Sei sulla pagina 1di 88

LASER

Interazione radiazione-materia
Laser
Laser Surface Processing
Sicurezza nei laser

Prof. Ing. Antonio D. LUDOVICO


LASER SURFACE PROCESSING
PREMESSA : LA LUCE
La luce è il fenomeno fisico che permette la visione degli oggetti. Lo
studio della luce, associato a quello dei meccanismi della visione, è
antichissimo; nel corso degli anni furono elaborate molte teorie per
l’interpretazione del fenomeno (fisico olandese C. Huygens 1629-
1695- teoria ondulatoria; Newton – teoria corpuscolare… ).
Successivamente, Maxwell (1860 ed altri ) studiarono il fenomeno
nell’ambito della teoria dell’elettromagnetismo che integrato dalla
teoria quantistica interpreta il fenomeno della luce.
La luce si riferisce alla porzione dello spettro
elettromagnetico visibile dall'occhio umano, compresa tra 400 e
700 nanometri di lunghezza d'onda, ossia tra 790
e 435 THz di frequenza. I limiti dello spettro visibile all'occhio
umano non sono uguali per tutte le persone, ma variano
soggettivamente e possono raggiungere i 720 nanometri,
avvicinandosi agli infrarossi, e i 380 nanometri avvicinandosi
agli ultravioletti. La presenza contemporanea di tutte le lunghezze
d'onda visibili, in quantità proporzionali a quelle della luce solare,
forma la luce bianca.
La luce visibile è una porzione dello spettro elettromagnetico compresa
approssimativamente tra i 400 e i 700 nanometri (nm) (nell'aria). Ogni singola
radiazione elettromagnetica dello spettro è caratterizzata da
una frequenza " f " e relativa lunghezza d'onda "λ", che seguono la relazione:
f·λ = v dove v è la velocità della radiazione o fotone nel mezzo considerato.
La luce, come tutte le onde elettromagnetiche, interagisce con la materia in
cui si trova. I fenomeni che più comunemente influenzano o impediscono
la trasmissione della luce attraverso la materia sono: l'assorbimento,
la diffusione (scattering), la riflessione speculare o diffusa, la rifrazione e
la diffrazione. La riflessione diffusa da parte delle superfici, da sola o
combinata con l'assorbimento, è il principale meccanismo attraverso il quale
gli oggetti si rivelano ai nostri occhi, mentre la diffusione da parte
dell'atmosfera è responsabile della luminosità del cielo.
Nella fisica moderna la luce (e tutta la radiazione elettromagnetica) viene
composta da quanti, unità fondamentali di campo elettromagnetico chiamate
anche fotoni.
Le differenti lunghezze d'onda di una radiazione elettromagnetica vengono
interpretate dal cervello come colori, che vanno dal rosso delle lunghezze
d'onda maggiori e frequenze più basse, al violetto delle lunghezze d'onda
minori e frequenze più alte. Le radiazioni luminose che il nostro occhio
percepisce dall'ambiente circostante sono in realtà una sovrapposizione di
colori di diverse lunghezze d'onda; ad ogni lunghezza d'onda è associabile
un colore. Quando al nostro occhio arriva luce composta da più onde
monocromatiche di diverse lunghezze di onda, il nostro cervello interpreta i
segnali provenienti dai sensori visivi dell’occhio come un nuovo colore,
"somma" di quelli originari.
Le frequenze immediatamente al di fuori dello spettro visibile dall'occhio
umano vengono chiamate ultravioletto (UV), per le alte frequenze,
e infrarosso (IR) per le basse. Anche se noi non possiamo vedere l'infrarosso,
esso viene percepito come calore.
Le telecamere in grado di captare i raggi infrarossi e convertirli in luce visibile
vengono chiamati visori notturni. Animali, come le api, riescono a vedere gli
ultravioletti; altri invece riescono a vedere gli infrarossi.

