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Strumentazione Biomedica Il corso considerer essenzialmente le prin-cipali apparecchiature utilizzate in medicina: E.C.

E.C.G Questo tipo di strumento il primo ed il pi semplice utilizzato nella moderna medicina. E un elettrometro le cui prime applicazioni risalgono al 1887. Serve a misurare la distribuzione delle eccitazioni elettriche che agiscono sul muscolo cardiaco. Queste eccitazioni producono un potenziale elettrico che viene rilevato in ben precisi punti della superficie corporea. Le variazioni nel tempo dellampiezza e direzione di questo potenziale elettrico vengono riflesse in alterazioni della differenza di potenziale misurata nei siti prestabiliti della superficie corporea. Gli elettrodi di misura sono posizionati alle estremit delle mani, del piede sinistro, e di una serie di 6 elettrodi disposti sulla parete toracica esterna in prossimit del muscolo cardiaco. La disposizione degli elettrodi posti sulla parete toracica esterna in corrispondenza della pompa cardiaca. Nel triangolo di Einthoven sono riportati i segnali di VI , VII e VIII dove: VI = L R VII = F R VIII = F L Nel circuito di Goldberger con amplificazione sono riportati i segnali di aVR, aVL e aVF La formazione del segnale E.C.G (slide senza testo) E.E.G , 1 Utilizzato per la prima volta da Hans Berger a Jena nel 1929. Lattivit del cervello suddivisa in tre categorie: 1. Attivit spontanea 2. Potenziali evocati 3. Eventi bioelettrici provo-cati da un singolo neurone. Anatomia del Cervello Gli impulsi di azione generati dai neuroni sensori dei terminali distali si propagano dapprima nelle cellule corporee prossimali; quindi, in avanti lungo gli assoni, convergono in ascensione lungo la corda spinale fino alla parte inferiore del sistema nervoso centrale. Qui i segnali sono ceduti ad altri neuroni che a loro volta li cedono in avanti. Dopo tre o quattro cessioni il segnale raggiun-ge una particolare locazio-ne della corteccia cerebrale. La complessit di questi processi non ben nota anche se siamo in grado di stabilire le aree finali degli impulsi sensori. Le Funzioni del Cervello La gran parte delle informazioni dagli organi sensoriali vengono comunicate al cervello attraverso la corda spinale. Vi sono, sia a livello della corda spinale che del cervello, tratti particolari che gestiscono le varie modalit. E.E.G , 2 Il polo di riferimento si pone sul lobo auricolare o sullo zigomo Elettrocardiografi Elettroencefalografi LASER Ecografi Ecografi con Doppler Apparecchi radiogeni TAC Tomografi a RM Tomografi MN per SPECT e PET Strumentazione elettronica biomedicale

LASER: definizione La fisica quantistica nei primi anni 60 forn un contributo importante alla tecnologia: il laser. Il laser ha aperto un nuovo campo di ricerca ed applicazioni riguardante linterazione tra fotoni e materia. Laser= dispositivo capace di generare un fascio intenso e molto stretto di luce monocromatica coerente. COERENTE=tutte le parti di una stessa sezione normale al fascio hanno la stessa fase. E basato sulla teoria quantistica. LASER: la teoria quantistica Un atomo pu assorbire un fotone se e solo se la sua energia h corrisponde alla differenza di energia tra un livello energetico occupato ed un livello eccitato libero. Se latomo si trova gi in uno stato eccitato pu naturalmente passare in modo spontaneo ad uno stato inferiore dando luogo allemissione di un quanto di luce (fotone). Tuttavia, se latomo eccitato viene investito da un fotone della stessa energia questo in grado di stimolare latomo e provocarne pi prontamente la transizione allo stato inferiore. Questo fenomeno si definisce emissione stimolata ed i due fotoni (quello originale e quello prodotto dallemissione) viaggiano paralleli ed in fase. In questo modo si produce la luce coerente in un Laser. Normalmente la maggior parte degli atomi nello stato fondamentale quindi i fotoni incidenti sono per lo pi assorbiti per dar luogo ad eccitazione. Per ottenere luce coerente si devono soddisfare due condizioni: per prima cosa gli atomi si devono trovare nello stato eccitato (inversione di popolazione) in modo tale che lemissione di fotoni prevalga sullassorbimento. In secondo luogo lo stato superiore deve trovarsi in stato metastabile in cui gli elettroni permangono pi a lungo del normale, in modo che la transizione allo stato inferiore avvenga per emissione stimolata piuttosto che spontaneamente. Il laser basato sulla teoria quantistica. Un fotone pu cedere energia ad un atomo se la sua energia h esattamente uguale alla differenza di energia tra lo strato occupato e quello eccitato libero. Se invece latomo, che sceso da uno stato eccitato ad uno metastabile, pu passare allo stato fondamentale pi immediatamente - se viene investito da un fotone con stessa energia dello stato metastabile. Questa emissione si definisce emissione stimolata ed i due fotoni viaggiano paralleli ed in fase. In questo modo si produce luce coerente in un Laser. Gli atomi si trovano prevalentemente nello stato fondamentale per cui bisogna eccitarli affinch lemissione prevalga sullassorbimento inversione di popolazione . Inoltre gli atomi eccitati si devono trovare in stato metastabile per permettere che la emissione avvenga solo per stimolazione. Ogni elemento chimico ha un suo stato fondamentale caratterizzato dai suoi numeri quantici. Questo non esclude che ci siano stati eccitati nei quali spostare gli elettroni dai loro orbitali di origine ad orbitali superiori. Gli stati eccitati sono prodotti da fenomeni termici o di scarica elettrica nel mezzo contenente lelemento, hanno una durata temporale breve e scendono allo stato fondamentale o a livelli eccitati a minor energia con lemissione di fotoni. Si da luogo cos a spettri di emissione tipici dellelemento sottoposto ad eccitazione, nel caso sopra a sn si hanno gli spettri per lidrogeno. LASER: la struttura, i tipi e le applicazioni Dentro un tubo lungo e stretto contenuto un particolare materiale. Ai capi del laser esistono due specchi, uno semitrasparente (1 2 %). Un atomo che si diseccita produce un effetto a catena di emissioni coerenti trasmettendo, fuori dello specchio semitrasparente, luce laser. La tecnica di eccitazione e la sostanza contenuta caratterizzano il tipo di Laser. Nel laser a rubino (Al2O3) una piccola parte di Al sostituita da Cr e sono questultimi a produrre leffetto laser. Con una energica azione di pompaggio possiamo ottenere una popolazione invertita. Infatti gli atomi eccitati da forti lampi di luce a = 550 nm (fotoni da 2,2 eV) passano nel livello E2 (pompaggio ottico) da questo decadono a E1 dove permangono 3*10-3 sec (stato metastabile) quindi a E0 in 10-8 sec. Quando gli atomi decadono dallo stato E1 sotto stimolazione danno luogo alla luce laser. La luce laser, per le

