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ZORZI ALESSANDRO

UNIVERSITA DI PADOVA
LAUREA SPECIALISTICA IN MEDICINA E
CHIRURGIA
A.A. 2004/2005
APPUNTI DI PATOLOGIA
GENERALE
Morte cellulare, infammazione, patologia da
stress ossidativo e ambientale, patologia
genetica, esotossine batteriche ed oncologia
appunti del corso tenuto dai prof. Bernardi, Chieco Bianchi, Colonna e
Pozzan e dalla dott.ssa Rossetto
Ai miei colleghi studenti:
Questi sono gli appunti che ho preso nel corso delle lezioni di patologia generale svolte nel corso del primo semestre
dellanno accademico 2004/2005.
Tengo a precisare che questi appunti non sono stati in alcun modo visionati dai professori e che quindi contengono
sicuramente errori o inesattezze.
! questo il motivo principale per cui non ho voluto utilizzare questi appunti per "ini di lucro: perch# non si possono
considerare un prodotto di qualit$. %ossono essere utili per integrare i propri appunti per leggere le stesse cose scritte da
una mano diversa ma non potranno mai essere paragonati o sostituire gli appunti u""iciali "orniti dai pro"essori n&
soprattutto il li'ro di testo.
(ar) grato a chiunque vorr$ segnalarmi gli errori che ha trovato in questa dispensa anche quelli di ortogra"ia.
Alessandro *orzi
2
APPUNTI DI PATOLOGIA GENERALE
+a patologia generale ha lo scopo di scoprire i processi elementari operanti nelle malattie. !ssi sono raggruppa'ili in
pochi grandi capitoli: patologia cellulare immunopatologia in"iammazione e tumori.
+a patologia generale si interroga sul come e sul perch# hanno origine le malattie:
%atogenesi: meccanismi molecolari e 'iochimici che sono alla 'ase della comparsa di "atti patogeni,
!tiologia: ricerca le cause che sono alla 'ase della comparsa di malattia.
ONCOLOGIA (Cieco !ianci"
Introdu#ione
-mportanza delloncologia:
. individuo su / o 4 si ammala di tumore nel corso della propria vita,
. individuo su 4 o 5 muore di tumore,
in -talia pi0 di 250.000 morti allanno si registrano per questa patologia,
il tumore & la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari.
+a causa principale dellaumento delle morti per neoplasia & pro'a'ilmente linvecchiamento generale della
popolazione. -n realt$ le cause esogene di tumore rappresentano solo una piccola percentuale che si va ad aggiungere
alla quota dovuta a cause endogene.
- 5 momenti "ondamentali per a""rontare il pro'lema neoplastico sono:
.. prevenzione:
primaria: prima dello sviluppo della malattia,
secondaria: diagnosi precoce cio& durante il periodo pre1clinico,
2. 2iagnosi,
/. Terapia:
3hirurgica,
4adioterapica,
3hemioterapia.
4. 4ia'ilitazione,
5. Assistenza domiciliare.
Defini#ioni
Cancro: crescita cellulare 5relativamente6 autonoma non 5a'itualmente6 causata da alcuno stimolo "isiologico e
progressiva. 7e esistono circa .00 "orme diverse.
Ipertrofia: aumento del volume di un tessuto per aumentato volume cellulare,
Iperplasia: aumento del volume di un tessuto per aumentato numero di cellule,
Metaplasia: sostituzione di un tipo di cellule con una determinata di""erenziazione con altre di un diverso tipo cellulare.
!ssa & dovuta alla riprogrammazione dellespressione genica generalmente nellam'ito consentito dalle potenzialit$
di""erenziative del "oglietto em'rionale da cui quella cellula deriva.
Displasia: alterata di""erenziazione cellulare. Alterata architettura tessutale. ! ancora reversi'ile.
Anaplasia: scarsa o assente di""erenziazione cellulare. Alterata organizzazione cellulare.
2alla displasia che & ancora reversi'ile si pu) passare allo stato di 8carcinoma in situ9 irreversi'ile 5cio& autonomo6.
+espressione 8in situ9 indica che la neo"ormazione non ha ancora oltrepassato la mem'rana 'asale. 2al carcinoma in
situ si passa a carcinoma invasivo.
%er alcuni organi per es. nella cervice uterina si usa "are delle distinzioni in gradi:
2isplasia lieve 53-7 -6: lesioni intraepiteliali pavimentose di 'asso grado 5reversi'ile6,
2isplasia moderata 53-7 --6: lesioni intraepiteliali pavimentose di alto grado 5reversi'ile6,
2isplasia grave con carcinoma in situ 53-7 ---6: 8 8 8 8 5irreversi'ile6,
3arcinoma invasivo.
Lesioni precancerose: & uno stato di lesione tissutale che ha un elevato rischio di evolvere in cancro. :ggi & un concetto
statistico. ;n discorso particolare pu) essere "atto sul polipo: & una neo"ormazione 'enigna che sorge a carico di un
tessuto epiteliale con un asse di connettivo e vasi rivestito da epitelio. - polipi dellintestino sono a''astanza "requenti e
/
se sono sporadici sono 'enigni. <a se sono multipli 5poliposi del colon6 allora si tratta di una situazione congenita con
alta pro'a'ilit$ di tras"ormazione neoplastica.
Le cellule tumorali:
%ossono svilupparsi in ogni tessuto dellorganismo dove vi sono cellule in grado di replicarsi,
+a loro velocit$ di replicazione & di solito maggiore di quella che caratterizza le corrispondenti cellule normali. =i
sono per) "requenti eccezioni ad es. nelle leucemie. 2i"atti il midollo leucemico ha una cinetica replicativa pi0
lenta rispetto a quella di un midollo normale,
Ai "ini della diagnosi & importante distinguere tra tumori 'enigni e tumori maligni anche se non & spesso "acile
perch# i parametri sono spesso s"umati. - criteri di distinzione sono i seguenti:
T;<:4- >!7-?7- T;<:4- <A+-?7-
=elocit$ di crescita +enta 4apida
Tipo di crescita !spansiva 5a scapito dei tessuti
circostanti6
-nvasiva
<etastasi 7o (i 5possi'ile6
Anaplasia 5grado di di""erenziazione6
5mor"ologia6
7o (i 5possi'ile6
(egni e sintomi generali 7o (i
Criteri di classifica#ione dei tumori$
(ede anatomica: importante per la sintomatologia levoluzione ed il trattamento,
3riterio mor"ologico: aspetto macroscopico: colloide midollare scirroso 5non molto usato6.
aspetto microscopico e classi"icazione istogenica 5tessuto di provenienza6.
?rado istologico di malignit$,
3lassi"icazione in stadi 5stadiazione6: indica lestensione della malattia.
3+A((-@-3A*-:7! -(T:?!7!T-3A
7eoplasie epiteliali: 'enigne: epitelioma,
maligne: carcinoma o adenocarcinoma se di origine ghiandolare,
7eoplasie del connettivo: 'enigne: 1oma
maligne: 1sarcoma
7eoplasie dei sistemi ematopoietico: tessuti solidi: lin"omi
e lin"atico sangue: leucemia
?4A2- -(T:+:?-3- 2- <A+-?7-TA 5grading6
A seconda della di""erenziazione cellulare riconosci'ile:
- di""erenziazione cellulare nel A51.00 B della popolazione cellulare,
-- 501A5B
--- 25150B
-= 0 125B
5Tanto meno il tumore & di""erenziato tanto pi0 & invasivo6
Altri esami sono tesi a riconoscere:
+attivit$ mitotica,
+o stroma,
+o stato della mem'rana 'asale,
+in"iltrazione della 8capsula9,
+invasione vascolare: essa & un segno di inizio di metastasi. (tessa cosa dicasi per linvasione delle guaine
perineuronali,
@ilamenti intermedi 5cheratine6,
<olecole super"iciali di di""erenziazione 5326.
(TA2-A*-:7! 2!++! 7!:%+A(-!
! importante per standardizzare il trattamento valutare la prognosi e rendere omogenee le osservazioni e le veri"iche
sui risultati della terapia. -l sistema pi0 usato & il T7<:
T1 tumore primitivo:
T0 : non vi sono segni del tumore primitivo,
Tis : carcinoma in situ,
T .14: grado progressivo delle dimensioni e/o dellestensione del tumore primitivo,
TC: non vi sono dati su""icienti per de"inire il tumore primitivo 5il .0B dei casi clinici col tumore gi$ in "ase avanzata
hanno metastasi ma non si riesce a sta'ilire la sede primaria. Allora si deve "are trattamento 'asandosi sul tipo di
cellula6.
71 lin"onodi regionali:
70: non vi sono segni di interessamento dei lin"onodi regionali,
4
7.1/: grado progressivo di interessamento dei lin"onodi regionali 5trattasi dei livelli lin"onodali6,
7C: non ci sono dati sullo stato dei lin"onodi.
M - metastasi a distanza
<0: non vi sono segni di metastasi a distanza
<.: presenza di metastasi a distanza
<C: non ci sono dati per sta'ilire la presenza di metastasi.
Do%mi dell&oncolo%ia
+a neoplasia & una malattia multi"attoriale nella cui genesi concorrono pi0 "attori,
+a neoplasia & una malattia multi"asica.
2al punto di vista del "attore tempo vi & una lunga "ase silente 5o preclinica6 non diagnostica'ile nemmeno con i
migliori metodi di indagine. Questo "ase pu) durare mesi anni o addirittura decenni. <a quando il tumore diventa
visi'ile esso porta alla morte se non trattato nel giro al massimo di pochi anni.
Questo perch#:
. cellula 1116 30 divisioni 1116 .0DE cellule F. g di tessuto 5minima massa di tessuto rileva'ile6
11116 10 divisioni 1116 .0D.2 cellule F . Gg di tessuto 5massima massa compati'ile con la vita6
Tuttavia nelle "asi "inali del tumore si ha un accrescimento pi0 rallentato. +a curva 8?omperziana9 descrive
landamento dei tumori nella specie umana. 2a essa si pu) evincere che de"initi:
Tc F tempo del ciclo cellulare
Td F tempo reale di raddoppio della massa neoplastica
Tpot F tempo teorico di raddoppio della massa neoplastica
Allora:
Td > Tpot F perch# una perdita cellulare si veri"ica in tutti i tumori. 3i) avviene sia naturalmente per apoptosi o . . . . . .
. ischemia sia per questioni terapeutiche,
Tc < Tpot F perch# non tutte le cellule si replicano spontaneamente.
Immortali##a#ione
;na cellula & immortalizzata se & in grado di replicarsi per un lungo periodo di tempo in condizioni adeguate di cultura.
(i tratta tuttavia del passo iniziale nel cammino che porta al tumore poich# una cellula immortalizzata non & ancora una
cellula tras"ormata dal momento che comunque presenta unautonomia di crescita relativa. %erch# diventi
immortalizzata una cellula deve:
%erdere il controllo del ciclo cellulare,
4esistere allapoptosi,
%resentare un 'locco di""erenziativo,
!sprimere la telomerasi.
3-3+: 3!++;+A4!:
! un momento 'iologico estremamente complesso e regolato.
-l periodo ?. & seguito dalla "ase ( di sintesi del 27A quindi da una "ase ?2 e dalla mitosi. 3on ?0 si indicano quelle
cellule che sono "uori dal ciclo: per esempio gli epatociti nel "egato adulto. Questi ultimi per) se sottoposti ad uno
stimolo 5es. parziale epatectomia6 possono rientrare nel ciclo per rigenerare il parenchima. -l passaggio da ?0 a ?. &
legato ai 8"attori di competenza9 rappresentati di solito da "attori di crescita.
-n ?. esiste un sistema di controllo che la cellula deve oltrepassare per entrare in "ase ( 5checG point .6. +H
intervengono "attori di crescita come -?@. e -?@2 che permettono alla cellula di oltrepassare il checG point o "attori
come l-@7 o il T?@I che hanno invece e""etto opposto.
A livello di ?2 prima della "ase di mitosi esiste un altro checG point.
-l sistema di progressione e di attivazione del ciclo & 'asato sul sistema di cicline e 32J 5chinasi ciclina dipendente6.
3hecGpoint .: ciclina 2 K 32J4 o 32JL
%i0 avanti in "ase ?2: ciclina ! K 32J2 ciclina A K 32J2
3hecGpoint 2: ciclina A e ciclina > K 32J. 5<%@: maturation promoting "actor6
-l sistema delle cicline/32Js agisce soprattutto a livello del checGpoint . dove c& la proteina 4>. 7ella "orma
ipo"os"orilata 4> impedisce alla cellula di progredire poich# lega a s# il "attore di trascrizione !2@. (e invece &
"os"orilata si dissocia dal "attore da !2@ e permette alla cellula di progredire.
-l sistema di regolazione dei complessi ciclina/32J & articolato. -n particolare esistono degli ini'itori:
%.L1%.51%.M1%.E agiscono a livello del checGpoint . e sono detti -7J4 5ini'itori della chinasi 46,
%5A1%2A1%2. agiscono su tutte le 32J e sono detti 3-% 5ini'itori proteici della 32J6.
-n molte neoplasie vi & lalterazione di %.L che permette alla cellula di progredire lungo il ciclo.
+a terapia dei tumori sare''e molto pi0 e""icace se si riuscisse a colpire tutte le cellule in "ase (. %urtroppo per) tra
cellule appartenenti alla stessa massa neoplastica si veri"ica un notevole s"asamento del ciclo tanto che solo circa il
20B delle cellule si trovano contemporaneamente in "ase (.
;na coltura di cellule normali si replica una ventina di volte e poi degenera e muore. ;na coltura di cellule
immortalizzate invece oltrepassa questo limite.
T!+:<!4A(-
5
! un enzima deputato al ripristino di sequenze nucleotidiche allestremit$ dei telomeri. (i & visto che durante la
divisione delle cellule normali queste sequenze si usurano ad un punto tale che la cellula non pu) pi0 dividersi. Questo
processo in coltura porta alla crisi e alla senescenza della coltura stessa.
Tuttavia se vi & una telomerasi attiva che ripristina le sequenze allora la cellula pu) continuare a moltiplicarsi. 3i) non
avviene solo nelle cellule neoplastiche ma anche in quelle germinative.
+M51E5B delle cellule cancerose mostra unalta attivit$ telomerasica.
>+:33: 2-@@!4!7*-AT-=:
;na cellula attraversa tre "asi: staminale proli"erativa e di cellula matura.
+e cellule staminali possono dividersi dando origine ad altre cellule staminali oppure a cellule un po pi0 di""erenziate
ma con ancora la capacit$ replicativa 5"ase proli"erativa6. - "attori di crescita agiscono su entram'i i tipi di cellule.
(e a questo punto su'entrano dei 'locchi nella capacit$ di espressione di geni che codi"icano per proteine "unzionali vi
& un 'locco della di""erenziazione cio& le cellule non percorrono pi0 la strada verso la maturit$. 3i) succede in molti
tumori: laumento della massa neoplastica & dovuto allaccumulo di cellule che non si di""erenziano e non raggiungono
la maturit$. -l 'locco & spesso dovuto a metilazione di alcuni siti del 27A.
Clonalit' dei tumori
-l tumore origina da una singola cellula: vi sono perci) dei marcatori che identi"icano ogni cellula appartenente al clone.
Questi marcatori devono essere indele'ili e si trovano soprattutto nel 27A. Ad esempio nelle cellule lin"oidi questo
marcatore pu) essere il tipo di riarrangiamento del 27A.
Altri marcatori di clonalit$ sono dei cromosomi alterati come il cromosoma %hiladelphia.
;n concetto importante & che la clonalit$ e leterogeneit$ di un tumore non sono concetti contrapposti perch# una
porzione della massa tumorale pu) avere altre mutazioni che la diversi"icano dal resto. %er) la mutazione iniziale sar$
sempre presente.
(enotipo della cellula neoplastica
7essun carattere preso singolarmente ci consente di distinguere una cellula neoplastica rispetto ad una normale. 2i"atti
la diagnosi si 'asa su un insieme di caratteri:
<odi"icazioni cellulari: sia in senso molecolare che mor"ologico che possono interessare sia il nucleo che il
citoplasma che la mem'rana 5volume cellulare "orma della cellula rapporto nucleo/citoplasma che di solito &
spostato verso il nucleo6.
Alterazione delle "unzioni cellulari,
<odi"icazione dellinterazione intra od eCtracellulare: ini'izione da contatto locomozione cellulare adesivit$
intercellulare,
Alterazioni del citoscheletro,
4igon"iamento mitocondriale ad indicare un maggior consumo energetico.
%er quanto concerne il nucleo:
7umero: spesso & presente pi0 di un nucleo,
2imensioni: di solito maggiori del normale,
3olora'ilit$: un nucleo ipercromatico implica un maggiore contenuto di acidi nucleici,
<em'rana nucleare: pi0 o meno "enestrata,
3ariotipo: "requentemente & aneuploide con cromosomi in pi0 o in meno o con cromosomi alterati:
Aumento del numero di cromosomi,
4otture dei cromosomi soprattutto a livello dei siti "ragili,
Traslocazioni inversioni e delezioni: 'ilanciata se due pezzi di cromosomi si spostano reciprocamente. 7ella
leucemia mieloide cronica c& una traslocazione E122 con "ormazione di un cromosoma E con pi0 geni e un
piccolo 22 detto cromosoma %hiladelphia. +a "ormazione del cromosoma %hiladelphia ampli"ica a dismisura
lattivazione di una tirosin1chinasi presente nel cromosoma 22. Altre alterazioni cromosomiche vengono dette
random per distinguerle da quelle come la E122 che sono speci"iche per un particolare tipo di tumore. -noltre
'isogna distinguere tra alterazioni primitive a quelle sovrapposte successivamente e che si trovano solo in
alcuni gruppi cellulari.
>34 F 'reacGpoint cluster region: non esiste un singolo punto di rottura ma una regione in cui possono veri"icarsi
delle rotture. 3i) succede per es. nel cromosoma 22.
Ampli"icazione genica 5un gene replicato 201/0140 volte implica anche una maggiore espressione del suo
prodotto6.
N(4 F homogeneus staining region: sono regioni di ampli"icazione genica evidenzia'ili col metodo di
?iemsa.
7ella cellula normale:
+a crescita cellulare & dipendente dalla densit$,
+a cellula & ancorata a super"icie inerte 5in coltura6,
L
=i & una dipendenza da siero o da "attori di crescita,
O presente il "enomeno dellini'izione da contatto.
-nvece in una cellula neoplastica si veri"ica:
%erdita di ancoraggio della cellula alla propria super"icie di crescita 5in coltura6. 3i) mima il "enomeno che si
riscontra in vivo quando le cellule non sono pi0 ancorate alla matrice. +ancoraggio della cellula alla matrice &
dovuto a integrine che possono contrarre rapporto soprattutto con la "i'ronectina. -l sito di legame della
"i'ronectina per lintegrina & un dominio 41?12 5arginina glicina aspartico6. 7ella tras"ormazione questo legame
& ini'ito o a causa della diminuzione della "i'ronectina o per alterazione delle integrine. -n particolare in alcuni
tumori si veri"ica lalterazione della proteina 8catenina9 che media il legame tra integrine e "i'ronectine o ancora
della proteina A%3 un gene oncosoppressore che in alcune cellule media il legame tra integrine e "i'ronectine.
:ltre alle integrine esistono altri tre tipi di 8citoadesine9: le caderine che mediano il rapporto tra cellule
omeotipiche le selectine che mediano ladesione eterotipica 5ad esempio tra lendotelio e le cellule del sangue6 e le
-g come le -3A<,
%erdita della ini'izione da contatto 5mezzo solido6 o della capacit$ di crescere in modo dipendente dalla densit$
5mezzo liquido6. Questo "enomeno dipende verosimilmente dal "atto che le cellule neoplastiche richiedono meno
"attori di crescita e sostanze nutritive rispetto alle cellule normali,
3apacit$ di crescita in terreni semisolidi 5un am'iente non naturale per cellule normali6,
-nversione di polarit$ capacit$ invasiva e capacit$ metastatizzante 5grado esasperato di autonomia neoplastica6.
La metastasi
+a capacit$ di dare origine a metastasi & legata alla capacit$ delle cellule tumorali di dare origine a cloni 5capacit$
clonogenica6. 7ormalmente non tutte le cellule della massa tumorale hanno capacit$ glomogenica ma soltanto una
piccola "razione di esse e ci) & dovuto ad uneterogeneit$ nella popolazione neoplastica: dalla massa prende origine una
nuova linea cellulare a causa di una mutazione che gli con"erisce capacit$ metastizzanti.
%ropriet$ delle metastasi:
.. le metastasi costituiscono una caratteristica peculiare dei tumori maligni,
2. nellM01E0 B dei casi se non proprio nel .00B una persona con tumore muore a causa delle metastasi,
/. circa il /0B dei pazienti a cui viene diagnosticato per la prima volta un tumore solido maligno 5eccezion "atta per
gli epiteliomi cutanei6 presenta metastasi,
4. nel 51.0B dei pazienti con metastasi di""use non si riesce a diagnosticare la sede del tumore primitivo,
5. la di""usione metastica riduce "ortemente la possi'ilit$ di cura del tumore.
+a disseminazione delle cellule metastiche pu) avvenire:
.. per via ematica,
2. per via lin"atica,
/. in cavit$ 5peritoneale pleurica6. -l tumore pu) in"atti es"oliare: carcinomi pleurici possono per esempio erodere la
pleura viscerale e riversarsi nella cavit$ pleurica. 7el peritoneo possono riversarsi cellule tumorali dellovaio o del
crasso.
- motivi che determinano il distacco delle cellule tumorali dalla sede del tumore primitivo sono essenzialmente due:
.. per pressione meccanica,
2. per alterazione del sistema ligamentoso cellulare.
- vasi che irrorano i tumori presentano grosse "enestrazioni che le cellule possono attraversare agevolmente. -l pro'lema
& piuttosto quello di uscire dal circolo nellorgano 'ersaglio. -nnanzitutto si veri"ica ladesione della cellula al lato
luminale della cellula endoteliale. (i "orma quindi un piccolo coagulo che coinvolge anche la stessa cellula tumorale.
+endotelio & danneggiato e le cellule neoplastiche possono cosH attraversarlo.
(i calcola che solo una cellula su mille immessa nel sangue dia origine a metastasi.
:rganotropismo delle metastasi:
Alcuni tumori primitivi metastatizzano in alcune sedi in maniera pre"erenziale. 3i) dipende dalla sede anatomica
dallisotipo e da altri "attori. (e ad esempio un tumore colpisce lintestino il cui sangue re"luo & drenato per via portale
& chiaro che la sede della metastasi primaria sar$ il "egato. (e invece il tumore & in una sede drenata dalla cava la
metastasi primaria sar$ pro'a'ilmente nei polmoni 5cava 1116 cuore 1116 arteria polmonare6.
3asi particolari riguardano per esempio il tumore della prostata o della mammella dove si veri"icano spesso metastasi
ossee perch# c& una stretta correlazione tra il sistema venoso verte'rale di >otson e questi organi.
3i sono per) cellule che a causa del tipo di recettori che esprimono presentano predisposizione a provocare metastasi
in alcune speci"iche sedi. !sistono inoltre le 8metastasi da metastasi9: dalla sede della metastasi primaria possono
partire gruppi cellulari che creano metastasi secondarie.
-mportante per la crescita neoplastica sono i "attori neoangiogenetici: un tumore & di"atti scarsamente irrorato. +ipossia
"a li'erare un "attore trascrizionale lN-@ che attiva la trascrizione di geni come il =!@? 5"attore di crescita
endoteliale6 la 7: sintetasi proteine anti apoptoticheP
Geni coinvolti nella onco%enesi
+o sviluppo del tumore & "avorito dalla mutazione di tre categorie di geni:
A
.. %rotooncogeni 5che vengono tras"ormati in oncogeni6: sono geni che promuovono la crescita cellulare. +e "orme
alterate 5oncogeni6 esplicano un e""etto dominante con guadagno di "unzione,
2. ?eni oncosopressori: ini'iscono la crescita cellulare. +e "orme mutate esplicano un e""etto recessivo con perdita di
"unzione.
/. ?eni coinvolti nella sta'ilit$ del 27A.
(i noti che non solo mutazioni del 27A possono provocare questi e""etti ma anche modi"icazioni epigenetiche. ;n
esempio & lipermetilazione del promotore di un gene.
Onco%eni$
?li oncogeni sono "orme alterate di geni chiamati proto1oncogeni. - proto1oncogeni le cui "orme mutate sono coinvolte
nella genesi dei tumori umani sono spesso localizzati in vicinanza di punti in cui si veri"icano "requentemente rotture
cromosomiche o in siti che rappresentano un 'ersaglio elettivo di mutazioni. (tudi su traslocazione cromosomiche 8non
random9 hanno reso possi'ile la scoperta di oncogeni attivati in seguito a queste traslocazione. Ad esempio nel lin"oma
di >urGitt si veri"ica una traslocazione M1.4 e il gene mQc viene sovra espresso.
- proto1oncogeni sono trasmessi come caratteri mendeliani classici 5ma le "orme mutate gli oncogeni non sono
trasmissi'ili6 sono conservati "ilogeneticamente sono circa un centinaio e il loro prodotto proteico & "unzionale alla
proli"erazione ed alla di""erenziazione cellulare.
+e proteine codi"icate dai proto1oncogeni possono essere:
"attori di crescita,
recettori per "attori di crescita,
"attori di trascrizione,
proteine pro o anti apoptotiche.
Alcuni proto1oncogeni:
>3+1. F ciclina 2.,
>3+12 F proteina anti1apoptotica,
>34 F "attore attivante la "unzione ?T%asica delle proteine ?,
<!T F recettore per il "attore di crescita degli epatociti.
- meccanismi che portano alla tras"ormazione dei proto1oncogeni in oncogeni possono essere molteplici:
Ampli"icazione del gene "ino ad aversi anche .00 copie dello stesso gene,
Traslocazione: si "ormano dei geni chimerici 5A1111> traslocazione 111A>1116 che danno vita a proteine di "usione
con signi"icato oncogeno,
<utazioni punti"ormi: & il caso del gene 4A(,
Traduzione in retrovirus acuti 5solo in modelli sperimentali nelluomo non sono mai stati riscontrati6,
Attivazione in 3-( o in T4A7(: sequenze retrovirali con capacit$ di ampli"icazione trascrizionale possono attivare
a distanza le sequenze dei proto1oncogeni.
4A(
! una proteina monomerica molto importante localizzata di solito nel "oglietto interno della mem'rana citoplasmatica.
Quando un "attore di crescita raggiunge il recettore esso dimerizza e tras"erisce il segnale mediante proteine adattatrici.
+a @arnesil Trans"erasi R "os"orilata dal recettore attivo lega la @arnesil Trans"erasi I che a sua volta lega p2.
attaccandola alla mem'rana e attivandola.
+attivazione modi"ica 4A( che in "orma natia lega il ?2% mentre in "orma attiva lega ?T%. +a "orma attiva di 4A(
"os"orila unaltra proteina 4A@ dando avvio ad una cascata di segnali che portano alla trascrizione di geni importanti
per la crescita cellulare.
-l 4A( torna in stato inattivo perch# possiede unattivit$ ?T%asica. %er) questa attivit$ & molto scarsa e necessita delle
proteine ?A% perch# questa essa sia potenziata.
4A( mutata 5o meglio se muta la parte di 4A( chiamata p2. che idrolizza ?T%6 perde la capacit$ ?T%asica e la
capacit$ di essere riconosciuta dalla proteina ?A%: 4A( & cosH costitutivamente attiva.
7ota: non & su""iciente lattivazione di un singolo oncogene perch# la cellula sia tras"ormata.
Oncosoppressore
7elle cellule neoplastiche le mutazioni a carico dei geni oncosoppressori devono sempre colpire entram'i gli alleli. +a
mutazione di uno solo dei due alleli di"atti normalmente non d$ origine a tumori anche se non sempre passa
inosservata. 3i) & dovuto al "atto che la mutazione di un oncosoppressore provoca perdita di "unzione la quale pu)
essere compensata dallespressione dellaltro allele. (i parla perci) di mutazione con e""etto recessivo. +a mutazione di
un solo oncogene invece & su""iciente per rappresentare un guadagno di "unzione: si parla allora di mutazione con
e""etto dominante.
+e mutazioni possono essere qualitative 5punti"ormi6 o quantitative 5perdita di materiale genetico o inattivazione dei
prodotti proteici6. ;n esempio di mutazione quantitativa & la +:N 5loss o" eterozigositQ6
A di""erenza di quanto avviene per gli oncogeni la mutazione degli oncosoppressore pu) colpire le cellule germinali ed
essere trasmessa alla prole. - "igli saranno maggiormente esposti al rischio di sviluppare tumore essendo su""iciente una
singola mutazione 5sullallele sano6.
Alcuni oncogeni possono essere trasmessi per via ereditaria:
M
met: provoca carcinoma papillare del rene,
ret: sindrome da neoplasia endocrina multipla 5<!7 tipo 26,
carcinoma midollare "amiliare della tiroide,
mor'o di Nirschspring 5o mega1colon congenito6.
Alcuni oncosoppressori contravvenendo alla regola hanno invece e""etto dominante. ;n esempio & %5/ che deve
"ormare degli omotetrameri per "unzionare. (e solo uno dei 4 monomeri & alterato lintero tetramero non "unziona pi0.
3i sono tre osservazioni che giusti"icano quanto detto in precedenza:
:sservazione sperimentale: se si crea un i'rido dalla "usione di una cellula tumorale 5due alleli malati6 con una
cellula sana 5due alleli sani6 la cellula risultante non avr$ "enotipo tumorale perch# i prodotti dei geni sani sono in
grado di compensare. (e per) uno dei cromosomi sani viene eliminato allora la cellula assume "enotipo neoplastico.
Questo "enomeno & detto 8aploinsu""icienza9: il prodotto di un singolo allele sano a volte non & su""iciente per
ripristinare la normale "unzionalit$ cellulare,
:sservazione clinica: nel retino'lastoma "amiliare c& un gene chiamato 4> che su'isce la mutazione in uno dei
due alleli gi$ in "ase pre1zigotica. 7e consegue che tutte le cellule somatiche hanno un allele 4> mutato ed uno
normale. (e per cause successive si veri"icano altre mutazioni anche laltro gene 4> pu) essere alterato. +a cellula
assume cosH "enotipo neoplastico.
7el retino'lastoma sporadico lipotesi & che lo zigote sia normale ma che una stessa linea cellulare su'isca due
successive mutazioni 5teoria dei 2 hits6. +a teoria & stata convalidata da studi clinici.
+a "orma ereditaria colpisce 'am'ini molto piccoli. ! spesso 'ilaterale e multi"ocale. +a "orma sporadica invece si
sviluppa in 'am'ini a partire dai L/A anni & monolaterale e mono"ocale.