Grandezze misurabili della luce


 tonalità (o temperatura)
 luminosità
 illuminamento (unità SI: lux)
 flusso luminoso (unità SI: lumen)
 intensità luminosa (unità SI: candela).
PRINCIPI
SUI LASER
Cenni sul Laser

Principio di funzionamento

LASER: Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation


(amplificazione della luce mediante emissione stimolata di
radiazione). In parole semplici, le particelle di luce (fotoni)
eccitate dalla corrente rilasciano energia sotto forma di luce.
Questa luce viene direzionata in un fascio. In questo modo si
forma il raggio laser.
Tutti i laser sono costituiti da tre componenti:
 Una sorgente pompa esterna
 Il mezzo laser attivo
 Il risonatore.
La sorgente pompa conduce l'energia esterna al laser.
Il mezzo laser attivo è collocato all'interno del laser. A
seconda della progettazione, il mezzo laser può essere
costituito da una miscela di gas (laser CO2), da un corpo
di cristallo (laser YAG) o da fibre di vetro (laser fibra).
Quando viene trasferita al mezzo laser attraverso la
pompa, l'energia è emessa sotto forma di radiazione.
Il mezzo laser attivo è posizionato tra due specchi, il
"risonatore". Uno di questi specchi è unidirezionale. La
radiazione del mezzo laser attivo è amplificata dal
risonatore. Al tempo stesso, solo una certa radiazione
può lasciare il risonatore attraverso lo specchio
unidirezionale. Questa radiazione direzionata è la
radiazione laser.
La radiazione laser ha due proprietà fondamentali:
 Monocromaticità. Significa che la radiazione è
costituita da una sola lunghezza d'onda.
 Coerenza elevata e quindi coincidenza di fase. La
coerenza rende le onde del laser approssimativamente
parallele.
In virtù di queste proprietà la luce del laser è utilizzata in
molte aree della moderna lavorazione dei materiali.
L'intensità si mantiene per lungo tempo grazie alla
coerenza e può essere direzionata ancora di più con
l'ausilio di lenti. Il raggio laser incide sulla superficie del
materiale, viene assorbito e quindi riscalda il materiale.
Per questa generazione di calore il materiale può essere
rimosso o evaporare completamente. Ciò permette
di incidere, marcare o tagliare un'ampia gamma di
materiali.
SPIEGAZIONE TECNICA:

Equazione di base (teoria corpuscolare della luce):

h • f = E2 –E1

h: costante di Planck
f: frequenza della radiazione
E1, E2: livelli energetici di un atomo o molecola
Cenni sul Laser

L’equazione precedente deve essere soddisfatta nei tre


fenomeni di interazione:

 emissione spontanea: un atomo passa da un livello maggiore E2


ad uno inferiore E1 con emissione di un fotone di frequenza f;
 assorbimento: un fotone di frequenza f interagisce con un
atomo a livello energetico E1 e lo porta al livello superiore E2;
 emissione stimolata: un atomo a livello energetico superiore
E2 è stimolato da un fotone di frequenza f; in tal caso esso
decade al livello inferiore E1 emettendo un fotone della stessa
frequenza, fase e direzione della radiazione incidente. In
pratica con un fotone incidente se ne ottengono due identici ed
è questo il fenomeno alla base del funzionamento del laser.
OVVERO (teoria perturbativa):

se il sistema si trovava sul suo stato fondamentale si ha un


fenomeno di assorbimento risonante della radiazione
ovvero l'onda viene assorbita ed il sistema si eccita; se, al
contrario, il sistema era già eccitato si disecciterà
emettendo radiazione elettromagnetica alla stessa
frequenza, e nella stessa direzione, di quella incidente.
Cenni sul Laser

Costituenti principali di un laser

 materiale attivo: caratterizzato da livelli energetici adatti


ad interagire con la radiazione;
 sistema di pompaggio: di tipo ottico o elettronico in grado di
provocare un’inversione di popolazione, cioè una predominanza
di atomi o molecole nel mezzo attivo a uno stato eccitato
rispetto a quelle allo stato normale.

