni
compositori: Berlioz (Sinfonia fantastica), Chopin, di ballo, che ha conosciuto il momento di maggior succes-
Brahms, Ciajkovski, Ravel, Debussy, Satie, Busoni, so verso la metà degli anni Settanta, è Raoul Casadei.
Stravinski, Berg, ecc. Valzer celebri vengono proposti
anche in importanti manifestazioni musicali come il con-
certo di Capodanno tenuto dall’Orchestra filarmonica di I caratteri musicali del valzer
Vienna e mandato in onda in molti Paesi del mondo. Nella versione classica il valzer può essere eseguito dal-
l’intera orchestra con la partecipazione degli archi, dei
legni, degli ottoni e delle percussioni. In questa circo-
154 Le orchestre del liscio stanza una parte dei violini è utilizzata per sostenere la
Esiste anche una versione di valzer più popolare, che si è ritmica e, in particolar modo, per eseguire il secondo e il
diffusa in Italia fin dagli anni Cinquanta con le orchestre terzo dei tre accenti tipici del tempo ternario.
di ballo liscio. In particolar modo nell’Emilia Romagna, Nelle versioni più moderne (sigle televisive, colonne
queste orchestre hanno proposto forme di valzer dove sonore, spot pubblicitari) il ritmo è sostenuto anche dalla
spiccano strumenti tipici come la fisarmonica, il sax in batteria e dal basso. La melodia è generalmente sempli-
Mi b e il clarinetto in Do. Leader nazionale di questo tipo ce e lineare, adatta al leggero volteggiare dei ballerini.

acce 59-6
tr

cd 12 Franz Lehár
ac
mp3 2 La vedova allegra
93
tr

ce 2 88 - 2
Analizziamo ora, con l’ascolto, le principali caratteristiche del brano tratto dall’operetta
La vedova allegra di Franz Lehár. Lehár, considerato l’erede del «re del valzer» Johann
Strauss, ha raggiunto con questo suo lavoro un grande successo. Ancora oggi è una delle
operette più rappresentate nel mondo. La composizione risale ai primi anni del Novecento
ma è proposta qui in un arrangiamento moderno.

cd 12: traccia 59 mp3 2: traccia 288


La breve introduzione risulta una preparazione per l’arrivo della melodia del tema principale.

cd 12: traccia 60 mp3 2: traccia 289


Il basso esegue una nota nel primo accento di ogni battuta (come la cassa della batteria).

cd 12: traccia 61 mp3 2: traccia 290


La chitarra e il rullante suonano negli altri due accenti di ogni battuta.
133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd:133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd 1-12-2009 9:05 Pagina 155

Gli stili musicali


cd 12: traccia 62 mp3 2: traccia 291
La melodia, dolce e cantabile, è eseguita dagli archi.

cd 12: traccia 63 mp3 2: traccia 292


Verso la metà del brano il ritmo viene scandito anche dagli archi con le note «pizzicate».

cd 12: traccia 64 mp3 2: traccia 293


Ascolta La vedova allegra per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile valzer.
ASCOLTO

GU
IDATO
1. La breve introduzione è:
a. lineare e uniforme b. frammentata e accentata

2. Quale strumento suona in concomitanza della cassa della batteria?


a. Il basso b. La chitarra

3. Quale strumento suona in concomitanza con il rullante?


a. La chitarra b. Gli archi

4. La melodia, eseguita dagli archi, è:


a. uniforme e cantabile b. aggressiva e frammentata

La vedova allegra 155


Autore: F. Lehár
traccia 64
cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Fa
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Valzer •••• Do - Mi2
c cia 2 9 3

Allegro
F Gm F C7
 
  )        
 

F C7 F

  
8
        
 

B C Am Dm Gm A7
     
     
16
 

Gm C7 F Dm B C7 F

  
24
           

133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd:133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd 1-12-2009 9:05 Pagina 156

Il tango
Le origini argentine più considerata solo un ballo, ma un vero e proprio gene-
Il tango è una danza da sala in tempo 4/4, a movimento re musicale. Uno dei maggiori esponenti è stato il compo-
lento, e si balla in coppia. Le sue origini pare siano afri- sitore argentino Astor Piazzola, che ha portato alla ribal-
cane: sarebbe stato importato in America Latina dagli ta non solo il tango ma anche lo strumento musicale con
schiavi neri durante il XVIII secolo. Il tango si sviluppa cui lo esegue: il bandoneon (strumento simile a una pic-
in Argentina, nei quartieri popolari di Buenos Aires, du- cola fisarmonica).
rante gli ultimi decenni
dell’Ottocento.
Dall’Argentina si dif- I caratteri musicali del tango
fonde in Europa intorno Il tango argentino si differenzia nettamente dal tango fla-
agli inizi del Novecen- menco (spagnolo) che è in ritmo ternario. È un ballo che ri-
to. Appassionante, ricco chiede grande capacità, da parte del cavaliere, di guidare la
di passi e figure, agli dama, mentre questa deve essere pronta a capire i comandi
inizi scatena vivaci op- che l’uomo le dà con le mani, le braccia e i movimenti del
posizioni da parte delle corpo.
autorità religiose per- Come per il valzer, anche di questa danza esiste una versio-
ché considerato troppo ne popolare “italianizzata”, proposta dalle orchestre di
“sensuale”. ballo liscio. In queste versioni lo strumento principale è la
Con il passare del tem- fisarmonica. Talvolta il tango “italiano” è anche cantato e
po questa danza non è prende il nome di canzone-tango.
156
e 65
racc -6
9

Astor Piazzolla
t

cd 12
mp3 2 Libertango
98
tr a

cce
29 4 - 2
Analizziamo ora, con l’ascolto, le principali caratteristiche del
brano Libertango di Astor Piazzolla. Questo brano è tra i più cono-
sciuti tanghi di tutti i tempi. Spesso utilizzato in spot pubblicitari,
ha portato al successo internazionale Piazzolla e il bandoneon.

cd 12: traccia 65 mp3 2: traccia 294


Fin dalle prime note del brano si sente un ritmo vivace caratterizza-
to dalla presenza degli hi-hat che vengono suonati proponendo una
serie di battiti uniformi, costanti e molto veloci.

cd 12: traccia 66 mp3 2: traccia 295


Il basso esegue poche note, che sono di sostegno all’armonia (la
sequenza di accordi utilizzati).

cd 12: traccia 67 mp3 2: traccia 296


Il bandoneon esegue le note dei vari accordi, spaziando da quelle
più gravi a quelle più acute, ma mantenendo un costante disegno rit-
mico.

cd 12: traccia 68 mp3 2: traccia 297


Successivamente il bandoneon propone la linea melodica principa-
le semplice e lineare.
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Gli stili musicali


cd 12: traccia 69 mp3 2: traccia 298
Ascolta il brano Libertango per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile tango.
ASCOLTO

GU
IDATO
1. Qual è l’elemento della batteria più presente inizialmente?
a. Il rullante b. Gli hi-hat

2. Che tipo di linea melodica propone il bandoneon nella parte introduttiva?


a. Agile e uniforme b. Lenta e cantabile

3. Quale linea melodica propone nella seconda parte?


a. Aggressiva e scattante b. Dolce e melodica

Libertango
Autore: A. Piazzolla
traccia 43 traccia 69
cd 2 cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Lam
Ascoltare Suonare Tonalità
mp3 1
tr a
mp3 2 Tango argentino •••• Re - Mi2
t r ac c c ia 2 9 8
c ia 97

Allegro
Am B Dm Am
        
 )        157

C B Dm E


9
               

Am B Dm Am
17                

C B Dm E


25
               

Gm A Dm Fm G C E
       
33
      

Am B Dm Am
41                 

133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd:133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd 1-12-2009 9:05 Pagina 158

La rumba
Una danza popolare cubana
La rumba è una danza di origine cubana, nata dall’in-
nesto – sulla più antica habanera – dei ritmi africani
importati a Cuba all’inizio del XX secolo.
In seguito, introdotta nelle sale da ballo americane ed
europee (in voga specialmente negli anni Trenta), perde
gran parte dell’aggressività e il ritmo diventa più lento. È
un ballo caratterizzato da movimenti del corpo e non solo
dei piedi. La versione originale della rumba, nata come
danza popolare, è vivacissima e di difficile esecuzione.
La donna muove flessuosa spalle, fianchi e piedi, mentre
l’uomo si esibisce in movimenti frenetici, dimostrando
tutto il suo virtuosismo. Il suono di questo strumento si ottiene raschiando la
superficie della zucca che si tiene nella mano sinistra con
l’asticella di legno che si tiene nella destra.
I caratteri musicali della rumba La coppia basso e batteria mantiene una ritmica modera-
Tra gli strumenti utilizzati per eseguire la rumba possia- ta senza proporre note o battiti particolarmente intensi.
mo notare, oltre ai soliti strumenti ritmici quali basso, L’andamento, infatti, procede in modo uniforme, senza
batteria e chitarra, anche il pianoforte. Talvolta sono uti- scatti. La chitarra esegue una sequenza di accordi abba-
lizzati anche gli archi (proprio perché l’andamento del stanza veloce ma sempre poco grintosa e aggressiva.
158 pezzo è poco aggressivo) e quasi sempre il guiro, uno Il pianoforte esegue gli accordi di accompagnamento in
strumento di origine cubana costituito da una zucca cava modo leggero e fluido. Il guiro viene suonato costante-
forata a una estremità e con striature sulla superficie. mente durante tutto il pezzo caratterizzando la ritmica.

e 70
racc -7
5

Alain Souchon
t

cd 12
mp3 2 Y’a d’la rumba dans l’air
04
tr a

cc e
2 9 9 -3
Analizziamo ora, con l’ascolto, le principali caratteristiche del brano Y’a d’la rumba dans l’air di
Alain Souchon.

cd 12: traccia 70 mp3 2: traccia 299


L’introduzione è eseguita da pianoforte, chitarra e da una leggera percussione. Si ha subito la
sensazione di un andamento calmo e moderato.

cd 12: traccia 71 mp3 2: traccia 300


Il basso esegue tre note ogni battuta. Il ritmo risulta uniforme.

cd 12: traccia 72 mp3 2: traccia 301


La chitarra propone una serie di accordi brevi ma volutamente poco grintosi, per rimanere nel
carattere del brano.

cd 12: traccia 73 mp3 2: traccia 302


Emerge il suono del guiro che contribuisce a caratterizzare il brano.

cd 12: traccia 74 mp3 2: traccia 303


Quando nella linea melodica ci sono note lunghe, spunta il pianoforte che sembra “dialoga-
re” con la melodia stessa.
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Gli stili musicali


cd 12: traccia 75 mp3 2: traccia 304
Ascolta Y’a d’la rumba dans l’air per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile rumba.
ASCOLTO

GU
IDATO
1. Fin dalle prime note dell’introduzione si intuisce che:
a. il ritmo sarà grintoso e scatenato b. il ritmo sarà dolce e uniforme