sue caratteristiche di coerenza e di collimazione, difficilmente si disperde e per le caratteristiche dellassorbimento fotonico cede energia, anche grande, solo a particolari sostanze che hanno una frequenza di eccitazione molto vicina a quella della luce laser. Nel laser ad Elio-Neon (He - Ne) nel tubo sono contenuti i due gas (15% He e 85% Ne). Con unalta tensione si provocano delle scariche elettriche nei gas (effetto pompaggio) che invertono la popolazione degli atomi mettendoli in gran parte nello stato eccitato . Gli atomi di He vanno in eccitazione con un salto quasi identico a quelli di Ne. Gli atomi di He frequentemente per urti cedono la loro energia al Ne che va nello stato E3, la cui differenza di energia dovuta dal moto browniano. In tal modo lo stato E3 pi popolato dell E2 . Questa inversione di popolazione sfruttata per leffetto laser. Leccitazione degli atomi di un laser pu avvenire con continuit o ad impulsi Laser ad impulsi per applicazioni mediche - e Laser continuo per saldature o microsaldature in profondit (strumenti chirurgici). La tecnologia Laser ha numerosissime applicazioni sia in campi medici che industriali. E utilizzato come utile strumento in chirurgia (bisturi) in quanto taglia in modo molto sottile e contemporaneamente cicatrizza. Il fascio collimato ed intenso pu servire a distruggere i tessuti in area localizzata, o a frantumare calcoli biliari e calcoli renali. Grazie al calore sviluppato, il fascio laser pu essere utile a saldare tessuti lacerati, come il distacco della retina. In alcuni tipi di chirurgia interna il fascio laser viene condotto attraverso una fibra ottica fino alla zona interessata per lintervento (rimozione della placca interna delle arterie umane). I fasci laser sono utilizzati per distruggere cellule cancerose e contemporaneamente il calore ostacola la diffusione della malattia. Lintenso calore prodotto su aree molto piccole utile anche a saldare metalli e a perforare finemente materiali duri. Ecografia Ecografo = apparecchiatura medica che utilizza gli ultrasuoni per ottenere delle immagini I suoni sono delle vibrazioni meccaniche longitudinali che hanno bisogno di un mezzo in cui propagarsi. I suoni sono percepibili dallorecchio umano tra 20 e 20kHz. Oltre 50 kHz parliamo di ultrasuoni numerosi animali percepiscono gli ultrasuoni. In medicina limpiego degli ultrasuoni tra 1 e 10 Mhz la gran parte degli ecografi funziona con trasduttori che vibrano a 3,5 oppure 5 oppure 7 MHz. Lapparecchio che emette gli ultrasuoni si definisce trasduttore. Il trasduttore costituito da materiale piezoelettrico, che emette dei treni di vibrazioni spegnendosi nel tempo intercorrente. Nella fase di spento il trasduttore fa da ricevente per i segnali riflessi dai bersagli di interesse (interfacce). Il trasduttore trasforma un impulso elettrico in vibrazioni nelle frequenze del sonoro e viceversa. La velocit con cui gli ultrasuoni viaggiano nel corpo umano vicina agli 1540 m/sec per cui essendo = 3,5 Mhz con = v/ -> = 0,44 mm massima risoluzione possibile. Pertanto frequenze pi alte = miglior risoluzione spaziale, ma massima riflessione ed assorbimento (5 Mhz0,32; 7 Mhz0,22mm). Allaumentare delle frequenza aumenta lassorbimento da parte dei tessuti superficiali (produce calore) per cui lUS non penetra in profondit e quindi non pu dare informazioni su interfacce profonde. Sappiamo che quando unonda attraversa una superficie di separazione viene in parte riflessa in parte rifratta. Tenuto conto della velocit dellultrasuono, esso impiega un millesimo di secondo per attraversare 70 cm andata e ritorno - ; pertanto in un secondo si possono emettere 1000 pulsazioni che in ricezione daranno limpressione di una immagine continua sullo schermo. Se linterfaccia di un tessuto meno elastica il segnale viene riflesso di pi (iperecogeno) se invece la interfaccia di una struttura pi elastica, il segnale meno riflesso (ipoecogeno). Il tempo intercorrente tra emissione e rilevazione dellimpulso riflesso(eco) proporzionale alla profondit della interfaccia. Quando si valuta lampiezza del segnale lapparecchio sta funzionando in A-Mode. Se invece rendiamo lampiezza del segnale riflesso proporzionale allintensit dei grigi abbiamo immagini che descrivono le elasticit dei tessuti attraversati (BMode)dagli US in scale di grigio (chiari pi riflettenti).

Oggi si utilizzano trasduttori multisonda, lineari o settoriali che danno luogo ad una immagine tomografica. Ulteriore progresso sono i trasduttori a matrice che danno immagini in tempo reale. In questo caso se si valuta in pseudocolore anche leffetto Dppler si avranno in blu i vasi in cui defluisce sangue ed in rosso quelli in cui affluisce. Una ulteriore nuova tecnica utilizza le onde trasmesse (invece delle riflesse) e con tecniche di ricostruzione del tipo tomografico si ottengono immagini di alta definizione. Terminologia Ecografica: - Anecogeno (con rinforzo acustico posteriore) (cisti); - Transonico; - Iperecogeno con attenuazione posteriore del fascio ultrasonoro (cono dombra) (calcoli); - Iperecogeno con riverberazione posteriore del fascio ultrasonoro (gas); - Isoecogeno ; - Ipoecogeno Apparecchio Eco color dppler , esempio: munito di N.2 sonde planari; N.1 sonda settoriale per organi di mediobassa dimensione; N.1 sonda settoriale per organi di piccola dimensione Apparecchi radiogeni I raggi X furono scoperti da Roentgen oltre cento anni fa. Un filamento (catodo), riscaldato, emette elettroni che ven-gono accelerati da una forte d.d.p. (decine di kVp) verso un anodo. Frenati dentro il materiale dellano-do, gli elettroni emettono Rx con uno spettro continuo emesso in ogni direzione, anche se privilegiata la direzione a 90, verso il basso, rispetto allincidenza. Di questi Rx si sfruttano quelli della finestra verso il basso che, opportunamente filtrati vengono assorbiti dal corpo umano producendo unimmagine in negativo. Gli Rx non frenati anneriscono la pellicola, quelli frenati no. Per cui gli apparati pi densi appaiono pi chiari e quelli meno densi pi scuri. Per cui i livelli di grigio equivalgono a livelli di densit, cio pi denso (osso) pi chiara limmagine. Col computer si possono invertire i livelli di grigio dando una immagine invertita. Apparecchi radiogeni: Raggi X Quando un elettrone, a media energia (40-250 keV), interagendo con ioni positivi riduce la sua quantit di energia per una interazione, la quantit di energia persa compare sotto forma di onda elettromagnetica definita Rx. Lo spettro di emissione Rx continuo con due livelli discreti che equivalgono alle energie degli orbitali elettronici pi vicini al nucleo del materiale che costituisce lanodo (carbonio tungsteno). I raggi X interagiscono con le strutture del corpo umano dando luogo ad una degli effetti: Effetto fotoelettrico, Effetto Compton, (Produzione di coppie). La probabilit di interazione fotoelettrica direttamente proporzionale alla quarta potenza del numero atomico del mezzo assorbente ed inversamente proporzionale alla terza potenza dellenergia degli Rx. La probabilit di interazione Compton quasi indipendente da Z ed inversamente proporzionale allenergia del fotone. Pertanto limmagine Rx viene formata dallassorbimento differenziale dovuto alleffetto fotoelettrico rispetto ai fotoni che attraversano senza interazioni. Poich solo l1% delle radiazioni emesse dal tubo radiogeno sono utili alla formazione dellimmagine su pellicola, si impiegano delle tecniche per ottenere immagini su pellicola migliori e pi definite. Apparecchi radiogeni: schermo di rinforzo e rapporti di ingrandimento Elementi che costituiscono uno schermo di rinforzo posto nel coperchio della cassetta in cui vi la pellicola: strato protettivo, strato fluorescente, strato riflettente, supporto, strato isolante protettivo. I rapporti di ingrandimento delle diverse strutture anatomiche e delle loro lesioni dipendono da: Posizione rispetto al piano della immagine: Posizione rispetto alla sorgente della radiazione: Posizione relativa e rapporto con la proiezione. Radiologia Digitale: classificazione Come classifichiamo le tecniche di radiologia su base digitale