La luce laser ha il grande vantaggio, per effetto della


monocromaticità e della piccola divergenza del fascio, di
poter essere focalizzata efficacemente in spot molto piccoli
con densità di potenza molto elevate.
Cenni sul Laser

Schema generale di un laser


Cenni sul Laser

TEMxy (Transverse Electromagnetic Mode)

La distribuzione di potenza nella sezione del raggio di uscita


dalla cavità non è uniforme ma dipende dal tipo da laser, dai
parametri di progetto e di funzionamento. Per identificare
tale distribuzione si usa il termine TEM. Il numero x
corrisponde al numero di zone vuote da destra a sinistra, il
numero y corrisponde al numero di vuoti dall’alto verso il basso.

Il modo TEM00 o gaussiano non ha zone vuote e ha una


distribuzione gaussiana di potenza all’interno del fascio.

Modi di ordine elevato comportano difficoltà di focalizzazione


del raggio in spot di piccole dimensioni.
Cenni sul Laser

Esempi di
distribuzione
di potenza di
un raggio laser
e relativi modi
TEMxy.
Esempi
Cenni sul Laser

QUALITÀ DEL FASCIO

Per descrivere la qualità del fascio si fa riferimento al


parametro M2 valutato secondo la relazione:
2
D
M   
2

 D0 
D è il diametro del fascio considerato (valutato al 98%
dell’energia totale)
D0 rappresenta il diametro del fascio ideale (gaussiano) di pari
energia.
M2 assume generalmente valori da 1,1 a 5.
Sorgenti Laser

Tipi di laser
 CO2
 neodimio-YAG: laser allo stato solido costituito da una barra
di un cristallo di granato di ittrio e alluminio (Y3Al5O12) drogato
con ioni Nd3+;
 neodimio-vetro: laser allo stato solido simile al precedente
ma con cristallo di vetro;
 semiconduttori: basato su materiali a semiconduttori come
GaAs e GaAlAs. L’effetto laser si manifesta in corrispondenza
della giunzione tra semiconduttori drogati in modo diverso,
come ricombinazione stimolata di elettroni liberi e lacune;
 eccimeri: il materiale attivo è un miscuglio di gas nobili
(molecole eccitate dimeriche).
Sorgenti Laser

Variabilità dei parametri operativi o caratteristici


di una sorgente laser
Sorgenti Laser

Principali caratteristiche dei laser


di interesse industriale
Laser a CO2
Uno dei laser più utilizzati a livello industriale è quello al CO2. È
costituito da una cavità riempita da gas a bassa pressione (CO2 con
N2 e He che servono per migliorare il rendimento).
Una scarica elettrica provocata attraverso due elettrodi, genera
emissione di elettroni ad alta energia. Una estremità della cavità è
chiusa da uno specchio riflettente e l’altra con uno semiriflettente
dal quale viene emesso il fascio laser.
Laser a CO2
 Il bombardamento da parte degli elettroni delle molecole di
CO2 fa sì che un elevato numero di esse passi ad un livello
energetico elevato;
 una parte delle molecole danno luogo ad una emissione
spontanea cioè emettono fotoni di uguale energia e frequenza
e passano ad uno stato sempre eccitato ma di livello inferiore;
 alcune molecole eccitate al livello maggiore, colpite da questi
fotoni, li duplicano cioè emettono altri fotoni (emissione
stimolata) con la stessa frequenza e direzione di quelli
incidenti. Le molecole ritornano poi nello stato più basso;
 i fotoni, riflessi dagli specchi, stimolano un gran numero di
molecole di CO2 ad emetterne altri;
 dallo specchio semiriflettente esce quindi un fascio di luce
direzionato e collimato con determinata frequenza
(monocromatico) e con la stessa fase incidente (coerente).
Laser a CO2
Schema di un laser a CO2
a flusso assiale veloce