2. Come si ottiene il suono del guiro?


a. Per raschiamento b. Per percussione

3. Quale strumento si incastra con la melodia creando un vero e proprio dialogo?


a. Il pianoforte b. Il basso

Y’a d’la rumba dans l’air


Autore: A. Souchon
traccia 75
cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Rumba •••• Do - Re2
c cia 3 0 4

Allegro
C Am Dm

 )             
         159

G C 7+ C Am
               
7
     
Fine
Dm G C C7
  
13
                

Dm G C Am D m7


18
                               
   

G C Fm B Gm


23
                                

C Fm G
    (      ) 
 (     )     
29
    
Da Capo al Fine
133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd:133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd 1-12-2009 9:06 Pagina 160

La samba
Ritmo brasiliano alla fine del XIX secolo. La samba «di sala» viene balla-
La samba è una danza di origine brasiliana. La moder- ta a coppie. Quella che viene eseguita nel corso di mani-
na versione della samba nasce tra il 1910 e il 1920. Il festazioni popolari, specialmente in occasione del carne-
tempo musicale è in 2/4 o 4/4 e l’andamento è caratteriz- vale, ha conservato un ritmo vivacissimo, con varie e
zato da un ritmo molto scandito e discontinuo. Il suo spesso frenetiche figurazioni, ed è accompagnata dal
nome, che nei Paesi latini (Spagna, Portogallo, America suono di strumenti a percussione come le maracas e il
Latina) è di genere maschile (il samba), deriva da zambo, tamburello. In questo caso si balla individualmente, nel
termine che serviva per indicare i discendenti neri e i corso delle sfilate. La samba è una musica molto ricca,
meticci Indios. Per molti aspetti ricorda la maxixe, altra caratterizzata dall’utilizzo di molti strumenti musicali.
danza brasiliana che ebbe una certa fortuna in Europa

I caratteri musicali della samba


Nell’accompagnamento il batterista (utilizzando il rul-
lante) esegue con maggior intensità i primi tre accenti di
ogni battuta. Il basso esegue invece una nota per ogni
movimento. Molto spesso sono utilizzati anche i fiati
(soprattutto ottoni). Con il loro suono potente eseguono
brevi frasi musicali. Talvolta la parte vocale è assegnata
al coro che crea, tra l’altro, un maggior senso di allegria
e spensieratezza. In Italia la samba è molto conosciuta e
160 ballata anche da ballerini poco esperti: è a ritmo di
samba che, durante le feste, ci si mette in fila uno dietro
l’altro e si forma il “trenino” in sala.
e 76
racc -8
0

Nilla Pizzi & Duo Fasano


t

cd 12
mp3 2 O mama mama
09
tr a

cc e
3 0 5 -3
Analizziamo con l’ascolto le principali caratteristiche del brano O mama mama.

cd 12: traccia 76 mp3 2: traccia 305


L’introduzione è affidata alla batteria, che esegue un ritmo brillante che invita al ballo. Oltre alla batteria compaiono
le percussioni (maracas, tamburello e bonghi). Da notare la maggior intensità dei primi tre accenti di ogni battuta.

cd 12: traccia 77 mp3 2: traccia 306


Dopo la batteria entra il basso, sempre a sostegno della ritmica. Le note eseguite da questo strumento corrispondono
ai colpi della cassa della batteria.

cd 12: traccia 78 mp3 2: traccia 307


Anche la chitarra propone una ritmica vivace con la ripetizione leggera degli accordi
d’accompagnamento.

cd 12: traccia 79 mp3 2: traccia 308


Ci sono anche i fiati (ottoni) che con i loro brevi interventi alimentano fin dall’introduzione
il clima di festa introdotto dal pezzo.

cd 12: traccia 80 mp3 2: traccia 309


Ascolta O mama mama per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile samba.
133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd:133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd 1-12-2009 9:06 Pagina 161

Gli stili musicali


ASCOLTO

GU
IDATO
1. Quale caratteristica del brano ci fa capire l’introduzione?
a. Il senso melodico b. Il senso ritmico

2. Nell’introduzione gli strumenti presenti sono:


a. La batteria, le percussioni e i flauti b. Il basso e gli archi

3. L’accompagnamento del basso è:


a. irregolare e grintoso b. uniforme e regolare

4. La chitarra ritmica esegue:


a. un ritmo “leggero” b. le note della melodia

5. I fiati eseguono:
a. lunghi fraseggi musicali b. brevi e secche risposte alla melodia

O mama mama
Autori: Conald, Dampa
Interpreti: N. Pizzi & Duo Fasano
a
tracci 80
cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Fa
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Samba •••• Mi - Mi2
161
c c ia 3 0 9

Allegro
F D Gm
   
  )                            

C F
      
                
6
          

D Gm C

      
11
                
        
F B F

                        
16


B C F
                    
   
22
 
D Gm C F
             
                           
28
133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd:133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd 1-12-2009 9:06 Pagina 162

Il mambo
A ritmo di congas
Il mambo nasce negli anni Trenta a Cuba. In quegli
anni viene inserito nelle orchestre cubane un nuovo stru-
mento a percussione di origine africana: le congas (tam-
buri noti anche col nome di tumba). Grazie all’utilizzo di
questi strumenti nascono nuovi ritmi e uno di questi è il
mambo. Questa nuova danza diventa famosa grazie alle
composizioni del musicista cubano Perez Prado, il quale
realizza brani caratterizzati da un massiccio uso di per-
cussioni e di strumenti a fiato, in particolare gli ottoni.
Anche le big bands americane degli anni Quaranta pro-
pongono questo genere musicale, la cui fama cresce
prima negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo. Il mambo
è eseguito nei principali locali di New York, ed è qui che
si trasforma e diventa un ballo di coppia. In seguito viene
spesso proposto da ballerini “solisti”, che si cimentano in
lunghi e sfiancanti assolo caratterizzati da passi partico-
larmente ricercati chiamati Mambo Shines (to shine in
inglese significa «brillare» ed è riferito alle scarpe, sem-
pre molto lucide, dei ballerini).
162 In Italia è utilizzato anche in alcune colonne sonore di
film importanti degli anni Quaranta-Cinquanta come La
dolce vita e Riso amaro. I battiti degli strumenti a percussione ricadono spesso
sugli accenti deboli della battuta, rendendo il brano par-
ticolarmente brillante.
I caratteri musicali del mambo La batteria, per esempio, esegue il ritmo in modo semplice
Sotto l’aspetto musicale, c’è da notare che il mambo è ese- e lineare, ma il rullante è suonato con due colpi ravvicinati
guito da un’orchestra formata da molti strumenti. Esistono (alla fine del primo movimento e all’inizio del secondo),
versioni di mambo dove possiamo ascoltare, oltre ai tipici proprio per movimentare l’andamento. Anche il basso,
strumenti a percussione, anche i fiati (sax, trombe e trom- dopo la prima nota eseguita sul tempo forte del primo
boni), la chitarra classica, la fisarmonica e il pianoforte. movimento, ne propone altre tre, eseguite però in anticipo
L’andamento è abbastanza lento e uniforme. rispetto agli altri movimenti. Con questo effetto si ha la
sensazione che il bassista suoni “a
tempo” la prima nota e suoni “pri-
ma del previsto” le altre tre. Anche
questo espediente ha lo scopo di
movimentare il ritmo.
La chitarra svolge la sua funzione
ritmica con la ripetizione leggera e
mai frenetica degli accordi d’ac-
compagnamento.
In alcuni casi esegue anche delle
brevi e veloci scale, per abbellire
le pause della melodia.
Gli ottoni sono utilizzati con brevi
sequenze di note. Essi hanno la
funzione di “riempire” il brano e
renderlo più “potente”.
133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd:133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd 1-12-2009 9:06 Pagina 163

Gli stili musicali


e 81
racc -8
7

Renato Carosone
t

cd 12

ac c
mp3 2 Mambo italiano
16
tr

e 31 0 -3
Analizziamo con l’ascolto le principali caratte-
ristiche del brano Mambo italiano.

cd 12: traccia 81 mp3 2: traccia 310


Con qualche battito di batteria e alcuni accordi
della chitarra inizia l’introduzione affidata al
flauto di Pan.

cd 12: traccia 82 mp3 2: traccia 311


Il ritmo della batteria è uniforme, ma spiccano
i colpi di rullante sugli accenti deboli della bat-
tuta.

cd 12: traccia 83 mp3 2: traccia 312


Il basso, che generalmente suona negli accenti
forti delle battute, esegue una nota sull’accento
forte e altre sugli accenti deboli.

cd 12: traccia 84 mp3 2: traccia 313


La chitarra propone un ritmo leggero, eseguen-
do gli accordi d’accompagnamento.
163
cd 12: traccia 85 mp3 2: traccia 314
Sempre la chitarra, in alcune circostanze, esegue brevi e veloci scale e ricorda la musica spagnola.

cd 12: traccia 86 mp3 2: traccia 315


Gli ottoni caratterizzano il brano con i loro brevi ma intensi interventi.

cd 12: traccia 87 mp3 2: traccia 316


Ascolta Mambo italiano per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile mambo.
ASCOLTO
GU
IDATO

1. Quale strumento esegue la melodia principale nell’introduzione?


a. La tastiera
b. Il Flauto di Pan

2. Quali battiti di percussioni caratterizzano l’accompagnamento del brano in questo stile musicale?
a. I battiti del rullante
b. I battiti dei piatti

3. Le note suonate “in anticipo” dal basso servono:


a. a movimentare il ritmo
b. ad avere un andamento lento e uniforme

4. Quali strumenti caratterizzano il brano con i loro brevi interventi?


a. Gli ottoni
b. Gli archi
133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd:133_170 LeoneSS_B_Stili.qxd 1-12-2009 9:06 Pagina 164

Il mambo
Mambo italiano
Autore: R. Carosone
Interpreti: Gabba, Lidianni, Merrill
traccia 87
cd 12 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Rem
Suonare Tonalità
tr a
mp3 2 Mambo •••• Re - Re2
c c i a 3 16
Allegro
Dm Gm Dm Gm

  )
              

          

Dm Gm Dm


          
9
                 

D Gm Dm

 
17
                
164
F B A

 
26
               
 
     

Dm Gm Dm Gm

                      
33
   

Dm Gm Dm


          
41
             

Em A Dm
  (  )   
        