La radiologia digitale permette di acquisire immagini RX in formato digitale e allo stato attuale si presenta con diverse tecnologie basate su scintillazione, semiconduttori, TFT (Thin Film Transistor) e CCD (Charged Coupled Device). In generale, si distingue tra Tecniche di Radiologia Digitale Indirette e Dirette. Le tecniche indirette sono quelle in cui la trasformazione dei raggi X in informazione digitale avviene attraverso la mediazione di materiali fluorescenti (fosfori di varia natura). Le tecniche dirette, invece, sono quelle in cui i raggi X stimolano dei materiali semiconduttori nei quali determinano una condizione (+ o -) direttamente interpretabile dai computer. Inoltre, i sistemi di radiologia digitale vengono distinti in due principali classi: Sistemi di Computed Radiology o CR (evoluzione della radiologia classica su pellicola) Sistemi di Digital Radiology DR

Classificazione dei sistemi di Radiologia Digitale secondo la slide: I sistemi CR, basati su fosfori fotostimolabili I sistemi DR indiretti con uno strato di materiale scintillatore (CsI o GdOS) accoppiato ad un TFT o a un CCD. I sistemi DR diretti con una base di selenio amorfo (= un semiconduttore) accoppiato ad un TFT (o a un CCD) Radiologia Digitale: Sistemi CR (Computed Radiography) La CR si basa sulla caratteristiche del fosforo: nel fosforo colpito da raggi X, un elettrone degli orbitali periferici va in uno stato metastabile e successivamente stimolato da una luce laser monocromatica ritorna in quello stabile emettendo luce. In sostanza la cassetta CR, colpita dalle radiazioni, subisce un trasferimento di elettroni in stato metastabile, proporzionale agli RX che lanno colpita. Successivamente, un laser stimola gli e - a tornare alla base emettendo una luce che viene letta da rivelatore. Il laser spazzola la cassetta secondo linee successive e si produce una luce di emissione (stimolata) che viene vista dal detettore ottico e trasformata in livelli di grigi, proporzionali agli Rx che hanno colpito la cassetta. Si forma quindi una immagine video con 10.000 livelli di grigio possibili, per presentare la miglior qualit ottica. Precisiamo che il laser monocromatico ha lunghezza donda maggiore di quella della luce di emissione e quindi pu essere facilmente soppresso dal computer. Al termine, la cassetta viene esposta ad una luce molto intensa in modo da cancellare tutte le informazioni e ritornare pronta per un nuovo impiego. Metodo tradizionale a Pellicola vs metodo CR Nella CR gi a bassi mAs limmagine ottimale. Se dovessimo paragonare le curve di risposta del metodo a pellicola e di quello CR, allaumentare dellintensit del segnal e, la risposta della pellicola ha un andamento a sigmoide mentre la risposta di una CR ha un andamento lineare e inoltre la gamma di grigi sicuramente pi ampia nella risposta della CR che in quella della pellicola. Sistemi di radiologia Digitale Tali sistemi sono costituiti da un sensore che fornisce in uscita direttamente i dati digitali, senza bisogno di procedimenti intermedi (come invece avviene nei CR dove abbiamo uno step di lettura della lastra attraverso il laser). I sistemi di Radiologia Digitale possono essere ulteriormente suddivisi in 2 categorie: Sistemi DR indiretti, in cui il sensore composto da uno strato di scintillatore allo ioduro di Cesio. Sistemi DR diretti, in cui il sensore composto da uno strato semiconduttore di selenio amorfo.

Entrambi possono poi essere accoppiati a una tecnologia di tipo CCD o TFT Vediamo in dettaglio la tecnologia CCD (Charged Coupled Device o Dispositivi ad accoppiamento di carica) Questa tecnologia (la stessa di telecamere e fotocamere) si basa su un circuito formato da una griglia di elementi semiconduttori in grado di accumulare una carica elettrica proporzionale allintensit della radiazione elettromagnetica che li colpisce. La formazione dellimmagine legata alla quantit di carica formatasi allinterno di ogni componente. Pertanto la formazione dellimmagine gestita con tecnica elettronico -digitale