La scarica avviene nei due tubi dove la miscela è fatta fluire


attraverso una pompa. Fuori della zona di scarica la miscela viene
raffreddata per un migliore funzionamento del laser e poi
reintrodotta.
Laser a CO2
In una geometria a forma
cubica sono presenti, per
ogni faccia laterale del
cubo, due coppie di tubi di
scarica l’una sovrapposta
all’altra. La pompa e gli
scambiatori, contenuti nel
cilindro centrale,
immettono la miscela dal
centro di ogni faccia e la
rimuovono dai suoi spigoli.
Il materiale attivo è
costituito dalle 4 coppie
di tubi superiori e dalle 4
coppie di tubi inferiori Esempio di un laser a CO2 a flusso
connessi otticamente in
assiale veloce
serie.
Laser a CO2

Esempio di un laser a CO2 raffreddato per


diffusione (detto anche a lastra piana)

Interessante soluzione per estrarre un fascio


approssimativamente circolare da un materiale
attivo di forma rettangolare molto allungata.
Laser a CO2

Qualità del fascio di uscita in un laser a CO2


raffreddato per diffusione
Laser a CO2
Caratteristiche e parametri operativi principali
di un laser a CO2
Laser a CO2

ESEMPI LASER A CO2


Laser a Nd:YAG

 Il laser a Nd:YAG è un laser a stato solido dove il materiale attivo


è costituito da una barretta di Y3Al5O12 (detto comunemente YAG
acronimo di Yittrium Aluminum Garnet cioè Granato di Ittrio e
Alluminio) in cui il Neodimio è introdotto in maniera sostituiva
all’Ittrio in circa 1% dei siti disponibili.
 L’elemento attivo che produce l’emissione è lo ione Nd3+.
 Le dimensioni della barretta cilindrica sono tipicamente di qualche
millimetro (3-5 mm) e alcuni centimetri di lunghezza (1-7 cm).
 Il pompaggio si realizza otticamente mediante lampade e la
configurazione di pompaggio è di tipo trasversale.
 I problemi di questo tipo di laser sono dovuti dalla forte quantità
di calore rilasciato dalla lampada nella barretta ed alla bassa
efficienza del sistema di pompaggio che richiede lampade di
elevata potenza. Per ovviare a questi inconvenienti si può utilizzare
un pompaggio tramite diodi laser a semiconduttore.
Laser a Nd:YAG
Schema di un laser a Nd:YAG di potenza pompato trasversalmente
da un insieme di barre di laser a semiconduttore
Laser a Nd:YAG
Caratteristiche e parametri operativi principale di un
laser a Nd:YAG
Laser a Nd:YAG

Schema di principio laser a Nd:YAG


Laser a Nb:YAG

Schema di un
laser di potenza
a Nb:YAG
pompato da
diodi laser,
utilizzante un
disco sottile di
materiale attivo
e il
corrispondente
profilo radiale
di temperatura.

La figura 2 mostra il corrispondente profilo


radiale nella barretta di Nd:YAG
Laser ad eccimeri

 Il laser ad eccimeri costituisce la sorgente più potente ed


efficiente nell’ultravioletto.

 Il materiale attivo è costituito da molecole di eccimeri allo stato


gassoso. Un eccimero è un dimero che esiste solo allo stato
eccitato. Un esempio è Ne2 che non esiste in condizioni normali
essendo il Neon che è un gas nobile in forma atomica.

 L’emissione laser è prodotta dalla a seguito della diseccitazione


dell’eccimero.

 Il pompaggio si realizza elettricamente e la scarica fluisce in


direzione trasversale rispetto all’asse del risonatore.
Sorgenti laser
CONFRONTO DI COSTI TRA SORGENTI LASER Nd-YAG E CO2
Sorgenti laser

CONFRONTO DI CARATTERISTICHE TRA SORGENTI


LASER Nd-YAG E A DIODI
LASER
SURFACE
PROCESSING
Laser-Materia

Interazione laser - materia

Quando il fascio laser colpisce una superficie una sua parte è


riflessa mentre l’altra è assorbita. Quella assorbita riscalda la
superficie e il calore si diffonde all’interno per conduzione.
L’andamento della temperatura alle varie profondità dipende
sia dalla conducibilità termica (λ) sia dal calore specifico (c). La
velocità di assorbimento dipende dalla diffusività termica pari
a λ/ρ•c (dove ρ è la densità). Un alto valore di diffusività
permette al calore immesso dal laser di attraversare lo
spessore del materiale in un breve tempo e consente alte
penetrazioni. Invece la percentuale di energia riflessa dipende
dalla riflettività e, ovviamente, si desidera che il suo valore sia
basso. Esso dipende dalla lunghezza d’onda e dalla temperatura.
Laser-Materia