:sservazioni genetiche: se i geni mutati vengono trasmessi in linGage con marcatori 5es. microsatelliti6 si pu)
studiare la relazione tra malattia e presenza del marcatore associato al gene malato. Analizzando il sangue
peri"erico si nota nelle "orme "amiliari la presenza dellallele malato. %oi chiaramente perch# si sviluppi il tumore
& necessaria unulteriore mutazione.
+a penetranza di una malattia indica la percentuale di individui con lallele mutato che prima o poi sviluppano
tumore.
4>
4> & una proteina implicata nel primo checG point quello cio& che 'locca la cellula in "ase ?.. (e la proteina &
ipo"os"orilata il ciclo non va avanti poich# 4> "orma un complesso con il "attore trascrizionale !2@ che viene inattivato.
(e 4> & "os"orilato dal complesso 32J/ciclica esso si stacca da !2@ che pu) cosH "ungere da "attore trascrizionale.
Questo evento consente alla cellula di superare il primo checG point.
+a proteina 4> pu) non essere presente se sono presenti mutazioni geniche ma pu) anche essere inattivata se "orma
complessi con proteine virali spiegando lazione cancerogenica di queste proteine virali:
!A dellN%=
!.a delladenovirus
+T dell(=40
Anche %5/ & inattivata se complessata con proteine virali.
%5/
! un "attore trascrizionale. Na un dominio che lega il 27A e media lattivit$ di regolazione della trascrizione mentre
con un altro dominio lega altre proteine per "ormare omotetrameri.
Quando si veri"ica un danno non letale al 2na cellulare %5/ si attiva e stimola la trascrizione di geni come p2. cip
5ini'itori delle 32J6 che arresta la cellula in "ase ?. o ?A2245 che ripara il 27A.
(e il danno viene riparato riprende il ciclo se esso invece & troppo grave allora unaltra possi'ilit$ che %5/ ha & quella
di attivare dei circuiti apoptotici mediando lespressione di >AS ed ini'endo la trascrizione della proteina anti1
apoptotica >3+12.
Quando si veri"ica un danno al 27A si attivano per) due circuiti che "os"orilano in due posizioni tipiche %5/
rendendola resistente allu'iquitinazione 5proteolisi6. Altrimenti lemivita di %5/ sare''e 'assissima. %5/ mutata 5e
inattiva6 & pi0 sta'ile della "orma normale e di conseguenza pu) essere messa in evidenza con metodi
immunoistochimici.
<2<2 & una proteina che 'locca lattivit$ di %5/ con meccanismo a "eed'acG negativo: la sua espressione & mediata da
%5/ e il suo e""etto & quello di ini'ire %5/ stessa. %.EA4% lega <2<2 sottraendola al legame con %5/. (e %.E non &
"unzionante la %5/ rimane inattiva e perde la sua "unzionalit$.
+a perdita di "unzione di %5/ & molto grave perch# pu) originare un clone di cellule con mutazioni successive a danno
del 27A che per) non vengono riparate.
Quasi il 50B dei tumori sporadici presentano una mutazione che interessa p5/.
+alterazione di p5/ in cellule della linea germinale provoca nella prole la sindrome di +-1@4A;<!7- caratterizzata da
tumori alle ossa e dei tessuti molli in genere.
A%3
! il gene responsa'ile della poliposi adenomatosa del colon 5@A%6. Questa proteina contrae rapporti con la I catenina
"avorendone la degradazione. -n questa maniera la I catenina non pu) pi0 svolgere il suo ruolo di "attore trascrizionale
nei con"ronti di geni coinvolti nella replicazione cellulare. :vviamente se A%3 & inattiva o mal"unzionante la
replicazione cellulare avverr$ pi0 "acilmente.
E
(egni associati alla poliposi del colon sono lipertro"ia dellepitelio pavimentose della mandi'ola ed osteomi multipli
della mandi'ola. 3i sono inoltre alcune varianti della @A% come la sindrome di Torcout nella quale compaiono tumori
cere'rali.
+alterazione dellA%3 & un evento precoce tanto che questa alterazione si rivela gi$ allo stato di adenoma. Tuttavia
questa alterazione non & di per s# su""iciente allo sviluppo del tumore ma deve essere seguito questo percorso:
!pitelio normale
Altera#ione di APC
2isplasia a livello dellepitelio ghiandolare
Demetila#ione del DNA (evento epi%enetico ce ri%uarda alcuni promotori"
Adenoma precoce
Altera#ione di RA)
Adenoma intermedio
Altera#ione DCC (deleto nel cancro del colon"$ * un %ene ce codifica una proteina simile a N+CA, ce
- - - - - - serve per l&ancora%%io e la trasmissione dei se%nali-
Adenoma tardivo
Altera#ione p./
3arcinoma
Altro0
<etastasi
Proteine deputate alla sta1ilit' %enomica
+a gran parte dei tumori umani sono sporadici compaiono cio& in un nucleo "amiliare senza che vi siano stati altri casi.
!siste per) una quota di tumori con una 'ase genetica: esempi sono la sindrome adenopoliposa del colon 5@A%6 il
retino'lastoma la sindrome da neoplasia endocrina multiplaP che hanno tutte speci"iche alterazioni geniche recessive
alla loro 'ase. ;na quota pi0 grossa di tumori si sviluppano per) in persone le quali hanno alterazioni geniche che le
predispongono a sviluppare una neoplasia in senso generico: ne sono un esempio una quota delle persone colpite dal
cancro non poliposico del colon 5N7%336 dal tumore della mammella o dellovaio.
+a penetranza della malattia & nei primi casi del E5 B nei secondi solo del L0B.
+e principali caratteristiche delle sindromi tumorali ereditarie sono:
+esordio della malattia tumorale in et$ precoce rispetto a quelli che mani"estano il tumore di tipo sporadico,
(toria "amiliare di neoplasie,
Tumori primitivi multipli di diverso isotipo nello stesso paziente 5sindrome di +i @raumeni6,
:rigine multi"ocale di un determinato tumore.
- geni predisposti alla sta'ilit$ del genoma sono i responsa'ili di quella "etta di alterazione che predispongono
genericamente al tumore. Questi geni detti caretaker sono recessivi ma se anche entram'i gli alleli sono mutati
lindividuo & solo predisposto a sviluppare alterazioni della crescita cellulare. (ono necessarie in"atti almeno altre due
mutazioni perch# si sviluppi neoplasia. 3i) & diverso da quello che succede per i geni oncosoppressori detti anche
gatekeeper dove la delezione di entram'i gli alleli d$ inizio al processo neoplastico.
- geni caretaGer sono predisposti alla sta'ilit$ del genoma e la loro alterazione comporta una insta'ilit$ genetica
generale. +insta'ilit$ genetica di una cellula viene messa in evidenza mediante lo studio di marcatori microsatelliti
particolarmente conservati: se la lunghezza di questi marcatori cam'ia a causa di delezioni o inserzioni siamo di "ronte
a insta'ilit$ genomica. (i suole considerare presente:
Alta insta'ilit$ se 2 o pi0 microsatelliti su 5 sono alterati 5o T /0/40B dei marcatori analizzati6,
>assa insta'ilit$ se . microsatellite su 5 & alterato 5o U /0/40 B dei marcatori analizzati6.
Quando si sviluppa un tumore come lN7%33 non c& in realt$ modo di sta'ilire se esso sia sporadico o se invece la
persona ne "osse geneticamente disposta a causa di una alterazione di un gene caretaGer. ?eneralmente si tende a
considerare quella un tumore originato per predisposizione genetica quando:
.. almeno tre parenti hanno sviluppato un cancro del colon uno di questi deve essere parente di .V grado degli altri
due,
2. sono a""ette due generazioni successive,
/. a uno dei parenti & stato diagnosticato il tumore prima dei 50 anni.
- geni caretaGer entrano in gioco nei meccanismi di riparazione del 27A come per esempio il 8mismatch repair9 5la
rimozione dalle catene di nuova sintesi del 27A di segmenti nucleotidici contenenti 'asi non complementari inserite
erroneamente6. - geni coinvolti in questo processo sono almeno sei i pi0 importanti dei quali sono hN(N2 hN(NL e
h%N(2. +a perdita di "unzione di uno o pi0 di questi geni provoca insta'ilit$ genomica. 2opo lalterazione dei geni per
la riparazione perch# si sviluppi tumore devono essere colpiti altri geni come il recettore per il T?@I 5quindi non
oncogeni o oncosopressori in senso stretto6. (i noti comunque che un tumore che presenta lalterazione dei geni
caretaGer di solito si localizza in sede prossimale ed & accompagnato da una prognosi "avorevole.
>43A. e >43A2
-l "attore genetico pu) essere importante per la predisposizione al tumore mammario e a quello dellovaio. Allinterno
dellinsieme delle "orme "amiliari ce n& una "etta di origine ereditaria di cui sappiamo cio& il preciso di"etto genico che
ne ha portato allo sviluppo: due di questi di"etti genetici possono essere lalterazione dei geni >43A. e >43A2.
.0
- mem'ri di "amiglie ad alto rischio hanno circa il 40B di pro'a'ilit$ di sviluppare tumore entro i A0 anni e quelli
sicuramente portatori di mutazione addirittura il A0/M0 B contro il .0/.5 B della popolazione normale.
;n "enomeno non ancora spiegato & che un tumore con caratteristiche ereditarie tende a comparire sempre pi0
precocemente nelle generazioni successive.
(attori esterni implicati nella cancero%enesi (cancero%enesi cimica"
(aggi di cancerogenicit$
(ta'ilire se un prodotto possa o meno avere capacit$ cancerogena & importante perch# ogni anno 2//000 sostanze
chimiche vengono immesse nel mercato.
@ino a poco tempo "a la metodica prediletta era il 8'ioessaQ9: si "acevano cio& esperimenti su piccoli animali
soprattutto topi e ratti studiando leventuale sviluppo di tumori. 3ome variante si pu) usare lanimale neonato che &
particolarmente sensi'ile ai "attori cancerogeni poich# le sue di"ese immunitarie ed i processi di detossi"icazione non
sono 'en sviluppati. Ancora si pu) somministrare ad un animale gravido il possi'ile cancerogeno valutando se il
neonato che ha assor'ito queste sostanze per via transplacentare 5o attraverso il latte6 sviluppi tumori con pi0 alta
"requenza.
7ella graduatoria delle sostanze cancerogene una delle pi0 potenti & la"lotossina > una tossina prodotta da un "ungo
che se somministrata a dosi giornaliere di 000. mg nel ratto provoca un aumento del 50B delle possi'ilit$ che
lanimale sviluppi tumore nel corso della sua vita. Allaltro estremo troviamo il dolci"icante saccarina che produce gli
stessi e""etti con una dose giornaliera di .0g 5dose troppo alta per poter considerare la sostanza pericolosa6.
Queste metodiche sono ormai quasi del tutto a''andonate a causa dei limiti che presentano tra i quali:
.. tempi di esecuzione lunghi 5almeno due anni cio& la vita media di un ratto6,
2. costo elevato per comprare e mantenere un animale tanto che per ogni sostanza questi studi possono costare
L/A00.000 euro,
/. 'assa sensi'ilit$,
4. limitata applica'ilit$ per molti prodotti,
5. risposta in"luenza'ile dallassetto genico dellanimale,
L. varia'ilit$ nellincidenza di tumori che non dipendono dalla sostanza.
:ggi si pre"erisce "are altri saggi e solo quando vi & un "orte du''io si torna alla sperimentazione animale. Tra i saggi
ora pi0 usati ci sono quelli in vitro volti a sta'ilire il potere mutageno di una sostanza 5tenendo per) in considerazione
che solo lM5B delle sostanze in grado di provocare mutazioni sul 27A sono anche cancerogene6.
Test di Ames:
(i prende un ceppo di (almonella che ha perso la capacit$ di sintetizzare istidina ed & perci) incapace di crescere in un
mezzo di coltura 5a meno che la sostanza non sia addizionata6.
(i seminano i 'atteri su un terreno agar privo di istidina ma addizionato della sostanza che si vuole testare e di un
omogeneizzato di "egato 5di"atti spesso le sostanze non sono cancerogene di per s# ma dopo aver su'ito tras"ormazione
ad opera di enzimi di cui il "egato & particolarmente ricco6.
(e crescono delle colonie signi"ica che si & veri"icata una retromutazione ovvero una nuova mutazione che ha permesso
al 'atterio di riacquistare la sua capacit$ di sintetizzare istidina. 2al numero delle colonie e dalla concentrazione della
sostanza utilizzata si pu) risalire alla sua cancerogenicit$.
!siste un istituto lo -A43 che ha avuto un ruolo nel classi"icare varie sostanze. +osservazione 'asata su dati clinici
epidemiologici e sperimentali permette di inquadrare la sostanza in una di queste categorie:
.. ?4;%%: .: cancerogeno accertato per luomo. (u""icienti evidenze permetto di escludere il ruolo del caso del
con"ondimento e della distorsione dei dati sperimentali,
2. ?4;%%: 2A: pro'a'ile cancerogeno,
/. ?4;%%: 2>: possi'ile cancerogeno,
4. ?4;%%: /: evidenze inadeguate per procedere alla classi"icazione,
5. ?4;%%: 4: pro'a'ile sostanza non cancerogena.
Ai "ini della prevenzione primaria il gruppo . ed il 2A devono essere considerati alla stessa maniera.
7:TA: i cancerogeni chimici appartengono ad alcune categorie di composti organici ma possono anche essere sostanze
inorganiche come il %=3 5cloruro di vinile6.
8Attivazione9 dei cancerogeni
;na sostanza chimica perch# acquisti azione cancerogena deve spesso su'ire un processo di attivazione ad opera di
enzimi cellulari. 2al procancerogeno si passa cosH a cancerogeno prossimale e con ulteriori tras"ormazioni a
cancerogeno terminale.
Tuttavia i prodotti intermedi possono essere detossi"icati mediante coniugazione con altre sostanze ed escreti. 2al
'ilancio tra i due processi risulta se la sostanza avr$ e""etto cancerogeno ed in quale misura.
-l cancerogeno terminale & un prodotto altamente insta'ile dal punto di vista chimico dotato spesso di cariche positive:
per questo tende a com'inarsi con siti nucleo"ili presenti sia su 27A che su proteine. - composti che si "ormano
vengono de"initi 8addotti9 5composti di addizione6.
Anche cancerogeni diretti che non richiedono attivazione possono "ormare addotti come per esempio gli alchilanti del
27A. <a si tratta comunque di una minoranza allinterno del gruppo dei cancerogeni.
4iconoscendo la presenza nelle cellule di un individuo di addotti magari mediante luso di speci"ici anticorpi
monoclonali si pu) capire se c& stata unesposizione al rischio.
..
!sistono notevoli polimor"ismi negli enzimi implicati nella attivazione dei procancerogeni. Questi polimor"ismi "anno
sH almeno per quanto riguarda gli enzimi induci'ili che alcune persone ne producano in grandi quantit$ e altri meno. (e
una persona ha un assetto genico che implica una alta induci'ilit$ allora meta'olizzer$ rapidamente certe sostanze 5ad
esempio i prodotti del "umo6 mentre altri con 'assa induci'ilit$ sono molto meno sensi'ili.
+a "amiglia di enzimi maggiormente implicati in questi processi & detta 3W%.
!cco un esempio di come la trascrizione di questi enzimi possa essere indotta: esistono dei geni che codi"icano per un
recettore chiamato A<4 il quale "orma nel citoplasma complessi con proteine heat1shocG e p5L. (e arriva dallesterno
un idrocar'uro esso si lega al complesso. +e heat1shocG proteins e p5L si dissociano e al complesso idrocar'uro1A<4 si
lega una proteina trasportatrice nucleare che media il suo trasporto nel nucleo. +H il complesso pu) agire su elementi
responsivi con attivazione della trascrizione di enzimi 3W%. Questi attivano lidrocar'uro tras"ormandolo in epossido
che ha azione mutagena sul 27A.
4iassumendo:
%4:3A73!4:?!7:
-ntermedi 2etossi"icazione ed escrezione 5cit%4506
3A7?!4:?!7:: legame al 27A 47A proteine 4iparazione: cellula normale

4eplicazione 27A Apoptosi
+esione permanente del 27A 5evento relativamente raro perch# normalmente non si arriva a questo punto6
3ellula neoplastica
Alcuni cancerogeni chimici alterano speci"icatamente alcuni punti del 27A: dalla presenza di una determinata
mutazione si pu) determinare quale sostanza a''ia scatenato il processo neoplastico agevolando cosH il compimento di
studi epidemiologici. ! questo lesempio della"lotossina > la quale altera speci"icatamente uno speci"ico codone del
gene per p5/.
Agenti promoventi
(i tratta di sostanze che se somministrate a dosi ripetute dopo 5non primaX6 ad unaltra sostanza detta iniziatrice anche a
distanza di tempo provocano lo sviluppo di tumore. -l solo iniziatore ed il solo promovente oppure la
somministrazione di promovente prima e di iniziatore poi non determinano lo sviluppo del cancro.
Questo perch# la sostanza iniziatrice & un cancerogeno che produce una lesione sul 27A. +e cellule sono poi spinte alla
proli"erazione dalla sostanza promovente. Ad esempio il 'enzopirene a dosi 'asse da solo non produce alcun e""etto. <a
se ad esso segue lolio di croton un classico promovente allora si sviluppa tumore.
;n cancerogeno incompleto & un promovente mentre un cancerogeno completo & di per s# in grado di sviluppare
tumore.
Anticancerogenesi
(i tratta di una serie di misure atte a ridurre il rischio di sviluppo di tumori dovuti a sostanze cancerogene:
.. prevenzione della "ormazione di cancerogeni endogeni con antiossidanti come la vitamina !,
2. inattivazione dei mutageni con sostanze coniuganti,
/. induzione di enzimi che tras"ormano il procancerogeno in meta'olita inattivo.
2a qui si capisce il ruolo di una corretta alimentazione nella prevenzione del cancro.
Cancero%enesi fisica
%er cancerogenesi "isica si intende la cancerogenesi da stato solido 5o da corpo estraneo6 oppure la cancerogenesi da
radiazioni.
3ancerogenesi da stato solido
+a cancerogenesi da stato solido & provocata da sostanze chimicamente inerti o non 'iodegrada'ili che se inserite nel
corpo possono alla lunga "avorire la crescita di tumori intorno ad esse. 3i) che provoca le""etto cancerogeno non & la
costituzione chimica delloggetto ma il suo stato "isico: uno stesso oggetto pu) non avere alcun e""etto cancerogeno se
intero ma averlo se "rammentato. 7on si conosce il motivo di questo "enomeno.
Tumori possono essere causati da microtraumi provocati da protesi imper"ette per esempio nel caso delle protesi
odontoiatriche. %er "ortuna ad oggi le protesi chirurgiche non hanno mai determinato linsorgenza di tumori.
;n altro strano "enomeno si osserva nel caso degli 8scar cancer9 cio& di tumori spesso carcinomi che si sviluppano a
livello dei tessuti cicatriziali. - calcoli 'iliari o quelli urinari possono provocare tumori. +o stesso pu) "are un calore
cronicamente applicato ad un tessuto.
.2
- casi pi0 "requenti di tumori da stato solido sono quelli provocati dallinalazione di as'esto. (i tratta di "i're di silicati
idrati derivate dal processo estrattivo e di lavorazione dei minerali. +e "i're di as'esto possono essere di due tipi:
arricciate oppure strette e sottili. Questultime sono le pi0 pericolose.
+as'esto ha avuto una larga applicazione nellindustria poich# costituisce lamianto. -l pro'lema & che queste "i're pur
non rappresentando un pro'lema dal punto di vista chimico possono essere inalate e penetrare in piccole rami"icazioni
'ronchiali provocando tumori: las'esto 5classe - -A436 provoca mesoteliomi pleurici 5tumore molto resistente alla
terapia e poco aggredi'ile dal punto di vista chirurgico6 e carcinomi polmonari.
3ancerogenesi da radiazioni
+e radiazioni dannose possono essere:
!lettromagnetiche: ionizzanti 5S e Y6 o semplicemente eccitanti 5;=6
3orpuscolate: raggi R e I entram'e ionizzanti
;nit$ di misura: >equerel 5>q6 F disintegrazioni per secondo /A Z .0
.0
>q F . 3urie
?raQ F dose assor'ita F [/Jg
+!T 5linear energQ trans"ert6 F energia tras"erita dalla radiazione al 'ersaglio per micron di cammino
percorso
S e Y F hanno 'asso +!T e sono in grado di compiere un percorso maggiore,
R e I F hanno alto +!T e si arrestano prima.
!>4 F danno 'iologico relativo a parit$ di energia assor'ita.
S F 0/
\ F .
R F .0/20
+a radiazione ha un e""etto diretto sulla molecola colpita oppure indiretto se provoca idrolisi e "ormazione di radicali
dellossigeno. ;na lesione pu) essere letale ad alte dosi di radiazioni oppure a dosi pi0 'asse produrre mutazioni che
possono portare a tumori.
- tessuti umani non sono ugualmente sensi'ili al cancro radio1indotto:
(ensi'ilit$ elevata F tessuto mielopoietico e tiroide,
(ensi'ilit$ media F mammella polmone e ghiandola salivare,
(ensi'ilit$ 'assa F cute osso stomaco e altri.
7ei 'am'ini di 3herno'Ql si sono registrati molto carcinomi della tiroide per riarrangiamenti degli oncogeni 4!T/%T3
5%T3 F carcinoma papillare della tiroide6.
7elle""etto cancerogeno delle radiazioni ha una grossa importanza le""icacia dei meccanismi di riparazione del 27A.
Questi sistemi possono essere alterati in tutta un serie di malattie 5es Ceroderma pigmentoso e sue varianti6. -l pro'lema
per queste persone non sono solo le radiazioni ionizzanti ma anche quelle non1ionizzanti come le radiazioni solari che
possono per esempio determinare nei 'am'ini a""etti da Ceroderma pigmentoso linsorgenza di tumori cutanei.
+e radiazioni solari in 'ase alla loro "requenza vengono distinte in:
;=3: vengono di solito trattenute dallo strato di ozono,
;=A e ;=>: sono pi0 pericolose e penetranti. +e ;=> possono raggiungere lo strato 'asale dellepidermide dove si
trovano anche i melanociti. ?li ;=A possono essere ancora pi0 penetranti e raggiungere il connettivo sottocutaneo.
+e ;= possono provocare danni al 27A non sono alterando le 'asi per esempio per deamminazione ma possono
anche portare alla "ormazione di dimeri pirimidinici.
+a "ormazione di dimeri di timina richiede una riparazione attraverso 7!4 5escissione e risintesi6. (e il sistema
"unziona male il danno non viene riparato e lalterazione pu) essere trasmessa alla progenie cellulare.
%i0 della met$ delle radiazioni a cui si & sottoposti & dovuta al radon:
& un gas insapore inodore e invisi'ile,
la sorgente maggiore & il suolo. -l radon essendo un gas pesante ristagna al pian terreno e negli scantinati. Altre
sorgenti possono essere rappresentate dallacqua e da materiali impiegati nelledilizia ricavati dalle case,
emette soprattutto particelle R e raggi Y,
pu) essere dannoso se inalato e determina laumento del rischio relativo soprattutto di contrarre carcinoma
polmonare.
Cancero%enesi virale
-l .5B delle neoplasie umane & associato ad in"ezione con virus oncogeni.
+incidenza di tali neoplasie potre''e essere marcatamente ridotta attraverso vaccinazioni su larga scala realizzando
cosH un intervento di prevenzione primaria. Ad esempio la vaccinazione contro lN>= ha ridotto sensi'ilmente
lincidenza degli epatocarcinomi.
+o studio dei virus oncogeni ha chiarito molti dei meccanismi alla 'ase della tras"ormazione cellulare neoplastica.
+in"ezione di alcuni tipi di virus oncogeni come l!>= & molto di""usa nella popolazione. Tuttavia solo in un caso su
.000 i portatori sviluppano un tumore dovuto al virus. Anche in questi rari casi inoltre il periodo di latenza tra in"ezione
e sviluppo del tumore & molto lungo: si parla di parecchi anni.
+a cancerogenesi virale pu) essere:
2iretta: il virus in"etta una cellula progenitrice della popolazione clonale del tumore. %rendendo in esame le cellule
& possi'ile evidenziare le sequenze nucleotidiche virali,
./
-ndiretta: il virus non in"etta necessariamente una cellula progenitrice del tumore e non & quindi dimostra'ile nelle
cellule neoplastiche. Tuttavia esso esplica un e""etto indiretto sulla replicazione cellulare e sulla iperplasia dei
tessuti oppure sulla "unzione immunitaria determinando cosH una predisposizione allo sviluppo del tumore.
+esempio pi0 classico di questultimo tipo & rappresentato dai tumori che insorgono nei soggetti sieropositivi per
N-=. +a conseguente immunodepressione predispone classicamente allo sviluppo di lin"omi sarcoma di Japosi e
cancro della cervice uterina. Questi sono tutti tumori che necessitano di una super1in"ezione di un altro tipo di
virus. (e ne deduce quindi che la sorveglianza immunologica ha una sua importanza solo nei tumori associati ad
in"ezione virale 5o che almeno solo in questi casi & e""iciente6
3i sono dei "attori generali che possono rendere una persona colpita da unin"ezione virale predisposta a sviluppare
cancro:
.. 3ompromissione della reattivit$ immunitaria,
2. 3ondizioni "isiologiche o patologiche di accelerata replicazione cellulare,
/. Alterazioni geniche che predispongono al tumore 5ad es. alterazione nei meccanismi di riparazione del 27A. +e
persone con Ceroderma pigmentoso sono predisposti a sviluppare papillomi cutanei o addirittura carcinomi
spinocellulari dovuti ad in"ezioni virali6.
- pi0 importanti agenti in"ettivi correlati a tumore nelluomo sono:
N>= N3=: carcinoma epatico,
N%=: carcinomi delle mucose genito1urinarie e prime vie digestive,
!>=: lin"omi e carcinoma naso"aringeo,
N=M 5herpes tipo M6: sarcoma di Japosi particolari lin"omi e malattie delle plasmacellule,
N-=: lin"omi sarcoma di Japosi e carcinoma della cervice.
7on solamente i virus ma anche altri agenti in"ettivi possono essere responsa'ili con meccanismi necessariamente
indiretti dello sviluppo di tumore: un esempio & lNelico'acter %ilori associato al carcinoma gastrico o la 3lamidia.
-n seguito a in"ezione di un virus a 27A esso pu) compiere un ciclo litico che porta eventualmente allaccelerazione del
ciclo cellulare 5es. verruca6 ma comunque alla "ine alla lisi della cellula. Alternativamente se il virus in"etta una
cellula non permissiva sono espressi solo i geni precoci ed il genoma virale rimane nella cellula o sotto "orma di
episoma oppure integrato nel 27A 5ciclo latente6.
N%=
Questo virus ha un tropismo spiccatamente epiteliotropo 5in"etta sia gli epiteli mucosi che quelli di rivestimento6.
+in"ezione pi0 "requente & quella a livello del distretto genitale.
!sistono molti sottotipi di N%= ma due di essi determinano unin"ezione che & associato ad alto rischio di sviluppo di
un tumore maligno: sono i sottotipi .L .M /. e 45. Altri sottotipi sono invece associati a "orme 'enigne che
scompaiono spontaneamente.
- coliociti 5cellule grandi con molto citoplasma6 sono indicativi di in"ezione da N%=.
2ue dei geni precoci di N%= sono particolarmente importanti nella sua azione cancerogena: !L ed !A.
!A lega 4>. +eliminazione di questo "reno "a sH che le cellule iperproli"erino. !L invece lega p5/. Questultima
proteina non solo controlla il ciclo cellulare ma ha anche "acolt$ di determinare lapoptosi della cellula legando la
proteina >AS.
7ei sottotipi ad alto rischio !L ed !A hanno molta a""init$ per 4> e %5/. ?li altri tipi hanno 'assa a""init$ e perci) le
cellule non perdono completamente la "unzione di 4> e p5/.
5ndr: la proli"erazione della cellula & "unzionale al normale ciclo litico del virus: esso in"etta le cellule negli strati 'asali
ne determina la proli"erazione e la lisi avviene negli strati superiori. Tuttavia pu) succedere che qualche cellula non
permetta lespressione dei geni tardivi: in questo caso se la cellula & a""etta da un sottotipo ad alto rischio ha pi0
pro'a'ilit$ di andare incontro a tras"ormazione neoplastica6.
!>=
+!pstain1>arr & un virus a ds2na lineare che appartiene alla "amiglia dei virus erpetici. +o spettro dospite & molto
ampio cosH pure la prevalenza 5T E0B negli adulti6. -l tipo cellulare prediletto dal virus per la latenza & il lin"ocita >.
+in"ezione primaria avviene a livello della mucosa e dello strato lin"oepiteliale. -l virus poi in"etta le cellule > perch#
espongono un tipico recettore: il 322..
7elle cellule > il genoma del virus !>= pu) esprimere i geni tardivi e determinare il tipico ciclo litico.
+e cellule del lin"ocita T3T+ com'attono lin"ezione ma anche dopo che la mononucleosi & guarita un certo numero di
cellule > continua ad essere in"ettata dal virus in "ase latente: si calcola che esse siano circa . su milione.
-n tutte le situazioni in cui c& unespansione policlonale > la carica virale aumenta e lin"ezione pu) riattivarsi.
(u sangue peri"erico di una persona in"ettata coltivato in vitro si vede lo sviluppo di linee di cellule lin"o'lastoidi: si
tratta di lin"ociti > immortalizzati ma che se tras"usi in un animale normale non si dimostrano essere neoplastiche.
Tuttavia se queste stesse cellule sono tras"use in un animale "ortemente immunodepresso allora esse possono
provocare linsorgenza di tumore. +o stesso pu) succedere anche in un uomo.
- geni precoci pi0 importanti dell!>= sono gli !>7A 5!pstain >arr nuclear antigen6 e i geni +<% che sono espressi
sulla mem'rana del lin"ocita in"ettato.
!>7A.: serve per il mantenimento dellepisoma,
!>7A2 : ha "unzione transattivante su geni cellulari,
+<%.: ha azione immortalizzante. ! molto simile al recettore per il T7@ e provoca una iperproduzione della proteina
anti1apoptotica >321+
;n gene litico & invece analogo all-+.0 e determina una proli"erazione policlonale dei lin"ociti >.
.4
- lin"ociti > che contengono !>= in "ase latente possono trovarsi in tre situazioni:
+atenza di tipo -: & tipico del lin"oma di >urGitt. ! caratterizzata dallespressione esclusiva di !>7A .. -l sistema
immunitario non riconosce le cellule tras"ormate. 7el lin"oma di >urGitt riconosciamo una "orma endemica 5il
.00B dei lin"omi di >urGitt & conseguente ad in"ezione di !>=6 ed una "orma sporadica 5solo alcune di queste
persone sono in"ette da !>=6,
+atenza di tipo --: esprime !>7A - +<% . e +<%2. ! associata con lin"omi di NodgGin e con il carcinoma
indi""erenziato del naso"aringe. (ono tumori molto "requenti tra le popolazioni asiatiche,
+atenza di tipo ---: il lin"ocita > esprime sia +<%. che +<%2 e tutti e L gli !>7A. (ono associati con le linee
lin"o'lastoidi coi lin"omi immuno'lastici che si possono avere in persone immunodepresse e con "orme
proli"erative policlonali di lin"ociti > che si veri"icano dopo un trapianto. -n questultimo caso & su""iciente ridurre
limmunodepressione per arrestare le "orme proli"erative.