direttamente dal computer. Se analizziamo la risposta di questi sistemi allaumentare della intensit di segnale, essa lineare (come nei CR) con valori di risposta molto elevati rispetto alla densit ottica. Sistemi DR Indiretti In questi sistemi il CCD (o il TFT) accoppiato a dei fotodiodi ed a uno strato di fosfori . La fluorescenza (indotta dai raggi X) viene portata tramite fibre ottiche sul sistema a CCD e quindi inviata al computer per la ricostruzione in forma matriciale. Il materiale scintillatore pi utilizzato lo ioduro di Cesio attivato Tallio (CsI:Tl), un fosforo ad altissima efficienza di conversione raggi X-luce. In dettaglio, quando il fosforo viene colpito da Rx da luogo a scintillazione luminosa: una matrice di fotodiodi di silicio amorfo permette il passaggio di corrente in proporzione alla scintillazione. Infatti, la luce prodotta viene rilevata dalla matrice di fotodiodi che, durante lintervallo di erogazione Rx, carica un condensatore, quindi poi lo scarica attraverso un transistor che amplifica il segnale elettrico. Pertanto i segnali elettrici, organizzati per righe e colonne, dopo una preamplificazione vengono trasformati da analogici a digitali ed inviati al computer. Sistemi DR Diretti Il sistema fatto con del selenio amorfo, ed simile al caso del silicio amorfo ma non abbiamo fluorescenza. In particolare, i raggi X, colpendo lo strato di selenio, determinano delle coppie elettrone-buca nella struttura a matrice (lui precisamente scrive gli Rx producono cariche elettriche, e quindi presenza o assenza di cariche elettriche, nella struttura a matrice). Questo permette di ottenere degli insiemi di cariche elettriche dello stesso segno raccolte direttamente nel pixel, eliminando la fluorescenza che slarga il segnale. Le cariche elettriche raccolte (positive=0 negativa = 1) sono gi segnali digitali. Il condensatore per limmagazzinamento serve solo a quantificarne il numero per intervalli di tempo dellordine dei millisecondi. Con il principio di rilevatori al Selenio amorfo ed una tecnica di scansione a tomosintesi si ottengono mammografie eccezionalmente definite spazialmente ed in contrasto, riducendo anche notevolmente la dose al paziente e quindi agli operatori. Intensificatore di brillanza o di luminosit Gli Rx battendo sulla lamina di fosforo produ-cono luce con-vertita dal foto-catodo in elet-troni; accelerati e concentrati da lenti elettrosta-tiche sul fosforo di uscita che, se illuminato, for-nisce un segna-le video. Apparecchi radiogeni tradizionali Le principali apparec-chiature dedicate della radiologia tradizionale sono: Trocostratigrafo, OPT, mammografo, Te-lecomandato, endorale. Apparecchi radiogeni digitali Con lavvento dei computer limmagine acquisita in forma digitale per cui si riducono notevolmente i mA per formarla su sistemi con schermi a fluorescenza e trasformazione analogico-digitale, oppure con CCD, a semiconduttori e trasformazione diretta digitale, oppure con cassette a fosfori verdi . Questo permette di ridurre la dose al paziente, agli operatori e di ridurre anche i costi gestionali in quanto non sono pi necessarie le tradizionali pellicole radiografiche. I sistemi digitali permettono di acquisire limmagine radiografica in formato DICOM, finora riservato solo a CT e MR, ma con lulteriore specifica di poterla vedere sullo schermo di un PC senza ricorrere a softwares particolari come se fosse la foto di una fotocamera digitale e di stamparla nello stesso modo. Per cui limpiego della lastra, con i suoi costi ed i suoi inconvenienti (camera oscura, acidi per sviluppo e fissaggio ecc.) sar presto un ricordo storico.

Apparecchi Radiogeni Digitali: Angiografia Una delle principali applicazioni delle tecniche digitali langiografia, cio lo studio dei vasi. Utilizzando questa tecnica si in grado di effettuare interventi (Interventista) che permettono con cateteri di riparare o modificare strutture patologiche evitando costosi ed ultraselettivi interventi chirurgici. Apparecchi Radiogeni Digitali: Cardioangiografia e Portatili in AB digitali Anche gli apparecchi di impiego per scopi complementari allesercizio clinico sono diventati digitali. Il portatile da sala operatoria reso digitale pu essere assimilato ad un piccolo angiografo con applicazioni nel campo della ortopedia, gastroenterologia, chirurgia vascolare ecc. Apparecchi Radiogeni Digitali: Tecnica di erogazione dei raggi X negli Anche la tecnica di erogazione degli Rx diversa negli apparecchi digitali: invece di una erogazione in continuo vi una erogazione pulsata. La tecnica di erogazione pulsata anche cambiata nel tempo: per essa sono importanti due tempi, il tempo di interrogazione e quello di estinzione che danno il comando al computer per lacquisizione e cessazione dellimmagine prodotta dagli Rx. Attualmente siamo scesi a 40 msec per la durata di erogazione Rx, sempre nellintervallo di 1000 msec. Questo, a parit di mA, vuol dire ridurre la dose al paziente ed agli operatori del 96% rispetto al sistema tradizionale. Tomografia Assiale Computerizzata: introduzione e generazioni I-IV della CT Questa tecnica di formazione dellimmagine lungo una regione assiale trasversa, utilizzando un computer per la ricostruzione dellimmagine, fu proposta inizialmente da una casa discografica (EMI) e le prime TAC si chiamavano emiscanner. Se eseguiamo una sezione trasversa di un individuo possiamo suddividere questa sezione assiale trasversa in tanti quadratini (pixels picture elementary), associando livelli di grigio ai numeri digitali che descrivono lassorbimento in quel pixel possiamo ricomporre limmagine dando luogo ad una mappatura degli assorbimenti fotoelettrici nei voxel. Il sistema di suddivisione dellimmagine in pixel si definisce Matrice. La matrice in genere quadrata. Quando il numero di pixels che la compongono molto elevato limmagine ha notevole risoluzione spaziale, mentre se il numero di bit di profondit elevato essa ha elevato contrasto oppure la possibilit di selezioni ultrafini nellambito dellorgano a stessa densit. Le CT di I generazione con un sottile pennello ed un solo rivelatore eseguivano una scansione lineare, quindi ruotavano lasse di 1 ed eseguivano una seconda scansione. In tal modo si procedeva fino alla 90-esima scansione eseguendo una rotazione di 90. Con una tecnica di retroproiezione a trama si ricostruivano in ogni punto della matrice la somma dei valori di assorbimento dando luogo allimmagine trasversa. Con i numeri Hunsfield si associavano le densit ai livelli di grigio. Le CT di II generazione ha un fascio a ventaglio compensato da un filtro, per eliminare la distorsione da circolare a piano, ed una serie di rivelatori in linea. Ruota di 10 dopo ogni scansione eseguendo una rotazione di 180. Quindi si procedeva a ricostruire limmagine. Ovviamente lesame era pi veloce e la qualit di informazioni migliore. Le CT di III generazione hanno un fascio a ventaglio di ancor maggiori dimensioni, ma anche i rivelatori sono a ventaglio con un sistema di collimazione che riduce gli inconvenienti della diffusione. I rivelatori, inizialmente a scintillazione, diventano a gas camera a ionizzazione -. Il paziente completamente dentro il fascio per ogni acquisizione per cui il sistema dopo ogni flash ruota di una determinata quantit di gradi a seconda della definizione richiesta. Il sistema di ricostruzione migliora con la maggior potenza dei computer. Il numero ed il tipo di scansioni viene preordinato allinizio dellesame per cui la velocit di esecuzione elevata. Le CT di IV generazione hanno i rivelatori disposti su 360. Spesso sono del tipo a stato solido(semiconduttori). Con questa tecnica si riesce ad aumentare la velocit di esecuzione dellesame e di ricostruzione dellimmagine.