Vantaggi

 la zona termicamente alterata è estremamente piccola;


 le distorsioni termiche dei pezzi sono limitate;
 la densità di potenza ha valori superiori ad ogni altra fonte
di calore;
 le operazioni avvengono senza contatto con i pezzi ed in
qualunque posizione;
 non occorre lavorare sotto vuoto;
 processo facilmente automatizzabile perché può essere
indirizzato con sistemi di specchi o con fibre ottiche sul
punto desiderato.
Laser-Materia

Il sistema laser è costituito da:


 sorgente laser;
 sistema ottico che indirizza il fascio sulla zona da saldare
(specchi per laser CO2, fibre ottiche per neodimio-YAG);
 lente per focalizzare il fascio in uno spot di dimensioni
limitate per ottenere alti valori di potenza.

I due pezzi, nel caso di saldatura, sono accostati con un gap


molto piccolo con elevati spessori data la grande penetrazione
di questo procedimento.
La zona di intervento viene avvolta da un gas di protezione per
proteggere la lente dagli spruzzi, il metallo fuso dalla
contaminazione atmosferica ed eliminare il plasma schermante
sul pezzo.
Laser-Materia

Meccanismi di formazione della fusione

MODALITÀ PER CONDUZIONE

Si ha con basse densità di potenza o elevate velocità ed il calore si


diffonde per conduzione fino ad una certa profondità provocando la
fusione del materiale.
Laser-Materia
Meccanismi di formazione del giunto

MODALITÀ PER KEYHOLE


Si ha con densità di potenza elevata o basse velocità. Il metallo
arriva alla vaporizzazione, il raggio penetra in profondità nel
materiale ed eventualmente lo fora completamente. Nell’interno del
foro coesistono metallo liquido, che forma dei vortici, e metallo allo
stato di plasma. Il plasma ha elevato assorbimento e il fascio laser
subisce molte riflessioni all’interno del foro risolvendo i problemi di
saldatura di materiali molto riflettenti. Il plasma uscente durante la
solidificazione può ionizzare il gas di protezione provocando la
formazione di elettroni liberi che assorbono il laser fuori dal foro
diminuendo l’effetto termico. Un getto laterale di gas protettivo
deve quindi eliminare il plasma.
Laser-Materia

MODALITÀ PER
KEYHOLE
Laser-Materia

RAPPORTO DI
FORMA
Laser-Materia
Differenza tra processi di saldatura convenzionali e
saldatura laser in regime di key-hole
Laser-Materia

MATERIALI

 Acciai al carbonio e inossidabili;

 Leghe leggere a base di alluminio (presentano il


problema della bassa temperatura di ebollizione e
dell’elevata riflettività e richiedono potenze di almeno
1 kW);

 Leghe di titanio
Macchina

sistema
miscelazione-filtri
He-Ar

telecamera

Cappa di Sistema
aspirazione spingifilo

Stazione laser di
saldatura

sistema testa laser


bloccaggio
pezzo ugello gas

touch pedant
Macchina

Cross jet
Testa laser

Vista frontale della


testa laser

Ugello filo
Ugello gas
Saldatura Laser

APPLICAZIONI

 Industria autoveicolistica (saldature su sistemi di trasmissione, su


tubazioni di scarico, su parti di carrozzeria);

 Industria elettronica (chiusura ermetica di capsule di componenti,


saldatura a bassa temperatura con metallo d’apporto di componenti
elettronici su circuiti stampati, saldature in cinescopi di TV);

 Saldatura di elettrodomestici e scambiatori di calore;

 Industrie navali;

 Industria delle materie plastiche.