4!T4:=-4;(
- retrovirus a seconda della complessit$ del loro genoma possono essere distinti in semplici o complessi. - semplici
possono essere a loro volta distinti in cronici o acuti a seconda della velocit$ con cui provocano tumori. -l prototipo del
virus acuto & il virus del sarcoma di 4aus. - retrovirus acuti sono comunque arte"atti di la'oratorio e non sono presenti
in natura.
- retrovirus complessi dal punto di vista oncologico sono detti 8transattivanti9.
- virus acuti provocano tumore in pochi giorni ed esso & policlonale 5sare''e impossi'ile avere una massa su""iciente di
cellule in pochi giorni se esse derivassero dallespansione di ununica cellula6.
7ei virus acuti vi & una perdita di geni virali e acquisizione di proto1oncogeni cellulari costitutivamente attivi. -l tipo di
c1onc integrato determiner$ il tipo di tumore che il virus sar$ in grado di provocare.
- virus acuti sono di"ettivi: hanno 'isogno di un virus helper per la loro replicazione.
- virus cronici provocano tumore perch# integrandosi random possono capitare vicino ad un oncogene ed attivarlo con
le loro sequenze +T4.
- virus transattivanti invece esprimono una proteina transattivante virale che attiva a distanza lespressione di
protooncogeni cellulari di geni per "attori di crescita o di loro recettori.
N+T=1.
+N+T=1. un deltaretrovirus & il primo retrovirus umano ad essere stato documentato. !sso & un retrovirus complesso
che oltre a gag pol ed env codi"ica per proteine regolatrici e proteine accessorie.
!sso & endemico in ?iappone ma & presente anche nei 3ara'i e nel (ud America. -n !uropa si & registrato solo qualche
caso sporadico.
Questo & un virus transattivante che causa leucemia caratterizzata da lin"ociti con nucleo a "orma di "iore 5"lo]er cells6.
@requentemente questi soggetti presentano anche ipercalcemia con ne"ropatie causate da depositi calci"ici nei ne"roni.
TAS & una proteina virale che interagisce con "attori trascrizionali i quali a loro volta possono attivare sequenze
promotrici di numerosi geni cellulari come recettori per "attori di crescita c1onc citochine.
(em'ra inoltre che il virus provochi una do]n1regulation della 27A pol. \ un enzima coinvolto nella riparazione del
27A: ci) contri'uisce allinsta'ilit$ del genoma.
A 'reve termine lNT+=1. & in grado di immortalizzare le cellule ed indurne una proli"erazione 5ad esempio perch#
producono molta -+.6. -n vitro cellule T in"ettate dallNT+=1. producono linee lin"o'lastoidi simili alle > in"ettate
dall!>=. +a proli"erazione & policlonale.
(uccessivamente nel giro di numerosi anni 5anche decenni6 il virus pu) portare ad alterazioni cromosomiche o eventi
mutageni a carico di una cellula che cosH passa da iperproli"erativa a tumorale: si sviluppa perci) una leucemia con
crescita questa volta monoclonale.
Cancero%enesi mammaria
(i trova solo nei topi ed & causata dallin"ezione del virus <<T= 5mouse mammarQ tumor virus6.
!sso produce una proteina 5(Ag6 che "unge da superantigene provocando un attivazione policlonale dei lin"ociti T che
analogamente a quanto avviene per le in"ezioni da N+T=1. predispone al tumore.
-l virus ha una peculiarit$: in"etta le cellule delle mammelle e trasmesso col latte in"etta i lin"ociti > appartenenti al
tessuto lin"oide annesso al sistema digerente del neonato. +a produzione di (Ag determina una iperproli"erazione di
lin"ociti T i quali a loro volta inducono una proli"erazione di lin"ociti > con le""etto di aumentare la carica virale.
Cancero%enesi da ormoni
;n determinato ormone se & prodotto in maniera squili'rata pu) provocare a livello dellorgano 'ersaglio una
iperproli"erazione prima iperplastica e poi eventualmente tumorale. (quili'rio endocrino non & necessariamente
sinonimo di iperproduzione ma sullargomento se ne sa comunque poco.
%er quanto riguarda lormone tiroideo particolarmente grave & lassenza di "eed'acG negativo a livello ipotalamico.
+o stesso pu) avvenire per esempio nellovaio se gli ormoni da esso prodotti sono anomali e non in grado di ini'ire la
produzione di gonadotropine ipotalamiche. Questo pu) portare allo sviluppo di tumori della granulosa ovarica.
%er quanto riguarda gli ormoni steroidei come i glicocorticoidi il loro recettore & normalmente inattivo perch# legato
ad una heat shocG protein. Quando lormone si lega al recettore la N(% si slega e il complesso recettore K ormone pu)
di""ondere nel nucleo e "unzionare da agente trascrizionale.
.5
Quando uno di questi sistemi & alterato si veri"ica uno squili'rio che pu) comportare la comparsa di tumori ormone1
responsivi. - tumori ormone1responsivi sono tumori costituiti da cellule che sintetizzano recettori per determinati
ormoni i quali ne inducono la proli"erazione.
!sistono dei "armaci come il tomoCi"en che ini'iscono competitivamente gli estrogeni: essi si usano nella prevenzione
di una recidiva nelle donne che hanno gi$ avuto un tumore al seno. <a 'isogna anche 'loccare con un altro "armaco il
processo di conversione del testosterone in estradiolo.
A livello della prostata & il testosterone o meglio il diidrotestosterone a provocare lo squili'rio che porta alla
iperproli"erazione. (i pu) intervenire allora con il "inasteride un ini'itore della 5R1reduttasi.
Tuttavia questo spesso non & su""iciente perch# prima o poi le cellule iperproli"eranti perdono la dipendenza
dallormone mediante diversi meccanismi come il 'locco dellespressione dei recettori il meta'olismo dei "armaci
competitivi anomalie nelle sequenze responsive agli ormoniP
Ancora ormone1indipendenza si pu) avere se le cellule iper1esprimono geni come mQc o !r'2 oppure se hanno mutato
il gene4A(.
(indromi paraneoplastiche: alcune neoplasie umane provocano la comparsa di condizione mor'ose che non dipendono
direttamente dalle lesioni causate dallespansione della massa neoplastica. ;n esempio & un tumore secernente ormone
5che non & necessariamente un tumore di una ghiandola endocrina6.
;n altro esempio sono le ripetute trom'o"le'iti 5coagulazioni intravasali6 dovute a "attori prodotti dalle cellule tumorali.
,arcatori 1io+umorali
(ono marcatori di tumore usati normalmente. %er esempio un marcatore del tumore della prostata & il %(A 5antigene
prostatico speci"ico6. (i dosa nel sangue. %i0 che per la diagnosi esso & importante per il monitoraggio contro le
recidive.
;n altro marcatore importante & lantigene carcinoem'rionario 53!A6 che si trova iper1espresso nei tumori del colon.
Anche in questo caso per) serve soprattutto per il monitoraggio terapeutico mentre & assai meno sensi'ile per la
diagnosi perch# ci sono condizioni come la colite che possono portare ad un aumento del 3!A.
+R1"etoproteina 5A@%6 & prodotta dal "egato "etale o da quello adulto quando sono in atto processi proli"erativi.
Terapia antitumorale
+e terapie per i tumori maligni possono essere chirurgiche "armacologiche o radianti. Questi sono i tre pilastri su cui si
"onda attualmente la terapia antitumorale. A questi si aggiungono in alcuni casi particolari terapie ormonali 5nei tumori
ormone1responsivi6 immunitarie 5con cellule o anticorpi6 'iologiche 5es. trapianto di midollo ematopoietico o
somministrazione di immunomodulanti cio& sostanze che modulano la risposta immunitaria. =i sono anche alcune
"orme di terapia genica del tutto sperimentali6.
+e terapie 'iologiche acquistano oggi sempre maggiore importanza perch# con i tre pilastri si & raggiunto un plateau di
successi terapeutici. Allora si cercano nuove strade.
@requentemente si "a uso di associazioni terapeutiche anche perch# si interviene con la terapia quando la neoplasia & gi$
un po avanzata.
7ella "ase in cui il tumore & piccolo ma diagnostica'ile 5.1M cm
/
6 si pu) quasi sempre intervenire chirurgicamente e
lintervento chirurgico & risolutivo. 7elle "asi successive lintervento chirurgico non & da solo su""iciente e ad esso
'isogna associare una terapia.
;na "orma particolare di terapia & la 8terapia neoadiuvante9: prima dellintervento chirurgico per migliorarne
le""icacia si interviene spesso per ridurre la massa neoplastica.
3hemioterapia:
!sistono delle neoplasie che rispondono molto 'ene alla chemioterapia 5gruppo -6:
;n gruppo di leucemie,
<alattia di NodgGin,
Alcuni tumori pediatrici,
3arcinomi a piccole cellule del testicolo.
3i sono per) delle neoplasia che rispondono malissimo 5gruppo -=6 alcune delle quali sono molto di""use:
3arcinomi del rene del colon1retto della cervice e del pancreas,
Adenocarcinoma del polmone,
<elanoma maligno.
%er inciso il cancro della mammella e della prostata appartengono al gruppo --.
- "armaci agiscono su diversi siti della cellula in modo che essa sia attaccata su diversi "ronti: esistono degli alchilanti
del 27A degli antimeta'oliti etcP
<algrado ci) non si riesce ad ottenere un "armaco selettivo per lelemento neoplastico: in sostanza i chemioterapici
sono tossici.
A 'reve termine la chemioterapia provoca nausea vomito 'rividi "e''re ed eruzione cutanea.
%recocemente possono comparire leucopenia plastrinopenia 5che & la causa pi0 importante che limita la progressione
della terapia6 mucosite nella 'occa e nelleso"ago caduta dei capelliP
A lungo termine si pu) riscontrare anemia neurotossicit$ peri"erica azospermia e amenorrea danni epatocellulariP
-n"ine tardivamente possono comparire leucemie o tumori solidi causati da un meccanismo di cancerogenesi iatrogena:
tutti i "armaci chemioterapici sono essi stessi dei cancerogeni.
.L
4isposta alla terapia e resistenza
+a risposta che si pu) ottenere alla terapia &:
4emissione completa: regressione completa di tutti i segni ed i sintomi di neoplasia per la durata minima di un
mese,
4egressione parziale: regressione di pi0 del 50B della somma del prodotto dei due diametri di tutte le lesioni
misura'ili per la durata minima di un mese,
<iglioramento o'iettivo: regressione del 25150B non in"luisce sulla sopravvivenza,
%rogressione: aumento del 25B del volume della massa neoplastica oppure comparsa di nuove metastasi,
4icaduta: comparsa di nuove lesioni oppure aumento del 50B rispetto ai valori preterapeutici dopo un periodo di
remissione completa o parziale.
- motivi per cui nonostante la terapia avviene progressione o ricaduta & che si sviluppano a livello di popolazione
neoplastica dei meccanismi di resistenza.
- tipi di resistenza sono essenzialmente due:
.. Temporanea:
se ci sono componenti cellulari inaccessi'ili 5santuari "armacologici6 per esempio a causa della 'arriera
ematoence"alica,
diminuita vascolarizzazione o limitata di""usione dei "armaci,
alterata cinetica cellulare: ad esempio 'assa "razione di crescita.
2. %ermanente:
%resenza in elevata proporzione di "enotipi cellulari geneticamente resistenti ad uno o pi0 "armaci.
;n esempio di resistenza & la resistenza pleiotropica o <24 5multiple drug resistance6: la cellula diventa resistente a
"armaci diversi. 3i) pu) essere dovuto alla glicoproteina di mem'rana p.A0: una pompa che cerca di allontanare dalla
cellula sostanze estranee.
(e questo meccanismo & e""iciente magari per ampli"icazione genica allora il "armaco non riesce a raggiungere in
concentrazioni su""icienti il suo 'ersaglio molecolare. %er ovviare a questo pro'lema oggi si "a polichemioterapia in
modo da aggredire la cellula su pi0 "ronti.
7uovi tentativi terapeutici
2. ;so di oligoantisenso per 'loccare la trascrizione di particolari geni alterati 5es. 4A(6. -l pro'lema & che & di""icile
veicolare queste molecole allinterno delle cellule,
/. nel cromosoma %hiladelphia si produce una tirosin chinasi >341A>+. ! stata messa a punto una molecola
surrogato dellAT% 5necessaria per lattivit$ chinasica6 speci"icatamente selettiva per questa proteina. -n questa
maniera "orme di leucemia mieloide cronica sono curate molto 'ene,
4. ini'izione della tirosin chinasi responsiva a "attori di crescita con particolari "armaci. %urtroppo solo nel 20B dei
casi si pu) applicare la terapia e solo per la durata di sei mesi prima che intervengano meccanismi di resistenza.
%er) questa terapia & priva di e""etti collaterali,
5. uso contro alcuni tipi di tumori di anticorpi monoclonali. -l 3d20 & una molecola che si trova nelle cellule dei
lin"omi non1NodgGin. -l legame Ag1Ac sulla super"icie provoca apoptosi diretta,
L. 4adioimmunoterapia: uso di un anticorpo monoclonale che veicola una sostanza radioattiva. +a tossicit$ per i
tessuti normali & ridotta.
.A
LA ,ORTE CELLULARE (!ernardi"
Apoptosi e necrosi
+a morte cellulare ha tradizionalmente un connotato negativo ma lapoptosi & un processo "isiologico importante in
tessuti molto varia'ili come il sistema gastrointestinale 5meno in tessuti perenni come il (736.
7!34:(-:
! la morte cellulare accidentale ad opera di acidi "orti di calore eccessivo o di qualsiasi altra pertur'azione
insosteni'ile per le strutture cellulari.
;n aspetto comune della necrosi & la deregolazione della concentrazione di calcio nel citoplasma a causa di un danno
alla mem'rana che ne determina entrata massiva per gradiente di concentrazione. -l calcio provoca dei danni agli
organuli come mitocondri e lisosomi. ;naltra caratteristica costante & il rigon"iamento cellulare che si accompagna poi
a lisi vera e propria con innesco della risposta "logistica.
A%:%T:(-:
+apoptosi o morte cellulare programmata & molto diversa dalla necrosi anche sotto laspetto della mor"ologia della
cellula. -l processo inizia con lattivazione degli enzimi della "amiglia delle caspasi. (uccessivamente il nucleo viene
"rammentato da endonucleasi e vengono esposte sulla mem'rana molecole di "os"atidilserina. Queste molecole sono
normalmente relegate al "oglietto interno della mem'rana citoplasmatica dalle "lippasi. Questi enzimi vengono per)
inattivati durante il processo apoptotico e la concentrazione di "os"atidilserine nei due "oglietti della mem'rana
raggiungono lequili'rio.
-n"ine la mem'rana plasmatica si estro"lette e poco alla volta la cellula si "rammenta 5ma senza lisi6. - macro"agi
riconoscono le "os"atidilserina e "agocitano i "rammenti apoptotici.
-n realt$ si possono riconoscere anche degli stati intermedi:
.. Apoptosi: serie di modi"icazioni stereotipiche 5cio& sempre uguali6 specialmente evidenti nel nucleo dove la
cromatina si condensa in "orme semplici 5glo'uli o semilune6. (i nota inoltre la "ormazione dei corpi apoptotici.
2. ,orte pro%rammata apoptosi+simile: la condensazione della cromatina & meno completa rispetto a quella che
avviene nellapoptosi classica e la "os"atidilserina pu) essere esposta prima della lisi della mem'rana.
/. ,orte pro%rammata simil+necrosi: non si veri"ica condensazione della cromatina ma vi & esposizione di
"os"atidilserina.
4. Necrosi: & un processo accidentale che si 'locca soltanto se viene rimosso lo stimolo che la innesca.
,eccanismi 1iocimici dell&apoptosi
?li enzimi principalmente implicati nel processo apoptotico sono le 3A(%A(- 5cQstenQl aspartate1speci"ic proteinase6:
sono proteasi che contengono cisteina e che tagliano a livello dei residui di aspartato. +e caspasi sono anche coinvolte
nellin"iammazione e tras"ormano alcune interleuchine dalla "orma inattiva a quella attiva.
+a grande "amiglia delle caspasi coinvolte nellapoptosi si divide in caspasi e""ettrici 52,/,L,A6 ed iniziatrici 5M,E,.0,.26.
Tutte le caspasi esistono in una pro"orma non attiva che contiene acido aspartico. +e caspasi iniziatrici sono attivate
mediante un processo di 8prossimit$9: se esse vengono concentrate una vicina allaltra la de'ole attivit$ proteolitica che
possiede la "orma inattiva & su""iciente perch# gli enzimi si clivino e attivino a vicenda. 3i) non & vero per le caspasi
e""ettrici che vengono attivate soltanto per proteolisi da parte di altri enzimi. ;na volta che ci) & avvenuto esse
dimerizzano ed espongono i siti attivi.
+e caspasi sono molto selettive: e""ettuano tagli solo su particolari sequenze tetrapeptidiche e solo se esse sono esposte.
(i ritiene che nella cellula ci siano soltanto circa /00 sequenze che posseggono con queste caratteristiche.
.M
%oich# lapoptosi & un processo molto delicato esso & "inemente controllato. %er quanto riguarda speci"icatamente le
caspasi il metodo di controllo & rappresentato dalla proteina -A% 5proteine che ini'iscono lapoptosi6 la quale legando
le caspasi le inattivano.
ia estrinseca:
-l processo dellapoptosi comincia col legame da parte di un 8recettore di morte9 trimerico 5il prototipo & il recettore per
il T7@ o per @A(6. -l recettore quindi recluta delle 8proteine adattatrici9 dimeriche: esse contengono due domini uno
che lega il recettore laltro che lega le caspasi M. +e caspasi M quindi si attivano per prossimit$.
+e caspasi iniziatrici una volta attivate clivano e attivano le caspasi e""ettrici: le caspasi /.
ia intrinseca:
+a caspasi iniziatrice & la caspasi E e quella e""ettrice & la caspasi /. +a caspasi E pur essendo uniniziatrice non si
attiva per prossimit$ & attivata da un complesso composto da 3A42 A%A@. e 3A42K%4:T!A(- E. Questa
8piatta"orma9 normalmente inattiva & attivata dal citocromo 3 e dalla dAT% 5oppure semplice AT% ma in
concentrazioni maggiori6.
- mitocondri oltre al citocromo 3 rilasciano anche altri composti come la proteina (<A3 che inattiva -A% e rende
disponi'ili sia la procaspasi / che la E.
;n altro "attore importante & il "atto che i mitocondri attraverso la produzione di AT% in"luenzano il pattern della morte
cellulare: di"atti se c& a''astanza AT% la cellula va in apoptosi ma se non ce n& a''astanza per attivare la piatta"orma
per la conversione della caspasi E allora la cellula va in necrosi perch# i mitocondri danneggiati non "orniscono pi0
energia alla cellula.
;n meccanismo di controllo della via intrinseca & costituito dalle proteine >aC e >cl12. +a proteina >cl12 5> cell
lin"oma 26 & una proteina in grado di immortalizzare le cellule perch# posizionandosi sulla mem'rana mitocondriale
esterna rende di""icoltoso il rilascio del citocromo 3. !""etto opposto ha invece la proteina >aC che "avorisce il rilascio.
2al rapporto reciproco tra le due proteine dipende se la cellula potr$ andare in apoptosi o meno.
Collegamento tra via intrinseca ed estrinseca:
+e due vie intrinseca ed estrinseca comunicano attraverso la proteina >-2 anchessa appartenente alla "amiglia di >cl1
2.
>-2 & un su'strato della caspasi M: >-2 clivata dalla caspasi M si tras"orma in t1>-2 che trasloca nella mem'rana
esterna dei mitocondri e "avorisce il rilascio del citocromo 3. 3i sono dei tessuti in cui non & possi'ile attivare la
caspasi / se non viene coinvolta la via intrinseca attraverso la proteina >-2.
Attivazione della via mitocondriale:
.. =-A 2- >-2: la caspasi M cliva >-2. t>-2 va nei mitocondri e nella mem'rana esterna si "ormano tetrameri di >-2
e >AS. 3i) provoca la "ormazione di "ori su""icientemente grandi per il passaggio del citocromo 3. Tuttavia i "ori
potre''ero non essere su""icientemente grandi da permettere il passaggio di (<A3 e quindi la sola via di >id
potre''e non essere su""iciente a determinare lapoptosi 5di"atti la ciclosporina non 'locca la via di >-2 ma tuttavia
previene lapoptosi. =edi oltre6.
2. =-A 2!++A %!4<!A>-+-**A*-:7! 2!++A <!<>4A7A !(T!47A o T4A7(-*-:7! 2-
%!4<!A>-+-TA 2- Q;!++A -7T!47A.
-l citocromo 3 & lunico componente della catena respiratoria solu'ile: la mem'rana esterna ha il compito di
contenerlo dentro il mitocondrio. +a mem'rana interna invece & come un piccolo condensatore perch# riesce a
separare le cariche positive da quelle negative.
Quando la catena respiratoria non "unziona lAT% sintetasi agisce al contrario: idrolizza AT% e pompa protoni
contro gradiente. (e la respirazione si arresta in presenza di AT% 5proveniente dalla glicolisi6 la AT%asi
mitocondriale idrolizza l^AT% e pompa i protoni dalla matrice allo spazio intermem'rana. (e la permea'ilit$ della
mem'rana interna rimane 'assa si rista'ilisce una di""erenza di potenziale elettrochimico protonico. -n queste
condizioni 'asta l^idrolisi di poco AT% per mantenere la di""erenza di potenziale elettrochimico protonico necessaria
al "unzionamento mitocondriale.
(e la permea'ilit$ di mem'rana invece aumenta 5per esempio per l^apertura del poro di transizione della
permea'ilit$ o %T%6 il mitocondrio non riesce a mantenere la di""erenza di potenziale elettrochimico protonico
nonostante l^idrolisi di AT% che diventa massimale. -n questo senso l^apertura del poro precipita la crisi energetica
perch& "a consumare pi0 AT%. +^evento & rilevante per l^apoptosi perch# se la cellula & carente di AT% esso viene
utilizzato dalla AT% sintetasi e non ce n& a''astanza per attivare lapopotosoma: ci) "a a'ortire la risposta
apoptotica e devia la morte cellulare verso la necrosi.
+a natura molecolare del poro non & nota anche se ci sono molte ipotesi e qualcuno ha proposto che la AT% sintetasi
a''ia un ruolo. 2iverse sostanze determinano lapertura del %T%: calcio acido arachidonicoP Altre sostanze
come >aC o >3+12 in"luenzano la sensi'ilit$ del poro rendendone lapertura pi0 "acile o pi0 di""icoltosa.
(e la mem'rana interna non & pi0 impermea'ile perch# si & aperto il poro il mitocondrio tende a rigon"iarsi per
lentrata di proteine di""usi'ili e acqua. %er gradi estremi questo rigon"iamento provoca la rottura della mem'rana
esterna e la "uoriuscita del cit 3 e di (<A3. -l poro stesso pu) inoltre essere importante per il rilascio di proteine
apoptogeniche dallo spazio intermem'rana.
-l "enomeno di rigon"iamento & prevenuto dalla ciclosporina A che desensi'ilizza i pori della transizione della . . .
. permea'ilit$ 5%T%6
+apoptosi non & di esclusiva competenza delle caspasi ma altri enzimi possono essere attivati e provocare questo
processo: calpaine proteasi attivate dal calcio catepsineP
.E
Alcuni 'ersagli delle caspasi e""ettrici sono:
%A4% 5poli adipil ri'osio polimerasi6: un enzima importante per la riparazione del 27A,
+amina: & una proteina di mem'rana nucleare. -l suo taglio rende pi0 accessi'ile il nucleo alle endonucleasi,
@lippasi,
!ndonucleasi: vengono attivate dal clivaggio e la loro azione si esplica sul 27A in particolare nelle sequenze tra i
nucleosomi.
,itocondri come 1ersa%lio terapeutico delle epatiti tossinfettive$
+epatite & una""ezione del "egato che pu) essere virale tossica o autoimmune. -n particolare lepatite "ulminante & una
"orma a''astanza rara per la quale per) non esiste terapia.
7el topo la somministrazione di +%( non induce normalmente epatite "ulminante. 2i"atti la risposta in"iammatoria
all+%( stimola la li'erazione da parte dei macro"agi di T7@R. Questa citochina attiva la via dell 7@JI che stimola la
trascrizione di geni che "avoriscono la sopravvivenza della cellula. %er) se per qualche motivo questa via & preclusa
allora il T7@R pu) indurre lapoptosi legandosi a recettori di morte.
-n pratica il T7@R pu) essere interpretato come un segnale apoptotico oppure anti1apoptotico. 2al "atto che prevalga la
risposta epatoprotettrice o quella epatotossica dipende se lepatocita rimarr$ sano o meno.
7ella cavia si pu) sensi'ilizzare il "egato agli e""etti tossici del T7@R iniettando 21?alattosammina. -l galattosio &
meta'olizzato dal "egato e il primo passo della via &: ;T% K ?alattosio F ;2% K ?alattosio1%. (e c& molto galattosio
tutto l;T% della cellula viene utilizzato nel meta'olismo di questo composto e la sintesi dell47A solo negli epatociti
& 'loccata. +e""etto epatoprotettore del T7@R & perci) precluso.
(e si "a una sezione istologica di un "egato dopo somministrazione di galattosammina e di +%( si osserva che non tutte
le cellule muoiono per apoptosi: alcune muoiono per necrosi e si osservano anche in"iltrati in"iammatori.
+a coesistenza di apoptosi e necrosi nell^epatite "ulminante sperimentale 5ovviamente in cellule diverse6 pu) essere
legata a molti "attori in particolare ai livelli di AT%. Ad esempio gli epatociti perivenulari hanno una tensione di
ossigeno pi0 'assa di quelli periportali e vanno incontro pi0 "acilmente ad ipossia.
(e nelle cellule del "egato non esistesse un collegamento diretto tra caspasi M e caspasi / ma la via estrinseca si
realizzasse mediante la via di >-2 e si 'loccasse il %T% in teoria il danno apoptotico dovre''e essere prevenuto.
+a ciclosporina un ini'itore del %T% potre''e prevenire entram'e le vie di apoptosi nel caso il poro "osse determinante
in entram'i i casi.
-n e""etti il quadro istologico dopo trattamento con ciclosporina & di molto migliore.
-l metodo 8Tunnel (taning9 evidenzia in sezioni istologiche le cellule nei cui nuclei vi & attivit$ delle endonucleasi.
7egli animali trattati con ciclosporina non ve n& nemmeno uno.
=i & per) anche il pro'lema della necrosi. 7egli animali trattati con ciclosporina dopo al massimo / ore dalla
somministrazione di +%(1galattosammina si registra un picco di A+T/A(T 5segno di necrosi6 dopo M ore dalla
somministrazione di ciclosporina cio& quando svanisce le""etto del "armaco. 2i conseguenza il "armaco & in grado di
'loccare anche la necrosi.
(i & inoltre dimostrato che negli epatociti la via estrinseca per "unzionare coinvolge la via intrinseca perch# le caspasi M
sono attivate anche in presenza di ciclosporina ma non le caspasi / 5non vi & perci) collegamento diretto6.
+esperimento produce gli stessi e""etti anche se la necrosi & provocata con la somministrazione di +"as un composto
che ha il vantaggio di non attivare la "logosi ed i macro"agi.
3onsiderazione:
a6 Alcuni pazienti possono essere sensi'ili alle epatiti "ulminanti: ad es. se vi & un 'locco trascrizionale per altri
motivi,
'6 =ia della s"ingomielinasi neutra: questo enzima attiva la ceramide che a sua volta & precursore del ganglioside ?2/
e della ceramide cer .1%. +a cer .1% attiva la "os"olipasi A2 che produce acido arachidonico. (ia ?2/ che lacido
arachidonico potre''ero attivare il %T%. +acido arachidonico inoltre con meccanismo a "eed'acG positivo stimola
una maggiore produzione di ?2/.
7el "egato c& unulteriore via della s"ingomielinasi acida che a sua volta attiva il %T%.
L&inattesa pato%enesi mitocondriale di una malattia della matrice e2tracellulare$ la caren#a di colla%ene 3I
-l collagene =- codi"icato da tre geni distinti 53:+LA., 3:+LA2, 3:+LA/6 & una proteina che arricchisce la matrice
pericellulare in particolare nellendomisio del muscolo scheletrico.
<utazioni del collagene =- sono legate a tre malattie. -l tipo e la gravit$ della malattia dipende dal sito di lesione
genica tuttavia non & a""atto chiaro nelluomo la corrispondenza tra genotipo e "enotipo. +e tre malattie sono:
a6 <iopatia di >ethem A2: & caratterizzata dalla retrazione a livello delle articolazioni inter"alangee delle ultime 4
dita accompagnata da de'olezza muscolare con perdita progressiva di "orza,
'6 <alattia di ;llrich sclerotonica A4: & caratterizzata da retrazioni accompagnate da lassit$ delle articolazioni.
Questa malattia pu) portare a morte per insu""icienza dia"rammatica,
c6 <iosclerosi di >radleQ: le retrazioni dominano il quadro della malattia e i pazienti non riescono quasi a muoversi.
-stologicamente si nota mionecrosi: i nuclei residui appaiono raggruppati. (i notano inoltre "enomeni rigenerativi
caratterizzati dalla presenza di nuclei in posizione centrale. -l quadro di necrosi non coinvolge solo il muscolo ma tutti i
tessuti in cui il collagene =- & importante. +a rigenerazione ha pi0 o meno e""etto a seconda del potenziale del tessuto.
!sperimenti su cavie con mutazioni del collagene =- hanno evidenziato che isolando le "i're muscolari A su .0 si
contraevano in maniera regolare ma le restanti apparivano corrotte e si contrevano con "orza molto minore rispetto al
20
normale. 7elle "i're alterate i mitocondri apparivano alterati con inclusi densi. -l sarcolemma invece non aveva invece
alcuna alterazione e questo & sorprendente se si considera che il collagene =- & una proteina eCtracellulare.
Ad unosservazione pi0 appro"ondita si nota che vi & un distur'o del reticolo sarcoplasmatico e che i nuclei hanno la
classica mor"ologia dei nuclei di cellule in apoptosi.
+a separazione delle cariche nei mitocondri & "ondamentale per la loro struttura.
!sistono dei composti lipo"ili e "luorescenti con carica positiva 5T<4<K6 che si concentrano nei mitocondri avendo
questi una carica di 1.M0 m= molto maggiore di quella del citoplasma che & di circa 1L0m=.