Per con computers sempre pi potenti scegliere tra una III ed una IV generazione era solo una questione filosofica. Tomografia Assiale Computerizzata: CT a spirale Poich il sistema di sequenze di fette oltre a dare dosi elevate, rendeva difficili le ricostruzioni volumetriche, si passato ad eseguire ununica acquisizione con andamento elicoidale con rotazione del tubo e avanzamento del lettino contem-poraneamente. Quindi dai dati grezzi cosi ottenuti si ricostruiva limmagine su cui fare diagnosi o ricostruire un particolare di interesse. Nasce la CT spirale. La tecnica spirale non solo permette di eseguire un esame completo in pochi minuti ma di ricostruire dati volumetrici presentati con effetto tridimensionale a pseudocolori. Cos si possono visionare gli apparati interni, ponendo in relazione strutture pi profonde rispetto a quelle pi superficiali. Velocit di acquisizione delle TC (?) Considerando uno spessore di strato di 5mm (e una zona di altezza 20 cm), abbiamo Tc convenzionale: 1 secondo -> 120 secondi Tc a spirale monostrato: 1 secondo -> 40 secondi Tc a spirale multistrato: 0,5 secondi -> 5 secondi 6 - 10 and 16 slice Detector configuration 24 mm Array - 32 slice/sec. (16 x 0,75mm) - 32 slice/sec. (16 x 1,5mm) - 16 slice/sec. (8 x 3mm) - 20 slice/sec. (10 x 0,75mm) - 20 slice/sec. (10 x 1,5mm) - -16 slice/sec. (8 x 3mm) - 12 slice/sec. (6 x 0,75mm) - 12 slice/sec. (6 x 1,5mm) - 12 slice/sec. (6 x 3mm) - 12 slice/sec. (4 x 6mm) Tc moderne Con le Tc moderne i rivelatori sono a stato solido, i sistemi di collimazione danno luogo ad altissima definizione in modo da avere risoluzioni spaziali inferiori al mm. CT multistrato : La Risoluzione Spaziale La definizione corrente espressa con coppie di linee per cm (lp/cm) ma anche un valore MTF. Influenzano la risoluzione spaziale: Fattori geometrici intrinseci (macchia focale, sezione rivelatori, ingrandimento geometrico,frequenza campionamento spaziale). Numero di strati contemporaneamente acquisibili (multislice) CT multistrato : La Risoluzione di Contrasto E la capacit di rappresentare con colori diversi otticamente due tessuti aventi coefficienti di assorbimento molto vicini. Dipende da: Efficienza di rivelazione dellapparecchiatura Rumore stocastico

Il primo fattore tipico del rivelatore. Il secondo dipende da spessore dello strato, dimensione dei pixels, fotoni diffusi (quindi penombra dello strato). Ha distribuzione di tipo Poissoniano e si rappresenta con (Brooks) sn2 = c/Dhw3 Dove sn = rumore; D = Dose, h = spessore strato; w = larghezza fascio c = costante caratteristica In realt pesano: rumore elettronica,i filtri di convoluzione, tecnica acquisizione, processi di elaborazione

Dosimetria CT La distribuzione della dose in CT completamente diversa da quella della radiologia tradizionale. Negli scanner pi moderni la dose distribuita quasi uniformemente sul piano di scansione con una minor concentrazione nellarea del centro di rotazione. Per diffusione anche i tessuti immediatamente vicini allarea di scansione ricevono una certa quantit di dose. Trascurando i fenomeni di divergenza del fascio e di penombra, il calcolo della dose al tessuto sotto scansione poteva risultare complesso, perch il radiologo non sempre usava una procedura standard. A volte effettuava successive irradiazioni per completare lesame di particolari aree. Nelle CT spirali si introdotto un ulteriore fattore il pitch (p) per cui si definita la dose dovuta a scansioni multiple come MSAD. (pitch p=( table feed TF/slice thickness h) ; MSAD= (1/p)CTDI ). Risultando complesso sommare le dosi con quellandamento poissoniano abbiamo preferito utilizzare un pi semplice Indice di Dose CT (CTDI). Se prendo tutta la dose fornita al paziente ( e letta dal misuratore di dose contenuto nella CT) e la divido per lo spessore nominale di una fetta avremo lindice di dose per ciascuna fetta:

Gli Artefatti Numerosissime sono le cause di artefatti: - Aliasing: produce striature vicino le strutture pi dense, si ovvia con maggiori campionamenti spaziali. - Delimitazione fascio incidente: Produce strisce chiare intorno ad oggetti ad alta densit. Si evita con filtri o con pi kV o con multislice. - Effetto volume parziale: dovuto a componenti corporee con volume inferiore allo spessore di strato. Si evita riducendo lo spessore o aumentando la sovrapposizione ( picth) o si elimina col multislice. - Artefatti da movimento: produce perdita di definizione degli organi che durante lacquisizione si muovono. - Effetti della PSF (Point Spread Function): un fenomeno di ingrandimento di oggetti di maggior densit. Si migliora con multislice e risoluzione spaziale. - Artefatti di accentuazione dei bordi: simile alle cause del PSF. - Artefatti da errore di misura dellattenuazione: dovuti a non lineare risposta dei rivelatori o eccessiva radiazione diffusa. Scomparsi con rivelatori solidi e multislice. - Artefatti circolari: dovuti a difetti di uniformit dei rivelatori in III generazione, sono praticamente scomparsi. - Artefatti da indurimento del fascio: dovuti alla variazione dellenergia media del fascio. Si correggevano con software, ora con tecniche di multislice. Con le tecniche multislice si possono ridurre anche le intensit di mA e kV del fascio, modulandolo in base allarea che stiamo analizzando in questo modo riduciamo anche la dose al paziente, migliorando la qualit dellimmagine. La Risonanza Magnetica, 1 Gli atomi di idrogeno hanno il nucleo costituito da un protone. Questo proto-ne dotato di un movimento di spin e quindi, essendo carico, di un momento ma-gnetico . Se sono liberi e li disponiamo in un campo magne-tico esterno B i vari possono assumere lo-rientamento parallelo (pi bassa energia) o antiparallelo. La differenza di energia tra i due livelli sar 2B. Quando sottopongo, per eccitarli, il materiale ricco di protoni liberi ad una radiofrequenza pu succedere che alcuni di questi passino in antiparallelo se h = 2B. Nel caso, invece, i protoni dellidrogeno siano legati a strutture chimiche complesse essi occupano particolari posizioni nellambito delle macromolecole di appartenenza. Questo essere legati ad una posizione costituisce un vincolo per cui a seconda del materiale biologico (sangue,tessuti,organi) tale vincolo li costringe ad orientarsi solo

in particolari direzioni che formano un angolo rispetto al campo magnetico esterno; tale angolazione, in presenza di un forte campo magnetico esterno, da luogo ai movimenti di precessione. Il meccanismo di precessione intorno alla direzione del campo magnetico esterno B0 da luogo ad una ulteriore frequenza (frequenza di pre-cessione) definita di Larmor. Lunit di misura di tale frequenza in MHz:

Per lidrogeno 0 = 42,57 MHz quando B0 = 1 Tesla. Pertanto il valore di sar espresso in MHz/Tesla ed avr un valore ben definito per lH1. Di conseguenza se B0 = 1,5 T il valore della frequenza di Larmor sar 63,86 MHz = 1,5 * 42,57 se invece B0 = 0,5 T allora 0 = 21,28 MHz ( 42,57* 0,5). Questo valore di frequenza sar valido solo per gli atomi di idrogeno attivi ai fini della RM. Perch quando si immerge un corpo umano in un campo magnetico solo 5 ppm (parti per milione) si orientano. E di questi solo la parte legata da luogo a meccanismi di precessione. Il fenomeno della risonanza avverr quando una parte del corpo umano sar esposto ad una radiofrequenza emessa da unantenna - con valore di frequenza molto vicino a quella di precessione di Larmor per le componenti chimiche interne al corpo umano(tecnica risonante). Solo in questo caso quelle 5 ppm di atomi di H1 acquisiranno energia per spostarsi allo stato eccitato. Abbiamo detto che la frequenza di Larmor dipende dalla intensit del B0 per cui la frequenza di risonanza dei protoni H1 dipender dal valore di B0 ( apparecchi RM con campo da 0,28T; 0,5T; 1T; 1,5 T ; 2 T e 3T oltre non si va perch iniziano i danni al paziente in quanto le ppm che risuonano salgono velocemente fino a provocare danni chimici non sempre reversibili). Quando la risultante del momento magnetico (M), per un volume elementare di tessuto, non dovesse pi essere parallela al B0, allora tale vettore M avrebbe una componente su di un piano trasverso a B0 definito piano B1. Altro effetto della risonanza che la componente M assume unango-lazione rispetto a B0 tanto mag-giore quanto pi lunga la durata della RF eccitante fino a 90 o a 180. Un altro effetto della risonanza che ciascun dipolo magnetico dei protoni H1 inizia a precedere in fase con gli altri (fase coerente) e quindi hanno tutti la stessa direzione ed orientamento angolare rispetto al B0. In questo modo come se la proiezione sul piano B1 di tale vettore avesse la stessa frequenza di Larmor. Poich per la legge di Faraday un vettore magnetico che ruota su di un piano perpendicolare a quello su cui posta una bobina (antenna) provoca in essa una corrente indotta con frequenza e durata pari a quella della variazione del vettore magnetico. Questo il segnale elettrico di RM che raccogliamo dopo che abbiamo eccitato larea di analisi del corpo umano con una RF (radio-frequenza). Dallanalisi di Fourier di questo segnale elettrico pulsato risaliamo alle sostanze chimiche presenti e quindi alle strutture rappresentate come livelli di grigio. Per cui la stessa coil fa da emittente e ricevente. Poich ad ogni orientamento del dipolo nucleare magnetico rispetto al campo magnetico esterno corrisponde un ben preciso stato energetico, si dimostra matematicamente che la condizione di polarizzazione diretta dei protoni liberi rispetto al campo magnetico esterno quella di minima energia ed la pi probabile per atomi di H1 liberi. Quella di polarizzazione inversa di massima energia mentre gli H1 orientati con angolo rispetto a B0, con fenomeni di precessione, hanno valori di energia inferiore associata allorientamento del dipolo magnetico nucleare nel campo magnetico risultante. Tali valori sono tipici del modo come quellatomo legato alla struttura della macromolecola e ne caratterizza il tessuto. Nel caso si attivi una Radiofrequenza esterna (attraverso unantenna esterna a forma circolare bobina -), viene prodotto su di un piano magnetico perpendicolare a B0 (

B1) una proiezione a 90 ( o 180) del vettore M (stato risonante) le cui componenti precedono in fase su B1 dando luogo quindi ad un livello di maggior energia (stato risonante). Terminata la radiofrequenza i protoni torneranno nello stato iniziale perdendo energia che da luogo, nellantenna, ad una corrente indotta oscillante che decade FID- . Dallanalisi di Fourier di tale corrente si caratterizza il tipo di tessuto. Ovviamente questo non valido per losso compatto che non ha H1 al suo interno. Una volta cessata la radiofrequenza esterna di eccitazione la porzione di tessuto i cui protoni hanno dato luogo ad una risultante M eccitata, che si ribaltata di 90 o di 180, perde quellenergia emettendo una radiofrequenza, caratteristica di quella porzione di tessuto, che va spegnendosi. Al termine dellimpulso di eccitazione tutti i dipoli magnetici precedono in fase tra di loro dando luogo ad un momento magnetico risultante eccitato ed in fase, sullo stesso piano di B1. Col trascorrere del tempo, mentre si stanno diseccitando, questa fasatura si sfasa e la risultante del momento magnetico dei dipoli si annulla sul piano di B1 tornando ad essere orientata solo rispetto a B0. Risonanza magnetica: Rilassamento Per Rilassamento intendiamo la perdita di energia e fase dallo stato, eccitato ed in fase, allo stato fondamentale gestito anche dalla temperatura. Durante il rilassamento viene riemessa una radiofrequenza (vicina alla frequenza di Larmor) e viene prodotta una corrente indotta che va decadendo, il processo si definisce FID (free induction decay). Il fenomeno di precessione magnetica di M rispetto a B1 registrato come potenziale elettrico variabile nel tempo attraverso i terminali delle bobine orientate come affianco: La magnetizzazione trasversa decade esponenzialmente con una costante di tempo T2 per cui possiamo definire il potenziale misurato ai capi delle bobine

Dove K una costante ed i =( -1) . Il movimento di precessione della magnetizzazione trasversa rappresentato come un numero complesso con parte reale e parte immaginaria senza alcun significato particolare; ma la componente immaginaria ha la stessa fase di M eccitato sul piano B1 mentre il campo di radiofrequenza sfasato di 90. Risonanza magnetica: Rilassamento T1 La stimolazione RF costringe i nuclei ad assorbire energia, portandoli ad uno stato eccitato e contemporaneamente di fasamento tra loro. Al termine delle radiofrequenza i nuclei dissiperanno questa energia di eccitazione nellambiente vicino, cosiddetto lattice ( interazione spin-lattice). Mentre lo sfasamento viene prodotto dalla interazione magnetica dei nuclei idrogeno per la progressiva perdita della magnetizzazione trasversale e viene definita interazione spin-spin. Per cui il processo definito rilassamento spin-lattice descrive il ritorno (recovery) alla magnetizzazione longitudinale e quindi al suo valore di equilibrio. Ma sappiamo che nello spazio interatomico lattice vi un campo magnetico che fluttua alla frequenza di Larmor. Tale campo magnetico fluttuante riviene dalla rotazione e dalla traslazione dei nuclei nelle molecole del reticolo spaziale sottoposte a moto Browniano. La frequenza media del moto browniano dipende dalla dimensione della molecola nel reticolo spaziale. Le molecole pi piccole si riorientano pi rapidamente delle molecole pi grandi. La frequenza di rotazione in molecole di medie dimensioni, come i lipidi pi vicina alla tipica frequenza di larmor. Per cui la magnetizzazione associata ai lipidi rilassa pi velocemente di quella associata allacqua pura o a molecole di grandi dimensioni come le proteine.Inoltre il tempo di rilassamento T1 dipende dallintensit di campo magnetico.