48

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Gli stili musicali

Il reggae
I caratteri musicali del reggae
Nella musica reggae, la batteria esegue un accompagna-
mento che ricorda i ritmi africani, il basso non segue gli
stessi battiti della batteria, ma anzi propone delle linee
melodiche basate sugli accordi del brano; difficilmente
suona la prima nota della battuta, ma inizia «in levare»
(si dice che uno strumento inizia «in levare» quando il
primo suono eseguito non è sul primo accento forte della
battuta ma su un accento debole). Questo modo di suo-
nare il basso è tipico solo del reggae, perché negli altri
generi musicali il basso suona «in battere», cioè sugli
accenti forti della battuta.
Anche la chitarra propone l’accompagnamento con gli
accordi eseguiti quasi sempre «in levare», per aumentare
il carattere ritmico del brano.
Le tastiere eseguono accordi molto lunghi, generalmente
utilizzando un timbro simile a quello dell’organo. La
melodia è semplice e lineare. Talvolta è proposta nel
Musica popolare e tematiche sociali registro più acuto (cioè nelle note più alte). Ascoltando la
Il reggae è un genere di musica popolare che nasce in musica reggae viene voglia di ballare, ma non in modo
Giamaica verso il 1950 come miscela tra il rhythm and
blues (musica afroamericana, dal ritmo marcato e ballabi-
scatenato: un pezzo reggae invita a muovere ritmicamen- 165
te il corpo.
le, cantata con inflessioni blues e con uso di sax e chitar-
ra elettrica) e gli influssi musicali africani.
Negli anni Sessanta confluisce nel rock, introducendovi In alto e qui sotto: Damian, Ziggy e Stephen, figli
un carattere melodico dolce e una ritmica cullante. di Bob Marley, durante un tour nel 2004.
I testi sono spesso basati su tematiche sociali e manife-
stano atteggiamenti di protesta. Massimo esponente del
genere (che ha avuto schiere di imitatori, anche tra i bian-
chi) è il cantante giamaicano Bob Marley.
Un anno prima della sua morte, avvenuta nel 1981 a so-
li 36 anni, Bob Marley ha tenuto un concerto in Italia,
allo stadio Meazza di Milano alla presenza di quasi
100.000 spettatori. Il reggae trova terreno fertile
di diffusione in tutto il mondo grazie anche al-
l’interesse suscitato presso grandi interpre-
ti britannici e statunitensi (Paul Simon,
Sting e i Police). Parallelamente al suc-
cesso ottenuto negli anni Settanta da
Marley, molti artisti giamaicani dif-
fondono il genere reggae nel
mondo, ma negli anni Ottanta e,
soprattutto, negli anni Novanta
il genere perde buona parte del-
la propria valenza sociale e viene
abbondantemente sfruttato dalle
consuete logiche commerciali del-
l’industria discografica.
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Il reggae
e
tracc 1-6
cd 13 Bob Marley
ac
mp3 2 No woman no cry
22
tr

ce 317 -3
Analizziamo ora, con l’ascolto, le
principali caratteristiche del brano No
woman no cry di Bob Marley.

cd 13: traccia 1 mp3 2: traccia 317


L’introduzione, suonata da tutti gli
strumenti (basso, batteria, tastiere e
chitarra), è tranquilla e uniforme.

cd 13: traccia 2 mp3 2: traccia 318


La batteria esegue un ritmo leggero. Il
rullante, infatti, è colpito sul bordo e
non nella parte centrale proprio per di-
minuire l’intensità del colpo.

cd 13: traccia 3 mp3 2: traccia 319


La chitarra esegue gli accordi d’accom-
pagnamento «in levare» e questo serve
a scandire maggiormente il ritmo.

cd 13: traccia 4 mp3 2: traccia 320


166 Il basso esegue una linea ritmica ca-
ratterizzata dalle note «in levare».

cd 13: traccia 5 mp3 2: traccia 321


È presente una seconda melodia (dalla battuta 9 alla battuta 16) eseguita dalla chitarra.

cd 13: traccia 6 mp3 2: traccia 322


Ascolta No woman no cry per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile reggae.

ASCOLTO
GU
IDATO

1. L’introduzione, suonata da tutti gli strumenti, risulta:


a. uniforme
b. frammentata

2. La linea ritmica proposta dal basso rispecchia le linee ritmiche eseguite da questo strumento negli altri generi
musicali?
a. No, perché nel reggae il basso suona «in levare»
b. Sì, perché il basso suona negli accenti forti della battuta («in battere»)

3. La seconda melodia eseguita dalla chitarra ti fa pensare a un brano:


a. dolce e cullante
b. rock (suono distorto e frasi frenetiche)
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Gli stili musicali

No woman no cry
Autori: W. Ford, Londonbeat, B. Marley
Interprete: B. Marley
traccia 6
cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Fa
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Reggae •••• Re - Do2
cc ia 3 2 2

Moderato
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12

167
F C Dm B F B F C F C Dm B

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Dm B F C Dm B F C Dm B
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29
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Da Capo al Fine
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Il cha cha cha


Un ballo per tutti I caratteri musicali del cha cha cha
Il cha cha cha è una moderna danza di sala di origine cu- Anche in questo ballo gli strumenti ritmici, come basso,
bana nata nel 1951. Si presenta con un ritmo binario di batteria e chitarra, sono particolarmente importanti. A
2/4 o 4/4 che ricorda una samba lenta. questi, in molti casi, si aggiunge il cowbell. Questo stru-
I movimenti del corpo associati a questa danza sono dati mento popolare a percussione è formato da una specie di
da un ondeggiamento dei fianchi; in corrispondenza dei campana d’ottone che viene percossa da una bacchetta di
tre accenti del cha cha cha è previsto un triplo movimen- legno. Generalmente il colpo dato al cowbell cade su ogni
to delle anche. A Cuba i ballerini iniziano a danzare il cha movimento. Hanno una grande rilevanza anche gli altri
cha cha in coppia, in circolo e in rueda (ruota) scambian- strumenti dell’orchestra, soprattutto quelli a fiato.
dosi i partner. Questo ballo non esige particolari doti fisi- Proprio le trombe e i tromboni spesso eseguono l’introdu-
che o tecniche e può essere praticato da tutti. zione, brevi frasi nelle pause della melodia e talvolta pro-
È anche questa la ragione di tanto successo. Il cha cha cha pongono l’intera melodia.
ottiene una grande popolarità internazionale grazie all’or-
chestra diretta dallo spagnolo Xavier Cugat, il quale ese-
gue brani appartenenti al genere, non solo in concerto, ma
anche in molte pellicole cinematografiche.

racce 7-11
Luis Prima
t

cd 13
168 ac
mp3 2 Cha cha cha della segretaria
27
tr

c e 3 2 3 -3
Analizziamo ora, con l’ascolto, le principali caratteristiche del brano Cha cha cha della segretaria.

cd 13: traccia 7 mp3 2: traccia 323


L’introduzione è affidata ai fiati. Le trombe, con il loro suono potente, evocano immediatamente un’atmosfera festosa.

cd 13: traccia 8 mp3 2: traccia 324


La batteria propone un ritmo che ricorda una samba lenta. In forte evidenza il cowbell con i suoi 4 battiti per ogni
battuta.

cd 13: traccia 9 mp3 2: traccia 325


La chitarra esegue gli accordi d’accompagnamento, lasciando suonare più a lungo il terzo accordo di ogni serie.

cd 13: traccia 10 mp3 2: traccia 326


Una caratteristica particolare è che alla fine di ogni frase ci sono tre accenti che corrispondono alle parole «cha cha cha».

cd 13: traccia 11 mp3 2: traccia 327


Ascolta Cha cha cha della segretaria per intero e rispondi alle domande. Poi, suona il brano in stile cha cha cha.

ASCOLTO
GU
IDATO

1. Quali strumenti eseguono la melodia nell’introduzione?


a. Le tastiere b. Le trombe

2. Quale strumento a percussione caratterizza questo stile musicale?


a. Il cowbell b. I piatti
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Gli stili musicali

3. L’accompagnamento della chitarra è:


a. irregolare e frenetico
b. uniforme e regolare

4. Quale caratteristica ritmica è presente in questo stile?


a. La presenza di tre accenti per ogni frase
b. La melodia eseguita sulle note acute

Cha cha cha della segretaria


Autore: L. Pepe
Interprete: L. Prima
traccia 11
cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Cha cha cha •••• Do - Re2
cc ia 3 27

Allegro
C G7 C

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171_209 LeoneSS_B_Sez1.qxd:171_209 LeoneSS_B_Sez1.qxd 1-12-2009 9:08 Pagina 171

Antologia
con ascolto
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1Musica
SEZIONE

e spettacolo

172
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Musica e spettacolo

Il musical
Che cos’è il musical
Con il termine musical si indica uno spettacolo teatrale
in cui la recitazione si alterna a canzoni, brani strumen-
tali e balli. Deriva dalla fusione di vari generi di spettaco-
lo tra i quali l’operetta (un teatro musicale dal carattere
leggero) e la pantomima (una forma di recitazione dove
gli attori si esprimono unicamente a gesti). Gli attori,
chiamati anche performers, devono essere in grado di reci-
tare, cantare e ballare. Oggi si possono distinguere due tipi
di musical: quello teatrale e quello cinematografico.
Il musical nasce negli Stati Uniti nella seconda metà
dell’Ottocento come forma di spettacolo teatrale rivolto ai Fred Astaire e Ginger Rogers nel musical The Barkley of
ceti più popolari della società, composti da numerosi Broadway (1949).
gruppi di immigrati di etnie e culture diverse, con una
conoscenza della lingua inglese assai limitata. I dialoghi ne più realistica, la recitazione e il canto si fondono in un
molto semplici, il canto e le musiche di facile ascolto e la unico linguaggio, mentre la musica fa da sottofondo ai
grazia delle ballerine permettono al nuovo genere di avere dialoghi e alle azioni. Grandi musicisti vi si dedicano con
un immediato successo e di diffondersi in breve tempo passione, creando opere di indiscussa qualità come Porgy
nelle piccole come nelle grandi città americane e succes- and Bess (1935) di George Gershwin o West side story
sivamente europee. (1957) di Leonard Bernstein, un adattamento moderno
dell’opera di Shakespeare Romeo e Giulietta. 173
Sempre sensibile ai mutamenti della società, negli anni
L’evoluzione del musical teatrale Sessanta il musical vive una nuova stagione: con la
Già negli anni Venti infatti alcuni spettacoli di Broadway messa in scena di Hair (1968) vengono inseriti nello
(la famosa strada di New York, sede dei principali teatri spettacolo importanti aspetti tipici di quel periodo – la
d’intrattenimento) vengono rappresentati a Londra, che musica rock, la cultura hippy, il disagio e la ribellione
diventa la capitale europea di questo genere. In poco tempo giovanile – dando vita al filone del musical rock che nel
il musical si diffonde anche nelle altre città europee. giro di pochi anni vedrà la nascita di altre importanti
È negli anni Trenta che il musical diviene una forma di opere quali Godspell (1970), Jesus Christ superstar
spettacolo più raffinato: le vicende hanno un’ambientazio- (1971) e The Rocky Horror Picture Show (1973).

Locandina del musical A modern Cinderella (1917) tratto da un Una scena dal musical Godspell in cartello a Broadway negli
libro di Louisa May Alcott. anni Settanta.
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Il musical
I singoli attori devono riuscire a integrare la propria
parte con quella degli altri protagonisti in un autentico
gioco di squadra fondamentale per la buona riuscita
dello spettacolo.