- protono"ori e i disaccoppianti disaccopiano la respirazione a''assando il potenziale elettrico. -n questo caso il
T<4<K esce dai mitocondri e dalle cellule.
+a "i'ra va inoltre in contrattura per carenza energetica 5simil rigor1mortis6.
+e "i're dei topi geneticamente modi"icati 5J:6 rispetto a quelli _T mostravano gli stessi valori di "luorescenza nei
mitocondri. Tuttavia 'loccando lAT% sintetasi di un mitocondrio _T esso non si depolarizza mentre ci) succede nei
mitocondri dei topi J:.
-l quadro tornava normale se le "i're prevelate dai topi J: corrotte venivano piastrate sul collagene =-.
(piegazione:
- muscoli dei topi malati non si contraggono con di""icolt$ ma "aticano a rilasciarsi poich# vi & un pro'lema energetico
che preclude il riaccumulo di calcio nel reticolo sarcoplasmatico. %ro'a'ilmente una de"icienza di collagene =- altera
un segnale 5pro'a'ilmente via integrine6 provocando una dis"unzione mitocondriale: aumento graduale del poro %T% si
veri"ica perdita di meta'oliti e graduale perdita della "unzione AT% sintetasica a "avore di quella AT% litica. <olto AT%
viene perci) consumato per mantenere intatti i potenziali di mem'rana. +a carenza energetica preclude la possi'ilit$ al
reticolo sarcoplasmatico di riaccumulare calcio.
3ome in un circolo vizioso laumentata concentrazione di calcio citoplasmatico aumenta il tempo di apertura del %T%
peggiorando la situazione.
+a ciclosporina A rimediando la dis"unzione mitocondriale riesce a guarire i topi.
L&IN(IA,,A4IONE (Po##an"
Caratteristice %enerali dell&infiamma#ione
+in"iammazione & la condizione patologica pi0 comune. -n realt$ il "enomeno in"iammatorio sta al limite tra patologia
e "isiologia. !sso & una risposta stereotipata con modi"icazioni quantitative pi0 che qualitative allesposizione ad agenti
esterni 5'iologici "isici chimici6. Questa risposta pu) causare patologia ma di per s# & "isiologica.
-l principio 'ase dellimmunit$ acquisita & la speci"icit$. 7el caso del "enomeno in"iammatorio invece la risposta &
aspeci"ica e uguale per ogni agente che lha provocata.
+in"iammazione locale & descritta con questi segni e sintomi:
4;>:4 5rossore6,
T;<:4 5tume"azione6,
3A+:4 5lieve aumento di temperatura locale6,
2:+:4
3i possono essere inoltre altri segni nellin"iammazione generale come la "e''re.
!sistono in"iammazioni acute e cronice ri"erendosi alla modalit$ di insorgenza e alla durata 5anche se & ovviamente
impossi'ile una separazione netta6. Questi due tipi di in"iammazioni sono a''astanza diversi anche dal punto di vista
qualitativo poich# il processo cronico & dominato dalla partecipazione di cellule della classe lin"ocitaria e monocito1
macro"agica mentre lacuto & dominato dalla presenza di granulociti.
Comportamento dei vasi san%ui%ni nell&infiamma#ione$ riciami 1iocimici
-l colore della pelle dipende dalla melanina e dal sangue: tanto pi0 super"iciali sono vasi e tanto meno melanina
a''iamo tanto pi0 imponente sar$ il contri'uto del sangue al colore della pelle. -n particolare il rossore indica che in
quella zona la quantit$ di sangue & pi0 elevata che in altre situazioni.
-l "lusso ematico locale aumenta perch# si veri"ica vasodilatazione e vengono percorsi quei capillari cutanei dove in
condizioni di riposo non "luisce il sangue. 3i) & dovuto al "atto che durante il processo in"iammatorio si aprono gli
s"interi pre1capillari.
Tra muscolo liscio e scheletrico la grande di""erenza & il tempo di contrazione 5nello scheletrico al maC 051. secondo6 e
i meccanismi 'iochimici che ne sono alla 'ase.
7el muscolo liscio la contrazione & innescata "ondamentalmente dallenzima <+3J 5chinasi della catena leggera della
miosina6. 3i sono poi delle "os"atasi che inducono il rilasciamento del muscolo.
7ellin"iammazione lenzima <+3J devessere ini'ito perch# devono invece prevalere le "os"atasi cosH che gli s"interi
che sono tonicamente ristretti si rilasciano.
(e il sistema & in equili'rio dinamico cio& se sono attivate sia le <+3J che le "os"atasi noi possiamo ottenere le""etto
di decontrazione sia riducendo lattivit$ delle chinasi che aumentando quello delle "os"atasi. 2i "atto si veri"ica
ini'izione delle chinasi.
%er ini'ire le <+3J si possono usare due meccanismi:
.. attivit$ della %JA che "os"orila <+3J con e""etto ini'itorio,
2. attivit$ della %J? che "os"orila <+3J con analogo e""etto ini'itorio.
2.
+attivazione della %JA e della %J? avviene in seguito ad un aumento del cA<% o del c?<% citoplasmatico. %erch#
ci) avvenga devono essere attivati gli enzimi adenilato ciclasi e guanilato ciclasi. Questi enzimi presenti nella
mem'rana citoplasmatica sono attivati da recettori di mem'rana a A domini transmem'rana dopo legame con lo
speci"ico ligando.
+azione dei recettori di attivare le ciclasi si esplica mediante lausilio delle proteine ?. -l loro nome deriva dal "atto che
queste proteine sono in grado di legare guanosin nucletodi: ?T% quando attivate ?2% quando non attivate.
+e ? proteine esistono sia in "orma monomerica che in "orma trimerica. +e trimeriche sono costituite dalle su'unit$ R I
e Y.
Quando il recettore lega il suo ligando si veri"ica un cam'iamento con"ormazionale che si ri"lette sulla proteina ? la
quale espelle ?2% e legando ?T% si attiva. +attivazione induce la separazione della su'unit$ R dalle su'unit$ IY. ;no
di questi due 8pezzi9 va ad agire su un 'ersaglio a valle.
+a "amiglia dei recettori a A domini transmem'rana va divisa in due gruppi:
.. il gruppo che attiva o ini'isce il rilascio di calcio dal reticolo sarcoplasmatico attraverso la via che presuppone
lattivazione della "os"olipasi 3 5produzione di -%/ che a sua volta provoca rilascio di calcio6,
2. il gruppo che attiva o ini'isce le adenilato ciclasi.
2i guanilato ciclasi ne esistono di due gruppi:
.. proteine di mem'rana attiva'ili dal 7A@ 5"attore natriuretico atriale6,
2. solu'ili e attivate dal radicale 7:.
%-/J: & un enzima che sem'ra a''ia un ruolo molto importante in molte risposte 'iologiche. !sso & una chinasi lipidica
che ha come su'strato il "os"atidilinositolo 'is1%. !sso tras"orma il %-%2 in %-%/
7:TA:
<eccanismi di trasduzione dei recettori accoppiati alle proteine ?:
.. attraverso ? proteine tetrameriche con su'unit$ as: attivazione delladenilato ciclasi,
2. attraverso ? proteine tetrameriche con su'unit$ ai: ini'izione delladenilato ciclasi,
/. attraverso ? proteine tetrameriche con su'unit$ aq e a..1.5: attivazione della "os"olipasi 3.
4. attraverso le su'unit$ I e Y delle proteine ? tetrameriche vengono espletate altre "unzioni:
attivazione della "os"olipasi 3 nei leucociti,
modulazione di canali ionici,
attivazione della %-/J con "ormazione di %-%/ sul "oglietto interno della mem'rana. 3on una serie
complessa di reazioni a cascata questo composto provoca un processo di riorganizzazione del citoscheletro
che provoca una contrazione della cellula. Questo & il meccanismo 'iochimico attraverso il quale si
realizza la contrazione endoteliale responsa'ile dellaumento della permea'ilit$ alle proterine 5vedi oltre6.
Comportamento dei vasi san%ui%ni nell&infiamma#ione$ il meccanismo 1iocimico della vasodilata#ione
.. Attivazione di recettori da parte di agenti come listamina 5recettori N.6 accoppiati a ? proteine con su'unit$ aq
nelle cellule endoteliali. 2i recettori per listamina ce ne sono di diversi tipi. ?li N2 sono espressi nella mucosa
gastrica. -ni'itori selettivi del recettore N2 sono usati nel trattamento delle gastriti o delle ulcere della mucosa
gastrica e duodenale,
2. si attiva la "os"olipasi 3 che idrolizza il %-%2 con produzione di -%/ e 2A?,
/. l-%/ induce il rilascio di calcio dal reticolo endoplasmatico,
4. aumenta la concentrazione di calcio nel citoplasma,
5. A6 -n alcune cellule:
o il calcio si lega alla calmodulina ed il complesso 3a13almodulina attiva la 7: sintetasi di tipo costitutivo. 2i
7: sintetasi ne esistono varie iso"orme. Quella di tipo endoteliale & simile a quella neuronale 5molto importante
perch# si ritiene sia implicata nei meccanismi della memoria6. ;na terza "amiglia & la 7: sintetasi induci'ile
5ovvero la cui espressione genica pi0 che lattivit$ & modulata6 che & presente per esempio nei macro"agi,
o produzione di 7: 5messaggero .6,
o l7: di""uso verso le cellule muscolari liscie sottostanti si lega alla guanilato ciclasi 7: dipendente con
produzione di c?<%,
5. >6 -n altre cellule:
o si ha attivazione da parte del complesso 3a13almodulina della "os"olipasi A2 con produzione di acido
arachidonico,
o sintesi a partire dallacido arachidonico ad opera delle cicloossigenasi di prostacicline di prostaglandine e di
trom'ossani e ad opera delle lipoossigenasi di leucotrieni 5messaggeri 26,
o i messaggeri 2 di""usi verso le cellule muscolari liscie sottostanti si legano ad uno speci"ico recettore associato
ad una proteina ?s con conseguente attivazione delladenilato ciclasi,
o lattivazione delladenilato ciclasi porta alla produzione di cA<%,
L. il cA<% 5o il c?<% in alcuni tessuti6 attiva la %JA 5o %J?6 che "os"orila la chinasi della catena leggera della
miosina inattivandola.
- due meccanismi 5quello che coinvolge il messaggero . e quello che invece coinvolge i messaggeri 26 sono in
alternativa e avvengono in cellule diverse.
22
Comportamento dei vasi san%ui%ni nell&infiamma#ione$ l&edema
%erch# non si modi"ichi il volume del liquido eCtracellulare ci devessere un equili'rio tra entrata ed uscita di liquido
nei capillari. - parametri che regolano questo processo sono le pressioni idrostatiche e colloido1osmotiche di sangue e
liquido eCtracellulare.
+a pressione idrostatica nelle arteriole si aggira intorno ai /0 mmNg mentre nelle venule essa & di circa M/.0 mmNg.
+a pressione osmotica & invece determinata dalle proteine del plasma che si oppongono alluscita di plasma. +a
di""erenza di pressione colloido1osmotica tra interno ed esterno & di circa .M/20 mmNg.
7ella parte arteriolare la pressione idrostatica & maggiore di .M mmNg e perci) lacqua tende ad uscire. -l contrario
avviene nella parte venulare. Al netto vi & una piccola parte di liquido che esce in eccesso ma esso & drenato dal sistema
lin"atico.
7ellin"iammazione acuta si veri"icano due eventi:
.. aumento di "lusso con conseguente aumento della pressione idrostatica. Questo si veri"ica anche in caso di un
arrossamento non in"iammatorio ed in questo caso il sistema lin"atico sare''e per"ettamente in grado di drenare il
liquido eCtravasato,
2. la permea'ilit$ alle proteine si modi"ica. +e giunzioni tra le cellule endoteliali si allentano lasciando passare
proteine plasmatiche: cosH anche la di""erenza di pressione colloido1osmotica tra capillari ed interstizio si
a""ievolisce
+edema non & un evento esclusivo del processo in"iammatorio ma si caratterizza per la ricchezza in proteine del liquido
eCtravasato perch# lin"iammazione varia la permea'ilit$ dei capillari alle proteine plasmatiche.
+edema ha una "unzione importante nel processo della guarigione perch#:
laumento di liquido nella zona eCtracellulare tende a diluire qualsiasi sostanza tossica ivi presente,
laumento di permea'ilit$ alle proteine permette ad alcune di queste come le -g o le proteine del complemento di
raggiungere il sito di in"iammazione,
laumento di "lusso permette che nella zona arrivi una maggiore quantit$ di sostanze utili per rigenerare i tessuti
danneggiati,
aumento di "lusso attraverso i vasi lin"atici "a sH che pi0 "acilmente gli antigeni provenienti dalle zone in"iammate
raggiungano i lin"onodi.
(i pu) valutare il processo in"iammatorio dal tipo di proteine che eCtravasano: tanto maggiore & linsulto in"iammatorio
tanto pi0 marcata sar$ la contrazione delle cellule endoteliali e tanto pi0 grandi sono le proteine che raggiungono il
liquido interstiziale.
:ltre alla contrazione pu) darsi che un ruolo nelledema possa essere ricoperto dallaumento della transcitosi.
(e lendotelio viene danneggiato tanto che anche eritrociti possono passare nel liquido interstiziale allora si parla di
in"iammazione emorragica.
I leucociti e l&infiamma#ione
+uscita delle cellule 'ianche & un processo attivo e complesso che avviene in stadi successivi e che richiede
lattivazione dellendotelio in seguito a legame di particolari sostanze.
7el processo in"iammatorio la viscosit$ del sangue aumenta per sottrazione di plasma. (i osserva che in questa
situazione le cellule 'ianche che normalmente scorrono al centro della colonna di "luido tendono a marginare. Quello
della marginazione & un processo altamente complesso e selettivo.
- glo'uli 'ianchi in particolare i granulociti neutro"ili si spostano in peri"eria e rotolano lentamente lungo lepitelio.
Questo rotolamento non & un "enomeno prettamente idrodinamico ma prevede linterazione del leucocita con alcune
molecole espresse sulla cellula endoteliale. +o stadio successivo & quello dell 8adesione "erma9 durante il quale la
cellula aderisce tenacemente allendotelio e comincia a cam'iare "orma. -n"ine si passa al "enomeno della diapedesi che
consiste nel passaggio attraverso la parete endoteliale: lendotelio contratto presenta delle piccole "inestrazioni che per)
non sono a''astanza larghe perch# possa passare una cellula. Tuttavia le cellule 'ianche sono estremamente mo'ili: la
mem'rana del leucocita comincia ad in"ilarsi tra due cellule endoteliali e piano piano "orzano una separazione maggiore
tra di esse in maniera da crearsi un passaggio a''astanza ampio. 7ella mem'rana 'asale poi cerca delle "enestrature
pre1esistenti attraverso le quali possa passare. -n"ine comincia un 8viaggio9 lungo anche parecchi mm per raggiungere il
sito in"iammato.
;n endotelio normale ha pochissima tendenza a legare i leucociti perch# il numero di recettori per le molecole adesive
dei leucociti 5e la""init$ di queste nei leucociti6 & molto 'assa. Questi recettori sono le %1selectine normalmente
presenti nellendotelio in granulazioni dette 8corpi di _ei'el1%alade9 ma espresse solo sulle mem'rane degli endoteli
attivati.
+e %1selectine sono molecole di adesione poco e""icaci che permettono solo il rotolamento delle cellule. %er cui devono
essere sintetizzate 5questa volta eC1novo6 altre molecole di adesione. -l processo di neosintesi richiede .12 ore.
+a "ase di aderenza stretta dipende:
.. dalla sintesi di molecole di adesione tipo -3A< e =3A< nelle cellule endoteliali attivate,
2. aumento dellavidit$ di legame delle integrine 5es. +@A.6 espresse sulla super"icie dei leucociti. Questo processo &
stimolato da agenti chemotattici
- leucociti si muovono per chemotassi. +e sostanze chemotattiche possono essere di natura esogena 5soprattutto
'atteriche6 prodotte dai leucociti stessi o prodotte da altre cellule endogene.
2/
(ostanze chemotattiche di origine 'atterica: c& un elemento comune a tutti i procarioti ma non agli eucarioti: la
"ormil1metionina laminoacido portato dal t4na che riconosce il codone iniziatore degli m4na procarioti. +e
proteine mature vengono modi"icate post1traduzionalmente ed una delle modi"icazioni pi0 comuni & il taglio
proteolitico del "rammento 71terminale in particolare dei primi /14 AA. - leucociti hanno un recettore che
riconosce selettivamente piccoli peptidi contenenti "ormil1metionina all71terminale,
(ostanze chemotattiche di origine endogena: sono prodotte a partire da precursori inattivi presenti nel sangue. 2i
particolare importanza sono i "attori che si producono dallattivazione del complemento. Questi "attori devono
essere prodotti a partire da 3/ o successivi in maniera da coinvolgere sia la via classica che quella alternativa.
-n"atti i componenti del complemento con maggiore e""icacia chemotattica sono 3/A e 35A. -n particolare 35A & il
pi0 potente agente chemotattico essendo in"atti attivo anche a concentrazioni di .0
1.2/1./
<,
%rodotti leucocitari: si tratta di un circuito ampli"icativo: le stesse cellule che si stanno muovendo in senso
chemotattico sono stimolate a rilasciare ulteriori agenti chemotattici. -n particolare altamente potenti sono il
leucotriene >4 5anche altri leucotrieni sono chemotattici ma lo sono a concentrazioni molto pi0 alte ed in pratica
non hanno signi"icato dal punto di vista "isiologico6 e il %A@ 5o "attore attivante le piastrine. ! un prodotto del
meta'olismo "os"olipidico ed ha unazione molo potente sulle piastrine6. +a produzione di +T>4 e %A@ sono la
conseguenza dellattivazione di altri recettori per agenti chemotattici.
3hemochine: "ino a qualche anno "a questo gruppo era considerato di secondaria importanza. <an mano che la
ricerca in questo campo & andata avanti si & per) scoperto che le chemochine sono unampia "amiglia e che
svolgono un ruolo importante non solo nellin"iammazione ma anche in molti altri processi 5per es. nellNoming
dei lin"ociti6. +e chemochine sono dei peptidi che vengono prodotti da molti tipi di cellule e hanno 'ersagli diversi.
!sse sono raggruppa'ili in quattro "amiglie che hanno in comune dei dettagli strutturali riguardanti
lorganizzazione delle cisteine in esse comprese:
a. @amiglia 33: due coppie di cisteine due cisteine adiacenti "ormano due ponti disol"uro per molecola,
'. @amiglia 3S3: due coppie di cisteine due cisteine separate da un aminoacido qualsiasi "ormano due
ponti disol"uri per molecola,
c. @amiglia 3: due sole cisteine e un solo ponte disol"uro per molecola,
d. @amiglia 3/S3: due coppie di cisteine due cisteine separate da tre aminoacidi qualsiasi "ormano due
ponti disol"uro per molecola.
(i conosce un solo mem'ro di ciascuna delle due ultime "amiglie.
!siste inolte un gruppo di chemochine 8costituitive9 che presiede alla normale e "isiologica distri'uzione dei
leucociti nellorganismo, un altro gruppo delle chemochine 8induci'ili9 coinvolte nellin"iammazione e in"ine un
gruppo di chemochine a cavallo tra i due precedenti gruppi coinvolte nel processo neoplastico.
- recettori per le chemochine sono chiamati semplicemente 334 se il loro ligando & 33 e via dicendo.
%i0 chemochine interagiscono con uno stesso recettore: non vi & assoluta speci"icit$ anche se la""init$ di legame
sar$ diversa.
+a sensi'ilit$ di una cellula per una chemochina & varia'ile e dipende dai recettori espressi. Quindi una
com'inazione di chemochine richiamer$ pre"erenzialmente un tipo di leucociti rispetto ad un altro. 2i conseguenza
la tempistica di produzione delle diverse citochine nel corso di un processo in"iammatorio sar$ diversa poich# prima
devono interevenire i granulociti neutro"ili e solo in un secondo momento i monociti e i lin"ociti.
La cemotassi
- recettori per le chemochine sono dei classici recettori a A domini transmem'rana associati a proteine ? trimeriche. +e
proteine ? possiedono delle su'unit$ Ri e Rq. +e Ri normalmente "unzionanti come ini'itrici della adenilato ciclasi
svolgono in questo caso attivit$ identica a quella delle Rq 5attivazione della "os"olipasi 36 con conseguente produzione
di 2A? e -%/. Questultimo composto determina laumento della concentrazione di calcio intracellulare.
+e su'unit$ IY attivano la %-/J con produzione di %-%/.
(e delle cellule si muovono in senso preciso e orientato ci deve per "orza essere un gradiente chimico dellagente
chemotattico allesterno della cellula e un conseguente gradiente allinterno della cellula.
+a concentrazione del ligando nel liquido eCtracellulare tra un capo e laltro di una cellula di""erisce solo dell.12B
quando essa & molto distante dalla "onte mentre quando essa & vicina questa di""erenza & in pratica nulla.
!videntemente ci sar$ una parte della cellula quella rivolta verso la "onte che presenter$ una "razione maggiore di
recettori saturati dal ligando ma la di""erenza & comunque davvero esigua e non si & ancora riusciti a dimostrare questa
di""erenza di saturazione. @orse pi0 che una questione di saturazione & un pro'lema temporale: la parte della cellula che
ha per primo presentato il legame ligando/recettore sar$ quella dove si sviluppa il lamellipodio 5la testa6. <a questa
ipotesi non spiega come mai spostando la "onte della chemochina le cellule comincino a spostarsi verso la nuova
sorgente cam'iando il lamellipodio.
<isurando la concentrazione di calcio allinterno della cellula si & veri"icato inaspettatamente che essa & pi0 'assa dalla
parte verso la quale la cellula si muove. <a ancora pi0 inaspettato & che anche senza questo gradiente di calcio le
cellule si muovono lo stesso. Quindi il pro'lema della chemotassi non & risolvi'ile considerando solo il calcio.
7emmeno il cA<% sem'ra esserne implicato o meglio sem'ra avere un ruolo ini'itorio nel processo chemotattico.
Allora si & presa in considerazione laltra via che porta alla produzione di %-%/. -n e""etti si & scoperto che in una cellula
che si sta muovendo si trova molto -%/J attivata nel lamellipodio.
+a produzione di %-%/ provoca il reclutamento di proteine ? monomeriche le quali a loro volta possono indurre
modi"icazioni nel citoscheletro.
24
Quando le cellule sono arrivate in prossimit$ della "onte della sostanza chemotattica non viene pi0 avvertita
unapprezza'ile di""erenza tra la testa e la coda della cellula. !ssa perci) si "erma.
3ome si spiega la distri'uzione del calcio` +-%/ prodotto dalla "os"olipasi 3 di""onde in tutta la cellula in ms. 2i
conseguenza la distri'uzione del calcio dipende dalla distri'uzione del reticolo endoplasmatico allinterno della cellula.
e nelle cellule che si muovono il reticolo & situato prevalentemente nelluropodio 5in coda6.
-noltre c& da considerare un altro "attore: lespulsione del calcio dalla cellula. Questo processo dipende dallattivit$ di
una pompa speci"ica attivata dal 2A?. !sso molto meno di""usi'ile & prodotto prevalentemente nel lamellipodio. 2i
conseguenza questa pompa sar$ molto pi0 attiva in testa pompando esternamente maggiori concentrazioni di calcio. +a
com'inazioni di questi due eventi 5reticolo e espulsione6 & unipotesi plausi'ile per spiegare il gradiente.
Endocitosi e fa%ocitosi
!sistono due tipi di endocitosi:
endocitosi recettore1dipendente: un esempio & lendocitosi delle +2+,
costitutiva o 8pinocitosi9: che siano presenti o meno sostanze in super"icie porzioni di mem'rana sono
continuamente endocitate.
-l processo dellendocitosi & molto attivo tanto che in alcune cellule tutta la mem'rana & rinnovata ogni mezzora.
+a "agocitosi & un processo altamente specializzato e assomiglia in larga misura allendocitosi distinguendosi per) da
esso per una particolarit$: le dimensioni delle porzioni di mem'rana coinvolte. 2i"atti una vescicola di endocitosi
raggiunge al massimo le dimensioni di . am mentre i "agosomi hanno dimensioni superiori a questa misura. -l processo
di "agocitosi pu) interessare particelle cosH grandi da portare alla cosiddetta 8"agocitosi "rustrata9 nella quale le cellule
tentano senza successo di "agocitare particelle pi0 grandi di loro.
+a "agocitosi riguarda in generale strutture corpuscolari come cellule 'atteri particelle estranee di grandi dimensioni
mentre per i virus le proteine e altre sostanze si parla di endocitosi.
+a "agocitosi deve essere per "orza un processo "inemente regolato poich# i "agociti pro"essionali devono saper
discernere non solo tra il sel" ed il non1sel" ma anche tra le cellule del nostro organismo che devono essere eliminate e
quelle da salvaguardare.
+a "agocitosi & un processo tipico dei "agociti pro"essionisti 5macro"agi eosino"ili e neutro"ili6 ma essa pu) essere
messa in atto anche da altri tipi di cellule: ad esempio se una cellula va in apoptosi spetta alle cellule vicine eliminare
"agocitandoli i corpi apoptotici. (i tratta comunque di uneccezione alla regola.
;n 'atterio allo stato naturale & "agocitato 8malvolentieri9 e con pochissima e""icienza.
Tuttavia i 'atteri sono "agocitati con alta e""icienza se ricoperti da 8opsonine9 cio& anticorpi o "attori del complemento.
%er quanto concerne le -g i "agociti posseggono dei recettori per i @c delle -g. !ssi per) si attivano solo quando le -g
hanno legato qualcosa e si trovano perci) raggruppate. Tuttavia perch# si sviluppi una risposta anticorpale e""iciente
sono necessari parecchi giorni.
(i sono sviluppate cosH delle opsonine che non richiedono memoria immunologica e che sono e""icaci su'ito: esse sono
in particolare 3/' e 3/'i. Queste due componenti vengono prodotte sia dalla via classica che dalla via alternativa. 3/'
e 3/'i svolgono due "unzioni diverse: 3/' & una molecola che "avorisce solo ladesione della particella alla cellula
"agocitica mentre il 3/'i stimola speci"icatamente la "agocitosi. - recettori che riconoscono 3/' e 3/'i sono detti 34.,
34/ e 344. 34. in particolare riconosce 3/' e non attiva di per s# la "agocitosi mentre 34/ e 3r4 legano 3/'i &
attivano la "agocitosi.
%erch# avvenga la "agocitosi & necessario che tutta la particella da "agocitare sia ricoperta da opsonine poich# recettore
e opsonina devono "ormare un meccanismo simile ad una cerniera lampo. 3osH se solo una parte della particella &
opsonizzata la "agocitosi si arresta.
-l vacuolo intracellulare che si "orma & detto "agosoma. 7el vacuolo devono avvenire altri eventi molecolari per portare
alla digestione di ci) che & stato "agocitato. !ssi sono "ondamentalmente tre:
.. sulla mem'rana citoplasmatica dei "agociti e quindi anche in quella del "agosoma & presente lenzima 7A2%N
ossidasi.
+7A2%N & uno dei composti implicati nelle reazioni redoC in particolare nella via dei pentoso "os"ati.
7ei "agociti pro"essionali & presente un particolare tipo di catena respiratoria in cui il donatore di elettroni &
l7A2%N anzich# l7A2N e che porta alla produzione ad opera della 7A2%N ossidasi non di acqua 'ensH di
radicale superossido 5:2
1
6 poich# lossigeno viene ridotto in maniera monoelettronica e non 'ielettronica. Questo
meccanismo avviene sulla mem'rana del "agosoma.
- radicali dellossigeno sono particolarmente tossici per ogni tipo di cellula. - "agociti per) possiedono lenzima
superossido dismutasi che li protegge dal radicale superossido. -noltre i recettori che attivano la 7A2%N ossidasi
sono gli stessi che legano le opsonine: di conseguenza la produzione di superossido avviene solo quando si "orma
un "agosoma. -n"ine il su'strato riducente si trova nel citoplasma mentre il superossido & prodotto allesterno della
mem'rana 5e quindi allinterno del "agosoma6. -l sistema di controllo & tuttavia imper"etto e lin"iammazione
soprattutto se intervengono i neutro"ili provoca dei danni da radicali li'eri anche al tessuto circostante.
2. s"rutta la 7: sintetasi induci'ile 5la cui trascrizione & controllata ma che poi & costitutivamente attiva6. +a 7:
sintetasi & in grado di apportare modi"iche alle proteine in particolare nitrosilazione con danneggiamento delle
stesse. -l ruolo della 7: sintetasi induci'ile & tuttavia meno chiaro nel processo di uccisione dei 'atteri.
+7: & un gas e quindi potre''e di""ondere allesterno del "agosoma e dannegiare i tessuti circostanti. Tuttavia esso
& dotato di un campo di azione molto limitato dellordine di pochi micron.
25
/. la distruzione completa della particella "agocitata avviene ad opera di tutta una serie di enzimi litici. - 8granuli9 dei
granulociti sono di"atti dei lisosomi specializzati che contengono tutti questi enzimi litici e le vescicole si riversano
nel "agosoma "ormando il "agolisosoma.
Recettori per la fa%ocitosi
3i sono alcuni recettori che agiscono senza il 'isogno di opsonizzazione 5e""icienza da .0 a .00 volte minore6:
.. <annose 4eceptors 5simili alle lectine6: riconoscono genericamente glicoproteine che hanno mannosio le quali non
sono normalmente presenti sulle cellule eucariotiche,
2. (cavenger 4eceptorsi 5simili alle lectine6
Altri invece promuovono la "agocitosi di particelle opsonizzate:
.. @3Y4-: recettore per il "rammento costante delle -g?. Questi recettori riconoscono le -g aggregate,
2. 34.: riconosce 3'/ e come detto precedentemente & un recettore di adesione pi0 che di vera e propria "agocitosi,
/. 34/ e 344: riconoscono soprattutto 3'/- anche se 344 & un po pi0 promiscuo,
4. 3.q: riconosce particelle ricoperte da una proteina sierica la <>+ 5lectina legante il mannosio6. +e lectine sono
proteine che riconoscono alcune particolari specie di glicolipidi o glicoproteine.
I %ranulociti neutrofili
- neutro"ili sono cellule "unzionalmente di""erenziate a vita 'reve 5la loro vita media in circolo & di sole .2/.L ore6. !ssi
presentano un nucleo polilo'ato con cromatina molto addensata ed una sintesi proteica ridotta 'ench# non assente 5per
esempio producono citochine6.
Allinterno del citoplasma queste cellule sono ricche di granuli: delle vescicole che altro non sono che particolari
lisosomi alcuni di essi particolarmente elettrondensi ed altri pi0 chiari. +e granulazioni pi0 scure sono detti granuli
primari mentre gli altri sono stati de"initi granuli secondari o speci"ici. - granuli primari sono classici lisosomi i granuli
secondari invece sono tipici dei neutro"ili: hanno un 'asso ph 54 contro L dei primari6 e contengono proteine a''astanza
inusuali per i lisosomi come la proteina legante la vitamina >.2 che & in e""etti un agente 'atteriostatico. ! stata
ipotizzata in"ine lesistenza dei granuli terziari che per) non sono distingui'ili al microscopio.
