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5.

IL FISICO ITALIANO CHE DAL SUD ITALIA SI


TRASFERITO A MILANO: ORAZIO SVELTO
IL LASER E LE SUE APPLICAZIONI

a) ORAZIO SVELTO

Tre sono le cose da non fare: non


rassegnarsi, non negare la gravit della crisi,
non addossarsi vicendevolmente le colpe, di
contro ridare valore al merito, valutare
periodicamente i risultati conseguiti da
docenti e ricercatori, mettendo in preventivo
che molte sono e saranno le resistenze al
cambiamento.
Orazio Svelto, Il fascino sottile del laser, Di Renzo, 2007

Orazio Svelto (Maglie, 21 febbraio 1936) un


ingegnere italiano. Si trovato costretto ad
abbandonare la pro Ha sviluppato invenzioni
scientifiche di rilievo nell'ambito dello sviluppo di
nuovi laser a stato solido, della generazione degli
impulsi ultra-brevi di luce laser e delle
applicazioni del laser in medicina e biologia. autore di oltre 200 articoli scientifici
pubblicati sulle pi prestigiose riviste internazionali, nel settore dei laser,
dell'elettronica quantistica e della fotonica.pria citt per conseguire la propria
passione: la fisica.

b ) IL LASER E LE SUE APPLICAZIONI


Il LASER (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation, amplificazione di
luce mediante emissione stimolata di radiazione) un dispositivo con il quale si
ottiene una radiazione di onde elettromagnetiche essenzialmente monocromatica,
cio costituita da una sola frequenza e quindi da un solo colore, e coerente: tutti i
raggi emessi sono in fase tra loro nel tempo e nello spazio. In tal modo la luce pu
essere concentrata su aree piccolissime, dellordine di poche centinaia di micron
quadrati, ottenendo cos campi elettrici associati allonda enormemente pi intensi di
quelli che si possono ottenere con sorgenti ordinarie e di valore prossimo a quelli
esistenti negli atomi. Di conseguenza la quantit di energia emessa per unit di
superficie per unit di angolo solido incomparabilmente pi elevata rispetto alle
sorgenti tradizionali (brillanza). Ci dovuto essenzialmente al meccanismo fisico che

risiede alla base di tale fenomeno. Questa peculiarit ha consentito al laser di trovare
diverse applicazioni tecnologiche come ad esempio nel taglio dei metalli. Oltre a
queste due caratteristiche che lo contraddistinguono, il laser, al contrario delle
sorgenti tradizionali, consente lemissione della radiazione in un'unica direzione, e ci
conferisce estrema direzionalit a tale
fascio: l'angolo solido sotteso da un
fascio laser estremamente piccolo e
quindi pressoch trascurabile. Inoltre
possibile costruire laser che emettano
pacchetti di onde estremamente stretti
nel dominio del tempo, cos da
ottenere
impulsi
ultra-brevi:
attualmente si giunti allo sviluppo di
impulsi dell'ordine del femtosecondo.
Nel 1905 Einstein postul che la
radiazione elettromagnetica, e quindi
anche la luce, viene emessa, assorbita e si propaga nello spazio sotto forma di
pacchetti di energia chiamati quanti o fotoni: lenergia dellonda concentrata in
pacchetti discreti, piuttosto che essere uniformemente distribuita con continuit su
tutto il fronte donda. Nel 1913 Bohr introdusse i seguenti postulati:

un sistema atomico pu esistere solo in determinati stati energetici, chiamati


stati stazionari, in quanto il sistema non irradia energia;

ogni processo di emissione o di assorbimento di fotoni associati ad una


radiazione elettromagnetica di qualsiasi frequenza avviene in modo discontinuo ed
implica una variazione del contenuto energetico del sistema atomico, ossia una
transizione fra due stati stazionari;

la frequenza f della radiazione emessa o assorbita legata ai valori E1 ed E2


dellenergia posseduta dallatomo (individuata dal livello energetico degli elettroni
presenti sullultimo orbitale) negli stati iniziale e finale dalla relazione:
f = (E2 E1) / h
dove h la costante di Planck (h = 6,631034 J s).

I fenomeni fondamentali che unonda elettromagnetica pu generare interagendo con


un materiale (quello che sar chiamato materiale otticamente attivo) sono alla base
del funzionamento del laser. In presenza di una radiazione con spettro continuo, un
fotone, avendo esattamente lenergia corrispondente alla differenza di energia fra
quella che compete allorbita su cui si trova lelettrone e quella di un orbita superiore
che sia libera, incide sull'atomo e colpisce un elettrone con il risultato che il fotone
scompare poich cede tutta la sua energia e lelettrone si trasferisce nello stato
energetico pi elevato. Questo processo si dice assorbimento.
Quando il sistema atomico si trova nel suo stato di energia pi alta e in assenza di
radiazione in prossimit dellatomo, dopo un certo intervallo di tempo , il sistema si