Il musical cinematografico
Il musical cinematografico nasce a Hollywood nel 1927
con The jazz singer (Il cantante jazz) diretto da Alan Cros-
land, primo film sonoro e canoro della storia del cinema.
Sorto durante la Grande Depressione come antidoto alla
tristezza che pervade la vita di tutti i giorni, questo nuovo
genere cinematografico si propone di rappresentare il
«sogno americano».
Una scena dal musical Notre-Dame de Paris (2002). Nel giro di pochi anni vengono prodotti molti film musi-
cali dove canto, musica e danza entrano a pieno titolo nel
La grande versatilità e l’utilizzo di più linguaggi espres- racconto filmico fino a giungere, in alcuni casi, a sostitui-
sivi ha permesso al musical di essere uno spettacolo sem- re completamente i dialoghi. A partire dagli anni Trenta le
pre attuale e al passo con i tempi, come testimonia la case cinematografiche e i migliori registi di Hollywood
creazione di nuove opere quali Grease (1972), Evita scritturano famosi ballerini – tra i quali Fred Astaire, Gin-
(1978), Cats (1981), fino alle più recenti Notre-Dame de ger Rogers e Gene Kelly – per farne i protagonisti dei loro
Paris (1998) e Mamma mia (1999). film, creando opere che tutt’oggi restano un fiore all’oc-
chiello della filmografia americana come Un americano a
Parigi (1951), Cantando sotto la pioggia (1952), Mary
174
L’allestimento teatrale Poppins (1964) e My fair lady (1964). Da allora il musical
Rispetto all’allestimento di uno spettacolo teatrale tradi- cinematografico si è sempre più consolidato, diventando
zionale, quello di un musical ha una complessità maggio- un caposaldo della storia del cinema, come testimoniano
re perché deve integrare tra loro più linguaggi espressivi. titoli di grande successo quali Cabaret (1972), Jesus
Tutto questo grande lavoro di preparazione viene seguito Christ superstar (1973), Grease (1978), Saranno famosi
in prima persona dal regista che, con l’aiuto dello sceno- (1980), Moulin Rouge (2001), Chicago (2002) e Mamma
grafo, del coreografo e dei maestri di danza e di musi- mia (2008), solo per citare i più conosciuti.
ca, dirige sapientemente la realizzazione dello spettacolo. Una menzione a parte meritano i film d’animazione e i mu-
Bisogna infatti individuare con cura le varie esigenze arti- sical della Disney che propongono vicende create apposita-
stiche e organizzare le scene in modo tale che non ci siano mente per un pubblico di giovanissimi come Fantasia (1940
sovrapposizioni tra le parti. e 1999), La sirenetta (1989), La bella e la bestia (1991),
Ad esempio, lasciare sufficiente spazio per le danze, situa- Aladdin (1992), Il re leone (1994), Il gobbo di Notre-Dame
re l’orchestra e i cantanti in una posizione ottimale per (1996) e le storie di High School Musical (dal 2006).
ottenere un buona acustica, prevedere l’entrata e l’uscita
dei vari artisti e la scelta delle luci. Generalmente sul Gene Kelly nel film Un americano a Parigi (1951).
fondo o al centro del palcoscenico (dipende dalla situazio-
ne che si deve rappresentare), ci sono le scenografie, che
servono a ricreare il più fedelmente possibile l’ambiente
in cui si svolge il racconto. Spesso le scenografie sono
composte da elementi praticabili, cioè da strutture che
non sono solo disegnate sui fondali, ma che possono esse-
re realmente utilizzabili, come le scale sulle quali si può
salire, le finestre e i balconi dai quali ci si può affacciare.
Ai lati del palco vengono posizionate le casse dell’im-
pianto di amplificazione e l’accompagnamento musicale
è eseguito da un gruppo di musicisti disposto solitamente
vicino al palcoscenico; a volte, invece, per contenere i
costi, si ricorre alle basi musicali preregistrate.
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Musica e spettacolo

Grease
Dal musical al film
Grease (Brillantina) è un musical del 1971 diretto da Jim
Jacobs e Warren Casey.
Ambientata nell’America degli anni Cinquanta, la vicen-
da è una storia d’amore, sullo sfondo della quale scorro-
no tante immagini tipiche della società dell’epoca come
i giubbotti in pelle, le gonne a ruota, le rombanti motoci-
clette e le capigliature con il ciuffo alla Elvis Presley.
È del 1978 la versione cinematografica diretta da Randal
Kleiser con gli attori John Travolta e Olivia Newton-John
nel ruolo dei protagonisti. Il film ebbe un grande succes-
so, soprattutto grazie alla splendida colonna sonora, che John Travolta mentre canta Summer nights.
rimase al primo posto delle classifiche di vendita in molti
Paesi. Canzoni come Summer nights e You’re the one that Inaspettatamente però si rincontrano all’inizio dell’anno
I want risultano tra i brani più venduti di tutti i tempi. scolastico alla Rydell, la scuola di Danny, dove Sandy si
è iscritta dopo il trasferimento dei genitori da Sidney.
La presenza della ragazza nella scuola crea imbarazzo a
La trama Danny e una trasformazione all’interno della banda dove
Nel corso delle vacanze estive Danny, leader di una i ragazzi per la prima volta sono costretti a mettere in
banda di studenti della Rydell High School, incontra discussione i propri ruoli e le amicizie per confrontarsi
Sandy, una timida ragazza australiana, e se ne innamora. con la nuova situazione venutasi a creare. I due protago- 175
La vacanza passa veloce e presto i due ragazzi si devono nisti solo durante il ballo di fine anno scolastico com-
lasciare perché Sandy è costretta a tornare a casa. prendono la vera realtà del loro sentimento, reso più forte
e importante dalle diverse vicissitudine affrontate e supe-
Olivia Newton-John durante una scena del film. rate insieme.
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Il musical
Summer nights
Autori: W. Casey, J. Jacobs
Interpreti: J. Travolta, O. Newton-John
traccia 12 traccia 13
cd 13 cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Cantare Tonalità
mp3 2
tr a
mp3 2
tr a
Canzone •••• Do1 - Do2 Cantare: La
c cia 3 2 8 c cia 3 29

È il primo giorno di scuola dopo il rientro dalle vacanze li, per dare la giusta intonazione ai cantanti e far capire
estive. Per Sandy, la protagonista femminile, la Rydell l’andamento ritmico dell’accompagnamento. Poi, con la
High School è un ambiente del tutto nuovo, dal momento voce, entra la batteria che sostiene il ritmo fino alla fine.
che si è appena trasferita dall’Australia. Tutto il brano è un dialogo tra Danny e Sandy che si alter-
La canzone è intonata dai due protagonisti: Danny canta nano nelle varie strofe. Le due voci si incontrano solo nel
sulle gradinate del campo sportivo, mentre Sandy sui ta- finale, dove cantano assieme, in un romantico rallentando
voli della mensa scolastica, raccontando agli amici come della musica. Il ritornello è invece affidato al coro degli
hanno trascorso le vacanze. Il brano inizia con una breve amici. Del brano esiste anche la versione italiana (Sere
introduzione eseguita dal basso. Poche note, ma essenzia- d’estate) tratta dal musical con Lorella Cuccarini.

Allegro
C F G F C F G F C F

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16 D G C F G F C F G F C F

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30 G A Dm G C F C

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Musica e spettacolo
IL TE

STO
Testo originale under the dock
1. Summer lovin’ had me a blast we stayed out till ten o’clock
summer lovin’ happened so fast. summer flying don’t mean a thing
Met a girl crazy for me but uh-oh those summer nights.
met a boy, cute as can be. Rit. Tell me more
Summer days drifting away tell me more
too uh-oh like
those summer nights. you don’t have to brag.
Rit. Tell me more Tell me more
tell me more tell me more
did you get very far? cause the sounds like a drag.
Tell me more 4. He got friendly holding my hand
tell me more she got friendly down on the sand.
like does he have a car? He was sweet, just turned eighteen.
2. She swam by me She was good
she got a cramp you know what I mean.
he ran by me Summer heat boy and girl meet
got my suit damp. then
I saved her life uh-oh
she nearly drowned those summer nights.
he showed off Rit. Tell me more
splashing around. tell me more
Summer sun, something’s begun, how much dough did he spend? 177
then uh-oh Tell me more
those summer nights. tell me more
Rit. Tell me more could she get me a friend?
tell me more 5. It turned colder that’s where it ends.
was it love at first sight? So I told her we’d still be friends.
Tell me more Then we made our true love vow.
tell me more, did she put up a fight? Wonder what she’s doin’ now.
3. Took her bowling in the arcade Summer dreams ripped at the seams.
we went strolling but oh, those summer nights.
drank lemonade Rit. Tell me more…
we made out

ASCOLTO
GU
IDATO

1. Il brano inizia: a. con una breve assolo b. con un lungo assolo


2. Quale è funzione della introduzione? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3. È presente la batteria durante il brano? a. Sì b. No
4. Quale effetto ritmico compare nel finale? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
5. La canzone è adatta a essere ballata? Se sì, perché? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
6. Che carattere ha il ritornello rispetto alla strofa?
a. È più marcato, con un ritmo più ripetitivo b. È più dolce, con un ritmo più libero
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High School Musical


La nascita di Disney Channel
Disney Channel è un canale televisivo statunitense che
trasmette serie televisive e film per ragazzi. Ha iniziato la
sua attività nel 1983 e dal 1997 ha affiancato alle trasmis-
sioni televisive la produzione di film ottenendo un enor-
me successo in tutto il mondo. La serie di High School
Musical del regista Kenny Ortega è stata sicuramente la
più apprezzata.
Il produttore Bill Borden, volendo creare dei film adatti
all’intera famiglia – genitori e figli assieme –, si è orienta-
to verso il musical perché è un genere di immediato impat-
to, da sempre amato e seguito da generazioni diverse.
Il primo film (High School Musical) è uscito nel 2006,
seguito da High School Musical 2 nel 2007 e da High
School Musical 3 Senior Year nel 2008, l’unico per cui è
stata prevista anche una versione cinematografica. La locandina di High School Musical.
Pur essendo stati realizzati in un lasso di tempo molto
breve e avendo un cast di attori per lo più sconosciuti, genere del cinema d’intrattenimento per adolescenti: tra-
questi film sono il vero fenomeno del nuovo millennio nel dotti in ben 24 lingue, sono stati visti da 250 milioni di
fan in 100 nazioni! Il segreto di tale successo è legato a
178 Zac Efron tra Topolino e Minnie durante una premiazione. molteplici fattori, tra i quali spiccano la scelta della
colonna sonora, che rispecchia la predilezione per la
musica rock e pop degli adolescenti, e la volontà da parte
di regista e produttore di scegliere visi nuovi e puliti in cui
tutti i ragazzi si potessero immedesimare.
Le vicende dei film seguono due piani narrativi: la recita-
zione vera e propria è affiancata e intervallata dalla danza
e dal canto. La musica diventa così un elemento fonda-
mentale perché capace di comunicare sentimenti e sensa-
zioni che la recitazione da sola non sarebbe in grado di
evocare.