Applicazioni

LASER
Applicazioni

Applicata agli anelli


di sincronizzazione
sugli ingranaggi dei
cambi, su elementi
di frizione o dischi
di smorzamento
viscoso; su motori
da competizione si
realizza la
saldatura di parti
cave per alleggerire
il componente e
migliorarne il
raffreddamento.
COMPONENTI SALDATI LASER NEL
SETTORE AUTOMOBILISTICO
Applicazioni

SISTEMA DI SALDATURA DI
PIANI DI COTTURA

Essa si realizza sia mediante


assemblaggio di lamiere imbutite
per realizzare i condotti di
passaggio del gas, sia mediante
saldatura a sovrapposizione di punti
non visibili dall’esterno di frontalini
e fianchi; questa lavorazione risulta
particolarmente adatta nel caso
siano richieste specifiche qualità
estetiche.
Applicazioni

SISTEMA DI SALDATURA VALVOLE

Assemblaggio di valvole a diaframma e saldatura di elettrovalvole


a solenoide. Questo risulta essere un processo delicato a causa
dei materiali coinvolti, delle strette tolleranze e degli spinti
requisiti di resistenza a fatica.
Una recente produzione è la saldatura laser per la sigillatura di
valvole idrauliche a sfera in ottone, lavorazione critica a causa del
materiale
Saldatura Laser
SALDATURA DI MATERIALI DISSIMILI