;na volta "ormatosi il "agosoma i granuli si "ondono con la sua mem'rana. :ltre a riversare allinterno del "agosoma gli
enzimi contenuti nei granuli essi arricchiscono la mem'rana del "agosoma stesso di componenti della particolare catena
respiratoria che permette il 8'urst respiratorio9. Questo meccanismo "a sH che il radicale superossido venga prodotto
solo dopo la "ormazione del "agolisosoma.
+a "usione dei granuli coi "agosomi 5o per errore con la mem'rana citoplasmatica6 non avviene sempre ma solo
quando la cellula & attivata da particolari stimoli. -noltre lattivazione degli enzimi lisosomiali avviene nel "agosoma a
causa dei valori di ph 'assi: se "ossero sempre attivi gli enzimi lisosomiali potre''ero digerire il lisosoma stesso.
- neutro"ili per) non sono cellule cosH precise tanto che a volte i granuli si "ondono con la mem'rana citoplasmatica
provocando cosH il versamento di enzimi litici e la produzione di superossido allesterno. (em'ra per esempio che in
caso di ischemia il danno maggiore non sia provocato dallischemia stessa che porta alla necrosi solo di un nucleo
centrale ma dalla risposta in"iammatoria che coinvolge i tessuti circostanti che lischemia provoca per tutta una serie di
"attori 5come per es lattivazione del complemento da parte di "attori di necrosi6. Questo danno & pro'a'ilmente dovuto
allazione dei neutro"ili.
?li enzimi lisosomiali per) anche se rilasciati allesterno non dovre''ero provocare dei danni poich# per la loro
attivazione necessitano di un ph acido. Tuttavia lam'iente di una zona in"iammata tende ad essere acido perch#:
O ricco di cellule e quindi il meta'olismo & elevato. - neutro"ili hanno in particolare un meta'olismo
prevalentemente anaero'ico che porta alla produzione di acido lattico. -n una zona in"iammata ricca di neutro"ili il
pN & anche di L,
- vasi possono essere danneggiati: la p3:2 aumenta e di conseguenza il pN diminuisce.
Tra macro"agi e neutro"ili esistono delle di""erenze:
- neutro"ili sono disponi'ili alla "agocitosi in ogni momento. - macro"agi invece hanno 'isogno di un periodo di
successiva maturazione tanto che prima che un monocita diventi un macro"ago vero e proprio ci vogliono dalle .2
alle 24 ore. -l processo maturativo & scatenato dallazione di citochine la principale delle quali & l-@7Y. 3osH nelle
prime ore dellin"iammazione agiscono solo i granulociti mentre macro"agi e lin"ociti sono attivati solo in un
secondo momento,
- neutro"ili hanno vita 'reve e la loro vita si riduce ulteriormente per i danni da loro stessi prodotti. (e non riesce ad
uccidere la particella "agocitata esso quando muore la rilascia allesterno eventualmente ancora viva assieme agli
enzimi litici. %er evitare che ci) accada i macro"agi di solito "agocitano i neutro"ili. (e ci) avviene lin"iammazione
si risolve senza alcun danno ai tessuti circostanti.
(e per) i granulociti sono molti & inevita'ile che si veri"ichi un danno massiccio al tessuto circostante con
conseguente lisi e "ormazione di pus 5questultimo & composto di liquido edematoso neutro"ili e tessuto lisato6. (e
la zona dellin"iammazione & vasta si "orma un ascesso.
La fa%ocitosi (secondo Colonna"
+a "agocitosi & operata dai "agociti pro"essionali delle cellule caratterizzate dal "atto che tentano di ingoiare qualsiasi
cosa incontrino ad eccezion "atta dei microrganismi o delle cellule morte per la cui "agocitosi & necessaria una
preventiva opsonizzazione con -g o "rammenti del complemento.
2L
!ssa & per de"inizione linternalizzazione dipendente da recettori ed operata grazie ai "ilamenti di actina di grosse
particelle e di microrganismi mediante la "ormazione di grandi vacuoli 5"agosomi6 di diametro T 05 nm. Questi
"agosomi maturano successivamente in "agolisosomi che sono acidi e ricchi di enzimi idrolitici.
-l meccanismo ha tre eventi critici:
.. riconoscimento della particella da ingerire mediante interazione col leucocita,
2. internalizzazione e "ormazione del vacuolo "agocitico,
/. uccisione e digestione del materiale "agocitato nel "agolisosoma.
(e non si riesce a chiudere la vescicola gli enzimi litici sono riversati allesterno: si parla in questo caso di 8"agocitosi
"rustrata9. Analogamente per errore le sostanze possono essere riversate prima che la vescicola si sia chiusa
completamente.
@agocitosi ed endocitosi sono processi diversi perch#:
la "agocitosi implica lestro"lessione della mem'rana lendocitosi lintro"lessione,
lendocitosi & operata dalla clatrina la "agocitosi dallactina,
la "agocitosi permette di internalizzare molecole pi0 grandi.
7ei neutro"ili ci sono almeno due o tre tipi di granuli.
+energia per la "agocitosi proviene dalla glicolisi anaero'ia ma le cellule consumano comunque ossigeno per produrre
radicali. - 4:( vengono prodotti dalla 7A2%N ossidasi e dalla mieloperossidasi. :ltre a radicali dellossigeno contro i
'atteri vengono prodotti anche radicali dellazoto ad opera della 7: sintetasi.
- componenti citoplasmatici della catena che permette il 'urst sono sette e si assem'lano solo nel momento del 'isogno.
Questo sistema pu) essere alterato geneticamente se uno dei componenti & alterato oppure so lo & il processo di
assem'laggio.
+a complessit$ di questo meccanismo & un modo per evitare che la produzione di radicali si attivi quando non &
necessaria.
(i noti inoltre che:
i radicali prodotti nel "agosoma in presenza di "erro 5e un 'atterio in e""etti ne possiede in a''ondanza6 scatenano
la reazione di Na'er1_eiss e la produzione di :N,
lN2:2 che si "orma & su'strato della mieloperossidasi contenuta nei granuli primari che "orma lo ione ipoclorito
3l:
1
5la varechina6 che ha unazione potente come quella dei radicali dellossigeno. !sso agisce su gruppi
amminici e proteine con "ormazione di cloramine tossiche per i 'atteri,
Questo & tuttavia un meccanismo aggiuntivo il cui de"icit non provoca distur'i.
<a come & possi'ile luccisione dei 'atteri in zone poco irrorate e quindi povere di ossigeno`. +organismo riesce
comunque a di"endersi perch# a causa della degranulazione si veri"ica una diminuzione di pN una scarica di proteine
cationiche con attivit$ 'attericida latto"errina per sottrarre il "erro idrolasi acide con azione digestiva e una proteina che
lega e sottrae la vitamina >.2.
Alla "ine della "agocitosi i neutro"ili su'iscono morte apoptotica e sono a loro volta ingeriti dai macro"agi.
2al punto di vista molecolare la "agocitosi & innescata dal legame recettore1particella opsonizzata che provoca un
aumento della concentrazione di calcio citoplasmatico con attivazione della %J3 e avvio del processo di degranulazione
e della catena della 7A2%N ossidasi.
(e vengono prodotti radicali perch# essi non distruggono anche il "agosoma` +a risposta & che i granuli secondari
contengono latto"errina che oltre a rivestire internamente le mem'rane sequestra il "erro 5impedendo lNa'er1_eiss6.
7el "agosoma & attivata una pompa protonica che provoca lacidi"icazione del "agosoma stesso e attiva gli enzimi
lisosomiali. -l 'asso ph stesso ha unazione 'atteriostatica.
7el corso di unin"iammazione si pu) veri"icare un danno tessutale perch# parte dei prodotti ad azione micro'icida
vengono rilasciati nello spazio eCtracellulare. - motivi sono essenzialmente tre:
.. anticipato rilascio dei prodotti prima della completa chiusura del "agolisosoma,
2. "agocitosi "rustrata se le mem'rane non riescono a "ondersi,
/. danni alla mem'rana del "agolisosoma.
PA,Ps (pato%en+associated molecular patterns"
+e %A<%s sono molecole prodotte esclusivamente dai 'atteri e ricoprono "unzioni uniche ed insostitui'ili nelle cellule
che le producono. (ono quindi marcatori inequivoca'ili di invasione 'atterica.
!sse sono altamente conservate allinterno di una particolare specie micro'ica perch# il loro ruolo & indispensa'ile per
la sopravvivenza. 7on sono %A<%s per esempio le tossine perch# se anche un 'atterio non le produce & comunque
per"ettamente in grado di sopravvivere. ;n esempio di %A<%s & l+%(.
?li eucarioti hanno sviluppato recettori per i %A<%s di solito a''reviati in %44 5pattern recognition receptors6. !sse
sono un componente dellimmunit$ innata cio& di quella 'ranca del sistema immunitario che reagisce in maniera rapida
ed aspeci"ica.
+e caratteristiche dei %A<%s possono cosH essere riassunte:
.. sono prodotti solo dai procarioti e non dagli eucarioti: un esempio sono le proteine "ormilate,
2. sono sostanzialmente identici nei microrganismi della stessa specie,
/. sono essenziali per la sopravvivenza delle cellule micro'iche e quindi non possono mutare,
4. a di""erenza dei "attori di virulenza sono prodotti sia da 'atteri patogeni che da sapro"iti. 3i) testimonia il "atto che
queste sostanze identi"icano una invasione 'atterica in generale.
2A
- sistemi speci"ici di riconoscimento dei %A<%s sono de"initi T+4s 5toll1liGe receptors6. (ono recettori di mem'rana
identi"icati per la prima volta pochi anni "a in 2rosophila e caratterizzati da:
.. dominio eCtracellulare ricco in leucine 5leucine rich region: +446,
2. dominio intracellulare caratteristico detto T-4 5toll1-+. receptor6 perch# simile a quello presente nel recettore per
l-+..
7elluomo ne esistono dieci "orse undici e legano diverse sostanze: per esempio il T+44 lega l+%( un componente
della mem'rana esterna dei ?ram negativi. -l T+42 lega lacido lipoteicoico sostanza presente sulla parete dei gram
positivi. -l T+4/ riconosce il ds47A patrimonio generico di alcuni virus 5quindi non solo 'atteriX6.
Questi recettori sono a''astanza promiscui poich# riconoscono molti ligandi alcuni dei quali sono prodotti del nostro
organismo: si tratta "orse di un sistema di di"esa contro cellule alterate. !ssi sono espressi su leucociti sulle cellule
endoteliali e su altre cellule coinvolte nellin"iammazione come per esempio la microglia.
;n sinonimo di %A<%s & endotossina: elementi strutturali di 'atteri non disegnati per essere tossici ma che producono
tossicit$. !sistono invece degli elementi che "avoriscono la proli"erazione dei 'atteri perch# danneggiano lospite ed i
suoi sistemi di di"esa: sono queste le esotossine.
2i gran lunga la pi0 importante endotossina & l+%(. +a sintomatologia da in"ezione da ?ramb non & dovuta tanto
all+%( in quanto tale ma dalla risposta in"iammatoria eccessiva che si scatena nellospite.
++%( & costituito da due parti: una prima parte oligosaccaridica estremamente varia'ile & riconosciuta dagli anticorpi
clone1speci"ici e da una seconda parte che & un core lipidico costante che viene riconosciuto dai T+4s.
!ssendo un componente strutturale della parete dei 'atteri questo composto non viene normalmente rilasciato se non in
seguito a due eventi: la lisi del 'atterio o la sua attiva moltiplicazione 5in questultimo caso viene prodotto troppo +%( e
la parte in eccesso & rilasciata nellam'iente6.
++%( che dovesse venire rilasciato nel sangue ad esempio in seguito a sepsi & riconosciuto dalla proteina epatica +>%
5+%( 'inding protein6 ed & da essa legato con grande a""init$. ++>% a sua volta si lega ad una proteina estrinseca
presente sul "oglietto esterno della mem'rana delle cellule monocito1macro"agiche chiamata 32.4 o ?%- anchored
proteins 5essendo esse ancorate al "os"atidilinositolo6.
(e nellam'iente sono presenti lipasi e molti 'atteri sono in grado di li'erarne il complesso 32.41+>% si li'era e
viene riconosciuto dai T+44 espressi sulle cellule endoteliali.
T+44 attiva una cascata di segnali in parte simili a quella promossa dall-+. che porta alla trascrizione di una serie di
geni. Questi sono moltissimi ma i pi0 rilevanti sono -+., T7@, -+L, 7: sintetasi induci'ile e 3:S2.
-+. e T7@ sono potenti pirogeni endogeni e nei casi di setticemia esse sono prodotte in grandi quantit$: si veri"ica
"e''re altissima resistente agli antipiretici.
+a 7: sintetasi induci'ile produce in maniera massiccia e sregolata 7:. 3:S2 & una iso"orma di cicloossigenasi
espressa soprattutto sui leucociti e sulle piastrine.
7: sintetasi e 3:S2 producono una serie di vasodilatatori: 7: prostacicline e prostaglandine. (e questi elementi sono
prodotti nel sangue vengono attivate le cellule endoteliali di tutto lorganismo: ci) porta allo shocG settico.
++%( provoca inoltre lattivazione di altre vie meta'oliche nei leucociti con produzione di radicali dellossigeno che
danneggiano le cellule tanto pi0 se sono riversati in circolo.
Ancora l+%( sia direttamente sia attraverso le citochine pu) indurre un aumento di adesivit$ dei leucociti alle cellule
endoteliali: si veri"icano ulteriori danni.
7on ultimo l+%( stesso & in grado di attivare la cascata coagulativa poich# attiva il "attore S-- della coagulazione. (e
ci) si veri"ica si pu) avere una coagulazione intravascolare con "ormazione di microtrom'i di""usi.
-l sistema di di"esa & stato 8progettato9 per agire in loco senza produzione di gravi danni: il pro'lema si veri"ica solo se
l+%( viene rilasciato in circolo.
Topi JnocG1:ut per il gene del T+44 a cui vengono iniettate dosi di +%( dieci volte maggiori di quella letale
sopravvivono per"ettamente. 7egli uomini la mortalit$ da sepsi da ?ramb & del 50B ed & la maggior causa di morte nei
reparti di terapia intensiva.
Principali mediatori dell&infiamma#ione acuta
- mediatori dellin"iammazione possono avere due origini:
possono avere origine cellulare essere cio& prodotte da cellule 8locali9 direttamente implicate nel processo
in"iammatorio,
possono invece essere prodotte da altri tessuti primo "ra tutti il "egato ed essere riversate nel sangue sotto "orma di
precursori inattivi.
Alla categoria dei mediatori di origine locale appartengono:
-stamina: deriva dalla decar'ossilazione dellistidina. ! accumulata nei granuli dei 'aso"ili o dei mastociti ed &
rilasciata da queste cellule quando sono stimolate,
(erotonina 55 :N1Triptamina6: ha un ruolo molto modesto nellin"iammazione,
AT% e A2%: possono "unzionare da mediatori cellulari. +A2% & per esempio un attivatore piastrinico. +AT% &
ancora pi0 importante. !sso pu) costituire un segnale di morte cellulare: quando una cellula lisa di"atti li'era grandi
quantit$ di AT%. (i & scoperto inoltre che in molte vescicole secretorie ci sono carriers che trasportano AT% dentro
le vescicole.
- recettori per AT% e A2% sono di diversi tipi e possono mediare risposte molto diverse. Alcuni di questi recettori
possono provocare la "ormazione di canali molto grandi che da una parte hanno signi"icato citotossico e dallaltra
2M
possono portare alla "ormazione di cellule giganti originate da "usione cellulari promossa proprio da questi
recettori,
%rostaglandine/%rostacicline/Trom'ossani: sono prodotti dal meta'olismo dellacido arachidonico grazie allazione
della "os"olipasi A2 3a
KK
dipendente e poi da 3:S . o 3:S2. - trom'ossani sono potenti aggreganti piastrinici
5laspirina previene la "ormazione di trom'i ini'endo le 3:S6,
+eucotrieni: il leucotriene >4 & prodotto dai granulociti stessi e "unziona da agente chemotattico ampli"icante
mentre altri leucotrieni hanno altre "unzioni 5as esempio il 24 & coinvolto nellasma6,
%A@ 5"attore attivante le piastrine6: nellin"iammazione "unziona come listamina,
3hemochine: modulano il movimento orientato dei leucociti. -n particolare sono importanti per lhoming dei
lin"ociti. 3hemochine sono anche coinvolte nei processi metastatici,
3itochine: modulano le risposte immunitarie. 7ellin"iammazione sono coinvolte in alcuni "enomeni. %er esempio
la "e''re da gram1 & dovuta alla produzione di T7@ -+. e -+L,
(ostanza %: & un neuromediatore coinvolto nella trasmissione degli stimoli dolori"ici.
Tra i mediatori di origine plasmatica un importante ruolo & rivestito dalle chinine come la 'radichinina. +a 'radichinina
& un peptide presente nel siero come precursore inattivo: il chininogeno. Quando si attiva il "attore S-- della
coagulazione il "attore S--a proteolizza lenzima precallicreina tras"ormandolo in callicreina che a sua volta tras"orma
per proteolisi il chininogeno in 'radichinina.
+a cascata enzimatica implicata nella coagulazione porta alla produzione di trom'ina unimportante mitogeno dei
"i'ro'lasti o di plasmina un attivatore del complemento.
4iassumendo oltre alle chinine i "attori di origine plasmatica sono 3/a e 35a del complemento la "i'rina e i prodotti
della sua lisi 5"i'rinopeptidi6 e la trom'ina.
Difetti %enetici delle fun#ioni leucocitarie
+A2./2 5de"icienza di adesione dei leucociti6: A4, queste malattie sono responsa'ili di di"etti di adesivit$ dei leucociti
nellendotelio. 7ella +A2. & mutata la catena I delle integrine ed & una malattia grave. 7ella +A22 & invece presente
una mutazione nella "ucosil1trans"erasi un enzima coinvolto nella glicosilazione del recettore leucocitario per le
selectine. - di"etti di adesione sono in questo caso meno gravi.
(-724:<! 2- 3N!2-AJ1N-?A(N-: i granulociti ma anche le mastcellule presentano in questa malattia solamente
due o tre grandi granuli derivati dalla "usione delle migliaia di piccoli granuli normalmente presenti in queste cellule.
!ssi non "ondono con il "agosoma ed & quindi preclusa la "ormazione del "agolisosoma.
<A+ATT-A ?4A7;+:<AT:(A 34:7-3A: 7e esistono due "orme:
+a pi0 "requente "orma & legata al cromosoma S. ! un di"etto di gp2. una proteina di mem'rana che costituisce
un componente "ondamentale della catena respiratoria che consente il 'urst respiratorio.
+a "orma meno "requente & invece A4. !ssa risulta dalla mutazione di p4A e pLA. Queste sono proteine
citoplasmatiche che si legano alla 7A2%N ossidasi attivandola.
+e persone a""ette da questa malattia vanno continuamente incontro ad in"ezioni poich# i granulociti non riescono ad
uccidere i microrganismi "agocitati.
2!@-3-!7*A 2- <-!+:%!4:((-2A(-: la mieloperossidasi & lenzima che utilizza N2:2 per produrre altri meta'oliti
tossici dellossigeno coinvolti nelluccisione dei patogeni.
Infiamma#ione cronica
?enericamente unin"iammazione acuta a di""erenza di quella cronica compare in pochi minuti e si risolve nel giro di
pochi giorni. <a non & una de"inizione accurata. +in"iammazione acuta & stata allora chiamata 8angio"logosi9 mentre
quella cronica 8isto"logosi9 poich# in questultimo caso la partecipazione vascolare & minore e sono presenti in"iltrati
lin"ocitari e monocito1macro"agici piuttosto che granulocitici.
Tuttavia esistono dei casi in cui non vi & corrispondenza tra aspetto istologico e aspetto temporale dellin"iammazione:
una polmonite virale un processo in"iammatorio acuto non presenta unin"iammazione con coinvolgimento vascolare
ma assomiglia istologicamente ad una malattia cronica con in"iltrato lin"ocitario e macro"agico.
%er questo si pre"erisce ancora usare i termini seppur vaghi di in"iammazione acuta e cronica.
;na in"iammazione cronica pu) nascere come evoluzione di un processo acuto o come -n"iammazione 3ronica
%rimaria.
3i sono alcuni agenti in"iammatori che hanno sviluppato la capacit$ di resistere ai meccanismi di uccisione. Questa
resistenza provoca lo sviluppo di unin"iammazione cronica poich# poco alla volta non essendo i granulociti riusciti ad
assolvere il proprio compito su'entrano i macro"agi 5"agociti ad attivazione pi0 lenta ma molto pi0 potenti6 ed i
lin"ociti.
3i sono tuttavia delle in"iammazioni che nascono come croniche "in dallinizio senza che si riscontri una apprezza'ile
"ase acuta. Ad esempio alcune "orme autoimmuni ma anche la tu'ercolosi. 3i) dipende dalle caratteristiche molecolari e
dallintensit$ dello stimolo.
3& poi una serie di processi come le in"ezioni virali che hanno caratteristiche a s# stanti.
+e cause di in"iammazione cronica possono essere:
>atteri: i 'atteri possono in generale indurre linstaurarsi di una in"iammazione acuta. <a se data la carica
'atterica la sede le condizioni generaliP questa in"iammazione non si risolve in qualche giorno si pu) passare ad
2E
in"iammazione cronica. 3i sono poi alcune specie 'atteriche le quali sono incapaci di indurre una risposta
in"iammatoria acuta e questa assume laspetto di in"iammazione di tipo cronico "in dallinizio,
=irus: molti tipi di virus inducono in"ezioni di tipo cronico come ad esempio il virus dellepatite 3 e >,
%arassiti: le parassitosi sono un altro tipo di patologia ad agente eziologico 'iologico che spesso causano
in"iammazioni di tipo cronico,
<alattie autoimmuni,
(ostanze inerti: i corpi inerti capaci di indurre in"iammazione inducono praticamente sempre in"iammazioni di tipo
cronico.
+e in"iammazioni di tipo cronico si possono distinguere in due categorie:
Tipo cronico di""uso,
Tipo cronico localizzato: sono localizzate in punti precisi e costituiscono delle masse di tessuto in"iammato
caratterizzato dalla presenza di lin"ociti e di tessuto necrotico: si parla di granuloma.
+e in"iammazioni localizzate possono essere distinte in 'ase al "atto che ci sia unimportante risposta immunitaria o se
questa risposta & assente. (i possono allora avere 8granulomi immunologici9 5es. nella tu'ercolosi le''ra si"ilide
sarcoidosiP6 o 8granulomi non immunologici9 5sostanze estranee come car'one talco as'estoP6.
+esempio meglio conosciuto di granuloma di tipo immunologico & quello tu'ercolare. !sso & dovuto al "atto che il
'acillo tu'ercolare riesce a sopravvivere allinterno del macro"ago non attivato. (i "orma cosH un piccolo granuloma
soprattutto a livello dei lin"onodi ilari. (pesso il granuloma calci"ica.
7ella stragrande maggioranza dei casi il pro'lema si risolve con questa situazione in cui i 'atteri sono in un certo senso
8murati vivi9. +a comparsa della malattia conclamata & dovuta allinstaurarsi del soggetto di condizioni particolari
come limmunodepressione e pu) essere causata da una nuova in"ezione o dalla riattivazione del "ocolaio 8congelato9.
3i) perch# la "ormazione del granuloma e il contenimento della malattia richiede una risposta immunitaria e""icace. ?li
esecutori della risposta immunitaria contro la T>3 sono i macro"agi attivati ma se lattivazione non & pronta il
mico'atterio pu) di""ondersi.
2al punto di vista macroscopico il granuloma si distingue per il "atto di essere localizzato. A livello microscopico pu)
assumere le pi0 svariate "orme. (i distinguono alcuni tipi di cellule peculiari. +e pi0 caratteristiche sono delle cellule
giganti risultato di svariate "usioni con 501.00 nuclei disposti in peri"eria: esse sono chiamate cellule di +anghans.
Queste derivano dalla "usione di altre cellule: le cellule epitelioidi che non sono altro che macro"agi attivati
giustapposti.
-n peri"eria si osservano lin"ociti T e ancora pi0 esternamente la proli"erazione dei "i'ro'lasti "orma una sorta di
capsula. 7ella zona centrale non sono presenti cellule: si parla di necrosi caseosa. +a necrosi caseosa & una necrosi
coagulativa senza una componente vascolare intensa.
+e cellule di +anghans sono quasi esclusivamente tipiche della T>3.
-l granuloma luetico dovuto alla si"ilide ha caratteristiche diverse: per esempio tende ad essere localizzato intorno a
piccoli vasi arteriolari. A di""erenza del granuloma tu'ercolare c& una componente di lin"ociti > piuttosto vistosa tanto
che tra i lin"ociti & molto "requente osservare delle plasmacellule. -n aggiunta a ci) la necrosi & diversa e peculiare.
)intomi di tipo %enerale ce accompa%nano i fenomeni infiammatori
@e''re: & la dimostrazione che in qualche modo lomeostasi termica dellorganismo & stata alterata. +a di""erenza tra la
"e''re e unipertermia "isiologica 5es. nellesercizio "isico6 & che in questultimo caso lorganismo mette in moto tutta
una serie di meccanismi per disperdere il calore. 7el caso del "enomeno "e''rile invece questi meccanismi non sono
messi in atto: anzi il pallore tipico della "e''re & legato al "atto che si ha una vasocostrizione cutanea proprio per
evitare una termodispersione.
- recettori termici della cute sono caratterizzati dalla presenza di canali ionici la cui attivit$ & strettamente dipendente
dalla temperatura. Anche neuroni del centro termoregolatore ipotalamico hanno dei meccanismi per misurare la
temperatura dei capillari che li per"ondono. !ssi sono sensi'ili a variazioni dellordine dei decimi di grado. 3i sono sia
neuroni sensi'ili al caldo che neuroni sensi'ili al "reddo.
-l centro termoregolatore ha poi connessioni con molte altre zone del cervello: la modi"icazione della "requenza di
scarica dei termoregolatori non in"luisce solo sul sistema para/ortosimpatico ma anche sulla corteccia motoria per
innescare il 'rivido 5contrazione involontaria della muscolatura volontaria col "ine di produrre calore6.
7ellin"iammazione sono prodotti pirogeni endogeni i quali sono in grado di ritarare il punto di lavoro del centro
termoregolatore. 7on si sa 'ene come questo precesso avvenga: in parte ci) & sicuramente dovuto al "atto che si veri"ica
una produzione locale da parte pro'a'ilmente delle cellule endoteliali poste in vicinanza dei centri termoregolatori in
risposta ai pirogeni di prodotti del meta'olismo dellacido arachidonico via ciclossigenasi 5ci) giusti"ica lazione
antipiretica dellaspirina6. +a produzione deve necessariamente essere locale perch# le prostaglandine prodotte in
peri"eria sono immediatamente inattivate e non potre''ero raggiungere i centri ipotalamici. 3ome poi i meta'oliti
dellacido arachidonico riescano a modi"icare la "requenza di scarica dei neuroni ipotalamici rimane da sta'ilire.
7ella de"ervescenza lipotalamo torna ad essere tarato sui /A V3 e in seguito alla messa in atto dei meccanismi di
termodispersione la "e''re cala.
+e connessioni del centro termoregolatore sono cosH complesse che la "e''re modi"ica anche atteggiamenti
comportamentali.
/0
2opo .00 anni di terapia antipiretica si & visto che com'attere la "e''re non porta alcuno svantaggio allorganismo nel
com'attere le in"ezioni. %ro'a'ilmente la "e''re & stata conservata nella "ilogenesi perch# essa esalta molte "unzioni
come la "agocitosi.
+eucocitosi: lin"iammazione porta ad una leucocitosi che costituisce il maggiore tra gli e""etti meta'olici ed endocrini.
A seconda del tipo di leucocitosi si pu) indirizzare la diagnosi: una neutro"ilia porta a propendere per unin"ezione acuta
di tipo 'atterico una lin"ocitosi per una "orma virale o unin"iammazione cronica una eosino"ilia per una parassitosi o
una "orma allergica.
+a prima diagnosi di""erenziale da "are quando si parla di lin"ocitosi & capire se si tratta di una lin"ocitosi
in"iammatoria o leucemica anche se non tutte le leucemie si accompagnano a leucocitosi perch# alcune "orme sono
caratterizzate da una crescita a livello midollare. 3i) causa lin"ocitopenia dal momento che le cellule staminali sane
sono distrutte da quelle neoplastiche.
+a di""erenza & che in una leucemia aumenta solo ed esclusivamente una categoria di cellule mentre di solito in una
"orma in"iammatoria la lin"ocitosi si accompagna tipicamente a monocitosi. -noltre la presenza di elementi immaturi nel
sangue & un indice di patologia neoplastica.
+a semplice in"iammazione non giusti"ica la leucocitosi: casomai dovre''e veri"icarsi il contrario. Tuttavia dal sito
in"iammatorio vengono prodotte citochine 53(@: colonQ stimulating "actor6 che giungono nel midollo osseo e
"avoriscono da una parte il rilascio di leucociti nel sangue e dallaltra la produzione di cellule mature.
+intensit$ della leucocitosi & correlata allintensit$ dello stimolo in"iammatorio: tanto pi0 ampio & il "enomeno
in"iammatorio tanto maggiore & la produzione di citochine. Alcune citochine non agiscono solo sul midollo osseo ma
anche a livello delle stazioni lin"atiche peri"eriche.
Queste citochine sono l-+. l-+2 5classica -+ che induce proli"erazione e maturazione dei lin"ociti T6 -+5 -+A -+/ 5&
un "attore di crescita aspeci"ico6 ?(@ 5"attore di crescita dei granulociti6 e <(@ 5"attore di crescita dei monociti6.
Queste ultime tre citochine sono usati come coadiuvanti nella chemoterapia per ovviare alla leucopenia che si veri"ica
nei soggetti trattati dal momento che i precursori delle cellule 'ianche sono molto sensi'ili a qualsiasi "attore
antimitotico ivi comprese le radiazioni.
Altri e""etti generali:
%roduzione di proteine di "ase acuta come la proteina 31reattiva e le serum amiloidi A e %. Queste proteine
sono prodotte dal "egato in risposta a citochine come l-+1.. +e proteine di "ase acuta possono portare a
conseguenze molto gravi 5amiloidosi6,
Aumento della produzione di glicocorticoidi,
Aumento delle Y1glo'uline se il "enomeno in"iammatorio comporta lattivazione dei lin"ociti.
LE A,ILOIDO)I
3on lallungamento dellaspettativa di vita le patologie degenerative ed in particolare la "orma di amiloidosi che si ha a
carico del (73 5mor'o di Alzheimer6 sono diventate una grave malattia sociale.