High School Musical


Durante il veglione di capodanno Troy e Gabriella vengo-
no scelti per partecipare a una gara di karaoke e, una volta
terminata con successo l’esibizione, si scambiano i nume-
ri di telefono con la speranza di incontrarsi di nuovo.
I due giovani si ritrovano per caso alla riapertura delle
scuole: Gabriella, a causa del trasferimento della madre,
si è iscritta alla East High School di Albuquerque nel New
Mexico, la stessa scuola frequentata anche da Troy.
Inizia così un nuovo anno scolastico dove i protagonisti,
assieme a un gruppo di brillanti adolescenti, si trovano ad
affrontare situazioni ed emozioni nuove e a coronare,
dopo non poche peripezie, il loro sogno – quello di canta-
re in un musical – sogno che solo pochi mesi prima sem-
brava irrealizzabile.
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Musica e spettacolo

sempre innamorata di Troy, fa di tutto per allontanare


quest’ultimo da Gabriella e l’armonia del gruppo viene
alterata da nuove tensioni e gelosie. L’amore dei due gio-
vani viene messo a dura prova ma alla fine, come nelle
più belle favole, i ragazzi si ritrovano e anche il loro lega-
me ne esce rafforzato.

High School Musical 3 Senior Year


Al loro ultimo anno di liceo, Troy e Gabriella affrontano
l’idea di doversi presto separare per proseguire gli studi in
college diversi.
Mentre Gabriella ha deciso di andare all’università di
Stanford, Troy pensa di frequentare l’università di Albu-
querque nella speranza di poter continuare con il basket e
Una scena da High School Musical 2. il teatro, le sue due grandi passioni.
Rimanere nel New Mexico vuol dire però allontanarsi da
High School Musical 2 Gabriella e così alla fine Troy decide di iscriversi all’uni-
Con l’arrivo dell’estate i ragazzi della East High School versità della California, non troppo lontana da quella del-
cercano un lavoro e vengono assunti in gruppo al la ragazza.
Il film si conclude con la messa in scena del musical di fi-
Country Club Lava Springs di proprietà della famiglia di
ne anno a cui partecipano tutti i ragazzi del gruppo, in uno
179
Ryan e Sharpay Evans, due alunni del liceo. Si ricrea
così una situazione del tutto simile a quella della scuola, spettacolo che riflette le loro esperienze, le aspettative,
ma in un ambiente di vacanza. Le vicende si complicano ma anche le paure per il futuro che li attende.
presto: Sharpay, ragazza invidiosa e un po’ perfida da Il ballo di fine anno da High School Musical 3.
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Il musical
Breaking Free
Autori: D. Lawrence
Interpreti: Z. Efron, V. A. Hudgens
traccia 14 traccia 15
cd 13 cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Rem
Suonare Cantare Tonalità
mp3 2
tr a
mp3 2
tr a
Canzone •••• Do1 - Re2 Cantare: Lam
cc ia 3 3 0 cc ia 3 31

I preparativi per lo spettacolo di fine anno sono ormai a scrive i sentimenti dei due ragazzi. Il ritmo, con l’ingres-
buon punto. Troy e Gabriella per poter partecipare al pro- so della batteria e successivamente della chitarra e del
vino del musical “sabotano” con uno stratagemma la pro- basso, si fa via via più incalzante assumendo le classiche
va di matematica e la finale di basket. Così, anche se un sonorità rock. I due cantanti, alternandosi nell’esecuzio-
po’ affannosamente, arrivano in tempo all’audizione do- ne della melodia, creano un dialogo musicale molto av-
ve presentano la canzone Breaking Free. vincente. Di questa canzone esiste anche una versione ita-
Il brano inizia con la sola voce accompagnata dal piano- liana: Se provi a volare, cantata da Luca Dirisio.
forte: la musica ha un carattere molto dolce che bene de- Se vuoi esercitarti, trovi il testo a p. 102.

Moderato
Dm G Bb F C Dm
j j j
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180
6 G Bb Dm G Bb

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12 F C Dm G Bb F C Bb

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G Bb Dm G Bb
18
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F C Dm G B b
24
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29 Bb G Bb

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33 G Bb G Dm

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Musica e spettacolo
IL TE

STO
Testo originale now’s the time
1. We’re soarin’ so we’re breaking free
flyin’ we’re breaking free
there’s not a star in heaven that we can’t reach more than hope, more than faith
If we’re trying this is true, this is fate,
so we’re breaking free. and together We see it comin’
You know the world can see us, more than you, More than me
in a way that’s different than who we are not a want, but a need
creating space between us both of us breakin’ free.
till we’re separate hearts We’re breakin’ free … We’re soarin’ … Flyin’
but your faith, it gives me strength soarin’
strength to believe. flyin’
Rit.1 We’re breaking free … We’re soarin’ … there’s not a star in heaven that we can’t reach
Flyin’there’s not a star in heaven that we can’t reach If we’re tryin’
If we’re tryin’ yeah, we’re breaking free
yeah, we’re breaking free breaking free
oh we’re breaking free Ooohhhh we’re runnin’
climbin’
2. Can you feel it building to get to the place to be all that we can be
like a wave the ocean just can’t control? now’s the time
Connected by a feeling now’s the time
o-hh-hhh, In our very soul we’re breaking free
very soul we’re breaking free.
rising till it lifts us up
You know the world can see us
181
so everyone can see.
in a way that’s different than who we are.
Rit. 2 We’re breaking free … We’re soarin’ … Flyin’
there’s not a star in heaven that we can’t reach
If we’re trying
yeah we’re breaking free
oh we’re breakin’ free O-hh-hhh
runnin’ Climbin’
to get to that place To be all that we can be

ASCOLTO
GU
IDATO

1. Da quale strumento è eseguita l’introduzione?


...............................................................................................................................................................................................

2. In corrispondenza di quale versetto entra la batteria?


..............................................................................................................................................................................................................

3. Quale carattere ha la melodia della strofa?


a. Forte b. Dolce e romantico

4. Che carattere ha la melodia del ritornello?


..............................................................................................................................................................................................................
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Il musical
You are the music in me
Autori: J. Houston
Interpreti: Z. Efron, V. A. Hudgens
traccia 16 traccia 17
cd 13 cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Rem
Suonare Cantare Tonalità
tra
mp3 2 mp3 2
tra
Canzone •••• Re1 - Re2 Cantare: Do
c cia 3 32 c cia 3 33

La canzone You are the music in me viene proposta a Troy tornello la musica assume un ritmo cullante, simile a
e Gabriella, i due protagonisti, dalla pianista Kelsi perché quello di una ballata. L’accompagnamento presenta una
la presentino durante uno spettacolo per scoprire nuovi sorta di crescendo che, con l’ingresso del coro e delle chi-
talenti. Troy è contrario a partecipare alla manifestazione tarre elettriche, assume toni più forti che creano un’atmo-
canora ma, sentite le prime note del brano, viene conqui- sfera più coinvolgente rispetto a quella iniziale.
stato dalla musica e accetta l’invito di eseguire la canzo- Della canzone esiste una versione italiana: Tu sei la mu-
ne in duo con la ragazza. sica in me, eseguita dai PQuattro, gruppo vocale formato
Dopo la prima strofa suonata in modo piuttosto libero da due giovani artisti che si sono incontrati nella fortuna-
(anche perché non c’è ancora la batteria), dal primo ri- ta trasmissione televisiva Amici.

Moderato
F Eb Bb Eb F

182 & b 4Q) Œ œ œ œ œ Œ œ œ œ œ œ ˙ Œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙ Ó

Bb F Eb Bb
6
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F Eb Bb
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10

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14 Gm F Bb

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17 Gm F

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Eb F Eb
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20

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Musica e spettacolo

24 Bb Eb F Eb

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J
œ œ œ œ œ
J

28 Bb Eb F
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31 Eb Bb Eb F

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IL TE

STO
Testo originale 2. It’s like I knew you before we met (Before we met)
Na na na… yeah… you are the music in me. can’t explain it
there’s no name for it (No name for it)
1. You know the words “Once upon a time” I’m saying words I never said
make you listen? and it was easy (so easy)
There’s a reason because you see the real me (I see)
when you dream there’s a chance you’ll find as I am
a little laughter or a happy ever after you understand 183
your harmony to the melody and that’s more than I’ve ever known
It’s echoing inside my head to hear your voice (Hear your voice)
a single voice (Single voice) above the noise
above the noise and no, I’m not alone
and like a common thread oh you’re singing to me.
hmm, you’re pulling me.
Rit. When I hear my favorite song…
Rit. When I hear my favorite song
I know that we belong together we’re gonna sing
oh, you are the music in me we got the power to sing what we feel (What we feel)
yeah it’s living in all of us connected and real
and it’s brought us here because Can’t keep it all inside
because… you are the music in me. Na na na… yeah… You are the music in me.
Na na na… yeah… you are the music in me. Rit. When I hear my favorite song…
Na na na… yeah… You are the music in me.

ASCOLTO
GU
IDATO

1. Il ritmo della canzone è: a. ben scandito e regolare b. lieve

2. La batteria è: a. sempre ben udibile b. spesso si sente appena

3. Quali altri strumenti partecipano all’accompagnamento? ........................................................................................................

4. Il ritornello, rispetto alla strofa, ha un carattere: a. meno forte b. più forte


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Il musical
Can I have this dance
Autori: D. Lawrence
Interpreti: Z. Efron, V. A. Hudgens
traccia 18
cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Canzone •••• Do1 - Re2
cc ia 3 3 4

Troy e Gabriella si incontrano in quello che è il loro «po- da un’altra simile, ma a una altezza d’intonazione diversa.
sto segreto»: il grande terrazzo sul tetto della scuola. Lo spartito che ti proponiamo infatti è polifonico, cioè da
È un incontro molto romantico, dove i due protagonisti suonare a due voci: nella prima parte compare solo una
manifestano la gioia del momento danzando un valzer. melodia, mentre dalla battuta 26 entra la seconda che –
La musica rispecchia la situazione: inizia con una dolce come puoi facilmente osservare – ha lo stesso ritmo, ma è
melodia che evolve diventando polifonica, cioè affiancata scritta con altre note.

Moderato
C Em F
3 Œ . Œ Œ
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G C Em
184
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171_209 LeoneSS_B_Sez1.qxd:171_209 LeoneSS_B_Sez1.qxd 1-12-2009 9:08 Pagina 185

Musica e spettacolo
Am G Am
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G Am G
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Bb C
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ASCOLTO 185

GU
IDATO
1. Questa canzone è a tempo di:
a. tango
b. cha cha cha
c. valzer
d. rumba

2. Come inizia il brano?


..............................................................................................................................................................................................................

3. Che cosa simboleggia la presenza di due melodie?


..............................................................................................................................................................................................................

4. Quale atmosfera crea la canzone?


..............................................................................................................................................................................................................