Si ha la possibilità di scegliere il
materiale più adatto per le singole
parti come nello stelo di questa
valvola elettro-idraulica realizzata
mediante saldatura laser di
componenti di materiali diversi.
Solitamente la saldatura di metalli
diversi porta alla formazione di
composti intermetallici fragili ed il
cordone non è in grado di resistere
alle sollecitazioni statiche e
dinamiche. La saldatura laser
attraverso un attento controllo del
punto di incidenza del fascio e quindi
della diluizione dei metalli apre
nuove possibilità.
Le applicazioni industriali richiedono parti di
componenti con proprietà superficiali specifiche
quali buona resistenza alla corrosione, resistenza
all'usura e durezza. Le leghe con queste proprietà
sono generalmente molto costose e c'è un grande
interesse a ridurre il costo dei componenti per
soddisfare questi requisiti.
In questo senso, la lavorazione della superficie laser è
stata utilizzata come tecnica economica per migliorare
le proprietà superficiali dei materiali, utilizzando il
calore del raggio laser per modificarne la struttura e
le caratteristiche fisiche.
I trattamenti superficiali Laser possono essere
suddivisi in processi diretti, che richiedono solo il
calore generato, come l'indurimento e la fusione, e
processi che richiedono materiale di apporto come
lega e rivestimento, come per gli utensili con
nanoparticelle.
Il trattamento laser superficiale dei materiali è una
tecnica importante perché offre la possibilità di
migliorare varie proprietà come la resistenza
superficiale, la durezza, la rugosità, il coefficiente
di attrito , la resistenza chimica e la corrosione di
vari materiali.
Tali miglioramenti alla superficie di un materiale non
sono solo ideali per applicazioni in cui il tasso di
usura e le sollecitazioni di taglio sono elevati, ma
potrebbero anche essere utilizzati per mantenere o
allungare la vita funzionale del componente mediante
la copertura delle microfessure nelle superfici, come
quelle della ceramica tecnica. Inoltre, l'estetica può
anche essere migliorata utilizzando il trattamento
superficiale laser (per la ceramica in particolare)
creando uno strato superficiale modificato.
Il trattamento superficiale laser è un processo
termico che presenta un vantaggio rispetto
al trattamento convenzionale in forno .
Si basa sul riscaldamento causato dal leggero
adsorbimento dello strato superficiale e sul
raffreddamento assicurato
dall'elevata conducibilità del materiale.
L' energia laser adsorbita si traduce in uno
strato superficiale sottile con le proprietà
desiderate mentre la maggior parte del materiale
non è influenzata.
Generazione del raggio laser
Indurimento per trasformazione
rivestimenti
I trattamenti superficiali laser offrono numerosi vantaggi
di produzione rispetto ad altri processi di trattamento
superficiale:
La radiazione è pulita e non contamina la superficie,
come con una fiamma.
Non vi è alcun movimento del getto o del gas per
"increspare" la superficie.
Un piccolo raggio che può essere localizzato con
precisione e non viene deviato da campi magnetici
vaganti.
Non necessita di aspirapolvere e non produce raggi X
pericolosi.
Elevate densità di potenza, che consentono di
trattare piccole aree.
Versatile, in quanto il laser può essere utilizzato per
diversi processi produttivi operando da un'unità
centrale.
Capace di un alto grado di automazione.
CLINING
 l processo laser rimuove lo sporco e gli strati di
copertura senza lasciare alcun residuo solo mediante fascio
di luce. Non sono richiesti prodotti chimici (come per il
lavaggio o il decapaggio) o altri mezzi (come con ghiaccio,
pellet o sabbiatura). Le piccole quantità di particelle
prodotte possono essere estratte immediatamente dopo
l'ablazione laser e smaltite.
La pulizia nella tecnologia medica presenta ai produttori
di strumenti chirurgici e impianti metallici sfide sempre
nuove. Pulendo con la luce, i componenti medici possono
essere pretrattati sterilmente e con stabilità a lungo
termine.
Durante la pulizia con radiazioni laser, lo sporco e
gli strati di copertura vengono rimossi in modo
ecologico solo dalla luce in fascio
monocromatico. Non sono necessari né detergenti
né abrasivi. Il consumo di energia può essere
ridotto fino all'87%. Ciò significa che è possibile
risparmiare risorse preziose in misura
considerevole sia nella produzione che nell'uso della
tecnologia delle apparecchiature.
TEMPRA LASER
La tempra laser è un particolare processo di tempra che
utilizza un raggio laser per riscaldare la superficie del
metallo, abbinato al monitoraggio in tempo reale e
all'accurata regolazione dei parametri di processo. Per
questi motivi il processo è estremamente preciso,
ripetibile e capace di minimizzare le distorsioni
geometriche dei componenti.
Il trattamento superficiale viene utilizzato per indurire o
rivestire superfici di metalli ferrosi. Per l'indurimento,
un raggio laser con un'elevata densità di potenza riscalda
una piccola area sulla superficie del pezzo, provocando
modifiche agli atomi nel reticolo del materiale
(austenite).
Quando il raggio si allontana, in un altro punto della
superficie, l'area riscaldata viene rapidamente
raffreddata dal metallo circostante per conduzione con