+amiloidosi pu) essere la conseguenza di unin"iammazione cronica ed & dovuta alla deposizione di materiale amor"o
di natura proteica in sede eCtracellulare. +organo prevalentemente colpito dipende dal tipo di amiloidosi.
-l termine amiloidosi deriva da amido perch# i patologi della -- met$ dellM00 notarono che cerano delle condizioni
mor'ose in cui si notava una sostanza in sede eCtracellulare con propriet$ simili a quelle dellamido 5metacramasia6.
Trattando il tessuto con un particolare tipo di colorante il rosso 3ongo si colora questa sostanza in maniera selettiva. -l
colorante pu) essere iniettato in un paziente e si pu) poi misurarne la clearance: se ci sono depositi amiloidi una parte di
questo indicatore viene sequestrato e la clearance diminuisce.
(u 'ase clinica le amiloidosi possono essere distinte in primarie o secondarie a seconda che la malattia sia senza cause
apparenti o se viceversa accompagni altre patologie.
Questi depositi possono provocare danni "unzionali.
%er quando riguarda la natura dellamiloide i depositi sono da un punto di vista della loro componente molecolare cosH
"ormati:
3irca il E0B & costituito da una componente proteica speci"ica che tende a depositarsi in "orma di "i'rille. Questa
componente varia a seconda del tipo di amiloidosi ed & la responsa'ile delle propriet$ tintoriali,
3irca il .0B & costituito da una componente costante % 5serum amQloid % component (A%6: & una proteina sierica
appartenente al gruppo delle pentrassine. (i lega alle "i'rille in tutte le "orme di amiloidosi ad eccezione
dellAlzheimer,
;na piccola quantit$ & costituita da glicosaminoglicani.
%er molti anni si & classi"icato le amiloidosi come malattie primarie. %oi ci si & resi conto che il "enomeno & complesso e
si & cominciato a classi"icare le amiloidosi in 'ase al tipo di proteina speci"ica che si deposita.
+e principali amiloidosi sono:
.. A+: & legata a proli"erazione monoclonale dei lin"ociti >. 3olpisce in stragrande maggioranza pazienti a""etti da
mieloma multiplo. ! causata da uniperproduzione di catene leggere soprattutto di tipo c rispetto a quelle pesanti.
3i) da una parte provoca proteinuria e dallaltra porta alla creazione di depositi amiloidi,
2. AA: sono conseguenza di malattie croniche. (i depositano proteine dette (AA appartenenti alle proteine di "ase
acuta,
/. compare in pazienti dializzati ed & dovuta al "atto che un componente dellN<3 la I2 microglo'ulina tende a
depositarsi,
/.
4. di tipo genetico legata a mutazioni punti"ormi della preal'umina porta ad una certa "acilit$ di aggregazione e di
deposito nei tessuti,
5. "orme endocrine: particolarmente nota & lamiloidosi che si accompagna al dia'ete di tipo -- dove si ritrovano
depositi amiloidi allinterno delle isole pancreatiche. Questi depositi dipendono dalla secrezione da parte del
pancreas di un piccolo peptide lamilina co1secreto con linsulina. (i & scoperto che lamilina & una proteina che in
vitro ha e""etti anti1insulinici: si & perci) pensato che il dia'ete di tipo -- potesse essere dovuto ad
uniperproduzione di amilina. :ggi lipotesi & tramontata e il ruolo 'iologico di questo peptide resta ancora da
de"inire,
L. <A+ATT-A 2- A+*N!-<!4: si tratta di una malattia di lunga durata che compare allinizio con dei sintomi
molto vari 5distur'i dellumore perdita di memoria disorientamento temporale e spaziale6 e perci) per la diagnosi
sono necessari almeno ./2 anni dallinsorgenza.
3on laggravarsi della malattia si notano segni caratteristici:
1 amnesia anterograda,
1 distur'i del comportamento,
1 col progredire della malattia si arriva alla demenza completa.
Tra un cervello di un paziente normale e quello di uno a""etto le di""erenze sono notevoli: vi & una "orte atro"ia
corticale con ingrandimento dei ventricoli conseguentemente alla perdita di parenchima 5neuroni colinergici6.
Alla %!T si vede chiaramente che un cervello di un paziente Alzheimer & pi0 piccolo e lutilizzazione del glucosio &
"ortemente ridotta.
-n diverse zone cere'rali vi & la deposizione di materiale amor"o con una particolare struttura: un core centrale che
sem'ra essere lamiloide circondato da "ilamenti a raggio risultato della degenerazione degli assoni e dei dendriti
dei neuroni circostanti.
- depositi sono dovuti ad un piccolo peptide di 42 AA detto I42 il quale & contenuto normalmente su una proteina
di super"icie dei neuroni 5A%%: amQloid precursor protein6. +a proteina & tagliata da un gruppo di proteasi e solo
questo prodotto & responsa'ile della malattia.
%u) succedere che la proteina A%% normale vada incontro a proteolisi selettiva da parte delle RI e Y secretasi. A
seconda della via di taglio pu) o meno instaurarsi la malattia: se la proteina & tagliata dalle R secretasi non si
veri"ica malattia ma se essa & tagliata prima dalle I e poi dalle Y si veri"ica malattia.
3irca il 5B dei pazienti a""etti da Alzheimer hanno una predisposizione "amiliare: evidentemente ci sono delle
alterazioni genetiche dellA%% oppure nei geni modulatori della "unzione secretasica.
+e "orme "amiliari sono caratterizzate da una precoce et$ di insorgenza 5prima dei L5 anni6 e da unereditariet$
autosomica dominante.
7el resto dei casi si parla di Alzheimer sporadico e non si & in grado di capire la patogenesi.
)TRE)) O))IDATI3O5 ,ALATTIE E IN3ECC6IA,ENTO (Colonna"
Lo stress ossidativo
+ossigeno & caratterizzato da un paradosso: & essenziale per la nostra vita ma & anche un elemento tossico se & ad alte
dosi.
+a "isiologia e la patologia non & relativa all:2 che di per s# & un elemento inerte ma alla sue "orme reattive 54:(6. -
sistemi 'iologici di"atti hanno imparato a rendere reattivo un elemento come lossigeno che di natura non lo &.
- 4:( possono essere i radicali oppure altri elementi come lacqua ossigenata che sono reattivi pur non essendo
radicali. :ltre ai 4:( esistono anche le specie reattive dellazoto 547(6 come lossido nitrico che & unimportante
molecola segnale.
+a vita aero'ia & caratterizzata da una situazione persistente di attacchi ossidativi. +o stress ossidativo & dovuto a tutte
le mani"estazioni conseguenti allesposizione ad un eccesso di ossidanti. 3i) si veri"ica in seguito a s'ilanciamento tra i
sistemi che producono 4:( e quelli che li eliminano. +o s'ilanciamento si pu) realizzare o per iperproduzione di 4:(
o per de"icit dei sistemi di detossi"icazione. ;n esempio tipico di questultimo caso & la carenza di vitamina !.
+e conseguenze dello stress ossidativo sono:
%atologie neurodegenerative 5Alzheimer e %arGinson6,
%atologie cardiovascolari,
2ia'ete,
Tumori.
+a patologia associata allo stress ossidativo & dovuta a danni al 2na a cui si aggiungono i danni alle proteine e ai lipidi.
-n topi da la'oratorio lo stress ossidativo conseguente ad irradiazione ha comportato un invecchiamento precoce. ?li
stessi e""etti ha prodotto una dieta priva di vitamina !.
- 4:( si producono in misura di circa il 4B dell:2 consumato dai mitocondri. -n virt0 del sito di sintesi dei 4:( il loro
'ersaglio prediletto & il mt27A meno il 27A nucleare. -l mt27A viene riparato ma comunque col tempo esso si usura
ed i mitocondri diventano meno e""icienti: questo & uno dei meccanismi dellinvecchiamento.
- sistemi viventi non hanno tuttavia inventato dei sistemi per eliminare totalmente i 4:( perch# essi sono comunque
importanti come segnali o in altri processi. 2i conseguenza vi devessere unomeostasi tra produzione e eliminazione.
;na quantit$ troppo 'assa di 4:( provoca un de"icit nella risposta proli"erativa e nei meccanismi di di"esa 5'urst
respiratorio6. ;n eccesso di 4:( al contrario non provoca solo danni da stress ossidativo ma & anche causa di
/2
unalterazione delle vie di segnale: ad esempio essi possono essere interpretati come segnali di apoptosi perch#
agiscono su "attori trascrizionali come p5/ che sono in grado di stimolare lapoptosi.
Quindi i 4:( non producono solo danni ma sono anche essenziali in alcune "unzioni importanti come quella
'attericida. Anche in questo caso per) c& un aspetto positivo ed uno negativo: in"iammazioni prolungate con grande
produzione di 4:( espongono al rischio dello stress ossidativo.
+a superossido dismutasi ci di"ende dallanione superossido. Questo enzima & stato trovato in tutti gli organismi viventi:
ci) sta a testimoniare che in tutte le cellule sono presenti radicali dellossigeno.
-n generale oltre ai mitocondri le principali sorgenti di radicali sono tutti quei siti in cui avvengono reazioni redoC.
Questo & dovuto al "atto che essendo lossigeno u'iquitario 5in particolare nelle mem'rane & solu'ile L volte pi0 che
nellacqua6 dove ci sono transizioni di elettroni li'eri essi possono essere captati dallossigeno. :gni volta che si
produce anione superossido si crea anche acqua ossigenata che & molto tossica.
+e sorgenti principali di radicali sono i mitocondri il 4!+ dove avvengono i processi di detossi"icazione nei leucociti
per il 'urst respiratorio e negli eritrociti per i processi redoC a carico dellemoglo'ina.
- siti in cui gli attacchi ossidativi sono pi0 pesanti sono le mem'rane i mitocondri il nucleo e le varie proteine.
,eccanismi di difesa anti+ossidanti
- livelli di di"esa sono essenzialmente tre:
.. -ni'izione della produzione di 4:(,
2. 3attura e neutralizzazione del radicale che non si pu) agevolmente distruggere come se si trattasse di una proteina,
/. 4iparazione dei danni procurati dai 4:( mediante riparazione del 2na e sostituzione di molecole danneggiate.
- meccanismi di di"esa sono costituiti da tre 8'arriere9:
..
!arriera enzimatica: & la pi0 importante perch# gli enzimi non sono 8monouso9. -l primo evento dopo la
"ormazione di superossido & la sua conversione in ossigeno ed acqua ossigenata ad opera della superossido
dismutasi. ! questo un enzima induci'ile in caso la produzione di anione superossido sia massiccia. !sso ha inoltre
unaltissima sta'ilit$ "unziona in una ampia "inestra di ph 545 b E56 si trova a tutti i livelli nella cellula e in tutti i
tipi di cellule.
+acqua ossigenata & comunque un ossidante. Allora su'entra lenzima catalasi che tras"orma lacqua ossigenata in
acqua e ossigeno. Questo enzima si trova nei perossisomi nei mitocondri degli epatociti e nel citoplasma degli
eritrociti,
2.
!arriera vitaminica: le vitamine A 3 ! ma anche lacido urico e il glutatione sono tutti riducenti e quindi
neutralizzano i radicali. +a vitamina ! essendo idro"o'ica protegge dai danni ossidativi in particolare a carico
della mem'rana. Queste sono particolarmente pericolose perch# una reazione ossidativa a carico di un "os"olipide si
di""onde a catena su tutta la mem'rana. +a vitamina ! intercalandosi tra i "os"olipidi assume su di s# gli elettroni
ed interrompe la catena di reazioni.
Anche il colesterolo & un agente che protegge dallossidazione lipidica.
- carotenoidi sono importanti antiossidanti e sono gli unici agenti che proteggono dai processi di "oto1ossidazione,
/.
!arriera dei c"elanti del ferro e del rame: 4eazione di @enton: N2: K @e
2K
53u
K
6 F @e
/K
53u
2K
6 K :N
1
K :N
Z
-l radicale idrossile & il pi0 reattivo tra i 4:( ed & pericolosissimo perch# contro di esso non a''iamo di"ese. ;n
sovraccarico di "erro e rame produce danni gravissimi tanto pi0 che il "erro e il rame ossidati poi si riducono di
nuovo: la reazione completa o reazione di Na'er _eiss vede il rame ed il "erro "unzionare da catalizzatori:
N2:2 K :2
1
111 53u/@e6 1116 :N
Z
K :N
1
K :2
- processi ossidativi avvengono sia allinterno della cellula sia nel sangue. -n esso i pi0 importanti meccanismi di di"esa
sono le vitamine A 3 ! ma soprattutto i chelanti del "erro e del rame.
Patolo%ia associata al ferro e al rame
Tutte le cellule di tutti i tessuti necessitano di "erro e di rame per i citocromi per la citocromo ossidasi e per la
superossido dismutasi nonch# per leme dellemoglo'ina.
3osH come avviene per lossigeno anche in questo caso si crea un paradosso perch# essi se si trovano allo stato li'ero
sono altamente tossici perch# catalizzano la reazione di Na'er _eiss. Questi ioni possono arrivare ad essere presenti
li'eri nel sangue quando vi & un sovraccarico e quindi una saturazione dei sistemi chelanti.
-n particolare associate a queste condizioni ci sono due patologie gravissime: lemocromatosi 5eccesso di @e6 e la
malattia di _ilson 5eccesso di 3u6.
- sistemi chelanti sono rappresentati dalla trans"errina dalla "erritina 5ogni molecola di "erritina pu) contenere 4000
molecole di ossido di "erro6 aptoglo'ulina emopeCina e al'umina.
+a trans"errina ha due "unzioni "ondamentali: trasporta il "erro e lo lega impedendogli di catalizzare la reazione di
Na'er _eiss. Questa molecola nel sangue & saturata mediamente per solo un terzo in modo da poter ovviare ad un
eccesso di "erro. +a trans"errina ha inoltre azione 'atteriostatica perch# non rende disponi'ile il "erro che serve ai
procarioti per crescere.
-n"ine la trans"errina opera il trasporto del "erro nelle cellule:
+a trans"errina con il "erro legato & legata a sua volta dalla apotrans"errina,
-l complesso apotrans"errina K trans"errina & legato da un recettore cellulare e trasportato nei lisosomi,
+acidi"icazione dei lisosomi provoca il distacco della trans"errina dal complesso apotrans"errina K recettore,
-l complesso apotrans"errina K recettore torna sulla mem'rana e a pN neutro lapotrans"errina senza trans"errina
legata si dissocia,
//
-l "erro che & entrato nellorganismo va ad alimentare i depositi cellulari a""idati alla "erritina una proteina che
viene digerita quando vi sono richieste di "erro da parte della cellula per la sintesi di eme oppure perch# deve essere
immesso in circolo.
(u 5 g di "erro presente nellorganismo solo .mg/l di esso si trova allo stato li'ero.
(ia "erritina che trans"errina hanno altissima velocit$ di sintesi cosH se il sovraccarico & grande i depositi aumentano.
Queste due proteine tuttavia non sono su""icienti: ci sono altre proteine che legano il "erro come lemosiderina e la
latto"errina.
;n altro pro'lema legato alleme & quello che si li'era in seguito a lisi dei glo'uli rossi: il "erro legato alleme & in"atti
ancora in grado di catalizzare la reazione di Na'er _eiss. -n particolare questa reazione danneggere''e il rene.
%rovvedono allora aptoglo'ina ed emopeCina che legano emoglo'ina ed eme. Appena & avvenuto il legame la loro
emivita scende di tantissimo poich# vengono portate al "egato ed eliminate.
+a ceruloplasmina ossida il "erro ed il rame 5altro modo per impedire la reazione di Na'er _eiss6 e svolge il principale
ruolo antiossidante nel sangue.
%atologia:
-l "erro presenta un pro'lema: non viene mai escreto e tutto ci) che & assor'ito si accumula nellorganismo. -l "erro &
assunto a livello intestinale e lH avviene il controllo dellassunzione.
%er il rame invece la situazione & opposta: esso pu) entrare tranquillamente nellorganismo ma non pu) uscire
li'eramente.
+emocromatosi ereditaria & dovuta ad unalterazione genetica che provoca un eccessivo assor'imento intestinale di
"erro 5circa 4 volte le dosi normali6. A 40 anni una persona malata ha 20 g di "erro depositati nellorganismo contro . g
delle persone normali.
!siste anche una condizione che si chiama sovraccarico secondario di "erro che si veri"ica per esempio a causa delle
tras"usioni in seguito alle emazie lisate.
+a malattia di _ilson & invece dovuta ad un di"etto nella secrezione 'iliare di rame. %rovoca danni gravi al "egato e al
cervello 5epatiti acute o "ulminanti ed anemie emolitiche6.

Danni da a%enti cimici eso%eni
+e sostanze chimiche esogene sono assor'ite per ingestione inalazione o contatto cutaneo.
Tali sostanze sono spesso meta'olizzate attraverso percorsi multipli con il risultato spesso di detossi"icare la sostanza
in maniera che possa essere eliminata ma a volte di rendere una sostanza di per s# innocua una sostanza tossica.
3i) avviene soprattutto nel "egato che & la sede principale di tras"ormazione enzimatica delle sostanze esogene. Questi
processi avvengono ad opera di enzimi microsomiali presenti nel 4!+ per ossidazione riduzione coniugazioneP
3ome detto le conseguenze di questi processi possono essere:
-nattivazione della sostanze esogena,
<odi"icazione dellattivit$,
Attivazione meta'olica: sostanze inerti sono tras"ormate in agenti reattivi.
;n processo importante di attivazione meta'olica & una reazione redoC che porta alla tras"ormazione di una sostanza
inerte in un radicale mediante lintervento di un coenzima che pu) essere:
;n agente citostatico antitumorale 5in questo caso la sostanza 8radicalizzata9 & lossigeno6. +e sostanze citostatiche
anticancro hanno la caratteristica di intercalarsi tra le 'asi e di produrre in quella posizione radicale superossido. -n
sostanza si tratta di una terapia 'asata sui 4:(. Tuttavia ci sono delle cellule che reagiscono ai danni da 4:(
invece che con lapoptosi proli"erando ancora di pi0 ed altre che possiedono una pompa che espelle attivamente il
"armaco,
-l citocromo > nella catena che permette il 'urst respiratorio 5ancora la sostanza 8radicalizzata9 & lossigeno6,
-l citocromo %450 coinvolto nei processi epatici di tras"ormazione meta'olica delle sostanze esogene 5in questo caso
la sostanza 8radicalizzata9 & un composto chimico esogeno6. -l citocromo %450 costituisce una "amiglia numerosa dal
momento che ogni essere vivente possiede geni che codi"icano per un gruppo di citocromi.
-l citocromo %450 & una proteina induci'ile la cui sintesi pu) essere stimolata da diversi tipi di composti 5es.
etanolo6.
+a varia'ilit$ individuale nella presenza e nel sottotipo del citocromo %450 determina per esempio la sensi'ilit$
individuale ai "armaci: un "armaco tras"ormato pu) essere eliminato e quindi a parit$ di dose una persona pu)
avere e""etti in"eriori, allo stesso modo un "armaco pu) essere tras"ormato in una sostanza che provoca e""etti
collaterali cui una persona pu) essere pi0 sensi'ile che altre. Analogamente un procancerogeno pu) essere
tras"ormato in cancerogeno e produrre e""etti tossici: ci) dipende dalla varia'ilit$ individuale nei processi di
tras"ormazione meta'olica.
2etossi"icazione mediata dal citocromo %450:
-l processo di detossi"icazione mediato dal citocromo %450 si svolge attraverso la seguente reazione:
7A2%N K :2 K 4N 1115cat: 7A2%N cit %450 reduttasi K cit %4506 1116 7A2%
K
K N2: K 4:N
-n pratica & stato aggiunto alla sostanza 4 un gruppo idrossile rendendola pi0 solu'ile. -l ciclo continua "inch# tutta la
sostanza non & resa solu'ile ed eliminata attraverso le urine. (e & questo il risultato del ciclo 5e non & per esempio un
radicale6 la sostanze & correttamente eliminata dallorganismo.
Questo sistema & detto <!:( 5sistema microsomiale di ossidazione delletanolo6
Tossicit$ del 33l4
/4
7ei topi la somministrazione di tetracloruro di car'onio produce nella prima ora dopo la somministrazione statosi
5accumulo a'norme di trigliceridi nelle cellule parenchimali in particolare negli epatociti6 mentre dopo 5/L ore
compaiono "i'rosi cirrosi e tumori epatici.
-l 33l4 che di per s# & un solvente assolutamente inerte produce disorganizzazione strutturale e "unzionale delle
mem'rane del reticolo endoplasmatico degli epatociti con conseguente 'locco della produzione di proteine.
-l "egato & lepicentro del meta'olismo lipidico: i lipidi trasportati dal sangue 5come chilomicroni o acidi grassi li'eri6
sono captati dal "egato tras"ormati e rilasciati sotto "orma di =+2+. <a se la sintesi proteica & alterata non si pu)
produrre la componente proteica delle lipoproteine e i lipidi rimangono negli epatociti.
+a tossicit$ del tetracloruro di car'onio & dovuta al "atto che il processo di detossi"icazione mediata dal citocromo %450
invece di produrre una sostanza solu'ile ed elimina'ile produce radicale tricloro metile. Questo radicale & in grado di
indurre perossidazione lipidica e quindi di creare danni alla mem'rana del reticolo.
Alcool
+assunzione cronica di alcool & causa di statosi epatica epatite acuta e cirrosi. Analogamente anche i "armaci possono
produrre epatopatie.
- danni epatici da assunzione di alcool derivano principalmente dal suo meta'olismo. +etanolo assunto viene
tras"ormato in acetaldeide e poi in acetato. Questa reazione pu) seguire due vie: o richiedere lattivazione del <!:(
oppure avvenire attraverso lenzima alcool deidrogenasi 5A2N6.
7ei soggetti non etilisti un assunzione normale di alcool & meta'olizzata per il E0B dalla via dellalcool deidrogenasi e
solo per il .0B dal <!:(. (e invece il carico di etanolo & pesante lalcool deidrogenasi non riesce a "arvi
completamente "ronte e il 25 B dellalcool ingerito & meta'olizzato via <!:(.
Addirittura negli etilisti in cui lalcool ha indotto una imponente produzione dei citocromo %450 anche in caso di
assunzione moderata di alcolici il 50B delletanolo & meta'olizzato via <!:(.
-n particolare letanolo induce la sintesi di iso"orme del citocromo % molto pi0 e""icienti di quelle normalmente
espresse: ecco perch# anche se lA2N & disponi'ile una 'uona parte delletanolo non segue quella via.
3iclo normale:
!tanolo K 7A2
K
1115A2N61116 Acetaldeide K 7A2N
Acetaldeide K 7A2
K
11115acetaldeide ossidasi6 1116 acetato K 7A2N
(e invece & coinvolto il <!:(:
!tanolo K 7A2%
K
K :2 11115meos61116 Acetaldeide K O7
+
8 67O7
Acetaldeide K :2 K Ac:C 1116 Acetato K O7
+
K Sa:C
+a presenza di radicale pu) comportare ossidazione lipidica. (i lisano perci) epatociti e si li'era "erro dai depositi
epatici. +a presenza di "erro e di radicali innesca la reazione Na'er1_eiss che accentua il danno epatico.
-noltre gli acidi grassi li'eri che si accumulano nel "egato alterano le mem'rane provocando anchessi necrosi degli
epatociti.
@armaci
;n "armaco come il paracetamolo pu) essere meta'olizzato dal <!:( con la produzione di un meta'olita tossico.
7ormalmente ci) provoca solo lievi danni ma se il <!:( & "ortemente attivo perch# & stato indotto da un altro
composto come lalcool allora i danni possono essere pi0 seri.
7ormalmente questo meta'olita tossico & neutralizzato dal glutatione ma negli alcolisti che normalmente sono anche
malnutriti esso & scarso. -l 'inomio alcool e paracetamolo & "requente perch# spesso dopo una 'evuta compare il mal di
testa.
;naltra considerazione da "are & che in un non1etilista siccome il citocromo %450 & molto pi0 a""ine per lalcool che per
le altre sostanze se si assume alcool insieme a "armaci essi sono detossi"icati con pi0 di""icolt$ e la dose circolante &
superiore di quella che si avre''e in un individuo normale.
Al contrario un etilista ha una maggiore disponi'ilit$ di <!:( che comunque & in grado di "ar "ronte sia allalcool che
ai "armaci: addirittura la clearance del "armaco & aumentata e sono necessarie dosi maggiori.
2opo il cessato a'uso cronico di etanolo lalcool ritorna ad essere in gran parte meta'olizzato dalla via dellalcool
deidrogenasi ma laumentata clearance dei "armaci persiste per vari anni.
DANNI DA RADIA4IONI
Cause fisice di malattia
Tutte le cause "isiche di malattia hanno una 'ase comune: c& un tras"erimento di energia dellam'iente dallam'iente
allorganismo 5radiazioni6 o viceversa 5ipotermia6.
2ue parametri "ondamentali sono lintensit$ e la durata di questo processo.
%er quanto riguarda le radiazioni esse sono un "attore patogeno perch# sono di""use a livello am'ientale. +a patogenesi
si attua mediante cessione dellenergia da esse posseduta al materiale 'iologico. Tale energia viene ceduta in modo non
uni"orme.
?li e""etti delle radiazioni sono di tre tipi: termico eccitante e ionizzante.
+e radiazioni in"rarosse producono solo e""etti termici le ;= producono solo e""etti termici e eccitanti mentre le
radiazioni ionizzanti producono tutti e tre gli e""etti.
Radia#ioni ioni##anti
;na radiazione & ionizzante se & in grado di li'erare gli elettroni dagli atomi.
/5
2i per s# la ionizzazione non produce e""etti patologici ma causa tuttavia danni con e""etto:
2iretto: se causa alterazioni 'iologiche a livello della molecola colpita. ?li e""etti sono pro'a'ilistici e generali
5quindi non ci sar$ un sito pi0 colpito di un altro6,
-ndiretto: produce radicali a scapito dellacqua. Questo & le""etto che causa la maggior parte dei danni da
radiazioni dato il grande contenuto di acqua nelle cellule.
Quando una radiazione colpisce un materiale 'iologico gli eventi chimico1"isici avvengono in tempi rapidissimi ma gli
e""etti 'iologici possono presentarsi anche dopo molto tempo. -n particolare:
2anni 'iomolecolari: si mani"estano dopo ms1ore,
!""etti 'iologici precoci 5morte cellulare morte dellindividuo6: ore1settimane,
!""etti 'iologici tardivi 5induzione di neoplasie e""etti genetici6: anni1secoli.
-n questultimo caso non si parla solo di e""etti sul singolo ma di e""etti sulla popolazione.
+a radiosensi'ilit$ cellulare in generale &:
2irettamente proporzionale alla capacit$ riproduttiva espressa come indice mitotico,
-nversamente proporzionale al grado di di""erenziamento cellulare.
(i de"inisce 'ersaglio critico in una cellula larea in cui la produzione di agenti ionizzazioni comporta il
danneggiamento di strutture molecolari "ondamentali per la vita della cellula. -l sito pi0 critico in una cellula &
pro'a'ilmente il 27A nucleare.
- danni prodotti da radiazioni R e I sono massicci ma limitati nello spazio essendo il +!T alto. -nvece i raggi Y hanno un
+!T pi0 'asso ma penetranza maggiore: provocano danni di intensit$ in"eriore ma di""usi nello spazio.
%er uni"icare gli e""etti delle radiazioni si & introdotto un parametro di con"ronto che tiene conto sia del tipo di
radiazioni che lenergia da esse trasportata: le""icacia 'iologica relativa. !ssa & de"inita come il rapporto tra il +!T
della radiazione in esame ed il +!T dei raggi C a 250G!v.
-n e""etti un +!T uguale a . indica la dose di una certa radiazione necessaria per produrre lo stesso e""etto 'iologico di
una dose di raggi S a 250G!v.
Danni alle cellule delle radia#ioni ioni##anti
(ul 2na le radiazioni ionizzanti producono i seguenti e""etti:
@ormazione di dimeri di timina: sono spesso causa di comparsa di tumori,
4ottura a singola o a doppia catena: le singole rotture sono molto comuni e "acilmente ripara'ili. +e rotture doppie
correlate nel tempo e nello spazio non sono ripara'ili perch# si veri"icano immediatamente processi di
riaggregazione che comportano a'errazioni cromosomiche 5"ormazione di anelli K "rammenti acentrici, "rammenti
dicentrici K "rammenti acentrici, traslocazione6.
4ottura di legami a idrogeno,
Alterazione degli zuccheri.
(i noti che lazione diretta rappresenta solo .// dei meccanismi di danno totali mentre il resto & rappresentato dai
meccanismi indiretti.
?li e""etti acuti delle radiazioni ionizzanti dipendono dalla dose:
T .0 ?Q: necrosi
.12 ?Q: uccisione delle cellule proli"eranti
U 05 ?Q: nessun e""etto istopatologico. Tuttavia si producono danni a livello su'cellulare ed il 27A & il 'ersaglio
primario. 3ellule geneticamente danneggiate possono evolvere in cellule neoplastiche.
A causa del "atto che la radiosensi'ilit$ & diversa da tessuto a tessuto gli e""etti dellirradiazione dellorganismo in toto
sono caratterizzati da un quadro complesso. %articolarmente sensi'ili sono le cellule dellepitelio intestinale e quelle del
sistema immunitario.
+a radiosensi'ilit$ delle cellule si misura con le curve di sopravvivenza cellulare. %er morte cellulare in radiologia si
intende la perdita della capacit$ riproduttiva anche se la respirazione cellulare e la sintesi proteica possono protrarsi per
ore.
+e radiazioni ionizzanti o''ediscono a leggi pro'a'ilistiche: la percentuale di cellule uccise non aumenta linearmente
con la dose ma con andamento logaritmico 5allinizio piccole dose uccidono molte cellule dal momento che la densit$
dei 'ersagli & grande, diminuendo poi la densit$ ci vogliono dosi pi0 grandi. 3i) ha unimportante implicazione in
radioterapia: non si riesce ad uccidere tutte le cellule6.
+e cellule in "ase < sono le pi0 radiosensi'ili meno in ?. in ?2 ed in "ase (. Questo perch# una cellula in "ase < ha il
massimo volume cellulare ed il 2na esposto.
@attori che in"luiscono sulle curve di sopravvivenza di un determinato tipo di cellule sono il +!T, il momento del ciclo
cellulare lossigeno i tioli come il glutatione 5composti antiossidanti6 la velocit$ di somministrazione della dose ed il
"razionamento della dose.
%er quanto riguarda lossigeno le cellule pi0 ossigenate sono pi0 radiosensi'ili di quelle ipossiche 5come lo sono quelle
al centro di un tumore6. Questo perch# lossigeno & implicato nelle""etto indiretto da radiazioni.
%er quanto riguarda invece il "razionamento della dose se una stessa dose & somministrata a "razioni intervallate da d
giorni gli e""etti sono minori perch# nel "rattempo esse possono riparare i danni. Questo e""etto & particolarmente
marcato nei tessuti ad alto indice mitotico meno in quelli a 'asso indice mitotico.