5. Il ritmo delle due melodie dello spartito è:


a. uguale
b. diverso

6. In che cosa si differenziano?


..............................................................................................................................................................................................................
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Mamma mia!
Dal musical al film
Mamma Mia! è un musical in due atti scritto dalla dram-
maturga inglese Catherine Johnson nel 1999 e ha come
sottofondo le canzoni del gruppo svedese degli Abba.
Il titolo infatti riprende quello della loro famosa canzone
Mamma mia (1975), mentre la colonna sonora include
tutti i più grandi successi del complesso tra cui Super
Truper, Dancing Queen, Thank you for the music e S.O.S.
Lo spettacolo debutta al teatro Prince Edward di Londra
il 6 aprile del 1999 e viene rappresentato ininterrotta-
mente fino al 2004. Anche negli Stati Uniti, dove va in
scena a Broadway nel 2001, ottiene grande successo.
Nel 2008 esce l’adattamento cinematografico che, grazie
a un cast di prim’ordine capeggiato da Meryl Streep e
Pierce Brosnan, viene accolto con entusiamo da critica e
pubblico. Tra gli attori secondari compaiono anche due
musicisti del gruppo degli ABBA: Benny Anderson, che
interpreta la parte di un pescatore, e Bjorn Ulvaeus, pre-
sente nella scena finale.
Meryl Streep intona la canzone Dancing Queen.
186
La trama
La vicenda è ambientata nell’immaginaria isoletta greca Sophie, prossima al matrimonio con Sky, vuole l’assen-
di Kalokairi (nella realtà il film è stato girato nell’isola so del padre, che però non ha mai conosciuto. Decide
di Skopelos) dove i protagonisti si ritrovano a vivere una dunque di scoprirne l’identità.
storia dagli esiti imprevedibili.

La locandina del film


con Meryl Streep e
Pierce Brosnan.

La prima di Mamma
mia! al Winter Garden
Theater di Broadway
(New York).
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Musica e spettacolo

Gli Abba
Il gruppo musicale degli Abba, formatosi in Svezia agli
inizi degli anni Settanta, ha raggiunto un successo tale da
essere considerato ancora oggi una delle più importanti
formazioni pop degli ultimi decenni.
Il nome del gruppo deriva dall’acronimo composto dalle
lettere iniziali dei nomi dei 4 componenti (Anni-Frid
Lyngstad, Björn Ulvaeus, Benny Anderson, Agnetha
Fälstkog).
Per comporre le loro canzoni gli Abba si ritirano sull’iso-
la di Lidingö davanti a Stoccolma, dove abitano vicino
allo studio di registrazione e, solo dopo aver ultimato la
musica – che nelle loro canzoni ha sempre un ruolo di
primissimo piano –, iniziano a curare il testo.
Come la maggior parte delle pop star degli anni Settanta,
anche gli ABBA danno grande importanza all’abbiglia-
mento, sempre molto colorato e stravagante.
Primo gruppo non anglofono ad avere grande seguito nei
Paesi di lingua anglosassone, gli ABBA sono ricordati
Una scena dal musical presentato a Berlino nel 2007. anche per i videoclip che hanno accompagnato tutti i loro
maggiori successi e che hanno avuto un ruolo decisamen- 187
te importante per il raggiungimento della loro notorietà.
Leggendo per caso il diario di sua madre Donna viene a La loro carriera termina improvvisamente nel 1982
sapere che nel periodo precedente alla sua nascita lei fre- quando il gruppo decide di sciogliersi.
quentava tre diversi uomini; allora, all’insaputa di tutti, In questi ultimi anni, svariati tributi sono stati dedicati
decide di invitare alle nozze Harry, Bill e Sam, le perso- agli Abba dai nomi più noti della discografia moderna.
ne citate nel racconto. Nei giorni precedenti alle nozze Memorabile, per esempio, la versione di Dancing Queen
Sophie fa amicizia con i tre uomini. Inizialmente è por- presentata da Bono e dagli U2 durante lo Zooropa Tour.
tata a credere che suo padre sia Bill, dopo aver saputo
che una zia di quest’ultimo, di nome Sophie, aveva
lasciato una grossa somma di denaro in eredità ai fami- Gli Abba in concerto.
liari. Sua madre, infatti, le aveva raccontato di averla
chiamata così in onore di una certa Sophie, la cui eredi-
tà le aveva permesso di aprire un locale.
Sophie chiede dunque a Bill di accompagnarla all’altare
e l’uomo accetta.
Ma subito dopo anche Harry e Sam, ciascuno dei due
convinto di essere a sua volta il padre della ragazza, le
chiedono di poterla accompagnare all’altare.
Alla fine Sophie, per non far torto a nessuno dei tre,
decide che sarà Donna a darla in sposa.
Il confronto con Harry, Bill e Sam fa comunque capire a
Sophie di non desiderare affatto il matrimonio, ma di
voler prima fare un lungo viaggio in giro per il mondo
con il fidanzato. Anche se la cerimonia viene annullata, i
festeggiamenti hanno ugualmente luogo in una sorta di
gran finale a sorpresa che vedrà Sam chiedere finalmen-
te la mano a Donna.
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Musica e spettacolo
Mamma mia
Autori: B. Andresson, U. Andersson, B. Ulvaeus
Interprete: M. Streep (Abba)
traccia 19 traccia 20
cd 13 cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Fa
Suonare Cantare Tonalità
mp3 2
tr a tr a
mp3 2 Canzone •••• Do1 - Do2 Cantare: Re
cc ia 3 35 cc ia 3 3 6

Harry, Bill e Sam, ex fidanzati di Donna – la mamma di Il brano parte con una breve introduzione; subito dopo en-
Sophie – sono già arrivati sull’isola dove si sta preparan- tra la voce femminile e il resto degli strumenti, compresi il
do il matrimonio. La ragazza li accoglie in segreto e chie- basso e la batteria.
de loro di non farsi vedere dalla madre, perché Donna Il ritmo è incalzante e in ogni pausa della voce subentrano
non sa che sono stati invitati alla cerimonia. gli archi con una breve e ritmata frase musicale.
I tre uomini accettano, ma Donna si accorge della loro Alla pronuncia delle parole «mamma mia» gli strumenti
presenza e, per lo stupore e i ricordi del passato, intona la ritmici (basso e batteria) si fermano per lasciare la scan-
canzone Mamma mia, tra le più conosciute in assoluto del sione del ritmo a una serie di note ribattute del pianoforte
vasto repertorio degli Abba. elettrico. Poi continuano a sostenere il ritmo fino alla fine.

Allegro
F Bb

& b 4Q) œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
Œ Ó ∑
188
5 F Bb F

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10 Bb

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14 C Bb F C Bb F

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19 C F

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23 Bb F

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Bb F C Dm
27
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J Œ œ ‰ œ œ œ
171_209 LeoneSS_B_Sez1.qxd:171_209 LeoneSS_B_Sez1.qxd 1-12-2009 9:09 Pagina 189

Musica e spettacolo
32 Am (E b) B b Gm C F Dm

&b œ œ œ œ Œ œ œ ‰ œ ‰ œ œ œ œ œ
J J
Œ œ œ œ œ Œ Œ œ œ œ œ œ œ

37 ( E b) B b
Bb Gm C
1
F
2
F

& b Œ œ œ ‰ œJ ‰ Jœ œ œ œ œ ∑ ∑ ∑ ∑ .. w

IL TE

STO
Testo originale 2. I was angry inside when I knew we were
1. I was cheated by you and I think you know when through
so I made up my mind, it must come to an end. I can’t count all the times I’ve cried over you.
Look at me now, will I ever learn? Look at me now, will I ever learn?
I don’t know how but I suddenly lose control I don’t know how but I suddenly lose control
there’s a fire within my soul there’s a fire within my soul
just one look and I can hear a bell ring just one look and I can hear a bell ring
one more look and I forget everything, o-o-o-oh one more look and I forget everything, o-o-o-oh

Rit. Mamma mia, here I go again Rit. Mamma mia, here I go again
my my, how can I resist you? my my, how can I resist you?
Mamma mia, does it show again? Mamma mia, does it show again?
My my, just how much I’ve missed you my my, just how much I’ve missed you 189
yes, I’ve been brokenhearted yes, I’ve been brokenhearted
blue since the day we parted blue since the day we parted
why, why did I ever let you go? why, why did I ever let you go?
Mamma mia, now I really know, Mamma mia, now I really know
my my, I should not’ve let you go. my my, I should not’ve let you go

ASCOLTO
GU
IDATO

1. Il brano inizia:
a. con la melodia della strofa b. con una introduzione molto ritmica

2. L’accompagnamento è:
a. sempre forte e presente b. in certi momenti attenuato

3. Com’è il ritmo della canzone?

..............................................................................................................................................................................................................

4. In corrispondenza del versetto Mamma mia cosa fanno basso e batteria?

..............................................................................................................................................................................................................

5. Trovi la canzone attuale oppure ormai superata? Perché?

..............................................................................................................................................................................................................
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Il musical
Dancing Queen
Autori: B. Andersson, U. Andersson, B. Ulvaeus
Interpreti: M. Streep, J. Walters, C. Baranski (Abba)
traccia 21 a
tracci 22
cd 13 cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Cantare Tonalità
mp3 2
tr a
mp3 2
tr a
Canzone •••• Do1 - Mi2 Cantare: Sol
cc ia 3 37 cc ia 3 3 8

Donna, la madre della futura sposa, è sconvolta per l’inat- Poi anche Donna viene coinvolta e comincia a saltare so-
teso incontro con i tre ex fidanzati e tormentata dai sensi pra il materasso e a cantare a piena voce le strofe.
di colpa perché Sophie non ha mai conosciuto il padre. La parte finale è intonata fuori della casa, nella piazza e
Le due amiche del cuore la seguono quando si ritira nella nei vicoli del paese e vi partecipa tutta la popolazione.
sua camera in preda allo sconforto. La melodia è orecchiabile e la ritmica è sempre presente e
Per tenerla su di morale le amiche le ricordano di quando, incalzante, sostenuta dal basso e dalla batteria.
ragazzine, si divertivano a cantare e ballare e intonano la Notevole la presenza di archi, che in parte raddoppiano le
popolarissima Dancing Queen. Inizialmente Donna è qua- note della melodia e in parte eseguono linee di accompa-
si disturbata da questa situazione e si butta sul letto senza gnamento. Anche il pianoforte è presente con accordi ri-
partecipare alla canzone, così la prima parte del brano battuti alla fine delle varie frasi musicali, mentre il coro
viene proposta solo dalle amiche. accompagna il ritornello della canzone.

Moderato
190 G E7 Am D7
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25 G Am G Am Dm G 3 C
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Musica e spettacolo
30 F C F C F
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1 2
44 F C F C C

& ∑ ∑ ∑ ∑ ∑ .. œ œ3 œ ˙

IL TE

STO
Testo originale you are the Dancing Queen
Rit. You can dance young and sweet, only seventeen
you can jive dancing Queen
having the time of your life feel the beat from the tambourine
oooh see that girl, watch that scene Rit. You can dance…
191
dig in the Dancing Queen.
2. You’re a teaser, you turn him on
1. Friday night and the lights are low leave ’em burn’em and then you’re gone
looking out for a place to go looking out for another, anyone will do
where they play the right music you’re in the mood for a dance
getting in the swing and when you get the chance
you come to look for a king you are the Dancing Queen
anybody could be that guy young and sweet, only seventeen
night is young and the music’s high dancing Queen
with a bit of rock music everything is fine feel the beat from the tambourine
you’re in the mood for a dance
Rit. You can dance…
and when you get the chance

ASCOLTO
GU
IDATO

1. Come inizia il testo della canzone? In che cosa si differenzia dalle altre? ............................................................