un Δt elevato. Questo rapido raffreddamento
impedisce al reticolo di tornare alla sua disposizione
originale, dando luogo a una struttura superficiale
molto dura (martensite). Per il rivestimento, l'alta
temperatura del laser aiuta a legare le tracce di
polvere metallica eventualmente iniettata con la
superficie del pezzo.
 Le velocità di riscaldamento e raffreddamento
dipendono dalla conduttività termica e dallo spessore
del materiale, dalla potenza del laser, dalle
dimensioni del raggio e dalla velocità di
traslazione. Sono possibili velocità di
raffreddamento fino a 104 ° C s -1 .
La “finestra operativa” per l'indurimento superficiale
dipende dalla potenza del laser, dal diametro del raggio e
dalla velocità di traslazione per un particolare materiale.
Esempi di usi tipici includono la produzione di componenti
resistenti ad usura in alloggiamenti del servosterzo in
ferro ferritico malleabile e canne dei cilindri in ghisa in
lega.
Limitato a ghisa, carbonio normale e acciai legati.
Le velocità di raffreddamento sono generalmente ben a
sinistra del "naso" della curva di temprabilità TTT,
consentendo la tempra superficiale degli acciai al
carbonio "a bassa temprabilità".
Quando si induriscono le ghise perlitiche, non c'è
tempo sufficiente perché la grafite vada in soluzione
solida, risultando in una superficie indurita di
trasformazione contenente grafite morbida, che
costituisce una buona superficie di appoggio.
RIVESTIMENTI
Il rivestimento laser è un processo di produzione additiva
unico che sfrutta l'iniezione di polveri metalliche in un
raggio laser focalizzato. Di conseguenza, queste polveri
vengono fuse e solidificate direttamente per formare
strati sovrapposti. Pertanto, questa tecnologia consente la
produzione di prototipi e piccoli lotti di componenti
metallici, da zero o mediante l'aggiunta di parti specifiche
su componenti esistenti.
Esistono due metodi per rivestire (saldare) un metallo su
un substrato; fusione in polvere (pre-posizionata o
soffiata) e deposizione di vapore.
Le velocità di rivestimento dipendono dalla potenza e
dallo spessore del laser.
Strati uniformi di rivestimento sono prodotti dalla
sovrapposizione di singole piste rivestite.
I tassi di rivestimento possono essere aumentati del
50% utilizzando un riflettore emisferico per riciclare
l'energia laser riflessa.
La maggior parte delle combinazioni di metalli può essere
rivestita, a condizione che il materiale di rivestimento non
abbia un punto di fusione significativamente più alto del
substrato (ad esempio, rivestimento in acciaio inossidabile
su alluminio).
Possono essere applicati rivestimenti non metallici, ma la
loro aderenza al supporto non è buona come per i metalli.
Diluizione del materiale di rivestimento con il substrato
è piccola, e può generalmente essere limitato a 25 - 100
um.
Potrebbe verificarsi una piccola zona termicamente
alterata (solitamente inferiore a 2 mm)
In alcuni materiali si verificano tensioni termiche residue
dovute alla contrazione dello strato di solidificazione e può
essere necessario un trattamento termico.
Se il rivestimento è troppo spesso, il sottosquadro del
binario rivestito può causare porosità e inclusioni.
Utilizzato principalmente per il rivestimento di acciaio
dolce con acciaio inossidabile, ma è stato utilizzato per
l'applicazione di rivestimenti in stellite e ferro-boro.
È possibile rivestire superfici di usura, o solo piccole
"tracce" o aree. La dimensione e la forma della sezione
trasversale del rivestimento è una funzione delle proprietà
del materiale (tensione superficiale del materiale fuso e
rapporto superficie / volume delle particelle di polvere) e
dei parametri di processo (velocità di alimentazione della
polvere, velocità di spostamento del substrato rispetto al
laser, potenza e diametro del laser).
Lo spessore del rivestimento è solitamente limitato a
2 mm per evitare il "sottosquadro".
SICUREZZA
NELL’USO
DEI LASER
Il DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008 , n. 81 e
altre normative specifiche Comunitarie prescrivono
che:
«Il responsabile /Datore di lavoro di un reparto con
presenza di Laser è tenuto ad informare e formare i
lavoratori e tutti i propri collaboratori sui rischi
specifici connessi alle attività svolte e sulle corrette
misure di prevenzione e protezione, sorvegliandone e
verificandone l’operato. Pertanto in tutte le sedi
operative che utilizzano laser devono essere
osservate le norme di sicurezza (da redigere come
DUVRI – documento di valutazione dei rischi) e
prescritti gli opportuni DPI per eliminare i rischi
residui»
Classificazione dei laser
I sistemi laser vengono classificati in diversi livelli a
seconda della loro radiazione accessibile. La
classificazione indica il livello di rischio del sistema
laser. I sistemi di luce laser possono essere di classe 1,
1M, 2, 2M, 3R, 3B e 4 (in ordine di pericolosità). I laser
di classe 1 e 2 sono dispositivi molto piccoli e con laser
deboli con una potenza in uscita inferiore a 1mW. I
sistemi laser con una potenza compresa tra 1mW e 5mW
sono di classe 3R, tra 5mW e 500mW sono classificati
nella classe 3B. Ogni laser con radiazioni accessibili
superiori a 500mW appartiene alla classe 4.
Esempio Procedure sicurezza:

Potrebbero piacerti anche