trasferisce spontaneamente nello stato di energia pi bassa in quanto si ha uno


spontaneo ritorno dellelettrone ad un livello energetico inferiore, con la conseguente
emissione di un fotone di energia pari ad hf. Questo il processo di emissione
spontanea, la cui corrispondente radiazione intrinsecamente incoerente poich i
fotoni emessi non sono correlati tra loro, n temporalmente e n spazialmente.
Se lelettrone, che si trova al livello energetico superiore, interagisce con un fotone
avente la frequenza f prima detta, si diseccita ed emette un fotone di pari frequenza
coerente con quello che ha stimolato lemissione, cio in fase con esso e con la sua
stessa direzione di propagazione: il fotone stimolante prosegue il suo cammino
insieme a quello stimolato. Si in presenza di emissione stimolata. Un evento di
questo tipo pu essere utilizzato per produrre una reazione a catena di processi simili .
In generale, quando una radiazione elettromagnetica colpisce un atomo, che avr un
certo numero di elettroni sul livello energetico fondamentale 1 e un certo numero sul
livello eccitato 2, la probabilit che essa interagisca con un elettrone del primo livello o
del secondo la stessa, secondo quanto dimostrato da Einstein. Pertanto tale
radiazione incidente subir una attenuazione o unamplificazione a seconda che il
numero di atomi il cui elettrone nello stato 1 sia maggiore (cio prevale
lassorbimento) o minore (prevale lemissione) del numero di atomi il cui elettrone
nello stato 2. In condizioni di equilibrio termodinamico il numero di atomi che sono
nello stato di minore energia maggiore di quelli nello stato superiore, mantenutivi
dall'agitazione termica del sistema di atomi alla loro temperatura di equilibrio T. Se si
espone alla radiazione un sistema, il processo dominante l'assorbimento,
semplicemente perch lo stato di minore energia molto pi popolato. possibile
ottenere linversione di popolazione fra i due livelli energetici mediante opportuni
metodi, cosicch il processo dominante in presenza di una radiazione sarebbe
l'emissione stimolata e il sistema atomico si comporta come un amplificatore.
Per ottenere la generazione della luce laser gli atomi vengono pompati, con qualche
meccanismo, dallo stato fondamentale E1 allo stato eccitato E3. Una possibilit, nota
come pompaggio ottico, l'assorbimento di energia luminosa proveniente da una
intensa sorgente a spettro continuo disposta in modo da circondare il materiale
otticamente attivo ( lasing ). Gli atomi si diseccitano rapidamente dallo stato E3 in uno
stato di energia E2 che, affinch si verifichi lemissione di luce laser, deve essere
metastabile, cio avere una vita media relativamente lunga prima di diseccitarsi per
emissione spontanea. Se queste condizioni sono soddisfatte, lo stato E2 pu allora
diventare pi popolato dello statoE1, procurando quindi la necessaria inversione di
popolazione. Un singolo fotone dell'energia giusta pu allora dare inizio ad una
valanga di eventi di emissione stimolata, ottenendo la produzione di luce laser. I laser
vengono essenzialmente usati come oscillatori generando essi stessi la radiazione che
poi amplificano in modo coerente.

Lo schema generale di montaggio del


laser, che realizza quanto sopra
descritto essenzialmente formato da
una cavit speculare risonante nel cui
interno sono inseriti il materiale lasing
e la sorgente, detta lampada di
pompaggio, che serve ad innescare, in
genere mediante un lampo di luce
Componenti di un Laser:
molto intenso, leccitazione iniziale.
1) Mezzo ottico attivo
Comunemente si indica con il termine
2) Energia fornita al mezzo
sorgente direttamente il materiale
ottico
otticamente attivo in quanto la
3) Specchio
4) Specchio semiriflettente
radiazione emessa strettamente
5) Fascio laser in uscita
legata
alla
sua
natura.
Il
materiale lasing il mezzo da eccitare ed delimitato da due specchi paralleli, uno
perfettamente riflettente, laltro semitrasparente, cos da consentire la parziale
emissione della radiazione coerente che si forma nella cavit. Il dispositivo fatto in
maniera tale che unonda piana che viaggi in direzione ortogonale alle superfici degli
specchi sar riflessa pi volte dagli stessi, riattraversando ripetutamente il materiale
attivo, con il risultato di essere amplificata ad ogni passaggio. Appena un fotone viene
emesso spontaneamente, si innesca una valanga di fotoni emessi per emissione
stimolata che viaggiano avanti ed indietro lungo lasse della cavit, riflessi dagli
specchi. Se il guadagno lungo lasse superiore alle perdite che si hanno agli specchi
(il coefficiente di riflessione sempre minore di 1), il sistema entra in oscillazione.
Scegliendo opportunamente gli specchi, possibile selezionare la lunghezza donda di
operazione.
I primi laser, costruiti negli anni 60, utilizzavano come mezzo ottico attivo il rubino.
Lemissione di un laser a rubino pompato con una lampada flash impulsata:
normalmente limpulso ha la durata di 1 millisecondo ed formato da un gran numero
di impulsi pi brevi (spikes); la potenza di picco emessa dellordine dei kW.
Successivamente, con levolversi della tecnologia, sono stati sviluppati laser che
utilizzano mezzi ottici differenti, come gas (in cui linversione di popolazione
generata dagli urti fra atomi), solidi o semiconduttori: ogni tipo di materiale ha trovato
poi un campo di impiego ottimale. Per consuetudine i diversi tipi di laser si distinguono
in base allo stato di aggregazione del materiale attivo. Si hanno cos:
laser a stato solido, a cristalli e vetri od a semiconduttori;
laser a liquidi;
laser a gas (ulteriormente suddivisi in laser ad atomi neutri, laser a ioni, laser
molecolari, laser ad eccimeri e laser ad elettroni liberi).
CLASSIFICAZIONE DEI LASER
La classificazione dei laser fatta in base alla potenza:
Classe 1; (<0,04 mW): completamente innocui.