Risonanza magnetica: Rilassamento T2 Ogni qualvolta varia il valore di intensit del vettore magnetico trasversale varia la frequenza di precessione dando luogo ad una perdita di coerenza di fase (defasamento) e conseguente dispersione angolare. Per cui la magnetizzazione trasversa decade perch i momenti magnetici che la compongono si sfasano come effetto della loro mutua interazione. Questo processo si definisce rilassamento T2, o spin-spin, ed esprime il rateo di riduzione della magnetizzazione trasversa. Al contrario della T1 non viene ceduta energia al lattice durante il T2. Per lacqua libera T1 e T2 quasi coincidono, mentre pi lacqua legata ad elementi pesanti o macromolecole pi grandi, pi il T2 si riduce rispetto al T1. Le grandi molecole che tendono a riorientarsi pi lentamente delle piccole hanno tempi T2 pi corti. Per cui lacqua libera ha un T2 pi lungo dellacqua legata a macromolecole. Lintensit del campo magnetico B0 influisce sul T2 molto meno che non sul T1. Risonanza magnetica: Tempo di Ripetizione TR Se dopo un primo segnale di eccitazione, ripetessi il segnale do luogo ad un fenomeno di ristimolazione con tempi varianti in base alleffetto che si vuol ottenere. Con ristimolazioni a valori di TR lunghi si possono compiere operazioni di manipolazione del contrasto tra tessuti con differente T1 oppure modificare il rapporto segnaledisturbo in una immagine. Risonanza magnetica: Spin-Echo rifocalizzazione della magnetizzazione trasversa. La magnetizzazione trasversa durante il FID, si riduce molto pi rapidamente del T2 dando luogo al T2*, dovuto alle inomogeneit del campo magnetico. Se applico un impulso RF a 180 dopo un tempo si elimina lo sfasamento dando luogo nuovamente ad una condizione di coerenza di fase. Similitudine della gara di cavalli Risonanza magnetica, 2 Poich il modo come latomo di 1H legato alla macromolecola che costituisce la cellula e quindi il tessuto, varia da tessuto a tessuto, variano anche le frequenze di eccitazione e diseccitazione dello stesso dipolo magnetico del nucleo di idrogeno. Per cui con un'analisi di Fourier delle frequenze percepite dallantenna ricevente si possono ricostruire, in tonalit di grigio, i vari organi ed apparati a seconda della presenza di 1H. Il problema che le frequenze dei vari organi e tessuti con 1H non sono molto ben differenziate tra di loro ed inoltre, come si pu individuare il punto di provenienza della radiofrequenza? Per il problema geometrico-spaziale si crea un gradiente di campo - sappiamo che la frequenza di precessione proporzionale a BT - in tal modo possiamo individuare i segnali dello stesso tessuto ma provenienti da diverse posizioni (risoluzione spaziale). Per meglio discriminare i vari tessuti si ricorso a particolari sequenze di emissione delle radiofrequenze di eccitazione che, amplificando o modificando la differenza tra le frequenze di diseccitazione, agiscono sulla qualit delle immagini. BT il campo magnetico totale nel paziente quando B0 quello esterno.Pertanto il tipo di emissione di radiofrequenza caratterizzer il tipo di legame del protone e quindi caratterizzer il tipo di tessuto a cui appartiene quel protone. Con una tecnica di gradienti di campo ed unanalisi matematica (Analisi di Fourier) delle correnti indotte nelle antenne di ricezione ed un opportuno software di elaborazione, tali segnali saranno ricostruiti in immagini lungo tre piani: assiale, sagittale e coronale. In tal modo si dar una valutazione del tipo di tessuto presente in quella sezione con valutazioni di legame chimico e non di densit come per la TC. Risonanza magnetica: campi di impiego Limpiego di bobine dedicate permette di eseguire esami impensabili fino a due/tre anni fa. Tecniche angiografiche, mezzi di contrasto e 3D. I tempi di esecuzione si sono ridotti notevolmente fino a qualche secondo,

quando non addirittura a msec, eliminando cos artefatti da movimento. Con le tecniche di sottrazione digitale MRA o tempo di volo MRA si ottiene una accurata determinazione dellarrivo del bolo ematico o delle fasi arteriosa e venosa. Anche in campo senologico e pneumologico i risultati sono eclatanti. Tanto che spesso abbiamo la disponibilit di speciali tecniche di acquisizione delle immagini in RF ma non sappiamo come utilizzarle. Con tecnica del tipo WB si pu eseguire una scansione in 2 minuti ottenendo immagini analoghe a quelle di Medicina Nucleare. Utilizzando bobine microsco-piche si ottengono immagini di dettaglio soprattutto in campo ortopedico e dermatologico. Moltissime sono le applicazioni nel campo del sistema nervoso a partire dalla carotidografia RM, la ricostruzione della mappa delle fibre, la capacit di individuare le aree scle-rotiche fino alla spettrografia dei metaboliti. La Risonanza Magnetica Aperta La RM aperta caratterizzata da minor intensit di campo magnetico (0,25 0,5 T). Con limpiego di softwares sofisticati in grado di effettuare tutte, o quasi, le indagini delle RM chiuse. Unico svantaggio lallungamento del tempo di indagine per sopperire alla bassa intensit di campo. I vantaggi sono per enormi per pazienti claustrofobici e per i bambini che possono avere al fianco un genitore. Recentemente sono state realizzate RM aperte fino ad 1 T con qualit di immagini molto simili a quelle chiuse anche se con linconveniente di un maggior rumore nelle sequenze. LAcceleratore Lineare Digitale LAcceleratore Lineare Digitale ha una modalit di emissione simile a quella dei tubi radiogeni. Per cui o escono elettroni di energia compresa tra i 6 ed i 21 MeV oppure fotoni tra i 6 ed i 18 MeV. Esso completamente gestito dal computer e, per le alte energie, pu produrre neutroni e radioattivit indotta. Il tecnico di radiologia per le applicazioni quotidiane si limita ad immettere il nominativo del paziente ed ad installare i diaframmi o i compensatori, il computer eseguir le modalit di piano di trattamento come impostate dal radioterapista col fisico specialista. LAcceleratore Lineare (Linac) per radioterapia composto da una sorgente di elettroni e da tante aree (drift tube) con differenza di potenziale incrementata progressivamente tramite una radiofrequenza alternata le cui polarit +/- sono anchesse gestite dal generatore. I campi elettromagnetici acceleranti vengono eccitati attraverso una guida donda che convoglia la potenza fornita da un klystron o Magnetron . Si noti la differente lunghezza delle cavit (l'effetto esagerato in figura): questo fatto si spiega semplicemente, considerando che pi le particelle acquistano energia pi esse aumentano la loro velocit. Se l'onda accelerante deve essere sincrona con il passaggio delle particelle attraverso gli spazi tra le cavit chiaro che le cavit devono essere tanto pi lunghe quanto pi la velocit elevata, Per permettere alle particelle di restare in fase con l'onda (che ha una frequenza fissa). Chiaramente, poich c' un limite superiore alla velocit (la velocit della luce), le cavit, da un certo punto in poi, sono di lunghezza costante. In uscita, per la radioterapia, pu essere utilizzato un fascio di elettroni o un fascio di X di energia equivalente. Questultima prodotta tramite uno scatteratore del tipo anodo dei tubi a Rx. I Diaframmatori micromultilamellari Il sistema di diaframmatori micromultilamellari, le cui lamelle sono gestite ciascuna da un motorino indipendente, il tutto governato dal computer, permette di sagomare al millimetro larea da trattare preservando le strutture vicine sane e/o sensibili alle radiazioni. Con la tecnica pendolare in contemporanea al movimento delle lamelle si riesce a contornare il volume neoplastico anche se di forma non regolare.