Risposta cellulare all&irradiamento
/L
+a cellula risponde alle radiazioni 'loccando il ciclo cellulare in "ase ?. per azione della p5/ 5se per) p5/ stesso & stato
danneggiato o & geneticamente alterato questo non & possi'ile6. Questo avviene a""inch# lenergia sia dirottata dal ciclo
cellulare ai processi riparativi.
+a cellula quindi ripara le lesioni ma il processo non & esente da errori con conseguenti mutazioni.
(e i danni non vengono riparati entrano in azione i meccanismi di morte apoptotica. ;n p5/ alterato comporta
lincapacit$ della cellula di morire per apoptosi in caso di danni estesi: in questo caso o la cellula muore per necrosi
oppure diventa iperproli"erativa.
Danni da radia#ioni ioni##anti a livello tessutale
-l danno in un tessuto irradiato compare dopo un tempo che dipende dalla cinetica cellulare di quel tessuto.
%er esempio nelle cripte intestinali 5tessuto a rapida crescita6 la desquamazione e la perdita dellepitelio si veri"ica entro
la prima settimana dallirradiazione. +e conseguenze non si limitano solo ai processi digestivi ma si veri"ica anche
setticemia.
7el sangue crollano su'ito i lin"ociti seguiti dai granulociti entro pochi giorni e dalle piastrine nel giro di una
settimana. ?li eritrociti invece hanno una sopravvivenza maggiore.
%oich# un certo organo del corpo umano ha di""erenti linee cellulari la cui sensi'ilit$ pu) di""erire notevolmente le
alterazioni si possono mani"estare dopo solo pochi giorni 5intestino6 oppure dopo mesi 5"egato polmoni e cuore6.
(otopatolo%ia
+e radiazioni ;= sono le radiazioni eccitanti pi0 pericolose: esse si dividono in 'ase alla "requenza in ;=A
5a''ronzanti6 ;=> 5cancerogene6 e ;=3 5"iltrate dallozono6.
!sistono sostanze chimiche 5"otosensi'ilizzanti6 come certi coloranti o le tetracicline che assor'endo la luce si eccitano
e possono causare modi"icazioni chimiche nelle strutture 'iologiche vicine.
-n particolare se i "otoni hanno energia su""iciente inducono la tras"ormazione dei "otosensi'ilizzanti in sostanze eccitate
che possono tras"erire la loro energia allossigeno e tras"ormarlo in ossigeno di singoletto un radicale. -n tal senso
anche i danni "otochimici sono causati dai 4:(.
+e por"irie sono malattie causate da unalterazione genetica che porta alla "ormazione di por"irine che non si
tras"ormano in eme ma che assor'endo radiazioni luminose possono portare alla "ormazione di 4:(.
- danni pi0 "requenti causati dai raggi ;= sono le perossidazioni lipidiche ossidazione di aminoacidi ossidazione della
guanina e "ormazione di dimeri di timina 5predispongono ai melanomi6.
-l carotene ha la caratteristica di contrastare le""etto dei "otosensi'ilizzanti riaccoppiando lossigeno.
PATOLOGIA GENETICA (Rossetto"
,alattie %enetice$
(ono malattie in cui lapparato genetico & totalmente o parzialmente 5nel caso delle malattie multi"attoriali6 coinvolto
nellinsorgenza della malattia. +e malattie genetiche possono essere catalogate come:
<alattie monogeniche o mendeliane. !sse sono le pi0 di""use. 3i sono alcune malattie monogeniche quelle dovute
ad espansione di triplette la cui trasmissione discosta leggermente dalla legge di <endel,
<alattie citogenetiche: sono dovute ad alterazione grossolana del patrimonio genetico,
<alattie poligeniche multi"attoriali: oltre alle mutazioni a carico dei geni anche i "attori am'ientali sono implicati
nella patogenesi. Tra le malattie genetiche si possono includere le malattie come il tumore o le malattie
cardiovascolari anche se i "attori am'ientali giocano un ruolo importante,
<alattie genetiche mitocondriali.
<alattie monogeniche: sono le pi0 numerose tra le malattie genetiche tanto che ne sono state catalogate circa 5000.
(eguono delle modalit$ di trasmissione che le portano ad essere catalogate come A2 A4 dominanti legate allS
oppure recessive legate allS. %oche sono le malattie legate allW.
+e malattie genetiche dominanti legate allS sono molto rare un esempio & il rachitismo resistente alla vitamina 2.
<olto pi0 di""use sono invece le malattie recessive legate allS. !sse colpiscono quasi esclusivamente soggetti maschi
anche se una certa percentuale di "emmine possono ammalarsi per il "enomeno della +Qonizzazione. -n questultimo
caso la "emmina sar$ caratterizzata dalla presenza di mosaicismo: alcune cellule mani"estano il "enotipo alterato e se
esse sono in percentuale rilevante si pu) assistere alla mani"estazione clinica della malattia.
+e mutazioni implicate nelle malattie monogeniche sono dette su'microscopiche e possono comportare:
2elezione parziale o completa del gene,
<utazione punti"orme con sostituzione di una singola 'ase,
<utazione "rameshi"t con inserzione di una o due 'asi e conseguente slittamento del codice di lettura.
+a mutazione pu) essere sia a carico della regione codi"icante 5mutazione senso: sostituzione di un aminoacido con un
altro, mutazione nonsenso: codone di stop6 oppure a carico di regioni non codi"icanti.
+e mutazioni che riguardano le regioni non codi"icanti in"luenzano la trascrizione o la maturazione del trascritto. (e
esse riguardano il promotore o lenhancer si pu) avere riduzione o 'locco della trascrizione se invece riguardano gli
introni possono essere alterati i siti di splicing con maturazione anormale dellm47A.
/A
<alattie citogenetiche: si distinguono le anomalie strutturali in cui si ha alterazione della struttura dei cromosomi
5traslocazioni delezioni e inserzioni6 e le anomalie numeriche che riguardano il numero dei cromosomi 5aneuploidia6.
%er quanto riguarda le alterazioni strutturali una persona portatrice di una traslocazione 'ilanciata pu) essere
"enotipicamente normale. - pro'lemi si pongono se queste a'errazioni coinvolgono cellule germinali perch# in questo
caso lem'rione che da esse si genera pu) essere parzialmente trisomico e/o parzialmente unisomico.
Allinterno delle traslocazioni un gruppo particolare & rappresentato dalle traslocazioni pericentriche o ro'ertsoniane.
!sse avvengono solitamente a carico di cromosomi acrocentrici e comportanto la rottura a livello dei centromeri e la
"ormazione di un cromosoma con due 'raccia lunghe ed un piccolo cromosoma con due 'raccia corte che di solito viene
perso. -n questo caso quindi non si pu) parlare di traslocazione 'ilanciata.
+a delezione pu) essere singola con perdita di un pezzo terminale di un cromosoma oppure interna se si veri"icano due
rotture successive. 7ella maggior parte dei casi il pezzo deleto per rottura interna & perso altre volte & risaldato in
maniera invertita: si parla di inversione.
;n caso particolare di delezione porta alla "ormazione di un cromosoma ad anello: ci) succede se vengono perse
entram'e le estremit$ di un cromosoma e successivamente vi & un risaldamento reciproco dei due 8monconi9 con
"ormazione di un anello.
%er quanto riguarda le anomalie numeriche le pi0 importanti sono le trisomie e la pi0 "requente & la sindrome di 2o]n.
%i0 rare ma ancora compati'ili con la vita "etale sono le trisomie ./ e .M. !sistono anche alterazioni numeriche dei
cromosomi sessuali. +e altre anomalie numeriche compresa la trisomia dellintero cariotipo non sono compati'ili con
la vita e si veri"ica a'orto spontaneo.
+e anomalie numeriche derivano normalmente da una non disgiunzione durante le divisioni meiotiche nel corso della
gametogenesi.
+a maggior parte delle a'errazioni cromosomiche non arrivano a mani"estarsi perch# sono incompati'ili con la vita.
Almeno il 50B degli a'orti spontanei che avvengono nei primi mesi dello sviluppo em'rionale sono dovuti ad
alterazioni citogenetiche.
Anomalie numerice di importan#a clinica
Trisomia 2.: sindrome di 2o]n 5colpisce circa ./A00 nati vivi6. !ssa & la causa pi0 "requente di ritardo mentale.
7ella maggior parte dei casi 5E5B circa6 questi soggetti hanno 4A cromosomi e la trisomia deriva da una non
disgiunzione durante loogenesi. +a "requenza degli eventi di non disgiunzione aumenta moltissimo con let$ materna.
7el 4B dei soggetti invece la malattia deriva da una traslocazione che pu) essere ereditata da am'edue i genitori.
7el rimanente .B dei casi si & visto che i soggetti presentano un mosaicismo: una mutazione dovuta ad una non
disgiunzione mitotica a carico di una cellula nei primi stadi di vita em'rionale determina la presenza di alcune cellule
normali e di altre con 4A cromosomi.
+e mani"estazioni cliniche sono evidenti "in dalla nascita perch# vi sono dei segni particolari. Tra i vari pro'lemi che
queste persone hanno esse so""rono di cardiopatie congenite che ne determinano una drastica riduzione delle aspettative
di vita anche se la maggior parte supera almeno i /0 anni.
Tuttavia le persone che arrivano a 40 anni mani"estano spesso malattie neurodegenerative simili al mor'o di Alzheimer.
+e altre trisomie autosomiche o non sono compati'ili con la vita oppure determinano la morte del 'am'ino nelle prime
"asi della vita.
%er quanto riguarda le anomalie numeriche dei cromosomi sessuali si tratta sempre di non disgiunzione meiotica.
(indrome di Jline"elter SSW: anche in questo caso la non disgiunzione si veri"ica durante loogenesi. ! considerata la
causa pi0 "requente di ipogonadismo maschile cio& di sviluppo insu""iciente delle gonadi maschili.
3ome le altre sindromi legate ad aneuploidia dei cromosomi sessuali la sindrome di Jline"elter diventa evidente solo
durante la pu'ert$ con lo sviluppo sessuale 5ginecomastia testicoli e pene pi0 piccoli della norma voce sottile ed
acutaP6.
- soggetti possono presentare ritardo mentale ma ci) avviene comunque raramente.
(indrome di Turner S:: il soggetto & "enotipicamente "emmina ma & sterile con genitali in"antili amenorrea primaria e
caratteri corporei particolari: capezzoli molto distanti statura 'assa orecchie prominentiP
(i associano spesso anormalit$ congenite a carico dei reni e dellaorta 5in particolare restringimento dellarco aortico6.
,alattie da espansione di triplette nucleotidice
Queste malattie riguardano lampli"icazione di 27A genico a causa della ripetizione di / 'asi. 4ecentemente & stata
scoperta una malattia che mostra una ripetizione di .2 'asi ma si tratta dellunico caso conosciuto.
-n totale le malattie causate da questo genotipo sono una ventina e sono tutte caratterizzate da un "enotipo
neurodegenerativo. ?li esempi pi0 comuni sono:
2istro"ia miotonica,
(indrome dellS "ragile,
Atro"ia muscolare spino'ul'are,
<alattia di Nuntington.
:gnuno di noi possiede a livello delle porzioni geniche implicate nelle malattie sopraelencate un numero di triplette
ripetute "isiologicamente. !siste un range di normalit$: nel caso del gene dellS "ragile questo range & di L155. (e il
numero di triplette & pi0 alto 5551200 sempre nel gene dellS "ragile6 vi & una situazione di 8pre1mutazione9 in cui il
soggetto & de"inito 8portatore sano9 mentre in"ine con pi0 di 200 ripetizioni si mani"esta la malattia.
(indrome dellS "ragile
/M
! stata la prima sindrome nel .EE. ad essere riconosciuta come malattia da espansione di triplette. Na una "requenza
piuttosto alta: ./.250 & colpito e dopo la sindrome di 2o]n & la seconda causa di ritardo mentale di origine genetica.
+a sindrome dellS "ragile & sempre associata a ritardo mentale e assieme ad esso vi sono altre caratteristiche
"enotipiche che vengono identi"icate "in dalla nascita 5orecchie grandi mandi'ola pronunciata lassit$ articolare e
macroorchidismo6.
+e malattie da espansione di triplette sono caratterizzate da una modalit$ di trasmissione piuttosto peculiare: si veri"ica
per esempio il "enomeno dellanticipazione che comporta che con il passare delle generazioni la gravit$ della malattia
aumenta e linsorgenza & sempre pi0 precoce.
3i) & dovuto al "atto che queste triplette si ampli"icano durante la gametogenesi: nella sindrome dellS "ragile durante
loogenesi ma nella malattia di Nuntington durante la spermatogenesi.
Quindi una mamma premutata 5portatrice sana6 nel gene dellS "ragile generer$ molto pro'a'ilmente "igli maschi
malati e "emmine che possono essere malate o meno a seconda dello lQonizzazione ma comunque in "orma lieve.
A livello molecolare a causa dellespansione di triplette poste al 5 del gene si veri"ica una metilazione inappropriata
che si estende "ino alla zona promotoriale. +a conseguenza & il silenziamento della trasmissione del gene che in questo
caso si chiama @<41..
+a proteina @<41. & u'iquitaria ma & particolarmente espressa nel (73 e nei testicoli. +a "unzione della proteina non &
del tutto chiara. ;ltimamente si & scoperto che essa presenta omologia di sequenza con proteine leganti l47A. -n
e""etti essa lega speci"icatamente il 4B degli m47A delle cellule neuronali. %ro'a'ilmente essa ha "unzione di
regolazione della traduzione di alcuni geni.
2istro"ia miotonica
! la pi0 comune distro"ia ad insorgenza in et$ adulta. - meccanismi patogenetici sono molto diversi rispetto alla
distro"ia di 2uchenne che invece & la pi0 comune distro"ia in"antile. +a distro"ia miotonica & di"atti dovuta ad
ampli"icazione di triplette del gene per la miotonina chinasi situato nel cromosoma S-S. Questa malattia & a
trasmissione dominante.
-l quadro clinico & caratterizzato da de'olezza muscolare e da miotonia cio& dalla di""icolt$ di rilasciare determinati
muscoli dopo averli contratti. <a oltre ai segni a carico dellapparato muscolare la malattia colpisce anche lapparato
scheletrico lapparato cardiovascolare e gli occhi 5caratteristica & la cataratta6. (i associano molto spesso de"icit
dellapprendimento.
Anche nel caso di questa malattia & presente il "enomeno dellanticipazione e analogamente a quanto accade per la
sindrome dellS "ragile linsorgenza della malattia & dovuta ad ampli"icazione durante loogenesi.
-l gene coinvolto & il 2<1. che codi"ica per la miotonina chinasi espressa in particolar modo nel cervello nel cuore ed
a livello muscolare.
+e triplette che vengono ampli"icate si trovano questa volta al / e la loro espansione causa unalterata emivita
dellm47A: nel muscolo la proteina & poco espressa mentre nel cervello & sovraespressa.
Atro"ia muscolare spino'ul'are
2egenerazione dei motoneuroni con associato ritardo mentale e insensi'ilit$ agli androgeni. +a mutazione & localizzata
allinterno del gene che codi"ica per il recettore degli androgeni nel cromosoma S. +ampli"icazione porta alla
trascrizione di un prodotto genico alterato perch# contiene uno stretch di poli1glutammato.
<alattia di Nuntington
! una malattia autosomica. -l gene interessato & localizzato nel cromosoma 4. +a trasmissione & di tipo dominante e
let$ di insorgenza & normalmente superiore ai trentanni tuttavia a causa del "enomeno dellanticipazione essa pu)
comparire anche pi0 precocemente. +ampli"icazione avviene nel corso della spermatogenesi.
- soggetti a""etti mani"estano ad un certo punto della loro vita movimenti involontari degli arti superiori ed in"eriori che
provocano un tipo di deam'ulazione che ricorda una danza: da ci) deriva il nome Jorea. !ssi mani"estano inoltre
de"icit di memoria ed alri distur'i comuni alle malattie neurodegenerative.
+a mutazione implicata nella patogenesi della malattia di Nuntington & a carico del gene -T.5 ed essa porta alla
neurodegenerazione dello striato in particolare del nucleo caudato e del putamen. +a proteina anomala sem'ra di"atti
avere propriet$ tossiche 5vi & un acquisto di "unzione che giusti"ica la trasmissione di tipo dominante6.
(em'ra che "isiologicamente -T.5 sia un neuroprotettore proteggendo il neurone dalla morte per apoptosi. -l contrario
"a la proteina mutata che trasloca nel nucleo vi si deposita e determina lapoptosi dei neuroni.
Disordini %enetici dell&emo%lo1ina
(ono malattie molto rilevanti e "requenti nelluomo. <olto di ci) che conosciamo sulla correlazione tra genotipo e
"enotipo nelle malattie genetiche & dovuto proprio allo studio dei disordini genetici dellemoglo'ina essendo essi
svariati e peculiari.
- geni per le catene R si trovano nel cromosoma .L mentre i geni per le catene e Y f e I si trovano nel cromosoma ...
!sistono diversi tipi di emoglo'ina espressi nelle diversi "asi dello sviluppo: emoglo'ine em'rionali g2e2 e R2e2,
emolgo'ina "etale R2Y2, emoglo'ina adulta maggiore R2I2 e minore R2f2 5circa /B del totale6. -n un soggetto adulto
residua circa un .B di emoglo'ina "etale.
!sistono diverse centinaia di di"etti genetici a carico dellemoglo'ina. Questi disordini portano ad una produzione di
emoglo'ina anomala con alterazione di "unzione e conseguente anemia.
4iconosciamo:
/E
Anomalie strutturali dellemoglo'ina 5emoglo'inopatie6 spesso dovute a mutazioni di senso,
2i"etti di sintesi di una o pi0 catene dellemoglo'ina 5talassemie6: sono spesso dovute a mutazioni non senso
splicing o "rameshi"t.
+e emoglo'ine mutate pi0 "requenti sono:
1 N'( 5"alco6 : responsa'ile dellanemia "alci"orme,
1 N'3: responsa'ile di una lieve anemia emolitica "requente in A"rica occidentale,
1 N'!: sintesi ine""iciente di glo'ina I & "requente in Asia,
1 N'<: non lega lossigeno perch# leme & "issato nella "orma "errica ridotta e non si tras"orma nella "orma
ossidata.
1 N' chesapeaGe: & un emoglo'ina con elevata a""init$ per lossigeno.
Alcune rare mutazioni possono alterare la sta'ilit$ dellemoglo'ina modi"icandone la struttura terziaria quaternaria
oppure alterando il sito di legame.
Anemia falciforme
O una malattia autosomica recessiva: lMB dei neri americani & eterozigote 5portatori del tratto "alcemico6 e ./A00 neri
americani sono a""etti.
7ei paesi dove la malaria & endemica "ino al /0 B dei neri & eterozigote perch# questa condizione con"erisce resistenza
al plasmodio 5polimor"ismo 'ilanciato6.
-l di"etto a livello genico & dovuto ad una sostituzione per mutazione punti"orme di un residuo di acido glutammico
con una valina. 3i) provoca alterazione delle propriet$ chimico1"isiche dellemoglo'ina. 2i"atti laminoacido
idro"o'ico valina si mette al posto dellaminoacido idro"ilo acido glutammico. +a valina quando lemoglo'ina &
deossigenata & esposta in super"icie e crea una zona adesiva idro"o'ica che interagisce con una tasca idro"o'ica
presente normalmente nelle catene di emoglo'ina deossigenata. -l legame comporta una polimerizzazione delle catene
di emoglo'ina le quali a loro volta si uniscono a "ormare delle "i're genericamente composte ciascuna di .4 catene.
+a deposizione di queste "i're cam'ia la struttura degli eritrociti che da disco 'iconcavo diventano a "orma di "alce. -n
condizione di p:2 F 0 il glo'ulo rosso & a "orma di "alce ma quando la saturazione cresce il glo'ulo rosso riassume
gradualmente la sua "orma normale.
2opo un certo numero di cicli per) si veri"icano alterazioni a livello della mem'rana delleritrocita il quale non torna
pi0 alla sua struttura originaria e si presenta sempre a "orma di "alce. 3i) comporta:
1 !molisi a livello splenico a causa della "agocitosi,
1 :cclusione di piccoli vasi con eventi ischemici e macro e micro in"arti. A livello renale locclusione pu)
avvenire anche quando il glo'ulo rosso non ha la "orma a "alce perch# le emazie con N'( hanno maggiori
capacit$ adesive.
+a sintomatologia clinica ri"lette il meccanismo di polimerizzazione e la velocit$ di polimerizzazione.
- parametri che la in"luenzano sono:
>assa tensione di :2,
Quantit$ di N'(:
o 7egli eterozigoti la quantit$ di N'( & circa il 40B. (ono individui normalmente asintomatici a meno che
non vengano esposti ad ipossia spinta,
o +a presenza di N'@ previene la polimerizzazione di N'(: di"atti nel neonato la malattia non si mani"esta
"ino al 5V1LV mese di vita. %er la terapia si utilizza un chemioterapico che induce la trascrizione per il gene
N'@.
2oppi eterozigoti N'(/N'3 presentano una malattia pi0 grave rispetto agli eterozigoti N's/N'A,
3oncentrazione cellulare di emoglo'ina:
o :mozigoti in cui coesiste R1talassemia hanno una "orma pi0 lieve,
o +am'iente ipertonico della midollare del rene "avorisce la disidratazione e "acilita la "alcizzazione.
+ostruzione dei capillari diminuisce la %:2 e quindi aumenta ulteriormente la "alcizzazione e peggiora il
quadro.
+a diminuzione del pN riduce la""init$ per lossigeno e quindi aumenta il grado di "alcizzazione.
Definizione di anemia emolitica: ! una condizione caratterizzata da unemivita media del glo'ulo rosso in"eriore al
normale. -n questo caso si veri"ica emolisi a livello dei capillari splenici ed unaumentata eritro"agocitosi a carico dei
"agociti dei cordoni splenici.
Quadro clinico dellanemia "alci"orme:
o Anemia emolitica cronica,
o 3omplicazioni vasoocclusive a carico del microcircolo della milza dei reni del "egatoP
o -per'iliru'inemia dovuta al cata'olismo delleme,
o <aggior suscetti'ilit$ alle in"ezioni in particolari a quelle causate da pneumococchi e da emophilus 5meningite6,
o !patosplenomegalia: causata da una parte dal "atto che questi sono organi a""erenti al sistema reticoloendoteliale e
dallaltra al "atto che in queste condizioni ci pu) essere eritropoiesi eCtramidollare. 2alla splenomegalia si passa ad
una splenoatro"ia per danneggiamento dellorgano a seguito delle occlusioni vasali.
Diagnosi:
(triscio di sangue ed elettro"oresi: il numero di glo'uli rossi a "alce pu) essere en"atizzato trattando il campione di
sangue con sostanze che "avoriscono la polimerizzazione a''asando il pN 5es metilsol"ito6.
40
#rognosi:
-l E0B degli a""etti raggiunge i 20 anni il 50B di essi supera i 50 anni.
Talassemie
Talassemia R: R
K
: ridotta sintesi delle catena R dellemoglo'ina,
R
0
: assente sintesi della catena R dellemoglo'ina,
Talassemia I: I
K
: ridotta sintesi delle catena I dellemoglo'ina,
I
0
: assente sintesi della catena I dellemoglo'ina,
(u scala mondiale le talassemie sono le pi0 "requenti malattie geneticamente determinate "requente nei paesi
mediterranei nonch# in altri paesi tra cui quelli in cui la malaria & endemica.
+a malattia porta sia ad un 'asso livello di emogo'ina ma anche ad un relativo eccesso di una delle due catene.
Talassemie R
2al punto di vista dei di"etti molecolari nella maggior parte dei casi il pro'lema & la delezione di uno o pi0 de i 4 geni
52 per ogni cromosoma .L ognuno che contri'uisce per il 25B6 che codi"icano per la glo'ina R.
!sistono anche mutazioni pi0 rare che non sono delezioni:
o <utazioni del codone dinizio o della sequenza immediatamente a monte,
o <utazioni non senso che inseriscono un codone di (T:%,
o <utazioni nel sito di poliadenilazione.
%er quanto riguarda le delezioni esse avvengono solitamente per crossing over ineguale poich# i due geni ripetuti
possono nel corso della meiosi appaiarsi in maniera diseguale. (i ottiene cosH un cromosoma con tre geni ed uno con
un solo gene.
%i0 geni sono presenti meno grave & la malattia. 2i"atti:
o Tre geni 5eterozigote RR/R16: lindividuo & portatore silente asintomatico e privo di anomalie strutturali nel sangue,
o 2ue geni 511/RR oppure bR/1R6: asintomatico ma con lieve anemia emolitica e con alcune cellule microcitiche. (i
parla di 8tratto R1talassemico9.
o ;n gene 511/1R6: moderata anemia emolitica con ipocromia e microcitosi. -l pro'lema maggiore & in questo caso
leccesso di catene I: si "orma di"atti la cosiddetta emoglo'ina N "ormata da quattro catene I che per le sue
caratteristiche precipita nei glo'uli rossi diminuendone lemivita e accelerandone lemolisi. N'N ha inoltre alta
a""init$ per lossigeno,
o Assenza di geni: la condizione & detta idrope "etale e non & compati'ile con lo sviluppo intrauterino del "eto in
quanto si "ormano tetrameri di catene Y 5N' di >art6 la quale ha altissima a""init$ per lossigeno.
Talassemie I
A livello molecolare questa malattia & raramente causata da delezioni mentre molto pi0 "requenti sono le mutazioni
punti"ormi. -n particolare questultimo tipo di mutazione possono modi"icare:
o
+a trascrizione 5mutazione del TATA 'oC oppure in una sequenza importante per la trascrizione situata E0 'asi a
monte del sito dinizio6, 9
8
o
-l signi"icato dell47A: mutazioni non senso o "rameshi"t, 9
:
o
+o splicing:
o
<utazione di una 'ase nel sito di splicing nella giunzione tra esone ed introne. +a mutazione annulla
completamente la sintesi della glo'ina, 9
:
o
3reazione di un sito di splicing alternativo, 9
8
o
<utazione nei siti di poli adenilazione. 9
8
Anche se rare vanno comunque citate le delezioni. +a pi0 "requente di esse & dovuta ad un appaiamento anomalo nella
meiosi tra i geni per le glo'ine f e I e "ormazione di un gene di "usione f/I 5N' lepore6. -l promotore del gene della
glo'ina f & molto de'ole e lespressione & 'assa.
+e conseguenze dellalterata sintesi delle catene I sono:
o -nsu""iciente produzione di N'A con glo'uli rossi microcitici ed ipocromici,
o (quili'rio tra la sintesi delle glo'ine R e I: le catene R in eccesso si aggregano e precipitano nei glo'uli rossi
determinandone la morte per apoptosi gi$ allo stadio di eritro'lasti 5eritropoiesi ine""iciacie6. ?li eritrociti che
sopravvivono vengono comunque eliminati nella milza,
Anche nel caso delle talassemie I il quadro clinico dipende da quanti e come i geni sono colpiti. (i distinguono:
o Talassemia maior 5omozigosi I
0
/ I
0
o I
K
/ I
K
6: provoca anemia microcitica ipocromica emolisi gravi
epatosplenomegalia iperplasia midollare 5a causa dellaumentata eritropoiesi6 che provoca de"ormit$ dello
scheletro. A causa delle ripetute tras"usioni si determina sovraccarico di "erro che & la causa maggiore di danno
soprattutto a carico di reni e milza. +a mancanza di catene I non & comunque incompati'ile con la vita.
o Talassemia minor 5eterozigosi I
0
/ I o I
K
/ I6: si veri"ica modesta riduzione di N'A aumento di N'A2 5R2f26 lieve
anemia con ipocromie.
(i1rosi cistica
! la pi0 comune malattia autosomica recessiva nella popolazione caucasica: . persona su 25 & eterozigote e lincidenza
della malattia & di ./2500. +eterozigote & una persona del tutto normale.
4.
+a malattia & monogenica: nel .EM0 & stato dimostrato che il tessuto epiteliale negli organi colpiti dalla malattia &
impermea'ile al cloro e nel .EME & stato isolato il gene per la "i'rosi cistica chiamato 3@T4 5regolatore di conduttanza
transmem'rana della @36 mentre nel .EE. si & scoperto che la proteina prodotta da 3@T4 & un canale che trasporta lo
ione cloro.
C$%&
! una proteina transmem'rana localizzata nella porzione apicale delle cellule epiteliali appartenente alla
super"amiglia dei trasportatori A>3 5AT% 'inding casset6.
+a proteina & costituita da due domini transmem'rana che de"iniscono la selettivit$ del canale e da due domini 7>2 che
idrolizzano AT%. -n"ine & presente un dominio 4 regolatorio che quando viene "os"orilato da una %GA apre il canale.
3@T4 su'isce una maturazione post1traduzionale nel ?olgi che consiste in una glicosilazione e nel 8controllo qualit$9.
!sistono numerose diverse mutazioni a carico del gene 3@T4. (e''ene ne siano state individuate centinaia esse
possono essere raggruppate in 4 classi:
.. alterata produzione della proteina a causa di mutazioni geniche di svariati tipi,
2. alterazione del processo di maturazione post1traduzionale 5es. per anomala glicosilazione6,
/. alterazione dei domini regolatori: in genere sono mutazioni a carico dei siti di legame per lAT% o a livello dei siti
regolatori,
4. mutazioni nei domini transmem'rana che determinano unalterata conduttanza del canale.
7ei primi due casi la proteina viene degradata e di "atto viene a mancare la proteina canale a livello apicale.
+a mutazione di gran lunga pi0 "requente 5LLB6 & una delezione di tre 'asi 5detta @50M dove @ sta per "enilalanina6. +a
delezione porta come risultato "inale alla mancanza di una "enilalanina in posizione 50M. -n alcune zone questa
mutazione rappresenta la causa del E0B dei casi di "i'rosi cistica mentre in -talia la percentuale scende al 52B.
+a mutazione causa una glicosilazione anomala e comporta un anomalo ripiegamento. -l sistema 8controllo qualit$9
riconosce lanomalia e induce la degradazione della proteina nel proteosoma. -l risultato "inale & la mancanza del canale
del cloro.
#atologia
+a secrezione del cloro & "ondamentale per garantire ladeguata idratazione delle mucose. ?li organi pi0 colpiti sono i
polmoni il pancreas lapparato gastroenterico lapparato genito1urinario e le ghiandole sudoripare. +a sintomatologia &
molto varia'ile: pu) essere piuttosto lieve oppure grave e pu) insorgere alla nascita 551.0B dei casi6 o anni dopo.
Questa varia'ilit$ & presente anche allinterno di uno stesso genotipo ma non si sa 'ene perch#.
(e manca @3T4 vi & assor'imento di sodio a livello delle mucose ma non secrezione di cloro con una conseguente
disidratazione per e""etto osmotico.
