Sei sulla pagina 1di 3

La CHIMICA ANALITICA larte e la scienza di separare, riconoscere le diverse sostanze e determinare le quantit relative dei vari costituenti di un campione.

. Wilhem Ostwald (1894) La chimica analitica comprende una serie di conoscenze che permettono unANALISI QUALIQUANTITATIVA. Lanalisi consiste nel SEPARARE un analita da una serie di componenti che non sono di mio interesse. In questo modo si ottiene un ANALITA in grado di essere analizzato qualitativamente e quantitativamente. In seguito bisogna RICONOSCERE la specie di interesse per poi QUANTIFICARLA. Lanalisi qualitativa precede sempre quella quantitativa: ANALISI QUALITATIVA: il processo di identificazione della specie presente in un CAMPIONE (ci che noi sottoponiamo ad analisi) ANALISI QUANTITATIVA: il processo che serve a stabilire in termini numerici la quantit di uno o pi componenti nel campione.

La chimica analitica una scienza che si applica in molti settori. infatti oggetto di: Analisi ambientali Analisi Chimiche Analisi di un terreno Analisi di un alimento (es. scandalo MELAMINA) Analisi dei medicinali Analisi geologiche Analisi tossicologiche

Unapplicazione della chimica analitica determina che si definisce ANALITA la specie o la sostanza chimica che deve essere identificata. Questa scienza viene applicata nel CONTROLLO DI QUALIT che viene effettuato in tutte le industrie. Significa verificare che sia i prodotti di partenza che quelli finiti abbiano i requisiti richiesti, soprattutto in termini di purezza (es. la Farmacopea Ufficiale). Si effettuano controlli a partire da materie prime. In unindustria farmaceutica tutti i prodotti preparati provengono dai seguenti metodi: Estrazione del composto dal regno vegetale, animale, minerale Sintesi microbiologica (utilizzando particolari ceppi) Sintesi chimica: attraverso reazioni programmate per ottenere un certo prodotto A+B C. Non tutto A e B possono essere presenti in C al 100%, quindi sul prodotto finito verr fatta unanalisi che determiner le percentuali in cui si presentano i reagenti nel prodotto.

Anche il prodotto farmaceutico deve essere correttamente conservato, per cui viene effettuato anche in questo caso un controllo di qualit. Potrebbero, infatti, verificarsi contaminazione in seguito a processi di conservazione. In ambito farmaceutico la FARMACOPEA UFFICIALE (F.U.) determina i requisiti, tra cui anche le analisi quali-quantitative che devono essere effettuate su un determinato prodotto. Ad esempio: MONOGRAFIA SA F.U. IX edizione ACIDO ACETILSALICILICO Deve contenere non meno del 99,5% di acido acetilsalicilico Si presenta come polvere cristallina bianca o cristalli inodori. Inodore o quasi. Sapora acido Poco solubili in acqua, molto solubili in alcool, solubile in etere e cloroformio P.F. (punto di fusione) compreso tra i 141C e i 140C e determinato con il metodo delle fusioni istantanee.

Come far lanalisi quantitativa? Si utilizza sempre la F.U.: Prendere 0,500 g. circa Scioglierli Aggiungere FENOLFTALEINA (indicatore) Si aggiunge idrossido di sodio (NaOH) e si fa bollire Procedere ai calcoli volumetrici e stechiometrici.

Questa analisi mette in evidenza eventuali impurezze. Per il Chimico analitico, quindi, importante conoscere quelli che sono i METODI e gli STRUMENTI per effettuare unanalisi quali-quantitativa. Fino al 2000 i metodi si sono evoluti in modo da dare la possibilit di individuare i livelli di concentrazione di analita estremamente bassi. Ad esempio le DIOSSINE sono state rilevate in seguito al passaggio da rilevazioni di concentrazioni elevate a concentrazioni piccole (picogrammi 10-12g). Abbiamo la possibilit di lavorare con campioni estremamente piccoli (frazione di un microlitro). Inoltre stato notevolmente abbassato il TEMPO DI ANALISI; ci sono analisi che possono essere effettuate in una frazione di secondo attraverso appositi metodi strumentali. Tra i termini pi utilizzati in chimica analitica sono: CAMPIONE: soluzione da analizzare. Se si vuole determinare il contenuto di diossina nel latte, il campione una porzione di latte. ANALITA: sostanza da utilizzare. MATRICE: tutto ci che non analita. Pu essere SEMPLICE o COMPLESSA. Semplice quando nota la sua composizione (ad esempio acqua potabile e aria indoor). Complessa quando si riscontrano pi variabili allinterno della loro totale composizione (ad esempio reflui industriali e terreni).

I composti che accompagnano lanalita nel campione possono o me no comportarsi da INTERFERENTI. Questi potrebbero alterare la composizione quantitativa dellanalita. Ad es. prendo acqua e voglio determinare il Ca con un metodo volumetrico, cio utilizzo un agente complessante, in grado di complessare il Ca. Se non porto accuratezza, in acqua abbiamo anche Mg, per cui se sto a pH=10, complesser non solo il Ca, ma anche il Mg che si comporter da interferente. Lalterazione del segnale, prodotta dalla presenza della matrice nella sua globalit, viene indicata come EFFETTO MATRICE. Il campione andr PRE-TRATTATO per eliminare le sostanze che possono interferire nellanalisi. METODO ANALITICO: linsieme dei procedimenti, delle strumentazioni, dei requisiti che sono necessari per ottenere i dati richiesti. Da questa definizione semplice escono fuori una serie di metodi pi o meno complessi. METODI CHIMICI: basati su reazioni chimiche, quasi sempre equilibri in soluzione acquosa, e non richiedono strumentazioni allinfuori della normale vetreria da laboratorio. Sono definiti anche METODI CLASSICI. METODI CHIMICO-STRUMENTALI: reazioni accompagnate da analisi strumentali. METODI STRUMENTALI: si distinguono in: 1. SPETTROSCOPICI 2. CROMATOGRAFICI 3. ELETTROANALITICI.