..................................................................................................................................................................................................

2. A che tipo di melodia viene abbinato? a. A una melodia orecchiabile b. A una melodia ritmica

3. La melodia della strofa è: a. ampia e di lungo respiro b. formata da più frammenti melodici

4. Quale atmosfera crea la presenza degli archi? ...........................................................................................................................

5. Il ritmo è sempre sostenuto dalla batteria? a. Sì b. No


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Musica e cinema
Dalla lanterna magica Nascono così i primi
al cinema sonoro grandi successi capaci
Il cinema, nonostante il passare del tempo, continua a di essere fonte di note-
essere una delle forme di spettacolo più seguite e amate. vole guadagno per i
Capace di raccontare le vicende più diverse, sa intrattenere produttori che inizia-
i giovani, far sognare gli innamorati, denunciare le proble- no a investire forti
matiche sociali, rievocare la storia e raccontare il futuro. somme di denaro per
Nasce sul finire dall’Ottocento, anche se le sue origini realizzare film sempre
risalgono al mondo antico. In Oriente infatti troviamo lo più di qualità fino a
spettacolo delle ombre cinesi, una rappresentazione molto raggiungere, con il ci-
semplice, ma affascinante e suggestiva. È però nel XVII nema moderno, livelli Manifesto per il film La febbre
secolo che vede la luce l’antenato del moderno cinema, la di perfezione tecnico- dell’oro (1925) diretto e
lanterna magica, che proietta su una parete di una stanza artistica. interpretato da Charlie Chaplin.
buia immagini dipinte su vetro e illuminate da una candela
dentro una scatola chiusa, tramite un foro e una lente.
Nell’Ottocento, con la nascita della fotografia, queste sem- Come si realizza un film
plici proiezioni fanno un grande salto di qualità: a Parigi nel Quello che ai nostri occhi può sembrare uno spettacolo
1895 i fratelli Louis e Auguste Lumière, con un apparec- semplice e immediato è, in realtà, un’opera molto com-
chio da loro brevettato chiamato cinématographe, proietta- plessa e di difficile realizzazione, che si ottiene grazie al
no una sequenza di immagini in movimento impresse su lavoro di molte persone perfettamente organizzate.
Tre sostanzialmente le fasi operative: quella iniziale, dove
192 una pellicola. Il cinema è ormai nato e nell’arco di pochi
il regista (che segue e coordina il lavoro di tutto il perso-
decenni si perfeziona ulteriormente: mediante “trucchi”
di montaggio si fanno apparire e scomparire personaggi e nale), il soggettista (che sceglie e cura la stesura della
oggetti dalle scene, le sovrimpressioni permettono di vicenda da narrare), lo sceneggiatore (che si occupa degli
creare ambienti immaginari, lo scatto singolo di animare ambienti dove svolgere le varie scene) e il direttore della
gli oggetti. L’innovazione più grande si ha però negli anni fotografia (che con i cameramen realizza le riprese) pro-
Venti quando nasce il cinema sonoro. Fino ad allora gettano il film definendo con precisione le diverse parti.
infatti i film erano muti, non accompagnati cioè da alcun Dopo aver realizzato le strutture necessarie mediante il
suono; i dialoghi erano presentati mediante didascalie, lavoro del personale tecnico (elettricisti, sarti, truccatori,
mentre il commento musicale era solitamente eseguito da ecc.), iniziano le riprese delle varie scene interpretate
un pianoforte all’interno della sala di proiezione. dagli attori, i protagonisti assoluti del film.

Manifesto di George Redon per gli spettacoli di ombre Le riprese di un film western.
al Boîte à Musique di Parigi (1897).
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Musica e spettacolo
Manifesto di The jazz singer, il primo
film sonoro della storia del cinema.

L’ultima fase, che si svolge in studio, riguarda il montag-


gio delle riprese effettuate e la realizzazione della colonna
sonora, cioè l’abbinamento delle immagini con le voci, i
rumori dell’ambiente e i commenti musicali composti o
scelti precedentemente da un musicista.

La colonna sonora
La colonna sonora è composta da qualunque genere di suo-
no giunga alle nostre orecchie durante la visione del film: i
rumori, gli effetti sonori, le musiche e i dialoghi tra gli
attori. Tutti questi elementi sonori agiscono contempora-
neamente arricchendo e valorizzando la storia raccontata,

mediante il doppiaggio, le voci sono presentate in modo


così naturale e curato che i personaggi sembrano parlare di-
rettamente a ogni singolo spettatore.
Separatamente vengono composte e realizzate le musiche
originali create per il film da parte di un musicista.
Di solito sono registrate integralmente per poi essere utiliz- 193
zate, anche solo in parte, per accompagnare una singola
azione, un’espressione di un attore, un’intera sequenza.
Il compositore crea alcuni temi musicali che ricorrono più
volte nel film, anche con qualche variazione, per essere
maggiormente rispondenti alle scene da commentare.
Non sempre però la musica del film è originale: capita che
si utilizzino brani famosi tratti dal repertorio classico,
Un pianista esegue dei brani al pianoforte durante la proiezione jazz o dal mondo della musica leggera.
di un film muto.
che assume un forte impatto emotivo. Le immagini e i suo-
ni si arricchiscono a vicenda di significati e creano negli
spettatori emozioni e stati d’animo molto intensi.
Già all’epoca del cinema muto si usava accompagnare la
visione del film con l’esecuzione di brani al pianoforte o
con la presenza di una piccola orchestra direttamente nella
sala cinematografica. Oggi naturalmente la sonorizzazione
è diventata un’operazione molto più complessa e raffinata
che richiede l’intervento di molte persone.
I fonici iniziano a lavorare già durante le riprese per regi-
strare, oltre ai dialoghi, i rumori e i suoni reali prodotti du-
rante la recitazione (presa diretta).
Questa registrazione non è quasi mai quella definitiva,
perché spesso viene mescolata ad altri suoni più efficaci
rielaborati in studio.
Anche i dialoghi spesso non sono quelli diretti, ma realiz- Il compositore italiano Ennio Morricone autore di molte famose
zati successivamente nello studio di registrazione dove, colonne sonore.
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Musica e cinema
La musica interna L’organizzazione
e il commento musicale del commento musicale
Quando la musica che accompagna le immagini appartiene Uno degli espedienti più ricorrenti per inserire il commen-
al mondo in cui vivono i personaggi e quindi anch’essi la to musicale a una scena è la dissolvenza sonora.
sentono (o la eseguono) siamo in presenza della cosiddetta Si tratta di un aumento progressivo del volume della musi-
musica interna, proprio perché interna alla vicenda rac- ca (dissolvenza in apertura) o di una diminuzione (dissol-
contata dal film. venza in chiusura), un po’ come si usa normalmente nella
La musica in questi casi diventa protagonista indiscussa musica d’orchestra.
e le immagini sembrano seguirla passo a passo, per illu- Il commento musicale può terminare anche bruscamente,
strarla. Il prevalere della musica sulle immagini è caratte- perché interrotto da un rumore o da un suono interno alla
ristico del musical, dove i personaggi cantano e danzano storia, così da suscitare un effetto sorpresa.
per gran parte del film, lasciando uno spazio ridotto al Un vero e proprio trucco cinematografico è quello di
dialogo. Tutto ciò avviene a discapito della storia che si mostrare delle sequenze consecutive legandole attraverso
deve adattare alle esigenze della musica passando spesso la musica, in modo tale che, ad esempio, in una sequenza il
in secondo piano. sonoro sia di commento e nella successiva sia, invece, inter-
Il risultato è che lo spettatore è portato a dimenticare le no alla storia. Accade allora di sentire, il rumore di un’au-
azioni prive di musica, mentre ricorda maggiormente tomobile o un personaggio che parla ancora prima di veder-
quelle in cui musica e danza sono presenti. li comparire.
Quando invece la musica che udiamo non appartiene al Molto simile è l’effetto del fuori campo sonoro che antici-
mondo dei personaggi del film siamo in presenza di un pa o semplicemente sostituisce completamente un’azione.
commento musicale. Si chiama così perché il suono che sentiamo è fuori dal
Questo tipo di utilizzo della musica serve a sottolineare tut- campo della nostra visuale di spettatori.
ti quegli aspetti della vicenda non comunicabili pienamente L’esempio più ricorrente è lo squillo del telefono o il suono
dalle sole parole. In questo modo il regista evidenzia tutti del clacson che udiamo senza vedere il telefono o l’auto-
194 quegli aspetti che vuole che colpiscano lo spettatore. mobile che l’ha prodotto.
Spesso con una semplice
frase musicale si riesce a
sottolineare un gesto o una
azione, a dare un significato
particolare a un oggetto o a
un paesaggio.
Il cinema dà vita a un mon-
do dove c’è molta più musi-
ca che nella nostra quotidia-
nità: il commento musicale
è qualcosa che non esiste
nella realtà, ma che nel film
diviene un tutt’uno con la
storia, dando voce ai senti-
menti dei personaggi.

Riprese audio sul set del film


Musikanten diretto da
Franco Battiato.
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La vita è bella
Un Benigni da Oscar
La vita è bella è un film di Roberto Benigni uscito nelle
sale cinematografiche italiane nel 1997. Attraverso una
commovente vicenda, narrata senza retorica ma con sen-
sibilità e “leggerezza”, propone una riflessione su una
della pagine più orribili della storia: l’Olocausto. Il film
ha vinto tre premi Oscar per miglior attore, miglior
colonna sonora e miglior film straniero.
Benigni stesso ebbe più di un’esitazione a realizzare un
film su questa tragica tematica perché significava fare Guido e Giosuè salutano Dora.
spettacolo sull’Olocausto. Dichiarò in un’intervista:
«temevo di offendere la sensibilità dei sopravvissuti, lo insiste per salire sul treno che li porterà al campo di con-
so che tragedia sia stata, e sono orgoglioso di aver dato il centramento. Ma, mentre Giosuè e Guido rimarranno
mio contributo sull’Olocausto e sulla memoria di questo assieme, Dora verrà internata nel settore femminile.
terrificante periodo della nostra storia; io non sono Guido riesce a rendere la vita nel campo di concentra-
ebreo, ma la storia appartiene a tutti». mento sopportabile per il figlio con una trovata geniale:
gli fa credere che si tratta di un grande gioco collettivo,
che si concluderà con un carro armato in palio. Le loro
La trama giornate, nonostante la drammatica situazione che si tro-
In una cittadina della Toscana degli anni Trenta, durante vano a vivere, sono piene di occasioni di curiosità e di
il fascismo, il giovane Guido, di lontane origini ebraiche, scherzo. In questo modo Guido riesce a infondere ottimi- 195
fa il cameriere. Conosce una maestra, Dora, di cui subi- smo e buon umore nel bambino. Una notte, improvvisa-
to si innamora. Guido e Dora si sposano e mettono al mente i Tedeschi abbandonano il campo. Guido mette in
mondo un figlio, Giosuè. Ma ben presto, a causa della salvo Giosuè ma, mentre va alla ricerca della moglie,
persecuzione antisemita, Guido comincia a essere addi- viene ucciso. Il Lager è liberato dagli Americani. Le ulti-
tato per le sue origini ebraiche e viene deportato assieme me scene ci mostrano Giosuè su un carro armato ameri-
al figlio. Anche Dora, che non vuole separarsi da loro, cano, felice perché convinto di aver vinto il premio, in
procinto di riabbracciare la madre.
Guido e Giosuè rinchiusi nel Lager.