7elle ghiandole sudoripare vi & riassor'imento simporto 7a/3l. (e manca il trasportatore per il cloro il sudore & molto
pi0 ricco di ioni. (e in"atti si dosano gli elettroliti nel sudore si osserva che la concentrazione & di 40150 m!q/l nei
soggetti normali mentre essa sale a A0 m!q/l nei soggetti a""etti da "i'rosi cistica.
'egni clinici
=ie aeree: presenza di muco denso e viscoso che provoca ostruzione e ini'isce il movimento cigliare dellepitelio
polmonare. 3i) provoca di""icolt$ respiratorie e predisposizione a in"ezioni che sono la causa della gran parte delle
morti da @3 5streptococcus aureus e pseudomonas aeruginosa questultimo trova un am'iente di crescita ideale nel
muco viscoso presente in questi pazienti6. +e in"ezioni portano a distruzione del parenchima e conseguente "i'rosi,
@egato: il 'locco dei dotti 'iliari compromette la digestione e la "unzionalit$ & ridotta. Questo succede per) solo nel
5B dei casi,
%ancreas: locclusione dei dotti nellM5B dei pazienti impedisce al pancreas di li'erare enzimi nel tu'o digerente e
causa atro"ia e "i'rosi del pancreas esocrino,
-ntestino tenue: locclusione del canale intestinale da parte di "eci compatte richiede lintervento chirurgico in circa
il .0B dei neonati 5ilo da meconio6,
Apparato riproduttivo: lassenza dei dotti de"erenti 5causa sconosciuta6 rende sterile il E5B dei maschi. Anche le
donne possono essere sterili in seguito alla "ormazione di un tappo mucoso che impedisce lingresso del liquido
seminale nellutero,
3ute: alte concentrazioni di elettroliti nel sudore.
%erapia
+a terapia genica ad oggi per questa malattia non ha avuto successo perch# non si sono trovati vettori adeguati. (ono
in corso di studio dei "armaci che 8scortino9 le proteine canale che anche se glicosilate in maniera anomala sare''ero
"unzionali. ;naltra strategia terapeutica & quella di potenziare altre classi di canali del cloro.
- pazienti devono essere sempre tenuti sotto controllo perch# vanno spesso incontro ad in"ezioni e luso di anti'iotici ed
anti1in"iammatori & quasi costitutivo.
Ipertermia mali%na
! una malattia neuromuscolare autosomica dominante. ! piuttosto rara ma molto su'dola in quanto soggetti che
hanno una vita normale possono mani"estare la malattia in seguito alla somministrazione di anestetici "luorurati o
miorilassanti.
-ncidenza: ./40.000 anestesie negli adulti e ./.2000 nei 'am'ini 5pro'a'ilmente per il maggior uso di miorilassanti6.
'egni clinici:
42
4igidit$ muscolare. ! un segno patognomico in quanto in sede chirurgica si pu) avere di""icolt$ ad intu'are,
-pertermia 5crescita di temperatura rapida circa . V3 ogni 5 minuti6,
(quili'ri del meta'olismo 5tachicardia acidosi tachipnea cianosi ipotensione6,
(quili'ri elettrolitici 5iperpotassemia ipercalcemia6,
Aritmie,
!dema polmonare,
2iscoagulopatie.
#atologia
-n modelli animali si & scoperto che vi & unanomalia nella regolazione del calcio intracellulare in particolare nelle
cellule muscolari. -l di"etto genetico consiste nella mutazione a livello di un canale del calcio nel reticolo
sarcoplasmatico. Questo canale detto 8recettore della rianodina9 in quanto ha alta a""init$ per questa sostanza che "unge
da ini'itore del canale stesso & il canale voltaggio1dipendente la cui apertura in seguito allinstaurarsi del potenziale
dazione comporta la contrazione muscolare. +a mutazione comporta una pro'a'ilit$ di apertura del canale 201/0 volte
superiore al normale. -l canale & anche presente nei tu'uli T.
7elluomo il di"etto genico si trova nel cromosoma .E. +a malattia si mani"esta in anestesia perch# in queste condizioni
vi & un aumento del potenziale di mem'rana dovuto allanestetico. <utazione e anestetico agiscono in sinergia
aumentando la pro'a'ilit$ di apertura del canale.
%erapia
+a somministrazione di 8dantrolene9 ha ridotto la mortalit$ dallM0 al AB.
Distrofie muscolari
+e distro"ie muscolari sono un gruppo eterogeneo di malattie ereditarie tutte caratterizzate da progressiva
degenerazione muscolare. -n tutte le distro"ie muscolari lanalisi istologica rivela:
=ariazione delle dimensioni delle "i're muscolari,
%resenza di aree di necrosi a livello muscolare,
(ostituzione di aree di necrosi con tessuti "i'roso e adiposo.
2-(T4:@-A <;(3:+A4! 2- 2;3N!77! 52<26
! la "orma pi0 comune di distro"ia muscolare. -nsorge gi$ in et$ in"antile ed & una malattia genetica recessiva legata
allS con unincidenza di .//500 maschi nati vivi. -l /0 B dei casi ha una storia "amiliare negativa.
'egni clinici
%rime mani"estazioni intorno ai /15 anni con di""icolt$ a deam'ulare e ad alzarsi da terra,
2egenerazione progressiva dei muscoli prossimali della coscia e del 'acino,
%erdita progressiva dei muscoli prossimali della coscia e del 'acino,
!levata concentrazione sierica di creatinina "os"ochinasi che rispecchia degenerazione muscolare.
+a maggior parte muore intorno ai 20 anni per inde'olimento della muscolatura cardiaca e polmonare.
2-(T4:@-A <;(3:+A4! 2- >!3J!4 5><26
! una "orma lieve di distro"ia muscolare di 2uchenne lincidenza & di ./20000 la comparsa pi0 tardiva 5adolescenza a
20 anni6 e laspettiva di vita & pi0 lunga.
#atologia
-l gene mutato in entram'i i casi & la distro"ina il gene pi0 grande "inora associato a malattia. +a proteina & espressa
nellapparato muscolare ma anche a livello del cervello. !ssa & una proteina che si localizza sul "oglietto interno della
mem'rana sarcoplasmatica 5& una proteina estrinseca di mem'rana6.
- domini importanti per la "unzionalit$ della distro"ina sono:
Actin 'inding domain dominio legante i "ilamenti di actina del citoscheletro,
(erie di domini ripetuti con caratteristiche comuni alla spectrina,
2ominio ricco di cisteine che contiene due siti di legame per il calcio,
;n dominio 31terminale che con"erisce la tessuto1speci"icit$ per il legame alle glicoproteine di mem'rana.
+a distro"ina e le proteine ad essa associate "ormano un ponte tra citoscheletro interno e matrice eCtracellulare per
impedire "ratture del sarcolemma indotte da s"orzo meccanico durante le contrazioni muscolari.
-l complesso & "ormato dalla distro"ina che "a da ponte tra lactina e i sarcoglicani transmem'rana uno dei quali & il I1
distroglicano. (ul lato esterno della mem'rana lR1distroglicano "a da ponte tra il I1distroglicano e la laminina una
proteina della matrice eCtra1cellulare.
>asta che un elemento del complesso non sia "unzionale in particolare la distro"ina a""inch# le cellule vengano lese
durante i cicli di contrazione1rilasciamento. +a lesione porta allentrata di calcio e necrosi.
Mutazioni in DMD e !MD
-l L5B dei maschi a""etti da distro"ia di 2uchenne presentano una delezione pi0 o meno estesa nel gene per la
distro"ina che pu) coprire uno o pi0 esoni. +a delezione "rameshi"t causa la produzione di una proteina pi0 corta e
alterata che viene degradata 5"enotipo grave6,
4/
-l 5B dei casi sono dovuti a duplicazione di uno o pi0 esoni,
+e rimanenti mutazioni sono punti"ormi,
2elezioni 8in "rame9 producono una proteina parzialmente "unzionale priva di un segmento interno 5"enotipo lieve
><26,
;n certo numero di casi scoperti perch# alcune "emmine mostravano il "enotipo 2<2 sono portatori di una
traslocazione S 2.. +a traslocazione 8taglia a met$9 il gene per la distro"ina.
%erapia genica della DMD
(uccesso in topi transegnici ma la sperimentazione clinica sulluomo non & ancora iniziata perch#:
(i devono trovare mezzi e""icaci di accesso alle cellule muscolari,
-l gene & troppo grande per essere incorporato in adenovirus,
(ono stati usati anche retrovirus ma essi in"ettano solo cellule in attiva proli"erazione. -l gene & stato introdotto in
mio'lasti em'rionali i quali per) se reimpiantati esprimono la distro"ina solo transitoriamente.
A+T4! 2-(T4:@-! <;(3:+A4-
Altre distro"ie muscolari sono dovute a di"etti nella proteine del complesso costituito dai sarcoglicani e distroglicani 5es.
la de"icienza di R1distroglicano o I1distroglicani causa A4<2: autosomal recessive muscolar disease6.
@isiologicamente dopo una serie di cicli/rilassamento il sarcolemma viene danneggiato. %er) la cellula & in grado di
innescare i processi di riparazione. -n alcuni casi di distro"ia muscolare il pro'lema sta nella dis"erlina una proteina
cruciale nel processo di riparazione. !ssa & mutata in due tipi di distro"ia: la miopatia di NiQoshi e la distro"ia muscolare
dei cingoli tipo 2'.
Patolo%ie %enetice della trasdu#ione del se%nale
(ono malattie associate a di"etti in geni che codi"icano proteine che trasmettono segnali dallesterno allinterno delle
cellule. Ad ogni ligando corrisponde un recettore. %er esempio i recettori per "attori di crescita sono tirosin chinasi. Altri
tipici recettori sono quelli a A domini transmem'rana 5es. recettori per ormoni6 altri ancora quando legano il ligando
reclutano una tirosin chinasi citosolica 5es. recettori per citochine6.
+e proteine di trasduzione attivate dai recettori innescano una serie di reazioni a cascata che portano per esempio ad
attivazione dei "attori di trascrizione. 7umerose malattie genetiche sono dovute a di"etti nelle vie di trasduzione del
segnale.
ie dei fattori di crescita
- recettori sono delle tirosin chinasi i cui domini eCtracitoplasmatici possono essere di diverso tipo 5domini ricchi di
cisteine domini -g1similiP6.
-n seguito al legame del "attore di crescita epiteliale 5!?@6 al recettore questo dimerizza e ciascuna su'unit$ "os"orila
laltra. -n seguito allauto"os"orilazione si ha reclutamento di proteine adattatrici. ;na di esse & ?442 che ha due
domini: uno (<2 che interagisce coi siti "os"orilati e un altro (</ che lega (:(. +a proteina (:( a sua volta lega
4A(.
+a (:( "a parte della "amiglia ?!@ 5?2% eCchanging "actor6. !ssa "a sH che 4A( normalmente inattiva e legante ?2%
si attivi li'erando il ?2% e legando ?T%.
Questo & un processo "ondamentale per la successiva trasmissione del segnale. 2i"atti 4A( attiva 4A@ una proteina che
"a parte delle <A%1chinasi 5attivatore delle capacit$ mitogeniche6. +e <A%1chinasi sono enzimi in grado di "os"orilare
residui di serina/tiroCina. +e <A%1chinasi sono tre ed ognuna "os"orila la successiva. +ultima trasloca nel nucleo ed
induce lattivazione di "attori di trascrizione con sintesi di proteine che portano alla progressione del ciclo cellulare e
lentrata della cellula in mitosi.
7ella cellula la disattivazione di 4A( & e""ettuata ad opera della "amiglia delle proteine citosoliche ?A% 5?T%ase
activating protein6 che ampli"icano la de'ole attivit$ ?T%asica di 4A(.
(ono state identi"icate numerose mutazioni che portano ad una attivazione costitutiva di 4A( la quale comporta
proli"erazione neoplastica.
(i pu) avere proli"erazione neoplastica anche per di"etti genici di ?A% i quali determinano la mancata inattivazione di
4A(.
7euro"i'romatosi
+a neuro"i'romatosi di tipo - & una malattia A2 con unincidenza di .//500 tanto da essere considerata la pi0 "requente
malattia neurologica genetica. ! una malattia a penetranza completa ma ad espressione varia'ile .// dei casi deriva da
nuove mutazioni.
-l gene 7@. & localizzato nel cromosoma .A e codi"ica per la neuro"i'rosina. !ssa & trascritta in tutte le cellule ma
lespressione avviene soprattutto nel (73 e nelle cellule croma""ini del surrene.
-l risultato "inale della mutazione & una perdita di "unzione. +inattivazione della proteina porta allalterazione delle vie
di trasmissione del segnale regolata dalle ? proteine 84A( liGe9. 2i"atti la neuro"i'rosina non & altro che un tipo di
proteina ?A% e pu) essere classi"icata come un oncosopressore essendo essa un interruttore molecolare che spegne
4A(. -n assenza della proteina si assiste ad una proli"erazione cellulare sregolata.
Questa malattia genetica & caratterizzata dalla comparsa di vari tumori soprattutto originati da cellule del
neuroectoderma:
7euro"i'romi 5tumori 'enigni dei nervi peri"erici dovuti a proli"erazione sregolata delle cellule di (ch]ann e dei
"i'ro'lasti perineuronali ed endoneuronali6,
44
Amartomi delliride,
<acchie cutanee 5macchie dette a 8ca""&1latte9 per il loro colore6,
4itardo mentale 5non sempre e non & comunque un segno patognomico6,
Aumentato rischio di insorgenza di alcuni tumori maligni 5neuro"i'rosarcomi astrocitomi ra'domiosarcomi6.
+a sintomatologia insorge in et$ adolescenziale o anche pi0 tardi.
4etinite pigmentosa
3on il termine di retinite pigmentosa 54%6 si descrive un gruppo di malattie in quanto pi0 di"etti genici possono portare
allo sviluppo dello stesso "enotipo anche se il gruppo & geneticamente e clinicamente eterogeneo. - di"etti genici sono
tutti a carico di proteine della via di trasduzione del segnale e possono essere A2 A4 e legate allS.
+e malattie sono caratterizzate da degenerazione retinica con perdita di recettori visivi con proli"erazioni "ocali
dellepitelio retinico pigmentato.
+a rodopsina ha la struttura tipica dei recettori a A domini transmem'rana ed & legata ad una proteina ? trimerica. (ui
dischi dei 'astoncelli ci sono numerosi canali per il sodio c?<% dipendenti. +a mem'rana quindi normalmente &
depolarizzata.
- recettori a A domini transmem'rana sono sempre associati a proteine ? trimeriche. -n assenza di segnale la proteina ?
lega il ?2%. Quando il recettore si lega al ligando avviene unattivazione della proteina ? che rilascia il ?2% e lega il
?T%. Questo "a sH che la su'unit$ R si stacchi da IY e vada ad agire a livello di un e""ettore diverso a seconda della via
di trasduzione. 7el caso della via di traduzione del segnale luminoso il ligando & un "otone il recettore & la rodopsina e
la proteina ? trimerica & detta transducina 5?T6. +e""ettore che viene attivato in seguito al legame con la su'unit$ ?R &
la "os"odiesterasi. 3i) determina la chiusura del canale del sodio e una conseguente iperpolarizzazione.
Alcune "orme di 4% autosomiche dominanti sono dovute ad un di"etto nel gene della rodopsina nel cromosoma /.
7ellM0B dei casi si tratta di mutazioni punti"ormi.
+a rodopsina mutata non viene trasportata nella mem'rana dopo la traduzione. Alcune "orme mutate vengono
trasportate ma desta'ilizzano la mem'rana portando cosH a morte i 'astoncelli: ci) causa deposizione di pigmento e
perdita di visi'ilit$ notturna.
+a morte dei 'astoncelli pu) provocare degenerazione della retina con coinvolgimento anche dei coni e perdita anche
della visi'ilit$ diurna. Altri casi derivano da mutazioni della "os"odiesterasi o dei canali del sodio.
E)OTO))INE !ATTERIC6E (Rossetto"
Introdu#ione
+e esotossine possono essere de"inite come 8armi9 che il 'atterio patogeno ha sviluppato per riuscire a proli"erare
allinterno degli organismi animali.
@attori di virulenza:
@lagelli: aiutano la penetrazione negli strati mucosi e dentro i tessuti,
!nzimi: degradano componenti dello strato mucoso,
@im'rie ed adesine: mediano il legame del 'atterio alle cellule e alla matrice eCtracellulare,
Tossine proteiche: causano alterazioni della "isiologia dellospite e/o dei suoi meccanismi di"ensivi.
Tra le esotossine distinguiamo le:
Tossine che agiscono sulla super"icie della cellula eucariotica,
Tossine che vengono 8endocitate9 e agiscono su un 'ersaglio intracellulare,
Tossine che vengono iniettate dal 'atterio il quale & in grado di sintetizzare un complesso proteico di iniezione.
Tossine ce a%iscono in superficie
a6 Tossine che agiscono a livello dei recettori di super"icie e che sono dette 8superantigeni9. Appartengono a questa
categoria alcune enterotossine dello streptococcus e la tossina associata allo shocG tossico 5T((T1.6 di
staphQlococcus aeureus. !sse inducono la proli"erazione cellulare e la produzione di citochine. ;na eccessiva
sintesi di interleuchine & deleteria per lorganismo ospite
'6 Tossine che agiscono sulla mem'rana:
o @ormando pori 5emolisine e leucotossine6: le tossine "ormanti pori sono prodotte dai 'atteri per attaccare i
leucociti dellorganismo. !sse causano un danno grave alla mem'rana e possono causare morte. %i0
monomeri dopo il legame alla cellula 'ersaglio polimerizzano. 3iascun monomero inserisce sulla
mem'rana la propria porzione idro"o'ica "ormando dei pori che comportano il venir meno dellequili'rio
elettrolitico della cellula,
o 3ausando danno attraverso unattivit$ enzimatica: lR1tossina di 3lostridium per"ringens & una "os"olipasi
3 con azione dermonecrotica ed emolitica. Questa tossine causa la gangrena gassosa,
o 3on e""etto detergente sul doppio strato lipidico: la f1lisina di (.Aeureus & citolitica per molte cellule se
presente ad alte concentrazioni perch# agisce da detergente cio& "a della mem'rana delle micelle
lipidiche.
Tossine 1atterice con 1ersa%li intracellulari
Queste tossine sono costituite da una parte > 5'inding6 deputata al legame alla cellula e da una parte A che agisce
attraverso unattivit$ enzimatica che si esplica su un target intracellulare.
45
3i sono tossine che si legano a tutte le cellule dellospite ed altre che invece sono pi0 speci"iche 5es. neurotossine del
tetano e del 'otulismo6.
7ella maggior parte dei casi soltanto la porzione catalitica passa nel citoplasma mentre la porzione > resta attaccata alla
vescicola di endocitosi con la quale la tossina & stata internalizzata.
+e tossine possono entrare nella cellula con modalit$ di internalizzazione diversa 5es. con vescicole rivestite da clatrina
oppure nude6 e ci) dipende dai recettori.
Queste tossine possono essere classi"icate in 'ase allattivit$ enzimatica del loro protomero A:
.. A2% ri'osiltrans"erasi: la tossina prende il 7A2 stacca lA2% ri'osio e lo lega ad una proteina 'ersaglio. +e""etto
dipende dalla tipo di proteina colpita,
2. la tossina di (higa & una adenina glicoidrolasi: lenzima & in grado di staccare una adenina a livello dellr47A 2M(
della cellula ospite col risultato di interrompere la traduzione e di 'loccare cosH la sintesi proteica,
/. !ndopeptidasi: tagliano degli speci"ici legami interni delle proteine 'ersaglio. A questo gruppo appartengono la
tossina tetanica le tossine 'otuliniche 5neurotossine clostridiali6 ma anche il "attore letale del 'acillus antracis,
4. Adenilato ciclasi: es. "attore edematoso del 'acillus antracis.
+a di"terite & causata soltanto dallattivit$ della tossina di"terica cosH come la tossina tetanica e 'otulinica. 3i) agevola
lo sviluppo dei vaccini. Altri 'atteri invece producono pi0 "attori di virulenza.
Tossine con attivit' ADP+ri1osil transferasica
T:((-7A 2-@T!4-3A
+a tossina di"terica & prodotta dal 3orQne'acterium diptheriae un microorganismo che si moltiplica sulla super"icie
delle cellule epiteliali del corpo e non penetra nei tessuti circostanti.
+a tossina causa necrosi delle cellule della mucosa con "ormazione di essudato in"iammatorio e pseudomem'rane ma
pu) anche di""ondere e colpire altri tessuti soprattutto quelli del cuore e del (73.
-l gene che codi"ica per la tossina & portato da un "ago lisogenico I che rende il 'atterio tossigenico. ! espressa in
presenza di 'asse concentrazioni di "erro 5perch# al gene & legato un repressore genico che a sua volta lega il "erro e che
si stacca dal gene permettendo la trascrizione solo quando il "erro non & presente6. (i tratta quindi di una strategia del
'atterio per la sua sopravvivenza perch# uccidendo la cellula esso ricava il "erro.
+a tossina & prodotta come pre1protossina e viene poi clivata in due "rammenti A e > 5la > contenente un sito di legame
ai recettori6 legati da un ponte disol"uro.
Meccanismo d(azione
-l recettore per la tossina & il precursore dell!?@ che prima di essere li'erato & presente come proteina di mem'rana.
Al legame segue linternalizzazione. +endosoma ha al suo interno pN acido "ondamentale per lattivit$ tossica della
tossina in quanto i 'assi valori di pN determinano un cam'iamento con"ormazionale di > che la rende capace di
inserirsi nella mem'rana dellendosoma.
%oi si veri"ica un meccanismo di "lip1"lap che espone la su'unit$ A allesterno. -n"ine si rompe il ponte disol"uro e la
su'unit$ A rimane li'era nel citoplasma di legarsi alla sua proteina 'ersaglio.
-l 'ersaglio molecolare della tossina di"terica & l!@12 il "attore di elongazione 2 una proteina deputata
allallungamento della catena polipeptidica nascente. +!@12 contiene nella sua struttura un aminoacido modi"icato
derivato dallistidina 5di"tamide6 che & lo speci"ico 'ersaglio del tras"erimento dellA2%1ri'osio. -l risultato "inale & il
'locco della sintesi proteica e la morte della cellula.
+a tossina di"terica & estremamente potente: & su""iciente una sola su'unit$ A per uccidere una cellula in quanto & da
sola capace di modi"icare tutti gli !@12.
T:((-7A 3:+!4-3A
+a tossina colerica non & in grado da sola di indurre la sintomatologia clinica del colera ma vi partecipa insieme ad altri
"attori di virulenza.
! prodotta da =i'rio 3holerae e la malattia insorge in seguito allintroduzione di acqua o ci'i contaminati. -l 'atterio
aderisce attraverso pili e "im'rie ai microvilli dellepitelio intestinale. A questo livello il 'atterio produce i vari "attori di
virulenza.
-l colera & una malattia epidemica caratterizzata da diarrea massiva per alterazione dei meccanismi "isiologici
dellassor'imento intestinale di acqua e ioni.
+a perdita di molti litri di liquido al giorno comporta:
%erdita di coscienza per minor irrorazione sanguigna cere'rale,
-poglicemia,
-pocalcemia,
Acidosi,
(e non trattato con soluzioni glicosilate sopraggiunge morte per shocG ipovolemico.
Meccanismo d(azione
+a tossina colerica & caratterizzata dalla presenza di un protomero > costituito da 5 monomeri identici. -l "atto di avere
5 su'unit$ I comporta un notevole aumento della""init$ di legame per i recettori cellulari. -n particolare essa lega 5
gangliosidi ?<. sulla mem'rana apicale degli enterociti.
-l protomero A agisce sul suo 'ersaglio che & una proteina ? trimerica 5?( F azione stimolatoria6 la quale media i
segnali stimolatori portati a livello delle cellule epiteliali da parte di agonisti.
7el caso speci"ico si attiva una adenilato ciclasi.
4L
+a su'unit$ A tras"erisce un A2% ri'osio del 7A2 alla su'unit$ R della proteina ? su un arginina che si trova su un sito
"ondamentale per lattivit$ ?T%asica di ?R. -n questo modo ?R non & pi0 in grado di idrolizzare il ?T% e rimane
costitutivamente attiva: la concentrazione di cA<% rimane costantemente elevata.
+e""etto del cA<% & lini'izione del riassor'imento di sodio e cloro e laumento della secrezione di cloro e 'icar'onato
con conseguente perdita dacqua.
+attivit$ tossica della su'unit$ A della tossina & assicurata dal legame ad una proteina intracellulare: A4@.
T:((-7A 2!++A %!4T:((!
2a sola non provoca la sintomatologia classica.
+a tossina & prodotta da >ordetella %ertussis un 'atterio ?1 che causa la patologia della pertosse trasmessa per contatto
diretto mediante goccie di saliva. -l 'atterio aderisce alle cellule epiteliali delle alte vie respiratorie tramite adesine o
"im'rie e qui produce le tossine.
Meccanismo d(azione
+a tossina della pertosse & "atta come la tossina colerica perch# la su'unit$ > & composta da 5 monomeri in maniera da
aumentare la""init$ di legame.
+a tossina agisce A2% ri'osilando la su'unit$ R di una proteina ?- 5ini'itoria6. Anche in questo caso il risultato & un
aumento di cA<% perch# in questo caso il tras"erimento avviene nel dominio coinvolto nel legame della ?R al
recettore. +a conseguenza & che non c& pi0 interazione tra la proteina ? e il recettore: ladenilato ciclasi non pu) cosH
essere do]n1regolata.
Le neurotossine clostridiali$ tossine ad attivit' endopeptidasice
T!TA7:
! prodotta da 3l. Tetani lagente eziologico del tetano. +a tossina & unica.
Questi 'atteri sono strettamente anaero'i e a contatto con condizioni avverse come per esempio il contatto con laria
am'iente sporulano.
-l tetano & un malattia conosciuta da moltissimo tempo perch# i sintomi sono molto eclatanti: contrattura muscolare
sporadica e generalmente a partire dai muscoli del viso 5risus sardonicus6 e poi del collo del tronco e degli arti.
+a morte insorge per 'locco dei muscoli respiratori.
-l tetano & una malattia molto "requente nei paesi in via di sviluppo. -n particolare & di""uso il tetano neonatale a causa
della recessione del cordone om'elicale con strumenti non sterili. -l tetano & in quei paesi la prima causa di morte nel
.V anno di vita. -l vaccino non con"erisce un immunit$ permanente ma & indicato un richiamo ogni .0/.5 anni.
-l c. tetani viene solitamente introdotto con una "erita. (e la "erita & poco irrorata e necrotica essa permette la
desporulazione e la produzione della tossina.
+in"ezione & molto piccola e non causa una risposta in"iammatoria evidente. +a tossina prodotta di""onde e si lega ai
terminali dei motoneuroni delle giunzioni neuromuscolari. +a tossina tetanica poi viene trasportata attraverso lassone
del motoneurone "ino al midollo spinale. +H entra negli interneuroni ini'itori del midollo spinale 'loccando il rilascio di
glicina e ?A>A. =iene cosH a mancare il "eed'acG che impedisce la contemporanea contrazione dei muscoli agonisti ed
antagonisti. -l risultato & una paralisi spastica.
>:T;+-(<:
! stato descritto per la prima volta nel hA00. Al contrario del tetano si veri"ica rilassamento generalizzato dei muscoli
con vari sintomi tra cui di""icolt$ a deglutire. +a morte sopraggiunge generalmente per 'locco dei muscoli respiratori.
+a mortalit$ & minore di quella del tetano e se il paziente supera la crisi respiratoria poi guarisce senza conseguenze.
-l 3 'otulinum produce sette sottotipi di tossine nominate con le lettere da A a ?.
-l 'atterio & generalmente introdotto con ci'i contaminati ma il soggetto adulto normalmente non si ammala se nel ci'o
non & gi$ presente tossina pre"ormata perch# i 'atteri non riescono a causare in"ezione nellintestino. - 'am'ini invece
possono essere sensi'ili anche alle spore.
+a tossina assor'ita a livello gastrointestinale possiede tropismo per i terminali dei motoneuroni a livello delle
giunzioni neuromuscolari. +a tossina rimane a questo livello e agisce 'loccando il rilascio di acetilcolina:
conseguentemente si veri"ica un 'locco del segnale di contrazione muscolare. -l risultato & una paralisi "laccida.
(T4;TT;4A ! A*-:7! 2!++! 2;! T:((-7!
+a tossina attiva & costituita da una catena pesante di legame 5N6 e da una catena leggera 5+6 enzimatica. +e due catene
sono tenute insieme da un ponte disol"uro.
3aratteristiche di queste tossine & di necessitare di un legame con un atomo di zinco.
-l meccanismo dazione si 'asa sul "atto che le vescicole per rilasciare il loro contenuto di neurotrasmettitori devono
"ondere con la mem'rana presinaptica. +a "usione & regolata da un complesso di proteine tre delle quali si sono
dimostrate "ondamentali:
1 =A<%: proteina delle vescicole sinaptiche,
1 (intaCina e (7A%25: proteine della mem'rana sinaptica.
Queste tre proteine in seguito allinnalzamento dei livelli intracitoplasmatici di calcio "ormano un complesso
multiproteico che permette la 8neuroesocitosi9. +e proteine sono i 'ersagli molecolari dellazione delle tossine tetaniche
e 'otuliniche. 2i"atti le tossine proteolizzano un legame speci"ico di una delle tre proteine.
- diversi sierotipi di tossina 'otulinica e la tossina tetanica agiscono in maniera molto speci"ica: =A<% & proteolizzata
dalla tossina tetanica e da 4 diverse tossine 'otuliniche (7A%25 da / tossine 'otuliniche e la sintaCina dalla tossina
'otulinica 3 5che proteolizza anche (7A%256.
4A
Queste tossine a di""erenza della tossina di"terica non uccidono la cellula anche se sono i pi0 potenti veleni naturali
5sono su""icienti miliardesimi di grammo6.
A livello ultramicroscopico si nota un accumulo di vescicole.
A%%+-3A*-:7- 3+-7-3N! 2!++A T:((-7A >:T;+-7-3A
+e caratteristiche di reversi'ilit$ ha portato allutilizzo delle neurotossine 'otuliniche nella terapia di patologie come lo
stra'ismo il 'le"arospasmo 5contrattura del muscolo della palpe'ra6 e lemispasmo "acciale.
;ltimamente la tossina 'otulinica & utilizzata per il trattamento delliperattivit$ colinergica anche in terminali che
innervano ghiandole o comunque in terminali acetilcolinergici del parasimpatico.
-l 'ene"icio terapeutico & limitato nel tempo perch# comunque dopo un certo periodo la tossina perde il suo e""etto.
;n altro limite & che nel tempo si pu) sviluppare una risposta immunitaria contro la tossina soprattutto se usata nel
trattamento di grandi muscoli. %er) c& sempre la possi'ilit$ di cam'iare sierotipo.
4M