I Piani di Trattamento Il sistema di piani di trattamento pi evoluto si basa su acquisizioni di una TC multislice, con ampio gantry, che da luogo ad immagini virtuali 3D. Su queste immagini si seleziona il volume bersaglio ed i volumi da preservare. Quindi si stabiliscono il numero di campi, la loro apertura ed una eventuale pendolazione della testata al fine di poter colpire col massimo della dose il volume bersaglio e preservare al massimo i volumi sensibili. Apparecchi di Brachiterapia Sono apparecchi di terapia che utilizzano sostanze radioattive che, dopo aver posizionato una sonda-catetere nelle vicinanze dellarea da trattare, loperatore si allontana e un comando computerizzato fa scorrere questa capsula radioattiva dalla schermatura di protezione dellapparecchio al punto terminale della sonda . First FIRST e costituito da: spot e seedSelectron Spot Spot: Il Sistema Mobile ad ultrasuoni per i piani di cura 3D della Prostata Scansione di un unico Volume Live -Planning : Gli Aghi Virtuali fungono da guida durante linserimento ; Gli Aghi Virtuali vengono sostituiti dagli Aghi Reali ; In tempo reale vengono aggiornate le distribuzioni di dose. Pre-Planning : Precisa valutazione 3D di Prostata, Uretra, Vescica e Retto tramite segmentazione; Funzioni di Auto - Plan per il posizionamento di semi e aghi secondo criteri scelti da utente seedSelectron Innovazioni e automazione negli impianti dei semi : Posizionamento automatico dei semi e degli spaziatori nella locazione pianificata; Verifiche e test di sicurezze durante lintera procedura; Validazione dellattivit di ogni seme; Maggiore accuratezza dell impianto Il Medico in questo modo si pu concentrare sugli aspetti medici e non sulla manipolazione di sostanze radioattive La gamma camera La gamma camera costituita da : Una testata; Elettronica di misura; Computer che gestisce il tutto; Una consolle di comando. La gamma camera (Anger) La testata costituita da : Collimatore; Cristallo di scintillazione - Na I (Tl); Fotomoltiplicatori; Elettronica di misura I collimatori possono essere : paralleli, convergenti, divergenti, Pin-hole Durante la rotazione circolare il computer acquisisce le emissioni che provengono da una slice. Lacquisizione di pi slice contemporaneamente pu portare ad un sistema multislice che ricostruito, da luogo ad immagini 3D (SPECT) La gamma camera (Spect) Nel paziente si introduce un radiofarmaco che emette radiazioni gamma. Queste radiazioni emesse vengono rilevate dalla scintillazione prodotta sul cristallo e le informazioni sullarea e sui quantitativi registrati per unit di tempo vengono gestite da un computer che ricostruir le immagine della presenza temporale del radiofarmaco in aree ed apparati attraversati dallo stesso durante i funzionamenti dorgano. Con la tecnica di Tomografia

Computerizzata si ricostruiscono la perfusione e la filtrazione dorgano, sezione per sezione dando informazioni su perfusione e funzionamento dell organo. Le immagini della SPECT pur essendo molto importanti dal punto di vista del funzionamento dorgano lasciano a desiderare per specificit e risoluzione spaziale. Spesso per avere informazioni anatomiche si ricorre a tecniche di fusione con immagini CT. Ma per quanto riguarda le tecniche di perfusione e di funzionamento dorgano forniscono informazioni molto valide. Recentemente sono state accoppiate apparecchiature SPECT e CT in modo da sommare alla funzionalit SPECT la risoluzione spaziale della CT Soluzione innovativa per superare i compromessi della metodica SPECT/CT Flat panel ad alta risoluzione Acquisizione Co-planar SPECT &CT Copertura volumetrica di 14cm in una singola rotazione da 12 a 60 sec Brightview XCT Detector Flat Panel High Resolution Vantaggi rispetto ai detettori tradizionali: Maggior risoluzione spaziale; Maggior copertura volumetrica; Acquisizione cone beam isotropica; Maggior sensibilit minor esposizione Svantaggio rispetto detettori tradizionali : Lentezza della risposta non consente studi angiografici, comunque non richiesti dal medico nucleare CT ad alta risoluzione e basso dosaggio High Contrast Resolution15 lp/cm (10% MTF) Low Contrast Resolution/Detectability 5mm cylinder @ 0.5% contrast PET Il principio di funzionamento simile a quello dei traccianti radioattivi. Si somministra un radiofarmaco 11C, 13N,
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O, 18F - che emette positroni (+) che, avendo la massa di elettroni ma con carica positiva, in pochi mm si

annichilano su un elettrone producendo due raggi da 0,511 MeV che si allontanano in direzioni opposte. Questi vengono rivelati in coincidenza e misurando il tempo di volo viene ricostruito al computer il punto da cui sono partiti. Anche la PET soffre dei problemi di risoluzione spaziale ma fornisce informazioni anche su modestissime modifiche del metabolismo cellulare permettendo di scoprire, molto prima delle modificazioni anatomiche, il funzionamento anomalo dei metaboliti cellulari. Strumentazione Medicina Nucleare Esecuzione indagini solo TC - Indagini pediatriche - Comunicazione con il paziente - Paziente claustrofobico Maggior confort -Possibilit di piani trattamento RT Prima: (PET tradizionale): Distribuzione dei dati lungo tutta la LOR Ora: (Time-of-Flight PET) : Localizazione dei dati circoscritti in 9,5 cm Maggior informazioni per ogni evento ToF: Maggiori informazioni per ogni singolo evento GEMINI TOF Il rapporto lesione / contrasto notevolmente migliorato con lutilizzo del ToF