Un’idea originale
L’originalità del film di Benigni consiste nel riuscire a
coniugare il racconto di quelle terribili pagine di storia
con un messaggio di speranza: le vicende umane, anche
le più disastrose, non riescono ad annullare gli aspetti
positivi dell’esistenza che si manifestano anche attraver-
so la sofferenza.
Guido ci testimonia come le risorse dell’uomo siano infi-
nite e come, anche quando la situazione sembra insoste-
nibile, si possa trovare il modo per spiegare a un bambino
quello che spiegabile non è. Anche se alla fine della
vicenda muore, la sua vittoria è quella di essere riuscito a
far superare al piccolo Giosuè i terribili giorni del campo
di concentramento riconsegnandolo alla vita.
Il film ha la capacità di trasformare una tragedia in una
favola, una vicenda dolorosa in un inno alla vita e alla
sua vittoria sulla morte, sa essere divertente e commo-
vente allo stesso tempo.
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Musica e cinema
La vita è bella (da La vita è bella)
Autore: N. Piovani
traccia 23
cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Colonna sonora •••• Re - Fa2
c cia 3 39

La colonna sonora, vincitrice dell’Oscar nel 1999, è di


Nicola Piovani.
Il brano è composto da una melodia semplice che si ricor-
da dopo pochi ascolti, quasi a voler sottolineare la sem-
plicità e l’autenticità del film. Anche l’accompagnamento
è essenziale, con sonorità lievi e armoniose, come una
melodia da fischiettare nei momenti più sereni.
Il ritmo è regolare e scandito inizialmente dalla sola chi-
tarra, mentre viene rinforzato dalla batteria nella secon-
da strofa.
Verso la metà del brano – con l’ingresso dei violini inter-
vallati e sostenuti dall’arpeggio della chitarra – la musi-
ca assume un’atmosfera più gioiosa e completa.

Allegro
196 j œ j œ
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C G7 C E

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Musica e spettacolo
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32

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G
j œ œ C Fm C
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G7 C
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60
197

ASCOLTO
GU
1. Quale strumento esegue la prima strofa? IDATO
.................................................................................................................................................................................................

2. È presente la batteria? Se sì, quando entra?


..............................................................................................................................................................................................................

3. In corrispondenza di quale strofa entrano i violini?


..............................................................................................................................................................................................................

4. Come definiresti il carattere del brano?


..............................................................................................................................................................................................................
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Musica e cinema
Unchained melody (da Ghost)
Autori: A. North, H. Zaret
Interprete: R. Hamilton
traccia 24
cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
tr a
mp3 2 Canzone •••• Mi - Mi2
cc ia 3 4 0

Unchained melody, il brano trainante della colonna sonora del film


Ghost, non è stato composto appositamente per questo film, ma risale
addirittura al 1954.
Nel corso dei decenni la canzone è stata riproposta in diverse versioni e
in varie lingue, tanto da essere cantata anche da Elvis Presley durante
la sua ultima apparizione televisiva poche settimane prima della morte
nel 1977.
La melodia è semplice, di quelle che rimangono nell’orecchio del-
l’ascoltatore. L’andamento del brano è moderato ed è anche adatto a es-
sere ballato, come ballo di coppia, per la presenza continua dei tre ac-
centi per ogni movimento anziché due.
In tutta la prima parte il sostegno ritmico è affidato alla chitarra, con un
breve accordo di accompagnamento eseguito nel secondo e nel quarto
movimento di ogni battuta, e agli hi-hat (i piatti piccoli della batteria)
che propongono proprio i tre accenti per ogni movimento.
198 Nella seconda parte entra la batteria al completo.
Una seconda melodia di accompagnamento, fin dall’inizio del brano, è
affidata agli archi.

Moderato

4 ˙. œ ˙. œ œ ˙ œ œ. œ œ
J ˙.
C Am F G C

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Am G C Am

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Musica e spettacolo

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F G C
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Fine
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3

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F G F F G C

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3
29

3
3 Da capo al Fine

ASCOLTO

GU
IDATO
1. Come definiresti il carattere della melodia?
.................................................................................................................................................................................................

2. Da quali strumenti è scandito il ritmo della prima parte?


..............................................................................................................................................................................................................
199
3. La seconda parte del brano è:
a. più movimentata
b. più lenta

4. Sono presenti i violini?


a. Sì
b. No
Se sì, quando entrano?
a. All’inizio
b. A metà
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Musica e cinema
My heart will go on (da Titanic)
Autori: J. Horner, W. Jennings
Interprete: C. Dion
traccia 25 traccia 26
cd 13 cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Fa
Suonare Cantare Tonalità
mp3 2
tr a tra
mp3 2 Colonna sonora •••• Do - Mi2 Cantare: La
cc ia 3 41 c cia 3 4 2

La canzone My heart will go on è la melodia portante del- della musica del Nord. L’introduzione ci porta subito alla
la colonna sonora del film Titanic. dolce armonia del brano, che utilizza una melodia molto
Scritta appositamente da James Horner, è stata registrata espressiva e un accompagnamento essenziale e avvolgen-
dalla cantante Celine Dion nel 1997 in una mirabile in- te realizzato da più strumenti, tra i quali ricordiamo l’ar-
terpretazione. Il successo è stato immediato e il brano è pa e i violini. Nel finale, l’improvviso cambio di tono fa
arrivato al numero uno nelle classifiche di tutto il mondo, assumere alla canzone maggiore presenza, quasi un inno
vincendo anche l’Oscar per la miglior canzone nel 1998. all’amore dei due giovani capace di sfidare anche il desti-
La canzone ha un carattere che ricorda un po’ le ballate no più avverso.

Moderato
Dm C B C Dm C B C

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Musica e spettacolo
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IL TE

STO
Testo originale Traduzione
1. Every night in my dreams I see you, 1. Ogni notte nei miei sogni ti vedo,
I feel you; that is how I know you go on. ti sento; è per questo che so che tu ci sei ancora.
Far across the distance Lontano, al di là delle distanze
and spaces between us, e gli spazi che ci separano,
you have come to show you go on. sei venuto a mostrarmi che ci sei ancora.
Rit. Near, far, wherever you are, Rit. Vicino, lontano, ovunque tu sia,
I believe that the heart does go on. io credo che il cuore vada avanti.
Once more, you open the door Ancora una volta, apri la porta
and you’re here in my heart, e sei qui nel mio cuore,
and my heart will go on and on. e il mio cuore continuerà ad andare avanti.
2. Love can touch us one time 2. L’amore ci può toccare una volta
and last for a lifetime, e durare per una vita, 201
and never let go till we’re gone. e non lasciarci finché non moriremo.
Love was when I loved you, L’amore era amarti,
one true time I hold to. un vero momento da ricordare.
In my life we’ll always go on. Nella mia vita andremo sempre avanti.
Rit. Near, far… Rit. Vicino, lontano…
3. You’re here, there’s nothing I fear, 3. Tu sei qui, non c’è da avere paura,
and I know that my heart will go on. e io so che il mio cuore andrà avanti.
We’ll stay forever this way. Resteremo per sempre così.
You are safe in my heart, Tu sei al sicuro nel mio cuore,
and my heart will go on and on. ed il mio cuore continuerà ad andare avanti.

ASCOLTO
GU
IDATO

1. Da quale strumento è eseguita la melodia dell’introduzione? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

2. Qual è il carattere del brano? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

3. Che tipo di accompagnamento utilizza? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

4. Cosa troviamo nel finale?


a. Un improvviso innalzamento della melodia b. Un rallentando

5. Come definiresti il carattere della canzone? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .


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Repertorio cinema
What a feeling (da Flashdance)
Autori: I. Cara, K. Forsey, G. Moroder
traccia 27
cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Colonna sonora •••• Do - Re2
cc ia 3 4 3

Allegretto
C G Dm Am F C

 )                  

B G7 C G Dm Am
  
7
                 

F C B G7 Am F
            
13
              
202
Am F C Dm C F G Am


19
                         
  

F Am F C Dm C F G
                       
25
     

Forrest Gump Suite (da Forrest Gump)


Autore: A. Silvestri
traccia 28
cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Colonna sonora •••• Do - Re2
c cia 3 4 4

Moderato
C D

 )          
       
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Musica e spettacolo

G7 C
5
    
              

A F
         
9
         

D G7 C


13
      
      

Gabriel’s oboe (da Mission)


Autore: E. Morricone
traccia 29
cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Colonna sonora •••• Fa - La2
203
cc ia 3 45

Moderato
C F Dm G7 C
         
 )              

F Dm G7 Em G C
                      
5
  
3 3

Am F C
 
F 

   
        
9
 (  ) (  )

1. 2.


G G
    C
  G C
        
13
 ()
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Repertorio cinema
Over the rainbow (da Il mago di Oz)
Autore: H. Arlen
a
tracci 30
cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Fa
Suonare Tonalità
mp3 2
tra
Colonna sonora •••• Re - Sol2
c cia 3 4 6

F Am Bb F

5 B
b Bb m F Dm Gm C F

9 F Am Bb F

13 B
b Bb m F Dm Gm C F
204

17 Bb F

21 E7 Am C

25 F Am Bb F

29 B
b Bb m F Dm Gm C F
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Musica e spettacolo

Fame (da Saranno famosi)


Autori: M. Gore, D. Pitchford
traccia 31
cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Lam
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Colonna sonora •••• Mi1 - Mi2
cc ia 3 4 7

Am E Am Dm

G D F E
5

Am E Am Dm
9

205
G D E
13

Am Dm G E
17

Am Dm G
21

E Am E Am
24
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Repertorio cinema
A whole new world (da Aladdin)
Autori: H. Ashman, A. Menken, T. Rice
traccia 32
cd 13 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Fa
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Colonna sonora •••• Do - Fa2
cc ia 3 4 8

Moderato
F Gm
    
  )     

        

A Dm B F
 
   
5
             

Gm
    
      
9
       

206
A Dm B F

 
     
13
             

C F C F 3

     
        
17
  

B F B  B
   
     F    
Dm F

     
21
      

C F C Dm 3

     
        
25
  

FB B F Dm  B C F
          
          
   
29
  
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Musica e spettacolo

Il cerchio della vita (da Il re leone)


Autore: E. John
Interpreti: E. John, I. Spagna
traccia 1
cd 14 Genere Difficoltà Estensione Suonare: Do
Suonare Tonalità
mp3 2
tr a
Colonna sonora •••• Re - Sol2
cc ia 3 4 9

Moderato
C
    Dm G7
   
 )            
       

C Am Dm
4
                
   

B G