Classe 2; (<1 mW): normalmente non sono in grado di arrecare danni alla vista (per
es. stampanti laser e alcuni puntatori con emissione di luce rossa).
Classe 3a;con una lunghezza d'onda da 500 a 700nm (<5 mW): possono danneggiare
la vista se usati con dispositivi ottici che riducono il diametro del raggio
aumentandone la potenza specifica (per es. puntatori laser con emissione di luce
azzurrina).
Classe 3b; laser con una lunghezza d'onda da 405 a 700nm (tra 5 e 500 mW): possono
danneggiare la vista se il raggio entra nell'occhio direttamente; i raggi diffusi non sono
pericolosi ma le riflessioni speculari sono pericolose come il raggio diretto (per es.
alcuni tipi di puntatori laser con luce verde e viola).
Classe 4; (potenza superiore ai 500 mW): pericolosa l'esposizione anche al raggio
diffuso (laser industriali usati per il taglio dei metalli).
APPLICAZIONI
A causa delle sue prestazioni molto specifiche, il laser ha avuto in passato ed ha
tuttora innumerevoli applicazioni in molti campi della tecnica, della medicina e delle
scienze. In medicina si ricordano il bisturi laser che sostituisce il normale bisturi
metallico, con il vantaggio della estrema sottigliezza del taglio e di cicatrizzare mentre
taglia, impedendo cos la perdita di sangue. Il laser stato usato poi diffusamente per
vari altri scopi, per esempio come tecnica non invasiva per la completa rimozione di
tumori allo stadio iniziale: la risposta terapeutica a tale trattamento dipende in
maniera complessa dalla scelta della lunghezza d'onda, dalla durata di irradiazione e
dalla potenza del laser. Combinazioni diverse di questi parametri sono impiegate per
trasformare l'energia luminosa in energia meccanica, termica o chimica.
Generalmente gli effetti meccanici sono prodotti dall'applicazione di brevi impulsi
(dell'ordine dei nanosecondi) ed alte energie. Altro importante impiego in medicina, in
particolare in Oftalmologia, consiste nella correzione dei difetti rifrattivi della vista:
miopia, astigmatismo e ipermetropia. In particolare, il laser retinico viene usato
generalmente per bruciare zone della retina malata. Svariati impieghi si hanno
anche in odontoiatria.
Nelle telecomunicazioni e nelle reti di computer il laser viene utilizzato per trasferire
enormi quantit di dati attraverso le fibre ottiche. Inoltre viene utilizzato come
elemento di lettura nei lettori CD e DVD e per la loro scrittura nei masterizzatori. In
ambito industriale il laser viene utilizzato per tagliare o saldare lamiere in metallo di
spessore anche elevato. In metrologia con i laser si possono effettuare delle misure di
estrema precisione nel campo che va dai micron alle decine di metri. In edilizia
vengono utilizzate sempre pi spesso livelle laser. Nel settore militare sono stati
investiti capitali per la realizzazione di laser il cui uso come arma offensiva o difensiva
non ancora diffuso, a causa di un non bilanciato compromesso tra potenza e
manovrabilit. Vengono per estesamente impiegati come componenti dei sistemi di
puntamento.
Il laser viene utilizzato anche per manipolare la materia a livello atomico: pu essere
utilizzato per saldare, dividere o forare elementi a livelli atomici; inoltre viene spesso
utilizzato per raffreddare i composti a temperature prossime allo zero assoluto. in

fase di studio la possibilit di utilizzare queste tecniche per raffreddare i


semiconduttori. Enormi laser permetteranno, forse in un prossimo futuro, di ottenere
reattori nucleari a fusione efficienti.
In astronomia il laser stato usato, per esempio, per misurare la distanza, con un
errore di pochi centimetri, tra Terra e Luna, utilizzando uno specchio, rivolto verso
Terra, lasciato dagli astronauti dell'Apollo11 il 21 luglio del 1969.
Il laser pu essere infine utilizzato nel mondo dello spettacolo per realizzare spettacoli
ed animazioni: un utilizzo che si presta sia in spazi chiusi, che all'aperto.